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Olimpiadi, Buonfiglio: importantissimo anche arrivare nei primi otto

Milano, 16 feb. (askanews) – “Per noi che siamo addetti ai lavori significa tantissimo perché comunque arrivare nelle prime 6, 7, 8 posizioni vuol dire anche importanza nel ranking mondiale. Per chi ci guarda, per il mondo di oggi che vede solamente chi arriva primo, già se arrivi secondo delle volte deludi, forse perde di attenzione e invece sono proprio quei quarti, quinti, settimi posti che fanno sì che il messaggio sportivo venga evidenziato perché l’importante è, come abbiamo continuato a dire sin dall’inizio, che ogni atleta riesca ad esprimersi al meglio delle sue capacità quindi io non posso che essere fiero e orgoglioso di tutti”. Lo ha detto ad askanews il presidente del CONI Luciano Buonfiglio, poche ore dopo il quarto posto di Arianna Fontana nei 1000 metri di short track, ma ragionando più in generale sui piazzamenti alle spalle del podio.

“Ho visto per la prima volta una partita di hockey – ha aggiunto Buonfiglio dalla Triennale – ho visto Italia-Finlandia, al di là del risultato io visto ragazzi che si sono impegnati fino alla fine. Cosa vuol dire questo? Non arrendersi mai: questo è messaggio più bello che possiamo dare. Le avversità le subiamo tutti, tutti i giorni, ma non arrendiamoci perché poi i buoni vincono sempre”.

Referendum, il ministero della Giustiza: Anm renda noti fondi ricevuti da Comitato No. Il Pd: proscrizione

Roma, 16 feb. (askanews) – Alta tensione in vista del referendum sulla giustizia, dopo le parole del ministro delle giustizia Carlo Nordio che su un sistema para-mafioso da rompere (grazie proprio al sistema del sorteggio), un’altra vicenda alimenta la bufera. Il ministero della Giustizia ha infatti chiesto all’Associazione nazionale magistrati di rendere noti i fondi ricevuti a sostegno del Comitato del No al Referendum, e l’opposizione è insorta.

Al Ministero della Giustizia è pervenuto “un atto di sindacato ispettivo con il quale il parlamentare interrogante riferisce che il Segretario generale dell’Anm avrebbe dichiarato che il ‘Comitato Giusto dire NO’ promosso dall’ANM ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente con una donazione volontaria”. Lo scrive la capo del Gabinetto di via Arenula, Giusi Bartolozzi, in una lettera al presidente dell’Anm Cesare Parodi. “Da ciò l’interrogante assume un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all’ANM e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto dell’ANM”, sottolinea l’alta funzionaria del ministero della Giustizia chiedendo a Parodi di valutare “l’opportunità di rendere noto alla collettività, nell’ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato ‘Giusto dire NO’ da parte di privati cittadini”. “Le notizie riportate da alcuni media circa la richiesta della capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio all’Associazione Nazionale Magistrati di avere l’elenco di chi ha fatto donazioni al comitato per il No al referendum costituzionale è un atto molto grave che tradisce il nervosismo che si respira nei palazzi del Governo. Un segnale che sa tanto di liste di proscrizione e di cui è difficile comprendere le ragioni. Si mette in discussione la libertà di partecipazione e si alimenta un clima di pressione nei confronti della magistratura e dei cittadini che voteranno NO. Il ministro chiarisca subito. Le istituzioni e il popolo sovrano si rispettano. Non si intimidiscono”. Così la deputata democratica, responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani, allegando ad una nota la missiva inviata da Giusi Bartolozzi al presidente dell’Anm.

Intanto il magistrato dell’antimafia Nino Di Matteo sconfessa il ministro della Giustizia. “A coloro i quali, in queste ore, cercano di strumentalizzare il mio pensiero, voglio precisare che, proprio perché ho sempre contrastato la degenerazione del sistema di autogoverno per le improprie ingerenze di correnti e cordate, oggi ho le mani ancora più libere nel denunciare che questa riforma costituzionale, invece di risolvere il problema, finisce per aggravarlo, accentuando il rischio di un, sempre più stringente, controllo politico sul CSM e sull’intera magistratura. Con grave rischio per la tutela delle garanzie e dei diritti di ogni cittadino”, afferma il magistrato Nino Di Matteo commentando le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio che ieri ha precisato di averlo citato parlando di sistema “para-mafioso” del Csm.

Olimpiadi, Manuela Di Centa: in Val di Fiemme le mie prime medaglie

Val di Fiemme (Tn), 16 feb. (askanews) – Manuela Di Centa è una delle più grandi leggende dello sport italiano, nota per la sua straordinaria carriera nello sci di fondo con ben 7 medaglie olimpiche e per il suo impegno come dirigente sportiva e in politica, dalla Val di Fiemme fa un primo bilancio di questi Giochi e guarda al futuro.

“La bellezza delle olimpiadi è tornata sui nostri territori, è un’Olimpiade che ha raccolto le eccellenze della nostra impiantistica sportiva in chiave invernale ed è un qualcosa di unico. Siamo stati gli apripista in questo senso per il CIO, per l’internazionale. Qui in Val di Fiemme con uno stadio e un’infrastruttura che dura nel tempo, grazie anche ai territori, ai comuni e alle organizzazioni sportive che ci hanno creduto.

“Già dagli anni ’90 abbiamo offerto campionati del mondo di altissimo livello e man mano si sono andati sviluppando infrastrutture importantissime come i trampolini di Predazzo, fino ad arrivare a questa olimpiade. Tutto questo corona anche il sogno di chi per tanti anni ha organizzato, ha creduto, ha investito sì in infrastrutture ma anche in cultura sportiva, in società sportive, in bambine e bambini che possono usufruire di infrastrutture molto belle molto soprattutto tecnologicamente preparate, moderne ed è questo un po’ l’eredità che si trasmette a quelli che vengono dopo.

“E poi per i Giochi olimpici giovanili invernali Dolomiti Valtellina 2028, vedremo ancora questa staffetta che per gli under 18 e continuerà in questo in questo bellissimo stadio dove io. Voglio concludere dicendo, perché lo devo dire, mie prime medaglie mondiali le ho conquistate qua, per cui per me è una memoria del cuore profondissima che voglio trasmettere per quello che sono poi alle generazioni future, grazie a questa presidenza per Dolomiti Valtellina Giochi Olimpici dei Giovani del 2028. Sarà un grande impegno, ma un impegno grande del cuore”.

Calcio, Marotta: "Bastoni ha sbagliato ma no alla gogna mediatica"

Roma, 16 feb. (askanews) – “La nostra posizione è semplicissima, abbiamo notato che c’è stata una presa di posizione mediatica smisurata rispetto a quanto accaduto. Lo stesso giocatore è stato oggetto di una gogna mediatica che va al di là di quanto successo”. Così il presidente dell’Inter, Beppe Marotta dopo le polemiche seguite a Inter-Juventus. “Parliamo di un giocatore di 26 anni, con più di 300 presenze in Serie A, mai protagonista di eventi clamorosi – continua – È un patrimonio della Nazionale e qualcuno mette in dubbio la sua convocazione, è un danno ingiusto. Ci troviamo di fronte a un errore di un giovane, ma chi non è ne ha mai fatti? Se parliamo di simulazioni, se ne parla da cinquant’anni: è un fatto ordinario, non straordinario, sicuramente deprecabile e legato a fattori concomitanti come il braccio di Kalulu e il fischio immediato. Ha sbagliato, lo riconosco, ma l’anno scorso abbiamo perso lo scudetto per un punto e c’è stato un errore riconosciuto in Inter-Roma, non abbiamo fatto polemica. Quest’anno l’Inter è intervenuta in una sola occasione, dopo Napoli-Inter, in cui fu assegnato un calcio di rigore poi dichiarato non giusto. Dobbiamo fare delle riflessioni, dagli arbitri alle società, ai giocatori, fino alla Federazione. Voi giornalisti traete le vostre conclusioni dagli atti che vedete e valutate, dalle dichiarazioni che i protagonisti fanno. Non dico cosa dovete fare, ma quello che avviene in Italia avviene anche all’estero, dobbiamo riflettere: magari inasprendo le pene, ma per tutti, nei confronti dei tesserati. E parlo di pene pecuniarie, smesso si va oltre le righe anche nel comportamento verbale. È il mio pensiero, e sono qui a dire che Bastoni ha fatto un gesto non consono ai principi di lealtà, ma va giustificato. La repressione non fa parte del mio bagaglio, si può prevenire. Ma è compito anche dell’associazione calciatori, spesso noto ignoranza del regolamento”. Sulle parole dello scrittore Roberto Saviano dice: “C’è dispiacere, umano. Non so neanche chi sia Saviano, né che ruolo abbia. Non voglio dargli importanza, ha fatto dichiarazioni che saranno all’attenzione dei nostri avvocati”. Sui saluti a Chiellini dice: “Beh, salutare è il minimo. È stato un mio giocatore, è un dirigente giovane e inesperto, non sta a me commentare quello che è successo nel post partita e fare un’analisi”. Infine l’attenzione sull’Inter: “Perché negli ultimi anni è la squadra più vincente. Se parliamo di simulazioni, voglio ricordare Juventus-Inter del 2021, un rigore a favore della Juventus su palese simulazione di Cuadrado, con arbitro Calvarese. Successivamente sia l’arbitro che gli organi tecnici acclararono che si trattò di palese simulazione e con quella vittoria la Juventus ottenne una qualificazione alla Champions League che vale 60-70 milioni”.

L’Egitto meta regina delle vacanze d’inverno: cresce a doppia cifra

Milano, 16 feb. (askanews) – Mentre l’Italia è avvolta da pioggia e neve, a poche ore di volo, in Egitto il sole splende e le temperature sfiorano i 28 gradi. Non è un caso se fra crociere sul Nilo e Mar Rosso, il Paese africano si conferma tra le mete preferite dai turisti italiani durante l’inverno.

Il 2025 si è chiuso con un incremento del +32,7% rispetto all’anno precedente e, anche nei primi mesi del 2026, le prenotazioni registrano segnali positivi, confermando la forza della destinazione.

In questo scenario Veratour, tour operator 100 per cento italiano, rafforza la propria presenza aprendo due nuovi resort a Marsa Alam – il Veraclub Vita Resort e l’Utopia Blu – confermando il ruolo chiave dell’Egitto nelle strategie del gruppo, come ha spiegato Stefano Pompili, co-ceo di Veratour dalla convention annuale al Vita Resort che sarà inaugurato il 28 marzo: “Inverno molto positivo, l’Egitto cresce a doppia cifra. Le motivazioni sono molto semplici e chiare: tre ore di volo, sole tutto l’anno e soprattutto un rapporto qualità prezzo eccellente, che va a intercettare una clientela variegata, in particolare di famiglie che d’inverno necessitano di una vacanza di sole”, ha spiegato Pompili.

Nei resort, gli ospiti possono godersi animazione, relax, cucina italiana e diverse strutture sportive. E basta un quarto d’ora di fuoristrada per esplorare il deserto alla scoperta della cultura beduina, con escursioni in quad e visite ai bazar ricchi di spezie e artigianato locali.

Per chi ama il mondo sottomarino, il Mar Rosso regala fondali spettacolari: barriere coralline popolate da pesci dai colori vivaci e specie uniche, perfette per snorkeling e immersioni.

Affacciato su uno dei punti mare più suggestivi di Marsa Alam, il Vita Resort sorge su una baia riparata dal vento da colline di roccia rossa, con spiaggia di sabbia corallina, acque cristalline e accesso diretto al reef tramite un pontile. Situato all’interno del Veraclub Utopia, l’Utopia Blu è un 5 stelle con camere di lusso, ciascuna con accesso diretto e privato a una piscina.

Con queste due nuove strutture Veratour consolida un’offerta che guarda già alla prossima estate. “Per la stagione estiva ci aspettiamo sempre un Mar Rosso forte, con Marsa Matrouh che aprirà a maggio nella parte egiziana del Mediterraneo. E poi Grecia, Italia e Spagna andranno forte. L’Italia la mettiamo al primo posto, attraverso i villaggi che abbiamo in Sardegna”, ha concluso il ceo di Veratour Spa

Roberto Baggio: Brignone un esempio che tanti dovrebbero seguire

Milano, 16 feb. (askanews) – “Personalmente provo una grande gioia per lei, perché se l’è meritato, sapendo che dieci mesi fa era in una condizione incredibile. La sua forza, la sua passione, il suo desiderio proprio di arrivare a questo obiettivo le a fatto fare qualcosa di straordinario, cui veramente complimenti. Un esempio che tanti dovrebbero seguire”. Lo ha detto Roberto Baggio a margine di un evento di Betsson.sport, commentando le vittorie olimpiche di Federica Brignone, che proprio all’esempio dell’ex Pallone d’oro aveva detto di essersi ispirata.

Cortinametraggio 2026, ecco i finalisti del festival del cinema breve

Roma, 16 feb. (askanews) – Sono stati svelati i finalisti della ventunesima edizione di Cortinametraggio, il celebre festival del cinema breve, fondato e presieduto da Maddalena Mayneri, che si terrà a Cortina d’Ampezzo dal 23 al 29 marzo 2026.

Le opere selezionate dai direttori artistici Niccolò Gentili ed il regista Aldo Iuliano, restituiscono ancora una volta un panorama ricco e variegato, capace di attraversare generi, linguaggi e sensibilità differenti. Il filo conduttore emerge in un cinema che osserva il presente, ne intercetta le fragilità e lo racconta attraverso storie intime, visioni distopiche, ironia, animazione e sperimentazione.

Nella rosa dei finalisti compaiono: La Casa di Papà di Maria Rosaria Russo che affronta con delicatezza il tema della genitorialità separata, seguendo un padre che cerca di trasformare un pomeriggio ordinario in un momento speciale con il figlio, prima del ritorno alla solitudine quotidiana; Saverio Cappiello, con Camsex, Chemsex e una serie di umiliazioni, porta sullo schermo una notte di Carnevale che diventa discesa nei confini ambigui del desiderio, della dipendenza emotiva e della perdita di identità; Il senso di colpa e la ricerca di redenzione attraversano Ten to Six di Alessio Rupalti, dove un uomo anziano si confronta con il passato e con un incontro apparentemente casuale che si rivela carico di significato; Con 32 Carati, Ryan William Harris racconta un legame padre-figlio sospeso tra fiaba e realtà, incrinato dall’irrompere di una verità scomoda; L’adolescenza e il confine sottile tra amore e desiderio sono al centro di Fick Mich! di Fabiana Russo, mentre Camillo Sancisi, in Everblind, costruisce una visione distopica sul sacrificio e sul significato stesso del “vedere”.

Si prosegue con Il mio amico Karl, in cui Nikola Brunelli affronta il risveglio della coscienza critica di un’adolescente, attraverso l’amico immaginario ispirato a Karl Marx; Le dinamiche degli incontri notturni e delle relazioni fugaci emergono invece in Niente di speciale di Giovanni Conte; Il dramma della precarietà e dello sradicamento è raccontato da Gregorio Mattiocco in Bratiska, storia di due fratelli ucraini alle prese con difficoltà economiche e paure infantili; Uno sguardo originale e spiazzante arriva con Goodbye Pig di Roberta Palmieri, dove un maialino ripercorre il proprio ultimo giorno di vita, trasformando la narrazione in una riflessione poetica sull’esistenza; Astronauta di Giorgio Giampà nasce da eventi biografici dei protagonisti per poi perdersi in una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione, mentre Tamago di Orso, Peter e Benjamin Miyakawa esplora il territorio dell’amicizia e dei segreti, ambientando il racconto nella Tokyo contemporanea.

E ancora, la dimensione epica e simbolica caratterizza Arca di Lorenzo Quagliozzi, che unisce guerra fredda, memoria storica e fantascienza, mentre Il Gatto di Monica di Letizia Zatti osserva con ironia le dinamiche clandestine di una relazione extraconiugale; Il percorso verso una catarsi inattesa guida La notte della luna fertile di Agostino Gambino, ambientato in un contesto artistico disturbante.

Chiude la selezione Napoli 2500 di Alessandro Rak, un poema animato che attraversa mito, storia e identità, celebrando Napoli come organismo vivente, sospeso tra tragedia e rinascita.

Novità di questa edizione, la Sezione Rumena, con la direzione artistica affidata al direttore della fotografia Nicu Dragan, che porta a Cortinametraggio uno sguardo cinematografico intenso e riconoscibile.

In French Textbooks, Sebastian Voinea racconta il trauma silenzioso vissuto da un bambino all’interno di una famiglia disgregata; Milk and Cookies di Andrei Tache-Codreanu trasforma una vigilia di Natale in un momento di rivelazione, capace di incrinare equilibri familiari; con ALI?VERI?, Vasile Todinca affronta il tema della sopravvivenza e della dignità, seguendo una donna costretta a scelte estreme pur di andare avanti; Ironia e assurdo si mescolano in Auntie Lica The Hunchback di Paul-Razvan Macovei, dark comedy che riflette sul rapporto tra tradizione, morte e convenzioni sociali.

Tra le novità di quest’anno la collaborazione con OBE – Osservatorio Branded Entertainment, realtà di riferimento in Italia per la promozione e la valorizzazione del branded entertainment.

Quattro sono i corti selezionati: Thanks for your service di Jonathan Elia che racconta la tensione emotiva e psicologica di un’operazione di soccorso in alta quota con l’Aeronautica militare; Giovanni Stella, con La Storia di un’impresa Formidabile, celebra invece la nascita di un progetto artigianale e imprenditoriale, ossia l’Amaro Formidabile; Disruption di Henry Rose, presentato da Cris Contini Contemporary, esplora il concetto di creatività come atto di rottura e ridefinizione dell’identità, mentre Xavier Mairesse, in The Story of Henry Roberts, ricostruisce le origini storiche del brand Neutro Roberts attraverso un racconto cinematografico d’epoca.

Un anno di Bimby TM7: crescita a volume del 21% per Bimby Italia

Milano, 16 feb. (askanews) – Un anno di vita per Bimby TM7. Un prodotto di eccellenza, lanciato sul mercato il 14 febbraio 2025, che si è subito imposto come un punto di riferimento nell’innovazione applicata alla cucina. Anche grazie al nuovo modello, nel 2025 Bimby in Italia ha registrato una crescita a volume del 21% rispetto all’esercizio precedente, acuendo ulteriormente la leadership e la popolarità del brand, come spiegato da Enrica Vitale, direttrice marketing Bimby Italia.

“Il nostro obiettivo è far evolvere Bimby in Italia come una realtà culinaria di riferimento, riconoscibile per la qualità dell’esperienza che offre, per la relazione con le persone e per la capacità di accompagnarle nella quotidianità. Mettere le persone al centro significa valorizzare ancora di più la nostra forza vendita, che è il primo punto di contatto con i clienti e gli appassionati che muovono i primi passi con Bimby , ma anche ascoltare una community sempre più attiva e consapevole. È da questo dialogo continuo che nasce l’evoluzione del brand: un ecosistema che unisce prodotto, contenuti, servizio e relazione. La crescita che stiamo registrando è il risultato di questo approccio. Non è solo una crescita commerciale, ma una crescita di fiducia, di coinvolgimento e di partecipazione. È così che intendiamo elevare il posizionamento di Bimby in Italia: come un brand capace di unire innovazione, competenza culinaria e relazione umana”.

Per celebrare il primo anniversario di Bimby TM7, il 14 e 15 febbraio si terranno in tutta Italia eventi territoriali presso le sedi e i centri Vorwerk. Due giornate speciali pensate per coinvolgere attivamente, da nord a sud, la nostra community, la forza vendita e i clienti. L’obiettivo è creare momenti conviviali e di autentico scambio con chi utilizza Bimby ogni giorno, valorizzando la qualità e l’innovazione del modello TM7 attraverso un’esperienza culinaria di alto livello. Un’iniziativa che esalta il valore del territorio e rafforza il dialogo continuo con la community, mettendo al centro passione, condivisione e qualità. Oltre ad aver aggiornato il proprio design, con un nuovo schermo multitouch da 10 pollici e un aspetto curato in ogni dettaglio, Bimby TM7 ha rivoluzionato il modo di intendere il sistema, rinnovando sia il punto di vista digitale che hardware e fornendo agli utenti in cucina oltre 100.000 ricette ufficiali testate, di cui 10.000 italiane. Sono oltre 1 milione e 200 mila i dispositivi registrati a Cookidoo in Italia, come sottolineato da Enrica Vitale.

“Oggi la vera differenza non sta nella singola tecnologia, ma nella capacità di costruire un ecosistema integrato che funzioni nella vita reale delle persone. In questo senso, la combinazione tra Bimby TM7 e Cookidoo rappresenta un vantaggio competitivo concreto e difficilmente replicabile. TM7 è stato progettato come un prodotto tecnologico in continua evoluzione, capace di migliorarsi nel tempo grazie agli aggiornamenti software e all’integrazione con Cookidoo , che non è semplicemente un ricettario digitale, ma una piattaforma di cucina guidata dal successo garantito. È questo che rende l’esperienza affidabile, personalizzata e realmente utile nella quotidianità. Con l’introduzione di Cookidoo Assistant abbiamo aperto una nuova fase: l’intelligenza artificiale entra in cucina in modo naturale, come supporto e non come sostituzione dell’esperienza umana. L’Assistant aiuta a organizzare, suggerire, semplificare, mantenendo sempre centrale il controllo e la creatività dell’utente. L’innovazione, per noi, ha valore solo se migliora davvero la qualità della vita. Ed è per questo che continuiamo a svilupparla partendo dall’ascolto delle persone, dalla forza vendita alla community, trasformando l’esperienza quotidiana in un risultato concreto, affidabile e accessibile”.

Con TM7 e Cookidoo , dunque, l’obiettivo per Bimby è quello di entrare sempre più nel presente e nel futuro della cucina degli italiani.

A Roma la Società delle Api, luogo per comunità dell’arte contemporanea

Roma, 16 feb. (askanews) – Un luogo tutto nuovo nel centro di Roma, due piani, tanti spazi, uno splendido cortile interno. E’ qui che la collezionista Silvia Fiorucci ha aperto la nuova sede romana della Fondazione Società delle Api, organizzazione non profit che promuove ricerche e iniziative artistiche in diverse discipline. E la fondatrice ha chiesto a 70 artisti, designer, curatori e critici di realizzare un proprio contributo su carta, concepito appositamente per celebrare questo nuovo luogo.

Un gesto simbolico che nella sua semplicità materiale, restituisce l’essenza del progetto, fondato sull’idea di appartenenza a una comunità, sulla condivisione e sull’accoglienza: offrire agli artisti una “casa” dove poter sviluppare e condividere le proprie ricerche. “La Società delle Api nasce appunto dall’esigenza di aiutare gli artisti, stargli vicino, supportarli e soprattutto avere un dialogo con loro di amicizia e di scambi. – ha spiegato Silvia Fiorucci – Allora ho scritto una lettera a tutti gli artisti in collezione, chiedendo un semplice gesto su un foglio di carta A4, per poter emigrare un po’ tutti insieme da Monaco a Roma”.

Un progetto a cui hanno preso parte anche tanti rappresentanti della nuova scena artistica italiana, da Chiara Camoni a Diego Perrone, da Giorgio Andreotta Calò alla curatrice del Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2026 Cecilia Canziani. E in questa “casa” dove gli artisti potranno sviluppare le loro ricerche, verranno organizzate anche delle lezioni di storia dell’arte, dei workshop e alcuni artisti verranno a raccontare le proprie storie. “Il mio obiettivo adesso è quello di inserire la Società delle Api e me stessa nel tessuto romano, cercando di conoscere artisti che sono qui a Roma, le Fondazioni, gli istituti, i curatori romani. Partire da Roma per poi allargarmi” ha concluso Silvia Fiorucci.

Maltempo, Meloni: in decreto stop tributi, pagamenti rinviati a ottobre

Roma, 16 feb. (askanews) – Il decreto che andrà in Cdm mercoledì, oltre alle misure specifiche su Niscemi, conterrà provvedimenti complessivi per tutte e tre le regioni colpite dal ciclone Harry (Sardegna, Sicilia e Calabria) tra cui lo stop al pagamento dei tributi “sospesi fino ad aprile, che vuol dire rimandare il pagamento almeno ad ottobre”. Lo ha spiegato la premier Giorgia Meloni oggi in visita nel comune siciliano gravemente colpito dalla frana.

Meloni ha indicato “tre grandi priorità: la demolizione delle case che devono essere demolite, la messa in sicurezza del territorio perché è inutile che cerchiamo di risolvere i problemi se si possono ripresentare, e ovviamente gli indennizzi per chi ha perso le case e per le attività produttive”. Il decreto che andrà in Cdm mercoledì “vale per tutte e tre le regioni che sono state coinvolte dal problema alluvionale: prevediamo diverse centinaia di milioni di euro per quello che riguarda il ripristino della rete infrastrutturale e dei servizi. Il provvedimento prevede un indennizzo e iniziative di sostegno per le attività economiche che sono state coinvolte particolarmente per quello che riguarda il campo dell’agricoltura: sono provvedimenti significativi. C’è la sospensione dei tributi per Niscemi, ma vale per tutti i territori che sono stati coinvolti: i tributi dovrebbero essere sospesi fino ad aprile, che vuol dire rimandare il pagamento almeno ad ottobre”.

“Ci sono ammortizzatori sociali sui quali sta lavorando il ministero del Lavoro sia per i lavoratori dipendenti sia per i lavoratori autonomi che non possono lavorare a causa degli eventi. Infine ci sono i ministeri che, al netto delle risorse stanziate dal Mef, si sono mobilitati e hanno messo da soli a disposizione circa 170 milioni di euro per attività che riguardano vari campi”, ha concluso.

La Commissione Ue sarà al Board of Peace senza esserne membro

Bruxelles , 16 feb. (askanews) – La commissaria europea per il Mediterraneo, Dubravka Suica, sarà alla riunione inaugurale del “Board of Peace” per Gaza, il 19 febbraio a Washington, ma senza che la Commissione faccia parte del Board stesso. Lo hanno annunciato oggi a Bruxelles i portavoce della Commissione, durante il briefing quotidiano per la stampa dell’esecutivo comunitario.

La decisione è stata presa ieri dalla Commissione, che è in contatto con gli Stati membri attraverso l’Alta Rappresentante per la Politica estera comune. Kaya Kallas, hanno riferito i portavoce, in risposta ai giornalisti che chiedevano se fossero stati consultati i governi dei Ventisette.

“Saremo là questa volta, per partecipare specificamente alla discussione su Gaza, poi vedremo per il seguito. Ma non siamo membri del Board of Peace. Non siamo là per sostenere o approvare (“endorse”, ndr) l’approccio del Board of Peace, ma siamo interessati alla discussione su Gaza” sulla pace e sul futuro della Striscia, e “siamo i più importanti donatori per Gaza e per la Palestina. Ed è in questo senso e in questo ruolo che andiamo alla riunione” di Washington, ha spiegato la portavoce capo della Commissione, Paula Pinho.

Un altro portavoce, Anouar El Anouini, ha ribadito i punti problematici che l’Ue ha rilevato nel modo in cui è stato concepito il Board of Peace: il suo campo di applicazione, la Dua “governance” e la sua compatibilità con la Carta delle Nazioni unite e con le risoluzioni pertinenti dell’Onu.

Frana Niscemi, Meloni: sarei pazza a forzare su tempi zone sicure

Roma, 16 feb. (askanews) – “Ne ho parlato anche con i cittadini: io chiedo di non forzare, perché sarebbe un errore, nella definizione della fascia di rispetto sul fronte di frana perché quelle non sono decisioni che si possono prendere sul piano politico, quelle sono decisioni che si possono prendere sui dati tecnici”. Lo ha annunciato la premier Giorgia Meloni che oggi ha visitato il comune siciliano colpito dalla frana in seguito al ciclone Herry di circa un mese fa.

“Se io forzassi delle decisioni – ha aggiunto – magari perché voglio dare più velocemente delle risposte certe ai cittadini e mettessi la loro sicurezza a repentaglio sarei una pazza. Questo non lo voglio fare e penso che non si debba forzare per la sicurezza, per la salute e per la certezza che quando diamo delle risposte sono certe”.

“Io non posso e non voglio dare una tempistica della quale non sono certa: posso dire che oggi Niscemi è il comune più monitorato d’Europa perché ci sono tutte le migliori eccellenze: il genio militare, la protezione civile, i vigili del fuoco stanno lavorando per dare risposte su quale sia la fascia che bisogna purtroppo considerare non sicura e qual è quella che si può recuperare. Per fare questo c’è bisogno del tempo e non è una decisione che si può forzare, politicamente sarebbe irresponsabile”, ha concluso.

FT: i russi della Wagner reclutano europei per atti di sabotaggio

Roma, 16 feb. (askanews) – Il sistema Wagner non si è estinto con la morte del suo fondatore Yevgeny Prigozhin, ma ai reclutatori di mercenari, specializzati nel convincere i giovani dell’entroterra russo a combattere in Ucraina, è stato assegnato un nuovo compito: reclutare europei economicamente vulnerabili per compiere atti di violenza sul suolo della Nato, hanno detto alcuni funzionari occidentali al quotidiano britannico Financial Times.

Secondo quanto emerge dal FT, l’agenzia di intelligence militare russa (GRU) “sta utilizzando i talenti di cui dispone”, ha affermato un funzionario dell’intelligence occidentale, riferendosi alla rete Wagner e al suo sistema di reclutamento. Sia il GRU che l’agenzia di intelligence interna russa (FSB) sono diventati molto attivi nel reclutamento di agenti “usa e getta” in Europa per seminare il caos, evidenzia il giornale britannico.

Per il GRU, la rete Wagner si è rivelata uno strumento particolarmente efficace, seppur rudimentale, per raggiungere questo obiettivo, hanno dichiarato al FT alti funzionari dell’intelligence europea.

Gli agenti della Wagner hanno affidato agli agenti incarichi di ogni genere, dagli incendi dolosi alle auto dei politici e ai magazzini contenenti aiuti per l’Ucraina, fino al fingersi propagandisti nazisti, prosegue il quotidiano britannico, sottolineando che solitamente coloro che vengono reclutati lo fanno per denaro e sono spesso individui emarginati, a volte privi di uno scopo o di una direzione.

Olimpiadi, Casa Belgio a Milano è nel pub: si tifa e si brinda

Milano, 16 feb. (askanews) – Lo spirito olimpico non vive solo sulle piste e nei palazzetti, ma fa vibrare tanti luoghi dei Giochi invernali, fra cui le Case delle Nazioni, quartier generale dei comitati olimpici dei principali Paesi partecipanti: qui si tifa, si mette in mostra l’identità del proprio Paese e nel caso del Belgio, si beve. È l’unica nazione infatti ad aver scelto come ritrovo ufficiale un pub a Miano, trasformato per tutti i Giochi invernali, nel Lotto Belgium Pub.

Qui il tifo, di ogni colore, si vive all’insegna della convivialità, con i maxi schermi che trasmettono le Olimpiadi tutto il giorno fra i tavoli e le spine di birra, angoli per una foto ricordo e per il merchandising con le immancabili spillette.

Frana Niscemi, Meloni: mercoledì il decreto, stanziamo 150 Mln

Roma, 16 feb. (askanews) – Il consiglio dei ministri di mercoledì approverà il decreto su Niscemi. Lo ha annunciato la premier Giorgia Meloni che oggi ha visitato il comune siciliano colpito dalla frana in seguito al ciclone Herry di circa un mese fa.

“Il decreto arriva mercoledì, è immediatamente operativo, quindi le risorse dal giorno dopo ci sono. Ciciliano sarà commissario e dovrà fare le ordinanze”, ha aggiunto. Per Niscemi, ha riferito, verranno stanziati 150 milioni.

Nel decreto c’è anche “una risposta complessiva a tutti i territori coinvolti in raccordo con i presidenti delle regioni, Occhiuto, Schifani e Todde. Su Niscemi c’è la nomina del commissario straordinario Ciciliano e 150 milioni destinati solo al comune”, ha sottolineato.

Board of Peace, giovedì negli Usa la prima riunione: Italia sarà osservatore

Roma, 16 feb. (askanews) – Il Board of Peace (BoP), organismo temporaneo internazionale incaricato di supervisionare l’attuazione del Piano di Donald Trump e l’architettura di governance e sicurezza a Gaza, si riunirà a Washington per la prima volta, giovedì 19 febbraio. L’incontro dovrebbe essere articolato in due sessioni: la riunione del Board vera e propria, che prevede anche la possibile adozione di una Risoluzione, e un punto di situazione su Gaza.

In questa seconda sessione dovrebbero essere discusse la tenuta della tregua, le prospettive della Forza di Stabilizzazione nell’area, i contributi umanitari propedeutici alla ricostruzione della Striscia devastata dalla guerra. Tra gli obiettivi della riunione, la raccolta di sostegno anche finanziario, la definizione della forza di Stabilizzazione e un’intesa di massima sul quadro di riferimento della ricostruzione.

Secondo quanto annunciato ieri da Trump sul social Truth, i membri del Board of Peace hanno messo a disposizione 5 miliardi di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione e migliaia di unità di personale militare e di Polizia locale.

In considerazione dello sbilanciamento della struttura di governance a favore del chairman del BoP, lo stesso Presidente Trump, una possibile adesione italiana all’organismo avrebbe generato un potenziale profilo di incompatibilità costituzionale con l’Art.11 della Costituzione. Pertanto, l’Italia, insieme a tutti i partner europei, a eccezione di Bulgaria e Ungheria, non ha aderito all’organismo. Ma Trump ha offerto la possibilità ad alcuni Stati non membri di partecipare come osservatori e tra questi c’è anche l’Italia. L’invito al nostro Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è stato rivolto per il “costante impegno dimostrato (dall’Italia, ndr) per la pace, la stabilità e la cooperazione internazionale”. Il livello di partecipazione del nostro Paese deve ancora essere determinato e annunciato.

Secondo quanto si è appreso, gli osservatori non avranno facoltà di intervenire ai lavori, ma potranno partecipare attivamente a discussioni a margine dell’evento e potranno anche condividere in anticipo con gli organizzatori eventuali contributi nazionali da valorizzare durante l’incontro di Washington. Gli Stati osservatori non dovrebbero votare l’eventuale progetto di risoluzione del Board of Peace, previsto dopo la riunione.

Beic, a processo le archistar Stefano Boeri a Cino Zucchi

Milano, 16 feb. (askanews) – Gli architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi finiscono sotto processo a Milano per presunte irregolarità nel concorso internazionale per la realizzazione della Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (Beic). Lo ha deciso il gup Fabrizio Filice che ha accolto la richiesta della Procura rinviando a giudizio le due archistar di fama internazionale per turbativa d’asta e false dichiarazioni. Per Boeri, Zucchi e gli altri quattro professionisti imputati, il processo prenderà il via il 17 aprile prossimo.

Nel mirino dei pm milanesi è finita la gara internazionale lanciata nel 2022 dal Comune di Milano per il progetto della nuova Beic. Secondo l’ipotesi accusatoria, Boeri e Zucchi, in qualità di componenti della commissione giudicatrice, avrebbero omesso di dichiarare presunti conflitti di interesse di natura accademica e professionale con il team risultato poi vincitore del concorso, alterando così la regolarità della procedura.

Beic, a processo le archistar Stefano Boeri a Cino Zucchi

Milano, 16 feb. (askanews) – Gli architetti Stefano Boeri e Cino Zucchi finiscono sotto processo a Milano per presunte irregolarità nel concorso internazionale per la realizzazione della Biblioteca Europea di Informazione e Cultura (Beic). Lo ha deciso il gup Fabrizio Filice che ha accolto la richiesta della Procura rinviando a giudizio le due archistar di fama internazionale per turbativa d’asta e false dichiarazioni. Per Boeri, Zucchi e gli altri quattro professionisti imputati, il processo prenderà il via il 17 aprile prossimo.

Nel mirino dei pm milanesi è finita la gara internazionale lanciata nel 2022 dal Comune di Milano per il progetto della nuova Beic. Secondo l’ipotesi accusatoria, Boeri e Zucchi, in qualità di componenti della commissione giudicatrice, avrebbero omesso di dichiarare presunti conflitti di interesse di natura accademica e professionale con il team risultato poi vincitore del concorso, alterando così la regolarità della procedura.

Mattarella visita La Stampa a Torino: giornali pilastri democrazia

Roma, 16 feb. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Torino per il centenario di Piero Gobetti ha fatto visita alla redazione della Stampa : “Un gesto di solidarietà per quanto accaduto a fine novembre ma anche per manifestare apprezzamento per il giornale e auguri. I giornali sono pilastri per la democrazia. Mi raccomando”, ha detto il capo dello Stato.

“Questa visita è per noi fondamentale – ha risposto il direttore Andrea Malaguti – cerchiamo di conservarla” la democrazia (ndr).

Governo, nel pomeriggio vertice di maggioranza a palazzo Chigi

Roma, 16 feb. (askanews) – Si terrà nel pomeriggio a Palazzo Chigi un vertice di maggioranza con la premier Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e il leader di Noi Moderati Maurizio Lupi. Sul tavolo la modalità di partecipazione dell’Italia alla prima riunione del Board of Peace per Gaza in programma giovedì a Washington su cui il ministro degli Esteri domani terrà le sue comunicazioni in Parlamento e il decreto energia che dovrebbe approdare in Consiglio dei ministri mercoledì.

Trump ha invitato ufficialmente Meloni al board of peace

Roma, 16 feb. (askanews) – L’Italia parteciperà giovedì alla prima riunione a Washington del Board of Peace come Paese osservatore. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ricevuto un invito per il “costante impegno dimostrato (dall’Italia, ndr) per la pace, la stabilità e la cooperazione internazionale”. Il livello di partecipazione del nostro Paese deve ancora essere determinato.

In ottica statunitense, la presenza di osservatori potrà rafforzare la portata e credibilità dell’esercizio. Secondo quanto si è appreso, gli osservatori non avranno facoltà di intervenire ai lavori, ma potranno partecipare attivamente a discussioni a margine dell’evento e potranno anche condividere in anticipo con gli organizzatori eventuali contributi nazionali da valorizzare durante l’incontro di Washington. Gli Stati osservatori non dovrebbero votare l’eventuale progetto di risoluzione del Board of Peace, previsto dopo la riunione.

Leonardo: da Arabia Saudita contratto per 4 aerei C-27J MPA

Roma, 16 feb. (askanews) – Leonardo fornirà quattro C-27J Maritime Patrol Aircraft (MPA) al ministero della Difesa del Regno dell’Arabia Saudita. Lo comunica il gruppo in una nota aggiungendo che le consegne saranno avviate nel 2029.

“Quest’importante risultato – si legge in una nota – conferma il forte legame tra Leonardo e il Regno dell’Arabia Saudita, con l’aumento degli ordini di C-27J da parte di operatori nel Paese dopo il precedente ordine, annunciato nell’estate 2025, di due unità dedicate alla lotta antincendio, al trasporto e all’evacuazione medica. Il contratto con la Marina dell’Arabia Saudita rappresenta anche il primo programma di acquisizione di C-27J comprensivo di integrazione di armamento per impieghi in ambiente marittimo, un’ulteriore prova della versatilità della piattaforma in grado di combinare, in maniera esclusiva, capacità di trasporto, risposta alle emergenze e sorveglianza in contesti multidominio”.

Red/Sen

Sanremo, Elettra Lamborghini: quest’anno sento una grande pressione

Milano, 16 feb. (askanews) – Elettra Lamborghini è in gara alla 76 edizione del Festival di Sanremo che si terrà dal 24 al 28 febbraio 2026 con il suo nuovo brano “Voilà”. Per la “Twerking Queen” essere a Sanremo è un collage di sensazioni: “Sicuramente sia emozioni che ricordi che paure. Nel senso che comunque il primo anno ero un po’ inconsapevole, quindi l’ho presa un po’ così e mi sono divertita tantissimo, ho dei ricordi stupendi e mi ricordo anche quando sul palco mi stavo per svenire. L’anno scorso uguale quando sono adatta da conduttrice. L’emozione rimane sempre, anche un po’ la paura. Quest’anno ho tanta voglia di mostrare dei cambi e quindi ho molta pressione. Quest’anno, devo usare un aggettivo, direi una grande pressione”.

Scritto con Andrea Bonomo, Edwyn Roberts e Pietro Celona, “Voilà” è un brano squisitamente pop che si muove fra sonorità a metà fra gli ABBA e Raffaella Carrà. “Voilà parla anche di Raffaele La Carrà che per me è stato un mito. Diciamo che parla del vivere bene la vita del divertirsi, del non pensare troppo, della spensieratezza, è un inno al divertimento”. Poi aggiunge: “Questo è un brano che sento veramente mio. Il mio desiderio è portare spiensieratezza e far ballare tutti in questi tempi bui. Voilà” è un viaggio su una cabrio senza targa, quando si è innamorati e si hanno gli occhi che paiono amarene, si litiga ma alla fine si finisce a ballare sotto le stelle”.

Milano-Cortina, Malagò: "Il Sistema Italia funziona"

Roma, 16 feb. (askanews) – Il presidente della Fondazione Milano Cortina celebra le donne italiane alle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, sottolineandone carattere, grinta e resilienza: “Hanno un carattere, una grinta e una resilienza fuori dal comune – dice in una intervista a Il Messaggero – superano ogni media e ogni logica le nostre campionesse azzurre. Hanno qualcosa di fenomenale”. Malagò evidenzia la capacità delle azzurre di emergere anche quando partono sfavorite: “Il trionfo di Lisa Vittozzi racconta proprio questo. Non partiva favorita e doveva recuperare la gara sprint. E ha fatto un miracolo… Alle namento, competenza, professionalità, preparazione e organizzazione: tutto questo distingue le nostre super donne”.

Riferendosi a Federica Brignone e al percorso delle altre atlete, aggiunge: “Federica non ha del miracoloso, è il simbolo della forza di volontà… Le donne azzurre hanno capito, anche nei momenti più complicati, di potercela fare… Vittozzi e Moioli, tre anni fa, avevano smesso… e invece hanno saputo tirare fuori energia, forza e determinazione”.

Malagò parla anche del valore simbolico di questi successi per il Paese: “La cosa più bella è vedere che si è riattivato, grazie alle nostre campionesse e ai nostri campioni, l’orgoglio per quanto fa e sa fare il nostro Paese… Le donne e gli uomini azzurri… diventano punti di riferimento da imitare per i nostri giovani. Hanno una influenza che serve a tutti”.

Infine, sottolinea l’importanza del sistema Italia e dell’impatto economico e internazionale dei Giochi: “Quando c’è il lavoro di squadra, c’è tutto… Questi Giochi significano 5 miliardi e 300 milioni di ricavi aggiuntivi per il pil… Il brand Italia ha già vinto. E lo standing del nostro Paese è salito sul podio internazionale. E lì resterà”.

Eurozona, nel 2025 la produzione dell’industria salita dell’1,5%

Roma, 16 feb. (askanews) – Il 2025 si è chiuso con un aumento dell’1,5% per la produzione dell’industria complessiva nell’area euro, così come guardando all’intera Unione Europea. Lo riporta Eurostat, che oggi ha completato il quadro dell’anno passato con i dati di dicembre, in cui la produzione è scesa dell’1,4% nell’area euro, rispetto al mese precedente, e dello 0,8% nell’intera Ue.

Nel paragone con lo stesso mese di un anno prima, a dicembre la produzione industriale risultava comunque salita dell’1,2% nell’area euro e dell’1,4% nella Ue.

Il Papa: è ipocrita affermare che vita e salute sono valori uguali per tutti

Roma, 16 feb. (askanews) – “Spesso si afferma che la vita e la salute sono valori ugualmente fondamentali per tutti, ma tale affermazione risulta ipocrita se al contempo ci si disinteressa delle cause strutturali e delle scelte operative che determinano le diseguaglianze. Nonostante le dichiarazioni e i proclami, nei fatti non tutte le vite sono ugualmente rispettate e la salute non è tutelata né promossa per tutti nello stesso modo”. Così Papa Leone XIV ricevendo oggi in udienza in Vaticano i partecipanti all’Assemblea Plenaria della Pontificia Accademia per la Vita.

Un treno è deragliato nel Vallese in Svizzera

Roma, 16 feb. (askanews) – Un treno è deragliato stamani nei pressi della frazione vallesana di Goppenstein. L’incidente ferroviario è avvenuto attorno alle 7, stando a quanto comunicato dalla polizia cantonale sulla piattaforma X. Le autorità temono la presenza di feriti.

L’intervento dei soccorsi è attualmente in corso, precisa la polizia vallesana, che non fornisce ulteriori dettagli, ma intende comunicare maggiori informazioni sull’incidente in un secondo momento.

(Fonte ATS)

Sanremo, Nicolò Filippucci: “L’ansia si trasforma in adrenalina”

Milano, 16 feb. (askanews) – Nicolò Filippucci, vincitore di Sanremo Giovani, parteciperà alla prossima edizione del Festival di Sanremo, tra le Nuove Proposte, portando sul palco dell’Ariston il suo brano “Laguna” (Warner Records Italy / Warner Music). “Sanremo è un palco molto importante. Ho sempre visto il festival di Sanremo sin da piccolo. Mi ricordo il divano con i miei genitori, con gli amici. Poter cantare sul palco dell’Ariston, soprattutto a 19 anni, non avrei mai immaginato di avere questa possibilità e sono veramente molto emozionato. Ovviamente c’è sempre quel pizzico d’ansia che però aiuta, che si trasforma poi in adrenalina”.

Power ballad intensa e viscerale, “Laguna” mette in luce la straordinaria sensibilità interpretativa e la potenza vocale di Nicolò. “Laguna è un pezzo che parla di una storia, una storia che è finita, purtroppo, e racconta un po’ tutti quei sentimenti, quelle emozioni che si provano quando qualcosa finisce. A me piace raffigurarle in questa proprio laguna, come un po’ richiama anche la copertina, come se sono io che mi getto, mi lancio in questa laguna di pensieri.

Un brano in cui le onde diventano metafora dei ricordi d’amore che riaffiorano, senza mai dissolversi del tutto. Un dialogo tra luce e ombra, melodia e malinconia, che racconta la bellezza di ciò che resta, anche quando tutto sembra perduto. Laguna, inoltre, fa da apripista al suo prossimo progetto discografico, in uscita in primavera.

Dopo esser stato l’opening act del Capodanno di Roma al Circo Massimo e l’esperienza sanremese, Nicolò Filippucci è pronto a portare la sua musica su un palco tutto suo: il 13 aprile si terrà il suo primo concerto ai Magazzini Generali di Milano, “La prima volta insieme”, prodotto da Magellano Concerti.

Oggi ricorre il secondo anniversario della morte di Alexei Navalny

Roma, 16 feb. (askanews) – I sostenitori di Alexei Navalny, figura di spicco dell’opposizione russa, che secondo i principali governi europei è stato assassinato dal governo di Mosca con un agente nervino, commemorano oggi il secondo anniversario della sua morte. Sono previsti eventi in Russia e in oltre 20 altri Paesi, secondo il team di Navalny, che lavora in esilio. In Russia sarà possibile deporre fiori al cimitero Borisovskoye di Mosca, dove si trova la sua tomba.

Navalny, che aveva condotto una campagna contro la corruzione ufficiale e organizzato imponenti proteste anti-Cremlino come più accanito oppositore del presidente Vladimir Putin, è morto due anni fa in una colonia penale in Siberia dove stava scontando una condanna a 19 anni che riteneva motivata da ragioni politiche.

Sabato, Germania, Svezia, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito hanno affermato a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco che le analisi dei resti di Navalny hanno mostrato tracce della potentissima tossina epibatidina.

Nel 2020, Navalny era sopravvissuto a un tentativo di assassinio con l’agente chimico Novichok. “Due anni fa, il mondo ha appreso della morte di Alexei Navalny. Rendo omaggio alla sua memoria. Allora dissi che, a mio avviso, la sua morte diceva tutto sulla debolezza del Cremlino e sulla sua paura di qualsiasi avversario. Ora è chiaro che questa morte è stata premeditata”. Lo ha scritto oggi su X il presidente francese Emmanuel Macron.

“La verità prevale sempre, mentre aspettiamo che la giustizia faccia lo stesso”, ha concluso Macron.

Calcio, Cremonese-Napoli: 20 Daspo per 50 anni complessivi

Roma, 16 feb. (askanews) – La Questura di Cremona ha emesso 20 Daspo, per un totale di 50 anni di divieto di accesso agli impianti sportivi, in seguito agli episodi di violenza avvenuti in occasione della sfida Cremonese – Napoli dello scorso 28 dicembre. I provvedimenti riguardano 16 ultras partenopei e 4 supporter cremonesi.

Secondo quanto ricostruito dalla Polizia di Stato, una ventina di ultras napoletani aveva raggiunto la città a bordo di un minivan e due auto a noleggio, muovendosi in gruppo nelle aree limitrofe allo stadio Stadio Giovanni Zini. Durante gli spostamenti, alcuni di loro sono scesi dai veicoli aggredendo un tifoso grigiorosso diretto all’impianto, al quale sono stati sottratti sciarpa e cappellino con i colori ufficiali della Cremonese.

Poco dopo, in un parcheggio adiacente allo stadio, altri due sostenitori cremonesi sono stati avvicinati e minacciati. Tra loro anche un anziano tifoso che, colto da un evidente stato d’ansia, ha indotto gli aggressori a desistere dal sottrargli la sciarpa. Gli episodi sarebbero avvenuti alla presenza dell’intero gruppo, rafforzando – secondo gli inquirenti – la carica intimidatoria delle azioni.

Nel corso della partita, nel settore ospiti sono stati inoltre accesi alcuni fumogeni. L’attività investigativa della Digos della Questura di Cremona, attraverso l’analisi incrociata delle immagini, ha consentito di identificare 14 componenti del gruppo napoletano – compresi gli autori materiali delle aggressioni – e 2 responsabili dell’accensione dei fumogeni.

Al termine della gara, la tensione è rimasta alta. Circa cinquanta ultras grigiorossi, travisati e armati di aste e bastoni, hanno tentato di raggiungere il settore ospiti. Il tempestivo intervento di una squadra del Reparto Mobile ha evitato il contatto tra le tifoserie grazie a un’azione di contenimento che ha disperso i facinorosi. Un agente di Polizia è rimasto lievemente ferito. Anche in questo caso, la Digos, con il supporto delle immagini della Polizia Scientifica, ha individuato quattro supporter cremonesi, poi colpiti da Daspo.

Infine, ulteriori provvedimenti hanno riguardato la gara Cremonese – Inter del 1° febbraio: un ultras interista è stato destinatario di Daspo dopo aver lanciato una bomba carta esplosa nei pressi del portiere Emil Audero, episodio che aveva causato la sospensione temporanea del match e portato all’arresto differito del tifoso. Un secondo supporter nerazzurro è stato sanzionato per l’accensione di un fumogeno all’interno dell’impianto.

Referendum, Bignami: la sinistra cavalca la polemica per coprire l’oscenità di Gratteri

Roma, 16 feb. (askanews) – La polemica scatenata contro il Guardasigilli Carlo Nordio è “un tentativo maldestro della sinistra e dei magistrati di coprire le oscenità dette da Gratteri ma non sta in piedi”. Lo afferma in un colloquio con la Stampa il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera Galeazzo Bignami convinto che in tutto questo ci sia “un’insopportabile doppiopesismo”.

Quello che ha detto Nordio l’ha detto “per primo il procuratore antimafia Nino Di Matteo nel 2019 e non mi pare che al tempo qualcuno avesse avuto da ridire”, “nemmeno il Csm allora prese un’iniziativa per censurarle”, osserva Bignami. L’unico a stigmatizzare le parole di Gratteri su chi vota Sì al referendum, conclude, “è stato Bachelet, il presidente del Comitato per il No, mentre i magistrati e la sinistra sono rimasti in silenzio”.

Federica Brignone, il dolore e la lucidità oltre la vittoria

Milano, 16 feb. (askanews) – “Per me in questo momento sciare è comunque difficile, non è una cosa banale, è una cosa dolorosa, per cui devo sempre fare i conti con un certo tipo di mostri con cui combatto da un po’”. Lo dice sorridendo ai cronisti che la circondano a Casa Italia a Cortina per festeggiare il suo secondo oro olimpico nell’arco di pochi giorni. Lo dice con naturalezza, Federica Brignone, come se niente fosse, in realtà sono parole che hanno un peso, che hanno una verità spesso poco raccontata nel mondo dello sport. Sono parole che parlano della realtà accanto alla leggenda dei trionfi, di una persona, di un corpo fisico, accanto al corpo mediatico che viene creato intorno alla figura del Campione. Sono parole senza retorica, crude, che non negano il risultato, ma lo mettono in una prospettiva diversa rispetto a quella meramente celebrativa.

Una domanda che ci si può porre guardando le Olimpiadi è “Che cosa resta delle vittorie”, che cosa significa una vittoria, dopo averla conquistata. Ascoltando Federica Brignone viene in mente quello che raccontava Andre Agassi nella sua autobiografia, ossia un uomo che si svegliava ogni giorno travolto dai dolori, che era arrivato a odiare il tennis – che giocava da numero 1 al mondo – e che la mattina dopo avere vinto Wimbledon si era accorto che, in fondo, nella sua vita non era cambiato niente. Viene in mente il fatto che anche i medaglieri sono costruiti sulla fatica e la sofferenza delle persone. E in un’altra intervista a La Repubblica Federica Brignone ha detto che darebbe indietro subito i due ori di Milano Cortina per tornare a prima dell’infortunio del 3 aprile 2025. “Mi sono rovinata completamente la gamba e il ginocchio – ha detto – e ogni giorno è una lotta”. E poi: “In gara si sta in uno stato di massima allerta, come quando si ha paura di morire”.

Ecco, in una società che ha completamente rimosso il concetto della morte, che invece, come diceva lo scrittore israeliano Amos Oz fa da sempre rima con la vita e ne è una parte essenziale, che oggi viene invece raccontata solo come uno scandalo. Che una atleta del tutto fuori dal comune nel momento dei suoi più grandi successi abbia la lucidità di usare certe parole è una prova di grandezza forse superiore a quella – incredibile, che ha fatto inchinare anche le rivali – mostrata sula pista delle Tofane a Cortina. È questo, forse, ciò che resta davvero dopo le vittorie. (Leonardo Merlini)

Fonte immagine: CONI

La Russa: martedì Tajani in commissione riferirà sul Board of Peace

Roma, 16 feb. (askanews) – “A seguito delle dichiarazioni rilasciate alla stampa da alcuni leader dell’opposizione e della conseguente disponibilità del governo a riferire in Parlamento sulla partecipazione dell’Italia come paese osservatore al Board of Peace, tutti i rappresentanti dei gruppi parlamentari del Senato, di comune accordo, hanno convenuto di fissare l’audizione del ministro Tajani per martedì 17 febbraio alle ore 16,45 davanti alle commissioni Esteri e Difesa, ovviamente con l’accordo del presidente della commissione e del ministro. L’audizione si terrà in commissione in quanto precedentemente era stato convenuto che questa settimana fosse riservata ai lavori delle commissioni e di conseguenza nella giornata di martedì il calendario approvato non prevede sedute in aula”. Lo dichiara Ignazio La Russa, presidente del Senato della Repubblica.

Mastella: MAGA e cattolici, una incompatibilità di fondo

L’opposizione non è circoscritta al  cosiddetto “campo largo”, dominato in sostanza da vecchia e nuova sinistra, e forse proprio per questo nemmeno troppo largo. Clemente Mastella ha preso ieri una posizione molto netta, in linea con le fondamentali premesse del cattolicesimo politico. Alla presidente del Consiglio riconosce doti di “slalomista” in politica estera, capace di muoversi tra Berlino e Washington. Tuttavia, avverte che questa abilità tattica potrebbe mostrare i suoi limiti quando l’Europa sarà chiamata a decisioni drastiche su dazi, sicurezza e autonomia strategica.

Tra equilibrio diplomatico e scelte europee

Finora l’Italia ha mantenuto una postura flessibile tra le priorità tedesche e l’indirizzo statunitense. Ma le tensioni geopolitiche emerse anche alla Conferenza di Monaco rendono probabile un momento di verità: l’Europa dovrà definire una linea autonoma e gli Stati membri non potranno restare in equilibrio indefinito. In quel passaggio, la chiarezza di collocazione politica diventerà decisiva.

Il punto dirimente: l’ideologia Maga

Per Mastella, la questione centrale non è tattica ma culturale. Se la leadership italiana si colloca dentro l’orizzonte ideologico MAGA— associato a sovranismo identitario e chiusura nazionalista — si determina una frattura con l’ispirazione solidaristica del cattolicesimo. Il richiamo a Steve Bannon e alle tensioni con Papa Francesco rafforza, nella lettura mastelliana, l’idea di un paradigma politico estraneo alla tradizione cristiano-sociale.

La sensibilità cattolica e il destino del centro

Il ragionamento stringe su un punto preciso: una destra che non prenda le distanze da quel paradigma non può intercettare la sensibilità più autentica di un mondo che si richiama all’insegnamento sociale della Chiesa. Mastella ribadisce così una linea coerente con il cattolicesimo democratico: centralità della persona, solidarietà, apertura europea e rifiuto delle chiusure identitarie.

In questa prospettiva, il tema non riguarda gli equilibri di governo ma la rappresentanza culturale e politica di un’area sociale che in Italia continua a essere decisiva.

Come la Cina entra nell’anno del cavallo di fuoco

Il Capodanno lunare è celebrato da miliardi di persone nel mondo, in particolare in Asia. E domani, martedì 17 febbraio 2026, è il giorno del capodanno cinese, che si celebra alla seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno. Quello che sta per iniziare è l’Anno del Cavallo, quest’anno del Cavallo di Fuoco, una combinazione rara che capita solo ogni 60 anni. Per l’astrologia cinese un anno speciale, tradizionalmente simbolo di energia, vitalità e cambiamento, che cade in una fase nella quale la Cina esprime come non mai queste qualità.

Stabilità interna e salto di qualità tecnologico

Per il governo di Pechino, questo slancio si traduce in una strategia che mira a navigare in un contesto economico globale turbolento, dando la precedenza alla stabilità interna e al salto di qualità tecnologico.

Le priorità del governo per il 2026, delineate nel nuovo Piano Quinquennale (2026-2030), si concentrano su tre macro-aree: un rilancio economico cauto ma mirato, una competitività tecnologica sempre più solida e una transizione energetica attuata con realismo.

L’obiettivo principale delle politiche economiche cinesi è affrontare le debolezze strutturali dell’economia, in particolare la debole domanda interna, le tensioni commerciali con l’Occidente, le incertezze finanziarie e monetarie. La parola d’ordine è: sviluppo di alta qualità, che mette in secondo piano la crescita a tutti i costi.

Le principali leve, su cui il governo intende agire, appaiono funzionali a tale scopo. Prima fra tutte una politica fiscale e monetaria espansiva ma controllata. L’approccio è cauto: si vuole sostenere l’economia senza creare nuovi squilibri, con una crescita del pil attesa intorno al 4,5% . Ciò consente di investire migliaia di miliardi di yuan, senza debito estero o con banche internazionali private, in titoli di stato speciali per sostenere strategie nazionali e settori chiave, 

Espansione dei consumi interni

La Cina punta sull’estensione dei consumi interni per rendere migliore la vita della sua gigantesca classe media e per dare opportunità di riscatto a quel terzo circa della popolazione delle aree più interne che non hanno ancora incrociato appieno il treno dello sviluppo.·Per ridurre la dipendenza dalle esportazioni (che rimangono un punto di forza, con un surplus record di 1.200 miliardi di dollari nel 2025), il governo punta a stimolare la spesa delle famiglie in misura controllata.

Ciò nel contempo permette alla Cina di sostituire gradualmente i suoi investimenti in titoli di stato Usa con un massiccio acquisto di oro fisico, anche attraverso la sapiente e lungimirante creazione e consolidamento in questo secolo, di un nuovo mercato globale dell’oro, a Shanghai, di fatto alternativo a quello di Londra, e preferito dagli investitori in quanto viene scambiato il metallo più prezioso consegnato e non dei semplici titoli di proprietà.

Ora, il giudizio su processi di questo tipo in Occidente è spesso alterato dalla personalizzazione fatta dall’eccentrico presidente americano Trump, per cui si finisce per guardare più l’apparenza che alla sostanza. Altrimenti balzerebbe subito all’occhio che in concreto le politiche economiche americane dei dazi ben si conciliano con le politiche economiche espansive cinesi. Entrambe mirano a ridurre e possibilmente azzerare l’influenza sulle loro economie dei poteri finanziari globali (o globalisti per la loro intrinseca vocazione unipolare) in modo da favorire l’avvento di un nuovo sistema multilaterale e pacifico.

Da fabbrica del mondo a leader glibale dell’innovazione

Questa politica economica fondata sulla non separazione fra politica (il Partito Comunista) e Tesoro consente, inoltre, alla Cina di disporre di ingenti risorse per trasformarla da “fabbrica del mondo” (ruolo a cui avrebbe voluto relegarla la finanza globalista, credendo di farne una sorta di Germania in grande) a leader globale nell’innovazione. Il piano quinquennale punta a sviluppare le cosiddette “nuove forze produttive”. I fondi sono concentrati in aree come l’intelligenza artificiale, la robotica, i veicoli elettrici intelligenti, le tecnologie quantistiche, l’idrogeno e la bioeconomia. Pechino considera prioritario sviluppare un proprio ecosistema innovativo autonomo.

La medesima attenzione è data al sostegno alla sostenibilità e alle politiche ambientali ma senza l’estremismo ideologico dimostrato dall’Unione Europea. Infatti, la Cina ambisce a primeggiare nelle politiche verdi ma senza danneggiare la crescente domanda di energia. Accanto all’obiettivo di aumentare al 30% la quota di combustibili non fossili entro il 2035 e della crescita di sei volte della capacità installata di eolico e solare rispetto al 2020, coesiste la costruzione di nuove centrali a carbone. Una contraddizione, certo ma non più grande di quella del green deal europeo che coesiste con politiche di riarmo che rischiano di andare oltre una legittima istanza di difesa, specie se a guidarle è uno stato come la Germania e se a definire gli obiettivi strategici in ultima istanza è una potenza che non ama la diplomazia nei rapporti con la Russia, come il Regno Unito.

Intanto, l’anno del Cavallo rosso fuoco vede una Cina che cerca di interpretare l’energia e il cambiamento associati a questo elemento, per consolidare la propria leadership tecnologica e gestire le vulnerabilità economiche, in un contesto globale che offre tanto rischi quanto inaudite opportunità.

Fanfani, anticapitalismo come “ritorno al passato”? Chiose a Luigino Bruni

Il punto di partenza: Bruni

Nel pezzo “La critica di Fanfani al capitalismo e la tentazione del ritorno al passato”, uscito su Avvenire il 15 febbraio 2026, Luigino Bruni rilegge il giovane Amintore Fanfani: la critica del capitalismo come fenomeno anche morale, la nostalgia per un ordine comunitario, l’interesse iniziale per il corporativismo come correttivo agli eccessi del mercato. L’economista sociale ne ricostruisce così il retroterra culturale e le ambivalenze, mettendo in guardia dalla tentazione di risolvere il presente con un ritorno idealizzato al passato.

Il nodo che resta in ombra

Il punto delicato è il “dopo”: come si passa dalle categorie del corporativismo degli anni Trenta alle politiche di intervento pubblico nel nuovo quadro istituzionale e politico della Repubblica. Nel pezzo, questo snodo è più suggerito che argomentato: la continuità viene evocata, ma la transizione resta sullo sfondo. Non è un giudizio su Fanfani; è la necessità di mettere a fuoco come le sue categorie si trasformino quando entrano nella democrazia repubblicana. Eppure la distinzione è decisiva: un modello verticale di composizione degli interessi deve misurarsi con istituzioni democratiche e vincoli costituzionali.

Democrazia Cristiana e quadro repubblicano

Qui sta il passaggio decisivo. Dopo il 1945 Fanfani rielabora alcune intuizioni (limiti al mercato, funzione sociale dell’economia, corpi intermedi) dentro un contesto nuovo: democrazia parlamentare, economia mista, negoziazione sociale. Un esempio chiarisce: nel corporativismo la composizione tra impresa e lavoro è decisa dall’alto; nella Repubblica, invece, l’intervento pubblico passa per Parlamento e contrattazione, dunque per decisioni esposte al conflitto regolato e a possibili correzioni. In questo quadro pesa anche la dialettica – e infine l’incontro –  tra “prima” e “seconda” generazione della Democrazia Cristiana.

È emblematico il 1954, quando Fanfani arriva alla segreteria Dc in un passaggio maturato nella stagione di Alcide De Gasperi: segno che quella spinta doveva essere “trattata” e resa compatibile con l’ordinamento costituzionale e democratico.

Non basta dire continuità

Occorre distinguere tra continuità di sensibilità (cercare forme di regolazione del mercato, correggere gli squilibri) e continuità di forme (corporativismo).

La vera domanda non è se Fanfani resti “coerente”, ma come traduca un’esigenza di giustizia economica quando l’assetto diventa democratico: non più costruzioni organiche e chiuse, bensì politiche pubbliche esposte al confronto politico, tra consenso, mediazioni e controlli.

Senza questo passaggio, la storia appare una genealogia semplice; con esso, diventa una trasformazione: idee nate in un’epoca cambiano natura quando entrano in democrazia.

Messina al voto: le dimissioni a sorpresa del sindaco Basile

La scelta di Federico Basile di dimettersi con anticipo da sindaco di Messina è una delle decisioni più rilevanti che la politica siciliana abbia preso dai tempi di Piersanti Mattarella, quando l’allora neo-eletto presidente della Regione stabilì che la Sicilia avrebbe, innanzitutto, dovuto avere le “carte in regola”.

Un gesto che richiama la lezione di Piersanti Mattarella

Come infatti il leader democristiano spiegò non solo alla maggioranza di “solidarietà autonomistica” che lo appoggiava al governo ma soprattutto all’opinione pubblica dell’intera Isola, non sarebbe stato possibile affrontare le battaglie politiche, economiche, sociali, culturali e perfino geopolitiche senza una scelta strategica del popolo siciliano: abbandonare furberie, tornaconti e individualismi che logoravano il sistema democratico, rendendolo incapace di garantire i diritti di cittadinanza. In altri termini, per dirla con le parole del suo maestro Aldo Moro, riscoprire il “senso del dovere”.

Non una fuga, ma una chiamata alla svolta

Le dimissioni del sindaco di Messina, a circa un anno e mezzo dalla scadenza del mandato, lungi dal costituire una fuga dalle responsabilità o un gesto di arroganza nell’esercizio del potere — come denunciano i partiti tradizionali senza apparente seguito nell’opinione pubblica — esprimono nel profondo il senso di una chiamata alla svolta sia per i cittadini messinesi sia per quella parte delle forze politiche che ancora intendono rappresentarli.

Certo, la mancanza in consiglio di una solida maggioranza può avere inciso sulla decisione, soprattutto in una fase topica per l’incidenza dell’azione amministrativa sul piano regionale e nazionale. Ma ritenere questa la ragione determinante, come sostengono i partiti del polo destrorso, significa non comprendere le nuove dinamiche politiche innescate a Messina dall’esperienza avviata da Cateno De Luca.

Il valore strategico delle dimissioni

Le motivazioni della svolta impressa da Basile non sono strumentali né opportunistiche. Il loro significato ha un valore strategico: una chiamata alla responsabilità politica della cittadinanza.

Dopo oltre un settennio di governo caratterizzato da risultati significativi e da un soggetto politico percepito come nuovo, trasparente e intemerato, la comunità messinese è ora chiamata a fare propria la strategia di cambiamento, diventandone titolare effettiva. Ciò implica un ritorno alla partecipazione popolare, alla cittadinanza attiva, alla discussione pubblica e alle scelte comuni: in una parola, alla pratica di una democrazia rinnovata, capace di attrarre soprattutto le nuove generazioni.

Oltre il populismo: una sfida alla politica

Occorre tuttavia evitare equivoci. Non si tratta della solita chiamata populistica che, negando il ruolo dei corpi intermedi, mira a instaurare un rapporto plebiscitario con la città per fini politici superiori.

Le dimissioni di Basile rappresentano invece, insieme all’appello ai messinesi perché si coinvolgano in una nuova politica autonomistica, innovativa e comunitaria, una sfida aperta a tutte le forze politiche. Esse sono chiamate non solo a riconoscere quanto già realizzato, ma soprattutto a confrontarsi con il progetto di cambiamento messo a punto in questi anni.

Un possibile modello per la Sicilia

Il progetto avviato a Messina attende ora di essere portato a compimento per diventare modello di riferimento per il rinascimento della Sicilia e per una nuova fase di sviluppo del Paese. Ciò non significa richiedere un consenso passivo dei partiti tradizionali, ma aprire alla possibilità di modifiche e contributi, a condizione che vengano rispettati il nuovo metodo dell’agire politico e gli obiettivi finali.

Un gesto politico dal significato “rivoluzionario”

In conclusione, la decisione di Federico Basile di dimettersi anticipatamente da sindaco di Messina rappresenta un vero atto “rivoluzionario”. È riduttivo banalizzarla con narrazioni consunte che ormai servono solo a incantare gli stessi incantatori.

Il gesto — per così dire “regale”, da Basileus — del primo cittadino di Messina reca con sé un messaggio di grande disponibilità politica e una proposta di rinnovamento che merita di essere compresa nella sua portata storica.

Perché questa interdipendenza operativa sia strutturale, il setting distrettuale di prossimità va progettato come un’organizzazione di processo: regole comuni di accesso e stratificazione, valutazione multidimensionale e piano unico, interoperabilità informativa, équipe stabili, connessioni operative con servizi comunali e rete territoriale. Solo così i passaggi diventano fluidi e gli interventi possono essere attivati con tempi allineati.

In mancanza di questi presupposti, l’ambizione riformatrice si riduce a gesto simbolico: una nuova insegna su vecchi silos. Più offerta percepita, stessa frammentazione subita.

Board of Peace, Tajani: Italia non resti fuori dalla ricostruzione di Gaza

Roma, 16 feb. (askanews) – L’Italia non può restare fuori dalla ricostruzione di Gaza e per questo dovrebbe presenziare come osservatore nel Board of Peace, nonostante la Costituzione impedisca una partecipazione a pieno titolo. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo il Corriere della Sera.

“Non possiamo restare fuori dalla ricostruzione di Gaza, anche questa è una chiave di lettura a proposito della nostra presenza da osservatori nel Board. E poi è giusto esserci perché è un’ulteriore conferma dell’impegno del governo per stabilizzare il Medio Oriente”, ha dichiarato Tajani, rilanciando la scelta annunciata dalla premier Giorgia Meloni ad Addis Abeba.

Il ministro ha respinto le critiche delle opposizioni, che accusano Roma di seguire la linea statunitense: “Mi sembrano accuse senza senso. Allora anche la Commissione europea, che sarà presente con la responsabile del Mediterraneo Dubravka Suica, è asservita all’America? E Cipro che ha la presidenza di turno? Non capisco cosa ci sia da strepitare”.

Tajani ha ricordato che la partecipazione italiana resta limitata allo status di osservatore: “Sarà un voto di indirizzo politico sulla presenza dell’Italia nel ruolo di osservatore nel Consiglio di pace, sapendo che non possiamo entrarvi per i noti motivi di incompatibilità costituzionale”.

Milano-Cortina, le medaglie in palio oggi

Roma, 16 feb. (askanews) – Queste le medaglie in palio oggi, lunedì 16 febbraio:

10:00 – Bormio SCI ALPINO – Slalom maschile

12:42 – Milano (Ice Skating Arena) SHORT TRACK – 1000 m femminile

19:00 – Predazzo SALTO CON GLI SCI – Super Team maschile

19:30 – Livigno SCI FREESTYLE – Big Air femminile

21:20 – Cortina d’Ampezzo BOB – Mono bob femminile

23:15 – Milano (Ice Skating Arena) PATTINAGGIO ARTISTICO – Coppie (classifica generale)

Milano-Cortina, il medagliere dei Giochi olimpici invernali

Roma, 16 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina.

1 Norvegia oro 12 argento 7 bronzo 7 totale 26 2 Italia oro 8 argento 4 bronzo 10 totale 22 3 Stati Uniti oro 5 argento 8 bronzo 4 totale 17 4 Paesi Bassi oro 5 argento 5 bronzo 1 totale 11 4 Svezia oro 5 argento 5 bronzo 1 totale 11 5 Francia oro 4 argento 7 bronzo 4 totale 15 6 Germania oro 4 argento 6 bronzo 5 totale 15 7 Austria oro 4 argento 6 bronzo 3 totale 13 9 Svizzera oro 4 argento 2 bronzo 3 totale 9 10 Giappone oro 3 argento 5 bronzo 9 totale 17

Milano-Cortina, il calendario di oggi, lunedì 16 febbraio

Roma, 15 feb. (askanews) – Questo il calendario delle OLimpiadi di MIlano-Cortina di oggi, lunedì 16 febbraio:

09:05 – Curling DONNE – Preliminari Svezia – Svizzera Cina – Canada Danimarca – Regno Unito

10:00 – Bob a due UOMINI – 1ª manche

10:00 – Sci alpino UOMINI – Slalom – Gare da medaglie

11:00 – Short track DONNE – 1000 m – 1° Quarti di finale 11:04 – 2° Quarti di finale 11:08 – 3° Quarti di finale 11:12 – 4° Quarti di finale

11:18 – Short track UOMINI – 500 m – 1° Preliminare 11:20 – 2° Preliminare 11:22 – 3° Preliminare 11:24 – 4° Preliminare 11:26 – 5° Preliminare 11:28 – 6° Preliminare 11:30 – 7° Preliminare 11:32 – 8° Preliminare

11:55 – Short track DONNE – 1000 m – 1ª Semifinale 11:57 – Bob a due UOMINI – 2ª manche 11:59 – Short track DONNE – 1000 m – 2ª Semifinale

12:04 – Short track UOMINI – Staffetta 5000 m – 1ª Semifinale 12:17 – 2ª Semifinale

12:36 – Short track DONNE – 1000 m – Finale B 12:42 – Short track DONNE – 1000 m – Finale

14:05 – Curling UOMINI – Preliminari Regno Unito – Norvegia Repubblica Ceca – Canada Svezia – Germania Italia – Cina

16:40 – Hockey su ghiaccio DONNE – Semifinale Stati Uniti – Svezia

19:00 – Mono bob DONNE – 3ª manche 19:00 – Salto con gli sci UOMINI – Super Team – Gare da medaglie

19:05 – Curling DONNE – Preliminari Corea del Sud – Cina Svizzera – Regno Unito Stati Uniti – Italia Giappone – Canada

19:30 – Sci freestyle DONNE – Big Air – Finale

20:00 – Pattinaggio artistico COPPIE – Stile libero

21:10 – Hockey su ghiaccio DONNE – Semifinale Canada – Svizzera

21:20 – Mono bob DONNE – Gare da medaglie

23:15 – Pattinaggio artistico COPPIE – Classifica generale

Milano-Cortina, gli azzurri in gara oggi

Roma, 16 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara oggi alle Olimpiadi invernali di MIlano-Cortina:

10:00 – 11:00 – Cortina Sliding Centre Bob Bob a 2 U – Heat 1 Patrick Baumgartner, Robert Gino Mircea

10:00 – 12:30 – Stelvio Ski Centre Sci Alpino Slalom U – 1ª manche Tobias Kastlunger, Tommaso Saccardi, Tommaso Sala, Alex Vinatzer

11:00 – 11:15 – Milano Ice Skating Arena Short track 1000 m D – Quarti di finale Chiara Betti, Elisa Confortola, Arianna Fontana

11:17 – 11:50 – Milano Ice Skating Arena Short track 500 m U – Qualificazioni Thomas Nadalini, Lorenzo Previtali, Pietro Sighel

11:57 – 12:05 – Milano Ice Skating Arena Short track 1000 m D – Semifinali

11:57 – 13:00 – Cortina Sliding Centre Bob Bob a 2 U – Heat 2 Patrick Baumgartner, Robert Gino Mircea

12:06 – 12:35 – Milano Ice Skating Arena Short track Staffetta U – Semifinali

12:41 – 12:45 – Milano Ice Skating Arena Short track 1000 m D – Finale B

12:47 – 12:51 – Milano Ice Skating Arena Short track 1000 m D – Finale A

13:30 – 15:10 – Stelvio Ski Centre Sci Alpino Slalom U – 2ª manche

14:05 – 17:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling Fase a gironi U: Italia-Cina Sebastiano Arman, Mattia Giovanella, Amos Mosaner, Alberto Pimpini, Joel Thierry Retornaz

19:00 – 20:00 – Cortina Sliding Centre Bob Monobob D – Heat 3 Giada Andreutti, Simona De Silvestro

19:00 – 21:05 – Predazzo Ski Jumping Stadium Salto con gli sci LH Team U Giovanni Bresadola, Alex Insam

19:05 – 22:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling Fase a gironi D: Italia-Stati Uniti Stefania Constantini, Marta Lo Deserto, Rebecca Mariani, Elena Antonia Mathis, Giulia Zardini Lacedelli

19:30 – 20:50 – Livigno Snow Park Freestyle Big Air D – Finale Maria Gasslitter, Flora Tabanelli

20:00 – 23:15 – Milano Ice Skating Arena Pattinaggio di figura Libero Coppie Artistico

21:06 – 22:15 – Cortina Sliding Centre Bob Monobob D – Heat 4 Giada Andreutti, Simona De Silvestro

Calcio, Napoli-Roma 2-2, Conte: "Stiamo onorando la maglia"

Roma, 16 feb. (askanews) – Termina in parità al ‘Maradona’, pareggio che mantiene gli azzurri a +3 sui giallorossi nella corsa Champions. Al 7′ la sblocca il solito Malen, che premia l’assist di Zaragoza. Prima dell’intervallo rimedia Spinazzola (deviazione di Pisilli), ex della sfida che poi impegna Svilar. Lo scatenato Malen segna il suo quinto gol in 6 gare con la Roma trasformando il rigore procurato da Wesley, ma Alisson Santos fissa il definitivo 2-2.

“Credo sia giusto ringraziare i tifosi della Curva perché non è scontato riconoscere ciò che stiamo facendo questa stagione – le parole di Antonio Conte a Dazn – Stiamo onorando la maglia e stiamo combattendo per la città, sono contento per i ragazzi: so cosa stanno facendo e che periodo stiamo affrontando da inizio anno. Rimontare la Roma due volte non era semplice, penso che ai punti avremmo meritato noi. Direi che è stata una bella partita, è stata una gara divertente, ‘inglese’, dobbiamo continuare a costruire il futuro dopo queste 13 partite, in quale competizione europea andremo a qualificarci. Stiamo andando oltre gli ostacoli”.

Alisson ha avuto un impatto decisivo: “Sono due ragazzi, Giovane e Alisson, che il club ha preso a gennaio e sapete che non potevamo fare mercato, quindi lo abbiamo fatto a costo zero. Sono con noi da due settimane e hanno bisogno di capire le situazioni nostre: rispetto a Giovane, è più bravo nell’uno contro uno, quando ti punta ti può saltare. Sono due ragazzi che hanno cambiato totalmente vita e sono contento: hanno voglia e umiltà, senza spocchia e presunzione e accettano il fatto di dover capire prima le dinamiche di gioco”.

Sull’infortunio di Rrahmani “Rrahmani non so come sta, ormai uno in più o uno in meno non è un problema. Troveremo una soluzione. Parlare sempre di infortuni diventa stupido. Non so se ci sarà nella prossima partita: se ci sarà, ci farà piacere altrimenti troveremo una soluzione”.

Gasperini si gode Malen: “Noi finiamo spesso con questi ragazzi, devono crescere e mettere minuti e personalità. Sono minuti fondamentali delle partite dove bisogna avere energia e freschezza: c’erano situazioni molto positive che potevano essere tradotte meglio per noi”. Malen ancora una volta decisivo. “Sono sempre stato stra-convinto. Ha le caratteristiche migliori per un attaccante: rapido, veloce, sa tirare e scambiare con i compagni. Sta segnando con grande frequenza ed è messo nelle condizioni di essere costantemente pericoloso. Possiamo fare sempre meglio con lui, se riusciamo a recuperare Dybala, Wesley. Il rigore era molto pesante, ma lui calcia bene anche le punizioni. Non era facile contro Milinkovic-Savic, copre bene la porta e ne ha parati tanti”.

L’impatto del match è sempre devastante: “Questo atteggiamento lo abbiamo avuto sempre in campionato, anche nel girone di andata. Con Malen avremmo qualche punto in più. Questa squadra con l’atteggiamento non ha avuto problemi, abbiamo perso contro le prime e cadendo nei finali con le prestazioni. Usciamo dalle sfide con Milan e Napoli con qualche rammarico”.

Calcio, risultati di serie A, il Napoli a quota 50

Roma, 16 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Napoli-Roma 2-2

Venticinquesima giornata: Pisa-Milan 1-2, Como-Fiorentina 1-2, Lazio-Atalanta 0-2, Inter-Juventus 3-2, Udinese-Sassuolo 1-2, Cremonese-Genoa 0-0, Parma-Verona 2-1, Torino-Bologna 1-2, Napoli-Roma 2-2, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Classifica: Inter 61, Milan 53, Napoli 50, Roma 47, Juventus 46, Atalanta 42, Como 41, Lazio, Bologna 33, Udinese, Sassuolo 32, Parma 29, Cagliari 28, Torino 27, Cremonese e Genoa 24, Lecce, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, Bologna-Udinese

I partiti plurali non si predicano: si praticano

Dalla cultura politica ai partiti identitari

L’intera Prima Repubblica è stata caratterizzata dalla presenza dei partiti cosiddetti identitari: forze politiche che, pur attraversate da un vivace dibattito interno, erano espressione di una medesima cultura politica. Basti pensare ai tre grandi partiti popolari e di massa — Dc, Pci e Psi — per rendersene conto. Ma anche le formazioni laiche o di destra si riconoscevano in un impianto culturale definito.

Questa tendenza si è fortemente attenuata con l’avvio della Seconda Repubblica, segnato dall’irruzione dei “partiti personali”, e si è poi consolidata negli ultimi anni. È in questa cornice che hanno preso forma i partiti plurali: soggetti politici nei quali convivono culture diverse, unite però da un progetto comune.

La Margherita come laboratorio di pluralismo

Il partito che emblematicamente può essere rappresentato come il principale soggetto plurale è stato la Margherita. In quella esperienza confluirono tradizioni e sensibilità differenti grazie al contributo decisivo di esponenti provenienti da filoni culturali diversi, come Francesco Rutelli, Franco Marini, Arturo Parisi e Clemente Mastella, insieme a molti altri.

Si trattò di un partito autenticamente democratico e schiettamente collegiale, nel quale le diverse culture politiche non erano tollerate, ma contribuivano alla costruzione del progetto politico complessivo.

Che cosa significa davvero “partito plurale”

Per evitare generalizzazioni, occorre chiarire il significato di partito plurale, anche ripercorrendo la vicenda della Margherita. Vi sono almeno due condizioni basilari.

La prima: il partito plurale è incompatibile con il partito personale. È incompatibile perché il partito plurale è strutturalmente democratico e non può essere ricondotto alle virtù salvifiche di un padre-padrone. Quando un partito è personale — e gli esempi non mancano, a destra come soprattutto a sinistra — può essere molte cose, ma non culturalmente plurale.

La seconda: un partito è realmente plurale quando le diverse componenti ideali partecipano attivamente alla definizione del progetto politico. Quando prevale una sola cultura politica — come accade, ad esempio, nell’attuale Pd — la pluralità viene sacrificata sull’altare dell’affermazione di un unico filone di pensiero. E quando un partito diventa espressione di una sola cultura, il partito plurale cessa di esistere.

Pluralismo come metodo democratico

Ecco perché, quando oggi si parla dell’attualità e della modernità dei partiti plurali, occorre rispettarne la specificità e l’originalità. Non si tratta di formule organizzative, ma di strumenti politici esigenti: richiedono classi dirigenti attrezzate, rispetto delle tradizioni ideali che vi partecipano e, soprattutto, assenza di arroganza nel declinare il progetto politico comune.

Referendum costituzionale: non un plebiscito contro il governo – Dibattito

Traggo spunto dall’articolo di Michele Dau, Il referendum sulla giustizia è una questione eminentemente politica.

Chiarisco subito che la Costituzione si modifica, con l’apposita procedura della revisione prevista dall’art. 138 Cost., a mezzo di norme programmatiche o precettive.

Il referendum è una conseguenza necessaria se il contenuto della riforma non sia stato approvato, nella sua rituale doppia lettura, secondo precise maggioranze. Ed infatti l’ultimo comma dell’art. 138 Cost. così recita:

«…Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti».

L’idea pertanto di trasformare un referendum costituzionale in una crociata contro il governo è invece un errore politico.

Polarizzazione, retoriche manichee e delegittimazione dell’elettorato

Mentre ancora ci si chiede se un certo modo di catalogare gli elettori che andranno a votare sul prossimo referendum non costituisca davvero un virtuoso assist per questa destra, che già — ancor prima della campagna referendaria — non ha risparmiato ai cittadini frequenti paragoni manichei, accomunando quanti sostengono o guardano a sinistra, o l’intera area delle opposizioni, a epiloghi violenti con cui gruppi di facinorosi guastano manifestazioni di piazza, con danneggiamenti diffusi e feriti, non solo tra le forze dell’ordine.

Il caso Gratteri, le critiche e il rischio di politicizzazione

Dopo la clamorosa intervista del procuratore Gratteri — che tante polemiche e critiche ha sollevato da più parti — tra i quali anche il prof. Bachelet, presidente di uno dei Comitati del No, che non ha condiviso le modalità con cui si è espresso l’alto magistrato, mi auguravo che questo cambio di rotta non coinvolgesse questo giornale.

Confidavo nel fatto che il tradizionale ancoraggio ai ragionamenti e alle argomentazioni, mai speciose, potesse mettere in guardia dal non cadere nella trappola della politicizzazione e dello scontro politico nelle agorà e nei media, come già ne abbiamo avuto in questi giorni.

Constato invece che anche questo illustre giornale non ne vuole restare immune.

La riforma delle carriere e l’uso strumentale del referendum

Il referendum sulla riforma delle carriere in magistratura, pur costruita contenutisticamente in un quadro di contrapposizione — con un testo governativo che non ha tollerato alcun apporto parlamentare, disattendendo ogni pur minimo contributo dialettico — si è mosso comunque nel senso di assicurare l’effettiva terzietà del giudice.

Ora c’è chi propone, proprio su questo giornale, di usarlo cinicamente come leva contro il governo.

Sono altri i modi per contrastare questo governo dai tratti talvolta autoritari.

Opposizioni fragili e competizione interna alla coalizione

Sicuramente l’esimio autore avrà avuto in mente come destinatari i leader della sinistra ideologica e movimentista che, intanto, come iceberg si allontanano sempre più dall’idea di un perimetro assai più ampio che dovrebbe avere un’idea di governo alternativo, mentre vivono una sorta di rapporto circolare — pur con qualche insofferenza — tra Pd, Avs e 5 Stelle, dentro la perenne competizione tra Schlein e Conte sulla premiership della coalizione.

Ora, seppur sul piano delle competizioni territoriali questo asse privilegiato sembra aver funzionato, almeno per quanto ha riguardato la scelta dei candidati governatori, non pare invece brillare per coerenza e lungimiranza progettuale.

Paure sociali, populismo e crisi della mediazione

Al momento vediamo nella parte preponderante dell’opposizione solo improvvisazione e una visione miope; è immaginabile che molti elettori, come purtroppo accade da qualche lustro, non trovando risposte alle istanze sociali e di sicurezza, preferiscano l’abbraccio ingannevole delle destre, che promettono soluzioni rapide e poco avvezze alle mediazioni — proprio quelle con cui si governano le complessità e si evitano norme foriere di disuguaglianze e iniquità.

Il ruolo dell’area cattolico liberale e il campo degasperiano

C’è, per contro, in gioco tutta quell’area cattolica, oggi identificata soprattutto nel campo degasperiano, che guarda al perimetro cattolico, liberale, democratico, europeista e popolare, che a suo tempo innervava cospicuamente anche il Pd, oggi abbagliato da un bipolarismo selvaggio e ai margini del processo di composizione allargata del campo largo.

Eppure quella sorgente pregevole di risorse umane — basti pensare al know-how assicurato dalla scuola di partito della DC — è da decenni marginalizzata, mentre il Paese fatica a uscire da politiche economiche insoddisfacenti, incapaci di garantire crescita equa, fronteggiare l’erosione inflattiva sui ceti più deboli, definire piani industriali credibili e una politica estera coerente.

Credibilità internazionale e prospettiva europea

Performance altalenanti sottraggono al nostro Paese coerenza e credibilità nell’essere costruttori di pace e coesione tra i popoli, nonostante gli sforzi virtuosi del Presidente della Repubblica.

Mi pare allora più opportuno riconnettersi al compito proprio dei comitati per il Sì e per il No: spiegare le ragioni tecnico-giuridiche della riforma delle carriere dei magistrati nell’intento di attuare, nella forma e nella sostanza,  un’effettiva terzietà del giudice.

Oltre il referendum: ricostruire un progetto politico

Non possiamo però lasciarci sfuggire questi momenti cruciali, affinché diventino fonte di energia e fiducia per rendere visibile e concreta — con progetti e obiettivi dichiarati — l’area centrista cattolica, liberale e popolare.

Occorre costruire un promontorio avanzato di proposte che rifugga visioni demagogiche e populiste, terreno privilegiato delle destre che cavalcano paure e insicurezze quotidiane per imporre strategie ordinamentali riduttive di diritti e libertà.

Per scongiurare questo rischio bisogna riportare protagonista l’area cattolico-liberale, democratica e popolare nella costruzione, insieme agli altri partner europei, di un’Europa federale oggi troppo fragile nello scenario internazionale.

Metaverso: che fine ha fatto? Un libro che rimette ordine

Milano, 15 feb. (askanews) – C’è una domanda che circola da mesi, nei convegni come nelle chiacchiere a margine: che fine ha fatto il metaverso? Dopo l’ubriacatura iniziale, il rumore si è abbassato. Al suo posto, disorientamento. “Fare business con le tecnologie immersive”, nuovo libro di Monica Magnoni, parte da lì.

Magnoni ha lavorato anni su brand positioning, digital marketing, experience design. Multinazionali, agenzie, brand nei settori energy, fashion, automotive, banking. Nel 2021 ha co-fondato Experiency, studio di marketing esperienziale nel Web3. Oggi è Chief Marketing & Events Officer di Rocket Sharing Club. Il frutto del suo lavoro deriva dall’esperienza sul campo.

Il libro porta lontano dalla retorica, vicino al lavoro vero. Realtà virtuale, aumentata, intelligenza artificiale, spatial computing diventano strumenti concreti. Funzionano quando incontrano obiettivi chiari, competenze diffuse, una cultura organizzativa che regge. Il metaverso smette di essere un luogo mitico. Diventa ambiente, anzi ambienti, da esplorare ed abitare con attenzione.

Il percorso è lineare. Orientamento, ingresso, uso: marketing, retail, formazione, collaborazione interna. I casi studio mostrano che l’innovazione funziona se è coerente con l’identità di un brand. Non se prova a sostituirla. Leggendo si capiscono molte cose che non sono così scontate, per il grande pubblico: non esiste un unico metaverso, la tecnologia non compensa una strategia assente, l’effetto wow dura poco senza scelte solide.

La parte finale è forse quella offre gli strumenti;. Questionari e piano strategico per misurare competenze, processi, disponibilità al rischio della propria organizzazione. Non esistono soluzione pronte, ma domande che impongono decisioni.

Il libro è rivolto a chi deve scegliere e spiegare, spesso sotto la pressione di mode che cambiano in fretta. C’è chi rincorre ogni novità, chi si blocca, chi prova a capire come usarla. Ma non esistono miracoli, né futuri fantascientifici. C’è invece un metodo per capire quali tecnologie servono davvero, e come usarle opportunamente.

Il metaverso esiste ancora. Adesso è pronto per dimostrare che produce valore.

Calcio, risultati di serie A: Bologna aggancia la Lazio

Roma, 15 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Torino-Bologna 1-2

Venticinquesima giornata: Pisa-Milan 1-2, Como-Fiorentina 1-2, Lazio-Atalanta 0-2, Inter-Juventus 3-2, Udinese-Sassuolo 1-2, Cremonese-Genoa 0-0, Parma-Verona 2-1,Torino-Bologna 1-2, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Classifica: Inter 61, Milan 53, Napoli 49, Juventus, Roma 46, Atalanta 42, Como 41, Lazio, Bologna 33, Udinese, Sassuolo 32, Parma 29, Cagliari 28, Torino 27, Cremonese e Genoa 24, Lecce, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, Bologna-Udinese

Brignone, a ottobre non aveva ancora rimesso gli sci: oggi doppio oro

Milano, 15 feb. (askanews) – Meno di quattro mesi fa, il 18 ottobre, a Milano, durante Apreski, Federica Brignone parlava del suo recupero dopo l’infortunio: con prudenza, realismo, perfino scetticismo. Non aveva ancora rimesso gli sci ai piedi e descriveva una riabilitazione lunga, dolorosa, incerta.

Oggi la scena è completamente diversa. Brignone ha appena conquistato la sua seconda medaglia d’oro olimpica, questa volta nello slalom gigante, completando un recupero che, alla luce delle sue stesse parole di allora, appare ancora più impressionante.

All’epoca spiegava di non sapere neppure se sarebbe riuscita a tornare a sciare. E la sua partecipazione alle Olimpiadi la riteneva difficile, se non improbabile.

“Non ho idea come funzionino le regole, sinceramente. Finché non metto gli sci – diceva Brignone – non so neanche se potrò, ne parlerò ovviamente con i responsabili, anche perché noi abbiamo una squadra fortissima, abbiamo delle ragazze comunque che van forte e se loro si meritano il posto più di me si meritano il posto più di me. Al momento non ne ho ancora voglia perché non sto così bene da mettere gli sci”.

“Sinceramente non è questa Olimpiade che mi cambia la vita e mi cambia la carriera. Quello che ho fatto l’ho fatto e anzi ho fatto ben di più di quello che mai avrei potuto sognare. Sarebbe un di più, sarebbe un bel sogno, è una cosa fantastica avere delle Olimpiadi in casa e ovviamente è qualcosa che mi sarebbe piaciuto fare perché altrimenti avrei già smesso. Però questa energia positiva per guarire mi serve anche per tornare a una vita normale, perché con un infortunio così non è una cosa scontata!.

“Ovviamente io lavoro dalle 5 alle 7 ore al giorno per curarmi, quindi ovviamente sto lavorando durissimamente altrimenti avrei una gamba di una misura e un’altra di un’altra. Però non sono ancora alla fase solo preparazione atletica, sto facendo ancora riabilitazione e il male ce l’ho tutti i giorni, cioè quello assolutamente”.

“Sto riabilitando la mia gamba a muoversi, a essere più mobile, a essere più forte, a recuperare il muscolo, a recuperare tutto, però da esercizi in palestra, corpo libero, sto provando a fare qualche passo di corsa, sto riniziando finalmente a fare i gradini come una persona normale. E’ chiaro che non è ancora finita. Probabilmente dovrò lavorarci ancora un bel po’ di tempo. Anche dovessi riuscire a mettere gli sci e a sciare – avvertiva Federica Brignone – comunque ci dovrò lavorare, perché non è finita”.

“Non credo che riuscirò a tornare esattamente come prima, anzi sicuramente no”, concludeva la campionessa.

Milano-Cortina, l’Italia in un giorno conquista quattro medaglie, dominano i podi al femminile

Roma, 15 feb. (askanews) – Quattro medaglie in un solo giorno. Due oro, un argento e un bronzo. L’Italia vola grazie al talento e alla leadership delle sue campionesse. La domenica del 15 febbraio a Milano-Cortina entra nella storia dei Giochi azzurri, con un bottino che esalta soprattutto il movimento femminile che ha conquistato sedici medaglie sulle 22 conquistate finora. A prendersi la scena è stata Federica Brignone, dominante nello slalom gigante. Dopo una prima manche solida e una seconda semplicemente perfetta, la valdostana ha conquistato l’oro con autorità, confermandosi punto di riferimento dello sci alpino mondiale e simbolo di questa spedizione.

Poche ore dopo è arrivato un altro capolavoro al femminile: Lisa Vittozzi ha trionfato nell’inseguimento di biathlon con una prova impeccabile al poligono e una rimonta straordinaria sugli sci stretti. Un oro storico, il primo per il biathlon italiano, costruito con freddezza e determinazione, che certifica la maturità definitiva della campionessa friulana. Sul podio anche Michela Moioli, argento nello snowboard cross a squadre insieme a Lorenzo Sommariva. Per la bergamasca l’ennesima conferma a livello olimpico, in una gara combattuta fino all’ultimo metro.

A completare la giornata il bronzo della staffetta 4×7,5 km di sci di fondo con Davide Graz, Elia Barp, Martino Carollo e Federico Pellegrino, quarta medaglia di squadra di una spedizione sempre più compatta. Il filo conduttore resta chiaro: le donne trascinano l’Italia. Tecnica, personalità e sangue freddo nei momenti decisivi hanno fatto la differenza, regalando due ori e un argento in poche ore. Milano-Cortina celebra così la forza del suo movimento femminile, sempre più protagonista ai massimi livelli internazionali.