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Violenza omofoba a Capodanno, Circolo Mieli: "Meloni nega evidenza"

Roma, 3 gen. (askanews) – Auguri, festeggiamenti, la promessa di un nuovo anno, migliore e felice, e poi la triste realtà: a Roma domina come sempre la violenza insensata, l’omofobia è la norma e una coppia di ragazzi non possono abbassare la guardia neanche durante una serata spensierata come quella di Capodanno.

La notizia è ormai tristemente nota. A Roma, in zona Pigneto. i giovani Stephano e Matteo sono stati insultati e aggrediti ferocemente da una decina di coetanei, mentre tornavano a casa.

Trauma cranico, naso rotto, volto tumefatto e 25 giorni di prognosi: queste le conseguenze di un atto di intolleranza e di violenza di gruppo, avente come motivazione folle l’orientamento dei due ragazzi e il loro tenersi per mano in strada.

Di fronte a questo vero e proprio incubo ci chiediamo come sia possibile per il mondo della politica e per il governo Meloni negare ancora l’evidenza, quella di un’emergenza lampante legata ai crimini di odio omolesbobitransfobico in Italia.

“A Stephano e Matteo, così come a tutte le vittime di omofobia, va la nostra solidarietà e la nostra vicinanza. Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli e il nostro Centro antiviolenza sono a loro completa disposizione”, ha affermato il presidente dell’associazione, Mario Colamarino.

“Tuttavia è necessario affrontare un discorso politico strutturato, perché quanto avvenuto non è frutto del caso ma è diretta responsabilità di chi ha sempre osteggiato l’approvazione di una legge contro i crimini di odio, di chi quotidianamente sparge discriminazione di Stato, di chi perseguita le famiglie arcobaleno, o di chi agita lo spauracchio del gender nelle scuole. Chi si occupa di governare questo Paese ha il preciso dovere di fare in modo che tenersi per mano, baciarsi ed esprimere se stessi siano gesti normali per tutti e non le premesse di un film dell’orrore. E no, lo ribadiamo: la soluzione non è quella di riempire le strade di polizia”.

Il Circolo Mario Mieli ha confermato di aderire alla manifestazione “Mani e baci” di sabato 4 gennaio alle 17 a Roma (Piazza Malatesta) per rispondere alla violenza omolesbobitransfobica che ha colpito Stefano e Matteo con tante, tantissime mani intrecciate.

Aderiscono inoltre: AGEDO, ANPI Roma, ARCI Roma, Agapanto, Circolo Mario Mieli, Differenza Lesbica Roma, Famiglie Arcobaleno, Gay Center, Gaynet, Noi Torpigna, NUDI, Libellula APS, Polis Aperta, Rete Genitori Rainbow, Sparwasser, T-Genus, Ygró.

Musica, dal 10 gennaio il nuovo album di Guè "Tropico del Capricorno"

Roma, 3 gen. (askanews) – Tropico del Capricorno, il decimo album della sua carriera, rappresenta la perfetta sintesi della maturità artistica di Gué, che nell’arco di oltre vent’anni di carriera è riuscito a rinnovare e internazionalizzare come nessun altro un genere “di importazione” come l’hip hop. Tra citazioni letterarie, cinematografiche, di costume e musicali, l’album condensa in 15 tracce il meglio delle sonorità rap di ieri e di oggi, rendendo omaggio anche all’essenza della tradizione melodica e autorale italiana.

Oltre ad alcuni ospiti d’eccezione, qualche chicca a sorpresa, come il sample estratto da “Che soddisfazione”, di Pino Daniele, che impreziosisce il singolo “Oh mamma mia (feat. Rose Villain)”, da venerdì 10 gennaio in radio, e quello di “Acqua e sapone” degli Stadio, nella traccia Meravigliosa.

Hanno curato le produzioni dell’album Sixpm e Chef P (già noto come Pietrino dei 2nd Roof), , con la partecipazione di Big Fish (Meravigliosa), Bassi Maestro (Nei tuoi skinny) e la star americana Harry Fraud (Pain Is Love).

Musica, "Senza tempo": esce il nuovo singolo del producer Sick Luke

Roma, 3 gen. (askanews) – Esce venerdì 3 gennaio il nuovo singolo “Senza tempo” (Carosello Records) del producer Sick Luke che torna a collaborare con il collega e amico di lunga data Izi, uno dei rapper più talentuosi e apprezzati di sempre. I due artisti, già artefici di grandi successi dello streaming come “Temporale”, “Faccio cose”, “Swisher” e “Pusher”, aprono il nuovo anno con una canzone potente e viscerale che raccoglie in sé il proposito di un grande ritorno sulle scene.

Appuntamento martedì 7 gennaio alle ore 14:00 per la première del video ufficiale su YouTube con la possibilità di commentare in real time il videoclip assieme a Sick Luke.

“‘SENZA TEMPO’ rappresenta un’evoluzione per la mia musica, ma vuole essere anche la miccia per un rinnovamento della musica italiana in senso ampio. Vuole dare prova che in Italia siamo al passo con il resto del mondo”, racconta Sick Luke. “Negli ultimi tempi trovo sia venuta un po’ meno la creatività nella proposta musicale del nostro Paese. Non è che non mi piace la musica italiana, ma penso che ci sia bisogno di maggiore ricerca e nuovi stimoli. Questo brano non è per nulla scontato, non mi sono limitato a mettere assieme un paio di drums e loops. C’è stato tanto lavoro e non potevo scegliere che Izi per completarlo, lui è uno dei personaggi più all’avanguardia e talentuosi della scena. Ci conosciamo da anni, è un fratello per me e sono davvero contento di avere fatto questo pezzo con lui. “Senza tempo” per noi è una rinascita, un nuovo inizio”.

La nuova collaborazione tra Sick Luke e Izi arriva a più di due anni dal grande successo di “X2”, l’album manifesto della musica contemporanea che nel 2022 ha consacrato il giovane producer con un doppio platino, oltre che 6 certificazioni d’oro e 3 di platino per i brani contenuti al suo interno, attestandosi come 7° disco più ascoltato in Italia su Spotify nel 2022, in top10 tra i dischi più venduti dello stesso anno, oggi arrivato a totalizzare nella sua versione deluxe quasi 300 milioni di stream.

Molto più recente è stata invece la collaborazione internazionale con Lazza e la star della scena trap argentina Duki nel singolo “EXIT”, oltre alle produzioni destinate a Tony Effe (“PEZZI DA 100”), Simba La Rue (“Mi piacciono le armi”) e Capo Plaza (“Nati bastardi”).

Meloni: non va tutto bene, ma l’inversione di rotta c’è

Roma, 3 gen. (askanews) – “Vado fiera dei dati sull’economia”. Lo scrive la premier Giorgia Meloni sui social network, rilanciando la sua intervista apparsa oggi su ‘Sette’ del Corriere della sera. “Abbiamo il tasso di occupazione più alto dalla ‘spedizione dei Mille’ e il tasso di disoccupazione più basso da quando è stato lanciato il primo iphone. Gli ultimi dati Istat relativi al terzo trimestre 2024 hanno confermato questa tendenza, e ci dicono che il tasso di occupazione è arrivato al 62,4% e che la disoccupazione continua a calare, con una riduzione dello 0,6% rispetto al trimestre precedente. E sono particolarmente orgogliosa del fatto che, sotto il primo governo guidato da una donna, il tasso di occupazione femminile sia il più alto di sempre e che per la prima volta abbiamo superato il tetto dei dieci milioni di donne lavoratrici”.

Aggiunge la presidente del Consiglio: “C’è una grandissima e ritrovata fiducia da parte degli investitori e dei mercati nei confronti del Sistema Italia. Abbiamo registrato il record nella richiesta per i nostri titoli di Stato, lo spread è nettamente inferiore rispetto a quando ci siamo insediati, la Borsa Italiana ha toccato il record e le agenzie di rating hanno migliorato il loro giudizio. Quelli che qualcuno sperava fossero i punti deboli di questo governo sono diventati dei punti di forza. Certo, questo non significa che in Italia vada tutto bene e che la totalità dei problemi sia stata risolta, ma l’inversione di rotta c’è. Detto ciò, sono comunque convinta che dobbiamo e possiamo fare sempre di più e meglio”.

Codice strada, Salvini: meno morti, a di là delle polemiche di Vasco

Roma, 3 gen. (askanews) – “Al di là delle polemiche alla Vasco Rossi, se riusciamo a salvare vite siamo felici”. Lo ha detto il vicepremier e ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Matteo Salvini, leader della Lega, in una diretta sui suoi account social.

“La prima causa degli incidenti stradali, più di alcol, droga, velocità è la distrazione al volante: sapere che stanno diminuendo morti e feriti e incidenti è positivo. Ringrazio tanti ragazzi, mamme e papà che ci dicono bravi. Una vita salvata vale mille polemiche e ricordo per l’ennesima volta che non abbiamo toccato il limite di consumo alcolico: si può bere questa sera esattamente quello che si poteva bere l’anno scorso. Evidentemente c’è più prudenza e attenzione e ne sono felice”, ha aggiunto.

Geolier, live il 27 settembre all’Arena di Verona

Roma, 3 gen. (askanews) – Dopo aver scalato tutte le classifiche e infranto molti record nel 2024, Geolier inaugura il nuovo anno con un annuncio live molto importante: il 27 settembre, per la prima volta nella sua carriera, calcherà il palco di uno dei luoghi simbolo della musica italiana, l’Arena di Verona. Un appuntamento speciale nell’iconica cornice dell’anfiteatro veronese, che chiuderà una grande stagione live dell’artista, che lo vedrà nei palasport in primavera e per ben due live all’Ippodromo di Agnano a Napoli in estate.

Dopo il primato conquistato l’estate scorsa grazie ai tre concerti consecutivi completamente sold out allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli (che nessun artista – internazionali inclusi – aveva mai raggiunto), Geolier è pronto a superare ancora una volta se stesso con uno dei tour più attesi del 2025. A riprova di tutto, nonostante manchino meno di tre mesi all’inizio del “GEOLIER LIVE 2025”, il rapper ha già conquistato sold out, raddoppi e triplette, con otto appuntamenti nei palasport a marzo 2025 e due imperdibile live del 25 e 26 luglio 2025 all’Ippodromo di Agnano, la venue con maggiore capienza per la musica live a Napoli.

Queste le date, prodotte da Magellano Concerti:

15 MARZO 2025 – JESOLO (VE) – PALAZZO DEL TURISMO – DATA ZERO – SOLD OUT 21 MARZO 2025 – MILANO – UNIPOL FORUM – SOLD OUT 22 MARZO 2025 – MILANO – UNIPOL FORUM – SOLD OUT 23 MARZO 2025 – TORINO – INALPI ARENA 25 MARZO 2025 – BOLOGNA – UNIPOL ARENA 28 MARZO 2025 – ROMA – PALAZZO DELLO SPORT – SOLD OUT 29 MARZO 2025 – ROMA – PALAZZO DELLO SPORT – SOLD OUT 30 MARZO 2025 – ROMA – PALAZZO DELLO SPORT – SOLD OUT 25 LUGLIO 2025 – NAPOLI – IPPODROMO DI AGNANO 26 LUGLIO 2025 – NAPOLI – IPPODROMO DI AGNANO 27 SETTEMBRE 2025 – ARENA DI VERONA – NUOVA DATA

Musica, "Noi no" è il nuovo singolo di Gazzelle

Roma, 3 gen. (askanews) – Dopo “Come il pane”, Gazzelle è fuori ovunque a sorpresa con il suo nuovo singolo “Noi no” (Maciste Dischi/Warner Music Italy), da oggi in radio e in digitale e prodotto dal fidato Federico Nardelli, che da anni lo accompagna nella realizzazione dei suoi pezzi senza tempo.

Il 2017, i film degli anni ’90, i caschi pieni di adesivi: “Noi no” è un racconto intriso di nostalgia, in cui il desiderio di tornare indietro nel tempo si intreccia con il ricordo dolceamaro di una quotidianità che non si riesce a dimenticare.

“‘Noi no’ l’ho scritta un anno fa, in autunno, mentre cambiavo casa e aprivo uno ad uno tutti i vari scatoloni dove c’erano un sacco di cose, per lo più inutili, che mi portavo dietro da diversi anni. Aprendo ogni scatola mi sono reso conto che c’era così tanta roba da buttare o da regalare, così tanto tempo perduto, così tante energie sprecate, rimorsi, rimpianti, e pupazzetti strani… insomma c’era davvero di tutto. Di tutto, tranne noi. Chissà dove siamo finiti… forse in un camion dei traslochi, forse ad una festa a cui non eravamo stati invitati, forse dentro a un sabato. Oppure chissà, forse siamo ancora qui anche se non ci siamo più”, racconta l’artista.

Gli indizi relativi all’uscita di “Noi no” hanno iniziato a emergere alcuni giorni fa, quando in giro per le strade di Roma e Milano sono comparse alcune frasi del nuovo brano. Il vero spoiler, però, è arrivato soltanto ieri, quando l’artista, con il suo modo comunicativo tra i più originali in Italia, ha pubblicato un video su i social. Non solo nuova musica, il cantautore ha anche in programma due importanti e speciali eventi per l’estate del 2025: il 7 giugno al Circo Massimo di Roma e il 22 giugno allo Stadio San Siro di Milano. Due prime volte, due nuove sfide, due città importanti per l’artista, che negli anni ha costruito la sua carriera, passo dopo passo, con un unico obiettivo: quello di essere sempre se stesso e far arrivare la sua musica ai cuori di tutta Italia.

Dopo aver consacrato il sogno di calcare il palco dello Stadio Olimpico di Roma, Gazzelle ha voluto portare tutto il suo mondo all’ultima edizione del Festival di Sanremo. Dopo un tour tutto sold out nei palasport delle principali città della penisola, dove finalmente è riuscito a riabbracciare il suo pubblico, e una serie di tappe outdoor sui palchi dei principali festival italiani, è pronto a regalare nuove emozioni ai suoi fan.

Gazzelle è una delle voci più amate e sincere della sua generazione. Poetico, romantico e spiazzante. Le sue canzoni contano oltre un miliardo di stream, 23 dischi d’oro e 34 dischi di platino. Il suo mondo comunicativo è schivo e malinconico, ma da sempre multiforme e imprevedibile. I suoi concerti sono la testimonianza tangibile di un amore incondizionato, vero rituale collettivo che ha stregato in questi anni mezzo milione di persone. Gazzelle si è preso, in questi anni, con i suoi quattro album Superbattito (2017), Punk (2018), Ok (2020) e Dentro (2023), l’amore degli ascoltatori e l’affetto trasversale dei suoi fan. Ha collaborato, tra gli altri, con artisti come Marco Mengoni, thasup, Fulminacci e Noyz Narcos.

Cecilia Sala, i genitori chiedono il silenzio stampa

Roma, 3 gen. (askanews) – I genitori di Cecilia Sala, la giornalista italiana arrestata e detenuta in Iran, chiedono il silenzio stampa sulla vicenda.

“La situazione di nostra figlia, Cecilia Sala, chiusa in una prigione di Teheran da 16 giorni, è complicata e molto preoccupante – scrivono Elisabetta Vernoni e Renato Sala in una nota -. Per provare a riportarla a casa il nostro governo si è mobilitato al massimo e ora sono necessari oltre agli sforzi delle autorità italiane anche riservatezza e discrezione. In questi giorni abbiamo sentito l’affetto, l’attenzione e la solidarietà delle italiane e degli italiani e del mondo dell’informazione e siamo molto grati per tutto quello che si sta facendo. La fase a cui siamo arrivati è, però, molto delicata e la sensazione è che il grande dibattito mediatico su ciò che si può o si dovrebbe fare rischi di allungare i tempi e di rendere più complicata e lontana una soluzione. Per questo – sottolineano – abbiamo deciso di astenerci da commenti e dichiarazioni e ci appelliamo agli organi di informazione chiedendo il silenzio stampa”.

“Saremo grati per il senso di responsabilità che ognuno vorrà mostrare accogliendo questa nostra richiesta”, concludono Elisabetta Vernoni e Renato Sala.

Cecilia Sala, i genitori chiedono il silenzio stampa

Roma, 3 gen. (askanews) – I genitori di Cecilia Sala, la giornalista italiana arrestata e detenuta in Iran, chiedono il silenzio stampa sulla vicenda.

“La situazione di nostra figlia, Cecilia Sala, chiusa in una prigione di Teheran da 16 giorni, è complicata e molto preoccupante – scrivono Elisabetta Vernoni e Renato Sala in una nota -. Per provare a riportarla a casa il nostro governo si è mobilitato al massimo e ora sono necessari oltre agli sforzi delle autorità italiane anche riservatezza e discrezione. In questi giorni abbiamo sentito l’affetto, l’attenzione e la solidarietà delle italiane e degli italiani e del mondo dell’informazione e siamo molto grati per tutto quello che si sta facendo. La fase a cui siamo arrivati è, però, molto delicata e la sensazione è che il grande dibattito mediatico su ciò che si può o si dovrebbe fare rischi di allungare i tempi e di rendere più complicata e lontana una soluzione. Per questo – sottolineano – abbiamo deciso di astenerci da commenti e dichiarazioni e ci appelliamo agli organi di informazione chiedendo il silenzio stampa”.

“Saremo grati per il senso di responsabilità che ognuno vorrà mostrare accogliendo questa nostra richiesta”, concludono Elisabetta Vernoni e Renato Sala.

"Una come te", esce il nuovo singolo di Zucchero

Roma, 3 gen. (askanews) – Da oggi, venerdì 3 gennaio, è in radio il nuovo singolo “Una come te”, versione italiana con il testo a firma di Zucchero Sugar Fornaciari della canzone “Chinatown” della band americana Bleachers. Il brano è contenuto nell’album “Discover II” (EMI / Universal Music Italia), il secondo progetto di cover in cui Zucchero rivisita alcune delle canzoni che ha amato di più nella sua vita, reinterpretandole con il suo tocco personale.

“Una Come Te” è una canzone che intreccia speranza e amore attraverso una lente di malinconia. Con il suo testo crudo e allo stesso tempo poetico, il brano parla di giovani travolti dalla violenza e di un ragazzo che sogna un futuro migliore con una ragazza.

“Mi era piaciuta molto la versione dei Bleachers con Bruce Springsteen e mi sono chiesto come l’avrei reinterpretata. Il risultato è “Una come te” in italiano – racconta Zucchero – Parla del branco, di quello che succede oggi tra ragazzi. È una storia d’amore in cui lui vuole tirare lei fuori dalla tristezza del sabato sera. È un argomento attuale che mi sta a cuore e che avrei comunque usato per un inedito”.

“Discover II” è attualmente disponibile nella sua versione standard in digitale, in cd e in doppio lp e nella versione box deluxe in tiratura limitata e numerata in triplo lp e cd. Dal 10 gennaio la versione deluxe sarà disponibile in digitale e conterrà le collaborazioni con Jack Savoretti nella nuova versione di “Senza Una Donna (Without A Woman)”, Irene Fornaciari in “Moonlight Shadow”, Russel Crowe in “Just Breathe” e Salmo in “Overdose D’Amore 2024”, oltre al brano “Io Vivo (In Te)” scritta per Bryan Adams.

L’album, oltre al brano “Una Come Te”, contiene i singoli “Amor Che Muovi Il Sole”, cover del brano “My Own Soul’s Warning” dei The Killers impreziosita da un adattamento del testo in italiano a firma di Zucchero, e “Acquarello”, reinterpretazione personale di uno dei brani più noti di Toquinho, oltre alle collaborazioni con Paul Young in “I See A Darkness” e Oma Jali, vocalist e corista che da anni accompagna Zucchero in tour in tutto il mondo, in “Se Non Mi Vuoi”.

"Vengo a fidarmi di te", il nuovo brano di Francesco Gabbani

Roma, 3 gen. (askanews) – Francesco Gabbani inaugura il 2025 con un nuovo brano inedito dal titolo “Vengo a fidarmi di te” in uscita venerdì 3 gennaio. Il singolo anticipa l’uscita del suo attesissimo sesto album in studio, che si intitolerà “Dalla tua parte” e sarà disponibile dal 21 febbraio 2025 per BMG. L’album verrà pubblicato in digitale e nei seguenti formati: Vinile colorato (Edizione limitata e numerata), CD Maxi autografato (Edizione limitata e numerata), CD Maxi (Edizione limitata e numerata) e CD standard.

“Vengo a Fidarmi di te” è una canzone che invita a una riflessione profonda sulla necessità di fermarsi, ascoltare e riprendere il controllo della propria vita. Con questa canzone Gabbani vuole risvegliare il nostro senso critico e incoraggiarci a uscire dal silenzio che ci circonda, ricominciando a dialogare sinceramente con gli altri senza filtri o barriere, scoprendo in loro una parte di noi stessi.

A febbraio 2025 Gabbani tornerà al Festival di Sanremo per la quarta volta dopo aver vinto nel 2016 con “Amen” nella sezione Nuove Proposte e nel 2017 con “Occidentali’s Karma” e dopo essersi posizionato secondo nel 2020 con “Viceversa”.

Sul palco dell’Ariston presenterà “Viva la vita” un brano che segna un nuovo capitolo del suo percorso. La partecipazione al Festival è un ritorno a casa, in quel luogo che ha segnato l’inizio di un’avventura straordinaria e che a febbraio accoglierà una canzone che porta con sé un valore profondo per lui, sia personale che artistico. Oltre alla sua grande sensibilità come compositore e autore, Francesco si distingue anche per la sua straordinaria abilità di performer. Sul palco, sa trasformare ogni canzone in un’esperienza unica, coinvolgendo ed emozionando il pubblico con la sua presenza e la sua grande capacità di trasmettere emozioni attraverso la musica.

Il 19 dicembre 2024, Gabbani ha dato il via, dall’ Unipol Forum di Milano sold out, al suo nuovo tour nei palazzetti che proseguirà nel 2025.

Il tour è prodotto da A1 Concerti, di seguito i prossimi confermati:

15 MARZO 2025 FIRENZE – MANDELA FORUM

22 MARZO 2025 PADOVA – KIOENE ARENA

4 APRILE 2025 TERNI – PALATERNI

17 APRILE 2025 ROMA – PALAZZO DELLO SPORT

Il Museo Egizio di Torino chiude 2024 con oltre un milione visitatori

Roma, 3 gen. (askanews) – Oltre un milione di visitatori per il Museo Egizio nell’anno del suo bicentenario. Nel 2024 sono stati infatti 1.036.689 i visitatori, compresi i partecipanti agli eventi istituzionali, a fronte dei 1.061.157 ingressi nel 2023. Un risultato non scontato, vista la chiusura al pubblico del Museo di un mese, a cavallo tra giugno e luglio, per poter avviare i cantieri e altri lavori di riallestimento della Galleria dei Re e del Tempio di Ellesiya. Cantieri che hanno obbligato il museo a riorganizzare i percorsi di visita, a partire dallo scorso aprile. Il mese che ha registrato un maggiore afflusso di pubblico è stato marzo 2024 (con 117.678 visitatori, +19,3% rispetto all’analogo mese del 2023). L’incremento maggiore di visitatori, rispetto all’analogo mese dell’anno scorso, lo ha registrato novembre con 105.112 (+ 24% rispetto a novembre 2023), complice anche la celebrazione del bicentenario del Museo, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Solo in occasione del Festival 200, una notte bianca e due giorni di eventi ed happening gratuiti in Museo a cavallo tra il 20 e il 22 novembre 2024, hanno fatto ingresso in Museo 23.004 persone. Ottime performance di incremento di visitatori anche per febbraio con 95.532 (+10,3%).

Inoltre, sono 484.394 i follower totali dei social del Museo Egizio (con una crescita del 10.9% rispetto al 2023). La reach totale dei post è aumentata del 128% rispetto all’anno precedente, arrivando a 28.082.943 di utenti unici che hanno visto i contenuti pubblicati sui profili ufficiali del museo. Tra le varie piattaforme, è ancora Facebook quella che garantisce la maggiore reach.

Il più antico Museo Egizio al mondo nell’anno del suo bicentenario ha voluto puntare i riflettori sulla natura contemporanea dei musei archeologici, luoghi di scambio culturale e di ricerca, entità vive, in continua evoluzione e in dialogo con la società. È proseguito in questo solco il percorso di rinnovamento, sotto il profilo architettonico e sotto il profilo scientifico e di riallestimento delle collezioni, iniziato con l’inaugurazione della Galleria della Scrittura nel dicembre 2023, e proseguito quest’anno con il riallestimento della Sala Deir-El Medina, la creazione della Sala dei Tessuti, il lancio dei Giardini Egizi sul Roof Garden, la creazione della sala dedicata al corredo della Regina Nefertari, a 120 anni dalla scoperta della sua tomba, e non ultimo l’allestimento permanente di un’ala del museo dal titolo Materia – Forma del tempo.

La sintesi plastica del nuovo corso del Museo Egizio, che intende coniugare la progettazione architettonica alla ricerca archeologica, è costituita proprio dalla nuova Galleria dei Re e dalla Cappella Rupestre di Ellesiya, il cui nuovo ingresso da via Duse, nel retro del Museo, ha rimodellato il palazzo seicentesco dell’ex Collegio dei Nobili e l’esperienza di visita della Cappella.

Il Museo ha poi realizzato a settembre 2024 un progetto di accessibilità, con un investimento di 499.767 euro nell’ambito del PNRR, Missione 1 “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”, Componente 3 “Turismo e Cultura 4.0” (M1C3), Misura 1 “Patrimonio culturale per la prossima generazione”, Investimento 1.2: Rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi – Linea di azione 2: luoghi della cultura pubblici non afferenti al MiC, finanziato dall’Unione Europea – NextGenerationEU e gestito dal Ministero della Cultura, tramite la Direzione Generale Musei. Il progetto è stato realizzato da un gruppo di lavoro interdipartimentale del Museo Egizio, in stretta collaborazione con diverse realtà del territorio torinese, coinvolgendo attivamente stakeholder e associazioni di persone con disabilità visive e uditive (UICI di Piemonte e Torino, Istituto dei Sordi) e Fondazione Paideia, in riferimento a persone con bisogni comunicativi complessi.

L’Egizio ha inoltre consolidato il suo ruolo proattivo nel tessere rapporti con altri enti culturali e produrre eventi di alto profilo, che hanno coinvolto fotografi, artisti, musicisti e scrittori del calibro di Orhan Pamuk, in collaborazione con il Salone del Libro, Gallerie d’Italia Torino e Sistema Musica del Comune di Torino, con cui per la prima volta ha dato vita ad un festival trimestrale di musica classica e jazz dal titolo “Incanto Egizio”.

La fotografia e la video arte hanno incontrato l’archeologia e l’antico Egitto nell’ambito di “Paesaggi/Landscapes” una installazione immersiva accompagnata da un ciclo di incontri che si sono svolti in Gallerie d’Italia Torino a cavallo tra giugno e settembre 2024, frutto di un accordo triennale tra la Fondazione Museo delle Antichità Egizie e Intesa Sanpaolo, su iniziative di sviluppo e diffusione della cultura e dell’arte.

Dallo scorso primo agosto inoltre è visitabile a Forte dei Marmi (Lucca) la mostra “Gli Egizi e i doni del Nilo”, che, fino al 2 aprile, propone un viaggio nel tempo, dall’Epoca Predinastica (3900 – 3300 a.C.) all’età greco-romana (332 a.C. – 395 d.C.), attraverso vasi, stele, maschere, amuleti e papiri, reperti di grande valore provenienti dai depositi del Museo. I direttori dei grandi musei internazionali sono stati ancora protagonisti del ciclo di conferenze What is a Museum? e sono tornati a Torino a metà dicembre, in occasione del Simposio internazionale “Memory is our future”, che ha visto confrontarsi a una settantina di archeologi, egittologi, studiosi internazionalie d esperti di digital humanities.

Infine è approdato in libreria “La memoria è il nostro futuro, 200 anni di Museo Egizio” (Franco Cosimo Panini), una pubblicazione scientifica corale, curata dal direttore del Museo, Christian Greco, con interventi di curatori dell’Egizio e di altre istituzioni internazionali, ricercatori, storici ed egittologi. Il libro è disponibile anche in inglese e può essere acquistato al bookshop del Museo.

Agricoltura, Rota (Fai-Cisl): sì al lavoro oltre età pensionabile

Roma, 3 gen. (askanews) – Dare la possibilità agli italiani di allungare il periodo lavorativo oltre l’età pensionabile, anche in alcuni settori come l’agricoltura, è uno “strumento necessario”. Lo ha detto il segretario generale della Fai-Cisl, Onofrio Rota, commentando un report dell’osservatorio Enpaia-Censis. “I lavoratori agricoli – ha detto Rota ad Askanews – hanno la necessità di lavorare oltre il requisito pensionistico, perché in questo settore si esce dal lavoro con l’assegno sociale o poco più. C’è, dunque, la necessità di lavorare più a lungo. Per le altre professioni la scelta di restare al lavoro oltre l’età pensionabile è un’opportunità utile, buona. E a volte si conservano anche buone professionalità, che possono affiancare percorsi di cambi generazionali. Noi, per esempio, li gestiamo già dentro alcune aziende, dove vengono allungati percorsi in uscita per permettere e facilitare i cambi generazionali sull’apprendimento di nuove conoscenze nei luoghi di lavoro”. Nel settore agricolo la propensione all’autotutela previdenziale è più forte che in altri comparti, proprio alla luce di pensioni mediamente basse. “Il tema della pensione integrativa è di estrema attualità – ha affermato il numero uno della Fai – il sistema previdenziale pubblico deve essere affiancato da un sistema di pensione complementare, in quanto oggi un lavoratore attivo rischia di vivere un domani una vita da pensionato povero. Quindi, ha la necessità di integrare e di utilizzare il Tfr per costruire una previdenza complementare”. Nell’industria alimentare “questo sistema è ormai consolidato, in generale in tutta l’industria è uno strumento praticato – ha proseguito Rota – lo è meno nel settore agroalimentare o per meglio dire agricolo. Ultimamente, stiamo cercando di introdurre il silenzio-assenso per gli impiegati agricoli. Ma dovremmo fare ancora molto di più per gli operai agricoli. E’ necessario costruire un percorso di maggiore consapevolezza. Bisogna tener presente che, oggi, un lavoratore discontinuo, che lavora in agricoltura come stagionale, rischia di vedere più conveniente la pensione riconosciuta per vecchiaia, la pensione sociale, che non la pensione contributiva, perché non ce la farà mai a costruirsi una pensione contributiva adeguata. Offrire la possibilità di costruire una pensione complementare può aiutarlo a vivere una terza età in maniera molto più adeguata”. In agricoltura la carenza di manodopera è un problema e in futuro la situazione peggiorerà. Garantire flussi regolari di migranti sarà sempre più necessario. “Quello dei migranti è un tema che affrontiamo ogni anno – ha poi dichiarato Rota – ci sono lavori nel nostro Paese che non vengono svolti da lavoratori italiani. In agricoltura su un milione di lavoratori 350mila sono immigrati. Nel 2030 i migranti saranno il 50% dei lavoratori agricoli. La scarsa natalità nel nostro Paese genera un tasso di sostituzione non adeguato per mantenere una forza lavoro adeguata”. Tra cinque anni, “entro il 2030 nel sistema produttivo ci saranno 700mila lavoratori in meno in età da lavoro – ha aggiunto il numero uno della Fai – nel 2040 saranno 4 milioni in meno; nel 2050 si dovrebbe arrivare a 7 milioni in meno. Questo vuol dire una società molto più vecchia con un sistema di welfare da sostenere economicamente e con alcuni settori merceologici che avranno disperatamente bisogno di manodopera. Abbiamo posto l’accento su questo tema, in maniera diversa, con un rapporto che abbiamo intitolato ‘Made in ImmigraItaly’. Il tema dei prossimi anni è come gestiamo i flussi e come favoriamo l’integrazione, l’inclusione di queste persone e come generiamo un lavoro che possa dare stabilità”. Rota ha inoltre ricordato di non aver condiviso la scelta del Governo di allungare di due anni le ricongiunzioni. “Un lavoratore presente in Italia prima aspettava un anno, adesso deve aspettarne due per poter ricongiungersi con la famiglia – ha concluso – alla persona dai stabilità, equilibrio, integrazione e inclusione se gli fai portare la famiglia e lo fai sentire parte di una società. Non ho condiviso quella misura perché non facilita questo percorso. Questo sarà il tema di cui dovranno occuparsi in maniera responsabile sindacati, associazioni imprenditoriali e politica: favorire un’integrazione che non sia vista come invasione, ma come una risorsa buona per il Paese e utile anche per la crescita economica”.

Enpaia-Censis: 70% italiani favorevole a lavorare oltre età pensionamento

Roma, 3 gen. (askanews) – In un Paese che invecchia e si riduce a causa della crisi demografica, cambia il rapporto degli italiani con il lavoro e in particolare le aspettative dei giovani, ma cambiano anche le prospettive previdenziali specialmente dei cosiddetti boomer che vorrebbero continuare a lavorare anche oltre l’età di pensionamento. E’ quanto emerge dal secondo report dell’Osservatorio Enpaia-Censis del mondo agricolo nel quale si evidenzia come se da una parte l’innalzamento dell’età di pensionamento viene vissuto nel 65,1% dei casi come “una costrizione alla libertà individuale” (che arriva al 69,6% nella fascia dei 35 ai 64 anni), dall’altra una quota ancora più ampia degli italiani (circa il 70%) afferma che si debba consentire ai pensionati, se vogliono, di continuare a lavorare (percentuale che sfiora l’80% tra gli over 64). Una richiesta – viene sottolineato nel report – coerente con la struttura demografica di una società che invecchiando si fa longeva e che deve essere accompagnata da un sistema integrato e coerente di misure di active ageing, permettendo ai più anziani di essere attivi nei diversi ambiti della sfera sociale, mercato del lavoro incluso, senza che l’età sia un fattore discriminante. Il report, spiega il Direttore Generale di Enpaia, Roberto Diacetti, “fotografa un’Italia dove il 92% degli occupati non disdegnerebbe avere più libertà di scelta per quanto riguarda l’età di pensionamento, con una maggiore flessibilità in uscita dal lavoro, quindi con la possibilità di poter andare in pensione un po prima con delle penalizzazioni ridotte, ma anche di poter restare al lavoro più a lungo, oltre l’età pensionabile”. Ma nel nostro Paese, aggiunge Diacetti, abbiamo un enorme problema costituito da salari troppo bassi che impatta negativamente anche sulle future pensioni oltre che sulla domanda interna. Perciò, conclude il Dg di Enpaia, l’idea di rinunciare a una minima quota di dividendi da parte delle imprese per aumentare le retribuzioni, merita una riflessione seria.

Love Game torna su Rai2 dopo boom ascolti della prima puntata

Roma, 3 gen. (askanews) – Dopo il boom di ascolti della prima puntata (circa 250mila telespettatori con il 5% di share), la casa di “Love Game” si veste di nuovo a festa per celebrare il Natale con il secondo e ultimo appuntamento speciale con “Love Game, il gioco dell’amore – Christmas edition”, in onda oggi, venerdì 3 gennaio, in seconda serata a mezzanotte su Rai2, subito dopo “Storie di donne al bivio”.

Anche in questa seconda puntata del dating/game-show, sei concorrenti si sfideranno tra flirt, strategia e affinità per vincere il premio finale. Ma c’è un colpo di scena: tra loro si nasconde una coppia segreta! Se i single riusciranno a riconoscersi e scegliersi reciprocamente, vinceranno un fantastico viaggio. Ma se la coppia in incognito riuscirà a ingannare tutti… sarà lei a prendersi la vittoria!

Alla conduzione di “Love Game” Alice Brivio, che con il suo stile frizzante accoglierà i concorrenti e cercherà di indagare la loro reale situazione sentimentale, Claudio Guerrini, storica voce radiofonica e volto noto del piccolo schermo porterà la sua energia pungente e le sue domande dirette per scuotere gli animi e mettere alla prova la sincerità dei partecipanti mentre Reyson Grumelli, attore e cantante, saprà tirare fuori il lato più romantico dei protagonisti grazie alla sua dolcezza e sensibilità. E per i concorrenti anche le dolci creazioni natalizie del pastry chef partenopeo Ciro Di Sarno.

La colonna sonora delle due puntate sarà resa ancora più speciale dalla sigla del programma: una cover del brano natalizio “Santa Tell Me”, interpretata da Micaela e Davide Papasidero.

“Love Game, il gioco dell’amore – Christmas Edition” è un programma della Direzione Intrattenimento Prime Time RAI realizzato in collaborazione con la casa di produzione Imagine The Stars. Il format nasce da un’idea degli autori Tommaso Martinelli, Luigi Miliucci e Sacha Lunatici ed è scritto con Rossella Liguori e Roberto De Santis. La regia è firmata da Ciro Tomaiuoli.

Coma_Cose, "Posti vuoti" brano più ascoltato in radio della settimana

Roma, 3 gen. (askanews) – Per i Coma_Cose il 2025 si preannuncia un anno entusiasmante: “Posti vuoti” è il brano più ascoltato in radio della settimana, posizionandosi al primo posto della classifica EarOne Airplay.

Pubblicato per Asian Fake / Warner Music Italy, il brano – accompagnato dal videoclip e che vede alla produzione Michelangelo – unisce un groove energico a un racconto malinconico.

I Coma_Cose parteciperanno alla 75esima edizione del Festival di Sanremo (11-15 febbraio 2025) con il brano “Cuoricini”, salendo sul palco dell’Ariston per la terza volta, dopo l’esordio nel 2021 che li ha visti conquistare il pubblico con il brano “Fiamme negli occhi” (doppio disco di platino) e il ritorno nel 2023 con “L’Addio” (doppio disco di platino).

Il 2025 sarà per loro anche l’anno della loro prima volta nei palasport italiani, con due imperdibili concerti – appena annunciati, organizzati e prodotti da Magellano Concerti e Palace Agenzia – previsti per il 27 ottobre 2025 all’Unipol Forum di Milano e il 30 ottobre 2025 al Palazzo dello Sport di Roma. Questi appuntamenti segneranno un nuovo importante passo nel loro percorso artistico, la celebrazione di un percorso musicale che ha coinvolto, anno dopo anno, sempre più persone, dando voce a una generazione che ha trovato nelle canzoni dei Coma_Cose una narrazione autentica del proprio vissuto.

Intimi, delicati e allo stesso tempo dirompenti, California e Fausto Lama sono il duo più interessante del panorama musicale attuale e hanno recentemente pubblicato il singolo “Posti vuoti”, un brano che unisce un groove energico a un racconto malinconico, che arriva dopo il successo della coinvolgente e ipnotica “Malavita” (disco di platino), anch’essa giunta alla prima posizione delle classifiche radiofoniche a metà agosto e che li ha visti protagonisti durante l’estate 2024.

Tennis, Musetti si ferma ai quarti ad Hong Kong

Roma, 3 gen. (askanews) – Sconfitta amara per Lorenzo Musetti nei quarti di finale dell’Atp 250 di Hong Kong. Testa di serie n. 2 del torneo, l’azzurro ha perso contro Jaime Munar, n. 62 al mondo: 2-6, 7-6(4), 7-5 lo score in 2 ore e 38 minuti di gioco. Un risultato con tanti rimpianti per il carrarino che, dopo aver approcciato bene l’incontro, è calato alla distanza. Munar è entrato in partita nel secondo set e ha approfittato dei tanti gratuiti (38 complessivi) e dello scarso rendimento con la seconda (33%) di Lorenzo.

Kafka “scrive” e il pubblico lo legge in diretta

Roma, 3 gen. (askanews) – E’ possibile immaginare uno degli autori pi influenti del XX secolo scrivere proprio davanti a noi, e correggere in diretta, una delle sue intense pagine descrittive della realt, appunto “kafkiana”, spesso inutile, della vita moderna? Accade, dal dicembre scorso, e fino a giugno 2025, alla Biblioteca Nazionale d’Israele, nel nuovo edificio a Gerusalemme di fronte alla Knesset che da solo vale la visita, senza calcolare l’immenso patrimonio storico e multiculturale che contiene.

E accade per celebrare i 100 anni dalla scomparsa di Franz Kafka, essendo la Biblioteca una delle tre istituzioni al mondo che conserva oggetti dell’archivio personale e letterario di Kafka.

La mostra “Kafka: la metamorfosi di un autore” riguarda la sua storia di vita, le sue opere, i suoi rapporti con la famiglia, gli amici e le persone care, e offre, nella volont e nel lavoro dei curatori, un esame approfondito del suo atteggiamento nei confronti dell’ebraismo, dello yiddish e del sionismo.

La mostra ripercorre anche l’affascinante storia del patrimonio di Kafka e di come le sue opere letterarie furono infine pubblicate dal suo amico Max Brod. Una storia che inizia prima della morte di Kafka e giunge a una conclusione nel 2019, quando la Corte Suprema israeliana ha deciso che l’archivio di Kafka era un bene culturale che doveva essere depositato proprio presso la Biblioteca Nazionale di Israele.

Un viaggio unico, vera esperienza, che come notano i curatori onora l’eredit di Kafka e invita i visitatori a farsi strada attraverso un autentico labirinto letterario.

Tra gli oggetti esposti ci sono il famoso testamento di Kafka, in cui chiese a Brod di bruciare tutti i suoi scritti dopo la sua morte, la “Lettera al padre” di 100 pagine accusatorie, i manoscritti originali dei suoi famosi libri Il Processo, Amerika e Il Castello, cos come i suoi racconti e novelle, tra cui La Metamorfosi, prime e rare edizioni, lettere personali, nonch i suoi disegni, fotografie ed esercizi di scrittura ebraica. La mostra comprende anche materiali che servono a mostrare l’enorme influenza che il lavoro di Kafka ha avuto in Israele e nel mondo, compresi gli adattamenti in teatro, cinema, danza e arti visive.

Tutto, o quasi tutto, si deve al grande lavoro del dottor Stefan Litt, archivista, curatore di Studi umanistici generali presso la Biblioteca nazionale e co-curatore della mostra “Kafka: Metamorphosis of an Author”. Perch anche grazie a lui se la storia processuale di questi preziosissimi materiali si conclusa con l’assegnazione alla Biblioteca Nazionale d’Israele e perch, tra nuova tecnologia, conoscenza del pensiero e filologica di Kafka, abbiamo, fosse solo come affascinante curiosit, la possibilit di leggere Kafka proprio mentre scrive.

Tennis, sorpresa a Brisbane, Djokovic ko con Opelka

Roma, 3 gen. (askanews) – Novak Djokovic saluta l’Atp 250 di Brisbane, battuto nei quarti di finale da Reilly Opelka, oggi n. 293 al mondo e in tabellone grazie al ranking protetto dopo due anni di inattività per infortunio. La partita perfetta del gigante americano che chiude in un’ora e 43 minuti con il punteggio di 7-6, 6-3. La vittoria più importanti in carriera di Opelka coincide con la seconda peggiore sconfitta per ranking di Nole nel circuito Atp (Krajinovic detiene il primato con la vittoria a Belgrado 2010 da n. 319 al mondo). Lo statunitense affronterà in semifinale il francese Giovanni Mpetshi Perricard mentre dall’altro lato ci saranno Grigor Dimitrov e Jiri Lehecka.

Pino Daniele, a 70 anni da sua nascita tante iniziative per ricordarlo

Roma, 3 gen. (askanews) – La Fondazione Pino Daniele Ets in questi anni ha lavorato per preservare e diffondere l’eredità artistica e umana di Pino Daniele, ricordando il suo straordinario percorso fatto di musica, di emozioni, di incontri e di un amore sconfinato per la vita ed elogiando il valore del patrimonio musicale, della sua ricerca e delle sue tante idee da custodire, condividere e coltivare.

In occasione di queste due importanti ricorrenze, la Fondazione ha ideato il sigillo del “70/10 Anniversary”, il marchio distintivo che garantisce l’autenticità e l’ufficialità delle iniziative dedicate a Pino Daniele che, già dal 2024, celebrano con profondità e impegno uno degli artisti più amati della musica italiana (www.fondazionepinodaniele.org/anniversary). A fare da filo conduttore tra le attività e gli eventi c’è la sua musica, grido di libertà e rifugio per chiunque cerchi autenticità e bellezza, da sempre capace di stimolare l’animo delle persone e di creare un ponte tra diverse culture.

La prima iniziativa che porta il sigillo “70/10 Anniversary” è MUSICANTE AWARD – Premio Pino Daniele, il Live Music Contest di musica pop rock che offre a giovani artisti che studiano musica, compongono e interpretano il loro repertorio, un’opportunità concreta di emergere e sviluppare la propria carriera. Patrocinato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, il contest è giunto alla seconda fase, ovvero le Live audition che si terranno il 28 e il 29 gennaio presso la Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.

I progetti discografici che vantano il sigillo “70/10 Anniversary” sono il brano inedito “AGAIN” (Warner Music Italy), uscito in digitale lo scorso 29 novembre ed entrato direttamente al 1° posto nell’EarOne Airplay (https://wmi.lnk.to/again), e la ristampa “MUSICANTE 40TH ANNIVERSARY ALBUM” (https://bio.to/PinoDaniele_Musicante), che celebra non solo la straordinaria portata artistica dell’album che nel 1984 ha segnato la musica italiana, ma anche l’attento processo creativo che si cela dietro a ogni canzone.

A marzo, nel mese del 70° anniversario della sua nascita, uscirà al cinema il film-documentario ufficiale su tutta la vita di Pino Daniele intitolato “PINO” di Francesco Lettieri e Federico Vacalebre e prodotto da Groenlandia, Lucky Red e Tartare Film, mentre il Palazzo Reale di Napoli ospiterà la mostra “PINO DANIELE SPIRITUAL”, prodotta da COR a cura di Alessandro Daniele e Alessandro Nicosia.

Il 18 settembre in Piazza del Plebiscito a Napoli si terrà “PINO È – IL VIAGGIO DEL MUSICANTE”, uno show evento unico che vedrà sul palco grandi nomi del mondo della musica e dell’entertainment, tanti ospiti, artisti, musicisti, amici e colleghi per ripercorrere la vita e la carriera di Pino Daniele, ricca di canzoni che hanno segnato intere generazioni. I biglietti per “Pino è – Il viaggio del Musicante” sono disponibili in prevendita su Ticketone.it e nelle prevendite abituali. Per info: www.friendsandpartners.it.

Il ricavato dell’evento, al netto dei costi di produzione, verrà devoluto a sostegno della ricerca oncologica pediatrica e della formazione artistica: la ricerca scientifica verrà sostenuta finanziando il Progetto PREME di OPEN Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma odv, che punta a garantire cure personalizzate e innovative ai bambini oncologici; grazie alla Fondazione Pino Daniele Ets, invece, verranno istituite borse di studio e iniziative per sostenere giovani talenti musicali e contrastare la povertà educativa, promuovendo il linguaggio della musica nelle realtà più fragili.

Gli eventi e le attività realizzati in occasione di questo doppio anniversario vanno oltre il tributo a Pino Daniele, sono un impegno concreto che guarda al futuro. Sull’esempio della straordinaria capacità Pino Daniele di innovare e di dare voce alla vera essenza e alla funzione della musica, la Fondazione Pino Daniele vuole infatti continuare a promuovere i valori dell’educazione civica, sostenere l’educazione musicale e combattere la povertà educativa con nuove opportunità per creare bellezza attraverso i giovani artisti.

Pilota siciliano Ricciari pronto per la sua terza Dakar

Roma, 3 gen. (askanews) – Il pilota messinese Antonio Ricciari sarà l’unico concorrente siciliano in gara quest’anno alla Dakar gara FIA di CrossCountry 2025, la gara internazionale più amata da tutti i corridori di rally raid nel mondo che si corre da oggi 3 gennaio fino al 17, da Bisha a Shubaytah in Arabia Saudita.

Nel 2022 Ricciari era stato il primo pilota siciliano in gara della storia della Dakar a concorrere nella categoria Classic conquistando il primo posto fra gli equipaggi italiani in gara alla Classic e nel 2023 ha fatto ancora meglio conquistando il terzo posto assoluto fra tutti gli italiani in gara alla Dakar, arrivando terzo anche in categoria H 2 di regolarità.

In questa sua terza partecipazione alla Dakar il pilota messinese ha portato con sé in assistenza il figlio Riccardo Ricciari, anche lui appassionato di rally raid che ha deciso di seguire il padre in questa nuova grande avventura. Copilota di Ricciari sarà invece la romana Simona Morosi, con lui alla Dakar già nel 2023.

Sulla sua auto a una Mitsubishi Pajero v20 3200cc per la prima volta Ricciari ha impresso la Triscele simbolo della sua terra per rappresentare la Sicilia in una delle gare automobilistiche fra le più affascinanti dello sport mondiale.

738 sarà il suo numero di gara con il quale da domani si confronterà con fortissimi concorrenti di tutto il mondo delle più grandi case automobiliste a bordo di auto super competitive. Ricciari ha confermato la sua presenza alla italo/spagnola Rteam RalliArt e TH-Trucks, che metterà al via della Dakar ben 6 o 7 camion, una delle categorie più attese ed affascinanti dell’edizione 2025. Ieri ed oggi a Bisha si sono svolti importanti test sulle vetture della gara e sono state ultimate le severissime verifiche tecniche e di sicurezza.

Circa 10.000 saranno i chilometri da percorrere in 12 prove speciali fra le quali l’insidiosissima tappa Marathon che prevede una notte senza assistenza e senza bivacco, con condizioni di estrema difficoltà. Molto impegnativo si annuncia infine il passaggio nel deserto dell’Empty Quarter, il più esteso nel mondo dove le sue finissime sabbie si modellano con il vento fino a formare dune alte diverse decine di metri. In gara ci saranno anche mezzi elettrici, a 2, a 4 ruote e camion a idrogeno.

Nonostante l’assenza del quad, la Dakar 2025 registra il record di piloti partecipanti ben 807 divisi su quasi 500 mezzi fra moto, auto, challenger, SSV, M1000, Classic e Camion. 76 le auto e 19 i camion ai nastri di partenza della Dakar Classic categoria dove sarà impegnato il siciliano Antonio Ricciari.

In televisione la Dakar 2025 potrà essere seguita su Eurosport Italia (Eurosport 2) Sky Sport e discovery+ che trasmetteranno gli highlights e sintesi delle gare ed inoltre sulle pagine Facebook e YouTube della Dakar Rally.

Il Castello di Rivoli a 40 anni: il presente e una nuova Ouverture

Torino, 3 gen. (askanews) – A quarant’anni dalla sua inaugurazione, come primo museo di arte contemporanea in Italia, il Castello di Rivoli a Torino ripensa ai propri inizi con una mostra che un omaggio alla propria prima esposizione, ma anche una riflessione fattiva su cosa significa essere oggi un museo del presente. “Ouverture 2024” un grande progetto di riallestimento della collezione che vuole parlare delle opere e degli artisti, ma anche della stessa istituzione. “Vuole raccontare parzialmente la storia recente del museo – ha detto ad askanews Francesco Manacorda, direttore del Castello di Rivoli e co-curatore della mostra – ma pi che altro, non soltanto la storia recente, vuole anche proiettarsi verso futuro e raccontare attraverso le opere degli artisti quale tipo di museo noi immaginiamo per l’oggi, quali immaginiamo per gli domani e quali momenti e quali riflessioni che l’arte contemporanea ci regala vogliamo portare di fronte agli occhi dei nostri visitatori”.

Quattro decenni dopo l’effettiva “Ouverture” del museo nel 1984, il progetto attuale non vuole rifare quella mostra, ma ispirarsi alle sue modalit, per rendere ancora pi vivo il luogo, lo spazio di narrazione museale, che attraverso le opere e le stanze ripensa anche se stesso. “Abbiamo lavorato con gli artisti e gli artisti – ha aggiunto Marcella Beccaria, co-curatrice della mostra – li abbiamo invitati esattamente come ha fatto negli anni 80 Rudi Fuchs a venire al Castello, a fare sopralluoghi, in modo da trovare per ciascuna delle opere in collezione anche le condizioni espositive migliori. Ed chiaramente un racconto che parla del presente, parla delle tante urgenze che connotano il mondo contemporaneo. Non una mostra tema, abbiamo pensato che non fosse corretto stringerci in un unico tema, ma ci sono delle grandi tematiche che attraversano questi lavori e li mettono in comune”.

Alcuni artisti, come Michelangelo Pistoletto, Richard Long o Sol LeWitt, sono presenti oggi come nel 1984, ma il riallestimento, concepito per sale che sono a loro volta delle piccole mostre personali o bipersonali, guarda con forza al presente, con gli occhi di artisti imprescindibili come Pierre Huyghe, Anne Imhof, Ed Atkins e soprattutto Hito Steyerl, che scavano dentro il nostro tempo e la sua disumanizzazione digitale, cercando il presente estremo.

“Per tornare al presente e per tornare secondo me anche al futuro – ha aggiunto Manacorda – bisogna veramente affidarsi alle mani e alle visioni degli artisti, quindi quello che il Castello ha sempre fatto e continua a fare quello di seguire gli artisti in territori che sono ancora inesplorati. C’ un nucleo di opere per esempio che si occupa del digitale e di quello che vuol dire la rappresentazione del s, sempre pi complesso, frammentato tra il reale e il virtuale. In questo caso sono proprio gli artisti a darci degli strumenti critici per guardare a quelle che sono le macchine digitali, quello che l’impatto che l’arte dell’intelligenza artificiale sta iniziando ad avere ma che nei prossimi anni sar sempre pi grande”.

Quello che l’esposizione del Castello di Rivoli apre, insomma, come una finestra polifonica su ci che non sappiamo e su ci che potremmo essere. Un viaggio incerto e interessante, come il percorso dentro la tela jeans mobile di una grande installazione di Paola Pivi. Ognuno arriver all’uscita con il proprio passo.

(Leonardo Merlini)

Tv, arriva la miniserie evento "Leopardi-Il poeta dell’infinito"

Roma, 3 gen. (askanews) – Presentata in anteprima mondiale all’81esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2024, arriva in prima serata su Rai1, martedì 7 e mercoledì 8 gennaio, la miniserie evento Rai “Leopardi – Il poeta dell’infinito” di Sergio Rubini, che racconta con uno sguardo inedito il grande poeta, filosofo e pensatore politico, uno dei massimi esponenti della cultura italiana di tutti i tempi. Coprodotta da Rai Fiction, IBC Movie, Rai Com e Oplon Film, la miniserie rappresenta la prima regia televisiva di Sergio Rubini.

Scritta da Carla Cavalluzzi, Angelo Pasquini e Sergio Rubini, la serie restituisce alle nuove generazioni un ritratto inedito pur storicamente coerente di Giacomo Leopardi. Un formidabile genio, in grado di incendiare con i suoi versi non soltanto passioni amorose ma anche ideali politici. Poeta libero e avverso al compromesso che ha sfidato il suo tempo, l’invasore austriaco, la Chiesa e gli stessi fondatori del nascente stato italiano. Una grande produzione in costume ambientata e girata tra la natìa Recanati, le Marche, Bari e la Puglia – grazie al sostegno di Marche Film Commission e di Apulia Film Commission – e ancora Mantova, Torino, Roma, Napoli e Bologna.

Protagonista, nei panni di Giacomo Leopardi, Leonardo Maltese, già apprezzato nei film “Rapito” di Marco Bellocchio e “Il Signore delle Formiche” di Gianni Amelio, per i quali ha vinto il Premio Guglielmo Biraghi ai Nastri D’Argento 2023. Con lui, Alessio Boni nel ruolo dell’austero padre, il Conte Monaldo Leopardi, Valentina Cervi nei panni della madre Adelaide Antici, Giusy Buscemi che interpreta l’amata Fanny Targioni Tozzetti, emblema dell’amore irraggiungibile magnificato nei suoi versi. E ancora Cristiano Caccamo, nelle vesti dell’amico Antonio Ranieri, Alessandro Preziosi nel ruolo di Don Carmine e Fausto Russo Alesi in quello di Pietro Giordani, amico e mentore del poeta.

Bambino prodigio paragonabile a Mozart, adolescente ostile ai genitori come un moderno teenager, poeta romantico, filosofo e pensatore politico, Giacomo Leopardi è stato il primo esistenzialista della modernità. Riferimento dei tumultuosi anni del Risorgimento italiano, ha scritto versi eterni e dato forma a pensieri che oggi, nel nuovo millennio, sono verità granitiche. Ha amato, Leopardi, e lo ha fatto come un astuto Cyrano de Bergerac, con la sua penna usata per accoppiare l’affascinante amico Ranieri alla figura che è l’emblema dell’amore inarrivabile, la bellissima e sensuale Fanny.

Un “maledetto” che ha abusato della sua arte e del suo genio fino a venirne annientato. Un autore pari a Goethe, William Blake, Baudelaire, da scoprire e finalmente ammirare attraverso una miniserie evento che punta a stupire il pubblico tracciando il percorso biografico di una figura accattivante, controcorrente, amata e osteggiata dai suoi contemporanei ma estremamente attuale, in grado di scuotere ed emozionare le sensibilità.

“Approfondendo la biografia di Giacomo Leopardi, oltre all’immagine canonica di un uomo immerso in una malinconica solitudine a tinte gotiche, sclerotizzata da una perenne sofferenza fisica, se ne può scorgere un’altra, sottotraccia, completamente diversa, caratterizzata da una vitalità dirompente”, ha affermato Sergio Rubini. “Piuttosto che lo studioso curvo perennemente sui libri, il nostro Leopardi quindi avrà il piglio di un esuberante enfant prodige che desidera divorare il mondo e viverne appieno ogni sfaccettatura. Al posto di una figura grigia, rischiosamente polverosa e respingente, preferiamo tratteggiarne un’altra più brillante, variopinta, trasgressiva e soprattutto piena di fascino”.

Stellantis, Fim: 2024 anno nero, meno di 500mila veicoli prodotti

Roma, 3 gen. (askanews) – Il 2024 sarà ricordato come l’anno nero di Stellantis. I dati della produzione in Italia si chiudono negativamente dopo due anni di crescita; segnano un forte dato negativo rispetto all’anno precedente, con una quantità tra autovetture e furgoni commerciali pari a 475.090 unità (-36,8%) contro le 751,384 del 2024. Per la prima volta tutti gli stabilimenti sono in negativo, gli autoveicoli con perdite maggiori rispetto ai veicoli commerciali. Precisamente le auto registrano un -45,7% con 283.090 unità. Per trovare un dato così basso di produzione bisogna spostare le lancette nel 1956. E’ quanto rileva un report della Fim-Cisl presentato in conferenza stampa dal segretario generale Ferdinando Uliano.

I veicoli commerciali con 192.000 unità (-16,6%) hanno avuto una flessione più contenuta in termini percentuali, anche se in termini di volumi l’impatto è consistente e pari ad oltre 38.000 unità. La riduzione della produzione è stato un continuo peggioramento dall’inizio del 2024, raggiungendo cali produttivi nelle auto dal 21% al 70%.

A Capodanno meno feriti e incidenti: decurtati 22mila punti patente

Roma, 3 gen. (askanews) – A Capodanno 2025, grazie al massiccio impegno delle Forze dell’ordine, si registra una significativa riduzione degli incidenti stradali e dei feriti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In una nota congiunta del ministero dell’interno e di quello delle infrastrutture si informa che nella notte del 31 dicembre 2024 sono state impiegate 27.200 pattuglie della Polizia Stradale e dell’Arma dei Carabinieri che hanno garantito controlli capillari su tutto il territorio nazionale. L’attività di prevenzione e vigilanza ha portato a un calo del 21% degli incidenti stradali.

Si sono verificati: 429 incidenti stradali (rispetto ai 482 del 2024); e ci sono stati 240 feriti (in calo rispetto ai 305 del 2024) mentre le vittime sono passate da 10 a nove. Nel corso dei controlli, sono state contestate 12.040 violazioni al Codice della Strada, tra cui: 4.134 per superamento dei limiti di velocità; 538 per mancato uso delle cinture di sicurezza; 153 per uso scorretto del cellulare alla guida.

In totale, sono stati decurtati 22.127 punti patente e ritirate 357 patenti di guida, così suddivise: 153 per uso scorretto del cellulare; 135 per guida in stato di ebbrezza alcolica; 8 per guida sotto l’effetto di droghe; 61 per superamento del limite di velocità di oltre 40 km/h e altre violazioni. Per il Capodanno sono stati sottoposti a verifiche con etilometri e precursori 6.287 conducenti, con i seguenti risultati: 135 sanzioni per guida in stato di ebbrezza alcolica; 8 sanzioni per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.

Un risultato che dà conto dell’impegno delle Forze dell’ordine e dell’efficacia delle nuove norme del decreto sicurezza stradale e modifiche al Codice della strada. Soddisfazione dei ministri dell’Interno e delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Piantedosi e Matteo Salvini.

“Un ringraziamento alle forze dell’ordine – ha detto Piantedosi – che nei giorni a cavallo di capodanno hanno messo in campo uno sforzo straordinario per garantire la sicurezza dei cittadini sulle strade. Questo impegno, insieme alla crescente consapevolezza da parte dei cittadini sui rischi derivanti da condotte improprie, ha consentito di registrare un risultato significativo per quanto riguarda il calo degli incidenti e delle loro tragiche conseguenze”.

“Le nuove regole sono state oggetto di una campagna di falsità senza precedenti, ma i primissimi dati sono confortanti e smentiscono molti detrattori – afferma Salvini – Ringrazio le tante persone che stanno sostenendo la mia azione che ha come unico obiettivo quello di salvare vite e ridurre gli incidenti sulle strade, a partire da numerose associazioni di vittime della strada e tanti genitori che hanno perso i propri figli a causa di comportamenti sbagliati di altri. Questi primi numeri, in attesa di dati più approfonditi, sono la migliore risposta a chi in queste settimane ha fatto polemica, a volte inventando perfino notizie totalmente false”.

Cecilia Sala, lunedì il sottosegretario Mantovano riferirà al Copasir

Roma, 3 gen. (askanews) – Lunedì 6 gennaio, alle ore 14, presso l’Aula del VI piano di Palazzo San Macuto, il governo renderà, attraverso il sottosegretario Alfredo Mantovano, comunicazioni al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Lo rende noto Montecitorio.

Ieri pomeriggio, in una nota diffusa dopo il vertice sul caso della giornalsta italiana Cecilia Sala, arrestata e detenuta in Iran, Palazzo Chigi aveva fatto sapere che “il sottosegretario Mantovano, in veste di Autorità delegata, venendo incontro alle richieste delle opposizioni, ha dato immediata disponibilità al presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica Lorenzo Guerini a riferire al Copasir già domani mattina (Oggi, NdR), e quindi per suo tramite al Parlamento”.

Giubileo, il Papa: essere sempre in cammino, pellegrini di speranza

Roma, 3 gen. (askanews) – “Buon anno! Che sia un anno di crescita personale e anche nell’amicizia tra di voi. Per la Chiesa il 2025 è un anno giubilare, secondo la tradizione, ogni 25 anni c’è un anno giubilare. E questo Giubileo ha un tema, un mottoà ‘Pellegrini di speranza’. Ripetiamolo insieme: ‘Pellegrini di speranza’”. Così ha detto Papa Francesco a un gruppo di ragazzi e giovani dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, riuniti nella Sala Clementina.

“La parola ‘pellegrini’ fa pensare al camminare, perciò vorrei augurarvi di essere sempre persone in cammino. Ad ogni età: ragazzi, giovani, adulti, anziani, sempre in cammino, mai fermi, mai arrivati, sempre con il desiderio di andare avanti – ha continuato il Santo Padre – Però il ‘pellegrino’ è uno che non solo cammina, ma ha una meta, e una meta particolare: la meta del pellegrino è un luogo santo, che lo attira, che motiva il viaggio, che sostiene nella fatica”. “Nel caso del Giubileo la meta è una porta. Curioso? La Porta Santa. Naturalmente si tratta di un simbolo: la Porta Santa rappresenta Gesù Cristo, il suo Mistero di salvezza, che ci permette di entrare nella vita nuova, libera dalla schiavitù del peccato, libera per amare e servire Dio e il prossimo”. Così ha detto Papa Francesco parlando ad un gruppo dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti.

“E allora vorrei augurarvi di essere non solo in cammino, ma anche pellegrini, cioè desiderosi di incontrare Gesù, di conoscerlo, di ascoltare la sua Parola che dà senso alla vita, la riempie di una gioia nuova, diversa, una gioia che non rimane “fuori”, in superficie, ma che riempie il cuore e lo riscalda, una gioia che è pace, bontà, tenerezza. La gioia di Gesù è così. Solo Gesù può dare questa gioia. Lo dimostra la testimonianza di tanti santi e sante di ogni tempo, anche del nostro tempo”.

Il Santo Padre ha poi spiegato: “Pensiamo a Pier Giorgio Frassati, un giovane torinese vissuto cent’anni fa. E poi ci sono i grandi ‘campioni’, come Francesco e Chiara d’Assisi, che tutti voi conoscete; o come Teresa di Gesù Bambino, una giovane francese di fine Ottocento: era così innamorata di Gesù che avrebbe voluto girare il mondo intero per annunciarlo a tutti, e ha scoperto che il modo per farlo era diventare lei stessa amore, in una vita consacrata alla preghiera e al servizio delle sue sorelle”.

Insomma “cari amici, questi sono ‘pellegrini di speranza’: ragazzi e giovani che hanno incontrato il Signore Gesù e hanno camminato con Lui, e Lui è la speranza per ogni uomo, per ogni donna e anche per il mondo. Seguiamo questa strada, e diventeremo anche noi dei piccoli segni di speranza per chi ci incontra. Questo è l’augurio che faccio a me e a voi. Grazie di essere venuti! Vi benedico tutti. Buon cammino! E non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!”.

Stoccarda, la citt dell’automotive punta sul turismo sostenibile

Milano, 3 gen. (askanews) – Nonostante la sua forte vocazione industriale, in particolare nel settore automobilistico, Stoccarda punta sempre di pi sul turismo come meta sostenibile e green. Dopo il calo seguito al picco di 4 milioni di pernottamenti registrato nel 2019, l’afflusso sta tornando a livelli pr cui viaggeranno treni a 250/300 all’ora.

Schlein: 2025 anno giusto per costruire l’alternativa, Meloni ha esaurito spinta

Roma, 3 gen. (askanews) – “Noi non abbiamo mai smesso di costruire l’alternativa. Si è già vista in tante elezioni amministrative e regionali, quando abbiamo fatto una proposta credibile e abbiamo vinto insieme alle altre forze di opposizione”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein rispondendo, in un’intervista alla Stampa, a una domanda sulla costruzione di un’alternativa credibile al governo guidato da Giorgia Meloni.

“Ora – prosegue Schlein – si tratta di costruire un progetto per il Paese e questo è l’anno giusto per farlo, chiamando le migliori energie a dare un contributo e coinvolgendo tutte le culture politiche che hanno a cuore l’attuazione della Costituzione antifascista. Noi dobbiamo lavorare insieme per farci trovare pronti – aggiunge la segretaria del Pd – perché ormai è chiaro che Meloni ha esaurito la sua spinta, naviga a vista senza una rotta, galleggia senza una visione”.

Schlein parla anche della giornalista Cecilia Sala, detenuta in Iran: le notizie sulle sue condizioni “sono preoccupanti, il governo si adoperi per far rispettare i suoi diritti fondamentali. Quello che è successo non è accettabile, a maggior ragione senza avere chiarezza sui motivi dell’arresto. Deve essere chiaro che chi calpesta la dignità di Cecilia Sala sta calpestando la dignità dell’Italia”. Sulla vicenda “siamo in contatto” con l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, prosegue Schlein, “chiediamo di essere coinvolti e informati sulle iniziative assunte dal governo per la sua liberazione. Fin dal primo momento noi abbiamo rispettato la richiesta di discrezione e offerto collaborazione, com’è giusto vista la delicatezza della situazione, ma è importante che ci sia condivisione con tutte le forze politiche in Parlamento”.

Maltempo, il nuovo anno si apre con piogge e perturbazioni

Roma, 3 gen. (askanews) – Il 2025 apre la porta alle correnti nord atlantiche con piogge e perturbazioni in transito sull’Italia. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, conferma il passaggio in queste ore della prima perturbazione dell’anno, diretta dalla Romagna verso il Sud Italia. Nelle prossime ore questo fronte, collegato ad una vasta area di bassa pressione polare centrata sul Mar Baltico, porterà precipitazioni tra Romagna, Marche, Toscana e Lazio per poi spingersi verso le restanti regioni del Centro e tra Campania e Basilicata.

Nevicherà sull’Appennino a quote medie, fino ai 900-1100 metri, regalando di nuovo un paesaggio pienamente invernale ai comprensori sciistici della dorsale. Altra neve è attesa anche in Valle d’Aosta e sui rilievi alpini di confine. I venti saranno in rinforzo di Libeccio su buona parte del Centro-Sud, solo sull’Alto Adriatico proverranno da Nord-Est. In sintesi, avremo un venerdì piovoso su metà del nostro Paese e a tratti ventoso. Dalla sera il peggioramento investirà l’estremo Sud con rovesci sparsi, mentre migliorerà gradualmente altrove con la rotazione dei venti da Maestrale.

Il weekend vedrà dunque l’allontanamento di questa prima perturbazione del 2025, ma contemporaneamente si avvicinerà la seconda, pronta ad entrare in modo più esteso da domenica sera. La giornata di sabato 4 gennaio sarà infatti all’insegna del sole, salvo nubi in Val Padana e localmente al Nord-Ovest; fino al mattino avremo ancora residui addensamenti all’estremo Sud, ma tutto sommato la giornata sarà buona.

La prima domenica del 2025 sarà nuvolosa fin dal mattino al Nord e sulla Toscana con qualche piovasco tra Liguria e Versilia. Durante la giornata avremo la possibilità di pioviggine anche in Pianura Padana, specie settore occidentale, mentre sul resto del Paese ci saranno ancora ampie schiarite, anzi su buona parte del Centro-Sud il tempo sarà discreto e prevalentemente soleggiato.

Dalla sera, però, come detto, ci colpirà la seconda perturbazione dell’anno, il Ciclone della Befana: ad essere precisi, questo ciclone si approfondirà, in modo deciso, molto lontano da noi; è previsto transitare sul Canale della Manica con un minimo di pressione di circa 978 hPa (come un uragano categoria 1) tra Londra e Parigi. Nonostante l’elevata distanza dall’Italia, farà sentire i suoi effetti fino a noi con un rinforzo deciso del vento e qualche pioggia.

Nel dettaglio l’Epifania in Italia sarà dunque ventosa, con correnti tese di Scirocco soprattutto sui nostri mari e lungo le coste tirreniche; ci saranno delle precipitazioni al Nord con neve sulle Alpi oltre i 1000 metri (qualche fiocco a bassa quota sul Piemonte meridionale) e piogge sparse sulle regioni centrali tirreniche. La Befana dovrà stare attenta alle folate di vento con l’arrivo della seconda perturbazione del 2025, un anno che inizia in modo bizzarro dal punto di vista meteo.

Venerdì 3. Al Nord: piogge in Emilia Romagna. Al Centro: peggiora con piogge sparse. Al Sud: peggiora in Campania con piogge.

Sabato 4. Al Nord: possibili nebbie o nubi basse in pianura, altrimenti sole. Al Centro: nubi al mattino poi sole. Al Sud: ultimi rovesci su Calabria e Sicilia.

Domenica 5. Al Nord: piogge in Liguria, nubi sparse altrove. Al Centro: nubi e piovaschi in Toscana, più sole altrove. Al Sud: bel tempo.

Tendenza: Epifania con pioggia e neve a quote medie al Nord; venti forti ovunque.

La madre di Cecilia Sala: E’ un soldato cerco di esserlo anche io

Roma, 3 gen. (askanews) – “Va male , ovvio per questo incontro” con la premier Giorgia Meloni “mi ha aiutato: ci siamo guardate negli occhi, anche tra mamme. La fiducia tanta, sicuramente stanno lavorando e io sono un po’ come Cecilia, sono un po’ un soldato, aspetto e rispetto il lavoro che stanno facendo. Quello che potr fare da parte mia lo far, sicuramente loro stanno facendo il loro”. Lo ha detto Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, la cittadina italiana arrestata e detenuta in Iran, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“La Premier ha fatto un salto di qualit dalle rassicurazioni comprensibili che ricevo sempre, stata pi precisa e puntuale ed questo che io volevo, e questo ho avuto”. Lo ha detto Elisabetta Vernoni.

‘E’ soddisfatta dell’incontro?’, le stato chiesto. “Ovviamente s, in questo momento… E’ ovvio che ieri c’ stato un cambio di umore forte, per assolutamente s”, ha sottolineato.

“Sono due” gli elementi che preoccupano di pi Elisabetta Vernoni: “La prima sono le condizioni di vita carceraria di mia figlia, si parlato di celle singole ma non esistono celle singole l, esistono delle celle di detenzione comuni e poi ci sono le celle di punizione, lei in una di queste, evidentemente. Io non so come sono queste celle ma se una donna per terra nel 2024 mi fa pensare che si chiamino cos”, ha aggiunto Vernoni riferendosi alla possibilit che si tratti di una cella di punizione.

“Quindi la prima cosa sono le condizioni pi dignitose di vita carceraria e poi decisioni importanti e di forza del nostro paese per ragionare sul rientro in Italia… Io non piango, non frigno, e non chiedo tempi perch sono realt molto particolari, ma come dicevo a Cecilia ‘cerca di essere un soldato’ cerco di esserlo anch’io, per le condizioni carcerarie per una ragazza di 29 anni che non ha compiuto nulla devono essere tali che non la segnino per tutta la vita. Poi, io rispetto i tempi che mi diranno, ma le condizioni devono essere quelle di non segnare una ragazza che un’eccellenza italiana, non solo il vino e i cotechini”, ha sottolineato Vernoni.

Il Castello di Rivoli a 40 anni: il presente e una nuova Ouverture

Torino, 3 gen. (askanews) – A quarant’anni dalla sua inaugurazione, come primo museo di arte contemporanea in Italia, il Castello di Rivoli a Torino ripensa ai propri inizi con una mostra che è un omaggio alla propria prima esposizione, ma anche una riflessione fattiva su cosa significa essere oggi un museo del presente. “Ouverture 2024” è un grande progetto di riallestimento della collezione che vuole parlare delle opere e degli artisti, ma anche della stessa istituzione. “Vuole raccontare parzialmente la storia recente del museo – ha detto ad askanews Francesco Manacorda, direttore del Castello di Rivoli e co-curatore della mostra – ma più che altro, non soltanto la storia recente, vuole anche proiettarsi verso futuro e raccontare attraverso le opere degli artisti quale tipo di museo noi immaginiamo per l’oggi, quali immaginiamo per gli domani e quali momenti e quali riflessioni che l’arte contemporanea ci regala vogliamo portare di fronte agli occhi dei nostri visitatori”.

Quattro decenni dopo l’effettiva “Ouverture” del museo nel 1984, il progetto attuale non vuole rifare quella mostra, ma ispirarsi alle sue modalità, per rendere ancora più vivo il luogo, lo spazio di narrazione museale, che attraverso le opere e le stanze ripensa anche se stesso. “Abbiamo lavorato con gli artisti e gli artisti – ha aggiunto Marcella Beccaria, co-curatrice della mostra – li abbiamo invitati esattamente come ha fatto negli anni 80 Rudi Fuchs a venire al Castello, a fare sopralluoghi, in modo da trovare per ciascuna delle opere in collezione anche le condizioni espositive migliori. Ed è chiaramente un racconto che parla del presente, parla delle tante urgenze che connotano il mondo contemporaneo. Non è una mostra tema, abbiamo pensato che non fosse corretto stringerci in un unico tema, ma ci sono delle grandi tematiche che attraversano questi lavori e li mettono in comune”.

Alcuni artisti, come Michelangelo Pistoletto, Richard Long o Sol LeWitt, sono presenti oggi come nel 1984, ma il riallestimento, concepito per sale che sono a loro volta delle piccole mostre personali o bipersonali, guarda con forza al presente, con gli occhi di artisti imprescindibili come Pierre Huyghe, Anne Imhof, Ed Atkins e soprattutto Hito Steyerl, che scavano dentro il nostro tempo e la sua disumanizzazione digitale, cercando il presente estremo.

“Per tornare al presente e per tornare secondo me anche al futuro – ha aggiunto Manacorda – bisogna veramente affidarsi alle mani e alle visioni degli artisti, quindi quello che il Castello ha sempre fatto e continua a fare è quello di seguire gli artisti in territori che sono ancora inesplorati. C’è un nucleo di opere per esempio che si occupa del digitale e di quello che vuol dire la rappresentazione del sé, sempre più complesso, frammentato tra il reale e il virtuale. In questo caso sono proprio gli artisti a darci degli strumenti critici per guardare a quelle che sono le macchine digitali, quello che è l’impatto che l’arte dell’intelligenza artificiale sta iniziando ad avere ma che nei prossimi anni sarà sempre più grande”.

Quello che l’esposizione del Castello di Rivoli apre, insomma, è come una finestra polifonica su ciò che non sappiamo e su ciò che potremmo essere. Un viaggio incerto e interessante, come il percorso dentro la tela jeans mobile di una grande installazione di Paola Pivi. Ognuno arriverà all’uscita con il proprio passo. (Leonardo Merlini)

Istat: reddito famiglie III trimestre +0,6%, potere d’acquisto +0,4%

Roma, 3 gen. (askanews) – Nel terzo trimestre il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,6%. Lo ha reso noto l’Istat.

La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 9,2%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.

A fronte di un aumento dello 0,2% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,4%.

“Il potere d’acquisto delle famiglie, pur segnando uno sviluppo più contenuto rispetto ai periodi precedenti, risulta – è il commento dell’Istat – in crescita per il settimo trimestre consecutivo. La propensione al risparmio diminuisce congiunturalmente, ma in termini tendenziali prosegue il suo sentiero di crescita”.

Conti pubblici, Istat: nel III trimestre deficit-Pil cala al 2,3%

Roma, 3 gen. (askanews) – Nel terzo trimestre 2024 l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al -2,3%, dal -6,3% nello stesso trimestre del 2023. Lo ha reso noto l’Istat.

Il saldo primario delle amministrazioni pubbliche (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,7% (-2,8% nel terzo trimestre del 2023).

Il saldo corrente delle amministrazioni pubbliche è stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,9% (1,6% nel terzo trimestre del 2023).

“Nel terzo trimestre del 2024 l’incidenza del deficit delle amministrazioni pubbliche sul Pil – è il commento dell’Istat – migliora sensibilmente rispetto al corrispondente trimestre del 2023, portandosi a un livello del -2,3%”.

Caso Sala, la diplomazia delle pezze e del sapone.

Nelle relazioni tra gli Stati talvolta le acque si confondono e con esse anche le temperature mandando in tilt le previsioni del tempo. Difficile comprendere se si è in presenza di una guerra fredda o calda perché ormai si cammina su una via di mezzo che rende difficile il vocabolario da utilizzare. Per questo viene in soccorso l’arte della diplomazia che dovrebbe stemperare i conflitti in superfice o sotterranei, riportando un clima accettabile tra le parti in disaccordo.

L’ambasciatore non è soltanto il latore di un messaggio da un Governo di un paese al Governo di un altro paese. Per questo oggi, potrebbe essere sufficiente la tecnologia che con speditezza via email sarebbe in grado di rappresentare il pensiero di uno Stato in ordine ad una certa questione.

L’ambasciatore è colui che sa usare l’arte della diplomazia, ne è depositario, munito cioè di un diploma, in origine di un documento piegato in due e quindi doppio. D’istinto potrebbe pensarsi ad un foglio forgiato in modo da poter proporre una lettura a due facce od anche ad una forma scritta e ad una sottointesa non detta, ad una rappresentazione di una posizione che può conoscere sfumature diverse a seconda dello scorrere della lettura delle sue righe e così via.

Doppio è un atteggiamento che può tornare utile per potersi subito rimangiare, giocando di interpretazioni, quanto appena sostenuto, ritrattando o rilanciando a seconda della reazione dell’altro.

Questa volta il Governo italiano ha ritenuto di giocare poco di fino e di dire la sua con nettezza senza stare troppo a girarci attorno. Ha chiesto la liberazione della giornalista Cecilia Sala a cui sembra sia stato contestato il reato di violazione della legge islamica.

Il nostro Ministero degli Esteri ha anche preteso condizioni di detenzioni umane con la possibilità di fornire generi di conforto e di necessità alla donna tenuta da due settimane in una gelida cella senza un letto, solo con la scorta di un paio di coperte, privata dei suoi occhiali da vista, bersagliata da una luce artificiale costantemente accesa. “Il parlare chiaro è fatto per gli amici” ed anche per quelli che non lo sono ora del tutto.

È detenuta nel carcere di Evin, un nome non proprio in sintonia con l’edificio che tiene in condizioni da incubo gli oppositori del regime. Evin in lingua curda vuol dire “Amore” ed ancor meglio in lingua turca si traduce con maggiore azzardo in “casa dell’amore”. Insomma sembra una crudele vena di ispirazione di chi ha intitolato quel penitenziario.

Sembra che neanche troppo sottobanco si giochi ad uno scambio di figurine. Io rilascio la tua Cecilia Sala e tu metti in libertà il mio cittadino svizzero-iraniano Mohammad Abedini.

Per gli Stati Uniti che ne hanno chiesto l’arresto si tratta di un soggetto a doppia faccia come la sua cittadinanza. È un esperto di tecnologia ma il tratto meno nobile è quello di aver giostrato con i Pasdaran per la fornitura di droni utilizzati per un attacco in Giordania che provocò al tempo la morte di 3 soldati americani, oltre a 40 feriti.

“Io do una cosa a te e tu dai una cosa a me” sarebbe la trattativa che non concederebbe spazio a sfumature di parole, lavorando di avverbi e di aggettivi.

Strana parola quella del drone. Par che derivi dal tedesco “drohne” cioè il fuco delle api che quando vola non manca di ronzare con suono solo astrattamente riconducibile ai nostri droni di oggi.

Il fuco, in natura non ha pungiglione e non può far male. Ha come unico compito quello di fecondare l’ape regina e non si spreme in alcun lavoro all’interno dell’ernia. I droni militari sono invece offensivi ed hanno come unica missione quella di spiare o di uccidere, altri diversivi non sono ammissibili.

Per sbrogliare la situazione ci vorrebbe un drone di quelli che devono ancora inventare, un drone che sappia fecondare la pace in qualunque scenario di crisi.

Cecilia Sala non può attendere un Archimede di buon cuore che ne congegni uno con queste caratteristiche.  La sua via di casa è l’ultima carta che, finché in tempo, resta all’Iran per salvare almeno la faccia, senza ricorrere a scambi tra pezze e sapone.

Cattolici e politica: il rispetto di un patrimonio al servizio del Paese.

C’è un vizio all’origine del dibattito sulla rinnovata presenza politica dei cattolici. Ovvero, c’è sempre qualcuno che pensa di rappresentarli quasi tutti. Un vizio che non è affatto nuovo nella lunga, accidentata e complessa storia del movimento cattolico italiano. Certo, sino a quando la cosiddetta “unità politica dei cattolici” era un dato quasi scontato – cioè durante l’intera esperienza della Democrazia Cristiana nella prima repubblica, anche se l’unità non è mai stata interpretata come un dogma ma sempre e solo come una precisa condizione storica – il problema quasi non esisteva.

Il tema è scoppiato all’indomani della fine della Dc e con l’avvento del bipolarismo. E, su questo versante, si è affermato con forza e determinazione un principio semplice ma al contempo definitivo. E cioè, il pluralismo politico ed elettorale dei cattolici è diventato un fatto quasi oggettivo da cui non si può più prescindere.

Eppure, malgrado questa semplice e scontata verità politica, non manca affatto la tentazione di coloro che si ritengono depositari esclusivi di questa gloriosa e centenaria tradizione culturale, politica, etica e sociale. Pertanto, non stupisce che si organizzino convegni dove qualcuno si intesta quasi di diritto l’azione di Luigi Sturzo, il magistero di Alcide De Gasperi o addirittura l’esperienza di Aldo Moro. E, peggio ancora, ci sono anche coloro che si ritengono i titolari più autorevoli e più accreditati, in virtù di una misteriosa e singolare legittimazione, a parlare di cattolici in politica e della tradizione che rappresentano.
Un’autoinvestitura che, francamente, è sempre più ridicola e grottesca anche perchè si fa coincidere un pensiero, una cultura politica, un magistero istituzionale e un bagaglio di valori e di principi con alcuni esponenti attualmente impegnati nel campo della sinistra italiana.

Una ambizione certamente ammirevole e degna di nota ma che, come ovvio e persin scontato, non esaurisce affatto il ricco e fecondo magistero del cattolicesimo politico italiano nella sua versione democratica, popolare e sociale. Insomma, per non farla lunga, almeno su tre elementi ci dovrebbe essere una larga e laica convergenza.

Innanzitutto nessuno è titolato a rappresentare in modo esclusivo la tradizione culturale del cattolicesimo politico italiano nell’attuale contesto pubblico italiano. E chi lo fa si rende semplicemente ridicolo.

In secondo luogo occorre prendere atto che il pluralismo politico e, soprattutto, elettorale, dei cattolici italiani è un fatto ormai storicamente acquisito. Chi pensa di metterlo in discussione per i suoi tornaconti politici rischia di trasformare queste operazioni in semplici boomerang che si rivoltano contro al primo appuntamento elettorale.

In ultimo, ma non per ordine di importanza, c’è indubbiamente la necessità di recuperare e riattualizzare l’esperienza dei cattolici in politica partendo anche e soprattutto dal magistero politico, istituzionale, culturale e sociale dei grandi leader e statisti della Democrazia Cristiana. Ma non per impossessarsene goffamente ed irresponsabilmente. Ma per la semplice ragione che, forse, questo recupero critico è utile alla democrazia del nostro paese e allo stesso sistema politico italiano. L’unica cosa da evitare, da battere e da rispedire al mittente è la subdola

concezione di chi si sente il ‘proprietario’ esclusivo di questa tradizione. Un atteggiamento arrogante che non può e non deve più avere cittadinanza.

Siria, quale futuro? Il dopo Assad tra incognite e nuove alleanze.

Una delle incognite maggiori che reca con sé l’avvio del nuovo anno è il futuro della Siria, paese estremamente importante negli equilibri così precari del Medio Oriente. Il repentino crollo del cinquantennale regime degli Assad ha lasciato sorpresi un po’ tutti gli osservatori, e pure alcuni attori sul campo, come ad esempio i russi. Ma in realtà la caduta non era inverosimile, dal momento in cui Israele aveva deciso di attaccare frontalmente il cosiddetto “Asse della Resistenza” finanziato e armato dall’Iran: Hezbollah colpita duramente non poteva più aiutare Assad; Damasco infiltrata direttamente da raid dell’aviazione capaci di colpire il consolato della Repubblica Islamica dimostrava l’inconsistenza delle proprie difese nel momento in cui veniva a mancare la protezione aerea russa, dovendosi Mosca concentrare sul conflitto ucraino. Assad si è ritrovato solo ed è inevitabilmente caduto.

Contemporaneamente la Turchia ha visto l’opportunità che cercava da tempo per rafforzare la propria presenza nell’area (e per proseguire la propria guerra al movimento per il Kurdistan libero) utilizzando e aiutando il gruppo fondamentalista sunnita fondato da al-Jolani, Hayat Tahrir al-Sham (HTS) sorto dopo la rottura con al-Qaeda e la conseguente fine dell’esperienza radicale di al-Nusra che dallo stesso al-Jolani era stata fondata dopo aver abbandonato lo Stato Islamico (IS). Fin qui gli eventi, e i loro antefatti. Ma ora che cosa potrà accadere?

Al-Jolani, che adesso torna a farsi chiamare col suo vero nome Ahmed al-Sharaa, non ha certo le migliori credenziali per garantire ciò che va dicendo dal giorno del suo trionfale ingresso a Damasco, ovvero che tutti i diritti dei singoli e dei gruppi nonché delle varie confessioni religiose presenti nel paese saranno rispettati e tutelati, e che in un tempo ragionevolmente non troppo lungo si arriverà a libere elezioni, ma al contempo sta rivelando insospettate doti di realismo, forse anche nella consapevolezza  della instabilità del mosaico siriano. Per dire: mentre è alquanto plausibile una pesante vendetta nei confronti dei sostenitori della feroce dittatura appena sconfitta, e dunque degli sciiti alawiti (del resto oltre alle centinaia di migliaia di morti dovuti alla guerra civile vi sono le decine di migliaia di prigionieri torturati per anni nelle terribili carceri ora svelate a tutti), è più complessa la gestione delle numerosa comunità curda, che occupa larga parte del territorio orientale del paese ma che al tempo stesso resta il principale nemico dell’alleato turco.

I curdi, supportati dagli americani, come noto sono stati decisivi, la scorsa decade, nella sconfitta di Daesh e di questo dovrebbero essere ringraziati dall’occidente. E invece ora, con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, rischiano d’essere abbandonati alle grinfie di Ankara: gli Stati Uniti perseguiranno un qual certo disimpegno (si vedrà poi di quale entità) dalla regione e ne delegheranno il controllo all’alleato NATO, pur sapendo quanto Erdogan sia ambiguo e spregiudicato. Una Turchia in grado di influenzare significativamente il nuovo assetto politico siriano significa – e non è poco, per Washington ma pure per Gerusalemme – di fatto la fine del predominio sciita in quella parte del Levante, forse la fine dello stesso Fronte della Resistenza antisionista, di certo l’interruzione della “Mezzaluna sciita” fra l’oriente iracheno e l’occidente siriano-libanese.

Si vedrà in un prossimo futuro se questo mutamento comporterà un effettivo predominio sunnita guidato da una rinnovata ambizione ottomana divenendo un problema per Israele e forse ancor più per l’Arabia Saudita. Oggi però la questione immediata per il nuovo governo siriano è la stabilizzazione del paese evitando lo scoppio di un nuovo scontro fratricida, anche per tentare il rilancio di una economia allo stremo. Gli equilibri di politica estera verranno un po’ più avanti. Per ora se ne occupa Ankara (e dunque le basi militari russe sul Mediterraneo non verranno smantellate, ennesimo gioco di prestigio del Sultano di Istanbul).

Governo, Meloni: suo punto di forza è dialogare con tutti i Paesi

Roma, 3 gen. (askanews) – “Uno dei punti di forza di questo governo è la capacità di dialogare con tutti. In questi due anni abbiamo rafforzato le nostre tradizionali alleanze, ma abbiamo anche aperto canali di confronto con partner con i quali prima si parlava poco o con cui i rapporti erano meno intensi. E questo è un grande valore aggiunto, che permette all’Italia di diversificare la sua proiezione geopolitica e geoeconomica”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rispondendo, in un’intervista al settimanale Sette del Corriere della Sera, alla domanda se ci sia qualcuno in particolare degli altri leader mondiali con cui si confronta prima di prendere le decisioni.

“Pensate – spiega la premier – al nuovo partenariato che abbiamo instaurato con l’India: fino a pochi anni fa lì c’era persino il ban sulle imprese italiane, ora i nostri rapporti sono completamente cambiati, e questo ci sta offrendo grandi opportunità in campi prima inesplorati. Dalle interconnessioni economiche allo sviluppo dei biocarburanti, ad esempio”.

La Cina si confronta con l’iceberg della crisi mentale post-pandemia

A cinque anni dall’inizio ufficiale della pandemia da Covid19 in Cina affiora allo scoperto la punta dell’iceberg dei danni alla salute mentale che quella stagione ha lasciato in erdità, con le conseguenze soprattutto su bambini e adolescenti delle misure rigidissime di prevenzione adottate dal governo di Pechino. La Commissione nazionale cinese per la salute ha reso noto che nel triennio dal 2025 al 2027 si porrà l’obiettivo di affrontare “le lacune nei servizi di salute mentale, nel tentativo di far fronte a un numero crescente di problemi in particolare tra i bambini e gli adolescenti”.

Tra i progetti annunciati da Pechino l’istituzione di una linea telefonica diretta per la salute mentale e la creazione di centri regionali per la salute mentale in tutto il Paese. Inoltre la Commissione nazionale per la salute ha disposto che i servizi ambulatoriali per i disturbi mentali e del sonno dovranno essere disponibili in almeno un ospedale di ogni prefettura e città entro la fine del 2025. Secondo un piano d’azione nazionale triennale lanciato nel 2023, già quest’anno più del 95% delle scuole cinesi dovrebbe avere un istruttore a tempo pieno o parziale per l’educazione alla salute mentale.

I problemi di salute mentale sono saliti alla ribalta in Cina dopo diversi incidenti violenti avvenuti nel 2024, tra cui una serie di accoltellamenti e due casi distinti di auto che hanno investito la folla tra cui quello che ha causato decine di vittime a Zhuhai. L’Organizzazione mondiale della sanità stima che in Cina 54 milioni di persone soffrano di depressione e circa 41 milioni di disturbi d’ansia, su una popolazione di 1,4 miliardi di persone.

La prevalenza della depressione tra gli adolescenti è di circa il 2%, ha riferito questa settimana l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, citando Xie Bin, capo del Centro di salute mentale del Partito comunista di Shanghai. Con il rallentamento dell’economia cinese, le opportunità di lavoro sono più precarie e sempre meno persone beneficiano della lunga crescita economica della Cina. Secondo gli esperti, le ripercussioni sulla salute mentale di queste pressioni economiche sono in aumento.

 

Fonte: https://www.asianews.it/notizie-it/Emergenza-salute-mentale:-depressione-al-2-tra-gli-adolescenti-cinesi-62213.html#google_vignette

Sudcorea, fallito tentativo di arresto del presidente sospeso Yoon

Roma, 3 gen. (askanews) – L’agenzia statale anticorruzione sudcoreano ha sospeso venerdì un tentativo di arrestare il presidente sospeso Yoon Suk-yeol per il suo fallito tentativo di instaurare la legge marziale, dopo un confronto duro durato ore tra gli investigatori e il personale di sicurezza presidenziale. Lo riferisce l’agenzia di stampa Yonhap.

L’Ufficio per le indagini sulla corruzione dei funzionari di alto livello (CIO) ha dichiarato di aver interrotto l’esecuzione del mandato circa cinque ore dopo l’arrivo dei suoi investigatori presso la residenza presidenziale per arrestare Yoon.

“Abbiamo determinato che l’esecuzione del mandato di arresto sarebbe stata praticamente impossibile a causa del confronto in corso e l’abbiamo sospesa per garantire la sicurezza del personale sul posto di fronte alla resistenza incontrata”, ha dichiarato il l’ufficio in un comunicato stampa. “Decideremo i prossimi passi dopo una revisione”, ha aggiunto esprimendo “profondo rammarico per il comportamento del sospettato che si è rifiutato di rispettare le procedure legali stabilite”.

L’ufficio ha tempo fino a lunedì per eseguire il mandato di arresto con le accuse d’insurrezione e abuso di potere legate al tentato colpo di mano di Yoon, che la notte del 3 dicembre impose la legge marziale per essere poi costretto a ritirarla sei ore dopo a causa del voto contrario dell’Assemblea nazionale, che poi ha deciso il suo impeachment che è in attesa di conferma da parte della Corte costituzionale.

A rendere più tesa la situazione, anche le manifestazioni dei sostenitori di Yoon all’esterno della residenza presidenziale, che si è sommata al rischio di scontri con il Servizio di sicurezza presidenziale.

Stamani oltre mille manifestanti pro-Yoon si sono radunati vicino alla residenza. Circondati da circa 2.700 agenti di polizia schierati per mantenere l’ordine, hanno gridato slogan come: “Mandato illegale. Completamente invalido” e “Arrestate il CIO”.

Gli investigatori hanno presentato i loro mandati emessi dal tribunale per arrestare Yoon e perquisire la residenza presidenziale, ma l’accesso è stato negato dal capo dell’Ufficio di sicurezza presidenziale, Park Chong-jun. Prima di confrontarsi con la sicurezza presidenziale, gli investigatori hanno affrontato anche la resistenza di un’unità militare di stanza nel complesso.

Due avvocati di Yoon – Yun Gap-geun e Kim Hong-il – sono stati visti entrare nella residenza durante lo stallo.

Ci si aspettava che il CIO tentasse di arrestare Yoon oggi, poiché eseguire il mandato nel weekend avrebbe comportato il rischio di affrontare folle ancora più numerose, mentre farlo lunedì sarebbe stato troppo vicino alla scadenza.

Il CIO ha collaborato con la polizia e l’unità investigativa del ministero della Difesa per condurre un’indagine congiunta sul fallito tentativo di imporre la legge marziale di Yoon.

La squadra incaricata di eseguire il mandato comprendeva 30 persone del CIO e 120 agenti di polizia, di cui 70 inizialmente in attesa fuori dal complesso della residenza. Un numero di questi ultimi è stato successivamente inviato all’interno per assistere nell’operazione.

Il CIO ha richiesto il mandato di arresto dopo che Yoon ha ignorato tutte e tre le convocazioni per presentarsi agli interrogatori. L’agenzia ha ottenuto anche un mandato per perquisire la residenza presidenziale.

Il team legale di Yoon ha definito i mandati “illegali e invalidi” e ha presentato una richiesta di ingiunzione contro la loro esecuzione.

La polizia aveva dichiarato che chiunque avesse cercato di impedire al CIO di eseguire il mandato di arresto sarebbe stato trattenuto con l’accusa di ostacolo alle funzioni ufficiali. Tuttavia, nessuno è stato arrestato con tali accuse venerdì, ha riferito un funzionario di polizia.

Gli investigatori avevano pianificato di arrestare Yoon e portarlo alla sede centrale del CIO a Gwacheon, a sud di Seoul, per interrogarlo prima di trasferirlo nel Centro di Detenzione di Seoul, a Uiwang, nelle vicinanze.

Una volta arrestato, il CIO avrebbe avuto 48 ore per richiedere un ulteriore mandato per la sua detenzione formale o rilasciarlo.

La madre di Cecilia Sala: va male, ma incontro con Meloni aiuta

Milano, 2 gen. (askanews) – “Va male, è ovvio però questo incontro” con la premier Giorgia Meloni “mi ha aiutato: ci siamo guardate negli occhi, anche tra mamme. La fiducia è tanta, sicuramente stanno lavorando e io sono un po’ come Cecilia, sono un po’ un soldato, aspetto e rispetto il lavoro che stanno facendo. Quello che potrò fare da parte mia lo farò, sicuramente loro stanno facendo il loro”. Lo ha detto Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, la giornalista italiana arrestata e detenuta in Iran, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“La Premier ha fatto un salto di qualità dalle rassicurazioni comprensibili che ricevo sempre, è stata più precisa e puntuale ed è questo che io volevo, e questo ho avuto” ha aggiunto la signora Vernoni, che si è detta soddisfatta dell’incontro. “E’ ovvio che ieri c’è stato un cambio di umore forte, però assolutamente sì”. Ci sono però due cose che continuano a preoccupare molto la madre di Cecilia. “La prima sono le condizioni di vita carceraria di mia figlia, si è parlato di celle singole ma non esistono celle singole lì, esistono delle celle di detenzione comuni e poi ci sono le celle di punizione, lei è in una di queste, evidentemente. Io non so come sono queste celle ma se una donna è per terra nel 2024 mi fa pensare che si chiamino così”, ha aggiunto Vernoni riferendosi alla possibilità che si tratti di una cella di punizione.

“Quindi la prima cosa sono le condizioni più dignitose di vita carceraria e poi decisioni importanti e di forza del nostro paese per ragionare sul rientro in Italia… Io non piango, non frigno, e non chiedo tempi perché sono realtà molto particolari, ma come dicevo a Cecilia ‘cerca di essere un soldato’ cerco di esserlo anch’io, però le condizioni carcerarie per una ragazza di 29 anni che non ha compiuto nulla devono essere tali che non la segnino per tutta la vita. Poi, io rispetto i tempi che mi diranno, ma le condizioni devono essere quelle di non segnare una ragazza che è un’eccellenza italiana, non solo il vino e i cotechini”, ha concluso.

Palazzo Chigi, dal canto suo, ha ribadito che “il governo conferma l’impegno presso le autorità iraniane per l’immediata liberazione di Cecilia Sala, e, in attesa di essa, per un trattamento rispettoso della dignità umana. Il sottosegretario Mantovano, in veste di Autorità delegata, venendo incontro alle richieste delle opposizioni, ha dato immediata disponibilità al presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica Lorenzo Guerini a riferire al Copasir già domani mattina, e quindi per suo tramite al Parlamento”.

In serata anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani è tornato a parlare su Retequattro dei possibili tempi per la liberazione di Cecilia Sala: “Io mi auguro che non siano tempi lunghi, noi lavoriamo come abbiamo lavorato per Alessia Piperno che siamo riusciti a riportare in Italia dopo 45 giorni di detenzione, io mi auguro che siano i tempi siano i più brevi possibili, però non dipende da noi. Stiamo facendo tutto ciò che è nelle nostre possibilità, insieme con la presidenza del Consiglio e il ministero degli Esteri, tutti stiamo lavorando 24 ore su 24 per cercare di portare Cecilia a casa”.

Wall Street debutto volatile sul 2025, DJ -0,36%, Nasdaq -0,16%

Roma, 2 gen. (askanews) – Avvio di 2025 all’insegna della volatilità a Wall Street. L’azionario statunitense ha iniziato la prima seduta dell’anno su toni positivi, con tutti gli indici di riferimento al rialzo, ma successivamente ha iniziato a perdere colpi e nel pomeriggio ha mostrato una netta inversione di rotta, registrando perdite che si sono poi smorzate sul finale di seduta. A fine contrattazioni il Dow Jones lascia sul terreno uno 0,36%, l’S&P 500 ha chiuso al meno 0,22% e il Nadsdaq con un meno 0,16%; l’indice Vix sulla volatilità è invece salito del 3,29%.

Un caso a sé è stato quello di Tesla. Oggi il produttore di auto elettriche guidato da Elon Musk il primo bilancio annuale di immatricolazioni in calo dal 2011: 1,808 milioni di unità nel 2024. Il titolo ha chiuso la seduta in perdita del 6,08 percento sul Nasdaq.

Nel frattempo il dollaro ha ripreso a salire e con il passare delle ore ha rafforzato i guadagni, fino a mostrare un vero e proprio rally, schiacciando l’euro sotto quota 1,03 per la prima volta dal 2022. In serata la valuta condivisa si scambia a 1,0259 dollari. La corsa del dollaro avviene mentre si avvicina l’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump.

Intanto, dispetto del rafforzamento del biglietto verde, il petrolio è tornato ad alzare la testa, forse anche a riflesso di alcuni miglioramenti degli indici di fiducia in Cina, o dei nuovi rincari del gas naturale seguiti all’interruzione delle forniture residuali russe all’Ue via il territorio ucraino. In serata il barile di Brent, il greggio del Mare del Nord guadagna l’1,77% sfiorando i 76 dollari. Il West Texas Intermediate nell’after hours aumenta di oltre il 2% al 73,20 dollari.

Cecilia Sala, la mamma: condizioni cella non la segnino per sempre

Roma, 2 gen. (askanews) – “Sono due” gli elementi che preoccupano di più Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, la cittadina italiana arrestata e detenuta in Iran: “La prima – ha spiegato Vernoni uscendo da Palazzo Chigi al termine dell’incontro con la premier Giorgia Meloni – sono le condizioni di vita carceraria di mia figlia, si è parlato di celle singole ma non esistono celle singole lì, esistono delle celle di detenzione comuni e poi ci sono le celle di punizione, lei è in una di queste, evidentemente. Io non so come sono queste celle ma se una donna è per terra nel 2024 mi fa pensare che si chiamino così”, ha aggiunto Vernoni riferendosi alla possibilità che si tratti di una cella di punizione.

“Quindi la prima cosa sono le condizioni più dignitose di vita carceraria e poi decisioni importanti e di forza del nostro paese per ragionare sul rientro in Italia… Io non piango, non frigno, e non chiedo tempi perché sono realtà molto particolari, ma come dicevo a Cecilia ‘cerca di essere un soldato’ cerco di esserlo anch’io, però le condizioni carcerarie per una ragazza di 29 anni che non ha compiuto nulla devono essere tali che non la segnino per tutta la vita. Poi, io rispetto i tempi che mi diranno, ma le condizioni devono essere quelle di non segnare una ragazza che è un’eccellenza italiana, non solo il vino e i cotechini”, ha sottolineato Vernoni.

Cecilia Sala, la mamma: incontro con Meloni mi ha aiutato

Roma, 2 gen. (askanews) – “Va male, è ovvio, però questo incontro” con la premier Giorgia Meloni “mi ha aiutato: ci siamo guardate negli occhi, anche tra mamme. La fiducia è tanta, sicuramente stanno lavorando e io sono un po’ come Cecilia, sono un po’ un soldato, aspetto e rispetto il lavoro che stanno facendo. Quello che potrò fare da parte mia lo farò, sicuramente loro stanno facendo il loro”. Lo ha detto Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, la cittadina italiana arrestata e detenuta in Iran, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“La Premier ha fatto un salto di qualità dalle rassicurazioni comprensibili che ricevo sempre, è stata più precisa e puntuale ed è questo che io volevo, e questo ho avuto”, ha aggiunto.

Sui tempi hanno detto “qualche cosa, ma cose molto generiche su cui adesso attendo notizie più precise”, ha concluso.

Cecilia Sala, P.Chigi: impegno per liberazione, rispettare dignità umana

Roma, 2 gen. (askanews) – Il “Governo conferma l’impegno presso le autorità iraniane per l’immediata liberazione di Cecilia Sala, e, in attesa di essa, per un trattamento rispettoso della dignità umana”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi, dopo il vertice che si è tenuto nel pomeriggio, convocato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, cui hanno preso parte il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e il consigliere diplomatico del Presidente, Fabrizio Saggio.

Per quanto riguarda Mohammad Abedini, che è al momento in stato di detenzione cautelare su richiesta delle autorità degli Stati Uniti, si puntualizza nella nota di Chigi, “il Governo ribadisce che a tutti i detenuti è garantita parità di trattamento nel rispetto delle leggi italiane e delle convenzioni internazionali”.

Mef: nel 2024 fabbisogno statale salito a 125 miliardi di euro

Roma, 2 gen. (askanews) – Nell’anno appena trascorso il fabbisogno del settore statale è salito a circa 124,9 miliardi di euro, in linea con le previsioni contenute nel Piano Strutturale di Bilancio di Medio Termine, contro un fabbisogno 2023 pari a 108,573 miliardi. Lo riferisce il ministero di Economia e Finanze con una nota, aggiungendo che il mese di dicembre 2024 si è chiuso con un avanzo del settore statale stimato, in via provvisoria, a 8 miliardi di euro, con un miglioramento rispetto al corrispondente valore di dicembre 2023, che si era chiuso con un fabbisogno di 407 milioni.

Dollaro in rally schiaccia l’euro sotto 1,03, prima volta dal 2022

Roma, 2 gen. (askanews) – Rally del dollaro sul mercato dei cambi. Nel pomeriggio la valuta statunitense rafforza energicamente i guadagni alla prima seduta dell’anno, fino a schiacciare l’euro sotto quota 1,03 per la prima volta dall’autunno del 2022. Nel corso della seduta l’euro è sceso fino a 1,0238 dollari, minimo dal 31 ottobre 2022, successivamente la valuta condivisa si scambia a 1,0266.

Il rafforzamento del biglietto verde riflette un quadro macroeconomico degli Stati Uniti più positivo rispetto a quello dell’area euro, con economia solida e conseguenti dubbi su quelle che saranno le future mosse della Federal Reserve. Nell’eurozona invece, come confermato oggi dalle indagini sul manifatturiero, la dinamica dell’economia resta debole e ci si attende che la Bce continui nella manovra di riduzione dei tassi di interesse.

Anche la sterlina Gb perde sulla valuta statunitense, nel pomeriggio cala a 1,2371 dollari. In entrambi i casi potrebbe pesare anche l’avvicinarsi dell’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump.

Cecilia Sala, la mamma ricevuta da Meloni a Palazzo Chigi

Roma, 2 gen. (askanews) – Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, la cittadina italiana arrestata e detenuta in Iran, è entrata da qualche minuto a Palazzo Chigi, dove sarà ricevuta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Nel pomeriggio si è tenuto un vertice governativo sulla vicenda presieduto dalla premier Meloni a cui hanno partecipato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della giustizia Carlo Nordio, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e i rappresentanti dei nostri servizi di intelligence.

Peggy Guggenheim, nel 2024 oltre 388mila ingressi, 1240 al giorno

Milano, 2 gen. (askanews) – Il 2024 della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia si chiude con “un risultato eccellente”: oltre 388.000 ingressi durante i 313 giorni di apertura, con una media giornaliera di 1.240 ospiti. Nel complesso si registra un +2,5% rispetto al 2023. A questa cifra, composta da un pubblico per il 75% proveniente dall’estero e un 25% nazionale, si aggiungono oltre 6.000 persone che hanno visitato la collezione in occasione di inaugurazioni, eventi istituzionali, corporate e privati, e oltre 10.000 partecipanti a Public Programs, Kids Day, programmi di accessibilità quali Doppio Senso e Io vado al museo, visite legate al progetto A scuola di Guggenheim, che ha visto quest’anno l’adesione di 230 scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio del Veneto, con oltre 7.280 studenti e studentesse.

“Siamo decisamente soddisfatti dei risultati ottenuti in questo 2024 che si è appena concluso – ha affermato la direttrice Karole P. B. Vail -. In un anno che ha visto Venezia ospitare la Biennale Arte, nonché importanti rassegne d’arte organizzate dalle varie istituzioni cittadine, il nostro museo ha registrato un eccellente numero di visitatori, che è andato oltre le aspettative. Siamo entusiasti di come critica e pubblico abbiano accolto l’omaggio dedicato a Jean Cocteau, mostra ripresa più volte dal New York Times che l’ha inserita tra le esposizioni da non perdere a Venezia durante la Biennale, e ora il meritato tributo a Marina Apollonio. Siamo oggi già al lavoro sul programma espositivo dell’anno, che vedrà Maria Helena Vieira da Silva e Lucio Fontana al centro di due grandi monografiche in apertura rispettivamente ad aprile e ottobre. Non mancheranno naturalmente attività collaterali gratuite, Public Programs, progetti di accessibilità e inclusività, per ogni tipo di pubblico e per i nostri sostenitori”.

E se la mostra Marina Apollonio. Oltre il cerchio, che rimarrà aperta fino al 3 marzo, ha già registrato dalla sua apertura il 12 ottobre oltre 75.000 presenze, c’è già grande attesa per la personale dedicata a Maria Helena Vieira da Silva, Maria Helena Vieira da Silva. Anatomia di uno spazio, in apertura il 12 aprile. Attraverso una selezione di circa settanta opere, provenienti da prestigiose realtà museali internazionali, tra cui Centre Georges Pompidou, Parigi, Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Tate Modern, Londra, nonché importanti gallerie, tra cui Jeanne Bucher Jaeger, Parigi, e collezioni private, la mostra offre uno sguardo approfondito sull’evoluzione del linguaggio visivo di Vieira da Silva, artista portoghese naturalizzata francese, mettendo in luce la sua capacità di trasformare lo spazio pittorico in ambienti astratti e illusioni ottiche. Seguirà in autunno un prezioso omaggio a Lucio Fontana, Mani-fattura: le ceramiche di Lucio Fontana, prima mostra mai realizzata in un museo ad essere esclusivamente dedicata alle opere in ceramica di Fontana, testimonianza unica ed eccezionale della portata dell’immaginazione e della complessità dell’artista come scultore.

Auto, vendite Stellantis a dicembre -18,1% e -9,9% in 2024

Roma, 2 gen. (askanews) – Prosegue il calo delle vendite del gruppo Stellantis in Italia. A dicembre ha venduto 24.411 auto, -18,1% rispetto allo stesso mese del 2023. Nell’anno appena trascorso Stellantis ha immatricolato 452.615 vetture, in calo del 9,9% rispetto alle 502.546 del 2023. Nei 12 mesi, la quota di mercato è scesa al 29% dal 32%.

A dicembre la quota di mercato in Italia è stata del 23,1%, contro il 26,8% di dicembre 2023. Questo quanto emerge dai dati del ministero dei Trasporti.

Rbr