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Euro digitale, Cipollone (Bce): contrasta pressioni da stablecoin Usa

Roma, 8 apr. (askanews) – Nelle intenzioni della Bce, l’euro digitale dovrebbe disincentivare i residenti nell’area valutaria dal far ricorso ad “altre soluzioni di pagamento” digitali, ad esempio le stablecoin in dollari che potrebbero iniziare “una sostituzione valutaria” di fatto. “L’euro digitale potrebbe aiutare il nostro sistema resistere questa pressione, offrendo una soluzione integrata che consentirebbe di pagare in tutti i modi ovunque”, ha affermato Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo della Bce rispondendo ad una domanda durante una audizione al Parlamento europeo.

In particolare a Cipollone è stato chiesto se non vedesse rischi sul fatto che negli Usa l’amministrazione Trump ha vietato alla Federal Reserve e alle agenzie federali di perseguire un dollaro digitale.

“Pensiamo che la nuova amministrazione Usa abbia fatto una scelta importante – ha detto – sta spingendo per Stablecoin che abbiano una rilevanza globale. Potrebbe esserci una possibilità che le Stablecoin americane abbiano prendano piede in una qualche misura nel sistema europeo, che la gente possa pagare con Stablecoin americane”.

“Questo non sarebbe uno scenario molto favorevole per noi – ha detto – perché sarebbe l’inizio di una sostituzione valutaria. E l’euro digitale potrebbe aiutare il nostro sistema resistere a questa pressione, offrendo una soluzione integrata che consentirebbe di pagare in tutti i modi ovunque. Quindi la gente avrà meno voglia di cercare alternative: questo – ha spiegato – dovrebbe prevenire la gente dal cercare altre soluzioni”.

Ad una ulteriore domanda, tuttavia, Cipollone ha puntualizzato che l’euro digitale “non servirebbe e fare concorrenza alle stablecoin”. Mentre ha rilevato che le nuove normative europee sugli asset digitali (Micar) “in questa fase consentono la possibilità di emettere Stablecoin denominate in ogni valuta. E quindi si possono ipotizzare possibili usi che fanno completamente legale per per una Stablecoin denominata in dollari di essere usata in Europa – ha detto – perché questo è compatibile con le regole: c’è questa possibilità”.

Design Week, un’idea di natura: Rubner Haus collabora con De Lucchi

Milano, 8 apr. (askanews) – Una piccola casa costruita con assi di legno sovrapposte, in un senso e nell’altro, fino a formare una composizione ordinata e rassicurante, che gestisce le distanze e i vuoti. Si chiama “Catasta”, ed il progetto che Rubner Haus ha portato al Fuorisalone di Milano in collaborazione con AMDL Circle e Michele De Lucchi.

“Ho immaginato di camminare in un bosco – ha detto ad askanews il celebre architetto – in quei boschi dove c’ silenzio e si cammina sul muschio morbido. Si sentono gli uccelli, si sente l’aria, il sole filtra e improvvisamente c’ una catasta, la presenza di un uomo, la presenza di qualcuno che stato l e che in qualche maniera si preso cura di quel posto, che ha tagliato i rami secchi, li ha accatastati uno sopra l’altro e ha costruito un’architettura, magari non un’architettura che serve per viverci dentro, ma un’architettura che serve per prendersi cura della natura e per preparare l’occorrente per i tempi bui, per i tempi difficili”.

Rubner Haus la societ del Gruppo Rubner specializzata nella costruzione di edifici in legno e in oltre 60 anni di attivit ha realizzato pi di 25.000 abitazioni. E la relazione con il Fuorisalone consolidata. “Questo – ci ha spiegato Martin Oberhofer, ceo di Rubner Haus – un progetto molto particolare, una struttura in legno ideata da AMDL Circle e Michele De Lucchi che ricorda un tempio antico e invita anche a riflettere sull’importanza di un’architettura che cerca un equilibrio tra funzionalit estetica e sostenibilit. Questa installazione per esempio, riesce a immagazzinare 23 tonnellate di CO2, che equivalente a circa 15 anni di emissioni di un’automobile che percorre 15.000 chilometri all’anno”.

A favorire l’incontro tra De Lucchi e Rubner Haus la direttrice di Interni, Gilda Bojardi: “Due eccellenze – ha commentato la ‘padrona di casa’ del Fuorisalone – che si contraddistinguono in un settore: nel sapere lavorare in modo magistrale il legno e qui siamo proprio nella realizzazione: e il risultato un tempio”.

Un tempio laico e naturale, che si trova a suo agio nel cortile dell’universit, luogo di saperi e di ricerca della complessit.

Dazi, Meloni e i ministri incontrano le categorie economiche

Roma, 8 apr. (askanews) – E’ iniziato a Palazzo Chigi il ciclo di incontri fra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini (in videocollegamento), i ministri competenti (Giorgetti, Urso, Foti, Lollobrigida) e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, con le categorie economiche sulla questione dei dazi, “con l’obiettivo di individuare le migliori soluzioni e avere un’idea chiara dell’impatto sui settori maggiormente danneggiati e individuare una strategia per sostenere quelle filiere”.

La riunione avviene all’indomani dell’incontro fra la premier, i due vice e i ministri competenti per analizzare l’impatto che questa situazione può avere sull’economia italiana.

Al primo incontro sono presenti il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, il presidente di Ice Matteo Zoppas e il Presidente di CNMI Carlo Capasa. Seguiranno i rappresentanti delle Pmi e infine le associazioni dell’agroalimentare.

Euro digitale, Cipollone: rafforzerà autonomia strategica Europa

Roma, 8 apr. (askanews) – Alla Bce “il progetto dell’euro digitale procede secondo i piani” mentre le motivazioni a favore della sua introduzione “sono forti e numerose e, a mio parere, convergono tutte verso un principio fondamentale: rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa”. Lo afferma Piero Cipollone, componente del Comitato esecutivo della Bce, nelle sue dichiarazioni iniziali ad una audizione alla Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo.

“In un contesto internazionale meno prevedibile, è giunto il momento di passare all’azione. I pagamenti al dettaglio sono sempre più digitali. I consumatori scelgono sempre più spesso di utilizzare mezzi di pagamento digitali nei negozi e anche di acquistare online. Ma per gran parte di queste operazioni – osserva – dipendiamo da operatori non europei. Oggi i cittadini di 13 paesi dell’area dell’euro si affidano esclusivamente a circuiti di carte internazionali o soluzioni elettroniche per i pagamenti nei negozi”.

Eventuali circuiti di carte di pagamento nazionali “si basano a loro volta sul co-branding con i circuiti internazionali per consentire i pagamenti transfrontalieri nell’Eurozona. In un futuro non molto distante – secondo l’esponente della Bce responsabile dei sistemi di pagamento – questa situazione potrebbe sfociare in una dipendenza da altri mezzi di pagamento privati, ad esempio stablecoin basate su valute estere”.

E “l’eccessiva dipendenza da operatori non europei compromette la nostra resilienza e la nostra sovranità monetaria. Inoltre – prosegue, secondo il testo pubblicato dalla Bce – rende evidente l’urgente necessità di un euro digitale. Se non agiamo, non soltanto ci esporremo a rischi significativi, ma ci lasceremo sfuggire anche una grande opportunità. Questo è il momento di agire. Bisogna compiere al più presto progressi per quanto riguarda sia il regolamento sull’euro digitale sia il regolamento sul corso legale del contante, se vogliamo rafforzarci per resistere a possibili perturbazioni e invertire l’inesorabile crescita della dipendenza da imprese non europee”.

“Abbiamo sottolineato l’importanza dell’autonomia strategica dell’Europa sin dall’inizio del progetto dell’euro digitale. Si tratta di un progetto comune pubblico-privato a livello europeo e, in quanto colegislatori, siete essenziali per la sua realizzazione. È giunto il momento di tradurre in realtà l’autonomia strategica dell’Europa nel settore critico dei pagamenti. Affinché l’euro digitale sia un successo, occorre una legislazione solida e lungimirante. In un mondo in rapida trasformazione, dimostriamo a tutti gli europei che raccogliamo le sfide con determinazione, proteggiamo la nostra moneta e – conclude – garantiamo la libertà dei cittadini di pagare come desiderano”. (fonte immagine: European Parliament).

Prima tappa del Tour nazionale “Vita da Ostello con ArtHo”

Roma, 8 apr. – Grande successo a Milano, sabato 5 aprile, nell'”Hi! Ostello di Milano”, della prima tappa del Tour nazionale “Vita da Ostello con ArtHo”. Il Turismo degli Ostelli, il “Turismo di relazione”, ha scelto la citt di Milano per iniziare il percorso di divulgazione delle informazioni e delle iniziative attraverso cui si collegano al turismo tante attivit di aggregazione e ricreative come l’arte, la cultura, lo spettacolo, la salute, la cucina e la condivisione dello star bene insieme, per valorizzare il patrimonio culturale locale, sia materiale, sia immateriale da presentare agli ospiti provenienti da tutto il mondo.

Durante la giornata sono state affrontate diverse tematiche, tra le quali la sostenibilit, il rispetto dell’ambiente, delle tradizioni e la centralit della persona e della sua salute. Si pu affermare che “Vita da Ostello con ArtHo” vuole sottolineare l’importanza del Turismo degli Ostelli come valore sociale ed umano per essere espressione di una forma di aggregazione che crea la relazione umana e la pone al centro del benessere che il turismo, per sua natura, si prefigge di offrire. Da qui il concetto di “Turismo di Relazione”.

L’iniziativa “Vita da Ostello con Artho”, organizzata dalla Rete Italiana di Ostelli “C.I.A.O. A.M.I.C.O. Hostelling International”, raggiunger diverse localit italiane per aprire le porte degli Ostelli a tutti per un’intera giornata, per far conoscere la Vita da Ostello creando opportunit condivise nel turismo degli Ostelli, sia imprenditoriali, sia occupazionali ed economiche, oltre all’intento di abbattere i noti pregiudizi degli italiani nei riguardi del Turismo degli Ostelli. La prima tappa, che sar trasmessa sui canali social di Vita da Ostello, ha avuto inizio con la conferenza stampa di presentazione del tour nazionale e della tappa di Milano. Hanno partecipato Francesco Barbuto, Vice Presidente della Rete italiana di Ostelli C.I.A.O. A.M.I.C.O. Hostelling International, Giampaolo Berni Ferretti, Presidente della Fondazione Andrologia Pediatrica e dell’Adolescenza, Francesco Caroprese, Presidente Chapter Milano di Filitalia International APS, Marcello Guadalupi, Presidente MilanoPercorsi, Max Caramani e Daniele Rossignoli, autori del libro “Milano in un giro di Do” in uscita il 6 maggio nelle librerie, Gisella Cozzo, nota cantautrice italo- australiana, Paky Arcella, conduttore e produttore televisivo, David Mouhanna, giovane direttore dell’Hi! Ostello Milano, Diego Itri, regista e tanti altri. E’ stato presentato il libro “La Comunicazione creativa per lo sviluppo socio- umanitario”, di cui autore Biagio Maimone, che tratta sia il tema del valore della parola vitale, intesa come fulcro attorno a cui ruota lo sviluppo sociale ed umano e la relazione umana, sia il tema del turismo di relazione. Sono intervenuti, collegati in diretta web, i rappresentanti della Rete Nazionale ed Internazionale, tra cui Stephan Kurmann, Presidente della Rete Mondiale Hostelling International. Si sono svolte le prove di uno spettacolo della rassegna teatrale “Mosaici urbani” di Filippo Rovati ed uno stage di danza balboa a coppie, realizzato dal centro l'”Ostello che Danza” marchio “Omino Danzante” con la direzione artistica di Camilla Meregalli, insegnante, coreografa professionista e regista di spettacoli, perfettamente in linea con gli obiettivi del tour “Vita da Ostello con ArtHo”, il progetto intende divenire un punto di riferimento culturale per gli abitanti del quartiere QT8 con riferimento all’Hi! Ostello Milano, in cui la dimensione di quartiere si intreccia con quella internazionale dell’Ostello dove soggiornano viaggiatori di tutto il mondo. Per il “Men degli Ostelli”, l'”ARISE, l’Alveare che dice Si!”, di Davide Steffano, ha realizzato Laboratorio di educazione alimentare con prodotti a chilometro “Zero”.

Nel pomeriggio si sono svolti i panels tematici su argomenti tecnici del Turismo degli Ostelli: durante il primo, la CEO mondiale Brianda Lopez, assistita da Amanda Fotheringham, ha presentato la Rete Hostelling International.

Hanno fatto seguito i panels sull’ adesione gratuita di Ostelli esistenti e lo sviluppo di un Ostello Diffuso in un Borgo, le procedure di inserimento nei canali di prenotazione, le commissioni, l’operativit, la procedura per ottenere la certificazione standard e qualit HI e l’audit form online, lo sviluppo territoriale con il supporto della Rete Nazionale e Mondiale degli Ostelli, la FormAzione InFormato FormAttivo, il programma HI- Connect della Rete Mondiale, il tesseramento digitale Hostelling International, i servizi e le esperienze per gli ospiti coinvolgendo le realt locali.

Sono stati consegnati gli attestati del “Premio Vita da Ostello” ai partecipanti ai lavori ed a Roberto Maria Montagna, Presidente dell’impresa sociale New Generation Hostel, per i loro Ostelli considerati un eccellenza per l’ospitalit nel Turismo degli Ostelli. Il format del Tour nazionale consultabile nella sezione del sito.

(In collaborazione con Rete Italiana di Ostelli “C.I.A.O. A.M.I.C.O. Hostelling International”)

Usa, Trump rimuove la viceammiraglia Chatfield dal comitato NATO

New York, 08 apr. (askanews) – La viceammiraglia della Marina statunitense Shoshana Chatfield, unica donna nel comitato militare della NATO, è stata rimossa dall’incarico lo scorso fine settimana dall’amministrazione Trump.

Sebbene non sia stata fornita una motivazione ufficiale, diverse fonti affermano che la decisione sarebbe legata a dichiarazioni pubbliche della Chatfield in difesa della diversità nelle forze dell’ordine. Secondo alcuni funzionari informati sui fatti, la rimozione sarebbe stata decisa la scorsa settimana dal segretario alla Difesa Pete Hegseth, anche se non è chiaro se abbia agito su indicazione diretta del presidente.

Chatfield, ex pilota di elicotteri della Marina e già a capo di una squadra di ricostruzione in Afghanistan, rappresentava gli Stati Uniti nel comitato militare della NATO assieme ad altri 31 ufficiali. Negli ultimi mesi era finita nel mirino di gruppi conservatori per il suo sostegno a programmi di equità e inclusione (DEI). L’American Accountability Foundation l’aveva definita “woke”, chiedendone la rimozione immediata.

Con questa decisione, Chatfield diventa la terza donna ai vertici delle forze armate statunitensi a essere rimossa dall’inizio del secondo mandato di Trump, dopo l’ammiraglia Lisa Franchetti, capo delle operazioni navali, e l’ammiraglia della Guardia Costiera Linda Fagan. (con “La voce di New York”)

Poste Italiane, Certificati anagrafici in tutti gli uffici Polis

Roma, 8 apr. – Il servizio di rilascio dei certificati anagrafici e di stato civile ora disponibile in tutti i 7 mila uffici postali coinvolti nel Progetto Polis di Poste Italiane. Il progetto, che punta a rafforzare i servizi nei comuni con meno di 15 mila abitanti, procede a ritmo sostenuto, con oltre 4 mila interventi di riammodernamento gi avviati negli uffici postali.

Imprese, Fioretti (MFLaw): a Palermo evento su prossime sfide

Roma, 8 apr. – “Gioved 10 aprile, Palermo sar il fulcro di un evento cruciale per il futuro delle imprese, a livello sia locale che nazionale. In un momento economico delicato, segnato da un rallentamento della crescita e un aumento dei default, MFLaw ha organizzato presso la Camera di Commercio di Palermo Enna un convegno fondamentale per fornire alle aziende gli strumenti necessari ad affrontare le sfide che le attendono. Come MfLaw, una solida realt legale organizzata in forma di societ tra avvocati per azioni con oltre 90 professionisti e sedi a Roma, Milano e – appunto – Palermo, abbiamo creato questo evento proprio per costruire un ponte tra istituzioni e imprese e per definire insieme gli assetti e gli strumenti fondamentali per sostenere e promuovere la crescita imprenditoriale in Sicilia. Il convegno, infatti, si concentrer su temi cruciali, come gli assetti organizzativi e gli strumenti normativi e finanziari che le imprese devono adottare per crescere e superare le difficolt e vedr la partecipazione di importanti rappresentanti istituzionali, tra cui il Sindaco di Palermo Roberto Lagalla, il Presidente dell’ARS Gaetano Galvagno, e l’Assessore alle Attivit Produttive Edy Tamajo. Sar inoltre l’occasione per celebrare l’inaugurazione della nostra rinnovata sede di Palermo, a dieci anni dalla nostra prima apertura in Sicilia, e per annunciare l’imminente arrivo di MfLaw a Catania, segno del nostro costante impegno per il territorio”.

Lo dichiara l’Avv. Andrea Fioretti, Managing Partner e Consigliere Delegato MFLaw StapA, presentando l’evento in programma gioved 10 aprile alle 16:30 nella Sala Terrasi della Camera di Commercio di Palermo Enna.

A Trieste Palazzo Carciotti ospiterà l’Agorai Innovation Hub

Trieste, 8 apr. (askanews) – Palazzo Carciotti, simbolo di Trieste e prima sede storica di Generali – qui la compagnia fu fondata nel 1831 – rivivrà grazie al “futuro” e ritornerà a rappresentare lo spirito innovatore della città. Il palazzo neoclassico ospiterà infatti l'”Agorai Innovation Hub”, che sarà uno dei più importanti centri di ricerca applicata e di base sulla Data Science e l’IA avanzata in Italia e in Europa, oltre che di formazione all’avanguardia a livello europeo.

L’Hub è promosso da Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, Generali, Fincantieri e Fondazione Fincantieri, illycaffè, Università di Trieste, Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati, Università di Udine, MIB Trieste School of Management, Istituto Italiano di Tecnologia, con la partecipazione dell’Abdus Salam International Centre for Theoretical Physics. Google Cloud sarà il partner strategico per l’innovazione, mentre Deloitte sarà il business partner e Goldman Sachs sarà il research partner per l’area finanza e mercati finanziari.

Agorai Innovation Hub formerà talenti, promuoverà il trasferimento di conoscenze e favorirà la nascita di startup innovative. Le aree chiave di ricerca saranno: salute e benessere; agricoltura rigenerativa e alimentazione; mobilità e trasporti; finanza e capital markets.

La sede dell’Hub verrà collocata nella porzione del fronte mare di Palazzo Carciotti. Acquistato da Generali a inizio 2025, verrà sottoposto ad un importante progetto di ristrutturazione e restauro, a cura di Generali Real Estate. Per dare nuova vita al palazzo è stato chiamato l’architetto ingegnere e urbanista Carlo Ratti. Durante i lavori di restauro e valorizzazione, la sede dell’Hub sarà nel contiguo palazzo Berlam, già sede dell’Academy di Generali.

“Il tema dell’evoluzione dell’intelligenza artificiale e del suo impatto dal punto di vista sociale, economico, lavorativo ed etico è fondamentale per tutti noi”, ha commentato il Ceo di Generali Philippe Donnet. “Agorai nasce da questa consapevolezza, e dalla volontà di un ampio ecosistema di partner pubblici e privati di respiro internazionale di mettere insieme le rispettive competenze per orientare lo sviluppo tecnologico al servizio dell’uomo e delle comunità, formare talenti e promuovere conoscenza”.

La Cina avverte: risponderemo fino "in fondo" ai dazi di Trump

Roma, 8 apr. (askanews) – La Cina ha lanciato oggi un nuovo avvertimento a Donald Trump: rispetto alla minaccia di ulteriore innalzamento dei dazi, Pechino è pronta a ribattere “fino in fondo”. E, su questo punto, sulla sua strada potrebbe ritrovare un alleato inedito: l’Unione europea. I due giganti ai due lati dell’Eurasia al momento si annusano, dopo anno di freddo. Oggi una telefonata tra la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il primo ministro cinese Li Qiang ha affrontato proprio questi temi.

La Cina è stata colpita duramente con una tariffa del 34 per cento, aggiunta ai dazi già esistenti del 20 per cento introdotti nei due mesi scorsi. Pechino ha reagito rapidamente venerdì, applicando una tariffa reciproca del 34 per cento su tutte le importazioni dagli Stati Uniti, che entrerà in vigore giovedì. Ha inoltre imposto controlli all’esportazione su minerali critici e su 16 società americane del settore della difesa e della tecnologia. Trump, scrivendo sui social media, ha minacciato che, se la Cina non cancellerà i dazi ritorsivi contro gli Usa, Washington imporrà ulteriori dazi del 50 per cento sulle merci cinesi.

Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian, nella quotidiana conferenza stampa a Pechino, ha detto che l’aggressione tariffaria da parte degli Stati uniti “viola gravemente i diritti legittimi di tutte le nazioni, infrange in maniera palese le regole stabilite dall’Organizzazione mondiale del commercio, danneggia profondamente il sistema multilaterale degli scambi basato sulle regole e destabilizza l’ordine economico globale”.

La Cina, ha continuato Lin, “esprime una forte condanna e si oppone fermamente a tali misure”, che portano a una “guerra commerciale che nessuno può vincere”. E ha insistito: “I cinesi non provocano e non temono conflitti; fare pressioni, minacce o ricatti non rappresenta il modo corretto di relazionarsi con la Cina. La nostra nazione adotterà le misure necessarie per difendere con decisione i propri diritti e interessi legittimi. Se gli Stati Uniti, ignorando gli interessi della Cina e di tutta la comunità internazionale, insisteranno nel proseguire la guerra commerciale, la Cina l’affronterà fino in fondo”.

Questo non indica, tuttavia, da parte di Pechino una volontà di chiudere la porta ai negoziati. Ieri un commento sul Quotidiano del Popolo, il giornale del Partito comunista cinese, si precisava proprio questa cosa, ma nello stesso tempo all’impatto con una serie di contromisure, tra le quali quella di allargare il mercato interno.

Secondo molti osservatori, un altro aspetto della risposta cinese potrebbe essere l’apertura di scambi più intensi con l’Europa, dopo anni di freddo e di restrizioni commerciali reciproche. E’ dal ritorno alla Casa bianca di Trump che Europa e Cina si “annusano”. Oggi Von der Leyen e Li Qiang hanno affrontato la questione di una telefonata.

La presidente dell’esecutivo europeo ha sottolineato la necessità di mantenere stabilità e prevedibilità per l’economia globale, in risposta agli scossoni causati dai dazi imposti dagli Stati uniti. Von der Leyen ha chiarito la responsabilità che Europa e Cina hanno nel sostenere un sistema commerciale forte e riformato, libero, equo e basato su regole di parità.

La numero uno della Commissione ha invocato una risoluzione negoziata della situazione attuale, sottolineando la necessità di evitare ulteriori escalation. Ha inoltre rimarcato il ruolo critico della Cina nel contenere possibili deviazioni commerciali generate dai dazi, in particolare nei settori già colpiti dalla sovracapacità globale. A tale proposito, i leader hanno discusso l’istituzione di un meccanismo per monitorare tali deviazioni e per garantire che ogni sviluppo venga affrontato in modo adeguato.

Tuttavia, Von der Leyen ha anche ribadito l’urgenza di adottare soluzioni strutturali volte a riequilibrare il rapporto commerciale bilaterale e a favorire un migliore accesso delle imprese, dei prodotti e dei servizi europei al mercato cinese.

Un percorso di avvicinamento che, quindi, ha ancora molte tappe da percorrere. Ma che ha anche un propulsore importante, che è l’intransigenza dell’amministrazione Trump.

Dazi, portavoce Ue: trattiamo con Usa tenendo il bazooka sul tavolo

Roma, 8 apr. (askanews) – “Il grande bazooka è ancora sul tavolo, ma stiamo trattando con gli Stati Uniti e semplicemente speriamo di non doverlo usare”. Lo ha affermato uno dei portavoce della Commissione europea, Olof Gill in riferimento alle ultime tensioni con l’amministrazione Usa sui dazi commerciali, spiegando che quando parlava di “bazooka” lo faceva in riferimento allo “strumento antico coercitivo”, con cui la Ue potrebbe cercare di colpire le importazioni di servizi e dagli Usa piuttosto che utilizzare solo dazi su altri beni commerciali.

In generale “siamo in una situazione difficile: le cose non stanno migliorando, stanno peggiorando”, ha detto durante il briefing di metà giornata con la stampa a Bruxelles.

“Da parte nostra la strategia resta la stessa: vogliamo negoziare con le controparti americane per evitare i dazi. Stiamo cercando di evitarli, non abbiamo causato noi questa situazione – ha detto – stiamo cercando di sistemarla. Stiamo preparando la nostra risposta, innanzitutto su acciaio e alluminio, che sarà votata domani e entrerà in vigore la prossima settimana, e poi guarderemo alla risposta su auto e dazi reciproci. La nostra risposta è calma, calibrata e mirata. Siamo in costante consultazione con Stati e imprese”.

In merito alla proposta Ue di azzerare tutti i dazi commerciali tra Ue e Usa sui beni industriali, il portavoce ha puntualizzato che il mandato dei Paesi alla Commissione a negoziare una ipotesi simile risale al 2019, alla precedente amministrazione Trump. “Diciamo alle nostre controparti che questa può essere una soluzione: perché aumentare i dazi quando li possiamo ridurre?”.

Bruxelles, invece, respinge le rivendicazioni statunitensi su quelle che, anche ieri il presidente Usa Donald Trump, ha chiamato “barriere non commerciali”, ostacoli equivalenti se non peggiori ai dazi che vengono sollevati contro le importazioni Usa facendo leva, secondo Washington, su regolamenti e requisiti ambientali, oppure sulle nuove regole per l’economia digitale.

“Per essere chiari non condividiamo la valutazione Usa su cosa costituisca barriere non commerciali. Su questo ci sono definizioni più piuttosto chiare e l’Iva certamente non ricade in questo ambito. E per quanto riguarda regole su digitale e tecnologia non le mischieremo nel negoziato sul commercio”, ha detto Gill.

Parallelamente, un’altra portavoce Ue, Paula Pinho ha aggiunto che l’Unione non è disposta a “compromessi sulle regole riguardo alla sicurezza alimentare e dei prodotti”, sempre in questo ambito. Qui il riferimento è all’articolo del consigliere economico di Donald Trump, Peter Navarro, che ha rimesso sul tavolo il tema che da anni vede l’Ue rifiutarsi di importare carni di manzo Usa ottenute con allevamenti di bestiame a cui sono stati somministrati ormoni.

Webinword, l’AI sta gi ridefinendo il futuro utilizzo di Google

Roma, 08 Apr. – Nel panorama digitale in continua evoluzione, l’intelligenza artificiale (AI) sta emergendo come una forza dirompente, ridefinendo il modo in cui le informazioni vengono cercate e consumate. Secondo David Gentili, CEO di Webinword, agenzia italiana specializzata in Google Ads e da anni attiva nella promozione di modelli sostenibili, “L’AI non solo una moda passeggera. una vera e propria rivoluzione che sta trasformando il modo in cui i consumatori interagiscono con i brand.” Con l’avvento di strumenti avanzati come ChatGPT e altri chatbot basati su AI, gli utenti stanno sempre pi spesso cercando risposte immediate, bypassando i tradizionali motori di ricerca come Google. Tuttavia, Gentili sottolinea che “Google non sparir. Rimarr un pilastro del web, ma il suo ruolo sar sempre pi complementare rispetto alle nuove tecnologie.”

Le piccole e medie imprese italiane (PMI) si trovano di fronte a un mercato che, entro il 2025, sar fortemente influenzato da tecnologie avanzate. Visibilit, reputazione e innovazione sono identificati come i tre principali driver di successo. L’adozione dell’AI consentir alle aziende di utilizzare l’analisi predittiva avanzata per anticipare tendenze e migliorare la loro strategia di mercato. “Il futuro non scegliere tra Google e l’AI, ma integrare entrambi in una strategia olistica che metta al centro la reputazione digitale,” afferma Gentili.

La reputazione digitale diventa quindi cruciale in un mondo dominato dall’AI e dalle conversazioni automatizzate. I consumatori cercano brand autentici e trasparenti, e le aziende devono rispondere a questa esigenza per rimanere competitive. Webinword, ad esempio, ha abbracciato un approccio innovativo diventando una Societ Benefit, impegnandosi concretamente per il territorio e l’ambiente. “Essere una Societ Benefit significa andare oltre il profitto,” spiega Gentili. “Significa impegnarsi concretamente per il territorio e per l’ambiente.”

Le prospettive future nel mercato digitale sono promettenti, con l’AI e l’automazione che si prevede saranno tra i principali trend del digital marketing nel 2025. Le aziende che sapranno integrare l’AI nelle loro strategie di marketing potranno beneficiare di una personalizzazione spinta e di un marketing conversazionale pi efficace. “Non si tratta solo di adattarsi alle nuove tecnologie,” conclude Gentili, “ma di farlo in modo etico e sostenibile. Solo cos si pu davvero fare la differenza.”

Le opportunit lavorative nel settore sono destinate ad aumentare, con la necessit di professionisti capaci di gestire e ottimizzare le nuove tecnologie. L’integrazione di Google Ads con l’AI, ad esempio, richieder competenze avanzate in automazione e analisi predittiva per massimizzare il ritorno sugli investimenti pubblicitari. In sintesi, l’AI non solo sta cambiando le regole del gioco, ma sta anche aprendo nuove strade per l’innovazione e la crescita sostenibile nel mondo digitale.

Banche, Ue conferma: chiesti chiarimenti a Italia su Golden Power

Roma, 8 apr. (askanews) – “Possiamo confermare che la Commissione europea ha chiesto” alle autorità dell’Italia “più informazioni sull’uso del ‘Golden Power’ sulle acquisizioni bancarie che potrebbero avvenire”. Lo ha riferito un portavoce della Commissione, Olof Gill, precisando che lo strumento utilizzato è “EU Pilot”, una procedura informale che può essere considerata di precontenzioso, dato che che precede le procedure di infrazione per cercare di evitarle.

“Lo applichiamo ogni volta che riteniamo che sia opportuno avere una discussione informale su questioni potenziali riguardo all’attuazione di normative europee”, ha detto rispondendo ad una domanda sul caso Bpm.

Il portavoce ha tuttavia puntualizzato che non forniva dettagli sull’ipotesi che il contenuto di questa procedura riguardasse quella banca specifica. “Non diamo dettagli su queste comunicazioni data la loro confidenzialità – ha detto – posso solo confermare che abbiamo mandato una comunicazione”.

Francesco Zoppeddu, l’AI nella gestione delle cliniche dentali

Roma, 08 Apr. – Le cliniche odontoiatriche italiane indipendenti si trovano oggi ad affrontare una concorrenza sempre pi serrata, tra la crescita delle grandi catene e il fenomeno del turismo dentale, che ogni anno porta circa 200.000 italiani a cercare cure all’estero. “Il nostro obiettivo aiutare le cliniche a competere efficacemente, adottando tecnologie avanzate e migliorando la gestione extraclinica”, spiega Francesco Zoppeddu.

L’introduzione dell’intelligenza artificiale nella gestione degli studi odontoiatrici rappresenta una svolta decisiva. Imprenditori della Salute, il progetto guidato da Zoppeddu, offre un nuovo modello gestionale basato su AI e innovazione tecnologica, permettendo agli studi indipendenti di rimanere competitivi senza sacrificare la qualit del servizio. “Automatizzare la gestione degli appuntamenti e della comunicazione riduce il carico di lavoro manuale, migliorando la customer experience e aumentando l’efficienza organizzativa”, sottolinea Zoppeddu.

Grazie alle nuove tecnologie, le cliniche possono analizzare il linguaggio e il sentiment dei pazienti per comprendere meglio le loro esigenze e rispondere in modo pi efficace, ottimizzare l’assistenza migliorando le strategie di acquisizione e fidelizzazione, e pianificare in modo pi efficace il futuro dello studio grazie a una gestione avanzata dei dati operativi.

Gli studi odontoiatrici che hanno adottato un modello manageriale moderno e strumenti basati sull’IA stanno gi ottenendo risultati concreti, riuscendo a garantire continuit nelle cure e fidelizzare i propri pazienti con un servizio personalizzato e altamente qualificato. “L’innovazione gi un potente alleato per le cliniche odontoiatriche che stanno adottando questi strumenti”, afferma Zoppeddu. “Non si tratta solo di digitalizzazione, ma di un vero e proprio cambiamento culturale: un nuovo modo di gestire la professione che permette agli odontoiatri di concentrarsi sulla qualit delle cure, senza essere ostacolati dalla complessit gestionale.”

Con l’adozione di un approccio manageriale moderno e il supporto dell’intelligenza artificiale, gli studi dentistici indipendenti possono finalmente competere con le grandi catene e garantire ai pazienti cure di alta qualit, in linea con la grande tradizione odontoiatrica italiana.

Un’infanzia libera da RSV: la conferenza stampa al Senato

Roma, 8 apr. (askanews) – Nel corso della Conferenza stampa andata in scena al Senato alla Sala Caduti di Nassirya, stato presentato un documento di raccomandazioni, risultato della collaborazione di un Tavolo di lavoro multidisciplinare. Questo gruppo include rappresentanti delle Societ Scientifiche, delle Associazioni di pazienti, di alcune Regioni e delle Commissioni Parlamentari competenti in ambito sanitario, promossa da Sanofi. Un incontro che ha avuto l’obiettivo di tracciare un bilancio della prima campagna di immunizzazione contro l’RSV e presentare cinque raccomandazioni per garantire un accesso equo all’immunizzazione per tutti i bambini nel primo anno di vita, senza differenze regionali. Abbiamo parlato con Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale Cittadinanzattiva:

“Bisogna innanzitutto provvedere con un intervento centralizzato ministeriale ad una migliore programmazione e pianificazione della prevenzione e bisogna ovviamente rendere questo programma di azione continuativo anche nel corso del tempo per avere modo di immunizzare tutti i neonati che in questo momento sono anche cos pochi e rappresentano un capitale davvero prezioso per tutto il nostro paese e per il futuro del nostro paese”.

Un Tavolo di lavoro multidisciplinare che ha visto anche diverse Regioni per analizzare l’andamento della prima campagna di immunizzazione e identificare le strategie di governance necessarie a impostare con maggiore efficienza la prossima campagna 2025/2026. poi intervenuta Cristina Zappetti, Referente Malattie infettive della Direzione centrale Salute, politiche sociali e disabilit regione Friuli Venezia Giulia:

“Sulla base dell’esperienza che abbiamo avuto e dei risultati che abbiamo raccolto dalle analisi la nostra regione ha inserito nel calendario di vaccinazione e immunizzazione pediatrico l’anticorpo monoclonale, quindi noi l’abbiamo inserito in calendario e ci aspettiamo che possa essere inserito anche a livello nazionale”.

Il Documento di indirizzo elaborato dal Tavolo di lavoro propone cinque azioni chiave per garantire un programma di immunizzazione strutturato, uniforme e tempestivo destinato all’intera coorte di neonati italiani. Infine abbiamo parlato con Rino Agostiniani, Presidente Societ Italiana di Pediatria (SIP):

“Noi abbiamo strutturato questa survey prima di tutto per riuscire a fare chiarezza sulle diverse modalit organizzative tenute dalle regioni italiane. La seconda parte di questa survey sar quella relativa ai risultati epidemiologici che si sono avuti in ciascuna regione in termini di ricoveri, soprattutto di ricoveri per situazioni gravi che hanno richiesto anche un impegno di tipo intensivo e il correlare i risultati che ci sono stati in tutte le regioni con quelle che sono state le strategie di intervento ci aiuter a definire quella che sar la migliore strategia preventiva per la prossima annata epidemica”.

Una giornata importante di confronto e dialogo tra rappresentanti delle Societ Scientifiche, delle Associazioni di pazienti, di alcune Regioni e delle Commissioni Parlamentari competenti in ambito sanitario.

Dazi, Salvini: sono ottimista, fondamentali sani il problema semmai è la Cina

Trieste, 8 apr. (askanews) – “Sono assolutamente ottimista e fiducioso, abbiamo fondamentali sani, abbiamo aziende eccellenti, abbiamo qualità di prodotti che non temono un’eventuale sovratassa, ma semmai temono l’eccesso di regolamentazione che non ci permette di competere alla pari con altri”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, parlando degli impatti dei dazi Usa sull’economia italiana alla luce anche del crollo dei mercati.

“Con gli Stati Uniti bisogna competere, dialogare, non fare guerre commerciali che perderemo sicuramente – ha proseguito, parlando a margine della presentazione del nuovo hub di ricerca sull’IA a Trieste -. Noi dobbiamo dare una risposta ai risparmiatori, dialogare, la risposta non sono guerre commerciali. Stati Uniti, Italia ed Europa devono avere buoni rapporti, il problema semmai è la concorrenza sleale cinese e di chi utilizza i minori e i bambini nelle loro fabbriche”.

“Fino a che c’è un gigante come la Cina che non ha normative ambientali, sindacali, lavorative, commerciali – ha concluso – e che invade con i suoi prodotti il sottoposto di tutto il mondo, hai voglia di mettere dazi e controdazi fra Europa e Stati Uniti”.

Presentata la XX edizione del Festival dell’Economia di Trento

Milano, 8 apr. (askanews) – Un numero che vuol dire forza, solidit e visione. Il Festival dell’Economia di Trento spegne le 20 candeline, presentando la nuova edizione al Mudec di Milano. Ventennale della prestigiosa rassegna che coincide con i 160 anni de Il Sole 24 Ore. Da qui la voglia del Gruppo di regalare a tutti una quattro giorni – dal 22 al 25 maggio – ricca di appuntamenti e incentrata come di consueto sui grandi temi d’attualit. Abbiamo parlato con Fabio Tamburini, Direttore Il Sole 24 Ore:

“Rischi e scelte fatali, l’Europa al bivio, questo il titolo che abbiamo scelto, l’abbiamo scelto nell’autunno scorso, ma penso di poter dire che siamo stati profetici per affrontare il tema del Festival, il titolo del Festival, arriveranno a Trento professori, economisti, sei premi Nobel arriveranno da tutto il mondo per aiutarci a capire come nuotare nell’incertezza che poi il titolo che abbiamo scelto per la conversazione che si avr con Romano Prodi”.

Dal ritorno di Trump alla crisi di leadership dell’Europa, dalla sostenibilit industriale al ruolo dell’intelligenza artificiale. Tanti i temi sul tavolo, da approfondire e affrontare con le menti pi brillanti del panorama accademico nazionale e internazionale. Passando poi al confronto con i giovani, grandi protagonisti anche nel Fuori Festival. poi intervenuto Federico Silvestri, Direttore Generale Gruppo 24 Ore:

“Avremo delle importanti novit, la pi bella che daremo voce ai giovani, lo faremo davvero e quindi un’iniziativa che si chiama Call for Ideas in cui i giovani saranno partecipi, proporranno argomenti, li tratteranno al pari degli altri importanti opinion leader”.

Grande soddisfazione per Trento e per il suo territorio: legato ormai a doppio filo al Festival e al Gruppo 24 Ore. Infine intervenuto Maurizio Fugatti, Presidente Provincia Autonoma di Trento:

“Arrivare a vent’anni e presentare questa edizione con un contesto, mi permetto di dire, anche con un titolo pensato quattro mesi fa, sei mesi fa, che in qualche modo mi viene a dire anche purtroppo, diventa sempre pi attuale, vuole dire che anche il nostro Comitato Scientifico ha saputo leggere l’economia internazionale e ha saputo leggere l’evolversi dell’economia internazionale”.

E ancora: 6 Premi nobel, 16 Ministri, pi di 100 relatori del mondo accademico e tanti tra economisti, rappresentati istituzionali e dell’universo imprenditoriale. Numeri che si traducono in eccellenza, necessaria per dare risposte complete a una realt complessa e mutevole.

Warner Bros. Discovery e Differenza Donna contro stereotipi di genere

Roma, 8 apr. (askanews) – Warner Bros. Discovery, leader globale nell’intrattenimento e nello streaming, rinnova il suo impegno nella lotta contro la violenza di genere in collaborazione con Differenza Donna, associazione nata con l’obiettivo di contrastare e prevenire la violenza maschile contro le donne.

A un mese esatto dall’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna, Warner Bros. Discovery conferma la sua volontà di promuovere un cambiamento culturale strutturale, andando oltre le sole ricorrenze. Nel quadro del progetto “Educazione e Gender Gap”, l’azienda continua il percorso avviato a novembre 2023 in occasione della Giornata Internazionale per l’eliminazione della Violenza contro le Donne.

Nel 2025, il progetto prosegue con un approccio strutturato che intende far emergere le dinamiche che influenzano il percorso di crescita di bambine e bambini, promuovendo una riflessione approfondita sull’importanza di un’educazione priva di condizionamenti limitanti, quale leva strategica per la costruzione di una società più equa, inclusiva e orientata alla valorizzazione del talento di tutte e tutti, senza discriminazioni di genere.

Nelle fasi iniziali della campagna, WBD ha dato voce a persone comuni, adulti e bambini, per esplorare la percezione degli stereotipi di genere nella società italiana. Le testimonianze raccolte hanno restituito un quadro autentico e immediato della situazione attuale, evidenziando come alcuni pregiudizi emergano con maggiore intensità a telecamere spente, mentre persiste una reticenza nell’esprimerli pubblicamente. È emerso inoltre come i bambini siano già tristemente influenzati da certe dinamiche fin dalla giovane età.

L’iniziativa ha rappresentato anche un momento di consapevolezza, in particolare per le generazioni più adulte, evidenziando come l’evoluzione del linguaggio e del pensiero sociale renda imprescindibile il superamento di determinati schemi.

A dar voce ufficiale al progetto è stato Gabriele Corsi, scelto come ambassador, che ha interpretato il promo manifesto descrivendo gli obiettivi e la volontà di far emergere il problema. A partire dalla fine di marzo e fino alla fine dell’anno, volti noti del Gruppo condivideranno esperienze personali legate agli stereotipi di genere nell’infanzia e nella loro carriera, contribuendo a mantenere alta l’attenzione sul tema. La campagna vede attualmente in onda Francesco Panella, Katia Follesa e i talenti del programma Cash or Trash.

Tutti contribuiranno con il loro spazio alla diffusione di contenuti informativi di valore, rafforzando il messaggio di inclusione e consapevolezza.

Nel corso dell’anno, grazie anche al supporto di partner e clienti commerciali che vorranno unirsi all’iniziativa, sono previste numerose azioni volte a costruire un futuro dove le differenze siano valorizzate e mai usate per ghettizzare, dove ogni persona possa vivere liberamente la propria identità, sia nel lavoro che nella vita privata. Ciò sarà possibile solo quando gli adulti si libereranno dagli stereotipi di genere per educare i propri figli e le proprie figlie libere e liberi da gabbie patriarcali.

Rose Villain sarà la madrina del Roma Pride 2025

Roma, 8 apr. (askanews) – Rose Villain ha accettato in maniera entusiasta l’invito del Coordinamento Roma Pride di essere la madrina dell’edizione 2025 e sarà presente alla “Grande Parata” di sabato 14 giugno con la sua hit “Fuorilegge”, che sarà l’inno della manifestazione di quest’anno e che coincide con lo slogan del Pride.

“Felicissimi di avere Rose al nostro fianco. – ha affermato Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride – Rose è un’alleata che non ha mai nascosto il suo apporto alla comunità Lgbt+ e il suo impegno civile per la parità dei diritti e la tutela delle minoranze. Ha la nostra stessa visione, un paese civile e democratico non può più tollerare discriminazioni e negazioni”.

“Sono orgogliosa di partecipare al Roma Pride – ha dichiarato Rose Villain – perché la comunità queer mi ha insegnato che ogni diritto che non viene concesso, o viene negato, a qualcuno è un diritto che viene negato a chiunque. Voglio che la mia voce sia un megafono per amplificare quella di chi ne ha meno. Per questo prenderò molto sul serio il mio ruolo e sono molto fiera di poter essere alla testa del corteo di sabato 14 giugno”.

Antitrust: multa da 20 milioni sui servizi di biglietteria al Colosseo

Roma, 8 apr. (askanews) – L’Antitrust ha sanzionato per quasi 20 milioni di euro la Società Cooperativa Culture (CoopCulture) e gli operatori turistici Tiqets International, GetYourGuide Deutschland, Walks, Italy With Family, City Wonders Limited e Musement. L’istruttoria era stata avviata a luglio del 2023 dopo che l’Antitrust aveva raccolto vari elementi informativi che evidenziavano la sostanziale impossibilità di acquistare online biglietti per l’ingresso al Parco Archeologico del Colosseo. L’Autorità, si legge in una nota, ha irrogato a CoopCulture, che ha gestito dal 1997 al 2024 il servizio ufficiale di vendita dei biglietti per l’accesso al Colosseo, una sanzione amministrativa pecuniaria di 7 milioni di euro, perché ha contribuito, in piena consapevolezza, al fenomeno della grave e prolungata indisponibilità dei biglietti di ingresso per il Colosseo a prezzo base. In particolare CoopCulture, da un lato, non ha adottato iniziative adeguate per far fronte all’accaparramento dei titoli di accesso con metodi automatizzati; dall’altro, ha riservato significativi quantitativi di biglietti alla vendita abbinata alle proprie visite didattiche, da cui traeva rilevanti benefici economici. Essa ha così costretto i consumatori a rivolgersi a tour operator e a piattaforme che rivendevano biglietti abbinati a servizi aggiuntivi (ad esempio guida turistica, pick up, salta fila) e a prezzi notevolmente più alti.

Nell’ambito dello stesso procedimento, l’Autorità ha irrogato sanzioni pecuniarie anche ai sei operatori turistici, che hanno acquistato biglietti con bot o altri strumenti automatizzati, contribuendo al fenomeno del rapido esaurimento dei biglietti stessi a prezzo base sul sito del concessionario CoopCulture. Così facendo, questi operatori si sono avvantaggiati della sistematica indisponibilità di biglietti che ha costretto i consumatori che volevano visitare il Colosseo a reperirli in questo modo a prezzi anche molto più alti perché abbinati ai servizi aggiuntivi offerti da loro o da altri operatori turistici.

L’Autorità ha accertato che le condotte di CoopCulture integrano una pratica commerciale scorretta in violazione dell’articolo 20, comma 2, del Codice del consumo; le condotte attuate da Tiqets International, GetYourGuide Deutschland, Walks, Italy With Family, City Wonders Limited e Musement sono invece risultate scorrette ai sensi degli articoli 24 e 25 dello stesso Codice e, a far data dal 2 aprile 2023, anche ai sensi dell’articolo 23, comma 1, bb-bis) del predetto Codice.

Rutte in Giappone: Cina, NordCorea, Russia minano stabilità globale

Milano, 8 apr. (askanews) – “La Nato e il Giappone condividono gli stessi valori e si trovano di fronte alle stesse sfide”. Lo ha detto il segretario generale della Nato Mark Rutte in Giappone incontrndo il ministro della Difesa Gen Nakatani. “Cina, Corea del Nord e Russia stanno intensificando le loro esercitazioni militari e la loro cooperazione mina la stabilità globale, e ciò significa che ciò che accade nell’Euro Atlantico è importante per l’Indo Pacifico, e viceversa”.

La conversazione ha evidenziato l’approfondimento della cooperazione tra Giappone e NATO, sottolineando l’importanza della sicurezza in un mondo sempre più pericoloso. Sono stati discussi il sostegno del Giappone all’Ucraina e il potenziale interesse ad aderire alla NATO, con un riconoscimento della spesa e delle capacità della difesa del Giappone.

L’incontro ha anche toccato esercizi e operazioni congiunte, tra cui la risposta alle crisi, la difesa informatica e la sicurezza marittima.

Rutte ha inoltre sottolineato la sua “profonda gratitudine per il forte sostegno del Giappone all’Ucraina, incluso il vostro sostanziale contributo attraverso il pacchetto di assistenza completo della NATO”.

Il segretario generale della Nato ha inoltre auspicato un’intensificazione della “cooperazione in una serie di aree, dalle operazioni di risposta alle crisi alla sicurezza marittima alla difesa informatica, tutte queste aree”.

Le innovazioni nella tecnologia della difesa, come visto alla Mitsubishi Electric, sono state notate da Rutte come un’area chiave per la futura collaborazione. Entrambe le parti hanno espresso un impegno condiviso ad affrontare sfide comuni e a migliorare la cooperazione industriale della difesa.

Oltre a “sviluppare nuove capacità di innovazione spaziale”, ha detto Rutte spiegando di aver effettuato una “visita alla Mitsubishi Electric solo un paio d’ore fa. E sono davvero fiducioso che possiamo rafforzare ulteriormente la nostra cooperazione industriale di difesa”.

Tv, su Netflix arriva il nuvo film di "Unicorn Academy"

Roma, 8 apr. (askanews) – Domani, in occasione della Giornata Mondiale dell’Unicorno, arriva in contemporanea globale su Netflix il nuovo movie di “Unicorn Academy”, un appuntamento atteso da tutte le fan e i fan della serie animata originale Netflix prodotta da Spin Master Entertainment che per l’occasione torna in chiaro da marzo su Frisbee (DTT canale 44) con inediti episodi e la replica del primo amato e omonimo movie.

La serie, dal suo debutto nel novembre 2023, ha raggiunto il primo posto in oltre 90 paesi ed è stata tradotta in 30 lingue, dando origine a un vero e proprio fenomeno: una collana di bestseller, milioni di streaming e views sui social, oltre che una linea giocattolo di successo.

Era il 2018 quando Jennifer Dodge, presidente di Spin Master Entertainment e produttrice esecutiva della serie insieme a Ronnen Harary, Laura Clunie e Toni Stevens, si trovava in Italia, al Bologna Children’s Book Fair: “Stavo cercando qualcosa che fosse un mix tra fantasy e avventura e che avesse delle protagoniste femminili. Quando ho visto quei libri – all’epoca c’erano solo i primi quattro titoli – si poteva già vedere la fantasia, la magia, e poi c’erano le diverse protagoniste femminili che erano tutte diverse, ognuna con il proprio unicorno. Era proprio quello che stavamo cercando. L’unicorno poi è un tema classico, è onnipresente, e quel rapporto tra l’unicorno e il suo cavaliere riguarda tutti noi, penso che tutti lo cerchino, soprattutto i bambini e i giovani. Vuoi che qualcuno ti veda e ti capisca”.

La serie, infatti, è tratta dall’omonima collana di bestseller di Julie Sykes, ed è stata creata per trasportare i bambini in un mondo magico, nel quale un’adolescente coraggiosa, Sophia Mendoza, scopre il suo destino di unicorn rider. La serie tv – eletta show numero 1 per ragazze (6-9 anni) su Netflix a livello globale – è stata solo il primo tassello per cominciare a costruire il magico universo di Unicorn Academy. La property, infatti, oltre ad essere al primo posto in Francia e Germania, vanta oltre 250 milioni di views sulle piattaforme social, 6 milioni di streaming per le 11 canzoni inedite della serie, quasi 350mila iscritti sul canale youTube, 350mila copie di libri vendute solo nel 2024 tradotti in 10 lingue e una linea giocattolo che sta conquistando l’Europa: nel Regno Unito il Rainbow Light Up Wildstar ha vinto un Dream Toy e l’argento nei premi MadeForMums 2024 per il “Miglior giocattolo con un personaggio di film, TV o libro”, mentre in Belgio e nei Paesi Bassi ha ricevuto il premio di “Giocattolo dell’anno”.

La storia è quella di Sophia, una ragazza appassionata di cavalli che vive in un ranch in California con la madre Marta e il fratello minore Marco. Un giorno, le viene recapitato a casa un invito per frequentare una scuola per futuri cavallerizzi. Spinta dal ricordo dei bei momenti vissuti con suo padre, che manca da ormai cinque anni, convince la mamma ad accettare la sua ammissione. Proprio durante il tragitto, Sophia scopre di non trovarsi in una normale accademia di equitazione, bensì nella prestigiosa Unicorn Academy, scuola per unicorn riders, dove si cavalcano unicorni in un’isola segreta chiamata Unicorn Island. Sophia si ritrova quindi catapultata in una dimensione fatata, dove vive rocambolesche avventure insieme alle altre matricole (Ava, Layla, Isabel, Valentina e Rory) e ai loro maestosi unicorni (Wildstar, Leaf, River, Glacier, Cinder e Storm), di tutte le dimensioni e i colori, con cui i protagonisti devono creare legami magici per sbloccare i loro poteri; solo così, infatti, possono imparare a diventare protettori dell’isola e della sua magia, tra compiti in classe e nuove amicizie.

“Unicorn Academy” trasporta i giovani in un mondo dove gli unicorni non sono solo leggende, ma rappresentano il potenziale che ogni persona ha dentro di sé. Compagni di avventura con cui creare un legame speciale e intraprendere un viaggio di crescita personale. Ogni personaggio ha una personalità unica e insieme formano un gruppo eterogeneo che rappresenta i valori di diversità, inclusione e collaborazione. Un racconto valoriale e aspirazionale che veicola messaggi importanti quali la fiducia in sé stessi, la lealtà, il coraggio, l’amicizia e l’accettazione di sé e degli altri, con un linguaggio adatto ai bambini dai 5 agli 11 anni.

La passione dei bambini verso la property è raccontata anche da un video postato sull’account ufficiale del Torneo di Wimbledon, che vede la figlia di Novak Djokovic inquadrata mentre legge un libro Unicorn Academy invece di guardare il suo celebre papà giocare durante una partita così importante

Per celebrare queste creature leggendarie è stata istituita la Giornata Mondiale dell’Unicorno. In occasione di questa ricorrenza, il 9 aprile sarà disponibile su Netflix il nuovo speciale di 60 minuti, mentre in chiaro su Frisbee (DTT canale 44) andrà in onda il primo speciale da 72 minuti “Unicorn Academy”. Per tutto marzo, inoltre, ogni domenica alle 17.00 andranno in onda su Frisbee nuovi episodi speciali, pillole inedite in cui i protagonisti interagiscono in situazioni divertenti e svelano la loro personalità: dei veri e propri vlog in cui ogni personaggio parla di sé e del rapporto che ha con il proprio unicorno.

Italia-Gb, Mattarella riceve re Carlo e Camilla al Quirinale

Roma, 8 apr. (askanews) – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme alla figlia Laura ha accolto al Quirinale re Carlo e regina Camilla in visita in Italia da ieri. I sovrani del Regno Unito sono arrivati al palazzo per la cerimonia di benvenuto, scortati dai Corazzieri a cavallo. All’arrivo, sono stati intonati gli inni nazionali britannico e italiano mentre la bandiera Union Jack è stata issata sulla torretta del Palazzo presidenziale.

Il presidente Mattarella ha quindi invitato re Carlo a ispezionare la guardia d’onore nel cortile, composta da esponenti della banda del Quirinale, dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dei Carabinieri e dei Corazzieri a cavallo.

Alla fine del cortile, il re e il presidente Mattarella, raggiunti da Camilla e dalla figlia del presidente, sono entrati nel palazzo e dalla Terrazza hanno assitito assisteranno al sorvolo delle Frecce Tricolori e delle Frecce Rosse.

Dopo il sorvolo, sono stte o presentate le rispettive delegazioni ufficiali. La delegazione dei reali britannici include il segretario di Stato britannico per gli Affari esteri, del Commonwealth e dello Sviluppo David Lammy e l’ambasciatore di sua maestà presso la Repubblica d’Italia e San Marino, il barone Llewellyn di Steep. Il presidente è accompagnato invece dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, dall’ambasciatore italiano nel Regno Unito Inigo Lambertini, dal segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti e dal consigliere diplomatico di Mattarella, ambasciatore Fabio Cassese.

Dazi, Urso: evitare escalation e ritorsioni

Rho, 8 apr. (askanews) – “Noi dobbiamo assolutamente evitare un’escalation di misure daziarie, di ritorsione l’una sull’altra, perché se si innesca l’escalation di misure daziarie di ritorsione uno sull’altra e quindi una guerra commerciale globale tutti ne pagheremmo il costo e certamente noi europei più di altri”. Lo ha detto il ministro delle Imprese, Adolfo Urso, intervenendo all’inaugurazione del Salone del Mobile.

“Noi chiederemo all’Unione Europea una misura choc di semplificazione, di sburocratizzazione, di moratoria regolatoria e nel contempo, anche di sospendere alcune di quelle regole folli del Green Deal che hanno condannato alla decadenza l’industria del nostro continente”.  “La prima risposta che l’Europa deve dare è quella che può dare decidendo sul proprio destino e quindi quella di rimettere in moto la macchina dell’impresa europea. – ha detto – Su questo ci troveremo insieme anche con gli Stati Uniti perché la sfida è comune e il Salone del Mobile io credo che possa essere l’occasione per lanciare un messaggio che sia anche un messaggio di determinazione”.

Design Week, IQOS e Seletti in una grande piazza sensoriale

Milano, 8 apr. (askanews) – IQOS ha scelto la Milano Design Week per annunciare la sua collaborazione con lo storico brand di design Seletti, che, per prima cosa, ha portato alla realizzazione di una grande installazione artistica in via Tortona al Fuorisalone. “Questa installazione – ha detto Pasquale Frega, presidente e amministratore delegato di Philip Morris Italia – rappresenta la curiosit e la curiosit dietro l’innovazione e il progresso. La Milano Design Week sicuramente un luogo dove questi elementi si incontrano e quindi Philip Morris che ha intrapreso questo percorso per un mondo senza fumo trova qui oramai da otto anni un posto in cui si sente di casa e lavora con gli artisti su questi temi”.

In sostanza il pubblico si trova davanti alla reinterpretazione della tradizionale piazza italiana attraverso uno spazio multisensoriale dove le persone si incontrano, conversano e si connettono. L’installazione collega il mondo fisico a una dimensione digitale dove arte e tecnologia si intrecciano per creare interazioni nuove e fuori dal comune.

“Innovazione, cambiamento e progresso – ha aggiunto Stefano Volpetti, President of Smoke-Free Products & Chief Consumer Officer di Philip Morris International – sono al centro di tutto ci che facciamo con IQOS. Oggi abbiamo presentato IQOS Curious X Sensorium Piazza, e questa la nostra nuova campagna globale, un progetto globale Curious X, che mette al centro di tutto quello che facciamo, la curiosit perch noi stiamo cercando di fare qualcosa che non mai stato fatto prima, un viaggio di trasformazione senza precedenti nella nostra categoria”.

Dalla collaborazione con Seletti, poi nasceranno altri progetti, tra i quali anche un nuovo modello di dispositivo IQOS. Ma il punto di contatto tra le due aziende proprio legato al tema della curiosit. “Noi – ha concluso Stefano Seletti, direttore creativo Seletti Spa – siamo particolarmente curiosi, siamo a volte provocatori, innovativi, e questo una cosa che ci accomuna. E questa unione di intenti ci ha portato a creare intanto un’installazione che anche dal punto di vista tecnologico assolutamente innovativa e anche con il prodotto che presenteremo ad ottobre siamo riusciti a creare un qualcosa veramente di super innovativo”.

Come innovativa la Piazza, che si trasforma dal giorno alla notte in un archivio di interazioni di vita reale – rielaborando ricordi, voci e figure di chi passa attraverso l’opera.

Musk contro i dazi? Il miliardario sarebbe intervenuto con Trump

Roma, 8 apr. (askanews) – Il miliardario Elon Musk, stretto alleato del presidente Usa Donald Trump e membro della sua amministrazione, avrebbe chiesto personalmente al leader della Casa bianca di riconsiderare i dazi imposti a diversi paesi. Lo scrive oggi il Washington Post, citando due fonti.

Musk sui social media ha lanciato nel weekend un’offensiva verbale contro Peter Navarro, il funzionari commerciale della Casa bianca principale promotore della politica di dazi aggressiva, e ha fatto direttamente appello a Trump affinché prenda in considerazione di tirare il freno a mano.

L’iniziativa, tuttavia, non ha ancora avuto successo: ieri Trump ha minacciato di aggiungere nuove tariffe del 50% sulle importazioni dalla Cina, oltre a quelle già annunciate, se Pechino non abbandonerà le sue misure ritorsive, ha riferito il quotidiano.

Domenica, Musk ha anche annunciato il suo sostegno alla creazione di un’area di libero scambio con l’Ue, nonostante i dazi commerciali precedentemente imposti dal presidente Trump contro l’unione.

Dazi, De Guindos (Bce): Ue risponda con prudenza, evitare escalation

Roma, 8 apr. (askanews) – “L’Europa si trova in una situazione complicata”, in cui deve rispondere alle decisioni sui dazi commerciali degli Stati Uniti: “la risposta deve essere ovviamente meditata, prudente e sensata. E dobbiamo cercare di evitare una escalation a una guerra commerciale completa”. Lo ha affermato il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos intervenendo a una conferenza organizzata a Madrid dall’associazione bancaria della Spagna.

L’aumento dei dazi deciso da Washington “è più elevato di quanto si sperava inizialmente. La reazione del mercato è improntata all’avversione al rischio e hanno corretto repentinamente le quotazioni” alle aspettative mutate su crescita e inflazione. “Un aspetto positivo – ha notato – è che i mercati restano sempre allo stato liquido, non si è vista una situazione di panico”.

Secondo l’esponente della Bce “la preoccupazione dei mercati non è tanto per la decisione Usa ma sulla possibilità di un secondo round di dazi e ritorsioni con una escalation verso una guerra commerciale completa”.

Ad ogni modo “la decisione dell’amministrazione usa è un cambio di paradigma e i mercati tendono a cercare una nuova situazione di equilibrio. Quello che sappiamo sicuramente è che il nuovo ordine internazionale implicherà maggiore frammentazione”. In questo quadro “quello che è evidente – ha aggiunto – è che l’Europa deve aumentare la sua autonomia rispetto al nuovo ordine geopolitico globale e questo implica riforme, come l’integrazione dei mercati dei servizi”. (fonte immagine: Asociación Española de Banca).

Tappa all’ospedale Cardarelli di Napoli per il progetto “Fattore J”

Napoli, 8 apr. (askanews) – Raccontare ai giovani il futuro della medicina. E’ questo uno degli obiettivi di “Fattore J”, progetto promosso da Johnson & Johnson e da Fondazione Mondo Digitale ETS e che ha fatto tappa in Campania. A ospitare l’evento, l’azienda ospedaliera di rilievo nazionale Cardarelli di Napoli. Gli esperti della struttura ospedaliera e di Johnson & Johnson, per l’occasione, hanno incontrato gli studenti dell’Istituto superiore Nitti e del Liceo Classico Statale Gian Battista Vico di Napoli, dell’Istituto Majorana e dell’I.S.I.S. Guido Tassinari di Pozzuoli. La tappa di Napoli ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Antonio d’Amore, direttore generale dell’A.O.R.N. A. Cardarelli; Giuseppe Pompilio, direttore Market Access di Johnson & Johnson Innovative Medicine Italia e Mirta Michilli, direttrice generale Fondazione Mondo Digitale ETS.

Antonio d’Amore, direttore generale dell’AORN Cardarelli, ha spiegato: “Sono davvero molto contento di questa iniziativa, parlare ai giovani, invogliarli a quella che sar la medicina del futuro ma soprattutto far capire che la medicina del futuro comunque non solo macchina. Queste iniziative fanno piacere perch mettono a confronto quello che sar il futuro, i nostri medici del domani con quello che l’oggi e il capire che non pu essere solo tecnologia molto molto importante”.

“Fattore J”, giunto quest’anno alla quinta edizione, ha gi raggiunto negli anni 300mila giovani, coinvolgendo una rete di associazioni di pazienti, partner accademici e partner istituzionali. Giuseppe Pompilio, Market Access Director, Johnson & Johnson Innovative Medicine ha aggiunto: “Quello che importante oggi considerare che rilasciare innovazione, cos come accade per un’azienda globale come Johnson & Johnson, in un ambiente che non in grado, o non immediatamente preparata ad abbracciarla appieno, pu sembrare quasi un po’ un controsenso. A volte un’innovazione cos disruptive (dirompente, ndr) che merita una preparazione del contesto. Ed su questo indirizzo che Johnson & Johnson attiva tutta un’altra serie di attivit, e quella di oggi proprio quella di una comunicazione, che sar il cuore pulsante della salute nei prossimi anni, quindi ai giovani e cercare di coinvolgerli da subito su quello che il concetto di innovazione”.

Un focus particolare stato dedicato all’intelligenza artificiale e a come questa tecnologia stia trasformando la diagnosi, i trattamenti e la gestione delle patologie.

Mirta Michilli, direttrice generale Fondazione Mondo Digitale ETS ha dichiarato: “L’obiettivo di Fattore J, con professionisti del Cardarelli, con professionisti di Johnson & Johnson Innovative Medicine, proprio quello di far capire ai ragazzi, le opportunit legate allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, ma anche crescere nella consapevolezza che bisogna avere una cultura giusta, bisogna capire i limiti e anche, diciamo cos, farsi portatori di un approccio etico allo sviluppo tecnologico”.

Secondo un sondaggio condotto da Fondazione Mondo Digitale sugli studenti partecipanti, infatti, saranno proprio la medicina e la ricerca scientifica i settori che beneficeranno maggiormente dall’impatto dell’intelligenza artificiale, consentendo alla sanit di diventare pi rapida, efficace e organizzata. Anche rispetto alle sfide dell’oncologia gli studenti ritengono che l’intelligenza artificiale avr un ruolo importante, soprattutto nello sviluppo di nuove molecole terapeutiche, nel monitoraggio in tempo reale dei pazienti, e nelle diagnosi precoci e accurate.

Giuseppe Pompilio, Market Access Director, Johnson & Johnson Innovative Medicine, ha sottolineato: “Il ruolo delle nuove generazioni quello di osservarle in una dimensione che non pi, ripeto, verticale. Cio, noi abbiamo vissuto una fase negli ultimi vent’anni in cui il mondo della medicina ha visto le patologie molto in profondit. Oggi abbiamo un ampliamento dell’et media, abbiamo una situazione che sta cambiando tantissimo, abbiamo delle patologie che prima erano terminali e che oggi tendono a diventare croniche. Quindi l’aspetto molto pi ricorrente, nuovo, quello della collaborazione tra diverse funzioni nell’ambito delle professioni sanitarie”.

L’evento si svolto in occasione del World Health Day – la giornata mondiale di sensibilizzazione sulla salute.

La Cina: risponderemo fino in fondo ai dazi di Trump

Roma, 8 apr. (askanews) – La Cina risponderà “fino in fondo” ai dazi imposti dal presidente Usa Donald Trump, che violano “i diritti legittimi di tutte le nazioni”. Lo ha affermato oggi il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian nella quotidiana conferenza stampa a Pechino.

Trump ha minacciato che, se la Cina non cancellerà i dazi ritorsivi contro gli Usa, Washington imporrà ulteriori dazi del 50% sulle merci cinesi.

Lin Jian ha risposto che l’abuso delle tariffe da parte degli Stati uniti “viola gravemente i diritti legittimi di tutte le nazioni, infrange in maniera palese le regole stabilite dall’Organizzazione mondiale del commercio, danneggia profondamente il sistema multilaterale degli scambi basato sulle regole e destabilizza l’ordine economico globale”.

La Cina, ha continuato Lin, “esprime una forte condanna e si oppone fermamente a tali misure”, che portano a una “guerra commerciale che nessuno può vincere”. E ha insistito: “I cinesi non provocano e non temono conflitti; fare pressioni, minacce o ricatti non rappresenta il modo corretto di relazionarsi con la Cina. La nostra nazione adotterà le misure necessarie per difendere con decisione i propri diritti e interessi legittimi. Se gli Stati Uniti, ignorando gli interessi della Cina e di tutta la comunità internazionale, insisteranno nel proseguire la guerra commerciale, la Cina l’affronterà fino in fondo”.

Dazi, telefonata Von der Leyen-Li Qiang: evitare escalation

Roma, 8 apr. (askanews) – La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha tenuto oggi una telefonata con il primo ministro cinese Li Qiang per discutere dello stato delle relazioni Ue-Cina in vista del 50mo anniversario dei rapporti diplomatici nel 2025, trattando una serie di tematiche a partire dall’inasprimento del contesto commerciale dopo il ritorno alla Casa bianca di Donald Trump e sottolineando la necessità di evitare ulteriori escalation.

I due leader hanno avuto, secondo un comunicato della Commissione europea un colloquio costruttivo. Von der Leyen ha sottolineato la necessità du mantenere stabilità e prevedibilità per l’economia globale. In risposta alle interruzioni diffuse causate dai dazi imposti dagli Stati uniti, von der Leyen ha evidenziato la responsabilità che Europa e Cina hanno nel sostenere un sistema commerciale forte e riformato, libero, equo e basato su regole di parità.

La numero uno dell’esecutivo europeo ha invocato una risoluzione negoziata della situazione attuale, sottolineando la necessità di evitare ulteriori escalation. Ha inoltre rimarcato il ruolo critico della Cina nel contenere possibili deviazioni commerciali generate dai dazi, in particolare nei settori già colpiti dalla sovracapacità globale. A tale proposito, i leader hanno discusso l’istituzione di un meccanismo per monitorare tali deviazioni e per garantire che ogni sviluppo venga affrontato in modo adeguato.

Von der Leyen ha anche ribadito l’urgenza di adottare soluzioni strutturali volte a riequilibrare il rapporto commerciale bilaterale e a favorire un migliore accesso delle imprese, dei prodotti e dei servizi europei al mercato cinese.

Durante la conversazione è emersa inoltre la necessità di rafforzare la cooperazione Ue-Cina sul fronte dell’agenda climatica internazionale e della transizione industriale verso un modello più pulito.

Infine, von der Leyen ha confermato il fermo sostegno dell’Unione europea per una pace giusta e duratura in Ucraina, precisando che le condizioni per la pace debbano essere definite esclusivamente dall’Ucraina. Ha invitato la Cina ad intensificare i propri sforzi per contribuire in maniera significativa al processo di pace.

Guardando al futuro, la Presidente ha notato che il Vertice UE-Cina in programma a luglio rappresenterà un’occasione ideale per commemorare il cinquantennale dei rapporti diplomatici tra le due parti.

Italia-Gb, Mattarella riceve re Carlo e Camilla al Quirinale

Roma, 8 apr. (askanews) – Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella insieme alla figlia Laura ha accolto al Quirinale re Carlo e regina Camilla in visita in Italia da ieri. I sovrani del Regno Unito sono arrivati al palazzo per la cerimonia di benvenuto, scortati dai Corazzieri a cavallo. All’arrivo, sono stati intonati gli inni nazionali britannico e italiano mentre la bandiera Union Jack è stata issata sulla torretta del Palazzo presidenziale.

Il presidente Mattarella ha quindi invitato re Carlo a ispezionare la guardia d’onore nel cortile, composta da esponenti della banda del Quirinale, dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dei Carabinieri e dei Corazzieri a cavallo.

Alla fine del cortile, il re e il presidente Mattarella, raggiunti da Camilla e dalla figlia del presidente, entreranno nel Palazzo e dalla Terrazza assisteranno al sorvolo delle Frecce Tricolori e delle Frecce Rosse.

Dopo il sorvolo, saranno presentate le rispettive delegazioni ufficiali. La delegazione dei reali britannici include il segretario di Stato britannico per gli Affari esteri, del Commonwealth e dello Sviluppo David Lammy e l’ambasciatore di sua maestà presso la Repubblica d’Italia e San Marino, il barone Llewellyn di Steep. Il presidente è accompagnato invece dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, dall’ambasciatore italiano nel Regno Unito Inigo Lambertini, dal segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti e dal consigliere diplomatico di Mattarella, ambasciatore Fabio Cassese.

Dopo una fotografia davanti alle bandiere, il presidente Mattarella e la figlia Laura hanno accompagnato i reali allo Studio del presidente per un incontro privato.

Secondo il programma, Camilla vedrà una selezione di libri antichi sull’equitazione nella Biblioteca del Piffetti e visiterà le Sale di Stato, dove la Regina avrà l’opportunità di incontrare lo Staff del Quirinale al lavoro sul prossimo Banchetto di Stato e sulla riparazione di arazzi e mobili come parte della manutenzione in corso del Palazzo.

Le delegazioni del Regno Unito e dell’Italia, intanto, si uniranno al re e al presidente Mattarella per una breve conversazione.

I saluti finali avranno luogo nella Sala del Bronzino. Da lì, Carlo e Camilla lasceranno il Palazzo del Quirinale per recarsi alla Tomba del Milite Ignoto all’Altare della Patria.

Bankitalia: incertezza e timori dazi gravano prospettive imprese

Roma, 8 apr. (askanews) – Sulle prospettive delle imprese in Italia per quest’anno gravano l’incertezza e le preoccupazioni derivanti dagli effetti diretti o indiretti delle politiche commerciali degli Stati Uniti. Mentre al momento continuano a prevalere le valutazioni di peggioramento sia della situazione economica generale corrente sia delle proprie condizioni operative a breve termine. Nel primo trimestre – prima delle decisioni della scorsa settimana sui dazi commerciali da parte dell’amministrazione Trump – sono tuttavia migliorati i giudizi sull’andamento delle vendite, sia correnti sia per il trimestre successivo, in particolare nella manifattura, grazie alla domanda estera. E’ la fotografia scattata dalla Banca d’Italia, nella sua “Indagine sulle aspettative di inflazione e crescita”, relativa al primo trimestre e che coinvolge imprese italiane dell’industria e dei servizi con almeno 50 addetti, su un campione ampliato da questa edizione da 1.500 a 2.500 unità.

La rilevazione è stata condotta tra il 21 febbraio e il 19 marzo, riporta Bankitalia con un comunicato. Per il prossimo trimestre si prefigura un’espansione anche dell’occupazione in tutti i settori, con aumenti salariali nel complesso contenuti.

Nelle costruzioni i giudizi sulla domanda e sulle condizioni operative restano migliori che nel resto dell’economia, ma è rallentata l’attività delle imprese operanti prevalentemente nel comparto residenziale.

Pur ritenendo le condizioni per investire ancora sfavorevoli, si legge, le imprese si attendono un aumento della spesa nominale per investimenti nel 2025 in linea con quello previsto nella precedente indagine. Le valutazioni sull’accesso al credito risultano stabili e la posizione di liquidità è ritenuta nel complesso soddisfacente.

I listini praticati dalle imprese negli ultimi 12 mesi sono cresciuti a un ritmo marginalmente più sostenuto nell’industria e hanno rallentato nei servizi e nelle costruzioni; per i prossimi 12 mesi, la crescita dei prezzi rimarrebbe nel complesso moderata. Le aspettative delle imprese sull’inflazione al consumo sono aumentate su tutti gli orizzonti di previsione, pur rimanendo su valori inferiori al 2 per cento.

Design Week, De Lucchi: architettura deve prendersi cura della natura

Milano, 8 apr. (askanews) – “Il mestiere dell’architettura per primo farci vivere gli uomini, ma subito dopo per prendersi cura dell’ambiente nel quale vivono gli uomini perch un’architettura che costruisce solamente per il conforto di pochi non un’architettura, ma sfasciare il mondo, ed proprio la cosa pi sbagliata che possiamo fare”. Lo ha detto ad askanews l’architetto Michele De Lucchi, nel corso della presentazione del suo progetto per Rubare Haus al Fuorisalone a Milano.

“La natura – ha aggiunto De Lucchi – non esisterebbe se non ci fosse l’uomo che la pensa, che la ammira, la contempla e anche in parte la usa. La usa per con l’idea di renderla sempre pi fertile, sempre pi ricca, sempre pi adatta a ricevere la vita delle nuove generazioni. Il nostro compito non solamente vivere per noi stessi, ma per far vivere una generazione che verr dopo di noi”.

A Miami presentato Oscar dei Porti, premio eccellenze Made in Italy

Roma, 7 apr. (askanews) – Nella splendida cornice di Rominas, nel cuore di Lincoln Road, è stato presentato ufficialmente lunedì mattina il Premio Oscar dei Porti, giunto alla sua diciottesima edizione.

L’evento, che si terrà martedì sera alle ore 20 nella storica Villa Versace, sarà condotto per RAI Italia da DJ Onofri e Gloria Zanin, volti noti e apprezzati dal pubblico internazionale.

Premiatissima la conferenza stampa che ha visto la partecipazione congiunta di autorità portuali, artisti italiani e importanti personalità del cluster portuale italiano. La sala era gremita, segno del forte interesse e del successo crescente del premio, simbolo del legame tra Italia e Stati Uniti nella valorizzazione della portualità.

La conferenza è stata magistralmente condotta da DJ Onofri, affiancato da Gloria Zanin, Maria Giovanna Elmi e arricchita da un simpatico e applaudito siparietto con ZiaFlora, storica voce italiana per anni in tour con Tony Sant’Agata.

L’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni, tra emozioni, cultura e spettacolo.

Appuntamento martedì sera alle 20 a Villa Versace, per una serata indimenticabile ricca di grandi sorprese, con RAF come ospite d’onore.

Dazi, Trump disponibile a trattare ma lancia accuse contro la Ue

Il presidente Usa Donald Trump lascia la porta aperta a trattative sul tema dirompente dei dazi commerciali. Anche con l’Europa, forse più che con la Cina, su cui ha ribadito una linea dura, un nuovo ultimatum: se Pechino non rimuoverà le rappresaglie che ha annunciato con dazi al 34% sulle merci Usa, Washington alzerà i suoi dazi contro la Cina al 50%. Ma poi ha lanciato una una serie di dure accuse anche contro le pratiche commerciali e regolamentari dell’Unione europea.

Perché secondo il presidente Usa l’Ue non solo utilizza dazi contro le merci americane, ma impone anche barriere non monetarie, tramite leggi e regolamenti “impossibili” da rispettare. E manipola la sua valuta, tenendo l’euro artificiosamente basso.

Più in generale “ci sono tanti paesi che si stanno facendo avanti per negoziare con noi, praticamente tutti i Paesi”, ha riferito durante una conferenza stampa dalla Casa Bianca assieme al premier di Israele, Benjamin Netanyahu. “Penso che se possiamo fare un accordo buono per gli Stati Uniti, un accordo che finalmente sia America First” allora “stringeremo accordi”, altrimenti si andrà avanti con i dazi.

Con la Ue in particolare “abbiamo un deficit di 350 miliardi di dollari e sparirà velocemente – ha affermato Trump -. Uno degli strumenti è che dovranno comprare la nostra energia, perché ne hanno bisogno. E negli Usa abbiamo più energia da vendere di qualunque altro Paese nel mondo”. Secondo il numero uno della Casa Bianca “l’Unione europea è stata molto negativa per noi” sul commercio. “Non comprano le nostre auto, non comprano i nostri prodotti agricoli, non comprano praticamente niente e vendono milioni di auto. E noi non abbiamo una sola auto Usa che venga venduta in Europa. Non sarà più così, il commercio sarà equo e reciproco e al momento non lo è”.

Peraltro la Ue contro gli Usa non usa “solo i dazi – ha sostenuto Trump – ma anche gli standard, come sui crash test (per le auto-ndr)”. Li fanno in modo che siano “impossibili. Fanno regole e regolamenti che sono solo disegnati per impedirti di vendere in quei paesi. E noi non lo lasceremo fare”. Nelle Ue ci sono “barriere monetarie e barriere non monetarie. E fanno barriere così dure che è impossibile essere ammessi – ha insistito -. I dazi sono una grande parte, ma c’è un’altra grande parte che sono le barriere” non monetarie.

“E poi manipolano la valuta e la tengono bassa – ha detto ancora Trump -. Fanno calare le loro valute e poi diventa per noi molto difficile vendere un camion o i prodotti, perché la loro valuta è bassa e la nostra è molto più alta relativamente. E per noi diventa molto difficile”. Ora con i dazi sulle importazioni negli Usa e le trattative in corso con vari Paesi, tra cui quelli della Ue “abbiamo un’opportunità per resettare il tavolo sul commercio”, ha detto ancora il presidente Usa.

Roosevelt e Teilhard de Chardin, per un “fronte umano” della politica

Foto di Peggy da Pixabay
Foto di Peggy da Pixabay

Nel 1950 Giorgio Sebregondi accostò, sulle pagine di “Cultura e realtà”, John Maynard Keynes (1883-1946) e Jacques Maritain (1882-1973) attraverso le rispettive magna opera del 1936 così dense di significati per l’organizzazione politica e per il futuro dell’umanità. Ci pare invece che, su questi temi, manchi – e qui non si può che abbozzarlo – un accostamento tra Franklin Delano Roosevelt (1882-1945) e Pierre Teilhard de Chardin (1881-1955), dei quali ricorrono questa settimana due importanti anniversari: l’ottantesimo della morte per il primo (12 aprile 1945) e il settantesimo della morte per il secondo (10 aprile 1955).

La spinta ci viene dalla bella biografia di Mercé Prats su Teilhard appena apparsa in italiano per i tipi della Libreria Editrice Vaticana e presentata, come ha ricordato questo giornale, pochi giorni fa a Roma. Una spinta e uno spunto: Prats, infatti, non cita il nostro Roosevelt (cita Theodore Roosevelt e la sua ecologia politica); ma dedica alcune pagine a una lettera del gesuita Teilhard al confratello Henri de Lubac (“Tremo all’idea di veder stabilirsi un’identificazione tra fascismo e cristianesimo”, gli scrive nel 1936) e a Salviamo l’umanità di Teilhard (sempre del 1936). In queste pagine si avverte un forte profumo rooseveltiano.

“Oggi – scrive Teilhard – tre, o esattamente quattro correnti, si urtano e si sballottano. Al centro l’ormai vecchia Democrazia che sembrava, da meno di cinquant’anni, aver conquistato definitivamente il Mondo. A sinistra e a destra, in piena crescita, il giovane Comunismo e il giovane Fascismo. Al di sopra infine (per lo meno così esso crede), il Cristianesimo, del tutto sbalordito però dai turbini che la lotta fa salire fino alla sua anima”. Sono parole scritte nel contesto e sullo sfondo della guerra civile spagnola, ma non solo.

Prats ricorda anche un “programma” di Teilhard in quattro punti: “1) Ciò in cui si deve credere: l’avvenire dell’Umanità; 2) Ciò che si deve vedere: la convergenza umana; 3) Ciò che si deve fare: il fronte umano; 4) Il posto del Cristianesimo”. Sono quattro punti di attualità estrema per la politica moderna. E cita, da quello scritto del 1936, queste parole: “Se un fronte umano (sono parole di Teilhard) incominciasse a formarsi, a fianco degli ingegneri occupati a organizzare le risorse e i collegamenti della Terra, ci vorrebbero altri “tecnici” unicamente incaricati di definire e di propagandare gli scopi concreti, sempre più elevati, sui quali sarebbe necessario concentrare lo sforzo delle attività umane”. E facciamo, per ora, punto qui.

Dobbiamo solo ricordare che in quegli anni Roosevelt andava svolgendo la più ampia e concreta opera di elevazione, umana e sociale, mai compiuta dalla politica moderna (il New Deal). Tanto che all’inizio di quella esperienza Keynes gli aveva scritto: “Se lei dovesse fallire, in tutto il mondo sarà gravemente pregiudicato il cambiamento su basi razionali, e in campo rimarranno a scontrarsi solo l’ortodossia e la rivoluzione. Ma se lei avrà successo, ovunque metodi nuovi e più coraggiosi verranno sperimentati, e potremo considerare la data della sua elezione come il primo capitolo di una nuova èra per l’economia”.

Tra tentativi ed errori, Roosevelt sarebbe andato avanti, fino a mettere al centro della sua azione – interna e internazionale – le celebri quattro libertà di cui al discorso del 6 gennaio 1941 (libertà di culto; libertà di espressione; libertà dal bisogno; libertà dalla paura). Fino a immaginare la costruzione del più ampio sistema di collaborazione internazionale mai concepito, sorretto da enti nuovi, sopranazionali atti a coprire i “costi fissi” della vita delle persone (dalle crisi economiche e finanziarie alle epidemie, alle malattie) e a potenziarne prospettive, umanità e scopi (dal cibo alla cultura, al lavoro). Nel 1945 – pochi mesi dopo la morte di Roosevelt – sarebbe nata, per l’impulso politico da lui generato in vita, l’Organizzazione delle Nazioni Unite con le sue agenzie collegate, quelle precedenti e quelle successive (dalla Banca mondiale alla FAO, dall’Organizzazione internazionale del lavoro all’OMS, all’Unesco etc.). Aderendo dunque con l’azione concreta alla “legge di convergenza” formulata da Teilhard secondo cui “ciò che sale, converge”.

Assistiamo oggi, apparentemente, a una dinamica inversa: di discesa e di divergenza. Quelle agenzie e quella complessiva visione patiscono i colpi del neonazionalismo e del populismo di ritorno.

Ma torniamo a Teilhard. In uno scritto trovato tra le sue carte (L’essenza dell’idea di Democrazia), composto a Parigi il 2 febbraio 1949 e preparato in risposta a un’indagine dell’Unesco (sarebbe apparso in L’Avenir de l’Homme, Seuil 1959), Teilhard scrisse che la democrazia, per esistere, aveva bisogno di una forte corrente di libertà e originalità individuale, ma anche di una compensatrice convergenza e fraternità di fondo (“giudiziosa mescolanza tra lasciar fare e fermezza. Problema di misura, di tatto, di “arte”, per il quale non si possono dare regole assolute”; citiamo dall’edizione italiana, Jaca Book 2011). E concludeva che “la realizzazione sulla Terra di una organizzazione sociale veramente democratica dipende, alla fin fine, dal mantenimento e dall’accrescimento nella coscienza umana di quello che ho definito Senso della Specie”.

Ebbene, a quella coscienza politica comune, a quel “Senso della Specie” Roosevelt aveva, insieme alla moglie Eleanor, contribuito più di ogni altri. È politicamente possibile generare un fronte umano.

Che non prevalga, nel confronto con l’oggi, un pur comprensibile (se momentaneo) sconforto. Ogni vetta conquistata – moralmente, politicamente o tecnicamente – una volta nella Storia può, con impegno, esser riconquistata di nuovo in futuro! L’avvenire del mondo non è scritto. L’avvenire è aperto.

 

 

Giovanni Farese è Professore ordinario nell’Università Europea di Roma

L’America di Trump solleva interrogativi sul futuro della democrazia

…Donald Trump non arriva da Marte. Ha ampiamente vinto le elezioni e il suo partito, i Repubblicani del Grand Old Party, s’è imposto nei due rami del Congresso a Washington (collocato a Capitol Hill, che richiama alla memoria l’assalto del 6 gennaio 2021 portato al parlamento dai suoi sostenitori, con la benedizione di Trump allora sconfitto da Joe Biden). Trump si colloca in un rapporto di causa-effetto con il populismo e il nazionalismo (accettando queste definizioni, senza soffermarci su tutte le precisazioni e le sfumature che si renderebbero doverose) che attraversano una buona parte delle democrazie occidentali, e segnatamente l’Unione europea. Un populismo – che per lo più si accompagna al nazionalismo – prodotto da una pseudo cultura imperante, dal mainstream dominante, dall’assertività tipica dei social spacciati per spazi di libero confronto, dall’individualismo diffuso, dal venir meno del senso di comunità, dall’indebolimento della solidarietà internazionale…

Populismo figlio delle paure che ci attanagliano, alcune delle quali possono essere considerate un’eredità dei fenomeni generati dalla globalizzazione, ma in altra parte sono seminate ad arte per interessi politici ed elettorali: basti pensare allo stigma, dall’acre sapore razzista, riversato sulle persone e sui popoli costretti a migrazioni forzate dovute a povertà, fame, guerre, cambiamenti climatici. È in atto un profondo cambiamento di mentalità, forse antropologico, che si riversa sul modo di intendere le relazioni interpersonali e sociali; la fatica di informarsi, sapere e dialogare viene volentieri bypassata; democrazia e partecipazione appaiono noiosi impicci delegabili al leader mediaticamente più affascinante. Una conferma giunge dal generale “svuotamento” dei partiti, divenuti per lo più macchine elettorali, e dalla volubilità dei corpi elettorali, dipendenti dai sondaggi, disposti a premiare non già lungimiranti e condivisi progetti politici di lungo respiro, bensì persuasivi affabulatori dalle promesse impossibili, che poi, puntualmente, non saranno mantenute.

I successi di Trump e di tanti suoi fan ed emuli europei (i cosiddetti “patrioti”), come l’ungherese Viktor Orban, la francese Marine Le Pen, l’olandese Geert Wilders, lo spagnolo Santiago Abascal, l’austriaco Herbert Kickl, oltre alla tedesca Alice Weidel, pongono profondi interrogativi che toccano la sfera della convivenza civile, il futuro stesso delle democrazie liberali come sono state intese finora, giungendo a mettere in discussione quel (oggi possiamo ben dire “fragile”) patrimonio di valori, norme e diritti fondamentali plasmati in Europa soprattutto a partire dal secondo dopoguerra.

C’è ancora tempo per evitare il peggio. Non si può rinunciare a pace, libertà, giustizia, eguaglianza. Probabilmente occorre agire su più piani: dell’educazione e della cultura, del contrasto alla disinformazione e alle fake news, del volontariato e dell’impegno pubblico, della difesa dei valori fissati nelle costituzioni democratiche, della partecipazione responsabile al voto e alla politica. La sfida è enorme eppure irrinunciabile.

 

Per leggere il testo integrale

https://rivistadialoghi.it/12025/primo-piano/europa-america-e-futuro-della-democrazia-nell’era-trump

L’urgenza in Europa di un forte coordinamento militare e di investimenti

Per ravvivare la memoria del padre della patria Alcide De Gasperi nel 2025 non sembrano esserci alternative nella scelta della tematica saliente: l’Europa. Egli ci è maestro di come l’Europa unita va immaginata e concepita, più che astrattamente sognata, e di come va costruita, con pazienza e determinazione.

È a suo tempo nella reazione con il pensiero di De Gasperi che si costruisce una sorta di selezione naturale per gli altri padri dell’Europa unita, tutti suoi amici e ferventi ammiratori: Adenauer, Schuman, Spaak, Retinger. L’insegnamento dello statista di Pieve Tesino diventa tanto più valido e di attualità, senza alcuna uscita dalla profonda validità, quanto più l’Europa degli ultimi venticinque anni si rivela smarrita, pseudo-tecnocratica, incapace di essere animata da una sincera ispirazione sopranazionale a favore di riferimenti tutto concentrati erroneamente sul dato nazionale: questo diventa infatti l’unica realtà visibile agli occhi di leader non evoluti.

La catastrofe dell’idea di Europa potremmo dire che sono stati i diciotto anni (quasi un ventennio) di cancellierato incontrastato di Angela Merkel: la cui formazione culturale aveva (ed ha) l’imprinting del comunismo Ddr e del vetero-luteranesimo (altro che unum sint….). Siccome della ex cancelliera è vietato parlarne male, non si capisce nemmeno come e da dove potranno scaturire le idee per tornare a De Gasperi. Notiamo incidentalmente che Angela Merkel sta profondendo in patria ogni vasta energia che vede la santificazione di una terna santa composta, oltre che da sé stessa, anche da Konrad Adenauer e da Helmut Kohl. Davvero non sa di cosa parla. L’Unione bancaria, l’Unione del mercato dei capitali e l’Unione fiscale sono lungi dal poter essere portate a termine. Merkel ha posto ogni cura perché le cose arrivassero al punto di impasse in cui sono oggi.

E vogliamo parlare del suo predecessore Schröder che diventa russo e va in Gazprom, in accordo con la cancelliera? Questo è il modo di edificare l’Europa? Soprattutto, di prepararla alle sfide? Nell’attuale situazione non si vede chi possa essere il pensatore europeo che nel termine massimo di quattro anni possa condurre le unioni economiche in porto. Tuttavia va fatto. Dobbiamo parlare di cooperazioni rafforzate con coraggio. In questo senso, la proposta di far ratificare oggi il trattato di Parigi sulla Ced del 1952, rimasto sospeso per la mancata ratifica per un cavillo procedurale da parte dell’Assemblea nazionale francese nel 1954, e dunque di accettare che i Sei di allora procedano alla Comunità Europea di Difesa, potrebbe essere il grimaldello che consente di riaprire la partita. Realizzata l’unificazione degli apparati di difesa di Germania, Francia e Italia, tutto il resto andrà in discesa, con le adesioni progressive dei vari partner Ue.

L’urgenza di un forte coordinamento militare (Unione di Difesa) e di investimenti comuni, quale prospettata da Ursula von der Leyen, a sua volta genera smarrimento invece che determinazione. Nessuno sa da dove cominciare a impiegare un eventuale budget federale. Proviamo a dirlo noi: da intelligence unificato; da costituzione di due nuove fattispecie di arma, accanto a esercito, marina, aviazione, e cioè spazio e cibernetica-elettronica-robotica. Inoltre, realizzazione immediata della versione europea della israeliana Iron Dome. L’industria europea si deve mettere in grado di produrre queste cose subito. Dei cannoni, dei carri armati, delle munizioni e degli aerei si parlerà aggiuntivamente.

Dazi, Trump disponibile a trattare ma lancia accuse contro la Ue

Roma, 7 apr. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump lascia la porta aperta a trattative sul tema dirompente dei dazi commerciali. Anche con l’Europa, forse più che con la Cina, su cui ha ribadito una linea dura, un nuovo ultimatum: se Pechino non rimuoverà le rappresaglie che ha annunciato con dazi al 34% sulle merci Usa, Washington alzerà i suoi dazi contro la Cina al 50%. Ma poi ha lanciato una una serie di dure accuse anche contro le pratiche commerciali e regolamentari dell’Unione europea.

Perché secondo il presidente Usa l’Ue non solo utilizza dazi contro le merci americane, ma impone anche barriere non monetarie, tramite leggi e regolamenti “impossibili” da rispettare. E manipola la sua valuta, tenendo l’euro artificiosamente basso.

Più in generale “ci sono tanti paesi che si stanno facendo avanti per negoziare con noi, praticamente tutti i Paesi”, ha riferito durante una conferenza stampa dalla Casa Bianca assieme al premier di Israele, Benjamin Netanyahu. “Penso che se possiamo fare un accordo buono per gli Stati Uniti, un accordo che finalmente sia America First” allora “stringeremo accordi”, altrimenti si andrà avanti con i dazi.

Con la Ue in particolare “abbiamo un deficit di 350 miliardi di dollari e sparirà velocemente – ha affermato Trump -. Uno degli strumenti è che dovranno comprare la nostra energia, perché ne hanno bisogno. E negli Usa abbiamo più energia da vendere di qualunque altro Paese nel mondo”. Secondo il numero uno della Casa Bianca “l’Unione europea è stata molto negativa per noi” sul commercio. “Non comprano le nostre auto, non comprano i nostri prodotti agricoli, non comprano praticamente niente e vendono milioni di auto. E noi non abbiamo una sola auto Usa che venga venduta in Europa. Non sarà più così, il commercio sarà equo e reciproco e al momento non lo è”.

Peraltro la Ue contro gli Usa non usa “solo i dazi – ha sostenuto Trump – ma anche gli standard, come sui crash test (per le auto-ndr)”. Li fanno in modo che siano “impossibili. Fanno regole e regolamenti che sono solo disegnati per impedirti di vendere in quei paesi. E noi non lo lasceremo fare”. Nelle Ue ci sono “barriere monetarie e barriere non monetarie. E fanno barriere così dure che è impossibile essere ammessi – ha insistito -. I dazi sono una grande parte, ma c’è un’altra grande parte che sono le barriere” non monetarie.

“E poi manipolano la valuta e la tengono bassa – ha detto ancora Trump -. Fanno calare le loro valute e poi diventa per noi molto difficile vendere un camion o i prodotti, perché la loro valuta è bassa e la nostra è molto più alta relativamente. E per noi diventa molto difficile”. Ora con i dazi sulle importazioni negli Usa e le trattative in corso con vari Paesi, tra cui quelli della Ue “abbiamo un’opportunità per resettare il tavolo sul commercio”, ha detto ancora il presidente Usa. (fonte immagine: The White House)

Dazi, Trump pronto a trattare ma lancia accuse contro la Ue

Roma, 7 apr. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump lascia la porta aperta a trattative sul tema dirompente dei dazi commerciali. Anche con l’Europa, forse più che con la Cina, su cui ha ribadito una linea dura, un nuovo ultimatum: se Pechino non rimuoverà le rappresaglie che ha annunciato con dazi al 34% sulle merci Usa, Washington alzerà i suoi dazi contro la Cina al 50%. Ma poi ha lanciato una una serie di dure accuse anche contro le pratiche commerciali e regolamentari dell’Unione europea.

Perché secondo il presidente Usa l’Ue non solo utilizza dazi contro le merci americane, ma impone anche barriere non monetarie, tramite leggi e regolamenti “impossibili” da rispettare. E manipola la sua valuta, tenendo l’euro artificiosamente basso.

Più in generale “ci sono tanti paesi che si stanno facendo avanti per negoziare con noi, praticamente tutti i Paesi”, ha riferito durante una conferenza stampa dalla Casa Bianca assieme al premier di Israele, Benjamin Netanyahu. “Penso che se possiamo fare un accordo buono per gli Stati Uniti, un accordo che finalmente sia America First” allora “stringeremo accordi”, altrimenti si andrà avanti con i dazi.

Con la Ue in particolare “abbiamo un deficit di 350 miliardi di dollari e sparirà velocemente – ha affermato Trump -. Uno degli strumenti è che dovranno comprare la nostra energia, perché ne hanno bisogno. E negli Usa abbiamo più energia da vendere di qualunque altro Paese nel mondo”. Secondo il numero uno della Casa Bianca “l’Unione europea è stata molto negativa per noi” sul commercio. “Non comprano le nostre auto, non comprano i nostri prodotti agricoli, non comprano praticamente niente e vendono milioni di auto. E noi non abbiamo una sola auto Usa che venga venduta in Europa. Non sarà più così, il commercio sarà equo e reciproco e al momento non lo è”.

Peraltro la Ue contro gli Usa non usa “solo i dazi – ha sostenuto Trump – ma anche gli standard, come sui crash test (per le auto-ndr)”. Li fanno in modo che siano “impossibili. Fanno regole e regolamenti che sono solo disegnati per impedirti di vendere in quei paesi. E noi non lo lasceremo fare”. Nelle Ue ci sono “barriere monetarie e barriere non monetarie. E fanno barriere così dure che è impossibile essere ammessi – ha insistito -. I dazi sono una grande parte, ma c’è un’altra grande parte che sono le barriere” non monetarie.

“E poi manipolano la valuta e la tengono bassa – ha detto ancora Trump -. Fanno calare le loro valute e poi diventa per noi molto difficile vendere un camion o i prodotti, perché la loro valuta è bassa e la nostra è molto più alta relativamente. E per noi diventa molto difficile”. Ora con i dazi sulle importazioni negli Usa e le trattative in corso con vari Paesi, tra cui quelli della Ue “abbiamo un’opportunità per resettare il tavolo sul commercio”, ha detto ancora il presidente Usa. (fonte immagine: The White House)

Trump rivela: Usa stanno tenendo colloqui diretti con Iran

Roma, 7 apr. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump rivela che gli Stati Uniti stanno tenendo colloqui diretti con l’Iran sul suo programma nucleare.

Parlando ai giornalisti dopo l’incontro con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, Trump ha detto che i colloqui sono iniziati e continueranno sabato.

“Stiamo tenendo colloqui diretti con l’Iran e sono iniziati. Continueranno sabato. Abbiamo un incontro ad un livello molto alto e vedremo cosa può succedere. E penso che tutti siano d’accordo sul fatto che sarebbe preferibile raggiungere un accordo”, ha detto Trump ai giornalisti.

Trump ha detto che spera di raggiungere un accordo perché l’alternativa non è una cosa in cui “voglio essere coinvolto”.

Dazi, Trump: Ue impone dazi, barriere con regole e manipola valuta

Roma, 7 apr. (askanews) – L’Europa non utilizza solo dazi commerciali contro gli Stati Uniti, ma anche leggi e regolamenti – come sugli standard per le auto – che di fatto impediscono alle merci americane di essere esportate nella Ue. E manipolano la loro valuta (l’euro): sono le accuse lanciate dal presidente Usa, Donald Trump, durante una conferenza stampa dalla casa Bianca assieme al premier di Israele Benjamin Netanyahu.

“Non sono solo i dazi – ha detto – sono anche gli standard, come sui crash test (per le auto-ndr)”. Li fanno in modo che siano “impossibili”. “Fanno regole e regolamenti che sono solo disegnati per impedirti di vendere in quei paesi. E noi non lo lasceremo fare”. Nelle Ue ci sono “barriere monetarie e barriere non monetarie. E fanno barriere così dure che è impossibile essere ammessi – ha insistito -. I dazi sono una grande parte, ma c’è un’altra grande parte che sono le barriere” non monetarie.

“E poi manipolano la valuta e la la tengono bassa – ha detto ancora Trump -. Fanno calare le loro valute e poi diventa per noi molto difficile vendere un camion o i prodotti, perché la loro valuta è bassa e la nostra è molto più alta relativamente. E per noi diventa molto difficile”.

Ora con i dazi sulle importazioni negli Usa e le trattative in corso con vari Paesi, tra cui quelli della Ue “abbiamo un’opportunità per resettare il tavolo sul commercio”, ha detto ancora Trump.

Dazi, Trump: Ue molto negativa per Usa, non comprano nulla da noi

Roma, 7 apr. (askanews) – “L’Unione europea è stata molto dura negli anni per il commercio con gli Stati Uniti. Hanno creato una forza unificata contro il commercio Usa. Ora è veramente il loro turno: l’Unione europea è stata molto negativa per noi. Non compra le nostre auto, non compra i nostri prodotti agricoli, non comprano praticamente niente e vendono milioni di auto, tra Volkswagen e Bmw negli Usa. E noi non abbiamo una sola auto Usa che venga venduta in Europa. Non sarà più così, il commercio sarà equo e reciproco e al momento non lo è”. Lo ha affermato il presidente Usa, Donald Trump, durante una conferenza stampa dalla casa Bianca assieme al premier di Israele Benjamin Netanyahu.

“Abbiamo un deficit con la Ue di 350 miliardi di dollari e sparirà velocemente – ha aggiunto Trump -. Uno degli strumenti è che dovranno comprare la nostra energia, perché ne hanno bisogno. E negli Usa abbiamo più energia da vendere di qualunque altro Paese nel mondo”.

Meloni riunisce task force dazi: no allarmismo, si studiano sostegni

Roma, 7 apr. (askanews) – Il governo studia “strumenti” a sostegno delle imprese e delle filiere più colpite dai dazi Usa. E’ quanto emerso dall’incontro di governo che si è tenuto a Palazzo Chigi, presieduto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Oltre un’ora e mezza di riunione, nell’ennesimo giorno di alta tensione delle borse internazionali (Milano ha chiuso con un -5,18%), con i due vice premier Antonio Tajani e Matteo Salvini e i ministri Giancarlo Giorgetti (Economia), Tommaso Foti (Affari Europei), Francesco Lollobrigida (Agricoltura) e Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy) e il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.

Nel corso dell’incontro, spiega in una nota Palazzo Chigi, i ministri hanno illustrato a Meloni “le diverse ipotesi allo studio per sostenere le filiere produttive e rilanciare la competitività delle imprese”. Proposte che saranno al centro del confronto con le categorie produttive, in programma per domani. Da valutare la proposta del presidente di Confindustria Emanuele Orsini di “attingere ai fondi non utilizzati del Piano nazionale di ripresa (Pnrr) e ai fondi di coesione per incentivare le imprese colpite”. Tra i fondi Pnrr utilizzabili ci sarebbero quelli previsti dal piano Transizione 5.0: oltre 6 mld di euro che devono essere spesi entro giugno 2026.

Nella riunione, prosegue la nota, “è stato ribadito che una ‘guerra commerciale’ non avvantaggerebbe nessuno, né l’Unione Europea né gli Stati Uniti” ed “è emersa la necessità di affrontare il tema con determinazione e pragmatismo, perché ogni allarmismo rischia di causare danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi”. Al centro del confronto, infine, “gli strumenti necessari per sostenere le imprese, intervenendo sulle regole ideologiche e poco condivisibili del Green Deal e sulla necessità di semplificare il quadro normativo”. Nei giorni scorsi Meloni aveva, tra l’altro, proposto la “sospensione” delle norme ‘green’ europee sull’automotive e invitato a una riflessione sull’opportunità di “deroghe” al Patto di Stabilità.

Intanto gli uffici di Palazzo Chigi sono al lavoro per ‘chiudere’ sulla missione che dovrebbe portare la premier alla Casa Bianca da Donald Trump a metà aprile (al momento la data più probabile è il 16 aprile). Un incontro a lungo cercato da Roma, per riprendere quello che era stato definito un “rapporto privilegiato” dopo il ‘blitz’ di Meloni ai primi di gennaio a Mar-a-Lago e la partecipazione all’Inauguration day, il 20 dello stesso mese. Se, come sembra, l’appuntamento sarà fissato in agenda sarà l’occasione per affrontare direttamente con il tycoon la questione dazi. Del resto, lo stesso commissario europeo al commercio Maros Sefcovic ha auspicato che “chi ha buoni rapporti con l’amministrazione Trump, si adoperi per facilitare il dialogo tra Usa e Ue”.

Al termine dell’incontro – secondo quanto si apprende – ci sarebbe stato anche un confronto tra la premier e i suoi vice sui principali dossier interni. E probabilmente si sarà parlato anche dell’auto-candidatura di Salvini al Viminale al posto di Matteo Piantedosi. “Andrò a parlare sia con lui che con Giorgia Meloni. Perchè io sono a disposizione dell’Italia e della Lega, senza avere smanie”, aveva detto ieri dal palco del congresso Salvini, che oggi ha sentito proprio il titolare del ministero dell’Interno. Tra i due c’è “stima, amicizia e sintonia”, assicurano fonti del Carroccio, precisando che “la richiesta del congresso della Lega rispetto al Viminale è molto chiara in un’ottica puramente costruttiva e che in nessun caso potrà portare problemi al governo”. L’uscita di Salvini (non nuova, ma mai così esplicita) non è stata gradita da Meloni, che l’ha respinta al mittente. Non è certo sua intenzione, a maggior ragione in questa fase, aprire un rimpasto, peraltro con al centro una casella chiave come quella del Viminale, che potrebbe destabilizzare tutto l’esecutivo. Altrettanto secca, ed esplicitata pubblicamente, l’opposizione di Forza Italia. “In questo momento i cittadini italiani non sono preoccupati di spostamenti e di poltrone ma di ciò che accade nel mondo”, ha tagliato corto Tajani, che sarebbe pronto anche a minacciare una crisi di governo.

Meloni riunisce task force dazi: no allarmismo, si studiano sostegni

Roma, 7 apr. (askanews) – Il governo studia “strumenti” a sostegno delle imprese e delle filiere più colpite dai dazi Usa. E’ quanto emerso dall’incontro di governo che si è tenuto a Palazzo Chigi, presieduto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Oltre un’ora e mezza di riunione, nell’ennesimo giorno di alta tensione delle borse internazionali (Milano ha chiuso con un -5,18%), con i due vice premier Antonio Tajani e Matteo Salvini e i ministri Giancarlo Giorgetti (Economia), Tommaso Foti (Affari Europei), Francesco Lollobrigida (Agricoltura) e Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy) e il sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano.

Nel corso dell’incontro, spiega in una nota Palazzo Chigi, i ministri hanno illustrato a Meloni “le diverse ipotesi allo studio per sostenere le filiere produttive e rilanciare la competitività delle imprese”. Proposte che saranno al centro del confronto con le categorie produttive, in programma per domani. Da valutare la proposta del presidente di Confindustria Emanuele Orsini di “attingere ai fondi non utilizzati del Piano nazionale di ripresa (Pnrr) e ai fondi di coesione per incentivare le imprese colpite”. Tra i fondi Pnrr utilizzabili ci sarebbero quelli previsti dal piano Transizione 5.0: oltre 6 mld di euro che devono essere spesi entro giugno 2026.

Nella riunione, prosegue la nota, “è stato ribadito che una ‘guerra commerciale’ non avvantaggerebbe nessuno, né l’Unione Europea né gli Stati Uniti” ed “è emersa la necessità di affrontare il tema con determinazione e pragmatismo, perché ogni allarmismo rischia di causare danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi”. Al centro del confronto, infine, “gli strumenti necessari per sostenere le imprese, intervenendo sulle regole ideologiche e poco condivisibili del Green Deal e sulla necessità di semplificare il quadro normativo”. Nei giorni scorsi Meloni aveva, tra l’altro, proposto la “sospensione” delle norme ‘green’ europee sull’automotive e invitato a una riflessione sull’opportunità di “deroghe” al Patto di Stabilità.

Intanto gli uffici di Palazzo Chigi sono al lavoro per ‘chiudere’ sulla missione che dovrebbe portare la premier alla Casa Bianca da Donald Trump a metà aprile (al momento la data più probabile è il 16 aprile). Un incontro a lungo cercato da Roma, per riprendere quello che era stato definito un “rapporto privilegiato” dopo il ‘blitz’ di Meloni ai primi di gennaio a Mar-a-Lago e la partecipazione all’Inauguration day, il 20 dello stesso mese. Se, come sembra, l’appuntamento sarà fissato in agenda sarà l’occasione per affrontare direttamente con il tycoon la questione dazi. Del resto, lo stesso commissario europeo al commercio Maros Sefcovic ha auspicato che “chi ha buoni rapporti con l’amministrazione Trump, si adoperi per facilitare il dialogo tra Usa e Ue”.

Al termine dell’incontro – secondo quanto si apprende – ci sarebbe stato anche un confronto tra la premier e i suoi vice sui principali dossier interni. E probabilmente si sarà parlato anche dell’auto-candidatura di Salvini al Viminale al posto di Matteo Piantedosi. “Andrò a parlare sia con lui che con Giorgia Meloni. Perchè io sono a disposizione dell’Italia e della Lega, senza avere smanie”, aveva detto ieri dal palco del congresso Salvini, che oggi ha sentito proprio il titolare del ministero dell’Interno. Tra i due c’è “stima, amicizia e sintonia”, assicurano fonti del Carroccio, precisando che “la richiesta del congresso della Lega rispetto al Viminale è molto chiara in un’ottica puramente costruttiva e che in nessun caso potrà portare problemi al governo”. L’uscita di Salvini (non nuova, ma mai così esplicita) non è stata gradita da Meloni, che l’ha respinta al mittente. Non è certo sua intenzione, a maggior ragione in questa fase, aprire un rimpasto, peraltro con al centro una casella chiave come quella del Viminale, che potrebbe destabilizzare tutto l’esecutivo. Altrettanto secca, ed esplicitata pubblicamente, l’opposizione di Forza Italia. “In questo momento i cittadini italiani non sono preoccupati di spostamenti e di poltrone ma di ciò che accade nel mondo”, ha tagliato corto Tajani, che sarebbe pronto anche a minacciare una crisi di governo.

Salvini: Viminale? Ne parlerò con Piantedosi e Meloni ma governo unito

Roma, 7 apr. (askanews) – “Io al ministero dell’Interno? Me l’hanno chiesto in tanti. Io ritengo che Piantedosi, oltre a essere un leale servitore dello Stato, sia anche un ottimo ministro. Noi le risposte le diamo anche approvando il decreto sicurezza”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ospite di ‘Cinque minuti’ su Raiuno.

“Oggi Piantedosi – ha aggiunto – ha detto, e lo ringrazio, che sono stato un buon ministro e potrei tornare a essere un buon ministro. Ora sto facendo il ministro per le Infrastrutture, stiamo investendo tanti soldi, semmai ne parlerò con lui e con Meloni però il governo è unito, l’importante è che gli italiani questo sappiano”.

Salvini: chi vuole contro-dazi fa il male dell’Italia

Roma, 7 apr. (askanews) – “No a guerre commerciali: chi pensa di rispondere a dei dazi con contro-dazi fa il male dell’Italia, dei lavoratori e degli imprenditori italiani”. Lo ha detto il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ospite di ‘Cinque minuti’ su Raiuno.

“Stiamo lavorando – ha aggiunto – per proteggere come Lega e governo i confini dal punto di vista della sicurezza e proteggere i risparmi degli italiani. Con sistemi per accompagnare le imprese che esportano ad esportare sempre di più e meglio. Ci sono le eccellenze italiane, il mobile, il tessile, il vino, l’agroalimentare: dobbiamo aiutare ancora di più le imprese che esportano per difendere i risparmi degli italiani e questo lo decide Bruxelles. Noi come governo italiano facciamo tutto ciò che possiamo in Italia ma è fondamentale che a Bruxelles qualcuno si svegli”.

Dazi, P. Chigi: allo studio ipotesi per sostegno filiere e imprese

Roma, 7 apr. (askanews) – Nella riunione di governo che si è tenuta a Palazzo Chigi la premier Giorgia Meloni e i ministri interessati hanno discusso “degli strumenti necessari per sostenere le imprese, intervenendo sulle regole ideologiche e poco condivisibili del Green Deal e sulla necessità di semplificare il quadro normativo”. Lo comunica Palazzo Chigi.

Inoltre i ministri “hanno illustrato al Presidente del Consiglio le diverse ipotesi allo studio per sostenere le filiere produttive e rilanciare la competitività delle imprese. Proposte che saranno al centro del confronto con le categorie produttive, in programma per domani, martedì 8 aprile a Palazzo Chigi”.

Alla riunione hanno partecipato i vicepresidenti del Consiglio Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida e il ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e per il Pnrr, Tommaso Foti, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

Scopigno, la Treccani omaggia il maestro del calcio difensivo e del contropiede

Roma, 7 apr. (askanews) – A 100 anni dalla nascita l’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani ricorda il tecnico legato allo storico scudetto del Cagliari, matematicamente conquistato il 12 aprile 1970;personaggio atipico del calcio italiano, anticonformista e dotato di un tagliente umorismo. Il Cagliari di Gigi Riva è passato alla storia con lo scudetto vinto nel 1970 grazie ai goal di uno dei cannonieri più celebri della storia del calcio. Ma questo grande traguardo si deve anche a Manlio Scopigno, un allenatore atipico, come lo definisce l’Enciclopedia dello Sport Treccani, di cui ricorrono quest’anno i 100 anni dalla nascita, avvenuta il 20 novembre 1925 a Paularo (Udine).

Il destino ha giocato con lui un ruolo particolare, considerato che vinse il Seminatore d’oro nel 1967 ma nello stesso anno fu licenziato dal Cagliari. Richiamato però nel 1968, conquistò matematicamente lo storico scudetto battendo il 12 aprile 1970 il Bari, dando il meglio a Cagliari ma anche a Vicenza, dove chiuse la carriera.

Personaggio atipico del calcio italiano, fu maestro del calcio difensivo all’italiana e del contropiede e dissacratore dei luoghi comuni ed è ricordato ancora oggi per il suo tagliente umorismo, per la sua intelligenza e per il suo anticonformismo. Morì a Rieti il 25 settembre 1993.

Dazi, produttori auto Ue a Von der Leyen: trovare accordo con Trump

Roma, 7 apr. (askanews) – L’associazione delle case automobilistiche europee (Acea) lancia un richiamo alla commissione Ue affinché cerchi “una soluzione negoziale costruttiva” con gli Stati Uniti sui dazi e “eviti contromisure che rischiano di danneggiare la competitività europea”.

L’appello giunge con un comunicato diffuso a seguito di un incontro con la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, dei rappresentanti di Bmw, Daimler Trucks, Iveco, Mercedes-Benz, Scania, Stellantis, e Volkswagen, per discutere l’impatto dei dazi annunciati dall’amministrazione Usa sul settore auto, sull’acciaio e sull’alluminio.

Secondo l’associazione, le esportazioni di veicoli potenzialmente coinvolti ammontano a 67 miliardi di euro e tra auto, componetistica e voci varie, tra cui le rappresaglie, il costo totale del conflitto è stimato a 80 miliardi di euro.

“La volatilità dei mercati globali sa solo aumentando le barriere commerciali e i costi per le imprese. I dazi non fanno altro che alzare i prezzi per i consumatori in Europa, Stati Uniti e in tutto il mondo”, ha detto Sigrid de Vries, direttore generale dell’Acea.