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Albania al voto, Edi Rama cerca il quarto mandato

Roma, 11 mag. (askanews) – Gli albanesi hanno iniziato oggi a votare alle elezioni parlamentari, con il primo ministro Edi Rama che cerca il suo quarto mandato consecutivo, un risultato che, se si concretizzasse, sarebbe senza precedenti dopo una campagna dominata dalle promesse di aderire all’Unione europea e accuse di corruzione diffusa.

Le urne sono state aperte alle 7 di stamani e si chiuderanno alle 19. I seggi in palio in Parlamento sono 140 e a contenderseli saranno 26 formazioni politiche, tra cui tre in coalizione mentre otto correranno da sole.

La legislatura in Albania dura quattro anni. Quelle di oggi sono le decime elezioni parlamentari dalla caduta del comunismo nel 1991.

Alle precedenti elezioni, ad aprile 2021, il Partito socialista (Ps) guidato da Rama a ottenuto il terzo mandato con 74 seggi, sconfiggendo la coalizione di centrodestra guidata dal Partito Democratico (Pd) di Lulzim Basha, che ne aveva conquistati 59.

Oggi il Pd è di nuovo guidato dall’ex primo ministro Sali Berisha, che ne era stato espulso nel 2021 dopo uno scontro con Basha. Il partito d’opposizione è inserito nella coalizione Alleanza per una grande Albania.

Sono presenti anche diverse forze nuove, che si presentano per la prima volta. Tra queste: Mundesia (L’Opportunità), incentrata su lotta alla corruzione e politiche pro-europee; Shqiperia Behet (L’Albania che Può Diventare), che chiede riforme di sistema; e Levizja Bashke (Movimento Insieme), che promuove politiche progressiste opponendosi all’oligarchia.

Hanno diritto di voto 3,7 milioni di cittadini albanesi. Per la prima volta, potranno votare anche i cittadini della diaspora, quasi 250mila dei quali si sono registrati per il voto.

I sondaggi danno di nuovo in vantaggio il Partito socialista di Rama.

Ucraina: Putin propone negoziati; Zelensky: prima cessate-il-fuoco

Roma, 11 mag. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin ha proposto nella notte negoziati diretti e senza condizioni preliminari in Turchia con l’Ucraina. Un’idea accolta con prudenza dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, mentre secondo il presidente Usa Donald Trump apre a una prospettiva “potenzialmente grandiosa”.

“Proponiamo alle autorità di Kiev di riprendere i negoziati, interrotti da loro alla fine del 2022. Riprendere il dialogo diretto, e farlo senza alcuna condizione”, ha detto il capo del Cremlino. E iniziare senza indugio, già giovedì prossimo, 15 maggio, a Istanbul: là dove i colloqui si sono svolti in precedenza e là dove sono stati interrotti”

Putin ha poi chiesto esplicitamente il sostegno diplomatico di Ankara: “Vorrei chiedere al presidente turco che conceda la possibilità di tenere questi colloqui in Turchia. Spero che confermi la sua volontà di contribuire alla ricerca della pace in Ucraina. Domani abbiamo in programma una conversazione con il signor Erdogan”.

Un’idea che appare essere stata accolta con entusiasmo da Trump. “Questa è una giornata potenzialmente grandiosa per la Russia e per l’Ucraina”, ha scritto sul suo social network Truth il leader americano. “Pensate alle centinaia di migliaia di vite che saranno salvate se questo interminabile bagno di sangue finirà, come si spera”, ha continuato, auspicando un “mondo completamente nuovo e molto migliore”. Quindi ha promesso: “Continuerò a lavorare con entrambe le parti per assicurarmi che ciò accada”.

La proposta del presidente russo viene dopo la riunione ibrida a Kiev dei leader della cosiddetta Coalizione dei Volenterosi, da cui è emersa una proposta alla Russia di un cessate-il-fuoco senza condizioni a partire da domani per 30 giorni onde favorire i colloqui. Mosca ha respinto la proposta, a meno che non vi sia uno stop al flusso di armi verso l’Ucraina. Per Kiev e per i suoi alleati europei, invece, è ancora sul tavolo e appare essere una condizione per dare via libera ai negoziati in Turchia.

Zelensky, commentando la proposta di Putin, ha parlato di un “segnale positivo” perché segnala come “i russi abbiano finalmente iniziato a prendere in considerazione la fine della guerra”. Tuttavia, per lui, “il primissimo passo per porre realmente fine a qualsiasi guerra è un cessate il fuoco”, perché – ha proseguito – “non ha senso continuare ad uccidere neppure per un solo giorno”. In tal senso, Kiev s’aspetta che “la Russia accetti un cessate il fuoco – totale, duraturo e affidabile – a partire da domani, 12 maggio, e l’Ucraina è pronta a incontrarsi”.

Una posizione condivisa dal presidente francese Emmanuel Macron, uno dei capofila dei paesi volenterosi: “Non possono esserci negoziati mentre le armi parlano. Non può esserci dialogo se, allo stesso tempo, i civili vengono bombardati. E’ necessario un cessate il fuoco ora, affinché possano iniziare i colloqui. Per la pace”

Biennale Architettura, Padiglione Italia e l’intelligenza del mare

Venezia, 11 mag. (askanews) – Un padiglione dedicato al mare, alla relazione tra le acque e la terra, al modo in cui si pensa questo spazio ibrido e suo modo di confine, ma che nel nostro Paese estesissimo e significante. Per la Biennale Architettura l’Italia ha presentato nel nostro padiglione nazionale il progetto collettivo “Terrae Aquae – L’Italia e l’intelligenza del mare”, curato da Guendalina Salimei.

“Terrae Aquae – ha spiegato la curatrice ad askanews – era questa idea di un confine, una zona di limite tra la terra e l’acqua che un’area un po’ difficile nel nostro Paese perch stata un po abusata, un po’ distrutta quindi, ma anche poco considerata: perci l’idea era di rivoltare il punto di vista, di non mettere un punto di vista sempre di un retro, dalla terra, ma dire vediamolo dal mare, in questo senso era l’intelligenza del mare come elemento naturale, anche perch dal mare noi potevamo in qualche modo vedere le nostre coste che sono lunghissime”.

Il progetto si sviluppato come una “call for visioni” intorno al tema del guardare l’Italia dal mare, con un cambio di prospettiva e una polifonia di voci e interpretazioni che nel padiglione in Arsenale diventano una manifestazione esplicita di intelligenza collettiva e di diversit: dei linguaggi, dei mezzi espressivi, delle idee per creare una nuova attenzione alla dimensione costiera. Con il chiaro intento di analizzare quella che e rester una delle soglie pi significative per il nostro Paese. ” un’idea di limite, questo limite che per varia – ha aggiunto Salimei – quindi un confine che cambia nella terra e l’acqua. Mi sembrava una parola, limite, che in qualche modo desse un po’ questo rapporto di area di difficolt”.

In mostra, in entrambe le tese di Padiglione Italia, oltre 600 progetti di singoli e gruppi, sia affermati sia emergenti, che puntano su un confronto intergenerazionale, interculturale e senza distinzioni di genere, in cui passato e presente vengono accomunati dall’intento di ripensare il rapporto tra terra e mare e che si trovano in dialogo anche con opere d’arte, sempre concepite in relazione alla dimensione di scambio tra la terraferma e le acque.

Biennale Architettura, Padiglione Italia e l’intelligenza del mare

Venezia, 11 mag. (askanews) – Un padiglione dedicato al mare, alla relazione tra le acque e la terra, al modo in cui si pensa questo spazio ibrido e suo modo di confine, ma che nel nostro Paese è estesissimo e significante. Per la Biennale Architettura l’Italia ha presentato nel nostro padiglione nazionale il progetto collettivo “Terrae Aquae – L’Italia e l’intelligenza del mare”, curato da Guendalina Salimei.

“Terrae Aquae – ha spiegato la curatrice ad askanews – era questa idea di un confine, una zona di limite tra la terra e l’acqua che è un’area un po’ difficile nel nostro Paese perché è stata un po abusata, un po’ distrutta quindi, ma anche poco considerata: perciò l’idea era di rivoltare il punto di vista, di non mettere un punto di vista sempre di un retro, dalla terra, ma dire vediamolo dal mare, in questo senso era l’intelligenza del mare come elemento naturale, anche perché dal mare noi potevamo in qualche modo vedere le nostre coste che sono lunghissime”.

Il progetto si è sviluppato come una “call for vision” intorno al tema del guardare l’Italia dal mare, con un cambio di prospettiva e una polifonia di voci e interpretazioni che nel padiglione in Arsenale diventano una manifestazione esplicita di intelligenza collettiva e di diversità: dei linguaggi, dei mezzi espressivi, delle idee per creare una nuova attenzione alla dimensione costiera. Con il chiaro intento di analizzare quella che è e resterà una delle soglie più significative per il nostro Paese. “È un’idea di limite, questo limite che però varia – ha aggiunto Salimei – quindi è un confine che cambia nella terra e l’acqua. Mi sembrava una parola, limite, che in qualche modo desse un po’ questo rapporto di area di difficoltà”.

In mostra, in entrambe le tese di Padiglione Italia, oltre 600 progetti di singoli e gruppi, sia affermati sia emergenti, che puntano su un confronto intergenerazionale, interculturale e senza distinzioni di genere, in cui passato e presente vengono accomunati dall’intento di ripensare il rapporto tra terra e mare e che si trovano in dialogo anche con opere d’arte, sempre concepite in relazione alla dimensione di scambio tra la terraferma e le acque.

Calcio, classifica serie A, Oggi gli scontri scudetto

Roma, 12 mag. (askanews) – Tre punti e la speranza salvezza che continua. L’Empoli ottiene la seconda vittoria in casa battendo il Parma 2-1 grazie a un gran gol di Anjorin nel finale. La squadra di D’Aversa parte bene, la sblocca con Fazzini e trova anche il vantaggio numerico per il doppio giallo a Valenti. Il Parma non si scompone e nella ripresa trova il pari con il neo entrato Djuric. Ma è un altro neo entrato a deciderla, Anjorin regala una vittoria preziosa.

Questa sera alle 18 Torino-Inter, alle 20.45 Napoli-Genoa

Giornata 36 Milan-Bologna 3-1; Como-Cagliari 3-1, Lazio-Juventus 1-1, Empoli-Parma 2-1, Domenica 11 maggio ore 12.30 Udinese-Monza, ore 15.00 Hellas Verona-Lecce, ore 18.00 Torino-Inter, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma

Classifica: Napoli 77, Inter 74, Atalanta 68, Lazio, Juventus 64 Roma 63, Bologna 62, Milan 60, Fiorentina 59, Como 48, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari 33, Verona, Parma 32, Empoli 28, Lecce 27, Venezia 26, Monza 15.

37esima giornata (domenica 18 maggio) Cagliari – Venezia, Fiorentina – Bologna, Genoa – Atalanta, Hellas Verona – Como, Inter – Lazio, Juventus – Udinese, Lecce – Torino, Monza – Empoli, Parma – Napoli, Roma – Milan

Da Papa Francesco a Papa Leone XIV: un’unica grande emozione planetaria

Due enormi emozioni planetarie si sono succedute. In due date ravvicinate. Il 21 aprile la morte di Papa Francesco e l’8 maggio l’elezione di Papa Leone XIV. Due eventi che hanno coinvolto l’umanità con grandi numeri. Esorbitante ovunque l’attenzione siaa Roma, sia nel resto del mondo per la successione al vertice di una Chiesa che raccoglie un miliardo e quattrocento milioni di persone. In un mondo oggi non in pace, ma travolto da tanti conflitti che Papa Francesco definì icasticamente “una guerra mondiale a pezzi”. Morte e distruzioni tra Russia e Ucraina, in Medio Oriente (a Gaza, Israele, Libano, Siria e Yemen), tra India e Pakistan e in Sudan e forniture di armi un po’ ovunque e sempre col timore di quelle nucleari. Eppure nell’arco breve di diciassette giorni qualcosa è profondamente cambiato. Non distruzioni e morti, ma qualcosa che tocca l’uomo più da vicino e cioè nella sua dimensione religiosa. Nonostante o forse anche per l’enorme deriva mediatica che ci ha accompagnato in queste poco più di due settimane, la fine di un pontificato e l’inizio di uno nuovo hanno sollecitato tanti uomini e donne ad una comprensione della fede religiosa; sia in chi ce l’ha, sia in chi non ce l’ha. Tutti però si sono sentiti coinvolti e interrogati tanto sulla fede personale, quanto sul sentirsi partecipi di una comunità, come dal sentirsene esclusi.

La Chiesa è questa misteriosa e pervasiva communio spirituale e sacramentale a volte visibile e più spesso racchiusa nel cuore di ciascuno senza segni esteriori. In queste due settimane è stato difficile per i credenti ed anche per i tanti che non lo sono, non prestare attenzione al significato della presenza cristiana nel mondo. Con la sua storia soprattutto spirituale prima ancora che rituale e dogmatica, ovvero con la presenza dei cristiani sulla scena del mondo. Del vecchio mondo trapassato nel tempo e in quello attuale diviso dai conflitti, dalle ingiustizie, dalle ricchezze di pochi magnati e le estremità di moltitudini di poveri diffusi ovunque nelle nazioni della terra.

In questi giorni tante volte pensando al Papa defunto e a quello che gli sarebbe succeduto i tanti opinionisti hanno sostenuto la necessità di una continuità nel magistero del suo successore. Sia riferendosi allo scenario drammatico del mondo, sia rilanciando le questioni ancora irrisolte come il sacerdozio femminile e degli uomini sposati, l’ammissione dei divorziati risposati e delle coppie omosessuali trascurando il fatto che Francesco su queste materie, pur avendo fatto intravedere qualche possibilità di apertura, in realtà ha mantenuto lo status quo ante. Insomma per tornare al presente, abbiamo assistito in alcuni casi ai media che dettavano l’agenda del futuro Papa in nome probabilmente di una concezione del pontificato ineluttabilmente destinato ad assecondare le esigenze di una società intesa nel suo sviluppo a senso unico. E c’è da chiedersi allora quale sarebbe adesso la continuità con Papa Francesco.

Ma tanti – forse per questo – hanno anche riflettuto sulla storia del papato antico e moderno; cioè a quell’intreccio tra vecchio e nuovo che si è sempre ripresentato e che però non ha mai intaccato la vera continuità del papato che non si misura sull’agenda delle contingenze del momento, ma in altro modo e cioè nella forza della successione apostolica ininterrotta da duemila anni. In altre parole sulla forza dello Spirito che sempre soffia sulla storia. Insomma c’è una continuità concepita dagli uomini ed una continuità che risponde ad un criterio trascendente le nostre intelligenze e le nostre attese. In definitiva una continuità che provvidenzialmente si perpetua anche nell’imprevedibilità dei disegni divini. Ad esempio ci fu continuità tra Pio XII e Giovanni XXIII da tutti amatissimo più del primo? La risposta immediata è no, eppure l’autorità apostolica si trasmise intatta dall’uno all’altro. Così come avvenne tra papa Roncalli e Paolo VI che agli occhi dei contemporanei – sicuramente per la diversità del carattere – apparve come il Papa che volle frenare gli entusiasmi conciliari e che, invece, è stato il Papa che più di qualunque altro ha riformato la Chiesa anche dovendo subire il “dissenso” di alcuni gruppi e associazioni, ma soprattutto gli effetti di una secolarizzazione indifferente alle sue riforme.

E del resto l’avvento di Wojtyla non fu visto, soprattutto dall’intellighentia cattolica, come una clamorosa discontinuità non solo dai predecessori, ma anche con lo stesso Concilio Vaticano II? Eppure i maggiori quotidiani e gli opinionisti più ascoltati dopo la caduta dei regimi comunisti dell’Est non esitarono a chiamarlo il nuovo Mosè. Per arrivare infine a Francesco che, pur sostenendo di essere in continuità con i predecessori, in realtà ha inaugurato una stagione affatto nuova della Chiesa da lui definita “in uscita” con la missione propria di costruire “ponti” ed “abbattere i muri”. Discontinuità? Certo. Eppure il suo pontificato e la sua morte hanno avuto sempre quei caratteri dell’apostolicità segno di una continuità che ha sede non nelle contingenze del mondo, ma nella dimensione trascendente della Spirito e della sua libertà per noi spesso inconoscibile, ma non oscura.

L’elezione di Leone XIV è in questa logica per noi difficile da decrittare. Tutti si aspettavano Francesco II e, invece, è arrivato Robert Prevost con un nome che ha punteggiato per molti secoli la storia della Chiesa. Ma questo non basta a chi vuole condizionare la libertà del nuovo eletto di confermare nella fede i fratelli e leggere la storia nella quale sono immersi. Comunque come gli altri Papi anche Leone sarà insieme in discontinuità e il suo contrario nell’intreccio tra mondano e spirituale che è il terreno che da due millenni accoglie l’opzione cristiana sul mondo in quella dimensione di libertà che lo Spirito dimostra sempre di avere.

Ed è la seconda e per adesso ultima emozione che in questi giorni la Chiesa ha offerto all’umanità.

Ponti, non confini: l’Europa che vogliamo

Che cosa resta dell’Europa, oggi, nel cuore di chi la abita? È ancora il sogno dei suoi padri fondatori o si è ridotta a una macchina fredda e impaurita, incapace di riconoscere sé stessa. In un tempo in cui alziamo muri più velocemente di quanto costruiamo scuole, in cui la voce della guerra sovrasta quella del dialogo, abbiamo il dovere, non la possibilità, di tornare a riflettere sul senso profondo dell’incontro tra popoli. Perché l’Europa, se vuole avere un futuro, deve riscoprire il coraggio di essere ponte e non confine, luogo di sintesi e non di separazione.

Noi, sostenitori di un’Europa equa, multilaterale e solidale, non possiamo permetterci di diventare un polo fra i poli, una potenza tra le potenze. La nostra vocazione non è quella della competizione, ma della cooperazione. Per questo dobbiamo strutturare con forza e coerenza la più totale difesa del principio di autodeterminazione dei popoli, indipendentemente dalle condizioni economiche, geopolitiche o culturali in cui essi si trovano. Come disse Papa Francesco, In un mondo lacerato, “disarmare le parole”, diventa il primo passo per disarmare i fatti.

Allo stesso modo, il nuovo pontefice Leone XIV ha ribadito il valore e l’urgenza di aspirare a una pace disarmata e disarmante, fondata sull’umiltà e sulla perseveranza. Egli ha dichiarato, cito testualmente: “Aiutateci anche voi, poi, gli uni gli altri, a costruire i ponti con il dialogo, con l’incontro, per essere un solo popolo, sempre in pace”.

E proprio oggi, nel guardare agli scenari futuri, non possiamo ignorare la più pressante delle tensioni: quella tra pace e guerra. L’ordine internazionale appare investito da una crisi profonda, attraversato da conflitti bellici, guerre economiche, polarizzazioni ideologiche e il preoccupante declino delle democrazie. Di fronte a tutto questo, la costruzione della pace non può più essere rimandata, né affidata a formule vuote o a tregue provvisorie. Non possiamo accontentarci di una pace fragile, ma dobbiamo ambire a una pace positiva, duratura e fondata sull’unità.

È bene chiedersi: siamo davvero giunti a un punto di non ritorno nella storia mondiale? Le crisi attuali stanno definitivamente prendendo il sopravvento? Le risposte non sono univoche, ma una certezza resta: la guerra è un sistema perverso. Contamina tutto ciò che tocca, semina divisioni, non solo tra le nazioni, ma anche all’interno delle comunità, delle associazioni, dei gruppi e persino tra coloro che condividono ideali comuni.

Ed è proprio qui che la cultura dell’incontro rivela tutto il suo valore. La storia d’Europa è, da sempre, una storia di incroci, ibridazioni, contaminazioni: una ricchezza che nasce dall’intreccio e non dall’uniformità. È attraverso il dialogo, lo scambio, la conoscenza reciproca che le società si sono elevate, superando paure e stereotipi, aprendosi a nuove prospettive.

Questa verità attraversa tanto la storia quanto la letteratura. Nel mondo greco del VI e V secolo a.C., ad esempio, si riflette chiaramente la tensione tra identità e alterità. In Erodoto, il “padre della storiografia”, troviamo un’attitudine che potremmo definire protocosmopolita: nelle Storie egli racconta non solo guerre, ma anche religioni, usi e costumi dei popoli stranieri, come quelli egiziani o persiani, con uno spirito di rispetto e apertura.

Anche il teatro greco ci offre esempi emblematici: nelle Supplici di Eschilo le Danaidi cercano asilo e giustizia. È un grido di aiuto che chiede accoglienza, ed è un monito sulla responsabilità morale che ogni comunità ha nei confronti dello straniero. Il mondo greco, pur geloso della propria identità, seppe dunque esprimere un’apertura profonda verso l’altro, comprendendo che l’incontro tra popoli è sempre occasione di crescita.

Lo stesso spirito anima la Dichiarazione Schumann. Nel 1950, in un’Europa ferita da due guerre mondiali, Francia e Germania – nemici giurati – scelgono di incontrarsi, di cooperare, di condividere. La proposta di mettere in comune la produzione di carbone e acciaio fu un gesto politico, sì, ma prima ancora un atto simbolico di riconciliazione. Fu il seme di una nuova Europa: non più costruita sul dominio, ma sulla solidarietà.


Oggi più che mai, quell’eredità deve tornare a essere guida. L’Europa non può e non deve tornare a logiche di chiusura. Deve restare uno spazio aperto, un laboratorio di ponti tra popoli, culture e visioni del mondo.

In questo contesto, il cosmopolitismo si impone come il naturale prodotto della cultura dell’incontro. Esso non significa cancellazione delle differenze, ma riconoscimento della loro dignità. L’obiettivo non è la fusione, ma la composizione armonica: mettere in comune le diversità

in vista di un bene più grande.

L’Europa, in questa prospettiva, deve riscoprire sé stessa come soggetto universalista. È una vocazione che le appartiene da sempre: pensiamo al vecchio Socrate, che si definiva “cittadino del mondo”, o al più moderno Kant, che sognava una pace perpetua tra le nazioni. Il cittadino europeo è colui che affonda le radici in una cultura locale, ma alza lo sguardo verso l’universale. Libertà, dignità, diritti: non privilegi per pochi, ma valori per tutti.


E allora, che Europa vogliamo essere? Un continente che si rinchiude per paura o uno che si apre per coraggio? La scelta ci interpella ora, non domani. Se vogliamo davvero onorare la profezia della Dichiarazione Schumann, se crediamo che la pace e l’incontro siano ancora possibili, dobbiamo smettere di pensare in termini di confini e iniziare a pensare in termini di ponti. Perché la vera grandezza dell’Europa non sarà misurata dalla sua forza economica o militare, ma dalla sua capacità di farsi spazio d’incontro, di umanità, di visione. E questo, oggi più che mai, è il nostro compito.

L’articolo 18 tra memoria e propaganda: la lezione dimenticata di Donat-Cattin

Quando si parla di lavoro, di politiche del lavoro e dell’articolo 18 nel nostro Paese, il pensiero corre immediatamente all’approvazione dell’ormai storico Statuto dei lavoratori. Una legge approvata ben 55 anni fa, il 20 maggio del 1970.k

«Abbiamo portato la Costituzione nelle fabbriche»: questo fu il passaggio più significativo dell’intervento del Ministro del Lavoro Carlo Donat-Cattin – “o dei lavoratori”, come si definì al momento del suo giuramento al Quirinale –, leader della sinistra sociale della DC dell’epoca. Una legge, comunque sia, che ha segnato concretamente il cammino della cultura riformista del nostro Paese.

Un riformismo che richiamava, anche e soprattutto, il contributo decisivo e determinante di quel cattolicesimo sociale che era, e resta, un pilastro essenziale della qualità della nostra democrazia e della sua capacità di difendere le ragioni concrete dei lavoratori e delle condizioni di vita dei ceti popolari.

Ora, è di tutta evidenza che non possiamo tracciare confronti impropri tra ieri e oggi, né tantomeno pensare che ogni referendum sia uguale a quello precedente. Quelli che sono in calendario il prossimo 8-9 giugno rispondono a una precisa finalità politica, teorizzata e ribadita – del resto – quotidianamente dagli stessi promotori. E, nello specifico, dal capo del sindacato rosso della CGIL, Landini, che non perde occasione per dire solennemente che l’unico obiettivo di questa consultazione referendaria è quello di dare un colpo decisivo all’attuale maggioranza di governo.

Obiettivo radicalmente condiviso e avallato dai capi degli altri tre partiti della sinistra. Obiettivo, sia chiaro, del tutto legittimo, ma radicalmente estraneo – esterno – rispetto ai quesiti specifici dei vari referendum, in particolare di quelli riconducibili alla normativa sul lavoro.

Per queste ragioni, semplici ma anche oggettive, è del tutto fuori luogo paragonare la grande stagione democratica, riformista e costituzionale che ha prodotto il varo dello Statuto dei lavoratori con la propaganda politica contemporanea dei vari Landini, Schlein e Fratoianni/Bonelli. Cinquant’anni fa si trattava di difendere finalmente e a tutti gli effetti i diritti dei lavoratori, di far entrare i valori costituzionali nei luoghi di lavoro – come, appunto, sosteneva il Ministro del Lavoro Donat-Cattin – e, in ultimo ma non per ordine di importanza, di unire e coinvolgere il sindacato in una vera e propria azione riformatrice.

Altra cosa, tutt’altra cosa invece, è teorizzare e praticare una mera operazione politica che spacca il sindacato – come sta concretamente capitando –, che non individua una chiara normativa che regolamenti il mondo del lavoro e che, soprattutto, non migliora le condizioni dei lavoratori ma rischia, paradossalmente, di acuire ed aggravare il rapporto tra l’impresa e il lavoro.

Ecco perché, quando si costruisce una piattaforma politica veramente democratica, autenticamente riformista e chiaramente di governo, occorre essere chiari e trasparenti sin dall’inizio. Come lo fu, infatti, Donat-Cattin con lo Statuto dei lavoratori e la coalizione che, ben 55 anni fa, diedero forma e sostanza alla più grande operazione riformista del nostro Paese.

Demografia, la scienza dei destini collettivi

Un secolo fa la popolazione mondiale era di circa 1,9 miliardi di persone. Oggi tutte le fonti di rilevazione statistica dei dati -a cominciare dall’Onu- stimano come tale cifra abbia ampiamente superato gli 8 miliardi, con una crescita vertiginosa, pari a + 106% nel solo ultimo mezzo secolo.

Basterebbero questi dati significativi per accreditare la demografia come scienza al servizio dell’uomo e come studio delle coordinate spazio-temporali dei flussi stanziali e migratori anche nella dimensione analitica e di approfondimento dei fattori di sostenibilità generazionale, considerando tre fondamentali fenomeni dell’esistenza: la natalità, la mortalità e la mobilità, quest’ultima intesa sia in termini territoriali che di status sociale (cambiamento di professione, stato civile, cittadinanza, di religione e livello di istruzione). Gian Carlo Blangiardo – illustre demografo e professore emerito nonché Presidente dell’ISTAT dal 2019 al 2023, ci consegna – edito da Il Mulino- un compendio aggiornato (‘Elementi di demografia’) su questi temi, utile sia per la formazione a livello universitario che come strumento prezioso per quanti sono chiamati ad affrontare – in campi diversi – le principali questioni demografiche di cogente attualità. Competenza professionale e rigore scientifico sono alla base di questa pubblicazione che considera i pregressi storici, la dimensione analitica del presente e quelle di tipo deterministico e probabilistico delle previsioni demografiche: un valore aggiunto che la politica e la ricerca sociale dovrebbero perseguire, sottraendo dalle proprie valutazioni ricorrenti le tentazioni demagogiche e strumentali che troppo spesso condizionano gli orientamenti e le opinioni dell’immaginario collettivo.

Affermava Blangiardo in una intervista che mi aveva concesso nel 2020: Se si vuole definire un nuovo ordine mondiale è chiaro che non si deve prescindere da conoscenze demografiche. Le persone, i popoli sono i protagonisti e i destinatari del cambiamento. Oggi sappiamo quali sono le tendenze più probabili e le problematiche che si portano dietro, ma non disponiamo ancora di una proposta convincente sul piano dei nuovi equilibri che dovrebbero dare benessere, equità e rispetto. Serve una visione che ha come riferimento precisi obiettivi di investimento al fine ultimo di eliminare – o almeno ridurre ai minimi termini – le diseguaglianze”.

Quanto sia utile e dirimente l’analisi demografica – anche in una proiezione futura – lo si riscontra ad esempio nello studio statistico e sociologico dei dati relativi alla fecondità e alle nascite in Italia dal secondo dopoguerra ai giorni nostri, evidenziando come le macro tendenze siano inevitabilmente legate alla considerazione dei dati economici temporalmente tendenziali: dagli anni del baby-boom a quelli dell’inverno demografico nel libro di Blangiardo sono infatti ricorrenti i temi della de-natalità e delle cd. “culle vuote” da tempo oggetto di rilevazioni dell’ISTAT ma anche della retorica fantasiosa degli opinionisti, deprivata da elementi scientifici ed oggettivi. Il bilancio demografico del 2024 ha evidenziato – per il dodicesimo anno consecutivo – un nuovo superamento al ribasso del record di nascite mai registrato in oltre 160 anni di unità nazionale, con una riduzione nell’ultimo decennio di circa un terzo dei nati. Eppure – scrive Blangiardo- la deriva numericamente negativa in atto non sembra sufficiente a suffragare l’ipotesi che si sia radicato nel tempo – e poi accentuato nel presente – un fenomeno di disaffezione alla genitorialità. Il basso livello di fecondità non dipende soltanto dalle scelte di chi non ha avuto figli: l’ISTAT ha infatti stimato che siano oltre 2milioni e 600 mila le persone con figli che ne vorrebbero altri. Si tratta dell’11.6% della popolazione tra i 18 e i 49 anni, percentuale che sale al 22.8% infra 30-34 anni e si riposiziona al 18.3% tra i 35-39enni.

Altro fenomeno rilevante e attuale è quello delle migrazioni, inteso come cambiamento di dimora e visto nella duplice dimensione della distanza/direzione dei flussi e della struttura della popolazione migrante secondo caratteristiche biodemografiche, socioeconomiche e culturali. Si tratta di una deriva in atto con un potenziale incrementale largamente previsto che introdurrà mutamenti significativi nei contesti territoriali e antropici di partenza e di destinazione.

Già nella citata intervista del 2020 il Prof. Blangiardo affermava: La demografia di paesi emergenti come Cina e India è segnata da dinamiche espansive partite anni fa, ma destinate ad esaurire gli effetti di crescita, specie per la Cina. Questultima dovrebbe fermarsi attorno a 1,4 miliardi già dai prossimi anni, mentre lIndia dovrebbe assestarsi attorno a 1,6 miliardi attorno alla metà del secolo. Quanto alla Nigeria, gli attuali 200 milioni di abitanti saliranno a 300 milioni tra meno di ventanni e a 400 milioni alla metà del secolo. Daltra parte negli scenari mondiali la vera incognita resta lAfrica, in particolare quella sub sahariana, dove i segnali di rallentamento della fecondità e della crescita sono ancora modesti. È evidente che tutto ciò impone una revisione di alcuni equilibri sul piano della produzione, del consumo e della distribuzione delle risorse e delle persone nel panorama mondiale.

Penso che i flussi migratori siano un contributo per la società ospite e un vantaggio per i migranti solo se si realizzano forme di convivenza rispettose di regole e valori. Perché ciò accada è importante che vi sia chiarezza sulle norme e che siano altresì condivisi i principi che definiscono diritti e doveri del vivere sociale. Il percorso di integrazione deve essere reso possibile a tutti gli immigrati, ma questo naturalmente richiede un dispendio di risorse che difficilmente sono compatibili con flussi di entità particolarmente rilevante. I numeri, ancora una volta, hanno una grande importanza. Mi piacerebbe che il dibattito, qualunque sia la posizione assunta, partisse da una base di conoscenze oggettive che spesso non vedo”.

Il vulnus più marcato oggi, tra enfasi possibiliste e previsioni nefaste, sembra proprio questo.

Tennis, Sinner rientro trionfale agli Internazionali d’Italia

Roma, 10 mag. (askanews) – Il re è tornato. Esordio vincente per Jannik Sinner agli Internazionali d’Italia, tornato alle gare dopo tre mesi di squalifica per il caso clostebol. L’altoatesino, numero uno al mondo, ha battuto l’argentino Mariano Navone per 6-3, 6-4 in 1h39′ di gioco con qualche apprensione nel secondo set.

Centrato e solido, con qualche naturale sbavatura (poche prime e qualche errore col rovescio): così Jannik Sinner al suo ritorno in campo vince il 1° set contro Mariano Navone. Finisce 6-3 in 43′ per l’azzurro, che dopo aver salvato palla break nel 3° game ha strappato il servizio all’argentino e chiuso i conti tra i cori del Centrale più caldo dello stadio Olimpico. Secondo set in avvio più equilibrato. Al quarto gioco Sinner si trova 30-30, una grande risposta porta Navone a palla break. Il Centrale incoraggia l’azzurro, che salva la palla break: poi Sinner sale di livello e si porta in parità (2-2). Il settimo gioco è infinito. Navone annulla tre balle break. Non la quarta. Sinner opera il break e va 4-3 in suo favore. Dura un amen per il controbreak del 4-4. Di forza e chirurgica precisione Sinner piazza i colpi per riprendersi il break e siamo 5-4. Questa volta Sinner non sbaglia piu e chiude il set 6-4. Ora negli ottavi affronterà Jesper De Jong, che ha sconfitto a sorpresa Davidovich Fokina.

Calcio, Lazio-Juventus 1-1, bianconeri raggiunti al 96’

Roma, 10 mag. (askanews) – Finisce pari (1-1) lo scontro diretto Champions dell’Olimpico tra Lazio e Juventus. Dopo un primo tempo senza emozioni, ci pensa Kolo Muani a sbloccare la partita a inizio ripresa. La Juve resta in dieci al 60′ dopo il rosso diretto per Kalulu: il pareggio della Lazio arriva con Vecino al 96′. Tudor e Baroni restano appaiati a quota 64 punti, con la Roma (che deve ancora giocare) a -1. Zaccagni ammonito nel finale: salterà la prossima gara contro l’Inter a Milano.

Calcio, classifica serie A, pari nello scontro Champions

Roma, 10 mag. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Lazio-Juventus 1-1

Giornata 36 Milan-Bologna 3-1; Como-Cagliari 3-1, Lazio-Juventus 1-1, ore 20.45 Empoli-Parma, Domenica 11 maggio ore 12.30 Udinese-Monza, ore 15.00 Hellas Verona-Lecce, ore 18.00 Torino-Inter, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma

Classifica: Napoli 77, Inter 74, Atalanta 68, Lazio, Juventus 64 Roma 63, Bologna 62, Milan 60, Fiorentina 59, Como 48, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari 33, Verona, Parma 32, Lecce 27, Venezia 26, Empoli 25, Monza 15.

37esima giornata (domenica 18 maggio) Cagliari – Venezia, Fiorentina – Bologna, Genoa – Atalanta, Hellas Verona – Como, Inter – Lazio, Juventus – Udinese, Lecce – Torino, Monza – Empoli, Parma – Napoli, Roma – Milan

Cittadinanza, Conte: da M5s libertà voto, io a referendum voterò sì

Roma, 10 mag. (askanews) – “Il M5s ha dato libertà di coscienza” al referendum sulla cittadinanza “perché riteniamo che la strada migliore per affrontare questa problemi sia lo ius scholae e infatti abbiamo una proposta di legge che prevede l’acquisto della cittadinanza con il compimento di un ciclo scolastico”. Così il presidente dei Cinque Stelle Giuseppe Conte, a margine dell’assemblea romana del Movimento, in corso alla Città dell’altra economia, annunciando che lui comunque voterà a favore del quesito sulla cittadinanza.

Non è “la nostra strada preferita” perché non garantisce “nessun percorso di integrazione a differenza di un ciclo scolastico. Detto , ciascuno voterà in libertà, io personalmente voterò sì”, ha precisato.

ARSIAL protagonista agli Internazionali di tennis a Roma

Roma, 10 mag. (askanews) – Il ritorno in campo di Jannik Sinner ha alimentato l’euforia tra le vie di Roma ed, in particolare, all’interno del Foro Italico durante l’82esima edizione degli Internazionali di tennis. Come ogni anno, le strutture che ospitano il Masters 1000 italiano offrono numerose occasioni per i visitatori tra i vari stand che alimentano queste settimane di tennis. Nel corso di quest’ultima rassegna, i tifosi avranno la possibilit di scoprire le eccellenze laziali della filiera vitivinicola e agroalimentare grazie alla presenza dello stand Regione Lazio e ARSIAL, l’Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio, posizionata a pochi passi dal Campo Centrale del Foro Italico.

Massimiliano Raffa, Commissario Straordinario ARSIAL, ha dichiarato: “Questa amministrazione sta investendo risorse straordinarie come mai fatto prima sia in termini quantitativi che qualitativi. Gli Internazionali di tennis sono veramente il punto massimo di importanza dal punto di vista di comunicazione, di evento e quindi siamo estremamente onorati di esserci e vogliamo anche provare a migliorarci. Il prossimo anno gi possiamo dire che ci saremo perch ne stiamo gi parlando con Sport e Salute”.

Giancarlo Righini, Assessore Bilancio, Programmazione Economica, Agricoltura e Sovranit Alimentare della Regione Lazio, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Il contesto in cui ci troviamo e questo bellissimo padiglione dimostra l’attenzione che vogliamo rivolgere al tema della promozione delle eccellenze agroalimentari; si tratta anche di un eccellente biglietto da visita con cui presentiamo la nostra regione ed il nostro territorio all’attenzione dei tanti visitatori, delle decine di migliaia di turisti, anche stranieri, che visiteranno gli Internazionali di tennis che, inoltre, quest’anno hanno stabilito anche il record di durata della manifestazione”.

La presenza dello stand di ARSIAL e Regione Lazio agli Internazionali di tennis di Roma contribuisce alla valorizzazione dei prodotti vitivinicoli e agroalimentari provenienti dalla Regione Lazio.

“ARSIAL ci sta accompagnando un po’ ovunque” – afferma Francesco Rocca, Presidente della Regione Lazio – ” un lavoro diplomatico della filiera agroalimentare della nostra regione, dei prodotti tipici, ci aiuta a valorizzarli anche con una particolare qualit. Siamo partiti da questa riscossa che abbiamo registrato al Vinitaly e poi in tantissime altre occasioni; oggi con uno stand bello mi sembra un’altra bella occasione per festeggiare e per ringraziare tutto lo staff di ARSIAL”.

All’inaugurazione dello stand ARSIAL e Regione Lazio agli IBI 2025 hanno partecipato anche due ospiti d’eccezione, l’ex rugbista Andrea Lo Cicero e l’ex nuotatrice Alessia Filippi.

In collaborazione con Arsial

Il Papa a sorpresa a Genazzano al santuario Madonna Buon Consiglio

Città del Vaticano, 10 mag. (askanews) – Visita a sorpresa di Papa Leone XIV, al santuario della Madonna del Buon Consiglio a Genazzano, nei pressi di Roma. Ad accoglierlo, al santuario degli agostiniani, oltre al vescovo, anche il sindaco della cittadina laziale.

Papa Leone XIV è arrivato a Genazzano poco dopo le 16, riferisce una nota diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede, precisando che si è trattato “di una visita in forma privata”. Il santuario della Madre del Buon Consiglio, retto dai religiosi dell`Ordine di Sant`Agostino, si è specificato, “custodisce un`antica immagine della Vergine, cara all`Ordine e alla memoria di Leone XIII”.

Referendum, Schlein: 5 sì per dignità del lavoro e cittadinanza

Roma, 10 mag. (askanews) – “L’8 e il 9 giugno tutte le cittadine e i cittadini possono votare contro la precarietà, per la cittadinanza, per la sicurezza del lavoro, per la dignità del lavoro, perché l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro: lo dice la nostra splendida Costituzione. Ma non può essere fondata sul lavoro povero e sfruttato, sui salari bassi, sul lavoro poco sicuro. Per questi motivi noi invitiamo tutte e tutti, i cittadini e le cittadine, ad andare a votare al referendum”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine dell’inagurazione di una nuova sede del Pd a Terni.

“Le cittadine e i cittadini possono decidere se cambiare delle leggi e riuscire a migliorare la condizione di vita e di lavoro delle persone, ma anche di vita perché il quinto referendum è quello sulla cittadinanza e noi lo sosteniamo con grande convinzione perché pensiamo che chi nasce e cresce in Italia sia italiano e che quella legge vada modificata perché è ingiusta”, ha aggiunto Schlein. “Queste sono le ragioni per cui il Partito Democratico sostiene il referendum”.

MotoGP: Marquez vince la Sprint a Le Mans, cade Bagnaia

Roma, 10 mag. (askanews) – Marc Marquez scatenato tra la pole mattutina e il tifo di casa sulla pista di Le Mans, nel Gp di Francia, terza prova del motomondiale. Persino un Fabio Quartararo al top si è dovuto arrendere nella Sprint del Mondiale MotoGP. Lo spagnolo della Ducati ufficiale ha passato il pilota Yamaha – fino a quel momento al comando – al quinto dei tredici giri e da lì non c’è stato più nulla da fare per gli avversari: sesta vittoria su sei nelle Sprint stagionali. Secondo Alex Marquez, che ha attaccato a sua volta Quartararo (alla fine quarto al traguardo) a quattro giri dalla bandiera a scacchi trovando lo spunto decisivo. Sul podio anche Fermin Aldeguer, sempre più veloce, maturo e solido con l’altra Ducati Gresini. Ancora uno zero per Pecco Bagnaia, che dopo una qualifica mediocre è incappato in una caduta dopo pochi giri dal via. In classifica Marc mantiene un vantaggio minimo sul fratello Alex mentre si allunga il vantaggio su Bagnaia.

Marcegaglia: il costo dell’energia non pi sostenibile

Firenze, 10 mag. (askanews) – “Il tema del costo dell’energia di strategia industriale e di lungo periodo. Questo costo dell’energia, se lo paragoniamo con quanto pagano i nostri competitor in Spagna, Francia, Germania o in Svezia, non sostenibile”. Lo ha detto, a margine del Forum, Piccola Industria a Firenze, Emma Marcegaglia, presidente e Ad di Marcegaglia Holding.

“Non riusciamo pi a competere con costi dell’energia di questo tipo. Dobbiamo ragionare con una logica di breve periodo e di lungo periodo Dobbiamo intervenire col disaccoppiamento, Energy release, gas release, nel breve periodo, che possono dare energia alle imprese a costo competitivo e poi bisogna lavorare nel lungo periodo sul tema del nucleare. Questo -ha detto ancora Marcegaglia- il tema pi importante e pi sentito”.

“Il 108 di cui si parla un costo di 156 euro in bolletta con gli oneri aggiuntivi”, ha ricordato Marcegaglia, riferendosi al costo in megawattora.

Biennale Architettura, menzione speciale al Padiglione Santa Sede

Venezia 10 mag. (askanews) – Una menzione speciale come Partecipazione Nazionale alla 19esima Biennale Architettura stata assegnata alla Santa Sede: richiamando il libro Operanaperta di Umberto Eco del 1962, il Padiglione Opera aperta invita il visitatore a partecipare alla produzione di significato. Questa menzione speciale riconosce la creazione di uno spazio di scambio, negoziazione e riparazione. Opera aperta ridar vita a una chiesa sconsacrata esistente, con un processo di restauro che avverr su diversi livelli e coinvolger un’ampia gamma di competenze e mestieri. Come lo definisce il team, “una pratica vivente di cura responsabile e cura collettiva”. Opera aperta crea uno spazio per lo scambio culturale.

La co-curatrice Giovanna Zabotti ha ritirato il riconoscimento.

Biennale Architettura, Leone d’Oro della Mostra a Canal Caf

Venezia 10 mag. (askanews) – Il Leone d’Oro per la miglior partecipazione alla Mostra internazionale della 19esima Biennale Architettura stato assegnato al progetto Canal Caf – Diller Scofidio + Renfro, Natural Systems Utilities, SODAI, Aaron Betsky, Davide Oldani. La motivazione del premio: Canal Caf una dimostrazione di come la citt di Venezia possa fungere da laboratorio per immaginare nuovi modi di vivere sull’acqua, offrendo al contempo un contributo concreto allo spazio pubblico veneziano. Il progetto invita inoltre a future riflessioni speculative sulla laguna e su altre lagune. Rappresenta anche una traiettoria parallela significativa nella pratica di DS+R sin dagli inizi una traiettoria ricca di sperimentazione transdisciplinare. Riconosciamo inoltre l’eccezionale perseveranza del progetto Canal Caf, iniziato quasi vent’anni fa. un esempio di come La Biennale possa dare vita a progetti di lunga durata, andando ben oltre il tempo dell’evento.

Trump l’annuncia e il Pakistan conferma il cessate il fuoco con l’India

Roma, 10 mag. (askanews) – Il ministro degli Esteri pachistano Ishaq Dar ha confermato oggi la notizia data dal presidente Usa Donald Trump secondo la quale India e Pakistan hanno concordato un cessate il fuoco con effetto immediato. “Pakistan e India hanno concordato un cessate il fuoco con effetto immediato. Il Pakistan ha sempre lottato per la pace e la sicurezza nella regione, senza compromettere la propria sovranità e integrità territoriale!” ha scritto su X il capo della diplomazia pachistana. L’India a stretto giro  ha confermato con un breve comunicato del ministero degli Esteri il raggiungimento del
cessate il fuoco.

Il presidente Usa Donald Trump ha sostenuto oggi che, grazie alla mediazione Usa, india e Pakistan hanno concordato un “pieno e immediato cessate il fuoco”. Il presidente Usa lo ha scritto su Truth Social. “Dopo una lunga notte di colloqui mediati dagli Stati uniti, sono lieto di annunciare he India e Pakistan hanno concordato un PIENO E IMMEDIATO CESSATE IL FUOCO”, ha scritto Trump. “Congratulazioni – ha aggiunto – a entrambi i paesi per l’uso del buon senso e di grande intelligenza. Grazie per la vostra attenzione a questo tema!”.

Biennale Architettura, Leone d’Oro speciale a memoria a Italo Rota

Venezia 10 mag. (askanews) – Il Leone d’Oro speciale alla memoria delle 19esima Biennale di Architettura a Italo Rota stato consegnato dal presidente Pietrangelo Buttafuoco a Carlo Ratti come ideale erede del lavoro dell’architetto, progettista e designer.

Leone XIV: di fronte a una nuova rivoluzione industriale e alla sfida dell’IA

Città del Vaticano, 10 mag. (askanews) – “Il volto misericordioso del Padre si è rivelato e continua a rivelarsi nel Figlio fatto uomo, speranza ultima di chiunque cerchi con animo sincero la verità, la giustizia, la pace e la fraternità. Proprio sentendomi chiamato a proseguire in questa scia, ho pensato di prendere il nome di Leone XIV”. A rivelare il perché della scelta del suo nome da pontefice è stato Papa Prevost nel suo discorso ai cardinali incontrati oggi in Vaticano.

“Diverse sono le ragioni, – ha poi aggiunto il pontefice – però principalmente perché il Papa Leone XIII, infatti, con la storica Enciclica Rerum novarum’, affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale; e oggi la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro”.

Tennis, Berrettini al terzo turno a Roma: Fearnley battuto in due set

Roma, 10 mag. (askanews) – Matteo Berrettini torna a vincere un match agli Internazionali d’Italia 1459 giorni dopo l’ultima volta. L’azzurro è al 3° turno grazie alla vittoria in due set sul britannico Jacob Fearnley: 6-4, 7-6 il punteggio finale in poco meno di due ore di gioco. Una vittoria di grinta e carattere per Berrettini, bravo soprattutto nel secondo set in cui ha recuperato un break di svantaggio e annullato due set point. Fearnley è crollato nel tiebreak del secondo parziale, dominato da Berrettini con un perentorio 7-0. Matteo accede così al 3° turno dove affronterà Ruud o Bublik. Berrettini visibilmente commosso a fine match. Prima l’urlo liberatorio, poi la firma sulla telecamera: “Mi siete mancati”

Ucraina, Palazzo Chigi: vertice ha rinnovato urgenza cessate fuoco

Roma, 10 mag. (askanews) – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, “ha partecipato oggi, in video collegamento, a una riunione dei Leader sul sostegno all’Ucraina e agli sforzi in corso per raggiungere una pace giusta e duratura, che ne assicuri la sovranità e la sicurezza”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

“La riunione ha permesso di rinnovare l’urgenza di un cessate il fuoco totale e incondizionato di 30 giorni, rinnovando l’aspettativa che la Russia risponda positivamente all’appello fatto dal Presidente Trump e dimostri concretamente, come già fatto dall’Ucraina, la volontà di costruire la pace”, prosegue la nota.

“Nel corso della discussione si è anche ribadita l’importanza del grande appuntamento a sostegno di Kiev che verrà ospitato dall’Italia a luglio con la Conferenza a livello capi di stato e di Governo per la ricostruzione dell’Ucraina”, si puntualizza.

Von der Leyen: la Russia attui una tregua di 30 giorni

Roma, 10 mag. (askanews) – La Russia attui il cessate-il-fuoco proposto dalla Coalizione dei Volenterosi di 30 giorni “senza precondizioni”. Lo ha affermato oggi la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su X.

“Oggi si è riunita la Coalizione dei Volenterosi. Sosteniamo la proposta di un cessate il fuoco completo e incondizionato di 30 giorni. Esso deve essere attuato senza precondizioni per creare le condizioni per negoziati di pace significativi”, ha scritto von der Leyen.

“La palla – ha aggiunto – è ora nel campo della Russia. Siamo pronti a mantenere una forte pressione sulla Russia e a imporre ulteriori sanzioni severe in caso di violazione del cessate il fuoco. Il nostro obiettivo è chiaro: una pace giusta e duratura per l’Ucraina, vitale per la sicurezza e la stabilità nel nostro continente”.

Biennale Architettura, Leone d’Oro per le partecipazioni al Bahrain

Milano, 10 mag. (askanews) – Il Leone d’Oro per la migliore partecipazione nazionale alla 19esima Biennale Architettura di Venezia, diretta da Carlo Ratti, è stato assegnato al Regno del Bahrain per il progetto “Heatwawe”.

“Il Padiglione – si legge nella motivazione della giuria guidata da Hans Ulrich Obrist – offre una proposta concreta per affrontare condizioni di calore estremo. Come spiegano i progettisti, “L’architettura deve affrontare la doppia sfida della resilienza ambientale e della sostenibilità. L’ingegnosa soluzione può essere impiegata negli spazi pubblici e nei luoghi in cui le persone devono vivere e lavorare all’aperto in condizioni di calore estremo. Il padiglione utilizza metodi tradizionali di raffreddamento passivo tipici della regione, che richiamano le torri del vento e i cortili ombreggiati”.

Biennale Architettura, il Leone d’oro al progetto Canal Cafè

Milano, 10 mag. (askanews) – Il Leone d’oro per la migliore partecipazione ala 19esima Biennale Architettura di Venezia, diretta da Carlo Ratti, è stato assegnato al progetto Canal Cafè, che ha permesso di utilizzare l’acqua della laguna veneziana per produrre un caffè espresso che si può consumare accanto all’impianto di depurazione in Arsenale.

Il progetto è stato realizzato da Liz Diller (studio Diller-Scofidio) con Aaron Betsky, con Natural System Utilities SODAI e con la partecipazione di Davide Oldani.

Tennis, Sinner: "Preparativi finiti, sarà meraviglioso tornare"

Roma, 10 mag. (askanews) – Jannik Sinner torna in campo dopo ben 104 giorni quest’oggi contro l’argentino Navone al 2° turno degli Internazionali, ha pubblicato sui social un vlog dal titolo “Back in Rome”.

“Ragazzi, finalmente i preparativi sono finiti – ha detto Sinner nella parte finale del vlog -. Volevo solo dirvi grazie di cuore per questi ultimi giorni. Per il supporto, l’amore che mi avete dato, la gioia… è stato tutto fantastico. Quindi grazie mille per questo, per essere venuti anche ai miei allenamenti, è stata solo energia positiva. E oggi voglio portare la stessa energia anche in partita. Per quanto riguarda il risultato, qualunque cosa accada. Oggi sarà la mia prima partita dopo un po’ di tempo, quindi, a prescindere da come andrà, sono felice di tornare in campo e di poter condividere questo momento con tutti voi. Sarà meraviglioso. Grazie ancora e a prestissimo!”.

Il cardinale Parolin: Leone XIV affronterà con equilibrio i problemi

Città del Vaticano, 10 mag. (askanews) – Il nuovo pontefice Leone XIV “guiderà la Chiesa con serenità”. A “raccontare” il nuovo Papa statunitense ed il suo carattere equilibrato e abituato al discernimento è il riconfermato Segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin, dato tra i più accreditati ‘papabili’ durante l’ultimo Conclave. Il porporato, veneto, ha affidato i suoi pensieri ad una lettera inviata a Il Giornale del Veneto nella quale, tra l’altro, scrive: “Credo di non rivelare nessun segreto, se scrivo che un lunghissimo e caloroso applauso è seguito a quell”accetto’ che lo rendeva il 267mo Papa. Affronterà con equilibrio i problemi del mondo d’oggi”, aggiunge Parolin.

Il porporato rivela poi di essere rimasto colpito in primo luogo “dalla serenità che traspariva dal suo volto in momenti così intensi e, in un certo senso, ‘drammatici’, perche’ cambiano totalmente la vita di un uomo”.

Un uomo, Prevost, ha poi detto Parolin che “ha ben presenti i problemi del mondo d’oggi, come ha dimostrato fin dalle sue prime parole sulla Loggia di San Pietro, riferendosi immediatamente alla pace ‘disarmata e disarmante'”.

“Credo che Papa Leone XIV, oltre ovviamente che nella grazia del Signore, trovera’ nella sua grande esperienza di religioso e di pastore, come pure nell’insegnamento e della spiritualita’ del grande padre Agostino, – ha concluso il Segretario di Stato vaticano – le risorse per lo svolgimento efficace del ministero che il Signore gli ha affidato, a bene della Chiesa e dell’umanita’ intera”.

Una moneta celebrativa per le Capitanerie di Porto-Guardia Costiera

Roma, 10 mag. (askanews) – Una moneta poligonale a 16 lati, ciascuno dei quali per ricordare ogni decennio dalla costituzione delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, avvenuta il 20 luglio 1865 a Firenze, allora Capitale d’Italia, con la firma del Regio Decreto n. 2438 da parte di Re Vittorio Emanuele II.

Il significato è racchiuso nel logo commemorativo del 160° anniversario che si fonde con i simboli iconici di elicotteri, motovedette e soccorritori, per mezzo dei quali, questa storica istituzione, garantisce il suo quotidiano impegno volto a garantire la sicurezza nazionale solcando le onde dei nostri mari.

Una bimetallica Fior di Conio da 6 euro, un valore nominale utilizzato per la prima volta nelle emissioni di quest’anno, anche per sottolineare il valore storico delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera. La moneta, emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, è stata realizzata dall’artista-incisore Marta Bonifacio e coniata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Il conio è stato presentato nella serata di giovedì, 8 maggio, a Palazzo Pitti insieme al francobollo celebrativo del 160° Anniversario dall’Istituzione delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera.

DESCRIZIONE TECNICA

Sul dritto della moneta: Al centro, in primo piano, il logo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera, ideato per celebrare il 160° anniversario dalla loro istituzione. Nel giro, la scritta “REPUBBLICA ITALIANA” racchiusa fra due stelle. In basso, due onde stilizzate con all’interno di una delle due, il motto “OMNIA VINCIT ANIMUS”.

Sul rovescio della moneta: Due segmenti dividono lo spazio in tre settori nei quali sono rappresentate graficamente le principali attività che il Corpo svolge, tra cui la salvaguardia della vita umana in mare, la sicurezza della navigazione e la tutela dell’ambiente marino. Sono raffigurati, quindi, in alto, un elicottero; al centro, una motovedetta che solca le onde del mare; in basso, un soccorritore marittimo che nuota tra onde stilizzate. Nel giro in alto, il valore nominale “SEI EURO” chiuso fra due stelle. A sinistra, in alto, la “R” identificativa della Zecca di Roma. In basso a destra, la firma dell’autore “M.BONIFACIO”. In basso, le date 1865 e 2025, separate da un pallino, rispettivamente anno di fondazione del Corpo e anno di emissione della moneta.

Leader europei a Kiev, Meloni in videoncoferenza a incontro con Zelensky

Roma, 10 mag. (askanews) – In una iniziativa altamente simbolica, i leader di Regno Unito, Francia, Germania e Polonia sono oggi a Kiev per manifestare il sostegno a favore dell’Ucraina, nel pieno di una nuova fase di tensione con Mosca. La premier Giorgia Meloni parteciperà tramite videoconferenzao, unendosi virtualmente alla riunione con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. L’incontro giunge all’indomani della parata militare organizzata da Vladimir Putin sulla Piazza Rossa di Mosca per celebrare l’80° anniversario della vittoria sovietica nella seconda guerra mondiale.

Keir Starmer, Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Donald Tusk sono arrivati nella capitale ucraina, dove la visita inizia con una tappa a Maidan, luogo simbolo della resistenza ucraina, prima di incontrare Zelensky. La visita a Maidan li porta davanti alle migliaia di bandiere piantate in memoria delle vittime del conflitto. Successivamente, è previsto un vertice con la partecipazione in videoconferenza di Meloni e di altri leader internazionali per discutere la futura “forza integrata aria-terra-marittima e di ricostruzione” da includere in un eventuale accordo di pace.

In una dichiarazione congiunta rilasciata venerdì sera, i quattro leader europei hanno affermato: “Noi, leader di Francia, Germania, Polonia e Regno Unito, saremo a Kiev per esprimere solidarietà all’Ucraina contro l’invasione barbara e illegale su larga scala della Russia”.

I leader europei ribadiranno il loro appello per un cessate il fuoco incondizionato di 30 giorni, proposta già sostenuta dagli Stati Uniti e accettata da Kiev l’11 marzo scorso. Tuttavia, Mosca finora ha rifiutato, dichiarando unilateralmente una tregua di tre giorni a partire dall’8 maggio, interpretata da Kiev come un tentativo di proteggere le celebrazioni russe da eventuali attacchi di droni ucraini. Nonostante l’annuncio, i combattimenti sono proseguiti sulle linee del fronte.

Proprio mentre i leader europei erano in viaggio verso Kiev, l’ambasciata americana in Ucraina ha lanciato un’allerta pubblica nella tarda serata di venerdì, parlando di informazioni di intelligence su “un possibile attacco aereo di grande entità che potrebbe verificarsi in qualsiasi momento nei prossimi giorni”. Nessun ulteriore dettaglio è stato fornito.

Parallelamente, venerdì Putin ha accolto a Mosca numerosi leader internazionali, tra cui il presidente cinese Xi Jinping e quello brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, durante la parata del Giorno della Vittoria. La partecipazione del premier slovacco Robert Fico e del presidente serbo Aleksandar Vucic ha suscitato irritazione in diversi ambienti europei.

Il vertice di oggi a Kiev servirà anche a definire una posizione unitaria europea da portare al tavolo con Donald Trump, che finora ha mostrato un atteggiamento ambiguo e spesso più indulgente verso Mosca che verso Kiev. Tuttavia, segnali recenti e ripetuti appelli affinchè si arrivi a una tregua, fanno sperare in un possibile cambiamento di rotta a Washington.

“Siamo pronti a sostenere i negoziati di pace il prima possibile, a discutere l’attuazione tecnica del cessate il fuoco e a preparare un accordo completo,” hanno dichiarato i quattro leader. “Continueremo ad aumentare il nostro supporto all’Ucraina. Finché la Russia non accetterà una tregua duratura, aumenteremo la pressione sulla sua macchina bellica.”

Pace, Europa e ordine mondiale: ripartire dall’humus della politica d’ispirazione cristiana

La Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950 è l’atto di nascita dell’Europa unita, il sogno di una generazione che voleva estirpare la mala pianta della guerra. È bene ricordarlo, specie oggi, in tempi di disillusione e ritorni pericolosi al linguaggio della forza, con la guerra combattuta nel lembo più orientale dell’Europa. In quella storica Dichiarazione del ministro degli Esteri francese non si parlava dell’Europa come entità astratta o ideale, ma di una realtà sovranazionale orientata alla pace che, si legge proprio in apertura,  non avrebbe potuto “essere salvaguardata senza sforzi creativi all’altezza dei pericoli che la minacciano”. L’unità europea nasce con l’intento di stabilizzare i rapporti interstatali, storicamente difficili, in particolare tra Francia e Germania.

In questo quadro, dire che l’Unione Europea ha garantito oltre cinquant’anni di pace non significa alludere a un miracolo, come tutti i miracoli inatteso e sorprendente, bensì celebrare il risultato di un preciso disegno per il quale le classi dirigenti dell’epoca, specialmente quelle di matrice democratico cristiana, si sono spese con generosità e intelligenza. Dopo due guerre mondiali devastanti, l’Europa ha risposto con un’architettura istituzionale fondata sul principio dell’equilibrio e del dialogo. Partendo dall’Autorità preposta allo sfruttamento del carbone e dell’acciaio (CECA), la pace è diventata una condizione effettiva di operosa convivenza e progresso civile, non solo una parola da pronunciare nei discorsi ufficiali.

Una voce profetica, in questo senso, fu quella di Luigi Sturzo. Quasi un secolo fa, esule a Londra, scrisse un saggio in cui sviluppava una riflessione penetrante sulla possibilità – o meglio la necessità – di superare per sempre la logica della guerra come forma di regolazione dei conflitti tra le nazioni. Non si trattava di un vacuo proposito pacifista: Sturzo, uomo concreto e acuto osservatore della realtà, proponeva sul finire degli anni ‘20 una riforma dell’ordinamento politico mondiale. Anticipava così, all’incirca un quarto di secolo prima, il Maritain de “L’Uomo e lo Stato” (1951). A giudizio del prete calatino, la pace non poteva essere affidata alle buone intenzioni circolanti in un determinato contesto e legate alle alterne volontà degli uomini di governo. Quel che serviva era una visione più profonda, capace cioè di prevenire i conflitti attraverso istituzioni condivise, con il respiro di una legislazione sovranazionale.

Ebbene, da quale premessa partiva il fondatore del Partito popolare? “Nello stato tutti i cittadini – notava argutamente – sono disarmati e solo il potere pubblico è armato; nella comunità internazionale tutti gli stati sono armati e solo l’autorità internazionale è disarmata” (La comunità internazionale e il diritto di guerra, 1928). Per questo, volendo immaginare un futuro senza guerra, occorreva rovesciare la medaglia e prevedere l’inversione dei rapporti: un’autorità sovranazionale dotata del diritto della forza, in grado perciò d’intervenire in qualità di “polizia internazionale” ai fini di prevenzione e controllo dei conflitti tra gli stati (finalmente disarmati).

E Sturzo vedeva nell’Europa lo stadio più immediato di questo straordinario e gigantesco riordino dell’assetto mondiale delle relezioni tra gli stati. “Il proposito di rifare l’unità europea su basi di giustizia e pace, con una organizzazione forte e permanente, deve essere superiore agli egoismi che hanno tradito l’Europa degli ultimi vent’anni. Nel 1914 si disse che si combatteva per l’ultima guerra: oggi si deve dire che si combatte per la federazione europea. Il problema internazionale dell’Europa è la posta di questa guerra: o la federazione o l’egemonia del nazionalismo alleato al boscevismo” (L’Italia e la guerra, “Il Mondo”, New York, dicembre 1939). La sua idea, maturata all’indomani della Grande guerra, sarebbe  rimbalzata nel fremito di apprensione e turbamento allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Non si trattò quindi di un processo improvvisato. Quando la Società delle Nazioni fallì, non si disse: “Basta, abbandoniamo il progetto, non serve a nulla insistere”. Al contrario, si raccolsero i frammenti e si rimise a lustro la struttura appena demolita, fino alla costituzione delle Nazioni Unite. In sostanza, il concetto di un ordine mondiale fondato sulla solidarietà e la coesione riuscì a fare breccia nel confronto tra le potenze vincitrici. E ancora oggi, per quanto insoddisfacente, resta la piattaforma su cui poggiare per l’edificazione di un valido modello di cooperazione tra gli stati.

ILpatrimonio politico e culturale dell’Europa non può essere archiviato o trattato con sufficienza. Non possiamo accettare che l’Unione sia rappresentata esclusivamente come intralcio e imposizione, ovvero come luogo di pesante regolamentazione. Certo, nessuno nega che le regole possano essere migliorate o perlomeno alleggerite del fardello di inutili complicazioni burocratiche; ma l’Europa sta oltre le sue contraddizioni perché alligna nell’humus di una storia che la rende visibile e forte in quanto espressione politica e istituzionale di incancellabili valori di civiltà.

Oggi questo retaggio va riscoperto. Ecco, il mondo è entrato in una nuova fase caratterizzata dall’incertezza per l’esaurimento della spinta legata alla globalizzazione, fonte di grande espansione economica nei Paesi pià arretrati e di gravi contraccolpi per le società dell’Occidente post-industriale. Riconosciamolo con schiettezza: grazie alla globalizzazione milioni di esseri umani sono usciti dalla miseria e dalla disperazione. Questo va riconosciuto senza negare i limiti e i contrasti, a danno dei paesi ricchi, che ne sono scaturiti.

In ogni caso, non possiamo permetterci di rinchiuderci nei confini identitari. La scelta di fronte a noi è netta: ultilateralismo o multipolarismo? Le due espressioni suonano simili, ma indicano direzioni profondamente diverse. Il multilateralismo richiama un metodo: il dialogo tra Stati, la cooperazione regolata, la responsabilità condivisa. Il multipolarismo, invece, inclina fatalmente alla logica di potenza, dove ognuno protegge il proprio spazio senza un disegno comune.

Serve allora una “globalizzazione buona”, come d’altra parte si è sentito più volte ripetere nei tempi più recenti. Se viene meno tale prospettiva, resta solo la competizione sfrenata, la chiusura nazionalistica, la guerra dei dazi (non la prescrizione della guerra). Dunque, una visione politica ispirata ai valori cristiani deve proporre un orizzonte più alto. La convivenza su basi di reciproca fiducia non sarà possibile senza una “nuovo realismo” della pace, che torni a dare senso al rispetto dei diritti (degli uomini e delle nazioni). La politica, se vuole ritrovare se stessa, deve farsi carico di questo compito impegnativo. Deve tornare perciò alla radici della speranza, per dare motivi di credibilità alla costruzione di una speranza che non sia miraggio o inganno.

 

 

Intervento svolto al convegno su Pace e multilateralismo, promosso dai giovani del Movimento Politico per l’Unità [Roma, Terrazza del Pincio, sabato 12 aprile 2025]

Sanza: “Oggi Moro saprebbe assumere il messaggio di Papa Prevost”

Presidente Sanza, lomaggio ad Aldo Moro arriva il giorno dopo lelezione del nuovo Papa. Una coincidenza che invita alla riflessione?

Senza dubbio. Il nuovo Pontefice, Leone XIV, ha indicato nel “camminare insieme” lo stile della Chiesa. È un’espressione che ci riporta direttamente al pensiero e alla prassi di Moro. Per lui, “camminare insieme” significava soprattutto custodire, con ostinazione e responsabilità, l’unità della Democrazia cristiana. Non era un’unità fittizia, ma un punto di equilibrio costruito nella fatica quotidiana del confronto tra punti di vista differenti. Mi viene da dire che se fosse con noi Moro “capirebbe” da par suo il messaggio di Papa Prevost e certo lo saprebbe assumere e ricomporre, con le giuste mediazioni culturali, nell’afflato di una politica orientata alle “res novae” (per usare il linguaggio di Leone XIII cui il nuovo Pontefice si richiama nel nome).

È uneredità politica ancora attuale?

Credo proprio di sì. Moro fu molto più di un raffinato interprete degli equilibri democratici; più di tutto fu il garante di un’identità profonda, quella del cattolicesimo politico. Il suo modo di mediare, di ascoltare e di cercare sempre il bene possibile, rappresenta una forma alta di politica. In un’epoca dominata dalle semplificazioni e dagli estremismi, la sua lezione democratica resta una bussola preziosa: la bussola della responsabilità.

 

Il mondo politico sembra oggi lontano da quella lezione.

Lontano, sì. Ma la memoria può essere anche seme di futuro. Ricordare Moro è un modo per riattivare energie sopite. In tanti avvertono ancora la forza del suo esempio, pur in una società dispersa e confusa. La sua idea di politica come direzione e pedagogia, come tensione creativa, può tornare ad animare chi non si riconosce più nei populismi e nei personalismi.

Ed è su questa Italia che vuole far leva Tempi Nuovi?

Proprio così. Non ci rassegniamo. C’è un elettorato che può rimobilitarsi, se si offre una proposta limpida, autonoma, democratica e cristianamente ispirata. Tempi Nuovi nasce da questa consapevolezza. Vogliamo coltivare l’ambizione di una proposta nuova, libera da condizionamenti, capace di unire e non di dividere. “Tempi nuovi avanzano”, diceva Moro. E noi vogliamo dare corpo a questa speranza, cercando innanzi tutto di avvicinare sensibilità e inclinazioni che popolano dialetticamente lo spazio del cattolicesimo italiano.

“Nell’unico Cristo siamo uno”: il sogno agostiniano di Papa Leone XIV

Con la scelta del motto In Illo unum uno – Nell’unico Cristo siamo uno -, Papa Leone XIV ha indicato sin dal primo giorno il cuore pulsante del suo pontificato. Parole ispirate a sant’Agostino, che non rappresentano solo un omaggio al vescovo di Ippona, ma il segno concreto di una visione ecclesiale: quella di una Chiesa riconciliata, unita, che si riscopre corpo vivo in Cristo. In un tempo segnato da fratture, polarizzazioni e conflitti – dentro e fuori le mura della Chiesa – questa frase risuona come un richiamo forte all’essenziale.

Leone XIV è un papa agostiniano. Non solo per formazione o spiritualità, ma per mentalità: come Agostino, è un uomo che cerca l’unità attraverso la verità e la carità. Nelle sue prime uscite ha più volte richiamato l’urgenza di tornare al cuore del Vangelo, laddove ogni barriera – culturale, teologica, sociale – trova senso e compimento nell’incontro con Cristo. E non un Cristo astratto, ma il Cristo vivente, che unisce ciò che era diviso, che riconcilia ciò che sembrava perduto. Ieri, nella omelia della sua prima Messa da pontefice, celebrata nella Cappella Sistina, ha affermato di voler riportare la fede in Gesù, Figlio del Dio vivente, contro una visione che lo riduce a “leader carismatico o superuomo”, diffusa anche “tra molti battezzati che finiscono col vivere un ateismo di fatto”.

Nel pensiero di Agostino, la Chiesa è il Corpus Christi totus, il Cristo totale, formato dal Capo e dalle membra. Non si può amare Cristo senza amare la Chiesa, e non si può amare la Chiesa se non si è disposti a fare comunione. In questo senso, il messaggio di Leone XIV è chiaro: il nostro essere cristiani non è mai solo individuale, ma sempre inserito in una trama di relazioni. “Siamo uno” – non per nostra capacità, ma perché in Cristo siamo stati fatti uno.

Questa visione si riflette anche nell’idea di pace, da lui espressa fin dal primo saluto dalla Loggia delle Benedizioni: la pace del Cristo Risorto. Non una pace diplomatica o meramente istituzionale, ma una pace che nasce dalla giustizia e cresce nella carità. È anche la pace agostiniana, intesa come tranquillitas ordinis, ovvero armonia tra le parti secondo una relazione giusta. Per Leone XIV, la pace è frutto di un ordine spirituale in cui Dio è al centro, e tutto il resto trova il suo posto: l’uomo, la società, le nazioni.

In questa prospettiva si comprende anche il suo desiderio di una Chiesa sinodale: non un semplice metodo organizzativo, ma un cammino condiviso, dove ciascuno è ascoltato e riconosciuto. Il Papa invita l’intera Chiesa a essere una famiglia che cammina insieme, porta i pesi gli uni degli altri, e cerca insieme la volontà di Dio. Nell’unico Cristo siamo uno: è la sintesi di una teologia incarnata, di un desiderio di comunione che parte dal cuore di Dio e si riflette nel volto dell’altro.

Leone XIV esorta a un impegno personale con Dio, in un “quotidiano cammino di conversione”, e si rivolge alla Chiesa perché viva l’“appartenenza al Signore”, porti “a tutti la Buona Notizia” e sia “sempre più città posta sul monte, arca di salvezza che naviga attraverso i flutti della storia, faro che illumina le notti del mondo”. È un sogno agostiniano che diventa proposta pastorale, visione ecclesiale, profezia per il nostro tempo.

Dal mondo buddhista un messaggio di augurio a Papa Leone XIV

In occasione dell’elezione di Papa Leone XIV, successore di Francesco, continuano ad arrivare da ogni parte del mondo messaggi di augurio e di comunione spirituale. Tra questi, anche quello del presidente dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai, Alberto Aprea, che ha voluto esprimere, a nome della comunità che rappresenta, un saluto fraterno e un auspicio sincero di collaborazione interreligiosa.

Con un messaggio carico di rispetto e visione condivisa, Aprea ha rivolto al nuovo Pontefice le sue più sentite congratulazioni per l’elezione al soglio pontificio, un evento che segna una tappa importante per la Chiesa cattolica e, più in generale, per tutti i credenti che guardano con fiducia a una guida spirituale capace di farsi interprete dei bisogni dell’umanità.

«Come comunità buddista da sempre impegnata nel disarmo nucleare, nella promozione della cultura della Pace e ispirata dall’insegnamento del valore inerente a ogni singola vita – scrive Aprea – riconosciamo con profonda affinità l’appello, caro alla tradizione agostiniana, a cercare nell’interiorità la via per l’unità e la fraternità. Crediamo che, proprio a partire dal cuore umano, possano sorgere legami autentici tra gli esseri umani e dunque tra i popoli e le fedi, radicati nel dialogo sincero, nella ricerca condivisa della verità e nell’amore operoso che tutto unisce».

Aprea ha quindi espresso l’auspicio che «il Suo pontificato saprà guidare l’umanità con umiltà e saggezza verso un futuro di comunione e giustizia», manifestando infine gratitudine per il dialogo interreligioso promosso da Papa Francesco e augurando che quello stesso spirito possa proseguire sotto il nuovo pontificato.

Calcio, classifica serie A, Milan a quota 60

Roma, 9 mag. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Milan-Bologna 3-1

Giornata 36 Milan-Bologna 3-1; Sabato 10 maggio ore 15 Como-Cagliari, ore 18 Lazio-Juventus, ore 20.45 Empoli-Parma, Domenica 11 maggio ore 12.30 Udinese-Monza, ore 15.00 Hellas Verona-Lecce, ore 18.00 Torino-Inter, ore 20.45 Napoli-Genoa, Lunedì ore 18.30 Venezia-Fiorentina, ore 20.45 Atalanta-Roma

Classifica: Napoli 77, Inter 74, Atalanta 68, Lazio, Roma, Juventus 63, Bologna 62, Milan 60, Fiorentina 59, Como 45, Torino, Udinese 44, Genoa 39, Cagliari 33, Verona, Parma 32, Lecce 27, Venezia 26, Empoli 25, Monza 15.

37esima giornata (domenica 18 maggio) Cagliari – Venezia, Fiorentina – Bologna, Genoa – Atalanta, Hellas Verona – Como, Inter – Lazio, Juventus – Udinese, Lecce – Torino, Monza – Empoli, Parma – Napoli, Roma – Milan

Calcio, Milan-Bologna 3-1, decisiva una doppietta di Gimenez

Roma, 9 mag. (askanews) – Il Milan batte il Bologna 3-1 a San Siro. Decisiva una doppietta di Gimenez. Il Bologna va in vantaggio subito dopo l’intervallo con Orsolini ma il Milan la ribalta nel giro di 6′. Prima il pari di Gimenez (che 2′ dopo il gol si vede annullare per fuorigioco il raddoppio), poi Pulisic per il 2-1 e ancora Gimenez per il 3-1 finale. In classifica il Milan sale momentaneamente all’ottavo posto, a -2 proprio dal Bologna. Mercoledì sera le due squadre si ritroveranno contro per la finale di Coppa Italia.

Referendum, La Russa: farò propaganda perchè la gente non voti

Roma, 9 mag. (askanews) – “Io ho detto ci penso ad andare a votare perchè eravamo dentro il Senato e sono presidente del Senato, ora lo ribadisco: Ma sono sicuro che farò propaganda perchè la gente se ne stia a casa”. Lo ha detto, a proposito dei referendum, il presidente del Senato Ignazio La Russa intervistato da Tommaso Cerno al Teatro Niccolini di Firenze in occasione dell’evento “Spazio cultura”, organizzato dai gruppi parlamentari di Fratelli d’Italia di Camera e Senato.

Fine vita, Schlein: dal governo scelta ipocrita, cinica e codarda

Roma, 9 mag. (askanews) – “Una scelta ipocrita, cinica e codarda: il Governo impugna la legge sul fine vita in Toscana, mentre con l’altra mano tiene bloccata la legge sul fine vita in Parlamento”. Lo dichiara in una nota la segretaria del Pd Elly Schlein.

“Qui – spiega Schlein – non si tratta di fare propaganda ma di dimostrare la serietà e la responsabilità di non voltare le spalle a chi sta soffrendo, regolando in maniera dignitosa il fine vita. Si tratta di dare seguito a una pronuncia della Corte Costituzionale su cui il Parlamento è in grave ritardo”.

“Ormai – prosegue la segretaria del Pd – non stupisce più nemmeno il silenzio di Forza Italia, che abbassa la testa a Meloni e Salvini ogni volta, specie quando si tratta di negare diritti. Altro che liberali, come quando si dicono favorevoli a cambiare la legge sulla cittadinanza ma poi invitano a disertare il referendum dell’8-9 giugno che fa esattamente questo”.

D’Altro Canto di Tosca torna il 16 maggio, con Carmen Consoli e altri

Roma, 9 mag. (askanews) – Dopo il successo dello scorso anno, nel 2025 D’Altro Canto di Tosca è diventato progetto residente all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, in collaborazione con Fondazione Musica per Roma. Dopo il primo appuntamento del 21 febbraio dedicato a Il Carnevale, è il momento del secondo appuntamento: il 16 maggio il protagonista sarà Il Viaggio, che vedrà sul palco come ospiti Carmen Consoli, Neri Marcorè, La Niña e Elena Ledda. Questa volta chiacchiere, aneddoti e canzoni rappresenteranno un vero e proprio viaggio attraverso la musica, partendo dalle proprie radici verso mete inaspettate, con un’unica regola (in realtà sempre la stessa): mettersi in gioco.

Gli appuntamenti seguenti saranno il 9 ottobre con Il tradimento e il 19 dicembre con Il Natale. Gli ospiti saranno annunciati di volta in volta.

Scritto da Tosca con Giorgio Cappozzo, Valentina Romano e Alessandro Greggia, per la direzione musicale di Joe Barbieri, D’Altro Canto è un’idea di spettacolo che si propone di portare il pubblico per mano a conoscere “l’altro canto” della musica attraverso racconti, aneddoti, monologhi e ovviamente tanta musica. Nato cinque anni fa per un programma radiofonico giornaliero andato in onda su Radio Rai3, nel tempo si è trasformato in evento teatrale. Ispirato al “sarau” brasiliano, ovvero un dopocena dove intorno a un tavolo diversi artisti si scambiano in totale libertà musica e parole, nel corso degli anni D’Altro Canto non ha mai perso lo spirito originario che è quello del confronto dialettico giocoso anche su argomenti più delicati e soprattutto quello della scoperta e della rivisitazione musicale. Sul palco la padrona di casa, Tosca, coinvolge artisti amici in quello che si può definire un “passachitarra” e tra ricordi, aneddoti e citazioni accompagna il pubblico attraverso paesaggi sonori poco conosciuti, brani famosi eseguiti in altre lingue, rivisitazioni di hit, canzoni introvabili scoperte per caso e omaggi ai grandi maestri.

“Niente male per quella che è nata come una vera e propria scommessa, non uno dei miei concerti, ma una sperimentazione per uno spettacolo che coniughi contemporaneamente happening, teatro, televisione, musica, racconti”, spiega Tosca. “L’idea è semplice: creare una casa dove tanti artisti si incontrano per raccontarsi, divertirsi e scambiarsi musica. In attesa del mio prossimo progetto discografico in studio, ispirandomi al ‘sarau’ brasiliano, io e una piccola squadra di visionari composta da tre autori, un direttore musicale e due produttori, con i piedi per terra e la testa tra le nuvole, abbiamo profuso in questo progetto tutte le nostre energie. Il risultato è stato quello di ottenere all’Auditorium Parco della Musica di Roma sold-out a ogni appuntamento, con tanto di approdo a una sala con il doppio della capienza. Che la formula funzioni è dimostrato dal fatto che i nostri spettatori acquistino i biglietti prima ancora che gli ospiti siano annunciati. Significa che il pubblico è ormai entrato nello spirito di D’Altro Canto”.

Ogni appuntamento propone un tema da cui partire e, attraverso riflessioni e ovviamente tanta musica, lo spazio si anima, coinvolgendo il pubblico in esplorazioni a volte sconosciute anche agli stessi protagonisti della serata, rivelando spiragli inediti e inaspettate epifanie.

“Una piccola isola felice nel mare magnum di un tempo complesso, da cui non si cerca fuga, ma solo una chiave diversa per interpretarlo, senza subirlo, con grazia e ironia”, prosegue Tosca. E conclude: “Con i molti amici che mi verranno a trovare sarà un piacere e un onore regalare storie e musica, accomunati da una visione affine dell’arte e della sua funzione emotiva, sociale, di crescita e di condivisione”.

Sul palco Tosca e i suoi ospiti saranno accompagnati dai musicisti: Giovanna Famulari pianoforte e violoncello Massimo De Lorenzi chitarra Luca Scorziello percussioni e batteria Lorenzo Apicella pianoforte Fabia Salvucci percussioni e voce Arabella Rustico contrabbasso.

D’Altro Canto è una produzione Don Chisciotte e Do7 Factory.

Ue. colloquio Meloni-Merz: partenariato strategico Italia-Germania

Roma, 9 mag. (askanews) – In un colloquio telefonico tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Cancelliere tedesco Friedrich Merz, i due leader “hanno sottolineato l’eccellente stato dei rapporti bilaterali, come testimoniato anche dai dati sul commercio bilaterale, e confermato la volontà di continuare ad alimentare il partenariato strategico tra Germania e Italia anche attraverso l’attuazione del Piano d’azione congiunto firmato a Berlino nel 2023”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi.

Ciclismo, Giro d’Italia: a Pedersen tappa e maglia rosa

Roma, 9 mag. (askanews) – Il danese Mads Pedersen (Lidl-Trek) ha vinto la prima tappa del Giro d’Italia 108, la Durazzo (Durrës)-Tirana (Tiranë) di 160 km in 3h36’24″ alla media di 44.362 km/h, conquistando la prima Maglia Rosa di leader della classifica generale. Al secondo e terzo posto il belga Wout Van Aert (Team Visma | Lease a Bike) ed il venezuelano Orluis Aular (Movistar Team). Pedersen e Van Aert erano i corridori più attesi oggi e hanno rispettato le attese. Il danese ha coronato l’eccezionale lavoro di squadra della Lidl-Trek, tra cui Ciccone, negli ultimi 40 chilometri. Arrivati già staccati diversi uomini di classifica come Gee e Arensman, brutta caduta e già ritiro per Mikel Landa.

“Vincere la prima tappa e vestire la Maglia Rosa è assolutamente fantastico – le parole di Pedersen all’arrivo – È incredibile quanto duramente abbia lavorato la squadra. Sono felice di poterli ripagare con questa vittoria. Il nostro piano preciso era spingere molto forte in salita e fare selezione in gruppo per lo sprint. Bisogna sempre avere timore di Wout Van Aert, è davvero un grande corridore. Non è mai scontato vincere quando c’è lui ma oggi avevo le gambe per concludere il lavoro per la squadra. È la prima maglia di leader che indosso in un Grande Giro, è una bella sensazione”.

Domani la seconda tappa, Tirana-Tirana (13,7 km, cronometro individuale). La Cronometro interamente cittadina che si svolge lungo ampi viali concatenati da svolte a U. Nella parte centrale una breve salita a Sauk è catalogata GPM (nella stessa posizione è situato il rilevamento intermedio). Ultimi 2 km coincidenti con la tappa del giorno precedente. Ultimi 3 km pianeggianti.

Agrivoltaico, Boccanera (Starlight): importante co-progettare

Roma, 9 mag. (askanews) – “L’Agrivoltaico pu portare ulteriore crescita ai territori, recuperando quelli che sono abbandonati o che comunque hanno minor produttivit. Studi e installazioni in attivit dimostrano come l’agrivoltaico riduce l’utilizzo di acqua, pu portare ad un uso minore di pesticidi e maggior produttivit, oltre ad integrare i redditi degli agricoltori. Attiva poi dei circoli virtuosi attraverso universit e enti di ricerca coinvolti nello sviluppo di pratiche agricole pi avanzate e a minor impatto ambientale. Poi c’ la possibilit di avere un impatto positivo in aree come la pianura padana, raggiungendo anche obiettivi di decarbonizzazione. Come Starlight ci siamo per co-progettare e realizzare questi interventi in ottica di sovranit alimentare ed energetica”.

Lo ha sottolineato Gianluca Boccanera, Global Managing Director di Starlight, in occasione del convegno “Agrivoltaico sostenibile: come conciliare la produzione agricola della Pianura Padana con la generazione elettrica rinnovabile che serve al Paese” promosso da Fondazione UniVerde, Coldiretti Lombardia, Starlight che si svolto a Milano, presso Legance.

Pecoraro Scanio: Pasta buon simbolo candidatura Cucina Italiana

Roma, 9 mag. (askanews) – Nell’ambito del meetup EcoDigital a TUTTOFOOD, con il sostegno di EuroToques e la partecipazione di personalit del mondo dell’enogastronomia, del turismo e dell’innovazione giovanile, stata lanciata una proposta concreta e identitaria: scegliere la Pasta come simbolo della candidatura della Cucina Italiana a Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanit dell’UNESCO.

Cos come siamo riusciti a ottenere il riconoscimento per l’arte del pizzaiuolo napoletano – dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, gi Ministro dell’Agricoltura e promotore della candidatura della pizza UNESCO – dobbiamo ora raggiungere un altro grande obiettivo: il riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio dell’intera umanit. E quale simbolo migliore se non la Pasta? .

La proposta nasce dall’evidente valore identitario della pasta nella cultura alimentare italiana: un alimento trasversale, presente dalle Alpi a Pantelleria, che racchiude in s la ricchezza delle ricette regionali, locali e territoriali. Ma la candidatura non si basa solo su motivi storici e culturali.

La nostra cucina – continua Pecoraro Scanio – un modello di sostenibilit e circolarit, capace di valorizzare ingredienti agroalimentari anche marginali o di recupero, in una prospettiva che coniuga tradizione e innovazione. inoltre espressione di una straordinaria biodiversit culturale, testimoniata da oltre 5.000 prodotti agroalimentari tradizionali censiti, il pi alto numero al mondo .

Il percorso verso dicembre, data in cui l’UNESCO potrebbe pronunciarsi, dunque segnato da un messaggio chiaro: la Cucina Italiana non solo buona e famosa nel mondo, anche un esempio virtuoso di patrimonio culturale vivo, sostenibile e inclusivo.

In collaborazione con Fondazione Univerde

MotoGP, Marquez da record nelle prequalifiche a Le Mans

Roma, 9 mag. (askanews) – Marc Marquez si conferma il più veloce, con il nuovo record del circuito (1:29.855) anche nelle prequalifiche del Gp di Francia sul circuito di Le Mans, sesto appuntamento del motomondiale. Lo spagnolo, il solo a scendere sotto il minuto e 30, spaventa anche sul ritmo, con ogni tipo di gomma, e per la facilità disarmante con cui macina giri velocissimi. Nessuno è in grado di stargli davanti. Alle sue spalle Quartararo e Bagnaia, 5° Alex Marquez. Tra gli esclusi che dovranno passare dal Q1 ci sono Marini, Bastianini e Di Giannantonio. Domani qualifiche alle 10.50 e Sprint Race alle 15, domenica gara lunga alle 14

IA: alla Camera conferenza nuovi scenari aziende e professionisti

Roma, 9 mag. – Presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati si svolta, su iniziativa dell’On. Naike Gruppioni, la conferenza dal titolo “Intelligenza Artificiale: i nuovi scenari per Aziende e Professionisti”. Tra i protagonisti dell’incontro, che ha visto la partecipazione di esponenti istituzionali, esperti del settore e rappresentanti delle professioni ordinistiche e tecniche, l’intervento di Umberto Tranfaglia, co-founder di Cloud Finance. In qualit di imprenditore attivamente impegnato nello sviluppo di soluzioni digitali innovative, ha posto l’accento sulle esigenze concrete delle imprese, sottolineando il potenziale dell’intelligenza artificiale come leva per la crescita economica del Paese e dell’Europa.

La visione imprenditoriale portata da Tranfaglia ha rappresentato un punto di riferimento per il confronto, evidenziando la necessit di creare un ecosistema favorevole all’adozione dell’IA da parte del tessuto produttivo italiano. Il suo contributo si distinto per pragmatismo e orientamento al futuro, ponendo in risalto l’importanza di un utilizzo strategico e consapevole delle nuove tecnologie.

Sono intervenuti, oltre all’On. Naike Gruppioni, deputata e fondatrice del Gruppo Interparlamentare sul digitale: l’On. Andrea De Bertoldi, componente della Commissione Finanze della Camera dei Deputati; Ilario Cardillo, Tesoriere presso Rummo S.p.A.; l’Avv. Mariangela Di Biase, Vicepresidente nazionale AIGA con delega sull’intelligenza artificiale; Marco Cuchel, Presidente ANC (Associazione Nazionale Commercialisti); Paolo Biscaro, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri; il Cav. Duilio Paolino, Consigliere della Fondazione di Stato per l’Intelligenza Artificiale. A moderare l’incontro stato Alessandro Bertoldi, Direttore esecutivo dell’Istituto Milton Friedman.

Il Cdm ha impugnato la legge della Regione Toscana sul fine vita

Roma, 9 mag. (askanews) – Il governo, nella riunione del Consiglio dei ministri, ha deciso di impugnare la legge della Regione Toscana sul fine vita. E’ quanto si apprende da fonti di governo.

“Come Presidente della Regione Toscana, esprimo profonda delusione per la decisione del Governo di impugnare la nostra legge sul fine vita. Questa legge rappresenta un atto di responsabilità istituzionale e di rispetto verso le persone che affrontano sofferenze insopportabili”. Lo scrive su facebook il presidente della regione Toscana, Eugenio Giani.

“La nostra normativa è stata elaborata in attuazione della sentenza della Corte Costituzionale n. 242 del 2019, che ha indicato la necessità di colmare un vuoto legislativo in materia di suicidio medicalmente assistito – spiega il governatore -. In assenza di una legge nazionale, la Toscana ha scelto di dare risposte concrete ai cittadini, nel pieno rispetto dei principi costituzionali. È paradossale che, invece di lavorare su una legge nazionale attesa da anni, il Governo scelga di ostacolare chi si è impegnato per attuare quanto stabilito dalla Corte. Difenderemo con determinazione la nostra legge, certi di aver agito nel rispetto della legalità, della Costituzione e, soprattutto, delle persone”.

Medtronic e la sfida tecnologica lanciata al diabete

Roma, 9 mag. (askanews) – Vivere con il diabete ha un impatto sulla vita quotidiana, ma l’innovazione tecnologica pu aiutare a gestire la condizione e vivere una vita al pieno delle possibilit.

Questo il tema dell’evento “Ridurre il Peso del Diabete e Semplificarne la Gestione Attraverso la Tecnologia” di Medtronic, leader nella tecnologia sanitaria, che andato in scena marted 6 maggio al Salone delle Colonne a Roma.

Medtronic l’azienda leader mondiale nel settore della tecnologia sanitaria impegnata a offrire soluzioni e servizi innovativi attraverso un approccio centrato sul paziente. In Italia, 3.9 milioni di persone convivono con il diabete, pari al 6,6% della popolazione, di cui 259.000 con diabete di tipo 1 e 3.5 milioni con diabete di tipo 2, con una maggiore prevalenza tra le donne.Molte sono le difficolt che impattano la vita quotidiana, non solo di chi affetto, ma anche di chi gli sta intorno

ll Prof. Marco Marigliano, Professore associato, Pediatria Indirizzo Diabetologico e Malattie del Metabolismo, Universit di Verona, ha dichiarato: “Il diabete di tipo 1 una patologia che mette alla prova tutti i giorni le persone che soffrono di questa patologia, proprio per il fatto che devono prendere tante decisioni ogni giorno legate al mangiare, ad un pasto, all’attivit fisica. Quindi una sfida quella di normalizzare la vita del paziente con il diabete e con l’introduzione della tecnologia si pu tagliare questo traguardo”.

Medtronic si pone l’obiettivo di generare risultati clinici migliori, mettere il paziente al centro e fornire tecnologie capaci di trasformare la vita. Attraverso le sue soluzioni tecnologiche, il paziente riesce ad avere un miglior controllo glicemico arrivando ad un punto ottimale e stabile, migliore qualit del sonno, una semplificazione della terapia e una ripristino di una situazione quotidiana pi vicina alla normalit.

Luigi Morgese, Sr. Business Director Medtronic Diabetes Italy, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “La condizione del diabete ha un impatto quotidiano significativo sull’attivit fisica, sul controllo della glicemia, sull’alimentazione. Bisogna immaginare di dover compiere 180 gesti quotidiani legati alla gestione del diabete. Oggi la tecnologia ci permette di impattare su questa gestione andando a creare automazioni e personalizzazioni che riducono questo fardello, migliorando l’esito clinico, mantenendo la condizione glicemica all’interno di quell’intervallo che rappresenta la gestione ottimale del diabete”.

All’evento presente anche il tennista No.2 al mondo Alexander Zverev, presente a Roma per gli internazionali d’Italia 2025, che convive con una diagnosi di diabete di tipo 1 sin dalla infanzia. Il tedesco ha incontrato Davide, un suo piccolo collega, che guarda a lui per non smettere di sognare.