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La classifica di serie A, Como scatto salvezza

Roma, 5 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Monza-Como 1-3

Genoa-Udinese 1-0, Monza-Como 1-3, ore 18 Parma-Inter, ore 20.45 Milan-Fiorentina, domenica 6 aprile ore 12.30 Lecce-Venezia, ore 15 Empoli-Cagliari, Torino-Verona, ore 18 Atalanta-Lazio, ore 20.45 Roma-Juventus, lunedì 7 aprile ore 20.45 Bologna-Napoli.

Classifica: Inter 67, Napoli 64, Atalanta 58, Bologna 56, Juventus 55, Roma, Lazio 52, Fiorentina 51, Milan 47, Udinese 40, Torino, Genoa 38, Como 33, Verona 30, Cagliari 29, Parma 26, Lecce 25, Empoli 23, Venezia 20, Monza 15.

32ª Giornata Venerdì 11 aprile ore 20.45 Udinese-Milan; sabato 12 aprile ore 15 Venezia-Monza, ore 18 Inter-Cagliari, ore 20.45 Juventus-Lecce, Domenica 13 aprile ore 12.30 Atalanta-Bologna, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Pugilato, Vianello-Torres nella notte di Rai 2

Roma, 5 apr. (askanews) – L’occasione che Guido “The Gladiator” Vianello aspettava da tempo si concretizzerà, nella notte italiana tra oggi e domani, domenica 6 aprile, sul ring del Palms Casino di Las Vegas. Il pugile romano, alla vigilia del 31esimo compleanno – il 9 maggio – affronterà, nell’incontro più importante della sua carriera, lo statunitense Richard Torrez Jr., uno dei pesi massimi americani in rampa di lancio, tra i più promettenti della sua categoria.

“Kiki” Torres, infatti, ha alle spalle un buon record da dilettante, e prima di diventare professionista nel 2022, ha conquistato l’argento alle Olimpiadi di Tokyo nel 2021 nella categoria supermassimi. Da professionista, invece, vanta un record di 12-0, con 11 successi per KO.

Vianello, da parte sua, professionista dal 2018 – anche lui, nel suo passato dilettantistico vanta una partecipazione ai Giochi Olimpici, nel 2016 a Rio senza riuscire ad andare a medaglia – ha un record di 13 vittorie, 2 sconfitte e 1 pareggio, e anche per lui, come per lo sfidante, 11 delle 13 vittorie sono arrivate per KO.

In caso di successo, quindi, per il massimo romano si spalancherebbero le porte di una chance per il titolo mondiale, in considerazione della sua posizione ai limiti della Top 10 nei vari ranking IBF, WBO, WBC e WBA. Il match tra Vianello e Torres jr, in programma intorno alle 4.00 del mattino di domani, sarà trasmesso in diretta – e in esclusiva – su Rai 2 – con collegamento già a partire dalle 3.30 – con il commento di Davide Novelli e Patrizio Oliva.

Convegno ABI Credito Finanza, FDC Consulting D-ESG prima linea

Roma, 5 apr. – Si svolta a Milano la terza edizione di Credito e Finanza, l’appuntamento promosso da Abi, dedicato al credito a famiglie e imprese e al mercato dei capitali. Due giorni di summit ai quali ha preso parte anche Francesco Di Ciommo. Il presidente di FDC Consulting Digital ESG, intervenuto nella sessione ‘Il credito per la transizione digitale ed ecologica, promuovendo l’importanza del cambiamento delle imprese, chiamate ad affrontare profondi cambiamenti culturali e alla possibilit di una trasformazione e rendicontazione virtuosa, diventando sostenibili, creando valore e aumentando di conseguenza le proprie performance. L’evento stato inserito proprio nella Settimana europea delle PMI promossa dalla Commissione Europea e il filone dedicato al Credito alle Famiglie realizzato in collaborazione con Assofin.

Tennis, Darderi in finale a Marrakech

Roma, 5 apr. (askanews) – Quattordici mesi dopo la prima volta, Luciano Darderi è di nuovo in finale in un torneo Atp. L’italoargentino ha staccato il pass per la finale dell’Atp 250 di Marrakech grazie alla vittoria su Roberto Carballes Baena, n. 51 al mondo, con il punteggio di 6-3, 6-2 in poco più di un’ora e mezza di gioco. Una splendida partita di Darderi che ha espresso un tennis di alto livello contro un avversario che aveva vinto 13 delle ultime 14 partite disputate sulla terra rossa marocchina. Luli ha confermato l’ottimo stato di forma già visto al Challenger di Napoli e ha concluso il match con 23 vincenti e il 79% di punti con la prima di servizio.

Governo, Molinari: congresso Lega chieda che Salvini torni a Viminale

Firenze, 5 apr. (askanews) – “Il congresso deve chiedere a Matteo Salvini il sacrificio di tornare al Viminale”. Lo ha detto il capogruppo della Lega alla Camera Riccardo Molinari, dal palco del congresso di Firenze. “Uscito indenne dal processo di Palermo, Matteo Salvini è il miglior garante della sicurezza del Paese, l’unico che può darci un Paese più sicuro. Matteo pensaci – dice rivolto al segretario leghista e vice premier, seduto in prima fila in platea – perchè credo che qui saranno tutti quanti d’accordo”.

Usa, Trump: conseguenze dazi non facili, ma resistete

Milano, 5 apr. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump afferma che le conseguenze dei dazi sulle importazioni negli Usa, entrati in vigore oggi non saranno facili, ma il loro esito sarà storico. “Questa è una rivoluzione economica, e vinceremo. Resistete!”. Lo scrive il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump su Truth in merito alla politica dei dazi appena varata, in un evidente appello agli americani. “Non sarà facile, ma il risultato finale sarà storico. Renderà l’America di nuovo grande!!!” ha aggiunto, mentre sono state annunciate in tutti i 50 stati azioni di protesta sotto l’egida “Hands off!”: si prevede che centinaia di migliaia di persone parteciperanno a più di 1.000 proteste in tutto il paese legate al movimento.

Trump ha commentato i nuovi dazi sulle importazioni sulla sua piattaforma social. Secondo Trump, i dazi sulle importazioni riporteranno posti di lavoro e aziende negli Stati Uniti. Descrive i dazi sulle importazioni come una rivoluzione economica. Da oggi le cosiddette tariffe base si applicano a tutti i Paesi. Si prevedono tariffe ancora più elevate per alcuni partner commerciali degli Stati Uniti che entreranno in vigore mercoledì.

Poi quanto a Pechino, Trump rincara la dose: “La Cina è stata colpita molto più duramente degli Usa, non c’è paragone. Loro, e molte altre nazioni, ci hanno trattato in modo insostenibile”.

Oggi il Ministero degli Esteri cinese afferma che il governo di Pechino ha adottato e continuerà ad adottare misure per salvaguardare la sovranità, la sicurezza e gli interessi di sviluppo della Cina alla luce dei dazi statunitensi.

Il ministero ha affermato che gli Stati Uniti dovrebbero “smettere di usare i dazi come arma per reprimere l’economia e il commercio della Cina e smettere di minare i legittimi diritti di sviluppo del popolo cinese”.

I commenti arrivano dopo che la Cina ha annunciato imposte aggiuntive del 34 percento su tutti i prodotti statunitensi e limitazioni all’esportazione di alcune terre rare, come ritorsione per l’introduzione da parte di Trump di un dazio aggiuntivo del 34 percento sui prodotti cinesi mercoledì, che ha portato i dazi totali sulla Cina quest’anno al 54 percento.

Inoltre secondo Bloomberg Trump stava per concludere un accordo con ByteDance, il proprietario cinese di TikTok, che avrebbe evitato il divieto dell’app negli Stati Uniti. Ma l’accordo è fallito proprio a causa dei nuovi dazi imposti dal leader americano contro la Cina.

Zaia: Vannacci vicesegretario della Lega? Prima prenda la tessera

Firenze, 5 apr. (askanews) – “No, no, io sono felicissimo cos. Non mi sono mai candidato. Se sono il Toto Cutugno della Lega? No, no!”. Cos Luca Zaia, presidente del Veneto, ha risposto ai giornalisti sul nuovo mandato di Matteo Salvini da segretario della Lega, a margine del congresso che si apre a Firenze.

Roberto Vannacci vicesegretario? “Perch questo accada bisogna che si tesseri innanzitutto. Al momento il problema non esiste, visto e considerato che per essere segretari bisogna essere tesserati”, ha risposto Zaia.

E se lo fa? “Io nasco e muoio in Lega, quindi non mi sposto da qui”, ha tagliato corto Zaia.

"Hands off!", sabato di proteste anti-Trump negli Usa e non solo

Milano, 5 apr. (askanews) – “Giù le mani!”, in inglese “Hands off!”: sono le proteste anti-Trump negli Usa che cercano di raggiungere un pubblico più vasto possibile. Oggi, si prevede che centinaia di migliaia di persone parteciperanno a più di 1.000 proteste in tutto il paese legate al movimento “Hands Off!”, incentrate sul presidente Donald Trump e sul miliardario Elon Musk. Oltre 150 gruppi politici hanno collaborato per organizzare quella che potrebbe essere la più grande giornata di protesta della seconda amministrazione Trump. “Il 5 aprile ci leviamo. Stanno smantellando il nostro paese. Stanno saccheggiando il nostro governo. E pensano che staremo a guardare” si legge sul sito dell’organizzazione, che offre una mappa delle iniziative.

Da Washington DC sino a Boston, dal New Mexico a Baltimora, le manifestazioni “Hands Off!” ruotano attorno al messaggio: “Non acconsentiamo alla distruzione del nostro governo e della nostra economia a beneficio di Trump e dei suoi alleati miliardari”, sempre secondo il sito web dell’iniziativa, che annuncia proteste di solidarietà sotto il marchio “Hands off” anche in Europa, in Francia, Gran Bretagna, Portogallo, Austria e anche in Canada e Messico.

Le manifestazioni di sabato metteranno in risalto i tagli alla sanità, alla previdenza sociale e all’istruzione, spiega il New York Times. “Gli oppositori del presidente Trump stanno pianificando proteste per sabato in tutti i 50 stati per opporsi agli attacchi distruttivi del presidente contro i programmi sanitari federali e i dipendenti pubblici, un messaggio che, a loro dire, piace a un gruppo di americani politicamente eterogeneo” scrive la testata, mentre dal Senato americano è arrivata la luce verde al decreto legislativo che permette i tagli.

L’azione di massa, “Hands Off!”, è stata organizzata da Indivisible, MoveOn e diversi altri gruppi che hanno guidato le proteste sui diritti all’aborto, la violenza armata e la giustizia razziale durante la prima amministrazione Trump. Ma gli organizzatori hanno affermato che ora stanno lavorando con 150 partner locali, statali e nazionali per enfatizzare un nuovo messaggio.

Ampia risonanza anche sulla stampa locale. “Decine di migliaia di dipendenti federali hanno perso il lavoro negli ultimi mesi a causa dei tagli attuati dall’amministrazione Trump. Molti di questi tagli sono stati guidati da Musk e dal cosiddetto Department of Government Efficiency, che hanno preso di mira la spesa pubblica” scrive The Baltimore Banner. “I tagli ampi ai programmi e ai dipartimenti federali hanno avuto effetti a catena in tutto il paese, incluso il Maryland. La vicinanza dello stato a Washington e l’elevato numero di appaltatori e dipendenti federali hanno reso il Maryland particolarmente vulnerabile” aggiunge.

“Centinaia di raduni sono programmati in tutto il paese sabato e uno a Boston dovrebbe richiamarne decine di migliaia. Si chiama “Hands Off 2025″ e gli organizzatori si sono mobilitati in opposizione alle recenti mosse dell’amministrazione Trump” riporta NbcBoston. “Gli organizzatori prevedono la partecipazione di 25.000 persone alla marcia, che dovrebbe iniziare presso il chiosco della musica del Boston Common. Da lì, i dimostranti marceranno verso City Hall Plaza. Sono attesi diversi oratori di alto profilo, tra cui il senatore statunitense Ed Markey, la deputata Ayanna Pressley, il vicegovernatore Kim Driscoll e altri” aggiunge.

Una dozzina di città del New Mexico si uniranno alle proteste nazionali “Hands Off!”. “Sabato sono previste proteste contro il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in una dozzina di città del New Mexico, come parte di uno sforzo di mobilitazione di massa nei capoluoghi di stato in tutto il paese e a Washington DC” annuncia SourceNM.

Dazi, Salvini: trattare con Usa e azzerare politiche suicide Ue

Firenze, 5 apr. (askanews) – “Queste ore dimostrano che c’è bisogno di studiare, capire, agire, in base a un obiettivo non a breve ma a medio e lungo termine. Con gli amici americani nel nome della qualità, dell’eccellenza, non competiamo sfruttando i bambini in fabbrica, ci deve essere la trattativa, sarà complessa e delicata ma è meglio negoziare che guerreggiare. Ma intanto si possono cambiare le politiche suicide del Green deal: la sbornia elettrica, i danni fatti all’automotive e agli agricoltori”. Lo ha detto il segretario della Lega Matteo Salvini, aprendo il congresso del partito a Firenze.

M5S, Conte: non vogliamo riarmo, follia Europa in economia guerra

Roma, 5 apr. (askanews) – “Da questa piazza parte un messaggio forte e chiaro: non vogliamo un piano di riarmo che butti 800 miliardi e porti l’Europa in una economia di guerra”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando con i cronisti alla partenza della manifestazione contro il riarmo.

“Vogliamo costruire – ha aggiunto l’ex premier – un percorso di pace e avere un’Europa che dia priorità alla sanità. Milioni di cittadini rinunciano a comprare farmaci e rinunciano alle cure; abbiamo bisogno di investire sul lavoro e abbiamo i salari più poveri d’Europa. Il futuro dei giovani non può essere nelle forze armate. No a questa follia peraltro senza un briciolo di difesa comune europea”, ha concluso.

M5S, Conte: opposizioni in piazza, piantiamo pilastro alternativa governo

Roma, 5 apr. (askanews) – “Questa è stata una piazza che abbiamo messo a disposizione di tutti e sono contento che le forze principali di opposizione siano qui rappresentate. Stiamo piantando un pilastro molto solido, fermo, per costruire una alternativa di governo”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, parlando con i cronisti alla partenza della manifestazione contro il riarmo.

“Perché – ha spiegato – avere un governo che ha svenduto il paese ai bisogni della Germania, tra l’altro con un progetto che disgregherà l’Europa creando ancora più divari e diseguaglianze anziché rafforzare il progetto comune vuol dire che è un governo che ha ulteriormente fallito. Il governo ha addirittura dichiarato che va rivisto il patto di stabilità, lo abbiamo detto in tutti i modi che quel patto di stabilità ci costringeva a tagliare 13 miliardi e lei solo adesso si rende conto dell’errore. Un fallimento che Meloni si porterà dietro per tutta la sua vita politica”, ha concluso Conte.

Calcio, Tudor: "Contro la Roma sarà importante, ma non decisiva"

Roma, 5 apr. (askanews) – Vigilia di Roma-Juventus, partita particolare per Igor Tudor che ha preso solo da pochi giorni in mano le sorti della formazione bianconera. La settimana, le parole di Igor Tudor “è andata bene e abbiamo lavorato su tutto. Sono contento della prima settimana piena, è stata una bella settimana. Abbiamo lavorato sulle due fasi, sui piazzati e sulla condizione fisica. Ho visto i ragazzi con la voglia di fare bene. È una partita importante, ma non decisiva. Affronteremo una squadra con una serie di risultati ottimi. Noi vogliamo pensare a noi stessi e fare le cose su cui stiamo lavorando.” Apprezzamenti a Claudio Ranieri: “Ranieri ha fatto la differenza, è sotto gli occhi di tutti. Mi sono sempre piaciute queste gare e penso anche ai giocatori. Le difficoltà ci sono ovunque, è una squadra ben organizzata, non bisogna focalizzarsi sui singoli.”. Una Juve che sembra si sia ritrovata: “Bisogna crescere partita dopo partita. Credo molto nel lavoro in settimana, dove si lavora su tutti i concetti. Dobbiamo lavorare su tutto: stile, struttura, identità, fase difensiva… una squadra come la Juventus non deve rinunciare a nulla. Ci sono etichette sugli allenatori, ma spesso non rispecchiano la realtà. Le squadre oggi devono lavorare su tutto e non trascurare nulla. Io ho trovato la squadra in un momento brutto, adesso ci siamo rialzati e abbiamo iniziato a pedalare. Quanto tempo servirà? Non lo so e non lo può sapere nessuno, è difficile da dire. Vedo già cose interessanti, poi vedremo domenica.”

Ue, Weber (Ppe): scioccati dai dazi Usa, ma dobbiamo anche reagire

Roma, 5 apr. (askanews) – “Noi europei, vogliamo mantenerlo, vogliamo avere una seria cooperazione con i nostri amici americani, ma se (Donald) Trump sta imponendo dazi sui nostri beni dall’Italia, allora dobbiamo anche reagire e, si spera, trovare un accordo sul punto di caduta, ritrovando un’intesa comune su come farlo”. Lo ha detto il presidente del Ppe Manfred Weber, parlando a margine del Consiglio nazionale di Forza Italia.

“Sul fronte dei dazi, siamo prima di tutto sorpresi e persino scioccati da ci che sentiamo dall’America. Vogliono tagliare i legami, i legami di lunga data, stabiliti da decenni tra l’Ue e l’America. Ogni giorno, 5 miliardi di dollari attraversano l’Atlantico, attraverso il Nord Atlantico, e questo dimostra che i legami economici tra Europa e America sono forti” ha anche detto.

Ucraina, sull’attacco a Kryvyi Rih Zelensky critica l’ambasciatrice Usa

Milano, 5 apr. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto alle parole dell’ambasciatrice statunitense Bridget Brink, la quale ha commentato l’attacco russo a Kryvyi Rih. Ne ha parlato sui social media, sottolinendo che la diplomatica non ha menzionato che il missile fosse russo. Zelensky ha definito “debole” la reazione della diplomatica statunitense per non aver riconosciuto che un missile russo ha colpito Kryvyi Rih.

Zelensky ha ringraziato i ministri degli Esteri di Repubblica Ceca, Finlandia, Lituania, Lettonia, Estonia e Austria, l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaia Kallas, nonché le ambasciate di Giappone, Regno Unito, Svizzera e Germania per la loro “posizione di principio” sull’attacco russo.

La reazione dell’ambasciata statunitense è “spiacevolmente sorprendente”, dice Zelensky. “Un paese così forte, un popolo così forte e una reazione così debole. Hanno persino paura di dire la parola ‘russo’ quando si parla del missile che ha ucciso dei bambini”, ha detto. “Sì, la guerra deve finire. Ma per completarla non bisogna aver paura di chiamare le cose con il loro nome. Non dobbiamo aver paura di fare pressione sull’unico che continua questa guerra e ignora tutte le proposte del mondo per porvi fine. Dobbiamo fare pressione sulla Russia, che invece di un cessate il fuoco sceglie di uccidere i bambini. Dobbiamo introdurre sanzioni aggiuntive contro coloro che non possono sopravvivere senza colpire con armi balistiche i loro vicini. Dobbiamo fare tutto il possibile per salvare vite”. Venerdì mattina è stato segnalato un attacco aereo sulla città ucraina di Kryvyi Rih. Secondo le autorità ucraine, almeno 18 persone sono state uccise, tra cui nove bambini. Oltre 56 persone sono rimaste ferite, ha affermato il governatore Serhii Lysak, riporta il quotidiano The Kyiv Independent. L’attacco ha colpito una zona residenziale, dando fuoco a diversi edifici. Nelle immediate vicinanze del luogo dell’attacco si trovava un parco giochi. La città di Kryvyi Rih è la città natale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Il Ministero della Difesa russo ha confermato di aver effettuato un attacco missilistico sulla città.

Ue, Weber (Ppe): sui dazi abbastanza forti solo se parliamo uniti

Roma, 5 apr. (askanews) – “Siamo abbastanza forti solo se l’Europa resta unita. Questo il mio messaggio”. Lo ha detto il presidente del Ppe Manfred Weber parlando a margine del Consiglio nazionale di Forza Italia. Cosa pensa della posizione di Salvini? L’Italia dovrebbe parlare unilateralmente con gli Stati Uniti, anche senza l’Unione Europea?, gli stato chiesto. ” fantastico che abbiamo a livello nazionale molti buoni legami, buoni collegamenti” ha risposto Weber. Ha fatto il suo lavoro “Antonio Tajani, ministro degli Esteri con Rubio, per esempio. Anche la premier Meloni attiva nella cooperazione transatlantica, anche il nuovo cancelliere in Germania Merz far il suo lavoro, Macron sta facendo il suo lavoro, quindi siamo tutti impegnati. Va bene, ma dobbiamo farlo insieme”.

M5S, al via raduno contro riarmo. Conte chiama in piazza "popolo pace"

Roma, 5 apr. (askanews) – Bandiere del Movimento 5 stelle, bandiere della pace, qualche sparuta bandiera rossa, kefie palestinesi, ma anche cartelli e striscioni contro il riarmo, a difesa dell’Onu e per chiedere investimenti in istruzione e sanità: sono queste le presenze che iniziano a popolare piazza Vittorio Emanuele II a Roma. Da qui partirà a breve il corteo verso i Fori Imperiali contro le scelte della Commissione europea e del governo italiano in materia di politica internazionale e di investimenti per le spese militari.

È duplice la sfida lanciata dal leader stellato Giuseppe Conte, con la convocazione “solitaria”, in origine, della manifestazione. Da un lato l’obiettivo è dimostrare che dopo aver toccato il fondo nelle urne europee del 2024, quando per la prima volta le sue liste sono scese sotto il 10 per cento in una consultazione elettorale nazionale, il Movimento è vivo e vegeto ed è in grado di trascinare in piazza qualche migliaio di attivisti e simpatizzanti (e le folte avanguardie già in piazza sembrano dimostrare la tenuta dell’organizzazione a 5 stelle); dall’altro che sollevare le bandiere della pace consente agli ex “grillini” ormai liberatisi della presenza ingombrante del fondatore Beppe Grillo di fare da punto di riferimento per un campo più ampio, quello appunto dei pacifisti di area cattolica o di sinistra radicale. Un biglietto da visita importante in vista di qualsiasi negoziato con le altre forze di centrosinistra per alleanze a livello locale, regionale o – in prospettiva – nazionale.

Tra gli ospiti politici attesi in piazza e sul palco ci sono i soci fondatori di Alleanza Verdi Sinistra, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, ma anche Maurizio Acerbo, attuale segretario di Rifondazione comunista. Annunciata al corteo anche una delegazione del Partito democratico guidata dal capogruppo al Senato Francesco Boccia e composta da parlamentari e componenti della segreteria nazionale. Tra gli speaker che avranno spazio ai Fori imperiali attivisti, giornalisti e intellettuali non solo strettamente “di area” (come Marco Travaglio, Tomaso Montanari, Barbara Spinelli) ma provenienti dal mondo pacifista e cattolico come Alex Zanotelli e Flavio Lotti, dall’arcipelago ambientalista come Giuseppe Onufrio di Greenpeace, dall’Anpi con il suo presidente Gianfranco Pagliarulo, o dal mondo della cultura e della tv come lo storico Alessandro Barbero o il divulgatore scientifico Mario Tozzi. E ancora: previsti interventi dell’economista Jeffrey Sachs e dell’eurodeputato belga del Partito del Lavoro Marc Botenga.

Dazi, lunedì Netanyahu incontrerà Trump a Washington

Milano, 5 apr. (askanews) – Secondo quanto affermato sabato da funzionari israeliani, il primo ministro Benjamin Netanyahu dovrebbe recarsi alla Casa Bianca lunedì per discutere con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dei dazi doganali annunciati di recente.

Sarebbe il quarto viaggio di Netanyahu a Washington dall’inizio della guerra a Gaza e il secondo da quando Trump è entrato in carica a gennaio. La visita renderebbe anche Netanyahu il primo leader straniero a negoziare di persona con Trump sulla nuova politica tariffaria radicale del presidente degli Stati Uniti , che includeva una tariffa del 17% sui beni israeliani.

L’ufficio di Netanyahu non ha confermato la visita, ma tre funzionari israeliani hanno confermato il viaggio a Reuters. L’invito a sorpresa di Trump è arrivato in una telefonata di giovedì con Netanyahu, che è attualmente in visita in Ungheria, quando il leader israeliano ha sollevato la questione delle tariffe, secondo i funzionari israeliani che hanno parlato a condizione di anonimato.

Dazi, Tajani: primo obiettivo ridurre al 10% quelli Usa, no panico

Roma, 5 apr. (askanews) – “Noi non siamo per la guerra commerciale. Se poi diventa indispensabile intervenire e dare un segnale politico, allora quello lo si potr dare, ma non in un’ottica di escalation. Il primo obiettivo potrebbe essere la riduzione dal 20 al 10% dei dazi americani per poi arrivare a dazi zero-dazi zero”.

Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma per il Consiglio nazionale del partito, a una domanda su come affrontare i dazi imposti dagli Usa all’Unione europea. “Non bisogna farsi prendere dal panico” ha aggiunto, “l’allarmismo non serve a nulla, nei momenti di difficolt bisogna tenere i nervi saldi”.

Dazi, Tajani: se salgono difficile spendere 5% del Pil per la difesa

Roma, 5 apr. (askanews) – “Certamente se aumentano i dazi difficile arrivare al 5% del Pil per la difesa, cos come chiedono gli Stati Uniti. Noi arriveremo sicuramente al 2% che l’impegno che abbiamo preso con la Nato, poi vedremo cosa si potr fare. Certo se ci sono troppi dazi, ovvio che non si pu aumentare la spesa per la sicurezza”.

Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei Congressi per il consiglio nazionale di Forza Italia, alla domanda se si possano conciliare politiche di riarmo e dazi.

Quirinale, Mattarella nomina 29 giovani Alfieri della Repubblica

Roma, 5 apr. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha conferito 29 attestati d’onore di ‘Alfiere della Repubblica’ a giovani che, nel 2024, si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato oppure hanno compiuto atti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Lo riferisce un comunicato del Quirinale.

Accanto ai riconoscimenti per comportamenti individuali, il presidente Mattarella ha assegnato anche 4 targhe per premiare azioni collettive di giovani e giovanissimi, anch’esse espressione dei valori di solidarietà, inclusione e accoglienza. ‘Nuove vie per la solidarietà’, è il tema che ha ispirato la scelta dei giovani insigniti dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, con gli attestati d’onore di ‘Alfiere della Repubblica’.

Negli ultimi anni – si precisa in un comunicato del Quirinale – l’idea di solidarietà si è evoluta integrando nuove tecnologie, approcci sostenibili e un maggior coinvolgimento delle comunità. E i giovani, in particolare, sono oggi protagonisti di una solidarietà moderna che riflette uno spirito dinamico, creativo e tecnologico. Una solidarietà che è sempre più accessibile, inclusiva e adattata alle sfide del mondo contemporaneo.

Tra le storie narrate vi si trovano quelle di ragazze e ragazzi che hanno deciso di impiegare le proprie abilità scientifiche e tecnologiche per affrontare importanti sfide sociali e ambientali al fine di migliorare la qualità di vita di tante persone; gli esempi di adolescenti che utilizzano la scrittura come strumento di cambiamento sociale, per affrontare temi rilevanti e sensibilizzare i coetanei sull’importanza della cultura nella costruzione di una società più consapevole e aperta; la testimonianza di giovani attivi nel valore universale dello sport, potente strumento che consente di superare qualsiasi barriera fisica, culturale, sociale o economica.

Difesa Ue, Weber (Ppe): se vogliamo la pace prepariamoci alla guerra

Roma, 5 apr. (askanews) – “Se vogliamo mantenere la pace, dobbiamo rafforzarci, il miglior modo per creare la pace è prepararsi alla guerra, essere preparati per difendere noi stessi. Noi abbiamo un forte esercito italiano e abbiamo una forte industria italiana della difesa che possono beneficiare moltissimo degli investimenti” che si stanno profilando. Lo ha detto il presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber, a margine del Consiglio nazionale di Forza Italia, in corso al Palazzo dei congressi.

Dl sicurezza, Maruotti (Anm): dà un messaggio inquietante

Roma, 5 apr. (askanews) – “E’ inquietante il messaggio del dl sicurezza, che sembra avere solo un duplice obiettivo: da un lato, creare nella collettività un problema che non esiste, non mi pare che ci sia alcun allarme sociale o alcuna questione emergenziale legata all’ordine pubblico; dall’altro, tentare di porre le basi per la repressione del dissenso”. Lo ha detto il segretario generale dell’Anm, Rocco Maruotti, nel corso del suo intervento al Comitato direttivo centrale che si tiene in Cassazione.

Calcio, addio dopo 25 anni di Muller al Bayern:"Non ho deciso io"

Roma, 5 apr. (askanews) – Thomas Müller, 35 anni, ha annunciato oggi che lascerà il Bayern Monaco a fine stagione, club in cui era entrato nel 2000, proveniendo dal settore giovanile. In un messaggio pubblicato su Instagram sotto forma di lettera ai tifosi del Bayern, ha spiegato che avrebbe voluto prolungare il suo contratto con il club per un’altra stagione, ma che la dirigenza ha “deliberatamente” deciso di non offrirgli un nuovo contratto. “Non è quello che avrei desiderato”, ha aggiunto. Entrerà di diritto tra i calciatori senza contratto

Formula1, Hamilton: "Spero che le scelte paghino in gara"

Roma, 5 apr. (askanews) – Lewis Hamilton cercava qualcosa in più dalla Ferrari dopo le libere del Gp di Suzuka: “Non l’ho trovato, altrimenti non sarei ottavo”, è il commento a caldo del britannico, che non può essere contento delle qualifiche di Suzuka che lo vedranno domani partire dalla quarta fila. Il sette volte campione del mondo preferisce guardare al percorso: “Esatto, ogni weekend lavoriamo tantissimo. Da una parte è bello vedere Charles così vicino alla prima fila, lui qui è molto veloce. Io invece da parte mia non sono riuscito a estrarre tutto il potenziale”. Da qui l’ottimismo in vista del GP che sembra celare valutazioni più ampie: “Io e Charles abbiamo scelto due strade diverse a livello di assetto, spero che le mie scelte paghino di più invece in gara”.

Formula1, Vasseur: "Passo avanti, preferisco Gp asciutto"

Roma, 5 apr. (askanews) – “Nel Q3 metti insieme tutto quello che hai – è il commento alla qualifica di Charles Leclerc da parte del team principal della rossa Frederic Vasseur -. Nel primo tentativo ha fatto un’ottima ultima chicane che è andata meno bene nel secondo tentativo, e che dobbiamo rianalizzare. Comunque è a un paio di decimi dalla McLaren, dobbiamo continuare a lavorare”. Ma non nasconde che Hamilton sia rimasto al di sotto delle aspettative: “Specialmente nel Q3, dopo che nel Q1 e nel Q2 era stato a livello di Charles, se non in uno dei due anche leggermente più avanti. Poi non è riuscito a mettere tutti gli elementi insieme, a volte fai un piccolo passo a livello di assetto e non è nella direzione giusta per via del vento e cose così: l’ultima sessione per lui è stata più una questione di condizioni che non sono andate”.

Formula1, Leclerc: "Abbiamo imparato molto"

Roma, 5 apr. (askanews) – Charles Leclerc analizza il quarto posto nelle qualifiche di Suzuka ai microfoni di Sky Sport: “Siamo mancati un po’ nel 1° settore. Non sono sorpreso da questo risultato, ci aspettavamo una McLaren e un Verstappen che andassero molto forti. Sapevamo di non poter fare un miracolo. Venerdì abbiamo fatto un grande step in avanti per massimizzare questa macchina, a volte serve di più imparare che fare il risultato. Penso che mi aiuterà anche per la gara e spero di poter tornare davanti. Abbiamo ottenuto il massimo”

Formula1, Verstappen in pole a Suzuka

Roma, 5 apr. (askanews) – Sarà Max Verstappen su Red Bull a partire in pole position nel GP del Giappone di Formula1, al via domattina (alle 7 ora italiana) a Suzuka. È la 41ª volta in carriera, la quarta di fila su questa pista, che l’olandese parte davanti a tutti: il campione del mondo in carica ha chiuso le qualifiche del sabato in 1’26″983, nuovo record della pista a Suzuka, davanti di un soffio rispetto alla McLaren di Lando Norris, secondo per soli 12 millesimi. Vicinissima anche l’altra McLaren di Oscar Piastri a 44 millesimi da Verstappen, in seconda fila col ferrarista Charles Leclerc che ha chiuso col 4° tempo a 0″335 dall’olandese. Solo ottava l’altra Ferrari di Lewis Hamilton a 0″627. Terza fila tutta Mercedes con Kimi Antonelli 6° a 0″572 preceduto dal compagno George Russell a 0″335 da Verstappen.

Dazi, Tajani: trattare con Usa competenza esclusiva Commissione Ue

Roma, 5 apr. (askanews) – “Io non faccio polemiche con nessuno, dico soltanto che competente soltanto la Commissione europea per trattare con gli Stati Uniti in materia commerciale perch la competenza della Commissione europea esclusiva, quindi non tocca a noi trattare, noi possiamo fare altro tipo di trattative. Un conto una trattativa per un piano di export, ma la trattativa sui dazi normativa la fa soltanto la Commissione europea, questi sono i trattati. Sono le regole, quindi quando si parla bisogna ben conoscere le regole e sapere qual il diritto”.

Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma per il Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, che continua a invocare una trattativa bilaterale tra Italia e Stati Uniti in materia di dazi.

Tajani: non farei mai parte di un governo anti-Ue

Roma, 5 apr. (askanews) – “Sia chiaro che noi difendiamo l’Europa, continueremo a difenderla, l’Europa la nostra casa, io non farei mai parte di un governo antieuropeo quindi questo deve essere chiaro, per fortuna mi pare che il presidente del consiglio Meloni abbia fatto sempre scelte a difesa dell’Unione europea”.

Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma per il Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, spesso ostile all’Unione europea.

Dazi, Tajani: il primo obiettivo è ridurre al 10% quelli Usa

Roma, 5 apr. (askanews) – “Noi non siamo per la guerra commerciale. Se poi diventa indispensabile intervenire e dare un segnale politico, allora quello lo si potrà dare, ma non in un’ottica di escalation. Il primo obiettivo potrebbe essere la riduzione dal 20 al 10% dei dazi americani per poi arrivare a dazi zero-dazi zero”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma per il Consiglio nazionale del partito, a una domanda su come affrontare i dazi imposti dagli Usa all’Unione europea.

Dazi, Tajani: solo la Commissione Ue può trattare con gli Usa

Roma, 5 apr. (askanews) – “Io non faccio polemiche con nessuno, dico soltanto che è competente solo la Commissione europea a trattare con gli Stati Uniti in materia commerciale perché la competenza della Commissione europea è esclusiva. Quindi non tocca a noi trattare, noi possiamo fare altro tipo di trattative. Un conto è una trattativa per un piano di export, ma la trattativa sui dazi la fa soltanto la Commissione europea, questi sono i trattati. Sono le regole, quindi quando si parla bisogna ben conoscere le regole e sapere qual è il diritto”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, che continua a invocare una trattativa bilaterale tra Italia e Stati Uniti in materia di dazi.

Governo, Tajani: non farei mai parte di esecutivo anti-Ue

Roma, 5 apr. (askanews) – “Sia chiaro che noi difendiamo l’Europa, continueremo a difenderla, l’Europa è la nostra casa, io non farei mai parte di un governo antieuropeo quindi questo deve essere chiaro, per fortuna mi pare che il presidente del consiglio Meloni abbia fatto sempre scelte a difesa dell’Unione europea”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma dove a breve prenderà il via il Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, spesso ostile all’Unione europea.

Dazi, Tajani: solo la Commissione Ue può trattare con gli Usa

Roma, 5 apr. (askanews) – “Io non faccio polemiche con nessuno, dico soltanto che è competente soltanto la Commissione europea a trattare con gli Stati Uniti in materia commerciale perché la competenza della Commissione europea è esclusiva, quindi non tocca a noi trattare, noi possiamo fare altro tipo di trattative. Un conto è una trattativa per un piano di export, ma la trattativa sui dazi normativa la fa soltanto la Commissione europea, questi sono i trattati. Sono le regole, quindi quando si parla bisogna ben conoscere le regole e sapere qual è il diritto”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma dove a breve prenderà il via il Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, che continua a invocare una trattativa bilaterale tra Italia e Stati Uniti in materia di dazi.

Dazi, Giorgetti: sangue freddo e no panico, serve approccio pragmatico

Cernobbio (Co), 5 apr. (askanews) – “Noi siamo impegnati a quella che potremmo definire una de-escalation con l’amministrazione Usa: il messaggio a mio giudizio è che non bisogna pigiare il pulsante, il bottone del panico”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso del suo intervento al forum Ambrosetti, parlando della guerra dei dazi innescata dal presidente Trump.

“Chiaramente le Borse agiscono in modo razionale e talvolta irrazionale, seguendo altri tipi di istinti – ha proseguito -. Quello che noi come governo dobbiamo fare è mantenere il sangue freddo, valutare esattamente gli impatti ed evitare di partire con una politica dei contro-dazi che sarebbe dannosa per tutti e soprattuto per noi. Questo approccio pragmatico e razionale lo porteremo a livello europeo”.

Tavoli per giocare e uno sguardo sociale: Play 2025 a Bolognafiere

Bologna, 5 apr. (askanews) – Stimolo intellettuale e creativo o puro divertimento, ma soprattutto occasione di incontro e socialit. Il gioco analogico il grande protagonista di Play 2025, il Festival del Gioco che per tre giorni porta alla Fiera di Bologna giochi di strategia e da tavolo, carte e scienza. Nel segno di un’idea di “Evolution” che il tema di questa edizione.

“Stiamo promuovendo la nostra formula ‘Entra, scegli, gioca’ – ha detto ad askanews Andrea Ligabue, direttore artistico di Play – e quindi l’idea sempre di una fiera interattiva con possibilit per il pubblico di imparare nuovi giochi, di giocare anche senza conoscere le regole e principalmente promuoviamo il gioco analogico, quindi abbiamo giochi da tavolo, giochi di ruolo, giochi tridimensionali e giochi di carte collezionabili. E il festival quest’anno organizzato in padiglioni tematici”.

Pi di 200 espositori, 3mila tavoli da gioco, un centinaio di associazioni coinvolte, una cinquantina di ospiti e pure i festeggiamenti per i 90 anni del Monopoly. la fiera continua a crescere e passando da Modena a Bologna ha ampliato ancora i propri orizzonti.

“Abbiamo avuto una crescita del quasi il 50% delle superfici espositive – ci ha spiegato Silvia Pozzi, Project di Manager Play -. Abbiamo superato i 44.000 m quadri di esposizione, quattro padiglioni, una crescita importante soprattutto del numero dei tavoli da gioco che era appunto il punto debole purtroppo della location precedente”.

Ma quali sono le novit del 2025? “Un’area dedicata ai giochi collaborativi – ci ha risposto Ligabue – e anche l’inaugurazione di un progetto che quello del Paese ospite in cui ogni anno ospitiamo autori e autrici di una nazione in particolare. Quest’anno abbiamo la Croazia come prima nazione ospite per il nostro festival”.

Tra i creatori di giochi collaborativi c’ Matteo Menapace. “Si strategizza insieme – ci ha detto spiegando come funzionano questi giochi – si parla, ci si scambiano idee, si crea un dialogo strategico che ti permette di affrontare problemi diversi, problemi di sistema, perch appunto non competendo contro altre persone, contro il cattivo di turno, per cos dire, si compete contro un sistema, contro una serie di processi sociali, ecologici, economici, politici e si lavora insieme per cambiare il sistema”.

Uno dei pi importanti ospiti internazionali, poi, Phil Eklund, leggendario ideatore di giochi scientifici, che ci ha parlato di come si pu declinare la parola “evoluzione”. “L’evoluzione dei giochi da tavolo – ci ha detto – che sono sempre stati giocati. Hanno una lunghissima storia di unione sociale tra persone e famiglie. Quindi, qui stiamo portando avanti la tradizione. La mia visione personale come game designer, che amo studiare e leggere e se scopro qualcosa sull’universo, sulle persone, sulla storia, su qualcosa che penso voglio condividerlo con le persone a cui piacciono i giochi”.

Ma i giochi analogici possono aiutarci anche a recuperare una componente sociale e, in qualche modo, pi umana? “La tendenza del futuro unire le persone – ha risposto Eklund – non segregarle nelle loro piccole stanze”. Anche questo uno dei temi pi interessanti che emergono da Play 2025.

Dazi, Meloni: dal panico i danni più gravi. Lunedì task force a palazzo Chigi

Roma, 4 apr. (askanews) – “Il panico e l’allarmismo possono causare danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi”. Nella giornata in cui le borse europee registrano le peggiori performance da cinque anni a questa parte (e Milano risulta la peggiore (-6,5%), la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato ai colleghi riuniti a Palazzo Chigi per il Cdm la ragione per cui bisogna tenere i nervi saldi e non alimentare il panico sui mercati e tra i cittadini. “Pochi giorni fa – ha ricordato la premier – la presidente della Bce Christine Lagarde ha detto che ‘un dazio statunitense del 25% sulle importazioni dall’Europa ridurrebbe la crescita dell’area euro di circa 0,3 punti percentuali nel primo anno. Quindi, dei dazi al 20% dovrebbero portare a una riduzione del Pil europeo inferiore allo 0,3% finora stimato. E’ certamente un impatto significativo – ha ammesso la premier -, ma di un ordine di grandezza affrontabile.

Molto diversa è la situazione che si potrebbe creare nel caso in cui si scatenassero panico e aspettative negative tra i consumatori, portando quindi ad una contrazione dei consumi e degli investimenti delle imprese. Il compito di tutte le Istituzioni, non solo del Governo, è quello di riportare l’intera discussione alla reale dimensione del problema”.

Sotto accusa è la proposta, arrivata da più parti, di mettere subito in campo delle ritorsioni. Cosa che ha annunciato oggi la Cina, con controdazi del 34% su tutte le importazioni dagli Usa, e che ha scatenato l’ondata di panico sui mercati. La premier invece scommette su misure ‘ragionate’, da varare con calma, convinta che i dazi finiranno presto per rivelarsi un boomerang per gli Stati Uniti.

“La decisione dell’amministrazione Trump è sbagliata – ha ammesso Meloni -, perché le economie delle nazioni occidentali sono fortemente interconnesse e politiche protezionistiche così incisive danneggeranno non solo l’Ue ma anche gli Stati Uniti. Ciò detto – ha ribadito -, è importante non amplificare ulteriormente l’impatto reale che la decisione americana può avere”.

Ad ogni modo, ha aggiunto la premier, “ho deciso di chiedere ai due vicepremier, al Ministro dell’Economia, dell’Industria, dell’Agricoltura, delle Politiche europee, di vederci lunedì pomeriggio e di portare, ciascuno per la propria competenza, uno studio sull’impatto che questa situazione può avere per la nostra economia. Lo stesso gruppo di lavoro del Governo, che da ora deve sentirsi prioritariamente impegnato sul tema, si confronterà anche con i rappresentanti delle categorie produttive, che sono stati convocati a Palazzo Chigi per martedì 8 aprile. Ci confronteremo anche con loro, per trovare le soluzioni migliori”.

“L’obiettivo – ha spiegato – è avere in tempo breve un’idea il più possibile chiara, per l’economia italiana e del quadro complessivo, dell’impatto e dei settori maggiormente danneggiati nei diversi scenari, una linea d’azione per sostenere quelle filiere, un set di proposte da portare in Europa su come affrontare e rispondere a questa crisi e una linea di negoziato con gli Stati Uniti. Ci troviamo davanti ad un’altra sfida complessa, ma abbiamo tutte le carte in regola per superare anche questa”, ha rassicurato.

Parte della soluzione, secondo la premier, potrebbe venire da novità sul fronte dell’Unione europea. “Possiamo sfruttare la difficoltà per passi avanti importanti in una fase che lo richiede”, aveva detto la premier a margine della visita alla nave Vespucci nel porto di Ortona (Chieti). Per esempio “lavorando sulla competitività delle nostre imprese”. E poi, ha aggiunto c’è “un tema aperto rispetto al Patto di stabilità, c’è una norma che si chiama clausola generale di salvaguardia che prevede una sospensione, una deroga al Patto di stabilità. Forse dovremmo ragionare di quello, o di fare una valutazione ulteriore su come è stato indicato il Patto di stabilità”. E poi, ha concluso, “dovremmo ragionare di sospendere le norme del Grean Deal sull’automotive”.

Su come affrontare questa nuova tempesta Meloni ha avuto nel pomeriggio anche uno scambio di vedute col premier britannico Starmer. “I due Leader – ha fatto sapere Palazzo Chigi – hanno avuto uno scambio sugli ultimi sviluppi internazionali e sul continuo rafforzamento della eccellente cooperazione bilaterale, concordando di proseguire il coordinamento su tutti i temi di comune interesse e sulle principali sfide globali”.

Intanto le opposizioni attaccano duramente la premier. “Meloni – ha detto ai microfoni del Tg1 il presidente del M5s Giuseppe Conte – è arrivata completamente impreparata ai dazi: la borsa crolla, sono a rischio migliaia di posti di lavoro. E notate la differenza: in Spagna” il premier “Sanchez vara un piano da 14 miliardi per le imprese”, mentre “in Italia Meloni dice che incontrerà gli imprenditori. La verità è che noi soluzioni o per le imprese, per l’export, per il caro bollette le abbiamo messe sul tavolo, ma Meloni le ha strappate”.

Secondo la segretaria del Pd Elly Schlein “Meloni è stata fino a qui ambigua, ha usato il condizionale fino al minuto prima che Trump annunciasse quello che già da tempo aveva detto e non ha messo in campo ancora alcuna risposta. Ora è necessaria una risposta unitaria europea che sia mirata e proporzionata, ma è necessario anche aprire nuove relazioni commerciali e sul versante interno serve una risposta del governo che tuteli le imprese e le famiglie, come sta facendo la Spagna”.

Sui dazi Newsom sfida Trump: la California azzarda il suo free trade

Da PIXABAY
Da PIXABAY

Il governatore della California, il democratico Gavin Newsom, ha preso una posizione netta contro la politica commerciale di Donald Trump, annunciando l’intenzione di stringere relazioni “strategiche” con i Paesi che sceglieranno d’imporre per ritorsione misure analoghe contro gli Stati Uniti. Newsom ha lanciato un appello diretto alle nazioni chiedendo l’esclusione dei prodotti californiani dalle tariffe punitive.

“I dazi di Donald Trump non rappresentano la scelta di tutti gli americani”, ha dichiarato sfrontatamente Newsom in un video diffuso su X. Per questo, ha aggiunto, “a nome dei 40 milioni di americani che vivono nel grande stato della California, il perno dell’economia statunitense…lo stato manifatturiero dominante in America”, il nostro proposito “è quello di sostenere relazioni commerciali stabili con tutto il mondo”.

Le parole di Newsom sottolineano il peso cruciale della California nell’economia americana. Con un Prodotto Interno Lordo (PIL) di oltre 3.690 miliardi di dollari nel 2023 (fonte: Bureau of Economic Analysis), la California rappresenta da sola circa il 14-15% dell’intera economia degli Stati Uniti, superando il Pil di nazioni come l’Italia o il Canada. È un motore trainante in settori chiave come la tecnologia (Silicon Valley), l’agricoltura, l’industria aerospaziale e l’intrattenimento (Hollywood).

La mossa di Newsom evidenzia come gli Stati Uniti siano divisi sulla politica di Trump e riflette altresì la preoccupazione del Golden State per le potenziali ripercussioni negative sulle sue floride esportazioni. Ora, non c’è dubbio che stringere accordi diretti sul piano internazionale, con il preciso obiettivo di proteggere gli  interessi del proprio stato, anche in contrasto con le politiche federali, potrebbe costituire una novità dirompente per gli Usa. Concretamente, è possibile? Resta da vedere, oltretutto, quali Paesi accoglieranno l’iniziativa del governatore californiano e come questa “diplomazia statale” potrà farsi largo nel panorama geopolitico.

Cambia il mondo, ora  serve un salto di qualità nella politica italiana

La vicenda dei dazi imposti dalla nuova amministrazione americana assomiglia sempre di più, come ammettono gli stessi osservatori meno faziosi e settari, ad un cambiamento radicale e strutturale degli equilibri geopolitici a livello mondiale. Finisce un’epoca, come riconoscono ormai quasi tutti, tranne per chi vive la politica e la storia all’insegna dei paraocchi ideologici. Come, appunto, stanno facendo ampi settori della sinistra radicale ed estremista ed i populisti di tutte le risme. Ma è proprio in un momento di svolta politica, e storica, che le forze politiche sono chiamate ad esprimersi con chiarezza e responsabilità. Anche e soprattutto a livello nazionale.

E, al riguardo, i comportamenti concreti e conseguenti sono soltanto due. Tertium non datur si potrebbe aggiungere. E cioè, chi affronta un cambiamento così radicale e sconvolgente con le armi della politica, del senso delle istituzioni e, in ultimo, della responsabilità nazionale e chi, al contrario, affronta i nuovi problemi con gli strumenti del populismo, dell’estremismo e della solita logica sessantottina del “tanto peggio tanto meglio”. Non è affatto difficile individuare le forze politiche, i conduttori televisivi, i cosiddetti opinioni leader e gli organi di informazione che si collocano da una parte e chi dall’altra. Nella politica i populisti sono rappresentati in modo eccellente dalla Lega salviniana e dai dei 5 Stelle di Conte dove, non a caso, si registra una straordinaria convergenza politica dopo aver siglato un accordo di governo alcuni anni fa. Nel campo culturale, giornalistico e mediatico si registra una straordinaria soddisfazione – proprio dopo l’annuncio dei dazi imposti da Trump – di tutti coloro che lavorano alacremente per il ‘tanto peggio tanto meglio’. Ampi settori della sinistra estremista e massimalista sono già in prima linea con comportamenti che coltivano l’obiettivo – forse inconsapevole – di far precipitare la credibilità del nostro paese solo e soltanto per ragioni di bottega.

E, di fronte a questo nuovo ed inedito scenario, si renderebbe sempre più necessaria quella politica di ‘solidarietà nazionale’ che ha segnato un’altra fase drammatica per il nostro paese.

Seppur per motivazioni radicalmente diverse ma altrettanto gravi. Certo, adesso il tema nazionale si incrocia con quello, ancor più delicato ed incerto, della collocazione europea ed internazionale del nostro paese. Ma è indubbio che questo tornante storico non si può affrontare con la logica dissacratoria e devastante degli estremismi, dei massimalismi e dei populismi. E la domanda che emerge in modo inequivocabile in questi tempi è quella di sapere dove sono oggi quella Dc e quel Pci. Ovvero, per dirla con altri termini, se esistono oggi le forze politiche – innanzitutto – che si assumono il compito di indicare una strada coerente con la nostra storica collocazione europea ed internazionale, a difesa dei nostri interessi nazionali e capace di costruire un’iniziativa politica che sia in grado di superare i giochi meschini e anche un po’ squallidi dei vari partiti. Sicuramente nel campo della maggioranza ci sono Forza Italia e la Presidente del Consiglio – ma, purtroppo, non di tutto il suo partito – mentre nel campo dell’opposizione oltre ad Azione di Calenda e, forse, dell’area riformista del Pd, si fa francamente fatica ad individuare partiti che non coltivano solo ed esclusivamente l’obiettivo del fatidico “tanto peggio tanto meglio”.

Ecco perché uno dei dibattiti che da oggi deve decollare nella nostra cittadella politica sarà proprio questo. E cioè, sarà praticabile e realisticamente percorribile, individuare una strada politica che si ispiri ad una sorta di “solidarietà nazionale” per affrontare le sfide dettate dai nuovi e drammatici problemi che emergono dallo scenario internazionale?

Finisce sotto le macerie di Gaza la prospettiva dello Stato palestinese

Dal 7 ottobre 2023 l’attenzione internazionale è, doverosamente, concentrata su quanto accade nella Striscia di Gaza. Le notizie relative alla Cisgiordania, un territorio di oltre 5600 km quadrati abitato da tre milioni di palestinesi e mezzo milione di coloni israeliani, sono contestualmente finite sullo sfondo, mai realmente considerate e analizzate nella loro importanza. Che invece è grande.

Perché è qui che dovrebbe sorgere lo stato palestinese. Ed è sempre qui che, al contrario, Israele ha intenzione di allargare il proprio, di territorio. Ormai la prospettiva strategica di Tel Aviv, il cui governo è sostenuto dai rappresentanti radicali dei coloni, Itamar Ben Gvir leader del partito Potere Ebraico e Bezalel Smotrich leader dell’altra formazione estremista Sionismo Religioso, appare chiara alla luce di quanto fatto nei mesi successivi al 7 ottobre 2023 e sino al dispiegarsi dell’attuale operazione chiamata “Muro di Ferro”: l’annessione.

La violenza dei coloni, supportata e protetta dall’IDF, è cresciuta esponenzialmente nel corso dell’ultimo anno, costringendo decine e decine di comunità rurali palestinesi ad abbandonare le proprie case e le proprie terre per far spazio all’insediamento di decine di nuovi avamposti di coloni ebraici. Oltre ventimila palestinesi sono stati cacciati dal campo di Jenin, forse quello più rilevante di tutti; altri ventimila da tre campi ubicati nel nord della Cisgiordania. E insieme a questa azione di sfollamento sono state devastate infrastrutture fognarie e idriche, sventrate strade, sgretolati edifici, distrutte reti di telecomunicazioni. E altre decine di donne e uomini, e di bambini, palestinesi sono stati uccisi.

Che l’obiettivo sia un’annessione de facto lo dice anche la situazione che già oggi è presente in Cisgiordania, dove l’Autorità Nazionale Palestinese – al di là della sua debole leadership e dei suoi contrasti interni, oltre a quelli con Hamas – controlla il territorio in maniera frammentata: lo si capisce bene osservando una di quelle cartine colorate che mostrano le tre aree nelle quali è divisa attualmente la Cisgiordania: quelle sotto controllo palestinese e militare israeliano. Difficile immaginare, in un contesto siffatto, di potervi edificare uno stato unitario.

Mercé Prats, storica francese, rilegge Teilhard de Chardin

Sarà disponibile in libreria dal 31 marzo il volume Pierre Teilhard de Chardin. Una biografia (Libreria Editrice Vaticana, pp. 408, euro 29) di Mercè Prats, storica del laboratorio sui monoteismi di Parigi. La proposta di questo libro è la riscoperta di uno scienziato e gesuita, paleontologo e teologo, uomo di fede tenace e d’indefessa ricerca accademica. Pierre Teilhard de Chardin era un personaggio pubblico al centro delle polemiche del tempo, paragonato a Sartre per la notorietà nella Parigi degli anni Cinquanta; discusso a Roma ma difeso dal confratello Henri de Lubac.

 

Fede e scienza

Visionario e profetico, oggetto di un Monitum vaticano e in seguito citato con rispetto da vari Pontefici, Teilhard de Chardin è stato un pensatore di rara sagacia e indiscutibile valore. Queste pagine attingono per la prima volta a diversi archivi e delineano un profilo a tutto tondo del gesuita scienziato che ha segnato un’epoca. De Chardin puntava a mettere in comunicazione, nella sua persona, due campi del sapere spesso in conflitto tra loro: la fede cristiana e la scienza.

 

Al suo seguito

Mercè Prats segue Teilhard de Chardin nelle campagne di scavi archeologici in Cina, lo ascolta nelle conferenze a Washington e in mezzo mondo, indaga i suoi contrasti con la Compagnia di Gesù e le interlocuzioni con il Vaticano, scava nei suoi libri e nelle discussioni che suscitarono, ne descrive l’ardore missionario e l’incessante tentativo di essere un cristiano dentro la modernità. De Chardin era convinto: “Non mi rassegnerò mai a confinarmi nella pura scienza. Mi sembra di avere una parola da dire per cercare di destare gli uomini alla vera dimensione e alla vera natura delle realtà tra le quali essi dormono; questa parola, cercherò di dirla fino al mio ultimo respiro”.

Negli ultimi anni più volte Papa Francesco lo ha citato, ad esempio nella Laudato sie durante il suo viaggio apostolico in Mongolia, così come il 3 marzo 2025 in un messaggio alla Pontificia Accademia per la Vita quando ha definito “audace e ispirante” il tentativo di Teilhard de Chardin di “entrare seriamente in dialogo con le scienze, praticando un esercizio di trans-disciplinarità”.

 

Lautrice

Dottoressa in storia, specializzata in storia religiosa della Francia del XX secolo, Mercè Prats è ricercatrice al Laboratorio di studi sui monoteismi di Parigi. In precedenza ha insegnato storia contemporanea all’Università di Reims e ha lavorato alla Fondazione Teilhard de Chardin all’interno dell’Istituto di paleontologia umana di Parigi. Ha pubblicato diversi contributi e tenuto numerose conferenze pubbliche sulla vita e la figura di Teilhard de Chardin.

La classifica di serie A, il Genoa aggancia il Torino

Roma, 4 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Genoa-Udinese 1-0.

Genoa-Udinese 1-0, sabato 5 aprile ore 15 Monza-Como, ore 18 Parma-Inter, ore 20.45 Milan-Fiorentina, domenica 6 aprile ore 12.30 Lecce-Venezia, ore 15 Empoli-Cagliari, Torino-Verona, ore 18 Atalanta-Lazio, ore 20.45 Roma-Juventus, lunedì 7 aprile ore 20.45 Bologna-Napoli.

Classifica: Inter 67, Napoli 64, Atalanta 58, Bologna 56, Juventus 55, Roma, Lazio 52, Fiorentina 51, Milan 47, Udinese 40, Torino, Genoa 38, Como, Verona 30, Cagliari 29, Parma 26, Lecce 25, Empoli 23, Venezia 20, Monza 15.

32ª Giornata Venerdì 11 aprile ore 20.45 Udinese-Milan; sabato 12 aprile ore 15 Venezia-Monza, ore 18 Inter-Cagliari, ore 20.45 Juventus-Lecce, Domenica 13 aprile ore 12.30 Atalanta-Bologna, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Lega per due giorni a congresso, Salvini candidato unico a succedere a se stesso

Milano, 4 apr. (askanews) – Due giorni di confronto, nessuna suspense. La Lega si ritrova domani e dopodomani a congresso a Firenze, con esito scontato: in corsa per la segreteria c’è il solo Matteo Salvini, nessuno ha inteso provare a contestare la sua leadership ormai ultradecennale. Il “dibattito interno” avverrà sugli “atti di indirizzo”, ovvero proposte di linea politica (al momento almeno 17) che dovranno essere approvate o eventualmente recepite dal segretario federale.

I 725 delegati (400 eletti in tutte le regioni e gli altri di diritto) potranno discutere dunque di vari temi: tra gli altri, l’adeguamento dei salari, l’Islam, “sicurezza/immigrazione”, l’energia con riferimento al nucleareáeálaágiustizia. Ma non è detto che si arrivi al voto: una volta rieletto, Salvini potrebbe anche decidere di recepire tutte le mozioni. Il confronto ci sarà invece per i 22 posti elettivi nel consiglio federale, per i quali sono state depositate 36 candidature.

Quanto alle modifiche allo statuto, anche qui tutto già deciso: degne di rilievo politico ci sono la modifica al numero dei vice segretari, che consentirà la cooptazione di Roberto Vannacci in aggiunta agli attuali 3; poi la possibilità di elettorato attivo ma non passivo – a livello di sezione – per i “sostenitori” del partito e non solo per i militanti.

Salvini aprirà e chiuderà il congresso: il saluto iniziale alle 14 di domani, l’intervento di chiusura nel primo pomeriggio di domenica. In mezzo, molti ospiti internazionali: manderanno il loro contributo video praticamente tutti i “Patrioti” alleati europei: Viktor Orbàn, Jordan Bardella, Santiago Abascal, Geert Wilders, Andre Ventura. Altri interventi “Potranno essere annunciati in diretta”, dice una nota della Lega. E il sogno è quello di un collegamento con Elon Musk: “Tutto è possibile, quando si parla di lui…”, si limita a dire un esponente leghista.

Pmi: con Garanzia di Stato fino a 2,3 mld da fondi pensioni al 2034

Milano, 4 apr. (askanews) – Fondi pensione e Pmi possono creare una sinergia vantaggiosa per l’economia italiana grazie alla Garanzia di Stato a tutela del risparmio che diventer operativa una volta approvati i necessari decreti attuativi. Secondo uno studio realizzato da Teha con Previdenza Italia presentato al Forum di Cernobbio, la Garanzia di Stato potr attivare nel periodo 2026-2034 fino a 2,3 miliardi di investimenti dei fondi pensione nelle Pmi, con l’obiettivo di far crescere le imprese e creare fino a 250mila posti di lavoro.

” importante perch finalmente mettendo al centro del sistema i fondi pensione, questi consentiranno un investimento sul sistema Paese delle PMI con una novit assoluta la garanzia dell’investimento. Questo permetter, una volta approvati i decreti attuativi che sono delle norme di secondo livello nella normazione italiana di avviare tutte le iniziative per le nostre piccole e medie imprese. Per questa ragione rinnoviamo l’appello affinch vengano approvate al pi presto per per l’Italia del benessere dell’Italia”, ha detto Nino Foti, presidente di Previdenza Italia.

Secondo lo studio inoltre se tutti i nuovi occupati si iscriveranno ai fondi pensione, si potrebbe generare un incremento fino a 12 miliardi di euro di risorse gestite della previdenza complementare al 2034.

“In Italia, secondo le dinamiche demografiche, avremo 4,3 milioni di persone in et lavorativa in meno. Occorre rilanciare quindi la produttivit per mantenere il pil e le piccole e medie imprese rappresentano l’ossatura del nostro sistema Paese, sono molto competitive, importano ed esportano tantissimo e soprattutto sono pi produttive della media del resto del Paese. I fondi pensione sono un alveo potenziale di investimenti molto, molto importante”, ha detto Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Board Member di Teha Group.

Le risorse della previdenza complementare sono oggi pari a oltre 240 miliardi di euro, ma solo il 5% destinato a titoli di capitale con un potenziale di crescita strategico da valorizzare per favorire l’accesso al capitale delle Pmi.

Al Museo del Bijou di Casalmaggiore la mostra "Gioielli di Gusto"

Roma, 4 apr. (askanews) – In esposizione a Palazzo Morando – Costume Moda Immagine di Milano nel 2015 in occasione di Expo dedicato al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, l’esclusiva mostra “Gioielli di Gusto. Racconti fantastici tra ornamenti golosi” celebra quest’anno il decennale al Museo del Bijou di Casalmaggiore in provincia di Cremona, suggestivo spazio unico in Italia che conserva, racconta e valorizza un secolo di storia del costume e della moda dell’intero settore.

In mostra dal 12 aprile al 28 settembre 2025, un prezioso punto di incontro fra i mondi del “bijou” e quello del cibo, proponendo un’accurata selezione di favolosi pezzi d’autore da indossare per una riflessione sia seria, sia surreale e fantastica, sul rapporto tra jewelry e food.

“Gioielli di Gusto” è un evento promosso dal Comune di Casalmaggiore e dal Museo del Bijou, grazie al significativo contributo di Alimentis Azienda specializzata nelle forniture per la ristorazione di alta gamma, ambassador dell’arte gourmet italiana.

Le delizie della tavola, nella loro espressione di ricchezza, prosperità e benessere, ripercorrono la storia del gioiello, dagli ornamenti antichi a quelli contemporanei in infinite creazioni griffate. Uva, melograni, ananas, fragole, frumento, baccelli di pisello, funghi, pomodori, pasta, pesci, granchi, uova e selvaggina… senza dimenticare il mood “drink”, suggerito in maniera più o meno sfiziosa da anelli da cocktail e oggetti maschili come i gemelli da polso.

È da questo originalissimo concept che ha preso forma la mostra ideata da Mara Cappelletti, storica del gioiello, realizzata nel 2015 con il prezioso contributo delle curatrici Maria Canella (sezione Fashion), Mariateresa Chirico e Anty Pansera (sezione Contemporary) e impreziosita dagli allestimenti di Alejandro Ruiz, geniale designer di fama internazionale che ha saputo creare uno scenario poetico e delicato, composto di origami.

A distanza di dieci anni dalla sua “prima”, Gioielli di Gusto si presenta dunque al Museo del Bijou di Casalmaggiore in una nuova ulteriore veste, orientata sì al bijou storico e fashion, ma con nuove incursioni nel prestigioso ambito contemporaneo.

Quelle forme, quei colori che ispirano da sempre artigiani illustri e stilisti di moda, un’arte sopraffina, unita alla fantasia dei designer, grazie alla quale il cibo, svincolato dalla sua funzione principe, si trasforma in oggetto cult, particolare, divertente. Un’interpretazione che va dall’iconico all’ironico del prezioso bijou.

È questo il fil rouge di “Gioielli di Gusto” che mostra come il cibo sia da stimolo per la creatività, sottolineandone la sua valenza estetica e anche culturale.

“Il tema food” – spiega Mara Cappelletti, ideatrice e curatrice della mostra – “è proposto in maniera ricorrente negli ornamenti. Sia i ‘pezzi’ più preziosi, ma anche i bijoux vintage, quelli contemporanei e quelli della griffe della moda, hanno interpretato nel corso della storia e in modi diversi, il mondo della tavola. Con questa mostra abbiamo voluto esplorare e rappresentare tutti questi ambiti. Grazie all’appassionato lavoro di ricerca svolto, chi visiterà la mostra al Museo del Bijou, si immergerà in una serie di ‘racconti fantastici’, che accomunano il piacere estetico a quello del gusto”.

La mostra si snoda in un percorso che conduce il visitatore tra gli ornamenti più golosi, attraverso tre aree distinte.

IL GUSTO DELLA MODA: le ispirazioni gustose non mancano nella moda che spesso ricorre a frutti, gelati, dolci, bacche, pasta e persino uova per dare forma ai bijoux e agli accessori più divertenti. Moschino, Ferrè, Valentino, Missoni, solo per citarne alcuni, si sono rifatti al tema ‘cibo’ per realizzare le loro creazioni.

IL GUSTO CONTEMPORARY: la sezione presenta una collezione di pezzi unici o realizzati in piccolissime serie, inerenti al tema, tra i più interessanti del panorama italiano e internazionale, frutto di un’accurata ricerca sulle forme e sui materiali. Tra questi i gioielli di Lucilla Giovanninetti, Angela Simone, Barbara Uderzo e Eleonora Ghilardi.

IL GUSTO VINTAGE: questa sezione ospita una serie di bijoux appartenenti al periodo compreso dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Novanta del Novecento, con pezzi dei grandi bigiottieri internazionali come Trifari e italiani come Ornella Bijoux e Sharra Pagano, compresi i bijoux “golosi” che appartengono alla collezione del Museo.

Fed, ecco perché Powell indossa sempre una cravatta viola

Roma, 4 apr. (askanews) – I banchieri centrali degli Stati Uniti sono rigorosamente apolitici. Lo sono anche e soprattutto perché questo serve a garantire la loro indipendenza decisionale, l’autonomia delle scelte monetarie dalla politica. Lo ha ribadito il presidente della Federal Reserve, la banca centrale Usa, Jerome Powell, predendo spunto da una peculiarità del suo stile nel vestire: la cravatta viola.

La indossa sempre, quasi fosse una divisa. Il dettaglio non è sfuggito ad una delle intervistatrici della Advancing Business Editing and Writing Annual Conference, evento organizzato da alcuni dei maggiori quotidiani e media Usa ad Arlington, in Virginia. Così ha chiesto a Powell perché la indossasse sempre.

“All’inizio l’unico significato è che mi piacciono le cravatte viola – ha replicato -. Però dirò che poi, ad una successiva conferenza stampa, stavo per prendere una cravatta blu (il colore utilizzato dai democratici-ndr) o una cravatta rossa (il colore dei repubblicani-ndr) e mi sono detto, ‘mmm, forse meglio di no’. E così ho iniziato a mettere sempre cravatte viola. Ora direi che le metto sempre e basta”.

“Semplicemente mi sembrava un po’ problematico (awkward, in inglese) indossare un colore identificato” con una parte politica. “Noi siamo strettamente apolitici. Non è che siamo bipartisan: siamo non politici – ha proseguito Powell – e il viola è un buon colore per questo”.

Ed un esempio concreto di questo è nella linea che Powell ha mantenuto quanto interpellato su alcune delle scelte chiave dell’amministrazione Trump, come sui dazi commerciali, o sulla messa al bando delle politiche “Dei”, acronimco inglese di diversità, equità e inclusione, fortemente spinte dai dem ma che secondo i repubblicani hanno finito per degenerare in pratiche apertamente discriminatorie contro intere fasce di popolazione, sotto l’amministrazioni Obama prima e Biden poi, a beneficio di qualunque categoria venisse indicata, dalla politica, come “minoranza”.

E con effetti ritenuti molto negativi, secondo i repubblicani, sulla meritocrazia, sia nelle assunzioni che nelle promozioni. Di recente sono stati citati come casi emblematici quello della direttrice dei vigili del fuoco in California, e quelli di alcuni controllori di volo, tutti apparentemete selezionati in base a questi criteri.

Stessa cosa per la tabula rasa fatta da Trump sulle politiche “Esg”, anche qui acronimo inglese di ambiente, sociale e governance, in cui sono state fatte ricadere tutta una serie di politiche sulla tutela ambientale e anche sul più controverso aspetto alla lotta ai cambiamenti climatici, attribuiti – elemento che molti repubblicani e soprattutto molti “maga” contestano – alle emissioni di Co2 di derivazione antropica. Il presidente Usa ha emanato fin dai primi giorni di insediamento ordini esecutivi che vietano alle agenzie federali, inclusa la banca centrale, di continuare ad applicare questi criteri.

Powell è stato nuovamente interpellato su questi aspetti. E ha replicato che la Fed applica gli ordini della Casa Bianca, evitando rigorosamente, per quanto sollecitato, di commentarli.

“Il nostro lavoro è, qualunque cosa accada, di riportare l’economia alla stabilità. E questo che facciamo. Ci vogliamo attenere ai nostri compiti, abbiamo questa grande cosa che è l’indipendenza e questo però ci impone di non lasciarci andare alla tentazione di andare fuori dal nostro ambito. Le politiche sul commercio, sul clima, sull’immigrazione: tutte queste cose spettano al governo – ha spiegato Powell -. Se le trattassimo come un nostro compito, la motivazione per la nostra indipendenza sparirebbe. Quindi, onestamente, non posso commentare. E se i policy maker responsabili agiscono in un determinato mod – ha aggiunto – è probabilmente perché pensano che sia la cosa migliore da fare”.

Powell è stato anche interpellato su come consideri la sua posizione personale alla Fed. Prima dell’insediamento alla Casa Bianca, e ancor più prima della sua rielezione, il presidente Donald Trump aveva espresso malcontento per la sua conduzione della politica monetaria. “Intendo servire tutto il mio mandato”, ha detto, fino alla scadenza quindi. “Per quanto sia rilevante lo considero come un lavoro normale e mi piace moltissimo”.

Proprio oggi Trump è tornato a sollecitare un taglio dei tassi. Ma nel suo intervento Powell ha ribadito che per la Fed “non è chiaro al momento quale sarà il percorso appropriato della politica monetaria”. Se tenere i tassi fermi, quindi, o se continuare a ridurli. “Dobbiamo aspettare e vedere” che si chiariscano gli effetti delle diverse svolte politiche messe in campo. (fonte immagine: SABEW).

Dazi, Meloni: choc occasione per superare regole ideologiche Ue

Roma, 4 apr. (askanews) – “Bisognerà ovviamente avviare una trattativa con gli Stati Uniti. Credo che questo nuovo choc che colpisce l’Europa, dopo la pandemia e la guerra in Ucraina ancora in corso, possa essere l’occasione per affrontare questioni che l’Unione europea ha trascurato da tempo. Penso alle regole ideologiche e non condivisibili del Green Deal, al rafforzamento della competitività delle nostre imprese, all’accelerazione del mercato unico e alla necessità di una maggiore semplificazione, visto che siamo soffocati dalle regole. Dobbiamo riflettere su questi punti, che hanno rappresentato di fatto dei ‘dazi’ che l’Unione europea si è autoimposta”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando al Consiglio dei ministri.

Dl sicurezza, Meloni: norme necessarie che non potevamo rinviare

Roma, 4 apr. (askanews) – Quelle contenute del decreto Sicurezza “sono norme necessarie che non possiamo più rinviare. Ecco perché, d’accordo con Antonio Tajani e Matteo Salvini, abbiamo deciso di trasformare il testo del pacchetto sicurezza attualmente all’esame del Parlamento, in un decreto-legge, che quindi sarà immediatamente operativo ed entrerà subito in vigore”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso della riunione del Cdm.

“E’ una scelta – ha spiegato la premier, sempre secondo quanto si apprende – di cui ci assumiamo la responsabilità, consapevoli del fatto che non potevamo più aspettare e che era prioritario dare risposte ai cittadini e assicurare ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa le tutele che meritano”.

“Si è detto e scritto sui giornali su questa decisione: c’è chi l’ha definita ‘scorciatoia’, chi addirittura un ‘blitz’. Ecco, io penso che non sia nessuna delle due cose, ma semplicemente una scelta che il Governo legittimamente ha deciso di prendere, per rispettare gli impegni presi con i cittadini e con chi ogni giorno è chiamato a difendere la nostra sicurezza”, ha concluso Meloni.

Dazi, Meloni: martedì 8 incontro con categorie produttive

Roma, 4 apr. (askanews) – “Ho deciso di chiedere ai due vicepremier, al Ministro dell’Economia, dell’Industria, dell’Agricoltura, delle Politiche europee, di vederci lunedì pomeriggio e di portare ciascuna per la propria competenza uno studio sull’impatto che questa situazione può avere per la nostra economia. Lo stesso gruppo di lavoro del Governo, che da ora deve sentirsi prioritariamente impegnato sul tema, si confronterà anche con i rappresentanti delle categorie produttive, che sono stati convocati a Palazzo Chigi per martedì 8 aprile. Ci confronteremo anche con loro, per trovare le soluzioni migliori”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando al Consiglio dei ministri.

“L’obiettivo è avere in tempo breve un’idea il più possibile chiara, per l’economia italiana e del quadro complessivo, dell’impatto e dei settori maggiormente danneggiati nei diversi scenari, una linea d’azione per sostenere quelle filiere, un set di proposte da portare in Europa su come affrontare e rispondere a questa crisi e una linea di negoziato con gli Stati Uniti. Ci troviamo davanti ad un’altra sfida complessa, ma abbiamo tutte le carte in regola per superare anche questa”, ha aggiunto.

Dazi, Meloni: possibile riduzione export in Usa ma presto per stime

Roma, 4 apr. (askanews) – “Le esportazioni italiane negli Stati Uniti valgono cica il 10% del totale. L’introduzione di dazi può, forse, ridurre questa quota di export ma è ancora presto per quantificarne l’effetto e per capire quanto i nostri prodotti saranno effettivamente penalizzati”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando al Consiglio dei ministri.

“Su questo – ha aggiunto – è necessario considerare che un dazio alla frontiera del 20% difficilmente si traduce in un pari incremento di prezzo per i consumatori americani, poiché il valore finale è dato anche da una serie di intermediazioni tra l’importatore e il consumatore finale. Si pensi, ad esempio, all’importazione negli Stati Uniti di una bottiglia di vino che, da un passaggio all’altro, subisce un ricarico spesso superiore al 200%, perciò i dazi all’importazione con ogni probabilità saranno in parte assorbiti. Ragionamenti analoghi, ovviamente, possono essere fatti per altre tipologie di prodotti. D’altra parte, bisogna tenere conto che una politica protezionistica americana può impattare sull’Italia anche indirettamente. Pensiamo, ad esempio, all’esportazione di automobili tedesche negli Stati Uniti, che sono in discreta parte prodotte grazie all’indotto presente sul territorio italiano. Per questo, come ho già detto, è presto per valutare le conseguenze effettive prodotte da questa nuova situazione sul nostro PIL e sulla nostra economia”.

La Lega a congresso per rieleggere Salvini

Milano, 4 apr. (askanews) – Due giorni di confronto, nessuna suspense. La Lega si ritrova domani e dopodomani a congresso, con esito scontato: in corsa per la segreteria c’è il solo Matteo Salvini, nessuno ha inteso provare a contestare la sua leadership ormai ultradecennale. Il “dibattito interno” avverrà sugli “atti di indirizzo”, ovvero proposte di linea politica (al momento almeno 17) che dovranno essere approvate o eventualmente recepite dal segretario federale.

I 725 delegati (400 eletti in tutte le regioni e gli altri di diritto) potranno discutere dunque di vari temi: tra gli altri, l’adeguamento dei salari, l’Islam, “sicurezza/immigrazione”, l’energia con riferimento al nucleareáeálaágiustizia. Ma non è detto che si arrivi al voto: una volta rieletto, Salvini potrebbe anche decidere di recepire tutte le mozioni. Il confronto ci sarà invece per i 22 posti elettivi nel consiglio federale, per i quali sono state depositate 36 candidature.

Quanto alle modifiche allo statuto, anche qui tutto già deciso: degne di rilievo politico ci sono la modifica al numero dei vice segretari, che consentirà la cooptazione di Roberto Vannacci in aggiunta agli attuali 3; poi la possibilità di elettorato attivo ma non passivo – a livello di sezione – per i “sostenitori” del partito e non solo per i militanti.

Salvini aprirà e chiuderà il congresso: il saluto iniziale alle 14 di domani, l’intervento di chiusura nel primo pomeriggio di domenica. In mezzo, molti ospiti internazionali: manderanno il loro contributo video praticamente tutti i “Patrioti” alleati europei: Viktor Orbàn, Jordan Bardella, Santiago Abascal, Geert Wilders, Andre Ventura. Altri interventi “Potranno essere annunciati in diretta”, dice una nota della Lega. E il sogno è quello di un collegamento con Elon Musk: “Tutto è possibile, quando si parla di lui…”, si limita a dire un esponente leghista.