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Ucraina, sull’attacco a Kryvyi Rih Zelensky critica l’ambasciatrice Usa

Milano, 5 apr. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha risposto alle parole dell’ambasciatrice statunitense Bridget Brink, la quale ha commentato l’attacco russo a Kryvyi Rih. Ne ha parlato sui social media, sottolinendo che la diplomatica non ha menzionato che il missile fosse russo. Zelensky ha definito “debole” la reazione della diplomatica statunitense per non aver riconosciuto che un missile russo ha colpito Kryvyi Rih.

Zelensky ha ringraziato i ministri degli Esteri di Repubblica Ceca, Finlandia, Lituania, Lettonia, Estonia e Austria, l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza Kaia Kallas, nonché le ambasciate di Giappone, Regno Unito, Svizzera e Germania per la loro “posizione di principio” sull’attacco russo.

La reazione dell’ambasciata statunitense è “spiacevolmente sorprendente”, dice Zelensky. “Un paese così forte, un popolo così forte e una reazione così debole. Hanno persino paura di dire la parola ‘russo’ quando si parla del missile che ha ucciso dei bambini”, ha detto. “Sì, la guerra deve finire. Ma per completarla non bisogna aver paura di chiamare le cose con il loro nome. Non dobbiamo aver paura di fare pressione sull’unico che continua questa guerra e ignora tutte le proposte del mondo per porvi fine. Dobbiamo fare pressione sulla Russia, che invece di un cessate il fuoco sceglie di uccidere i bambini. Dobbiamo introdurre sanzioni aggiuntive contro coloro che non possono sopravvivere senza colpire con armi balistiche i loro vicini. Dobbiamo fare tutto il possibile per salvare vite”. Venerdì mattina è stato segnalato un attacco aereo sulla città ucraina di Kryvyi Rih. Secondo le autorità ucraine, almeno 18 persone sono state uccise, tra cui nove bambini. Oltre 56 persone sono rimaste ferite, ha affermato il governatore Serhii Lysak, riporta il quotidiano The Kyiv Independent. L’attacco ha colpito una zona residenziale, dando fuoco a diversi edifici. Nelle immediate vicinanze del luogo dell’attacco si trovava un parco giochi. La città di Kryvyi Rih è la città natale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Il Ministero della Difesa russo ha confermato di aver effettuato un attacco missilistico sulla città.

Ue, Weber (Ppe): sui dazi abbastanza forti solo se parliamo uniti

Roma, 5 apr. (askanews) – “Siamo abbastanza forti solo se l’Europa resta unita. Questo il mio messaggio”. Lo ha detto il presidente del Ppe Manfred Weber parlando a margine del Consiglio nazionale di Forza Italia. Cosa pensa della posizione di Salvini? L’Italia dovrebbe parlare unilateralmente con gli Stati Uniti, anche senza l’Unione Europea?, gli stato chiesto. ” fantastico che abbiamo a livello nazionale molti buoni legami, buoni collegamenti” ha risposto Weber. Ha fatto il suo lavoro “Antonio Tajani, ministro degli Esteri con Rubio, per esempio. Anche la premier Meloni attiva nella cooperazione transatlantica, anche il nuovo cancelliere in Germania Merz far il suo lavoro, Macron sta facendo il suo lavoro, quindi siamo tutti impegnati. Va bene, ma dobbiamo farlo insieme”.

M5S, al via raduno contro riarmo. Conte chiama in piazza "popolo pace"

Roma, 5 apr. (askanews) – Bandiere del Movimento 5 stelle, bandiere della pace, qualche sparuta bandiera rossa, kefie palestinesi, ma anche cartelli e striscioni contro il riarmo, a difesa dell’Onu e per chiedere investimenti in istruzione e sanità: sono queste le presenze che iniziano a popolare piazza Vittorio Emanuele II a Roma. Da qui partirà a breve il corteo verso i Fori Imperiali contro le scelte della Commissione europea e del governo italiano in materia di politica internazionale e di investimenti per le spese militari.

È duplice la sfida lanciata dal leader stellato Giuseppe Conte, con la convocazione “solitaria”, in origine, della manifestazione. Da un lato l’obiettivo è dimostrare che dopo aver toccato il fondo nelle urne europee del 2024, quando per la prima volta le sue liste sono scese sotto il 10 per cento in una consultazione elettorale nazionale, il Movimento è vivo e vegeto ed è in grado di trascinare in piazza qualche migliaio di attivisti e simpatizzanti (e le folte avanguardie già in piazza sembrano dimostrare la tenuta dell’organizzazione a 5 stelle); dall’altro che sollevare le bandiere della pace consente agli ex “grillini” ormai liberatisi della presenza ingombrante del fondatore Beppe Grillo di fare da punto di riferimento per un campo più ampio, quello appunto dei pacifisti di area cattolica o di sinistra radicale. Un biglietto da visita importante in vista di qualsiasi negoziato con le altre forze di centrosinistra per alleanze a livello locale, regionale o – in prospettiva – nazionale.

Tra gli ospiti politici attesi in piazza e sul palco ci sono i soci fondatori di Alleanza Verdi Sinistra, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, ma anche Maurizio Acerbo, attuale segretario di Rifondazione comunista. Annunciata al corteo anche una delegazione del Partito democratico guidata dal capogruppo al Senato Francesco Boccia e composta da parlamentari e componenti della segreteria nazionale. Tra gli speaker che avranno spazio ai Fori imperiali attivisti, giornalisti e intellettuali non solo strettamente “di area” (come Marco Travaglio, Tomaso Montanari, Barbara Spinelli) ma provenienti dal mondo pacifista e cattolico come Alex Zanotelli e Flavio Lotti, dall’arcipelago ambientalista come Giuseppe Onufrio di Greenpeace, dall’Anpi con il suo presidente Gianfranco Pagliarulo, o dal mondo della cultura e della tv come lo storico Alessandro Barbero o il divulgatore scientifico Mario Tozzi. E ancora: previsti interventi dell’economista Jeffrey Sachs e dell’eurodeputato belga del Partito del Lavoro Marc Botenga.

Dazi, lunedì Netanyahu incontrerà Trump a Washington

Milano, 5 apr. (askanews) – Secondo quanto affermato sabato da funzionari israeliani, il primo ministro Benjamin Netanyahu dovrebbe recarsi alla Casa Bianca lunedì per discutere con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dei dazi doganali annunciati di recente.

Sarebbe il quarto viaggio di Netanyahu a Washington dall’inizio della guerra a Gaza e il secondo da quando Trump è entrato in carica a gennaio. La visita renderebbe anche Netanyahu il primo leader straniero a negoziare di persona con Trump sulla nuova politica tariffaria radicale del presidente degli Stati Uniti , che includeva una tariffa del 17% sui beni israeliani.

L’ufficio di Netanyahu non ha confermato la visita, ma tre funzionari israeliani hanno confermato il viaggio a Reuters. L’invito a sorpresa di Trump è arrivato in una telefonata di giovedì con Netanyahu, che è attualmente in visita in Ungheria, quando il leader israeliano ha sollevato la questione delle tariffe, secondo i funzionari israeliani che hanno parlato a condizione di anonimato.

Dazi, Tajani: primo obiettivo ridurre al 10% quelli Usa, no panico

Roma, 5 apr. (askanews) – “Noi non siamo per la guerra commerciale. Se poi diventa indispensabile intervenire e dare un segnale politico, allora quello lo si potr dare, ma non in un’ottica di escalation. Il primo obiettivo potrebbe essere la riduzione dal 20 al 10% dei dazi americani per poi arrivare a dazi zero-dazi zero”.

Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma per il Consiglio nazionale del partito, a una domanda su come affrontare i dazi imposti dagli Usa all’Unione europea. “Non bisogna farsi prendere dal panico” ha aggiunto, “l’allarmismo non serve a nulla, nei momenti di difficolt bisogna tenere i nervi saldi”.

Dazi, Tajani: se salgono difficile spendere 5% del Pil per la difesa

Roma, 5 apr. (askanews) – “Certamente se aumentano i dazi difficile arrivare al 5% del Pil per la difesa, cos come chiedono gli Stati Uniti. Noi arriveremo sicuramente al 2% che l’impegno che abbiamo preso con la Nato, poi vedremo cosa si potr fare. Certo se ci sono troppi dazi, ovvio che non si pu aumentare la spesa per la sicurezza”.

Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei Congressi per il consiglio nazionale di Forza Italia, alla domanda se si possano conciliare politiche di riarmo e dazi.

Quirinale, Mattarella nomina 29 giovani Alfieri della Repubblica

Roma, 5 apr. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha conferito 29 attestati d’onore di ‘Alfiere della Repubblica’ a giovani che, nel 2024, si sono distinti nello studio, in attività culturali, scientifiche, artistiche, sportive, nel volontariato oppure hanno compiuto atti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Lo riferisce un comunicato del Quirinale.

Accanto ai riconoscimenti per comportamenti individuali, il presidente Mattarella ha assegnato anche 4 targhe per premiare azioni collettive di giovani e giovanissimi, anch’esse espressione dei valori di solidarietà, inclusione e accoglienza. ‘Nuove vie per la solidarietà’, è il tema che ha ispirato la scelta dei giovani insigniti dal capo dello Stato, Sergio Mattarella, con gli attestati d’onore di ‘Alfiere della Repubblica’.

Negli ultimi anni – si precisa in un comunicato del Quirinale – l’idea di solidarietà si è evoluta integrando nuove tecnologie, approcci sostenibili e un maggior coinvolgimento delle comunità. E i giovani, in particolare, sono oggi protagonisti di una solidarietà moderna che riflette uno spirito dinamico, creativo e tecnologico. Una solidarietà che è sempre più accessibile, inclusiva e adattata alle sfide del mondo contemporaneo.

Tra le storie narrate vi si trovano quelle di ragazze e ragazzi che hanno deciso di impiegare le proprie abilità scientifiche e tecnologiche per affrontare importanti sfide sociali e ambientali al fine di migliorare la qualità di vita di tante persone; gli esempi di adolescenti che utilizzano la scrittura come strumento di cambiamento sociale, per affrontare temi rilevanti e sensibilizzare i coetanei sull’importanza della cultura nella costruzione di una società più consapevole e aperta; la testimonianza di giovani attivi nel valore universale dello sport, potente strumento che consente di superare qualsiasi barriera fisica, culturale, sociale o economica.

Difesa Ue, Weber (Ppe): se vogliamo la pace prepariamoci alla guerra

Roma, 5 apr. (askanews) – “Se vogliamo mantenere la pace, dobbiamo rafforzarci, il miglior modo per creare la pace è prepararsi alla guerra, essere preparati per difendere noi stessi. Noi abbiamo un forte esercito italiano e abbiamo una forte industria italiana della difesa che possono beneficiare moltissimo degli investimenti” che si stanno profilando. Lo ha detto il presidente del Partito popolare europeo, Manfred Weber, a margine del Consiglio nazionale di Forza Italia, in corso al Palazzo dei congressi.

Dl sicurezza, Maruotti (Anm): dà un messaggio inquietante

Roma, 5 apr. (askanews) – “E’ inquietante il messaggio del dl sicurezza, che sembra avere solo un duplice obiettivo: da un lato, creare nella collettività un problema che non esiste, non mi pare che ci sia alcun allarme sociale o alcuna questione emergenziale legata all’ordine pubblico; dall’altro, tentare di porre le basi per la repressione del dissenso”. Lo ha detto il segretario generale dell’Anm, Rocco Maruotti, nel corso del suo intervento al Comitato direttivo centrale che si tiene in Cassazione.

Calcio, addio dopo 25 anni di Muller al Bayern:"Non ho deciso io"

Roma, 5 apr. (askanews) – Thomas Müller, 35 anni, ha annunciato oggi che lascerà il Bayern Monaco a fine stagione, club in cui era entrato nel 2000, proveniendo dal settore giovanile. In un messaggio pubblicato su Instagram sotto forma di lettera ai tifosi del Bayern, ha spiegato che avrebbe voluto prolungare il suo contratto con il club per un’altra stagione, ma che la dirigenza ha “deliberatamente” deciso di non offrirgli un nuovo contratto. “Non è quello che avrei desiderato”, ha aggiunto. Entrerà di diritto tra i calciatori senza contratto

Formula1, Hamilton: "Spero che le scelte paghino in gara"

Roma, 5 apr. (askanews) – Lewis Hamilton cercava qualcosa in più dalla Ferrari dopo le libere del Gp di Suzuka: “Non l’ho trovato, altrimenti non sarei ottavo”, è il commento a caldo del britannico, che non può essere contento delle qualifiche di Suzuka che lo vedranno domani partire dalla quarta fila. Il sette volte campione del mondo preferisce guardare al percorso: “Esatto, ogni weekend lavoriamo tantissimo. Da una parte è bello vedere Charles così vicino alla prima fila, lui qui è molto veloce. Io invece da parte mia non sono riuscito a estrarre tutto il potenziale”. Da qui l’ottimismo in vista del GP che sembra celare valutazioni più ampie: “Io e Charles abbiamo scelto due strade diverse a livello di assetto, spero che le mie scelte paghino di più invece in gara”.

Formula1, Vasseur: "Passo avanti, preferisco Gp asciutto"

Roma, 5 apr. (askanews) – “Nel Q3 metti insieme tutto quello che hai – è il commento alla qualifica di Charles Leclerc da parte del team principal della rossa Frederic Vasseur -. Nel primo tentativo ha fatto un’ottima ultima chicane che è andata meno bene nel secondo tentativo, e che dobbiamo rianalizzare. Comunque è a un paio di decimi dalla McLaren, dobbiamo continuare a lavorare”. Ma non nasconde che Hamilton sia rimasto al di sotto delle aspettative: “Specialmente nel Q3, dopo che nel Q1 e nel Q2 era stato a livello di Charles, se non in uno dei due anche leggermente più avanti. Poi non è riuscito a mettere tutti gli elementi insieme, a volte fai un piccolo passo a livello di assetto e non è nella direzione giusta per via del vento e cose così: l’ultima sessione per lui è stata più una questione di condizioni che non sono andate”.

Formula1, Leclerc: "Abbiamo imparato molto"

Roma, 5 apr. (askanews) – Charles Leclerc analizza il quarto posto nelle qualifiche di Suzuka ai microfoni di Sky Sport: “Siamo mancati un po’ nel 1° settore. Non sono sorpreso da questo risultato, ci aspettavamo una McLaren e un Verstappen che andassero molto forti. Sapevamo di non poter fare un miracolo. Venerdì abbiamo fatto un grande step in avanti per massimizzare questa macchina, a volte serve di più imparare che fare il risultato. Penso che mi aiuterà anche per la gara e spero di poter tornare davanti. Abbiamo ottenuto il massimo”

Formula1, Verstappen in pole a Suzuka

Roma, 5 apr. (askanews) – Sarà Max Verstappen su Red Bull a partire in pole position nel GP del Giappone di Formula1, al via domattina (alle 7 ora italiana) a Suzuka. È la 41ª volta in carriera, la quarta di fila su questa pista, che l’olandese parte davanti a tutti: il campione del mondo in carica ha chiuso le qualifiche del sabato in 1’26″983, nuovo record della pista a Suzuka, davanti di un soffio rispetto alla McLaren di Lando Norris, secondo per soli 12 millesimi. Vicinissima anche l’altra McLaren di Oscar Piastri a 44 millesimi da Verstappen, in seconda fila col ferrarista Charles Leclerc che ha chiuso col 4° tempo a 0″335 dall’olandese. Solo ottava l’altra Ferrari di Lewis Hamilton a 0″627. Terza fila tutta Mercedes con Kimi Antonelli 6° a 0″572 preceduto dal compagno George Russell a 0″335 da Verstappen.

Dazi, Tajani: trattare con Usa competenza esclusiva Commissione Ue

Roma, 5 apr. (askanews) – “Io non faccio polemiche con nessuno, dico soltanto che competente soltanto la Commissione europea per trattare con gli Stati Uniti in materia commerciale perch la competenza della Commissione europea esclusiva, quindi non tocca a noi trattare, noi possiamo fare altro tipo di trattative. Un conto una trattativa per un piano di export, ma la trattativa sui dazi normativa la fa soltanto la Commissione europea, questi sono i trattati. Sono le regole, quindi quando si parla bisogna ben conoscere le regole e sapere qual il diritto”.

Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma per il Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, che continua a invocare una trattativa bilaterale tra Italia e Stati Uniti in materia di dazi.

Tajani: non farei mai parte di un governo anti-Ue

Roma, 5 apr. (askanews) – “Sia chiaro che noi difendiamo l’Europa, continueremo a difenderla, l’Europa la nostra casa, io non farei mai parte di un governo antieuropeo quindi questo deve essere chiaro, per fortuna mi pare che il presidente del consiglio Meloni abbia fatto sempre scelte a difesa dell’Unione europea”.

Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma per il Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, spesso ostile all’Unione europea.

Dazi, Tajani: il primo obiettivo è ridurre al 10% quelli Usa

Roma, 5 apr. (askanews) – “Noi non siamo per la guerra commerciale. Se poi diventa indispensabile intervenire e dare un segnale politico, allora quello lo si potrà dare, ma non in un’ottica di escalation. Il primo obiettivo potrebbe essere la riduzione dal 20 al 10% dei dazi americani per poi arrivare a dazi zero-dazi zero”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma per il Consiglio nazionale del partito, a una domanda su come affrontare i dazi imposti dagli Usa all’Unione europea.

Dazi, Tajani: solo la Commissione Ue può trattare con gli Usa

Roma, 5 apr. (askanews) – “Io non faccio polemiche con nessuno, dico soltanto che è competente solo la Commissione europea a trattare con gli Stati Uniti in materia commerciale perché la competenza della Commissione europea è esclusiva. Quindi non tocca a noi trattare, noi possiamo fare altro tipo di trattative. Un conto è una trattativa per un piano di export, ma la trattativa sui dazi la fa soltanto la Commissione europea, questi sono i trattati. Sono le regole, quindi quando si parla bisogna ben conoscere le regole e sapere qual è il diritto”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, che continua a invocare una trattativa bilaterale tra Italia e Stati Uniti in materia di dazi.

Governo, Tajani: non farei mai parte di esecutivo anti-Ue

Roma, 5 apr. (askanews) – “Sia chiaro che noi difendiamo l’Europa, continueremo a difenderla, l’Europa è la nostra casa, io non farei mai parte di un governo antieuropeo quindi questo deve essere chiaro, per fortuna mi pare che il presidente del consiglio Meloni abbia fatto sempre scelte a difesa dell’Unione europea”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma dove a breve prenderà il via il Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, spesso ostile all’Unione europea.

Dazi, Tajani: solo la Commissione Ue può trattare con gli Usa

Roma, 5 apr. (askanews) – “Io non faccio polemiche con nessuno, dico soltanto che è competente soltanto la Commissione europea a trattare con gli Stati Uniti in materia commerciale perché la competenza della Commissione europea è esclusiva, quindi non tocca a noi trattare, noi possiamo fare altro tipo di trattative. Un conto è una trattativa per un piano di export, ma la trattativa sui dazi normativa la fa soltanto la Commissione europea, questi sono i trattati. Sono le regole, quindi quando si parla bisogna ben conoscere le regole e sapere qual è il diritto”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al suo arrivo al Palazzo dei congressi di Roma dove a breve prenderà il via il Consiglio nazionale del partito, a una domanda sull’atteggiamento della Lega, che continua a invocare una trattativa bilaterale tra Italia e Stati Uniti in materia di dazi.

Dazi, Giorgetti: sangue freddo e no panico, serve approccio pragmatico

Cernobbio (Co), 5 apr. (askanews) – “Noi siamo impegnati a quella che potremmo definire una de-escalation con l’amministrazione Usa: il messaggio a mio giudizio è che non bisogna pigiare il pulsante, il bottone del panico”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso del suo intervento al forum Ambrosetti, parlando della guerra dei dazi innescata dal presidente Trump.

“Chiaramente le Borse agiscono in modo razionale e talvolta irrazionale, seguendo altri tipi di istinti – ha proseguito -. Quello che noi come governo dobbiamo fare è mantenere il sangue freddo, valutare esattamente gli impatti ed evitare di partire con una politica dei contro-dazi che sarebbe dannosa per tutti e soprattuto per noi. Questo approccio pragmatico e razionale lo porteremo a livello europeo”.

Tavoli per giocare e uno sguardo sociale: Play 2025 a Bolognafiere

Bologna, 5 apr. (askanews) – Stimolo intellettuale e creativo o puro divertimento, ma soprattutto occasione di incontro e socialit. Il gioco analogico il grande protagonista di Play 2025, il Festival del Gioco che per tre giorni porta alla Fiera di Bologna giochi di strategia e da tavolo, carte e scienza. Nel segno di un’idea di “Evolution” che il tema di questa edizione.

“Stiamo promuovendo la nostra formula ‘Entra, scegli, gioca’ – ha detto ad askanews Andrea Ligabue, direttore artistico di Play – e quindi l’idea sempre di una fiera interattiva con possibilit per il pubblico di imparare nuovi giochi, di giocare anche senza conoscere le regole e principalmente promuoviamo il gioco analogico, quindi abbiamo giochi da tavolo, giochi di ruolo, giochi tridimensionali e giochi di carte collezionabili. E il festival quest’anno organizzato in padiglioni tematici”.

Pi di 200 espositori, 3mila tavoli da gioco, un centinaio di associazioni coinvolte, una cinquantina di ospiti e pure i festeggiamenti per i 90 anni del Monopoly. la fiera continua a crescere e passando da Modena a Bologna ha ampliato ancora i propri orizzonti.

“Abbiamo avuto una crescita del quasi il 50% delle superfici espositive – ci ha spiegato Silvia Pozzi, Project di Manager Play -. Abbiamo superato i 44.000 m quadri di esposizione, quattro padiglioni, una crescita importante soprattutto del numero dei tavoli da gioco che era appunto il punto debole purtroppo della location precedente”.

Ma quali sono le novit del 2025? “Un’area dedicata ai giochi collaborativi – ci ha risposto Ligabue – e anche l’inaugurazione di un progetto che quello del Paese ospite in cui ogni anno ospitiamo autori e autrici di una nazione in particolare. Quest’anno abbiamo la Croazia come prima nazione ospite per il nostro festival”.

Tra i creatori di giochi collaborativi c’ Matteo Menapace. “Si strategizza insieme – ci ha detto spiegando come funzionano questi giochi – si parla, ci si scambiano idee, si crea un dialogo strategico che ti permette di affrontare problemi diversi, problemi di sistema, perch appunto non competendo contro altre persone, contro il cattivo di turno, per cos dire, si compete contro un sistema, contro una serie di processi sociali, ecologici, economici, politici e si lavora insieme per cambiare il sistema”.

Uno dei pi importanti ospiti internazionali, poi, Phil Eklund, leggendario ideatore di giochi scientifici, che ci ha parlato di come si pu declinare la parola “evoluzione”. “L’evoluzione dei giochi da tavolo – ci ha detto – che sono sempre stati giocati. Hanno una lunghissima storia di unione sociale tra persone e famiglie. Quindi, qui stiamo portando avanti la tradizione. La mia visione personale come game designer, che amo studiare e leggere e se scopro qualcosa sull’universo, sulle persone, sulla storia, su qualcosa che penso voglio condividerlo con le persone a cui piacciono i giochi”.

Ma i giochi analogici possono aiutarci anche a recuperare una componente sociale e, in qualche modo, pi umana? “La tendenza del futuro unire le persone – ha risposto Eklund – non segregarle nelle loro piccole stanze”. Anche questo uno dei temi pi interessanti che emergono da Play 2025.

Dazi, Meloni: dal panico i danni più gravi. Lunedì task force a palazzo Chigi

Roma, 4 apr. (askanews) – “Il panico e l’allarmismo possono causare danni ben maggiori di quelli strettamente connessi con i dazi”. Nella giornata in cui le borse europee registrano le peggiori performance da cinque anni a questa parte (e Milano risulta la peggiore (-6,5%), la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha spiegato ai colleghi riuniti a Palazzo Chigi per il Cdm la ragione per cui bisogna tenere i nervi saldi e non alimentare il panico sui mercati e tra i cittadini. “Pochi giorni fa – ha ricordato la premier – la presidente della Bce Christine Lagarde ha detto che ‘un dazio statunitense del 25% sulle importazioni dall’Europa ridurrebbe la crescita dell’area euro di circa 0,3 punti percentuali nel primo anno. Quindi, dei dazi al 20% dovrebbero portare a una riduzione del Pil europeo inferiore allo 0,3% finora stimato. E’ certamente un impatto significativo – ha ammesso la premier -, ma di un ordine di grandezza affrontabile.

Molto diversa è la situazione che si potrebbe creare nel caso in cui si scatenassero panico e aspettative negative tra i consumatori, portando quindi ad una contrazione dei consumi e degli investimenti delle imprese. Il compito di tutte le Istituzioni, non solo del Governo, è quello di riportare l’intera discussione alla reale dimensione del problema”.

Sotto accusa è la proposta, arrivata da più parti, di mettere subito in campo delle ritorsioni. Cosa che ha annunciato oggi la Cina, con controdazi del 34% su tutte le importazioni dagli Usa, e che ha scatenato l’ondata di panico sui mercati. La premier invece scommette su misure ‘ragionate’, da varare con calma, convinta che i dazi finiranno presto per rivelarsi un boomerang per gli Stati Uniti.

“La decisione dell’amministrazione Trump è sbagliata – ha ammesso Meloni -, perché le economie delle nazioni occidentali sono fortemente interconnesse e politiche protezionistiche così incisive danneggeranno non solo l’Ue ma anche gli Stati Uniti. Ciò detto – ha ribadito -, è importante non amplificare ulteriormente l’impatto reale che la decisione americana può avere”.

Ad ogni modo, ha aggiunto la premier, “ho deciso di chiedere ai due vicepremier, al Ministro dell’Economia, dell’Industria, dell’Agricoltura, delle Politiche europee, di vederci lunedì pomeriggio e di portare, ciascuno per la propria competenza, uno studio sull’impatto che questa situazione può avere per la nostra economia. Lo stesso gruppo di lavoro del Governo, che da ora deve sentirsi prioritariamente impegnato sul tema, si confronterà anche con i rappresentanti delle categorie produttive, che sono stati convocati a Palazzo Chigi per martedì 8 aprile. Ci confronteremo anche con loro, per trovare le soluzioni migliori”.

“L’obiettivo – ha spiegato – è avere in tempo breve un’idea il più possibile chiara, per l’economia italiana e del quadro complessivo, dell’impatto e dei settori maggiormente danneggiati nei diversi scenari, una linea d’azione per sostenere quelle filiere, un set di proposte da portare in Europa su come affrontare e rispondere a questa crisi e una linea di negoziato con gli Stati Uniti. Ci troviamo davanti ad un’altra sfida complessa, ma abbiamo tutte le carte in regola per superare anche questa”, ha rassicurato.

Parte della soluzione, secondo la premier, potrebbe venire da novità sul fronte dell’Unione europea. “Possiamo sfruttare la difficoltà per passi avanti importanti in una fase che lo richiede”, aveva detto la premier a margine della visita alla nave Vespucci nel porto di Ortona (Chieti). Per esempio “lavorando sulla competitività delle nostre imprese”. E poi, ha aggiunto c’è “un tema aperto rispetto al Patto di stabilità, c’è una norma che si chiama clausola generale di salvaguardia che prevede una sospensione, una deroga al Patto di stabilità. Forse dovremmo ragionare di quello, o di fare una valutazione ulteriore su come è stato indicato il Patto di stabilità”. E poi, ha concluso, “dovremmo ragionare di sospendere le norme del Grean Deal sull’automotive”.

Su come affrontare questa nuova tempesta Meloni ha avuto nel pomeriggio anche uno scambio di vedute col premier britannico Starmer. “I due Leader – ha fatto sapere Palazzo Chigi – hanno avuto uno scambio sugli ultimi sviluppi internazionali e sul continuo rafforzamento della eccellente cooperazione bilaterale, concordando di proseguire il coordinamento su tutti i temi di comune interesse e sulle principali sfide globali”.

Intanto le opposizioni attaccano duramente la premier. “Meloni – ha detto ai microfoni del Tg1 il presidente del M5s Giuseppe Conte – è arrivata completamente impreparata ai dazi: la borsa crolla, sono a rischio migliaia di posti di lavoro. E notate la differenza: in Spagna” il premier “Sanchez vara un piano da 14 miliardi per le imprese”, mentre “in Italia Meloni dice che incontrerà gli imprenditori. La verità è che noi soluzioni o per le imprese, per l’export, per il caro bollette le abbiamo messe sul tavolo, ma Meloni le ha strappate”.

Secondo la segretaria del Pd Elly Schlein “Meloni è stata fino a qui ambigua, ha usato il condizionale fino al minuto prima che Trump annunciasse quello che già da tempo aveva detto e non ha messo in campo ancora alcuna risposta. Ora è necessaria una risposta unitaria europea che sia mirata e proporzionata, ma è necessario anche aprire nuove relazioni commerciali e sul versante interno serve una risposta del governo che tuteli le imprese e le famiglie, come sta facendo la Spagna”.

Sui dazi Newsom sfida Trump: la California azzarda il suo free trade

Da PIXABAY
Da PIXABAY

Il governatore della California, il democratico Gavin Newsom, ha preso una posizione netta contro la politica commerciale di Donald Trump, annunciando l’intenzione di stringere relazioni “strategiche” con i Paesi che sceglieranno d’imporre per ritorsione misure analoghe contro gli Stati Uniti. Newsom ha lanciato un appello diretto alle nazioni chiedendo l’esclusione dei prodotti californiani dalle tariffe punitive.

“I dazi di Donald Trump non rappresentano la scelta di tutti gli americani”, ha dichiarato sfrontatamente Newsom in un video diffuso su X. Per questo, ha aggiunto, “a nome dei 40 milioni di americani che vivono nel grande stato della California, il perno dell’economia statunitense…lo stato manifatturiero dominante in America”, il nostro proposito “è quello di sostenere relazioni commerciali stabili con tutto il mondo”.

Le parole di Newsom sottolineano il peso cruciale della California nell’economia americana. Con un Prodotto Interno Lordo (PIL) di oltre 3.690 miliardi di dollari nel 2023 (fonte: Bureau of Economic Analysis), la California rappresenta da sola circa il 14-15% dell’intera economia degli Stati Uniti, superando il Pil di nazioni come l’Italia o il Canada. È un motore trainante in settori chiave come la tecnologia (Silicon Valley), l’agricoltura, l’industria aerospaziale e l’intrattenimento (Hollywood).

La mossa di Newsom evidenzia come gli Stati Uniti siano divisi sulla politica di Trump e riflette altresì la preoccupazione del Golden State per le potenziali ripercussioni negative sulle sue floride esportazioni. Ora, non c’è dubbio che stringere accordi diretti sul piano internazionale, con il preciso obiettivo di proteggere gli  interessi del proprio stato, anche in contrasto con le politiche federali, potrebbe costituire una novità dirompente per gli Usa. Concretamente, è possibile? Resta da vedere, oltretutto, quali Paesi accoglieranno l’iniziativa del governatore californiano e come questa “diplomazia statale” potrà farsi largo nel panorama geopolitico.

Cambia il mondo, ora  serve un salto di qualità nella politica italiana

La vicenda dei dazi imposti dalla nuova amministrazione americana assomiglia sempre di più, come ammettono gli stessi osservatori meno faziosi e settari, ad un cambiamento radicale e strutturale degli equilibri geopolitici a livello mondiale. Finisce un’epoca, come riconoscono ormai quasi tutti, tranne per chi vive la politica e la storia all’insegna dei paraocchi ideologici. Come, appunto, stanno facendo ampi settori della sinistra radicale ed estremista ed i populisti di tutte le risme. Ma è proprio in un momento di svolta politica, e storica, che le forze politiche sono chiamate ad esprimersi con chiarezza e responsabilità. Anche e soprattutto a livello nazionale.

E, al riguardo, i comportamenti concreti e conseguenti sono soltanto due. Tertium non datur si potrebbe aggiungere. E cioè, chi affronta un cambiamento così radicale e sconvolgente con le armi della politica, del senso delle istituzioni e, in ultimo, della responsabilità nazionale e chi, al contrario, affronta i nuovi problemi con gli strumenti del populismo, dell’estremismo e della solita logica sessantottina del “tanto peggio tanto meglio”. Non è affatto difficile individuare le forze politiche, i conduttori televisivi, i cosiddetti opinioni leader e gli organi di informazione che si collocano da una parte e chi dall’altra. Nella politica i populisti sono rappresentati in modo eccellente dalla Lega salviniana e dai dei 5 Stelle di Conte dove, non a caso, si registra una straordinaria convergenza politica dopo aver siglato un accordo di governo alcuni anni fa. Nel campo culturale, giornalistico e mediatico si registra una straordinaria soddisfazione – proprio dopo l’annuncio dei dazi imposti da Trump – di tutti coloro che lavorano alacremente per il ‘tanto peggio tanto meglio’. Ampi settori della sinistra estremista e massimalista sono già in prima linea con comportamenti che coltivano l’obiettivo – forse inconsapevole – di far precipitare la credibilità del nostro paese solo e soltanto per ragioni di bottega.

E, di fronte a questo nuovo ed inedito scenario, si renderebbe sempre più necessaria quella politica di ‘solidarietà nazionale’ che ha segnato un’altra fase drammatica per il nostro paese.

Seppur per motivazioni radicalmente diverse ma altrettanto gravi. Certo, adesso il tema nazionale si incrocia con quello, ancor più delicato ed incerto, della collocazione europea ed internazionale del nostro paese. Ma è indubbio che questo tornante storico non si può affrontare con la logica dissacratoria e devastante degli estremismi, dei massimalismi e dei populismi. E la domanda che emerge in modo inequivocabile in questi tempi è quella di sapere dove sono oggi quella Dc e quel Pci. Ovvero, per dirla con altri termini, se esistono oggi le forze politiche – innanzitutto – che si assumono il compito di indicare una strada coerente con la nostra storica collocazione europea ed internazionale, a difesa dei nostri interessi nazionali e capace di costruire un’iniziativa politica che sia in grado di superare i giochi meschini e anche un po’ squallidi dei vari partiti. Sicuramente nel campo della maggioranza ci sono Forza Italia e la Presidente del Consiglio – ma, purtroppo, non di tutto il suo partito – mentre nel campo dell’opposizione oltre ad Azione di Calenda e, forse, dell’area riformista del Pd, si fa francamente fatica ad individuare partiti che non coltivano solo ed esclusivamente l’obiettivo del fatidico “tanto peggio tanto meglio”.

Ecco perché uno dei dibattiti che da oggi deve decollare nella nostra cittadella politica sarà proprio questo. E cioè, sarà praticabile e realisticamente percorribile, individuare una strada politica che si ispiri ad una sorta di “solidarietà nazionale” per affrontare le sfide dettate dai nuovi e drammatici problemi che emergono dallo scenario internazionale?

Finisce sotto le macerie di Gaza la prospettiva dello Stato palestinese

Dal 7 ottobre 2023 l’attenzione internazionale è, doverosamente, concentrata su quanto accade nella Striscia di Gaza. Le notizie relative alla Cisgiordania, un territorio di oltre 5600 km quadrati abitato da tre milioni di palestinesi e mezzo milione di coloni israeliani, sono contestualmente finite sullo sfondo, mai realmente considerate e analizzate nella loro importanza. Che invece è grande.

Perché è qui che dovrebbe sorgere lo stato palestinese. Ed è sempre qui che, al contrario, Israele ha intenzione di allargare il proprio, di territorio. Ormai la prospettiva strategica di Tel Aviv, il cui governo è sostenuto dai rappresentanti radicali dei coloni, Itamar Ben Gvir leader del partito Potere Ebraico e Bezalel Smotrich leader dell’altra formazione estremista Sionismo Religioso, appare chiara alla luce di quanto fatto nei mesi successivi al 7 ottobre 2023 e sino al dispiegarsi dell’attuale operazione chiamata “Muro di Ferro”: l’annessione.

La violenza dei coloni, supportata e protetta dall’IDF, è cresciuta esponenzialmente nel corso dell’ultimo anno, costringendo decine e decine di comunità rurali palestinesi ad abbandonare le proprie case e le proprie terre per far spazio all’insediamento di decine di nuovi avamposti di coloni ebraici. Oltre ventimila palestinesi sono stati cacciati dal campo di Jenin, forse quello più rilevante di tutti; altri ventimila da tre campi ubicati nel nord della Cisgiordania. E insieme a questa azione di sfollamento sono state devastate infrastrutture fognarie e idriche, sventrate strade, sgretolati edifici, distrutte reti di telecomunicazioni. E altre decine di donne e uomini, e di bambini, palestinesi sono stati uccisi.

Che l’obiettivo sia un’annessione de facto lo dice anche la situazione che già oggi è presente in Cisgiordania, dove l’Autorità Nazionale Palestinese – al di là della sua debole leadership e dei suoi contrasti interni, oltre a quelli con Hamas – controlla il territorio in maniera frammentata: lo si capisce bene osservando una di quelle cartine colorate che mostrano le tre aree nelle quali è divisa attualmente la Cisgiordania: quelle sotto controllo palestinese e militare israeliano. Difficile immaginare, in un contesto siffatto, di potervi edificare uno stato unitario.

Mercé Prats, storica francese, rilegge Teilhard de Chardin

Sarà disponibile in libreria dal 31 marzo il volume Pierre Teilhard de Chardin. Una biografia (Libreria Editrice Vaticana, pp. 408, euro 29) di Mercè Prats, storica del laboratorio sui monoteismi di Parigi. La proposta di questo libro è la riscoperta di uno scienziato e gesuita, paleontologo e teologo, uomo di fede tenace e d’indefessa ricerca accademica. Pierre Teilhard de Chardin era un personaggio pubblico al centro delle polemiche del tempo, paragonato a Sartre per la notorietà nella Parigi degli anni Cinquanta; discusso a Roma ma difeso dal confratello Henri de Lubac.

 

Fede e scienza

Visionario e profetico, oggetto di un Monitum vaticano e in seguito citato con rispetto da vari Pontefici, Teilhard de Chardin è stato un pensatore di rara sagacia e indiscutibile valore. Queste pagine attingono per la prima volta a diversi archivi e delineano un profilo a tutto tondo del gesuita scienziato che ha segnato un’epoca. De Chardin puntava a mettere in comunicazione, nella sua persona, due campi del sapere spesso in conflitto tra loro: la fede cristiana e la scienza.

 

Al suo seguito

Mercè Prats segue Teilhard de Chardin nelle campagne di scavi archeologici in Cina, lo ascolta nelle conferenze a Washington e in mezzo mondo, indaga i suoi contrasti con la Compagnia di Gesù e le interlocuzioni con il Vaticano, scava nei suoi libri e nelle discussioni che suscitarono, ne descrive l’ardore missionario e l’incessante tentativo di essere un cristiano dentro la modernità. De Chardin era convinto: “Non mi rassegnerò mai a confinarmi nella pura scienza. Mi sembra di avere una parola da dire per cercare di destare gli uomini alla vera dimensione e alla vera natura delle realtà tra le quali essi dormono; questa parola, cercherò di dirla fino al mio ultimo respiro”.

Negli ultimi anni più volte Papa Francesco lo ha citato, ad esempio nella Laudato sie durante il suo viaggio apostolico in Mongolia, così come il 3 marzo 2025 in un messaggio alla Pontificia Accademia per la Vita quando ha definito “audace e ispirante” il tentativo di Teilhard de Chardin di “entrare seriamente in dialogo con le scienze, praticando un esercizio di trans-disciplinarità”.

 

Lautrice

Dottoressa in storia, specializzata in storia religiosa della Francia del XX secolo, Mercè Prats è ricercatrice al Laboratorio di studi sui monoteismi di Parigi. In precedenza ha insegnato storia contemporanea all’Università di Reims e ha lavorato alla Fondazione Teilhard de Chardin all’interno dell’Istituto di paleontologia umana di Parigi. Ha pubblicato diversi contributi e tenuto numerose conferenze pubbliche sulla vita e la figura di Teilhard de Chardin.

La classifica di serie A, il Genoa aggancia il Torino

Roma, 4 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Genoa-Udinese 1-0.

Genoa-Udinese 1-0, sabato 5 aprile ore 15 Monza-Como, ore 18 Parma-Inter, ore 20.45 Milan-Fiorentina, domenica 6 aprile ore 12.30 Lecce-Venezia, ore 15 Empoli-Cagliari, Torino-Verona, ore 18 Atalanta-Lazio, ore 20.45 Roma-Juventus, lunedì 7 aprile ore 20.45 Bologna-Napoli.

Classifica: Inter 67, Napoli 64, Atalanta 58, Bologna 56, Juventus 55, Roma, Lazio 52, Fiorentina 51, Milan 47, Udinese 40, Torino, Genoa 38, Como, Verona 30, Cagliari 29, Parma 26, Lecce 25, Empoli 23, Venezia 20, Monza 15.

32ª Giornata Venerdì 11 aprile ore 20.45 Udinese-Milan; sabato 12 aprile ore 15 Venezia-Monza, ore 18 Inter-Cagliari, ore 20.45 Juventus-Lecce, Domenica 13 aprile ore 12.30 Atalanta-Bologna, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Lega per due giorni a congresso, Salvini candidato unico a succedere a se stesso

Milano, 4 apr. (askanews) – Due giorni di confronto, nessuna suspense. La Lega si ritrova domani e dopodomani a congresso a Firenze, con esito scontato: in corsa per la segreteria c’è il solo Matteo Salvini, nessuno ha inteso provare a contestare la sua leadership ormai ultradecennale. Il “dibattito interno” avverrà sugli “atti di indirizzo”, ovvero proposte di linea politica (al momento almeno 17) che dovranno essere approvate o eventualmente recepite dal segretario federale.

I 725 delegati (400 eletti in tutte le regioni e gli altri di diritto) potranno discutere dunque di vari temi: tra gli altri, l’adeguamento dei salari, l’Islam, “sicurezza/immigrazione”, l’energia con riferimento al nucleareáeálaágiustizia. Ma non è detto che si arrivi al voto: una volta rieletto, Salvini potrebbe anche decidere di recepire tutte le mozioni. Il confronto ci sarà invece per i 22 posti elettivi nel consiglio federale, per i quali sono state depositate 36 candidature.

Quanto alle modifiche allo statuto, anche qui tutto già deciso: degne di rilievo politico ci sono la modifica al numero dei vice segretari, che consentirà la cooptazione di Roberto Vannacci in aggiunta agli attuali 3; poi la possibilità di elettorato attivo ma non passivo – a livello di sezione – per i “sostenitori” del partito e non solo per i militanti.

Salvini aprirà e chiuderà il congresso: il saluto iniziale alle 14 di domani, l’intervento di chiusura nel primo pomeriggio di domenica. In mezzo, molti ospiti internazionali: manderanno il loro contributo video praticamente tutti i “Patrioti” alleati europei: Viktor Orbàn, Jordan Bardella, Santiago Abascal, Geert Wilders, Andre Ventura. Altri interventi “Potranno essere annunciati in diretta”, dice una nota della Lega. E il sogno è quello di un collegamento con Elon Musk: “Tutto è possibile, quando si parla di lui…”, si limita a dire un esponente leghista.

Pmi: con Garanzia di Stato fino a 2,3 mld da fondi pensioni al 2034

Milano, 4 apr. (askanews) – Fondi pensione e Pmi possono creare una sinergia vantaggiosa per l’economia italiana grazie alla Garanzia di Stato a tutela del risparmio che diventer operativa una volta approvati i necessari decreti attuativi. Secondo uno studio realizzato da Teha con Previdenza Italia presentato al Forum di Cernobbio, la Garanzia di Stato potr attivare nel periodo 2026-2034 fino a 2,3 miliardi di investimenti dei fondi pensione nelle Pmi, con l’obiettivo di far crescere le imprese e creare fino a 250mila posti di lavoro.

” importante perch finalmente mettendo al centro del sistema i fondi pensione, questi consentiranno un investimento sul sistema Paese delle PMI con una novit assoluta la garanzia dell’investimento. Questo permetter, una volta approvati i decreti attuativi che sono delle norme di secondo livello nella normazione italiana di avviare tutte le iniziative per le nostre piccole e medie imprese. Per questa ragione rinnoviamo l’appello affinch vengano approvate al pi presto per per l’Italia del benessere dell’Italia”, ha detto Nino Foti, presidente di Previdenza Italia.

Secondo lo studio inoltre se tutti i nuovi occupati si iscriveranno ai fondi pensione, si potrebbe generare un incremento fino a 12 miliardi di euro di risorse gestite della previdenza complementare al 2034.

“In Italia, secondo le dinamiche demografiche, avremo 4,3 milioni di persone in et lavorativa in meno. Occorre rilanciare quindi la produttivit per mantenere il pil e le piccole e medie imprese rappresentano l’ossatura del nostro sistema Paese, sono molto competitive, importano ed esportano tantissimo e soprattutto sono pi produttive della media del resto del Paese. I fondi pensione sono un alveo potenziale di investimenti molto, molto importante”, ha detto Lorenzo Tavazzi, Senior Partner e Board Member di Teha Group.

Le risorse della previdenza complementare sono oggi pari a oltre 240 miliardi di euro, ma solo il 5% destinato a titoli di capitale con un potenziale di crescita strategico da valorizzare per favorire l’accesso al capitale delle Pmi.

Al Museo del Bijou di Casalmaggiore la mostra "Gioielli di Gusto"

Roma, 4 apr. (askanews) – In esposizione a Palazzo Morando – Costume Moda Immagine di Milano nel 2015 in occasione di Expo dedicato al tema “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, l’esclusiva mostra “Gioielli di Gusto. Racconti fantastici tra ornamenti golosi” celebra quest’anno il decennale al Museo del Bijou di Casalmaggiore in provincia di Cremona, suggestivo spazio unico in Italia che conserva, racconta e valorizza un secolo di storia del costume e della moda dell’intero settore.

In mostra dal 12 aprile al 28 settembre 2025, un prezioso punto di incontro fra i mondi del “bijou” e quello del cibo, proponendo un’accurata selezione di favolosi pezzi d’autore da indossare per una riflessione sia seria, sia surreale e fantastica, sul rapporto tra jewelry e food.

“Gioielli di Gusto” è un evento promosso dal Comune di Casalmaggiore e dal Museo del Bijou, grazie al significativo contributo di Alimentis Azienda specializzata nelle forniture per la ristorazione di alta gamma, ambassador dell’arte gourmet italiana.

Le delizie della tavola, nella loro espressione di ricchezza, prosperità e benessere, ripercorrono la storia del gioiello, dagli ornamenti antichi a quelli contemporanei in infinite creazioni griffate. Uva, melograni, ananas, fragole, frumento, baccelli di pisello, funghi, pomodori, pasta, pesci, granchi, uova e selvaggina… senza dimenticare il mood “drink”, suggerito in maniera più o meno sfiziosa da anelli da cocktail e oggetti maschili come i gemelli da polso.

È da questo originalissimo concept che ha preso forma la mostra ideata da Mara Cappelletti, storica del gioiello, realizzata nel 2015 con il prezioso contributo delle curatrici Maria Canella (sezione Fashion), Mariateresa Chirico e Anty Pansera (sezione Contemporary) e impreziosita dagli allestimenti di Alejandro Ruiz, geniale designer di fama internazionale che ha saputo creare uno scenario poetico e delicato, composto di origami.

A distanza di dieci anni dalla sua “prima”, Gioielli di Gusto si presenta dunque al Museo del Bijou di Casalmaggiore in una nuova ulteriore veste, orientata sì al bijou storico e fashion, ma con nuove incursioni nel prestigioso ambito contemporaneo.

Quelle forme, quei colori che ispirano da sempre artigiani illustri e stilisti di moda, un’arte sopraffina, unita alla fantasia dei designer, grazie alla quale il cibo, svincolato dalla sua funzione principe, si trasforma in oggetto cult, particolare, divertente. Un’interpretazione che va dall’iconico all’ironico del prezioso bijou.

È questo il fil rouge di “Gioielli di Gusto” che mostra come il cibo sia da stimolo per la creatività, sottolineandone la sua valenza estetica e anche culturale.

“Il tema food” – spiega Mara Cappelletti, ideatrice e curatrice della mostra – “è proposto in maniera ricorrente negli ornamenti. Sia i ‘pezzi’ più preziosi, ma anche i bijoux vintage, quelli contemporanei e quelli della griffe della moda, hanno interpretato nel corso della storia e in modi diversi, il mondo della tavola. Con questa mostra abbiamo voluto esplorare e rappresentare tutti questi ambiti. Grazie all’appassionato lavoro di ricerca svolto, chi visiterà la mostra al Museo del Bijou, si immergerà in una serie di ‘racconti fantastici’, che accomunano il piacere estetico a quello del gusto”.

La mostra si snoda in un percorso che conduce il visitatore tra gli ornamenti più golosi, attraverso tre aree distinte.

IL GUSTO DELLA MODA: le ispirazioni gustose non mancano nella moda che spesso ricorre a frutti, gelati, dolci, bacche, pasta e persino uova per dare forma ai bijoux e agli accessori più divertenti. Moschino, Ferrè, Valentino, Missoni, solo per citarne alcuni, si sono rifatti al tema ‘cibo’ per realizzare le loro creazioni.

IL GUSTO CONTEMPORARY: la sezione presenta una collezione di pezzi unici o realizzati in piccolissime serie, inerenti al tema, tra i più interessanti del panorama italiano e internazionale, frutto di un’accurata ricerca sulle forme e sui materiali. Tra questi i gioielli di Lucilla Giovanninetti, Angela Simone, Barbara Uderzo e Eleonora Ghilardi.

IL GUSTO VINTAGE: questa sezione ospita una serie di bijoux appartenenti al periodo compreso dalla seconda metà dell’Ottocento fino agli anni Novanta del Novecento, con pezzi dei grandi bigiottieri internazionali come Trifari e italiani come Ornella Bijoux e Sharra Pagano, compresi i bijoux “golosi” che appartengono alla collezione del Museo.

Fed, ecco perché Powell indossa sempre una cravatta viola

Roma, 4 apr. (askanews) – I banchieri centrali degli Stati Uniti sono rigorosamente apolitici. Lo sono anche e soprattutto perché questo serve a garantire la loro indipendenza decisionale, l’autonomia delle scelte monetarie dalla politica. Lo ha ribadito il presidente della Federal Reserve, la banca centrale Usa, Jerome Powell, predendo spunto da una peculiarità del suo stile nel vestire: la cravatta viola.

La indossa sempre, quasi fosse una divisa. Il dettaglio non è sfuggito ad una delle intervistatrici della Advancing Business Editing and Writing Annual Conference, evento organizzato da alcuni dei maggiori quotidiani e media Usa ad Arlington, in Virginia. Così ha chiesto a Powell perché la indossasse sempre.

“All’inizio l’unico significato è che mi piacciono le cravatte viola – ha replicato -. Però dirò che poi, ad una successiva conferenza stampa, stavo per prendere una cravatta blu (il colore utilizzato dai democratici-ndr) o una cravatta rossa (il colore dei repubblicani-ndr) e mi sono detto, ‘mmm, forse meglio di no’. E così ho iniziato a mettere sempre cravatte viola. Ora direi che le metto sempre e basta”.

“Semplicemente mi sembrava un po’ problematico (awkward, in inglese) indossare un colore identificato” con una parte politica. “Noi siamo strettamente apolitici. Non è che siamo bipartisan: siamo non politici – ha proseguito Powell – e il viola è un buon colore per questo”.

Ed un esempio concreto di questo è nella linea che Powell ha mantenuto quanto interpellato su alcune delle scelte chiave dell’amministrazione Trump, come sui dazi commerciali, o sulla messa al bando delle politiche “Dei”, acronimco inglese di diversità, equità e inclusione, fortemente spinte dai dem ma che secondo i repubblicani hanno finito per degenerare in pratiche apertamente discriminatorie contro intere fasce di popolazione, sotto l’amministrazioni Obama prima e Biden poi, a beneficio di qualunque categoria venisse indicata, dalla politica, come “minoranza”.

E con effetti ritenuti molto negativi, secondo i repubblicani, sulla meritocrazia, sia nelle assunzioni che nelle promozioni. Di recente sono stati citati come casi emblematici quello della direttrice dei vigili del fuoco in California, e quelli di alcuni controllori di volo, tutti apparentemete selezionati in base a questi criteri.

Stessa cosa per la tabula rasa fatta da Trump sulle politiche “Esg”, anche qui acronimo inglese di ambiente, sociale e governance, in cui sono state fatte ricadere tutta una serie di politiche sulla tutela ambientale e anche sul più controverso aspetto alla lotta ai cambiamenti climatici, attribuiti – elemento che molti repubblicani e soprattutto molti “maga” contestano – alle emissioni di Co2 di derivazione antropica. Il presidente Usa ha emanato fin dai primi giorni di insediamento ordini esecutivi che vietano alle agenzie federali, inclusa la banca centrale, di continuare ad applicare questi criteri.

Powell è stato nuovamente interpellato su questi aspetti. E ha replicato che la Fed applica gli ordini della Casa Bianca, evitando rigorosamente, per quanto sollecitato, di commentarli.

“Il nostro lavoro è, qualunque cosa accada, di riportare l’economia alla stabilità. E questo che facciamo. Ci vogliamo attenere ai nostri compiti, abbiamo questa grande cosa che è l’indipendenza e questo però ci impone di non lasciarci andare alla tentazione di andare fuori dal nostro ambito. Le politiche sul commercio, sul clima, sull’immigrazione: tutte queste cose spettano al governo – ha spiegato Powell -. Se le trattassimo come un nostro compito, la motivazione per la nostra indipendenza sparirebbe. Quindi, onestamente, non posso commentare. E se i policy maker responsabili agiscono in un determinato mod – ha aggiunto – è probabilmente perché pensano che sia la cosa migliore da fare”.

Powell è stato anche interpellato su come consideri la sua posizione personale alla Fed. Prima dell’insediamento alla Casa Bianca, e ancor più prima della sua rielezione, il presidente Donald Trump aveva espresso malcontento per la sua conduzione della politica monetaria. “Intendo servire tutto il mio mandato”, ha detto, fino alla scadenza quindi. “Per quanto sia rilevante lo considero come un lavoro normale e mi piace moltissimo”.

Proprio oggi Trump è tornato a sollecitare un taglio dei tassi. Ma nel suo intervento Powell ha ribadito che per la Fed “non è chiaro al momento quale sarà il percorso appropriato della politica monetaria”. Se tenere i tassi fermi, quindi, o se continuare a ridurli. “Dobbiamo aspettare e vedere” che si chiariscano gli effetti delle diverse svolte politiche messe in campo. (fonte immagine: SABEW).

Dazi, Meloni: choc occasione per superare regole ideologiche Ue

Roma, 4 apr. (askanews) – “Bisognerà ovviamente avviare una trattativa con gli Stati Uniti. Credo che questo nuovo choc che colpisce l’Europa, dopo la pandemia e la guerra in Ucraina ancora in corso, possa essere l’occasione per affrontare questioni che l’Unione europea ha trascurato da tempo. Penso alle regole ideologiche e non condivisibili del Green Deal, al rafforzamento della competitività delle nostre imprese, all’accelerazione del mercato unico e alla necessità di una maggiore semplificazione, visto che siamo soffocati dalle regole. Dobbiamo riflettere su questi punti, che hanno rappresentato di fatto dei ‘dazi’ che l’Unione europea si è autoimposta”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando al Consiglio dei ministri.

Dl sicurezza, Meloni: norme necessarie che non potevamo rinviare

Roma, 4 apr. (askanews) – Quelle contenute del decreto Sicurezza “sono norme necessarie che non possiamo più rinviare. Ecco perché, d’accordo con Antonio Tajani e Matteo Salvini, abbiamo deciso di trasformare il testo del pacchetto sicurezza attualmente all’esame del Parlamento, in un decreto-legge, che quindi sarà immediatamente operativo ed entrerà subito in vigore”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni nel corso della riunione del Cdm.

“E’ una scelta – ha spiegato la premier, sempre secondo quanto si apprende – di cui ci assumiamo la responsabilità, consapevoli del fatto che non potevamo più aspettare e che era prioritario dare risposte ai cittadini e assicurare ai nostri uomini e alle nostre donne in divisa le tutele che meritano”.

“Si è detto e scritto sui giornali su questa decisione: c’è chi l’ha definita ‘scorciatoia’, chi addirittura un ‘blitz’. Ecco, io penso che non sia nessuna delle due cose, ma semplicemente una scelta che il Governo legittimamente ha deciso di prendere, per rispettare gli impegni presi con i cittadini e con chi ogni giorno è chiamato a difendere la nostra sicurezza”, ha concluso Meloni.

Dazi, Meloni: martedì 8 incontro con categorie produttive

Roma, 4 apr. (askanews) – “Ho deciso di chiedere ai due vicepremier, al Ministro dell’Economia, dell’Industria, dell’Agricoltura, delle Politiche europee, di vederci lunedì pomeriggio e di portare ciascuna per la propria competenza uno studio sull’impatto che questa situazione può avere per la nostra economia. Lo stesso gruppo di lavoro del Governo, che da ora deve sentirsi prioritariamente impegnato sul tema, si confronterà anche con i rappresentanti delle categorie produttive, che sono stati convocati a Palazzo Chigi per martedì 8 aprile. Ci confronteremo anche con loro, per trovare le soluzioni migliori”. Lo ha detto, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando al Consiglio dei ministri.

“L’obiettivo è avere in tempo breve un’idea il più possibile chiara, per l’economia italiana e del quadro complessivo, dell’impatto e dei settori maggiormente danneggiati nei diversi scenari, una linea d’azione per sostenere quelle filiere, un set di proposte da portare in Europa su come affrontare e rispondere a questa crisi e una linea di negoziato con gli Stati Uniti. Ci troviamo davanti ad un’altra sfida complessa, ma abbiamo tutte le carte in regola per superare anche questa”, ha aggiunto.

Dazi, Meloni: possibile riduzione export in Usa ma presto per stime

Roma, 4 apr. (askanews) – “Le esportazioni italiane negli Stati Uniti valgono cica il 10% del totale. L’introduzione di dazi può, forse, ridurre questa quota di export ma è ancora presto per quantificarne l’effetto e per capire quanto i nostri prodotti saranno effettivamente penalizzati”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, parlando al Consiglio dei ministri.

“Su questo – ha aggiunto – è necessario considerare che un dazio alla frontiera del 20% difficilmente si traduce in un pari incremento di prezzo per i consumatori americani, poiché il valore finale è dato anche da una serie di intermediazioni tra l’importatore e il consumatore finale. Si pensi, ad esempio, all’importazione negli Stati Uniti di una bottiglia di vino che, da un passaggio all’altro, subisce un ricarico spesso superiore al 200%, perciò i dazi all’importazione con ogni probabilità saranno in parte assorbiti. Ragionamenti analoghi, ovviamente, possono essere fatti per altre tipologie di prodotti. D’altra parte, bisogna tenere conto che una politica protezionistica americana può impattare sull’Italia anche indirettamente. Pensiamo, ad esempio, all’esportazione di automobili tedesche negli Stati Uniti, che sono in discreta parte prodotte grazie all’indotto presente sul territorio italiano. Per questo, come ho già detto, è presto per valutare le conseguenze effettive prodotte da questa nuova situazione sul nostro PIL e sulla nostra economia”.

La Lega a congresso per rieleggere Salvini

Milano, 4 apr. (askanews) – Due giorni di confronto, nessuna suspense. La Lega si ritrova domani e dopodomani a congresso, con esito scontato: in corsa per la segreteria c’è il solo Matteo Salvini, nessuno ha inteso provare a contestare la sua leadership ormai ultradecennale. Il “dibattito interno” avverrà sugli “atti di indirizzo”, ovvero proposte di linea politica (al momento almeno 17) che dovranno essere approvate o eventualmente recepite dal segretario federale.

I 725 delegati (400 eletti in tutte le regioni e gli altri di diritto) potranno discutere dunque di vari temi: tra gli altri, l’adeguamento dei salari, l’Islam, “sicurezza/immigrazione”, l’energia con riferimento al nucleareáeálaágiustizia. Ma non è detto che si arrivi al voto: una volta rieletto, Salvini potrebbe anche decidere di recepire tutte le mozioni. Il confronto ci sarà invece per i 22 posti elettivi nel consiglio federale, per i quali sono state depositate 36 candidature.

Quanto alle modifiche allo statuto, anche qui tutto già deciso: degne di rilievo politico ci sono la modifica al numero dei vice segretari, che consentirà la cooptazione di Roberto Vannacci in aggiunta agli attuali 3; poi la possibilità di elettorato attivo ma non passivo – a livello di sezione – per i “sostenitori” del partito e non solo per i militanti.

Salvini aprirà e chiuderà il congresso: il saluto iniziale alle 14 di domani, l’intervento di chiusura nel primo pomeriggio di domenica. In mezzo, molti ospiti internazionali: manderanno il loro contributo video praticamente tutti i “Patrioti” alleati europei: Viktor Orbàn, Jordan Bardella, Santiago Abascal, Geert Wilders, Andre Ventura. Altri interventi “Potranno essere annunciati in diretta”, dice una nota della Lega. E il sogno è quello di un collegamento con Elon Musk: “Tutto è possibile, quando si parla di lui…”, si limita a dire un esponente leghista.

Dazi, Schlein: “Meloni ambigua, nessuna risposta a rischi per export”

Gattatico (RE), 4 apr. (askanews) – “Noi da mesi che chiediamo di non sottovalutare la portata di questa guerra commerciale gi annunciata da Trump da tempo e che rischia di riversarsi soprattutto sulle imprese e sui lavoratori italiani. Siamo uno dei paesi pi votati all’export”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine del seminario organizzato dal gruppo del Pd della Camera, al Museo Casa Cervi a Gattatico in provincia di Reggio Emilia.

“Quindi Giorgia Meloni stata fino a qui ambigua – ha denunciato la leader dem – ha usato il condizionale fino al minuto prima che Trump annunciasse quello che gi da tempo aveva detto e non ha messo in campo ancora alcuna risposta. Voglio ricordare che il governo di Pedro Sanchez in Spagna ha gi messo in campo 14 miliardi per proteggere le famiglie rispetto alle conseguenze di questi dazi”.

“Ora – ha aggiunto Schlein – necessaria una risposta unitaria europea che sia mirata e proporzionata, ma necessario anche aprire nuove relazioni commerciali e sul versante interno necessaria una risposta del governo che tuteli le imprese e le famiglie, come sta facendo la Spagna”.

“Al contempo proponiamo di nuovo di rilanciare il mercato interno e la domanda attraverso un intervento sui salari. Bisogna incentivare il rinnovo dei contratti che aspettano pi di 5 milioni di lavoratori e approvare finalmente del salario minimo che le opposizioni chiedono e hanno proposto da tempo”, ha concluso.

Arma carabinieri ospita summit Gendarmerie e forza di polizia

Roma, 4 apr. (askanews) – L’Arma dei Carabinieri ha organizzato a Vicenza, presso il Centro di Eccellenza per le Stability Police Units (CoESPU), una conferenza quadripartita di Vertice (G4) tra le Gendarmerie e Forze di Polizia a statuto militare di Italia, Francia, Spagna e Portogallo. Hanno partecipato il Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri, Gen. C.A. Salvatore Luongo, il Direttore Generale della Gendarmeria Nazionale francese, Gen. d’Armata Hubert Bonneau, il Comandante Generale della Guardia Nazionale Repubblicana portoghese, Gen. C.A. Rui Alberto Ribeiro Veloso e il Direttore Aggiunto Operativo della Guardia Civil, Gen. C.A. Manuel Llamas Fernàndez.

“L’incontro, svoltosi in un clima di proficua collaborazione e reciproco scambio di esperienze – si legge in una nota – ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare ulteriormente i legami di cooperazione. Le quattro prestigiose Istituzioni di polizia a competenza generale fanno parte della FIEP (International Association of Gendarmeries and Polices Forces with Military Status), istituita il 12 maggio del 1994 a Madrid, la cui presidenza è stata ceduta lo scorso anno dall’Arma dei Carabinieri alla Gendarmeria Nazionale Francese. Nel corso del vertice è stato fornito risalto alle tematiche di maggiore rilevanza strategica, quali: la formazione congiunta, la tutela ambientale, il settore cyber e l’Intelligenza Artificiale”.

In riferimento alla formazione congiunta è stata sottolineata “l’importanza di valorizzare i percorsi formativi del personale quale processo continuo di crescita umana, valoriale e professionale che caratterizza la vita di ogni militare, fornendogli gli strumenti necessari per svolgere efficacemente i propri compiti istituzionali anche nella dimensione della cooperazione interforze nel contesto europeo”.

In relazione alla tutela ambientale, settore in cui l’Arma è impegnata con i suoi oltre 7.000 Carabinieri forestali, si è posto l’accento sulla promozione di una comune visione strategica attraverso lo svolgimento di periodiche riunioni finalizzate a condividere e potenziare le conoscenze tecnico-informatiche di settore.

In occasione della trattazione della tematica cyber è stata confermata l’importanza dello scambio di progetti relativi alla prossimità digitale, ovvero delle pratiche di formazione mirate all’aumento di capacità d’intelligence e d’investigazione sulla criminalità informatica, focalizzando l’attenzione anche sul costante aggiornamento dei punti di contatto (PoC) delle 4 Forze di polizia a statuto militare, quale fattore essenziale per assicurare la piena funzionalità di scambi informativi.

Sull’intelligenza artificiale, invece, è stata manifestata la volontà di favorire la condivisione di piani strategici comuni di impiego dell’AI all’interno dei vari asset delle Gendarmerie, dalla logistica, alle procedure amministrative, alla formazione, fino agli aspetti operativi, sempre nel rispetto delle specificità e dei vincoli legali in ambito nazionale ed europeo. Il Comandante Generale, intervenuto nel corso della conferenza, dopo aver salutato e ringraziato le massime autorità delle Gendarmerie estere per la convinta partecipazione all’evento odierno, ha illustrato l’elemento distintivo e condiviso tra le stesse: “è il complesso reticolo territoriale delle nostre Forze, indiscutibile valore aggiunto sia per i flussi informativi, sia per la protezione delle infrastrutture critiche sul territorio, caratteristiche che sono codificate nel nostro DNA e costituiscono i presupposti per il successo del nostro modello, quello della Gendarmeria, nel passato come nel presente”.

Il Gen. C.A. Salvatore Luongo ha messo poi in evidenza la solidità dei valori che accomunano l’Arma dei Carabinieri, la Gendarmeria Nazionale francese, la Guardia Civil e la Guardia Nazionale Repubblicana portoghese: “valori radicati nella storia, nelle tradizioni e nel quotidiano sacrificio delle nostre donne e dei nostri uomini. È su queste fondamenta indiscutibili che poggia la nostra capacità di affrontare le sfide di oggi e di domani”.

Inoltre nel concludere si è soffermato sull’importanza di saper affrontare le nuove sfide: “abbiamo il dovere di guardare agli scenari futuri non con timore, ma con l’ambizione e la responsabilità di esserne protagonisti non per subirne i cambiamenti, ma per saperli interpretare e guidare”. Le Istituzioni che si sono riunite a Vicenza collaborano da anni per semplificare, nel rispetto degli accordi internazionali vigenti e delle normative nazionali, la reciproca fruizione di informazioni ed esperienze nei settori delle risorse umane, dell’organizzazione di servizi, della tecnologia, della logistica e degli affari internazionali.

I vertici delle quattro Istituzioni hanno espresso la loro piena soddisfazione per i risultati raggiunti durante l’importante incontro di cooperazione internazionale, sottolineando la comune volontà di proseguire e intensificare la collaborazione in tutti i settori strategici di interesse comune. Al termine della conferenza, è stato ribadito l’impegno a dare seguito alle discussioni attraverso la definizione di piani d’azione concreti e la realizzazione di iniziative congiunte, al fine di garantire una maggiore efficienza delle Forze di Polizia nell’ambito della sicurezza per i cittadini dei rispettivi Paesi.

Venerdì nero per le Borse europee: spaventa escalation dazi

Milano, 4 apr. (askanews) – Secondo il presidente Donald Trump “è un momento straordinario per diventare ricchi, più ricchi che mai!!!”. Di certo c’è che anche oggi è stata una seduta da dimenticare per le Borse mondiali. La guerra dei dazi innescata dagli Usa, con la risposta della Cina che ha annunciato tariffe al 34% su tutte le importazioni dagli Usa, ha innescato un sell-off generalizzato sui mercati, preoccupati per i rischi di una escalation, con l’ombra di una recessione globale e una nuova fiammata dell’inflazione.

Milano, zavorrata dai titoli bancari, crollati in tutta Europa, risentendo maggiormente dei timori di un rallentamento dell’economia, ha lasciato sul terreno il 6,54%, scivolando a 34.649 punti e azzerando in pratica i guadagni del 2025. Negli ultimi decenni, comunque, ci sono state altre dieci chiusure peggiori di quella odierna. Con gli indici di Wall Street che crollano di oltre il 3%, dopo ave archiviato ieri la peggior seduta dal 2020, Parigi ha perso il 4,26%, Francoforte il 5,09%, Londra il 4,94%, Madrid il 6,12%. Crolla anche il prezzo del petrolio, portandosi sui minimi dal 2021.

Tornando a Piazza Affari, tra i titoli principali, maglia rosa dei peggiori a Azimut (-12,6%), seguita da Leonardo (-12,41%), Mps (-12,2%) e Nexi (-11,47%), Unipol (-10,53%), Bper (-10,49%), Mediobanca (-10,35%), Popolare di Sondrio (-9,66%), Mediolanum (-9,65%), UniCredit (-9,58%). Nessun titolo si è salvato dalle vendite, a eccezione di Diasorin che ha guadagnato l’1,66%.

Delegazione Pd a manifestazione M5s, Schlein: “Abbiamo punti comuni”

Gattatico (RE), 4 apr. (askanews) – “Domani (5 aprile, ndr) il Partito democratico parteciper con una delegazione alla manifestazione del Movimento 5 Stelle. Non siamo d’accordo su tutto, ma ci sono molti punti comuni”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine del seminario organizzato dal gruppo del Pd della Camera, al Museo Casa Cervi a Gattatico, in provincia di Reggio Emilia.

“Ad esempio, abbiamo una forte critica rispetto alla prospettiva di corsa al riarmo dei 27 singoli Stati – ha proseguito Schlein -. Abbiamo una critica forte rispetto alle proposte che sono venute dalla Commissione, cos come condividiamo una prospettiva verso la difesa comune europea, l’esercito comune europeo”.

“Ci sono altri punti di distanza – ha detto la leader dem – naturalmente penso a punti importanti come il supporto all’Ucraina, ma pure convergenze sugli sforzi diplomatici e politici che vogliamo vedere fare all’Unione Europea per contribuire alla costruzione di pace sia nel teatro ucraino che in quello del Medio Oriente”.

“Quindi quando un nostro alleato, perch con il Movimento 5 Stelle governiamo in molte Regioni e Comuni e stiamo affrontando la sfida a Genova insieme, va in piazza, al netto delle nostre differenze, noi portiamo attenzione e ascolto perch siamo testardamente unitari”, ha concluso la segretaria.

Bankitalia taglia stime Pil, 2025 +0,5%, 2026 +0,9%, 2027 +0,7%

Roma, 4 apr. (askanews) – La Banca d’Italia ha consistentemente rivisto al ribasso le previsioni di crescita economica nella Penisola. Ora indica una espansione del Pil dello 0,6% quest’anno, dello 0,8% nel 2026 e dello 0,7% nel 2027. Peraltro questi dati utilizzano la metodologia condivisa a livello di Eurosistema delle banche centrali su dati destagionalizzati e corretti per il numero di giornate lavorative. Senza questa correzione, puntualizza Bankitalia con un comunicato, il Pil crescerebbe dello 0,5 per cento nel 2025, dello 0,9 per cento nel 2026 e dello 0,7 per cento nel 2027.

Nelle precedenti previsioni, risalenti a dicembre, Bankitalia indicava una crescita 2025 allo 0,8%, guardando ai dati corretti per stagionalità e giornate lavorative, un più 1,1% sul 2026 e un più 0,9% sul 2027.

Il taglio riflette innanzitutto il contraccolpo dei dazi commerciali decisi dall’amministrazione Trump negli Usa. Peraltro si tratta solo di “una prima e parziale valutazione degli effetti di questi annunci, che tiene conto dell’incremento dei dazi statunitensi ma non considera l’eventualità di aumenti ritorsivi da parte delle altre economie – precisa Bankitalia – non sono considerati inoltre eventuali effetti derivanti dall’evoluzione dei mercati internazionali”.

Le proiezioni sono state formulate sulla base delle informazioni disponibili al 28 marzo per le ipotesi tecniche e al 2 aprile per i dati congiunturali. Secondo l’analisi “nonostante l’inasprimento in atto delle politiche commerciali, la domanda estera continuerebbe a espandersi, seppure a tassi contenuti, nettamente inferiori a quelli medi del ventennio precedente” al Covid.

“I consumi delle famiglie aumenterebbero a tassi superiori a quelli del Pil, beneficiando del recupero del potere d’acquisto. Gli investimenti si espanderebbero in misura contenuta. La spesa in costruzioni, sebbene frenata dalla rimozione degli incentivi all’edilizia residenziale, beneficerebbe della finalizzazione dei progetti finanziati con i fondi del Pnrr. La progressiva trasmissione alle condizioni di finanziamento della riduzione dei tassi di interesse – aggiunge Bankitalia – eserciterebbe un impatto positivo soprattutto nel prossimo biennio”.

Dazi, Bankitalia: tolgono 0,5 punti a Pil Italia sul 2025-2027

Roma, 4 apr. (askanews) – I dazi commerciali decisi dall’amministrazione Trump negli Usa sottrarranno almeno mezzo punto percentuale alla crescita economica in Italia, cumulativamente sul triennio 2025-2027. È la stima indicata dalla Banca d’Italia in un aggiornamento delle sue proiezioni macroeconomiche.

Peraltro questa previsione resta parziale, dato che tiene conto sì dell’aumento dei dazi Usa, ma non delle ricadute delle rappresaglie che potrebbero essere adottate da altre economie, né considera gli effetti delle dinamiche dei mercati.

Le esportazioni italiane “risentirebbero in misura significativa degli effetti dell’incremento dei dazi da parte degli Stati Uniti, rimanendo pressoché stagnanti nell’anno in corso – dice Bankitalia – e tornando a crescere gradualmente nel prossimo biennio, seppure in misura inferiore a quella della domanda potenziale di beni e servizi italiani. Le importazioni aumenterebbero moderatamente nel 2025 e in misura più marcata nel 2026-27, coerentemente con la ripresa delle esportazioni e degli investimenti produttivi. Il saldo di conto corrente resterebbe stabile in rapporto al Pil nel triennio di previsione, su livelli intorno all’1 per cento”.

Cinque Stelle chiamano in piazza a Roma contro riarmo, Conte attacca Repubblica

Roma, 4 apr. (askanews) – Punta contro Repubblica l’ultimo rilancio di Giuseppe Conte in vista della manifestazione “No al riarmo. Fermiamoli” convocata dal Movimento 5 stelle per domani a Roma (raduno alle 13 in piazza Vittorio Emanuele II, arrivo ai Fori imperiali). Colpevole, il quotidiano protagonista della mobilitazione “europeista” del 15 marzo, di aver pubblicato un articolo dal titolo “L’Italia scopre il fascino del bunker. ‘Così si vince la paura della guerra’”.

“Questa – accusa l’ex presidente del Consiglio – è follia totale, alimentata da chi – fra kit di sopravvivenza e venti di guerra soffiati a reti unificate – crea apprensione per giustificare l’urgenza di un folle Piano di Riarmo, che non aumenterà certo la nostra sicurezza, ma farà crescere gli extraprofitti dell’industria militare”. Per l’ex premier “ai cittadini dobbiamo garantire più risonanze e tac piuttosto che moltiplicare carri-armati e bunker. Domani tutti in piazza a Roma contro questa follia”, è l’appello finale di Conte, in questi giorni impegnato in un tour de force di interviste e ospitate televisive per supportare la mobilitazione.

A Campo Marzio mettono l’accento sulla previsione che si stia realizzando “una partecipazione di associazioni e forze sociali” e si prefigura “una giornata popolare, una spinta di popolo” e snocciolano i dati organizzativi. Al netto delle realtà esterne che pure dovrebbero puntellare ulteriormente i numeri della mobilitazione a 5 stelle, dagli ambienti contiani, pur non indicando un obiettico numerico per la partecipazione in piazza, trapela “ottimismo ed entusiasmo” per gli oltre 100 pullman in arrivo soprattutto dal Sud, le oltre 500 persone attese in treno dal Nord, per i voli dalla Sardegna che porteranno anch’essi il loro carico di manifestanti e bandiere “dei 5 stelle e della pace”.

Il corteo sarà aperto dallo spezzone del Network giovani, novità organizzativa figlia del “processo costituente” conclusosi a novembre e sulla quale Conte punta molto per ritrovare una connessione con l’elettorato giovanile in passato così importante per l’ascesa di quello che fu il Movimento originario di Beppe Grillo.

Attesa in piazza una “delegazione” del Pd, anche se nel pomeriggio di venerdì non è ancora chiaro se in piazza si affaccerà anche la segretaria Elly Schlein, magari a inizio corteo per un saluto a Conte, che ha più volte detto di sperare nella presenza della leader democratica. Lo slogan dell’iniziativa “è chiaramente riferito al governo di Giorgia Meloni che ha sottoscritto e sostiene con convinzione il piano von der Leyen”, ha rivendicato il presidente del M5S, quasi a voler rassicurare sull’assenza di ostilità nei confronti della potenziale alleata del fu campo largo, o progressista che dir si voglia. Rassicurazione rafforzata nelle ultime ore dai maggiorenti del M5S, come ad esempio la vicepresidente Chiara Appendino che garantisce: “Aspettiamo a braccia aperte chi vuole schierarsi senza ambiguità perché è il momento di farlo”; oppure come il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi, che rispondendo a una domanda sul rischio che Schlein sia accolta da fischi, taglia corto: “Se qualcuno partecipa a una manifestazione, vuol dire che ne condivide i principi e i valori. Quindi, una contestazione non avrebbe senso e, per come conosco il Movimento, non me la aspetto”.

Ma il cuore dell’operazione politica della piazza convocata dal M5S, più che nel rapporto con il Pd attraversato da tensioni sul tema del riarmo europeo, è il recupero, che Conte ha a cuore fin dalla batosta incassata alle elezioni europee del 2024 (prima volta sotto il 10 per cento in una consultazione elettorale nazionale), del voto degli astenuti e dei delusi della politica, molti dei quali hanno radici nella diaspora della fu “sinistra radicale”.

Tra gli ospiti politici attesi in piazza e sul palco ci sono i dioscuri di Alleanza Verdi Sinistra, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, ma c’è anche Maurizio Acerbo, attuale segretario di Rifondazione comunista, partito lontano dai fasti parlamentari degli anni 90-00, e ci sono tra quanti hanno manifestato l’intenzione di sfilare contro guerra e riarmo piccole realtà organizzative o anche vive solo sui social network che fanno riferimento a un arcipelago di realtà di sinistra, in qualche caso accusate o sospettate di simpatie filorusse. E anche per la presenza di figure di attivisti, giornalisti e intellettuali non solo strettamente “di area” (come Marco Travaglio, Tomaso Montanari, Barbara Spinelli) ma provenienti dal mondo pacifista e cattolico come Alex Zanotelli e Flavio Lotti, dall’arcipelago ambientalista come Giuseppe Onufrio di Greenpeace, dall’Anpi, ci sarà il suo presidente Gianfranco Pagliarulo, o dal mondo della cultura e della tv come lo storico Alessandro Barbero o il divulgatore scientifico Mario Tozzi. E ancora: previsti interventi dell’economista Jeffrey Sachs e dell’eurodeputato belga del Partito del Lavoro Marc Botenga, recentemente protagonista di un duro scontro in aula con l’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri Kaja Kallas, che ha accusato di essere schiacciata su posizioni filo-Netanyahu.

M5S in piazza contro il riarmo, Conte attacca Repubblica

Roma, 4 apr. (askanews) – Punta contro Repubblica l’ultimo rilancio di Giuseppe Conte in vista della manifestazione “No al riarmo. Fermiamoli” convocata dal Movimento 5 stelle per domani a Roma (raduno alle 13 in piazza Vittorio Emanuele II, arrivo ai Fori imperiali). Colpevole, il quotidiano protagonista della mobilitazione “europeista” del 15 marzo, di aver pubblicato un articolo dal titolo “L’Italia scopre il fascino del bunker. ‘Così si vince la paura della guerra’”.

“Questa – accusa l’ex presidente del Consiglio – è follia totale, alimentata da chi – fra kit di sopravvivenza e venti di guerra soffiati a reti unificate – crea apprensione per giustificare l’urgenza di un folle Piano di Riarmo, che non aumenterà certo la nostra sicurezza, ma farà crescere gli extraprofitti dell’industria militare”. Per l’ex premier “ai cittadini dobbiamo garantire più risonanze e tac piuttosto che moltiplicare carri-armati e bunker. Domani tutti in piazza a Roma contro questa follia”, è l’appello finale di Conte, in questi giorni impegnato in un tour de force di interviste e ospitate televisive per supportare la mobilitazione.

A Campo Marzio mettono l’accento sulla previsione che si stia realizzando “una partecipazione di associazioni e forze sociali” e si prefigura “una giornata popolare, una spinta di popolo” e snocciolano i dati organizzativi. Al netto delle realtà esterne che pure dovrebbero puntellare ulteriormente i numeri della mobilitazione a 5 stelle, dagli ambienti contiani, pur non indicando un obiettico numerico per la partecipazione in piazza, trapela “ottimismo ed entusiasmo” per gli oltre 100 pullman in arrivo soprattutto dal Sud, le oltre 500 persone attese in treno dal Nord, per i voli dalla Sardegna che porteranno anch’essi il loro carico di manifestanti e bandiere “dei 5 stelle e della pace”.

Il corteo sarà aperto dallo spezzone del Network giovani, novità organizzativa figlia del “processo costituente” conclusosi a novembre e sulla quale Conte punta molto per ritrovare una connessione con l’elettorato giovanile in passato così importante per l’ascesa di quello che fu il Movimento originario di Beppe Grillo.

Attesa in piazza una “delegazione” del Pd, anche se nel pomeriggio di venerdì non è ancora chiaro se in piazza si affaccerà anche la segretaria Elly Schlein, magari a inizio corteo per un saluto a Conte, che ha più volte detto di sperare nella presenza della leader democratica. Lo slogan dell’iniziativa “è chiaramente riferito al governo di Giorgia Meloni che ha sottoscritto e sostiene con convinzione il piano von der Leyen”, ha rivendicato il presidente del M5S, quasi a voler rassicurare sull’assenza di ostilità nei confronti della potenziale alleata del fu campo largo, o progressista che dir si voglia. Rassicurazione rafforzata nelle ultime ore dai maggiorenti del M5S, come ad esempio la vicepresidente Chiara Appendino che garantisce: “Aspettiamo a braccia aperte chi vuole schierarsi senza ambiguità perché è il momento di farlo”; oppure come il capogruppo alla Camera Riccardo Ricciardi, che rispondendo a una domanda sul rischio che Schlein sia accolta da fischi, taglia corto: “Se qualcuno partecipa a una manifestazione, vuol dire che ne condivide i principi e i valori. Quindi, una contestazione non avrebbe senso e, per come conosco il Movimento, non me la aspetto”.

Ma il cuore dell’operazione politica della piazza convocata dal M5S, più che nel rapporto con il Pd attraversato da tensioni sul tema del riarmo europeo, è il recupero, che Conte ha a cuore fin dalla batosta incassata alle elezioni europee del 2024 (prima volta sotto il 10 per cento in una consultazione elettorale nazionale), del voto degli astenuti e dei delusi della politica, molti dei quali hanno radici nella diaspora della fu “sinistra radicale”.

Tra gli ospiti politici attesi in piazza e sul palco ci sono i dioscuri di Alleanza Verdi Sinistra, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, ma c’è anche Maurizio Acerbo, attuale segretario di Rifondazione comunista, partito lontano dai fasti parlamentari degli anni 90-00, e ci sono tra quanti hanno manifestato l’intenzione di sfilare contro guerra e riarmo piccole realtà organizzative o anche vive solo sui social network che fanno riferimento a un arcipelago di realtà di sinistra, in qualche caso accusate o sospettate di simpatie filorusse. E anche per la presenza di figure di attivisti, giornalisti e intellettuali non solo strettamente “di area” (come Marco Travaglio, Tomaso Montanari, Barbara Spinelli) ma provenienti dal mondo pacifista e cattolico come Alex Zanotelli e Flavio Lotti, dall’arcipelago ambientalista come Giuseppe Onufrio di Greenpeace, dall’Anpi, ci sarà il suo presidente Gianfranco Pagliarulo, o dal mondo della cultura e della tv come lo storico Alessandro Barbero o il divulgatore scientifico Mario Tozzi. E ancora: previsti interventi dell’economista Jeffrey Sachs e dell’eurodeputato belga del Partito del Lavoro Marc Botenga, recentemente protagonista di un duro scontro in aula con l’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri Kaja Kallas, che ha accusato di essere schiacciata su posizioni filo-Netanyahu. (di Paolo Barbieri)

Piazza Affari: i peggiori crolli della storia del Ftse Mib

Milano, 4 apr. (askanews) – Un venerdì nero per Piazza Affari, affossata dai dazi di Trump, dalla risposta della Cina e dai timori di una recessione globale: l’indice Ftse Mib, zavorrato dai titoli bancari, ha chiuso in ribasso del 6,53% a 34.649 punti. Ma la Borsa di Milano ha vissuto altre giornate di passione nel corso degli ultimi decenni, e di ben peggiori: la chiusura di oggi non rientra per un soffio tra le top-ten.

La seduta del 12 marzo 2020 – quando si comprese appieno la portata mondiale del coronavirus e in Italia si decise la chiusura per due settimane di locali e negozi – è la peggiore di sempre, con il Ftse Mib che lasciò sul terreno il 16,9%, rivedendo in negativo il precedente record, quando, il 24 giugno 2016 -, all’indomani dell’esito del referendum sulla Brexit – crollò del 12,5%. Al terzo posto il 9 marzo 2020, con l’indice che scivolò dell’11,2%, sempre a causa della diffusione del Covid nel nostro Paese, cui si aggiunse il crollo del prezzo petrolio con la rottura ta Arabia Saudita e Russia.

Quarto posto per la seduta del 6 ottobre 2008 (-8,2%), a poche settimana del crack Lehman Brothers che diede il via alla crisi finanziaria mondiale. Al quinto posto, l’11 settembre 2001, con il crollo delle Torri Gemelle, quando Milano chiuse a -7,6%. Al sesto posto il 10 ottobre 2008 (-7,1%), sempre nell’autunno della crisi finanziaria.

Seguono il -6,8% registrato il 1 novembre 2011 – con la crisi del debito sovrano italiano, alla vigilia delle dimissioni di Silvio Berlusconi da Presidente del Consiglio – e il 16 ottobre 2008 (-6,8%).

Chiudono la top-ten: il 10 agosto 2011 (-6,6%), l’estate della crisi del debito italiano con l’esplosione dello spread dopo la lettera della Bce del 5 agosto, e il 14 settembre 2001 (-6,6%) post “11 settembre”.

A Roma la prima mostra personale di Valeria Carrieri

Roma, 4 apr. (askanews) – Domani 5 aprile Valeria Carrieri popola di ninfe Casa Vuota, in occasione di “Portagioie”, la sua prima mostra personale, che si inaugura dalle ore 18 alle 21 (via Maia 12 interno 4A – metro Porta Furba Quadraro).

E’ una prima restituzione al pubblico di un progetto di ricerca che l’artista porta avanti a partire dal 2022 sulle figure mitologiche delle ninfe e sulla rilettura del mito antico. Viene presentata nella forma di una grande installazione site-specific costruita dall’artista per abitare lo spazio espositivo domestico, secondo le regole di una sintassi onirica che dispone sculture, dipinti e ricami in dialogo tra loro.

Alcune opere che Valeria Carrieri ha realizzato per Casa Vuota si pongono in dialogo diretto con opere di artiste del Novecento appartenenti alla collezione dei padroni di casa (Ercolina Baroni, Paola Consolo, Nedda Guidi e Antonietta Raphaël).

La mostra é visitabile su appuntamento fino al 1 giugno.

Fed, Powell: troppo presto per dire quale sia linea appropriata tassi

Roma, 4 apr. (askanews) – “È troppo presto per dire quale sarà il percorso appropriato per la politica monetaria. Resteremo attenti ai dati che perverranno, all’evolversi delle prospettive e al bilancio dei rischi. Siamo ben posizionati per aspettare di aver maggiore chiarezza, prima di considerare qualunque aggiustamento alla nostra linea monetaria”. Lo ha affermato il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell intervenendo ad un una conferenza in Virginia. Powell ha sottolineato il quadro di elevata incertezza che circonda le prospettive economiche e sull’inflazione.

Dazi, Powell (Fed): superiori a attese, causeranno più inflazione

Roma, 4 apr. (askanews) – “E’ altamente probabile che i dazi commerciali provochino quantomeno su base temporanea un aumento dell’inflazione”, ma “è anche possibile che i loro effetti siano più persistenti”. Lo ha affermato il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell intervenendo a una conferenzaad Arlington, in Virginia.

Powell ha ribadito che resta molto difficile valutare gli effetti di questi provvedimenti sul commercio con l’estero fino a quando non ci sarà maggiore certezza sui dettagli, “ad esempio su cosa verrà sottoposto a dazi, sul loro livello e sulla loro durata e sulla portata delle rappresaglie dei nostri partner commerciali”. Sebbene l’incertezza resti elevata – ha però aggiunto – sta diventando più chiaro che gli aumenti dei dazi saranno più ampi misura rilevante dell’atteso”.

M5s,Schlein: Pd domani alla manifestazione con una delegazione

Gattatico (RE), 4 apr. (askanews) – “Domani il Partito democratico parteciperà con una delegazione alla manifestazione del Movimento 5 Stelle. Non siamo d’accordo su tutto, ma ci sono molti punti comuni”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine del seminario organizzato dal gruppo del Pd della Camera, al Museo Casa Cervi a Gattatico in provincia di Reggio Emilia.

“Ad esempio, abbiamo una forte critica rispetto alla prospettiva di corsa al riarmo dei 27 singoli Stati – ha proseguito Schlein -. Abbiamo una critica forte rispetto alle proposte che sono venute dalla Commissione, così come condividiamo una prospettiva verso la difesa comune europea, l’esercito comune europeo”.

“Ci sono altri punti di distanza – ha detto la leader dem – naturalmente penso a punti importanti come il supporto all’Ucraina, ma pure convergenze sugli sforzi diplomatici e politici che vogliamo vedere fare all’Unione Europea per contribuire alla costruzione di pace sia nel teatro ucraino che in quello del Medio Oriente”.

“Quindi quando un nostro alleato, perché con il Movimento 5 Stelle governiamo in molte Regioni e Comuni e stiamo affrontando la sfida a Genova insieme, va in piazza, al netto delle nostre differenze, noi portiamo attenzione e ascolto perché siamo testardamente unitari”, ha concluso la segretaria.