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Sicurezza e sostenibilit al centro dell’abitare italiano

Roma, 5 mar. – Secondo la terza edizione dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa, il 48,0% della popolazione teme maggiormente i furti in casa, un reato che il 24,4% degli italiani ha gi subito.

In questo contesto, la protezione degli accessi attraverso porte, serramenti e serrature evolute diventa una necessit irrinunciabile. MDM Chiusure, guidata dal CEO Michele Bigolin, in prima linea per offrire soluzioni innovative che rispondano a queste esigenze, coniugando sicurezza e sostenibilit ambientale. L’azienda, con una lunga esperienza nel settore delle chiusure tecniche civili e industriali, si distingue per la qualit e l’innovazione dei suoi prodotti.

Le porte sezionali e basculanti di MDM Chiusure sono progettate per garantire il massimo della protezione: la certificazione RC2 per le chiusure sezionali e la classe 3 per le porte basculanti blindate testimoniano l’impegno dell’azienda nella sicurezza antieffrazione.

Ma MDM Chiusure non si ferma alla protezione degli accessi. La sostenibilit un altro pilastro fondamentale della sua filosofia aziendale. Con un crescente interesse per le soluzioni eco-friendly, il 50,3% degli italiani prenderebbe in considerazione l’acquisto di serrature blindate ed ecosostenibili, mentre il 31,9% gi pronto ad adottare sistemi di apertura gestibili da remoto tramite app. MDM Chiusure risponde a questa tendenza con chiusure termoisolate di nuova generazione, che migliorano l’efficienza energetica degli edifici, riducendo i consumi e l’impatto ambientale.

Per presentare le proprie soluzioni all’avanguardia, l’azienda parteciper alla fiera ‘Casa su Misura’, il Salone delle Tendenze dell’Abitare, che si terr presso la Fiera di Padova dal 15 al 16 e dal 20 al 23 febbraio 2025. Questo evento rappresenta una vetrina ideale per mostrare le innovazioni di MDM Chiusure nel campo della sicurezza e della sostenibilit.

“Il nostro obiettivo offrire ai nostri clienti prodotti sempre pi performanti, sicuri ed ecosostenibili. Investiamo continuamente in ricerca e sviluppo per garantire chiusure affidabili, resistenti e rispettose dell’ambiente,” afferma Michele Bigolin, CEO di MDM Chiusure. In un contesto in cui la sicurezza e la sostenibilit sono sempre pi centrali nelle scelte dei consumatori, MDM Chiusure si conferma un punto di riferimento nel mercato delle chiusure tecniche, offrendo soluzioni che uniscono protezione, innovazione e rispetto per l’ambiente.

Bandiere a mezz’asta a Coverciano per ricordare Bruno Pizzul

Roma, 5 mar. (askanews) – La morte di Bruno Pizzul, storico telecronista della Nazionale Italiana, è stata ricordata anche dalla Federcalcio. In sua memoria la FIGC esporrà a mezz’asta le proprie bandiere nella sede di via Allegri a Roma e presso il Centro Tecnico Federale di Coverciano.

“Il mondo del calcio e la Nazionale italiana – dichiara il presidente Gabriele Gravina – piangono la scomparsa di Bruno Pizzul. Ha attraversato gli anni con la stoffa di un campione di razza. Grazie alla sua straordinaria professionalità e alla sua umanità è stato molto più di un giornalista, diventando un punto di riferimento per milioni di appassionati, che hanno identificato la sua voce con il profondo amore per la maglia Azzurra”.

Il ricordo della Federcalcio: “Con quella voce inconfondibile ha raccontanto il calcio italiano e della Nazionale azzurra per oltre 30 anni. Un’icona del giornalismo sportivo italiano, un maestro a cui possiamo solo dire ‘Grazie Bruno!'”. Per la Lega di serie A. “Il mondo del calcio perde una delle sue voci più iconiche, che con la sua grande professionalità, il ritmo cadenzato delle telecronache e i modi gentili, resterà nel cuore di tutti gli amanti dello sport”. (Foto Figc)

Expo 2025 Osaka: insieme Confimpreseitalia e Commissariato

Roma, 5 mar. – La diffusione e progettazione di iniziative scientifiche e culturali legate all’innovazione, alla crescita e all’internazionalizzazione delle micro, piccole e medie imprese italiane l’obiettivo principale alla base del protocollo d’intesa firmato da Confimpreseitalia e Commissariato Generale per l’Italia a Expo 2025 Osaka.

Expo 2025 Osaka rappresenta una vetrina preziosa per far dialogare creativit, industria, arte e lavoro: un’esposizione che vuole essere occasione privilegiata di racconto sul sistema Paese, valorizzando il suo alto tasso di innovazione e le nuove tecnologie anche attraverso progetti di promozione integrata che si terranno all’interno del Padiglione Italia.

Per il Commissario Generale per l’Italia a Expo 2025 Osaka, Amb. Mario Vattani. “Le micro, piccole e medie imprese italiane che caratterizzano il nostro sistema produttivo e manifatturiero possono tornare ad essere protagoniste portando in tutto il mondo l’eccellenza del nostro saper fare”. Sintonia con il Presidente di Confimpreseitalia, Guido D’Amico, che evidenzia come la sigla del protocollo d’intesa, rafforza l’impegno nel supportare le micro, piccole e medie imprese nel loro percorso di crescita e internazionalizzazione.

Per la realizzazione del protocollo, nominato un Comitato di coordinamento composto da rappresentanti di entrambe le parti per il coordinamento delle diverse attivit di promozione in via di definizione. Il protocollo d’intesa tra il Commissariato Generale e Confimpreseitalia metter al centro anche azioni di promozione integrata del turismo, coinvolgendo aziende, investitori, startup e stakeholder in opportunit concrete di internazionalizzazione, anche attraverso workshop e B2B delle imprese aderenti per l’attrazione di investitori internazionali che si terranno all’interno del Padiglione Italia a Expo 2025 Osaka. Un’attenzione particolare sar inoltre data alle aziende del settore termale.

Musica, Spring Attitude Festival: Apparat e Bicep tra i primi nomi

Roma, 5 mar. (askanews) – Annunciati i primi nomi di Spring Attitude Festival che si terrà a Roma il 12 e 13 settembre 2025: la XIV edizione avrà anche una nuova location, La Nuvola dell’Eur disegnata da Massimiliano Fuksas, per un’esperienza sonora e visiva senza precedenti.

Dall’elettronica più raffinata alle nuove tendenze dell’indie-rock, passando per l’alt-pop e la sperimentazione più audace, Spring Attitude 2025 si propone come un crocevia artistico in cui generi e linguaggi si fondono in un’unica narrazione sonora. Due giorni di live e dj-set, dal pomeriggio fino a notte inoltrata, in un festival che ha ridefinito il panorama culturale di Roma, portandola tra le capitali europee della musica contemporanea. Un luogo in cui il suono diventa esperienza e ogni artista contribuisce a una narrazione musicale fluida e senza barriere.

Tra i primi headliner annunciati per la XIV edizione, Apparat, l’artista tedesco maestro dell’elettronica poetica e cinematografica, che torna da protagonista a Spring Attitude a dieci anni dalla sua ultima esibizione; Bicep, il duo nordirlandese, fenomeno della club culture internazionale, che presenta, in esclusiva italiana, un’esperienza audiovisiva di altissimo livello, “Chroma”, il loro nuovo show; e ancora, L’Impératrice, uno dei progetti più magnetici della scena francese, forte di un successo internazionale, sul palco la band parigina è sinonimo di performance scintillanti, che celebrano l’incontro tra funk, french touch e disco, in un viaggio tra nostalgia e futuro.

Accanto a loro, Altin Gün, la band olandese di origine turca che ha riportato alla ribalta la psichedelia anatolica, mescolando rock, funk e folk con ritmi ipnotici e strumenti tradizionali; Dov’è Liana, trio francese che trasforma ogni concerto in una festa liberatoria, house-pop sensuale e istintiva; La Rappresentante di Lista, una delle band più eclettiche della scena italiana, capace di spaziare tra pop, elettronica e rock con uno stile unico e teatrale; Planet Opal, duo italiano che tra synth analogici e beats alieni esplora territori psichedelici fuori dagli schemi e molti altri ancora da annunciare.

“Spring Attitude è un festival che cambia e si rinnova, ma resta fedele alla sua essenza: essere una piattaforma per la musica più innovativa e i linguaggi artistici più stimolanti”, ha spiegato Andrea Esu, direttore artistico. “Non seguiamo mode, ma cerchiamo di intercettare ciò che è autenticamente contemporaneo, selezionando artisti che abbiano qualcosa di significativo da raccontare. Il nostro obiettivo è creare un equilibrio tra headliner di spessore e talenti emergenti, offrendo una proposta musicale capace di sorprendere e coinvolgere un pubblico trasversale”.

ZzzQuil, indagine dimostra importanza e benefici di un buon sonno

Roma, 5 mar. – Il riposo notturno fondamentale e rappresenta una priorit per il benessere fisico, mentale ed umorale. Il 90% degli italiani consapevole dei benefici portati in dote dal dormire bene, ma oltre la met ammette di non avere un sonno continuo, solo il 23% si alza sentendosi riposato e ancora 1 su 3 non per nulla soddisfatto del suo riposo. A rivelarlo la nuova ricerca “Ho solo dormito meglio!” di ZzzQuil, il noto brand di Procter & Gamble di integratori per il sonno, che in occasione della Giornata Mondiale del Sonno torna ad indagare il rapporto tra italiani e sonno, svelando i benefici di una bella dormita, tra salute, mente, performance e bellezza.

Il Prof. Oliviero Bruni, esperto in Medicina del sonno, ha dichiarato: “I benefici di un buon riposo sono assolutamente reali e dimostrati da numerosi studi condotti da autorit scientifiche a livello mondiale. Mentre dormiamo, infatti, il corpo esegue una serie di processi di riparazione e mantenimento che interessano quasi ogni parte dell’organismo, impattando sulla mente, favorendo ad esempio migliori concentrazione, capacit decisionali e di memorizzazione, sull’umore, regalando maggiore energia e positivit, ma anche sulla salute generale, ad esempio sostenendo il nostro sistema immunitario, sulle prestazioni fisiche e sulla produttivit al lavoro e nello studio. Anche la longevit pu essere influenzata”.

L’indagine svolta da ZzzQuil evidenzia anche che non tutti riescono a dormire bene o ad avere un buon risveglio. Il 41%, tra cui i pi giovani, dichiara di svegliarsi al mattino in modalit “Zombie”, trascinandosi per casa ancora addormentato. Il 26% dichiara che si sveglia “Troll”, irritabile e ancora stanco, mentre un terzo si alza in modalit “Lepre”, ovvero pimpante e subito attivo. Per trovare il giusto equilibrio e ritrovare anche la corretta qualit del sonno, la medicina di settore detta delle linee guida ben precise.

“La ricerca conferma che il rapporto tra italiani e sonno non del tutto positivo, anche se sta crescendo la consapevolezza dell’importanza di un riposo adeguato, al pari di una dieta equilibrata e di uno stile di vita attivo, per la qualit della vita” – prosegue il Prof. Bruni – “In caso di problemi consigliabile rivolgersi a specialisti che possono suggerire le migliori strategie da seguire, iniziando con una corretta igiene del sonno. Ed sempre importante continuare a fare educazione nella popolazione. Ad esempio, l’indagine rivela che 4 italiani su 10 guardano TV o smartphone a letto proprio come rituale per favorire il sonno, nonostante si tratti di abitudini controproducenti e da evitare prima di dormire. Pu invece essere utile l’uso di rimedi come la melatonina, che pu aiutare ad addormentarsi rapidamente favorendo il regolare ciclo del sonno”.

La ricerca “Ho solo dormito meglio!” ha mostrato quanto gli italiani concordino sulla centralit di un sonno di qualit e sui benefici di una bella dormita: dal sentirsi pi energici e in forma, ad essere pi di buonumore, ma anche pi produttivi e concentrati e persino pi sani e pi belli. Per questo la quasi totalit degli italiani adotta un qualche escamotage per dormire meglio: tra questi, in crescita il ricorso a melatonina o altri integratori naturali per favorire l’addormentamento e un riposo continuo.

Pizzul, Malagò: "Figura leggendaria nel mondo dello sport"

Roma, 5 mar. (askanews) – “La scomparsa di Pizzul è una grande tristezza, poi anche qui scattano le generazioni e non so se un ragazzo di 20 anni lo conosceva. Ma ognuno di noi si ricorda qualcosa, non è solo una voce ma una figura direi leggendaria del mondo dello sport”. Sono le parole del presidente del Coni e di Fondazione Milano Cortina 2026 Giovanni Malagò, a margine dell’evento “One Year to go Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026”. “Mando un abbraccio alla famiglia, era un ricordo doveroso”.

La situazione clinica del Papa "permane stabile in un quadro complesso"

Città del Vaticano, 5 mar. (askanews) – Mentre la polmonite che ha colpito Papa Francesco e lo ha costretto, per il ventesimo giorno, a ricorrere alle cure ospedaliere al policlinico Gemelli di Roma “prosegue nella sua normale evoluzione” e viene trattata “come tale”, il pontefice oggi ha “ripreso la terapia respiratoria”. Lo affermano fonti del Vaticano che aggiungono che “si è passati da una ossigenazione ad alti flussi” dopo quella “meccanica” utilizzata in precedenza.

Il Papa, è stato ribadito, “può mangiare cibo solido” ed oggi non dovrebbe ricevere visite. Per quanto riguarda, invece, la manovra di broncoscopia, resasi necessaria venerdì scorso dopo i due proncospasmi, si è ricorsi ad una “sedazione lieve per accedere alle vie respiratorie”.

Nel complesso, si specifica, la situazione clinica di Papa Bergoglio “permane stabile in un quadro complesso”.

Ucraina, Mattarella: pace giusta per porre fine alla tragedia provocata dall’aggressione russa

Roma, 5 mar. (askanews) – “Auspichiamo che una pace giusta in linea con i principi della carta dell’Onu venga trovata per l’Ucraina per porre fine alla tragedia provocata tre anni fa dall’aggressione russa”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine del colloquio con il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba, nel corso della visita ufficiale in Giappone.

A questa “speranza di pace che condividiamo, Italia e Giappone – ha aggiunto – diamo un contributo importante con una concezione di società aperte e disponibili alla collaborazione nel rispetto e nella fiducia reciproca, auspichiamo che venga adottato come criterio in ogni parte del mondo per garantire stabilità e pace”.

“L’ordine internazionale è basato su regole, libero, aperto, inclusivo, pacifico con norme certe applicabili a tutti i paesi a prescindere da ogni condizione di potenza economica o militare, norme chiare che valgono per tutti sono l’unico presidio alla stabilità internazionale”, ha sottolineato Mattarella, al termine dell’incontro con il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba.

Michel Sainville, Fractional CMO come ponte tra marketing e sales

Roma, 05 Mar. – Nel panorama del marketing moderno, il ruolo del Fractional Chief Marketing Officer (CMO) sta emergendo come una soluzione innovativa per migliorare l’efficacia delle strategie commerciali delle PMI.

Questa figura, ancora poco conosciuta in Italia, si sta affermando come un ponte tra il reparto marketing e quello delle vendite, eliminando sprechi pubblicitari e migliorando i processi di acquisizione clienti.

Michel Sainville, uno dei pionieri di questa figura nel nostro paese, spiega: “Il Fractional CMO un direttore marketing a tempo, che lavora per un numero limitato di aziende, portando una visione esterna e strategica”. Questo approccio permette alle aziende di beneficiare di competenze di alto livello senza dover sostenere i costi di un CMO a tempo pieno.

Secondo il CMO Barometer, il 56% degli intervistati in Italia ritiene che l’intelligenza artificiale sar il tema caldo del marketing nel 2025. Questo dato sottolinea l’importanza di avere una guida esperta che sappia integrare le nuove tecnologie nelle strategie aziendali. Sainville aggiunge: “Il Fractional CMO non solo riduce gli sprechi pubblicitari, ma disciplina le azioni di marketing, sia online che offline, in modo che siano al servizio del reparto commerciale e aumentino concretamente le vendite”.

L’impatto positivo di questa figura sulla societ significativo. Le aziende possono ridurre gli sprechi pubblicitari e aumentare i ricavi, il che si traduce in una maggiore competitivit sul mercato.

Inoltre, l’approccio del Fractional CMO favorisce la crescita delle competenze interne, poich i team aziendali imparano a gestire autonomamente le strategie di marketing. “Il mio obiettivo insegnare al team come fare le cose da soli”, afferma Sainville, sottolineando l’importanza della formazione continua.

Le prospettive future per il mercato del Fractional CMO sono promettenti. Con la crescente complessit del marketing digitale e l’aumento della spesa in digital advertising, prevista a 7,6 miliardi di euro in Italia nel 2025, la domanda di esperti in grado di navigare questo panorama destinata a crescere.

Sainville prevede: “Il Fractional CMO diventer una figura sempre pi richiesta, soprattutto nelle aziende che vogliono espandersi in nuovi mercati senza aumentare i costi fissi”.

Inoltre, l’aumento delle possibilit lavorative un aspetto cruciale. Con l’espansione del ruolo del Fractional CMO, si aprono nuove opportunit per professionisti del marketing che possono offrire le loro competenze a pi aziende contemporaneamente. “Lavorare come Fractional CMO mi permette di sviluppare strategie efficaci in diversi settori, accelerando la crescita delle aziende con cui collaboro”, conclude Sainville.

In sintesi, il Fractional CMO rappresenta una risposta efficace alle sfide del marketing moderno, offrendo alle aziende la flessibilit e l’innovazione necessarie per prosperare in un mercato in continua evoluzione.

Cnpr forum: avanti con le semplificazioni

Roma, 5 mar. – “La semplificazione normativa un tema centrale, ma deve bilanciarsi con il sistema di controlli democratici. L’Unione Europea ha avviato un processo di riduzione della burocrazia eliminando due leggi per ogni nuova norma. Tuttavia, l’eccesso di controlli nasce spesso da comportamenti illeciti, che vanno combattuti con maggiore senso civico. Si propone di incentivare l’iniziativa individuale riducendo le leggi superflue, ma garantendo sanzioni rapide ed efficaci. Infine, semplificazione e rapidit decisionale dipendono dalla stabilit del governo: meno compromessi portano a maggiore chiarezza e meno complicazioni”. Lo ha dichiarato Alessandro Cattaneo, deputato di Forza Italia in commissione Trasporti, nel corso del Cnpr forum “Semplificare per crescere: l’Italia tra vincoli e opportunit”, promosso dalla Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili, presieduta da Luigi Pagliuca. Critiche al governo sono giunte da Emiliano Fenu, capogruppo del M5s in Commissione Finanze a Montecitorio: “Dobbiamo evitare gli errori del governo Meloni con il piano Transizione 5.0, che avrebbe dovuto incentivare l’innovazione attraverso crediti d’imposta automatici, ma stato reso inutilmente complesso con nuovi adempimenti burocratici. Il risultato stato un fallimento: su 6,3 miliardi stanziati, solo 500 milioni sono stati utilizzati. La semplificazione viene spesso proclamata, ma nei fatti si agisce in senso opposto, rendendo le agevolazioni inaccessibili e alimentando una burocrazia che ostacola i cittadini, favorisce la corruzione e penalizza gli onesti”. Sulle contraddizioni nelle scelte politiche degli ultimi anni si soffermato Andrea De Bertoldi, parlamentare della Lega in Commissione Finanze alla Camera: “Da anni si parla di semplificazione, ma nella pratica si creano solo nuove complicazioni. Semplificare significa ridurre gli oneri per cittadini, imprese e professionisti, eliminando obblighi superflui, come quelli fiscali su dati gi in possesso dell’Agenzia delle Entrate. Nel settore edilizio e energetico, la burocrazia frena lo sviluppo, spingendo le imprese all’estero. L’IA potrebbe creare milioni di posti di lavoro e alleggerire il carico burocratico, ma l’UE ha ostacolato anche questo progresso. Serve una vera semplificazione per rendere l’Italia pi competitiva e moderna”. Per Marco Grimaldi, deputato Avs in Commissione Bilancio: “Il capitale umano essenziale per rinnovare la Pubblica Amministrazione. Dopo le risorse del PNRR, servono nuove competenze per migliorare i processi, soprattutto attraverso le nuove tecnologie, che hanno gi trasformato il rapporto con i cittadini, come con la carta d’identit elettronica. necessario ridurre il digital divide e snellire la burocrazia, rendendo le norme pi chiare e veloci. Investire nei giovani con salari adeguati e opportunit, come i dottorati nella PA, fondamentale per trattenere le migliori risorse e rendere l’Italia pi attrattiva”. Nel corso del dibattito, moderato da Anna Maria Belforte, il punto di vista dei professionisti stato espresso da Elisabetta Polentini, commercialista e revisore dei conti dell’Odcec di Roma: “L’Unione Europea e la Banca d’Italia hanno ribadito che la semplificazione normativa e burocratica essenziale per la crescita economica. Da troppo tempo cittadini e imprese chiedono un sistema pi semplice, un fisco pi accessibile e meno ostacoli burocratici che frenano l’iniziativa privata. Servono misure concrete per premiare chi investe in innovazione e digitalizzazione. tempo di passare dalle parole ai fatti”. Le conclusioni sono state affidate a Paolo Longoni, consigliere dell’Istituto nazionale esperti contabili: “Da Monti a oggi, tutti i governi hanno fatto almeno un decreto Semplificazioni, ma semplificazioni per chi? Spesso queste norme hanno solo aggiunto nuovi adempimenti per la pubblica amministrazione, senza reali benefici per i cittadini. L’ultima riforma tributaria ne un esempio: abolito il modello 770, ma sostituito con 12 dichiarazioni mensili. Serve una programmazione chiara per il futuro, senza negare la transizione ecologica e digitale, ma rendendola realmente sostenibile e semplificata per tutti”.

Media: Starmer e Macron pronti ad andare in Usa da Trump con Zelensky

Roma, 5 mar. (askanews) – Il premier britannico, Keir Starmer, e il presidente francese, Emmanuel Macron, sono pronti a recarsi negli Stati Uniti insieme al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, già la prossima settimana. Lo riporta oggi il Daily Mail, citando fonti diplomatiche.

“Fonti diplomatiche hanno affermato che Sir Keir ed Emmanuel Macron erano disposti a recarsi a Washington con il presidente Zelensky già dalla prossima settimana per presentare un fronte unito sul piano a Trump”, ha riportato il Daily Mail.

Ieri Zelensky ha dichiarato di essere pronto “ad agire rapidamente per mettere fine alla guerra”, affermando che “le prime tappe potrebbero essere il rilascio dei prigionieri e la tregua nei cieli – divieto di missili, droni a lungo raggio, bombe su infrastrutture energetiche e altre di carattere civile – e la tregua in mare immediatamente, se la Russia farà altrettanto”. “Poi vogliamo procedere molto velocemente attraverso tutte le fasi successive e lavorare con gli Stati Uniti per concordare un accordo finale forte”, ha aggiunto Zelensky.

Frazionamenti, il trend immobiliare attuale

Roma, 05 Mar. – Il frazionamento un processo che consente di suddividere una propriet in due o pi unit separate. “Questo fenomeno diventato molto comune – spiega l’ingegnere Stefano Pinata – perch offre vantaggi significativi. Suddividere un appartamento, ad esempio, permette a due o pi eredi di utilizzare parti dell’immobile senza doverlo vendere o trasferire, consente di affittare una porzione della casa mantenendo l’autonomia dell’altra parte, e risulta molto vantaggioso anche in caso di vendita, poich questa operazione tende ad aumentare il valore delle singole unit create.”

Si tratta dunque di una soluzione efficace, ma che richiede interventi tempestivi e di qualit. “Con la mia azienda, Co.r.im, siamo riusciti – afferma Pinata – a colmare una lacuna nel settore, fornendo l’accesso a diversi professionisti sotto un unico tetto. Abbiamo notato che i clienti frequentemente si lamentano dei ritardi nei lavori e della mancanza di contatti diretti con i responsabili. Da queste osservazioni, abbiamo scelto di non affidarci a terzi, proponendo un servizio chiavi in mano: ingegneri, progettisti, architetti, esperti termici, pittori e muratori fanno parte del nostro team, che conta attualmente 40 membri, arrivando a 100 considerando l’indotto. Il tutto, ovviamente, con il massimo della professionalit.”

Questa realt, di cui Stefano Pinata il CEO, proviene da Bari e ha visto una crescita significativa negli ultimi anni. “Il nostro fatturato – sottolinea – aumentato notevolmente e siamo diventati un punto di riferimento anche al di fuori della Puglia. Velocit e qualit sono elementi cruciali in un settore complesso come quello immobiliare, che richiede puntualit, precisione e flessibilit. Crediamo sia fondamentale permettere modifiche al progetto durante i lavori, senza complicazioni, e seguire il cliente anche dopo la consegna dell’opera. Inoltre, il nostro staff assiste i clienti in ogni fase, dalle scelte architettoniche a quelle relative ai rivestimenti. Offriamo un supporto completo per garantire un servizio adeguato.”

Triennale, Boeri: "Capire il mondo attraverso le disuguaglianze"

Milano, 5 mar. (askanews) – Il presidente della Triennale Milano, Stefano Boeri, ha presentato ad askanews la 24esima Esposizione internazionale dedicata al tema delle disuguaglianze che si aprirà il prossimo 13 maggio. “Il tema delle disuguaglianze – ci ha detto Boeri – ci sembra oggi un modo molto utile, importante, quasi urgente per poter capire meglio come affrontare anche le grandi sfide del cambiamento climatico, ad esempio, ma anche da un certo punto di vista questa, come dire, prorompente rivoluzione che sta nascendo dall’intelligenza artificiale. Oggi le disuguaglianze possono diventare o una vera qualità aggiuntiva, nel senso che il mondo è sempre più largo, sempre più ampio, sempre più colmo di differenze e diversità che possono diventare una grande ricchezza, oppure al contrario, come purtroppo prevalentemente avviene nelle nostre città le disuguaglianze diventano delle catene, diventano delle barriere. Siamo nel 2025 e ancora in una città come Torino, tra chi nasce in periferia e chi nasce in centro ci sono quattro anni di differenze e aspettative di vita”.

“Quindi ci sarà una parte sulle città – ha proseguito il presidente – poi ci sarà una parte su Milano e devo dire che siamo molto contenti perché abbiamo sviluppato questo progetto di esposizione internazionale su inequality insieme agli atenei milanesi, poi ci saranno parti dedicate in modo positivo anche al modo con cui cercare di intervenire nella situazione più drammatica e di diseguaglianza sociale. Norman Foster porterà una serie di progetti e di esempi in alcune situazioni di povertà estrema dove lui è intervenuto con la sua fondazione, con dei moduli abitativi che si realizzano in costi e con tempi molto limitati. Avremo una parte dedicata a raccontare le guerre, come le guerre oggi siano insieme effetto e elemento produttore di disuguaglianze. E poi invece al piano superiore passeremo dalla geopolitica più alla, quella che si chiama biopolitica, cioè parleremo più della vita, e lì ci saranno una serie di altri progetti sul tema della biodiversità.

“Chi verrà in Triennale – ha concluso Boeri – uscirà non solamente con magari una maggior consapevolezza della gigantesca dimensione delle disuguaglianze del mondo contemporaneo, ma anche del modo con cui si può cercare di ridurre questa distanza tra povertà e ricchezza, tra accessibilità e non accessibilità, tra aspettative di vita in salute e assenza di aspettative di salute. Ecco queste sono alcune delle questioni su cui io credo Triennale potrà dare degli strumenti molto semplici e molto utili a tutti. Questo è un po’ il nostro scopo”.

Il recapito di Poste Italiane sfila tra le maschere di Cento

Roma, 5 mar. – Nell’ultimo giorno di Carnevale nella provincia di Ferrara viaggio nella kermesse internazionale tra musica, maschere, carri allegorici e spettacoli dal vivo con una guida d’eccezione: la portalettere Cristina. Il servizio del TG Poste.

Da aprile nuove regole per viaggiare nel Regno Unito, ecco come funziona la domanda per l’ETA

Roma, 3 mar. (askanews) – Nuove regole per chi viaggia verso il Regno Unito entreranno in vigore a partire dal 2 aprile prossimo, data dalla quale sarà necessario essere in possesso di una Electronic Travel Authorisation (ETA), l’autorizzazione elettronica indispensabile per recarsi oltremanica.

Dal 5 marzo è possibile iniziare a presentare domanda per l’ETA, e da oggi parte anche la campagna di informazione pubblica dell’Ambasciata britannica in Italia e San Marino, che si avvarrà di uscite su media tradizionali e sulle principali piattaforme on-line (Facebook, X, Instagram, LinkedIn), per informare il maggior numero possibile di cittadini circa questo nuovo requisito per recarsi nel Regno Unito dal prossimo 2 aprile.

Il Portavoce dell’Ambasciata britannica in Italia Pierluigi Puglia ha dichiarato: “Vogliamo che il maggior numero possibile di cittadini siano al corrente di questa importante novità, motivo per cui lanciamo oggi una campagna di informazione multicanale. L’auspicio è che nessuno debba trovarsi nella situazione di viaggiare verso il Regno Unito senza la necessaria autorizzazione elettronica a partire dal prossimo 2 aprile”. L’ETA è “in linea con l’approccio adottato da molti altri Paesi per la sicurezza delle frontiere, tra cui gli Stati Uniti e l’Australia” e ha l’obiettivo di “contribuire a prevenire l’arrivo di soggetti che rappresentano una minaccia per il Regno Unito”, ha aggiunto Puglia richiamando le informazioni diffuse dall’Home Office di Londra.

Cos’è l’ETA L’ETA è un permesso per viaggiare in formato digitale. Non è un visto, ma autorizza una persona a entrare nel Regno Unito.

L’introduzione dell’ETA è in linea con l’approccio adottato da molti altri Paesi per la sicurezza delle frontiere, tra cui gli Stati Uniti e l’Australia, e contribuisce a prevenire l’arrivo di soggetti che rappresentano una minaccia per il Regno Unito.

L’ETA al momento costa 10 sterline (12 euro circa) e consente di recarsi più volte nel Regno Unito per soggiorni fino a sei mesi consecutivi, nell’arco di due anni o fino alla scadenza del passaporto del titolare, a seconda di quale di queste due condizioni si verifichi prima.

Come richiedere un’ETA Richiedere un’ETA è semplice e veloce. I visitatori dovranno farne richiesta in anticipo. Per informazioni relative all’idoneità per l’ETA e alla modalità di richiesta prima di recarsi nel Regno Unito, consultare il sito GOV.UK.

Il modo più semplice per richiedere un’ETA è attraverso l’applicazione “UK ETA app”, che può essere scaricata da Google Play o Apple App Store. Se non si ha accesso a uno smartphone, si può farne richiesta sul sito GOV.UK (apply on-line).

La maggior parte dei richiedenti otterrà una risposta automatica in pochi minuti tramite l’apposita applicazione UK ETA, pertanto sarà ancora possibile organizzare viaggi nel Regno Unito con poco preavviso.

I visitatori dovranno comunque fare richiesta in anticipo, per cui si consiglia di prevedere un’attesa di tre giorni, anche se questo lasso di tempo è stimato sulla base di un esiguo numero di richieste che potrebbero dover richiedere verifiche supplementari.

Per richiedere un’ETA, è necessario: Pagare una tariffa Fornire i propri recapiti e i dati del passaporto Fornire una fotografia valida, in conformità con le disposizioni per le fotografie digitali consultabili sul sito GOV.UK Rispondere a una serie di domande I visitatori devono viaggiare con lo stesso passaporto utilizzato al momento della richiesta dell’ETA.

Come l’ETA contribuisce alla sicurezza delle frontiere del Regno Unito? I richiedenti ETA forniscono i propri dati biografici, biometrici e di contatto, rispondendo inoltre a una serie di domande. Questo consente di aumentare la nostra conoscenza delle persone che intendono entrare nel Regno Unito e di prevenire l’ingresso di chi potrebbe rappresentare una minaccia.

Cosa succede se non si ottiene un’ETA? Se una domanda di ETA viene respinta, verrà comunicato all’interessato il motivo del rigetto e questi potrà presentare una nuova domanda. Se la richiesta per l’ETA viene rifiutata, l’interessato non potrà fare ricorso, e se desidera ancora ottenere il permesso per viaggiare nel Regno Unito dovrà richiedere un visto. L’importo della tassa per l’ETA aumenterà in futuro? Come per tutte le nostre tariffe, il costo dell’ETA viene rivalutato periodicamente e sarà aumentato a 16 sterline nel prossimo futuro. Verranno fornite maggiori informazioni a tempo debito.

Questo aumento ridurrà la dipendenza dal finanziamento dei contribuenti britannici per il sistema di migrazione e gestione delle frontiere. È necessaria l’ETA per chi transita nel Regno Unito? Se sì, perché? A seguito dei riscontri ricevuti dall’industria aeronautica, il governo britannico ha concordato un’esenzione temporanea (dall’obbligo di richiedere un’ETA) per i passeggeri che transitano nell’area Transiti degli aeroporti e che, pertanto, non passano attraverso il controllo di frontiera del Regno Unito. L’esenzione sarà tenuta sotto esame e potrà essere modificata in futuro.

I passeggeri che transitano nel Regno Unito attraversando il controllo delle frontiere dovranno continuare a richiedere un’ETA, qualora richiesto per la loro nazionalità.

Ucraina, Mattarella: auspichiamo pace giusta, in linea con carta Onu

Roma, 5 mar. (askanews) – “Auspichiamo che una pace giusta in linea con i principi della carta dell’Onu venga trovata per l’Ucraina per porre fine alla tragedia provocata tre anni fa dall’aggressione russa”. LO ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, al termine del colloquio con il primo ministro giapponese Shigeru Ishiba, nel corso della visita ufficiale in Giappone.

A questa “speranza di pace che condividiamo, Italia e Giappone – ha aggiunto – diamo un contributo importante con una concezione di società aperte e disponibili alla collaborazione nel rispetto e nella fiducia reciproca, auspichiamo che venga adottato come criterio in ogni parte del mondo per garantire stabilità e pace”.

Basket Nba, LeBron James abbatte il muro dei 50.000 punti

Roma, 5 mar. (askanews) – LeBron James è sempre di più una leggenda. Sommando i punti segnati in regular season e ai playoff, la stella dei Los Angeles Lakers ha superato quota 50.000 punti (primo a riuscirci), rendendosi sempre più irraggiungibile in vetta a questa classifica. Il record è arrivato con una tripla nel primo canestro della vittoria su New Orleans raccogliendo l’assist di Luka Doncic e poi scagliando la bomba del 13-8. Un traguardo senza precedenti che consolida ulteriormente il suo status di leggenda del basket. Questo incredibile record si aggiunge a una serie di altri primati e successi accumulati nella sua illustre carriera. “Sono davvero tanti punti e sono veramente fortunato a poter segnarne così tanti nella miglior lega del mondo, con i migliori giocatori del mondo, nel corso della mia carriera. È qualcosa di davvero speciale” le sue parole. Quaranta anni lo scorso 30 dicembre LeBron ha inanellato record su record. Prima scelta assoluta dai Cleveland Cavaliers nel Draft NBA 2003, ha giocato con Cleveland, Miami e Los Angeles Lakers vincendo quattro titoli Nba. Oltre a essere il miglior marcatore della storia della NBA, LeBron detiene numerosi record, tra cui: Maggior numero di punti segnati in carriera (oltre 50.000 e in crescita). Unico giocatore con oltre 40.000 punti, 10.000 rimbalzi e 10.000 assist; maggior numero di partite consecutive con almeno 10 punti (oltre 1.200 gare); Più giovane giocatore a raggiungere i traguardi di 1.000, 5.000, 10.000, 20.000, 30.000 e 40.000 punti; maggior numero di presenze nei Playoff NBA; maggior numero di punti segnati nei Playoff. Ha ricevuto anche 4 MVP delle Finals, 4 MVP della stagione regolare e 19 convocazioni all’All-Star Game (record assoluto).

Menti Fresche: quando la tecnologia incontra i banchi di scuola

Reggio Emilia, 5 mar. (askanews) – Tecnologia, sostenibilit e collaborazione: sono i pilastri su cui si fonda “Menti Fresche”, l’innovativo progetto di Haier AC Italy, azienda specializzata nel condizionamento, che ha coinvolto oltre 500 classi di scuole primarie in tutta Italia. Un’iniziativa che ha trasformato concetti scientifici complessi in un gioco educativo, stimolando la creativit dei pi piccoli e avvicinandoli al mondo dell’innovazione tecnologica.

“L’obiettivo di questo progetto – spiega Marco Matteo Stefani, managing director di Haier AC Italy – stato di far scoprire ai ragazzi come la tecnologia viene applicata nella vita quotidiana, come tutto nasce dalla curiosit, dalla creativit, dalla collaborazione e dal lavoro di tema. Questi sono valori a cui l’azienda si ispira ogni giorno. Speriamo siamo riusciti a trasmetterlo a loro.”

Il percorso, inaugurato con un webinar tenuto dall’ingegnere aerospaziale della NASA Stefano Cappucci, si sviluppato attraverso quattro scenari di gioco: dall’effetto Coanda che spiega i principi dell’aerodinamica, fino all’esplorazione della smart home, passando per temi di connettivit e sostenibilit ambientale. Un vero e proprio laboratorio di idee dove la fisica diventa accessibile e divertente. E’ quanto emerge anche dall’esperienza dei bambini della scuola primaria Ada Negri di Reggio Emilia, come racconta la docente Laura Rizzo. “Abbiamo potuto introdurre in modo semplice dei concetti di fisica che poi approfondiranno negli altri gradi di scuola. Grazie anche a piccoli esperimenti sulla dinamica dei fluidi che ci ha permesso di osservare concretamente che cosa accade.”

Oltre all’aspetto puramente scientifico, il progetto ha messo al centro valori come il rispetto, la cooperazione e la sostenibilit. Le classi partecipanti hanno avuto accesso a un contest finale, producendo frasi creative che esprimessero il concetto di “mente fresca”. Sei scuole, da nord a sud Italia, sono state premiate con un contributo complessivo di 3.000 euro per l’acquisto di materiale didattico. “E’ stato un lavoro – prosegue la docente – che ha permesso di mettersi alla prova, di mettere alla prova le proprie conoscenze, ma anche le proprie competenze e abilit, e di fare gioco di squadra. stata una sana sfida, non c’ stata quella competizione negativa.”

“Questo progetto rappresenta una perfetta sintesi del nostro approccio dai tre ai tredici anni – spiega Alessandra Landini, Dirigente scolastica IC Manzoni di Reggio Emilia -. Perch parte da una narrazione – infatti c’ una storia dietro a queste escape room – perch permette ai bambini di discutere in gruppo, di collaborare, quindi di sviluppare le proprie soft skills, perch permette loro di lavorare concretamente sui problemi della realt, quindi problematicizzare la realt, che vuol dire fare non solo Problem solving ma anche Problem posing e permette loro di valutare essi stessi il risultato dei loro apprendimenti.” Con il successo di questa prima edizione e la premiazione delle sei scuole vincitrici, “Menti Fresche” si conferma un esempio di come tecnologia e formazione possano creare un percorso educativo efficace.

Cina, il premier Li apre il Congresso del Popolo: noi per il mercato aperto (nonostante i dazi di Trump)

Roma, 5 mar. (askanews) – In un confronto a distanza, nelle stesse ore in cui a Washington il presidente Usa Donald Trump nel suo discorso sullo Stato dell’Unione ribadiva le ragioni della sua guerra commerciale, il primo ministro cinese Li Qiang a Pechino – aprendo la sessione dei lavori del Congresso nazionale del popolo – prometteva una maggiore apertura commerciale ed economica al mondo e il sostegno a un ordine globale multilaterale.

Sul fronte della politica economica e commerciale, i due paralleli, attesi discorsi, hanno fatto emergere visioni antitetiche tra Washington e Pechino: mentre Trump annunciava tagli su tagli per ridimensionare il governo federale e abbassare le tasse, Li presentava un concetto di spesa più aggressiva per stimolare la crescita, con un aumento per il 2025 dell’obiettivo del rapporto del deficit/Pil al 4 per cento, di un punto in più rispetto al 3 per cento dello scorso anno. Invece, l’obiettivo d’inflazione resta del 2%.

Li Qiang ha confermato inoltre quanto si prevedeva riguardo al target di crescita del prodotto interno lordo, che rimane invariato rispetto a quello del 2024, cioè un ambizioso “intorno al 5 per cento”. Questo obiettivo, secondo Li, è raggiungibile, nonostante “un ambiente esterno sempre più complesso e severo possa avere un impatto maggiore sulla Cina in settori come il commercio e la scienza e tecnologia, mentre l’unilateralismo e il protezionismo sono in aumento”.

Secondo la relazione di lavoro governativo presentata al massimo organo legislativo perché sia esaminata, saranno emessi nel 2025 buoni del tesoro a maturità molto lunga per un valore totale di 1.300 miliardi di yuan (circa 182 miliardi di dollari), con un incremento di 300 miliardi di yuan rispetto all’anno precedente. I fondi saranno utilizzati per finanziare programmi di permuta commerciale, finalizzati a stimolare il consumo interno e gli investimenti in infrastrutture, ricerca e sviluppo.

Come previsto, nella relazione introduttiva di Li al Congresso nazionale del popolo, che si riunisce nell’ambito delle annuali “Due Sessioni” avviate ieri dal primo giorno di lavori della parallela Conferenza consultiva politica del popolo cinese, Li ha anche messo in luce la necessità di favorire l’iniziativa delle imprese private attraverso anche un’azione legislativa e la collaborazione tra il settore statale e quello privato. Si tratta di un’esigenza evidenziata anche dal recente incontro del presidente Xi Jinping con una serie di importanti imprenditori tech cinesi.

Il primo ministro ha affermato che Pechino limiterà le restrizioni contro le aziende private, procederà a una rettifica globale della “competizione involutiva” e rafforzerà la fiducia delle imprese. Saranno inoltre incoraggiati gli investimenti esteri. “Indipendentemente da come cambierà l’ambiente esterno, la Cina resterà fedele alla sua politica di apertura, che porterà a maggiori riforme e opportunità di sviluppo”, ha dichiarato il capo dell’esecutivo cinese.

Il premier ha aggiunto che anche i settori di internet e cultura saranno aperti “in maniera ordinata”, mentre l’accesso a telecomunicazioni, sanità ed educazione sarà ampliato. Li ha detto che Pechino incoraggerà gli investitori stranieri ad espandersi in Cina e a cooperare con le imprese lungo tutta la catena di fornitura industriale.

Questo impegno all’apertura viene mentre il principale concorrente globale, l’America di Trump, innalza le barriere doganali, innescando una vera e propria guerra commerciale. Dal suo insediamento, ha avviato dazi contro Canada, Messico, Unione europea, annunciandone altri a partire dal 2 aprile contro diversi paesi (ha citato Corea del Sud, Brasile, India).

Contro la Cina, considerato il bersaglio grosso, ha innalzato i dazi dal suo ritorno alla Casa bianca già del 20% totale in due tornate. Pechino ha risposto con una raffica di dazi ritorsivi di varia natura.

Li, dal canto suo, ha espresso “sentiti ringraziamenti” ai partner internazionali, promettendo un’apertura più ampia e perfino unilaterale per attrarre investimenti, talenti e altre risorse dal mondo. Questo sarebbe parte degli sforzi per stimolare la crescita economica cinese e lo sviluppo delle tecnologie del futuro, dall’intelligenza artificiale alla produzione di biomateriali, dalla tecnologia quantistica al 6G.

E’ morto Bruno Pizzul: addio alla voce del calcio italiano

Roma, 5 mar. (askanews) – E’ morto oggi all’età di 86 anni Bruo Pizzul, celebre giornalista e telecronista sportivo. Pizzul, che avrebbe compiuto 87 anni tra pochi giorni, si è spento all’ospedale di Gorizia.

Nato l’8 marzo 1938 a Cormòns, in provincia di Udine, Pizzul si avvicinò presto al mondo del calcio, giocando come centrocampista. Dopo un’esperienza nelle giovanili dell’Udinese, la sua carriera da calciatore professionista fu interrotta da un grave infortunio, portandolo a concentrarsi sugli studi e sulla carriera giornalistica. Laureatosi in Giurisprudenza, fu assunto dalla Rai nel 1969. L’anno seguente commentò la sua prima partita (Juventus-Bologna, spareggio di Coppa Italia, iniziò a partire dal 16º minuto perché era arrivato in ritardo). Dalla Coppa del Mondo del 1986 è diventato la voce delle partite della Nazionale ed è stato il telecronista delle gare degli Azzurri in occasione di cinque Campionati del Mondo e quattro Campionati Europei, congedandosi nell’agosto 2002 (Italia-Slovenia 0-1).

Il 29 maggio 1985 era il commentatore TV della finale della Coppa dei Campioni quando ci fu la strage dell’Heysel. Disse: “È stata la telecronaca che non avrei mai voluto fare. Non tanto per un discorso di difficoltà di comunicazione giornalistica, ma perché ho dovuto raccontare delle cose che non sono accettabili proprio a livello umano”. Alle telecronache ha affiancato anche la conduzione di Domenica Sprint e poi della Domenica Sportiva.

Dal 1986 al 2002 fu la voce ufficiale della Nazionale Italiana, commentando cinque Mondiali e quattro Europei. Tra le sue telecronache più celebri ricordiamo la finale di Italia ’90, il drammatico epilogo di USA ’94 con il rigore sbagliato da Roberto Baggio, e l’Europeo del 2000, concluso con la sconfitta in finale contro la Francia. Dopo il ritiro dalle telecronache ufficiali, Pizzul continuò a collaborare con varie trasmissioni e a prestare la sua voce per eventi e documentari legati al calcio. Fu sempre ricordato con affetto dagli appassionati, che lo consideravano un punto di riferimento della narrazione sportiva.

Trump rivela: ho ricevuto una lettera di Zelensky. Kiev è pronta a riprendere i negoziati

Roma, 5 mar. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato durante il suo discorso al Congresso odierno di aver ricevuto una lettera dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in cui si esprime la disponibilità di Kiev a riprendere i negoziati per raggiungere “una pace duratura” e a firmare l’accordo sui minerali, riannodando un filo che si è rotto nello Studio ovale durante la clamorosa lite in diretta di venerdì scorso.

“Oggi, poco fa, ho ricevuto una lettera importante dal presidente Zelensky dell’Ucraina. La lettera recita: ‘L’Ucraina è pronta a tornare al tavolo dei negoziati il prima possibile per avvicinare una pace duratura. Nessuno desidera la pace più degli ucraini (…). Io e il mio team siamo pronti a lavorare sotto la forte leadership del presidente Trump per ottenere una pace che duri”, ha detto Trump.

Zelensky ha anche espresso apprezzamento per quanto Washington ha fatto per aiutare l’Ucraina. “Per quanto riguarda l’accordo su minerali e sicurezza, l’Ucraina è pronta a firmarlo in qualsiasi momento vi sia più comodo”, ha detto ancora Trump, citando la lettera. “Apprezzo – ha commentato il presidente americano – il fatto che mi abbia inviato questa lettera. L’ho ricevuta da poco”.

Trump ha inoltre sottolineato che, contemporaneamente, sono state tenute serie discussioni con la Russia e che ha ricevuto “forti segnali” che anch’essa è pronta per la pace.

Cina, governo fissa obiettivo di crescita economica al 5% nel 2025

Roma, 5 mar. (askanews) – Il governo cinese punta a un tasso di crescita economica di circa il 5 percento nel 2025. Lo riferisce l’agenzia Xinhua.

L’obiettivo è contenuto in un documento del governo sottoposto all’assemblea nazionale per l’approvazione. Il rapporto delinea anche una serie di altri obiettivi per quest’anno, tra i quali un tasso di disoccupazione di circa il 5,5 percento, oltre 12 milioni di nuovi posti di lavoro ed un aumento di circa il 2 percento dell’indice dei prezzi al consumo.

La Cina ha chiuso il 2024 con una crescita del Pil del 5% grazie anche ad un sostanzioso pacchetto di stimoli all’economia. Nel rapporto presentato dal governo si sottolinea che “la domanda interna diventerà il motore principale e l’ancora della crescita economica”.

In quest’ottica è prevista l’emissione di titoli del Tesoro speciali con scadenze ultra-lunghe per un totale di 300 miliardi di yuan per supportare i programmi di sostegno agli acquisti di beni di consumo.

Il discorso dullo Stato dell’Unione, Trump: l’America è tornata, l’età dell’oro è appena cominciata

Roma, 5 mar. (askanews) – Nel più lungo dei discorsi sullo Stato dell’Unione mai tenuto da un presidente Usa, ben un’ora e 39 minuti costellati da contestazioni da parte dei democratici, Donald Trump ha ribadito su tutti i fronti la sua linea politica di fronte al Congresso riunito.

Trump ha rivendicato i suoi successi, affermando che “l’età dell’oro dell’America è appena cominciata” e che l'”America è tornata”.

UCRAINA Dopo la lite in diretta della scorsa settimana con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nello Studio ovale, Trump ha affermato che il presidente ucraino gli ha inviato una lettera in cui dichiara di essere pronto a negoziare e firmare un accordo minerario. Ha inoltre dichiarato che intraprenderà “un’azione storica per espandere in modo drammatico la produzione negli Stati uniti di minerali critici e terre rare” entro la fine della settimana.

Riguardo alla guerra, Trump ha affermato che il presidente russo Vladimir Putin si è sentito autorizzato a invadere l’Ucraina a causa del modo in cui l’amministrazione Biden ha gestito il ritiro degli Stati uniti dall’Afghanistan. Ha ribadito di star “lavorando senza posa per porre termine al selvaggio conflitto in Ucraina”.

PROVVEDIMENTI ASSUNTI Il presidente ha messo in evidenza le sue azioni per ritirare gli Stati Uniti da numerosi accordi internazionali, come l’Accordo di Parigi sul clima, e da organizzazioni come l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ha criticato aspramente il CHIPS and Science Act del suo predecessore Joe Biden, approvato con maggioranze bipartisan nel 2022, e ha affermato di aver eliminato un “mandato sui veicoli elettrici” emanato dall’amministrazione Biden, che avrebbe vietato agli americani l’acquisto di auto a benzina. Questo divieto tuttavia non sembra mai essere esistito.

GROENLANDIA E PANAMA Trump ha ribadito il suo voler i prendere il controllo della Groenlandia nel discorso di questa sera, dicendo: “Stiamo lavorando con tutti i soggetti coinvolti per cercare di ottenerla”. E ha detto anche: “In un modo o nell’altro l’avremo”.

Per quanto riguarda Panama, ha affermato che gli Stati Uniti hanno iniziato a reclamare il Canale di Panama dopo aver promesso in campagna di riportare il canale sotto il controllo degli Stati Uniti.

DIFESA Il presidente ha inoltre chiesto al Congresso “di finanziare uno scudo di difesa missilistica all’avanguardia, il Golden Dome, per proteggere la nostra patria, tutto realizzato negli USA”.

DAZI Trump ribadito la sua azione sul fronte dei dazi, dopo aver imposto le tariffe a Messico, Canada e averli raddoppiati alla Cina, innescando una reazione di Pechino. Ha sostenuto che le sue tariffe “renderanno l’America ricca di nuovo”, ma ha riconosciuto che “ci potrebbe essere un piccolo disturbo” e “potrebbe esserci un periodo di aggiustamento”. Tariffe che corrispondono a quelle di altri paesi, dollaro per dollaro, sono previste per il 2 aprile, ha affermato Trump.

DOGE E MUSK Ha salutato il miliardario Elon Musk, capo del nuovo Dipartimento per l’Efficienza del Governo (DOGE), e ha detto che “tutti” apprezzano gli sforzi della nuova agenzia, compresi i democratici. Mentre la sua amministrazione procede con la ristrutturazione della forza lavoro federale, Trump ha avvertito che se i lavoratori si oppongono alle politiche della sua amministrazione, saranno licenziati.

ECONOMIA Trump, sul fronte economico, ha proposto di rendere strutturali i tagli fiscali del suo primo mandato e di approvare una legislazione per eliminare le tasse sulle ore straordinarie, tra le altre proposte.

TRANSGENDER Il presidente ha inoltre vantato la sua recente azione esecutiva con cui vietando alle donne transgender di partecipare agli sport femminili, raccontando la storia personale di Payton McNabb, presente all’indirizzo come uno degli ospiti della first lady Melania Trump.

DEMOCRATICI Il discorso di Trump è stato accompagnato da contestazioni. Diversi parlamentari hanno mostrato cartelli, a un certo punto vari democratici sono usciti fuori dall’aula. Il democratico Al Green, rappresentante del Texas, ha interrotto il discorso del presidente, contestando le decisioni di Trump su Medicare e Medicaid. Ha innescato la reazione vocale dei repubblicani ed è stato espulso dall’aula dal presidente della Camera dei Rappresentanti Mike Johnson per “mantenere il decoro”.

Il discorso dullo Stato dell’Unione, Trump: l’America è tornata, l’età dell’oro è appena cominciata

Roma, 5 mar. (askanews) – Nel più lungo dei discorsi sullo Stato dell’Unione mai tenuto da un presidente Usa, ben un’ora e 39 minuti costellati da contestazioni da parte dei democratici, Donald Trump ha ribadito su tutti i fronti la sua linea politica di fronte al Congresso riunito.

Trump ha rivendicato i suoi successi, affermando che “l’età dell’oro dell’America è appena cominciata” e che l'”America è tornata”.

UCRAINA Dopo la lite in diretta della scorsa settimana con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nello Studio ovale, Trump ha affermato che il presidente ucraino gli ha inviato una lettera in cui dichiara di essere pronto a negoziare e firmare un accordo minerario. Ha inoltre dichiarato che intraprenderà “un’azione storica per espandere in modo drammatico la produzione negli Stati uniti di minerali critici e terre rare” entro la fine della settimana.

Riguardo alla guerra, Trump ha affermato che il presidente russo Vladimir Putin si è sentito autorizzato a invadere l’Ucraina a causa del modo in cui l’amministrazione Biden ha gestito il ritiro degli Stati uniti dall’Afghanistan. Ha ribadito di star “lavorando senza posa per porre termine al selvaggio conflitto in Ucraina”.

PROVVEDIMENTI ASSUNTI Il presidente ha messo in evidenza le sue azioni per ritirare gli Stati Uniti da numerosi accordi internazionali, come l’Accordo di Parigi sul clima, e da organizzazioni come l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ha criticato aspramente il CHIPS and Science Act del suo predecessore Joe Biden, approvato con maggioranze bipartisan nel 2022, e ha affermato di aver eliminato un “mandato sui veicoli elettrici” emanato dall’amministrazione Biden, che avrebbe vietato agli americani l’acquisto di auto a benzina. Questo divieto tuttavia non sembra mai essere esistito.

GROENLANDIA E PANAMA Trump ha ribadito il suo voler i prendere il controllo della Groenlandia nel discorso di questa sera, dicendo: “Stiamo lavorando con tutti i soggetti coinvolti per cercare di ottenerla”. E ha detto anche: “In un modo o nell’altro l’avremo”.

Per quanto riguarda Panama, ha affermato che gli Stati Uniti hanno iniziato a reclamare il Canale di Panama dopo aver promesso in campagna di riportare il canale sotto il controllo degli Stati Uniti.

DIFESA Il presidente ha inoltre chiesto al Congresso “di finanziare uno scudo di difesa missilistica all’avanguardia, il Golden Dome, per proteggere la nostra patria, tutto realizzato negli USA”.

DAZI Trump ribadito la sua azione sul fronte dei dazi, dopo aver imposto le tariffe a Messico, Canada e averli raddoppiati alla Cina, innescando una reazione di Pechino. Ha sostenuto che le sue tariffe “renderanno l’America ricca di nuovo”, ma ha riconosciuto che “ci potrebbe essere un piccolo disturbo” e “potrebbe esserci un periodo di aggiustamento”. Tariffe che corrispondono a quelle di altri paesi, dollaro per dollaro, sono previste per il 2 aprile, ha affermato Trump.

DOGE E MUSK Ha salutato il miliardario Elon Musk, capo del nuovo Dipartimento per l’Efficienza del Governo (DOGE), e ha detto che “tutti” apprezzano gli sforzi della nuova agenzia, compresi i democratici. Mentre la sua amministrazione procede con la ristrutturazione della forza lavoro federale, Trump ha avvertito che se i lavoratori si oppongono alle politiche della sua amministrazione, saranno licenziati.

ECONOMIA Trump, sul fronte economico, ha proposto di rendere strutturali i tagli fiscali del suo primo mandato e di approvare una legislazione per eliminare le tasse sulle ore straordinarie, tra le altre proposte.

TRANSGENDER Il presidente ha inoltre vantato la sua recente azione esecutiva con cui vietando alle donne transgender di partecipare agli sport femminili, raccontando la storia personale di Payton McNabb, presente all’indirizzo come uno degli ospiti della first lady Melania Trump.

DEMOCRATICI Il discorso di Trump è stato accompagnato da contestazioni. Diversi parlamentari hanno mostrato cartelli, a un certo punto vari democratici sono usciti fuori dall’aula. Il democratico Al Green, rappresentante del Texas, ha interrotto il discorso del presidente, contestando le decisioni di Trump su Medicare e Medicaid. Ha innescato la reazione vocale dei repubblicani ed è stato espulso dall’aula dal presidente della Camera dei Rappresentanti Mike Johnson per “mantenere il decoro”.

Stato dell’Unione, Trump: "L’età dell’oro è cominciata"

Roma, 5 mar. (askanews) – Nel più lungo dei discorsi sullo Stato dell’Unione mai tenuto da un presidente Usa, ben un’ora e 39 minuti costellati da contestazioni da parte dei democratici, Donald Trump ha ribadito su tutti i fronti la sua linea politica di fronte al Congresso riunito.

Trump ha rivendicato le sue azioni come successi, affermando che “l’età dell’oro dell’America è appena cominciata” e che l'”America è tornata”.

UCRAINA

Dopo la lite in diretta della scorsa settimana con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nello Studio ovale, Trump ha affermato che il presidente ucraino gli ha inviato una lettera in cui dichiara di essere pronto a negoziare e firmare un accordo minerario. Ha inoltre dichiarato che intraprenderà “un’azione storica per espandere in modo drammatico la produzione negli Stati uniti di minerali critici e terre rare” entro la fine della settimana.

Riguardo alla guerra, Trump ha affermato che il presidente russo Vladimir Putin si è sentito autorizzato a invadere l’Ucraina a causa del modo in cui l’amministrazione Biden ha gestito il ritiro degli Stati uniti dall’Afghanistan. Ha ribadito di star “lavorando senza posa per porre termine al selvaggio conflitto in Ucraina”.

PROVVEDIMENTI ASSUNTI

Il presidente ha messo in evidenza le sue azioni per ritirare gli Stati Uniti da numerosi accordi internazionali, come l’Accordo di Parigi sul clima, e da organizzazioni come l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ha criticato aspramente il CHIPS and Science Act del suo predecessore Joe Biden, approvato con maggioranze bipartisan nel 2022, e ha affermato di aver eliminato un “mandato sui veicoli elettrici” emanato dall’amministrazione Biden, che avrebbe vietato agli americani l’acquisto di auto a benzina. Questo divieto tuttavia non sembra mai essere esistito.

GROENLANDIA E PANAMA

Trump ha ribadito il suo voler i prendere il controllo della Groenlandia nel discorso di questa sera, dicendo: “Stiamo lavorando con tutti i soggetti coinvolti per cercare di ottenerla”. E ha detto anche: “In un modo o nell’altro l’avremo”.

Per quanto riguarda Panama, ha affermato che gli Stati uniti hanno iniziato a reclamare il Canale di Panama dopo aver promesso in campagna di riportare il canale sotto il controllo degli Stati Uniti.

DIFESA

Il presidente ha inoltre chiesto al Congresso “di finanziare uno scudo di difesa missilistica all’avanguardia, il Golden Dome, per proteggere la nostra patria, tutto realizzato negli USA”.

DAZI

Trump ribadito la sua azione sul fronte dei dazi, dopo aver imposto le tariffe a Messico, Canada e averli raddoppiati alla Cina, innescando una reazione di Pechino. Ha sostenuto che le sue tariffe “renderanno l’America ricca di nuovo”, ma ha riconosciuto che “ci potrebbe essere un piccolo disturbo” e “potrebbe esserci un periodo di aggiustamento”. Tariffe che corrispondono a quelle di altri paesi, dollaro per dollaro, sono previste per il 2 aprile, ha affermato Trump.

DOGE E MUSK

Ha salutato il miliardario Elon Musk, capo del nuovo Dipartimento per l’Efficienza del Governo (DOGE), e ha detto che “tutti” apprezzano gli sforzi della nuova agenzia, compresi i democratici. Mentre la sua amministrazione procede con la ristrutturazione della forza lavoro federale, Trump ha avvertito che se i lavoratori si oppongono alle politiche della sua amministrazione, saranno licenziati.

ECONOMIA

Trump, sul fronte economico, ha proposto di rendere strutturali i tagli fiscali del suo primo mandato e di approvare una legislazione per eliminare le tasse sulle ore straordinarie, tra le altre proposte.

TRANSGENDER

Il presidente ha inoltre vantato la sua recente azione esecutiva con cui vietando alle donne transgender di partecipare agli sport femminili, raccontando la storia personale di Payton McNabb, presente all’indirizzo come uno degli ospiti della first lady Melania Trump.

DEMOCRATICI

Il discorso di Trump è stato accompagnato da contestazioni. Diversi parlamentari hanno mostrato cartelli, a un certo punto vari democratici sono usciti fuori dall’aula. Il democratico Al Green, rappresentante del Texas, ha interrotto il discorso del presidente, contestando le decisioni di Trump su Medicare e Medicaid. Ha innescato la reazione vocale dei repubblicani ed è stato espulso dall’qaula dal presidente della Camera dei Rappresentanti Mike Johnson per “mantenere il decoro”.

Da aprile nuove regole per viaggiare nel Regno Unito

Roma, 3 mar. (askanews) – Nuove regole per chi viaggia verso il Regno Unito entreranno in vigore a partire dal 2 aprile prossimo, data dalla quale sarà necessario essere in possesso di una Electronic Travel Authorisation (ETA), l’autorizzazione elettronica indispensabile per recarsi oltremanica.

Dal 5 marzo è possibile iniziare a presentare domanda per l’ETA, e da oggi parte anche la campagna di informazione pubblica dell’Ambasciata britannica in Italia e San Marino, che si avvarrà di uscite su media tradizionali e sulle principali piattaforme on-line (Facebook, X, Instagram, LinkedIn), per informare il maggior numero possibile di cittadini circa questo nuovo requisito per recarsi nel Regno Unito dal prossimo 2 aprile.

Il Portavoce dell’Ambasciata britannica in Italia Pierluigi Puglia ha dichiarato: “Vogliamo che il maggior numero possibile di cittadini siano al corrente di questa importante novità, motivo per cui lanciamo oggi una campagna di informazione multicanale. L’auspicio è che nessuno debba trovarsi nella situazione di viaggiare verso il Regno Unito senza la necessaria autorizzazione elettronica a partire dal prossimo 2 aprile”. L’ETA è “in linea con l’approccio adottato da molti altri Paesi per la sicurezza delle frontiere, tra cui gli Stati Uniti e l’Australia” e ha l’obiettivo di “contribuire a prevenire l’arrivo di soggetti che rappresentano una minaccia per il Regno Unito”, ha aggiunto Puglia richiamando le informazioni diffuse dall’Home Office di Londra.

Cos’è l’ETA

L’ETA è un permesso per viaggiare in formato digitale. Non è un visto, ma autorizza una persona a entrare nel Regno Unito.

L’introduzione dell’ETA è in linea con l’approccio adottato da molti altri Paesi per la sicurezza delle frontiere, tra cui gli Stati Uniti e l’Australia, e contribuisce a prevenire l’arrivo di soggetti che rappresentano una minaccia per il Regno Unito.

L’ETA al momento costa 10 sterline (12 euro circa) e consente di recarsi più volte nel Regno Unito per soggiorni fino a sei mesi consecutivi, nell’arco di due anni o fino alla scadenza del passaporto del titolare, a seconda di quale di queste due condizioni si verifichi prima.

Come richiedere un’ETA Richiedere un’ETA è semplice e veloce. I visitatori dovranno farne richiesta in anticipo. Per informazioni relative all’idoneità per l’ETA e alla modalità di richiesta prima di recarsi nel Regno Unito, consultare il sito GOV.UK.

Il modo più semplice per richiedere un’ETA è attraverso l’applicazione “UK ETA app”, che può essere scaricata da Google Play o Apple App Store. Se non si ha accesso a uno smartphone, si può farne richiesta sul sito GOV.UK (apply on-line).

La maggior parte dei richiedenti otterrà una risposta automatica in pochi minuti tramite l’apposita applicazione UK ETA, pertanto sarà ancora possibile organizzare viaggi nel Regno Unito con poco preavviso.

I visitatori dovranno comunque fare richiesta in anticipo, per cui si consiglia di prevedere un’attesa di tre giorni, anche se questo lasso di tempo è stimato sulla base di un esiguo numero di richieste che potrebbero dover richiedere verifiche supplementari.

Per richiedere un’ETA, è necessario:

Pagare una tariffa Fornire i propri recapiti e i dati del passaporto Fornire una fotografia valida, in conformità con le disposizioni per le fotografie digitali consultabili sul sito GOV.UK Rispondere a una serie di domande I visitatori devono viaggiare con lo stesso passaporto utilizzato al momento della richiesta dell’ETA.

Come l’ETA contribuisce alla sicurezza delle frontiere del Regno Unito? I richiedenti ETA forniscono i propri dati biografici, biometrici e di contatto, rispondendo inoltre a una serie di domande. Questo consente di aumentare la nostra conoscenza delle persone che intendono entrare nel Regno Unito e di prevenire l’ingresso di chi potrebbe rappresentare una minaccia.

Cosa succede se non si ottiene un’ETA? Se una domanda di ETA viene respinta, verrà comunicato all’interessato il motivo del rigetto e questi potrà presentare una nuova domanda.

Se la richiesta per l’ETA viene rifiutata, l’interessato non potrà fare ricorso, e se desidera ancora ottenere il permesso per viaggiare nel Regno Unito dovrà richiedere un visto.

L’importo della tassa per l’ETA aumenterà in futuro? Come per tutte le nostre tariffe, il costo dell’ETA viene rivalutato periodicamente e sarà aumentato a 16 sterline nel prossimo futuro. Verranno fornite maggiori informazioni a tempo debito.

Questo aumento ridurrà la dipendenza dal finanziamento dei contribuenti britannici per il sistema di migrazione e gestione delle frontiere.

È necessaria l’ETA per chi transita nel Regno Unito? Se sì, perché? A seguito dei riscontri ricevuti dall’industria aeronautica, il governo britannico ha concordato un’esenzione temporanea (dall’obbligo di richiedere un’ETA) per i passeggeri che transitano nell’area Transiti degli aeroporti e che, pertanto, non passano attraverso il controllo di frontiera del Regno Unito. L’esenzione sarà tenuta sotto esame e potrà essere modificata in futuro.

I passeggeri che transitano nel Regno Unito attraversando il controllo delle frontiere dovranno continuare a richiedere un’ETA, qualora richiesto per la loro nazionalità.

Medio Oriente, l’enorme polveriera può esplodere in qualsiasi momento.

Dopo gli avvenimenti del 2024, conclusisi con la rapida caduta del cinquantennale sanguinario regime degli Assad in Siria, il puzzle mediorientale vede Israele in una condizione di maggior forza territoriale e minor prestigio morale. Quest’ultimo viene oggi sottovalutato dagli israeliani, per non dire del loro governo, inevitabilmente ancora sotto shock dopo il pogrom subìto il 7 ottobre 2023. Ma l’isolamento accresciuto in questi mesi durante i quali l’IDF ha “spianato” Gaza rischia di produrre frutti amari nel futuro, anche dal punto di vista economico, ambito del quale ora non si parla in quanto sono altri i temi principali, ma che sta patendo una qual certa crisi (si pensi, ad esempio, al settore turistico, azzerato).

Rimanendo però al campo territoriale il punto focale è ora esattamente nel mirino di Tel Aviv: l’Iran degli ayatollah, che nei mesi passati ha subìto una serie di rovesci tali non solo da decapitarne la strategia sin lì utilizzata, ma anche di farne rischiare la propria sopravvivenza.

La rete ideata da Qassan Soleimani (il capo della Forza al-Quds delle Guardie della Rivoluzione, ucciso dagli americani a inizio 2020) si proponeva un duplice scopo: creare la famosa “Mezzaluna sciita”, fondata sull’ideologia della Resistenza alternativa al superato – e, soprattutto, sconfitto – nazionalismo pan-arabo di matrice sunnita; ovvero, realizzare un collegamento senza soluzione di continuità fra lo Stretto di Hormuz nel Golfo Persico e il Mar Mediterraneo. Ecco che allora, attraversando Iran Iraq Siria e Libano, questo percorso s’incunea nel mondo arabo sunnita, rendendo così l’Iran la potenza regionale di riferimento, essendo in condizione di poter aggredire Israele da più lati e arrivare alla distruzione dello stato ebraico, vero obiettivo finale da ottenere. Con ciò si sopravvalutano però i segnali di disimpegno USA nell’area, individuabili dapprima nell’ecumenismo obamiano (e dalla sua rinuncia ad attaccare Assad dopo averlo minacciato) e successivamente dal ripiegamento interno trumpiano.

Per attuare il piano, in questi anni Teheran si è avvalsa di attori locali da essa finanziati, addestrati, armati dislocati ovunque e non necessariamente sciiti come Hezbollah in Libano, gli Houthy nello Yemen, Kata’ib Hezbollah in Iraq bensì pure sunniti legati alla Fratellanza Musulmana come Hamas e la Jihad islamica a Gaza e in Cisgiordania. È il cosiddetto “Asse della Resistenza”.

Ora questo schema, portato avanti dal successore di Soleimani, Esmail Qaani, è saltato o quanto meno è stato fortemente indebolito dalle azioni d’attacco condotte da Israele contro i proxy iraniani. Fra i quali solo gli Houthy – che però sono quelli geograficamente più lontani dal centro delle operazioni – hanno mantenuto, o quasi, la stessa potenza di fuoco detenuta prima del 2024. Negli ultimi tempi hanno rallentato il ritmo delle loro azioni sul Mar Rosso, anche per via dell’opposizione militare attivata da Stati Uniti e Gran Bretagna con il sostegno della missione europea ASPIDE, ma restano pronti a riprendere l’iniziativa. Hezbollah, invece, ha patito una serie di sconfitte assai serie: dall’uccisione dei suoi capi e di molti suoi veterani, alla distruzione di santabarbare ubicate nel sud Libano, ma anche nella stessa Beirut, alla perdita – dovuta al crollo del regime siriano – del corridoio logistico utilizzato dall’Iran per rifornire l’alleato libanese di ogni necessità. Un indebolimento che potrebbe riverberarsi anche nell’esercizio del potere sulla società e sul governo libanesi, ora più determinati, forse, a ridurlo significativamente dopo aver patito, una volta di più, i danni arrecati al paese degli israeliani a causa proprio di quel potere.

L’Iran oggi è palesemente incerto sul da farsi. Il nuovo presidente Masoud Pezeshkian rappresenta l’ala diplomatica e tendenzialmente dialogante del regime, anche con una società che cova un sordo risentimento verso l’assolutismo religioso degli ayatollah; i pasdaran al contrario, e come sempre, minacciano vendette implacabili contro i miscredenti e naturalmente contro l’odiato nemico ebreo. Il quale ultimo è tentato dall’idea di un colpo di mano estremo: azzerare il potenziale nucleare di Teheran, il vero incubo di Tel Aviv. Ma, anche su questo punto come sugli altri, come scritto qui in un precedente articolo, Netanyahu non sa se l’alleato americano, per quanto oggi molto più vicino politicamente di ieri (ma ciò non significa, automaticamente, “più amico”) sarebbe disposto ad aiutarlo nell’impresa. Una collaborazione che nel caso specifico, è indispensabile per conseguire il risultato. La polveriera mediorientale rimane così sempre innescata.

Anche Sala scende in campo

Lunedì scorso, in un’intervista al Foglio, il sindaco di Milano Beppe Sala ha rotto gli indugi e si è detto pronto a lavorare per unire le forze già esistenti e per creare un gruppo moderato e riformista all’opposizione del governo Meloni. È una buona notizia. Innanzitutto, perché è il primo personaggio di rilievo dell’area, definiamola per semplicità riformista, che si espone con l’intenzione di ricucire vecchi strappi e di fornire una casa a milioni di elettori. Va riconosciuto, inoltre, che è l’unico dei possibili nomi circolati sui quotidiani nei mesi scorsi ad aver dato disponibilità. Sembra infatti che l’ex Presidente del Consiglio Gentiloni non abbia intenzione di lasciare il Pd, così come l’ex Direttore dell’Agenzia dell’Entrate Ruffini pare voler giocare la sua partita a capo di una corrente del Pd stesso.

Fermo restando che Renzi e Calenda hanno la stoffa del leader ma non sono proponibili per il ruolo, per evidenti veti reciproci, rimane solo Sala che fortunatamente ha dato la sua disponibilità. Ora, conosco le perplessità di alcuni su questo nome, forse poco legato alla tradizione cattolica e del popolarismo; tuttavia, è opportuno ascoltare la sua proposta con spirito aperto e di condivisione per comprendere al meglio il percorso che ha intenzione di portare avanti, anche perché potrebbe essere l’ultima chance per costruire una vera casa per noi elettori centristi.

Lungi da me sottovalutare i pericoli e gli ostacoli di questo percorso. In primis, non è detto che i veti che si sono verificati durante la costruzione della lista per gli Stati Uniti d’Europa non si ripropongano. Sarebbe diabolico se ciò accadesse di nuovo, perché significherebbe perseverare nell’errore. Il fatto che un esponente illustre d’area ma esterno agli attuali partiti si metta in gioco in prima persona potrebbe rappresentare un buon viatico.

In secondo luogo, sarebbe opportuno certificare da parte di Sala che il futuro soggetto sarà aperto anche a realtà esterne dai tre partiti citati nell’intervista. In particolare, servirebbe un appello ai cattolici non rappresentati dagli attuali partiti affinché partecipino al processo costituente di questa forza, portando le loro idee e le loro istanze per costruire un gruppo in grado di rappresentare tutti gli elettori centristi riformisti, siano essi laici o cattolici.

In aggiunta, questo futuro soggetto politico non dovrà essere l’ennesimo partito personale perché, perdonerete l’epiteto poco moderato, ne abbiamo piene le scatole di questi micropartiti dove il politico di turno si gestisce tutto all’interno del suo cerchio magico.

Infine, va chiarito il posizionamento verso il Pd e il centro sinistra. È normale ed ovvio che una forza politica che si pone all’opposizione dell’attuale governo dialoghi con le altre forze di minoranza. È auspicabile anche che si possa trovare un terreno comune per costruire un’alternativa, anche perché se non insieme alle altre forze di opposizione con chi si potrebbe costruire? Come dice bene Sala nell’intervista è impensabile che Forza Italia lasci la maggioranza.

È dunque possibile e preferibile costruire un’alleanza con il PD e le altre forze ma non deve essere una scelta obbligata, come se avessimo la pistola alla tempia. Deve essere appunto una scelta condivisa che si basa su chiari programmi di governo, un’alleanza che abbia idee chiare a partire dalla difesa del Presidente della Repubblica dai vergognosi attacchi di esponenti dell’esecutivo russo.

Fino al 2027 c’è tempo ma come dice il saggio, chi ha tempo non aspetti tempo, perché i nodi da sciogliere sono molti e gli elettori da attirare sono tanti. Forza e coraggio, uniamoci e partiamo!

Quale pace se non c’è realismo?

Ci troviamo di fronte a un momento cruciale nel panorama internazionale. Molti equilibri sono stati compromessi, dando vita a un contesto che ha profondamente destabilizzato l’antico assetto geopolitico mondiale. I vari summit che si stanno svolgendo in questi giorni a livello europeo confermano un quadro che resta sostanzialmente instabile, incerto e poco definito. La questione centrale, e forse determinante, è quella di promuovere un’iniziativa politica che unisca la cultura della pace a uno spirito di realismo. È fondamentale, infatti, che questi due aspetti siano indissolubilmente legati, evitando di rifugiarsi nell’improvvisazione, nel velleitarismo e in un infantilismo politico. In questo contesto, le pur generose posizioni europeiste di alcune forze politiche italiane risultano spesso sterili e impotenti, se non addirittura ambivalenti.

Un esempio concreto: non si può parlare del futuro dell’Europa, del rilancio politico e culturale del nostro continente, della necessità di una difesa comune e di un progetto federale unito, per poi respingere qualsiasi proposta di spesa per gli armamenti o il potenziamento delle nostre frontiere e delle missioni militari. Fintantoché non si raggiunge una maggiore chiarezza e coerenza su questi temi, risulta vana qualsiasi predica di unità e di rilancio dell’Europa. Questa è, purtroppo, una delle debolezze presenti nel dibattito attuale.

Detto ciò, la mobilitazione per difendere, rilanciare e progettare il futuro dell’Europa è di fondamentale importanza. Essa rappresenta la riscoperta di un antico postulato della cultura e dell’identità della tradizione democratica e cristiana, che su questo fronte può rivendicare un legittimo primato. Tuttavia, per tornare alla questione della cultura della pace e alla riscoperta di un autentico ideale europeista, è oggi cruciale collegare questo afflato ideale alla cultura del realismo — talvolta definita realpolitik — ma che, in termini più appropriati, potrebbe essere vista come mera “cultura di governo”.

È su questo terreno che si misura la capacità di non ridurre la ricerca della pace a un semplice esercizio di retorica astratta e opportunista. Inoltre, si tratta della capacità di rilanciare l’antica e necessaria cultura europeista. Saranno le prossime iniziative di piazza a indicarci, in modo concreto, come e chi in Italia intende costruire una nuova soggettività europea, capace di tradurre in prassi una vera e credibile cultura della pace. È evidente che, in questo contesto, non ci si può aspettare che soggetti come la Lega di Salvini, gli estremisti di Fratoianni e Bonelli, o il populismo dei 5 Stelle di Conte si dimostrino i più credibili e coerenti nel perseguire un obiettivo così indispensabile per affrontare le sfide della società contemporanea.

In questo frangente, sembra avere un vantaggio chi, storicamente, ha coltivato una cultura di governo e chi, in fasi delicate come questa, sa anteporre gli interessi nazionali ed europei alle sterili e tristi convenienze di parte.

Recensione | Come evitare l’esplosione dell’Europa.

Sylvie Goulard, già europarlamentare e collaboratrice di Romano Prodi nel periodo della sua presidenza della Commissione (2001/2004) ci consegna un interessante saggio dove si misura con un tema di grande attualità: l’allargamento dell’U.E. come deriva incalzante e persino ineludibile su cui sembrano convergere da tempo i leader del vecchio continente più di quanto siano stati e siano tuttora impegnati al consolidamento dell’U.E. L’autrice pone una questione procedurale ed enfatizza la sua propedeuticità rispetto all’ingombrante assillo della crescita numerica dei Paesi membri dell’Unione: fondamentalmente il tema riguarda l’aspetto identitario di un rassemblement di quasi 400 milioni di abitanti degli attuali 27 Stati membri che dovrebbe essere da tempo la principale preoccupazione dei governi avvicendatisi nei Paesi che sono parte dell’U.E.

A fronte dell’ipotesi di una ulteriore inclusione di altri Stati nel consesso dell’U.E. (si tratta di Ucraina, Moldavia, Georgia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, Serbia e Turchia: quest’ultima, che figura nell’elenco della comunicazione della Commissione dell’8/11/2023, nonostante le negoziazioni con Ankara siano a un punto morto, porterebbe in dote qualcosa come 90 milioni di abitanti. “Un’inezia” come la definisce eufemisticamente la Goulard, che porterebbe la popolazione europea a oltre 500 milioni di abitanti.  Nell’un caso o nell’altro si passerebbe infatti a 36 o 37 Stati membri.

Il quesito che pone l’autrice – come si intuisce dal titolo del libro, “Grande da morire” – è se possano essere perseguiti insieme due obiettivi reciprocamente complementari: l’allargamento dell’U.E e la speculare pre-condizione della preventiva messa a punto di un “progetto comune e condivisibile”. I governi sembrano da tempo invece più preoccupati dell’estensione quantitativa come alternativa al caos e alle pressioni di ingresso nell’U.E. Sotto questo profilo di considerazione sembra colpevole e ingiustificabile la sottovalutazione del Rapporto sul futuro della competitività europea redatto da Mario Draghi, che non è certo marginale rispetto a scelte attese e dirimenti. Se la questione non è sommativa ma identitaria, utile e qualitativa non devono essere interpretare come remore o titubanze le valutazioni di opportunità circa la costituzione di un’Europa extra-large: l’esempio di Cipro, in parte occupata dalla Turchia o quello delle reciproche rivendicazioni nazionalistiche tra Serbia e Kosovo, fanno riflettere sul fatto che si corre il rischio di importare instabilità in Europa, più che esportare stabilità.

Gli ingressi nel corpaccione europeo non sono un processo di aggregazione tout court poiché la molteplicità dei contesti e delle tradizioni depone per una metabolizzazione graduale e partecipata. Ciò non significa che nel caso dell’Ucraina vi siano dubbi di opportunità (e soprattutto urgenti risposte da dare) ma ciò va fatto proprio considerando la minaccia della Russia che è pur sempre una potenza occupante.

Scritto a gennaio, il libro tiene conto dell’elezione di Trump ma non delle successive e disorientanti sue prese di posizione, sul conflitto russo-ucraino e sull’Europa stessa. Se Trump abbandona l’ONU e mette in discussione la NATO ciò non è irrilevante rispetto al seguito che ci attende. The Donald si schiera con Putin contro l’Europa, ed ecco allora che il problema dei confini, delle adesioni e dei trattati suscita ulteriorità che i singoli Stati europei non possono affrontare da soli e pone un preciso interrogativo: è l’U.E. in grado di condividere al suo interno risorse istituzionali, rappresentative e di difesa? Essere compatta nelle azioni e nelle scelte? (Il libro cita non a caso la stretta amicizia di Orban con Putin). Se si potesse riavvolgere il nastro della Storia la risposta migliore potrebbe essere l’ideale di Jean Monnet, padre fondatore dell’Europa: “Nous unissons des hommes, nous ne coalisons pas des Etats” (‘Uniamo degli uomini, non coalizziamo gli Stati’).

Ci troviamo tuttavia di fronte ad una situazione drammatica dopo tre anni dall’invasione russa in Ucraina: è opinione dello scrivente che gli ombrelli dell’U.E. e della NATO debbano essere aperti senza indugi a protezione di Kyiv e di un popolo massacrato da una guerra criminale: mentre si aprono spiragli di trattative Mosca continua a bombardare senza tregua mentre Trump tace su questo genocidio e stravolge i fatti ribaltando la verità storica che vede un aggressore e un aggredito. Le frammentazioni originariamente radicate e mai del tutto rimosse tra gli stessi Paesi fondatori dell’U.E. riducono il dibattito attuale alla retorica dei buoni propositi, “fanno passare sotto silenzio gli sforzi che devono fare, al massimo si limitano a menzionare la capacità di assorbimento, come se l’Unione Europea non fosse altro che una banale spugna”. Ciò che conta è il potere negoziale: Europa ed U.E. sembrano esserne scarsamente dotate, non si materializzano azioni condivise foriere di incisività, le frammentazioni e le sfumature prevalgono sugli intendimenti comuni necessari.

La Dichiarazione di Schuman del lontano 1950 conserva la sua attuale rilevanza: “La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano”. Ora l’U.E. è parte integrante delle potenzialità latenti e dei pericoli incombenti. Sylvie Goulard in questo magnifico, intenso libro pone un interrogativo che reclama un’urgente risposta: se sia più utile perseguire l’obiettivo principale dell’Europa XXL come somma di Stati e di diplomazie o se invece sia necessario edificare un fortilizio di valori condivisibili in nome dei popoli e della suprema difesa della democrazia.

Meloni convoca Salvini e Tajani, necessario un chiarimento sulla difesa Ue

Roma, 4 mar. (askanews) – A poco più di 24 ore dal Consiglio europeo straordinario in programma a Bruxelles il 6 marzo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato questa sera a Palazzo Chigi i suoi due vice, Matteo Salvini e Antonio Tajani, per un confronto sul tema della difesa europea.

Un chiarimento, del resto, era necessario, dopo le polemiche dei giorni scorsi e le esternazioni del leader della Lega che avevano mostrato chiaramente la presenza di (almeno) due linee sulla questione all’interno del governo. In particolare dopo l’annuncio, da parte di Ursula von der Leyen, del piano ReArm Europe, che secondo la presidente della Commissione è in grado di mobilitare 800 miliardi di euro per la difesa tra risorse nazionali, liberate dalla deroga al Patto di stabilità, e soldi freschi comunitari, reperiti dall’Ue sui mercati.

Un progetto che non piace a Salvini, secondo cui “per Ursula von der Leyen gli Stati europei possono fare debito solo per armarsi” mentre negli anni scorsi – accusa – non è stato possibile “investire in sanità, in educazione e sostegno alle imprese e alle famiglie”. Al contrario, per Tajani, l’iniziativa è positiva: “Bene von der Leyen: finalmente si fanno concreti passi in avanti per costruire una indispensabile difesa europea. Era il grande sogno di De Gasperi e Berlusconi. Ora bisogna realizzarlo, senza indugi, nel modo migliore possibile per rendere più forte l’Europa nel contesto di una solida alleanza con gli Stati Uniti”, ha scritto il capo della dipomazia italiana su X.

Questo senza contare le differenze relative all’Ucraina, con Salvini che sabato e domenica porterà la Lega in mille piazze d’Italia “per chiedere la fine della guerra, nel momento in cui Emmanuel Macron e Ursula von der Leyen parlano di invio di truppe e di maggiori spese militari di un esercito europeo”.

Divergenze troppo marcate per chi (Meloni) giovedì si troverà al tavolo con gli altri leader a dover discutere proprio del ruolo dell’Europa in Ucraina di fronte all’iniziativa di Donald Trump, della costruzione di una politica di difesa comune e di una maggiore spesa che ritiene necessaria per garantire, come ha detto più volte, “l’indipendenza strategica”. Infatti – secondo indiscrezioni – già nei giorni scorsi la presidente del Consiglio ha chiesto al Mef delle simulazioni per accrescere la spesa nella difesa fino al 2,5% del Pil.

Sulla politica estera, in particolare in questo momento delicato, sarebbe stato a quanto si apprende il messaggio recapitato dalla premier, occorre essere prudenti e moderare le parole, per non danneggiare la credibilità dell’Italia nei consessi internazionali. In sostanza: basta “tifoserie”, come aveva già detto domenica a Londra parlando con i giornalisti.

Meloni convoca Salvini e Tajani, necessario chiarimento su difesa Ue

Roma, 4 mar. (askanews) – A poco più di 24 ore dal Consiglio europeo straordinario in programma a Bruxelles il 6 marzo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato questa sera a Palazzo Chigi i suoi due vice, Matteo Salvini e Antonio Tajani, per un confronto sul tema della difesa europea.

Un chiarimento, del resto, era necessario, dopo le polemiche dei giorni scorsi e le esternazioni del leader della Lega che avevano mostrato chiaramente la presenza di (almeno) due linee sulla questione all’interno del governo. In particolare dopo l’annuncio, da parte di Ursula von der Leyen, del piano ReArm Europe, che secondo la presidente della Commissione è in grado diChig mobilitare 800 miliardi di euro per la difesa tra risorse nazionali, liberate dalla deroga al Patto di stabilità, e soldi freschi comunitari, reperiti dall’Ue sui mercati.

Un progetto che non piace a Salvini, secondo cui “per Ursula von der Leyen gli Stati europei possono fare debito solo per armarsi” mentre negli anni scorsi – accusa – non è stato possibile “investire in sanità, in educazione e sostegno alle imprese e alle famiglie”. Al contrario, per Tajani, l’iniziativa è positiva: “Bene von der Leyen: finalmente si fanno concreti passi in avanti per costruire una indispensabile difesa europea. Era il grande sogno di De Gasperi e Berlusconi. Ora bisogna realizzarlo, senza indugi, nel modo migliore possibile per rendere più forte l’Europa nel contesto di una solida alleanza con gli Stati Uniti”, ha scritto il capo della dipomazia italiana su X.

Questo senza contare le differenze relative all’Ucraina, con Salvini che sabato e domenica porterà la Lega in mille piazze d’Italia “per chiedere la fine della guerra, nel momento in cui Emmanuel Macron e Ursula von der Leyen parlano di invio di truppe e di maggiori spese militari di un esercito europeo”.

Divergenze troppo marcate per chi (Meloni) giovedì si troverà al tavolo con gli altri leader a dover discutere proprio del ruolo dell’Europa in Ucraina di fronte all’iniziativa di Donald Trump, della costruzione di una politica di difesa comune e di una maggiore spesa che ritiene necessaria per garantire, come ha detto più volte, “l’indipendenza strategica”. Infatti – secondo indiscrezioni – già nei giorni scorsi la presidente del Consiglio ha chiesto al Mef delle simulazioni per accrescere la spesa nella difesa fino al 2,5% del Pil.

Sulla politica estera, in particolare in questo momento delicato, sarebbe stato a quanto si apprende il messaggio recapitato dalla premier, occorre essere prudenti e moderare le parole, per non danneggiare la credibilità dell’Italia nei consessi internazionali. In sostanza: basta “tifoserie”, come aveva già detto domenica a Londra parlando con i giornalisti.

Sace: 100 mld di opportunit per le imprese tra export e innovazione

Roma, 4 mar. (askanews) – Lo scenario geopolitico si fa sempre pi complesso mentre l’amministrazione Usa minaccia nuovi dazi sui prodotti dell’Unione europea come strumento di pressione commerciale. Ma le imprese hanno due leve sui cui puntare, l’innovazione, che le rende pi agili e competitive e l’apertura di nuove strade per l’export Made in Italy che grazie alla estrema variet che caratterizza ci che il paese esporta pu aprirsi nuovi mercati di sbocco. Un export che riesca a diversificarsi il pi possibile geograficamente infatti pi resiliente agli shock esterni. Se ne discusso durante l’evento “Let’s Grow!” organizzato da Sace, il gruppo assicurativo-finanziario partecipato dal ministero dell’Economia e delle Finanze per approfondire scenari e strumenti di crescita insieme alle imprese italiane. Sace ha presentato la Growth Map 2025: 14 paesi cosiddetti Gate, porta d’accesso, sui cui puntare, dal Medio Oriente all’America latina, dall’area asiatica all’Africa con un elevato potenziale di crescita.

Alessandra Ricci, amministratore delegato Sace: “La sfida per le aziende italiane la crescita, abbiamo visto che addirittura oggi il Paese tornato con un avanzo positivo, primo paese dopo il periodo del Covid e che la sfida di tutte le aziende italiane crescita e dove pu essere trovata la crescita? Da un lato negli investimenti in export dall’altra parte di innovazione insieme abbiamo pensato che queste due cose possano generare 100 miliardi di nuove opportunit per le aziende italiane, 85 miliardi vengono dall’export e vengono soprattutto da 14 paesi che abbiamo identificato e che noi chiamiamo i paesi Gate che sono quelli dove l’export cresce a dei tassi superiori alla media di crescita del paese e noi sappiamo che ogni volta che l’export cresce l’azienda italiana tanto vero che quello che abbiamo misurato che andando a fare investimenti in export e in innovazione il fatturato delle imprese italiane cresce del 4%”.

Per questi 14 mercati strategici, Sace ha disegnato una vera e propria mappa, mettendo in evidenza le specificit di ognuno e gli ambiti nei quali i prodotti italiani potrebbero espandersi.

“Noi siamo presenti in tutti i 14 paesi Gate – ha aggiunto Ricci – con la nostra rete internazionale e e qui abbiamo coniato il cosiddetto effetto Grow, quindi ritorniamo al tema della crescita. Noi vogliamo aiutare le imprese a crescere e l’effetto Grow si sostanzia nelle quattro lettere di Grow quindi G diamo garanzie e liquidit alle aziende. R, gli diamo tutta la nostra conoscenza per la copertura dei rischi o creiamo delle opportunit, perch si affaccino verso quei mercati esteri, dove magari oggi non sono ancora presenti. W, worldwide, quindi in tema di essere globali perch oggi se qualche paese salta l’unica vera arma che abbiamo da offrire alle aziende italiane e aprirgli pi mercati, perch solo aprendo pi mercati riusciremo a compensare eventuali effetti che si possono creare per il contesto geopolitico”.

Cruciali quindi anche gli investimenti in innovazione e il sostegno che la finanza pu dare alle imprese da questo punto di vista ambito in cui Sace impegnata da tempo: secondo elaborazioni della stessa Sace un’impresa che investe in innovazione vede il fatturato crescere del 2% annuo in pi rispetto a chi non lo fa.

Alessandro Terzulli, Chief economist di Sace: “Oggi un’impresa italiana su tre investe in cambiamento tecnologico e in digitalizzazione. Ci sono stati dei progressi recenti ma non sono ancora sufficienti. Occorre investire di pi per tenere il passo con i peer europei e occorrono infatti almeno 15 miliardi aggiuntivi di investimenti l’anno per avere un rapporto tra spesa e ricerca sviluppo e Pil quantomeno pari a quello degli altri paesi. Le imprese italiane nei diversi settori indicano come un limite a questo investimenti l’accesso alle risorse finanziarie e questo un punto molto molto importante. Allo stesso tempo va detto che non basta solo investire, ma chi investe in innovazione deve allo stesso tempo investire in formazione delle proprie risorse e adattare il proprio modello organizzativo”.

Sopravvissuta Nova Festival: “Sento addosso stupri, potevo essere io”

Roma, 4 mar. (askanews) – Hadar Sharvit e Yuval Tapuchi, sono due ragazze di 28 anni sopravvissute al massacro del Nova Festival il 7 ottobre 2023, dove furono uccise 364 persone, mentre molte altre furono rapite. In un incontro organizzato dall’Ambasciata israeliana e dall’Ucei (Unione comunit ebraiche italiane) intitolato “Sopravvivere all’inimmaginabile: voci di donne dal 7 ottobre” presso la Biblioteca nazionale dell’ebraismo italiano Tullia Zevi a Roma, a pochi giorni dall’8 marzo, con grande coraggio hanno ricordato quel giorno infernale e dato voce a chi non c’ pi.

Hadar, insegnante di matematica, che oggi d lezioni sull’autoguarigione dai traumi e offre visite guidate al memoriale delle vittime del Nova. Da 15 mesi ha a che fare con questo trauma: “Mi stavo nascondendo sotto gli alberi con i miei amici e stavo parlando al telefono con mio padre ‘scusa pap, sto per morire’. Lui disse ‘vengo a prenderti e ti salvo’. E io ‘non venire per favore, sono nel mezzo di un grande attacco terroristico’. E lui ‘non ti preoccupare, sono gi per strada, vengo a salvarti, solo resta traquilla, calma’. Ha sentito gli spari di pistola, le bombe, le urla”.

“Ho visto gente freddata a colpi di pistola davanti ai miei occhi, sono immagini che vedo tutte le sere a letto prima di addormentarmi”, ha ricordato. “Durante il tempo che sono rimasta sotto l’albero o sentito di tutto: ho sentito abusi, ho sentito donne che venivano stuprate, ho sentito le urla e poi il silenzio, li ho sentiti”, ha denunciato.

“Gente che gridava per la loro vita e poi silenzio. Nessuno dovrebbe sentire questo tipo di inferno, io mi sentivo in inferno e mi stavo preparando a morire. Essere viva oggi non ovvio”.

“I terroristi erano entrati nel frutteto, noi li vedevamo, loro non ci hanno visto, stato terrificante. Ho pensato che era venuto il mio momento di morire”.

“Dopo 5 ore abbiamo deciso di uscire. Ho sentito in un angolo gente che parlava ebraico dopo 6 ore che avevo sentito parlare solo arabo, solo terroristi, solo urla, bombe, spari, cose che esplodono nelle mie orecchie, suoni che possono ancora sentire”, ha aggiunto.

“Siamo usciti a vedere l’esercito e ho visto tutto quello che avevo sentito in quelle 4 ore. Corpi senza vita per terra, auto appena bruciate, proiettili. Per me essere una donna che sopravvissuta al Nova molto dura, perch percepisco quella brutalit in me, la sento nel mio corpo anche se non era rivolta contro di me. Sento che quella donna che stata stuprata potevo essere io, perch l’ho sentita, con le mie orecchie”.

“Penso che il mondo non capisca la brutalit che c’ stata – ha detto ancora HAdar – Hamas stato davvero brutale. Alle volte vorremmo essere riservati su quanto successo, ma Hamas stato davvero brutale, molto, molto brutale. Quando vedo gente che sostiene Hamas mi vergogno per l’umanit, perch quando sostenete Hamas sostenete stupri di donne, massacri di gente, uccisioni e rapimenti di persone dalle loro case”, ha concluso.

Sopravvissuta a 7 ottobre:”Per salvarsi bisogna continuare a correre”

Roma, 4 mar. (askanews) – Hadar Sharvit e Yuval Tapuchi, sono due ragazze di 28 anni sopravvissute al massacro del Nova Festival il 7 ottobre 2023, dove furono uccise 364 persone, mentre molte altre furono rapite. In un incontro organizzato dall’Ambasciata israeliana e dall’Ucei (Unione comunit ebraiche italiane) intitolato “Sopravvivere all’inimmaginabile: voci di donne dal 7 ottobre” presso la Biblioteca nazionale dell’ebraismo italiano Tullia Zevi a Roma, a pochi giorni dall’8 marzo, con grande coraggio hanno ricordato quel giorno infernale e dato voce a chi non c’ pi.

“Ho imparato che bisogna continuare a correre per salvarsi – ha spiegato Yuval Tapuchi, che fino a prima del 7 ottobre gestiva una clinica per diabetici e oggi si occupa di arte – Spero che la gente colga l’opportunit per essere ci che non vogliono essere, perch ci sono due scelte: puoi essere come loro (i terroristi, ndr) o diventare l’opposto. Penso che questa sia la nostra occasione per essere l’opposto”.

“Siamo ancora in guerra, ci sono ancora ostaggi, non sono stati liberati, ci sono anche amici miei. Questo un lutto collettivo, qualcosa che non se ne va da solo, qualcosa con cui bisogna imparare a convivere, qualcosa che cambia la maggior parte delle volte, che bisogna elaborare, ci vuole tempo. Puoi fare sedute psicologiche, cure alternative, agopuntura, ritiri. Io non sono riuscita ancora a tornare al lavoro, quel giorno ha cambiato tutta la mia vita.

Non ho dormito la notte per un anno intero, quando risenti quei suoni che hai sentito, in ogni posto, cerchi di trovare una ragione, pensi a un’esplosione e invece solo un’auto, un cestino. Non facile. Bisogna darsi il tempo per recuperare e iniziare realmente a ricostruire se stessi”.

Tennis, in tabellone a Miami anche il 17enne Federico Cinà

Roma, 4 mar. (askanews) – Il giovane talento italiano Federico Cinà si prepara a fare il suo debutto nel circuito ATP. Attualmente numero 557 del ranking mondiale ed ex numero 4 tra gli junior, il 17enne palermitano ha ricevuto una wild card per il Miami Open, prestigioso Masters 1000 in Florida che conclude il Sunshine Double. Considerato una delle promesse del tennis italiano, Cinà ha iniziato la preparazione a fine dicembre, dopo alcuni giorni nella sua città natale insieme al padre e allenatore Francesco Cinà e al preparatore Marco Salerno.

La scorsa settimana ha già ottenuto un successo importante, vincendo il torneo ITF da 15mila dollari a Sharm el Sheikh, un risultato che conferma il suo talento in crescita. Oltre a Cinà, nel tabellone maschile del Miami Open parteciperanno anche il 19enne Learner Tien, Christopher Eubanks, Eliot Spizzirri e Wu Yibing.

Nel tabellone femminile, invece, sono state assegnate wild card a Petra Kvitova e Sloane Stephens, già vincitrici del torneo rispettivamente nel 2023 e nel 2018. Accanto a loro, spazio anche per Ajla Tomljanovic, Tyra Grant, Alexandra Eala, Victoria Mboko e Sayaka Ishii. Il torneo di Miami si preannuncia quindi ricco di talenti emergenti e nomi affermati, con Cinà pronto a mettersi alla prova su uno dei palcoscenici più prestigiosi del tennis mondiale.

Totti: "Vorrei Ancelotti alla Roma ma non verrà"

Roma, 4 mar. (askanews) – Francesco Totti è stato ospite del podcast Viva el Fútbol, condotto da Cassano, Adani e Ventola, affrontando diversi temi legati alla Roma, alla sua carriera e a un possibile ritorno in campo. Il Pallone d’Oro e la fedeltà alla Roma – Totti ha ribadito di non avere rimpianti e di non sentire il bisogno di riconoscimenti individuali: “Non ho bisogno del Pallone d’Oro. Ho vinto tutto con la Roma. Non mi pento di niente… Per me, essere rimasto in una squadra per 25 anni è stata una grande vittoria”. Sulla guida tecnica della Roma ha commentato: “Ranieri sta facendo bene, ma non so se resterà. Se decide di rimanere, punteranno su di lui”. Tuttavia, secondo lui, alla Roma servirebbe un allenatore come Ancelotti: “Ma tanto non verrà”. Ha poi elogiato il tecnico del Real Madrid: “Un allenatore deve essere prima di tutto bravo a gestire i campioni, e in questo Ancelotti è il migliore al mondo”. Su Gasperini ha detto: “È un buon tecnico, ma non mi fa impazzire”. Invece, ha mostrato entusiasmo per De Zerbi: “Mi piace tantissimo, anche se a Roma ora non so come andrebbe. All’inizio, conoscendo la piazza, farebbero fatica ad accettarlo, anche perché si sono abituati ad allenatori medi”. Totti ha ammesso di aver ricevuto offerte per tornare a giocare: “Ho avuto richieste, in Italia e all’estero. C’è stata la possibilità”. Quando gli è stato chiesto di svelare il club interessato, ha risposto: “Non posso dire la squadra, era in Italia… in Serie A. Stavo veramente bene, mi allenavo due ore al giorno tutti i giorni, ma avrei dovuto cambiare città.” Poi ha lasciato intendere che si trattasse del Genoa dicendo: “Dovevo venire vicino a Cassano”. Il futuro professionale e l’omaggio a Dybala Sul suo ruolo nel mondo del calcio ha detto: “Ora penso a divertirmi. Poi, se un giorno qualcuno dovesse cercarmi, valuterò.” Tuttavia, ha ammesso che gli sarebbe difficile scegliere un’altra squadra: “Prenderei in considerazione solo la Roma. Potrei dare un contributo per la conoscenza che ho del calcio.” Infine, ha elogiato Paulo Dybala: “È tra i migliori al mondo. In questo momento è il migliore in Italia, ha un altro passo rispetto a due mesi fa e quando ha la palla la fa cantare.

Inter, Inzaghi: "Siamo in emergenza ma è momento cruciale"

Roma, 4 mar. (askanews) – Vigilia di Feyenoord-Inter, andata degli ottavi di Champions in programma domani, mercoledì 5 marzo alle 18.45. “Sappiamo di essere un po’ in difficoltà in una parte del campo ben precisa – le parole di Simone Inzaghi alla vigilia del match – Oltre a Dimarco, abbiamo perso Zalewski, Carlos Augusto e Darmian: non abbiamo più giocatori in quel ruolo, probabilmente ci giocherà uno tra Bastoni e Acerbi. Però i principi di gioco non cambiano. Sto ancora pensando alle soluzioni migliori per far sì che la squadra faccia un’ottima partita. Abbiamo dei problemini da risolvere, ma ho visto grandissima disponibilità da tutti i ragazzi”. E, detto che Martinez sarà tra i pali resta un dubbio a centrocampo: “Thuram si è allenato regolarmente, Calhanoglu stamattina si è allenato con la squadra. C’è un dubbio a centrocampo, è il reparto in cui ne ho di più perché ho tutti a disposizione, mentre negli altri settori decideremo domattina”. Riguardo all’ambiente che accoglierà l’Inter, invece, Inzaghi ha ribadito che in casa del Feyenoord non è mai semplice: “Io ci ho giocato nel 2000 con la Lazio: ci giocavamo i quarti di finale. Non ci sono ancora stato da allenatore, ma so che è un ambiente caldo”. Gran parte della qualificazione si giocherà all’andata: “Sappiamo che poi ci sarà un ritorno a San Siro la prossima settimana, ma che dovremo fare una partita importante in questo stadio molto caldo, che li trascina. E’ una squadra che ha fatto ottimi risultati in questa Champions, vincendo con Bayern Monaco e Milan e pareggiando in rimonta in trasferta con il Manchester City. Ha giocatori di qualità e ci vorrà grande attenzione”. Sommer recuperato: “Sommer ha fatto un grandissimo lavoro ed è già disponibile ma domani credo che giocherà Martinez”. “Inter favorita per la vittoria finale? Mi fa molto piacere, è una cosa importantissima per la società e per i tifosi, per tutti noi che lavoriamo duramente. Giocare su tre fronti è una grandissima soddisfazione, non ci piace stare a guardare gli altri che giocano: non si ragiona, si gioca, sapendo che siamo in grande emergenza. Sappiamo che lavoro abbiamo fatto per arrivare qui, ma questo è il calcio e questo è il calendario che dobbiamo affrontare. Andiamo avanti con grandissima fiducia”. Infine, una battuta tornando sul pareggio con il Napoli: “Di campionato oggi non mi va tanto di parlare, domani c’è una partita super importante. Noi eravamo in emergenza, due giocatori importanti come Dimarco e Calhanoglu hanno chiesto il cambio. Abbiamo dato tutto, poi il gol del pareggio è arrivato e probabilmente è stato anche meritato, ma su quell’azione specifica potevamo fare ancora qualcosa di più”.

Il vicepresidente Usa Vance: Usa, Europa, Ucraina devono sedersi ad un tavolo

Roma, 4 mar. (askanews) – L’Europa, gli Stati uniti e l’Ucraina non sono nella posizione di poter proseguire il conflitto all’infinito ed è importante che si siedano a un tavolo. L’ha affermato oggi il vicepresidente statunitense JD Vance in una conferenza stampa.

“Siamo giunti a un punto in cui né l’Europa, né gli Stati uniti, né gli ucraini possono continuare questa guerra indefinitamente. E’ quindi importante che tutti si siedano al tavolo”, ha dichiarato Vance ai giornalisti.

Il vicepresidente ha inoltre aggiunto di credere che l’accordo sui minerali tra Stati Uniti e Ucraina possa ancora essere firmato. “Ci credo certamente e penso che il presidente sia ancora impegnato in questo accordo. Abbiamo sentito alcune notizie positive, anche se ovviamente non abbiamo ancora ricevuto la firma dai nostri amici in Ucraina,” ha affermato Vance.

Il nuovo Nxtpaper 11 Plus di Tcl, un tablet che fa anche da ebook

Barcellona, 4 mar. (askanews) – Un nuovo tablet che punta su una tecnologia specifica per non affaticare gli occhi e che si trasforma con un click in un ebook. Tcl ha presentato al Mobile World Congress di Barcellona tutte le novit pronte per il mercato. A partire dal Tcl Nxtpaper 11 Plus che segna il suo ingresso nel mercato dei tablet potenziati dall’AI e introduce le avanzate modalit Smart Eye Comfort e Personalized Eye Comfort, progettate per ottimizzare il comfort visivo, adottando tutte le caratteristiche normative di ecodesign europee attive dal giugno 2025, come ha spiegato Flavio Ferraro di Tcl.

“Allora NxtPaper che cos’? Una tecnologia che abbiamo sviluppato per i display che serve per proteggere gli occhi, la vista. Il display innanzitutto elimina praticamente a zero tutti i riflessi, toglie quasi completamente la luce blu che non una luce naturale e quindi affattica il nostro occhio. Poi ci sono una serie di funzionalit che controlla: la distanza da quanto stiamo guardando il display, se lo stiamo guardando da troppo tempo, insomma tutta una serie di accorgimenti, hardware e software per non affaticare la vista, il numero di ore che passiamo davanti ai nostri dispositivi sempre pi alto e dobbiamo cominciare a preoccuparci di non affaticarci troppo”. In questa direzione va anche la funzionalit per trasformare il tablet in un ebook con display in bianco e nero regolabile e senza riflessi.

Laptop con pannelli solari e a doppio schermo: i concept di Lenovo

Barcellona, 4 mar. (askanews) – Un laptop che si ricarica con dei pannelli solari incorporati sul retro e un altro che con un semplice passaggio puo ospitare un secondo schermo. Sono due dei concept presentati da Lenovo al Mobile World Congress di Barcellona, la fiera dedicata alla tecnologia mobile, per vedere l’effetto che fanno sui consumatori e valutarne una futura immissione sul mercato.

Yoga Solar il portatile che si pu auto alimentare grazie ai pannelli solari, come ha spiegato Monica Garcia de Lucas di Lenovo. “Con questi device si pu lavorare all’esterno, ma anche all’interno. Quando, ad esempio, lavori vicino a una finestra con 20 minuti di carica della batteria del dispositivo, puoi riprodurre video per un’ora intera. Quindi un ottimo dispositivo che segue anche criteri di sostenibilit”, ha sottolineato. Yoga Solar dotato di 84 celle solari che permettono di ridurre il consumo di batteria.

Un altro concept che ha destato grande curiosit tra i visitatori della fiera tech di Barcellona il laptop Flip: “Cosa c’ di nuovo nel flip? Come potete vedere un dispositivo con due schermi diversi che possono diventare un unico schermo. Quindi possiamo passare dalla modalit tablet, diciamo, con uno schermo da 13 pollici e poi trasformarlo con un unico movimento di un dito in 18 pollici. Puoi trasferire il contenuto da uno dei lati dello schermo all’altro. Quindi puoi avere contenuti individuali o condividere lo stesso contenuto”, ha sottolineato la manager di Lenovo.

Ucraina, Zelensky: pronto a firmare in qualsiasi momento l’accordo, alle condizioni di Trump

Roma, 4 mar. (askanews) – Volodymyr Zelensky, dopo aver respinto un primo accordo, si è detto “pronto a firmare in qualsiasi momento e in qualsiasi forma faccia comodo (a Donald Trump)” l’accordo “sui minerali” delle terre rare “e sulla sicurezza” con gli Stati Uniti, che nella notte tra lunedì e martedì hanno sospeso gli aiuti militari all’Ucraina.

“Consideriamo questo accordo un passo avanti verso una maggiore sicurezza e forti garanzie di sicurezza”, ha aggiunto in un lungo post su X. Il presidente ucraino ha lasciato Washington venerdì scorso senza firmare l’accordo sui minerali perché non includeva garanzie di sicurezza.

Il vice presidente americano J.D. Vance, ai microfoni di Fox News, aveva stimato che la firma di questo accordo, che avrebbe offerto “un vantaggio economico agli Stati Uniti”, “sarebbe stata una migliore garanzia di sicurezza di 20mila soldati inviati da un qualsivoglia Paese, che non combatte da trenta o quarant’anni”. L’invio di truppe in Ucraina per garantire un possibile cessate-il-fuoco è stato più volte menzionato da funzionari francesi e britannici, senza tuttavia essere formalizzato.

“Nessuno desidera la pace più degli ucraini. Il mio team e io siamo pronti a lavorare sotto la ferma guida del presidente Trump per raggiungere una pace duratura”, ha ribadito Volodymyr Zelensky nel suo messaggio. Una pace che, senza il sostegno militare americano, potrebbe benissimo trasformarsi in una resa a Vladimir Putin, il cui esercito occupa già il 20 per cento circa del territorio ucraino.

Venerdì sera Trump, insieme a J.D. Vance, ha secondo tutti i commentatori politici umiliato Zelensky nello Studio Ovale della Casa Bianca. “Il nostro incontro a Washington, alla Casa Bianca, di venerdì non è andato come previsto”, ha riconosciuto il presidente ucraino nel suo messaggio. “È deplorevole che le cose siano andate in questo modo. È tempo di porre rimedio alla situazione. Ci auguriamo che la cooperazione e la comunicazione future siano costruttive”, ha aggiunto. Il presidente americano ha chiesto alla controparte ucraina di essere “grata”, accusando Kiev di “non avere le carte in mano” per chiedere “nulla”. “Apprezziamo davvero tutto quello che l’America ha fatto per aiutare l’Ucraina a mantenere la sua sovranità e indipendenza”, ha risposto Zelensky, “Ricordiamo come le cose cambiarono quando il presidente Trump fornì all’Ucraina i Javelin. Ne siamo grati”. Venerdì sera Trump aveva sostenuto che il suo predecessore, Barack Obama, aveva fornito solo “fogli”, mentre lui nel 2019 aveva consegnato i Javelin, formidabili missili anticarro che si sono dimostrati efficaci nel fermare l’avanzata dei mezzi corazzati russi nei primi giorni dell’invasione su larga scala, lanciata il 24 febbraio 2022 da Vladimir Putin.

“Siamo pronti ad agire rapidamente per mettere fine alla guerra”, ha scritto il presidente ucraino. Venerdì sera Trump gli ha ripetuto di “fare la pace”: “Voglio porre fine a questa guerra. Vedete l’odio che prova per Putin”, ha continuato di fronte a uno sbalordito Zelensky.

“Le prime tappe potrebbero essere la liberazione dei prigionieri e una tregua nei cieli (vietando missili, droni a lungo raggio, bombe sulle infrastrutture energetiche e civili) e una tregua marittima immediata, se la Russia farà altrettanto”, ha affermato Zelensky.

Il consigliere senior della Casa Bianca Jason Miller ha spiegato oggi che il presidente Donald Trump ha sospeso le spedizioni di aiuti militari all’Ucraina come parte della sua strategia “carota e bastone” per porre fine al conflitto triennale con la Russia. “Il presidente Trump è l’unica persona, l’unica persona che parla di fermare le uccisioni, e a volte i leader possono usare la carota, a volte possono usare il bastone”, ha detto Miller alla CNN. Sulla sospensione degli aiuti statunitensi a Kiev, il consigliere ha detto che Trump sta tentando di convincere il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ad accettare un accordo di pace.

“E in questo caso, penso che il presidente Trump stia usando questo metodo per far capire il suo punto di vista al presidente Zelensky, e cioè che il presidente Trump vuole fermare le uccisioni. Zelensky deve tornare al tavolo. Deve prendere la cosa sul serio”, ha detto Miller.

L’Ucraina potrebbe esaurire le sue scorte di proiettili di artiglieria entro maggio o giugno se gli Stati Uniti non riprenderanno le loro cruciali spedizioni di munizioni. Inoltre, la CNN ha riferito, citando un funzionario ucraino, che si prevede che le scorte di missili di difesa aerea Patriot saranno esaurite entro poche settimane.

Tennis, nel tabellone Indian Wells Berrettini dalla parte Tsitsipas

Roma, 4 mar. (askanews) – Il Masters 1000 di Indian Wells andrà in scena sul cemento della località statunitense dal 5 al 16 marzo. Nella notte italiana si è svolto il sorteggio che ha delineato la composizione del tabellone nell’evento in California, caratterizzato da un montepremi di 13 milioni di dollari e che prevede ben sette turni (come negli Slam). Il torneo sarà privo di Jannik Sinner: il numero 1 del mondo sta scontando una squalifica di tre mesi e sarà dunque assente dai cambi di gioco fino al prossimo 4 maggio.

Il tedesco Alexander Zverev, numero 2 del mondo. si presenterà all’appuntamento da prima testa di serie e godrà di un bye al primo turno (diritto dei migliori 32 giocatori del ranking ATP iscrittisi alla competizione). Il teutonico debutterà contro il vincente del confronto tra il serbo Miomir Kecmanov e l’olandese Tallon Griekspoor. In quel quarto di tabellone si trova anche Matteo Berrettini, reduce da due eliminazioni ai quarti di finale tra Doha e Dubai: il romano incrocerà al secondo turno lo spagnolo Roberto Carballes Baena o l’australiano Christopher O’Connell, prima di un probabile terzo turno contro il greco Stefanos Tsitsipas, numero 9 del mondo che lo ha battuto settimana scorsa ai quarti di Dubai prima di alzare al cielo il trofeo. Se dovesse riuscire a superare l’ostacolo ellenico si troverebbe poi di fronte un durissimo ottavo di finale contro il danese Holger Rune, favorito nel suo spicchio in cui figurano anche Corentin Moutet, Jordan Thompson, Jaume Munar e Kei Nishikori. Il tabellone è dunque sfavorevole al numero 29 del circuito mondiale, che cercherà di infilare due colpacci in serie per provare a meritarsi quello che sulla carta dovrebbe essere il quarto di finale proprio contro Alexander Zverev.

L’ipotetica semifinale di Zverev sarebbe o contro il norvegese Casper Ruud o contro il russo Daniil Medvedev, che sono favoriti nel loro spicchio di tabellone: per il primo un debutto contro il padrone di casa Marcos Giron o un qualificato, poi eventualmente l’australiano Alexei Popyrin (favorito contro il belga Zizou Bergs o un qualificato); per l’altro un esordio morbido contro Bu o Basavareddy, poi potrebbero esserci lo statunitense Alex Michelsen o il nostro Flavio Cobolli (aprirà contro un qualificato). Ruud in occasione dell’ottavo di finale, dove potrebbe trovarsi di fronte anche il nostro Lorenzo Musetti, che al secondo turno affronterà o il russo Roman Safiullin o lo statunitense Reilly Opelka per poi meritarsi probabilmente il francese Arthur Fils. Stesso discorso per Medvedev, che dovrebbe essere atteso dal ceco Jiri Lehecka o dallo statunitense Tommy Paul (in quello spicchio ci sarà anche Luca Nardi, che all’esordio sfiderà Cameron Norrie).

Grandi fuochi d’artificio nella parte bassa del tabellone, dove potrebbe esserci addirittura un quarto di finale tra lo spagnolo Carlos Alcaraz (detentore del titolo) e il serbo Novak Djokovic. Cammino sulla carta agevole per il numero 3 del mondo prima della teorica rivincita dei quarti di finale degli Australian Open contro il numero 7 del ranking ATP: Quentin Halys o un qualificato, Denis Shapovalov, Grigor Dimitrov o Sebastian Korda. Per il balcanico ci potrebbe essere un debutto caldo con Nick Kyrgios (ammesso che l’australiano superi un qualificato), poi l’argentino Francisco Cerundolo e teoricamente uno tra il polacco Hubert Hurkacz e l’australiano Alex de Minaur (in questo micro spicchio figurano anche Lorenzo Sonego e Luciano Darderi, attesi all’esordio dal belga David Goffin e dall’argentino Facundo Diaz Acosta). Chi tra Alcaraaz e Djokovic dovesse uscire indenne da quello scorcio (salvo sorprese), potrebbe incrociare in semifinale gli statunitense Taylor Fritz e Ben Shelton, il russo Andrey Rublev, il canadese Felix Auger-Aliassime, il britannico Jack Draper, favoriti nella loro parte di tabellone, dove è presente anche Matteo Arnaldi.

Stabili le condizioni del Papa, nessun episodio di insufficienza respiratoria

Città del Vaticano, 4 mar. (askanews) – “Nella giornata odierna le condizioni cliniche del Santo Padre si sono mantenute stabili. Non ha presentato episodi di insufficienza respiratoria, né broncospasmo. È rimasto apiretico, sempre vigile, collaborante alle terapie e orientato”. E’ quanto riferisce il nuovo bollettino medico sulle condizioni di salute di Papa Francesco ricoverato da 19 giorni presso il Policlinico A.Gemelli di Roma.

Sempre nella mattinata Francesco, è anche “passato alla ossigenoterapia ad alti flussi ed ha eseguito la fisioterapia respiratoria”. “Questa notte, come programmato, verrà ripresa la ventilazione meccanica non invasiva fino a domani mattina. La prognosi rimane riservata. Il Papa oggi – conclude la nota – ha alternato preghiera e riposo e questa mattina ha ricevuto l’Eucarestia”.

Papa, condizioni stabili e nessun episodio insufficienza respiratoria

Città del Vaticano, 4 mar. (askanews) – “Nella giornata odierna le condizioni cliniche del Santo Padre si sono mantenute stabili. Non ha presentato episodi di insufficienza respiratoria, né broncospasmo. È rimasto apiretico, sempre vigile, collaborante alle terapie e orientato”. E’ quanto riferisce il nuovo bollettino medico sulle condizioni di salute di Papa Francesco ricoverato da 19 giorni presso il Policlinico A.Gemelli di Roma.

Sempre nella mattinata Francesco, è anche “passato alla ossigenoterapia ad alti flussi ed ha eseguito la fisioterapia respiratoria”.

“Questa notte, come programmato, verrà ripresa la ventilazione meccanica non invasiva fino a domani mattina. La prognosi rimane riservata. Il Papa oggi – conclude la nota – ha alternato preghiera e riposo e questa mattina ha ricevuto l’Eucarestia”.

I dazi di Trump hanno affossato le Borse europee, Milano -3,4%

Milano, 4 mar. (askanews) – La guerra dei dazi innescata dall’amministrazione Trump – con le nuove tariffe su Messico, Canada e Cina entrate in vigore oggi e le relative azioni di ritorsione annunciate – ha mandato ko le Borse in tutto il mondo. I listini europei, dopo i record della vigilia grazie all’exploit dei titoli della difesa, non hanno fatto eccezione. A Milano il Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 3,41% precipitando a 37.736 punti. A Francoforte il Dax ha perso il 3,53%, a Parigi il Cac40 l’1,85%, a Madrid l’Ibex35 il 2,6%, a Londra il Ftse100 l’1,27%. Intanto a Wall Street, il Dow Jones si avvia verso la peggiore seduta da dicembre.

A picco il settore automotive, tra i più colpiti dalla politica dei dazi. A Piazza Affari, Stellantis è crollata del 10,16% chiudendo a 11,076 euro, Iveco del 7,73%, Pirelli del 6,02%, Ferrari dele 4,41%. Pesanti StM (-8,37%) e Tim (-5,37%). Male anche il comparto oil, con Tenaris -5,97%, Saipem -5,11%, Eni -4,23%, e quello bancario, con Bper -4,24%, Popolare di Sondrio -4,6%, Unicredit -4,25%.

Sul fronte dei nostri titoli di Stato, lo spread tra Btp e Bund ha chiuso in lieve rialzo a 114 punti dai 111 della precedente chiusura, mentre il rendimento del decennale italiano è salito al 3,62% dal 3,58.

Consigliere Trump conferma stop ad aiuti militari Usa a Kiev

Roma, 4 mar. (askanews) – Il consigliere senior della Casa Bianca Jason Miller ha confermato martedì che il presidente Donald Trump ha sospeso le spedizioni di aiuti militari all’Ucraina come parte della sua strategia “carota e bastone” per porre fine al conflitto triennale con la Russia.

Fox News ha riferito martedì in precedenza, citando un alto funzionario della Casa Bianca, che gli Stati Uniti stanno sospendendo temporaneamente tutti gli aiuti militari all’Ucraina finché Trump non vedrà l’impegno di Kiev nei colloqui di pace.

“Il presidente Trump è l’unica persona, l’unica persona che parla di fermare le uccisioni, e a volte i leader possono usare la carota, a volte possono usare il bastone”, ha detto Miller alla CNN.

Sulla sospensione degli aiuti statunitensi a Kiev, il consigliere ha detto che Trump sta tentando di convincere il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ad accettare un accordo di pace.

“E in questo caso, penso che il presidente Trump stia usando questo metodo per far capire il suo punto di vista al presidente Zelensky, e cioè che il presidente Trump vuole fermare le uccisioni. Zelensky deve tornare al tavolo. Deve prendere la cosa sul serio”, ha detto Miller.

L’Ucraina potrebbe esaurire le sue scorte di proiettili di artiglieria entro maggio o giugno se gli Stati Uniti non riprenderanno le loro cruciali spedizioni di munizioni. Inoltre, la CNN ha riferito in precedenza martedì, citando un funzionario ucraino, che si prevede che le scorte di missili di difesa aerea Patriot saranno esaurite entro poche settimane.

I dazi di Trump affossano le Borse europee, Milano -3,4%

Milano, 4 mar. (askanews) – La guerra dei dazi innescata dall’amministrazione Trump – con le nuove tariffe su Messico, Canada e Cina entrate in vigore oggi e le relative azioni di ritorsione annunciate – ha mandato ko le Borse in tutto il mondo. I listini europei, dopo i record della vigilia grazie all’exploit dei titoli della difesa, non hanno fatto eccezione. A Milano il Ftse Mib ha lasciato sul terreno il 3,41% precipitando a 37.736 punti. A Francoforte il Dax ha perso il 3,53%, a Parigi il Cac40 l’1,85%, a Madrid l’Ibex35 il 2,6%, a Londra il Ftse100 l’1,27%. Intanto a Wall Street, il Dow Jones si avvia verso la peggiore seduta da dicembre.

A picco il settore automotive, tra i più colpiti dalla politica dei dazi. A Piazza Affari, Stellantis è crollata del 10,16% chiudendo a 11,076 euro, Iveco del 7,73%, Pirelli del 6,02%, Ferrari dele 4,41%. Pesanti StM (-8,37%) e Tim (-5,37%). Male anche il comparto oil, con Tenaris -5,97%, Saipem -5,11%, Eni -4,23%, e quello bancario, con Bper -4,24%, Popolare di Sondrio -4,6%, Unicredit -4,25%.

Sul fronte dei nostri titoli di Stato, lo spread tra Btp e Bund ha chiuso in lieve rialzo a 114 punti dai 111 della precedente chiusura, mentre il rendimento del decennale italiano è salito al 3,62% dal 3,58.

Ue, Schlein: serve difesa comune, non riarmo nazionale

Roma, 4 mar. (askanews) – “Quella presentata oggi da Von Der Leyen non è la strada che serve all’Europa. All’Unione europea serve la difesa comune, non il riarmo nazionale. Sono due cose molto diverse”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein.

“Il piano Von Der Leyen, a partire dal titolo, punta sul riarmo e non emerge – osserva – un indirizzo politico chiaro verso la difesa comune. Indica una serie di strumenti che agevolerebbero la spesa nazionale ma senza porre condizioni sui progetti comuni, sull’interoperabilità dei sistemi. Ci sono molti aspetti da chiarire, ad esempio su come funzionerebbe il nuovo meccanismo in stile Sure, per capire se finanzia progetti comuni o spesa nazionale. Ma questa non è la strada giusta”.

“Manca ancora – sostiene la leader dem – la volontà politica dei governi di fare davvero una difesa comune e in questo piano della Commissione mancano gli investimenti europei finanziati dal debito comune, come durante la pandemia. Così rischia di diventare il mero riarmo nazionale di 27 paesi e noi non ci stiamo”.

“Noi – spiega Schlein – abbiamo un’idea precisa. Quello che serve oggi è un grande piano di investimenti comuni per l’autonomia strategica dell’UE, che è insieme cooperazione industriale, coesione sociale, transizione ambientale e digitale, sicurezza energetica e anche difesa comune. Anche, ma non solo! Magari cancellando le altre cruciali priorità su cui i governi sono più divisi. È irrinunciabile contrastare le diseguaglianze che sono aumentate. Per questo è inaccettabile utilizzare i fondi di coesione per finanziare le spese militari nazionali”.

“È il momento delle scelte e della chiarezza. Abbiamo bisogno di una risposta all’altezza della sfida globale – strategica, economica, politica – al ruolo dell’Europa nel mondo. E questa risposta non è quella presentata oggi. Noi porteremo la nostra posizione già al prossimo vertice dei socialisti e democratici a Bruxelles, in vista del Consiglio straordinario”, conclude.

Israele, Semenzato: “Serve narrazione corretta su stupri 7 ottobre”

Roma, 4 mar. (askanews) – “L’Italia sempre stata molto forte nella condanna degli eventi del Nova Festival (7 ottobre 2023). Noi abbiamo reagito a quella che una seconda guerra, la guerra degli stupri, che un’arma di guerra contro le donne, contro i loro figli. Io rimango su questa posizione forte dell’Italia nella tutela delle donne e delle donne israeliane, perch dobbiamo avere anche una narrazione corretta”: lo ha affermato la deputata Martina Semenzato (Coraggio Italia), presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta femminicidio e violenza di genere, intervenuta all’incontro organizzato dall’Ambasciata israeliana e dall’Ucei (Unione comunit ebraiche italiane) intitolato “Sopravvivere all’inimmaginabile: voci di donne dal 7 ottobre” presso la Biblioteca nazionale dell’ebraismo italiano Tullia Zevi a Roma, a pochi giorni dall’8 marzo, a cui hanno partecipato due giovani sopravvissute al massacro del Nova Festival il 7 ottobre.

“Io sono la donna del 26 novembre e del 9 di marzo, non amo i recinti dove a volte ci mettono, perch poi ci si dimentica e invece poi la sensibilizzazione del ruolo della donna, nel lavoro, nella famiglia, nella societ, la lotta alla violenza, continuo, al di l di una data precisa”, ha aggiunto.