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Di Segni (Ucei): 8 marzo anche per parlare di donne ebree violentate

Roma, 4 mar. (askanews) – Siamo qui oggi per “affermare la natura di questo crimine non ancora riconosciuto nelle categorie di donne, massacrate e torturate, come donne ebree, israeliane, dimenticando anche da parte delle donne italiane che questo avvenuto. Le donne non sono state prese in considerazione, le donne israeliane del 7 ottobre, in tutte le manifestazioni del 25 novembre”: lo ha affermato Noemi Di Segni, presidente Ucei, a margine dell’incontro organizzato dall’Ambasciata israeliana e dall’Unione comunit ebraiche italiane intitolato “Sopravvivere all’inimmaginabile: voci di donne dal 7 ottobre” presso la Biblioteca nazionale dell’ebraismo italiano Tullia Zevi a Roma, a pochi giorni dall’8 marzo, a cui hanno partecipato Hadar Sharvit e Yuval Tapuchi, due giovani donne, entrambe di 28 anni, sopravvissute al massacro del Nova Festival il 7 ottobre 2023.

“Speriamo che dal 25 novembre (Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, ndr) all’8 marzo, una consapevolezza di dover tener conto di tutte le donne, ovunque siano, le iraniane, le donne violentate in Italia e le israeliane, nessuna di queste pu essere dimenticata. Qui la cosa particolare che sono donne ebree, israeliane, torturate, massacrate, violentate sulla base di un’ideologia di radicalizzazione islamica. E non possiamo darlo come fatto secondario”, ha aggiunto.

Pechino risponde ai dazi di Trump: tariffe di rappresaglia per colpire l’agro-alimentare Usa

Roma, 4 mar. (askanews) – Le prime due economie del mondo hanno inasprito ulteriormente oggi la loro guerra commerciale, dopo che sono entrati in vigore i nuovi dazi imposti dal presidente degli Stati uniti Donald Trump, che hanno raddoppiato al 20% i nuovi dazi imposti dal suo ritorno alla Casa Bianca. Pechino ha risposto, come era previsto, con tariffe di rappresaglia che andranno a colpire il settore agro-alimentare americano: un 15% su pollo, grano, mais e cotone; un 10% su soia, sorgo, maiale, manzo, prodotti lattiero-caseari.

I dazi cinesi entreranno in vigore da lunedì prossimo, secondo la comunicazione che ha diffuso il ministero delle Finanze di Pechino.

L’annuncio è giunto praticamente non appena è scaduto il termine per la nuova tariffa generale del 10% imposta da Trump sulle merci cinesi. La Casa bianca ha già applicato due ulteriori serie di dazi del 10% su esportazioni cinesi, stimate in oltre 500 miliardi di dollari, secondo i calcoli della dogana cinese.

Oggi gli Usa hanno anche con l’imposizione di tariffe del 25% sulle importazioni da Messico e Canada, dopo la scadenza di una sospensione di un mese.

Washington ha motivato questa raffica di restrizioni commerciali con la scarsa propensione dei tre paesi a fermare i traffici di fentanyl, un oppioide sintetico la cui diffusione è vista come una vera e propria epidemia negli Stati uniti. La Cina, dal canto suo, sostiene di essere il paese più rigido al mondo nella lotta agli stupefacenti. Dietro la motivazione ufficiale, tuttavia, c’è una realtà fatta di competizione geopolitica tra Stati uniti e Cina, con Washington che considera Pechino il principale concorrente nella corsa all’egemonia globale.

Il ministero del Commercio cinese, oggi, ha anche aggiunto 10 aziende americane, tra le quali società legate alle forze armate coinvolte nella vendita di armi a Taiwan, a una cosiddetta lista di entità inaffidabili. Quindici aziende sono state inserite in una lista di controllo delle esportazioni. All’azienda biotecnologica statunitense Illumina, già etichettata come entità inaffidabile dalla Cina, è stato applicato, in particolare, il divieto di vendere dispositivi di sequenziamento genico nel paese. Inoltre, lo stesso ministero ha annunciato un’indagine sui prodotti in fibra ottica statunitensi, sospettati di aver eluso le misure antidumping della Cina, dichiarando che l’inchiesta durerà sei mesi e potrà essere prorogata.

Separatamente, la dogana cinese ha dichiarato che le importazioni di tronchi statunitensi saranno state immediatamente interrotte dopo il rilevamento di alcuni parassiti nel materiale. L’autorità ha inoltre revocato le licenze a tre aziende americane per l’importazione di soia in Cina, per motivi di salute e sicurezza alimentare, affermando che è stato riscontrato un tipo di fungo. Oltre a questa serie di azioni ritorsive, la Cina ha annunciato di aver presentato un’altra denuncia contro gli Stati uniti presso l’Organizzazione mondiale del commercio, ripetendo un reclamo presentato in precedenza all’Omc per i dazi del 10% imposti da Trump agli inizi di febbraio.

“Le misure tariffarie unilaterali degli Stati uniti violano gravemente le regole Omc e minano le fondamenta della cooperazione economica e commerciale tra Cina e Stati Uniti”, ha dichiarato un portavoce del ministero del Commercio cinese. “La Cina – ha proseguito – è fortemente insoddisfatta e si oppone fermamente a tali misure”. Le contromisure adottate oggi dalla Cina fanno il paio con quelle adottate un mese fa. Pechino ha risposto immediatamente alla prima raffica di dazi del 10% adottata da Trump con dazi sul carbone americano, sul gas naturale liquefatto, sul petrolio greggio, su macchinari agricoli e su alcuni veicoli.

La decisione di Trump d’intensificare le tariffe anti-cinesi ha fatto salire il dazio medio effettivo sulle importazioni cinesi a circa il 34%, segnando un aumento del tasso tariffario sulla Cina quasi doppio rispetto a quello registrato durante l’intera prima amministrazione Trump. Gli economisti di Nomura stimano che le tariffe cinesi adottate oggi colpiranno merci statunitensi per un valore di 22,3 miliardi di dollari.

Pechino sta prendendo di mira le esportazioni agricole americane in Cina, che sono passate dal 4% del totale nel periodo 1998-2004 al 15% nel periodo 2012-2023, secondo il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti.

La Cina rimane un acquirente fondamentale di alimenti statunitensi come mais e manzo. Lo scorso anno ha importato prodotti agricoli per un valore di 24,7 miliardi di dollari dal suo principale rivale, diventando il terzo cliente più importante subito dopo Canada e Messico, secondo i dati dell’agenzia.

Tuttavia, le due superpotenze non dipendono l’una dall’altra come in passato. Le statistiche statunitensi mostrano che, in generale, le importazioni dalla Cina sono diminuite dal 21,6% del totale nel 2018 al 13,4% nel 2024. Negli ultimi anni la Cina ha cercato di emendarsi da alcuni prodotti agricoli statunitensi, rivolgendosi a fornitori come il Brasile e promuovendo sostituti nazionali. Le importazioni cinesi di semi oleosi e mangimi animali dagli Stati uniti sono crollate del 23% lo scorso anno rispetto al 2023, e sono diminuite del 29% rispetto al 2021, secondo i calcoli basati sui dati della dogana cinese.

Lavoro, Meloni: dati Istat importanti ma possiamo fare di più

Roma, 4 mar. (askanews) – “Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat, a gennaio 2025 il numero di occupati in Italia ha raggiunto quota 24 milioni 222mila. Il tasso di occupazione cresce al 62,8%. Su base annua, l’occupazione aumenta del 2,2%, con 513mila occupati in più. Numeri importanti, che confermano la crescita dell’occupazione e il buon andamento del mercato del lavoro. Ma sappiamo che possiamo e dobbiamo fare ancora di più. Proseguiremo con determinazione su questa strada, per consolidare la crescita e rafforzare la competitività dell’Italia”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Emesse tre monete speciali per celebrare Michelangelo

Roma, 4 mar. (askanews) – Michelangelo genio universale. Per celebrare il 550° anniversario dalla nascita del Maestro oggi sono emesse dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, coniate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, tre monete. Realizzate in argento 925‰, in oro 999‰ e nella versione da 1 Kg in argento 999‰, hanno rispettivamente valore nominale di 5, 10 e 25 euro.

Le monete raffigurano sul dritto il ritratto di Michelangelo e sullo sfondo il prezioso motivo pavimentale stellato di piazza del Campidoglio a Roma. Michelangelo, che aveva fatto della statua equestre di Marco Aurelio il fulcro della piazza, l’aveva immaginata centrale in uno spazio ovale decorato da un disegno a stella. La decorazione ispirata all’idea del Maestro – anche se non perfettamente coincidente con il suo disegno – fu realizzata solo nel 1940. Proprio come un libro le monete si “leggono” dal dritto al rovescio. Voltando “pagina” la narrazione creata dall’artista-incisora della Zecca dello Stato, Uliana Pernazza, per la celebrazione per i 550 anni dalla nascita del Maestro, prosegue sul rovescio dove si trova il principale e più famoso dettaglio del capolavoro “La creazione di Adamo”, probabilmente l’affresco più noto della Cappella Sistina e universalmente conosciuto e ammirato. Michelangelo lo realizzò nel 1511 circa. L’opera, che si trova nella volta della Cappella Sistina all’interno dei Musei Vaticani, raffigura le dita di Dio e Adamo che si sfiorano. Per concepirla, Michelangelo si ispirò alla frase della Genesi “Dio creò l’uomo a sua immagine”.

Il capolavoro iconico, nella versione della moneta da 1 Kg, diventa una “Scultura numismatica”, tanto che è stata realizzata, in soli 200 pezzi, con le tecniche attraverso le quali vengono solitamente create le medaglie.

DESCRIZIONE TECNICA Sul dritto della moneta: Al centro il ritratto di Michelangelo custodito presso il Museo Casa Buonarroti. Sullo sfondo una raffigurazione del tracciato michelangiolesco che caratterizza il pavimento di piazza del Campidoglio a Roma. Nel giro la scritta “REPUBBLICA ITALIANA”. Sulla destra, nel giro, la firma dell’autore “U.PERNAZZA”.

Sul rovescio della moneta: Al centro il particolare delle mani della “Creazione di Adamo”, affresco situato all’interno della Cappella Sistina. Nel giro, in alto, la scritta “MICHELANGELO” e nel campo le date “1475” e “2025”, rispettivamente, anno di nascita e anno di coniazione della moneta. Nel giro, in basso, la scritta “QUESTO SOL M’ARDE E QUESTO M’INNAMORA”. In basso, nelle tre versioni della moneta, Argento, Oro e Argento da 1 Kg, rispettivamente “5 EURO”-“10 EURO”- “25 EURO”, valore nominale. A sinistra “R”, identificativo della Zecca di Roma.

Qatargate, la procura federale belga chiede la revoca dell’immunità per le eurodeputate Pd Gualmini e Moretti

Bruxelles, 4 mar. (askanews) – La Procura federale belga di Bruxelles ha chiesto la revoca delle immunità per due nuove europarlamentari nell’ambito dell’inchiesta sulla vicenda “Qatargate”, il caso, emerso nel dicembre 2022, di corruzione e ingerenze straniere (con accuse in particolare al Qatar e al Marocco) che hanno coinvolto il Parlamento europeo.

Lo riferisce il quotidiano belga “Le Soir”, che rivela anche i nomi delle persone coinvolte, secondo le sue fonti: si tratterebbe delle eurodeputate italiane del Pd Elisabetta Gualmini e Alessandra Moretti. La Procura federale ha confermato la richiesta di due nuove sospensioni di immunità parlamentare, ma non i nomi riportati da “Le Soir”.

La procura ha anche indicato che le due richieste di revoca dell’immunità saranno annunciate lunedì, come da procedura, dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola in apertura di una nuova sessione plenaria di Strasburgo.

Sopravvissute Nova Festival a Roma ridanno voce all’inferno 7 ottobre

Roma, 4 mar. (askanews) – Hadar Sharvit e Yuval Tapuchi, sono due ragazze di 28 anni sopravvissute al massacro del Nova Festival il 7 ottobre 2023, dove furono uccise 364 persone, mentre molte altre furono rapite. In un incontro organizzato dall’Ambasciata israeliana e dall’Ucei (Unione comunità ebraiche italiane) intitolato “Sopravvivere all’inimmaginabile: voci di donne dal 7 ottobre” organizzato presso la Biblioteca nazionale dell’ebraismo italiano Tullia Zevi a Roma, a pochi giorni dall’8 marzo, con grande coraggio hanno ricordato quel giorno infernale e dato voce a chi non c’è più.

“Ho visto gente freddata a colpi di pistola davanti ai miei occhi, sono immagini che vedo tutte le sere a letto prima di addormentarmi. Hamas è il male assoluto”, ha raccontato Hadar, insegnante di matematica, che oggi dà lezioni sull’autoguarigione dai traumi e offre visite guidate al memoriale delle vittime del Nova.

Ha corso via per diverse ore, provato a chiamare il padre per dirgli che “stava per morire”. Si è fermata sotto un albero, e da lì ha sentito di tutto “abusi, grida, urla, silenzio”. “Gente che gridava per la sua vita e poi silenzio. Nessuno dovrebbe sentire questo tipo di inferno, io mi sentivo in inferno e mi stavo preparando a morire. Essere viva oggi non è ovvio”.

“I terroristi erano entrati nel frutteto, noi li vedevamo, loro non vedevano noi – ha proseguito – sentivo granate, spari, suoni che sento ancora oggi nelle mie orecchie. Siamo poi usciti e ho visto tutto quello che avevo sentito in quelle 4 ore. Corpi senza vita per terra, auto bruciate, proiettili. In quanto donna, percepisco quella brutalità in me, lo sento nel mio corpo anche se non era contro di me. Quella donna potevo essere io”.

Hadar ha poi rivolto un pensiero alle donne ancora in ostaggio nella Striscia per tutto questo tempo e la “paura” che possano essere incinte di un terrorista, o più semplicemente, il disagio che possono provare quando hanno il ciclo.

“Penso che il mondo non capisca la brutalità di quel giorno, Hamas è stato davvero brutale. Quando vedo gente che sostiene Hamas mi vergogno per l’umanità, se sostenete Hamas sostenete stupri, violenze, omicidi”, ha aggiunto.

“Ho imparato che bisogna continuare a correre per salvarsi – ha spiegato Yuval Tapuchi, che fino a prima del 7 ottobre gestiva una clinica per diabetici e oggi si occupa di arte – spero che la gente colga l’opportunità per essere ciò che non vogliamo essere e diventare l’opposto dei terroristi: siamo ancora in guerra, ci sono ancora ostaggi, non sono stati liberati, ci sono anche amici miei. È un lutto collettivo, è qualcosa che non se ne va con cui bisogna imparare a convivere, a elaborare, serve tempo. Puoi fare sedute psicologiche, terapie alternative, agopuntura. Io non sono riuscita ancora a tornare al lavoro, quel giorno ha cambiato tutta la mia vita. Non ho dormito la notte per un anno intero, quando risenti quei suoni che hai sentito, in ogni posto, pensi a un’esplosione e invece è solo un’auto, un cestino. Bisogna darsi il tempo per recuperare e ricostruire se stessi”.

La presidente Ucei, Noemi di Segni, che durante l’incontro più volte non è riuscita a trattenere le lacrime, nel suo intervento introduttivo ha ricordato come quelle avvenute siano state “violenze sulle famiglie, non solo contro le donne, ma contro i nuclei famigliari, per portare orrore dentro le famiglia”.

A moderare l’incontro Ophir Eden, consigliere per gli Affari Pubblici dell’Ambasciata d’Israele in Italia. Tra gli interventi anche quello di Inbal Natan Gabay, Consigliere Politico e Portavoce dell’Ambasciata d’Israele in Italia, secondo la quale da quel giorno (7 ottobre) “niente è più come prima” e ha lanciato un appello “affinché tutto questo non accada più, in nessuna parte del mondo”.

“In ogni scontro armato c’è sempre una guerra nascosta, la guerra che si combatte contro le donne, i loro corpi, i loro figli – ha dichiarato l’onorevole Martina Semenzato, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta femminicidio e violenza di genere, sottolineando che – la violenza sessuale contro le donne è un’infame strategia militare. Lo scopo è umiliare il nemico, annullare l’identità delle ‘nostre’ donne”.

Da remoto invece l’emozionato intervento di Cochav Elkayam-Levy, Fondatrice e Presidente della Commissione Civile sui Crimini del 7 Ottobre di Hamas Contro Donne, Bambini e Famiglie: “Il 7 ottobre ha dimostrato quanto dobbiamo ancora lottare, per dare voce a chi è stato fatto tacere per sempre. Hamas ha compiuto il crimine perfetto, violentando e uccidendo donne, e azzittendo tutto questo per sempre. Ci sono state anche atrocità sessuali. La battaglia legale sta solo iniziando, la raccolta di prove per queste vittime si sta concretizzando e a breve potranno farsi sentire nei tribunali. Hanno separato famiglie e stuprato donne davanti ai bambini. La cosa più importante in questo lavoro è dare voce alle vittime e dare loro linguaggio per esprimere le loro sofferenze”, ha concluso.

Lucio Corsi al No Borders Music Festival, il 27 luglio

Roma, 4 mar. (askanews) – Lucio Corsi è il quarto artista annunciato da No Borders Music Festival per la sua trentesima edizione. Si tratta di una prima volta per il cantautore toscano che salirà sul palco dei Laghi di Fusine (Tarvisio) domenica 27 luglio alle ore 14:00.

Lucio Corsi inizia il suo percorso nel mondo della musica precocemente, pubblicando nel 2015 i suoi primi ep ‘Vetulonia/Dakar’ e ‘Altalena Boy’, seguiti nel 2017 dal suo primo disco ‘Bestiario Musicale’ e nel 2020 dal secondo album in studio ‘Cosa Faremo Da Grandi?’ che gli vale il Premio Tenco. Sempre con al fianco Tommaso Ottomano, suo compagno di viaggio musicale e artistico, nel 2023 pubblica il terzo album ‘La Gente che Sogna’.

Lucio Corsi partecipa alla 75esima edizione del Festival di Sanremo classificandosi secondo e vincendo il Premio della Critica ‘Mia Martini’, con il brano ‘Volevo essere un duro’ che anticipa il suo omonimo nuovo album in uscita il 21 marzo 2025.

Lucio Corsi, da eccellente cantautore, riesce a rendere armonioso il rock d’autore e le sonorità folk insieme, trasformando le sue atmosfere surreali in poesia, e legando un mondo a tratti grottesco ad una struttura musicalmente ricca.

Sul sito ufficiale del festival www.nobordersmusicfestival.com sono inoltre consultabili tutte le informazioni sui pacchetti speciali che includono, oltre al biglietto per il concerto, il noleggio delle escursioni con le guide naturalistiche e il pernottamento in albergo.

Il No Borders Music Festival è organizzato dal Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, Sella Nevea e Passo Pramollo, in collaborazione Regione Friuli Venezia Giulia, PromoTurismoFVG, Fondazione Friuli, Ministero della Cultura, Credit Agricole, BIM, Comune di Tarvisio, Comune di Chiusaforte, Allianz Assicurazioni, Birra Kozel, Petra Molino Quaglia, Monograno Felicetti, FVG Strade, Autonord Fioretto, Arriva Udine, Idroelettrica Valcanale e K-Array. Media Partner Radio Deejay, Radio Capital, Sky Arte.

Ungur System, cura del corpo per aumentare l’autostima

Roma, 04 Mar. – Secondo un’indagine recente di Eurispes, il 37,8% delle donne italiane disposta a ridurre altre spese pur di mantenere la cura del proprio aspetto. I trattamenti pi richiesti includono soluzioni per snellire, tonificare e contrastare i segni del tempo. Tra le opzioni pi comuni si trovano lampade abbronzanti, interventi estetici non chirurgici e tecnologie per la ginnastica passiva. “Potenziare l’autostima il principale motore di questo approccio”, afferma Mihaela Bircea Ungur, fondatrice dell’Ungur System. “Tuttavia, la crescente consapevolezza e le aspettative delle donne richiedono un metodo pi innovativo e duraturo”. “Spesso notavo che molte clienti”, continua la Ungur, “tornavano insoddisfatte dopo un anno, poich i risultati ottenuti si erano attenuati. Questo mi ha spinto a sviluppare un metodo in grado di garantire benefici permanenti, combinando prodotti tecnici e tecnologie avanzate per un trattamento personalizzato, quasi sartoriale”.

Il metodo quindi su misura e duraturo. L’Ungur System inizia con un check-up iniziale approfondito, che consente di identificare non solo le cause dell’inestetismo, ma anche di prevederne l’evoluzione senza interventi mirati. Questa fase fondamentale per definire il percorso pi adeguato, basato su quattro pilastri essenziali: stimolazione per attivare la microcircolazione e ridurre le adiposit localizzate, attivazione per migliorare la circolazione linfatica e nutrire i tessuti, rigenerazione per tonificare e rassodare, promuovendo il benessere cellulare, e infine stabilizzazione per garantire risultati a lungo termine. “I trattamenti proposti”, conclude la Ungur, “sono tutti non invasivi e mirano a soddisfare le esigenze delle donne moderne: dinamiche, eleganti e desiderose di sentirsi belle a qualsiasi et. Bellezza e benessere oltre il tempo. Oltre ai vantaggi estetici, il metodo si propone di migliorare la qualit della vita delle donne, offrendo percorsi completi che esaltano la bellezza naturale e favoriscono il benessere generale. Ogni donna merita di affrontare ogni fase della vita con grazia e stile. Il nostro scopo aiutarle a sentirsi al meglio, oggi e in futuro.”

Bce, giovedì atteso nuovo taglio ai tassi, sul dopo più incertezza

Roma, 4 mar. (askanews) – Giovedì dalla banca centrale europea è atteso un nuovo taglio da 0,25 punti percentuali ai tassi di interesse dell’area euro. Il principale riferimento, che ancora oggi resta il tasso sui depositi, dovrebbe così scendere al 2,50%. E’ sul dopo che si creano divergenze di vedute tra analisti e osservatori dell’istituzione.

Da domani sera tornerà a riunirsi il Consiglio direttivo, l’organismo decisionale a cui partecipano tutti i governatori delle banche centrali nazionali dell’Eurosistema. All’ultima riunione operativa monetaria, che si è svolta il 30 gennaio, gli elementi rilevanti erano stati la debolezza dell’economia e l’elevata incertezza sulle prospettive.

Specialmente quest’ultimo aspetto – quello dell’incertezza – non potrà risultare che acuito, con l’amministrazione Trump che procede con l’imposizione di dazi commerciali, mentre blocca l’invio di armi all’Ucraina e, creando scompiglio nella Unione europea, preme per un accordo di pace con la Russia.

Sulla debolezza dell’economia alcuni elementi hanno mostrato miglioramenti, ad esempio nel manifatturiero in Germania, che ha ricadute su tutti gli altri Paesi più industrializzati, tra cui l’Italia, ma che comunque resta coinvolto da dinamiche di contrazione. Altri meno positivi hanno visto un pesante indebolimento del terziario in Francia.

D’altra parte un elemento positivo è nella nuova limatura dell’inflazione media nell’area euro, al 2,4% annuo a febbraio, dal 2,5% di gennaio, nella direzione auspicata dalla Bce che punta a un caro vita medio nell’area valutaria al 2% sul medio termine. Peraltro con segnali di smorzamento sia dall’inflazione di fondo (quella deputata da energia e alimentari), sia dai prezzi dei servizi (al 3,7% annuo), che sono quelli che da mesi persistono a livelli superiori alla media.

Giovedì, al termine del Consiglio, oltre alla comunicazione delle decisioni sui tassi (ore 14 e 15), la Bce pubblicherà anche le sue previsioni aggiornate su crescita economica e inflazione. Mezz’ora dopo la presidente Christine Lagarde terrà la conferenza stampa esplicativa.

Gli analisti cercheranno segnali sul quanto ancora l’istituzione intenda spingersi nella riduzione dei tassi. E oltre ai tassi ci sta un altro elemento su cui sembra focalizzarsi una crescente attenzione, quella della riduzione della mole del bilancio di Bce e Eurosistema delle banche centrali, perché ha a sua volta un effetto restrittivo, che rischia quindi di risultare eccessivo in una fase in cui si vuole invece rimuovere il freno monetario.

Peraltro i propositi di forte aumento delle spese militari in deficit, annunciati dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, con il suo “piano di riarmo” dei Paesi Ue da 800 miliardi di euro, rischiano di non essere facilitati dalla sovracitata manovra di riduzione del bilancio della banca centrale.

Molti analisti prevedono che l’istituzione continui a tagliare i tassi nei mesi a venire. Secondo Vincent Reinhart, capo economista di Bny Investments li ridurrà di altri 25 punti base a marzo, aprile e giugno, con cui “il tasso di riferimento si attesterà al 2%, dove resterà fino al 2026”. Martin Van Vliet, stratega sulla macroeconomia globale di Robeco precede a sua volta tassi al 2% a giugno a cui si aggiunge una “probabilità ponderata all’1,8% per dicembre”.

Secondo Annalisa Piazza, analista sul reddito fisso per Mfs Investment Management le proiezioni aggiornate della Bce non dovrebbero includere stime sugli effetti dei dazi statunitensi o di un’imminente fine del conflitto tra Ucraina e Russia, “semplicemente perché la situazione in evoluzione è confusa ed è impossibile valutare qualsiasi impatto sulla crescita o sull’inflazione”. La Bce semmai metterà enfasi sull’incertezza che “sta già avendo un impatto” sul clima di fiducia e così “aumenta i rischi di un ulteriore ritardo nella ripresa”. Piazza mantiene la previsione di tassi terminali all’1,75% entro la fine del terzo trimestre.

Jens Eisenschmidt, capo economista per l’Europa di Morgan Stanley si spinge anche oltre indicando un tasso sui depositi ad appena l’1%, ma nel giugno del 2026, per la metà di quest’anno prevede che venga tagliato al 2% e che le mosse successive avvengano con maggiore lentezza.

Di segno opposto le previsioni dei tecnici della banca olandese Ing. “Tra i falchi nel Consiglio direttivo sono emerse preoccupazioni sul fatto di tagliare eccessivamente i tassi. I dati sull’inflazione contribuiranno a sostenere la tesi che ora sia relativamente favorevole, ci attendiamo un altro taglio da 25 punti base questa settimana ma – avvertono in una nota – accompagnato da un dibattito su più acceso sul quando la Bce raggiungerà il tasso terminale”.

L’app Anisso, connettersi per una maggiore sicurezza

Roma, 04 Mar. – La connessione sinonimo di vicinanza, anche a distanza. “Anisso” un’app che si basa su questo principio: la tecnologia pu abbattere le barriere della distanza, specialmente in situazioni di emergenza. Ideata da Anis Smaali, un padre milanese, l’app nata da un’esperienza traumatica che ha trasformato l’angoscia in una soluzione per la sicurezza personale e familiare. L’ispirazione venuta dopo un episodio drammatico: il figlio adolescente stato aggredito a 500 chilometri da casa. Mio figlio mi ha chiamato, spaventato – racconta – Tre adulti lo stavano rapinando in una citt sconosciuta, e non riusciva a dirmi dove fosse. Mi sono sentito impotente e disperato, e quella sensazione mi ha segnato profondamente , dice Smaali. Da questa esperienza, scaturito un progetto ambizioso: un’app che consenta a chiunque di richiedere aiuto in modo rapido ed efficace, creando una rete di soccorso sempre accessibile.

Disponibile per Android e iOS, l’app consente di inviare richieste di aiuto con un semplice clic. Due pulsanti principali uno rosso per situazioni di pericolo e uno blu per emergenze sanitarie attivano un sistema di notifiche automatiche, avvisando tutti gli utenti nel raggio di tre chilometri dalla posizione del richiedente. Inoltre, un messaggio d’emergenza viene inviato automaticamente a tre numeri di telefono predefiniti dall’utente. La facilit d’uso uno dei punti di forza dell’app: dopo il download e la registrazione, gli utenti possono accedere al servizio pagando una quota annuale di 10 euro per iOS o 12 euro per Android. L’intervento straordinariamente veloce: l’app mira a garantire assistenza locale in meno di un minuto, superando i tempi medi di risposta dei servizi di emergenza tradizionali, che possono superare i sei minuti. Pu rivelarsi utile anche in situazioni al di fuori delle emergenze personali – spiega Smaali – un valido strumento contro la violenza di genere e il bullismo. Grazie a una funzione video integrata, gli utenti possono registrare episodi di aggressione o comportamenti molesti. Questi video vengono automaticamente salvati su un cloud sicuro, fornendo prove immediate per eventuali denunce, senza il rischio di perdita. Questa funzione pu fare la differenza per molti, offrendo sostegno concreto e la possibilit di difendersi in situazioni critiche .

Inoltre, l’app prevede uno spazio dedicato alle pi importanti associazioni umanitarie, facilitando la connessione tra gli utenti e queste organizzazioni. Questo spazio permetter agli utenti di accedere a risorse, informazioni e supporto direttamente da esperti del settore, rendendo pi semplice la ricerca di aiuto e la partecipazione a iniziative di solidariet. L’obiettivo dell’app costruire una comunit solidale e in crescita: una rete di sostegno pronta a intervenire senza confini. Ogni utente pu diventare sia soccorritore che chi riceve aiuto, in un sistema che supera barriere culturali, linguistiche e geografiche. La filosofia dell’app semplice: Non importa chi sei o da dove vieni. Se sei in difficolt, io ti aiuto . Oltre alla funzione principale, l’app offre anche uno spazio sociale dove gli utenti possono condividere notizie, esperienze e contenuti di interesse comune. Le associazioni contro la violenza sulle donne e il bullismo possono utilizzare questa piattaforma per promuovere campagne di sensibilizzazione e supporto. Nessun genitore dovrebbe mai provare l’impotenza che ho vissuto – aggiunge Smaali – Ma grazie a questa tecnologia, possiamo fare la differenza, costruendo una comunit pi sicura per tutti. Ogni download non solo un passo verso la propria protezione, ma un contributo a una rete solidale che pu salvare vite . Gi disponibile su Google Play Store e App Store, l’obiettivo e la promessa dell’app diventare un alleato imprescindibile in situazioni dove ogni secondo conta.

L’Ucraina: pronti a firmare in ogni momento l’accordo sulle terre rare

Roma, 4 mar. (askanews) – L’Ucraina è pronta a firmare “in qualsiasi momento” l’accordo quadro per lo sfruttamento delle sue risorse naturali da parte degli Stati Uniti, malgrado l’annuncio della Casa Bianca della sospensione dell’aiuto militare americano. Lo ha dichiarato il primo ministro ucraino.

“Siamo pronti a iniziare in qualsiasi momento il lavoro sulla firma di questo accordo”, ha dichiarato Denys Shmygal durante una conferenza stampa, precisando che Kiev sta aspettando un “riscontro” da parte degli Stati Uniti attraverso canali diplomatici a riguardo.

Fitofarmaci, minaccia silenziosa per la salute umana e animale

Roma, 04 Mar. – L’impiego intensivo di pesticidi nell’agricoltura rappresenta un serio rischio per il benessere di uomini e animali. Secondo il WWF Italia, l’inquinamento da pesticidi, plastica e rifiuti elettronici causa ogni anno circa 9 milioni di morti premature. Con un consumo annuale di 110.000 tonnellate di pesticidi, l’Italia si colloca al sesto posto nella classifica mondiale. Anche se nel 2024 si registrata una diminuzione dell’11,6% nelle vendite di pesticidi rispetto all’anno precedente, questo non basta a cambiare la rotta di questa crisi silenziosa ma letale.

Il Dott. Canello, esperto in alimentazione e contaminazione alimentare, avverte che “tutti noi siamo in qualche modo colpiti” e collega molte malattie croniche, infiammatorie, neurologiche, autoimmuni e tumorali all’abuso di fitofarmaci, noti per la loro tossicit. Ci sono numerosi studi scientifici che attestano la loro pericolosit, contribuendo alla diffusione di malattie croniche incurabili. Secondo il Dott. Canello, “l’esplosione delle patologie croniche in esseri umani e animali il risultato dell’uso sconsiderato dei pesticidi, spesso mascherati con formule ingannevoli”. Inoltre, pi di 400 sostanze chimiche e farmacologiche di sintesi sono state approvate negli anni dalle autorit competenti.

cruciale notare che l’uso eccessivo di pesticidi ha avuto inizio nel 1960, anno della prima “Rivoluzione Verde”, che ha promosso la meccanizzazione agricola come mezzo per garantire cibo a tutti. Oggi, la produzione alimentare supera le necessit globali, ma la distribuzione rimane inadeguata, lasciando molti bambini in paesi in via di sviluppo a soffrire la fame.

Il Dott. Canello, insieme al Dr. Alfonsino Testa, propone l’adozione di specifici microrganismi per sostituire i pesticidi. Utilizzando un “naso elettronico” e profumi naturali, questi microrganismi biologici vengono applicati con nebulizzatori o droni, strumenti accessibili e facili da usare. Questo approccio mira a tenere lontani i parassiti senza ricorrere a pesticidi chimici. Tuttavia, importante che le coltivazioni non siano troppo vicine, per evitare di spostare il problema ad altri agricoltori.

I microrganismi identificati hanno la capacit di moltiplicarsi autonomamente, riducendo cos la necessit di trattamenti frequenti. Questo metodo non solo favorir la salute di uomini e animali, ma potr anche aprire nuove opportunit lavorative nel settore agricolo, promuovendo pratiche sostenibili. L’uso di droni per le coltivazioni di grandi dimensioni si rivela molto pi economico ed efficace rispetto ai metodi attuali.

Il Dott. Canello convinto che queste soluzioni possano portare a un cambiamento radicale nella salute pubblica, riducendo drasticamente le malattie croniche. Conclude affermando che “la causa principale delle patologie pi gravi sono i fitofarmaci”. Si auspica che l’Italia e il mondo adottino questo modello di agricoltura veramente sostenibile, libero da sostanze chimiche dannose.

Vasco Live San Siro, esce il documentario con i 7 concerti kolossal

Roma, 4 mar. (askanews) – Milano Stadio Sansiro: 7, 8, 11, 12, 15, 19, 20 giugno 2024. 7 concerti già passati alla Storia, 7 volte Sansiro, la più lunga residency alla scala del rock, 400.000 i biglietti venduti. “VASCO LIVE MILANO SANSIRO” è la testimonianza visiva e musicale dell’impresa record compiuta dal Komandate e uscirà venerdì 7 marzo sulle piattaforme digitali e in formato fisico.

25 canzoni + 1 Medley per circa due ore e mezza di show che volano via tra un tiro bestiale e ballad come “Jenny” e “Sally” … senti che bel rumore… per la prima volta live anche “Gli Sbagli Che Fai”, l’ultimo singolo di Vasco, tratto dalla colonna sonora della serie “Il Supervissuto”.

La set list è una delle più sorprendenti e inaspettate degli anni recenti. Un concerto “duro e puro”, che esplora “gli estremi” della poetica e del sound Vasco: da un lato le canzoni più rock, con i testi legati al sociale; dall’altro le ballate, struggenti e senza tempo.

Il medley è una parentesi dedicata alle donne: sono brividi per tutti con le più inattese e per questo sorprendenti “La strega”, “Cosa vuoi da me”, “Vuoi star ferma”, “Tu vuoi da me qualcosa”, “Occhi Blu”, “Incredibile romantica”, “Ridere di te”.

Decisamente una sorpresa gli arrangiamenti di Vince Pastano (direttore artistico e chitarrista): ci sono sfumature che danno un maggiore impatto a specifiche frasi dei testi e altre che danno una ‘scossa’ immediata all’emotività del pubblico. Sul lato visivo spicca sua maestà il palco (largo 86 e alto 28 metri), dominato da 5 giganteschi schermi guidati e animati da Pepsy Romanoff (il regista di questo film concerto) con tecnologia multiscreen che ne cambia forma e li trasforma, creando un unicum tra musica, testi e immagini, rendendo il concerto un’esperienza ancora più emozionale e coinvolgente, “un vero e proprio rockbuster”, come dice Pepsy.

I Dvd e Bluray sono stati realizzati partendo da master 4k UHD e vantano il meglio anche per la parte audio: PCM Stereo e DTS 5.1 per i dvd; PCM stereo + 5.1 e DTS 5.1 per il Blu-ray. Nel box anche un booklet da 20 pagine con le foto più belle del concerto. Il box 4LP è stampato in un’edizione limitata di 2000 copie su vinile nero (180gr) e confezionato in una scatola da collezione con targhetta di numerazione in metallo.

Meloni all’inaugurazione anno accademico dei carabinieri

Roma, 4 mar. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni arrivata alla Scuola ufficiali dei carabinieri di Roma per l’inaugurazione dell’anno accademico 2024-2025.

La premier accompagnata dalla sottosegretaria alla Difesa Isabella Rauti.

Presenti anche i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi e dell’Agricoltura e Sovranit alimentare Francesco Lollobrigida.

Teatro, successo per Pasticche all’OFF/OFF di Roma

Roma, 4 mar. (askanews) – Si è tenuta ieri sera, all’OFF/OFF Theatre di Roma, la nuova rappresentazione di Pasticche, lo spettacolo scritto e interpretato dal cantautore e psicologo Gianluca Monaco. Dopo il grande successo dell’esordio lo scorso novembre, il pubblico ha nuovamente risposto con entusiasmo, confermando la forza e l’attualità di un’opera che, attraverso teatro e musica, affronta il tema della salute mentale con profondità e ironia.

Sul palco, accanto a Monaco, si sono esibite Angela Tuccia, Sarah Siks e Annamaria Fittipaldi, accompagnate dalla Banda del Monaco. La serata è stata un viaggio intenso tra parole, emozioni e suoni, capace di toccare il cuore degli spettatori e di stimolare riflessioni profonde.

“La risposta del pubblico è stata ancora una volta straordinaria – ha dichiarato Gianluca Monaco -. Pasticche è uno spettacolo che nasce dal desiderio di raccontare la salute mentale senza retorica, ma con autenticità e vicinanza alle storie di chi affronta ogni giorno le sue difficoltà. Vedere il pubblico coinvolto, partecipe e pronto al dialogo è la conferma che c’è un bisogno reale di parlare di questi temi con sensibilità e consapevolezza.”

Lo spettacolo, ispirato all’omonimo brano e videoclip di Monaco, racconta l’incontro tra un servizio psichiatrico, impegnato nell’organizzazione di un concerto di beneficenza per sopravvivere alle difficoltà burocratiche, e una donna con un passato complesso. Un intreccio di vite che, tra ostacoli e speranze, mette in discussione il significato stesso dell’accoglienza e dell’assistenza psichiatrica.

Il ritorno di Pasticche ha confermato ancora una volta la sua capacità di emozionare e far riflettere, dimostrando che la salute mentale è un tema che riguarda tutti e che merita di essere affrontato con continuità e sensibilità.

Un successo che lascia il segno e che, con ogni probabilità, segna solo un’altra tappa nel percorso di questo spettacolo destinato a far parlare ancora di sé.

Sporting Club Monterosa Novara: al via la stagione 2025

Roma, 4 mar. – Lo Sporting Club Monterosa Novara pronto ad aprire una nuova, entusiasmante stagione di competizioni equestri e si ripromette di consolidare il suo ruolo quale di punto di riferimento per il mondo del completo di equitazione nel nord Italia e sud Europa. L’importante centro sportivo si prepara ad ospitare eventi di caratura nazionale e internazionale, con una serie di appuntamenti che coinvolgeranno cavalieri, amazzoni e appassionati di sport equestri del nostro Paese e non solo. In programma una ricca serie di eventi, che spaziano dalle competizioni di alto livello alle manifestazioni collaterali, offrendo un’esperienza unica per il pubblico e gli addetti ai lavori. Tra i principali eventi della stagione, spiccano la Coppa delle Alpi – Guidolin Cup che si terr su pi appuntamenti, e il prestigioso CCE Internazionale e Nazionale, con tre tappe a marzo, maggio e settembre. La Coppa delle Alpi un avvincente circuito con una classifica i cui meccanismi di punteggio permetteranno, tappa dopo tappa, di vivere una finale dove qualunque risultato potr essere ribaltato all’ultimo ostacolo. Il montepremi di euro 5.000 riservato alle Scuderie per numero e risultati dei propri cavalieri.

Una delle principali novit di questa stagione la conferenza stampa di presentazione, che si terr direttamente nella nuova sede dello Sporting Club Monterosa Novara. Questo evento rappresenta simbolicamente l’impegno del club verso un continuo rinnovamento e una maggiore accessibilit per tutti gli appassionati e i media. La conferenza stampa sar l’occasione per fare il punto sulle iniziative previste per la stagione 2025 e per scoprire insieme le novit che accompagneranno i cavalieri e il pubblico durante gli eventi.

Alla presentazione sono intervenuti, oltre al Presidente dello Sporting Club Monterosa Novara Claudio Limontini, l’Assessore allo sport, cultura e turismo della Regione Piemonte, Marina Chiarelli, ed il vice sindaco e Assessore allo sport del Comune di Novara, Ivan De Grandis.

Il Presidente dello Sporting Club Monterosa Novara, Notaio Claudio Limontini, sottolinea l’importanza dello sport come strumento di crescita per le nuove generazioni: “Lo sport, e in particolare l’equitazione, rappresenta un fondamentale strumento di formazione e sviluppo per i nostri giovani. un percorso che non solo insegna la disciplina, ma anche il rispetto per gli altri, la responsabilit e il lavoro di squadra. nostro obiettivo far crescere i ragazzi nel rispetto di questi valori, affinch possano affrontare le sfide della vita con serenit e determinazione. Il nostro centro sportivo vuole essere un punto di riferimento per la formazione di giovani talenti, aiutandoli a crescere come atleti, ma soprattutto come persone.”

Una realt che rappresenta una delle eccellenze della Regione Piemonte. Secondo l’Assessore Marina Chiarelli “Lo Sporting Club Monterosa Novara un punto di riferimento per il mondo dell’equitazione, con una stagione 2025 ricca di eventi di prestigio nazionale e internazionale. Oltre alle competizioni di alto livello, fondamentale l’impegno nella formazione dei giovani cavalieri, perch lo sport prima di tutto una scuola di vita, che insegna disciplina, rispetto e spirito di squadra. Questo centro rappresenta un’eccellenza per il nostro territorio, ed capace di attrarre appassionati da tutta Italia e oltre, contribuendo alla crescita dello sport equestre e alla promozione del nostro territorio. Il valore aggiunto di questa stagione sar anche l’attenzione alla multidisciplinarit, con eventi di rilievo come il Campionato del Mondo di sleddog, a dimostrazione di come lo sport possa essere un veicolo di aggregazione e crescita per tutta la comunit”. Per il Comune di Novara, appena uscito dal grande successo dei Mondiali di Hockey su pista, il 2025 rappresenta un anno che ancora vede protagonista lo sport. Ivan De Grandis sottolinea: ” gi iniziato un altro anno importante per la nostra citt, riconosciuta -Citt Europea dello Sport 2025- che si aperta una mezza maratona con oltre 1700 iscritti, il Campionato italiano di nuoto sincronizzato e tante altre attivit, compreso il Campionato italiano pararcieri che ha visto la partecipazione dei pi grandi arcieri paralimpici. In queste settimane prosegue la calendarizzazione dei grandi appuntamenti che genereranno anche un notevole impatto turistico sul territorio”.

Tra gli attesissimi eventi, extra sport equestri, lo Sporting Club Monterosa Novara ospiter dal 13 al 16 novembre la pi grande competizione internazionale di sleddog: il Campionato del Mondo su terra per le razze nordiche. Nel 2024 gli oltre 240.000 mq del Monterosa hanno gi ospitato la prima tappa di Coppa del Mondo.

Lo Sporting Club Monterosa Novara continua a crescere e a consolidarsi come centro di eccellenza, grazie alla passione e dedizione dei suoi organizzatori, che ogni anno portano in scena eventi che attraggono un pubblico sempre pi ampio e qualificato. Con un programma ricco e diversificato, il 2025 si preannuncia come un’altra annata di grande successo per il centro ippico novarese.

La drammatica lettera di von Der Leyen ai leader della Ue

Bruxelles, 4 mar. (askanews) – “Una nuova era è alle porte. L’Europa si trova ad affrontare un pericolo chiaro e presente (‘clear and present danger’, ndr) su una scala che nessuno di noi ha mai visto nella propria vita adulta. Alcuni dei nostri presupposti fondamentali vengono minati nella loro essenza. Il ritmo del cambiamento è sconcertante e sempre più allarmante. Il futuro di un’Ucraina libera e sovrana, di un’Europa sicura e prospera, è in gioco. E questo dovrebbe definire la natura del nostro pensiero, l’audacia della nostra azione e l’urgenza con cui attueremo le nostre decisioni nei prossimi giorni e nelle prossime settimane”.

Inizia con questi toni drammatici la lettera che la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha inviato oggi ai capi di Stato e di governo dell’Ue, in vista del Consiglio europeo straordinario di giovedì 6 marzo, convocato per affrontare la doppia emergenza Ucraina e Difesa. Nella lettera von der Leyen presenta una proposta in cinque punti, il piano ReArm Europe, su come utilizzare tutte le leve finanziarie a disposizione per aiutare gli Stati membri ad aumentare rapidamente e significativamente le spese per le capacità di difesa.

“Gli incontri e le discussioni che abbiamo avuto nelle ultime settimane – riferisce von der Leyen – hanno rinvigorito il nostro fine comune e la comprensione del fatto che dobbiamo pensare in modo diverso e rispondere secondo la situazione. Con una conclusione chiara: l’Europa deve essere responsabile della propria deterrenza e difesa”.

“Ecco perché – annuncia la presidente della Commissione -, prima della riunione del Consiglio europeo di questa settimana vorrei presentare un piano di risposta europeo immediato: ReArm Europe. Le misure proposte sono incentrate sulla necessità di aumentare urgentemente e significativamente la nostra spesa per la sicurezza e difesa dell’Europa, anche attraverso un nuovo strumento di difesa dedicato”.

“Per inquadrare queste proposte, è fondamentale ricordare che, per quanto il mondo stia cambiando, i nostri principi non sono cambiati. Cerchiamo – afferma von der Leyen – stabilità, sicurezza, prosperità e libertà dalla coercizione. E vogliamo le relazioni transatlantiche più strette possibili, costruite anche sulle fondamenta profonde e solide tra i nostri popoli e i nostri parlamenti”.

“Quando l’Ucraina è stata attaccata per la prima volta – ricorda la presidente della Commissione -, l’Unione europea e i suoi Stati membri hanno mobilitato importanti contributi alla difesa dell’Ucraina, dai finanziamenti per l’economia al supporto militare. Abbiamo sostenuto l’Ucraina con circa 140 miliardi di euro, di cui circa 50 miliardi di euro di supporto militare, e abbiamo addestrato oltre 73.000 soldati ucraini. E oltre a questo, abbiamo imposto sanzioni senza precedenti. È importante affermare questi fatti”.

Tutto questo, rivendica von der Leyen, “ha contribuito a garantire che l’aggressione della Russia fosse accolta con una risposta unita”. E la Russia “ha subito perdite immense. Sta distruggendo le fondamenta a lungo termine della sua economia”.

“Negli ultimi anni – continua la presidente della Commissione -, l’Unione Europea e la Nato hanno lavorato insieme come mai prima: una cooperazione istituzionale costante, razionale e costruttiva per raggiungere obiettivi più alti. Quanto meglio questi sforzi saranno sincronizzati, tanto meglio sarà per tutti noi”.

“Non dobbiamo mai dimenticare – sottolinea von der Leyen – il ruolo svolto dagli Stati non europei che riconoscono ciò che è in gioco e non solo condividono i nostri valori, ma mostrano la loro volontà di difenderli. Gli Stati Uniti hanno aperto la strada, insieme ad Australia, Canada, Giappone, Corea del Sud, Nuova Zelanda e molti altri. Questo ci ricorda che la democrazia non ha distanze”.

“Noi in Europa – aggiunge – siamo molto grati per il sostegno degli Stati Uniti e per il ruolo che hanno svolto nella sicurezza europea per decenni. Come presidente della Commissione, ho tra i miei obiettivi principali forti relazioni con gli Stati Uniti, sia bilateralmente che attraverso il G7”.

Ma, rileva von der Leyen, “il contesto in cui operiamo sta cambiando drasticamente e drammaticamente. Le fondamenta su cui è stato costruito l’intero ordine politico ed economico europeo del dopoguerra sono scosse nel profondo. E quando l’ordine europeo viene scosso, la storia ci insegna che l’intero sistema internazionale può essere destabilizzato”.

Secondo la presidente della Commissione, “abbiamo due possibili percorsi davanti a noi: il primo è cavarcela bene o male in questo periodo attuale in modo ‘manageriale’, dando risposte frammentarie o incrementali alla situazione sul campo in Ucraina o altrove. Il secondo è cogliere il momento. Mobilitare le immense risorse dell’Europa. Fare appello al nostro spirito collettivo per difendere la democrazia”.

“Io credo – afferma ancora von der Leyen – che la seconda opzione sia la nostra unica scelta. Dopotutto, è il nostro vero scopo. E per concretizzare questa scelta, dobbiamo liberare il nostro potere industriale e produttivo e indirizzarlo verso l’obiettivo della sicurezza. Perché è dalla sicurezza che dipendono la nostra prosperità e la nostra libertà. Ma per questo, dobbiamo ripristinare la deterrenza contro coloro che cercano di farci del male. È tempo di agire e di farlo insieme”.

“Sono fiduciosa che, attraverso il nostro impegno condiviso, possiamo ottenere progressi tangibili nell’affrontare le sfide alla sicurezza senza precedenti che abbiamo di fronte. Non abbiamo il lusso di poter aspettare, davanti alle sfide che stiamo affrontando. La posta in gioco – conclude la presidente della Commissione – non potrebbe essere più alta, ed è giunto il momento di agire”. (fonte immagine: European Union).

Il Papa esegue fisioterapia respiratoria con i naselli e non più con la maschera

Città del Vaticano, 4 mar. (askanews) – Papa Francesco “si è svegliato, continua la terapia e la fisioterapia respiratoria” ed “è a riposo in questo momento”. Lo fa sapere la Sala Stampa Vaticana.

Da questa mattina inoltre Bergoglio è sottoposto a “ventilazione ad alti flussi, con i naselli, e non usa più la ventilazione meccanica” con la maschera, cui era stato sottoposto ieri dopo i due nuovi episodi di insufficienza respiratoria acuta.

Questa mattina Francesco si sta dedicando al riposo e alla preghiera.

Casa, Fimaa: in primi mesi 2025 atteso aumento scambi, prezzi stabili

Roma, 4 mar. (askanews) – Nel terzo quadrimestre 2024 per gli agenti immobiliari Fimaa – Federazione italiana mediatori agenti d’affari, aderente a Confcommercio-Imprese per l’Italia – il mercato della compravendita abitativa è caratterizzato da una stabilizzazione del numero degli scambi, della domanda per l’acquisto e dei prezzi di compravendita. L’offerta è percepita in riduzione per il 50% dei giudizi raccolti. Le risposte all’indagine hanno permesso di tracciare un quadro congiunturale significativo del mercato anche del prossimo quadrimestre. Nel primo quadrimestre del 2025 ci si attende un aumento del numero degli scambi (69,3% dei giudizi) con prezzi medi di vendita stabili (quota del 76,5%). La fotografia del sentiment del mercato immobiliare residenziale, riferito al consuntivo del terzo quadrimestre 2024 e previsioni per il primo quadrimestre 2025 è stato realizzato dall’Ufficio studi Fimaa coordinato da Andrea Oliva.

L’orientamento degli operatori sul mercato nei prossimi 4 mesi prevede un rialzo generale dei prezzi e del numero di compravendite rispettivamente per il 18,3 e l’8,8% degli interpellati. Tra i fattori che potrebbero spingere le compravendite, soprattutto il rallentamento dei tassi di interesse sui mutui (56,9%, era al 52,3% nel quadrimestre precedente), ma anche le opportunità di investire su locazioni brevi (18,3%).

Fattori come l’elevato costo delle ristrutturazioni (26,3%) e l’impatto dell’inflazione sui salari (20,1%) stanno mostrando i primi problematici effetti, con rallentamenti anche nel perfezionamento delle compravendite garantite dallo Stato (giovani under 36): basti ricordare che l’Eurirs a 25 anni è cresciuto, da inizio febbraio, in due mesi di 2 punti percentuali. Seguono la stretta sui bonus edilizi (12,7%) e le preoccupazioni per gli aspetti regolamentari e normativi con il 12,1%. Il 13% di risposte riguarda in tal caso l’economia tout court, mentre il 3,6% riguarda la perplessità sulla tenuta del sistema occupazionale ed infine l’1,7% la cattiva distribuzione dei redditi.

Nei primi nove mesi del 2024, il numero di abitazioni locate in Italia è stato di 641.070, dato in calo dell’1,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Nell’ultimo quadrimestre 2024, secondo quanto ha riscontrato il 73,1% dei giudizi raccolti dagli agenti immobiliari Fimaa, la domanda ha registrato un ulteriore rafforzamento, mentre l’offerta per il 61,8% degli interpellati ha subito una contrazione. I contratti di locazione stipulati si attestano agli stessi livelli del quadrimestre precedente (50,8%, ma il 39,1% afferma vi sia stata una contrazione). Per i canoni di affitto invece il 72,7% degli interpellati ritiene vi sia stato un aumento.

Difesa, Von der Leyen: siamo nell’era del riarmo, l’Ue è pronta

Bruxelles, 4 mar. (askanews) – Un piano di riarmo dell’Ue (“ReArm Europe”) in cinque punti che potrebbe arrivare a 800 miliardi di investimenti nella difesa finanziati in parte (150 miliardi di euro) con un “prestito europeo”, e in parte (650 miliardi) dai bilanci pubblici degli Stati membri, nel quadro della clausola di sospensione nazionale del Patto di Stabilità, per rispondere alle sfide epocali che i paesi europei devono affrontare per garantire la propria sicurezza e per mantenere l’impegno di sostenere l’Ucraina contro l’invasione russa, nonostante il voltafaccia Usa.

E’ quanto propone la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in una lettera inviata oggi ai capi di Stato e di governo dell’Ue in vista del Consiglio europeo straordinario di giovedì 6 marzo, convocato per affrontare la doppia emergenza Ucraina e Difesa. Nella lettera ai leader, ha riferito von der Leyen in una dichiarazione alla stampa stamattina a Bruxelles, , viene delineata una serie di proposte “su come utilizzare tutte le leve finanziarie a nostra disposizione per aiutare gli Stati membri ad aumentare rapidamente e significativamente le spese per le capacità di difesa con urgenza ora, ma anche su un periodo di tempo più lungo, nel corso di questo decennio”. “Il piano Rearm Europe – ha spiegato nella dichiarazione alla stampa – si compone di cinque punti. La prima parte è quella che mira a liberare l’uso di finanziamenti pubblici per la difesa a livello nazionale. Gli Stati membri sono pronti a investire di più nella propria sicurezza se hanno lo spazio di bilancio. Quindi dobbiamo consentire loro di farlo. Ed è per questo che proporremo di attivare la clausola di sospensione nazionale del Patto di stabilità e crescita. Ciò consentirà agli Stati membri di aumentare significativamente le proprie spese per la difesa senza innescare la procedura Ue per deficit eccessivo”. “Se gli Stati membri aumentassero la propria spesa per la difesa dell’1,5% del Pil in media, questo potrebbe creare uno spazio di bilancio di circa 650 miliardi di euro in un periodo di quattro anni”, prevede la presidente della Commissione.

La seconda proposta è la novità più importante: finalmente, Ursula von der Leyen ammette la necessità di ricorrere a un nuovo prestito comune europeo, ricorrendo all’articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell’Ue, consente al Consiglio di “concedere un’assistenza finanziaria dell’Unione a uno Stato membro che si trovi in difficoltà o sia seriamente minacciato da gravi difficoltà a causa di circostanze eccezionali che sfuggono al suo controllo”. E’ la base giuridica che è già stata usata per il piano “Sure” di sostegno ai sistemi di cassa integrazione nazionali e per il piano di recovery “NextGenerationEU” durante la crisi della pandemia di Covid.

“Sarà un nuovo strumento. Fornirà 150 miliardi di euro di prestiti agli Stati membri per investimenti nella difesa. Si tratta fondamentalmente di spendere meglio e di spendere insieme”, ha rilevato la presidente della Commissione. “E stiamo parlando di aree di capacità paneuropee, come ad esempio la difesa aerea e missilistica, i sistemi di artiglieria, i missili e i droni e i sistemi anti-droni, ma anche di soddisfare altre esigenze dalla sicurezza informatica a mobilità militare, ad esempio. Questo aiuterà gli Stati membri ad aggregare una comune e procedere ad acquisti congiunti”.

“Con questo dispositivo, naturalmente, gli Stati membri possono aumentare notevolmente il loro sostegno militare immediato all’Ucraina. Questo approccio di approvvigionamento congiunto ridurrà anche i costi. Ridurrà la frammentazione, ma aumenterà l’interoperabilità e naturalmente rafforzerà la nostra base industriale della difesa. E può essere a vantaggio dell’Ucraina, come ho appena detto. Questo è il momento dell’Europa e dobbiamo essere all’altezza”, ha osservato von der Leyen.

Il terzo punto riguarda l’uso del bilancio dell’Ue. “C’è molto che possiamo fare in questo ambito nel breve termine per destinare più fondi agli investimenti legati alla difesa. Ed è per questo che posso annunciare che proporremo ulteriori possibilità e incentivi per gli Stati membri che decideranno se vogliono usare i programmi di Politica di coesione per aumentare la spesa per la difesa”, ha detto la presidente della Commissione.

Le ultime due aree di azione, infine, “mirano a mobilitare il capitale privato accelerando l’Unione del risparmio e degli investimenti (il nuovo nome dell’Unione dei mercati dei capitali, ndr) e naturalmente attraverso la Banca europea per gli investimenti”, che dovrà riformare il proprio statuto per consentire investimenti nel settore militare.

Insomma, “l’Europa è pronta ad assumersi le proprie responsabilità riarmata”, e “potrebbe mobilitare quasi 800 miliardi di euro di spese per la difesa”, ha sintetizzato von der Leyen, aggiungendo che “naturalmente continueremo a lavorare a stretto contatto con i nostri partner nella Nato”.

“Stiamo vivendo – aveva esordito la presidente della Commissione nel suo intervento davanti alla stampa – nel momento più cruciale e pericoloso. Non ho bisogno di descrivere la natura grave delle minacce che affrontiamo o le sue conseguenze devastanti. La questione non è più se la sicurezza dell’Europa sia minacciata in modo molto reale o se l’Europa debba assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza. In verità, conosciamo da tempo le risposte a queste domande. La vera domanda che abbiamo di fronte è se l’Europa sia pronta ad agire con la determinazione richiesta dalla situazione e se sia pronta e in grado di agire con rapidità e con l’ambizione necessarie”.

“Nei vari incontri delle ultime settimane, l’ultimo dei quali due giorni fa a Londra, la risposta delle capitali europee è stata tanto clamorosa quanto lo merita il fatto che siamo in un’era di riarmo”; e in quest’era di riarmo, ha sottolineato von der Leyen, “l’Europa è pronta ad aumentare massicciamente la sua spesa per la difesa, sia per rispondere all’urgenza di agire a breve termine e per sostenere l’Ucraina, sia per affrontare la necessità a lungo termine di assumersi maggiori responsabilità per la sicurezza europea”.

Difesa, Von der Leyen: siamo nell’era del riarmo, l’Ue è pronta

Bruxelles, 4 mar. (askanews) – Un piano di riarmo dell’Ue (“ReArm Europe”) in cinque punti che potrebbe arrivare a 800 miliardi di investimenti nella difesa finanziati in parte (150 miliardi di euro) con un “prestito europeo”, e in parte (650 miliardi) dai bilanci pubblici degli Stati membri, nel quadro della clausola di sospensione nazionale del Patto di Stabilità, per rispondere alle sfide epocali che i paesi europei devono affrontare per garantire la propria sicurezza e per mantenere l’impegno di sostenere l’Ucraina contro l’invasione russa, nonostante il voltafaccia Usa.

E’ quanto propone la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in una lettera inviata oggi ai capi di Stato e di governo dell’Ue in vista del Consiglio europeo straordinario di giovedì 6 marzo, convocato per affrontare la doppia emergenza Ucraina e Difesa. Nella lettera ai leader, ha riferito von der Leyen in una dichiarazione alla stampa stamattina a Bruxelles, , viene delineata una serie di proposte “su come utilizzare tutte le leve finanziarie a nostra disposizione per aiutare gli Stati membri ad aumentare rapidamente e significativamente le spese per le capacità di difesa con urgenza ora, ma anche su un periodo di tempo più lungo, nel corso di questo decennio”. “Il piano Rearm Europe – ha spiegato nella dichiarazione alla stampa – si compone di cinque punti. La prima parte è quella che mira a liberare l’uso di finanziamenti pubblici per la difesa a livello nazionale. Gli Stati membri sono pronti a investire di più nella propria sicurezza se hanno lo spazio di bilancio. Quindi dobbiamo consentire loro di farlo. Ed è per questo che proporremo di attivare la clausola di sospensione nazionale del Patto di stabilità e crescita. Ciò consentirà agli Stati membri di aumentare significativamente le proprie spese per la difesa senza innescare la procedura Ue per deficit eccessivo”.

“Se gli Stati membri aumentassero la propria spesa per la difesa dell’1,5% del Pil in media, questo potrebbe creare uno spazio di bilancio di circa 650 miliardi di euro in un periodo di quattro anni”, prevede la presidente della Commissione.

La seconda proposta è la novità più importante: finalmente, Ursula von der Leyen ammette la necessità di ricorrere a un nuovo prestito comune europeo, ricorrendo all’articolo 122 del Trattato sul funzionamento dell’Ue, consente al Consiglio di “concedere un’assistenza finanziaria dell’Unione a uno Stato membro che si trovi in difficoltà o sia seriamente minacciato da gravi difficoltà a causa di circostanze eccezionali che sfuggono al suo controllo”. E’ la base giuridica che è già stata usata per il piano “Sure” di sostegno ai sistemi di cassa integrazione nazionali e per il piano di recovery “NextGenerationEU” durante la crisi della pandemia di Covid.

“Sarà un nuovo strumento. Fornirà 150 miliardi di euro di prestiti agli Stati membri per investimenti nella difesa. Si tratta fondamentalmente di spendere meglio e di spendere insieme”, ha rilevato la presidente della Commissione. “E stiamo parlando di aree di capacità paneuropee, come ad esempio la difesa aerea e missilistica, i sistemi di artiglieria, i missili e i droni e i sistemi anti-droni, ma anche di soddisfare altre esigenze dalla sicurezza informatica a mobilità militare, ad esempio. Questo aiuterà gli Stati membri ad aggregare una comune e procedere ad acquisti congiunti”.

“Con questo dispositivo, naturalmente, gli Stati membri possono aumentare notevolmente il loro sostegno militare immediato all’Ucraina. Questo approccio di approvvigionamento congiunto ridurrà anche i costi. Ridurrà la frammentazione, ma aumenterà l’interoperabilità e naturalmente rafforzerà la nostra base industriale della difesa. E può essere a vantaggio dell’Ucraina, come ho appena detto. Questo è il momento dell’Europa e dobbiamo essere all’altezza”, ha osservato von der Leyen.

Il terzo punto riguarda l’uso del bilancio dell’Ue. “C’è molto che possiamo fare in questo ambito nel breve termine per destinare più fondi agli investimenti legati alla difesa. Ed è per questo che posso annunciare che proporremo ulteriori possibilità e incentivi per gli Stati membri che decideranno se vogliono usare i programmi di Politica di coesione per aumentare la spesa per la difesa”, ha detto la presidente della Commissione.

Le ultime due aree di azione, infine, “mirano a mobilitare il capitale privato accelerando l’Unione del risparmio e degli investimenti (il nuovo nome dell’Unione dei mercati dei capitali, ndr) e naturalmente attraverso la Banca europea per gli investimenti”, che dovrà riformare il proprio statuto per consentire investimenti nel settore militare.

Insomma, “l’Europa è pronta ad assumersi le proprie responsabilità riarmata”, e “potrebbe mobilitare quasi 800 miliardi di euro di spese per la difesa”, ha sintetizzato von der Leyen, aggiungendo che “naturalmente continueremo a lavorare a stretto contatto con i nostri partner nella Nato”.

“Stiamo vivendo – aveva esordito la presidente della Commissione nel suo intervento davanti alla stampa – nel momento più cruciale e pericoloso. Non ho bisogno di descrivere la natura grave delle minacce che affrontiamo o le sue conseguenze devastanti. La questione non è più se la sicurezza dell’Europa sia minacciata in modo molto reale o se l’Europa debba assumersi maggiori responsabilità per la propria sicurezza. In verità, conosciamo da tempo le risposte a queste domande. La vera domanda che abbiamo di fronte è se l’Europa sia pronta ad agire con la determinazione richiesta dalla situazione e se sia pronta e in grado di agire con rapidità e con l’ambizione necessarie”.

“Nei vari incontri delle ultime settimane, l’ultimo dei quali due giorni fa a Londra, la risposta delle capitali europee è stata tanto clamorosa quanto lo merita il fatto che siamo in un’era di riarmo”; e in quest’era di riarmo, ha sottolineato von der Leyen, “l’Europa è pronta ad aumentare massicciamente la sua spesa per la difesa, sia per rispondere all’urgenza di agire a breve termine e per sostenere l’Ucraina, sia per affrontare la necessità a lungo termine di assumersi maggiori responsabilità per la sicurezza europea”. (fonte immagine: European Union).

Eurozona, a gennaio -42mila disoccupati, tasso stabile al 6,2%

Roma, 4 mar. (askanews) – Tasso di disoccupazione stabile al 6,2% a gennaio nell’area euro. Lo riporta Eurostat, secondo cui a quota 10 milioni 655 mila i disoccupati totali nell’insieme dei Paesi che utilizzano la valuta condivisa risultano 42 mila in meno rispetto a dicembre e 547 mila in meno nel paragone su base annua.

Nonostante la debolezza dell’economia, la disoccupazione in Europa si conferma così ai minimi storici.

Guardando a tutta l’Unione europea, a gennaio il tasso di disoccupazione è rimasto anche in questo caso stabile, al 5,8%. I 12 milioni 824 mila disoccupati totali della Ue sono 8 mila in meno rispetto al mese precedente e 510 mila in meno su base annua.

Il Cremlino: la sospensione degli aiuti Usa può spingere Kiev verso la pace

Roma, 4 mar. (askanews) – Una possibile sospensione degli aiuti militari degli Stati Uniti all’Ucraina potrebbe incoraggiare Kiev ad andare verso un processo di pace, ha affermato martedì il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

In precedenza, Fox News ha riferito, citando un alto funzionario della Casa Bianca, che gli Stati Uniti stavano sospendendo temporaneamente tutti gli aiuti militari all’Ucraina finché il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non vedesse l’impegno di Kiev nei colloqui di pace.

“Se questo è vero, allora questa è una decisione che potrebbe effettivamente spingere il regime di Kiev verso un processo di pace”, ha detto Peskov ai giornalisti, aggiungendo che la Russia deve ancora apprendere i dettagli della possibile sospensione.

Interrompere gli aiuti militari a Kiev sarebbe il “miglior contributo” al processo di pace, ha anche affermato il portavoce.

“È ovvio che finora gli USA sono stati il principale finanziatore di questa guerra. Se gli USA smettono di essere [un fornitore militare per l’Ucraina] o sospendono queste forniture, questo sarà probabilmente il miglior contributo alla causa della pace”, ha detto Peskov.

La sospensione degli aiuti Usa a Kiev riguarda soprattutto veicoli blindati

Roma, 4 mar. (askanews) – La sospensione degli aiuti militari all’Ucraina da parte degli Stati Uniti riguarderà principalmente la fornitura di veicoli blindati, ha riferito martedì l’emittente ABC, citando funzionari a conoscenza della questione.

I veicoli blindati dovrebbero essere pronti per la consegna nei prossimi mesi, ha riferito l’emittente.

In precedenza, Fox News ha riferito, citando un alto funzionario della Casa Bianca, che gli Stati Uniti stanno sospendendo temporaneamente tutti gli aiuti militari all’Ucraina fino a quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump non vedrà l’impegno di Kiev nei colloqui di pace.

Lavoro, l’Istat: a gennaio la disoccupazione cala al 6,3%

Roma, 4 mar. (askanews) – A gennaio il tasso di disoccupazione scende al 6,3% (-0,1 punti), quello giovanile al 18,7% (-0,3 punti). E’ la stima diffusa dall’Istat.

Il calo delle persone in cerca di lavoro (-0,6%, pari a -9mila unità) interessa gli uomini e tutte le classi d’età, con l’eccezione dei 25-34enni per i quali il numero di disoccupati cresce; tra le donne il valore rimane stabile.

La diminuzione degli inattivi (-1,2%, pari a -146mila unità) coinvolge entrambi i generi, i minori di 35 anni e chi ha almeno 50 anni d’età, mentre si registra un aumento tra i 35-49enni. Il tasso di inattività cala al 32,9% (-0,4 punti).

A gennaio il numero di occupati è salito a 24 milioni 222mila. L’aumento dell’occupazione (+0,6%, pari a +145mila unità) riguarda gli uomini e le donne, i dipendenti e gli autonomi, tutte le classi d’età ad eccezione dei 35-49enni tra i quali il numero di occupati diminuisce. Il tasso di occupazione sale al 62,8% (+0,4 punti).

La crescita rispetto al mese precedente coinvolge i dipendenti permanenti, che salgono a 16 milioni 447mila, i dipendenti a termine (2 milioni 663mila) e gli autonomi (5 milioni 111mila).

L’occupazione aumenta anche rispetto a gennaio 2024 (+513mila occupati), ma in questo caso è sintesi della crescita dei dipendenti permanenti (+702mila) e degli autonomi (+41mila) e del calo dei dipendenti a termine (-230mila).

L’Ungheria: bene la sospensione degli aiuti militari Usa a Kiev

Roma, 4 mar. (askanews) – L’Ungheria sostiene la decisione degli Stati Uniti di sospendere l’assistenza militare all’Ucraina, ha affermato il portavoce del governo ungherese Zoltßn Kovßcs.

“L’amministrazione Trump ha sospeso gli aiuti militari degli Stati Uniti all’Ucraina. Il presidente degli Stati Uniti e il governo ungherese condividono la stessa posizione: invece di inviare armi e continuare la guerra, ciò che serve è un cessate il fuoco immediato e negoziati di pace!” ha scritto Kovßcs sui social media.

Lunedì sera, la Fox News ha riferito, citando un alto funzionario della Casa Bianca, che gli Stati Uniti sospenderanno gli aiuti militari all’Ucraina finché il presidente Donald Trump non vedrà l’impegno di Kiev nel processo di pace.

La Casa Bianca non ha ancora rilasciato un commento ufficiale sulla questione.

Irvo: In vetrina a Sol2Expo Verona l’oro verde siciliano

Verona, 4 mar. (askanews) – L’olio extravergine siciliano un’eccellenza internazionale, grazie alle variet autoctone del territorio. stato questo il tema al centro della conferenza stampa promossa dall’Istituto Regionale del Vino e dell’Olio (IRVO), con l’Assessorato dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana, in occasione di SOL2EXPO, l’evento internazionale dedicato all’olio di qualit a Veronafiere.

La Sicilia stata riconosciuta European Region of Gastronomy 2025, come spiega Giuseppa Mistretta, Commissario Straordinario, Istituto Regionale del Vino e dell’Olio (Irvo): “Abbiamo annunciato la programmazione che faremo nel 2025 per questo ottenuto riconoscimento di Sicilia Gastronomica 2025. Sar un anno ricco di eventi. Ieri sera abbiamo avuto l’opportunit di lanciare come primo evento con questa cena che si tenuta a Palazzo della Gran Guardia. Avremo anche modo di lanciare l nuovo brand ideografico scelto dalla Regione siciliana per questo’anno di eventi e di celebrazioni dell’eccellenza gastronomica siciliana, un simbolo unico che rappresenta il territorio che rappresenta la Sicilia e il connubio tra la terra e il mare”.

Da quest’anno, inoltre, il Sol2Expo che si svolge alla Fiera di Verona non pi all’interno di Vinitaly ma ha conquistato un suo spazio d’elezione, e la Sicilia una delle Regioni rilevanti, come racconta il senatore Matteo Gelmetti, membro della Commissione Bilancio del Senato e vicepresidente di Veronafiere

“Oggi celebriamo la Sicilia e questo importante riconoscimento europeo e celebriamo l’olio perch, volutamente, VeronaFiere ha tolto la Fiera dell’Olio che da sempre era all’interno di Vinitaly. Ovviamente il prodotto vino un prodotto molto ingombrante, si chiama appunto Vinitaly e aveva questo posizionamento in cui il vino protagonista. Siccome riteniamo che l’olio debba avere la sua giusta dimensione e il suo giusto spazio, abbiamo fatto una manifestazione dedicata solo all’olio. L’olio nel mondo del consumo, il consumatore si sta sempre pi informando e capendo quanto l’olio sia variegato, che gli olii non sono tutti uguali, e che ci sono alcuni abbinamenti che possono esaltare alcuni piatti in base all’olio che viene utilizzato. Quindi un nostro sogno nel cassetto che come esiste in ogni ristorante la carta dei vini, sarebbe bello che ogni ristorante avesse anche la carta dell’olio”.

Dall’Osservatorio Vitivinicolo e Olivicolo oleario IRVO emerge che la Sicilia, con 162.255 ettari, la terza regione italiana, dopo Puglia e Calabria, sia per superficie olivetata totale, sia per produzione di olio di oliva e per numero di frantoi attivi.

Difesa, Von der Leyen propone piano di riarmo Ue da 800 mld di euro

Roma, 4 mar. (askanews) – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen ha annunciato un piano di riarmo militare dei Paesi dell’Unione europea da 800 miliardi di euro complessivi. 150 miliardi arriverebbero da prestiti Ue tramite un “nuovo strumento” comunitario, inoltre “proprorremo di attivare la clausola di sospensione nazionale del Patto di stabilità e di crescita – ha detto durante una conferenza stampa – se i Paesi aumenteranno mediamente le spese in difesa per 1,5 punti di di Pil avremmo 650 miliardi in 4 anni”. (fonte immagine: European Union).

Calipari, Mattarella: gesto di eroismo, non esaurienti spiegazioni sulla morte

Roma, 4 mar. (askanews) – “Nel giorno del ventesimo anniversario dell’uccisione di Nicola Calipari, la Repubblica rende onore al sacrificio di un valoroso dirigente del Servizio per le informazioni e la sicurezza militare, che ha perso la vita in una difficile missione a Baghdad, conclusa con il salvataggio di un’italiana rapita”. E’ quanto afferma in una dichiarazione il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“È questo un giorno di memoria e raccoglimento, in cui desidero esprimere anzitutto i sentimenti più intensi di vicinanza alla famiglia e a quanti hanno operato con Calipari e gli sono stati vicini. Servitore dello Stato, quando venne colpito a morte, portava in salvo la giornalista Giuliana Sgrena, in quella che era l’ennesima missione compiuta per il recupero di connazionali”, aggiunge Mattarella.

“Se le spiegazioni delle circostanze che hanno causato la sua morte permangono tuttora non esaurienti – sottolinea il Capo dello Stato -, risalta, invece, la generosità estrema di Calipari che alla scarica di proiettili ha fatto scudo con il proprio corpo per sottrarre al rischio la persona che era riuscito a liberare. Un gesto di eroismo, iscritto nella storia della Repubblica”.

Ft: la Francia propone l’uso dei beni congelati russi come garanzia per Kiev

Roma, 4 mar. (askanews) – La Francia ha proposto di utilizzare i beni congelati della Russia per garantire la sicurezza dell’Ucraina nel caso in cui Mosca violi un potenziale accordo di cessate il fuoco, ha riferito il Financial Times, citando fonti a conoscenza della questione.

Funzionari francesi avrebbero discusso un piano in cui le capitali europee avrebbero confiscato quei beni se Mosca avesse violato un futuro accordo di cessate il fuoco. I sostenitori della misura sostengono che essa costringerebbe la Russia a rispettare qualsiasi accordo e fornirebbe a Kiev una garanzia di sicurezza tanto necessaria.Sebbene la proposta abbia raccolto reazioni positive da diversi alleati europei, non è stato ancora raggiunto un consenso al riguardo. La Banca centrale europea e capitali chiave come Bruxelles e Berlino hanno impedito questo passaggio per timore che il sequestro di proprietà statali avrebbe creato un precedente nel diritto internazionale, ha però riferito il quotidiano.

Nel frattempo, una fonte ha detto al Financial Times che sempre più paesi sono pronti a utilizzare i beni congelati della Russia come strumento di influenza. Anche il futuro cancelliere della Germania Friedrich Merz ha indicato che potrebbe prendere in considerazione l’idea di sostenere il piano.

Martedì grasso con la primavera, sole per tutta la settimana

Roma, 4 mar. (askanews) – Martedì grasso con la primavera in anticipo. Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, conferma che non è uno scherzo di Carnevale: il sole sarà protagonista per tutta la settimana e le temperature massime saliranno fino a 17-20°C da Nord a Sud.

Fino a giovedì non succederà nulla dal punto di vista meteo, se non per qualche alba ancora frizzante al Nord e nelle zone interne del Centro dove non si escludono timide gelate in pianura. Da giovedì sera, invece, arriveranno delle novità: sono previste piogge anche intense tra Sardegna meridionale e Sicilia occidentale per la risalita di un ciclone dal Nord Africa; altrove non avremo variazioni sensibili sul tema primaverile.

Venerdì le piogge nordafricane bagneranno a tratti ancora le Isole Maggiori poi, durante il weekend, assisteremo al lento avanzare di una perturbazione atlantica dalla Spagna verso la Francia (la depressione nordafricana nel frattempo avrà perso energia verso i Balcani). La perturbazione atlantica franco-spagnola porterà piogge forti da domenica sera-notte sul nostro Paese: il weekend sarà dunque perlopiù esente da fenomeni meteo avversi, salvo variazioni improvvise della tendenza meteo, proiezioni che monitoreremo attentamente.

In sintesi, la primavera regnerà per tutta la settimana salvo rovesci sulle Isole Maggiori tra giovedì sera e venerdì; domenica si prevede un aumento della nuvolosità al Nord-Ovest.

"Il Papa ha dormito tutta la notte, ora prosegue il riposo"

Roma, 4 mar. (askanews) – Papa Francesco “ha dormito tutta la notte, ora prosegue il riposo”. Lo riferisce la Sala Stampa Vaticana.

Giunto al diciannovesimo giorno di ricovero al policlinico Agostino Gemelli di Roma, dopo alcuni giorni in cui la situazione era sembrata stabilizzarsi, ieri Bergoglio ha accusato “due episodi di insufficienza respiratoria acuta, causati da importante accumulo di muco endobronchiale e conseguente broncospasmo”, per i quali sono state necessarie “due broncoscopie con necessità di aspirazione di abbondanti secrezioni” e la ripresa della ventilazione meccanica non invasiva.

Se pur in un “quadro complicato”, Francesco “è sempre rimasto vigile, orientato e collaborante”. In ogni caso la prognosi rimane ancora riservata.

Ucraina, Vance: Zelensky non è pronto alla pace, ma ci arriverà

Roma, 4 mar. (askanews) – Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance si è detto fiducioso nel fatto che il leader ucraino Volodymyr Zelensky accetti alla fine i colloqui di pace con la Russia dopo il fallito incontro con Donald Trump alla Casa Bianca.

In un’intervista rilasciata a Fox News, Vance ha affermato che il presidente ucraino ha “mostrato un chiaro rifiuto di impegnarsi nel processo di pace” auspicato dal presidente americano. “Penso che Zelensky non ci fosse ancora, e penso, francamente, che non ci sia ancora, ma penso che alla fine ci arriveremo. È necessario”, ha commentato.

La Cina impone dazi del 15% sull’import di alcuni beni Usa

Roma, 4 mar. (askanews) – La Cina ha annunciato misure di ritorsione contro la decisione di Donald Trump di imporre dazi del 20% contro Pechino. Il ministero delle Finanze cinese ha annunciato tariffe del 15% su alcune importazioni agricole dagli Stati Uniti, tra cui pollo, grano, mais e cotone.

Ha inoltre imposto tariffe del 10% su altri prodotti come soia, maiale, manzo, frutta, verdura e latticini. Questi dazi entreranno in vigore il 10 marzo.

Il ministero del Commercio cinese ha anche aggiunto 10 aziende statunitensi alla cosiddetta “lista delle entità inaffidabili” e 15 entità statunitensi a una lista di controllo delle esportazioni, in vigore da oggi. Tra le entità statunitensi prese di mira, Pechino ha individuato l’azienda biotecnologica statunitense Illuminia, affermando che adotta “misure discriminatorie contro le aziende cinesi”.

A Illuminia è stato fatto divieto di esportare macchine per il sequenziamento genetico in Cina dal 4 marzo poiché, seocndo Pechino, “danneggia seriamente i legittimi diritti delle aziende cinesi”.

Tra le 15 entità aggiunte alla lista di controllo delle esportazioni della Cina ci sono aziende nei settori dell’aviazione, dell’ingegneria navale e dell’intelligenza artificiale.

Il Canada risponde a Trump: dazi del 25% sulle merci Usa da oggi

Roma, 4 mar. (askanews) – Il Canada applicherà dazi doganali sui prodotti americani a partire da oggi 4 marzo, come ritorsione per quelli annunciati da Donald Trump contro il Paese, ha dichiarato il primo ministro Justin Trudeau, stimando che “nulla giustifica queste misure americane”. “Se i dazi statunitensi entreranno in vigore, il Canada risponderà a partire da mezzanotte applicando dazi del 25% su 155 miliardi di dollari di merci statunitensi”, ha affermato il primo ministro canadese in una nota.

Ucraina, Trump sospende gli aiuti a Kiev per fare pressioni su Zelensky

Roma, 4 mar. (askanews) – Donald Trump ha sospeso “temporaneamente” tutti gli aiuti militari statunitensi all’Ucraina. Secondo un alto funzionario della Casa Bianca che ha annunciato la decisione del presidente nella tarda serata di ieri, gli aiuti non riprenderanno finché il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non dimostrerà che l’Ucraina è impegnata nei negoziati di pace con la Russia.

“Il presidente ha chiarito che la sua attenzione è rivolta alla pace. Abbiamo bisogno che anche i nostri partner si impegnino a raggiungere questo obiettivo”, ha affermato il funzionario statunitense. “Ci stiamo fermando per rivedere il nostro aiuto e garantire che contribuisca a trovare una soluzione”.

La decisione avrebbe effetto immediato e sospenderebbe le consegne di armi e munizioni all’Ucraina, comprese quelle già ordinate. Anche quasi 4 miliardi di dollari di aiuti militari già approvati dal Congresso sarebbero sospesi dopo questa decisione.

Una missione che chiama in causa il Vecchio Continente

iSecondo l’impostazione di Papa Francesco, la Chiesa deve essere ministeriale (minus-terium), missionaria (presso le periferie esistenziali, scegliendo di essere là dove maggiori sono le difficoltà), sinodale (l’Ecclesia in uscita) è fatta di Folla (seguendo il termine evangelico). L’Europa, e la Chiesa in Europa, sono in grandi difficoltà culturali e di discernimento. Candidata alla perdita di ogni facoltà di produrre il bene, per gli altri e per sé stessa. Serve pensare, capire e decidere la propria salvezza. Ma la salvezza propria verrà se avremo salvato gli altri. Pensiamo all’incredibile congerie di territori acquisiti al terrorismo dove è cancellata ogni parvenza di civiltà e di società civile; pensiamo ai cosiddetti Stati-canaglia. Il terrorismo è una definizione che non ripugna più a nessuno. È un’opzione politica valida: una come un’altra. Poveracci, qualcosa devono fare. Pensiamo all’inanità e inerzia dell’Onu di fronte a chi ha rinnegato lo Stato di diritto.

L’unica parte di umanità e di mondo che ha conservato e traghettato ius e politeia dalle invasioni barbariche, con il loro trasferimento al mondo intero di oggi, è stata l’Europa. Essa deve predisporsi a operare di nuovo in questo senso. Altrimenti non lo farà nessuno.

Se tutto è uguale a tutto, siamo alla fine. Dobbiamo avere il diritto a rivoltarci contro il male e contro il malgoverno. La persona umana, il singolo, ha virtù e vizi; cade (facilmente) nel peccato, tuttavia ha speranza (la premessa) di perdono e redenzione. La società umana, l’organismo sociale, ha pur essa virtù e vizi, nonché una forma analoga al peccato e al male – senza però che sia applicabile più di tanto la responsabilità -, una forma che va identificata e contrastata precocemente e gagliardamente. Li chiamiamo ‘mali sociali’. Essi si possono e si debbono contrastare e risolvere con gli ‘investimenti sociali’ e con il Terzo Settore.

Il più conosciuto degli ‘investimenti sociali’ è quello che chiamiamo il welfare, ovvero assicurazioni sociali, previdenza e assistenza. Guai se all’interno di queste si ricreano le periferie del disagio. Non siamo stati abbastanza vigili. Oggi la scuola dell’obbligo non significa più innalzamento per chi prima ne era escluso; significa piuttosto degrado dell’insegnamento, della formazione, della crescita civile della popolazione infantile e giovanile.

Dunque anche l’Europa deve, in senso civile e di civiltà, essere ministeriale, missionaria, sinodale. Oggi ci si deve attendere dall’Europa qualcosa di decisivo per la salvezza del mondo in termini di civiltà. Però, per questa finalità, deve essere sufficientemente attrezzata e forte, e quindi unita. Non si può più attendere.

Il Pd lontano dalla Cisl, cancellato il ricordo di Marini.

In un recente ed intelligente articolo di Daniela Preziosi sul ‘Domani’ si è approfondito il tema di come il Pd – partito virtualmente plurale sul versante ideale – affronta, oggi, il capitolo dell’unità sindacale. O meglio, di come non diventare un partito sdraiato sulle posizioni della Cgil e, al contempo, sostanzialmente insensibile a tutto ciò che ruota attorno alla Cisl, per fare un solo esempio concreto. E forse il più eclatante. È inutile ricordare che si parla, anche e soprattutto, del concreto atteggiamento che il Pd ha tenuto sulla prossima legge denominata “partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese”. La cosiddetta “legge Sbarra”, essendo stato l’ex segretario generale Cisl l’artefice principale di questo progetto legato all’applicazione dell’art. 46 della Costituzione.

Ora, è evidente a tutti che il nuovo corso del Pd della Schlein, seppur del tutto legittimamente, ha ripristinato con il sindacato una sorta di “cinghia di trasmissione” al contrario. Ovvero, non più il partito che detta l’agenda politica al sindacato – come è sempre capitato con il Pci – ma, al contrario, la Cgil che la detta al partito. E, del resto, è evidente anche a chi non segue affatto il dibattito politico e sindacale del nostro paese che ormai non c’è più differenza tra ciò che dice il Pd della Schlein e quello che urla quotidianamente la Cgil di Landini. È appena sufficiente ricordare questo aspetto per arrivare alla conclusione che in un contesto del genere ciò che rappresenta, sostiene e teorizza la Cisl è del tutto indifferente nonché lontano dal Pd della Schlein. Perché, appunto, quasi alternativo rispetto a ciò che sostiene e teorizza la Cgil di Landini.

Insomma, esiste una perfetta, organica, strutturale e scientifica sovrapposizione tra ciò che dice il principale partito della sinistra italiana da un lato e il tradizionale sindacato rosso dall’altro.

Certo, a tale riguardo qualcuno ricorda che un grande leader storico della Cisl, Franco Marini, è stato anche un ‘fondatore’ di primissimo piano del Pd. A conferma che il Pd non dovrebbe essere radicalmente insensibile, com’è oramai da molto tempo, rispetto al progetto e alle iniziative del tradizionale “sindacato bianco”. Ma, senza rifugiarsi in sterili e forse anche inutili polemiche del passato – quando si parla, ad esempio di Elly Schlein e di Franco Marini – non possiamo dimenticare un momento, forse spiacevole, ma vero, che ha segnato la stessa carriera politica dell’attuale segretaria del Pd. E mi riferisco, nello specifico, alle vicende – squallide e persino vomitevoli – che videro protagonista proprio l’ex segretario generale della Cisl nel lontano 2013 quando il Pd guidato da Bersani gli negò, attraverso i suoi franchi tiratori, di approdare al Quirinale come Presidente della Repubblica.

Ebbene, uno dei leader indiscussi, benchè non parlamentare, del movimento che nacque in quei momenti fu indubbiamente la figura della futura segretaria del Pd, Elly Schlein, con il progetto del cosiddetto “OccupyPd”, che poi proseguì anche con i franchi tiratori contro Prodi, sebbene con altre motivazioni. Perché la differenza politica, non irrilevante, era che i franchi tiratori contro Marini erano da salutare con gioia, entusiasmo e riconoscenza mentre quelli contro Prodi erano da rispedire semplicemente nell’inferno.

Ma, al di là e al di fuori del giudizio sui franchi tiratori di serie A e i franchi tiratori di serie B, quello che merita di essere ricordato è che quando si parla del rapporto con la Cisl da parte dell’attuale segretaria del Pd anche la storia meno recente può spiegare molte cose. Senza ulteriori ed interessate giustificazioni. Perchè a volte, più di tante spiegazioni ed approfondimenti, conserva una straordinaria attualità un vecchio proverbio che dice semplicemente come “il buongiorno si vede dal mattino”.

Limitiamo i potentati finanziari, rafforziamo il ruolo dell’europarlamento.

Se, da un lato, con l’iniziativa di Starmer e Macron prende avvio il vecchio progetto degasperiano della Ced, con inevitabili ripercussioni sulle politiche tradizionali del welfare state dell’Europa, oltre a quanto indicato da Draghi sulle scelte di politica economica e finanziaria dell’Unione europea, non sembra più rinviabile una profonda revisione dei meccanismi di governance della stessa Ue. Continuare a legiferare con decreti in sede di Commissione non è più compatibile, risultando spesso queste decisioni lontane mille miglia dagli interessi e dai valori dei cittadini europei.

Bisogna assolutamente dotarci, innanzi tutto, di una Costituzione europea che sappia riconoscere i valori insiti nella millenaria storia dell’Europa, che deve saper tenere insieme quelli  fondanti della civiltà giudaico cristiana, con quelli laico liberali post illuminismo. Aver rinunciato a questa sintesi necessaria è stato uno degli errori più grandi commessi nello sviluppo politico istituzionale dell’Ue.

In secondo luogo, è necessario trasferire il potere di legiferare al solo Parlamento europeo, attraverso leggi e decreti legge, così come accade nei singoli parlamenti nazionali dell’Europa. Così avrebbe dovuto nascere l’Unione europea e così si dovrà convenire con leggi promulgate direttamente dal Parlamento europeo, unico organo eletto a suffragio universale e con decreti-legge emessi dal governo europeo, ma che il Parlamento europeo entro 60 giorni può abolire, se contrari agli interessi dei cittadini europei.

Ecco cosa scrive un caro amico, Alessandro Govoni, nel testo che riporto integralmente: “Dal 1992 purtroppo il governo Ue ha iniziato subito a legiferare tramite Direttive cioè con decreti immediatamente e definitivamente esecutivi, cioè non più modificabili dal Parlamento Ue, il 98% dei decreti sono stati emessi tramite Direttive, in questo modo le  multinazionali sono riuscite nei vari Stati Ue a privatizzare i settori fondamentali. In Italia, distrutta la Dc, il governo Amato introdusse il decreto-legislativo come strumento di governo privilegiato, che è l’equivalente delle Direttive (il decreto legislativo è immediatamente e definitivamente esecutivo). In questo modo Amato ha privatizzato i settori fondamentali in favore delle multinazionali dei noti potentati finanziari Rothschild/ Rockfeller: un’operazione che ha portato ad un impoverimento progressivo della classe media”.

E poi così prosegue: “Con la Dc, tutte le famiglie potevano accedere ad un mutuo e tutte le famiglie, dicasi tutte, riuscivano a  comprarsi  la prima casa, se intervenivano difficoltà, la banca, che era dello Stato, allungava il mutuo, senza interessi di mora. Non esisteva l’ammortamento alla francese, non esisteva la disciplina fondiaria. Dopo 33 anni di governi che agiscono con decreti legislativi, con la intervenuta privatizzazione delle banche, 10 milioni di famiglie oggi in Italia non riescono ad accedere ad un mutuo e non riescono pertanto a comprarsi la prima casa. E vi sono milioni di immobili all’asta, perché la disciplina fondiaria introdotta da Amato consente alle multinazionali dei Rothschild/Rockfeller, che dal 1993 controllano al 100% le banche,  di mandare subito all’asta anche la prima ed unica casa – che poi queste multinazionali si comprano ad un prezzo irrisorio all’asta,  lasciando il mutuatario ancora debitore verso la banca.   Questo è il risultato di una Ue che agisce tramite Direttive, questo strumento di legiferare governativo deve essere eliminato e solo il Parlamento Ue può legiferare”.

Essenziale, perciò, è seguire un indirizzo chiaro, ovvero: Agenda Draghi, come necessaria indicazione di politica economica e finanziaria e nuova governance dell’Unione europea, con un ruolo di effettivo controllore-decisore del Parlamento europeo, superando a livello di potere esecutivo l’attuale sistema dell’unanimità, che impedisce l’assunzione di decisioni sulle quali l’unico potere di veto potrà spettare in via esclusiva al Parlamento europeo.

Dibattito | La mobilitazione di cui l’Europa ha bisogno non consiste nel riarmo.

Non convince l'”adunata europeista” di Michele Serra, così tanto supportata da certa stampa. Non convince nella misura in cui, come sembra, non intende esprimere esplicitamente una piattaforma politica che non sia un generico e poco impegnativo “volemose bene, siamo europei”. Non convince soprattutto se mira, nemmeno troppo velatamente, a dare una copertura morale ad un incombente piano straordinario di investimenti militari finanziato giusto con qualche centinaio di miliardi di euro.

Si badi bene: una difesa comune è sicuramente prioritaria per consentire alla Unione Europea di giocare il ruolo impostole dal tornante della storia che stiamo vivendo in questi giorni, ma la stessa non necessita di ulteriori investimenti economici straordinari: nel 2024 la spesa militare complessiva dei 27 Paesi UE risulta già̀ superiore del 58% rispetto a quella russa. Essa però, questo il problema, è pesantemente frammentata nei singoli sistemi di difesa nazionali. L’investimento urgente è quindi politico: i governi dovrebbero cedere sovranità̀ ad un coordinamento comunitario al fine di coordinare e ottimizzare le già̀ cospicue risorse a disposizione.

Ma chi crede seriamente che questo possa avvenire?

C’è ancora un residuo di speranza sulla possibilità̀ concreta che quel carrozzone immobile che si è rivelato essere l’Unione a 27 (un vero e proprio ring in cui sulle scelte di politica estera, energetica, economica ed industriale si danno battaglia quotidianamente almeno tre schieramenti di Paesi con interessi strategici incompatibili) possa effettivamente arrivare a un minimo di azione politica unitaria?

Forse, allora, una manifestazione autenticamente europeista dovrebbe basarsi su altro, e precisamente su cosa si vuole fare per reagire dal basso alla situazione drammatica in cui noi europei ci siamo lasciati invischiare per interessi altrui dalle nostre leadership: per lo più traballanti in patria quelle nazionali, e inerti, insipienti o addirittura complici di interessi d’oltreoceano quelle comunitarie.

Servirebbe sì urgentemente una forte reazione dal basso fondata su un vero ed autentico spirito europeista, ma per andare a riscoprire i motivi fondativi dell’Europa stessa e quindi, di conseguenza, vocato alla garanzia e mantenimento della pace grazie alla politica e alla diplomazia.

Lo sforzo economico straordinario che si dovrebbe chiedere oggi ai cittadini europei e la mobilitazione che andrebbe portata avanti con tutta la determinazione che la situazione internazionale richiede, dovrebbero esser volti prioritariamente a riaffermare quell’elemento che in passato ha reso l’Europa un vero faro di civiltà sia a livello mondiale sia all’interno dello stesso Occidente e che è stato progressivamente smontato: lo stato sociale.

È proprio il welfare state, o meglio la sua progressiva demolizione nel corso degli ultimi decenni, che ha infatti portato in tutta Europa alla crescita costante di insicurezza sociale riversatasi poi nei partiti di estrema destra, utile grimaldello dei centri di potere e potentati economici extra UE. Una demolizione iniziata in modo chirurgico, ma inesorabile, attraverso quel virus che, a partire dagli anni ’90 e sotto il nome di Terza Via, ha progressivamente preso possesso dal loro interno di forze politiche storicamente progressiste e addirittura snaturato il significato di termini come “riformismo”.

Forze politiche che, tradendo le proprie culture e tradizioni, si sono rese responsabili di politiche degne della peggiore destra liberista ed individualista, consolidando e aggravando diseguaglianze – per di più tramite la truffa ideologica della “meritocrazia” – e introducendo, infine, surrettiziamente schemi e parametri di giudizio sociale tipici da “teologia della prosperità̀”. È quindi certamente l’ora del coraggio e dell’orgoglio europeo e europeista, ma per riportare a reale punto di forza e coesione, oltre che al centro della nostra azione, ciò che veramente ha reso l’idea di Europa un unicum di progresso e civiltà. Non certo le armi.

Wall Street chiude in netto calo (DJ -1,48%) dopo conferma dazi Usa

Roma, 3 mar. (askanews) – Chiusura in pesante ribasso a Wall Street dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha confermato dazi al 25% sulle merci importate da Canada e Messico. “Non restano margini” per trattare all’ultimo minuto e “i danzi su Canada Messico saranno in vigore da domani”, ha detto durante una conferenza stampa dalla Casa Bianca.

Dopo un avvio in moderato rialzo, l’azionario Usa ha cambiato rotta nel pomeriggio e ha continuato a peggiorare in serata. Il Dow Jones ha chiuso in ribasso dell’1,48 percento, l’S&P 500 con un meno 1,76 percento 3 il Nasdaq con un crollo del 2,64% dopo che nel corso della sessione era arrivato a cedere oltre il 3%. Precedentemente erano circolate ipotesi di stampa, specialmente sulle testate “liberal” di un possibile alleggerimento dei dazi. (fonte immagine: The White House).

Ucraina, Meloni: momento difficile, distanze nei toni ma obiettivo comune è pace giusta, serve a tutti

Roma, 3 mar. (askanews) – “Il momento non è facile, non è facile per nessuno, non è certamente facile per me. Quando inevitabilmente ti trovi a prendere decisioni che incideranno sul futuro della tua nazione, dell’Europa, del quadro geopolitico nel suo complesso, non sono decisioni che si prendono con leggerezza. E questa è anche la ragione per la quale sono convinta che questo sia un momento nel quale prima di fare una scelta bisogna ponderarla, nel quale bisogna mantenere la calma, ragionare nel modo più lucido possibile guardando sempre all’obiettivo e alla priorità, e per me la priorità è sempre difendere l’interesse nazionale italiano. E credo che sia nell’interesse italiano evitare qualsiasi possibile frattura all’interno dell’Occidente perché una divisione ci renderebbero tutti quanti più deboli”, lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a ‘XXI secolo’ su Rai uno.

E “lo scontro Trump-Zelensky alla Casa Bianca? Diciamo che non sono dibattiti che normalmente si fanno davanti alle telecamere. Non ha aiutato”. “In un momento in cui c’era molta emotività – ha spiegato Meloni – ho chiesto un incontro per parlarsi in modo franco di come si vuole affrontare la questione ucraina ma in generale le grandi sfide che Europa, Stati Uniti, l’Occidente hanno di fronte. Credo che alla fine, al di là di quello che può sembrare, i toni danno l’impressione che le posizioni siano molto distanti ma in realtà non lo sono perché l’obiettivo è condiviso ed è portare pace in Ucraina, una pace giusta, portare una pace stabile, duratura, direi definitiva. E quindi la questione centrale è come si fa a costruire una pace che preveda tali garanzie di sicurezza per l’Ucraina tale da fare in modo che non possa tornare la guerra. E questo serve a tutti”.

Una pace giusta – ha sottolineato la premier – “serve a tutti, serve all’Ucraina, serve ai paesi europei particolarmente a quelli che si sentono minacciati giustamente dalla Russia e serve a Donald Trump che è un leader forte e che chiaramente non può permettersi di siglare un accordo che qualcuno domani potrebbe violare”.

Inoltre, “penso che in questo momento chiunque faccia delle proposte fa una cosa comunque utile” ma “sulla proposta di invio di soldati europei avanzata dalla Francia alla Gran Bretagna, l’Italia ha espresso le sue perplessità, secondo me è molto complessa nella realizzazione, non sono convinta dell’efficacia, è la ragione per la quale, come si sa, abbiamo detto che non manderemo i soldati italiani in Ucraina”.

Dazi,Meloni: farò di tutto per evitare guerra commerciale

Roma, 3 mar. (askanews) – I dazi sarebbero un danno per l’Italia e in realtà forse anche per gli Usa e Giorgia Meloni intende fare tutto il possibile per arrivare ad un accordo, anziché a una “guerra commerciale”. La premier lo ha detto in una intervista a ‘XXI secolo’ che andrà in onda questa sera su Rai uno.

“Sui dazi il nostro interesse è completamente opposto, diciamo, a quello che sta dichiarando Donald Trump. Poi vedremo che cosa accadrà nei fatti, anche se io sono convinta che in realtà quello che può produrre l’avvio di dazi – con una risposta europea, cioè una guerra commerciale – non convenga a nessuno non convenga in realtà a nessuno, neanche agli Stati uniti”. “Gli Stati Uniti – ha spiegato – pongono da molto tempo – e non non hanno cominciato con Donald Trump – la la questione di un surplus commerciale, quindi un disavanzo commerciale. Ma credo si possa risolvere in modo positivo, con degli accordi, piuttosto che avviando un’escalation”.

Questo, ha aggiunto, “è uno dei temi che affronterò con il presidente degli Stati uniti – e che penso l’Europa sta affrontando col presidente degli Stati uniti – per capire come questa questione del disavanzo commerciale possa essere affrontata in una maniera positiva, piuttosto che in modo oppositivo. Perché a noi non conviene, l’Italia è una nazione esportatrice, i dazi non ci convengono. Farò tutto quello che posso per impedire che questo accada”.

Ucraina,Meloni: distanze nei toni ma obiettivo comune è pace giusta

Roma, 3 mar. (askanews) – “In un momomento in cui c’era molta emotività ho chiesto un incontro per parlarsi in modo franco di come si vuole affrontare la questione ucraina ma in generale le grandi sfide che Europa, Stati Uniti, l’Occidente hanno di fronte. Credo che alla fine, al di là di quello che può sembrare, i toni danno l’impressione che le posizioni siano molto distanti ma in realtà non lo sono perché l’obiettivo è condiviso ed è portare pace in Ucraina, una pace giusta, portare una pace stabile, duratura, direi definitiva. E quindi la questione centrale è come si fa a costruire una pace che preveda tali garanzie di sicurezza per l’Ucraina tale da fare in modo che non possa tornare la guerra. E questo serve a tutti”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a ‘XXI secolo’.Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a ‘XXI secolo’.

Ucraina, Meloni: momento difficile,Occidente non diviso la priorità

Roma, 3 mar. (askanews) – “Il momento non è facile, non è facile per nessuno, non è certamente facile per me. Quando inevitabilmente ti trovi a prendere decisioni che incideranno sul futuro della tua nazione, dell’Europa, del quadro geopolitico nel suo complesso, non sono decisioni che si prendono con leggerezza. E questa è anche la ragione per la quale sono convinta che questo sia un momento nel quale prima di fare una scelta bisogna ponderarla, nel quale bisogna mantenere la calma, ragionare nel modo più lucido possibile guardando sempre all’obiettivo e alla priorità, e per me la priorità è sempre difendere l’interesse nazionale italiano. E credo che sia nell’interesse italiano evitare qualsiasi possibile frattura all’interno dell’Occidente perché una divisione ci renderebbero tutti quanti più deboli”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a ‘XXI secolo’.

Hottges (Deutsche Telekom): all’Ue servono tagli "alla Elon Musk"

Roma, 3 mar. (askanews) – Nell’Unione europea ci vorrebbero tagli come quelli che Elon Musk sta effettuando negli Usa: lo ha sostenuto l’amministratore delegato di Deutsche Telekom, Timotheus Höttges. “Quello che serve in Europa è un Doge”, ha affermato durante un dibattito al Mobile World Congress di Barcellona, secondo quanto riporta Cnbc.

Il riferimento è al Department of Government Efficiency, che il presidente Usa, Donald Trump, ha affidato al cofondatore di Tesla, con il compito di tagliare burocrazia e spese inutili o dannose. Höttges ha riferito di aver contato tutte le autorità con cui Deutsche Telekom si deve interfacciare per operare nella nella Ue: assommano a 270. (fonte immagine: Deutsche Telekom).

DAMA: il supercomputer italiano che difende l’autonomia strategica Ue

Bologna, 3 mar. (askanews) – Un centro tecnologico pubblico che proietta l’Italia in una posizione di leadership europea. Il Tecnopolo di Bologna, ribattezzato “DAMA – Data Manifattura Emilia-Romagna”, rappresenta oggi un’infrastruttura strategica di rilevanza internazionale per la sovranit tecnologica europea. Al suo interno, il supercomputer Leonardo – quarto pi potente al mondo – e il Data Centre meteorologico europeo stanno ridisegnando gli equilibri digitali globali, in un momento in cui dati e calcolo avanzato sono asset fondamentali per la sicurezza nazionale.

Lo spiega il capo di gabinetto di ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts), Fabio Venuti: “La peculiarit di questo che il prodotto della collaborazione tra tutti i paesi europei e nella nostra strategia in particolare mettiamo molta enfasi su questo fatto che non solo noi lavoriamo per i paesi europei, ma lavoriamo con i paesi europei, quindi faremo sviluppo insieme di software, di modelli e anche di servizi”.

Oltre alle infrastrutture esistenti, presto DAMA ospiter un nuovo supercomputer dedicato all’intelligenza artificiale, parte del progetto IT4LIA AI Factory selezionato dalla Commissione Europea. E si avvicina la chiusura dell’intesa per l’Universit dell’Onu su Big data e contrasto al cambiamento climatico. Investimenti che non possono fermarsi, come sottolinea il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele de Pascale: “Vorrei che tutti fossero consapevoli che il tema della cyber security e della sicurezza dei dati del nostro sistema rilevantissimo, da l oggi passano le principali minacce internazionali. Questi sono investimenti che se non vedono una continuit, se non si continua a investire ogni anno cifre in miliardi non cifre di poco conto, si rischia di disperdere tutto ci che si fatto fino al giorno prima”.

A differenza dei colossi privati, DAMA rappresenta un modello pubblico e accessibile per analizzare enormi quantit di dati, cruciale per previsioni meteo, ricerca e cybersecurity, garantendo l’autonomia strategica dell’Italia e dell’Europa. Alessandra Poggiani, direttrice generale di Cineca: “Avere un’infrastruttura pubblica di super calcolo e quindi accesso a sperimentazione di intelligenza artificiale anche da gruppi di ricerca che non avrebbero la capacit economica di usufruire di queste infrastrutture ci permette di pensare che possiamo avere un percorso di intelligenza artificiale e di sviluppo tecnologico che pi democratico, pi accessibile e quindi pi alla portata di tutti, anche attraverso il lavoro che con le universit, i centri di ricerca italiana si fa di consapevolezza”.

Ucraina, Zelensky: "Serve la pace il prima possibile. Speriamo nel sostegno Usa"

Roma, 3 mar. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sottolineato oggi su X l’importanza di rendere “la diplomazia davvero concreta per porre fine a questa guerra il prima possibile”.

“Continuiamo il nostro lavoro con i partner. Abbiamo già avuto colloqui e altri passi arriveranno presto – ha scritto – è molto importante cercare di rendere la nostra diplomazia davvero concreta per porre fine a questa guerra il prima possibile. Abbiamo bisogno di una vera pace e gli ucraini la desiderano più di tutti, perché la guerra rovina le nostre città e i nostri paesi. Perdiamo la nostra gente. Dobbiamo fermare la guerra e garantire la sicurezza”.

“Stiamo lavorando insieme all’America e ai nostri partner europei e speriamo molto nel sostegno degli Stati Uniti nel cammino verso la pace. Serve la pace il prima possibile”, ha concluso.

Due nuovi episodi di insufficienza respiratoria acuta, il Papa di nuovo sottoposto a ventilazione meccanica

Città del Vaticano, 3 mar. (askanews) – “Nella giornata odierna, il Santo Padre ha presentato due episodi di insufficienza respiratoria acuta, causati da importante accumulo di muco endobronchiale e conseguente broncospasmo”. E’ quanto riferisce il bollettino medico di questo pomeriggio, reso noto dalla Sala stampa della Santa Sede che precisa come siano state necessarie “due broncoscopie con necessità di aspirazione di abbondanti secrezioni”.

Nel pomeriggio è quindi “stata ripresa la ventilazione meccanica non invasiva”. “Il Santo Padre – si conclude – è sempre rimasto vigile, orientato e collaborante. La prognosi rimane riservata”.

Papa, due nuovi episodi di insufficienza respiratoria acuta

Città del Vaticano, 3 mar. (askanews) – “Nella giornata odierna, il Santo Padre ha presentato due episodi di insufficienza respiratoria acuta, causati da importante accumulo di muco endobronchiale e conseguente broncospasmo”. E’ quanto riferisce il bollettino medico di questo pomeriggio, reso noto dalla Sala stampa della Santa Sede che precisa come siano state necessarie “due broncoscopie con necessità di aspirazione di abbondanti secrezioni”.

Nel pomeriggio è quindi “stata ripresa la ventilazione meccanica non invasiva”.

“Il Santo Padre – si conclude – è sempre rimasto vigile, orientato e collaborante. La prognosi rimane riservata”.