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Stop aiuti militari Usa a Kiev: interessati radar, difesa aerea, droni

Roma, 6 mar. (askanews) – Sistemi d’arma avanzati, tra cui il National Advanced Surface to Air Missile System (NASAMS), radar anti-artiglieria e droni, promessi dagli Stati Uniti all’Ucraina nell’ambito dell’Ukraine Security Assistance Initiative (USAI) probabilmente subirebbero interruzioni nella consegna se la Casa Bianca interrompesse gli aiuti militari, secondo un’analisi dei dati pubblici.

Martedì, Fox News ha riferito, citando un alto funzionario della Casa Bianca, che gli Stati Uniti avevano sospeso tutti gli aiuti militari all’Ucraina finché Trump non avesse visto che Kiev era seriamente intenzionata a tenere i colloqui di pace. Il consigliere senior della Casa Bianca Jason Miller ha in seguito affermato che Trump aveva interrotto le spedizioni di aiuti militari all’Ucraina come parte della sua strategia “carota e bastone” per porre fine al conflitto triennale con la Russia.

Sebbene molti sistemi d’arma siano stati promessi all’Ucraina già nel 2022, l’USAI richiede l’approvvigionamento da appaltatori della difesa, il che significa che questi sistemi devono essere fabbricati piuttosto che ricavati dalle scorte statunitensi esistenti.

Poiché i registri dei contratti su USAspending.gov, un sito web del governo statunitense che monitora la spesa federale, mostrano che la produzione di quei sistemi d’arma è ancora in corso, la loro consegna potrebbe subire ritardi significativi se l’amministrazione Trump sospendesse gli aiuti militari all’Ucraina.

Dopo aver promesso due sistemi di difesa aerea NASAMS all’Ucraina a luglio 2022 e aver accelerato la consegna delle prime due unità entro novembre dello stesso anno, l’amministrazione Biden ha promesso altri sei sistemi NASAMS nell’ambito dell’USAI lo scorso agosto, seguiti da altri quattro a luglio 2023.

Tuttavia, a parte i primi due sistemi NASAMS consegnati all’Ucraina a novembre 2022, non ci sono state ulteriori notizie sulla consegna dei restanti 10 sistemi di difesa aerea promessi dall’amministrazione Biden.

L’Ucraina ha ricevuto altri sistemi NASAMS da Norvegia, Lituania e Canada negli ultimi anni.

Secondo i registri contrattuali su USAspending.gov, il contratto di approvvigionamento di emergenza iniziale per i due sistemi NASAMS è iniziato il 26 agosto 2022, con una data di completamento prevista per il 30 dicembre 2026, nonostante gli sforzi dell’amministrazione Biden per accelerare la consegna di due unità all’Ucraina entro novembre 2022.

Successivamente, il Pentagono ha finalizzato un contratto di approvvigionamento con l’appaltatore della difesa statunitense Raytheon per sei sistemi NASAMS del valore di 1,3 miliardi di dollari per l’Ucraina il 30 novembre 2022. Tuttavia, non si prevede che il contratto venga completato prima del 30 giugno 2027. Ulteriori modifiche al contratto sono apparse di recente a settembre 2024, indicando che la produzione dei sistemi NASAMS era ancora in corso.

A gennaio 2025, l’ultimo fact sheet del Pentagono sui contratti USAI mostrava ancora il valore degli acquisti NASAMS da Raytheon a circa 1,3 miliardi di $, il che suggerisce che non è stato finalizzato alcun contratto di fornitura per le quattro unità aggiuntive promesse dall’amministrazione Biden a luglio 2023.

Allo stesso modo, dopo aver promesso ulteriori radar anti-artiglieria nell’ambito di USAI già a luglio 2022, il Pentagono ha raggiunto un accordo con l’appaltatore della difesa statunitense Lockheed Martin per produrre 16 sistemi radar AN/TPQ-53 per l’Ucraina per 355,8 milioni di $ il 27 ottobre 2022, con una data di completamento prevista per il 30 aprile 2026. Recenti sub-aggiudicazioni nell’ambito del contratto sono apparse di recente a gennaio 2025, il che suggerisce che la produzione era ancora in corso.

Allo stesso tempo, droni avanzati, come i Puma Unmanned Aerial Systems, sono stati promessi all’Ucraina nell’ambito dell’USAI già nell’aprile 2022. Il primo contratto di fornitura per questi droni, del valore di 24,7 milioni di dollari, con l’appaltatore della difesa statunitense AeroVironment è iniziato il 12 aprile 2022. Un contratto aggiuntivo per 325,1 milioni di dollari è stato raggiunto il 9 novembre 2022.

Dopo aver completato il primo contratto più piccolo entro dicembre 2023, il secondo contratto con AeroVironment per i droni Puma non dovrebbe essere completato prima del 30 settembre 2025. Le modifiche al secondo contratto sono apparse di recente a dicembre 2024, indicando che la produzione era ancora in corso.

Titoli Stato ancora sotto pressione: Bund vola al 2,9%, Btp sopra il 4%

Milano, 6 mar. (askanews) – Non si arrestano le vendite sui titoli di Stato tedeschi e a cascata sui bond governativi dell’eurozona. Nel giorno della Bce, il rendimento del Bund decennale vola al 2,9%, in aumento di 17 punti base rispetto alla chiusura precedente, quando già aveva messo a segno il più grande balzo giornaliero nella storia del mercato obbligazionario tedesco (+30 pb). Il tasso del Btp a 10 anni schizza sopra il 4%, al 4,01% (+13 pb), l’Oat francese si porta al 3,6% (+14 pb).

La massiccia ondata di vendite sui titoli di Stato della Germania è iniziata ieri in scia ai piani per uno dei più grandi cambiamenti di regime fiscale nella storia del dopoguerra del Paese, con l’accordo tra Cdu e Spd per derogare ai limiti costituzionali alla spesa pubblica in deficit e l’annuncio di un maxi-fondo da 500 miliardi per gli investimenti infrastrutturali. I due partiti che dovrebbero formare la prossima coalizione di governo hanno infatti concordato di riformare il sistema costituzionale togliendo il cosiddetto ‘freno al debito’, cruciale per consentire l’allentamento fiscale al fine di rilanciare l’economia in difficoltà e aumentare le spese militari.

Visioni Diacroniche 2025: linguaggio performativo al centro

Milano, 6 mar. (askanews) – La Fondazione Riccardo Catella con il progetto BAM Biblioteca degli Alberi Milano e Volvo Studio Milano proseguono il percorso iniziato insieme nel 2023 presentando la terza edizione del progetto dedicato all’arte contemporanea Visioni Diacroniche.

Durante il primo incontro che ha visto protagonista l’artista Marzia Migliora, ne hanno parlato ad Askanews le curatrici Francesca Colombo, Direttrice Generale Culturale di BAM Biblioteca degli Alberi Milano, Fondazione Riccardo Catella, e Ilaria Bonacossa, Direttrice di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura di Genova.

Francesca Colombo introduce il nuovo ciclo di incontri: “Siamo arrivati alla terza edizione di Visioni Diacroniche, un progetto nato in collaborazione tra Volvo e BAM e che vede portare avanti quelli che sono i principi di questa collaborazione. Volvo Park Ambassador della Biblioteca degli Alberi da sette anni. Quello che vogliamo fare assieme portare una cultura di altissima qualit a tutti. Con Visioni Diacroniche ci concentriamo sull’arte contemporanea con tanti artisti che portano la loro esperienza di diversi linguaggi performativi. Quello che abbiamo cercato in tutti questi quattro incontri di fare proprio quello di fare vivere un’esperienza, quindi non avere uno sguardo freddo nei confronti dell’arte, ma di accompagnare il pubblico, di aiutarlo a creare un dialogo, un dialogo empatico con gli artisti, e abbiamo scelto appositamente quattro artisti che sanno veramente creare questo scambio, questa interazione, che poi il potere straordinario che l’arte, l’arte contemporanea sa fare oggi”.

Ilaria Bonacossa introduce il tema del Possibile Adiacente al centro del nuovo ciclo di incontri: “Quest’anno le Visioni Diacroniche si sviluppano e fanno un passo ulteriore, perch implicano ogni volta da parte dell’artista il creare una situazione in qualche modo immersiva, in cui al di l della presentazione, della conferenza performativa, si incontra anche un lavoro. Abbiamo scelto infatti degli artisti a partire da Marzia Migliora che in qualche modo fanno del rapporto con il pubblico il centro del loro lavoro: questa idea che proprio nell’esperienza che un lavoro prende vita e quindi che ognuno di noi in qualche modo vive i lavori in modo diverso e diventano unici attraverso l’esperienza di ciascuno”.

Gli artisti che quest’anno prendono parte alla programmazione sono Marzia Migliora, Matteo Nasini, Mario Air e Sarah Brahim. La teoria del Possibile Adiacente diventa un filtro utile agli artisti di arte contemporanea per analizzare nuove forme di interazione e per verificare come l’interazione tra l’opera d’arte e il pubblico, influenzandosi a vicenda in un determinato contesto e in un determinato momento, si trasforma.

Eppur si muove: l’Europa cerca una sua nuova dimensione.

La confusione geopolitica delle ultime settimane e le prese di posizione di Trump, altalenanti ma sempre tendenti ad una concezione muscolare ed affaristica delle relazioni internazionali, sono un fenomeno che non si vedeva da tempo. Sarà la sindrome dell’abbandono da parte di un partner storico e cosi strategico, sarà la fretta data dalla crisi economica, dalle scadenze elettorali e dai rapidi cambiamenti in corso, ma l’Unione europea sembra finalmente compiere passi nella giusta direzione.

Il vertice di Londra di domenica scorsa che lascia immaginare un’Europa in grado di muoversi a vari livelli e con molteplici partner, dalla Turchia al Regno Unito. (forse quella Commissione geopolitica che von der Leyen aveva annunciato nel 2019) sembra mostrare una ritrovata capacità di azione politica, con formule nuove che consentono di aggirare i limiti posti dalle regole Ue. Il vertice di oggi, giovedì, dovrebbe dare il via a una linea politica chiara per l’Ucraina e la difesa. Nel frattempo, il piano “Per il riarmo europeo” da 800 miliardi di euro presentato dalla Presidente von der Leyen sembra andare incontro, anche nelle modalità di finanziamento, alle necessità politiche di fare in fretta, garantire certezza della continuità degli investimenti al settore privato e di non incorrere in lunghe trattative per raggiungere l’unanimità.

Ad onor del vero, si sa che serviranno anni per colmare il gap tecnologico con gli Usa, ma è anche vero che si deve pur cominciare e rimandare qualcosa con la scusa che è troppo difficile significa aver sbagliato mestiere. In questo senso, è cruciale che i Paesi più grandi tengano un’unità di intenti e di azioni. Proprio per questo, stupisce la posizione, ad oggi, del Governo italiano. Pur comprendendo il problema di tenere buono Salvini, che ha il problema di tenere buono Vannacci, in uno slittamento a destra costante e apparentemente incontenibile, non può non passare inosservato che anche la destra francese ha cambiato atteggiamento. Non solo il giovane leader Bardella ha disertato la convention CPAC di Washington, ma la stessa Marine Le Pen ha criticato Trump per come ha smollato l’Ucraina.

È facile capire anche che ci sia la necessità di non chiudere al dialogo con gli Usa. Ma ci sono tre valutazioni da fare: oggi, serve una guida europea coerente e forte, con una cabina di regia determinata. E Roma non può non farne parte. Ne va dell’interesse italiano, non solo di quello europeo. Fidarsi così tanto di un interlocutore che, a voler essere gentili, potrebbe essere definito quanto meno scostante, è un rischio troppo grande anche per una navigata politica come Giorgia Meloni. Infine, la marginalizzazione delle posizioni politiche più estreme non può che fare bene e dare stabilità interna e più forza nei tavoli internazionali all’Italia. E non ci sarà momento migliore di farlo se non oggi, mentre l’Europa trova il modo di fare i primi passi per diventare finalmente grande ed emanciparsi, gradualmente e lentamente, da mamma America.

L’abbraccio con Putin umilia le democrazie occidentali

Per come si è consolidata la politica estera degli Stati Uniti dal secondo dopoguerra ai giorni nostri le continue e sprezzanti esternazioni di Trump e del suo entourage verso l’Europa e il modo in cui la Casa Bianca è entrata a gamba tesa nella vicenda ucraina (per non parlare del video shock dei progetti su Gaza) sono un’eresia il cui fragore è coperto solo dall’agghiacciante silenzio con cui i democratici americani reagiscono a questo sconquasso. Dopo la Conferenza di Monaco e l’incontro tra le delegazioni americana e russa a Riad, ma soprattutto dopo l’umiliazione inflitta a Zelensky da Trump, Rubio e Vance in diretta televisiva nello studio ovale della Casa Bianca – un trattamento ignobile, che copre di vergogna il Presidente USA e il suo entourage –  i negoziati di pace sono solo un miraggio polarizzato sulle prodromiche rivendicazioni di russi ed (ex) alleati circa lo sfruttamento delle “terre rare” dell’Ucraina, siano esse in quei suoi territori che illegalmente occupa la Federazione Russa o negli altri ancora liberi.

In mezzo ci sono le bordate di Trump a tener banco: «L’Ucraina è una faccenda che riguarda l’Europa ma si scordi la Nato, Zelensky è un dittatore non eletto, l’Ucraina ha iniziato la guerra con la Federazione Russa, i contribuenti americani devono rientrare dei 350 miliardi elargiti a Kyiv, l’U.E. è stata creata per truffare gli Stati Uniti, i dazi al 25% sui prodotti europei e canadesi saranno presto imposti assieme a un’ulteriore maggiorazione del 10% a carico di quelli cinesi». Chiaramente oltre al processo mediatico e alle invettive inflitte contro il leader ucraino nell’incontro a Washington («una sberla al maiale», secondo Medvedev). Tanto basta a far affermare al Commissario europeo Dombrovskis che si sta materializzando il rischio d’un crollo del 7% del Pil mondiale. Intanto la Russia accenna a negoziati di pace solo a patto di condizioni capestro, mentre continua a bombardare il Paese che ha invaso tre anni fa forte dei rinforzi in arrivo da Pyongyang, non senza divulgare anatemi contro si frappone ai diktat ideologici rascisti.

Di fronte a questo quadro deprimente e allarmante, i leader europei – evidentemente colpiti dalle inaccettabili esternazioni che non offendono solo Zelensky ma il Paese che rappresenta e ribaltano i rapporti americani col resto dell’Occidente – attivano incontri per pianificare una strategia comune che stenta a decollare, sul fronte economico che militare.

80 anni dopo intese analoghe, al summit di Londra si ricomincia tutto daccapo. Princìpi come la pacifica convivenza, l’autodeterminazione dei popoli, il rispetto dei confini e la salvaguardia delle democrazie non dovevano soccombere alla fagocitosi divoratrice dei neo colonialismi: che gli Stati uniti d’America avrebbero un giorno preso parte all’alleanza onnivora dell’Asse del Male era francamente impensabile.

C’è chi sostiene che se i democratici avessero conservato la Casa Bianca si sarebbe protratta una sorta di “guerra dei cent’anni” senza vincitori né vinti. C’è anche tuttavia chi oppone una tenace resistenza alle azioni intraprese dall’amministrazione Trump. Basti pensare al fatto che oltre due dozzine delle disposizioni firmate da The Donald sono già state bloccate dalla Corte Federale in quanto incostituzionali (e ieri la Corte suprema ha fatto la stessa cosa rispetto alla liquidazione dell’Usaid). Larga parte della stampa americana è impegnata nel debunking della disinformazione promossa dal mondo MAGA.

Prima dell’oscena aggressione verbale a Zelensky nello Studio Ovale, il 27 febbraio “The New York Times” aveva pubblicato un articolo intitolato «America and Russia Are on the Same Side Now» scritto da Dana H.Allin e Jonathan Stevenson – entrambi senior fellow all’Istituto di Studi strategici internazionali di Londra – di cui è utile riportare un eloquente passaggio: «Durante la Guerra Fredda, i grandi e influenti partiti comunisti dell’Europa occidentale mantennero legami con Mosca che andavano dal simpatizzante al servile, di fronte ai quali gli Stati Uniti hanno sempre mantenuto le distanze. Ora l’Europa si trova di fronte ad un’alleanza di partiti che appoggiano la Russia, questa volta dall’altra parte del campo: l’estrema destra. E il governo degli Stati Uniti ha adottato l’approccio opposto: un caldo abbraccio. Se questi partiti e i loro cugini populisti arrivassero a dominare l’Europa potrebbero sviscerare la NATO e geopoliticamente neutralizzare, se non soggiogare, l’Europa: questa è certamente la speranza della Russia. Il sostegno politico e materiale del Cremlino ai gruppi d’estrema destra ha approfondito le divisioni sociali e politiche europee, permettendogli di continuare a screditare la democrazia occidentale».

A fronte di un’analisi tanto lucida, scaltrita e aderente alle evidenze viene da chiedersi – citando Heidegger – quale fulmine abbia accecato Trump da negargli una lungimirante e realistica lettura e scrittura della Storia.

In Cina aumenta la spesa pubblica dando priorità alla Difesa.

Sostenere l’economia cinese arrivando a portare il rapporto tra deficit e Pil al 4%, un punto percentuale in più rispetto all’anno precedente. Ed emettendo “buoni del tesoro speciali a lunghissima scadenza per 300 miliardi di yuan (38,6 miliardi di euro ndr) per sostenere l’accesso ai beni di consumo”. È la ricetta che il premier Li Qiang ha presentato oggi nella sessione inaugurale dell’Assemblea nazionale del popolo, la seconda delle “Due sessioni” in corso in questi giorni a Pechino che rappresentano l’appuntamento politico annuale di maggior rilievo della Repubblica popolare cinese.

Le misure annunciate confermano le difficoltà economiche interne che si nascondono dietro all’ostentata crescita del 5%, ribadita anche per quest’anno come obiettivo ufficiale. Pechino fa infatti da tempo i conti con fenomeni come l’aumento della disoccupazione giovanile e la frenata della domanda interna, mentre infuria la guerra commerciale con Washington che ha messo nel mirino le esportazioni cinesi.

I piani presentati da Li Qiang prevedono la creazione di circa 12 milioni di nuovi posti di lavoro nelle città cinesi, mentre Pechino mira a contenere l’inflazione al 2%. Ma le preoccupazioni per i dazi imposti da Trump – che oggi stanno trascinando al ribasso le borse asiatiche – sono palpabili a Pechino. “A livello internazionale, cambiamenti mai visti in un secolo stanno avvenendo in tutto il mondo a un ritmo più veloce”, si legge nel rapporto di lavoro presentato dal governo cinese ai delegati dell’Assemblea nazionale del popolo. “L’unilateralismo e il protezionismo sono in aumento”, si avverte aggiungendo che “a livello nazionale, le basi per una ripresa economica e una crescita sostenuta della Cina non sono sufficientemente solide”.

Pechino aveva annunciato già ieri le proprie misure di ritorsione all’ultimo aumento dei dazi di Washington entrati in vigore lunedì, assicurando a parole che combatterà una guerra commerciale “ad oltranza”. La Cina imporrà dazi fino al 15% su una serie di prodotti agricoli statunitensi, tra cui soia, carne di maiale e grano, a partire dall’inizio della prossima settimana. Molti analisti la considerano, però, una “risposta ancora relativamente contenuta” rispetto ai dazi onnicomprensivi di Trump.

 

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https://www.asianews.it/notizie-it/Pechino-aumenta-il-suo-debito-per-stimolare-il-mercato-interno-62622.html

Dibattito | Sala…e scendi dalle parti del campo largo.

C’è una specialità che appartiene di diritto al cosiddetto ‘campo largo’. Si tratta del numero dei ‘federatori’ della fantomatica area centrista. Ad essere sinceri, abbiamo anche perso il numero delle sigle centriste che affollano quel campo. A naso sono una dozzina. Ma non è questo l’elemento che conta. Semmai impressiona la cosiddetta ‘disponibilità’ crescente a federare quell’area. Veramente. Cresce di mese in mese e la loro disponibilità è pari, se non addirittura superiore, ad essere anche e semplicemente il federatore dell’intero campo largo. Che, come sanno anche i sassi, si regge sul peso determinante e decisivo delle tre sinistre. Quella radicale e massimalista della Schlein, quella populista e demagogica dei 5 Stelle e quella estremista del trio Fratoianni/Bonelli/Salis. I nomi dei federatori ormai si sprecano. Dal simpatico Ruffini a Gentiloni, da Renzi – che non lo dice ma lo auspica, come ovvio – a Calenda, da Guerini all’ultimo arrivato, il Sindaco di Milano Sala. Senza contare gli esponenti della società civile che, se dovessimo

enumerarli tutti, non basterebbe un articolo di cinquemila battute.

Ora, al di là di questa positiva e concreta disponibilità a federare tutto ciò che si può federare, restano due punti irrisolti. Il primo è che nessuno ha ancora spiegato con la necessaria chiarezza e franchezza perché la segretaria del principale partito della coalizione non dovrebbe essere il candidato a Premier. Una regola che non è un dogma ma che, comunque sia, va spiegato – possibilmente con argomentazioni politiche – alla segretaria del Pd Elly Schlein che, non a caso, non ha ancora mai commentato questi ripetuti atti di generosità cristiana e laica dei vari federatori.

In secondo luogo, cresce la sensazione che un Centro riformista, democratico e di governo ha poco spazio da quelle parti. E questo non per sostenere la tesi che nella coalizione alternativa il Centro è l’assoluto protagonista. Ma è di tutta evidenza che quando ci sono molti federatori, molteplici partiti, svariate sigle e tutti insieme non riescono ad elaborare un progetto politico sufficientemente condiviso ed unitario, la conclusione è persin troppo facile da trarre. Manca, cioè, quella intuizione e quel progetto che in un’altra stagione si poteva chiamare tranquillamente Margherita e, addirittura, mancano anche le concrete condizioni per far decollare un semplice Partito Popolare Italiano. E questo perché? Molto semplice, anzi addirittura banale. Perché sono cambiati, e profondamente, il profilo, la natura, la sostanza e lo stesso progetto politico, culturale

e di governo della coalizione di riferimento. Cioè, appunto, il cosiddetto ‘campo largo’.

Ecco perché l’ennesima disponibilità in ordine di tempo, quella del sindaco di Milano Sala, corre il rischio di andare ad aggiungersi a tutte le altre. Con la certezza, non profetica ma realistica, che le singole disponibilità a federare il campo centrista continueranno a crescere in modo esponenziale e, con loro, anche le sigle e i partitini di riferimento. Con l’auspicio, e lo dico senza alcuna malizia o preveggenza, che alla fine della giostra ci sia un posto in Parlamento per i rispettivi federatori e i “propri cari”, per mutuare una ormai celebre espressione andreottiana.

Ucraina, difesa Ue, minacce Russia: il discorso di Macron

Roma, 5 mar. (askanews) – Cercare di rispondere alle “preoccupazioni” dei francesi sulla guerra in Ucraina. È quanto si è prefissato di fare oggi Emmanuel Macron in un discorso trasmesso dall’Eliseo alle 20. Prima di ospitare a cena il primo ministro ungherese Viktor Orban, sostenitore di Donald Trump e di Vladimir Putin, il capo dello Stato ha parlato con i suoi connazionali per circa quindici minuti. Il giorno dopo il discorso sullo stato dell’Unione del presidente degli Stati Uniti, Macron ha ribadito che “la strada per la pace non può essere la capitolazione” di Kiev. Di seguito, i passaggi più importanti del discorso televisivo di Macron.

LA MINACCIA RUSSA RIGUARDA TUTTA L’EUROPA

Tre anni dopo l’inizio della guerra in Ucraina, Macron ha ricordato che il conflitto “ha provocato quasi un milione di morti e feriti e continua con la stessa intensità”, ed ha deplorato che “gli Stati Uniti, nostri alleati, abbiano cambiato posizione su questa guerra, sostengano meno l’Ucraina e lascino dubbi su cosa accadrà in seguito”. In sintesi, “la nostra prosperità e la nostra sicurezza” in Europa “sono diventate più incerte”, ha aggiunto il Presidente della Repubblica, secondo cui “stiamo entrando in una nuova era”.

Secondo il capo dello Stato, “la minaccia russa c’è e colpisce i paesi d’Europa, colpisce anche noi”. Quindi, ha accusato “la Russia di aver trasformato il conflitto ucraino in un conflitto globale”. E per ribadire il concetto, ha aggiunto: “La Russia sta mettendo alla prova i nostri limiti: in aria, in mare, nello spazio e dietro i nostri schermi. Questa aggressività sembra non conoscere confini”. Osservando che Mosca “continua a riarmarsi”, Macron ha poi finto di chiedersi: “Chi può credere, in questo contesto, che la Russia di oggi si fermerà all’Ucraina? La Russia è diventata (…) una minaccia per la Francia e per l’Europa.”

LA PACE NON PUO’ ESSERE A QUALUNQUE PREZZO

In risposta a Donald Trump, Macron ha detto di rifiutarsi di “restare spettatore” di fronte al conflitto russo-ucraino. “La pace non può arrivare a qualunque prezzo. La pace non può essere la capitolazione dell’Ucraina, non può essere il suo crollo o un cessate il fuoco che sarebbe troppo fragile”, ha assicurato, riferendosi al mancato rispetto degli accordi di Minsk da parte della Russia. “Oggi non possiamo più fidarci della parola della Russia”. “L’Ucraina”, ha insistito, “ha diritto alla pace e alla sicurezza per sé stessa e questo è il nostro interesse e l’interesse della sicurezza del continente europeo”.

DIFESA, PIU’ INVESTIMENTI SENZA AUMENTARE LE TASSE

Se il Presidente della Repubblica ha affermato di “voler credere che gli Stati Uniti resteranno al nostro fianco”, “dobbiamo essere pronti se così non fosse”. Così ha esortato gli Stati europei, prima dell’incontro di domani a Bruxelles, a “sapersi difendere meglio e scoraggiare ogni nuova aggressione”. “Il futuro dell’Europa non deve essere deciso a Washington o a Mosca. L’innocenza degli ultimi 30 anni, dalla caduta del Muro di Berlino, è ormai finita”, ha ribadito rivolgendosi nuovamente ai suoi partner europei.

“Qualunque cosa accada, dobbiamo attrezzarci di più”, ha insistito Macron, che ha promesso “investimenti aggiuntivi” nella difesa francese senza aumentare le tasse in Francia. “Dovremo fare nuove scelte di bilancio e investimenti aggiuntivi che ormai sono diventati essenziali”, ha previsto, invitando il governo a “fare proposte alla luce di questo nuovo contesto”. “Le soluzioni di domani non possono essere le abitudini di ieri”, ha tuonato il presidente della Repubblica.

DETERRENZA NUCLEARE: DIBATTITO PER SCUDO AI PAESI UE

Macron ha sollevato l’idea di estendere la deterrenza nucleare francese all’Europa, ed ha cercato di apparire rassicurante. “Ci protegge. È completo, sovrano, francese dall’inizio alla fine”, ha assicurato. Annunciando l’apertura di un “dibattito strategico sulla protezione dei nostri alleati nel continente europeo attraverso la nostra deterrenza”, ha specificato che “qualunque cosa accada, la decisione è sempre stata e rimarrà nelle mani del Presidente della Repubblica”.

RIUNIONE A PARIGI DI CAPI SMD DI PAESI PRONTI A GARANTIRE PACE

La Francia riunirà la prossima settimana a Parigi i capi di Stato maggiore dei paesi pronti a garantire la pace futura in Ucraina, ha annunciato Macron. Quest’ultima “comporterà forse anche l’impiego di forze europee”. “Non andrebbero a combattere oggi, non andrebbero a combattere in prima linea, ma sarebbero lì, al contrario, una volta firmata la pace, per garantirne il pieno rispetto”, ha affermato il Capo dello Stato.

Migranti, Commissione Ue propone nuove norme su rimpatri martedì

Bruxelles, 5 mar. (askanews) – La Commissione europea presenterà martedì prossimo, 11 marzo, a Strasburgo la sua attesa proposta legislativa sul rimpatrio dei migranti irregolari che non hanno visto accolta la propria domanda di asilo nei paesi Ue. Lo ha confermato stasera a Bruxelles il Commissario per gli affari interni e le migrazioni, Magnus Brunner, durante la conferenza stampa al termine del Consiglio Giustizia dell’Ue stasera a Bruxelles, aggiungendo che la Commissione presenterà presto, non ancora martedì ma comunque “prima di giugno”, anche la lista europea dei paesi di origine sicuri e la revisione dei criteri dei paesi terzi considerati sicuri, in entrambi i casi, per il rinvio dei migranti in attesa di rimpatrio.

A quanto riferiscono altre fonti comunitarie, non si sa ancora quando sarà presentata, invece, la nuova lista che elencherà uno per uno i paesi terzi “sicuri”, sulla base dei nuovi criteri. Al contrario degli altri due casi menzionati, per la pubblicazione di quest’ultima lista la legislazione Ue in vigore non prevede alcuna scadenza, hanno puntualizzato le fonti

Riguardo al testo legislativo sui rimpatri che sarà presentato martedì, il commissario ha lasciato intendere che potrebbe essere una proposta di regolamento invece che una proposta di direttiva. La differenza sta nel fatto che il regolamento è applicabile direttamente e immediatamente negli Stati membri, mentre la direttiva deve essere recepita nell’ordinamento nazionale di ogni paese con una legge specifica che garantisca il rispetto degli obiettivi indicati. Il testo sostituirà una proposta di direttiva che era rimasta bloccata nei negoziati in Consiglio Ue nella scorsa legislatura.

La nuova proposta di regolamento dovrebbe chiarire la definizione e il concetto di “centri di rimpatri” in paesi terzi, in cui poter inviare i migranti irregolari a cui è stata respinta la domanda di protezione internazionale, che sono oggetto di decisioni di espulsione. “Non è accettabile che oggi nei paesi Ue solo uno su cinque migranti irregolari che dovrebbero essere rimpatriati lo siano poi effettivamente. In termini generali – ha affermato Brunner – quando a delle persone che non hanno il diritto di rimanere si permette di restare nell’Ue, l’intero sistema dell’asilo viene minato. Bisogna agire secondo le regole, altrimenti – ha avvertito – si rischia anche di erodere il sostegno pubblico per una società aperta e tollerante”.

Il commissario ha poi anticipato che il nuovo regolamento sui rimpatri conterrà, tra l’altro, degli obblighi precisi di cooperazione con le autorità competenti per i migranti in attesa di rimpatrio, e conseguenze nel caso in cui non rispettino questi obblighi, regole più rigorose per le persone che rappresentano rischi per la sicurezza, e un rafforzamento del riconoscimento reciproco tra i paesi Ue delle decisioni prese in uno Stato membro riguardo a un migrante irregolare, per evitare che le richieste di asilo respinte siano ripresentate altrove nell’Unione, e infine una semplificazione delle procedure per i rimpatri.

Discorso alla nazione di Macron: stiamo entrando in una nuova era

Roma, 5 mar. (askanews) – “Stiamo entrando in una nuova era”. Lo ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron, all’inizo del suo discorso televisivo al paese in cui affronterà i temi della difesa europea e la crisi ucraina. “Mi rivolgo a voi questa sera a causa della situazione internazionale: siete giustamente preoccupati, dati gli eventi storici che si stanno verificando attualmente. Gli Stati Uniti d’America hanno cambiato la loro posizione sulla guerra in Ucraina; gli stessi Stati Uniti d’America intendono imporre dazi doganali all’Europa. Infine, la minaccia terroristica torna di nuovo: stiamo entrando in una nuova era”, ha affermato.

Macron si è anche compiaciuto di avere sanzionato la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. “Fin dal primo giorno abbiamo deciso di sostenere l’Ucraina e sanzionare la Russia. E abbiamo fatto bene”, ha precisato nel discorso alla nazione. “Al di là dell’Ucraina, la minaccia russa è lì”, ha insistito.

Il capo dello Stato ha ricordato che la Russia ha reso il conflitto “un conflitto globale”. “Ha mobilitato soldati nordcoreani ed equipaggiamento iraniano nel nostro continente, aiutando nel contempo questi paesi ad armarsi ulteriormente. La Russia del presidente Putin viola i nostri confini per assassinare gli oppositori, manipola le elezioni in Romania e Moldavia e organizza attacchi digitali contro i nostri ospedali per bloccarne il funzionamento”, ha affermato.

Trump esenta dai dazi per un mese il settore auto. Intanto il Canada ricorre al Wto

Roma, 5 mar. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha deciso un mese di esenzioni sui dazi commerciali per il settore automobilistico. Lo riporta Cnbc. La decisione avviene all’indomani di un incontro di Trump con i vertici delle tre maggiori case automobilistiche Usa, Gm, Ford e Chrysler (Stellantis). I produttori avevano sollevato preoccupazioni per i dazi al 25% imposti sull’import da Canada e Messico.

Intanto, il Canada ha avviato una procedura di disputa presso l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) rispetto ai nuovi dazi commerciali imposti dagli Stati Uniti sulle importazioni. Lo riporta lo stesso Wto con una nota.

Parodi (Anm): vertice con Meloni fallimento? No, momento di chiarezza

Roma, 5 mar. (askanews) – “In tutta sincerit non mi aspettavo di pi e non lo considero un fallimento. Lo considero un momento di chiarezza per la prosecuzione delle nostre attivit, per la volont di arrivare alla gente, di farci capire. In qualche modo ci aiuta perch sappiamo per lo meno che questo processo destinato ad andare avanti, legittimamente perch una procedura costituzionale che noi rispettiamo e nella quale ci inseriremo come cittadini nel dibattito democratico”: lo ha affermato Cesare Parodi, presidente dell’Anm, al termine del vertice con il governo a Palazzo Chigi sulla riforma della Giustizia e la separazione delle carriere.

“Sul tema della riforma sinceramente non abbiamo ulteriori appuntamenti con il governo, speriamo di averne per quanto riguarda gli altri aspetti, ma su questo tema andremo avanti per conto nostro”, ha sottolineato.

“Sull’intenzione di lavorare per una Giustizia migliore, attraverso gli 8 punti, abbiamo trovato sicuramente un’apertura e di questo ci rallegriamo e speriamo che possa esserci un seguito e magari se ci saranno dei discorsi da fare per realizzare concretamente questi punti, se saremo coinvolti, come le altre parti, gli avvocati, certamente non ci tireremo indietro”, ha commentato ancora Parodi.

Separazione carriere, Anm: governo va avanti, chiediamo solo rispetto

Roma, 5 mar. (askanews) – “Quando leggevo sui giornali ‘chiss che cosa offriranno’, in cambio poi di cosa? Ero assolutamente certo che nulla sarebbe arrivato anche per una ragione di tempi, la riforma non pu tornare indietro se il governo vuole approvarla in questa legislatura. Non pu fare nemmeno una piccola correzione, perch altrimenti bisognerebbe ripartire da capo alle Camere e i tempi non ci sono. Forse meglio cos, chiarezza per tutti, rispetto per tutti noi andiamo avanti con serenit e se la riforma sar approvata noi saremo i primi ad applicarla”: Lo ha detto il presidente dell’Associazione nazionale magistrati (Anm), Cesare Parodi, al termine del vertice con il governo a Palazzo Chigi sulla riforma della Giustizia e la separazione delle carriere.

“Noi chiediamo rispetto, lo abbiamo chiesto con forza, io spero, l’unica speranza dopo questo incontro, che ci possa essere una speranza sotto questo profilo, di recuperare un reciproco rispetto che gioverebbe soprattutto all’interesse del paese”, ha concluso.

Papa, Fonti Vaticano: polmonite evolve come accede con trattamento

Città del Vaticano, 5 mar. (askanews) – La polmonite che ha colpito Papa Francesco fino a portarlo al ricovero al Policlinico Gemelli di Roma “evolve come una polmonite in cura” ed è in “una fase di sviluppo ordinaria di un paziente sotto trattamento medico”. Lo riferiscono fonti vaticane che aggiungono che, anche in questo caso, la tempistica per la risoluzione di questa patologia “varia da caso a caso e ci vorrà ancora tempo per valutarla”, mentre si “evolve, comunque, come si dovrebbe evolvere” per un paziente in cura.

“Le condizioni restano, quindi, stabili dal punto di vista clinico”, sempre in un “quadro clinico complesso”, riferiscono le stesse fonti aggiungendo che “è per questo che gli stessi sanitari continuano “a non sciogliere la prognosi riservata” dopo venti giorni dal ricovero.

Stazionarie le condizioni di Papa Francesco ricoverato al Gemelli da 20 giorni

Città del Vaticano, 5 mar. (askanews) – Papa Francesco “anche oggi è rimasto stazionario senza presentare episodi di insufficienza respiratoria”. Lo riferisce il bollettino medico sulle condizioni di salute di Papa Francesco, giunto al suo ventesimo giorno di ricovero al Policlinico A.Gemelli di Roma per una polmonite bilaterale.

Come programmato, durante il giorno, il Papa “ha effettuato l’ossigenoterapia ad alti flussi e nella notte verrà ripresa la ventilazione meccanica non invasiva”.

Francesco, recita ancora il bollettino, ha incrementato la fisioterapia respiratoria e quella motoria attiva” ed “ha trascorso la giornata in poltrona. In considerazione della complessità del quadro clinico, la prognosi rimane riservata”.

Papa, stazionario. Nessun episodio di insufficienza respiratoria

Città del Vaticano, 5 mar. (askanews) – Papa Francesco “anche oggi è rimasto stazionario senza presentare episodi di insufficienza respiratoria”. Lo riferisce il bollettino medico sulle condizioni di salute di Papa Francesco, giunto al suo ventesimo giorno di ricovero al Policlinico A.Gemelli di Roma per una polmonite bilaterale.

Come programmato, durante il giorno, il Papa “ha effettuato l’ossigenoterapia ad alti flussi e nella notte verrà ripresa la ventilazione meccanica non invasiva”.

Francesco, recita ancora il bollettino, ha incrementato la fisioterapia respiratoria e quella motoria attiva” ed “ha trascorso la giornata in poltrona. In considerazione della complessità del quadro clinico, la prognosi rimane riservata”.

ROC(K)&Measure 2025, nuove frontiere HR e formazione aziendale

Milano, 5 mar. (askanews) – Ispirazione e confronto, per condividere progetti ed esperienze utili a due obiettivi su tutti: misurare il “Return on (Culture and Digital) Change – RoC(K) dei progetti di cambiamento e delle trasformazioni aziendali e mostrare come un approccio legato ai dati possa davvero fare la differenza nel business. Questi gli obiettivi di ROC(K)&MEASURE 2025, il format ideato dalla CEO di Smartive, Francesca Maria Montemagno, nella terza edizione che si svolta al Talent Garden Calabiana di Milano.

Proprio Montemagno ha analizzato i temi legati ad un cambiamento digitale che avanza a ritmo serrato e come nelle risorse umane e nella formazione si possa stare al passo con i tempi, anche grazie alla rivoluzione portata dall’AI: “In Smartive amiamo dire che trasformiamo le persone per lasciare che siano loro a trasformare le organizzazioni in cui operano. Il cambiamento culturale e valoriale del modo in cui lavoriamo abilita la vera trasformazione, quella che ha un impatto e determina i risultati sul mercato. Offriamo un approccio che presta attenzione alla misura, senza diventarne schiavi, ma importante per prefissare dei Kpi e poi misurare ci che produciamo con le iniziative di cambiamento”.

Nell’evento dedicato ai professionisti di HR, digital transformation e innovazione, non solo gli sviluppi su come quantificare il reale impatto degli investimenti nel cambiamento aziendale, ma anche talk e testimonianze di esperti in campi diversi. Come quella di Chiara Obino, gi campionessa mondiale di apnea, che intervenuta su come gestire la pressione nella sua disciplina: “L’ostacolo e la sfida non devono essere un blocco o un limite: come nell’apnea, non dobbiamo fermarci al disagio e alla sofferenza di trattenere il respiro, anche nella vita dobbiamo aprire lo sguardo e puntare sugli scenari che a volte si aprono anche in maniera inaspettata”.

Fra i diversi interventi, focus speciale tra innovazione, intelligenza artificiale e formazione immersiva con Amir Baldissera, Ceo di Experenti.

A Key Energy il piano Hera: 1,1 miliardi per la svolta green

Rimini, 5 mar. (askanews) – Energia pi economica e al tempo stesso pi sostenibile. E’ la doppia sfida che l’Europa sta affrontando e che il Gruppo Hera traduce in investimenti concreti. La multiutility, protagonista a KEY – The Energy Transition Expo di Rimini, ha stanziato oltre un miliardo di euro fino al 2028 per ridurre le emissioni e offrire ai propri clienti soluzioni energetiche pi convenienti. Un percorso che punta alla neutralit carbonica, come spiega il presidente esecutivo Cristian Fabbri.

“Noi nel nostro piano industriale cerchiamo di coniugare questi due aspetti proponendo soluzioni e iniziative che vanno verso una sostenibilit economica e quindi un costo di energia pi bassa per i nostri clienti e dall’altro lato contribuiscono alla decarbonizzazione dei centri di consumo. Dedichiamo pi di un miliardo di euro, pi del 20% del nostro piano di investimento e del piano industriale che arriva al 2028, e tocchiamo vari aspetti andando a cercare quelle nicchie dove si riescono a coniugare bene questi due elementi: sostenibilit economica e transizione energetica”.

Dal fotovoltaico all’idrogeno verde, passando per il teleriscaldamento e l’efficienza energetica, il Gruppo punta a raggiungere obiettivi concreti entro il 2028: energia elettrica rinnovabile per tutti i clienti domestici, 300 megawatt di capacit fotovoltaica installata e due Hydrogen Valley a Modena e Trieste. Un piano che si inserisce nella strategia di neutralit carbonica del Gruppo, che prevede tappe intermedie di riduzione delle emissioni fino al Net Zero nel 2050.

“Sono tutti investimenti che vanno verso la transizione energetica, economicamente sostenibile per il nostro gruppo e per il nostro sistema dei clienti ai quali ci rivolgiamo – aggiunto Fabbri -. Abbiamo presentato il piano di transizione climatica a giugno del 2024, siamo stati primi nel settore delle multiutility a presentarlo: il 90% delle nostre emissioni sono legate alle emissioni dei nostri clienti che consumano energia e gas, perch noi siamo il terzo operatore in Italia, abbiamo pi di 4 milioni e mezzo di clienti e quindi il nostro obiettivo proprio ridurre le loro emissioni, decarbonizzare i loro consumi e lo possiamo fare solo insieme aiutandoli a spendere meno e a consumare meglio”.

Un approccio che vede il Gruppo impegnato su pi fronti: dalla riqualificazione delle reti all’installazione di impianti rinnovabili, dalle soluzioni per la mobilit sostenibile all’illuminazione pubblica a led. Al centro della strategia ci sono i clienti finali, veri protagonisti della transizione energetica.

“Hera Comm, la societ dell’energia del gruppo Hera, si impegna ed attenta a sostenere famiglie e aziende nel percorso di transizione energetica, ma anche soprattutto nella riduzione dei consumi e quindi della spesa – ricorda Isabella Malagoli, amministratore delegato Hera Comm – abbiamo aiutato decine di migliaia di famiglie a riqualificare i propri impianti in casa fino a diventare autoproduttori di energia con impianti fotovoltaici, ma siamo anche a fianco di piccole, medie e grandi imprese sugli stessi campi. Quindi realizzazione di impianti fotovoltaici, riqualificazione della propria impiantistica per consumare e spendere meno. Quindi transizione ecologica s, risparmio sicuramente e efficientemente dei consumi anche”.

I risultati ottenuti finora sono incoraggianti: negli ultimi dieci anni il Gruppo ha realizzato oltre 2.400 interventi di efficienza energetica per imprese, pubbliche amministrazioni e cittadini, evitando l’emissione di 600.000 tonnellate di CO2.

Giustizia, Meloni ribadisce a Anm: avanti con riforma. Magistrati: trattativa non c’è mai stata

Roma, 5 mar. (askanews) – Un incontro a Palazzo Chigi sulla separazione delle carriere – di oltre due ore tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e i vertici dell’Associazione nazionale magistrati, guidata dal presidente Cesare Parodi – si è svolto questo pomeriggio. Nulla sembra essere cambiato sul tema sia nella posizione del governo che in quella della magistratura associata e non appaiono sullo sfondo, come riporta l’Anm al termine della riunione, altri appuntamenti in programma.

“Al centro dell’incontro, franco e proficuo – si legge in una nota di Chigi – la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere e il CSM all’esame del Parlamento. Il Presidente del Consiglio ha ringraziato l’ANM per le osservazioni e gli spunti emersi nel dibattito e ha annunciato la disponibilità di aprire un tavolo di confronto sulle leggi ordinarie di attuazione della riforma e sul documento in otto punti presentato dall’ANM, che riguarda l’amministrazione della giustizia. Il Governo – sottolinea Palazzo Chigi – ha ribadito la volontà di proseguire con determinazione e velocità nel percorso di attuazione della riforma costituzionale, auspicando la sua approvazione in tempi rapidi”.

Dal canto suo l’Anm, attraverso il suo presidente Cesare Parodi, ha spiegato che “è stato un incontro non breve in cui c’è stato uno scambio di opinioni che devo dire non ha portato a sostanziali modifiche dele nostre posizioni nè tanto meno di quelle del governo. Abbiamo avuto modo di spiegare nel dettaglio le region specifiche i tecnico-giuridiche che ci portano a non condividere questa riforma. Abbiamo preso atto con molta chiarezza della volontà del governo di andare avanti senza alcun tentennamento e senza alcuna modifica sul punto. Questo è un elemento per noi di chiarezza”.

“Nessuna offerta è stata effettuata, ma questo era evidente perchè il governo sa benissimo che non potevamo corrispondere nulla in cambio – ha sottolineato ancora Parodi -. Siamo venuti con la nostra coscienza a presentare le nostre idee. Non è stata una trattativa, non lo è stata mai, non abbiamo da offrire nulla se non la nostra lealtà”.

All’incontro hanno preso parte anche i due vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il ministro della Giustizia Carlo Nordio e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

“Sul tema della riforma sinceramente non abbiamo ulteriori appuntamenti con il governo – ha detto ancora Parodi – speriamo di averne per gli altri aspetti ma su questo tema andiamo avanti per conto nostro”. Nel corso dell’incontro con il governo, ha spiegato Parodi, “abbiamo espresso con molta chiarezza le nostre posizioni ma non c’è nessuna forma di possibile contatto perchè questa convizione che secondo me è alla base della riforma si è radicalizzata nel corso di molti anni e quindi è molto difficile farla cambiare”.

Petrolio, prezzi crollano ai minimi dal 2021, Brent 68,78 dollari

Roma, 5 mar. (askanews) – Ripartono anche più brutali delle ultime due sedute in serata i crolli dei prezzi del petrolio. Il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord cade di oltre il 3,18% a 68,78 dollari. A New York il West Texas Intermediate cede il 3,63% a 65,78 dollari.

Le quotazioni si ritrovano così ai minimi dalla fine del 2021, risentendo sia delle tensioni dovute alla prospettiva di una guerra commerciale globale, con i nuovi dazi imposti dall’amministrazione Trump negli Usa, sia per le mosse distensive del cartello degli esportatori di petrolio allargato, l’Opec+, che include la Russia.

Otto dei maggiori produttori di oro nero questa settimana, a sorpresa, hanno deciso di non prorogare alcune restrizioni supplementari all’offerta che si erano auto imposti.

Haleon promuove il dibattito con istituzioni per nuove soluzioni

Roma, 5 mar. (askanews) – “Come Haleon siamo leader del self-care. Self-care vuol dire prendersi cura della propria salute ed la nostra missione a livello mondiale” ha affermato Davide Fanelli, General Manager Southern Europe, Haleon.

“Oggi siamo qui a Roma per stimolare un dibattito, una tavola rotonda tra tutti gli attori che possono influenzare il self-care: le istituzioni, le farmacie, la cittadinanza e le aziende.”

“L’obiettivo chiaro: il self-care uno dei pilastri fondamentali per mantenere la sostenibilit del sistema pubblico”.

“Oggi ci concentriamo sull’active aging: noi abbiamo in Italia un’aspettativa di vita di circa 83 anni ma un’aspettativa di vita sana inferiore ai 72 anni, quindi c’ un gap che chiaramente dobbiamo colmare. Per fare ci dobbiamo lavorare tutti insieme per dare pi consapevolezza alla popolazione e alla cittadinanza su quello che si pu fare. La prevenzione, lo stile di vita attivo e l’utilizzo di prodotti specifici diventano quindi fondamentali per cercare di colmare questo gap.”

Fine vita, partita si riapre. Fdi presenta bozza. Caute Lega e Fi

Roma, 5 mar. (askanews) – Fratelli d’Italia riapre la partita sul fine vita, da tempo arenato nel comitato ristretto delle commissioni Giustizia e Affari sociali del Senato. Anche se Fi e Lega hanno espresso maggiore cautela. Soddisfazione invece da parte delle opposizioni che spingono a chiudere il dossier per dotare l’Italia di una normativa nazionale, ancor di più dopo l’approvazione della legge regionale toscana che rischia di prefigurare una mappa a macchia di leopardo.

Ignazio Zullo, di Fratelli d’Italia (che insieme al collega di Fi Pierantonio Zanettin è relatore alle proposte sul fine vita) ha portato oggi in commissione alcune “bozze preliminari” che sono state affidate all’esame dei gruppi parlamentari e che di fatto costituiscono un passo concreto. “Nelle prime riunioni del comitato ristretto – ha spiegato – c’è stata una fase di ascolto, cioè capire quali principi noi prendiamo a base di un possibile articolato. L’ascolto è stato tradotto in uno scritto” che definisce un “primo principio: l’affermazione della vita come bene inviolabile e indisponibile perché il fine vita deve essere un’eccezionalità. Il secondo principio è un recepimento delle condizioni fissate nelle sentenze dalla Corte Costituzionale e il terzo, essenziale, è l’obbligo di essere già inseriti – ha tenuto a sottolineare – in un percorso di cure palliative” nel quale “le sofferenze fisiche e psicologiche devono essere già lenite e prese in carico”.

Alfredo Bazoli del Pd ha parlato di “passi avanti significativi” definendo l’esito della riunione odierna come una “novità importante, che può finalmente avviare un percorso di confronto serio e costruttivo, nella direzione da noi sempre sostenuta, e che si ritrova anche nel disegno di legge a mia prima firma”. Basta ritardi e subito una legge nazionale è il commento di Ilaria Cucchi (Avs) che ha rimproverato la destra di aver “sempre ostacolato l’adozione di una normativa nazionale arrivando addirittura ad impedire il lavoro parlamentare con l’ostruzionismo della maggioranza”.

Malgrado l’azzurro Zanettin fosse in comitato ristretto, l’accelerazione sembra aver preso alla sprovvista gli altri partiti di maggioranza. Tanto che poco dopo, in una nota, il capogruppo di Fi Maurizio Gasparri ha frenato: “Il comitato ristretto continuerà a lavorare, poi la Commissione e infine l’aula dovranno assumere delle decisioni definitive. Abbiamo la volontà di arrivare a una conclusione, ma ovviamente non ci sentiamo ancora vincolati a testi ed a proposte, che al momento sono delle apprezzabili ipotesi, ma non delle decisioni che possano essere considerate condivise o definitive”.

Così la Lega. Il presidente dei senatori Massimiliano Romeo ha sollecitato sul tema la “condivisione più ampia possibile” e ha precisato: “approfondiremo i primi contributi al testo base, prendendoci tutto il tempo per le valutazioni, assolutamente necessarie, al netto delle diverse sensibilità che ci sono in ogni partito”. E all’interno dello stesso partito: “il fine vita è già autorizzato da una sentenza. Adesso aspettiamo la legge”, ha puntualizzato il governatore del Veneto Luca Zaia: “è da regolamentare perché altrimenti rischiamo il far-west e ognuno interpreta le norme come vuole”.

Il tema è altamente divisivo e il percorso del fine vita, nonostante il passo avanti compiuto, difficilmente si incamminerà su una traiettoria in discesa. “Lo Stato è chiamato a sostenere la vita, non a favorire la morte”, ha detto Mariastella Gelmini, senatrice di Noi Moderati. Mentre il segretario di +Europa Riccardo Magi non ha dubbi: “È bene che il Parlamento si occupi di fine vita ma la bozza di testo presentata dal centrodestra in Senato è piuttosto deludente e, se questa è la base di partenza, è preferibile non avere alcuna legge perché rappresenta un passo indietro rispetto a quanto stabilito dalla Consulta”.

Il Papa: l’esperienza della malattia piomba spesso improvvisa

Città del Vaticano, 5 mar. (askanews) – L’antico rito delle ceneri che, di fatto, dà inizio al periodo Quaresimale che introduce alla Pasqua, ci aiuta “a fare memoria della fragilità e della pochezza della nostra vita: siamo polvere, dalla polvere siamo stati creati e in polvere ritorneremo”. Lo ricorda Papa Francesco che, dal suo letto d’ospedale al Policlinico Gemelli di Roma, non ha potuto presenziare nel pomeriggio alla processione penitenziale che, dopo il momento di preghiera nella chiesa di Sant’Anselmo all’Aventino, è giunta alla vicina Basilica di Santa Sabina per il mercoledì delle Ceneri. Una processione alla quale hanno preso parte 18 cardinali, 8 tra arcivescovi e vescovi, e i Monaci Benedettini di Sant’Anselmo, nonché i Padri Domenicani di Santa Sabina ed alcuni fedeli.

Al termine della processione, nella Basilica di Santa Sabina, è seguita, quindi, la Messa con il Rito di benedizione e di imposizione delle ceneri, nel corso della quale il Penitenziere maggiore, card. Angelo De Donatis, ha letto il testo dell’omelia preparata da Papa Francesco.

Una esperienza di fragilità, quella insita nella vita di ognuno, ha ricordato nel suo testo il Papa, che ci insegna “soprattutto l’esperienza della fragilità, che sperimentiamo nelle nostre stanchezze, nelle debolezze con cui dobbiamo fare i conti, nelle paure che ci abitano, nei fallimenti che ci bruciano dentro, nella caducità dei nostri sogni, nel constatare come siano effimere le cose che possediamo”.

“Fatti di cenere e di terra, – si legge ancora nel testo – tocchiamo con mano la fragilità nell’esperienza della malattia, nella povertà, nella sofferenza che a volte piomba improvvisa su di noi e sulle nostre famiglie”.

“Da ultimo, questa condizione di fragilità – riafferma ancora nel suo testo Papa Francesco – ci richiama il dramma della morte, che nelle nostre società dell’apparenza proviamo a esorcizzare in molti modi e a emarginare perfino dai nostri linguaggi, ma che si impone come una realtà con la quale dobbiamo fare i conti, segno della precarietà e fugacità della nostra vita. Così, nonostante le maschere che indossiamo e gli artifizi spesso creati ad arte per distrarci, le ceneri ci ricordano chi siamo”. Ma la Quaresima, ha ricordato infine il pontefice “è anche un invito a ravvivare in noi la speranza” della Pasqua “verso cui ci incamminiamo”, e che “ci sostiene nelle fragilità, ci rassicura del perdono di Dio e, anche mentre siamo avvolti dalla cenere del peccato, ci apre alla gioiosa confessione della vita”.

Renato Zero, nuovo tributo a big della musica (anche Whitney Houston)

Roma, 5 mar. (askanews) – Non smette di stupire Renato Zero: il suo tributo ai grandi miti della musica worldwide riparte da due nuovi brani, omaggio a indimenticate icone mondiali. Da venerdì 7 marzo saranno disponibili in radio e su tutte le piattaforme digitali, per Tattica, “Per Sempre Noi” (I Have Nothing) e “Sarai” (At Last).

Con il suo inconfondibile tocco, Renato Zero dà un’inedita interpretazione di due classici che hanno segnato la storia della musica pop e soul internazionale. Per Sempre Noi, la personale versione di I Have Nothing, uno dei brani più celebri di Whitney Houston, estratto dalla colonna sonora senza tempo di The Bodyguard; e Sarai, la rilettura di At Last, capolavoro interpretato dai più grandi artisti mondiali: dalla celebre versione di Etta James a quelle di Aretha Franklin, Céline Dion e Beyoncé, tra le altre.

Dal 21 marzo i due brani saranno raccolti in uno speciale vinile 45 giri, in edizione limitata e numerata, che i fan zeriani potranno assicurarsi tramite pre-order a partire dal 7 marzo. Un vero e proprio gioiello da collezione per gli appassionati del cantante romano, nonché l’occasione perfetta per scoprire sotto una nuova luce queste due pietre miliari della musica internazionale.

Per Sempre Noi e Sarai arricchiscono il mosaico del nuovo ambizioso progetto di Zero, partito a fine 2024 con la release dei tributi a Elton John (“Silenzio che lo sguardo tuo parla per te”) e Bob Marley (“Resta accanto a me”), presentati in anteprima dal palco del Palazzo dello Sport di Roma nelle ultime due serate del trionfale tour “Autoritratto – I concerti evento”, per poi proseguire con l’omaggio a Louis Armstrong (“Che miracolo sei”) e Bobby Hebb (“Suoni”).

Bce, domani atteso nuovo taglio ai tassi, sul dopo più incertezza

Roma, 5 mar. (askanews) – Domani dalla Banca centrale europea è atteso un nuovo taglio da 0,25 punti percentuali ai tassi di interesse dell’area euro. Il principale riferimento, che ancora oggi resta il tasso sui depositi, dovrebbe così scendere al 2,50%. E’ sul dopo che si creano divergenze di vedute tra analisti e osservatori dell’istituzione.

A fine gennaio gli elementi più rilevanti citati dal Consiglio direttivo – l’organismo decisionale a cui partecipano tutti i governatori delle banche centrali nazionali dell’Eurosistema – erano stati la debolezza dell’economia e l’elevata incertezza sulle prospettive. Specialmente quest’ultimo aspetto – quello dell’incertezza – non potrà risultare che acuito, con l’amministrazione Trump che procede con l’imposizione di dazi commerciali, mentre blocca l’invio di armi all’Ucraina e, creando scompiglio nella Unione europea, preme per un accordo di pace con la Russia.

Sulla debolezza dell’economia alcuni elementi hanno mostrato miglioramenti, ad esempio nel manifatturiero in Germania, che ha ricadute su tutti gli altri Paesi più industrializzati, tra cui l’Italia, ma che comunque resta coinvolto da dinamiche di contrazione. Altri meno positivi hanno visto un pesante indebolimento del terziario in Francia.

Nel frattempo si è verificata una nuova limatura dell’inflazione media nell’area euro, al 2,4% annuo a febbraio, dal 2,5% di gennaio, nella direzione auspicata dalla Bce che punta a un caro vita medio nell’area valutaria al 2% sul medio termine. Peraltro con segnali di smorzamento sia dall’inflazione di fondo (quella deputata da energia e alimentari), sia dai prezzi dei servizi (al 3,7% annuo), che sono quelli che da mesi persistono a livelli superiori alla media. Meno incoraggianti i dati sui prezzi alla produzione, aumentati dello 0,8% tra dicembre e gennaio con cui la variazione su base annua è balzata da quasi zero al più 1,8%.

Domani, al termine del Consiglio, oltre alla comunicazione delle decisioni sui tassi (ore 14 e 15), la Bce pubblicherà anche le sue previsioni aggiornate su crescita economica e inflazione. Mezz’ora dopo la presidente Christine Lagarde terrà la conferenza stampa esplicativa.

Gli analisti cercheranno segnali sul quanto ancora l’istituzione intenda spingersi nella riduzione dei tassi. E oltre ai tassi ci sta un altro elemento su cui sembra focalizzarsi una crescente attenzione, quella della riduzione della mole del bilancio di Bce e Eurosistema delle banche centrali, perché ha a sua volta un effetto restrittivo, che rischia quindi di risultare eccessivo in una fase in cui si vuole invece rimuovere il freno monetario.

Peraltro i propositi di forte aumento delle spese militari in deficit, annunciati dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, con il suo “piano di riarmo” dei Paesi Ue da 800 miliardi di euro, rischiano di non essere facilitati dalla sovracitata manovra di riduzione del bilancio della banca centrale.

Intanto oggi sul mercato si è verificato un piccolo “terremoto”, un brusco riprezzamento sui titoli di Stato della Germania, con speculare rialzo dei rendimenti – il maggiore sui Bund decennali dalla caduta del muro di Berlino – a seguito dell’accordo tra Cdu e Spd per derogare ai limiti costituzionali sulle spese in deficit. A cascata questo ha trainato movimenti analoghi su tutte le emissioni pubbliche dell’eurozona. Contestualmente l’euro è schizzato sopra quota 1,07 dollari, sui massimi da novembre.

Molti analisti prevedono che la Bce continui a tagliare i tassi nei mesi a venire. Generalmente si attendono che li porti attorno al 2% tra fine primavera e inizio estate. Alcuni sono più cauti.

La Corte Suprema Usa boccia Trump: c’è l’obbligo di stanziamento per Usaid

Roma, 5 mar. (askanews) – La Corte Suprema degli Stati Uniti ha confermato la sentenza di un tribunale distrettuale che obbliga l’Amministrazione Trump a stanziare due miliardi di dollari per l’Usaid, l’agenzia per gli aiuti all’estero.

La Corte ha confermato la sentenza con cinque voti favorevoli e quattro contrari: John Roberts, Elena Kagan, Amy Coney Barrett, Ketanji Brown Jackson e Sonia Sotomayor si sono espressi a favore mentre Clarence Thomas, Neil Gorsuch, Brett Kavanaugh e Samuel Alito hanno dissentito.

“Può un singolo giudice distrettuale che probabilmente non ha giurisdizione in materia avere il potere di costringere il governo degli Stati Uniti a pagare (e probabilmente perdere per sempre) due miliardi di dollari dei contribuenti? La risposta a questa domanda dovrebbe essere un ‘no’ netto, ma la maggioranza di questa Corte a quanto pare la pensa diversamente”, si legge nel parere di Alito.

Report Ue sulla libertà di stampa: in Italia situazione sempre più critica

Roma, 5 mar. (askanews) – In Italia, nonostante il numero di segnalazioni sia diminuito nel 2024 rispetto all’anno precedente, la situazione sta diventando sempre più critica per giornalisti, media di servizio pubblico e media indipendenti.

Queste quanto si legge nell’ Europe Press Freedom Report del 2024 (MPM2024). Le questioni di fondo individuate nel 2023, tra cui le segnalazioni sull’indipendenza della televisione pubblica, sono ancora irrisolte. Le autorità devono ancora rispondere agli avvisi del 2023 riguardanti le nomine politiche alla RAI e la cancellazione del programma di Roberto Saviano.

Nel 2024, l’Italia è stata menzionata sulla piattaforma del Consiglio d’Europa attraverso un avviso sistematico che affrontava la sua legislazione sulla diffamazione, 1insieme a quattro avvisi riguardanti aggressioni fisiche ai giornalisti e tre avvisi relativi a molestie e intimidazioni. ªIn un contesto di regressione della libertà dei media, il Media Freedom Rapid Response, una rete di sei organizzazioni per la libertà dei media e dei giornalisti, ha condotto una missione urgente il 16-17 maggio 2024. Il loro rapporto, pubblicato il 29 luglio 2024 offre un’analisi delle tre questioni più urgenti identificate: l’interferenza politica senza precedenti nell’emittente pubblica RAI;

le molestie legali da parte dei membri del governo nei confronti dei giornalisti dissenzienti;

la potenziale acquisizione dell’agenzia di stampa AGI da parte del parlamentare Antonio Angelucci, membro del parlamento del partito di estrema destra Lega, che controlla già diversi importanti quotidiani.

ªIl MPM2024 evidenzia anche preoccupazioni sull’indipendenza dei media di servizio pubblico in Italia. Nelle sue conclusioni, il rapporto fa riferimento a “segnali preoccupanti sulle condizioni dei giornalisti e sulla loro suscettibilità a pressioni e minacce. Le riforme in sospeso delle leggi sulla diffamazione penale e le tutele legali contro le SLAPP contribuiscono a questo rischio, aggravato dall’aumento delle cause penali e civili contro i giornalisti, anche da parte di funzionari governativi. L’instabilità economica e le protezioni inadeguate per i giovani professionisti dei media esacerbano i rischi per la sicurezza dei giornalisti, mentre persistono i dibattiti sulle restrizioni all’accesso alle informazioni giudiziarie.

ªIl rapporto MPM2024 sottolinea che la legge di bilancio 2024 ha ridotto il canone di abbonamento televisivo per uso privato da 90 a 70 euro, “sollevando ulteriori interrogativi sull’adeguatezza dei finanziamenti pubblici e, di conseguenza, sull’indipendenza della RAI”.

ªIl 7 novembre 2024, durante un’audizione organizzata dalla senatrice Barbara Floridia al Senato italiano,166 il direttore generale dell’Unione europea di radiodiffusione Noel Curran ha denunciato l’insufficiente finanziamento della RAI: ??”I media di servizio pubblico devono ricevere finanziamenti adeguati per svolgere i loro cruciali ruoli democratici, economici, sociali e culturali”, ha affermato. ‘I finanziamenti della RAI sono aumentati solo del 3% tra il 2019 e il 2023, in mezzo all’elevata inflazione e ai crescenti costi di produzione in Europa. E il canone italiano è attualmente uno dei più bassi nell’UE. Solo Grecia e Portogallo si classificano più in basso. Di conseguenza, la crescita dei finanziamenti della RAI in cinque anni è stata significativamente inferiore alla media dell’11% di aumento dei finanziamenti nominali sperimentata da altri media di servizio pubblico europei.’ La combinazione di influenza politica sulla radiodiffusione pubblica e l’uso strategico di cause legali per diffamazione rappresenta una seria sfida alla libertà dei media in Italia. I gruppi per la libertà di stampa chiedono protezioni più forti per salvaguardare l’indipendenza giornalistica e impedire che le tattiche di intimidazione legale indeboliscano il giornalismo critico.

Report Ue su libertà di stampa: in Italia situazione sempre più critica

Roma, 5 mar. (askanews) – In Italia, nonostante il numero di segnalazioni sia diminuito nel 2024 rispetto all’anno precedente, la situazione sta diventando sempre più critica per giornalisti, media di servizio pubblico e media indipendenti.

Queste quanto si legge nell’ Europe Press Freedom Report del 2024 (MPM2024). Le questioni di fondo individuate nel 2023, tra cui le segnalazioni sull’indipendenza della televisione pubblica, sono ancora irrisolte. Le autorità devono ancora rispondere agli avvisi del 2023 riguardanti le nomine politiche alla RAI e la cancellazione del programma di Roberto Saviano.

Nel 2024, l’Italia è stata menzionata sulla piattaforma del Consiglio d’Europa attraverso un avviso sistematico che affrontava la sua legislazione sulla diffamazione, 1insieme a quattro avvisi riguardanti aggressioni fisiche ai giornalisti e tre avvisi relativi a molestie e intimidazioni. ¦In un contesto di regressione della libertà dei media, il Media Freedom Rapid Response, una rete di sei organizzazioni per la libertà dei media e dei giornalisti, ha condotto una missione urgente il 16-17 maggio 2024. Il loro rapporto, pubblicato il 29 luglio 2024 offre un’analisi delle tre questioni più urgenti identificate:

l’interferenza politica senza precedenti nell’emittente pubblica RAI;

le molestie legali da parte dei membri del governo nei confronti dei giornalisti dissenzienti;

la potenziale acquisizione dell’agenzia di stampa AGI da parte del parlamentare Antonio Angelucci, membro del parlamento del partito di estrema destra Lega, che controlla già diversi importanti quotidiani.

¦Il MPM2024 evidenzia anche preoccupazioni sull’indipendenza dei media di servizio pubblico in Italia. Nelle sue conclusioni, il rapporto fa riferimento a “segnali preoccupanti sulle condizioni dei giornalisti e sulla loro suscettibilità a pressioni e minacce. Le riforme in sospeso delle leggi sulla diffamazione penale e le tutele legali contro le SLAPP contribuiscono a questo rischio, aggravato dall’aumento delle cause penali e civili contro i giornalisti, anche da parte di funzionari governativi. L’instabilità economica e le protezioni inadeguate per i giovani professionisti dei media esacerbano i rischi per la sicurezza dei giornalisti, mentre persistono i dibattiti sulle restrizioni all’accesso alle informazioni giudiziarie.

¦Il rapporto MPM2024 sottolinea che la legge di bilancio 2024 ha ridotto il canone di abbonamento televisivo per uso privato da 90 a 70 euro, “sollevando ulteriori interrogativi sull’adeguatezza dei finanziamenti pubblici e, di conseguenza, sull’indipendenza della RAI”.

¦Il 7 novembre 2024, durante un’audizione organizzata dalla senatrice Barbara Floridia al Senato italiano,166 il direttore generale dell’Unione europea di radiodiffusione Noel Curran ha denunciato l’insufficiente finanziamento della RAI: ??”I media di servizio pubblico devono ricevere finanziamenti adeguati per svolgere i loro cruciali ruoli democratici, economici, sociali e culturali”, ha affermato. ‘I finanziamenti della RAI sono aumentati solo del 3% tra il 2019 e il 2023, in mezzo all’elevata inflazione e ai crescenti costi di produzione in Europa. E il canone italiano è attualmente uno dei più bassi nell’UE. Solo Grecia e Portogallo si classificano più in basso. Di conseguenza, la crescita dei finanziamenti della RAI in cinque anni è stata significativamente inferiore alla media dell’11% di aumento dei finanziamenti nominali sperimentata da altri media di servizio pubblico europei.’

La combinazione di influenza politica sulla radiodiffusione pubblica e l’uso strategico di cause legali per diffamazione rappresenta una seria sfida alla libertà dei media in Italia. I gruppi per la libertà di stampa chiedono protezioni più forti per salvaguardare l’indipendenza giornalistica e impedire che le tattiche di intimidazione legale indeboliscano il giornalismo critico.

L’Italia pi buona: Claudia Conte per i bambini ucraini

Roma, 5 mar. – Una serata di solidariet e spettacolo per regalare serenit e speranza ai bambini ucraini” questo il significato dell’iniziativa “L’Italia pi buona” promossa dalla giornalista e Ambasciatrice di Pace Claudia Conte che prender vita che si svolta ieri sera presso il Monnalisa Bistrot di San Carlo a Montalenghe (TO), dove i campioni del mondo di pizza acrobatica Pietro e Gabriele Asaro hanno messo a servizio la loro arte per una causa speciale.

Grazie al supporto delle aziende piemontesi Molino Signetti e 958 Santero, i due pizzaioli acrobatici siciliani insieme al maestro pizzaiolo napoletano Bujo Mustafi hanno preparato pizze per oltre 70 bambini ucraini (alcuni orfani di guerra attualmente in Italia e altri profughi di guerra che vivono in italia presso il centro Cascina Torta). Ad accompagnare i bambini cinque sindaci dei comuni al fronte. All’evento, che ha regalato ai bambini un momento di gioia e spensieratezza in un periodo segnato dalle sofferenze e dalle difficolt del conflitto ancora in corso, hanno preso parte personaggi delle istituzioni tra cui Marco Gabusi, Assessore ai trasporti con delega alla Protezione civile e gestione dell’emergenza profughi della Regione Piemonte, Claudia Porchietto, sottosegretario alla presidenza della Regione Piemonte e il Prefetto di Torino Donato Cafagna, ma anche amici del mondo dello spettacolo e della cultura tra cui l’attore statunitense Daniel McVicar e il Fondatore dell’Accademia della Gentilezza Guido Stratta.

Emozionante l’esibizione di Francesco Asaro, bambino prodigio che a soli 11 anni apre i campionati del mondo di pizza acrobatica e che ha dedicato le sue straordinarie esibizioni ai coetanei dell’Ucraina.

“Dedicare tempo e impegno ai bambini e in particolare ai bambini scappati dalla guerra rappresenta un grande gesto di generosit e affetto di cui vi ringrazio e per il quale sono molto orgoglioso. Mi auguro che anche da serate come questa possano partire un messaggio e una speranza di solidariet e di pace di cui questo nostro mondo ha tanto bisogno.” Queste le parole del Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio.

“L’Italia pi buona” si inserisce all’interno della missione organizzata in occasione del triste terzo anniversario dall’invasione russa dell’Ucraina, sempre da Claudia Conte in collaborazione con l’Associazione La Memoria Viva, grazie alla quale i bambini, provenienti dalla martoriata regione di Kharkiv, hanno potuto visitare diverse citt italiane, partecipando a eventi culturali e ricreativi, tra cui i celebri Carnevale di Viareggio e Ivrea. Inoltre, nel corso della loro permanenza in Italia, hanno avuto l’opportunit di vivere due incontri particolarmente emozionanti.

Nel primo, grazie all’impegno della Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e del suo presidente, Gabriele Gravina, hanno incontrato Andriy Shevchenko, presidente della Federcalcio ucraina. Nel secondo incontro, ancora pi significativo, sono stati ricevuti in Vaticano da Papa Francesco, pochi giorni prima che le sue condizioni di salute si aggravassero e che fosse ricoverato al Gemelli. In questa occasione, le bambine hanno regalato al Santo Padre una speciale bambolina Vilna, realizzata da loro, che porta con s una scheggia di un missile russo che aveva colpito gravemente Veronika, una ragazza ucraina sopravvissuta miracolosamente grazie a numerosi interventi in Ucraina e in Italia.

I piccoli hanno inoltre hanno consegnato una bambolina Vilna a Liliana Segre e Sami Modiano, tra gli ultimi testimoni della Shoah, e sono stati ospitati alla Camera dei Deputati dal Presidente della Commissione Cultura, l’onorevole Federico Mollicone, al Dipartimento della Protezione Civile e da Giuliano Amato, presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Treccani

La cautela di Giorgetti sul piano europeo di difesa

Roma, 5 mar. (askanews) – “Non dobbiamo farci prendere da frenesie adottando decisioni affrettate. Quando si fa debito, siccome è precluso farlo per cose moralmente importanti, credo bisogna farlo a ragion veduta”. Lo ha detto il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, intervenendo in collegamento al convegno sulle proposte economiche della Lega in corso alla Camera.

Sul Piano Difesa presentato da Ursula von der Leyen, il Ministro ha detto che bisogna “distinguere tra due elementi: una cosa sono gli aiuti all’Ucraina, una questione emergenziale, altra cosa è definire la difesa e la sicurezza europea, che implicano investimenti ragionati e meditati e non cose fatte in fretta e furia. Per comprare un drone non si va al supermercato. Servono investimenti programmati. Non bisogna entrare nella sindrome di comprare tutti insieme, come abbiamo fatto per i vaccini Covid o per il gas. Questi errori clamorosi vanno evitati”.

Fermare la violenza, Viterbo reagisce all’intimidazione ai danni della Lista Rocca.

Se capita in una città che per consolidata esperienza non conosce i guasti o i pericoli della violenza politica, vuol dire che qualcosa è intervenuto negativamente nel substrato civile della comunità. Ciò che scuote una “provincia tranquilla” deve scuotere la sensibilità della pubblica opinione. La vandalizzazione della sede del “Movimento Civico Rocca”, l’altra sera a Viterbo, con scritte ingiuriose apparse sull’ingresso, segna un episodio inaccettabile nel contesto della civile dialettica democratica. Un gesto teppistico, che non solo offende coloro che vi lavorano, ma rappresenta un attacco diretto alla libertà di espressione e di associazione, pilastri fondamentali delle nostre comunità.

Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha denunciato l’episodio con fermezza, affermando che tali atti non intimidiscono il suo movimento, al contrario lo spronano a continuare a lavorare per il bene comune. È necessario che tutte le forze politiche, indipendentemente dalla loro appartenenza, si uniscano contro la violenza e l’intolleranza, affermando che la democrazia si nutre di dialogo e confronto, non di attacchi meschini.

Dal canto suo Luisa Ciambella, consigliera comunale e responsabile regionale del Movimento, ha messo in luce l’aspetto premeditato di questo gesto, con il chiaro intento di colpire un luogo simbolo di esperienze condivise. Salire due piani per vandalizzare la sede rivela una volontà deliberata di attacco, che non può essere sottovalutata.

In questo contesto, è fondamentale che le istituzioni rispondano con fermezza e determinazione. La denuncia presentata presso la questura di Viterbo rappresenta un passo importante non solo per l’affermazione della legalità, ma anche per riaffermare il valore della convivenza civile. È fondamentale, in questo momento, che il supporto della comunità e delle autorità competenti si manifesti in modo chiaro e inequivocabile.

Rocca e Ciambella hanno annunciato che non si lasceranno intimidire da questi atti: “Continueremo a tutelare il nostro territorio e a promuovere lo sviluppo della Tuscia”. Insomma, si potrebbe dire “nessuna tolleranza nei confronti dell’intolleranza”, un’affermazione che per tutti esige di tradursi in norma di completamento.

Ministero del Lavoro: da aprile esclusione dei titoli di Stato dall’Isee

Roma, 5 mar. (askanews) – A partire da aprile, in seguito all’approvazione del nuovo modello tipo della dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) e delle relative istruzioni per la compilazione, sarà possibile escludere dai calcoli dell’Isee i titoli di Stato, i buoni fruttiferi postali (inclusi quelli trasferiti allo Stato) e i libretti di risparmio postale. Il ministero del Lavoro e l’Inps, in accordo con la consulta nazionale dei Caf, forniscono chiarimenti riguardo all’esclusione dal patrimonio mobiliare, ai fini Isee, per un importo massimo di 50.000 euro per nucleo familiare.

Questa novità è prevista dall’articolo 1, comma 1, lettera d), numero 5, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 gennaio 2025, n. 13, entrato in vigore in data odierna. Il medesimo decreto recepisce quanto introdotto dall’articolo 1, comma 183, della legge 30 dicembre 2023, n. 213. In particolare, si precisa che il nuovo modello tipo della DSU sarà disponibile da aprile e, comunque, entro 30 giorni dalla data di entrata in vigore del d.P.C.M. n. 13/2025.

Le Dsu già presentate nell’anno in corso restano valide fino alla naturale scadenza ai fini dell’accesso alle prestazioni sociali agevolate, ferma restando la facoltà di richiedere, a seguito dell’approvazione della nuova modulistica ISEE, una nuova attestazione Isee calcolata secondo le modalità di cui al citato decreto del presidente del consiglio dei ministri.

Poste, con progetto Polis nuovi servizi per i piccoli comuni

Roma, 5 mar. (askanews) – L’ufficio postale di Opi, un piccolo centro abruzzese da anni colpito dallo spopolamento, rappresenta uno dei punti di riferimento per i 370 abitanti. Con il progetto Polis di Poste Italiane, infatti, i cittadini possono accedere ai servizi della pubblica amministrazione senza dover uscire dal proprio comune. Il servizio del TG Poste.

Salvini: Trump è una grande opportunità, lo dico senza servilismo

Roma, 5 mar. (askanews) – “Saranno interessanti e soprendenti alcuni dati. Noi siamo a disposizione per tenere alta la bandiera dell’interesse nazionale. Proviamo a cambiare paradigma e Washington da questo punto di vista può essere una grande opportunità di cambiamento, lo dico senza servilismo né tifoseria o simpatia precostituita. Perché Trump sta cambiando i paradigmi diplomatici, economici, commerciali”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini intervenendo al convegno ‘Interesse nazionale e scenari globali: le proposte della Lega’ alla Camera.

"Una nave di libri per Barcellona", tra temi natura, sostenibilità, poesia

Roma, 5 mar. (askanews) – Natura, sostenibilità ambientale e poesia saranno i temi su cui si svilupperà la XIII edizione di “Una nave di libri per Barcellona” in programma dal 5 al 10 aprile 2025 con partenza e ritorno a Civitavecchia.

In un mondo in cui la natura è continuamente aggredita, oggi è sempre più necessario mobilitarsi per la salvaguardia dell’ambiente. Poesia e natura sono state sempre realtà strettamente interconnesse, a partire dal De Rerum Natura di Tito Lucrezio Caro, per arrivare a San Francesco con il suo Cantico delle creature di cui nel 2025 ricorrono gli 800 anni. Il legame tra poesia e natura sarà sviluppato sulla Nave di libri per Barcellona in tutte le forme d’arte: non solo attraverso il coinvolgimento dei poeti, ma anche tramite le canzoni (testi di canzoni che sono componimenti poetici e viceversa poesie che diventano canzoni); il cinema, con film e documentari che sono vere e proprie poesie; la pittura, con alcune opere che possono essere considerate “poesie illustrate”. E ancora con il teatro dove fin dall’antichità la poesia è stata di casa.

Con questo approccio si svilupperà il programma che accompagnerà i viaggiatori sia all’andata sia al ritorno, con la partecipazione di poeti, scrittori, musicisti, registi, attori. Ed ancora la poesia di Pier Paolo Pasolini sarà ricordata sulla Nave di libri a 50 anni dalla scomparsa.

La poesia sarà anche l’occasione per una sfida “all’ultima rima” sul tema della natura con un Poetry Slam aperto a tutti i partecipanti a “Una nave di libri per Barcellona”, con una sezione dedicata agli studenti. Non poteva mancare, durante il viaggio della Cruise Roma di Grimaldi Lines, un’attenzione alle condizioni del nostro mare: così, con i ricercatori di Ispra del progetto Life Conceptu Maris, che monitorano l’ambiente marino, si parlerà di cetacei, tartarughe del Mediterraneo, del problema delle plastiche nel mare, della conservazione della natura e dal ponte passeggeri sarà possibile partecipare a delle sessioni di avvistamento di balene, delfini e tartarughe.

Una grande libreria con centinaia di titoli sul tema della natura e della sostenibilità ambientale e i libri degli scrittori e autori presenti sulla nave sarà allestita dalla libreria Culture Club Cafè di Mola di Bari.

Arrivati a Barcellona, visita guidata della città e del suo immenso giardino botanico, ma anche una visita allo spettacolare Monastero benedettino di Montserrat, costruito sull’omonima montagna, che ospita la più antica biblioteca d’Europa e anche il famoso coro delle voci bianche che è possibile ascoltare in concerti quotidiani. Tra le iniziative in programma a Barcellona, una passeggiata nella Barcellona letteraria e gastronomica e il concorso fotografico “Scatta una foto a Barcellona”.

Il programma, tuttora in via di definizione, prevede già alcune importanti partecipazioni. Tra gli ospiti ci saranno infatti Claudio Damiani, una delle più importanti voci poetiche con una forte ispirazione alla natura, con il suo nuovo libro Rinascita in uscita a febbraio 2025 per Fazi, e Stefano Dal Bianco, Premio Strega Poesia 2024 con Paradiso (Garzanti). Della poesia nell’arte parlerà la scrittrice Maria Letizia Putti, autrice di un libro su Canova. L’attrice Marina Benedetto presenterà una pièce tra musica e poesia dedicata a Pascoli.

Sarà possibile scoprire “La poesia delle città: Barcellona e Osaka così lontane, così vicine” attraverso le fotografie e il racconto di Bruno Gambacorta, giornalista del Tg2. L’attore Gino Manfredi guiderà gli ospiti sulla nave attraverso la recitazione nel rapporto tra poesia e natura. Ed ancora la scrittrice Antonella Lattanzi che ha appena pubblicato il libro Capire il cuore altrui (HarperCollins); Valeria Montebello, scrittrice e sceneggiatrice con il suo romanzo Succede di notte (Feltrinelli) che si è subito rivelato una sorta di manifesto per un’intera generazione, quella dei millennials; Roberto Emanuelli che sarà presente sulla Nave con il suo ultimo libro Ora amati (Feltrinelli) che si aggiunge alla decina di romanzi fino ad oggi pubblicati con centinaia di migliaia di copie vendute; Eraldo Affinati, che ha da poco pubblicato il libro Le citta del mondo (Feltrinelli), scrittore impegnato nel sociale con la scuola Penny Wirton, che racconterà San Francesco e il suo Cantico delle creature; il giornalista e scrittore esperto di enogastronomia Mario Liberto con il libro Frutta secca (Agra). Spazio sarà dato anche alla musica d’autore con Mimmo Locasciulli, vincitore del Premio Tenco 2024, e la cantautrice pugliese Erica Mou, che recentemente ha anche pubblicato il libro Una cosa per la quale mi odierai (Fandango Libri). Non mancheranno momenti di coinvolgimento del pubblico grazie alla cantante Valentina De Rosa. A questi si aggiungeranno altri scrittori e artisti.

“Una nave di libri per Barcellona”, che si avvale del patrocinio della ANP e dell’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona, è riservata agli abbonati al mensile “Leggere:tutti”. Se non lo si è già si può sottoscrivere l’abbonamento annuale versando 30 euro con una delle modalità indicate a questo link.

Euro vola sopra 1,07 dollari ai massimi da novembre

Roma, 5 mar. (askanews) – L’euro balza sopra quota 1,07 sul dollaro per la prima volta da quattro mesi a questa parte, dopo che in Germania il cancelliere in pectore, Friedrich Merz ha raggiunto un raccordo con i socialdemocratici per una deroga alle regole costituzionali sui limiti alle spese in deficit, per aumentare l’esborso sulla difesa. Nel pomeriggio la valuta condivisa raggiunge quota 1,0717 dollari, dopo un picco a 1,0724, Massimo da inizio novembre.

Il tutto alla vigilia delle decisioni della Bce sui tassi di interesse ufficiali, da cui è atteso un nuovo tagli da 0,25 punti percentuali.

La 24esima Triennale: capire il mondo attraverso le disuguaglianze

Milano, 5 mar. (askanews) – Il presidente della Triennale Milano, Stefano Boeri, ha presentato ad askanews la 24esima Esposizione internazionale dedicata al tema delle disuguaglianze che si aprir il prossimo 13 maggio. “II tema delle diseguaglianze – ci ha detto Boeri – ci sembra oggi un modo molto utile, importante, quasi urgente per poter capire meglio come affrontare anche le grandi sfide del cambiamento climatico, ad esempio, ma anche da un certo punto di vista questa, come dire, prorompente rivoluzione che sta nascendo dall’intelligenza artificiale. Oggi le diseguaglianze possono diventare o una vera qualit aggiuntiva, nel senso che il mondo sempre pi largo, sempre pi ampio, sempre pi colmo di differenze e diversit che possono diventare una grande ricchezza, oppure al contrario, come purtroppo prevalentemente avviene nelle nostre citt le diseguaglianze diventano delle catene, diventano delle barriere. Siamo nel 2025 e ancora in una citt come Torino, tra chi nasce in periferia e chi nasce in centro ci sono quattro anni di differenze e aspettative di vita”.

“Quindi ci sar una parte sulle citt – ha proseguito il presidente – poi ci sar una parte su Milano e devo dire che siamo molto contenti perch abbiamo sviluppato questo progetto di esposizione internazionale su inequality insieme agli atenei milanesi, poi ci saranno parti dedicate in modo positivo anche al modo con cui cercare di intervenire nella situazione pi drammatica e di diseguaglianza sociale. Norman Foster porter una serie di progetti e di esempi in alcune situazioni di povert estrema dove lui intervenuto con la sua fondazione, con dei moduli abitativi che si realizzano in costi e con tempi molto limitati. Avremo una parte dedicata a raccontare le guerre, come le guerre oggi siano insieme effetto e elemento produttore di diseguaglianze. E poi invece al piano superiore passeremo dalla geopolitica pi alla, quella che si chiama biopolitica, cio parleremo pi della vita, e l ci saranno una serie di altri progetti sul tema della biodiversit.

“Chi verr in Triennale – ha concluso Boeri – uscir non solamente con magari una maggior consapevolezza della gigantesca dimensione delle diseguaglianze del mondo contemporaneo, ma anche del modo con cui si pu cercare di ridurre questa distanza tra povert e ricchezza, tra accessibilit e non accessibilit, tra aspettative di vita in salute e assenza di aspettative di salute. Ecco queste sono alcune delle questioni su cui io credo Triennale potr dare degli strumenti molto semplici e molto utili a tutti. Questo un po’ il nostro scopo”.

Le novità che sta preparando la Ue sulle emissioni delle auto

Roma, 5 mar. (askanews) – La Commissione europea ha annunciato, oggi a Bruxelles, che intende anticipare al terzo o quarto trimestre di quest’anno (invece che nel 2026) la procedura di revisione della normativa sulla riduzione obbligatoria delle emissioni di CO2 per il settore dell’auto, ma al tempo stesso il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas ha puntualizzato che gli obiettivi del 2025, 2030 e 2035 verranno mantenuti, con l’obbligo finale, al 2035, di immettere sul mercato solo auto nuove a zero emissioni, e la sostanziale messa al bando dei motori a combustione interna, a benzina e diesel.

“Restiamo fermi sull’obiettivo 2035”, ha rimarcato più volte durante la conferenza stampa di presentazione di un nuovo “piano di azione” Ue sull’auto. Piuttosto, come già anticipato, Bruxelles apre alla possibilità di far ricorso anche ai carburanti sintetici (e-fuels) e a non meglio precisate altre “nuove tecnologie”, secondo le parole del Commissario, per raggiungere i target di zero emissioni nette fissato per il 2035. Più in generale, peraltro, ha affermato che quello di oggi rappresentava “un primo passo” per venire incontro alle richieste manifestate dalle case automobilistiche in questi mesi di consultazioni.

Intanto il “piano di azione” per il settore include la proposta già preannunciata di maggiore flessibilità sugli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 sulle nuove immatricolazioni. La riduzione delle emissioni prevista per il parco auto nuove di ogni azienda automobilistica europea, invece di essere verificata alla fine dell’anno in corso, potrà essere “spalmata” sul periodo 2025-2027, in modo che l’obiettivo sia rispettato come media annuale nel triennio . In questo modo alle case automobilistiche verrà permesso di “colmare qualunque lacuna nel primo o nel secondo anno con maggiori immatricolazioni a zero emissioni nell’ultimo anno”, ma resta inalterata “l’ambizione complessiva degli obiettivi 2025”.

“Restiamo fermi sull’obiettivo 2035, il che significa che restiamo fermi anche sull’obiettivo 2025 – ha rimarcato TziTzikostas – e sull’obiettivo 2030”.

Il provvedimento consentirebbe di sfuggire, per ora, alle multe plurimiliardarie che scattarebbero a carico delle case automobilistiche già da quest’anno, in assenza di una quota sufficiente di veicoli a zero emissioni sulle nuove auto immatricolate. Le case che già quest’anno raggiungeranno o supereranno i target “saranno meno sotto pressione nel 2026 e 2027”, ha proseguito l’eurocommissario.

Parallelamente, Bruxelles lavora a meccanismi con cui sostenere la domanda di veicoli elettrici, tra cui provvedimenti per rafforzare la fiducia su questa tipologia di vetture, ad esempio “migliorando la durata delle batterie e la loro riparabilità”, recita un comunicato della Commissione.

Il piano prevede anche 1,8 miliardi di euro per mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento di materiali necessari per le batterie dei veicoli a prezzi competitivi. E un ulteriore miliardo di euro, tramite investimenti congiunti pubblico-privato, sostenuti dal programma Ue di sostegno alla ricerca e sviluppo “Horizon Europe”, per i veicoli a guida autonoma, con i relativi sistemi di intelligenza artificiale.

Tornando ai veicoli elettrici, la Commissione promette che intende “lavorare attivamente con gli Stati membri per ottimizzare gli schemi di sussidi a favore dei consumatori”. (fonte immagine: Europea Union).

Auto, Ue anticipa revisione norme CO2, conferma zero emissioni 2035

Roma, 5 mar. (askanews) – La Commissione europea ha annunciato, oggi a Bruxelles, che intende anticipare al terzo o quarto trimestre di quest’anno (invece che nel 2026) la procedura di revisione della normativa sulla riduzione obbligatoria delle emissioni di CO2 per il settore dell’auto, ma al tempo stesso il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas ha puntualizzato che gli obiettivi del 2025, 2030 e 2035 verranno mantenuti, con l’obbligo finale, al 2035, di immettere sul mercato solo auto nuove a zero emissioni, e la sostanziale messa al bando dei motori a combustione interna, a benzina e diesel.

“Restiamo fermi sull’obiettivo 2035”, ha rimarcato più volte durante la conferenza stampa di presentazione di un nuovo “piano di azione” Ue sull’auto. Piuttosto, come già anticipato, Bruxelles apre alla possibilità di far ricorso anche ai carburanti sintetici (e-fuels) e a non meglio precisate altre “nuove tecnologie”, secondo le parole del Commissario, per raggiungere i target di zero emissioni nette fissato per il 2035. Più in generale, peraltro, ha affermato che quello di oggi rappresentava “un primo passo” per venire incontro alle richieste manifestate dalle case automobilistiche in questi mesi di consultazioni.

Intanto il “piano di azione” per il settore include la proposta già preannunciata di maggiore flessibilità sugli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 sulle nuove immatricolazioni. La riduzione delle emissioni prevista per il parco auto nuove di ogni azienda automobilistica europea, invece di essere verificata alla fine dell’anno in corso, potrà essere “spalmata” sul periodo 2025-2027, in modo che l’obiettivo sia rispettato come media annuale nel triennio . In questo modo alle case automobilistiche verrà permesso di “colmare qualunque lacuna nel primo o nel secondo anno con maggiori immatricolazioni a zero emissioni nell’ultimo anno”, ma resta inalterata “l’ambizione complessiva degli obiettivi 2025”.

“Restiamo fermi sull’obiettivo 2035, il che significa che restiamo fermi anche sull’obiettivo 2025 – ha rimarcato TziTzikostas – e sull’obiettivo 2030”.

Il provvedimento consentirebbe di sfuggire, per ora, alle multe plurimiliardarie che scattarebbero a carico delle case automobilistiche già da quest’anno, in assenza di una quota sufficiente di veicoli a zero emissioni sulle nuove auto immatricolate. Le case che già quest’anno raggiungeranno o supereranno i target “saranno meno sotto pressione nel 2026 e 2027”, ha proseguito l’eurocommissario.

Parallelamente, Bruxelles lavora a meccanismi con cui sostenere la domanda di veicoli elettrici, tra cui provvedimenti per rafforzare la fiducia su questa tipologia di vetture, ad esempio “migliorando la durata delle batterie e la loro riparabilità”, recita un comunicato della Commissione.

Il piano prevede anche 1,8 miliardi di euro per mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento di materiali necessari per le batterie dei veicoli a prezzi competitivi. E un ulteriore miliardo di euro, tramite investimenti congiunti pubblico-privato, sostenuti dal programma Ue di sostegno alla ricerca e sviluppo “Horizon Europe”, per i veicoli a guida autonoma, con i relativi sistemi di intelligenza artificiale.

Tornando ai veicoli elettrici, la Commissione promette che intende “lavorare attivamente con gli Stati membri per ottimizzare gli schemi di sussidi a favore dei consumatori”. (fonte immagine: Europea Union).

Bresh, dopo il raddoppio a Milano, nuove date a Jesolo e Bologna

Roma, 5 mar. (askanews) – Dopo l’annuncio del sold out e del successivo raddoppio della data di Milano di Bresh, si aggiungono ora altri due nuovi live al suo primo tour nei palasport: a Jesolo (25 ottobre – Palazzo del Turismo – data zero) e a Bologna (9 novembre, Unipol Arena). I biglietti per le nuove date sono disponibili in prevendita dalle ore 11:00 di domani, giovedì 6 marzo.

Bresh sarà inoltre a Roma il 1 novembre (Palazzo dello Sport) e il 6 (già sold out) e 7 novembre all’Unipol Forum di Milano.

Circola intanto in radio “La tana del granchio”, il singolo con cui Bresh è stato per la prima volta in gara alla 75esima edizione del Festival di Sanremo. Il brano (testo di Bresh, musica di Luca Di Blasi, Giorgio De Lauri, Luca Ghiazzi e prodotto da Dibla, JIZ, SHUNE), disponibile anche uno speciale vinile 45 giri (https://epic.lnk.to/latanadelgranchio), è stabile da tre settimane in TOP 10 delle classifiche Top 50 Italia di Spotify, italiana di Shazam e FIMI/GfK dei singoli più venduti.

Dopo l’emozionante performance che Bresh e Cristiano De André hanno regalato sul palco del Teatro Ariston nel corso dell’ultimo Sanremo, è disponibile in digitale “Crêuza de ma – live version”, cover del brano di Fabrizio De André (scritto da Fabrizio De André e Mauro Pagani). Pensata inizialmente per la sola esibizione durante la serata dedicata alle cover del Festival di Sanremo 2025, a grande richiesta la versione live di “Crêuza de ma” di Bresh e Cristiano De André è arrivata sulle piattaforme digitali grazie all’affetto e al sostegno che il pubblico ha dimostrato nei confronti di questa speciale reinterpretazione del capolavoro di Faber

Calibro 35, il singolo "Reptile Strut" dedicato a ramarro che rinasce

Roma, 5 mar. (askanews) – Un simbolo di rigenerazione e rinascita, di versatilità e introspezione. È il ramarro, l’animale evocato da uno dei progetti musicali più preziosi della scena nazionale e ormai punto di riferimento anche per quella internazionale. Esce il 5 marzo su tutte le piattaforme digitali “Reptile Strut”, il nuovo singolo dei Calibro 35, la band composta da Tommaso Colliva, Enrico Gabrielli, Massimo Martellotta e Fabio Rondanini e che in 18 anni di carriera si è imposta per la maestria tecnica e un amore smodato per il groove, annullando ogni possibile contraddizione fra coerenza ed eclettismo, fra rigore esecutivo e libertà creativa.

Il brano anticipa il prossimo album in studio dal titolo “Exploration”, la cui uscita è prevista il prossimo 6 giugno, già disponibile in pre-order. Il nono nella discografia della band, un lavoro che segna il ritorno alla label indipendente Record Kicks e che vede la partecipazione di Roberto Dragonetti al basso.

“Il ramarro è un sauro dal colore verde acceso, rapidissimo nei movimenti, ha un incedere scattante e cambia spesso il passo. Per questo è difficile catturarlo. Reptile Strut parte da queste premesse. Ha una DNA preciso, ossia la passione per il groove ma anche la voglia di sperimentare che determina un continuo cambio di passo, di stili, di mondi musicali da esplorare in continuo mutamento”, commentano i Calibro 35, presentando una traccia strumentale granitica e cangiante al tempo stesso – per usare un termine d’altri tempi si potrebbe definire un brano jazz/rock – che gioca sulla straordinaria interazione fra i musicisti, sulla compattezza di basso e batteria, sulla chitarra funky, sulle evoluzioni dei fiati e sulla dimensione quasi onirica delle tastiere.

“Negli ultimi tempi abbiamo ingerito una grande quantità di musica. Grazie alla produzione di colonne sonore abbiamo messo i nostri strumenti in funzione di storie da raccontare e immagini da vedere. Grazie – anche – all’invito a diversi festival italiani ed europei, ci si è confrontati con un mondo ampio, ampissimo come quello del jazz. Abbiamo tenuto le orecchie aperte, assaggiato tutto quello che potevamo, cercando di capire cosa avremmo potuto inserire nel nostro linguaggio”, aggiungono.

“Reptile Strut” è dunque la perfetta introduzione al nuovo album Exploration che rappresenta un ideale sviluppo del precedente EP Jazzploitation. Come dire, dallo “sfruttamento”, dalla “fulminea rapina” compiuta nella banca del jazz alla tensione verso l’esplorazione di ulteriori orizzonti, mantenendo un’attitudine e un’ispirazione jazzistica ma volgendo lo sguardo verso una molteplicità di possibili approdi.

We World: crisi umanitarie colpiscono soprattutto donne e ragazze

Roma, 5 mar. (askanews) – Le crisi umanitarie globali colpiscono in modo sproporzionato donne e ragazze, aumentando povertà, violenza di genere e discriminazione. È quanto emerge dal rapporto ‘Her Future at Risk. The Cost of Humanitarian Crises on Women and Girls’ di WeWorld – organizzazione umanitaria che da oltre 50 anni lavora in 26 Paesi, inclusa l’Italia, per portare al centro chi è ai margini, geografici e sociali – che fornisce un’analisi approfondita di otto Paesi fortemente colpiti da crisi umanitarie prolungate: Afghanistan, Burkina Faso, Etiopia, Mali, Mozambico, Niger, Palestina e Ucraina.

Dal rapporto emerge chiaramente come crisi umanitarie e conflitti aggravano in modo preoccupante le disuguaglianze di genere e generazionali, in particolare in caso di crisi prolungate. Nonostante sia dimostrato come le iniziative guidate dalle donne rafforzino il recupero dalle crisi e la stabilità delle comunità, dal report emerge come le donne siano ancora sottorappresentate nella leadership umanitaria. Si registrano anche gravi lacune nel finanziamento alle iniziative dedicate ai diritti delle donne e al contrasto alle disuguaglianze di genere.

“Donne, bambine e bambini – commenta così Stefania Piccinelli, Responsabile Dipartimento Programmi Internazionali per WeWorld – affrontano rischi maggiori nelle crisi umanitarie, perché l’interruzione dei servizi essenziali e delle infrastrutture aggrava le disuguaglianze di genere e generazionali già esistenti. Il nostro rapporto non solo mette in luce come i diritti delle donne e delle bambine siano maggiormente a rischio nelle crisi umanitarie, ma propone anche soluzioni a lungo termine per una risposta umanitaria più costruita sulle loro necessità. Per fermare il ciclo di violenza e disuguaglianza, è necessario portare al centro le donne e le ragazze nella risposta alle crisi umanitarie, promuovendo la loro leadership, sviluppando politiche sensibili al genere e alle generazioni, ed eliminando le barriere legali e strutturali che ostacolano i loro diritti e la loro partecipazione.”

Il rapporto mette in luce un quadro allarmante, supportato anche da dati raccolti attraverso il ChildFund Alliance World Index 2024, in precedenza noto come WeWorld Index, e testimonianze dirette dai territori:

Una bambina nata oggi in Afghanistan dovrà aspettare 210 anni affinché i suoi diritti umani siano pienamente attuati. (ChildFund Alliance World Index, 2024).

In Burkina Faso, ogni tre giorni e mezzo una ragazza sotto i 19 anni rimane incinta (ChildFund Alliance World Index, 2024).

Nel 2023, 10 bambine e bambini palestinesi su 100 non andavano a scuola (ChildFund Alliance World Index, 2024).

In Mozambico, quasi 1 donna su 5 ha detto di aver subito violenza da partner del partner. (ChildFund Alliance World Index, 2024). (ChildFund Alliance World Index, 2024).

La violenza di genere è una crisi nella crisi: il 70% delle donne nelle zone di crisi ha subito violenza di genere, inclusa violenza domestica, conflict-related sexual violence e sfruttamento sessuale (UN Women, 2024).

Oltre 85 milioni di bambine e bambini nelle aree di emergenza sono esclusi dalla scuola, e le ragazze sono tra le più penalizzate (ECW, 2024).

Le discriminazioni intersezionali – ovvero quelle che colpiscono una persona in modo combinato, sulla base di fattori come genere, etnia, religione o disabilità – amplificano le disuguaglianze e rendono le donne ancora più vulnerabili. In particolare, le donne appartenenti a minoranze etniche, rifugiate, con disabilità o sfollate interne si trovano ad affrontare ostacoli e rischi ancora maggiori, subendo discriminazioni multiple che limitano le loro opportunità e diritti.

Nei contesti di crisi, donne e bambine affrontano difficoltà economiche significative, accentuate dal loro alto coinvolgimento in lavori precari, mal retribuiti e informali. L’accesso limitato all’educazione, il crescente carico di responsabilità di cura e l’aumento delle situazioni di vulnerabilità le espongono a forme di sfruttamento come i matrimoni precoci, il lavoro minorile e lo sfruttamento sessuale.

La doppia crisi dell’Afghanistan: rispondere ai bisogni umanitari e tutelare i diritti delle donne

Il rapporto contiene un focus sull’Afghanistan, dove WeWorld ha ripreso il suo intervento nel 2021 – in seguito agli eventi che hanno visto il ritorno dei Talebani al potere – supportando le comunità rurali e in particolare le donne capo-famiglia e i loro figli e figlie, garantendo accesso ai servizi di base.

L’Afghanistan sta affrontando una doppia crisi senza precedenti: da un lato una crisi umanitaria che continua ad aggravarsi, dall’altro la continua violazione dei diritti umani, soprattutto di donne e bambine che oggi sono private di libertà fondamentali: non possono andare a scuola, non possono studiare o uscire di casa se non accompagnate. Secondo il ChildFund Alliance World Index 2024, una bambina nata oggi in Afghanistan dovrà aspettare 210 anni affinché i suoi diritti umani siano pienamente attuati.

La limitazione della libertà di donne e bambine in Afghanistan aggrava l’emergenza umanitaria, intrappolandole in cicli di vulnerabilità. La sezione analizza questa crisi interconnessa, utilizzando i dati del ChildFund Alliance World Index 2024 e testimonianze raccolte sul campo.

Priorità identificate da WeWorld

Le interviste con lo staff femminile di WeWorld che lavora in Siria, Afghanistan, Ucraina, Palestina e Mali hanno messo in evidenza l’urgenza di politiche inclusive di genere sottolineando alcune priorità:

È essenziale adottare approcci mirati e innovativi per rispondere ai bisogni specifici di donne e ragazze. La protezione dalla violenza di genere deve essere una priorità, con misure più efficaci per prevenire e contrastare gli abusi, soprattutto nelle situazioni di crisi. Garantire l’accesso a cure sanitarie e supporto psicologico è fondamentale, in particolare per donne, bambine e bambini colpiti da conflitti e migrazioni forzate. L’empowerment economico è un elemento chiave per favorire l’indipendenza finanziaria e la resilienza delle donne. È necessario promuovere una maggiore presenza femminile nelle posizioni di leadership all’interno della risposta umanitaria. Bisogna sfidare le norme patriarcali e abbattere le barriere culturali che ostacolano la partecipazione delle donne nelle decisioni e limitano il loro accesso ai diritti e alle opportunità. Il rapporto fornisce raccomandazioni per tre attori principali: Donatori, Partner Umanitari e Policy Maker. I donatori sono invitati a finanziare programmi attenti al genere, includendo la prevenzione della violenza di genere, la salute riproduttiva e l’empowerment economico delle donne, oltre a sostenere le organizzazioni femminili locali.

I Partner Umanitari dovrebbero adottare approcci trasformativi rispetto al genere, promuovendo la leadership femminile e il coinvolgimento degli uomini e dei ragazzi nella promozione dell’uguaglianza di genere. Sono anche chiamati a risponderei ai bisogni legati alla salute mentale delle persone e alla prevenzione della violenza di genere.

Infine, i policy maker sono chiamati a garantire l’uguaglianza di genere nella finanza pubblica, creare politiche che rispettino il genere, eliminare leggi discriminatorie e promuovere la cooperazione internazionale per sostenere la prevenzione della violenza di genere, la salute e l’emancipazione economica delle donne e delle ragazze.

WeWorld

WeWorld è un’organizzazione italiana indipendente impegnata da oltre 50 anni con progetti di cooperazione allo sviluppo e di aiuto umanitario per garantire i diritti a tutte le persone a partire dalle comunità più vulnerabili. I progetti di WeWorld – 165 progetti in 26 Paesi inclusa l’Italia – mettono al centro chiunque sia ai margini, geografici e/o sociali, promuovendone lo sviluppo umano ed economico, affinché possa autodeterminarsi e diventare protagonista del proprio cambiamento.

Con oltre 10 milioni di beneficiari diretti e 54 milioni di beneficiari indiretti WeWorld si occupa di diritti umani, aiuti umanitari, sicurezza alimentare, acqua, igiene e salute, istruzione ed educazione, sviluppo socio-economico e protezione ambientale, educazione alla cittadinanza globale e volontariato internazionale.

Separazione carriere, Meloni: ormai è un processo ineludibile

Roma, 5 mar. (askanews) – “È esattamente ciò che intendiamo fare noi con questa riforma, che prevede la separazione fra chi accusa e chi giudica e che punta a garantire una vera parità processuale fra accusa e difesa”. E’ quanto ha dichiarato, secondo quanto si apprende, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nell’incontro a Palazzo Chigi con una delegazione dell’Unione delle Camere Penali, guidata dal presidente Francesco Petrelli, sulla riforma costituzionale della giustizia che contiene la separazione delle carriere per i magistrati.

“È un punto che voi avete sottolineato in tante occasioni, insieme al fatto che la separazione delle carriere costituisce ormai un processo ineludibile, non solo dopo l’entrata in vigore del nuovo codice di procedura penale ma anche dopo le riforme Castelli e Cartabia, che hanno delineato una figura di pubblico ministero sensibilmente diversa rispetto a quella prevista in origine nel nostro ordinamento giudiziario”, ha aggiunto la premier.

Automotive, Casonato (AgIta): Piano d’azione UE insufficiente

Roma, 5 mar. (askanews) – “Il Piano d’azione UE per l’automotive non sufficiente per arginare il fenomeno della concorrenza cinese, che mette sul mercato automobili con un costo inferiore anche del 10-15%. La nostra industria ha fatto passi da gigante in questi anni, ma quando parliamo di fabbriche di batterie in Europa intendiamo assemblaggio di basi fatte in far east. Noi non abbiamo raffinazione di terre rare, dobbiamo importarle, per questo i prezzi delle nostre auto sono pi alti. Se aggiungiamo, con riferimento all’Italia, che gli stipendi medi non sono aumentati con la stessa velocit del costo delle auto, sembra evidente che in Europa il numero di immatricolazioni del 2019 non lo vedremo mai pi”, lo ha detto Alessio Casonato, Direttore commerciale di Agenzia Italia, intervenuto a Largo Chigi, il format in onda su Urania Tv. E ha aggiunto: “In Italia la riformulazione del fringe benefit ha creato l’effetto contrario a quello sperato. E poi non esistono particolari misure per la deducibilit o detraibilit per l’acquisto di auto nuove. Andrebbe fatto un ragionamento su tecnologie e fiscalit a pi ampio respiro e poi, auspicabilmente, inserirlo all’interno di un quadro europeo, in modo da avere maggiore uniformit normativa”. E ha concluso: “Tutta la filiera automotive in italia pronta per un tavolo tecnico politica-industria per ragionare su soluzioni che garantiscano le entrate ma sblocchino le vendite”.

Spettacolo, Nazionale Attori conferma Domenico Fortunato capitano

Roma, 5 mar. (askanews) – La Nazionale Attori ha confermato all’unanimità come presidente l’attore e regista Domenico Fortunato. Si è svolta ieri l’assemblea generale dei soci della A.C.A.I. Associazione Calciatori Attori Italiani-Nazionale Calcio Attori 1971 che ha rinnovato i suoi organi: il Consiglio Direttivo e lo staff della Direzione Generale.

Il primo eletto con la maggioranza assoluta è risultato Domenico Fortunato, presidente uscente. Poi in ordine di voto: Franco Oppini, Vittorio Emanuele Propizio, Antonio Tallura, Luca Capuano, Edoardo Siravo e Vittorio Hamarz Vasfi.

Il Consiglio Direttivo ha confermato Domenico Fortunato per un nuovo triennio. Vicepresidente in rappresentanza dei più giovani Vittorio Emanuele Propizio. Alle elezioni hanno partecipato un centinaio di soci fra i quali gli ex presidenti, oggi presidenti onorari Ninetto Davoli, Maurizio Mattioli, Franco Oppini, Stefano Masciarelli.

La Nazionale Calcio Attori 1971, nata da una intuizione di Pier Paolo Pasolini e fondata nel 1971 con Ninetto Davoli, Franco Citti, Lino Toffolo, Maurizio Merli e tanti altri, fra i quali il capitano storico Massimo Troisi, oggi è un organismo di volontariato appartenente al terzo settore che ha devoluto in beneficenza oltre settanta milioni di euro disputando partite di beneficenza in Italia e in tutto il mondo, creando il brand “il Derby del Cuore” che ha realizzato trenta edizioni: venti allo Stadio Olimpico di Roma e dieci a Milano, allo stadio Giuseppe Meazza di San Siro.

Dai suoi albori ha mantenuto viva la tradizione, dopo ogni partita di beneficenza, di convocare una conferenza stampa per comunicare il valore dell’incasso per devolverlo interamente e pubblicamente con un assegno o con l’attestazione di un bonifico alla causa della solidarietà ed alla associazione beneficiaria.

Durante la pandemia di Covid, la Nazionale Attori ha confezionato e distribuito i pacchi con la spesa solidale alle famiglie povere del VII Municipio di Cinecittà. La squadra nel corso del tempo è stata ribattezzata il 113 della solidarietà, perché accorre in soccorso dei poveri e dei bisognosi ovunque venga chiamata, incarnando oggi come agli inizi lo spirito per cui è nata grazie alla idea del suo fondatore Pier Paolo Pasolini.

La più antica squadra di calcio del mondo dello spettacolo, un unicum italiano nel mondo, conserva la sua memoria grazie alla viva partecipazione dei suoi primi protagonisti fra i quali Ninetto Davoli, Lino Banfi, Carlo Verdone, Enrico Montesano, Nino D’Angelo, Cristian De Sica, arricchendosi di tanti attori e registi delle nuove generazioni fra i quali il capitano Giorgio Pasotti, Giuseppe Zeno, Enrico Lo Verso, Fabio Fulco, Matteo Garrone, Francesco Cicchella, Eduardo Scarpetta, Miguel Gobbo Diaz, fino ad arrivare ai nuovi talenti attoriali e calcistici come il fortissimo difensore centrale Seydou Sarr, il protagonista di “Io Capitano” di Matteo Garrone e i giovani Mario Di Leva, protagonista della fiction “Resta con me”, Alessio di Domenicantonio “Pinocchio”, “Il talento del calabrone” e Samuele Carrino, l’attore protagonista del titolo campione d’incassi “Il ragazzo dai pantaloni rosa”.

Auto, piano di azione Ue propone 3 flessibilità su target CO2

Roma, 5 mar. (askanews) – La Commissione europea ha presentato il suo “piano di azione” per il settore dell’auto, che include la proposta già preannunciata di maggiore flessibilità sugli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 sulle nuove immatricolazioni, che invece di essere vincolati sull’anno in corso si potranno spalmare sul triennio 2025-2027. In questo modo alle case automobilistiche verrà permesso di “colmare qualunque lacuna nel primo o nel secondo anno con maggiori immatricolazioni a zero emissioni nell’ultimo anno”, ma inalterata “l’ambizione complessiva degli obiettivi 2025”.

Il provvedimento consentirebbe di sfuggire, per ora, alle multe plurimiliardarie che sarebbe scattarebbero a carico delle case automobilistcihe Ue già da quest’anno, in assenza di una quota sufficiente di veicoli a zero emissioni sulle nuove immatricolate.

Parallelamente, Bruxelles lavora a meccanismi con cui sostenere la domanda di veicoli elettrici, tra cui provvedimenti per rafforzare la fiducia su questa tipologia di vetture, ad esempio “migliorando la durata delle batterie e la loro riparabilità”, recita un comunicato della Commissione.

Il piano è stato presentato oggi durante una conferenza stampa dal commissario europeo ai trasporti e al turismo, Apostolo Tzitzikostas.

Il piano prevede anche 1,8 miliardi di euro per mettere in sicurezza le catene di approvvigionamenti di materiali necessari per le batterie dei veicoli a prezzi competitivi. E un ulteriore miliardo di euro, tramite investimenti congiunti pubblico-privato, sostenuti dal programma “Horizon Europe” per i veicoli a guida autonoma, con i relativi sistemi di intelligenza artificiale.

Tornando ai veicoli elettrici, la Commissione promette che intende “lavorare attivamente con gli Stati membri per ottimizzare gli schemi di sussidio a favore dei consumatori”.

“Promuoveremo la produzione interna per evitare dipendenze strategiche, specialmente sulle batterie. Ci atterremo ai nostri obiettivi sulla riduzione delle emissioni, ma tramite un approccio flessibile e pragmatico. Il nostro obiettivo comune è un’industria europea dell’auto sostenibile, competitiva e innovativa che porti benefici a cittadini, economia e all’ambiente”, afferma la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen citata nel comunicato. (fonte immagine: Europea Union).

Il cordoglio del calcio italiano per la scomparsa di Bruno Pizzul

Roma, 5 mar. (askanews) – Incessante l’omaggio del mondo del calcio a Bruno Pizzul, scomparso oggi all’età di 86 anni a Gorizia. Tra le prime società ad esprimere il proprio cordoglio sui social l’Udinese: “Udinese Calcio e la famiglia Pozzo piangono la scomparsa della leggenda del giornalismo sportivo italiano Bruno Pizzul”. Lo si legge in una nota appena diffusa dal Club friulano. “Voce storica del nostro calcio e della Nazionale Italiana, Pizzul ha dato lustro al Friuli su scala internazionale – prosegue il ricordo della società – Da sempre vicino, con passione e professionalità, ai colori bianconeri ha vestito anche, da giovane calciatore, la nostra maglia. Da parte del Club le più sentite condoglianze alla moglie Maria e ai figli Fabio, Silvia ed Anna. Mandi Bruno”.

Tra i protagonisti delle sue telecronache Roberto Baggio che lo ha ricordato così: “Ciao Bruno, mancherai a tutti! La tua voce rieccheggia per l’eternità”.

L’Inter lo ricorda così: “Storica voce dello sport italiano, hai raccontato le emozioni del calcio e i successi nerazzurri con passione.Caro Bruno, ti ricordiamo allo stadio con le cuffie e il microfono, tuoi inseparabili compagni. Stringiamo in un grande abbraccio la tua famiglia e tutti i tuoi cari”.

“Il presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Bruno Pizzul, indimenticabile voce dello sport italiano”.

Il Milan rende omaggio con un video di “Milan-Barcellona, eletta dai tifosi rossoneri come la Partita del Secolo. La meravigliosa Atene e la voce autorevole e garbata di Bruno Pizzul. Un racconto in cui tutto sarà eternamente molto bello. Grazie Bruno, ti sia vicino per sempre il ricordo pieno di stima e rispetto da parte di tutti noi” E’ scritto in un post. Anche il Brescia ricorda: “Brescia Calcio esprime le più sentite condoglianze per la scomparsa di Bruno Pizzul, la cui voce inconfondibile ha accompagnato generazioni di appassionati di sport, regalando emozioni indimenticabili”.

“L’#ASRoma si unisce al cordoglio del mondo dello sport per la scomparsa di Bruno Pizzul e si stringe attorno alla sua famiglia. La sua telecronaca è divenuta parte della storia sportiva che ha raccontato, la sua voce resterà indimenticabile”.

Vicino alla famiglia in questo momento di dolore il Bari: “Con quella voce inconfondibile ha raccontato il calcio italiano e della Nazionale azzurra per oltre 30 anni. Un’icona del giornalismo sportivo italiano, un maestro a cui possiamo solo dire ‘Grazie Bruno!’. Il cordoglio del Torino: “Il Presidente Urbano Cairo e tutto il Torino Football Club sono vicini con affetto alla famiglia Pizzul nel ricordo di Bruno Pizzul, figura iconica del giornalismo sportivo italiano e voce storica della Nazionale italiana dal 1986 al 2002”. Omaggi anche da Cagliari, Bologna, Lecce, Salernitana, Sampdoria, Fiorentina (Foto Figc)

Automotive, Squeri (FI): Piano d’azione europeo primo passo

Roma, 5 mar. (askanews) – “In Italia il consumo dell’energia diviso in tre domande: il termico (residenziale e industriale) per il 50%, la produzione di corrente elettrica per il 23% e la mobilit per il 27%: ora, quella quota del 23% prodotta attualmente per il 65% da fonti fossili. Per cui, prima di decarbonizzare questo 65% che serve a produrre la nostra corrente elettrica, ci si accaniti sul 27% relativo alla mobilit provocando la distorsione dei risultati che tutti conosciamo”. Lo ha detto Luca Squeri, Segretario Commissione Attivit Produttive Camera (FI) a Largo Chigi, format televisivo di The Watcher Post. “C’ una ragione per cui gli italiani scelgono le auto ibride: perch forzare il mercato senza tenere conto del volere dei consumatori porta alla crisi attuale del settore. Dunque oggi, positivo che si rimetta mano con il Piano d’azione europeo sull’automotive, ma non basta: il primo passo quello di diluire questo vincolo di emissioni che avrebbe determinato multe gi attive dal 1 gennaio 2025 – devastanti per le case automobilistiche – ma il vero cambiamento da realizzare, introdurre il concetto di neutralit tecnologica, togliendo quel vincolo relativo alle auto eletriche, come unica opzione possibile introducendo, dunque, i biocarburanti come scelta decarbonizzante che consente ai motori endotermici di competere”.

Formiche ricorda Calipari con i tre direttori dell’intelligence

Roma, 5 mar. (askanews) – A vent’anni dalla morte di Nicola Calipari durante la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena, la rivista Formiche dedica il suo ultimo numero alla figura del funzionario del SISMI.

Nel numero speciale, la rivista ospita contributi di alto profilo, tra cui gli articoli firmati dai tre vertici dell’intelligence italiana: Vittorio Rizzi, direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Repubblica (DIS); Giovanni Caravelli, direttore dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE, l’agenzia che ha raccolto l’eredità del SISMI di Calipari con la riforma del 2007); e di Bruno Valensise, direttore dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (AISI).

Attraverso le voci autorevoli dei vertici della sicurezza nazionale e una serie di approfondimenti inediti, Formiche rende omaggio alla memoria di un servitore dello Stato il cui sacrificio ha segnato la storia recente dell’intelligence italiana.

La rivista è stata distribuita martedì sera in occasione della proiezione del film Il nibbio, con Claudio Santamaria, che ricostruisce la figura di Calipari e la sua uccisione in Iraq.

La “capacità di dialogo” di Nicola Calipari “lo rendeva un punto di riferimento per chi, come me, aveva il privilegio di lavorare insieme a lui”. È quanto scrive Vittorio Rizzi, direttore generale del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza della Repubblica (DIS), nell’ultimo numero della rivista Formiche dedicato alla figura del funzionario del SISMI caduto vent’anni fa durante la liberazione della giornalista Giuliana Sgrena. Oltre al suo contribuito, ci sono anche quelli di Giovanni Caravelli, direttore dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Esterna (AISE, l’agenzia che ha raccolto l’eredità del SISMI di Calipari con la riforma del 2007); e di Bruno Valensise, direttore dell’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna (AISI).

“Nicola Calipari era un uomo silenzioso ma risoluto. Incarnava quella determinazione quieta di chi serve il proprio Paese con impegno costante e senza clamore: non cercava gloria personale, non amava i riflettori, non chiedeva riconoscimenti, ma agiva in modo che le sue azioni parlassero per lui”, scrive ancora Rizzi, poliziotto come Calipari. “Questo non significa agire nell’ombra per oscurare la verità, ma operare con discrezione per proteggere ciò che è legittimo, senza mai compromettere i principi di legalità”, aggiunge Rizzi.

Automotive, Peluffo (Pd): Competitivit il problema

Roma, 5 mar. (askanews) – “Credo che gli obiettivi di decarbonizzazione vadano mantenuti, il vero problema la competitivit del comparto. In Europa oggi siamo scesi ad un quinto delle immatricolazioni a livello globale, la Cina prima produceva il 4% delle vetture, oggi il 32%. Oltre all’aspetto dell’elettrificazione siamo indietro sull’auto connessa e, in prospettiva, a guida autonome. Il tema quindi quello di un piano europeo di politica industriale, con un Fondo per l’automotive, fissando gli indirizzi sistemici a cui, poi, devono corrispondere politiche industriali nazionali coerenti. L’Italia aveva gi un problema di mancati investimenti nel settore. Per quanto riguarda le sanzioni, era giusto rimodularle perch il 2025 sar un anno difficile”. Lo ha detto Vinicio Peluffo, Capogruppo PD in Commissione Attivit Produttive Camera, a Largo Chigi, un format di The Watcher Post in onda su Urania Tv.