Home Blog Pagina 475

E’ la serata finale del Festival di Sanremo. Si balla con Gabry Ponte, Conti con Marcuzzi e Cattelan

Sanremo, 15 feb. (askanews) – Al via la finale del Festival di Sanremo, che si apre con Gabry Ponte e la sua ‘Tutta l’Italia’, la canzone del dj e producer diventata anche il nuovo e contagioso jingle del festival. Conduttori con Carlo Conti: Alessia Marcuzzi e Alessandro Cattelan.

In gara 29 artisti, il regolamento della votazione prevede il 33% sala stampa, tv e web, 33% radio e 34% televoto. Poi si rivoterà per la cinquina finale. Secondo la scaletta definitiva, lo stop al televoto è previsto intorno all’1:36 mentre l’annuncio del vincitore o della vincitrice è previsto per l’1:47, con l’ingresso dei cinque finalisti sul palco.

Tra gli ospiti Antonello Venditti a cui viene consegnato il Premio alla carriera; il calciatore della Fiorentina Edoardo Bove che racconta il dramma vissuto in campo dopo il malore allo stadio di Firenze, e Alberto Angela; sul palco tornano anche Bianca Balti, che consegna i premi collaterali e Mahmood, che presenta in anteprima il nuovo singolo.

Ucraina, Usa: negoziato senza l’Ue. E Macron convoca l’Europa

Monaco di Baviera, 15 feb. (askanews) – Nessun posto per l’Europa al tavolo del negoziato. L’inviato di Donald Trump per l’Ucraina lo ha detto a chiare lettere anche oggi a Monaco: non c’è alcuna sedia per l’Ue, che pure si agita per farsi largo. Accettiamo “proposte e idee”, ma finisce qui, ha spiegato l’ex generale americano, mentre l’Unione europea prova a far fronte comune. Da Parigi rimbalzano indiscrezioni sulla proposta avanzata da Emmanuel Macron di un vertice dei capi di Stato e di governo europei da tenersi eventualmente nella capitale francese nella giornata di lunedì. Potrebbe essere allargato anche agli Usa: nulla di definito, “ci stiamo lavorando”, hanno confermato fonti dell’Eliseo e del governo italiano, nelle stesse ore in cui Volodymyr Zelensky ha tentato un colpo a sorpresa. Durante la sua partecipazione alla Conferenza sulla sicurezza in Baviera ha annunciato la disponibilità di Kiev a ragionare su un ritorno ai confini precedenti al 2022. Molto difficile, se non impossibile, che la proposta sia accolta a Mosca con favore. Ma il presidente ucraino si è spinto fino a dove non aveva mai osato prima: non solo l’Ucraina è pronta a discutere un piano di pace “comune”, risultato di una mediazione di Stati Uniti e Unione Europea, ma può prendere in considerazione la modifica dei suoi confini terrestri senza guardarsi troppo indietro. Che, in altre parole, significa recuperare dalla Russia solo una parte dei territori occupati: l’area di Zaporizhzha, quella di Kherson, alcune zone di Donetsk. Un’apertura che il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito di “buon senso”, perché se si vuole arrivare ad un accordo di cessate il fuoco serve “disponibilità” da parte di tutti i contendenti.

Un passo in avanti inatteso, quello di Zelensky, che però fa il paio con una brusca, seppur momentanea, inversione di tendenza su un eventuale accordo con Washington sulle terre rare. Il presidente ucraino lo ha respinto al mittente: “non è ancora pronto a proteggere gli interessi” di Kiev, ha detto. Secondo il capo dello Stato occorre infatti pensare a come distribuire i profitti, e a come correlarli alle “garanzie di sicurezza”. E “questa connessione ancora non c’è”, ha chiarito.

Dopo l’accelerazione degli ultimi giorni, imposta da Trump, Zelensky non è ancora convinto delle buone intenzioni di Vladimir Putin, che a suo dire vorrebbe persino avere al suo fianco il presidente Usa “il 9 maggio sulla Piazza Rossa”. L’attacco della Russia contro la centrale nucleare di Chernobyl, nei giorni scorsi, è a suo avviso un chiaro messaggio del leader del Cremlino: “significa che non vuole la pace né è pronto al dialogo”. Secondo Zelensky, Mosca starebbe preparando 15 nuove divisioni, circa 150 mila soldati, ovvero tanti più militari di quelli che possono schierare molti Paesi europei insieme. La leadership ucraina avrebbe anche ricevuto informazioni di intelligence sul fatto che quest’estate la Russia dovrebbe inviare delle forze in Bielorussia con il pretesto di esercitazioni militari. “Forse attaccherà l’Ucraina o forse no” e potrebbe dirigersi contro altri Paesi, ha detto Zelensky.

Quella che arriva dal Cremlino, dunque, sarebbe una minaccia rivolta all’intera Europa. Ecco perché l’intera Unione ha bisogno di essere forte, anche in “chi va” a trovare Trump a Mar-a-Lago, secondo il leader ucraino. L’Ue ha perciò bisogno di agire, senza indugi, “per garantire la propria sicurezza”. Intanto, fornendo a Kiev tutto quello di cui ha bisogno, “armi, addestramento, assistenza”. Poi, collaborando per una produzione congiunta di materiale militare. Infine, costruendo delle “forze armate europee”, capaci di assicurare all’Unione un principio inderogabile: “il futuro dell’Europa deve dipendere solo dagli europei”. L’obiettivo, secondo Zelensky, deve essere chiaro a tutti: “l’Ue deve unirsi e agire in modo che nessuno posso comandarla a bacchetta o minacciarla”.

Zelensky non ha citato esplicitamente né Trump né Putin, ma è ancora infastidito da quella telefonata fatta dal tycoon repubblicano prima al Cremlino e poi a Kiev. L’ha mal digerita, pur rimanendo aperto al dialogo. Ed ha posto dei paletti: sarebbe “pericoloso”, ha detto, se con l’avvio di un eventuale negoziato, l’inquilino della Casa Bianca dovesse decidere di incontrare prima il presidente russo. “L’Ucraina non accetterà mai accordi fatti alle nostre spalle senza il nostro coinvolgimento. E la stessa regola dovrebbe applicarsi a tutta l’Europa”, ha spiegato, ribadendo che “l’Ue deve avere un posto al tavolo” delle trattative.

Una scelta non scontata, in un momento in cui il filo diretto tra Washington e Mosca sembra proseguire. Il capo della diplomazia russo Sergey Lavrov, oggi, ha parlato al telefono con la sua controparte americana, Marco Rubio. Nelle stesse ore, durante i suoi incontri a Monaco, Kellogg ha ribadito a chiare lettere che nel percorso verso una soluzione negoziata del conflitto “ci sono due parti e un solo mediatore”, gli Stati Uniti, che stanno lavorando a un piano che dovrebbe realizzarsi “non in alcuni mesi, ma nel giro di settimane, giorni”. L’Europa sarebbe consultata, dunque, ma alla fine esclusa. “Potrebbe essere come il gesso sulla lavagna, potrebbe irritare un po’, ma vi sto dicendo qualcosa di molto onesto”, ha detto l’inviato Usa, che ha invitato “gli amici europei” a “non lamentarsi”, ma ad avanzare piuttosto “proposte concrete ed idee”.

L’Europa sarebbe dunque fuori dai giochi, benché Tajani abbia assicurato che sia il segretario Stato Marco Rubio che lo stesso Kellogg, incontrati in Baviera, abbiano manifestato “voglia di ascoltare l’Europa e l’Italia”, in questo che il ministro ha definito solo “l’inizio” di un “percorso”, di una “nuova stagione”, in cui anche “l’Italia sta facendo la sua parte”. “Abbiamo detto molte cose a Rubio e a Kellogg”, ha spiegato Tajani, a partire proprio dal ruolo che dovrebbe avere l’Europa al tavolo del negoziato. L’argomento potrebbe essere discusso già domani in occasione di una possibile riunione informale dei ministri degli Esteri dell’Unione a Monaco.

L’arma più importante in mano all’Ue sarebbe sempre quella delle sanzioni. Adottate a più riprese per colpire personalità e aziende russe coinvolte nel conflitto, prossimo al suo terzo anniversario, potrebbero rivelarsi il grimaldello per scalfire il muro di gomma americano sul negoziato. Un nuovo round di misure contro Mosca, secondo quanto riferito da fonti diplomatiche, potrebbero irritare il Cremlino e minare i colloqui mediati da Washington, sollevando interrogativi in Russia sull’opportunità concreta di coinvolgere l’Unione nelle discussioni.

Sanzioni che sono state evocate anche in una dichiarazione congiunta dei ministri degli Esteri del G7, convocata a margine della Conferenza di Monaco dalla presidenza canadese. Ogni nuova misura “aggiuntiva” dopo febbraio, si legge nel testo, dovrebbe però “essere collegata al fatto che la Federazione Russa intraprenda sforzi reali e in buona fede per porre fine in modo duraturo alla guerra”. (di Corrado Accaputo)

Tim, Poste entra nel capitale: è un investimento strategico

Roma, 15 feb. (askanews) – Poste entra nel capitale di Tim. In una settimana densa di notizie per il gruppo di telefonia con la cessione al Mef e Retelit del 100% Sparkle e l’aggiornamento del piano industriale, oggi è arrivata la notizia attesa nelle ultime ore: l’ingresso di Poste come azionista del gruppo di tlc con una quota del 9,81% al posto di Cassa depositi e presiti cui ha ceduto il suo 3,78% di Nexi più un corrispettivo mediante cassa che dovrebbe aggirarsi sui 180 milioni. Cessione che fa salire Cdp in Nexi dall’attuale 14,46% al 18,25%.

Il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha definito l’operazione “nel suo complesso un investimento di natura strategica, con la finalità di creare sinergie tra le aziende e favorire, con tutti gli attori interessati, il consolidamento del mercato delle telecomunicazioni in Italia”. Una indicazione che sembra aprire la strada al coinvolgimento di altri attori per ridurre il numero di operatori esistenti con margini sempre più risicati.

A tal proposito Poste ha fatto sapere di avere in fase avanzata la negoziazione per la fornitura di servizi per l’accesso di Postepay, società interamente controllata da Poste Italiane all’infrastruttura di rete mobile di Tim. Collaborazioni che potrebbero allargarsi ulteriormente convolgento altre parti del business.

Le possibili sinergie commerciali sono state messe in luce giovedì scorso, in occasione della presentazione del Piano, dall’ad di Tim Pietro Labriola che ha valutato positivamente un accordo con Poste, giudicato come uno dei candidati migliori per un consolidamento del mercato. Tuttavia ieri il titolo è stato fortemente penalizzato in Borsa perdendo fino al 7,6% con scambi sul 7% del capitale. Vendite scattate da parte di chi scommetteva in direzione di un’operazione di riassetto con protagonista Iliad e il fondo Cvc su cui erano emerse indiscrezioni nei giorni precedenti.

L’ingresso di Poste è stato visto nelle ultime ore dagli investitori come una frenata ai progetti di consolidamento per ridurre gli operatori da quattro a tre. Lunedì l’operazione, ufficializzata, andrà al test dei mercati.

Rete di Trieste, la parola dei giovani è la novità più importante.

Flickr

Si è concluso nella tarda mattinata di oggi l’incontro promosso dalla “Rete di Trieste” tra amministratori di enti locali che si riconoscono nei valori e nei principi del mondo cattolico.

Mentre sui media si possono trovare commenti sui promotori e sugli ospiti più noti, tutti già impegnati in politica, si rischia di trascurare un aspetto fondamentale di questo evento molto atteso: lo spazio dedicato ai giovani.

Un’ora di interventi di sei under 30 ha rappresentato la vera novità. Per una volta, sono stati loro a parlare e noi adulti, sia anagraficamente che politicamente, siamo stati chiamati ad ascoltare. E proprio l’ascolto è la prima richiesta emersa: essere ascoltati davvero e non solo “sentiti”, cioè non ridotti a un rumore di fondo che accompagna i discorsi degli adulti.

A questa richiesta di ascolto si affianca il bisogno di essere visti. Visti nella loro gioventù, nel loro essere giovani adesso, non come proiezione di adulti in divenire. Perché, ammettiamolo, spesso dimentichiamo di essere stati giovani e di cosa significasse esserlo. Di cosa volesse dire sognare, crederci e poi fare. Parole che non solo abbiamo dimenticato, ma di cui abbiamo perso anche l’ordine di successione, quell’ordine che può generare un “pensiero fecondo”.

I riferimenti ai valori cattolici non sono mancati. Tra tutti, particolarmente significativo è stato il richiamo alla Prima Lettera a Timoteo (4,12): “Nessuno disprezzi la tua gioventù”. Un monito che ha un valore profondo anche in politica. L’esperienza è considerata una delle doti fondamentali di un politico, ma essa stessa nasce solo se un giovane ha la possibilità di fare esperienza.

Negli ultimi decenni, l’abbandono e il disinteresse dei giovani verso la politica affondano le radici anche nell’impossibilità di partecipare realmente, perché chi occupa la scena politica, ormai ampiamente maturo, non lascia spazio. La loro esperienza diventa così anacronistica, non più in grado di interpretare il presente. Di questo noi adulti dobbiamo prendere coscienza e lasciare il passo, permettendo ai giovani di sognare e disegnare il proprio futuro.

I giovani lavorano per connessioni e condivisioni, privilegiando modelli partecipativi che risultano estranei all’attuale classe politica, spesso legata alla figura del leader solitario, visto come salvatore della collettività. Un modello che, paradossalmente, deresponsabilizza proprio quella collettività che lo ha eletto.

Al contrario, i giovani propongono un paradigma partecipativo e collettivo, se solo questa parola potesse essere liberata dai pregiudizi ideologici. Una metafora efficace, applaudita durante l’incontro, è venuta dal mondo del paracadutismo: “Ci si butta da soli, ma si atterra insieme”. Anche in politica, l’individualità dell’azione si completa solo nella condivisione del risultato.

L’invito dei giovani è chiaro: non vogliono più restare ai margini di un dibattito dominato dagli adulti, che ormai evitano il salto, rimanendo saldamente ancorati a un terreno politico che considerano di loro esclusiva proprietà.

Un altro concetto forte, ripreso dall’Enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco, è quello di fraternità. I giovani sentono di far parte di una comunità umana globale, abitano lo stesso pianeta e vedono il mondo come uno spazio condiviso, a differenza degli adulti che si percepiscono come appartenenti a popoli separati, ciascuno intento a difendere la propria cultura e i propri confini.

Sono due visioni antitetiche che proiettano scenari diversi per il futuro: da una parte l’individualismo dei singoli popoli, dall’altra la comunità umana. I giovani scelgono la comunità e le connessioni. E qui emerge un paradosso interessante: proprio quelle connessioni tecnologiche che gli adulti hanno spesso demonizzato (ma anche favorito, regalando loro smartphone e tablet) si sono trasformate in connessioni umane, in un senso di fratellanza globale.

Un effetto inatteso, su cui riflettere.

Tajani: difesa comune sogno dell’Italia, pronti a spendere di pi

Monaco, 15 feb. (askanews) – “La difesa comune il grande sogno dell’Italia, lo era di De Gasperi e di Berlusconi, io sono pronto a fare tutto ci che si deve, siamo pronti a spendere di pi per la difesa e aver ottenuto una risposta positiva da Ursula von der Leyen sulla possibilit di escludere dal Patto di stabilit le spese per la difesa ci incoraggia ad andare avanti, anche questo un successo dell’Italia”.

Cos il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

Sanremo, Conti: “Nessun veto su ospiti, Fedez ha cantato “Bella Carognoetta”

Sanremo, 15 feb. (askanews) – “Premettendo che sono il meno social e non seguo tutto quello che succede fuori, credo faccia parte della forza del Festival e serva moltissimo quel fumo, quel polverone che si crea intorno social fanno un bene enorme al Festival. Su Tony Effe che ha detto che senza collana dovevo cantare io: sappiate che mi sono esercitato con suo brano. Mentre sugli ospiti, ho parlato con tutti esortandoli a cercare qualcosa di stimolante e anche Fedez, gli ho dato l’opportunit di cantare “Bella Carognoetta”.

Tajani: l’Ue ci sar e gli Usa continueranno a sostenere l’Ucraina

Monaco, 15 feb. (askanews) -“L’Europa c’, c’ sempre stata e ci sar per la sicurezza dell’Ucraina, anche Rubio (il Segretario di Stato Usa) nel suo intervento ha detto in modo chiaro che non ci sar nessun abbandono da parte Usa, anzi gli Stati Uniti continueranno a sostenere l’Ucraina e tutto ci che sar fatto non sar mai a detrimento della Nato”.

Cos il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando del sostegno all’Ucraina a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

Tajani: Vance? L’Europa deve agire e non agitarsi

Monaco, 15 feb. (askanews) – “Bisogna agire e non agitarsi” ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani parlando a margine della Conferenza di Monaco in riferimento all’attacco all’Europa del vicepresidente Usa JD Vance.

“Non ho mai parlato con Vance, ho sentito dei discorsi, ma ha parlato in generale dell’Europa, non intervenuto su temi concreti – ha detto Tajani – pu avere delle idee sull’Europa, io ne ho un’altra, ma me interessa lavorare per la pace, cosa che ho fatto con Rubio e Kellogg, siamo all’inizio ma vogliono ascoltarci quindi c’ attenzione nei confronti dell’Italia e dell’Ue”. “Mi pare che se le cose vanno in questa direzione non c’ da preoccuparsi, bisogna agire e non agitarsi”.

Ucraina, Tajani: inizia una nuova stagione per arrivare alla pace

Monaco, 15 feb. (askanews) – “La mia valutazione che si aperto un dialogo, inizia una nuova stagione per cercare di arrivare alla pace, siamo solo all’inizio, inizia un percorso che deve essere seguito fino alla fine del conflitto, garantendo libert e indipendenza all’Ucraina”.

Cos il ministro degli Esteri Antonio Tajani parlando a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

“L’Italia sta facendo la sua parte, abbiamo detto molte cose a Rubio e Kellogg di quello che pensiamo si debba fare, partendo da una presenza dell’Ue e mi pare si riconosca questo ruolo, dovremo ovviamente essere parte del confronto e mi pare ci sia un riconoscimento, da parte degli Usa c’ voglia di ascoltare l’Ue e l’Italia” ha aggiunto.

“Ci siamo confrontati su tutte le cose che si possono e si devono fare, ma siamo ancora all’inizio, ci vorr tempo. La determinazione Usa di andare avanti, la nostra di assecondare un processo di pace che deve per garantire l’Ucraina, in un rapporto stretto tra Usa e Ue”.

Ex Ilvia, Urso: le tre offerte ancora tutte in campo

Sanremo, 15 feb. (askanews) – “In teoria sono in campo tutte e tre, nelle prossime ore i commissari con i loro staff legali esamineranno nel merito le proposte e poi mi confronter con loro per capire se tra queste sia emersa con chiarezza una proposta che risponda appieno agli obiettivi delle procedura e quindi alla piena decarbonizzazione degli impianti siderurgici di Taranto”. Lo ha detto Adolfo Urso, ministro di imprese e del Made in Italy rispetto alle offerte dei concorrenti in gara per rilevare la totalit del complesso aziendale dell’ex Ilva da Sanremo a margine della presentazione del francobollo commemorativo del Festival.

“Gli obiettivi sono la transizione green, la tenuta dei livelli occupazionali e quello che serve per fare di Taranto nuovamente il pi grande impianto siderurgico pi avanzato della nostra Unione Europea”, ha concluso il ministro.

Ucraina, Zelensky: ho rifiutato un accordo con gli Usa sulle terre rare

Monaco di Baviera, 15 feb. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha detto di avere rifiutato l’accordo con gli Sgtati Uniti sulle terre rare, perché il documento proposto “non è ancora pronto a proteggere gli interessi” del suo Paese. “Io sono il presidente e avrò un’influenza sulla qualità di questo documento. Ed è per questo che non ho lasciato che i ministri firmassero l’accordo, perché non è pronto, secondo me. Non è ancora pronto a proteggere i nostri interessi”, ha detto Zelensky parlando con alcuni giornalisti ucraini a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, secondo quanto riportato da Rbc-Ucraina.

Inoltre, ha spiegato Zelensky, bisogna “pensare a come distribuire i profitti, se è tutto correlato alle garanzie di sicurezza”. “Non vedo ancora questa connessione nel documento”, ha osservato, aggiungendo che invece questa connessione dovrebbe essere chiara.

Calcio, Atalanta-Cagliari 0-0 nell’anticipo

Roma, 15 feb. (askanews) – Al Gewiss Stadium finisce 0-0 tra Atalanta e Cagliari. Partita non semplice per la squadra di Gasperini che crea la prima vera occasione al 35′ con Samardzic che, al limite dell’area, calcia col sinistro a giro. Nel secondo tempo viene annullato il gol di Brescianini per fallo di Posch su Caprile. Il Cagliari cresce e va vicino al vantaggio con il destro di Deiola deviato da Hien in calcio d’angolo. Nel finale ci prova Vlahovic che non riesce a superare Caprile

Sanremo, Olly: i complimenti di Simon Le Bon la cosa pi divertente

Sanremo, 15 feb. (askanews) – “Dopo gioved sono venuti a dirmi che Simon Le Bon voleva salutarmi, perch gli ero piaciuto, il problema che io avevo capito Salmo, che ha quel nickname (@lebonski), poi l’ho incontrato e abbiamo fatto anche una foto insieme, stato forse l’evento pi divertente di questa settimana, mi ha reso orgoglioso, mi ha detto che gli piaciuta la mia esibizione, ha visto molta energia”.

Cos Olly, in conferenza stampa a Sanremo a poche ore dalla finale. “Mi sento contento e soddisfatto, per me la vittoria non un obiettivo, sono contento di quello che successo fino ad oggi” ha aggiunto.

Sanremo, Tony Effe: Fedez? L’ho incontrato solo al Green carpet

Sanremo, 15 feb. (askanews) – “Mi sto divertendo molto, stressante per gli orari ma mi diverto e ho incontrato molti artisti, tipo Lucio Corsi, mi piace che ognuno ha qualcosa da darmi in questo Festival, prendo da ognuno e porto a casa… Fedez? L’ho incontrato solo al Green carpet, basta”.

Cos Tony Effe ha risposto a una domanda in conferenza stampa prima della finale, i due in passato avevano fatto parlare per un dissing.

Sanremo, apre la serata finale Michielin e chiude Sarah Toscano

Sanremo, 15 feb. (askanews) – Apre Francesca Michielin e chiude Sarah Toscano. Ecco l’ordine di uscita (e i codici del televoto) dei 29 artisti in gara per la serata finale che decreterà il vincitore del Festival di Sanremo. 01 – Francesca Michielin 02 – Willie Peyote 03 – Marcella Bella 04 – Bresh 05 – Modà 06 – Rose Villain 07 – Tony Effe 08 – Clara 09 – Serena Brancale 10 – Brunori Sas 11 – Francesco Gabbani 12 – Noemi 13 – Rocco Hunt 14 – The Kolors 15 – Olly 16 – Achille Lauro 17 – Coma _Cose 18 – Giorgia 19 – Simone Cristicchi 20 – Elodie 21 – Lucio Corsi 22 – Irama 23 – Fedez 24 – Shablo ft. Guè, Joshua, Tormento 25 – Joan Thiele 26 – Massimo Ranieri 27 – Gaia 28 – Rkomi 29 – Sarah Toscano

Sanremo, Conti: Non ho mai avuto pressioni dalla Rai, faccio il giullare

Sanremo, 15 feb. (askanews) – “Ho sempre detto, che non voglio fare paragoni nel bene, nel male, anche adesso, che i dati magari potrebbero per me essere importanti. Ho cercato di fare un festival come ho fatto gli altri tre. Ha detto Carlo Conti sulle mancate polemiche e sul Festival “Normalizzato” e si possibili pressioni avute dalla dirgenza Rai. “Per me la Rai la Rai, insomma, io faccio giullare, faccio intrattenimento, quindi, grazie a Dio, non ho mai avuto pressioni o indicazioni come fare il Festival. Faccio quello che ho fatto anche nelle mie tre precedenti gestioni: il Festival della canzone italiana. Quello che pu accadere sono degli incidenti di percorso che possono essere pi o meno gravi e che devi cercare da professionalista di risolvere, come hanno sempre fatto gli miei predecessori. Non cerchiamo le polemiche certamente, ciascuno di noi vorrebbe che l’attenzione fosse soprattutto sulle canzoni. Delle volte ci si riesce, un po’ di pi delle volte ci si riesce meno, per per ora, e tocco degli amuleti che ho con me dalla nascita”.

“Meno male che non c’era Benigni” ha ironizzato Alessia Marcuzzi.

Sanremo, la finale secondo i bookmaker: Giorgia vola verso la vittoria

Sanremo, 15 feb. (askanews) – Da grande favorita Giorgia conferma le aspettative dei bookmaker e vince la serata cover in coppia con Annalisa. Il successo del venerdì fa volare la cantautrice romana anche per il successo finale nel Festival di Sanremo 2025. Per i bookmaker il trionfo, trent’anni dopo la vittoria con “Come saprei”, comanda su Snai e Goldbet a 3 e a 3,10 su Planetwin365, seguito da Olly offerto a 4, mentre Simone Cristicchi – fuori dalla top 10 nelle cover – vede salire la quota vittoria da 3,35 a 5,50. Dietro la “solita” top-3 resistono Achille Lauro e Fedez, offerti entrambi a 6,50, mentre continua a conquistare pubblico e bookmaker anche Lucio Corsi, secondo venerdì sera, e ora visto vincente a 12 volte la posta.

È invece Cristicchi dominare negli previsioni sugli altri premi che verranno assegnati nella finalissima di sabato sera. Il cantautore è senza rivali per il miglior testo, a 1,10; vale invece 1,45 il Premio della Critica, con Lucio Corsi primo rivale a 2,75. È sempre sfida con Corsi invece per il Premio della Sala Stampa, con i due artisti offerti alla pari, a 2 volte la posta.

Ucraina, G7: legare le nuove sanzioni a Mosca a reali sforzi per la pace

Monaco di Baviera, 15 feb. (askanews) – “Ogni nuova sanzione aggiuntiva dopo febbraio dovrebbe essere collegata al fatto che la Federazione Russa intraprenda sforzi reali e in buona fede per porre fine in modo duraturo alla guerra contro l’Ucraina”, in modo da fornire all’Ucraina “sicurezza e stabilità a lungo termine come paese sovrano e indipendente”. E’ quanto hanno scritto in un documento unitario i ministri degli Esteri del G7, riuniti oggi sotto la presidenza canadese a margine della Conferenza sulla sicurezza di Monaco.

I ministri hanno “sottolineato il loro impegno a lavorare insieme per contribuire a raggiungere una pace duratura” e “un’Ucraina forte e prospera” e hanno “ribadito la necessità di sviluppare solide garanzie di sicurezza per garantire che la guerra non ricominci” (Foto MSC/Kuhlmann).

Energia, Pichetto: non possiamo più rinunciare a nucleare

Roma, 15 feb. (askanews) – “L’Italia non può più rinunciare al nucleare. Occorre un nuovo quadro giuridico che preveda i nuovi reattori e lo smaltimento delle scorie, che tuttavia sono una quantità molto limitata, visto che esse stesse possono essere utilizzate come combustibile del nucleare”. Lo ha dichiarato Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, intervenuto oggi a ‘Green Pop’, il nuovo programma di Giornale Radio condotto da Lucia Lo Palo.

“Vanno bene fotovoltaico ed eolico off-shore, ma è giunto il momento di cambiare: l’Italia – ha aggiunto il Ministro -dipende quasi esclusivamente dall’estero per i costi dell’energia e nei prossimi vent’anni assisteremo al raddoppio delle necessità. Ecco perché il nucleare è indispensabile”.

A Frascati la "BIOSPACE25 Biodiversity Insight from Space"

Roma, 15 feb. (askanews) – Si conclude oggi a Frascati “BIOSPACE25 Biodiversity Insight from Space”, la prima di una serie di conferenze internazionali che l’ESA – Agenzia Spaziale Europea con i suoi partner intende organizzare regolarmente riunendo esperti di biodiversità e conservazione composta da specialisti in telerilevamento e professionisti del monitoraggio satellitare per la biodiversità, scienziati della biodiversità, ecologi sul campo, fornitori di dati e parti interessate alla politica della biodiversità di Governi, organizzazioni internazionali e ONG.

BIOSPACE25, infatti, è dedicata esclusivamente all’applicazione del telerilevamento satellitare (SRS) nelle varie dimensioni della biodiversità e all’uso delle osservazioni della Terra in tutti i suoi settori, dagli ecosistemi terrestri, d’acqua dolce, costieri, a quelli marini.

In quest’ottica ha partecipato alla conferenza anche il Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri che, tra le diverse specialità, si occupa di rilevazione qualitativa e quantitativa delle risorse forestali, anche al fine della costituzione dell’inventario forestale nazionale, come indicato nel progetto “Smart Forest monitoring” (il programma italiano per il monitoraggio innovativo delle foreste, comprese quelle urbane, messo a punto con il supporto dei migliori istituti di ricerca italiani e il Massachusetts Institute Technology – MIT di Boston.

Il comitato scientifico del nuovo Inventario Forestale Italiano (CREA, Accademia Italiana di Scienze Forestali e ISPRA), coordinato dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri, ha infatti presentato al BIOSPACE25 un documento dal titolo “Earth Observation in the framework of the Italian National Forest Inventory for Biodiversity Monitoring”.

Nella relazione viene sottolineato che il monitoraggio delle risorse forestali da parte degli Inventari Forestali Nazionali, costituisce uno strumento cruciale in molti paesi per la gestione del territorio e una valutazione approfondita della salute delle foreste.

Nel caso italiano, con il nuovo Inventario Forestale Nazionale Italiano – IFNI, programmato per l’anno 2025, oltre alle tradizionali misure forestali, sono state introdotte nuove variabili per il monitoraggio della biodiversità, tra cui la presenza e l’abbondanza di microhabitat correlati agli alberi, licheni epifiti e gruppi morfologici vegetali.

Vi è poi la presentazione sulla componente Earth Observation dell’IFNI per la mappatura completa delle variabili forestali inventariate attraverso l’integrazione di dati di telerilevamento e di rilevamento a terra, nonché l’implementazione di strumenti e dati di telerilevamento avanzati per semplificare il lavoro sul campo e migliorare la precisione dei valori stimati.

Scherma: Cerioni via dal fioretto, Chiadò resta alla spada

Roma, 15 feb. (askanews) – Il nuovo consiglio della federscherma, insediato dopo il voto che ha portato alla presidenza della Federscherma Luigi Mazzone, non ha confermato Stefano Cerioni come direttore tecnico del fioretto maschile. Al suo posto è stato nominato l’ex azzurro Simone Vanni, negli ultimi anni alla guida della squadra paralimpica. Solo il d.t. della spada Dario Chiadò, campione olimpico con le squadra femminile a Parigi 2024, resta in carica. Rivoluzione anche nella sciabola: al posto di Nicola Zanotti arrivano Andrea Terenzio per il gruppo maschile e Andrea Aquili per quello femminile. Stefano Cerioni è stato c.t. del fioretto azzurro dal 2004 al 2012 e poi è tornato nel 2021. “I cambi alla guida del fioretto e della sciabola – scrive Mazzone nel comunicato federale – non rappresentano certo una bocciatura a gestioni che hanno dato tanto alla scherma italiana, ma allo scadere dei rispettivi mandati abbiamo optato per un rinnovamento che, siamo certi, potrà dare ulteriori stimoli e nuove energie a tutto il movimento”.

Calcio, Juve-Inter. Thiago Motta: "Si parla troppo di arbitri"

Roma, 15 feb. (askanews) – “Noi cerchiamo la vittoria per tutto, questo è il nostro lavoro prepararsi, fare le cose giuste, e per arrivare alla vittoria. Per arrivare alla vittoria dobbiamo però meritarla e mettere tutte le nostre forze per competere contro una grande avversaria. Domani è una partita importantissima, forse la più importante del nostro campionato. Dobbiamo essere squadra per tutta la partita”. L’Inter è avvisata, Thiago Motta suona la carica in vista della partita di domani allo stadium contro i nerazzurri. “Ho visto i ragazzi molto bene – continua – Vincere porta stimoli, energia, entusiasmo che va messo nel prossimo allenamento, in quello che c’è da fare nel nostro lavoro. Ho visto i ragazzi molto bene. Domani non ci saranno Kalulu, Bremer, Milik, Cabale Douglas Luiz invece recupereremo Cambiaso. Kelly sta bene”. Simone Inzaghi patisce le squadre di Thiago Motta: “No, non la vedo così. Il Bologna ha messo in difficoltà l’Inter. Né io o Inzaghi entriamo in campo. Sono storie diverse, sono cose che cambiano. Inzaghi è grandissimo allenatore e non devo dirlo io. Rispetto molto Inzaghi. Lo vedo un allenatore serio, continua nella sua linea, difficilmente esce dalla normalità prima viene l’essere umano, poi viene l’allenatore. Non lo conosco personalmente, è la mia visione da fuori. Ho stima e allena i nostri prossimi avversari, con umiltà domani in campo bisogna entrare al massimo, fare le cose bene per avere più probabilità di vincere”. La prima impostazione passa da Veiga: “Renato ha questa qualità come i nostri difensori, hanno responsabilità di iniziare il gioco senza far abbassare i centrocampisti. Si deve e può abbassarsi il centrocampista, ma la responsabilità è dei centrali. Con Renato nel corto a terra o trovare l’uomo libero, tra le linee, ha pure il gioco lungo, lo fa molto bene anche Locatelli, ma sta migliorando tanto anche Federico. Kelly nell’ultima partita, nel cambio gioco, ha fatto bene, anche se può fare meglio nelle scelte, ma con Renato abbiamo un giocatore in più. Non bisogna sempre abbassare il centrocampista”.

Carlo Conti: Sanremo oltre le pi rosee aspettative, non ho rimpianti

Sanremo, 15 feb. (askanews) – Un Festival andato “oltre le pi rosee aspettative”. Nessun rimpianto, emozione per il messaggio del Papa e per il ricordo di Fabrizio Frizzi; un onore avere sul palco Roberto Benigni. il bilancio che Carlo Conti, conduttore e direttore artistico della 75esima edizione del Festival di Sanremo, traccia ad askanews.

Carlo Conti, come andata? “Mi pare un bilancio abbastanza positivo”, scherza, commentando il boom di ascolti di queste serate. ” andato tutto molto bene, anzi al di l delle pi rosee aspettative”, confessa. Nessun eccesso, il format ha funzionato: “Credo che il Festival in fondo sia una gara di canzoni, un rito collettivo che ci permette di seguire tutti insieme qualcosa. Negli anni gli eccessi ci sono stati, in un modo o nell’altro, fuori o sul palco dell’Ariston, ma proprio questo, perch come dice Pippo Baudo Sanremo Sanremo e solo questo ci permette di commentare, parlare, sparlare del Festival e ci riunisce tutti insieme a guardare lo stesso evento. Quando riesci poi a riunire tutte le generazioni, chiaro che fai dei grandi numeri”.

Il momento pi bello ed emozionante? C’ un rimpianto? “Non ho rimpianti. Il momento pi bello ed emozionante sicuramente il messaggio del Papa e anche aver ricordato Fabrizio Frizzi su quel palco. Il momento pi divertente, invece, l’onore di aver fatto la spalla a Roberto Benigni”, risponde Carlo Conti, che in conclusione manda “un abbraccio gigantesco a Papa Francesco”, ricoverato al Gemelli.

Di Serena Sartini e Alessandra Velluto

Sci, Mondiali, lo slalom femminile alla svizzera Camille Rast

Roma, 15 feb. (askanews) – Trentaquattro anni dopo Erika Hess, la Svizzera torna a vincere lo slalom femminile ai Mondiali grazie a Camille Rast. La 25enne elvetica, leader della specialità in Coppa del Mondo, ha conquistato la medaglia d’oro a Saalbach davanti alla connazionale Wendy Holdener. Un’altra doppietta della Svizzera, già certa di vincere il medagliere con una gara d’anticipo. Rast ha vinto con merito e intelligenza: al comando con margine dopo la prima manche, nella seconda manche ha gestito gli 80 centesimi di vantaggio su Holdener. Per la 25enne di Vetroz è la prima medaglia in carriera ai Mondiali. Completa il podio Katharina Liensberger, medaglia di bronzo. Niente podio, invece, per Mikaela Shiffrin: terza dopo la prima manche, her majesty ha chiuso al quinto posto. Per l’Italia quattro atlete nelle prime 30: la migliore è Lara Della Mea, tredicesima, ma i rimpianti sono soprattutto per Marta Rossetti che ha sfiorato la top 10, commettendo poi un errore nell’ultima parte della seconda manche. Ventunesimo posto per Giorgia Collomb, ventiduesimo per Martina Peterlini.

Panetta: Eurozona rischia 0,5 punti di Pil dai dazi, Italia di più

Roma, 15 feb. (askanews) – “Le guerre commerciali danneggiano la crescita, anche nei paesi che le avviano”. E i nuovi dazi annunciati dagli Usa, se pienamente attuati, possono sottrarre fino a 1,5 punti percentuali al Pil globale, con ricadute anche peggiori per gli Usa (-2 punti) e “più contenute” nell’area euro: -0,5 punti, ma con “effetti maggiori per Germania e Italia, data la rilevanza dei loro scambi con gli Stati Uniti”. Nel suo intervento al 31esimo congresso Assiom Forex, a Torino, il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta ha illustrato le previsioni dell’istituzione su uno dei temi di maggiore attualità, le misure sul commercio annunciate dal presidente Usa Donald Trump.

“Il caso più significativo è quello della Cina”, che però ha ricadute anche per l’Europa. “L’imposizione di dazi elevati da parte degli Stati Uniti potrebbe spingere gli esportatori cinesi a cercare nuovi mercati per compensare il calo delle vendite sul mercato americano. In tale scenario – ha rilevato Panetta – le imprese italiane ed europee si troverebbero esposte a crescenti pressioni competitive”.

Il tutto mentre l’economia dell’area euro “fatica a ritrovare slancio” e necessita di “un nuovo modello di sviluppo, che valorizzi il mercato unico e riduca la dipendenza da fattori esterni”. In Italia “la crescita si è arrestata nel secondo semestre” ma secondo le previsioni di Bankitalia “nei prossimi mesi il prodotto tornerà a espandersi”.

Di fronte a questa situazione, Panetta è tornato a pressare i suoi colleghi della Bce – come tutti i governatori di banche centrali dell’area euro partecipa al Consiglio direttivo dell’istituizione di Francoforte – affinché la manovra di riduzione dei tassi prosegua.

“Un allentamento meno deciso” rispetto allo scenario di base – che considera un taglio dei tassi di riferimento “intorno al 2 per cento dalla metà del 2025” – potrebbe comportare un’inflazione “troppo bassa nel medio periodo”. Quindi “l processo di normalizzazione della politica monetaria va continuato – ha insistito – accompagnando le decisioni con una comunicazione orientata alle prospettive dell’economia reale e dell’inflazione nel medio termine”.

Per parte sua l’Italia deve andare avanti con l’attuazione dei piani di bilancio di medio termine approntati dal governo. Secondo Panetta stanno già dando “frutti” in termini di riduzioni dei differenziali dei tassi (spread) sui titoli di Stato, e possono favorire miglioramenti delle condizioni di finanziamento per famiglie e imprese. Bisogna anche “moltiplicare gli sforzi” su investimenti e riforme previsti dal Pnrr.

Mentre sull’inflazione, il maggiore elemento di rischio al momento è rappresentato “dai mercati energetici, che stanno registrando una forte volatilità e un aumento dei prezzi, in particolare del gas. Nel breve termine potrebbero rendere più variabile il percorso dell’inflazione”. (fonte immagine: Banca d’Italia).

Carlo Conti: "Sanremo oltre le aspettative, non ho rimpianti"

Sanremo, 15 feb. (askanews) – Un Festival andato “oltre le più rosee aspettative”. Nessun rimpianto, emozione per il messaggio del Papa e per il ricordo di Fabrizio Frizzi; un onore avere sul palco Roberto Benigni. È il bilancio che Carlo Conti, conduttore e direttore artistico della 75esima edizione del Festival di Sanremo, traccia ad askanews.

Carlo Conti, come è andata? “Mi pare un bilancio abbastanza positivo”, scherza, commentando il boom di ascolti di queste serate. “È andato tutto molto bene, anzi al di là delle più rosee aspettative”, confessa. Nessun eccesso, il format ha funzionato: “Credo che il Festival in fondo sia una gara di canzoni, un rito collettivo che ci permette di seguire tutti insieme qualcosa. Negli anni gli eccessi ci sono stati, in un modo o nell’altro, fuori o sul palco dell’Ariston, ma è proprio questo, perché come dice Pippo Baudo Sanremo è Sanremo e solo questo ci permette di commentare, parlare, sparlare del Festival e ci riunisce tutti insieme a guardare lo stesso evento. Quando riesci poi a riunire tutte le generazioni, è chiaro che fai dei grandi numeri”.

Il momento più bello ed emozionante? C’è un rimpianto? “Non ho rimpianti. Il momento più bello ed emozionante sicuramente il messaggio del Papa e anche aver ricordato Fabrizio Frizzi su quel palco. Il momento più divertente, invece, è l’onore di aver fatto la spalla a Roberto Benigni”, risponde Carlo Conti, che in conclusione manda “un abbraccio gigantesco a Papa Francesco”, ricoverato al Gemelli. (di Serena Sartini e Alessandra Velluto)

Arrestato in Spagna il latitante anarchico Salvatore Vespertino

Roma, 15 feb. (askanews) – “Alle ore 03.00 circa di oggi, 15 febbraio, a Vallecas, distretto del centro città della capitale spagnola Madrid, è stato arrestato dalla Polizia Nazionale spagnola Salvatore Vespertino, 38 anni, militante anarchico italiano, latitante dal luglio 2023”. Lo ha reso noto la Polizia di Stato con una nota cui ricorda che “sin dai primi giorni della latitanza, è stato costituito un gruppo investigativo formato da personale della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione e della Digos di Firenze che, su delega della Procura fiorentina, ha avviato complesse indagini e dispiegato uno specifico dispositivo per la ricerca del soggetto, focalizzandosi sul gruppo di sodali e sui legami già noti intrattenuti dallo stesso all’estero (Spagna, Francia, Svizzera, Grecia); motivo per il quale le polizie di questi Paesi sono state tutte interessate con diverse richieste di cooperazione internazionale costantemente rinnovate in questo anno e mezzo di latitanza, permettendo di fatto di giungere alla cattura di Vespertino”. Salvatore Vespertino, lo scorso 14 luglio 2023, era stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione ad anni 8 di reclusione, per il reato di fabbricazione, detenzione e porto di ordigno esplosivo in quanto ritenuto responsabile, nell’ambito dell’inchiesta giudiziaria denominata “Panico”, dell’attentato alla libreria “Il Bargello” – riconducibile al movimento di estrema destra “Casapound” – compiuto a Firenze nella notte del 1° gennaio 2017, a seguito del quale un artificiere della Polizia di Stato ha riportato lesioni gravissime nel tentativo di disinnescare l’ordigno collocato sul posto.

L’anarchico sardo, in particolare, risulta destinatario dell’ordine di esecuzione nr. 319/2023 Siep emesso il 14.7.2023 dalla Procura Generale della Repubblica di Firenze per l’espiazione di una pena residua complessiva pari a 5 anni, 6 mesi e 1 giorno di reclusione (con sottrazione del periodo sofferto in esecuzione della custodia cautelare) per i reati di porto abusivo di armi, lesioni personali gravissime e danneggiamento, esteso in campo internazionale.

Nel dettaglio, Salvatore Vespertino è stato individuato come responsabile dell’attentato grazie ad una traccia di Dna lasciata sull’ordigno e rilevata a seguito di un meticoloso e certosino lavoro di analisi della Polizia Scientifica, corroborato dagli elementi emersi a seguito di un intenso lavoro investigativo della Digos fiorentina e del personale della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, che ha poi retto a tutti i gradi del vaglio giurisdizionale.

Sinner squalificato: Binaghi: "Vergognosa ingiustizia"

Roma, 15 feb. (askanews) – “E’ la prima volta che una vergognosa ingiustizia ci rende felici perché il primo pensiero è per il ragazzo che vede finire un incubo”, lo afferma il presidente della Fitp, Angelo Binaghi commentando l’accordo tra Jannik Sinner e Wada. “Questo accordo tra le due parti certifica l’innocenza di Jannik, la sua assoluta non colpevolezza, e gli consente finalmente di rasserenarsi e pianificare il suo futuro con un grande rientro agli Internazionali BNL d’Italia a Roma dove tutta l’Italia lo accogliera’ come merita”, aggiunge. Binaghi ha poi aggiunto: “Resta il rammarico per tutto quello che ha dovuto passare e per tutto il tempo che Jannik ha dovuto trascorrere con questo macigno. Se non altro, questo sarà forse l’ultimo grande errore della Wada che, come sappiamo, ha già deciso di cambiare le regole che hanno costretto Jannik ad accettare un compromesso che anche se non riconosce alcuna sua responsabilità è veramente ingiusto”.

La Regione Lazio ‘fiorisce’ a Casa Sanremo

Sanremo, 15 feb. (askanews) – Al Festival di Sanremo la Regione Lazio e Arsial sono protagoniste a Casa Sanremo, l’area hospitality ufficiale della kermesse, con una lounge esclusiva dedicata alla promozione della filiera florovivaistica regionale. L’iniziativa stata realizzata in collaborazione con l’Associazione della Filiera Florovivaistica del Lazio e rappresenta un’occasione unica per valorizzare il comparto, da sempre simbolo del Festival, raccontandone il ruolo strategico per l’economia e il territorio.

“Il fluorovivaismo anche per la nostra regione – ha spiegato l’assessore all’Agricoltura e al Bilancio, Giancarlo Righini – rappresenta un pilastro molto importante dell’economia regionale, poco meno di 200 milioni di euro di fatturato, siamo i quinti produttori nazionali del settore fluorovivaistico. Siamo qui orgogliosamente per accompagnare i nostri produttori che investono risorse importanti, che danno occupazione e contribuiscono alla ricchezza nazionale e ovviamente Sanremo la principale vetrina. Ci tenevamo, e per la prima volta Regione Lazio – ha aggiunto – interviene e d la possibilit finalmente di far fare vetrina ai nostri produttori e alle nostre eccellenze. In particolare nell’Agropontino sono concentrati produttori di straordinario valore e importanza. Siamo felici di dare a tutti loro questa bellissima opportunit”.

Il Lazio tra i principali poli florovivaistici italiani, con un comparto produttivo altamente specializzato e orientato all’export. A livello nazionale, il Lazio occupa il quinto posto tra le regioni pi produttive, contribuendo con il 6% al valore complessivo della filiera florovivaistica italiana: quarto produttore di fiori e piante in vaso e nono produttore vivaistico italiano. Il valore della produzione regionale ha raggiunto i 190,418 milioni di euro: 139,446 provenienti dalla produzione di fiori e piante in vaso e 50,972 milioni derivati dal vivaismo.

Facciamo come Luigi Sturzo, portiamo la Rete nell’Associazione dei Comuni.

Intanto ben trovati e grazie per l’invito. Sono davvero contento di essere qui. Parliamo del tema della solitudine? Personalmente, non mi sono mai sentito solo perché fin da bambino ho fatto parte di comunità: prima nel patronato e nell’Azione Cattolica, poi, vedendo che gli scout “si divertivano di più”, mi sono unito a loro. Sapete perché? Perché applicano il “learning by game”, cioè l’apprendimento attraverso il gioco. Ho preso parte all’esperienza degli scout fino ai trent’anni e poi ho fatto volontariato nell’attività di servizio verso i malati. Insomma, sono sempre stato insieme agli altri.

Vi assicuro che stare insieme è fondamentale: il successo nasce dalle alleanze. Le persone nelle comunità sono molto più forti. E qui, visto che ci troviamo in una rete di ispirazione cristiana, dobbiamo essere orgogliosi dell’essere stati educati al rispetto del valore della comunità.
Oggi ci troviamo tra due derive: da un lato quella liberista, dove l’individuo prevale su tutto; dall’altro quella populista e collettivista, dove la comunità schiaccia l’individuo. Ma noi abbiamo un’altra strada, quella del personalismo comunitario di Jacques Maritain ed Emmanuel Mounier. Abbiamo capito che la persona è al centro, ma si realizza pienamente solo nel quadro della comunità, quando cioè viene accolta e riconosciuta dagli altri. Questo concetto è fondamentale.
Ecco, parlando di comunità, mi viene in mente un episodio di quando facevo volontariato nel Tribunale del malato. Andavo a parlare con il direttore dell’ASL e lui mi chiedeva: “Ma voi chi siete? Da dove venite? Da chi siete stati nominati?”. In pratica, non ci vedeva come una rappresentanza reale, perché non eravamo stati eletti.

Questo ci porta al tema della democrazia associativa. Sempre nel periodo del volontariato, ricordo che avevamo una rivista chiamata emblematicamente “Diritti e Solidarietà”. Quel titolo rappresentava già un ponte tra le due grandi tradizioni popolari del nostro paese: “diritti” richiamava la narrazione della sinistra e “solidarietà” quella del cattolicesimo sociale e democratico. Avevamo già intuito l’importanza della democrazia partecipativa.
A Udine, città sotto i 100.000 abitanti, non abbiamo consigli di quartiere elettivi. Allora abbiamo creato i consigli di quartiere partecipati, coinvolgendo le associazioni sportive, culturali, sociali, e finanche le parrocchie. Così abbiamo costruito una forma di democrazia partecipativa, dove il Comune rappresenta la democrazia elettiva, in sostanza “verticale”, mentre le associazioni costituiscono quella che chiamiamo dimensione “orizzontale”.
E qui arrivo a un punto importante, emerso anche ieri: tenendo presente la dottrina sociale della Chiesa, noi arriviamo a declinare le nostre scelte attraverso due modalità diverse, entrambe degne di attenzione: quella del “prepolitico” – la Rete ne fa parte anche…non volendo – e quella del “politico”, dove operano ovviamente i partiti. Il rischio è che questa Rete rimanga sospesa, senza impatto reale. Secondo me, l’unità politica dei cattolici è possibile proiettarla solo nell’orizzonte delle istituzioni.

Un esempio? L’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) è “unitaria” o se preferite bipartisan. Ho studiato la sua storia: nasce nel 1901 a Parma su iniziativa di socialisti e radicali, ma già nel 1902 Luigi Sturzo ne intuì l’importanza e propose l’ingresso dei cattolici. Lo fece riunendo a Caltanisetta, a ridosso del secondo congresso dell’Associazione, organizzato a Messina, gli amministratori cattolici della Sicilia. Le motivazioni e le linee strategiche di quel passaggio fondamentale le ritroviamo, appunto, nel “Discorso di Caltanisetta” celebrato dalla storiografia sturziana.

Ebbene, veniamo all’oggi: l’ANCI negozia con lo Stato e le Regioni tutto ciò che rientra nell’ambito delle norme e dei provvedimenti finanziari aventi un impatto diretto e indiretto sugli enti locali. Noi possiamo inserirci in questo contesto, con la nostra attitudine e sensibilità, lavorando in modo “orizzontale”, quindi attraverso un sistema di relazioni dal basso, per coinvolgere di più e meglio le realtà territoriali e i cittadini.

Dobbiamo cercare le persone dove sono: nel volontariato, nell’associazionismo in genere, nelle comunità locali. Ma dobbiamo anche dare a queste realtà una proiezione politico-istituzionale, esaltando la democrazia associativa. E, soprattutto, dobbiamo rimanere uniti. Concludo proprio così: il sistema di valori comune, vissuto con la necessaria creatività, è garanzia di futuro e poiché, sicuramente, nella dialettica politica vincerà chi avrà “più filo da tessere”, ci dobbiamo prestare a un impegno solidale per dare testimonianza attiva di una tessitura forte e ambiziosa.

Ex Ilva, Acciaierie d’Italia: 2 rilanci offerte da Baku e da Jindal

Roma, 15 feb. (askanews) – I commissari straordinari di Acciaierie d’Italia, in amministrazione straordinaria, e di Ilva in AS comunicano che, nella serata di ieri, a mezzanotte, si è conclusa la fase di presentazione dei rilanci, sulla base delle offerte presentate lo scorso 10 gennaio, per l’acquisizione degli stabilimenti ex Ilva.

Al termine di tale fase, riporta un comunicato, sono stati ricevuti due rilanci da parte di Baku Steel Company CJSC + Azerbaijan Investment Company OJSC e Jindal Steel International., mentre da parte di Bedrock Industries Management Co Inc non è pervenuta nessuna integrazione di quanto già presentato.

I commissari straordinari, aggiunge la nota, si riservano alcuni giorni per valutare attentamente le proposte ricevute e formulare il proprio parere, che sarà trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Papa Francesco ha trascorso una notte serena: proseguono accertamenti e terapie

Roma, 15 feb. (askanews) – “Papa Francesco ha trascorso una notte serena e ha dormito bene. Questa mattina ha fatto colazione e ha letto alcuni quotidiani. Proseguono gli accertamenti e le terapie”. Così il direttore della sala stampa vaticana Matteo Bruni. Il Santo Padre – si ricorda – è ricoverato al Policlinico Gemelli dalla mattinata di ieri. – Sono previsti possibili aggiornamenti sullo stato di salute di Papa Francesco nel tardo pomeriggio di oggi. Attese anche indicazioni la celebrazione dell’Angelus domenicale.

Fisco, sulla rottamazione Salvini raduna i suoi e contatta gli alleati

Roma, 15 feb. (askanews) – Matteo Salvini ha fatto oggi il punto rulla rottamazione delle cartelle con i suoi. E’ quanto si legge in una nota della Lega, nella quale si precisa che il leader “ha chiarito che la proposta della ‘pace fiscale’, utile per ridare ossigeno a milioni di italiani in buonafede, sarà condivisa con gli alleati”.

L’obiettivo, viene precisato, è “arrivare a un accordo soddisfacente per tutti e in linea con il programma elettorale. I contatti con gli altri partiti di maggioranza sono già in corso e non si sono mai interrotti”.

Ascolti Sanremo, 13.575.000 e 70.8% di share per la serata cover

Roma, 15 feb. (askanews) – Boom di ascolti per la quarta serata di Sanremo 2025. L’ascolto della serata cover del festival, calcolato sulla total audience (oltre alle tv, anche pc, tablet e smartphone collegati in diretta), è stato di 13.575.000 spettatori con il 70,8% di share. Con la potente interpretazione di Skyfall di Adele in coppia con Annalisa, Giorgia vince la serata di Sanremo dedicata alle cover, la tradizionale carrellata di classici italiani d’autore, gioielli pop, cover rock e soul, che si apre con Roberto Benigni, tra battute a raffica su Musk, Giorgia, Trump e parole di affetto per il presidente Mattarella, e trova in Geppi Cucciari la mattatrice.

Panetta: da dazi Usa -0,5 punti di Pil nell’eurozona (ma per l’Italia andrà peggio)

Roma, 15 feb. (askanews) – I nuovi dazi approntati negli Usa dall’amministrazione Trump avranno ricadute “più contenute” nell’area euro rispetto all’economia globale, con circa mezzo punto percentuale di crescita in meno rispetto a 1,5 punti in meno ma “con effetti maggiori per Germania e Italia, data la rilevanza dei loro scambi con gli Stati Uniti”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta nel suo intervento al 31esimo congresso Assiom Forex. “L’esperienza storica mostra che le guerre commerciali danneggiano la crescita, anche nei paesi che le avviano”.

“Secondo le nostre stime, se i dazi annunciati in fase pre-elettorale fossero attuati e accompagnati da misure di ritorsione, la crescita del Pil globale si ridurrebbe di 1,5 punti percentuali. Per l’economia statunitense l’impatto supererebbe i 2 punti”, ha detto. “Nella fase iniziale questi impatti negativi potrebbero essere amplificati dall’aumento dell’incertezza sulle politiche commerciali, già evidente nelle ultime settimane”.

“Il caso più significativo è quello della Cina. Dato l’eccesso di capacità produttiva nel settore industriale. L’imposizione di dazi elevati da parte degli Stati Uniti potrebbe spingere gli esportatori cinesi a cercare nuovi mercati per compensare il calo delle vendite sul mercato americano. In tale scenario – ha rilevato Panetta – le imprese italiane ed europee si troverebbero esposte a crescenti pressioni competitive da parte delle aziende cinesi, la cui specializzazione settoriale è sempre più simile a quella europea”.

“I dazi non garantiscono una riduzione del disavanzo delle partite correnti – ha poi rimarcato il governatore -. Se lo facessero, comporterebbero anche un minore afflusso netto di capitali verso il paese che li ha imposti, con conseguenti aggiustamenti attraverso un aumento del risparmio dei residenti o una riduzione degli investimenti”.

Bce, Panetta: avanti su tagli tassi o rischia inflazione troppo bassa

Roma, 15 feb. (askanews) – Nell’area euro “il percorso di normalizzazione della politica monetaria non è concluso” e, guardando avanti, “un allentamento meno deciso” rispetto allo scenario di base, che considera un taglio dei tassi di riferimento “intorno al 2 per cento dalla metà del 2025, potrebbe comportare un’inflazione troppo bassa nel medio periodo”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta nel suo intervento al 31esimo congresso Assiom Forex.

“Il processo di normalizzazione della politica monetaria va quindi continuato – ha detto – accompagnando le decisioni con una comunicazione orientata alle prospettive dell’economia reale e dell’inflazione nel medio termine. In questa fase, un’eccessiva attenzione ai dati di volta in volta disponibili rischia di generare incertezza e volatilità nei mercati, riducendo l’efficacia della politica monetaria”.

Come tutti i governatori di banche centrali nazionali dell’area euro, Panetta partecipa al Consiglio direttivo della Bce. “Il rientro dell’inflazione nell’area dell’euro all’obiettivo del 2 per cento nel medio termine è quasi completo – ha fatto notare -. I rialzi degli ultimi mesi, fino al 2,5 per cento a gennaio, erano previsti e sono dovuti in parte a effetti di base legati all’evoluzione passata dei prezzi dell’energia. L’inflazione di fondo si è mantenuta al 2,7 per cento, ma la sua dinamica sui tre mesi, più rappresentativa delle tendenze recenti, evidenzia un calo pressoché continuo”.

Nel frattempo il principale tasso di riferimento della Bce “rimane superiore alle stime del tasso neutrale, ossia il livello compatibile con l’assenza di pressioni inflazionistiche e con la crescita potenziale dell’economia. Di conseguenza – ha rilevato Panetta – la politica monetaria continua a esercitare una pressione al ribasso sull’attività produttiva e sulla dinamica dei prezzi al consumo, un effetto sempre meno necessario in un contesto in cui l’inflazione è vicina all’obiettivo e la domanda interna resta debole”.

Ucraina, Zelensky: Putin vuole Trump sulla Piazza Rossa

Monaco di Baviera, 15 feb. (askanews) – Vladimir “Putin una volta parla a tu per tu con l’America, proprio come prima della guerra, quando si incontrarono in Svizzera e sembrava che volessero spartirsi il mondo. Poi, Putin cercherà di far arrivare il presidente degli Stati Uniti sulla Piazza Rossa il 9 maggio di quest’anno, non come leader rispettato, ma come sostegno alla sua stessa performance”. Lo ha detto oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. “Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di un vero successo. Abbiamo bisogno di una vera pace”, ha aggiunto Putin.

Hamas ha liberato altri 3 ostaggi israeliani: consegnati alla Croce Rossa

Monaco di Baviera, 15 feb. (askanews) – Hamas ha consegnato questa mattina altri tre israeliani, con doppia nazionalità, nell’ambito dell’accordo sul rilascio degli ostaggi con Israele. I tre israeliani sono stati fatti sfilare da Hamas su un palco a Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale, prima di essere consegnati alla Croce Rossa. In cambio, Israele si prepara a liberare 369 prigionieri palestinesi.

I tre ostaggi liberati da Gaza sono Sacha Trupanov, israeliano-russo di 29 anni, Sagui Dekel-Chen, israeliano-americano di 36 anni, e Yair Horn, israeliano-argentino di 46 anni. Etrano stati rapiti dal kibbutz Nir Oz durante l’attacco del 7 ottobre 2023.

Delle 251 persone prese in ostaggio da Hamas, 73 si trovano ancora a Gaza, di cui almeno 35 sono morte, secondo l’esercito israeliano.

Sanit integrativa, FASI potenzia prestazioni e rimborsi

Roma, 14 feb. – La prevenzione come chiave per un sistema sanitario sostenibile e per una vita pi lunga e di qualit. Proprio in questa direzione vanno i servizi offerti del Fasi, il Fondo sanitario integrativo dei dirigenti d’azienda, primo fondo in Italia per contributi raccolti e prestazioni rimborsate, che dal 1 gennaio 2025 ha aumentato le tariffe di ben 80 prestazioni, introducendone 83 nuove nel corso dell’anno, con un impegno complessivo di 65 milioni di euro. Uno sforzo in controtendenza con il mercato.

Oltre 10mila iscritti al convegno online ‘Il Fasi nel 2025: novit, benefici, opportunit’, hanno ascoltato gli interventi di Valter Quercioli (Presidente di Federmanager), Maurizio Tarquini (Direttore Generale Confindustria) e Lorenzo Menicanti (Presidente Rete Cardiologica e Direttore Scientifico – IRCCS Policlinico San Donato) e dei vertici del Fasi. A condurre l’evento la giornalista Rai Francesca Parisella.

“Le malattie cardiovascolari – ha ricordato il prof. Menicanti – rappresentano la principale causa di morte nelle societ occidentali, in particolare in Europa. La prevenzione deve quindi essere primaria: occorre agire affinch la malattia non si manifesti, puntando a eliminarne del tutto l’insorgenza”

“Il nostro claim ‘Fasi al tuo fianco’ ed questa la nostra mission: ogni giorno governance, associati, Confindustria, Federmanager e tutti gli uffici sono al servizio dei nostri assistiti. In questa direzione va l’aggiornamento di 163 nuove voci del nomenclatore per assistere concretamente e rispondere alle esigenze di salute, delle aziende, dei dirigenti e dei loro familiari”, ha spiegato Daniele Damele, presidente Fasi.

Negli ultimi tre anni, il Fondo, che vanta oltre 130mila iscritti e 300mila assistiti, ha destinato pi di 113 milioni di euro per ampliare l’offerta delle prestazioni e aumentare le tariffe di rimborso, con un incremento esponenziale dell’investimento complessivo.

“L’assistenza sanitaria integrativa riveste un ruolo fondamentale – ha sottolineato Fabio Pengo, vicepresidente di Fasi -. Il 50% dei Millennials la considera la priorit assoluta tra le iniziative di welfare. chiaro, quindi, che anche per le aziende rappresenta un asset strategico”.

Nel 2024 il Fasi ha liquidato oltre 1,3 milioni di pratiche, registrando un incremento del 18% rispetto all’anno precedente, per un totale stimato e di competenza di quasi 400 milioni di euro destinati al rimborso di prestazioni sanitarie.

“Dall’inizio dell’anno, circa 60 prestazioni hanno beneficiato di un incremento nei rimborsi. Da aprile, inoltre, saranno introdotte nuove prestazioni. A luglio, previsto un ulteriore ampliamento dell’offerta”, annuncia Germano Gallina, direttore generale di Fasi.

Tra le principali novit, sono stati incrementati i rimborsi per cure odontoiatriche, rivolte sia agli adulti che ai bambini, migliorando cos l’accessibilit a trattamenti di qualit per tutta la famiglia. Anche in medicina e chirurgia sono previsti aumenti significativi: ecografie e terapie fisiche saranno rimborsate con tariffe pi vantaggiose per gli iscritti.

Ucraina, Zelensky: Putin vuole Trump in Piazza Rossa

Monaco di Baviera, 15 feb. (askanews) – Vladimir “Putin una volta parla a tu per tu con l’America, proprio come prima della guerra, quando si incontrarono in Svizzera e sembrava che volessero spartirsi il mondo. Poi, Putin cercherà di far arrivare il presidente degli Stati Uniti sulla Piazza Rossa il 9 maggio di quest’anno, non come leader rispettato, ma come sostegno alla sua stessa performance”. Lo ha detto oggi il presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante il suo intervento alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. “Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo bisogno di un vero successo. Abbiamo bisogno di una vera pace”, ha aggiunto Putin.

Sinner squalificato, la vicenda Clostebol

Roma, 15 feb. (askanews) – Jannik Sinner è risultato positivo a un controllo antidoping il 10 marzo 2024, durante il Masters 1000 di Indian Wells. Il secondo controllo positivo è del 18 marzo, dopo la semifinale persa nello tostesso torneo contro Carlitos Alcaraz. In entrambi i casi sono stati trovati livelli simili di Clostebol, con una concentrazione nelle urine nel primo caso di 86 picogrammi per millilitro, e nel secondo di 76 picogrammi per millilitro: cioè una concentrazione inferiore a 1 miliardesimo di grammo per litro. Secondo la versione fornita dalla difesa di Sinner, la rilevazione del Clostebol è stata dovuta a una contaminazione avvenuta attraverso il suo fisioterapista, Giacomo Naldi: quest’ultimo avrebbe massaggiato Sinner nei giorni del torneo dopo aver usato il Trofodermin, un medicinale spray contenente Clostebol, per curare un taglio che si era procurato al mignolo della mano sinistra. La contaminazione durante i massaggi si spiegherebbe, perché Jannik ha una forma di dermatite sui piedi e sulla schiena che gli causa spesso piccoli tagli e ferite sulla pelle.

Il 4-5 aprile e il 17-20 aprile sono poi arrivate le due sospensioni provvisorie di Sinner, a cui Jannik ha fatto appello urgente immediato, rivolgendosi a un tribunale indipendente. In entrambi i casi Sinner ha ottenuto la revoca immediata delle due sospensioni e ha potuto continuare a giocare (in attesa di chiarire la sua posizione) per tutti i mesi primaverili ed estivi. Naldi aveva acquistato il Trofodermin a Bologna il 12 febbraio da Umberto Ferrara, l’allora preparatore atletico di Sinner. Naldi, inoltre, aveva dichiarato di aver usato il farmaco per la sua ferita ogni giorno, dal 5 al 13 marzo. Per il regolamento mondiale antidoping della Wada i tennisti sono responsabili della scelta del proprio personale medico, e non possono quindi giustificarsi per l’assunzione di una sostanza dopante dando semplicemente la colpa al proprio staff. Il 20 agosto, poco prima degli Us Open (vinti da Sinner), è arrivata la prima sentenza del tribunale sportivo, che ha assolto il numero 1 del mondo, spiegando che la concentrazione di clostebol trovata nelle sue urine è da definirsi “bassa”. Per il tribunale Jannik non ha “alcuna colpa o negligenza” nell’assunzione del farmaco e l’assoluzione piena ha consentito a Sinner di evitare squalifiche. Sinner ha dovuto rinunciare soltanto a 400 punti in classifica (sottratto il punteggio di Indian Wells) e ha dovuto pagare una multa di 300mila euro. Sinner dopo il rumore mediatico della vicenda ha licenziato sia il preparatore atletico Umberto Ferrara che il fisioterapista Giacomo Naldi. Con l’ingresso nello staff di Panichi e Badio e la chiusura della vicenda sembrava tutto più sereno per Sinner, concentratosi sul finale di stagione in cui ha rivinto la Coppa Davis, conquistato le Atp Finals e gli Australian Open. La Wada, però, il 4 ottobre ha presentato il ricorso al Tas, riaprendo tutto. Oggi l’annuncio dell’accordo ed i tre mesi di squalifica che finiranno ai primi di maggio .

Sinner squalificato: "Un caso che mi tormentava da un anno"

Roma, 15 feb. (askanews) – Con un comunicato Jannik Sinner ha commentato l’accordo con la Wada per una squalifica di 3 mesi in merito al caso clostebol che fa decadere il procedimento davanti al Tas.

“Questo caso – dice l’azzurro – mi tormentava ormai da quasi un anno e il processo ancora sarebbe stato lungo con una decisione che forse sarebbe arrivata solo alla fine dell’anno”. Così Jannik Sinner ha commentato l’accordo con la Wada per una squalifica di tre mesi per il caso Clostebol.

“Ho sempre accettato di essere responsabile della mia squadra e ritengo che le rigide regole della Wada siano una protezione importante per lo sport che amo. Su questa base ho accettato l’offerta della Wada di risolvere il presente procedimento sulla base di una sanzione di tre mesi”, ha aggiunto il tennista italiano.

Sinner squalificato, l’avvocato: finalmente è finita

Roma, 15 feb. (askanews) – “Sono felice che Jannik possa finalmente lasciarsi alle spalle questa dolorosa esperienza”: così l’avvocato di Jannik Sinner, Jamie Singer, ha commentato la squalifica di tre mesi inflitta all’altoatesino per il caso clostebol.

“La WADA – continua – ha confermato i fatti stabiliti dal Tribunale Indipendente. È chiaro che Jannik non aveva alcuna intenzione, non era a conoscenza della situazione e non ha ottenuto alcun vantaggio competitivo. Purtroppo, gli errori commessi da alcuni membri del suo team hanno portato a questa situazione”.

Tennis, Sinner si accorda con la Wada: tre mesi di sospensione

Roma, 15 feb. (askanews) – I Jannik Sinner ha raggiunto un accordo con l’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), riconoscendo la sua parziale responsabilità per gli errori commessi dalla sua squadra. Il campione italiano dovrà affrontare una sospensione di tre mesi dal tennis. Lo si legge in una nota. L’indagine della Wada ha concluso che Sinner non aveva alcuna intenzione e non ha tratto alcun vantaggio agonistico dai due test positivi per tracce minime di clostebol rilevate nel suo organismo. La squalifica di Sinner durerà fino al 4 maggio. Il n. 1 al mondo salterà, dunque, i Masters 1000 di Indian Wells, Miami, Monte-Carlo e Madrid. Jannik potrà tornare in campo per gli Internazionali d’Italia che inizieranno il 7 maggio.

Il comunicato integrale della Wada L’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA) conferma “di aver raggiunto un accordo per la risoluzione del caso riguardante il tennista italiano Jannik Sinner, con l’atleta che ha accettato un periodo di ineleggibilità di tre mesi per una violazione delle norme antidoping, dopo essere risultato positivo al clostebol, una sostanza proibita, nel marzo 2024. Nel mese di settembre, WADA aveva presentato un ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (CAS) nel caso del sig. Sinner, che era stato giudicato da un Tribunale Indipendente come non responsabile né negligente. Nonostante questo ricorso, le circostanze specifiche del caso hanno portato WADA a considerare un accordo per garantire un esito equo e appropriato, conformemente all’Articolo 10.8.2 del Codice Mondiale Antidoping.

WADA accetta la spiegazione fornita dall’atleta riguardo alla causa della violazione, come indicato nella decisione di primo grado. WADA riconosce che il sig. Sinner non aveva intenzione di barare e che la sua esposizione al clostebol non ha fornito alcun beneficio in termini di prestazioni, avvenendo a sua insaputa a causa della negligenza di alcuni membri del suo entourage. Tuttavia, secondo il Codice e in base ai precedenti del CAS, un’atleta è ritenuto responsabile della negligenza del proprio entourage. Considerando l’unicità dei fatti di questo caso, è stata ritenuta appropriata una sospensione di tre mesi.

Come già affermato, WADA non ha richiesto la squalifica di alcun risultato, ad eccezione di quanto già imposto dal tribunale di primo grado. La Federazione Internazionale di Tennis e l’Agenzia Internazionale per l’Integrità del Tennis, entrambe co-respondenti al ricorso di WADA presso il CAS e nessuna delle quali ha impugnato la decisione di primo grado, hanno accettato l’accordo per la risoluzione del caso.

Secondo i termini dell’accordo, il sig. Sinner sconterà il suo periodo di ineleggibilità dal 9 febbraio 2025 fino alle 23:59 del 4 maggio 2025 (inclusi quattro giorni già scontati dall’atleta durante la sospensione provvisoria). In base all’Articolo 10.14.2 del Codice, il sig. Sinner potrà riprendere ufficialmente l’attività di allenamento dal 13 aprile 2025. Alla luce dell’accordo, WADA ha formalmente ritirato il proprio ricorso al CAS.

Draghi: lasciamo stare gli Usa, l’Europa si è messa dazi da sola

Roma, 15 feb. (askanews) – L’Unione europea deve concentrarsi sui problemi che si è creata da sola, operando “una svolta radicale”, piuttosto che su quelli dovuti ai rapporti con l’amministrazione Usa a guida Trump. E’ la tesi di Mario Draghi, già presidente del Consiglio e della Bce in un articolo sul Financial Times, eloquentemente intitolato “Lasciamo stare gli Usa: l’Europa è riuscita a mettersi dazi da sola”.

Perché secondo Draghi ci sono due fattori, tutti europei, alla base di molti dei problemi dell’Unione. Il primo è “l’incapacità di lungo termine dell’Ue di intervenire sulle penurie di approvvigionamento, specialmente sulle barriere interne e i fardelli regolamentari. Questi – scrive – sono ampiamente più dannosi per la crescita di qualunque dazio possano imporre gli Stati Uniti. E i loro effetti dannosi stanno crescendo”.

Draghi cita stime del Fondo monetario internazionale secondo cui le barriere interne equivalgono a dazi del 45% sul manifatturiero del 110% sui servizi. Al tempo stesso Bruxelles ha consentito alla regolamentazione di ostacolare la crescita delle imprese tecnologiche, bloccando gli aumenti di produttività.

Il secondo fattore è la tolleranza dell’Europa “a una domanda interna persistentemente debole, quantomeno dalla crisi del 2008”. Secondo Draghi entrambi questi elementi, approvvigionamenti e domanda, sono ampiamente dovuti all’Europa stessa. “Per questo ha il potere di cambiarli. Ma questo richiede un cambiamento fondamentale di mentalità. Finora l’Europa si è focalizzata su obiettivi specifici o nazionali, senza tenere conto del loro costo collettivo. Ora è chiaro che operando in questo modo non ha assicurato né welfare per gli europei, né finanze pubbliche sane, e nemmeno autonomia nazionale che olra è minacciata da pressioni esterne. Questo – conclude – è il motivo per cui sembrano cambiamenti radicali”.

Sanremo, Coma_Cose: passato il concetto che il brano ha doppia lettura

Sanremo, 14 feb. (askanews) – “Cuoricini” il brano dei Coma_Cose scritto da Fausto Zanardelli e Francesca Mesiano, in gara alla 75 edizione Festival di Sanremo ha ottenuto un grande successo in radio e sui social. La coppia artistica e nelle vita accoglie con soddisfazione il modo in cui il brano stato recepito dal pubblico. “Sono arrivate tante testimonianze di affetto, quello che sappiamo sicuramente che passato il concetto che il brano ha una doppia lettura, questa la cosa pi importante per noi. A volte appunto usi magari anche la forma canzone pi orecchiabile, un po’ come cavallo di Troia per far passare certi contenuti, certi messaggi, del caso di questa canzone. Quindi siamo molto felici di come stia andata, di come stia andando”. Grazie.

Poi hanno raccontato come nato il brano: “La prima frase che stata scritta proprio quella che forse pi stata citata come pi magnifica della canzone, che un divano di telefono e una coppa dell’amore, anche tutto da l, quando si va in pizzeria si vede la famosa coppia accanto che non si parla e guarda il telefono, ma non ci sar niente conto che a volte quella coppia sei tu, proprio che poi nel senso di tutti noi siamo quella coppia, a volte, in pizzeria o nella vita privata e quindi abbiamo detto, cavolo, una idea per darci una scossa, per ironizzare, anche personalizzare, poi anche per riflettere”. Sul fatto di essere tra i pi trasmessi dalle radio e sulle piattaforme California dice: “Non me la rendo tanto eh. Comunque siamo super super felici, davvero una canzone che a noi piace tanto, ci diverte, ascoltare e fare, quindi siamo felici, mi sono sempre semplice stata una bella sfida e siamo contenti di averla portata qui”.

Dal 7 marzo sar disponibile Vita Fusa, il nuovo album dei Coma_Cose disponibile in pre-save e pre-order nei formati vinile gold, vinile rosa e CD. Un album intimo che, tra ballad e brani dalle varie sfaccettature sonore avr i molti colori che caratterizzano il duo, raccontando un nuovo capitolo molto personale dei Coma_Cose. L’album contiene “Cuoricini”, .

Sanremo, Francesca Michielin: il mio pianto per dirmi ce l’hai fatta

Sanremo, 14 feb. (askanews) – “Ho detto non possibile, mi sono preparata tantissimo per questo pezzo, questo non ci voleva, perch non riuscivo neanche a stare in piedi e il mio pianto stato proprio per dire brava ce l’hai fatta”. Francesca Michielin ha raccontato con queste parole la sua reazione all’infortunio alla caviglia che ha subito. “Per poi l’adrenalina aiuta tanto, aiuta anche il bendaggio funzionale, praticamente non passa il sangue secondo me, proprio stretto come non so che cosa. E ovviamente lo posso tenere pochissimo tempo, ed per quello che mi muovo con le stampelle durante il giorno”.

Poi ha voluto raccontare la durezza, il dolore e la paura di non poter pi cantare per i problemi al rene che l’ha costretta a sottoporsi a un intervento chirurgico per rimuoverlo. “Devo dire che per io adesso mi sento meglio di prima e questa una cosa bellissima, cio non penso che mi manchi qualcosa, penso che sono molto meglio di prima, sono pi forte, sono pi consapevole e anche se tecnicamente meno di prima, in realt per me pi bello, nella filosofia, mi sembra cinese, il rene rappresenta la paura di non farcela e quindi io voglio pensare che adesso che non c’era pi io non ho pi paura di non farcela, adesso sono sono molto pi sicura. Viva il lupo, grazie.

Fango in Paradiso (Columbia Records/Sony Music Italy), l’intensa ballad che ieri sera ha segnato il ritorno di Francesca Michielin sul palco dell’Ariston in occasione della 75 edizione del Festival di Sanremo.

L’Europa e la propria Difesa: una nuova fase della storia.

Nel 2023 i fondi destinati alla Difesa, ovvero agli armamenti, sono aumentati a livello globale (+6,8%) e per quanto concerne i paesi europei aderenti alla Nato l’incremento è stato, in seguito alla guerra in Ucraina e al conseguente suo parziale finanziamento da parte dell’Unione, addirittura del 16%, con la media dei paesi dell’est europeo attestata al 31%. I dati sono quelli del Sipri, l’autorevole Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace con sede a Stoccolma.

Nell’insieme questi quattrini hanno costituito il 28% della spesa totale Nato nel 2023, percentuale mai raggiunta in questo secolo. Chi ha incrementato di più, come è noto, è la Polonia (ben il 75% nel 2022). In attesa di conoscere i dati precisi relativi al 2024 appare evidente come – tranne qualche eccezione, fra cui l’Italia – il tetto del 2% del PIL a suo tempo definito ma non raggiunto da tutti i paesi europei sia già ora una base dalla quale partire per crescere ulteriormente, così come vuole Trump.

Il problema europeo è noto: Roberto Cingolani, Ceo di Leonardo, la nostra azienda di punta nell’aerospaziale, lo ha definito a suo tempo (circa un anno fa) con una locuzione interessante, “frammentazione industriale”: ogni singolo stato nazionale investe – chi più, chi meno – nei propri sistemi d’arma, anche a livello progettuale e produttivo, oltre che nella gestione della propria Forza Armata. Col risultato di creare “duplicazioni” diffuse che impediscono l’emersione di “campioni industriali” continentali. Non solo. Questa distorsione ne produce un’altra, ovvero il prevalente acquisto di componentistica quando non di interi sistemi d’arma dall’estero (Stati Uniti, checché ne dica Trump, in primo luogo). Non esiste, cioè, un “procurement” europeo.

Ogni governo dell’Unione conosce nei dettagli i dati relativi a questa problematica. Ma non vuole affrontarla, se non a parole e con qualche blanda idea assolutamente non risolutiva. Eppure l’invasione russa dell’Ucraina ha evidenziato l’esistenza reale di una possibile minaccia, e dunque la necessità di un efficace sistema difensivo europeo.

Per renderlo autonomo dagli Usa e quindi potenzialmente indipendente dalla Nato (uno scenario ancora ipotetico, ma non impossibile se la marea isolazionista americana dovesse proseguire anche dopo i prossimi quattro anni) è stato calcolato che – oltre alla volontà politica, oggi assente, indispensabile per costituire un esercito europeo – ci vorrebbe un impegno pari ad almeno il 6% del PIL da parte di ogni Stato (l’Italia oggi è all’1,5% e questo dà la dimensione del problema).

A conferma delle difficoltà è utile ricordare che l’obiettivo annunciato in pompa magna nel marzo 2022, subito dopo l’attacco russo a Kyiv, la cosiddetta “Bussola strategica” (ovvero la creazione entro il 2025 di una forza europea di rapido intervento dotata di 5000 effettivi) è ben lontano dal suo effettivo conseguimento.

È dunque più realistico immaginare questo come un obiettivo di lungo periodo, al quale però cominciare a predisporsi fin d’ora. Ma ciò necessita di una volontà federativa di natura politica, che oggi non c’é, altrimenti questi sono tutti ragionamenti fasulli, scritti sull’acqua.

Nell’immediato dunque rimane la Nato. Questo gli americani lo sanno e pertanto ci chiedono il conto. Non sono più disponibili a pagare il nostro sistema di Welfare, che loro non hanno, finanziandolo con il loro budget destinato alla difesa atlantica. Può non piacere, ma è così. 

Siamo in una nuova fase della Storia. Chi fa politica ha il dovere di affrontarla, non di evaderla.

L’unità indispensabile per ripartire dal centro

 

Il dibattito dei giorni scorsi sulle sanzioni americane contro la Corte Penale Internazionale mi ha spinto a chiedermi: cosa avrebbe fatto un centrista, un popolare europeo, uno statista, un padre della nostra Patria, uno dei fondatori della Comunità Europea, come Alcide De Gasperi, di fronte a queste polemiche? 

Sarebbe rimasto in silenzio o avrebbe fatto sentire la sua voce a difesa di un’istituzione sovranazionale che negli anni ha portato avanti processi contro i più atroci criminali di guerra, senza preoccuparsi del loro potere?

Ovviamente conosco bene la risposta. Mi pongo questo dilemma, però, perché il nostro Ministro degli Affari Esteri sostiene di essere l’unico interprete del centro in Italia, erede di quelle politiche e quei valori portati avanti con onore dal politico trentino, anche in tempi bui come quelli del fascismo.

Il leader di Forza Italia ha dimostrato in questa occasione di non essere all’altezza di quei valori, di quella storia, seguendo le stesse tesi dei sovranisti in stile Salvini, Bannon e Afd.

Agli amici che oggi guardano a Forza Italia come interprete delle nostre istanze mi permetto di domandare: ma siete veramente sicuri che Tajani e FI rappresentino le nostre idee, i nostri valori? O sono unicamente dei portatori voti per la nuova destra al potere?

Sono sicuro che gli stessi amici a cui ho posto la domanda mi risponderanno senza aver dubbi: e chi sennò? Mica possiamo votare per il Pd che ormai è una forza libertaria, alleata con populisti e massimalisti!

L’obiezione è legittima anche se va ricordato che, mentre in Forza Italia nessuno si è opposto alle tesi del leader sulla Cpi, nel Pd continuano ad esser presenti e ad alzare la loro voce gli strenui difensori della linea riformista in antitesi al pensiero dominante della segreteria, penso, per esempio, alle coraggiose battaglie di Pina Picerno nell’Europarlamento.

L’impegno di alcuni esponenti però non basta. Basti ricordare come il Pd in recenti occasioni abbia votato contro l’istituzione del 17 giugno come giornata per ricordare le vittime della malagiustizia, in onore di Enzo Tortora; o come al Parlamento Europeo non abbia votato a favore di una risoluzione in cui si accostavano i simboli del nazifascismo a quelli del comunismo sovietico: identificandoli come emblemi dei totalitarismi vissuti in diversi paesi Europei.

Cito questi due voti perché sono degli esempi identitari che rendono chiara l’impossibilità per gli eredi delle culture centriste, democristiane, liberali, repubblicane e socialdemocratiche, di riconoscersi oggi nel Pd. Quindi che fare?

Serve un nuovo partito, diverso dal Pd e Forza Italia, che sia in grado di rappresentarci degnamente, perché i partiti attuali o non sono capaci o sono suddivisi in vari partiti personali che si preoccupano di farsi la guerra tra di loro.

Ha detto bene Beppe Sala nel corso di un’intervista a Otto e Mezzo: “Oggi il cosiddetto centro, cioè la parte più riformista e moderata della politica, è già occupato. Quindi, o lì si trova un accordo per tirare tutti dalla stessa parte o non funziona”.

Serve una maggiore propensione all’unità. Rinnovo l’appello agli attuali leader ed esponenti delle forze politiche che si ritrovano all’interno di Renew Europe, abbassate i toni, parlatevi, incontratevi, dialogate, riunite in una federazione plurale i mille rivoli di una diaspora centrista dispersa in tanti e inutili micropartiti personali. 

Una forza autonoma e con un programma chiaro e definito, una forza che possibilmente sia in grado di allearsi con il Pd ma che non sia obbligata a farlo. Ne abbiamo bisogno perchè oggi, come nel 1938 a Monaco, novelli Chamberlain con i capelli arancioni sostengono di aver trovato effimeri accordi di pace. 

Mai come oggi serve in Italia una casa per noi che crediamo che Democrazia è Libertà.

A Sanremo la IV edizione Festival della Canzone Cristiana

Sanremo, 14 feb. (askanews) – Ha preso il via la due giorni della Quarta edizione del Festival della Canzone Cristiana Sanremo 2025 www.sanremofestivaldellacanzonecristiana.it che si svolge in concomitanza con il Festival della Canzone Italiana, nello storico Teatro F.O.S. – Teatro della Federazione Operaia Sanremese, in via Corradi, a Sanremo, e sar trasmessa in diretta oggi e domani, 15 febbraio 2025, dalle ore 14.30 alle ore 19.30, sul profilo Facebook de “La Luce diMaria”, sul profilo Facebook del Festival della Canzone Cristiana, sul canale Youtube Festival della Canzone Cristiana e sul sito ufficiale del Festival della Canzone Cristiana nonch su Rete Tv Italia ma anche in diretta radiofonica su Radio Mater e Radio Amore.

Sul palco, a condurre il Festival, insieme al Direttore artistico Fabrizio Venturi, ci sar Carmen Attardi, volto noto della televisione e conduttrice dell’emittente radiofonica siciliana Radio Amore. Coordiner la manifestazione l’Avvocato Brunella Postiglione.

Il Festival, organizzato dal Cantautore e Direttore artistico Fabrizio Venturi, ha ottenuto un rilevante successo mediatico nazionale nelle tre precedenti edizioni del 2022 del 2023 e del 2024.

Per la sua quarta edizione, dedicata a Papa Francesco e al Giubileo, ha ottenuto i patrocini delle pi importanti istituzioni, tra cui quelli del Senato della Repubblica, della Camera dei Deputati, della Regione Liguria e della Provincia di Imperia.

“Il Festival si prefigge l’intento di diffondere e di far conoscere anche in Italia la canzone di ispirazione cristiana o Christian music, genere che canta il rendimento di grazie a Dio e la gioia della fede. Sant’Agostino scriveva che chi canta prega due volte e, convinti che il canto sia una preghiera di elevato vigore, ci prefiggiamo come obiettivo primario di innalzare una preghiera universale mediante il nostro Festival” ha affermato Fabrizio Venturi, il quale ha aggiunto: “L’attuale edizione sar all’insegna del Giubileo e del messaggio cristiano che essa promana, nonch del connubio tra la Christian Music Italiana con quella degli Stati Uniti dove essa nata. La Christian Music in grado di instaurare un connubio creativo tra la canzone e la fede e tra la canzone e la lode a Dio, che fa proprio il linguaggio pi potente che Dio ha donato all’uomo, che la musica. La Christian Music non ha niente di diverso dalla musica che si ascolta tutti i giorni nelle radio, la differenza non nella musica delle canzoni, ma nei testi, che, in modo esplicito ed implicito, parlano di Dio”.