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Abi: a febbraio tasso sui mutui in risalita al 3,17%

Milano, 15 mar. (askanews) – A febbraio 2025, il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni è stato pari al 3,17%, in risalita dal 3,12% nel mese precedente e dal 3,11% di dicembre (era al 4,42% a dicembre 2023). Lo rileva il rapporto mensile dell’Abi.

Da ottobre 2023, i tassi di mercato sono progressivamente diminuiti a seguito dei tagli della Bce, una tendenza proseguita anche nei primi mesi del 2025. Nei primi giorni di marzo si è osservato un assestamento: i tassi a breve termine si sono stabilizzati o leggermente ridotti, mentre quelli a lungo termine hanno registrato un rialzo. “Un cambiamento determinato dagli andamenti geopolitici”, ha spiegato Gianfranco Torriero, vice direttore generale vicario dell’Abi. Nel dettaglio, nei primi 13 giorni di marzo, evidenzia il rapporto, il tasso Euribor a 3 mesi è stato in media del 2,52%, stesso valore di febbraio, il tasso IRS a 10 anni (molto usato nei mutui) è stato in media del 2,64% in aumento di 25 punti base rispetto a febbraio (2,39%).

A febbraio, il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,98% dal 4,15% del mese precedente (5,45% a dicembre 2023), mentre il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è sceso al 4,27% dal 4,32% del mese precedente.

Ucraina, stamani video-summit "volenterosi", Meloni dovrebbe partecipare

Roma, 15 mar. (askanews) – E’ in programma questa mattina la riunione dei cosiddetti Paesi “volenterosi” convocata in videoconferenza dal premier britannico Keir Starmer, a cui dovrebbe partecipare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni (anche se la riserva non è stata ufficialmente sciolta).

I leader collegati dovrebbero essere 25, con – scrive Starmer in un messaggio – “un obiettivo chiaro: fare tutto il possibile per avvicinare la pace. E mentre lo facciamo, tengo sempre a mente l’incredibile popolo ucraino che ho incontrato negli ultimi mesi”.

“In questo momento cruciale – prosegue il primo ministro – il mio messaggio al popolo ucraino è che potete contare su di noi, ora più che mai. Come ho affermato a Kiev a gennaio nell’accordo che ho firmato con il presidente Zelenskyy, saremo al vostro fianco, non solo oggi o domani, ma per i prossimi 100 anni”.

“Questa settimana, attraverso l’accordo con gli Usa a Jeddah, l’Ucraina ha dimostrato di volere la pace. La Russia deve ora fermare i suoi attacchi, una volta per tutte, e dimostrare di essere pronta a garantire anche un cessate il fuoco”, conclude Starmer.

La partecipazione della premier è stata in dubbio (e come detto non è stata ancora confermata) perchè Meloni non si sarebbe collegata se il tema del vertice fosse stato solo l’organizzazione di una eventuale forza militare europea da inviare in Ucraina per garantire il cessate il fuoco. Secondo quanto si apprende, però, nelle ultime ore sarebbero state accolte alcune richieste italiane per allargare il confronto al tema più ampio della difesa europea e questo farebbe propendere la presidente del Consiglio per il sì.

Mit: con nuovo codice strada in tre mesi -20% vittime, 61 morti in meno

Milano, 15 mar. (askanews) – Un calo del 5,5% degli incidenti stradali che ha determinato un -20,4% di vittime e un -8,8% di feriti. Significa 61 morti in meno in tre mesi. È quanto emerge, sottolinea una nota del ministero delle Infrastrutture e Trasporti, dai dati di Polizia Stradale e Carabinieri, condivisi dal Viminale con il Mit, che consentono di confrontare quanto avvenuto nei primi tre mesi di entrata in vigore del nuovo codice della strada (14 dicembre 2024-13 marzo 2025) con lo stesso periodo di un anno fa.

In particolare, sono stati rilevati 226 incidenti mortali (lo scorso anno erano 274); 238 deceduti (lo scorso anno erano 299); 5.712 incidenti con lesioni (lo scorso anno erano 6.227); 8.407 persone ferite (lo scorso anno erano 9.222). In tre mesi dall’entrata in vigore delle nuove norme, 203.753 conducenti si sono sottoposti a controlli etilometri e/o precursori. Tra loro, l’1,7% ha subìto sanzioni per guida in stato di ebbrezza e lo 0,2% per guida dopo aver assunto stupefacenti. Inoltre, su 17.607 patenti ritirate, per 8.912 casi è conseguenza del cellulare alla guida (50,6%).

“L’auspicio è che i dati possano migliorare ulteriormente, soprattutto per quanto riguarda vittime e feriti, ma intanto si possono trarre alcune indicazioni”, sottolinea il Mit. “Le preoccupazioni per controlli irrazionali su droghe e farmaci si sono confermate totalmente infondate. Ed infatti si coglie l’occasione per ribadire che i limiti per il consumo di alcol non sono cambiati con il nuovo codice. A questo proposito va ribadito che alcuni provvedimenti citati dai media negli ultimi giorni – come le multe ai ciclisti in stato di ebbrezza – sono figlie di regole in vigore da decenni, e che fanno riferimento all’articolo 186 del codice che risale al 1992”. In secondo luogo, il Mit rileva “che l’uso del cellulare rimane di gran lunga la prima ragione di ritiro della patente, in coerenza con la pericolosità e diffusione di questo comportamento scorretto”.

Fabrizia Abbate: “A Piazza del Popolo con la bandiera dell’europeismo dei Padri fondatori”.

Tempi Nuovi sceglie di aderire all’appello proposto da “Una piazza per l’Europa”, nello spirito con cui all’inizio è stato lanciato: aiutare a rafforzare la cittadinanza europea, in termini di convinzione, entusiasmo, riconoscimento sociale e politico nelle sue Istituzioni. A chi da sempre vuole essere fedele ai valori e agli ideali dei padri fondatori Alcide De Gasperi, Konrad Adenauer e Robert Schuman, questa occasione di unità significa ribadire che anche a noi “il tema dell’Europa sta a cuore, non da oggi”, come ha dichiarato il segretario generale della Cei.
Ma aderire significa anche, dal nostro punto di vista, riaffermare che solo con questo atteggiamento di appartenenza europea si possono affrontare le drammatiche questioni di questo momento storico, a partire dai teatri di guerra: questioni alle quali Tempi Nuovi spera non si diano risposte affrettate e divisive, ma si costruiscano percorsi di partecipazione autenticamente popolare, così come ogni giorno vengono delineati da Sergio Mattarella, Presidente di moderazione e coesione da sempre.

 

N.B. Contestualmente alla dichiarazione della Portavoce di Tempi Nuovi, è stato distribuito ai lettori de “Il Domani d’Italia” – l’iniziativa meritoria è stata assunta dall’Associazione Nazionale Democratici Cristiani (ANDC) – l’ultimo importante discorso sull’Europa di Alcide De Gasperi (Parigi 1954), avente come titolo emblematico “La nostra Patria Europa”. Il link permette di accedere al testo inegrale.

In Toscana è passata la piena dell’Arno, "meteo in miglioramento"

Roma, 15 mar. (askanews) – E’ in miglioramento la situazione meteo in Toscana, dove da 24 ore più di 500 vigili del fuoco sono al lavoro per fronteggiare i danni causati dal maltempo: 430 gli interventi svolti finora nelle province di Firenze, Prato, Pisa e Livorno per operazioni di soccorso, allagamenti, frane, dissesti statici e la messa in sicurezza di alberi pericolanti.

E’ transitato “senza criticità” l’importante colmo di piena dell’Arno lungo tutta l’asta, ha fatto sapere il governatore della Regione Eugenio Giani, sui social. Il colmo dell’Arno era già passato tra ieri sera e la notte a Firenze, Ponte a Signa, Montelupo, Empoli, Fucecchio, Pontedera, San Giovanni alla Vena e Pisa (stabile a 4,8 metri). “Determinanti sono stati lo Scolmatore della Regione Toscana e le casse di espansione del bacino di Roffia”, ha detto Giani.

Nella regione è comunque ancora in vigore l’allerta meteo rossa, per cui “si invitano tutti i cittadini alla massima prudenza e limitare gli spostamenti solo se strettamente necessari”.

Il dispositivo di soccorso dei Vigili del fuoco, potenziato con il trattenimento di personale libero dal servizio, ma anche con squadre specializzate nel contrasto al rischio acquatico e con sommozzatori provenienti dalla Liguria e dal Veneto, è tuttora in azione soprattutto in provincia di Firenze, in particolare nei territori di Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Vicchio, Fucecchio, Empoli, Rufina, Signa, Borgo San Lorenzo.

Intanto la Sala integrata di Protezione Civile della Città Metropolitana di Firenze e della Prefettura informa che sono stati riaperti i ponti nel tratto empolese dell’Arno.

Le principali strade chiuse sono: la Ss 65 Bolognese tra Fontebuona e Novoli, la Sr 302 Faentina in località Mulinaccio, la Ss 67 Tosco Romagnola da Pontassieve a Contea, la Sp 72 Vecchia Pisana al Km 2 (Lastra a Signa), la Sp 13 al km 12 (Vinci), la Sp 32 della Faggiola al km 3 (Firenzuola), la Sp 306 tra Marradi e Palazzuolo, la Sp 477 al Km 16, Sr 302 tra Ronta e Biforco, la Sp 503 Passo del Giogo in località Omo Morto (Scarperia San Piero), la Sp 130 di Monte Morello al km 10.

Sono anche interrotte le linee ferroviarie Firenze-Borgo San Lorenzo-Faenza e Firenze-Borgo-Pontassieve.

Al momento i collegamenti tra Mugello e Firenze sono possibili solo passando da Barberino di Mugello.

Con Papa Francesco, Athletica Vaticana corre Run Rome The Marathon

Milano, 15 mar. (askanews) – Oggi, 15 marzo si terrà a Roma la messa del maratoneta, celebrazione che ha un valore altissimo per tutta la comunità sportiva, e domani domenica 16 marzo la Maratona di Roma vorrà far sentire la propria vicinanza a Papa Francesco: pochi minuti prima della partenza, gli organizzatori spegneranno la musica e i festeggiamenti che fino a quel momento coinvolgeranno l’onda di uomini, donne, atleti top runner professionisti e diversamente abili. Circa 30.000 persone.

Saranno 42 bellissimi secondi – un secondo per ogni chilometro di gara – durante i quali ciascuno potrà dedicare un pensiero e un saluto personale al Papa. Sarà un grande abbraccio collettivo a Francesco, vescovo di Roma: un’iniziativa di alto valore simbolico, nella speranza che gli arrivi forte l’abbraccio di tutti i maratoneti al Policlinico Gemelli dove è ricoverato.

Lo speaker ufficiale leggerà le parole di Papa Francesco all’Angelus recitato in piazza San Pietro, un anno fa, il 17 marzo 2024: “Accolgo con piacere i partecipanti alla Maratona di Roma, tradizionale festa dello sport e della fraternità. Anche quest’anno, per iniziativa di Athletica Vaticana, numerosi atleti sono coinvolti nelle ‘staffette della solidarietà’ diventando testimoni di condivisione”.

E le parole del Papa all’Angelus del 19 marzo 2023: “Con piacere saluto anche i partecipanti alla Maratona di Roma! Mi congratulo perché, su impulso di “Athletica Vaticana”, fate di questo importante evento sportivo un’occasione di solidarietà in favore dei più poveri”.

È sbagliato tirarsi fuori dal ReArm lanciato dall’Unione europea

La prima responsabilità che sento è quella del ripristino della verità nel dibattito pubblico italiano. Il Piano dell’Europa è sicuramente discutibile e correggibile. I suoi limiti, sui quali è giusto discutere, nascono dalla constatazione che nei tempi di urgenza che interpellano l’Europa non è perseguibile un intervento che comporti la rapida cessione di sovranità dei 27 paesi dell’UE in materia di difesa e politica estera comuni. Ma per correggere e migliorare i contenuti del Piano bisogna mettersi al tavolo e non chiamarsi fuori.

Ciò che l’onestà impone di dire è che l’UE non intende aggredire la Russia, né militarmente né in altro modo, ma semplicemente, nel momento in cui gli Usa hanno annunciato e ribadito la loro intenzione di spegnere l’ombrello protettivo tenuto aperto per quasi settant’anni, allestire uno strumento di difesa e di deterrenza autonomo. Aggiungerei, anche se non esplicitato, nello spirito dell’articolo 11 della nostra Costituzione. Di questo si tratta! Né si tratta di mettere in discussione l’irrinunciabile diritto all’obiezione di coscienza militare, proprio perché non si sta discutendo di un’iniziativa di aggressione militare verso alcun paese, eventualità rispetto alla quale sarei il primo a ribellarmi, come nella mia lunga esperienza parlamentare ho fatto, e non una volta sola.

Prendo seriamente in considerazione le riserve di tanti amici sicuramente in buona fede, soprattutto di quanti evocano, proprio a causa della loro fede, il dovere della politica di operare per la pace. E, in questo senso, di operare con fedeltà al Vangelo. Epperò il Vangelo, sicuramente inequivocabile nella condanna della violenza e della guerra, non solo riconosce il diritto alla difesa, ma soprattutto non libera quei credenti che assumono responsabilità politiche dal dovere di trovare soluzioni possibili e concrete di fronte alle sfide della realtà.

Aldo Moro ha scritto pagine luminose per spiegare la responsabilità dei laici nel coniugare i valori della tradizione cristiana con il principio di realtà, sapendo che quei valori declinati con questa modalità possono subire, non un tradimento, ma una formulazione originale, comprensibile e accettabile anche da chi credente non è. E aggiungeva: “Questo è il nostro modo di rendere una servizio alla nostra Chiesa”.

De Gasperi e Moro ci hanno lasciato una grande lezione, preziosa per tutti, credenti e non credenti, in tutti i tempi: quando si avviano processi storici nuovi, e oggi non c’è dubbio che siamo in uno di questi casi, occorre starci dentro, a maggior ragione se si ha l’obiettivo di ottenere cambiamenti persino di direzione di marcia. Chi non è a bordo della storia è relegato al ruolo di comparsa o, nel migliore dei casi, e solo se si hanno ragioni ideali significative, della pur nobile testimonianza. Quando partirono “quelli di Strasburgo” per dar vita alla Ceca, non invitarono l’Italia perché non aveva nel suo territorio una realtà paragonabile alla Ruhr. De Gasperi fece tutto il possibile per entrare in partita perché intuì che stava cominciando una storia nuova. Per ciò e per tante ragioni io penso che anche oggi occorra esserci, con dignità e la consapevolezza storica che stanno mostrando sia il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che il presidente Romano Prodi.

 

[La nota è stata diffusa ieri nel tardo pomeriggio dall’Ansa]

Europa, il Vecchio Continente che stenta a raggiungere la propria maturità

Nel giorno in cui le piazze italiane si riempiono di cittadini che chiedono una accelerazione dell’integrazione europea, appaiono ancor più evidenti e ingombranti i nodi irrisolti che ne ostacolano il percorso e che impediscono all’Unione Europea di dare risposte adeguate alle sfide di questo cambio d’epoca che stiamo attraversando, e di ritagliarsi una collocazione significativa sulla scena globale.

Il punto di partenza per cambiare marcia e per una svolta, non può consistere solo in un ripiegamento sulle procedure interne di riforma, avulso dai tempi dettati dal ritmo con cui procede la storia. Gli altri, il Resto del Mondo, ma pure gli attuali Stati Uniti, non stanno ad aspettare che l’Ue completi l’iter di riforme di cui necessita nei vari ambiti. La risposta va data nei tempi che non è, non è più solo, l’Europa a poter fissare, ma che sono determinati da processi più grandi. Se, come ci avverte Mario Draghi, l’Ue vuole rimanere al passo con i tempi, deve riuscire, in un mondo o nell’altro, ad agire come se fosse un solo stato nelle politiche economiche e di bilancio, nella ricerca, nella difesa.

Quest’ultimo tema, la sicurezza, è quello che raccoglie maggiore attenzione a causa sia della guerra in corso in Europa, sia della linea di progressivo disimpegno dalla difesa dell’Europa e di contestuale ritorno al dialogo con la Russia, espressa dalla nuova Amministrazione americana.

Sulla difesa comune abbiamo assistito a un dibattito che ha per molti aspetti,del surreale. Perché le opzioni in mano all’Ue sono in realtà meno di quelle ventilate nel dibattito. Servono una buona dose di realismo e un supplemento di visione. Com’è facilmente constatabile, gli sforzi compiuti per rafforzare la difesa europea, e raccolti nel piano della Commissione  Europea, si possono tradurre solo, per ora e per molti anni a venire, in una maggior capacità di spesa militare degli Stati membri, in parte a debito e in gran parte risultante dal taglio alla spesa per il welfare, le infrastrutture e lo sviluppo civile dei popoli europei. E in un potenziamento degli apparati di difesa nazionali (compreso quello tedesco), mancando le istituzioni e le procedure per il comando di un esercito europeo, per l’utilizzo di un arsenale comune, specie se anche atomico, e addirittura per il reclutamento e la mobilitazione dei cittadini alle armi in caso di nuove crisi, che continuerebbero a vedere nella Nato l’unico strumento di difesa credibile.

E insieme a questa sopravvalutazione degli immediati effetti operativi di una pur alquanto auspicabile difesa europea, si assiste a un preoccupante deficit di visione circa gli obiettivi della difesa comune e, più in generale circa il ruolo dell’Ue nel mondo che sta procedendo verso un nuovo multilateralismo, invocato da tempo dal Resto del Mondo, e ora con l’esplicito consenso degli Stati Uniti, ma con la posizione ancora enigmatica del Regno Unito.

Occorre che noi europei ci interroghiamo di più sul fatto che sono passati 80 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale e che l’equilibrio che ne è uscito, oggi appare superato nelle istituzioni internazionali, mentre rimane validissima la Carta della Nazioni Unite.

Il mondo è alla ricerca di un nuovo modello di governance. La stessa iniziativa dei Paesi Brics, pur con qualche stonatura, costituita principalmente dalla Russia,, si propone fondamentalmente di riformare e non di sovvertire l’ordine mondiale. L’orizzonte della difesa europea dev’essere questo. Altrimenti rischia di consumarsi in una annosa faida fratricida nel bassopiano sarmatico, mentre il Resto del Mondo galoppa verso il futuro.

A tal fine non credo aiutino narrazioni che amplificano le colpe di momentanei avversari fino a non riconoscere più in loro razionalità e desiderio di pace, che rischiano di impedire all’Unione Europea, o perlomeno al suo cuore francese, di progettare il tempo successivo alla guerra come quello propizio per costruire una nuova architettura di pace, cooperazione e sicurezza in Europa, e che rischiano infine, di impedire di vedere altre soluzioni al conflitto in corso al di fuori di quella militare, con tutti i rischi e i costi umani ed economici che ciò comporta.

Trump, Musk, Vance: dall’Europa una prima reazione c’è stata

Gli attacchi, ripetuti e scomposti, ricevuti dalla triade oggi al potere negli Stati Uniti daranno un contributo decisivo al faticoso processo di unificazione europea? Questa è la domanda di fondo dalla cui risposta deriverà il futuro non solo dell’Unione ma pure delle singole nazioni europee.

Nel breve volgere di un mese gli Stati Uniti da alleati preminenti ma amici sono divenuti ostili avversari, se non ancora nemici. Non è questo il sentimento di tutto il popolo americano, certo; e non è ancora sicuro che l’attuale momento di avversione nei confronti del Vecchio Continente perduri nel tempo, soprattutto se questa Amministrazione non dovesse riuscire a vincere le presidenziali del 2028.

Ma un mutamento di sensibilità, per così dire, si era già avvertito almeno sin dai tempi della presidenza Obama: questo occorre riconoscerlo. E non solo in ragione del progressivo spostamento di interessi strategici dall’Atlantico al Pacifico, indotto dalla prorompente crescita del Drago cinese registratasi in questo nuovo secolo. È parallelamente cresciuta negli Stati Uniti la sensazione che l’Europa potesse consentirsi un tenore di vita superiore a quello medio degli americani e soprattutto di quelli meno fortunati grazie ad un sistema di welfare finanziato con risorse economiche non impiegate nella Difesa, di fatto invece a carico del contribuente yankee attraverso il finanziamento della NATO. La richiesta che condusse alla decisione di elevare al 2% del PIL di ogni Paese membro il contributo alle spese dell’Alleanza Atlantica nasceva da quella sensazione via via mutatasi in ragionata considerazione prima e in astiosa rivendicazione poi.

Non contava il fatto che la crisi finanziaria, e poi economica, del 2007/8, quella dei cosiddetti subprime, fosse stata dovuta a errori strutturali introdotti nel sistema creditizio statunitense come l’abolizione del Glass-Steagall Act (negli anni novanta, presidenza Clinton) e che avesse colpito in maniera durissima l’Europa tutta. Contava solo il fatto che la ripresa americana necessitava di una potente immissione di risorse, che quindi dovevano essere impiegate in casa propria e non altrove, e dunque non più – non più in quella dimensione – in Europa, al netto di ogni ulteriore (e comunque ben presente) considerazione geopolitica.

Tutto questo per dire che le accuse di Trump, per quanto sgradevoli e irrispettose hanno avuto un’incubazione lunga, almeno ventennale. Quando sostiene che “la UE è stata creata solo per fregarci”, con tipica volgarità yankee The Donald semplifica in maniera esemplare il pensiero al quale sono ormai approdati molti americani, anche di origini europee. E quando il suo vice, JD Vance, alla Conferenza di Monaco si presenta annunciando all’esterrefatto uditorio che “è cambiato lo sceriffo in città” e che quindi da ora in avanti “l’Europa deve fare grandi progressi verso la capacità di difendersi da sola”, non solo conferma il rude linguaggio del suo capo ma se possibile lo indurisce in quanto lo proietta in avanti: lui ha 40 anni in meno del Presidente, ciò significa che la nuova generazione politica a stelle e strisce, che ha vissuto in età giovanile il degrado indotto dalla globalizzazione in così larga parte della società americana (così ben narrato nel suo bestseller Elegia americana), quanto meno quella che si è appassionata all’idea del Make America Great Again, nutre un forte risentimento verso il mondo esterno e verso quello europeo in particolare, colpevole – oltre che di un declino etico assai grave – di un livello di vita troppo elevato per quelle che sono le sue effettive possibilità economiche: quindi, adesso, “arrangiatevi”.

Qualcuno lo ha definito un “elettroshock”: di certo è una di quelle sferzate che, per quanto eccessive, non possono non porre a chi le riceve qualche interrogativo di fondo. E dunque, di nuovo, saprà l’Europa trasformare questa sfida d’oltreoceano in una concreta opportunità di crescita? Il Libro bianco sulla Difesa è una prima risposta. Ma altre, in altri ambiti, dovranno esservene. E certo non fra troppo tempo. A cominciare da quelle ai ventilati dazi commerciali.

 

Dibattito | In piazza, per l’Europa di De Gasperi

Foto di Gerd Altmann da Pixabay
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

La Democrazia Cristiana partecipa oggi a Roma al raduno “Una Piazza per l’Europa”, per ribadire il proprio impegno a favore di un’Europa politicamente unita, portatrice di pace e dotata di una difesa comune.

L’Unione Europea, così com’è oggi, rischia di essere percepita come una sovrastruttura burocratica e inefficace, priva di un’anima politica capace di incidere realmente sullo scenario internazionale. Questa non era la visione di Alcide De Gasperi, che già nel 1951, davanti all’Assemblea del Consiglio d’Europa, avvertiva:

“Se noi costruiremo soltanto amministrazioni comuni, senza una volontà politica superiore vivificata da un organismo centrale, nel quale le volontà nazionali si incontrino, si precisino e si animino in una sintesi superiore – noi rischiamo che questa attività europea appaia, al confronto della vitalità nazionale particolare, senza calore, senza vita ideale; potrebbe anche apparire ad un certo momento una sovrastruttura superflua e forse anche oppressiva”.

Oggi purtroppo l’Europa sembra proprio così: una macchina burocratica senza una vera politica estera comune, priva di una strategia di sicurezza condivisa, incapace di rispondere alle grandi sfide globali. Eppure, mai come oggi sarebbe necessario che l’Europa parlasse con una sola voce. La guerra in Ucraina, le crisi migratorie, le tensioni in Medio Oriente dimostrano che il vecchio continente deve smettere di essere spettatore e diventare protagonista della propria storia.

Alcide De Gasperi fu tra i primi a comprendere che la difesa dell’Europa non poteva essere affidata a una somma di eserciti nazionali, ma doveva passare attraverso la creazione di una difesa comune. Nel suo discorso all’Assemblea del Consiglio d’Europa del 1951, sottolineava: “La condizione essenziale per una resistenza esterna efficace è in Europa. È in Europa la difesa interna contro una funesta eredità di guerre civili […] Noi siamo consapevoli di doverci salvare e con noi il nostro patrimonio di civiltà comune e di esperienza secolare”.

De Gasperi vedeva nella Comunità Europea di Difesa uno strumento di pace, non di guerra, un’istituzione che avrebbe consolidato l’unione tra i popoli europei e impedito il ripetersi delle tragedie del passato. Questa non era solo un’idea utopica, ma una strategia concreta per garantire la sicurezza collettiva e superare le divisioni tra gli Stati membri.

L’Europa sta rischiando seriamente di sbagliare strada: anziché costruire una difesa comune con una direzione politica unitaria, ha dato il via a un enorme aumento delle spese militari nazionali senza un reale coordinamento. Come ricordava De Gasperi nel 1952: “Una vera unità organica dell’esercito non è possibile senza una graduale unità politica, la quale a sua volta può resistere soltanto se è contemporanea ad un processo di unificazione economica”.

Ciò significa che senza un governo politico europeo in grado di prendere decisioni strategiche unitarie, qualsiasi difesa comune sarebbe solo un’illusione. Oggi, invece, l’Europa investe miliardi nel riarmo senza nemmeno definire una dottrina strategica comune. Questo è un rischio enorme: si potrebbe finire per avere una moltiplicazione degli arsenali senza un’effettiva capacità di azione unitaria.

Nei Paesi come l’Italia, che non sono riusciti a raggiungere il 2% del PIL in spese per la difesa, è fondamentale poter spendere di più per acquisire capacità operative essenziali, sia per la sicurezza nazionale sia per contribuire alla NATO. Tuttavia, in altri Paesi le risorse mancanti non sono così tante, e non va trascurato il rischio di un riarmo indiscriminato e destabilizzante. Non serve un riarmo dei singoli Stati, ma una deterrenza europea credibile e coordinata.

Un altro punto chiave della visione di De Gasperi riguarda il ruolo dell’Europa nell’ambito della sicurezza globale. L’idea di una difesa comune non doveva sostituire la NATO, ma neppure esserne un semplice duplicato subordinato agli Stati Uniti. Lo stesso De Gasperi dichiarava nel 1951:

“Se la NATO vuol dire difesa collettiva fondata sulla leale esecuzione di un Patto, l’esercito europeo significa la pace garantita strumentalmente e strutturalmente; fondata non solo su di un trattato, ma sulla organica eliminazione di ogni possibilità di ricorrere alla forza fra i partecipanti”.

Purtroppo i decenni passati non hanno dato frutti e l’Unione Europea resta dipendente dalla NATO per la propria difesa, senza una reale autonomia strategica. Il rischio è che le decisioni europee in materia di sicurezza siano sempre subordinate agli equilibri interni all’Alleanza Atlantica o, peggio ancora, ai cambiamenti repentini di rotta dell’alleato principale, anziché rispondere alle reali esigenze del continente. Un rischio ancora più grande, oggi: cosa succederebbe alla difesa Europea se gli Stati Uniti uscissero dalla Nato? Qualche mese fa poteva sembrare fantapolitica, ora è uno scenario da considerare.

Oggi siamo di fronte a un momento decisivo per il futuro della sicurezza europea. Le crisi geopolitiche globali dimostrano che non possiamo più permetterci di essere solo spettatori, né di affidarci esclusivamente alla protezione americana. È arrivato il momento di riprendere in mano il sogno di De Gasperi e degli altri Padri Fondatori.

Per questo, la Democrazia Cristiana aderisce a “Una Piazza per l’Europa”: per chiedere un’Europa capace di difendersi, ma anche di costruire la pace, con una politica estera autonoma e una difesa comune realmente efficace. Non possiamo più aspettare.

ACI Vallelunga e FIA celebrano eccellenza BAT Italia in sicurezza stradale

Roma, 14 mar. (askanews) – Presso il Centro di Guida Sicura ACI-SARA di Roma (Vallelunga), si è celebrata una tappa importante nel campo della sicurezza stradale: BAT Italia è la prima azienda in Italia ad essere accreditata con il “FIA Road Safety Index”, un programma internazionale di certificazione che consente alle aziende di ottenere un rating sulla sicurezza stradale e di misurarne l’impatto nella società.

Attraverso il FIA Road Safety Index le aziende possono dimostrare, in risposta alle recenti raccomandazioni internazionali sulla sicurezza stradale, come stanno controllando l’impatto sulla sicurezza stradale nelle loro attività legate al trasporto. Identificando aree di miglioramento continuo. Progettato sulla base di un impegno a lungo termine. La metodologia del FIA Road Safety Index offre un approccio sistematico per identificare, misurare e migliorare l’impronta sulla sicurezza nella loro catena produttiva.

“Il settore privato ha interessanti opportunità di facilitare l’introduzione di alti standard di sicurezza, per proteggere non solo i propri dipendenti, ma anche le comunità locali dove le aziende operano. Eventi come quello promosso da ACI Vallelunga oggi nel dare visibilità all’esperienza di BAT Italia, la prima azienda italiana a raggiungere a massimo punteggio del FIA Road Safety Index, sono fondamentale per riconoscere pratiche virtuose e trasparenti nel mondo privato. Ci auguriamo che il FIA Road Safety Index possa aiutare progressivamente a costruire una cultura della sicurezza stradale, unico modo per diminuire l’incidentalità stradale in modo strutturale e permanente”. È quato affermato da Luca Pascotto, responsabile sicurezza stradale, FIA.

“BAT Italia pone da sempre le sue persone al centro della propria strategia aziendale, promuovendo un ambiente di lavoro sicuro e adottando numerose iniziative a supporto del benessere di ciascun dipendente. In questa ottica, consapevoli della responsabilità derivante da un parco auto che vede oltre 250 dei dipendenti utilizzare vetture aziendali, BAT Italia ha reso obbligatoria la partecipazione a corsi sulla sicurezza stradale, un passo fondamentale per garantire una mobilità sicura e sostenibile in linea con i valori dell’azienda. Questo percorso di impegno e responsabilità ha raggiunto un nuovo apice con il recente riconoscimento della FIA: il fatto di essere la prima azienda italiana ad aver ottenuto la prestigiosa certificazione FIA Road Safety Index con il punteggio massimo in tutte le categorie valutate è la convalida dell’efficacia e validità del percorso intrapreso, che si distingue per la sua peculiarità nel panorama nazionale. Questo riconoscimento ci sprona a proseguire con rinnovato impegno nel nostro percorso di attenzione e cura verso le nostre persone e la loro sicurezza”, ha dichiarato Greta Autieri, Head of Talent, Culture & Inclusion BAT Italia.

“Siamo orgogliosi di aver ospitato oggi questa celebrazione, che segna un passo significativo per BAT Italia, ma anche per il nostro Paese, nel riconoscere l’importanza della sicurezza stradale. La certificazione FIA Road Safety Index è un esempio concreto di come il settore privato possa impegnarsi nella costruzione di un ambiente più sicuro per tutti. Siamo felici di vedere un’azienda come BAT Italia impegnarsi in questo percorso e di contribuire a diffondere questa cultura”, ha sottolineato inoltre Alfredo Scala, Direttore Generale ACI Vallelunga.

Alla cerimonia hanno partecipato numerose aziende di spicco, tra cui Abbott, IVS Italia, Thales Alenia, We Build Group, BloomFleet SpA, Gruppo API IP, Lux Vide, Philipp Morris Italia Srl, Honda Motor Europe Ltd., FareImpresaRoma, Associazione Guida Sicura Italia, oltre alla Polizia di Stato.

Al termine della celebrazione, i partecipanti hanno preso parte a delle esperienze di guida sicura, con tutti gli spostamenti nelle aree di guida effettuati grazie alla navetta elettrica Tecnobus.

Risultati e classifica serie A, Genoa scatto salvezza

Roma, 14 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Genoa-Lecce 2-1

29esima giornata Genoa-Lecce 2-1, sabato 15 marzo ore 15 Monza-Parma, Udinese-Verona, ore 18 Milan-Como, ore 20.45 Torino-Empoli, domenica 16 marzo ore 12.30 Venezia-Napoli, ore 15 Bologna-Lazio, Roma-Cagliari, ore 18 Fiorentina-Juventus, ore 20.45 Atalanta-Inter

Classifica: Inter 61, Napoli 60, Atalanta 58, Juventus 52, Lazio 51, Bologna 50, Roma 46, Fiorentina 45, Milan 44, Udinese 40, Torino, Genoa 35, Como 29, Verona, Cagliari 26, Lecce 25, Parma 24, Empoli 22, Venezia 19, Monza 14.

30esima giornata sabato 29 marzo ore 15 Como-Empoli, Venezia-Bologna, ore 18 Juventus-Genoa, ore 20.45 Lecce-Roma, domenica 30 marzo ore 12.30 Cagliari-Monza, ore 15 Fiorentina-Atalanta, ore 18 Inter-Udinese, ore 20.45 Napoli-Milan, lunedì 31 marzo ore 18.30 Verona-Parma, ore 20.45 Lazio-Torino,

Tajani: Canada tra possibili Paesi del piano italiano contro i dazi

Quebec, 14 mar. (askanews) – Sui dazi “è inutile fasciarsi la testa prima che succedano le cose, bisogna studiare strategie per poter tutelare il mondo imprenditoriale italiano e il giorno 21 (marzo, ndr) presenteremo la strategia del Ministero che ha la responsabilità anche del commercio internazionale per affrontare l’emergenza” e “individuare alcune scelte che possono essere fatte per recuperare spazi di mercati”: “non è un caso che tra i Paesi che valuteremo e indicheremo come potenziali territori dove incrementare l’export ci sarà anche il Canada”. È quanto ha detto oggi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, durante una tavola rotonda con gli imprenditori italiani in Canada.

Il Canada è un Paese “molto interessante”, noi “siamo già il secondo interlocutore dopo la Germania”, ha ricordato Tajani, precisando che “questo significa che c’è un terreno fertile”. E’ dunque “un paese che stiamo seguendo con attenzione, dove si può esportare di più”. D’altra parte, ha sottolineato il ministro, “siamo assolutamente convinti che si debba continuare a lavorare molto fuori dai nostri confini sia attraverso un incremento dell’esportazione sia attraverso un incremento dell’internazionalizzazione delle nostre imprese, che è il miglior sistema per evitare la delocalizzazione”.

Secondo Tajani bisogna “avere sempre obiettivi ambiziosi” e “lavorare per scongiurare effetti dannosi che possono esserci da una possibile guerra dei dazi, che per noi italiani certamente non è qualche cosa di positivo”. “Lavoreremo intensamente per cercare di permettervi di incrementare il vostro giro d’affari ma anche per invogliare altre imprese italiane a venire da voi”, ha quindi detto Tajani, rivolgendosi agli imprenditori italiani e assicurando loro che il governo continua a sostenerli in modo da “poter operare nel migliore dei modi in questo Paese”.

Tajani ritiene che in America “si possa cercare di evitare una situazione molto negativa per noi se aumentiamo i nostri investimenti là e le nostre importazioni, cercando di continuare con le esportazioni che essendo di alta qualità difficilmente potranno essere messe a un angolo dai consumatori che cercano quella qualità, per cui pagare qualche dollaro in più non cambia”. “Detto questo nessuno prende sotto gamba le conseguenze di una possibile guerra commerciale, dobbiamo soltanto metterci al riparo e individuare strategie che tutelino il vostro lavoro”, ha insistito il ministro, che si è detto “assolutamente convinto che la qualità è il nostro miglior strumento per vincere anche le sfide con i dazi.

Ue, Meloni ancora in forse a call "volenterosi", irritata caso Delmastro

Roma, 14 mar. (askanews) – “La riflessione è ancora in corso”. Così, ancora questa sera, dallo staff di Giorgia Meloni viene risposto a chi chiede se la premier abbia deciso di partecipare alla riunione in videoconferenza convocata per domani mattina dal primo ministro britannico Keir Starmer.

Il dubbio, come veniva spiegato nei giorni scorsi, riguarda l’agenda del summit: se si parla di difesa europea in senso ampio parteciperà, se invece l’unico tema sarà l’organizzazione di una eventuale forza europea da inviare in Ucraina – a cui è contraria – si sfilerà. Del resto, su quest’ultimo dossier, al vertice militare di Parigi di martedì scorso l’Italia è stata rappresentata dal generale Luciano Portolano, ma solo nella veste di “osservatore”. Alla fine però, è la sensazione che si percepisce, la presidente del Consiglio potrebbe collegarsi, non foss’altro che per restare agganciata al treno franco-britannico pur ribadendo la convizione che una forza di peace-keeping europea, senza la bandiera Onu, sarebbe la soluzione “più complessa e meno efficace”. Le diplomazie sono ancora al lavoro per cercare una convergenza sull’ordine del giorno in cui – secondo quanto si apprende da fonti di governo – sarebbero state accolte alcune richieste italiane.

Questa mattina Meloni è stata in visita a Torino, prima agli Special Olympics Winter Games (kermesse riservata ad atleti con disabilità intellettive) poi alla Argotec, azienda italiana attiva nel settore dell’aerospazio. “Penso in grande per l’Italia”, ma per raggiungere gli obiettivi “non ci sono scorciatoie, bisogna fare tutto il percorso”, ha detto ai dipendenti la premier. Che a distanza ha seguito l’evolversi della situazione del maltempo in Toscana ed Emilia-Romagna – assicurando “ogni supporto necessario” – e, con una certa irritazione, il nuovo caso Delmastro. Il sottosegretario alla Giustizia, in un colloquio riportato da ‘Il Foglio’, ha sollevato dei dubbi sulla riforma del sistema giudiziario, in particolare definendo un “errore strategico” il doppio Csm. Dichiarazioni poi precisate, anche se il quotidiano ha confermato pubblicando l’audio. La “batteria” di Fdi si è mobilitata con l’invio di dichiarazioni a sostegno di Delmastro, mentre le opposizioni, Pd in testa, ne chiedono le dimissioni. Sulla vicenda la premier non si è espressa, ma chi ci ha parlato ha rilevato la sua irritazione per un nuovo ‘scivolone’ che mina l’immagine di coesione della maggioranza, in questi giorni già messa a dura prova dalle posizioni della Lega sulla guerra in Ucraina e sul piano “ReArm Europe” della Commissione europea.

Su questo, dopo il “franco” confronto di ieri con il ministro Giorgetti, il governo è al lavoro per cercare di arrivare a una risoluzione unitaria di maggioranza martedì al Senato, dopo le comunicazioni della premier in vista del Consiglio europeo.

Situazione stabile per il Papa, si diradano le comunicazioni

Roma, 14 mar. (askanews) – La salute del Papa è stabile e quindi d’ora in poi le comunicazioni sulla sua situazione clinica si diraderanno.

A partire dal bollettino di questa sera che, a differenza di quanto annunciato, non c’è stato. Un fatto, questo, “positivo” perchè certifica “la stabilità” del quadro clinico del pontefice ad un mese dal suo ricovero. A renderlo noto la Sala stampa della Santa sede che ha anche fatto sapere che gli stessi bollettini saranno diradati e non più diffusi ogni due gorni e non ci saranno più comunicazioni mattutine su come il Papa ha passato la notte nella sua stanza dell’Ospedale Gemelli, in cui è ricoverato dal 14 febbraio scorso.

Una situazione, anche questa informativa, che viene interpretata in Vaticano come “positiva” perchè racconta un quadro clinico che sembra ormai avviato alla stabilizzazione anche se, sui tempi di dimissione del Pontefice non si fanno date e “la sua uscita non è ancora in programma”. “Si tratta certamente, comunque, di tempi lunghi vista anche la risposta che deve dare una persona di 88 anni”, si fa notare.

Terna presenta Piano sviluppo 2025-2034 con 23 mld di investimenti

Roma, 14 mar. (askanews) – Terna presenta il Piano di Sviluppo 2025-2034, annunciando oltre 23 miliardi di euro di investimenti nei prossimi dieci anni, un ammontare in crescita del 10% rispetto al precedente Piano, con l’intento di perseguire gli obiettivi nazionali ed europei di transizione energetica, indipendenza, resilienza ed efficienza del sistema elettrico.

Gli interventi presenti nel Piano di Sviluppo consentiranno un significativo incremento della capacit di scambio di energia tra zone di mercato, raggiungendo circa 39 GW rispetto agli attuali 16 GW, con un aumento del 22% rispetto al precedente Piano. In aggiunta, il Piano punta all’aumento della capacit di trasporto con l’estero di circa il 40% rispetto ai valori attuali oltre a dare un forte impulso alla necessit per l’Italia di raggiungere l’efficienza energetica, come spiega l’amministratore delegato e direttore generale, Giuseppina Di Foggia: “In accordo al Pniec e agli scenari energetici 2024, sono previsti 65 GW da rinnovabili entro il 2030 e 94 GW entro il 2035, di cui 43 GW connessi alla rete di trasporto nazionale. Tutto questo per raggiungere s gli obiettivi di decarbonizzazione, ma anche per rendere indipendente, dal punto di vista energetico, il nostro paese rispetto agli altri paesi, in particolare rispetto al gas che adesso pesa sui costi dell’energia per l’Italia che un paese importatore prevalentemente”.

Gli interventi previsti dal Piano puntano a tre necessit: sviluppare infrastrutture abilitanti e innovative; risolvere le congestioni locali e rispondere in modo efficiente a tutte le richieste di connessione alla rete attraverso la definizione di un nuovo modello, la Programmazione Territoriale Efficiente.

Un Piano con un ammontare di investimenti importante, come aggiunge il ministro per l’Ambiente e la sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin: “Ventitre miliardi sono una cosa importante, perch sono l’ossatura dell’energia nazionale, perch se noi non abbiamo l’ossatura della rata noi non riusciamo a soddisfare quella che la domanda dei cittadini e delle imprese”.

Tra gli interventi di rete, nel Piano previsto che il Tyrrhenian Link, il collegamento di rete sottomarino che unir la Sicilia alla Campania e alla Sardegna, venga consegnato nel 2027 per il ramo est e nel 2028 per il ramo ovest. Per l’Adriatic Link, il collegamento tra Abruzzo e Marche, l’entrata in esercizio prevista per il 2029.

Infine per quanto riguarda le interconnessioni con l’estero, il Piano conferma il Sa.Co.I.3, progetto di ammodernamento e potenziamento dell’attuale interconnessione tra Sardegna, Corsica e Toscana.

Ex Ilva, verso uno slittamento per scelta dell’offerta d’acquisto

Roma, 14 mar. (askanews) – Servirebbe ancora qualche giorno per l’individuazione della migliore offerta per l’acquisto degli stabilimenti dell’ex Ilva. Il termine di oggi, 14 marzo, indicato anche dal ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, ai sindacati, per la scelta dell’offerta tra le tre pervenute, potrebbe slittare alla prossima settimana (almeno per l’ufficializzazione delle decisione). Fino alla mezzanotte di oggi, infatti, le aziende potrebbero presentare rilanci e aggiornamenti ci sarebbero stati anche nelle ultime ore. I commissari avrebbero quindi bisogno di un surplus di tempo per esaminare nel dettaglio la documentazione pervenuta.

Sul tavolo le offerte per l’acquisto dell’intero complesso degli stabilimenti dell’ex Ilva presentate dai tre colossi nella produzione dell’acciaio: la società dell’Azerbaijan Baku Steel Company, l’indiana Jindal e Bedrock Industries che fa capo ad un fondo statunitense. Le prime due, al momento, sarebbero quelle ritenute più accreditate per investimenti proposti, garanzie occupazionali e piano di sostenibilità. Con Baku in pole position. Ma valutazioni diverse sono sempre possibili. Perderebbe quota, a quanto si apprende, l’ipotesi della cordata mista Baku-Jindal, che presenterebbe criticità operative.

Il governo sta anche lavorando alla norma che permetterebbe il mantenimento della partecipazione pubblica in quota di minoranza nella nuova compagine societaria, una richiesta questa sostenuta dai sindacati che vedono nel coinvolgimento dello Stato una garanzia per l’occupazione e il processo di decarbonizzazione. Si tratterebbe di una partecipazione molto inferiore al 38% che Invitalia detiene in Acciaierie. Ma anche questo passaggio dipenderà dall’offerta che sarà selezionata.

Difesa Ue, Gentiloni: RearmEu è primo importantissimo passo

Roma, 14 mar. (askanews) – Sul piano RearmEu proposto dalla presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen “siamo nell’ambito di un primo passo che è stato però importantissimo, ha rotto un tabù, che era quello di dare un finanziamento comune” per la difesa europea, tant’è che “attualmente l’agenzia di difesa europea ha in dotazione 2,5 miliardi e ora si passa a 150 miliardi”. Lo ha detto l’ex premier ed ex commissario europeo agli affari economici Paolo Gentiloni intervenendo, all’università Luiss, alla presentazione del libro “Governare le fragilità” di Roberto Garofoli e Bernardo Giorgio Mattarella.

Secondo Gentiloni, però, è essenziale procedere, così come successo con la vicenda Covid, con un fondo di Grants, “che sarebbe un incentivo ancora maggiore, per i paesi membri, per andare verso una difesa comune, più incoraggiante che non solo i prestiti”.

G7, tra Usa e alleati nessun vincitore: accordo di compromesso

La Malbaie (Canada), 14 mar. (askanews) – Accordo di compromesso, in Canada, tra i ministri degli Esteri del G7. Dopo due giorni di lavoro e un confronto serale tra gli sherpa a poche ore dalla chiusura, i capi della diplomazia dei Paesi membri sono riusciti a evitare il rischio di una spaccatura, ipotesi avanzata ieri da fonti presenti a La Malbaie, sede della ministeriale, e rilanciata da alcuni organi di stampa. La dichiarazione finale concordata al termine della riunione è la sintesi di una mediazione diplomatica che, nella partita giocata al tavolo dei colloqui dagli Stati Uniti e gli alleati del Gruppo, non ha sortito né vincitori né vinti. Il testo, rivisto nella tarda serata di ieri, cede alle pressioni europee e canadesi da una parte, a quelle di Washington dall’altra rispettivamente su Ucraina e Medio Oriente. Un risultato accolto comunque con soddisfazione dalla presidente di turno, la ministra Melanie Joly, che al termine dei lavori ha sottolineato la “forte unità” del Gruppo sui temi affrontati.

Nella sezione dedicata alla guerra in Ucraina, Washington ha dovuto cedere alle pressioni degli alleati sul linguaggio da adottare a proposito di un chiaro sostegno “all’integrità territoriale” del Paese, un passaggio che la nuova amministrazione di Donald Trump, rappresentata dal segretario di Stato Marco Rubio, avrebbe voluto evitare. La dichiarazione finale ha così riportato “l’incrollabile sostegno” a Kiev, “nella difesa della sua integrità territoriale e del suo diritto a esistere, nonché della sua libertà, sovranità e indipendenza”. Il documento “invia un chiaro messaggio a favore di una pace giusta”, in linea con la carta dell’Onu, ha sottolineato il ministro degli Esteri Antonio Tajani al termine dell’incontro, ricordando che il testo chiede anche la liberazione dei prigionieri politici e la restituzione a Kiev dei bambini ucraini attualmente in Russia.

I ministri degli Esteri hanno accolto con favore gli sforzi in corso per raggiungere una tregua, in particolare l’incontro dell’11 marzo tra Stati Uniti e Ucraina a Gedda, ma hanno chiesto alla Russia “di ricambiare accettando un cessate il fuoco a parità di condizioni e attuandolo pienamente”. Una formulazione su cui si è lavorato fino all’ultimo. In una bozza preliminare del testo, rilanciata dai media, infatti si chiedeva a Mosca di accettare il cessate il fuoco “senza condizioni”. “Mi pare una richiesta politicamente saggia, non c’è nessun arretramento su chi è l’aggressore e su chi è l’aggredito, ma se vogliamo porre fine alla guerra dobbiamo fare in modo che la Russia accetti il cessate fuoco”, ha commentato Tajani. Mentre Rubio – con cui il ministro italiano ha avuto un incontro bilaterale durato poco meno di un’ora durante il quale l’Italia ha chiesto un dialogo sui dazi – ha espresso “cauto ottimismo” sulla tregua.

Ma se Washington ha dovuto cedere sull’integrità territoriale ucraina, gli alleati hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco sulle posizioni dell’amministrazione Trump sul Medio Oriente. Nessun riferimento alla soluzione dei due popoli e due Stati figura infatti nella dichiarazione finale, così come fortemente preteso da Rubio. Il passaggio era invece previsto in una bozza preliminare, prima di essere eliminato nella versione approvata dai ministri. Nel testo definitivo si sottolinea invece “l’imperativo di un orizzonte politico per il popolo palestinese, raggiunto attraverso una soluzione negoziata al conflitto israelo-palestinese che soddisfi le legittime esigenze e aspirazioni di entrambi i popoli e promuova pace, stabilità e prosperità globali in Medio Oriente”. Il mancato riferimento non modifica però la posizione italiana che, ha sottolineato Tajani, “non cambia assolutamente”.

Frutto di un tenace lavoro di mediazione è anche il risultato raggiunto sulla Cina e sul contrasto alle cosiddette “flotte ombra”, a cui è stata dedicata una dichiarazione a parte. Adottando un linguaggio fermo, come richiesto dagli americani, i ministri si sono detti preoccupati dall’accumulo di materiale militare da parte di Pechino e dal “continuo e rapido aumento dell’arsenale nucleare cinese”. I capi della diplomazia hanno così chiesto alla Cina di impegnarsi in “discussioni strategiche sulla riduzione del rischio” e di “promuovere la stabilità tramite la trasparenza”.

Superando le resistenze degli Stati Uniti, invece, i ministri hanno infine invitato gli 8 Paesi nordici e baltici (Danimarca, Estonia, Finlandia, Islanda, Lettonia, Lituania, Norvegia, Svezia), “e possibilmente altri”, a unirsi ai membri del G7 in “una Shadow Fleet Task Force per migliorare il monitoraggio e il rilevamento e per limitare in altro modo l’uso di flotte ombra impegnate in attività illegali, pericolose o pericolose per l’ambiente, basandosi sul lavoro di altri attivi in questo settore”. La Task Force costituirà una risposta degli Stati partecipanti all’appello dell’Organizzazione marittima internazionale per “promuovere azioni volte a prevenire operazioni illegali nel settore marittimo da parte di flotte ombra e dei loro stati di bandiera, comprese operazioni illegali allo scopo di eludere le sanzioni”. (di Corrado Accaputo)

Auto, produzione vetture in Italia sprofonda a gennaio: -63,4%

Roma, 14 mar. (askanews) – A gennaio in Italia la produzione di autovetture è collassata a 10.800 unità, il 63,4% in meno rispetto allo stesso mese di un anno prima: lo riferisce l’Anfia, Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica. Con un comunicato, l’associazione aggiunge che in base ai dati Istat, la produzione dell’industria automotive italiana nel suo insieme ha registrato un calo del 25,3% rispetto a gennaio 2024.

“Anche l’apertura del nuovo anno si conferma in pesante ribasso per l’indice della produzione automotive italiana, che registra ancora una flessione a doppia cifra (-25,3%)”, rileva Gianmarco Giorda, Direttore Generale di Anfia.

“D’altra parte, mantengono il segno meno sia l’indice della fabbricazione di autoveicoli (-37%), complice il forte calo, -63,4%, registrato, secondo i dati preliminari di Anfia dalla produzione di autovetture, per un totale di circa 10.800 unità prodotte, sia l’indice della produzione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori (-15,4%)”.

“Il ‘Piano d’azione per l’Automotive’ presentato lo scorso 5 marzo dalla Commissione europea ci lascia purtroppo insoddisfatti e non risponde pienamente alle necessità dell’industria in questo momento critico per tutto il settore automotive europeo, tralasciando alcuni punti essenziali come la messa in campo di misure a salvaguardia della competitività delle nostre imprese, in primis per riequilibrare i costi dell’energia rispetto a Paesi competitor come Usa e Cina”, prosegue Giorda.

“Per affrontare seriamente la gravità della situazione attuale, serve un piano che, al di là delle linee guida e delle raccomandazioni, preveda azioni concrete, date certe e importi allocati per i vari interventi da programmare, tra cui anche, in nome dell’obiettivo della decarbonizzazione, un piano almeno decennale di rinnovo del parco circolante auto, che in Europa ha un’età media di 12,5 anni ed è quindi ad alte emissioni”.

Guardando ai singoli comparti produttivi del settore, l’indice della fabbricazione di autoveicoli2 (codice Ateco 29.1) registra una variazione tendenziale negativa del 37% a gennaio 2025; quello della fabbricazione di carrozzerie per autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (codice Ateco 29.2) cresce del 7% nel mese, e quello della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori3 risulta in calo del 15,4%.

A gennaio-novembre 2024 (ultimo dato disponibile), l’export di autoveicoli (autovetture e veicoli industriali nuovi) dall’Italia vale 16,4 miliardi di Euro, mentre l’import vale 33,7 miliardi di Euro. Gli Stati Uniti rappresentano, in valore, il primo Paese di destinazione dell’export di autoveicoli dall’Italia, con una quota del 19%, seguiti da Germania (15,4%) e Francia (11,3%).

Nello stesso periodo, dice ancora l’Anfia, l’export della componentistica automotive vale 23 miliardi di Euro, con un saldo positivo di 6,4 miliardi di euro. Il fatturato del settore automotive nel suo complesso presenta una flessione del 14,3% a dicembre (ultimo dato disponibile), a causa di una componente interna in calo del 17% e di una componente estera a -11,4%. Nell’intero 2024, il fatturato cala invece del 14,7% (-16,9% il fatturato interno e -12,6% quello estero).

Infine, il fatturato delle parti e accessori per autoveicoli e loro motori presenta una variazione tendenziale negativa del 18% a dicembre (-27,3% la componente interna e -8,1% la componente estera). Nel periodo gennaio-dicembre 2024, l’indice del fatturato di questo comparto registra un decremento del 14,4%, con un calo del 24,3% della componente interna e del 2,3% della componente estera. (fonte immagine: Anfia).

Intelligenza del mare per Padiglione Italia in Biennale Architettura

Milano, 14 mar. (askanews) – Dal 10 maggio al 23 novembre 2025, alle Tese delle Vergini dell’Arsenale a Venezia, le riflessioni architettoniche, scientifiche e culturali sul mare saranno le protagoniste di “Terrae Aquae. L’Italia e l’intelligenza del Mare”, titolo del progetto espositivo del Padiglione Italia alla 19. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura e curato da Guendalina Salimei.

La partecipazione italiana è dedicata a un Mediterraneo allargato ai vicini oceani: la centralità del rapporto strutturale tra l’acqua e la terra, tra naturale e artificiale, tra infrastruttura e paesaggio, tra città e costa, incide sull’identità del Paese e sui delicati equilibri tra ambiente, uomo, cultura ed economia che devono essere sia tutelati nella loro integrità, sia ri-progettati per quell’imprescindibile adattamento a un futuro pervaso da nuove pressanti esigenze. Guardare l’Italia dal mare implica un cambiamento di prospettiva, impone la necessità di ripensare il progetto del confine tra terra e acqua come sistema integrato di architetture, infrastrutture e paesaggio.

“Il mare: è questa da sempre la proiezione naturale dell’Italia, sin dai primordi della civiltà prima che i coloni greci approdassero sulle nostre coste per costruire le loro città. Un carattere geografico che ci ha sempre contraddistinto, e che a Venezia, massima espressione di sapienza e bellezza, ha trovato la propria sintesi. Giusto quindi che il Padiglione Italia alla Biennale di Architettura 2025 rifletta sul nostro rapporto con il mare: ripensare e progettare in modo sostenibile le nostre coste, tenendo conto di sfide globali e urgenti, è la chiave del futuro della Nazione”, ha detto il ministro della Cultura Alessandro Giuli.

“L’Italia – ha aggiunto il presidente della Biennale di Venezia, Pietrangelo Buttafuoco – è al centro del Mediterraneo, bagnata e benedetta da tre diverse acque, sino a poco più di un secolo e mezzo fa nel suo destino c’era ancora il mare. Abbiamo dimenticato di avere il Mediterraneo intorno, immaginandoci e assimilandoci, come collettività, a esperienze forse virtuose, efficienti, produttive, ma senza mare. In cui è difficile identificarsi nel senso più profondo, perché non sono le nostre radici e i nostri paesaggi. Ribaltare la prospettiva, guardando l’Italia dall’acqua, e non l’acqua dall’Italia, è un esercizio che Guendalina Salimei ci invita a fare, immersi in onde virtuali a osservare le proposte che vengono dal mare, per il mare. Un luogo, Il Mediterraneo. Una Soluzione, Il Mediterraneo”.

“In linea con il tema della 19esima Mostra Internazionale di Architettura – ha spiegato la curatrice Salimei – condividiamo l’idea che sia possibile mettere in gioco molteplici forme di intelligenza coordinate tra loro nell’elaborazione di nuove strategie che possano salvare le coste italiane e dei paesi che si siano messi all’ascolto dei messaggi del Padiglione Italia. L’Architettura, come disciplina sistemica, è chiamata in causa per elaborare visioni del mondo e, proprio per la sua indiscutibile capacità di comprendere le relazioni tra le parti, e tra le parti e il tutto, deve scendere in prima linea per poter mettere in campo energie cariche di creatività ed empatia. Per far questo è necessario riferirsi ai deep data, ovvero a quell’insieme di conoscenze approfondite e specifiche – spesso nascoste o poco note – generate da individui diversi, che possono fornire punti di vista e soluzioni inedite capaci di aprire a un dibattito proiettato verso azioni future”. La mostra accoglierà gli elaborati di singoli e gruppi, sia affermati sia emergenti, innescando un confronto intergenerazionale, interculturale e senza distinzioni di genere in cui passato e presente verranno accomunati, coinvolgendo progettisti, studiosi e operatori della cultura – ma anche giovani, poeti, artisti, enti di ricerca e del terzo settore – nel ripensamento del rapporto tra terra e mare, con l’esposizione sia di progetti di riqualificazione realizzati, sia di contributi prodotti ad hoc tramite l’uso di metodi multidisciplinari e multimodali, sia degli esiti di ricerche istituzionali e accademiche.

L’ascolto di voci differenti, accolte secondo uno spirito inclusivo di persone, idee e mezzi espressivi, mira a stimolare il risveglio di una intelligenza collettiva capace di innescare un rinnovamento che parte dalle coste italiane per espandersi a livello globale. Spesso negate, abbrutite e abusate, le nostre coste sono in realtà luogo di incontro tra ecosistemi, culture, attività e religioni diverse, in cui l’azione umana sa e deve esprimersi anche con poesia e rispetto. Un rapporto così viscerale che proprio a Venezia aveva trovato il suo simbolismo più alto con il rito dello sposalizio del mare, celebrato ogni anno dal Doge a bordo del Bucintoro all’imboccatura del porto di San Niccolò al Lido, dove, dopo aver versato un vaso d’acqua santa, gettava tra i flutti l’anello benedetto dal Patriarca pronunciando le parole “Desponsamus te, mare nostrum, in signum veri perpetuique dominii” (Ti sposiamo, mare nostro, come segno di vero e perpetuo dominio).

Le tematiche su cui siamo chiamati a riflettere derivano dalla necessità di garantire una gestione sostenibile e una valorizzazione ambientale e culturale delle aree costiere e portuali, fondamentale per la resilienza dei territori, la conservazione del patrimonio naturale e, in generale, un dialogo più equilibrato tra terra e mare. Tra le tematiche, alcune emergono con più urgenza: ripensare le cesure, determinate da aree portuali, strade litoranee, insediamenti turistici e strutture abusive che interrompono la continuità sia tra città e mare sia tra ecosistemi naturali; reinterpretare i dispositivi di soglia, elementi di transizione tra terra e mare come dighe, moli, frangiflutti e barriere costiere, fari, piattaforme artificiali; riscrivere i waterfront come processo di rigenerazione urbana che può trasformare le aree costiere, urbane e non, in luoghi vivibili, accessibili e sostenibili; ripensare le infrastrutture ricettive e portuali per adattarsi ai cambiamenti climatici riducendo il rischio di dissesti idrogeologici e l’impatto sull’ecosistema naturale; riconvertire l’archeologia industriale, portuale e produttiva, abbandonata lungo le coste; riscoprire il patrimonio sommerso, naturale e archeologico; ridefinire le strategie di tutela attiva del patrimonio ambientale.

Il Padiglione Italia, per tutta la durata della mostra, sarà accompagnato da un Programma Pubblico intitolato Il mare dell’intelligenza. Dialoghi, articolato in numerosi appuntamenti – seminari, conferenze, laboratori, workshop – organizzati in luoghi cari alla cultura veneziana e internazionale, che saranno comunicati nel dettaglio prossimamente.

Il progetto Terrae Aquae. L’Italia e l’intelligenza del Mare è illustrato da un catalogo edito da Electa che contiene le riflessioni di cultori della materia, i contributi selezionati a seguito della Call for visions and projects, i saggi fotografici, le incursioni artistiche, gli esiti della ricerca e altre suggestioni culturali e progettuali.

In Triennale Milano la mostra John Giorno: a labour of LOVE

Milano, 14 mar. (askanews) – Dal 15 marzo al 13 aprile 2025 Triennale Milano presenta la mostra John Giorno: a labour of LOVE a cura di Nicola Ricciardi con Eleonora Molignani e il supporto di Giorno Poetry Systems. La mostra esplora molteplici forme di amicizia, dialogo e supporto all’interno del mondo della cultura attraverso materiali provenienti dal ricco archivio dell’artista americano John Giorno (1936-2019).

La racconta ad Askanews il curatore Nicola Ricciardi, anche curatore di miart: “Questa mostra nasce come una sorta di estensione del tema curatoriale di miart 2025: il tema among friends, cio tra amici, abbiamo cercato di trasformarlo in un progetto espositivo focalizzandoci su qualcuno, John Giorno, che ha fatto dell’amicizia e della collaborazione il proprio stile di vita e in qualche modo stile di lavoro. Abbiamo raccolto materiali che provengono dalla fondazione di John Giorno, la Giorno Poetry System, che sono una sorta di mappa visiva delle sue innumerevoli collaborazioni con artisti come Robert Rauschenberg, piuttosto che John Cage, Duchamp, William Barrows, Allan Kaprow. Non vogliamo solo limitarci a far vedere i documenti, ma abbiamo fatto un po’ esplodere tutto quanto, rendendo anche gli schermi, tappezzando i muri con delle enormi gigantografie di questi documenti, proprio per far capire quanto John Giorno fosse qualcuno che era molto difficile da contenere nella pagina di un libro. Lui diceva sempre che la poesia per lui non poteva rimanere sulla pagina, ma doveva in qualche modo uscire. Ecco, anche noi siamo usciti un po’ dai nostri confini con operazioni come questa in cui alzando il telefono puoi parlare con ad esempio John Cage o Rauschenberg che ti raccontano e ti parlano di poesie di John Giorno o con l’operazione che abbiamo fatto sullo scalone della Triennale di Milano dove abbiamo messo un enorme wall painting e una serie di opere d’arte della serie Perfect Flowers. una mostra che resa possibile anche da miart e e soprattutto da Fiera Milano che stato uno dei principali sostenitori insieme a MSGM e Ecoedile di questa iniziativa. Un’iniziativa che nasce proprio con tanto Labor of Love come dice il titolo stesso della mostra perch solo lavorando tutti insieme che si possono realizzare progetti come questi”.

All’interno di Cuore – Centro studi, archivi, ricerca di Triennale Milano, saranno accessibili prime edizioni dei suoi libri di poesia, LP pubblicati dall’etichetta discografica GPS Records, oltre a documenti inediti relativi alla relazione tra Giorno, Rauschenberg e numerosi altri amici e colleghi. Trovano spazio anche una varieta di poster, corrispondenza privata, contratti, filmati d’archivio e volantini originali relativi a eventi pubblici di poesia, al AIDS Treatment Project e ad altre avventure degli anni ’60 e ’70.

La selezione include anche Dial-A-Poem, l’opera d’arte iconica e interattiva con cui l’artista ha reso per la prima volta disponibili attraverso la linea telefonica le voci di poeti, artisti e musicisti intenti a leggere le sue poesie. Originariamente prodotto nel 1968, ed oggi nella collezione permanente del MoMA a New York, Dial-A-Poem si e evoluto e ampliato nel tempo includendo centinaia di registrazioni che i visitatori possono ascoltare sollevando la cornetta di un telefono accessibile a tutti.

Un’installazione delle opere pittoriche di John Giorno, presentata sullo Scalone d’Onore di Triennale, sottolinea ulteriormente come l’artista abbia saputo liberare la poesia dalle restrizioni della pagina, trasportandola nel campo delle arti visive. Qui, una selezione dei suoi colorati “Perfect Flowers” emerge da un monumentale murale recante alcune delle frasi poetiche piu note di Giorno.

Durante miart e la Milano Art Week sar realizzata una performance nei luoghi della mostra.

M5S, verso voto iscritti sulle regole: terzo mandato non per tutti

Roma, 14 mar. (askanews) – Reduce dalle barricate (simboliche) a Strasburgo contro i progetti europei di riarmo, fermo nel suo no alla manifestazione “europeista” di sabato 15 marzo, impegnato a costruire la manifestazione del Movimento 5 stelle contro la guerra e contro il carovita e il caro-bollette, Giuseppe Conte in questi giorni, è al lavoro anche sul fronte interno. “Stanno arrivando”, giura un deputato stellato in genere bene informato, a proposito delle molto attese regole in materia di limiti ai mandati elettivi nelle istituzioni. Conte “è pronto, a breve il nuovo codice etico sarà sottoposto al voto degli iscritti”, senza altri passaggi intermedi negli organismi dirigenti.

Breve riassunto delle puntate precedenti: il “processo costituente” avviato dall’ex premier dopo il tonfo elettorale delle europee (prima volta sotto il 10 per cento in una consultazione nazionale) si è concluso a dicembre con il secondo voto on line della base sul nuovo statuto e con l’eliminazione del ruolo del garante, fino a quel momento rivestito dal fondatore Beppe Grillo. Alcune delle questioni sottoposte al giudizio degli iscritti, tuttavia, non comportavano una modifica automatica delle norme interne. Fra queste, appunto, il superamento del limite, contenuto nel codice etico, dei due mandati nelle istituzioni: un freno alla promozione dei “migliori” o quantomeno dei più esperti e più noti fra gli esponenti stellati; e quindi, secondo l’opinione ormai maggioritaria nel Movimento, un danno alla forza elettorale delle liste a 5 stelle e alla loro capacità di azione politica.

Le prime idee che Conte aveva sottoposto ai suoi a gennaio, nel corso delle riunioni con i gruppi parlamentari e con il Consiglio nazionale, tuttavia, non avevano ottenuto un’accoglienza festosa dai suoi. Troppe le aspettative di parlamentari in cerca di conferma e di ex parlamentari in cerca di nuove avventure istituzionali, aspettative spesso inevitabilmente contrapposte, “uno scontro naturale, senza astio, ma di tutti contro tutti”, secondo la disincantata ma rigorosamente anonima lettura di un alto dirigente dei 5 stelle. In molti si attendevano, dopo il largo pronunciamento degli iscritti, che il limite dei due mandati sarebbe stato semplicemente cancellato, e di conseguenza che si sarebbe formata una lunga fila per rimanere in Parlamento (o tornarci, per chi ha fatto le due legislature precedenti ed è adesso in “pausa”).

Conte però ha sempre tenuto duro e ha giurato di non lasciare spazio a un “liberi tutti” a suo giudizio incompatibile con l’ispirazione originaria del M5S, contraria alla politica come mestiere. Nelle scorse settimane ha sottoposto dei testi al comitato di garanzia, composto dall’ex presidente della Camera Roberto Fico, dall’ex sindaca di Roma Virginia Raggi, in passato tra le figure più vicine a Grillo e la cui permanenza nel Movimento è considerata ancora in bilico, e dall’ex parlamentare Laura Bottici. Il trio gli ha fatto pervenire delle osservazioni, e Conte, che pure nella sua vita precedente faceva l’avvocato e il docente universitario di diritto, ha preso ancora tempo per confrontarsi con i suoi consiglieri più fidati.

Quale sarà il punto di approdo? In sostanza, raccontano alcuni eletti nei corridoi del Parlamento, i punti cardine delle nuove norme da sottoporre all’approvazione degli iscritti in una nuova consultazione on line, sono i seguenti: rimane in vigore il divieto dei tre mandati nella stessa istituzione, mentre si potranno fare due mandati parlamentari e uno regionale, o comunale (la deroga venne fatta già in era Grillo per la sindaca Raggi con il cosiddetto “mandato zero” nel consiglio comunale). E naturalmente viceversa: due in Regione uno in Parlamento, ad esempio. Questa regola sbloccherà la probabile candidatura alla presidenza della Regione Campania di un 5 stelle in quota centrosinistra: si è molto parlato di Fico ma il tam tam interno considera in lieve vantaggio l’attuale vicepresidente della Camera Sergio Costa.

In ogni caso, Conte si terrà le mani libere (o l’ultima parola) sulle candidature, attraverso il meccanismo delle deroghe: per superare i limiti citati, infatti, servirà l’approvazione del presidente, o quantomeno sarà lui a indicare per quali personalità interne si potrà chiedere agli iscritti o agli organismi dirigenti di derogare ai limiti. “Anche perché – fa notare un parlamentare M5S di lungo corso – se faremo un accordo di coalizione, nei collegi, dove ci devono votare anche gli elettori di altri partiti, chi possiamo mettere, l’ultimo arrivato o un ex ministro?” Ma l’accordo di coalizione a ipotetiche elezioni politiche future, come testimoniano le repliche piccate di qualche esponente Pd alla battuta di Conte sul partito che si è dimostrato “troppo plurale” nel recente voto a Strasburgo sul riarmo europeo, resta tutto da costruire.

Maltempo, Meloni: pensiero a popolazioni, governo garantirà supporto

Roma, 14 mar. (askanews) – “Il mio pensiero va alle popolazioni colpite dal maltempo che sta investendo diverse zone d’Italia, causando gravi danni e difficoltà ai cittadini. Un sentito ringraziamento a tutte le forze dell’ordine e ai soccorritori che, con impegno e professionalità, stanno prestando aiuto alle comunità colpite. Il Governo è al fianco delle popolazioni in difficoltà e garantirà ogni supporto necessario”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Consob, Savona: integrare innovazioni tecnologiche nella vigilanza

Roma, 14 mar. (askanews) – L’attività di vigilanza sui mercati richiede “una più esatta integrazione tra il vecchio sistema e le innovazioni tecnologiche”. Lo ha affermato il presidente della Consob, Paolo Savona, nel suo intervento in chiusura della conferenza per il 50esimo anniversario dell’autorità. Nel dibattito “è emerso anche chiaramente che i linguaggi giuridici sono distinti dai linguaggi economici”, ha rilevato. I primi vogliono rivedere la regolamentazione generale della società, i secondi quella dell’imprenditoria: “il punto è capire se si possono conciliare queste due visioni”.

“Ho seguito con attenzione il susseguirsi degli interventi nel corso di questa proficua giornata di lavori. Non mi prefiggo di riassumere punto per punto i suggerimenti che ci sono stati offerti per il futuro della vigilanza svolta dalla Consob in un contesto in grande mutamento. Ho invece – ha detto – la pretesa di trovare un filo conduttore che funga da guida della nostra azione propositiva e applicativa delle norme esistenti”.

“Come noto – ha proseguito – la Consob segue con impegno la riforma del Tuf, che porterà un miglioramento nel governo dell’attuale architettura istituzionale di vigilanza finanziaria. I principali punti riguardanti questa iniziativa del Governo sono stati discussi nel corso del Convegno, ma un buon risultato richiede una più esatta integrazione tra il vecchio sistema e le innovazioni tecnologiche”.

“Come pure una considerazione congiunta va fatta in sede di vecchio sistema dovrà tenere conto dei progressi che verranno attuati nella realizzazione dell’Unione europea dei mercati dei capitali; la mia attesa è che l’unificazione abbracci anche gli intrecci tra strumenti tradizionali e virtuali, che richiede un chiarimento sulla conformazione dell’euro digitale – ha avvertito Savona – e un centro comune di raccolta delle informazioni in materia, auspicabilmente presso il canale T2S della Bce”. (fonte immagine: Consob).

Governo, Meloni: penso in grande per l’Italia, ma no scorciatoie

Torino, 14 mar. (askanews) – Giorgia Meloni “pensa in grande per l’Italia”, ma per raggiungere gli obiettivi “non ci sono scorciatoie, bisogna fare tutto il percorso”. La presidente del Consiglio lo ha detto a Torino, parlando ai dipendenti della Argotec, azienda italiana attiva nel settore dell’aerospazio, visitata oggi a Torino.

“‘Pensare in grande, no shortcuts’. Sono perfettamente d’accordo”, ha detto la premier raccogliendo le parole dell’Ad dell’azienda David Avino. “Che cosa vuol dire pensare in grande? Non credere nei limiti che gli altri pensano che dobbiamo avere, non farsi limitare dal sentito comune: quello che puoi fare, dove puoi arrivare, quali sono le tue reali potenzialità… Questo è sbagliato. Pensare in grande significa soprattutto ‘decido io quali siano i miei limiti, e li sperimento’. No shortcuts significa che se tu pensi che puoi arrivare a un obiettivo senza percorrere la strada necessaria a quell’obiettivo, l’obiettivo non lo gestisci. E quindi semplicemente, le scorciatoie non esistono, per chi vuole fare le cose sul serio, per chi vuole farle in grande. Tutto questo lo ritrovo qua dentro, ed è importante per me perchè anche io penso in grande. Non per me stessa, per l’Italia”.

Turismo, Napoli e Sud Italia spingono stagione record per Spagna

Napoli, 14 mar. (askanews) – Dopo una stagione da record nel 2024 di turisti italiani in Spagna, il 2025 ha delle prospettive ancora di crescita, in modo particolare nel Sud Italia. Complice del successo delle mete della Penisola iberica anche i collegamenti aerei diretti. Solo con Napoli le rotte sono 13.

“Per noi questa una destinazione, un luogo, un mercato importantissimo dell’Italia. Pi di 5,5 milioni di italiani hanno visitato la Spagna l’anno scorso, nel 2024 segnando +12% dell’anno precedente ed uno dei mercati dove il collegamento aereo in crescita. Questo mese di marzo c’ il 15% in pi del collegamento aereo tra Spagna e Italia – ha affermato Gonzalo Ceballos, consigliere Turismo Ambasciata di Spagna in Italia – Napoli un luogo dove noi pensiamo che si possa avere una crescita importante”.

Meta facilmente da raggiungere dall’Italia e, da Napoli in particolare, la Costa Blanca, famosa per il suo clima mite, gli oltre 200 chilometri di coste e 69 spiagge che hanno ottenuto la Bandiera blu. Il nuovo collegamento operato da easyJet mette a disposizione 30mila posti tra Napoli e Alicante, con una frequenza di due voli settimanali sia per la stagione invernale che per quella estiva. “Il mercato italiano molto importante per il turismo della Costa Blanca – ha spiegato Jos Francisco Mancebo direttore ente del Turismo Costa Blanca – In Costa Blanca c’ la provincia di Alicante e ha tutto per piacere agli italiani: cultura, gastronomia, spiagge, montagne, cos speriamo che verranno tutti in Costa Blanca”.

Il 2025 riserva tante occasioni di crescita per il territorio spagnolo. “Vogliamo presentare quegli eventi particolari che rappresentano un’opportunit, anzi una motivazione in pi, per visitare il nostro Paese – ha detto Arturo Escudero ente spagnolo del Turismo di Roma – Tra queste presentiamo Alicante, che la capitale gastronomica della Spagna per il 2025 e questo importante perch ad Alicante sono previste tante iniziative soprattutto per quanto riguarda il riso, ma non solo, presentiamo anche come novit, la Catalogna, che regione mondiale della gastronomia, quindi, sono previsti tanti eventi che riguardano, appunto, la gastronomia catalana, ma c’ anche spazio per l’enoturismo perch Carinena, nella provincia di Saragozza, la citt europea del vino nel 2025. Infine – ha concluso – c’ anche la citt di Segovia, molto vicino Madrid in Castiglia Leon, che citt europea dello Sport 2025”. Una nazione per tutti i gusti e per tutte le tasche anche grazie alle diverse imprese alberghiere e ai numerosi alloggi turistici.

Bce, Cipollone: lavoriamo a sistema Ue per scambi asset con Dlt

Roma, 14 mar. (askanews) – La Bce e l’Eurosistema delle Banche centrali stanno lavorando con una certa urgenza per allestire in tempi brevi, da intendere come “mesi” e “non vari anni”, un meccanismo per assicurare liquidità della Banca centrale in forma digitale a coloro che effettuano scambi e transazioni digitali utilizzando tecnologie a registro distribuito (Dlt). Lo ha riferito Piero Cipollone, il componente del Comitato esecutivo della Bce che ha la delega su sistemi di pagamento e sull’euro digitale, durante un dibattito alla conferenza per celebrare il 50esimo anniversario della Consob.

“Non c’è tempo” per allestire una infrastruttura unica, piuttosto si lavora sulla interoperabilità di sistemi esistenti “ci serve una soluzione subito”, ha detto. “E poi stiamo discutendo con i mercati su come potrebbe essere la soluzione sul lungo termine”. In un clima di crescenti tensioni tra Stati Uniti e Unione europea per i dazi commerciali, questo lavoro sta avvenendo anche alla luce delle iniziative che potrebbero arrivare da oltre Atlantico, ha lasciato intendere Cipollone.

“Stiamo lavorando, in questo momento, per assicurare che in un periodo di tempo breve, potrebbe essere mesi e non vari anni, avremo in piedi un sistema per assicurare liquidità della Banca centrale in forma digitale per quelli che vogliono effettuare scambi di asset sul Dlt. L’Eurosistema è a uno stadio molto avanzato su questo dopo un anno di sperimentazioni – ha aggiunto -. Quindi stiamo costruendo su queste sperimentazioni, per creare una soluzione da utilizzare a breve termine lavorando su logiche di interoperabilità”.

Se le istituzioni e gli operatori “non possono effettuare i pagamenti con moneta della banca centrale useranno altre monete”, tra cui moneta privata con relativi rischi. “E riflettendo su quello che sta arrivando dagli Usa – ha detto Cipollone – l’asset per effettuare i regolamenti potrebbe perfino non essere denominato in euro. Quindi dobbiamo essere molto attenti a assicurare che la moneta della banca centrale resti al cuore dei regolamenti sulle transazioni di asset. Quindi due percorso: assicurare una soluzione per il breve termine e pensare a cosa arriverà per il futuro”. (fonte immagine: Consob).

Omicidio Willy Monteiro Duarte, ergastolo per Marco Bianchi e 28 anni al fratello Gabriele

Roma, 14 mar. (askanews) – Condanna all’ergastolo per Marco Bianchi ed, in virtù delle attenuanti generiche, 28 anni di pena al fratello Gabriele. Questa la sentenza dei giudici della corte d’assise di appello di Roma nel processo bis in relazione all’omicidio di Willy Monteiro Duarte, avvenuto in seguito ad un brutale pestaggio nella notte tra il 5 e il 6 settembre del 2020 a Colleferro, nell’hinterland della Capitale. La sentenza è arrivata in seguito ad un annullamento deciso dalla Cassazione del precedente giudizio limitatamente al riconoscimento delle attenuanti mentre la responsabilità penale per l’omicidio era già passata in giudicato. La procura generale aveva chiesto la condanna all’ergastolo per entrambi. Sono già definitive invece le condanne per gli altri due imputati, 23 anni per Francesco Belleggia e 21 anni per Mario Pincarelli.

Il viaggio della corrispondenza per Papa Francesco

Roma, 14 mar. – Il reportage del TGPoste tra gli hub logistici che smistano e distribuiscono le lettere indirizzate al Santo Padre: “Fino a 150 chili di posta al giorno”.

Ucraina, Trump: "Buoni colloqui" con Putin, ho chiesto di risparmiare i soldati accerchiati

New York, 14 mar. (askanews) – Donald Trump ha riferito di colloqui “molto buoni e proficui” con il presidente russo Vladimir Putin sulla fine della guerra in Ucraina, aggiungendo che “migliaia di soldati ucraini sono completamente circondati dall’esercito russo e in una posizione molto vulnerabile”.

In un post su Truth, Trump ha detto di aver chiesto a Putin di “risparmiarli”, definendo l’eventuale attacco “un massacro orribile, come non se ne vedevano dalla Seconda guerra mondiale”. Ha poi concluso: “Dio li benedica tutti!”.

Cinema, dal 24 aprile arriva "L’amore, in teoria" con Nicolas Maupas

Roma, 14 mar. (askanews) – Al cinema dal 24 aprile “L’amore, in teoria” di Luca Lucini con Nicolas Maupas nei panni del protagonista che prova a destreggiarsi tra le contrastanti emozioni del sentimento più narrato della storia nel film.

L’amore raccontato nei libri, quello illustrato dai grandi filosofi e che si insegna sui banchi di scuola appare molto semplice, in teoria. Ma l’amore, quello vero, sfugge ad ogni logica ed è un grande caos. Prodotto da Indiana Production e Vision Distribution in collaborazione con Sky, il film vede nel cast anche Martina Gatti, Caterina De Angelis, Francesco Colella e la partecipazione straordinaria di Francesco Salvi.

Le note della musica di Tananai sono protagoniste della colonna sonora con due canzoni: “Alibi”, brano inedito che accompagna anche il trailer, e “Booster”, estratto dall’ultimo album “Calmocobra” certificato disco d’oro.

Leone (Nicolas Maupas) è il fidanzato perfetto: gentile, educato, rispettoso. È stato il primo della classe a scuola e lo è anche ora che studia Filosofia all’università. I genitori di Carola (Caterina De Angelis) lo adorano, convinti che lei abbia finalmente lasciato Manuel, il ragazzo poco raccomandabile con cui usciva. In realtà, Leone per Carola è solo una copertura mentre lei continua a frequentare l’altro. Ed è proprio a causa di questa situazione che Leone si ritrova costretto ai servizi sociali, dopo essere stato accusato ingiustamente di un crimine commesso invece da Manuel. Eppure, questa svolta inaspettata nasconde una scoperta meravigliosa: quella del primo amore, con Flor (Martina Gatti), un’attivista ambientale, forte e libera. Quando Leone sembra aver finalmente dimenticato Carola però, lei piomba di nuovo nella sua vita. Diviso tra l’amore vero e quello da sempre immaginato, Leone troverà la sua strada grazie anche ai consigli di Meda (Francesco Salvi), un senzatetto che gli insegnerà la filosofia dell’amore, dei sentimenti e della vita al di là dei libri.

Girato a Milano e ambientato in alcune delle location più iconiche meneghine, il film è diretto dal regista di “Tre metri sopra il cielo”, manifesto romantico degli anni 2000. Il soggetto è di Gennaro Nunziante e sceneggiato da due giovani autrici – Amina Grenci e Teresa Fraioli – che hanno portato sullo schermo il racconto dell’amore attraverso gli occhi della propria generazione.

Ex Ilva, Dinoi (Aepi): governo garantisca l’indotto

Roma, 14 mar. – Si tenuto a Roma, presso la sede della Stampa Estera, l’incontro “Ex Ilva: un passato da difendere, un futuro da costruire”, occasione di confronto sull’impatto che avr la vendita del pi grande polo siderurgico europeo sulle innumerevoli imprese che operano nell’indotto.

Alla vigilia della decisione di Governo su chi sar l’acquirente del complesso industriale di Taranto, la Confederazione AEPI, presieduta da Mino Dinoi, insieme ad AIGI (Associazione Indotto AdI e General Industries), presieduta da Nicola Convertino, ha dato voce alle oltre 70 imprese dell’indotto preoccupate per il loro futuro e la loro stessa sopravvivenza. A discutere del tema sono inoltre intervenuti: Davide Tabarelli (Commissario di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria), Francesco Paolo Capone (Segr. Gen. UGL), Giorgio Graziani (Segr. Confed. CISL), mentre, in apertura lavori, moderati dal condirettore di Affari Italiani Marco Scotti, l’intervento del direttore de La Gazzetta del Mezzogiorno, Mimmo Mazza.

“Abbiamo accolto con grande favore l’ingresso di AIGI nella Confederazione AEPI – ha dichiarato il Presidente Dinoi – infatti, da sempre la nostra mission la tutela delle imprese che operano garantendo lavoro e benessere alle tantissime famiglie del nostro Paese. La presenza dello Stato nella societ, almeno nella fase iniziale – spiega Dinoi – una garanzia per le imprese coinvolte. Per non ripetere gli errori del passato, con la nuova propriet va individuato un piano industriale che porti realmente avanti l’ex Ilva. La siderurgia per l’Italia fondamentale e l’ex Ilva va salvaguardata, nel rispetto e coinvolgimento del territorio e delle imprese che ci lavorano. Rappresentando l’80% dell’indotto ex ILVA, la Confederazione AEPI, insieme ad AIGI, pronta a dare il proprio contributo in questo momento cruciale per il destino dello stabilimento ed disponibile ad un incontro con il Ministro Urso e la Presidente Giorgia Meloni, nonch a partecipare ai tavoli insieme con le altre parti datoriali”.

Gli fa eco Nicola Convertino, che ha dichiarato: “Come imprese dell’indotto vogliamo difendere quello che il nostro gioiello di famiglia: l’acciaieria d’Italia. Siamo convinti che i vari settori economici possono e devono coesistere, non possiamo buttare a mare quello che il nostro passato. Sono stati fatti lavori importanti di ambientalizzazione, ora chiediamo alla politica di non abbandonarci e che accompagni questo processo con una minima partecipazione dello Stato per sovraintendere i processi di decarbonizzazione, ma soprattutto perch l’acciaio italiano strategico ed stato anche decretato per legge. Siamo pronti e tendiamo la mano alla nuova propriet affinch questo processo si avvii nel pi breve tempo possibile”.

In occasione dell’incontro, sono stati resi noti i risultati del sondaggio “Il futuro di Taranto: imprese, lavoratori, cittadini”, condotto dalla Lab21 guidata dal Prof. Roberto Baldassari. Dal sondaggio sono emerse alcune posizioni sulle quali convergono tutti gli intervistati: il ruolo centrale dell’ex Ilva sull’economia di Taranto, sia nel passato che nel futuro (65,9%), il fatto che l’ex Ilva rappresenti un’opportunit di crescita per il territorio e di posti di lavoro (52.7%), il sentimento di speranza guardando al futuro, a patto che lo Stato, come ha gi iniziato a fare, assuma un ruolo di supervisione e vigilanza coordinandosi con il management delle aziende del territorio (55,6%). Infine, il 52,8% degli intervistati considera importante la sostenibilit ambientale senza per limitare lo sviluppo e la crescita aziendale, quindi no all’ambientalismo estremista ma consapevole e realmente sostenibile.

Per Davide Tabarelli, Commissario di Acciaierie d’Italia in amministrazione straordinaria:

“La pressione su questo stabilimento talmente forte che se ne usciamo, e ne dobbiamo uscire, lo faremo con slancio, ma ci vorr tanta energia proprio come ce ne voluta in passato. Dobbiamo lavorare insieme perch chi comprer ha visto gente bravissima nel fare acciaio, nel fare innovazione, rispettare le regole, utilizzare bene l’energia. Mancano poche ore, questa una grande occasione. Sono ottimista. C’ stato l’impegno del governo a mantenere la presenza dello Stato, ora vedremo gli sviluppi”.

Giorgio Graziani, Segretario confederale della Cisl:

“Una gestione discussa o discutibile della ex Ilva non pu essere un alibi per l’abbandono di una colonna della filiera siderurgica europea cos fondamentale per tutto il sistema industriale del nostro Paese. I commissari devono consegnarci un interlocutore credibile, con le disponibilit economiche adeguate a garantire investimenti per il futuro sostenibile e produttivo e per quello delle comunit che ospitano gli insediamenti. Produzione di acciaio pulito e completamento del risanamento ambientale devono e possono convivere. Ma occorrono investimenti tecnologici ed ecologici ed un governo produttivo, occupazionale e sociale della fase di transizione. Il sindacato, la CISL e le sue categorie rappresentative dei lavoratori diretti e dell’indotto, sono sempre stati e saranno in prima linea per garantire la continuit produttiva e la costruzione di una prospettiva nuova, auspicando che nella nuova propriet ci possa essere uno spazio per il ruolo indispensabile di garanzia dello Stato che finalmente ha deciso di metterci la faccia ridando centralit al ruolo strategico di questo settore industriale per la crescita del Paese”.

Francesco Paolo Capone, Segretario Generale Ugl:

“La vicenda dell’Ex Ilva figlia di un fenomeno sempre pi evidente, ovvero la crisi di un modello economico fondato sulla globalizzazione dei mercati. Per questo, dopo aver verificato che ArcelorMittal ha disatteso tutti gli impegni, ben ha fatto il Governo a riaprire ad una nuova ipotesi di vendita dello stabilimento ex Ilva ad un nuovo acquirente che garantisca l’ambientalizzazione e i livelli occupazionali della produzione diretta e dell’indotto del pi grande polo siderurgico d’Europa”.

I ministri del G7 Canada: la Russia accetti la tregua a parità di condizioni (o rischia "ulteriori sanzioni")

La Malbaie (Canada), 14 mar. (askanews) – I ministri degli Esteri del G7 “hanno accolto con favore gli sforzi in corso per raggiungere un cessate il fuoco” in Ucraina, “e in particolare l’incontro dell’11 marzo tra Stati Uniti e Ucraina nel Regno dell’Arabia Saudita”. E’ quanto si legge nella dichiarazione finale della ministeriale a La Malbaie, in Canada. Rivolgendo un plauso all’impegno dell’Ucraina “per un cessate il fuoco immediato”, che è “un passo essenziale verso una pace globale, giusta e duratura”, i ministri “hanno chiesto alla Russia di ricambiare accettando un cessate il fuoco a parità di condizioni e attuandolo pienamente”. Una bozza preliminare del testo, rilanciata dai media, chiedeva a Mosca di accettare il cessate il fuoco “senza condizioni”.

I ministri degli Esteri del G7 hanno ribadito il loro “incrollabile sostegno all’Ucraina nella difesa della sua integrità territoriale e del suo diritto a esistere, nonché della sua libertà, sovranità e indipendenza”. E’ quanto si legge nella dichiarazione finale della ministeriale in corso a La Malbaie, in Canada.

I ministri degli Esteri del G7 hanno, inoltre, discusso “l’imposizione di ulteriori costi alla Russia nel caso in cui il cessate il fuoco non venga concordato, anche attraverso ulteriori sanzioni, limiti ai prezzi del petrolio, nonché ulteriore sostegno all’Ucraina e altri mezzi”, secondo quanto si legge nella dichiarazione finale della ministeriale G7 in Canada. “Ciò include l’uso di entrate straordinarie derivanti da beni sovrani russi immobilizzati”.

I ministri degli Esteri del G7 hanno anche sottolineato che “qualsiasi cessate il fuoco” in Ucraina “deve essere rispettato e hanno sottolineato la necessità di accordi di sicurezza solidi e credibili per garantire che l’Ucraina possa scoraggiare e difendersi da qualsiasi nuovo atto di aggressione”.

G7 Canada, la bozza della dichiarazione finale: la Russia accetti la tregua a parità di condizioni

La Malbaie (Canada), 14 mar. (askanews) – I ministri degli Esteri del G7 “hanno accolto con favore gli sforzi in corso per raggiungere un cessate il fuoco” in Ucraina, “e in particolare l’incontro dell’11 marzo tra Stati Uniti e Ucraina nel Regno dell’Arabia Saudita”. E’ quanto si legge nella bozza della dichiarazione finale della ministeriale in corso a La Malbaie, in Canada. Rivolgendo un plauso all’impegno dell’Ucraina “per un cessate il fuoco immediato”, che è “un passo essenziale verso una pace globale, giusta e duratura”, i ministri “hanno chiesto alla Russia di ricambiare accettando un cessate il fuoco a parità di condizioni e attuandolo pienamente”. Una bozza preliminare del testo, rilanciata dai media, chiedeva a Mosca di accettare il cessate il fuoco “senza condizioni”.

Ecco cosa serve a Federica Brignone per vincere la Coppa del Mondo di sci

Roma, 14 mar. (askanews) – Federica Brignone ha le mani sulla Coppa del Mondo generale, ma per la matematica certezza sulla conquista della seconda grossa sfera di cristallo della carriera bisogna aspettare le Finali di Sun Valley negli Stati Uniti (22 marzo la discesa, il 23 il SuperG e il 25 il gigante). L’azzurra si presenterà con 382 punti di vantaggio su Lara Gut-Behrami e quattro gare da giocarsi (ma nessuna delle due farà lo slalom). Di fatto, un distacco insormontabile: ora al termine della stagione mancano quattro gare (una per ogni specialità) e dunque 400 punti in palio, tuttavia nessuna delle due parteciperà allo slalom finale, specialità trascurata da entrambe le atlete nel corso della loro carriera. Per vincere la Coppa del mondo matematicamente, alla Brignone occorre sommare oggi altri 68 punti. Ricordiamo i punteggi per le prime cinque di ogni gara: 100, 80, 60, 50, 45. Brignone deve quindi arrivare o prima o seconda e sperare che Gut prenda 68 punti meno di lei

La prima occasione per poter alzare alzare al cielo il globo – rimane l’unica italiana nella storia dello sci alpino femminile – potrebbe avvenire già nella discesa in programma il 22 marzo: a Brignone basterà arrivare entro la 14ª posizione, ma è già sufficiente che Gut-Behrami – obbligata a vincere tutte le gare da qui fino alla chiusura del calendario – non concluda al primo posto. Federica Brignone si gioca non solo il trionfo assoluto nella Coppa del Mondo generale, ma anche la sfera di cristallo in tutte e tre le coppe di specialità che disputa abitualmente. Alla vigilia delle Finali la 34enne azzurra è al comando alle classifiche di discesa e Super G, mentre in gigante è seconda a 20 punti dalla leader Alice Robinson (ma con una vittoria si aggiudicherebbe anche quel trofeo). In caso di en plein si tratterebbe di un’impresa unica: nessuna sciatrice in campo femminile è mai riuscita a conquistare nella stessa stagione il trittico di coppe di discesa, Super G e gigante oltre alla generale. Ci andò vicino la scorsa edizione Lara Gut-Behrami, a cui sfuggì il trionfo nella prova regina della velocità.

Sci, Brignone: "Sto vivendo un momento fantastico"

Roma, 14 mar. (askanews) – “Sto vivendo una giornata fantastica – le parole di Federica Brignone dopo la vittoria di La Thuile -. Ci tenevo ad arrivare in luce verde davanti a questo pubblico. Non ho pensato a niente altro. Non ho fatto errori, è andato tutto bene, sono stata veloce. La pista era molto migliore di ieri. In più ho avuto due fortune: partire con il numero 6 e arrivare davanti per pochi centesimi. Andrò a Sun Valley con due pettorali rossi, ma non è finito niente. Ho ancora tanto da giocarmi e devo rimanere concentrata per due settimane. E’ stata una stagione via via sempre più tosta e sempre più impegnativa. Per questi motivi ho bisogno di rimanere sul pezzo fino alla fine, e non sarà per niente facile”.

“Se tutto va bene, questa volta mi consegneranno la Coppa in mano e non me la spediranno per posta. Ed è una cosa che ho sempre sognato. Sofia ha una cultura del lavoro davvero impressionante e la capacità di risollevarsi. Per questi motivi continuiamo a fare podi e risultati importanti. Ringraziamo la Federazione che ci mette nelle condizioni migliori per poter dare il massimo”.

Sci, Brignone vince a La Thuile: le mani sulla Coppa del Mondo

Roma, 14 mar. (askanews) – Il numerosissimo pubblico di La Thuile è stato premiato. Federica Brignone ha messo a segno la vittoria numero 37 della carriera, nel secondo superG valdostano, e il podio numero 83, a meno 5 dal mito Alberto Tomba. E, naturalmente, ha di fatto messo le mani sulla sua seconda Coppa del mondo generale, dopo quella già vita nel 2020. Manca l’aritmetica (sono 382 i punti di vantaggio della valdostana su Lara Gut-Behrami, oggi quarta), ma a quattro gare dal termine della stagione, una per disciplina, appare impossibile che l’elvetica possa ribaltare la classifica, anche perché nessuna delle due contendenti prende normalmente parte allo slalom. Brignone acquisisce un nuovo pettorale rosso, quello del superG, anche se solo per 5 punti (570 a 565) e sarà le finali di Sun Valley dal 20 al 27 marzo a decidere la vincitrice. Alle spalle di Federica Brignone ecco Sofia Goggia per la quindicesima doppietta azzurra. Sul terzo gradino del podio sale la francese Romane Miradoli, staccata di soli 5 centesimi dalla Brignone, mentre è sesta Elena Curtoni.

Cinema, a Pupi Avati il Globo d’oro alla carriera

Roma, 14 mar. (askanews) – Pupi Avati riceverà il Globo d’oro alla carriera, il Premio con cui l’Associazione della Stampa Estera in Italia celebra le opere più significative del nostro Paese. Il riconoscimento sarà consegnato il 2 luglio in Campidoglio durante la cerimonia della 65ma edizione.

Pupi Avati, regista e produttore emiliano, con più di 55 film all’attivo, ha attualmente in sala l’ultimo film “L’orto americano”, chiusura della 81esima Mostra del Cinema di Venezia, distribuito da 01 Distribution.

L’horror gotico, accolto con entusiasmo dalla critica, è interpretato da Filippo Scotti, Roberto De Francesco, Armando De Ceccon, Chiara Caselli, Rita Tushingham, Massimo Bonetti, Morena Gentile, Mildred Gustafsson e Romano Reggiani. “L’orto americano” è una produzione Duea Film, Minerva Pictures con Rai Cinema, prodotto da Antonio Avati, Gianluca Curti e Santo Versace.

Meloni a Torino dagli atleti degli Special Olympics Winter Games

Torino, 14 mar. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni si recata a Torino in una delle sedi degli Special Olympics Winter Games – manifestazione riservata ad atleti con disabilit intellettive – in corso di svolgimento nel capoluogo torinese.

La premier ha salutato, “dandogli il cinque”, gli atleti che facevano il loro ingresso in campo, prima di incontrare gli azzurri. Successivamente Meloni si recher allo Space Park di Argotek, a San Mauro Torinese, per una visita privata della nuova sede dell’azienda attiva a livello internazionale nel settore aerospaziale.

La situazione clinica del Papa è "stazionaria", prosegue le terapie e la ventilazione alternata

Città del Vaticano, 14 mar. (askanews) – Nel ricovero al Gemelli, oggi Papa Francesco, dopo una notte tranquilla, ha proseguito le attività prescritte dai medici “come nei giorni precedenti”, ovvero “riguardo la situazione medica non ci sono novità rispetto a ieri: la situazione è stazionaria”. Lo fa sapere la Sala stampa Vaticana. Anche le terapie e la ventilazione segue lo stesso schema degli ultimi giorni: “Fisioterapia motoria la mattina e respiratoria il pomeriggio, in alternanza tra alti flussi e ventilazione meccanica”. Oggi Bergoglio ha seguito da remoto gli Esercizi spirituali in corso in Aula Paolo VI in Vaticano. Questa sera è atteso un nuovo bollettino medico in cui sono attesi elementi più precisi sulla situazione. Fonti vaticane, inoltre, spiegano che durante il ricovero al Policlinico Gemelli di Roma Papa Francesco riesce a muoversi e camminare “come ha fatto sempre”, spostandosi “a volte con più assistenza, altre con meno”.

Oggi è un mese che il Pontefice è ricoverato al Gemelli: era il 14 febbraio scorso quando entrava nell’appartamento al decimo piano del nosocomio “per alcuni necessari accertamenti diagnostici e per proseguire in ambiente ospedaliero le cure per la bronchite tutt’ora in corso”. Il 18 febbraio la tac dimostra “l’insorgenza di una polmonite bilaterale”, il 22 la prima crisi respiratoria, “con l’applicazione di ossigeno ad alti flussi, e una piastrinopenia associata ad un’anemia che richiede la somministrazione di emotrasfusioni”: “La prognosi è riservata”, decidono i medici. Il 23 febbraio compare “una iniziale, lieve, insufficienza renale”, risolta in pochi giorni, mentre il 27 fonti vaticane fanno sapere che Papa Francesco “è uscito dal momento più critico” e si è tornato al “quadro complesso”. Il giorno dopo, però, il 28 febbraio, c’è una nuova “crisi isolata di broncospasmo” che determina “un episodio di vomito con inalazione e un repentino peggioramento del quadro respiratorio”, e ancora il 3 marzo si verificano altri “due episodi di insufficienza respiratoria acuta, causati da importante accumulo di muco endobronchiale e conseguente broncospasmo”.

Nei giorni successivi il quadro clinico, se pur ancora complesso, lentamente si stabilizza e le terapie fanno il loro effetto. Il 10 marzo i medici sciolgono la prognosi, ma per il rientro del Papa a Santa Marta, precisano, “ancora è presto fare ipotesi”, perchè l’obiettivo resta evitare – almeno nel breve termine – una nuova ospedalizzazione. “Ci vuole tempo perché un corpo di 88 anni recuperi, anche a livello di energie e delle forze”, riferivano ieri fonti vaticane, mentre Bergoglio festeggiava dal Gemelli i 12 anni di Pontificato.

In Emilia-Romagna allerta maltempo massima: preoccupa il Lamone. Musumeci firma lo stato di mobilitazione

Roma, 14 mar. (askanews) – In Emilia-Romagna la prima ondata di maltempo, che ha interessato la scorsa notte e la prima mattina i rilievi del bolognese e della Romagna, è passata e la situazione dei fiumi è attualmente sotto controllo, ma l’allerta per le prossime ore resta massima di fronte al sopraggiungere di nuovi temporali. In particolare, fa sapere la Regione, sono attesi sulla parte orientale in arrivo dalla Toscana e fino alla costa ravennate. Una situazione che potrebbe durare fino a sera, quando le precipitazioni, di minor intensità, dovrebbero spostarsi verso il modenese e oltre. Sotto massima osservazione il Lamone che a Marradi, in territorio toscano, ha superato la soglia 3, così come gli altri corsi d’acqua a partire dall’Idice e dagli affluenti del Reno.

Il presidente della Regione, Michele de Pascale, segue l’evolversi della situazione dal Cor, il Centro operativo regionale di Bologna, insieme alla sottosegretaria Manuela Rontini. Questa mattina entrambi hanno partecipato a un briefing con il Dipartimento nazionale di Protezione civile e successivamente a un coordinamento con tutte le Prefetture interessate dall’evento.

“Le previsioni per la nottata sono state confermate, ci sono stati superamenti dei fiumi di soglia 2 nel bacino romagnolo, in particolare il Lamone e gli affluenti del Reno”, spiega de Pascale: “La situazione più preoccupante al momento è rappresentata dal Lamone sul cui bacino stanno insistendo precipitazioni molto intense. La nostra attenzione sarà massima per il resto della giornata, perché l’evento atmosferico è in corso e temiamo un peggioramento delle condizioni meteorologiche. Dunque- prosegue il presidente-, tutta la macchina della Protezione civile è attivata, così come la rete dei volontari e del primo soccorso. La richiesta ai cittadini è di prestare la massima attenzione, continuare a monitorare i canali dei Comuni e della Regione e di attenersi alle prescrizioni di sicurezza”.

Intanto, il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha firmato il decreto dello stato di mobilitazione straordinaria del Servizio nazionale di Protezione civile per la Regione Emilia Romagna. Il provvedimento, si spiega, si è reso necessario per fronteggiare la grave situazione di criticità determinatasi con l’ondata di maltempo, che sta creando condizioni di pericolo per l’incolumità delle persone e per la sicurezza dei beni pubblici e privati. È stata così accolta la richiesta avanzata dal presidente della Regione emiliano-romagnola, dopo la rapida istruttoria del Dipartimento nazionale dí Protezione civile.

Per meglio operare nella difficile situazione, lo stesso Dipartimento assicurerà il coordinamento dell’intervento del Servizio nazionale della Protezione civile e del volontariato organizzato di altre Regioni, a supporto delle strutture regionali dei territori colpiti e per fornire l’assistenza ed il soccorso alle popolazioni coinvolte.

Maltempo, in Toscana allerta rossa per i fiumi: "Massima prudenza". Arno sorvegliato speciale

Roma, 14 mar. (askanews) – La Sala operativa regionale della Toscana ha emesso una allerta rossa per rischio idraulico del reticolo principale, in particolare nelle province di Firenze, Prato, Pistoia e Pisa.

“Invito tutti i cittadini alla massima attenzione e prudenza. Ulteriore peggioramento in atto e fino al pomeriggio, con piogge intense e persistenti”, scrive il governatore Eugenio Giani su Facebook: “Tutto il sistema regionale di Protezione Civile della Toscana, soccorso ed emergenza sanitaria è in stato di massima allerta con interventi in corso. Avviato il montaggio dei panconcelli sui lungarni a Pisa. Lo scolmatore della Regione Toscana e le casse di espansione del bacino di Roffia sono pronti per essere aperti quando la portata dell’Arno raggiungerà la portata necessaria”.

L’allerta rossa è ufficialmente in vigore dalle ore 12 di oggi, ma la popolazione è invitata alla massima prudenza e a limitare i propri spostamenti fin da subito. Il sorvegliato speciale di queste ore è il fiume Arno. L’allerta di grado rosso riguarda il reticolo idraulico maggiore, ma è stata emanata anche allerta arancio per rischio idraulico del reticolo minore e temporali, e giallo per vento forte e mareggiate. Sono state attivate evacuazioni precauzionali in più parti della Regione.

Le precipitazioni proseguiranno anche nelle prossime ore, con un ulteriore peggioramento atteso in mattinata e nel pomeriggio, con piogge intense e persistenti lungo una linea che dalla provincia di Livorno si estenderà verso l’interno, interessando le province di Pistoia, Firenze, Prato, e in parte Arezzo.

Dopo le ore 18 le piogge si concentreranno soprattutto sul nord ovest e andranno a interessare Lunigiana, Garfagnana, Apuane. Attesa una pausa nella notte ma domani, sabato 15 marzo, almeno fino alle ore 12, sono previste ancora precipitazioni a carattere di rovescio, anche di forte intensità. Per un reale miglioramento occorre attendere le ore 18 di domani. Le Provincie di Grosseto. Siena e Arezzo saranno interessate marginalmente, ad eccezione del Pratomagno dove comunque sono attesi rovesci. Scirocco molto forte sulle aree collinari della costa, con raffiche anche oltre i 50 km/h.

Il sistema di Protezione civile sta presidiando i fiumi della Toscana. Dopo le precipitazioni, proseguite tutta la notte, in particolare sulla zona del Mugello, è stato attivato il servizio di piena. Si segnala che l’Arno è al primo livello di guardia da Bagno a Ripoli, Firenze, Lastra a Signa fino a Montelupo con portata nell’ordine di 1000 metri cubi al secondo agli Uffizi.

A Empoli, Fucecchio, Pontedera e Pisa è sotto il primo livello. Sieve al secondo livello a Dicomano, primo livello a Rufina. Ombrone Pistoiese a Poggio a Caiano al primo livello. Pesa a Turbone al primo livello. Bisenzio a San Piero a Ponti al primo livello. Lamone a Marradi al primo livello. Ema al primo livello a Grassina. Egola a Fornacino al primo livello. Cecina a Steccaia al primo livello. Era al primo livello a Capannoli Nelle prossime ore – si aggiunge – sono previste piogge sparse, soprattutto sulle zone interne. La linea temporalesca attiva sul Mar Ligure dovrebbe estendersi verso la costa centro-settentrionale. Ulteriore peggioramento atteso in mattinata e fino al pomeriggio, con piogge intense e persistenti lungo una linea che dalla provincia di Livorno si estenderà verso l’interno, interessando le province di Pistoia, Firenze, Prato, Arezzo.

Tv, gli 85 anni di Tom and Jerry, celebrazioni a tema nel mondo

Roma, 14 mar. (askanews) – Tom and Jerry – il leggendario duo formato da un gatto e un topo entrati nella storia della cultura pop mondiale – festeggiano il loro 85esimo anniversario: un successo globale all’insegna di birichinate e risate con l’amatissima coppia che, fin dal suo debutto nel 1940, ha deliziato il pubblico di tutto il mondo con la sua giocosa rivalità, conquistando un suo spazio nell’immaginario collettivo.

Usciti per la prima volta dai fogli da disegno alla vigilia della Seconda Guerra Mondiale e all’ombra della Grande Depressione, Tom e Jerry sono nati dal desiderio di creare una serie di cartoni animati in grado di accendere l’immaginazione in un mondo annebbiato. La regia calorosa ed esigente di William Hanna e la finezza creativa e comica di Joseph Barbera dettero vita a una virtuosa collaborazione che avrebbe trovato eco nel duo spiritoso da loro creato. Le personalità distintive di Tom e Jerry e il loro rapporto unico hanno attraversato le generazioni, portando sugli schermi un mondo in cui il conflitto è naturale e la giustizia è universale: prima al cinema – dove i primi film arrivarono dal 1940, conquistando negli anni ben sette Oscar al Miglior cortometraggio d’animazione – e poi in tv, dove fecero il loro debutto negli anni ’60. La rivalità sana e giocosa tra i due protagonisti, rafforzata da gag a ritmo, espressioni facciali ricche di sfumature e geniali partiture musicali di artisti del calibro di Scott Bradley, hanno resistito al passare del tempo, fino ad arrivare ai giorni nostri, con le recenti produzioni tv, tra cui “Tom & Jerry Tales” (2006-2008) e “The Tom and Jerry Show” (2014-2021).

Per celebrare l’iconico duo, Warner Bros. Discovery dedica loro un intero anno di celebrazioni a livello globale con iniziative pensate per gli appassionati di tutte le età, che prevedono eventi ed esperienze e il lancio di nuovi prodotti tematizzati in collaborazione con prestigiosi brand.

In Italia saranno protagonisti dal 3 al 6 aprile a Romics, il Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games. Il Festival dedicherà il key visual dell’edizione primaverile proprio a Tom and Jerry che avranno un’area dedicata all’interno della manifestazione, nel Movie Village del Padiglione 5: qui i fan potranno trovare un’installazione a forma di torta di compleanno per scattare foto ricordo memorabili, ripercorrere la storia di questo incredibile duo con video ufficiali e immagini storiche, e una serie di opere inedite realizzate dagli studenti dello IED di Roma per celebrare l’anniversario.

Immancabile la presenza anche in tv di Tom and Jerry: su Cartoonito (canale 46 DTT) è on air da lunedì a venerdì dalle 13 lo stunt “A Pranzo con Tom and Jerry” che prevede le serie “Tom and Jerry a New York”, “The Tom and Jerry Show” e i corti “Hurry Up”, mentre il sabato mattina alle 8.30 fino ad aprile sono in rotazione i film; su Boomerang (Canale 609 di Sky) sono in onda tutti i giorni “The Tom and Jerry Show” e “Tom and Jerry a New York” dalle 6.00 alle 7.50, dalle 11.25 alle 12.35 e il pomeriggio alle 16.25. Inoltre, sull’app di Cartoonito sono presenti per tutto l’anno 12 nuovi giochi in esclusiva raccolti in una sezione dedicata.

Warner Bros. Discovery Global Consumer Products ha inoltre collaborato con vari brand, anche in Italia, per offrire agli appassionati una serie di prodotti ispirati a Tom and Jerry. Come Lego, Ovs e Intimissimi, Original Marines e LC23 che hanno lanciato collezioni e prodotti a tema.

Russia, Zacharova ancora contro Mattarella e l’Italia: "Non hanno nulla con cui difendersi"

Roma, 14 mar. (askanews) – L’Italia “attacca” perché “non ha nulla per difendersi”. L’ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, reagendo alla convocazione dell’ambasciatore russo a Roma da parte del ministero degli Esteri in seguito alle critiche della stessa Zakharova al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

In un’intervista alle Izvestija, Zalharova ha detto che la convocazione attirerebbe ancor di più l’attenzione sui problemi interni italiani. “Non hanno nulla con cui difendersi. E così hanno deciso di attaccare”, ha affermato Zakharova. “Ma – ha aggiunto – l’hanno fatto invano. (…) Hanno solo attirato maggiore attenzione sui loro stessi problemi”.

Russia, Zacharova ancora contro Mattarella e l’Italia: "Non hanno nulla con cui difendersi"

Roma, 14 mar. (askanews) – L’Italia “attacca” perché “non ha nulla per difendersi”. L’ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, reagendo alla convocazione dell’ambasciatore russo a Roma da parte del ministero degli Esteri in seguito alle critiche della stessa Zakharova al presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

In un’intervista alle Izvestija, Zalharova ha detto che la convocazione attirerebbe ancor di più l’attenzione sui problemi interni italiani. “Non hanno nulla con cui difendersi. E così hanno deciso di attaccare”, ha affermato Zakharova. “Ma – ha aggiunto – l’hanno fatto invano. (…) Hanno solo attirato maggiore attenzione sui loro stessi problemi”.

Campi Flegrei, Musumeci: le case non saranno mai al sicuro al 100%. Paghiamo sottovalutazione dei rischi

Napoli, 14 mar. (askanews) – Nell’area dei Campi Flegrei l’Osservatorio Vesuviano, sede di Napoli dell’Ingv, ha rilevato complessivamente 44 episodi tellurici avvenuti nel corso dello sciame sismico, iniziato ieri all’1.25, con una scossa di terremoto di magnitudo 4.4, nove dei quali di magnitudo superiore a 1.0.

“Dobbiamo essere sinceri non si può giocare con parole: le case non saranno mai messe al sicuro 100 per cento, si può lavorare in qualche edificio per mitigare le conseguenze di una eventuale scossa violenta”, lo ha detto il ministro per la Protezione civile e del mare, Nello Musumeci, in collegamento con Skytg24 in merito alla zona dei Campi Flegrei. “Possiamo dire che da quando i 3 sindaci hanno segnalato la condizione di allarme al governo Meloni sono subito intervenuto e abbiamo predisposto una serie di provvedimenti che non avevano precedenti – ha spiegato – Da allora non ci siamo mai fermati con obiettivo di procedere a una prevenzione strutturale, in zona rossa, e a una prevenzione non strutturale, andare in scuole e case piazze, utilizzare i mezzi di comunicazione per spiegare cause ed effetti di bradisismo e rischio vulcanico e sismico”, ha aggiunto.

“Lo sciame sismico che persiste in maniera preoccupante da due anni, appena cessa come indica l’Ingv, noi dimentichiamo esercitazioni e prevenzione strutturale. E questo è successo nel corso dei decenni”, ha ricordato Musumeci, aggiungendo: “Abbiamo la necessità di capire come comportarci. Ecco perché le esercitazioni non hanno soddisfatto. Nella prima c’erano 100 persone, nella seconda un po’ di più e il clima da sagra paesana. Poi un migliaio”, ha detto ancora.

“La prevenzione, sia strutturale che non strutturale, andava fatta venti, 30, 40 anni fa. Non mi stancherò mai di dirlo. La mia non è polemica ma è l’amara verità. Stiamo pagando le conseguenze di un atteggiamento da parte di tutti, non faccio distinzioni. Che hanno sottovalutato i rischi di quell’area densamente abitata”, spiegato il ministro per la protezione civile, Nello Musumeci, nel corso del collegamento a Sky Tg24, in merito alla situazione di emergenza dei Campi Flegrei. “Il Governo non può fermare le scosse, non può impedire l’attività del vulcano. Ecco perché si ricorre al monitoraggio. Quella è la zona più monitorata al mondo. A cosa serve? A dirci, minuto dopo minuto, quale è il processo evolutivo delle scosse”, ha ricordato Musumeci, ribadendo: “Da quando i sindaci hanno segnalato l’allarme al Governo abbiamo predisposto dei provvedimenti senza precedenti. Non ci siamo fermati un attimo con l’obiettivo di ridurre i problemi strutturali”, ma “la prevenzione strutturale e non andare fatta 20, 30 o quaranta anni fa. Stiamo pagando chi ha sottovalutato sinora”.

“Spero che nelle prossime ore ognuno dei tre comuni interessati abbia un campo attrezzato per accogliere le persone”, ha detto Musumeci, aggiungendo: “Tra poco incontrerò il capo della Protezione civile perché voglio verificare con lui, il Prefetto, e con gli amministratori, il piano di evacuazione in caso di rischio vulcanico. Voglio avere la certezza, ma credo che questo sia una esigenza condivisa, che ogni cosa sia messa a punto. Perché non avremo più tempo se gli scienziati dovessero dirci che è imminente una attività eruttiva. In questo momento, come dice Ingv, non ci sono evidenze di immediate eruzioni ma per essere pronti bisogna immaginare lo scenario peggiore”.

Lagarde: con guerra commercio soffrono tutti, ma soprattutto Usa

Roma, 14 mar. (askanews) – Potrebbero ancora esserci margini di trattativa per evitare una vera e propria guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa. Ci sono ancora un paio di settimane prima che le rappresaglie decise dalla Commissione europea entrino in vigore, e in questa fase “solitamente si tratta”. Ma se non dessero frutti e si dovesse alla fine con questa guerra commerciale le conseguenze “saranno gravi per tutti, per il mondo e per i prezzi, ma per in particolare per gli Stati Uniti”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde in una intervista ad un programma radiofonico della BBC.

“Al momento tutti si stanno posizionando. Quando ci sta una posizione così forte e espressa da una parte, come quella (del presidente Usa Donald) Trump a quel punto è ovvio che anche gli altri, come Canada e Ue si riposizionano. Quello che sospetto è che nel frattempo e fino a quando non ci sarà l’azione, ci si può sedere e negoziare. Così capita solitamente”, ha rilevato.

Poi “se dovessimo andare a una vera guerra commerciale in cui il commercio internazionale viene danneggiato in maniera rilevante, ci sarebbero conseguenze gravi per il mondo e per i prezzi, ma in particolare negli Usa”. Secondo Lagarde la Commissione europea “non aveva scelta se non quella di reagire. Però sottolineo che hanno annunciato rappresaglie che scatteranno (solo) dal 1 aprile. Tra adesso, in cui viene annunciato, e il momento in cui viene attuato ci sta un lasso di tempo in cui potrebbero avvenire negoziati”.

Secondo Lagarde “le decisioni di Trump sono una causa di preoccupazioni e per noi di essere estremamente vigili, di monitorare e cercare di prevedere e anticipare quali saranno le conseguenze. Non solo le decisioni ma anche le indicazioni”, gli annunci “che ci sarà una decisione sta creando preoccupazioni”.

“Come economista e ora, come presidente della Bce – in realtà Lagarde ha una formazione da avvocato internazionale – non penso in termini di minacce, ma di conseguenze per l’economia e in particolare per l’Europa. In qualunque guerra commerciale, l’economia, chi prende l’iniziativa e chi vara rappresaglie: tutti soffriranno. Questa è una costante della storia del commercio”, ha detto.

Ucraina, l’inviato speciale Usa lascia Mosca con "il messaggio di Putin a Trump". C’è "cauto ottimismo"

Roma, 14 mar. (askanews) – L’inviato speciale Usa, Steve Witkoff, ha lasciato Mosca. Witkoff era arrivato ieri a Mosca e il presidente russo Vladimir Putin lo ha ricevuto nella tarda serata. Lo ha confermato oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, nel briefing con la stampa.

“Non è ancora stato concordato” quando ci sarà il colloquio telefonico tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo americano Donald Trump. Lo ha detto oggi il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, precisando che la tempistica verrà decisa dopo che l’inviato speciale Usa, Steve Witkoff, avrà consegnato “il messaggio di Putin a Trump”.

“Entrambe le parti concordano sul fatto che questa conversazione sia necessaria”, ha rimarcato Peskov nel briefing con la stampa all’indomani dell’incontro di Putin con Witkoff. Nel corso del suo incontro con Putin, l’inviato Usa ha fornito “ulteriori informazioni” sui colloqui avuti dagli Stati Uniti con l’Ucraina per mettere fine al conflitto. Da parte sua, Putin ha trasmesso informazioni e inviato altri segnali a Trump tramite Witkoff, ha aggiunto Peskov, secondo cui “ci sono motivi per un cauto ottimismo riguardo all’accordo in Ucraina”.

Secondo Flightradar, dopo aver lasciato Mosca l’aereo di Witkoff è atterrato a Baku, in Azerbaigian.

Il presidente russo Vladimir Putin, intanto, ha avuto una conversazione telefonica con il principe ereditario e primo ministro saudita Mohammed bin Salman, nella quale è stata evidenziata l’importanza di una soluzione per la questione ucraina. Il leader saudita ha inoltre espresso la disponibilità ad aiutare a normalizzare le relazioni tra Russia e Stati Uniti. Lo ha reso noto oggi il Cremlino in una nota.

Putin ha “fortemente apprezzato gli sforzi di mediazione dell’Arabia saudita, ringraziandolo in particolare per aver creato le condizioni favorevoli per l’organizzazione dei colloqui tra rappresentanti di Russia e Stati uniti a Riyad il 18 febbraio”, ha spiegato il Cremlino. Mohammed bin Salman, dal canto suo, “ha evidenziato l’importanza di risolvere la crisi ucraina ed ha anche manifestato la volontà di continuare a contribuire in ogni modo possibile alla normalizzazione delle relazioni russo-americane”.

Tracey Emin a Palazzo Strozzi, l’arte come racconto della vita

Firenze, 14 mar. (askanews) – Tracey Emin un’artista che ha fatto del racconto senza filtri della propria vita una cifra stilistica, una vera e propria pratica, in qualche modo. Questa narrazione esplicita e non indulgente l’ha resa una star nel sistema dell’arte, ma non per questo sembra averne fatto un personaggio omologato. Palazzo Strozzi a Firenze le dedica ora la prima grande mostra in un’istituzione italiana, che non una retrospettiva ci tiene a precisare il direttore del museo Arturo Galansino, ma che comunque ruota, fin dal titolo, intorno a due dei grandi temi della sua ricerca: “Sex and Solitude”, il sesso e la solitudine.

“Quando ero pi giovane – ha spiegato Emin – il sesso era veramente importante: mi svegliava la mattina, mi faceva pensare, mi scatenava e innescava la mia vita. Ma ora che sono pi vecchia la solitudine, la solitudine mentale che diventa lo spazio per la creazione, a essere diventata una delle cose pi importanti per me”.

In mostra grandi dipinti e sculture che hanno dento tutta l’intensit del corpo, dei suoi fluidi, della sua primordialit. Ma hanno anche uno sguardo artistico che allontana il morboso, che espone questi corpi, spesso frammentari e isolati, a un occhio che li vede in tutti i loro aspetti, comprese le profonde fragilit. Accanto ai corpi, poi, e qui la mostra si fa ancora pi interessante, ci sono le parole, i testi che compaiono nei quadri e nelle installazioni al neon. Messaggi che sono spesso forti, a volte disperatamente intimi e commoventi, come nel caso della piccola tela che trasforma la parola “hurt” ossia fare del male in “heart”, cuore. E il messaggio che Tracey Emin vuole lanciare da Firenze anche un messaggio pi universale, che guarda al mestiere e al ruolo degli artisti nel nostro complesso presente.

“L’arte – ha aggiunto – non mai stata importante come oggi: quando gli uomini delle caverne disegnavano nelle loro grotte smettevano di uccidersi l’un l’altro. Se capiamo che come esseri umani possiamo creare qualcosa di bellissimo, che ha elementi spirituali, che ci parla di amore e ci parla del nostro essere fisico ed emotivo, allora probabilmente potremmo smettere di attaccarci e combatterci. semplice”.

Il racconto che Tracey Emin fa di se stessa molto diretto, la sua vita la sua arte. Ma chiaro che la forza dei suoi lavori, che negli spazi non facili di Palazzo Strozzi risuona con intensit, soprattutto nelle sale pi raccolte, deriva anche dal fatto che sono comunque opere d’arte e non sono solo “vita”. Qui c’ l’importanza di Emin, la sua rilevanza: nella capacit di essere realmente “vera” e al tempo stesso un’artista di valore, che conosce i propri strumenti e li usa per creare lavori difficili da dimenticare.