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Miart, Coppola: Intesa Sanpaolo in prima fila nell’impegno

Milano, 24 mar. (askanews) – Intesa Sanpaolo si conferma Main partner di miart, la fiera d’arte moderna e contemporanea di Milano. Michele Coppola, direttore Arte, Cultura e Beni Storici della banca ha raccontato ad askanews le declinazioni di questo sostegno e la rete di attivit e relazioni culturali che si attivano, partendo dal presupposto di essere “in prima fila” al fianco di Fiera Milano.

La Russa: Italia e Cina anelli di congiunzione tra visioni diverse

Roma, 24 mar. (askanews) – “Mi ha colpito molto la vitalità di questa nazione, di questo paese. Si vede che è proiettato verso il futuro e che ha ancora una volontà di accrescere la sua storia millenaria nel presente e nel futuro”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in visita a Pechino, nel corso di una intervista rilasciata al servizio stampa dell’Assemblea nazionale del Popolo.

“Io credo – ha aggiunto – che l’Italia e la Cina, proprio perché hanno alle spalle una cultura millenaria, devono svolgere un ruolo molto importante in questo momento molto delicato della politica internazionale. Possono essere anelli di congiunzione tra visioni diverse, possono aiutare ad affrontare e risolvere le questioni più delicate: parlo dell’Ucraina, parlo del Medio Oriente, parlo di Israele e del popolo palestinese. Cina e Italia possono essere il momento fondamentale per dare possibilità di incontro a posizioni diverse ma che devono andare nella stessa direzione”.

“Beh, sì, l’Italia e la Cina – ha detto ancora il presidente del Senato – credo che siano le civiltà più antiche o tra le più antiche del mondo, che hanno dato al progresso e alla cultura del mondo una grande spinta. L’anno scorso si è celebrato il settecentesimo anniversario di Marco Polo, e ogni anno i rapporti culturali aumentano, gli scambi anche tra università e tra studenti italiani e cinesi aumentano. Io credo – ha ribadito – che la nostra comune antica civiltà possa essere di grande aiuto per dare ai popoli di tutto il mondo il senso di un futuro di pace”.

Miart, Ricciardi: raccontiamo la contemporaneit dentro la citt

Milano, 24 mar. (askanews) – Una fiera che vuole raccontare la contemporaneit, vivendo in dialogo con la citt e le sue istituzioni culturali, parlando al pubblico degli specialisti, ma anche ai visitatori comuni. Cos Nicola Ricciardi, direttore artistico di miart, ci ha racontato la fiera che verr con dettagli su presenze e progetti, partendo dall’idea di “Un racconto corale”. L’appuntamento con l’edizoe 2025 in Fiera Milano, dal 4 al 6 aprile.

Festival Cinema tedesco, Premio Pubblico ex aequo a "Elbow" e "Vena"

Roma, 24 mar. (askanews) – “Elbow” di Asli Oerzaslan e “Vena” di Chiara Fleischhacker vincono, ex aequo, il Premio del Pubblico della quinta edizione del Festival del Cinema Tedesco che si è tenuta a Roma dal 20 al 23 marzo 2025 al Cinema Quattro Fontane.

Due film di giovani registe che vedono protagoniste giovani donne alle prese con le proprie esistenze in bilico in cui il desiderio di riscatto diventa un’occasione di consapevolezza e crescita personale.

In anteprima italiana “Elbow” di Asli Oezarslan, tratto dall’omonimo romanzo di Fatma Aydemir, è la storia di Hazal, una diciassettenne di origine turca costretta a fuggire a Istanbul dopo un tragico incidente che la vede protagonista nel giorno del suo diciottesimo compleanno. Il film ha debuttato in anteprima mondiale alla 74esima Berlinale nella sezione “Generation”.

“Vena”, opera prima di Chiara Fleischhacker, già presentato in concorso al TFF Torino Film Festival 2024, vede protagonista Jenny, una giovane ragazza dipendente dalla metanfetamina, alle prese con una gravidanza imprevista che aggrava la sua situazione. L’incontro con l’ostetrica Marla, inizialmente conflittuale, crea un legame che le infonde speranza spingendola a confrontarsi con le difficoltà e le sfide del suo futuro incerto. Vena, ha vinto a Torino il Premio speciale della Giuria IWONDERFULL e il Premio FIPRESCI. Ha inoltre ricevuto tre candidature ai German Film Awards: miglior film, miglior attrice protagonista, miglior fotografia.

Si concludono così i quattro giorni di programmazione del festival promosso e sostenuto da German Films che, da oltre 25 anni, promuove il cinema tedesco nel mondo e che sostiene dal 2005, il programma Distribution Support, ovvero la distribuzione di film tedeschi in altri paesi del mondo (www.german-films.de/distribution-support).

Gli organizzatori hanno tirato un bilancio positivo per questa quinta edizione del festival in cui sono stati presentati film e cortometraggi della recente produzione cinematografica tedesca, molti in anteprima italiana e che hanno riscontrato interesse e gradimento da parte del pubblico. A selezionare i film la giuria composta da Cristiana Paternò, Mauro Donzelli e Miriam Mauti.

La quinta edizione del Festival del Cinema Tedesco è promossa da German Films Service + Marketing GmbH, in collaborazione con il Goethe-Institut, l’Ambasciata della Repubblica di Germania a Roma, da quest’anno in partnership con Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, con il supporto del Cinema Quattro Fontane. I film sono stati presentati in lingua originale con sottotitoli in italiano.

Al via a Roma “Agricoltura “, Lollobrigida: un settore primario

Roma, 24 mar. (askanews) – Inaugurato a Roma, nell’area riqualificata di piazza della Repubblica e dei Giardini di Dogali, “Agricoltura E'”, il villaggio-evento dedicato al mondo agricolo italiano, in programma dal 24 al 26 marzo.

Su un’area di oltre 3.000 metri quadrati esposte le eccellenze regionali e del made in Italy, il villaggio, ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, vuole essere un punto d’incontro tra istituzioni, imprese, studenti e cittadini.

Nei tre giorni di evento si affronteranno temi come energia, sicurezza alimentare, tutela ambientale, qualit della vita e promozione de prodotti italiani e vi parteciperanno rappresentanti del governo, delle istituzioni e dell’Ue.

“Qui portiamo l’agricoltura nelle sue diverse forme, la produzione di cibo di qualit ma anche il lavoro, l’innovazione, la capacit di recupero attraverso il mondo del volontariato: abbiamo qui tutte le associazioni agricole e anche il mondo industriale che in questa piazza ricostruiscono un settore che viene definito da tutti primario ma che deve tornare a esserlo nei fatti” ha detto Lollobrigida.

Il ministro ha sottolineato che “non casuale” la scelta di organizzare l’evento il 24-25-26 marzo: “Il 25 marzo del ’57 “vennero sottoscritti i Trattati di Roma, che avevano l’agricoltura al centro, tornare a riconsiderare gli agricoltori custodi del territorio stato uno dei primi obiettivi del governo”.

Mattarella: italiani lieti del ritorno a casa di Papa Francesco

Roma, 24 mar. (askanews) – “Auguri di piena e veloce ripresa” a Papa Francesco.

Li ha espressi il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando all’inaugurazione del villaggio “Agricoltura ” a Roma.

Il capo dello Stato ha detto: vorrei “ribadire quanto gli italiani siano lieti del ritorno di Papa Francesco nella sua casa in Vaticano”.

Media, Agcom: per 1 italiano su 2 internet supera tv per informarsi

Roma, 24 mar. (askanews) – A partire dal 2023 la televisione non è più il principale mezzo di informazione per gli italiani, venendo superata da internet: un italiano su due utilizza la Rete per informarsi, una tendenza confermata anche nel 2024. Il 50,5% di coloro che sono iscritti ad almeno un social network dichiara di venire a conoscenza di notizie e informazioni sui social prima che su altri mezzi di comunicazione.

Poco più del 17% dichiara di leggere i quotidiani (solo il 6,6% dice di avere un abbonamento a pagamento a uno o più quotidiani nella versione digitale), mentre circa un quarto dei cittadini fruisce delle notizie dalla versione digitale dei mezzi editoriali tradizionali. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni pubblica oggi la prima edizione dell’Osservatorio sul sistema dell’informazione, uno strumento che intende analizzare, con cadenza annuale, le dinamiche dell’offerta e del consumo di informazione in Italia. L’Osservatorio nasce con l’obiettivo monitorare e comprendere, in chiave diacronica, le componenti del sistema informativo italiano, in un contesto di profonde trasformazioni delle modalità di generazione e fruizione delle notizie.

Il 65,6% della popolazione esprime un livello di fiducia moderata o alta in almeno un mezzo di informazione: televisione, radio e carta stampata sono le fonti informative ritenute più affidabili, mentre circa il 30% nutre una bassa fiducia nelle notizie provenienti dai social media o dalle piattaforme di condivisione di video. Molto importante il ruolo del passaparola.

Lollobrigida: sui dazi ragionare su una politica comune tra alleati

Roma, 24 mar. (askanews) – Sulla questione dei dazi bisogna “ragionare su una politica che sia comune tra paesi alleati e, con gli Stati Uniti in particolare, come Unione Europea dobbiamo avere la capacit di rapportarci e trovare soluzioni senza egoismi e senza posizioni di privilegio”.

Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, a margine dell’inaugurazione di Agricoltura , il villaggio-evento dedicato al mondo agricolo italiano a Roma.

“Per una nazione esportatrice come la nostra – ha aggiunto il ministro – i dazi non sono mai una buona notizia, salvo quelli che servono a riequilibrare il mercato, perch abbiamo aree del mondo in cui i costi di produzione sono pi bassi, non perch le aziende sono pi efficienti ma perch non vengono rispettatii i diritti dei lavoratori o dell’ambiente, quindi quelle produzioni hanno un costo pi basso e i nostri produttori subiscono una concorrenza sleale; da questo punto di vista l’Ue gi applica delle politiche tariffarie e dei blocchi di importazione per evitare di desertificare il nostro modello imprenditoriale” ha aggiunto Lollobrigida.

Dazi, Mattarella: la Ue interloquisca con autorevolezza e determinazione

Roma, 24 mar. (askanews) – “I rapporti commerciali creano collaborazione e rapporti di fiducia tra i Paesi e questa fiducia garantisce la pace. I mercati contrapposti mettono in pericolo fiducia e collaborazione”. Perciò “la nostra posizione è chiarissima: per la pace occorre avere mercati aperti”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia per l`anniversario dei trattati europei.

Tra le altre cose, il presidente ha affermato: “L’Europa è un soggetto forte e autorevole, su piano economico la scelta è interloquire con autorevolezza e determinazione per l’apertura di mercati perché è garanzia di pace”.

Ue, Mattarella: nacque grazie a rivoluzione di pensiero

Roma, 24 mar. (askanews) – L’unione europea è nata grazie a una “rivoluzione di pensiero” di statisti “lungimiranti e coraggiosi” all’indomani della seconda guerra mondiale. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla cerimonia per l’anniversario dei trattati europei rispondendo alla domanda di uno studente.

“Bisogna riflettere sul contesto in cui ebbe avvio l’Unione: nel 45 l’Italia usciva da una guerra devastante e dopo guerre sanguinose e un numero immane di ragazzi vostri coetanei era morto, si era vissuto l’abisso dell’olocausto – ha ricordato – in quel clima di tragedia e di fame che incombeva sull’Europa, alcuni statisti lungimiranti e coraggiosi capirono che bisognava capovolgere le cose, fu una rivoluzione di pensiero: anziché contrapporsi bisognava mettere in comune il futuro dei popoli europei. Fu questo il tentativo compiuto in quegli anni tra statisti e movimenti dipensiero per questo il trattato di Roma del ’57 fu un punto di arrivo”.

Mattarella ha citato infatti il pronto tentativo fatto con la Ceca (Comunità economica del carbone e dell’acciaio), “il carbone era la principale fonte di energie e l’acciaio elemento base per gli armamenti. E’ come se oggi si dicesse mettiamo insieme petrolio gas e risorse nucleari”.

Fosse Ardeatine, Gualtieri: “Dovere ricordare 335 vittime innocenti”

Roma, 24 mar. (askanews) – “Abbiamo il dovere di ricordare, abbiamo il dovere di guardare quei volti uno a uno, 335 vittime innocenti, civili, militari, esponenti della resistenza, ebrei e comuni cittadini che nella furia selvaggia omicida furono trucidati dai nazisti con la collaborazione attiva dei fascisti. Uno dei crimini pi efferati e feroci della guerra, una ferita che rimarr per sempre nella nostra citt”: cos il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, parlando con i giornalisti a margine della cerimonia commemorativa dell’81esimo anniversario dell’eccidio nazifascista al Mausoleo delle Fosse Ardeatine.

“Solo con la memoria possiamo essere uniti come comunit e andare avanti sulla base dei valori che la democrazia costituzionale, nata proprio dall’antifascismo e la resistenza e dal ripudio di quei crimini e di quella concezione della politica e della violenza, ci hanno fatto cambiare e diventare una societ migliore”, ha sottolineato.

In Turchia sono stati arrestati oltre 1.100 manifestanti

Roma, 24 mar. (askanews) – La polizia ha arrestato più di 1.100 manifestanti in Turchia e un totale di 123 agenti sono stati feriti dal 19 marzo. Lo ha dichiarato il ministro degli Interni turco, Ali Yerlikaya.

Mercoledì il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, considerato il principale rivale del presidente Recep Tayyip Erdogan nella corsa alle presidenziali del 2028, è stato arrestato perché sospettato di avere legami con un’organizzazione coinvolta in corruzione, concussione e supporto al terrorismo. La richiesta di arresto da parte dei pubblici ministeri nell’ambito dell’indagine sul terrorismo è stata respinta. La detenzione del sindaco di Istanbul ha scatenato proteste di massa, malgrado le autorità abbiano rafforzato la sicurezza e vietato qualsiasi comizio o manifestazione in città fino a domenica.

“Durante le proteste, dal 19 al 23 marzo sono stati arrestati 1.133 sospetti. Tra i detenuti, sono stati identificati individui collegati a dodici diverse organizzazioni terroristiche”, ha dichiarato Yerlikaya su X. Durante le proteste sono stati feriti in totale 123 agenti di polizia, ha aggiunto il ministro.

Fosse Ardeatine, Meloni: pagina tra le più dolorose di storia Italia

Roma, 24 mar. (askanews) – “Ciò che accaduto il 24 marzo di ottantun’anni fa rappresenta una delle ferite più laceranti inferte a Roma e all’Italia intera. L’eccidio delle Fosse Ardeatine, perpetrato dalle truppe naziste di occupazione come azione di rappresaglia per l’attacco partigiano di via Rasella, è una delle pagine più dolorose della storia nazionale ed è compito primario delle Istituzioni, ad ogni livello, raccontare quello che è accaduto e trasmettere in particolare alle giovani generazioni la memoria di quei fatti”. Lo dichiara in una nota la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“In questa giornata – prosegue Meloni – rendiamo omaggio alle 335 vittime di quell’indicibile massacro e rinnoviamo l’impegno per custodire e proteggere i valori di libertà e democrazia su cui si fonda la nostra Repubblica”.

Migranti, Schlein: i centri in Albania come Cpr? Non resteremo a guardare

Roma, 24 mar. (askanews) – “Per Meloni e Piantedosi l’obiettivo dei centri in Albania doveva essere l’effetto ‘deterrente’ sulle partenze, perché le persone non sarebbero arrivate in Italia: ora ci spiegano che ci manderanno solo persone che sono già in Italia. Non resteremo a guardare mentre calpestano diritti umani e gettano via altri soldi per coprire il loro fallimento, mentre il loro governo taglia su sanità e sicurezza”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, in una nota.

“Giorgia Meloni – si legge – ci avrà passato anche ogni notte come ha promesso, ma i centri NON funzioneranno. Ora verranno a raccontarci che serviranno comunque per mandarci persone che sono già in Italia ma colpite da provvedimento di rimpatrio. La normativa europea vigente non consente di delocalizzare un centro di rimpatri in un Paese terzo. Inoltre il protocollo prevede che solo una piccola parte dei centri albanesi possa essere utilizzato come CPR, quindi per convertirli bisognerebbe comunque rivedere il protocollo con l’Albania e la legge. Dire che questa conversione non avrebbe costi maggiori è ridicolo. In ogni caso uno dei due centri, a Shengjin, non è attrezzato per alloggi e quindi sarebbe già da buttare”, conclude la segretaria.

Venezia, le visioni di Mattia Moreni e di Graham Sutherland

Venezia, 24 mar. (askanews) – Una pittura senza compromessi, nervosa e potente, che ha saputo guardare avanti, anticipando dinamiche, come il soffocamento digitale, che oggi sono di stringente attualit. ACP Palazzo Franchetti a Venezia ospita una mostra di Mattia Moreni intitolata “Gli oggetti le cose pensano in silenzio”: pi di 30 opere, quasi tutte di grandi dimensioni, che ripercorrono la carriera dell’artista, anticonformista e radicale, che ha attraversato il post-cubismo, l’astrazione, l’informale, per poi arrivare alle “Angurie” o alle rappresentazioni delle vulve e infine immaginare i suoi “Umanoidi”, usciti da qualcosa che fa pensare a una via di mezzo tra Philip Guston e la Street Art. Molto interessante poi l’uso che Moreni fa della parola scritta all’interno dei suoi dipinti, che hanno una sorta di oscura didascalia interna che mostra la consapevolezza concettuale dell’artista, senza intaccare la forza pittorica dei lavori, che brilla quasi ovunque. E la sua critica dell’elettronica e dell’informatica in qualche modo ha anticipato di decenni, per esempio, il dibattito di oggi sull’intelligenza artificiale.

Sempre su iniziativa della Fondazione Calarota, nel palazzo sul Canal Grande aperta un’altra esposizione, dedicata al pittore britannico Graham Sutherland. “Bittersweet” indaga alcuni dei temi pi cari all’artista, come la natura con i suoi paesaggi immersi nel verde e il mondo animale, attraverso un nucleo di opere a olio e acquarelli e una selezione di litografie appartenenti ai pi noti cicli dell’artista, tra cui spicca il famoso “Bestiario”. In Sutherland sembra che tutto si faccia paesaggio, ma anche visione, intuizione ulteriore su forme, immagini e rappresentazione di quella che chiamiamo la realt.

Cinema, arriva il docufilm "Giovanni Soldini-Il mio giro del mondo"

Roma, 24 mar. (askanews) – Il viaggio intorno al mondo compiuto da Giovanni Soldini con il trimarano Maserati Multi70 full electric, grande impresa ecologica e sportiva, sbarca in esclusiva dal 25 marzo 2025 su Prime Video: “Giovanni Soldini – Il mio giro del mondo” è il primo docufilm a seguire in presa diretta la traversata globale del gigante della vela oceanica svoltasi da ottobre 2022 a gennaio 2024 per oltre 30.000 miglia, dai porti del Mediterraneo al turbolento Oceano Atlantico, dalle isole caraibiche all’immenso Oceano Pacifico, fino al Mar Cinese Meridionale e al placido Oceano Indiano.

Una produzione spettacolare e coinvolgente che ha richiesto 16 mesi di riprese via mare e via terra e complessivamente oltre 2 anni di lavoro (firmata Groenlandia e QMI, in associazione con Medusa Film e realizzata in collaborazione con Prime Video), che unisce il racconto dell’ultima circumnavigazione del globo di Soldini a bordo del Maserati Multi70, alle regate internazionali, a flashback che ripercorrono la carriera straordinaria del velista italiano più famoso nel mondo, dagli inizi in barca a vela negli anni ’80 ai giri in solitaria e ai record che lo hanno reso un campione mondiale a partire dagli anni ’90.

Prodotto da Giovanni Cova, Matteo Rovere, Leonardo Godano e Sydney Sibilia e scritto da Tommaso Franchini, Emanuele Cava e Shadi Cioffi, il docufilm da 100 minuti circa, che vanta anche musiche originali firmate dai Mokadelic, è un diario per immagini fra scenari mozzafiato e competizioni adrenaliniche che ricompone giorno dopo giorno il viaggio di Soldini, attraverso le difficoltà e i trionfi, e caratterizzandosi come una vera e propria missione scientifica in nome della salvaguardia dell’ambiente, sotto l’egida del Decennio Onu delle Scienze del mare per lo sviluppo sostenibile 2021/2030, guidato dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO (COI).

“L’Unesco ha fatto una chiamata alla società civile, dove chiunque abbia una barca o una nave può collaborare con la comunità scientifica per raccogliere informazioni” ha raccontato lo stesso Soldini. “Noi seguiamo rotte fuori da quelle commerciali, quindi i dati che raccogliamo possono essere molto interessanti alla comunità scientifica per capire cosa sta succedendo e come funziona il ‘sistema mare'”.

Un obiettivo che per il navigatore, impegnato da sempre in prima linea nella difesa del mare, comincia dal suo compagno di viaggio: il suo trimarano ultraleggero, capace di “volare” sulle onde a 40 nodi di velocità, sviluppato fino alla completa autosufficienza grazie ad un motore elettrico e pannelli solari, ed equipaggiato della strumentazione Ocean Pack, che lo rende un vero e proprio laboratorio oceanografico galleggiante, in grado di misurare l’anidride carbonica, temperatura, salinità e connettività dell’acqua in superficie. Dati raccolti e messi al servizio della comunità scientifica, che hanno un valore ancor più prezioso perché Soldini è tra i pochissimi esseri umani che in un contesto di grande accelerazione dei cambiamenti climatici, in soli 16 mesi ha visitato tutte le principali aree marine del Pianeta, le più belle ma anche le più compromesse, testimoniando lo stato di salute del mare per lanciare l’allarme sugli effetti della crisi ambientale che ha visto negli ultimi 150 anni più che raddoppiato il livello di CO2 in atmosfera, a fronte di un valore rimasto pressoché stabile per 10.000 anni, la perdita del 70% delle barriere coralline al mondo, mentre le condizioni del Mar Mediterraneo sono a oggi fra le più critiche sulla Terra.

Soldini ha incontrato oltre 30 esperti, scienziati e attivisti del pianeta impegnati quotidianamente in questa fondamentale sfida globale, come il Prof. Javier Aristegui Ruiz dell’Università Las Palmas de Gran Canaria, che studia da oltre 30 anni la CO2 in mare e come estrarla e stoccarla usando i sargassi, o come il prof. James McWilliams a Los Angeles, sviluppatore di un modello di previsione del riscaldamento del pianeta. L’impresa ecologica dal docufilm prosegue con la raccolta di tutte le testimonianze sulla piattaforma editoriale multimediale aroundtheblue.org, l’estensione online del diario di bordo di Soldini.

Un racconto a tutto tondo del navigatore, attraverso testimonianze d’archivio, video e fotografiche anche inedite tratte dagli archivi ufficiali internazionali delle gare e quelle private del team di Soldini e di famiglia, per ripercorrere i suoi inizi in barca a vela, partendo dall’incontro a Milano nel 1982 con Vittorio Malingri, passando per la prima traversata fino ad Antigua nel 1984, le prime regate e la prima transatlantica in solitario, l’OSTAR nel 1991/92.

Uno spirito libero e indomito, ancora oggi a caccia di nuovi traguardi e nuovi sogni, soprattutto quello di provare ad aiutare il pianeta, per una vita dedicata al mare e alla scoperta: “Quando hai 17-18 anni, dici ‘Voglio andare in barca, navigare in barca a vela, viaggiare per il mondo’… Non sai cosa ti aspetta, ma alla fine mi sono divertito tantissimo e rifarei tutto! C’è quella parte di sfida, di voglia di andare sempre oltre che è sicuramente molto importante; poi c’è la parte legata al viaggio, alla conoscenza, all’incontro, alla curiosità verso altre culture, altri Paesi, altri popoli, altre lingue, e anche quella è importantissima”.

Cremonini Live25, 13 stadi sold out: oltre 550mila biglietti venduti

Roma, 24 mar. (askanews) – Sono numeri straordinari quelli del Cremonini Live25, il nuovo tour di Cesare Cremonini che partirà con una doppia data allo stadio San Siro di Milano il 15 e il 16 giugno. Con 13 stadi sold out e oltre 550 mila biglietti venduti, si conferma tra gli eventi live più attesi della prossima estate.

A tre anni di distanza dal suo ultimo tour è grandissima l’attesa per il ritorno sul palco di Cremonini, tra i performer ed artisti più importanti del panorama musicale italiano. Cremonini Live25 arriva dopo l’uscita del disco di inediti “Alaska Baby”, anticipato dai primi due singoli di grande successo “Ora che non ho più te” (ancora ai vertici delle classifiche a cinque mesi dalla sua pubblicazione) e “San Luca” con Luca Carboni.

Uno spettacolo, quello di Cremonini, che si preannuncia di una straordinaria forza artistica. Un progetto live che tiene unito un racconto personale e musicale iniziato con il viaggio nel freddo inverno dell’Alaska e proseguito con la pubblicazione di un album di inediti divenuto già un classico.

Per dare forma al suo progetto creativo Cremonini si è affidato ad alcuni tra i migliori tecnici dell’industria live, da Marc Carolan, già ingegnere del suono dei Muse e degli Snowpatrol, allo studio creativo di Londra NorthHouse, che per la prima volta lavorerà ad uno show italiano dopo aver creato eventi come l’halftime del SuperBowl del 2015, il giubileo di platino della regina Elisabetta d’Inghilterra e il concerto che si è tenuto in occasione dell’incoronazione di re Carlo e ad aver collaborato tra gli altri con Coldplay, Beyonce e Bruno Mars. “Sono pronto a far sognare il pubblico negli stadi. Il conto alla rovescia è iniziato”, scrive Cesare Cremonini

Euro digitale, Cipollone: da quando si decide pronto in 2 anni e mezzo

Roma, 24 mar. (askanews) – L’euro digitale potrebbe diventare disponibile per l’utilizzo da parte del pubblico in circa “due anni, due anni e mezzo”, una volta che, completato il processo legislativo in corso al Parlamento europeo, la Bce decida se procedere alla sua adozione. Per parte sua l’istituzione monetaria sta portando avanti i preparativi tecnici “nei tempi previsti”, che dovrebbero concludersi a ottobre. Lo riferisce Piero Cipollone, il componente del Comitato esecutivo della Bce responsabile dei sistemi di pagamento, in una intervista al quotidiano spagnolo Expansion.

“L’euro digitale è una necessità strutturale per il sistema di pagamenti europeo, indipendentemente dagli sviluppi in altri paesi. Tuttavia – sostiene Cipollone – gli eventi recenti mettono in rilievo l’urgente necessità di compiere progressi in questa direzione”.

L’esponente della Bce ribadisce la posizione dell’istituzione, fortemente intenzionata a adottare una valuta digitale della Banca centrale (Cbdc) e ansiosa in merito al via libera da parte del Parlamento Ue al relativo pacchetto normativo proposto dalla Commissione, ritenuto necessario per procedere. “Speriamo che il processo si completi in tempi ragionevoli”, dice Cipollone.

Il tema delle Cbdc è raramente dibattuto in Europa, è oggetto di progetti in varie giurisdizioni ma anche di controversie e diffusi scetticismi in alcuni casi, in particolare negli Stati Uniti. Molti esponenti della maggioranza Repubblicana guardano con ostilità all’idea di monete digitali delle banche centrali, ritenendole strumenti utilizzabili anche per esercitare nuove forme di controllo pubblico sulle popolazioni, al punto che l’amministrazione Trump ha esplicitamente vietato alla Federal Reserve di perseguire un dollaro digitale.

In pratica, anche su questi temi Stati Uniti e Unione europea sembrano orientati a strade divergenti. I primi contrari al dollaro digitale e favorevoli invece ad un ampio uso di criptoasset e stablecoin. L’Ue all’opposto che spinge per l’euro digitale e legifera norme sempre più restrittive e limitanti su tutto il mondo delle attività cripto, che sospetta e insinua potrebbero insidiare la sua “sovranità” in ambito monetario.

Con l’euro digitale “non stiamo cercando uno scontro con nessuno – dice ancora Cipollone -. Attuarlo è qualcosa che avremmo dovuto fare indipendentemente dalle circostanze. Si tratta di garantire la resilienza delle nostre economie e il fatto che siamo padroni del nostro destino”. Ma poi menziona il fatto che negli Usa “c’è una proposta che consentirebbe alle stablecoin di detenere le loro riserve presso la Federal Reserve. Questo potrebbe essere utilizzato con una forma ibrida di dollaro digitale. Di fatto alcune stablecoin si presentano come il dollaro digitale del mondo”.

Le stablecoin sono criptoasset agganciati ad un altro attivo sottostante, come può essere l’oro o il dollaro, tramite ad esempio titolo pubblici. In questo modo puntano ad ottenere stabilità sul valore, evitando le marcate fluttuazioni e la volatilità tipiche delle criptovalute (tenuto presente che il termine stesso “valute” su questi prodotti viene contestato da alcuni, specialmente dai banchieri centrali in Europa).

“C’è un crescente senso di urgenza – insiste Cipollone -. La situazione fuori dall’area euro è fonte di pressione e bisogna prendere in grande considerazione i rischi che fronteggiamo sui pagamenti, a riflesso della nostra fragilità e della nostra estrema dipendenza da operatori esteri”. Sull’euro digitale, la Bce in questa fase sta lavorando sulla selezione dei fornitori di servizi e sul quadro regolamentare. Infine, l’esponente dell’istituzione cita una stima secondo cui il costo del progetto ammonta a 432 milioni euro su un periodo di 10-15 anni.

Ucraina, la Cina ha smentito trattative per l’invio di suoi peacekeeper

Roma, 24 mar. (askanews) – La Cina ha smentito oggi l’esistenza di trattative con l’Europa per il possibile invio di peacekeeper in Ucraina nell’ambito dell’iniziativa di creare una “coalizione di volenterosi”.

Sabato il giornale tedesco Welt am Sonntag, citando fonti nei circoli diplomatici dell’Ue, ha sostenuto che diplomatici cinesi avrebbero chiesto a Bruxelles se una simile iniziativa sarebbe possibile o addirittura auspicabile dal punto di vista dell’Unione europea.

Nella quotidiana conferenza stampa a Pechino, oggi, il portavoce del ministero degli Esteri Guo Jiakun, ha risposto a una domanda in merito all’esistenza di tale trattativa in termini piuttosto categorici: “Queste notizie sono del tutto infondate. La posizione della Cina sulla crisi ucraina è sempre stata coerente e chiara”. Il presidente francese Emmanuel Macron e il primo ministro britannico Keir Starmer stanno cercando di coinvolgere 37 Paesi per creare una “coalizione dei volenterosi”, un gruppo di nazioni pronte a schierare peacekeeper in Ucraina e a offrire garanzie di sicurezza a Kiev.

Eurozona, Germania traina produzione manifatturiero a massimo 34 mesi

Roma, 24 mar. (askanews) – L’indice Pmi sulla produzione nel settore manifatturiero dell’area euro torna positivo e a 50,7 punti a marzo, rispetto a 48,9 punti di febbraio, risulta ai massimi da quasi tre anni a questa parte: 34 mesi, secondo Standard & Poor’s Global. A trainare il comparto, il balzo messo a segno dall’industria in Germania.

Sempre a marzo l’indice Pmi (Purchasing managers index) generale sul manifatturiero è risalito a 48,7 punti, da 47,6 febbraio, massimo da 26 mesi. L’indice Pmi sul terziario si è limato a 50,4 punti, da 50,6 febbraio. L’indice Pmi composito sull’insieme delle imprese nella zona euro è risalito a 50,4 punti a marzo, da 50,2 punti di febbraio.

“Proprio con l’inizio della primavera potremmo vedere spuntare i primi germogli di una rinascita del manifatturiero” commenta Cyrus de la Rubia, capo economista della Hamburg Commercial Bank. “Le aziende manifatturiere abbiano registrato un’espansione della produzione per la prima volta da marzo 2023”.

“Gli entusiasmi potrebbero essere frenati dal pensiero che il miglioramento registrato dal manifatturiero è solo un fattore temporaneo dovuto all’ondata di importazioni dagli Stati Uniti causata dal timore dei dazi doganali”, avverte. In pratica, il balzo di marzo potrebbe essere seguito da una speculare contrazione quando i suddetti provvedimenti sugli scambi commerciali entreranno in vigore.

“Eppure, considerando l’intenzione dell’Europa di fare enormi investimenti sulla difesa e le infrastrutture (la Germania ha approvato solo la scorsa settimana uno storico pacchetto fiscale equivalente), la speranza di una ripresa più duratura sembra ben fondata”. Nel frattempo lo sviluppo dei prezzi nel terziario, che è sotto stretta osservazione della Bce, “sarà una buona notizia per le ‘colombe’ delle politiche monetarie. Sia quelli di vendita che di acquisto hanno rallentato la tendenza al rialzo dei mesi precedenti”, prosegue l’economista.

Va infine tenuto conto che rispetto agli inizi del 2023, la produzione industriale della Germania è crollata di circa l’8% e che quindi “ha potenzialmente molto da recuperare”.

Papa, prima notte a Casa Santa Marta in Vaticano

Città del Vaticano, 24 mar. (askanews) – Prima notte, quella appena trascorsa, per Papa Francesco nel suo appartamento a Casa Santa Marta, dopo l’uscita dal Policlinico Gemelli di Roma.

Il pontefice, in convalescenza “protetta”, dopo i 38 giorni di ricovero per le consegenze di una polmonite bilaterale, dovrà ora seguire una periodo di riposo di almeno due mesi, così come raccomandatogli dai medici curanti nel corso del quale dovrà limitare la sua intensa attività evitando incontri troppo affollati, e i ritmi lavorativi ai quali era abituato.

Per ora non filtrano informazioni ufficiali sull’agenda futura del pontefice in un periodo comunque impegnativo per lui con il Giubileo in pieno svolgimento e in tempo di Quaresima che culminerà con la Settimana Santa, la più importante per i cristiani e ricca di .

Si attende anche di conoscere particolari su come l’appartamento del Papa è stato attrezzato per proseguire le terapie respiratorie e motorie alle quali dovrà sottoporsi, contando anche che Casa Santa Marta è di fatto una struttura adibita all’accoglienza di quanti giungono a Roma.

A dare il “bentornato a casa” a Papa Francesco ci ha pensato, sui media Vaticani, tra gli altri, il direttore editoriale del Dicastero per le comunicazioni, Andrea Tornielli che ha espresso il ringraziamento “per aver detto che, dalla stanza d’ospedale, la guerra gli è apparsa ancora più assurda; per averci detto che dobbiamo disarmare la terra e dunque non riarmarla inzeppando gli arsenali di nuovi strumenti di morte; per aver pregato e offerto le sue sofferenze per la pace, così minacciata oggi”, ha scritto. “Francesco – ha poi aggiunto Tornielli – ci ha ricordato che la vita è degna di essere vissuta in ogni istante e che in ogni istante ci può essere richiesta. Ci ha ricordato che la sofferenza e la debolezza possono diventare occasione di testimonianza evangelica, per l’annuncio di un Dio che si fa Uomo e soffre con noi accettando di essere annientato sulla croce”.

Germania, produzione manifatturiero marzo balza ai massimi da 3 anni

Roma, 24 mar. (askanews) – Nuovi miglioramenti a marzo per l’attività delle imprese in Germania, in particolare l’indice Pmi sulla produzione del comparto manifatturiero è risalita sopra la soglia di neutralità (50 punti), portandosi a quota 52,1 punti, un balzo rispetto ai 48,9 punti di febbraio, con cui segna i livelli più elevati da tre anni a questa parte, secondo quanto riporta Standard & Poor’s Global. L’indice sull’attività generale del manifatturiero è risalito a 48,3 punti, da 46,5 febbraio, massimo da 31 mesi.

L’indice Pmi (Purchasing managers index) sulle imprese dei servizi in Germania si è leggermente attenuato a 50,2 punti, da 51,1 febbraio. In questo modo l’indice Pmi relativo all’insieme delle imprese tedesche è aumentato a 50,9 punti, da 50,4 febbraio, segnando il valore più elevato da 10 mesi a questa parte.

“Che sorpresa positiva – commenta il capo economista della Hamburg Commercial Bank, Curus de la Rubia – la produzione manifatturiera è aumentata per la prima volta da due anni a questa parte”. L’economista non abbandona la cautela, rilevando che questo exploit potrebbe essere legato a una corsa a effettuare esportazioni negli Stati Uniti prima dell’imposizione dei dazi commerciali annunciati dall’amministrazione Trump. “Se dovesse essere così, potremmo vedere un contraccolpo negativo quando i dazi entreranno in vigore”, avverte.

Ad ogni modo i dati sulla crescita del primo trimestre “appaiono promettenti”. E i piani di espansione delle spese in deficit spingeranno la domanda, in particolare sulle infrastrutture, “anche se il grosso di questo impatto si dovrebbe verificare nel 2026”, aggiunge.

Bce, Cipollone: probabile che inflazione cali a 2% prima di attese

Milano, 24 mar. (askanews) – Piero Cipollone, il componente italiano del comitato esecutivo della Bce si mostra orientato a operare nuovi tagli sui tassi di interesse dell’area euro. In una intervista al quotidiano spagnolo Expansion, ribadisce che le decisioni del direttorio verranno prese “volta per volta” in base all’andamento dei dati, ma proprio guardando a questi ultimi “è probabile che raggiungeremo il nostro obiettivo di inflazione prima di quanto indicato dalle nostre ultime proiezioni”, avverte.

Cipollone rileva che quando la Bce ha formulato le sue ultime previsioni, lo scorso 6 marzo, i mercati scontavano ulteriori taglie ai tassi, per portare il principale riferimento (che attualmente resta il tasso sui depositi) al di sotto del 2% e poi stabilizzarsi a quel livello.

“Da allora non solo questa scenario è stato confermato, ma sono emerse vicende che hanno rafforzato le tesi a favore di un proseguimento dei tagli ai tassi. Innanzitutto i prezzi dell’energia sono calati in maniera rilevante – prosegue -. Secondo, l’euro si è apprezzato e i tassi di interesse reali sono aumentati, fattori che contribuiscono a minitigare l’inflazione”.

Ad ogni modo “affronteremo ogni riunione con una mentalità aperta, valutando i dati disponibili e prendendo le decisioni di volta in volta. Ogni aggiustamento dipenderà dall’evoluzione dell’economia e dalla risoluzione delle incertezze, ma le condizioni attuali rendono ipotizzabile una politica monetaria meno restrittiva, poiché al momento le prospettive rimangono coerenti con le nostre proiezioni di marzo”.

E se alla fine gli Stati Uniti imporranno i dazi preannunciati sulle importazioni di merci dall’Unione europea, “questo avrà un impatto negativo sulla domanda, che rafforzerebbe ulteriormente la tendenza al ribasso dell’inflazione. Nella stessa prospettiva – osserva – le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti potrebbero portare la Cina a reindirizzare le sue produzioni verso i mercati europei, aumentando le pressioni a ribasso sui prezzi”. (fonte immagine: ECB 2025).

Avanti tutta con la primavera, ma un ciclone minaccia l’Italia

Roma, 24 mar. (askanews) – Non ci sarà certo da annoiarsi nei prossimi giorni: tra il tepore primaverile, alcuni temporali e improvvisi nubifragi, la primavera si mostrerà in tutti i suoi aspetti più caratteristici. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, ci spiega cosa succederà fino all’ultimo weekend di marzo, in cui scatterà tra l’altro l’ora legale (bisognerà ricordarsi di portare avanti le lancette dell’orologio di un’ora).

Il tempo avrà le caratteristiche tipiche della primavera, quanto meno fino a mercoledì 26. Fino ad allora, l’atmosfera sarà spiccatamente instabile, con occasioni di scrosci di pioggia alternati a schiarite soleggiate o pause asciutte. Martedì, piogge più consistenti interesseranno il Nord-est, mentre altrove prevarranno le schiarite.

Da mercoledì, invece, si formerà un ciclone che si sposterà velocemente dalle regioni centrali verso il Sud. Nel suo incedere verso il Meridione, attiverà vivaci correnti settentrionali che soffieranno via via più forte sulle regioni centro-meridionali, mentre nel frattempo la pressione inizierà ad aumentare al Nord.

Ecco, in sintesi, cosa potrebbe accadere da mercoledì 26 fino a domenica 30 marzo. Le piogge si concentreranno con maggiore frequenza e intensità al Sud e sulle regioni adriatiche centrali (Abruzzo in primis), mentre tenderà a migliorare gradualmente al Centro-Nord con sempre maggiori spazi soleggiati.

Giovedì, il ciclone raggiungerà il Sud e per queste regioni e per quelle centrali adriatiche sarà la giornata più instabile e fresca. Piogge forti, temporalesche e anche sotto forma di nubifragio, interesseranno Marche, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia centro-orientale, tutte regioni sferzate anche da un vento più freddo.

Avvicinandosi al weekend, il ciclone si porterà in Grecia e sull’Italia arriverà l’alta pressione, ma soffieranno venti tesi dai quadranti settentrionali. Ulteriori rovesci a carattere irregolare potranno interessare ancora il Sud, mentre al Centro-Nord il sole sarà prevalente e il clima mite. Questa evoluzione però sarà da rivalutare nei prossimi giorni in quanto la distanza previsionale non permette l’affidabilità.

A proposito di clima mite, uno sguardo alle temperature: il freddo ormai è un ricordo, i valori massimi tenderanno ad aumentare gradualmente su molte città toccando picchi di 18-20°C. Solo al Sud, Giovedì 27, si avrà un sensibile abbassamento termico dovuto al passaggio del ciclone. Avanti tutta con la primavera.

Crosetto: Non esiste deterrenza senza gli Usa

Roma, 24 mar. (askanews) – “Dobbiamo fare affidamento sugli Usa. Non esiste difesa o deterrenza occidentale senza gli Usa”. Lo ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto intervistato a Radio 24. “Noi – ha detto il ministro riferendosi ad Europa e Italia – non abbiamo investito in difesa dopo la Guerra Fredda, gli Usa lo hanno fatto e ora hanno una capaictà di deterrenza unica al mondo e noi siamo protetti da questo ombrello. I presidenti Usa, da Obama a Biden a Trump hanno detto che l’Europa deve occuparsi della propria difesa perché hanno da occuparsi dello scacchiere indopacifico”. “Gli Usa non ci mollerranno mai – ha aggiunto Crosetto – Non penso che gli Usa abbandoneranno la Nato e quindi non abbandoneranno noi. E’ chiaro che gli Usa, ma questo era iniziato già con Biden, disinvestiranno dall’Europa. Quello che abbiamo chiesto è dateci il tempo di costruire la sostituzione. La sostituzione degli Usa richiederà non meno di 5 anni, da 5 a 10 anni anche in base a quanto decideranno di ritirarsi”.

Secondo il ministro, “il problema principale è quello degli uomini. Non penso che gli Usa ritireranno tutti gli uomini, manterranno sempre una presenza in Europa. Biden aveva ipotizzato una riduzione del 20% inziale, mettiamo che possa arrivare al 30-40-50%. Andranno sostituiti con militari europei. La difesa italiana aveva ridotto i contingenti militari qualche anno fa e ora siamo costretti ad annullare quella riforma e far crescere di nuovo gli organici”.

Il personale della difesa come si incrementa? “La nostra leva non è obbligatoria e dobbiamo fare i concorsi aumentando i numeri, poi occorre reclutarli e formarli. Non si fa in uno scocchio di dita. Non si farà mai un esercito europeo. Saranno eserciti che opereranno insieme. Ci vogliono anni per formare un pilota”.

Ucraina, a Riyad i colloqui fra la delegazione russa e gli Usa

Roma, 24 mar. (askanews) – La delegazione russa è arrivata sul luogo dei negoziati con la delegazione statunitense a Riyad. Lo riferiscono i media russi.

La Russia è rappresentata all’incontro da Grigorij Karasin, capo della commissione per gli affari esteri della Camera alta russa, e Sergei Beseda, consigliere del direttore del Servizio federale di sicurezza (FSB).

I colloqui si concentreranno principalmente sulle sfumature di una possibile ripresa dell’iniziativa relativa alla sicurezza della navigazione nel Mar Nero.

Calcio, Nations League, dal 4 giugno le Final Four

Roma, 24 mar. (askanews) – I quarti di finale regalano gli ultimi verdetti prima delle Final Four di Nations League. Non riesce la rimonta all’Italia, eliminata dalla Germania dopo il 2-1 incassato a San Siro e l’appassionante 3-3 di Dortmund. Riesce al Portogallo che ribalta la Danimarca in trasferta dopo i supplementari. La Francia passa ai rigori in Croazia, così come la Spagna in Olanda. Azzurri fuori dalla competizione come Croazia, Danimarca e Olanda. Ecco i risultati di tutte le sfide:

Croazia-Francia 4-5 d.c.r, 2-0 Danimarca-Portogallo 2-5 d.t.s., 1-0 ITALIA-Germania 3-3, 1-2 Olanda-Spagna 4-5 d.c.r., 2-2

Gli incroci delle Final Four – in programma tra il 4 e l’8 giugno – saranno ospitati proprio dalla Germania. Le sedi sarebbero state italiane (Torino, stadio della Juve e dei granata) in caso di passaggio del turno degli Azzurri, ma gli incroci si giocheranno a Monaco di Baviera e Stoccarda.

Semifinali e finale di Nations League Germania-Portogallo (4 giugno 2025) Spagna-Francia (5 giugno 2025) finale 3° posto (8 giugno 2025) finale (8 giugno 2025)

Calcio,Germania-Italia 3-3, Spalletti: "Secondo gol ci ha ucciso"

Roma, 23 mar. (askanews) – Niente impresa. A Dortmund un’Italia dai due volti pareggia (3-3) contro la Germania, che non battiamo dal 2012. Non basta per andare alle Final Four di Nations League ed è un peccato per quello che si è visto nel secondo tempo e per un rigore non concesso dal Var per fallo su Di Lorenzo. Nel primo però l’Italia è spazzata via dai tedeschi. Ci siamo rialzati e abbiamo salvato l’onore giocando a calcio, ma resta la sensazione che le grandi del Vecchio Continente (a novembre ci aveva battuto a San Siro anche la Francia) per ora restino di un gradino superiori. Adesso il 6 giugno a Oslo esordiremo nelle qualificazioni ai Mondiali del 2026 sul campo della Norvegia. Haaland e compagni ieri hanno travolto (5-0) la Moldova con la stessa facilità con cui i tedeschi hanno annullato nei 45 minuti iniziali un’Italia pallida e impaurita, che ha incassato dieci degli ultimi dodici gol sugli sviluppi di un calcio piazzato. Insomma, bene la reazione nel secondo round, ma nel primo dove eravamo? “Ripartiamo da delle valutazioni di quello che è successo nel primo tempo. Siamo stati poco determinati nel fare gioco a livello individuale e collettivo. Il secondo gol ci ha ucciso, Poi c’è stata la presa di coscienza che bisognava fare qualcosa di più e i ragazzi sono stati convincenti” le parole di Spalletti. Spalletti parla anche ma molto alla larga degli episodi che hanno deciso la sfida. “Non ne parlo perché serve a poco. La squadra si è espressa bene nella ripresa e sul rigore prima dato poi tolto non faccio polemiche. Diciamo che nel doppio confronto la squadra meritava un po’ più di fortuna. Il 2-0? Sapevamo che battevano gli angoli così. Se non ce la facciamo a comprenderlo è meglio se prendiamo gol, così magari si capisce che non sono solo parole le mie, ma è realtà”. E ancora: “Nel primo tempo troppe uscite sbagliate, sapevamo che l’inizio sarebbe stato così. Mi aspettavo qualcosa di più. Fino a che non ci ho potuto parlare eravamo in balìa dei nostri avversari, poi abbiamo cominciato a giocare. Le qualificazioni ai Mondiali? Tranquilli, sappiamo quel che dobbiamo fare”.

“Ci sono da mettere a posto tante cose, bisogna saper interpretare le fasi della partita, ma ciò che è fondamentale è avere uno spessore tale da meritare di giocare queste gare e questi giocatori se lo sono meritati di giocarle, questo è un gruppo buono dove si può lavorare, poi probabilmente avrò scelto anche male la formazione iniziale – spiega ancora Spalletti – Il tentativo era di fare i primi 20′ in un modo e poi fare quello che si è fatto dopo, è saltato tutto in aria”. Nello spogliatoio cosa è cambiato al 45′: “Ci siamo resi conto della figura che stavamo facendo ed è venuto fuori il carattere, la serietà e la professionalità, era difficile poter mettere mano dentro se stessi e fare una prestazione come quella fatta nel secondo tempo – prosegue – Le partite ti insegnano sempre delle cose, Siccome questi sono ragazzi seri, loro si rendono conto di cosa hanno buttato via in questo doppio confronto, due gare che potevano avere entrambe un esito diverso, sicuramente le parole gli creano un livello d’attenzione, i fatti molto di più”.

Tennis, a Miami sarà Musetti-Djokovic agli ottavi

Roma, 24 mar. (askanews) – Lorenzo Musetti raggiunge gli ottavi di finale di Miami dove incontrerà Djokovic. Grande prestazione del n° 16 del mondo che ribalta Félix Auger-Aliassime, dopo averlo battuto già nella finale per il bronzo alle ultime Olimpiadi, conquistando il match col punteggio di 4-6, 6-2, 6-3. Dopo un primo parziale da dimenticare, per gli errori non forzati commessi, il classe 2002 alza il livello del suo tennis e riesce a sfruttare alla perfezione gli errori del canadese. Auger-Aliassime che, ad un certo punto, perde il controllo del match, anche infastidito per una una vescica al pollice. Come detto, sfida contro il serbo Djokovic che ha eliminato in due set l’argentino Ugo Carabelli (con qualche difficoltà in più nel secondo set dopo aver dominato il primo). Sarà il nono duello tra Musetti e Djokovic, con l’azzurro che è stato capace di battere il serbo a Montecarlo due anni fa (agli ottavi dell’edizione 2023).

In Turchia feroci proteste dopo l’arresto di Imamoglu

Roma, 24 mar. (askanews) – Decine di migliaia di manifestanti hanno preso parte alle diverse proteste in tutta la Turchia dopo che il principale rivale del presidente Recep Tayyip Erdogan, il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, è stato formalmente arrestato e accusato di corruzione.

Imamoglu avrebbe dovuto essere scelto come candidato presidenziale del Partito Popolare Repubblicano (CHP) per il 2028 in una votazione programmata nella giornata di ieri.

In risposta al suo arresto, ieri sera ha avuto luogo un’escalation delle proteste, con scontri tra manifestanti e polizia. Gli agenti hanno usato gas lacrimogeni e proiettili di gomma.Imamoglu ha affermato che le accuse contro di lui sono motivate politicamente. “Non mi piegherò mai”, ha scritto su X prima di essere messo in custodia cautelare.

Erdogan ha condannato le manifestazioni di protesta e ha accusato il CHP di avere cercato di “disturbare la pace e polarizzare il popolo”.

La folla si è radunata nei pressi del municipio di Istanbul nel tardo pomeriggio di ieri per la quinta notte consecutiva. I manifestanti hanno sventolato bandiere turche e cantato di fronte a una fila di agenti antisommossa.

Gli agenti sono stati visti usare idranti contro alcuni dimostranti e spray al peperoncino.

La moglie di Imamoglu, Dilek Kaya Imamoglu, si è rivolta alla grande folla fuori dal municipio, dicendo ai manifestanti che “l’ingiustizia” che suo marito ha dovuto affrontare ha “toccato una corda sensibile in ogni coscienza”.

Russia: 28 droni ucraini distrutti nella notte sulle regioni russe

Roma, 24 mar. (askanews) – I sistemi di difesa aerea russi hanno intercettato e distrutto 28 droni ucraini sulle regioni russe durante la notte, ha affermato il ministero della Difesa di Mosca citato dalle agenzie russe.

“Durante la notte scorsa, i sistemi di difesa aerea in servizio hanno intercettato e distrutto 28 veicoli aerei senza pilota ucraini”, ha affermato il ministero.

Di questi, 12 droni sono stati distrutti sia sulla regione di Bryansk sia in quella di Rostov, due sulla Repubblica di Crimea, uno sul Territorio di Krasnodar e uno sul Mar d’Azov, ha aggiunto il ministero.

M.O., nuovi attacchi di Israele a Gaza: almeno 16 morti nella notte

Roma, 24 mar. (askanews) – Almeno 16 persone sono state uccise in attacchi aerei israeliani nella Striscia di Gaza durante la notte, secondo fonti mediche di Gaza citate da diverse fonti di informazione, tra cui Al Jazeera.

Due di queste persone sono morte in un attacco aereo sul campo profughi di Nuseirat, nella parte centrale di Gaza.

Diversi decessi sono stati riportati in un attacco delle Idf a Khan Younis, nel sud di Gaza. Tra le vittime, secondo fonti palestinesi, ci sarebbe anche Manar Abu Khater, direttore dell’Istruzione presso la direzione orientale dell’istruzione di Khan Younis per il governo di Hamas nella Striscia.

Ventotene, il Manifesto e la storia di Biancaneve

Ventotene è per qualche verso sia l’isola dei famosi che quella dei pirati in cui è nascosto un tesoro, il bottino di tante razzie a destra e a manca. E’ anche un posto più discreto e meno strombazzato di isole vicine come Ponza e Palmarola. Ciò malgrado, in questi giorni è in prima pagina grazie alla Meloni che ha denunciato alcuni passaggi del Manifesto che aspirava ad un Europa come felice federazione di Stati.

Su quell’isola batte vento costante che non è solo quello della libertà ma adesso anche della protesta per la posizione presa dalla Premier che ha ripudiato alcuni passaggi del testo, per alcuni clamorosamente mancandone la contestualizzazione dell’epoca in cui fu scritto. E’ anche il vento di chi denuncia passaggi anacronistici che oggi si avvertono come inconciliabili con il proprio pensiero politico.

È quella una terra che tiene testa a qualsiasi vento che vuole spazzarla via per cancellarne la storia scritta da Spinelli, Rossi e Colorni o per proiettarla in una dimensione del secolo scorso e superata oggi dalla realtà dei fatti.

Quei tre padri fondatori “più chiaramente manifestandosi, appaiono più venerandi” e quindi da rispettare ed occorre prudenza ad approcciare il loro scritto. 

Si può manifestare gioia, disappunto, così come desiderio, rabbia o speranza. Tutto si può fare ma con prudenza quando si maneggia certa materia, il ché non significa dover rinunciare dal farlo.

Si deve avere consapevolezza che si corre il rischio di commettere eresie e di ritrovarsi nel girone appositamente dedicato da Dante a quelli che le commettono. Il buon Farinata degli Uberti, costretto a quella parte, richiama l’attenzione del poeta con il noto passo “La tua loquela ti fa manifesto”. Del resto anche il Sommo Poeta ha conosciuto un esilio di vent’anni e di venti di tristezza che hanno battuto la sua pelle. 

L’esperienza del confino è stata una fine astuzia del regime fascista di allora per toglierseli di mezzo, per porre fine alla loro smania di opposizione. Vale solo la pena ricordare che Spinelli fu espulso al tempo dal Partito Comunista e che anche la Sinistra di allora non fu proprio dolce nei suoi confronti. Così un democristiano come Malfatti, Presidente della Commissione europea, nel 1970 lo volle come Commissario europeo per gli Affari industriali. 

Ogni contesto esige la sua corretta contestualizzazione prima che si contestino fatti ed episodi. Ci vuole il senso della misura prima di emettere giudizi lì dove incombono anche fatalmente i sentimenti.  Eugenio Colorni era sposato con Ursula Hirschmann. 

Entrato in crisi il suo matrimonio, quest’ultima si unì poi in matrimonio proprio con Spinelli. Si tratta quindi di una storia anche di passioni, di presumibili conflitti, di crisi, competizioni e di singolari complicità che richiedono tutta l’accortezza e delicatezza possibile prima di tirar fuori giudizi intempestivi e di immaginare solo gli intenti politici di un nuovo mondo.

È in programmazione l’uscita di una nuova versione di Biancaneve, il “classico” della Disney che ha incantato generazioni di bambini. Sembra, se si è ben compreso, che emerga una Biancaneve diversa da una passiva fanciulla in attesa di un salvatore che la desti da un letargo. 

Il Principe azzurro non deve precipitare nel rischio di essere uno stalker alla estenuante punta della candida creatura e diventa invece una sorta di Robin Hood. A loro volta i nani sono presentati come creature magiche e non come vittime di una malformazione.

Non c’è storia che non possa essere riletta con nuovi occhi. Non c’è storia che non debba essere intesa con lo spirito di un tempo. Ogni storia merita di essere custodita e non stravolta. Altrimenti nessuno di noi avrà più storia.

Europa, proporzionale, Popolari. Quald futuro? Intervista a D’Ubaldo

Quali saranno le conseguenze a lungo termine per l’Europa, alla luce delle politiche e dei cambiamenti imposti dalla presidenza Trump?

A lungo termine l’Europa sarà più forte. La tendenza all’integrazione non si potrà arrestare, né diminuirà la pressione degli Stati Uniti sul fronte dei rapporti politici transatlantici, perché ne siano cambiati, più o meno sostanzialmente, gli equilibri consolidati nel corso dei 70 anni che ci dividono dalla fine della seconda guerra mondiale. 

Anche quando la meteora del trumpismo si spegnerà, non dovremo stupirci se lo spirito di un’America “Pacifista” – vale a dire sempre più assorbita nella competizione economica e militare tra le due sponde del Pacifico – indicherà la linea di tramonto dell’occidentalismo fin qui conosciuto. Hegel aveva preconizzato il cedimento spirituale e materiale dell’Europa a favore di Stati Uniti e Russia: il moto della civiltà s’indirizzava, a giudizio del filosofo dell’idealismo tedesco dell’Ottocento, verso quelle emergenti polarità imperiali. Oggi siamo di fronte alla riorganizzazione del mondo su nuove basi e nuove prospettive, perlopiù ancora incerte. Quanto più prevarrà un “globalismo plurale”, tanto più riemergerà un profilo attraente del “modello europeo”. 

Le potenzialità sono grandi. L’Europa, specie se dotata di autonomia nel campo della sicurezza, potrà definirsi essa stessa una superpotenza. C’è davanti a noi un lavoro immenso, dovendo rimettere mano al sistema industriale e alla rete dei servizi introducendo innovazioni di straordinaria portata. I pessimisti trascurano il fatto che l’Unione Europea ha margini di indebitamento – destinabile a investimenti – che Stati Uniti e Cina non possiedono più, come pure una quota elevata di risparmio privato che non conosce eguali nel mondo. I mezzi ci sono, serve la forza della politica. Non è un impegno esaltante per le nuove generazioni?

La grande partecipazione al voto in Germania riflette l’efficacia della legge elettorale proporzionale? In che modo questo sistema influisce sulla rappresentanza politica?

La legge elettorale tedesca risponde al criterio del proporzionalismo, seppur corretto dallo sbarramento al 5 per cento. Più volte si è detto che anche in Italia converrebbe introdurre una regola simile. La seconda repubblica è figlia invece di un bipolarismo che sussiste e opera artificialmente in virtù del sistema maggioritario. Gli elettori hanno pensato, a suo tempo, che fosse giunto il momento di semplificare la dialettica politica.

Il risultato ottenuto è che in questi trent’anni le coalizioni di centro-sinistra e di centro-destra si sono alternate al governo senza poggiare sulla maggioranza assoluta dei consensi e avendo al loro interno, per effetto della rincorsa al voto utile a prescindere dalla sostenibilità dei programmi, un tasso troppo alto di conflittualità. Quindi, l’oltranzismo degli schieramenti ha finitio per indebolire la capacità di governo, logorando di conseguenza la fiducia degli elettori.

Abbiamo uno Stato più indebitato e una democrazia meno partecipata: la malattia del sistema mostra questi segni eloquenti, tanto difficili da mascherare quanto impossibili da ignorare. È lecito dunque pensare che serva un capovolgimento di fronte, riportando la gente a votare in ragione del riconoscimento primario di un diritto alla rappresentanza, con quella modalità che solo la legge proporzionale può garantire. Non è un percorso agevole, troppe sono ancore le resistenze: il timore è che gli elettori, stanchi della forzata contrapposizione tra destra e sinistra, tornino a guardare al centro.

Quali sono le prospettive future per i “Popolari di Centro” in Italia?

Le prospettive per le forze di centro possono essere positive a patto che si discuta e si lavori fin da subito con una mentalità diversa, agendo “come se” già ora fosse vigente il sistema proporzionale. Questo esercizio, necessario e complesso, spezza le catene della rassegnazione alla subalternità. Alcuni segnali testimoniano la plausibilità di un progetto di fuoriuscita dal bipolarismo forzoso, come sopra descritto. Tuttavia, il popolarismo ha insegnato che il centro è proiezione di una cultura, non l’esenzione da essa in nome del pragmatismo o peggio ancora dell’opportunismo: ci sono valori principi e ideali che sorreggono – devono in ogni caso sorreggere – l’impalcatura della politica di centro. Non si esce dalla caverna dove appaiono solo le ombre di questa politica se non con una precisa volontà di essere se stessi, anche se ridotti di numero. All’inizio, per le “minoranze eroiche di choc” (Maritain), è sempre così: l’importante è avere le idee chiare e la schiena dritta, per affermare le proprie convinzioni nel movimentato quadro politico nazionale, ma con l’occhio ben fisso verso l’orizzonte europeo e mondiale.

Link di accesso al blog dell’autore

https://armandodicone.wixsite.com/armandodicone/post/quale-futuro-le-parole-di-lucio-d-ubaldo

Single e adozioni, prevale il sostegno all’accoglienza dei bambini senza famiglia

Quando parliamo di adozioni, parliamo di amore, speranza e futuro. Ogni bambino ha il diritto di crescere in una famiglia che lo ami, lo protegga e lo aiuti a costruire il proprio domani. Eppure, esistono ancora oggi barriere che rendono difficile questo percorso. Pensiamo ai tanti bambini abbandonati, a quelli che hanno perso i genitori a causa di guerre, povertà o tragédie. Sono anime innocenti che chiedono solo di essere accolte, di trovare qualcuno che si prenda cura di loro. Bambini che hanno perso tutto, ma che potrebbero ritrovare una speranza grazie a chi è disposto ad amarli e crescerli con responsabilità.

L’adozione da parte di single non toglie nulla a nessuno; anzi, offre nuove possibilità a chi ha già sofferto troppo. Se una persona ha l’amore, la stabilità e il desiderio di offrirgli una casa, perché impedirglielo solo perché è single? Perché ostacolare un gesto tanto nobile? Fino a poco tempo fa, questo sembrava impossibile, ma finalmente è arrivata la svolta: la Corte Costituzionale ha riconosciuto il diritto di adottare anche ai single, almeno per quanto riguarda i minori stranieri. Una decisione storica che mette al centro l’interesse del bambino e apre le porte a una maggiore inclusione e giustizia sociale.

Con questa sentenza si apre quindi una nuova strada, che potrebbe portare a un cambiamento ampio e duraturo. Essa rappresenta un riconoscimento fondamentale: ciò che conta non è lo stato civile dell’adottante, ma la sua capacità di dare amore, sicurezza e stabilità. È una vittoria di civiltà che speriamo possa estendersi presto a livello nazionale e a tutti i minori, senza distinzioni. 

Ma c’è un altro problema di cui si parla troppo poco: il costo dell’adozione. Adottare un bambino può costare tra i 17.000 e i 25.000 euro, cifre altissime che scoraggiano molte persone. È assurdo che per dare una speranza a un bambino abbandonato si debba affrontare una spesa così elevata. L’adozione non dovrebbe essere un lusso per pochi, ma un diritto accessibile a chiunque desideri offrire amore e protezione. È paradossale che, in un mondo dove si parla tanto di diritti e solidarietà, l’adozione venga trasformata in un privilegio per pochi. 

L’amore non dovrebbe avere un prezzo. Aiutare un bambino in difficoltà non dovrebbe essere un privilegio riservato solo a chi può permetterselo economicamente. Adottare non dovrebbe mai essere un privilegio per pochi, né tantomeno un lusso per chi può affrontare costi elevati. La speranza è che questa decisione della Consulta apra la strada a un sistema più equo, dove l’unico criterio per adottare sia la volontà e la capacità di garantire un futuro migliore a un bambino che ne ha bisogno.

Oggi celebriamo un importante passo avanti, ma la strada è ancora lunga. Occorre un impegno concreto. È il momento di continuare a lottare affinché l’adozione sia un diritto basato sull’amore e non sulle formalità burocratiche. Perché ogni bambino merita una famiglia, indipendentemente da chi la componga. Un futuro felice e umano non dovrebbe dipendere da un assegno, ma dal cuore di chi sceglie di essere genitore. Come ha detto giustamente Papa Giovanni Paolo II: “La misura di una società si trova nel modo in cui tratta i suoi membri più deboli.” 

A mio avviso, garantire che tutti i bambini, senza distinzione, abbiano il diritto di essere adottati da chi li ama è la vera misura della giustizia sociale. Non si tratta di un privilegio per pochi, ma di un diritto universale che deve essere garantito a tutti.

Libri | Cuore di Algeria, cuore di guerra

Il romanzo di Yasmina Khadra offre uno sguardo profondo e malinconico sull’Algeria del 1914, prendendo forma attorno alla figura di Yacine, un giovane la cui innocenza e virtù si scontrano con le dure realtà di un mondo in tumulto. L’autore, attraverso una prosa evocativa e appassionata, riesce a catturare l’essenza di un’epoca segnata dalla guerra e dalla colonizzazione francese, descrivendo il conflitto non solo come una serie di battaglie fisiche, ma anche come un campo di battaglia interiore per il protagonista.

Yacine, con il suo ideale di seguire la legge divina, si trova in una situazione precaria, dominata da un signore che esercita un potere opprimente sulla sua vita. La Grande Guerra lo catapulta in un contesto di violenza e caos, dove il giovane è costretto a confrontarsi con le sfide della modernità, le macchine belliche e le complessità umane messe in luce dalla guerra. La narrazione si svolge su un terreno minato di tradimenti e alleanze, dove l’amore, rappresentato come un faro di speranza, diventa una risorsa indispensabile per affrontare le avversità.

Khadra riesce a dare voce a un’umanità resiliente, fatta di personaggi complessi e vividi, che riflettono la varietà e le contraddizioni del tessuto sociale algerino. Attraverso la sofferenza e le esperienze di Yacine, il lettore è guidato in un viaggio che mette in evidenza non solo le atrocità della guerra, ma anche la ricerca di una saggezza profonda e il valore del coraggio di fronte alla fatalità.

Il romanzo invita a riflettere su temi universali come la ricerca di identità, il conflitto tra bene e male, e la bellezza che può sorgere anche nei momenti più bui. La sua scrittura densa e commovente riesce a trasmettere la complessità delle emozioni umane, rendendo l’opera di Khadra una lettura imperdibile per coloro che desiderano comprendere non solo la storia dell’Algeria, ma anche la natura stessa dell’esistenza.

Fabrizia Abbate (Tempi Nuovi): “Ricordiamo il sacrificio di Mons. Romero”.

Da wikipedia
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L’Arcivescovo di San Salvador veniva ucciso, per volontà dei militari al potere, il 24 marzo 1980 mentre celebrava la messa nella cappella di un ospedale.

Quel giorno il mondo perdeva un pastore coraggioso, un difensore dei poveri e un instancabile promotore della pace. Il crimine, attribuito agli squadroni della morte legati al regime, non riuscì a soffocare la sua voce, che ancora oggi risuona con forza e chiarezza.

Proclamato santo da Papa Francesco nel 2018, Oscar Romero rappresenta un faro di speranza e un modello di impegno per la giustizia sociale. La sua vita, segnata dalla dedizione ai più vulnerabili e dalla denuncia delle ingiustizie, ricorda che la fede autentica non può essere separata dall’azione concreta a favore del prossimo.

“Quella di Oscar Romero – dichiara Fabrizia Abbate, Portavoce nazionale di ‘Tempi Nuovi’ – è una lezione quanto mai attuale. Ci chiama ad assumere il ‘peso’ delle idee: prima ancora di essere testimonianza della dignità umana e immagine di santità, ci mostra come il coraggio di una visione possa diventare azione.”

Le sue parole sottolineano l’importanza di tradurre i valori in gesti concreti, di non restare indifferenti di fronte alle sofferenze del mondo. Romero ha dimostrato che la denuncia delle ingiustizie può aprire la strada a un futuro più giusto e pacifico.

In un’epoca segnata da conflitti e disuguaglianze, la sua figura ci invita a riflettere sul nostro ruolo nella costruzione di un mondo migliore. Il suo esempio sprona a prendere posizione, a difendere i diritti dei più deboli e a lavorare per la riconciliazione.

La sua eredità è un invito a riscoprire il valore della solidarietà, della compassione e dell’impegno civile. Romero ha mostrato come la fede possa essere una forza trasformatrice, capace di ispirare coraggio e speranza.

In sua memoria, una delegazione di “Tempi Nuovi” si recherà domani – nell’anniversario della sua morte – al Giardino El Salvador (Eur), dove gli è stato eretto un monumento nell’anno della sua canonizzazione.

Calcio, Juve esonera Thiago Motta, la squadra a Tudor

Roma, 23 mar. (askanews) – Thiago Motta non è più l’allenatore della Juventus. La società bianconera ha comunicato di aver sollevato Thiago Motta dall’incarico di allenatore della prima squadra maschile. Squadra affidata a Igor Tudor che domani dirigerà il primo allenamento. Nel comunicato si legge: “Il Club ringrazia Thiago Motta e tutto il suo staff per la professionalità dimostrata e per il lavoro svolto in questi mesi con passione e dedizione, augurando loro il meglio per il futuro. Juventus FC comunica inoltre di aver affidato la guida della prima squadra maschile a Igor Tudor che domani dirigerà il primo allenamento”

Ritorno in Vaticano per il Papa, si apre una nuova fase del suo pontificato

Città del Vaticano, 23 mar. (askanews) – Dopo 38 giorni di ricovero, Papa Francesco, tra non poche incognite e speranze, è tornato stamane a Casa Santa Marta in Vaticano aprendo, di fatto, una nuova fase del suo pontificato come ammesso anche da uno sei suoi più fidi collaboratori venerdì scorso, il cardinale argentino Victor Manuel Fernandez, messo dallo stesso pontefice a capo di un dicastero di peso come quello della Dottrina della fede. Alla domanda dei giornalisti sul futuro di papa Bergoglio alla guida della Chiesa universale, Fernandez ha prima detto di non credere a possibilità di eventuali rinunce al pontificato ma poi ha subito aggiunto: “penso che adesso incomincia comunque una nuova tappa e lui è un uomo di sorprese. Sicuramente avrà imparato tante cose in questo mese e da questo periodo di costrizione verrà fuori, chissà… anche sapendo che questo significa uno sforzo molto pesante per lui, un momento difficile”, ma “so che sarà fecondo per la chiesa e per il mondo”.

Ed effettivamente, a neppure un’ora dalle sue dimissioni dal nosocomio romano, il Papa ha riservato a tutti la prima “sorpresa”, deviando dal tragitto concordato che lo doveva portare a varcare la Porta del Perugino per il rientro diretto in Vaticano per “allungarsi” oltre il Tevere, direzione la Basilica di Santa Maria Maggiore. Una tappa non prevista per portare dei fiori all’icona della Madonna Salus Populi Romani, l’immagine della Vergine a lui tanto cara. Una deviazione dal percorso prestabilito che, evidentemente è stata presa all’ultimo momento e che ha provocato un certo trambusto tra le forze dell’ordine e chi lo accompagnava verso casa. Un particolare questo che la dice lunga anche sul prossimo futuro del Papa sempre poco propenso a farsi “inscatolare” per affidarsi alle intuizioni.

Di certo c’è che i medici, sia quelli del Gemelli che quelli della Santa Sede che lo hanno avuto in cura queste lunghe settimane, lo hanno salutato con la formula delle “dimissioni” protette, prescrivendogli almeno due mesi di convalescenza quasi assoluta, consigliando caldamente di evitare il più possibile incontri con i gruppi, sforzi eccessivi, certamente i viaggi. Consigli necessari e forse decisivi per la stessa salute del pontefice argentino che, però, sembrano andare dritti in rotta di collisione con una agenda pontificia fittissima e resa ancora più impegnativa per il carattere di Jorge Mario Bergoglio sempre incline al non risparmiarsi mai. E’ inutile ricordare che siamo in pieno tempo giubilare con pressanti impegni che incombono, mentre in tempo Quaresimale ci sta avvicinando alla Settimana Santa, la più impegnativa e liturgicamente importante nell’intero anno della Chiesa. Questo senza contare il ritmo giornaliero fino ad oggi tenuto dal Papa, fittissimo di incontri e appuntamenti.

In ultimo, proprio ieri durante la conferenza stampa dei medici al Gemelli, alla domanda di un giornalista sulla possibilità di una visita del Papa a Nicea in Turchia il 24 maggio prossimo per incontrare il Patriarca Bartolomeo I di Costantinopoli, in occasione della celebrare dei 1700 anni del Primo Concilio Ecumenico, non sono venute conferme ma neppure smentite. Insomma, forse la nuova sfida per il pontificato dell’ottantottenne Papa Bergoglio è come ridisegnare una guida della barca di Pietro altrettanto incisiva quanto compatibile con il suo stato di salute.

Formula1, la Ferrari: "Impareremo da quanto accaduto"

Roma, 23 mar. (askanews) – “Non c’era alcuna intenzione di ottenere alcun vantaggio. Impareremo da quanto accaduto oggi e ci assicureremo di non commettere di nuovo gli stessi errori”. Così la Scuderia Ferrari in una nota al termine di una turbolenta giornata in Cina, dove nel post gara sono state squalificate entrambe le Ferrari: quella di Leclerc perché trovata sottopeso e quella di Hamilton per fondo troppo consumato. “Dopo le verifiche post-gara della FIA, entrambe le nostre auto sono state trovate non conformi alle normative per motivi diversi – spiega il team – L’auto 16 è stata trovata sottopeso di 1 kg e l’usura dello slittamento posteriore dell’auto 44 è stata trovata 0,5 mm sotto il limite. Charles ha seguito una strategia a una sosta oggi e questo ha comportato un’usura molto elevata dei suoi pneumatici, causando un sottopeso dell’auto. Per quanto riguarda l’usura dello skid di Lewis, abbiamo valutato male il consumo di un piccolo margine”. “Non c’era alcuna intenzione di ottenere alcun vantaggio. Impareremo da quanto accaduto oggi e ci assicureremo di non commettere di nuovo gli stessi errori. Chiaramente non è il modo in cui volevamo concludere il nostro weekend del GP cinese, né per noi stessi, né per i nostri fan il cui supporto per noi è incrollabile”

Formula1, clamoroso: squalificati Leclerc, Hamilton e Gasly

Roma, 23 mar. (askanews) – Clamoroso, il risultato del GP di Shanghai cambia. Squalificati Leclerc, Hamilton e Gasly! Le monoposto di Charles Leclerc (Ferrari) e Pierre Gasly (Alpine) sono state trovate sottopeso di un chilogrammo dopo i controlli tecnici alla fine del GP della Cina. Per entrambi i piloti 799 kg contro gli 800 minimi richiesti (una volta prelevato il campione di benzina di 2 litri). Ad una prima pesa, la Ferrari di Leclerc (5° in gara) è risultata 800.5 kg. Poi, prelevati due litri di benzina con montata l’ala anteriore di scorta, la successiva pesa ha segnalato 799 kg. Stesso peso per l’Alpine di Gasly (15° in gara).

Governo, Schlein: non sta più in piedi, la Lega sfiducia Tajani

Roma, 23 mar. (askanews) – “Oggi ho letto le dichiarazioni” del vice-segretario nazionale della Lega e sottosegretario al Lavoro, Claudio “Durigon, e non ci potevo credere. Dice che” Antonio “Tajani è in difficoltà e che deve farsi aiutare. Cioè la Lega sfiducia il ministro degli Esteri”. Lo dichiara in un video su Instagram la segretaria dl Pd Elly Schlein.

“Dopo che qualche giorno fa aveva già commissariato Giorgia Meloni dicendo che non aveva mandato per andare ad approvare le proposte di riarmo a Bruxelles, oggi” la Lega, prosegue Schlein, “commissaria Tajani dicendo che deve farsi aiutare mentre Salvini lo scavalca chiamando direttamente il vice presidente americano Vance”.

“In qualsiasi paese questo avrebbe già aperto una crisi di governo, è chiaro che il governo non sta più in piedi, è chiaro che non si può occupare dei problemi degli italiani, dalle liste d’attesa infinite ai salari bassi alle bollette più care d’Europa”, conclude Schlein.

Il ministero Salute di Gaza: superati i 50mila morti

Roma, 23 mar. (askanews) – Il ministero della Salute di Gaza, gestito da Hamas, ha affermato che 50.021 persone sono state uccise nei bombardamenti delle Forze di difesa israeliane nella Striscia di Gaza dall’inizio della guerra e che 113.274 sono rimaste ferite. Lo riferisce Haaretz.

Il ministero ha aggiunto che, dalla fine della tregua la scorsa settimana, 673 persone sono state uccise e 1.233 ferite.

Secondo il ministero, nelle ultime 24 ore sono state uccise 39 persone e domenica sono stati recuperati due corpi dalle macerie.

Diversi altri resti umani sono ancora sepolti sotto le macerie o giacciono per strada.

Dal Gemelli il Papa dimagrito ha abbozzato un sorriso

Città del Vaticano, 23 mar. (askanews) – Volto dimagrito ma anche il tentativo di abbozzare un sorriso. Come annunciato ieri, Papa Francesco, in dimissione dal Policlinico Gemelli di Roma dopo una degenza di 38 giorni, si è mostrato così oggi pubblicamente per la prima volta, affacciandosi da una delle finestre del nosocomio romano. Una apparizione di qualche minuto, dopo mezzogiorno e dopo aver consegnato per la lettura il suo testo di meditazioni per l’Angelus domenicale della III domenica di Quaresima.

Papa: in tempo di ricovero ho sperimentato premura personale sanitario

Città del Vaticano, 23 mar. (askanews) – “In questo lungo tempo di ricovero, ho avuto modo di sperimentare la pazienza del Signore, che vedo anche riflessa nella premura instancabile dei medici e degli operatori sanitari, così come nelle attenzioni e nelle speranze dei familiari degli ammalati”. Così Papa Francesco nel testo preparato per l’Angelus di questa terza Domenica di Quaresima.

“Questa pazienza fiduciosa, – ha poi aggiunto Francesco nel testo – ancorata all’amore di Dio che non viene meno, è davvero necessaria alla nostra vita, soprattutto per affrontare le situazioni più difficili e dolorose”.

Papa, anche in piazza San Pietro cresce attesa per ritorno Francesco

Città del Vaticano, 23 mar. (askanews) – Non solo nel piazzale del Gemelli ma anche in Piazza San Pietro c’è attesa per il ritorno in Vaticano di Papa Francesco dopo 38 giorni di ricovero al Policlinico romano. Grazie anche alle temperature miti che oggi si respirano nella capitale e alla giornata di festa, sia via della Conciliazione che la piazza appaiono già pieni di fedeli, pellegrini e turisti.

Alcuni di loro, in più gruppi, si sono incolonnati, dalla mattina presto, per fare ingresso nella Basilica passando così la Porta Santa giubilare. A guidarli alcuni sacerdoti. Tra i fedeli trapela attesa per il ritorno del Papa a casa. Uno di loro dice: “Ci avevamo sempre sperato. Lui è un uomo forte ed in molti di noi c’era la certezza del suo ritorno”. Una signora, invece, sottolinea il ruolo della figura del Papa argentino soprattutto in questo momento storico. Arriva da una diocesi pugliese: “Sappiamo tutti che momento complicato stiamo vivendo anche a livello intrnazionale – dice -. La sua voce spicca tra le altre ed apre un raggio di saggezza e di speranza”.

Cinque Terre avanguardia sfida climatica,al via "piano adattamento ai mutamenti"

Roma, 23 mar. (askanews) – Le Cinque Terre perla nazionale e meta turistica mondiale costantemente sotto i riflettori internazionali per il rischio over turism e il suo impatto su un eco sistema fra i più fragili e delicati del nostro Paese si fa avanguardia nella sfida ai cambiamenti climatici. E adotta un “piano di adattamento” ai mutamenti atmosferici frutto di collaborazione fra Parco Nazionale delle Cinque Terre e Legamente, nell’ambito di un progetto europeo che favorisce e finanzia linee guida strategiche e buone pratiche di comportamento nazionali di adattamento ai mutamenti climatici per le aree protette nei parchi nazionali.

Non a caso dunque la presentazione del piano di adattamento climatico delle Cinque Terre da parte di Parco nazionale e Lega ambiente è in programma a Roma e non in Liguria, a sottolineare la valenza di avanguardia nazionale e di progetto pilota per le aree protette nazionali che l’iniziativa di respiro europeo intende assumere.

“In Clima di cambiamento. Sfide climatiche nelle Aree Protette: strategie e pratiche di adattamento”, è la denominazione scelta per l’evento di presentazione nazionale in programma, infatti, giovedì prossimo 27 marzo dalle 9,30 alle 13,30 nella capitale, presso la libreria Spazio Sette, in via dei Barbieri 7.

Il Piano, primo in Italia per un’area protetta, e le Linee Guida sono stati realizzati nell’ambito del progetto europeo StonewallsforLife e rappresentano strumenti concreti per affrontare la crisi climatica in un territorio straordinario, ricco di risorse naturali ma particolarmente vulnerabile. I cambiamenti climatici, infatti, sono tra le principali cause della perdita di biodiversità e dell’accentuarsi delle fragilità territoriali. Durante l’incontro, rappresentanti del Parco, di Legambiente e del Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC) illustreranno obiettivi e contenuti di questi innovativi strumenti.

Parteciperanno esperti, rappresentanti delle aree protette, istituzioni e comunità locali per discutere soluzioni possibili e condividere azioni concrete per affrontare le sfide climatiche nelle aree naturali tutelate.

Sarà possibile seguire l’evento in diretta tramite il canale Youtube di Legambiente Nazionale.

I Balcani rimangono pericolosamente …balcanizzati

Le proteste vanno avanti dallo scorso novembre e ogni nuova manifestazione di piazza raduna sempre più persone, giovani in particolare. Da quando una pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, città a nord di Belgrado, è crollata causando il decesso di 15 persone il governo serbo si trova a dover affrontare una protesta popolare di massa, che sabato scorso nella capitale ha assunto dimensioni imponenti. Neppure le dimissioni del premier Milos Vucevic, date il 28 gennaio e ora finalmente ratificate dal Parlamento, hanno placato l’ira diffusasi fra la gente e rivolta contro l’endemica corruzione a giudizio dei manifestanti che avvolge il Paese. Un’ira ora indirizzata con maggior forza che nel recente passato verso il Presidente Aleksandar Vucic, in carica dal 2017.

La tragedia di Novi Sad conduce a Pechino, e ai rapporti intrattenuti con i cinesi sin da quando questi ultimi si sono proposti per finanziare (nell’ambito delle iniziative collaterali al mega progetto infrastrutturale Belt & Road Initiative e del format 14+1, con il quale la Cina mira a incunearsi in Europa) una linea ferroviaria ad alta velocità fra Belgrado e Budapest. La stazione di Novi Sad, in questo contesto, era stata ristrutturata nel 2022 da appaltatori cinesi.

Vucic è contestato apertamente sin dal 2023, accusato di brogli elettorali. La sua politica, che con una certa spregiudicatezza impasta nazionalismo serbo e conseguenti strette relazioni con la Russia, vago europeismo tendente verso un’integrazione comunitaria ricercata a intensità variabile e apertura internazionale dettata dalla possibilità di fare business (come nel caso dei rapporti con la Cina) è ormai apertamente contestata da settori sociali sempre più vasti.

Al tempo stesso Vucic è ritenuto da molti il sobillatore delle tensioni che si registrano da tempo nel Kosovo, paese indipendente dal 2008 nel quale la minoranza serba allocata nel settentrione della repubblica ambisce ad un’autonomia molto ampia nei comuni ove essa è maggioranza: il premier kosovaro, Albin Kurti, ha concordato con l’UE la costituzione di un’associazione che raggruppi quei comuni ma al momento essa non si è ancora concretizzata. Un atteggiamento che viene ritenuto ostile dai cittadini di etnia serba di quei municipi.

Ma forse la situazione più esplosiva è nella Bosnia-Erzegovina, paese frutto di quegli accordi di Dayton che nel 1995 posero fine al conflitto nella ex Jugoslavia. La Repubblica federale di Bosnia e Erzegovina si compone di due entità statali: la Federazione croato-musulmana della Bosnia-Erzegovina e la Repubblica serba Srpska, entrambe aventi organi legislativi e di governo in parte autonomi. In più nel nord est è presente un piccolo distretto, Brcko.

Il sistema politico-istituzionale ideato per far convivere le tre etnie principali, ovvero quella bosgnacca maggioritaria fra i quasi 4 milioni di abitanti, quella serba e quella minoritaria croata è assai complesso e proprio per questo supervisionato dall’ONU, a conferma di quanto precaria sia la composizione di tale eterogeneità etnica di una nazione “costruita” a tavolino.

Ed infatti da qualche anno Mirolad Dodik, leader della Srpska e con posizioni apertamente filo-russe, opera con intenti scissionistici sempre più marcati, propagandando una nuova Costituzione che porrebbe fine all’attuale assetto istituzionale, abbattendo così gli accordi di Dayton. Dodik è stato per questo condannato a un anno di prigione e interdetto dai pubblici uffici per sei anni. Ma lui, rifugiatosi a Banja Luka e sostenuto da Mosca, non ha alcuna intenzione di farsi prelevare dalla polizia di Sarajevo. E naturalmente i suoi sodali sono pronti a difenderlo, con tutto quello che da ciò potrebbe derivare.

Insomma, nell’insieme i Balcani confermano quella loro eterna condizione di instabilità oggi resa più preoccupante dai venti di guerra che spirano anche sul suolo europeo.

L’assolutismo nasce dalla degenerazione del potere

Per come si sono messe nel tempo le cose, oggi la tripartizione dei poteri – teorizzata da Montesquieu nel suo De l’esprit des loix, pubblicato nel 1748 dopo quattordici anni di lavoro, riflessione, revisione e stesura – assomiglia più alla plastica rappresentazione di un conflitto latente che alla pacifica soluzione ordinamentale di attribuzioni istituzionali. 

“Il potere corrompe, il potere assoluto corrompe assolutamente”, il filosofo francese era partito da questa considerazione per consegnare ai posteri una soluzione passata alla Storia come teoria della tripartizione dei poteri di uno Stato. Una sintesi efficace messa a dura prova dalle evidenze dei fatti ricorrenti. 

Gli sconfinamenti tra esecutivo, legislativo e giudiziario sono stati e sono ancora all’ordine del giorno, una continua diatriba che ha assunto nel tempo le sembianze di una vera e propria lotta per la primazia. 

Nei Paesi democratici l’equilibrio tra i poteri dello Stato esprime coesistenze e dissonanze ma prevalentemente si ricompone in funzione di un interesse superiore: la rappresentanza delle tutele e degli interessi dei cittadini, la sovranità popolare, il senso civico che anima le istituzioni. 

Tuttavia non sempre e non ovunque.

Si può affermare che sussiste una sorta di regime di concorrenza tra organi legislativi, governo e magistratura e non è detto che le sbavature e le reciproche interferenze depongano per una nobiltà delle aspirazioni.

Se i ‘poteri’ fossero prima di tutto ‘servizi’ la contemperanza delle rispettive primazie avrebbe una connotazione fisiologica, si alzerebbero i piani dell’etica dei principi e si abbasserebbero le altezze delle aspirazioni a sovrastare gli altri organi, debordando.

Nel valutare le discrepanze e le diatribe che emergono dagli scontri tra i tre poteri dello Stato così come configurati nella teoria di Montesquieu e applicati nella realtà descritta da vicende emblematiche, siamo portati in genere a cercare gli aspetti ‘oggettivi’ delle situazioni, come se fossero il vero discrimine per attribuire ad essi verità o mistificazioni. 

In realtà non sempre è così perché l’oggettivizzazione della realtà trova i propri limiti nella soggettività dei suoi protagonisti. Sono i comportamenti umani che nobilitano o umiliano le funzioni, le attribuzioni e le competenze dei rispettivi ruoli. E il protagonismo- appunto- è una caduta di tono ricorrente.

Nelle moderne democrazie la personalizzazione ideologica e l’autoreferenzialità sono due vulnus che affliggono la tripartizione dei poteri, sovente la poca lungimiranza e la scarsa considerazione delle competenze reciproche degenerano in diatribe strumentalizzate più per erigere barricate e confini – allo scopo di ridimensionare le ragioni altrui ad una residuale marginalizzazione – che per cercare una lungimirante ed equa soluzione ai problemi e alle questioni emergenti in una società complessa.

Temo che ci si debba rassegnare a questa contesa ricorrente poiché ciascuno dei tre poteri dello Stato persegue la piena realizzazione dei propri compiti istituzionali intesa come un dovere funzionale connesso al ruolo esercitato: la giustizia si esprime su principi di diritto che non intende contemperare declinando verso una mediazione con la politica. Che a sua volta reclama – a livello legislativo ed esecutivo – una sorta di primazia nella gestione della cosa pubblica, sovente autoproclamandosi ad interprete e testimone del pensiero collettivo, addebitando alla magistratura un peccato di astrazione e contestando le sentenze come paradosso lontano dalla realtà, secondo il noto aforisma “summum ius, summa iniuria” (Cicerone, De officiis, I, 10, 33).  Nulla di tutto ciò accade nei regimi autocratici, che celebrano l’assolutismo del potere nella tirannia la quale riassume in sé una concezione totalitaria della cosa pubblica, esercitata da una sola persona e dalla cerchia dei suoi oligarchi, dove la tripartizione pensata da Montesquieu è mascherata, eterodiretta o non esiste del tutto. Questa forma di degenerazione del potere posto nelle mani di un dittatore dissolve e vanifica quella sorta di controllo incrociato che nelle democrazie viene esercitato direttamente o indirettamente dagli organi della politica e della giustizia e che sovente è deprecato come forma di decadenza autoreferenziale e paralizzante del potere.

Nulla al confronto di ciò che accade nei regimi: forse Montesquieu ha voluto insegnarci che una democrazia imperfetta è pur sempre migliore del più coercitivo assolutismo.

Meloni vs Spinelli? Un passo falso: le nuove generazioni guardano all’Europa.

È lecito chiedersi come mai la Presidente Meloni, notoriamente abile nel maneggiare la comunicazione politica, sia stata così aggressiva nel mettere sotto accusa il Manifesto di Ventotene. Il testo conserva un aspetto fortemente evocativo e il suo co-autore, Altiero Spinelli, appare ancora oggi nella cornice prestigiosa dei testimoni più autentici del federalismo europeo. 

Cosa succede? In effetti, a Palazzo Chigi ristagna un sentimento di alterità rispetto alle regole e alle sensibilità connesse al rispetto della democrazia liberale. Emblematica è la “madre di tutte le battaglie”, come definita dalla stessa Meloni: la riforma del premierato. Essa, lungi dal rappresentare un governo del premier inteso come primus inter pares, rischia di tradursi in potere monocratico, se non addirittura autoritario: un’esperienza già dolorosamente vissuta attraverso la crisi degli anni ‘30 e il tracollo della seconda guerra mondiale, con le sue incalcolabili perdite umane.

L’apprensione che ha spinto Meloni a un attacco così avventato, nonostante il consenso da lei guadagnato in Europa, grazie soprattutto al sostegno all’Ucraina e alla Nato, forse lascia intravedere il fastidio per il successo di Piazza del Popolo. Se è stata una reazione, essa non ha giovato alla sua immagine di donna delle istituzioni, da due anni e più alla guida del governo. 

Siamo di fronte a uno scarto di insofferenza e nervosismo? Certo, non aiuta la complessa situazione geopolitica, con la ricerca di un complicato equilibrio tra gli Stati Uniti di Trump e l’Europa. Le minacce sul fronte dei dazi costringono la Premier a mantenere saldi i legami con Bruxelles, come si è visto nelle ultime settimane. In questo contesto, la proposta di un modello federale europeo, ispirato al pensiero di Spinelli, potrebbe rappresentare una via d’uscita per evitare di essere schiacciati dalla pax trumpian-putiniana e, al tempo stesso, per arginare l’espansione cinese.

Torniamo al punto di partenza. È probabile che qualche consigliere poco avveduto abbia spinto la Presidente del Consiglio a usare maldestramente alcune citazioni, non avendo cura di ricordare che a Ventotene gli estensori del Manifesto avevano di fronte il mostro del nazi-fascismo. Non era in discussione in quel momento – parliamo del 1941 – il necessario contributo dell’Unione Sovietica alla liberazione dell’Europa, insieme agli alleati anglo-americani. Tuttavia, la visione di Ventotene andava ben oltre e la sua attualità vive nel richiamo alle ragioni dell’unità dei popoli europei, in un costante processo di rafforzamento delle istituzioni comunitarie. 

Tutto il contrario di quello che pensano i sovranisti e gli autarchici di varia specie! Tuttavia le nuove generazioni, cresciute anche grazie all’Erasmus, sono consapevoli che la salvezza del pianeta richiede un ordine mondiale nuovo e più equo. A partire dal Vecchio Continente.