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Meloni assente a Direzione Fdi. Santanchè ‘sfida’ fuoco amico: avanti uniti

Roma, 1 feb. (askanews) – Parafrasando la celebre battuta cinematografica di Nanni Moretti, verrebbe da dire che in questo caso Daniela Santanché ha pensato “mi si nota di più se vengo e mi metto pure in prima fila”. Centro congressi di via Alibert, zona piazza di Spagna. Per Fratelli d’Italia questo sabato mattina che apre il mese di febbraio è dedicato alla riunione della Direzione nazionale convocata per discutere dei due anni di governo, di Sud e di sostegno alle forze dell’ordine.

Non c’è Giorgia Meloni, che non si collega nemmeno. Un po’, viene spiegato, per trascorrere la giornata con la figlia, un po’ perché è giusto che il partito cammini sulle sue gambe. C’è sua sorella Arianna, capo della segreteria politica, a cui toccano le conclusioni di quasi quattro ore di dibattito. Ma la più attesa alla fine, pure in queste ore di durissimo confronto con la magistratura, è proprio la ministra del Turismo. Da giorni, infatti, va avanti un braccio di ferro sulle sue possibili dimissioni dal governo a seguito del rinvio a giudizio già arrivato per il processo Visibilia e per quello che potrebbe arrivare entro maggio nel caso, ancora più delicato politicamente, che la vede imputata per truffa all’Inps per l’uso della cassa integrazione durante il Covid. Sono richieste che arrivano esplicitamente dalle opposizioni, ma è una scelta che in molti auspicano nel suo stesso partito sebbene nessuno – a cominciare dalla presidente del Consiglio – lo abbia mai dichiarato pubblicamente per evitare accuse di giustizialismo. Figurarsi poi in questa fase di scontro acuto con la magistratura per i casi Almasri e migranti. La diretta interessata continua a ribadire che al momento al passo indietro non ci pensa proprio, a meno che non sia proprio Giorgia Meloni a chiederglielo.

Se ci si mette pure il sonoro “chi se ne frega” con cui la ministra ha replicato, in un ormai celebre audio, a chi le chiedeva delle critiche che arrivavano da Fdi, ben si capisce perché ci fossero tante aspettative intorno alla sua presenza alla Direzione. Ebbene, Daniela Santanché ha scelto di rispondere all’attesa a modo suo: arrivando a riunione già iniziata, non intervenendo – unica tra i ministri meloniani presenti – e rimanendo all’incontro giusto il tempo di farsi fotografare comodamente seduta nel posto in prima fila a lei riservato. Non una parola alla ressa di giornalisti che l’aspettavano, non una parola dal palco. Ma la ministra non sceglie comunque il silenzio. Anzi, affida a un post su X, corredato di immagini, il suo eloquente pensiero: “Orgogliosi del percorso che stiamo facendo e della fiducia che ogni giorno gli italiani ci dimostrano. Continueremo a lavorare uniti per raggiungere traguardi sempre più ambiziosi”. Insomma, come se nulla fosse accaduto. Un atteggiamento che in molti dei presenti, a taccuini chiusi, ammettono di aver considerato una sorta di sfida, uno modo per dire ‘io sono qui e qui resto’.

Pubblicamente nessuno si espone. Al contrario, si sottolinea come la ministra goda di pieno sostegno, almeno quando si parla di ciò che sta facendo per il turismo. “La fiducia di Fratelli d’Italia per il lavoro di Santanchè non è mai venuta meno”, spiega infatti il responsabile Organizzazione, Giovanni Donzelli.

Per il resto, la Direzione scorre via senza particolari scossoni per circa quattro ore. Ad aprire i lavori è il coordinatore Edmondo Cirielli, seguito dal capodelegazione al governo, Francesco Lollobrigida e poi dal cofondatore di Fdi, Guido Crosetto. Via via tocca a tutti gli altri ministri (tranne Santanché, appunto): Tommaso Foti, Afolfo Urso, Nello Musumeci, Andrea Abodi, Orazio Schillaci e Marina Calderone. Gli interventi – soprattutto quelli alle telecamere – sono quasi in fotocopia a difesa dell’operato del governo sui centri in Albania, dopo la nuova mancata convalida dei giudici ai trasferimenti, e sul caso Almasri. A parole si nega lo scontro con la magistratura, nella sostanza la si attacca. “C’è la sensazione che ci sia una parte minoritaria – dice per esempio il capo delegazione al Parlamento europeo, Carlo Fidanza – che persegue obiettivi politici, che utilizza il proprio potere per cercare di arginare un’azione di governo che naturalmente ha una legittimazione popolare e parlamentare forte”. Mentre il ministro Adolfo Urso parla genericamente di “aggressioni” da parte di chi “non vuole che l’Italia cambi”.

Quando la sala si è mezza svuotata, causa corse verso treni e aerei per rientrare a casa, tocca ad Arianna Meloni tirare le fila della discussione. Un discorso molto identitario e un appello alla responsabilità di tutti a essere di sostegno alla presidente del Consiglio, con tanto di riferimento all’amato capolavoro di Tolkien. Fdi – dice – ha “l’anello del potere ma quell’anello dà grandi responsabilità”, “sapendo il peso che porta” Giorgia “dobbiamo essere responsabili tutti, dal primo dirigente all’ultimo dei militanti”.

Fdi, Santanchè sfida il fuoco amico: avanti uniti. Arianna Meloni: responsabili tutti al fianco di Giorgia

Roma, 1 feb. (askanews) – Parafrasando la celebre battuta cinematografica di Nanni Moretti, verrebbe da dire che in questo caso Daniela Santanchè ha pensato “mi si nota di più se vengo e mi metto pure in prima fila”. Centro congressi di via Alibert, zona piazza di Spagna. Per Fratelli d’Italia questo sabato mattina che apre il mese di febbraio è dedicato alla riunione della Direzione nazionale convocata per discutere dei due anni di governo, di Sud e di sostegno alle forze dell’ordine.

Non c’è Giorgia Meloni, che non si collega nemmeno. Un po’, viene spiegato, per trascorrere la giornata con la figlia, un po’ perché è giusto che il partito cammini sulle sue gambe. C’è sua sorella Arianna, capo della segreteria politica, a cui toccano le conclusioni di quasi quattro ore di dibattito. Ma la più attesa alla fine è proprio la ministra del Turismo. Da giorni, infatti, va avanti un braccio di ferro sulle sue possibili dimissioni dal governo a seguito del rinvio a giudizio già arrivato per il processo Visibilia e per quello che potrebbe arrivare entro maggio nel caso, ancora più delicato politicamente, che la vede imputata per truffa all’Inps per l’uso della cassa integrazione durante il Covid. Sono richieste che arrivano esplicitamente dalle opposizioni, ma è una scelta che in molti auspicano nel suo stesso partito sebbene nessuno – a cominciare dalla presidente del Consiglio – lo abbia mai dichiarato pubblicamente per evitare accuse di giustizialismo. Figurarsi poi in questa fase di scontro acuto con la magistratura per i casi Almasri e migranti. La diretta interessata continua a ribadire che al momento al passo indietro non ci pensa proprio, a meno che non sia proprio Giorgia Meloni a chiederglielo.

Se ci si mette pur il sonoro “chi se ne frega” con cui la ministra ha replicato, in un ormai celebre audio, a chi le chiedeva delle critiche che arrivavano da Fdi, ben si capisce perché ci fossero tante aspettative intorno alla sua presenza alla Direzione. Ebbene, Daniela Santanchè ha scelto di rispondere all’attesa a modo suo: arrivando a riunione già iniziata, non intervenendo – unica tra i ministri meloniani presenti – e rimanendo all’incontro giusto il tempo di farsi fotografare comodamente seduta nel posto in prima fila a lei riservato. Non una parola alla ressa di giornalisti che l’aspettavano, non una parola dal palco. Ma la ministra non sceglie comunque il silenzio. Anzi, affida a un post su X, corredato di immagini, il suo eloquente pensiero: “Orgogliosi del percorso che stiamo facendo e della fiducia che ogni giorno gli italiani ci dimostrano. Continueremo a lavorare uniti per raggiungere traguardi sempre più ambiziosi”. Insomma, come se nulla fosse accaduto. Un atteggiamento che in molti dei presenti, a taccuini chiusi, ammettono di aver considerato una sorta di sfida, uno modo per dire ‘io sono qui e qui resto’.

Pubblicamente nessuno si espone. Al contrario, si sottolinea come la ministra goda di pieno sostegno, almeno quando si parla di ciò che sta facendo per il turismo. “La fiducia di Fratelli d’Italia per il lavoro di Santanchè non è mai venuta meno”, spiega infatti il responsabile Organizzazione, Giovanni Donzelli.

Per il resto, la Direzione scorre via senza particolari scossoni per circa quattro ore. Ad aprire i lavori è il coordinatore Edmondo Cirielli, seguito dal capodelegazione al governo, Francesco Lollobrigida e poi dal cofondatore di Fdi, Guido Crosetto. Via via tocca a tutti gli altri ministri (tranne Santanchè, appunto): Tommaso Foti, Afolfo Urso, Nello Musumeci, Andrea Abodi, Orazio Schillaci e Marina Calderone. Gli interventi – soprattutto quelli alle telecamere – sono quasi in fotocopia a difesa dell’operato del governo sui centri in Albania, dopo la nuova mancata convalida dei giudici ai trasferimenti, e sul caso Almasri. A parole si nega lo scontro con la magistratura, nella sostanza la si attacca. “C’è la sensazione che ci sia una parte minoritaria – dice per esempio il capo delegazione al Parlamento europeo, Carlo Fidanza – che persegue obiettivi politici, che utilizza il proprio potere per cercare di arginare un’azione di governo che naturalmente ha una legittimazione popolare e parlamentare forte”. Mentre il ministro Adolfo Urso parla genericamente di “aggressioni” da parte di chi “non vuole che l’Italia cambi”.

Quando la sala si è mezza svuotata, causa corse verso treni e aerei per rientrare a casa, tocca ad Arianna Meloni tirare le fila della discussione. Un discorso molto identitario e un appello alla responsabilità di tutti a essere di sostegno alla presidente del Consiglio, con tanto di riferimento all’amato capolavoro di Tolkien. Fdi – dice – ha “l’anello del potere ma quell’anello dà grandi responsabilità”, “sapendo il peso che porta” Giorgia “dobbiamo essere responsabili tutti, dal primo dirigente all’ultimo dei militanti”.

“Ho l’onore di essere la sorella di Giorgia Meloni, una grande donna a cui ho visto fare in questa nuova fase un salto 10 volte più alto di tutti questi durissimi anni: ha messo gli italiani prima della sua famiglia e di sè stessa. Lei è il nostro Frodo e noi siamo la Compagnia dell’Anello. L’anello è pesante, dobbiamo aiutarla nella fatica di portarlo senza mai indossarlo: è ciò che ci siamo sempre promessi. Non dobbiamo essere un’utopia, dobbiamo restare quelli che eravamo quando abbiamo iniziato a fare politica. Oggi ognuno è chiamato a fare la propria parte”, ha detto, a quanto si apprende, il capo della segreteria politica di Fratelli d’Italia, Arianna Meloni, nell’intervento conclusivo della Direzione del partito.

Jannone (Intelligence Inside): necessario supportare le aziende

Roma, 1 feb. – Angelo Jannone un ex colonnello dei Carabinieri, noto per le sue indagini al fianco del giudice Giovanni Falcone. A soli 27 anni, dopo la compagnia Roma Eur, alla fine degli anni ’80, fu destinato al comando della Compagnia di Corleone, dove diede l’avvio alle indagini che avrebbero poi portato alla cattura del boss Tot Riina, scoprendo i conti correnti utilizzati dal boss, con l’impiego delle prime tecnologie di ascolto remoto per monitorare parenti e fiancheggiatori del “capo dei capi”.

Successivamente, a Catania, fu coinvolto in una violenta sparatoria con un gruppo di fuoco del clan mafioso Cappello-Pillera. In Calabria firm l’informativa “Galassia” sui legami tra Cosa Nostra e ‘Ndrangheta, portando alla sbarra 187 boss e gregari.

Nel suo ultimo incarico al ROS Centrale, oper sotto copertura tra narcos e camorristi, contribuendo al sequestro di 280 kg di cocaina.

Appello A.Meloni a responsabilità: aiutiamo Giorgia portare anello

Roma, 1 feb. (askanews) – Un invito alla “responsabilità di tutti” e a stare al fianco di Giorgia Meloni. E l’invito che la sorella della premier e capo della segreteria politica di Fdi Arianna ha rivolto, secondo quanto viene riferito dai partecipanti, al partito chiudendo la Direzione nazionale

Citando l’amato Talkien, Arianna Meloni ha sottolineato che ora Fdi ha “l’anello del potere ma quell’anello dà grandi responsabilità”.

Poi, riferendosi alla presidente del Consiglio avrebbe aggiunto “sapendo che il peso che porta dobbiamo essere responsabili tutti dal primo dirigente all’ultimo dei militanti”.

Immobili, oltre 80% organismi sportivi aderisce a progetto Sestante

Roma, 1 feb. (askanews) – Oltre l’80 per cento degli organismi sportivi ha aderito alla prima fase di “Sestante”, il progetto di valorizzazione del patrimonio immobiliare nella disponibilità di Sport e Salute.

È questo il dato assai positivo – sottolinea una nota – che emerge alla scadenza della prima fase del cronoprogramma che ha previsto l’aggiornamento, da parte degli organismi sportivi, dei rispettivi fabbisogni degli spazi necessari. Da adesso, sino al 28 febbraio, si avvieranno le interlocuzioni per il perfezionamento degli atti contrattuali con la stipula delle singole convenzioni.

“Un riscontro così ampio al nostro progetto è un segnale forte di comprensione del percorso tracciato che punta all’ottimizzazione delle risorse pubbliche – ha commentato il presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma – Le Federazioni e tutti gli organismi sportivi hanno accolto il nostro intento che è quello di eliminare le inefficienze, potendo concentrare così gli investimenti sullo sviluppo del movimento sportivo italiano”.

“Il mondo dello sport dimostra di essere una squadra unita – ha detto l’amministratore delegato, Diego Nepi Molineris – Questa risposta corale evidenzia la maturità del sistema e la volontà, insita nei valori dello sport, di evolvere sempre in maniera dinamica verso il futuro. Sestante non segna infatti solo un cambiamento sul modello immobiliare, ma definisce una nuova visione di sport nel territorio. Ringraziamo gli Organismi sportivi per i diversi spunti emersi, anche critici ma sempre costruttivi, e per aver scelto di essere parte integrante di un modello più ampio che si articola su tre pilastri: M.A.C. (Modello Algoritmico dei Contributi), Sestante e Illumina. Un unico sistema circolare capace di generare risorse e ulteriori opportunità per ampliare la comunità sportiva”.

Il patrimonio immobiliare nella disponibilità di Sport e Salute è costituito da 131 immobili (di cui la maggior parte in locazione passiva) in 105 città, che ospitano le sedi nazionali e locali dei vari organismi sportivi. Sestante, attraverso la valorizzazione degli immobili, rappresenta un percorso di ottimizzazione delle risorse pubbliche e segna l’avvio della razionalizzazione dei costi e delle spese che il mondo dello sport affronta. Si innesca così un circolo virtuoso che, partendo dalla definizione degli spazi realmente necessari per gli Organismi e passando dall’ottimizzazione ed efficientamento degli stessi, arriva a generare risorse che saranno investite sulle esigenze dello sport, a partire dall’impiantistica.

Centri migranti in Albania, fonti del Viminale: il governo andrà avanti

Milano, 1 feb. (askanews) – Il governo italiano “andrà avanti” con il modello Albania “nella convinzione che il contrasto all’immigrazione irregolare che si avvantaggia dell’utilizzo strumentale delle richieste di asilo sia la strada da perseguire per combattere gli affari dei trafficanti senza scrupoli”. E’ quanto si apprende da fonti del Viminale pronte a sottolineare che quello dei centri in Albania “è il modello da cui partire per la realizzazione di veri e propri hub regionali sui quali c’è stata piena convergenza da parte dei Ministri europei” riuniti a Varsavia per consiglio dell’Ue degli Affari Interni.

Sul tema dei trattenimenti nei centri per le procedure accelerate alla frontiera, siano essi in Italia o in Albania, si sta sviluppando in Italia “una giurisprudenza che appare di corto respiro destinata a essere superata dagli eventi, visto che le corti di Appello scelgono di rinviare alla Corte di Giustizia europea sostanzialmente per prendere tempo, quando si tratta di un sistema già previsto dal nuovo Patto europeo immigrazione e asilo che entrerà al più tardi in vigore nel 2026”, annotano fonti del Viminale ricordando che, proprio dal recente consiglio dell’Ue degli Affari Interni tenutosi a Varsavia questa settimana, “la posizione del ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è stata largamente condivisa dai colleghi presenti”.

“I partner europei in piena sintonia con la Commissione stanno pensando di rafforzare le norme dell’Ue che sostengono le procedure in frontiera applicate anche in Albania non solo con una anticipazione dell’entrata in vigore di alcune norme del Patto ma anche con soluzioni innovative – spiegano dal Viminale – Gli stessi documenti discussi a Varsavia contengono un esplicito riferimento proprio al Protocollo Italia Albania come valido esempio di cooperazione innovativa con un Paese terzo”.

Schlein: i migranti torturati da Almasri in Albania, lui portato a casa con un volo di Stato

Roma, 1 feb. (askanews) – “Abbiamo visto l’ipocrisia della premier Meloni” di fare riferimento a “quella bambina di 11 anni unica superstite” di quella tragedia del mare “senza ringraziare la Ong che fortunatamente ha salvato almeno lei, mentre questo governo, col decreto che hanno chiamato Cutro e che io mi rifiuto di chiamare così perché serve più rispetto per i morti, ha solo reso più difficile fare i salvataggi in mare”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein nel suo intervento all’evento “Il viaggio del Pd nel terzo settore”, in corso a Monterotondo (Rm).

Il modello Albania, ha proseguito Schlein, si è rivelato “un fallimento totale, anche quelli sono giudici che non hanno fatto altro che applicare una sentenza della Corte di Giustizia Ue. I nostri deputati, che ringrazio, sono in questi giorni in Albania e hanno detto ‘qui stanno i torturati di Almasri mentre lui è stato riportato a casa con un volo di Stato dal governo Meloni con tutti gli onori'”.

Santanchè: avanti uniti per traguardi ambiziosi (e posta foto seduta in prima fila alla direzione Fdi)

Roma, 1 feb. (askanews) – “Orgogliosi del percorso che stiamo facendo e della fiducia che ogni giorno gli italiani ci dimostrano. Continueremo a lavorare uniti per raggiungere traguardi sempre più ambiziosi”. Lo scrive su X la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, postando delle foto di lei seduta in prima fila alla Direzione di Fdi.

Nessun riferimento ai processi che la vedono coinvolta e tantomeno a eventuali dimissioni, anzi un rilancio della sua posizione. Al suo arrivo alla direzione nazionale del partito, in un centro congressi a due passi da Piazza di Spagna, già il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, ha ribadito il sostegno alla ministra. “Ribadiremo la fiducia alla ministra? La fiducia la esprime il Parlamento, la fiducia di Fratelli d’Italia per il lavoro di Santanchè non è mai venuta meno”, ha detto Donzelli, aggiungendo: “Santanchè è un ottimo ministro che dal punto di vista del suo operato come ministro del turismo credo che sia impeccabile, quindi sul suo operato da ministro nessuno ha mai avuto un dubbio”.

Trasporto aereo, nei cieli Ue accumulati 30 milioni minuti ritardo

Roma, 1 feb. (askanews) – Il trasporto aereo, pur vedendo un incremento dei flussi che tornano vicino ai valori pre-Covid, registra un generalizzato peggioramento delle proprie performance in termini di puntualità dei voli e disagi ai passeggeri, al punto che nell’intero 2024 si sono registrati nei cieli europei ben 30 milioni di minuti di ritardo dei voli. La afferma la società RimborsoAlVolo sulla base dei dati ufficiali diffusi da Eurocontrol, agenzia che monitora il traffico aereo a livello europeo.

Nel 2024 si sono contati 10,7 milioni di voli nell’area europea, +5% rispetto al 2023, con flussi pari al 96% dei livelli pre-Covid del 2019. Il giorno più trafficato dell’anno è stato venerdì 14 giugno, con un totale di 37.510 voli. La guerra in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente, tuttavia, hanno profondamente influito sul traffico aereo: mentre l’asse del Sud-Est europeo ha recuperato i valori del traffico aereo del 2019, gli Stati situati nel nord-est dell’Europa risultano ancora ben al di sotto dei livelli pre-Covid, a causa della chiusura dello spazio aereo e dei divieti di volo che hanno interessato il 2024.

Se il Regno Unito è risultato lo Stato che ha registrato il maggior numero medio di voli giornalieri nel 2024 (5.488 voli/giorno, seguito da Spagna con 4.984 voli/giorno e Germania con 4.711 voli/giorno), l’Italia risulta il Paese con l’incremento più elevato: +9% sul 2023 e 3.789 voli giornalieri medi. Nota dolente quella sui ritardi, che hanno provocato lo scorso anno disagi enormi ai passeggeri in viaggio dagli scali europei: la puntualità delle partenze si è attestata infatti al 66,2%, +1% rispetto al 2023, ma inferiore del -6,5% sul 2019.

BolognaFestival 2025: arriva la 44esima stagione dal 2 aprile

Roma, 1 feb. (askanews) – Istituzione musicale ormai consustanziale all’identità culturale della città di Bologna, realtà quasi tutta al femminile guidata saldamente da Maddalena da Lisca, da decenni fucina di creatività che nel tempo ha ideato progetti innovativi, Bologna Festival anche quest’anno conferma la sua peculiare cifra stilistica nella diffusione del grande repertorio di tradizione, dalle celebrate orchestre di assoluto pregio internazionale ai migliori cameristi, come Sol Gabetta, Angela Hewitt, Lisa Batiashvili fra i tanti.

In attesa degli eventi speciali del 19 febbraio con Stefano Bollani e con Evgeny Kissin il 30 e 31 marzo, la nuova stagione ripartirà invece in aprile con la rassegna Carteggi Musicali, prima capsule divulgativa tra parole, letture e note al Museo della Musica in tre appuntamenti con Fabio Sartorelli, Luca Ciammarughi ed Enzo Restagno dal 2 al 15 aprile.

Il 2 maggio poi si inaugurerà il cuore pulsante della stagione con la rassegna Grandi Interpreti al PalaDozza dove i Berliner Philharmoniker, vero culto del sinfonismo mondiale, verranno eccezionalmente guidati da un’altra icona vivente della cultura musicale internazionale, Riccardo Muti, il quale rinverdisce un rapporto che ormai conta ben 53 anni da quando Herbert von Karajan lo invitò sul podio della celebre compagine. L’impaginato della serata-evento dialoga poi tra le due anime musicali di Muti, quella italiana con Rossini e Verdi, e quella tedesca con Brahms. L’evento, sostenuto da Illumia, vedrà tutto l’incasso devoluto in beneficenza a favore di ANT, Fondazione Policlinico Sant’Orsola, Associazione La Mongolfiera odv.

Grandi Interpreti proseguirà poi il 7 maggio al Teatro Auditorium Manzoni, sua sede naturale, con il duo cameristico d’eccellenza Sol Gabetta al violoncello e Bertrand Chamayou al pianoforte con un originale programma da Mendelssohn fino ai meno frequentati Wolfgang Rihm e Joerg Widmann; quindi i Cameristi della Scala con la famosa pianista canadese Angela Hewitt e il corno di Emanuele Urso, poi Andrea Lucchesini al pianoforte tra Berio, Schumann e Chopin; e ancora l’ensemble barocco di solida fama Europa Galante guidato al violino da Fabio Biondi per tornare poi al grande sinfonismo d’eccellenza il 9 giugno con la London Symphony Orchestra diretta da Antonio Pappano e Lisa Batiashvili al violino con Richard Strauss, Mozart e Berlioz; quindi gran chiusa della rassegna quasi in Ringkomposition, il 17 ottobre con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della RAI diretta da Kirill Petrenko, dal 2019 Direttore Musicale dei Berliner.

Ma già il 17 maggio partirà un altro dei fiumi musicali di Bologna Festival con il primo dei Progetti Speciali alla Chiesa di Santa Cristina della Fondazza: infatti in occasione del bicentenario della morte di Padre Stanslao Mattei, l’Officina San Francesco Bologna promuove una giornata di studi nonché la prima ripresa integrale della seconda versione – nella quale nel 1806 cantò anche il giovanissimo Rossini – dell’Oratorio della Passione, composto nel 1792 su libretto di Pietro Metastasio.

Dal 3 giugno al 8 luglio si snoderà poi la rassegna en plein air Talenti nello splendido Chiostro della Basilica di Santo Stefano, con sei appuntamenti cameristici dedicati ai giovani musicisti più brillanti del panorama europeo, seguendo le orme di alcuni dei concorsi più stimati quali, in questa edizione, Premio Trio di Trieste e Premio Venezia.

Infine la rassegna Il Nuovo, l’Antico, l’Altrove dal 18 settembre al 30 ottobre, composta da sette appuntamenti tra l’Oratorio di San Filippo Neri e la Chiesa di Santa Cristina della Fondazza e dedicati alla musica antica, con una prima esecuzione in tempi moderni grazie a I Bassifondi Ensemble di Simone Vallerotonda; alla musica contemporanea con una nuova commissione di BolognaFestival e Ferrara Musica alla compositrice italiana Daniela Terranova, pluripremiata e già ben eseguita da realtà importanti come la London Sinfonietta e BBC; ma anche alla sperimentazione trasversale alle arti ed ai generi come il progetto di concerto teatrale “Pur Ti Miro” Caravaggio & Monteverdi. Musica e Tableaux Vivants o la serata “Il fiato che resta” Musiche erranti e voci di esilio dell’ensemble Ars Vulgaris con una formazione arricchita dall’uso di strumenti tradizionali del Medio Oriente.

Nel frattempo si lavora alacremente per l’ormai consueto programma Baby BoFe’ nella sua molteplice declinazione per famiglie, bambini e scuole, e si procede nella selezione dei giovani talenti che si sono candidati – quest’anno ben 48 – per l’originalissima rassegna Classica in Sneakers alla Birreria Popolare, esperimento ormai consolidato ma ancora oggi unico nel suo genere nel nostro paese, vera frontiera di avvicinamento al repertorio classico per un pubblico generalista e palco dedicato ai musicisti di domani, che proseguirà nel 2025 grazie al sostegno di Gruppo Hera e Lavoropiù.

Racconta così il Sovrintendente e Direttore Artistico Maddalena da Lisca: “Ogni anno la sfida per riempire di musica di qualità la nostra città, di lavorare con tutte le istituzioni del territorio, da quelle pubbliche alle private, di continuare nella necessaria opera di divulgazione del repertorio che amiamo, è per noi un impegno costante che non permette soste, ma ci sostiene la convinzione etica che di bellezza ed arte alla portata di tutti non ce ne sia mai abbastanza per migliorare la qualità della nostra vita e della nostra comunità. Ringrazio quindi di cuore tutti i nostri sostenitori che condividono con noi la passione e soprattutto la convinzione che questo lavoro sia semplicemente necessario”. (Photo Credit: Più Luce OSN Rai)

Sanremo, Maria Tomba: andare oltre apparenze e maschere sociali

Milano, 1 feb. (askanews) – Maria Tomba in gara al 75 Festival di Sanremo, nella categoria Nuove Proposte con il brano “Goodbye (voglio good vibes)”. Una canzone che racconta di un amore giocoso, mettendo in evidenza le emozioni contrastanti che accompagnano le relazioni. Il brano si distingue per le sue sonorit contemporanee e per un testo che celebra l’indipendenza, riflettendo il carattere frizzante di Maria.

“Il brano si intitola Goodbye, Voglio Good Vibes. nato in studio da un’idea appunto che avevo molto chiara nella mia mente del messaggio che volevo trasmettere. E parla fondamentalmente di andare oltre le apparenze perch siamo molto di pi di quello che normalmente mostriamo e per apparenza intendo maschere sociali. Inoltre invita anche ad allontanare queste cattive vibrazioni perch molto spesso ci influenzano e confondiamo le voci esterne con quella che la nostra coscienza, tutto fatto volutamente con ironia e divertimento. Poi dobbiamo rimanere fedeli a s stessi e ai propri valori. La canzone nata in un momento in cui ero particolarmente insicura di me stessa, soprattutto del mio corpo, e scriverla mi ha aiutato molto a gestire questa insicurezza e ad accettarmi cos come sono. Questo uno dei tanti poteri della musica”.

Salire sul palco per Maria Tomba un sogno che si realizza e una promessa fatta al padre. “Avere l’opportunit di calcare un palco cos prestigioso un sogno. In verit quando ero piccola non era una cosa che pensavo avrei potuto raggiungere, ma non perch non credo nelle mie potenzialit, ma perch un passo veramente molto grande e quindi poterlo fare sicuramente un onore e sar un’esperienza indimenticabile. Un ricordo legato a Sanremo, in particolare quello del 2020, andai l per un contest canoro con mio pap e ci fermammo davanti all’Ariston. Mio padre mi disse: un giorno tu canterai dentro e io glielo promisi e adesso poterlo realizzare mi sembra tanto una favola, e poterlo realizzare un grandissimo, grandissimo traguardo. Sono veramente molto molto contenta, mi sto caricando e preparando a palla e non vedo, non vedo, non vedo l’ora. Tanta sorpresa questa la chiave, sorpresa, poi brilleremo”.

Dibattito | Comunità Democatica e Libertà Uguale hanno mosso le acque.

Ero in attesa di qualche seguito autorevole. Invece…silenzio assoluto! Va bene, e ci può stare anche questo. Ci ritorno allora io in punta di piedi e con le mie opinioni personali, perché i due eventi di Milano (Comunità Democratica), e Orvieto (Libertà Eguale), collegati a un certo punto in videoconferenza e comunque nelle idee di fondo equivalenti, sono stati per me molto interessanti. Devo dire che mi hanno coinvolto. Li ho seguiti alla meglio e  per come ho potuto. Ma devo ammettere di non aver capito diverse cose. Specie quelle che riguardano i promotori. Se hanno cioè l’intenzione di incontrarsi solo una volta l’anno oppure ogni paio di anni; se hanno solo il grosso tema della “partecipazione” proposto nell’ultima Settimana Sociale di Trieste, e vogliono creare reti locali; se vogliono risvegliare dal lungo letargo il pensiero cattolico-democratico; se hanno l’intenzione di fondare un nuovo partito; oppure se hanno l’intendimento di creare una “corrente”  all’interno  del Pd.

Su quest’ultimo punto, devo però confessare un dubbio che mi sono portato dietro per tutto il mese di gennaio. Nei resoconti giornalistici e nelle interviste sui due incontri, ho infatti notato la demonizzazione e il disprezzo del termine “corrente di partito”. Ammesso e non concesso che questi due appuntamenti servissero a questo, le esecrazioni non le ho digerite affatto! Sarà un mio limite, per carità. D’altronde mi sono formato in una specifica corrente della sinistra democristana che si incontrava spesso a Chianciano e, mi tocca dire, una corrente riformista ben lontana dal cosiddetto moderatismo (politico e programmatico)…votato alla mediazione purchessia.

Ma c’è stato molto di piu. E si capisce bene leggendo la ricostruzione sintetica che ha fatto l’Unità del 18 gennaio – stesso giorno del primo incontro milanese – che scrive : “…’Comunità democratica’ è proprio un partito nuovo, organicamente inserito nel centrosinistra ma distinto dal Pd…”. E chiarendo successivamente che questo “…nuovo partito moderato è patrocinato dal fondatore dellUlivo e sarà guidato da Ruffini”. Sarà! Mi sono allora reso conto, che la chiave di lettura prevalente è stata tutta indirizzata alla spaccatura del Pd e agli attacchi alla sua segretaria. In questa ultima versione, sono stato  confortato (una volta tanto) da Renzi, per il quale le correnti di un partito servono solo per trastullarsi e per cacciare il segretario. “Vedo in atto – ecco le sue parole – i soliti giochini delle correnti Pd per fare le scarpe alla Schlein”.

Una tesi in questi giorni forse avvalorata da quella che definirei “arrabbiatura isolazionista” di Franceschini. Le domande che mi sono allora posto sono state le seguenti: perché si sono stravolte le finalità dei due incontri? E dove sta lo scandalo se si riuniscono – ammettiamo pure – due correnti di partito? Si poteva capire in anticipo che nella migliore delle ipotesi, ed eventualmente, solo di due correnti (di pensiero) del Pd si trattava, sebbene i promotori abbiano smentito anche questa ipotesi affermando che non c’era nessuna voglia di dividersi. E che, specie a Milano, non c’era nessunissimo desiderio di fondare un ennesimo partitino di centro targato cattolico, alternativo alla cosiddetta nuova destra e nuova sinistra italiane. Un cosiddetto centro politico oggi gestito da Tajani, tenendo  in bella evidenza il suo mentore Silvio Betlusconi con tutta la sua contraddittoria storia personale. E un partito di centro come FI che sta facendo innamorare molti cattolici che odiano un sano bipolarismo, e guardano al passato (remoto) ancora innamorati dello storico e necessario centro Dc del post 1945.

Forse, e non solo forse, c’è invece bisogno di lanciare un segnale di esistenza, anzitutto con un pensiero capace di rinnovare un grande retaggio culturale. A partire dall’idea, intrinseca alla lungimirante politica degasperiana, di una Europa unita e federata. Un rinnovamento necessario dal momento che il Cigno del cattolicesimo democratico, compresi i suoi “esterni”, cantava ormai da diversi anni. E questo è solo un cenno per ricordare che il Pd è stato fondato dai “cattolici adulti”, dai Democratici di sinistra e da tutta la sinistra Dc, liberale e democratica.

Il mio augurio arrivati a questo punto riguarda proprio il fatto che siano sul serio due stabili correnti di pensiero politico, collocate però nel più generale dibattito culturale e politico nazionale italiano, europeo e globale. Perché con l’aria che tira di una pericolosa tycoon-democrazia – psicotica arcimiliardaria e digitale – con i risvegli imperialiastici di novelli zar, con le varie guerre in corso, con 388 milioni di subsahariani pronti a migrare per fame e conflitti locali, nonché con i problemi del clima e dell’IA che avanzano a vista d’occhio, due occasionali e volatili incontri organizzati solo e soltanto per la cronaca politica e la polemica giornalistica non servono a niente. E se comunque si trattasse  solo di questo, aggiungo allora che il Pd sta facendo un errore imperdonabile e fatale, che pagherà molto caro per la sua crescita e sviluppo, se dimentica e non rende addirittura protagoniste queste due correnti di pensiero democratico che sono servite a crearlo. E se non le fa emergere come meritano attraverso i suoi piu autorevoli rappresentanti ancora presenti sulla scena della politica e della cultura.

Questo perché  un vero partito democratico e riformista che guarda al futuro e non al passato, ha bisogno urgente sia di una avanzata liberal-democrazia, oggi in evidente crisi a causa di un liberalismo tecnocratico e crapulone che pensa solo al mercato e al capitale;  sia di un  cattolicesimo democratico – pur oggi moribondo e silenzioso, e perciò tenuto in disparte – in grado di leggere laicamente e interpretare i segni dei (nuovi) tempi già alle nostre spalle, per promuovere il bene di tutti.

E vado alla conclusione, ricordando che in quei giorni ho anche pensato  che si  è confusa una sana ed utile diversità di punti di vista fra amici, con uno scontro mortale fra nemici. Una diversità solo per conquistare posizioni di potere? “Corrente” infatti, come ci ha ricordato Giovanni Sartori, è spesso sinonimo anche di “Fazione”. Quest’ultima è stata da lui intesa come forma di settarismo intollerante, esercitato per la conquista del potere interno e per interessi specifici che spaccano la coesione e rompono  la solidità di un partito rendendolo liquido, se non del tutto gassoso. No! La corrente politica di un partito politico non è quella che spacca il partito, ma caso mai lo fa crescere: anzi che serve proprio per farlo crescere. E non è una fazione (o frazione) di interessi particolari, ma caso mai una idea particolare per l’interesse generale: del partito, degli elettori e del Paese.

È stata la mistica Simon Weil a prendere le distanze dal partito politico dei suo tempi, da lei in quegli anni valutato monocorde, come luogo di pensiero   conformista e di totalitarismo ideologico. Un partito politico che non vuole la dialettica interna e il dibattito fra idee diverse. Oggi tutto nelle mani della politica-spettacolo vincente, della crescente “leaderpatia” senza vaccini e del solitario leader di turno, magari senza partito alle spalle.

Dibattito | Dove porta la ‘superiorità morale’ della sinistra?

Ci sono intere pagine su “Terza fase”, la storica rivista della ‘sinistra sociale’ della Democrazia Cristiana diretta prima da Carlo Donat-Cattin e poi da Franco Marini negli anni ‘80, dedicate alla cosiddetta e mai negata “superiorità morale” della sinistra italiana nei confronti degli avversari/nemici politici. Nello specifico, nei confronti della Dc e di ciò che ha rappresentato quel partito nella storia democratica del nostro paese. Ovviamente parliamo del Pci e della sua autorevole e qualificata, nonchè rappresentativa, classe dirigente dell’epoca. Un tic e una strategia che hanno accompagnato il comportamento e l’iniziativa politica della sinistra comunista – ma non di quella socialista, socialdemocratica o laicista – per tutta la durata della cosiddetta prima repubblica.

Strategia che poi si è trasferita meccanicamente nelle vicende della seconda repubblica seppur involgarendosi e con maggior virulenza. Anche per il venire meno di una classe dirigente che, checché se ne dica, era comunque prestigiosa sotto il versante politico e culturale. Ma è indubbio che il meccanismo perverso della “superiorità morale” nei confronti dell’avversario/nemico inevitabilmente innesca un meccanismo di delegittimazione politica del nemico che non può che essere finalizzato anche ad essere “processato” per il suo malcostume. E, non a caso, tutto si

lega in un disegno che non tollera un confronto civile ed un riconoscimento politico ma che coltiva, come obiettivo finale, l’annientamento finale del nemico. E quelle pagine di “Terza fase”, vergate non solo da Donat-Cattin ma, soprattutto, da Sandro Fontana e da molti altri dirigenti di quella sinistra Dc non prona ai voleri e ai diktat dei comunisti del tempo, hanno sempre evidenziato uno stile ed una degenerazione di natura politica che non poteva non avere delle precise e puntuali ricadute. Politiche e non solo politiche ovviamente. Basti pensare, per citare solo alcuni fatti concreti, all’odio riversato proprio su Donat-Cattin nel corso degli anni dalla dirigenza comunista per aver messo ripetutamente in discussione quella “superiorità morale” che i comunisti stessi hanno storicamente rivendicato nella concreta azione politica.

E quella “superiorità morale”, quando viene posta come discrimine di fondo dell’agire politico, è persin troppo evidente che degenera nel giustizialismo da un lato e nella accettazione supina della “via giudiziaria al potere” dall’altro. Forse è arrivato il momento, e anche al di là della collocazione politica dei singoli, che la cultura, il pensiero, la tradizione, la prassi e lo stile del cattolicesimo politico italiano – nella sua pluralità democratica, popolare e sociale – battano un colpo. Non è più tollerabile assistere a questa degenerazione passivamente e soprattutto silenti. Si può tranquillamente stare a sinistra ma senza condividere e supportare una deriva che era, è e resta radicalmente estranea a qualsiasi prassi democratica. E anche di natura costituzionale. Perché se non si arresta il disvalore della delegittimazione morale dell’avversario – che, tra l’altro, non dovrebbe mai essere un nemico da annientare e da abbattere – non ci si deve stupire che poi la ‘via giudiziaria al potere’ non diventa l’eccezione ma, semplicemente, la regola di comportamento nella conquista stessa del potere.

Hamas ha liberato il terzo ostaggio israeliano a Gaza

Roma, 1 feb. (askanews) – Keith Siegel, il terzo ostaggio israeliano detenuto nella Striscia di Gaza a dover essere rilasciato oggi è stato consegnato a Gaza alla Croce Rossa Internazionale: lo hanno reso noto le forze militari israeliane sul loro profilo di X. In precedenza erano stati liberati Ofer Calderon e Yarden Bibas. I tre ostaggi israeliani erano stati rapiti durante l’attacco del 7 ottobre 2023 e sono stati rilasciati oggi da Hamas ai sensi dell’accordo di cessate-il-fuoco in corso con il
movimento integralista islamico palestinese. Sono rientrati nello stato ebraico 484 giorni dopo essere stati prelevati dalle loro comunità vicino al confine con Gaza e sequestrati nella Striscia.

Ofer Calderon, 54 anni, e Yarden Bibas, 35, sono stati consegnati alla Croce Rossa Internazionale a Khan Younis, nel sud di Gaza, questa mattina, mentre Keith Siegel, 65, è stato consegnato quasi due ore dopo al porto di Gaza City. Le liberazioni sono state molto più “controllate” rispetto al caos che aveva caratterizzato giovedì il rilascio di tre israeliani e cinque cittadini thailandesi. Il movimento
integralista islamico ha allestito palchi in entrambi i luoghi, con Calderon e Bibas liberati poco dopo le 8.30 e Siegel dopo le 10. Rappresentanti della Croce Rossa Internazionale si sono seduti alle scrivanie sui palchi per firmare i cosiddetti documenti di consegna prodotti da Hamas.
Calderon e Bibas sono stati liberati per primi, portati sul palco allestito dal movimento integralista palestinese nella città meridionale di Gaza, con in mano gli ormai onnipresenti certificati rilasciati dal gruppo terroristico. Siegel, doppia nazionalità statunitense e israeliana, è stato consegnato al porto di Gaza City, sfilando su un palco affacciato sul mare mentre portava due dei “pacchi doni” che Hamas consegna agli ostaggi. Secondo il sito Walla news, il secondo pacco era destinato alla moglie Aviva, liberata da Hamas nel novembre 2023. L’uomo è apparso magro e pallido, ma è riuscito a camminare, aiutato da combattenti di Hamas mascherati e armati.

Intanto, tre bus con a bordo prigionieri palestinesi rilasciati da Israele nell’ambito dell’ accordo di
cessate-il-fuoco per Gaza, sono arrivati nella città meridionale di Khan Yunis. I detenuti, molti dei quali indossavano uniformi carcerarie grigie, sono stati accolti da centinaia di abitanti di Gaza che
si sono radunati intorno ai mezzi mentre si avvicinavano all’Ospedale europeo della città. I prigionieri dovevano sottoporsi a check-up medici presso l’ospedale prima di dirigersi verso le loro abitazioni. Alcuni prigionieri hanno sporto la testa fuori dai finestrini dei veicoli nel tentativo di
individuare parenti o parlare con volti noti tra la folla. Secondo l’Associazione dei prigionieri palestinesi di Ramallah, 150 dei 183 detenuti rilasciati oggi nell’ambito della tregua tra Israele e Hamas sarebbero stati trasferiti a Gaza.

Mattarella conferisce onorificenze al Merito della Repubblica a 31 cittadini. Chi sono e cosa hanno fatto

Roma, 1 feb. (askanews) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, trentuno onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti per attività volte a favorire il dialogo tra i popoli, contrastare la violenza di genere, per un’imprenditoria etica, per un impegno attivo anche in presenza di disabilità, per l’aiuto alle persone detenute in carcere, per la solidarietà, per la scelta di una vita nel volontariato, per attività in favore dell’inclusione sociale, del diritto alla salute e per atti di eroismo. E’ quanto si legge in un comunicato del Quirinale.

Il Presidente Mattarella – spiega la nota – ha individuato casi, fra i numerosissimi presenti nel nostro Paese, di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani.

La cerimonia di consegna delle onorificenze si svolgerà presso il Palazzo del Quirinale il 26 febbraio alle 11 e 30.

Ecco l’elenco e le motivazioni dei nuovi insigniti dal Capo dello Stato.

Giovanni Arras, 29 anni, Giuseppina Sgandurra, 49 anni Cavalieri dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: ‘Per il supporto offerto alla ricerca con coinvolgimento e professionalità’. Giovanni ha intrapreso un percorso di studio motivato anche dalla voglia di contribuire allo sviluppo della ricerca scientifica sulla paralisi cerebrale, di cui soffre da quando è nato. Nel corso dei suoi studi incontra la Professoressa Sgandurra, responsabile del progetto sull’applicazione dell’intelligenza artificiale nelle paralisi cerebrali (AInCP), per sviluppare strumenti clinici volti a facilitare la diagnosi della paralisi cerebrale infantile.

Pietro Barteselli, 52 anni, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: ‘Per aver guardato oltre al mero profitto imprenditoriale’. Ha offerto ad un lavoratore assunto presso la sua impresa, con un contratto temporaneo, la possibilità di prolungare l’impiego per tutto il tempo della malattia.

Paola Benini, 55 anni, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: ‘Per offrire a ragazzi con difficoltà di apprendimento un aiuto concreto per la loro formazione’. Tramite la Cooperativa Hattiva lab Onlus di cui è Presidente, offre alle persone con disabilità, servizi informativi, di orientamento al lavoro e di aiuto allo studio. Realizza anche attività (biscottificio e catering) per dare lavoro a persone con disabilità.

Adriano Blundo, 53 anni, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: ‘Per essere intervenuto, libero dal servizio che svolge presso la Polizia di Stato, in soccorso di una donna rimasta coinvolta in un incidente stradale, salvandole la vita’. Mentre si trovava in auto con la famiglia durante il suo tempo libero dal servizio presso la Polizia di Stato, ha salvato una donna dall’abitacolo di una vettura dalla quale già fuoriusciva fumo a causa di un incidente stradale.

Marco Camandona, 54 anni, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: ‘Per aver fatto diventare la sua passione per la montagna uno strumento di aiuto per gli altri’. Alpinista di fama internazionale. Insieme alla moglie, attraverso i fondi raccolti per le scalate, hanno istituito un orfanotrofio in Nepal che seguono costantemente ideando progetti anche attraverso l’erogazione di borse di studio.

Livia Cecconetto, 80 anni, Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: ‘Per la sua lunga attività di volontariato anche a favore delle mamme e bambini migranti che arrivano nell’isola di Lampedusa’. Da molti anni Livia è impegnata al fianco della Croce Rossa Italiana in una lunga e costante attività di volontariato.

Chiara Ciavatta, 50 anni, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, ‘Per l’aiuto offerto a persone e famiglie che vivono la difficilissima problematica dei disturbi alimentari’. Chiara, viste le numerose richieste di aiuto pervenute al suo blog sulla tematica dei disturbi alimentari, ha deciso di dedicarsi quotidianamente tramite l’istituzione del Centro MondoSole, alle persone che vivono quotidianamente gli effetti di patologie derivanti da disturbi alimentari.

Marisa Coccato, 69 anni, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: ‘Per aver trasformato una tragedia familiare in un volontariato a fianco dei bambini con malattie renali’. Dopo la fine di suo figlio Stefano a soli 18 anni, Marisa si dedica a sostenere i giovani pazienti malati di rene, aiutandoli a avere una vita normale.

Elena De Filippo, 61 anni, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: ‘Per dedicarsi all’accoglienza e all’integrazione delle persone immigrate’. Insieme alla cooperativa Dedalus di cui è Presidente, svolge un’importante attività di integrazione delle persone immigrate, agendo sulla povertà educativa, sull’orientamento al lavoro e sull’accoglienza.

Carmine Falanga, 47 anni, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: ‘Per la sua attività volta a creare una sinergia tra le mura del carcere e le imprese’. La Cooperativa ‘Idee in fuga’ di cui Carmine è Presidente è concepita come spazio in cui il mondo esterno sconfina e riesce ad entrare nei limiti inaccessibili dell’istituto penitenziario.

Angela Isaac, 28 anni, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: ‘Per aver salvato un uomo, senza pensare al pericolo che correva, durante la recente alluvione a Catania del 19 ottobre 2024’. Durante il forte maltempo che ha investito la città di Catania, Angela ha soccorso un uomo travolto dall’acqua nel pieno centro della città, tirandolo per le braccia e portandolo in salvo con molta fatica.

Nicolas Marzolino, 27 anni, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: ‘Per portare avanti una importante testimonianza di pace illustrando con la sua storia le conseguenze terribili delle guerre’. Nicolas, dopo aver riportato conseguenze invalidanti a seguito dello scoppio di una bomba non esplosa, gira per le scuole illustrando ai ragazzi le disastrose conseguenze dei conflitti.

Daniele Mauro, 51 anni, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: ‘Per la tenacia e la costanza con cui persegue la finalità della cura dei soggetti più fragili della società’. Attraverso diverse iniziative quali la costruzione e la cura dell’Orto di Paolo, ideate dalla Cooperativa Sociale ‘Pagefha’ di cui è Presidente, mira alla promozione e allo sviluppo della persona in ogni fase della vita.

Cristiana Poggio, 62 anni, Dario Odifreddi, 63 anni, Ufficiali dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: ‘Per aver deciso di creare un’alleanza con il mondo del lavoro offrendo ai giovani un punto di aggregazione e di conoscenza dei possibili impieghi’. Dando vita ad una struttura di 7.500 mq, Piazza dei Mestieri a Torino, con sedi successivamente aperte a Milano e Catania, promuovono incontri con il mondo del lavoro e facilitano l’occupazione dei giovani.

Massimiliano Parrella, 47 anni, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: ‘Per proseguire l’opera di Don Calabria aiutando le persone più povere e sofferenti’. Continua a perseguire l’obiettivo di offrire, attraverso le Case calabriane nel mondo, un’accoglienza dei minori in difficoltà anche attraverso centri di aggregazione per minori migranti e centri di recupero per tossicodipendenti.

Carlo Pulcino, 72 anni, Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana: ‘Carabiniere in congedo, ha salvato una donna dall’aggressione di un uomo’. Carlo era in auto quando ha visto un uomo aggredire una donna. Senza pensarci tropo ha cambiato senso di marcia e ha bloccato l’uomo consegnandolo ai carabinieri, nel frattempo intervenuti.

Armando Punzo, 64 anni, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana: ‘Per aver messo a disposizione delle persone detenute la sua esperienza di regista e attore di teatro’. Con il suo progetto ‘Per Aspera ad Astra’ realizza percorsi di formazione professionale nei mestieri del teatro per i detenuti nelle carceri italiane.

Marta Russo, 24 anni, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana: ‘Per la sua attenzione al mondo della disabilità e al suo impegno volto a facilitare i loro spostamenti all’interno delle città’. Marta vede il mondo dalla sua carrozzina e si rende conto delle barriere architettoniche che limitano gli spostamenti. Si impegna quindi per rimuovere queste barriere proponendo alle istituzioni competenti soluzioni di facile realizzazione. Si definisce ‘influencer dell’accessibilità’.

Anselmo Sanguanini, 64 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per dedicare parte del suo tempo ad ideare biciclette che possano consentire anche a persone con disabilità di poter realizzare il loro sogno di andare in bicicletta’. Costruisce biciclette per persone con difficoltà di deambulazione dando vita anche ad una solidarietà contagiosa per cui molte famiglie si offrono di pagare anche per quelli che non possono permettersi questa spesa.

Tarcisio Senzacqua, 63 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per essere intervenuto nei confronti di una persona che frequentava un tirocinio presso la sua azienda, consentendogli di curarsi tempestivamente anticipando i soldi occorrenti per un intervento chirurgico d’urgenza’. Ha subito offerto la propria disponibilità nei confronti di un Ingegnere del Congo, tirocinante presso la sua azienda, anticipando i soldi per un delicato intervento chirurgico che doveva effettuarsi in tempi rapidissimi.

Carlo Stasolla, 59 anni, Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Per supportare persone e gruppi in condizione di estrema segregazione e discriminazione’. Da molti anni con l’Associazione 21 luglio, tocca con mano le problematiche del disagio e delle discriminazioni diventando un punto di riferimento anche per organismi internazionali ed europei.

Antonio Stellato, 23 anni, Domenica Turi, 24 anni, Cavalieri dell’Ordine al merito della Repubblica italiana: ‘Liberi dal servizio presso la Polizia di Stato hanno praticato manovre salvavita ad un bambino di 7 anni appena tratto fuori dall’acqua di una piscina privo di sensi’. Antonio e Domenica sono due agenti di polizia e in una giornata di svago presso una piscina di un Centro sportivo, accorgendosi della gravità delle condizioni di un bambino, non hanno esitato e sono prontamente intervenuti praticando manovre salvavita.

Vittoria Tognozzi, 87 anni, Commendatore, dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana: ‘Per la sua attività di testimone dell’eccidio di Fucecchio dove persero la vita molte donne anziani e bambini’. Vittoria racconta nelle scuole la sua storia, di come ha visto uccidere dalla ‘furia nazista’ componenti della sua famiglia e molte altre persone intorno a lei, bambina di neanche 10 anni.

Maria Trapanese, 63 anni, Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana: ‘Per il lavoro svolto per formare professionalmente i ragazzi con sindrome di Down e lievi deficit intellettivi’. Maria con l’Associazione ‘La Bottega dei Semplici pensieri’ punta ad individuare le capacità personali dei ragazzi allo scopo di formarli professionalmente e avvicinarli al mondo del lavoro.

Adolfo Tundo, 73 anni, Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana: ‘Per la sua azione volta a sostenere il valore degli anziani come risorsa sociale’. Riesce a coinvolgere gli anziani del territorio attraverso la promozione di progetti di natura culturale e formativa anche attraverso la realizzazione di iniziative di solidarietà e cittadinanza attiva.

Federico Vanelli, 33 anni, Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana: ‘Per aver usato la sua esperienza di atleta per trarre in salvo un ragazzino che stava annegando trasportato dalla forte corrente del fiume Adda’. Durante un pomeriggio in compagnia di amici Federico, sentendo urla di aiuto, si è tuffato nel fiume e ha nuotato controcorrente per trarre in salvo un ragazzino.

Giorgio Zancan, 58 anni, Luisa Mondella, 54 anni, Ufficiali dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana: ‘Per aver trasformato il loro dolore in un aiuto concreto per bambini e ragazzi con leucemia’. Dopo la fine in giovanissima età del loro figlio Alessandro Maria, con la Fondazione istituita a suo nome, aiutano i bambini malati e sofferenti a sognare un futuro più felice.

Migranti, Prodi: modello Albania propaganda politica. Se Meloni lo faceva in Calabria risparmiava

Roma, 1 feb. (askanews) – Il modello Albania per la gestione dei migranti irregolari “è semplicemente un punto di propaganda elettorale, perché se” Meloni “faceva una bella struttura in Calabria”, “non doveva trasportare” i migranti, “aveva tutti i funzionari italiani”, “costruiva un edificio in Italia”, “sarebbe stato tutto un risparmio, una cosa giusta e tranquilla ma l’idea che ‘io li mando all’estero’, che ‘li mando via’ ha dato una grande remunerazione politica, tutto qua. “Mi dica una sola altra ragione perché questo fosse fatto”. Lo ha detto l’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue Romano Prodi intervistato ad Agorà Weekend su Rai Tre.

E poi il premier albanese “Rama è un furbone, s’è fatto fare gli edifici, s’è fatto mettere il porto… e poi soprattutto è lui che aiuta l’Italia, quindi una bella operazione da parte sua”, ha aggiunto Prodi.

Con il caso Almasri “è la prima volta che il mio Paese non tiene conto della Corte Penale Internazionale, che tra l’altro abbiamo costruito in Italia e che era il primo strumento per cooperare” e adesso “improvvisamente il nostro Paese si stacca da questo”. Lo ha detto l’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue Romano Prodi intervistato ad Agorà weekend su Rai tre.

“Questo – ha proseguito Prodi – corrisponde allo spirito pubblico del governo in carica, questa è la sostanza politica, non si è voluto rispettare un obbligo internazionale a cui noi avevamo aderito”.

Aereo da trasporto medico con un bambino malato si schianta a Philadelfia, nessun sopravvissuto

Roma, 1 feb. (askanews) – Un aereo bimotore che trasportava un paziente pediatrico con la madre si è schiantato in un quartiere a nord-est di Philadelphia venerdì sera, causando un’esplosione di fuoco. Il Learjet 55 con sei persone a bordo si è schiantato dopo essere partito dall’aeroporto di Philadelfia nord-orientale, ha dichiarato la Federal Aviation Administration alla CNN.

A bordo c’erano un paziente pediatrico e sua madre, che stavano tornando a casa in Messico dopo che il bambino era stato curato a Philadelphia, ha dichiarato Shai Gold, portavoce dell’operatore di volo Jet Rescue Air Ambulance.

Il Learjet era in rotta verso l’aeroporto nazionale di Springfield-Branson nel Missouri, ha dichiarato la FAA. Gold ha detto alla CNN che il velivolo doveva fermarsi per il rifornimento all’aeroporto di Springfield prima di proseguire verso la destinazione finale di Tijuana, in Messico. A bordo c’erano anche quattro membri dell’equipaggio: un pilota, un copilota, un paramedico e un medico. Secondo il Ministero degli Esteri messicano, tutte e sei le persone a bordo erano di nazionalità messicana.

“Al momento non possiamo confermare la presenza di sopravvissuti”, ha dichiarato venerdì la compagnia di ambulanze aeree. Non è chiaro se vi siano altre vittime coinvolte a terra dallo schianto.

Aereo da trasporto medico con un bambino malato si schianta a Philadelfia, nessun sopravvissuto

Roma, 1 feb. (askanews) – Un aereo bimotore che trasportava un paziente pediatrico con la madre si è schiantato in un quartiere a nord-est di Philadelphia venerdì sera, causando un’esplosione di fuoco. Il Learjet 55 con sei persone a bordo si è schiantato dopo essere partito dall’aeroporto di Philadelfia nord-orientale, ha dichiarato la Federal Aviation Administration alla CNN.

A bordo c’erano un paziente pediatrico e sua madre, che stavano tornando a casa in Messico dopo che il bambino era stato curato a Philadelphia, ha dichiarato Shai Gold, portavoce dell’operatore di volo Jet Rescue Air Ambulance.

Il Learjet era in rotta verso l’aeroporto nazionale di Springfield-Branson nel Missouri, ha dichiarato la FAA. Gold ha detto alla CNN che il velivolo doveva fermarsi per il rifornimento all’aeroporto di Springfield prima di proseguire verso la destinazione finale di Tijuana, in Messico. A bordo c’erano anche quattro membri dell’equipaggio: un pilota, un copilota, un paramedico e un medico. Secondo il Ministero degli Esteri messicano, tutte e sei le persone a bordo erano di nazionalità messicana.

“Al momento non possiamo confermare la presenza di sopravvissuti”, ha dichiarato venerdì la compagnia di ambulanze aeree. Non è chiaro se vi siano altre vittime coinvolte a terra dallo schianto.

Santanch, Donzelli: fiducia Fdi su operato ministro mai venuta meno

Roma, 1 feb. (askanews) – “Se oggi sar presente anche la ministra Daniela Santanch? Mi auguro di s, un dirigente di partito ed bene che svolga il suo dovere di dirigente di partito e sia presente”. Lo ha detto il responsabile organizzazione di FdI, Giovanni Donzelli, al suo arrivo alla direzione nazionale del partito che si svolge in un centro congressi a due passi da Piazza di Spagna.

“Ribadiremo la fiducia alla ministra? La fiducia la esprime il Parlamento, la fiducia di Fratelli d’Italia per il lavoro di Santanch non mai venuta meno. Santanch un ottimo ministro che dal punto di vista del suo operato come ministro del turismo credo che sia impeccabile, quindi sul suo operato da ministro nessuno ha mai avuto un dubbio”, ha aggiunto. (Segue).

Donzelli si quindi soffermato sulle ultime affermazioni del presidente del Senato, Ignazio La Russa: “Ovviamente se il presidente La Russa ho fatto questa valutazione sull’opportunit che Daniela Santanch faccia una ulteriore riflessione o continui a fare delle riflessioni penso, visto che sono anche amici e visto anche il ruolo di La Russa, che non aspetti a me smentirlo”.

Libia, Prodi: prima volta che Italia non tiene conto di Cpi

Roma, 1 feb. (askanews) – Con il caso Almasri “è la prima volta che il mio Paese non tiene conto della Corte Penale Internazionale, che tra l’altro abbiamo costruito in Italia e che era il primo strumento per cooperare” e adesso “improvvisamente il nostro Paese si stacca da questo”. Lo ha detto l’ex premier ed ex presidente della Commissione Ue Romano Prodi intervistato ad Agorà weekend su Rai tre.

“Questo – ha proseguito Prodi – corrisponde allo spirito pubblico del governo in carica, questa è la sostanza politica, non si è voluto rispettare un obbligo internazionale a cui noi avevamo aderito”.

Sanremo, Settembre: Per me l’inizio di tutto e il sogno pi grande

Milano, 31 gen. (askanews) – Settembre in gara nella categoria Nuove Proposte del Festival di Sanremo con il brano “Vertebre” (Isola degli Artisti / distribuzione Ada Music).

Un brano intenso e personale che parla della vulnerabilit a cui ci espongono le nostre emozioni racconta l’artista.

“Vertebre io lo identifico un po’ un grido generazionale di denuncia al fatto che noi ragazzi della nostra et secondo me abbiamo molte fragilit, molte difficolt, quindi ho voluto a gestire le nostre emozioni. Quindi ho voluto un po’ mettere su carta quelli che erano i miei pensieri riguardo questa cosa e secondo me la frase chiave per capire un po’ tutto il senso del brano nessuno ci ha mai detto come si piange alla nostra et, perch nessuno ci ha mai dato un manuale di vita che ci spiega come vivere, come gestire tutte queste emozioni che secondo me per la nostra generazione e a vent’anni veramente difficile sapere come gestire”.

La canzone ha gi superato ogni aspettativa, totalizzando il record di oltre 6 milioni di stream su Spotify e imponendosi come il brano pi ascoltato e condiviso tra quelli dei giovani di questa edizione, Settembre ha un rapporto speciale con il Festival. “Sanremo, professionalmente, l’inizio, proprio il vero inizio di tutto ed proprio il sogno pi grande. Quindi sono queste due cose e ovviamente a Sanremo sono tanti ricordi legati alla mia famiglia, all’unione con la mia famiglia, era un momento in cui, lo ancora, un momento in cui tutti e quattro ci sediamo sul divano, guardiamo il festival, ascoltiamo la musica. Quindi quel momento bellissimo di tanto amore con la mia famiglia. E questo per una buona causa sar il primo anno per cui non guarderemo il festival insieme perch ovviamente io sar l per i giovani, i miei genitori saranno in platea a guardarmi e quindi o comunque saranno non so per comunque saranno li a Sanremo”.

L’aut aut della Merkel manda a sbattere Merz. E Tajani fa l’equilibrista.

Il voto congiunto della CDU/CSU e dell’AfD al Bundestag sulla proposta di legge per inasprire le regole sull’immigrazione ha suscitato una forte reazione in tutta Europa. L’insolita convergenza con l’estrema destra ha spinto diverse città, tra cui Dresda e Berlino, a manifestare contro quello che molti hanno visto come un pericoloso cedimento della CDU all’AfD. Dure critiche sono arrivate non solo da SPD e Verdi, ma anche da Angela Merkel, ex cancelliera e figura di riferimento della CDU, che ha definito l’apertura all’AfD “un errore”.

L’ex cancelliera, sempre favorevole a una linea di moderazione, ha messo in guardia contro il rischio di una “normalizzazione” dell’AfD. Un gesto come quello di unire i voti con l’ultradestra infrangeva il tabù dell’isolamento dell’AfD, con gravi ripercussioni sulla percezione della CDU da parte dell’elettorato moderato.

Friedrich Merz, il leader cristiano-democratico che punta alla Cancelleria, ha cercato di placare le polemiche dichiarando che, nonostante il voto congiunto, esclude categoricamente l’ipotesi di una coalizione con l’AfD dopo le imminenti elezioni. Tuttavia, la sua posizione è stata messa ulteriormente in crisi da una seconda votazione, tenutasi ieri. In quell’occasione, la CDU e l’AfD si sono nuovamente ritrovati alleati su una proposta di legge che mirava a restringere ulteriormente i margini per i ricongiungimenti familiari. A sorpresa, però, la proposta è stata bocciata a causa di 12 franchi tiratori, probabilmente all’interno della stessa CDU. Ne è emersa una sconfitta politica che lede la credibilità di Merz nel mezzo di una dura campagna elettorale..

In questa complessa vicenda si inserisce anche Antonio Tajani, che, al margine di un incontro, ha cercato di minimizzare la questione, ribadendo che la CDU non ha formalizzato alcuna alleanza con l’AfD. Le sue dichiarazioni, tuttavia, riflettono l’imbarazzo di Forza Italia, soprattutto alla luce della crescente polarizzazione europea sulla questione migratoria. Tajani, invece di prendere una posizione netta, ha scelto l’equilibrismo.

Ma Forza Italia, membro del PPE, deve chiarire da che parte sta. Con Merkel, che difende un’inclusione equilibrata, o con Merz, che non esita a “giocare” con l’ultradestra per spingere su un’agenda più rigida?

La questione migratoria non divide solo la Germania. Chiama in causa tutta l’Europa, obbligandola a decidere se proseguire verso un’inclusione solidale o se piegarsi alla tentazione di alleanze con l’estrema destra.

Dopo la presa di Goma: il Congo verso la guerra civile?

La situazione nella porzione est della Repubblica Democratica del Congo è precipitata definitivamente nel fine settimana, ma è dall’incipit  del 2025 che l’M23 ha rilanciato la sua offensiva, estendendo il proprio controllo in vaste aree nel Nord e Sud Kivu, prendendo nelle ultime settimane le città di Minova, nel Sud Kivu, e Masisi, nel Nord Kivu.

In linea con i dati riportati dall’agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati , solo dall’inizio del 2025 più di 400.000 persone sono state costrette ad abbandonare le loro case nelle province del Nord e del Sud Kivu per fuggire dai combattimenti. A partire dalla scorsa settimana il conflitto ha vissuto un notevole aumento di intensità, specialmente a causa dall’uccisione del governatore militare del Nord Kivu Peter Cirimwami e dalla minaccia, divenuta poi concreta, di marciare su Goma.

Da allora la coalizione governativa ha subito altre perdite, tra cui la morte del comandante supremo delle Forze armate congolesi, il generale Pacifique Ntawunguka, alias Omega, e dei soldati della missione Sadc guidata dal Sudafrica e della missione Onu. congolese. Ci sono stati scontri a fuoco anche alla Petite Barrière, al confine con il Ruanda, e alla città frontaliera di Gisenyi.

Tra coloro che sono riusciti a conferire un quadro strutturato e consequenziale della situazione corrente è necessario nominare il ricercatore tedesco Christoph Vogel , specializzato nella ricerca e ricostruzione delle dinamiche geopolitiche di territori analoghi a quelli della RDC. Il ricercatore ha affermato che: “L’M23, tra i tanti gruppi armati che esistono nella regione, è sicuramente uno dei gruppi più strutturati e organizzati. Oltre a ciò, ci sono rapporti affidabili delle Nazioni Unite, secondo cui questo gruppo riceve sostegno dall’esercito ruandese. Ma un’altra spiegazione risiede anche nella debolezza delle forze armate congolesi e nella strutturazione della coalizione che sostiene queste forze”.

Difatti, non bisogna dimenticare, che già  nel novembre 2012 lo stesso gruppo armato aveva preso Goma, ma solo per due settimane, prima di ritirarsi. “Ciò che oggi è diverso – sottolinea  Vogel – è il consolidamento regionale con una moltitudine di attori coinvolti da entrambe le parti, che ricorda molto di più le guerre nella regione alla fine degli anni ’90”.

Da questo punto di vista, è chiaro che la città di Goma è oggetto di interessi strategici.

Questo perché la regione del Nord Kivu, dove si colloca Goma, è ricca di risorse minerarie altamente strategiche . Questi minerali, come coltan, oro, diamanti e stagno, attirano non solo i ribelli ma anche governi e attori economici internazionali.

Da qui si innesca una vera e propria catena di produttività ai limite della legalità, in quanto le multinazionali, attraverso il commercio non regolamentato di minerali, finanzierebbe  indirettamente i gruppi ribelli, contribuendo all’instabilità.

Alcuni paesi occidentali, tra cui gli Stati Uniti e il Regno Unito, sono stati criticati per il loro sostegno al Ruanda, considerato un alleato strategico nella regione, chiudendo talvolta un occhio sulle sue azioni nella RDC.

Difatti un anno fa, commentando l’accordo stipulato dal Ruanda con l’Unione europea finalizzato a promuovere catene del valore “sostenibili e resilienti” per le materie prime critiche, coltan compreso, il presidente congolese Tshisekedi ha accusato Bruxelles di essere “complice” nel saccheggio delle risorse alla Rdd: Il Ruanda oggi si costruisce grazie alle risorse rubate alla Repubblica democratica del Congo” e i minerali dell’accordo con l’Europa sarebbero “prodotti rubati” alla Rdc.

Ad oggi le testimonianze da Goma sono drammatiche: il ministro delle Comunicazioni Patrick Muyaya ha esortato la popolazione a restare in casa e proteggere la propria sicurezza mentre l’agenzia di aiuti ufficiale della Chiesa cattolica in Inghilterra e Galles, Cafod, ha fatto sapere che acqua ed elettricità sono state tagliate in tutta la città. Le vie d’accesso a Goma sarebbero quasi tutte bloccate, cosa che impedisce alla popolazione di uscire e agli aiuti di entrare e anche le vie d’acqua sul lago Kivu sono interrotte.

Cleopatra al Quirinale: faraoni, senatori e complotti imperiali.

La regina Cleopatra/Meloni nel mese di Januarius in questa Roma che ormai non le è più amica, prova sulla pelle quanto governare macera animo e corpo. Gira come una trottola per il mondo conosciuto che lei chiama globo terraqueo, dorme sul carro tra un trasferimento e l’altro, scende e talvolta straparla.

Nello stesso Januarius, Cesare si è limitato a passeggiare con i suoi per il Senato e ad osservare la sua amata Cleopatra sbattere come una pallina sul piano del biliardo tra un problema e l’altro – e spesso producendoli pure, quando non era necessario. Cesare sa che Cleopatra/Meloni è stata educata da regina, incoronata faraone degli Egizi, essere lei stessa il Regno d’Egitto, ma ha pensato per amore che avrebbe portato una ventata di novità nell’Impero ingessato dai generali  e corrotto dalla burocrazia. Non si può certo biasimare l’amore senescente del Divo Giulio Cesare, ma lui stesso ora non sa come uscirne

Uno sgarbo di inizio anno non è di buon auspicio, hanno sentenziato i Sacerdotes Imperi e le Vestali. Meloni/Cleopatra si affida ai potenti Fenici e va oltre le Colonne d’Ercole da un’altro Imperator a chiedere come si recupera senza danno una nuntius dell’Impero finita nelle mani degli infidi Persiani quando nelle patrie galere, per puro caso, hai rinchiuso un Persiano. E risolto il caso ci torna sempre con i fidati Fenici per la festa di incoronazione dell’Imperator. Son dunque “corna” come le sagge Vestali suggeriscono? È mancato riconoscimento del potere di Cesare come suggeriscono i Sacerdotes? Cesare la prende male, e sopporta.

La regina nel frattempo ordisce la sua trama. Da tempo mal sopporta i Iudices dell’Impero. Non ne capisce il ruolo e nemmeno le funzioni. Nel suo Egitto c’è solo Lei, il faraone, che decide la sorte di tutti i sudditi. Se decide bene, applausi; se decide male, condannando qualche innocente, applausi lo stesso, e soffocati e rassegnati disappunti. Finché c’è il suo regno si fa così e si dovrà aspettare un altro Faraone per avere giustizia, forse.

Ma nell’Impero di Cesare ci sono altre regole. C’è il Senatus, il Concilium Plebis e uno svariato numero di Comitia e poi i Iudices. E su questi ultimi si concentra l’astio della Regina. C’è da dire però che si arriva a ricoprire la carica di Iudices in età matura. circa 40 anni di età. e la carica impone un codice di condotta rigido e una rotazione degli incarichi. La regina non guarda a queste sottigliezze, che pure Cesare stesso le aveva illustrato in più occasioni.

Stavolta, in un pomeriggio freddo ed umido di Januarius, corre su per il colle Quirites dove sta il Pontifex maximo custode della tomba del dio Quirino, padre della Patria e della Nazione dei romani, che chiamavano sé stessi “Quirites”, sventolando un foglio che un improvvido Iudices le ha mandato. Strilla e si affanna per la corsa, capelli al vento e il fiato corto va su già sapendo che cosa farà dopo: vuole informare il Pontifex che è lesa maestà, lei è un faraone in terra straniera e le si deve rispetto e fede cieca. Regina o faraone fa lo stesso,  è fuori dalla portata dei Iudices.

Il Pontifex maximo attende la regina curando gli affari suoi, ma la trafelata Cleopatra/Meloni lo raggiunge negli uffici mostrando fiera il foglio incriminatore. Ma è solo una nota, già vista nell’Impero, sulla questione degli alleati predoni del deserto della Libia felix (una volta), per un passaggio dato da Centurioni fidati a un noto predone, che altri Iudices dell’Impero cercavano di accalappiare mentre se ne andava in giro, menandola sotto al naso pure ai feroci Alemanni.

Il Pontifex la rassicura, Cesare di certo sarà già informato, è un nonnulla, succede a chi sta al Governo, poi tutto si sgonfia. Pessima tattica. La regina non va blandita. Ne esce torva e silenziosa. Ma quando è davanti ai suoi, e suoi non sono solo gli Egizi ma tutta la plebe dell’Impero, ritrova vigore e parla. Straparla, notano invero i Senatori, di complotti, di resistenza e di ricatti in ogni dove del globo terraqueo, di onore suo e di quello della Patria (di Cesare o la sua?), di Iudices che vogliono il suo posto di Governo ma senza i suoi voti. Finito di parlare apre la borsetta e dentro solo un piccolo foglio così vergato: “A Iudicibus soluti non possumus. Vale, Caesar”.

Leadership femminile, un nuovo capitolo nella politica Italiana.

Negli ultimi anni, la politica italiana ha registrato una trasformazione significativa sul fronte delle leadership femminili, testimoniata dall’ascesa di figure che, con percorsi e visioni profondamente diversi, hanno saputo imprimere un segno profondo nella vita istituzionale del Paese. In questo contesto, due donne si distinguono per il ruolo centrale assunto nel panorama politico nazionale: Giorgia Meloni ed Elly Schlein, esponenti di due visioni contrapposte, ma entrambe protagoniste di un cambiamento storico nella rappresentanza politica femminile ai vertici del potere.

L’elezione di Giorgia Meloni a Presidente del Consiglio dei Ministri nel 2022 ha rappresentato un momento senza precedenti per l’Italia, segnando la prima leadership di una donna alla guida del governo. Leader di Fratelli d’Italia, Meloni ha consolidato la sua posizione grazie a un percorso politico caratterizzato da determinazione, strategia e una forte identità culturale. La sua ascesa ha segnato un punto di svolta nella politica nazionale, dimostrando che anche in contesti tradizionalmente dominati dalla leadership maschile è possibile affermarsi con autorevolezza.

Sul fronte opposto, Elly Schlein, eletta a sorpresa Segretaria del Partito Democratico nel 2023, ha segnato un’altra svolta epocale, diventando la prima donna a guidare il principale partito progressista italiano. Con un background internazionale e un forte impegno per i diritti civili, la giustizia sociale e la sostenibilità ambientale, Schlein esprime una visione politica inclusiva. La sua leadership rappresenta una sfida al modello tradizionale di partito e un segnale di cambiamento per la sinistra italiana.

L’affermazione di leader come Giorgia Meloni ed Elly Schlein si inserisce però in un percorso più ampio, reso possibile anche dall’impegno di donne che, in passato, hanno aperto la strada alla partecipazione femminile nella politica italiana. È significativo ricordare le parole di Nilde Iotti, prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera dei Deputati, che affermò: “La presenza delle donne nelle istituzioni non è solo una questione di giustizia, ma arricchisce la vita democratica del Paese”. Così come quelle di Angela Maria Guidi Cingolani, prima donna sottosegretario in Italia, che nel 1944, durante un convegno del Movimento Femminile della DC, dichiarò: “La DC vede nella donna la naturale portatrice, nella vita familiare e sociale, di quel complesso di valori morali e religiosi che sono radicati nella nostra tradizione”.

Queste riflessioni sottolineano come l’inclusione femminile nelle posizioni di potere non sia solo una questione di equità, ma contribuisca a una democrazia più completa e rappresentativa. Meloni e Schlein, pur incarnando orientamenti politici distinti e alternativi, testimoniano il crescente ruolo delle donne nelle più alte cariche politiche e istituzionali del Paese.

Sebbene il loro successo rappresenti un cambiamento strutturale, la presenza femminile nei ruoli di vertice resta ancora inferiore rispetto a quella maschile, con una sotto rappresentazione nelle cariche ministeriali più influenti e ai vertici dei partiti. Per colmare questo divario, è fondamentale proseguire nel percorso di valorizzazione delle leadership femminili, sia attraverso misure istituzionali, come la Strategia nazionale per la parità di genere 2021-2026, sia attraverso un cambiamento culturale che favorisca una piena inclusione delle donne nei processi decisionali.

L’affermazione di Meloni e Schlein dimostra che la politica italiana sta cambiando, ma la strada verso una rappresentanza pienamente paritaria è ancora lunga e richiede un impegno costante da parte delle istituzioni, dei partiti e della società civile. L’Italia ha di fronte a sé un’opportunità storica: trasformare queste leadership in un modello di riferimento per le future generazioni, affinché la presenza femminile nei ruoli decisionali non sia più un’eccezione, ma un aspetto naturale e consolidato della vita politica nazionale. Come ha affermato Papa Francesco: “Non si può perseguire un mondo migliore, più giusto, inclusivo e integralmente sostenibile senza l’apporto delle donne”. Un concetto che risuona con particolare forza nel contesto politico odierno.

Sanremo, Jovanotti: sto preparando una sorpresa, ho carta bianca

Citt del Vaticano, 31 gen. (askanews) – Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti a margine della conferenza stampa in Vaticano, per la presentazione della mostra ‘En route’, realizzata dalla Biblioteca Apostolica Vaticana in occasione del Giubileo 2025, ha parlato della sua partecipazione come super ospite alla prima serata del Festival di Sanremo: “Sto preparando una bella sorpresa, perch ha a che fare con la musica, con la passione per la musica. Non so neanch’io perch ci sto lavorando, siccome piuttosto complicato da fare non so come verr, ma se ci riusciamo sar molto bella, molto spettacolare. Una sorpresa complicata, mi hanno dato carta bianca, io non sono mai solo sul palco lo dice anche la canzone”.

Rispetto al duetto tra un’israeliana e una palestinese sempre sul palco dell’Ariston ha aggiunto: “Queste cose nella musica continuano ad accadere, continuano ad accadere costantemente, per cui io queste cose qui le guardo sempre con speranza proprio, anche proprio con entusiasmo, come dice per citare un film, la musica ha questo potere, questa forza qui, ce l’ha sempre avuta. Sar un bel momento, non so se una cosa del genere ferma una guerra, sicuramente pianta un seme, sicuramente pianta un seme per chi assiste a questa cosa qua, e l’importante che non ci si fermi mai, non tanto appunto il contenuto di una canzone in termini proprio di parole, quanto proprio l’aspetto emotivo dell’incontro di due esseri umani che non sarebbero in quella stanza insieme se non ci fosse la musica, ma meno male che c’ la musica”.

Jovanotti: di fronte alla guerra rimango avvilito e impotente

Citt del Vaticano, 31 gen. (askanews) – “Nelle canzoni c’ spazio per le emozioni e i contenuti necessari. La canzone forse non pi un contenitore di informazione, ci sono altri contenitori pi rapidi, pi efficaci, per la canzone rimane uno strumento poetico e io credo nella forza dell’emozione, della poesia”, ha detto Lorenzo Cherubini, alias Jovanotti, a margine della conferenza stampa in Vaticano per la presentazione della mostra ‘En route’, realizzata dalla Biblioteca Apostolica Vaticana in occasione del Giubileo 2025 parlando del ruolo della musica e degli artisti davanti alla guerra, in particolare al conflitto in Medioriente.

“Soprattutto credo anche nell’inadeguatezza nel mio caso personale di assumermi dei ruoli che non mi spettano perch sarei impreparato e quindi di fronte a tanta tragedia e di fronte a questa tragedia io non riesco ad essere altro che silenzioso, davvero, perch mi sento impreparato, non ho gli strumenti, talmente impensabile per me, inconcepibile l’idea che muoiano dei bambini che non riesco neanche a portare alla parola la tragedia che sento dentro da essere umano. E quindi questa cosa non riesco proprio ad affrontarla, c’ un materiale che ci metto le mani e mi sfugge, mi scotta, mi fa paura, evito con tutto me stesso di partecipare a un gioco di tifoserie e rimango uno spettatore avvilito, impotente, impreparato soprattutto, perch non rientra proprio nelle cose che io riesco a concepire” ha concluso Jovanotti che esce oggi col nuovo album “Il corpo umano vol. 1.

Al-Masri, Bongiorno: “Per ora non parlo, magari fra un’ora o giorno”

Roma, 31 gen. (askanews) – “Sapete perfettamente, perch fate i giornalisti, che quando io posso parlo. Per adesso abbiamo scelto, in questo momento questo, magari tra un’ora o un giorno parlo. Per adesso non ho dichiarazioni da fare. Oggi non faccio dichiarazioni. Devo fare ulteriori riunioni e poi vi parlo di tutto”. Lo ha detto ai cronisti lasciando Palazzo Chigi l’avvocata e senatrice leghista Giulia Bongiorno, che due giorni fa ha assunto la difesa della premier, dei ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio e del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano sul caso Al-Masri.

Trump conferma i dazi alla Ue: "Qualcosa di sostanziale. Ci ha trattato molto male"

Roma, 1 feb. (askanews) – Come riportano i media americani, in un incontro con i giornalisti alla Casa Bianca Donald Trump ha detto che con i dazi intende “fare qualcosa di sostanziale” anche nei riguardi dell’Unione Europea: “Se ho intenzione di imporre dazi doganali all’Unione Europea? Volete la risposta vera o quella diplomatica? Assolutamente sì”, l’Ue “ci ha trattato molto male”, ha detto il presidente Usa ai giornalisti nello Studio Ovale.

Trump ha anche fornito dettagli in più su quelli che vuole imporre a Canada, Messico e Cina, precisando che vuole imporre tariffe sulle importazioni di chip per computer, prodotti farmaceutici, acciaio, alluminio, rame, petrolio e gas e che le tariffe sul petrolio e sul gas dovrebbero essere previste entro il 18 febbraio.

In precedenza Trump aveva dichiarato di voler imporre una tariffa del 25% al Messico, del 25% al Canada e del 10% alla Cina: ora ha precisato che ridurrà le tariffe sul petrolio canadese al 10%.

Jovanotti alla mostra ‘En route’: “Il Vaticano casa per me”

Citt del Vaticano, 31 gen. (askanews) -Jovanotti tra i protagonisti della mostra ‘En route’, realizzata dalla Biblioteca Apostolica Vaticana in occasione del Giubileo 2025. Il tema dell’esposizione a cui partecipano diversi artisti i “giri del mondo”. Ma per il popolare cantante questa occasione ha un sapore particolare.

“Il Vaticano casa per me: mio padre ha lavorato qui per 55 anni, sono nato a Porta Cavalleggeri, ho vissuto questi luoghi da bambino, ero un esploratore di questi luoghi”.

Jovanotti apre il percorso espositivo, accogliendo il visitatore nel caleidoscopio della sua anima di cantautore e di globe-trotter. Ha esposto la sua bicicletta da viaggio, una chitarra decorata da un’artista argentina, una palla da discoteca trasformata in mappamondo e i propri disegni.

“Sono un artista di spettacolo e la mia produzione legata all’idea del viaggio e dell’esplorazione. Perch tutto questo? Non per celebrare il mio ego, il mio intento non stato autocelebrativo, ma quello di fare da “cavallo di Troia”: portare qualcuno che non sarebbe mai entrato in Vaticano a scoprire questo luogo straordinario”.

Sul suo rapporto con la fede, Jovanotti dice cos.

“Si entra in una zona di pudore estremo, preferirei fare uno spogliarello che spogliare l’anima. Rimango nella nuvola di una fede molto debole e altalenante continuamente alla ricerca di conferme che arrivano e poi sfuggono: un viaggio”.

Giornata Mondiale cancro, Fujifilm nuova Visionary Partner di UICC

Milano, 31 gen. (askanews) – In occasione della Giornata Mondiale contro il Cancro del 4 febbraio, Fujifilm annuncia di essere diventata “Visionary Partner” della Union for International Cancer Control (UICC). Con questa nuova partnership triennale, dal 2025 al 2027, l’azienda rafforza il proprio impegno nel cercare di ridurre il carico globale del cancro e, allo stesso tempo, migliorare i risultati dei pazienti. Il tema della nuova campagna 2025-27 “United by Unique”: le persone vengono messe al centro perch il cancro pi di una semplice diagnosi medica, una questione profondamente personale. Con oltre 35 milioni di nuovi casi previsti entro il 2050 e con quasi la met della popolazione mondiale che non ha accesso all’assistenza sanitaria di cui ha bisogno, Fujifilm dichiara di essere pronta ad affrontare le maggiori sfide sanitarie globali.

Oltre il 40% dei decessi legati al cancro sono considerati prevenibili attraverso uno screening approfondito e una diagnosi rapida. Diagnosticare e trattare il tumore con maggiore velocit e precisione una delle mission di Fujifilm e della sua area Healthcare: grazie, infatti, a servizi di diagnostica oncologica all’avanguardia come, tra gli altri, la mammografia e l’endoscopia, alla promozione di pratiche sanitarie efficaci attraverso il centro di screening sanitario “NURA” e con il lavoro di sviluppo e produzione di trattamenti oncologici innovativi in collaborazione con l’industria biofarmaceutica, Fujifilm in tutto il mondo sta cercando di fronteggiare e colmare le lacune ancora esistenti nell’accesso, nell’equit e nella cura dei pazienti oncologici.

Nel primo anno di questa rinnovata partnership, Fujifilm, forte della propria esperienza nella fotografia, e UICC intendono celebrare la forza e la resilienza dei pazienti, dei caregiver e degli operatori sanitari, incoraggiando le persone a condividere le loro storie personali. Un approccio incentrato sulle persone, dunque, che integri pienamente le esigenze uniche di ogni individuo, con compassione ed empatia, porta a risultati migliori in termini di salute.

I Duran Duran super ospiti a Sanremo, "tornano al Festival dopo 40 anni"

Roma, 31 gen. (askanews) – Ci saranno anche i Duran Duran al Festival di Sanremo. La band inglese – oggi composta da Nick Rhodes, John Taylor, Roger Taylor e Simon Le Bon – sarà sul palco dell’Ariston come ospiti internazionali nella serata di giovedì 13 febbraio 2025.

Ad annunciare la presenza dei Duran Duran come super ospiti è stato il presentatore e direttore artistico del Festival, Carlo Conti, ospite in diretta al Tg1: “Abbiamo l’ok definitivo, torneranno dopo 40 anni”, ha detto Conti.

I 43 migranti in Albania torneranno in Italia. I giudici inviano gli atti alla Corte Ue

Roma, 31 gen. (askanews) – Torneranno presto tutti in Italia i 43 migranti portati nei giorni scorsi in Albania. La Corte d’Appello di Roma – Sezione Persona, Famiglia, Minorenni e Protezione Internazionale – ha infatti sospeso il giudizio di convalida dei trattenimenti e rimesso “gli atti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea ai sensi degli artt. 267 TFUE, 105 e ss. del Regolamento di procedura e 23 bis dello Statuto della Corte”, come si legge in un passo delle 25 pagine della sentenza.

La decisione dei giudici conferma il metodo adottato nelle altre convalide degli ultimi mesi: “Il giudizio va sospeso nelle more della decisione della Corte di Giustizia. Poiché per effetto della sospensione è impossibile osservare il termine di quarantotto ore previsto per la convalida, deve necessariamente essere disposta la liberazione del trattenuto, così come ha ripetutamente affermato la Corte Costituzionale in casi analoghi (nei quali è stata sollevata questione di legittimità costituzionale nell’ambito di procedimenti di convalida di arresto)”.

Erano 49 i migranti (38 bengalesi, 8 egiziani, 2 gambiani, 1 ivoriano) giunti la mattina di martedì 28 gennaio in Albania. Dopo un primo screening, anche sanitario erano stati rinviati in Italia 5 di loro (2 del Bangladesh, 2 del Gambia perché minorenni e 1 Ivoriano vittima di tratta). Un cittadino del Bangladesh era stato poi riportato in Italia giovedì 30 gennaio, in quanto in sede di audizione personale erano emersi fatti meritevoli di ulteriori approfondimenti rispetto alla sua situazione individuale: è rientrato in Italia per essere sottoposto alla ordinaria procedura prevista per i richiedenti asilo.

Per i restanti 43 (cittadini del Bangladesh e dell’Egitto), all’esito delle audizioni della “Commissione territoriale per il diritto d’asilo” erano stati emessi dinieghi per manifesta infondatezza della domanda: per loro era appunto attesa la convalida del trattenimento da parte dei giudici del Tribunale di Roma.

Non convalidato trattenimento 43 migranti in Albania: "Atti a Ue"

Roma, 31 gen. (askanews) – I giudici della Corte d’Appello di Roma – sezione persona, famiglia, minorenni e protezione internazionale – hanno sospeso i giudizi di convalida dei trattenimenti dei 43 migranti portati, venerdì scorso, in Albania.

I giudici hanno poi rimesso “gli atti alla Corte di Giustizia dell’Unione europea ai sensi degli artt. 267 TFUE, 105 e ss. del Regolamento di procedura e 23 bis dello Statuto della Corte”, come si legge in un passo delle 25 pagine del provvedimento.

Erano 49 i migranti (38 bengalesi, 8 egiziani, 2 gambiani, 1 ivoriano) giunti la mattina di martedì 28 gennaio in Albania. Dopo un primo screening, anche sanitario erano stati rinviati in Italia 5 di loro (2 del Bangladesh, 2 del Gambia perché minorenni e 1 Ivoriano vittima di tratta). Un cittadino del Bangladesh era stato poi riportato in Italia giovedì 30 gennaio, in quanto in sede di audizione personale erano emersi fatti meritevoli di ulteriori approfondimenti rispetto alla sua situazione individuale: è rientrato in Italia per essere sottoposto alla ordinaria procedura prevista per i richiedenti asilo.

Per i restanti 43 (cittadini del Bangladesh e dell’Egitto), all’esito delle audizioni della “Commissione territoriale per il diritto d’asilo” erano stati emessi dinieghi per manifesta infondatezza della domanda: per loro era appunto attesa la convalida del trattenimento da parte dei giudici del Tribunale di Roma.

Ancora tensione governo-toghe, da Ue "richiamo" a Italia su Cpi

Roma, 31 gen. (askanews) – “Mentre il Governo lavora senza sosta per portare risultati all’Italia, c’è chi prova invano a smontarli. E intanto il mondo torna a puntare su di noi”. Di buon mattino Giorgia Meloni rilancia su X – accompagnato da questo post – il video del suo intervento di ieri all’evento “La Ripartenza”, in cui aveva attaccato frontalmente i “giudici che vogliono governare”. Una linea dura che era iniziata martedì pomeriggio, con il video social in cui annunciava di aver ricevuto un avviso di garanzia (si tratta in realtà di un avviso di un procedimento, una cosa diversa) per il caso Al-Masri. Poco prima, come anticipato da alcuni quotidiani, era salita al Colle per annunciare al presidente Sergio Mattarella di aver ricevuto l’atto.

La premier oggi si è tenuta a distanza da Palazzo Chigi e domani non dovrebbe andare alla direzione Fdi, anche se non si esclude un videomessaggio. Nel palazzo della Presidenza del Consiglio si è invece presentata l’avvocata Giulia Bongiorno, legale di Meloni, dei ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio e del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano. “Per adesso non ho dichiarazioni da fare. Devo fare ulteriori riunioni e poi parlo di tutto”, le uniche parole che si è lasciata sfuggire con i giornalisti. Certo è che, se il suo consiglio era stato – come pare – quello di abbassare i toni, non è stato seguito. “Nonostante gli attacchi gratuiti quotidiani e i tentativi di destabilizzare il Governo, il sostegno degli italiani rimane solido”, ha rilanciato Meloni questa volta su Facebook, commentando un sondaggio che dà Fdi in crescita dello 0,5% al 30,1%. “Io vado avanti, come sempre, a testa alta”, assicura.

Le opposizioni però non mollano la presa. Per Riccardo Ricciardi, capogruppo M5s alla Camera, Meloni “è sotto ricatto da parte di uno stupratore libico”; secondo il leader di Iv Matteo Renzi “è gravissimo che il Governo cancelli di propria iniziativa l’informativa al Parlamento” mentre la premier parla sui “social, negli eventi organizzati da Nicola Porro, con le veline ai giornalisti amici”; per Annalisa Corrado, responsabile conversione ecologica nella segreteria del Pd ed europarlamentare, “l’ennesimo attacco alla magistratura” è solo “fumo negli occhi per distrarre i cittadini dalle proprie mancanze”.

A far discutere oggi sono state anche le parole di Lucio Malan, capogruppo Fdi al Senato, che a Sky Tg24 ha ipotizzato la possibilità di abolire l’obbligatorierà dell’azione penale, perché “nonostante la riforma Cartabia qualcuno continua a ritenere dovuto procedere alle indagini sempre e comunque”. Come è avvenuto – ha sostenuto – nel caso della denuncia di Luigi Li Gotti contro la presidente del Consiglio e gli altri membri dell’esecutivo. Lo stesso Malan, poi, in serata ha dovuto smentire, affermando di essere stato frainteso: “L’obbligatorietà dell’azione penale non si tocca”.

La vicenda Al-Masri non ha però solo una dimensione interna, ma anche europea, dopo che Meloni e altri esponenti del governo hanno adombrato il sospetto che il mandato di arresto sia stato fatto scattare solo dopo l’arrivo in Italia del generale libico, proveniente dalla Germania. Proprio contro Berlino e la Cpi l’esecutivo punta il dito. Una situazione che crea imbarazzo all’Unione europea. “Non spetta alla Commissione europea far rispettare i mandati della Corte penale internazionale, ma quello che possiamo dire, come Commissione europea e come Unione europea, è che sosteniamo la Corte penale internazionale e i principi stabiliti nello Statuto di Roma”, ha detto rispondendo a una domanda il portavoce per la Politica estera della Commissione Anouar El Anouni, ricordando che “il Consiglio ha invitato tutti gli Stati membri a garantire la piena cooperazione con la Corte internazionale” anche “tramite la rapida esecuzione dei mandati di arresto in sospeso”.

Sanremo, Francesca Michielin: momento di celebrazione della musica

Milano, 31 gen. (askanews) – Francesca Michielin sar sul palco dell’Ariston, dove porter in gara alla 75 edizione del Festival di Sanremo il brano Fango in Paradiso. Il brano la versione revenge song di Francesca Michielin che, come insegna Taylor Swift, sempre un’ottima soluzione per rimettere insieme i pezzi di un cuore spezzato.

“Allora, la mia canzone nata in un momento di grande disagio, adesso ci scherzo, per stato veramente il disagio pi forte che ho provato. A fine luglio avevo voglia di andare in studio e scrivere una ballata o una strappa lacrime perch ho vissuto questa relazione molto difficile, una relazione in cui c’era tanta superficialit e non c’era voglia di secondo me ascoltarsi veramente. E quindi mi sono messa proprio finalmente a tirare fuori tutta la sofferenza che avevo incamerato ma non avevo secondo me mai tirato fuori fino in fondo. Ho scritto una canzone liberatoria che di fatto la canzone pi fisica che io abbia mai scritto proprio perch in un momento in cui anche il mio fisico non era proprio al top e siccome avevo bisogno di sentirmi viva, di sentirmi viva attraverso la musica e quindi nata Fango in Paradiso: usa due concetti apparentemente molto distanti perch il paradiso il concetto per eccellenza di perfezione anche da un punto di vista religioso e il fango quella qualcosa che sporca questo paradiso. Quindi un modo per dire, anche forse nella perfezione, in ci che noi pensiamo sia idilliaco, c’ dell’imperfezione e forse deve esserci”. La cantautrice vicentina reduce da un difficile intervento al rene, torna a Sanremo su quel palco che l’ha vista debuttare nel 2016 con “Nessun grado di separazione” – brano con cui lo stesso anno ha rappresentato l’Italia all’Eurovision Song Contest -, e che ha nuovamente calcato nel 2021 con “Chiamami per nome” in coppia con Fedez, e nel 2022 con il ruolo inedito di direttrice d’orchestra. “Sanremo per me una festa, il festival della musica italiana, nel senso che proprio il momento che io da fin da piccola aspettavo, sar che vicino al periodo del mio compleanno e del carnevale e tante cose belle. Ed un momento di celebrazione della musica e di celebrazione anche del proprio lavoro di artisti. Quindi credo sia un momento in cui siamo molto connessi tra di noi tutti, che facciamo musica o meno, ed un momento anche in cui la musica tecnicamente finalmente al centro e quindi non vedo l’ora perch una grande vetrina ed un momento speciale. Da questo festival giuro io non so proprio cosa aspettarmi. Non lo so, vorrei saperlo ma per fortuna non lo so”.

Germania, bocciata proposta di legge Cdu sulla stretta all’immigrazione: non basta l’aiuto dell’Afd

Roma, 31 gen. (askanews) – Il Bundestag tedesco ha respinto la proposta di legge presentata dai conservatori della Cdu/Csu (con il sostegno dell’estrema destra dell’Afd) sull’inasprimento delle regole per l’immigrazione.

Il provvedimento è stato respinto con 350 voti contrari, 338 favorevoli e cinque astenuti, come ha annunciato la vicepresidente del Bundestag, Petra Pau, al termine della votazione. Un’analoga risoluzione non vincolante era invece stata approvata mercoledì scorso con appena tre voti di margine (348 favorevoli e 345 contrari), con il sostegno dei conservatori e dell’ultradestra; socialdemocratici, Nuova Sinistra e Verdi si erano espressi contro.

La vicenda aveva creato scalpore perché l’iniziativa della Cdu, a un mese dalle elezioni, era stata interpretata come un possibile segnale di future intese con l’ultradestra dell’Afd, e non solo dall’Spd; persino l’ex Cancelliera Angela Merkel l’aveva definita un “errore politico”. A nulla erano valse le rassicurazioni contrarie del leader della Cdu – e candidato conservatore al Cancellierato – Friederich Merz; resta ora da vedere quanto la vicenda potrà influire sulla campagna elettorale e sul voto che vede la Cdu nettamente favorito rispetto ai socialdemocratici, ma non certo in grado di conquistare una maggioranza assoluta.

Covid, ex commissario Arcuri assolto per caso delle mascherine dalla Cina: l’abuso di ufficio non è più reato

Roma, 31 gen. (askanews) – Assolto perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato. Con questa motivazione il gup del tribunale di Roma ha fatto cadere le contestazioni di abuso d’ufficio nei confronti dell’ex commissario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri, riguardo il procedimento su una maxi fornitura di mascherine. Nel caso sono coinvolte anche una decina di altre persone. Per questi gli atti sono stati mandati alla Consulta.

La sentenza nei confronti di Arcuri è stata emessa al termine del rito abbreviato. Sulla base della richiesta della Procura capitolina è stata sollevata la questione di costituzionalità in relazione alla attuale formulazione dell’accusa di traffico di influenze illecite. I pubblici ministeri nei mesi scorsi avevano chiesto 16 mesi di pena per Arcuri. La requisitoria è stata fatta però prima che venisse abolito il reato di abuso d’ufficio.

Rispetto agli 800 milioni di mascherine pagate oltre 1,2 miliardi alla Cina per fronteggiare la pandemia, è già stata archiviata l’accusa di corruzione ed è venuto meno pure il peculato.

A Milano l’ottava edizione de “La Ripartenza” di Nicola Porro

Milano, 31 gen. (askanews) – Successo di pubblico per “La Ripartenza, liberi di pensare”, ideato da Nicola Porro, direttore e fondatore del sito nicolaporro.it. Nella cornice di Palazzo Castiglioni si tenuta a Milano l’ottava edizione dell’evento con un focus sulle sfide economiche per l’Italia, un parterre di ospiti di peso e il saluto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, entrata nel merito dei temi di maggiore attualit con un intervento video graffiante.

“C’era qualche giornalista per che ascoltava”, le ha fatto notare scherzosamente Porro.

“Eh guardi, se lei vuole fare le domande io rispondo, questo lo sanno tutti insomma”, ha replicato il capo di governo in collegamento.

Tra i panel, un vivace dibattito su quello che sar il futuro dell’energia, con presenze di spicco, da Daniela Gentile, Amministratrice Delegata di Ansaldo Nucleare a Nicola Lanzetta, Direttore Italia di Enel.

Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni ha spiegato che il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump avr certamente un’incidenza significativa nella spinta ad aprire la strada verso energie diversificate:

“Il futuro dell’energia ovviamente dipende dalla domanda, perch dobbiamo pensare al presente e anche al futuro e poi da un’offerta che deve essere diversificata, che deve coprire ovviamente la domanda, ma anche pensare a una trasformazione necessaria che quella appunto di un’energia che abbia minori emissioni possibili”.

Temi di peso, ma clima decisamente conviviale a “La Ripartenza”, con il presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana che si raccontato a Porro in una veste del tutto inedita.

” stata un’edizione stupenda, abbiamo affrontato tutti i grandi temi che sono l’energia, le imprese, i giovani e le imprese, ho fatto una tavola sulle giovani imprese, le start-up e gli investimenti esteri, un pezzo di pubblico che ha ragionato su come aiutare le imprese italiane e poi ovviamente Fontana: l’intervista che volevo fare, cio raccontare come la passione politica nasca da giovani”.

“E la presidente del Consiglio?”, gli chiediamo.

“L’ho vista molto ‘zuppesca’. Io sono contento perch il mio giornale online la zuppa e non avrebbe senso senza le 500 persone che vengono fisicamente e migliaia che ci ascoltano. L’idea di fare una cosa fisica perch il digitale, se non esiste il fisico, morto. Bisogna vedere le persone, incontrare le persone, neanche un secondo. Cio non esiste il digitale, io sono contro il digitale, vivo di digitale ma sono contro il digitale. Bisogna incontrare le persone, anche se sono poche rispetto a quelle che ti vedono”.

Oggi una zuppa di Porro, domani una zuppa di Meloni?

“Oggi una zuppa di Porro e domani un’altra zuppa di Porro”, chiosa.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Linda Verzani

Immagini askanews

Tajani a Belgrado, Italia "ambasciatrice" della Serbia con Ue e Usa

Belgrado, 31 gen. (askanews) – L’Italia è “in prima linea” per sostenere l’ingresso “nei tempi più rapidi possibili” della Serbia nell’Unione europea, può essere “portavoce” delle istanze dei Balcani nel mondo e può rappresentare un “ponte tra l’Europa e gli Stati Uniti”. Antonio Tajani, a Belgrado per il Forum imprenditoriale Italia-Serbia, scandisce bene le parole: il nostro Paese vuole essere “ambasciatore” della Serbia e dei Balcani a Bruxelles. Aleksandar Vucic, al suo fianco, abbozza un sorriso e annuisce soddisfatto. “Pochi paesi al mondo avranno un rapporto positivo con gli Usa di Donald Trump come l’Italia e Giorgia Meloni”, spiega il capo dello Stato, che nei prossimi giorni sarà impegnato nel tentativo di trovare una soluzione alla crisi politica nel suo Paese. Vucic e Tajani ne hanno discusso a margine dei lavori. “Ho parlato delle proteste di studenti e cittadini, ho detto che invitiamo tutti al dialogo e che ci asteniamo dall’uso di qualsiasi forma di forza”, ha provato a rassicurare. “Sono sempre pronto ad ascoltare le diverse posizioni. Continueremo a proteggere la stabilità della Serbia finché sarà minacciata da qualche forma di violenza. E saremo molto giusti nei confronti di chi vede diversamente le cose nel nostro Paese. Questa è la democrazia”.

Il premier serbo Milos Vucevic ha rassegnato le dimissioni dopo le vaste proteste di piazza a seguito della morte di diverse persone per il crollo di una pensilina, appena ristrutturata, in una stazione ferroviaria di Novi Sad. Le manifestazioni di protesta giovanili hanno poi coinvolto l’intera società civile. “In ogni caso deve prevalere il dialogo e non deve esserci l’uso della forza, e tantomeno della violenza da parte degli studenti, perché il dialogo esclude la violenza”, precisa Tajani, senza voler entrare nel merito di una questione interna. “Mi auguro che la Serbia torni ad avere in pochissimi giorni una situazione più serena, non serve un’intromissione italiana nelle vicende interne, quello che ci interessa è la stabilità di un Paese così importante”, aggiunge.

Il percorso politico è segnato. L’Assemblea Nazionale dovrà prendere atto delle dimissioni del primo ministro con una seduta parlamentare ancora non programmata. Da questo passaggio formale scatteranno 30 giorni entro cui andrà formato il Governo, pena il ricorso automatico alle urne. Per il Paese si aprono quindi due scenari: il varo di un nuovo esecutivo o lo scioglimento delle Camere e le elezioni anticipate. La scelta è nelle mani del presidente Vucic. Solo dopo, quando il governo sarà formato, l’interlocuzione con l’Italia potrà riprendere da dove è stata interrotta: il vertice intergovernativo previsto per oggi e saltato per la crisi politica. Ovvero, l’arrivo di Giorgia Meloni a Belgrado.

Vucic, che ringrazia più volte l’Italia e Tajani per la loro vicinanza, auspica che ciò possa accadere presto. “Mi dispiace che Giorgia Meloni non arriverà prima di qualche settimana, quando eleggeremo il nuovo Governo”, dice. Ma “quando lo faremo, spero sinceramente che ci sarà la visita del primo ministro”. Il caos politico nel Paese “non era previsto”, però le relazioni tra Italia e Serbia “non possono essere interrotte da niente e da nessuno”, chiarisce il presidente. D’altra parte, l’Italia è “il terzo partner” della Serbia e “c’è ancora molto da fare” con le aziende italiane.

Oltre 160 le imprese ed associazioni italiane che hanno partecipato oggi al Forum, circa 250 quelle serbe. Il “Sistema Italia” in Serbia è forte della presenza di Cassa Depositi e Prestiti, Sace e Simest, che hanno aperto propri Uffici regionali nella capitale serba nel 2023 e nel 2024, e avviato iniziative finanziarie dedicate alle imprese già presenti o intenzionate ad internazionalizzare il proprio business in questo Paese e ai Balcani occidentali. Negli ultimi sette anni, l’interscambio è passato dai circa 3,4 miliardi del 2017 a 3,7 miliardi nel 2023, con esportazioni pari a oltre 2,3 miliardi (+5,4% sul 2022) e importazioni a quasi 1,4 miliardi (-7,8% sul 2022). Nei primi nove mesi del 2024, i dati sul commercio bilaterale hanno registrato un aumento del 9,1% rispetto al medesimo periodo del 2023, principalmente per effetto di un incremento dell’export italiano (+16,3%). Una partnership che vivrà un nuovo capitolo nel 2027: Tajani ha annunciato che l’Italia parteciperà in Serbia all’Expo dedicato allo sport e alla musica.

(di Corrado Accaputo)

Governo, Meloni: attacchi gratuiti ma il sostegno degli italiani è solido

Roma, 31 gen. (askanews) – “Non guardo spesso i sondaggi. Non perché non siano importanti, ma perché penso che il miglior modo per ottenere fiducia sia lavorare ogni giorno con serietà e determinazione. Tuttavia, è difficile non notare un dato: nonostante gli attacchi gratuiti quotidiani e i tentativi di destabilizzare il governo, il sostegno degli italiani rimane solido. Per me, questo significa una cosa sola: che il lavoro che stiamo facendo per difendere l’interesse nazionale, creare opportunità per le nostre imprese e rafforzare la nostra Nazione è quello giusto. Grazie per la fiducia. Io vado avanti, come sempre, a testa alta”. Lo scrive su Facebook la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, pubblicando una card su un sondaggio che dà Fdi in crescita dello 0,5% al 30,1%.

Caso Almasri, Bongiorno (avvocato di Meloni e ministri): devo fare delle riunioni e poi parlo di tutto

Roma, 31 gen. (askanews) – “Per adesso non ho dichiarazioni da fare. Oggi non faccio dichiarazioni. In questo momento abbiamo scelto questo, magari tra un’ora o un giorno le farò. Devo fare ulteriori riunioni e poi parlo di tutto”, ha detto Giulia Bongiorno, lasciando Palazzo Chigi.

Bongiorno, avvocata e senatrice leghista, presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, due giorni fa ha assunto la difesa della premier, dei ministri Matteo Piantedosi e Carlo Nordio e del sottosegretario alla Presidenza Alfredo Mantovano sul caso Al-Masri.

VDP Srl al Vertice Italia-Serbia a Belgrado

Roma, 31 gen. – Francesco Ventura, Amministratore Unico di VDP Srl, ha partecipato alla missione di OICE( Associazione delle societa di ingegneria e architettura di Cinfindustria)) al Vertice Italia-Serbia a Belgrado, un incontro di alto livello che ha visto la partecipazione di autorit governative e imprenditoriali di entrambi i paesi. L’evento stato introdotto dal Presidente della Repubblica di Serbia, Aleksandar Vucic, e dal Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani.

Questo vertice segue il percorso di cooperazione gi avviato con il “Business & Science Forum” di Belgrado nel marzo 2023 e il “Forum Imprenditoriale Italia-Serbia” di Trieste nel maggio 2024, cui OICE ha preso parte attivamente. Il Forum del 31 gennaio 2025 si inserisce nel contesto di una solida e crescente partnership bilaterale tra Italia e Serbia, rafforzata anche dall’apertura degli uffici di CDP, SACE e SIMEST a Belgrado, e dai numerosi accordi di collaborazione tra le due nazioni, inclusi quelli siglati da OICE con ACES (Association of Consulting Engineers of Serbia) nel marzo 2023.

Il programma della giornata ha visto una serie di interventi istituzionali e una sessione dedicata alla presentazione di strumenti finanziari innovativi messi a disposizione da CDP, SACE e SIMEST, per supportare le iniziative di cooperazione economica. Inoltre, si sono svolti tavoli di lavoro paralleli, focalizzati su temi cruciali come economia circolare, transizione energetica, agri-tech, industria 5.0 e, naturalmente, infrastrutture fisiche e immateriali.

Francesco Ventura ha preso parte al Tavolo Infrastrutture, coordinato dal Vicepresidente di OICE, Alfredo Ingletti, che ha moderato le discussioni sui progetti e le opportunit future nel settore delle infrastrutture tra Italia e Serbia. In particolare, la collaborazione tra le imprese italiane e serbe nel campo delle infrastrutture fisiche e immateriali emersa come un elemento chiave per il futuro sviluppo economico e tecnologico dei due paesi.

Nel pomeriggio, le aziende partecipanti hanno avuto l’opportunit di svolgere incontri B2B con controparti serbe, per approfondire temi di interesse specifico e avviare nuove collaborazioni. VDP Srl, in qualit di membro di OICE, ha contribuito a consolidare le relazioni tra le imprese ingegneristiche italiane e quelle serbe, ponendo l’accento sull’importanza della sinergia tra i due paesi per affrontare le sfide globali in ambito infrastrutturale.

Oltre al Vertice, OICE ha partecipato il 30 gennaio all’Assemblea Generale di Confindustria Serbia, insieme al Direttore Internaziolizzazione OICE Marco Ragusa e alla Vicepresidente di Confindustria Barbara Cimmino, consolidando ulteriormente i legami tra le associazioni imprenditoriali dei due paesi. Inoltre, un incontro bilaterale OICE-ACES ha portato alla creazione di un gruppo di lavoro congiunto, con la partecipazione delle aziende associate alle rispettive organizzazioni, per avviare nuovi progetti di collaborazione.

Il Vertice Italia-Serbia ha rappresentato una tappa fondamentale nel percorso di rafforzamento delle relazioni tra i due paesi, con un focus particolare sull’infrastruttura, settore strategico per lo sviluppo economico e tecnologico, e VDP Srl orgogliosa di aver contribuito a questa importante occasione di dialogo e crescita.

Sorteggi playoff Europa League: c’è Porto-Roma

Roma, 31 gen. (askanews) – Dopo la conclusione della fase campionato, il sorteggio di Nyon ha determinato gli accoppiamenti dei playoff di Europa League 2024/2025: la Roma, che era testa di serie, ha pescato il Porto. LAZIO, Athletic Bilbao, Man United, Tottenham, Eintracht, Lione, Olympiacos e Rangers. Andata giovedì 13 febbraio, ritorno giovedì 20.

Sorteggi Playoff Europa League Ferencvaros – Viktoria Plzen Porto – ROMA AZ – Galatasaray Midtjylland – Real Sociedad Union Saint-Gilloise – Ajax Paok – Steaua Twente – Bodo/Glimt Fenerbahce – Anderlecht

Ecco i sorteggi della Champions League, evitato il derby italiano

Roma, 31 gen. (askanews) – L’urna di Nyon ha determinato i playoff della seconda fase della Champions League 2024/2025. Evitato il derby italiano: la Juventus pesca il Psv, per il Milan c’è il Feyenoord (di Gimenez). L’Atalanta sfiderà i belgi del Bruges. Agli ottavi già qualificati Liverpool, Barcellona, Arsenal, INTER, Atletico Madrid, Leverkusen, Lille e Aston Villa.

Questi gli incontri dei playoff Brest-Psg Monaco-Benfica JUVENTUS-Psv Feyenoord-MILAN Man City-Real Madrid Celtic-Bayern Sporting SP-Dortmund Bruges-ATALANTA

MAST di Bologna, giovani fotografi raccontano il lavoro oggi

Bologna, 31 gen. (askanews) – Un concorso fotografico dedicato agli under 35, per parlare di industria e lavoro nel nostro presente. L’ottava edizione del MAST Photography Grant on Industry and Work della Fondazione MAST di Bologna ha visto la scelta di cinque finalisti che hanno portato negli spazi del museo le loro opere. Urs Stahel ha curato la mostra e ci ha raccontato il senso del concorso.

“Il premio – ha detto ad askanews – ha chiesto ai giovani fotografi di lavorare sulla produzione, di chiedersi come vengono prodotte le cose che usiamo ogni giorno, su cosa significa un mondo industriale e post-industriale oggi. E questi lavori vanno in profondit, molto pi del solito, e ci raccontano di una parte del mondo che non vediamo, perch nascosta sotto le superfici brillanti. Ma noi abbiamo bisogno di conoscerle queste cose, perch ci aiuteranno a capire il mondo”.

Un mondo che plurale e complesso, sconquassato dalle dinamiche economiche e dalla logica del potere, ma ancora capace di trovare spazi di emozione, come avviene con le fotografie di Sheida Soleimani, americana di origine iraniana che con le sue immagini potenti e insolite ha vinto il concorso. “Sheida – ha aggiunto Stahel – per me come un piccolo vulcano per come parla, per come pensa e per come produce il suo lavoro. Si impegna per fare apparire semplici le sue immagini, ma ogni lavoro ha sei o sette diversi livelli. Lei di origine iraniana e la sua famiglia ha dovuto fuggire dal Paese e ora vivono negli Stati Uniti, nel suo lavoro accosta l’avventura di suo padre a quelle degli uccelli migratori”.

Le storie delle donne attiviste in Iran si intrecciano con le vicende dei migratori feriti a causa delle collisioni con gli edifici costruiti dall’uomo in un crescendo di possibilit e racconti che la fotografia riesce a sintetizzare in un’immagine decisiva.

Accanto a Soleimani gli altri finalisti le cui opere sono esposte ora al MAST sono la britannica Felicity Hammond, la congolese Gosette Lubondo, l’italiana Silvia Rosi e l’australiano Kai Wasikowski.

A Ozpetek SuperCiak d’oro 2024, Ronchi e Germano Personaggi dell’anno

Roma, 31 gen. (askanews) – La stagione più bella del nostro cinema ha eletto i suoi eroi: con 205 mila voti su ciakmagazine.it, il pubblico ha assegnato i Ciak d’oro 2024 a titoli e protagonisti della nostra stagione cinematografica.

La consegna dei 39esimi Ciak d’oro – l’unico, grande premio popolare del cinema italiano votato direttamente dal pubblico – a tutti i vincitori sarà trasmessa su Sky Tg24 sabato primo e domenica 2 febbraio, in due speciali condotti dal direttore di Ciak Flavio Natalia e dal Vicedirettore vicario di Sky Tg24 Omar Schillaci. L’edizione è stata realizzata con la collaborazione di Virgo e Publicis.

Il vincitore assoluto dell’edizione 2024 è Ferzan Özpetek, che ha vinto il SuperCiak d’oro – premio simbolo della manifestazione – per il soggetto, la sceneggiatura e la regia per il suo Diamanti.

Il Ciak d’oro ai Personaggi dell’anno, femminile e maschile, per il complesso delle loro interpretazioni è andato a a Barbara Ronchi per 10 Minuti, Non riattaccare, Io e il secco, Familia, Il treno dei bambini e a Elio Germano per le grandi prove d’attore in Confidenza, Iddu e Berlinguer: La grande ambizione.

Nelle altre categorie a votazione popolare, al termine dei tre turni di voto, hanno vinto le storie vere tratte dalla vita quotidiana e ci sono tanti volti nuovi: come Miglior film drammatico è stato scelto Il treno dei bambini, l’intenso film di Cristina Comencini. La commedia vincitrice è stata Un mondo a parte di Riccardo Milani. La Miglior regia è andata a Ferzan Özpetek per Diamanti.

Miglior attore protagonista è Francesco Di Leva per il suo ruolo in Familia di Francesco Costabile, drammatica storia di violenza domestica. Tra le attrici ha primeggiato Luisa Ranieri, sorprendente protagonista femminile di Diamanti, di Ferzan Özpetek.

Miglior esordio alla regia, per il suo Flaminia, è Michela Giraud. Il premio Rivelazione dell’anno è stato vinto da Celeste Dalla Porta per lo straordinario esordio in Parthenope di Paolo Sorrentino.

Il premio per il Film rivelazione dell’anno è andato per acclamazione a Il ragazzo coi pantaloni rosa, scritto e prodotto da Roberto Proia, diretto da Margherita Ferri e interpretato da Claudia Pandolfi e dal giovanissimo Samuele Carrino.

La grande partecipazione al voto su ciakmagazine.it (e in dibattiti e discussioni riguardo ai Ciak d’oro sui social media e sul web) conferma il grande momento che vive la passione per il cinema. Il dato, infatti, è in linea con quello della scorsa edizione, anche quest’anno si poteva votare solo una volta al giorno per ciascuna categoria, indicando fino a tre preferenze per ogni categoria. La scelta è stata fatta per proteggere l’autorevolezza dei Ciak d’oro, ed evitare che l’entusiasmo di alcuni fan potesse influire in modo eccessivo sulla competizione.

Nei Ciak d’oro del pubblico 2024 erano in gara i film italiani usciti dal primo dicembre 2023 al 20 dicembre 2024 (gli scorsi Ciak d’oro avevano considerato i titoli fino al 30 novembre dello scorso anno).

Ai Ciak d’oro del pubblico seguiranno nelle prossime settimane quelli ai migliori interpreti non protagonisti, alle sceneggiature, ai produttori, ai direttori della fotografia e agli altri protagonisti nelle cosiddette categorie “tecniche”, a giudizio di una giuria di 200 giornalisti di spettacolo e critici di cinema.

Ucraina, truppe nordcoreane ritirate dalla prima linea

Roma, 31 gen. (askanews) – Le truppe nordcoreane inviate a combattere in Ucraina sono state ritirate dalla prima linea dopo pesanti perdite: è quanto riporta il quotidiano statunitense The New York Times citando fonti governative di Washington e Kiev.

Il contingente inviato da Pyongyang, forte di circa 11mila effettivi, sarebbe scomparso dal fronte da circa due settimane e secondo i servizi di Kiev avrebbe subito perdite apri alla metà della forza, anche per la scarsa coordinazione con le truppe russe.

Buona parte del contingente nordcoreano infatti sarebbe formato da elementi delle forze d’élite e speciali, ma sono stati impiegati come fanteria e senza la necessaria copertura di mezzi corazzati, lasciandoli esposti al rischio dei campi minati e del fuoco ucraino.

Fonti dell’Amministrazione statunitense tuttavia sottolineano come la decisione di ritirare le truppe nordcoreane dalla prima linea possa non essere permanente: è possibile che vengano sottoposti a un ulteriore periodo di addestramento o che i comandi russi decidano di impiegarli in altro modo.

M.O., Crosetto: prove apertura valico Rafah, l’Italia in prima fila

Milano, 31 gen. (askanews) – “Prove di apertura al valico di Rafah. Come accade sempre, quando si iniziano percorsi di stabilizzazione e pace, l’Italia c’è, in prima fila, da protagonista. Spesso attraverso la presenza, il lavoro, il sacrificio, delle donne e degli uomini delle Forze Armate e l’impegno del Ministero della Difesa. In questo caso i Carabinieri. Grazie a loro la speranza di pace diventa percorso di pace”. Lo ha scritto il ministro della Difesa Guido Crosetto su X.

Bce, i dettagli dei 2 temi in gara per le nuove banconote in euro

Roma, 31 gen. (askanews) – La Banca centrale europea ha selezionato i motivi dettagliati che dovranno comparire sui diversi tagli della nuova serie di banconote in euro che intende creare nei prossimi anni, sulla base dei due temi chiave che, già a seguito di una prima selezione effettuata tra 2021 e 2023, saranno “Cultura europea: luoghi di cultura e condivisione” oppure “Fiumi e uccelli: resilienza nella diversità”.

La serie “Cultura europea” prevede sul fronte delle banconote sei personalità storiche, metà uomini metà donne, dal Rinascimento alla storia contemporanea e sul retro “luoghi di cultura e condivisione” quotidiana (non edifici storici o simbolici, quindi). Partendo dal taglio da 5 euro il tema è “Arti performative” con sul fronte Maria Callas e sul retro “Artisti di strada (musica/danza/teatro) intrattengono i passanti”; 10 euro “Musica” fronte Ludwig van Beethoven retro “Festival musicale con un coro di bambini e giovani adulti”; 20 euro “Università e scuola” fronte Marie Curie retro “Contesto scolastico o universitario con una insegnante e giovani allievi; libri e quaderni disposti sui banchi”; 50 euro “Biblioteche” fronte Miguel de Cervantes retro “Biblioteca con adulti che leggono libri in versione cartacea o digitale. Un bimbo e una bimba cercano di prendere un libro da uno scaffale”; 100 euro Musei e mostre fronte Leonardo da Vinci retro “Adulti e bambini ammirano esempi di arte urbana, arte contemporanea”; 200 euro Piazze pubbliche fronte Bertha von Suttner retro “Un piazzale alberato come luogo di incontro, con adulti e bambini che parlano, passeggiano, giocano”.

Per la serie “Fiumi e uccelli” invece il taglio da 5 euro è con tema “Sorgente montana” sul fronte “Picchio muraiolo e paesaggio montano” e sul retro Parlamento europeo; 10 euro “Cascata” fronte “Martin pescatore in prossimità di una cascata o di una pozza di acqua corrente” retro Commissione europea; 20 euro “Valle fluviale confinata” fronte “Colonia di gruccioni su parete di sabbia a lato di una grande valle fluviale confinata, lungo la sponda di un fiume” retro Banca centrale europea; 50 euro tema “Fiume serpeggiante” fronte “Cicogna bianca sorvola le anse di un fiume in una valle fluviale non confinata” retro Corte di giustizia dell’Unione europea; 100 euro “Foce fluviale” fronte “Avocetta perlustra la superficie di una pianura fangosa” retro Consiglio europeo e Consiglio dell’Unione europea; 200 euro “Paesaggio marino” fronte “Sula bassana sorvola alte onde oceaniche” retro Corte dei conti europea.

La selezione dei motivi ha tenuto conto dei suggerimenti di due gruppi multidisciplinari composti da esperti provenienti da tutta l’area dell’euro, afferma l’istituzione con un comunicato, e delle preferenze espresse da 365.000 cittadini europei nell’ambito di sondaggi di opinione svolti nell’estate del 2023 e di “focus group” condotti fra dicembre 2021 e marzo 2022.

“Siamo entusiasti di presentare questi motivi, immagini di vita reale che testimoniano il nostro impegno per l’Europa e celebrano il suo patrimonio culturale e naturale”, ha dichiarato la presidente Christine Lagarde, ciata in un comunicato. “Le nuove banconote saranno il simbolo della nostra identità comune europea e delle diversità che ci rendono forti”.

Ora la Bce procederà ad istituire una commissione giudicante e indirà il concorso grafico, al quale potranno partecipare bozzettisti provenienti da tutta l’Unione europea. L’istituzione afferma che “continuerà a coinvolgere il pubblico e gli esperti affinché i cittadini europei di ogni età si riconoscano nei disegni selezionati”. Nel 2026 “esplorerà le preferenze dei cittadini” a partire dalla rosa dei disegni selezionati.

“Lo sviluppo di nuove banconote testimonia il nostro impegno nei confronti del contante, oggi e in futuro. Le banconote sono un simbolo della nostra unità europea; con l’introduzione di nuovi motivi decorativi celebriamo la nostra storia comune e l’impegno per un futuro sostenibile”, ha dichiarato Piero Cipollone, l’italiano che fa parte del Comitato esecutivo della Bce e che ha la delega sui sistemi di pagamento.

Il Consiglio direttivo dovrebbe adottare una decisione definitiva riguardo ai disegni nel 2026. Alcuni anni dopo la decisione e la successiva fase di produzione, in cui verranno valutate anche le tecnologie di sicurezza, le nuove banconote saranno pronte per iniziare a circolare. (fonte immagine: ECB 2025).