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Meloni vs Spinelli? Un passo falso: le nuove generazioni guardano all’Europa.

È lecito chiedersi come mai la Presidente Meloni, notoriamente abile nel maneggiare la comunicazione politica, sia stata così aggressiva nel mettere sotto accusa il Manifesto di Ventotene. Il testo conserva un aspetto fortemente evocativo e il suo co-autore, Altiero Spinelli, appare ancora oggi nella cornice prestigiosa dei testimoni più autentici del federalismo europeo. 

Cosa succede? In effetti, a Palazzo Chigi ristagna un sentimento di alterità rispetto alle regole e alle sensibilità connesse al rispetto della democrazia liberale. Emblematica è la “madre di tutte le battaglie”, come definita dalla stessa Meloni: la riforma del premierato. Essa, lungi dal rappresentare un governo del premier inteso come primus inter pares, rischia di tradursi in potere monocratico, se non addirittura autoritario: un’esperienza già dolorosamente vissuta attraverso la crisi degli anni ‘30 e il tracollo della seconda guerra mondiale, con le sue incalcolabili perdite umane.

L’apprensione che ha spinto Meloni a un attacco così avventato, nonostante il consenso da lei guadagnato in Europa, grazie soprattutto al sostegno all’Ucraina e alla Nato, forse lascia intravedere il fastidio per il successo di Piazza del Popolo. Se è stata una reazione, essa non ha giovato alla sua immagine di donna delle istituzioni, da due anni e più alla guida del governo. 

Siamo di fronte a uno scarto di insofferenza e nervosismo? Certo, non aiuta la complessa situazione geopolitica, con la ricerca di un complicato equilibrio tra gli Stati Uniti di Trump e l’Europa. Le minacce sul fronte dei dazi costringono la Premier a mantenere saldi i legami con Bruxelles, come si è visto nelle ultime settimane. In questo contesto, la proposta di un modello federale europeo, ispirato al pensiero di Spinelli, potrebbe rappresentare una via d’uscita per evitare di essere schiacciati dalla pax trumpian-putiniana e, al tempo stesso, per arginare l’espansione cinese.

Torniamo al punto di partenza. È probabile che qualche consigliere poco avveduto abbia spinto la Presidente del Consiglio a usare maldestramente alcune citazioni, non avendo cura di ricordare che a Ventotene gli estensori del Manifesto avevano di fronte il mostro del nazi-fascismo. Non era in discussione in quel momento – parliamo del 1941 – il necessario contributo dell’Unione Sovietica alla liberazione dell’Europa, insieme agli alleati anglo-americani. Tuttavia, la visione di Ventotene andava ben oltre e la sua attualità vive nel richiamo alle ragioni dell’unità dei popoli europei, in un costante processo di rafforzamento delle istituzioni comunitarie. 

Tutto il contrario di quello che pensano i sovranisti e gli autarchici di varia specie! Tuttavia le nuove generazioni, cresciute anche grazie all’Erasmus, sono consapevoli che la salvezza del pianeta richiede un ordine mondiale nuovo e più equo. A partire dal Vecchio Continente.

Dibattito | Gli italiani del Ppe si armano di fede

Prosegue la preparazione al Congresso europeo del Ppe che si terrà il prossimo aprile a Valencia in Spagna. A Roma in un Seminario della Fondazione De Gasperi si sono succedute le relazioni di monsignor Vincenzo Paglia, di Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, e di Antonio Tajani e sono stati messi a fuoco alcuni spunti innovativi di proposta. In particolare, è stata annunciata l’iniziativa di una “Camaldoli Europea” che dovrebbe chiarire il contributo dei cristiani, e particolarmente dei cattolici, alla riaffermazione della civiltà europea e della storia civile europea come produttivi di valori non transeunti, che possono e debbono ispirare regole e linee di comportamento della futura Federazione Europea. Per sua natura, l’Europa può essere determinante nella formulazione di soluzioni che salvano, sì, il continente europeo, ma solo in quanto salvano preliminarmente i suoi vicini. Non si risolvono i guai propri se non si dà mano seriamente alla risoluzione dei problemi altrui.  

Tre relazioni ben strutturate – e altrettanto ben accompagnate dal presidente della Fondazione De Gasperi Angelino Alfano, che ha introdotto anch’egli visioni sui profili da curare, in special modo per arrivare a una proposta vincente in chiave pro-federale – sono state il regalo in termini di contenuti di notevole livello fatto dai relatori monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia della Vita, Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, e Antonio Tajani, ministro degli affari esteri e vicepresidente del consiglio, già presidente del Parlamento Europeo. È ovvio pensare che ciascuno avesse coscienziosamente preparato il proprio intervento; eppure il livello di interazione e di adattamento ai contenuti man mano emersi dagli altri relatori è stato rimarchevole. Ne è venuto fuori una somma di considerazioni che non mancherà di incidere sull’indirizzo che i delegati italiani assumeranno a Valencia. Le impostazioni dei tre relatori sono state molto diverse tra loro; ma alla fine sono risultate complementari. In definitiva, tutte e tre ottimiste. Di armi e riarmi non si è parlato. Di sviluppo pacifico sì. 

Monsignor Vincenzo Paglia ha insistito sulle cifre generali, ideali, cui ci si deve rifare per arrivare a una Europa benefattrice degli altri continenti: tradizione cristiana, personalismo (nel solco di Maritain, Mounier, Paronetto e…Montini), umanesimo, universalismo, riscossa della fratellanza, consapevolezza che siamo tutti sulla stessa barca e che è un assoluto nonsenso lottare per prevalere. Paglia ha lamentato che la catena di eventi recenti e recentissimi provocati dalle due guerre di Ucraina e di Gaza non abbia meritato ripetuti e forti pronunciamenti da parte delle Conferenze Episcopali europee. Che invece potrebbero rivestire un ruolo fondamentale.

Marco Bucci ha offerto un intervento molto tecnico sullo sviluppo economico in relazione alle reti infrastrutturali, specie della mobilità di persone e merci. Ogni tentativo di unificazione in direzione dell’integrazione delle reti – si pensi alla direttrice europea Rotterdam/Genova – produce immancabilmente effetti moltiplicativi.

Antonio Tajani ha offerto alla riflessione diverse linee di approfondimento. A suo giudizio, il dato culturale e di civiltà su cui ha insistito Paglia è un elemento di forza che andrà giocato al meglio. Il Congresso del Ppe dovrà metttere in campo una strategia di recupero del valore della tradizione cristiana agli effetti del futuro della libertà e della democrazia in Europa. Libertà e democrazia, di cui si constata un declino critico e culturale nella considerazione delle popolazioni, anche in seguito alla numerosità nella nascita di equivoci in materia di diritti fondamentali. La Federazione Europea può essere la salvezza per i diritti fondamentali in Europa, per far ritrovare ius e politeia. Che sono nati in Europa molti secoli fa. Tajani, soprattutto, ha accettato e fatto propria l’ipotesi di “Camaldoli Europea” lanciata da monsignor Paglia e avallata da Angelino Alfano.

"Roma Nord profondo Nero", in libreria il sequel del romanzo sulla Roma bene

Roma, 22 mar. (askanews) – E’ passata solo una manciata di anni dagli eventi accaduti in “Roma Nord” ai Giannini, ai Tabacci e ai Teodori – le tre famiglie romane che vivono a Roma Nord negli eleganti quartieri di Parioli, Olgiata e Trieste ed ecco che Elena Guerri Dall’Oro, editore Piodo, torna in libreria con il sequel del romanzo sulla borghesia dei quartieri bene della capitale “Roma Nord profodo nero”. Presentato in un affollato dibattito all’Auditorium Parco della Musica di Roma, moderato dalla giornalista Rai Alessandra Tocci.

Nella nuova avventura letteraria di Guerri Dall’Oro troviamo quasi tutti i protagonisti, mutati per gli avvenimenti intercorsi, ma in qualche modo arrivati sin qui. Sono cresciuti, divenuti più maturi, hanno cambiato lavoro, superato i propri lutti, intrapreso nuove avventure, ritrovato l’amore.Il loro mondo è cambiato, mutando le loro aspettative e certezze.Il benessere economico ha smesso di essere il perno centrale attorno al quale tutto sembrava ruotare, lasciando loro spazio per la ricerca di nuovi traguardi.Nelle vite dei protagonisti, hanno continuato ad accadere cose importanti: talvolta molto belle, a volte tragiche, che li hanno visti rimescolati e molto cambiati, prendere nuove direzioni di vita. Per continuare a vivere o anche solo a sopravvivere.Giulia si è ?nalmente rifatta una vita con un nuovo compagno, dopo aver lasciato suo marito Giovanni, infedele da sempre; lui però una volta separato e libero è sembrato non volersene fare una ragione.Livia finalmente rinata dopo i guai morali e giudiziari commessi dal figlio Dario, realizza siano maturi i tempi per tagliare il loro cordone ombelicale e ricentrare la propria vita su sé stessa; accetta quindi la proposta di entrare in politica.Barbara, dopo una lunga depressione dalla perdita di suo ?glio Vincenzo, sembra essersi ridestata anche lei, riscoprendo l’innamoramento per un giovane uomo.

Questo amore scomodo quanto vitale è a detta di tutti però, fuori tempo massimo.Le cose procederanno però per tutte loro come il destino ha già deciso.Tutt’intorno mariti, ?gli, nipoti, amanti e amiche, queste ultime più che mai, rappresentano gli specchi sinceri di cosa siano diventati i protagonisti, gli uni ri?essi nello specchio degli altri.La complessità delle loro vite, incastonate in uno scenario in continuo divenire, ha smesso di brillare, ma non per questo di vibrare per intensità.I bagliori del fuoco enorme hanno lasciato spazio a ?ammelle più piccole, che se alimentate però, sapranno ridestare anrichi incendi.

Le tre donne non si sono mai divise: il sentimento di amicizia non le ha lasciate sole, le ha preservate, anche se i fatti della vita hanno travolto tanti baluardi ben oltre le loro volontà.Aperitivi, risate ma anche discussioni, litigi, opinioni diverse su tutto, non bastano a minare quello stesso legame forte che le unisce sin da bambine

L’indagine psicologica, innestata nelle descrizioni semplici ma attente, di quei luoghi, di quegli ambienti, di quel modo di vivere, creano un affresco vivido e sincero, in cui si ritrova chi conosce quei luoghi, ma che affascina anche chi li ha percepiti solo distrattamente o ne sente parlare per la prima volta.

La borghesia romana ha ancora tanto da raccontare di sé. La grande novità questa volta è rappresentata dal fatto che gli uomini, mariti e figli, un tempo amati dalle tre donne, vengono messi per la prima volta nella vita dinanzi ad una sottrazione del loro amore.Questa scelta genererà per ognuna delle tre protagoniste una possibile minaccia, che terrà il lettore in suspense dall’inizio alla fine del libro.

Il colpo di scena finale, di cui c’è un frame iniziale che irrompe con un omicidio, ma di cui non si comprende chi sia né la vittima né l’assassino, in un crescendo rapsodico, lascerà il lettore attonito nelle ultime pagine, ma conscio una volta in più di come tutto possa accadere, dopo che una scelta ordinaria abbia mutato il corso di un destino, fino a cambiarne le conseguenze per sempre.

Sarà infatti un uomo, un tempo amato, l’assassino crudele di una di loro, incapace di lasciare libera la propria donna, considerata ancora parte di sé stesso. L’unica granitica certezza che sembra non cambiare mai, è l’eterno scorrere del fiume, su cui Roma placida continua la sua veglia.

Papa Francesco dimesso domenica dal Gemelli, torna a Santa Marta

Roma, 22 mar. (askanews) – “Iniziamo con una buona notizia, che tutto il mondo aspettava. Domani il Santo Padre è in dimissioni e torna a Santa Marta”. Lo riferisce il professore Sergio Alfieri, durante un briefing con la stampa, al 37esimo giorno di ricovero di Papa Francesco al Gemelli per una polmonite bilaterale. “Il Papa non è mai stato intubato”, ha assicurato Alfieri.

“Il Santo Padre viene dimesso in convalescenza per due mesi. Continuerà la fisioterapia respiratoria e quella motoria. Ci sarà un continuo trattamento”. Lo ha annunciato il dottor Luigi Carbone, durante un briefing al Gemelli sulle condizioni di salute di Papa Francesco. “Il Santo Padre – ha aggiunto Carbone – sta migliorando. Speriamo che in breve tempo possa riprendere la sua normale attività”.

Ciclismo, Van der Poel: "Ho controllato Pogacar e poi vinto"

Roma, 22 mar. (askanews) – “Volevo fortemente questo risultato, ma non è stato facile contro questi due rivali. All’inizio della gara, con la pioggia e il freddo, mi sentivo malissimo, ma alla fine, una volta raggiunta la costa, sle gambe hanno iniziato a girare”. L’olandese Mathieu Van der Poel, è al settimo cielo dopo il successo, il secondo nella Milano-Sanremo. “È il terzo anno consecutivo che la nostra squadra vince la Milano-Sanremo, penso sia molto importante per i nostri sponsor – continua – Sapevo che Tadej era il più forte in salita. Il modo in cui ha affrontato la Cipressa è stato impressionante. Una volta che siamo rimasti in tre davanti, la collaborazione è stata ottima, il che significava che ci saremmo giocati il podio. Tadej ha provato a staccarmi, ma mi sentivo piuttosto forte. L’ho contrastato sul Poggio, ma lui è riuscito a rientrare. A quel punto sapevo che gli altri due avrebbero cercato di impostare uno sprint lungo e credo di averli sorpresi un po’. Ho lanciato la volata quando ho visto il cartello dei 300 metri. Mi sentivo abbastanza forte per resistere fino al traguardo. Vincere la Milano-Sanremo è speciale, ma riuscirci battendo due corridori incredibilio mi rende felicissimo e orgoglioso di essere sul podio con loro”.

Tennis, Jabeur si ritira: Paolini agli ottavi a Miami

Roma, 22 mar. (askanews) – Jasmine Paolini conquista gli ottavi di finale del Wta 1000 di Miami per la prima volta in carriera. L’azzurra ha approfittato del ritiro di Ons Jabeur (n. 30 della classifica mondiale) nel corso del primo set sul punteggio di 4-3 per la Paolini. La tunisina ha accusato un problema al polpaccio sinistro in un cambio di direzione nel corso del settimo game. Dopo il medical time-out, l’inevitabile il ritiro. Paolini agli ottavi affronterà la vincente tra Osaka e Baptiste.

Ciclismo, Mathieu Van der Poel vince la Milano-Sanremo

Roma, 22 mar. (askanews) – La Milano-Sanremo 2025 entra di diritto nelle edizioni storiche della Classicissima di Primavera: ha vinto Mathieu Van der Poel, già trionfatore in via Roma nel 2023. L’olandese è andato in fuga sulla Cipressa con Tadej Pogacar e Filippo Ganna, poi ha resistito agli scatti del campione del mondo sul Poggio quindi ha bruciato i due compagni di fuga con uno sprint partito a 300 metri dal traguardo. Continua la “maledizione” degli iridati a Sanremo: l’ultimo capace di vincere in via Roma con la maglia di campione del mondo resta Giuseppe Saronni, trionfatore a Sanremo nel 1983. Per il figlio d’arte e nipote di Poulidor è la settima classica monumento in bacheca dopo la Classicissima 2023, tre Fiandre (2020, 2022, 2024) e due Roubaix (2023, 2024).

Atletica, Dosso: "Volevo l’oro ma ho sbagliato la partenza"

Roma, 22 mar. (askanews) – “Mi aspettavo molto da me stessa – le parole di Zaynab Dosso dopo il secondo mosto ai mondiali indoor di Nanchino – ma nei 60 metri la partenza non perdona. Ho sbagliato e ho pagato, però allo stesso tempo sono molto orgogliosa del mio percorso: se penso a tre anni fa, non mi sarei mai aspettata di vincere una medaglia e oggi sono quasi delusa per l’argento, mi fa strano. Volevo quest’oro, per me e per l’Italia, e continuerò a lavorare. In semifinale avevo sbagliato la partenza, poi in finale mi sono detta di mettermi sui blocchi tardi, lo starter ci ha tenuto comunque tanto e mi sono un po’ distratta. È stato difficile correre rilassata, ma sono contenta di non aver mollato. Un pensiero va anche allo staff medico federale, perché sono rimasta ferma una settimana dopo gli Europei per un problema allo scafoide e sono grata di essere riuscita a correre. Per me è un punto di partenza per la stagione all’aperto”.

Fatah: Hamas lasci il potere per salvare la presenza dei palestinesi

Roma, 22 mar. (askanews) – Il portavoce del movimento palestinese al Fatah a Gaza ha esortato oggi il suo rivale Hamas a lasciare il potere, al fine di preservare la “presenza dei Palestinesi” a fronte degli attacchi israeliani e dei piani di ridislocazione della popolazione enunciati dal presidente Usa Donald Trump. Lo riferisce l’agenzia di stampa France Presse.

“Hamas deve mostrare compassione per Gaza, i suoi bambini, le sue donne e i suoi uomini. Mettiamo in guardia contro giorni difficili, duri e dolorosi per gli abitanti della Striscia di Gaza”, ha dichiarato Mounther al-Hayek, portavoce del partito del presidente palestinese Mahmoud Abbas, in un messaggio inviato da Gaza all’AFP.

Al-Hayek ha invitato Hamas “a ritirarsi dalla scena governativa e a rendersi pienamente conto che la battaglia che verrà qualora decidesse di rimanere al potere porterà alla fine dell’esistenza dei Palestinesi” nella Striscia di Gaza.

Autostrade, da Tangenziale Napoli mezzi speciali a vigili fuoco

Napoli, 22 mar. (askanews) – Mezzi speciali e attrezzature di ultima generazione per permettere ai vigili del fuoco di Napoli di lavorare con celerit e precisione anche nelle strade strette del centro cittadino come il Rione Sanit. E’ l’obiettivo della collaborazione tra Tangenziale di Napoli, gruppo Autostrade per l’Italia, e i vertici dei caschi rossi.

“Oggi – ha detto Luigi Massa, amministratore delegato di Tangenziale di Napoli – stiamo consegnando ai vigili del fuoco i mezzi speciali che presteranno servizio presso lo svincolo di Capodimonte dove abbiamo aperto un presidio per i vigili nella tratta pi congestionata della rete nazionale dove si ha la pi alta densit di traffico e laddove convergono quattro gallerie che sono le pi lunghe e complesse della tratta della Tangenziale di Napoli”.

L’accordo di Tana rientra all’interno del pi ampio protocollo d’intesa nazionale siglato tra il Gruppo Autostrade per l’Italia e il Dipartimento dei Vigili del fuoco del Soccorso pubblico della Difesa civile con l’obiettivo di garantire sempre pi presidi a beneficio non solo della viabilit ma anche dei centri abitati attigui alla rete autostradale, sia in situazione di emergenza ma anche a scopo preventivo, con il monitoraggio costante del territorio e delle infrastrutture gestite da Aspi, in particolare le oltre 500 gallerie.

“Questo presidio il secondo presidio che si inaugura sulla rete nazionale dopo il primo presidio che ha aperto Autostrade per l’Italia in corrispondenza della Variante di Valico. La localizzazione del presidio a Capodimonte – ha aggiunto Massa – funzionale anche a un servizio verso la citt di Napoli perch dallo svincolo di Capodimonte, realizzeremo una rampa in uscita di emergenza che utilizzeranno per l’accesso diretto al Rione Sanit dove, sappiamo, c’ difficolt di accesso alla viabilit comunale per la ristrettezza della viabilit”.

Alla cerimonia, che si svolta presso il Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Napoli, hanno partecipato il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il capo del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco Eros Mannino, il capo del Dipartimento Vigili del fuoco Attilio Visconti e il direttore regionale Campania Emanuele Franculli.

Mattarella: agricoltura rimane motore integrazione europea

Roma, 22 mar. (askanews) – “Sappiamo che la nostra Costituzione è l’unica del suo tempo a dedicare un articolo al settore primario e alle condizioni necessarie a promuoverne lo sviluppo: l’art. 44. Il Trattato di Roma del 1957 che diede vita a quelle allora chiamate Comunità Europee, all’art.39, poneva per la futura agricoltura del continente, gli obiettivi di: incrementare la produttività agricola; assicurare un tenore di vita equo alla popolazione agricola, con il miglioramento del reddito di coloro che lavorano in agricoltura; stabilizzare i mercati; garantire sicurezza degli approvvigionamenti; assicurare prezzi ragionevoli ai consumatori”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al Forum della cultura dell’olio e del vino aggiungendo che “così l’agricoltura divenne – e rimane – un motore dell’integrazione europea – non elemento di retroguardia da sussidiare – essendo, al contrario, una chiave per politiche, oltre che produttive, volte alla salvaguardia della salute dei consumatori e alla promozione dei territori e delle popolazioni in essi insediate”.

I risultati di quelle scelte politiche per il presidente “sono sotto gli occhi di tutti: l’Italia è il primo Paese dell’Unione Europea con prodotti agricoli espressamente indicati come meritevoli di tutela: 856 possono avvalersi di questo scudo”.

Ucraina, Meloni conferma: sarà giovedì a vertice Parigi

Milano, 22 mar. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni conferma la sua presenza, giovedì a Parigi, alla riunione sulla pace e la sicurezza dell’Ucraina. L’appuntamento è stato infatti inserito nell’agenda della premier diffusa da palazzo Chigi.

L’agenda prevede inoltre martedì alle 15,30, a Palazzo Chigi, l’incontro con il Commissario europeo per i partenariati internazionali, Jozef Síkela. E mercoledì alle 18,45 la visita al Villaggio “Agricoltura È”, in Piazza Esedra a Roma.

Mattarella: protezionismi immotivati danno per eccellenze italiane

Roma, 22 mar. (askanews) – “Nuove nubi, nel frattempo, sembrano addensarsi all’orizzonte, portatrici di protezionismi immotivati, di chiusura dei mercati dal sapore incomprensibilmente autarchico, che danneggerebbero in modo importante settori di eccellenza come quelli del vino e dell’olio. Produrre per l’auto-consumo ricondurrebbe l’Italia all’agricoltura dei primi anni del Novecento”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella interveneto al 44* Forum della cultura dell’olio e del vino.

Mattarella: commerci e interdipendenza sono garanzie di pace

Roma, 22 mar. (askanews) – “Commerci e interdipendenza sono elementi di garanzia della pace. Nella storia la contrapposizione tra mercati ostili ha condotto ad altri più gravi forme di conflitto. I mercati aperti producono una fitta rete di collaborazioni che, nel comune interesse, proteggono la pace”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al 44esimo Forum della cultura dell’olio e del vino organizzato dalla Fondazione Italiana Sommelier.

“Le risorse alimentari – ha rilevato – in tempi come quelli che viviamo, con la guerra ai confini dell’Europa, acquisiscono ancora più valore. Lo abbiamo visto relativamente al grano nella contesa che ha visto l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia”.

Mattarella ha continuato sostenendo che “nuove nubi sembrano addensarsi all’orizzonte, portatrici di protezionismi immotivati, di chiusura dei mercati dal sapore incomprensibilmente autarchico, che danneggerebbero in modo importante settori di eccellenza come quelli del vino e dell’olio”. Per il capo dello Stato “produrre per l’auto-consumo ricondurrebbe l’Italia all’agricoltura dei primi anni del Novecento. Legittimamente le associazioni dei produttori esprimono preoccupazione per le sorti dell’export”.

Ancora, “misure come quelle che vengono minacciate darebbero, inoltre, ulteriore spinta ai prodotti del cosiddetto “italian sounding”, con ulteriori conseguenze per le filiere produttive italiane, non essendo immaginabile che i consumatori di altri continenti rinuncino a cuor leggero a rincorrere gusti che hanno imparato ad apprezzare”.

Mattarella: commerci e interdipendenza sono garanzie pace

Roma, 22 mar. (askanews) – “Commerci e interdipendenza sono elementi di garanzia della pace. Nella storia la contrapposizione tra mercati ostili ha condotto ad altri più gravi forme di conflitto. I mercati aperti producono una fitta rete di collaborazioni che, nel comune interesse, proteggono la pace”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo al 44* Forum della cultura dell’olio e del vino organizzato dalla Fondazione Italiana Sommelier.

“Le risorse alimentari – ha rilevato – in tempi come quelli che viviamo, con la guerra ai confini dell’Europa, acquisiscono ancora più valore. Lo abbiamo visto relativamente al grano nella contesa che ha visto l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia”.

Eternit, la Cassazione annulla per la seconda volta la condanna per Schmidheiny

Roma, 22 mar. (askanews) – Dopo la prima pronuncia della Cassazione sul “processo Eternit”, che dichiarò tutto prescritto e mise un blocco ai risarcimenti nel 2014, arriva ora anche la seconda pronuncia degli ermellini di annullamento della condanna del magnate svizzero Stephan Schmidheiny: “Questo verdetto potrà avere ricadute importanti sui processi Eternit scaturiti dall’inchiesta avviata dalla procura di Torino, il rischio è che il tutto venga falciato dalla scure della prescrizione”, denuncia l’avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA) e legale dei familiari “Non possiamo comprendere, né condividere, la decisione della Corte – sottolinea – ma il nostro impegno proseguirà in tutte le competenti sedi, per la bonifica, la messa in sicurezza, la tutela medica e risarcitoria di tutte le vittime e dei loro congiunti”.

Già la Cassazione aveva annullato la prima delle condanne per omicidio colposo inflitte all’industriale svizzero Stephan Schmidheiny. Tra le vittime, il caso della morte di Giulio Testore, dipendente dello stabilimento Saca Eternit di Cavagnolo (Torino), avvenuta nel 2008 per una malattia che secondo l’accusa è legata all’esposizione all’amianto per circa 27 anni. Tanti le morti per mesotelioma che hanno colpito nel corso del tempo, nella stragrande maggioranza di casi in maniera fatale, gli operai.

Nel 2018, in primo grado, Schmidheiny era stato condannato a 4 anni di reclusione per omicidio colposo. Oltre a Testore era stato preso in esame il caso di Rita Rondano, deceduta nel 2012 per un mesotelioma pleurico a pochi mesi dalla diagnosi. La donna aveva subito una duplice esposizione alla fibra killer: residenziale, poiché abitava a meno di 1 km dallo stabilimento di Cavagnolo, e da lavoro agricolo poiché svolgeva le sue mansioni su terreni poco distanti dallo stabilimento incriminato, in precedenza contaminati dall’amianto.

La difesa dell’industriale aveva impugnato il provvedimento e in appello, in parziale riforma della sentenza applicata, il magnate svizzero aveva dovuto rispondere esclusivamente della morte di Testore e la pena era stata quindi ridotta a 1 anno e 8 mesi di reclusione, con la concessione del beneficio della sospensione condizionale.

Libano, attacchi israeliani. Beirut: rischio di una nuova guerra

Roma, 22 mar. (askanews) – Il primo ministro libanese Nawaz Salam ha avvertito oggi che la ripresa dei lanci di razzi israeliani nel sud del Libano rappresenta la minaccia di una nuova guerra. Si legge in un comunicato del governo libanese, mentre una donna – secondo la televisione libanese – è morta e tre sono rimaste ferite in attacchi contro un villaggio nel sud del paese dei cedri.

“Il primo ministro Salam ha contattato il ministro della Difesa, il generale Michel Menassa, per metterlo in guardia sulla minaccia della ripresa delle azioni di combattimento lungo il confine meridionale, che rischiano di trascinare il Paese in un nuovo conflitto”, si legge in un comunicato del governo libanese.

Salam ha sottolineato la necessità di adottare tutte le misure di sicurezza necessarie per riaffermare l’autorità del Libano sulle decisioni relative a guerra e pace. Ha inoltre contattato la Coordinatrice speciale delle Nazioni Unite, Jeanine Hennis-Plasschaert, esortando le Nazioni Unite a intensificare la pressione internazionale su Israele affinché ritiri tutte le sue truppe dal Libano meridionale occupato, in conformità alla Risoluzione ONU 1701 e agli accordi di cessate il fuoco.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno ordinato attacchi contro obiettivi “terroristici” nel sud del Libano e le Forze di difesa israeliane (Tsahal) hanno affermato su X di aver colpito decine di postazioni di lancio e un centro di comando del movimento sciita Hezbollah.

Israele aveva lanciato un massiccio attacco di artiglieria contro la località di Yahmar al-Shaqif, nel sud del Libano, in risposta al lancio di un razzo dal Libano verso la città israeliana di Metula.

Il portavoce militare israeliano Avichay Adraee ha dichiarato che l’aviazione israeliana ha intercettato tre razzi sparati dal Libano verso Israele, ribadendo che Israele non tollererà attacchi provenienti dal territorio libanese.

La forza di pace Onu Unifil ha espresso preoccupazione che si verifichi un'”escalation”. Secondo la rete televisiva NTN, che ha diffuso su X immagini degli attacchi, è stato colpito il villaggio di Tulin, nel sud del Libano.

Tajani sulla telefonata Salvini-Vance: la politica estera la facciamo Meloni ed io

Roma, 22 mar. (askanews) – “La politica estera la fa il presidente del consiglio e il ministro degli Esteri. Il resto sono iniziative legittime personali. Sono queste le posizioni ufficiali del governo”. Lo dice il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando con Sky Tg24 a margine della convention di Forza Italia a Palermo.

“Poi – aggiunge il ministro, riferendosi alla telefonata tra il leader della Lega Matteo Salvini e il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance – è legittimo se un ministro vuole parlare con esponenti di amministrazioni di vari Paesi. Però, ripeto, la linea politica per l’estero la dà il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri”.

In Turchia sono stati fermati 343 manifestanti

Roma, 22 mar. (askanews) – Sono state fermate 343 persone in Turchia dopo che l’arresto del sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu ha scatenato proteste. Lo ha dichiarato oggi il ministro dell’Interno turco Ali Yerlikaya.

“In totale 343 sospetti sono stati fermati durante le proteste tenutesi ieri notte a Istanbul, Ankara, Izmir, Adana, Antalya, Chanakkale, Eskisehir, Konya ed Edirne”, ha scritto il ministro su X.

“Chiunque cerchi di turbare l’ordine pubblico, minacciare la stabilità e la sicurezza del nostro Paese e generare caos e provocazioni non avrà mai tale opportunità”, ha continuato il ministro.

Giorgetti: con dazi e criptovalute è a rischio la stabilità mondiale

Milano, 22 mar. (askanews) – “Nell’epoca dei dazi, degli algoritmi e delle criptovalute la competenza specialistica degli individui e la ‘saggezza’ della politica saranno decisive”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, al giuramento degli allievi ufficiale dell’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo.

Quello attuale è “un periodo di grande incertezza politica ed economica, segnato da conflitti armati diffusi e minacce tecnologiche sempre più incombenti. Ma anche di guerre commerciali e finanziarie decisamente aggressive attraverso l’utilizzo di dazi e criptovalute. Strumenti usati come delle vere e proprie ‘armi economiche’, in grado di ridefinire gli equilibri e le dinamiche finanziarie e commerciali globali, ma che stanno anche influenzando profondamente la politica mondiale.

Tariffe doganali e monete virtuali, dunque, “in modo diverso ma altrettanto efficace, sono mezzi che condizionano non solo l’economia ma anche la politica internazionale”.

I Governi “si trovano a dover rispondere a questi cambiamenti adattando le loro politiche interne ed estere, in un mondo in cui l’economia e la politica sono sempre più interconnesse”.

In questo complicato contesto, “dobbiamo evitare che tali ‘armi non convenzionali’ vengano usate in modo da minare la stabilità e la giustizia a livello mondiale”, ha concluso.

Calcio: qualificazioni Mondiali 2026, Uruguay-Argentina 0-1

Roma, 22 mar. (askanews) – Vittoria di misura (1-0) dell’Argentina in casa dell’Uruguay in una partita delle qualificazioni per i Mondiali 2026. A decidere la sfida è stata la rete al 23′ del secondo tempo di Almada, mentre nel recupero c’è da segnalare l’espulsione dello juventino Nico Gonzalez.

Senza Messi e Lautaro, ci pensa un destro all’incrocio dei pali di Thiago Almada a lanciare l’Albiceleste che sbanca così il Centenario di Montevideo, blindando sempre di più il primo posto (28 punti) nel gruppone delle qualificazioni al prossimo Mondiale. Nessun minuto per Paz e per i due bolognesi, Castro e Dominguez, che dovranno rimandare il loro debutto. Ingresso shock per Nico Gonzalez: subentra al 69′ e si fa espellere nel recupero per un calcione involontario in faccia a Nandez. L’Argentina ora aspetta il Brasile. Enner Valencia lancia l’Ecuador al secondo posto: 2-1 al Venezuela.

Tennis, clamoroso a Miami: Alcaraz eliminato da Goffin

Roma, 22 mar. (askanews) – La notte di Miami regala una clamorosa sorpresa: è l’eliminazione di Carlos Alcaraz. Lo spagnolo è già fuori dal Masters 1000 statunitense, battuto all’esordio sul cemento della Florida da David Goffin. Una splendida rimonta del belga ex top 10 che ha chiuso con il punteggio di 5-7, 6-4, 6-3 in 2 ore e 20 minuti. Una serata da dimenticare per Alcaraz, soprattutto per il livello di gioco espresso: 42 errori gratuiti, difficoltà al servizio e tanti passaggi a vuoto. Dopo la sconfitta all’esordio a Miami, Carlos Alcaraz è certo di restare alle spalle di Jannik Sinner prima del suo rientro a Roma. L’azzurro è sempre più vicino alla conferma del n. 1 al mondo dopo la sospensione per il caso clostebol: l’unico ancora in corsa è Sascha Zverev.

Atletica, Jacobs salta il debutto sui 200 a Miami

Roma, 22 mar. (askanews) – Marcell Jacobs rinvia il debutto stagionale, previsto oggi a Miami. Un fastidio in allenamento costringe a rinunciare ai 200 e alla 4×100 di sabato in Florida: “Nulla di grave, ma niente gara per fare subito gli accertamenti medici”. Negli scorsi giorni il campione olimpico dei 100 metri e della staffetta dei Giochi nel 2021 aveva annunciato il ritorno in pista nella gara che inaugura la stagione all’aperto. L’ultima di Jacobs sui 200 metri risale al maggio 2018, a Campi Bisenzio, con il primato personale di 20″61. L’obiettivo finale del velocista delle Fiamme Oro è il Mondiale di Tokyo del 13-21 settembre, sulla pista che l’ha visto conquistare l’oro olimpico dei 100 metri l’1 agosto 2021 e il titolo con la staffetta cinque giorni più tardi. Confermate le date cinesi di Xiamen del 26 aprile e di Keqiao del 3 maggio: quest’ultima, sempre nei 100, con il campione olimpico del Botswana Letsile Tebogo, oro a Parigi nei 200, il giamaicano Kishane Thompson e lo statunitense Christian Coleman.

MagicLand riapre il 12 aprile con Magic Winx

Roma, 22 mar. (askanews) – MagicLand, il parco più grande e visitato del centro-sud Italia e riferimento nazionale del divertimento per famiglie e ragazzi, riapre al pubblico sabato 12 aprile per una stagione di divertimento e novità senza precedenti.

Prima novità assoluta, ma non sarà l’unica, è la nuova spettacolare attrazione Magic Winx, con il ritorno a MagicLand del Winx Club, la serie animata italiana che ha conquistato intere generazioni in tutto il mondo con le avventure delle amate fatine. Magic Winx è un’esperienza immersiva e sensoriale che farà sognare grandi e piccini, per intraprendere, a bordo di magiche foglie volanti, un viaggio emozionante tra i pianeti incantati delle fatine e vivere sensazioni uniche. Un viaggio di oltre 4 minuti, attraverso un’area di più 1.000 mq allestita con scenografie da vero incanto ed effetti speciali che riproducono neve, nebbia, onde d’acqua, luci e laser colorati.

Ci si immerge in un’esperienza magica fin dal principio, con una salita iniziale avvolta da nebbia incantata e illuminata da laser scintillanti. L’atmosfera che si crea è quella di un mondo fatato, dove la realtà si fonde con la magia. Successivamente, ci si addentra in un mondo acquatico incantato, potenziato da proiezioni e macchine della nebbia, che avvolgono i visitatori in una dimensione liquida e suggestiva. Il viaggio prosegue verso il bosco oscuro, dove la nebbia e le luci creano un’atmosfera di mistero e fascino. Nel cuore del bosco, la magia raggiunge il suo apice con una fitta nevicata, che rende l’esperienza indimenticabile. Anche l’attesa diventa parte integrante dell’esperienza, grazie a un video coinvolgente proiettato nella zona della q-line, che trasporta i visitatori in un mondo di fantasia.

Ogni dettaglio è stato curato per far immergere completamente i visitatori nel mondo del Winx Club, con incredibili effetti scenografici, che cattureranno l’immaginazione di adulti e bambini. Il programma per l’inaugurazione sarà memorabile, non solo per gli amanti delle Winx: si potrà assistere all’esclusivo spettacolo dal vivo “Winx Live & Cosplay”, un excursus musicale guidato da Elisa Rosselli e dalle coreografie della Winx Cosplay Crew, sei cosplayer/performer che interpretano le fate di Alfea.

Ma non finisce qui! Il 12 aprile sarà un’occasione da non perdere per tutti coloro che sognano di diventare Winx Cosplayer grazie al Winx Cosplay Contest che si terrà proprio a MagicLand. Il contest è una gara a selezioni dedicata alle cosplayer a tema Winx Club e si sviluppa in diverse tappe in tutta Italia all’interno dei Festival Comics più conosciuti. I Cosplayer potranno iscriversi direttamente al parco e sfileranno sul palco accompagnati da alcuni dei brani più iconici della serie; una giuria selezionata, eleggerà il vincitore della giornata che concorrerà per la vittoria finale nelle successive tappe. Il vincitore finale si aggiudicherà la possibilità di assistere alla premiere mondiale del reboot di Winx Club oltre alla possibilità di partecipare come ospite all’evento Orlando Magic Tour offerto da Live Productions, la casa di produzione che ha ideato Winx Live & Cosplay, ufficialmente riconosciuta da Rainbow.

Un progetto che rinnova la collaborazione con Rainbow, la content company guidata da Iginio Straffi: “Siamo felici del ritorno di Winx Club a MagicLand con un’attrazione, che è certamente destinata a suscitare grande entusiasmo nella nostra straordinaria community, oltre che tra bambini e famiglie”, ha commentato il creatore della saga.

Guido Zucchi, Amministratore Delegato di MagicLand, ha sottolineato l’importanza strategica di questa operazione: “Siamo entusiasti di accogliere nuovamente Winx Club nel nostro parco. Siamo certi che questo ritorno, in coincidenza con il lancio della nuova serie animata su Rai e Netflix, migliorerà ed amplierà la nostra offerta di intrattenimento, rendendo ancora più memorabile ogni visita e consolidando MagicLand come una destinazione imperdibile per famiglie e fan di tutte le età. La magia delle Winx è eterna e questa nuova attrazione regalerà emozioni indimenticabili.”

La Voce del Popolo | Dobbiamo aver paura della paura

Un piccolo problema di salute mi ha costretto a disertare per qualche tempo questa conversazione. Ma è proprio il tempo da cui si prende qualche distanza che a volte svela quello che una quotidianità troppo affannosa tende per così dire a nascondere. Ora non c’è dubbio che il grande tema di questa stagione sia quello della pace e che questo tema venga vissuto con un’ansia diversa dal passato. C’entrano le cronache più recenti, è ovvio: il serrarsi della morsa russa sull’Ucraina, il disimpegno trumpiano dagli obblighi dell’alleanza atlantica e le polemiche intorno al “riarmo” europeo.

Questioni che andrebbero tenute distinte, per quanto possibile, ma che poi inevitabilmente finiscono per ingarbugliarsi a vicenda, lasciandoci alle prese con un sentimento di fragilità che sta attraversando tutte le culture politiche, ognuna a suo modo. Così l’invocazione della pace finisce col fare tutt’uno con il sentimento della paura, contribuendo a rendere più confusi i torti e le ragioni che attraversano questa stagione della vita. 

A suo tempo un altro presidente americano, Roosevelt, ammonì il suo popolo sul fatto che si doveva soprattutto aver paura della paura. Frase che peraltro aveva rubato all’immortale lessico di William Shakespeare. Quasi un secolo dopo siamo ancora a cercare di dare basi più solide, lucide e razionali al sentimento pacifista che attraversa tutti gli uomini di buona volontà, facendo sì che quel sentimento di giustizia non venga mai meno alle apprensioni che ci attraversano.

Fonte : La Voce del Popolo – 20 marzo 2025

[Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della Diocesi di Brescia]

Rimettersi in gioco: Mons. Vincenzo Paglia scuote i cattolici

Il vescovo Vincenzo Paglia, Presidente della Pontificia Accademia per la vita, ha chiuso un suo recente intervento alla Fondazione De Gasperi sul tema delle “radici cristiane dell’Europa” con due suggestioni perentorie e di grande interesse. Da un lato ha stimolato i cattolici italiani ad elaborare una “Camaldoli per l’Europa” e, dall’altro, a “dar vita ad un nuova cultura politica per una nuova forza partitica”. Due inviti, impegnativi e di prospettiva, che spronano all’impegno diretto e concreto i cattolici. Un impegno culturale, politico e anche e soprattutto di natura partitica. 

Forse è la prima volta che un autorevole e qualificato esponente della Chiesa italiana si esprime con accenti così precisi e dettagliati. Del resto, il vescovo non appartiene a quella schiera di “maestri” della Chiesa che si fermano sempre e solo al prepolitico e che, soprattutto, finiscono per dare indicazioni prive di qualsiasi ricaduta politica e culturale, per non parlare del versante organizzativo. Pur senza mai mettere in discussione il dato, ormai largamente acquisito, del legittimo pluralismo politico dei cattolici.

Ora, sia chiaro, Mons. Paglia non ha dato indicazioni concrete di partito. Ma è indubbio che la necessità di “una nuova cultura politica” si intreccia con l’indispensabilità di dar vita anche ad una formazione politica, laica ed aconfessionale, che sia però in grado di saper interpretare sino in fondo la miglior tradizione democratico e cristiana e farsi carico, al contempo, di quella cultura che da ormai troppo tempo è ai margini nella cittadella politica italiana. 

Ne abbiamo avuto conferma proprio in questi giorni in modo persin troppo plateale. La cosiddetta “piazza per l’Europa” organizzata da Repubblica e da quasi tutto il campo largo, non ha trovato il tempo per citare, anche una sola volta e da parte di tutti i soloni miliardari dello spettacolo e della cosiddetta società civile progressista, il nome di Alcide De Gasperi. O di Robert Schuman. O di Konrad Adenauer. Cioè dei tre, veri, padri fondatori del progetto di un’Europa federalista ed unita dopo il secondo conflitto mondiale. Per non parlare, com’è altrettanto ovvio, della cultura politica che ha permesso il decollo di quel progetto. Cioè la tradizione, il pensiero e la cultura della Democrazia Cristiana. Nulla di tutto ciò per la semplice ragione che i progressisti, quando parlano di Europa e di “spirito unitario europeo”, hanno altri riferimenti politici e culturali. Da Ventotene in poi.

Ecco perché, interloquendo nel dibattito alla Fondazione De Gasperi, il vescovo ha usato parole precise e forti indirizzate al mondo cattolico e a tutti coloro che sentono oggi l’esigenza di ridare un protagonismo politico e progettuale al pensiero democratico cristiano. Seppur aggiornato, rivisto e riattualizzato, com’è persin scontato ricordare. 

Ma il vero nodo da sciogliere, oggi e più di ieri, è proprio quello di saper legare in una nuova ed efficace sintesi, come ci insegnavano i grandi leader e statisti cattolici del passato, “il pensiero con l’azione”. E questo è possibile farlo, però, solo se si abbandono i fasti del prepolitico, della sola testimonianza o della sostanziale irrilevanza all’interno di partiti e contenitori elettorali che coltivano altri obiettivi politici perchè semplicemente rispondono a gerarchie culturali e valoriali lontane se non addirittura alternative rispetto al patrimonio del popolarismo di ispirazione cristiana.

Dunque, una “nuova Camaldoli europea” è il passaggio essenziale, e forse anche decisivo, per ridare qualità e spessore all’impegno dei cattolici nella società politica italiana contemporanea. Appunto, “con una nuova cultura politica” funzionale, però, anche ad una “nuova forza partitica”.

La proprietà privata affonda le radici nella sua finalità sociale

Tra gli attacchi che con fascistissima furbizia la premier Meloni ha di recente portato al manifesto di Ventotene vi è stato anche un calcolato riferimento alla proprietà privata per solleticare quelle fasce di elettorato preoccupate di perdere beni sovente acquisiti con sacrifici. Quasi nessun commentatore si soffermato su questo aspetto, che invece merita qualche precisazione e riflessione.

Ogni uomo deve avere la possibilità di usufruire del benessere necessario al suo pieno sviluppo: il principio dell’uso comune dei beni è il “primo principio di tutto l’ordinamento etico-sociale”. Queste citazioni non sono tratte dagli scritti di Karl Marx, né dal diario di Ernesto Che Guevara. Sono piuttosto uno dei capisaldi della dottrina sociale cristiana, annunciata da quasi 140 anni, a partire da Leone XIII, per offrire uno spazio di dialogo e di solidarietà tra le classi sociali. Una dottrina costantemente arricchita e precisata da tutti i Pontefici successivi, in particolare da Giovanni Paolo II nelle encicliche Centesimus annus, Laborem exercens, Sollicitudo rei socialis.

“Tutti gli altri diritti, di qualunque genere, ivi compresi quelli della proprietà, sono subordinati ad essa [destinazione universale dei beni]; non devono quindi intralciarne, bensì al contrario facilitarne la realizzazione, ed è un dovere sociale grave e urgente restituirli alla loro finalità originaria”; queste parole sono nel magistero di Paolo VI con l’enciclica Populorum progressio. 

La tradizione cristiana non ha mai riconosciuto il diritto alla proprietà privata come assoluto e intoccabile: “Al contrario l’ha sempre inteso nel più vasto contesto del comune diritto di tutti ad usare i beni dell’intera creazione: il diritto della proprietà privata come subordinato al diritto dell’uso comune, alla destinazione universale dei beni”. Queste parole sono tratte dalla Gaudium et spes, uno dei documenti più importanti approvati 60 anni fa dal Concilio Vaticano II, e sono ribadite nel Catechismo della Chiesa cattolica che ogni persona che si accosta al sacramento della cresima deve studiare. La proprietà privata è, nella sua essenza, solo uno strumento per il rispetto del principio di destinazione universale dei beni, e quindi, in ultima analisi, non un fine ma un mezzo”. Parole sempre di Paolo VI nella Populorum progressio.

Il rapporto stretto tra proprietà privata e lavoro è ben spiegato da Giovanni Paolo II. “Il diritto alla proprietà privata è subordinato al principio della destinazione universale dei beni e non deve costituire motivo di impedimento al lavoro e allo sviluppo altrui. Ciò vale in modo particolare per il possesso dei mezzi di produzione; ma tale principio concerne anche i beni propri del mondo finanziario, tecnico, intellettuale, personale. I mezzi di produzione in particolare non possono essere posseduti contro il lavoro, non possono essere neppure posseduti per possedere” (Laborem exercens).

Si potrebbe continuare a lungo, perché, appunto, si tratta di uno dei pilastri fondamentali del cristianesimo.

Un pilastro già esplicito nell’epoca di passaggio dall’età feudale all’epoca moderna quando, per iniziativa di importanti ordini religiosi, si svilupparono le attività creditizie e di banca, seguendo il principio del beneficio comune derivante dalla movimentazione positiva del denaro in contrasto con chi voleva solo accumularlo e possederlo come fine in sé stesso.  

Ora noi non ci permettiamo certo di valutare la misura della religiosità della nostra premier che pure, come altri esponenti della sua coalizione, sente il bisogno continuo di proclamarsi in pubblico come cristiana, e non lesina atti di devozione pubblica, specie nelle occasioni di maggior impatto mediatico.

Ciò che desta però seria preoccupazione è quella miscela di malafede e di ignoranza con la quale, come hanno scritto personalità come il Manzoni o lo stesso Collodi nell’indimenticabile Pinocchio, si presentano quelle persone che hanno come fine quello di imbonire il pubblico, di accalappiare i gonzi e di far fremere i loro stretti sodali e tifosi.

Il manifesto di Ventotene, scritto da personalità estranee alla dottrina sociale cristiana, tuttavia propone alcuni aspetti del tutto coerenti quando richiama la necessità di contrastare la potente alleanza tra i grandi capitali finanziari e i regimi nazi-fascisti che cancellarono la democrazia, le libertà politiche e civili e trascinarono l’Europa nella guerra più sanguinosa e distruttiva di sempre. “La proprietà privata deve essere abolita, limitata, corretta, estesa, caso per caso, non dogmaticamente in linea di principio”. Una affermazione che letta nel contesto del testo e del tempo è davvero coerente con il pensiero cristiano richiamato. E quando, ad esempio, sottolinea l’esigenza di una proprietà pubblica dei settori industriali strategici (come l’energia) e comunque di una presenza dello Stato nell’economia per equilibrare la distribuzione dei beni e l’accesso delle fasce più deboli al lavoro e alla solidarietà sociale. Naturalmente, come tanti hanno ben sottolineato, si tratta di un documento pensato e scritto in un preciso contesto politico, e del quale ciò che resta è soprattutto la sua parte importante, ovvero il disegno della casa comune europea come unico orizzonte di pace, di benessere e di giustizia sociale. 

Tutto il patrimonio ideale e culturale che abbiamo richiamato ben si riassume nel articolo 42 della Costituzione che recita: “La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti”. Dunque una legittimazione nel quadro della sua utilità al bene comune.

Fatte queste premesse, l’aggressione al Manifesto di Ventotene risulta, non solo un maldestro infortunio politico, ma ancor di più una manifestazione plastica della crassa ignoranza che distingue questo governo e la sua azione. Un governo rappresentativo di forze politiche che in gran parte non si riconoscono nella Costituzione, mal la sopportano e coltivano disegni e proposte chiaramente eversive, soffiando sulle paure e i disagi della popolazione. Sono questi altri degli autentici tratti fascisti della nostra premier che ostenta ignoranza e pressapochismo, che brandisce i valori comuni maturati con il sangue e il sacrificio della lotta antifascista.

Bisogna in ogni modo contrastare questa deriva, certo però con pazienza e pacatezza, ma sempre con competenza e memoria storica, raccontando continuamente agli italiani di ogni contrada la nostra migliore storia comune. E invitando tutti a ragionare senza paure sul bene comune della nostra amata patria Italia, sulla costruzione positiva della nostra casa comune europea.

L’Europa di Spinelli, il grande pretesto della Premier

La premier è nuovamente fuggita durante un dibattito che gli creava più di un imbarazzo rispetto ad una posizione di politica estera – a dir poco – altalenante. Ma questa volta è scappata nascondendosi dietro la figura di Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed altri personaggi che con il Manifesto di Ventotene ebbero la capacità di immaginare un Europa unita anziché divisa e dilaniata dalla guerra. Un’operazione maldestra, visto che estrapolare un passo di quel Manifesto senza alcuna contestualizzazione storica e politica equivale a leggere un testo senza capirne il significato; vale la pena sottolineare che una estrapolazione fuori contesto risulterebbe inopportuna e incomprensibile anche se fosse riproposta per molti testi scritti in altri momenti storici che sappiamo da sempre che non vanno interpretati “alla lettera”.

Inutile ripetere che i toni aspri di quel Manifesto sono figli della durezza e della mano pesante di vent’anni di regime fascista; inutile spiegare che le riflessioni sui limiti della democrazia derivano dal fatto che le dittature guidate da Mussolini e Hitler erano nate all’interno di sistemi istituzionali che erano solo formalmente democratici. Sono riflessioni importanti in un periodo in cui qualcuno pensa che basti indire delle elezioni ogni cinque anni per potersi definire “democratici”. Quello che accade in tanti paesi dimostra che le elezioni sono tutt’altro che una certezza di democrazia; molto spesso sono solo un flebile indizio di democrazia.

Ma l’intento dell’intemerata sul Manifesto di Ventotene era chiaramente quello di provocare una polemica, sottraendosi ad un confronto sulla linea di politica estera di questo governo che ondeggia tra Zelensky e Trump, tra Trump e l’Europa, tra l’Europa e Orban, senza far mancare una strizzata di occhio anche a Putin (magari con l’occhio di Salvini…); un governo e tre linee di politica estera, se non addirittura quattro! Ma poi, cosa significa che “questa non è la sua Europa”? E quindi, cosa intende fare? Come pensa di rapportarsi con quelle istituzioni europee che evidentemente non considera legittime in termini storici e politici? Sono domande che non si possono eludere nascondendosi dietro un dito, neanche se fosse quello di Spinelli.

Tim, Vivendi vende oltre il 5% del capitale e scende al 18,4%

Milano, 21 mar. (askanews) – Mossa a sorpresa (ma non troppo) di Vivendi su Tim. Il gruppo francese, primo azionista del gruppo di tlc, ha venduto sul mercato oltre il 5% del capitale, scendendo al 18,4% circa. “Abbiamo chiarito che la nostra intenzione è di vendere la nostra quota in Telecom Italia e questo è il piano”, aveva dichiarato il Ceo Arnaud de Puyfontaine lo scorso 6 marzo agli analisti. Detto fatto. Vivendi, approfittando anche del rialzo del titolo Tim delle ultime settimane, ha annunciato oggi di essere scesa al 18,37% del capitale ordinario e dei diritti di voto di Tim dalla precedente quota del 23,75%.

Nel dettaglio, il 18 marzo Vivendi è scesa sotto la soglia del 20%, arrivando a detenere il 19,32% del capitale ordinario (il 13,87% dell’intero capitale sociale) e ha notificato oggi alla Consob di essere scesa sotto la soglia rilevante del 20%. A seguito di ulteriori vendite effettuate dopo il 18 marzo, Vivendi, possiede così a oggi il 18,37% del capitale ordinario di Tim (il 13,19% dell’intero capitale sociale).

Vivendi, entrata nel gruppo Telecom nel 2014, “ha cessato di contabilizzare la propria partecipazione in Tim con il metodo del patrimonio netto a partire dal 31 dicembre 2022 – ricorda il gruppo francese – e ha indicato in diverse occasioni la propria intenzione di vendere la propria partecipazione in Tim a condizioni finanziarie favorevoli”.

Meloni verso il sì a vertice Macron, fastidio per attivismo Salvini

Bruxelles, 21 mar. (askanews) – Il dubbio è durato poche ore: salvo ripensamenti giovedì prossimo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni dovrebbe partecipare al vertice dei “volenterosi” convocato a Parigi dal presidente francese Emmanuel Macron. Se questa mattina, alla partenza da Bruxelles, la linea del suo entourage era: “Aspettiamo l’invito ufficiale, vediamo”, nel tragitto verso Roma è diventato un “quasi sì”. Per questo, secondo quanto si apprende da fonti di governo, ai ministri è stato comunicato che il Consiglio dei ministri, inizialmente previsto per giovedì ma non ancora convocato, si terrà lunedì 31, proprio a causa di un impegno internazionale.

Certo partecipare non vuol dire sposare l’agenda del summit. Macron (che ieri, secondo quanto riferito da fonti europee, è stato elogiato per il suo impegno da molti leader) ha spiegato in un post su X che a Parigi “finalizzeremo il nostro lavoro per sostenere l’esercito ucraino” e “definiremo anche le garanzie di sicurezza che gli eserciti europei potranno fornire”. Dunque, dopo i due incontri a livello militare – a cui l’Italia ha partecipato ma solo in qualità di Paese ‘osservatore’ – l’idea è procedere speditamente verso l’organizzazione di una forza europea di peace-keeping. Proposta più volte criticata da Meloni, che la ritiene “complessa e poco efficace”. Per lei la strada è quella di una forza sotto il cappello dell’Onu, o almeno della Nato. Da questa diversità di vedute è derivato l’iniziale dubbio, ma vista anche la presenza a Parigi di Volodymyr Zelensky lasciare la sedia italiana vuota sarebbe stato un segnale di rottura troppo forte. Dunque sì a Parigi, ma per chiarire che l’Italia ha un’altra idea e che non intende partecipare.

Tra Bruxelles e Roma la premier si è fermata a Bologna per una visita al Cosmoprof, la fiera della cosmetica che per lei è un appuntamento fisso negli ultimi anni. Ma c’è stato ben poco spazio per il relax. A Palazzo Chigi si vive con fastidio l’attivismo di Matteo Salvini, che oggi ha avuto un colloquio telefonico con il vice presidente Usa J.D. Vance. Tra gli argomenti, riferisce la Lega, “il totale accordo per arrivare a una pace duratura in Ucraina” e “l’eccellenza americana nel campo della connessione satellitare” (ovvero Starlink di Elon Musk). Salvini ha anche “anticipato la volontà di una missione negli Usa con imprese e investitori” e invitato il numero due americano alle “Olimpiadi Milano-Cortina 2026”. La notizia della telefonata è stata salutata con soddisfazione da Andrea Stroppa, braccio destro di Musk in Italia, che nei giorni scorsi aveva già creato irritazione al primo piano della Presidenza del Consiglio per i ‘sondaggi’ contro il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e favorevoli, invece, al leader della Lega. “Felice del colloquio Salvini e il VP degli Stati Uniti JD Vance. Si è parlato – scrive su X Stroppa – di tecnologie americane come i satelliti, tema molto caro all’amministrazione che guarda con attenzione le scelte degli alleati. Il riconoscimento di Salvini della leadership americana sui satelliti, grazie a Elon Musk, rafforza i rapporti bilaterali tra i due Paesi”. A chiudere il cerchio, sempre su X, lo stesso Vance, che sottolinea la “bella telefonata” con l'”amico” vice primo ministro che ringrazia “per il caloroso benvenuto riservato a Usha (la moglie di Vance, ndr) in Italia in occasione delle Olimpiadi Speciali di Torino. Non vedo l’ora di visitare anch’io l’Italia presto!”

Insomma: una “diplomazia parallela”, quella del suo vice, che certo Meloni non gradisce, peraltro mentre i suoi uffici sono al lavoro per cercare di fissare in agenda un incontro alla Casa Bianca con Donald Trump.

Un (altro) film su un carro armato inaugura V Festival cinema tedesco

Roma, 21 mar. (askanews) – “Another German Tank Story”, ovvero “Un’altra storia su un carro armato tedesco”, una commedia dallo humour nero sull’attesa e la speranza di tempi migliori, ha inaugurato la quinta edizione del Festival del cinema tedesco a Roma, organizzato da German Films in collaborazione con Goethe-Institut, Ambasciata tedesca a Roma e da quest’anno con la collaborazione di Accademia Tedesca Roma Villa Massimo.

Il regista Jannis Alexander Kiefer, classe 1992, alla sua opera prima, ha raccontato: “A essere onesto sono molto felice e orgoglioso di essere il film di apertura, perch inaugurare un festival era un sogno che avevo, ho anche dovuto cambiare i miei piani perch ero invitato a un altro festival”.

In un tranquillo villaggio tedesco, sospeso tra passato e futuro, l’arrivo di una troupe americana per girare una serie sulla Seconda Guerra Mondiale sconvolge la vita dei suoi abitanti, ad alcuni promette di migliorarla, ad altri la rende pi difficile. “Non un film storico un film su come si fa un film storico e su come questa cosa influenza la gente del villaggio – ha spiegato Kiefer – trovare un modo diverso per parlare di un film storico e per parlare di storie di carri armati, perch mi annoiano i film storici, non solo quelli tedeschi”.

Il film gi presentato al 41esimo Munich International Film Festival e in concorso all’International Film Festival di Shanghai, stato selezionato alla Berlinale Talent, piattaforma di networking di giovani autori emergenti.

Fino al 23 marzo al cinema Quattro fontane saranno presentate alcune tra le opere pi interessanti – selezionate dalla giuria composta da Cristiana Patern, Mauro Donzelli e Miriam Mauti – delle recenti produzioni cinematografiche tedesche e come da tradizione il pubblico romano sar chiamato a votare il proprio film preferito.

Il Festival del Cinema Tedesco promosso da German Films Service + Marketing GmbH, in collaborazione con il Goethe-Institut, l’Ambasciata della Repubblica di Germania a Roma, da quest’anno in partnership con l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, con il supporto del Cinema Quattro Fontane.

Il Paradiso caduto di Tosatti: specchio della nostra Apocalisse

Milano, 21 mar. (askanews) – Le stanze di Gian Maria Tosatti sono i luoghi della nostra anima. Non importa la loro dimensione, possono abbracciare semplici appartamenti oppure essere un molo, o anche un intero mare, quello che conta il loro esserci, il loro dirci di noi con evidenza, spesso drammatica, sempre lucida. Il progetto presentato a Milano, nei Magazzini Raccordati sotto la Stazione Centrale, qualcosa che, una volta di pi, si spinge pi in l nell’indagine sui cuori degli uomini. Un “Paradiso”, questo il titolo del lavoro, in irreversibile decadenza, uno spazio spirituale franato, una rovina di noi stessi. Noi perduti senza pi angeli e cieli a cui guardare.

“Il paradiso l’ultima frontiera della speranza degli uomini – ha detto Tosatti ad askanews – ma per una civilt che diventa sempre pi disperata, che forma al paradiso? Ovviamente alla forma di una distruzione di qualcosa in disarmo e quindi entriamo in questo paradiso disarmato e ci rendiamo conto che s, dentro il nostro cuore questa l’ultima frontiera della speranza, cio un vuoto. Dopodich ci rendiamo anche conto che questo vuoto non sfiorito semplicemente perch le speranze le abbiamo perse ma forse c’ una violenza dietro tutto questo, una violenza coercitiva che fa parte di una societ che ci ha portato via forse le speranze, non sono sfiorite nel nostro cuore, qualcuno ce le ha portate via perch governare uomini senza speranza molto pi facile”.

Il vuoto, che cos tanto ritorna nella poetica di Tosatti, qui prende un’altra forma, prende una profondit che quella dell’arte, un’arte che osa, che politica ed umana. Alle pareti i versi dell’Apocalisse, ossia l’ultima Rivelazione, in terra il sale e i nostri passi che diventano consapevolezza. Fino ad arrivare, a pochi metri dal Binario 21 che vide le deportazioni ad Auschwitz, a un tavolo, a un canto disperato, a uno spazio fisico e mentale che condensano l’idea dell’esperienza. A una lista di chi caduto. Un canto dell’innocenza, per dirlo con William Blake, nel momento in cui non pu che essere perduta. Qui, adesso, davanti a noi.

“Il punto – ci ha detto ancora Tosatti – proprio questo, dimostrare e vedere che questo abisso un abisso reale. In fondo alla mostra c’ una porta che apre verso quel binario proiettato verso i campi di sterminio. Quella porta vera, non un simbolo, la realt. Questo luogo un documento di ci che siamo noi abbiamo avuto la possibilit di consentire un viaggio attraverso la poesia dentro un luogo che ci parla di che cosa siamo. Noi siamo stati gli uomini che hanno venduto quelle migliaia di ebrei ai nazisti”.

Il mondo di Gian Maria Tosatti anche un mondo letterario, lo sappiamo, e la sua grammatica d’artista lo nello stesso modo, come pare dicesse Kafka, anche la sua un’arte che vuole essere un’ascia per spezzare il ghiaccio del nostro cuore, che spesso oggi somiglia a uno specchio vuoto. Ma perfino in questo Paradiso post-tutto forse si pu trovare una qualche luce. “L’arte – ha concluso Gian Maria Tosatti – serve esclusivamente a questo: a far vedere agli uomini chi sono davvero dentro il loro cuore, in modo che se c’ qualcosa che non ci piace possiamo cambiarlo, se c’ un mostro possiamo almeno provare a ucciderlo”.

Il progetto milanese si compone anche di una mostra allestita presso la Galleria Lia Rumma, “Es brent! (Brucia!)”, che presenta opere pittoriche e installative realizzate tra il 2023 e il 2025. Anche qui, con la forza devastante delle parole.

Da Reggia Caserta parte Iconic Art System con Loffredo Foundation

Caserta, 21 mar. (askanews) – Angelo Accardi, Luca Bellandi, Daniele Fortuna, Saints Studio, Rocco Ritchie, Alessandro Flaminio, Mimmo Di Dio, Gaetano Di Dio, Marco Grasso, Fabio Abbreccia, Daniele Accossato e Pedro Perdomo: sono gli artisti che, nella Sala Romanelli della Reggia di Caserta, danno vita a Crash, un’installazione simbolo di emancipazione e inclusione, e un omaggio alle donne, alle Veneri contemporanee. Un’opera collettiva realizzata nell’ambito del progetto ideato da Giuseppe Loffredo che promuove l’arte come strumento di dialogo e cambiamento.

“Questo progetto – ha detto Giuseppe Loffredo, curatore dell’installazione e fondatore della Loffredo Foundation for the Arts and Inclusion – la prima restituzione di Iconic Art System per la Fondazione che vuole riportare l’arte contemporanea nelle piccole e medie citt italiane ed europee. Tutto nasce da un progetto di riportare l’arte e le gallerie d’arte a quello che erano una volta: la gestione degli artisti come mecenati piuttosto che delle fabbriche per portare utili. Iconic Art System ha l’obiettivo di accogliere, promuovere artisti sia molto conosciuti, ma soprattutto artisti emergenti”.

Iconic Art System una rete di gallerie d’arte promossa dalla Fondazione con lo scopo di creare spazi artistici inclusivi e generare risorse per sostenere i progetti della Loffredo Foundation for the Arts and Inclusion. La Fondazione si impegna a sostenere giovani artisti emergenti attraverso borse di studio mirate, offrendo loro un’opportunit economica e un ambiente stimolante in cui crescere. Tutti gli utili generati dalle gallerie Iconic Art System saranno devoluti alla fondazione che supporta anche iniziative artistiche e sociali.

“Qui alla Reggia di Caserta presentiamo Crash, che la prima installazione e rappresentiamo una Venere che la rappresentazione dell’essere umano, bianca ma ha una capigliatura nera, una donna, ma allo stesso tempo, i suoi tratti possono essere anche maschili – ha aggiunto Loffredo – per l’abbiamo velata perch questo velo rappresenta tutte quelle che sono le imposizioni sociali, i limiti e soprattutto le non inclusioni cio tutto quello che non si pu fare, non si pu dire e non si pu essere. Abbiamo in questa exhibition artisti molto importanti e che hanno gi una quotazione a livello internazionale e artisti assolutamente emergenti”.

La Fondazione ha avviato anche un progetto di safe houses, residenze che accoglieranno i vincitori delle borse di studio durante il loro percorso accademico. Questi spazi non saranno solo alloggi, ma veri e propri centri di cultura e creazione oltre a essere un punto di riferimento per i giovani, vittime di discriminazioni di genere.

Maria Tuzi: “Noi famigliari durante i processi subiamo altre torture”

Roma, 21 mar. (askanews) – “Per Serena (Mollicone, ndr) sono 24 anni, 24 lunghi anni dove il padre (Guglielmo, ndr) ha subito ogni torto, ogni situazione spiacevole, e ora non c’ pi. Non ha mai saputo che quelle persone (Franco Mottola, la moglie Anna Maria e il figlio Marco, ndr) sono state rinviate a giudizio, per fortuna non ha mai saputo che sono state assolte per due volte e purtroppo non sa nemmeno ora che stata ribaltata tutta la sentenza d’appello e potremmo avere giustizia”: lo afferma Maria Tuzi, figlia del brigadiere Santino, che dichiar di avere visto entrare Serena Mollicone nella caserma di Arce (Frosinone), la mattina di quel giugno 2001 e che 7 anni dopo sarebbe morto suicida, a margine di una conferenza stampa alla Camera dei deputati gioved 20 marzo sulla vicenda di Gianmarco Pozzi, il 28enne romano, il cui corpo stato ritrovato senza vita sull’isola di Ponza il 9 agosto 2020 in circostanze mai chiarite.

“Noi famigliari durante i processi subiamo altre torture, perch dobbiamo rivedere i nostri famigliari in condizioni che non vorremmo mai vedere. Abbiamo visto in aula di tutto. Chiedo di lavorare in maniera approfondita ma abbastanza veloce, per fare in modo che un pap, nel nostro caso, possa avere giustizia per sua figlia”, ha aggiunto Maria Tuzi, che ha partecipato alla conferenza per chiedere verit e giustizia al fianco della famiglia Pozzi.

Omicidio Monopoli, pap Giuseppe: Troppe famiglie attendono giustizia

Roma, 21 mar. (askanews) – “Devi lottare per avere giustizia dopo avere perso un figlio o un altro famigliare. Un ragazzo di 26 anni non pu morire per futili motivi e soprattutto i suoi assassini sono ancora liberi, dopo due gradi di giudizio, che sono stati condannati, sono ancora liberi. Adesso la Cassazione tutto per un nuovo processo d’appello e per noi inizia una nuova battaglia, siamo sfiniti, siamo stanchi”: lo dichiara Giuseppe Monopoli, pap di Donato, 26enne di Cerignola ucciso nel 2018 in una discoteca di Foggia, dopo che a febbraio i giudici della Cassazione hanno ordinato un nuovo processo d’appello, intervenuto alla conferenza stampa alla Camera dei deputati gioved 20 marzo sul caso di Gianmarco Pozzi, trovato morto il 9 agosto 2020 sull’isola di Ponza in circostanze mai chiarite.

“Chiediamo alle istituzioni di darci una mano, perch siamo troppe famiglie tutte in attesa della stessa cosa, questo non possibile in un Paese civile. I colpevoli devono stare in carcere, perch noi l’ergastolo lo stiamo gi facendo da 7 anni, siamo stati condannati gi da 7 anni”, conclude.

"Manifesto for Change", libro di Giovanni Caccamo con prefazione Papa

Roma, 21 mar. (askanews) – Da oggi 21 marzo sarà disponibile in tutti gli store digitali il volume “Manifesto for change”, edito da Treccani, con la prefazione di Papa Francesco. Il libro, nato dal concorso di idee Youth and Future, è la riedizione internazionale del “Manifesto del cambiamento” e raccoglie le visioni di futuro di settantacinque giovani provenienti da ogni parte del mondo, selezionati fra i migliaia che hanno partecipato al progetto.

La presentazione si tenuta il 20 marzo 2025, in anteprima a New York, presso la General Assembly delle Nazioni Unite, in occasione del forum internazionale dei giovani Change the World Model UN (CWMUN), in collaborazione con Diplomatici ONG, alla presenza di 4.000 giovani da oltre 140 paesi. Durante l’incontro le parole emozionanti della Senatrice Liliana Segre.

Caccamo ha tenuto una serie di incontri con gli studenti in alcuni tra i più prestigiosi Atenei del mondo che hanno aderito all’iniziativa: Yale University, Harvard University, Berklee College of Music, Wellesley College negli Stati Uniti; UNAM in Messico, UANIL e Universidade de São Paulo in Brasile, Tokyo University of Foreign Studies e istituzioni come i Musei Vaticani e il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo.

Cosa cambieresti della società in cui vivi e in che modo? Qual è la tua parola di cambiamento? Queste le due domande poste da Giovanni Caccamo, a cui hanno risposto per iscritto migliaia ragazzi in tutto il mondo. Ognuno ha scelto una parola di cambiamento ed elaborato un breve trattato che riassuma l’aspetto della società che cambierebbe e le idee concrete per poterlo fare. Tra i testi più rilevanti quello di Valeriia, studentessa ucraina che ha scelto la parola “guerra” raccontandone gli orrori e le difficoltà, dalle più grandi alle più piccole e quotidiane. Scrive: “Ho paura della guerra. Ma quello di cui mi sono accorta e che temo di più è che la guerra stia diventando un’abitudine”. C’è poi Hasan Hirji studente palestinese che ha initolato il suo scritto “Movimento” per descrivere la vitalità della sua terra fatta di colline, solchi, valli che nessuna guerra può annientare: “Se una biglia venisse lasciata cadere da un passero in volo in Cisgiordania, la biglia potrebbe rotolare, ruzzolare e saltare fino al Mar di Gaza, se lasciata passare liberamente”. La studentessa Raneem Elwasimi invece firma il brano “Bambini”, una riflessione sul diritto all’istruzione, ancora negato in tante parti del mondo.

L’idea, partita nel 2021 in risposta all’appello dello scrittore Andrea Camilleri che affidò alle nuove generazioni l’arduo compito di far partire un nuovo umanesimo, in questi anni si è sviluppata in diversi ambiti, includendo la musica (con l’album “Parola”), l’arte (con il coinvolgimento di artisti come Maurizio Cattelan, Michelangelo Pistoletto, Arnaldo Pomodoro, Mimmo Paladino), la performance artistica (l'”Agorà del cambiamento”, all’interno della Stanza della Segnatura nei Musei Vaticani), la fotografia (con un reportage fotografico a cura di Marco Anelli, storico fotografo di Marina Abramovic), e molto altro. Da allora questo grande progetto collettivo internazionale ha coinvolto numerose Università e organizzazioni giovanili grazie alle quali sono stati raccolti molti dei testi del libro.

Il progetto, supportato da Banca Ifis (Main partner), Pulsee Luce e Gas e Alessia Zanelli, partendo dai giovani, spinge all’idea di un cambiamento salvifico, in contrasto a crisi, conflitti e disgregazione.

Il ricavato della vendita del Manifesto for change sarà devoluto all’Associazione Youth and Future – Parola ai giovani, a supporto di borse di studio per giovani in difficoltà e progetti culturali volti alla formazione, all’orientamento e alla valorizzazione dei giovani cittadini di domani (www.youthandfuture.com)

Roma World, riapre il parco a tema dell’Antica Roma

Roma, 21 mar. (askanews) – Marzo non è solo il mese che segna l’inizio della primavera, ma per gli antichi Romani era anche il primo mese dell’anno, dedicato a Marte, dio della guerra e della rinascita della natura. Nel nome di questa tradizione, venerdì 28 marzo riapre Roma World, il Parco a tema dell’Antica Roma che trasporta gli ospiti indietro nel tempo di 2000 anni. L’experience park accanto a Cinecittà World promette novità e nuove emozioni per far vivere agli ospiti una giornata da antico romano in un mix di storia, natura e spettacolo…totalmente a impatto zero.

Il 2025 porta novità anche negli spettacoli del parco: arriva una versione inedita dello Spettacolo dei Gladiatori e dello Show di Falconeria dove gli ospiti possono ammirare il volo dell’aquila e altri rapaci. Dopo il grande successo dello scorso anno con 50 repliche sold-out, il 13 giugno torna Roma On Fire, lo spettacolare live show serale che mette in scena battaglie di gladiatori, corse delle bighe, lo spettacolo del fuoco e l’incendio di Roma. Un successo premiato ai Parksmania Awards, gli Oscar dei parchi divertimento.

Roma World rappresenta un modello di turismo ecosostenibile, dove la natura è protagonista di ogni esperienza. Gli ospiti possono diventare Falconieri per un Giorno, esplorare la biodiversità con il Tour Botanico, osservare da vicino le migliaia di Api all’opera nelle arnie, interagire con gli Animali della Fattoria, oltre a gustare carne alla brace e specialità romane autentiche nella Taberna per un viaggio nei sapori del passato. L’Antico Mercato offre souvenir e oggetti d’artigianato ispirati alla Roma antica. Per chi ama le sfide, c’è Sfida l’Arciere, un duello di Tiro con l’Arco, e la Scuola dei Gladiatori. Nella suggestiva Armeria del Castrum è possibile indossare armature romane e immortalare il momento con una foto esclusiva. Tra le attività più amate, il Tour di Ben Hur conduce gli ospiti nell’iconica arena usata per il remake del film 11 volte premio Oscar Ben Hur e per la serie TV Those About To Die di Roland Emmerich, con Anthony Hopkins.

Il parco offre anche esperienze creative come il Laboratorio di Mosaico per i più piccoli e tante attività didattiche a cui partecipano centinaia di scuole ogni anno. E per chi desidera immergersi nella storia a 360 gradi, dal 13 giugno è possibile anche pernottare in un autentico Accampamento Romano, dormendo in tende storiche sotto le stelle, come un vero legionario.

Numerosi gli eventi in programma fino al 2 novembre, tra cui: i pranzi di Pasqua e pasquetta e i Ponti di primavera (25 aprile e 1° maggio), il Pranzo del Gladiatore per il Natale di Roma (21/04), la Festa della Mamma e Roma Sport Experience (10-11/05), le giornate rievocative “The Legion Experience” con la Legio I Italica (13-15/06), la notte di San Lorenzo dove ammirare le stelle con il telescopio, il Pranzo di Ferragosto e la fattoria delle Zucche per il mese di Halloween (dal 4/10 al 2/11). Programma eventi completo su www.romaworld.com

Il ministero alle scuole: no asterisco o schwa nelle comunicazioni ufficiali

Milano, 21 mar. (askanews) – Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha inviato a tutte le scuole una circolare per ribadire che nelle comunicazioni ufficiali è imprescindibile il rispetto delle regole della lingua italiana. Nel documento il Mim evidenzia, in particolare, che l’uso di segni grafici non conformi, come l’asterisco e lo schwa, è in contrasto con le norme linguistiche e rischia di compromettere la chiarezza e l’uniformità della comunicazione istituzionale.

Il Ministero ricorda infatti in una nota che l’Accademia della Crusca ha più volte evidenziato che tali pratiche non sono grammaticalmente corrette e che il loro impiego, specialmente nei documenti ufficiali, ostacola la leggibilità e l’accessibilità dei testi.

Per il Mim l’uso arbitrario di questi simboli introduce elementi di ambiguità e disomogeneità, rendendo la comunicazione meno comprensibile e meno efficace. Il Ministero invita, pertanto, tutte le istituzioni scolastiche a mantenere l’uso di un linguaggio corretto e accessibile, nel rispetto delle norme linguistiche vigenti.

Zucchero al Circo Massimo: "Sarà magia". Il rock ormai è annacquato

Roma, 21 mar. (askanews) – “Il Circo Massimo è un luogo iconico, affascinante. Non vedo l’ora di suonare lì… sarà una magia particolare. Roma è sempre stata qualcosa di magico, di esplosivo, di unico”. Zucchero torna nella Capitale dopo due anni dai cinque concerti sold out a Caracalla, il 23 e 24 giugno, al Circo Massimo, per 26mila persone. Già oltre 15mila i biglietti venduti.

Una scaletta “ancora da decidere” con tanti possibili ospiti internazionali, anche se “di solito sono sorprese”. “Non riesci a pianificare prima, non sai se sono impegnati o meno – dice Zucchero incontrando la stampa a Roma -. Sicuramente, se sono liberi non avranno problemi a venire. Mi piacerebbe venissero Bono, Sting, artisti che so che vengono volentieri, che sono amici”. E ancora Brian May dei Queen, Eric Clapton, Peter Gabriel. Zucchero snocciola nomi e aneddoti legati a star internazionali. “Succede tutto un po’ all’improvviso – racconta – come quella volta quando Eric Clapton mi chiamò alle tre del pomeriggio, per suonare alle 19. Dovevamo fare il sound check e invece sono salito sul palco senza nemmeno provare. Qualcuno non ci sarebbe andato, io invece sono uno che rischia, mi piace l’adrenalina”.

Zucchero racconta di quanto è stata importante la gavetta. “Ho cominciato giovanissimo, a 15 anni. Suonavo tutte le sere, fino alle tre-quattro di notte. E cantavo…. Ora in effetti non c’è più la gavetta. Ci sono i talent, ma si prova e si canta. Non è una gavetta. Non c’è un ricambio – prosegue l’artista emiliano – non c’è più la figura del musicista orchestrale che deve studiare e imparare un repertorio internazionale”.

Il cantante preferisce “parlare poco” e “dare spazio alla musica, perché le canzoni parlano, la musica parla”. Anche se ce ne sarebbero di motivazioni per “parlare” o “lanciare dei messaggi”. Come “le varie guerre in giro, o Putin, o Trump, gli accordi di pace, Gaza, Musk… ma parlarne ormai diventa un luogo comune”.

“Ovviamente ognuno ha le sue opinioni e a volte è preferibile non toccare certi argomenti – prosegue Zucchero – se non buttarli lì in modo abbastanza sarcastico perché se li approfondisci non sai mai come arrivano. E poi, Pavarotti mi diceva sempre: ‘Te pensa a cantare e non rompere i co… Tutto questo non è qualunquismo, anche perché ci sono state varie occasioni dove sono stato al centro di polemiche per aver detto la mia. Purtroppo faccio presto a passare dalla ragione al torto. Non sono diplomatico. E poi…non cerco di portare il pubblico al mio mulino, se non con la musica. Non sono un influencer, sono tutto l’opposto di un influencer. Non amo la piaggeria”.

Dunque il rock impegnato non esiste più? “Direi di no, il rock che senti adesso è molto annacquato. C’è stato un periodo che il rock mandava messaggi contro il sistema; ora manca questo impegno che prima era del rock, poi del rap. Ora manca totalmente. Chi è rimasto? Forse Springsteen, Bob Dylan. Uno dei nuovi che non mi dispiace può essere Salmo, con cui condivido diverse tematiche”.

Infine, sullo show di Roma, dice: “Farò il repertorio con le hit che tutti vogliono sentire, ma ogni sera posso cambiare in base all’atmosfera che si crea nel posto. E poi, saranno tutti a sedere. E’ un po’ come una confort zone, non c’è la ressa, il casino. Sarà un concerto meno rock ‘n roll ma i mie fan negli anni sono diventati più sofisticati….”

Di Serena Sartini

Equitazione, un francobollo dedicato a Raimondo d’Inzeo

Roma, 21 mar. – Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha emesso un francobollo ordinario appartenente alla serie tematica “I Valori sociali” dedicato al Generale di Divisione dell’Arma dei Carabinieri e campione olimpico di salto ostacoli Raimondo d’Inzeo, nel centenario della sua nascita.

Alla cerimonia di presentazione e annullo filatelico, che si tenuta nel Salone degli Arazzi di Palazzo Piacentini a Roma, svoltasi marted 18 marzo, hanno partecipato tra gli altri il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Salvatore Luongo, il Presidente della Federazione Italiana Sport Equestri, Marco Di Paola, la famiglia d’Inzeo rappresentata dai figli di Raimondo: Susanna e Guido, i rappresentanti di Poste Italiane e dell’Istituto Poligrafico eZecca dello Stato. Nutrita la partecipazione dell’Arma dei Carabinieri che oltre al Comandante generale ha visto presenziare il Generale di Corpo d’Armata del Massimo Mennitti (Comandante dell’unit mobile e speciali Palidoro), il Generale di Brigata Alberto Maestri (capo del 5 reparto), il Colonnello Alessandro Barone (comandante del 4 Reggimento Carabinieri a cavallo), il Colonnello Andrea Desideri (comandante del centro sportivo). Insieme a loro anche l’appuntato scelto Q.S. Stefano Brecciaroli, cavaliere della nazionale italiana di Completo con cinque partecipazioni olimpiche all’attivo nel suo curriculum.

Non ha, certamente, bisogno di presentazioni Raimondo d’Inzeo che, insieme al fratello Piero, ha fatto la storia degli sport equestri azzurri.

Nel suo palmars figurano le pi importanti vittorie internazionali, la partecipazione a ben otto edizioni dei Giochi olimpici. Tra i suoi successi pi prestigiosi, impossibile dimenticare l’oro individuale alle Olimpiadi di Roma del 1960, l’argento individuale di Melbourne 1956 e i quattro bronzi di Melbourne 1956, Roma 1960, Tokyo 1964 e Monaco 1972, per un totale di sei medaglie a cinque cerchi (tra individuale e squadra).

La vignetta del francobollo raffigura, in primo piano, il generale d’Inzeo in posa a cavallo. Sullo sfondo l’atleta ritratto durante una performance agonistica. Il bozzettista Giustina Milite. Il francobollo emesso dal Mimit, stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, sar distribuito da Poste Italiane in duecentocinquantamila esemplari. possibile acquistarlo presso gli sportelli filatelici di Poste Italiane.

Sorella Gimmy Pozzi: “Quasi 5 anni dopo non credo pi in istituzioni”

Roma, 21 mar. (askanews) – “Io sono stata a Ponza il giorno dopo la morte di mio fratello e la scena che mi sono trovata davanti stata da film. Sembravo io la persona che doveva giustificare perch stavo l. Non ho avuto nessun tipo di sentimento (di solidariet, ndr) n da parte delle istituzioni, n dei compagni di casa di mio fratello. difficile parlare dopo tanto tempo, perch oggi la rabbia ancora di pi. Forse prima credevo di pi nelle istituzioni e nella Giustizia, oggi per il percorso che abbiamo fatto dubito di diverse cose, anche per come sono andati i processi delle persone che seguiamo”: lo afferma Martina Pozzi, sorella di Gianmarco, 28enne romano trovato morto sull’isola di Ponza il 9 agosto 2020 in circostanze mai del tutto chiarite, nel corso della conferenza stampa alla Camera dei deputati gioved 20 marzo intitolata “Giustizia per Gimmy Pozzi. Appello al Governo, chi sa parli”, promossa dalla deputata M5S Stefania Ascari e a cui hanno partecipato i legali di famiglia, Marco Malara e Fabrizio Gallo, oltre al pap Paolo e al criminologo Michel Emi Maritato; l’incontro stato moderato dalla giornalista Priscilla Rucco.

“C’erano tante telecamere nel locale che non sono state prese”, ricorda Martina Pozzi, riferendosi al lavoro del fratello come buttafuori in un locale dell’isola. “Il tragitto, c’erano tante telecamere anche l, nulla. Quindi credo che qui ci sia stata la volont di non scoprire quello che successo. Lo dimostra il fatto che hanno allontanato delle persone delle istituzioni e dopo 2-3 mesi sono tornate sull’isola a essere comandante o tenente. Io ho visto le foto di mio fratello in anteprima perch il tenente che gestiva le indagini all’inizio mi ha portato a cena e mi ha mostrato le foto di mio fratello. La storia che sto vivendo oggi io la sapevo gi 20 giorni dopo la morte di mio fratello, mi era stato detto che sarebbe stata archiviata, perch mancava il filo conduttore”, aggiunge la sorella del campione di kickboxing, il cui cadavere stato ritrovato in un’intercapedine di un’abitazione, non lontano dall’appartamento dove il giovane alloggiava con altri ragazzi.

“Gianmarco potrebbe essere il figlio di tutti, io oggi sono stanca e non credo pi nelle istituzioni, questa una cosa certa. facile prendere il microfono all’inizio tutti dalla nostra parte, poi quando le cose vanno male ti abbandonano e la giustizia te la fai da sola. il caso di Serena (Mollicone, ndr) e di altri processi, vuol dire che in Italia c’ qualcosa che non funziona, la prima cosa l’omert della gente, la paura delle persone. Per dovrebbero farsi una domanda: oggi toccato a noi e domani potrebbe toccare a loro”, conclude Martina Pozzi.

L’Anm: il limite delle intercettazioni a 45 giorni è un provvedimento folle

Roma, 21 mar. (askanews) – “Attualmente per poter intercettare un sospettato sono richiesti dalla legge dei parametri molto stringenti. È infatti previsto che l’intercettazione possa essere richiesta solo se vi sono gravi indizi di reato, e se questa è indispensabile al fine della prosecuzione delle indagini. Il tema è che ora un decreto di intercettazione dura 15 giorni, con la possibilità di prorogarlo senza limiti nel caso permangano le fattispecie elencate. La nuova riforma della giustizia però prevede che venga posto un tetto massimo di 45 giorni, con un limite di due proroghe. Altrimenti vi devono essere già prove concrete e un’espressa motivazione. Credo che in questo modo si veicola ancora una volta il messaggio di sfiducia che c’è nei confronti dei magistrati: come se l’unico loro obiettivo fosse quello di spiare le persone senza motivo”. Lo ha detto ai microfoni di Radio Cusano Rocco Gustavo Maruotti, segretario nazionale dell’Anm intervenuto a ‘Battitori Liberi’, condotto da Gianluca Fabi e Savino Balzano, in merito alla riforma della giustizia; in particolare sul tema delle intercettazioni.

Maruotti ha poi aggiunto: “Il limite di 45 giorni per l’intercettazione è un problema enorme. Chi ha esperienza giudiziaria sa benissimo che non sempre i primi giorni sono sufficienti a raccogliere le prove necessarie, se chiediamo una proroga noi magistrati infatti specifichiamo il perché. Il problema della riforma- spiega Maruotti- è che pone un tetto massimo uguale per tutti, salvo per i reati di mafia e terrorismo: è un provvedimento folle”.

Maruotti si sofferma poi sul tema economico delle intercettazioni che “è giudicato eccessivamente costoso, come detto dal ministro Nordio. Ma in realtà come dice Gratteri il costo è irrisorio, soprattutto se paragonato all’obbiettivo prefissato. Io non sono in grado di dire alla famiglia di una vittima di reato grave che mi sono dovuto fermare perché il costo era eccessivo: non possiamo mettere sullo stesso piano la giustizia e il profilo economico”.

Maruotti ha poi spiegato: “Ai magistrati viene imputato che spesso le accuse non portano a una sentenza di condanna. Viene contestato l’uso delle misure cautelari per un determinato processo, che poi non hanno lo stesso numero di riscontri nelle condanne. Questo però è determinato dal fatto che sentenza e imputazione hanno ragioni diverse. Per applicare una misura cautelare serve un grave indizio di colpevolezza, per una condanna invece è necessario venga provata la colpevolezza dell’imputato oltre ogni ragionevole dubbio. Sono stati fatti tanti passi avanti nel corso degli anni, ma non si può pretendere che ogni accusa porti una sentenza di condanna: questa è anche la prova dell’autonomia dei magistrati, che possono agire secondo ciò che ritengono più giusto”.

Poste.it si rif il look

Roma, 21 mar. – Il sito di Poste Italiane cambia volto con un restyling pensato per migliorare l’esperienza degli oltre 26 milioni di visitatori unici mensili. Il nuovo design, in linea con le ultime tendenze digitali, offre un’architettura ottimizzata per dispositivi mobili, rendendo la navigazione pi semplice e accessibile. Il servizio del TG Poste.

Export, il piano Italia anti-dazi guarda a Sudamerica, Africa e Asia

Roma, 21 mar. (askanews) – Esplorare e “occupare” nuovi mercati in “tutta l’Africa, l’America Latina e l’Asia centrale” per “tutelare le imprese italiane e favorire le esportazioni” dei prodotti Made in Italy a fronte dei rischi legati ai possibili dazi decisi dalla nuova amministrazione americana di Donald Trump. Il Piano d’azione italiano per l’export in paesi extra Ue ad alto potenziale è stato presentato questa mattina a Roma dal ministro degli Esteri Antonio Tajani alle associazioni del mondo produttivo italiano. “Visto che noi potremmo trovare qualche difficoltà negli Stati Uniti, dobbiamo crescere fuori dai nostri mercati tradizionali che sono forti”, ha spiegato il ministro, che ha citato “alcuni paesi dove ci sono grandi opportunità” e dove “prevediamo possa esserci possibilità di occupare spazi nelle esportazioni”. “Dobbiamo guardare con più attenzione al Messico, al Canada, al Sudafrica, all’India, al Vietnam, alla Thailandia, all’Indonesia, alle Filippine, agli Emirati Arabi, all’Arabia Saudita, al Sud Africa. Ci sono tante realtà che noi stiamo studiando perché possano diventare delle opportunità per le nostre imprese”, ha sottolineato Tajani, aggiungendo che è stato attivato “un telefono di pronto intervento export” per assistere le nostre imprese.

Secondo il titolare della Farnesina, però, “questo non significa che non dobbiamo continuare a parlare con gli Stati Uniti, a guardare verso gli Stati Uniti”. “Sarebbe un errore lasciare gli Stati Uniti”, ha detto Tajani, aggiungendo di concordare con la decisione del Commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic di rinviare di due settimane eventuali contro-dazi dell’Ue per gli Stati Uniti. “Il Commissario europeo al Commercio Sefcovic ha saggiamente, e io condivido la sua scelta, deciso di rinviare di due settimane eventuali contromisure all’Unione europea. Questo permette di avviare un confronto anche con gli Stati Uniti”, ha spiegato.

Il ministro ha ricordato che l’Italia ha “inviato una delegazione tecnica del ministero” degli Esteri “a Washington per cominciare ad affrontare la questione dei dazi”. “Quindi, con prudenza, ma anche con grande fermezza, noi lavoriamo per tutelare le imprese italiane”, ha argomentato. “Perché tutelando le imprese italiane tuteliamo il lavoro e la nostra economia. Noi siamo contro una guerra commerciale. Lo stesso commissario Sefcovic ha detto che aspetterà due settimane per valutare il tipo di reazione, se sarà il caso di avere una reazione. Quindi prudenza e possibilità di avviare una trattativa. Questo va nella giusta direzione della richiesta che facciamo noi. Una guerra commerciale non conviene a nessuno, né a noi né agli Stati Uniti”.

Il Piano d’Azione per l’export Italiano prevede una serie di misure quali missioni istituzionali e imprenditoriali, rafforzamento delle attività fieristiche, supporto finanziario all’export, stipula di accordi con catene distributive internazionali e piattaforme digitali, apertura di nuove sedi all’estero da parte delle agenzie del “polo dell’export” in mercati strategici. La sua elaborazione è frutto del lavoro congiunto del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, delle agenzie del Sistema Italia – ICE, SACE, Simest, Cassa Depositi e Prestiti – e del costante dialogo con le associazioni di categoria e le imprese. Nei prossimi mesi, ha ricordato il ministro, le iniziative si focalizzeranno su India, Turchia, Messico, Giappone, Arabia Saudita e Regno Unito.

Nel 2024 l’export italiano ha registrato risultati particolarmente rilevanti nei mercati extra-UE: 17,6 miliardi di euro in Turchia (+23,9% rispetto all’anno precedente), 7,9 miliardi negli EAU (+19,4%), 6,6 miliardi di euro in Messico (+7,4%), 5,8 miliardi in Brasile (+8,1%), 6,2 miliardi di euro in Arabia Saudita (+27,9%), 5,2 miliardi di euro in India (+1%). Fra le priorità anche i Paesi dell’Africa, che hanno totalizzato oltre 20 miliardi di export; l’ASEAN con 10,7 miliardi di euro di export e un aumento del 10,3% e i Balcani Occidentali con 6,5 miliardi di euro e +13,4%.

Incidente in Svezia, morti due sciatori italiani

Roma, 21 mar. (askanews) – Nel pomeriggio di giovedì 20 si è verificato un incidente di heliskiing nell’estremo Nord della Svezia con 3 fratelli italiani di Luserna San Giovanni coinvolti. Due di loro sono deceduti. Lo rende noto la Farnesina.

Il terzo è rientrato nel resort di partenza, Niehku, nella regione di Abisko, quasi al confine con la Norvegia.

L’Ambasciata d’Italia in Svezia è in contatto con i familiari dei connazionali coinvolti e seguirà le procedure per il rientro in Italia delle salme degli sciatori deceduti.

Liliana Segre inaugura il Change The World Model United Nations

Roma, 21 mar. (askanews) – Torna a New York il Change the World Model United Nations (CWMUN), il più grande forum internazionale giovanile, che vedrà la partecipazione di oltre 4.000 studenti provenienti da oltre 140 paesi. Gli studenti italiani sono 1400 provenienti da diverse regioni, tra cui Lombardia, Sicilia, Lazio, Campania, Veneto ed Emilia-Romagna. Il CWMUN 2025 sarà un’occasione unica per giovani delegati di confrontarsi sui grandi temi della politica globale, simulando il funzionamento delle Nazioni Unite e interagendo con leader internazionali, diplomatici, imprenditori e campioni dello sport.

L’evento, organizzato da Associazione Diplomatici e Change the World Academy, si svolgerà dal 20 al 23 marzo e vedrà la partecipazione di ospiti d’eccezione come: Melissa Fleming, Vice Segretaria Generale delle Nazioni Unite con delega alla Comunicazione Globale; Catherine Colonna, ex Ministro degli Esteri della Francia, che verrà intervistata da Myrta Merlino; l’Ambasciatore Giampiero Massolo, diplomatico italiano; Maurizio Massari, rappresentante permanente d’Italia alle Nazioni Unite; Giovanni Caccamo, cantautore e partner del CWMUN; il campione del mondo Marco Tardelli e l’ex nazionale brasiliano Paulo Roberto Falcão.

Il messaggio di apertura quest’anno ha come ambassador una figura eccezionale: la senatrice Liliana Segre, che ha rivolto il suo augurio a tutti gli studenti presenti a New York attraverso in un videomessaggio.

“Care ragazze e cari ragazzi, sono molto felice di rivolgermi a voi che siete la migliore garanzia per il futuro. Il tempo è una strana variabile, comincia oggi come l’attimo fuggente. Velocissimo. Ecco perché vorrei chiedervi di fermarvi un attimo per ascoltare, in silenzio , i vostri pensieri.

Voi che siete i cittadini del mondo dominato dai social, una dimensione sempre più interconnessa, uno spazio in cui vengono condivisi – sarebbe meglio dire esibiti – opinioni, punti di vista, stati d’animo, umori, che sembrano sentimenti e invece nella stragrande maggioranza dei casi sono pulsioni. La pulsione più inquietante e la più radicata nell’animo umano, ha a che fare con l’odio. E io ne sono la testimone vivente, avevo più o meno la vostra età quando ho conosciuto l’odio che si fa sistema, teoria e pratica, dell’uomo contro l’uomo. Uscita per buona sorte dal campo di sterminio di Auschwitz, porto con me quella storia sulla pelle: l’odio inciso. Ecco perché è importante ricordare anche a voi giovani sentinelle della Memoria che la memoria è la funzione del mondo. A voi che avete scelto questo percorso, affinché siate pronti ad indagare le ragioni dell’altro prima di volere affermare le vostre.

La buona pratica dell’ascolto che si mescola al dialogo nella diversità resta il miglior strumento di comprensione e di crescita. E’ l’elogio dell’imperfezione tanto caro alla Nostra indimenticata Rita Levi Montalcini.

In un’epoca in cui il mondo sembra spesso diviso da parole di odio è fondamentale che ci fermiamo a riflettere su cosa vogliamo realmente costruire. L’odio non crea mai nulla di buono: è una forza distruttiva che lascia solo macerie, divisioni e sofferenza. Proprio in questo momento di difficoltà voi, le nuove generazioni, avete un’opportunità unica e un’importante responsabilità: quella di rispondere a tutto questo con un linguaggio diverso, con una forza positiva che può cambiare davvero le cose.

Ribellatevi all’aggressività e alla violenza che passa attraverso le parole e atterra direttamente dentro le nostre vite.

Le parole che scegliamo di pronunciare, le azioni che decidiamo di intraprendere possono trasformare la realtà. Non ci sono muri da alzare, ma ponti da costruire. La nostra forza sta nella capacità di guardare al futuro con speranza e determinazione, di lavorare per la pace, per la solidarietà, per un mondo fatto di comprensione di ciò che è diverso da noi.

L’aggressività, la violenza, l’intolleranza, il razzismo, l’antisemitismo, l’odio per chi è diverso dilagano anche nel discorso pubblico. Neanche le grandi istituzioni ne sono immuni, così che addirittura gli organismi sovranazionali come l’ONU sembrano incapaci di rispondere alle sfide del nostro tempo. Eppure io, bisnonna, quando vi guardo, quando vi parlo, vedo e sento la speranza del cambiamento. Voi siete avamposti di pace, nel cuore custodite i semi del bene, del buono. Ciascuno, però, deve farli germogliare in gesti concreti e prese di posizioni precise: contro l’indifferenza e l’intolleranza, che sono l’altra faccia dell’odio.

Dovete essere voi i veri protagonisti di questo cambiamento necessario. Non siate spettatori passivi del nostro tempo, perché Voi siete chiamati a scrivere il nostro futuro. Siate ambasciatori d’amore contro l’odio e guardate al presente con il giusto stupore, perché alla fine di ogni notte sorgerà il sole e avrà il vostro sorriso. Abbiate sempre in mente le parole di Martin Luther King: “Occorre piantare il melo anche sotto le bombe”. Coraggio ragazze e ragazzi, buon lavoro. Grazie, Liliana Segre”

Il messaggio sarà proiettato alle 15.30 ore italiane per il primo gruppo e alle 20 per il secondo gruppo.

La Consulta: sì ad adozioni internazionali per le persone single

Roma, 21 mar. (askanews) – Anche le persone singole possono adottare minori stranieri in situazione di abbandono. È quanto si legge nella sentenza numero 33, depositata oggi, con cui la Corte costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’articolo 29-bis, comma 1, della legge numero 184 del 1983, nella parte in cui non include le persone singole fra coloro che possono adottare un minore straniero residente all’estero.

La Corte, chiamata a pronunciarsi sulla disciplina dell’adozione internazionale che non include le persone singole fra coloro che possono adottare, ha affermato che tale esclusione si pone in contrasto con gli articoli 2 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La disciplina dichiarata illegittima comprimeva, infatti, in modo sproporzionato l’interesse dell’aspirante genitore a rendersi disponibile rispetto a un istituto, qual è l’adozione, ispirato a un principio di solidarietà sociale a tutela del minore.

L’interesse a divenire genitori, pur non attribuendo una pretesa a adottare, rientra nella libertà di autodeterminazione della persona e va tenuto in considerazione, insieme ai molteplici e primari interessi del minore, nel giudizio sulla non irragionevolezza e non sproporzione delle scelte operate dal legislatore, secondo i giudici della Consulta.

La Corte ha, dunque, rilevato che le persone singole sono in astratto idonee ad assicurare al minore in stato di abbandono un ambiente stabile e armonioso, fermo restando che spetta poi al giudice accertare in concreto l’idoneità affettiva dell’aspirante genitore e la sua capacità di educare, istruire e mantenere il minore. Tale accertamento può tenere conto anche della rete familiare di riferimento dell’aspirante genitore.

Evidenziate le garanzie poste a tutela del minore, la Corte ha altresì osservato che, nell’attuale contesto giuridico-sociale caratterizzato da una significativa riduzione delle domande di adozione, il divieto assoluto imposto alle persone singole rischia di “riflettersi negativamente sulla stessa effettività del diritto del minore a essere accolto in un ambiente familiare stabile e armonioso”.

Imprese e credito, da convegno Fimaa nuovo modello per futuro mercato

Roma, 21 mar. (askanews) – Un cambio di paradigma per il mondo della mediazione: è questa la sfida emersa dal convegno nazionale di Fimaa Italia “Capitali in movimento – Come i flussi finanziari modellano i mercati”, che ha riunito al Palazzo della Borsa di Genova esperti del settore, istituzioni e rappresentanti del mondo economico.

L’accesso al credito resta una sfida aperta. Dai lavori del convegno è emerso con forza un dato: le micro e piccole imprese italiane incontrano difficoltà crescenti nell’ottenere finanziamenti, una criticità ancora più accentuata in regioni come la Liguria, dove il tessuto imprenditoriale è composto in larga parte da pmi. La risposta potrebbe arrivare da una maggiore sinergia tra mediatori creditizi e merceologici, figure ancora poco integrate tra loro ma con un potenziale strategico enorme.

“La stretta creditizia rischia di paralizzare il mercato ma noi abbiamo la possibilità di intervenire. I mediatori creditizi possono costruire strumenti finanziari su misura per le imprese, mentre i mediatori merceologici, grazie alla loro conoscenza delle filiere, possono creare sinergie essenziali per garantire solidità alle operazioni”, ha spiegato Angelo Spiezia, Coordinatore della Consulta Mediatori Creditizi di Fimaa Italia.

Anche la figura del mediatore merceologico sta cambiando radicalmente. “Non siamo più semplici intermediari di scambi. Oggi le aziende ci chiedono un supporto a 360 gradi, dalla logistica al finanziamento. Se vogliamo che il mercato riparta, dobbiamo adottare un nuovo approccio e diventare un riferimento stabile per le imprese”, ha evidenziato Simone Ruffato, membro della Consulta Mediatori Merceologici Fimaa Italia.

Di grande impatto, poi, l’intervento di Dario Fabbri, direttore di Domino, che ha illustrato come i nuovi assetti geopolitici stiano ridefinendo i flussi finanziari globali, con conseguenze dirette sulle opportunità di finanziamento per le imprese italiane.

L’evento si è concluso con un messaggio chiaro: serve un nuovo modello di mediazione che integri competenze finanziarie e di mercato per garantire maggiore accesso alle risorse economiche. Da qui la necessità di avviare un percorso di confronto permanente, per costruire soluzioni concrete a supporto delle imprese. “Se il credito rimarrà di difficile accesso, il mercato rischia la paralisi – ha detto Santino Taverna, presidente Fimaa Italia – La collaborazione tra mediatori creditizi e merceologici è una opportunità concreta per sbloccare risorse e dare nuova linfa al sistema economico: in questo senso oggi sono state gettate le basi per un nuovo modello operativo”.

Consulta: sì ad adozioni internazionali per le persone single

Roma, 21 mar. (askanews) – Anche le persone singole possono adottare minori stranieri in situazione di abbandono. È quanto si legge nella sentenza numero 33, depositata oggi, con cui la Corte costituzionale ha dichiarato costituzionalmente illegittimo l’articolo 29-bis, comma 1, della legge numero 184 del 1983, nella parte in cui non include le persone singole fra coloro che possono adottare un minore straniero residente all’estero.

La Corte, chiamata a pronunciarsi sulla disciplina dell’adozione internazionale che non include le persone singole fra coloro che possono adottare, ha affermato che tale esclusione si pone in contrasto con gli articoli 2 e 117, primo comma, della Costituzione, quest’ultimo in relazione all’articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

La disciplina dichiarata illegittima comprimeva, infatti, in modo sproporzionato l’interesse dell’aspirante genitore a rendersi disponibile rispetto a un istituto, qual è l’adozione, ispirato a un principio di solidarietà sociale a tutela del minore.

L’interesse a divenire genitori, pur non attribuendo una pretesa a adottare, rientra nella libertà di autodeterminazione della persona e va tenuto in considerazione, insieme ai molteplici e primari interessi del minore, nel giudizio sulla non irragionevolezza e non sproporzione delle scelte operate dal legislatore, secondo i giudici della Consulta.

La Corte ha, dunque, rilevato che le persone singole sono in astratto idonee ad assicurare al minore in stato di abbandono un ambiente stabile e armonioso, fermo restando che spetta poi al giudice accertare in concreto l’idoneità affettiva dell’aspirante genitore e la sua capacità di educare, istruire e mantenere il minore. Tale accertamento può tenere conto anche della rete familiare di riferimento dell’aspirante genitore.

Evidenziate le garanzie poste a tutela del minore, la Corte ha altresì osservato che, nell’attuale contesto giuridico-sociale caratterizzato da una significativa riduzione delle domande di adozione, il divieto assoluto imposto alle persone singole rischia di “riflettersi negativamente sulla stessa effettività del diritto del minore a essere accolto in un ambiente familiare stabile e armonioso”.

Tajani: dire che difesa Ue non serve è "colossale sciocchezza"

Roma, 21 mar. (askanews) – La missione europea Aspides rappresenta “il primo passo verso la difesa europea, serve a tutelare i nostri mercantili e il Made in Italy”. E’ quanto ha detto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un punto stampa in occasione della presentazione del Piano d’azione per l’expo italiano nei mercati extra Ue ad alto potenziale.

“Quindi dire che la difesa europea non serve è una colossale sciocchezza”, ha commentato il ministro, ricordando che “la difesa europea serve per tutelare i prodotti italiani” ed “è inutile parlare di Made in Italy se poi non lo proteggiamo”. “Il Made in Italy”, ha insistito il titolare della Farnesina, “si protegge anche con la Marina militare e con la missione europea”. Coa