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Auto, von der Leyen: obiettivi Co2 invariati, ma 3 anni per conformarsi

Bruxelles, 3 mar. (askanews) – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha rivelato oggi a Bruxelles la soluzione che verrà proposta dall’Esecutivo comunitario al fine di evitare che le industrie automobilistiche europee debbano pagare delle forti multe per non aver rispettato gli obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2025, a causa del netto calo della domanda di auto elettriche: calcolare la conformità con l’obiettivo di riduzione su tre anni invece che sull’ultimo anno.

Von der Leyen ha parlato a un breve incontro stampa convocato per fare il punto sul “dialogo strategico” che si sta svolgendo dall’inizio di febbraio tra la Commissione e le parti interessate del settore dell’automotive, e che culminerà con la proposta di un Piano d’azione per il settore che l’Esecutivo Ue presenterà mercoledì 5 marzo.

Un argomento di cui si è discusso nel dialogo strategico, ha riferito la presidente della Commissione, “è la transizione verso una mobilità pulita. C’è una chiara richiesta di maggiore flessibilità sugli obiettivi riguardo alle emissioni di CO2. Come sappiamo, il principio chiave qui è l’equilibrio. Da un lato – ha rilevato – abbiamo bisogno di prevedibilità ed equità per i ‘first mover’, le imprese che hanno fatto i loro compiti a casa con successo”. “Ciò significa – ha sottolineato – che dobbiamo attenerci agli obiettivi concordati” riguardo al percorso di riduzione delle emissioni di CO2.

“Dall’altro lato – ha continuato von der Leyen -, dobbiamo ascoltare le voci e le parti interessate che chiedono più pragmatismo in questi tempi difficili, e neutralità tecnologica, soprattutto quando si tratta degli obiettivi del 2025 e delle relative sanzioni in caso di non conformità”. “Per affrontare questo punto in modo equilibrato – ha annunciato la presidente della Commissione -, proporrò un emendamento mirato al regolamento sugli standard di CO2 questo mese: invece della conformità annuale, le aziende avranno tre anni” per conformarsi agli obiettivi. Questo è il principio del ‘banking & borrowing'”, un meccanismo di flessibilità usato nel sistema europeo della borsa dei permessi di emissione Ets.

“Gli obiettivi – ha precisato von der Leyen – rimangono gli stessi”, le imprese “devono rispettare i propri obiettivi. Ma significa che c’è più spazio di manovra per l’industria. Significa anche più chiarezza e senza modificare – ha insistito – gli obiettivi concordati”.

“Sono certa che un emendamento così mirato” alla normativa in vigore sulle emissioni di CO2 delle auto “potrebbe essere concordato rapidamente dal Parlamento europeo e dal Consiglio Ue, perché ovviamente ha senso solo se concordato rapidamente”, ha avvertito la presidente della Commissione.

“Allo stesso tempo – ha concluso -, ci prepareremo ad accelerare i lavori sulla revisione riguardo al 2035 con la piena neutralità tecnologica come principio fondamentale”. La revisione, prevista entro la fine di quest’anno, riguarda il percorso verso l’obiettivo del 2035 dell’immissione sul mercato solo di veicoli nuovi a zero emissioni nette.

Auto contro la folla a Mannheim, almeno un ucciso. Arrestato il guidatore

Roma, 3 mar. (askanews) – Un uomo alla guida dell’auto che ha investito oggi la folla a Mannheim, in Germania, uccidendo due persone, è stato arrestato. Ci sono anche 25 feriti. L’uomo arrestato è un cittadino tedesco di 40 anni, originario del Land tedesco Renania-Palatinato,  lo ha detto all’agenzia di stampa Dpa il ministro dell’Interno del Land del Baden-Württemberg, Thomas Strobl. Il ministro ha aggiunto che l’uomo ha agito da solo. Secondo i media tedeschi, il 40enne è ora ricoverato in ospedale per le ferite riportate, sotto custodia della polizia, e soffrirebbe di disturbi mentali.

Cinema, oltre un milione di spettatori per "FolleMente" di Genovese

Roma, 3 mar. (askanews) – Lara e Piero con Alfa, Giulietta, Trilli, Scheggia, Il Professore, Romeo, Eros e Valium ringraziano il milione di spettatori che hanno scelto “FolleMente”. La commedia romantica di Paolo Genovese continua a entusiasmare il pubblico di tutta Italia realizzando l’incasso di 9.045.181 di euro (Cinetel), il secondo miglior weekend per un film italiano post-pandemia e raggiungendo il traguardo di 1.243.978 presenze.

Uscito in sala il 20 febbraio scorso e sempre in vetta al box office, “FolleMente”, da un soggetto originale di Paolo Genovese regista e autore della sceneggiatura con Isabella Aguilar, Lucia Calamaro, Paolo Costella e Flaminia Gressi, già dal secondo weekend si configura come l’evento cinematografico dell’anno.

Nel cast Edoardo Leo, Pilar Fogliati, Emanuela Fanelli, Maria Chiara Giannetta, Claudia Pandolfi, Vittoria Puccini, Marco Giallini, Maurizio Lastrico, Rocco Papaleo, Claudio Santamaria.

“Continua il percorso nei cinema italiani del bellissimo film di Paolo Genovese” – ha dichiarato Luigi Lonigro direttore di 01 Distribution – con le sale gremite da Nord a Sud, ‘Follemente’ realizza nell’ultimo weekend di Carnevale, caratterizzato da sfilate di carri e feste in maschera, un secondo fine settimana travolgente. E la corsa continua, come continua a crescere il numero degli schermi dove il film sarà in programmazione per la terza settimana.”

“FolleMente” è prodotto da Raffaella Leone e Andrea Leone, una produzione Lotus Production, una società Leone Film Group, con Rai Cinema e in collaborazione con Disney+ in associazione con Vice Pictures. L’opera è stata realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.

Sfera Ebbasta dà il via al suo TOUR 2025, trionfo sul palco

Milano, 3 mar. (askanews) – Con il doppio show da tutto esaurito a Padova ha preso il via nel weekend il TOUR 2025 di Sfera Ebbasta, prodotto da Vivo Concerti in collaborazione con Thaurus Live.

Un tour che, proprio nel giorno della sua partenza, ha registrato l’en plein di sold out nelle sue 11 tappe nei palazzetti italiani, di scena fino all’8 aprile a Firenze, Roma, Bologna, Torino e Milano per poi lasciare il passo all’estivo con la data del 7 giugno allo Stadio Maradona di Napoli e quella del 19 luglio nel cartellone di Rock in Roma -biglietti disponibili su www.vivoconcerti.com e nei punti vendita autorizzati.

Per il suo ritorno live, nove mesi dopo aver riempito per due volte lo Stadio San Siro, Sfera Ebbasta ha messo in scena -curandone personalmente ogni dettaglio- uno show galvanizzante, adrenalinico e dal forte impatto, dove tra incredibili effetti visivi, giochi di luce e potenti lanciafiamme, i 30 brani che compongono la setlist scorrono senza fiato, introdotti solo dai boati del pubblico.

La struttura su due livelli che campeggia al centro del palco (tutta gradini luminosi di Led) viene presto popolata dal Trap King e dai suoi 8 ballerini, cornice perfetta per le coreografie orchestrate dall’Head of Performance Laccio, plasmandosi di hit in hit: dalle nude pareti di palazzoni di periferia, pronte a riempirsi di graffiti a tema Sfera, alle colorate navate di una cattedrale, con tanto di rosone logato $€.

A dominare le retrovie un enorme ledwall in formato landscape per ospitare, con i suoi 24 metri di larghezza, i futuristici visual firmati da SUGO Design, in un’esperienza mai prima d’ora tanto immersiva nel mondo e nell’estetica di Sfera Ebbasta.

Un inedito spotlight sulla sua storia, su un passato che viene ora metaforicamente investito da un tornado -sulle note di “Tran Tran”, ora congelato in una bolla underwater -per il tempo di “Rockstar”, pronto per essere riletto attraverso la lente del successo e dei cambiamenti e preparare la strada al ritorno nel blocco, ai palazzi di Ciny da dove tutto è partito, con i brani di X2VR. Una consistente sezione della scaletta è riservata ai successi del suo ultimo album, pubblicato per Island Records e già Quintuplo Disco di Platino: l’ultimo grande capitolo di un percorso che è valso a Sfera bilioni di stream e views, 230 Platini e 32 Ori (primo italiano in epoca FIMI ad aver raggiunto e superato quota 200 Dischi di Platino) e l’affetto incondizionato del suo pubblico.

Alla scoperta della biodiversit con il Progetto Scuole E.ON

Varazze (Sv), 3 mar. (askanews) – Sensibilizzare gli studenti delle scuole primarie e secondarie sull’importanza della biodiversit e dell’utilizzo delle energie rinnovabili per contrastare gli effetti del cambiamento climatico. l’obiettivo del Progetto Scuole E-On, che negli anni ha coinvolto moltissimi studenti e scuole di tutto il territorio nazionale in attivit educative e ludiche per favorire una conoscenza sempre pi approfondita dell’ambiente e l’adozione di comportamenti virtuosi e sostenibili.

“Il Progetto Scuole di E.ON – spiega Mauro Biraghi, Marketing & Corporate Communication Director E.ON Energia – nato nel 2016 e ha visto anno dopo anno aumentare le classi e gli studenti partecipanti. In particolare nell’ultima edizione abbiamo visto la partecipazione di oltre 850 classi e pi di 21 mila studenti. L’apprezzamento sempre crescente sia da parte degli insegnanti sia da parte degli studenti. Quest’anno in particolare abbiamo dato un calendario della biodiversit da utilizzare in classe, nel quale gli studenti possono trovare indicate, oltre alle giornate dedicate all’ambiente, anche tante attivit che li aiutano a prendere maggiore consapevolezza sui temi della sostenibilit, del cambiamento climatico, del rispetto dell’ambiente e dell’uso pi efficiente dell’energia, in particolare delle energie rinnovabili”.

Energia e Biodiversit sono i temi dell’edizione 2025 del progetto Scuole E.ON, che si avvale della collaborazione di Pleiadi e Meteo Expert e che prevede anche un Roadshow nelle province di Monza Brianza, Lecco, Imperia e Savona, in cui E.ON sta rafforzando la vicinanza ai cittadini con nuove attivit e iniziative sul territorio a seguito dell’assegnazione di un lotto di 165.000 clienti, nel contesto del Servizio a Tutele Graduali per i clienti residenziali non vulnerabili del mercato elettrico.

In provincia di Savona, in particolare, il Roadshow ha fatto tappa a Varazze, con una passeggiata lungo l’ex tracciato ferroviario che ha permesso di osservare il Geoparco Unesco del Beigua da una prospettiva differente. Lungo il cammino gli studenti hanno potuto infatti scoprire tante curiosit legate alle rocce, alle piante e agli animali che vivono in questo ambiente, annotando ci che hanno imparato su un quaderno personalizzato.

“Il progetto – sottolinea Andrea Giuliacci, Professore di Fisica dell’Atmosfera all’Universit di Milano Bicocca e meteorologo di Meteo Expert – decisamente coinvolgente per i ragazzi perch comporta delle esperienze in classe con delle schede e dei laboratori e poi ci sono delle uscite all’aperto per vedere nella pratica quello che hanno studiato in classe. Ed chiaro che quando questi temi vengono portati non solo con i libri, non solo con i testi, che comunque sono fondamentali, ma anche con delle esperienze pratiche, diventa molto pi coinvolgente. Quindi vediamo sia i ragazzi che i docenti decisamente interessati. Ricordo che questo importantissimo perch parlare di questi temi fondamentale: significa costruire oggi l’adulto di domani che consapevole che c’ un problema ma che ci sono anche le soluzioni, basta adottare i giusti comportamenti”.

Oltre ai Roadshow, E.ON, per le classi iscritte al progetto, ha lanciato la nuova challenge “Alla scoperta della biodiversit” che coinvolge ragazze e ragazzi in un’esperienza in cui mettere in gioco la propria creativit e pensiero critico, oltre che ragionare sul proprio ruolo nella lotta al cambiamento climatico. Alle classi viene chiesto di recuperare elementi naturali presenti in prossimit della scuola per realizzare una composizione che rappresenti un animale o un vegetale la cui vita viene agevolata dall’utilizzo dell’energia rinnovabile e all’elaborato vincitore verr inviato un premio.

Il Progetto Scuole E.ON si concluder il 4 e 5 aprile con un Campus presso “Cascina Costa Alta” in provincia di Monza Brianza. Due giorni di attivit con ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di II grado in cui verranno affrontati temi legati all’energia, al futuro sostenibile e all’innovazione tecnologica attraverso dibattiti e attivit pratiche.

Fondo per la Repubblica Digitale, approvato il Piano Strategico 2025-2026

Roma, 3 mar. (askanews) – Il Comitato di indirizzo strategico (CIS) del Fondo per la Repubblica Digitale si è riunito in data 10 febbraio per deliberare il Piano Strategico relativo alle annualità 2025-2026. In campo risorse per 100 milioni di euro.

Al centro del Piano: lo scale up di bandi già realizzati attraverso la pubblicazione di nuovi avvisi pubblici, l’incremento del plafond del bando Fuoriclasse, l’apertura di un canale di cofinanziamento per portare avanti collaborazioni strategiche e sostenere progetti con un alto potenziale di efficacia e il potenziamento dei Centri di Facilitazione Digitale attraverso la pubblicazione di un nuovo bando.

Le misure approvate durante l’incontro sono volte a garantire il consolidamento di attività già avviate con successo e confermare nuove iniziative che guideranno le azioni del Fondo nel corso del biennio 2025-2026, per affrontare le grandi sfide del futuro in linea con la mission del Fondo.

Le modalità di intervento del Fondo per la Repubblica Digitale sono state definite da un Protocollo di intesa siglato tra il Governo e l’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio (Acri). L’obiettivo è sostenere progetti, selezionati attraverso bandi, rivolti alla formazione e all’inclusione digitale, per accrescere le competenze digitali e sviluppare la transizione digitale del Paese. Attraverso la valutazione d’impatto dei progetti sostenuti, il Fondo mira, nell’arco del quinquennio 2022-2026, a selezionare i più efficaci per ampliarne l’azione sul territorio nazionale e raggiungere più persone, realizzando miglioramenti tangibili nelle competenze digitali. L’obiettivo strategico del Fondo è individuare le best practice in ambito di upskilling e reskilling digitale, così da poterle riportare al decisore pubblico perché possa utilizzarle nella definizione di future politiche nazionali.

LE MISURE PREVISTE DAL PIANO STRATEGICO 2025-2026.

Il Fondo per la Repubblica Digitale ha definito il Piano Strategico per il biennio 2025-2026, proseguendo nella sua mission che prevede interventi mirati per la crescita delle competenze digitali e l’inclusione. Nonostante la rimodulazione delle risorse a disposizione, come da Legge di Bilancio per l’anno 2025, il Fondo mette in campo, per il biennio 2025-2026, 100 milioni di euro.

Il Piano Strategico 2025-2026, delineato dal Comitato di indirizzo strategico, stabilisce:

– la realizzazione dello scale up di bandi già realizzati attraverso la pubblicazione di nuovi bandi aperti a tutti gli stakeholder I progetti già sostenuti che avranno dimostrato maggiore impatto nella fase sperimentale riceveranno una premialità. L’obiettivo è finanziare un numero ridotto di progetti, di maggiori dimensioni sia in termini di risorse economiche assegnate, di beneficiari raggiunti e di raggruppamenti proponenti al fine di testare la tenuta di tali progetti su un raggio d’azione più ampio e consegnare al decisore pubblico le migliori pratiche in termini di efficacia e impatto generato. Con riferimento alla dotazione complessiva di 100 milioni di euro, a tal fine vengono stanziati in totale circa 85 milioni di euro per lo scale up dei bandi Futura, Onlife, Prospettive, Polaris e Digitale sociale. – incremento del plafond del bando Fuoriclasse, volto al reinserimento sociale delle persone detenute attraverso la formazione digitale, da 5 milioni originariamente previsti a 10 milioni di euro, anche in considerazione dell’alto numero di proposte pervenute alla chiusura del bando, tenutasi lo scorso 10 febbraio; – apertura di una linea di cofinanziamento, con una dotazione di risorse pari a 5 milioni di euro, al fine di attrarre risorse private e portare avanti collaborazioni strategiche e sostenere progetti con un alto potenziale di efficacia, in linea con le iniziative realizzate nell’ambito dell’Intelligenza Artificiale messe in campo anche con il sostegno di Google.org. – pubblicazione di un bando per il potenziamento dei Centri Facilitazione Digitale (5 milioni di euro), iniziativa proposta dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale al fine di fornire opportunità di alfabetizzazione digitale ai cittadini su tutto il territorio nazionale.

“Il Comitato di indirizzo strategico del Fondo per la Repubblica Digitale ha delineato il Piano relativo al biennio ’25-’26, confermando l’impegno a garantire la continuità operativa e l’efficacia delle proprie attività, nel perseguimento degli obiettivi strategici prefissati. Un approccio che testimonia la solidità del lavoro svolto e la volontà di proseguire nel processo di accrescimento delle competenze nella transizione digitale. In tale contesto, la sinergia tra Governo e Fondazioni di origine bancaria può svolgere un ruolo centrale nel promuovere iniziative per lo sviluppo del Paese.”, così Daria Perrotta, Ragioniere generale dello Stato e Presidente del Comitato di indirizzo strategico del Fondo per la Repubblica Digitale.

“Con l’approvazione del Piano strategico 2025-2026, il Fondo per la Repubblica Digitale consolida ulteriormente la sua azione per favorire l’accesso alle nuove competenze digitali da parte di un ampio numero di italiani, che rischiano di essere esclusi dalla transizione digitale in corso. Lo scale-up delle sperimentazioni positive del primo triennio di attività e le nuove linee di intervento delineate dal Comitato di indirizzo strategico per il prossimo biennio contribuiranno a estendere l’impatto delle iniziative del Fondo. In particolare, l’introduzione della possibilità di cofinanziamento, già sperimentata con successo dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, potrà generare un ulteriore effetto leva in termini di risorse disponibili e, soprattutto, favorire il coinvolgimento di altri attori del Paese in questa vasta operazione di contrasto alle nuove disuguaglianze, di cui le Fondazioni di origine bancaria sono convintamente tra i principali promotori.”, dichiara Giovanni Azzone, Presidente di Acri.

“Con il Piano Strategico ’25-’26 l’Impresa sociale continua a sostenere progetti e iniziative per la formazione e l’inclusione digitale, con un’attenzione particolare alle categorie più vulnerabili della popolazione. L’obiettivo è ampliare l’accesso al digitale, offrendo opportunità concrete di sviluppo delle competenze digitali e di inserimento lavorativo, grazie alla collaborazione tra pubblico, privato e terzo settore. Pur tenendo conto della rimodulazione delle risorse disponibili, il nostro impegno per accompagnare il Paese nella transizione digitale resta saldo. Solo così possiamo garantire maggiore coesione sociale e un processo di trasformazione digitale equo ed efficace.”, afferma Giovanni Fosti, Presidente del Fondo per la Repubblica Digitale – Impresa sociale.

Giuseppe Bonina, un eccellente esempio di innovazione siciliana

Roma, 03 Mar. – Quando lo incontri e incroci il suo sguardo, percepisci immediatamente che la persona giusta per abbattere stereotipi dannosi. Nel cuore pulsante della Sicilia, Giuseppe Bonina ha avuto il merito di fondare un gruppo imprenditoriale innovativo, in grado di generare occupazione e affermarsi a livello nazionale, rispondendo efficacemente alle esigenze di sicurezza e innovazione attraverso materiali e tecnologie all’avanguardia. “Il Sud, e in particolare la mia regione – sottolinea il Ceo e fondatore del gruppo – capace di esprimere importanti eccellenze, sfatando miti che appartengono a un passato superato. Qui c’ desiderio di sperimentare e realizzare prodotti altamente competitivi, investendo in ricerca e innovazione, che sono elementi fondamentali”.

L’azienda opera in diversi settori, con vari brand progettati appositamente. L’attivit principale si concentra sulla sicurezza per chi lavora in altezza, affrontando i rischi significativi connessi. “Le cadute per sfondamento delle coperture e l’assenza di percorsi segnalati o protezioni – sottolinea Bonina – sono tra le principali cause di infortuni. Per questo motivo, fondamentale offrire strumenti efficaci per la protezione delle persone e per la gestione delle infrastrutture. Da oltre dieci anni, con il brand Rimedi Verticali e LineaVita Sicilia, il nostro obiettivo tutelare i lavoratori con soluzioni adeguate, che spaziano dai dispositivi di protezione individuale per l’anticaduta alla progettazione di Linee Vita permanenti per coperture civili e industriali, utilizzando tecniche innovative e materiali di alta qualit”.

Come accennato, le diverse soluzioni sono organizzate in divisioni aziendali ben delineate. L’acciaio il filo conduttore, e grazie all’esperienza accumulata nel settore verticale e delle coperture, Bonina ha lanciato un nuovo brand, chiamato PigeonDay. Questo progetto offre una barriera anti volatile per proteggere gli impianti fotovoltaici e le grondaie, prevenendo problemi come guano, rumori notturni e alterazioni nel deflusso delle acque, garantendo cos condizioni ottimali per il funzionamento degli impianti. Tutto realizzato con materiali rigorosamente in acciaio e alluminio.

Per rimanere al passo con l’innovazione e continuare a sognare come aquile che sorvolano il paesaggio, l’ultimo progetto nato dall’acciaio il brand Soluzione Giardino e Bordure Italia, dedicato alla produzione di bordure per giardini, che fungono da elemento divisorio e creano un’armonia nel proprio spazio verde. “Questo brand – ricorda Bonina – nasce dalla passione per il design e la qualit, puntando a trasformare i giardini in spazi eleganti e funzionali. Ci dedichiamo alla loro produzione da anni, combinando estetica e praticit, utilizzando materiali di altissima qualit per garantire prodotti resistenti e duraturi. Una testimonianza di come, nel cuore della Sicilia, si possa lavorare per diventare un modello per l’intero Paese”.

Al via il MWC, Barcellona capitale tech del mondo mobile

Barcellona, 3 mar. (askanews) – Al via a Barcellona la 19esima edizione del Mobile World Congress, la fiera tech del settore mobile pi importante al mondo. La Global System Operators Association (Gsma) che organizza l’evento dal 3 al 6 marzo 2025 nella citt catalana attende circa 100.000 visitatori e centinaia di espositori, del mondo smartphone e non solo.

Aldo Masolo: come il fitness ha cambiato la sua vita

Roma, 03 Mar. – Il fitness non si limita a muscoli e prestazioni fisiche; pu rappresentare una vera e propria rinascita personale. Aldo Masolo, un noto influencer nel settore, ha condiviso la sua storia di trasformazione, mettendo in luce come l’attivit fisica lo abbia spinto verso nuovi orizzonti. “Fino a 29 anni, la mia vita era superficiale e priva di scopo”, ha dichiarato Masolo, rivelando che l’incontro con sua moglie ha segnato un punto di svolta. “Mi ha rimesso in carreggiata”, ha aggiunto, evidenziando l’importanza dell’amore e del supporto di una persona cara nel cambiare il proprio percorso.

Masolo ha iniziato a competere nel bodybuilding a 40 anni, un’et in cui molti atleti pensano al ritiro. “Non avevo mai considerato di salire su un palco prima dei 40”, ha affermato, dimostrando che non mai troppo tardi per inseguire i propri sogni. Questa decisione lo ha portato a partecipare a competizioni di prestigio come il Mister Olympia, dimostrando che determinazione e passione possono superare qualsiasi barriera legata all’et.

Oltre alla carriera nel fitness, Masolo ha una laurea in Giurisprudenza e ha completato un MBA alla Bocconi, dimostrando che il suo cammino stato guidato non solo dalla forza fisica, ma anche da una preparazione accademica solida. “Ho gestito i social come un’azienda”, ha spiegato, sottolineando l’importanza di un approccio strategico nel mondo digitale. In futuro, Masolo considera il fitness non solo come un mezzo per mantenersi in forma, ma anche come un’opportunit per ispirare gli altri a migliorare le proprie vite. “Voglio condividere la mia esperienza con quante pi persone possibile”, ha affermato, esprimendo il desiderio di espandere la sua influenza oltre i social media. Con un atteggiamento che combina passione, disciplina e chiarezza di visione, Aldo Masolo un esempio di come il fitness possa essere un mezzo per riscoprire se stessi e costruire un futuro migliore.

Zelensky: la Russia rifiuta la pace e continua ad attaccarci

Roma, 3 mar. (askanews) – E’ la Russia che rifiuta la pace e continua ad attaccare l’Ucraina. Lo ha ribadito su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

“L’Ucraina sta lottando per una vita normale e sicura che merita, per una pace giusta e affidabile. Vogliamo che questa guerra finisca. Ma la Russia non vuole questo e continua il suo terrore aereo: nell’ultima settimana sono stati lanciati sull’Ucraina più di 1.050 droni d’attacco, circa 1.300 bombe aeree e più di 20 missili per distruggere città e uccidere persone”, ha scritto il presidente ucraino.

Zelensky ha invitato gli altri Paesi del mondo ad aiutare l’Ucraina a rafforzare le sue difese aeree: “Coloro che cercano negoziati non colpiscono deliberatamente i civili con i missili. Per costringere la Russia a cessare i suoi attacchi, abbiamo bisogno di una maggiore forza collettiva da parte del mondo. Rafforzare la nostra difesa aerea, sostenere il nostro esercito e assicurare efficaci garanzie di sicurezza che rendano impossibile il ritorno dell’aggressione russa: ecco su cosa dobbiamo concentrarci”.

Sport, Nomination Laureus World Sports Awards: da Biles a Duplantis

Roma, 3 mar. (askanews) – L’annuncio della rosa dei candidati ai Laureus World Sports Awards, gli Oscar dello sport, avvenuto stamattina a Madrid, fa partire di fatto il conto alla rovescia per il più grande spettacolo dello sport. L’edizione di quest’anno si presenta come una straordinaria celebrazione dei più grandi successi sportivi dell’anno solare 2024, impreziosita dalla partecipazione degli eroi delle Olimpiadi di Parigi, dei campioni del Grande Slam, dei primatisti mondiali, e non solo. Il 2025 segna il 25° anniversario dei Laureus World Sports Awards, motivo per cui l’evento di quest’anno cercherà di onorare il passato, celebrare il presente, e ispirare le generazioni future.

Nell’ultimo quarto di secolo la statuetta “The Laureus” è diventata il premio più ambito nel suo genere tra gli sportivi e le sportive d’élite. I Laureus World Sports Awards sono oggi riconosciuti come “The Athletes’ Awards”. Tutti i candidati sono stati selezionati in seguito alla votazione effettuata da oltre 1300 giornalisti di tutto il mondo. I vincitori dei Laureus World Sports Awards saranno annunciati il prossimo 21 aprile, a Madrid, al termine delle votazioni della Laureus World Sports Academy, la giuria per eccellenza composta da 69 leggende dello sport.

Il 2024 sportivo è stato illuminato dallo spettacolo delle Olimpiadi di Parigi e quindi non sorprende affatto che due stelle dei Giochi siano in lizza per il “Laureus World Sportsman of the Year Award” (“Sportivo dell’anno”). Atleta simbolo delle Olimpiadi è stato Léon Marchand, capace di vincere quattro medaglie d’oro nel nuoto in corsia. Mondo Duplantis, invece, ha vinto il secondo oro olimpico consecutivo nel salto con l’asta. A contendersi l’ambita statuetta anche Carlos Alcaraz, che ha vinto due titoli del Grande Slam, il French Open al Roland Garros e Wimbledon, oltre a conquistare la medaglia d’argento olimpica; Max Verstappen, che si è assicurato il suo quarto titolo mondiale consecutivo piloti di Formula 1; Tadej Pogacar, terzo uomo a vincere nello stesso anno Tour de France, Giro d’Italia e Campionato del mondo. In questa categoria figurano solo cinque candidati e non sei, come da prassi, a seguito della decisione presa dalla Laureus Academy di rendere non eleggibile Jannik Sinner in conseguenza della sospensione per tre mesi dall’attività agonistica comminata dalla Wada.

Aiatana Bonmatí è di nuovo nominata nella categoria “”Laureus World Sportswoman of the Year Award” (“Sportiva dell’anno”), in cui ha trionfato lo scorso anno. La sua candidatura è diretta conseguenza della conquista del secondo Pallone d’Oro consecutivo e di un’annata trionfale in cui Aiatana ha vinto la Champions League, la Liga F e la Copa de la Reina con la maglia del Barcellona. A contenderle la statuetta, Simone Biles, che ha conquistato già tre premi in questa categoria. Nel 2024 Simone Biles ha, invece, vinto la statuetta nella categoria “Laureus World Comeback of the Year Award (“Ritorno dell’anno”) e quest’anno, dopo aver vinto ai Giochi di Parigi tre medaglie d’oro e un argento, si ricandida nella categoria principale in cui ha già primeggiato nel 2017, 2019 e 2020. In lizza anche Sifan Hassan, che a Parigi ha vinto il bronzo sia nei 5.000 sia nei 10.000 metri, oltre all’oro nella maratona; Faith Kipyegon, l’unica tre volte campionessa olimpica nei 1500 metri, capace di conquistare a Parigi anche l’argento nei 5.000 metri; Sydney McLaughlin-Levrone, medaglia d’oro sia nei 400 metri a ostacoli, in cui ha stabilito il nuovo record mondiale, sia nella staffetta 4×400 metri; Aryna Sabalenka, che ha vinto gli Austrian Open e gli Us Open, raggiungendo il primo posto del ranking WTA sia in singolare che in doppio.

Nella categoria “Laureus World Team of the Year Award” (Squadra dell’anno) è quasi un testa a testa tra Spagna e Stati Uniti. Un duopolio interrotto solo dalla scuderia britannica del Team McLaren di Formula 1, capace di vincere il mondiale costruttori, interrompendo un digiuno di vittorie che durava da ben 26 anni. Nessun team in passato aveva dovuto attendere tanto per riconquistare il titolo. Il dominio della Spagna nel calcio si riflette, invece, nelle nomination del Barcellona femminile, che ha conquistato il triplete, vincendo Champions League, la Liga F e la Copa de La Reina; del Real Madrid, che ha vinto la Liga e soprattutto la Champions League per la 15ª volta; della Nazionale maschile, la prima squadra in assoluto a conquistare il campionato europeo, vincendo ogni partita senza mai ricorrere ai calci di rigore. Se il calcio fa la voce grossa in Spagna, è il basket, invece, ad illuminare la scena negli Stati Uniti. In nomination, infatti, ci sono i Boston Celtics, che hanno conquistato il loro 18° titolo NBA, battendo i Dallas Mavericks 106-88 nella quinta decisiva partita delle Finals, e la squadra nazionale maschile USA, che ha vinto l’oro olimpico, sconfiggendo in finale i padroni di casa della Francia.

Tre stelle delle Olimpiadi di Parigi sono in nomination per il “Breakthrough of the Year Award” (“Rivelazione dell’anno”). Julien Alfred ha vinto il primo oro olimpico in assoluto per l’isola caraibica di St Lucia, mentre il Botswana ha celebrato il suo primo oro olimpico grazie al trionfo di Letsile Tebogo nei 200 metri maschili. In piscina, la 18enne canadese Summer McIntosh ha vinto tre medaglie d’oro, nei 200m farfalla, nei 200m e 400m misti, e un argento nei 400m stile libero. Il Bayer 04 Leverkusen ha interrotto la striscia di 11 titoli consecutivi del Bayern Monaco con un campionato senza sconfitte, vincendo il primo titolo della Bundesliga in 120 anni di storia del club. Lamine Yamal è stato il vincitore del Kopa Trophy, come miglior giocatore Under 21, stella di Euro 2024 con la maglia della Spagna e talismano del Barcellona a soli 17 anni. Victor Wembanyama si è imposto all’attenzione generale al suo primo anno in NBA, nominato all’unanimità “NBA Rookie of the Year”, secondo nella votazione per il “Defensive Player of the Year”.

La categoria “Laureus World Comeback of the Year Award” (“Ritorno dell’anno”) premia gli atleti che hanno superato mille avversità prima di coronare i propri sogni sportivi. Quest’anno in lizza in questa categoria ci sono la brasiliana Rebecca Andrade, oro nel corpo libero, argento nel volteggio e nell’all-around, bronzo nel concorso a squadre alle Olimpiadi di Parigi. La brasiliana ha fatto incetta di medaglie dopo aver subito ben tre operazioni al legamento crociato anteriore del ginocchio destro. In piscina, l’americano Caeleb Dressel ha, invece, vinto due medaglie d’oro e un argento in staffetta ai Giochi di Parigi, dopo essere stata per otto mesi lontano dalle gare per curare la sua salute mentale. Nello sci alpino la svizzera Lara Gut-Behrami è riuscita a vincere la sua seconda Coppa del Mondo generale a distanza di ben otto anni dalla sua prima affermazione. Marc Márquez si è invece imposto nel Gran Premio di Aragon, ponendo fine a un digiuno di vittorie che durava da mille giorni. Nel 2020 il motociclista spagnolo ha subito un grave infortunio al braccio destro che ha richiesto quattro operazioni e che ne ha messo a repentaglio la carriera. Rishabh Pant è tornato invece a giocare per l’India Test team 629 giorni dopo un tragico incidente stradale. Nel settembre 2023 a Ariarne Titmus è stato, invece, diagnosticato un tumore benigno alle ovaie, ma, grazie a un intervento chirurgico a buon fine e alla sua forza di volontà, la nuotatrice australiana è riuscita a difendere alle Olimpiadi il titolo nella 400m stile libero, prima donna a riuscire nell’impresa in quasi un secolo.

A tenere alto l’orgoglio del nostro Paese c’è il progetto “Liberi Nantes” in nomination nella categoria “Laureus Sport for Good Award” (Lo sport per il bene comune). In questa speciale categoria si premiano individui o organizzazioni che, secondo i membri della Laureus World Sports Academy, hanno dato un contributo significativo in ambito sociale, utilizzando lo sport come strumento terapeutico per migliorare le vite di bambini e bambine. “Liberi Nantes”, in particolare, è un progetto realizzato a Roma. Inizialmente è stato finalizzato alla creazione di una squadra di calcio composta da figli di rifugiati e richiedenti asilo politico. Oggi, invece, il progetto è multidisciplinare e offre una vasta gamma di attività sportive, tra cui, il touch rugby, l’escursionismo e il trekking urbano, oltre a garantire l’insegnamento della lingua italiana attraverso la pratica sportiva.

Dal 7 marzo al via il nuovo tour "Semplicemente Frida"

Roma, 3 mar. (askanews) – Dopo il successo delle sue precedenti tournée, dove ha conquistato il pubblico italiano e straniero con il suo talento e la sua personalità, Frida riparte con un nuovo tour dal titolo “Semplicemente Frida”, che segna l’inizio di una nuova e vibrante fase della sua carriera musicale.

Prima data il 7 marzo al Teatro Comunale di Cagli (PU), poi il 15 marzo al Teatro Carani di Sassuolo (MO), il 19 marzo al Teatro Giotto di Borgo San Lorenzo (FI), il 20 marzo al Teatro Del Parco di Mestre (VE), l’11 aprile al Teatro Garybaldi Suoneria di Settimo Torinese (TO), il 12 giugno all’Auditorium della Radio Nazionale di Bratislava (Slovacchia) e il 18 giugno al Teatro Olimpico di Vicenza. Prodotto da Bubba Music, le date di “Semplicemente Frida” sono in continuo aggiornamento.

Con questo nuovo spettacolo, Frida Bollani Magoni, da oggi semplicemente “Frida”, si presenta al pubblico con una proposta artistica più matura e autentica, pronta ad abbandonare le etichette per abbracciare una dimensione più personale e intima. Il tour è anche un’opportunità per scoprire il nuovo suono della sua musica. Con sonorità più moderne e contemporanee, grazie all’inserimento di strumenti elettronici, il nuovo repertorio include brani originali, che riflettono la sua evoluzione artistica, insieme a nuove interpretazioni di successi internazionali. Ad accompagnarla sul palco, il musicista britannico Mark Glentworth, che contribuisce a dare una nuova energia alla performance e un ulteriore arricchimento musicale.

“Dopo questi cinque meravigliosi anni – commenta Frida – pieni di esperienze fantastiche, il 2025 rappresenta un cambiamento, e io non vedo l’ora di presentarvi la Frida che preferisco, la Frida più adulta, che però non smetterà mai di imparare, e che affronta la vita con un sorriso. In questo spettacolo porteremo più tecnologia sul palco e tanta, bella musica nuova, grazie anche al mio collaboratore musicale Mark Glentworth e a tutto il mio team che mi aiuta sempre tanto nel realizzare le mie idee. Non vedo l’ora di salire sul palco!”.

Un’altra novità che accompagna il tour è la scelta di Frida di suonare il pianoforte elettrico, un elemento che contribuirà a dare un carattere più moderno e dinamico alla sua performance. Inoltre, in un segno di intimità e di connessione diretta con il pubblico, Frida si esibirà rivolta verso gli spettatori, per rendere ogni concerto un momento di vicinanza e condivisione.

Frida è, inoltre, già al lavoro sul suo nuovo album, che potrebbe vedere la luce nel corso del 2025, segnando un ulteriore passo nella sua crescita artistica. Il nuovo disco, in fase di produzione, promette di essere un nuovo capitolo musicale ricco di sorprese, in perfetta sintonia con il suo nuovo sound e il suo approccio più intimo e personale.

Link prevendite https://linktr.ee/semplicementefrida.tour

Teatro, "L’uomo dei sogni" in scena alla Sala Umberto a Roma

Roma, 3 mar. (askanews) – E’ in programma dal 4 al 16 marzo, nella Sala Umberto di Roma, “L’uomo dei sogni”, una commedia divertente e surreale che sfida l’incubo della vita reale Giovanni, conosciuto nel mondo dei fumetti come Joe Black, un disegnatore di grande talento ed esperienza.

La sua vita, però, è stata sconvolta da un evento che lo ha fatto precipitare in un abisso così profondo da spingerlo a ritirarsi dal mondo, cercando rifugio nella solitudine della sua casa-studio, lontano dalle persone e dagli impegni di lavoro. La commedia prende vita nell’oscurità della notte, trasformando la sua casa in un teatro di sogni inquietanti e visioni surreali. Ogni notte, la sua casa si anima di incubi che sembrano reali: gli eroi che aveva scartato dai suoi fumetti, gli amici e i familiari della vita quotidiana lo tormentano incessantemente, creando un vortice di illusioni e realtà.

Il ritorno di sua figlia dalla Nuova Zelanda segna un punto di svolta: Viola, una montatrice emergente nel mondo del cinema internazionale, cerca di sostenere il padre ma porta con sé una notizia che lo scuote ulteriormente.

Come evolverà il rapporto tra padre e figlia in questo momento di tormento e scoperta? Riuscirà Joe Black a emergere dal baratro della depressione e a fare pace con i suoi demoni interiori? Ma soprattutto, il pubblico saprà distinguere tra la realtà e il frutto delle visioni di Joe, scena dopo scena?

L’uomo dei sogni trascina lo spettatore nel mondo onirico del protagonista, a sentire la sua angoscia, ma anche a ridere dei suoi incontri bizzarri e a riflettere sulla sottile linea che separa i sogni dalla realtà.

Il corto animato "In the Shadow of the Cypress" trionfa agli Oscar

Roma, 3 mar. (askanews) – In The Shadow of the Cypress, il cortometraggio animato diretto da Shirin Sohani e Hossein Molayemi, ha conquistato il prestigioso Premio Oscar nella categoria Best Animated Short Film. Il film, che aveva già ottenuto il riconoscimento al Marateale in Short, il concorso dedicato ai cortometraggi nell’ambito del festival Marateale – Premio Internazionale Basilicata, selezionato dalla giuria composta da Tarak Ben Ammar, Paride Leporace e Manuela Rima, grazie alla collaborazione di Voce Spettacolo di Walter Nicoletti che ne ha curato la distribuzione, conferma così il suo straordinario valore artistico e narrativo.

“Siamo orgogliosi di aver premiato in anteprima un’opera di così grande qualità”, dichiarano gli organizzatori del Marateale, Nicola Timpone e Antonella Caramia. “Il trionfo agli Oscar dimostra l’importanza del nostro impegno nella valorizzazione del talento emergente e nella promozione del cinema di qualità”.

Il cortometraggio si distingue per la sua poetica animazione e la profonda narrazione, che affronta tematiche universali con uno stile visivo di grande impatto. La vittoria agli Academy Awards rappresenta non solo un successo per gli autori, ma anche un riconoscimento alla crescente rilevanza del Marateale come trampolino di lancio per giovani talenti del cinema internazionale.

L’organizzazione del Marateale rinnova il proprio impegno nel sostenere il cinema indipendente e celebra con entusiasmo questo straordinario traguardo, augurandosi che sempre più registi possano trovare nel festival un’opportunità per farsi conoscere nel panorama cinematografico. Con l’occasione ringrazia anche il team di selezionatori capeggiato da Egidio Matinata che ogni anno seleziona con grandissima attenzione l’enorme quantità di materiale che si iscrive ai concorsi.

Il Papa: congiuntura storica drammatica, interrogarsi sul destino del mondo

Città del Vaticano, 3 mar. (askanews) – “Nell’Assemblea generale di quest’anno vi siete proposti di affrontare la questione che oggi viene definita ‘policrisi’. Essa riguarda alcuni aspetti fondamentali della vostra attività di ricerca nel campo della vita, della salute e della cura. Il termine ‘policrisi’ evoca la drammaticità della congiuntura storica che stiamo vivendo, in cui convergono guerre, cambiamenti climatici, problemi energetici, epidemie, fenomeno migratorio, innovazione tecnologica. L’intreccio di queste criticità, che toccano contemporaneamente diverse dimensioni della vita, ci induce a interrogarci sul destino del mondo e sulla nostra comprensione di esso”. Così Papa Francesco in un messaggio ai partecipanti all’Assemblea Generale della Pontificia Academia per la Vita, sul tema “The End of the World? Crises, Responsibilities, Hopes”, che si svolge dal 3 al 5 marzo presso il Centro Conferenze dell’Augustinianum, inviato “dal Policlinico ‘Gemelli'” (con data 26 febbraio 2025), come si specifica in calce.

“Davanti a una crisi complessa e planetaria – prosegue il Pontefice – , siamo sollecitati a valorizzare gli strumenti che abbiano una portata globale. Dobbiamo purtroppo constatare una progressiva irrilevanza degli organismi internazionali, che vengono minati anche da atteggiamenti miopi, preoccupati di tutelare interessi particolari e nazionali. Eppure dobbiamo continuare a impegnarci con determinazione per ‘organizzazioni mondiali più efficaci, dotate di autorità per assicurare il bene comune mondiale, lo sradicamento della fame e della miseria e la difesa certa dei diritti umani fondamentali’. In tal modo si promuove un multilateralismo che non dipenda dalle mutevoli circostanze politiche o dagli interessi di pochi e che abbia un’efficacia stabile. Si tratta di un compito urgente che riguarda l’umanità intera”.

E’ necessario, sottolinea Papa Francesco, “esaminare con maggiore attenzione quale sia la nostra rappresentazione del mondo e del cosmo. Se non facciamo questo e se non analizziamo seriamente le nostre resistenze profonde al cambiamento, sia come persone sia come società, continueremo a fare ciò che abbiamo fatto con altre crisi, anche recentissime. Pensiamo alla pandemia da covid: l’abbiamo, per così dire, ‘sprecata’; avremmo potuto lavorare più a fondo nella trasformazione delle coscienze e delle pratiche sociali”.

Per Bergoglio “un altro passo importante per evitare di rimanere immobili, ancorati alle nostre certezze, alle nostre abitudini e alle nostre paure, è ascoltare attentamente il contributo dai saperi scientifici. Il tema dell’ascolto è decisivo. È una delle parole-chiave di tutto il processo sinodale che abbiamo avviato e che ora si trova nella sua fase di attuazione. Nell’incontro con le persone e con le loro storie e nell’ascolto delle conoscenze scientifiche, ci rendiamo conto di quanto i nostri parametri riguardo all’antropologia e alle culture esigano una profonda revisione. Da qui è nata anche l’intuizione dei gruppi di studio su alcuni temi emersi durante il percorso sinodale”.

“L’ascolto delle scienze – scrive ancora il Papa – ci propone continuamente nuove conoscenze. Consideriamo quanto ci dicono sulla struttura della materia e sull’evoluzione degli esseri viventi: ne emerge una visione molto più dinamica della natura rispetto a quanto si pensava ai tempi di Newton. Il nostro modo di intendere la ‘creazione continua’ va rielaborato, sapendo che non sarà la tecnocrazia a salvarci: assecondare una deregulation utilitarista e neoliberista planetaria significa imporre come unica regola la legge del più forte; ed è una legge che disumanizza”.

Cinema, Verdone: grazie Eleonora Giorgi per il tuo sorriso e coraggio

Roma, 3 mar. (askanews) – Carlo Verdone ricorda con affetto Eleonora Giorgi, scomparsa a 71 anni dopo una malattia. “Grazie Eleonora per essere stata la mia compagna in due film fondamentali per la mia e per la tua carriera. Saremo ricordati per tanto tempo ancora. Grazie Eleonora per avermi dato la tua leggerezza, il tuo entusiasmo, il tuo sorriso e la tua preziosa amicizia. E grazie per esser stata un grande, coraggioso esempio per tutti in questo anno così duro e spietato” ha detto Verdone.

“Ti ho ammirato per la tua forza, per la tua saggezza, per il tuo coraggio. Eri sempre sorridente pur nel verdetto. Sarai sempre sempre nel mio cuore. A tutti i tuoi cari il mio abbraccio più forte. Eleonora sei stata un grande, grande esempio di vita. Non dimenticherò i tuoi ultimi messaggi pieni di dolcezza e vero affetto. Dio ti benedica e ti accolga nel suo grande abbraccio” ha concluso Verdone.

Addio a Eleonora Giorgi, da sex symbol a stella della commedia all’italiana

Roma, 3 mar. (askanews) – Nata a Roma il 21 ottobre 1953, Eleonora Giorgi era figlia di un direttore di produzione e di una ceramista ungherese. Ha debuttato nel cinema a 18 anni, notata da Tonino Cervi, e ha attraversato diverse fasi artistiche: dagli esordi in film audaci fino alle commedie di grande successo. Nei primi anni della sua carriera ha lavorato in pellicole che affrontavano tematiche sensuali e scandalose per l’epoca, come “Appassionata” (1974) con Ornella Muti e “Il comune senso del pudore” (1976) di Alberto Sordi. Ha anche posato per Playboy e partecipato a film vietati ai minori come “Storia di una monaca di clausura” (1973). Progressivamente, si è affermata nel cinema d’autore con “Cuore di cane” di Alberto Lattuada e “L’Agnese va a morire” di Giuliano Montaldo.

Il suo matrimonio con l’editore Angelo Rizzoli nel 1979 ha coinciso con una fase delicata della sua carriera, ma le ha anche permesso di partecipare a film importanti come “Dimenticare Venezia” (1979). Negli anni ’80 è diventata una delle attrici più amate del cinema popolare italiano, recitando in commedie di grande successo. Ha brillato in “Mia moglie è una strega” (1980) con Renato Pozzetto, “Borotalco” (1982) di Carlo Verdone (che le valse il David di Donatello e il Nastro d’argento), “Grand Hotel Excelsior” (1982) e “Sapore di mare 2″ – Un anno dopo” (1984). Non si è limitata alla commedia e ha interpretato ruoli più drammatici in film come “Un uomo in ginocchio” (1980) di Damiano Damiani e “Oltre la porta” (1982) di Liliana Cavani.

Negli anni ’90 ha diradato le apparizioni cinematografiche, spostandosi verso la televisione con fiction come “I Cesaroni”, “Lo zio d’America” e “Notti e nebbie”. Ha debuttato come regista nel 2003 con “Uomini & donne”, amori & bugie e ha proseguito con L’ultima estate nel 2009. Si è dedicata anche al teatro, recitando in Fiore di cactus e Ragazzi irresistibili.

La sua vita sentimentale è stata intensa: dopo il matrimonio con Rizzoli, finito in seguito allo scandalo P2, ha sposato Massimo Ciavarro, da cui ha avuto un figlio. Ha confessato di aver avuto una dipendenza dall’eroina, superata grazie al primo matrimonio, e ha avuto relazioni con Warren Beatty e Andrea De Carlo.

Negli ultimi anni ha continuato a partecipare a programmi televisivi, tra cui Ballando con le stelle (2018) e il Grande Fratello Vip. Nel 2023 ha rivelato di avere un tumore al pancreas, contro cui ha combattuto fino alla fine.

Papa, fonti del Vaticano: ha fatto colazione e ha iniziato la terapia

Città del Vaticano, 3 mar. (askanews) – Dopo aver “riposato bene tutta la notte”, nel suo diciottesimo giorno di ricovero al policlinico Agostino Gemelli di Roma Papa Francesco “ha fatto colazione e ha cominciato la terapia della giornata”.

Questa mattina, fanno sapere fonti vaticane, “non ci sono stati cambiamenti” rispetto alle abitudini di Bergoglio degli ultimi giorni: le sue condizioni, come sempre, saranno valutate dai medici “nell’arco della giornata” e “questa sera si avranno indicazioni più precise”, ma in ogni caso – come spiegava il bollettino di ieri sera – la situazione sembra “stabilizzarsi” e questo “è un buon segno”.

Anche riguardo la polmonite, ricordano ancora le fonti vaticane, “fino a ieri la situazione era stabile” e seguirebbe “un evolversi naturale con le terapie” somministrate in questi giorni.

Oggi, infine, “non sarebbero previsti esami particolari” per il Papa.

Ucraina, Russia: il regime di Kiev non vuole la pace

Roma, 3 mar. (askanews) – L’Ucraina non vuole la pace e, in questa situazione, gli sforzi degli Stati Uniti e la disponibilità della Russia da soli non saranno chiaramente sufficienti. Lo ha sottolineato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.

“Il regime di Kiev e [il presidente Volodymyr] Zelensky non vogliono la pace, vogliono che la guerra continui, quindi in questa situazione, ovviamente, solo gli sforzi di Washington e la disponibilità di Mosca chiaramente non saranno sufficienti”, ha detto Peskov ai giornalisti.

Zelensky non vuole la pace, ma qualcuno deve fargliela desiderare, ha aggiunto Peskov, sottolineando che le parole di Zelensky durante l’incontro alla Casa Bianca hanno dimostrato di nuovo che il presidente russo Vladimir Putin aveva ragione nel dire che l’apertura della Russia a una soluzione è limitata dal rifiuto di Kiev. Inoltre, il portavoce del Cremlino ha detto che se gli europei possono far desiderare la pace a Zelensky, allora dovrebbero procedere.

Italia-Giappone, Mattarella è arrivato a Tokyo. La visita si concluderà il 9 marzo

Roma, 3 mar. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è atterrato a Tokyo per la sua visita in Giappone, che si concluderà il 9 marzo. L’ultimo capo di Stato italiano a recarsi in Giappone era stato Giorgio Napolitano, quasi 16 anni fa. La visita giunge al culmine di un periodo nel quale si sono intensificate le relazioni bilaterali e la cooperazione economica, nel quadro dell’accordo di partenariato strategico che risale al mesi di gennaio del 2023, rafforzato con il Piano d’azione bilaterale 2024-2027 approvato in occasione del G7 di Fasano.

Tra domani e dopodomani si concentrano gli incontri con le autorità istituzionali e politiche. Nella mattinata di martedì sarà ricevuto al palazzo imperiale dall’imperatore Naruhito, nel pomeriggio invece sono in agenda i colloqui con gli speaker dei due rami del parlamento; mercoledì è previsto un discorso del presidente in occasione di un incontro con i vertici della Keidanren (Japan Business Federation) ed esponenti dell’imprenditoria giapponese e italiana. Nel pomeriggio Mattarella avrà un colloquio con il primo ministro Kishida Fumio.

Nei giorni successivi si trasferirà a Kyoto, l’antica capitale, per poi concludere la settimana a Hiroshima, città martire della bomba atomica, dove sono previsti altri appuntamenti di grande significato: la cerimonia con la deposizione di una corona di fiori al Memoriale della Pace e l’incontro con alcuni sopravvissuti ai bombardamenti atomici nella sede dell’associazione Nihon Hidankio, che si batte per l’abolizione delle armi nucleari e che ha ricevuto il Nobel per la Pace nel 2024.

Italia-Giappone, Mattarella arrivato a Tokyo. Visita si concluderà 9 marzo

Roma, 3 mar. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è atterrato a Tokyo per la sua visita in Giappone, che si concluderà il 9 marzo. L’ultimo capo di Stato italiano a recarsi in Giappone era stato Giorgio Napolitano, quasi 16 anni fa. La visita giunge al culmine di un periodo nel quale si sono intensificate le relazioni bilaterali e la cooperazione economica, nel quadro dell’accordo di partenariato strategico che risale al mesi di gennaio del 2023, rafforzato con il Piano d’azione bilaterale 2024-2027 approvato in occasione del G7 di Fasano.

Tra domani e dopodomani si concentrano gli incontri con le autorità istituzionali e politiche. Nella mattinata di martedì sarà ricevuto al palazzo imperiale dall’imperatore Naruhito, nel pomeriggio invece sono in agenda i colloqui con gli speaker dei due rami del parlamento; mercoledì è previsto un discorso del presidente in occasione di un incontro con i vertici della Keidanren (Japan Business Federation) ed esponenti dell’imprenditoria giapponese e italiana. Nel pomeriggio Mattarella avrà un colloquio con il primo ministro Kishida Fumio.

Nei giorni successivi si trasferirà a Kyoto, l’antica capitale, per poi concludere la settimana a Hiroshima, città martire della bomba atomica, dove sono previsti altri appuntamenti di grande significato: la cerimonia con la deposizione di una corona di fiori al Memoriale della Pace e l’incontro con alcuni sopravvissuti ai bombardamenti atomici nella sede dell’associazione Nihon Hidankio, che si batte per l’abolizione delle armi nucleari e che ha ricevuto il Nobel per la Pace nel 2024.

Conti pubblici, l’Istat: nel 2024 deficit-Pil cala al 3,4%

Roma, 3 mar. (askanews) – L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche , misurato in rapporto al Pil, è stato pari a -3,4%, a fronte del -7,2 % nel 2023. Lo ha reso noto l’Istat.

Il saldo primario (indebitamento netto meno spesa per interessi) misurato in rapporto al Pil, è stato pari a +0,4% (-3,6% nel 2023).

In valore assoluto, l’indebitamento per il 2024 è stato di -75.547 milioni di euro, in diminuzione di circa 78,7 miliardi rispetto a quello dell’anno precedente.

Il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) è positivo e pari a 9.633 milioni di euro, con un’incidenza sul Pil del +0,4% (-3,6% nel 2023), soprattutto per la forte riduzione delle spese in conto capitale (-60,5 miliardi). Il saldo di parte corrente (risparmio o disavanzo delle AP) è anch’esso positivo e pari a 35.523 milioni di euro, in miglioramento rispetto al 2023 (17.273 milioni). Questo risultato rispecchia una crescita delle entrate correnti (+55 miliardi) più sostenuta di quella delle uscite correnti (circa +36,7 miliardi) (Tavole 18 e 19 dell’allegato statistico).

Nel 2024 il Pil ai prezzi di mercato è stato pari a 2.192.182 milioni di euro correnti, con un aumento del 2,9% rispetto all’anno precedente. In volume il Pil è cresciuto dello 0,7%, pari al 2023. Lo ha reso noto l’Istat che, nelle stime preliminari diffuse il 30 gennaio scorso, aveva calcolato una crescita del Pil dello 0,5%.

Lo sviluppo è stato stimolato sia da un contributo positivo della domanda nazionale al netto delle scorte (+0,5%) sia della domanda estera netta (+0,4%), mentre è stato lievemente negativo il contributo della variazione delle scorte (-0,1%). Dal lato dell’offerta di beni e servizi, il valore aggiunto ha segnato crescite in agricoltura (+2%), nei servizi (+0,6%) e, in misura inferiore, nel complesso dell’industria (+0,2%).

Triennale, dieci artisti per dieci ferite storiche di Milano

Milano, 3 mar. (askanews) – Fare i conti con i momenti drammatici della storia di una citt, attraverso il mondo in cui gli artisti li possono ripensare. “Le ferite di Milano” un progetto di Spazio Taverna che arriva in Triennale. Una piccola mostra, ma densa e consapevole, che ripete un format gi inaugurato a Roma.

Marco Bassan, che insieme a Ludovico Pratesi guida Studio Taverna, ci ha raccontato il progetto:” un tentativo – ci ha detto – di riportare in superficie delle ferite storiche che la citt e la cittadinanza sente – ha detto ad askanews Marco Bassan di Studio Taverna – e farle uscire dall’inconscio e riportarle alla vista attraverso il potere simbolico degli artisti. Sono 10 momenti storici della citt, ancora sentiti, ancora vissuti dai suoi cittadini e a ogni momento storico stato abbinato un artista, un foglio di carta, e ciascuno ha interpretato quella ferita in maniera simbolica, utilizzando il foglio come superficie, come medium, come strumento pittorico o scultoreo. Attraverso il potere visionario e simbolico dell’arte, Le ferite di Milano un tentativo di riproporre dei momenti importanti della citt e dargli una nuova visione e una nuova apertura”.

In mostra lavori di Paola Pivi, che ha scelto di raccontare la bomba di via Palestro del 1992 con una serie di palloncini colorati esplosi o di Liliana Moro, che ha ricordato Amatore Sciesa, patriota risorgimentale fucilato dagli austriaci con la celebre frase “Tiremm innanz”, con la targa deposta per lui, ma con il nome di battesimo sbagliato. Marcello Maloberti, invece, ha lavorato sulla strage di Piazza Fontana con la parola “Sopravvissuto”, fatta scrivere dall’ultimo sopravvissuto all’attentato, Fortunato Zinni.

Stefano Arienti, Luca Vitone, Camilla Alberti, Francesco Arena, Ruth Beraha, Valentina Furlan e Diego Perrone sono gli altri artisti che, ciascuno con la propria grammatica, hanno risposto all’invito. E forse l’immagine pi efficace del tentativo di ricucire certe ferite proprio la cerniera posta da Arienti sul suo lavoro.

I danni del nuovo corso americano

La scena della rissa verbale provocata da Trump alla Casa Bianca ci racconta meglio di mille discorsi la trasformazione antropologica che sta interessando la politica e la diplomazia, o ciò che ne rimane. La scelta di svolgere l’incontro davanti alle telecamere testimonia la premeditazione dell’aggressione fatta a Zelensky. Lo Studio Ovale trasformato in un “saloon” dove mancavano solo pistole; i cowboy che urlavano e minacciavano c’erano! Un’aggressione in piena regola fatta da Trump e dal suo Vice Vance, che si sono letteralmente scagliati contro Zelensky con atteggiamenti di prevaricazione e di sopraffazione, senza lasciare che il Presidente Ucraino potesse spiegare le sue ragioni. I due, non lasciando parlare il loro interlocutore, sono addirittura passati alle minacce e ai ricatti.

Siamo in presenza di un degrado che potrebbe preludere anche ad un isolamento politico degli Usa. E uno scenario inedito e anche difficilmente immaginabile fino ad oggi, ma la politica aggressiva dell’amministrazione Trump-Musk sta determinando effettivamente una presa di distanze da parte dell’Unione europea, ma anche della Gran Bretagna, del Canada e di altri paesi che vivono con preoccupazione la nuova fase iniziata a Washington.

Trump cercherà in tutti i modi di dividere tra loro i paesi dell’Unione Europea. È un grave errore di superbia che potrebbe pagare a caro prezzo, visto che il resto del mondo si sta organizzando per non dipendere dagli Usa, ma soprattutto perché l’alleanza con l’Europa ha sempre avuto un carattere strategico per gli Stati Uniti in funzione di contenimento sia della Russia che della Cina. L’UE con quasi cinquecento milioni di abitanti con alto livello di consumi (rispetto alla media mondiale) è sempre il mercato più importante del pianeta.

Nella narrazione del rapporto Usa-Europa, Trump dimentica in modo strumentale che la forte ed incontrastata presenza americana nel nostro continente (in termini politici, economici e militari) ha segnato a loro favore la vera differenza con le altre grandi potenze. È grazie alla tenuta di quell’alleanza tra le democrazie occidentali che si è arrivati al crollo del ”Muro” e dell’impero sovietico. Grazie alla collaborazione tra le economie liberali occidentali nel dopoguerra si è registrato nei nostri paesi uno sviluppo senza precedenti. Oggi la politica dei dazi e le crescenti tensioni internazionali mettono seriamente a rischio il livello di benessere raggiunto. A chi continua ad esprimere un favore per Trump è bene ricordare che le sue scelte penalizzano l’Europa e produrranno ricadute negative su ciascuno di noi.

Oggi l’Italia nel rapporto con gli Stati Uniti non può accettare la logica del “divide et impera” e quindi alcun tipo di trattativa disgiunta dall’Unione Europea, sul piano politico come su quello economico. L’Europa deve crescere, deve rafforzarsi e questa può essere l’occasione giusta per passare dalle parole ai fatti. In questo mare in tempesta, l’Europa è sempre più la nostra unica scialuppa di salvataggio e dobbiamo fare di tutto per rimanere a bordo.

In Cina da domani le "Due Sessioni": appuntamento politico cruciale

Roma, 3 mar. (askanews) – Il Congresso nazionale del popolo (Cnp) e la Conferenza consultiva politica del popolo cinese (Ccppc) si riuniscono a Pechino questa settimana per le cosiddette “Due Sessioni”, l’appuntamento politico più importante dell’anno, che definisce l’agenda economico-politica cinese nell’anno in cui, col ritorno alla Casa bianca di Donald Trump, è in vista un inasprimento della guerra commerciale con gli Stati uniti.

Una delle priorità per i policy-maker cinesi, che compongono il massimo organo legislativo e il massimo organo consultivo, sarà quello di definire le politiche per stimolare il consumo interno, partendo dagli sforzi per arginare il calo dei prezzi delle abitazioni e per affrontare la crisi di liquidità dei governi locali, oberati da un pesante indebitamento in chiaro e in occulto.

Tutto questo, in un contesto globale che rischia di comprimere le esportazioni cinesi alla luce delle decisioni di Trump, che ha messo già sul tavolo dazi doganali del 20% totali. Domani, proprio nel giorno in cui iniziano le Due Sessioni, dovrebbero partire tariffe aggiuntive del 10%.

Nello stesso tempo, però, Pechino mostra una forte propensione a spingere sul fronte della tecnologia e della possibile rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Dopo il lancio di DeepSeek, un modello di linguaggio su larga scala basato sull’Ia generativa considerato rivoluzionario in termini di contenimento dei costi e del consumo energetico, il presidente Xi Jinping ha dato segnali di sostegno alle aziende tech, dopo anni in cui ha fatto pesare su queste entità una forte pressione regolatoria.

UN RITUALE CHE SI RIPETE OGNI ANNO Circa 5mila delegati si riuniscono a Pechino per le Due Sessioni, che di solito durano da una a due settimane. I media di stato hanno annunciato che la Ccppc avrà inizio domani (discussioni tra il 4 marzo e il 10 marzo), seguita dal Cnp che esordirà mercoledì.

Il primo giorno del Cnp – 3mila delegati – è quello solitamente più atteso: il premier Li Qiang presenterà il rapporto sul lavoro del governo, in cui sono illustrate le priorità politiche per il 2025. E’ in quell’occasione che vengono svelati i target di crescita del Pil, dell’inflazione, del deficit di bilancio.

I delegati discuteranno il rapporto sul lavoro, le proposte di legge e altri documenti, e voteranno per la loro approvazione. Si tratta di decisioni che vengono approvate solitamente in maniera unanime, perché frutto del lavoro nel Partito comunista cinese (Pcc) che controlla saldamente il Cnp. Solitamente, l’organo legislativo è chiamato ad avallare decisioni che sono prese nelle strutture di vertice del Pcc, dal Politburo – sancta sanctorum del potere cinese – alla Conferenza centrale del lavoro economico, oltre che dal Plenum del Comitato centrale.

QUALE SARA’ L’OBIETTIVO DI CRESCITA?

La maggior parte degli analisti prevede che Pechino confermerà l’obiettivo di crescita del Pil che è stato già fissato (e raggiunto) nel 2024. Si tratta di una crescita “intorno al 5 per cento”, utile per stabilizzare l’economia e dimostrare impegno nel sostegno all’economia.

Tuttavia, questo target è visto da alcuni osservatori come ambizioso, alla luce dei venti geopolitici contrari, in particolare con l’arrivo di Trump alla Casa bianca, e delle fragilità strutturali dell’economia cinese, a partire dalla crisi del settore immobiliare e dall’indebitamento dei veicoli d’investimento degli enti locali cinesi. Per Pechino sarà però fondamentale rispettare l’obiettivo, anche perché questo è l’ultimo anno d’applicazione del XIV Piano quinquennale. La banca svizzera UBS, in una nota diffusa alla fine del mese scorso, ha fissato una previsione di crescita del Pil del 4% per il 2025.

Sul fronte dell’inflazione, molti si aspettano che Pechino abbassi il target di crescita dell’indice dei prezzi al consumo a “intorno al 2 per cento”. Sarebbe la prima volta che scende al di sotto del 3 per cento dal 2004, segnalando una pressione deflazionistica.

COME FUNZIONA IL CNP Nonostante l’evento sembri sostanzialmente simbolico, in realtà offre spunti importanti per capire come il secondo paese più popoloso del mondo (dopo l’India) e la seconda economia del mondo (dopo gli Usa) intende muoversi.

L’anno scorso, Li Qiang si è discostato dalla tradizione non tenendo la consueta conferenza stampa conclusiva delle Due Sessioni.Il Cnp ha inoltre approvato una revisione di una legge che conferisce al Pcc un maggiore controllo sul Consiglio di Stato, il governo della Cina, sottolineando così un potere sempre più “partitocentrico” e, quindi, una maggiore concentrazione del potere nelle mani di Xi, che sta svolgendo un terzo mandato quinquennale come presidente, derogando a una regola non scritta, oltre a essere segretario generale del Partito e presidente della Commissione militare centrale.

– La Conferenza centrale sul lavoro economico del Pcc, tenutasi a dicembre, ha posto le basi del dibattito per le “Due Sessioni”, indicando che Pechino dovrà impegnarsi nel sostenere il mercato interno dando priorità ai consumi. Uno degli elementi che si attendono gli analisti è un aumento del deficit in relazione al Pil, che dovrebbe passare da circa il 3% al 4% negli obiettivi del governo.

Già nel 2024 il governo ha iniziato a introdurre alcune misure per affrontare le preoccupazioni relative alle prospettive occupazionali deboli e al calo del patrimonio familiare, quali sussidi per l’acquisto di auto ed elettronica e incentivi per le istituzioni finanziarie a comprare azioni cinesi. Secondo gli economisti, questi provvedimenti hanno contribuito a raggiungere il target di crescita del 5%.

LA “PACE” COL SETTORE PRIVATO Il Cnp potrebbe approvare anche una legge per la promozione dell’economia privata, per riequilibrare la situazione col settore statale, dopo che Xi ha avuto un incontro con le più importanti aziende cinesi assicurando il sostegno del governo.

In quell’occasione si è rivisto tra i protagonisti il fondatore di Alibaba, Jack Ma, che si era eclissato negli ultimi anni a fronte del pesante attacco regolatorio del governo sulle sue compagnie, che ha costretto a una ristrutturazione interna il gruppo, a partire dalla sua fintech.

L’INCOGNITA TRUMP Un tema da tenere particolarmente d’occhio sarà quello della direzione di politica estera cinese, che verrà spiegata dal ministro degli Esteri Wang Yi. Non è escluso anche che possano esservi interventi diretti di Xi sui rapporti con gli Stati uniti. Sarà comunque da osservare quali decisioni verranno prese in termini di aumento della spesa militare.

Di certo, la questione Trump è al centro dell’attenzione, dopo l’annuncio del raddoppio dei dazi doganali a partire da domani. Oggi il Global Times, una fonte ufficiale del Pcc, ha riferito che Pechino sta studiando ulteriori, forti misure ritorsive.

L’intensificarsi del conflitto commerciale minaccia le esportazioni e rende ancora più urgente per il governo stimolare il consumo interno.

Il governo cinese potrebbe anche aumentare le pensioni o le tutele assicurative sanitarie, mentre la Banca del popolo cinese si è impegnata a tagliare i tassi di interesse. Tuttavia, queste misure incrementali non affrontano le sfide a lungo termine, come l’invecchiamento rapido della popolazione, il debito in espansione e la necessità di costruire nuove industrie in grado di sostituire i posti di lavoro persi nei settori legati al mercato immobiliare.

Cina, da domani "Due Sessioni": l’appuntamento politico più importante

Roma, 3 mar. (askanews) – Il Congresso nazionale del popolo (Cnp) e la Conferenza consultiva politica del popolo cinese (Ccppc) si riuniscono a Pechino questa settimana per le cosiddette “Due Sessioni”, l’appuntamento politico più importante dell’anno, che definisce l’agenda economico-politica cinese nell’anno in cui, col ritorno alla Casa bianca di Donald Trump, è in vista un inasprimento della guerra commerciale con gli Stati uniti.

Una delle priorità per i policy-maker cinesi, che compongono il massimo organo legislativo e il massimo organo consultivo, sarà quello di definire le politiche per stimolare il consumo interno, partendo dagli sforzi per arginare il calo dei prezzi delle abitazioni e per affrontare la crisi di liquidità dei governi locali, oberati da un pesante indebitamento in chiaro e in occulto.

Tutto questo, in un contesto globale che rischia di comprimere le esportazioni cinesi alla luce delle decisioni di Trump, che ha messo già sul tavolo dazi doganali del 20% totali. Domani, proprio nel giorno in cui iniziano le Due Sessioni, dovrebbero partire tariffe aggiuntive del 10%.

Nello stesso tempo, però, Pechino mostra una forte propensione a spingere sul fronte della tecnologia e della possibile rivoluzione dell’intelligenza artificiale. Dopo il lancio di DeepSeek, un modello di linguaggio su larga scala basato sull’Ia generativa considerato rivoluzionario in termini di contenimento dei costi e del consumo energetico, il presidente Xi Jinping ha dato segnali di sostegno alle aziende tech, dopo anni in cui ha fatto pesare su queste entità una forte pressione regolatoria.

UN RITUALE CHE SI RIPETE OGNI ANNO

Circa 5mila delegati si riuniscono a Pechino per le Due Sessioni, che di solito durano da una a due settimane. I media di stato hanno annunciato che la Ccppc avrà inizio domani (discussioni tra il 4 marzo e il 10 marzo), seguita dal Cnp che esordirà mercoledì.

Il primo giorno del Cnp – 3mila delegati – è quello solitamente più atteso: il premier Li Qiang presenterà il rapporto sul lavoro del governo, in cui sono illustrate le priorità politiche per il 2025. E’ in quell’occasione che vengono svelati i target di crescita del Pil, dell’inflazione, del deficit di bilancio.

I delegati discuteranno il rapporto sul lavoro, le proposte di legge e altri documenti, e voteranno per la loro approvazione. Si tratta di decisioni che vengono approvate solitamente in maniera unanime, perché frutto del lavoro nel Partito comunista cinese (Pcc) che controlla saldamente il Cnp. Solitamente, l’organo legislativo è chiamato ad avallare decisioni che sono prese nelle strutture di vertice del Pcc, dal Politburo – sancta sanctorum del potere cinese – alla Conferenza centrale del lavoro economico, oltre che dal Plenum del Comitato centrale.

QUALE SARA’ L’OBIETTIVO DI CRESCITA?

La maggior parte degli analisti prevede che Pechino confermerà l’obiettivo di crescita del Pil che è stato già fissato (e raggiunto) nel 2024. Si tratta di una crescita “intorno al 5 per cento”, utile per stabilizzare l’economia e dimostrare impegno nel sostegno all’economia.

Tuttavia, questo target è visto da alcuni osservatori come ambizioso, alla luce dei venti geopolitici contrari, in particolare con l’arrivo di Trump alla Casa bianca, e delle fragilità strutturali dell’economia cinese, a partire dalla crisi del settore immobiliare e dall’indebitamento dei veicoli d’investimento degli enti locali cinesi. Per Pechino sarà però fondamentale rispettare l’obiettivo, anche perché questo è l’ultimo anno d’applicazione del XIV Piano quinquennale. La banca svizzera UBS, in una nota diffusa alla fine del mese scorso, ha fissato una previsione di crescita del Pil del 4% per il 2025.

Sul fronte dell’inflazione, molti si aspettano che Pechino abbassi il target di crescita dell’indice dei prezzi al consumo a “intorno al 2 per cento”. Sarebbe la prima volta che scende al di sotto del 3 per cento dal 2004, segnalando una pressione deflazionistica.

COME FUNZIONA IL CNP

Nonostante l’evento sembri sostanzialmente simbolico, in realtà offre spunti importanti per capire come il secondo paese più popoloso del mondo (dopo l’India) e la seconda economia del mondo (dopo gli Usa) intende muoversi.

L’anno scorso, Li Qiang si è discostato dalla tradizione non tenendo la consueta conferenza stampa conclusiva delle Due Sessioni.Il Cnp ha inoltre approvato una revisione di una legge che conferisce al Pcc un maggiore controllo sul Consiglio di Stato, il governo della Cina, sottolineando così un potere sempre più “partitocentrico” e, quindi, una maggiore concentrazione del potere nelle mani di Xi, che sta svolgendo un terzo mandato quinquennale come presidente, derogando a una regola non scritta, oltre a essere segretario generale del Partito e presidente della Commissione militare centrale.

La Conferenza centrale sul lavoro economico del Pcc, tenutasi a dicembre, ha posto le basi del dibattito per le “Due Sessioni”, indicando che Pechino dovrà impegnarsi nel sostenere il mercato interno dando priorità ai consumi. Uno degli elementi che si attendono gli analisti è un aumento del deficit in relazione al Pil, che dovrebbe passare da circa il 3% al 4% negli obiettivi del governo.

Già nel 2024 il governo ha iniziato a introdurre alcune misure per affrontare le preoccupazioni relative alle prospettive occupazionali deboli e al calo del patrimonio familiare, quali sussidi per l’acquisto di auto ed elettronica e incentivi per le istituzioni finanziarie a comprare azioni cinesi. Secondo gli economisti, questi provvedimenti hanno contribuito a raggiungere il target di crescita del 5%.

LA “PACE” COL SETTORE PRIVATO

Il Cnp potrebbe approvare anche una legge per la promozione dell’economia privata, per riequilibrare la situazione col settore statale, dopo che Xi ha avuto un incontro con le più importanti aziende cinesi assicurando il sostegno del governo.

In quell’occasione si è rivisto tra i protagonisti il fondatore di Alibaba, Jack Ma, che si era eclissato negli ultimi anni a fronte del pesante attacco regolatorio del governo sulle sue compagnie, che ha costretto a una ristrutturazione interna il gruppo, a partire dalla sua fintech.

L’INCOGNITA TRUMP

Un tema da tenere particolarmente d’occhio sarà quello della direzione di politica estera cinese, che verrà spiegata dal ministro degli Esteri Wang Yi. Non è escluso anche che possano esservi interventi diretti di Xi sui rapporti con gli Stati uniti. Sarà comunque da osservare quali decisioni verranno prese in termini di aumento della spesa militare.

Di certo, la questione Trump è al centro dell’attenzione, dopo l’annuncio del raddoppio dei dazi doganali a partire da domani. Oggi il Global Times, una fonte ufficiale del Pcc, ha riferito che Pechino sta studiando ulteriori, forti misure ritorsive.

L’intensificarsi del conflitto commerciale minaccia le esportazioni e rende ancora più urgente per il governo stimolare il consumo interno.

Il governo cinese potrebbe anche aumentare le pensioni o le tutele assicurative sanitarie, mentre la Banca del popolo cinese si è impegnata a tagliare i tassi di interesse. Tuttavia, queste misure incrementali non affrontano le sfide a lungo termine, come l’invecchiamento rapido della popolazione, il debito in espansione e la necessità di costruire nuove industrie in grado di sostituire i posti di lavoro persi nei settori legati al mercato immobiliare.

Difesa: titoli europei volano in Borsa dopo vertice Londra, Leonardo +15%

Milano, 3 mar. (askanews) – Titoli della Difesa sugli scudi in Borsa all’indomani del vertice a Londra dei leader europei sul futuro dell’Ucraina e sulla sicurezza, in cui si è raggiunto un accordo generale sulla necessità di aumentare la spesa per la difesa e le capacità militari. A Milano, in avvio di seduta, le azioni Leonardo volano del 15%, con un nuovo massimo toccato a 45,50 euro. In Germania Rheinmetal balza del 15%, Renk non riesce a fare prezzo per eccesso di rialzo, la britannica Bae System segna un +17%, la svedese Saab +14%.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato che presenterà al Consiglio europeo di giovedì prossimo un “piano completo” su come riarmare l’Europa, un tema “urgente”, secondo la numero uno dell’esecutivo europeo. Ci dovrà essere “un’impennata nella difesa” e si dovrà “veramente aumentare in modo massiccio la spesa per la difesa”, ha spiegato.

In settimana scoppia la primavera, temperature fin sopra i 20 gradi

Roma, 3 mar. (askanews) – Nel corso della settimana appena iniziata, l’Italia sarà interessata da un’ondata di caldo anomalo che porterà temperature massime fino a 22°C in molte città. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it comunica che questo anticipo di primavera sarà caratterizzato da un’assenza quasi totale di precipitazioni e valori termici ben superiori alle medie climatiche del periodo, con anomalie di 7-8°C in più rispetto alle attese.

In particolare, già da oggi un campo di alta pressione si espanderà sull’Europa centro-occidentale bloccando le perturbazioni atlantiche e le irruzioni di aria fredda dal Polo Nord. Questa fase stabile e mite durerà per tutta la settimana, con punte massime di 20-22°C nelle principali città, soprattutto al Nord e sul versante Adriatico.

Questa prima ondata di caldo primaverile della stagione raggiungerà il suo culmine tra mercoledì 5 e giovedì 6: in questi giorni si prevede che le temperature saliranno fino a valori insolitamente miti per il periodo, con diverse città italiane che toccheranno punte di 18-20°C. Le città di Milano, Bologna, Torino, Firenze e Roma sono tra quelle che sperimenteranno queste temperature, mentre il Sud Italia godrà di un clima ancora più mite.

Un aspetto interessante, ma potenzialmente problematico, di questa ondata di caldo è l’escursione termica tra il giorno e la notte. Le notti serene, tipiche dei periodi primaverili, manterranno le temperature minime piuttosto basse, soprattutto al Nord e nelle zone interne del Centro. Questo significa che ci sarà una notevole differenza di temperatura tra il giorno e la notte, un fenomeno comune in primavera.

Questa situazione potrebbe cambiare a ridosso del weekend, quando è prevista un’ondata di maltempo a causa della formazione di un ciclone sul Mediterraneo, con piogge e temporali che dal Nord Italia si estenderanno al resto del Paese nei giorni successivi.

La Cina minaccia misure ritorsive contro i dazi Usa

Roma, 3 mar. (askanews) – La Cina sta valutando misure di ritorsione contro la decisione del presidente Usa Donald Trump di raddoppiare i dazi contro Pechino, imponendo un’ulteriore tariffa aggiuntiva del 10%, che porterebbe il totale al 20%. Lo scrive oggi il Global Times, una delle voci ufficiali di Pechino, citando una “fonte affidabile”.

Le contromisure di Pechino, secondo quanto scrive il Global Times, includeranno dazi ritorsivi e altre restrizioni commerciali, mirati ai prodotti agricoli e alimentari statunitensi.

Trump ha annunciato la scorsa settimana che dal 4 marzo saranno in vigore dazi aggiuntivi del 10% contro Pechino, oltre a potenziali dazi del 25% contro Canada e Messico in modo da fare pressione contro questi tre paesi affinché fermino il flusso di fentanyl, l’oppioide sintetico del quale, in America, si afferma vi sia una vera e propria epidemia.

Pechino, dal canto suo, sostiene di avere la politica più rigida al mondo nella lotta agli stupefacenti.

Macron: con Starmer abbiamo proposto un cessate fuoco d’un mese in Ucraina

Roma, 3 mar. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato in un’intervista a Le Figaro che, lui e il primo ministro britannico Keir Starmer, hanno presentato una proposta per un cessate il fuoco di un mese aereo, marittimo e per quanto riguarda le infrastrutture energetiche in Ucraina.

Macron ha spiegato che la proposta non copre la situazione sul terreno, poiché la lunghezza del fronte rende difficile verificare il rispetto del cessate il fuoco.

“Non sappiamo come misurarlo. Dobbiamo pensare che il fronte attuale sia l’equivalente della linea Parigi-Budapest. In caso di cessate il fuoco, sarà molto difficile verificarne il rispetto lungo questa linea”, ha dichiarato Macron. Il presidente francese ha affermato che nelle prossime settimane non compariranno truppe occidentali in Ucraina. “Non ci saranno truppe europee sul suolo ucraino nelle prossime settimane. La questione è come utilizzeremo questo tempo per cercare di ottenere un cessate il fuoco a un costo accessibile, con negoziati che richiederanno diverse settimane e, solo dopo la firma della pace, il dispiegamento delle forze”, ha aggiunto, sottolineando che “non vuole una pace senza garanzie e a tutti i costi”.

Macron ha espresso fiducia anche nella ripresa del dialogo tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, dopo la loro lite in diretta venerdì, durante la visita di Zelenskyy alla Casa Bianca.

Il presidente francese ha inoltre affermato che l’investimento iniziale nel “fondo di difesa comune dell’Ue”, che si dovrebbe essere concordato durante il Consiglio europeo di giovedì, sarà di “200 miliardi di euro”.

Macron ha anche dichiarato di voler avviare le discussioni sull'”aspetto europeo” dell’uso delle armi nucleari francesi. “Chi desidera approfondire il dialogo con noi può, se necessario, essere coinvolto in esercitazioni di deterrenza. Questi scambi contribuiranno allo sviluppo di una vera cultura strategica tra gli europei”, ha osservato. Secondo Macron, l’esercito francese “potrebbe arrivare a dispiegare armi nucleari in paesi partner in cooperazione con i loro eserciti”.

Macron: l’Europa fornisca garanzie di sicurezza credibili all’Ucraina

Roma, 3 mar. (askanews) – Gli europei devono essere “credibili” nel sostegno a lungo termine all’Ucraina e, per farlo, devono “fornire garanzie di sicurezza solide”, che è quello che “ci chiede il presidente americano Donald Trump”. L’ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron in un’intervista pubblicata oggi sul Foglio.

“Se vogliamo essere credibili come europei nel nostro sostegno a lungo termine all’Ucraina, dobbiamo essere in grado di fornire delle garanzie di sicurezza solide. Questo è esattamente ciò che ci chiede il presidente americano, Donald Trump, ed è nel nostro interesse”, ha detto Macron.

“Poi – ha aggiunto – degli aspetti tecnici delle garanzie di sicurezza ne discuteremo, che si tratti di assicurare un sostegno all’esercito ucraino per mantenere il suo formato attuale o di dare la no-tra disponibilità a fornire truppe per garantire la sicurezza. Sarà necessario? Lo vedremo. Ma se diciamo che non siamo pronti a farlo, non c’è alcuna possibilità che gli americani ci prendano sul serio”.

Trump: dovremmo preoccuparci meno di Putin, più di migranti e stupratori

Roma, 3 mar. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha affermato, in un post sul suo social network Truth Social, che ci sarebbe bisogno di passare meno tempo a preoccuparsi di problemi interni, in particolare dei migranti e dei trafficanti di droga, piuttosto che del presidente russo Vladimir Putin.

“Avremmo bisogno di passare meno tempo a preoccuparci di Putin e più tempo a preoccuparci delle bande di migranti stupratori, dei trafficanti di droga, degli assassini e delle persone provenienti da istituti psichiatrici che entrano nel nostro paese, così da non finire come l’Europa!” ha scritto Trump.

Ucraina, Orban: al Summit di Londra decisioni sbagliate e pericolose

Roma, 3 mar. (askanews) – Il primo ministro ungherese Viktor Orban ha definito “sbagliate e pericolose” le decisioni dei leader prese ieri durante il Summit di Londra sull’Ucraina e sulla difesa dell’Europa, al quale hanno preso anche molti leader Ue.

“A Londra, i leader europei hanno deciso che è necessaria la guerra, non la pace. Hanno deciso che l’Ucraina debba continuare la guerra. Questo è male, sbagliato e pericoloso. L’Ungheria resta dalla parte della pace”, ha dichiarato Orban in un post su Facebook.

Ucraina, gli Usa fermano gli attacchi cyber contro la Russia

Roma, 3 mar. (askanews) – Il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha ordinato al “Stati Uniti Cyber Command” di fermare gli attacchi cyber contro la Russia. Lo hanno riferito tre fonti al New York Times.

La decisione farebbe parte di una rivalutazione delle operazioni contro la Russia con lo scopo di portare il presidente Vladimir Putin al tavolo delle trattative per porre termine al conflitto in Ucraina.

Non si tratterebbe di un provvedimento legato alla clamorosa rottura avvenuta venerdì in diretta tra il presidente Usa Donald Trump e il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky, perché sarebbe stata presa in precedenza.

Oscar, tutti i premi

Roma, 3 mar. (askanews) – Tutti i vincitori e i premi degli Oscar 2025. L’elenco completo:

Miglior film – Anora Miglior regia – Sean Baker (Anora) Miglior attrice protagonista – Mikey Madison (Anora) Miglior attore protagonista – Adrien Brody (The Brutalist) Miglior attrice non protagonista – Zoe Saldana (Emilia Perez) Miglior attore non protagonista – Kieran Culkin (A real pain) Miglior sceneggiatura originale – Anora Miglior sceneggiatura non originale – Conclave Miglior film internazionale – I’m still here (Brasile) Miglior fotografia – The Brutalist Miglior colonna sonora originale – The Brutalist Miglior montaggio – Anora Migliori costumi – Paul Tazewell (Wicked) Miglior scenografia – Wicked Miglior canzone originale – El Mal (Emilia Perez) Miglior trucco – The Substance Miglior film di animazione – Flow Migliori effetti sonori – Dune: Part Two Migliori effetti speciali – Dune: Part Two Miglior documentario – No other land Miglior cortometraggio documentario – The only girl in the orchestra Miglior corto di animazione – In the Shadow of The Cypress

Calcio, il Milan sprofonda, Conceicao: "Momento difficile"

Roma, 3 mar. (askanews) – Milan sprofondo rosso. La Lazio vince a San Siro al 98′ con un rigore di Pedro e i rossoneri a vanno a -9 dal 4° posto dei biancocelesti (in attesa di Juve-Verona) dopo il terzo ko di fila in campionato. Dia subito vicino al vantaggio, Pavlovic sfiora l’autorete. La sblocca il tap-in di Zaccagni. Conceição inserisce Joao Felix al posto di Musah prima dell’intervallo, ma a sfiorare il gol è ancora Zaccagni. Nella ripresa chance per Joao Felix e nuovamente il capitano della Lazio. Rosso diretto a Pavlovic al 67′, Chukwueze pareggia ma al 98′ Pedro trasforma il rigore causato da Maignan. “Il momento non è facile – le parole di Sergio Conceicao a fine gara – i giocatori sentono ciò che c’è intorno al club. C’è solo una strada: lavorare e mettere il massimo dell’orgoglio per questi colori facendolo tutti i giorni. Non mi piace parlare di sfortuna, ma ci sono episodi negativi per noi e decisivi per l’avversario. Abbiamo avuto poco tempo per prepararla, si è sentito un ambiente strano allo stadio. Non mi era mai capitato in carriera. Quando è così le scarpe sono bollenti e non è facile: non esce un dribbling, un passaggio, l’avversario va in vantaggio… La squadra ha dimostrato carattere: l’abbiamo pareggiata in 10, potevamo anche vincerla e alla fine c’è stato quel rigore… I ragazzi danno risposte positive, poi c’è una situazione difficile in questa stagione e noi lavoriamo anche su questo oltre al lato tecnico e fisico. Ogni tre giorni ci sono partite decisive: non è facile”. Marco Baroni, tecnico della Lazio, gongola: “Avevo detto che siamo una bella squadra con un bel gioco, ma dobbiamo lavorare per diventare grandi. Lo stiamo facendo in allenamento e in partita. Sapevo che stasera serviva personalità, abbiamo fatto 20 tiri giocando puliti. Dobbiamo crescere nella maturità e lo stiamo facendo. Sono contento, è stata una vittoria meritata. L’unico errore è stato non aver conservato il vantaggio con il Milan in dieci uomini. Quando parlo di crescita intendo di gestione della partita. Avevamo speso tanto, nel primo tempo dovevamo segnare più di un gol. Non dobbiamo essere conservativi, ma propositivi. Poi arrivano anche i risultati, ma sicuramente ci serviva questa vittoria”.

Risultati e classifica serie A: oggi Juventus-Verona

Roma, 3 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Milan-Lazio 1-2

27esima GIORNATA Fiorentina-Lecce 1-0, Atalanta-Venezia 0-0, Napoli-Inter 1-1, Udinese-Parma 1-0, Monza-Torino 0-2, Bologna-Cagliari 2-1, Genoa-Empoli 1-1, Roma-Como 2-1, Milan-Lazio 1-2, Juventus-Verona.

Classifica: Inter 58, Napoli 57, Atalanta 55, Juventus, Lazio 50 49, Bologna 47, Fiorentina 45, Roma 43, Milan 41, Udinese 39, Torino 34, Genoa 31, Como 28, Verona 26, Cagliari, Lecce 25, Parma 23, Empoli 22, Venezia 18, Monza 14.

28ª GIORNATA: Venerdì 7 marzo ore 20.45 Cagliari-Genoa, sabato 8 marzo ore 15 Como-Venezia, Parma-Torino, ore 18 Lecce-Milan, ore 20.45 Inter-Monza, domenica 9 marzo ore 12.30 Napoli-Fiorentina, ore 18 Empoli-Roma, ore 20.45 Juventus-Atalanta, lunedì 10 marzo ore 20.45 Lazio-Udinese.

Oscar, Trionfa "Anora" Miglior film con 5 statuette

Roma, 3 mar. (askanews) – A Los Angeles è la notte di “Anora”. E’ la notte del film di Sean Baker, già Palma d’oro a Cannes 77, che conquista cinque statuette (su sei nomination) nella cerimonia degli Academy Awards: miglior film, miglior regia (Baker), miglior attrice protagonista (Mikey Madison), miglior sceneggiatura originale e miglior montaggio. Il film segue le avventure di una sex worker, che il regista ha ringraziato durante il suo discorso dal palco, tra New York e Las Vegas. La donna ha la possibilità di vivere una storia da Cenerentola quando incontra e sposa impulsivamente il figlio di un oligarca. La notizia arriva in Russia e la sua favola rischia di andare in frantumi quando i genitori di lui partono per New York per far annullare il matrimonio. Dal palco Baker ha anche voluto salutare Quentin Taratino: “Se non ci fossi stato tu non sarebbe esistito Anora – ha detto il regista indipendente – In un momento in cui il mondo si sente diviso il cinema è ancora più importante. I cinema indipendenti fanno fatica, durante la pandemia abbiamo perso migliaia di sale cinematografiche. Registi fate film da proiettare al cinema, distributori lavorate sulle uscite nei cinema e genitori portate i figli in sala che saranno la prossima generazione dei cinefili”. Delusione per l’Italia uscita senza statuette. Isabella Rossellini era candidata a migliore attrice non protagonista per Conclave, Cynthia Sleiter, set decorator dello stesso film.

Cisl, i primi passi di Daniela Fumarola: per andare dove?

Torniamo a parlare di CIsl. Lo facciamo con attenzione e rispetto, ma con la coscienza di chi ha vissuto in un sindacato di donne e uomini liberi e caratterizzato da un forte radicamento nel territorio, con uno spiccato senso dell’autonomia dalla politica e dal mondo delle imprese e soprattutto dalla centralità della contrattazione nel proprio essere organizzazione. Contrattazione come modello sociale, che valorizza il protagonismo dei lavoratori nel ciclo dell’economia; contrattazione che riduce le distanze tra gruppi sociali, contrattazione come elemento di studio e di creatività e che ha spesso permesso di interpretare la società e i suoi cambiamenti.

I sindacalisti della Cisl ai diversi livelli, per oltre sessanta anni hanno ribadito con originalità, competenza, idee e capacità negoziali il rapporto tra lavoro e capitale, tra lavoro e istituzioni, tra sindacato e lavoratori. Le grandi leadership cisline, confederali e di categoria, si sono affermate nel contesto politico, sociale ed economico proprio attraverso idee innovative manifestatesi nelle capacità contrattuali. Di contro, nell’ultimo decennio questa impostazione si è affievolita costantemente.

Gli ultimi tre Segretari Generali, segnati prevalentemente da incarichi di carattere confederale e soprattutto (tranne la Furlan dipendente di Poste) da un’esperienza che non parte dall’azienda, dai pubblici servizi o dal cantiere, sono stati e sono espressione dell’apparato e non di una crescita dal posto di lavoro. Al di là di questo aspetto, comunque non secondario, prevale, ad esempio, nell’attuale Segretaria generale, Daniela Fumarola, la sua pratica nella burocrazia organizzativa e gestionale interna; anche se nel suo curriculum vitae si tenta di descriverla come contrattualista, chi conosce i metodi e i contenuti della contrattazione, evidenzia in lei una carenza strutturale.

Abbiamo ascoltato con attenzione le sue prime uscite televisive negli spazi molto soft e “governativi” di Vespa e Giorgino; il contenuto dei suoi interventi è stato basico, con dichiarazioni scandite e ripetute con buona memoria, ma senza un’idea innovativa e un progetto anche minimo. La ripetuta e generica richiesta (ormai pluriennale) di un patto sociale, senza chiarire gli obiettivi concreti da raggiungere, manifesta una precarietà di visione del gruppo dirigente Cisl confederale da ormai oltre dieci anni.

Anche il ribadire la centralità della proposta di legge sulla partecipazione, il cui testo approvato è stato completamente snaturato dalla Camera rispetto all’originale depositato alla Corte di Cassazione, non aiuta la leadership della Fumarola. La norma infatti esclude, ad esempio, la presenza di rappresentanti dei lavoratori negli organismi delle aziende controllate dallo Stato e delle banche; inoltre, non si stabilisce a chi sarà attribuito il potere di nomina del/dei rappresentante/i dei lavoratori in seno agli organi consultivi o decisionali delle aziende. Un tema, questo, dirimente e sostanziale. Ricordiamo per altro che dalla fondazione e sino alla trasformazione in Spa dei primi anni ’90, l’Eni ha avuto il suo rappresentante dei lavoratori nel CdA eletto dai dipendenti del Gruppo (art. 12 comma 7, legge 10 febbraio 1953 istitutiva di Eni, a proposito di Mattei e…di tradizione democristiana).

Tornando alle posizioni espresse della neoeletta Segretaria generale negli esordi televisivi, abbiamo poi notato qualche disattenzione sia storica che nella spiegazione di questioni nodali come il tema degli orari di lavoro; piccole anomalie contenutistiche che perdoniamo (comprendendo l’emozione delle prime volte, peraltro subito “aiutata” dai conduttori televisivi). Infine le consigliamo, con garbo, che è inutile ribadire “con la Meloni c’è un buon rapporto” (tale consiglio varrebbe anche per altro Presidente del Consiglio); un sindacalista dovrebbe essere autorevole e riconosciuto per la sua competenza e per come è in grado di realizzare intese, non perché qualche controparte pubblica o privata possa utilizzare strumentalmente l’interlocuzione per avere una “sponda” per la quale giustificare le proprie posizioni.

Sono limiti che dovranno essere superati per affermare una guida autorevole e non autoritaria e tanto meno non omologabile a quella del suo immediato predecessore. Alla Cisl viene imposto ormai da anni un gruppo dirigente sempre meno identificato tra i contrattualisti, che comunque l’organizzazione ancora esprime, e sempre più indirizzato verso gestori di categorie e di Unioni Territoriali, molto concentrati su servizi, riorganizzazioni interne (accorpamenti territoriali o regionalizzazione di livelli confederali e di categoria) e normalizzazione dei quadri sindacali.

La speranza è che la Cisl si riappropri integralmente della sua tradizione. Vale la pena ricordare che la confederazione di Via Po è stata quella che contro gli approcci ideologici della Cgil propose  la contrattazione di secondo livello come elemento aggiuntivo di sostegno al reddito dei lavoratori, la riduzione degli orari di lavoro come obiettivo per la gestione delle grandi transizioni, il welfare aziendale e contrattuale per integrare il sistema pubblico di assistenza sociale e sanitaria, il risparmio contrattuale (a proposito di partecipazione) come strumento di finanza socialmente sostenibile da destinare all’ingresso dei lavoratori nei capitali delle aziende. Sono tutti esempi di cosa è significato essere il sindacato della contrattazione. Ci auguriamo dunque che la nuova Segretaria enerale si concentri su questa tradizione per riportarla al centro delle politiche della Cisl, evitando di pensare esclusivamente agli equilibri interni e a come metter in condizione di non nuocere eventuali “teste pensanti”. Vogliamo essere ottimisti e, ispirandoci a Mino Martinazzoli, diciamo a Daniela Fumarola che “la contrattazione è altrove e noi l’aspetteremo lì”.

P.S. E’ comunque motivo di sincero apprezzamento la pronta adesione della Cisl – oggi ne parla tutta la stampa – alla manifestazione del 15 marzo sull’Europa. Un segnale importante, una scelta tempestiva. Molto bene!

Gaza, in attesa di una seconda fase.

Seconda fase dell’accordo per il cessate il fuoco a Gaza. La tentazione sul fronte israeliano è evidente: riprendere a martellare la Striscia, nella consapevolezza – non ammessa ma presente – che Hamas c’è ancora. Lo ha voluto dimostrare con le provocazioni esibite ad ogni consegna di ostaggi in queste sei settimane; nuovi militanti hanno in parte preso il posto di quelli morti, e non avrebbe potuto essere diversamente con tutto l’arsenale d’odio causato dalla distruzione attuata dagli israeliani nei confronti della popolazione civile; la guida del movimento è stata assunta da Mohammad Sinwar, fratello del defunto Yahya e non meno sanguinario e temerario. Sono ancora migliaia i terroristi e hanno tuttora una buona presa (quanto forte, non lo si sa) su una popolazione orgogliosa ma atterrita, disperata.

Quello che però Netanyahu esattamente non sa è quanto l’imprevedibile presidente americano sia disposto a supportarlo in un eventuale cammino di guerra: per dire, ieri ha sostenuto la proposta dell’inviato USA Steve Witkoff per un’estensione della tregua fino alla conclusione del Ramadan e della Pasqua ebraica; oggi ha invece minacciato di impedire l’accesso alla Striscia dei camion che trasportano il cibo se Hamas non consegnerà nuovi ostaggi e lo ha detto precisando di avere avuto l’ok di Trump. Quindi la situazione è in piena evoluzione, giorno dopo giorno.

Al di là però della disgustosa rappresentazione prodotta dall’intelligenza artificiale e condivisa sul proprio social network da Donald Trump, talmente riprovevole da essere stata rigettata da chiunque, nel mondo arabo e non solo, l’impressione è che effettivamente il tycoon desideri una pacificazione dell’area con il rilancio degli Accordi di Abramo sino all’inclusione in essi dell’Arabia Saudita. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre trovare una qualche soluzione accettabile per tutti alla questione palestinese.

Non facile, quando al contrario Israele mira a stringere ulteriormente la sua presa anche in Cisgiordania, sia per motivi di politica interna, sia per dar sfogo alle sempre più incontenibili pretese dei coloni, sia per cogliere il momento – favorevole a Tel Aviv – e rafforzare la propria presenza in un territorio che, fra le altre cose, confina in parte con una Siria ove – pur in un futuro assai incerto per ora – sono arrivati al potere ex terroristi jihadisti.

E infatti Israele ha distrutto larga parte dell’arsenale bellico del vecchio regime e occupata una zona cuscinetto sul monte Hermon. Mantenendo l’allarme molto alto, anche perché se da un lato Damasco non è più, come era diventata con Assad ormai da anni, dipendente per intero da Teheran, dall’altro è ora forte l’influenza di Qatar e Turchia, che hanno aiutato Hayat tahrir al Sham (HTS) a detronizzare il dittatore ma che, pure, sono alquanto vicini ad Hamas.

La preoccupazione di Israele sulla Siria è alimentata anche dalle incognite sul futuro prossimo perché sono numerosi i problemi, non certo di facile soluzione, che la nuova dirigenza del paese deve affrontare.

C’è la questione dei curdi, che occupano il nord siriano e gestiscono i campi dove stanno reclusi membri dell’ISIS con le loro famiglie, e che al tempo stesso sono però invisi ai turchi, che vogliono sbarazzarsene definitivamente a maggior ragione ora che il loro partito, il PKK, concluderà la sua esistenza, secondo la recente dichiarazione del suo leader e fondatore Abdullah Ocalan. E poi ci sono i rapporti di forza, e conseguentemente di potere, fra i diversi gruppi che hanno cooperato con HTS alla trionfale avanzata di dicembre sino a Damasco. Il pluralismo religioso, altro tema fondamentale, è stato sinora garantito ma le minoranze non si sentono tranquille e vivono in una condizione di incertezza che non favorisce il loro apporto, indispensabile per il rilancio del paese. Un paese distrutto, ridotto alla fame e da ricostruire anche sul piano gestionale-amministrativo: dunque la necessità primaria, assoluta e urgente, è quella di rimettere in piedi la Siria e dar da mangiare a tutti i suoi cittadini. E a questo fine il leader Ahmad Husain al-Sharaa dovrà trovare il modo di interloquire positivamente con il mondo occidentale oltre che con quello arabo, ma questo non gli sarà molto facile, proprio a causa di Israele, a meno di clamorosi cambiamenti di valutazione sullo stato ebraico da parte di HTS e di tutto il futuro governo.

Il rebus mediorientale resta lontano dall’essere risolto.

L’Italia e l’Europa nella morsa di due despoti

Mentre la situazione geopolitica scivola verso derive che appaiono sempre meno governabili, linterrogativo più pregnante che oggi domina nellarea dei cattolici liberali e democratici è se c’è ancora uno spazio di compatibilità per le tante coscienze e forze politiche che si sono definiti organici a questa coalizione di maggioranza.

Il dilemma si connette allo sconvolgente episodio consumato, nella palese rottura di ogni galateo istituzionale ad opera del presidente Trump, nello Studio Ovale della Casa Bianca, nei riguardi del capo di Stato, Zelensky.

Evento dai riverberi non certo esaltanti sull’inedito percorso di questa coalizione, sempre più egemonizzata da due destre, una ancora dominata da impulsi nostalgici del ventennio, l’altra che va a braccetto con i patrioti filonazisti dell’AfD e di quanto di estremo anti migratorio e intollerante è dato trovare negli ambiti più remoti delle dottrine reazionarie, che non può non suscitare, appunto, l’interrogativo, se si acconci bene con i tratti fondamentali del pensiero cristiano, umanitario e solidarista di Sturzo e De Gasperi, che ancora oggi alberga nelle coscienze di tanti esponenti politici, ed in quell’elettorato di altrettante forze politiche, contigue a quel filone di pensiero, schierati in questa coalizione, la linea di Giorgia Meloni, la cui posizione, appare sempre più dominata da uno scoperto e asimmetrico collateralismo filotrumpiano ed antieuropeo.

Quel temerario e stupefacente palcoscenico istituzionale, dove si è consumato pubblicamente – nel cuore pulsante del potere di quella che era una volta la più grande e solida democrazia del pianeta – ad opera dell’intero staff della presidenza statunitense, un dileggio, teso ad umiliarne ruolo e missione, con metodi e un lessico da sceriffo, assai brutale, nella versione più irrispettosa che di può avere verso un capo di Stato( al di là di possibili piccole o grandi colpe) il cui popolo è sotto attacco da tre anni, getta una luce sinistra sulle reali intenzioni del progetto di pace che ha in mente Trump: più acconcio ad un accordo spartitorio dei territori ucraini, ricchi di terre rare, in un quadro di rinverdito colonialismo predatorio, che finalizzato ad assicurare condizioni solide di sicurezza ai confini tra i due paesi in conflitto ed a salvaguardare l’intera sicurezza del continente europeo.

In questo contesto, non basta una generica rassicurazione di appoggio militare al presidente ucraino da parte della Premier, a poche ore dalla reprimenda di Zelensky alla Casa Bianca, senza troppi complimenti e contro ogni protocollo diplomatico. Né appaiono sufficienti a creare un clima di coesione tra i partner europei certe iniziative – a Londra comunque soppesate con abilità – che servono a fare da sordina sulle reali intenzioni di quale ordine mondiale stia preparando la nuova amministrazione americana, d’intesa con Putin.

Con la congiunzione di due visioni bellicose, che l’episodio, assai sgradevole, verificatosi ieri, nello studio ovale della Casa Bianca, ha reso palese, si fa strada nella vita dei popoli, un futuro di forti inquietudini, di tensioni e di possibili gratuite aggressioni militari, dove i despoti avranno buon gioco a rinvangare vecchie pretese nazionaliste o antichi sogni imperialisti.

Occorre pertanto che ciascuna coscienza democratica, cattolica, liberale e riformista, ritrovi un essenziale punto di intesa per favorire un’aggregazione tra tutte quelle sensibilità che rifiutano questo ruvido sdoganamento della prepotenza, fondato sulla prevaricazione e la forza militare, ignorando ogni essenziale regola del diritto internazionale e le vocazioni pacifiche e solidali che muovono i popoli verso una civile convivenza.

Ma non sarebbe fuor di luogo, creare rete, come propongono da mesi il Sindaco di Udine, De Toni e l’amico, Ettore Bonalberti, cercando di suscitare e valorizzare una partecipazione sempre più attiva dei giovani e dei cittadini, non solo su queste cruciali tematiche geopolitiche, ma partendo da un sano e partecipato municipalismo, tanto caro a don Luigi Sturzo e dai problemi concreti della persona, delle comunità e delle famiglie, nel quadro di una visione economica solidarista, come peraltro previsto dagli artt. 41 a 47 della nostra Costituzione.

Non di minore importanza appare, poi, la necessità di elaborare proposte politiche che trovino sintonia con le altre forze alternative alle politiche egemoniche delle destre.

Occorre, altresì, contrastare nelle piazze e in Parlamento, attraverso quelle forze politiche, contrarie ad ogni irrigidimento dispotico e illiberale, questa deriva autocratica e intollerante di cui si sta rendendo protagonista, e capofila, il paese che, fino a ieri, era pronto a difendere i valori della democrazia, del diritto naturale e della dignità dei popoli.

Auspico che si raggiunga, senza perdere troppo tempo in bizantinismi e sottigliezze artificiose, una posizione unitaria attraverso una dichiarazione congiunta, e soprattutto una chiara dissociazione da parte di tutte quelle forze politiche che ritengono inaccettabili le performance da pistolero da vecchio west del presidente americano.

Mi auguro, in particolare che la nuova Dc che non ha mancato, con la sua inedita scelta di schierarsi, di sottolinearne la propria immedesimazione organica e strutturale con questa coalizione di destra, destra(dove è il centro? Con Lupi che fa da piccolo pretoriano della Meloni e Tajani che nonostante sia stato sfiduciato da Marina Berlusconi, in nome di una destra liberale, umanitaria ed europeista, prosegue nel suo ministero per gli affari esteri,pur

in una personale sensibilità europeista, con dichiarazioni e parole vuote e generiche per coprire e sopire le temerarie stravaganze di Trump e le antitetiche posizioni della premier Meloni )abbia tempestivamente la lungimiranza di esprimere, a chiare lettere, il proprio disorientamento e sconcerto sulla posizione inconfutabilmente di sudditanza collaborazionista e sostanzialmente anti europea di Giorgia Meloni, nell’ambito di una visione incentrata più su una tendenza ai rapporti bilaterali tra Stati Uniti e i singoli paesi europei (così è più facile disarticolare l’Europa), che unitaria, nell’idea di una Ue,  soggetto politico e baluardo di un sano Atlantismo.

Più che fare da ponte, se si va avanti di questo passo, Giorgia Meloni può ritrovarsi a fare da crocerossina, e,a quel tempo, se si ritroverà ancora un pizzico di pietà, non recupererà nemmeno quanto occorre per curarci le ferite fisiche, economiche e sociali che unoffensiva in armi, da est, e una guerra commerciale da ovest, procurerà, inevitabilmente, a tanta parte dell’Italia e dei popoli europei.

Fine della storia? Un abbaglio. E ora, quale nuovo pensiero?

Per la pluralità dei contributi e il complessivo filo interpretativo, ritengo fondamentale il volume presentato su Camaldoli (L’invenzione dell’economia pubblica italiana), curato da Stefano Baietti e promosso da Vincenzo Scotti. Innanzitutto vorrei sottolineare che, proprio esaminando i contenuti della precedente vasta ricerca su “gli anni della prepolitica 1941-1945”, l’Istituto Stato e Partecipazione, presieduto da Francesco Carlesi, sta conducendo una ricerca, alla quale collaboro, su un momento particolare di quegli anni decisivi.

Mi riferisco al rapporto tra Donato Menichella e Andrew Kamarck, in Italia già nel 1943 come rappresentante della Commissione alleata di controllo. Essendo anche un economista aveva l’incarico di esaminare se l’Iri fosse o no un prodotto dell’ideologia fascista, per giudicarne la permanenza o meno nella struttura economica dell’Italia. La valutazione, come sappiamo, fu positiva. Vogliamo indagare se questo esito fu dovuto semplicemente all’abilità di Menichella o se derivò per gli effetti di un’affinità tematica tra la cultura Iri e il volontarismo americano e le culture che avevano dato vita al New Deal.

Riflettendo su tale periodo possiamo comprendere come tutto ciò abbia suscitato la curiosità di Amintore Fanfani che lo analizzò con alcune specifiche pubblicazioni. Peraltro queste ricerche possono contribuire a rivelare che l’America non può essere considerata semplicemente il bacino del “liberismo puro”. Ciò potrebbe, ad avviso di chi parla,  contribuire a spiegare tanti aspetti, anche attuali, della situazione politica negli Stati Uniti. Ci rendiamo conto che, una volta avviata questa ricerca, sarà fondamentale elaborare valutazioni adeguate. In secondo luogo mi interessa molto l’accenno alla “terza via”.

Vanoni in verità preferiva dire “la nostra via”, fornendo così una caratterizzazione concreta che andava oltre la mera espressione economica. Oggi siamo chiamati a ragionare sul fallimento dell’idea di “fine della storia”, da cui potrebbe derivare una riflessione riguardo all’egemonia del liberalismo. È inoltre importante riconoscere che il condizionamento della scena internazionale non derivi solo dall’economia produttiva o dalle grandi concentrazioni economiche come la Cina, intesa come “fabbrica del mondo”, ma anche e soprattutto dall’influenza della finanza rispetto all’economia reale. In questo senso il contributo di oggi è fondamentale per valutare tali tematiche, che rappresentano alcune delle ragioni collegate allo scenario internazionale ed ai cambiamenti sociali a cui stiamo assistendo.

Le riflessioni in merito si presentano generalmente come piuttosto limitate e si concentrano principalmente su una descrizione superficiale di ciò che sta avvenendo nella stessa America. Anche in questo caso ritorna una questione che, al contrario, meriterebbe di essere meglio approfondita circa le cause e le radici degli sviluppi ai quali stiamo assistendo.

 

Pietro Giubilo, già Sindaco di Roma, svolge un’intensa attività pubblicistica. Formatosi alla scuola di Baget Bozzo, coltiva l’idea di un umanesimo idealmente fondato sulla tradizione della Chiesa.

Risultati e classifica serie A: Roma zona Europa

Roma, 2 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Roma-Como 2-1

27esima GIORNATA Fiorentina-Lecce 1-0, Atalanta-Venezia 0-0, Napoli-Inter 1-1, Udinese-Parma 1-0, Monza-Torino 0-2, Bologna-Cagliari 2-1, Genoa-Empoli 1-1, Roma-Como 2-1, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona.

Classifica: Inter 58, Napoli 57, Atalanta 55, Juventus 49, Lazio, Bologna 47, Fiorentina 45, Roma 43, Milan 41, Udinese 39, Torino 34, Genoa 31, Como 28, Verona 26, Cagliari, Lecce 25, Parma 23, Empoli 22, Venezia 18, Monza 14.

28ª GIORNATA: Venerdì 7 marzo ore 20.45 Cagliari-Genoa, sabato 8 marzo ore 15 Como-Venezia, Parma-Torino, ore 18 Lecce-Milan, ore 20.45 Inter-Monza, domenica 9 marzo ore 12.30 Napoli-Fiorentina, ore 18 Empoli-Roma, ore 20.45 Juventus-Atalanta, lunedì 10 marzo ore 20.45 Lazio-Udinese.

Summit di Londra, von der Leyen: bisogna riarmare l’Europa

Roma, 2 mar. (askanews) – E’ necessario “riarmare l’Europa”. L’ha affermato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla fine del Summit di Londra sul futuro dell’Ucraina e la difesa dell’Europa. Lo riferisce il Guardian.

“E’ necessario urgentemente riarmare l’Europa”, ha detto von der Leyen.”E’ ora di fondamentale importanza intensificare gli investimenti nella difesa per un periodo prolungato. E’ per la sicurezza dell’Unione europea e, nell’ambiente geostrategico in cui viviamo, dobbiamo prepararci al peggio, rafforzando così le difese” ha aggiunto.

La numero uno della Commissione europea ha detto che i leader hanno avuto una “discussione buona e franca”, in cui si è ribadito che Kiev ha bisogno di “garanzie di sicurezza complete”.

Invece, mandando un messaggio agli Stati uniti, dopo la clamorosa rottura in diretta tra il presidente russo Volodymyr Zelensky e il presidente Usa Donald Trump di venerdì a Washington, von der Leyen ha detto: “Siamo pronti, insieme a voi, a difendere la democrazia e il principio secondo cui esiste uno stato di diritto, che non si può invadere e intimidire il proprio vicino o modificare i confini con la forza”.

Offensiva mediatica Usa contro Zelensky durante il summit di Londra

Roma, 2 mar. (askanews) – Il dialogo indiretto tra le due sponde dell’Atlantico sulla questione ucraina, a due giorni dalla clamorosa rottura in diretta tra il presidente Usa Donald Trump e il leader ucraino Volodymyr Zelensky nello Studio ovale della Casa bianca, è particolarmente intenso oggi, mentre molti leader europei e non si riuniscono a Londra per un summit a cui non partecipano gli Usa, ma è presente Zelensky. E, da Washington, arriva un messaggio duro: se il numero uno di Kiev non vuole trattare, allora deve saltare.

“Abbiamo bisogno di un leader che possa trattare con noi, trattare con i russi a un certo punto e porre fine a questa guerra”, ha dichiarato il consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Trump, Mike Waltz, intervistato dalla CNN. “Se diventa evidente che il presidente Zelensky, per motivazioni personali o politiche, si discosta dalla volontà di porre fine ai combattimenti nel suo paese, allora credo che abbiamo un vero problema”, ha aggiunto.

Più sfumato, ma altrettanto pungente quanto ha dichiarato il segretario di Stato Marco Rubio, alla ABC. “Nessuno qui sostiene che Vladimir Putin otterrà il Premio Nobel per la Pace… Dobbiamo capire: c’è un modo per fermare la guerra? E l’unico modo per farlo è coinvolgere i russi nei negoziati”, ha detto Rubio, in quella che appare essere una risposta indiretta a Zelensky, il quale nell’alterco con Trump ha detto che è impossibile fidarsi di Putin per un eventuale cessate-il-fuoco. Rubio ha continuato, affermando che c’è bisogno che tutti maturino la comprensione che “questa è una guerra sbagliata che sta andando in una cattiva direzione” e, su questo, Trump, a dire di Rubio, è “chiarissimo”, cioè “sarà un presidente che cercherà di ottenere la pace”.

Sempre in queste ore, si è fatto sentire anche il leader repubblicano della Camera dei Rappresentanti, Mike Johnson, che è stato il più esplicito, affemando alla NBC che “o lui (Zelensky) torna alla ragione e al tavolo dei negoziati con gratitudine, oppure qualcun altro deve guidare il paese per farlo”. Una dichiarazione che fa eco a quella di Lindsey Graham, influentissimo senatore repubblicano, che venerdì aveva dichiarato – secondo quanto riporta l’agenzia di stampa France Presse – che o Zelensky cambia “profondamente atteggiamento o deve andarsene”.

Zelensky, dal canto suo, è stato accolto al summit con un lungo abbraccio da Starmer. Il leader britannico, in un’intervista alla BBC, ha detto di fidarsi di Zelensky e di Trump, “non di Putin”. In un incontro bilaterale ieri, Starmer ha ribadito il sostegno a Zelensky, che oggi ha incontrato in un bilaterale anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

L’offensiva mediatica dei collaboratori di Trump avviene mentre i leader sono riuniti a Lancastar House. Un segnale indiretto – notato oggi dal Guardian – è stato probabilmente dato dal fatto che Valery Zaluzhny, che è considerato possibile candidato alle presidenziali ucraine, quando ci saranno, è stato visto entrare dall’ingresso principale, destinato ai leader, alla Lancaster House a Londra. La presenza di Zaluzhny non è strana: è ambasciatore in Gran Bretagna. Ma il Guardian si è chiesto se il fatto che sia entrato da quell’ingresso sia un semplice strappo al protocollo o un segnale – in particolare agli Stati uniti – che qualsiasi leader ci sarà in futuro in Ucraina sarà allineato alla posizione sostenuta oggi nel summit di Londra. Si capirà solo col tempo.

Risultati e classifica serie A: Bologna in zona Champions

Roma, 2 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Bologna-Cagliari 2-1, Genoa-Empoli 1-1

27esima GIORNATA Fiorentina-Lecce 1-0, Atalanta-Venezia 0-0, Napoli-Inter 1-1, Udinese-Parma 1-0, Monza-Torino 0-2, Bologna-Cagliari 2-1, Genoa-Empoli 1-1, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona.

Classifica: Inter 58, Napoli 57, Atalanta 55, Juventus 49, Lazio, Bologna 47, Fiorentina 45, Milan 41, Roma 40, Udinese 39, Torino 34, Genoa 31, Como 28, Verona 26, Cagliari, Lecce 25, Parma 23, Empoli 22, Venezia 18, Monza 14.

28ª GIORNATA: Venerdì 7 marzo ore 20.45 Cagliari-Genoa, sabato 8 marzo ore 15 Como-Venezia, Parma-Torino, ore 18 Lecce-Milan, ore 20.45 Inter-Monza, domenica 9 marzo ore 12.30 Napoli-Fiorentina, ore 18 Empoli-Roma, ore 20.45 Juventus-Atalanta, lunedì 10 marzo ore 20.45 Lazio-Udinese.

Starmer al summit di Londra: con l’Ucraina per tutto il tempo necessario

Roma, 2 mar. (askanews) – Aprendo il summit di Londra sul futuro dell’Ucraina e della difesa dell’Europa, il primo ministro britannico Keir Starmer ha voluto enfatizzare il caloroso benvenuto al presidente ucraino Volodimyr Zelensky, ribadendo che i paesi europei saranno con lui “per tutto il tempo necessario”. Lo ha riferito la BBC.

“Siamo tutti con te, con l’Ucraina, per tutto il tempo necessario”, ha detto a Starmer, seduto al tavolo tra il presidente francese Emmanuel Macron e lo stesso Zelensky. Starmer ha detto che “questo è un momento unico nella vita per la sicurezza in Europa”, poiché a”ottenere un buon risultato per l’Ucraina non è solo una questione di giusto o sbagliato; è vitale per la sicurezza di ogni nazione qui e di molte altre”. Ha anche assicurato che i Paesi baltici, con cui ha avuto una videoconferenza prima dell’incontro, sono ovviamente dalla stessa parte.

Starmer ha detto di avere l’intenzione di elaborare un piano per l’Ucraina, per poi discuterne con gli Stati Uniti e portarlo avanti insieme, per una “pace giusta e duratura”.

Zelensky: buon incontro con Meloni per un piano di pace

Roma, 2 mar. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scritto oggi su X di aver avuto “un buon incontro” con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni “per sviluppare un piano d’azione congiunto volto a porre fine alla guerra con una pace giusta e sostenibile”.

“Nessuno è interessato alla continuazione e al rapido ritorno della guerra, tranne (Vladimir) Putin, perciò è importante mantenere l’unità attorno all’Ucraina e rafforzare le posizioni del nostro Stato in collaborazione con gli alleati – i paesi europei e gli Stati uniti”, ha scritto Zelensky reduce dalla rissa verbale in diretta col presidente Usa Donald Trump alla Casa bianca.

“L’Ucraina ha bisogno di una pace supportata da garanzie di sicurezza affidabili”, ha scritto ancora Zelensky, che ha ringraziato l’Italia “per il continuo supporto e la partnership nel portare la pace in Ucraina”.

Risultati e classifica serie A, Torino salvezza a un passo

Roma, 2 mar. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Monza-Torino 0-2

27esima GIORNATA Fiorentina-Lecce 1-0, Atalanta-Venezia 0-0, Napoli-Inter 1-1, Udinese-Parma 1-0, Monza-Torino 0-2, ore 15 Bologna-Cagliari, Genoa-Empoli, ore 18 Roma-Como, ore 20.45 Milan-Lazio, lunedì 3 marzo ore 20.45 Juventus-Verona.

Classifica: Inter 58, Napoli 57, Atalanta 55, Juventus 49, Lazio 47, Fiorentina 45, Bologna 44, Milan 41, Roma 40, Udinese 39, Torino 34, Genoa 30, Como 28, Verona 26, Cagliari, Lecce 25, Parma 23, Empoli 21, Venezia 18, Monza 14.

28ª GIORNATA: Venerdì 7 marzo ore 20.45 Cagliari-Genoa, sabato 8 marzo ore 15 Como-Venezia, Parma-Torino, ore 18 Lecce-Milan, ore 20.45 Inter-Monza, domenica 9 marzo ore 12.30 Napoli-Fiorentina, ore 18 Empoli-Roma, ore 20.45 Juventus-Atalanta, lunedì 10 marzo ore 20.45 Lazio-Udinese.

Calcio, Monza-Torino 0-2: Decidono Elmas e Casadei

Roma, 2 mar. (askanews) – Il Torino sbanca il Brianteo con i gol di Elmas e Casadei. Un successo che rilancia le ambizioni di classifica dei granata ed affonda i brianzoli. Toro in vantaggio grazie alla zampata di Elmas nel finale di tempo. Una chance per Casadei e una sprecata da Walukiewicz per la squadra di Vanoli. Il Monza non resta a guardare: Keita sfiora il vantaggio al 18′. Nella ripresa, al 66′, Casadei scatenato sotto gli occhi di Spalletti. Lazaro crossa dalla destra, in mezzo Palacios pasticca col controllo: Casadei, in pressione, ne approfitta, recupera palla e spara in rete sotto la traversa col destro. Ed è 2-0 sotto gli occhi di Spalletti.