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A Ozpetek SuperCiak d’oro 2024, Ronchi e Germano Personaggi dell’anno

Roma, 31 gen. (askanews) – La stagione più bella del nostro cinema ha eletto i suoi eroi: con 205 mila voti su ciakmagazine.it, il pubblico ha assegnato i Ciak d’oro 2024 a titoli e protagonisti della nostra stagione cinematografica.

La consegna dei 39esimi Ciak d’oro – l’unico, grande premio popolare del cinema italiano votato direttamente dal pubblico – a tutti i vincitori sarà trasmessa su Sky Tg24 sabato primo e domenica 2 febbraio, in due speciali condotti dal direttore di Ciak Flavio Natalia e dal Vicedirettore vicario di Sky Tg24 Omar Schillaci. L’edizione è stata realizzata con la collaborazione di Virgo e Publicis.

Il vincitore assoluto dell’edizione 2024 è Ferzan Özpetek, che ha vinto il SuperCiak d’oro – premio simbolo della manifestazione – per il soggetto, la sceneggiatura e la regia per il suo Diamanti.

Il Ciak d’oro ai Personaggi dell’anno, femminile e maschile, per il complesso delle loro interpretazioni è andato a a Barbara Ronchi per 10 Minuti, Non riattaccare, Io e il secco, Familia, Il treno dei bambini e a Elio Germano per le grandi prove d’attore in Confidenza, Iddu e Berlinguer: La grande ambizione.

Nelle altre categorie a votazione popolare, al termine dei tre turni di voto, hanno vinto le storie vere tratte dalla vita quotidiana e ci sono tanti volti nuovi: come Miglior film drammatico è stato scelto Il treno dei bambini, l’intenso film di Cristina Comencini. La commedia vincitrice è stata Un mondo a parte di Riccardo Milani. La Miglior regia è andata a Ferzan Özpetek per Diamanti.

Miglior attore protagonista è Francesco Di Leva per il suo ruolo in Familia di Francesco Costabile, drammatica storia di violenza domestica. Tra le attrici ha primeggiato Luisa Ranieri, sorprendente protagonista femminile di Diamanti, di Ferzan Özpetek.

Miglior esordio alla regia, per il suo Flaminia, è Michela Giraud. Il premio Rivelazione dell’anno è stato vinto da Celeste Dalla Porta per lo straordinario esordio in Parthenope di Paolo Sorrentino.

Il premio per il Film rivelazione dell’anno è andato per acclamazione a Il ragazzo coi pantaloni rosa, scritto e prodotto da Roberto Proia, diretto da Margherita Ferri e interpretato da Claudia Pandolfi e dal giovanissimo Samuele Carrino.

La grande partecipazione al voto su ciakmagazine.it (e in dibattiti e discussioni riguardo ai Ciak d’oro sui social media e sul web) conferma il grande momento che vive la passione per il cinema. Il dato, infatti, è in linea con quello della scorsa edizione, anche quest’anno si poteva votare solo una volta al giorno per ciascuna categoria, indicando fino a tre preferenze per ogni categoria. La scelta è stata fatta per proteggere l’autorevolezza dei Ciak d’oro, ed evitare che l’entusiasmo di alcuni fan potesse influire in modo eccessivo sulla competizione.

Nei Ciak d’oro del pubblico 2024 erano in gara i film italiani usciti dal primo dicembre 2023 al 20 dicembre 2024 (gli scorsi Ciak d’oro avevano considerato i titoli fino al 30 novembre dello scorso anno).

Ai Ciak d’oro del pubblico seguiranno nelle prossime settimane quelli ai migliori interpreti non protagonisti, alle sceneggiature, ai produttori, ai direttori della fotografia e agli altri protagonisti nelle cosiddette categorie “tecniche”, a giudizio di una giuria di 200 giornalisti di spettacolo e critici di cinema.

Ucraina, truppe nordcoreane ritirate dalla prima linea

Roma, 31 gen. (askanews) – Le truppe nordcoreane inviate a combattere in Ucraina sono state ritirate dalla prima linea dopo pesanti perdite: è quanto riporta il quotidiano statunitense The New York Times citando fonti governative di Washington e Kiev.

Il contingente inviato da Pyongyang, forte di circa 11mila effettivi, sarebbe scomparso dal fronte da circa due settimane e secondo i servizi di Kiev avrebbe subito perdite apri alla metà della forza, anche per la scarsa coordinazione con le truppe russe.

Buona parte del contingente nordcoreano infatti sarebbe formato da elementi delle forze d’élite e speciali, ma sono stati impiegati come fanteria e senza la necessaria copertura di mezzi corazzati, lasciandoli esposti al rischio dei campi minati e del fuoco ucraino.

Fonti dell’Amministrazione statunitense tuttavia sottolineano come la decisione di ritirare le truppe nordcoreane dalla prima linea possa non essere permanente: è possibile che vengano sottoposti a un ulteriore periodo di addestramento o che i comandi russi decidano di impiegarli in altro modo.

M.O., Crosetto: prove apertura valico Rafah, l’Italia in prima fila

Milano, 31 gen. (askanews) – “Prove di apertura al valico di Rafah. Come accade sempre, quando si iniziano percorsi di stabilizzazione e pace, l’Italia c’è, in prima fila, da protagonista. Spesso attraverso la presenza, il lavoro, il sacrificio, delle donne e degli uomini delle Forze Armate e l’impegno del Ministero della Difesa. In questo caso i Carabinieri. Grazie a loro la speranza di pace diventa percorso di pace”. Lo ha scritto il ministro della Difesa Guido Crosetto su X.

Bce, i dettagli dei 2 temi in gara per le nuove banconote in euro

Roma, 31 gen. (askanews) – La Banca centrale europea ha selezionato i motivi dettagliati che dovranno comparire sui diversi tagli della nuova serie di banconote in euro che intende creare nei prossimi anni, sulla base dei due temi chiave che, già a seguito di una prima selezione effettuata tra 2021 e 2023, saranno “Cultura europea: luoghi di cultura e condivisione” oppure “Fiumi e uccelli: resilienza nella diversità”.

La serie “Cultura europea” prevede sul fronte delle banconote sei personalità storiche, metà uomini metà donne, dal Rinascimento alla storia contemporanea e sul retro “luoghi di cultura e condivisione” quotidiana (non edifici storici o simbolici, quindi). Partendo dal taglio da 5 euro il tema è “Arti performative” con sul fronte Maria Callas e sul retro “Artisti di strada (musica/danza/teatro) intrattengono i passanti”; 10 euro “Musica” fronte Ludwig van Beethoven retro “Festival musicale con un coro di bambini e giovani adulti”; 20 euro “Università e scuola” fronte Marie Curie retro “Contesto scolastico o universitario con una insegnante e giovani allievi; libri e quaderni disposti sui banchi”; 50 euro “Biblioteche” fronte Miguel de Cervantes retro “Biblioteca con adulti che leggono libri in versione cartacea o digitale. Un bimbo e una bimba cercano di prendere un libro da uno scaffale”; 100 euro Musei e mostre fronte Leonardo da Vinci retro “Adulti e bambini ammirano esempi di arte urbana, arte contemporanea”; 200 euro Piazze pubbliche fronte Bertha von Suttner retro “Un piazzale alberato come luogo di incontro, con adulti e bambini che parlano, passeggiano, giocano”.

Per la serie “Fiumi e uccelli” invece il taglio da 5 euro è con tema “Sorgente montana” sul fronte “Picchio muraiolo e paesaggio montano” e sul retro Parlamento europeo; 10 euro “Cascata” fronte “Martin pescatore in prossimità di una cascata o di una pozza di acqua corrente” retro Commissione europea; 20 euro “Valle fluviale confinata” fronte “Colonia di gruccioni su parete di sabbia a lato di una grande valle fluviale confinata, lungo la sponda di un fiume” retro Banca centrale europea; 50 euro tema “Fiume serpeggiante” fronte “Cicogna bianca sorvola le anse di un fiume in una valle fluviale non confinata” retro Corte di giustizia dell’Unione europea; 100 euro “Foce fluviale” fronte “Avocetta perlustra la superficie di una pianura fangosa” retro Consiglio europeo e Consiglio dell’Unione europea; 200 euro “Paesaggio marino” fronte “Sula bassana sorvola alte onde oceaniche” retro Corte dei conti europea.

La selezione dei motivi ha tenuto conto dei suggerimenti di due gruppi multidisciplinari composti da esperti provenienti da tutta l’area dell’euro, afferma l’istituzione con un comunicato, e delle preferenze espresse da 365.000 cittadini europei nell’ambito di sondaggi di opinione svolti nell’estate del 2023 e di “focus group” condotti fra dicembre 2021 e marzo 2022.

“Siamo entusiasti di presentare questi motivi, immagini di vita reale che testimoniano il nostro impegno per l’Europa e celebrano il suo patrimonio culturale e naturale”, ha dichiarato la presidente Christine Lagarde, ciata in un comunicato. “Le nuove banconote saranno il simbolo della nostra identità comune europea e delle diversità che ci rendono forti”.

Ora la Bce procederà ad istituire una commissione giudicante e indirà il concorso grafico, al quale potranno partecipare bozzettisti provenienti da tutta l’Unione europea. L’istituzione afferma che “continuerà a coinvolgere il pubblico e gli esperti affinché i cittadini europei di ogni età si riconoscano nei disegni selezionati”. Nel 2026 “esplorerà le preferenze dei cittadini” a partire dalla rosa dei disegni selezionati.

“Lo sviluppo di nuove banconote testimonia il nostro impegno nei confronti del contante, oggi e in futuro. Le banconote sono un simbolo della nostra unità europea; con l’introduzione di nuovi motivi decorativi celebriamo la nostra storia comune e l’impegno per un futuro sostenibile”, ha dichiarato Piero Cipollone, l’italiano che fa parte del Comitato esecutivo della Bce e che ha la delega sui sistemi di pagamento.

Il Consiglio direttivo dovrebbe adottare una decisione definitiva riguardo ai disegni nel 2026. Alcuni anni dopo la decisione e la successiva fase di produzione, in cui verranno valutate anche le tecnologie di sicurezza, le nuove banconote saranno pronte per iniziare a circolare. (fonte immagine: ECB 2025).

Caso Almasri, Meloni ribadisce: il governo lavora per l’Italia, c’è chi prova a smontare i risultati

Roma, 31 gen. (askanews) – “Mentre il Governo lavora senza sosta per portare risultati all’Italia, c’è chi prova invano a smontarli. E intanto il mondo torna a puntare su di noi”. Lo scrive su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ribadendo il concetto espresso ieri in un collegamento video con l’evento “La Ripartenza” organizzato da Nicola Porro. Sul social network la premier rilancia un video con parte del suo intervento.

Intanto, fonti della Presidenza della Repubblica hanno spiegato che la premier Giorgia Meloni ha incontrato nel pomeriggio di martedì al Quirinale il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per comunicargli di aver ricevuto da parte della Procura di Roma la comunicazione della iscrizione di lei e di altri membri del governo nel registro degli indagati.  Meloni, quindi, dopo aver ricevuto dai carabinieri la comunicazione d’iscrizione nel registro degli indagati, firmata dal procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, e prima di pubblicare il video sui social sulla vicenda Almasri, ha incontrato il presidente Mattarella.

Hamas: domani libereremo altri tre ostaggi israeliani

Roma, 31 gen. (askanews) – Il movimento palestinese Hamas rilascerà altri tre ostaggi israeliani domani nell’ambito dell’accordo di scambio di prigionieri. L’ha dichiarato oggi Abu Obeida, portavoce dell’ala militare del movimento, le Brigate Al Qassam.

“Nell’ambito dell’accordo sullo scambio di prigionieri, le Brigate Al Qassam hanno deciso di rilasciare i seguenti prigionieri domani, sabato: Ofer Kalderon, Keith… Siegel, Yarden Bibas”, ha scritto Obeida su Telegram.

Scontro aereo-elicottero a Washington, media: alla torre di controllo c’erano solo due persone

Roma, 31 gen. (askanews) – La torre di controllo del traffico aereo dell’aeroporto nazionale Reagan di Washington era in netta carenza di personale mercoledì sera quando un aereo passeggeri e un elicottero militare si sono scontrati a mezz’aria e sono precipitati nel fiume Potomac. Lo rivela un rapporto governativo sulle circostanze del disastro che ha causato la morte di 67 persone e ha scatenato un nuovo dibattito sull’affollamento dello spazio aereo dell’aeroporto, oltre a polemiche politiche alimentata dal presidente Donald Trump.

Secondo il rapporto di cui il Washington Post dà notizia, al momento della collisione due persone stavano gestendo il lavoro di quattro colleghi all’interno della torre di controllo del National. Cosa non “normale”, conclude il rapporto, per quell’ora del giorno o per la quantità di traffico aereo su Washington, dove una media di oltre 100 elicotteri al giorno sfrecciano intorno e sotto i voli delle compagnie aeree in arrivo e in partenza.

Ucraina, nove persone uccise in un attacco russo con droni a Sumy

Roma, 31 gen. (askanews) – Nove persone sono state uccise in un attacco russo con droni a Sumy, in Ucraina. L’ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sui suoi canali social, accusando Mosca di aver colpito un condominio civile.

“Sto ricevendo aggiornamenti orari sulla situazione a Sumy dal sito colpito dall’attacco russo con droni Shahed. Un edificio residenziale è stato distrutto. Nove persone sono state uccise: le mie condoglianze alle loro famiglie. Altre tredici sono rimaste ferite, tra cui un bambino. Tutti stanno ricevendo l’assistenza necessaria”, ha affermato il presidente ucraino.

“Questo è ormai il marchio di fabbrica della Russia: distruggere la vita di molte famiglie, un’intera casa. Ogni attacco di questo tipo richiede una risposta da parte del mondoùil terrore non può restare impunito. La risposta più efficace è sostenere il nostro popolo, il nostro Stato, mantenere la pressione sulla Russia e resistere alle manipolazioni di Moscaùsia politiche che mediatiche”, ha affermato ancora il presidente ucraino.

“La Russia – ha detto ancora il presidente ucraino – deve essere costretta alla pace. La causa di questa guerra è lì, in Russia”.

Mattarella 10 anni al Quirinale, arbitro con il faro della Costituzione

Roma, 31 gen. (askanews) – Dieci anni al Quirinale. E’ il record inedito di Sergio Mattarella, eletto per due volte al Colle, la prima nel 2015, la seconda nel 2022. Dieci anni nei quali il capo dello Stato ha fronteggiato diverse crisi di governo, il Covid, difficoltà economiche e politiche nelle quali ha sempre ribadito il suo ruolo di arbitro e garante della Costituzione. “La lettera e lo spirito della nostra Carta continueranno a essere il punto di riferimento della mia azione”, disse in occasione del giuramento davanti alle Camere il 3 febbraio del 2022.

Nel primo settennato Mattarella ha “convissuto” con governi di centrosinistra, quelli che lo avevano scelto ed eletto, ma dopo il successo del M5s ha anche guidato le fasi più complesse della formazione dei governi giallo-verde e giallo-rosso. Mattarella in questa fase è riuscito a conquistare la loro fiducia di quelle forze anti-sistema che ne avevano proposto l’impeachment. Come lui stesso ha spiegato rispondendo alle domande di alcuni studenti, il capo dello Stato si comporta a volte anche come un meccanico, aggiusta il meccanismo delle istituzioni quando questo si inceppa. E’ quello che è accaduto quando con la crisi del governo Renzi scelse di non sciogliere le Camere, di lì poi nacque il governo Gentiloni. E di nuovo con la crisi dei due governi Conte, dopo l’uscita di Salvini dalla maggioranza, non furono le urne lo sbocco di quella fase ma un secondo governo Conte, e ancora grazie al suo impulso e all’emergenza dettata dalla pandemia le forze politiche si unirono, ad eccezione di Fdi di Giorgia Meloni, per sostenere il governo Draghi. “Un governo senza colore politico” specificò Mattarella dandogli l’incarico.

Nel primo mandato Mattarella si è caratterizzato per la discrezione dei suoi interventi, un vero cambio di stile rispetto al suo predecessore, Giorgio Napolitano, che aveva abituato la politica e i media alle sue esternazioni sempre più nette e perentorie. Lo stile mattarelliano è da subito diverso, tipico di quel cattolicesimo democratico da cui proviene e che preferisce tessere relazioni e usare la moral suasion. La rielezione nel 2022 è il frutto di una lunga trattativa infruttuosa tra le forze politiche che convergono a stragrande maggioranza sul suo nome dopo un lungo braccio di ferro. Un secondo mandato inatteso e non voluto, al quale Mattarella rispose così: “Non posso e non ho inteso sottrarmi”. In quel discorso alle Camere per il giuramento Mattarella difese il ruolo del Parlamento come luogo della partecipazione e della espressione delle forze presenti nella società.

La nuova legislatura, quella iniziata nell’ottobre del 2022 con la vittoria del centrodestra e l’arrivo di Giorgia Meloni a palazzo Chigi, ha mutato lo scenario ma non l’indirizzo del Quirinale. L’attività di Mattarella è forse aumentata e più frequenti si sono fatti i suoi appelli e moniti al Paese ma la sua stella polare resta la Costituzione. In diverse occasioni il Presidente ha tratto spunto dagli articoli della Carta fondamentale per richiamare gli interlocutori alla soluzione dei problemi o per ricordare quali sono i principi su cui si regge la nostra Repubblica. Tanti i temi su cui negli ultimi mesi le sue parole sono risuonate sui temi più caldi dell’attualità: i migranti, per i quali ha citato il termine “patriottismo” riferito a quegli stranieri che vivono in Italia e ne rispettano le regole e i valori, il rapporto con l’Europa di cui siamo parte integrante e protagonisti, il rapporto tra politica e magistratura rispetto a cui Mattarella ha richiamato alla leale collaborazione. Spesso il capo dello Stato viene sollecitato a intervenire maggiormente sulle decisioni del governo ma lui stesso recentemente ha chiarito che il suo ruolo non è questo: “Più volte ho promulgato leggi che non condivido, che ritenevo sbagliate e inopportune – ha ammesso -, ma erano state votate dal Parlamento e io ho il dovere di promulgare a meno che non siano evidenti incostituzionalità”.

In questi anni Mattarella ha svolto un ruolo centrale anche nella politica estera, consolidando e confermando la collocazione del nostro paese nell’alleanza atlantica e ribadendone l’europeismo. I rapporti internazionali e personali con molti leader mondiali hanno facilitato le relazioni anche nei periodi di crisi governative e sono serviti da guida anche per i premier che si sono succeduti in questi dieci anni. Basti pensare ai rapporti con Macron e Xi Jinping, gli interventi all’Onu e i numerosi viaggi nei paesi africani. Il suo stile e il suo linguaggio pacato e unitario riscuotono il consenso dei cittadini che vedono nel Presidente un punto di riferimento. La sua attenzione recentemente si è rivolta sempre di più ai giovani e ai rischi insiti nelle nuove tecnologie. Già diversi anni fa Mattarella ravvisava nello strapotere delle big tech una potenziale minaccia: “Poteri economici sovranazionali tendono a prevalere e a imporsi, aggirando il processo democratico”, disse nel discorso per il giuramento del 2022, anni prima che Musk acquisisse Twitter ed entrasse nel governo Trump.

(gi Francesca Galante)

Mattarella traguarda i 10 anni al Quirinale, arbitro con il faro della Costituzione

Roma, 31 gen. (askanews) – Dieci anni al Quirinale. E’ il record inedito di Sergio Mattarella, eletto per due volte al Colle, la prima nel 2015, la seconda nel 2022. Dieci anni nei quali il capo dello Stato ha fronteggiato diverse crisi di governo, il Covid, difficoltà economiche e politiche nelle quali ha sempre ribadito il suo ruolo di arbitro e garante della Costituzione. “La lettera e lo spirito della nostra Carta continueranno a essere il punto di riferimento della mia azione”, disse in occasione del giuramento davanti alle Camere il 3 febbraio del 2022.

Nel primo settennato Mattarella ha “convissuto” con governi di centrosinistra, quelli che lo avevano scelto ed eletto, ma dopo il successo del M5s ha anche guidato le fasi più complesse della formazione dei governi giallo-verde e giallo-rosso. Mattarella in questa fase è riuscito a conquistare la loro fiducia di quelle forze anitiistema che ne avevano proposto l’impeachment. Come lui stesso ha spiegato rispondendo alle domande di alcuni studenti, il capo dello Stato si comporta a volte anche come un meccanico, aggiusta il meccanismo delle istituzioni quando questo si inceppa. E’ quello che è accaduto quando con la crisi del governo Renzi scelse di non sciogliere le Camere, di lì poi nacque il governo Gentiloni. E di nuovo con la crisi dei due governi Conte, dopo l’uscita di Salvini dalla maggioranza, non furono le urne lo sbocco di quella fase ma un secondo governo Conte, e ancora grazie al suo impulso e all’emergenza dettata dalla pandemia le forze politiche si unirono, ad eccezione di Fdi di Giorgia Meloni, per sostenere il governo Draghi. “Un governo senza colore politico” specificò Mattarella dandogli l’incarico.

Nel primo mandato Mattarella si è caratterizzato per la discrezione dei suoi interventi, un vero cambio di stile rispetto al suo predecessore, Giorgio Napolitano, che aveva abituato la politica e i media alle sue esternazioni sempre più nette e perentorie. Lo stile mattarelliano è da subito diverso, tipico di quel cattolicesimo democratico da cui proviene e che preferisce tessere relazioni e usare la moral suasion. La rielezione nel 2022 è il frutto di una lunga trattativa infruttuosa tra le forze politiche che convergono a stragrande maggioranza sul suo nome dopo un lungo braccio di ferro. Un secondo mandato inatteso e non voluto, al quale Mattarella rispose così: “Non posso e non ho inteso sottrarmi”. In quel discorso alle Camere per il giuramento Mattarella difese il ruolo del Parlamento come luogo della partecipazione e della espressione delle forze presenti nella società.

La nuova legislatura, quella iniziata nell’ottobre del 2022 con la vittoria del centrodestra e l’arrivo di Giorgia Meloni a palazzo Chigi, ha mutato lo scenario ma non l’indirizzo del Quirinale. L’attività di Mattarella è forse aumentata e più frequenti si sono fatti i suoi appelli e moniti al Paese ma la sua stella polare resta la Costituzione. In diverse occasioni il Presidente ha tratto spunto dagli articoli della Carta fondamentale per richiamare gli interlocutori alla soluzione dei problemi o per ricordare quali sono i principi su cui si regge la nostra Repubblica. Tanti i temi su cui negli ultimi mesi le sue parole sono risuonate sui temi più caldi dell’attualità: i migranti, per i quali ha citato il termine “patriottismo” riferito a quegli stranieri che vivono in Italia e ne rispettano le regole e i valori, il rapporto con l’Europa di cui siamo parte integrante e protagonisti, il rapporto tra politica e magistratura rispetto a cui Mattarella ha richiamato alla leale collaborazione. Spesso il capo dello Stato viene sollecitato a intervenire maggiormente sulle decisioni del governo ma lui stesso recentemente ha chiarito che il suo ruolo non è questo: “Più volte ho promulgato leggi che non condivido, che ritenevo sbagliate e inopportune – ha ammesso -, ma erano state votate dal Parlamento e io ho il dovere di promulgare a meno che non siano evidenti incostituzionalità”.

In questi anni Mattarella ha svolto un ruolo centrale anche nella politica estera, consolidando e confermando la collocazione del nostro paese nell’alleanza atlantica e ribadendone l’europeismo.

I rapporti internazionali e personali con molti leader mondiali hanno facilitato le relazioni anche nei periodi di crisi governative e sono serviti da guida anche per i premier che si sono succeduti in questi dieci anni. Basti pensare ai rapporti con Macron e Xi Jinping, gli interventi all’Onu e i numerosi viaggi nei paesi africani. Il suo stile e il suo linguaggio pacato e unitario riscuotono il consenso dei cittadini che vedono nel Presidente un punto di riferimento. La sua attenzione recentemente si è rivolta sempre di più ai giovani e ai rischi insiti nelle nuove tecnologie. Già diversi anni fa Mattarella ravvisava nello strapotere delle big tech una potenziale minaccia: “Poteri economici sovranazionali tendono a prevalere e a imporsi, aggirando il processo democratico”, disse nel discorso per il giuramento del 2022, anni prima che Musk acquisisse Twitter ed entrasse nel governo Trump.

Cala il mercato del libro, AIE: pesa la cancellazione della 18app

Venezia, 31 gen. (askanews) – La sostituzione della 18app con le Carte Cultura e del Merito e il mancato finanziamento alle biblioteche per 30 milioni di euro sono alla radice della flessione del mercato dei libri di varia adulti e ragazzi nei canali trade nel 2024 (narrativa e saggistica a stampa venduta nelle librerie fisiche e online e nei supermercati): in assenza di queste due decisioni, il mercato sarebbe cresciuto a valore del 2,5% anziché calare dell’1,5%. L’analisi, basata su dati di NielsenIQ-GfK, è stata presentata dal presidente dell’Associazione Italiana Editori (AIE) Innocenzo Cipolletta durante la giornata conclusiva del XLII Seminario di Perfezionamento della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri di Venezia.

In particolare, AIE stima che nel 2024 le vendite di libri perse per effetto delle modifiche alle misure di sostegno alla domanda siano state pari a 62,7 milioni di euro. Tale cifra avrebbe consentito al mercato librario di attestarsi a quota 1.596,5 milioni di euro anziché 1.533,8 milioni di euro, rispetto a un 2023 che si era chiuso a 1.557 milioni di euro. “L’analisi delle misure a sostegno della domanda di libri nel nostro Paese dal 2017 ad oggi – ha spiegato Cipolletta – ci dice due cose: la prima è che tali misure hanno avuto nel corso degli anni un effetto moltiplicatore, contribuendo a creare nuovi lettori e nuovi acquirenti. La seconda è che hanno consentito al settore di attestarsi su un livello di vendite e di fatturato più alto, necessario per sostenere il processo di crescita ed evoluzione delle aziende e della filiera. Quando tali misure vengono a mancare, il danno è quindi doppio. Bene, quindi, il ripristino del fondo per le biblioteche per il 2025 e l’avvio di un percorso di confronto con il ministro della Cultura Alessandro Giuli”.

L’Italia è in difficoltà rispetto al quadro europeo. Nel 2024 in Italia la vendita di libri di varia adulti e ragazzi nel mercato trade è stata di 103,987 milioni di copie, in calo del 2,3% rispetto all’anno precedente, pari a 2,458 milioni di copie comprate in meno. A valore la flessione è dell’1,5%, pari a 23,2 milioni di euro di minori vendite rispetto a un mercato complessivo di 1.533,8 milioni di euro. Il -1,5% dell’Italia a valore pone il Paese in coda rispetto alle maggiori editorie europee: la Germania cresce dello 0,9%, il Regno Unito cala dello 0,6%, la Francia cala dello 0,3%, la Spagna cresce del 9,8%. La flessione del mercato è disomogenea rispetto alla dimensione degli editori: i gruppi e le case editrici con vendite superiori ai 5 milioni di euro sono in calo dello 0,1%, gli editori da un milione a 5 milioni di venduto sono calati del 9,3%, quelli sotto il milione del 2,5%.

Il calo dell’online non è bilanciato dalla crescita delle librerie. Nei 12 mesi, i canali online hanno venduto 26,3 milioni di euro in meno di libri rispetto al 2023, sono 6,7 milioni di euro le minori vendite della grande distribuzione. Le librerie, indipendenti e di catena, sono invece cresciute di 8,8 milioni di euro, ma non sono riuscite a intercettare completamente le minori vendite fatte registrare dall’e-commerce.

Tra i generi, cresce solo la narrativa. A livello di generi, cresce solo la narrativa, italiana (3,2%) e straniera (0,9%). Il settore bambini e ragazzi è in flessione dello 0,8%, la saggistica generale del 2%, la manualistica del 4,1%, la saggistica specialistica del 5,1%, i fumetti del 5,5%. Sono numeri che si riflettono nella top 10: sette i titoli di autori italiani presenti, di cui sei romanzi. Ma il libro più venduto nel 2024 è un saggio (uscito a settembre). Il digitale vale oltre 100 milioni e cresce. Al mercato dei libri a stampa si aggiungono vendite nel digitale pari nel 2024 a 114,2 milioni di euro. Le vendite riferite agli audiolibri (abbonamenti) sono pari a 30 milioni di euro, in crescita del 7,1% rispetto l’anno precedente, le vendite di ebook 84,2 milioni di euro, in crescita del 4%.

“Nel 2024 il mercato è stato influenzato, oltre che dalle differenti politiche di sostegno della domanda, anche dal calo dell’e-commerce – ha poi spiegato Cipolletta -. Le politiche adottate dal maggior player mondiale delle vendite online stanno modificando strutturalmente il mercato: si riduce il peso del catalogo sul totale delle vendite e quello specifico dei piccoli editori, mentre le librerie faticano a coprire segmenti di mercato su cui l’e-commerce disinveste”.

Bce, analisti settore privato prevedono meno crescita e più inflazione

Roma, 31 gen. (askanews) – Economisti e analisti del settore privato dell’area euro si attendono meno crescita economica e più inflazione per quest’anno, mentre le loro aspettative su 2026 e 2027 sono rimaste quasi invariate, salvo una limatura sulla crescita. Lo riporta la Banca centrale europea in base all’ultimo sondaggio (Survey of Professional Forecasters) che conduce presso esperti di banche, imprese finanziarie e non in Europa e che ha coinvolto 60 partecipanti tra il 7 e il 9 gennaio.

Per la crescita economica, ora è atteso un più 1% quest’anno, cui dovrebbe seguire più 1,3% nel 2026 e più 1,3% nel 2027. L’indagine viene effettuata ogni tre mesi e nell’edizione precedente l’attesa media di crescita era dell’1,2% per il 2025 e dell’1,4% per il 2026. L’aspettativa media di crescita più lungo termine è rimasta invariata l’1,3%.

Per l’inflazione, l’aspettativa per quest’anno è del 2,1%, quella sul 2026 dell’1,9% e quella sul 2027 del 2%. Tre mesi fa l’inchiesta riportava 1,9% di inflazione attesa sia quest’anno che il prossimo. L’aspettativa sul lungo termine è rimasta invariata al 2%. Va ricordato che l’obiettivo ufficiale della Bce è di avere una inflazione media nell’area euro al 2%.

Praticamente immutate le attese sulla disoccupazione, al 6,5% quest’anno, 6,4% il prossimo e 6,3% nel 2027.

Bce, inflazione percepita e prevista dai consumatori sale ancora

Roma, 31 gen. (askanews) – Sono nuovamente aumentati a dicembre i livelli di inflazione percepita e attesa da parte dei consumatori nell’area euro, allontanandosi ulteriormente dall’obiettivo della Bce, che pure continua a tagliare i tassi di interesse di riferimento. Secondo l’ultima indagine condotta dalla stessa istituzione monetaria, a dicembre per i passati 12 mesi l’inflazione percepita dai consumatori risultava del 3,5%, a fronte del 3,4% di novembre. E la loro aspettativa mediana per i prossimi 12 mesi è salita al 2,8%, dal precedente 2,6%. L’aspettativa mediana di inflazione per i prossimi tre anni è rimasta invariata al 2,4%.

La Bce ha il mandato di garantire la stabilità dei prezzi, che materialmente quantifica con un obiettivo di inflazione al 2% per la media dell’area euro. A dicembre il carovita è ulteriormente risalito al 2,4%, tuttavia l’istituzione si attende che torni a smorzarsi nei prossimi mesi e che rientri al valore obiettivo nel corso dell’anno. Tant’è che ieri ha operato un nuovo taglio ai tassi di interesse alla luce del continuo indebolimento della crescita economica.

Le banche centrali tendono ad alzare i tassi ufficiali per contrastare l’inflazione eccessiva, ma dato che hanno un effetto frenante sull’attività economica cercano di ridurli quando quest’ultima si indebolisce nettamente sotto il suo potenziale. Ieri i dati sul Pil dell’area euro hanno mostrato che nell’ultimo trimestre la crescita è finita al palo.

E proprio guardando alla crescita economica, le aspettative medie dei consumatori per i prossimi 12 mesi restano stabili a un valore negativo, pari al meno 1,3%, riporta ancora l’indagine della Bce. Sono marginalmente migliorate, invece, le attese sul tasso di disoccupazione, al 10,5% sui prossimi 12 mesi a fronte del 10,6% di novembre.

Va chiarito che questi livelli non sono quelli misurati dai vari enti di statistica nazionali e poi aggregati da Eurostat per la media dell’area euro, ma appunto i livelli “percepiti” o previsti dai consumatori, in base a quanto essi stessi dichiarano nella indagine.

Per quanto riguarda redditi e consumi, l’aspettativa di crescita per i prossimi 12 mesi è rimasta invariata al più 1,1% a dicembre, dice ancora la Bce. La crescita percepita sulle spese nei passati 12 mesi è rimasta invariata al più 5,2%, mentre l’aspettativa di crescita delle spese per i prossimi 12 mesi è rimasta a sua volta invariata al più 3,5%.

Infine i consumatori si attendono che i prezzi delle case continuano a crescere da 2,9% sui prossimi 12 mesi, anche in questo caso un livello stabile secondo l’indagine della Bce. Per i tassi dei mutui l’aspettativa di aumento è rimasta invariata al 4,6% sui prossimi 12 mesi, un valore che permane immutato fin dall’ottobre del 2024.

Sanremo, Sarah Toscano: voglio godermela, non ho presunzione di vincere

Milano, 31 gen. (askanews) – Si intitola “Amarcord” il brano con cui Sarah Toscano, la giovane promessa del panorama pop italiano, garegger alla 75 edizione del Festival di Sanremo. “Amarcord” scritto da Sarah Toscano insieme a Federica Abbate e Jacopo Ettorre, e prodotto dal pluripremiato team ITACA fondato da Merk & Kremont.”Amarcord” un brano che parla di nostalgia. Rivivo un ricordo, rivivo un’esperienza amorosa dove alla fine capisco che quella persona mi ha solo illusa, quindi non mi ha fatto stare bene e quindi un ricordo passato perch comunque la relazione si conclusa, non ci sar un continuo in futuro e la rivivo con un po’ di nostalgia, con quella malinconia, nonostante abbia gi la consapevolezza di quello che stato, di quello che ora e quindi del fatto che rimarr un ricordo e non continuer in futuro. nato perch il pezzo per Sanremo per me doveva essere “Amarcord”, cio quello che “Amarcord” che comunque avessero un significato alla canzone ma che te lo esponessi in un modo quasi un po’ leggero, un po’ spensierato. Quindi “Amarcord” un pezzo up tempo, un pezzo dove mi sfogo, dove mi libero, un crescendo, dove appunto io mi sfogo sul palco, una sorta di liberazione, quindi io sono molto contenta di portare quella canzone sul palco perch il pezzo che per me, per il mio Sanremo era l’ideale”.

Per la vincitrice di Amici essere a Sanremo un passo importante. “Io andr su quel palco a 19 anni, quindi non ho la presunzione di dire voglio arrivare prima, voglio vincere, voglio arrivare entro la top 10 e non quello l’importante. Ho un’opportunit per farmi conoscere tante persone perch chiaramente c’ un’esposizione molto alta, per non mi interessa tanto la classifica quando appunto far conoscere la mia musica. Voglio far vedere chi sono, cos’ Amar Chord in questo caso, chiaramente perch la canzone che porto sar “Amarcord”. E questo . Ho chiaramente paura perch comunque il mio primo festival. Posso solo immaginare quanta ansia ci sia dietro e sul palco e anche chiaramente dopo. Per allo stesso tempo sono molto emozionata, sono gasatissima perch sto studiando tanto, sto lavorando tanto perch ci tengo a far vedere il lavoro che ho fatto e quindi niente. Mi auguro di essere felice, mi auguro di vivermela bene, di godermela perch alla fine gi che sono l un grande passo, quindi voglio vivermela e godermi quella settimana ogni singola emozione che provo”.

La Voce del Popolo | Il confronto tra trilionari e uomini dimenticati

Non sarà facile, per i suoi critici e avversari, convivere con gli eccessi, le bizzarrie, le prepotenze di Donald Trump, già in pieno spiegamento. Ma il fronte degli sconfitti dovrà prima di tutto rimarginare le sue ferite, rimediare ai suoi errori e svolgere fino in fondo l’autocritica a cui i risultati lo invitano con una certa severa perentorietà. Dunque, avrà bisogno di tempo per tornare in partita. Piuttosto, è dall’accampamento dei vincitori che ci si può aspettare forse qualche novità.

Se non altro per il fatto che alla vittoria trumpiana hanno concorso idee e forze che sembrano destinate, prima o poi, a entrare in conflitto tra loro. Non si tratta tanto della rivalità, per ora ipotetica, tra le due primedonne di questa compagnia di giro: Trump e Musk, l’uomo più potente e l’uomo più ricco del mondo, attesi, a detta di tutti, da una rotta di collisione giudicata pressoché inesorabile. Il loro conflitto infatti è assai verosimile ma al momento del tutto ipotetico.

Si tratta, semmai, delle fenditure che si intravvedono nel blocco sociale che si è coagulato intorno al nuovo presidente americano. Da una parte, quella schiera di “trilionari” affacciati sul mondo con chiare intenzioni di dominio e legati in qualche modo a un destino planetario. Da un’altra, i “forgotten men” di unAmerica rurale, provinciale, chiusa in se stessa, indifferente al resto del mondo.

Due realtà che premono su Trump con intenzioni e interessi opposti gli uni agli altri, e che avrebbero bisogno di un presidente che fosse capace di cucire stati d’animo diversi nel nome di una visione più ampia e lungimirante. Difficile che possa avvenire. E se non avviene…

 

Fonte: La Voce del Popolo – 30 gennaio 2025

[Articolo qui riproposto per gentile concessione del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Merkel prende a schiaffi Merz: nessun accordo con l’ultradestra.

In una presa di posizione forte e inaspettata, l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel ha criticato duramente Friedrich Merz, leader dell’alleanza CDU/CSU e candidato alla cancelleria, per aver accettato il sostegno del partito di estrema destra “Alternativa per la Germania” (AfD) su un voto cruciale al Bundestag.

La proposta, che ha ottenuto 348 voti favorevoli contro 345 contrari, introduce un inasprimento delle politiche migratorie, prevedendo il controllo permanente delle frontiere, l’espulsione dei migranti irregolari e il divieto d’ingresso per chi non abbia documenti validi, anche se in possesso di uno status di protezione legale in Germania. Un pacchetto controverso, ma ancor più controverso è stato il modo in cui è stata ottenuta la maggioranza: grazie ai voti dell’AfD, una mossa che Merkel ha definito “deliberatamente contraria ai principi fondamentali della democrazia”.

Tra l’altro, Merkel ha ricordato a Merz il suo impegno, preso lo scorso novembre, a non fare mai affidamento sui voti dell’AfD per promuovere iniziative legislative. “Quella promessa era un segno di responsabilità politica, e la sostengo pienamente”, ha dichiarato l’ex cancelliera, sottolineando che Merz, con questa scelta, ha infranto un principio sacrosanto della politica tedesca: non collaborare mai, direttamente o indirettamente, con un partito che mina i valori democratici.

Il gesto di Merkel non è solo un attacco a Merz, ma anche un monito al panorama politico tedesco. Ha esortato i partiti democratici a restare vigili e a contrastare con forza ogni tentativo di legittimare l’AfD, ricordando che episodi come gli attacchi di Magdeburgo e Aschaffenburg – tragiche conseguenze delle tensioni sociali legate alla questione migratoria – non devono diventare pretesti per cedere alle pressioni populiste o al linguaggio dell’odio.

A Magdeburgo, lo scorso dicembre, un’auto si è schiantata contro la folla di un mercatino di Natale, causando sei morti e oltre duecento feriti. Ad Aschaffenburg, invece, un cittadino afghano, la cui richiesta d’asilo era stata respinta, ha accoltellato cinque persone, uccidendone due. Entrambi gli episodi sono stati strumentalizzati dall’AfD per alimentare la paura e giustificare misure draconiane.

Con il suo intervento, Merkel dimostra ancora una volta la sua visione da statista che l’ha resa una figura di riferimento per la Germania e per l’Europa. La sua critica è una difesa appassionata dei valori della democrazia, un invito a non sacrificare sull’altare del consenso elettorale i principi fondamentali dell’azione politica.

L’alternativa non passa per la desistenza ma per il ritorno al proporzionale

Gentile Direttore,

in vista delle prossime elezioni politiche, la premiata officina Franceschini-Repubblica ha costruito un nuovo modello per le opposizioni, importato direttamente da Oltralpe: un accordo di desistenza.

La proposta franceschiniana prevede che ogni partito d’opposizione corra per sé, senza la costruzione di una coalizione o l’indicazione di un comune programma elettorale. Nei collegi uninominali, invece, le forze alternative al governo dovrebbero accordarsi su un unico nome per ciascun collegio, così da essere concorrenziali con il centro destra.

Bisogna riconoscere che l’idea è originale e ha senz’altro contribuito a rivitalizzare il dibattito sulla costruzione di un’alternativa alla maggioranza meloniana, tuttavia esistono delle forti criticità. L’accordo di desistenza potrebbe, forse, comportare una “non vittoria” del centro destra, secondo l’analisi di YouTrend in questo scenario il centro destra avrebbe la maggioranza alla Camera ma non al Senato; ma cosa accadrebbe dopo?

Sarebbe inverosimile ritenere che Fratelli d’Italia possa accettare un accordo con il PD o i 5stelle, né la Lega a trazione salviniana e fortemente sovranista a questo giro potrebbe rappresentare un alleato per il PD. Qualcuno forse si aspetta che Forza Italia abbandoni il centro destra per accordarsi con l’intera coalizione delle opposizioni per andare al governo?

Supponiamo che sia questo il caso, mi chiedo, se una coalizione di centro sinistra che va da 5Stelle a Azione non è stata in grado di trovare un programma di governo comune e un candidato presidente del Consiglio prima delle elezioni, come riuscirebbe una così differente coalizione a chiudere un accordo di governo allargando la base anche a Forza Italia?

Non è probabile che accada il contrario? Al centro destra basterebbero pochi voti per essere maggioranza in Senato. In primis, non è da escludere che qualche senatore appena eletto del patto di desistenza decida di accordarsi con la coalizione meloniana. In secondo luogo, una lista del patto di desistenza potrebbe trovare un’intesa di governo con il centrodestra (forte di un chiaro programma elettorale già presentato agli elettori).

Inoltre, si sta progettando un accordo che già in Francia ha dimostrato tutte le sue lacune, visto che il patto di desistenza si è andato a naufragare subito dopo le elezioni. Aggiungo poi che Oltralpe l’accordo nasceva con l’idea di sbarrare la strada all’arrivo della signora Le Pen a Matignon, ma in Italia lo scenario è leggermente differente.

Al contrario di come alcuni osservatori la dipingono, la Presidente Meloni non è assimilabile alla signora Le Pen su temi di politica estera ed anche sulle politiche europee. Se il fronte lepenista sposa tesi sovraniste in linea con Salvini, la nostra Presidente del Consiglio ha abbandonato programmi che ha sostenuto in passato, per una politica assimilabile alle moderne destre conservatrici (come i Tory inglesi o i Gollisti francesi).

Ma il tema fondamentale riguarda un altro aspetto. L’attuale sistema elettorale ha una consistente quota di maggioritario. Immaginiamo che questo patto di desistenza abbia luce, senza un programma elettorale comune. Un elettore centrista, se si dovesse trovare di fronte alla scelta tra un candidato grillino e uno del partito popolare europeo, molto probabilmente sceglierebbe il candidato del centro destra. Così come posso immaginare un elettore grillino che, di fronte alla scelta tra un candidato riformista e un candidato sovranista-leghista come Borghi o Bagnai, potrebbe scegliere quest’ultimo.

Il vero tema è che non si può pensare di giocare la partita con una legge elettorale di ispirazione maggioritaria se non si trova un accordo programmatico comune e una forte leadership tra le forze di opposizione. Al contrario, sarebbe opportuno ritornare ad un sistema elettorale puramente proporzionale (senza collegi o premi), al fine di cancellare la polarizzazione perenne che funziona come propaganda ma non alla prova di governo.

Mattarella, dieci anni e oltre.

Sergio Mattarella non gode soltanto di un consenso formale, ma di un apprezzamento sostanziale che nasce dal suo profondo rispetto per la Costituzione. In un contesto segnato da rischi sovranisti e dalla tentazione di concentrare il potere in una sola figura, il Presidente della Repubblica ha rappresentato un baluardo di equilibrio democratico.

Tra i progetti più controversi spicca il cosiddetto “Premierato”, descritto dalla stessa Giorgia Meloni come “la battaglia delle battaglie di tutte le riforme”. Mattarella ha saputo frenare la spinta in tale direzione, andando oltre il tradizionale ruolo di Capo dello Stato, che solitamente si limita alla moral suasion.

In passato, questa limitazione ha spesso impedito di contrastare attacchi significativi alla democrazia, come il passaggio dal regime degli eletti a quello dei nominati attraverso liste rigide introdotte con una legge ordinaria di stampo berlusconiano. Tale riforma ha spezzato il legame diretto tra eletti ed elettori, minando la rappresentanza democratica.

Con grande determinazione, Mattarella ha ribadito il valore degli articoli di garanzia democratica della Costituzione, lasciando intendere che, se necessario, sarebbe andato anche oltre il semplice richiamo morale, fino a un possibile confronto con la Corte costituzionale. Non è un caso che il dibattito sul premierato si sia sostanzialmente fermato: un segnale che dimostra come si voglia evitare uno scontro diretto tra il Presidente e la Premier.

Mattarella si conferma così un fedele interprete del cattolicesimo democratico, capace di incarnarne i valori e le sensibilità.. I quattro anni che restano del suo mandato, se Dio vorrà, smentiscono le critiche di chi contesta il secondo mandato come illegittimo. Al contrario, la sua rielezione è pienamente conforme alla Costituzione.

È un errore storico non riconoscere che la longevità può essere una risorsa preziosa: un patrimonio di esperienza e affidabilità utile all’interesse del Paese, sia in ambito pubblico che privato. Anche in Europa, salvo rare eccezioni come il Portogallo (dove il limite è di quattro mandati), non ci sono restrizioni sul numero di mandati, nel rispetto della volontà degli elettori.

Sergio Mattarella rappresenta dunque una figura fondamentale per la tenuta democratica del Paese, un Presidente che, con il suo rigore e la sua dedizione, continuerà a essere un punto di riferimento per gli anni a venire.

Sanremo, Vale LP e Lil Jolie: il Festival suscita grandi emozioni

Milano, 30 gen. (askanew) – Dopo il successo nelle selezioni di Sanremo Giovani, Vale LP e Lil Jolie si apprestano a calcare il palco del Teatro Ariston di Sanremo in occasione della 75 edizione del Festival della Canzone italiana, nella categoria Nuove Proposte, con il brano “Dimmi tu quando sei pronto per fare l’amore” (Sugar Music – BMG). ” un brano che parla di consenso, di rispetto, di amore, di iniziazione all’affettivit, che sono temi che possono sembrare banali, ma sono molto importanti per noi. S, sono importanti perch il brano gioca con una narrativa che fa riferimento anche a dei modi di dire abbastanza stereotipati.

In modo ironico un po’ e cercano di sovvertire un po’ il punto di vista e di introdurre una nuova visione delle relazioni molto pi fluida e che prescinde dai ruoli che spesso sono anche limitanti nello scambio di emozioni tra due persone” raccontano le due ragazze che si preparano a salire sul palco dell’Ariston.

“Sanremo una grande parola e come tale suscita anche grandi emozioni. Siamo in un turbine di emozioni, c’ un po’ di ansietta, per quella fisiologica che ci d comunque l’adrenalina giusta per affrontare queste giornate. C’ tensione, c’ gratitudine, c’ gioia, un po’ di tutto,

un mix. Stiamo tentando comunque di stare nel momento, di goderci questo momento a prescindere dalle aspettative, ovviamente anche perch portiamo un brano che un po’ parla anche di questo, del peso delle aspettative, di quello che ci aspettiamo, cerchiamo un po’ di goderci il momento che molto importante per noi”.

Otto anni di amicizia nata nelle loro stanze di adolescenti della provincia italiana, viaggi pieni di sogni e di speranze, esperimenti, musica, televisione, case lontane e legami indissolubili hanno portatoVale LP e Lil Jolie, oggi, a mettere in questa canzone (e in tutto quello che arriver) non solo le rispettive esperienze individuali, che hanno contribuito a renderle le giovani donne che sono oggi, ma anche e soprattutto a dare un nuovo significato alla loro amicizia: quel super potere che quando sono insieme permette loro di combattere ogni battaglia, affrontare ogni difficolt ma soprattutto dare alle cose belle un valore e un significato ancora maggiore perch non c’ niente di pi bello che condividere una conquista e un successo con chi ti vuole bene, con chi sempre stato al tuo fianco.

Sisma 2016, rinasce la chiesa di San Francesco ad Amatrice

Roma, 30 gen. (askanews) – Rinasce la chiesa simbolo di Amatrice, il comune della provincia di Rieti pressoch distrutta dal terremoto del 2016. “Entro la primavera – ha detto il sindaco, Giorgio Cortellesi – potrebbe essere assegnato l’appalto”. Il cantiere sar un simbolo. Il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli, ha spiegato: ” il segnale di un cambio di passo dopo tante false partenze”. Il grande cantiere edile di restauro sar possibile grazie all’Art Bonus e ad un protocollo siglato dal Ministero della Cultura, da Intesa Sanpaolo, dalla Struttura Commissariale sisma 2016 e dal Comune di Amatrice.

un progetto che “riporta speranza”, ha continuato Castelli, stato presentato nel corso di una conferenza stampa al ministero della cultura. “Nell’ultimo anno sono stati liquidati il 56 per cento dei lavori assegnati, per un valore di un miliardo e mezzo”, ha detto ancora Castelli. Il responsabile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese ha detto: “Siamo stati sin dall’inizio vicini alla citt di Amatrice ed alle persone, cancellando i mutui e accogliendo tutte le richieste”.

Sanremo, Rocco Hunt: un momento di aggregazione, una cosa seria

Milano, 30 gen. (askanews) – Rocco Hunt in gara al Festival di Sanremo 2025 con “Mille vote ancora”, un brano che unisce urban e melodia, lingua italiana e napoletana, un testo di mancanze e denuncia sociale, con sonorit da rap mediterraneo. “Allora, la mia canzone si chiama Milla Cota ancora e parla del legame che le persone hanno con la propria terra, della nostalgia che hanno, poi che sentono quando si va lontani da casa per cercare di trovare un nuovo posto nel mondo, lavoro, eccetera, fortuna, mettiamola cos, e parla anche di quella nostalgia, del ribbiangere le cose, ma soprattutto anche della voglia poi di ritornare a casa una volta che la vita ce lo permette. Musicalmente una canzone urban che unisce rap a melodie mediterranee, c’ anche una denuncia sociale che comunque lasciare la propria terra a secondo me anche a che fare con il disagio proprio. C’ anche un consiglio nei confronti delle nuove generazioni che quello di dare pi valore alla vita e di non sacrificarla per delle stupid”. Per Rocco essere a Sanremo una cosa importante. “Sanremo un momento di aggregazione per me. Io sono campano e per noi del sud Sanremo veramente un momento dove tifiamo per il cantante nostro in gara come se fosse una scuola di calcio, quindi tutta la famiglia insieme. Il festa diventa momento anche per stare insieme. Io sono cresciuto guardando il festival in Sanremo, quindi ogni volta che ci vado per me non potr mai essere un semplice passaggio televisivo, un momento serio. Mi aspetto di fare una bella esibizione, mi sto preparando su quello principalmente, mi aspetto di fare bella figura, perch quella la cosa che temo di pi, l’esibizione, spero di divertirmi e di rendere orgoglioso a mio figlio e alla mia famiglia.

Apple, chiude trimestre con ricavi record per 124,3 mld dollari

Roma, 30 gen. (askanews) – Apple ha chiuso il primo trimestre fiscale 2025 (chiuso 28 dicembre 2024) con un fatturato di 124,3 miliardi di dollari, in crescita del 4 percento anno su anno, e con un utile per azione di 2,40 dollari, in crescita del 10 per cento.

“Oggi Apple registra il nostro miglior trimestre di sempre” ha affermato in una nota il ceo Tim Cook “Il nostro fatturato record e i solidi margini operativi hanno portato l’EPS a un nuovo record storico con una crescita a due cifre e ci hanno consentito di restituire oltre 30 miliardi di dollari agli azionisti”.

Il consiglio di amministrazione di Apple ha annunciato un dividendo in contanti di 25 centesimi per azione in pagamento il 13 febbraio.

Un oggetto che racconta un processo: il fascino degli storyboard

Milano, 30 gen. (askanews) – Un’indagine sul processo creativo che alla base dei film, cos come di performance e coreografie, ma anche una riflessione sul “grado zero”, come direbbe Roland Barthes, della costruzione culturale visiva. Osservatorio di Fondazione Prada a Milano ospita la mostra “A Kinf of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”. Un’esposizione dedicata agli schizzi e ai disegni che preparano poi l’opera finale.

“Penso che gli storyboard – ha detto la curatrice Melissa Harris ad askanews – rappresentino la collaborazione al livello pi meravigliosamente umano. Mostrano come qualcuno pu avere un’idea e renderla dal punto di vista visuale, la trasforma in una sorta di linguaggio per condividerla con le altre persone coinvolte in un progetto pi ampio”.

La mostra, affascinante anche per un pubblico pi ampio rispetto a quello che normalmente frequenta l’Osservatorio, presenta, per esempio, gli storyboard di capolavori della Disney come “Fantasia” o “Biancaneve”, ma anche di “Alla ricerca di Nemo”; c’ la scena della doccia in “Psycho” di Alfred Hitchcock, cos come i bozzetti per “Il Grande Dittatore” di Charlie Chaplin. Ma anche gli schemi per le coreografie di Merce Cunningham e le performance di Joan Jonas. E, restando nell’ambito dell’arte contemporanea, i disegni-scultura di Matthew Barney per “Cremaster 1”.

“Sono documenti molto importanti – ha aggiunto la curatrice – perch mostrano i diversi modi nei quali funziona la mente e come si passa da un’immagine mentale a una immagine vera e propria per, in modi differenti e con tecniche differenti. Non importa con quale strumento si lavori, ma amo la celebrazione dell’immaginazione, e per me gli storyboard rappresentano questo: il dietro le quinte di un prodotto finale che noi conosciamo, ma non sappiamo come ci si arrivati. Ci mostrano l’idea originale e il modo in cui si poi evoluta, perch gli storyboard sono anche degli strumenti per risolvere i problemi”.

Per quanto estremamente affascinanti, gli storyboard sono destinati all’uso, alla replicazione, sono fasi di una lavorazione, oggetti quindi, ma anche strumenti a loro modo astratti, che devono dare forma alle idee. “Questa una mostra sul processo creativo – ha concluso Melissa Harris -. Quando l’ho proposta non sapevamo come sarebbe diventata: non ci sono opere d’arte nel senso classico di sculture o dipinti. Sono oggetti, ma anche non lo sono, ci sono elementi tangibili, ma parliamo anche di qualcosa di esperienziale, qualcosa che cambia, qualcosa che pensiero e visione messa in pratica”.

Per la mostra stato realizzato dall’artista Pablo Buratti anche uno storyboard dedicato, che accoglie i visitatori all’ingresso dello spazio espositivo e racconta anche l’Osservatorio.

Calcio, Europa League, Roma ai playoff, Lazio agli ottavi

Roma, 30 gen. (askanews) – Roma ai playoff, Lazio agli ottavi. E’ questo il responso dell’ultima giornata della fase campionato di Europa League. Tre punti fondamentali per la squadra di Ranieri, che batte all’Olimpico 2-0 l’Eintracht di Francoforte e si qualifica ai playoff di Europa League. In avvio Dovbyk spreca da pochi passi, ci prova anche Saelemaekers. Bravo Svilar su Larsson. Palo di Mancini, la sblocca Angelino. Nella ripresa raddoppia il neoentrato Shomurodov.

Sconfitta indolore per la Lazio, 1-0 in Portogallo contro lo Sporting Braga. Nonostante la sua prima sconfitta in Europa League chiude al primo posto in classifica. Parte forte il Braga che trova la rete del vantaggio con Ricardo Horta. Nel primo tempo la Lazio fatica a rendersi pericolosa, il Braga gestisce anche nella ripresa. La squadra di Baroni ci prova nel finale con Isaksen e Dele Bashiru ma non basta. Agli ottavi rischio derby con la Roma

Sisma 2016, Barrese (Intesa Sp): ad Amatrice si recupera un simbolo

Roma, 30 gen. (askanews) – “E’ molto importante ripartire dai simboli ed Amatrice lo . Dimostra quanto dura la natura e difficile comunque la ricostruzione. Partire da un simbolo per dare alle persone anche uno stimolo e un ottimismo sul futuro lo abbiamo ritenuto un intervento importante e devo dire che in questo le istituzioni ci hanno aiutato”. Lo ha detto il responsabile divisione banca dei territori di Intesa San Paolo, Stefano Barrese, a margine della presentazione del protocollo di intesa per il recupero della chiesa San Francesco di Amatrice.

Quella avviata – ha aggiunto – ” una ottima dimostrazione di collaborazione con le istituzioni. Ci auguriamo di essere rapidi nella ricostruzione e questo secondo me pu essere un primo passo, sapendo quanto sia importante per Amatrice quella chiesa perch rappresenta un elemento anche di interesse turistico che, insieme ad altri, attirava in queste localit”. Quindi Barrese ha spiegato come l’Art Bonus, che ha contribuito al finanziamento per la chiesa di Amatrice, ” una storia di indubbio successo, un mondo con il quale si riesce a veicolare il risparmio privato su quanto si importante il patrimonio culturale del Paese”.

La morte di Marianne Faithfull, icona della "Swinging London"

Roma, 30 gen. (askanews) – E’ stata una leggenda della “swinging London” Marianne Faithfull, la cantante e attrice che se n’è andata oggi a 78 anni, dopo una vita sulla cresta dell’onda del successo, ma anche negli abissi della depressione.

Figlia di un professore di letteratura italiana e di un’artista proveniente da una delle famiglie più nobili dell’Europa centrale asburgica, i von Masoch che ebbero tra i più ambiguamente famosi quel Leopold von Sacher-Masoch a cui dobbiamo la parola “masochismo”, Faithfull ebbe i primi successi giovanissima, ancora 17enne.

Fu notata alla festa di lancio dei Rolling Stones dal produttore della band Andrew Loog Oldham. E proprio agli Stones è legata la prima parte della sua carriera. Mick Jagger e Keith Richards scrissero il su primo successo, “As Tears Go By”, nel 1964. Da lì fu il decollo.

Faithfull si sposò con l’artista John Dunbar, da cui ebbe il figlio Nicholas. Ma solo due anni dopo lo lasciò per Jagger, con cui ebbe una relazione estremamente mediatizzata fino al 1970. Con gli Stones, con Anita Pallemberg, fidanzata di Brian Jones e poi compagna di Keith Richards, divenne parte di un insieme di personalità che impressero il loro marchio sulla seconda metà degli anni ’60 a Londra. Nello stesso tempo, su loro, impresse un altrettanto pesante marchio il consumo di sostanze stupefacenti, in particolare la cocaina.

Quando ci fu una retata a casa di Richards, lei fu arrestata, era nuda sotto un tappeto di pelliccia. Fu massacrata dai media e non si mancò di ricordare il fatto che il suo antenato, barone Leopold von Sacher-Masoch, era stato autore del romanzo “La Venere in pelliccia”.

Dopo cinque album pubblicati con l’etichetta Decca, la sua carriera si interruppe bruscamente nel 1967. Ci vollero quasi dieci anni prima che ritrovasse lo studip di registrazione. In più, la fine della relazione con Jagger la fece precipitare nella depressione, anche con un tentativo di suicidio.

Quando uscì “Sticky Fingers” dei Rolling Stones, album che includeva “Sister Morphine”, canzone di cui lei era co-autrice, era probabilmente al punto più basso della sua carriera. Ci vollero anni prima che le venissero riconosciuti i diritti d’autore sul brano.

Persa la custodia di Nicholas, sprofondò nella disperazione. Nel 1971 registrò un album che venne pubblicato solo nel 1985. L’unica apparizione pubblica di quel periodo fu accanto a David Bowie, nel 1973, in uno show televisivo. Gli amici tentarono di aiutarla, invano. Nel 1975 pubblicò un album country che ebbe un discreto successo in Irlanda.

Fu nel 1979, finalmente, che tornò al successo con l’album “Broken English”. Seguì il trasferimento a New York nei primi anni ’80 e la disintossicazione. Nel 1985 collaborò a un album di cover di Kurt Weill. L’anno successivo, finalmente libera dall’eroina dopo 17 anni di dipendenza, registrò “Strange Weather”, album della rinascita.

Nel 1994 pubblicò la sua prima autobiografia e iniziò una relazione con il francese François Ravard, ex manager dei Téléphone, con cui rimase quindici anni. Lavorò con Angelo Badalamenti e interpretò “L’Opera da tre soldi” di Bertolt Brecht a teatro. Nel XXI secolo collaborò con artisti come Beck, Damon Albarn, Jarvis Cocker e Étienne Daho, e con PJ Harvey e Nick Cave.

Attrice sin da giovane, esordì al cinema nel 1966 con “Made in USA” di Jean-Luc Godard. Recitò accanto ad Alain Delon in “La motocicletta” (1968) e apparve nel musical televisivo “Anna” con Jean-Claude Brialy e Anna Karina. Negli anni 2000 lavorò con Sofia Coppola (“Marie Antoinette”). Il suo ruolo più celebrato fu in “Irina Palm” (2007), dove interpretava una sessantenne costretta a prostituirsi per pagare le cure del nipote.

Il suo ultimo album s’intitola “Negative Capability”, ispirato dalla perdita di amici come Anita Pallenberg. La sua ultima apparizione pubblica, lo scorso 17 febbraio, era stata alla sfilata della maison di moda Chloé durante la Fashion Week di Parigi.

Sisma 2016, Intesa Sanpaolo: da Amatrice un esempio per l’Italia

Roma, 30 gen. (askanews) – “L’avvio del restauro della chiesa di San Francesco ad Amatrice ci mette di fronte alla possibilità di ragionare intorno all’importanza dell’Art Bonus, uno strumento innovativo che consente al sistema pubblico ed al sistema delle imprese private italiane o dei singoli cittadini di contribuire insieme alla ricostruzione, alla tutela, alla promozione del patrimonio culturale ed artistico del Paese. Intesa Sanpaolo insieme alle istituzioni nazionali e locali ricostruisce un simbolo di Amatrice, ma è un simbolo culturale ed artistico che da Amatrice parla a tutta l’Italia. Un esempio al quale guardare ed un esempio da replicare”. Lo ha detto Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, a margine della presentazione del programma di restauro e recupero della Basilica simbolo della città ferita dal terremoto del 2016.

L’iniziativa per la chiesa di San Francesco presentata oggi è il frutto del Protocollo d’Intesa tra il Ministero della Cultura, la Struttura Commissariale sisma 2016, il Comune di Amatrice e Intesa Sanpaolo, che prevede, proprio attraverso lo strumento dell’Art Bonus un’erogazione liberale da parte dell’istituto di credito. “L’importo complessivo destinato al progetto della Chiesa di San Francesco è pari a 13.296.236 milioni di euro, di cui 6.648.118 assegnati da Intesa Sanpaolo attraverso l’erogazione liberale”, è stato spiegato. La conclusione dei lavori per la Basilica è prevista a Giugno del 2027. Il responsabile della divisione banca dei territori di Intesa Sanpaolo, Stefano Barrese, ha spiegato che il protocollo siglato con il ministero della cultura e la struttura commissariale del Sisma 2016 è per l’istituto di credito “molto più che una sponsorizzazione”. E’ “uno dei molti interventi che abbiamo fatto da dopo il sisma 2016 per supportare un territorio al quale siamo legati, come lo siamo a tutta l’Italia”.

Barrese ha quindi aggiunto: “La banca ha una articolazione capillare, è di fatto presente, attraverso la banca dei territori che ne un elemento di forte riconoscimento. Dal primo momento siamo stati vicini alle persone. Voglio ricordare interventi importanti per complessivi 300 milioni e sottolineo la cancellazione dei mutui per le famiglie. Supporto ai ragazzi che hanno perso i genitori. Oggi c’è un ulteriore intervento significativo teso a valorizzare il legame con il Paese. Volevamo che fosse anche un investimento sul futuro. La chiesa di San Francesco è un simbolo. Ci siamo trovati insieme con il Governo nel voler dare un segnale di apertura per Amatrice verso il mondo”.

Va sottolineato che “l’Art Bonus muove le risorse del Paese. Sappiamo che abbiamo il risparmio più importante al mondo e ricordo anche il lavoro che con il commissario alla ricostruzione, Guido Castelli, stiamo portando avanti, utilizzando lo strumento del sisma bonus. Ed anche lì sono 600 milioni di interventi che sono finalizzati alla ricostruzione”, ha detto ancora Barrese.

Il progetto di recupero, previsto per la chiesa di San Francesco ad Amatrice, si svilupperà attraverso un restauro conservativo e la ricomposizione degli elementi lapidei e architettonici, i quali devono essere, per quanto possibile, recuperati, assicurando nel contempo gli interventi di consolidamento indispensabili sia alla conservazione delle murature superstiti, sia a consentirne l’efficace inserimento della nuova compagine strutturale.

In considerazione del cronoprogramma della progettazione e dell’esecuzione dei lavori per la realizzazione dell’intervento, è stato previsto che l’elargizione liberale da parte di Intesa Sanpaolo al Comune di Amatrice venga erogata dall’istituto di credito in tre tranches, negli anni compresi tra il 2024 e il 2026 – si spiega – La prima di tali elargizioni, pari a euro 2.2 milioni di euro, è già avvenuta, dopo che il Comune ha comunicato l’avvenuto avvio delle attività di cantierizzazione della Chiesa di San Francesco.

Sisma 2016, Intesa Sanpaolo: da Amatrice un esempio per l’Italia

Roma, 30 gen. (askanews) – “L’avvio del restauro della chiesa di San Francesco ad Amatrice ci mette di fronte alla possibilità di ragionare intorno all’importanza dell’Art Bonus, uno strumento innovativo che consente al sistema pubblico ed al sistema delle imprese private italiane o dei singoli cittadini di contribuire insieme alla ricostruzione, alla tutela, alla promozione del patrimonio culturale ed artistico del Paese. Intesa Sanpaolo insieme alle istituzioni nazionali e locali ricostruisce un simbolo di Amatrice, ma è un simbolo culturale ed artistico che da Amatrice parla a tutta l’Italia. Un esempio al quale guardare ed un esempio da replicare”. Lo ha detto Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo, a margine della presentazione del programma di restauro e recupero della Basilica simbolo della città ferita dal terremoto del 2016.

L’iniziativa per la chiesa di San Francesco presentata oggi è il frutto del Protocollo d’Intesa tra il Ministero della Cultura, la Struttura Commissariale sisma 2016, il Comune di Amatrice e Intesa Sanpaolo, che prevede, proprio attraverso lo strumento dell’Art Bonus un’erogazione liberale da parte dell’istituto di credito. “L’importo complessivo destinato al progetto della Chiesa di San Francesco è pari a 13.296.236 milioni di euro, di cui 6.648.118 assegnati da Intesa Sanpaolo attraverso l’erogazione liberale”, è stato spiegato. La conclusione dei lavori per la Basilica è prevista a Giugno del 2027.

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Almasri, Meloni all’attacco contro Lo Voi. Nel mirino anche la Cpi

Roma, 30 gen. (askanews) – Scontro totale all’interno, con un attacco frontale e fortissimo al procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, e in Europa, con accuse contro la Corte penale internazionale (e la Germania). E’ questa la linea data da Palazzo Chigi nel caso Almasri, con l’avviso di procedimento – non un avviso di garanzia – inviato, dopo la denuncia dell’avvocato Luigi Li Gotti, alla premier Giorgia Meloni, ai ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

Tutti e quattro hanno nominato come legale Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, che ha difeso il vicepremier Matteo Salvini nel processo Open Arms a Palermo in cui proprio Lo Voi aveva inizialmente sostenuto l’accusa, prima del trasferimento nella Capitale.

La strategia messa in campo, sul fronte interno, è chiara. Da un lato è stata fatta slittare alla settimana prossima l’informativa del governo sui motivi del rilascio e del rimpatrio di Almasri (facendo infuriare le opposizioni), dall’altro è partito un attacco frontale contro Lo Voi. Prima è stata attivata una “batteria” di comunicati degli esponenti di Fdi in cui si adombra – neanche velatamente – che l’atto sarebbe una “vendetta giudiziaria” del magistrato dopo che da Palazzo Chigi (Mantovano) gli è stato tolto l’utilizzo del volo di Stato per rientrare a Palermo dalla Capitale. Poi è stata la stessa Meloni a intervenire, parlando in collegamento all’evento ‘La Ripartenza’ organizzato dal giornalista Nicola Porro a Milano.

Quello di Lo Voi – è l’accusa della presidente del Consiglio – non è un atto dovuto ma “chiaramente voluto: tutti sanno che le Procure in queste cose hanno la loro discrezionalità come del resto è dimostrato dalle numerosissime denunce che i cittadini hanno fatto contro le istituzioni e sulle quali si è deciso di non procedere con l’iscrizione nel registro degli indagati”.

Vicenda, aggiunge, che le fa “cadere un po’ le braccia” perché ha fatto “73 ore di volo a gennaio” per costruire una “credibilità” dell’Italia e aprire opportunità economiche e poi “quegli stessi italiani che dovrebbero remare con te invece ti remano contro, smontando tutto il lavoro che fai” e facendo “un danno alla nazione”. Una cosa che “mi manda ai matti”. Sicuramente, garantisce, “non sono preoccupata e non sono neanche demoralizzata”. Certo, per lei, “ci sono alcuni giudici, fortunatamente pochi, che però vogliono decidere la politica industriale, vogliono decidere la politica ambientale, vogliono decidere le politiche dell’immigrazione, vogliono decidere se e come si possa riformare la giustizia, vogliono decidere per cosa possiamo spendere e per cosa no. In pratica vogliono governare loro. Il problema è che se io sbaglio gli italiani mi mandano a casa se loro sbagliano nessuno può fare o dire niente”. E allora “se alcuni giudici vogliono governare, si candidino alle elezioni e governano”. Nel frattempo “agli italiani dico ancora una volta: finché ci siete voi ci sarò anche io. Non intendo mollare di un centimetro”.

Non c’è però solo un fronte interno in questa vicenda, ma anche uno esterno. La linea della premier, che sarà ribadita nelle informative in Parlamento, è che la tempistica con cui la Cpi ha chiesto l’arresto di Almasri sia ‘sospetta’ (Antonio Tajani la definisce “singolare”) perchè fatta solo quando è arrivato in Italia, dopo un lungo giro in vari Paesi europei. “Devono chiarire – aveva detto Meloni già sabato a Gedda – perchè la Procura della Corte ci ha messo mesi a spiccare il mandato di arresto ed è stato spiccato quando aveva già attraversato almeno 2-3 nazioni europee”. Dunque – è l’ipotesi accreditata – potrebbe essere stato un modo per mettere in difficoltà proprio l’Italia. E anche la Germania (Paese da cui è arrivato il generale libico) è sotto accusa, perchè avrebbe informato la Cpi della partenza di Almasri in direzione Italia. “Se i sospetti che gli 007 tedeschi abbiano tramato contro l’Italia per bloccarne l’ascesa fossero confermati, sarebbe un fatto gravissimo”, attacca Andrea Delmastro (Fdi), sottosegretario alla Giustizia, che chiede “un chiarimento immediato in Europa”.

Talk Agenda 2030: futuro delle imprese secondo FDC Consulting

Roma, 30 gen. – Valorizzare i temi chiave dell’Agenda 2030, portandoli all’attenzione del grande pubblico. con questo obiettivo che si svolto domenica 19 gennaio, presso la Geosfera di Piazza Castello a Torino, un evento talk al quale hanno preso parte esperti, istituzioni e aziende. Presente tra queste FDC Consulting Digital ESG, societ di consulenza ideata dall’imprenditore Francesco Di Ciommo, che ha raccolto le sfide ambientali e sociali odierne. Un’esperienza maturata sul campo che ha condotto il gruppo a offrire alle imprese un aiuto concreto verso un cambio di strategia virtuoso, per diventare sostenibili, creare valore e migliorare le proprie performance.

Santanché, processo Inps resta a Milano. La Russa prende distanze

Roma, 30 gen. (askanews) – Avrebbe potuto evitare di rispondere, sottraendosi alle domande. Avrebbe potuto dire che non cambiava niente. E invece Ignazio La Russa, “l’amico”, consegna ai giornalisti una frase che suona sempre di più come una presa di distanza da Daniela Santanché. La novità di giornata è l’attesa decisione della Cassazione di non accettare la richiesta di trasferimento da Milano a Roma del processo in cui la ministra del Turismo è accusata di truffa ai danni dell’Inps per l’uso della cassa integrazione durante il periodo Covid. Lo stesso procedimento per il quale la diretta interessata si è detta disponibile a un passo indietro rispetto al suo ruolo nel governo in caso di rinvio a giudizio, a differenza della determinazione a proseguire manifestata a più riprese dopo analoga decisione arrivata sul procedimento per falso in bilancio nella gestione di Visibilia.

Per il presidente del Senato, tuttavia, già il mancato spostamento “è un elemento di valutazione” che la ministra deve considerare rispetto all’opportunità o meno di rassegnare le sue dimissioni. Non è una frase neutra, anche se La Russa la butta lì come una osservazione fatta sul momento, spiegando di aver appreso da poco della notizia. Circostanza inverosimile giacché la decisione della Cassazione, anticipata sulle edizioni di questa mattina di Corriere della Sera e Stampa, aveva già fatto il giro di tutti i mezzi di informazione sin dalla prima mattina.

La più immediata conseguenza dello stop allo spostamento, infatti, è che l’iter non si allungherà come forse la ministra sperava. L’udienza preliminare riprenderà il 26 marzo ed è possibile che si concluda nell’arco di un mese circa. I tempi per un eventuale secondo rinvio a giudizio quindi si accorciano, con il rischio concreto di quello stillicidio continuo sui giornali che per prima la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, vuole evitare.

Molto prima di quella data, per il 10 febbraio, è calendarizzata la mozione di sfiducia verso Santanché presentata alla Camera dal M5s. Per questo tipo di votazioni è prevista la chiamata nominale, quindi non c’è il rischio di ritorsioni attraverso il voto segreto. E, tuttavia, quello è un appuntamento a cui Meloni e Fdi vorrebbero arrivare senza che sia ancora in corso un braccio di ferro. Anche per non doversi trovare in una imbarazzata difesa pubblica. E poi, come ricorda La Russa, “la storia” dice che le mozioni individuali “rafforzano” chi le subisce.

Il punto resta sempre che la premier non vuole chiedere alla ministra di farsi da parte (come Santanchè insiste a chiedere). Di certo, come ha già spiegato, non vuole mettere in stretta correlazione l’opportunità delle dimissioni con le decisioni dei giudici. A maggior ragione nella fase di tensione con la magistratura scaturita sul caso Almrasi.

La via d’uscita, neanche troppo velatamente suggerita a Santanché, è quella di abbracciare l’idea che potrebbe affrontare più serenamente le vicende giudiziarie che la riguardano se non dovesse anche gestire tutti gli impegni legati al suo ruolo di governo.

Ma c’è anche un tema tutto interno a Fratelli d’Italia che in larga parte ha mal digerito, per usare un eufemismo, l’intervista della ministra – smentita ma di fatto confermata dalla diffusione delle registrazioni – in cui rispondeva con un sonoro ‘chi se ne frega’ alle critiche avanzate all’interno del suo stesso partito. E’ molto probabile, secondo quanto viene riferito, che la ministra si ritrovi insieme ai vertici di Fdi sabato prossimo. Per le 10, infatti, è convocata una Direzione nazionale alla quale Santanché sembra intenzionata a partecipare (e forse anche a intervenire). Una riunione alla quale, all’ultimo minuto, deciderà se partecipare – in presenza o con un collegamento video – anche Giorgia Meloni.

Libia, Meloni all’attacco contro Lo Voi, nel mirino anche la Cpi

Roma, 30 gen. (askanews) – Scontro totale all’interno, con un attacco frontale e fortissimo al procuratore capo di Roma Francesco Lo Voi, e in Europa, con accuse contro la Corte penale internazionale (e la Germania). E’ questa la linea data da Palazzo Chigi nel caso Almasri, con l’avviso di procedimento – non un avviso di garanzia – inviato, dopo la denuncia dell’avvocato Luigi Li Gotti, alla premier Giorgia Meloni, ai ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi, e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano.

Tutti e quattro hanno nominato come legale Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, che ha difeso il vicepremier Matteo Salvini nel processo Open Arms a Palermo in cui proprio Lo Voi aveva inizialmente sostenuto l’accusa, prima del trasferimento nella Capitale.

La strategia messa in campo, sul fronte interno, è chiara. Da un lato è stata fatta slittare alla settimana prossima l’informativa del governo sui motivi del rilascio e del rimpatrio di Almasri (facendo infuriare le opposizioni), dall’altro è partito un attacco frontale contro Lo Voi. Prima è stata attivata una “batteria” di comunicati degli esponenti di Fdi in cui si adombra – neanche velatamente – che l’atto sarebbe una “vendetta giudiziaria” del magistrato dopo che da Palazzo Chigi (Mantovano) gli è stato tolto l’utilizzo del volo di Stato per rientrare a Palermo dalla Capitale. Poi è stata la stessa Meloni a intervenire, parlando in collegamento all’evento ‘La Ripartenza’ organizzato dal giornalista Nicola Porro a Milano.

Quello di Lo Voi – è l’accusa della presidente del Consiglio – non è un atto dovuto ma “chiaramente voluto: tutti sanno che le Procure in queste cose hanno la loro discrezionalità come del resto è dimostrato dalle numerosissime denunce che i cittadini hanno fatto contro le istituzioni e sulle quali si è deciso di non procedere con l’iscrizione nel registro degli indagati”.

Vicenda, aggiunge, che le fa “cadere un po’ le braccia” perché ha fatto “73 ore di volo a gennaio” per costruire una “credibilità” dell’Italia e aprire opportunità economiche e poi “quegli stessi italiani che dovrebbero remare con te invece ti remano contro, smontando tutto il lavoro che fai” e facendo “un danno alla nazione”. Una cosa che “mi manda ai matti”. Sicuramente, garantisce, “non sono preoccupata e non sono neanche demoralizzata”. Certo, per lei, “ci sono alcuni giudici, fortunatamente pochi, che però vogliono decidere la politica industriale, vogliono decidere la politica ambientale, vogliono decidere le politiche dell’immigrazione, vogliono decidere se e come si possa riformare la giustizia, vogliono decidere per cosa possiamo spendere e per cosa no. In pratica vogliono governare loro. Il problema è che se io sbaglio gli italiani mi mandano a casa se loro sbagliano nessuno può fare o dire niente”. E allora “se alcuni giudici vogliono governare, si candidino alle elezioni e governano”. Nel frattempo “agli italiani dico ancora una volta: finché ci siete voi ci sarò anche io. Non intendo mollare di un centimetro”.

Non c’è però solo un fronte interno in questa vicenda, ma anche uno esterno. La linea della premier, che sarà ribadita nelle informative in Parlamento, è che la tempistica con cui la Cpi ha chiesto l’arresto di Almasri sia ‘sospetta’ (Antonio Tajani la definisce “singolare”) perchè fatta solo quando è arrivato in Italia, dopo un lungo giro in vari Paesi europei. “Devono chiarire – aveva detto Meloni già sabato a Gedda – perchè la Procura della Corte ci ha messo mesi a spiccare il mandato di arresto ed è stato spiccato quando aveva già attraversato almeno 2-3 nazioni europee”. Dunque – è l’ipotesi accreditata – potrebbe essere stato un modo per mettere in difficoltà proprio l’Italia. E anche la Germania (Paese da cui è arrivato il generale libico) è sotto accusa, perchè avrebbe informato la Cpi della partenza di Almasri in direzione Italia. “Se i sospetti che gli 007 tedeschi abbiano tramato contro l’Italia per bloccarne l’ascesa fossero confermati, sarebbe un fatto gravissimo”, attacca Andrea Delmastro (Fdi), sottosegretario alla Giustizia, che chiede “un chiarimento immediato in Europa”.

Libia, Schlein: Meloni spieghi in Parlamento, non sui social

Roma, 30 gen. (askanews) – “Della vicenda Almasri, un trafficante di esseri umani, un torturatore che il governo ha liberato e riaccompagnato a casa, Giorgia Meloni dovrebbe riferire al Paese nelle sedi istituzionali e non ai propri follower. E invece oggi, come ieri, Meloni continua ad attaccare i giudici e a fare dirette sui canali social”. Lo afferma la segretaria Pd Elly Schlein.

Aggiunge Schlein: “Il Parlamento, non Instagram, è il luogo in cui le opposizioni hanno chiesto alla Presidente del Consiglio di chiarire il suo operato, ma continua a evitarlo, a scappare”.

M.O., rilasciati Morgantini e giornalista del Sole24Ore

Roma, 30 gen. (askanews) – Sono stati rilasciati dalla polizia israeliana Luisa Morgantini, 84 anni, ex vicepresidente dell’Europarlamento e nota attivista italiana, e il giornalista del Sole 24ore Roberto Bongiorni, fermati stamane a Tuba (a sud di Hebron), perché sarebbero entrati in una “zona militare”.

Entrambi sono stati portati alla stazione di polizia della colonia di Kiryat Arba per essere poi rilasciati anche grazie all’intervento della ambasciata d’Italia a Tel Aviv e del Consolato a Gerusalemme. È quanto si apprende dalla Farnesina.

Governo, Meloni: noi per rispetto regole e credibilità istituzioni

Roma, 30 gen. (askanews) – “Noi abbiamo scelto di scrivere un’altra storia, che è una storia di rispetto delle regole, di rispetto dei ruoli, una storia di credibilità delle istituzioni, una storia di orgoglio e di libertà per le persone per bene di questa nazione e forse per questo non siamo graditi perché quando le persone perbene che in Italia sono la maggioranza saranno libere e orgogliose e allora non ci sarà più spazio per le corporazioni, per i gruppi di potere, per i privilegi dei pochi sulla pelle dei molti”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in collegamento a “La ripartenza” di Nicola Porro.

“E io penso – ha aggiunto Meloni – che questa battaglia alla fine valga ogni sacrificio possibile. Quindi agli italiani dico ancora una volta, finché ci siete voi ci sarò anche io. Non intendo mollare di un centimetro, almeno fino a quando saprò che la maggioranza degli italiani è con me”.

I Marlene Kuntz live con l’orchestra diretta da Rodrigo D’Erasmo

Milano, 30 gen. (askanews) – Dopo il grande successo dello scorso anno per i festeggiamenti dei 30 anni del loro disco d’esordio Catartica, che ha visto la band protagonista del Catartica Tour un tour trionfale in Italia e in Europa, i Marlene Kuntz annunciano il loro ritorno sul palco con un progetto senza precedenti: Marlene Kuntz con orchestra.

La band porterà in scena il proprio repertorio musicale con il prestigioso accompagnamento di un’orchestra sinfonica, ma non una qualsiasi: sarà infatti la Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, una delle istituzioni musicali più importanti d’Italia, a unirsi ai Marlene Kuntz. A dirigere l’orchestra ci sarà Rodrigo D’Erasmo, musicista e direttore d’orchestra di straordinario talento, che aggiungerà il suo tocco unico e visionario a questo progetto.

Questi appuntamenti sono un evento esclusivo e irripetibile, in cui i brani più celebri della band – autentiche pietre miliari del rock italiano – saranno impreziositi da nuove sonorità grazie agli arrangiamenti orchestrali, per dare vita a uno spettacolo che segnerà un nuovo capitolo nella storia del rock italiano.

Sarà un viaggio musicale emozionante e inedito, dove la potenza e l’intensità dell’anima rock dei Marlene Kuntz si fonderanno con la maestosità e la raffinatezza dell’orchestra sinfonica in un’esperienza artistica che celebra l’unicità e l’eccellenza.

Ecco i tre appuntamenti da segnare in calendario, a cura di Kashmir Music:

7 maggio – Milano, Teatro Repower 1 luglio – Padova, Sherwood Festival 4 luglio – Firenze, Anfiteatro Delle Cascine Ernesto de Pascale Biglietti disponibili da venerdì 31 gennaio ore 12.00: bit.ly/MarleneKuntz-Orchestra “Dopo l’incredibile sbornia elettrica presa col Catartica tour, nel quale abbiamo scoperto quanta energia fisica e mentale sia ancora a nostra disposizione, sono particolarmente eccitato all’idea di intraprendere questo viaggio con l’orchestra, che rappresenterà per moltissimi aspetti un contraltare eclatante ed eccitante rispetto alle bordate puramente elettriche di tutta la stagione 2024 – commenta Cristiano Godano. L’idea del concerto con orchestra riveste per noi una fascinazione speciale: non si tratterà di appiccicare alle proprie composizioni originali un suono estraneo che le colori ammorbidendole, ma di inserire, intrecciandoli alle partiture originali, note e timbri nuovi, per andare verso un’atmosfera fascinosa e reinventata. Il pubblico, messo a contatto coi nostri pezzi più noti mescolati a scelte meno ricorrenti e adattissime a questa rielaborazione, verrà catapultato all’interno di un mondo peculiare, ne verrà avvolto, inglobato, rapito, perché le caratteristiche di alcuni nostri pezzi sono perfette per accogliere il trattamento di un’orchestra che si spingerà in territori in bilico fra correttezza e azzardo. La scelta della direzione artistica di Rodrigo d’Erasmo è volta a ottenere infatti questo risultato: ottenere un mix equilibrato fra l’approccio ortodosso e quello sperimentatore, fra la tradizione del rock e la inclassificabilità di zone musicali indistinte. Con l’intensità nostra tipica a farla da padrone per il godimento del nostro affezionato pubblico e della curiosità di chi vorrà scoprirci.”

La Bce taglia ancora i tassi e segnala che la riduzione proseguirà

Roma, 30 gen. (askanews) – La Banca centrale europea ha nuovamente tagliato di 25 punti base i tassi di interesse per l’area euro: con cui quello che di fatto resta il riferimento chiave – il tasso sui depositi parcheggiati dalle banche commerciali presso la stessa Bce – scende dal 3% al 2,75%. E la presidente Christine Lagarde ha lanciato un segnale piuttosto esplicito sul fatto che la manovra di rimozione del freno monetario non è conclusa. Sui tassi “siamo ancora in territorio restrittivo e oggi – ha affermato nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo – sarebbe prematuro discutere il punto al quale dovremo fermarci”.

La presidente quindi non si è sbilanciata su quale potrebbe essere il punto di cauta. Le attese prevalenti tra gli analisti spaziano tra il 2,25% e l’1,75%, da raggiungere tra giugno e luglio. Intanto oggi la Bce ha effettuato la quinta riduzione da quando, nel giugno dello scorso anno, ha invertito la rotta e avviato i tagli. Precedentemente, tra il luglio del 2022 e il settembre del 2023, aveva aggressivamente inasprito l’intonazione monetaria, alzando i tassi di 4,50 punti percentuali complessivi in risposta all’elevata inflazione.

Con la nuova riduzione di oggi “abbiamo tagliato complessivamente i tassi di 125 punti base rispetto al picco. Alla riunione di oggi non si è discusso se questa decisione fosse appropriata o no: è stata unanime”, ha precisato Lagarde. E l’ipotesi di un taglio più consistente non è stata proposta (a differenza di quanto avvenuto nel precedente direttorio).

La decisione è in linea con le attese dominanti e avviene mentre l’istituzione monetaria si trova ad operare in un contesto di economia in peggioramento: proprio oggi Eurostat ha riportato che nel quarto trimestre la crescita economica dell’area euro è rimasta al palo, con un Pil invariato rispetto ai tre mesi precedenti.

Questo spinge la Banca centrale verso una ammorbidimento della linea. All’opposto l’inflazione spinge verso l’inasprimento e tassi più alti. Negli ultimi mesi il caro vita medio dell’eurozona è leggermente risalito, tornando a 2,4% a dicembre a fronte di un obiettivo della Bce che vorrebbe l’inflazione al 2%. Tuttavia, in precedenza, l’istituzione ha detto di attendersi che torni ad attenuarsi nel corso dell’anno per convergere verso il valore auspicato.

E questo scenario di aspettative è stato confermato. “Il processo disinflazionistico è ben avviato”, ha detto Lagarde, che peraltro ha rimarcato come “molti indicatori di fondo” segnalino che l’inflazione “si attesterà al nostro valore obiettivo in maniera sostenibile”.

Un altro elemento che frena economia e prezzi è dovuto al fatto che nell’area euro se i redditi reali sono ampiamente tornati ai livelli precedenti al Covid, non così è avvenuto per investimenti e consumi delle famiglie, dato che queste ultime continuano a risparmiare più che in precedenza. “Speriamo che se la fiducia viene ripristinata, specialmente riguardo a ansie e incertezze sugli sviluppi in Europa, i consumatori tornino a ripristinare i loro precedenti livelli di consumi e investimenti”, ha detto la presidente.

Specialmente per l’Europa, la debolezza della fiducia appare in ampia misura collegata al persistere della guerra tra Russia e Ucraina, eventuali sviluppi incoraggianti su questo versante potrebbero quindi favorire risalite anche di consumi e investimenti.

Lagarde ha cercato di evitare di sbilanciarsi a fare commenti sul ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, su cui in passato aveva espresso valutazioni decisamente negative. Su un aspetto tuttavia, le criptovalute su cui la nuova amministrazione Usa appare chiaramente favorevole, ha lanciato un messaggio abbastanza esplicito, escludendo che Bce e Eurosistema delle banche centrali si mettano ad acquistare Bitcoin. E’ ampiamente condivisa la valutazione sul fatto che “le riserve debbano essere liquide, sicure e non coinvolte in attività come il riciclaggio. Questo – ha spiegato Lagarde – mi rende fiduciosa che (Bitcoin e criptopasset) non entreranno a far parte delle riserve”. (di Roberto Vozzi). (Fonte immagine: ECB 2025).

Meloni: alcuni giudici vogliono governare, ma così sistema crolla

Roma, 30 gen. (askanews) – “Ci sono alcuni giudici, fortunatamente pochi, che però vogliono decidere la politica industriale, vogliono decidere la politica ambientale, vogliono decidere le politiche dell’immigrazione, vogliono decidere se e come si possa riformare la giustizia, vogliono decidere per cosa possiamo spendere e per cosa no. In pratica vogliono governare loro”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in collegamento a “La ripartenza” di Nicola Porro.

“Solo che c’è un problema – ha sottolineato la premier -, e il problema è che se io sbaglio gli italiani mi mandano a casa, se loro sbagliano nessuno può fare o dire niente. Nessun potere al mondo in uno stato democratico funziona così, i contrappesi servono a questo e la magistratura svolge un ruolo fondamentale nella nostra democrazia. È una colonna portante della nostra Repubblica, solo che nessun edificio regge su una colonna sola. Quando un potere dello Stato pensa di poter fare a meno degli altri, il sistema crolla, non può tenere”.

M.O., Morgantini e un giornalista del Sole24Ore fermati vicino Hebron

Roma, 30 gen. (askanews) – L’ex vicepresidente del Parlamento europeo e attivista italiana, Luisa Morgantini, è stata fermata dalla polizia israeliana a Tuba, a sud di Hebron, con l’accusa di essere entrata in una “zona militare”. Analogamente, a quanto si apprende, è stato fermato anche il giornalista del Sole 24 Ore, Roberto Bongiorni, che era con lei.

Morgantini e Bongiorni sono stati trasferiti alla stazione di polizia della colonia di Kiryat Arba. Secondo fonti diplomatiche, l’ambasciata d’Italia a Tel Aviv e il Consolato a Gerusalemme sono già intervenuti per chiederne un pronto rilascio.

Libia, Meloni: atto di Lo Voi era chiaramente voluto

Roma, 30 gen. (askanews) – L’atto del procuratore di Roma Lo Voi sul caso Almasri “era chiaramente voluto: tutti sanno che le Procure hanno discrezionalità, ci sono numerosissime denunce contro le istituzioni e viene deciso di non procedere con l’iscrizione nel registro degli indagati, pensiamo all’epoca del Covid”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata da Nicola Porro all’evento ‘La Ripartenza’. Poi ha detto che “ci sono alcuni giudici, fortunatamente pochi, che però vogliono decidere la politica industriale, vogliono decidere la politica ambientale, vogliono decidere le politiche dell’immigrazione, vogliono decidere se e come si possa riformare la giustizia, vogliono decidere per cosa possiamo spendere e per cosa no. In pratica vogliono governare loro”.  “Solo che c’è un problema – ha sottolineato la premier -, e il problema è che se io sbaglio gli italiani mi mandano a casa, se loro sbagliano nessuno può fare o dire niente. Nessun potere al mondo in uno stato democratico funziona così, i contrappesi servono a questo e la magistratura svolge un ruolo fondamentale nella nostra democrazia. È una colonna portante della nostra Repubblica, solo che nessun edificio regge su una colonna sola. Quando un potere dello Stato pensa di poter fare a meno degli altri, il sistema crolla, non può tenere”.

Obesit e rischio cardiovascolare, Fipc: stili vita corretti

Roma, 30 gen. – possibile misurare la salute del cuore e stimare il rischio di sviluppare malattie legate a sovrappeso e obesit? Basta un metro da sarto. Misurare la circonferenza vita significa certificare la quantit di grasso addominale viscerale, che un indicatore predittivo rispetto allo sviluppo di patologie cardio metaboliche. L’obesit una malattia complessa e multifattoriale e la sua gestione richiede un approccio multidimensionale. Il primo passo rappresentato dalla prevenzione attraverso uno stile di vita sano. Tuttavia, quando ci risulta insufficiente o non del tutto efficace, possibile ricorrere anche alla terapia farmacologica e, in casi selezionati, alla chirurgia bariatrica. E questo il messaggio della campagna nazionale “Per un cuore sano conta, ogni centimetro”, presentata dalla Fondazione Italiana per il Cuore con il patrocinio del Ministero della Salute.

“Questa campagna sull’obesit un altro punto importante, a dimostrazione proprio del ruolo storico che la Fondazione Italiana per il Cuore ha nel campo della prevenzione cardio-cerebrovascolare”, spiega Emanuela Folco, presidente della Fondazione Italiana per il Cuore.

Non una semplice campagna educativa, ma un progetto ambizioso che offre strumenti pratici che verranno diffusi trasversalmente e che si protrarr durante tutto l’anno, passando alla Giornata Mondiale dell’Obesit di marzo fino alla Giornata Mondiale dei Cuore di settembre.

Per il Ministro della Salute Orazio Schillaci, “contrastare l’obesit significa agire su uno dei principali fattori di rischio per molte malattie croniche, incluse quelle cardio metaboliche. La prevenzione l’alleata pi efficace in questa battaglia”. “Il Ministero della Salute – continua il Ministro nel suo messaggio di saluto – costantemente impegnato a promuovere iniziative per diffondere l’importanza di stili di vita sani. Una dieta equilibrata e un’attivit fisica regolare, ad esempio. Non sono soltanto raccomandazioni – conclude – ma strumenti concreti che possono fare la differenza nella vita di milioni di persone”.

“Da parte del Ministero la consapevolezza che questa rappresenta una grande sfida e momenti come quelli di oggi rappresentano un’opportunit, un confronto, un dialogo. Far partire una campagna di comunicazione su questi temi rappresenta un grande valore aggiunto”, sottolinea Andrea Costa, Esperto PNRR – Missione 6 per il Ministero della Salute e gi Sottosegretario alla Salute.

L’iniziativa, sostenuta grazie al contributo non condizionante di Novo Nordisk, GVM Care & Research, Zentiva e Daiichi Sankyo, si avvale del sostegno di ben 18 societ scientifiche e associazioni di pazienti.

“Vogliamo cambiare il modo in cui il mondo vede, percepisce, tratta e previene l’obesit. Lo facciamo con il nostro impegno civile, in sinergia con le istituzioni. Oggi siamo qui al Ministero della Sanit per lanciare questa campagna, ne siamo onorati”, evidenzia Alfredo Galletti, Corporate Vice President & General Manager – Novo Nordisk Italia.

Un oggetto che racconta un processo: il fascino degli storyboard

Milano, 30 gen. (askanews) – Un’indagine sul processo creativo che è alla base dei film, così come di performance e coreografie, ma anche una riflessione sul “grado zero”, come direbbe Roland Barthes, della costruzione culturale visiva. Osservatorio di Fondazione Prada a Milano ospita la mostra “A Kinf of Language: Storyboards and Other Renderings for Cinema”. Un’esposizione dedicata agli schizzi e ai disegni che preparano poi l’opera finale.

“Penso che gli storyboard – ha detto la curatrice Melissa Harris ad askanews – rappresentino la collaborazione al livello più meravigliosamente umano. Mostrano come qualcuno può avere un’idea e renderla dal punto di vista visuale, la trasforma in una sorta di linguaggio per condividerla con le altre persone coinvolte in un progetto più ampio”.

La mostra, affascinante anche per un pubblico più esteso rispetto a quello che normalmente frequenta l’Osservatorio, presenta, per esempio, gli storyboard di capolavori della Disney come “Fantasia” o “Biancaneve”, ma anche di “Alla ricerca di Nemo”; c’è la scena della doccia in “Psycho” di Alfred Hitchcock, così come i bozzetti per “Il Grande Dittatore” di Charlie Chaplin. Ma anche gli schemi per le coreografie di Merce Cunningham e le performance di Joan Jonas. E, restando nell’ambito dell’arte contemporanea, i disegni-scultura di Matthew Barney per “Cremaster 1”.

“Sono documenti molto importanti – ha aggiunto la curatrice – perché mostrano i diversi modi nei quali funziona la mente e come si passa da un’immagine mentale a una immagine vera e propria, in modi differenti e con tecniche differenti. Non importa con quale strumento si lavori, ma amo la celebrazione dell’immaginazione, e per me gli storyboard rappresentano questo: il dietro le quinte di un prodotto finale che noi conosciamo, ma non sappiamo come ci si è arrivati. Ci mostrano l’idea originale e il modo in cui si è poi evoluta, perché gli storyboard sono anche degli strumenti per risolvere i problemi”.

Per quanto estremamente affascinanti, gli storyboard sono destinati all’uso, alla replicazione, sono fasi di una lavorazione, oggetti quindi, ma anche strumenti a loro modo astratti, che devono dare forma alle idee. “Questa è una mostra sul processo creativo – ha concluso Melissa Harris -. Quando l’ho proposta non sapevamo come sarebbe diventata: non ci sono opere d’arte nel senso classico di sculture o dipinti. Sono oggetti, ma anche non lo sono, ci sono elementi tangibili, ma parliamo anche di qualcosa di esperienziale, qualcosa che cambia, qualcosa che è pensiero e visione messa in pratica”.

Per la mostra è stato realizzato dall’artista Pablo Buratti anche uno storyboard dedicato, che accoglie i visitatori all’ingresso dello spazio espositivo e racconta anche l’Osservatorio.

Mattarella (silente) inaugura la Scuola dei magistrati, Nordio assente

Scandicci (Fi), 30 gen. (askanews) – “Auguri, buon lavoro”. Sono le uniche parole pubbliche che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella pronuncia dopo un’ora e un quarto di cerimonia alla Scuola superiore della magistratura. Le rivolge ai magistrati ordinari in tirocinio, che alla sua uscita dalla bella villa di Castelpulci che domina le colline e la piana industriale tra Scandicci e Lastra a Signa, quasi gli tendono un agguato per salutarlo, per ringraziarlo, per applaudirlo. Perchè è “dal suo alto insegnamento – ricorda la presidente della scuola Silvana Sciarra – che la magistratura italiana ha sempre tratto vigore ed energia nell’interpretare il proprio ruolo, incardinato nella Costituzione repubblicana e nello Stato di diritto”.

Quali possano essere le preoccupazioni di Mattarella davanti allo scontro, sempre più gravido di conseguenze e di tensioni, tra il potere esecutivo e la magistratura si può immaginare. Il clima è tale che, a differenza del passato, non c’è a fianco del capo dello Stato, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, e non c’è alcun esponente del governo a presenziare all’avvio dei corsi per i magistrati. L’assenza del Guardasigilli pesa in modo particolare, nel pieno della bufera sulla vicenda Almasri che coinvolge la premier Giorgia Meloni, lo stesso Nordio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottogretario Alfredo Mantovano. Il ministro della Giustizia e il vice presidente del Csm – Fabio Pinelli è presente e interviene con un discorso davanti a Mattarella – collaborano infatti in maniera diretta con la Scuola che riceve da loro le linee guida per la formazione delle future toghe. Non solo. Sette membri su dodici del Comitato direttivo della scuola sono nominati dal Csm e cinque dal ministero di via Arenula. Insomma, il rapporto è stretto.

Insieme a Mattarella nella mattinata in Toscana ci sono, invece, due donne giunte ai massimi vertici della magistratura e sta a loro esporre pubblicamente preoccupazioni per il deterioramento dei rapporti tra istituzioni. E’ la prima presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano ad auspicare “un clima rinnovato, improntato al rispetto reciproco tra le varie istituzioni dello Stato, a pacatezza, equilibrio, disponibilità effettiva ad ascoltare le ragioni altrui”. L’ex presidente della Consulta Silvana Sciarra, poi, ricorda che la giurisdizione è “bene comune di lunga durata” mentre il vice presidente del Csm Fabio Pinelli sottolinea che un magistrato “non cerca consenso politico e sociale ma grazie alla sua imparzialità si dimostra autorevole e ha la fiducia di tutti i cittadini”.

Mattarella – che scelse proprio l’occasione dell’inaugurazione dei corsi dei magistrati per una delle sue prime uscite, nel 2015 – ascolta attentamente le relazioni, saluta le sindache di Scandicci e di Firenze, Claudia Sereni e Sara Funaro, ma non tiene un discorso a differenza di quanto accaduto in occasioni analoghe a Castelpulci nel 2019 e nel 2021. Nel 2022, poi, in occasione del decennale della Scuola superiore della magistratura, Mattarella accolse al Quirinale i giovani magistrati e tutto lo staff della Scuola e tenne un lungo discorso nel quale, tra le altre cose, avvertì che “laddove la magistratura non ha garantita una sufficiente indipendenza dagli altri poteri la democrazia risulta gravemente incrinata, se non vanificata”.

Mattarella (silente) inaugura la Scuola dei magistrati, Nordio assente

Scandicci (Fi), 30 gen. (askanews) – “Auguri, buon lavoro”. Sono le uniche parole pubbliche che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella pronuncia dopo un’ora e un quarto di cerimonia alla Scuola superiore della magistratura. Le rivolge ai magistrati ordinari in tirocinio, che alla sua uscita dalla bella villa di Castelpulci che domina le colline e la piana industriale tra Scandicci e Lastra a Signa, quasi gli tendono un agguato per salutarlo, per ringraziarlo, per applaudirlo. Perchè è “dal suo alto insegnamento – ricorda la presidente della scuola Silvana Sciarra – che la magistratura italiana ha sempre tratto vigore ed energia nell’interpretare il proprio ruolo, incardinato nella Costituzione repubblicana e nello Stato di diritto”.

Quali possano essere le preoccupazioni di Mattarella davanti allo scontro, sempre più gravido di conseguenze e di tensioni, tra il potere esecutivo e la magistratura si può immaginare. Il clima è tale che, a differenza del passato, non c’è a fianco del capo dello Stato, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, e non c’è alcun esponente del governo a presenziare all’avvio dei corsi per i magistrati. L’assenza del Guardasigilli pesa in modo particolare, nel pieno della bufera sulla vicenda Almasri che coinvolge la premier Giorgia Meloni, lo stesso Nordio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottogretario Alfredo Mantovano. Il ministro della Giustizia e il vice presidente del Csm – Fabio Pinelli è presente e interviene con un discorso davanti a Mattarella – collaborano infatti in maniera diretta con la Scuola che riceve da loro le linee guida per la formazione delle future toghe. Non solo. Sette membri su dodici del Comitato direttivo della scuola sono nominati dal Csm e cinque dal ministero di via Arenula. Insomma, il rapporto è stretto.

Insieme a Mattarella nella mattinata in Toscana ci sono, invece, due donne giunte ai massimi vertici della magistratura e sta a loro esporre pubblicamente preoccupazioni per il deterioramento dei rapporti tra istituzioni. E’ la prima presidente della Corte di Cassazione Margherita Cassano ad auspicare “un clima rinnovato, improntato al rispetto reciproco tra le varie istituzioni dello Stato, a pacatezza, equilibrio, disponibilità effettiva ad ascoltare le ragioni altrui”. L’ex presidente della Consulta Silvana Sciarra, poi, ricorda che la giurisdizione è “bene comune di lunga durata” mentre il vice presidente del Csm Fabio Pinelli sottolinea che un magistrato “non cerca consenso politico e sociale ma grazie alla sua imparzialità si dimostra autorevole e ha la fiducia di tutti i cittadini”.

Mattarella – che scelse proprio l’occasione dell’inaugurazione dei corsi dei magistrati per una delle sue prime uscite, nel 2015 – ascolta attentamente le relazioni, saluta le sindache di Scandicci e di Firenze, Claudia Sereni e Sara Funaro, ma non tiene un discorso a differenza di quanto accaduto in occasioni analoghe a Castelpulci nel 2019 e nel 2021. Nel 2022, poi, in occasione del decennale della Scuola superiore della magistratura, Mattarella accolse al Quirinale i giovani magistrati e tutto lo staff della Scuola e tenne un lungo discorso nel quale, tra le altre cose, avvertì che “laddove la magistratura non ha garantita una sufficiente indipendenza dagli altri poteri la democrazia risulta gravemente incrinata, se non vanificata”.

I Giochi olimpici giovanili invernali del 2028 si terrano in Italia

Milano, 30 gen. (askanews) – Le Alpi italiane ospiteranno i prossimi Giochi Olimpici Giovanili Invernali (Yog), dal 15 al 29 gennaio 2028, con la candidatura diffusa Dolomiti Valtellina. Lo hanno deciso i membri del Cio durante la 143a sessione a Losanna. Sarà la quinta edizione degli Yog invernali. Le gare si svolgeranno solo in sedi esistenti in tre cluster in Valtellina, Trentino e Cortina, tornando ad alcuni degli iconici impianti sportivi che saranno utilizzati per i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Sette delle 11 sedi proposte saranno state utilizzate nel 2026. Il programma comprende tutti e sette gli sport olimpici invernali: biathlon, bob, curling, hockey su ghiaccio, slittino, pattinaggio e sci.

Il progetto è guidato dal Coni, dalle Regioni Veneto e Lombardia e dalla Provincia Autonoma di Trento, con il sostegno del Governo, ed è in linea con i piani a lungo termine per aumentare la crescita delle politiche regionali come destinazione per gli sport invernali. La delegazione italiana a Losanna era composta dal presidente del Coni e membro del Cio Giovanni Malagò; dal ministro dello sport e della gioventù Andrea Abodi; dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana; dal presidente della Provincia Autonoma di Trento Maurizio Fugatti; dall’assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Veneto Cristiano Corazzari e dai campioni olimpici Diana Bianchedi e Antonio Rossi.

Il Presidente del Cio Thomas Bach, si legge in una nota, ha dichiarato: “L’elezione di Dolomiti Valtellina 2028 è un’espressione della fiducia del Cio nella capacità dell’Italia di offrire eventi di sport invernali eccezionali e di livello mondiale. Il movimento olimpico e le regioni ospitanti sono già entusiaste su Milano Cortina 2026, a poco più di un anno dai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. La notizia di oggi significa che l’entusiasmo si estenderà fino alla fine del decennio e i benefici per le comunità locali continueranno”.

Dolomiti Valtellina 2028 sarà possibile, ha sottolineato Abodi, grazie alla piena collaborazione tra Governo, Regione Lombardia, Regione Veneto, Provincia autonoma di Trento e Coni. “L’organizzazione dei Giochi Olimpici Giovanili Invernali metterà ulteriormente in risalto le infrastrutture realizzate da Simico – Società Infrastrutture Milano Cortina, lasciando ulteriori eredità positive in termini di impianti sportivi, programmi educativi e iniziative sociali, che continueranno a generare un buon impatto oltre la chiusura dei Giochi Olimpici Giovanili 2028”.

C’è stata una presentazione di Karl Stoss, membro del Cio e presidente della Future Host Commission per i Giochi Olimpici Invernali, l’organismo del Cio responsabile del monitoraggio e dell’analisi dell’interesse per ospitare i Giochi Olimpici Invernali e i Giochi Olimpici Giovanili Invernali, che prodotto il rapporto del Cio sulle Dolomiti Valtellina 2028. “Dolomiti Valtellina 2028 consoliderà l’impatto di Milano Cortina 2026 e si baserà ulteriormente sui programmi legacy per responsabilizzare i giovani atleti e i leader civici”, ha affermato. “La Commissione ha riscontrato che la visione per i Giochi Olimpici Giovanili è pienamente allineata con i piani regionali a lungo termine, le politiche per la gioventù, lo sport e l’istruzione e gli obiettivi dell’Agenda Olimpica 2020 e 2020+5”.

Il Papa: vicino alle persone colpite dalla tragedia di Washington

Roma, 30 gen. (askanews) – Papa Francesco ha inviato al presidente Usa Donald Trump un telegramma di cordoglio per le vittime dell’incidente aereo avvenuto oggi a Washington.

“Dopo aver appreso dell’incidente aereo avvenuto nei pressi dell’Aeroporto nazionale di Washington Ronald Reagan, esprimo la mia vicinanza spirituale a tutte le persone colpite da questa tragedia”, si legge.

“Nell’affidare le anime dei defunti all’amorevole misericordia di Dio onnipotente, porgo le mie più sentite condoglianze alle famiglie che ora stanno piangendo la perdita di una persona cara. Prego anche per coloro che sono coinvolti negli sforzi di recupero e invoco su tutta la nazione le benedizioni divine di consolazione e forza”, conclude Bergoglio.

Bitcoin, Lagarde esclude acquisti da parte di Bce e Eurosistema

Roma, 30 gen. (askanews) – La presidente della Bce esclude che l’istituzione e l’Eurosistema delle banche centrali si mettano ad acquistare Bitcoin o altri cripto asset. Tra le banche centrali è ampiamente condivisa la valutazione sul fatto che “le riserve debbano essere liquide, sicure e non coinvolte in attività come il riciclaggio. Questo – ha spiegato Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo – mi rende fiduciosa che (Bitcoin e criptopasset) non entreranno a far parte delle riserve”. (fonte immagine: ECB 2025).

Lagarde: prematuro discutere oggi quando ci fermeremo su tagli tassi

Roma, 30 gen. (askanews) – Sui tassi di interesse alla Bce “siamo ancora in territorio restrittivo e oggi sarebbe prematuro discutere il punto al quale dovremo fermarci” sui tagli. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

Con la nuova riduzione da 0,25 punti percentuali operata oggi “abbiamo tagliato complessivamente i tassi di 125 punti base rispetto al picco. Alla riunione di oggi non si è discusso se questa decisione fosse appropriata o no: è stata unanime”, ha aggiunto. L’ipotesi di un taglio dei tassi più consistente oggi non sonio state evocate, ha riferito, a differenza di quanto avvenuto nel precedente direttorio. (fonte immagine: ECB 2025).

Terna lancia Innovation Zone a Tunisi:rafforza alleanza con Paese

Tunisi, 30 gen. (askanews) – Arriva in Tunisia il nuovo Terna Innovation Zone, il primo hub di innovazione in Africa gestito da Terna, la societ italiana della rete elettrica ad alta tensione. Dopo quello di San Francisco in California, quello di Tunisi il secondo Innovation Zone di Terna a livello globale. Il progetto rafforza il partenariato strategico tra Italia e Tunisia, nell’ambito degli obiettivi del Piano Mattei. Il Terna Innovation Zone promuovere l’innovazione tecnologica nel settore energetico tunisino e favorisce lo sviluppo di competenze per la transizione energetica.

L’iniziativa stata illustrata a Tunisi da Giuseppina Di Foggia, Amministratore delegato e Direttore generale di Terna, insieme a Faycel Tarifa, Presidente e Direttore Generale di Steg, la societ tunisina dell’elettricit e del gas. All’incontro anche il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Giuseppina Di Foggia, Amministratore delegato Terna: “Rafforzando il partenariato tra tra Italia e Tunisia, il Terna Innovation Zone qui a Tunisi ha l’obiettivo di divenire un catalizzatore per l’innovazione e il rafforzamento delle competenze nel settore energetico e tecnologico per i due Paesi. Si inserisce nel pi ampio contesto del piano Mattei come iniziativa abilitante e sinergica rispetto al cosiddetto progetto Elmed che connetter per la prima volta i sistemi elettrici di Europa e Nordafrica”.

L’iniziativa infatti legata al grande progetto infrastrutturale Elmed, la prima interconnessione elettrica tra Europa e Africa, con la realizzazione di un cavo sottomarino di circa 200 km tra l’Italia e la Tunisia. L’infrastruttura sar realizzata da Terna e Steg, e garantir una maggiore integrazione di energia prodotta da fonti rinnovabili con ponte energetico in mare tra i due continenti.

Il Terna Innovation Zone offrir opportunit concrete alle start up tunisine che potranno avvalersi del know how del gruppo italiano: programmi di open innovation e di accelerazione con accesso alle risorse del network globale di Terna. La prima iniziativa gi a febbraio con una “call for startup” e, a seguire, l’avvio di un programma di scaling dedicato alle startup tunisine innovative pi promettenti nei settori della transizione energetica e digitale. Accanto a questo importante anche la formazione di ingegneri e tecnici in campo energetico, anche attraverso la collaborazione fra Terna e le universit locali.

Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica: “Tunisia Italia sono fondamentali, talmente fondamentali che parliamo naturalmente di una linea Tunisia-Italia quindi di corrente continua ma talmente fondamentale che c’ questo impegno di Terna con la societ tunisina per sviluppare un mondo di innovazione, di formazione e di coinvolgimento. un modello che il modello del piano Mattei, quello dell’integrazione tra le due realt”.

Ue, Meloni sente Scholz: focus difesa e finanziamento investimenti

Roma, 30 gen. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, in vista del Vertice informale sulla difesa europea del prossimo 3 febbraio.

Al centro del colloquio, si legge in una nota di Palazzo Chigi, “lo sviluppo delle capacità di difesa europea e il rafforzamento della competitività del settore industriale della difesa. Sono state inoltre discusse possibili modalità di finanziamento degli investimenti necessari”.