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Il Papa: vicino alle persone colpite dalla tragedia di Washington

Roma, 30 gen. (askanews) – Papa Francesco ha inviato al presidente Usa Donald Trump un telegramma di cordoglio per le vittime dell’incidente aereo avvenuto oggi a Washington.

“Dopo aver appreso dell’incidente aereo avvenuto nei pressi dell’Aeroporto nazionale di Washington Ronald Reagan, esprimo la mia vicinanza spirituale a tutte le persone colpite da questa tragedia”, si legge.

“Nell’affidare le anime dei defunti all’amorevole misericordia di Dio onnipotente, porgo le mie più sentite condoglianze alle famiglie che ora stanno piangendo la perdita di una persona cara. Prego anche per coloro che sono coinvolti negli sforzi di recupero e invoco su tutta la nazione le benedizioni divine di consolazione e forza”, conclude Bergoglio.

Bitcoin, Lagarde esclude acquisti da parte di Bce e Eurosistema

Roma, 30 gen. (askanews) – La presidente della Bce esclude che l’istituzione e l’Eurosistema delle banche centrali si mettano ad acquistare Bitcoin o altri cripto asset. Tra le banche centrali è ampiamente condivisa la valutazione sul fatto che “le riserve debbano essere liquide, sicure e non coinvolte in attività come il riciclaggio. Questo – ha spiegato Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo – mi rende fiduciosa che (Bitcoin e criptopasset) non entreranno a far parte delle riserve”. (fonte immagine: ECB 2025).

Lagarde: prematuro discutere oggi quando ci fermeremo su tagli tassi

Roma, 30 gen. (askanews) – Sui tassi di interesse alla Bce “siamo ancora in territorio restrittivo e oggi sarebbe prematuro discutere il punto al quale dovremo fermarci” sui tagli. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo.

Con la nuova riduzione da 0,25 punti percentuali operata oggi “abbiamo tagliato complessivamente i tassi di 125 punti base rispetto al picco. Alla riunione di oggi non si è discusso se questa decisione fosse appropriata o no: è stata unanime”, ha aggiunto. L’ipotesi di un taglio dei tassi più consistente oggi non sonio state evocate, ha riferito, a differenza di quanto avvenuto nel precedente direttorio. (fonte immagine: ECB 2025).

Terna lancia Innovation Zone a Tunisi:rafforza alleanza con Paese

Tunisi, 30 gen. (askanews) – Arriva in Tunisia il nuovo Terna Innovation Zone, il primo hub di innovazione in Africa gestito da Terna, la societ italiana della rete elettrica ad alta tensione. Dopo quello di San Francisco in California, quello di Tunisi il secondo Innovation Zone di Terna a livello globale. Il progetto rafforza il partenariato strategico tra Italia e Tunisia, nell’ambito degli obiettivi del Piano Mattei. Il Terna Innovation Zone promuovere l’innovazione tecnologica nel settore energetico tunisino e favorisce lo sviluppo di competenze per la transizione energetica.

L’iniziativa stata illustrata a Tunisi da Giuseppina Di Foggia, Amministratore delegato e Direttore generale di Terna, insieme a Faycel Tarifa, Presidente e Direttore Generale di Steg, la societ tunisina dell’elettricit e del gas. All’incontro anche il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin.

Giuseppina Di Foggia, Amministratore delegato Terna: “Rafforzando il partenariato tra tra Italia e Tunisia, il Terna Innovation Zone qui a Tunisi ha l’obiettivo di divenire un catalizzatore per l’innovazione e il rafforzamento delle competenze nel settore energetico e tecnologico per i due Paesi. Si inserisce nel pi ampio contesto del piano Mattei come iniziativa abilitante e sinergica rispetto al cosiddetto progetto Elmed che connetter per la prima volta i sistemi elettrici di Europa e Nordafrica”.

L’iniziativa infatti legata al grande progetto infrastrutturale Elmed, la prima interconnessione elettrica tra Europa e Africa, con la realizzazione di un cavo sottomarino di circa 200 km tra l’Italia e la Tunisia. L’infrastruttura sar realizzata da Terna e Steg, e garantir una maggiore integrazione di energia prodotta da fonti rinnovabili con ponte energetico in mare tra i due continenti.

Il Terna Innovation Zone offrir opportunit concrete alle start up tunisine che potranno avvalersi del know how del gruppo italiano: programmi di open innovation e di accelerazione con accesso alle risorse del network globale di Terna. La prima iniziativa gi a febbraio con una “call for startup” e, a seguire, l’avvio di un programma di scaling dedicato alle startup tunisine innovative pi promettenti nei settori della transizione energetica e digitale. Accanto a questo importante anche la formazione di ingegneri e tecnici in campo energetico, anche attraverso la collaborazione fra Terna e le universit locali.

Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica: “Tunisia Italia sono fondamentali, talmente fondamentali che parliamo naturalmente di una linea Tunisia-Italia quindi di corrente continua ma talmente fondamentale che c’ questo impegno di Terna con la societ tunisina per sviluppare un mondo di innovazione, di formazione e di coinvolgimento. un modello che il modello del piano Mattei, quello dell’integrazione tra le due realt”.

Ue, Meloni sente Scholz: focus difesa e finanziamento investimenti

Roma, 30 gen. (askanews) – La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, in vista del Vertice informale sulla difesa europea del prossimo 3 febbraio.

Al centro del colloquio, si legge in una nota di Palazzo Chigi, “lo sviluppo delle capacità di difesa europea e il rafforzamento della competitività del settore industriale della difesa. Sono state inoltre discusse possibili modalità di finanziamento degli investimenti necessari”.

Nel 2024, più 67% di vittime civili nel mondo

Roma, 30 gen. (askanews) – Il primo febbraio si celebra la Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo. Il dato fornito dall’Associazione Nazionale Vittime Civili nel mondo è impressionate: le vittime civili dei conflitti in corso sono il 67% in più ispetto all’anno precedente. Comuni, Regioni ed istituzioni si illuminano di blu per chiedere il rispetto del diritto internazionale umanitario

Il 1° febbraio si celebra la Giornata Nazionale delle Vittime Civili delle Guerre e dei Conflitti nel Mondo, istituita con la Legge 25 gennaio 2017 n. 9. Una ricorrenza che ha lo scopo di commemorare le vittime civili di tutte le guerre e di sensibilizzare sull’impatto umanitario dei conflitti di oggi sulle popolazioni coinvolte. Giunta alla sua ottava edizione, la Giornata vede, di anno in anno, la crescente partecipazione dei Comuni italiani, grazie al protocollo d’intesa siglato tra ANCI e l’Associazione Nazionale Vittime Civili di Guerra. Nella sera del 1° febbraio i municipi e i monumenti di oltre 300 Comuni si illumineranno di blu aderendo, con questo gesto simbolico, alla campagna “Stop alle bombe sui civili”. L’iniziativa coinvolge anche le istituzioni centrali, tra cui Palazzo Chigi, Camera, Senato e i principali Ministeri, e dall’edizione precedente anche numerose Regioni.

Michele Vigne, Presidente Nazionale dell’ANVCG e vittima civile di guerra, ha dichiarato: “Le vittime civili di guerra italiane chiedono incessantemente il rispetto del diritto internazionale umanitario affinché, con la sua reale applicazione, possa svolgere la funzione per cui è stato concepito: evitare la sofferenza delle popolazioni civili durante i conflitti”. Vigne ha proseguito, evidenziando il tragico aumento delle vittime civili: “Nel 2024 le vittime civili causate da armi esplosive sono aumentate del 67% rispetto all’anno precedente, una crescita vertiginosa che ci impone di pretendere il reale rispetto ed applicazione del diritto internazionale affinché si proteggano le vite, le case, le scuole e gli ospedali.” L’aumento delle vittime civili nel 2024 La situazione globale è drammatica: l’uso delle armi esplosive nelle aree popolate in guerra ha causato un aumento del 67% delle vittime civili nel 2024 rispetto al 2023, con un totale di 61.353 morti e feriti. I civili uccisi sono aumentati del 51%, passando da 16.635 nel 2023 a 25.116 nel 2024, mentre i feriti sono aumentati dell’81%, da 20.005 a 36.237. Le statistiche mostrano che gli attacchi aerei, che causano il 64% delle vittime civili, sono aumentati del 104% rispetto all’anno precedente. In particolare, l’uso di bombe sganciate via aerea ha registrato un aumento del 355%, soprattutto in Ucraina e Myanmar. Negli ultimi dieci anni, la letalità degli attacchi aerei è aumentata in modo vertiginoso, con un incremento del 1.143% delle vittime civili causate da questi bombardamenti.

Paesi più colpiti e l’impatto globale Nel 2024, ci sono state 31 le guerre e almeno 23 situazioni di crisi. Le armi esplosive hanno colpito 69 Paesi nelle aree popolate. Gaza ha registrato da sola il 39% del totale delle vittime civili a livello globale nel 2024, seguita dall’Ucraina, dal Libano, dal Sudan e dal Myanmar.

L’evento di celebrazione a Palazzo Vecchio Le celebrazioni ufficiali della Giornata si terranno il 31 gennaio alle 10.30 a Palazzo Vecchio a Firenze. Sul palco del salone dei Cinquecento si terrà la premiazione dei vincitori del concorso scolastico nazionale in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, intitolato: “1945: la guerra è finita! Le gravose eredità che guerre e conflitti lasciano alla popolazione civile”, a cui hanno partecipato oltre 1100 studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado da tutta Italia.

Saranno inoltre presentate le iniziative con Anci e la tredicesima edizione dell’Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo, annuario aggiornato delle guerre contemporanee, cui l’ANVCG collabora attraverso “L’Osservatorio”, il proprio centro di ricerca internazionale sulle vittime civili dei conflitti.

La Bce taglia nuovamente il tasso guida di 0,25 punti, al 2,75%

Roma, 30 gen. (askanews) – La Banca centrale europea ha nuovamente tagliato i tassi di interesse per tutta l’area euro, nella misura di 0,25 punti percentuali. Quello che di fatto resta il riferimento chiave – il tasso sui depositi parcheggiati dalle banche commerciali presso la stessa Bce – scende così dal 3% al 2,75%, minimo dal febbraio del 2023 (quando era al 2,50%).

Il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento cala al 2,90%, mentre il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali cala 3,15%.

La decisione è in linea con le attese dominanti e avviene mentre l’istituzione monetaria si trova ad operare in un contesto di economia in peggioramento: proprio oggi Eurostat ha riportato che nel quarto trimestre la crescita economica dell’area euro è rimasta al palo, con un Pil invariato rispetto ai tre mesi precedenti.

Questo spinge la Banca centrale verso una ammorbidimento della linea. Quella di oggi è la quinta riduzione al costo del danaro da quando, nel giugno dello scorso anno, la Bce ha invertito la rotta, dopo che tra il luglio del 2022 e settembre del 2023 aveva aggressivamente inasprito la linea, alzando i tassi di 4,50 punti percentuali complessivi in risposta alla elevata inflazione.

E proprio guardando all’inflazione, negli ultimi mesi è leggermente risalita, tornando a 2,4% a dicembre a fronte di un obiettivo della Bce che la vorrebbe al 2%. Tuttavia, in precedenza, l’istituzione ha detto di attendersi che torni ad attenuarsi nel corso dell’anno per convergere verso il valore auspicato. “Il processo disinflazionistico è ben avviato – ribadisce la comunicazione diffusa al termine del Consiglio direttivo -. L’inflazione ha continuato a evolvere sostanzialmente in linea con le proiezioni dei nostri esperti e dovrebbe tornare all’obiettivo nel corso dell’anno”.

Ora l’attenzione si sposta sulle considerazioni che la presidente Christine Lagarde vorrà offrire, nella consueta conferenza stampa esplicativa.

Bce taglia nuovamente il tasso guida di 0,25 punti, al 2,75%

Roma, 30 gen. (askanews) – La Banca centrale europea ha nuovamente tagliato i tassi di interesse per tutta l’area euro, nella misura di 0,25 punti percentuali. Quello che di fatto resta il riferimento chiave – il tasso sui depositi parcheggiati dalle banche commerciali presso la stessa Bce – scende così dal 3% al 2,75%, minimo dal febbraio del 2023 (quando era al 2,50%).

Il tasso sulle principali operazioni di rifinanziamento cala al 2,90%, mentre il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginali cala 3,15%.

La decisione è in linea con le attese dominanti e avviene mentre l’istituzione monetaria si trova ad operare in un contesto di economia in peggioramento: proprio oggi Eurostat ha riportato che nel quarto trimestre la crescita economica dell’area euro è rimasta al palo, con un Pil invariato rispetto ai tre mesi precedenti.

Questo spinge la Banca centrale verso una ammorbidimento della linea. Quella di oggi è la quinta riduzione al costo del danaro da quando, nel giugno dello scorso anno, la Bce ha invertito la rotta, dopo che tra il luglio del 2022 e settembre del 2023 aveva aggressivamente inasprito la linea, alzando i tassi di 4,50 punti percentuali complessivi in risposta alla elevata inflazione.

E proprio guardando all’inflazione, negli ultimi mesi è leggermente risalita, tornando a 2,4% a dicembre a fronte di un obiettivo della Bce che la vorrebbe al 2%. Tuttavia, in precedenza, l’istituzione ha detto di attendersi che torni ad attenuarsi nel corso dell’anno per convergere verso il valore auspicato. “Il processo disinflazionistico è ben avviato – ribadisce la comunicazione diffusa al termine del Consiglio direttivo -. L’inflazione ha continuato a evolvere sostanzialmente in linea con le proiezioni dei nostri esperti e dovrebbe tornare all’obiettivo nel corso dell’anno”.

Ora l’attenzione si sposta sulle considerazioni che la presidente Christine Lagarde vorrà offrire, nella consueta conferenza stampa esplicativa.

Milano, torna Book Pride: libri per danzare sull’orlo del mondo

Milano, 30 gen. (askanews) – Torna a Milano Book Pride, la Fiera Nazionale dell’editoria indipendente. Si terrà dal 21 al 23 marzo presso il Superstudio Maxi (Via Moncucco 35, Milano – Metropolitana Linea M2 Famagosta) la IX edizione della manifestazione letteraria organizzata in collaborazione con il Comune di Milano, che, in questo 2025, entra a far parte dei progetti del Salone Internazionale del Libro di Torino. Un cambiamento volto a dare solidità e costruire nuove forme di visibilità per la piccola e media editoria, in un evento che, con orgoglio, rivendica la qualità e la cura tipica di questo settore.

“Con il Salone del Libro stiamo lavorando con entusiasmo a questo nuovo capitolo di Book Pride – commenta Silvio Viale, presidente dell’associazione Torino, la Città del Libro – L’obiettivo è avere un contatto ancora più stretto con tutta l’editoria indipendente, per sostenerla in questa fase delicata e costruire insieme un progetto rinnovato. Questa edizione è per noi l’inizio di un percorso di risanamento, ma soprattutto di rilancio” Per l’edizione 2025 di Book Pride, che vede il coordinamento editoriale di Francesca Mancini e la rinnovata curatela di Marco Amerighi e Laura Pezzino, il tema scelto è Danzare sull’orlo del mondo.

Una danza che è gesto semplice e primordiale, come quella narrata dalla scrittrice americana Ursula K. Le Guin, fatta di rinnovamento e creazione, ballata al margine delle cose, sull’orlo del mondo. In un tempo storico dove sono assenti risposte ed equilibrio, la letteratura può rappresentare una base solida sulla quale muoversi e nella quale ritrovarsi. Se nell’edizione passata, la frase che ci ha guidato era Cosa vogliamo, cercando tra le pagine i temi per immaginare un mondo nel quale ci sarebbe piaciuto vivere, ora è il momento di capire come prendercene cura. Per farlo ci affideremo a un atto artistico, che è movimento dei corpi, rituale di guarigione, grido collettivo ed esercizio di equilibrio, con la volontà di uscire da sé ed entrare in relazione con il passo e il ritmo degli altri.

“Raramente ci siamo sentiti così confusi e persi come in questo ultimo anno. Nei momenti di crisi dell’umanità servono altre parole. È per questo che abbiamo bisogno di credere nell’arte. La letteratura, la musica, la danza, il teatro, la pittura, ci insegnano il potere del silenzio, della riflessione e dell’incontro. Ci ricordano che la vita si costruisce insieme, per tracciare nuove strade tra le macerie e provare a costruire il mondo che verrà” hanno dichiarato Francesca Mancini, Laura Pezzino e Marco Amerighi.

In una fiera che vuole essere specchio dell’editoria indipendente e che ne riflette tutti i settori, tornano a Book Pride anche i focus e le sezioni speciali dedicate ai comparti d’eccellenza dell’editoria indipendente italiana, come la sezione Book Comics, le attività per i lettori più giovani di Book Young e Book YA e gli appuntamenti per gli appassionati delle discipline e delle storie sportive del programma Book Sport.

Tra le novità di quest’anno un grande e rinnovato spazio esterno. L’area all’aperto del Superstudio Maxi diventerà il luogo ideale per incontri e confronti accessibili a tutti coloro che vorranno prendere parola e dar vita a talk tematici. Un’occasione per creare sempre più momenti di dialogo sui temi della manifestazione e dar vita a reading e voci libere.

Tanti dunque gli ospiti che dall’Italia e dal mondo arriveranno al Superstudio Maxi per le tre giornate della fiera. Da una intellettuale poliedrica come Concita De Gregorio, che ci restituirà il ritratto dell’attivista messicana Chávez Castillo, ispiratrice del movimento Non una di meno, e autrice della raccolta di poesie “Prima tempesta” (Edizioni Sur) di cui De Gregorio è stata traduttrice, al giornalista Francesco Costa, che terrà un incontro dedicato all’informazione nella giornata di apertura. Di femminismi parleremo in un confronto generazionale tra Luciana Castellina e Giulia Siviero, autrici rispettivamente de “La scoperta del mondo” e “Fare femminismo” (Nottetempo edizioni). Con Daria Bignardi e Luca Misculin, si affronterà il tema della privazione della libertà; Violetta Bellocchio terrà un reading affondando la questione della violenza di genere e la trasformazione del dolore in una lotta per riprendere il controllo del proprio io (Emons Edizioni). Grandi ospiti anche dal panorama letterario internazionale come l’attesissimo francese, vincitore del Prix Goncourt, Mathias Enard che, a partire dal suo nuovo romanzo “Disertare” (Edizioni e/o), ci condurrà in una riflessione sulle improbabili equazioni dei conflitti. A Book Pride anche Fatma Aydemir, autrice curdo-tedesca di “Tutti i nostri segreti” (Fazi Editore), il romanzo che racconta la storia di una famiglia curda emigrata in Germania e intrappolata tra passato e presente; l’americana Alice Robb che, con il memoir “Non pensare, cara” (66thand2nd), si interroga sul significato della danza classica nella società contemporanea. E ancora, la francese Phoebe Hadjimarkos Clarke, autrice di “Aliena” (Edizioni Atlantide) un libro che, con il filtro della fantascienza rurale, ha dato vita a un grande romanzo sociale dei nostri tempi.

In occasione dei 250 anni dalla nascita di Jane Austen, la studiosa Liliana Rampello e la scrittrice Carolina Capria faranno una rilettura moderna delle opere della scrittrice britannica mostrandoci come i suoi testi siano ancora oggi uno strumento per interpretare il mondo che viviamo. Questi solo alcuni dei molti nomi che comporranno il vasto programma dell’edizione 2025 di Book Pride Milano.

Tornano anche le storie di sport, quelle dedicate alle nuove generazioni di lettori e lettrici e agli amanti del mondo del fumetto con le speciali sezioni proposte da Book Pride. Tra queste Book Young e YA che si animerà – oltre che con l’esclusiva selezione di novità editoriali scelta per i lettori in fiera dalle migliori Librerie Indipendenti Milanesi – di incontri, laboratori e letture ad alta voce dedicati a bambini e bambine che visiteranno la fiera con le scuole e con le loro famiglie. Una capsula del programma sarà dedicata anche ai narratori sportivi: atleti e atlete che hanno fatto la storia delle competizioni agonistiche e di cui si parlerà negli incontri del programma Book Sport. Infine, anche uno spazio dedicato alla nona arte con Book Comics, che ospiterà i titoli e gli autori che meglio rappresentano l’editoria indipendente a fumetti. Al mondo dei balloon saranno rivolte presentazioni, tavole rotonde e workshop che guarderanno al fumetto come una forma di linguaggio, andando oltre il concetto di genere letterario.

Libia, Tajani: procuratore Lo Voi non ha fatto interesse Italia

Roma, 30 gen. (askanews) – “Il problema è la scelta di un magistrato di iscrivere nel registro degli indagati del Tribunale dei ministri” la premier Giorgia Meloni, i ministri Piantedosi e Nordio e il sottosegretario Mantovano “per una vicenda dove c’era la possibilità” di fare altrimenti. “Non è un atto dovuto, lui aveva discrezionalità, quindi c’è una scelta, mi auguro non legata ad altre vicende, frutto di una richiesta di un avvocato che era stato al governo di centrosinistra e che fa parte di uno schieramento di opposizione”. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, al termine di una conferenza stampa di Forza Italia alla Camera, a una domanda sull’atto inviato dal procuratore di Roma Francesco Lo Voi sulla vicenda dell’arresto e della successiva espulsione del cittadino libico Osama Almasri.

“Voglio ricordare, e lo dico da ministro degli Esteri – ha proseguito Tajani – che iniziative come queste non danno dell’Italia un’immagine positiva, quindi un servitore dello Stato, prima di fare delle scelte a mio giudizio più che azzardate, deve pensare se la sua scelta, visto che non è un atto dovuto, fa o meno l’interesse dell’Italia. Questa scelta secondo me non fa l’interesse dell’Italia”.

La Corte europea dei diritti umani condanna l’Italia per la terra dei fuochi

Bruxelles, 30 gen. (askanews) – La Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo ha emesso oggi una sentenza su un caso che riguarda la cosiddetta “Terra dei fuochi”, in Campania, in cui ha concluso che lo stato italiano non ha fatto tutto quello che sarebbe stato necessario per proteggere il diritto alla vita degli abitanti della zona, e in particolare delle persone che hanno presentato il ricorso oggetto del verdetto (cinque associazioni e 41 individui).

Il caso (denominato “Cannavacciuolo e altri”) riguarda lo scarico, l’interramento o la combustione di rifiuti, anche pericolosi, in terreni privati, spesso effettuati da gruppi criminali organizzati, nelle provincie di Caserta e Napoli (90 comuni) note come “Terra dei Fuochi”, dove vivono circa 2,9 milioni di persone. Nella zona sono stati registrati incrementi di tassi di cancro nella popolazione e di inquinamento delle falde acquifere.

La Corte ha stabilito, all’unanimità, che vi è stata da parte dell’Italia una violazione dell’articolo 2 (diritto alla vita) della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, perché lo Stato, nonostante fosse a conoscenza della vicenda in questione da molti anni, non è riuscito a gestire una situazione così grave con la diligenza e la rapidità richieste, in particolare nel valutare il problema, impedirne il proseguimento e avvertire il pubblico interessato.

Sempre all’unanimità, applicando l’articolo 46 della Convenzione (forza vincolante ed esecuzione delle sentenze), la Corte ha stabilito che l’Italia dovrà elaborare entro due anni una strategia globale per affrontare la situazione della “Terra dei Fuochi”, istituire un meccanismo di monitoraggio indipendente e stabilire una piattaforma di informazione per il pubblico.

Sanremo, Clara: il festival storia e adrenalina ma non ho aspettative

Milano, 30 gen. (askanews) – Clara si esibir in gara alla 75 edizione del Festival di Sanremo con l’inedito “Febbre”, tornasul palco del teatro Ariston un anno dopo il successo ottenuto con “Diamanti Grezzi”. “Febbre”, prodotto da Dardust, parla di emozioni e sentimenti contrastanti che avvengono dentro di noi quando si insegue qualcosa, che sia un sogno o semplicemente il percorso della vita, Clara racconta cos la genesi del pezzo.

“Febbre nata da un colloquio tra me e me allo specchio, se dobbiamo dirla in un’immagine, pi precisamente tra me quelle che sono le emozioni che possiamo provare durante le nostre giornate con il conoscerci meglio o in determinate situazioni in cui ti senti un buon pesce fuor d’acqua o magari poi ti senti invincibile. E l’accettare in qualsiasi sia la situazione brutta o bella che sia il sentimento che si prova. Musicalmente la cosa che mi piace di pi di febbre la prima volta che l’avevo finita registrare, non mi piaceva perch una canzone che avevamo abbiamo creato tante linee melodiche di diversi generi differenti ed Dardust e mio fratello mi hanno detto fidati, fidati non fermarti dal primo ascolto super sperimentale e mi ha portato a me fuori dalla mia comfort zone questa una cosa molto importante ha delle sonorit molto urban nelle strofe quasi rap e poi con gli archi e ha quindi delle linee molto pi aperte, per poi andare serratissima nel ritornello”.

Clara ha debutto al Festival nel 2024 con “Diamanti Grezzi”, in seguito alla vittoria di Sanremo Giovani 2023 con “Boulevard”, per lei Sanremo significa tante cose.

“Sicuramente mi ricorda la mia infanzia perch da quando sono nata ad adesso non c’ un anno che passato senza sentir parlare di Sanremo e quindi qualcosa sicuramente di storico, quindi mi viene in mente storia come parola. Per quanto riguarda l’anno scorso mi viene in mente adrenalina, perch ero carichissima, ma non sapevo cosa m’aspettava. Se ripensavo l’anno scorso mi veniva un po’ da sorridere, perch ho vinto Sarremo Giovani e dopo due mesi ero sul Parco dell’Ariston quasi ignara di quello che significasse. Non ho aspettative, cerco di non crearmele, perch ogni volta che nella mia vita, anche nelle relazioni personali, le ho create, le cose sono andate male. Quindi non ne ho. Paure? Non ho paura, sicuramente ho la consapevolezza che sto andando l con un bagaglio di esperienze pi grande dell’anno scorso e con una conoscenza del palco pi ampia” ha concluso Clara.

Nella serata di venerd 14 febbraio, dedicata alle cover, Clara si esibir sulle note della hit internazionale “The sound of silence”, accompagnata dal trio italiano pi famoso al mondo, Il Volo. “The sound of silence”, canzone amata da intere generazioni, permetter a Clara di mostrare un lato della sua voce e della propria personalit differente.

Von der Leyen: il 5 marzo presenteremo un piano d’azione per l’auto

Milano, 30 gen. (askanews) – La Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il prossimo 5 marzo presenterà un piano strategico per il comparto auto europeo. “L’industria automobilistica europea si trova in un momento cruciale e siamo consapevoli delle sfide che deve affrontare – ha detto in occasione dell’avvio del Dialogo strategico sul futuro dell’industria automobilistica europea – Per questo motivo stiamo agendo rapidamente per affrontarle. La domanda fondamentale a cui dobbiamo rispondere insieme è cosa ci manca ancora per liberare la forza innovativa delle nostre aziende e garantire un settore automobilistico solido e sostenibile”.

“La giornata di oggi segna l’inizio di un dialogo che ci aiuterà ad affrontare i cambiamenti futuri – ha proseguito – Il risultato di questo dialogo sarà un Piano d’azione completo, che presenteremo il 5 marzo. Questo piano d’azione traccerà un percorso chiaro per garantire che la nostra industria possa prosperare in Europa e competere con successo sulla scena mondiale”.

Pinelli: magistrato non cerca consenso politico ma imparzialità

Scandicci (Fi), 30 gen. (askanews) – Quello della magistratura “è un potere che deve essere sentito innanzitutto come un dovere”, “ancora di più in questo difficile transito epocale denso di trasformazioni che riguardano la società”. Lo ha detto il vicepresidente del Csm, Fabio Pinelli, parlando davanti al capo dello Stato Sergio Mattarella all’inaugurazione dei corsi della Scuola superiore della magistratura a Castelpulci, in provincia di Firenze.

Pinelli ha insistito sul fatto che “l’imparzialità è costitutiva dell’essere magistrati, fondamentale” perché “tutti siano uguali davanti alla legge”. Il vero magistrato, ha spiegato il numero due dell’organo di autogoverno delle toghe, è “un magistrato che non cerchi consenso politico e sociale ma che grazie alla sua imparzialità si dimostri autorevole e abbia la fiducia di tutti i cittadini”.

La complessità del mondo attuale “ha accresciuto l’esposizione politico-istituzionale della magistratura per i margini teorici di incertezza che caratterizzano la sua azione di risoluzione dei conflitti”, “un’esposizione comunque nociva, proprio perché mette a rischio la percezione di imparzialità della magistratura e la conseguente fiducia che in essa si deve nutrire”, ha detto ancora Pinelli.

“Una esposizione – dovuta principalmente alle trasformazioni del diritto, più che a singole e contingenti deviazioni – che deve essere superata e che può superarsi solo attraverso strumenti di riduzione della complessità. Tutto ciò impone l’acquisizione non solo di una ancor più solida preparazione tecnico giuridica, ma anche di un’accresciuta consapevolezza critica del ruolo e degli effetti del proprio agire” ha concluso Pinelli.

Cassano: mi auguro clima di rispetto reciproco tra istituzioni

Scandicci (Fi), 30 gen. (askanews) – “Mi auguro che questo patrimonio comune di valori, oggetto di approfondimento grazie all’opera sapiente e attenta della Scuola della magistratura, possa essere condiviso in un clima rinnovato, improntato al rispetto reciproco tra le varie istituzioni dello Stato, a pacatezza, equilibrio, disponibilità effettiva ad ascoltare le ragioni altrui”. Lo ha detto Margherita Cassano, prima presidente della Corte di Cassazione, intervenendo alla cerimonia per l’inaugurazione dei corsi della Scuola superiore della magistratura a Castelpulci, in provincia di Firenze, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Covid, Iss: senza il lockdown l’ondata sarebbe stata disastrosa

Roma, 30 gen. (askanews) – Mettere l’Italia in lockdown nel marzo 2020 per l’epidemia Covid “è stato estremamente importante per contenere l’epidemia” e la decisione “si è tradotta in un notevole abbattimento dei ricoveri in terapia intensiva, che erano già in sofferenza. Su quell’ondata che alla fine ha provocato 50-60mila morti in più, se non avessimo preso questa misura sarebbe stata probabilmente abbastanza disastrosa”. Così Patrizio Pezzotti, direttore del reparto di Epidemiologia dell’Iss, ascoltato dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid.

“In tutte le regioni prima dell’8 marzo – ha ricordato il dirigente citando studi scientifici prodotti poi dall’Iss – la trasmissibilità, il famoso R0, era pari a 3 e con il lockdown in due settimane è scesa sotto 1, il numero chiave che serve per contenere l’epidemia. Se non avessimo chiuso, la trasmissibilità che al Nord così elevata in 2 settimane avrebbe raggiunto quei livelli al Centro-Sud”.

Lo studio citato da Pezzotti, ha rimarcato Anna Teresa Palamara, direttore del Dipartimento Malattie infettive dell’Iss, “ha subito un processo di peer review e i dati sono questi. Poi che possano essere oggetto di revisione e discussione, la prima qualità di scienziato è avere una mente aperta: se qualcuno dovesse contestarli, li riesamineremo. Nessuno vuole essere ideologicamente da una parte o dall’altra”.

“Con la Svezia, che all’inizio non ha applicato il lockdown, c’è una differenza di densità di popolazione. In tutte le crisi ci sono errori, situazioni che possono essere riviste, affrontate in modo frettoloso. Degli errori sul campo esistono, l’importante è poterli esaminare e poterli eventualmente correggere”, ha concluso Palamara.

Bei, nel 2024 in Italia investiti 11 mld per crescita sostenibile

Roma, 30 gen. (askanews) – Nel 2024, il gruppo Banca europea per gli investimenti (Bei) ha confermato il proprio impegno a sostegno della crescita sostenibile e dell’innovazione in Italia, con 99 operazioni e investimenti per 10,98 miliardi di euro, pari allo 0,5% del Pil. Con un comunicato, l’istituzione afferma che queste operazioni hanno contribuito ad attivare investimenti nell’economia reale per circa 37 miliardi di euro, equivalenti all’1,7% del Pil.

Le attività svolte sono state illustrate oggi dalla vicepresidente della Bei, Gelsomina Vigliotti, nel corso di una conferenza stampa a Roma, presso lo Spazio Europa.

Sostenere il settore pubblico e quello privato, ha spiegato, aiuta ad affrontare le sfide della transizione ecologica, della sicurezza energetica e della digitalizzazione.

“Il Gruppo Bei ha da sempre ricoperto un ruolo strategico nel sostenere l’economia italiana, finanziando progetti infrastrutturali cruciali, catalizzando risorse e supportando le amministrazioni locali nei loro investimenti. Nel corso dell’ultimo anno – ha detto Gigliotti – abbiamo riaffermato il nostro impegno, contribuendo in modo significativo ad accelerare il cambiamento verso un futuro più resiliente, prospero e innovativo”.

“Il nostro intervento non si limita al sostegno finanziario, ma si traduce in un contributo concreto alla sostenibilità ambientale, all’autonomia energetica, alla competitivita e alla trastormazione digitale – ha aggiunto Gigliotti – in linea con le priorità dell’Italia e dell’Unione Europea”.

La proposta di Colturazione arriva in Parlamento

Roma, 30 gen. – Colturazione ha presentato, ufficialmente, alla Camera dei deputati la propria petizione per una revisione costituzionale in materia di salute e offerta sanitaria. La proposta di riforma costituzionale mira a inserire la salute nell’art 1 della Costituzione e a riformare il Titolo V per superare le disuguaglianze sanitarie tra Nord e Sud. Ad agosto scorso, il testo della proposta stato ufficialmente depositato alla Camera dei Deputati e il 10 settembre ne stata data lettura nell’Aula di Montecitorio, assegnandolo successivamente alla Commissione Affari Costituzionali per il relativo iter di esame. A moderare l’evento la giornalista Sabrina Cavezza, mentre i saluti istituzionali sono stati affidati all’onorevole Nazario Pagano, presidente della Commissione Affari Costituzionali, che ha sottolineato l’importanza di un dialogo su una tematica di cos grande impatto per il Paese.

“Diciamo che in generale il tema della sanit un tema che divenuto centrale nel dibattito politico nazionale. L’offerta sanitaria, soprattutto le disparit di trattamento e l’offerta sanitaria fra le varie regioni d’Italia impongono una riflessione e una diversa, come dire, organizzazione della nostra sanit”.

Una missione degna di grande coraggio come ha spiegato Francesco Schittulli, senologo, chirurgo oncologo e co-primo firmatario della petizione.

“L’obiettivo quello di rendere davvero la sanit universale, cio garantire a tutti i cittadini di tutte le regioni lo stesso servizio, le stesse prestazioni e la stessa qualit. Questo purtroppo da un quinquennio a questa parte non accade dalla pandemia Covid e di quindi la necessit davvero di far s che vi sia un unico responsabile per quanto riguarda la salute degli italiani e cio il governo, il ministro della salute e non 20 presidenti di regione in maniera disomogenea, difforme l’uno dall’altro”.

Non sono mancati gli interventi dei coordinatori regionali, provinciali e cittadini del movimento, tra cui Antonio Lattanzio, Morena Luchetti, Antonio Squarcella, Luca Conserva, Giulietta Marangi e Mary Lenti, che hanno offerto un’interessante prospettiva territoriale sull’iniziativa. Colturazione a detta del suo ideatore Angelo Lucarella, si conferma promotore di un dibattito culturale e politico sulla salute, con l’ambizione di tracciare una strada verso una riforma costituzionale capace di rispondere alle sfide del mondo moderno nel totale rispetto del diritto alla salute.

“Il Movimento Culturazione propone l’inserimento della salute all’interno dell’articolo 1 della nostra Costituzione italiana tanto perch la salute possa diventare un elemento complementare al diritto al lavoro.

In questa ottica nuova noi ci proponiamo e proponiamo alle istituzioni di interessarsi a una nuova metodologia delle dinamiche di scelta pubblica partendo dall’aspetto normativo”.

Un progetto nato per contribuire alla ripartenza del Paese nel segno della cultura, cercando di richiamare l’attivit sociale al valore delle persone e delle cose affinch le disparit sanitarie regionali possano essere superate il prima possibile.

Aereo precipitato in Usa, Trump: l’incidente andava evitato

Roma, 30 gen. (askanews) – L’incidente avvenuto all’aeroporto Ronald Reagan di Washington, dove un aereo di linea è precipitato dopo una collisione con un elicottero militare “avrebbe dovuto essere evitato”: lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul suo profilo di Truth Social.

“Perché la torre di controllo non ha detto all’elicottero che cosa doveva fare invece di chiedere se aveva visto l’aereo: sembra una situazione che avrebbe dovuto essere evitata. Non va bene”, ha concluso Trump.

Cnn: almeno 20 statunitensi dispersi in combattimento in Ucraina

Roma, 30 gen. (askanews) – Oltre una ventina di cittadini statunitensi sono dati per dispersi in combattimento in Ucraina: è quanto riporta la Cnn in seguito a un’inchiesta sulla presenza degli americani nelle file dell’esercito ucraino.

Secondo quanto riferito dalla Cnn almeno cinque corpi dei caduti non sono ancora stati recuperati, e negli ultimi sei mesi il numero delle perdite è aumentato in modo significativo dopo che Kiev ha aumentato il ricorso ai “foreign fighters” per colmare i vuoti nei ranghi del proprio esercito.

Rilasciata a Jabalia la soldata israeliana Agam Berger

Roma, 30 gen. (askanews) – Le forze armate israeliane hanno confermato la consegna agli operatori della Croce Rossa Internazionale di Agam Berger, una dei tre ostaggi detenuti da Hamas la cui liberazione è stata fissata per oggi.

Il rilascio della diciannovenne soldata è avvenuto nel campo profughi di Jabalia, nel Nord della Striscia di Gaza. Il rilascio è stato ripreso in video e vede la soldata uscire dalle macerie di un edificio accompagnata da uomini armati e dal volto coperto, poi viene fatta salire su un palco da dove saluta. Indossa una uniforme militare. Secondo fonti media il palco allestito per la sua liberazione è stato montato di fronte a quella che era stata la casa di Sinwar.

Mediobanca: patto si riunirà il 19 febbraio, sul tavolo Ops Mps e conti

Milano, 30 gen. (askanews) – Si riunirà il prossimo 19 febbraio il patto di consultazione di Mediobanca, che raccoglie l’11,6% del capitale della banca. Lo si apprende da fonti finanziarie. Sarà per i soci, racchiusi nell’accordo, la prima occasione formale per valutare l’Ops lanciata da Mps sull’istituto di Piazzetta Cuccia. Sul tavolo, come consuetudine, anche i conti della banca, con la semestrale dell’esercizio 2024-25 che verrà approvata dal cda di Mediobanca il 10 febbraio.

L’accordo di consultazione non prevede né vincoli di blocco né di voto sulle azioni apportate.

Ft: Ue valuta ripresa import gas russo in vista accordo su Ucraina

Roma, 30 gen. (askanews) – I funzionari dell’UE stanno discutendo se riprendere le importazioni di gas russo tramite gasdotto come parte di uno sforzo più ampio per negoziare un accordo in Ucraina, ha riferito giovedì il Financial Times, citando fonti.

I sostenitori dell’idea sostengono che ripristinare le forniture di gas russo aiuterebbe ad abbassare i prezzi dell’energia in tutta Europa e a creare un clima più favorevole per i negoziati di cessate il fuoco. La proposta avrebbe ottenuto il sostegno di alcuni funzionari tedeschi e ungheresi, così come di diverse nazioni UE non identificate.

Le discussioni hanno provocato una forte reazione da parte dei decisori politici di Bruxelles e dei diplomatici di diversi paesi dell’Europa orientale, ha riferito il FT. La prospettiva ha anche allarmato gli esportatori di GNL statunitensi, che stanno cercando contratti a lungo termine in Europa e temono una maggiore concorrenza.

Il 1° gennaio, il transito del gas russo attraverso l’Ucraina si è interrotto con la scadenza di un contratto del 2019 tra la russa Gazprom e l’ucraina Naftogaz. La società russa ha affermato di non avere né la capacità legale né quella tecnica per continuare a pompare gas nel gasdotto che riforniva la Slovacchia e quattro paesi dell’UE, ovvero Moldavia, Austria, Italia e Repubblica Ceca.

Il cucchiaio smart che sostituisce il sale con una scossa

Las Vegas, 29 gen. (askanews) – Come rendere pi saporito il cibo senza aggiungere troppo sale che non fa bene alla salute? Con una scossa alle papille gustative. Letteralmente. l’idea della societ tech giapponese Kirin che ha ideato l”Electric Salt Spoon”. (premiato al Ces di Las Vegas 2025, organizzato da Cta, nella categoria digital health).

“Questo dispositivo genera elettricit, che passa da questa barra nel cucchiaio, stimola la lingua e d la sensazione di salato”. Dunque una piccolissima quantit di elettricit imbroglia i sensi e ricrea l’effetto del pizzicore del sale.

Si possono scegliere quattro livelli di gusto, e di scossa quindi. Le batterie sono nel manico, da dove si controllano i sensori, mentre la parte del cucchiaio finale intercambiabile. Il dispositivo gi in vendita ma solo in Giappone per un prezzo che si aggira attorno ai 100 euro.

Usa, aereo di linea precipita dopo collisione con elicottero

Roma, 30 gen. (askanews) – Un aereo passeggeri dell’American Airlines con 64 persone a bordo è precipitato mentre era in fase di atterraggio all’aeroporto di Washington dopo una collisione con un elicottero militare.

L’incidente è avvenuto alle 21 ora locale e sono in corso le operazioni di salvataggio alla ricerca di eventuali superstiti: le autorità non hanno fornito alcun bilancio ma hanno confermato che vi sono delle vittime.

Le cause dell’incidente non sono ancora chiare: è avvenuto peraltro in una delle zone più strettamente controllate del mondo, a pochi chilometri dalla Casa Bianca, mentre il CRJ-1701 si trovava a poco più di cento metri di altitudine e in approccio finale alla pista dell’aeroporto Ronald Reagan.

Pochi secondi prima della collisione la torre di controllo aveva dato istruzioni al Black Hawk militare – con tre persone a brodo e in volo di addestramento – di “passare dietro” all’aereo di linea, che era stato dirottato poco prima sulla pista 33 dello scalo, la più corta.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha criticato l’operato dei controllori di volo, sostenendo sul suo profilo di Truth Socialche la collisione con un elicottero militare “avrebbe dovuto essere evitata”: “Perché la torre di controllo non ha detto all’elicottero che cosa doveva fare invece di chiedere se aveva visto l’aereo: sembra una situazione che avrebbe dovuto essere evitata. Non va bene”, ha concluso.

Eva degli Iris, docufilm sulla scienziata Eva Mameli Calvino

Roma, 29 gen. (askanews) – Presentato in anteprima su iniziativa del senatore Mario Occhiuto, alla Sala dell’Istituto Santa Maria in Aquiro presso Senato della Repubblica, Eva degli iris, docufilm biografico dedicato alla scienziata Eva Mameli Calvino, prima botanica ed ambientalista italiana. Presente la Magnifica Rettrice Universit La Sapienza, Antonella Polimeni, con gli autori e gli attori. Il film documentario, prodotto da Fondazione Mira, vuole tracciare, attraverso un’impiato multidisciplinare che ha coinvolto diversi campi, cinema, documento, teatro, arte, musica, la ricca ed interessante personali di Eva Mameli Calvino, madre dello scrittore ed intelettuale del 1900 Italo Calvino che la defin La maga buona che amava gli iris. Tante sono le conquiste in campo della botanica, dell’ornitologia che le dobbiamo, ma non solo, Eva Mameli Calvino si batt per la salvaguardia dell’ambiente, per l’emancipazione del ruolo della donna cercando, con visione moderna, di coinvolgere i pi giovani al rispetto della natura. Un vita intensa che l’ha vista pioniera di importanti percosi e scoperte a livello internazionale.

Eva degli Iris prodotto da Fondazione Mira e.t.s, con la collaborazione e Patrocinio della Fondazione di Sardegna, Universit di Sassari, Universit La Sapienza, Orto Botanico di Roma, Societ Dante Alighieri Italia, Societ Dante Alighieri Cuba, Inaf -Istituto Nazionale d’Astrofisica, Stati Generali delle Donne. Con Isabel Russinova, Macri Martinelli Carraresi, Claudia Portale, Alessandra Prozzo e Alessio Caruso. Soggetto e Sceneggiatura di Isabel Russinova (tratto dal romazo antologico Virinoj Angeloj Leoninoj di Isabel Russinova, edito da Armando Curcio Editore). Regia Isabel Russinova e Rodolfo Martinelli Carraresi.

“Idee Ricostruttive” ancora da studiare

Le Idee ricostruttive della Democrazia Cristiana sono uno dei grandi documenti fondativi di quel partito, certamente il più conosciuto e il più citato da quando, a fine luglio del 1943, le Idee vennero diffuse l’indomani della caduta  del fascismo. Se ne torna a parlare, in una serie di appuntamenti in corso volti a celebrare gli 80 anni, e più ormai, della nascita della Democrazia cristiana, occasione per un bilancio storico sul quel partito, e più ancora sul cattolicesimo politico italiano del Novecento al quale dette vita, con il suo “Appello ai Liberi e Forti” del gennaio 1919, don Luigi Sturzo, fondatore del Partito popolare.

Le idee ricostruttive sono incardinate dentro questa grande storia, ma esse costituiscono anche una storia a sé, alla quale periodicamente si aggiungono nuovi particolari circa la loro  origine, la loro elaborazione e il loro contenuto, in una mai esaustiva ricostruzione di questo documento. Testimoni assoluti della vicenda sono personalità come Giuseppe Spataro, Guido Gonella, Alcide De Gasperi. Il racconto che ne fa Spataro, nel suo I democratici cristiani dalla dittatura alla repubblica (Mondadori 1968), fa risalire la genesi del documento al 1941, attraverso una progressiva elaborazione durante incontri guidati da De Gasperi fra Milano e Roma.

Le Idee non  vennero stampate subito. “Dovemmo accontentarci del ciclostile  – scrive Spataro – e ripiegammo su una distribuzione di fortuna, consegnando più copie possibili agli amici di diverse regioni. La prima copia fu data a Bernardo Mattarella, incaricato di rappresentare  la Commissione Centrale della Democrazia Cristiana in Sicilia, dove avrebbe provveduto egli stesso alla stampa. Un’altra copia riuscimmo a farla avere ad Antonio Segni per la diffusione in Sardegna … Ma la spedizione di migliaia di copie fu iniziata il 31 luglio del 1943. L’opuscoletto fu inviato a tutti i popolari con i quali ero rimasto in contatto, ad esponenti del mondo cattolico e a circa venti mila parroci”.

La loro diffusione suscitò un immediato entusiasmo, e anche interrogativi. Questori e prefetti di molte città e province segnalarono al ministero dell’Interno l’anomala spedizione delle migliaia di copie del documento, chiedendo istruzioni sul da farsi. Una tale espressione di libertà era stata impensabile fino a pochi giorni prima, e il governo Badoglio non aveva ancora abolito i controlli polizieschi del fascismo. Ma il clima di libertà di quella breve estate politica fino all’8 settembre, ebbe la meglio su tutto.

Le Idee erano nate dunque su impulso di De Gasperi, che aveva richiesto materiali e contributi a tanti ex popolari e giovani dell’Azione Cattolica. Fu lui l’artefice dell’incontro fra questi due diversi gruppi fondativi del nascente partito. Da Milano collaborarono i “neoguelfi”, a Roma fu Guido Gonella a scrivere le due parti relative alla politica scolastica, e alla politica estera, lui, il celebre estensore degli Acta Diurna sulla situazione internazionale che pubblicava in quegli anni “L’Osservatore Romano”.

Al primo congresso nazionale del partito, che si tenne a Roma nell’aprile del 1946, De Gasperi ricordò questi passaggi: “Avemmo dei contatti nei momenti della clandestinità, e compilammo finalmente le Idee ricostruttive che dovevano essere le idee-forza le quali avrebbero animato la volontà del popolo italiano quando questo popolo avesse avuto la possibilità di attuarle …  Se io guardo il sommario di queste Idee ricostruttive, vedo in verità che tutte  le questioni fondamentali sono state toccate, tutte le idee-forza sono state  accennate …” De Gasperi le elenca, riprendendo lo schema del documento diffuso a fine luglio del 1943, spiegando che queste indicazioni erano state poi oggetto di discussione all’interno del partito e infine tradotte in deliberati congressuali.

In effetti la posizione del partito non si formò solo sullo sviluppo delle Idee, ma anche sulla rielaborazione di questo documento che De Gasperi stesso aveva compiuto sul “Popolo” clandestino del 12 dicembre 1943 a firma Demofilo, con il titolo: “La parola dei democratico cristiani”. Se si accostano i due testi, se ne vedono le parti eguali e quelle dove De Gasperi interviene con modifiche e integrazioni, una diversa scansione narrativa, e la continua sottolineatura di una democrazia partecipativa per rifondare alla radice il vecchio Stato autoritario che monarchia e fascismo lasciavano in eredità.

Un particolare di quel lungo articolo è degno di nota. Uno dei sottotitoli di prima pagina recitava: “L’essenza del regime repubblicano”. Ma si era nel 1943, lontani da quello che sarebbe diventata l’Italia una volta usciti dall’incubo della guerra. I socialisti, con Pietro Nenni, avevano prospettato un cambio di fatto, rivoluzionario, dalla monarchia alla repubblica. De Gasperi si era opposto: la vera rivoluzione, aveva detto, dovevano essere il referendum e l’assemblea costituente. Perciò il numero successivo del “Popolo” clandestino, con la data del 23 gennaio 1944, pubblicò un vistoso errata corrige, precisando che la dicitura esatta di quel sottotitolo era “regime democratico”, e non repubblicano.

All’Istituto Luigi Sturzo sono conservate più copie delle Idee ricostruttive, ma tutte diverse fra loro (una viene dall’Istituto Gramsci). Quella che sembra la più antica, è in effetti la più recente. E’ intitolata: Idee ricostruttive della D.C. e sotto c’è la scritta: “(De Gasperi, novembre 1942)”. Ma se si apre il documento, nella seconda pagina leggiamo che è una ristampa del 1962, quindi successiva di venti anni. Un altro particolare non torna: che la Democrazia Cristiana venisse indicata già allora, nel 1942, con la sigla D.C. Però è una ristampa, un rifacimento. Dov’è l’originale, per fare il confronto? Ne esiste una copia da qualche parte? Può darsi, speriamo che salti fuori. Sulle Idee, non è stata ancora detta l’ultima parola.

La bussola di von der Leyen: un’Europa che cambia rotta.

Arthur Schopenhauer scrisse: “Colui che è guidato dal genio, vale a dire colui che pensa da sé, che pensa per volontà propria, che pensa in modo giusto, – è in possesso della bussola per trovare la via giusta”. Se anche un noto pessimista come il filosofo tedesco riconosceva l’importanza di avere una bussola, stupisce l’accoglienza polemica ricevuta dalla bussola sulla competitività presentata ieri da Ursula von der Leyen, documento fondante dei prossimi 5 anni di legislazione europea. Vero che per certi versi Ursula 2 è l’esatto contrario di Ursula 1, ma la capacità di adattare le risposte alle mutate circostanze andrebbe riconosciuto come qualità piuttosto che come limite. Solo le persone non intelligenti non cambiano mai idea, specie se si tratta, come in questo caso, di prendere atto degli errori commessi in passato e del giudizio degli elettori che hanno penalizzato Socialisti, Verdi e Liberali, indefessi ultras del Green Deal.

Per fare un esempio, basta pensare a quanto vissuto dagli agricoltori europei degli ultimi anni. La legislazione ispirata da Greta Thunberg, che ha passato più mattinate sui giornali che non a scuola, ha imposto a più riprese misure drastiche, come le diverse richieste di abbandonare l’utilizzo di determinati fertilizzanti ritenuti dannosi per l’ambiente, senza però che sul mercato fossero presenti alternative necessarie a non perdere raccolti e materie prime.

Vero è anche che, come già scritto in questa sede, manca una chiara indicazione su dove reperire i fondi per finanziare adeguatamente quanto si vuole fare, ma in un processo decisionale complesso come quello europeo, le cose si fanno per gradi. Sulla bussola per la competitività, bisognerà convincere tutti i Paesi membri a superare le frammentazioni esistenti tra le varie politiche industriali e a Bruxelles si sa che questo sarà un passaggio complicato.

Andrebbe, invece, messo in risalto il cambio di atteggiamento: si passa ad un’Europa più realista. Siamo sicuramente in ritardo su temi come intelligenza artificiale e semplificazione legislativa, ma abbiamo imparato a capire dove sbagliamo. Non a caso, il documento del Ppe a guida tedesca presentato la scorsa settimana a Berlino chiede una sospensione di almeno due anni sui nuovi regolamenti comunitari su clima e sostenibilità ambientale per andare incontro alle imprese.

Andreotti ricordava come, non sapendo dove andare e cosa fare né tantomeno sapendo dove era una volta sbarcato, Cristoforo Colombo scoprì l’America.  Figuriamoci che vantaggio ha chi sa dove non vuole andare e impara dagli errori propri. In un contesto come quello odierno, lo si è detto più volte, servono risposte concrete. Insomma, il PPE si conferma come guida pragmatica dell’Unione. Il resto è un rumore di fondo, come quello che ascoltava, notte e giorno, Colombo nella sua traversata oceanica. Almeno, lui non aveva a che fare con le lamentele di chi è stato sconfitto alle urne e non sa più a che santo votarsi.

L’incertezza giuridica dietro la multa dell’autovelox

Quella degli autovelox è una questione che appassiona gli italiani più di tante altri fatti. Per quanto si è compreso, ad aprile la Cassazione ha sibillinamente pronunciato una sentenza per cui le multe per eccesso di velocità non hanno alcuna validità se il dispositivo utilizzato era approvato ma non omologato. Così andando controverso alla posizione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che indicava la sostanziale equipollenza delle due figure giuridiche.

Tenendo botta, il Viminale, forte di un parere dell’Avvocatura di Stato, ed a soccorso dei Comuni in lacrime per i temuti mancati incassi, avrebbe ribadito la omogeneità o parificazione della approvazione e omologazione.

Senza trascendere nel cavilloso esame della materia, sembra che finalmente in un mondo che va tanto di fretta, l’attenzione sulla parola abbia in parte riacquistato finalmente un senso. Da oggi è possibile che il popolo dei multati possa sperare nel portato intenso di una parabola, l’origine della parola, per meglio comprendere gli eventuali torti e ragioni e tentare o desistere dal fare ricorso.

“S’i’ho ben  la parola tua intesa” diceva il divin poeta, finalmente, almeno c’è da augurarselo, si avrà  breve chiarezza di decisioni.

Si legge che omologazione sarebbe una convenzione a cui si ricorre per unificare ciò che è in origine differente o per attestare che un prodotto sia corrispondente ad un modello con determinate caratteristiche. Insomma omologare starebbe per dichiarare una conformità di un qualcosa ad una normativa o ad un regolamento.

Non è da confondersi con la equipollenza, istituto a cui si guarda per i titoli di studio che conseguiti in un certo paese estero possono equivalere anche in Italia.

Altra cosa è invece l’approvazione in virtù della quale “una autorità, verificata la legittimità e l’opportunità di un atto di autorità inferiore o di altro soggetto, ne permette l’esecuzione”.

Per inciso, non si contano i lavori e i gruppi di lavoro che negli anni hanno impegnato la Pubblica Amministrazione per dar vita ad una semplificazione del linguaggio dove si raccomanda, ad esempio, di scrivere frasi brevi, usare parole di lessico comune, far ricorso a pochi termini tecnici e spiegarli, evitare neologismi, parole straniere e latinismi e così via continuando.

E’ questo, malgrado ogni sforzo, purtroppo un tempo in cui le parole cadono in confusione e stentano ad affermarsi per come meritano. I titoli dei giornali ne sono un riflesso. Si legge indifferentemente di soldate o soldatesse impegnate sui fronti di guerra o di “messe” liturgiche celebrate in particolari occasioni trascurandone il carattere maiuscolo.

Insomma, alla fine di tutto, con tanto di circolare a supporto, il Viminale ha detto ai Comuni che possono resistere in giudizio contro gli automobilisti, chissà forse ricadendo nel vecchio vizio del burocratese, un linguaggio solo per pochi addetti.

Circolare è una strana parola che in un caso può indicare una linea autofilotranviaria che segue un percorso per cui il capolinea di arrivo coincide con la partenza.

Ne deriva che anche per le multe c’è il rischio di essere sempre punto e daccapo e non cavarne un ragno dal buco nella perenne incertezza delle interpretazioni. C’è sempre in agguato una parola che possa circuire i significati, aggirare i ragionamenti e portarti dove non si deve.

“Circolare” resterà comunque l’eterna meravigliosa esortazione del vigile a scorrere con le automobili senza creare rallentamento o intoppi alla circolazione e forse anche ai pensieri. Un bel dì sapremo.

Il futuro tradito del continente giovane: l’Africa tra conflitti e sfruttamento.

Non bastava il Sudan. Adesso anche in Congo tornano a tambureggiare orrendi rumori di guerra. Che però rischiano di non essere ascoltati da nessuno o quasi, in Occidente. Anche qui in Italia, dove pure il nome della città di Goma dovrebbe ricordarci l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci, uccisi nel 2021 durante un attacco ad un convoglio dell’Onu. Indifferenza attuale succeduta ad un eccesso di interesse nel passato. Indifferenza e disinteresse che però sono un grande errore anche politico, in proiezione futura.

L’Africa è il continente dei giovani, la cui popolazione – già oggi di 1,4 miliardi di abitanti – è destinata ad incrementarsi in misura consistente nei prossimi decenni a fronte del trend opposto a quello di tutte le altre parti del globo. Un continente ricchissimo di risorse minerali eppur immerso nella povertà e spesso nella miseria. Retaggio del colonialismo europeo ma ora frutto del neocolonialismo cinese e russo e soprattutto dell’operato di gruppi dirigenti locali in perenne conflitto tra loro il cui scopo prevalente, se non unico, è la spoliazione sistematica a proprio profitto delle ricchezze delle loro nazioni. Dilapidando inoltre risorse ingenti in armamenti, royalties provenienti dallo sfruttamento delle risorse minerarie che meriterebbero miglior causa in territori dove spesso la vita è solo lotta per la sopravvivenza.

La retorica anti-occidentalista rimane ciò nondimeno il carburante che alimenta la propaganda dei regimi dittatoriali che infestano il continente. Lo si è visto in questi ultimi anni nella fascia sub-sahariana francofona (Mali, Burkina Faso, Niger, Ciad e ora anche Senegal) dove i militari transalpini che dovevano combattere le milizie jihadiste attive in quei paesi sono stati ritirati da Parigi dopo i golpe che si sono succeduti in rapida sequenza. Senza voler dimenticare, naturalmente, le colpe del colonialismo storico tocca però oggi registrare che in loro vece si sono insediati i militari russi, a conferma dell’investimento che Mosca sta attuando nel continente. Investimenti importanti cha da anni sta mettendo in campo anche la Cina. Nell’assenza o quasi degli europei. E nella distrazione degli americani.

I primi avviano piani che svaniscono spesso nel tempo, i secondi paiono sempre meno interessati. È pur vero che questi ultimi hanno avviato un progetto di collegamento ferroviario lungo oltre 1200 km fra il Congo, lo Zambia e l’Angola per portare minerali rari dal centro dell’Africa ai porti atlantici prospicenti l’America. Ma Joe Biden in quattro anni ha effettuato un solo viaggio in Africa, e per di più negli ultimi giorni della sua presidenza: quasi una provocazione. E Donald Trump non dà proprio l’idea d’essere minimamente interessato al continente da cui provengono i progenitori di tanti suoi connazionali. Eppure dovrebbe occuparsene, anche solo dal suo punto di vista preferito, quello degli affari, se ad esempio – per restare al Congo oggi all’attenzione delle cronache – le aziende USA ivi presenti lo hanno abbandonato già nel 2020 lasciando campo libero al competitor cinese, detentore della più parte delle miniere congolesi nelle quali, per dire, ci sono i tre quarti delle riserve mondiali di cobalto (minerale che alimenta la produzione di batterie per le auto elettriche). Miniere, ancora, da cui uomini, donne e persino bambini estraggono rame, uranio, colten (indispensabile per produrre batterie e devices tecnologici) e anche oro.

Quei bambini e i loro genitori lavorano in condizioni inumane per molte ore al giorno, ogni giorno, ricevendo in cambio paghe miserevoli. Una comunità dimenticata e lasciata morire nella miseria. Sulla cui pelle proliferano interessi commerciali di grandi potenze, cupidigia di corrotte élites politiche locali, sentimenti guerreschi di militari senza scrupoli.

Così il continente giovane, il continente del futuro non riesce a sollevarsi dal retaggio di un passato di miseria e di sopraffazione subìta, esercitata da forze esterne ma anche, e forse pure di più, interne. Traditrici delle proprie genti, della propria terra. Mama Africa.

Dibattito | L’avviso che non c’è: bugie, accuse e distrazioni della Premier..

Che le “capacità” di Giorgia Meloni fossero ascrivibili più alla furbizia che ad altro, è una cosa che in molti pensavano fin dall’inizio della vicenda che l’ha portata a Palazzo Chigi. Ma il pensiero si è trasformato in certezza con la vicenda giudiziaria che in questi giorni ha interessato lei insieme a Piantedosi, Nordio e Mantovano. La vicenda è stata infatti raccontata da lei stessa come un “avviso di garanzia” scagliato contro di lei ed il suo governo da magistrati che vorrebbero intimidirla e addirittura impedirgli dicambiare in meglio il nostro Paese; nulla di più falso!

L’atto giudiziario di cui si parla è infatti niente altro che una comunicazione che il magistrato competente deve fare al Tribunale dei ministri a seguito di qualunque denuncia venga fatta nei confronti di un componente dell’esecutivo. Si tratta quindi di un atto obbligatorio e non discrezionale che deve essere inviato anche agli interessati e che nel caso specifico non porterà a nulla, visto che le camere non concederanno mai quella autorizzazione a procedere.

Ciò nonostante la Premier – mistificando la realtà e contando sulla scarsa conoscenza delle procedure di gran parte dell’opinione pubblica – ha colto l’occasione per sparare un frullato di accuse, bugie e sciocchezze di vario genere contro la magistratura, l’opposizione e chiunque altro non si trovi perfettamente in linea con l’attuale maggioranza di governo. Un modo, anche abbastanza goffo, per distrarre l’attenzione da dibattiti più imbarazzanti come la vicenda-Santanché o l’inspiegabile liberazione del torturatore libico Almasri con tanto di passaggio aereo con volo di Stato. Ma la storia (quella vera, non quella che pensa di scrivere la Meloni) insegna che per governare una comunità la furbizia non basta e l’inganno diventa molto presto un aggravante che difficilmente viene perdonata dalla pubblica opinione.

Dibattito | Un governo può stare nelle mani dei giudici?

Gli ultimi avvenimenti legati alla raffica di avvisi di garanzia spediti al Presidente del Consiglio e ad alcuni ministri conferma un’antica deriva della politica italiana da un lato ed una scarsa sensibilità, dall’altro, ad una riforma che si impone quando si parla del rapporto tra la politica e la giustizia.

Sul primo versante non possiamo non registrare la persistente volontà della sinistra italiana, seppur nelle sue multiformi espressioni, di arrivare al potere attraverso la cosiddetta “scorciatoia giudiziaria”. Ovvero, attraverso la “spallata giudiziaria” contro l’avversario/nemico politico di turno da annientare e da abbattere. Era già così ai tempi della Democrazia Cristiana. È appena il caso di ricordare il progetto politico varato dal Pci all’inizio degli anni ‘80 denominato “alternativa morale al sistema di potere della Democrazia Cristiana”.

È a tutti noto, almeno a quelli che non vivono di pregiudizi politici o di pregiudiziali ideologiche, che il tutto si basava anche e soprattutto sulla spallata giudiziaria al presunto sistema di potere della Dc. Cosa che è poi avvenuta puntualmente alcuni anni dopo. Ed è un vizio che è proseguito scientificamente – anzi si è affinato nel corso degli anni – durante la cosiddetta seconda repubblica e sino ai giorni giorni. Anche su questo versante è appena sufficiente registrare le svariate dichiarazioni dei principali esponenti della sinistra editoriale, televisiva, politica, culturale e giudiziaria per rendersene conto. È un’operazione talmente palese che non merita ulteriori approfondimenti se non ricordare che questa è una strada che indebolisce in modo irreversibile la qualità della democrazia e la stessa credibilità delle nostre istituzioni democratiche.

Al contempo, però, non possiamo non richiamare un aspetto che resta decisivo per evitare che si ripetano gli episodi che purtroppo abbiamo dovuto registrare in queste ultime ore. Detto con parole ancora più semplici, ma come è possibile che una semplice denuncia od esposto di chicchessia offra lo spunto alla magistratura per aprire un’indagine e mettere sotto accusa addirittura anche mezzo governo? Ma è normale tutto ciò? E di fronte ad una marea di denunce ed esposti che ogni giorno arrivano presso gli uffici delle varie procure si devono aprire inchieste ed indagini contro i vertici dello Stato in modo sistematico? E chi decide se una denuncia o un esposto può avere un seguito giudiziario e un altro no? Basta la discrezionalità e la valutazione di un magistrato per sciogliere questo nodo? E, in ultimo, d’ora in poi si può bloccare tranquillamente l’azione di un Governo nazionale orchestrando e pianificando una serie di esposti e denunce che, come tutti sanno, hanno solo una valenza di natura politica per delegittimare sotto il versante giudiziario una maggioranza democraticamente eletta e scelta dai cittadini italiani?

Ecco perchè, su questo tema si impone adesso una riforma precisa che affronti anche aspetti che, pur non mettendo in discussione il dettato dell’obbligatorietà dell’azione penale, non permetta un uso disinvolto, arbitrario, discrezionale e goliardico dello strumento della denuncia e dell’esposto contro singoli atti di governo. Su questo il Governo Meloni deve dire una parola chiara e netta – con una riforma precisa e tempestiva – pur sapendo che il vecchio vizio e tic della sinistra politica e giudiziaria italiana non finirà. Anzi, si rafforzerà ancora di più nei prossimi mesi anche perchè la Premier, come emerso anche in qualche intercettazione, non è ricattabile e quindi politicamente “è ancora più pericolosa” come hanno anche detto alcuni magistrati.

Una delle vittime di Almasri: da una settimana rivivo l’incubo

Roma, 29 gen. (askanews) – Da quando Nijeem Osama Almasri rientrato in Libia “Ho provato un enorme senso di tradimento. Ma non solo, ho provato un enorme senso di paura. Paura per le persone che sono ancora in Libia, paura per le donne e i bambini che subiranno torture e stupri, ma anche paura per la gente comune libica, che alla fine ha contribuito enormemente al nostro lavoro e al lavoro della Corte penale internazionale per garantire che Almasri venga ritenuto responsabile. Ma ora tornato e viviamo in una grande delusione. Ma questa delusione non finisce qui perch l’Italia ora condivide equamente la responsabilit del sangue delle persone uccise e assassinate attraverso il sistema di Almasri”. Cos David Yambio, sudanese di 27 anni, imprigionato e torturato nel famigerato carcere libico di Mitiga, oggi rifugiato in Italia e portavoce di “Refugees in Lybia”, intervenendo ad una conferenza stampa alla Camera dei Deputati.

Ciani (Ds): testimonianze vittime Almasri aggravano quanto accaduto

Milano, 29 gen. (askanews) – “Ascoltare dalla voce di chi nei campi libici purtroppo c’ stato a lungo e ha subito torture e vessazioni le parole che abbiamo ascoltato ora aggravano ancora di pi quello che accaduto in questi giorni. Purtroppo le persone che qui hanno dato la loro testimonianza hanno conosciuto da vicino Almasri, anche troppo vicino purtroppo, e oggi il loro dolore nel vedere come il loro torturatore sia stato liberato dall’Italia qualcosa che costituisce una vergogna ancora pi forte per il nostro Paese e per le istituzioni che hanno permesso questo. Purtroppo i lager di Mitiga e le politiche migratorie della Libia e gli accordi con l’Italia e l’Europa vanno stoppati, ridiscussi e sicuramente bisogna trovare il modo di tutelare le tante persone violentate, torturate, uccise in quei luoghi”. Lo ha dichiarato il parlamentare di Democrazia Solidale (gruppo Pd) Paolo Ciani, a margine della conferenza stampa “Refugees in Lybia” alla Camera dei Deputati in presenza di alcune delle vittime di tortura del generale libico.

Salute, l’obesit una patologia cronica, non una scelta

Roma, 29 gen. (askanews) – In Italia un adulto su due in sovrappeso o affetto da obesit. L’impatto sulla qualit della vita e sui costi sociali e sanitari allarmante, al punto che le principali agenzie di salute pubblica considerano l’obesit come una delle principali sfide per i sistemi sanitari mondiali, paragonabile ai tumori e alle malattie cardiovascolari.

L’obesit una malattia cronica progressiva, dovuta a pi fattori, recidivante, influenzata da meccanismi genetici, endocrini, ambientali e psicologici. Eppure il pregiudizio la colpevolizzazione dei pazienti.

“Oggi lanciamo la nostra campagna che mirata ad alzare la consapevolezza del pubblico italiano per quel che riguarda la patologia della obesit, che una malattia complessa, cronica, che influenzata di vari fattori. Per anni abbiamo messo la carica sui pazienti e vogliamo oggi cambiare questo discorso per dire che la perdita del peso non dipende dai pazienti. Il messaggio ‘Perdere peso non dipende solo da te’ vogliamo aiutare il pubblico a capire meglio questa patologia cronica, questa malattia che colpisce sei milioni di italiani”.

Dal 29 gennaio al 4 febbraio con l’installazione “The Impossible Gym”, in piazza dei Cinquecento, a Roma, c’ la rappresentazione delle difficolt che le persone con obesit vivono ogni giorno. Sar anche possibile parlare con medici e specialisti per approfondire le tematiche legate alla gestione della patologia e la possibilit di misurare il proprio Indice di massa corporea.

Rocco Barazzoni, presidente della Societ Italiana Obesit e professore all’Universit di Trieste, spiega: “E’ inaccettabile colpevolizzare dare in qualche modo la responsabilit dell’obesit alle persone colpite perch di fatto non una scelta. Lo stigma purtroppo ancora vivo, la consapevolezza della obesit come malattia ancora insufficiente o comunque non abbastanza diffusa. Quindi anche compito delle societ scientifiche ma anche direi in generale di chi coinvolto nelle decisioni, sulla prevenzione ad evitare di banalizzare, di semplificare troppo o di non farlo in relazione ad un problema cos complesso. Bisogna aiutare anche la persona a non colpevolizzarsi. Per questo si parla di stigma interiorizzato. E’ quando una persona comincia a vivere l’obesit come un fallimento, come una vergogna, non ne vuole parlare, non lo vuole affrontare e quindi il problema invece di tentare di rsolverlo e curarlo si aggrava”.

Questa palestra chiusa e trasparente, con pesi legati da elastici la rappresentazione degli ostacoli fisici, biologici e psicologici che affronta ogni momento una persona sovrappeso.

Stefano Benigni, della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati: “In questa legge di bilancio abbiamo istituito, attraverso un mio emendamento, un fondo dedicato alla cura dell’obesit. E’ un piccolo primo passo per iniziare un percorso che deve passare anche da un cambiamento culturale della societ. L’obiettivo contrastare questa patologia, che una patologia cronica e come tale deve essere riconosciuta dal Servizio sanitario nazionale. E’ una patologia che impatta notevolmente sulla nostra societ e sul bilancio dello Stato. Oggi i costi relativi all’obesit sono 14 miliardi di euro, ci sono pi di cento patologie correlate, dai problemi cardio-vascolari, al diabete ai problemi ortopedici, che impattano sulla gestione del nostro Servizio sanitario nazionale”.

La vita per una persona affetta da obesit complicata e difficile, caratterizzata in molti casi da una sensazione di profonda solitudine, incomprensione, senso di colpa. A completare il tutto c’ la continua proposta di diete e rimedi fai da te.

“E’ una problematica complessa – sottolinea ancora Barazzoni – le risposte semplici purtroppo a volte, anzi quasi sempre, non sono efficaci. E’ da evitare questa rincorsa a quelle che sono le mode oppure anche le diete non implementate e sotto la supervisione di esperti”.

Calcio, Champions, ride solo l’Inter di Lautaro Martinez

Roma, 29 gen. (askanews) – Ride soltanto l’Inter nell’ultima giornata della fase campionato di Champions League. I nerazzurri battono 3-0 il Monaco e si garantiscono un posto diretto per gli ottavi di finale. Dopo 4 minuti Inter già avanti col rigore di Lautaro. Al 12′ ospiti in 10 per il rosso a Mawissa e arriva subito il bis, ancora con Lautaro. Nella ripresa l’argentino trova la tripletta, nel finale c’è spazio anche per il debutto di De Pieri

All’Atalanta non basta il 2-2 contro il Barcellona. La sqadra di Gasperini manca l’accesso tra le prime 8 di Champions League e ai playoff affronterà una tra Sporting o Bruges. Succede tutto nel secondo tempo: a sbloccarla è Yamal. Al 67′ Ederson trova il gol del pareggio. A riportare in vantaggio la squadra di Flick è Araujo al 72′. L’Atalanta non molla e trova il 2-2 con Pasalic

Sanguinosa sconfitta del Milan che scivola fuori dalle prime otto della classifica sconfitta 2-1 dalla Dinam Zagabria e va ai playoff contro il Feyenoord dell’obiettivo Gimenez o la Juventus. Segna subito Baturina sull’errore di Gabbia, poi Musah viene espulso per doppio giallo. Pari di Pulisic nella ripresa e immediato 2-1 di Pjaca

La Juventus, già qualificata ai playoff, viene battuta 2-0 in casa dal Benfica al termine di una prova opaca, specie nel primo tempo. La Juve perde in avvio Kalulu per un problema muscolare, il Benfica passa al 16′ con Pavlidis. Bianconeri praticamente mai pericolosi. Nella ripresa la Juve ci prova ma i portoghesi passano ancora a 10′ dal termine con un contropiede finalizzato da Kokcu. Ai playoff Juve contro Milan o Psv Eindhoven

Il Bologna termina la sua Champions con un onorevole pareggio, 1-1 contro lo Sporting, il secondo a Lisbona dopo quello col Benfica. Nel primo tempo Beukema colpisce subito la traversa e poco dopo serve l’assist per il vantaggio a Pobega. Nella ripresa l’ex Milan sfiora anche la doppietta, ma al 77′ Harder, sostituto dell’indisponibile Gyokeres, segna il gol che qualifica la sua squadra ai playoff. Sporting avanti per differenza reti. Infortunio per Ferguson

Una delle vittime di Almasri: mi ha torturato in prigione coi bastoni

Milano, 29 gen. (askanews) – “Sono stato torturato nella sua prigione. Sono stato torturato nella sua prigione ed stato lui a colpirmi con i bastoni. E lui venuto, mi ha tolto una croce al collo, venuto e me l’ha tolta e mi ha picchiato con i bastoni. E quando ho provato a scappare, mi hanno picchiato sulle gambe, sul corpo, i suoi soldati. E lui era in prigione e diceva ai sui soldati di fare cos”. Cos il rifugiato Lam Magok sud sudanese ha offerto la propria testimonianza di vittima delle violenze nelle carceri libiche in una conferenza stampa alla Camera dei Deputati di “Refugees in Lybia”.

Fed blocca tassi e li terrà fermi se inflazione non tornasse a calare

Roma, 29 gen. (askanews) – La Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti ha confermato i livelli attuali dei tassi di riferimento sul dollaro: i fed funds restano quindi a una forchetta del 4,25%-4,50%. La decisione, annunciata al termine del direttorio (Fomc), è in linea con le attese. L’economia mostra livelli “solidi”, la disoccupazione si è stabilizzata a valori bassi mentre “l’inflazione resta in qualche misura elevata”.

“La nostra attesa è che continuiamo a vedere progressi” sul ritorno del caro vita al livello obiettivo del 2%. “Il punto è quando”, ha spiegato il presidente Jerome Powell, nella conferenza stampa al termine del direttorio. “Se non dovesse mostrare progressi, allora potremmo tenere i tassi di interesse fermi più a lungo”.

Su questi aspetti gli sviluppi sono stati sostanzialmente in linea con le attese. La pausa della Fed sui tagli dei tassi avviene in un quadro piuttosto diverso rispetto a quello dell’eurozona, dove l’economia è più debole e la Bce sta continuando a ridurre i tassi: e così è atteso che faccia anche domani, al termine del Consiglio direttivo.

Powell è stato poi ripetutamente interpellato sui rapporti con la nuova amministrazione Trump – che ha manifestato malcontento per l’operato del banchiere centrale – e sui numerosi ordini esecutivi che il presidente Usa ha emanato dall’insediamento.

“Non ho avuto contatti” con la nuova amministrazione e “non farò commenti su quanto ho detto il presidente”, ha replicato Powell. “Il pubblico deve essere fiducioso che continueremo a fare il nostro lavoro e che manteniamo l’impegno a svolgere il nostro compito”. Per chi ormai ha seguito diverse volte le sue conferenze stampa, il banchiere centrale è apparso un po’ sotto pressione: all’inizio ha tratto un profondo respiro.

Poi ha cercato di districarsi tra le domande dei giornalisti. Ha comunque fornito alcune risposte. Specialmente sui dazi, preannunciati ma ancora non adottati da Trump, e sui loro possibili effetti per economia e inflazione degli Stati Uniti. “Dobbiamo aspettare e vedere. Ancora non sappiamo cosa accadrà e ci sono tante variabili in gioco – ha spiegato -. Veniamo da un periodo di alta infrazione in cui non siamo ancora tornati al 2%. Il commercio è cambiato molto” rispetto alle precedenti guerre commerciali del 2018-2019 “si è diffuso e non è più concentrato tanto quanto prima sulla Cima”.

“Non sappiamo che dazi saranno decisi e per quanto tempo e su quali paesi, non sappiamo quali saranno le rappresaglie e come si trasmetterà il tutto nell’economia e ai consumatori. Questo va verificato – ha proseguito – ci sono così tante variabili e dobbiamo aspettare e vedere, studiare, esaminare i precedenti storici e pensare ai fattori che possono essere rilevanti. E poi vedremo come va”.

Quanto ai cambi di rotta di Trump su altre politiche “stiamo esaminando gli ordini esecutivi. E come abbiamo fatto con molte amministrazioni in precedenza, stiamo lavorando per allineare le nostre pratiche agli ordini”, ha detto in merito ad una domanda sull’ordine di Trump di interrompere tutte le attività di promozione di “diversità, equità e inclusione” (Dei) che erano state spinte da Biden sulle assunzioni di personale di agenzie e enti federali.

In passato lo stesso Powell aveva sostenuto che la diversità fosse utile al funzionamento di imprese e istituzioni. E a chi gli ha chiesto se lo pensasse ancora: “sì – ha replicato – penso ancora che sia così”. Su un’altra svolta, in questo caso contro l’immigrazione illegale, che di fatto non veniva osteggiata da Biden e su cui invece Trump ha operato una drastica stretta, accompagnata da rimpatri degli illegali, Powell ha confermato che su alcuni settori dell’economia potrebbero crearsi più pressioni per reperire mano d’opera, in particolare nell’ediliza. “Ma ancora non si vede negli aggregati macroeconomici”, ha precisato.

Wall Street ha mantenuto una dinamica debole e chiuso in ribasso (Dow Jones -0,31%, Nasdaq -0,51%), mentre il dollaro ha mostrato un andamento rialzista dopo le decisioni della Fed. 8di Roberto Vozzi).

Generali, Sironi: "E’ il momento di tenere la schiena dritta"

Venezia, 29 gen. (askanews) – “E’ il momento di tenere la schiena dritta”. Il presidente di Generali, Andrea Sironi, ha spiegato con queste poche parole la decisione di rendersi disponibile, al pari dell’Ad Philippe Donnet, per una ricandidatura in occasione del rinnovo del board previsto con l’assemblea di primavera. Lo ha detto a Venezia ad Askanews mentre lasciava la Serra dei Giardini Reali dove ha tenuto un breve discorso ai giornalisti in vista della presentazione domani del piano industriale 2025-2027.

Precedentemente, con una nota il gruppo ha riferito che il Cda ha deciso di “non procedere alla presentazione di una lista per il rinnovo dell’organo di gestione della compagnia, alla luce della circostanza che il quadro normativo di riferimento non risulta ancora completo ed i tempi, allo stato, non sarebbero compatibili con l’iter di autorizzazione ed approvazione delle modifiche dello statuto necessarie”.

La decisione di non presentare una lista è stata presa “nell’ambito della definizione del parere di orientamento agli azionisti che sarà pubblicato nei prossimi giorni”. La maggioranza dei consiglieri in carica del board di Generali – tra cui il presidente e l’amministratore delegato Philippe Donnet – ha comunque “espresso la propria disponibilità a considerare una eventuale candidatura” in vista del rinnovo dell’organo.

Nel frattempo, “il piano che vi presenteremo domani sarà un piano che è in linea di continuità con quello che abbiamo fatto fino adesso con grandi risultati, come sapete, sia dal punto di vista economico che come riconoscimento da parte del mercato”, ha detto Sironi, a margine di un evento con la stampa.

Il piano sara’ significativamente ambizioso e “potra’ creare ulteriore valore per gli stakeholder, dal punto di vista economico, finanziario e sociale”. “Sono fiducioso – ha concluso – che vi sorprenderemo positivamente con il piano che il valido Ceo Donnet e il team management presenteranno domani”.

Ue, Urso: rendere sostenibile la transizione per l’industria

Bruxelles, 29 gen. (askanews) – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha avuto diversi incontri alla Commissione europea, oggi a Bruxelles, in particolare con il commissario per la Mobilità sostenibile, Apostolos Tzitzikostas, con la vicepresidente esecutiva per la Transizione giusta e pulita e per la Concorrenza, Teresa Ribera, e con il commissario per l’Azione per il clima, Wopke Hoekstra.

‘Ho riscontrato – ha detto Urso in un punto stampa stasera all’uscita del Palazzo Berlaymont, sede dell’Esecutivo comunitario – piena collaborazione nei tre commissari che ho incontrato oggi, così come negli altri cinque che ho incontrato nei giorni e nelle settimane precedenti. Noi vogliamo lavorare con la Commissione e con le altre istituzioni europee (per raggiungere l’obiettivo di rendere sostenibile il sistema industriale e sociale europeo, nella duplice sfida della transizione ambientale e digitale. E siamo convinti che oggi si possa fare’.

Il ministro ha ribadito innanzitutto di aver accolto con favore la comunicazione ‘Competitiveness Compass’ (la ‘Bussola della competitività’), il piano strategico che è stato presentato oggi dalla Commissione, con la tabella di marcia delle misure per la semplificazione degli oneri burocratici delle imprese e per un’industria europea che sia più competitiva e più basata sull’innovazione. ‘Noi lo riteniamo – ha detto – un buon inizio nella giusta direzione, perché ha una visione finalmente strategica e nel contempo pragmatica di quello che l’Europa deve fare subito e insieme, già in questa prima fase del 2025’.

Quanto ai colloqui con i commissari, ha riferito il ministro, ‘ho illustrato i documenti strategici, i ‘non paper’, che l’Italia insieme ad altri paesi ha presentato alla Commissione e al Consiglio Ue. Mi riferisco ai ‘non paper’ sull’auto, sul Cbam (il nuovo sistema di ‘dazi climatici’, chiamato ‘Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere’), e sulla siderurgia, sulla microelettronica e sulla semplificazione, che riteniamo strategici in questa nuova, assolutamente necessaria, revisione complessiva della politica industriale europea’.

Urso ha poi parlato del ‘dialogo sul futuro del settore automotive’, un’iniziativa annunciata dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che comincerà domani. ‘Ne ho parlato con i commissari competenti, che da domani ascolteranno la voce delle imprese e dei lavoratori europei’. Una voce ‘che io ritengo sia quella del buonsenso e della realtà, che il governo italiano ha portato sin dall’inizio, già due anni fa, e tanto più in questa nuova fase, alla Commissione europea, alle istituzioni europee, perché noi vogliamo sostenere il lavoro e l’impresa europea’.

A un giornalista che chiedeva se il governo sia contrario all’obiettivo Ue delle auto a zero emissioni entro il 2035, il ministro ha risposto: ‘No, assolutamente: in tutti i nostri documenti riaffermiamo i target del 2035, che vogliamo raggiungere con un’impresa europea e quindi con un lavoro europeo pienamente in vigore. Noi chiediamo – ha puntualizzato -di rivedere in maniera complessiva, strutturale e strategica le modalità con cui raggiungere questo obiettivo. Per questo ho detto con estrema chiarezza, come è affermato nel nostro documento, che vogliamo rivedere i meccanismi infernali delle multe alle case automobilistiche’ che non rispetteranno i limiti alle emissioni già alla fine di quest’anno. Ma questo, ha avvertito, ‘non è sufficiente: non basta rimuovere questo ostacolo infernale per rendere competitiva l’industria europea’; farlo ‘è necessario ma non sufficiente’.

‘Per questo – ha continuato Urso – ho detto che noi siamo favorevoli, e lo abbiamo scritto nel nostro documento, a un piano incentivi europeo omogeneo e duraturo nel tempo, per facilitare l’acquisto di auto ecologicamente sostenibili. Noi non vogliamo aggirare la questione: l’elefante è nella stanza e già da molto tempo non possiamo nasconderlo sotto il tappeto. Abbiamo bisogno di un piano complessivo, strutturale e strategico su tutti i fronti, per rendere sostenibile l’industria e il lavoro europeo rispetto alla grande sfida titanica della Cina e degli Stati Uniti’.

Quanto alla soluzione per risolvere il problema delle multe alle case automobilistiche inadempienti rispetto agli obiettivi intermedi di riduzione delle emissioni, a cominciare da quest’anno, il ministro ha affermato: ‘Non so quale sarà la soluzione. È certo che dobbiamo trovare una soluzione, perché credo che sia chiaro a tutti che il meccanismo infernale secondo il quale si possono aggirare le multe, acquistando i crediti (di carbonio, ndr) dalle fabbriche di auto che producono fuori dall’Europa, porta al collasso dell’industria europea, e addirittura finanzia l’industria extra-europea’.

Urso non ha risposto a un giornalista che chiedeva se non abbia comunque senso questo meccanismo di compensazione (‘pooling), per cui la case costruttrici che non hanno rispettato i nuovi limiti per le emissioni del proprio parco auto, possono acquistare i ‘crediti di carbonio’ da altri costruttori che invece sono rimasti molto al disotto del loro target, perché producono solo auto elettriche, come Tesla, perché le multe costerebbero molto di più.

‘Dobbiamo assolutamente rivedere – ha replicato invece il ministro – i meccanismi del ‘Green Deal’ che sono congegnati male, al punto tale che hanno creato questo ostacolo insormontabile. Ne vogliamo prendere atto? E prenderne atto significa che dobbiamo rimuovere questo ostacolo, insieme gli altri ostacoli, non aggirarlo. E le soluzioni che servono per poi raggiungere l’obiettivo possono essere diverse’.

‘Noi abbiamo fatto – ha ricordato Urso – una proposta complessiva che parte da una visione di piena neutralità tecnologica, e che vale per l’energia come per il settore delle auto. Perché la neutralità tecnologica, la libertà di scelta di quale tecnologia preferire, è l’enucleazione dello spirito della libertà su cui si fonde l’Europa. Noi chiediamo che si affronti la questione nella sua complessità, sotto ogni aspetto’.

Nella comunicazione di oggi della Commissione sulla ‘Bussola della competitività, ha continuato il ministro, ‘si parla di neutralità tecnologica, per la prima volta e in modo molto significativo; noi riteniamo, e d’altra parte così ci è stato comunicato dai commissari che abbiamo incontrato oggi, che domani, con il ‘dialogo strategico’ con le imprese e con i rappresentanti dei lavoratori’ del settore automotive ‘si prenderà atto di quello che è la realtà, e sulla base della realtà si affronterà la questione’.

‘Io ho riscontrato queste aperture su una visione piena di neutralità tecnologica; poi molto dipenderà – ha rilevato Urso – da quello che diranno le imprese e i sindacati nei prossimi giorni nel ‘dialogo strategico’. Io trovo nel ‘Compass’ molti degli elementi che noi abbiamo indicato, sia per quanto riguarda la neutralità tecnologica e la visione strategica e complessiva, sia per quanto riguarda le imprese energivore, e certamente anche per la revisione del Cbam, per rendere sostenibile la siderurgia e la chimica italiana ed europea’.

‘Credo che sia un buon inizio, con una visione finalmente laica e strategica della sfida che abbiamo davanti a noi. E se, come penso accadrà nel dialogo strategico, le imprese e i sindacati ribadiranno le loro buone ragioni, penso che alla fine di questo percorso, sia nel piano per l’automotive, sia nel ‘Clean Industrial Deal’ che la Commissione presenterà prossimamente, ‘ritroveremo gli elementi necessari per affrontare la realtà e vincere la sfida. Sono fiducioso’, ha affermato il ministro.

Riguardo al Cbam, gli è stato chiesto infine se l’Italia insista nella sua posizione contraria ad abbandonare le quote di emissioni gratuite, che sono concesse oggi alle industrie a forte intensità energetica, per proteggerle dal rischio del cosiddetto ‘carbon leakage’ (l’importazione nell’Ue di prodotti provenienti da paesi terzi in cui non ci sono norme sulle emissioni equivalenti a quelle europee). I ‘dazi climatici’ del Cbam mirano, appunto, a eliminare la possibilità di ‘carbon leakage’.

‘La nostra logica – ha replicato Urso – è sempre la stessa, la nostra visione è sempre la stessa: con estrema coerenza, noi chiediamo che ci sia una revisione del Cbam, per evitarne l’aggiramento, e per rendere sostenibile la tecnologia green’, e in particolare ‘la siderurgia green, in cui l’Italia è leader in Europa, e a cui non vogliamo assolutamente rinunciare, anche nella sfida competitiva con coloro che producono fuori dall’Europa senza rispettare gli stessi vincoli ambientali che noi giustamente vogliamo imporre nel nostro sistema produttivo.

Quindi, ha affermato il ministro, quello che occorre è ‘una revisione del Cbam che ne impedisca l’aggiramento o l’elusione, e che nel contempo supporti le imprese europee che producono in Europa secondo le regole ambientali, anche nella competizione globale, nei mercati e nei paesi dove agiscono produttori che non rispettano le regole ambientali’. In altre parole, la continuazione del sostegno alle imprese energivore attraverso le quote gratuite dovrebbe servire a permettere loro di competere anche nei mercati fuori dall’Ue.

Perché, ha concluso Urso, ‘se vuole davvero vincere la sfida, l’Europa deve sostenere la transizione ambientale rendendo competitive le nostre imprese sui mercati globali’.

Belloni consigliere diplomatico capo di Ursula von der Leyen

Bruxelles, 29 gen. (askanews) – L’ambasciatrice Elisabetta Belloni, ex direttrice del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza italiano (Dis), da cui si è dimessa il 15 gennaio, è stata nominata “consigliere speciale” della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Lo ha confermato oggi a Bruxelles, l’ufficio del Portavoce della Commissione.

Oggi, 29 gennaio, ha riferito in serata un portavoce, “il Collegio dei commissari ha deciso di designare la dottoressa Elisabetta Belloni come Consigliere speciale che esercita la funzione di Consigliere diplomatico capo, e che risponde direttamente alla presidente” della Commissione, Ursula von der Leyen.

Per quanto riguarda il processo di reclutamento, il portavoce ha rilevato che “spetta ai membri del Collegio individuare un consigliere speciale che desiderano nominare per un determinato periodo di tempo, per scopi specifici. Questi consiglieri sono generalmente esperti di punta nel proprio campo, e sono incaricati di fornire assistenza ai commissari europei, in determinate aree di policy, sulla base dell’eccezionale livello di esperienza professionale e competenza che possiedono”.

“La nomina dei consiglieri speciali – ha precisato – è effettuata dal Collegio su proposta del commissario responsabile dell’amministrazione. In base alle norme applicabili, i loro contratti hanno una durata massima di due anni, rinnovabili”.

Infine, il portavoce ha ricordato che “la procedura di reclutamento comporta la verifica di tutti gli aspetti dei potenziali conflitti di interesse tra i futuri doveri del consigliere speciale e qualsiasi attività esterna svolta, nonché le implicazioni di bilancio correlate”.

Germania, deputato Spd Schaefer: “Scholz pi bravo di ci che appare”

Roma, 29 gen. (askanews) – Tra gli errori di Olaf Scholz c’ stato quello di non avere rivenduto bene i suoi successi, dagli aiuti tedeschi all’Ucraina alla gestione dei migranti in Germania. Parola del deputato del Bundestag Axel Schaefer (Spd), in visita nei giorni scorsi a Roma per gli impegni del Gruppo Parlamentare tedesco per l’amicizia italo-tedesca di cui presidente.

Schaefer, che siede al Bundestag da 22 anni (dal 2002) e prima stato 5 anni europarlamentare (1994-1999), quest’anno ha deciso di lasciare il Parlamento e del suo leader socialdemocratico dice: “Scholz ha riscosso pi successo ed migliore di quello che appare sui media, alle volte troppo timido”. “Ma adesso deve posizionarsi chiaramente anche per quanto sta succedendo in America, cos come stata presa una posizione chiara con la Russia”, sottolinea in un’intervista presso la sede della Fondazione Ebert (Ebert Stiftung) a Roma, dove ha incontrato alcuni giornalisti. ” una sfida, una tracotanza molto pericolosa, a cui dobbiamo opporci; la maggior parte dei tedeschi non vuole che Musk con i suoi miliardi decida la nostra politica”, ha affermato il deputato tedesco.

“Lottiamo perch (il 23 febbraio, ndr) si ripeta il successo del 2021, ma molto, molto difficile”, ammette il 72enne politico socialdemocratico, riferendosi a quel tondo 25,7% di consensi per il partito ottenuto meno di 4 anni fa.

“Non mi auguro nessuna Grande coalizione – dice Schaefer – ma nella mia vita ho fatto esperienza di un governo Spd-Fdp, Spd con i Verdi, Cdu con Spd, poi questo raggruppamento a tre (Spd-Fdp-Verdi, coalizione semaforo ndr) i partiti democratici devono volere l’alleanza ed esserne capaci”, conclude il deputato, tra i primi a sostenere la proposta di vietare il partito di estrema destra AfD a livello nazionale, ma “deve farlo la Corte costituzionale, non pu farlo la politica”.

Federal Reserve conferma i tassi sul dollaro al 4,25%-4,50%

Roma, 29 gen. (askanews) – La Federal Reserve, la Banca centrale degli Stati Uniti ha confermato i livelli attuali dei tassi di riferimento sul dollaro: i fed funds restano quindi a una forchetta del 4,25%-4,50%. La decisione, annunciata al termine del direttorio (Fomc), è in linea con le attese.

“Recenti indicatori suggeriscono che l’attività economica ha continuato ad espandersi a un ritmo solido. La disoccupazione si è stabilizzata a livelli bassi e le condizioni del mercato del lavoro restano solide – afferma l’istituzione monetaria con un comunicato -. L’inflazione resta in qualche misura elevata”.

Secondo la Fed, le prospettive dell’economia statunitense sono incerte e il direttorio è “attento ai rischi di entrambi gli elementi” del suo duplice mandato: preservare la stabilità dei prezzi e puntare alla massima occupazione.

Formula1, incidente per Hamilton, Leclerc non scende in pista

Roma, 29 gen. (askanews) – Conclusa la seconda giornata di test Tpc (‘Testing Previous Cars) della Ferrari a Barcellona. Un Day-2 caratterizzato e condizionato dall’incidente di Hamilton nel terzo settore del circuito catalano. Illeso il pilota britannico che ha perso il controllo della SF-23 (la monoposto utilizzabile in queste prove secondo il regolamento) nella parte finale del tracciato ed è finito contro le barriere. La vettura ha riportato danni che riguarderebbero sia le componenti aerodinamiche che le sospensioni. Condizioni che di conseguenza hanno modificato i piani odierni con Leclerc che non è potuto scendere in pista. Domani il Day-3, con i titolari che dovrebbero lasciare il posto a Giovinazzi e Beganovic, ma dopo il cambio di programma il condizionale è d’obbligo. A Hamilton e Leclerc, infatti, potrebbe essere concesso di recuperare il tempo perso nella giornata di mercoledì.

Camere in stand by in attesa del governo su Almasri, opposizioni: "Scappano"

Roma, 29 gen. (askanews) – Parlamento in stand by in attesa che il governo decida chi e quando debba riferire sulla vicenda Almasri: Camera e Senato torneranno a riunirsi soltanto quando le rispettive conferenze dei capigruppo, convocate per martedì 4 febbraio, avranno calendarizzato una nuova informativa dopo che quella dei ministri Nordio e Piantedosi che si sarebbe dovuta tenere oggi è saltata.

“Il governo non scappa da nessun confronto con il Parlamento, è sempre stato disponibile a riferire su questa vicenda. Semplicemente rimandiamo di qualche giorno”, ha assicurato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, secondo il quale “al momento non è opportuno” che a riferire siano i ministri della Giustizia e dell’Interno, né la premier Giorgia Meloni, da ieri iscritti sul registro degli indagati in seguito alla denuncia di Li Gotti che ipotizza i reati di favoreggiamento personale (nei confronti del generale libico) e peculato (per l’uso dell’aereo di stato per il rimpatrio). Il guardasigilli e il titolare del Viminale, d’altronde, hanno giustificato la loro assenza oggi in una lettera al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, “a seguito dell’informazione di garanzia ricevuta in ossequio alla procedura e nel rispetto del segreto istruttorio”.

Non è escluso che alla fine a riferire sulla vicenda possa essere lo stesso Ciriani. Il suo nome come sostituto dei ministri indagati era circolato questa mattina alla Camera e poi proposto all’opposizione dal presidente del Senato Ignazio La Russa nel corso della capigruppo. In realtà, come ha spiegato lo stesso ministro, “è stato un equivoco, non c’è mai stata una mia disponibilità oggi, non avrebbe avuto senso, attendiamo le decisioni del governo”.

Le opposizioni continuano a chiedere che Meloni chiarisca in Parlamento e non via social i passaggi che hanno portato al rimpatrio del libico nonostante il mandato di arresto della corte penale internazionale. La protesta contro l’annullamento delle informative di Nordio e Piantedosi ha tenuto banco per tutta la mattinata nelle aule di Camera e Senato. Incandescente il clima a Palazzo Madama dove Pd, M5s e Avs hanno lasciato l’emiciclo dopo l’intervento del senatore di FdI Alberto Balboni che ha parlato di una “certa magistratura che umilia il Parlamento” e che “si è voluta sostituire al Parlamento e alla democrazia”.

“Il governo continua a scappare e a umiliare il Parlamento indipendentemente dalla vicenda giudiziaria. Per noi non esiste la motivazione che siccome sono stati iscritti al registro degli indagati non possono venire in Parlamento. Santanchè è venuta per ben due volte con delle indagini in corso. Chiediamo vengano loro e si assumano la responsabilità di quanto accaduto. Quello che si è verificato oggi non è archiviabile”, ha ricordato la presidente dei deputati Pd Chiara Braga.

La sospensione dei lavori fino a nuova capigruppo fa saltare per l’ennesima volta anche il voto sui giudici costituzionali fissato per domani: sarebbe stato il quattordicesimo scrutinio per l’elezione di un giudice e il quinto scrutinio per l’elezione di tre giudici. D’altronde, ammette Ciriani, “il clima non mi pare che sia di quelli che consentono un voto bipartisan e comunque il presidente della Camera ha già deciso che domani non si fa nulla. Ha tagliato la testa al toro”.

Camere in stand by in attesa governo su Almasri, opposizioni:"scappano"

Roma, 29 gen. (askanews) – Parlamento in stand by in attesa che il governo decida chi e quando debba riferire sulla vicenda Almasri: Camera e Senato torneranno a riunirsi soltanto quando le rispettive conferenze dei capigruppo, convocate per martedì 4 febbraio, avranno calendarizzato una nuova informativa dopo che quella dei ministri Nordio e Piantedosi che si sarebbe dovuta tenere oggi è saltata.

“Il governo non scappa da nessun confronto con il Parlamento, è sempre stato disponibile a riferire su questa vicenda.Semplicemente rimandiamo di qualche giorno”, ha assicurato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, secondo il quale “al momento non è opportuno” che a riferire siano i ministri della Giustizia e dell’Interno, né la premier Giorgia Meloni, da ieri iscritti sul registro degli indagati in seguito alla denuncia di Li Gotti che ipotizza i reati di favoreggiamento personale (nei confronti del generale libico) e peculato (per l’uso dell’aereo di stato per il rimpatrio). Il guardasigilli e il titolare del Viminale, d’altronde, hanno giustificato la loro assenza oggi in una lettera al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, “a seguito dell’informazione di garanzia ricevuta in ossequio alla procedura e nel rispetto del segreto istruttorio”.

Non è escluso che alla fine a riferire sulla vicenda possa essere lo stesso Ciriani. Il suo nome come sostituto dei ministri indagati era circolato questa mattina alla Camera e poi proposto all’opposizione dal presidente del Senato Ignazio La Russa nel corso della capigruppo. In realtà, come ha spiegato lo stesso ministro, “è stato un equivoco, non c’è mai stata una mia disponibilità oggi, non avrebbe avuto senso, attendiamo le decisioni del governo”.

Le opposizioni continuano a chiedere che Meloni chiarisca in Parlamento e non via social i passaggi che hanno portato al rimpatrio del libico nonostante il mandato di arresto della corte penale internazionale. La protesta contro l’annullamento delle informative di Nordio e Piantedosi ha tenuto banco per tutta la mattinata nelle aule di Camera e Senato. Incandescente il clima a Palazzo Madama dove Pd, M5s e Avs hanno lasciato l’emiciclo dopo l’intervento del senatore di FdI Alberto Balboni che ha parlato di una “certa magistratura che umilia il Parlamento” e che “si è voluta sostituire al Parlamento e alla democrazia”.

“Il governo continua a scappare e a umiliare il Parlamento indipendentemente dalla vicenda giudiziaria. Per noi non esiste la motivazione che siccome sono stati iscritti al registro degli indagati non possono venire in Parlamento. Santanchè è venuta per ben due volte con delle indagini in corso. Chiediamo vengano loro e si assumano la responsabilità di quanto accaduto. Quello che si è verificato oggi non è archiviabile”, ha ricordato la presidente dei deputati Pd Chiara Braga.

La sospensione dei lavori fino a nuova capigruppo fa saltare per l’ennesima volta anche il voto sui giudici costituzionali fissato per domani: sarebbe stato il quattordicesimo scrutinio per l’elezione di un giudice e il quinto scrutinio per l’elezione di tre giudici. D’altronde, ammette Ciriani, “il clima non mi pare che sia di quelli che consentono un voto bipartisan e comunque il presidente della Camera ha già deciso che domani non si fa nulla. Ha tagliato la testa al toro”.

Difesa, in Kuwait prosegue addestramento tra AM e Iraqi Air Force

Roma, 29 gen. (askanews) – Prosegue l’addestramento congiunto tra velivoli italiani e iracheni, con il Task Group Typhoon della Task Force Air Kuwait che ha testato tattiche e procedure in missioni di tipo air-to-air per rafforzare l’interoperabilità e la capacità di coordinamento con l’Iraqi Air Force.

L’esercitazione, che rientra tra le iniziative previste dalla missione multinazionale “Prima Parthica/Ineherent Resolve”, ha visto la partecipazione di due Eurofigher F-2000 italiani e quattro F-16 iracheni, impegnati in diverse intercettazioni simulate.

Gli Eurofighter impiegati sono schierati in Kuwait presso la Base aerea di Ali al-Salem. Si tratta di velivoli militari multiruolo (Swing Role) di quarta generazione avanzata, con ruolo primario di caccia intercettore e superiorità aerea, che esprimono anche capacità aria-suolo.

Al termine degli eventi addestrativi, il Colonnello Matteo Zuliani, Comandante dell’Italian National Contingent Command Air – Task Force Air Kuwait, ha sottolineato l’importanza dell’addestramento in contesti multinazionali e interforze, indispensabile per garantire l’efficacia delle operazioni e aumentare la sinergia tra le forze della Coalizione, al fine di garantire la stabilità e la sicurezza internazionale.

L’Italian National Contingent Command Air/Task Force Air Kuwait è stato costituito il 17 ottobre 2014 e posto alle dipendenze – per gli aspetti nazionali – del Comando Operativo di Vertice Interforze.

Partecipa all’operazione Prima Parthica/Ineherent Resolve nell’ambito della Coalizione internazionale anti-ISIS, garantendo il comando e l’impiego sinergico e coordinato delle capacità fornite, schierate in Kuwait e Iraq e impegnate in attività di Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (ISR), Air to Air Refuelling (AAR), trasporto aero strategico e tattico (Airlift), Electronic Warfare (EW), Medical Evacuation (Medevac) e sostegno logistico e amministrativo.

Libia, Meloni e ministri nominano unico legale Giulia Bongiorno

Roma, 29 gen. (askanews) – Secondo quanto si apprende la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i ministri dell’Interno Matteo Piantedosi, della Giustizia, Carlo Nordio, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega ai servizi segreti, Alfredo Mantovano, hanno deciso congiuntamente – rispetto al caso Almasri – di nominare quale unico legale l’avvocato Giulia Bongiorno. Una scelta che sottolineerebbe a compattezza del governo anche nell’esercizio dei propri diritti di difesa.

Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e difensore del vicepremier Matteo Salvini nel processo Open Arms, era stata vista entrare stamane a Palazzo Chigi.

Maturità 2025, le materie del II scritto. Conterà anche la condotta

Roma, 29 gen. (askanews) – Latino al Liceo classico; Matematica al Liceo scientifico; Lingua e cultura straniera 1 al Liceo linguistico; Lingua inglese per gli Istituti tecnici del Settore economico indirizzo “Turismo”; Geopedologia, Economia ed Estimo per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”. Queste alcune delle discipline scelte per la seconda prova scritta della #Maturità2025, secondo quanto prevede il decreto firmato dal Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.

L’Esame conclusivo del secondo ciclo d’istruzione – per l’ammissione al quale è previsto, dal corrente anno scolastico, lo svolgimento da parte dei candidati anche dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) e/o delle attività assimilabili secondo quanto previsto dall’indirizzo di studio – si svolge secondo la struttura definita dal decreto legislativo 62/2017: una prima prova scritta di Italiano, comune a tutti gli indirizzi di studio, che si svolgerà dalle ore 8.30 di mercoledì 18 giugno 2025; una seconda prova scritta, riguardante le discipline caratterizzanti i singoli percorsi di studio (per i Professionali delineati dal d.lgs. n. 61/2017, la seconda prova scritta non riguarda specifiche discipline ma le competenze in uscita e i nuclei tematici fondamentali di indirizzo alle stesse correlati); il colloquio, che ha l’obiettivo di accertare il conseguimento del profilo educativo, culturale e professionale della studentessa e dello studente. Nel corso del colloquio, il candidato espone anche le esperienze svolte nell’ambito dei Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento (PCTO) e le competenze acquisite nell’ambito dell’Educazione civica.

Nel caso in cui il candidato interno abbia riportato, in sede di scrutinio finale, una valutazione del comportamento pari a sei decimi, il colloquio ha altresì a oggetto la trattazione di un elaborato critico in materia di cittadinanza attiva e solidale, assegnato dal consiglio di classe. “Sarà un esame che consentirà a ogni ragazzo di esprimere il meglio di quanto ha appreso negli anni e che terrà conto anche della valutazione del comportamento”, dichiara Valditara, “il nostro obiettivo è una scuola con standard di qualità sempre più alti, in cui la centralità della persona e la cultura del rispetto sono fondamentali”.

Le Commissioni d’esame sono composte da un Presidente esterno, da tre membri esterni e da tre interni all’istituzione scolastica.

È prevista una terza prova scritta in alcuni indirizzi di studio (sezioni EsaBac, EsaBac techno, sezioni con opzione internazionale, scuole della Regione autonoma Valle d’Aosta, della Provincia autonoma di Bolzano e scuole con lingua d’insegnamento slovena del Friuli Venezia Giulia).

Per conoscere tutte le discipline oggetto della seconda prova e quelle affidate ai commissari esterni è disponibile un apposito motore di ricerca. Le stesse saranno altresì consultabili all’interno della piattaforma Unica.

Per i Licei, le materie scelte sono: Latino per il Classico; Matematica per lo Scientifico, anche per l’opzione Scienze applicate e la Sezione a indirizzo Sportivo; Lingua e cultura straniera 1 per il Liceo linguistico; Scienze umane per il Liceo delle Scienze umane (Diritto ed Economia politica all’opzione Economico-sociale); Discipline progettuali caratteristiche dei singoli indirizzi per il Liceo artistico; Teoria, analisi e composizione per il Liceo musicale; Tecniche della danza per il Liceo coreutico.

Per gli Istituti tecnici: Economia aziendale per l’indirizzo “Amministrazione, Finanza e Marketing” (Lingua inglese nell’articolazione “Relazioni internazionali per il marketing”, Informatica nell’articolazione “Sistemi informativi aziendali”) e Lingua inglese per l’indirizzo Turismo; Geopedologia, Economia ed Estimo per l’indirizzo “Costruzioni, Ambiente e Territorio”; nell’indirizzo “Informatica e telecomunicazioni”, Informatica per l’articolazione “Informatica” e Telecomunicazioni per l’articolazione “Telecomunicazioni”; Progettazione multimediale nell’indirizzo “Grafica e comunicazione”; Economia, Estimo, Marketing e Legislazione per le articolazioni “Produzioni e trasformazioni” e “Gestione dell’ambiente e del territorio” degli Istituti agrari (Enologia per l’articolazione “Viticoltura ed enologia”).

Roma, al Museo del Corso – Polo museale oltre 120 mila visitatori in due mesi

Roma, 29 gen. (askanews) – Oltre 120 mila visitatori in soli due mesi per il nuovo Museo del Corso – Polo museale, la nuova istituzione culturale voluta e promossa da Fondazione Roma, con le visite alla Collezione permanente e all’Archivio storico di Palazzo Sciarra Colonna e per la Crocifissione bianca di Marc Chagall, esposta a Palazzo Cipolla dal 27 novembre 2024 al 27 gennaio 2025. Tra i visitatori dell’opera, figura anche Papa Francesco, che ha potuto ammirare il capolavoro con una visita a sorpresa, in occasione dell’Immacolata Concezione. “Chagall a Roma – la Crocifissione bianca, oltre a rappresentare uno degli eventi culturali più rilevanti del Giubileo, ha avuto soprattutto un ruolo simbolico e spirituale per il messaggio di evangelizzazione e di difesa della dignità di ogni individuo. Lo testimonia anche la visita di Papa Francesco venuto ad ammirare l’opera, tra le sue preferite proprio per il messaggio di unità tra culture religiose che ispira” ha dichiarato Franco Parasassi, Presidente di Fondazione Roma “Il nuovo Museo del Corso – Polo museale, inaugurato a fine novembre, sta riscuotendo un grande successo. Stiamo ricevendo un altissimo numero di richieste di prenotazione. Tutto questo dimostra come Roma sia una città in cui c’è ancora spazio per l’arte e la bellezza e per promuovere tante iniziative culturali, ed è a questo bisogno che Fondazione Roma vuole rispondere attraverso un impegno costante, che conferma con la prossima prestigiosa mostra dedicata a Pablo Picasso, attesa per il 27 febbraio”. Organizzata da Fondazione Roma con Marsilio Arte, Picasso lo straniero apre al Museo del Corso – Polo museale dal 27 febbraio al 29 giugno 2025 ed è realizzata grazie alla collaborazione con il Musée national Picasso-Paris (MNPP), principale prestatore, il Palais de la Porte Dorée di Parigi, il Museu Picasso Barcelona, il Musée Picasso di Antibes, il Musée Magnelli – Musée de la céramique di Vallauris e importanti e storiche collezioni private europee. Picasso lo straniero, a cura di Annie Cohen-Solal con un intervento di Johan Popelard del MNPP, presenta più di 100 opere dell’artista, oltre a documenti, fotografie, lettere e video: un progetto che si arricchisce – per la seconda tappa italiana dopo Palazzo Reale di Milano e Palazzo Te a Mantova – di un nucleo di opere inedite, selezionate dalla curatrice esclusivamente per il percorso espositivo del Museo del Corso – Polo museale. La mostra presenta in particolare un’importante sezione dedicata alla primavera romana del 1917 trascorsa da Pablo Picasso con Jean Cocteau, Erik Satie, Serge de Diaghilev e Leonid Massine. Il Museo del Corso – Polo museale riflette la missione della Fondazione Roma, che ha voluto realizzare un luogo in grado di coniugare inclusività, impegno territoriale e promozione della cultura, principi che da sempre guidano l’operato della Fondazione nella comunità. Inaugurato nel 1999 con la sua prima sede espositiva, oggi il museo si vuole posizionare come punto di riferimento culturale di grande respiro, dove la tradizione si fonde con la contemporaneità. Un programma ricco di iniziative, che comprende visite guidate gratuite, laboratori didattici e attività speciali per le scuole, rendendo il Museo del Corso un luogo di incontro e di crescita culturale per tutti. Per informazioni, prenotazioni e prevendita per Picasso lo straniero visitare il sito https://museodelcorso.com/picasso-lo-straniero/