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Gazzelle esce col nuovo album "Indi" e prepara i live

Milano, 24 gen. (askanews) – Cinematografico, intenso, potente, autoironico, in una sola parola: Gazzelle. Il cantautore romano è oggi pronto a scrivere un’altra importante pagina della storia della musica italiana con “Indi”, un album dalla poetica disarmante da sempre cifra stilistica dell’artista, destinato a restare a lungo nel tempo.

“Vorrei dire qualcosa sulla vita. Ok ma come si fa a parlare della vita? E’ come se la farina sapesse parlare della pizza che diventerà o come se una giornata stupenda sapesse parlare della giornata tremenda in cui si trasformerà io penso che noi siamo solo un momento dopo un altro momento oppure come la forma senza forma delle nuvole quella che sembra che tra cinque minuti pioverà”. È con queste parole che Gazzelle ha anticipato sui suoi social l’arrivo del nuovo progetto, attraverso un teaser (https://www.instagram.com/p/DEpWGV0Noq-/) che riprende fedelmente l’iconica scena di Forrest Gump, con un messaggio che non lascia spazio a fraintendimenti, annunciando così il suo grande ritorno a due anni da “DENTRO”.

Il cantautore, infatti, è stato uno degli artisti che ha contribuito alla nascita di un genere che quasi dieci anni fa ha creato un movimento di rottura. Negli anni l’artista è riuscito a seguirne le evoluzioni, ad anticiparle e con questo nuovo disco non guarda a bei tempi andati ma torna semplicemente a casa.

Come dopo un lungo viaggio, il rientro porta con sé sempre nuove esperienze, che in qualche modo arricchiscono e aggiungono qualcosa in più al nostro bagaglio, così è “INDI” un disco cantautorale nel senso più vero del termine. Grazie alla sua scrittura, semplice ma pregna di vita, che racchiude dentro di sé tutti gli elementi che hanno da sempre caratterizzato la musica di Gazzelle, questa volta fa un ulteriore passo in avanti verso qualcosa di straordinario.

Anche a livello grafico, come sempre, è curato tutto nei minimi dettagli. La formica, metafora di un percorso solido costruito negli anni, rispecchia anche la potenza della musica nella sua semplicità.

Già con i singoli che hanno anticipato l’album “Come il pane” e “Noi no”, l’artista ha dato un’anticipazione della direzione che avrà il prossimo disco, che conferma ancora una volta la capacità di Gazzelle di toccare le corde più profonde dell’animo umano.

Ieri, in un evento esclusivo per i fan, si è tenuto un ascolto in anteprima del nuovo album “Indi” all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma. L’atmosfera magica ha incantato i presenti, che hanno potuto vivere il disco in un’esperienza immersiva al buio, creando una connessione unica con le tracce di questo disco.

Non solo nuova musica, il cantautore ha anche in programma due importanti e speciali eventi per l’estate del 2025: il 7 giugno al Circo Massimo di Roma e il 22 giugno allo Stadio San Siro di Milano.

Due prime volte, due nuove sfide, due città importanti per l’artista, che negli anni ha costruito la sua carriera, passo dopo passo, con un unico obiettivo: quello di essere sempre se stesso e far arrivare la sua musica ai cuori di tutta Italia. I concerti sono prodotti e distribuiti da Vivo Concerti, info biglietti su http://www.vivoconcerti.com/. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei nostri comunicati ufficiali.

Gazzelle è una delle voci più amate e sincere della sua generazione. Poetico, romantico e spiazzante. Le sue canzoni contano oltre un miliardo di stream, 23 dischi d’oro e 34 dischi di platino. Il suo mondo comunicativo è schivo e malinconico, ma da sempre multiforme e imprevedibile. I suoi concerti sono la testimonianza tangibile di un amore incondizionato, vero rituale collettivo che ha stregato in questi anni mezzo milione di persone. Gazzelle si è preso, in questi anni, con i suoi quattro album Superbattito (2017), Punk (2018), Ok (2020) e Dentro (2023), l’amore degli ascoltatori e l’affetto trasversale dei suoi fan. Ha collaborato, tra gli altri, con artisti come Marco Mengoni, thasup, Fulminacci e Noyz Narcos.



Tennis, Sinner in finale agli Australian Open Shelton ko in tre set

Roma, 24 gen. (askanews) – Un anno dopo Jannik Sinner è di nuovo in finale agli Australian Open! Il n. 1 al mondo ha battuto in semifinale Ben Shelton con il punteggio di 7-6, 6-2, 6-2 in 2 ore e 38 minuti di gioco. Una partita equilibrata nel primo set, poi diventata in discesa per il tennista azzurro. Shelton, infatti, ha giocato alla pari nel primo parziale: due volte avanti di un break, l’americano ha avuto due set point al servizio nel dodicesimo gioco. Da quel momento l’inerzia è girata a favore di Sinner che nel secondo e terzo set ha alzato la qualità del suo tennis.

Warner Music Italia festeggia 50° anniversario di Ufo Robot

Roma, 24 gen. (askanews) – Dal 24 gennaio, a cinquant’anni dall’uscita in Italia dell’iconica serie d’animazione Ufo Robot Goldrake, è disponibile la ristampa in edizione limitata e vinile azzurro ghiaccio con le sigle italiane riproposte in versione originale con audio completamente rimasterizzato.

Le musiche eccezionali di musicisti come Vince Tempera, Fabio Concato, Ares Tavolazzi, Massimo Luce e Julius Farmer, solo per citarne alcuni, furono tra i singoli più venduti nel 1978 e sono rimasti impressi nella memoria di intere generazioni.

“La mission della divisione del catalogo e strategico di Warner Music Italia – dichiara Renato Tanchis – è dare nuova vita e celebrare la musica che ha scandito momenti indimenticabili, accompagnando anni interi delle vite di tantissime persone. Per questo motivo, abbiamo ritenuto un atto dovuto rendere omaggio ai 50 anni di Goldrake, un cartone animato che ha segnato l’immaginario collettivo e con esso, a uno dei brani più iconici e amati dal pubblico italiano: Ufo Robot. Con questa iniziativa speriamo di regalare un sorriso ai fan della serie, immaginando che il poster incluso nel vinile possa tornare a adornare le pareti di coloro che, 50 anni fa, erano solo dei ragazzi pieni di sogni e fantasia”.

In occasione di questo importante “compleanno”, la serie originale restaurata, 74 episodi, torna sulle reti RAI per la gioia non solo dei piccoli, ma anche degli appassionati e nostalgici bambini di quei favolosi anni ’70.

Musiche e testi all’avanguardia che “resistono” impavidi al tempo. Vince Tempera, autore delle musiche di UFO ROBOT con i testi di Luigi Albertelli, racconta:

“Abbiamo lavorato guardando avanti, precorrendo i tempi con strumenti elettronici che nessuno usava ancora. Si fidavano di me e Luigi e ci hanno lasciato le mani libere. Questo genere di prodotto, interessava poco e questo ci ha permesso di dare libero sfogo alla nostra creatività. Il testo scritto da lui è pazzesco, surreale e indimenticabile. Con le musiche abbiamo seguito un po’ l’onda americana della disco music; abbiamo scritto con WPM (velocità di metronomo), da discoteca che poi, un DJ romagnolo, per primo, cominciò ad utilizzare, spopolando. Da lì partì la moda addirittura di lanciare un ragazzo tipo UFO ROBOT, tanto che la RAI aveva timori ad utilizzarlo nelle trasmissioni. Quei bambini del ’78, ormai grandi si compreranno magari il vinile riaprendo un album di ricordi preziosi. Generazioni che hanno sognato con Ufo Robot ed oggi mi piace pensare, che qualcuno tra loro sia ingegnere alla NASA. È davvero un motivo d’orgoglio, il fatto che queste canzoni siano ancora in testa alle classifiche dopo 47 anni: ha del miracoloso! Probabilmente è la conferma che, se una musica funziona, può rimanere in testa e nel cuore. La loro longevità è probabilmente dovuta anche al fatto che le abbiamo pensate come canzoni, non solo da Zecchino D’Oro, ma anche un po’ da adulti, perché i bambini sono intelligenti… Auguro a queste musiche di tornare a volare!”

La grafica di questa preziosa ristampa, in limited edition, è la copia del vinile uscito per la prima volta nel 1978, che contiene un coloratissimo poster e l’LP Ice Translucent (Azzurrino ghiaccio).

Mattarella: intensificare la collaborazione fra Italia e Panama

Roma, 24 gen. (askanews) – “Per la Repubblica italiana è un onore la sua presenza qui a Roma, per me un gran piacere personale accogliere lei e la delegazione che l’accompagna. Sono lieto di poterla ringraziare di questa sua prima visita in Italia, farle gli auguri per il suo mandato iniziato da alcuni mesi”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione dell’incontro al Quirinale con il presidente della Repubblica di Panama, José Raúl Mulino Quintero.

“Sono lieto anche – ha aggiunto il capo dello Stato – di poter insieme a lei ribadire i legami che legano Panama e Italia e la volontà di intensificare la nostra collaborazione in diversi campi. Quest’anno si attiverà il meccanismo di dialogo, uno strumento di grande utilità per accompagnare l’aumento della nostra collaborazione. Lei è il benvenuto a Roma, presidente”, ha concluso Mattarella.

Oms, Tajani: ha commesso errori ma no ad uscita Italia

Roma, 24 gen. (askanews) – “Noi abbiamo un’opinione diversa” dalla Lega, che ieri ha depositato un disegno di legge per uscire dall’Organizzazione mondiale della Sanità. “Detto questo non è che l’Oms non abbia commesso errori, li ha commessi anche durante la vicenda Covid”, ma “gli errori sono una cosa, uscire dall’Oms è un’altra”. Lo ha detto il vicepremier, segretario nazionale di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto stampa a margine di un convegno organizzato dalla comunità di Sant’Egidio.

Santanchè: non ho mai pensato alle dimissioni e nessuno me le ha chieste

Roma, 24 gen. (askanews) – “Dimissioni? Io sono qui per parlare della Fiera. Sto facendo il mio lavoro. Sono qua, poi parto per Gedda per la missione in Arabia Saudia: sono assolutamente tranquilla. Male non fare, paura non avere. Se ho parlato con Meloni? Ma non c’è il tema”. Così il ministro del Turismo Daniela Santanchè, a margine dell’inaugurazione della Fiera Motor Bike di Verona.

“A me mai nessuno lo ha chiesto” di fare un passo indietro: “Io ho sempre detto che sono assultamente tranquilla, so come sono le questioni nel merito. Ho sempre detto – ha spiegato – che per quanto riguarda il rinvio a giudizio sulle false comunicazioni per una posta di valutazione non mi sarei dimessa e quindi ho sempre detto che invece, se dovesse arrivare un giudizio, vediamo, per la cassa integrazione, dove capisco che ci potrebbero essere implicazioni politiche, non avrei esitato a fare un passo indietro. Ma non siamo a questo punto. Vediamo, continuo a fare il mio lavoro”.

“Non ci ho mai pensato” alle dimissioni, ha ribadito il ministro: “Se io chiedessi a voi su cosa è il mio rinvio a giudizio, credo che nessuno saprebbe rispondermi. Sono false comunicazioni su una posta di valutazione, quindi un reato molto valutativo, che si basa su perizie tecniche, dove io voglio difendermi nel processo. Su questa cosa non ho mai detto a nessuno che avrei pensato di dimettermi. Ho sempre detto invece che sulla questione della cassa integrazione ne capisco le implicazioni politiche e se fossi stata rinviata a giudizio, cosa che per adesso non c’è, avrei sicuramente fatto un passo indietro perchè capisco le motivazioni politiche. Su questa questione del falso in bilancio, su una posta di valutazione, non c’è nessuna implicazione politica, non c’è dolo, e sono certa che sarò assolta”, ha concluso Santanchè.

A Milano "Kiss Me Licia il Musical" a 40 anni da prima puntata cartone

Roma, 24 gen. (askanews) – Erano le 8.00 di sera di martedì 10 settembre 1985 e Italia1 stava per trasmettere la prima puntata di un cartone animato di produzione giapponese destinato a cambiare e arricchire il patrimonio culturale pop di tutti quei ragazzini (e, in maniera indiretta anche dei loro genitori) che lo stavano guardando.

Si trattava di Kiss Me Licia, anime nato dal manga Aishite Knight di Kaoru Tada, accolto con freddezza nella sua terra natia ma successo clamoroso in Europa e in Italia in particolar maniera, dove ha registrato più di 4 milioni di spettatori a puntata per tutta la sua messa in onda.

Sono passati quasi 40 anni da quella sera: è il 2025 e Licia, Mirko, Satomi, Andrea e il gatto Giuliano, Marrabbio, Marika e Manuela sono pronti a “riprendere vita” in Kiss Me Licia Il Musical dell’autore, regista e produttore Thomas Centaro.

L’emozionante favola moderna a tempo di rock ‘n’ roll, indelebile nella mente di chi è stato ragazzino negli anni ’80, torna infatti in scena venerdì 21 e sabato 22 marzo 2025 all’EcoTeatro di Milano (Via Fezzan, 11 | ore 20.30 a 10 anni dal suo debutto e dai 3 sold out collezionati con il titolo “Kitsch Me Licia”. Guest star dei due appuntamenti il doppiatore Pietro Ubaldi, che tornerà a dare la voce dal vivo al gattone arancione.

“Kiss Me Licia è un musical innovativo che celebra l’amore e la musica. Lo spettacolo non vuole semplicemente calcare le vicende del manga di Kaoru Tada, del cartone animato o del telefilm, presenta invece un’esperienza teatrale unica grazie all’adattamento che ho scritto di mio pugno e approvato, sostenuto e incoraggiato dalla proprietà dei diritti dal Giappone. Quando il cartone è uscito nel 1985 io avevo tre anni e mezzo, eppure ricordo bene quella sigla che ascoltavo a ripetizione su Fivelandia 3. Mai avrei pensato di farne un musical – racconta l’autore, regista e produttore Thomas Centaro – e invece…Undici anni fa mi trovavo in autostrada (Free way!) quando ho avuto questa bizzarra ispirazione: ero in cerca di un titolo che celebrasse gli anni ’80, una storia di cui non esistesse già un musical e che unisse amore e musica, così ho pensato subito a Licia e i Bee Hive”.

Idea che si è tradotta in più di due anni di sviluppo creativo e di scrittura, ma soprattutto di studio, a cui Centaro si è dedicato insieme al direttore artistico del musical, il fratello Andrea. Tutto nel musical, infatti, è frutto di ricerche approfondite e studio su materiale d’epoca, tra immagini, riviste cartacee originali e videoclip, con l’obiettivo di ricreare una gamma di ambienti, texture e palette di colori che restituissero l’esatta collocazione storica della vicenda. “Nessuna operazione nostalgica: qui gli anni ’80 non sono un pretesto stilistico, sono sia la cornice che il fulcro del contesto narrativo – commenta Andrea Centaro – Seppure nella finzione del teatro, rendere reale un mondo nato dalle tavole di un manga è un fantastico esempio di come diversi elementi di design e produzione interagiscano quando l’immagine originale viene rispettata a pieno. Così gli anni ’80 ispirano e rivivono grazie alla fusione di artigianalità e tecnologia, tra scenografie, costumi e oggetti di scena, per un’attualissima idea di Teatro”.

E così, grazie anche all’ausilio di scenografie digitali, combinate a green screen, effetti speciali e props originali dell’epoca come il mangiadischi arancione della Penny e il barattolo di cacao Sprint, per due sere sembrerà di affacciarsi nella camera di Licia, di camminare tra i tavoli del bar Loose o del mitico Mambo, di cui è stato ricreato ad hoc anche l’inconfondibile telefono rosa. “Abbiamo volutamente scelto di tenere come unica linea guida l’anime giapponese: volevamo che fosse il pubblico ad andare ad attingere nei propri ricordi alle scene del cartone animato, riconoscendo all’istante la cura e l’aderenza alla raffigurazione dei personaggi” – prosegue Thomas Centaro.

Non solo oggetti e scenografie. Oggetto di ricerca e studio approfondito sono stati anche i brani musicali: scelti con attenzione nel repertorio del 1986, per meglio delineare la frontiera temporale dell’anno in cui si ambienta lo spettacolo teatrale, e che andranno ad affiancare le canzoni iconiche del cartone animato che tutti, almeno una volta, abbiamo anche solo canticchiato. Spandau Ballet, Europe, Bon Jovi, Queen e A-Ha, Cyndi Lauper, Samantha Fox, Billy Joel, Blondie, Culture Club, Nikka Costa, Spagna, Bonnie Tyler e di molti altri: brani internazionali intramontabili, parte integrante della narrazione e non semplice accompagnamento, vestiti in stile musical grazie agli arrangiamenti orchestrali e acustici di Elena Centaro, composer e music producer che per l’occasione ha composto il brano inedito “Per Sognare”, in uscita sulle piattaforme digitali, e alla ricchezza dei cori diretti da Claudio Albertini, i cui testi sono stati tradotti in italiano dallo stesso regista dello spettacolo nel totale rispetto di metrica e assonanze con le versioni originali. Le coreografie, invece, sono curate da Bruno Giotta, che collabora con il regista da 10 anni.

E così, eccoci quasi pronti ad assistere alle avventure di Licia (Silvia Romeo), studentessa universitaria e cameriera al Mambo, il ristorante gestito da Marrabbio, il suo gelosissimo papà (Andrea Bonati). E poi il piccolo Andrea (Annalisa Longo), e il suo gatto Giuliano, che, per l’occasione, ritroverà dal vivo la sua voce originale, quella di Pietro Ubaldi. E ancora la migliore amica Manuela (Elena Centaro), Satomi (Alessandro Fortarezza), cliente fisso del Mambo di cui Licia è platonicamente innamorata, e Mirko (Thomas Centaro), ragazzo biondo con un bizzarro ciuffo rosso con cui Licia si “incontra e si scontra”, rispettivamente tastierista e frontman del gruppo rock dei Bee Hive e la loro scontrosa manager Marika (Alessandra Ruta).

“Sogni e fallimenti, amicizie e orgoglio, amori e delusioni, sentimenti e scontri generazionali, risate e lacrime, passi avanti e passi indietro a tempo di rock ‘n’ roll. Kiss Me Licia è un musical che si rivolge ad una platea eterogenea, che spero possa amarlo come io ho amato realizzarlo, da quei piccoli telespettatori di un tempo che oggi hanno qualche anno in più, ai più giovani, che possono riscoprire Licia e i Bee Hive per la prima volta riflettendo su ciò che siamo e che siamo stati – conclude Thomas Centaro – Un’esperienza che vorrei davvero possa essere indimenticabile per tutta la famiglia, per i cultori dei manga e degli anime, per chi crede nei buoni sentimenti, o più semplicemente per chi gli anni ’80 li ha vissuti in soggettiva, perché “Per crescere ci si mette una vita, per tornare bambini basta una canzone”.

Biennale Architettura 2025. Indetta una call per TerraeAquae

Milano, 24 gen. (askanews) – Nell’ambito di “TerraeAquae. L’Italia e l’intelligenza del mare”, progetto espositivo del Padiglione Italia alla 19esima Mostra Internazionale d’Architettura – La Biennale di Venezia, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, la curatrice Guendalina Salimei lancia una call aperta a progettisti, studiosi e operatori della cultura, volta a raccogliere contributi progettuali, teorici e multimediali sul ripensamento del rapporto tra terra e mare delle aree costiere e portuali. Scadenza per la presentazione delle proposte: lunedì 3 marzo 2025 (ore 23.59) Lo scopo è quello di tracciare nuove rotte per il futuro attraverso la raccolta di proposte sperimentali generate da un’intelligenza collettiva impegnata nella risoluzione dei problemi legati alle condizioni ambientali del mare e al patrimonio marino e costiero italiano.

È un invito a immaginare la “forma del mare”, prefigurando visioni futuribili o utopiche, progetti e desideri per tutti quei luoghi di frontiera tra terra e mare in cui le regole dell’abitare sono assoggettate a una costante riconfigurazione in relazione alle leggi della natura e dell’uomo. Si vuole così stimolare una riflessione su temi architettonici, urbanistici, ambientali, umanistici e geopolitici, sviluppando nuove idee che possano diventare inneschi di azioni in contesti diversi, concretizzandosi in laboratori di sperimentazione e ricerca avanzata.

(Foto: Padiglione Italia 2025 – Guendalina Salimei www.creativitacontemporanea.cultura.gov.it )

Sanremo, Elodie: racconto anche del mio lato drammatico

Milano, 24 gen. (askanews) – Elodie sul palco del Teatro Ariston annuncia in anteprima “Dimenticarsi alle 7”, brano in gara alla 75 edizione del Festival della canzone italiana. “E’ un brano che sento molto mio, racconta anche della mia parte drammatica, anche eccessivamente drammatica, ho messo mano per la prima volta alla produzione, ci ho messo la mia creativit e i miei gusti a livello musicale”. Eledie non vede l’ora di essere in gara: “Mi piace molto l’approccio di Carlo Conti e sono felice di rivederlo, a lui sono grata perch mi ha scelto nel mio primo Sanrmo. Poi quest’anno il cast molto vario, anche se io inizio a essere tra le meno giovani”.

BlackRock, Fink: troppo pessimismo in Europa, è ora di investirci

Roma, 24 gen. (askanews) – “C’è troppo pessimismo in Europa. E lo dice qualcuno che è stato pessimista sull’Europa per 10 anni”. Anzi “ritengo che forse sia arrivato il momento di investire di nuovo in Europa. Vedo tanti problemi, ma penso che il pessimismo sia troppo alto”. Parola di Laurence (Larry) Douglas Fink, numero uno del gigante degli investimenti BlackRock durante un dibattito al durante un dibattito al World Economic Forum, a Davos, in Svizzera.

“Per gli Usa – ha proseguito – penso che la prospettiva sia la continuazione della sue forza. Qualunque impresa, grande o piccola, può trovare capitali e questa queste fondamenta le conferiscono una abilità, per la forza dei suoi mercati dei capitali, di ricostruirsi e cambiare direzione, e modificarsi più velocemente di qualunque altra economia nel mondo. Trump è capace di sbloccare capitali con meno regolamentazione e questo consente agli Usa di essere meno vincolati dai suoi problemi di bilancio. Non c’è troppo ottimismo negli Usa – ha concluso – e forse ce n’è troppo poco qui in Europa”. (fonte immagine: World Economic Forum).

Cassano (prima presidente Cassazione): serve rispetto reciproco tra istituzioni

Roma, 24 gen. (askanews) – I magistrati sono impegnati a realizzare “i più alti valori espressi dalla Costituzione” e questo “sforzo” necessita “di essere accompagnato da un contesto improntato al rispetto reciproco fra le varie istituzioni dello Stato, a razionalità, pacatezza, equilibrio: un vero e proprio patto per lo Stato di diritto in grado di alimentare la fiducia dei cittadini nei confronti di tutti gli organi cui la Carta fondamentale assegna l’esercizio di funzioni sovrane”. Così la prima presidente della Cassazione, Margherita Cassano, nel suo intervento alla inaugurazione dell’anno giudiziario.

I dati “restituiscono un’immagine della magistratura diversa da quella oggetto di abituale rappresentazione e posta a base di progetti riformatori”, ha spiegato ancora Cassano. “Una magistratura che, conscia delle sue responsabilità, cerca di assolvere al meglio i propri doveri con spirito di collaborazione, tensione ideale, impegno professionale, senso del limite e della misura, ascolto attento delle ragioni altrui nella convinzione che un confronto costruttivo costituisce un prezioso stimolo a migliorare”.

Insomma “una magistratura consapevole che la testimonianza offerta nella trattazione del singolo caso sarà assunta dalla persona interessata come paradigma del funzionamento dell’intera struttura giudiziaria e che, quindi, sempre alto e costante deve essere il rigore etico professionale. Una magistratura che, in nome di una presunta efficienza, non intende farsi acriticamente lusingare dalle prospettive dell’intelligenza artificiale che 18non potrà mai sostituirsi al processo decisionale del giudice e allo sforzo di ricercare e comprendere le complesse vicende umane celate dietro la vicenda giudiziaria”.

Quindi “una magistratura che, in un dialogo sempre fecondo con l’avvocatura, co-protagonista ineliminabile, e con le altre giurisdizioni nazionali e sovranazionali, è protesa a fornire tutela effettiva ai diritti fondamentali e a dare il proprio contributo ad una cultura europea che ponga al centro della propria riflessione la dignità della persona nelle sue molteplici sfaccettature quale pre-condizione di un processo di integrazione e di pace”.

Lagarde: "Forte fiducia che inflazione stia andando verso il basso"

Roma, 24 gen. (askanews) – Nell’area euro i dati preliminari più recenti sull’inflazione l’hanno indicata al 2,4% “e ci sta una forte fiducia che sia andando verso il basso piuttosto che verso l’alto”. Lo ha affermato la presidente della Bce, Christine Lagarde, durante un dibattito al World Economic Forum, a Davos, in Svizzera, ricordando tuttavia che parlava nel “periodo di quiete”, la settimana che precedente il Consiglio direttivo sui tassi, in cui gli esponenti della Bce si astengono dal rilasciare commenti sulla politica monetaria.

Giustizia, Cassano: serve rispetto reciproco tra istituzioni

Roma, 24 gen. (askanews) – I magistrati sono impegnati a realizzare “i più alti valori espressi dalla Costituzione” e questo “sforzo” necessita “di essere accompagnato da un contesto improntato al rispetto reciproco fra le varie istituzioni dello Stato, a razionalità, pacatezza, equilibrio: un vero e proprio patto per lo Stato di diritto in grado di alimentare la fiducia dei cittadini nei confronti di tutti gli organi cui la Carta fondamentale assegna l’esercizio di funzioni sovrane”. Così la prima presidente della Cassazione, Margherita Cassano, nel suo intervento alla inaugurazione dell’anno giudiziario.

I dati “restituiscono un’immagine della magistratura diversa da quella oggetto di abituale rappresentazione e posta a base di progetti riformatori”, ha spiegato ancora Cassano. “Una magistratura che, conscia delle sue responsabilità, cerca di assolvere al meglio i propri doveri con spirito di collaborazione, tensione ideale, impegno professionale, senso del limite e della misura, ascolto attento delle ragioni altrui nella convinzione che un confronto costruttivo costituisce un prezioso stimolo a migliorare”.

Insomma “una magistratura consapevole che la testimonianza offerta nella trattazione del singolo caso sarà assunta dalla persona interessata come paradigma del funzionamento dell’intera struttura giudiziaria e che, quindi, sempre alto e costante deve essere il rigore etico professionale. Una magistratura che, in nome di una presunta efficienza, non intende farsi acriticamente lusingare dalle prospettive dell’intelligenza artificiale che 18non potrà mai sostituirsi al processo decisionale del giudice e allo sforzo di ricercare e comprendere le complesse vicende umane celate dietro la vicenda giudiziaria”.

Quindi “una magistratura che, in un dialogo sempre fecondo con l’avvocatura, co-protagonista ineliminabile, e con le altre giurisdizioni nazionali e sovranazionali, è protesa a fornire tutela effettiva ai diritti fondamentali e a dare il proprio contributo ad una cultura europea che ponga al centro della propria riflessione la dignità della persona nelle sue molteplici sfaccettature quale pre-condizione di un processo di integrazione e di pace”.

Papa: pochi centri potere controllano informazioni come mai in passato

Città del Vaticano, 24 gen. (askanews) – Oggi le nostre società si trovano a vivere in un “tempo segnato dalla disinformazione e dalla polarizzazione, dove pochi centri di potere controllano una massa di dati e di informazioni senza precedenti”. Parte da questa constatazione Papa Francesco per rivolgersi direttamente ai comunicatori e ai giornalisti “nella consapevolezza di quanto sia necessario – oggi più che mai – il vostro lavoro”, perchè “c’è bisogno del vostro impegno coraggioso nel mettere al centro della comunicazione la responsabilità personale e collettiva verso il prossimo”. Lo fa in un Messaggio per la 59.ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali sul tema: “Condividete con mitezza la speranza che sta nei vostri cuori”.

“Pensando al Giubileo che celebriamo quest’anno come un periodo di grazia in un tempo così travagliato, vorrei – scrive Francesco gli operatori della comunicazione – con questo mio Messaggio invitarvi ad essere comunicatori di speranza, incominciando da un rinnovamento del vostro lavoro e della vostra missione secondo lo spirito del Vangelo”.

Arte, Forof inaugura oggi a Roma il suo Public Program

Roma, 24 gen. (askanews) – FOROF, realtà culturale unica che combina archeologia e arte contemporanea, fondata da Giovanna Caruso Fendi, inaugura il suo Public Program venerdì 24 gennaio 2025. Curato da Bartolomeo Pietromarchi, il programma presenta 5 Episodi che da gennaio a giugno 2025 trasformeranno lo spazio di FOROF in un luogo vibrante e di sperimentazione continua.

Ogni episodio attiverà in modo dinamico la mostra site-specific Nimbus Limbus Omnibus dei Gelitin/Gelatin, visitabile fino al 30 giugno 2025. Le performance, concepite appositamente per l’occasione da artisti provenienti da discipline diverse, si configureranno come veri e propri strumenti per amplificare e vivere il tema centrale del progetto espositivo: le libertà.

Il Public Program di questa IV Stagione di FOROF prevede, quindi, tre interventi inediti del collettivo viennese Gelitin/Gelatin, una performance del duo artistico (LU. PA), composto da Lulù Nuti e Pamela Pintus, e una dell’artista spagnola Aitana Cordero. L’intento è stimolare un dialogo profondo e coinvolgente tra l’arte, lo spazio e il pubblico, invitando ciascun visitatore a essere protagonista attivo, immergendosi in nuove prospettive di riflessione e partecipazione.

I tre interventi performativi dei Gelitin/Gelatin sono stati pensati per arricchire progressivamente il progetto espositivo site-specific di FOROF, che si sviluppa e si trasforma nel tempo. Ogni performance lascerà una nuova traccia, come una scoperta archeologica in divenire, contribuendo così a svelare gradualmente nuove dimensioni dell’opera I EPISODIO: venerdì 24 gennaio 2025 Gelitin/Gelatin, Coniglio 20 in 25 Il primo episodio celebra il 20° anniversario della leggendaria scultura Hase / Rabbit / Coniglio (2005), un gigantesco coniglio che domina le Alpi Marittime, in Piemonte, realizzato in collavorazione con Pinksummer Contemporary Art. Per questa occasione i Gelitin/Gelatin presentano una performance inedita: 40 minuti di balli, parole, disegni e dipinti dal vivo, indossando costumi da coniglio e comportandosi come tali, trasformando lo spazio in un palcoscenico vivace e coinvolgente.

L’opera a cui si ispira la performance, si trova nel remoto villaggio di Artesina, vicino a Cuneo e si presenta come un gigantesco coniglio di oltre 50 metri che sembra cadere dal cielo, con una ferita da cui fuoriescono finte interiora, creando una scena surreale. Hase / Rabbit / Coniglio non è solo una scultura monumentale, ma una presenza che si fonde delicatamente con il paesaggio montano, diventando un’icona visibile da lontano senza mai prevaricarlo. La sua forma accogliente invita i visitatori a interagire con essa, a toccarla e percorrerla, trasformandola in un’esperienza sensoriale e fisica che si integra perfettamente con l’ambiente circostante. Un’opera che si vive, non solo si osserva. La sua creazione iniziò nel 1999, quando un gruppo di cinquanta donne realizzò a maglia il rivestimento in lana rosa, completato cinque anni dopo con un lavoro meticoloso. Le grandi pezze di lana furono riempite di paglia, dando vita a un gigantesco pupazzo imbottito di mille metri cubi di materiale. La comunità locale partecipò entusiasta, celebrando insieme agli artisti il frutto di anni di lavoro collettivo.

A vent’anni di distanza, il coniglio ha subito però un significativo deterioramento a causa dell’esposizione alle intemperie, ma per i Gelitin/Gelatin questo processo di decadenza è parte integrante del loro progetto, un aspetto che celebrano come naturale evoluzione dell’opera.

Inoltre, in occasione del primo episodio, venerdì 24 gennaio 2025, sarà presentato in presenza degli artisti il catalogo della mostra Nimbus Limbus Omnibus, curato da Bartolomeo Pietromarchi e Alessandro Sarteanesi, edito da Magonza e stampato in doppia lingua, italiano e inglese. Il volume è il primo catalogo fortemente voluto da FOROF che, come sottolinea Giovanna Caruso Fendi, non si limita a documentare la mostra dei Gelitin/Gelatin, ma intende offrire una riflessione più profonda sulla relazione tra arte contemporanea e archeologia, esplorando i temi, i linguaggi e le pratiche artistiche che definiscono l’identità e la missione di FOROF. Questo volume rappresenta un ulteriore passo nel percorso di costruzione di uno spazio dove ogni progetto diventa un’opportunità per riflettere sul nostro rapporto con il passato e con il futuro, utilizzando l’arte e la cultura come linguaggi attraverso cui raccontare e comprendere il mondo.

Si ringraziano la Galleria MASSIMODECARLO, Galerie Meyer*Kainer e Magonza.

PROSSIMI APPUNTAMENTI II Episodio: giovedì 6 marzo 2025 LU. PA Nasce a Cosenza nel 2017 dall’unione delle artiste Lulù Nuti e Pamela Pintus ed esplora, attraverso il rapporto con l’altro, insito nella natura del duo, le dinamiche, i linguaggi e gli strumenti del mondo contemporaneo, per analizzare i sistemi che regolano le relazioni odierne. I progetti di LU. PA nascono da azioni performative, rituali, durante i quali il pubblico diventa protagonista del processo di costruzione di un’opera d’arte.

III Episodio: martedì 15 aprile 2025 Gelitin/Gelatin, Festa di compleanno per Leonardo Da Vinci Il collettivo viennese celebra il 573° compleanno di Leonardo da Vinci con una festa ricca di musica, cibo e bevande, creando un’atmosfera gioiosa in onore del grande maestro. L’evento vuole segnare l’atteso ritorno della Gioconda in Italia, celebrato con l’esposizione delle note opere dei Gelitin/Gelatin che reinterpretano il capolavoro leonardiano. La serie, presentata per la prima volta nel 2008 al Musée d’Art Moderne de Paris, è un omaggio audace e giocoso al dipinto più famoso del mondo. Le rielaborazioni in plastilina della Monna Lisa esplorano il concetto di icona culturale, sfidando il suo potere universale sulla memoria collettiva e sulla percezione umana, invitando lo spettatore a interrogarsi sulla sua iconizzazione. Persino le Poste austriache hanno lodato una delle loro versioni più insolite della Gioconda, stampando l’immagine su un francobollo speciale.

IV Episodio: giovedì 29 maggio 2025 Aitana Cordero Coreografa, regista, artista spagnola, Aitana Cordero (Madrid, 1979) dal 2000 sviluppa i propri progetti sotto forma di oggetti, installazioni, performance, coreografie, eventi, film, video, testi, proposte culinarie. Alcuni degli interessi artistici ricorrenti nel suo lavoro e nella sua ricerca sono l’incontro tra corpi, l’intimità, la sensualità, la fisicità della violenza e l’esplorazione dei protocolli e delle convenzioni delle arti performative.

V Episodio: ultimo fine settimana di giugno 2025 Gelitin/Gelatin, Laocoonte I protagonisti della Stagione IV chiudono la mostra Nimbus Limbus Omnibus con la performance intitolata Laocoonte, un intervento che trasforma gli artisti stessi nel celebre gruppo scultoreo del Laocoonte e i suoi figli, un capolavoro che racconta la drammatica morte del sacerdote troiano, Laocoonte, e dei suoi figli, assaliti da due serpenti marini inviati da Atena e Poseidone. Come nella scultura, la performance diventa una rappresentazione teatrale di dolore e resistenza, una riflessione sulla vulnerabilità umana e sul confronto con forze incontrollabili. Con Laocoonte, i Gelitin/Gelatin sfidano la distanza tra il classico e il contemporaneo, rendendo l’opera un’esperienza vivente e trascinante. Con l’aiuto di alcuni artisti/performer che mescoleranno il gesso e il polistirolo, i quattro artisti si trasformeranno in una forma solida, accompagnati da musica dal vivo.

*** FOROF è una realtà unica a Roma che combina archeologia e arte contemporanea, storia e sperimentazione, offrendo servizi diversificati e una proposta culturale innovativa. Fondato da Giovanna Caruso Fendi nel 2022, FOROF attua un modello inedito di imprenditoria culturale con la volontà di generare un impatto sociale positivo e duraturo grazie a un programma basato sull’idea di un luogo di cultura e scambio in cui passato e presente si confrontano.

FOROF occupa gli spazi dello storico Palazzo del Gallo di Roccagiovine, di fronte alla Colonna Traiana ai Fori Imperiali, e conserva negli ambienti ipogei, in convenzione con la Soprintendenza Archeologica di Roma, i marmi colorati della pavimentazione della Basilica Ulpia e i resti dell’abside orientale (II sec. d.C).

Con l’obiettivo di condividere l’arte in modo innovativo, in un rapporto costante tra storia, archeologia e arte contemporanea, FOROF ospita un programma di progetti site-specific in cui artisti italiani e internazionali – individuati dal comitato scientifico per la loro capacità di relazionarsi con lo spazio e il contesto culturale in cui operano – vengono chiamati a ideare una mostra o un’installazione ambientale in dialogo con lo spazio archeologico ipogeo. A ogni stagione, l’artista selezionato è accompagnato poi da un curatore diverso. Inoltre, nella zona polifunzionale che affaccia sulla strada, di fronte ai Fori, la mostra attiva un programma di eventi collaterali – Episodi – tra performance, reading, talk, interventi musicali a carattere relazionale e partecipativo, in cui il pubblico non è solo spettatore ma anche protagonista.

FOROF ha inaugurato il suo percorso con l’installazione immersiva dei SOUNDWALK Collective a cura di Threes Productions nel 2022, proseguendo con l’esperienza spirituale di Alex Cecchetti a cura di Maria Alicata nel 2023, fino all’avventura baltica di Augustas Serapinas a cura di Ilaria Gianni nel 2024.

Mps punta Mediobanca, Ops da 13,3 miliardi per un terzo grande gruppo bancario

Milano, 24 gen. (askanews) – Mps punta piazzetta Cuccia: Siena annuncia un’offerta pubblica di scambio, carta contro carta, e offre ai soci di Mediobanca 2,3 azioni per ogni quota portata in adesione. Prezzo implicito di 15,992 euro per azione, con un premio pari al 5,03% rispetto ai valori di chiusura della Borsa di giovedì. Totale dell’operazione: 13,3 miliardi di euro, da chiudere entro il terzo trimestre del 2025. Una mossa a sorpresa e non concordata che Mediobanca, guidata dal Ceo Alberto Nagel, si avvia a bollare come “ostile”.

L’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio, ha spiegato che “con questa operazione di natura industriale vogliamo segnare un nuovo approccio nel percorso di consolidamento del settore bancario che in maniera innovativa crea valore da subito sia per gli azionisti di Mps che di Mediobanca, e ritengo anche per l’intero sistema Paese. Puntiamo a un nuovo campione nazionale, con due brand di eccellenza, che vogliamo proteggere e ancor più valorizzare”.

L’offerta è condizionata al consenso del 66,67% del capitale di Mediobanca e se dovesse andare a buon fine Piazzetta Cuccia dirà addio alla Borsa: l’obiettivo di Siena è il delisting di Mediobanca per “favorire” integrazione, sinergia e crescita delle due banche, dettaglia Mps nei documenti al mercato.

L’attenzione è quindi tutta sui soci di Mediobanca, che a tratti si intrecciano con gli stessi di Mps. A guidare la brigata di azionisti di piazzetta Cuccia è Delfin, la holding lussemburghese degli eredi Del Vecchio, che detiene il 19,81% del capitale della banca fondata da Enrico Cuccia. A seguire c’è Francesco Gaetano Caltagirone che possiede il 7,76%, Blackrock al 4,23% e Banca Mediolanum al 3,49%. Delfin e Caltagirone sono anche soci forti di Siena, i primi tra i privati dopo il Mef che detiene ancora l’11,7% delle azioni (il lock up del Tesoro scade il 13 febbraio). I Del Vecchio hanno il 9,7% di Rocca Salimbeni e Caltagirone il 5%: facile credere che siano favorevoli all’operazione, con oltre il 27% dell’azionariato di Mediobanca che sarebbe quindi pronto ad aderire all’Ops. Gli azionisti più piccoli di Mediobanca sono legati nel patto di consultazione, guidato da Mediolanum, che tiene insieme l’11,4% del capitale e che è stato aggiornato a ottobre ed è valido fino al 2027. Tra loro la famiglia Monge all’1,1%, gruppo Gavio allo 0,82% e gruppo Ferrero allo 0,69%.

Quanto al primo azionista di Mps, Lovaglio ha spiegato nella call con gli analisti, che a dicembre 2022 aveva già presentato al ministro dell’Economia l’ipotesi dell’operazione con Mediobanca e che il ministero stesso “non ha posto nessun limite all’operazione”.

Questa operazione, per Mps, “presenta benefici chiari e tangibili per tutti gli stakeholder”. Per gli azionisti, si legge nei documenti, si prevede “elevata creazione di valore grazie ad una maggiore redditività, con un dividend pay-out fino al 100% dell’utile netto, mantenendo al contempo una forte solidità patrimoniale”, con l’utilizzo dei 2,9 miliardi di Dta di Mps nei prossimi sei anni e la generazione di sinergie industriali per 700 milioni all’anno. I clienti avranno “accesso ad una value proposition di eccellenza, con un’offerta più ampia e attraente di prodotti, soluzioni su misura e servizi per famiglie e imprese”, mentre i dipendenti avranno “opportunità di crescita professionale” in un’operazione che prevede “limitati impatti occupazionali”. Secondo il management di Mps a poter ottenere benefici è anche l'”economia italiana”, grazie al “forte valore per il sistema Paese contribuendo a incrementarne la competitività”.

Lovaglio, parlando in conference call, ha poi voluto chiarire “fin da ora” che l’eventuale buon esito dell’operazione non comporterà l’addio a nessun marchio, con entrambe le banche che sono nomi storici della finanza italiana: “Continueremo a nutrire i marchi Mps e Mediobanca, mantenendo le loro competenze e posizionamento unici, due marchi forti che lavoreranno assieme. Questo – ha chiosato il top manager – ci permetterà di sfruttare appieno tutto il loro potenziale”.

La Corea del Nord manderà altri soldati in Russia

Roma, 24 gen. (askanews) – Lo stato maggiore sudcoreano ritiene che la Corea del Nord stia preparando un ulteriore dispiegamento di truppe per sostenere la Russia nella guerra in Ucraina, dato il gran numero di vittime fra le sue fila sul fronte.

“Poiché sono trascorsi circa quattro mesi dall’invio delle truppe nella guerra tra Russia e Ucraina, si stima che i preparativi per addizionali dispiegamenti stiano accelerando in risposta all’elevato numero di vittime e di prigionieri catturati”, ha spiegato un comunicato pubblicato oggi dallo stato maggiore sudcoreano (Jcs) senza fornire dettagli.

Dal 2023 la Corea del Nord sostiene Mosca fornendo una grande quantità di armi e dall’ottobre dello scorso anno inviando circa 11.000 soldati. I servizi segreti sudcoreani hanno riferito che finora stimano che circa 300 soldati nordcoreani siano morti sul fronte e che circa 2.700 siano rimasti feriti.

Eurozona, a gennaio manifatturiero risale, possibile "effetto Trump"

Roma, 24 gen. (askanews) – Migliora a inizio anno la situazione per le imprese nell’area euro, con una risalita delle indagini apparentemente collegata a un “effetto Trump” che si trasmette anche al Vecchio Continente. L’indice Pmi composito per l’insieme delle aziende è risalito a 50,2 punti, riporta S&P Global con un comunicato, sui massimi da 5 mesi dopo 49,6 punti a dicembre.

A migliorare, in particolare, è il manifatturiero, sospinto dal recupero di fiducia delle imprese in Germania, con l’indice Pmi sulla produzione risalito a 46,8 punti, da 44,3 punti di dicembre. Su queste indagini i 50 punti sono la soglia di neutralità: al di sopra è crescita, al di sotto è contrazione dell’attività.

L’indice Pmi per le attività del terziario dell’area euro è marginalmente risalito a 51,4 punti, da 51,6 a dicembre.

S&P rileva tuttavia che il tasso di espansione generale resta solo marginale a causa della debole domanda. I segnali di miglioramento dell’attività hanno portato l’occupazione ad un livello vicino alla stabilizzazione. Meno incoraggianti i segnali sui costi: sono fortemente aumentati, prosegue la società con un comunicato, con un tasso di inflazione che ha toccato il valore più alto in 21 mesi. A loro volta, anche le aziende hanno incrementato i prezzi di vendita ad un tasso maggiore.

Secondo Cyrus de la Rubia, capo economista della Hamburg Commercial Bank “la Germania ha esercitato un ruolo importante nel miglioramento dell’economia dell’eurozona, con l’indice composito che è tornato in territorio di crescita. Al contrario, l’economia francese è rimasta in contrazione”.

“Il settore manifatturiero è ancora in recessione, ma il ritmo del declino si è leggermente attenuato. Il settore continua a perdere rapidamente personale e anche i nuovi ordini sono in calo. D’altro canto, prevedendo una produzione più elevata tra un anno, le aziende sono molto più ottimiste riguardo al futuro. Questo potrebbe essere un effetto Trump inaspettato – osserva in un comunicato – o dovuto all’idea che il fondo sia stato raggiunto dopo una recessione di quasi due anni”.

Invece “in vista della riunione della Bce della prossima settimana, le notizie sul fronte dei prezzi non sono incoraggianti. L’inflazione dei costi nel settore dei servizi ha indicato un rialzo, con la presidente della Bce Christine Lagarde – ricorda – che ha già dichiarato di monitorare la situazione attentamente. I prezzi di vendita nel settore sono aumentati a un ritmo simile a quello del mese scorso. È preoccupante l’incremento dei prezzi di acquisto affrontati dal settore manifatturiero, che pone fine a quattro mesi di costi stabili o in calo”.

Germania, si smorza a gennaio calo manifatturiero, indice Pmi sale

Roma, 24 gen. (askanews) – Segnali di miglioramento a gennaio dal manifatturiero della Germania, su cui l’indice Pmi sulla produzione ha mostrato una attenuazione della dinamica recessiva risalendo a 45,2 punti, il livello meno basso da otto mesi a questa parte, a fronte dei 41,7 punti di dicembre.

Su queste indagini i 50 punti sono la soglia di neutralità, al di sopra della quale l’attività risulta in crescita e al di sotto della quale è invece in calo.

Il Purchasing managers index sul settore dei servizi della Germania è risalito a 52,5 punti, da 51,2 di dicembre. L’indice Pmi composito per la prima economia dell’area euro è risalito a 50,1 punti, marginalmente positivo quindi, dopo i 48 punti di dicembre e ai massimi da sette mesi a questa parte.

L’indagine, che viene condotta da S&P Global, è stata effettuata tra il 9 e il 22 gennaio. L’economista della Hamburg Commerce Bank, Cyrus de la Rubia parla di un “effetto Trump positivo” per le imprese tedesche che “vedono buoni motivi per mettere da parte i pessimismi”, afferma con una nota.

Centrosinistra, Franceschini: battere la destra marciando divisi

Roma, 24 gen. (askanews) – “Si dice spesso che la destra si batte uniti. Io, se mi passa la provocazione, mi sono convinto che la destra la battiamo marciando divisi”. Lo dice Dario Franceschini, senatore ed ex vicesegretario del Pd, intervistato da Repubblica.

“Serve realismo. I partiti che formano la possibile alternativa alla destra – spiega – sono diversi e lo resteranno. È inutile fingere che si possa fare un’operazione come fu quella dell’Ulivo. L’Ulivo non tornerà, da quella fusione è già nato il Pd. E nemmeno l’Unione del secondo Prodi, con le sue 300 pagine di programma assemblato a tavolino prima delle elezioni. I partiti di opposizione vadano al voto ognuno per conto suo, valorizzando le proprie proposte e l’aspetto proporzionale della legge elettorale. È sufficiente stringere un accordo sul terzo dei seggi che si assegnano con i collegi uninominali per battere i candidati della destra”.

A giudizio di Franceschini “molte cose si discuteranno dopo il voto. In fondo, al momento di formare un governo dopo aver vinto, non fa così anche la destra?”

Quanto al rapporto con il M5S, “registro – dice ancora l’esponente democratico – che siamo all’opposizione insieme e questo è sufficiente. Non credo di dover ricordare come si collocavano i 5S all’epoca del patto gialloverde con la Lega e dove sono ora, dopo l’esperienza del nostro governo comune del quale rivendichiamo troppo poco i risultati”.

Anche per quanto riguarda le posizioni diverse sulla guerra “ci sarà tempo per trovare un compromesso”, sostiene Franceschini, “ammesso che la guerra in Ucraina ci sia ancora”. Insomma, “capisco – taglia corto – chi obietta che si rinuncia a un progetto politico più ambizioso, ma è il modo di evitare altri cinque anni di Meloni. E così si può vincere”.

SOS Villaggi: Grave mancato rinnovo Fondo contrasto povertà educativa

Roma, 24 gen. (askanews) – Si celebra oggi 24 gennaio la Giornata mondiale dell’Educazione, una data significativa istituita dalle Nazioni Unite per riflettere sul diritto all’istruzione e sulla necessità di garantire a tutti i bambini e ragazzi l’accesso a un’istruzione di qualità.

SOS Villaggi dei Bambini, impegnata ogni giorno affinché nessun bambino e bambina rimangano indietro e possano godere di un’istruzione di qualità, sostiene l’educazione come faro che illumina da sempre il viaggio di bambini e giovani verso una vita migliore, soprattutto per i più vulnerabili. Parafrasando le recenti parole di Papa Francesco, l’educazione è la chiave per far sì che i bambini e i giovani possano raggiungere il loro pieno potenziale, sviluppare capacità e talenti secondo le proprie inclinazioni, coltivare sogni e essere i protagonisti del proprio futuro. L’educazione dà potere alle ragazze e alle giovani donne, in particolare, aumentando le loro possibilità di trovare un lavoro, di mantenersi in salute, di partecipare pienamente alla società e aumenta le possibilità dei loro figli di condurre una vita sana. Non sempre però questa tappa fondamentale nella vita di ogni giovane è accessibile a tutti, soprattutto per chi non può contare sul sostegno di una famiglia.

In Italia, secondo le stime Istat, i minorenni che appartengono a famiglie in povertà assoluta sono pari a 1,3 milioni. Un dato in crescita anche per l’impatto dell’inflazione sulle famiglie. Il disagio economico sempre più spesso si traduce in un divario educativo, dove la povertà economica e quella educativa si alimentano a vicenda. La carenza di mezzi culturali e di reti sociali riduce le opportunità lavorative; le ristrettezze economiche limitano l’accesso alle risorse culturali ed educative, costituendo un ostacolo oggettivo per bambini e ragazzi che provengono da famiglie svantaggiate.

Una fotografia allarmante che si aggrava ulteriormente con il mancato rinnovo del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, da parte del Governo con la nuova legge di bilancio.

“Il Fondo, introdotto nel 2016, è stato eliminato nel silenzio generale – spiega Samantha Tedesco, Responsabile Programmi e Advocacy di SOS Villaggi dei Bambini – mettendo a rischio molti progetti. – Non si tratta solo del taglio economico, ma della rinuncia a una misura di giustizia collettiva, grazie alla quale si andava incontro al principio costituzionale di rimozione degli ostacoli all’uguaglianza dei cittadini per la promozione del pieno sviluppo delle persone. Il Governo ha cancellato questo Fondo senza interpellare i soggetti del Terzo settore che hanno una fotografia costante di questo tipo di realtà e che si impegnano quotidianamente, come fa SOS Villaggi dei Bambini, nella promozione delle opportunità educative per tutti i bambini e bambine di questo Paese. La magnitudo con cui la povertà colpisce le famiglie e i minorenni fa sì che in Italia molti bambini e giovani siano candidati a essere privati di alcuni diritti fondamentali e ad avere un futuro già ipotecato. L’istruzione e l’educazione in senso ampio, pur dovendo essere una priorità politica e istituzionale inderogabile, rimane per alcuni ragazzi e ragazze, distante e inaccessibile. Per questo contrastare la povertà educativa, con interventi permanenti e strutturali, poteva essere l’unica azione auspicabile per lo sviluppo del nostro Paese. Otto anni fa l’istituzione del Fondo ha rappresentato un importante traguardo, ora la scelta di tagliarlo è un fatto grave, che ci riporta indietro”.

In questo contesto non bisogna ignorare il dramma della dispersione scolastica, con 1 bambino su 5 che abbandona precocemente gli studi. L’Italia è indietro rispetto alla media dei Paesi europei, un divario che il nostro Paese stenta a recuperare: è ancora alta la quota di giovani che escono prematuramente dal sistema di istruzione e formazione dopo aver conseguito soltanto il titolo di scuola secondaria di primo grado (early leavers); nel 2022 il percorso formativo si è interrotto con la licenza della scuola secondaria di primo grado per l’11,5% dei giovani tra 18 e 24 anni.

Diventa perciò importante agire in sinergia con le istituzioni e, per questo, SOS Villaggi dei Bambini lancia un appello, affinché l’enorme cantiere educativo messo in campo negli ultimi otto anni in tutto il Paese, con più di 800 progetti finanziati e mezzo milione di minorenni coinvolti, non si fermi. Per questo, l’Organizzazione si impegna perché ogni bambino e bambina non rimanga indietro e possa godere degli stessi diritti educativi dei propri coetanei.

In Italia, l’Organizzazione contrasta la povertà educativa attraverso progetti e attività promossi nei Programmi e Villaggi SOS, raggiungendo annualmente 1.548 beneficiari. La povertà educativa condiziona, infatti, la vita dei bambini e dei ragazzi, privandoli di opportunità preziose.

Per contrastare questo fenomeno, SOS Villaggi dei Bambini si impegna a dare una nuova centralità all’educazione, che sia più inclusiva e attenta ai bisogni dei minorenni, in particolare dei più fragili, dei bambini e delle famiglie in stato di povertà educativa e materiale, che rischiano, se non aiutati, di rimanere ancora più indietro.

Nell’ambito dei Programmi di accoglienza e sostegno familiare sviluppati sul territorio l’Organizzazione agisce costantemente con specifiche azioni di contrasto alla dispersione scolastica e utili a favorire il percorso educativo dei bambini accolti. Il nostro intervento si svolge nei progetti diurni presenti nei Villaggi SOS. Qui i ragazzi, sia in accoglienza nei Villaggi SOS che di famiglie fragili del territorio, trovano uno spazio in cui potersi confrontare con i loro coetanei, e negli educatori un utile punto di riferimento esterno alla famiglia.

Dal 2021, a Milano, è attivo un Programma di sostegno familiare che annovera tra i propri servizi un dopo scuola, uno spazio dedicato ai bambini in età prescolare e un supporto multidisciplinare, con l’obiettivo di facilitare la relazione genitori-figli e potenziare l’auto efficacia dei genitori nel supportare i propri figli rispetto ai loro percorsi didattici.

All’interno dei Programmi e Villaggi SOS in Italia, l’Organizzazione supporta in ogni ambito i bambini e ragazzi accolti, incluso il percorso scolastico, fornendo strumenti di apprendimento, socializzazione e inclusione. Alla base dell’agire dell’Organizzazione, un approccio centrato sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, in cui i bambini e i ragazzi vengono considerati protagonisti e non solo destinatari degli interventi.

SOS Villaggi dei Bambini si impegna affinché i bambini e i ragazzi che non possono beneficiare di adeguate cure genitoriali crescano in una situazione di parità con i propri coetanei, realizzando appieno il proprio potenziale e la possibilità di vivere una vita indipendente. È presente in Italia da oltre 60 anni e oggi opera attraverso 8 Programmi e Villaggi SOS, a Trento, Ostuni, Vicenza, Saronno, Mantova, Torino, Crotone e Milano. SOS Villaggi dei Bambini si prende cura di oltre 2.600 persone, tra bambini, ragazzi e famiglie che vivono gravi situazioni di disagio, e sostiene i diritti di oltre 47.000 bambini e giovani, protagonisti delle sue attività di Advocacy. È parte del network SOS Children’s Villages, presente in 136 tra Paesi e territori dove aiuta circa 3 milioni di persone, e del quale ospita e gestisce a livello internazionale il Programma globale di esperti sulla salute mentale e sul supporto psicosociale.

Mps tenta la scalata a Mediobanca: lancia offerta di scambio da 13,3 mld

Milano, 24 gen. (askanews) – Monte dei Paschi di Siena ha deciso di promuovere un’offerta pubblica di scambio totalitaria volontaria avente a oggetto la totalità delle azioni ordinarie di Mediobanca. L’Ops valuta Piazzetta Cuccia 13,3 miliardi di euro e offre un premio del 5,03% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni Mediobanca rilevato alla chiusura di Borsa di giovedì (15,227).

L’offerta avrà a oggetto un massimo di 833.279.689 azioni ordinarie, rappresentanti il 100% del capitale sociale e delle azioni ordinarie (incluse le azioni proprie detenute). Per ciascuna azione Mediobanca portata in adesione all’offerta, Mps offrirà un corrispettivo unitario pari a 2,3 azioni ordinarie dell’offerente di nuova emissione. Pertanto, per ogni 10 azioni Mediobanca portate in adesione saranno corrisposte 23 azioni ordinarie dell’offerente di nuova emissione.

Sulla base del prezzo ufficiale delle azioni di Mps rilevato alla chiusura del 23 gennaio (giovedì) pari a 6,9531 euro, il corrispettivo esprime una valorizzazione pari a 15,992 euro per ciascuna azione Mediobanca e, pertanto, incorpora un premio pari al 5,03% rispetto al prezzo ufficiale delle azioni Mediobanca rilevato alla chiusura di Borsa del 23 gennaio (15,227).

La Voce del Popolo | Non nominare, invano, il nome di Dio.

L’insistenza con cui la nuova destra americana, a partire dal suo “commander in chief”, il presidente Trump, invoca il nome di Dio desta qualche sospetto soprattutto laddove quel nome viene pronunciato con la giusta misura e sempre in punta di voce.

Si dovrebbe sempre avere il buon gusto di separare le nostre dispute politiche dalla confidenza che ci prendiamo col Signore. A cui chiediamo spesso molte intercessioni per noi stessi. Ma che proprio per questo dovremmo sempre aver cura di non coinvolgere troppo in quegli affari terreni − la politica in primo luogo − che dovrebbero restare affidati alle nostre cure, nel bene e nel male. 

Ora, è possibile che davvero il presidente Trump pensi che è stato Dio, in prima persona, a deviare quella pallottola sparata contro di lui in piena campagna elettorale. Ma il numero di volte in cui egli ha ripetuto questa sua certezza (da ultimo nel discorso di insediamento alla Casa Bianca) lascia il sospetto, almeno il sospetto, che quella frase serva piuttosto a magnificare la sua persona agli occhi del suo pubblico. 

Si dirà che in questo caso Trump non è né il primo né l’ultimo a fare così, nominando Iddio, se non invano, almeno con un certo eccesso di zelo. Ne abbiamo avuto del resto un discreto numero di esemplari anche dalle nostri parti. Ma quegli antichi democristiani che erano assai più ritrosi a mettere la loro fede sotto i riflettori a me sembrano buoni esempi di uno stile sobrio e discreto. Quella sobrietà, e quella discrezione, che di solito s’accompagnano a valori più profondi e magari a certezze più granitiche.

 

Fonte: La Voce del Popolo – 23 gennaio 2025

[Articolo qui riproposto per gentile concessione del direttore del settimanale della Diocesi di Brescia]

Finisce la gestione Sbarra, ora la Cisl ritrovi la sua identità.

Il 22 gennaio scorso, Luigi Sbarra ha rassegnato le dimissioni da Segretario Generale della Cisl, come anticipato in una recente intervista a “Avvenire” e poi comunicato agli organi confederali. Eletto nel marzo 2021, Sbarra ha guidato quello che un tempo si chiamava il “sindacato bianco” per quasi quattro anni, un periodo sufficiente per tracciare un bilancio della sua gestione sia sul piano politico che organizzativo.

La storia della Cisl è caratterizzata da intuizioni significative e battaglie fondamentali che hanno garantito un crescente protagonismo dei lavoratori nella società, contribuendo alla qualità della democrazia italiana. Numerosi sono gli esempi di come la confederazione di via Po abbia influenzato il dibattito e le decisioni sui principali temi sociali ed economici, attraverso accordi strutturali a livello confederale e una cultura della contrattazione di categoria e territoriale, elementi distintivi del modello di relazioni sindacali del nostro Paese.

Tuttavia, analizzando attentamente i quattro anni di gestione sotto la guida di Sbarra, non emergono iniziative paragonabili a questa prestigiosa tradizione. L’unica proposta di rilievo è la legge sulla partecipazione dei lavoratori alla governance delle imprese, lanciata e difesa con grande enfasi dal gruppo dirigente. In realtà, si tratta di un’iniziativa che prescinde dal metodo sostenuto sin dalla fondazione dell’Organizzazione; un metodo ricco di sostanza, dunque con ideali e contenuti, che ha sempre privilegiato il primato della contrattazione rispetto a normative tendenti a interferire su questioni di natura negoziale. In qualche modo rappresenta perciò uno scarto rispetto alla tradizione della Cisl, con rischi di strumentalizzazioni (v. le dichiarazioni del Vicepremier Antonio Tajani). Cosa accade? L’ultima legge di bilancio prevede uno stanziamento di 70 milioni di euro per le aziende che adotteranno questo modello, senza però obbligare le imprese ad aderirvi. Il paradosso è che alcune intese recentemente sottoscritte risultano molto più efficaci.

Rivolgiamo pertanto queste riflessioni con l’intento di ipotizzare quale potrà essere l’identità della Cisl nei prossimi anni. Speriamo che Daniela Fumarola, designata a sostituire il dimissionario Sbarra e alla quale rivolgiamo i nostri auguri di buon lavoro, magari nell’ottica di una apprezzabile autonomia decisionale, possa gradualmente invertire il percorso intrapreso dall’Organizzazione nell’ultimo decennio. Tra le criticità interne riscontrate negli ultimi anni si evidenziano:

  • Un progressivo abbassamento della qualità dei gruppi dirigenti a vari livelli.
  • Un dibattito interno pressoché inesistente; gli ultimi segnali di democrazia interna risalgono alla segreteria di Raffaele Bonanni.
  • La marginalizzazione o l’allontanamento di chiunque esprima dissenso, spesso attraverso commissariamenti.
  • Un sistema formativo, da sempre valore aggiunto della Cisl, attualmente stagnante e privo di prospettive.
  • L’assenza di intellettuali di riferimento che tradizionalmente hanno supportato le elaborazioni dell’Organizzazione, come Romani, Baglioni, Saba, Tarantelli, Merli Brandini, Alessandrini, Costantini.

Tali indicatori denotano una significativa debolezza strutturale, spesso manifestata attraverso iniziative di intolleranza interna, in contrasto con i principi di solidarietà e centralità della persona umana sanciti dallo Statuto confederale. Anche questa prassi ha reso più debole il rapporto con la politica. Giova allora ricordare la grande manifestazione unitaria del 1997 contro le proposte della Lega Nord volte a dividere l’Italia. In quella circostanza, il Segretario Generale Sergio D’Antoni dichiarò dal palco di Milano: “Per il Sindacato non esistono governi amici!”. Ecco, ci sentiamo in verità di condividere ancora oggi, a distanza di ventotto anni, quella felice rivendicazione di indipendenza.

Come concludere? A fronte del grigiore burocratico, non esente da un eccessivo pragmatismo, troviamo migliaia di delegati nelle aziende private e nella Pubblica Amministrazione, quadri di base e dirigenti in tutto il territorio nazionale, che a dispetto delle attuali “regole di ingaggio” sono in attesa di potersi esprimere (di nuovo) senza timore di censure e ritorsioni. Tutto ciò rappresenta un enorme patrimonio di impegno e servizio, dal quale ripartire per rilanciare il ruolo che la Cisl storicamente ha ricoperto, non senza successo, nella storia democratica e sociale del Paese. 

P.S. Il prossimo 9 febbraio ricorrerà il quarto anniversario della scomparsa di Franco Marini. Tutti coloro che si ispirano alla cultura e ai valori del cattolicesimo democratico e sociale non dimenticano la sua figura e il suo impegno nel sindacato, nella politica e nelle istituzioni.

L’ultra destra cattolica diffida del gruppo di potere attorno a Trump

[…] Alla luce di quella che sembra profilarsi come una clamorosa conquista di potere da parte del clan hi-tech, che fa capo, oltre che ad Elon Musk, a Peter Thiel e Marc Andreessen, ci sembra importante evidenziare come questi ultimi, ben noti al grande pubblico per i loro indiscussi successi imprenditoriali, siano altrettanto noti per essere degli “evangelisti” del movimento transumanista e dei promotori del “pensiero” cosiddetto TESCREAL, un bizzarro acronimo che racchiude le iniziali delle sue principali “filosofie” ispiratrici, ossia: transhumanism, extropianism, singularitarianism, cosmism, rationalism, effective altruism e longtermism (di cui CR si è già occupata qui). 

Un sunto di queste “filosofie” è stato racchiuso dallo stesso Marc Andreessen in un vero e proprio manifesto politico, pubblicato nell’ottobre 2023, intitolato The Techno- Optimist Manifest. Una sorta di bibbia per i seguaci del movimento dei tecno-ottimisti in cui viene espresso, punto per punto, il “credo” del cosiddetto «soluzionismo tecnologico». L’obiettivo utopico di lungo termine è appunto l’instaurazione di un governo illuminato che rimpiazzi i politici con gli ingegneri e dia vita, come si legge nel Manifesto, ad una tecnocrazia transumanista fondata su una incrollabile fede nella scienza, per portare infine alla creazione di una nuova civiltà umana multi planetaria: «Crediamo che non ci sia problema materiale, creato dalla natura o dalla tecnologia, che non possa essere risolto con più tecnologia. (…) Crediamo nella natura, ma crediamo anche nel superamento della natura. (…) Crediamo che questo sia il motivo per cui i nostri discendenti vivranno nelle stelle».

Il transumanesimo, che costituisce l’implicita ideologia della nuova lobby che tenterà di governare”, gli Stati Uniti, ha una concezione sostanzialmente evoluzionistica della realtà, fondata sull’idea di autoredimere l’uomo dalla sua condizione finita, per aprirgli le porte di un nuovo Paradiso terrestre, magari popolando gli spazi stellari. Nel campo biologico, il superamento di ogni limite naturale, porta alla totale abolizione dei generi sessuali, oltrepassando le stesse posizioni “elementari” dell’ideologia gender. Un pensiero che sembra mal conciliarsi con le parole pronunciate sul tema da Donald Trump nel suo discorso inaugurale: “la politica ufficiale del governo degli Stati Uniti sarà che ci siano solo due generi, maschile e femminile”. Ci auguriamo che il neo presidente degli Stati Uniti riesca a ridimensionare il ruolo di questa lobby, riuscendo a mettere in campo una vigorosa ed autentica reazione conservatrice fondata sul coerente rispetto della legge naturale. 

 

Per leggere il testo integrale

https://www.corrispondenzaromana.it/info/

Rimmel, 50 anni fa la canzone cambiava il cammino di De Gregori.

E così sono cinquant’anni esatti, perché proprio a gennaio 1975 il «trucco» di Rimmel appariva sull’orizzonte discografico della Rca, destinato a rimanerci come nessun altro dei dischi di Francesco De Gregori, ben sessanta settimane e con più di quattrocentomila copie vendute. Dal punto di vista esclusivamente discografico, il suo quarto LP in studio (se vogliamo includere nel numero Theorius Campus, inciso con Venditti nel 1972) fu un successo.

Cosa che creò al cantautore romano non pochi problemi, perché quel disco si allontanava dalle monocordi ballads in stile dylaniano che per buona parte regnavano nei precedenti dischi e che risentivano fortemente di un clima culturale marcato non solo da Dylan ma anche da Cohen, o da quel Fabrizio De André che divenne suo amico e compagno di strada. E secondo alcuni guardiani della rivoluzione si allontanava dall’impegno ideologico, con l’apparente cedimento alla canzonetta facile e amorosa come Buonanotte Fiorellino. Appunti, ramanzine, richiami alla coscienza politica che gli costaro-no, l’anno dopo, la farsa del processo “proletario” al Palalido di Milano, che lo portò alla rinuncia ad apparire in pubblico per un po’ di tempo.

In realtà l’attualità politica si affacciava nel disco: basti pensare a Signor Hood che era un chiaro riferimento alle battaglie di Marco Pannella, il quale prima della proposta del compromesso storico di Berlinguer era, come da titolo, un solitario arciere costretto ad affrontare le cavallerie ben organizzate del Partito Comunista e della Democrazia Cristiana. Una lotta, fatta anche di digiuno a oltranza per il sovraffollamento delle carceri, che fin dalla dedica nel retrocopertina («A M., con autonomia») viene ammirata, anche se con la distanza di chi non voterà radicale. Certo, nel disco appare anche il personale, come nel caso della canzone che dà il titolo al LP, dedicato a una ragazza che lo aveva piantato per mettersi con un altro. Tutto qui? Dipende. Perché la più banale storia di un addio, e il dolore non è mai banale, diventa altro, in questo caso ricordi di serate in Gallura con De André e la prima moglie, il gioco e la magia delle carte, il trucco non solo esteriore, l’irruzione e il trauma dell’addio.

Come nel caso di Piccola mela, riferimento alla canzone popolare sarda, e a quel semplice contesto di speranza d’amore, di desiderio e di dubbio che fanno le storie di tutti i tempi e di ognuno, e che però venne attaccata come oltraggioso cedimento alla cantabilità e alla semplicità. Come se si potesse cancellare l’amore, il dolore di un “semplice” addio dal canzoniere popolare di ogni latitudi-ne.

Se è per questo, Le storie di ieri contenevano un preciso, evidente riferimento al ventennio fascista, ma senza la virulenza della condanna frontale, il che contribuì al clima di ostilità verso il disco e il cantautore. In realtà quella canzone conteneva elementi di grande attualità, perché affrontava i luoghi divenuti comuni di chi ricordava anche gli elementi positivi del regime, con il conseguente rinnovamento di linguaggio e modalità, attraverso il celebre «i nuovi capi hanno facce serene e cravatte intonate alla camicia», che si inserisce, a mezzo secolo di distanza, nel dibattito dei nostri giorni sulla possibilità di trasformazione – più o meno di facciata – del fascismo.

Fatto sta che Rimmel segna un cambiamento nel cammino di De Gregori: certo rimangono alcuni elementi di ermeticità dei testi, ma, e questo fece arricciare il naso a molti, l’amore, la cantabilità, il popolare, prendono il sopravvento sull’oscurità dei precedenti dischi.

Un’oscurità che però aveva contribuito a fare l’unicità, in Italia, di canzoni in cui emergevano non solo le influenze di cui abbiamo parlato ma elementi diversi, come il Dante del «fanno dolore, e al dolor finestra» e dei due angeli nel canto VIII del Purgatorio in Finestre di dolore

In ogni storia umana ci sono cambiamenti, che vengono a volte scambiati per regressioni: in realtà sono manifestazioni di una ricerca al di là delle categorie critiche.

Borghi (Lega): Oms, uno stipendificio. Presentiamo ddl per uscirne

Milano, 23 gen. (askanews) – “In questa conferenza stampa annunciamo le iniziative che abbiamo in mente per seguire gli Stati Uniti nel progetto di uscita dall’Oms. Abbiamo gi depositato un emendamento al mille proroghe, non sappiamo se sar ritenuto ammissibile, per per sicurezza poi depositiamo oggi anche un disegno di legge per abrogare la legge che in questo momento ci obbliga a essere parte dell’Oms. E’ uno stipendificio, un centro di potere slegato da qualsiasi interesse nazionale, ormai diventato una specie di megafono delle multinazionali del farmaco, di Bill Gates e cos via. Se gli Stati Uniti stessi che hanno capito che non serve a niente ma serve agli interessi di qualcuno non capisco perch noi dobbiamo andarci dietro. E non c’ la scusa dell’Africa. Se lo stesso contributo che noi diamo all’Oms lo portiamo direttamente in Africa magari tramite i nostri contingenti che in questo momento sono nel Niger di sicuro il contributo per i bisognosi dell’Africa sarebbe moltiplicato per 10 perch almeno non si foraggiano con uno stipendio medio di 140 mila euro netti, compresi centralini, uomini delle pulizie, quindi evidentemente c’ qualcosa che non va”. Lo ha detto alla Camera il senatore leghista Claudio Borghi a margine della conferenza stampa per le iniziative della Lega per uscire dall’Organizzazione mondiale della sanit.

La presidente maltese ricevuta a Roma da Gran Maestro Ordine di Malta

Roma, 23 gen. (askanews) – La Presidente di Malta, Myriam Spiteri Debono, stata ricevuta dal Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta, Fra’ John Dunlap, presso il Palazzo Magistrale a Roma.

La visita la prima dalla elezione di Spiteri Debono a Presidente ad aprile 2024. Dall’instaurazione delle relazioni diplomatiche, nel 1966, sono state 18 le visite di Presidenti della Repubblica e Gran Maestri e 6 quelle di Ministri e Gran Cancellieri.

L’incontro – ha detto Dunlap – ha fornito l’occasione per ringraziare la Presidente per la visita e per rinnovare “le congratulazioni dell’Ordine per la sua recente elezione e i migliori auguri per il successo del suo mandato”.

La relazione tra Malta e l’Ordine di Malta risale al 1530, quando l’imperatore Carlo V concesse l’isola all’Ordine con l’approvazione di Papa Clemente VII. Da allora, nonostante gli eventi storici che hanno visto i Cavalieri lasciare l’isola nel 1798, i legami tra le due entit sono rimasti solidi e – ha commentato il Gran Maestro – “questa visita ne rappresenta un ulteriore segno tangibile”.

Spiteri Debono e Dunlap hanno affrontato temi d’interesse comune, tra i quali le attuali crisi geopolitiche e la promozione della pace. Entrambi hanno ribadito l’importanza del diritto internazionale e la necessit di sostenere i processi di riconciliazione e stabilizzazione nell’ambito del rispetto della libert e dei diritti umani.

Spiteri Debono ha espresso gratitudine per il lavoro svolto dall’Ordine negli scenari pi complessi e per le attivit d’impatto sociale nella Repubblica di Malta, considerandolo un partner cruciale nella promozione di valori condivisi come la cooperazione, la solidariet e la pace.

Tra le iniziative umanitarie pi rilevanti promosse dall’Ordine a Malta vi sono la distribuzione di pasti a pazienti oncologici, immigrati, senzatetto e persone sole, e il supporto a detenuti, anziani nelle case di riposo e senzatetto. L’Ordine di Malta organizza inoltre pellegrinaggi per i malati a Gozo, attivit per anziani, orfani e giovani disabili. Gestisce inoltre un servizio navetta per accompagnare pazienti in sedia a rotelle in ospedale e una residenza per madri sole e bambini. A questo si aggiunge un servizio di unit cinofile da soccorso in casi di emergenza e di primo soccorso in occasione di eventi religiosi. Il Gran Magistero ha donato all’Associazione nazionale maltese una clinica mobile completamente attrezzata per fornire assistenza di primo soccorso ai migranti salvati al largo delle coste maltesi. Recentemente, l’Ambasciata dell’Ordine a Malta ha collaborato con l’ONG “Children Not Numbers” per offrire cure mediche a bambini gravemente malati provenienti da Gaza.

Sanremo, Giorgia: “Non era proprio previsto che partecipassi”

Milano, 23 gen. (askanews) – una delle favorite e la sua voce una promessa di successo, ma Giorgia, che in gara a Sanremo 2025 con “La cura per me”, spiega che non era assolutamente nei suoi piani di partecipare quest’anno al Festival. “Sanremo per me significa tante cose, significa appuntamenti con la vita, significa paure, tante ansie, perch comunque un palco che ti mette veramente alla prova, non importa quante volte ci vai, lo fai, ma sempre una prova, come se fosse la prima volta. Ma anche quest’anno, ricordi, anniversari, vi so che sono i trent’anni di come saprei, e comunque adesso quando arrivo l su quel palco sento l’eco della voce di Pippo Baudo, comunque i miei ricordi sono belli, sono dei ricordi luminosi che quindi entrano di pari passo con l’ansia del momento. Ma questo Sanremo non era proprio previsto per niente, anche perch io vengo da un anno pieno, stavo lavorando sulle canzoni nuove, sono arrivate canzoni, stavo provinando, scrivendo, facendo, poi arrivata questa “Cura per me” che ha quasi richiesto un palco come quello di Sanremo. Qualcuno ha detto la mandiamo a Carlo, a me he sfuggito la situazione di mano e eccomi qua” racconta la grande interprete romana.

“La cura per me”, scritto da Blanco e Michelangelo insieme a Giorgia e prodotto da Michelangelo, un brano che Giorgia ha subito amato e che racconta cos: “Non mai facile raccontare le canzoni e io forse non sono neanche troppo brava, ma “La cura per me” un viaggio sentimentale, nel senso che una canzone che parla di un sentimento molto profondo, che mette un po’ allo specchio e quindi si fa riconoscere un po’ anche le fragilit di questo sentimento, perci la solitudine, la paura. Automaticamente c’ una richiesta di aiuto per scoprire che poi quell’aiuto, quella cura deve necessariamente venire da dentro, non pu essere ricercata all’esterno, quindi impone anche una trasformazione di quel sentimento, cosa che non sempre facile. La sento molto mia, con questo concetto del sentimento profondo, del mettersi allo specchio e guardare anche le cose che non ci piacciono e cercare una corrispondenza nell’altro e poi scoprirsi a doversi trasformare, proprio la storia della mia vita. Quindi la sento moltissimo, s” conclude Giorgia che capace di fare vibrare il testo della canzone con una passione e una classe uniche.

Socialismo e natura, fumettista tedesca Anke Feuchtenberger: Amo Roma

Roma, 23 gen. (askanews) – stata inaugurata con un talk al Goethe Institut a Roma una mostra con oltre 40 tavole originali della pi importante autrice del fumetto tedesco, Anke Feuchtenberger, tratte dalla sua opera “Compagna Cuculo” (Coconino Press, 2024). L’esposizione – nata in collaborazione con Biblioteca Europea, Baba Jaga Fest, Coconino Press, Industrie Fluviali, Naba e Hamelin – rester aperta fino al 31 marzo.

“Genossin (in tedesco “compagna”) un modo per dire membro del partito socialista, Cuculo (“Kuckuck” in tedesco) un animale, la cui madre lascia l’uovo nel nido degli altri – ha spiegato Anke Feuchtenberger ad askanews – per me era importante sviluppare un titolo che avesse entrambe le cose, le cose della magia e della natura ma anche le cose politiche del socialismo che ho vissuto”.

“Compagna Cuculo” un romanzo di formazione visionario di oltre 400 pagine, sui cui Feuchtenberger ha lavorato pi di 10 anni. Racconta l’infanzia difficile di due bambine cresciute nella Germania Est degli anni Sessanta, tra le rovine del dopoguerra e le ombre del nuovo regime comunista.

“Penso che ogni infanzia sia difficile, i bambini crescono, devono svilupparsi, questo non semplice per nessun bambino, no penso che essere bambino nella Ddr fosse specialmente difficile”, ha sottolineato. “La societ era molto politicizzata, eravamo preoccupati con la guerra in Vietnam quando avevo appena 7 anni”, ha ricordato Feuchtenberger.

Nel libro i temi dell’affetto negato – l’assenza di una figura materna accogliente – e la violenza della realt sono bilanciati da una fantasia sfrenata, dall’amore quasi mistico per la natura e da una sottile ironia. L’artista ha confidato di essere sempre stata attratta dalla Citt eterna:

“Quando vivevo nella Ddr, nel socialismo noi non potevamo viaggiare, cos Roma per me era come il cielo, era qualcosa che volevo sempre vedere e dopo la caduta del Muro sono venuta subito a Roma – ha raccontato Anke – Per me la citt pi bella del mondo.

Avere i miei disegni esposti a Roma mi rende molto felice”, ha concluso l’artista visionaria.

Anke Feuchtenberger, artista visiva e autrice, nata a Berlino (DDR) nel 1963. Il suo lavoro – dipinti, illustrazioni, fumetti, poster, costumi e marionette – ha influenzato generazioni di disegnatori. Laureata presso l’Accademia di Berlino, insegna dal 1997 all’Universit di Scienze Applicate di Ambur go, che diventata grazie a lei il cuore dell’avanguardia fumettistica tedesca. Dal 2008 al 2015 ha diretto con Stefano Ricci la casa editrice MamiVerlag. Tra le sue opere tradotte in italiano: Quando muore il mio cane mi faccio una giacca (Coconino Press), La fessura (Canicola), Superlacrimella (Logos), Le memorie della menta piperita, con Elena Morando; La Puttana P traccia le sue orbite (Sigaretten), tassello di una trilogia realizzata con la scrittrice Katrin de Vries e selezionata tra i libri dell’anno 2023 per The Guardian. Nel 2021 ha ricevuto il “Max und Moritz” alla carrie ra, il pi importante premio per il fumetto di lingua tedesca. Compagna cuculo stato selezionato nella shortlist del Leipziger Buchpreis 2024, la prima volta per un graphic novel. Compagna cuculo, nella shortlist nella categoria miglior opera del Premio del Festival di Angoul me, che si terr dal 30 gennaio al 2 febbraio 2025.

“Compagna cuculo” (titolo originale: “Genossin Kuckuck”, Reprodukt, Berlino 2023), stato tradotto in italiano da Mariagiorgia Ulbar per Coconino Press (2024), con il sostegno del programma di sovvenzione per le traduzioni del Goethe-Institut.

ITIR Summit 2025, innovazione trasformativa per guidare il futuro

Pavia, 23 gen. (askanews) – Innovazione trasformativa e riflessioni sugli “ambienti estremi”, oltre alla volont di offrire uno spazio di confronto tra l’universit, le imprese e le istituzioni. A Pavia, nel Teatro Fraschini, si tenuta la seconda edizione di ITIR Summit, convegno annuale dell’Institute for Transformative Innovation Research, centro di ricerca interdipartimentale dell’Universit pavese. Quest’anno l’evento stato dedicato alle “Sfumature di blu”.

“Blu spazio, blu oceano e blu anche intelligenza artificiale – ha detto ad askanews il professor Stefano Denicolai, presidente del Centro di Ricerca ITIR – giochiamo su questa metafora per parlare di ambienti estremi, ambienti nei quali estremamente complesso lavorare e muoversi. Pensiamo alle profondit oceaniche con le loro pressioni estreme, pensate allo spazio, senza gravit, e anche all’intelligenza artificiale dove ci sono un voto normativo e incertezze verso il futuro che lo rendono un ambiente altrettanto estremo. Ma se ci ragioniamo bene, ormai chiunque si trova a lavorare con contesti incerti e davvero difficili, non importa quale che sia”.

Il tentativo quindi quello di cercare di ragionare su possibili strategie, proprio partendo dai tre ambienti estremi, che sono stati analizzati da diversi esperti, tra i quali anche il Capo di Stato maggiore della Marina Militare Enrico Credendino. L’evento di Pavia stato poi anche l’occasione per presentare il nuovo rapporto “C-Level Study 2024”, dedicato alle figure aziendali che si occupano di innovazione e trasformazione, in particolare i Chief Innovation Officier.

“Oggi l’innovazione – ha aggiunto Denicolai – soprattutto basata sul progresso scientifico quindi la relazione con le universit, i centri di ricerca e le start up pi scientifiche diventa ineludibile: questo emerge molto chiaramente dai nostri dati. D’altro canto emerge che sono ruoli molto polarizzati. Cosa vuol dire: o c’ grande convinzione dell’azienda o sono ruoli un po’ di rappresentanza: e le differenze nelle performance sono abissali e questo deve farci riflettere”.

Tra le aziende presenti a ITIR Summit, anche la banca Fineco. “Riteniamo che lo sviluppo che l’Universit sta facendo con ITIR e tutto quello che riguarda innovazione sviluppo per noi sia fondamentale – ci ha detto Marco Rossi, Area Manager di Fineco -: noi facciamo parte di una banca che fin dall’inizio stata leader nell’innovazione. L’innovazione qualcosa che precede i tempi, senza innovazione non c’ neppure progresso e il progresso fatto da tante piccole cose che devono essere sviluppate”.

La strada da percorrere ancora lunga, ma le cose si stano muovendo e l’impegno dell’accademia all’interno della societ anche un modo per affrontare le sfide cos estreme con strumenti pi consapevoli.

Fondazione Museo Shoah inaugura mostra "La fine dei lager nazisti"

Roma, 23 gen. (askanews) – In occasione dell’ottantesimo anniversario della liberazione di Auschwitz e più in generale dei campi di concentramento e sterminio, la Fondazione Museo della Shoah ha inaugurato a Roma, presso la Casina dei Vallati, la mostra “La fine dei lager nazisti”, curata da Marcello Pezzetti, uno dei massimi esperti italiani della Shoah. Un viaggio storico ed emotivo dedicato a uno dei momenti più significativi del XX secolo: la liberazione dei campi di concentramento e sterminio nazisti avvenuta tra il 1944 e il 1945.

L’esposizione offre uno sguardo approfondito su una pagina fondamentale della storia contemporanea, con l’obiettivo di preservare la memoria e stimolare una riflessione collettiva contro ogni forma di odio, discriminazione e negazione dei diritti umani.

Attraverso un percorso immersivo, il pubblico sarà guidato a comprendere le condizioni inumane dei lager e l’impatto emotivo e storico che la loro liberazione ha avuto sul mondo intero. Tra immagini storiche, molte delle quali rare e poco conosciute, scattate durante le operazioni di liberazione, proiezioni di materiali audiovisivi, filmati d’epoca, mappe geografiche, documenti e statistiche, la mostra esplora i giorni finali del regime nazista e l’impatto della liberazione dei lager, che rivelò al mondo intero l’orrore del genocidio.

All’inaugurazione, insieme al Presidente della Fondazione Mario Venezia, hanno partecipato Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, Roberto Gualtieri, Sindaco di Roma Capitale, Mattia Peradotto, Direttore dell’UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, Victor Fadlun, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, la giornalista e scrittrice Claudia Conte.

“Di fronte alla scoperta dei crimini nazisti, le forze alleate si trovarono a gestire sfide di enorme portata – ha affermato il curatore Marcello Pezzetti -. Fu necessario assistere i sopravvissuti, istituire sistemi di sostegno sanitario e, infine, organizzare i rimpatri. Allo stesso tempo, fu fondamentale documentare ciò che era accaduto e avviare i processi contro i persecutori. Per i pochi sopravvissuti, invece, la liberazione non coincise immediatamente con la libertà, anche perché una parte consistente di essi cessò di vivere nei giorni successivi”.

Ad arricchire l’evento, la Fondazione Museo della Shoah di Roma ha inaugurato il murales “Anti-Semitism, History Repeating”, dell’artista aleXsandro Palombo, raffigurante Liliana Segre e Sami Modiano con le divise dei lager, acquisito dalla Fondazione e collocato davanti al Portico d’Ottavia, sotto la targa che ricorda il rastrellamento del 16 ottobre 1943.

L’opera, già comparsa a Milano in Piazzale Loreto il 30 settembre 2024, è stato oggetto di due azioni vandaliche: il 15 ottobre, le stelle di David sono state sfregiate, e l’11 novembre, i volti di Segre e Modiano sono stati cancellati. La rimozione definitiva, avvenuta il 2 dicembre, ha suscitato indignazione a livello nazionale e internazionale. La decisione di trasferirlo a Roma, nel contesto della Fondazione Museo della Shoah, non è solo un atto di protezione, ma anche un messaggio contro l’odio e l’intolleranza.

“Quando abbiamo appreso la notizia dello sfregio al murales a Milano, siamo stati sopraffatti dall’indignazione – ha detto Mario Venezia, Presidente della Fondazione Museo della Shoah -. Un gesto vile e insensato che non solo colpisce l’arte, ma tenta di ferire il cuore stesso della Memoria. Ma non ci siamo arresi a questa violenza simbolica. Abbiamo trasformato la rabbia in un atto di bellezza e resistenza, prendendo contatto con l’artista, che ha saputo reinventare l’opera e realizzarne una nuova versione a Roma, presso la Casina dei Vallati, sede museale della Fondazione. Questo murales è la nostra risposta: una ferita che si rimargina, un simbolo che torna a vivere più forte di prima, perché la Memoria non può essere imbrattata”.

L’opera sarà visibile all’aperto fino al 2 febbraio e successivamente troverà collocazione permanente nella Casina dei Vallati, cuore delle attività della Fondazione.

Netflix: iniziata la produzione della seconda stagione di "Berlino"

Roma, 23 gen. (askanews) – È iniziata la produzione della seconda stagione di Berlino, lo spin-off de La Casa di Carta, che continua a essere nella top 10 delle serie non inglesi più viste nella storia di Netflix.

Pedro Alonso assume ancora una volta il ruolo dell’iconico “Berlino” e, insieme a lui, ritorna tutta la sua banda: Michelle Jenner (Isabel) interpreta Keila, un genio dell’ingegneria elettronica; Tristán Ulloa (Il caso Asunta) è Damian, un professore filantropo e confidente di Berlino; Begoña Vargas (Benvenuti a Eden) è Cameron, una ragazza che vive sempre al limite; Julio Peña Fernández (Attraverso la mia finestra) interpreta Roi, il fedele scudiero di Berlino; e Joel Sánchez è Bruce, l’implacabile uomo d’azione della banda.

La trama di questa seconda stagione si sposta in Spagna e la nuova rapina avrà luogo a Siviglia. Lì, Berlino e la sua banda incontreranno nuovi personaggi come Candela, un’imprevedibile e capricciosa donna sivigliana interpretata da Inma Cuesta (Il caos dopo di te); l’eccentrico ed edonista Duca di Malaga Álvaro Hermoso de Medina, interpretato da José Luis García-Pérez (Honor); e la sua misteriosa e raffinata Duchessa di Malaga Genoveva Dante, interpretata da Marta Nieto (Madre).

Gli otto episodi della serie, creata da Álex Pina (La Casa di Carta, Sky Rojo) ed Esther Martínez Lobato (La Casa di Carta, Sky Rojo), sono scritti proprio da loro insieme a David Barrocal, Lorena G. Maldonado e Itziar San Juan, e saranno diretti da Albert Pintó (Nowhere, Sky Rojo), David Barrocal (Sky Rojo, Il rifugio atomico) e Jose Manuel Cravioto (Il rifugio atomico, Diablero).

Le riprese di questa seconda stagione si svolgeranno nell’arco di diverse settimane a Madrid, Siviglia, San Sebastián e in altre località della Spagna.

Nella settimana della sua uscita, la prima stagione di Berlino è stata la serie più vista a livello globale e ha raggiunto la Top 10 in 91 paesi. La serie continua a essere nella Top 20 delle serie non in lingua inglese più viste nella storia di Netflix.

A Michela Giraud il Ciak d’oro per l’esordio alla regia in "Flaminia"

Roma, 23 gen. (askanews) – Una nuova conferma per Michela Giraud, dopo la serie di sold out nei teatri di tutta Italia e il lancio di una nuova, grande data alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, mercoledì 10 settembre: con il suo primo film, “Flaminia”, ha vinto il Ciak d’Oro per il Miglior Esordio alla Regia, l’unico premio del panorama cinematografico italiano assegnato dal pubblico.

In Flaminia, una produzione Eagle Original Content e Pepito Produzioni, in collaborazione con Vision Distribution e Prime Video, Michela Giraud racconta, come da suo stile, una storia personale, rivelando però, per la prima volta in modo profondo, un altro lato della sua sensibilità di artista. La trama ruota attorno a Flaminia De Angelis, una giovane donna che vive nel piccolo mondo patinato di Roma Nord: la sua vita viene completamente rivoluzionata quando Ludovica, la sua sorellastra nello spettro autistico, fa ritorno a casa e sconvolge il suo mondo, costringendola a guardare alla vita in modo più onesto e profondo.

Il film vede la scrittura della stessa Giraud, insieme a Francesco Marioni, Greta Scicchitano e Marco Vicari, e per il suo esordio alla regia ha potuto contare sui volti di: Rita Abela, Antonello Fassari, Nina Soldano, Edoardo Purgatori, Catherine Bertoni de Laet, Ludovica Bizzaglia, Francesca Valtorta, Fabrizio Colica e di Lucrezia Lante Della Rovere.

Flaminia è oggi in streaming su Amazon Prime Video.

Rai Cinema: "Vermiglio resta fuori, ma fin qui un’enorme visibilità"

Roma, 23 gen. (askanews) – “Rivolgiamo i nostri complimenti a Maura Delpero, Vermiglio ha avuto comunque una enorme visibilità internazionale e siamo grati alla regista per l’impegno che, insieme ai produttori di Cinedora, ha messo in questa sfida difficilissima, senza risparmiarsi”: è il commento di Paolo Del Brocco, amministratore delegato di Rai Cinema, dopo che il film italiano non è entrato nella cinquina per il Miglior film internazionale.

“Essere arrivati fin qui, nella shortlist degli Oscar, dopo le nomination ai Golden Globe e agli EFA, è comunque un traguardo importante che fa bene a tutta l’industria culturale del nostro Paese”, ha aggiunto.

“Avevamo di fronte competitor molto forti, opere di grande qualità sostenute da soggetti produttivi, piattaforme e distributori americani con ingenti budget a disposizione, e questo sappiamo che può fare la differenza”, ha affermato Del Brocco, sottolineando che “con questo suo secondo film Maura Delpero ci ha rivelato appieno il suo talento e le sue potenzialità, crediamo nella sua visione di cinema e siamo sicuri che insieme realizzeremo ancora grandi progetti. Come Rai Cinema siamo orgogliosi di aver sostenuto il film e di aver preso parte a questo viaggio meraviglioso”.

Almasri, Pd: verità imbarazzanti per Governo? Meloni venga in Aula

Milano, 23 gen. (askanews) – “Poiché in Senato il ministro Piantedosi non ha risposto sul caso Almasri, limitandosi a dire che si trattava solo di un cittadino straniero pericoloso e per questo andava rispedito a casa, diventa ora inevitabile che la premier Meloni venga in Parlamento”.Così in una nota i capigruppo del Pd alla Camera dei Deputati e al Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia. “È infatti necessario che sia lei a chiarire le irritualità di tutte le procedure, il mancato intervento del ministro della giustizia e soprattutto se dietro il mancato rispetto di una sentenza della Corte internazionale, si nascondano verità imbarazzanti per il governo. Se insomma la guerra dichiarata agli immigrati non si faccia anche garantendo agibilità e movimento a personaggi che come il libico Almasri si sono macchiati di condanne per crimini contro l’umanità”.

Trump a Davos: chi non produce in Usa pagherà i dazi. L’Ue ci tratta molto male

New York, 23 gen. (askanews) – “Il mio messaggio a tutte le aziende del mondo è molto semplice, vieni a produrre il tuo prodotto in America e ti daremo tra le tasse più basse di qualsiasi nazione sulla Terra”. Così ha detto Donald Trump intervenendo al World Economic Forum di Davos. Il presidente ha aggiunto che “se non produrrete il vostro prodotto in America, questa è una vostra prerogativa. Quindi, molto semplicemente, dovrete pagare un dazio di importi diversi ma una tariffa, che indirizzerà centinaia di miliardi di dollari, e persino trilioni di dollari, nel nostro tesoro per rafforzare la nostra economia”. “Dal punto di vista dell’America, l’UE ci tratta molto ingiustamente, molto male” ha sottolineato Trump, spiegando che questo è legato a tasse e Iva “molto consistenti”.

“Non prendono i nostri prodotti agricoli e non prendono le nostre auto. Eppure, ci mandano auto a milioni e mettono tasse su cose che vogliamo fare”, ha continuato Trump raccontando i suoi problemi nell’ottenere autorizzazioni per un suo affare in Irlanda. Il presidente ha aggiunto che proprio il sistema europeo di tasse e dazi “rende molto difficile portare prodotti in Europa, e tuttavia si aspettano di vendere i loro prodotti negli Usa. Come sapete, centinaia di miliardi di dollari di deficit con l’UE, e nessuno ne è contento, e faremo qualcosa al riguardo”.

Esaltanto, poi, la politica energetica che tornerà all’uso del petrolio, il presidente americano Donald Trump a Davos, al World economic forum ha detto che questa politica energetica “renderà gli Stati Uniti una superpotenza manifatturiera e la capitale mondiale dell’intelligenza artificiale e delle criptovalute”. Ha poi aggiunto: “La mia amministrazione ha anche avviato la più grande campagna di deregolamentazione della storia, superando di gran lunga anche gli sforzi record del mio ultimo mandato”.

“Se il prezzo del petrolio calasse il conflitto fra Russia e Ucraina cesserebbe immediatamente”, ha affermato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo intervento al World Economic Forum di Davos.

“Gli sforzi per arrivare un accordo sono sperabilmente avviati, è importante trovare una soluzione” ha proseguito Trump, descrivendo il teatro di guerra come “un macello”: “Milioni di soldati morti, no si è visto nulla di simile dalla fine della Seconda Guerra Mondiale”. Trump ha infine affermato di voler chiedere all’Arabia Saudita e ai Paesi produttori dell’Opec di abbassare il prezzo del petrolio.

“Chiederò anche all’Arabia Saudita e all’OPEC di abbassare il costo del petrolio. Bisogna abbassarlo, cosa che, francamente, mi sorprende che non l’abbiano fatto prima delle elezioni”, ha detto il presidente americano. “Bisogna abbassare il prezzo del petrolio”, ha insistito Trump. Il presidente ha riferito che “l’Arabia Saudita investirà almeno 600 miliardi di dollari in America. Ma chiederò al principe ereditario, che è un tipo fantastico, di arrotondare a circa mille miliardi. Penso che lo faranno”.

“Vorrei davvero poter incontrare presto il presidente [russo Vladimir] Putin per porre fine a questa guerra. E non dal punto di vista economico o altro, ma dal punto di vista di milioni di vite che vengono sprecate”, ha aggiunto Trump, sottolineando: “L’Ucraina è disposta ad un accordo” ha aggiunto Trump, sottolineando come si tratti di una guerra che “non sarebbe mai dovuta iniziare e finché ci sono stato io non è iniziata”, e “in Ucraina sono morte molte più persone di quanto non sia stato detto”.

Riparte da Caserta il Road Show 2025 del GSE

Roma, 23 gen. (askanews) – Ha fatto tappa in Campania, a Caserta, il Road Show del GSE – “Diamo energia al cambiamento” – organizzato per far conoscere i meccanismi incentivanti e diffondere la cultura della sostenibilit attraverso incontri specifici con le scuole, le pubbliche amministrazioni locali e le imprese.

L’evento iniziato alle 9:30, presso l’Auditorium della Provincia di Caserta, con i saluti di benvenuto di Monica Matano, Dirigente Ufficio Scolastico Regionale per la Campania – Ambito Territoriale di Caserta, Emilia Nocerino, Dirigente Scolastico ISISS Terra di Lavoro , Antonella Serpico, Dirigente Scolastico ISTIS-LS F. Giordani , Alfonsina Corvino, Dirigente Scolastico ITES L. da Vinci e di Maria Ruggiero, Dirigente Scolastico ITS M. Buonarroti . A seguire, il Presidente, Paolo Arrigoni, e i tecnici del GSE si sono confrontati con gli studenti di tutti gli istituti presenti. Grazie a una sessione dedicata del format “La transizione energetica: GSE incontra le Scuole”, sono stati affrontati i temi della cultura della sostenibilit, degli impatti positivi della decarbonizzazione e dei benefici della condivisione dell’energia.

Alle 14:30, presso il Salone della Camera di Commercio di Caserta, Marcello De Rosa, Presidente della Provincia di Caserta e Antonio Marchiello, Assessore Regionale Attivit Produttive hanno dato inizio, con i saluti istituzionali, all’appuntamento “La transizione energetica: GSE incontra i Comuni, le Pubbliche Amministrazioni e le Partecipate Pubbliche”. Durante l’incontro, oltre a essere presentati i tanti strumenti che il GSE mette a disposizione degli enti locali, in particolare per l’edilizia pubblica, per la mobilit sostenibile e per le comunit energetiche, stato anche conferito il Premio “VIVI – Territorio Vivibile”, riconoscimento dedicato ai comuni virtuosi che si sono contraddistinti nell’implementazione di interventi di riqualificazione energetica del patrimonio pubblico. Le Pubbliche amministrazioni locali premiate con la targa sono state: il Comune di Castel Campagnano, il Comune di Carinaro, il Comune di Capodrise e il Comune di Dragoni. L’attestato di “Testimonial della transizione energetica” stato invece conferito al Comune di Castel Volturno, al Comune di San Marcellino e al Comune di Santa Maria a Vico.

Anche per questo appuntamento stato allestito uno Sportello Informativo dedicato alle CER attraverso il quale gli Account Manager Specializzati del GSE hanno dedicato incontri specifici per approfondire i temi legati alle Configurazioni di Autoconsumo e in particolare alle Comunit Energetiche.

“La provincia di Caserta ha registrato nel 2024 un incremento del 31% del numero di impianti fotovoltaici rispetto a fine 2023. Al 31 dicembre 2024 risultano, infatti, installati 19.460 impianti per una potenza complessiva installata di 415 MW, in aumento del 19,9% rispetto l’anno precedente. Sono 131 le Pubbliche Amministrazioni assististe dal GSE e di queste, 85 sono Comuni – ha dichiarato il Presidente del GSE, Paolo Arrigoni. – Con questo Road Show, stiamo incontrando studenti, Pubbliche amministrazioni locali e imprese di tutta Italia con l’obiettivo di far conoscere i meccanismi di incentivazione e i servizi gestiti dal GSE, soprattutto attraverso l’esempio di quelle amministrazioni che stanno gi beneficiando dei vantaggi della decarbonizzazione dei consumi e dell’efficienza energetica”.

“Questo evento rappresenta un passo fondamentale verso un futuro energetico pi sostenibile e innovativo. La transizione ecologica non solo una sfida, ma un’opportunit per ripensare il nostro modello di sviluppo, creando valore per i cittadini e le imprese – ha dichiarato il Presidente della Provincia di Caserta, Marcello De Rosa. – Il GSE si impegna con determinazione a sostenere il cambiamento, promuovendo soluzioni che valorizzino le energie rinnovabili e l’efficienza energetica, garantendo al contempo trasparenza e inclusivit nel percorso di trasformazione del sistema energetico nazionale. Noi, come Provincia di Caserta, abbiamo immediatamente aderito al progetto, riconoscendo il suo potenziale nel favorire una crescita sostenibile e nel valorizzare il nostro territorio “.

Alle 17.00 l’ultimo appuntamento della giornata divulgativa rivolto ai rappresentanti delle associazioni di categoria e alle imprese del territorio. I lavori sono stati aperti da Tommaso De Simone, Presidente Camera di Commercio Caserta e Marcello De Rosa. Attraverso il format dedicato “La transizione energetica: GSE incontra le Imprese e le Associazioni” sono stati illustrati tutti i servizi che il GSE mette a disposizione con focus sull’efficienza energetica e sui fondi PNRR dedicati dal GSE al comparto agricolo e all’autoconsumo diffuso. L’incontro, oltre a permettere un confronto con il GSE sugli strumenti di incentivazione pi rispondenti alle esigenze del tessuto produttivo locale, stato l’occasione per analizzare gli aspetti della Transizione 5.0 e per conoscere dettagliatamente le prerogative e i benefici delle comunit energetiche rinnovabili.

Al via Cdm, presente ministra Santanchè

Roma, 23 gen. (askanews) – È iniziata da qualche minuto la riunione del Consiglio dei ministri che ha all’ordine del giorno, tra le altre cose, un ddl di ratifica ed esecuzione dell’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo della Repubblica dell’Uzbekistan sulla cooperazione di polizia, siglato a Roma l’8 giugno 2023, e un decreto legislativo – si legge nella convocazione – con disposizioni per disciplinare le particolari limitazioni all’esercizio dell’attività di carattere sindacale da parte del personale impiegato in attività operativa, addestrativa, formativa ed esercitativa, anche fuori del territorio nazionale, inquadrato in contingenti o a bordo di unità navali.

A presiedere la riunione, come di consueto, la premier Giorgia Meloni. Presente, secondo quanto si apprende, anche la ministra del turismo Daniela Santanchè.

Piantedosi: Almasri rimpatriato "per ragioni di sicurezza, vista la sua pericolosità"

Roma, 23 gen. (askanews) – Almasri, il comandante della polizia libica è stato rilasciato il 21 gennaio per poi essere rimpatriato a Tripoli, “per ragioni di sicurezza, vista la pericolosità del soggetto”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, rispondendo al question time al Senato a una interrogazione sulla scarcerazione e il rientro in patria con un aereo di Stato del comandante della polizia giudiziaria libica Najeem Osema Almasri Habish, conosciuto come ‘Almasri’.

“Lo scorso 19 gennaio, – ha detto il ministro dell’Interno – il cittadino libico Najeem Osema Almasri Habish, da poco arrivato a Torino dopo essere stato nei giorni precedenti in altri Paesi europei, è stato sottoposto all’esecuzione del mandato d’arresto internazionale a fini di estradizione, emesso il giorno precedente dalla Corte Penale Internazionale. Ad avvenuta esecuzione del provvedimento, sono stati informati gli Uffici della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Roma e il competente Dipartimento del Ministero di Giustizia, oltre al difensore nominato d’ufficio e le Autorità Consolari. Il cittadino libico – ha aggiunto Piantedosi – è stato temporaneamente associato alla locale casa circondariale ‘Lorusso e Cotugno’ e, quindi, messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, ossia la Corte d’Appello di Roma e la citata Procura Generale presso la stessa Corte d’Appello. Il successivo 21 gennaio, la Corte d’Appello di Roma, nell’ambito delle prerogative di vaglio dei provvedimenti di limitazione della libertà personale, ha dichiarato il non luogo a provvedere sull’arresto del cittadino libico, valutato come irrituale in quanto non previsto dalla legge, disponendone l’immediata scarcerazione se non detenuto per altra causa. L’uomo è stato dunque rilasciato nella serata dello stesso giorno per poi essere rimpatriato a Tripoli, per ragioni di sicurezza, vista la pericolosità del soggetto”.

“Il Governo – ha proseguito il titolare del Viminale – ha dato la disponibilità a rendere un’informativa di maggiore dettaglio sul caso in questione. Sarà quella l’occasione utile per approfondire e riferire su tutti i passaggi della vicenda, ivi compresa la tempistica riguardante la richiesta, l’emissione e l’esecuzione del mandato di cattura internazionale, che è poi maturata al momento della presenza in Italia del cittadino libico”.

“A seguito della mancata convalida dell’arresto da parte della Corte d’appello di Roma, considerato che il cittadino libico era ‘a piede libero’ in Italia e presentava un profilo di pericolosità sociale, come emerge dal mandato di arresto emesso in data 18 gennaio dalla Corte Penale Internazionale, ho adottato un provvedimento di espulsione per motivi di sicurezza dello Stato ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del Testo unico in materia di immigrazione”, ha detto il ministro dell’Interno, rispondendo al question time al Senato.

Il provvedimento – ha ricordato il responsabile del Viminale – è stato notificato all’interessato al momento della scarcerazione e, nella serata del 21 gennaio, ha lasciato il territorio nazionale. “Evidenzio che l’espulsione che la legge attribuisce al Ministro dell’Interno è stata individuata quale misura in quel momento più appropriata, anche per la durata del divieto di reingresso, a salvaguardare la sicurezza dello Stato e la tutela dell’ordine pubblico che il Governo pone sempre al centro della sua azione. Per ogni ulteriore approfondimento, come ho già detto, il Governo riferirà quanto prima al Parlamento in modo più circostanziato”, ha concluso Piantedosi.

Delusione per Vermiglio: nessuna nomination agli Oscar. Per Emilia Perez 13 candidature

Roma, 23 gen. (askanews) – Delusione per Vermiglio nella corsa agli Oscar in programma al Dolpy Theatre di Los Angeles il 2 marzo. Il film di Maura Delpero non è purtroppo riuscito a entrare nella cinquina dei nominati resa pubblica oggi. I giurati della Academy hanno optato per “Emilia Pérez” di Jacques Audiard per la Francia (grande favorito), “Io sono ancora qui” di Walter Salles per il Brasile, “Il seme del fico sacro” dell’iraniano Mohammad Rasoulof (ma il film compete per la Germania), “Flow” di Gints Zilbalodis per la Lettonia e “The Girl With the Needle” di Magnus Van Horn per la Danimarca.

“Emilia Pérez”, che ha avuto ben 13 nomination, sarà anche tra i grandi favoriti nella categoria generale per il miglior film, insieme a “The Brutalist” di Brady Corbet: i due titoli si sono divisi i principali Golden Globe (rispettivamente miglior film nel gruppo delle commedie e musical e miglior film drammatico) e si dovrebbero contendere l’Oscar più atteso in assoluto. Gli altri nominati nella categoria miglior film sono “Conclave” di Edward Berger, “A Complete Unknown” di James Mangold, “Wicked” di Jon M. Chu, “Anora” di Sean Baker, “Dune – Parte 2” di Denis Villeneuve, “The Substance” di Coralie Fargeat, “Nickel Boys” di RaMell Ross e “Io sono ancora qui” di Walter Salles.

Jacques Audiard e Brady Corbet se la vedranno per l’Oscar al miglior regista (insieme a loro ci sono Coralie Fargeat, Sean Baker e James Mangold), ma “Emilia Pérez” e “The Brutalist” sono in prima fila anche per diverse categorie tecniche come la miglior canzone originale, per il film di Jacques Audiard, o la miglior fotografia e il miglior montaggio, per il film di Brady Corbet.

Miglior attrice protagonista: Demi Moore per “The Substance” sembra la favorita, ma le grandi prove di Fernanda Torres (“Io sono ancora qui”) e Karla Sofía Gascón (“Emilia Pérez”) meritano un riconoscimento. Le altre nominate sono Cynthia Erivo (“Wicked”) e Mikey Madison (“Anora”). Tra gli attori protagonisti Adrien Brody (“The Brutalist”), Ralph Fiennes (“Conclave”) e Timothée Chalamet (“A Complete Unknown”), mentre scarsissime possibilità hanno Colman Domingo (“Sing Sing”) e Sebastian Stan (“The Apprentice”). Come miglior attrice non protagonista, in prima fila c’è la grandiosa Zoe Saldaña di “Emilia Pérez”, ma avrà filo da torcere da Ariana Grande (“Wicked”) e Isabella Rossellini (“Conclave”). Chiudono la cinquina Felicity Jones (“The Brutalist”) e Monica Barbaro (“A Complete Unknown”).

Per il miglior attore non protagonista, corsa a due tra Kieran Culkin (“A Real Pain”) e Edward Norton (“A Complete Unknown”), mentre più distanti gli altri nominati Guy Pearce (“The Brutalist”), Yura Borisov (“Anora”) e Jeremy Strong (“The Apprentice”).

Per la miglior colonna sonora non è entrato in nomination “Challengers” di Luca Guadagnino, che avrebbe invece meritato grazie alla potentissima partitura musicale di Trent Reznor e Atticus Ross: probabilmente il vincitore sarà “The Brutalist” anche in questa categoria.

Shoah, ancora insulti contro Segre. Il 28 la senatrice sarà al Quirinale per il Giorno della memoria

Roma, 23 gen. (askanews) – Il 28 gennaio sarà al Quirinale per celebrare insieme al presidente della Repubblica Sergio Mattarella il Giorno della memoria contro vecchi e nuovi antisemitismi ma Liliana Segre, 95 anni, senatrice a vita e testimone dell’orrore della Shoah, continua ad essere tutti i giorni vittima di insulti e attacchi social proprio per quello che rappresenta.

La senatrice non sarà oggi al Memoriale della Shoah a Milano per l’inaugurazione della mostra di Marcello Maloberti dopo che le campagne degli hater sui social hanno rinfocolato il clima d’odio contro di lei, anche in occasione dell’uscita del docufilm “Liliana”. Il figlio di Liliana Segre, Luciano Belli Paci, ha dato mandato al legale di famiglia di verificare chi sono gli autori dei post minacciosi apparsi sulle pagine social dei cinema che proiettano il film di Ruggero Gabbai.

Intanto arrivano gli attestati di solidarietà, per primi quelli di Pd e Italia Viva. “Massima solidarietà a Liliana Segre, costretta a non partecipare a un evento al Memoriale della Shoah a causa dei continui attacchi d’odio. Il Pd è al suo fianco nel combattere l’intolleranza e per difendere i valori della democrazia”, scrive su X Silvia Roggiani, deputata e segretaria regionale del Partito Democratico della Lombardia. “Provo sdegno e vergogna per l’antisemitismo dilagante e la violenza con cui si tratta una donna che ha vissuto la terribile esperienza della deportazione e dei campi dì concentramento e che ha fatto della Memoria una ragione di vita. Tutta la politica faccia di più contro questo insopportabile clima di odio”, sottolinea Irene Manzi, responsabile nazionale scuola del Pd.

Anche la senatrice Raffaella Paita, coordinatrice nazionale di Italia Viva e componente della commissione anti discriminazioni, esprime “massima vicinanza e solidarietà a Liliana Segre, vittima di un assurdo e indegno odio social”. “Hater e leoni da tastiera non possono avere cittadinanza in un dibattito democratico. Resto al fianco di Liliana Segre nel suo impegno contro l’antisemitismo e l’odio razziale, sia nel paese e che nella commissione che presiede, e di cui faccio parte. Liliana Segre è un esempio per tutti noi”, conclude Paita.

Piantedosi: Almasri rimpatriato perchè pericoloso

Roma, 23 gen. (askanews) – Almasri, il comandante della polizia libica è stato rilasciato il 21 gennaio per poi essere rimpatriato a Tripoli, “per ragioni di sicurezza, vista la pericolosità del soggetto”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, rispondendo al question time al Senato a una interrogazione sulla scarcerazione e il rientro in patria con un aereo di Stato del comandante della polizia giudiziaria libica Najeem Osema Almasri Habish, conosciuto come ‘Almasri’.

“Lo scorso 19 gennaio, – ha detto il ministro dell’Interno – il cittadino libico Najeem Osema Almasri Habish, da poco arrivato a Torino dopo essere stato nei giorni precedenti in altri Paesi europei, è stato sottoposto all’esecuzione del mandato d’arresto internazionale a fini di estradizione, emesso il giorno precedente dalla Corte Penale Internazionale. Ad avvenuta esecuzione del provvedimento, sono stati informati gli Uffici della Procura Generale presso la Corte d’Appello di Roma e il competente Dipartimento del Ministero di Giustizia, oltre al difensore nominato d’ufficio e le Autorità Consolari. Il cittadino libico – ha aggiunto Piantedosi – è stato temporaneamente associato alla locale casa circondariale ‘Lorusso e Cotugno’ e, quindi, messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente, ossia la Corte d’Appello di Roma e la citata Procura Generale presso la stessa Corte d’Appello. Il successivo 21 gennaio, la Corte d’Appello di Roma, nell’ambito delle prerogative di vaglio dei provvedimenti di limitazione della libertà personale, ha dichiarato il non luogo a provvedere sull’arresto del cittadino libico, valutato come irrituale in quanto non previsto dalla legge, disponendone l’immediata scarcerazione se non detenuto per altra causa. L’uomo è stato dunque rilasciato nella serata dello stesso giorno per poi essere rimpatriato a Tripoli, per ragioni di sicurezza, vista la pericolosità del soggetto”.

“Il Governo – ha proseguito il titolare del Viminale – ha dato la disponibilità a rendere un’informativa di maggiore dettaglio sul caso in questione. Sarà quella l’occasione utile per approfondire e riferire su tutti i passaggi della vicenda, ivi compresa la tempistica riguardante la richiesta, l’emissione e l’esecuzione del mandato di cattura internazionale, che è poi maturata al momento della presenza in Italia del cittadino libico”.

Europarlamento: vietare esposizione simboli nazisti e comunisti

Bruxelles, 23 gen. (askanews) – La plenaria del Parlamento europeo ha approvato oggi a Strasburgo, con 480 voti favorevoli, 58 contrari e 48 astensioni, una risoluzione contro la disinformazione e le manipolazioni storiche usate dalla Russia per giustificare la guerra illegale in Ucraina, in cui si chiede anche di vietare a livello dell’Ue l’uso negli spazi pubblici di “simboli dei regimi totalitari”, sia nazisti che comunisti sovietici, nonché di simboli dell’attuale aggressione della Russia contro l’Ucraina.

Il testo esprime poi “preoccupazione” per la decisione di alcuni social media di allentare il fact-checking nella moderazione dei contenuti sulle proprie piattaforme (in particolare dopo il recente annuncio in questo senso di X e Meta negli Stati Uniti).

Il Parlamento europeo, si legge nella risoluzione, “respinge le affermazioni del regime russo sulla storia e l’identità nazionale dell’Ucraina come futili tentativi di giustificare una guerra di aggressione illegale”. Condanna inoltre “l’incapacità della Russia di riconoscere le proprie responsabilità per i crimini sovietici, e il suo tentativo di reprimere le ricerche storiche e dibattiti pubblici su tali questioni”, affermando che queste pratiche “hanno contribuito alla capacità dell’attuale regime russo di rivitalizzare le politiche imperialiste e strumentalizzare la storia per i suoi scopi criminali”.

Il Parlamento europeo lancia quindi un appello all’Ue e ai suoi Stati membri affinché aumentino e coordinino meglio gli sforzi per contrastare la disinformazione, la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte della Russia. Ciò è essenziale, affermano gli eurodeputati, per proteggere l’integrità dei processi democratici e rafforzare la resilienza delle società europee. Gli europarlamentari sottolineano anche la necessità di promuovere attivamente l’alfabetizzazione mediatica e sostenere i media di qualità e il giornalismo professionale.

Nella risoluzione si invita l’Ue a rafforzare le sanzioni nei confronti dei media russi che promuovono campagne di disinformazione a sostegno della guerra di aggressione della Russia in Ucraina, e si esortano i paesi dell’Ue ad attuare pienamente tali sanzioni e a destinare risorse sufficienti per affrontare efficacemente questa “guerra ibrida”. Gli eurodeputati chiedono anche che l’Ue rafforzi il suo sostegno ai media russi indipendenti in esilio per sostenere la pluralità nei media in lingua russa.

Gli europarlamentari del Pd non hanno partecipato al voto finale perché, secondo quanto ha fatto sapere il capo delegazione, Nicola Zingaretti, la risoluzione chiede un divieto di esporre svastica e falce martello mettendo i due simboli “sullo stesso livello”, e perché “non si scrive la storia nei parlamenti”. Gli eurodeputati italiani del M5S e della Sinistra hanno invece votato contro.

In effetti, il testo contiene dei passaggi discutibili, in cui la condanna del “revisionismo storico” da parte del regime russo tende ad avvalorare una versione storiografica opposta e a sua volta di parte, in cui viene fortemente sottovalutato il ruolo oggettivamente essenziale svolto dall’Unione Sovietica (che nella seconda guerra mondiale ebbe 20 milioni di morti) nella sconfitta del nazismo.

Nel paragrafo 14 si legge che l’Europarlamento “ritiene che i tentativi della Russia di distorcere, rivedere e travisare la storia dell’Ucraina compromettano la memoria collettiva e l’identità dell’Europa nel suo insieme e rappresentino una minaccia alla verità storica, ai valori democratici e alla pace in Europa; invita pertanto gli Stati membri a investire maggiormente nell’istruzione e nella ricerca sulla storia comune dell’Europa e sulla memoria europea, nonché a sostenere progetti che promuovano una migliore comprensione dell’impatto della divisione dell’Europa durante la Guerra fredda; sostiene la costruzione di un memoriale paneuropeo a Bruxelles per tutte le vittime dei regimi totalitari del XX secolo; deplora il continuo utilizzo di simboli di regimi totalitari negli spazi pubblici e chiede un divieto a livello dell’Ue sull’uso di simboli nazisti e comunisti sovietici, nonché di simboli dell’attuale aggressione della Russia contro l’Ucraina”.

Nel “considerando G”, d’altra parte, si osserva che “non solo la Russia non ha riconosciuto l’imperdonabile ruolo iniziale dell’Unione Sovietica nelle prime fasi della Seconda guerra mondiale, ad esempio attraverso il Trattato di non aggressione del 1939 tra la Germania nazista e l’Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche e i suoi protocolli segreti, comunemente noti come Patto Molotov-Ribbentrop, in cui i due regimi totalitari cospirarono per dividere l’Europa in sfere di influenza esclusive”; non solo non si è assunta “la responsabilità delle numerose atrocità e dei crimini di massa commessi nei territori occupati dall’Unione Sovietica”, ma – sostengono gli eurodeputati – “l’attuale regime russo ha anche strumentalizzato la storia e creato un culto della ‘vittoria’ attorno alla seconda guerra mondiale per mobilitare ideologicamente i cittadini e manipolarli per indurli a sostenere una guerra illegale di aggressione”, contro l’Ucraina.

Infine, il Parlamento europeo si dice “profondamente preoccupato per i recenti annunci fatti da Meta e X in merito a un allentamento delle loro norme in materia di verifica e moderazione dei contenuti, in quanto ciò potrebbe consentire alla campagna di disinformazione della Russia di diffondersi ulteriormente in tutto il mondo”. L’Assemblea chiede pertanto alla Commissione e agli Stati membri “di applicare rigorosamente il regolamento Ue sui servizi digitali, anche come elemento importante della lotta contro la disinformazione russa”.

Europarlamento: vietare l’esposizione di simboli nazisti e comunisti

Bruxelles, 23 gen. (askanews) – La plenaria del Parlamento europeo ha approvato oggi a Strasburgo, con 480 voti favorevoli, 58 contrari e 48 astensioni, una risoluzione contro la disinformazione e le manipolazioni storiche usate dalla Russia per giustificare la guerra illegale in Ucraina, in cui si chiede anche di vietare a livello dell’Ue l’uso negli spazi pubblici di “simboli dei regimi totalitari”, sia nazisti che comunisti sovietici, nonché di simboli dell’attuale aggressione della Russia contro l’Ucraina.

Il testo esprime poi “preoccupazione” per la decisione di alcuni social media di allentare il fact-checking nella moderazione dei contenuti sulle proprie piattaforme (in particolare dopo il recente annuncio in questo senso di X e Meta negli Stati Uniti).

Il Parlamento europeo, si legge nella risoluzione, “respinge le affermazioni del regime russo sulla storia e l’identità nazionale dell’Ucraina come futili tentativi di giustificare una guerra di aggressione illegale”. Condanna inoltre “l’incapacità della Russia di riconoscere le proprie responsabilità per i crimini sovietici, e il suo tentativo di reprimere le ricerche storiche e dibattiti pubblici su tali questioni”, affermando che queste pratiche “hanno contribuito alla capacità dell’attuale regime russo di rivitalizzare le politiche imperialiste e strumentalizzare la storia per i suoi scopi criminali”.

Il Parlamento europeo lancia quindi un appello all’Ue e ai suoi Stati membri affinché aumentino e coordinino meglio gli sforzi per contrastare la disinformazione, la manipolazione delle informazioni e le ingerenze da parte della Russia. Ciò è essenziale, affermano gli eurodeputati, per proteggere l’integrità dei processi democratici e rafforzare la resilienza delle società europee. Gli europarlamentari sottolineano anche la necessità di promuovere attivamente l’alfabetizzazione mediatica e sostenere i media di qualità e il giornalismo professionale.

Nella risoluzione si invita l’Ue a rafforzare le sanzioni nei confronti dei media russi che promuovono campagne di disinformazione a sostegno della guerra di aggressione della Russia in Ucraina, e si esortano i paesi dell’Ue ad attuare pienamente tali sanzioni e a destinare risorse sufficienti per affrontare efficacemente questa “guerra ibrida”. Gli eurodeputati chiedono anche che l’Ue rafforzi il suo sostegno ai media russi indipendenti in esilio per sostenere la pluralità nei media in lingua russa.

Gli europarlamentari del Pd non hanno partecipato al voto finale perché, secondo quanto ha fatto sapere il capo delegazione, Nicola Zingaretti, la risoluzione chiede un divieto di esporre svastica e falce martello mettendo i due simboli “sullo stesso livello”, e perché “non si scrive la storia nei parlamenti”. Gli eurodeputati italiani del M5S e della Sinistra hanno invece votato contro.

In effetti, il testo contiene dei passaggi discutibili, in cui la condanna del “revisionismo storico” da parte del regime russo tende ad avvalorare una versione storiografica opposta e a sua volta di parte, in cui viene fortemente sottovalutato il ruolo oggettivamente essenziale svolto dall’Unione Sovietica (che nella seconda guerra mondiale ebbe 20 milioni di morti) nella sconfitta del nazismo.

Nel paragrafo 14 si legge che l’Europarlamento “ritiene che i tentativi della Russia di distorcere, rivedere e travisare la storia dell’Ucraina compromettano la memoria collettiva e l’identità dell’Europa nel suo insieme e rappresentino una minaccia alla verità storica, ai valori democratici e alla pace in Europa; invita pertanto gli Stati membri a investire maggiormente nell’istruzione e nella ricerca sulla storia comune dell’Europa e sulla memoria europea, nonché a sostenere progetti che promuovano una migliore comprensione dell’impatto della divisione dell’Europa durante la Guerra fredda; sostiene la costruzione di un memoriale paneuropeo a Bruxelles per tutte le vittime dei regimi totalitari del XX secolo; deplora il continuo utilizzo di simboli di regimi totalitari negli spazi pubblici e chiede un divieto a livello dell’Ue sull’uso di simboli nazisti e comunisti sovietici, nonché di simboli dell’attuale aggressione della Russia contro l’Ucraina”.

Nel “considerando G”, d’altra parte, si osserva che “non solo la Russia non ha riconosciuto l’imperdonabile ruolo iniziale dell’Unione Sovietica nelle prime fasi della Seconda guerra mondiale, ad esempio attraverso il Trattato di non aggressione del 1939 tra la Germania nazista e l’Unione delle Repubbliche socialiste sovietiche e i suoi protocolli segreti, comunemente noti come Patto Molotov-Ribbentrop, in cui i due regimi totalitari cospirarono per dividere l’Europa in sfere di influenza esclusive”; non solo non si è assunta “la responsabilità delle numerose atrocità e dei crimini di massa commessi nei territori occupati dall’Unione Sovietica”, ma – sostengono gli eurodeputati – “l’attuale regime russo ha anche strumentalizzato la storia e creato un culto della ‘vittoria’ attorno alla seconda guerra mondiale per mobilitare ideologicamente i cittadini e manipolarli per indurli a sostenere una guerra illegale di aggressione”, contro l’Ucraina.

Infine, il Parlamento europeo si dice “profondamente preoccupato per i recenti annunci fatti da Meta e X in merito a un allentamento delle loro norme in materia di verifica e moderazione dei contenuti, in quanto ciò potrebbe consentire alla campagna di disinformazione della Russia di diffondersi ulteriormente in tutto il mondo”. L’Assemblea chiede pertanto alla Commissione e agli Stati membri “di applicare rigorosamente il regolamento Ue sui servizi digitali, anche come elemento importante della lotta contro la disinformazione russa”.

Caso Almasri, Schlein: Meloni venga a rispondere in Parlamento. Flash mob di Avs a Palazzo Chigi

Roma, 23 gen. (askanews) – “Giorgia Meloni deve venire a rispondere in Aula”. Elly Schlein, parlando con i giornalisti alla Camera, torna a chiedere che la presidente del Consiglio riferisca in Parlamento sulla vicenda Almasri. “In questa pessima vicenda – ha aggiunto la segretaria del Pd – non è possibile che non ci fosse un coinvolgimento diretto di palazzo Chigi”.

Dunque, Meloni “smetta di nascondersi dietro i suoi ministri, si prenda la responsabilità di venire a chiarire quello che è accaduto e perché lei che aveva dichiarato guerra ai trafficanti di esseri umani ha lasciato che ne fosse rilasciato uno e fosse rimandato direttamente in Libia su aereo italiano”.

Le proteste delle opposizioni per il rilascio del capo della polizia giudiziaria libica, contro cui pende un mandato d’arresto della Corte penale internazionale per crimini contro l’umanità, non accennano a spegnersi. “Attendiamo le dimissioni del ministro Nordio che ha mentito al paese, le questioni legate agli errori procedurali erano solo un alibi per consentire al trafficante di esseri umani, torturatore, stupratore e comandante libico” AlMasri “di essere liberato e addirittura di essere accompagnato con un aereo di Stato”: ha affermato Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Avs, nel corso di un flash mob del partito davanti Palazzo Chigi per protestare contro il governo per il rilascio di Najem Osama Almasri, arrestato domenica su mandato della Corte penale internazionalec e riportato l’altro ieri in Libia su un aereo dell’Aeronautica militare perché l’arresto, a causa di un vizio nell’applicazione delle norme, non era stato convalidato. Il libico era stato quindi espulso con un provvedimento proprio del Ministro dell’Interno.

“Siamo di fronte a una vergogna di Stato, il nostro governo umilia l’Italia di fronte al mondo e al diritto internazionale – ha sottolineato dal canto suo Nicola Fratoianni, leader di Sinistra italiana e deputato Avs -, abbiamo prima scarcerato poi riaccompagnato col volo di Stato un torturatore, un assassino, un criminale di guerra, accusato di crimini contro l’umanità nell’aeroporto costruito utilizzando i migranti in schiavitù e la costruzione di quell’aeroporto è proprio uno dei capi d’accusa che pendono sulla testa di Almarsi. Questa vergogna non può rimanere impunita, non se la caveranno con la storiella del cavillo, il cavillo non esiste, il cavillo ha un altro nome: si chiama complicità”.

Tra i cartelli esposti dagli esponenti di Avs si legge “Il boia nell’aereo di Stato” e “Il governo Meloni libera un torturatrore e uno stupratore”.

Giovani talenti sfidano futuro con discipline Stem e robotica

Roma, 23 gen. – “Abbiamo ospitato con gioia ed entusiasmo 200 appassionati studenti provenienti da 16 istituti scolastici di Campania, Lazio, Molise e Puglia. Una manifestazione internazionale di Stem e robotica che favorisce l’apprendimento di queste discipline attraverso esperienze dirette, creative e giocose di ‘problem solving’, progettazione, programmazione, realizzando anche prototipi robotizzati intelligenti con set motorizzati Lego. I progetti presentati riguardano tematiche scientifiche di grande impatto sociale, ambientale e tecnologico, che guidano la nostra missione scientifica, didattica e umana, e l’interazione con gli studenti partecipanti avvenuta anche attraverso eventi culturali preventivi ancillari al tema della competizione (l’esplorazione degli oceani, i suoi ecosistemi e potenzialit). Preziosa anche la partecipazione della Scuola di Robotica di Genova”. Lo ha dichiarato Laura Celentano, professore di Automatica e promotrice dell’iniziativa, nel corso della tappa partenopea della ‘First Lego League Challenge’ la gara di Stem e robotica per studenti dai 9 ai 16 anni, ospitata dalla Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell’Universit degli Studi di Napoli “Federico II.”. Una competizione che spinge i giovani partecipanti a confrontarsi con le tematiche del presente come sottolineato da Andrea Prota, presidente della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base: “Attraverso la First Lego League possibile promuovere un investimento per il futuro dei ragazzi che iniziano a frequentare gli spazi universitari, noi li aiutiamo a capire quale possa essere la loro vera vocazione. La nostra ‘Scuola’ mette insieme le diverse discipline di base con ingegneria e architettura. Una contaminazione essenziale per creare profili trasversali e multidisciplinari e questa esperienza emblematica in questo senso”. Secondo Alfonso William Mauro, professore di Fisica Tecnica Industriale e coordinatore della commissione di orientamento della Scuola Politecnica: “I ragazzi portano una straordinaria energia grazie a questa challenge. Siamo contenti di promuovere queste iniziative offrendo qualcosa di nuovo al territorio. Vedere questi giovani entrare con scatole piene di giochi per partecipare alla gara motivo di grande emozione. Costruiscono un’idea attraverso un prototipo che deve essere in grado di affrontare e vincere una sfida che abbia un risvolto sociale, ambientale, economico. Pensare di stimolare giovanissimi verso un interesse che magari non sar il loro futuro ma li fa affacciare alle sfide attuali un grande risultato”. Oltre 200 i partecipanti che hanno animato la tappa napoletana della First Lego League Challenge provenienti da 16 istituti del Sud. La giornata della competizione ha previsto brevi interventi di orientamento agli studi di Architettura, Ingegneria, Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali. I giudici e gli arbitri della competizione sono volontari appartenenti al personale docente di tutta la SPSB e rappresentanti autorevoli del mondo della scienza e dell’istruzione (ing. Piera Levi-Montalcini e prof.ssa Anna Brancaccio). Ad aggiudicarsi il tagliando per la finalissima di Genova sono state le squadre Beebots del Liceo “G.B. Grassi” di Latina, vincitore della challenge (Dieci giovani studenti dal primo liceo al quarto scientifico ordinario, sportivo e matematica. Uno dei coach fa il quinto anno di liceo, ha iniziato a studiare alle medie robotica). Sul podio la squadra Fore de Capu (formata da studenti di Lecce e provincia, molto affiatati tra loro) e il team dell’istituto comprensivo A. Gemelli di Sant’Agnello, in provincia di Napoli (Il docente stato un grande motivatore, ha fatto crescere la loro curiosit, curandola come un ‘lievito madre’). La robotica stata affrontata in maniera consapevole ma anche giocosa. L’interesse si alimentato traendo forza ed energia dai feedback positivi e dall’entusiasmo che si trasmettevano l’un l’altro. A scuola si respira aria Stem. Soprattutto non c’ demonizzazione delle discipline scientifiche!). Per la prima volta nella challenge internazionale stato assegnato anche il premio ‘Girls in science’ (la composizione della squadra ed il contributo scientifico e tecnologico al progetto presentato da questo team sono stati prevalentemente al femminile), vinto dal team dell’ISIS Rosario Livatino di Napoli. La First Lego League Challenge si conferma un appuntamento che va oltre la semplice competizione: un momento di crescita, ispirazione e orientamento per i giovani, che vengono spinti a sviluppare competenze tecniche e soft skills, fondamentali per affrontare il futuro. Un passo importante per avvicinare le nuove generazioni alle sfide del presente, promuovendo la passione per la scienza

Al via l’anno giudiziario, è scontro tra politica e magistratura

Milano, 23 gen. (askanews) – Da un lato, il governo che preme sul pedale dell’acceleratore sulla separazione delle carriere e, come assicurato dal ministro Carlo Nordio, punta a portare a casa l’approvazione definitiva della riforma costituzionale in prima e seconda lettura da parte di Camera e Senato “entro l’estate”. Dall’altro lato, i magistrati che alzano le barricate contro una riforma che “non risponde ad alcuna esigenza di miglioramento del servizio giustizia, ma determina l’isolamento del pubblico ministero” con “il concreto rischio del suo assoggettamento al potere esecutivo”. L’anno giudiziario 2025 si apre in uno dei momenti più duri dello scontro tra politica e magistratura.

Dopo il via libera, in prima lettura, dell’aula di Montecitorio alla riforma che introduce la separazione delle carriere tra magistratura inquirente e giudicante, le toghe sono sul piede di guerra. Il comitato direttivo centrale dell’Anm, dopo l’assemblea straordinaria del 15 dicembre scorso, ha proclamato una serie di iniziative di protesta che avranno il loro culmine proprio durante le celebrazioni per l’inaugurazione dell’anno giudiaziario.

La cerimonia più importante è quella prevista domani, venerdì 24 gennaio, in Corte di Cassazione alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e delle più alte carico dello Stato e delle istituzioni. Ma il giorno più “caldo” sarà sabato, giorno delle cerimonie nelle 26 Corti d’Appello. Il clima si preannuncia “bollente” soprattutto a Napoli, dove sarà presente il ministro Nordio. Non appena il Guardasigilli prenderà la parola sul palco, i magistrati napoletani “con toga indosso e copia della Costituzione alla mano” abbandoneranno l’aula “in forma composta”. La stessa forma protesta sarà replicata in tutti i distretti italiani: toghe fuori dall’aula durante l’intervento del rappresentante del governo.

Non è tutto. I magistrati si presenteranno all’inaugurazione dell’anno giudiziario indossando la toga e una coccarda tricolore. Prima dell’inizio della cerimonia le toghe si riunitanno all’esterno “mostrando cartelli” con “frasi tratte da un testo significativo sul valore della Costituzione”. Sul palco saliranno anche i rappresentanti territoriali dell’Anm che prenderanno la parola “illustrando le ragioni della protesta e della presenza in toga”. Infine, lunedì 27, tutti i magistrati italiani incroceranno le braccia per una giornata di sciopero contro la separazione delle carriere.

Una forma di protesta che “non può far rimanere silenti”, attacca il Consiglio Nazionale Forense. Che se da un lato “prende atto della decisione dell’Associazione Nazionale Magistrati di voler abbandonare l’aula prima dell’intervento del Ministro della Giustizia e dei suoi rappresentanti in occasione delle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario”, dall’altro “intende richiamare al rispetto di quegli stessi valori costituzionali che formano condivisione – e non contrapposizione – con la magistratura, e specificamente il principio di eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge, che è caposaldo anche dei principi di autonomia e indipendenza della magistratura”.

Almasri, Schlein: Meloni venga a rispondere in Parlamento

Roma, 23 gen. (askanews) – “Giorgia Meloni deve venire a rispondere in Aula”. Elly Schlein, parlando con i giornalisti alla Camera, torna a chiedere che la presidente del Consiglio riferisca in Parlamento sulla vicenda Almasri. “In questa pessima vicenda – ha aggiunto la segretaria del Pd – non è possibile che non ci fosse un coinvolgimento diretto di palazzo Chigi”.

Dunque, Meloni “smetta di nascondersi dietro i suoi ministri, si prenda la responsabilità di venire a chiarire quello che è accaduto e perché lei che aveva dichiarato guerra ai trafficanti di esseri umani ha lasciato che ne fosse rilasciato uno e fosse rimandato direttamente in Libia su aereo italiano”.

Rutte: se Ucraina perdesse, alla Nato costerebbe "trilioni"

Milano, 23 gen. (askanews) – “Se l’Ucraina perdesse, allora ripristinare di nuovo la deterrenza della NATO, avrà un prezzo molto, molto più alto di quello che state contemplando in questo momento in termini di spesa, di aumento della nostra spesa e aumento della nostra industria della difesa”. Da Davos il segretario generale della NATO Mark Rutte ha avvertito che una vittoria russa sull’Ucraina costerebbe carissima e comprometterebbe la forza dissuasiva dell’alleanza militare che lo scorso hanno ha compiuto 75 anni e resta la più grande e di maggior successo al mondo. Ripristinarne la credibilità potrebbe voler dire migliaia di miliardi da spendere in più: cifre enormi rispetto a quanto si chiede ora di contribuire e persino rispetto agli aumenti di spesa che ogni giorno diventano più urgenti. “Ciò significherebbe che nell’Alleanza non si parlerà di un 3% (ossia di un moderato aumento) rispetto agli attuali impegni di spesa assunti all’interno della NATO; qualunque sarà l’esito esatto di quel dibattito, non si tratterà di miliardi in più, ma di trilioni in più”, ha aggiunto Rutte al World Economic Forum, in Svizzera, da dove il segretario generale ha accolto bene le ultime dichiarazioni di Donald Trump di imporre più sanzioni alla Russia, definendosi “molto, molto contento” della posizione di Trump. “Sappiamo che l’economia russa sta andando terribilmente male, e le sanzioni aiuteranno” ha dichiarato alla Cnbc a margine del forum.

L’Alleanza in questi mesi si è rafforzata lungo il fianco orientale, dispiegando migliaia di truppe e di equipaggiamenti per dissuadere Mosca dall’espandere la sua guerra in Ucraina nel territorio di uno qualsiasi dei 32 Paesi membri. Inoltre grazie a una decisone a livello politico maturata in occasione del summit NATO di Vilnius del 2023 – al fine di consentire al SACEUR (Comandante Supremo Alleato in Europa, generale Chris Cavoli) di disporre di forze prontamente impiegabili (in tutti i domini) – ha creato la Allied Reaction Force, che l’Italia si è offerta di assumere e portare a piena capacità operativa, come ha sottolineato lo stesso Cavoli, pochi giorni fa a Bruxelles.

La Nato in questi anni ha inoltre accolto due ex campioni del non allineamento: Finlandia e Svezia. E oggi Rutte ha insistito sul fatto che i sostenitori occidentali di Kiev devono “intensificare e non ridurre il sostegno” che stanno fornendo al paese, quasi tre anni dopo l’inizio dell’invasione russa.

Rutte ha parlato in tre contesti principali: una colazione “ucraina” a inizio della mattina; un’intervista alla tv americana Cnbc e una sessione plenaria con il giornasta e tech star Nicholas Thompson, ceo di The Atlantic. Rispondendo proprio a lui ha detto: “Penso che Donald Trump abbia ragione sul fatto che non stiamo spendendo abbastanza. E comunque, dobbiamo trovare un equilibrio con quanto spendono gli Stati Uniti, ma in particolare qui, dobbiamo guardare alla base industriale. Quindi, cosa produce la nostra industria della difesa, e cosa non produce abbastanza. Ma anche in termini di innovazione, siamo troppo lenti nell’innovazione”.

Nelle battute alla Cnbc Rutte ha espresso la speranza che ora anche l’Europa “intensificherà” le sanzioni nel tentativo di “strozzare l’economia russa” e ridurre i proventi di guerra di Mosca. “Trump ha ragione, l’Ucraina è più vicina all’Europa, ma Trump ha anche ragione nel dire che si tratta di un conflitto geopolitico, quindi sono sicuro che gli Stati Uniti vogliono che finisca con un accordo buono e forte”, ha aggiunto Rutte. Poco prima, durante la “colazione ucraina”, il segretario generale aveva fatto notare che ridurre gli aiuti a Kiev sarebbe “un errore geopolitico”. E proprio in quel contesto, in quella colazione informale, trasmessa in diretta streaming, una posizione particolarmente forte è stata espressa dalla Polonia, in maniera bipartisan, sia il presidente polacco Andrzej Duda, sia dal ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski. “Non voglio supplicare Vladimir Putin di sedersi al tavolo. Voglio che Vladimir Putin ci supplichi, supplichi l’Ucraina, supplichi gli alleati dell’Ucraina di sedersi al tavolo e di parlare di come porre fine a questa guerra e di come risolvere tutti i problemi che abbiamo intorno e sono pienamente d’accordo con il Segretario Generale (della Nato), con Mark Rutte: questo non è un conflitto locale, ma globale e richiede una soluzione globale”, ha detto il presidente della Polonia, in un discorso evidentemente molto sentito. “Questo non è il Putin che (Donald) Trump ha conosciuto nel suo primo mandato. Io penso che Putin debba guadagnarsi il summit (l’incontro con Trump)”. Lo ha detto il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski.

Peraltro Duda senza nominarlo ha fatto riferimento a un articolo uscito a 10 giorni dall’inizio della invasione russa dell’Ucraina, della ex eminenza grigia del Cremlino Vladislav Surkov. Designato da Mosca come mente del separatismo del Donbass, il 14 febbraio 2022 Surkov pubblicava un articolo “Il nebbioso futuro del mondo osceno” in cui sconfessava anche il trattato di Brest-Litovsk, del 1918, a causa del quale Mosca “ha abbandonato i vasti territori degli Stati baltici, della Bielorussia e dell’Ucraina che in precedenza le appartenevano” e concludeva “ed è impensabile che la Russia rimanga entro i confini di un mondo osceno”. Duda sembra non aver dienticato quel testo: “Ora sto pensando – ha detto oggi a Davos – ai paesi dell’Europa centrale, in particolare a quei paesi che sono stati per anni dietro la cortina di ferro nella zona di influenza sovietica e come sapete molto bene, alcuni consiglieri di Vladimir Putin a volte hanno detto che questa è una vera zona di influenza russa, anche ora, e questo è il diritto della Russia di avere le sue influenze in quella parte d’Europa e anche in quella parte di Unione Europea”. Il presidente polacco ha poi aggiunto: “Se si guarda all’aggressione russa contro l’Ucraina, se si guarda al linguaggio che hanno al Cremlino, nelle élite russe, se si guarda la TV russa, se si vede la quantità e le tonnellate di propaganda russa, si vede qual è il vero problema e qual è la vera soluzione per quella situazione”. (di Cristina Giuliano)