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Sanremo, i brani in gara: tante ballad d’amore, pop, rap e tormentoni

Milano, 20 gen. (askanews) – Tante ballad in gara, amore protagonista della maggior parte dei brani, spazio per il pop con brani che si candidano a diventare tormentoni primaverili con richiami alle sonorità latine, ma ci sono sorprendenti testi di cantautori poetici e intimi, il rap addomesticato in chiave pop, ma non c’è nessun brano rock. E’ questa la prima sensazione dopo gli ascolti riservati alla stampa delle 30 canzoni dei big in gara al settantacinquesimo Festival di Sanremo che si svolgerà al Teatro Ariston di Sanremo dall’11 al 15 febbraio 2025 con Carlo Conti conduttore e direttore artistico.

Chi si aspettava il festival delle polemiche con testi molto duri vista la presenza di numerosi esponenti della scena rap e hip hop resterà deluso. Tony Effe, Fedez ed Emis Killa, pur mantenendo la loro cifra stilistica hanno scelto di partecipare con brani “politicamente corretti” anche se qualche stoccata da “cattivi ragazzi” l’hanno mantenuta. Solo due brani parlano di questioni sociali e politiche, quello del rapper Rocco Hunt e del cantautore Willy Peyote. Una scelta che Carlo Conti ha spiegato così: “Mi sono arrivati soprattutto brani d’amore e intimi, nessuno che parlava di guerra o di migranti, non c’è stata censura, ma forse gli stessi artisti hanno scelto tematiche legate al microcosmo invece che ai grandi temi, come una forma di difesa”.

Poi c’è tanto, troppo, autotune nei brani in concorso, ma Conti ha spiegato che sarà usato come effetto e non come correttivo dell’intonazione perchè “ormai questa è la tendenza della musica, è la modernità”, anche se francamente in alcune delle canzoni in concorso la distorsione sembra essere assolutamente superflua.

I brividi veri li ha fatti venire Giorgia che la sua voce unica e magnetica non ha davvero bisogno di correttivi per emozionare chi ascolta, una vera regina di classe che si impone per la sua bravura. Bisogna riconoscere che Carlo Conti ha dato davvero spazio ai cantautori portando all’Ariston nomi come Brunori Sas, Lucio Corsi e Simone Cristicchi che hanno usato la loro poetica visionaria per raccontare le piccole cose e le grandi realtà dei sentimenti con immagini uniche. Achille Lauro ha un brano molto interessante e anche Olly, che strizza l’occhio al pubblico più giovane, ha attirato l’attenzione della stampa.

Le ragazze in gara sono tante e di talento, a cominciare da Francesca Michielin, passando per Elodie, Sarah Toscano, Gaia, Clara, Noemi, Serena Brancale, Rose Villain tutte fresche e con canzoni dalle sonorità radiofoniche, alcune più scontate altre decisamente interessanti, ma è la veterana Marcella Bella che potrebbe diventare la sorpresa dal Festival con un brano che entra subito in testa dedicato alla forza delle donne.

Poi ci sono Gabbani, The Kolors e i Coma_Cose che sanno sempre portare al Festival canzoni ben fatte che piacciono al pubblico. I Modà, unico gruppo in gara, hanno scelto una ballad, mentre Shablo con Guè, Joshua e Tormento ha puntato su un brano tutto da ballare. Rkomi, Bresh e Irama vanno sul sicuro con brani molto nelle loro corde, così come ha fatto il vero veterano del Festival Massimo Ranieri che si è messo in gioco con una canzone d’amore che piacerà soprattutto ai più grandi.

Insomma c’è un giusto mix di generi diversi con veri outsider della competizione, ma sicuramente c’è tanta attenzione al pubblico giovane, che negli ultimi anni ha segnato la direzione della musica portando al Festival volti nuovi e tante scoperte, ma soprattutto ci sono brani radiofonici e da milioni di stream, perchè in fondo Sanremo è Sanremo soprattutto se fa numeri di record e certificazioni a raffica che fanno bene all’industria musicale italiana. (di Alessandra Velluto)

Inauguration Day, Trump: iniziata oggi l’età dell’oro per l’America

New York, 20 gen. (askanews) – “L’età dell’oro dell’America inizia proprio ora”. Il 47mo presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scelto queste parole per inaugurare la sua amministrazione e il nuovo corso che intende dare al Paese, da oggi.

“Da questo giorno in poi, il nostro paese prospererà e sarà di nuovo rispettato in tutto il mondo”, ha continuato Trump, precisando che metterà “semplicemente l’America al primo posto”, rivedicandone la sovranità, ripristinando la sicurezza e riequilibrando la giustizia.

L’attentato del 13 luglio dello scorso anno in Pennsylvania ha reso chiara a Trump la sua missione di presidente e sin dalle prime battute del discoro inaugurale ha voluto ricordarlo a tutti i presenti, anche ai suoi quattro predecessori.

“Dio ha salvato la mia vita per una sola ragione. Sono stato salvato da Dio per rendere l’America grande di nuovo”, ha detto Trump, precisando che agirà con determinazione e rapidità per riportare speranza, prosperità, sicurezza e pace per i cittadini americani di ogni razza, religione, colore e credo”. Il 47mo presidente ha voluto chiamare il 20 gennaio 2025, “Giorno della Liberazione”, e ricordando che la sua inaugurazione ricorre proprio nel Martin Luther King Day ha ribadito che insieme al suo team “ci impegneremo insieme per far sì che il suo sogno diventi realtà. Faremo sì che il suo sogno diventi realtà”.

Ha poi criticato l’amministrazione uscente che “non riesce a proteggere i nostri magnifici cittadini americani rispettosi della legge, ma fornisce rifugio e protezione a pericolosi criminali, molti provenienti da prigioni e istituti psichiatrici che sono entrati illegalmente nel nostro paese da tutto il mondo”. Per queste ragioni “dichiarerò un’emergenza nazionale al nostro confine meridionale”, ha detto Trump durante il suo discorso inaugurale, aggiungendo che ripristinerà la politica migratoria “remain in Mexico” e che invierà truppe al confine meridionale per respingere la disastrosa invasione del nostro paese”. Il presidente ha poi fatto un annuncio inatteso: designerà i cartelli della droga “come organizzazioni terroristiche straniere”, al pari di altri gruppi terroristici che vantano agende molto più sovversive.

Trump è poi passato a delineare la sua politica economica che intende privilegiare le trivellazioni petrolifere e le fonti energetiche tradizionali al Green Deal di Biden. La crisi dell’inflazione è stata causata, per il presidente entrante, da una spesa eccessiva e dall’aumento dei prezzi dell’energia, ed è per questo che a partire da oggi è stata dichiarata “un’emergenza energetica nazionale”, a cui si risponde in un solo modo: “Drill, baby, drill”. Trump ha ripetuto un mantra più volte usato in campagna elettorale per spiegare il suo investimento in petrolio e nei combustibili fossili. “L’America tornerà a essere una nazione manifatturiera e abbiamo qualcosa che nessun’altra nazione manifatturiera avrà mai, la più grande quantità di petrolio e gas di qualsiasi paese sulla Terra, e la useremo”, ha continuato che sotto i piedi dell’America scorre l'”oro liquido” da esportare in tutto il mondo. “Porremo fine al Green New Deal e revocheremo i veicoli elettrici” ha continuato Trump, mentre Biden assisteva imperterrito allo smatellamento delle sue politiche. “Inizierò immediatamente la revisione del nostro sistema commerciale per proteggere i lavoratori e le famiglie americane. Invece di tassare i nostri cittadini per arricchire altri paesi, applicheremo dazi e tasse ai paesi stranieri per arricchire i nostri cittadini” ha aggiunto Trump, tirando fuori un altro dei suoi cavalli di battaglia economici. Ha poi annunciato la nascita dell’ “External Revenue Service per riscuotere i dazi e le entrate” che arriveranno da “fonti straniere” e quella del “nuovissimo Dipartimento per l’efficienza governativa”, che si occuperà di “ripristinare competenza ed efficacia per il nostro governo federale”. Sulla politica estera Trump ha ribadito ancora una volta che intende cambiare il nome del Golfo del Messico in “Golfo d’America” e ha ampliato le mire espansionistiche degli Stati Uniti, spostandole dalla Groenlandia e dal Canada a Marte. “Perseguiremo il nostro chiaro destino verso le stelle, lanciando astronauti americani per piantare stelle e strisce sul pianeta Marte”, ha il nuovo presidente, assicurando che “l’ambizione è la linfa vitale di una grande nazione, e in questo momento, la nostra nazione è più ambiziosa di qualsiasi altra”. Nel suo discorso il Presidente ha dichiarato di voler essere un “peacemaker”, e che “misureremo il nostro successo non solo dalle battaglie che vinceremo, ma dalle guerre a cui metteremo fine e, cosa più importante, dalle guerre a cui non parteciperemo mai”. Si è preso anche il merito della liberazione degli ostaggi israeliani e ha rimarcato che “l’eredità di cui sarà più orgoglioso sarà quella di un peacemaker e unificatore” mentre “costruiremo di nuovo l’esercito più forte che il mondo abbia mai visto”. Ha poi chiarito che “Il nostro potere fermerà tutte le guerre e porterà un nuovo spirito di unità in un mondo che è stato arrabbiato, violento e totalmente imprevedibile”.

Trump ha annunciato ufficialmente un cambiamento alle politiche sul gender e sui vaccini. “Da oggi in poi la politica ufficiale del governo degli Stati Uniti sarà che ci sono solo due generi: maschile e femminile”, ha detto nel suo discorso inaugurale, spiegando che già questa settimana “porrà fine anche alla politica governativa di cercare di manipolare socialmente razza e genere”, forgiando una società “basata sul merito” e non sul colore della pelle. Ha aggiunto che integrerà la tutti i militari “che sono stati ingiustamente espulsi dal nostro esercito per essersi opposti all’obbligo del vaccino COVID”.

In conlusione Trump ha detto: “Il futuro è nostro e la nostra età dell’oro è appena iniziata” e ha predetto che “l’America sarà rispettata di nuovo e ammirata di nuovo”, aggiungendo che “non saremo conquistati, non saremo intimiditi, non saremo spezzati e non falliremo”.

Inauguration Day, Trump: Iniziata oggi l’età dell’oro per America

New York, 20 gen. (askanews) – “L’età dell’oro dell’America inizia proprio ora”. Il 47mo presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha scelto queste parole per inaugurare la sua amministrazione e il nuovo corso che intende dare al Paese, da oggi.

“Da questo giorno in poi, il nostro paese prospererà e sarà di nuovo rispettato in tutto il mondo”, ha continuato Trump, precisando che metterà “semplicemente l’America al primo posto”, rivedicandone la sovranità, ripristinando la sicurezza e riequilibrando la giustizia.

L’attentato del 13 luglio dello scorso anno in Pennsylvania ha reso chiara a Trump la sua missione di presidente e sin dalle prime battute del discoro inaugurale ha voluto ricordarlo a tutti i presenti, anche ai suoi quattro predecessori.

“Dio ha salvato la mia vita per una sola ragione. Sono stato salvato da Dio per rendere l’America grande di nuovo”, ha detto Trump, precisando che agirà con determinazione e rapidità per riportare speranza, prosperità, sicurezza e pace per i cittadini americani di ogni razza, religione, colore e credo”. Il 47mo presidente ha voluto chiamare il 20 gennaio 2025, “Giorno della Liberazione”, e ricordando che la sua inaugurazione ricorre proprio nel Martin Luther King Day ha ribadito che insieme al suo team “ci impegneremo insieme per far sì che il suo sogno diventi realtà. Faremo sì che il suo sogno diventi realtà”.

Ha poi criticato l’amministrazione uscente che “non riesce a proteggere i nostri magnifici cittadini americani rispettosi della legge, ma fornisce rifugio e protezione a pericolosi criminali, molti provenienti da prigioni e istituti psichiatrici che sono entrati illegalmente nel nostro paese da tutto il mondo”. Per queste ragioni “dichiarerò un’emergenza nazionale al nostro confine meridionale”, ha detto Trump durante il suo discorso inaugurale, aggiungendo che ripristinerà la politica migratoria “remain in Mexico” e che invierà truppe al confine meridionale per respingere la disastrosa invasione del nostro paese”. Il presidente ha poi fatto un annuncio inatteso: designerà i cartelli della droga “come organizzazioni terroristiche straniere”, al pari di altri gruppi terroristici che vantano agende molto più sovversive.

Trump è poi passato a delineare la sua politica economica che intende privilegiare le trivellazioni petrolifere e le fonti energetiche tradizionali al Green Deal di Biden. La crisi dell’inflazione è stata causata, per il presidente entrante, da una spesa eccessiva e dall’aumento dei prezzi dell’energia, ed è per questo che a partire da oggi è stata dichiarata “un’emergenza energetica nazionale”, a cui si risponde in un solo modo: “Drill, baby, drill”. Trump ha ripetuto un mantra più volte usato in campagna elettorale per spiegare il suo investimento in petrolio e nei combustibili fossili. “L’America tornerà a essere una nazione manifatturiera e abbiamo qualcosa che nessun’altra nazione manifatturiera avrà mai, la più grande quantità di petrolio e gas di qualsiasi paese sulla Terra, e la useremo”, ha continuato che sotto i piedi dell’America scorre l'”oro liquido” da esportare in tutto il mondo. “Porremo fine al Green New Deal e revocheremo i veicoli elettrici” ha continuato Trump, mentre Biden assisteva imperterrito allo smatellamento delle sue politiche. “Inizierò immediatamente la revisione del nostro sistema commerciale per proteggere i lavoratori e le famiglie americane. Invece di tassare i nostri cittadini per arricchire altri paesi, applicheremo dazi e tasse ai paesi stranieri per arricchire i nostri cittadini” ha aggiunto Trump, tirando fuori un altro dei suoi cavalli di battaglia economici. Ha poi annunciato la nascita dell’ “External Revenue Service per riscuotere i dazi e le entrate” che arriveranno da “fonti straniere” e quella del “nuovissimo Dipartimento per l’efficienza governativa”, che si occuperà di “ripristinare competenza ed efficacia per il nostro governo federale”.

Sulla politica estera Trump ha ribadito ancora una volta che intende cambiare il nome del Golfo del Messico in “Golfo d’America” e ha ampliato le mire espansionistiche degli Stati Uniti, spostandole dalla Groenlandia e dal Canada a Marte. “Perseguiremo il nostro chiaro destino verso le stelle, lanciando astronauti americani per piantare stelle e strisce sul pianeta Marte”, ha il nuovo presidente, assicurando che “l’ambizione è la linfa vitale di una grande nazione, e in questo momento, la nostra nazione è più ambiziosa di qualsiasi altra”. Nel suo discorso il Presidente ha dichiarato di voler essere un “peacemaker”, e che “misureremo il nostro successo non solo dalle battaglie che vinceremo, ma dalle guerre a cui metteremo fine e, cosa più importante, dalle guerre a cui non parteciperemo mai”. Si è preso anche il merito della liberazione degli ostaggi israeliani e ha rimarcato che “l’eredità di cui sarà più orgoglioso sarà quella di un peacemaker e unificatore” mentre “costruiremo di nuovo l’esercito più forte che il mondo abbia mai visto”. Ha poi chiarito che “Il nostro potere fermerà tutte le guerre e porterà un nuovo spirito di unità in un mondo che è stato arrabbiato, violento e totalmente imprevedibile”.

Trump ha annunciato ufficialmente un cambiamento alle politiche sul gender e sui vaccini. “Da oggi in poi la politica ufficiale del governo degli Stati Uniti sarà che ci sono solo due generi: maschile e femminile”, ha detto nel suo discorso inaugurale, spiegando che già questa settimana “porrà fine anche alla politica governativa di cercare di manipolare socialmente razza e genere”, forgiando una società “basata sul merito” e non sul colore della pelle. Ha aggiunto che integrerà la tutti i militari “che sono stati ingiustamente espulsi dal nostro esercito per essersi opposti all’obbligo del vaccino COVID”.

In conlusione Trump ha detto: “Il futuro è nostro e la nostra età dell’oro è appena iniziata” e ha predetto che “l’America sarà rispettata di nuovo e ammirata di nuovo”, aggiungendo che “non saremo conquistati, non saremo intimiditi, non saremo spezzati e non falliremo”.

Calcio, Thiago Motta: "In Champions per la continuità"

Roma, 20 gen. (askanews) – Juventus alla ricerca della continuità. Il match sul campo del Bruges rappresenta per i bianconeri un ottimo test per confermare i progressi mostrati nel secondo tempo contro il Milan. Thiago Motta è soddisfatto: “Abbiamo avuto difficoltà quasi dall’inizio della stagione – le sue parole – Mancano solo Bremer, Milik e Cabal, tutti gli altri sono disponibili. Domani insieme faremo una grande partita, contro una squadra che sta bene, che sta facendo bene sia in campionato che in Champions”. Un risultato positivo vuol dire avere già la certezza dei playoff: “Il nostro obiettivo è la vittoria. Per arrivarci dobbiamo fare molto bene perché troveremo una squadra che sta bene”. Qui hanno perso l’Aston Villa e lo Sporting: “Anche in trasferta hanno fatto bene, è una squadra giovane, con grande energia, che gioca bene a calcio ed è molto organizzata in fase difensiva. Noi abbiamo preparato la partita e abbiamo la necessità di fare una grande prestazione per arrivare alla vittoria”. E’ il momento migliore della Juve: “L’importante è dare continuità, sia nelle prestazioni dove tante sono state buone, che adesso nel risultato. Nell’ultima partita abbiamo avuto il risultato che abbiamo meritato e domani l’obiettivo è lo stesso”. Torna Vlahovic: “La scelta di tenere sabato Vlahovic fuori dall’inizio era una scelta tecnica, anche se era tornato da un problema al flessore – ha spiegato -. Mbangula? La sua evoluzione è molto buona. Lo scorsa anno giocava nella Next Gen e dobbiamo fare i complimenti al settore giovanile, perchè abbiamo lui, Savona e Yildiz. Anche per necessità hanno dovuto crescere velocemente e Mbangula, quando ha giocato, ha sempre dato il suo contributo”. E sulle probabili scelte di formazione: “Andrà in campo la miglior squadra possibile. Conceiçao è un po’ di tempo che non gioca, vediamo domani”.

Dombrovskis: Trump? "Se sarà necessario difendermo interessi Ue"

Roma, 20 gen. (askanews) – “Se vi fosse la necessità di difendere gli interessi economici europei”, alla Commissione europea “siamo pronti a farlo, come del resto abbiamo fatto nella prima amministrazione Trump, quando ad esempio rispetto ai dazi sull’alluminio abbiamo risposto in maniera proporzionale”. Lo ha affermato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, rispondendo, durante la conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo, a una delle varie domande sul come Bruxelles si muoverà rispetto alle politiche di Donald Trump, che oggi si è insediato alla Casa Bianca.

“È opportuno notare che se si guarda al Commercio, ci sono stati degli studi dell’Fmi secondo cui la frammentazione globale in corso e il commercio concentrato tra blocchi avrebbe un effetto negativo sull’economia fino al 7% del Pil globale: sarebbe come portare le economie di Francia e Germania fuori dall’economia globale. Ci sarebbero costi consistenti per tutti – ha avvertito – anche per gli Usa”.

“Dobbiamo preservare queste relazioni commerciali e questo è il nostro approccio, sia a livello bilaterale sia a livello multilaterale. Ma al tempo stesso dobbiamo lavorare alla resilienza delle nostre economie e – ha concluso Dombrovskis – alla diversificazione delle relazioni commerciali”, come sta avvenendo di recente con Mercosur e Messico.

Fond. OneSight EssilorLuxottica Italia al fianco del Giubileo

Roma, 20 gen. (askanews) – Ha aperto le porte il nuovo Centro oculistico sociale permanente della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, presso la sede di Roma Tuscolano della Comunit di Sant’Egidio, uno dei principali partner della Fondazione nei progetti filantropici di salute visiva.

Patrocinato dal Dicastero per l’Evangelizzazione – Giubileo 2025, dalla Regione Lazio e dal Comune di Roma – Assessorato alle Politiche Sociali e alla Salute, il centro di Piazza dei Consoli offrir visite oculistiche gratuite e la donazione di occhiali da vista a chi non pu permettersi queste cure, garantendo l’accesso alle prestazioni sanitarie fondamentali.

Sar attivo in particolare due pomeriggi alla settimana con visite gratuite effettuate da medici oculisti della Fondazione Bietti. prevista, inoltre l’eventuale presa in carico di secondo livello sempre da parte del personale della Fondazione Bietti, presso l’Ospedale Britannico, per l’approfondimento diagnostico e la cura delle patologie riscontrate.

Questa iniziativa per il Giubileo segna un ulteriore passo avanti nel modello di collaborazione tra la Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia e la Comunit di Sant’Egidio.

“Come condiviso recentemente con il Santo Padre, nella definizione delle iniziative a supporto del Giubileo abbiamo cercato di interpretare al meglio il significato originario dell’evento, cogliendo un’occasione unica di compiere gesti concreti di carit e amore verso il prossimo. – dichiara, Andrea Rendina, Segretario Generale della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia – Abbiamo quindi voluto fare qualcosa in pi, incrementando le iniziative del 2025 con un programma dedicato. Oggi inauguriamo la prima iniziativa: la realizzazione di un nuovo centro oculistico gratuito che costituisce l’elemento di continuit con le diverse cliniche oculistiche che si svolgeranno nel corso dell’anno giubilare. Un dono che nasce con il Giubileo per andare oltre il periodo dello stesso”.

Per questo Fondazione e Sant’Egidio hanno anche avviato un programma di medio termine che prevede la realizzazione di una rete permanente di centri dedicati ai “poveri oculistici” – ovvero coloro che hanno problemi alla vista ma risorse economiche assolutamente insufficienti per provvedere alla loro risoluzione – o il sostegno ai policlinici sociali gi esistenti, integrando l’offerta sanitaria con l’oftalmologia. Un programma iniziato al San Gallicano nel 2023, proseguito alla fine del 2024 presso la Lavanderia del Papa a Napoli e ora con questo di Piazza dei Consoli a Roma.

“Le Case dell’Amicizia- dichiara Stefano Carmenati, Amministratore della Comunit di Sant’Egidio- si inseriscono in una lunga storia di impegno di Sant’Egidio a favore di chi pi fragile e ha bisogno, a Roma e in numerose citt italiane. Sono un complesso di iniziative organizzate per venire incontro alle diverse necessit delle persone in difficolt, che si sono ritrovate pi sole che mai nel mezzo dell’emergenza sanitaria e sociale, causata prima dalla pandemia e poi dalle conseguenze economiche delle guerre. Le attivit si rivolgono ai senza dimora, alle famiglie in difficolt, agli anziani (in particolare quelli che sono soli) e ai migranti, con l’obiettivo di sostenere chi ha bisogno non solo di assistenza e aiuti concreti ma anche di accompagnamento, condivisione e amicizia. Sono luoghi aperti in maniera totalmente gratuita, con diversi servizi. Oggi siamo felici di inaugurare, in questa bella sede, il nuovo servizio di visite oculistiche in favore dei pi poveri”.

All’inaugurazione del centro confermata la volont di fare rete tra istituzioni, privato e terzo settore, con la presenza di Tobia Zevi, Assessore Patrimonio e Politiche abitative Comune di Roma, in rappresentanza del sindaco Gualtieri, di Francesco Laddaga, Presidente Municipio VII Comune di Roma, Massimiliano Maselli, Assessore all’Inclusione sociale e Servizi alla persona della Regione Lazio, Sabrina Alfonsi, assessore all’ambiente del Comune di Roma, del dotto. Domenico Schiano Lomoriello, Responsabile Unit Segmento Anteriore Irccs Fondazione Bietti. Conclusioni affidate alle parole di Monsignor Vincenzo Paglia – Presidente Pontificia Accademia per la Vita.

Nel corso dell’anno giubilare, la Fondazione organizzer altre tre cliniche oculistiche temporanee a Roma, a supporto dei pellegrini e delle persone in difficolt segnalate dalle associazioni locali. L’obiettivo della Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, con questo progetto, di donare oltre 1.500 visite oculistiche e circa 1.300 occhiali da vista, per garantire una visione migliore e, di conseguenza, una vita migliore a chi ne ha pi bisogno.

Meloni: auguri a Trump, Italia impegnata per il dialogo tra Usa e Ue

Roma, 20 gen. (askanews) – “Auguri di buon lavoro al Presidente Donald Trump per l’inizio del suo nuovo mandato alla guida degli Stati Uniti d’America. Sono certa che l’amicizia tra le nostre Nazioni e i valori che ci uniscono continueranno a rafforzare la collaborazione tra Italia e USA, affrontando insieme le sfide globali e costruendo un futuro di prosperità e sicurezza per i nostri popoli”. Lo scrive su X da Washington la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“L’Italia sarà sempre impegnata nel consolidare il dialogo tra Stati Uniti ed Europa, quale pilastro essenziale per la stabilità e la crescita delle nostre comunità”, aggiunge.

Meloni: auguri a Trump, impegno Italia per dialogo Usa-Ue

Roma, 20 gen. (askanews) – “Auguri di buon lavoro al Presidente Donald Trump per l’inizio del suo nuovo mandato alla guida degli Stati Uniti d’America. Sono certa che l’amicizia tra le nostre Nazioni e i valori che ci uniscono continueranno a rafforzare la collaborazione tra Italia e USA, affrontando insieme le sfide globali e costruendo un futuro di prosperità e sicurezza per i nostri popoli”. Lo scrive su X da Washington la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“L’Italia sarà sempre impegnata nel consolidare il dialogo tra Stati Uniti ed Europa, quale pilastro essenziale per la stabilità e la crescita delle nostre comunità”, aggiunge.

Trump: metteremo fine alle guerre

Roma, 20 gen. (askanews) – Donald Trump ha dichiarato di voler essere un “peacemaker”, affermando nel suo primo discorso da 47esimo presidente degli Stati Uniti che “misureremo il nostro successo non solo dalle battaglie che vinceremo, ma dalle guerre a cui metteremo fine e, cosa più importante, dalle guerre a cui non parteciperemo mai”. Trump ha rimarcato che “l’eredità di cui sarà più orgoglioso sarà quella di un peacemaker e unificatore” mentre “costruiremo di nuovo l’esercito più forte che il mondo abbia mai visto”.

“Il nostro potere fermerà tutte le guerre e porterà un nuovo spirito di unità in un mondo che è stato arrabbiato, violento e totalmente imprevedibile”, ha aggiunto nel suo discorso.

Autonomia, Consulta: inammissibile il referendum

Roma, 20 gen. (askanews) – La Corte costituzionale ha ritenuto inammissibile il quesito referendario sulla legge che prevede l’autonomia differenziata. Lo comunica l’ufficio comunicazione e stampa della Corte Costituzionale. “La Corte – si legge nella nota – ha rilevato che l’oggetto e la finalità del quesito non risultano chiari. Ciò pregiudica la possibilità di una scelta consapevole da parte dell’elettore”. La sentenza sarà depositata nei prossimi giorni. La Corte costituzionale ha deciso oggi in camera di consiglio il giudizio sull`ammissibilità della
richiesta di referendum abrogativo denominata “Legge 26 giugno 2024, n. 86, Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione: abrogazione totale”.

In attesa del deposito della sentenza, l`Ufficio comunicazione e stampa fa sapere che la Corte ha ritenuto inammissibile il quesito referendario sulla legge n. 86 del 2024, come risultante dalla sua sentenza n. 192 del 2024. La Corte ha rilevato che l`oggetto e la finalità del quesito non risultano chiari. Ciò pregiudica la possibilità di una scelta consapevole da parte dell`elettore. La sentenza sarà depositata nei prossimi giorni.

Il referendum sull’autonomia differenziata, secondo la Consulta  “verrebbe ad avere una portata che ne altera la funzione, risolvendosi in una scelta sull`autonomia differenziata, come tale, e in definitiva sull`art. 116, terzo comma, della Costituzione; il che non può essere oggetto di referendum abrogativo, ma solo eventualmente di una revisione costituzionale”.

Inauguration Day, Trump: ci riprenderemo il Canale di Panama

Roma, 20 gen. (askanews) – Donald Trump ha accusato Panama di aver violato gli accordi sul Canale, annunciando di volerne riprendere il controllo nel suo primo discorso da 47esimo presidente degli Stati Uniti.

Il Canale di Panama “è stato stupidamente dato al paese di Panama dopo che gli Stati Uniti, gli Stati Uniti, pensateci, hanno speso più soldi di quanti ne abbiano mai spesi prima per un progetto e hanno perso 38.000 vite nella costruzione del Canale di Panama”. Poi ha aggiunto: “E soprattutto, la Cina sta gestendo il Canale di Panama. E non l’abbiamo dato alla Cina. L’abbiamo dato a Panama e ce lo riprenderemo”.

Inauguration Day, Zelensky si congratula con Trump

Roma, 20 gen. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è congratulato con Donald Trump dopo il suo insediamento, dicendo di sperare che il nuovo presidente americano riesca a raggiungere una “pace giusta e duratura” nel conflitto in Ucraina.

“Il presidente Trump è ancora decisivo e la politica di pace attraverso la forza da lui annunciata offre l’opportunità di rafforzare la leadership americana e raggiungere una pace giusta e duratura, che è la massima priorità”, ha scritto Zelensky in un messaggio su X.

La Crocifissione bianca di Marc Chagall anche in versione tattile

Roma, 20 gen. (askanews) – La Crocifissione bianca di Marc Chagall – esposta fino al 27 gennaio al Museo del Corso – Polo Museale a Roma – sarà per la prima volta accessibile anche al pubblico con disabilità visive e uditive. Accanto all’originale, è ora presente un’installazione tattile, parlante e in lingua dei segni – frutto di un lavoro interdisciplinare di diversi mesi – pensata per rendere fruibile l’opera a un pubblico sempre più ampio.

Un’iniziativa fortemente voluta da Fondazione Roma, che rinnova e conferma così il suo impegno per l’accessibilità universale e una cultura realmente aperta e fruibile. L’opera è stata presentata con numerosi rappresentanti istituzionali e professionisti del settore in un incontro moderato dalla giornalista Rachele Bombace. Dopo i saluti istituzionali del Presidente Franco Parasassi e la lettera di saluto di Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità, sono intervenuti: Don Alessio Geretti, Curatore degli eventi d’arte del Giubileo, Suor Veronica Donatello, Responsabile del Servizio Nazionale per la Pastorale delle persone con disabilità della CEl e Consultore del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, Dino Angelaccio e Odette Mbuyi, Progettisti, Gabriella Cetorelli, Accessibilità siti Unesco del Ministero della Cultura, Camilla Capitani, MAC (Movimento Apostolico Ciechi) e Miriam Mandosi dell’ENS (Ente Nazionale Sordi).

“Questo progetto riflette l’impegno di Fondazione Roma nel promuovere l’inclusività anche in ambito artistico, per consentire esperienze culturali adatte a qualsiasi tipo di disabilità fisica o sensoriale – ha sottolineato Parasassi – In quest’ottica, stiamo lavorando per ampliare il numero di opere accessibili per rendere le visite guidate fruibili da tutte le persone”.

Locatelli, con una lettera di saluto, ha elogiato l’iniziativa come un passo importante verso l’integrazione di tutte le persone nelle esperienze culturali.

Don Alessio Geretti, curatore degli eventi d’arte del Giubileo, ha enfatizzato l’importanza di un’arte che parli a tutti, senza barriere, e che contribuisca alla costruzione di una società più equa e solidale.

I progettisti Dino Angelaccio, Odette Mbuyi hanno illustrato le modalità innovative di fruizione dell’opera, che integrano soluzioni multimediali e tecnologie avanzate per garantire l’accesso alla cultura a tutti.

Nato, Rutte: con Trump potenzieremo le spese e la produzione della difesa

Milano, 20 gen. (askanews) – “Con il ritorno del presidente Donald Trump in carica, potenzieremo la spesa e la produzione per la difesa”. Lo ha scritto sui social Mark Rutte, segretario generale della Nato, proprio nel momento del giuramento di Donald Trump. “Le mie più sentite congratulazioni a Donald Trump per la sua entrata in carica come 47esimo Presidente degli Stati Uniti, e a J.D. Vance come Vice Presidente. Insieme possiamo raggiungere la pace attraverso la forza, attraverso la NATO!”, ha aggiunto.

Inauguration day, Ue: Von der Leyen si congratula con Trump

Roma, 20 gen. (askanews) – La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, si è congratulata con Donald Trump per il suo insediamento come presidente degli Stati Uniti.

“Auguri, presidente Donald Trump, per il suo mandato di 47esimo presidente degli Stati Uniti. L’Unione europea è ansiosa di lavorare a stretto contatto con lei per affrontare le sfide globali. Insieme, le nostre società possono raggiungere una maggiore prosperità e rafforzare la loro sicurezza comune”, ha scritto Von der Leyen sul suo profilo X.

Inauguration Day, Trump: ci sono solo 2 generi, maschi e femmine

New York, 20 gen. (askanews) – “Da oggi in poi la politica ufficiale del governo degli Stati Uniti sarà che ci sono solo due generi: maschile e femminile”, ha detto Donald Trump nel suo discorso inaugurale.

“Questa settimana porrò fine anche alla politica governativa di cercare di manipolare socialmente razza e genere”, ha detto il 47mo presidente aggiungendo che forgerà una società “basata sul merito” e non sul colore della pelle.

Ha aggiunto che integrerà la tutti i militari “che sono stati ingiustamente espulsi dal nostro esercito per essersi opposti all’obbligo del vaccino COVID”.

Inauguration Day, Trump: Emergenza energetica e quindi perforiamo

New York, 20 gen. (askanews) – La crisi dell’inflazione è stata causata da una spesa eccessiva e dall’aumento dei prezzi dell’energia, ed è per questo che “Oggi dichiarerò anche un’emergenza energetica nazionale. Drill, baby, drill”, ha detto il presidente Usa, Donald Trump alludendo alla possibilità di tornare a perforare il territorio americano per estrarre maggior petrolio.

“L’America tornerà a essere una nazione manifatturiera e abbiamo qualcosa che nessun’altra nazione manifatturiera avrà mai, la più grande quantità di petrolio e gas di qualsiasi paese sulla Terra, e la useremo”, ha continuato il presidente dicendo che sotto i piedi l’America “oro liquido” e sarà esportato in tutto il mondo. “Porremo fine al Green New Deal e revocheremo i veicoli elettrici” ha continuato Trump.

Nato, Rutte: con Trump potenzieremo spese e produzione difesa

Milano, 20 gen. (askanews) – “Con il ritorno del presidente Donald Trump in carica, potenzieremo la spesa e la produzione per la difesa”. Lo ha scritto sui social Mark Rutte, segretario generale della Nato, proprio nel momento del giuramento di Donald Trump. “Le mie più sentite congratulazioni a Donald Trump per la sua entrata in carica come 47esimo Presidente degli Stati Uniti, e a J.D. Vance come Vice Presidente. Insieme possiamo raggiungere la pace attraverso la forza, attraverso la NATO!”, ha aggiunto.

Bce: banche negligenti su rigore stress test rischiano ispezioni

Roma, 20 gen. (askanews) – Le banche europee che dovessero mostrare un negligente eccessivo ottimismo nella nuova tornata di simulazioni sulla loro tenuta a situazioni avverse (stress test) rischiano ispezioni, assieme a una escalation di provvedimenti della vigilanza Bce. Lo afferma la stessa istituzione, che nel comunicato sulle nuove simulazioni avviate oggi assieme all’Eba (Autorità bancaria europea) rileva come nelle passate edizioni degli stress test “alcune banche hanno sottoposto previsioni che erano eccessivamente ottimistiche”, dato che “non riflettevano pienamente l’impatto dello scenario di stress dati i loro specifici profili di rischio”.

E per questo “durante l’esercizio 2025 – afferma l’istituzione -la Bce rafforzerà di conseguenza la sua revisione di documentazioni insufficientemente prudenti. Le banche che dovessero mostrare questo comportamento subiranno ulteriori accertamenti nella fase di valutazione, inclusi potenziali visite in sede. Sulla base dei dati raccolti, alcune banche potrebbero essere soggette a ispezioni dopo la conclusione degli stress, per identificare debolezze strutturali nel loro sistema di valutazione e per migliorare la loro capacità di stress test”.

Inoltre “le banche che ripetutamente dovessero mancare di porre rimedi” a queste lacune “potrebbero subire misure nell’ambito di un processo di escalation nei successivi esercizi”, aggiunge la Bce.

"Io sono la fine del mondo", film con Angelo Duro in cima box office

Roma, 20 gen. (askanews) – “Io sono la fine del mondo”, domina fin dal giorno di uscita, la vetta del box office e registra addirittura il 10% in più di incasso nel suo secondo fine settimana di programmazione e Angelo Duro lancia l’appuntamento a sabato 25 gennaio eccezionalmente a mezzanotte per un evento speciale live streaming dal cinema The Space Parco de Medici di Roma e diffuso a tutti i cinema italiani che aderiranno, a seguire sarà programmato il film.

L’incasso dell’ultimo fine settimana ha superato infatti i 2 milioni e mezzo di euro con oltre 328.000 presenze. Ad oggi l’incasso totale è di 5,8 milioni di euro con olt 755.000 presenze in sala.

“Io sono la fine del mondo”, un film di Gennaro Nunziante, con Angelo Duro. Sceneggiatura di Gennaro Nunziante e Angelo Duro. Nel cast anche Giorgio Colangeli, Matilde Piana, Marilù Pipitone e Evelyn Maria Rita Famà. È prodotto da Indiana Production e Vision Distribution, in collaborazione con Sky, e distribuito da Vision Distribution.

“Un giorno i tuoi genitori non ci saranno più e sarai pieno di rimorsi”, è la frase che nel film convince Angelo a prendersi cura dei suoi anziani genitori ora che non sono più autosufficienti e che la sorella vuole prendersi una vacanza: non vuole infatti perdere l’occasione di vendicarsi dei peggiori nemici della sua adolescenza.

Italia Polo Challenge, trionfo di U.S. Polo Assn. su Apose

Roma, 20 gen. – Oltre 1.800 persone hanno assistito alla quattro giorni di grande Polo internazionale alle pendici del Monte Bianco. Il sindaco Rota: “La Polomania a Courmayeur? Non vediamo l’ora di fare la seconda edizione”. Il segretario generale della FISE Perillo: “La gente mi chiede se il Polo diverr sport olimpico”. Gli organizzatori di The Chukker Company: “Il successo di pubblico ci ripaga del grande lavoro di squadra con sponsor e istituzioni cittadine e sportive”.

La finale vinta da U.S. Polo Assn. 7 a 5 contro Apose altro non stata che lo spot di una notte da ricordare a Courmayeur, dove lo sport altamente spettacolare, la mondanit e la voglia di socializzare si sono alternate nella serata finale di Italia Polo Challenge, il circuito di Arena Polo che chiude la tappa valdostana con la certezza che, s, Courmayeur e il Polo hanno un grande feeling. Una sintonia particolare che si specchia nelle circa 1.800 persone che complessivamente – nella quattro giorni di match – hanno sfidato la temperatura sotto zero per seguire le gesta dei grandi campioni di Polo sulle tribune e nell’elegante hospitality realizzato dal team di The Chukker Company, gli organizzatori di Italia Polo Challenge.

Ha vinto la fortissima squadra griffata U.S. Polo Assn. e costruita a cavallo – il caso di dirlo – di due continenti, Europa e Sudamerica con il messicano Aguilar, il peruviano Guillermo Li e il fortissimo francese Mathieu Delfosse. Il team italo-francese di Apose, con i transalpini Strom e Legoubin e l’italiano Giorgio Cosentino, ha dato spettacolo per tutto il torneo giocando un Polo preciso, tattico e di grande intensit, ma nella finalissima U.S. Polo Assn. partita fortissimo indirizzando subito il match. La forza esplosiva di Apose, messa in mostra durante la quattro giorni di Courmayeur, venuta fuori di prepotenza solo nel finale di partita, quando da un parziale di 2-7 Apose si portata sul 5-7, prima che il cronometro sancisse la fine della sfida.

Grande festa per i vincitori, mentre nella finale all’americana a tre squadre per stabilire le piazze dal terzo al quinto posto – tutti contro tutti e tempi di gioco dimezzati – E. Marinella ha battuto Courmayeur (5-2), quest’ultima ha poi ceduto a Union 1-3 per una classifica finale che incornicia la vittoria di U.S. Polo Assn, il secondo posto di Apose e poi, dal terzo al quinto posto nell’ordine: E. Marinella, Union, Courmayeur. Grande fair play, alla fine, del Ceo di U.S. Polo Assn., main sponsor del circuito e ‘presidente’ della squadra vincitrice Lorenzo Nencini: “Ha vinto il Polo e la maggior soddisfazione e nel fatto di aver visto il grande spettacolo di sport messo in campo dalle cinque squadre e l’altrettanto grande risposta del pubblico qui a Courmayeur”.

La premiazione delle squadre – ogni capitano oltre ai premi tradizionali e degli sponsor ha ricevuto un’opera pittorica a tema Polo dell’artista Leon – scivolata via tra abbracci, sorrisi e il trofeo ai vincitori. Soddisfatto e anche oltre, il sindaco di Courmayeur Roberto Rota. ” stato un successo vero, tangibile. Oggi c’ il pieno di turisti ma i primi giorni c’erano soprattutto i cittadini di Courmayeur che hanno risposto con grande entusiasmo, questo vuol dire che la scelta stata quella giusta e sono molto felice del successo di questa prima edizione. La Polomania a Courmayeur? – sorride il sindaco – il bel tempo ci ha aiutato e non vediamo l’ora di fare la seconda edizione!”.

Accanto al sindaco ecco il segretario generale della FISE Simone Perillo, mentre alle sue spalle si staglia il sogno dei cinque cerchi olimpici: “Con la citt di Courmayeur e le istituzioni si creato un feeling straordinario, naturale. Il Polo sulla neve si conferma altamente spettacolare, con una prospettiva futura che potrebbe essere addirittura esaltante. In che modo? Posso dirvi che la domanda che mi sono sentito porre di pi in questi giorni stata: “Il Polo diventer sport olimpico?”. Io credo che la passione della gente per questo spettacolo di sport, uomini e cavalli, valga pi di ogni altra considerazione”.

Raggianti gli organizzatori Adriano Motta e Pato Rattagan, quest’ultimo anche giocatore di livello, di The Chukker Company: “Abbiamo lavorato con grande energia e sintonia a questo evento, con gli sponsor, le istituzioni cittadine e federali. Il modo in cui si accesa la passione in questi giorni di Italia Polo Challenge la soddisfazione pi grande”. In perfetta sintonia anche Alessandro Giachetti della Divisione Polo FISE: “La cosa che rende pi orgogliosi il modo in cui la Federazione crede nel Polo e lo sostiene. E non un caso che il movimento stia crescendo costantemente, anche a livello giovanile”.

Giornata della Memoria, torna il monologo "Storia di un uomo magro"

Roma, 20 gen. (askanews) – A vent’anni della risoluzione dell’Onu 60/7 che ha istituito “La Giornata della memoria” per commemorare le vittime dell’Olocausto, ritorna il monologo teatrale “Storia di un uomo magro”, regista e attore Paolo Floris. Il programma della tournée 2025 (la nona) è stato presentato stamane nell’aula del Consiglio comunale di Bosa (Oristano) alla presenza del sindaco Alfonso Marras, della preside Rossella Uda con gli studenti delliceo classico dove si svolgerà una della manifestazioni pubbliche. Con Paolo Floris, siterranno 16 rappresentazioni in 14 località di sei Regioni italiane (Emilia, Toscana, Lombardia, Piemonte, Marche e Sardegna). L’organizzazione è dell’Associazione “Pane& Cioccolata APS” col sostegno della “Fondazione di Sardegna”, la collaborazionedelle amministrazioni comunali e di tante scuole. All’iniziativa hanno collaborato diversi Istituti storici per la Resistenza, l’Anpi (Associazione nazionale partigiani italiani), la Fasi(Federazione associazione dei sardi in Italia). “Storia di un uomo magro” (propostoanche in diverse università straniere) è da anni lo spettacolo più rappresentato in Italiaper “La giornata della memoria”. Finora ha proposto 122 repliche. Con 64 scuole tra Sardegna e penisola ha coinvolto finora oltre 22 mila studenti. La vicenda narrata – Storia di un uomo magro (che quest’anno arriverà a 137 repliche)è lo spettacolo più rappresentato in Italia per La giornata della memoria. Racconta le vicende di uno dei tanti uomini protagonisti e ignoti della seconda guerra mondiale. Vittorio Palmas, di Perdasdefogu, morto cinque anni fa, poco prima di compiere 106anni, è stato in diversi campi di concentramento tedeschi dove gli ebrei, gli omosessuali, gli zingari ma, spesso, anche i prigionieri politici, venivano pesati. E chi pesava meno di 35 chili veniva ucciso. Una mattina del 1944 Vittorio Palmas sale sullabilancia, il peso è 37. Racconterà: “Sono vivo per due chili”.Tratto dal libro di Giacomo Mameli La ghianda è una ciliegia (Cuec-2006), lo spettacolo di Floris, nato dall’incontro con Ascanio Celestini e l’autore del libro, riporta alla luce i ricordi di Vittorio. Con una narrazione leggera, che non risparmia gli orrori del nazi-fascismo, la vita del soldato sardo prigioniero Imi (Internati militari italiani)

Lo spettacolo

Vittorio è un uomo magro. Magro, ma non troppo magro per imbracciare un fucile e partire per fare la guerra; non troppo magro per lavorare, da schiavo, in una fabbrica tedesca; magro, ma non troppo magro, perché la sua storia finisca nel forno crematorio di un lager tedesco. Resterà vivo per due chili. Liberamente tratto dal libro di Giacomo Mameli La ghianda è una ciliegia ( 2006 ), lo spettacolo di Floris ( che ha superato le cento rappresentazioni), riporta alla luce i ricordi di Vittorio. Con una narrazione leggera, che non risparmia gli orrori del nazi-fascismo, la vita del soldato sardo diventa sul palco, con la tecnica del teatro di narrazione, il simbolo di tanti uomini comuni che la violenza della guerra ha trasformato in eroi.

Paolo Floris, Paulilatino 1985, attore, autore, regista. È cresciuto artisticamente con Giancarlo Sammartano e Ascanio Celestini. Interessato all’arte affabulatoria, racconta la storia delnostro Paese partendo dalla ricerca antropologica sul campo. Tra gli altri suoi spettacoliteatrali: Gramsci spiegato a mia figlia. L’ultimo lavoro Restituzione: appunti per uno spettacolo sul carcere, racconta la sua esperienza come regista teatrale nel carcere di altasicurezza di Oristano.

Pierpaolo Vacca, Ovodda 1991. L’artista barbaricino suona l’organetto diatonico. Dopo gli inizi con il folk haesplorato i territori del jazz e della canzone d’autore. Ha inciso con Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura l’album Tango Macondo. Nel 2024 il suo primo lavoro da solista, Travessu. La ghianda è una ciliegia(Cuec, 2006, Il Maestrale 2021) – Il romanzo (vincitore del Premio Orsello per le letteraturanel 2007, presidente della giuria Sergio Zavoli) dà voce ai senza-parola, ai “vecchi ragazzi” della seconda guerra mondiale, la maggior parte dei quali analfabeti, protagonisti di unaepopea tra le più tragiche della nostra storia contemporanea.

Giacomo Mameli, Perdasdefogu 1941, giornalista, scrittore. Laureato in Sociologia, alla Scuola superiore digiornalismo di Urbino ha discusso la tesi con Paolo Fabbri e Carlo Bo (“Quattro paesi, un’isola”). Collabora con quotidiani e televisioni nazionali ed estere. Con “Hotel NordAmerica” nel 2020 ha vinto il Premio Fiuggi Storia. Altri libri: “Le ragazze sono partite”(Cuec), “Non avevo un soldo” (Cuec 2004), “La chiave dello zucchero (Il Maestrale).

Sedi e orari degli spettacoli:

22 gennaio, ore 10 Anzola dell’Emilia Romagna, Scuole medie Giovanni Pascoli 22 gennaio, ore 12 Anzola dell’Emilia Romagna, Scuole medie Giovanni Pascoli 23 gennaio, ore 11 Marradi, Teatro degli Animosi 24 gennaio, ore 10 Alessandria, Istituto Alessandro Volta 24 gennaio, ore 21 Monticello Brianza, Villa Crespi 25 gennaio, ore 20,30 Novi Ligure, Teatro Giacomelli 26 gennaio, ore 17.30 Milano, Teatro Blu 27 gennaio, ore 10.30 Marzabotto, Scuola media Giuseppe Dossetti 27 gennaio, ore 21 Marzabotto, Scuola media Giuseppe Dossetti 28 gennaio, ore 21 Arcevia, Teatro Misa 30 gennaio, ore 18.30 Sassari, Accademia Mario Sironi 31 gennaio, ore 11 Bosa, Aula Magnna Liceo Classico 31 gennaio, ore 18 Bosa, Liceo classico. Teatro del Cottolengo 1 febbraio, ore 18 Orosei, Cine-Teatro Pitagora 2 febbraio ore 18 Masullas, Aula consiliare 7 febbraio, ore 19.30 Silanus, Monte Granatico

Banche, al via stress test Ue su 96 banche, 13 italiane coinvolte

Roma, 20 gen. (askanews) – Quasi un centinaio di banche europee saranno coinvolte nelle nuove simulazioni per valutarne la tenuta di bilancio a ipotetiche situazioni avverse (stress test), in base all’esercizio che l’Autorità bancaria europea (Eba) ha lanciato oggi assieme alla Banca centrale europea.

L’Eba sottoporrà alla simulazione 64 banche dell’Unione, di cui 51 facenti parte dell’area euro o sottoposte alla vigilanza unica della Bce e che rappresentano il 75% nell’insieme del settore bancario di Unione europea e Norvegia. Parallelamente, la Bce effettuerà simulazioni analoghe per 45 banche che non fanno parte del 51 del campione Eba, per un totale di 96 banche coinvolte in questo esercizio.

I risultati verranno pubblicati ad inizio agosto. In particolare, spiega l’Rba con un comunicato, lo scenario avverso in base al quale varranno valutate le performance sui parametri di bilancio chiave delle banche prevedono un calo cumulato del Pil pari al 6,3%, sul periodo che va dal 2025 al 2027.

Tra le banche italiane, del campione Eba fanno parte Banca Monte dei Paschi di Siena, Banco Bpm, Bper Banca, Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano, Iccrea Banca – Istituto Centrale del Credito Cooperativo, Intesa Sanpaolo, Mediobanca – Banca di Credito Finanziario e UniCredit. Parallelamente la Bce ha fornito la lista del suo ulteriore campione, ne fanno parte Banca Mediolanum, Banca Popolare di Sondrio, Cassa centrale Banca-credito cooperativo Italiano, Credito Emiliano, Finecobank.

Risultati e classifica serie A, oggi Como-Udinese

Roma, 20 gen. (askanews) – Questo il programma e i risultati della della serie A dopo Inter-Empoli 3-1

21esima giornata Roma-Genoa 3-1, Bologna-Monza 3-1, Juventus-Milan 2-0, Atalanta-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 1-1, Cagliari-Lecce 4-1, Parma-Venezia 1-1, Verona-Lazio 0-3, Inter-Empoli 3-1, Lunedì 20/01 ore 20.45 Como-Udinese

Classifica: Napoli 50, Inter* 47, Atalanta 43, Lazio 39, Juventus 37, Bologna, Fiorentina* 33, Milan* 31, Roma 27, Udinese 26, Genoa, Torino 23, Cagliari 21, Empoli, Lecce, Parma 20, Verona, Como 19, Venezia 15, Monza 13. * una partita in meno

22esima giornata Venerdì 24/01 ore 20.45 Torino-Cagliari, Sabato 25/01 ore 15.00 Como-Atalanta, ore 18.00 Napoli-Juventus, ore 20.45 Empoli-Bologna, Domenica 26/01 ore 12.30 Milan-Parma, ore 15.00 Udinese-Roma, ore 18.00 Lecce-Inter, ore 20.45 Lazio-Fiorentina, Lunedì 27/01 ore 18.30 Venezia-Hellas Verona, ore 20.45 Genoa-Monza

Abbiamo bisogno di un nuovo partito, negarne l’importanza è sbagliato.

Ho seguito a distanza gli incontri di Milano e di Orvieto. Due occasioni – intrecciate – di riflessione politica interessanti. Come era evidente fin dalla loro presentazione, si sono sviluppate politicamente dentro il perimetro del Partito Democratico, anche se hanno avuto l’ambizione di alzare lo sguardo e di ricercare una connessione con tutto ciò che si muove nella società italiana. Fatto, questo, non proprio usuale, oggi, nel nostro Paese.

Sono dunque felice per queste iniziative: concorrono a qualificare – spero – la proposta politica di un Partito che non è il mio, ma ha un ruolo importante nella auspicata e potenziale “costruzione” di una credibile alternativa alla Destra. Tutto ciò è però solo una parte – seppur importante – di ciò che serve per questa “costruzione”.

Inutile girarci attorno: ciò che porta la Destra – non solo ovviamente in Italia – ad essere sempre più forte ha a che vedere con fenomeni culturali, sociali ed economici di portata strutturale. Fenomeni che hanno anche spiazzato l’idea tradizionale di “progressismo”.

Cos’è oggi – nella mente, nel cuore e nella “pancia” di larga parte del popolo – il progressismo? Progresso verso dove? A favore di chi? A quali condizioni? Progresso che suscita fiducia in un futuro migliore oppure paura, incertezza, senso di smarrimento? Le contraddizioni del tempo che viviamo mettono sotto stress tutte le parole d’ordine del tempo che fu.

Questa transizione che viviamo – nel mentre offre inedite opportunità alle élites, che infatti stanno vivendo una stagione di enorme crescita di potere, su ogni piano – produce spaesamento ed impoverimento in larga parte del popolo.  Uscire dalla transizione confusa del nostro tempo senza compromettere la qualità della Democrazia e senza accettare lo svuotamento del suo significato comunitario e della sua cifra partecipativa significa farsi carico di questa consapevolezza. 

La Destra lo fa, apparentemente. Per un verso ripropone il mantra populista di una società che non c’è più e più non ci sarà; dall’altro aderisce pienamente all’idea di una società guidata dai nuovi potenti, quelli che hanno saputo capitalizzare e riempire con le loro pulsioni oligopolistiche il vuoto della Politica degli anni segnati dalla globalizzazione senza regole, senza progetto, senza “umanesimo”, che – peraltro – una parte del progressismo americano e mondiale ha cavalcato al di là di ogni adeguata consapevolezza, rimanendone poi sotto le macerie.

Questa costruzione di una “alternativa” credibile alla deriva potente e globale della Destra presuppone coraggio, prospettive di lungo periodo; innovazione delle visioni e degli stessi strumenti politici e partitici.

Orvieto e Milano hanno aperto una riflessione importante, come dicevo, ma essa deve accompagnarsi a due ulteriori prospettive. Altrimenti rimane racchiusa dentro una sola questione di equilibri interni al PD. Cioè del principale partito, ma dell’opposizione. 

La prima. Serve un nuovo soggetto politico che dia voce e rappresentanza alla larga parte del popolo che oggi non vota PD, vota poco convintamente a destra oppure non vota affatto perché non si riconosce nella attuale configurazione dell’opposizione alla Destra e magari anche in alcuni suoi messaggi di contenuto astrattamente ideologico. O inizia a non riconoscersi più semplicemente nella Democrazia come valore.

La necessità del “Centro” – impropriamente percepito o presentato talvolta come luogo equidistante tra Destra e Sinistra: un luogo che, in questa fase storica, con la Destra sempre più forte, è arduo individuare – sta tutta qua. E può essere corrisposta solo dal basso, mettendo a fattor comune non già pezzi di nomenclatura o sigle autoreferenziali, ma esperienze vere che pur ci sono nei territori e nelle realtà sociali del Paese e che dovrebbero poter avere una loro proiezione anche nazionale. Magari attraverso una “forma partito” del tutto nuova rispetto a quelle del novecento.

Dissento perciò da una espressione usata da Romano Prodi, che pure considero un prezioso Padre nobile dell’Italia democratica e del quale mi onoro di essere da sempre sincero amico. “Non serve un nuovo partito”, ha detto. Invece serve eccome. Una coalizione capace di aprire nuove prospettive, convincere tanta gente oggi estranea alla politica, erodere i consensi crescenti verso la Destra non può essere composta solo dal PD (col rapporto difficile e tormentato con i 5 Stelle) e da qualche suo marginale satellite centrista.

Se la frase era rivolta a rassicurare il vertice del PD che le iniziative di Orvieto e Milano non erano tese a “scindere” il partito, portando al di fuori di esso le componenti liberali e cattolico democratiche, credo che sia stata del tutto opportuna e perfino scontata. Il problema è che non tutti quelli che si richiamano a queste tradizioni culturali sono oggi nel PD o intendono entrarci, pur non considerando affatto come compatibile con la propria visione culturale e politica l’adesione all’area della Destra. Questo insieme oggi disperso e incerto di persone, movimenti locali e nazionali, esperienze civiche e realtà sociali impegnate nei territori ha bisogno eccome di un nuovo autonomo strumento politico di rappresentanza anche nazionale. 

Secondo. Serve una nuova idea di “coalizione”, che superi sia la “reductio ad unum” (il PD a vocazione onnicomprensiva, tuttalpiù disposto a costruire o tollerare qualche piccolo satellite), sia la confusa e poco convincente tendenza ad alleanze puramente elettorali tra soggetti politici tra loro poco compatibili sul piano ideale e progettuale.

Una idea di coalizione che sia meno di un “partito unico” e più di una semplice “alleanza elettorale”. Esattamente come – nei suoi tempi migliori – é stato l’Ulivo: comunità politica unita su un progetto condiviso; guidata da una leadership autorevole e credibile; fondata sul pluralismo organizzato delle sue componenti culturali e politiche; sintesi tra autonomia dei singoli soggetti e patto leale e solidale per il Paese e per l’Europa.

La mia opinione è che solo queste tre iniziative messe assieme (una nuova visione strategica dentro il PD; un nuovo soggetto politico autonomo capace di interpretare le attese di chi “sinistra” non è ma non intende per questo aderire alla deriva della destra; una nuova concezione di “coalizione” – credibile e coraggiosamente riformatrice – per il Paese e l’Europa) possono segnare una svolta, dando risposte non banali alle sfide lanciate – sul piano pre politico – dalla recente Settimana Sociale della CEI di Trieste ed al movimento degli amministratori cattolici che ne è sortito e offrendo una prospettiva di futuro alla “speranza” che ancora, nonostante tutto, alberga nelle menti e nei cuori di tante persone.

Tajani e Forza Italia strumentalizzano la lezione di Sturzo

Ieri, nella ricorrenza dell’Appello ai liberi e forti, Tajani ha voluto indossare i panni del discepolo giudizioso di Luigi Sturzo. È intervenuto sulla stampa e ha parlato a Caltagirone, città natale del fondatore del Partito popolare, con lo spirito di chi rivendica un blasone di nobiltà. D’altronde a via dell’Umiltà, sede storica di Forza Italia, Berlusconi fece affiggere una targa che ricordava l’impresa politica del prete calatino. Glielo suggerì Antonio Greco – lunga militanza nella Dc – il quale tuttavia, di fronte alle discutibili performance del Cavaliere, dovette riconoscere l’errore. Spese le sue ultime parole a spronare gli ex democristiani a non confondere il “bianco fiore” con “l’azzurro di Arcore”. 

Tajani non è stato ricco di argomentazioni in questo suo profondersi nell’ossequio a Sturzo. Ne ha ricordato l’antifascismo, pagato con il lungo esilio tra Gran Bretagna e Stati Uniti, ma non ne ha tratto il suggerimento utile per l’oggi, per capire dove si collochi la difesa della democrazia in un tempo caratterizzato da nuove minacce illiberali. Il tributo a Sturzo è servito dunque ad innervare un auspicio di buona volontà:  “…l’Italia e l’Europa – così il ministro ha concluso il suo discorso a Caltagirone – hanno bisogno di Liberi e Forti, e aggiungerei di Coraggiosi, per costruire un futuro basato sui valori, cristiani e laici (i due concetti non sono in contrapposizione) che hanno fatto grande l’Occidente”.

Il problema di Forza Italia è che risolve nella retorica l’anomalia della sua collocazione accanto a forze che in Europa sono tenute ai margini, sia pure faticosamente. Malgrado tutto, nel Partito Popolare Europeo resiste una linea di preclusione alla destra radicale e nazionalista, tanto che Orbán, ambiguo con Putin, se n’è dovuto andare. Un gesto inevitabile, per non essere cacciato. Ebbene, gli alleati in Europa di Orbán sono in Italia gli alleati di Forza Italia, senza che questo imbarazzi il “popolare” Tajani. Per questo è profondamente disdicevole che la lezione morale e politica di Sturzo sia assunta a garanzia di una scelta carica di contraddizioni. 

Le alleanze non sono una variabile indipendente di una politica che si pretende libera di giustificare se stessa, quale che sia l’orizzonte del suo agire e a prescindere da un obbligo di coerenza. Ecco la distanza, incolmabile, da Sturzo: bisogna sempre attenersi – diceva lui – a un canone di moralità, anche nella politica delle alleanze, ma è proprio questo l’elemento che Forza Italia non è in grado di esibire. Si preferisce la disinvoltura.

Dibattito | L’illusione del progresso: come ricucire il patto sociale?

Il mio punto di vista, analizzando le posizioni – destra, centro, sinistra – di cui si parla, parte dalla la cultura liberale, con la quale si è fondata l’Italia unita, che nell’epoca attuale è stata superata e compressa da trent’anni di “globalizzazione senza regole”, che ha promosso l’accumulazione finanziaria nelle mani di un numero sempre minore di finanzieri, che governano attualmente il settore tecnologico, il settore della produzione delle armi, quello della ricerca sanitaria e in parte quello “alimentare alternativo”, inchiodando a tali scelte grandissima parte dell’umanità.

L’idea liberale, nata in Gran Bretagna e in Francia e teorizzata da Montesquieu, con la divisione dei poteri, e la definizione della “democrazia”, che non può prescindere dall’attribuire il potere delle scelte al popolo, alla fine del XX secolo viene gradualmente conculcata “a vantaggio” di un aspetto, anche importante, che è la “governabilità” e quindi l’azione dei governi, che dovrebbero “governare” per risolvere i bisogni del popolo.

Ma oggi i governi devono rispondere ai grandi centri di potere economico-finanziario internazionale, che fanno le scelte secondo le proprie esigenze di convenienza e pretendono il rispetto dei tempi, secondo una efficienza industriale e commerciale, i quali non possono essere rallentati dal lavoro parlamentare. 

Con l’opzione dell’efficientismo si instaura la dittatura finanziaria internazionale, alla quale non si sottrae, per molti aspetti, nemmeno l’UE, che ancora non ha trovato il modo e il tempo per democratizzare il ruolo della Commissione Europea, né ci sono governi di destra o di sinistra o di centro che hanno la forza di sottrarsi a questa dittatura.

Quindi, per questi aspetti, le disquisizioni tra destra e sinistra e centro sono un puro esercizio dialettico.

Peraltro, la classe politica internazionale ha tentato di “de-responsabilizzarsi” con la creazione di “autorità indipendenti” che scelgono e legittimano ogni genere di “tariffa sociale” (v. Energia in Italia) e ogni imposizione generalizzata (v. ultima proposta del regolamento dell’OMS, che pretende che le sue decisioni siano applicate obbligatoriamente erga omnes, superando il diritto degli Stati membri di decidere diversamente).

La responsabilità del sistema internazionale della “globalizzazione senza regole” è di tutti i governi di tutti i Paesi, che hanno aderito al WTO dalla costituzione ad oggi senza differenza di colorepartitico.

La “globalizzazione senza regole” è anche fautrice della “cultura woke” e bisogna dare atto a due filosofi Zygmund Bauman (la società liquida) e Gianni Vattimo, mio collega in PE, che parlava del “pensiero debole” della società attuale, che hanno teorizzato che si sarebbe formata una società, nella quale si sta realizzandovelocemente il “relativismo assoluto”, con licenza per l’ossimoro, che esprime la volontà di mettere in discussione tutti i principi esistenziali, anche quelli naturali, che valgono per tutti gli esseri viventi e non  solo per l’umanità (una Università statale italiana pretende di istituire un registro per i bambin*- l’asterisco evita la definizione del genere- dai 4 ai 14 anni per scegliere il sesso: un “registro gender”; siamo all’assurdo).

Perché la “globalizzazione senza regole” è responsabile della “cultura Woke”? 

Perché i sistemi produttivi hanno la necessità di semplificare i processi per velocizzare le produzioni e i consumi; i linguaggi devono essere uniformi e il linguaggio informatico con i processi digitali ha abituato a lavorare secondo schemi imposti agli utenti su scala mondiale.

È stato facile per il campo amministrativo, contabile, finanziario; sarà più difficile uniformare le abitudini, i gusti alimentari, dell’abbigliamento, anche se con la Coca-Cola, il Mc-Donald, il tessuto Denim sono state impiantate le fondamenta della creazione del presupposto dell’uniformità. 

Lo scoglio più difficile da eliminare è la cultura e la storia dei Paesi e delle comunità e a questo si è pensato di attivare la “cancelculture”, negando quello che è il presupposto essenziale dell’evoluzione, cioè lo scambio di conoscenza e di informazione tra diversi e, eventualmente, le possibili integrazioni.

Vi sono attualmente correnti di pensiero che ritengono che l’unica evoluzione possibile sarà quella dell’AI, che dovrà trovare i destinatari disponibili a recepire i risultati, che non potranno essere individualizzati, ma prevalentemente uniformi.

Il socialismo attuale, non so fino a che punto si possa chiamare tale, ha dovuto avere una ristrutturazione culturale – per usare una espressione eufemistica – dopo la caduta del Muro di Berlino e il fallimento del comunismo reale; in Cina il regime maoista è applicato nell’organizzazione statuale e sociale, mentre nel settore economico le regole imposte dal WTO sono quelle uguali agli altri Stati e quindi regole di mercato, oltretutto liberista.

Anche i governi a guida socialista hanno subito la “globalizzazione senza regole” e per molti aspetti ne sono stati i fautori, come l’arcipelago “liberal” degli Stati Uniti e per l’UE il fondamentalismo ecologico che ha messo in ginocchio tutto il settore industriale, con i risultati che registriamo.

Pertanto, il dibattito “destra-sinistra-centro” ha un senso se si ammette che la situazione politica mondiale ha radicalizzato le posizioni e quindi tanto la destra che la sinistra esprimono posizioni estremiste, radicalizzando anche la scelta elettorale di quel nucleo minoritario che va a votare.

Il centro è altra cosa; una espressione per definire il centro è “l’interclassismo” e le forze politiche di centro non si definiscono mai rappresentanti di una classe, come avviene per la destra e la sinistra (la classe dei padroni e la classe operaia).

Il ceto medio, che la “globalizzazione senza regole” ha impoverito e schiacciato nella parte bassa della scala delle classi, è rappresentato prevalentemente da quella parte di elettorato che non vota, perché non si riconosce nei radicalismi attuali – non solo in Italia, ma nel mondo – ; il ceto medio desidererebbe un “centro politico” di rappresentanza e mediazione tra le varie classi, che, al momento almeno in Italia, non c’è (i Partiti democristiani europei, a partire dalla Democrazia Cristiana, hanno sempre attuato “l’economia sociale di mercato” in UE e nei loro Paesi).

I dibattiti di Milano e di Orvieto, annunciati con grande propaganda, hanno rappresentato la sofferenza dei cattolici che si erano ritrovati nel PD, dopo la Margherita, e che non hanno più cittadinanza politica con la segreteria Schlein.

Né penso che tale convivenza attualmente sia possibile, perché il radicalismo delle posizioni attuali del PD e di tutta la sinistra non potrà avere delle convergenze da parte dei cattolici, almeno nell’ambito gender, eutanasia, e in tutta quella specifica prospettiva del transumano e del postumano; i cattolici e in generale i cristiani, non possono assolutamente prescindere dall’affermare la primazia della tutela dell’umanità all’interno della tutela del Creato.

È da apprezzare la posizione attuale di Forza Italia, il cui segretario si presenta a Caltagirone per ricordare la nascita del Partito Popolare di Luigi Sturzo; comunque resta ancora da fare molto a questo partito, perché attualmente è alleato con i Patrioti di Orban che sono contro l’UE.

Penso che sia necessario declinare un progetto di società diverso dall’attuale, dove i cittadini abbiano la possibilità di confrontarsi in partiti politici democratici (oggi non lo sono; sono partiti personali); possano discutere delle scelte future della società per consentire che tutti abbiano la possibilità di accedere sempre ai massimi livelli sociali.

Per realizzare questo sarà necessario ripensare tutti il sistema dei rapporti di lavoro, anche prevedendo una partecipazione con un azionariato diffuso; tutto il sistema previdenziale, alla luce dei sistemi lavorativi, nella prospettiva dell’aumento della speranza di vita; bisognerà ridurre drasticamente il precariato e prevedere nella mobilità del lavoro la tutela del lavoratore nel periodo di vacanza, modificando il sistema della disoccupazione; bisognerà valutare la riforma del sistema del credito, per favorire il tessuto delle piccole e medie aziende.

Sarà necessario ridimensionare il gigantismo economico (perché la regola Too big to fail non è valsa negli USA per Lehman Brothers, né in Cina per Evergrande Group) e limitare su scala mondiale la percentuale di commercio del settore rispetto al livello mondiale (la percentuale del 10% fissato dall’UE per la commercializzazione di un prodotto mi sembra troppo alta; infatti, dieci aziende si possono mettere d’accordo e coprire con un oligopolio tutto il mercato, escludendo tutte le altre).

Questi sono alcuni punti per una politica di centro, ai quali vanno aggiunti quelli che riguardano l’aspetto sociale, della organizzazione dei servizi, della ridefinizione dei compiti degli EE.LL. e delle risorse per farvi fronte.

Solo alcuni cenni di programma, perché un programma serio deve essere costruito con gli operatori dei settori, che si assumano la responsabilità di portare avanti quanto condiviso e deciso.

Questa è la mia proposta per discutere di “centro”; altro mi appare superficiale.

Rai Teche festeggia Gianni Amelio: ottant’anni di capolavori.

Rai Teche celebra gli ottant’anni del maestro Gianni Amelio pubblicando su RaiPlay il film “Il piccolo Archimede”, capolavoro del grande regista e opera di straordinaria sensibilità. (Guarda qui).

Realizzato nel 1979 e trasmesso per la prima volta il 7 marzo 1980 sul Secondo Canale, nell’ambito del ciclo “Novelle dall’Italia”, il film è un adattamento dell’omonimo racconto di Aldous Huxley, sceneggiato dallo stesso Amelio. Ambientato nella Toscana degli anni ’30, narra l’incontro tra la famiglia dello studioso inglese Alfred Heines (John Steiner) e il piccolo Guido (Aldo Salvi), figlio di contadini il cui talento innato per la musica e la matematica attira anche le attenzioni della ricca signora Bondi (Laura Betti, premiata al Festival di San Sebastián).

Quest’opera riflette già alcuni dei temi centrali della poetica di Amelio, come l’innocenza e la complessità delle relazioni tra infanzia e mondo adulto. Motivi che avrebbero caratterizzato anche i suoi successivi lavori cinematografici, da “Colpire al cuore” (1983) a capolavori come “Il ladro di bambini” (1992) e “Le chiavi di casa” (2004), dove spicca la profonda sensibilità del regista verso l’universo dei più giovani e i loro conflitti con figure paterne.

Lo stile unico di Amelio, capace di unire rigore, delicatezza e partecipazione, ha prodotto alcuni dei film più memorabili della storia del cinema italiano: “Porte aperte” (1990), “Lamerica” (1994), “Così ridevano” (1998), “La stella che non c’è” (2006), fino alle opere più recenti come “Hammamet” (2020), “Il signore delle formiche” (2022) e “Campo di battaglia” (2024).

Tuttavia, le radici di questa straordinaria carriera affondano nella televisione pubblica. Fu infatti negli anni ’70, nel contesto dei cosiddetti “Sperimentali per la TV” proposti dalla Rai, che Amelio si fece conoscere con opere come “La fine del gioco” e “La città del sole” (1973, dal trattato di Tommaso Campanella), seguite da titoli quali “Effetti speciali” (1978), “La morte al lavoro” (1978) e “I velieri” (1983).

Tra i lavori televisivi più significativi si ricordano il documentario “Bertolucci secondo il cinema” (1976), realizzato sul set del film Novecento, e lo sceneggiato in due puntate “I ragazzi di via Panisperna” (1990), dedicato al gruppo di fisici guidati da Enrico Fermi. Entrambi sono già disponibili su RaiPlay e arricchiscono l’omaggio al Maestro.

In occasione del compleanno, Rai Teche recupera anche una piccola rarità d’archivio: un breve extra che accompagna “Il piccolo Archimede”, dal titolo “Undici immigrati”. Questo reportage, realizzato nel 1967 da un Amelio ventenne per la rubrica sportiva Sprint, racconta la vita dei calciatori del Catanzaro, tutti settentrionali trapiantati in Calabria, in un’epoca in cui la migrazione di massa avveniva in direzione opposta, dal Sud al Nord.

Un omaggio che celebra non solo il regista, ma anche il narratore capace di indagare con affetto e profondità i legami umani e le trasformazioni del nostro Paese.

(Fonte Askanews)

Papa: grazie ai mediatori per Gaza. Possibile due popoli e due Stati

Città del Vaticano, 19 gen. (askanews) – Papa Francesco è tornato a “ringraziare i mediatori” per la tregua a Gaza. Nel corso di una lunga intervista alla strasmissione “Chwe tempo che fa”, il pontefice ha poi aggiunto di credere alla possibilità di giungere in Medio Oriente alla soluzione dei “due popoli e due Stati”. “La possibilità c’è, ed è l’unica soluzione”, ha poi aggiunto. “Ma c’è la disponibilità da alcuni al ‘si’, altri ‘no’: Ma vanno convinti. Ma per la pace ci vuole coraggio”.

Risultati e classifica serie A, Lazio quarta

Roma, 19 gen. (askanews) – Questo il programma e i risultati della della serie A dopo Verona-Lazio 0-3

21esima giornata Roma-Genoa 3-1, Bologna-Monza 3-1, Juventus-Milan 2-0, Atalanta-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 1-1, Cagliari-Lecce 4-1, Parma-Venezia 1-1, Verona-Lazio 0-3, oe 20.45 Inter-Empoli, Lunedì 20/01 ore 20.45 Como-Udinese

Classifica: Napoli 50, Inter* 44, Atalanta 43, Lazio 39, Juventus 37, Bologna, Fiorentina* 33, Milan* 31, Roma 27, Udinese 26, Genoa, Torino 23, Cagliari 21, Empoli, Lecce, Parma 20, Verona, Como 19, Venezia 15, Monza 13. * una partita in meno

22esima giornata Venerdì 24/01 ore 20.45 Torino-Cagliari, Sabato 25/01 ore 15.00 Como-Atalanta, ore 18.00 Napoli-Juventus, ore 20.45 Empoli-Bologna, Domenica 26/01 ore 12.30 Milan-Parma, ore 15.00 Udinese-Roma, ore 18.00 Lecce-Inter, ore 20.45 Lazio-Fiorentina, Lunedì 27/01 ore 18.30 Venezia-Hellas Verona, ore 20.45 Genoa-Monza

M.O., Mattarella: viva soddisfazione, ora piena attuazione tregua e due Stati

Roma, 19 gen. (askanews) – “Accolgo con viva soddisfazione la notizia dell’entrata in vigore dell’accordo per il cessate il fuoco fra Israele ed Hamas e della liberazione de i primi ostaggi. In questo momento il nostro pensiero va alla popolazione civile di Gaza – prevalentemente donne e bambini – provata da mesi di indicibili sofferenze ed ai cittadini israeliani ancora tenuti in una atroce prigionia nonché all’angoscia delle loro famiglie”. Lo dichiara sul cessate il fuoco in Medio Oriente il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“E’ ora più che mai importante – sottolinea il capo dello Stato- l’impegno della Comunità internazionale per garantire la progressiva e piena applicazione della tregua, creando le condizioni per porre definitivamente fine alla spirale di violenza ed avviando al tempo stesso un percorso politico che porti ad una pace duratura. Tale processo non può che poggiare sul convinto sostegno alla soluzione a due Stati, nel quadro di credibili garanzie per la sicurezza di Israel”e.

“E’ adesso più che mai imperativo – afferma ancora Mattarella- un impegno rafforzato per risolvere alla radice un conflitto che da oltre settant’anni è ragione di sofferenza per le popolazioni e di profonda instabilità”.

TikTok: in procinto di ripristinare il servizio, grazie Trump

Roma, 19 gen. (askanews) – “In accordo con i nostri fornitori di servizi, TikTok è in procinto di ripristinare il servizio. Ringraziamo il Presidente Trump per aver fornito la necessaria chiarezza e garanzia ai nostri fornitori di servizi che non subiranno alcuna sanzione fornendo TikTok a oltre 170 milioni di americani e consentendo a oltre 7 milioni di piccole imprese di prosperare”. È la dichiarazione su X del social media dopo che da ieri aveva interrotto l’accesso ai suoi utenti negli Stati Uniti, prima che entrasse in vigore un divieto nazionale sull’app. Donald Trump ha annunciato per domani un ordine esecutivo per estendere il periodo di tempo prima che i divieti della legge entrino in vigore, in modo da “raggiungere un accordo per proteggere la sicurezza nazionale”.

“È una posizione forte a favore del PrimoeEmendamento e contro la censura arbitraria. Collaboreremo con il presidente Trump per una soluzione a lungo termine che mantenga TikTok negli Stati Uniti”, aggiunge la nota.

Biden: oggi le armi a Gaza sono state messe a tacere

Roma, 19 gen. (askanews) – “L’accordo che ho proposto per la prima volta lo scorso maggio per il Medio Oriente si è finalmente concretizzato. Il cessate il fuoco è entrato in vigore a Gaza e oggi stiamo assistendo al rilascio degli ostaggi, tre donne israeliane tenute contro la loro volontà nei tunnel per 470 giorni”: lo ha detto il presidente americano Joe Biden, in un discorso tenuto a Charleston, in Carolina del Sud.

“Dopo così tanto dolore, distruzione, perdita di vite umane oggi le armi a Gaza sono stata messe a tacere”, ha aggiunto Biden, ammettendo che il negoziato condotto per arrivare all’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas è stato “uno dei più difficili a cui abbia mai preso parte”.

Il presidente americano Joe Biden ha espresso, inoltre, sododdisfazione per il fatto che la sua amministrazione e il team di transizione del presidente eletto Donald Trump abbiano parlato come “una sola voce negli ultimi giorni” per raggiungere un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas.

“È stato necessario, efficace e senza precedenti, ma il successo richiederà perseveranza e un continuo supporto ai nostri amici nella regione, e la fiducia nella diplomazia sostenuta dalla deterrenza – ha detto Biden in un discorso da Charleston, Carolina del Sud – ora spetta alla prossima amministrazione aiutare a dare attuazione a questo accordo”.

Sicurezza, firme on line e gazebo Lega a sostegno forza pubblica

Roma, 19 gen. (askanews) – “Difendiamo chi difende” . E’ il titolo della campagna a difesa di Carabinieri e Poliziotti lanciata on line e in piazza dalla Lega di Matteo Salvini chge sabato e domenica prossima 25 e 26 gennaio vedrà mobilitazioni e gazebo in tutta Italia.

“Ogni giorno – afferma la Lega nel post sui social con cui annuncia la campagna di mobioitazione- le forze dell’ordine rischiano la loro vita per la nostra sicurezza.Difenderle è dovere di tutti, ecco perché la Lega ha inserito nel ddl Sicurezza PROPOSTE (già presentate e approvate alla Camera) a tutela degli agenti in divisa”:

-“Sì alle bodycam in servizio per trasparenza, verità e tutela da false accuse; -Sì a una adeguata tutela legale di Forze dell’Ordine, Militari e VV.F. nei procedimenti causati “dall’atto dovuto” con una somma fino a 10mila euro per ogni fase processuale; Sì a pene più severe per i reati di violenza, minaccia e lesioni a un Pubblico Ufficiale, garantendo più dignità e autorevolezza della divisa; Sì a pene più severe per impedire RIVOLTE in carcere e nei centri di accoglienza e trattenimento di immigrati. – avanti tutta per estendere l’utilizzo del taser (la pistola elettrica) a tutte le Forze dell’Ordine sul territorio nazionale”.

Risultati e classifica serie A, Cagliari scatto salvezza

Roma, 19 gen. (askanews) – Questo il programma e i risultati della della serie A dopo Cagliari-Lecce 4-1, Parma-Venezia 1-1

21esima giornata Roma-Genoa 3-1, Bologna-Monza 3-1, Juventus-Milan 2-0, Atalanta-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 1-1, Cagliari-Lecce 4-1, Parma-Venezia 1-1, ore 18.00 Hellas Verona-Lazio, oe 20.45 Inter-Empoli, Lunedì 20/01 ore 20.45 Como-Udinese

Classifica: Napoli 50, Inter* 44, Atalanta 43, Juventus 37, Lazio 36, Bologna, Fiorentina* 33, Milan* 31, Roma 27, Udinese 26, Genoa, Torino 23, Cagliari 21, Empoli, Lecce, Parma 20, Verona, Como 19, Venezia 15, Monza 13. * una partita in meno

22esima giornata Venerdì 24/01 ore 20.45 Torino-Cagliari, Sabato 25/01 ore 15.00 Como-Atalanta, ore 18.00 Napoli-Juventus, ore 20.45 Empoli-Bologna, Domenica 26/01 ore 12.30 Milan-Parma, ore 15.00 Udinese-Roma, ore 18.00 Lecce-Inter, ore 20.45 Lazio-Fiorentina, Lunedì 27/01 ore 18.30 Venezia-Hellas Verona, ore 20.45 Genoa-Monza

Liberi i primi ostaggi, le tre ragazze sono state consegnate alla Croce rossa

Roma, 19 gen. (askanews) – “Loro sono a casa”, con breve messaggio su  X l’Idf annuncia la liberazione e il ritorno in Israele delle tre ragazze liberate da Hamas, nell’ambito dell’accordo di tregua. “They’re home”, il post seguito da un cuoricino con la foto delle tre ragazze e  scritte in sovra impressione: “Sabato 19 gennaio, tre ostaggi liberati. Tenute in in ostaggio per 471 giorni, Romi Gonen, Emily Damari e Doron Steinbrecher sono ritornate in Israele, come parte dell’accordo in corso per liberare gli ostaggi”.  Sempre l’esercito israeliano ha reso noto che le tre ragazze hanno raggiunto una base delle Idf vicino al confine con la Striscia di Gaza, e qui hanno potuto incontrare   le loro madri. L’Idf ha spiegato che le tre donne saranno sottoposte a un controllo medico iniziale presso la struttura prima di essere trasferite in ospedale per incontrare il resto delle loro famiglie.Le forze speciali dell’Idf  hanno scortato i tre ostaggi nella struttura vicino al confine per un primo controllo medico, dopo averle prese in custodia dalla Croce rossa, che a sua volta le ha prese in consegna da Hamas  a Gaza.  Un funzionario di Hamas  ha  detto all’Afp che “le tre donne ostaggi sono state ufficialmente consegnate alla Croce rossa in piazza Saraya, nel quartiere di Al Rimal, nella parte occidentale di Gaza City”,  e “ciò è avvenuto dopo che un membro della squadra della Croce Rossa le ha incontrate e si è assicurato che stessero bene”, ha aggiunto.

I primi tre ostaggi che riabbracceranno le loro famiglie sono così Romi Gonen, 24 anni, Emily Damari, 28, e Doron Steinbrecher. Rapite nell’attacco lanciato il 7 ottobre 2023 da Hamas a Israele, che costò la vita a circa 1.200 persone. Le persone rapite e portate a Gaza furono 250.

Migliaia di persone sono in Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv per accogliere a casa le tre donne israeliane che sono state liberate dalla prigionia di Hamas. Esultano, piangono, si abbracciano alla notizia che gli ostaggi sono stati trasferiti alla Croce rossa. La Piazza degli Ostaggi è gremita di troupe televisive. La folla segue da uno schermo gigante le varie fasi del rilascio delle tre giovani donne.

Sono invece 90 i prigionieri palestinesi che saranno liberati in cambio del rilascio dei tre ostaggi
israeliani. Si tratta di 62 donne e 28 uomini di cui otto minori, nessuno condannato per omicidio. Lo riporta Haaretz aggiungendo che saranno trasferiti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.

(Nella foto, dal profilo X dell’Idf, le foto delle ragazze liberate)

Liberi i primi ostaggi, le tre ragazze sono state consegnate alla Croce rossa

Roma, 19 gen. (askanews) – Liberi i primi tre ostaggi israeliani di Hamas. Una fonte della sicurezza ha confermato al Jerusalem Post che le tre ragazze sono state consegnate alla Croce rossa che le consegnerà all’Idf. Un paio di elicotteri dell’Idf sono pronti ad accoglierle per portarle nel kibbutz di Reim dove è stato allestito un centro militare per un primo check medico.

Le televisioni avevano trasmesso le immagini dalla Striscia di Gaza di un convoglio della Croce Rossa in viaggio per raccogliere i tre ostaggi israeliani.

I primi tre ostaggi che riabbracceranno le loro famiglie sono Romi Gonen, 24 anni, Emily Damari, 28, e Doron Steinbrecher, 31, rapite nell’attacco lanciato il 7 ottobre 2023 da Hamas a Israele, che costò la vita a circa 1.200 persone. Sono tre donne civili.

(Nella foto, dal profilo X dell’Idf, gli elicotteri israeliani per il recupero degli ostaggi)

Risultati e classifica serie A, i Viola sesti

Roma, 19 gen. (askanews) – Questo il programma e i risultati della della serie A dopo Fiorentina-Torino 1-1

21esima giornata Roma-Genoa 3-1, Bologna-Monza 3-1, Juventus-Milan 2-0, Atalanta-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 1-1, ore 15.00 Cagliari-Lecce, Parma-Venezia, ore 18.00 Hellas Verona-Lazio, oe 20.45 Inter-Empoli, Lunedì 20/01 ore 20.45 Como-Udinese

Classifica: Napoli 50, Inter* 44, Atalanta 43, Juventus 37, Lazio 36, Bologna, Fiorentina* 33, Milan* 31, Roma 27, Udinese 26, Genoa, Torino 23, Empoli, Lecce 20, Verona, Parma, Como 19, Cagliari 18, Venezia 14, Monza 13. * una partita in meno

22esima giornata Venerdì 24/01 ore 20.45 Torino-Cagliari, Sabato 25/01 ore 15.00 Como-Atalanta, ore 18.00 Napoli-Juventus, ore 20.45 Empoli-Bologna, Domenica 26/01 ore 12.30 Milan-Parma, ore 15.00 Udinese-Roma, ore 18.00 Lecce-Inter, ore 20.45 Lazio-Fiorentina, Lunedì 27/01 ore 18.30 Venezia-Hellas Verona, ore 20.45 Genoa-Monza

Nato, Sekerinska in Lituania: scoraggeremo qualsiasi aggressione

Milano, 19 gen. (askanews) – Venerdì (17 gennaio 2025), la vice segretaria generale della NATO Radmila Sekerinska ha concluso una visita di tre giorni in Lituania, dove ha partecipato allo Snow Meeting 2025 a Trakai e ha incontrato le forze NATO presso la base militare di Rukla.

Sekerinska ha sottolineato l’importanza di aumentare la spesa e la produzione per la difesa, sostenere l’Ucraina e contrastare le azioni ostili contro gli Alleati. “La Russia è la minaccia più significativa per la nostra sicurezza. Vuole cancellare l’Ucraina dalla mappa”, ha affermato. Il Vice Segretario Generale ha continuato descrivendo come Mosca stia cercando di dividere gli Alleati e di scoraggiare il sostegno all’Ucraina con l’aiuto di Cina, Iran, Corea del Nord e Bielorussia, ma “non ci riusciranno”.

Lo Snow Meeting è un forum di discussione annuale di alto livello organizzato dal Ministero degli Esteri lituano, per le sfide che la comunità euro-atlantica deve affrontare.

L’ondata di attacchi informatici, disinformazione, interferenze politiche e sabotaggi contro gli Alleati: la Vice Segretaria Generale ha evidenziato il lancio di Baltic Sentry da parte della NATO per migliorare la vigilanza nel Mar Baltico. Ha affermato che al prossimo vertice NATO all’Aia gli Alleati “concorderanno una strategia aggiornata per contrastare le azioni ostili contro i nostri paesi”. Alla luce di queste crescenti minacce, la Sig.ra Sekerinska ha affermato che gli Alleati devono andare ben oltre la spesa del 2% del PIL per la difesa.

A Rukla, il Vice Segretario Generale ha incontrato le truppe delle Forward Land Forces della NATO, guidate dalla Germania, e della Iron Wolf Brigade della Lituania. Ha elogiato la loro professionalità e dedizione e ha affermato che la loro presenza “invia un messaggio inequivocabile. La Lituania non è sola. La NATO scoraggerà qualsiasi aggressione”.

Australian Open, Djokovic e Zverev ai quarti di Melbourne

Roma, 19 gen. (askanews) – Nessuna sorpresa nelle prime quattro sfide degli ottavi di finale degli Australian Open 2025. Carlos Alcaraz veleggia verso i quarti battendo Jack Draper (ritiro al secondo set). Alcaraz è atteso ora dalla sfida di cartello dei quarti contro Novak Djokovic. Servirà però una grande prestazione al numero 3 Atp contro un Nole molto quadrato, che dopo aver ceduto un set nei primi due turni contro Basavareddy e Faria, ha cambiato marcia contro i due cechi Tomas Machac e Jiri Lehecka. Nella sfida odierna contro quest’ultimo, il serbo ha trionfato in tre set con il punteggio di 6-3 6-4 7-6(4) in due ore e 39 minuti di gioco. Sempre nella parte bassa del tabellone, Alexander Zverev guadagna il pass per i quarti di finale. Il tedesco ha bissato il successo della finale del Masters 1000 di Parigi Bercy dello scorso novembre, superando in quattro set il francese Ugo Humbert con il punteggio di 6-1 2-6 6-3 6-2 in due ore e sedici minuti di gioco. Il numero due del tabellone incontrerà Tommy Paul, testa di serie numero 16. In apertura di giornata, lo statunitense ha infatti polverizzato Alejandro Davidovich Fokina con l’eloquente punteggio di 6-1 6-1 6-1. La sfida dura appena un’ora e 27 minuti.

Sci, Brignone: "Ho fatto esattamente ciò che avevo in testa"

Roma, 19 gen. (askanews) – Nel giro di due giorni Federica Brignone si è presa Cortina d’Ampezzo: dopo il podio nella discesa di sabato, ecco il trionfo in superG, vittoria numero 31 della carriera. “Oggi mi è venuto esattamente quello che avevo in testa. Ho attaccato, mi sentivo veloce, ho sempre tenuto premuto il piede sull’acceleratore: avevo ottime sensazioni e quando al traguardo ho visto il vantaggio su Suter mi sono detta che poteva essere il giorno giusto. Era un superG tattico: c’era spazio per lasciare andare gli sci, ma anche da affrontare con intelligenza per gestire al meglio l’alta velocità. E’ una di quelle giornate in cui di dici… che bello! Mi sento orgogliosa di quello che ho fatto in questo fine settimana: quanto si insegue a lungo un risultato, ottenerlo da grande soddisfazione. Volevo assolutamente salire sul podio di Cortina e questi due giorni sono davvero bellissimi per la mia carriera. La polivalenza è sempre stata un mio obiettivo, sin da bambina, e aver vinto ancora in tre discipline diverse nello stesso inverno per me vale davvero tanto”.

Sci, Brignone trionfa nel SuperG di Cortina d’Ampezzo

Roma, 19 gen. (askanews) – Federica Brignone semplicemente perfetta. L’azzurra trionfa nel Super G di Cortina d’Ampezzo e conquista la sua vittoria numero 31 in carriera mettendo nel mirino il mito Alberto Tomba a quota 50. Una gara spettacolare quella della Brignone che chiude in 1:21.64, con un vantaggio di 58 centesimi sulla rivale elvetica Lara Gut-Behrami e 1.08 sull’altra svizzera Corinne Suter.

Con questa vittoria Federica Brignone consolida il primo posto in classifica generale a 639 punti, mentre nella graduatoria di specialià soprassa Sofia Goggia al secondo posto. Elena Curtoni  si ferma ai piedi del podio, quarta a 1.11. Sofia Goggia invece chiude al settimo posto, staccata di 1.25. Scivola Lindsey Vonn: per l’americana una caduta senza conseguenze.

Tregua a Gaza, Papa Francesco: ora giusta soluzione per i due Stati

Milano, 19 gen. (askanews) – “Un bel lavoro quello di mediare”, “grazie a tutte le parti coinvolte in questo negoziato”. Lo ha detto in merito alla tregua raggiunta a Gaza Papa Francesco all’Angelus, trasmesso in diretta da piazza San Pietro. “Preghiamo per la riconciliazione e la pace” ha detto il Santo Padre, auspicando una “giusta soluzione” a due Stati. “Auspico che, quando stato concordato, venga rispettato subito dalle parti e che tutti gli ostaggi possano tornare finalmente a casa per riabbracciare i loro cari. Prego tanto per loro e per le loro famiglie. Spero pure che gli aiuti umanitari raggiungano ancora più velocemente, di grande qualità, la popolazione di Gaza, che ne ha tanta urgenza”, ha sottolineato il Papa, ricordando. “Sia gli israeliani che i palestinesi hanno bisogno di chiari segni di speranza. Auspico che le autorità politiche di entrambi, con l’aiuto della comunità internazionale, possano raggiungere la giusta soluzione per i due Stati. Tutti possano dire sì al dialogo, sì alla riconciliazione, sì al pace”.

Borsellino, Meloni: "Paolo, tuo esempio vive nelle nostre azioni"

Milano, 19 gen. (askanews) – “Nel giorno della nascita di Paolo Borsellino desidero ricordare un grande uomo, un giudice e un Servitore dello Stato che ci ha insegnato che avere paura è umano ma ciò che è importante è affiancare alla paura il coraggio. Il coraggio di combattere per quello in cui si crede e fare tutto ciò che è possibile per migliorare le cose”. Lo scrive il presidente del Consiglio Giorgia Meloni su X.

“Fin dall’insediamento del Governo abbiamo messo tra le nostre priorità la battaglia contro le mafie e, nel nome di Paolo Borsellino, di Giovanni Falcone e di tutti coloro che sono caduti per mano della criminalità organizzata, continueremo su questa strada per portare legalità e sicurezza, libertà e giustizia. Buon compleanno Paolo, il tuo esempio vive nelle nostre azioni” ha aggiunto Meloni.

M.O., inizia cessate il fuoco a Gaza dopo 471 giorni di guerra

Roma, 19 gen. (askanews) – Dopo 471 giorni di guerra e quasi tre ore di ritardo rispetto all’orario fissato inizialmente, nella Striscia di Gaza è scattato il cessate il fuoco tra Israele e Hamas previsto dall’accordo mediato da Stati Uniti, Qatar ed Egitto.

La cessazione delle ostilità è slittata a fronte delle difficoltà “tecniche sul campo” di Hamas nel comunicare alle autorità israeliane il nome dei tre ostaggi che saranno rilasciati oggi. Una volta consegnati i nomi, l’ufficio del premier israeliano ha annunciato per le 11.15 locali (10.15 italiane) l’entrata in vigore della tregua.

I primi tre ostaggi che riabbracceranno le loro famiglie sono Romi Gonen, 24 anni, Emily Damari, 28, e Doron Steinbrecher, 31, rapite nell’attacco lanciato il 7 ottobre 2023 da Hamas a Israele, che costò la vita a circa 1.200 persone. Le persone rapite e portate a Gaza furono 250.

Nei raid aerei lanciati questa mattina dall’esercito israeliano nell’enclave palestinese sono morti almeno 10 palestinesi, mentre altri 25 sono rimasti feriti. Il bilancio delle vittime dei 15 mesi di conflitto nella Striscia di Gaza è di quasi 47.000 morti e oltre 110.725 feriti.

M.O., Israele conferma di aver ricevuto nomi degli ostaggi

Roma, 19 gen. (askanews) – Israele ha ricevuto i nomi degli ostaggi che saranno rilasciati oggi da Hamas. Lo hanno riferito funzionari israeliani citati dal Jerusalem Post, dopo che Abu Obeida, portavoce delle Brigate al Qassam, braccio armato di Hamas, ha annunciato suoi social i nomi delle tre donne che saranno liberate oggi nell’ambito dell’accordo di cessate il fuoco per la Striscia di Gaza.

L’ufficio del premier ha fatto sapere di aver informato le famiglie dei tre ostaggi che saranno rilasciati oggi.

Romi Gonen venne rapita al festival Nova, mentre Emily Damari, cittadina britannica con doppia cittadinanza, e Doron Steinbrecher vennero rapite dalle loro case nel kibbutz Kfar Aza.

Mattarella: Craxi ha impresso un segno negli indirizzi del Paese

Milano, 19 gen. (askanews) – “Bettino Craxi è stata una personalità rilevante degli ultimi decenni del Novecento italiano. Parlamentare italiano ed europeo, Segretario del Partito Socialista Italiano per oltre un quindicennio, Presidente del Consiglio dei Ministri, ha impresso un segno negli indirizzi del Paese in una stagione caratterizzata da grandi trasformazioni sociali e da profondi mutamenti negli equilibri globali”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione del XXV anniversario della morte di Bettino Craxi.

“Interprete autorevole della nostra politica estera europea, atlantica, mediterranea sostenitrice dello sviluppo dei Paesi più svantaggiati, aperta al multilateralismo, lungo queste direttrici ha affrontato passaggi difficili, rafforzando identità e valore della posizione italiana. Un prestigio che poi gli venne personalmente riconosciuto con incarichi di rilievo alle Nazioni Unite” afferma il capo di Stato.

“Le politiche e le riforme di cui si fece interprete – continua Mattarella – sul piano interno determinarono cambiamenti che incisero sulla finanza pubblica, sulla competitività del Paese, sugli equilibri e le prospettive di governo. Una spiccata determinazione caratterizzò le sue battaglie politiche, sia nel confronto tra partiti, sia in campo sociale e sindacale, catalizzando sentimenti contrastanti nel Paese. Raccolse un consenso ampio quando riuscì a portare a conclusione il processo di revisione del Concordato tra Stato e Chiesa cattolica, sul cui inserimento in Costituzione i socialisti si erano espressi, all’epoca della Costituente, in termini negativi. La crisi che investì il sistema politico, minando la sua credibilità, chiuse con indagini e processi una stagione, provocando un ricambio radicale nella rappresentanza. Vicende giudiziarie che caratterizzarono quel burrascoso passaggio della vita della Repubblica. Nel venticinquesimo anniversario della scomparsa del leader socialista, desidero esprimere sentimenti di vicinanza ai familiari e a quanti con lui hanno condiviso impegno politico e personale amicizia”.

TikTok oscurato negli Usa: "per fortuna arriva Trump"

Roma, 19 gen. (askanews) – Tik Tok si oscura mentre entra in vigore il divieto negli Stati Uniti. “Spiacenti, TikTok non è disponibile al momento”: questo è il messaggio che compare agli utenti statunitensi che tentano di accedere alla popolare app video, che ha smesso di funzionare poche ore prima dell’entrata in vigore negli Stati Uniti di una legge federale che vieta alle aziende di ospitare o distribuire TikTok.

“Negli Stati Uniti è stata promulgata una legge che vieta TikTok – prosegue il messaggio – purtroppo questo significa che per ora non puoi usare TikTok. Siamo fortunati che il presidente Trump ha detto che collaborerà con noi per trovare una soluzione per ripristinare TikTok una volta entrato in carica”.

Stando a quanto riportato dai media americani, TikTok sarebbe stato rimosso anche dagli app store statunitensi di Apple e Google. E anche l’app gemella di TikTok, Lemon8, ha smesso di funzionare, mostrando agli utenti americani il messaggio in cui si afferma che “non è disponibile al momento”.

Sia TikTok che Lemon8 sono di proprietà del colosso cinese ByteDance. Venerdì scorso la Corte Suprema ha confermato la legge che vieta alle aziende americane di ospitare e distribuire la piattaforma di social media di proprietà cinese a meno che questa non venga venduta a un acquirente non cinese. La legge è stata approvata a larga maggioranza dal Congresso lo scorso anno ed è stata firmata dal presidente Biden.

Ieri il presidente eletto Donald Trump in un’intervista con NBC News ha detto che “molto probabilmente” rinvierà il divieto per TikTok di 90 giorni dopo il suo insediamento, sottolineaneo però di non avere ancora preso una decisione definitiva. Se tale estensione dovesse concretizzarsi, Trump – che un tempo era favorevole al divieto di Tik Tok – ha detto che “probabilmente” sarebbe stata annunciata lunedì, il giorno in cui presterà giuramento come presidente.

M.O., Idf: Hamas non rispetta accordo, continueremo a colpire Gaza

Roma, 19 gen. (askanews) – Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), Daniel Hagari, ha dichiarato che Hamas non ha fornito la lista degli ostaggi da liberare, come previsto dall’accordo di cessate il fuoco, per cui l’esercito “continuerà a colpire Gaza”.

“A questa mattina, Hamas non sta rispettando i suoi impegni e, contrariamente a quanto previsto dall’accordo, non ha fornito a Israele i nomi degli ostaggi – ha detto Hagari, citato dal Times of Israel – come da direttive del premier, il cessate il fuoco non avrà effetto finché Hamas non rispetterà i suoi obblighi. L’Idf continuerà a colpire a Gaza, finché Hamas non adempirà ai suoi obblighi previsti dall’accordo”.

M.O., slitta cessate fuoco, Netanyahu: non inizia senza nomi ostaggi

Roma, 19 gen. (askanews) – Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato che il cessate il fuoco, che doveva entrare in vigore alle 8.30 del mattino, “non inizi fino a quando Israele non avrà la lista degli ostaggi da rilasciare, che Hamas si è impegnata a fornire”. Lo ha reso noto l’ufficio del premier, spiegando che Israele non ha ancora ricevuto i nomi degli ostaggi che dovrebbero essere rilasciati oggi.

Hamas ha confermato il proprio impegno rispetto all’accordo di cessate il fuoco con Israele, spiegando con “ragioni tecniche” il ritardo nella comunicazione della lista degli ostaggi israeliani che saranno rilasciati nella prima fase dell’intesa. Lo riportano i media israeliani, precisando che il gruppo palestinese ha diffuso una nota poco dopo che il premier Benjamin Netanyahu ha fatto sapere che il cessate il fuoco, che doveva iniziare questa mattina alle 8.30 locali (7.30 italiane), non scatterà prima di aver ricevuto la lista degli ostaggi.

Nella dichiarazione Hamas “conferma il proprio impegno rispetto ai termini dell’accordo di cessate il fuoco”, spiegando che il ritardo nella consegna dei nomi degli ostaggi da rilasciare nel corso della prima fase è dovuto a “ragioni tecniche e di campo” sul terreno.