Home Blog Pagina 514

Danza, la Sergio Bernal Dance Company in tournée un mese in Italia

Roma, 5 feb. (askanews) – Il danzatore madrileno Sergio Bernal, protagonista assoluto della danza spagnola, riporta in Italia la sua Sergio Bernal Dance Company in due spettacoli, firmati da lui medesimo insieme a Ricardo Cue: “Una Noche con Sergio Bernal” e “SeR”.

Il pubblico italiano avrà il divo della danza spagnola per un intero mese grazie a una lunga tournée, prodotta da Daniele Cipriani Entertainment, che partirà da Trieste (28 febbraio) e toccherà Modena (1 marzo), Piacenza (2 marzo), Palermo (7, 8, 9, 12, 13, 14, 15 marzo), Barcellona Pozzo di Gotto (16 marzo), Bologna (20, 21 marzo), Roma (27 marzo), Padova (28 marzo), Brescia (29 marzo).

Popolarissimo in patria, Bernal è da tempo una stella internazionale, acclamato nelle ultime settimane sia in Francia che in America (da New York a Los Angeles), dove un pubblico in delirio ha accolto le sue recenti esibizioni. In Italia è da anni il beniamino dei gala Les Étoiles di Daniele Cipriani, nonché di Las Estrellas, e non è raro vederlo come ospite nei più gettonati show televisivi.

Gli spettacoli della Sergio Bernal Dance Company, visionari racconti per quadri – vertiginosi assolo, passi a due e a tre – in cui si fondono diversi stili, raccontano le mille sfaccettature di Sergio Bernal. Caso quasi unico nell’universo della danza, bailaor di flamenco e bailarín classico, di lui si può dire che incarni al contempo i quattro elementi: il fuoco e la terra, che caratterizzano il vigore primordiale della danza iberica, insieme all’aria e l’acqua, ossia l’impalpabilità e la fluidità del balletto classico. Negli spettacoli della Sergio Bernal Dance Company si avverte il forte richiamo della terra dei bailaores, che sembrano volerla penetrare con il loro zapateo, ma anche il desiderio di spiccare il volo verso il cielo dei bailarínes. Ed è in uno spazio indefinibile, posto tra cielo e terra, ricca di interessanti contaminazioni tra diversi stili di danza, che Sergio Bernal, flessuoso come un gatto, scattante come una pantera, esile, magnetico e possente, trova la sua originalissima dimensione.

Insieme a Cristina Cazorla e a Carlos Romero, apprezzati protagonisti sulla scena spagnola, nonché alla ballerina-étoile di formazione accademica, Ana Sophia Scheller (già con il San Francisco Ballet e il Balletto Nazionale dell’Ucraina), Sergio Bernal offrirà tutte le declinazioni della danza iberica, dalle più tradizionali alle più sofisticatamente moderne, con anche momenti di balletto classico.

Presenti a tutte le rappresentazioni saranno il chitarrista Daniel Jurado, il percussionista Javier Valdunciel e la cantaora Paz de Manuel; allo spettacolo SeR, anche l’Orquesta Cruz Diez e il cantante e pianista Antón.

Le coreografie di “Una Noche con Sergio Bernal” e “SeR” portano varie firme: da quella di Bernal stesso, che crea una sua versione dell’iconico Boléro sulle celeberrime note di Maurice Ravel, a quella di Antonio Ruiz Soler (figura così leggendaria da essere conosciuto come “Antonio el Bailarín” o, ancor più semplicemente, “Antonio”), a cui si devono la Farruca del Molinero e Zapateado Sarasate. Ma ci sono anche i riverberi luminosi del balletto classico: oltre a duettare con Ana Sophia Scheller che danza sulle punte, un quasi “desnudo” Bernal interpreta le celebri note di Camille Saint-Saëns in El Cisne, rilettura de La Morte del Cigno, famoso assolo di Anna Pavlova. Si tratta di una coreografia di Ricardo Cue (co-direttore artistico della compagnia al fianco di Bernal), che firma anche El ultimo encuentro sulle note di Hable con ella di Alberto Iglesias (dalla colonna sonora del film omonimo di Pedro Almodóvar) in cui affiorano reminiscenze quasi hollywoodiane.

Il brano SeR, danzato su una canzone di Beyoncé, è invece autobiografico: significa “essere” in spagnolo. Ma è anche la prima sillaba del nome di Sergio Bernal, di “Ser” Sergio, nuovo Signore del Flamenco, erede di Antonio Gades e Joaquín Cortés.

Anima vola in Borsa dopo conti e super cedola, quota Mps strategica

Milano, 5 feb. (askanews) – Anima sugli scudi a Piazza Affari nel giorno dei risultati 2024, che hanno evidenziato numeri in forte crescita e un aumento del dividendo a 0,45 euro (+80%). Il titolo ha guadagnato il 2,8% chiudendo a 6,94 euro, dopo aver toccato un massimo a quota 7,025 e allontanandosi sempre più dal prezzo offerto dal Banco Bpm con l’Opa lanciata a 6,2 euro per azione il 6 novembre. Quanto meno per pareggiare, l’istituto guidato da Giuseppe Castagna – che il 12 febbraio presenterà ad analisti e stampa i risultati e l’aggiornamento del piano – dovrebbe aumentare del 12% la sua offerta.

Anima ha chiuso il 2024 con un utile netto normalizzato pari a 276,5 milioni (+50%). Le commissioni nette di gestione sono state pari a 338,7 milioni (+17%), i ricavi consolidati a 530 milioni (+44%). Il totale delle masse gestite e amministrate a fine 2024 è salito a 204,2 miliardi grazie anche al contributo di Kairos Partners Sgr. La posizione finanziaria netta è positiva per 251,5 milioni dai 13,2 milioni di debito netto di fine 2023. Il dato include significative plusvalenze su titoli, in particolare sulla partecipazione in Mps.

Per quanto riguarda la quota nel Monte Paschi, salita dall’1% al 4% a novembre, nell’ambito della vendita del Mef, l’amministratore delegato di Anima Holding, Alessandro Melzi d’Eril, ha sottolineato che si tratta di “un investimento strategico”. “Mps per noi è un partner chiave strategico, uno dei fondatori di questa società, di questo progetto, è molto importante per noi – ha detto nel corso della conference call – e ci aspettiamo che la partecipazione generi importanti ritorni. Siamo felici di questa quota, è strategica”. La quota in Mps è in bilancio per circa 340 milioni, con un capital gain di 80 milioni.

Nel corso della call con la comunità finanziaria, nessun commento specifico è arrivato invece sull’Opa di Banco Bpm, dal momento che la Sgr è in ‘black period’, ma solo riferimenti sulla tempistica prevista. “Ci aspettiamo tutte le autorizzazioni regolatorie entro la fine di febbraio, quella Antitrust e Golden Power hanno già ottenuto il via libera”, ha spiegato Melzi d’Eril. “L’approvazione e la pubblicazione del prospetto avverrà entro 5 giorni dall’ultima autorizzazione ottenuta. Nei giorni successivi il cda di Anima si esprimerà con un proprio comunicato che includerà la fairness opinion”.

“E’ un periodo molto importante per la società”, ha voluto sottolineare l’AD. “Siamo sotto Opa, siamo al centro di diversi potenziali sviluppi e credo che Anima sia in questa situazione perchè ha fatto molto bene negli ultimi 10, 15 anni. Abbiamo dimostrato forza e resilienza, abbiamo dimostrato come stare sul mercato e come fare questo mestiere”.

Mattarella: neo-feudatari del Terzo millennio vogliono gestire lo spazio

Marsiglia, 5 feb. (askanews) – “Figure di neo-feudatari del Terzo millennio, novelli corsari a cui attribuire patenti, aspirano a vedersi affidare signorie nella dimensione pubblica, per gestire parti dei beni comuni rappresentati dal cyberspazio nonché dallo spazio extra-atmosferico, quasi usurpatori delle sovranità democratiche”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la lectio magistralis pronunciata in occasione della laurea honoris causa all’università d’Aix Marseille.

“Ricordiamoci cosa detta l’Outer Space Treaty – ha avvertito il capo dello Stato – all’ Art. II: ‘Lo spazio extra-atmosferico, compresi la luna e gli altri corpi celesti, non è soggetto ad appropriazione da parte degli Stati, né sotto pretesa di sovranità, né per utilizzazione od occupazione, né per qualsiasi altro mezzo possibile'”.

Ue, Mattarella: dobbiamo rinnovarci per contribuire a pace mondiale

Marsiglia, 5 feb. (askanews) – L’Unione europea “ha dimostrato di saper agire con efficacia nelle crisi, come durante la pandemia, e di saperci opporre con unità di intenti alle inaccettabili violazioni del diritto dei popoli, come nel caso dell’aggressione russa all’Ucraina. Con la stessa efficacia ed unità dobbiamo ora rinnovarci, per salvaguardare la sicurezza ed il benessere dei popoli europei e contribuire alla pace mondiale, a partire dalla dimensione mediterranea e dal rapporto con il contiguo continente africano”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella lectio magistralis pronunciata in occasione della laurea honoris causa all’università d’Aix Marseille.

Secondo il capo dello Stato “non può guidarci la rassegnazione ma la volontà di dare contenuti ai passaggi necessari per ottenere questi risultati”.

Mattarella: neo-feudatari Terzo millennio vogliono gestire lo spazio

Marsiglia, 5 feb. (askanews) – “Figure di neo-feudatari del Terzo millennio, novelli corsari a cui attribuire patenti, aspirano a vedersi affidare signorie nella dimensione pubblica, per gestire parti dei beni comuni rappresentati dal cyberspazio nonché dallo spazio extra-atmosferico, quasi usurpatori delle sovranità democratiche”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, durante la lectio magistralis pronunciata in occasione della laurea honoris causa all’università d’Aix Marseille.

“Ricordiamoci cosa detta l’Outer Space Treaty – ha avvertito il capo dello Stato – all’ Art. II: ‘Lo spazio extra-atmosferico, compresi la luna e gli altri corpi celesti, non è soggetto ad appropriazione da parte degli Stati, né sotto pretesa di sovranità, né per utilizzazione od occupazione, né per qualsiasi altro mezzo possibile'”.

Mattarella: protezionismo Usa portò al fallimento della Società delle nazioni

Marsiglia, 5 feb. (askanews) – “Crisi economica, protezionismo, sfiducia tra gli attori mondiali, forzatura delle regole liberamente concordate, diedero un colpo definitivo alla Società delle Nazioni sorta dopo la Prima guerra mondiale, già compromessa dalla mancata adesione degli Stati Uniti che, con il Presidente Wilson, ne erano stati fra gli ispiratori. Si trattò, per gli Usa, del cedimento alla tentazione dell’isolazionismo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis all’Università Aix Marseille.

“Nel fragile contesto degli anni fra le due guerre mondiali, percorso da un cupo rialzarsi del nazionalismo, da allarmanti tendenze al riarmo, dal contrasto fra gli Stati, secondo la logica delle sfere di influenza – ha ricordato il capo dello Stato – furono circa 20 i casi di recesso dalla Società delle Nazioni. La Germania, con Hitler Cancelliere, si ritirò nel 1933. Lo stesso fece il Giappone. L’Italia uscì nel 1937” e questo dice che “fin dall’inizio, purtroppo, la Società delle Nazioni non seppe fare argine all’espansionismo, alle ripetute violazioni della sovranità territoriale, in Europa come in altri continenti”.

Ucraina, Mattarella: aggressione russa come progetto Terzo Reich

Marsiglia, 5 feb. (askanews) – L’aggressione russa all’Ucraina è “della stessa natura” del progetto del Terzo Reich. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella lectio magistralis pronunciata in occasione della laurea honoris causa all’università d’Aix Marseille.

In quegli anni, ricorda il capo dello Stato, prevalse “il criterio della dominazione. E furono guerre di conquista. Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa. L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura”.

La storia per Mattarella dovrebbe insegnarci come agire nel presente e perciò ricorda che “la strategia dell’appeasement non funzionò nel 1938. La fermezza avrebbe, con alta probabilità, evitato la guerra. Avendo a mente gli attuali conflitti, può funzionare oggi? Quando riflettiamo sulle prospettive di pace in Ucraina dobbiamo averne consapevolezza”.

La7, torna domenica 9 febbraio Amarsi un p-Istruzioni per l’uso

Roma, 5 feb. – Domenica 9 febbraio alle 10:00 su La7 torna il programma dedicato alla salute e al benessere “Amarsi un po’- Istruzioni per l’uso” condotto da Samanta Togni e Massimiliano Rosolino. La nuova stagione porter i telespettatori alla scoperta di Gran Canaria, l’isola dell’eterna primavera, tra paesaggi mozzafiato e mete imperdibili. Perch viaggiare, come ci ricordano i due conduttori, una buona pratica per liberarsi dallo stress e stare bene con se stessi.

Novit di questa edizione un divertente corso di spagnolo per vivere al meglio questa avventura a Gran Canaria.

Nella prima puntata, Massimiliano e Samanta esploreranno Las Palmas, la capitale dell’isola, iniziando dal quartiere storico di Vegueta. Tra i luoghi simbolo, il tradizionale mercato rionale e la Casa Museo di Cristoforo Colombo. Durante la puntata, incontreranno una guida speciale che sveler loro i principali punti di interesse di Las Palmas e dell’intera isola. Gli approfondimenti sul benessere interesseranno la gestione positiva dello stress e la cura della pelle durante la stagione invernale. La rubrica dei capelli si occuper della tendenza “glass hair” del 2025, che punta su capelli luminosi e lucenti. Non mancher la rubrica dedicata agli amici a 4 zampe, in questo appuntamento si parler di come gestire la presenza di un animale in famiglia. Nella sezione “Cartoline dall’Italia”, saremo accompagnati alla scoperta delle Grotte di Castellana per un’esperienza speciale in onore di San Valentino.

Infine, per concludere, non potr mancare l’approfondimento dedicato alla longevit e le ricette healthy che promuovono la sana e corretta alimentazione.

“Amarsi un po’ – istruzioni per l’uso” un branded content prodotto e realizzato da Elio Bonsignore per Me Production in collaborazione con la divisione Branded Content TV di CairoRcs Media, affidata ad Alessandro Valentini Head of Business TV.

Almasri, opposizioni pronte a formalizzare richiesta Meloni in Parlamento

Roma, 5 feb. (askanews) – I gruppi di opposizione si preparano a formalizzare una richiesta di convocazione in Aula della premier Giorgia Meloni per confrontarsi direttamente con lei su scarcerazione e rimpatrio in Libia del ricercato Cpi Almrasi, dichiarandosi del tutto insoddisfatti dall’informativa resa in aula alla Camera in proposito dai ministri di Interno e Giustizia, Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. L’indicazione emerge dopo contatti incrociati fra i gruppi di opposizione sulla posizione espressa dal Governo a Montecitorio.

Formalizzazione e annuncio della nuova iniziativa parlamentare sul caso Almrasi finalizzata ad un confronto parlamentare diretto con la presidente del Consiglio, secondo quanto si è appreso, avverrà in assenza di novità rilevanti nelle informative di Piantedosi e Nordio nel secondo atto delle comunicazioni dei due ministri al Parlamento in aula al Senato.

Tennis, Vavassori al secondo turno di Rotterdam

Roma, 5 feb. (askanews) – Andrea Vavassori conquista il secondo turno dell’Atp 500 di Rotterdam. L’azzurro approfitta del ritiro del suo avversario Auger-Aliassime, con il match che si conclude sul punteggio di 6-7, 6-4. Nulla da fare, dunque, per il tennista canadese, costretto ad alzare bandiera bianca al termine del secondo set. Dopo aver vinto il primo, in cui Vavassori ha recuperato il break di svantaggio portando la sfida al tie-break, il canadese si è ritirato, chiamando l’intervento del fisioterapista prima dell’inizio del decimo game del secondo set per un problema fisico. Con questa vittoria, Vavassori affronterà Carlos Alcaraz, che nella giornata di ieri ha battuto, seppur soffrendo, Van de Zandschulp.

Rai1, il 10 febbraio un film tv per ricordare l’eccidio delle Foibe

Roma, 5 feb. (askanews) – Tutto inizia da una fotografia in bianco e nero del 6 luglio 1946 che ritrae una bambina: in mano ha una valigia con la scritta “Esule Giuliana”. Si chiama Egea Haffner e la sua storia comincia quando il padre scompare, probabilmente inghiottito nelle Foibe. Il 10 febbraio, in occasione del Giorno del ricordo, in memoria delle Vittime delle foibe, dell’Esodo Istriano, Fiumano, Giuliano e Dalmata, Rai Fiction propone in prima visione assoluta, in prima serata su Rai 1 “La bambina con la valigia” un tv movie con la regia di Gianluca Mazzella, tratto dal libro “La bambina con la valigia” di Egea Haffner, Gigliola Alvisi. Soggetto e sceneggiatura sono di Andrea Porporati.

Oggi, nella conferenza stampa di presentazione, Egea Haffner ha confessato di essersi emozionata a rivedere quella scena di lei bambina: “Rivederla è stato davvero molto emozionante. Ho pianto tutto il film, ho consumato diversi fazzolettini. Mi ha emozionato moltissimo anche quella scena iniziale, dove c’è il palloncino che vola e il papà che mi prende in braccio. Mi ha ricordato quando lui mi prendeva e si correva nel rifugio, e sentivo ancora in quel momento lì il suo profumo, di quella colonia buona che aveva”.

“Occuparmi di questo film – ha detto a sua volta il regista, Gianluca Mazzella – mi ha permesso di conoscere questo evento storico, ed effettivamente c’è tanto da dire, tanto da raccontare: è una pagina storica molto drammatica e la vita della signora Haffner la simbolizza in maniera perfetta, perché era molto piccola quando ha dovuto lasciare la sua terra. Credo che quando qualcuno, contro la propria volontà, debba lasciare la propria terra, è sempre una tragedia. E questa va raccontata proprio perché questi errori non si ripetano”.

“Quello che mi è particolarmente caro in questo film – ha aggiunto Mazzella – è di aver raccontato un evento storico da un punto di vista un po’ minimalista: il punto di vista di una bambina e di una famiglia. Raccontare questa famiglia è stato molto bello perché c’è questo universo prettamente femminile di nonna, mamma, zia; c’è poi uno zio molto affettuoso, un padre che poi purtroppo scompare molto presto nella vita della bambina, raccontare questo incrocio di rapporti è stato molto stimolante”.

Nella memoria di Egea si riflette il dramma di tutti quelli costretti a lasciare la propria casa: è l’inverno del 1944 e i bombardamenti si susseguono sulla città di Pola e sul porto, obiettivo militare importante, strategico per la difesa dell’Italia del nordest, di cui la Venezia Giulia e l’Istria fanno parte. La vita della piccola Egea Haffner, a parte le occasionali fughe nel rifugio, prosegue come in una favola: c’è la villa dei nonni paterni, gli Haffner, e la gioielleria in centro dove lavora suo padre Kurt.

Nella primavera del 1945 la guerra finisce e le cose sembrano cambiare in meglio. Nell’Istria a prevalere sono i cosiddetti “Titini”, l’esercito messo insieme dal maresciallo Tito, che occupa tutta la regione giuliana, fino ad allora parte dell’Italia fascista. Una notte che doveva essere di festa si trasforma però nell’inizio di un dolore fortissimo per la piccola Egea. Qualcuno bussa forte alla porta di casa. Sono due uomini in una divisa, due Titini, e sono venuti a cercare Kurt: “Solo una formalità, un controllo”, dicono. Kurt li segue con un sorriso rassicurante per la moglie e la figlia, ma in quella casa non tornerà più.

La voce su che fine abbia fatto il papà di Egea si diffonde nei giorni successivi a Pola: potrebbe essere una delle vittime cadute nelle Foibe, spaventose voragini carsiche che cominciano a tormentare i sogni della bambina. È solo l’inizio: in seguito alle numerose aggressioni nei confronti degli italiani considerati fascisti, Egea è costretta a lasciare la sua terra e ad affrontare un futuro incerto a Bolzano, accudita dalla nonna Maria e dalla zia Ilse, che l’ama come una figlia. La sua vera mamma, Ersilia, sceglie invece di trasferirsi in Sardegna per aprire un negozio di parrucchiera ed emanciparsi dalla famiglia Haffner, dalla quale non si è mai sentita accettata. A Bolzano Egea crescerà, scoprendo sulla propria pelle il dramma dello sradicamento, dell’esodo che accomunò più di 250 mila persone delle comunità italiane giuliano-dalmate e istriane, costrette a lasciare la propria casa e a ricostruire un nuovo futuro.

“La bambina con la valigia” è una produzione Clemart in collaborazione con Rai Fiction. L’opera è stata realizzata con il contributo del Fondo per lo sviluppo degli investimenti nel cinema e nell’audiovisivo.

Novara: "Dopo informatica l’AI? Continua saga della scuola digitale"

Roma, 5 feb. (askanews) – Per Daniele Novara, pedagogista e autore di best seller, quanto affermato in un convegno martedì dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ovvero che bisognerebbe insegnare informatica anche nelle classi della primaria e che servirebbe approfondire il tema dell’intelligenza artificiale”, non è altro che la prosecuzione “della saga di cui non se ne sentiva il bisogno, quella della scuola digitale”.

“Un ritornello che sentiamo da oltre un decennio e che, oggettivamente, non ha portato alcun beneficio agli studenti ma ne ha portati molti a tutte quelle aziende che puntano sul business tecnologico – ha aggiunto il direttore del Centro PsicoPedagogico per l’Educazione e la Gestione dei conflitti (CPP) – in un comunicato – Ora si arriva addirittura a parlare di intelligenza artificiale, cosa contraria a ogni buonsenso per chi ha a cuore la crescita sana dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze”.

“Avevamo avuto un altro sentore quando lo stesso Ministro, all’inizio dell’anno scolastico, aveva regolamentato gli smartphone impedendone l’uso scolastico fino a 14 anni. Un’idea ottima che abbiamo sostenuto anche con un appello che ha quasi raggiunto 100.000 firme per chiedere di proibire gli smartphone fino ai 14 anni e i social fino a 16. Una proposta ancorata alla realtà, visto che si sta facendo in Australia, ma pare che in Italia si preferisca rimanere nell’assoluto Far West, con bambini e ragazzi in balia di dispositivi con una forza di penetrazione neuro celebrale non sostenibile per la loro età”.

“Tornando alla scuola, bisogna distinguere tra quello che è il comune e utile repertorio tecnologico, che da sempre la didattica utilizza, e la volontà di imporre situazioni che si allontanano dal reale scopo scolastico. Perché è necessario ribadirlo: la scuola è prima di tutto una comunità sociale, di apprendimento esperienziale. Ed è proprio l’esperienza diretta, di laboratorio operativo, che permette di attivare apprendimenti duraturi”, ha spiegato il pedagogista. “Abbiamo tutti e tutte sotto gli occhi come l’esperimento avvenuto con la DAD abbia totalmente fallito e questo i ministri post covid dovrebbero ricordarlo. Non è stato utile né alle famiglie, né agli insegnanti, né agli alunni accasciati nelle dimore casalinghe ma senza la spinta neuro cognitiva data dalla presenza sensoriale, corporea e attiva dei compagni”, ha sottolineato.

“A scuola anche lo stare assieme agli altri consente di imparare, nella concretezza del contatto, della comunicazione e della relazione in carne ed ossa. Incontrando sguardi e confrontandosi con tutto quello che rende umani gli esseri umani. Il resto non solo non porta da nessuna parte, ma è pericoloso”, ha concluso Novara, ricordando che “ogni tecnologia ha il suo giusto tempo”.

Almasri, Braga (Pd): Meloni venga in Aula a rendere conto al Paese

Roma, 5 feb. (askanews) – “Ribadiamo la nostra richiesta di avere qui in quest’aula un’informativa urgente della presidente Meloni perché oggi su quei banchi del governo che erano pieni, mancava solo una persona, mancava lei mentre è lei che deve riferire qui, dire qual è la verità, rendere conto a noi, al Paese, smettere di nascondersi e di scappare”. Lo ha detto la capogruppo del Pd alla Camera, Chiara Braga, in Aula a Montecitorio.

“E’ ora che la patriota d’Italia venga qui a dire perché ha liberato un criminale che tortura donne e bambine e persone dall’altra parte del Mediterraneo”, ha aggiunto.

Il coro di "no" al piano di Trump per Gaza

Roma, 5 feb. (askanews) – Le ultime affermazioni del presidente Donald Trump sulla futura gestione della Striscia di Gaza, con il ricollocamento dei suoi cittadini al di fuori dell’enclave in vista di una ricostruzione gestita dagli Stati Uniti per farne una “Riviera” del Medio Oriente, hanno sollevato un coro di critiche da parte della comunità internazionale. La posizione più dura è stata espressa dalle diverse componenti della società palestinese: Hamas, che ha gestito l’enclave negli ultimi anni, l’Anp di Abu Manzen e l’Organizzazione per la liberazione della Palestina. Uniche voci favorevoli, quelle che si sono levate da Israele. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar ha spiegato che “Gaza, nella sua forma precedente, non ha futuro”, mentre il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha commentato: “ora agiremo per seppellire finalmente, con l’aiuto di Dio, la pericolosa idea di uno stato palestinese”.

Se Hamas ha definito “ridicole e assurde” le proposte di Trump, l’Olp ha ribadito “la ferma posizione secondo cui la soluzione dei due Stati, in conformità con la legittimità e il diritto internazionale, è garanzia di sicurezza, stabilità e pace”. Il presidente Abu Mazen da parte sua ha chiarito che non sarà permesso “alcun danno ai diritti” dei palestinesi, che “non sono negoziabili”. “Queste richieste rappresentano una palese violazione del diritto internazionale”, ha commentato, insistendo sul fatto che i palestinesi “non abbandoneranno mai la loro terra, i loro diritti o i loro luoghi sacri”, e ribadendo che “Gaza è una parte inseparabile dello stato palestinese”.

Il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ha evidenziato la necessità che “i palestinesi rimangano a Gaza, visto il loro fermo attaccamento alla loro patria e il rifiuto di abbandonarla”, mentre il suo omologo turco, Hakan Fidan, ha definito “inaccettabile” la proposta di Trump. “L’espulsione è una situazione che né la regione né noi possiamo accettare”, ha detto. Quanto alla posizione dell’Arabia Saudita, “è ferma e inamovibile” sulla creazione di uno Stato palestinese. Riad “non stabilirà relazioni diplomatiche con Israele senza il raggiungimento di questo obiettivo”, ha precisato il ministero degli Esteri, che ha ribadito il suo “categorico rifiuto di qualsiasi azione che violi i legittimi diritti del popolo palestinese, inclusa la politica di occupazione israeliana, l’annessione dei territori palestinesi o i tentativi di sfollamento forzato dei palestinesi”.

Duro anche il commento del movimento Houthi dello Yemen, vicino all’Iran. “L’arroganza americana non non farà sconti a nessuno finché incontrerà la sottomissione degli arabi”, ha scritto su X Mohammed al-Bukhaiti, membro del Politburo del gruppo. Da parte sua, Teheran ha fatto sapere di “non essere d’accordo” con il piano Usa e “di averlo comunicato attraverso i suoi canali”.

Ferma opposizione è stata espressa anche in Europa. “Mi pare che per quanto riguarda l’evacuazione della popolazione civile da Gaza la risposta di Giordania ed Egitto sia stata negativa, quindi mi pare che sia un po difficile” metterla in atto, ha spiegato il titolare della Farnesina, Antonio Tajani. “Il futuro della Striscia di Gaza non deve essere visto nella prospettiva del controllo da parte di uno Stato terzo, ma nel quadro di un futuro Stato palestinese, sotto l’egida dell’Autorità Nazionale Palestinese”, ha commentato il ministero degli Esteri francese. “La Francia ribadisce la sua opposizione a qualsiasi spostamento forzato della popolazione palestinese di Gaza”.

Nel Regno Unito, il primo ministro Keir Starmer ha detto che ai palestinesi “deve essere permesso di tornare a casa”. “Deve essere permesso loro di tornare a casa. Deve essere permesso loro di ricostruire, e noi dovremmo essere con loro in questa ricostruzione, sulla strada verso una soluzione a due Stati”, ha commentato. Parole a cui si è accodato il ministro degli Esteri David Lammy. “Siamo sempre stati chiari nella nostra convinzione che dobbiamo vedere due Stati. Dobbiamo vedere i palestinesi vivere e prosperare nelle loro terre d’origine a Gaza e in Cisgiordania”.

Il ministro spagnolo degli Affari esteri, José Manuel Albares, da parte sua ha ricordato che “la Striscia di Gaza appartiene ai suoi residenti palestinesi”. “Gaza è la terra dei palestinesi di Gaza e i palestinesi di Gaza devono rimanere a Gaza”, ha precisato. Un concetto ribdito anche dal capo della diplomazia di Berlino, Annalena Baerbock. La Striscia di Gaza “appartiene ai palestinesi”, “la popolazione civile non deve essere espulsa e Gaza non deve essere occupata o ripopolata in modo permanente”. “È chiaro che Gaza – come la Cisgiordania e Gerusalemme Est – appartiene ai palestinesi. Costituiscono la base per un futuro stato palestinese”, ha aggiunto sottolineando che “non deve esserci alcuna soluzione sopra le teste dei palestinesi”, ha concluso Baerbock.

La posizione della Russia riguardo una soluzione per il conflitto israelo-palestinese “è nota, può realizzarsi solo sulla base dei due Stati”, ha dichiarato invece il portavoce preesidenziale russo Dmitri Peskov. “La cancel culture, compresa la cancellazione del diritto internazionale, si manifesta in modo particolarmente vivido ora per quanto riguarda la situazione in Medio Oriente”, ha commentato da parte sua il capo della diplomazia di Mosca, Sergey Lavrov.

Quanto alla Cina, Pechino ha ribadito la sua contrarietà a “spostamenti forzati” di massa dei palestinesi da Gaza e all’idea del presidente Usa Donald Trump. La Cina ha sempre ritenuto che “i palestinesi debbano governare la Palestina”, ha confermato una portavoce del ministero degli Esteri.

L’alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, ha definito “sorprendenti” i commenti di Trump. “È qualcosa di molto sorprendente, ma dobbiamo vedere cosa significa in termini concreti”, ha detto, aggiungendo che è difficile commentare una “questione così delicata”.

Gaza, coro di no al piano di Trump: "Striscia è dei palestinesi"

Roma, 5 feb. (askanews) – Le ultime affermazioni del presidente Donald Trump sulla futura gestione della Striscia di Gaza, con il ricollocamento dei suoi cittadini al di fuori dell’enclave in vista di una ricostruzione gestita dagli Stati Uniti per farne una “Riviera” del Medio Oriente, hanno sollevato un coro di critiche da parte della comunità internazionale. La posizione più dura è stata espressa dalle diverse componenti della società palestinese: Hamas, che ha gestito l’enclave negli ultimi anni, l’Anp di Abu Manzen e l’Organizzazione per la liberazione della Palestina. Uniche voci favorevoli, quelle che si sono levate da Israele. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha spiegato che “Gaza, nella sua forma precedente, non ha futuro”, mentre il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich ha commentato: “ora agiremo per seppellire finalmente, con l’aiuto di Dio, la pericolosa idea di uno stato palestinese”.

Se Hamas ha definito “ridicole e assurde” le proposte di Trump, l’Olp ha ribadito “la ferma posizione secondo cui la soluzione dei due Stati, in conformità con la legittimità e il diritto internazionale, è garanzia di sicurezza, stabilità e pace”. Il presidente Abu Mazen da parte sua ha chiarito che non sarà permesso “alcun danno ai diritti” dei palestinesi, che “non sono negoziabili”. “Queste richieste rappresentano una palese violazione del diritto internazionale”, ha commentato, insistendo sul fatto che i palestinesi “non abbandoneranno mai la loro terra, i loro diritti o i loro luoghi sacri”, e ribadendo che “Gaza è una parte inseparabile dello stato palestinese”.

Il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ha evidenziato la necessità che “i palestinesi rimangano a Gaza, visto il loro fermo attaccamento alla loro patria e il rifiuto di abbandonarla”, mentre il suo omologo turco, Hakan Fidan, ha definito “inaccettabile” la proposta di Trump. “L’espulsione è una situazione che né la regione né noi possiamo accettare”, ha detto. Quanto alla posizione dell’Arabia Saudita, “è ferma e inamovibile” sulla creazione di uno Stato palestinese. Riad “non stabilirà relazioni diplomatiche con Israele senza il raggiungimento di questo obiettivo”, ha precisato il ministero degli Esteri, che ha ribadito il suo “categorico rifiuto di qualsiasi azione che violi i legittimi diritti del popolo palestinese, inclusa la politica di occupazione israeliana, l’annessione dei territori palestinesi o i tentativi di sfollamento forzato dei palestinesi”.

Duro anche il commento del movimento Houthi dello Yemen, vicino all’Iran. “L’arroganza americana non non farà sconti a nessuno finché incontrerà la sottomissione degli arabi”, ha scritto su X Mohammed al-Bukhaiti, membro del Politburo del gruppo. Da parte sua, Teheran ha fatto sapere di “non essere d’accordo” con il piano Usa e “di averlo comunicato attraverso i suoi canali”.

Ferma opposizione è stata espressa anche in Europa. “Mi pare che per quanto riguarda l’evacuazione della popolazione civile da Gaza la risposta di Giordania ed Egitto sia stata negativa, quindi mi pare che sia un po’ difficile” metterla in atto, ha spiegato il titolare della Farnesina, Antonio Tajani. “Il futuro della Striscia di Gaza non deve essere visto nella prospettiva del controllo da parte di uno Stato terzo, ma nel quadro di un futuro Stato palestinese, sotto l’egida dell’Autorità Nazionale Palestinese”, ha commentato il ministero degli Esteri francese. “La Francia ribadisce la sua opposizione a qualsiasi spostamento forzato della popolazione palestinese di Gaza”.

Nel Regno Unito, il primo ministro Keir Starmer ha detto che ai palestinesi “deve essere permesso di tornare a casa”. “Deve essere permesso loro di tornare a casa. Deve essere permesso loro di ricostruire, e noi dovremmo essere con loro in questa ricostruzione, sulla strada verso una soluzione a due Stati”, ha commentato. Parole a cui si è accodato il ministro degli Esteri David Lammy. “Siamo sempre stati chiari nella nostra convinzione che dobbiamo vedere due Stati. Dobbiamo vedere i palestinesi vivere e prosperare nelle loro terre d’origine a Gaza e in Cisgiordania”.

Il ministro spagnolo degli Affari esteri, José Manuel Albares, da parte sua ha ricordato che “la Striscia di Gaza appartiene ai suoi residenti palestinesi”. “Gaza è la terra dei palestinesi di Gaza e i palestinesi di Gaza devono rimanere a Gaza”, ha precisato. Un concetto ribdito anche dal capo della diplomazia di Berlino, Annalena Baerbock. La Striscia di Gaza “appartiene ai palestinesi”, “la popolazione civile non deve essere espulsa e Gaza non deve essere occupata o ripopolata in modo permanente”. “È chiaro che Gaza – come la Cisgiordania e Gerusalemme Est – appartiene ai palestinesi. Costituiscono la base per un futuro stato palestinese”, ha aggiunto sottolineando che “non deve esserci alcuna soluzione sopra le teste dei palestinesi”, ha concluso Baerbock.

La posizione della Russia riguardo una soluzione per il conflitto israelo-palestinese “è nota, può realizzarsi solo sulla base dei due Stati”, ha dichiarato invece il portavoce preesidenziale russo Dmitri Peskov. “La cancel culture, compresa la cancellazione del diritto internazionale, si manifesta in modo particolarmente vivido ora per quanto riguarda la situazione in Medio Oriente”, ha commentato da parte sua il capo della diplomazia di Mosca, Sergey Lavrov.

Quanto alla Cina, Pechino ha ribadito la sua contrarietà a “spostamenti forzati” di massa dei palestinesi da Gaza e all’idea del presidente Usa Donald Trump. La Cina ha sempre ritenuto che “i palestinesi debbano governare la Palestina”, ha confermato una portavoce del ministero degli Esteri.

L’alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, ha definito “sorprendenti” i commenti di Trump. “È qualcosa di molto sorprendente, ma dobbiamo vedere cosa significa in termini concreti”, ha detto, aggiungendo che è difficile commentare una “questione così delicata”.

Cesvi, 40 anni di progetti: dai Balcani alle guerre in Ucraina e Gaza

Roma, 5 feb. (askanews) – Quattro decenni di impegno, progetti e missioni per portare cibo, cure mediche, protezione, educazione e assistenza umanitaria nei contesti più critici del pianeta. La storica organizzazione umanitaria CESVI, nata a Bergamo nel 1985, celebra il suo 40esimo anniversario, anche attraverso un libro ’40 – I nostri anni di solidarietà’ (edito da Guerini e associati), scritto da uno dei fondatori, Maurizio Carrara, attualmente presidente onorario. Un’occasione per raccontare l’impatto di un’organizzazione che, dalla metà degli anni Ottanta a oggi, partendo da Bergamo, ha lasciato il segno in decine di Paesi, oltre 30 nel corso della sua storia, migliorando la vita di milioni di persone.

In 40 anni di attività, CESVI ha affrontato emergenze, conflitti e disastri naturali in tutto il mondo: dalla carestia in Corea del Nord agli interventi nei Balcani durante le guerre civili, dalla lotta all’AIDS in Zimbabwe alla ricostruzione post-tsunami in Asia, arrivando ai più recenti interventi in Italia in occasione della pandemia da Covid-19 e alla risposta alle drammatiche catastrofi climatiche croniche o improvvise, come la siccità del Corno d’Africa o le alluvioni in Pakistan, e infine in Ucraina e nella Striscia di Gaza a causa dei recenti conflitti. In tutti questi contesti CESVI ha portato aiuto immediato, ma soprattutto ha costruito autonomia e indipendenza, creando comunità resilienti e proattive: ‘Nell’immaginario comune – spiega l’autore del libro Maurizio Carrara – la cooperazione si riduce spesso all’atto di portare cibo e salute ai bambini in Africa; noi, invece, fin dalla nostra nascita abbiamo lavorato con le comunità, insieme alle persone. Attualmente diamo lavoro a quasi un migliaio di persone, tra personale europeo e personale assunto nei Paesi di intervento’.

Secondo l’ultimo bilancio sociale, l’organizzazione ha gestito in un anno 127 progetti in 27 Paesi, raggiungendo oltre 1,7 milioni di persone grazie alla collaborazione con 139 partner locali, applicando un modello di intervento basato sul motto: ‘Fare bene il bene’. ‘CESVI – aggiunge Carrara – è nata dal sogno di un gruppo di giovani idealisti innamorati della solidarietà, diventando rapidamente una realtà di grande forza e rilievo internazionale. Seguendo i principi di laicità e indipendenza per la solidarietà mondiale, sosteniamo ogni anno centinaia di migliaia di persone in ogni angolo del pianeta, sempre guidati da due punti fermi: fare attività concrete nei Paesi in via di sviluppo e sensibilizzare l’opinione pubblica italiana sui temi della cooperazione e solidarietà internazionale’.

‘Sin dall’inizio della nostra storia abbiamo sempre affiancato ai nostri progetti di sviluppo la componente di risposta alle emergenze. Alcuni dei nostri più grandi interventi sono partiti in chiave emergenziale per poi trasformarsi in sviluppo, perché dopo la fase acuta delle crisi umanitarie arriva sempre il momento in cui è necessario dare gli strumenti per ripartire – dichiara Lorena d’Ayala Valva, vice direttrice generale di CESVI – Negli ultimi anni CESVI si è ulteriormente specializzata nella risposta alle emergenze mondiali oltre ad intervenire anche in Italia, nel momento di maggior bisogno, come è stato l’avvento del Covid-19. La nostra esperienza e la nostra capacità di rispondere con tempestività e in maniera mirata in contesti colpiti da crisi gravi, sia che si tratti di disastri naturali o di conflitti, sono state fondamentali in quel frangente, così come nel caso dell’aggravarsi della crisi nella Striscia di Gaza, dove anche l’expertise costruita nel contrastare la malnutrizione infantile nel Corno d’Africa è stata fondamentale per portare aiuto nell’enclave palestinese’.

‘In questi 40 anni CESVI ha saputo costruire un legame di affidabilità e di autorevolezza importante con i propri donatori, passando dall’essere una realtà riconosciuta localmente a un’organizzazione di respiro internazionale, anche dal punto di vista dei sostenitori, soprattutto in ambito corporate – afferma Roberto Vignola, vice direttore generale – Negli ultimi anni in particolare abbiamo aperto un proficuo dialogo tra profit e non profit, offrendo, attraverso un approccio innovativo, strumenti e opportunità di co-progettazione in ambito ESG a grandi realtà aziendali e fondazioni private. Un approccio vincente per entrambi i mondi che costruisce un reale impatto sociale e contribuisce a portare benessere e opportunità nei contesti più sfidanti’.

‘Questo anniversario è sicuramente un importante traguardo da celebrare, ma è soprattutto un’occasione per riflettere sulle sfide future» spiega la presidente di CESVI, Gloria Zavatta «Il nostro lavoro non si ferma. La solidarietà non è un’azione episodica, ma un impegno continuo. CESVI continuerà a essere presente dove c’è più bisogno, lavorando con le comunità locali per costruire un futuro più equo e sostenibile. Tra le prossime sfide, CESVI investirà sempre di più su progetti innovativi e sostenibili, puntando sulla sensibilizzazione delle nuove generazioni e sul rafforzamento delle capacità dei beneficiari di superare le condizioni di fragilità, affinché siano protagonisti del loro futuro’, conclude la presidente.

‘L’acronimo CESVI sottolinea la nostra missione di cooperare nell’emergenza e nello sviluppo, focalizzandoci sul benessere delle persone e il perseguimento dei loro obiettivi. È il momento per noi di guardare al futuro con l’ambizione di creare un impatto ancora maggiore in un mondo che presenta scenari sempre più complessi – dichiara il direttore generale CESVI Stefano Piziali – La nostra motivazione ci spinge a fare sempre meglio per contribuire al cambiamento. Continueremo a essere presenti sul campo, nei contesti di crisi, nei Paesi più fragili, con velocità ed efficienza, attuando interventi sempre più efficaci e distintivi e dando ancor più forza e valore alle competenze e conoscenze locali, sviluppando azioni che abbiano un impatto globale: pensare localmente e agire globalmente quindi. Insieme a tutti coloro che rimarranno al nostro fianco possiamo continuare a fare la differenza portando speranza e sollievo a milioni di persone’, conclude Piziali. ‘Quando abbiamo fondato CESVI – conclude Carrara – sapevamo di non poter cambiare il mondo da soli, ma eravamo convinti che ogni piccolo gesto potesse fare la differenza. Oggi, guardando a questi 40 anni, vedo un sogno che ha preso forma grazie al lavoro di tante persone straordinarie’. Le royalties ricavate dalla vendita del volume saranno interamente devolute dall’autore a CESVI.

‘CESVI compie quarant’anni anni e io da più di trenta sono al suo fianco. Siamo diventati grandi insieme. Ho viaggiato con CESVI nei Paesi più poveri toccando con mano fame, violenza, povertà, ma ogni volta sono tornata a casa forte della convinzione che si possono fare grandi cose, con impegno, passione e competenza. CESVI significa Cooperazione, Emergenza e Sviluppo, tre parole fondamentali per fronteggiare le crisi che affliggono il mondo: che siano catastrofi climatiche, guerre o pandemie CESVI c’era e continua ad esserci’, spiega Cristina Parodi, giornalista, imprenditrice e storica ambasciatrice. ‘Grazie a CESVI sono diventata una persona migliore, consapevole della responsabilità che ciascuno ha nei confronti delle persone più bisognose. Aiutare gli altri fa bene anche a noi stessi’, aggiunge.

‘Essere ambasciatrice di CESVI è un privilegio – sottolinea Lella Costa, attrice e voce autorevole nel panorama culturale italiano – Significa credere che anche nei luoghi più dimenticati ci sia sempre spazio per la speranza. Ogni progetto, ogni intervento rappresenta un gesto concreto di dignità e futuro. È proprio la concretezza l’elemento che maggiormente mi ha conquistato di CESVI, agire con tempestività ed efficacia sul campo senza mai perdere di vista l’obiettivo di portare supporto fattivo a chi soffre’.

‘Ho visto quanto possa fare la differenza anche il più piccolo gesto e CESVI non si limita a rispondere alle emergenze, ma costruisce basi solide per il cambiamento’, aggiunge Alessio Boni, attore di fama internazionale da sempre vicino ai temi della solidarietà, che racconterà il suo impegno con CESVI in Ucraina e in altre aree colpite da emergenze “dimenticate”, come l’Uganda. ‘Ho viaggiato con CESVI diverse volte e quello che mi ha sempre colpito è la competenza e la professionalità del personale unita alla capacità di saper leggere i reali bisogni delle popolazioni più vulnerabili, con l’obiettivo di dare strumenti e capacità ai beneficiari perché possano costruire il proprio futuro’.

‘Conosciamo CESVI da oltre 20 anni, li abbiamo incontrati in occasione di un servizio per il programma Le Iene che ci ha portati in Zimbabwe a conoscere questa ancora poco nota realtà che insieme a medici e infermieri del luogo stava salvando i bambini dall’Aids, una vera piaga in Africa – racconta il Trio Medusa, al fianco dell’organizzazione da molti anni – Credevamo che li avremmo smascherati e invece ci innamorammo dell’onestà e bontà d’animo delle persone, della concretezza e dell’efficacia tangibile di quello che facevano – evitando che le madri incinte potessero trasmettere il virus dell’HIV ai figli – una vera rivelazione. Da allora non ci siamo più lasciati e insieme abbiamo realizzato straordinarie iniziative di comunicazione e raccolta fondi di cui siamo orgogliosi e che mai dimenticheremo. Siamo fieri di CESVI e di quello che è diventata e sicuri che ci sorprenderà ancora e ancora’.

Almasri, opposizioni pronte a formalizzare richiesta Meloni in Parlamento

Roma, 5 feb. (askanews) – I gruppi di opposizione si preparano a formalizzare una richiesta di convocazione in Aula della premier Giorgia Meloni per confrontarsi direttamente con lei su scarcerazione e rimpatrio in Libia del ricercato Cpi Almrasi, dichiarandosi del tutto insoddisfatti dall’informativa resa in aula alla Camera in proposito dai ministri di Interno e Giustizia, Matteo Piantedosi e Carlo Nordio. L’indicazione emerge dopo contatti incrociati fra i gruppi di opposizione sulla posizione espressa dal Governo a Montecitorio.

Formalizzazione e annuncio della nuova iniziativa parlamentare sul caso Almrasi finalizzata ad un confronto parlamentare diretto con la presidente del Consiglio, secondo quanto si è appreso, avverrà in assenza di novità rilevanti nelle informative di Piantedosi e Nordio nel secondo atto delle comunicazioni dei due ministri al Parlamento in aula al Senato.

M.O., Tajani domani in Israele per aiuti Gaza e rilancio "due Stati"

Roma, 5 feb. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà domani ad Ashdod, in Israele, per accogliere le navi con gli aiuti militari italiani dell’iniziativa “Food for Gaza”, destinati alla popolazione palestinese della Striscia. La missione di Tajani, che nell’occasione avrà anche un incontro con il suo omologo dello Stato ebraico, Gideon Sa’ar, giunge all’indomani delle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha rilanciato la sua idea di ricollocare i residenti della Striscia fuori dall’enclave, affidare il controllo di Gaza agli Stati Uniti e fare di questo territorio palestinese la nuova “Riviera” del Medio Oriente. “Mi pare che per quanto riguarda l’evacuazione della popolazione civile da Gaza la risposta di Giordania ed Egitto sia stata negativa, quindi mi pare che sia un po’ difficile” metterla in atto, ha commentato Tajani alle Commissioni Esteri di Camera e Senato. “Io ho detto qual è la posizione italiana, poi vedremo quando ci saranno delle proposte concrete. Noi siamo per i due popoli e due Stati”.

Ad Ashdod, Tajani assisterà alla consegna di beni di prima necessità forniti dalla nostra Cooperazione e di 15 camion donati al Programma Alimentare Mondiale per facilitare le operazioni di distribuzione degli aiuti nella Striscia. Con il titolare della Farnesina ci saranno anche la ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini, il Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e una squadra di medici del Policlinico Regina Margherita di Torino e del Policlinico Umberto I di Roma che rimarrà nei Territori per contatti immediati con l’Autorità nazionale palestinese, definita da Tajani “nostro unico interlocutore”.

L’Italia, d’altra parte, intende essere “protagonista” del processo “di pacificazione e di ricostruzione” della Striscia. Nella sua ultima missione a Ramallah, il titolare della Farnesina ha annunciato al premier palestinese Mohammad Mustafa un nuovo contributo da 10 milioni di euro a favore della popolazione di Gaza. E con lo stesso obiettivo il governo ha deciso di rafforzare e ampliare l’iniziativa “Food for Gaza” che, già da mesi, ha ricevuto il pieno sostegno sia degli israeliani che dei palestinesi. Secondo Tajani, in questa fase, bisogna concentrare ogni sforzo nella ricostruzione materiale e sociale della Striscia e in questa direzione va anche l’intenzione, condivisa con la ministra Bernini, di lavorare per allargare i settori di intervento immediato di “Food for Gaza”.

In quest’ottica, il nostro Paese sta lavorando per portare in Italia un gruppo di bambini palestinesi, gravemente ammalati, per dare loro cure migliori. E c’è anche l’intenzione di fornire un contributo importante alla ricostruzione della Sanità palestinese. “Pensiamo in particolare all’ostetricia, alle malattie infettive, all’ortopedia, alla protesica, dove possiamo mettere a disposizione eccellenze assolute”, ha detto Tajani.

Nel corso della visita, il ministro incontrerà l’omologo israeliano Sa’ar per discutere del consolidamento del cessate il fuoco tra Israele e Hamas e del rilancio del processo politico verso la soluzione a due Stati. Una progetto questo, sostenuto da anni dalla comunità internazionale e dagli stessi Stati Uniti, che l’opposizione italiana ha oggi definito “superato” dalle ultime parole di Trump. In ogni caso Tajani ha spiegato che “Hamas non può tornare a controllare la Striscia” ed ha ricordato che “la popolazione di Gaza ha pagato un prezzo troppo alto per la sua follia terroristica”. Per questo, ha aggiunto, il nostro Paese è “in prima linea nel sostegno all’Autorità palestinese nel suo processo di riforme”. A tale riguardo, il ridispiegamento della Missione europea EUBAM Rafah rappresenta secondo il ministro “un segnale fondamentale”, “dall’alto valore anche simbolico”, “una significativa presenza europea, con il compito di assistere l’Autorità Palestinese nella gestione del valico che collega Gaza all’Egitto”. I nostri Carabinieri dispiegati all’interno della missione hanno già raggiunto Rafah. Il ministro li incontrerà domani, insieme al Comandante generale dei Carabinieri Salvatore Luongo e al personale impegnato nella missione MIADIT a Gerico che contribuisce alla formazione delle forze di sicurezza dell’Anp.

Strumenti, suono e mutamento: l’arte di improvvisare di Tarek Atoui

Milano, 5 feb. (askanews) – Uno spazio che ritrova la luce, elementi naturali e strani strumenti che generano un paesaggio sonoro in continuo mutamento, un paesaggio discontinuo fatto di piccole isole che coesistono e si integrano, ma mantengono anche la loro singolarit. Pirelli HangarBicocca a Milano ospita la mostra “Improvisation in 10 Days” dell’artista franco-libanese Tarek Atoui. “Io lavoro con il suono – ha detto ad askanews – sono un artista che si muove tra la musica e il suono, che stato il medium che ho utilizzato fin dall’inizio e su cui continuo a concentrarmi. In particolare lavoro su degli strumenti, cerco di crearne di originali, strani e innovativi. Lavoro anche su sculture e oggetti sonori che in fondo sono un invito ad utilizzarli, a creare musica con essi, a collaborare con altri musicisti, ma anche con altre persone che vengono da mondi diversi”.

Il lavoro di Atoui, artista e compositore elettroacustico, vuole innescare nel pubblico reazioni fisiche e intellettuali, oltre che sollecitare le percezioni che poi possono generare esperienze e conoscenza. Con l’idea, attraverso la collaborazione, di ampliare il concetto di ascolto per portare avanti una ricerca che unisce diversi contesti geografici, storici e sociali. “La mostra in HangarBicocca – ha aggiunto Atoui – presenta una grande raccolta di lavori, che vengono da tre importanti progetti che qui sono stati riorganizzati in modo nuovo, ed la prima volta che sono allestiti cos”.

Curata da Lucia Aspesi, la mostra vuole essere un omaggio all’improvvisazione che utilizza lo spazio dello Shed, il primo ambiente di HangarBicocca, come una tela bianca che viene abbracciata dal suono pi che dalle installazioni. Con un’idea di continua evoluzione e di continuo cambiamento che genera il senso profondo dell’esposizione: evidente e affascinante, ma continuamente inafferrabile e in mutazione. Perch, come ha detto lo stesso Atoui, i suoi lavori sono strumenti musicali, non opere d’arte nel senso classico, e l’idea di autorialit appartiene a tutti coloro che con quegli stessi strumenti si confrontano.

Rocco Papaleo a teatro con "L’Ispettore generale" di Gogol

Roma, 5 feb. (askanews) – Rocco Papaleo è il protagonista de “L’ispettore generale” di Nikolaj Gogol, uno dei più grandi capolavori della drammaturgia russa. Lo spettacolo – organizzato da Comune di Colleferro e ATCL, circuito multidisciplinare del Lazio sostenuto da MIC – Ministero della Cultura e Regione Lazio – andrà in scena venerdì 7 febbraio alle 21 al Teatro Vittorio Veneto a Colleferro, città metropolitana di Roma Capitale.

Adattamento e regia Leo Muscato, e con – in ordine di apparizione – Elena Aimone, Giulio Baraldi, Letizia Bravi, Marco Brinzi, Michele Cipriani, Salvatore Cutrì, Marta Dalla Via, Marco Gobetti, Daniele Marmi, Mauro Parrinello, Michele Schiano di Cola, Marco Vergani.

Scritta quasi duecento anni fa, ma tragicamente più attuale di quanto si possa immaginare, rivive oggi grazie alla regia di Leo Muscato. Russia, 1836: per controllare la vita e l’operato dei suoi sudditi, lo zar Nicola I istituisce un nuovo organo di Stato chiamato Terza Sezione. È una sorta di inquisizione che persegue e ostacola tutti i liberi pensatori, fra cui Dostoevskij, Puškin e Gogol stesso. In breve tempo questo sistema scatena un processo di burocratizzazione della macchina amministrativa ed aumenta esponenzialmente il livello di corruzione fra i funzionari statali.

“L’ispettore generale” è una commedia satirica estremamente divertente che si prende gioco delle piccolezze morali di chi detiene un potere e si ritiene intoccabile.

La trama, di per sé, è molto lineare e si basa su un equivoco: Chlestakov (Daniele Marmi) è un frivolo viaggiatore di passaggio in un remoto paesino che viene scambiato per un alto funzionario dello Stato spedito dallo zar ad indagare sulla condotta dei funzionari cittadini. Il malinteso scatena conseguenze nefaste per i “notabili” del piccolo villaggio – primo tra tutti per il Podestà (Rocco Papaleo) – che si troveranno a vivere il giorno più lungo e tragico della propria esistenza, col timore di venire smascherati.

Almasri, Schlein: Nordio ha ammesso che è stata scelta politica

Roma, 5 feb. (askanews) – “Vi nascondete dietro ai cavilli e giuridichese” mentre si discute di “un criminale che resta impunito” ed è stato “rimandato in patria con il volo più veloce della storia. Quel che dite è inaccettabile” e il ministro “ha parlato da avvocato difensore di un torturatore. Le domande a cui dovreste rispondere sono molto semplici: perché Nordio, che era stato informato dal giorno dell’arresto, non ha risposto alle richieste del procuratore generale che era l’unica cosa che doveva fare? La vostra inerzia ha provocato la scarcerazione. Prima ci dice che è stato liberato perché non ha fatto in tempo a tradurre delle pagine in inglese, poi ha detto che le ha lette ma ha rinvenuto dei vizi. Bene, ha ammesso che è stata una scelta politica”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein, durante il suo intervento in aula alla Camera seguito all’informativa dei ministri Nordio e Piantedosi sul caso Almasri, rivolgendosi al Guardasigilli.

Almasri, Schlein a Nordio: noi non letto carte? Lei ha violato legge

Roma, 5 feb. (askanews) – Il ministro della Giustizia “doveva trasmettere gli atti, non valutarli, non ha alcuna valutazione discrezionale” sugli atti della Corte penale internazionale. “Ha accusato noi di non aver letto le carte ma lei non ha letto la legge e l’ha violata davanti al Paese”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, durante il suo intervento in aula alla Camera seguito all’informativa dei ministri Nordio e Piantedosi sul caso Almasri, rivolgendosi al Guardasigilli.

“Chi le ha chiesto di stare fermo? Palazzo Chigi?”, ha aggiunto Schlein.

Almasri, Nordio: sciatta una parte della magistratura, questo rende il dialogo difficile

Roma, 5 feb. (askanews) – “Mi ha deluso l’atteggiamento di una certa parte della magistratura che si è permessa di sindacare l’operato del ministero senza aver letto le carte. Cosa che può essere perdonata ai politici ma non a chi per mestiere le carte le dovrebbe leggere. Con questa parte della magistratura, se questo è il loro modo di intervenire in modo sciatto, questo rende il dialogo molto molto molto più difficile”. Lo ha detto il ministro della Giustizia alla Camera durante l’informativa su Almasri.

Piantedosi: Almasri mai stato un nostro interlucutore sui migranti

Milano, 5 feb. (askanews) – “Il cittadino libico noto come Almasri non è mai stato un interlocutore del Governo per vicende che attengono alla gestione e al contrasto del complesso fenomeno migratorio”. Lo ha detto, tra le altre cose, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nell’informativa sul caso Almasri alla Camera. Piantedosi ha poi “smentito, nella maniera più categorica, che, nelle ore in cui è stata gestita la vicenda, il Governo abbia ricevuto alcun atto o comunicazione che possa essere, anche solo lontanamente, considerato una forma di pressione indebita assimilabile a minaccia o ricatto da parte di chiunque, come è stato adombrato in alcuni momenti del dibattito pubblico sviluppatosi in questi giorni. Al contrario, ogni decisione è stata assunta, come sempre, solo in base a valutazioni compiute su fatti e situazioni (anche in chiave prognostica) nell’esclusiva prospettiva della tutela di interessi del nostro Paese”.

Costanza Laliscia in Arabia Saudita per la Al Fursan Endurance AlUla

Roma, 5 feb. (askanews) – Inizia con una doppia prova di resistenza sul deserto saudita di AlUla la stagione internazionale di Costanza Laliscia, la giovane pluricampionessa di endurance equestre che l’8 e il 9 febbraio affronterà le due categorie di gara più impegnative della prestigiosa competizione internazionale Al Fursan Endurance AlUla.

Per Costanza è la quarta partecipazione consecutiva alla Al Fursan Endurance AlUla, che l’ha sempre vista nella top ten della classifica e, con l’emozionante quinto posto del 2024, sempre più vicina al podio. Quest’anno la performance inizierà ai primi chiarori del sabato nella CEI2*, con ben 200 binomi, il numero massimo ammesso dalla FEI, ai nastri di partenza: l’amazzone umbra gareggerà su un tracciato di 120 km in sella a Besalis Agylla, purosangue arabo di 8 anni, il primo nato nell’allevamento della scuderia di famiglia Italia Endurance Stables & Academy, che ha già dato prova delle sue capacità atletiche e ha già vinto una gara internazionale.

Ma il programma dell’atleta perugina si spinge anche oltre: a distanza di poche ore, all’alba della domenica, Costanza tornerà in gara per misurarsi con 100 binomi che si presenteranno al via della categoria regina FEI, la CEI3*. Ad affrontare insieme a lei la sfida sui 160 km sarà Emirat du Barthas, il purosangue arabo del 2014 con cui ha già condiviso tanti successi. Sarà questa la competizione che richiederà maggiore impegno per Costanza Laliscia, perché oltre all’obiettivo di tagliare il traguardo con successo, consentirà ai partecipanti di studiare il percorso lungo il quale si svolgerà il FEI Endurance World Championship 2026.

Anche quest’anno la Al Fursan Endurance AlUla centra due veri record mondiali: si conferma come la gara più ricca del calendario internazionale di endurance, con lo straordinario montepremi di 20 milioni di SAR (circa 5 milioni di dollari), e registra l’eccezionale partecipazione di cavalieri e amazzoni da ben 66 nazioni di tutti i continenti. Con questa prestigiosa competizione internazionale, che vanta un’organizzazione tecnica tutta italiana, l’endurance torna protagonista ad AIUla, un territorio di monumentale bellezza e dalle grandi potenzialità dell’Arabia Saudita, dove nei giorni scorsi, durante la visita della presidente del consiglio, Giorgia Meloni, sono stati firmati importanti accordi di collaborazione, tra cui quelli per la valorizzazione del patrimonio culturale con la Royal Commission for AlUla (RCU).

A Sanremo i Coma_Cose per il loro terzo Festival: “Siamo a casa”

Roma, 5 feb. (askanews) – I Coma_Cose tornano sul palco del Festival di Sanremo (11-15 febbraio 2025) con il brano “Cuoricini” e raccontano cos la loro partecipazione. “Sanremo significa una bella settimana di musica, di spettacolo e di divertimento. Per noi il terzo Festival, conosciamo tutte le persone che ci lavorano, i luoghi, c’ anche un senso di casa, sotto un certo punto di vista. E’ come ritornare sempre in vacanza nella stessa citt di mare, siamo molto contenti. E poi, non c’ due senza tre…e questo il nostro 3!”.

Il brano scritto da Fausto Zanardelli e Francesca Mesiano, con la musica di Antonio Filippelli, Gianmarco Manilardi e Fausto Zanardelli, porter California e Fausto Lama a salire sul palco dell’Ariston per la terza volta, dopo l’esordio nel 2021 che li ha visti conquistare il pubblico con il brano “Fiamme negli occhi” (doppio disco di platino) e il ritorno nel 2023 con “L’Addio” (doppio disco di platino).

“Cuoricini nato da un’esigenza di comunicazione. Cercavamo un brano che avesse una doppia lettura, come facciamo sempre. Il brano ha un primo strato energico, allegro e anche spensierato, ma in realt nasconde un tema importante, ovvero quello dell’alienazione dai social network. Tutti noi siamo un pochino vittime di questo grande ecosistema. Il social network ci pu dare tanto, ma a volte diventa anche un qualcosa che ci assorbe, ci assorbe e ci toglie anche. La canzone un’esortazione a vivere un po’ di pi la vita 3D e a godersi le persone che ci stanno intorno, tutto quello che ci circonda”.

Il 2025 sar per loro anche l’anno della loro prima volta nei palasport italiani, con due imperdibili concerti – appena annunciati, organizzati e prodotti da Magellano Concerti e Palace Agenzia – previsti per il 27 ottobre 2025 all’Unipol Forum di Milano e il 30 ottobre 2025 al Palazzo dello Sport di Roma. Questi appuntamenti segneranno un nuovo importante passo nel loro percorso artistico, la celebrazione di un percorso musicale che ha coinvolto, anno dopo anno, sempre pi persone, dando voce a una generazione che ha trovato nelle canzoni dei Coma_Cose una narrazione autentica del proprio vissuto. I biglietti per i live sono gi disponibili nei circuiti di vendita e prevendita abituali, a questo link. Intimi, delicati e allo stesso tempo dirompenti, California e Fausto Lama sono il duo pi interessante del panorama musicale attuale e hanno recentemente pubblicato il singolo “POSTI VUOTI”, un brano che unisce un groove energico a un racconto malinconico, che arriva dopo il successo della coinvolgente e ipnotica “MALAVITA” (disco di platino), giunta alla prima posizione delle classifiche radiofoniche a met agosto e che li ha visti protagonisti durante l’estate 2024.

Almasri, in aula governo quasi al completo. Assenti Meloni e i vicepremier

Roma, 5 feb. (askanews) – Banchi del governo quasi al completo in aula alla Camera dove i ministri Carlo Nordio e Matteo Piantedosi svolgeranno un’informativa sul caso Almasri.

Oltre al Guardasigilli e al titolare del Viminale, sono presenti i ministri Giuseppe Valditara, Tommaso Foti, Adolfo Urso, Roberto Calderoli, Gilberto Pichetto Fratin, Luca Ciriani. Nella fila inferiore ci sono i sottosegretari a riempire tutte le postazioni.

Vuota la postazione della premier Giorgia Meloni, tra Piantedosi e Nordio. Assenti anche i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini.

Perché ogni anno svengono 2 milioni di italiani

Milano, 5 feb. (askanews) – Lo svenimento è un problema che riguarda un numero enorme di persone: il 50% della popolazione è svenuto almeno una volta nella vita, uomini e donne in eguale misura. Si stimano in Italia 2 milioni di sincopi l’anno e circa il 2% degli accessi al pronto soccorso, quasi 200.000, riguarda persone che arrivano nei dipartimenti di emergenza ospedalieri proprio per aver perso i sensi. Si tratta per lo più di anziani che, a causa della perdita temporanea di coscienza, spesso cadono con esiti che incidono pesantemente sulla qualità e l’aspettativa di vita. Ma gli svenimenti sono frequenti anche nei giovani, e non vanno sottovalutati, perché le “vittime” finiscono spesso in un vortice di esami medici inutili, con grande spreco di risorse. Un’attenta valutazione “di come si sviene” è essenziale per indirizzare la diagnosi, ma in Italia un ospedale su tre non ha un centro dedicato. A renderlo noto i massimi esperti di sincope che, in occasione del 12esimo Congresso Nazionale del Gruppo italiano multidisciplinare sincope, in corso all’Università Cattolica di Milano, hanno presentato i risultati del censimento italiano dei centri sincope.

“Lo svenimento, tecnicamente chiamato sincope, è un fenomeno molto comune nella popolazione sana: è una perdita di coscienza temporanea, in genere di qualche secondo o pochi minuti, dovuta a una riduzione dell’afflusso di sangue al cervello, da cui di solito ci si riprende in maniera completa e spontanea” spiega Andrea Ungar, presidente Gruppo Italiano Multidisciplinare Sincope e Ordinario di Geriatria all’Università di Firenze, aggiungendo che “nella maggior parte dei casi, non si tratta di nulla di preoccupante e lo svenimento è provocato da forti emozioni (svenimento ‘classico’ o sincope vaso-vagale) o dall’essere rimasti troppo a lungo in piedi, soprattutto d’estate o in un ambiente caldo. Inoltre, prima di perdere coscienza ci sono quasi sempre sintomi come capogiri, nausea, pallore, sudorazione intensa, annebbiamento della vista. In altre parole, ci si accorge sempre di stare per svenire – tranquillizza l’esperto – e solo in rari casi, invece, la perdita di conoscenza può essere dovuta a un’aritmia che rallenta o accelera troppo il battito del cuore e per questo le sincopi di origine cardiaca sono le più pericolose e non sono precedute da segnali”.

“I pronto soccorso sono pieni di persone che arrivano proprio per aver perso i sensi: si tratta di circa il 2% dei pazienti accolti in dipartimenti di emergenza, pari a più di 187mila l’anno – prosegue Ungar -. Nella maggior parte dei casi sono anziani che si sono fatti male cadendo, ma lo svenimento si verifica di frequente anche nei giovani, che rappresentano il 30% degli accessi al pronto soccorso per sincope, presi dal timore che lo svenimento possa nascondere un problema cardiaco o neurologico. Fare una diagnosi precisa è, dunque, essenziale per prevenire le cadute che, soprattutto negli anziani, si traducono in traumi, fratture o ferite, con aumento della mortalità e dei ricoveri, ma anche per evitare che i pazienti finiscano in un vortice di esami medici inutili, che richiedono valutazioni su valutazioni e compromettono la qualità della vita, con grande spreco di risorse”.

“Per indirizzare la diagnosi e capire da cosa sia provocato lo svenimento sono necessarie unità dedicate, le cosiddette Syncope Unit, che valutano il paziente con esami, per lo più semplici, ma specifici e mirati. Ad esempio, se si sospetta un problema cardiaco si eseguono gli accertamenti cardiologici necessari per confermare tale sospetto. Se si propende per uno svenimento “classico”, invece, si farà il “tilt test” nel quale il paziente viene posto su un lettino speciale inclinato, in grado di attivare il riflesso vaso-vagale, passando dalla posizione sdraiata a quella eretta”, dichiara Michele Brignole, coordinatore del censimento GIMSI, tra i massimi esperti internazionali di sincope e senior scientist presso l’Ospedale San Luca – Istituto Auxologico di Milano.

Ad oggi, in Italia, 1 ospedale su 3 non ha un centro sincope, il 37% ha un ambulatorio dedicato, ma che non risponde ai requisiti raccomandati dalle linee guida europee, e solamente il 30% ha strutture idonee certificate con, ad esempio, ambulatorio con personale specializzato, possibilità di eseguire tilt test, elettrocardiogramma e holter. A rilevarlo è il censimento italiano dei centri sincope condotto dalla GIMSI, tra luglio e dicembre 2024, su un campione di 158 ospedali, che ha fotografato la situazione attuale nel nostro Paese. “Nonostante l’Italia resti leader tra i Paesi europei nella gestione e trattamento della sincope, la situazione negli ultimi anni è peggiorata, con una riduzione del numero di Syncope Unit certificate, dalle 72 censite nel 2019 alle 48 attuali, e la mancanza di centri sincope in molte province – evidenzia Brignole -. Il motivo è da ricercarsi nella diminuzione del personale e delle risorse del Servizio Sanitario Nazionale degli ultimi anni, che ha costretto a ridurre il numero delle Syncope Unit”, sottolinea.

“Non è necessario prevedere una struttura dedicata per ogni ospedale, bensì sarebbe sufficiente almeno un centro sincope per almeno ognuna delle 110 province italiane o almeno una in ogni delle 225 ASL (una ogni 266.000 abitanti) – afferma Brignole -. Tale distribuzione omogenea potrebbe contribuire a ridurre i costi sanitari, migliorare la gestione dei pazienti, limitando le conseguenze a lungo termine e offrire così un importante beneficio sia per il sistema sanitario che per la qualità di vita delle persone colpite. È infatti stato dimostrato da numerosi studi che la presenza di unità di gestione della sincope negli ospedali riduca il rischio di diagnosi errate, di ricoveri non necessari e delle spese totali”, conclude l’esperto.

I consigli degli esperti Gimsi per evitare di svenire: Se si avvertono i primi sintomi della sincope, è consigliabile sdraiarsi immediatamente a pancia in su; sollevare le gambe a 45 gradi per facilitare l’afflusso di sangue al cervello e al cuore; stringere i pugni e contrarre le braccia fino alla scomparsa dei sintomi; se tutto diventa scuro e si perde la vista, in quel momento si hanno solo pochi secondi per prevenire la sincope; idratarsi correttamente bevendo circa 2 litri di liquidi al giorno e non limitare troppo l’assunzione di sale, salvo per ragioni mediche.

Presentato il ddl per l’immunità parlamentare, ci sono anche Fi-Lega

Milano, 5 feb. (askanews) – Ripristinare il principio per cui “nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a procedimento penale” senza l’autorizzazione della Camera di appartenenza. È l’obiettivo del ddl di modifica costituzionale presentato oggi alla Camera dalla Fondazione Einaudi, con la presenza significativa di numerosi autorevoli esponenti di Forza Italia e Lega: i capigruppo in Senato, Maurizio Gasparri e Massimiliano Romeo su tutti.

“Questa è una iniziativa di taglio squisitamente culturale ed è una battaglia antica della Fondazione Einaudi”, spiega il presidente della Fondazione Giuseppe Benedetto che si rivolge a tutti i parlamentari, deputati e senatori” per apporre la propria firma alla riforma dell’articolo 68 della Costituzione: “Oggi noi lasciamo ai parlamentari presenti il nostro ddl già pronto per la firma. Valuteremo da qui a qualche giorno se c’è un numero di firme significativo, anche trasversale, e ci riserviamo di procedere con un’altra linea: non escludiamo la proposta di legge di iniziativa popolare”.

Una prima “manifestazione di interesse” arriva dalla Lega, che col capogruppo in Senato Massimiliamo Romeo dice: “Il fatto che si apra un dibattito è un passo in avanti, faremo le nostre valutazioni sulla proposta. È importante per noi che, in un’ottica di reciproco rispetto istituzionale e quindi cercando di evitare scontri tra politica e magistratura, sia garantita l’indipendenza della politica come è garantita l’indipendenza della magistratura”.

Tajani: vedremo il piano Trump su Gaza, ma noi siamo per 2 Stati

Roma, 5 feb. (askanews) – “Mi pare che per quanto riguarda l’evacuazione della popolazione civile da Gaza la risposta di Giordania ed Egitto sia stata negativa, quindi mi pare che sia un po’ difficile” metterla in atto. E’ quanto ha detto oggi il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, alle Commissioni Esteri di Camera e Senato, riferendo sugli esiti del Consiglio Affari esteri europeo e rispondendo a una domanda sulle ultime dichiarazioni di Donald Trump sullo sfollamento dei palestinesi di Gaza.

“Io ho detto qual è la posizione italiana, poi vedremo quando ci saranno delle proposte concrete. Noi siamo per i due popoli e due Stati, ho detto che siamo addirittura pronti a inviare militari italiani per una missione di riunificazione della Striscia di Gaza con la Cisgiordania” e “non è che ho cambiato idea e neppure il governo ha cambiato idea”, ha aggiunto Tajani.

Noi continuiamo a lavorare e credere nelle organizzazioni multilaterali, non è un caso che l’Italia abbia donato al Pam tutti gli aiuti umanitari, compresi camion che domani consegnerò al Pam a Gaza, così come continuiamo a lavorare con l’Onu sostenendo la presenza Unifil. Non abbiamo mai detto che bisogna uscire dall’Oms, quelli che contano sono i fatti, continuiamo a mantenere la nostra presenza” anche “facendo osservazioni critiche. Non è perché è l’Onu è sempre tutto giusto, possono esserci errori”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in audizione alle commissioni Affari esteri di Camera e Senato sugli esiti del Consiglio affari esteri dell’Unione europea del 27 gennaio scorso.

Hamas dice che l’idea di Trump di spostare i palestinesi da Gaza è la ricetta per il caos

Roma, 5 feb. (askanews) – Un responsabile di Hamas ha definito mercoledì “ridicoli e assurdi” i commenti di Donald Trump riguardo alla possibile di una presa di controllo Usa della Striscia di Gaza da parte degli Stati uniti. “Le affermazioni di Trump sul suo desiderio di controllare la Striscia di Gaza sono ridicole e assurde e qualsiasi idea di questo tipo è in grado di infiammare la regione”, ha dichiarato Sami Abu Zuhri, uno dei dirigenti dell’organizzazione palestinese, all’agenzia di stampa Reuters.

Zuhri ha affermato che quella proposta da Trump è “una ricetta per creare caos e tensione nella regione”. Inoltre, il portavoce di Hamas ha aggiunto: “Il nostro popolo nella Striscia di Gaza non permetterà che questi piani abbiano successo, e ciò che è necessario è porre fine all’occupazione e all’aggressione contro il nostro popolo, non espellerlo dalla propria terra”.

Venezia e poi New York, il gallerista Tommaso Calabro si racconta

Venezia, 5 feb. (askanews) – La storia dell’apertura della sua galleria a Venezia è andata anche sul Wall Street Journal come simbolo di un ritorno di possessori di case nella città e di possibile rinascita del centro storico. Tommaso Calabro, gallerista d’arte tra i più noti della scena odierna, da Milano ha portato il suo lavoro anche a Venezia, con un progetto che è di sviluppo della sua attività, ma non solo.

“Ho puntato molto su Venezia nell’ultimo anno – ha detto ad askanews – e l’idea di comprare questo palazzo, che è Palazzo Donà Brusa, è indicativa rispetto alle mie intenzioni di continuare un’attività culturale in questa città incredibile e per molti versi unica al mondo. Ci sono tante realtà che si stanno venendo a creare a Venezia, sia a livello galleristico sia istituzionale, che porteranno secondo me sempre più appassionati all’arte a Venezia, per quanto sia già tuttora una delle città più frequentate dagli appassionati dell’arte, però in futuro penso che questo numero possa ancora aumentare a favore di un appunto turismo molto più culturale di quello che secondo me è in questo momento quello veneziano”.

Trentacinquenne, legato al moderno e ad alcune figure di galleristi colti del passato, Calabro guarda all’Italia, ma anche alla scena internazionale: nei prossimi mesi infatti sbarcherà anche a New York con un progetto temporaneo. “L’idea che ho condiviso con il mio team e che abbiamo deciso di fare per quest’anno – ha aggiunto il gallerista – è di non fare attività fieristiche, smettere completamente con le fiere e andare invece a trovare delle attività che possono essere funzionali ai nostri progetti. In quest’ottica abbiamo deciso di aprire questo pop-up a New York a Chelsea che sarà dal 1 maggio al 30 maggio dove apriremo due mostre contemporanee. Una sarà dedicata a Aldo Sergio, che è un artista contemporaneo con cui lavoriamo, e l’altra invece a Harold Stevenson, che avevamo presentato in questo palazzo durante la Biennale di Venezia del 2020”.

Unire artisti di oggi a maestri del Novecento è una delle cose che Tommaso Calabro fa spesso, e spesso le sue scommesse su nomi che poi vengono rivalutati, come per esempio quello di Leonor Fini, si sono rivelate decisamente azzeccate. E quindi la domanda con cui lo abbiamo salutato è stata sull’effettiva possibilità di fare impresa con la cultura. “Bisogna stare molto attenti – ci ha risposto – perché i costi rischiano sempre di andare alle stelle. Detto questo, facendo un lavoro pianificato e con la giusta attenzione, è un lavoro che può dare grandi soddisfazioni da un certo punto di vista e dall’altro essere assolutamente sostenibile. Per cui sì, si può fare. Si può essere imprenditori culturali”.

E farlo anche a Venezia è perfino più affascinante.

Capomolla (Ansfisa): con Remtech Expo per sviluppo conoscenze

Roma, 4 feb. – Sottoscritto un accordo di collaborazione tra ANSFISA, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali e RemTech Expo, la principale fiera internazionale dedicata alla gestione dei rischi ambientali e al risanamento delle infrastrutture. L’iniziativa si concentrer sull’introduzione di soluzioni tecnologiche avanzate per contribuire al miglioramento della sicurezza e della protezione delle reti infrastrutturali.

“L’Agenzia, gi dal 2023, ha avviato un percorso di approfondimento dedicato alle problematiche legate ai fenomeni di dissesto idrogeologico e agli effetti sulla manutenzione e il funzionamento sicuro delle infrastrutture – ha sottolineato Domenico Capomolla, direttore di ANSFISA – Proprio oggi abbiamo incontrato gestori e imprese del settore stradale e autostradale, al fine di condividere esperienze, best practices e casi studio concreti. L’accordo firmato con RemTech Expo rappresenta un’ulteriore importante attivit di sviluppo per arricchire le conoscenze e individuare le modalit sempre pi efficaci di organizzare la gestione della sicurezza e di agire in termini di prevenzione al fine di fornire modelli e strumenti utili e replicabili in tutto il settore.”

Il nuovo muro di Berlino: il Ppe alle prese con l’errore di Merz.

Lunedì mattina, prima del vertice informale convocato da Costa, nel corso di una colazione molto veloce (presenti anche von der Leyen, Metsola e Weber), i capi di stato e di governo del Ppe hanno avuto modo di esprimere le loro preoccupazioni. A poco più di due settimane dal voto in Germania, infatti, il Partito Popolare europeo è scosso dalle manovre di Friedrich Merz, capo dei cristianodemocratici e candidato alla Cancelleria. La sua decisione di votare al Bundenstag una restrizione dei controlli alla frontiera insieme ad Alternative für Deutschland ha lasciato tutti sbigottiti. Il fatto che la proposta non sia passata, grazie anche al voto contrario di alcuni deputati della Cdu, ha addirittura peggiorato lo scenario per Merz, che rischia di essere travolto da ulteriori polemiche: se progetti di sbagliare ma non riesci neanche a farlo davvero non sei un vero leader. Insomma, se proprio devi sbagliare, fallo perbene.

Particolarmente incisivo il rientro sulla scena di Angela Merkel, intervenuta dopo mesi di silenzio, con un comunicato stampa secco: “È sbagliato fare accordi con l’ultradestra”. Gli elettori si chiedono cosa sia rimasto del Ppe che metteva alla porta Viktor Orban, detto Viktator per come gestisce l’Ungheria. Parliamoci chiaro: da anni, in vari Paesi, i partiti nazionali membri del PPE hanno stretto accordi con la destra, da ultimo in Belgio, dove lunedì è stato presentato il nuovo governo che mette insieme, tra gli altri, cristianodemocratici e conservatori fiamminghi. Ma il Ppe è sempre stato in grado di differenziarsi e, in generale, c’è un limite a tutto, anche agli errori. E di sbagli Merz ne ha messi in fila almeno tre: sdraiarsi sulle proposte di AfD mirava anche a togliere voti agli estremisti. I numeri dicono che l’operazione è fallita perché dal 12% di distacco di due mesi fa, i più recenti sondaggi mostrano come la forbice fra Cdu e AfD sia scesa a 8/9 punti percentuali. Per fortuna si vota presto, con questo trend finirebbe male.

Un errore è stato commesso anche nel merito: la unilaterale sospensione di fatto di Schengen avrebbe messo in difficoltà non solo i Paesi vicini e i governi Ppe in tutta Europa, ma soprattutto la credibilità stessa del Ppe. Come può, infatti, restare unito il primo partito politico europeo, il più europeista (tanto da essere stata la casa politica di tutti i Padri fondatori dell’Unione), se l’azionista di maggioranza relativa, quello con il peso maggiore, il partito di Adenauer, Kohl e – appunto – Merkel, è il primo a proporre soluzioni unilaterali? Dovremmo, forse, prepararci a uno scenario in cui tutti i governi a guida Ppe decidono la sospensione di Schengen. Sono 14, sarebbe la fine dell’Unione, proprio mentre si cerca di creare unità sui dazi che Trump vuole imporre ai prodotti made in Europe e che rischiano di dividere profondamente governi ed economie, dividendo l’Ue in Paesi buoni e Paesi cattivi. Nessun vuole immaginare quale terremoto si rischia d’ora in avanti a Bruxelles, dove serve una maggioranza in Parlamento per far passare le leggi che von der Leyen inizia a predisporre e non si vede proprio come si possa fare a meno delle altre forze tradizionalmente pro Ue. Un conto è rivedere il Green deal, altro è rivedere i valori fondanti dell’Unione.

Nei giorni scorsi, le cassette delle lettere degli eurodeputati sono state sommerse di cappellini “Make Europe Great Again”. Insomma: mentre nei palazzi delle Istituzioni ci si chiede come combattere le uscite strampalate di Elon Musk a sostegno di AfD e di ogni forza estremista, quali misure adottare per fermare la disinformazione russa, a Berlino si decide di andare a braccetto proprio con i maggiori beneficiari della propaganda antieuropea online. Se i capi di stato e di governo hanno presentato le loro preoccupazioni, stupisce il silenzio dei leader dei partiti membri del Ppe. Non si può difendere l’eredità valoriale del popolarismo europeo di fronte ad accordi con chi ha chiesto classi separate per gli alunni disabili, moderna versione del monte Taigeto a Sparta: in pratica, la fine dei cattolici impegnati in politica.

Non basta, come ha fatto il Ministro degli esteri italiano Tajani, tra l’altro da 23 anni vicepresidente del Ppe, dichiarare di augurarsi che gli italiani in Germania non votino AfD e proclamarsi sovranisti europei. Servono, in seno al Ppe, azioni più incisive e drastiche di fronte all’avanzare della barbarie neonazista. Anche a costo, se necessario, di rinunciare a poltrone presenti o future. Perché, come insegna Chamberlain, una volta scesi a patti con chi vuole distruggere le nostre società, non si torna più indietro. È un muro che non può e non deve crollare, una frontiera – questa sì – da tenere in piedi.

La Germania ritrova una grande Merkel

Angela Merkel non ha tardato un minuto a criticare Friederich Merz, il suo successore alla guida della Cdu, che in Parlamento ha aperto all’estrema destra dell’AfD su una mozione restrittiva in materia di immigrazione. La mossa ha provocato nella pubblica opinione il timore di una pratica demolizione del “Brandmauer”, la barriera che storicamente separa i partiti tradizionali tedeschi dall’ultradestra. Merkel invece ha sottolineato l’esigenza di mantenere una distanza netta da formazioni di ispirazione nazista, auspicando una sostanziale solidarietà democratica per rilanciare l’Europa in un’era segnata dal protagonismo aggressivo di Trump.

La convinzione dell’ex cancelliera è che gli Stati Uniti, per affrontare la minaccia rappresentata dall’alleanza Russia-Cina, non possano abbandonare la loro missione di libertà, garantendo la solidarietà tra le nazioni democratiche dell’Occidente. Inoltre, Merkel ritiene che l’emergenza climatica richieda sforzi globali per ridurre gli esodi di massa, evitando in parallelo le politiche discriminatorie che ostacolano l’inclusione. Un salto di qualità nel nuovo ordine mondiale implica un impegno comune a tutela della “famiglia umana”, come auspicato dalla Dichiarazione dei diritti umani del 1948.

Il deciso intervento di Merkel mira a scuotere la Germania, sottolineando che il paese non può aspirare, qualora cedesse a gesti irresponsabili “à la Merz”, a un ruolo guida nella costruzione di un’Europa capace di resistere alle pericolose derive populiste. L’opinione pubblica ha risposto al monito di “Mutti” – la “Mamma”, così in Germania chiamano la Merkel – con una imponente manifestazione a Berlino per invocare la tenuta della politica di emerginazione della estrema destra.

Resta da vedere se Merz sarà coerente con l’impegno preso davanti al suo partito, dopo il grave scivolone, salvaguardando l’unità interna attorno ai principi democratici che hanno sempre contraddistinto la Cdu. Importante è evitare che in campagna elettorale – si vota il 23 febbraio – cresca la sfiducia dei cittadini, dando ulteriore fiato alla critica della democrazia e rafforzando, nello specifico, la spinta all’astensionismo. Il popolo tedesco deve comprendere che solo attraverso un serio impegno a favore della cooperazione sovranazionale sarà possibile affrontare le sfide globali e garantire un futuro prospero per l’Europa e il mondo intero.

Le correnti? Strumenti di democrazia, garantiscono la vitalità di un partito.

Su queste colonne, periodicamente e giustamente, si affronta ill tema del dibattito all’interno dei partiti. Ovviamente si parla dei partiti “non personali o “del capo”. E quindi, da statuto, ne sono esclusi parecchi. Dai partiti personali di Renzi e Calenda a quello dei 5 Stelle e di Salvini solo per citarne alcuni. Ma, per i partiti democratici, collegiali e plurali – come, ad esempio Forza Italia, Fratelli d’Italia e il Pd – la presenza delle correnti politiche e culturali non solo è importante ma è addirittura essenziale per salvaguardare il profilo democratico dei partiti stessi.

Sotto questo versante, per fermarsi alle ultime due iniziative di Milano e di Orvieto promosse da due correnti del Pd, non c’è affatto da stupirsi della loro organizzazione. Dopodiché le correnti, com’è giusto e naturale che sia, si organizzano e promuovono iniziative per riflettere sulla politica e sul progetto del rispettivo partito ma anche, e soprattutto, per ottenere più potere all’interno del partito e, di conseguenza, nelle istituzioni. Come è puntualmente capitato a Milano con la corrente guidata dal sempreverde Prodi, dal ‘cattolico doc’ Delrio e dall’ultimo arrivato Ruffini. Del resto, non è una gran notizia che questa corrente è da tempo che cerca un maggior spazio – cioè maggior potere – all’interno del partito della Schlein. Come è altrettanto noto che con l’arrivo della Schlein e il decollo di un progetto politico ispirato ad una sinistra radicale, massimalista e libertaria ha di fatto ridotto le quote di potere della cosiddetta ‘corrente cattolica’ all’interno del Pd.

Ma, al di là e al di fuori delle vicende interne al Pd, quello che merita di essere rilevato è sottolineare che per ridare qualità alla nostra democrazia e credibilità alle nostre istituzioni democratiche è sempre più indispensabile rilanciare il ruolo democratico e propositivo dei partiti politici. Perché senza la democrazia dei partiti e, soprattutto, senza la democrazia nei partiti tutto si riduce ad un gioco oligarchico ed elitario dove il potere viene condiviso e spartito tra poche persone.

L’esempio migliore, al riguardo, lo fornisce proprio l’esperienza della Democrazia Cristiana che ha saputo conservare in cinquant’anni di vita autenticamente democratica un sano modello di partito. E, non a caso, se ancora oggi qualcuno vuole citare un partito democratico, collegiale e plurale non può non rifarsi al modello politico ed organizzativo della Democrazia Cristiana. Con buona pace di tutti coloro che, a cominciare dall’esperienza del Pci, non hanno mai conosciuto un modello democratico interno perché avevano un altro impianto e un altro modello. Quello che comunemente veniva definito come centralismo democratico. Ecco perché quando si parla di correnti che organizzano convegni politici e culturali vanno sempre salutati con gioia e anche con speranza.

Un futuro oltre la guerra: solidarietà  italiana per le bambine di Kharkiv.

Per il terzo anniversario della guerra in Ucraina, la giornalista e scrittrice Claudia Conte e l’associazione “La Memoria Viva” hanno promosso un’iniziativa umanitaria che ha permesso, grazie all’ospitalità della CEI, l’accoglienza in Italia di alcune bambine vittime del conflitto ancora in corso.

Con il sostegno della FIGC e del Presidente Gabriele Gravina, hanno avuto l’opportunità di incontrare la leggenda del calcio Andriy Shevchenko, oggi presidente della Federazione Calcistica Ucraina, in un emozionante incontro presso la sede della FIGC a Roma. Un momento davvero speciale per celebrare la solidarietà verso un popolo devastato da una guerra che ha causato migliaia di vittime e milioni di rifugiati.

Una nuova missione solidale che si propone di offrire nel mese di febbraio alle piccole sfortunate un periodo di sollievo e serenità, lontano dai traumi della guerra, ospiti della CEI grazie all’intervento di Monsignor Massimo Angelelli (Direttore Generale della Pastorale della Salute).

Le bambine sfollate da Kharkiv e accolte a Krasnokutsk, potranno visitare diverse città italiane, partecipando a eventi culturali e ricreativi. Tra le tappe previste, il celebre Carnevale di Viareggio, dove presenteranno la Bambolina Vilna. Lo scopo della presentazione sarà la missione “Adotta una Vilna”: Vilna, che simboleggia la Libertà, è una bambolina fatta in stoffa e lana lavorata all’uncinetto, di circa 25 centimetri di altezza, prodotta da un piccolo gruppo di donne vedove o ragazze orfane di guerra. Le bamboline, confezionate a Krasnokutsk, saranno inviate in Italia e distribuite a chi avrà fatto una donazione di almeno 25 euro sul conto aperto in Ucraina dal sindaco Iryna Karabut, che mensilmente rendiconterà la cifra e la provenienza delle donazioni e come sono stati spesi i fondi.

La delegazione, dopo l’incontro anche con Sami Modiano, uno degli ultimi testimoni della Shoah, il cantante e compositore Ermal Meta, e da Giuliano Amato, Presidente dell’istituto dell’enciclopedia Treccani, si concluderà poi con le visite alla Camera dei Deputati dal Presidente della commissione cultura l’on. Federico Mollicone, presso la Sede del Dipartimento della Protezione Civile.

Beic, Zucchi: non ho infranto nessuna regola, sicuro del mio operato

Milano, 4 feb. (askanews) – “Io sono speranzoso perch credo veramente che niente nel mio comportamento possa avere infranto nessuna regola”. Lo ha detto l’architetto Cino Zucchi dopo l’interrogatorio davanti al gip Luigi Iannelli che dovr stabilire se accogliere la richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla procura di Milano per lui e per il collega e per il collega Stefano Boeri nell’ambito dell’inchiesta sulla realizzazione della Beic, la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura che dovrebbe sorgere nella zona di Porta Vittoria a Milano anche grazie a fondi del Pnrr.

“Ho sempre lavorato nella totale assenza di ogni conoscenza dei partecipanti, per cui nell’anonimato. Il concorso voleva giudicare il progetto e non i progettisti. Questo abbiamo fatto”, ha sottolineato l’achitetto. E ancora: “Ho giudicato veramente nell’anominato totale. Mi sembra di aver chiarito tutto bene, poi quello che succeder non nella mie mani”, ha aggiunto Zucchi definendosi “assolutamente sicuro” del proprio operato”.

Stando all’accusa formualata dai pm milanesi, Zucchi e Boeri sono indagati per turbativa d’asta perch, in veste di commissari della giuria del concorso internazionale per la progettazione della Beic, non avrebbero dichiarato “posizioni di potenziale conflitto d’interesse” e “situazioni di incompatibilit” con alcuni componenti della cordata che si aggiudic il bando.

“Ho chiesto alla segreteria il concetto di conflitti e mi hanno detto che c’ conflitto di interessi solo se c’ un rapporto di lavoro in corso. Cos ho scritto che non c’era un’esistenza di conflitti – ha spiegato l’archistar -. Poi, quando venuta fuori qualche polemica, ho mandato mail al Rup dettagliando i miei rapporti con le altre persone, non so se tardivamente. Comunuque il Rup aveva tutte le possibilit per eventualmente prendere decisioni. Per cui la mia firma sulla non esistenza di conflitti di fatto era data da una defizione loro, secondo cui l’incompatibilit sussiste solo se c’ un rapporto di lavoro attivo con uno scambio economico”.

Auto, Nissan ritira la proposta di fusione con Honda

Roma, 5 feb. (askanews) – Nissan Motor sospenderà i colloqui per la fusione con Honda Motor, poiché i due produttori automobilistici giapponesi non sono riusciti a raggiungere un consenso sui termini dell’accordo. Lo riferisce oggi il Nikkei.

Nissan ritirerà il memorandum d’intesa relativo alle negoziazioni sull’integrazione aziendale, firmato a dicembre. La decisione è stata presa poiché le aziende non sono riuscite a concordare la valutazione di ciascuna parte nell’ambito di una holding. Nissan ha inoltre respinto una proposta di Honda di trasformarla in una sua controllata.

Honda e Nissan avevano pianificato di annunciare l’esito dei colloqui iniziali entro la metà di febbraio. Non è ancora deciso se ci sia la possibilità di riprendere i negoziati o se continuerà solamente la collaborazione sui veicoli elettrici.

Nel mese di dicembre, Honda e Nissan avevano annunciato l’avvio dei colloqui per l’integrazione aziendale, con l’obiettivo di costituire una holding comune entro agosto 2026, che avrebbe creato il terzo gruppo automobilistico più grande al mondo.

Honda aveva fissato la fine di gennaio come termine ultimo affinché Nissan presentasse un piano per azioni di rilancio volte a migliorare le proprie performance aziendali, che l’accordo definiva come “premessa” dell’integrazione aziendale. Nonostante l’annuncio di novembre di tagliare 9.000 posti di lavoro a livello globale, Nissan ha faticato a finalizzare il suo piano a causa della forte resistenza ai tagli del personale nelle fabbriche in varie località.

All’IIC di Miami la mostra fotografica 1000 Miglia

Roma, 4 feb. – A Miami, la storia della 1000 Miglia rivive attraverso immagini straordinarie in una mostra fotografica esclusiva ospitata dall’Istituto Italiano di Cultura. Un’esposizione – segnala un servizio video di Italia Report Usa – che racconta, attraverso l’obiettivo dei pi talentuosi fotografi, l’essenza di una delle gare automobilistiche pi iconiche al mondo, unendo passione, eleganza e tradizione. La mostra sar aperta la pubblico fino al 10 Aprile 2025.

L’evento, presentato da Stefano Cerrato direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Miami, ha visto la partecipazione del Console Generale a Miami Michele Mist, il direttore generale 1000 Miglia Francesca Parolin e un folto pubblico, entusiasta del prossimo appuntamento della corsa automobilistica che percorrer le strade della Florida partendo da Miami.

Dai modelli d’epoca che sfrecciano lungo le strade italiane ai volti concentrati dei piloti, ogni fotografia cattura e trasmette l’adrenalina e la bellezza senza tempo della 1000 Miglia. Un viaggio visivo che ripercorre le tappe pi emozionanti della storica corsa, attraversando borghi pittoreschi, paesaggi mozzafiato e citt ricche di fascino.

L’esposizione non solo un omaggio alla competizione, ma anche alla cultura e al design italiani, elementi che hanno reso l’iconica corsa un evento celebrato in tutto il mondo.

1000 Miglia Experience USA Florida

Per la prima volta nella sua storia, la leggendaria 1000 Miglia approda in Florida, portando con s tutto il fascino e l’eleganza della celebre corsa italiana. A presentare l’evento che segna la stori oltreoceano della corsa il presidente 1000 Miglia Experience USA Florida, Massimo Cicatiello.

Dal 22 al 25 febbraio 2025, le strade del Sunshine State faranno da palcoscenico a un evento straordinario che unir la passione per le auto d’epoca ai paesaggi spettacolari della Florida. Il percorso designato toccher le localit iconiche, da Miami a Orlando, da Palm Beach a Tampa, offrendo un mix perfetto tra tradizione e innovazione. Con la partecipazione di vetture storiche che hanno scritto la storia dell’automobilismo, la Mille Miglia Florida promette di regalare agli spettatori un’esperienza unica, celebrando il prestigio di una gara che da quasi un secolo incanta il mondo intero.

Pecoraro Scanio: eolico offshore risposta a emergenza clima

Roma, 4 feb. (askanews) – Per Alfonso Pecoraro Scanio (Presidente della Fondazione UniVerde) “Le transizioni ecologica e digitale sono una priorit assoluta per affrontare la crisi climatica, superare i combustibili fossili e percorrere l’obiettivo dell’indipendenza energetica per l’Italia. Proprio la diffusione, attenta e sostenibile, dell’eolico offshore pu conciliare l’esigenza di costruire impianti a mare, lontano dalle coste, cogliendo l’opportunit di creare in quelle zone aree protette che favoriscano il ripopolamento e il recupero degli habitat, la conservazione delle risorse biologiche marine, mirando al rispetto della biodiversit che li popolano, a partire dai cetacei e dall’avifauna che li sorvola lungo le rotte migratorie. importante che la realizzazione di questo impianto eolico offshore galleggiante sia stato preceduto da un’accurata validazione scientifica, assicurata dai ricercatori dell’Anton Dohrn. Le scelte virtuose rappresentano il tassello fondamentale per percorrere la giusta transizione energetica, capace di soddisfare le necessit di resilienza e sostenibilit. Occorre dimostrare che le rinnovabili possono essere realizzate in modo da garantire sostenibilit ambientale e sociale oltre che economica”. Lo dichiara in occasione dell’evento “Med Wind: sostenibilit ambientale, comunit locali e governance partecipativa”, promosso da Fondazione UniVerde, Stazione Zoologica “Anton Dohrn” e Renexia, che si svolto oggi a Roma presso la Sala delle Colonne dell’Universit Luiss Guido Carli e in diretta streaming su Radio Radicale, con l’event partnership di Seas Geosciences.

Podcast-mania: l’83,5% degli italiani li ascolta

Milano, 04 feb. (askanews) – Fenomeno podcast. Un formato narrativo che sta vivendo una rapida espansione, conquistando sempre pi ascoltatori grazie all’incredibile versatilit che consente di ascoltare storie ovunque e in qualsiasi momento. Secondo la ricerca “Gli italiani, i podcast e il True Crime” commissionata ad AstraRicerche da glo, brand di BAT Italia per dispositivi scalda stick, ben l’83,5% degli italiani ascoltano un podcast almeno ogni tanto, con il 35% che li ascolta 4 o pi giorni a settimana e un sorprendente 17,9% che lo fa ogni giorno.

“Questa ricerca appena realizzata per glo ci racconta il rapporto tra gli italiani e i podcast – ha spiegato Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche – Il punto pi interessante forse sono i tipi di podcast, perch se attualmente il pi interessante risulta essere quello delle storie di vita, di esperienze personali, abbiamo al secondo posto il True Crime. Il 37% di gradimento complessivo che per sale al 45% presso le donne, un dato veramente impressionante. In pi c’ una grande possibilit di far crescere questo mondo del podcast True Crime perch il 58% lo ritiene molto o moltissimo rilevante per s, quindi ancor pi della percentuale attuale”.

In questo clima di mistero e curiosit crescente per il True Crime, glo ha deciso di entrare in gioco con il suo primo AudioMystery. “Il regalo per Gloria – Un enigma da scartare” una serie di 8 episodi, della durata di circa 4 minuti e 30 secondi ciascuno, narrati dalla talentuosa Marta Filippi, attrice, comica e doppiatrice.

“Il regalo per Gloria, un’enigma da scartare” – ha sottolineato l’attrice e doppiatrice Marta Filippi – un’audio mystery e si basa principalmente sulla scelta del genere, che il genere investigativo, che sicuramente rispetto agli altri podcast di carattere intrattenitivo ha la caratteristica di coinvolgere l’ascoltatore e di renderlo parte integrante dell’esperienza, quindi guidandolo attraverso gli accadimenti, attraverso le riflessioni a maturare anche la propria opinione, maturare il proprio pensiero, il proprio sospetto e quindi divertirsi e giocare insieme ai protagonisti che poi faranno prendere vita alla storia”.

Un’esperienza immersiva in cui mistero, emozioni e colpi di scena terranno gli ascoltatori con il fiato sospeso, mentre risolvono enigmi e scoprono segreti nascosti. Dal 31 gennaio gli episodi del podcast sono pubblicati ogni settimana su discoverglo.com.

Trump: ricollocazione di tutti i palestinesi e controllo Usa di Gaza a lungo termine

Roma, 5 feb. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump ha suggerito che gli Stati Uniti “prenderanno il controllo della Striscia di Gaza”, fornendo ulteriori dettagli sul suo desiderio di vedere i palestinesi allontanati dall’enclave, riferisce la Cnn. “Gli Stati Uniti prenderanno il controllo della Striscia di Gaza”, ha detto Trump. “Saremo responsabili dello smantellamento di tutte le pericolose bombe inesplose e altre armi sul sito. Livellare il sito e sbarazzarsi degli edifici distrutti, livellarlo, creare uno sviluppo economico che fornirà un numero illimitato di posti di lavoro e alloggi per la gente della zona, fare un vero lavoro, fare qualcosa di diverso”. Alla domanda, in conferenza stampa, se le truppe statunitensi saranno schierate a Gaza Trump ha risposto: “Faremo ciò che è necessario. Se è necessario, lo faremo. Prenderemo il controllo di quel posto”.

Incalzato dalle domande, a Trump – sottolinea The Guardian – è stato chiesto quale autorità consentirebbe agli Stati Uniti di “prendere il controllo” della Striscia di Gaza, il presidente degli Stati Uniti ha risposto di vedere persino una “posizione di possesso a lungo termine” (“long-term ownership position”) che, a suo dire, porterà “grande stabilità” all’intera regione del Medio Oriente.

Martedì Trump ha ripetutamente lanciato l’idea di trasferire i palestinesi dalla Striscia, ribadendo la sua convinzione anche durante la conferenza stampa con il premier israeliano.

La Striscia di Gaza è un “simbolo di morte e distruzione” per molti decenni e un posto “sfortunato”, ha detto il presidente Usa Donald Trump, nella conferenza alla Casa Bianca, con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ribadendo quello che più volte ha sostenuto durante la giornata. Trump ha nuovamente espresso la convinzione che Gaza non dovrebbe “attraversare un processo di ricostruzione e occupazione da parte delle stesse persone che hanno vissuto un’esistenza miserabile lì”. Il presidente Usa ha rimarcato in conferenza stampa la necessità che i palestinesi dovrebbero andare in altri Paesi, senza – come annota The Guardian – nominarne nessuno in particolare: “Potrebbero essere dei siti o potrebbe essere un unico grande sito” dove le persone vivrebbero “in tutta comodità e pace”, ha detto, sostenendo ancora una volta che “l’unica ragione per cui i palestinesi vogliono tornare a Gaza è che non hanno alternative”.

In conferenza stampa, da parte sua Netanyahu ha chiesto a Trump di aiutare a garantire il futuro di Israele, sottolineando che “dobbiamo finire il lavoro a Gaza”. Il premier israeliano ha ribadito che Israele ha tre obiettivi: distruggere Hamas, garantire il rilascio degli ostaggi e “garantire che Gaza non rappresenti mai più una minaccia per Israele”. Netanyahu più volte durante il suo intervento ha elogiato il modo non convenzionale di pensare e trovare soluzioni di Trump, confidando che gli Usa aiuteranno Israele a raggiungere gli obiettivi: “Israele porrà fine alla guerra vincendo la guerra. La vittoria di Israele sarà la vittoria dell’America. Non solo vinceremo la guerra lavorando insieme, ma vinceremo la pace con la vostra leadership, signor Presidente, e la nostra partnership”.

Eolico offshore, Toto: da Med Wind l’energia che serve al paese

Roma, 4 feb. (askanews) – “Siamo veramente orgogliosi di aver illustrato lo Studio di Impatto Ambientale del nostro progetto Med Wind. Per Renexia stato un investimento complessivo di circa 42 milioni di euro, uno dei pi rilevanti in assoluto in questo ambito. fondamentale porre delle basi solide per concretizzare un parco da 3 GW come Med Wind che assicurer il 3% del fabbisogno energetico nazionale, evitando milioni di tonnellate di emissioni climalteranti. Oltre che su ambiente e transizione energetica, le ricadute positive si inquadrano anche dal punto di vista industriale, siamo di fronte alla possibilit di dare il via a una filiera nazionale industriale specializzata nell’eolico, rivolta anche ai mercati internazionali. La fabbrica di turbine a cui stiamo lavorando va proprio in tale direzione: creare una grande industria eolica italiana e far crescere l’occupazione”.

Lo dichiara Riccardo Toto (Direttore Generale di Renexia), in occasione dell’evento “Med Wind: sostenibilit ambientale, comunit locali e governance partecipativa”, promosso da Fondazione UniVerde, Stazione Zoologica “Anton Dohrn” e Renexia, che si svolto oggi a Roma presso la Sala delle Colonne dell’Universit Luiss Guido Carli e in diretta streaming su Radio Radicale, con l’event partnership di Seas Geosciences.

Cancro, dalle esperienze dei pazienti al diritto alla salute

Roma, 4 feb. (askanews) – Pi di una diagnosi clinica, il cancro una questione profondamente personale. Ogni diagnosi nasconde una storia umana unica fatta di dolore, guarigione, resilienza, amore. Per questo, un approccio alla cura incentrato sulla persona, che integri appieno le esigenze specifiche di ciascun individuo, con compassione ed empatia, porta a migliori risultati di salute. In occasione della Giornata Mondiale contro il cancro, che si celebra ogni anno il 4 febbraio, il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere” ha riunito a Roma, per il terzo anno consecutivo, le associazioni dei pazienti oncologici e onco-ematologici e i decisori politici: obiettivo sensibilizzare l’opinione pubblica e sollecitare azioni dei Governi e della collettivit per migliorare l’accesso alle cure contro i tumori.

Annamaria Mancuso, presidente Salute Donna ODV e Coordinatrice “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”: “Questo uno dei temi fondamentali, perch ancora oggi ci sono pazienti a cui non garantita completamente l’innovazione sanitaria. Una delle richieste e delle attivit che stiamo portando avanti proprio l’uguaglianza e il diritto alla cura, il diritto ai servizi che i pazienti necessitano per curarsi e quindi per superare la malattia”.

Nell’evento stato fatto il punto sulle principali priorit nell’agenda politica a sostegno dei pazienti oncologici e onco-ematologici, con un focus su alcune delle novit legislative inserite nella legge di Bilancio 2025-2027 su proposta del Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, a partire dal coinvolgimento e dalla partecipazione delle Associazioni dei pazienti ai processi decisionali in materia di salute.

Annamaria Mancuso, presidente Salute Donna ODV e Coordinatrice “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”: “Sono 10 anni che lavoriamo con i parlamentari, finalmente ha visto la luce. E’ importante che le associazioni siano associazioni che comunque siano territorialmente formate da almeno 10 anni. Devono essere associazioni che rappresentano una grossa rete e che siano anche regionali, quindi importante che conoscano i territori regionali, se l’inclusione a livello ministeriale e a livello centrale. L’inclusione deve essere dettata dalla conoscenza, la capillarit e soprattutto che rappresentino veramente i pazienti”.

In Italia nel 2024 sono state stimate 390.000 nuove diagnosi di cancro, numero tendenzialmente stabile rispetto al precedente biennio. Un trend favorevole che si associa ad altri due dati positivi: la riduzione della mortalit nella fascia giovani-adulti e il costante incremento del numero di persone che vivono dopo una diagnosi di cancro. La rappresentanza dei pazienti nelle fasi decisionali ha ispirato la collaborazione con l’Intergruppo parlamentare “Insieme per un impegno contro il cancro”. In questo contesto, assume un ruolo importante l’istituzione del Registro Unico delle Associazioni della salute, che prevede la partecipazione attiva degli Enti del Terzo settore nei processi decisionali istituzionali in ambito sanitario.

On. Vanessa Cattoi, coordinatrice alla Camera dell’Intergruppo “Insieme per un impegno contro il cancro”: “Non dobbiamo solo ascoltare i medici esperti, soprattutto lato sanitario, ma dobbiamo cercare di dar voce soprattutto alla parte legata alle esigenze del paziente e quindi come meglio fare se non inserirla attivamente all’interno di questi tavoli e permettere loro quindi di essere ancora maggiormente incisivi sotto l’aspetto legislativo? Noi come Intergruppo ci siamo ma riteniamo fondamentale e importantissimo la loro costante presenza anche all’interno di questi tavoli”.

Formula1, Ferrari in pista a Barcellona

Roma, 4 feb. (askanews) – La Ferrari è tornata in pista a Barcellona per la prima delle due giornate di test Pirelli da condividere sul tracciato catalano assieme alla McLaren. Si provano le gomme per il 2026 ma sono Km buoni anche per continuare la preparazione in vista dell’inizio della nuova stagione (primo weekend 14-16 marzo in Australia). Lewis Hamilton, salito la scorsa settimana sulla SF-23, stavolta ha provato la monoposto dello scorso Mondiale. Per Charles Leclerc , invece, la possibilità di recuperare il precedente la parte del ‘Testing previous Cars’ non concluso dopo l’incidente di Lewis. Per il monegasco la SF-23 a disposizione, come da regolamento. In pista a Barcellona per il Tpc anche l’Alpine.

L’ad Ferrari, Benedetto Vigna, ha parlato anche degli obiettivi in F1 e di Hamilton in occasione della conference call con gli analisti finanziari: “A livello di brand, l’arrivo di Lewis fa sicuramente bene. Sarà una bella coppia con Leclerc. Puntiamo a competere ai vertici sia nel campionato di F1 che in quello Endurance, con una squadra rinforzata e un obiettivo chiaro: vincere”.

Sci, Italia d’oro ai mondialidi Saalbach nel parallelo misto

Roma, 4 feb. (askanews) – È subito medaglia d’oro per l’Italia ai Mondiali di sci alpino di Saalbach. Gli azzurri hanno vinto il parallelo a squadre miste, gara di apertura della rassegna iridata sulle nevi austriache. Lara Della Mea, Giorgia Collomb, Alex Vinatzer e Filippo Della Vite hanno disputato una gara impeccabile, eliminando nell’ordine Ucraina, Francia e Svezia e battendo la favorita Svizzera nella big final. Una sfida per l’oro equilibrata, finita 2-2 e vinta dagli azzurri grazie alla migliore somma dei tempi. Merito del 25.43 della 18enne Giorgia Collomb (al primo Mondiale in carriera dopo l’esordio a novembre in Coppa del Mondo) e del 24.48 di Alex Vinatzer. In totale 49.91, 45 centesimi in meno rispetto alla somma dei tempi di Luca Aerni e Delphine Darbellay che avevano battuto Della Vite e Della Mea. Medaglia di bronzo, invece, alla Svezia che ha battuto gli Stati Uniti nella small final.

Far Fading West di Luisa Menazzi Moretti, mondi che scompaiono

Roma, 4 feb. (askanews) – Far Fading West di Luisa Menazzi Moretti, edizioni Artem, è un libro fotografico, ma è anche una mostra, e un incontro per una riflessione su mondi che scompaiono, in un viaggio per immagini che dal Texas parla all’Italia.

Venerdì 7 febbraio ore 18.00, alle Librerie.coop di Mestre, in Piazza Ferretto, l’autrice Luisa Menazzi Moretti presenta il suo lavoro insieme a Roberta Valtorta, critica e storica della fotografia, curatrice del volume. Con loro apre la riflessione, Vanni Pettinà, professore di Storia e istituzioni delle Americhe, Ca’ Foscari. Modera l’incontro Domenico Lanzilotta, giornalista e direttore di City Vision.

Far Fading West è un viaggio mistico attraverso 169 scatti che raccontano la dissoluzione di un mondo. Tappeti scoloriti dalla polvere, intonaci sbiaditi, assi di legno mangiate dai tarli, strade spaccate dal sole, villaggi fantasma nel grigiore bucato da sprazzi di colore di murales e vecchi cartelloni, un Texas che va scomparendo, nell’ombra di poche figure umane, che solitarie si aggirano tra ciò che resta, che si aggrappano allo scheletro di un mondo che non può ritornare. Come il cowboy (nella foto) che lentamente, in sella al suo cavallo, percorre una modernissima, deserta autostrada di Houston. Solitudini catturate dal lavoro di Luisa Menazzi Moretti, l’autrice, italo americana, che di questa dualità di identità e cultura arricchisce lo sguardo nel passaggio delle immagini attraverso l’obiettivo. Ma la dissoluzione di questo mondo – un mondo, il West, che per tanti anni è stata iconografia viva nell’immaginario collettivo italiano – la sua solitudine, questo ultimo tentativo di restare attaccati, senza forza, con un gesto quasi necessario a ciò che sta scomparendo, raccontato negli scatti di Far Fading West è qualcosa che non è lontano, non è solo Texas e non è solo un luogo. È uno stato mentale. È una “mistica” universale, che – attraverso il rispetto e la delicatezza dell’obiettivo dell’artista che ha raccolto queste immagini – parla a tutti. Parla alla solitudine e al disgregarsi delle periferie italiane, all’abbandono di aree industriali, al disfacimento di un tessuto sociale, di un’economia, manifatturiera ma anche agricola, che ancora non è riuscita a reinventarsi, in bilico fra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere, oltre le tenaglie della “modernità”.

Far Fading West parte dal Texas ma parla anche all’Italia, per questo dal libro fotografico è nato un progetto di dialogo, attraverso la presentazione del lavoro in librerie e biblioteche, selezionate in base alla loro attenzione all’arte e al sociale. Incontri per parlare di un mondo, quello del Texas, ma anche per riflettere sul racconto universale dell’uomo che cerca di non perdere il suo passato, mentre lotta per prendersi il futuro, della solitudine che spesso attraversa il cambiamento, di una crisi economica e sociale che ha cambiato anche i nostri paesaggi. E Mestre, con le Librerie.coop è il punto di partenza di questo nuovo viaggio.

Sanremo, Simone Cristicchi porto una tematica che una bomba ad orologeria

Milano, 4 feb. (askanews) – Simone Cristicchi in gara al 75 Festival di Sanremo con il brano “Quando sarai piccola”, che sar contenuto in “Dalle tenebre alla luce” (Dueffel Music/ADA Music Italy), la speciale edizione dell’ultimo album in uscita il 14 febbraio in digitale, cd e vinile. Veterano del Festival, Cristicchi un poeta e un cantautore di razza che arriva sul palco dell’Ariston in modi dirompente.

“Sanremo lo vivo con grande tranquillit, con grande serenit, ma anche con pronto a stupirmi anche, che possa succedere qualcosa di meraviglioso, al di l del discorso della gara o del piazzamento, diciamo, nella finale. La cosa che mi conforta che Carlo Conti mi d la possibilit di comunicare con milioni di persone una tematica che una bomba ad orologeria, nel senso che spero possa essere capace di scoperchiare una pentola chiusa e l’emotivit di questa umanit di oggi che molto compressa. Nonostante questo oceano di parole e di informazioni in cui siamo immersi, forse questa canzone riesce a smuovere delle corde profonde, almeno questo mi auguro, a toccare l’anima delle persone”.

“Quando sarai piccola” un brano scritto dallo stesso artista insieme a Nicola Brunialti, con la musica composta da Cristicchi e Amara e gli arrangiamenti di Francesco Musacco. A dirigere l’orchestra del Festival di Sanremo per Simone Cristicchi ci sar il Maestro Valter Sivilotti.

“Quando sarai piccola nasce il bisogno di raccontare un dolore privato, quello legato alla figura di mia madre stata l’ispirazione di questo testo, ma nello stesso tempo vuole raccontare una condizione che si trovano a vivere pressoch tutti quelli che hanno la fortuna di avere dei genitori che invecchiando ritornano ad essere fragili e bambini. In questo testo ho cercato con delicatezza, con quel senso di grande tenerezza che tutto ci comporta, ma anche con quel pizzico di rabbia, di impotenza, per una condizione che ci troviamo ad affrontare, e soprattutto dobbiamo accettare come il ciclo naturale della nostra esistenza”.

Nella serata delle cover Simone Cristicchi duetter con Amara sulle note de “La cura”, uno dei brani pi amati di Franco Battiato.

Attualmente Simone Cristicchi e Amara sono impegnati nelle repliche del tour “Torneremo ancora – Concerto mistico per Battiato”, che da giugno del 2022 ad oggi ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica, registrando numerosi sold out nei pi prestigiosi teatri italiani. Da marzo torneranno in scena e calcheranno il palco del Teatro Brancaccio di Roma, per poi proseguire a Imperia, a Trento, a Jesolo (Venezia) e, accompagnati da Orchestra Sinfonica, a Taranto, a Potenza e a Matera.

Prodotto da Francesco Migliacci e Francesco Musacco, “Dalle tenebre alla luce” il quinto album in studio di Simone Cristicchi e prende il nome dal brano incluso nell’album e tratto dallo spettacolo teatrale del poliedrico artista, “Paradiso – Dalle tenebre alla luce”.

La Rai ricorre in appello contro la sentenza del Tar Liguria su Sanremo

Roma, 4 feb. (askanews) – “Rai informa di aver proposto appello avverso la sentenza del Tar Liguria avendo interesse a far accertare la piena legittimità delle delibere con le quali il Comune di Sanremo le aveva concesso in uso esclusivo il marchio ‘Festival della Canzone Italiana’, fermo restando che – come riconosciuto dalla stessa sentenza appellata – nessuno al di fuori di Rai è titolato a organizzare il Festival nella sua versione attuale i cui diritti spettano a quest’ultima in via esclusiva”. E’ quanto sottolinea la Rai in una nota.