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Far Fading West di Luisa Menazzi Moretti, mondi che scompaiono

Roma, 4 feb. (askanews) – Far Fading West di Luisa Menazzi Moretti, edizioni Artem, è un libro fotografico, ma è anche una mostra, e un incontro per una riflessione su mondi che scompaiono, in un viaggio per immagini che dal Texas parla all’Italia.

Venerdì 7 febbraio ore 18.00, alle Librerie.coop di Mestre, in Piazza Ferretto, l’autrice Luisa Menazzi Moretti presenta il suo lavoro insieme a Roberta Valtorta, critica e storica della fotografia, curatrice del volume. Con loro apre la riflessione, Vanni Pettinà, professore di Storia e istituzioni delle Americhe, Ca’ Foscari. Modera l’incontro Domenico Lanzilotta, giornalista e direttore di City Vision.

Far Fading West è un viaggio mistico attraverso 169 scatti che raccontano la dissoluzione di un mondo. Tappeti scoloriti dalla polvere, intonaci sbiaditi, assi di legno mangiate dai tarli, strade spaccate dal sole, villaggi fantasma nel grigiore bucato da sprazzi di colore di murales e vecchi cartelloni, un Texas che va scomparendo, nell’ombra di poche figure umane, che solitarie si aggirano tra ciò che resta, che si aggrappano allo scheletro di un mondo che non può ritornare. Come il cowboy (nella foto) che lentamente, in sella al suo cavallo, percorre una modernissima, deserta autostrada di Houston. Solitudini catturate dal lavoro di Luisa Menazzi Moretti, l’autrice, italo americana, che di questa dualità di identità e cultura arricchisce lo sguardo nel passaggio delle immagini attraverso l’obiettivo. Ma la dissoluzione di questo mondo – un mondo, il West, che per tanti anni è stata iconografia viva nell’immaginario collettivo italiano – la sua solitudine, questo ultimo tentativo di restare attaccati, senza forza, con un gesto quasi necessario a ciò che sta scomparendo, raccontato negli scatti di Far Fading West è qualcosa che non è lontano, non è solo Texas e non è solo un luogo. È uno stato mentale. È una “mistica” universale, che – attraverso il rispetto e la delicatezza dell’obiettivo dell’artista che ha raccolto queste immagini – parla a tutti. Parla alla solitudine e al disgregarsi delle periferie italiane, all’abbandono di aree industriali, al disfacimento di un tessuto sociale, di un’economia, manifatturiera ma anche agricola, che ancora non è riuscita a reinventarsi, in bilico fra ciò che è stato e ciò che potrebbe essere, oltre le tenaglie della “modernità”.

Far Fading West parte dal Texas ma parla anche all’Italia, per questo dal libro fotografico è nato un progetto di dialogo, attraverso la presentazione del lavoro in librerie e biblioteche, selezionate in base alla loro attenzione all’arte e al sociale. Incontri per parlare di un mondo, quello del Texas, ma anche per riflettere sul racconto universale dell’uomo che cerca di non perdere il suo passato, mentre lotta per prendersi il futuro, della solitudine che spesso attraversa il cambiamento, di una crisi economica e sociale che ha cambiato anche i nostri paesaggi. E Mestre, con le Librerie.coop è il punto di partenza di questo nuovo viaggio.

Sanremo, Simone Cristicchi porto una tematica che una bomba ad orologeria

Milano, 4 feb. (askanews) – Simone Cristicchi in gara al 75 Festival di Sanremo con il brano “Quando sarai piccola”, che sar contenuto in “Dalle tenebre alla luce” (Dueffel Music/ADA Music Italy), la speciale edizione dell’ultimo album in uscita il 14 febbraio in digitale, cd e vinile. Veterano del Festival, Cristicchi un poeta e un cantautore di razza che arriva sul palco dell’Ariston in modi dirompente.

“Sanremo lo vivo con grande tranquillit, con grande serenit, ma anche con pronto a stupirmi anche, che possa succedere qualcosa di meraviglioso, al di l del discorso della gara o del piazzamento, diciamo, nella finale. La cosa che mi conforta che Carlo Conti mi d la possibilit di comunicare con milioni di persone una tematica che una bomba ad orologeria, nel senso che spero possa essere capace di scoperchiare una pentola chiusa e l’emotivit di questa umanit di oggi che molto compressa. Nonostante questo oceano di parole e di informazioni in cui siamo immersi, forse questa canzone riesce a smuovere delle corde profonde, almeno questo mi auguro, a toccare l’anima delle persone”.

“Quando sarai piccola” un brano scritto dallo stesso artista insieme a Nicola Brunialti, con la musica composta da Cristicchi e Amara e gli arrangiamenti di Francesco Musacco. A dirigere l’orchestra del Festival di Sanremo per Simone Cristicchi ci sar il Maestro Valter Sivilotti.

“Quando sarai piccola nasce il bisogno di raccontare un dolore privato, quello legato alla figura di mia madre stata l’ispirazione di questo testo, ma nello stesso tempo vuole raccontare una condizione che si trovano a vivere pressoch tutti quelli che hanno la fortuna di avere dei genitori che invecchiando ritornano ad essere fragili e bambini. In questo testo ho cercato con delicatezza, con quel senso di grande tenerezza che tutto ci comporta, ma anche con quel pizzico di rabbia, di impotenza, per una condizione che ci troviamo ad affrontare, e soprattutto dobbiamo accettare come il ciclo naturale della nostra esistenza”.

Nella serata delle cover Simone Cristicchi duetter con Amara sulle note de “La cura”, uno dei brani pi amati di Franco Battiato.

Attualmente Simone Cristicchi e Amara sono impegnati nelle repliche del tour “Torneremo ancora – Concerto mistico per Battiato”, che da giugno del 2022 ad oggi ha ottenuto un grande successo di pubblico e di critica, registrando numerosi sold out nei pi prestigiosi teatri italiani. Da marzo torneranno in scena e calcheranno il palco del Teatro Brancaccio di Roma, per poi proseguire a Imperia, a Trento, a Jesolo (Venezia) e, accompagnati da Orchestra Sinfonica, a Taranto, a Potenza e a Matera.

Prodotto da Francesco Migliacci e Francesco Musacco, “Dalle tenebre alla luce” il quinto album in studio di Simone Cristicchi e prende il nome dal brano incluso nell’album e tratto dallo spettacolo teatrale del poliedrico artista, “Paradiso – Dalle tenebre alla luce”.

La Rai ricorre in appello contro la sentenza del Tar Liguria su Sanremo

Roma, 4 feb. (askanews) – “Rai informa di aver proposto appello avverso la sentenza del Tar Liguria avendo interesse a far accertare la piena legittimità delle delibere con le quali il Comune di Sanremo le aveva concesso in uso esclusivo il marchio ‘Festival della Canzone Italiana’, fermo restando che – come riconosciuto dalla stessa sentenza appellata – nessuno al di fuori di Rai è titolato a organizzare il Festival nella sua versione attuale i cui diritti spettano a quest’ultima in via esclusiva”. E’ quanto sottolinea la Rai in una nota.

Dai dazi Usa alla Ia, in dibattito AmCham tutte le sfide per l’Ue

Milano, 4 feb. (askanews) – La competitività e i valori europei, lo sviluppo, le nuove tecnologie e le regole non sono in contraddizione ma elementi complementari di una Europa sicuramente più forte e resiliente, non timorosa dei dazi, ma che sappia piuttosto rilanciare la partnership transatlantica. È quanto emerso oggi a Milano a “Il futuro della competitività europea, tra innovazione, sostenibilità e sicurezza”, primo appuntamento per il 2025 dei simposi organizzati da AmCham Italy “Walk the Talk”, ormai giunti alla quarta edizione. Ad aprire i lavori Simone Crolla, managing director di AmCham Italy, e subito a seguire l’europarlamentare Carlo Fidanza (FdI), che la sua introduzione ha spiegato come l’Italia può fare da “cerniera” tra interessi europei e americani e avere un ruolo di guida in un’Europa che sappia osare rilanciando “la partnership transatlantica” senza aver paura dei dazi.

Fidanza ha evidenziato la necessità della semplificazione in sede europea, di un’Europa appetibile anche come sede per l’innovazione, oltre a mettere in luce gli “interessi geostrategici che possono convergere”. Uno spunto riemerso anche nel successivo dibattito condotto da Federica Di Pillo, capo delle relazioni esterne di AmCham Italy.

Va detto che in un contesto globale sempre più interconnesso e complesso, l’Europa si trova ad affrontare sfide decisive per preservare e accrescere la propria competitività. Il recente rapporto “Il futuro della competitività europea” presentato da Mario Draghi alla Commissione Europea fornisce una visione strategica su come coniugare innovazione, sostenibilità e sicurezza, elementi essenziali per assicurare un futuro prospero al continente.

Di Pillo ha ricordato che la Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen ha di recente spiegato come la visione europea di competitività economica sia un equilibrio tra innovazione e valori sociali condivisi. E come la semplificazione e la stabilità normativa siano punti fondamentali per guardare al futuro con sicurezza e come la competitività e i valori non siano. E proprio durante il dibattito su un tema di estrema attualità – l’Intelligenza artificiale – Andrea Galvagni, responsabile per l’Italia di Palantir Technologies, ha chiarito: “ci sono tanti settori dove l’Ia può essere impiegata. Forse la domanda è dove non può essere impiegata. Quanto all’aspetto della sicurezza, è importante per l’Europa sviluppare le proprie tecnologie” ma “c’è uno spazio enorme per innovare” ed “è importante” che l’Europa abbia la propria innovazione, ha detto. Ma soprattutto: l’Intelligenza artificiale può essere uno strumento per armonizzare l’innovazione con la complicata regolamentazione europea. Secondo Galvagni, infatti, in Europa abbiamo “molta regolamentazione”, abbiamo “tanti metodi per mettere nuove regolamentazioni e pochi per toglierle”, ma questo non vuol dire che le regole siano da smantellare, anzi le regolamentazioni devono essere la “base per costruire”.

Sempre Galvagni ha chiarito come in Europa non ci sia “un problema di innovazione, in quanto tale. Noi abbiamo in Europa delle aziende che sono leader nel mondo in tantissimi campi”. Ma tuttavia “abbiamo un forte problema culturale di comprensione di cosa sia il software”, anche tenendo conto che “tutte le più grosse aziende del mondo, a oggi, sono americane e sono aziende di software”. E se nel Vecchio continente “siamo estremamente bravi nel creare hadware”, non lo siamo altrettanto con il software che “è qualcosa di vivo, che va costantemente sperimentato, costantemente sviluppato, innovato e che richiede dei rischi” che però rimangono estremamente limitati. Insomma in Europa c’è “un problema culturale” che spinge a gestire l’innovazione del software e della Ia come quella dell’hardware. E quindi bisogna iniziare a capire meglio l’importanza del software e dell’intelligenza artificiale, soprattutto per le medie e piccole aziende. “Perché può essere un forte qualificatore. È una risorsa che non si stanca mai, ed è una risorsa a basso costo”, ha spiegato Galvagni.

Alla discussione hanno preso parte anche Paola Angeletti, Chief Sustainability Officer, Intesa Sanpaolo, Jacopo Brunelli, Managing Director & Senior Partner, BCG, Barbara Cominelli Ceo Italy & EMEA Retail Markets Lead, JLL Italy, ed Andrea Di Segni, Managing Director Italy, Morrow Sodali. Angeletti ha posto l’accento sulla necessità di “armonizzazione delle norme per le aziende e lo sviluppo della competitività con la volontà di semplificare il quadro normativo”. Per Di Segni la competitività può rappresentare anche “una spinta economica per le aziende europee”.

“Io ritengo che la sostenibilità sia da perseguire. Imperativo per il nostro paese è favorire la riduzione di emissioni, ma anche grande opportunità perché favorisce l’innovazione” ha detto Brunelli. Per Cominelli la “semplificazione è anche l’accessibilità, la vivibilità” e comunque dal punto di vista dell’infrastruttura l’Italia è ben posizionata e continuerà ad evolversi e ben posizionarsi.

I ministri andranno in Parlamento per ricostruire il caso Almasri, ma le opposizioni: Meloni scappa

Roma, 4 feb. (askanews) – Dopo giorni di polemiche dell’opposizione per gli interventi via social network della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il dibattito sulla vicenda Almasri si sposta finalmente nelle aule parlamentari: come era stato deciso prima di annullare l’informativa dei ministri Nordio e Piantedosi per via della loro iscrizione nel registro delle notizie di reato quali persone indagate insieme alla premier e al sottosegretario Alfredo Mantovano, saranno il Guardasigilli e il titolare del Viminale a ricostruire la vicenda del rimpatrio con volo di Stato italiano del libico che la Corte penale internazionale aveva chiesto di arrestare.

“Meloni continua a scappare dal Parlamento”, è il refrain delle opposizioni che ottengono la diretta Rai dell’informativa prima al Senato, poi, seguito di una ulteriore interlocuzione avviata dal Presidente, Lorenzo Fontana, anche alla Camera (per la diretta Rai, infatti, occorre l’unanimità di tutti i gruppi politici). Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, rivendica: “Il governo non scappa dal Parlamento. Avevamo chiesto una piccola sospensione dovuta alla necessità di approfondire quanto successo, un fatto clamoroso, non c’era nessuna volontà dilatoria”. A fronte dell’insistenza delle opposizioni, Ciriani chiarisce che non ci sarà alcuna informativa di Meloni: “Ci sono i due ministri, sono in grado di garantire la massima informazione. Meloni ha ritenuto che i due ministri fossero assolutamentre adeguati, peraltro era l’informativa già prevista prima di questo fatto nuovo dell’informazione di garanzia. Rimaniamo a quello che avevano chiesto le stesse opposizioni. Chi meglio di loro, non vedo problemi”.

Nordio e Piantedosi interverranno prima in aula alla Camera convocata domani per le 12,15. Dopo l’informativa ci sarà il dibattito, ogni gruppo avrà dieci minuti a disposizione. Per l’opposizione interverranno i big: la segretaria del Pd, Elly Schlein, il leader M5s, Giuseppe Conte, certamente. Per la maggioranza alla Camera non saranno i capigruppo a prendere la parola ma in Fdi si sta valutando se affidare l’intervento a Giovanni Donzelli in qualità di componente del Copasir. Al Senato l’informativa è fissata alle 15,30. Nel dibattito sicuramente interverranno il leader di Iv, Matteo Renzi, quello di Azione Carlo Calenda, il capogruppo Pd Francesco Boccia. Per la maggioranza il capogruppo Fi Maurizio Gasparri conferma il suo intervento, non ancora decisi quelli di Fi e Lega.

Domani ministri in Parlamento su Almasri, opposizioni: Meloni scappa

Roma, 4 feb. (askanews) – Dopo giorni di polemiche dell’opposizione per gli interventi via social network della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il dibattito sulla vicenda Almasri si sposta finalmente nelle aule parlamentari: come era stato deciso prima di annullare l’informativa dei ministri Nordio e Piantedosi per via della loro iscrizione nel registro delle notizie di reato quali persone indagate insieme alla premier e al sottosegretario Alfredo Mantovano, saranno il Guardasigilli e il titolare del Viminale a ricostruire la vicenda del rimpatrio con volo di Stato italiano del libico che la Corte penale internazionale aveva chiesto di arrestare.

“Meloni continua a scappare dal Parlamento”, è il refrain delle opposizioni che ottengono la diretta Rai dell’informativa soltanto al Senato. Circostanza che porta i capigruppo di Pd, M5s, Avs, Iv, Azione e Più Europa a scrivere al presidente della Camera, Lorenzo Fontana, ribadendo la richiesta già avanzata e non soddisfatta durante la conferenza dei capigruppo perché non c’era unanimità sulla ripresa televisiva. “Qualcuno nella maggioranza non è d’accordo”, ha commentato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, con i cronisti senza fornire ulteriori spiegazioni: “Si dice il peccato ma non il peccatore”, si schermisce, ma rivendica: “Il governo non scappa dal Parlamento. Avevamo chiesto una piccola sospensione dovuta alla necessità di approfondire quanto successo, un fatto clamoroso, non c’era nessuna volontà dilatoria”. A fronte dell’insistenza delle opposizioni, Ciriani chiarisce che non ci sarà alcuna informativa di Meloni: “Ci sono i due ministri, sono in grado di garantire la massima informazione. Meloni ha ritenuto che i due ministri fossero assolutamentre adeguati, peraltro era l’informativa già prevista prima di questo fatto nuovo dell’informazione di garanzia. Rimaniamo a quello che avevano chiesto le stesse opposizioni. Chi meglio di loro, non vedo problemi”.

Nordio e Piantedosi interverranno prima in aula alla Camera convocata domani per le 12,15. Dopo l’informativa ci sarà il dibattito, ogni gruppo avrà dieci minuti a disposizione. Per l’opposizione interverranno i big: la segretaria del Pd, Elly Schlein, il leader M5s, Giuseppe Conte, certamente. Per la maggioranza alla Camera non saranno i capigruppo a prendere la parola ma in Fdi si sta valutando se affidare l’intervento a Giovanni Donzelli in qualità di componente del Copasir. Al Senato l’informativa è fissata alle 15,30. Nel dibattito sicuramente interverranno il leader di Iv, Matteo Renzi, quello di Azione Carlo Calenda, il capogruppo Pd Francesco Boccia. Per la maggioranza il capogruppo Fi Maurizio Gasparri conferma il suo intervento, non ancora decisi quelli di Fi e Lega.

Askanews e La Voce di New York al fianco di "New York Encounter"

Roma, 4 feb. (askanews) – Askanews e La Voce di New York confermano la propria collaborazione editoriale, tra Italia e Usa, al fianco della 17a edizione del “New York Encounter”, evento culturale annuale che si terrà dal 14 al 16 febbraio, presso il Metropolitan Pavilion di New York. Si tratta di una iniziativa che, contando sul contributo di centinaia di volontari, riunisce, ogni anno, migliaia di persone, di diverse tradizioni religiose e culture differenti, seguendo l’affermazione di Papa Benedetto XVI secondo cui “l’intelligenza della fede deve diventare intelligenza della realtà”.

Le tavole rotonde, le performance artistiche e le mostre, aperte al pubblico gratuitamente, in cui si articola il programma (consultabile sul portale dell’evento: https://www.newyorkencounter.org), metteranno in evidenza come l’incontro con una presenza straordinaria, “un grande amore”, riveli un nuovo significato per il passato, il presente e il futuro; nasca la speranza e si trovino energie per costruire”.

Il fine settimana, in particolare: sarà inaugurato, venerdì 14 febbraio, alle 18.30, ora di New York, da una presentazione di Philippe Villeneuve, capo architetto della ricostruzione della Cattedrale di Notre-Dame di Parigi, introdotta dal Cardinale Seán Patrick O’Malley, Arcivescovo Metropolita emerito di Boston; si concluderà, domenica 16 febbraio, alle 17.30, ora di New York, con un incontro dedicato a due giovani italiani, due laici, Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati, che saranno canonizzati durante il Giubileo. Queste due figure, modelli e punti di riferimento per la fede di migliaia di giovani in tutto il mondo, saranno illustrate dal Cardinale Christophe Louis Yves Georges Pierre, Nunzio Apostolico negli Stati Uniti, da Antonia Salzano, madre del beato Carlo Acutis, da Christine Wohar, fondatrice e presidente di FrassatiUSA, con la moderazione di Amy Hickl, preside della Notre Dame Academy Shool di Los Angeles.

Sarà possibile seguire in diretta streaming questi due appuntamenti, così come quelli per cui è previsto il live streaming, sui canali YouTube di New York Encounter, askanews e La Voce di New York.

Pedagogista CPP: via grembiuli a scuola? La scelta non è dei bambini

Roma, 4 feb. (askanews) – Negli ultimi giorni, l’Istituto Comprensivo Rita Borsellino di Palermo è finito al centro dell’attenzione per una scelta educativa insolita: la dirigente scolastica ha indetto un referendum tra gli studenti per decidere se mantenere o meno l’uso del grembiule. La decisione è nata dal desiderio di alcune classi del quarto anno della scuola Primaria di abolirlo e dalla volontà di insegnare ai bambini i principi della democrazia. Tuttavia, questa iniziativa, apparentemente orientata a educare alla partecipazione, solleva diverse criticità pedagogiche che meritano di essere analizzate più a fondo.

“L’idea di educare alla democrazia è sicuramente valida, ma il rischio è quello di attribuire ai bambini una capacità di astrazione che non hanno ancora sviluppato. Nella scuola dell’infanzia e nella primaria, il pensiero dei bambini è ancora prevalentemente concreto e legato all’esperienza diretta. Concetti come uguaglianza e diversità, o l’idea stessa di una divisa scolastica come simbolo, sono troppo astratti per essere compresi nella loro complessità”, afferma Antonella Gorrino, pedagogista e formatrice CPP (Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti). “In questo caso, il referendum potrebbe trasformarsi più in una scelta basata su preferenze immediate (come “mi piace” o “non mi piace” il grembiule) piuttosto che su una riflessione consapevole sul significato di indossarlo o meno. Questo porta a un rischio pedagogico: si dà ai bambini l’illusione di scegliere in modo consapevole su un tema che in realtà non possono ancora elaborare fino in fondo”, ha aggiunto.

“Un approccio più equilibrato sarebbe stato quello di accompagnare il dibattito con un percorso educativo adeguato, magari aiutando i bambini a esplorare il significato delle divise nella società e il loro impatto, prima di chiedere loro di esprimere una preferenza. Qui non siamo solo di fronte a una scelta discutibile in termini di sviluppo cognitivo, ma anche a una dinamica che rivela una difficoltà degli adulti a gestire il conflitto. Il fatto che gli insegnanti non fossero d’accordo sull’uso del grembiule, così come riferito dalla stampa, ha portato a una sorta di deresponsabilizzazione: invece di affrontare e risolvere la questione tra adulti, si è scaricato il peso della decisione sui bambini” continua Gorrino “Questo è un chiaro esempio di abdicazione del ruolo educativo. Educare significa anche saper sostenere una distanza e una asimmetria di potere tra adulti e bambini. Quando gli adulti trasferiscono la responsabilità di una decisione ai bambini, stanno rinunciando a esercitare quella guida che è essenziale per il loro sviluppo. Invece di offrire una direzione chiara e un quadro educativo coerente, si creano situazioni in cui i bambini si trovano a gestire decisioni più grandi di loro, senza gli strumenti per farlo”.

Sanremo, Noemi: un appuntamento con la mia vita sempre importante

Milano, 4 feb. (askanews) – Noemi parteciper in gara alla 75 edizione del Festival di Sanremo con il brano “Se t’innamori muori”, scritto e composto da Mahmood, Blanco e Michelangelo e prodotto da Michelangelo.

“Sanremo tanta roba come si pu dire. Un grande palco, grandi emozioni, grandi paure, grandi passioni, progetti, futuro. Delle volte anche grandi battute d’arresto, dove ho capito che magari non stavo andando nella direzione giusta, quindi diciamo che un appuntamento con la mia vita sempre importante, speriamo anche quest’anno.

Il brano affronta il tema della difficolt di fidarsi della persona di cui ci si innamora, e di quanta fragilit e vulnerabilit questo richieda. Dal titolo chiara la sensazione di abbandono all’altro che si prova nell’innamoramento, paragonata a una sorta di morte interiore ma serena, perch l’amore vero e reciproco pi forte di ogni paura e insicurezza.

“Se t’innamori muori una canzone che parla di quanto sia importante avere il coraggio di vivere le emozioni fino in fondo, specialmente quando magari ci innamoriamo di qualcun altro. Se t’innamori muori serenamente, nel senso, c’ sempre la possibilit di fallire, per quanto bello provarci. Non bisogna avere paura di dare tutto, un tema incredibile, perch poi super antico, Eros e Thanatos. Quando tu hai il coraggio di vivere le tue emozioni con grande consapevolezza e anche col coraggio di dire, chi se ne frega, mi abbandono nell’abbraccio di qualcun altro, chiss se questa persona mi prender al volo o no, si pu morire, per serenamente, perch alla fine non abbiamo da recriminare in niente. Secondo me potente, su tanti versanti, sicuramente a livello musicale perch il ritornello incredibile, ma anche a livello di tematiche. C’ una frase sui figli che mi piace un sacco, perch parlare di figli non un argomento facile da prendere. E il fatto anche della forza di rimanere nelle situazioni. Oggi si tende moltissimo a scappare, a non combattere. E invece c’ la frase che dice, ti stringerai fino ad odiarti. Il fatto di rimanere e di non mollare potente in tanti sensi”.

Nella serata di venerd 14 febbraio dedicata alle cover, Noemi si esibir con il brano “Tutto il resto noia”, di Franco Califano, in duetto con Tony Effe.

Nostalgia, il suo nuovo album in uscita venerd 28 febbraio 2025. A fine anno Noemi salir per la prima volta sul palco del Palazzo dello Sport di Roma con uno show unico il 20 dicembre 2025, non prima di essersi esibita nei teatri italiani. Il tour, anch’esso prodotto da Friends & Partners, la vedr esibirsi a Firenze (17 novembre 2025, Teatro Cartiere Carrara), Torino (19 novembre 2025, Teatro Concordia), Milano (21 novembre 2025, Teatro Dal Verme), Padova (26 novembre 2025, Gran Teatro Geox) e Brescia (28 novembre 2025, Teatro Dis_Play), Assisi (1 dicembre 2025, Teatro Lyrick), Palermo (4 dicembre 2025, Teatro Golden), Catania (5 dicembre 2025, Teatro Metropolitan), Napoli (9 dicembre 2025, Teatro Augusteo), Bari (11 dicembre 2025, Teatro Team), per concludersi a Bologna (15 dicembre 2025, Teatro Duse). I biglietti saranno disponibili su Ticketone e i circuiti di vendita abituali a partire da marted 4 febbraio 2025 alle ore 13:00.

Domani Mattarella a Marsiglia, riceverà la laurea honoris causa

Marsiglia, 4 feb. (askanews) – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sarà domani a Marsiglia dove riceverà la laurea honoris causa dall’università francese di Aix-Marseille.

Il capo dello Stato arriverà in città in mattinata e si sposterà subito all’Hotel de Ville dove verrà accolto dal sindaco di Marsiglia, Benoît Payan. Intorno alle 11,30 visiterà la mostra “Marsiglia italiana”. Subito dopo, sempre presso il Comune, Mattarella incontrerà una rappresentanza della comunità italiana a Marsiglia e di quella francese legata all’Italia.

Nel pomeriggio, alle 16 il Presidente della Repubblica si recherà al Palais du Pharo per la cerimonia di consegna dell’onorificenza accademica di Dottore Honoris Causa. Interverranno il Presidente dell’Università di Aix-Marseille, Éric Berton, il Rettore dell’Accademia di Aix-Marseille, Benoît Delaunay, il Presidente della facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche dell’Università di Aix-Marseille, Jean-Baptiste Perrier, e, infine, verrà pronunciata la laudatio da parte del Professor Joël-Benoît d’Onorio al termine della quale Mattarella pronuncerà un discorso.

Dopo la cerimonia una breve pausa e il rientro a Roma.

Speciale Torre di Babele con "Magma. Mattarella, il delitto perfetto"

Roma, 4 feb. (askanews) – Lunedì 10 febbraio a partire dalle 21.15, La7 dedica una serata speciale a Piersanti Mattarella, il cui omicidio rimane ancor oggi una delle pagine più oscure e complicate della storia repubblicana. All’interno de “La Torre di Babele” di Corrado Augias verrà trasmesso, in prima visione assoluta, il docufilm “Magma. Mattarella, il delitto perfetto” che ricorda la vita e indaga la tragica morte dell’uomo politico avvenuta 45 anni fa, esattamente il 6 gennaio del 1980.

La pellicola, presentata in alcune anteprime esclusive nel mese di gennaio, è un intenso viaggio nella memoria collettiva, una richiesta di giustizia che risuona nel presente. Magma non offre risposte facili, ma pone domande essenziali: perché a distanza di 45 anni non sappiamo ancora chi ha ucciso Piersanti Mattarella? Chi ha davvero voluto la morte di Mattarella? Quali legami uniscono quell’omicidio al caso Moro, alle uccisioni di Michele Reina e Vittorio Bachelet, alla strage di Bologna?

Grazie a testimonianze dirette e l’accesso a documenti recentemente desecretati, il film intreccia ricordi e testimonianze significative: di Giovanni Falcone, giudice istruttore che indagò sul delitto e tra i primi a convincersi che si trattasse di un intreccio tra mafia e terrorismo neofascista, di Attilio Bolzoni uno dei giornalisti che ha maggiormente seguito il caso fin dalle primissime ore, di Rosy Bindi, all’epoca assistente del Professor Vittorio Bachelet assassinato dalle Br in quella tragica stagione del terrorismo italiano, di Luciano Violante, ex magistrato e deputato che fu membro della commissione antimafia, di Andrea Speranzoni, avvocato di parte civile nel processo per la strage alla Stazione di Bologna.

Per introdurre il film e ragionare sui grandi interrogativi e misteri irrisolti di questo delitto e di quella tragica stagione del terrorismo in Italia, Corrado Augias ospiterà in studio Rosy Bindi, politica di lungo corso e testimone di quegli anni durissimi, e Lirio Abbate, giornalista e saggista titolare di inchieste sugli intrecci fra mafia e criminalità.

“Magma. Mattarella, il delitto perfetto” è un un film di Giorgia Furlan, prodotto da Mauro Parissone per 42° Parallelo, executive producers Antonio Campo Dall’Orto e Ferruccio De Bortoli.

IA, ecco i divieti chiave delle nuove regole Ue (AI Act)

Roma, 4 feb. (askanews) – La Commissione europea ha emanato, oggi a Bruxelles, le linee guida per l’attuazione dei divieti d’uso previsti nel nuovo quadro normativo comunitario sull’intelligenza artificiale, battezzato “AI Act”. Queste norme specifiche del regolamento sono entrate in vigore lo scorso 2 febbraio, tuttavia la loro effettiva messa a terra potrebbe richiedere ancora del tempo, dato che i vari Paesi membri devono procedere a indicare quale sia l’autorità di vigilanza di mercato competente sul settore.

Ad ogni modo le nuove regole Ue – che scattano in una situazione di crescente interesse e aperta competizione internazionale su questi sistemi, in particolare tra Stati Uniti e Cina – prevedono quattro livelli fondamentali di normative. Il primo e più drastico sono i divieti veri e propri, previsti per pratiche come la registrazione di massa di dati biometrici o l’elaborazione di “punteggi” sugli individui (social scoring), su cui le linee guida di oggi cercano di dare alcuni chiarimenti.

Un secondo insieme di regole prevede dei requisiti rafforzati per attività di intelligenza artificiale ritenute ad alto rischio, come durante le procedure di assunzione o per l’uso di dispositivi medici e sanitari. Un terzo livello più blando impone trasparenza sull’utilizzo di intelligenza artificiale in ambiti come i sistemi di risposta automatizzati (chatbot) che si presentino con apparenti caratteristiche umane. Infine, non vengono previste regole per attività con rischi giudicati minimi, come videogiochi o filtri antispam.

Le linee guida di oggi si focalizzano sui divieti riguardanti le attività ritenute più a rischio e, secondo i documenti diffusi dalla Commissione europea, puntano a fornire “certezza del diritto per imprese, organizzazioni, e autorità di vigilanza coinvolte, tramite chiarimenti degli ambiti di applicazione e dei concetti chiave”.

Il documento resta aperto ad aggiornamenti e integrazioni futuri, e prevede una serie di esempi su casi concreti per cercare di chiarirne ulteriormente l’ambito.

Un primo esempio delle pratiche che ricadono in un drastico divieto da parte dell’AI Act della Ue è quello delle “manipolazioni dannose o ingannevoli” e “utilizzo di tecniche subliminali”, nascosti dentro interfacce o servizi che, per esempio, “illudono o forzano gli utenti a sottoscrivere impegni finanziari che possano causare danni rilevanti nel corso del tempo” .

Vietate anche le tecniche basate sulla IA che sfruttano “le vulnerabilità dovute a età, disabilità e situazione socioeconomica”, ad esempio giocattoli dotati di intelligenza artificiale programmati per interagire con i bambini con l’obiettivo di mantenere il loro interesse e incoraggiarli a completare sfide ritenute rischiose o che possano determinare danni fisici rilevanti.

Vietati, prosegue la documentazione diffusa dalla Commissione Ue, i sistemi di valutazione del punteggio sociale da parte di operatori pubblici e privati tramite dati scollegati dal contesto o con conseguenze dannose sproporzionate. Viene citato come esempio quello di una agenzia che eroghi prestazioni sociali, che usi l’intelligenza artificiale per valutare i rischi di frodi da parte dei beneficiari utilizzando dati non pertinenti, ad esempio su provenienza, razza o colore della pelle.

Le regole Ue, poi, vietano le pratiche solitamente chiamate di “crimine predittivo” (meccanismi che furono al centro di un celebre film intitolato Minority Report) con cui, magari da parte delle forze di polizia, si cerca di effettuare una previsione sulla pericolosità sociale di un individuo basandosi sulle sue caratteristiche personali o sulla sua profilazione “unicamente in base a dati biometrici e senza una analisi di fatti verificabili direttamente correlati a attività criminali”.

Vietato anche l’utilizzo in massa di immagini rastrellate da Internet o dai media per creare o espandere banche dati sul riconoscimento facciale.

Vietato, prosegue la documentazione fornita dalla Ue, l’utilizzo della IA per sistemi di riconoscimento delle emozioni sul posto di lavoro o presso le istituzioni di educazione, salvo che vi siano “motivi medici o legati alla sicurezza”, precisa il documento. A titolo di esempio viene fatta l’ipotesi che un datore di lavoro utilizzi telecamere o sistemi di registrazione vocale per monitorare lo stato emozionale dei dipendenti, come la rabbia.

Vietato l’uso di dati biometrici per catalogare le persone nell’ambito di categorie ritenute sensibili, come l’orientamento politico o quello sessuale. Vietato infine, è l’ultimo esempio fornito, l’identificazione biometrica a distanza per motivi di ordine pubblico su spazi pubblici “salvo limitate eccezioni e con salvaguardie stringenti”. Viene citato l’utilizzo di telecamere anche mobili collegate tramite sistemi di intelligenza artificiale per il riconoscimento facciale che monitorino continuamente individui in una strada commerciale, per identificare qualunque tipo di ricercato.

I prossimi passi del quadro normativo europeo prevedono che per il 2 agosto gli Stati membri approntino dei regolamenti attuativi in merito a multe e sanzioni per le violazioni e, sempre gli Stati, nominino o indichino le autorità responsabili su vigilanza e ricezione di segnalazioni e notifiche su questo settore.

Per parte sua, l’Ue dovrà lanciare entro l’estate di quest’anno un ente – l’AI Act Service Desk – che offrirà una piattaforma interattiva, con le informazioni relative a queste regole alla quale imprese e altre parti interessate potranno rivolgere i loro quesiti o richieste di chiarimenti.

Con l’Anticiclone delle Azzorre arrivano due giorni di bel tempo

Milano, 4 feb. (askanews) – Dopo un lungo periodo di maltempo torna l’Anticiclone delle Azzorre e torna il cielo azzurro quasi ovunque. Questa la sintesi delle previsioni di Lorenzo Tedici, meteorologo del sito www.iLMeteo.it, che conferma un deciso miglioramento delle condizioni meteo su tutto lo Stivale, salvo qualche residuo addensamento all’estremo Sud e banchi di nebbia in Val Padana.

“Nelle prossime ore, intanto, l’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre verso levante proteggerà la nostra penisola dagli spifferi perturbati: si prevede cielo sereno o poco nuvoloso salvo nubi basse in Pianura Padana e addensamenti irregolari tra Calabria e Sicilia, qui anche con isolati brevi piovaschi. Nonostante il sole, le temperature scenderanno lievemente, complici correnti dai quadranti settentrionali a tratti moderate sulle regioni centrali” sostiene Tedici, precisando che “mercoledì e giovedì saranno due giornate fotocopia con tempo stabile e in prevalenza soleggiato, con la solita insidia delle nebbie notturne in Val Padana e qualche nuvola in Sicilia”.

“Venerdì potrebbe invece nevicare in pianura sul Nord-Ovest, specie in Piemonte, ma a quote molto basse anche in Lombardia ed Emilia: la sorpresa non nasce da eventuali deboli nevicate in pianura a febbraio (normali), ma dal ribaltone rispetto all’ultimo periodo che è stato caratterizzato da temperature miti, decisamente oltre la media del periodo” prosegue il meteorologo, aggiungendo che “i modelli indicano anche un probabile ritorno del maltempo tra Sicilia e Calabria da sabato prossimo, dopo le piogge torrenziali che nello scorso weekend hanno scaricato, in alcune località, la pioggia di 3 mesi in poche ore”.

Oggi alla Casa Bianca il faccia a faccia tra Trump e Netanyahu

New York, 04 feb. (askanews) – Il primo ministro israeliano incontrerà oggi alla Casa Bianca il presidente americano Donald Trump, segnando la prima visita di stato ufficiale ricevuta da Trump dopo il suo insediamento. I due leader si incontreranno alla Casa Bianca, alle 16, ora locale di Washington, le 22 italiane.

Al bilaterale farà seguitò un incontro allargato ad altri esponenti dell’amministrazione Trump. Alle 23.10 italiane i due terranno una conferenza stampa congiunta, seguita da un briefing non ufficiale per i giornalisti israeliani.In serata è previsto un ricevimento in onore del primo ministro israeliano. Mercoledì, alle 11 di Washington, le 17 in Italia, Netanyahu incontrerà il consigliere per la sicurezza nazionale Michael Waltz. Alle 21 italiane è previsto invece l’incontro con il segretario alla Difesa Pete Hegseth. Giovedì sarà il giorno di Capitol Hill, Netanyahu alle 10 del mattino, le 16 in Italia, incontrerà il leader della maggioranza al Senato John Thune, seguito da un incontro con altri leader del Senato.

In calendario anche un incontro con lo speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti Mike Johnson alle 13, le 19 italiane, a cui seguirà una dichiarazione congiunta alla stampa. In programma ci sono vari incontri con altri legislatori senior, mentre il primo ministro non incontrerà leader della comunità ebraica americana.

Regno Unito, dal 2 aprile obbligo di richiesta dell’ETA per i cittadini europei

Roma, 4 feb. (askanews) – Il Governo britannico sta gradualmente introducendo l’ETA (Electronic Travel Authorisation) quale requisito di viaggio. L’ETA non è un visto, ma una previa autorizzazione (elettronica) a viaggiare verso il Regno Unito riservata agli stranieri non residenti esentati dall’obbligo di visto per soggiorni brevi di non oltre sei mesi. Il sito del Ministero degli Affari Esteri italiani offre alcune informazioni.

DA QUANDO SI APPLICA ALL’ITALIA? A partire dal 2 aprile 2025 – con la possibilità di fare domanda a partire dal 5 marzo 2025 – per i viaggi di breve durata nel Regno Unito sarà obbligatorio, per i cittadini italiani, così come per tutti i cittadini UE, munirsi di ETA prima della partenza.

Per i cittadini extra-UE l’obbligo è a partire dall’8 gennaio 2025, con la possibilità di fare domanda a partire dal 27 novembre 2024.

Per maggiori informazioni sulle tempistiche, sui costi richiesti, e sui Paesi ricompresi nello schema ETA si rimanda al sito delle competenti Autorità britanniche.

CHI DEVE RICHIEDERLO? Tutti gli stranieri non residenti, compresi i bambini, che non necessitano di un visto per soggiorni brevi o che non possiedono alcuno status di immigrazione nel Regno Unito.

Sono quindi esentati dall’obbligo di ETA: i cittadini stranieri residenti nel Regno Unito titolari di un valido permesso di soggiorno e, tra questi, i titolari di pre-settled status o settled status ai sensi dello EU Settlement Scheme. cittadini britannici e irlandesi non necessitano di un’ETA.

PER QUANTO TEMPO È VALIDO? L’ETA consente viaggi multipli nel Regno Unito per soggiorni fino a sei mesi alla volta, nell’arco di due anni o fino alla scadenza del passaporto del titolare, a seconda di quale di questi eventi si verifichi prima.

I visitatori devono infatti viaggiare con lo stesso passaporto utilizzato al momento della richiesta dell’ETA.

COME RICHIEDERE L’ETA? L’autorizzazione può essere richiesta esclusivamente online, tramite un’apposita applicazione (Apply for an electronic travel authorisation (ETA) – GOV.UK) o sul sito web (How to apply – Apply for an ETA to come to the UK – GOV.UK) con riscontro in pochi minuti o entro 3 giorni lavorativi (salvo casi eccezionali).

Il richiedente riceverà una mail di conferma. L’autorizzazione sarà digitalmente associata al passaporto, pertanto non verrà rilasciato alcun documento da presentare al momento dell’imbarco o al controllo di frontiera.

ASSISTENZA Per quesiti specifici può utilizzare il servizio di assistenza fornito dalle Autorità britanniche Electronic Travel Authorisation (ETA) Webchat.

Genova, Orlando (Pd): sul candidato sindaco ora di tirare le somme

Genova, 4 feb. (askanews) – “Credo che ci troviamo di fronte ad alcune verifiche che hanno un carattere fisiologico e mi sembra che con un po’ di macchinosit si siano consumate. Adesso secondo me siamo arrivati al punto nel quale si pu arrivare a una sintesi e a tirare le somme. I dati necessari oggi sono sul tavolo”.

Lo ha affermato il consigliere del Pd in Regione Liguria ed ex ministro Andrea Orlando, parlando della scelta del candidato sindaco del campo progressista alle prossime elezioni comunali di Genova.

“Il mio compito – ha aggiunto l’ex ministro dem – non quello di scegliere il candidato ma di aiutare a superare le difficolt e a questo punto, se necessario, cercher di dare una mano. Non mi candido a svolgere nessun ruolo, se non quello che mi verr assegnato”.

Intesa Sanpaolo: utili a 8,7 mld nel 2024, alzati i target 2025

Milano, 4 feb. (askanews) – Intesa Sanpaolo manda in archivio il 2024 con utili a 8,7 miliardi di euro, in crescita del 12,2% sul 2023. Per l’anno in corso le prospettive sono ancor più rosee, con il gruppo che alza le stime del risultato netto a “ben oltre” i 9 miliardi di euro. Ai soci andranno poco più di 8 miliardi di euro a valere sul 2024: 6,1 miliardi di dividendo complessivo, compreso l’anticipo di 3 miliardi già pagato a novembre, e 2 miliardi di buyback che è stato approvato dalla Bce e che sarà avviato a giugno. Ma gli azionisti possono già pregustare cedole più ricche per l’anno in corso: oltre al payout al 70%, “una ulteriore distribuzione per il 2025 è da quantificare quando verranno approvati i risultati annuali”, fa sapere il gruppo guidato da Carlo Messina.

Nel 2024 positivo l’andamento dei proventi netti che superano i 27,1 miliardi di euro, +7,5%. A trainare i ricavi gli interessi netti a 15,7 miliardi e le commissioni nette a 9,3 miliardi di euro (rispettivamente +6,9% e +9,4%). I costi operativi a 11,5 miliardi sono in lieve aumento rispetto al 2023, +1,3%, per una gestione operativa che si attesta a 15,5 miliardi di euro (+12,5%) e un risultato corrente al lordo delle tasse a 13,7 miliardi. Intesa Sanpaolo paga 4 miliardi di imposte sul reddito. “Molto solida” la patrimonializzazione: il Common Equity Tier 1 ratio è risultato pari al 13,9%, al 13,3% deducendo anche 2 miliardi di euro di buyback.

“Il piano procede a pieno ritmo”, ha fatto sapere Intesa Sanpaolo che nel corso dell’anno appena chiuso ha visto i finanziamenti verso la clientela in calo del 2,1% a 422 miliardi. Positivo l’andamento della raccolta: quella bancaria cresce dell’1,2% a 585 miliardi, sale a 177 miliardi la raccolta diretta assicurativa, con la raccolta indiretta che si porta a 788 miliardi, in aumento del 9,4% in un anno. L’ammontare di risparmio gestito è invece di 473 miliardi, in crescita del 7% rispetto al 31 dicembre 2023, con la nuova produzione vita nel 2024 a 17,8 miliardi di euro. La raccolta amministrata sale a 315 miliardi, +13,3%.

Punta a un milione di clienti invece Isybank, la banca digitale del gruppo, che può portare “un apporto aggiuntivo di circa 200 milioni di euro al risultato corrente lordo entro il 2025”. Ad oggi, Isybank conta oltre 530mila conti già aperti da nuovi clienti (non di Intesa Sanpaolo) e circa 350mila clienti trasferiti. Circa 100 milioni di apporto aggiuntivo al risultato corrente lordo nel 2025 lo apporterà invece l’intelligenza artificiale. Valori non previsti nel Piano di Impresa 2022-2025.

Almasri, Fratoianni e Bonelli: Meloni risponda al Parlamento

Bruxelles, 4 feb. (askanews) – Sul caso Almasri, “Giorgia Meloni e il suo governo vengano in Parlamento per rispondere ad alcune semplici domande: perché hanno liberato una persona accusata di torture, stupri, assassini, di crimini di guerra e contro l’umanità? Perché lo hanno riaccompagnato comodamente a casa, per continuare quei reati, con un volo di Stato? Perché hanno dato uno schiaffo alla Corte penale internazionale e al diritto internazionale? Non possono continuare a nascondersi né continuare ad evocare improbabili complotti devono semplicemente rispondere e dire la verità, se ne hanno il coraggio”.

Lo ha detto il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, intervenendo a margine di una conferenza stampa organizzata oggi a Bruxelles dagli europarlamentari di Avs, insieme a una delegazione di rappresentanti della Rete Nazionale “No Ddl Sicurezza – A Pieno Regime”, che da mesi sta mobilitando la società civile contro il Ddl Sicurezza del governo.

“Sono passate due settimane, e Giorgia Meloni continua a non venire nel Parlamento”, ha aggiunto subito dopo l’altro leader di Avs, il co-portavoce di Europa Verde, Angelo Bonelli. La premier, ha continuato, “parla però sui social: attacca la magistratura per delegittimarla”.

“Ma una cosa è chiara: ha liberato un torturatore, uno stupratore anche di bambini, un trafficante di esseri umani. Lei accusava noi di essere amici dei trafficanti di esseri umani. Oggi l’Italia e il mondo intero sanno che lei è complice dei trafficanti di esseri umani”, ha concluso Bonelli.

Svezia, spari in una scuola di Orebro: quattro persone colpite

Roma, 4 feb. (askanews) – Almeno cinque persone sono state raggiunti da colpi d’arma da fuoco in una scuola di Orebro, nel centro della Svezia. Lo riporta la stampa locale, precisando che la polizia ha chiesto a tutti i cittadini di “restare lontani” dal luogo dell’incidente.

“Si invita il pubblico a stare lontano dalla zona di Västhaga, in alternativa a rimanere all’interno delle proprie case o a dirigersi nella direzione opposta. Ascoltare gli agenti di polizia sulla scena”, si legge in una dichiarazione della polizia pubblicata alle 13:20, in cui si aggiunge che l’operazione di polizia è “ancora in corso”. Secondo fonti della polizia citate dall’Aftonbladet, cinque persone sarebbero rimaste ferite. Le loro condizioni al momento non sono chiare. “Abbiamo sentito diversi spari fuori”, ha raccontato una persona rimasta all’interno della scuola. Polizia, servizi di soccorso e ambulanze sono sul posto per gestire la situazione.

Morì nell’Entella a 14 anni: 6 vigili del fuoco rinviati a giudizio



Milano, 4 feb. (askanews) – Sei vigili del fuoco sono stati rinviati a giudizio per la morte del 14enne Andrea Demattei, rimasto intrappolato con la sua canoa nelle acque del torrente Entella, sotto il ponte della Maddalena a Chiavari (Genova) nel gennaio 2023.

“Resta profondo il dolore e la vicinanza alla famiglia del giovane e colpisce la notizia del rinvio a giudizio della squadra che intervenne in suo soccorso” ha commentato il prefetto Attilio Visconti, Capo Dipartimento dei Vigili del fuoco, Soccorso pubblico e Difesa civile, esprimendo “completa fiducia nel lavoro della magistratura”.

“È indiscutibile la capacità professionale di tutti i vigili del fuoco, addestrati per compiere operazioni eccezionali di soccorso tecnico urgente” ha proseguito Visconti, sottolineando che “il rinvio a giudizio dei vigili del fuoco per l’intervento di Chiavari pone in discussione le basi su cui si fonda ogni intervento di soccorso pubblico. Sono innumerevoli le variabili da valutare, spesso in condizioni di gravità eccezionale, con decisioni che a volte devono essere prese dalla squadra in pochi secondi e che comportano rischi notevoli per gli stessi operatori”.

Lo studente, che si stava allenando con altri giovani canoisti, era rimasto nelle acque gelide per oltre un’ora prima di essere recuperato e trasportato in ipotermia in codice rosso all’ospedale Gaslini dove era poi deceduto dopo due giorni per la gravità delle sue condizioni.

ISS: In Italia 80mila donne con mutilazioni genitali femminili

Milano, 4 feb. (askanews) – Secondo l’Oms oltre 200 milioni di donne nel mondo hanno subito mutilazioni genitali, e il fenomeno è presente anche nel nostro Paese, dove si stima riguardi migliaia di donne tra cui minori. La maggior parte degli operatori sanitari italiani però considera inadeguata la propria formazione sul tema, e cade in errori e luoghi comuni, come quello secondo cui la pratica viene effettuata per motivi religiosi, quando invece non è prescritta da nessun credo. È quanto è emerso da uno studio presentato oggi durante un evento organizzato dall’Iss e dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Roma in vista della giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili (Mgf) che ricorre il 6 febbraio.

“Questa pratica è purtroppo una realtà che ci riguarda anche da vicino. Il fenomeno non conosce confini e coinvolge circa 80mila donne, tra cui 7mila minori anche nel nostro Paese, spesso invisibili nella loro sofferenza” ha affermato il presidente dell’Iss Rocco Bellantone, aggiungendo che “Le mutilazioni genitali non sono solo una grave violazione dei diritti umani, ma anche un problema sanitario che richiede il nostro massimo impegno”.

Il Centro Nazionale per la Medicina di Genere dell’Iss spiega che “la nascita delle MGF precede quella delle religioni monoteiste e vengono praticate anche all’interno di comunità cristiane, in tutti i contesti culturali e socioeconomici possibili e in tutti i Continenti del mondo tranne in Antartide (così come in diversi Paesi africani). Le MGF rappresentano una violazione dei diritti delle donne e una forma specifica di violenza di genere che può determinare problematiche gravi di tipo infettivo o al momento del parto. La loro medicalizzazione non implica necessariamente una maggiore sicurezza: gli effetti psicologici e fisici rimangono gravi e preoccupanti.

L’indagine pilota nazionale condotta dal Centro di ricerca in Salute globale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, l’Istituto Nazionale e la promozione della salute delle popolazioni Migranti ed il contrasto delle malattie della Povertà ha coinvolto oltre 300 medici, in particolare ginecologi, ostetriche e pediatri, contattati attraverso survey online, e i risultati sono stati pubblicati sulla rivista “Reports on Global Health Research”. Oltre il 60% degli operatori che hanno risposto considera inadeguata la propria formazione sul tema delle MGF. Inoltre, circa il 70% non dispone di informazioni sufficienti per indirizzare le pazienti verso strutture specializzate.

Dal punto di vista delle mutilazioni riscontrate dai medici che hanno risposto alla survey, la più frequente sembra essere la lesione clitoridea, mentre il momento del parto è quello dove con più probabilità viene accertata dagli operatori l’infibulazione vera e propria. Più del 50% degli intervistati, inoltre, indica le questioni religiose come un fattore chiave che spinge verso la pratica delle mutilazioni, mentre invece, sottolineano gli autori, nessuna fede religiosa né islamica né cristiana (copta) richiede questo intervento. A partire anche da questi risultati sono in previsione dei percorsi di formazione specifici sulla medicina interculturale destinati agli operatori sanitari, con una parte dedicata alle MGF, allo scopo di far loro riconoscere i segni delle mutilazioni e di far conoscere i percorsi dedicati verso cui indirizzare le pazienti.

“Questo evento rappresenta un passo cruciale verso la costruzione di una rete nazionale che non solo diffonda consapevolezza, ma offra soluzioni concrete per la prevenzione e il trattamento delle conseguenze delle MGF e che possa agire su tutto il territorio nazionale con la collaborazione della medicina territoriale e della Croce Rossa” ha detto Walter Malorni direttore scientifico del Centro di ricerca in Salute globale della Università Cattolica, precisando che “l’idea è di proporre al Dipartimento pari Opportunità che si occupa attivamente della questione un Osservatorio Nazionale, una attività di formazione degli operatori sanitari inclusi i mediatori culturali e di comunicazione”.

Migranti, Conte a Meloni: pensi che noi italiani siamo idioti?

Roma, 4 feb. (askanews) – Il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, torna ad attaccare su Facebook la presidente del Consiglio sul caso Almasri e le politiche migratorie del Governo. “Non posso crederci: Meloni, davvero hai fatto un post – scrive – per denunciare che ‘l’immigrazione non può essere lasciata in balia della criminalità’? Cioè tu scappi dal Parlamento per non spiegare agli italiani perché hai rimpatriato con volo di Stato un boia, con accuse di stupri di bambini, al centro dei traffici di migranti e oggi te ne esci con un post così? Ma davvero ti sei convinta che noi italiani siamo tutti idioti ad eccezione di te, tua sorella e dei tuoi stretti sodali?”

“Per farti tornare alla realtà – conclude l’ex premier – ti allego due immagini: in una il criminale Almasri che scende dal volo di Stato, nell’altra una notizia di qualche mese fa dai comuni d’Italia (che riguarda l’arresto di un esponente di Fratelli d’Italia per accuse legate al Pnrr e alla gestione dell’accoglienza migranti, ndr)”.

Emis Killa pubblica l’inedito del Festival di Sanremo "Demoni"

Roma, 4 feb. (askanews) – Esce oggi su tutte le piattaforme digitali “Demoni”, il nuovo singolo di Emis Killa che per l’occasione annuncia anche uno speciale live show per riunire tutti i suoi fan a chiusura dell’estate 2025: EM16, mercoledì 10 settembre, a Fiera Milano Live, una data evento prodotta da Friends&Partners e Vivo Concerti. I biglietti saranno acquistabili online e nei punti vendita autorizzati a partire da mercoledì 5 febbraio alle ore 16. Tutti coloro che erano presenti al “No Phone Party” dello scorso 15 dicembre al Fabrique di Milano avranno diritto a un prezzo speciale per i biglietti di EM16. Per qualsiasi informazione: https://www.friendsandpartners.it

“Demoni”, scritto dallo stesso Emis Killa e composto insieme a Federica Abbate, Mattia Cerri e Nicola Lazzarin, in arte Cripo, che ne ha curato anche la produzione, racconta la relazione sentimentale tra due persone, in particolare in una delle prime notti d’amore, quando è ancora tutto da scoprire, tra dubbi, chimica, passione. Non sempre l’amore salva dai propri demoni e spesso, dopo la storia di una notte, si torna a casa con le stesse inquietudini di prima. Il brano rappresenta il primo passo di Emis Killa in un 2025 che si preannuncia pieno di musica e sorprese artistiche, come la data evento EM16 che si terrà il prossimo 10 settembre a Fiera Milano Live, una nuova occasione per celebrare l’hip hop e i maggiori successi di Emis Killa, circondato dai propri fan e da ospiti d’eccezione.

Dopo il successo dello speciale show a settembre 2024 per festeggiare i 15 anni di carriera, EM15, con oltre 25 mila persone, e la data evento “No Phone Party”, un live che per la prima volta in Italia ha visto il pubblico godersi lo show senza poter utilizzare i telefoni, Emis Killa segna l’inizio di un nuovo percorso per la sua carriera, che conta 6 album certificati e tre mixtape che hanno contribuito alla storia del rap in Italia.

Ferrari: ricavi 2024 +11,8% a 6,67 mld, utile a 1,53 mld (+21%)

Milano, 4 feb. (askanews) – Ferrari chiude il 2024 con ricavi netti pari a 6,677 miliardi di euro in crescita dell’11,8% rispetto all’anno precedente e consegne totali pari a 13.752 unità (+1%). L’utile operativo (Ebit) è pari a 1,888 miliardi,(+16,7% a/a) pari a un margine del 28,3%. L’utile netto pari a euro 1,526 miliardi (+21%) e un utile diluito per azione pari a 8,46 euro (+23%).

L’Ebitda è pari a 2,555 miliardi di euro, (+12,1%) pari a un margine del 38,3%. La generazione di free cash flow industriale è pari a 1,027 miliardi.

Ferrari terrà il prossimo Capital Markets Day il 9 ottobre 2025 a Maranello.   “Puntiamo alla qualità dei ricavi più che ai volumi. Credo sia questa la miglior spiegazione degli straordinari risultati finanziari nel 2024, trainati da un forte mix prodotto e da una crescente domanda di personalizzazioni. Su queste solide basi, ci aspettiamo una robusta crescita anche nel 2025, che ci permetterà di raggiungere la fascia alta della maggior parte dei nostri target di profittabilità per il 2026 con un anno di anticipo” ha dichiarato Benedetto Vigna, Amministratore Delegato di Ferrari.

“I risultati dello scorso anno riflettono un grande lavoro di squadra in tutte le anime della Società, fondamentale anche per una stagione sportiva molto competitiva. La volontà di progresso, che ci caratterizza da sempre, ha portato a un’innovazione nelle infrastrutture, con l’inaugurazione dell’e-building, e nei prodotti, evidenziata al meglio dalla nuova supercar, la Ferrari F80. Inoltre, abbiamo puntato all’innovazione nella R&S con il nuovo E-Cells Lab, che rafforzerà ulteriormente le nostre conoscenze elettrochimiche per prepararci al futuro. E proprio di futuro vi parleremo il prossimo 9 ottobre al nostro Capital Markets Day”.

Per il 2025 Ferrari stima ricavi superiori ai 7 miliardi di euro (+5% a/a), adj Ebitda pari o superiore a 2,68 miliardi (+5%) pari a un margine del 38,3%, adj Ebit pari o superiore a 2,03 miliardi (+7%) pari a un margine del 29%, un utile diluito per azione pari o superiore a 8,6 euro (+2%) e un free cash flow industriale pari o superiore a 1,2 miliardi (+17%).  

Progetti educativi per dare opportunit ai giovani di Napoli Est

Napoli, 4 feb. (askanews) – Vincere la dispersione scolastica e superare le disuguaglianze educative creando pi opportunit per i giovani affascinandoli con la conoscenza. E’ l’obiettivo di una rete di associazioni, fondazioni, scuola, istituzioni e imprese che ha dato vita al progetto S.T.E.M. (Scuola, Territorio, Educazione, Motivazione) che vuole contrastare la povert educativa nella periferia orientale di Napoli e promuovere le competenze STEM degli studenti tra gli 11 e i 14 anni. I protagonisti sono i ragazzi dell’Istituto comprensivo statale Aldo Moro, guidato dalla dirigente Maria Incoronato, e dell’Istituto Comprensivo 69 Barbato-Marino-Salvator Rosa con la dirigente Barbara Di Cerbo.

“Concretamente – ha detto Ennio Rubino, presidente del Distretto tecnologico STRESS – si tratta di mettere insieme tutti i soggetti per indirizzare i ragazzi delle scuole secondarie verso le materie scientifiche che oggi sono quelle predominanti nello scenario del futuro. Li si porta in laboratorio per fargli vedere e comprendere l’importanza di maneggiare queste tecnologie”.

Il Progetto S.T.E.M. stato selezionato e sostenuto dal Fondo per la Repubblica Digitale Impresa sociale di cui capofila l’associazione Maestri di Strada. “Noi lavoriamo insieme alle scuole, di mattina, cercando di migliorare il funzionamento della classe come comunit e di pomeriggio facendo qui delle attivit laboratoriali di tipo artistico-espressivo, ma adesso – ha spiegato Cesare Moreno, presidente associazione Maestri di strada – con questi laboratori STEM, cio discipline tecnico-scientifiche e matematiche, coinvolgiamo intere classi in una didattica di altissimo livello perch verr fatta da professori che provengono dal lavoro sul campo”.

Sostegno anche da parte del primo cittadino. “Rafforzare le abilit matematiche dei ragazzi oggi uno strumento fondamentale per avere poi una buona formazione e trovare poi anche delle opportunit di lavoro pi qualificate perch i settori informatici, matematici, sono i settori che oggi danno pi opportunit. Napoli – ha sottolineato il sindaco, Gaetano Manfredi – in questo ambito cresciuta e sta crescendo tantissimo, quindi, un modo per collegare i giovani, le scuole ai territori e costruire quelle opportunit che sono il modo migliore per una prospettiva di lavoro vero”.

Il Comune di Napoli ha messo a disposizione propri spazi per rendere possibili i laboratori.

Ucraina, le terre rare che fanno gola a Donald Trump

Roma, 4 feb. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump vuole raggiungere un accordo con l’Ucraina per ottenere l’accesso alle terre rare del Paese in cambio del rinnovato sostegno militare alle forze di Kiev. L’Ucraina vanta circa 20.000 depositi minerali in almeno 116 diversi tipi di terre rare, ovvero materiali preziosi ampiamente utilizzati nel mondo dell’elettronica e delle batterie, il cui valore strategico è in costante aumento. Particolarmente ricche le regioni di Donetsk e Luhansk, annesse dalla Russia, che possono vantare materiali preziosi rispettivamente per 3,8 trilioni di dollari e 3,2 trilioni, e Dnipropetrovsk (3,5 trilioni).

In un mondo in cui il monopolio cinese appare sempre più invasivo, d’altra parte, Kiev mira a essere un attore chiave nel futuro energetico dell’Europa, sfruttando le sue risorse naturali. Se è vero che paese detiene circa 1 trilione di metri cubi di gas naturale inutilizzato (sebbene la produzione prebellica fosse ferma a circa 21 miliardi di metri cubi all’anno), è su ciò che si trova sotto il suolo che si sta spostando l’interesse di Trump e dell’intera comunità internazionale: risorse minerali e metalliche rare e preziose, fondamentali per la tecnologia dell’energia verde e per gli sforzi di transizione a livello mondiale. L’Ucraina, grazie alla sua vasta varietà di zone geologiche, è uno dei primi dieci fornitori mondiali di risorse minerarie, coprendo circa il 5 per cento della produzione globale, secondo Ceenergy. Tra le risorse più strategiche dell’Ucraina ci sono titanio, litio, berillio, manganese e uranio, essenziali per vari settori industriali. In particolare, il Paese detiene milioni di tonnellate di minerale di litio, di cui 12-14 milioni nel solo giacimento di Shevchenkivske. Inoltre, secondo i dati pubblicati dalla società Dentons, l’Ucraina rimane il principale detentore delle maggiori riserve di titanio in Europa, con il 7 per cento delle riserve globali, e continua a essere un fornitore chiave per l’industria aerospaziale e militare. Kiev è anche il quinto produttore mondiale di gallio, un metallo fondamentale per semiconduttori e LED, e un fornitore cruciale di neon, utilizzato nella produzione di chip negli Stati Uniti. Il Paese detiene inoltre giacimenti di minerali strategici come il berillio, l’uranio, lo zirconio e l’apatite, utilizzati nei settori nucleare e aerospaziale.

Ma oltre ai metalli delle terre rare, l’Ucraina può vantare il possesso di innumerevoli quantità di metalli non ferrosi, tra cui rame, piombo, zinco e argento. A questo proposito, Kiev fornisce il 43 per cento delle lamiere d’acciaio importate dall’Unione Europea e le sue riserve di minerale di ferro e manganese sono cruciali per la produzione di acciaio verde, settore in forte espansione.

Il MAUTO di Torino, museo che guarda al futuro e alle comunità

Torino, 4 feb. (askanews) – Un museo in forte crescita, che rappresenta una delle forme di creatività italiana più apprezzate nel mondo e che vuole essere anche uno spazio di comunità. Il MAUTO – Museo nazionale dell’Automobile di Torino ha chiuso il 2024 con il suo miglior risultato di sempre, oltre 388mila visitatori e ha presentato la programmazione del 2025 all’insegna di storia, design, arte e futuro. La direttrice Lorenza Bravetta ci ha raccontato che museo vuole essere il MAUTO. “Un museo – ha detto ad askanews – che mi auguro si possa definire contemporaneo, che parla di automobile: l’automobile è nel DNA di questa città, di questo Paese, ma è anche uno strumento eccezionale per parlare di storie e di cultura del Novecento. Quindi attraverso l’automobile, il MAUTO intende aprire a una contaminazione continua multidisciplinare che possa davvero trasformare il museo in un punto di incontro di saperi, di conoscenze e anche di persone che con esperienze diverse vengono a viverne in questo luogo”.

Le automobili, ovviamente, sono il cuore della collezione del museo, e in mostra se ne trovano moltissime. Ma quello che più colpisce è l’avere inserito questo percorso in un contesto di racconto che è più ampio, che ovviamente prende in considerazione la storia e il costume, ma guarda al presente e alle persone. “Il fatto di dialogare con la comunità a partire dalla comunità di prossimità, ma anche guardando fuori da Torino e fuori dall’Italia – ha aggiunto la direttrice – è necessario per continuare a crescere. Senza dialogo e senza comunità non andremmo da nessuna parte”.

E la comunità a cui guarda il MAUTO è fatta anche dagli italiani che vivono all’estero, ma che nella storia della cultura automobilistica ritrovano un’appartenenza. “Senz’altro raccontiamo l’Italia e soprattutto questo museo crea dei ponti tra le culture, riallaccia dei legami con italiani che in Italia non stanno più e che ne vedono un fiore all’occhiello e anche un motivo di orgoglio nella loro italianità. Quindi senz’altro c’è il ruolo di diplomazia culturale, l’utilizzo della cultura dell’automobile come asset del soft power è una delle nostre priorità”.

Tra mostre di arte contemporanea e una squadra curatoriale variegata e ricca, il MAUTO appare oggi un luogo interessante e vivo che, partendo da una storia precisa, sa però declinarla all’insegna di una intrigante multidisciplinarietà.

Meloni: materie STEM strategiche per vincere sfida competenze

Milano, 4 feb. (askanews) – “Vincere la sfida delle competenze è decisivo per costruire una Nazione sempre più competitiva e protagonista delle grandi trasformazioni della nostra epoca. È un traguardo che possiamo raggiungere solo se siamo capaci di fare gioco di squadra, coinvolgendo in questa missione le famiglie, la scuola, le università, le imprese, gli ordini professionali, i luoghi di cultura e i mezzi di comunicazione”. È quanto dichiara la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in occasione della Settimana nazionale delle discipline STEM (4-11 febbraio 2025), istituita con la legge 24 novembre 2023, n. 187: “È un’iniziativa nella quale crediamo fortemente, perché riteniamo strategico per il futuro della Nazione far crescere nelle giovani generazioni l’interesse nei confronti delle materie scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche e matematiche, discipline sempre più al centro dei cambiamenti che i nostri sistemi economici, sociali e produttivi stanno attraversando”.

Meloni cita la Banca Mondiale, per la quale “l’80% della ricchezza delle Nazioni più avanzate è rappresentata dal sapere. In questo scenario, le materie STEM stanno assumendo un ruolo sempre più determinante e offrono grandi opportunità e prospettive. Purtroppo, in Italia gli indicatori descrivono un disallineamento tra domanda e offerta. Per l’Istat solo un quarto dei laureati italiani tra i 25 e i 34 anni ha studiato materie STEM, e le imprese italiane dichiarano di avere difficoltà a trovare profili professionali con preparazione in queste discipline”. E assicura: “Il Governo è determinato ad invertire questa tendenza, e ha già compiuto i primi passi in questa direzione. Mi riferisco, ad esempio, alla riforma dell’istruzione tecnico-professionale per creare un collegamento stabile e strutturale tra i percorsi dell’istruzione tecnica e professionale, gli ITS e le filiere produttive; all’istituzione del Liceo del Made in Italy che abbraccia materie umanistiche e materie STEM; agli incentivi per favorire l’assunzione in azienda dei titolari di contratti di ricerca e ricercatori o alle risorse stanziate per l’orientamento e il piano lauree scientifiche. C’è ancora molto lavoro da fare, ma siamo convinti che il cammino intrapreso sia quello giusto”.

E conclude: “Credere nel futuro dell’Italia vuol dire anche lavorare per formare le professioni e i professionisti del domani, contribuendo così a risvegliare quel coraggio e quella capacità di osare che sono innati nel nostro popolo e che hanno consentito alla nostra Nazione di diventare quello che è”.

Grecia, terremoti: in 6mila via da Santorini nelle ultime 48 ore

Roma, 4 feb. (askanews) – Santorini trema e gli abitanti continuano a fuggire. A oggi circa 6mila persone hanno lasciato l’isola delle Cicladi nelle ultime 48 ore a causa dei numerosi terremoti che continuano a scuoterla, così come la vicina Amorgos, suscitando preoccupazione tra la popolazione, mentre i turisti ovviamente scarseggiano. Lo hanno indicato le autorità greche.

Circa 4.640 passeggeri sono saliti a bordo dei quattro traghetti che hanno lasciato quest’isola vulcanica famosa in tutto il mondo da domenica, secondo un bilancio fornito martedì dall’autorità portuale greca. La compagnia aerea greca Aegean Airlines ha comunicato di aver trasportato ieri 1.294 passeggeri da Santorini verso Atene, effettuando un totale di nove voli, cinque dei quali straordinari. Due traghetti sono previsti per partire dall’isola nella giornata di oggi per dirigersi verso il Pireo, il grande porto vicino alla capitale greca.

Aegean Airlines ha previsto per oggi otto voli con “una capacità totale di oltre 1.400 posti” e ha precisato in un comunicato che ci sono ancora posti disponibili.A Santorini, i cronisti hanno segnalato code di attesa – tranquille – davanti alle agenzie di viaggio, ma in nessun caso la popolazione ha ceduto al panico. L’attività turistica è ridotta in questo periodo dell’anno sull’isola, che accoglie oltre tre milioni di visitatori ogni anno.

Un terremoto di magnitudo 4,9 sulla scala Richter è stato registrato nel Mar Egeo, a circa 31 km da Santorini, poco prima delle 5 del mattino, secondo l’Istituto geodinamico dell’Osservatorio di Atene. Poco dopo le 6, una scossa di magnitudo 4,7 è stata registrata nella stessa zona, circa 19 chilometri a sudovest di Amorgos, un’altra isola turistica dell’arcipelago delle Cicladi che conta meno di 2mila abitanti permanenti.

Altri terremoti di intensità minore sono stati registrati, mentre gli scienziati greci hanno avvertito che questa attività sismica, che si è intensificata da sabato, potrebbe durare settimane.

Lavrov: segnali di problemi sull’attuazione del cessate il fuoco in Medio oriente

Roma, 4 feb. (askanews) – Mosca sta ricevendo su problemi nell’attuazione del cessate il fuoco tra il movimento palestinese Hamas e Israele nella Striscia di Gaza, ha detto oggi il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov.

“Stiamo già ricevendo segnali che ci saranno problemi con la seconda fase” del cessate il fuoco “e probabilmente sono già iniziati, perché tali messaggi vengono ascoltati dai circoli dominanti di Israele, che dicono che non si è del tutto soddisfatti del modo in cui Hamas ha adempiuto ai suoi obblighi nella prima fase, quindi non escludiamo nulla”, ha detto Lavrov al Valdai Club.

Tajani: sui dazi Usa non saremo impreparati, abbiamo una strategia

Roma, 4 feb. (askanews) – L’Italia si impegna a fare da “ponte” tra gli Usa e l’Europa per evitare quella “guerra dei dazi” minacciata da Donald Trump che “farebbe danni sia agli americani che a noi”. Ma se il presidente Usa dovesse andare avanti, noi “non ci faremo cogliere impreparati: siamo già al lavoro per trovare soluzioni che non mandino in crisi le nostre aziende e il benessere dei nostri cittadini”. E’ quanto ha detto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un’intervista al Corriere della Sera.

“Non stiamo giocando una partita d’attesa”, ha spiegato il ministro. “Primo, perché siamo i migliori ambasciatori dell’Europa presso gli Stati Uniti, per gli ottimi rapporti che abbiamo costruito. Secondo, perché sappiamo come reagire”.

Tajani ha spiegato che “una guerra non serve a nessuno”. “Nessun’altra economia al mondo è integrata come quella Usa-Ue”, ha detto, anche se “è chiaro che servirà negoziare”. “E mi sembra proprio che Trump stia dando i primi segnali di volontà di negoziare”, ha insistito: “guardate al confronto con il Messico, all’intesa che è stata raggiunta ieri. Tutti sappiamo benissimo che il commercio di tutti i Paesi del mondo, anche gli Usa, si nutre di libera circolazione: di prodotti, idee, persone. E il business di tutto ha bisogno tranne che di barriere tanto materiali (muri) che immateriali (dazi)”, ha sottolineato Tajani.Quanto all’Italia, “ha una posizione particolare”, “è il secondo Paese per varietà merceologica da export dopo la Cina”. “Per questo, e lo stiamo già facendo con tavoli aperti con le industrie, i produttori, bisogna lavorare per esplorare nuovi mercati. Abbiamo un piano strategico per Messico, India, Indonesia, Vietnam, i Paesi del Golfo, l’Estremo Oriente e tutta l’Africa. C’è un business plan già in fase avanzata”, ha evidenziato il titolare della Farnesina.

Insomma, con gli Usa di Trump “bisogna collaborare, venirsi incontro”. “Comprare e investire di più in America perché loro facciano altrettanto”.

La Cina reagisce ai dazi di Trump: indaga Google, tariffe fino al 15% sui prodotti Usa

Roma, 4 feb. (askanews) – La Cina ha annunciato un’indagine su Google in un’apparente mossa di ritorsione, pochi istanti dopo la scadenza fissata da Washington per l’imposizione da parte degli Stati Uniti di una tariffa del 10% sui beni cinesi, riavviando una guerra commerciale tra le due maggiori economie del mondo.

La Cina indagherà sulla società tecnologica statunitense per presunte violazioni anti-trust, secondo una breve dichiarazione della State Administration for Market Regulation.

Il ministero delle Finanze cinese ha anche annunciato tariffe del 15% su carbone e gas naturale liquefatto e del 10% su petrolio greggio e attrezzature agricole dagli Stati Uniti.

Arte, due opere monumentali per gli 80 anni della Resistenza

Bologna, 4 feb. (askanews) – Due opere monumentali di oltre sei metri ciascuna, apparentemente diverse ma unite dal concetto di Resistenza. A Bologna, l’Istituto Parri ospita “Festa araba” di Aldo Mondino e “Il grande sacrificio” di Lorenzo Puglisi, in occasione degli 80 anni della Liberazione. Lo racconta l’artista Lorenzo Puglisi. “La liberazione dall’oppressore storico nella Seconda Guerra Mondiale e anche una resistenza che sempre dell’oppresso verso l’oppressore per questa natura intima che l’essere umano mantiene, questa natura animale e istintiva, questo ‘homo homini lupus’ che si presenta ogni qual volta una reazione forte nasce nei confronti di un’altra persona”.

Due artisti piemontesi, due generazioni a confronto per raccontare la resistenza all’oppressione e alle convenzioni. Lo ricorda Antonio Mondino curatore dell’archivio intitolato al padre. “Dal punto di vista artistico – dice c’ in Mondino, durante tutta la sua carriera, una profonda volont di apertura e di far combaciare le varie religioni del bacino del Mediterraneo, dai musulmani agli ebrei fino ai cristiani. Una tematica molto ricorrente nella sua opera quella di mettere insieme queste varie anime”.

“Festa araba” del 1985, fu esposta alla Biennale di Venezia nel 1993: per quell’occasione l’artista fece arrivare una ventina di dervisci dalla Turchia. “Il grande sacrificio”, invece, stata conclusa nel 2025. Le due opere creano un dialogo inaspettato nel contesto della memoria della Resistenza, superando barriere temporali e culturali. Come spiega Lorenzo Balbi, direttore artistico di ART CITY Bologna e direttore del MAMbo: “La grande convivialit delle danze arabe e delle feste arabe di Mondino dialogano in maniera non scontata con l’Ultima Cena di Lorenzo Puglisi riportando all’oggi il tema di reinterpretare il messaggio storico portando il nostro vissuto e soprattutto cercando di portarlo in una contemporaneit in cui abbiamo bisogno di abbattere tab e prese di posizione preconcette”.

La mostra si svolge nell’ambito di ART CITY Bologna 2025, in occasione di Arte Fiera, fino al 16 febbraio.

“I cattolici non possono andare in ordine sparso”. Intervista a Mons. Toso.

Da molto tempo Mons. Mario Toso, Vescovo di Faenza-Modigliana, è impegnato nell’opera di interpretazione e divulgazione della Dottrina Sociale della Chiesa. Nei vari passaggi dell’intervista emerge la ricchezza di motivazioni che accompagna la ricerca di valide mediazioni culturali e politiche, con l’auspicabile obiettivo di fornire al Paese una nuova classe dirigente.

 

C’è un forte dibattito attorno ad un rinnovato protagonismo dei cattolici nella vita politica italiana. Ma non mancano, al contempo, contraddizioni e perplessità su come e dove può avvenire questo nuovo protagonismo pubblico. Qual è la Sua opinione al riguardo?

 

Si può affermare che il recente e rinnovato protagonismo dei cattolici ha una sua data di nascita, ossia la Settimana Sociale dei cattolici in Italia, svoltasi, nei mesi scorsi, precisamente dal 3 al 7 luglio 2024, a Trieste. Qui, indubbiamente, l’intervento di Sergio Mattarella, colto, ricco di riferimenti storici e teorici, estesi anche alla grande stagione del cattolicesimo democratico, ha dato una spinta e una motivazione notevoli a tale protagonismo. Lo ha sollecitato, ovviamente, assieme ad altri importanti fattori: la terza guerra mondiale a pezzi, il cambiamento geopolitico in atto, una non improbabile sconfitta dell’Occidente – a detta, ad esempio, di Emmanuel Todd, lucido ed acuto storico francese (a motivo del declino demografico, delle strutture familiari, della scomparsa della religione e del trionfo del nichilismo) – la crisi internazionale del mondo del lavoro in cerca di nuovi equilibri con l’IA, la questione ambientale, i flussi dei migranti, la crisi della democrazia, degli stessi partiti, il crescente astensionismo. Non a caso, Mattarella ha insistito sull’importanza della partecipazione, e ciò almeno per due motivi. Il primo perché la democrazia richiede l’impegno dei cittadini. Non basta il voto. Occorre prendersi cura più ampiamente della cosa pubblica. Il secondo perché, in tempi di astensionismo elettorale, con punte che superano il cinquanta per cento degli aventi diritto al voto, è un richiamo a tutti, certo, ma, in quel contesto, soprattutto ai cattolici, a una assunzione di ulteriori responsabilità. Il 18 gennaio scorso, sulla scia, si sono svolti due incontri organizzati da due componenti distinte interne al PD: uno a Milano, promosso dagli ex popolari con in testa Graziano Delrio e un altro ad Orvieto con i liberal democratici che fanno riferimento all’associazione Libertà Eguale. Dai pronunciamenti e da quanto è stato riferito da alcuni partecipanti il tutto si è svolto con l’obiettivo principale di un riposizionamento dei cattolici più che altro all’interno del Pd, in vista delle prossime elezioni, per sconfiggere la «destra», meno con l’obiettivo di riflettere intorno all’impegno in politica alla luce della Dottrina sociale della Chiesa, rispetto alle grandi sfide in atto. A breve, a metà febbraio, si svolgerà un altro incontro, organizzato da Francesco Russo. Si tratta di una rete di alcune centinaia di amministratori locali, di matrice cattolica, che non avrebbe l’obbiettivo né di fondare un nuovo partito né di collocarsi in uno solo. L’obiettivo principale sarebbe quello di elaborare una politica nuova, capace di rispondere ai grandi problemi che si hanno davanti, interni ed internazionali, alla luce di un pensiero pensante, di un nuovo umanesimo trascendente e della rinnovata Dottrina sociale della Chiesa. Queste iniziative, assieme ad altre, che hanno avuto meno risonanza nei media o nei social, sembra costituiscano una fase nuova, che si spera non si riduca ad un fuoco di paglia, ma che continui e si consolidi, allargandosi sempre più all’associazionismo e alla società civile, nelle sue diverse articolazioni, per superare un crescente analfabetismo politico e democratico, vivendo la dimensione pubblica della fede. Naturalmente non mancano voci che affermano che esiste già uno schieramento, quello di centro destra, aperto all’impegno e al contributo dei cattolici. La Settimana sociale dei cattolici in Italia ha compiuto la sua seminagione e continuerà a farlo. Non sono sufficienti, però, due giorni perché germoglino cose nuove. Occorre attendere operosamente, pregando, formando ad una spiritualità incarnata, al discernimento sociale, elaborando una nuova cultura politica anche cattolica.

 

La stagione e la storia della Democrazia Cristiana appartengono, come ovvio, al passato. Eppure, anche da parte dei suoi storici detrattori, c’è una sorta di forte rimpianto per quella esperienza politica, culturale e di governo. Qual è il Suo giudizio su quella classe dirigente che, seppur fra alti e bassi, ha saputo ricostruire il nostro paese?

 

Non si sbaglia nel dire che, nonostante errori inevitabili, vi è una certa nostalgia di quei decenni, e non soltanto da parte dei cattolici. Sono stati anni di crescita complessiva per il Paese. Un’altra epoca. Era un’altra Italia. Non è difficile anche dire che, senza forse, c’era un’altra classe dirigente, e non soltanto politica, anche imprenditoriale. Però, la nostalgia non porta da nessuna parte. Neanche ci porta da qualche parte evocare i politici di allora. Ci serve, invece, comprendere che quelle personalità furono il risultato di una temperie storica, di un movimento collettivo, politico, culturale, valoriale, per cui il loro emergere, meglio le ragioni del loro emergere non vanno ricondotte esclusivamente alle loro qualità individuali, indubbiamente presenti. Adesso, non possiamo pensare di ricostituire quella temperie storica, certo, ma dobbiamo capire che non è molto utile muoversi in ordine sparso. È opportuno collegarsi, fare rete, ridare vita con forza a movimenti ampi, di tipo culturale, politico e valoriale, e vedere dove ci conduce e quali personalità fa emergere. Se, invece, si procede in ordine sparso, non si possono nutrire grandi speranze.

 

Come può decollare, all’interno dell’arcipelago cattolico contemporaneo, una rinnovata spinta all’impegno politico ed amministrativo? Esistono, cioè, luoghi e momenti che contribuiscono a formare una nuova ed autorevole classe dirigente cristianamente ispirata?

 

Questa domanda, in realtà, è strettamente collegata alla precedente, quindi, consente di sviluppare ulteriormente la risposta precedente. È bene dire, anzitutto, dove non si forma una classe dirigente. Non si forma in laboratorio. Nessuna classe dirigente, nella storia, si è formata in laboratorio. Ad esempio, le scuole di formazione all’impegno sociale e politico sono importanti, importantissime, ma non bastano. In realtà, una classe dirigente si forma all’interno di un’esperienza storica complessa e articolata. E, nella formazione, incidono una serie di fattori: famiglia, scuola, imprese, corpi intermedi, università, valori, cultura, religione. Senza l’effetto positivo di questi fattori, ovvero senza l’effetto positivo di una serie di agenzie educative, pensare alla formazione di una classe dirigente adeguata, diffusa nella società, e capace di accompagnarla e di guidarla, sarebbe del tutto utopistico. L’educazione religiosa è fondamentale, perché trasmette un’apertura alla trascendenza, senza la quale la dimensione individuale rischia pesantemente di rimanere schiacciata su una mera dimensione utilitaristica e materialistica, tecnicista. Educa, in altri termini, ad andare oltre sé stessi, e a mettersi, pertanto, anche al servizio della cosa pubblica in modo eticamente corretto, alla luce di un compimento in Dio.

 

Pochi giorni fa abbiamo ricordato “l’appello ai liberi e forti” di don Luigi Sturzo. Il popolarismo di ispirazione cristiana continua, a Suo giudizio, ad essere un punto di rifermento per la qualità della nostra democrazia e la freschezza e credibilità del nostro sistema politico?

Alla sua domanda non si può che rispondere positivamente: il popolarismo rimane una sorgente inesauribile per dare forza e futuro alla democrazia. Soprattutto, in tempi, come i nostri, che sono tempi di populismo, tempi di degenerazione democratica. Il popolarismo si pone in aperta e totale contrapposizione con il populismo. Mentre quest’ultimo si declina e si manifesta nel segno di una politica conflittuale, urlata, ostile alla mediazione, il popolarismo pone al centro della propria azione una politica ragionata, fondata sulla mediazione con le altre forze politiche e culturali, quelle, naturalmente, rispettose della centralità della persona e della libertà. Se si guarda al popolarismo con lo sguardo esteso alla sua storia, infatti, vediamo, da un lato, che ha combattuto i totalitarismi, negatori, in quanto tali, della centralità della persona. Dall’altro, ha collaborato e ha attuato una mediazione fruttuosa con altre forze e culture politiche, rispettose di tale centralità, dando vita a momenti fondamentali della storia italiana repubblicana. Ha contribuito alla stesura della Costituzione, ed anche a una stagione di riforme significative nella prima metà della seconda parte del Novecento.

Non si torna all’Ulivo: tutti sparsi e tutti uniti, basta chiamarsi opposizione.

Con la consueta sagacia politica e la consolidata conoscenza dei sistemi elettorali, e pure con quella punta di disincanto che lo contraddistingue, Dario Franceschini ha spiazzato l’intero centrosinistra con un’idea che ai più è parsa provocatoria ma che invece ha una sua intrinseca logica pur nella sua semplicità.

La proposta è nota: ogni partito oggi all’opposizione della maggioranza di destra-centro si presenti autonomamente alle prossime elezioni politiche e poi, dopo le votazioni, lavori alla costruzione in Parlamento di una coalizione governativa: un obiettivo a suo avviso realistico, perché la sua opinione è che l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni comincia già ora a mostrare qualche crepa e a denotare qualche affanno che l’elettorato al momento decisivo saprà valutare, e non positivamente.

Lo sforzo obbligato che le forze di minoranza dovranno produrre sarà concentrato nella individuazione di un candidato unitario nei collegi elettorali uninominali che assegnano un terzo dei seggi. Cosa naturalmente non semplice ma propedeutica al successivo, auspicabile, accordo di governo da siglare dopo le elezioni.

Le critiche sono arrivate subito, alternate a qualche segnale di attenzione, peraltro limitato ai 5 Stelle e ad alcuni esponenti del Pd.  Il professor Prodi, padre nobile dell’Ulivo (di cui ricorre in questi giorni il trentennale ma che Franceschini ha dichiarato non essere più proponibile nel contesto attuale) ha opposto la motivata ragione per la quale è nella costruzione di un programma comune che si realizza una possibile alternativa politica. Nella sua intervista, peraltro, Franceschini aveva ricordato, non senza malizia, “le 300 pagine di programma assemblato a tavolino” dalla fu Unione nel 2006, e si sa come è finita.

Bisogna riconoscere, a dire il vero, che rimandare ogni possibile accordo a dopo il voto potrebbe ingenerare un’infinita e poco commendevole trattativa (anche qui il ricordo degli oltre 100 sottosegretari del secondo governo Prodi è alquanto istruttivo) che certamente disgusterebbe molti cittadini, spingendoli nuovamente verso l’astensionismo elettorale e la totale sfiducia nella politica, entrambi elementi gravemente nocivi per ogni democrazia.

Inoltre, come ha esposto Alessandra Ghisleri su la Stampa, la maggioranza dei sostenitori del Pd preferisce un’alleanza con la sola sinistra (il cosiddetto “campo largo”), escludendo dalla stessa i “centristi” di Renzi e Calenda. Al tempo stesso, però, limitandosi peraltro ad una mera somma aritmetica che poi è tutto da vedere se alla prova dei fatti si rivelerà attendibile nel suo automatismo, è solo con quello che la nota sondaggista definisce “campo larghissimo”, dunque aperto anche ai centristi, che l’attuale minoranza parlamentare può avvicinarsi, sin quasi a eguagliarli, ai consensi del destra-centro.

E allora? Allora tutti sappiamo che è molto difficile, per non dire impossibile, convincere – prima del voto – elettori di sinistra o del M5S a votare un candidato proveniente dai centristi, e lo stesso vale per il contrario. E dunque, pur nella sua impostazione tatticistica, l’idea di Franceschini mira a superare questo problema (che ad un osservatore attento come egli è appare assolutamente chiaro) e a posporlo ad una fase teoricamente più favorevole (quella in cui si lavora insieme per arrivare a Palazzo Chigi). Una soluzione pragmatica, se vogliamo. E tutta da verificare, naturalmente.

Epperò, al fondo, Dario Franceschini rivela, indirettamente, il punto di debolezza gigantesco del “campo largo”, anche se la maggioranza del Pd – dirigenti e sostenitori – non lo vuole vedere: l’assenza di un forte partito di centro disponibile a costruire, politicamente e programmaticamente, un’alleanza di centro-sinistra solida e credibile, e quindi votabile. Un ruolo che, complici gli errori autodistruttivi compiuti sin qui, Azione e Italia Viva non sono in grado di interpretare. Fin quando questo spazio politico rimarrà vuoto sarà ben difficile sconfiggere il destra-centro guidato da Giorgia Meloni. Se venisse invece riempito l’impresa diverrebbe al contrario possibile, e forse più che possibile. Franceschini lo sa bene e ha immaginato un espediente utile ad aggirare il problema. Confidando però nel riempimento di quel vuoto.

PoliticaInsieme | Cattolici e politica: pluralità di voci o frammentazione sterile?

Possiamo ancora parlare di “mondo cattolico”, cioè di un insieme di movimenti ecclesiali, centri di cultura, altre forme associative, gruppi di volontariato solidale di varia natura che siano strutturate in un rapporto organico, nel quale, pertanto, le singole parti si riconoscono sinergicamente in una sostanziale unità e aderiscono ad un’impresa comune? Oppure è più appropriato rifarsi ad un’ “area cattolica”, cioè ad un perimetro, designato dalla fede condivisa, destinato ad ospitare una pluralità di soggetti che interpretano questa comune appartenenza in modo molto più articolato? E questa pluralità di voci che giunge, sul piano della valutazione politica, fino ad espressioni di voto francamente antitetiche, come va considerata?

Si tratta di una dissipazione che sgrana e disperde il potenziale sociale e culturale, civile e politico che i cattolici avrebbero se fossero più uniti? O non si tratta, piuttosto, di fare davvero propria la distinzione tra particolarità della politica ed universalità della religione? Assumendo laicamente il peso e la fatica che ne derivano, anche sul piano della quotidiana vicenda umana.

Come più volte abbiamo sostenuto su queste pagine, questa disarticolazione politica non è, al contrario, significativa del fatto che i cattolici non si sono lasciati massificare e sospingere in un imbuto ideologico, bensì hanno saputo sviluppare quella capacita’ critica che, infine, approda ad un’autonomia di giudizio e ad una responsabilità personale che rappresentano, in ogni caso, un patrimonio importante in funzione della liberta’ e del comune sostegno ad un ordinamento di democrazia sostanziale? Anche quando si approdi su versanti opposti e reciprocamente non condivisi, degli schieramenti politici in campo.
Tutto ciò implica, peraltro, che ognuno nella propria singolarità, si faccia carico di verificare, in prima persona, almeno la compatibilità, meglio l’aderenza del proprio indirizzo politico al magistero sociale della Chiesa ed alla Costituzione. E, nel contempo, si eviti che, nell’ accostarsi ad altre culture – come sta succedendo purtroppo nell’ uno e nell’ altro dei due poli di destra e sinistra del nostro attuale sistema politico – il sale, anziché  insaporire, diventi insipido. D’altra parte, dove sta scritto che, nell’ attuale frangente storico, nel nostro Paese, ai cattolici sia consentito soltanto schierarsi con la destra o piuttosto con la sinistra oppure liberare il campo dalla loro presenza ed astenersi?
Quasi volessero, da sé, rifugiarsi e proteggersi in una sorta di nuovo “non expedit”, come se temessero di essere “disincarnati” e, per loro natura, estranei al decorrere della storia. Ma su questo si dovrà tornare con una apposita riflessione.

 

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https://www.politicainsieme.com/i-cattolici-il-pluralismo-lidentita-e-la-rete-di-domenico-galbiati/

Irène Némirovsky e l’arte di dare voce agli invisibili.

«Anche Iei, come tutti, aveva avuto un nome, ma, da molto tempo, era caduto nell’oblio. La chiamavano “la Njanja”, che in russo significa “la tata” (…). Era molto anziana, così anziana che da anni non cambiava più. Sembrava immutabile, come il castello, il parco secolare, lo stagno silenzioso dove dondolavano leggermente delle grandi ninfee. (…) Tenevano a Iei per via dei ricordi impressi nelle rughe del suo volto». Irène Némirovsky (1903-1942) ce la presenta così, l’anziana donna protagonista del racconto La Nanja. Ce la presenta quasi come un non personaggio – non ha nome, non ha storia, non ha cambiamenti; esiste solo per il ruolo che ha svolto. Anziana govemante di una ricca famiglia russa rifugiatasi a Parigi dopo la Rivoluzione, ha tirato su generazioni di bambini: cantando antiche canzoni e raccontando storie, li ha intrattenuti, consolati, osservati, accuditi. Perché la Njanja ha occhi, e una straordinaria dolcezza.

Con occhi e dolcezza, però, ora non guarda più solo quegli ex bambini, ma anche se stessa.

E guardandosi, si pone tante domande. Ad esempio, cosa ci sta a fare qui, a Parigi? Qui, in una città immensa, circondata da una folla che non parla la sua lingua e che a volte ride di lei (una città, tra l’altro. che nemmeno in grado di far nevicare)? Pagina su pagina, mentre sembra farsi sempre più piccola nei suoi pensieri, l’anziana donna cresce invece davanti al lettore. Perché se la nostalgia è struggente per la sua terra lontana, vasta e sconfinata, l’anziana donna, passo dopo passo, diventa un personaggio dall’identità fortissima. Fino a uscire dalle righe.

La Njanja è uno dei racconti proposto da Adelphi, per la cura di Teresa Lussone, ne Il carnevale di Nizza (MilaLussone, Il carnevale di Nizza (Milano, 2025, pagine 288, euro 19). È giovane la scrittrice ebrea nata a Kiev (morirà ad Auschwitz a soli 39 anni) quando scrive queste pagine, non ha ancora compiuto trent’anni. Eppure le sue storie sono già cosi profonde. Mai disperate, né esaltate: con pazienza ma senza perdere tempo, la scrittrice scandaglia l’essere umano, riuscendo in particolare a cogliere la complessità di quelli che solitamente restano indietro. Con la sua inconfondibile prosa, Némirovsky indaga e ricostruisce con rara maestria «l’ora dei poveri, dei bisognosi che si affrettano, con la schiena curva, nel crepuscolo tremolante del mattino». È nel dolore di quelle schiene curve, nelle illusioni perdute, nella rabbia dei perdenti e dei traditi, che Némirovsky dà il meglio. E dare il meglio significa ridare un nome, un volto, un’identità. Le persone sono feroci, il tempo è feroce, perfino i sentimenti spesso lo sono, ma è proprio l’arte di coglere il tremolio del crepuscolo, della vicinanza e della vita, la missione a cui è chiamato chi scrive. Al di là delle rispettabili facciate borghesi, racconta Némirovsky, si celano il disordine, il male, la cattiveria che ci lasciano tutti soli nel bisogno. Che poi – si domanda la scrittrice, tramite i suoi racconti – in questi contesti che significano paroIe come fratemità, Natale, amore o felicità? Irène Némirovsky illumina l’arte dell’ascolto, anche se questo significa assumersi il rischio di ascoltare, dopo aver sentito, parti di sé che non piac-ciono. Perché la verità è che si può veramente tremare di freddo anche se si indossano «caldi abiti inglesi».

 

Fonte: L’Osservatore Romano – Lunedì 3 febbraio 2025

Titolo originale: Storia di una vecchia tata immutabile.

[Articolo qui riproposto per gentile concessione di Andrea Monda, direttore del quotidiano edito nella Città del Vaticano]

Fondazione Terzjus, seconda edizione premio volontari@work

Roma, 3 feb. – Il 7 marzo scadono i termini per partecipare alla seconda edizione del Premio volontari@work della Fondazione Terzjus, Osservatorio di diritto del Terzo Settore, della filantropia e dell’impresa sociale, il primo premio nazionale sul volontariato di competenza, ideato da Sara Vinciguerra e realizzato da Fondazione Terzjus in partnership con Italia non profit e il Forum del terzo settore, e con il patrocinio del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e di Unioncamere.

La seconda edizione lanciata lo scorso 4 dicembre, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati, in concomitanza con la giornata mondiale del volontariato, presenta diverse novit: l’apertura agli enti del Terzo Settore, oltre che alle imprese, e la possibilit di candidarsi anche per le 23 aziende che hanno concorso lo scorso anno con il medesimo progetto, qualora sia stato portato avanti con l’introduzione della misurabilit della crescita delle competenze dei collaboratori aziendali, ovvero della rendicontabilit ai fini del bilancio di sostenibilit (per le aziende che ne hanno i requisiti).

“Sono arrivate le prime candidature – dichiara Luigi Bobba, Presidente di Terzjus – e anche quest’anno non possiamo che evidenziare le positive esperienze di volontariato di competenza promosse da imprese e da enti del terzo settore e l’impatto che generano. Mi piace sottolineare che il premio si avvale di un’autorevole giuria, grazie al Presidente Luciano Violante e al Vice Presidente Walter Rizzetto, Presidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati; e come membri: Maria Carla De Cesari caporedattore de Il Sole 24 ore; Alessandro Lombardi, Capo Dipartimento Politiche Sociali del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali; Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore; Giuseppe Tripoli, Segretario Generale di Unioncamere; Mara Moioli, co-fondatrice di Italia non profit; Chiara Tommasini, Presidente di CSVnet; Stefano Arduini, Direttore di Vita e Carola Carazzone, Segretaria Generale di Assifero. Confidiamo in un’ampia partecipazione, – conclude il Presidente Bobba – fondamentale per generare un circolo virtuoso di esempi a cui attingere per diffondere il volontariato di competenza. un’opportunit da non perdere!”

Il pianista dei sogni Joseph Lu porta Power of Love negli Usa

Roma, 3 feb – A Los Angeles ha vinto la forza dell’amore, ha vinto la musica che veicola il messaggio universale della vita e della solidariet, ha vinto Joseph Lu, il pianista dei sogni, il quale riuscito ad incantare con la sua opera “Power of love” la platea dei World Entertainment Awards. Il brano “Power of love”, che tratta il tema dell’autismo, ci fa comprendere come l’amore, con la sua forza prorompente, veicolato dalla musica, riesce ad unire, a cambiare e a costruire ponti infiniti che ci consentono di superare ogni barriera, anche la pi invalicabile. I sogni di Joseph Lu si traducono in messaggi che viaggiano, grazie alle note del suo pianoforte, per incontrare mondi nuovi dove non esistono le diversit. Sono mondi dentro i quali il pianista siciliano di Modica porta il piccolo Matteo, un bambino autistico, a cui mette le ali per volare, sospinto dalla musica, insieme a lui dentro il sogno della vita. Il brano “Power of Love” con la sua energia entrato nel cuore dei presenti e sar ascoltato nelle tv e radio americane. “E’ stato un onore, un grande privilegio, che in pochi hanno, salire su questo prestigioso palco” ha dichiarato Joseph Lu ai microfoni di una radio americana, aggiungendo: “Un ringraziamento va al Piccolo Matteo, fonte di ispirazione, e all’Associazione ‘La Terra di Matteo’, che lavora instancabilmente per assicurare ai bambini un futuro migliore. Un grazie alla mia famiglia ed un grazie a tutti coloro che, ogni giorno , mi danno la forza per proseguire questo viaggio. La mia performance stata applauditissima e molti tra i presenti, tra cui diversi artisti, hanno avuto parole di grande ammirazione per questo brano. Sono veramente felice di aver calcato un palco cos importante come quello del World Entertainment Awards, che quest’anno si tenuto al Writer Guild Theater di Los Angeles, esattamente nella meravigliosa Beverly Hills”.

Pecoraro Scanio: catastrofe climatica in Sicilia

Roma, 3 feb. (askanews) – “Dopo la siccit, adesso le alluvioni: la provincia di Messina e l’intera Sicilia sono sempre pi colpite dagli effetti devastanti della crisi climatica in atto. evidente che la principale isola del mediterraneo si trovi in una zona particolarmente delicata e vulnerabile al cambiamento climatico, eppure continuiamo ad assistere all’inerzia di chi dovrebbe prevenire e contrastare questi disastri. Servono misure straordinarie e un intervento immediato del Governo per sostenere la Sicilia con azioni concrete di adattamento e prevenzione e riduzione dei rischi climatici e idrogeologici.”

quanto dichiara Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde ed ex ministro dell’Ambiente, a seguito degli eventi calamitosi che hanno colpito la provincia di Messina.

“La lotta al dissesto idrogeologico e l’adozione di misure contro la siccit, che inevitabilmente torner nei prossimi mesi, devono diventare una priorit. una questione matematica: non possiamo pi permetterci di sottovalutare l’impatto della crisi climatica. Dobbiamo contrastare con fermezza chi nega l’esistenza del cambiamento climatico, perch questi irresponsabili e criminali sono complici delle tragedie e delle vittime che piangiamo oggi.”

Pecoraro Scanio ribadisce inoltre la necessit di una transizione rapida verso il 100% di energia rinnovabile, eliminando progressivamente i combustibili fossili, e l’urgente attuazione di piani di adattamento che riducano i rischi derivanti dagli eventi climatici estremi.

“Non possiamo pi rimandare: tempo di agire con decisione e responsabilit. Serve un cambio di passo immediato per garantire sicurezza ai cittadini e proteggere il nostro territorio dalle conseguenze sempre pi drammatiche della crisi climatica.”

Sanremo, Olly: un passo in pi in un viaggio gi bellissimo

Milano, 3 feb. (askanews) – Olly in gara alla 75 edizione del Festival di Sanremo con Balorda Nostalgia. Il brano – una ballad scritta da Olly, composta dal cantautore insieme a Pierfrancesco Pasini e JVLI, che ne ha curato anche la produzione – racconta la nostalgia, un sentimento forte, vivo e vero che arriva all’improvviso e che fa sempre anche un po’ male, per questo motivo balorda.

“Allora questa canzone parla di dare valore da nostalgia, molto semplice, non voglio vendere niente di astruso, parla di questa sensazione che anche se ho 23 anni, ho vissuto, vivo tutti i giorni, una mancanza che poi nel senso stretto di questo brano sicuramente una mancanza d’amore, ma pu essere fatto qualsiasi tipo di parallelismo ognuno voglia fare nel momento in cui l’ascolta. Sicuramente una canzone vera, racconta parte di una mia storia e sono molto contento di portarla all’Ariston. Il brano nato in studio, come tante mie canzoni, anche in questo caso in un modo molto normale dal connubio musicale di JVLI e di Perfrancisco Pasini. JVLI mio produttore, fratello, ormai un sodalizio bello definito. Pier, anche lui, suona con me in tour da un po’ di tempo. Quindi una canzone nata tra amici, si evoluta nel tour, perch io testardo volevo mettere a posto cose di testo che non mi convincevano e la canter all’Ariston.

Nella serata di venerd si esibir con il brano Il Pescatore accompagnato da Goran Bregovic e la Wedding & Funeral Band. “Sanremo per me , forse in un modo poco romantico, ma parte del mio percorso. Ho fatto gi un passaggio a Sanremo, ed stato divertente, stato anche challenging, diciamo. Mi ha messo di fronte a tanta realt, e quest’anno sicuramente un altro passo che sono contento di fare, con i miei amici tra l’altro che verranno con me. Me la voglio godere, un modo per dare un qualcosa in pi a un viaggio che gi bellissimo, che si andato molto bene, che mi sta apparecchiando per arrivare a fare i miei concerti e mi sembra che sia tutto giusto in questo momento, bello”.

Dopo il successo delle prime 14 date invernali tutte sold out del Lo rifar, lo rifaremo tour 2024 – 2025, Olly torner live nei club italiani con la seconda leg del tour questa primavera a Venaria Reale – TO (Teatro Concordia – 4 e 5 maggio), Bologna (Estragon – 7 e 8 maggio), Roma (Atlantico – 13 e 14 maggio), Molfetta – BA (Eremo club – 16 e 17 maggio) e Firenze (Teatro Cartiere Carrara – 19 e 20 maggio). Il tour, per un totale di 26 date completamente sold out, terminer ufficialmente a Padova (Gran Teatro Geox – 22 e 23 maggio).

Ad attenderlo poi in autunno il Tutta vita tour 2025 – 2026, che porter il cantautore live per la prima volta nei palazzetti italiani tra l’autunno 2025 e la primavera del 2026. Gi Sold out le date nel 2025 previste a Genova (Stadium di Genova – 4 e 5 ottobre), Milano (Unipol Forum – 10 ottobre) e Roma (Palazzo dello Sport – 15 ottobre). Chiuder l’anno al PalaPartenope di Napoli il 17 ottobre (biglietti disponibili in prevendita). Nella primavera del 2026 il tour riprender da Jesolo – VE (Palazzo del Turismo – 7 marzo), per poi fare tappa a Firenze (Nelson Mandela Forum – 11 marzo), Bologna (Unipol Arena – 16 marzo), Torino (Inalpi Arena – 18 marzo), Milano (Unipol Forum – 20 marzo), Roma (Palazzo dello sport – 26 marzo) e infine Bari (Palaflorio – 30 marzo).

Ue apre a più flessibilità nel Patto Stabilità per spesa difesa

Bruxelles, 4 feb. (askanews) – Una chiara apertura a “molta più flessibilità” nella valutazione dei conti pubblici degli Stati membri riguardo alla spesa per la difesa, nel quadro del nuovo Patto di Stabilità, è venuta stasera dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, come conclusione della discussione tra i leader al vertice Ue informale di Bruxelles. Von der Leyen, inoltre, ha lasciato socchiusa la porta anche per possibili nuove forme di “finanziamento europeo”, senza fornire più dettagli, riguardo a determinati progetti comuni di difesa considerati prioritari ed essenziali dagli Stati membri.

“Se guardiamo ai tre livelli possibili per il finanziamento” dell’incremento della spesa per la difesa nell’Ue, “ci sono i bilanci nazionali, è la Banca europea per gli investimenti e poi c’è il settore finanziario privato che possiamo usare. Ora – ha spiegato la presidente della Commissione durante la conferenza stampa al termine del vertice – se guardiamo ai bilanci nazionali, sono vincolati, sono stati vincolati finora mediante le nuove regole del Patto di stabilità e crescita”.

Ma, ha sottolineato von der Leyen, “per tempi straordinari, è possibile avere misure straordinarie, anche nel Patto di stabilità e crescita; e penso che viviamo in tempi straordinari. Quindi – ha annunciato – esamineremo più a fondo, come Commissione l’utilizzo di molta più flessibilità. Sono opzioni possibili, con il Patto di stabilità e crescita, per gli investimenti e le spese per la difesa. Questo darà molto più spazio di bilancio o margine di manovra agli stati membri per aumentare la loro spesa per la difesa a livello nazionale”.

“C’è poi – ha continuato la presidente della Commissione – una seconda opzione in cui penso sempre che dobbiamo mantenere l’ordine di priorità su come prrocedere. Se prendo la difesa aerea avanzata”, lo scudo aereo europeo che è stato proposto dal premier polacco Donald Tusk e da quello greco Kyriakos Mitsotakis, “c’è molto sostegno” da parte degli Stati membi. “Tutti sanno che nessuno Stato membro è in grado di fornire una difesa aerea sufficiente da solo. Ma la difesa aerea avanzata per l’intera Unione europea, con l’esperienza della guerra ai nostri confini – ha rilevato von der Leyen -, è assolutamente necessaria. Quindi si prende prima un progetto comune e poi si può discutere di come il finanziamento europeo comune sia fattibile. Qui non siamo entrati nei dettagli al momento, ma il forte sostegno alla proposta di Donald Tusk e Kyriakos Mitsotakis parla da sé”.

In terzo luogo, “c’è la Bei: penso che le sue pratiche di prestito cambieranno. La Bei è disposta a farlo, ha già dedicato del denaro che potrebbe investire” in progetti che riguardano la difesa. “E questo dovrebbe essere fatto con progetti a livello europeo”, ha osservato la presidente della Commissione.

“Infine, c’è il settore bancario privato, che è stato finora riluttante a finanziare progetti di difesa. Qui penso che dobbiamo davvero parlarci, l’uno con l’altro. Inoltre, il fatto che la Bei cambi le sue pratiche di prestito rende più facile per il settore bancario, il settore bancario privato, seguire l’esempio”, ha concluso von der Leyen.

Trump congela dazi a Messico e Canada, Meloni invita Ue a dialogo

Bruxelles, 3 feb. (askanews) – Di fronte alla minaccia di Donald Trump di imporre dazi all’Europa, l’Ue deve rispondere con il “dialogo”. E’ questo, secondo quanto si apprende, il senso dell’intervento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni al summit informale dei leader europei a Bruxelles.

L’incontro, definito “ritiro”, era stato convocato per un confronto “aperto” sul tema della difesa, una delle priorità europee di fronte al protrarsi della guerra in Ucraina ma anche all’eventuale disimpegno degli Usa dalla Nato. Ma la questione dazi è stata resa urgente dalla mossa di Trump, che sabato ha deciso di imporre alte tariffe alle merci provenienti da Messico, Canada e Cina. Entrando questa mattina al summit, sia Emmanuel Macron (“l’Europa dovrà farsi rispettare e reagire”) che Olaf Scholz (“Dobbiamo reagire alle politiche doganali con politiche doganali”) erano stati molto duri.

Nel corso della giornata, però, il quadro è sembrato cambiare. Trump ha “congelato” le misure contro Messico e Canada, aprendo anche auna trattativa con la Cina. Decisioni – ha spiegato una fonte a Bruxelles – che hanno dato una speranza dell’Europa: quella che la tattica del tycoon sia sparare una “cannonata” per poi trattare. E qui Meloni potrebbe inserirsi come ‘facilitatrice’, in virtù del rapporto privilegiato con il presidente Usa, cementato dalla visita a Mar-a-Lago e poi dalla partecipazione, unica leader europea, all’Inauguration Day.

La presidente del Consiglio non ha parlato con i giornalisti né all’arrivo a Bruxelles né prima di ripartire per Roma, ma secondo quanto si apprende nel corso dell’incontro ha ribadito che una guerra commerciale “non conviene a nessuno”. Piuttosto serve il dialogo per arrivare a soluzioni “equilibrate”, con un riequilibrio della bilancia commerciale che sia “sostenibile” e vantaggioso per entrambe le parti. Soluzioni che potrebbero passare – come suggeriscono alcuni Stati – da un incremento degli acquisti di armamenti e GNL dagli Usa.

Usa, Trump ‘congela’ per trenta giorni anche i dazi con il Canada

Roma, 3 feb. (askanews) – Dopo quelli con il Messico, il presidente Usa, Donald Trump, congela per trenta giorni anche i dazi con il Canada. La decisione dopo una telefonata con il premier Justin Trudeau di cui Trump si dice “molto soddisfatto”.

“Come presidente, è mia responsabilità garantire la sicurezza di tutti gli americani, e sto facendo proprio questo. Sono molto soddisfatto di questo risultato iniziale, e le tariffe annunciate sabato saranno sospese per un periodo di 30 giorni per vedere se si potrà o meno strutturare un accordo economico definitivo con il Canada. Equità per tutti”, scrive infatti su Truth.

“Il Canada – spiega a sua volta Trudeau – sta prendendo nuovi impegni per nominare responsabile per la questione del Fentanyl, aggiungeremo i cartelli messicani alla lista dei terroristi, garantiremo controlli 24 ore su 24, 7 giorni su 7 sul confine, lanceremo una forza d’attacco congiunta Canada-Usa per combattere la criminalità organizzata, il fentanyl e il riciclaggio di denaro. Ho anche firmato una nuova direttiva di intelligence sulla criminalità organizzata e il fentanyl e la sosterremo con 200 milioni di dollari”.

Bonomi (Fiera Milano): abbassiamo IVA su cultura e liberiamo energie

Milano, 3 feb. (askanews) – “Io prendo i dati di cosa vuol dire questo mercato nel mondo: gli ultimi che abbiamo a disposizione ci dicono che il mercato della cultura vale 5 miliardi di dollari nel mondo, quindi stiamo parlando di qualcosa di importante. Pensate che l’Italia ha pi di 5mila siti culturali, 53 siti Unesco: pensate cosa potremmo noi realizzare veramente da questo punto di vista. E’ ovvio che dobbiamo anche ragionare con i nostri competitor. Nel 2025 l’Italia dovr recepire una direttiva comunitaria che ci potrebbe consentire di abbassare l’IVA come fanno Francia e Germania. La Francia ha ridotto l’IVA sui beni culturali al 5,5%, la Germania al 7%, mentre l’Italia ancora al 22%. Potremmo liberare veramente tante energie da questo punto di vista”. Lo ha detto il presidente di Fiera Milano, Carlo Bonomi, a margine della presentazione dell’edizione 2025 di miart.

Risultati e classifica serie A: La Lazio torna quarta

Roma, 3 feb. (askanews) – Questo il programma e i risultati della 23esima giornata di serie A dopo Cagliari-Lazio 1-2

23esima giornata Parma-Lecce 1-3, Monza-Hellas Verona 0-1, Udinese-Venezia 3-2, Atalanta-Torino 1-1, Bologna-Como 2-0, Juventus-Empoli 4-1, Fiorentina-Genoa 2-1, Milan-Inter 1-0, Roma-Napoli 1-1, Cagliari-Lazio 1-2.

Classifica: Napoli 54, Inter* 51, Atalanta 47, Lazio 42, Juventus 40, Fiorentina* 39, Bologna 37, Milan* 35, Roma 31, Udinese 29, Torino 27, Genoa 26, Lecce, Verona 23, Como 22, Cagliari, Empoli 21, Parma 20, Venezia 16, Monza 13. * una partita in meno

24^ GIORNATA (7-10 febbraio) venerdì 7 febbraio ore 20.45 Como-Juventus, sabato 8 febbraio ore 15 Verona-Atalanta, ore 18 Empoli-Milan, ore 20.45 Torino-Genoa, domenica 9 febbraio ore 12.30 Venezia-Roma, ore 15 Cagliari-Parma, Lazio-Monza, ore 18 Lecce-Bologna, ore 20.45 Napoli-Udinese, lunedì 10 febbraio ore 20.45 Inter-Fiorentina

Miart 2025: big internazionali e dialogo con il territorio

Milano, 3 feb. (askanews) – Cento anni di arte, gallerie da 30 Paesi e cinque continenti, l’edizione 2025 della fiera miart, in programma dal 4 al 6 aprile negli spazi dell’Allianz MiCo di Milano, punta sia sull’internazionalit sia sulla relazione con il territorio. A dirigerla, con uno staff curatoriale rafforzato, ancora Nicola Ricciardi, che ha sottolineato l’ingresso o il ritorno di importanti gallerie. “Aumentano la qualit e anche i metri quadri che queste gallerie portano. Abbiamo ingressi importantissimi: Sadie Coles, Victoria Miro, Esther Schipper, Meyer Riegger., gallerie che di solito si trovano nel primo corridoio di Art Basel e di Frieze e che ora decidono di puntare su Milano. E tra queste un grande ritorno anche italiano, che Massimo De Carlo, che non faceva miart dal 2019, ma decide di puntare sulla nostra citt. Quindi qualit all’interno della fiera con progetti molto rigorosi, molto curati, ma anche qualit fuori, perch siamo usciti, come da tradizione, anche nella citt, cercando di promuovere e farci anche noi stessi portavoce di una serie di mostre, di stanze, di progetti e di performance che saranno distribuite in tutto il territorio”.

Organizzata sulle tre sezioni Established, Emergent e Portal, miart copre un periodo che va dal primo Novecento fino alla pi stretta attualit e ragiona pure sul contesto fieristico e culturale internazionale. Alla presentazione intervenuto anche il presidente di Fiera Milano Carlo Bonomi. “Innanzitutto siamo molto soddisfatti dei numeri – ci ha detto – quasi 180 gallerie, 40% che vengono dall’estero, ma al di l dei numeri quantitativi la qualit che ci sar quest’anno e di cui siamo molto orgogliosi. Ovviamente non possiamo pensare al momento di competere con New York, ma nel mondo sui temi culturali si stanno creando dei nuovi hub come Hong Kong, ma io credo che in Europa, l’Italia e Milano in particolare abbia tutte le chance di poter diventare veramente qualcosa di importante. E un territorio come Milano deve essere all’avanguardia su questi temi”.

Come ogni anno, miart parte della Milano Art Week, che coinvolge musei, istituzioni e spazi del territorio in una volont di sinergia per l’offerta culturale e di confronto sulle forme in cui l’arte pu svolgere un ruolo nella societ. E poi una serie di mostre e appuntamenti dedicati a uno dei padri del contemporaneo come Robert Rauschenberg.

“Il sostegno a miart – ha ribadito Michele Coppola, direttore Arte, Cultura e Beni storici di Intesa Sanpaolo, main partner di miart – quest’anno ancora pi convinto, insieme a miart abbiamo lavorato con la Fondazione Rauschenberg per una ricorrenza importante, i cento anni dalla nascita dell’artista. L’idea di mettere a fattor comune una eccezionale fiera d’arte contemporanea e d’arte moderna con una collezione privata che tra l’altro ha preso vita attraverso un museo in piazza della Scala, le Gallerie d’Italia, che ospita dei capolavori di Rauschenberg e farlo in occasione di un momento innegabilmente internazionale di Milano, ecco credo che rappresenti un unicum”.

Altro elemento tradizionale di miart sono i diversi premi previsti e il Fondo di acquisizione di Fiera Milano da 100mila euro confermato anche per il 2025.

Opposizioni chiedono Meloni in aula, verso informativa Nordio-Piantedosi

Roma, 3 feb. (askanews) – A cinque giorni dalla rinuncia dei ministri Nordio e Piantedosi a riferire alle aule parlamentari sul caso Almasri, l’informativa del Guardasigilli e del titolare del Viminale torna a essere la risposta del governo alla richiesta pressante delle opposizioni di chiarire la vicenda. La decisione è presa nel corso di una riunione a Palazzo Chigi con Giulia Bongiorno (Lega), presidente della commissione Giustizia del Senato e avvocato della premier Giorgia Meloni, con il sottosegretario Alfredo Mantovano e i due ministri, tutti iscritti nel registro delle notizie di reato quali persone indagate per aver deciso il rimpatrio con volo di Stato italiano del libico che la Corte penale internazionale aveva chiesto di arrestare.

A stabilire i tempi dell’informativa saranno le conferenze dei capigruppo di Camera e Senato convocate per martedì ma la decisione trapela al termine di una giornata in cui l’opposizione è andata all’attacco nell’aula di Montecitorio convocata alle 15 dopo giorni di stop in attesa della decisione del governo. Prende la parola per primo, in apertura di seduta, il leader M5s Giuseppe Conte con parole durissime: “Giorgia Meloni deve chiarire al Paese e a tutti i cittadini perché lei, donna, madre, cristiana, ha imbarcato e ha consentito tutti gli onori di un volo di Stato per sottrarre alla giustizia internazionale un boia, addirittura accusato di stupro su bambini di 5 anni! Solo lei può chiarire quali sono le motivazioni che, in questo momento, espongono il nostro Paese alla vergogna nazionale e internazionale. Aveva garantito di contrastare le mafie del mare in tutti i modi. Adesso scopriamo, invece, che queste mafie l’Italia le accoglie e le rimpatria con tutti gli onori”. Alla voce dell’ex premier si uniscono Avs, Azione, Italia Viva, Più Europa, il Pd che con la presidente dei deputati, Chiara Braga, che promette: “Non siamo disponibili a riprendere i lavori dell’Aula finché il governo non avrà riferito in Parlamento sul caso Almasri”.

Se sulla richiesta della premier in Aula le opposizioni marciano unite, però, sull’idea di disertare i lavori i pentastellati si distinguono. Scelgono la strada dell’ostruzionismo parlamentare e partono da subito. Si iscrivono in massa a parlare sul decreto cultura approdato in Aula per la discussione generale. Un appuntamento che generalmente impegna il relatore e al massimo un esponente per gruppo. Oggi gli iscritti a parlare sono 41, la maratona oratoria va avanti per cinque ore e ogni intervento è l’occasione, oltre che per criticare il provvedimento che porta la firma del ministro Giuli, di attaccare il governo sul caso Almasri e chiedere che la premier riferisca.

Immunità agita centrodestra. Fi rilancia, Lega pronta ma stop Fdi

Roma, 3 feb. (askanews) – E’ scivolosa la materia dell’immunità parlamentare, riformata sull’onda di Mani pulite nel 1993, in particolare mentre si fa sempre più incandescente lo scontro tra governo e magistratura, con le implicazioni spinose e ancora tutte da spiegare, in Parlamento, sulla vicenda di Almasri, riaccompagnato in Libia su un aereo di Stato. Il sasso lanciato da Forza Italia, sull’ipotesi di rimettere mano alle norme costituzionali che escludono l’immunità sui reati penali, ha incontrato il favore di esponenti della Lega come Claudio Borghi (“Ecco qui… immigrati più mancanza di immunità parlamentare = legioni di denunciatori. Ripristinare subito articolo 68 Costituzione”, ha scritto su X il senatore leghista). Ma un alt è arrivato da Fratelli d’Italia che detengono la ‘golden power’ nel centrodestra.

Il presidente della commissione Affari costituzionali del Senato, Alberto Balboni, ha ricordato la posizione prevalente del partito della premier Giorgia Meloni e ha risposto con nettezza: “non vedo il motivo” di ritornare al vecchio articolo 68: l’attuale versione “garantisce ai parlamentari l’insindacabilità delle opinioni espresse nell’esercizio del loro mandato perché noi rappresentiamo la volontà degli elettori e questo è giusto ma – ha proseguito – sono anche convinto che se un parlamentare commette un reato comune, come un qualsiasi altro cittadino è giusto che risponda come qualsiasi altro cittadino. Anzi: io gli raddoppierei la pena visto che è un parlamentare a farlo”. Meglio quindi concentrarsi sulle altre riforme istituzionali già in cantiere, ha aggiunto, precisando tuttavia di parlare a “titolo personale”.

Il vicepremier Antonio Tajani, interpellato in proposito, ha messo le mani avanti (“non ne abbiamo parlato” in Fi) ma ha puntualizzato: “Potrebbe anche essere un’idea, io personalmente non sono contrario, sarebbe da discutere e vedere in che termini, bisognerebbe vedere per quali reati e per cosa”. Per Stefania Craxi, la riforma costituzionale fu una “sottomissione della politica, sinonimo di cedimento al morbo giustizialista”.

Il sottosegretario alla Giustizia, il leghista Andrea Ostellari, non ha mostrato di disdegnare l’intervento della Fondazione Luigi Einaudi che ha colto l’occasione per annunciare per le “prossime ore” la presentazione di un ddl (“parlamentare” se godrà di un’adesione “trasversale di rappresentanti della varie forze politiche” o una “proposta di legge di iniziativa popolare”). In quale direzione lo rende evidente il testo del presidente, Giuseppe Benedetto, ‘L’eutanasia della democrazia. Il colpo di mani pulite, con la prefazione di Sabino Cassese, dove si sostiene che la decisione di riformare l’immunità, nel 1993, fu quanto meno “affrettata” e finì per incidere sul “rapporto tra poteri dello Stato”.

Ostellari ha quindi evocato libertà di movimento: “seguo con attenzione la proposta della Fondazione Luigi Einaudi. L’articolo 68 della Costituzione non ha nulla a che fare con i privilegi dei singoli, ma molto con la qualità della nostra democrazia. Per questo apprezzo un’iniziativa innanzitutto culturale, che merita di essere approfondita senza connotazioni di partito. Sia il parlamento a valutare il percorso migliore per riequilibrare i poteri”. Esplicito il collega Alberto Bagnai che ha chiesto di “sottrarre alla demagogia” il dibattito.

Tra le opposizioni, a mettersi subito sul piede di guerra è stato il Movimento Cinque Stelle. Il primo a commentare, in mattinata, il presidente Giuseppe Conte, che ha invitato “tutti” ad opporsi al “delirio di onnipotenza” di “Meloni e soci contro i giudici”. “Dopo il ripristino dei vitalizi al Senato, l’abolizione del reato per i politici che abusano del loro potere, l’aumento degli stipendi dei ministri e la imbarazzante difesa della ministra Santanchè tenuta incollata alla poltrona, ecco che ci provano con l’immunità e il ritorno di uno scudo che renda intoccabili esponenti del Governo ed eletti”, ha scritto Conte su X. Seguito da una batteria di comunicati di parlamentari Cinque Stelle.

Per il Pd si è espressa la capogruppo alla Camera Chiara Braga. Prendendo la parola in Aula per tornare a sollecitare, insieme alle altre opposizioni, l’informativa (cancellata la scorsa settimana) su Almasri, Braga ha attaccato il governo Meloni e la sua maggioranza: il caso del generale libico “sta svelando le reali volontà di questo Governo, non solo su quella vicenda ma perché ci sta dicendo che questa maggioranza sta pensando a reintrodurre, a fronte di quella vicenda, l’immunità per membri del Governo, per parlamentari; sta teorizzando la necessità di sottoporre la magistratura al volere, al controllo del potere politico; sta pensando di potersi scegliere i giudici che vuole per avere le sentenze e i pronunciamenti che vuole, in barba al rispetto del diritto internazionale e nazionale”.

Angelo Bonelli di Avs ha parlato di “proposta indecente”. “La destra al governo, dopo aver cancellato l’abuso d’ufficio, ridotto e depotenziato le intercettazioni penalizzando le attività investigative nella lotta alla criminalità organizzata e alla corruzione, dopo aver avviato un attacco frontale alla magistratura per delegittimarla, ora salta fuori la proposta dell’immunità parlamentare. Una destra che un tempo si definiva ‘sociale’, oggi si rivela invece la destra dei privilegi”, ha osservato.

Meloni e la partita dei dazi, equilibrio difficile tra Trump e Ue

Bruxelles, 3 feb. (askanews) – E’ un crinale scivoloso quello su cui cammina Giorgia Meloni nella partita sui possibili dazi americani all’Europa. La premier si è posta l’obiettivo di far da ‘ponte’ tra Bruxelles e Washington, ma rischia di rimanere stretta tra l’aggressività di Donald Trump e l’inevitabile risposta dell’Europa.

Anche se ufficialmente non all’ordine del giorno del ritiro informale di Bruxelles, convocato per parlare di difesa, il tema dei dazi è stato il cuore della discussione della mattinata a Palais d’Egmont. Del resto la questione è urgente, a maggior ragione dopo la mossa del tycoon che ha deciso di incrementare le tariffe sui beni di Messico, Cina e Canada e minacciato nuovamente di voler fare altrettanto con l’Ue. Il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa ha discusso della questione in una telefonata notturna con il primo ministro canadese Justin Trudeau, che in risposta a Trump ha presentato una lista di prodotti americani che saranno colpiti da dazi al 25% per 107 miliardi di dollari. E poi ha stravolto l’ordine del giorno per affrontare subito la questione.

Dal confronto è emersa una prima posizione, comunque molto timida, che è sostanzialmente un appello alla ragionevolezza all’inquilino della Casa Bianca. Fonti europee hanno parlato di un “forte consenso” sul fatto che “i dazi tra Stati Uniti e Ue sarebbero dannosi per entrambe le parti” e che “quando sorgono problemi è necessario trovare soluzioni”. Ben più marcate le posizioni espresse all’arrivo a Bruxelles da molti leader. Kaja Kallas, Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza, assicura che “ci stiamo preparando” a rispondere; per Emmanuel Macron “l’Europa dovrà farsi rispettare e reagire”; Mette Frederiksen, premier danese, auspica una “risposta collettiva e robusta”. La stessa linea di Olaf Scholz, cancelliere di quella Germania che sarebbe uno dei Paesi più colpiti da una guerra commerciale: ricorda a Trump che l’Ue può “reagire alle politiche doganali con politiche doganali. Dobbiamo farlo e lo faremo”.

La speranza a Bruxelles, sottolinea una fonte europea, è che la strategia di Trump sia sparare “una cannonata” per poi raggiungere un accordo (come sta avvenenendo con il Messico e, forse, con il Canada). E qui potrebbe entrare in gioco Meloni come ‘facilitatrice’ del dialogo. La premier oggi, arrivando al summit, è stata una dei pochi tra i capi di Stato e di governo a non fermarsi per il ‘doorstep’. Se sulla difesa la sua linea è chiara (bisogna investire di più, ma servono strumenti nuovi e comuni per finanziare la spesa), sulla questione dazi si sta tenendo in un difficile equilibrio e anche oggi con i partner avrebbe ribadito la necessità di un “dialogo”, che lei potrebbe favorire visto il rapporto privilegiato con Trump cementato dalla visita a Mar-a-Lago e dalla partecipazione all’Inauguration Day, unica leader europea presente. Il primo obiettivo è l’organizzazione di un colloquio telefonico tra il presidente americano e Ursula von der Leyen.

Se però il tycoon decidesse di procedere a testa bassa con i dazi (starebbe valutando un 10% di tariffa), Meloni non potrebbe far altro che schierarsi con l’Europa, a meno di una clamorosa rottura del fronte comunitario con iniziative autonome di singoli Paesi per strappare un trattamento più morbido. Proprio questo, la divisione dell’Unione, sarebbe il progetto del presidente americano. Ed è quello che paventa, da Bruxelles, anche la segretaria del Pd Elly Schlein. “Tra essere i primi della classe o quelli con la relazione più amicale ed essere funzionali a un disegno di disgregazione dell’Europa, il passo è breve – ha detto riferendosi alla premier -. Se si vuole fare l’interesse dell’Italia oggi più che mai bisognerebbe puntare all’unità europea”.

Del resto, se anche ci fosse, da parte di Meloni, la tentazione di sfruttare il ‘feeling’ con Trump per evitare o ridurre danni all’Italia, questa difficilmente sarebbe una strategia vincente. L’eventuale risposta Ue a dazi americani, infatti, dovrebbe essere approvata a maggioranza qualificata dei rappresentanti degli Stati membri e quindi opporsi da una parte farebbe sorgere un problema reputazionale; dall’altra rischierebbe di essere comunque inutile, perchè per bloccare le decisioni occorrerebbe una minoranza di blocco, cioè sostanzialmente due Stati grandi e alcuni piccoli (che complessivamente raggiungano il 35% della popolazione e il 45% degli Stati membri).