Roma, 3 gen. (askanews) – Sconfitta amara per Lorenzo Musetti nei quarti di finale dell’Atp 250 di Hong Kong. Testa di serie n. 2 del torneo, l’azzurro ha perso contro Jaime Munar, n. 62 al mondo: 2-6, 7-6(4), 7-5 lo score in 2 ore e 38 minuti di gioco. Un risultato con tanti rimpianti per il carrarino che, dopo aver approcciato bene l’incontro, è calato alla distanza. Munar è entrato in partita nel secondo set e ha approfittato dei tanti gratuiti (38 complessivi) e dello scarso rendimento con la seconda (33%) di Lorenzo.
Kafka “scrive” e il pubblico lo legge in diretta
Roma, 3 gen. (askanews) – E’ possibile immaginare uno degli autori pi influenti del XX secolo scrivere proprio davanti a noi, e correggere in diretta, una delle sue intense pagine descrittive della realt, appunto “kafkiana”, spesso inutile, della vita moderna? Accade, dal dicembre scorso, e fino a giugno 2025, alla Biblioteca Nazionale d’Israele, nel nuovo edificio a Gerusalemme di fronte alla Knesset che da solo vale la visita, senza calcolare l’immenso patrimonio storico e multiculturale che contiene.
E accade per celebrare i 100 anni dalla scomparsa di Franz Kafka, essendo la Biblioteca una delle tre istituzioni al mondo che conserva oggetti dell’archivio personale e letterario di Kafka.
La mostra “Kafka: la metamorfosi di un autore” riguarda la sua storia di vita, le sue opere, i suoi rapporti con la famiglia, gli amici e le persone care, e offre, nella volont e nel lavoro dei curatori, un esame approfondito del suo atteggiamento nei confronti dell’ebraismo, dello yiddish e del sionismo.
La mostra ripercorre anche l’affascinante storia del patrimonio di Kafka e di come le sue opere letterarie furono infine pubblicate dal suo amico Max Brod. Una storia che inizia prima della morte di Kafka e giunge a una conclusione nel 2019, quando la Corte Suprema israeliana ha deciso che l’archivio di Kafka era un bene culturale che doveva essere depositato proprio presso la Biblioteca Nazionale di Israele.
Un viaggio unico, vera esperienza, che come notano i curatori onora l’eredit di Kafka e invita i visitatori a farsi strada attraverso un autentico labirinto letterario.
Tra gli oggetti esposti ci sono il famoso testamento di Kafka, in cui chiese a Brod di bruciare tutti i suoi scritti dopo la sua morte, la “Lettera al padre” di 100 pagine accusatorie, i manoscritti originali dei suoi famosi libri Il Processo, Amerika e Il Castello, cos come i suoi racconti e novelle, tra cui La Metamorfosi, prime e rare edizioni, lettere personali, nonch i suoi disegni, fotografie ed esercizi di scrittura ebraica. La mostra comprende anche materiali che servono a mostrare l’enorme influenza che il lavoro di Kafka ha avuto in Israele e nel mondo, compresi gli adattamenti in teatro, cinema, danza e arti visive.
Tutto, o quasi tutto, si deve al grande lavoro del dottor Stefan Litt, archivista, curatore di Studi umanistici generali presso la Biblioteca nazionale e co-curatore della mostra “Kafka: Metamorphosis of an Author”. Perch anche grazie a lui se la storia processuale di questi preziosissimi materiali si conclusa con l’assegnazione alla Biblioteca Nazionale d’Israele e perch, tra nuova tecnologia, conoscenza del pensiero e filologica di Kafka, abbiamo, fosse solo come affascinante curiosit, la possibilit di leggere Kafka proprio mentre scrive.
Tennis, sorpresa a Brisbane, Djokovic ko con Opelka
Roma, 3 gen. (askanews) – Novak Djokovic saluta l’Atp 250 di Brisbane, battuto nei quarti di finale da Reilly Opelka, oggi n. 293 al mondo e in tabellone grazie al ranking protetto dopo due anni di inattività per infortunio. La partita perfetta del gigante americano che chiude in un’ora e 43 minuti con il punteggio di 7-6, 6-3. La vittoria più importanti in carriera di Opelka coincide con la seconda peggiore sconfitta per ranking di Nole nel circuito Atp (Krajinovic detiene il primato con la vittoria a Belgrado 2010 da n. 319 al mondo). Lo statunitense affronterà in semifinale il francese Giovanni Mpetshi Perricard mentre dall’altro lato ci saranno Grigor Dimitrov e Jiri Lehecka.
Pino Daniele, a 70 anni da sua nascita tante iniziative per ricordarlo
Roma, 3 gen. (askanews) – La Fondazione Pino Daniele Ets in questi anni ha lavorato per preservare e diffondere l’eredità artistica e umana di Pino Daniele, ricordando il suo straordinario percorso fatto di musica, di emozioni, di incontri e di un amore sconfinato per la vita ed elogiando il valore del patrimonio musicale, della sua ricerca e delle sue tante idee da custodire, condividere e coltivare.
In occasione di queste due importanti ricorrenze, la Fondazione ha ideato il sigillo del “70/10 Anniversary”, il marchio distintivo che garantisce l’autenticità e l’ufficialità delle iniziative dedicate a Pino Daniele che, già dal 2024, celebrano con profondità e impegno uno degli artisti più amati della musica italiana (www.fondazionepinodaniele.org/anniversary). A fare da filo conduttore tra le attività e gli eventi c’è la sua musica, grido di libertà e rifugio per chiunque cerchi autenticità e bellezza, da sempre capace di stimolare l’animo delle persone e di creare un ponte tra diverse culture.
La prima iniziativa che porta il sigillo “70/10 Anniversary” è MUSICANTE AWARD – Premio Pino Daniele, il Live Music Contest di musica pop rock che offre a giovani artisti che studiano musica, compongono e interpretano il loro repertorio, un’opportunità concreta di emergere e sviluppare la propria carriera. Patrocinato dal Ministero dell’Università e della Ricerca, il contest è giunto alla seconda fase, ovvero le Live audition che si terranno il 28 e il 29 gennaio presso la Sala Verdi del Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano.
I progetti discografici che vantano il sigillo “70/10 Anniversary” sono il brano inedito “AGAIN” (Warner Music Italy), uscito in digitale lo scorso 29 novembre ed entrato direttamente al 1° posto nell’EarOne Airplay (https://wmi.lnk.to/again), e la ristampa “MUSICANTE 40TH ANNIVERSARY ALBUM” (https://bio.to/PinoDaniele_Musicante), che celebra non solo la straordinaria portata artistica dell’album che nel 1984 ha segnato la musica italiana, ma anche l’attento processo creativo che si cela dietro a ogni canzone.
A marzo, nel mese del 70° anniversario della sua nascita, uscirà al cinema il film-documentario ufficiale su tutta la vita di Pino Daniele intitolato “PINO” di Francesco Lettieri e Federico Vacalebre e prodotto da Groenlandia, Lucky Red e Tartare Film, mentre il Palazzo Reale di Napoli ospiterà la mostra “PINO DANIELE SPIRITUAL”, prodotta da COR a cura di Alessandro Daniele e Alessandro Nicosia.
Il 18 settembre in Piazza del Plebiscito a Napoli si terrà “PINO È – IL VIAGGIO DEL MUSICANTE”, uno show evento unico che vedrà sul palco grandi nomi del mondo della musica e dell’entertainment, tanti ospiti, artisti, musicisti, amici e colleghi per ripercorrere la vita e la carriera di Pino Daniele, ricca di canzoni che hanno segnato intere generazioni. I biglietti per “Pino è – Il viaggio del Musicante” sono disponibili in prevendita su Ticketone.it e nelle prevendite abituali. Per info: www.friendsandpartners.it.
Il ricavato dell’evento, al netto dei costi di produzione, verrà devoluto a sostegno della ricerca oncologica pediatrica e della formazione artistica: la ricerca scientifica verrà sostenuta finanziando il Progetto PREME di OPEN Associazione Oncologia Pediatrica e Neuroblastoma odv, che punta a garantire cure personalizzate e innovative ai bambini oncologici; grazie alla Fondazione Pino Daniele Ets, invece, verranno istituite borse di studio e iniziative per sostenere giovani talenti musicali e contrastare la povertà educativa, promuovendo il linguaggio della musica nelle realtà più fragili.
Gli eventi e le attività realizzati in occasione di questo doppio anniversario vanno oltre il tributo a Pino Daniele, sono un impegno concreto che guarda al futuro. Sull’esempio della straordinaria capacità Pino Daniele di innovare e di dare voce alla vera essenza e alla funzione della musica, la Fondazione Pino Daniele vuole infatti continuare a promuovere i valori dell’educazione civica, sostenere l’educazione musicale e combattere la povertà educativa con nuove opportunità per creare bellezza attraverso i giovani artisti.
Pilota siciliano Ricciari pronto per la sua terza Dakar
Roma, 3 gen. (askanews) – Il pilota messinese Antonio Ricciari sarà l’unico concorrente siciliano in gara quest’anno alla Dakar gara FIA di CrossCountry 2025, la gara internazionale più amata da tutti i corridori di rally raid nel mondo che si corre da oggi 3 gennaio fino al 17, da Bisha a Shubaytah in Arabia Saudita.
Nel 2022 Ricciari era stato il primo pilota siciliano in gara della storia della Dakar a concorrere nella categoria Classic conquistando il primo posto fra gli equipaggi italiani in gara alla Classic e nel 2023 ha fatto ancora meglio conquistando il terzo posto assoluto fra tutti gli italiani in gara alla Dakar, arrivando terzo anche in categoria H 2 di regolarità.
In questa sua terza partecipazione alla Dakar il pilota messinese ha portato con sé in assistenza il figlio Riccardo Ricciari, anche lui appassionato di rally raid che ha deciso di seguire il padre in questa nuova grande avventura. Copilota di Ricciari sarà invece la romana Simona Morosi, con lui alla Dakar già nel 2023.
Sulla sua auto a una Mitsubishi Pajero v20 3200cc per la prima volta Ricciari ha impresso la Triscele simbolo della sua terra per rappresentare la Sicilia in una delle gare automobilistiche fra le più affascinanti dello sport mondiale.
738 sarà il suo numero di gara con il quale da domani si confronterà con fortissimi concorrenti di tutto il mondo delle più grandi case automobiliste a bordo di auto super competitive. Ricciari ha confermato la sua presenza alla italo/spagnola Rteam RalliArt e TH-Trucks, che metterà al via della Dakar ben 6 o 7 camion, una delle categorie più attese ed affascinanti dell’edizione 2025. Ieri ed oggi a Bisha si sono svolti importanti test sulle vetture della gara e sono state ultimate le severissime verifiche tecniche e di sicurezza.
Circa 10.000 saranno i chilometri da percorrere in 12 prove speciali fra le quali l’insidiosissima tappa Marathon che prevede una notte senza assistenza e senza bivacco, con condizioni di estrema difficoltà. Molto impegnativo si annuncia infine il passaggio nel deserto dell’Empty Quarter, il più esteso nel mondo dove le sue finissime sabbie si modellano con il vento fino a formare dune alte diverse decine di metri. In gara ci saranno anche mezzi elettrici, a 2, a 4 ruote e camion a idrogeno.
Nonostante l’assenza del quad, la Dakar 2025 registra il record di piloti partecipanti ben 807 divisi su quasi 500 mezzi fra moto, auto, challenger, SSV, M1000, Classic e Camion. 76 le auto e 19 i camion ai nastri di partenza della Dakar Classic categoria dove sarà impegnato il siciliano Antonio Ricciari.
In televisione la Dakar 2025 potrà essere seguita su Eurosport Italia (Eurosport 2) Sky Sport e discovery+ che trasmetteranno gli highlights e sintesi delle gare ed inoltre sulle pagine Facebook e YouTube della Dakar Rally.
Il Castello di Rivoli a 40 anni: il presente e una nuova Ouverture
Torino, 3 gen. (askanews) – A quarant’anni dalla sua inaugurazione, come primo museo di arte contemporanea in Italia, il Castello di Rivoli a Torino ripensa ai propri inizi con una mostra che un omaggio alla propria prima esposizione, ma anche una riflessione fattiva su cosa significa essere oggi un museo del presente. “Ouverture 2024” un grande progetto di riallestimento della collezione che vuole parlare delle opere e degli artisti, ma anche della stessa istituzione. “Vuole raccontare parzialmente la storia recente del museo – ha detto ad askanews Francesco Manacorda, direttore del Castello di Rivoli e co-curatore della mostra – ma pi che altro, non soltanto la storia recente, vuole anche proiettarsi verso futuro e raccontare attraverso le opere degli artisti quale tipo di museo noi immaginiamo per l’oggi, quali immaginiamo per gli domani e quali momenti e quali riflessioni che l’arte contemporanea ci regala vogliamo portare di fronte agli occhi dei nostri visitatori”.
Quattro decenni dopo l’effettiva “Ouverture” del museo nel 1984, il progetto attuale non vuole rifare quella mostra, ma ispirarsi alle sue modalit, per rendere ancora pi vivo il luogo, lo spazio di narrazione museale, che attraverso le opere e le stanze ripensa anche se stesso. “Abbiamo lavorato con gli artisti e gli artisti – ha aggiunto Marcella Beccaria, co-curatrice della mostra – li abbiamo invitati esattamente come ha fatto negli anni 80 Rudi Fuchs a venire al Castello, a fare sopralluoghi, in modo da trovare per ciascuna delle opere in collezione anche le condizioni espositive migliori. Ed chiaramente un racconto che parla del presente, parla delle tante urgenze che connotano il mondo contemporaneo. Non una mostra tema, abbiamo pensato che non fosse corretto stringerci in un unico tema, ma ci sono delle grandi tematiche che attraversano questi lavori e li mettono in comune”.
Alcuni artisti, come Michelangelo Pistoletto, Richard Long o Sol LeWitt, sono presenti oggi come nel 1984, ma il riallestimento, concepito per sale che sono a loro volta delle piccole mostre personali o bipersonali, guarda con forza al presente, con gli occhi di artisti imprescindibili come Pierre Huyghe, Anne Imhof, Ed Atkins e soprattutto Hito Steyerl, che scavano dentro il nostro tempo e la sua disumanizzazione digitale, cercando il presente estremo.
“Per tornare al presente e per tornare secondo me anche al futuro – ha aggiunto Manacorda – bisogna veramente affidarsi alle mani e alle visioni degli artisti, quindi quello che il Castello ha sempre fatto e continua a fare quello di seguire gli artisti in territori che sono ancora inesplorati. C’ un nucleo di opere per esempio che si occupa del digitale e di quello che vuol dire la rappresentazione del s, sempre pi complesso, frammentato tra il reale e il virtuale. In questo caso sono proprio gli artisti a darci degli strumenti critici per guardare a quelle che sono le macchine digitali, quello che l’impatto che l’arte dell’intelligenza artificiale sta iniziando ad avere ma che nei prossimi anni sar sempre pi grande”.
Quello che l’esposizione del Castello di Rivoli apre, insomma, come una finestra polifonica su ci che non sappiamo e su ci che potremmo essere. Un viaggio incerto e interessante, come il percorso dentro la tela jeans mobile di una grande installazione di Paola Pivi. Ognuno arriver all’uscita con il proprio passo.
(Leonardo Merlini)
Tv, arriva la miniserie evento "Leopardi-Il poeta dell’infinito"
Roma, 3 gen. (askanews) – Presentata in anteprima mondiale all’81esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia 2024, arriva in prima serata su Rai1, martedì 7 e mercoledì 8 gennaio, la miniserie evento Rai “Leopardi – Il poeta dell’infinito” di Sergio Rubini, che racconta con uno sguardo inedito il grande poeta, filosofo e pensatore politico, uno dei massimi esponenti della cultura italiana di tutti i tempi. Coprodotta da Rai Fiction, IBC Movie, Rai Com e Oplon Film, la miniserie rappresenta la prima regia televisiva di Sergio Rubini.
Scritta da Carla Cavalluzzi, Angelo Pasquini e Sergio Rubini, la serie restituisce alle nuove generazioni un ritratto inedito pur storicamente coerente di Giacomo Leopardi. Un formidabile genio, in grado di incendiare con i suoi versi non soltanto passioni amorose ma anche ideali politici. Poeta libero e avverso al compromesso che ha sfidato il suo tempo, l’invasore austriaco, la Chiesa e gli stessi fondatori del nascente stato italiano. Una grande produzione in costume ambientata e girata tra la natìa Recanati, le Marche, Bari e la Puglia – grazie al sostegno di Marche Film Commission e di Apulia Film Commission – e ancora Mantova, Torino, Roma, Napoli e Bologna.
Protagonista, nei panni di Giacomo Leopardi, Leonardo Maltese, già apprezzato nei film “Rapito” di Marco Bellocchio e “Il Signore delle Formiche” di Gianni Amelio, per i quali ha vinto il Premio Guglielmo Biraghi ai Nastri D’Argento 2023. Con lui, Alessio Boni nel ruolo dell’austero padre, il Conte Monaldo Leopardi, Valentina Cervi nei panni della madre Adelaide Antici, Giusy Buscemi che interpreta l’amata Fanny Targioni Tozzetti, emblema dell’amore irraggiungibile magnificato nei suoi versi. E ancora Cristiano Caccamo, nelle vesti dell’amico Antonio Ranieri, Alessandro Preziosi nel ruolo di Don Carmine e Fausto Russo Alesi in quello di Pietro Giordani, amico e mentore del poeta.
Bambino prodigio paragonabile a Mozart, adolescente ostile ai genitori come un moderno teenager, poeta romantico, filosofo e pensatore politico, Giacomo Leopardi è stato il primo esistenzialista della modernità. Riferimento dei tumultuosi anni del Risorgimento italiano, ha scritto versi eterni e dato forma a pensieri che oggi, nel nuovo millennio, sono verità granitiche. Ha amato, Leopardi, e lo ha fatto come un astuto Cyrano de Bergerac, con la sua penna usata per accoppiare l’affascinante amico Ranieri alla figura che è l’emblema dell’amore inarrivabile, la bellissima e sensuale Fanny.
Un “maledetto” che ha abusato della sua arte e del suo genio fino a venirne annientato. Un autore pari a Goethe, William Blake, Baudelaire, da scoprire e finalmente ammirare attraverso una miniserie evento che punta a stupire il pubblico tracciando il percorso biografico di una figura accattivante, controcorrente, amata e osteggiata dai suoi contemporanei ma estremamente attuale, in grado di scuotere ed emozionare le sensibilità.
“Approfondendo la biografia di Giacomo Leopardi, oltre all’immagine canonica di un uomo immerso in una malinconica solitudine a tinte gotiche, sclerotizzata da una perenne sofferenza fisica, se ne può scorgere un’altra, sottotraccia, completamente diversa, caratterizzata da una vitalità dirompente”, ha affermato Sergio Rubini. “Piuttosto che lo studioso curvo perennemente sui libri, il nostro Leopardi quindi avrà il piglio di un esuberante enfant prodige che desidera divorare il mondo e viverne appieno ogni sfaccettatura. Al posto di una figura grigia, rischiosamente polverosa e respingente, preferiamo tratteggiarne un’altra più brillante, variopinta, trasgressiva e soprattutto piena di fascino”.
Stellantis, Fim: 2024 anno nero, meno di 500mila veicoli prodotti
Roma, 3 gen. (askanews) – Il 2024 sarà ricordato come l’anno nero di Stellantis. I dati della produzione in Italia si chiudono negativamente dopo due anni di crescita; segnano un forte dato negativo rispetto all’anno precedente, con una quantità tra autovetture e furgoni commerciali pari a 475.090 unità (-36,8%) contro le 751,384 del 2024. Per la prima volta tutti gli stabilimenti sono in negativo, gli autoveicoli con perdite maggiori rispetto ai veicoli commerciali. Precisamente le auto registrano un -45,7% con 283.090 unità. Per trovare un dato così basso di produzione bisogna spostare le lancette nel 1956. E’ quanto rileva un report della Fim-Cisl presentato in conferenza stampa dal segretario generale Ferdinando Uliano.
I veicoli commerciali con 192.000 unità (-16,6%) hanno avuto una flessione più contenuta in termini percentuali, anche se in termini di volumi l’impatto è consistente e pari ad oltre 38.000 unità. La riduzione della produzione è stato un continuo peggioramento dall’inizio del 2024, raggiungendo cali produttivi nelle auto dal 21% al 70%.
A Capodanno meno feriti e incidenti: decurtati 22mila punti patente
Roma, 3 gen. (askanews) – A Capodanno 2025, grazie al massiccio impegno delle Forze dell’ordine, si registra una significativa riduzione degli incidenti stradali e dei feriti rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In una nota congiunta del ministero dell’interno e di quello delle infrastrutture si informa che nella notte del 31 dicembre 2024 sono state impiegate 27.200 pattuglie della Polizia Stradale e dell’Arma dei Carabinieri che hanno garantito controlli capillari su tutto il territorio nazionale. L’attività di prevenzione e vigilanza ha portato a un calo del 21% degli incidenti stradali.
Si sono verificati: 429 incidenti stradali (rispetto ai 482 del 2024); e ci sono stati 240 feriti (in calo rispetto ai 305 del 2024) mentre le vittime sono passate da 10 a nove. Nel corso dei controlli, sono state contestate 12.040 violazioni al Codice della Strada, tra cui: 4.134 per superamento dei limiti di velocità; 538 per mancato uso delle cinture di sicurezza; 153 per uso scorretto del cellulare alla guida.
In totale, sono stati decurtati 22.127 punti patente e ritirate 357 patenti di guida, così suddivise: 153 per uso scorretto del cellulare; 135 per guida in stato di ebbrezza alcolica; 8 per guida sotto l’effetto di droghe; 61 per superamento del limite di velocità di oltre 40 km/h e altre violazioni. Per il Capodanno sono stati sottoposti a verifiche con etilometri e precursori 6.287 conducenti, con i seguenti risultati: 135 sanzioni per guida in stato di ebbrezza alcolica; 8 sanzioni per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti.
Un risultato che dà conto dell’impegno delle Forze dell’ordine e dell’efficacia delle nuove norme del decreto sicurezza stradale e modifiche al Codice della strada. Soddisfazione dei ministri dell’Interno e delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Piantedosi e Matteo Salvini.
“Un ringraziamento alle forze dell’ordine – ha detto Piantedosi – che nei giorni a cavallo di capodanno hanno messo in campo uno sforzo straordinario per garantire la sicurezza dei cittadini sulle strade. Questo impegno, insieme alla crescente consapevolezza da parte dei cittadini sui rischi derivanti da condotte improprie, ha consentito di registrare un risultato significativo per quanto riguarda il calo degli incidenti e delle loro tragiche conseguenze”.
“Le nuove regole sono state oggetto di una campagna di falsità senza precedenti, ma i primissimi dati sono confortanti e smentiscono molti detrattori – afferma Salvini – Ringrazio le tante persone che stanno sostenendo la mia azione che ha come unico obiettivo quello di salvare vite e ridurre gli incidenti sulle strade, a partire da numerose associazioni di vittime della strada e tanti genitori che hanno perso i propri figli a causa di comportamenti sbagliati di altri. Questi primi numeri, in attesa di dati più approfonditi, sono la migliore risposta a chi in queste settimane ha fatto polemica, a volte inventando perfino notizie totalmente false”.
Cecilia Sala, lunedì il sottosegretario Mantovano riferirà al Copasir
Roma, 3 gen. (askanews) – Lunedì 6 gennaio, alle ore 14, presso l’Aula del VI piano di Palazzo San Macuto, il governo renderà, attraverso il sottosegretario Alfredo Mantovano, comunicazioni al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Lo rende noto Montecitorio.
Ieri pomeriggio, in una nota diffusa dopo il vertice sul caso della giornalsta italiana Cecilia Sala, arrestata e detenuta in Iran, Palazzo Chigi aveva fatto sapere che “il sottosegretario Mantovano, in veste di Autorità delegata, venendo incontro alle richieste delle opposizioni, ha dato immediata disponibilità al presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica Lorenzo Guerini a riferire al Copasir già domani mattina (Oggi, NdR), e quindi per suo tramite al Parlamento”.
Giubileo, il Papa: essere sempre in cammino, pellegrini di speranza
Roma, 3 gen. (askanews) – “Buon anno! Che sia un anno di crescita personale e anche nell’amicizia tra di voi. Per la Chiesa il 2025 è un anno giubilare, secondo la tradizione, ogni 25 anni c’è un anno giubilare. E questo Giubileo ha un tema, un mottoà ‘Pellegrini di speranza’. Ripetiamolo insieme: ‘Pellegrini di speranza’”. Così ha detto Papa Francesco a un gruppo di ragazzi e giovani dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti, riuniti nella Sala Clementina.
“La parola ‘pellegrini’ fa pensare al camminare, perciò vorrei augurarvi di essere sempre persone in cammino. Ad ogni età: ragazzi, giovani, adulti, anziani, sempre in cammino, mai fermi, mai arrivati, sempre con il desiderio di andare avanti – ha continuato il Santo Padre – Però il ‘pellegrino’ è uno che non solo cammina, ma ha una meta, e una meta particolare: la meta del pellegrino è un luogo santo, che lo attira, che motiva il viaggio, che sostiene nella fatica”. “Nel caso del Giubileo la meta è una porta. Curioso? La Porta Santa. Naturalmente si tratta di un simbolo: la Porta Santa rappresenta Gesù Cristo, il suo Mistero di salvezza, che ci permette di entrare nella vita nuova, libera dalla schiavitù del peccato, libera per amare e servire Dio e il prossimo”. Così ha detto Papa Francesco parlando ad un gruppo dell’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti.
“E allora vorrei augurarvi di essere non solo in cammino, ma anche pellegrini, cioè desiderosi di incontrare Gesù, di conoscerlo, di ascoltare la sua Parola che dà senso alla vita, la riempie di una gioia nuova, diversa, una gioia che non rimane “fuori”, in superficie, ma che riempie il cuore e lo riscalda, una gioia che è pace, bontà, tenerezza. La gioia di Gesù è così. Solo Gesù può dare questa gioia. Lo dimostra la testimonianza di tanti santi e sante di ogni tempo, anche del nostro tempo”.
Il Santo Padre ha poi spiegato: “Pensiamo a Pier Giorgio Frassati, un giovane torinese vissuto cent’anni fa. E poi ci sono i grandi ‘campioni’, come Francesco e Chiara d’Assisi, che tutti voi conoscete; o come Teresa di Gesù Bambino, una giovane francese di fine Ottocento: era così innamorata di Gesù che avrebbe voluto girare il mondo intero per annunciarlo a tutti, e ha scoperto che il modo per farlo era diventare lei stessa amore, in una vita consacrata alla preghiera e al servizio delle sue sorelle”.
Insomma “cari amici, questi sono ‘pellegrini di speranza’: ragazzi e giovani che hanno incontrato il Signore Gesù e hanno camminato con Lui, e Lui è la speranza per ogni uomo, per ogni donna e anche per il mondo. Seguiamo questa strada, e diventeremo anche noi dei piccoli segni di speranza per chi ci incontra. Questo è l’augurio che faccio a me e a voi. Grazie di essere venuti! Vi benedico tutti. Buon cammino! E non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!”.
Stoccarda, la citt dell’automotive punta sul turismo sostenibile
Milano, 3 gen. (askanews) – Nonostante la sua forte vocazione industriale, in particolare nel settore automobilistico, Stoccarda punta sempre di pi sul turismo come meta sostenibile e green. Dopo il calo seguito al picco di 4 milioni di pernottamenti registrato nel 2019, l’afflusso sta tornando a livelli pr cui viaggeranno treni a 250/300 all’ora.
Schlein: 2025 anno giusto per costruire l’alternativa, Meloni ha esaurito spinta
Roma, 3 gen. (askanews) – “Noi non abbiamo mai smesso di costruire l’alternativa. Si è già vista in tante elezioni amministrative e regionali, quando abbiamo fatto una proposta credibile e abbiamo vinto insieme alle altre forze di opposizione”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein rispondendo, in un’intervista alla Stampa, a una domanda sulla costruzione di un’alternativa credibile al governo guidato da Giorgia Meloni.
“Ora – prosegue Schlein – si tratta di costruire un progetto per il Paese e questo è l’anno giusto per farlo, chiamando le migliori energie a dare un contributo e coinvolgendo tutte le culture politiche che hanno a cuore l’attuazione della Costituzione antifascista. Noi dobbiamo lavorare insieme per farci trovare pronti – aggiunge la segretaria del Pd – perché ormai è chiaro che Meloni ha esaurito la sua spinta, naviga a vista senza una rotta, galleggia senza una visione”.
Schlein parla anche della giornalista Cecilia Sala, detenuta in Iran: le notizie sulle sue condizioni “sono preoccupanti, il governo si adoperi per far rispettare i suoi diritti fondamentali. Quello che è successo non è accettabile, a maggior ragione senza avere chiarezza sui motivi dell’arresto. Deve essere chiaro che chi calpesta la dignità di Cecilia Sala sta calpestando la dignità dell’Italia”. Sulla vicenda “siamo in contatto” con l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, prosegue Schlein, “chiediamo di essere coinvolti e informati sulle iniziative assunte dal governo per la sua liberazione. Fin dal primo momento noi abbiamo rispettato la richiesta di discrezione e offerto collaborazione, com’è giusto vista la delicatezza della situazione, ma è importante che ci sia condivisione con tutte le forze politiche in Parlamento”.
Maltempo, il nuovo anno si apre con piogge e perturbazioni
Roma, 3 gen. (askanews) – Il 2025 apre la porta alle correnti nord atlantiche con piogge e perturbazioni in transito sull’Italia. Antonio Sanò, fondatore del sito www.iLMeteo.it, conferma il passaggio in queste ore della prima perturbazione dell’anno, diretta dalla Romagna verso il Sud Italia. Nelle prossime ore questo fronte, collegato ad una vasta area di bassa pressione polare centrata sul Mar Baltico, porterà precipitazioni tra Romagna, Marche, Toscana e Lazio per poi spingersi verso le restanti regioni del Centro e tra Campania e Basilicata.
Nevicherà sull’Appennino a quote medie, fino ai 900-1100 metri, regalando di nuovo un paesaggio pienamente invernale ai comprensori sciistici della dorsale. Altra neve è attesa anche in Valle d’Aosta e sui rilievi alpini di confine. I venti saranno in rinforzo di Libeccio su buona parte del Centro-Sud, solo sull’Alto Adriatico proverranno da Nord-Est. In sintesi, avremo un venerdì piovoso su metà del nostro Paese e a tratti ventoso. Dalla sera il peggioramento investirà l’estremo Sud con rovesci sparsi, mentre migliorerà gradualmente altrove con la rotazione dei venti da Maestrale.
Il weekend vedrà dunque l’allontanamento di questa prima perturbazione del 2025, ma contemporaneamente si avvicinerà la seconda, pronta ad entrare in modo più esteso da domenica sera. La giornata di sabato 4 gennaio sarà infatti all’insegna del sole, salvo nubi in Val Padana e localmente al Nord-Ovest; fino al mattino avremo ancora residui addensamenti all’estremo Sud, ma tutto sommato la giornata sarà buona.
La prima domenica del 2025 sarà nuvolosa fin dal mattino al Nord e sulla Toscana con qualche piovasco tra Liguria e Versilia. Durante la giornata avremo la possibilità di pioviggine anche in Pianura Padana, specie settore occidentale, mentre sul resto del Paese ci saranno ancora ampie schiarite, anzi su buona parte del Centro-Sud il tempo sarà discreto e prevalentemente soleggiato.
Dalla sera, però, come detto, ci colpirà la seconda perturbazione dell’anno, il Ciclone della Befana: ad essere precisi, questo ciclone si approfondirà, in modo deciso, molto lontano da noi; è previsto transitare sul Canale della Manica con un minimo di pressione di circa 978 hPa (come un uragano categoria 1) tra Londra e Parigi. Nonostante l’elevata distanza dall’Italia, farà sentire i suoi effetti fino a noi con un rinforzo deciso del vento e qualche pioggia.
Nel dettaglio l’Epifania in Italia sarà dunque ventosa, con correnti tese di Scirocco soprattutto sui nostri mari e lungo le coste tirreniche; ci saranno delle precipitazioni al Nord con neve sulle Alpi oltre i 1000 metri (qualche fiocco a bassa quota sul Piemonte meridionale) e piogge sparse sulle regioni centrali tirreniche. La Befana dovrà stare attenta alle folate di vento con l’arrivo della seconda perturbazione del 2025, un anno che inizia in modo bizzarro dal punto di vista meteo.
Venerdì 3. Al Nord: piogge in Emilia Romagna. Al Centro: peggiora con piogge sparse. Al Sud: peggiora in Campania con piogge.
Sabato 4. Al Nord: possibili nebbie o nubi basse in pianura, altrimenti sole. Al Centro: nubi al mattino poi sole. Al Sud: ultimi rovesci su Calabria e Sicilia.
Domenica 5. Al Nord: piogge in Liguria, nubi sparse altrove. Al Centro: nubi e piovaschi in Toscana, più sole altrove. Al Sud: bel tempo.
Tendenza: Epifania con pioggia e neve a quote medie al Nord; venti forti ovunque.
La madre di Cecilia Sala: E’ un soldato cerco di esserlo anche io
Roma, 3 gen. (askanews) – “Va male , ovvio per questo incontro” con la premier Giorgia Meloni “mi ha aiutato: ci siamo guardate negli occhi, anche tra mamme. La fiducia tanta, sicuramente stanno lavorando e io sono un po’ come Cecilia, sono un po’ un soldato, aspetto e rispetto il lavoro che stanno facendo. Quello che potr fare da parte mia lo far, sicuramente loro stanno facendo il loro”. Lo ha detto Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, la cittadina italiana arrestata e detenuta in Iran, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“La Premier ha fatto un salto di qualit dalle rassicurazioni comprensibili che ricevo sempre, stata pi precisa e puntuale ed questo che io volevo, e questo ho avuto”. Lo ha detto Elisabetta Vernoni.
‘E’ soddisfatta dell’incontro?’, le stato chiesto. “Ovviamente s, in questo momento… E’ ovvio che ieri c’ stato un cambio di umore forte, per assolutamente s”, ha sottolineato.
“Sono due” gli elementi che preoccupano di pi Elisabetta Vernoni: “La prima sono le condizioni di vita carceraria di mia figlia, si parlato di celle singole ma non esistono celle singole l, esistono delle celle di detenzione comuni e poi ci sono le celle di punizione, lei in una di queste, evidentemente. Io non so come sono queste celle ma se una donna per terra nel 2024 mi fa pensare che si chiamino cos”, ha aggiunto Vernoni riferendosi alla possibilit che si tratti di una cella di punizione.
“Quindi la prima cosa sono le condizioni pi dignitose di vita carceraria e poi decisioni importanti e di forza del nostro paese per ragionare sul rientro in Italia… Io non piango, non frigno, e non chiedo tempi perch sono realt molto particolari, ma come dicevo a Cecilia ‘cerca di essere un soldato’ cerco di esserlo anch’io, per le condizioni carcerarie per una ragazza di 29 anni che non ha compiuto nulla devono essere tali che non la segnino per tutta la vita. Poi, io rispetto i tempi che mi diranno, ma le condizioni devono essere quelle di non segnare una ragazza che un’eccellenza italiana, non solo il vino e i cotechini”, ha sottolineato Vernoni.
Il Castello di Rivoli a 40 anni: il presente e una nuova Ouverture
Torino, 3 gen. (askanews) – A quarant’anni dalla sua inaugurazione, come primo museo di arte contemporanea in Italia, il Castello di Rivoli a Torino ripensa ai propri inizi con una mostra che è un omaggio alla propria prima esposizione, ma anche una riflessione fattiva su cosa significa essere oggi un museo del presente. “Ouverture 2024” è un grande progetto di riallestimento della collezione che vuole parlare delle opere e degli artisti, ma anche della stessa istituzione. “Vuole raccontare parzialmente la storia recente del museo – ha detto ad askanews Francesco Manacorda, direttore del Castello di Rivoli e co-curatore della mostra – ma più che altro, non soltanto la storia recente, vuole anche proiettarsi verso futuro e raccontare attraverso le opere degli artisti quale tipo di museo noi immaginiamo per l’oggi, quali immaginiamo per gli domani e quali momenti e quali riflessioni che l’arte contemporanea ci regala vogliamo portare di fronte agli occhi dei nostri visitatori”.
Quattro decenni dopo l’effettiva “Ouverture” del museo nel 1984, il progetto attuale non vuole rifare quella mostra, ma ispirarsi alle sue modalità, per rendere ancora più vivo il luogo, lo spazio di narrazione museale, che attraverso le opere e le stanze ripensa anche se stesso. “Abbiamo lavorato con gli artisti e gli artisti – ha aggiunto Marcella Beccaria, co-curatrice della mostra – li abbiamo invitati esattamente come ha fatto negli anni 80 Rudi Fuchs a venire al Castello, a fare sopralluoghi, in modo da trovare per ciascuna delle opere in collezione anche le condizioni espositive migliori. Ed è chiaramente un racconto che parla del presente, parla delle tante urgenze che connotano il mondo contemporaneo. Non è una mostra tema, abbiamo pensato che non fosse corretto stringerci in un unico tema, ma ci sono delle grandi tematiche che attraversano questi lavori e li mettono in comune”.
Alcuni artisti, come Michelangelo Pistoletto, Richard Long o Sol LeWitt, sono presenti oggi come nel 1984, ma il riallestimento, concepito per sale che sono a loro volta delle piccole mostre personali o bipersonali, guarda con forza al presente, con gli occhi di artisti imprescindibili come Pierre Huyghe, Anne Imhof, Ed Atkins e soprattutto Hito Steyerl, che scavano dentro il nostro tempo e la sua disumanizzazione digitale, cercando il presente estremo.
“Per tornare al presente e per tornare secondo me anche al futuro – ha aggiunto Manacorda – bisogna veramente affidarsi alle mani e alle visioni degli artisti, quindi quello che il Castello ha sempre fatto e continua a fare è quello di seguire gli artisti in territori che sono ancora inesplorati. C’è un nucleo di opere per esempio che si occupa del digitale e di quello che vuol dire la rappresentazione del sé, sempre più complesso, frammentato tra il reale e il virtuale. In questo caso sono proprio gli artisti a darci degli strumenti critici per guardare a quelle che sono le macchine digitali, quello che è l’impatto che l’arte dell’intelligenza artificiale sta iniziando ad avere ma che nei prossimi anni sarà sempre più grande”.
Quello che l’esposizione del Castello di Rivoli apre, insomma, è come una finestra polifonica su ciò che non sappiamo e su ciò che potremmo essere. Un viaggio incerto e interessante, come il percorso dentro la tela jeans mobile di una grande installazione di Paola Pivi. Ognuno arriverà all’uscita con il proprio passo. (Leonardo Merlini)
Istat: reddito famiglie III trimestre +0,6%, potere d’acquisto +0,4%
Roma, 3 gen. (askanews) – Nel terzo trimestre il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è cresciuto dello 0,6% rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti dell’1,6%. Lo ha reso noto l’Istat.
La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari al 9,2%, in diminuzione di 0,8 punti percentuali rispetto al trimestre precedente.
A fronte di un aumento dello 0,2% del deflatore implicito dei consumi, il potere d’acquisto delle famiglie è cresciuto rispetto al trimestre precedente dello 0,4%.
“Il potere d’acquisto delle famiglie, pur segnando uno sviluppo più contenuto rispetto ai periodi precedenti, risulta – è il commento dell’Istat – in crescita per il settimo trimestre consecutivo. La propensione al risparmio diminuisce congiunturalmente, ma in termini tendenziali prosegue il suo sentiero di crescita”.
Conti pubblici, Istat: nel III trimestre deficit-Pil cala al 2,3%
Roma, 3 gen. (askanews) – Nel terzo trimestre 2024 l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è stato pari al -2,3%, dal -6,3% nello stesso trimestre del 2023. Lo ha reso noto l’Istat.
Il saldo primario delle amministrazioni pubbliche (indebitamento al netto degli interessi passivi) è risultato positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,7% (-2,8% nel terzo trimestre del 2023).
Il saldo corrente delle amministrazioni pubbliche è stato anch’esso positivo, con un’incidenza sul Pil dell’1,9% (1,6% nel terzo trimestre del 2023).
“Nel terzo trimestre del 2024 l’incidenza del deficit delle amministrazioni pubbliche sul Pil – è il commento dell’Istat – migliora sensibilmente rispetto al corrispondente trimestre del 2023, portandosi a un livello del -2,3%”.
Caso Sala, la diplomazia delle pezze e del sapone.
Nelle relazioni tra gli Stati talvolta le acque si confondono e con esse anche le temperature mandando in tilt le previsioni del tempo. Difficile comprendere se si è in presenza di una guerra fredda o calda perché ormai si cammina su una via di mezzo che rende difficile il vocabolario da utilizzare. Per questo viene in soccorso l’arte della diplomazia che dovrebbe stemperare i conflitti in superfice o sotterranei, riportando un clima accettabile tra le parti in disaccordo.
L’ambasciatore non è soltanto il latore di un messaggio da un Governo di un paese al Governo di un altro paese. Per questo oggi, potrebbe essere sufficiente la tecnologia che con speditezza via email sarebbe in grado di rappresentare il pensiero di uno Stato in ordine ad una certa questione.
L’ambasciatore è colui che sa usare l’arte della diplomazia, ne è depositario, munito cioè di un diploma, in origine di un documento piegato in due e quindi doppio. D’istinto potrebbe pensarsi ad un foglio forgiato in modo da poter proporre una lettura a due facce od anche ad una forma scritta e ad una sottointesa non detta, ad una rappresentazione di una posizione che può conoscere sfumature diverse a seconda dello scorrere della lettura delle sue righe e così via.
Doppio è un atteggiamento che può tornare utile per potersi subito rimangiare, giocando di interpretazioni, quanto appena sostenuto, ritrattando o rilanciando a seconda della reazione dell’altro.
Questa volta il Governo italiano ha ritenuto di giocare poco di fino e di dire la sua con nettezza senza stare troppo a girarci attorno. Ha chiesto la liberazione della giornalista Cecilia Sala a cui sembra sia stato contestato il reato di violazione della legge islamica.
Il nostro Ministero degli Esteri ha anche preteso condizioni di detenzioni umane con la possibilità di fornire generi di conforto e di necessità alla donna tenuta da due settimane in una gelida cella senza un letto, solo con la scorta di un paio di coperte, privata dei suoi occhiali da vista, bersagliata da una luce artificiale costantemente accesa. “Il parlare chiaro è fatto per gli amici” ed anche per quelli che non lo sono ora del tutto.
È detenuta nel carcere di Evin, un nome non proprio in sintonia con l’edificio che tiene in condizioni da incubo gli oppositori del regime. Evin in lingua curda vuol dire “Amore” ed ancor meglio in lingua turca si traduce con maggiore azzardo in “casa dell’amore”. Insomma sembra una crudele vena di ispirazione di chi ha intitolato quel penitenziario.
Sembra che neanche troppo sottobanco si giochi ad uno scambio di figurine. Io rilascio la tua Cecilia Sala e tu metti in libertà il mio cittadino svizzero-iraniano Mohammad Abedini.
Per gli Stati Uniti che ne hanno chiesto l’arresto si tratta di un soggetto a doppia faccia come la sua cittadinanza. È un esperto di tecnologia ma il tratto meno nobile è quello di aver giostrato con i Pasdaran per la fornitura di droni utilizzati per un attacco in Giordania che provocò al tempo la morte di 3 soldati americani, oltre a 40 feriti.
“Io do una cosa a te e tu dai una cosa a me” sarebbe la trattativa che non concederebbe spazio a sfumature di parole, lavorando di avverbi e di aggettivi.
Strana parola quella del drone. Par che derivi dal tedesco “drohne” cioè il fuco delle api che quando vola non manca di ronzare con suono solo astrattamente riconducibile ai nostri droni di oggi.
Il fuco, in natura non ha pungiglione e non può far male. Ha come unico compito quello di fecondare l’ape regina e non si spreme in alcun lavoro all’interno dell’ernia. I droni militari sono invece offensivi ed hanno come unica missione quella di spiare o di uccidere, altri diversivi non sono ammissibili.
Per sbrogliare la situazione ci vorrebbe un drone di quelli che devono ancora inventare, un drone che sappia fecondare la pace in qualunque scenario di crisi.
Cecilia Sala non può attendere un Archimede di buon cuore che ne congegni uno con queste caratteristiche. La sua via di casa è l’ultima carta che, finché in tempo, resta all’Iran per salvare almeno la faccia, senza ricorrere a scambi tra pezze e sapone.
Cattolici e politica: il rispetto di un patrimonio al servizio del Paese.
C’è un vizio all’origine del dibattito sulla rinnovata presenza politica dei cattolici. Ovvero, c’è sempre qualcuno che pensa di rappresentarli quasi tutti. Un vizio che non è affatto nuovo nella lunga, accidentata e complessa storia del movimento cattolico italiano. Certo, sino a quando la cosiddetta “unità politica dei cattolici” era un dato quasi scontato – cioè durante l’intera esperienza della Democrazia Cristiana nella prima repubblica, anche se l’unità non è mai stata interpretata come un dogma ma sempre e solo come una precisa condizione storica – il problema quasi non esisteva.
Il tema è scoppiato all’indomani della fine della Dc e con l’avvento del bipolarismo. E, su questo versante, si è affermato con forza e determinazione un principio semplice ma al contempo definitivo. E cioè, il pluralismo politico ed elettorale dei cattolici è diventato un fatto quasi oggettivo da cui non si può più prescindere.
Eppure, malgrado questa semplice e scontata verità politica, non manca affatto la tentazione di coloro che si ritengono depositari esclusivi di questa gloriosa e centenaria tradizione culturale, politica, etica e sociale. Pertanto, non stupisce che si organizzino convegni dove qualcuno si intesta quasi di diritto l’azione di Luigi Sturzo, il magistero di Alcide De Gasperi o addirittura l’esperienza di Aldo Moro. E, peggio ancora, ci sono anche coloro che si ritengono i titolari più autorevoli e più accreditati, in virtù di una misteriosa e singolare legittimazione, a parlare di cattolici in politica e della tradizione che rappresentano.
Un’autoinvestitura che, francamente, è sempre più ridicola e grottesca anche perchè si fa coincidere un pensiero, una cultura politica, un magistero istituzionale e un bagaglio di valori e di principi con alcuni esponenti attualmente impegnati nel campo della sinistra italiana.
Una ambizione certamente ammirevole e degna di nota ma che, come ovvio e persin scontato, non esaurisce affatto il ricco e fecondo magistero del cattolicesimo politico italiano nella sua versione democratica, popolare e sociale. Insomma, per non farla lunga, almeno su tre elementi ci dovrebbe essere una larga e laica convergenza.
Innanzitutto nessuno è titolato a rappresentare in modo esclusivo la tradizione culturale del cattolicesimo politico italiano nell’attuale contesto pubblico italiano. E chi lo fa si rende semplicemente ridicolo.
In secondo luogo occorre prendere atto che il pluralismo politico e, soprattutto, elettorale, dei cattolici italiani è un fatto ormai storicamente acquisito. Chi pensa di metterlo in discussione per i suoi tornaconti politici rischia di trasformare queste operazioni in semplici boomerang che si rivoltano contro al primo appuntamento elettorale.
In ultimo, ma non per ordine di importanza, c’è indubbiamente la necessità di recuperare e riattualizzare l’esperienza dei cattolici in politica partendo anche e soprattutto dal magistero politico, istituzionale, culturale e sociale dei grandi leader e statisti della Democrazia Cristiana. Ma non per impossessarsene goffamente ed irresponsabilmente. Ma per la semplice ragione che, forse, questo recupero critico è utile alla democrazia del nostro paese e allo stesso sistema politico italiano. L’unica cosa da evitare, da battere e da rispedire al mittente è la subdola
concezione di chi si sente il ‘proprietario’ esclusivo di questa tradizione. Un atteggiamento arrogante che non può e non deve più avere cittadinanza.
Siria, quale futuro? Il dopo Assad tra incognite e nuove alleanze.
Una delle incognite maggiori che reca con sé l’avvio del nuovo anno è il futuro della Siria, paese estremamente importante negli equilibri così precari del Medio Oriente. Il repentino crollo del cinquantennale regime degli Assad ha lasciato sorpresi un po’ tutti gli osservatori, e pure alcuni attori sul campo, come ad esempio i russi. Ma in realtà la caduta non era inverosimile, dal momento in cui Israele aveva deciso di attaccare frontalmente il cosiddetto “Asse della Resistenza” finanziato e armato dall’Iran: Hezbollah colpita duramente non poteva più aiutare Assad; Damasco infiltrata direttamente da raid dell’aviazione capaci di colpire il consolato della Repubblica Islamica dimostrava l’inconsistenza delle proprie difese nel momento in cui veniva a mancare la protezione aerea russa, dovendosi Mosca concentrare sul conflitto ucraino. Assad si è ritrovato solo ed è inevitabilmente caduto.
Contemporaneamente la Turchia ha visto l’opportunità che cercava da tempo per rafforzare la propria presenza nell’area (e per proseguire la propria guerra al movimento per il Kurdistan libero) utilizzando e aiutando il gruppo fondamentalista sunnita fondato da al-Jolani, Hayat Tahrir al-Sham (HTS) sorto dopo la rottura con al-Qaeda e la conseguente fine dell’esperienza radicale di al-Nusra che dallo stesso al-Jolani era stata fondata dopo aver abbandonato lo Stato Islamico (IS). Fin qui gli eventi, e i loro antefatti. Ma ora che cosa potrà accadere?
Al-Jolani, che adesso torna a farsi chiamare col suo vero nome Ahmed al-Sharaa, non ha certo le migliori credenziali per garantire ciò che va dicendo dal giorno del suo trionfale ingresso a Damasco, ovvero che tutti i diritti dei singoli e dei gruppi nonché delle varie confessioni religiose presenti nel paese saranno rispettati e tutelati, e che in un tempo ragionevolmente non troppo lungo si arriverà a libere elezioni, ma al contempo sta rivelando insospettate doti di realismo, forse anche nella consapevolezza della instabilità del mosaico siriano. Per dire: mentre è alquanto plausibile una pesante vendetta nei confronti dei sostenitori della feroce dittatura appena sconfitta, e dunque degli sciiti alawiti (del resto oltre alle centinaia di migliaia di morti dovuti alla guerra civile vi sono le decine di migliaia di prigionieri torturati per anni nelle terribili carceri ora svelate a tutti), è più complessa la gestione delle numerosa comunità curda, che occupa larga parte del territorio orientale del paese ma che al tempo stesso resta il principale nemico dell’alleato turco.
I curdi, supportati dagli americani, come noto sono stati decisivi, la scorsa decade, nella sconfitta di Daesh e di questo dovrebbero essere ringraziati dall’occidente. E invece ora, con l’arrivo di Trump alla Casa Bianca, rischiano d’essere abbandonati alle grinfie di Ankara: gli Stati Uniti perseguiranno un qual certo disimpegno (si vedrà poi di quale entità) dalla regione e ne delegheranno il controllo all’alleato NATO, pur sapendo quanto Erdogan sia ambiguo e spregiudicato. Una Turchia in grado di influenzare significativamente il nuovo assetto politico siriano significa – e non è poco, per Washington ma pure per Gerusalemme – di fatto la fine del predominio sciita in quella parte del Levante, forse la fine dello stesso Fronte della Resistenza antisionista, di certo l’interruzione della “Mezzaluna sciita” fra l’oriente iracheno e l’occidente siriano-libanese.
Si vedrà in un prossimo futuro se questo mutamento comporterà un effettivo predominio sunnita guidato da una rinnovata ambizione ottomana divenendo un problema per Israele e forse ancor più per l’Arabia Saudita. Oggi però la questione immediata per il nuovo governo siriano è la stabilizzazione del paese evitando lo scoppio di un nuovo scontro fratricida, anche per tentare il rilancio di una economia allo stremo. Gli equilibri di politica estera verranno un po’ più avanti. Per ora se ne occupa Ankara (e dunque le basi militari russe sul Mediterraneo non verranno smantellate, ennesimo gioco di prestigio del Sultano di Istanbul).
Governo, Meloni: suo punto di forza è dialogare con tutti i Paesi
Roma, 3 gen. (askanews) – “Uno dei punti di forza di questo governo è la capacità di dialogare con tutti. In questi due anni abbiamo rafforzato le nostre tradizionali alleanze, ma abbiamo anche aperto canali di confronto con partner con i quali prima si parlava poco o con cui i rapporti erano meno intensi. E questo è un grande valore aggiunto, che permette all’Italia di diversificare la sua proiezione geopolitica e geoeconomica”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni rispondendo, in un’intervista al settimanale Sette del Corriere della Sera, alla domanda se ci sia qualcuno in particolare degli altri leader mondiali con cui si confronta prima di prendere le decisioni.
“Pensate – spiega la premier – al nuovo partenariato che abbiamo instaurato con l’India: fino a pochi anni fa lì c’era persino il ban sulle imprese italiane, ora i nostri rapporti sono completamente cambiati, e questo ci sta offrendo grandi opportunità in campi prima inesplorati. Dalle interconnessioni economiche allo sviluppo dei biocarburanti, ad esempio”.
La Cina si confronta con l’iceberg della crisi mentale post-pandemia
A cinque anni dall’inizio ufficiale della pandemia da Covid19 in Cina affiora allo scoperto la punta dell’iceberg dei danni alla salute mentale che quella stagione ha lasciato in erdità, con le conseguenze soprattutto su bambini e adolescenti delle misure rigidissime di prevenzione adottate dal governo di Pechino. La Commissione nazionale cinese per la salute ha reso noto che nel triennio dal 2025 al 2027 si porrà l’obiettivo di affrontare “le lacune nei servizi di salute mentale, nel tentativo di far fronte a un numero crescente di problemi in particolare tra i bambini e gli adolescenti”.
Tra i progetti annunciati da Pechino l’istituzione di una linea telefonica diretta per la salute mentale e la creazione di centri regionali per la salute mentale in tutto il Paese. Inoltre la Commissione nazionale per la salute ha disposto che i servizi ambulatoriali per i disturbi mentali e del sonno dovranno essere disponibili in almeno un ospedale di ogni prefettura e città entro la fine del 2025. Secondo un piano d’azione nazionale triennale lanciato nel 2023, già quest’anno più del 95% delle scuole cinesi dovrebbe avere un istruttore a tempo pieno o parziale per l’educazione alla salute mentale.
I problemi di salute mentale sono saliti alla ribalta in Cina dopo diversi incidenti violenti avvenuti nel 2024, tra cui una serie di accoltellamenti e due casi distinti di auto che hanno investito la folla tra cui quello che ha causato decine di vittime a Zhuhai. L’Organizzazione mondiale della sanità stima che in Cina 54 milioni di persone soffrano di depressione e circa 41 milioni di disturbi d’ansia, su una popolazione di 1,4 miliardi di persone.
La prevalenza della depressione tra gli adolescenti è di circa il 2%, ha riferito questa settimana l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua, citando Xie Bin, capo del Centro di salute mentale del Partito comunista di Shanghai. Con il rallentamento dell’economia cinese, le opportunità di lavoro sono più precarie e sempre meno persone beneficiano della lunga crescita economica della Cina. Secondo gli esperti, le ripercussioni sulla salute mentale di queste pressioni economiche sono in aumento.
Sudcorea, fallito tentativo di arresto del presidente sospeso Yoon
Roma, 3 gen. (askanews) – L’agenzia statale anticorruzione sudcoreano ha sospeso venerdì un tentativo di arrestare il presidente sospeso Yoon Suk-yeol per il suo fallito tentativo di instaurare la legge marziale, dopo un confronto duro durato ore tra gli investigatori e il personale di sicurezza presidenziale. Lo riferisce l’agenzia di stampa Yonhap.
L’Ufficio per le indagini sulla corruzione dei funzionari di alto livello (CIO) ha dichiarato di aver interrotto l’esecuzione del mandato circa cinque ore dopo l’arrivo dei suoi investigatori presso la residenza presidenziale per arrestare Yoon.
“Abbiamo determinato che l’esecuzione del mandato di arresto sarebbe stata praticamente impossibile a causa del confronto in corso e l’abbiamo sospesa per garantire la sicurezza del personale sul posto di fronte alla resistenza incontrata”, ha dichiarato il l’ufficio in un comunicato stampa. “Decideremo i prossimi passi dopo una revisione”, ha aggiunto esprimendo “profondo rammarico per il comportamento del sospettato che si è rifiutato di rispettare le procedure legali stabilite”.
L’ufficio ha tempo fino a lunedì per eseguire il mandato di arresto con le accuse d’insurrezione e abuso di potere legate al tentato colpo di mano di Yoon, che la notte del 3 dicembre impose la legge marziale per essere poi costretto a ritirarla sei ore dopo a causa del voto contrario dell’Assemblea nazionale, che poi ha deciso il suo impeachment che è in attesa di conferma da parte della Corte costituzionale.
A rendere più tesa la situazione, anche le manifestazioni dei sostenitori di Yoon all’esterno della residenza presidenziale, che si è sommata al rischio di scontri con il Servizio di sicurezza presidenziale.
Stamani oltre mille manifestanti pro-Yoon si sono radunati vicino alla residenza. Circondati da circa 2.700 agenti di polizia schierati per mantenere l’ordine, hanno gridato slogan come: “Mandato illegale. Completamente invalido” e “Arrestate il CIO”.
Gli investigatori hanno presentato i loro mandati emessi dal tribunale per arrestare Yoon e perquisire la residenza presidenziale, ma l’accesso è stato negato dal capo dell’Ufficio di sicurezza presidenziale, Park Chong-jun. Prima di confrontarsi con la sicurezza presidenziale, gli investigatori hanno affrontato anche la resistenza di un’unità militare di stanza nel complesso.
Due avvocati di Yoon – Yun Gap-geun e Kim Hong-il – sono stati visti entrare nella residenza durante lo stallo.
Ci si aspettava che il CIO tentasse di arrestare Yoon oggi, poiché eseguire il mandato nel weekend avrebbe comportato il rischio di affrontare folle ancora più numerose, mentre farlo lunedì sarebbe stato troppo vicino alla scadenza.
Il CIO ha collaborato con la polizia e l’unità investigativa del ministero della Difesa per condurre un’indagine congiunta sul fallito tentativo di imporre la legge marziale di Yoon.
La squadra incaricata di eseguire il mandato comprendeva 30 persone del CIO e 120 agenti di polizia, di cui 70 inizialmente in attesa fuori dal complesso della residenza. Un numero di questi ultimi è stato successivamente inviato all’interno per assistere nell’operazione.
Il CIO ha richiesto il mandato di arresto dopo che Yoon ha ignorato tutte e tre le convocazioni per presentarsi agli interrogatori. L’agenzia ha ottenuto anche un mandato per perquisire la residenza presidenziale.
Il team legale di Yoon ha definito i mandati “illegali e invalidi” e ha presentato una richiesta di ingiunzione contro la loro esecuzione.
La polizia aveva dichiarato che chiunque avesse cercato di impedire al CIO di eseguire il mandato di arresto sarebbe stato trattenuto con l’accusa di ostacolo alle funzioni ufficiali. Tuttavia, nessuno è stato arrestato con tali accuse venerdì, ha riferito un funzionario di polizia.
Gli investigatori avevano pianificato di arrestare Yoon e portarlo alla sede centrale del CIO a Gwacheon, a sud di Seoul, per interrogarlo prima di trasferirlo nel Centro di Detenzione di Seoul, a Uiwang, nelle vicinanze.
Una volta arrestato, il CIO avrebbe avuto 48 ore per richiedere un ulteriore mandato per la sua detenzione formale o rilasciarlo.
La madre di Cecilia Sala: va male, ma incontro con Meloni aiuta
Milano, 2 gen. (askanews) – “Va male, è ovvio però questo incontro” con la premier Giorgia Meloni “mi ha aiutato: ci siamo guardate negli occhi, anche tra mamme. La fiducia è tanta, sicuramente stanno lavorando e io sono un po’ come Cecilia, sono un po’ un soldato, aspetto e rispetto il lavoro che stanno facendo. Quello che potrò fare da parte mia lo farò, sicuramente loro stanno facendo il loro”. Lo ha detto Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, la giornalista italiana arrestata e detenuta in Iran, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“La Premier ha fatto un salto di qualità dalle rassicurazioni comprensibili che ricevo sempre, è stata più precisa e puntuale ed è questo che io volevo, e questo ho avuto” ha aggiunto la signora Vernoni, che si è detta soddisfatta dell’incontro. “E’ ovvio che ieri c’è stato un cambio di umore forte, però assolutamente sì”. Ci sono però due cose che continuano a preoccupare molto la madre di Cecilia. “La prima sono le condizioni di vita carceraria di mia figlia, si è parlato di celle singole ma non esistono celle singole lì, esistono delle celle di detenzione comuni e poi ci sono le celle di punizione, lei è in una di queste, evidentemente. Io non so come sono queste celle ma se una donna è per terra nel 2024 mi fa pensare che si chiamino così”, ha aggiunto Vernoni riferendosi alla possibilità che si tratti di una cella di punizione.
“Quindi la prima cosa sono le condizioni più dignitose di vita carceraria e poi decisioni importanti e di forza del nostro paese per ragionare sul rientro in Italia… Io non piango, non frigno, e non chiedo tempi perché sono realtà molto particolari, ma come dicevo a Cecilia ‘cerca di essere un soldato’ cerco di esserlo anch’io, però le condizioni carcerarie per una ragazza di 29 anni che non ha compiuto nulla devono essere tali che non la segnino per tutta la vita. Poi, io rispetto i tempi che mi diranno, ma le condizioni devono essere quelle di non segnare una ragazza che è un’eccellenza italiana, non solo il vino e i cotechini”, ha concluso.
Palazzo Chigi, dal canto suo, ha ribadito che “il governo conferma l’impegno presso le autorità iraniane per l’immediata liberazione di Cecilia Sala, e, in attesa di essa, per un trattamento rispettoso della dignità umana. Il sottosegretario Mantovano, in veste di Autorità delegata, venendo incontro alle richieste delle opposizioni, ha dato immediata disponibilità al presidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica Lorenzo Guerini a riferire al Copasir già domani mattina, e quindi per suo tramite al Parlamento”.
In serata anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani è tornato a parlare su Retequattro dei possibili tempi per la liberazione di Cecilia Sala: “Io mi auguro che non siano tempi lunghi, noi lavoriamo come abbiamo lavorato per Alessia Piperno che siamo riusciti a riportare in Italia dopo 45 giorni di detenzione, io mi auguro che siano i tempi siano i più brevi possibili, però non dipende da noi. Stiamo facendo tutto ciò che è nelle nostre possibilità, insieme con la presidenza del Consiglio e il ministero degli Esteri, tutti stiamo lavorando 24 ore su 24 per cercare di portare Cecilia a casa”.
Wall Street debutto volatile sul 2025, DJ -0,36%, Nasdaq -0,16%
Roma, 2 gen. (askanews) – Avvio di 2025 all’insegna della volatilità a Wall Street. L’azionario statunitense ha iniziato la prima seduta dell’anno su toni positivi, con tutti gli indici di riferimento al rialzo, ma successivamente ha iniziato a perdere colpi e nel pomeriggio ha mostrato una netta inversione di rotta, registrando perdite che si sono poi smorzate sul finale di seduta. A fine contrattazioni il Dow Jones lascia sul terreno uno 0,36%, l’S&P 500 ha chiuso al meno 0,22% e il Nadsdaq con un meno 0,16%; l’indice Vix sulla volatilità è invece salito del 3,29%.
Un caso a sé è stato quello di Tesla. Oggi il produttore di auto elettriche guidato da Elon Musk il primo bilancio annuale di immatricolazioni in calo dal 2011: 1,808 milioni di unità nel 2024. Il titolo ha chiuso la seduta in perdita del 6,08 percento sul Nasdaq.
Nel frattempo il dollaro ha ripreso a salire e con il passare delle ore ha rafforzato i guadagni, fino a mostrare un vero e proprio rally, schiacciando l’euro sotto quota 1,03 per la prima volta dal 2022. In serata la valuta condivisa si scambia a 1,0259 dollari. La corsa del dollaro avviene mentre si avvicina l’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump.
Intanto, dispetto del rafforzamento del biglietto verde, il petrolio è tornato ad alzare la testa, forse anche a riflesso di alcuni miglioramenti degli indici di fiducia in Cina, o dei nuovi rincari del gas naturale seguiti all’interruzione delle forniture residuali russe all’Ue via il territorio ucraino. In serata il barile di Brent, il greggio del Mare del Nord guadagna l’1,77% sfiorando i 76 dollari. Il West Texas Intermediate nell’after hours aumenta di oltre il 2% al 73,20 dollari.
Cecilia Sala, la mamma: condizioni cella non la segnino per sempre
Roma, 2 gen. (askanews) – “Sono due” gli elementi che preoccupano di più Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, la cittadina italiana arrestata e detenuta in Iran: “La prima – ha spiegato Vernoni uscendo da Palazzo Chigi al termine dell’incontro con la premier Giorgia Meloni – sono le condizioni di vita carceraria di mia figlia, si è parlato di celle singole ma non esistono celle singole lì, esistono delle celle di detenzione comuni e poi ci sono le celle di punizione, lei è in una di queste, evidentemente. Io non so come sono queste celle ma se una donna è per terra nel 2024 mi fa pensare che si chiamino così”, ha aggiunto Vernoni riferendosi alla possibilità che si tratti di una cella di punizione.
“Quindi la prima cosa sono le condizioni più dignitose di vita carceraria e poi decisioni importanti e di forza del nostro paese per ragionare sul rientro in Italia… Io non piango, non frigno, e non chiedo tempi perché sono realtà molto particolari, ma come dicevo a Cecilia ‘cerca di essere un soldato’ cerco di esserlo anch’io, però le condizioni carcerarie per una ragazza di 29 anni che non ha compiuto nulla devono essere tali che non la segnino per tutta la vita. Poi, io rispetto i tempi che mi diranno, ma le condizioni devono essere quelle di non segnare una ragazza che è un’eccellenza italiana, non solo il vino e i cotechini”, ha sottolineato Vernoni.
Cecilia Sala, la mamma: incontro con Meloni mi ha aiutato
Roma, 2 gen. (askanews) – “Va male, è ovvio, però questo incontro” con la premier Giorgia Meloni “mi ha aiutato: ci siamo guardate negli occhi, anche tra mamme. La fiducia è tanta, sicuramente stanno lavorando e io sono un po’ come Cecilia, sono un po’ un soldato, aspetto e rispetto il lavoro che stanno facendo. Quello che potrò fare da parte mia lo farò, sicuramente loro stanno facendo il loro”. Lo ha detto Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, la cittadina italiana arrestata e detenuta in Iran, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
“La Premier ha fatto un salto di qualità dalle rassicurazioni comprensibili che ricevo sempre, è stata più precisa e puntuale ed è questo che io volevo, e questo ho avuto”, ha aggiunto.
Sui tempi hanno detto “qualche cosa, ma cose molto generiche su cui adesso attendo notizie più precise”, ha concluso.
Cecilia Sala, P.Chigi: impegno per liberazione, rispettare dignità umana
Roma, 2 gen. (askanews) – Il “Governo conferma l’impegno presso le autorità iraniane per l’immediata liberazione di Cecilia Sala, e, in attesa di essa, per un trattamento rispettoso della dignità umana”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi, dopo il vertice che si è tenuto nel pomeriggio, convocato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, cui hanno preso parte il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e il consigliere diplomatico del Presidente, Fabrizio Saggio.
Per quanto riguarda Mohammad Abedini, che è al momento in stato di detenzione cautelare su richiesta delle autorità degli Stati Uniti, si puntualizza nella nota di Chigi, “il Governo ribadisce che a tutti i detenuti è garantita parità di trattamento nel rispetto delle leggi italiane e delle convenzioni internazionali”.
Mef: nel 2024 fabbisogno statale salito a 125 miliardi di euro
Roma, 2 gen. (askanews) – Nell’anno appena trascorso il fabbisogno del settore statale è salito a circa 124,9 miliardi di euro, in linea con le previsioni contenute nel Piano Strutturale di Bilancio di Medio Termine, contro un fabbisogno 2023 pari a 108,573 miliardi. Lo riferisce il ministero di Economia e Finanze con una nota, aggiungendo che il mese di dicembre 2024 si è chiuso con un avanzo del settore statale stimato, in via provvisoria, a 8 miliardi di euro, con un miglioramento rispetto al corrispondente valore di dicembre 2023, che si era chiuso con un fabbisogno di 407 milioni.
Dollaro in rally schiaccia l’euro sotto 1,03, prima volta dal 2022
Roma, 2 gen. (askanews) – Rally del dollaro sul mercato dei cambi. Nel pomeriggio la valuta statunitense rafforza energicamente i guadagni alla prima seduta dell’anno, fino a schiacciare l’euro sotto quota 1,03 per la prima volta dall’autunno del 2022. Nel corso della seduta l’euro è sceso fino a 1,0238 dollari, minimo dal 31 ottobre 2022, successivamente la valuta condivisa si scambia a 1,0266.
Il rafforzamento del biglietto verde riflette un quadro macroeconomico degli Stati Uniti più positivo rispetto a quello dell’area euro, con economia solida e conseguenti dubbi su quelle che saranno le future mosse della Federal Reserve. Nell’eurozona invece, come confermato oggi dalle indagini sul manifatturiero, la dinamica dell’economia resta debole e ci si attende che la Bce continui nella manovra di riduzione dei tassi di interesse.
Anche la sterlina Gb perde sulla valuta statunitense, nel pomeriggio cala a 1,2371 dollari. In entrambi i casi potrebbe pesare anche l’avvicinarsi dell’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump.
Cecilia Sala, la mamma ricevuta da Meloni a Palazzo Chigi
Roma, 2 gen. (askanews) – Elisabetta Vernoni, madre di Cecilia Sala, la cittadina italiana arrestata e detenuta in Iran, è entrata da qualche minuto a Palazzo Chigi, dove sarà ricevuta dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Nel pomeriggio si è tenuto un vertice governativo sulla vicenda presieduto dalla premier Meloni a cui hanno partecipato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della giustizia Carlo Nordio, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e i rappresentanti dei nostri servizi di intelligence.
Peggy Guggenheim, nel 2024 oltre 388mila ingressi, 1240 al giorno
Milano, 2 gen. (askanews) – Il 2024 della Collezione Peggy Guggenheim di Venezia si chiude con “un risultato eccellente”: oltre 388.000 ingressi durante i 313 giorni di apertura, con una media giornaliera di 1.240 ospiti. Nel complesso si registra un +2,5% rispetto al 2023. A questa cifra, composta da un pubblico per il 75% proveniente dall’estero e un 25% nazionale, si aggiungono oltre 6.000 persone che hanno visitato la collezione in occasione di inaugurazioni, eventi istituzionali, corporate e privati, e oltre 10.000 partecipanti a Public Programs, Kids Day, programmi di accessibilità quali Doppio Senso e Io vado al museo, visite legate al progetto A scuola di Guggenheim, che ha visto quest’anno l’adesione di 230 scuole di ogni ordine e grado su tutto il territorio del Veneto, con oltre 7.280 studenti e studentesse.
“Siamo decisamente soddisfatti dei risultati ottenuti in questo 2024 che si è appena concluso – ha affermato la direttrice Karole P. B. Vail -. In un anno che ha visto Venezia ospitare la Biennale Arte, nonché importanti rassegne d’arte organizzate dalle varie istituzioni cittadine, il nostro museo ha registrato un eccellente numero di visitatori, che è andato oltre le aspettative. Siamo entusiasti di come critica e pubblico abbiano accolto l’omaggio dedicato a Jean Cocteau, mostra ripresa più volte dal New York Times che l’ha inserita tra le esposizioni da non perdere a Venezia durante la Biennale, e ora il meritato tributo a Marina Apollonio. Siamo oggi già al lavoro sul programma espositivo dell’anno, che vedrà Maria Helena Vieira da Silva e Lucio Fontana al centro di due grandi monografiche in apertura rispettivamente ad aprile e ottobre. Non mancheranno naturalmente attività collaterali gratuite, Public Programs, progetti di accessibilità e inclusività, per ogni tipo di pubblico e per i nostri sostenitori”.
E se la mostra Marina Apollonio. Oltre il cerchio, che rimarrà aperta fino al 3 marzo, ha già registrato dalla sua apertura il 12 ottobre oltre 75.000 presenze, c’è già grande attesa per la personale dedicata a Maria Helena Vieira da Silva, Maria Helena Vieira da Silva. Anatomia di uno spazio, in apertura il 12 aprile. Attraverso una selezione di circa settanta opere, provenienti da prestigiose realtà museali internazionali, tra cui Centre Georges Pompidou, Parigi, Solomon R. Guggenheim Museum, New York, Tate Modern, Londra, nonché importanti gallerie, tra cui Jeanne Bucher Jaeger, Parigi, e collezioni private, la mostra offre uno sguardo approfondito sull’evoluzione del linguaggio visivo di Vieira da Silva, artista portoghese naturalizzata francese, mettendo in luce la sua capacità di trasformare lo spazio pittorico in ambienti astratti e illusioni ottiche. Seguirà in autunno un prezioso omaggio a Lucio Fontana, Mani-fattura: le ceramiche di Lucio Fontana, prima mostra mai realizzata in un museo ad essere esclusivamente dedicata alle opere in ceramica di Fontana, testimonianza unica ed eccezionale della portata dell’immaginazione e della complessità dell’artista come scultore.
Auto, vendite Stellantis a dicembre -18,1% e -9,9% in 2024
Roma, 2 gen. (askanews) – Prosegue il calo delle vendite del gruppo Stellantis in Italia. A dicembre ha venduto 24.411 auto, -18,1% rispetto allo stesso mese del 2023. Nell’anno appena trascorso Stellantis ha immatricolato 452.615 vetture, in calo del 9,9% rispetto alle 502.546 del 2023. Nei 12 mesi, la quota di mercato è scesa al 29% dal 32%.
A dicembre la quota di mercato in Italia è stata del 23,1%, contro il 26,8% di dicembre 2023. Questo quanto emerge dai dati del ministero dei Trasporti.
Rbr
Cecilia Sala, l’ambasciata dell’Iran: liberare l’iraniano fermato in Italia
Roma, 2 gen. (askanews) – L’ambasciata iraniana a Roma, in seguito alla convocazione oggi alla Farnesina dell’ambasciatore Mohammed Reza Sabouri in relazione all’arresto in Iran della giornalista Cecilia Sala, ha detto che Teheran s’attende che venga accelerata “la liberazione del cittadino iraniano detenuto, vengano fornite le necessarie agevolazioni assistenziali di cui ha bisogno”.
“Questa mattina, giovedì 2 gennaio 2025, S. E. Sig. Mohammad Reza Sabouri, Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma, su invito del signor Riccardo Guariglia Segretario Generale del Ministero degli Affari Esteri Affari d’Italia, ha avuto con lui un incontro presso lo stesso Ministero. In questo amichevole colloquio si è discusso e scambiato opinioni sul cittadino iraniano Mohammad Abedini, detenuto nel carcere di Milano con false accuse e della Signora Cecilia Sala, cittadina italiana, detenuta in Iran per violazione delle leggi della Repubblica islamica dell’Iran”, ha scritto su X l’ambasciata iraniana, mettendo in relazione le due vicende.
“L’ambasciatore del nostro Paese – ha continuato la sede diplomatica iraniana – ha annunciato in questo incontro che sin dai primi momenti dell’arresto della signora Sala, secondo l’approccio islamico e sulla base di considerazioni umanitarie, tenendo conto del ricorrente anniversario della nascita di Cristo e dell’approssimarsi del nuovo anno cristiano, si è garantito l’accesso consolare all’ambasciata italiana a Teheran, sono state inoltre fornite alla signora Sala tutte le agevolazioni necessarie ,tra cui ripetuti contatti telefonici con i propri cari e ci si aspetta dal governo italiano, che reciprocamente oltre ad accelerare la liberazione del cittadino iraniano detenuto, vengano fornite le necessarie agevolazioni assistenziali di cui ha bisogno”.
Cecilia Sala, Kallas: l’Iran la liberi, il giornalismo non è un crimine
Roma, 2 gen. (askanews) – L’Alto Rappresentante Ue per gli Affari esteri e la Sicurezza Kaja Kallas chiede all’Iran “l’immediata liberazione della reporter italiana Cecilia Sala. La responsabile della diplomazia Ue, citata da Il Foglio e La Repubblica, ha sottolineato che “nessuno dovrebbe essere arrestato per aver fatto il proprio lavoro, il giornalismo non è un crimine, ogni giornalista deve avere la libertà di fare reportage senza paura di essere arrestato o perseguitato. Mentre il mondo affronta una fase di crisi, il ruolo del giornalismo è più essenziale che mai”.
Saldi al via, l’Unione consumatori stima sconti più bassi rispetto al 2024
Milano, 2 gen. (askanews) – Saldi invernali oggi al via con la Valle d’Aosta. Per le altre regioni, invece, la partenza è prevista per sabato prossimo, 4 gennaio. Previsti sconti leggermente più bassi rispetto a quelli dello scorso anno. E’ quanto emerge dallo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha analizzato i ribassi effettivamente praticati dai commercianti negli ultimi anni secondo le rilevazioni Istat, stimando il trend di quest’anno.
Per Abbigliamento e calzature nel loro insieme, lo sconto è del 17,6%, in ribasso di 0,5 punti rispetto a luglio 2024 e in calo di 1,7 punti rispetto a quelli di gennaio 2024. Il solo Abbigliamento (Indumenti + Accessori) registra un abbassamento medio dei prezzi del 18%, in diminuzione di 0,6 punti percentuali su quelli della scorsa estate e in flessione di 1,4 punti sui saldi invernali del 2024.
In particolare, il record della convenienza spetta agli Indumenti, che, con una riduzione del 19,4%, rappresentano la voce più scontata, -0,6 punti su luglio 2024. Il calo minore del prezzo, come sempre, spetta agli Accessori (guanti, cravatte, cinture…), con una diminuzione dei listini del 5,7%, in netto abbassamento rispetto a un anno fa (-2,7 punti).
Le Calzature segneranno un ribasso del 16,3%, unica voce a segnare un rialzo degli sconti rispetto a quelli della scorsa estate, anche se di appena 0,1 punti.
“Suggeriamo ai consumatori di guardare sempre al prezzo effettivo da pagare, senza farsi incantare da sconti improbabili che possono trarre in inganno. La direttiva Omnibus rende più rischioso fare ribassi ‘farlocchi’ ma non li impedisce. Ricordiamo poi che se il prodotto è difettoso non si deve più denunciare il difetto entro due mesi dalla sua scoperta, anche se prima si fa e meglio è” afferma in una nota Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
Sanremo Cristian Music Festival, i nomi dei cantanti partecipanti
Milano, 2 gen. (askanews) – La quarta edizione del Sanremo Cristian Music Festival, Festival della Canzone Cristiana 2025 si svolgerà a Sanremo dal 13 al 15 febbraio 2025, in concomitanza con la settantacinquesima edizione del Festival della Canzone Italiana. Sarà un Festival nel Festival, una staffetta musicale tra la musica leggera del Festival della Canzone Italiana, diretto da Carlo Conti, e la Christian Music del Sanremo Festival della Canzone Cristiana, ideato dal cantautore e Direttore artistico Fabrizio Venturi. “Abbiamo ricevuto tantissime candidature e i brani che ho ascoltato sono di levatura altissima. Ciò testimonia che la Christian Music sta sempre più affermandosi anche nel nostro Paese. Sarà Festival speciale dedicato al Giubileo e a Papa Francesco, il cui impegno è teso all’affermazione della Fratellanza Umana, della Pace Mondiale e della Convivenza Comune”, ha dichiarato Venturi.
Di seguito, i nomi dei concorrenti della quarta edizione del Festival della Canzone Cristiana che si contenderanno i trofei realizzati dal Maestro orafo Michele Affidato, lo stesso che ha creato i trofei destinati ai vincitori del Festival di Sanremo.
Tony Strano di Pozzuoli (NA) con la canzone “Vento”
Francesco Bartoletti di Rho (MI) con “Sei la mia roccia”
Gina Palmiari di Lesina (FG) con “Rosa”
Giovanni Sisti di Roma con “Le parole di Pietro”
Giuseppe Marchese di Biancavilla (CT) con “Preghiera”
Figli del padre di Vezzano sul Crostolo (RE) con “Le dieci vergini”
Gipsy Fiorucci di Città di Castello (PG) con “Regina del suo regno”
Gabylo di Casarza Ligure (GE) con “Ho fede”
Baby Rush di Frascati (RM) con “Gesù”
Odissea di La Spezia (SP) con “C’è un tempo per amare”
Piero Chiappano di Gaggiano (MI) con “Una strada in mezzo al ciglio”
Xada di Bressana Bottarone (PV) con “Fantasie”
Renato Belluccio di Capaccio Paestum (SA) con “La guerra è finita andiamo in pace”
Selmar di Pelago (FI) con “Tuo amore”
Gabry di Cavriago (RE) con “Quotidianità”
Marco Celauro di Agrigento (AG) con “Adoro te”
Ester di Gela (CL) con “Sotto una luna argento”
Raffaele Mario Arteca di Padula (SA) con “Core ‘e mamma”
Stasera su Rai 1 lo Speciale Tv Premio Tenco 2024
Milano, 2 gen. (askanews) – Questa sera in seconda serata su Rai 1 andrà in onda lo speciale tv dedicato al Premio Tenco 2024, la rassegna della canzone d’autore che nel 2024 ha celebrato l’importante traguardo dei 50 anni.
L’edizione 2024 è stata dedicata a Massimo Cotto, indimenticabile giornalista, scrittore, dj, conduttore e autore e molto altro – e amico fraterno del Club Tenco – prematuramente scomparso la scorsa estate.
Verranno proposti i momenti clou della rassegna con le performance degli straordinari artisti che si sono alternati sul palco del Teatro Ariston di Sanremo (Imperia) tra il 17 e il 19 ottobre 2024.
La rassegna ha visto il tutto esaurito alle serate presso l’Ariston e in tutti gli eventi collaterali che si sono tenuti nella sede del Club Tenco e nelle altre location sanremesi.
Alla conduzione dello speciale tv Francesco Centorame, che, oltre a raccontare agli spettatori questa edizione, dedicherà alcuni focus alla storia dell’associazione culturale Club Tenco dalla sua nascita a oggi.
Il Premio Tenco, assegnato dal Club Tenco a coloro che hanno apportato un contributo significativo alla Canzone d’Autore mondiale, in questa edizione 2024 è stato assegnato a Edoardo Bennato, Samuele Bersani, Mimmo Locasciulli e Teresa Parodi. Ha invece ritirato il Premio Tenco 2022 il fondatore del gruppo rock russo DDT Jurij evcuk, che non aveva avuto la possibilità di essere presente all’Ariston a causa del conflitto russo-ucraino.
Sul palcoscenico del tempio italiano della musica anche i vincitori delle Targhe Tenco 2024 (assegnate da una giuria formata da esperti, giornalisti e addetti ai lavori), vinte quest’anno da “È inutile parlare d’amore” di Paolo Benvegnù (migliore album in assoluto) – scomparso il 31 dicembre 2024 -, “La Mia Terra” di Diodato (migliore canzone singola), “Hasta Siempre Mercedes” di Simona Molinari (migliore album di interprete), “Assamanù” di Setak (migliore album in dialetto o lingua minoritaria parlata in Italia), “Curami l’anima” di Elisa Ridolfi (migliore album opera prima) e “Sarò Franco – Canzoni inedite di Califano” prodotto da Alberto Zeppieri (migliore album a progetto).
Inoltre, in questa edizione sono stati assegnati il Premio Tenco all’Operatore Culturale a Caterina Caselli e il Premio Yorum (riconoscimento istituito in collaborazione con Amnesty International Italia per dare visibilità agli artisti e alle artiste che, mettendo spesso a rischio la loro stessa vita, lottano per la libertà e i diritti umani in tutto il mondo) a Toomaj Salehi, rapper iraniano che è stato di recente rilasciato dopo aver scontato oltre un anno di carcere e aver rischiato l’impiccagione. A ritirare il premio Parisa Nazzari, attivista del movimento Woman Life Freedom for Peace and Justice da sempre vicina ad Amnesty International. Sul palco anche Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia e il rapper italiano Kento, che si è esibito con il brano “Free Toomaj”.
Per il secondo anno è stato consegnato il Premio SIAE, riconoscimento conferito dalla Società Italiana degli Autori ed Editori. In questa edizione della rassegna il premio è stato assegnato a Ivan Graziani, ritirato dai figli Filippo e Tommaso, che, per l’occasione, si sono esibiti all’Ariston (Filippo alla voce e Tommaso alla batteria).
Il Premio I Suoni della Canzone è invece stato assegnato all’eclettico Tullio De Piscopo per il suo inestimabile contributo alla canzone d’autore italiana.
Ospiti d’eccezione hanno incantato la platea dell’Ariston: Simone Cristicchi & Amara, Wayne Scott, Michele Staino con Fabrizio Mocata e Gianni Coscia, Tosca e Francesco Tricarico.
Inoltre, è stata selezionata per esibirsi Irene Buselli, artista emergente scelta tra i partecipanti de Il Tenco Ascolta, serie di eventi live organizzati dal Club Tenco in tutta Italia durante il corso dell’anno per promuovere i nuovi talenti della musica d’autore.
Oltre alle tre serate all’Ariston, il programma della rassegna è ricco di eventi che per quattro giorni hanno animato la città simbolo della musica italiana: oltre al Teatro Ariston, la sede del Club Tenco, il Teatro del Casinò, l’Ex Chiesa Santa Brigida nel quartiere Pigna e il Cinema Ritz.
La rassegna intende anche trasmettere la passione per la musica d’autore di generazione in generazione: il 16 ottobre si è tenuto al Teatro Ariston una masterclass per oltre mille studenti dedicata a Pino Daniele a cura di Marika Amoretti a cui hanno partecipato Fausta Vetere, Tullio De Piscopo, Carmine Aymone e Stefano Senardi.
Tra i tantissimi eventi collaterali anche un pomeriggio, il 18 ottobre, interamente dedicato a Sergio Staino, straordinario giornalista, vignettista e regista che è stato fino alla sua morte, nel 2023, Presidente del Club Tenco.
Quest’anno la scenografia è stata firmata da Valerio Berruti, artista che utilizza l’antica tecnica dell’affresco, la scultura e la video animazione per creare immagini essenziali, ispirate al mondo sospeso dell’infanzia.
Premio Tenco 2024 è una produzione iCompany in collaborazione con Club Tenco. La Direzione Artistica è affidata a Sergio Secondiano Sacchi, Stefano Senardi.
Un programma di Massimo Bonelli, scritto da Alessandra Ferrari, Alessandra Frigo, Cristiano D’Alisera con il supporto di Antonio Silva.
Regia di Cristiano D’Alisera.
Si ringrazia Comune di Sanremo, Regione Liguria, tutti i volontari e coloro che hanno contribuito alla realizzazione del Premio Tenco 2024.
Euro cala a 1,0311 dollari, segna nuovi minimi da oltre 2 anni
Roma, 2 gen. (askanews) – Il dollaro torna a rafforzarsi alla ripresa delle contrattazioni dopo la pausa per le festività di fine danno. E a 1,0311 sul biglietto verde l’euro cala a nuovi minimi da oltre due anni a questa parte: per trovare valori analoghi bisogna infatti risalire a inizio novembre del 2022.
Il rafforzamento della valuta Usa riflette un quadro macroeconomico degli Stati Uniti più positivo rispetto a quello dell’area euro, con economia solida e conseguenti dubbi su quelle che saranno le future mosse della Federal Reserve. Nell’eurozona invece, come confermato oggi dalle indagini sul manifatturiero, la dinamica dell’economia resta debole e ci si attende che la Bce continui nella manovra di riduzione dei tassi di interesse.
Anche la sterlina Gb perde sulla valuta statunitense, nel pomeriggio cala a 1,2407 dollari. In entrambi i casi potrebbe pesare anche l’avvicinarsi dell’insediamento alla Casa Bianca di Donald Trump.
Pallavolo, Paola Egonu votata miglior pallavolista del mondo
Roma, 2 gen. (askanews) – Volleyball World, portale collegato alla FIVB (la Federazione Internazionale di pallavolo), ha incoronato Paola Egonu come miglior pallavolista al mondo per il 2024: a inserirla in vetta alla speciale classifica è stato il social team della testata nata da tempo da una partnership tra FIVB e CVC Capital Partners. Paola Egonu, oro olimpico con la Nazionale a Parigi, ha preceduto in classifica due schiacciatrici, ovvero la brasiliana Gabi e la statunitense Kathryn Plummer. L’opposto turco Melissa Vargas è stata inserita al quinto posto davanti alla palleggiatrice polacca Joanna Wolosz. Altre italiane sono presenti in top-10: il libero Monica De Gennaro (sesta), il martello Myriam Sylla (settima) e la regista Alessia Orro (nona). Completano la top-10 la giapponese Sarina Koga (ottava) e la polacca Agnieszka Korneluk (decima), assente la bomber serba Boskovic.
A Natale Illumia e Bologna Festival regalano alla citt “Vertigini”
Bologna, 2 gen. (askanews) – Camminare sul crescentone, lasciandosi guidare dalla musica. Abbassare lo sguardo e rivivere, attraverso quadri suggestivi proiettati sul grande marciapiede di Piazza Maggiore, le diverse fasi della nostra esistenza: l’alba, la scoperta, la vertigine e l’infinito. E’ il nuovo regalo che Bologna Festival e Illumia hanno donato alla citt di Bologna per celebrare il Natale.
“Abbiamo deciso di reinvestire in questa iniziativa di dono alla citt innanzitutto perch bello e gustoso donarsi e dare alla citt che ci ospita un regalo di questo tipo – spiega il presidente di Illumia, Marco Bernardi -. E poi perch ci piace contribuire alla bellezza di questa citt che ci ospita”.
Con il Drone Show, nel 2023, oltre 50mila persone hanno ammirato il cielo sopra Bologna. L’anno prima il Requiem diretto dal Maestro Riccardo Muti. Per il Natale 2024 “Vertigine” che nasce da un’idea artistica di Maddalena da Lisca, realizzata in collaborazione con il multimedia artist Marino Capitanio, sulle musiche di Vivaldi e Bach. Lo spiega la Sovrintendente e Direttore Artistico di Bologna Festival, Maddalena da Lisca. “Effettivamente questi pezzi iconici che abbiamo fatto suonare da un’orchestra strepitosa, l’Accademia Bizantina, ci hanno dato una forte emozione”.
Nel 2023 gli occhi erano puntati verso l’alto per ammirare la bellezza, il mistero delle stelle e della luna – ricorda la sovrintendente e direttore artistico di Bologna Festival, Maddalena da Lisca -. Per il Natale 2024 invece lo sguardo si posato sulla terra. “Abbiamo tentato questa suggestione, cio l’idea che nell’incontro con la realt in qualche modo si scopre una certa profondit, un mistero, il fatto di andare oltre le cose – aggiunge Bernardi -. Questo un viaggio che abbiamo voluto risollecitare a ciascuno e che penso renda bello il cammino di ogni persona nella propria vita”.
La piazza principale della citt si trasformata in un palcoscenico. Ognuno, come un attore, ha recitato la propria parte. Il finale? Una sorpresa meravigliosa. “Gli auguri di Natale dopo quello che ho ascoltato – conclude da Lisca – sono auguri gloriosi, devo dire auguri di felicit vera e sentita. Dopo quello che abbiamo visto e ascoltato questa sera e dopo che le porte della Chiesa si sono spalancate con questo messaggio di auguri gioiosi, quello che posso dire gioia a tutto il mondo”.
L’evento – realizzato in collaborazione con il Comune di Bologna – ha registrato il sold out.
Migranti, Unicef: 1.700 vite perse nel Mediterraneo centrale nel 2024
Roma, 2 gen. (askanews) – “A poche ore dalla fine dell’anno, una piccola imbarcazione è affondata al largo delle coste di Lampedusa, lasciando circa 20 persone disperse, tra cui donne e bambini. Tra i sette sopravvissuti c’è un bambino di otto anni, la cui madre è tra i dispersi. L’imbarcazione sarebbe affondata mentre si avvicinava alla costa. Questa tragedia arriva solo poche settimane dopo che un altro incidente mortale al largo dell’isola ha lasciato una bambina di 11 anni come unica sopravvissuta. ll bilancio delle vittime e il numero dei dispersi nel Mediterraneo nel 2024 hanno superato i 2.200, con quasi 1.700 vite perse solo sulla rotta del Mediterraneo centrale”: lo ha dichiarato Regina De Dominicis, Direttrice dell’Ufficio regionale dell’Unicef per l’Europa e l’Asia centrale e Coordinatrice speciale per la risposta ai rifugiati e ai migranti in Europa, ricordando che tra le vittime si contano “centinaia di bambine, bambini e adolescenti”.
“Proprio una persona ogni cinque di tutte quelle che migrano attraverso il Mediterraneo sono infatti minorenni. La maggior parte di loro fugge da conflitti violenti e dalla povertà”, ha precisato, aggiungendo: “L’Unicef chiede ai governi di utilizzare il Patto sulla migrazione e l’asilo per dare priorità alla salvaguardia di bambine e bambini”. “Questo include la garanzia di percorsi sicuri e legali per la protezione e il ricongiungimento familiare, nonché operazioni coordinate di ricerca e salvataggio, sbarchi sicuri, accoglienza su base comunitaria e accesso ai servizi di asilo”, ha spiegato De Dominicis.
“Chiediamo inoltre maggiori investimenti nei servizi essenziali per i bambini e le famiglie che arrivano attraverso rotte migratorie pericolose, tra cui il sostegno psicosociale, l’assistenza legale, l’assistenza sanitaria e l’istruzione – ha aggiunto – i governi devono affrontare le cause profonde della migrazione e sostenere l’integrazione delle famiglie nelle comunità ospitanti, assicurando che i diritti dei bambini siano protetti in ogni fase del loro viaggio”.
Tensione a Seoul in vista di annunciato arresto presidente Yoon
Roma, 2 gen. (askanews) – C’è alta tensione in Corea del Sud, in vista del possibile arresto del presidente sudcoreano sottoposto a impeachment Yoon Suk-yeol. I sostenitori dell’ex leader si sono radunati davanti alla sua residenza, con l’obiettivo di impedire il suo annunciato fermo.
Yoon è stato sospeso dalle sue funzioni dopo che i legislatori dell’Assemblea nazionale hanno approvato l’impeachment il 14 dicembre, in seguito al tentato colpo di mano di Yoon, che impose per sei ore il 3 dicembre la legge marziale, salvo doverla ritirare in seguito a un voto del parlamento. La decisione deve essere confermata dalla Corte costituzionale per essere efficace.
L’Ufficio investigativo per la corruzione dei funzionari di alto rango ha ottenuto il 31 dicembre un mandato d’arresto e afferma di volerlo eseguire entro la scadenza del 6 gennaio.
Folle di sostenitori di Yoon si sono riunite in una strada trafficata vicino alla sua residenza nel distretto di Yongsan, a Seoul, sventolando bandiere sudcoreane e cantando slogan come “Annullate l’impeachment” e “Presidente Yoon Suk-yeol, ti proteggeremo”. I manifestanti hanno anche preso di mira alcune auto, nel timore che fossero quelle della procura che va ad arrestare Yoon.
Gli avvocati di Yoon hanno respinto la legittimità del mandato, sostenendo che l’Ufficio investigativo non ha l’autorità legale per indagarlo per il reato di insurrezione. Hanno inoltre dichiarato che il mandato non è applicabile, citando questioni di giurisdizione del tribunale.
In una lettera inviata ai suoi sostenitori mercoledì, Yoon ha promesso di non arrendersi. “La Repubblica di Corea è in pericolo ora,” ha detto Yoon, riferendosi al paese con il suo nome ufficiale. “Combatterò fino alla fine con voi per proteggere questo paese.”
I sondaggi di opinione indicano che una forte maggioranza dell’opinione pubblica sudcoreana è favorevole alla rimozione di Yoon dall’incarico. Un sondaggio pubblicato oggi dall’emittente MBC ha rilevato che il 69% degli intervistati ritiene che la Corte costituzionale debba confermare il suo impeachment.
Yoon rimane presidente della Corea del Sud e continua a ricevere protezione dai servizi di sicurezza. Il suo personale di sicurezza ha in precedenza impedito agli investigatori di perquisire gli uffici presidenziali, citando la sicurezza nazionale, e ci sono dubbi sul fatto che possano rifiutarsi di rispettare il mandato. L’Ufficio investigativo ha dichiarato che qualsiasi tentativo di bloccare gli investigatori nell’arresto di Yoon sarebbe considerato un’ostruzione del pubblico ufficiale. Ha inviato una lettera al servizio di sicurezza affermando che le guardie di Yoon potrebbero essere perseguite se ostacolassero l’arresto.
I legislatori dell’opposizione hanno votato il 27 dicembre per destituire anche il sostituto ad interim di Yoon, il primo ministro Han Duck-soo, a causa di un disaccordo sulla nomina dei membri della Corte Costituzionale. Il vice primo ministro Choi Sang-mok, che è anche ministro delle Finanze, ha quindi sostituito Han come presidente ad interim.
Agata, Ginevra, Violante, e Flavio i primi nati del 2025
Roma, 2 gen. – Grande festa in Casa di Cura Santa Famiglia di Roma, Centro nascite di eccellenza a livello nazionale, dove nascono con parto spontaneo le piccole Agata, Ginevra, Violante e, con parto cesareo, Flavio, i primi nati del nuovo anno. Questo gioioso evento, che ha ormai assunto una dimensione simbolica, soprattutto nell’anno del Giubileo, attrae l’attenzione di coppie da tutta Italia con gravidanze a termine, mediatica e sociale, mescolando aspettative familiari, desiderio di visibilit e simbolismo legato all’inizio di un nuovo ciclo: un messaggio potente di speranza e di continuit della vita nell’anno del Giubileo, in pieno “inverno demografico” per il nostro Paese.
A cinque minuti dalla mezzanotte nasce con parto spontaneo la piccola Ginevra, peso 2,7kg, da mamma Daniela e pap Morris. A mezzanotte in punto 00:00:00 nasce Agata 3,5kg di peso, secondo genita della coppia Giorgia Cannone e Massimiliano Magnetta, di Grottaferrata. Un’altra nascita record per questa coppia che gi nel maggio 2022 aveva visto la nascita in Santa Famiglia di Olivia, prima bimba ad essere registrata con il doppio cognome Magnetta Cannone, per dare futuro al cognome della mamma che altrimenti non avrebbe avuto discendenza.
A mezzanotte e un secondo 00:00:01, in un’altra sala parto, irrompe il vagito del piccolo Flavio, 2,3kg, nato con parto cesareo, della coppia Manuela Gasparetto e Gianluca Giulivo che vivono a Latina, ed hanno scelto la Santa Famiglia per la nascita del loro primogenito.
Una nascita tanto desiderata da mamma e pap, i quali, dopo un percorso di accompagnamento con i ginecologi della Struttura Santa Famiglia capitanati dal Dott. Luca Cipriano, hanno ricevuto la lieta notizia nello stesso mese in cui Manuela ha perso suo padre. ” stato un percorso ad ostacoli, e nel quale abbiamo creduto molto, ci siamo fidati e affidati ai medici da subito. Poi, nello stesso mese in cui ho perso mio padre, ho scoperto di essere rimasta in cinta. La vita regala questa straordinariet” – commenta mamma Manuela.
Nello stesso istante nasce la piccola violante 3,3kg da mamma Ramona e pap Alessandro, che vengono da Poggio Moiano (RI).
I piccoli e le loro mamme stanno bene, e con i pap, festeggiano l’inizio del 2025 insieme all’equipe medica coordinata dal ginecologo Dott. Paolo Franceschini, insieme ai colleghi Dott.ssa Laura Maggiosavasta e Dott. Lorenzo Spiniello, al Dott. Silvano La Croce (anestesista), alla Responsabile ostetrica Dott.ssa Manuela De Fabiis e alle ostetriche Veronica Moreno, Alessia Ponsel e Yvonne Soddu, ed alla neonatologa Dott.ssa Boeris Francesca, l’inizio di un nuovo anno che ci auguriamo sia migliore sul fronte della natalit nel nostro Paese.
“Ogni anno registriamo il decremento delle nascite nel nostro Paese. Questa notte carica di promesse e di energia che scaturisce dalla magia di una nuova vita che nasce, rappresenta il Giubileo delle nascite nella speranza di un’inversione di tendenza dei nuovi nati nel nuovo anno, trasformando un momento intimo familiare in un’occasione collettiva di celebrazione e di augurio per il futuro, con l’auspicio che si torni alla centralit della famiglia. Ringrazio l’equipe medica ed i miei auguri ai piccoli Agata, Ginevra, Violante e Flavio, ed alle loro famiglie”, dichiara Donatella Possemato, titolare di Casa di Cura Santa Famiglia.
Cecilia Sala, Farnesina ne ha chiesto all’ambasciatore dell’Iran la liberazione immediata
Damasco, 2 gen. (askanews) – Su indicazione del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, il Segretario Generale Amb. Riccardo Guariglia ha convocato oggi alla Farnesina l’Ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran a Roma, MohammadReza Sabouri, in merito al caso della connazionale Cecilia Sala, detenuta nel carcere di Evin dal 19 dicembre scorso.
Da parte italiana è stata innanzitutto chiesta la liberazione immediata della connazionale, giunta in Iran con regolare visto giornalistico.
L’Amb. Guariglia ha altresì ribadito la richiesta di assicurare condizioni di detenzione dignitose, nel rispetto dei diritti umani, di garantire piena assistenza consolare alla connazionale, permettendo all’Ambasciata d’Italia a Teheran di visitarla, e di fornirle i generi di conforto che finora le sono stati negati.
Cecilia Sala, Meloni convoca vertice a Palazzo Chigi
Roma, 2 gen. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato a Palazzo Chigi nel pomeriggio, secondo quanto si apprende da fonti qualificate, un vertice di governo sul caso della giornalista italiana Cecilia Sala, arrestata e detenuta in Iran.
Al vertice parteciperanno, di persona o in videocollegamento, la premier Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e, sempre secondo quanto si apprende, i servizi di intelligence.
Usa, Mattarella: sgomento per il vile attentato a New Orleans
Roma, 2 gen. (askanews) – “Ho appreso con sgomento del vile attentato che ha provocato molte vittime e feriti nella città di New Orleans. Il popolo italiano partecipa al lutto di quanti hanno perso i loro cari e auspica il pronto ristabilimento per i feriti”. Lo scrive il capo dello Stato Sergio Mattarella in un messaggio al presidente Usa Joe Biden.
“In questo momento di dolore per il popolo americano – aggiunge Mattarella – tengo a riaffermare il deciso proposito della Repubblica italiana di contrastare nel modo più fermo ogni forma di terrorismo, sulla base di quei valori di civiltà, democrazia e rispetto della vita umana, da sempre condivisi con gli Stati Uniti”.
Conclude il presidente: “In spirito di vicinanza e in attesa di accoglierla a Roma, le rinnovo, signor presidente, le espressioni del più profondo cordoglio delle Repubblica italiana e mio personale”.
Usa, Mattarella: sgomento per vile attentato a New Orleans
Roma, 2 gen. (askanews) – “Ho appreso con sgomento del vile attentato che ha provocato molte vittime e feriti nella città di New Orleans. Il popolo italiano partecipa al lutto di quanti hanno perso i loro cari e auspica il pronto ristabilimento per i feriti”. Lo scrive il capo dello Stato Sergio Mattarella in un messaggio al presidente Usa Joe Biden.
“In questo momento di dolore per il popolo americano – aggiunge Mattarella – tengo a riaffermare il deciso proposito della Repubblica italiana di contrastare nel modo più fermo ogni forma di terrorismo, sulla base di quei valori di civiltà, democrazia e rispetto della vita umana, da sempre condivisi con gli Stati Uniti”.
Conclude il presidente: “In spirito di vicinanza e in attesa di accoglierla a Roma, le rinnovo, signor presidente, le espressioni del più profondo cordoglio delle Repubblica italiana e mio personale”.
Cecilia Sala, Meloni ha convocto un vertice a Palazzo Chigi
Roma, 2 gen. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato a Palazzo Chigi nel pomeriggio, secondo quanto si apprende da fonti qualificate, un vertice di governo sul caso della giornalista italiana Cecilia Sala, arrestata e detenuta in Iran.
Al vertice parteciperanno, di persona o in videocollegamento, la premier Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e, sempre secondo quanto si apprende, i servizi di intelligence.


















































