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Cao Almasri, Europarlamento: martedì dibattito a Strasburgo sulla Cpi

Bruxelles, 6 feb. (askanews) – Martedì 11 febbraio, a Strasburgo, la sessione plenaria del Parlamento europeo terrà un dibattito, con dichiarazioni del Consiglio Ue e della Commissione, sul tema: “Protezione del sistema di giustizia internazionale e delle sue istituzioni, in particolare la Corte penale internazionale e la Corte internazionale di giustizia”.

Durante il dibattito “chiederemo ancora una volta chiarimenti sul caso Almasri: il Governo deve una spiegazione non solo al Paese, ma all’Europa intera”, ha annunciato in una nota l’europarlamentare del gruppo S&D Annalisa Corrado, membro della segreteria del Pd.

“Il rispetto del diritto internazionale non è un optional, e la messa sotto indagine dell’operato del governo da parte della Cpi, per violazione dello Statuto di Roma, lo conferma. La Corte Penale Internazionale fa un lavoro preziosissimo, oggi sotto attacco da più fronti. È nostro dovere proteggerla da chi tenta di screditarla al solo scopo di sottrarsi alle proprie responsabilità”, afferma Corrado nella nota.

Cultura, BIPM: servono azioni collettive per tutela beni Unesco

Roma, 6 feb. (askanews) – I cambiamenti climatici, le guerre, le nuove frontiere del turismo di massa sono tutte sfide che mettono a dura prova la gestione dei Patrimoni Mondiali e per affontarle occorrono competenze condivise, consapevolezza e responsabilità collettiva da parte di tutte le Istituzioni coinvolte. E’ questo in sintesi il messaggio lanciato dall’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale, che oggi a Roma, presso la sede del Ministero della Cultura, ha raccolto rappresentanti del Governo e del Parlamento oltre a sindaci e amministratori locali.

L’Associazione Beni Italiani Patrimonio Mondiale è una realtà nata nel 1997 che oggi riunisce più di 50 Enti responsabili della gestione dei Beni italiani iscritti nella World Heritage List. Il nostro Paese può vantare il primato assoluto con ben 60 siti iscritti nella Lista del Patrimonio Mondiale dall’UNESCO: monumenti, centri storici, parchi archeologici e naturali, luoghi ai quali viene riconosciuto di essere uniche, eccezionali testimonianze del percorso dell’essere umano sulla Terra. L’iniziativa rientra all’interno del progetto finanziato grazie ai fondi della Legge 77/2006 del Ministero della Cultura. Obiettivo dell’Associazione è mettere al centro della discussione la protezione del Patrimonio Mondiale come impegno collettivo per il futuro e indagare quali sono le visioni e le strategie della politica italiana sul tema delle designazioni UNESCO e Patrimonio Mondiale a livello nazionale, regionale e locale.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha sottolineato come “la consapevolezza dell’importanza della manutenzione e della valorizzazione dei beni Unesco presenti nel nostro Paese è una delle sfide che vogliamo affrontare anche rafforzando i finanziamenti dello Stato a favore degli Enti Locali che si occupano della loro gestione. In Italia la valorizzazione dei beni ambientali ha assunto una valenza costituzionale solo nel 2022, segno che fino a quel momento questi temi non erano nella sensibilità dei nostri legislatori. Dobbiamo tutti insieme compiere lo sforzo di renderci conto di cosa abbiamo in questo Paese. La caratteristica del nostro Paese ci richiama ad una cautela sull’utilizzo del territorio che deve combaciare con la sua valorizzazione. Dobbiamo cogliere i meccanismi di equilibrio per manutenere al meglio i beni Unesco”.

Per Matteo Orfini, membro Commissione Cultura della Camera dei deputati, “abbiamo una responsabilità politica e culturale nella costruzione di un modello nuovo di gestione dei beni patrimonio mondiale presenti nel nostro Paese. Dobbiamo rivendicare un modello di tutela dei nostri beni ma allo stesso tempo occorre aggiornare il codice dei beni culturali con una discussione aperta che coinvolga soprattutto coloro che più da vicino si occupano della gestione, evitando che questa gravi esclusivamente sugli Enti Locali”.

Ad intervenire anche Magdalena Landry, Direttore regionale Europa dell’UNESCO, che ribadito come “il principio della responsabilità collettiva rispetto alla protezione del patrimonio culturale è sancito a livello internazionale ed è fondamentale investire sulla sensibilizzazione relativa a questi temi. Il patrimonio mondiale non è solo una lista di beni ma un simbolo tangibile della memoria collettiva che valori e conquiste comuni. Oggi più che mai le sfide che dobbiamo affrontare sono cooperazione e solidarietà internazionale, serve uno sforzo unitario di tutti i Paesi. L’impatto dei cambiamenti climatici, ad esempio, impone scelte importanti sullo sviluppo di conoscenze e scelte indirizzate alla conservazione responsabile di questi patrimoni mondiali”.

Per Aruna Francesca Maria Gujral, Direttore Generale dell’ICCROM, “proteggere e valorizzare i nostri patrimoni è un dovere di tutti, gli Stati hanno il dovere di conservare i nostri patrimoni culturali. Questa missione è sempre più complessa per le molte sfide che ci sono. Serve un’azione collettiva, con sinergia di tutti gli attori che devono avere strumenti operativi per attuare le azioni necessarie per la conservazione e la gestione sostenibile del patrimonio mondiale”.

Il presidente di BIPM, Alessio Pascucci, ha lanciato un appello alle Istituzioni: “vogliamo accendere un faro sulla necessità di costruire una nuova consapevolezza dei valori relativi al Patrimonio Mondiale. Chiediamo a tutte le Istituzioni di cogliere questa occasione per l’Italia per poter adempiere al meglio alle opportunità e ai doveri legati alle Convenzioni internazionali dell’UNESCO, in particolare alla Convenzione del Patrimonio Mondiale Culturale e Naturale”.

Per Carlo Francini, coordinatore scientifico di BIPM, “la conservazione e la valorizzazione dei patrimoni mondiali deve essere ricentrata attraverso il contributo che possono offrire gli Amministratori dei territori che li ospitano. È questo il lavoro che l’Associazione intende portare avanti, perché soltanto un territorio consapevole del patrimonio mondiale può fornire le indicazioni utili per una gestione corretta, capace di favorire la convivenza e lo sviluppo sotto tutti i punti di vista”.

Arte Fiera, vetrina italiana che unisce ricerca e popolarità

Bologna, 6 feb. (askanews) – Un evento per le gallerie d’arte italiane, ma proiettato verso la scena internazionale, con una scelta di partecipanti interessante e spazi luminosi che aiutano a valorizzare le opere. Arte Fiera a Bologna inaugura la propria 48esima edizione, l’ultima con la direzione artistica di Simone Menegoi. “Ci sono due idee fondamentali, non geniali, ma efficaci – ha detto ad askanews presentando le linee guida dell’evento -. Una è quella di puntare sull’italianità di questa fiera, non come limite, ma come tratto distintivo e addirittura come asset di marketing, per usare un linguaggio che non mi appartiene, però funziona. E l’altra è quella di innalzare il livello curatoriale e scientifico, senza rinunciare a dei tratti identitari come sono quelli della sua popolarità e incisività”.

Negli stand, che ospitano gallerie importanti come Lia Rumma, Continua, Mazzoleni o Franco Noero, si trova tanta pittura, ma anche molta fotografia, che rappresenta una piacevole sorpresa. E uno degli intenti è rivolgersi con un’offerta significativa ai collezionisti. “Abbiamo cercato di accogliere i collezionisti, coltivando una relazione diretta con loro – ci ha detto il direttore operativo della fiera, Enea Righi – per indirizzarli proprio nei confronti delle gallerie italiane e degli artisti italiani”.

Ogni anno Arte Fiera commissione a un’artista un’opera inedita: per il 2025 è stato invitato Maurizio Nannucci che ha creato un multiplo, una shopper di carta, che reca una delle sue celebri scritte: “You Can Imagine The Opposite”. La fiera ha poi rinnovato la collaborazione con Fondazione Furla, che ha portato a Bologna una performance di Adelaide Cioni.

E poi ci sono i premi, come quello proposto da BPER Banca, main partner di Arte Fiera. “Per il secondo anno consecutivo in Arte Fiera – ci ha spiegato Sabrina Bianchi, responsabile Brand, Marketing Communication e patrimonio culturale di BPER Banca – proponiamo un prize, quindi assegneremo un premio a un artista, uomo o donna che sia, che però tratti il tema della valorizzazione e del talento femminile, talento femminile che BPER sostiene sia attraverso politiche interne all’azienda, quindi politiche di DNI, quindi non ci stiamo tirando indietro, anzi abbiamo appena ricevuto una certificazione ufficiale di azienda certificata DNI, ma anche attraverso appunto la cultura”.

Un altro premio è invece legato a Ducati, altro partner dell’evento bolognese, che ha scelto di puntare sul concetto di comunità e sul legame di bellezza che lega la casa motociclistica all’arte. “Abbiamo pensato che l’unione di Ducati con un’eccellenza italiana del territorio come Arte Fiera – ha spiegato Patrizia Cianetti, direttrice Marketing e Comunicazione global di Ducati – andasse proprio un po’ a rafforzare il concetto e la volontà che è quella di regalare emozioni, arricchire la vita delle persone, regalare pensieri, sogni, in un qualche modo”.

I pensieri con cui si lascia la fiera di Bologna sono quelli di una scena italiana viva, curiosa e animata. Che prova a pensare se stessa in modo più contemporaneo e che, accanto al semplice mercato, cerca progetti che valgano anche oltre l’aspetto economico.

Governo, Conte (M5s): Meloni senza onore, venga in Parlamento

Bologna, 6 feb. (askanews) – “La presidente Meloni senza onore, non si presentata in Parlamento, scappa dopo aver liberato con tutti gli onori di un volo di Stato uno stupratore di bambini. Venga in Parlamento a riferire”. Lo ha detto il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, a un presidio delle lavoratrici de La Perla a Bologna, in merito alla liberazione del capo della polizia giudiziaria libica, Nijeem Osama Almasri.

“Venga anche qui” a La Perla a Bologna, dove “c’ una crisi d’impresa” ha aggiunto Conte. Quindi “si occupi dei problemi reali dei cittadini. Hanno aumentato gli stipendi di ministri e sottosegretari e addirittura tolgono 100 euro al mese a chi prende 700 euro”, ha concluso l’ex premier.

Fmi: "Su dazi Usa cercare soluzione costruttiva interesse di tutti"

Roma, 6 feb. (askanews) – Sui nuovi dazi commerciali operati, e poi in parte sospesi, dall’amministrazione Usa, al Fondo monetario internazionale “riteniamo sia nell’interesse di tutti trovare una strada costruttiva per risolvere la questione”. Lo ha affermato la direttrice della comunicazione dell’istituzione di Washington, Julie Kozack durante una conferenza stampa.

Il Fmi non si sbilancia su quelle che saranno le ricadute di queste misure. “Il pieno impatto dipenderà da vari fattori – ha proseguito – tra cui le rappresaglie dei Paesi coinvolti, secondo, come reagiranno imprese e consumatori e, infine, come si evolveranno nel corso del tempo queste misure. Avremo maggiori informazioni col passare del tempo, mentre la situazione si sviluppa”.

Il Fmi non si sbilancia anche su un altro provvedimento operato dal presidente Usa, Donald Trump, fin dai primi giorni: lo stop all’erogazione di aiuti tramite il controverso canale Usaid, che oltre a vari Paesi secondo alcune ricorstruzioni di stampa avrebbe elargito ingenti fondi anche a vari media, non solo Usa. “Stiamo seguendo gli sviluppi su Usaid, al momento – ha detto Kozack – è troppo presto per dare stime sull’impatto sui paesi che ricevono aiuti”. (fonte immagine: IMF).

Tv, Vittoria Puccini e Carmine Recano in Belcanto, serie evento Rai

Roma, 6 feb. (askanews) – Intrighi e passioni sullo sfondo dell’Italia dell’800 in “Belcanto”, la nuova serie evento Rai diretta da Carmine Elia con Vittoria Puccini e Carmine Recano, in onda su Rai1 da lunedì 24 febbraio per quattro prime serate.

Nel cast, accanto a Vittoria Puccini e Carmine Recano, volti storici e nuove promesse della serialità italiana: Giacomo Giorgio, Caterina Ferioli, Adriana Savarese, Vincenzo Ferrera, Andrea Verticchio, Nicolò Pasetti, Serena De Ferrari con Antonio Gerardi, Andrea Bosca e Andreas Pietschmann.

Belcanto è la storia di Maria (Vittoria Puccini) e delle sue figlie, Antonia (Caterina Ferioli) e Carolina (Adriana Savarese), e della loro fuga da Napoli per liberarsi dall’oppressione del violento marito di Maria, Iginio (Antonio Gerardi), e inseguire il sogno del canto a Milano. Le tre donne sono destinate a entrare nel mondo dorato e spietato dell’Opera di metà ‘800, ma dovranno scontrarsi con inganni, tradimenti e passioni travolgenti. Maria, segnata da un misterioso segreto che nasconde alle figlie, spinge Antonia verso il successo, ma la ribelle Carolina sembra possedere una forza e un carisma che nessuno aveva previsto. Sospese tra sogni di fama, gelosie e lotte di potere, si troveranno a confrontarsi con la durezza del mondo che hanno scelto. Belcanto è una storia di lotta per la libertà, che spinge le protagoniste a sfidare non solo il destino, ma anche loro stesse.

Belcanto è una coproduzione Rai Fiction – Lucky Red con Umedia in collaborazione con Ufunds in partecipazione con Newen Connect realizzata con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Lombardia Bando “Lombardia per il cinema” e della Regione Lazio Avviso “Lazio Cinema International”, programmi PR FESR 2021-2027 cofinanziato dall’Unione Europea.

L’incontro Putin-Trump potrebbe esserci già a febbraio

Roma, 6 feb. (askanews) – I preparativi per un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente americano Donald Trump sono “in fase avanzata”, secondo Leonid Slutsky, capo della Commissione affari internazionali della Duma di Stato russa. Slutsky ritiene che il vertice potrebbe concretizzarsi già a febbraio oppure nel mese di marzo.

“Febbraio o marzo, non mettiamoci a indovinare e diamo ai leader l’opportunità di prepararsi in modo competente e esauriente”, ha detto il deputato, “ma sarà presto”. Dopo i ripetuti appelli di Trump a porre fine alla guerra in Ucraina, il capo del Cremlino ha detto che “a questo punto effettivamente è meglio incontrarci”, ma non vi è stato ancora il colloquio telefonico a sua volta ampiamente atteso da almeno due settimane.

Secondo l’agenzia Reuters, che ha citato fonti russe, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita sono al vaglio come Paesi che potrebbero ospitare l’incontro tra Trump e Putin. Nelle ultime settimane alti funzionari russi hanno effettuato visite in Arabia Saudita e negli Emirati Arabi Uniti. Allo stesso tempo, una delle fonti ha affermato che il Cremlino non si è espresso ancora a favore di un summit in uno di questi due Paesi, in quanto entrambi sono molto legati agli Stati Uniti, in particolare in termini di sicurezza. Da parte americana, il consigliere per la sicurezza nazionale Usa Michael Waltz non ha nè confermato né smentito la possibilità di un incontro in uno di questi due Paesi.

Cina nomina controverso Lu Shaye rappresentante per l’Ue

Roma, 6 feb. (askanews) – La Cina ha confermato oggi la nomina del controverso ambasciatore Lu Shaye come rappresentante speciale per gli affari europei. Si tratta di una nomina che pone nei dubbi nelle cancellerie europee, alla luce delle precedenti prese di posizione del diplomatico, che è stato ambasciatore in Francia per la Repubblica popolare cinese.

“Il governo cinese ha nominato l’ambasciatore Lu Shaye, in sostituzione dell’ambasciatore Wu Hongbo, quale rappresentante speciale per gli affari europei”, ha risposto oggi il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino Guo Jiakun nella quotidiana conferenza stampa. “Il rappresentante speciale Lu Shaye assisterà nel coordinamento e nella gestione delle questioni relative all’Europa e, secondo necessità, intraprenderà consultazioni e scambi con i Paesi europei e con le istituzioni dell’Ue”, ha continuato Guo.

Il portavoce cinese ha descritto Lu come un diplomatico “di grande esperienza, ben informato sulla situazione europea”, che promuoverà “il dialogo e la cooperazione” e contribuirà “in modo adeguato allo sviluppo stabile e sano delle relazioni tra Cina ed Europa”.

Lu ha 60 anni ed è stato ambasciatore della Cina a Parigi fino alla conclusione del 2024. Ha irritato parecchio le cancellerie europee con una serie di dichiarazioni piuttosto urticanti nei cinque anni di mandato in Francia. Per esempio, nel 2023 ha affermato che gli stati ex sovietici non hanno uno “status effettivo” in punta di diritto internazionale.

Nel 2022, Lu aveva suggerito durante un’intervista televisiva che il popolo taiwanese subirà una “rieducazione” dopo che la Cina riprenderà il controllo dell’isola.

La nomina appare in controtendenza rispetto all’inizio di un nuovo clima tra Bruxelles Pechino, in un momento particolare nelle relazioni internazionali, dopo che l’avvento della seconda presidenza di Donald Trump negli Stati uniti ha già innescato una guerra dei dazi con Pechino e minaccia di far partire un conflitto commerciale anche tra Ue e Usa.

Due giorni fa la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, da sempre un falco rispetto alle relazioni con la Cina, ha detto che, ferma restando la politica di “de-risking” nei confronti di Pechino, vede margini per “aprire una nuova pagina” nei rapporti, trovando degli accordi.

Ieri il portavoce cinese Lin Jian ha affermato che, nell’attuale contesto di “rapidi mutamenti, in cui la situazione internazionale s’intreccia in maniera caotica e complessa, il mondo è esposto a rischi di polarizzazione, frammentazione e disordine”, i rapporti tra Cina ed Europa “assumono una rilevanza strategica e un impatto globale ancora maggiori”.

André Abreu "Queen celebration in concert" Tour 2025 in Italia

Roma, 6 feb. (askanews) – André Abreu “Queen Celebration in Concert”, lo spettacolo dei record in Sud America, torna in Italia per un tour che, dopo i sold out delle date di Roma, Napoli e Palermo dello scorso anno, si preannuncia come un nuovo grande successo. Dopo la prima tappa al Teatro Repower ad Assago (MI) di lunedì 17 febbraio 2025, André Abreu insieme alla sua band e all’orchestra si esibiranno il 18 febbraio al Palaunical Teatro a Mantova, per proseguire poi al Sud e nel Centro Italia e concludere il tour il 3 marzo a Bologna al Teatro Celebrazioni.

Queen Celebration in Concert non è un semplice tributo, ma uno spettacolo che ripercorre la storia musicale dei Queen attraverso un connubio di musica, luci e contenuti audiovisivi. Il pubblico avrà l’opportunità di rivivere alcuni dei momenti più straordinari della band britannica, con richiami a concerti memorabili come il “Queen – Live at Wembley Stadium”. La performance di André Abreu, unita a un’accurata cura dei dettagli scenici e musicali, rende omaggio alla straordinaria eredità di Freddie Mercury, offrendo un’esperienza coinvolgente e autentica per tutti gli appassionati della band.

André Abreu, cantante, polistrumentista, compositore e produttore musicale brasiliano, incredibilmente simile a Mercury, non solo per la sua somiglianza fisica, ma anche per la qualità della sua estensione vocale e l’accuratezza della sua intonazione, rivela: “È un lavoro che richiede molta energia e devozione personale. Più che un tributo è un omaggio da fan a idolo e un omaggio al lavoro geniale e senza tempo dei Queen. Quando Freddie morì avevo solo 3 anni, ma appena ascoltai, per la prima volta, la sua voce e la sua musica ne rimasi folgorato…”

Con Queen Celebration in Concert il pubblico rivivrà i momenti musicali più importanti della band grazie a brani come “Love of my Life”, “We are the Champions”, “We Will Rock You”, “Radio Gaga “, “Crazy Little Thing Called Love”, “Don’t Stop Me Now”, “Somebody to Love”, “Another One Bites the Dust”…

Lo spettacolo è prodotto da BOOM PRODUCAO, in collaborazione per l’Europa con We4Show e Menti Associate.

André Abreu in “QUEEN CELEBRATION IN CONCERT” Tour 2025 w/Band & Orchestra 17 febbraio, Teatro Repower, Assago (MI) – ore 21. Biglietti da 35 € + d.p. 18 febbraio, Palaunical Teatro, Mantova – ore 21. Biglietti da 34,50 € + d.p. 21 febbraio, Cineteatro Don Bosco, Potenza – ore 21. Biglietti da 28,50 € + d.p. 22 febbraio, Politeama, Lecce – ore 21. Biglietti da 28,50 € + d.p. 24 febbraio, Teatro Augusteo, Napoli – ore 21. Biglietti da 28,50 € + d.p. 25 febbraio, Teatro Team, Bari – ore 21. Biglietti da 28,50 € + d.p. 26 febbraio, Palariviera, San Benedetto del Tronto (askanews) – ore 21. Biglietti da 38 € + d.p. 27 febbraio, Teatro Lyrick, Assisi (PG) – ore 21. Biglietti da 38 € + d.p. 28 febbraio e 1° marzo, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Roma – ore 21. Biglietti da 34,50 € + d.p. 3 marzo, Teatro Celebrazioni, Bologna – ore 21. Biglietti da 40 € + d.p.

Cina: blocco a DeepSeek? Difenderemo con forza nostre aziende

Roma, 6 feb. (askanews) – La Cina “difenderà fermamente i diritti legittimi delle imprese cinesi”. Lo ha detto oggi il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun, durante la quotidiana conferenza stampa a Pechino, rispondendo a una domanda rispetto alle notizie secondo cui Stati uniti, Giappone, Italia, Australia, India e altri paesi hanno vietato o limitato l’uso della modello di linguaggio di ampie dimensioni cinese basato sull’Intelligenza artificiale DeepSeek.

“Vorrei sottolineare che il governo cinese attribuisce grande importanza alla protezione della privacy e della sicurezza dei dati in conformità alla legge”, ha detto Guo. “Non ha mai richiesto né richiederà a imprese o privati di raccogliere o conservare dati in maniera illecita”, ha proseguito il portavoce. “La Cina – ha affermato – si oppone costantemente all’estensione del concetto di sicurezza nazionale e alla politicizzazione delle questioni economiche, commerciali e tecnologiche. Allo stesso tempo, la Cina s’impegnerà a difendere fermamente i diritti legittimi delle imprese cinesi”.

Chiara Galiazzo raddoppia le date del Blue Note di Milano

Roma, 6 feb. (askanews) – Il Blue Note di Milano raddoppia. Dopo aver raggiunto in pochi giorni il sold out con il concerto delle 20:30 del 10 aprile, Chiara Galiazzo annuncia sui social l’apertura oggi delle prevendite del secondo spettacolo delle 22:30. Un risultato che accoglie con gratitudine e gioia come traspare dalle sue parole: “Volevo ringraziarvi, ultimamente sono contenta e stupita, mi sembra di raccogliere tutto quello che ho seminato piano piano come una formichina negli ultimi anni ed è bello. Ci ho creduto fino in fondo, ci credo tutt’ora, so esattamente dove sto andando, cosa che qualche anno fa non avrei potuto dire”.I biglietti del concerto, prodotto e organizzato da Baobab Music & Ethics, sono in prevendita su TicketOne.

Chiara Galiazzo ha recentemente pubblicato il suo nuovo singolo “Valore” già virale dopo un’esibizione televisiva che ha conquistato i social. Il brano è firmato da Chiara con Giovanni Rinaldi, Alessandro Casillo e Daniele Autore che ne è anche il produttore (etichetta Not For All – distribuzione The Orchard). “Valore” ruota attorno un semplice concetto: quando sai voler bene e riesci a provare un grande sentimento per un’altra persona, che può essere un partner, un figlio, chiunque diventi particolarmente caro, tutto ciò che prima di incontrare questo sentimento sembrava grande e insormontabile, quasi sparisce. “Perché tutto sembra piccolo vicino a te” è il claim della canzone, che ne racchiude il significato. Abbiamo voluto mantenere una produzione essenziale per dare peso alle parole e alla voce. Il messaggio deve arrivare forte e chiaro, è un po’ la cosa che diresti a quella persona che quando arriva fa sembrare tutti i problemi molto piccoli, che ti salva e che riesce a farti ridimensionare tutte le cose che prima ti sembravano invalicabili.

Gli aeroporti italiani presentano un manifesto al servizio del paese

Roma, 5 feb. (askanews) – Assaeroporti e gli aeroporti italiani insieme per raccontare il ruolo centrale del settore per lo sviluppo economico, il progresso e la sostenibilit del nostro Paese. Nasce Airport Day, una giornata dedicata a un comparto che incide per il 3,8% sul Pil italiano e genera 1,3 milioni di posti di lavoro, promossa da Assaeroporti in contemporanea a Roma e in 17 scali aderenti, come racconta il presidente dell’associazione, Carlo Borgomeo: “Sappiamo tutti che i dati sul traffico dei passeggeri e grazie a Dio anche sul traffico merci crescono in maniera, diciamo, imprevedibile, Siamo tutti sorpresi positivamente, ma non il solo dato, dietro a questi numeri c’ la certezza, c’ la verifica, che gli aeroporti sono un pezzo importantissimo per lo sviluppo del paese. Qualche numero: il sistema aeroportuale fa il 3,8 del valore aggiunto intero del sistema Italia, fa lavorare direttamente o indirettamente, 1,3 milioni di persone. Per ogni milione di passeggeri in pi in ogni aeroporto, ci sono 522 nuovi addetti e poi a livello generale c’ un’espansione dell’occupazione valutabile in 6mila persone”.

All’Airport day ha partecipato anche il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini che ha ricordato come il suo ministero sia a disposizione del sistema aeroportuale italiano: “Duecentoventi milioni di passeggeri vuol dire tanti turisti, tanti posti di lavoro creati per gli italiani e quindi da ministro sto lavorando per sbloccare, per sburocratizzare, per ampliare, per accelerare, per modernizzare. L’obiettivo quello di crescere ancora di pi, perch pi turiasti arrivano, pi business arriva, pi lavoro creiamo per gli italiani”.

Il Manifesto degli aeroporti italiani sintetizza, in cinque punti, i valori e gli obiettivi che muovono il sistema aeroportuale: al servizio dei passeggeri; sviluppo e dialogo con le comunit locali: inclusivit e benessere; sostenibilit ambientale e innovazione tecnologica.

Sanremo, Gaia: il 21 marzo esce il nuovo album "rosa dei venti"

Roma, 6 feb. (askanews) – rosa dei venti è il titolo del nuovo progetto discografico di Gaia in uscita il 21 marzo 2025 per Columbia Records/Sony Music Italy, disponibile in preorder. Attraverso un lavoro istintivo e autentico, un flusso naturale, Gaia racconta i suoi vént’anni, una fase della vita che sembra non avere direzione – apparentemente destabilizzante – guidata da vènti che soffiano e decidono per noi. Il disco apre al suo diario personale e, tra pezzi più intimi e canzoni più energiche, traccia un percorso alla ricerca della bussola interiore.

Primo passo alla volta di rosa dei venti è il brano “Chiamo io chiami tu” in gara al 75° Festival di Sanremo con cui Gaia esplora quel limbo d’indecisione che ci blocca, quei dubbi che ci allontanano dal nostro istinto più profondo e primordiale. È una canzone molto leggera e ballabile ma con un sottotesto che, se ascoltata con attenzione, si coglie facilmente.

Il 7 maggio 2025 segna l’attesissimo comeback dal vivo di Gaia con uno speciale concerto evento, prodotto da Vivo Concerti, al Fabrique di Milano. I biglietti sono disponibili su tutte le piattaforme di prevendita on-line e nei punti vendita autorizzati. L’organizzatore declina ogni responsabilità in caso di acquisto di biglietti fuori dai circuiti di biglietteria autorizzati non presenti nei nostri comunicati ufficiali.

A coronare un 2024 di grandi successi inaugurato con il singolo “Tokyo” primo in radio, proseguito con “Dea Saffica”, brano manifesto, e “Sesso e samba” in coppia con Tony Effe, assoluta hit dell’estate al primo posto in Fimi per 12 settimane consecutive e certificata 4 Platino, Gaia ha annunciato il suo ritorno all’Ariston dopo la partecipazione nel 2021 con “Cuore Amaro” e nel 2024, nella serata delle cover al fianco di Big Mama, Sissi e La Niña, sulle note di “Lady Marmalade”. Cantautrice versatile e poliedrica, capace di fondere italiano e portoghese dando voce alle sue forti origini brasiliane, Gaia – con due album all’attivo, “Nuova Genesi” e “Alma” – è stata proclamata a settembre 2024 “Hitmaker of the year” nella prima edizione italiana dei “Billboard Women in Music.

Foibe, La Russa: ricordare non è un atto superfluo

Roma, 6 feb. (askanews) – “Non è un atto superfluo celebrare ogni anno il giorno del Ricordo, ma affermare che è una occasione per rendere onore, tardivo, a coloro che subirono l’oltraggio dell’indifferenza, o peggio della persecuzione, è tuttora un atto doveroso, sentito e necessario”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, prendendo la parola a palazzo Madama nel corso della presentazione del libro sulle foibe del senatore di Fratelli d’Italia, Roberto Menia.

A giudizio di La Russa “c’è stata tanta disattenzione, diciamo ‘disattenzione’ per usare un termine buono, ma una parte degli italiani non ha mai trascurato” di considerare le vittime di quelle vicende “non solo parte dell’Italia, ma vicina più di chiunque altro”.

“L’esodo, le torture, l’uccisione barbara di milioni di italiani trovarono la pessima accoglienza non solo dei comunisti e della sinistra (famoso il latte negato ai bambini alla stazione di Bologna) ma anche del potere italiano che non voleva creare attrito con la sinistra e con i vincitori”, ha aggiunto.

Banca d’Inghilterra conferma forte aumento ritiri di oro

Roma, 6 feb. (askanews) – La Banca d’Inghilterra ha confermato di aver ricevuto una forte domanda di ritiro di oro fisico nelle ultime settimane e che questo ha determinato l’allungamento dei tempi di consegna, data la lungaggine implicita di queste procedure. Ma nel corso della conferenza stampa tenuta al termine del direttorio, l’istituzione ha smentito le ipotesi di stampa di essere rimasta a corto del metallo prezioso.

“Abbiamo le seconde maggiori riserve di oro al mondo e il nostro lo stock è sceso di circa un 2%”, ha riferito il vicegovernatorte, Dave Ramsden, a cui il governatore, Andrew Bailey, ha lasciato il compito di rispondere ad una domanda sull’argomento.

“Quello che sta succedendo va inquadrato nel contesto di quello che sta accadendo nell’economia globale. Perché questo aiuta a spiegare alcuni dei fatti sulle tempistiche che ci vogliono per portare fuori il l’oro dalle banche centrali. E va ricordato e il mercato Usa dell’oro fisico offre un sovrapprezzo rispetto a quello di Londra. E che gli operatori cercano di ottenere vantaggi da questo differenziale”.

Nei giorni scorsi era emerso che dopo la vittoria alle presidenziali Usa di Donald Trump era fortemente aumentata la domanda di oro fisico dagli Stati Uniti, nella prospettiva di far giungere i “lingotti” prima che scattassero dazi alle importazioni che avrebbero reso più costoso l’oro. Questo ha avuto come ricaduta anche un aumento delle richieste presso la Bank of England, i cui tempi di consegna si sono nettamente allungati.

“C’è stata una forte domanda. Ma possiamo soddisfare questa domanda – ha puntualizzato Ramsden -: tutti coloro che hanno presentato richieste se le sono viste soddisfare. Ovviamente potrebbero dover aspettare un po’ più di settimane rispetto al normale, perché tutti gli slot sono occupati. E anche per questioni di sicurezza queste procedure non sono semplici: la realtà dei fatti è richiedono tempo”.

Ad ogni modo ad alimentare la domanda globale di oro fisico non sono unicamente i dazi dell’amministrazione Trump. Già in precedenza la Cina stava portando avanti una manovra di accumulazione. E anche negli Usa il metallo giallo ha visto una rinnovata popolarità degli ultimi due anni, in parallelo agli esorbitanti deficit di bilancio operati dall’amministrazione Biden, che hanno creato inquietudini sulla tenuta di valore del dollaro. (fonte immagine: Bank of England).

Almasri, Avvenire: Cpi ha aperto un fascicolo su Governo per rimpatrio

Roma, 6 feb. (askanews) – La Corte Penale Internazionale dell’Aia ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di “ostacolo all’amministrazione della giustizia ai sensi dell’articolo 70 dello Statuto di Roma” a seguito di una denuncia di una vittima delle torture del generale libico Almasri nella quale sono indicati i nomi di Giorgia Meloni, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi. Lo scrive Avvenire nell’edizione online.

“L’iscrizione a protocollo dell’istanza e l’invio agli uffici della Corte che hanno emesso il mandato di cattura per il generale Almasri, conferma l’esistenza del fascicolo su cui poi la procura deciderà in quale modo procedere. A scrivere all’Aja attraverso i suoi legali è stato un rifugiato sudanese che già nel 2019 aveva raccontato agli investigatori internazionali le torture che lui e la moglie avevano subito dal generale Almasri, quando entrambi erano stati imprigionati in Libia. “Il richiedente, un cittadino sudanese del Darfur con lo status di rifugiato in Francia, sostiene che sua moglie, lui stesso e innumerevoli membri del gruppo di cui fa parte (“migranti”) sono stati vittime di numerosi e continui crimini”, si legge nella richiesta inviata all’ufficio del procuratore appena dopo aver ascoltato alla Camera i ministri Nordio e Piantedosi” afferma Avvenire.

“La comunicazione legale raccolta dall’Ufficio del procuratore si compone di 23 pagine nelle quali è ricostruita la vicenda Almasri fino alla riconsegna in Libia. La firma è di “Front-Lex” una organizzazione internazionale di avvocati per i diritti umani che danni è in prima linea davanti ai tribunali dell’Ue, dell’Onu e dell’Aja. Il rifugiato è assistito a Parigi da due avvocati impegnati in svariati processi davanti alle giurisdizioni internazionali: Juan Branco e Omer Shatz”.

“Secondo l’accusa, nella quale Meloni, Nordio e Piantedosi sono indicati come ½sospettati», i rappresentanti del governo italiano non hanno provveduto a consegnare il generale Almasri alla Corte penale internazionale: “Hanno abusato dei loro poteri esecutivi per disobbedire ai loro obblighi internazionali e nazionali. In particolare viene citato l’articolo 70 dello Statuto di Roma che disciplina i provvedimenti contro chi ostacola la giustizia internazionale”.

Caso Almasri, Avvenire: la Cpi ha aperto un fascicolo sul governo

Roma, 6 feb. (askanews) – La Corte Penale Internazionale dell’Aia ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di “ostacolo all’amministrazione della giustizia ai sensi dell’articolo 70 dello Statuto di Roma” a seguito di una denuncia di una vittima delle torture del generale libico Almasri nella quale sono indicati i nomi di Giorgia Meloni, Carlo Nordio e Matteo Piantedosi. Lo scrive Avvenire nell’edizione online.

“L’iscrizione a protocollo dell’istanza e l’invio agli uffici della Corte che hanno emesso il mandato di cattura per il generale Almasri, conferma l’esistenza del fascicolo su cui poi la procura deciderà in quale modo procedere. A scrivere all’Aja attraverso i suoi legali è stato un rifugiato sudanese che già nel 2019 aveva raccontato agli investigatori internazionali le torture che lui e la moglie avevano subito dal generale Almasri, quando entrambi erano stati imprigionati in Libia. “Il richiedente, un cittadino sudanese del Darfur con lo status di rifugiato in Francia, sostiene che sua moglie, lui stesso e innumerevoli membri del gruppo di cui fa parte (“migranti”) sono stati vittime di numerosi e continui crimini”, si legge nella richiesta inviata all’ufficio del procuratore appena dopo aver ascoltato alla Camera i ministri Nordio e Piantedosi” afferma Avvenire.

“La comunicazione legale raccolta dall’Ufficio del procuratore si compone di 23 pagine nelle quali è ricostruita la vicenda Almasri fino alla riconsegna in Libia. La firma è di “Front-Lex” una organizzazione internazionale di avvocati per i diritti umani che danni è in prima linea davanti ai tribunali dell’Ue, dell’Onu e dell’Aja. Il rifugiato è assistito a Parigi da due avvocati impegnati in svariati processi davanti alle giurisdizioni internazionali: Juan Branco e Omer Shatz”.

“Secondo l’accusa, nella quale Meloni, Nordio e Piantedosi sono indicati come ½sospettati», i rappresentanti del governo italiano non hanno provveduto a consegnare il generale Almasri alla Corte penale internazionale: “Hanno abusato dei loro poteri esecutivi per disobbedire ai loro obblighi internazionali e nazionali. In particolare viene citato l’articolo 70 dello Statuto di Roma che disciplina i provvedimenti contro chi ostacola la giustizia internazionale”.

“Credo che ormai a questo mondo tutti indagano un po` su tutto. Noi abbiamo fiducia nella giustizia umana, o meglio, postulo la giustizia divina perché quella umana spesso è fallibile. Accontentiamoci di quella che abbiamo e vediamo come va”. Così a Rai Radio1, ospite di Un Giorno da Pecora, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervistato da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari.

Il cyberbullismo colpisce un milione di adolescenti in Italia

Milano, 6 feb. (askanews) – Sono oltre 1 milione gli studenti tra i 15 e i 19 anni (47%) che, nel corso del 2024, hanno subito episodi di cyberbullismo. Un fenomeno diffuso e senza distinzioni di genere, che, ogni anno, sembra registrare una crescita senza fine. Nel 2024, in particolare, si osserva una leggera inversione di tendenza rispetto ai periodi precedenti: se nel triennio 2021-2023 erano principalmente le ragazze a segnalare esperienze di vittimizzazione, oggi sono i ragazzi a subire di più. Il dato emerge dallo studio ESPAD«Italia 2024 con particolare riferimento al fenomeno del cyberbullismo, presentato dal Laboratorio di Epidemiologia dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Ifc).

Oltre 800.000 studenti (32%) hanno praticato cyberbullismo, con una percentuale poco più alta tra i ragazzi (35%) rispetto alle ragazze (29%). Il dato nel 2024 segna un record negativo, registrando il suo valore più alto di sempre. Le modalità di aggressione variano tra i generi. La modalità aggressiva più diffusa, per entrambi, è l’invio di insulti in una chat di gruppo. I ragazzi, poi, tendono a ricorrere a minacce dirette e insulti pubblici sui social, esponendo la vittima a un pubblico più ampio. Le ragazze, invece, preferiscono forme di bullismo più indirette, come l’esclusione dai gruppi online e la diffusione non autorizzata di contenuti personali.

Quasi un quarto degli studenti (il 23%, pari a quasi 600.000 ragazzi) si trova in un circolo vizioso: rivela di aver ricoperto il duplice ruolo di vittima e autore. Questa è una condizione particolarmente preoccupante perché è associata a ripercussioni più gravi, fra cui difficoltà nelle relazioni e altri comportamenti a rischio. Negli ultimi anni, il numero di cyberbulli-vittime è aumentato senza sosta, con una crescita che interessa entrambi i generi. Tuttavia, il fenomeno colpisce in modo più marcato i ragazzi (26%) rispetto alle ragazze (21%).

L’uso sempre più diffuso dei social media e dei videogiochi, comportamenti sempre in crescita tra gli studenti, sta contribuendo ad intensificare il fenomeno, creando un ambiente in cui il cyberbullismo può proliferare più facilmente. Le piattaforme digitali offrono nuove opportunità per attacchi anonimi e per l’isolamento sociale, senza dimenticare l’influenza che questi spazi hanno sul comportamento offline. Cyberbullismo e altri rischi: un effetto domino preoccupante Il cyberbullismo non è un fenomeno isolato, ma si intreccia con altri comportamenti problematici. Tra questi, l’uso eccessivo di Internet, fenomeni come il ghosting e il phubbing, e una propensione al gioco d’azzardo. Chi è coinvolto in episodi di cyberbullismo – sia come vittima che come autore – mostra anche un uso più frequente di sostanze psicoattive illegali, aumentando i rischi per la salute mentale e fisica. Inoltre, il fenomeno può portare a forme estreme di isolamento sociale, come il fenomeno degli hikikomori, con gravi impatti sul benessere psicologico degli adolescenti. Una dimensione che sta emergendo con forza è il legame tra cyberbullismo e violenza fisica tra i giovani. L’aumento del bullismo online sembra riflettersi in un contesto più ampio di violenza fisica tra gli adolescenti, con episodi di aggressione che spesso si verificano anche nei contesti scolastici e nei luoghi di ritrovo.

“Il cyberbullismo non è un fenomeno isolato ma una problematica che coinvolge ampie dimensioni della vita sociale e psicologica dei giovani” afferma Sabrina Molinaro, dirigente di ricerca del CNR-IFC e responsabile dello studio ESPAD«Italia, aggiungendo che “il nostro impegno è aumentare la consapevolezza pubblica e favorire, attraverso una comunicazione basata sull’evidenza scientifica, lo sviluppo di soluzioni concrete che promuovano ambienti online sicuri e inclusivi, portando avanti una cultura di rispetto e solidarietà tra le nuove generazioni L’obiettivo è favorire una cultura di rispetto e solidarietà tra le nuove generazioni”.

Cyberbullismo, Cnr: colpisce oltre 1 mln di adolescenti italiani

Milano, 6 feb. (askanews) – Sono oltre 1 milione gli studenti tra i 15 e i 19 anni (47%) che, nel corso del 2024, hanno subito episodi di cyberbullismo. Un fenomeno diffuso e senza distinzioni di genere, che, ogni anno, sembra registrare una crescita senza fine. Nel 2024, in particolare, si osserva una leggera inversione di tendenza rispetto ai periodi precedenti: se nel triennio 2021-2023 erano principalmente le ragazze a segnalare esperienze di vittimizzazione, oggi sono i ragazzi a subire di più. Il dato emerge dallo studio ESPAD®Italia 2024 con particolare riferimento al fenomeno del cyberbullismo, presentato dal Laboratorio di Epidemiologia dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Cnr-Ifc).

Oltre 800.000 studenti (32%) hanno praticato cyberbullismo, con una percentuale poco più alta tra i ragazzi (35%) rispetto alle ragazze (29%). Il dato nel 2024 segna un record negativo, registrando il suo valore più alto di sempre. Le modalità di aggressione variano tra i generi. La modalità aggressiva più diffusa, per entrambi, è l’invio di insulti in una chat di gruppo. I ragazzi, poi, tendono a ricorrere a minacce dirette e insulti pubblici sui social, esponendo la vittima a un pubblico più ampio. Le ragazze, invece, preferiscono forme di bullismo più indirette, come l’esclusione dai gruppi online e la diffusione non autorizzata di contenuti personali.

Quasi un quarto degli studenti (il 23%, pari a quasi 600.000 ragazzi) si trova in un circolo vizioso: rivela di aver ricoperto il duplice ruolo di vittima e autore. Questa è una condizione particolarmente preoccupante perché è associata a ripercussioni più gravi, fra cui difficoltà nelle relazioni e altri comportamenti a rischio. Negli ultimi anni, il numero di cyberbulli-vittime è aumentato senza sosta, con una crescita che interessa entrambi i generi. Tuttavia, il fenomeno colpisce in modo più marcato i ragazzi (26%) rispetto alle ragazze (21%).

L’uso sempre più diffuso dei social media e dei videogiochi, comportamenti sempre in crescita tra gli studenti, sta contribuendo ad intensificare il fenomeno, creando un ambiente in cui il cyberbullismo può proliferare più facilmente. Le piattaforme digitali offrono nuove opportunità per attacchi anonimi e per l’isolamento sociale, senza dimenticare l’influenza che questi spazi hanno sul comportamento offline. Cyberbullismo e altri rischi: un effetto domino preoccupante Il cyberbullismo non è un fenomeno isolato, ma si intreccia con altri comportamenti problematici. Tra questi, l’uso eccessivo di Internet, fenomeni come il ghosting e il phubbing, e una propensione al gioco d’azzardo. Chi è coinvolto in episodi di cyberbullismo – sia come vittima che come autore – mostra anche un uso più frequente di sostanze psicoattive illegali, aumentando i rischi per la salute mentale e fisica. Inoltre, il fenomeno può portare a forme estreme di isolamento sociale, come il fenomeno degli hikikomori, con gravi impatti sul benessere psicologico degli adolescenti. Una dimensione che sta emergendo con forza è il legame tra cyberbullismo e violenza fisica tra i giovani. L’aumento del bullismo online sembra riflettersi in un contesto più ampio di violenza fisica tra gli adolescenti, con episodi di aggressione che spesso si verificano anche nei contesti scolastici e nei luoghi di ritrovo.

“Il cyberbullismo non è un fenomeno isolato ma una problematica che coinvolge ampie dimensioni della vita sociale e psicologica dei giovani” afferma Sabrina Molinaro, dirigente di ricerca del CNR-IFC e responsabile dello studio ESPAD®Italia, aggiungendo che “il nostro impegno è aumentare la consapevolezza pubblica e favorire, attraverso una comunicazione basata sull’evidenza scientifica, lo sviluppo di soluzioni concrete che promuovano ambienti online sicuri e inclusivi, portando avanti una cultura di rispetto e solidarietà tra le nuove generazioni L’obiettivo è favorire una cultura di rispetto e solidarietà tra le nuove generazioni”.

"Linea Segreta", il libro che svela il rapporto Italia-Vaticano

Milano, 6 feb. (askanews) – (di Cristina Giuliano) All’estero nessuno come gli italiani riesce a rimanere se stesso, senza scomporsi troppo, mantenendo i propri principi eppur riuscendo ad essere empatico e aperto al mondo. Un aneddoto che riguarda Giovanni Gronchi, presidente della Repubblica Italiana dal 1955 al 1962, lo esemplifica con grande semplicità. Si tratta di quella volta che il leader sovietico Nikita Krusciov propose all’allora nostro Capo di Stato di rifletterci: “e dopo mature riflessioni diventerete comunisti”, gli disse durante un brindisi in ambasciata d’Italia a Mosca. La risposta di Gronchi fu fulminante, particolarmente divertente, ed è contenuta in “Linea Segreta. I retroscena tra Stato e Vaticano”, ultima fatica letteraria di Antonio Preziosi, giornalista e direttore del Tg2, nonché esperto conoscitore di quel sistema complesso che sono le nostre istituzioni e la politica.

Dopo “Il papa doveva morire” (2021) e “Il sorriso del papa” (2022) il nuovo libro affronta con una prosa precisa, attenta e capace di alleggerire momenti davvero drammatici, passaggi chiave che riguardano la storia del nostro Paese e di quel rapporto unico tra le due sponde del Tevere, in una “ipotetica passeggiata che dal colle del Quirinale ci conduce al colle del Vaticano”, come scrive lo stesso Preziosi che nell’introduzione, fa notare come in un “fazzoletto di alcune centinaia di metri quadrati e di palazzi si dipanano le relazioni e le storie che rendono avvincente il racconto di ciò che unisce e ciò che divide l’Italia della Repubblica e lo Stato dei papi”.

Puntuale e trasparente l’uso delle fonti, ben documentate. Molti i dietro le quinte di un confronto evidentemente continuo, oltre agli aneddoti proposti dall’autore. Dall’inchino del presidente De Nicola a Pio XII sino al perché i Patti Lateranensi hanno un impatto così forte non soltanto sui rapporti bilaterali. “Lo Stato della Città del Vaticano è il più piccolo del mondo. Ma è proprio grazie alla sua qualità di capo dello Stato che il papa ha titolo per mediare – ad esempio – nei negoziati di pace per il Medio Oriente o di essere invitato a intervenire con un discorso ufficiale al Parlamento europeo o all’Assemblea generale delle Nazioni Unite” fa notare Preziosi con chiarezza cristallina.

Un rapporto fatto di rispetto, dialogo e aperta collaborazione che ha attraversato anche fasi critiche come i referemdum sul divorzio e sull’aborto, il dibattito sulla famiglia, sull’immigrazione e sulle scelte morali. Un rapporto che pervade la Capitale d’Italia e in un certo senso riguarda tutti noi, impossibile da ignorare sia in patria che all’estero. Il volume (LINEA SEGRETA, Edizioni San Paolo 2024, pp. 318, euro 20, in vendita anche su piattaforme internazionali) ha già avuto risonanza, presentato peraltro a metà gennaio all’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede dal vicepremier e ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, e dal presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Maria Zuppi. E rappresenta una miniera di gustosi aneddoti, alcuni conosciuti, altri assolutamente inediti, da avere e conservare. A partire dalla risposta che Gronchi diede a Krusciov che gli proponeva di diventare comunista: “tra qualche anno l’invito possa essere rovesciato e che anche voi, toccato dalla grazia di Dio, possiate essere annoverato tra le file della Democrazia Cristiana”.

Sci, Federica Brignone d’argento ai Mondiali in SuperG

Roma, 6 feb. (askanews) – Una straordinaria Federica Brignone conquista la medaglia d’argento nel superG dei Campionati del Mondo di Saalbach, in Austria, mantenendo così l’Italia sul podio dopo il trionfo nel parallelo a squadre che martedì ha aperto la rassegna iridata. Solo un decimo separa la campionessa valdostana dalla medaglia d’oro vinta dall’austriaca Stephanie Venier, vincitrice con il tempo di 1’20″47, con dieci centesimi di margine sull’azzurra e 24 sulla statunitense Lauren Macuga e sulla norvegese Kajsa Vickhoff Lie, appaiate sul gradino più basso del podio, seguite da Sofia Goggia, ottima quinta a 0″30 a soli sei centesimi dalla zona medaglia. Fluida e delicata su una pista che rischia di non perdonare il minimo errore, determinata sui salti: Federica Brignone ha trovato le giuste misure alla pista Ulli Maier, un tracciato con pochi angoli ma che richiedeva la massima morbidezza d’azione. Prende così forma la quarta medaglia mondiale per Federica Brignone, la terza d’argento dopo quelle in gigante raccolte a Garmisch Partenkirchen 2011 e Courchevel 2023, con la rassegna iridata francese che l’ha vista campionessa mondiale di combinata. Un argento che si incastona in una stagione sin qui sensazionale in cui ha saputo vincere in cinque occasioni ed in tre diverse discipline in Coppa del Mondo, collezionando 8 podi che ne fanno la leader della classifica generale. E Saalbach 2025 si apre per Federica nel migliore dei modi, in attesa di tornare in pista nelle prossime sfide iridate.

Ottima come detto anche la prova di Goggia, brava ad interpretare il tracciato austriaco per sfiorare a propria volta un posto sul podio. Ma le indicazioni della bergamasca sono interessanti in vista della discesa di sabato. Alle sue spalle, sesto posto per la convincente tedesca Emma Aicher (+0″52), con Ester Ledecka settima a 0″63 seguita da Lara Gut Behrami (+0″70) e da Elena Curtoni (+0″76) che è nona. Giornata meno positiva per Marta Bassino (16esima) che cede così lo scettro iridato dopo il trionfo del 2023 chiudendo a 1″63 da Venier e per Laura Pirovano, diciottesima attardata di 1″72.

Domani si torna in pista per la terza prova della discesa: il via alle 9:30, sabato quindi saranno in palio le medaglie.

Sanremo, Alex Wise: salire sull’Ariston un sogno che si avvera

Roma, 6 feb. (askanews) – Alex Wyse tra le Nuove Proposte del Festival di Sanremo 2025. Sar in gara con il brano “Rockstar”. Lo scorso dicembre stato selezionato per proporre il suo brano tra le Nuove Proposte dopo aver superato tutte le fasi eliminatorie di Sanremo Giovani. “Per me Sanremo sono tante emozioni assieme, sono paure, sono ricordi. Io sono cresciuto guardandolo da un divano di casa insieme ai miei familiari, a mia mamma, mia nonna e mia sorella. E’ un sogno che si avvera…vedere il palco di persona, salirci sopra, cantare con l’orchestra. come se vedessi il me da bambino, sicuramente sarebbe contento”.

“Rockstar” ha rapidamente ottenuto oltre un milione ascolti, consolidandosi presto come uno dei brani pi ascoltati di questa edizione di Sanremo Giovani.

Con “Rockstar” Alex Wyse esplora il concetto di libert, proponendolo come un ideale fragile e sfuggente. Un percorso attraverso la ricerca della propria identit e il bisogno di liberarsi dai vincoli emotivi. “Rockstar nasce in tante serate di agosto, in realt nasce con un altro ritornello, poi stato modificato con il tempo, perch non mi piaceva abbastanza. Ed era un periodo dove avevo la necessit di tirare fuori la libert vera e propria, il mio lato interno e guardare anche un po’ la societ attorno e vedere quello che mancava e penso che Rockstar sia appunto un urlo alla libert e al non nasconderci”.

M.O., Conte: fesserie da Trump, no deportazione palestinesi da Gaza

Roma, 6 feb. (askanews) – “Se fossi presidente del Consiglio chiamerei il presidente Trump, chiederei un colloquio e gli direi: hai detto una fesseria, rimangiatela subito, non esiste pensare di deportare una intera popolazione da Gaza. Ma Meloni non lo fa e non lo farà perché sappiamo che quando va a Washington ci va solo per prendere bacetti, prima con Biden ora con Trump”. Lo ha detto il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, in collegamento con gli studi di La7 dal presidio delle lavoratrici di La Perla a Bologna.

“I palestinesi – ha proseguito l’ex premier – rimarranno a Gaza. Dopo un anno e mezzo di sterminio sistematico adesso bisogna cambiare politica, e garantire a loro un futuro indipendente”.

Banca Mediolanum: utile 2024 record a 1,12 mld, cedola 1 euro (+42%)

Milano, 6 feb. (askanews) – Il gruppo Banca Mediolanum ha chiuso il 2024 con un utile record di 1,12 miliardi nel 2024, in crescita del 36% sul 2023. Proposto un dividendo complessivo di 1 euro per azione, pari a circa 737 milioni, il 42% in più rispetto al 2023. L’importo è composto da un acconto di 0,37 euro per azione distribuito e da un saldo di 0,63 per azione.

“Quale concreto riconoscimento per la brillante performance del gruppo nell’anno appena concluso – sottolinea una nota della banca -, verrà erogato nel mese di febbraio un bonus straordinario di 2.000 euro a ciascuno degli oltre 10.000 dipendenti e collaboratori in Italia e all’estero, per un totale di 20,9 milioni”.

Nel 2024 il totale delle masse gestite e amministrate ha raggiunto 138,49 miliardi, in aumento del 17%. Il Common Equity Tier 1 Ratio al 31 dicembre 2024 risulta pari al 23,7%, livello di assoluta eccellenza nel panorama bancario europeo, sottolinea Banca Mediolanum. I risultati commerciali sono pari a 13,74 miliardi e in particolare la raccolta netta totale è stata positiva per 10,44 miliardi, in aumento del 46%, mentre la raccolta netta gestita ha raggiunto 7,64 miliardi (+91%). Entrambi i risultati rendono il 2024 il miglior anno della storia della banca.

Per Copernicus gennaio 2025 è stato il più caldo della storia

Milano, 6 feb. (askanews) – Gennaio 2025 è stato il gennaio più caldo mai registrato. Il mese scorso è stato di 1,75°C al di sopra del livello preindustriale e di 0,79°C sopra la media del 1991-2020. A rilevarlo è il bollettino mensile di Copernicus, l’osservatorio europeo sui cambiamenti climatici.

– In particolare, spiega Copernicus, gennaio 2025 è stato il 18esimo mese in un periodo di 19 mesi per nel quale la temperatura media globale dell’aria superficiale era superiore a 1,5°C sopra i livelli preindustriali. Inoltre 12 di questi 18 mesi, ossia da settembre 2023 ad aprile 2024 e da ottobre 2024 a gennaio 2025, erano sostanzialmente superiori a 1,5°C, che vanno da 1,58°C a 1,78°C.

Mps: utile 2024 a 1,95 miliardi, ai soci oltre 1 miliardo di dividendi

Milano, 6 feb. (askanews) – Mps ha chiuso il 2024 con un utile netto di 1,951 miliardi, battendo le stime del consensus degli analisti. Nel 2023 l’utile era stato di 2,052 miliardi, a cui contribuirono 471 milioni di rilasci netti di accantonamenti su fondi rischi e oneri. Per gli azionisti arrivano oltre 1 miliardo di euro di dividendi: 0,86 euro per azione, con un pay-out ratio sull’utile ante imposte al 75%, pari a un dividend yield del 14%, tra i più elevati nel settore. Il precedente dividendo – il primo dopo 13 anni – era di 0,25 euro.

“Forte di una rete commerciale competitiva, eccellente redditività e solidità patrimoniale”, sottolinea Mps nel comunicato sui risultati di esercizio, “è pronta per realizzare un processo di sviluppo industriale attraverso un’innovativa business combination con Mediobanca per la nascita di un nuovo campione nazionale, a beneficio di tutti gli stakeholder”.

Tornando ai conti della banca senese, nel 2024 è in crescita del 10,8% il risultato operativo lordo a 2,165 miliardi, i ricavi complessivi sono pari a 4,034 miliardi (+6,2%). Il margine di interesse sale a 2,356 miliardi (+2,8%), in crescita le commissioni (+10,8%). Lo stock dei crediti deteriorati lordi ammonta a 3,7 miliardi, con l’Npe ratio lordo al 4,5% (netto 2,4%).

A fine esercizio, il Cet1 ratio fully loaded è pari al 18,2%, con un elevato buffer di capitale (oltre 700 punti base rispetto al requisito di coefficiente Tier 1). Nel 2024, le imposte sul reddito di esercizio registrano un contributo positivo pari a 506 milioni, imputabile principalmente alla rivalutazione delle DTA.

Aeroporti, Destro (Confindustria): volano importante per la crescita

Roma, 5 feb. (askanews) – Gli aeroporti italiano rappresentano un volano importante per la crescita. Lo ha detto Leopoldo Destro, delegato presidente Confindustria ai Trasporti, logistica e industria del turismo, specificando come il sistema aeroportuale, in un’ottica di intermodalit, sia fondamentale per rendere la mobilit sempre pi sostenilbile.

“Il sistema aeroportuale – ha detto Destro – non solo una parte importante del mondo dei trasporti, ma anche un volano importante per la crescita economica, per la crescita dell’occupazione, per la crescita del turismo e per la creazione di valore innovativo per il paese. Questo lo dicono non solo i numeri che sono evidenti e quindi i 220 milioni di passeggeri, 146 milioni quelli internazionali, 1,7 milioni di tonnellate trasportate, un milione quello internazionale, perch non dimentichiamo il ruolo dell’Italia in termini di export, quindi quarto esportatore assoluto. Gli aeroporti, seppur rappresentando una parte pi piccola al trasporto marittimo, trasportano grande valore, da un lato e soprattutto danno un servizio immediato e urgente, quando ce ne bisogno. Gli aeroporti non solo si sono sviluppati in maniera dinamica e forte in questi anni, ma guardano anche al futuro con grande innovazione , pensiamo a tutto il tema dell’intelligenza artificiale per la gestone dei flussi e pensiamo anche al tema dei droni e quindi una mobilit nuova, innovativa e sostenibile. Quindi guardiamo, come Confindustria, agli aeroporti, sicuramente con interesse e soprattutto guardiamo agli aeroporti inseriti in un contesto di intermodalit fondamentale per ottimizzare i flussi, ottimizzare i costi e per rendere la mobilit sempre pi sostenibile”.

Kyiv spiazza il Cremlino: energia e minerali rari nel paniere della pace.

[…] Coi due Nordstream knockout, chiudendo i rubinetti a Gazprom l’Ucraina ha di fatto riaffermato il suo ruolo unico di hub energetico europeo. Sviluppare e proteggere quel settore è un interesse fondamentale sia di Washington – che ha oggi la possibilità più unica che rara d’imporsi come leader nella vendita di LNG in Europa, scalciando nientemeno che il suo storico nemico e principale esportatore d’idrocarburi – che di Bruxelles, rinsaldando anche in tal senso il ponte euroatlantico.

Dopo le accuse mosse da Bratislava, alcuni giorni fa il Ministero degli Affari Esteri ucraino aveva convocato l’ambasciatore della Slovacchia per esprimere disappunto circa il fatto che «il primo ministro slovacco Robert Fico si sta comportando come un portavoce del Cremlino».

Allo stesso modo nei giorni seguenti è stata messa alle corde anche la sua spalla ungherese Viktor Orbán, evidenziando come Slovacchia e Ungheria siano parte dell’Ue e membri della Nato ma facciano il gioco del nemico dell’Europa e dell’Alleanza Atlantica.

Nel corso dei suoi oltre trenta pellegrinaggi a Kyiv, il senatore conservatore americano Lindsey Graham ha posto progressivamente la questione dell’accesso all’enormi ricchezze ucraine come interesse di fondamentale importanza per gli Stati Uniti d’America avvalorando in tal senso le stime effettuate dai ricercatori canadesi di SecDev, che valutano quel tesoro in circa 26 trilioni di dollari.

Secondo “Forbes” Kyiv ne controlla attualmente per circa 15 trilioni, perché i principali giacimenti si trovano all’interno dello Scudo ucraino e nelle zone di Volyn’, Podilsk, Kryvyj Rih, Kremenchuk e poi giù, fino al mar d’Azov.

Il ministro ucraino dell’Economia Yulia Svyrydenko ha affermato ieri che l’Ucraina possiede le più grandi riserve europee di litio, elemento indispensabile per muovere gl’interessi della new economy. Come ormai è ben noto, Kyiv ne possiede abbastanza da poterne spostare gli equilibri.

Mettendo sul tavolo anche il predominio sul mercato del gas Zelenskyj ha messo Putin sotto scacco, ritorcendogli contro quella che fino a poco tempo fa era la sua principale arma.

 

Fonte: La Ragione

Titolo originale: Terre rare ucraine sul piatto

Razzismo e scimpanzé bonobo

C’è sempre qualcuno che tira fuori sentenze lapidarie quanto banali, del tipo “Lo sport è una palestra di vita” qualche volta azzeccandoci in pieno, solo se si considerasse la proprietà riflessiva del fenomeno. Se la vita è una battaglia, lo sport non potrà esserne da meno. Il passaggio da una pratica che nasce per dare divertimento a un esercizio buono ad allenarti alle asprezze dell’esistenza è breve ma non indifferente.

Accade di frequente nei campi di calcio di registrare cori di tifoseria di stampo razzista verso un giocatore di colore della squadra contro cui si compete. Al riguardo, sono state prese misure disciplinari a riprova di episodi non del tutto sporadici e che vanno rintuzzati colpo su colpo.

Da tempo si è dato un calcio alla innocenza di quel gioco che sembrava nato per far passare qualche ora di allegria, il giorno della Domenica, agli appassionati del genere. Il recente assalto di un treno in corsa da parte di tifosi dell’Udinese contro quelli del Venezia, che ne erano a bordo, è sconcertante. In confronto “Quel treno per Yuma” è roba da educande, siamo ancora al vecchio cliché di buoni contro cattivi.

Evidentemente della faccenda non ne è rimasto immune anche il basket, più letterariamente la nostra pallacanestro. A Rimini la madre di due atlete ha urlato “scimmia” ad una ragazza della formazione avversaria. Quest’ultima non era provvista di un impermeabile di eventuale ordinanza e neppure è stata afflitta dal male del secolo dell’indifferenza. Ha reagito scagliandosi verso la donna che l’aveva apostrofata munita del vocabolario della scienza etologa. Alla fine, la “scimmia” è stata espulsa ma l’amor non trionfò. La tifosa par che verrà denunciata ma non siamo sicuri che per questo “la scolta insultatrice / Di spavento tramortì”, per dirla alla Manzoni.

Per adesso, ci ha rimesso solo la povera giocatrice, colpevole forse di una sorta di fallo di reazione. Il pensiero di chi l’ha allontanata dal campo deve essere stato come non si possa condividere chi cerca di farsi giustizia da solo, il suo braccio deve essere buono solo per imbucare la palla in un canestro e non per dare una lezione a chi le ha indirizzato una grave contumelia. Non si sa se è stata espulsa, parimenti, anche la donna autrice degli improperi.

Il tutto è avvenuto tra durante una partita del campionato femminile Under 19 tra Happy Basket Rimini e Nuova Virtus Cesena. Di felicità se n’è vista poco, quanto a virtù vale il detto di Ovidio: “Difficile est fateor. Sed tendit in ardua virtus”. Che tradotto suona come “difficile è, lo confesso, ma ad alte ed ardue cime mira la virtù”. Forse cime troppo alte, oggi, per il mondo dello sport e non solo.

Forse la tifosa dalle inconcepibili espressioni non ha avuto tutti i torti. Le scimmie secondo l’etimologia greca sono animali dal naso corto e quindi è loro impossibile scambiarsi, ad esempio al pari della tribù degli Inuit, delle affettuosità o semplicemente salutarsi attraverso il kunik, il reciproco strofinamento dei nasi. A queste bestie sarebbe inibito l’accesso al sentimento, alla confidenza e alla affettività. Sono animali di serie B che non meritano stima e attenzione.

”Non mettere tutti in tuoi sogni in un solo cesto, non mettere tutte le tue speranze in un solo cuore” perché potresti restarne deluso.  Così cantava in una sua celebre canzone il genio di Ray Charles. “Don’t put all your dreams in one basket” finanziariamente potrebbe tradursi di non investire rischiosamente tutto un patrimonio in un’unica scelta perché potresti perdere tutto.

É quello che dovrebbe suggerirsi alla madre di quelle ragazze che, intrisa di spirito sportivo, si è generosamente spesa mettendo tutto il suo cuore in offese ed ingiurie, rischiando ora di pagarne una qualche conseguenza di legge. Le andrebbe ricordato che tra le scimmie ce n’è di un tipo, i bonobo, che passano il maggior tempo a fare l’amore e che con intelligente strategia di convivenza depotenziano ogni conflitto e dissidio nell’ambito di un gruppo, ricorrendo alla stessa pratica. Invece di azzuffarci e litigare facciamo subito all’amore e non se ne parli più.

Potrebbe essere un giusto motivo di ispirazione anche per chi ha il naso lungo ma è corto di cervello. Altrimenti non resta che volare, mirare in alto con lo sguardo, oltre il piano della giungla e dei suoi abitanti, facendo provvido ricorso alla lapidaria rima citata nel film “Rimini, Rimini” dove secondo il protagonista “lassù nel ciel svolazzano i piccioni, e sorridendo cagano, in bocca ai più coglioni”.

Bassa partecipazione: il paradosso di maggioranze senza elettori.

I sondaggi continuano a dare lastensionismo in crescita

Dai periodici sondaggi che ci vengono rivelati dalle agenzie di rilevazione degli orientamenti politici, appare sempre più consolidata la deriva astensionista attorno al nostro sistema dei partiti.

E la tendenza appare sempre più in crescita, chiaro segno di manifesta ripulsa dell’attuale sistema politico e dell’accanimento consumato dalle rappresentanze politiche, di ogni colore, nel ricorrere a leggi elettorali che tarpano ogni potere di scelta dei rappresentanti, ben saldo invece nelle mani dei partiti che predispongono le liste secondo il gradimento dei loro leader.

Ci si interroga da tempo, pur in un quadro che ancora è riuscito a non andare, almeno per le elezioni nazionali, al di sotto della maggioranza degli aventi diritto al voto, quale validità può avere un’elezione se si registrasse un quorum di votanti al di sotto del cinquanta per cento degli aventi diritto?

 

Alle consultazioni che non raggiungono la metà più uno degli aventi diritto, quale validità potrà riconoscersi?

La questione non appare di poco conto  perché trovarsi una maggioranza che rivendichi il proprio diritto a governare e, come oggi succede sempre più spesso, soprattutto ad opera delle destre, rivendicandone il diritto in nome del popolo, magari rappresentato da una netta minoranza di esso. Peraltro è ciò che già succede adesso (pur non essendo andati sotto il quorum della metà più uno) dove una coalizione di forze politiche, che si dicono maggioranza, sostenuti da non più del trenta per cento di elettori, ha in mano le sorti del paese ci deve far riflettere.

Con una deriva astensionista che non accenna a invertirsi, non appare lontano il caso in cui alle prossime consultazioni si possa registrare un numero di elettori votanti al di sotto del cinquanta per cento degli aventi diritto, a fronte di una maggioranza di elettori astenuti.

 

Le compatibilità con gli artt. 64 e 75 della Costituzione

L’ipotesi pone inevitabilmente questioni di compatibilità costituzionale con le prescrizioni di cui agli artt. 64 e 75 della Carta costituzionale. L’art.64 della Costituzione prevede, infatti, che: “Le deliberazioni di ciascuna Camera e del Parlamento non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro componenti, e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione prescriva una maggioranza speciale.” Mentre secondo l’art.75 della Costituzione si prevede che:”..hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati. La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi”.

 

Nessuna previsione costituzionale specifica su un ipotetico quorum al di sotto della metà più uno dei votanti

Ora non sfugge la palese antinomia tra l’invalidità di tutte quelle deliberazioni che ciascuna camera dovesse prendere se non c’è almeno la maggioranza degli aventi diritto ed invece il diverso regime che dovesse trovare l’esito di un’elezione con una partecipazione di elettori al di sotto della metà degli aventi diritto al voto. Perché non c’è alcun comma in Costituzione che abbia previsto tale scenario, ritenuto probabilmente impensabile per i costituenti del 1946.

 

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Gaza come resort? Suor Nabila: “Un popolo non può essere deportato”.

“Non è nemmeno immaginabile pensare che gli abitanti di Gaza possano lasciare la loro terra, il loro Paese”. È quanto racconta ad AsiaNews suor Nabila Saleh, religiosa di origine egiziana delle Rosary Sisters, commentando le parole del presidente statunitense Donald Trump nell’incontro a Washington con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. L’inquilino della Casa Bianca, con il sostegno soddisfatto del leader dello Stato ebraico, ha prospettato lo svuotamento di Gaza dei suoi abitanti per l’opera di ricostruzione trasferendoli in modo permanente Paesi terzi arabi, fra cui Egitto e Giordania. Al contempo intende trasformare la Striscia nella “Riviera del Medio oriente”. “Non si può – afferma la suora, che ha vissuto in prima persona per molti mesi il conflitto fra Israele e Hamas, riuscendo a lasciare la Striscia solo ai primi di aprile dello scorso anno con un gruppo di parrocchiani – sostenere la posizione del presidente Trump. È come dire alla popolazione americana di abbandonare la loro terra… è lo stesso!”.

Le parole di Trump, che intende ridisegnare la mappa di un futuro Medio oriente, hanno sollevato critiche e indignazione in gran parte del mondo arabo e in seno alla comunità internazionale. Un piano che prevede il “trasferimento” in massa dei palestinesi di Gaza, in modo “permanente”, in luoghi non meglio specificati che saranno “così belli” che “non vorranno tornare”, mentre gli Stati Uniti assumeranno il controllo a lungo termine per trasformarla in un mega “resort” lungo il mare. Accanto a lui un raggiante Netanyahu, primo leader straniero accolto alla Casa Bianca nel secondo mandato del Tycoon, che lo definisce “il più grande amico che Israele abbia mai avuto” alla presidenza. Il leader Usa ha infine aperto alla presenza anche dei palestinesi in una futura Gaza ricostruita, ma senza specificare – anche qui – chi avrà possibilità di tornare e secondo quali criteri.

Il leader statunitense non ha fatto alcun riferimento alla soluzione a due Stati e non ha voluto dire se sia favorevole, o contrario. Se, da un lato, le parole e i piani di Trump godono del sostegno incondizionato di Israele, dall’altro vi è la ferma opposizione di gran parte del mondo arabo e musulmano, a partire da Riyadh che secondo i piani della Casa Bianca dovrebbe sottoscrivere la normalizzazione con lo Stato ebraico. Immediata la replica saudita attraverso il ministero degli Esteri, che conferma la posizione “ferma, costante e incrollabile” nella soluzione a due Stati fra Israele e Palestina come condizione per ogni accordo. La dichiarazione riporta anche le parole del principe ereditario Mohammed bin Salman secondo cui “l’Arabia Saudita non fermerà il suo instancabile lavoro per la creazione di uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme Est come capitale”. Fra le reazioni vi è anche quella di Hamas, che attraverso il portavoce Sami Abu Zuhri parla di idee “ridicole e assurde”, perché possono “incendiare la regione”.

Suor Nabila Saleh ha vissuto 13 anni a Gaza e ha sperimentato sulla propria pelle le violenze del conflitto israelo-palestinese, sebbene l’intensità della guerra innescata dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 non abbia eguali rispetto al passato. La religiosa ha trascorso oltre sei mesi come rifugiata nella chiesa della Sacra Famiglia assieme a oltre 650 sfollati cristiani, sotto le bombe e in condizioni umanitarie disperate, prendendosi cura dei più fragili. Nel giugno scorso ha raccontato la propria esperienza al Centro Pime di Milano (il video integrale della sua testimonianza) assieme ad alcune consorelle fra le quali suor Bertilla Murj e suor Martina Bader, giordane, che hanno operato a lungo in passato nella Striscia. In precedenza aveva anche ricevuto dall’arcivescovo di Milano mons. Mario Delpini, in un incontro privato, il premio “Fuoco dentro” promosso dalla Chiesa ambrosiana per “Donne e uomini che cambiano il mondo”.

“Un popolo – prosegue suor Nabila Saleh, attualmente in Giordania – ha diritto a vivere nel suo Paese, nella sua terra, sono i principi fissati anche nei diritti umani di base delle organizzazioni internazionali”. Nei mesi di conflitto nella Striscia, la religiosa ha vissuto momenti terribili come l’attacco alla chiesa greco-ortodossa di san Porfirio o quando l’esercito israeliano ha ucciso a sangue freddo due donne della comunità cristiana davanti ai suoi occhi. “La maggioranza di quelli che sono fuggiti a sud – racconta la suora, rimasta in contatto con la parrocchia della Sacra Famiglia – stanno ritornando a nord, anche se vi sono molte difficoltà perché non è rimasto più niente e la situazione è molto difficile. Resta – conclude – la fiducia in Dio”, anche se permane la sensazione di essere vittime di una profonda “ingiustizia” e che per una vera pace serva “un miracolo dal cielo”.

 

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https://www.asianews.it/notizie-it/Suor-Nabila:-‘inimmaginabile’-il-piano-di-Trump-(e-Netanyahu)-su-Gaza–62435.html

Eolico offshore, Bianchi: impianti seguano criteri rigorosi

Roma, 5 feb. (askanews) – Donatella Bianchi, Giornalista e conduttrice televisiva, ha coordinato la tavola rotonda dell’evento “Med Wind: sostenibilit ambientale, comunit locali e governance partecipativa”, promosso da Fondazione UniVerde, Stazione Zoologica “Anton Dohrn” e Renexia, che si svolto a Roma presso la Sala delle Colonne dell’Universit Luiss Guido Carli.

“C’ un tema di contrasto ai cambiamenti climatici, di investimento nelle rinnovabili che necessariamente dovremo affrontare. Ma gli impianti vanno fatti seguendo criteri molto rigorosi”, ha evidenziato Bianchi.

Eolico offshore, Danovaro: energia pulita e protezione ambiente

Roma, 5 feb. (askanews) – Roberto Danovaro (Professore all’Universit Politecnica delle Marche e Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione UniVerde), intervenuto all’evento “Med Wind: sostenibilit ambientale, comunit locali e governance partecipativa”, promosso da Fondazione UniVerde, Stazione Zoologica “Anton Dohrn” e Renexia,ha ricordato che “l’eolico offshore galleggiante rappresenta un’opportunit unica per il raggiungimento degli obiettivi di sicurezza energetica per il nostro Paese. Questa tecnologia in grado di coniugare la produzione di energia pulita a basso costo con la protezione dell’ambiente”.

Eolico offshore, Onufrio: con Med Wind partenza col piede giusto

Roma, 5 feb. (askanews) – Giuseppe Onufrio, Direttore di Greenpeace Italia, in occasione del convegno Med Wind alla Luiss ha evideziato come “L’eolico galleggiante rappresenta una delle pochissime nuove tecnologie che possono dare un contributo rilevante per contrastare la crisi del clima globale. una importante opportunit di sviluppo industriale che, con opportuna pianificazione, pu essere associata alla riduzione degli impatti sull’ecosistema marino. Il progetto in discussione d la possibilit di far partire con il piede giusto questa tecnologia cos promettente”.

Aeroporti, Ricci (Sace): hanno ruolo fondamentale anche in chiave export

Roma, 5 feb. (askanews) – Gli aeroporti italiani hanno un ruolo fondamentale anche in chiave export. Lo ha detto l’amministratrice delegata di Sace, Alessandra Ricci, intervenuta all’Airport Day di Assaeroporti, ricordando come la societ controllata dal Mef abbia sostenuto fortemente gli scali italiani durante la pandemia.

“Il ruolo degli aeroporti fondamentale perch se pensiamo quello che l’impatto degli aeroporti sulla chiave dell’export fa un +10% quindi vuol dire che ogni volta che investiamo negli aeroporti stiamo investendo nella nostra capacit di esportare e quindi stiamo investendo nella crescita del nostro paese – ha spiegato Ricci -. Noi abbiamo finanziato gli aeroporti durante sia la fase pandemica, se possiamo dare un dato: abbiamo supportato circa 20 aeroporti, ricordiamoci che sul territorio nazionale esistono 41 aeroporti, quindi abbiamo coperto circa il 50% di quelli che hanno la capacit aeroportuale. Oggi, in post pandemia, in un momento di estremo rilancio del settore, anche dal punto di vista turistico, abbiamo supportato tre aeroporti che vanno da Bergamo a Verona agli aeroporti toscani, per tutti quelli che sono gli investimenti in espansione delle piste, della parte del terminal, della parte di investimenti che vanno anche a rinnovare per rendere gli aeroporti sempre pi efficienti dal punto di vista energetico”.

Coppa Italia, Milan in semifinale, doppietta di Abraham

Roma, 5 feb. (askanews) – Dopo il Bologna anche il Milan si qualifica per le semifinali di coppa Italia battendo la Roma 3-1 a San Siro. Parte forte il Milan nella sfida di San Siro ma la Roma è per prima pericolosa con Pisilli e Dybala. Il Milan risponde con un tiro di Fofana, poi sblocca il risultato con Abraham che di testa batte Svilar su cross di Theo Hernandez e sigla il gol dell’ex. A una manciata di minuti dal break ancora gol di Abraham. A inizio ripresa la Roma accorcia: segna Dovbyk. Entrano Gimenez e Joao Felix e il portoghese fa 3-1

Dopo due settimane di stop si torna in campo martedì 25 febbraio con Inter e Lazio, mentre sarà la gara tra Juventus ed Empoli a chiudere il programma dei quarti mercoledì 26 febbraio.

Coppa Italia, il calendario dei quarti di finale: ATALANTA-BOLOGNA 0-1 MILAN-ROMA 3-1 INTER-LAZIO, martedì 25 febbraio ore 21 JUVENTUS-EMPOLI, mercoledì 26 febbraio ore 21

I possibili incroci in semifinale. Il tabellone è ovviamente già definito; la vincente di Juventus-Empoli sfiderà in semifinale (che sarà andata e ritorno) il Bologna. Dalla parte opposta ci saranno la vincente il Milan contro la vincente di Inter-Lazio.

Coppa Italia, Milan in semifinale, doppietta di Abraham

Roma, 5 feb. (askanews) – Dopo il Bologna anche il Milan si qualifica per le semifinali di coppa Italia battendo la Roma 3-1 a San Siro. Parte forte il Milan nella sfida di San Siro ma la Roma è per prima pericolosa con Pisilli e Dybala. Il Milan risponde con un tiro di Fofana, poi sblocca il risultato con Abraham che di testa batte Svilar su cross di Theo Hernandez e sigla il gol dell’ex. A una manciata di minuti dal break ancora gol di Abraham. A inizio ripresa la Roma accorcia: segna Dovbyk. Entrano Gimenez e Joao Felix e il portoghese fa 3-1

Dopo due settimane di stop si torna in campo martedì 25 febbraio con Inter e Lazio, mentre sarà la gara tra Juventus ed Empoli a chiudere il programma dei quarti mercoledì 26 febbraio.

Coppa Italia, il calendario dei quarti di finale ATALANTA-BOLOGNA 0-1 MILAN-ROMA 3-1 INTER-LAZIO, martedì 25 febbraio ore 21 JUVENTUS-EMPOLI, mercoledì 26 febbraio ore 21

I possibili incroci in semifinale Il tabellone è ovviamente già definito. La vincente di Juventus-Empoli sfiderà in semifinale (che sarà andata e ritorno) il Bologna. Dalla parte opposta ci saranno la vincente il Milan contro la vincente di Inter-Lazio.

Usa, Trump: "D’ora in poi solo donne negli sport femminili"

Roma, 5 feb. (askanews) – “Ho appena firmato uno storico ordine esecutivo per vietare agli uomini di competere negli sport femminili. Durante l’amministrazione Trump difenderemo la gloriosa tradizione dello sport femminile e non consentiremo a uomini di sconfiggere, picchiare, ferire e truffare le ragazze: d’ora in avanti gli sport femminili saranno aperti solo alle donne”. Lo ha affermato il presidente Usa, Donald Trump, durante un comizio trasmesso dalla Casa Bianca.

Inoltre “con le mie iniziative di questo pomeriggio stiamo avvertendo tutte le scuole che ricevono soldi dei contribuenti: ‘se consentite agli uomini di entrare nelle squadre femminili o negli spogliatoi, sarete sottoposti a indagini e rischierete (di vedere revocati) i vostri finanziamenti federali'”.

“Con questo ordine esecutivo – ha affermato Trump, circondato da sostenitrici che lo applaudivano – la guerra agli sport femminili è finita. Questo metterà fine all’aggressione allo sport femminile nelle scuole e nelle università americane”. (fonte immagine: The White House).

Lavoratori da tutta Europa a Bruxelles: correggete il Green Deal

Bruxelles, 5 feb. (askanews) – Diverse migliaia di lavoratori dell’industria metalmeccanica e siderurgica, chimica e farmaceutica, tessile e dell’energia, hanno manifestato oggi a Bruxelles, in una piazza a poche centinaia di metri dal Parlamento europeo e dalla Commissione, per chiedere una correzione di rotta nel Green Deal che tenga più in conto le loro esigenze di conservare il lavoro, e che investa di più, anche con più fondi pubblici, per scongiurare la deindustrializzazione in Europa. E per esigere una vera e propria politica industriale europea che accompagni la transizione verde e digitale, prevenendone i possibili effetti negativi e ingiusti sul lavoro e sui ceti meno abbienti.    

La manifestazione era stata organizzata da IndustriALL-Europe, la Federazione Europea dei sindacati dell’industria. Tra le sigle sindacali italiane, hanno partecipato la Fiom e la Filctem della Cgil, Uilm e Uiltec della Uil, Femca e Fim della  Cisl. A sostegno dei dimostranti sono arrivate in piazza anche delegazioni degli europarlamentari italiani del Pd, del M5S e dell’Alleanza Verdi Sinistra.

Diversi sindacalisti hanno parlato ai giornalisti presenti, per spiegare le ragioni della mobilitazione. “Oggi è una giornata importante: da questa piazza – ha detto Daniela Piras (Uiltec-Uil) – noi rivendichiamo la necessità di azioni immediate, forti, determinate e incisive affinché si intervenga per salvaguardarci dal rischio, che stiamo correndo, di deindustrializzazione dell’Europa. Siamo pronti a raggiungere gli obiettivi che sono stati posti dal Green Deal e tutti gli altri obiettivi per quanto riguarda la salvaguardia del nostro pianeta e la famosa transizione energetica”.

Ma, ha puntualizzato Piras, “riteniamo che questo debba avvenire attraverso la neutralità tecnologica”, tenendo conto “delle necessità di tutti i sistemi industriali di ogni singolo paese” e dando “l’opportunità fondamentale di salvaguardare le produzioni, e quindi i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, che rischiano – ha rilevato – di essere gli unici soggetti che pagheranno le scelte di un’Unione europea che non tiene conto delle necessità del sistema industriale e del sistema produttivo del nostro continente”.

“Rispetto anche ai nuovi assetti geopolitici, occorre una logica più europeista, contro le suggestioni nazionaliste: fare fronte comune per riuscire a salvaguardare quello che è un grande patrimonio di tutta quanta l’Europa, dai settori metalmeccanico e chimico, a quello manifatturiero, alla moda e alla ceramica. Abbiamo ormai – ha lamentato Giovanni Rizzuto, (Femca-Cisl) – un processo di deindustrializzazione che sta facendo franare le fondamenta dell’industria europea. È il momento ora di intervenire e sostenere questa nostra grande tradizione. E quello che chiediamo è che tutto ciò che sarà fatto, che riguarda noi, non debba essere fatto senza di noi”.

“L’individuazione degli obiettivi importanti e sfidanti del Green Deal, che servono per rendere il Pianeta migliore per le future generazioni, non è stata accompagnata da politiche industriali che potessero consentire il raggiungimento di quegli obiettivi”, ha rilevato Marco Falcinelli (Filctem-Cgil). “Non si tratta di mettere in discussione gli obiettivi. Ma le transizioni bisogna governarle. Se non le governiamo le subiamo, e se le subiamo il prezzo lo pagheranno le lavoratrici e i lavoratori”.

“Quindi – ha precisato – non c’è una contraddizione con le politiche fatte anche dalla Commissione europea precedente e dai governi anche di sinistra, progressisti. Il tema è mantenere quegli obiettivi; ma bisogna accompagnarli con politiche industriali, sostenerli con investimenti importanti, sia pubblici che privati. Il rapporto Draghi parla di investimenti per 500 miliardi di euro all’anno per dieci anni. Ecco, penso che sia anche una valutazione anche sottostimata rispetto alle condizioni dell’industria europea”.

“E c’è anche – ha ricordato Falcinelli – un problema legato al costo dell’energia, che rende l’industria europea molto meno competitiva. E’ un tema che riguarda tutti i paesi, ma in modo particolare l’Italia, perché è un paese manifatturiero che non ha materie prime. L’industria italiana è fortemente energivora, e tutte le industrie del nostro paese soffrono di questa condizione. Noi abbiamo fatto delle proposte, abbiamo sostenuto da tempo che per evitare le speculazioni finanziarie sul mercato dell’energia bisognerebbe intanto provare a disallineare il prezzo dell’energia elettrica del costo del gas. Sarebbe un primo passo”.

“Come metalmeccanici – ha detto Ferdinando Uliano, (Fim-Cisl) -, noi siamo presenti in questa piazza insieme ai lavoratori della siderurgia, del settore dell’auto, degli elettrodomestici; sono interi settori in cui nel nostro paese stiamo macinando cassa integrazione, licenziamenti, tentativi e operazioni di chiusure di stabilimenti. Questi sono i prezzi che stiamo pagando rispetto a un’assenza di politica industriale. E nell’Unione europea, dove l’austerità sta ritornando con le logiche del Patto di stabilità, per noi diventa fondamentale invece una politica di investimenti, di rilancio dei settori industriali”.

“In un mondo che crea competizione tra i paesi, da soli non ce la si fa. Chiediamo ai politici – ha continuato Uliano – di agire dentro una logica che non è la vecchia logica in cui governano i capitali, la concorrenza spietata. Dobbiamo fare sistema, dobbiamo fare in modo che l’Europa reagisca a una competizione che rischia di spazzare via il sistema industriale, consentendo di avere una tenuta sociale e democratica dei paesi membri. E ci aspettiamo una risposta concreta da parte della politica, anche dalla politica di Bruxelles, insieme a quella italiana: che ascoltino le organizzazioni sindacali e i lavoratori”.

“Oggi – ha detto Michele Palma, della Fiom-Cgil – i lavoratori dell’industria da tutti i paesi europei si sono uniti mentre invece in Europa crescono i nazionalismi, i corporativismi e gli aziendalismi delle imprese. Loro si dividono e quando si dividono e lottano tra di loro a pagarne le conseguenze sono spesso le lavoratrici e i lavoratori”.

“Noi siamo qui oggi – ha sottolineato – per dire che la transizione non si può fare contro le lavoratrici e i lavoratori, la transizione si può fare solo con loro, quindi bisogna bloccare i licenziamenti in Europa, garantire l’occupazione, realizzare gli investimenti e una redistribuzione in termini di salario e di riduzione di orario per la vita delle persone. Siamo qui da tutta Europa per dire che se c’è un futuro per questa Europa democratica deve fondarsi sul lavoro, e sul lavoro dei metalmeccanici e dei lavoratori chimici”.

L’intervento più duro contro il modo in cui si sta attuando il Green Deal in Europa è stato quello di Rocco Palombella, segretario generale Uilm. “Siamo qui per dire al Parlamento europeo: fermatevi, siete ancora in tempo, non potete continuare così. Questa è l’Europa contro l’Europa, una divisione impossibile. Dobbiamo immediatamente fermarci e riconsiderare la transizione, perché così distrugge posti di lavoro, distrugge socialità, distrugge gli Stati, distrugge un’industria manifatturiera in grado di poter garantire diritti e prospettiva occupazionali e dignità. Lo vogliono capire, sì o no? Noi veniamo qua per dirgli basta. Siamo diventati la barzelletta del mondo”.

“Tutti gli Stati ci vedono come quelli che fanno Harakiri. Non possiamo essere i soli a salvare il Pianeta. Noi vogliamo salvare il Pianeta, e soprattutto le persone, i posti di lavoro e la dignità. Lo diciamo alla destra, alla sinistra a tutto il Parlamento europeo e a tutti gli Stati: così non si può andare avanti. O lo capiscono o glielo faremo capire in tutti i modi”, ha concluso Palombella.

Sanremo, Achille Lauro: porto sofferenza ma anche speranza

Milano, 5 feb. (askanews) – Achille Lauro si prepara a portare al Festival di Sanremo, Incoscienti giovani (Warner Music Italy), uno dei brani in gara pi attesi. Da icona trap a star spregiudicata in grado di smantellare ogni stereotipo, sempre pronto a rinnovarsi e a muoversi facilmente tra generi ed epoche nel mondo della musica e non solo porta un ballad ispirata a una storia vera, nata ai bordi del grande raccordo anulare della Capitale.

“La mia canzone parla di noi. Rubo dalla realt semplicemente, rubo dalla mia storia, di quello che sono stato, di quello che sono. Parla anche della visione cinica, dell’amore, che la mia. Parla di questa bambina, della storia di questa bambina. Secondo me particolare il fatto che si possa poi leggere in tante maniere perch la bambina potrebbe essere chiunque, potrebbe essere mio grande amore, mia madre, potrei essere io. E parla appunto di questa bambina che ha comunque bisogno di amore ma che non lo conosce. E quindi di questo amore poi che nasce che diventa ragione di vita. L’amore e il non amore sono sempre stati motori incredibili dell’arte, forse pi il non amore”.

Achille Lauro si prepara a calcare nuovamente il palco dell’Ariston e a tornare per la quinta volta dopo le tre partecipazioni in gara del 2019 con Rolls Royce, 2020 con Me ne frego, 2022 con Domenica e quella del 2021 come super ospite.

“Ho assistito e partecipato a un grande cambiamento in Sanremo. Da quando ho partecipato la prima volta ad oggi profondamente cambiato e per me una grandissima opportunit. un’opportunit perch comunque un palcoscenico con 10 milioni di persone, non ho mai partecipato alla gara sinceramente, ho partecipato sempre come se avessi fatto uno spettacolo nello spettacolo. Quest’anno sono molto contento perch ho l’opportunit di far vedere una parte di me che pochi conoscono.

Io credo che questo percorso sia iniziato con un amore dispirato, che sia l’evoluzione giusta di quello che ho iniziato, che porter all’album e a tutto quello che far. Credo che sia una grande canzone e soprattutto una canzone trasversale. anche diversa dalle ballad che ho portato io, che sono sempre molto molto sofferenti. Questa invece anche di speranza”.

Nella serata delle cover, venerd 14 febbraio, il cantante omaggia la sua citt natale, Roma, duettando con Elodie sulle note di A mano a mano di Riccardo Cocciante e Folle citt di Loredana Bert.

Dopo grande successo dell’annuncio del suo primo Circo Massimo, l’imperdibile evento live del 2025, Achille Lauro raddoppia e annuncia la seconda data del 1 luglio. Uno show speciale nel monumentale tempio musicale della stagione estiva della Capitale dove verr presentato al pubblico tutto il suo nuovo mondo musicale, contenuto nel settimo album in prossima uscita.

Elicottero precipita a Noceto (PR), 3 morti tra cui Lorenzo Rovagnati

Roma, 5 feb. (askanews) – Tragico incidente a Noceto, in provincia di Parma, dove in serata è precipitato un elicottero Augusta 109. Tutte e tre le persone a bordo sono decedute nello schianto, secondo quanto riportano i soccorritori sul posto, tra cui Lorenzo Rovagnati, co amministratore delegato della casa di salumi.

Lo schianto è avvenuto nei pressi del Castello di Castelguelfo, di proprietà della famiglia Rovagnati, mentre il velivolo era in fase di decollo. Le attività di recupero dei corpi dal relitto appaiono impegnative e il lavoro è reso ulteriormente difficoltoso dalle condizioni del suolo. Sul posto i Vigili del Fuoco. (fonte immagine: Rovagnati).

Monito Mattarella su mali passato: da protezionismo a progetto Terzo Reich

Marsiglia, 5 feb. (askanews) – “C’è il rischio che si ripeta quanto accaduto negli anni Trenta del secolo scorso: sfiducia nella democrazia, riemergere di unilateralismo e nazionalismi? Oggi come allora si allarga il campo di quanti, ritenendo superflue se non dannose per i propri interessi le organizzazioni internazionali, pensano di abbandonarle. Le conseguenze di queste scelte, la storia ci insegna, sono purtroppo già scritte”. Nella sua lectio magistralis oggi all’università d’Aix Marseille che gli ha conferito il dottorato honoris causa, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, traccia un quadro preoccupato dei rischi di un progressivo sfaldamento di un ordine internazionale fondato sulla pace e la collaborazione mentre imperversano le guerre di dazi riaperte dall’amministrazione Trump (“fenomeni di protezionismo di ritorno”) e si fatica a vedere a quali condizioni verrà chiusa la guerra in Ucraina o il conflitto in Medioriente.

La storia ci insegna che la pace non si può mai dare per scontata che bisogna costruirla e coltivarla, così come fecero i popoli e le nazioni all’indomani della seconda guerra mondiale con l’istituzione dell’organizzione delle Nazioni Unite, ma dopo 70 anni di pace nel “XXI secolo ci si è progressivamente trovati di fronte a una situazione fluida, nella quale a prevalere erano i rischi e il sentimento di incertezza e imprevedibilità”, dice Mattarella che registra il riemergere “del concetto di ‘sfere di influenza’, all’origine dei mali del XX secolo e che la mia generazione ha combattuto”. Un “tema cui si affianca quello di figure di neo-feudatari del Terzo millennio – novelli corsari a cui attribuire patenti – che aspirano a vedersi affidare signorie nella dimensione pubblica, per gestire parti dei beni comuni rappresentati dal cyberspazio nonché dallo spazio extra-atmosferico, quasi usurpatori delle sovranità democratiche”.

Il capo dello Stato ricorda come “la crisi economica del ’29 alimentò una spirale di protezionismo, di misure unilaterali, con il progressivo erodersi delle alleanze” e subito “presero il sopravvento fenomeni di carattere autoritario. Il risultato fu l’accentuarsi di un clima di conflitto – anziché di cooperazione” e “a prevalere fu il criterio della dominazione. E furono guerre di conquista. Fu questo il progetto del Terzo Reich in Europa. L’odierna aggressione russa all’Ucraina è di questa natura”, avverte Mattarella.

“La strategia dell’appeasement non funzionò nel 1938. La fermezza avrebbe, con alta probabilità, evitato la guerra. Avendo a mente gli attuali conflitti, può funzionare oggi?”, si domanda il capo dello Stato secondo il quale “quando riflettiamo sulle prospettive di pace in Ucraina dobbiamo averne consapevolezza”, avverte.

Per Mattarella questo “è il momento di agire: ricordando le lezioni della storia e avendo a mente il fatto che l’ordine internazionale non è statico” e che la pace “non è un dono gratuito della storia” ma va costruita con la fiducia, cosa sono se non atti di fiducia gli accordi internazionali che hanno caratterizzato gli ultimi decenni ma che ora vengono sempre più spesso violati e messi in discussione? In questo quadro di incertezza il Presidente della Repubblica chiama in causa l’Unione europea: “L’Europa intende essere oggetto nella disputa internazionale, area in cui altri esercitino la loro influenza, o, invece, divenire soggetto di politica internazionale, nell’affermazione dei valori della propria civiltà? Può accettare di essere schiacciata tra oligarchie e autocrazie? Con, al massimo, la prospettiva di un ‘vassallaggio felice'”. Insomma “bisogna scegliere: essere ‘protetti’ oppure essere ‘protagonisti’?”.

L’Europa è il “più grande progetto di pace e democrazia” della storia e per questo “un punto di riferimento” e una speranza per gli altri paese, è custode dei diritti e dello Stato di diritto e perciò “chiunque pensi che questi valori siano sfidabili sappia che, sulla scia dei suoi precursori, l’Europa non tradirà libertà e democrazia”, assicura. Ma l’Europa non può neanche considerarsi un’isola felice, insiste Mattarella, “abbiamo bisogno di un ordine internazionale stabile e maturo per reagire all’entropia e al disordine causate dalle politiche di potenza, e per affrontare le grandi sfide transnazionali del nostro tempo”. Perciò proprio l’Unione Europea, a suo avviso “deve porsi alla guida di un movimento che nel rivendicare i principi fondanti del nostro ordine internazionale sappia rinnovarlo, attenta alle istanze di quanti dall’attuale costruzione si sentano emarginati”.

E dunque l’invito rivolto agli studenti, alle nuove generazioni è “a non ripetere gli errori del passato, ma dar vita a una nuova narrazione. Soltanto insieme, come comunità globale, possiamo sperare di costruire un avvenire prospero, ispirato a equità e stabilità”.

Nato, Rutte: ottenuto molto in Iraq in pieno rispetto sovranità

Milano, 5 feb. (askanews) – Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, ha visitato l’Iraq il 4-5 febbraio 2025, insieme con il comandante supremo alleato in Europa (SACEUR) il generale dell’esercito Usa, l’italomericano Christopher G. Cavoli. Durante il suo viaggio, Rutte ha incontrato il presidente, Abdul Latif Rashid, il primo ministro, Mohammed Shia’ Al-Sudani e altri funzionari di alto livello del governo iracheno, con i quali ha scambiato opinioni su una serie di argomenti, tra cui il ruolo della Missione NATO in Iraq (NMI), la partnership NATO-Iraq e la situazione della sicurezza nella regione. Ha anche incontrato il comandante del NMI, il tenente generale Lucas Schreurs, altri membri del personale NMI e la comunità diplomatica della NATO a Baghdad. E tra le foto diffuse dalla Nato degli incontri, ce ne sono almeno due con significativa presenza italiana, compresa quella dell’ambasciatore d’Italia in Iraq Niccolò Fontana che ha assunto l’incarico alla fine dello scorso anno. L’ambasciata italiana è anche punto di contatto Nato in Iraq.

“Dal 2018, attraverso i suoi sforzi di consulenza e sviluppo delle capacità, la missione NATO Iraq ha contribuito a rendere le forze di sicurezza irachene, le istituzioni e le strutture più efficaci, inclusive e sostenibili a lungo termine. Mi congratulo con i nostri partner iracheni e la leadership e il personale di NMI per l’eccellente livello di cooperazione sviluppato, in diversi settori, tra cui l’istruzione della sicurezza, la logistica, la difesa informatica e il buon governo” ha detto Rutte secondo l’Alleanza. “Insieme abbiamo ottenuto molto grazie alla nostra partnership NATO-Iraq. Su richiesta delle autorità irachene e nel pieno rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale dell’Iraq, stiamo facendo evolvere la portata delle nostre attività, a sostegno degli sforzi in corso dell’Iraq verso una sicurezza duratura e una stabilità per tutti i suoi cittadini”.

Al vertice della NATO a Bruxelles nel luglio 2018, i leader alleati hanno lanciato la NATO Mission Iraq, su richiesta e su invito del governo iracheno. La missione è stata istituita a Baghdad nell’ottobre 2018. Il suo attuale comandante è il tenente generale Lucas Schreurs, dai Paesi Bassi.

La missione NATO Mission Iraq è una missione di consulenza e di sviluppo delle capacità; aiuta l’Iraq a costruire istituzioni e forze di sicurezza più sostenibili, trasparenti, inclusive ed efficaci, in modo che siano essi stessi in grado di stabilizzare il loro paese, combattere il terrorismo e prevenire il ritorno dell’Isis. Per raggiungere questo obiettivo, la NATO fornisce consulenza ai funzionari della difesa e della sicurezza irachena del Ministero della Difesa, dell’Ufficio del Consigliere per la sicurezza nazionale, del Centro Operativo Nazionale del Primo Ministro e del Comando di Polizia Federale all’interno del Ministero dell’Interno iracheno. La missione fornisce anche consulenza alle istituzioni educative militari professionali irachene nella grande area di Baghdad. Le autorità irachene hanno individuato una serie di obiettivi primari per la cooperazione con l’NMI. Questi includono l’istruzione di sicurezza, la logistica, la difesa informatica e il buon governo.

Med Wind, Casciotti: condivisione valori e priorit Renexia

Roma, 5 feb. (askanews) – Paolo Casciotti (Presidente di Seas Geosciences e General Manager di Marine Services Sealaska), al convegno sul progetto dell’impianto Med Wind alla Luiss, ha spiegato come “Seas Geosciences condivide i valori e le priorit di Renexia ed lieta di collaborare al progetto Med Wind che, peraltro, benefici alle comunit locali. Il team di esperti di geoscienze e ingegneria sottomarina di Seas specializzato nel lavorare in modo efficiente e sicuro in acque profonde, per acquisire informazioni geotecniche. I nostri metodi di campionamento innovativi, con sistemi unici e gestiti da remoto, per studiare l’ambiente sottomarino, oltre alla capacit di lavorare in acque con profondit superiori a 900 metri, consentiranno a Renexia di definire e progettare i sistemi di ancoraggio pi appropriati per le turbine e garantire la massima attenzione all’ecosistema circostante”. Inoltre, come parte di Woocheen, Seas trae ispirazione dall’eredit condivisa dei 26.000 azionisti nativi dell’Alaska di Sealaska, la cui gente ha vissuto in relazione con la terra e l’oceano per 10.000 anni: “Questa connessione, nel corso dei millenni, informa l’attenzione dell’azienda sulla salute degli oceani. Inoltre, i profitti di Seas sostengono direttamente le comunit native dell’Alaska con borse di studio, opportunit economiche, rivitalizzazione della cultura e della lingua indigena e molto altro”.

P.Chigi: escludiamo giornalisti spiati da intelligence

Roma, 5 feb. (askanews) – “In merito a quanto pubblicato da alcuni organi di stampa su presunte attività di spionaggio che avrebbero riguardato operatori dell’informazione, la Presidenza del Consiglio esclude che siano stati sottoposti a controllo da parte dell’intelligence, e quindi del Governo, i soggetti tutelati dalla legge 3 agosto 2007, n. 124 (Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica e nuova disciplina del segreto), compresi i giornalisti”. E’ quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi che si riferisce al caso di un centinaio di giornalisti, tra cui il direttore di Fanpage Francesco Cancellato, che sarebbero stati controllati con un sofisticato software spyware.

“Trattandosi di una questione che il governo considera di particolare gravità – prosegue Palazzo Chigi -, è stata attivata l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, che dipende dalla Presidenza del Consiglio. Acn ha interloquito con lo studio legale Advant, incaricato dalla società WhatsApp Ireland Limited: emerge che le utenze italiane interessate finora appaiono essere sette. Non è stata comunicata ad Acn l’identità dei titolari di tali utenze, che sono stati informati direttamente dalla stessa società, a tutela della loro privacy”.

“Dalla medesima interlocuzione si ricava che le utenze fino ad ora coinvolte appartengono a numeri con prefissi telefonici riconducibili, oltre all’Italia, ai seguenti Paesi: Belgio, Grecia, Lettonia, Lituania, Austria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna e Svezia. WhatsApp Ireland Limited è la società di Meta che opera nel mercato europeo, il che spiega perché le informazioni emerse riguardino esclusivamente Paesi dell’Unione Europea”.

“Per ogni altra questione di competenza dell’intelligence relativa all’uso degli strumenti in questione, la Presidenza del Consiglio conferma la sua disponibilità a riferire all’organismo parlamentare preposto al controllo dell’attività dei servizi (Copasir)”.

Green Deal, Timmermans: è la nostra politica industriale Ue

Bruxelles, 5 feb. (askanews) – Parla, a tutto campo, Frans Timmermans, l’ex vicepresidente esecutivo della prima Commissione von der Leyen, in cui era primo responsabile del Green Deal, che dopo le sue dimissioni nell’agosto 2023 è stato considerato dal Ppe e dalle destre nel Parlamento europeo come capro espiatorio, unico autore delle ‘folli politiche green’ e ‘ideologiche’ dell’Ue negli anni scorsi.

Invitato dal gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D) al Parlamento europeo, Timmermans ha sottolineato che il Green Deal non va politicizzato, come hanno fatto il Ppe e le destre per osteggiarlo, perché non è né di sinistra né di destra, ma costituisce necessaria visione di politica industriale per l’Unione europea, se non si vuole restare indietro nell’economia globale, se si vogliono salvare davvero l’industria e i posti di lavoro in Europa, se si vogliono diminuire i prezzi dell’energia, se si vuole essere protagonisti e non vittime della transizione verde. Ha ricordato che la storia insegna che, quando il centro insegue la destra, alla fine è la destra che vince. Ha ammonito i Verdi e le forze di sinistra a perseguire insieme e in parallelo politiche ambientali e politiche sociali, affinché la transizione sia giusta e non pesi sui redditi più bassi.

‘Questo, oggi – ha detto l’ex vicepresidente della Commissione in un punto stampa a margine della riunione del gruppo S&D, oggi a Bruxelles -, è il secondo punto di svolta per l’Europa che ho vissuto nella mia vita professionale. Il primo è stato nell’89, pieno di ottimismo, di cambiamenti radicali a cui l’Europa doveva adattarsi. E l’Europa lo ha fatto. Chi avrebbe pensato nel 1989 che nel 2004 avremmo allargato l’Ue a quei Paesi che fino ad allora erano nostri nemici? Quindi siamo capaci di miracoli. E credo che dobbiamo tenerlo a mente’.

‘Ora – ha continuato Timmermans – siamo in questa fase di tensione, le sfide sono più grandi. L’ottimismo non è il sentimento prevalente in tutto il mondo. Dobbiamo riaccendere l’ottimismo, perché possiamo farcela. Ma dobbiamo assicurarci di essere più uniti. Trovo stimolante che la premier della Danimarca (Mette Frederiksen, ndr), un paese che per molto tempo è stato piuttosto riluttante in termini di accelerazione dell’integrazione europea, e soprattutto di aumento del bilancio europeo, stia ora dicendo che in questi tempi difficili dobbiamo stare fianco a fianco come europei’.

Come europei, ‘dobbiamo aumentare il nostro bilancio e io, che vengo da un paese ‘frugale’, sono disposto a farlo. Il primo ministro finlandese (Petteri Orpo, ndr) ha detto esattamente la stessa cosa. Questo è il nostro momento, se lo comprendiamo correttamente’.

‘La nostra industria e i nostri cittadini – ha notato Timmermans – hanno bisogno di prezzi dell’energia più bassi; e l’unico modo per abbassare i prezzi dell’energia è accelerare la transizione verso le energie rinnovabili, l’unica energia a basso costo che l’Europa ha a disposizione. L’unico modo per riaccendere la fiducia nel futuro è fornire alloggi ai giovani di tutta l’Unione europea che oggi non riescono a trovare un alloggio a prezzi accessibili, o spendono una quota eccessiva del loro reddito per alloggi al di sotto degli standard normali. L’Unione europea deve quindi investire nella transizione energetica e nell’edilizia abitativa. E deve farlo collettivamente, ricreare una piattaforma per l’industria europea del futuro’. Noi europei ‘siamo intelligenti almeno quanto gli americani. Siamo bravi a inventare, migliori dei cinesi. Ma siamo pessimi nel commercializzarle con un’economia di scala. Ed è questo che dobbiamo fare nei prossimi anni’.

La Commissione presenterà entro la fine del mese una sorta di seconda versione del Green Deal, riveduta e corretta, chiamata ‘Clean Industrial Deal’. ‘Il Green Deal – ha osservato l’ex vicepresidente esecutivo della Commissione -, è la nostra politica industriale. E se la nuova Commissione ritenesse utile rinominarlo, appunto, ‘politica industriale’, o ‘Inflation Reduction Act’ (come il provvedimento negli Usa che finanzia l’industria installata in territorio americano, ndr), o qualsiasi altro nome voglia dargli, ma attenendosi alle linee politiche che abbiamo concordato, penso che farebbe un buon servizio all’industria e ai nostri cittadini’.

‘Ma devo anche essere onesto: di molti dei sussidi e delle misure che dovevano aiutare le persone a passare a una mobilità a zero emissioni o a basse emissioni, a installare pannelli solari, ecc., hanno beneficiato – ha ammesso Timmermans – le parti più ricche dell’Europa, la parte più ricca della nostra società. Ora – ha sottolineato – dobbiamo assicurarci di ristrutturare questa politica, in un modo che siano avvantaggiate davvero le persone, quelle che da sole non possono permettersi di acquistare pannelli solari, che dipendono dai trasporti pubblici, che hanno bisogno di investimenti, e che hanno bisogno di avere accesso a veicoli a zero emissioni’.

Insomma, ‘c’è molto da fare, e possiamo riuscirci solo se siamo uniti. Questa unità ha portato, anche nel Parlamento europeo e nella Commissione, a grandi decisioni in passato. A volte mi chiedo come mai la memoria delle persone sia così corta. Il Green Deal – ha ricordato – è stato possibile solo perché il Ppe ha partecipato a tutti i processi decisionali e ha votato positivamente. Il Green Deal è stato spesso rivendicato dal Partito popolare europeo come un loro progetto. Dov’è finito ora? Cosa è cambiato? È cambiato il progetto o è cambiato il Ppe?’ ‘Noi sappiamo – ha rilevato Timmermans -, e porto questa esperienza dal mio paese’, l’Olanda, ‘che se il centro-destra inizia a imitare la destra radicale, è la destra radicale che vince e il centro-destra che perde. E il centro-destra che perde viene trascinato nell’ambito della destra radicale, abbandona il centro. Il che rende poi molto più difficile, per altri partiti di centro-sinistra o di centro-destra, formare coalizioni che possano portare i nostri paesi e la nostra Europa nel futuro. Quindi spero che cambieranno approccio’ nel centro-destra.

‘Ho visto, ad esempio, il leader dei nazionalisti fiamminghi, che ora è primo ministro del Belgio (Bart De Wever, ndr), che ha capito questo quando ha assistito all’esperienza delle elezioni olandesi. E ora vedo Friedrich Merz (il leader della Cdu tedesca, candidato cancelliere alle imminenti elezioni ndr) commettere di nuovo questo tragico errore in Germania. Pensavo che il centro-destra in Germania avesse imparato dal passato a non farlo. Ma tragicamente, ora Merz lo ha fatto. Non posso controllare le conseguenze che questo avrà, ma mi preoccupano’.

‘Quindi se vogliamo essere forti a sinistra, dobbiamo essere più uniti; ma dobbiamo anche fare una proposta al centro, che attiri altri partiti dal centro per formare coalizioni con noi. Non vorrei che i movimenti di sinistra in Europa si trovassero ad avere sempre ragione, ma ad essere raramente rilevanti. E la nostra rilevanza dipende dalle nostre dimensioni, dalle nostre proposte, e dalla nostra volontà di cooperare con altri partiti democratici per portare cambiamenti’, h& spiegato Timmermans.

Sempre riguardo al Green Deal, ha notato una giornalista, sembra che la Commissione, oltre a cambiandogli il nome, voglia anche andare in una direzione diversa da quella che era stata stabilita con il precedente Esecutivo Ue. Questo, ha replicato Timmermans, ‘resta da vedere. Penso che la Commissione sappia benissimo che per far passare la legislazione negli Stati membri ha bisogno del Parlamento europeo. Quindi dipenderà anche dalle possibilità del Parlamento europeo di creare abbastanza coalizioni con persone che si sono precedentemente impegnate nella transizione incorporata dal Green Deal, per continuare su quella strada’.

‘Con le elezioni che ci sono state e che ci saranno, l’Europa – ha constatato – si è spostata a destra, in particolare in certi Stati membri, e questo si rifletterà nel programma della Commissione; penso che sia ovvio. Ma quel programma dovrà anche ottenere supporto qui’ nel Parlamento europeo. ‘E al centro del programma – ha indicato – deve esserci un’idea di come portiamo posti di lavoro in Europa, di come rafforziamo la nostra base industriale, come ci assicuriamo di abbassare i prezzi dell’energia. Che si sia di sinistra o di destra, queste saranno le nostre priorità. E il Green Deal, a mia conoscenza, è il modo migliore per arrivarci’.

‘Insomma, – ha sintetizzato Timmermans – vedremo se si tratterà solo di un ‘rebranding’ o di qualche vero cambiamento di rotta. Ma penso che i piani del ‘Fit for 55′ (la legislazione già approvata affinché l’Ue possa conseguire la riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030, ndr) dovrebbero restare in vigore’. Questo obiettivo, ha avvertito, ‘è nell’interesse di tutti. E non va politicizzato. Ricordo i primi anni di lavoro in prima linea alla Commissione europea: allora il Green Deal non era una cosa di sinistra o di destra. Era la cosa giusta da fare, né di sinistra, né di destra’.

Oggi, ha rilevato ancora, ‘in qualche modo il centro-destra è stato tentato dalla destra radicale di politicizzare l’idea stessa del Green Deal. Ma forse possiamo fare un passo indietro e guardare alle politiche di cui l’Europa ha bisogno per ricreare una solida base industriale perché è molto, molto urgente’.

Comunque, ha ammonito Timmermans, che è favorevole a un’alleanza tra le forze politiche di sinistra e quelle verdi in Europa, come è già avvenuto nel suo paese, l’Olanda, ‘non si può fare una politica verde se non si è anche attenti al sociale. E non si può fare politica sociale se non si accelera la transizione verde. Perché più tempo ci vorrà’ per compiere questa transizione, ‘più sarà costosa. E il conto arriverà alle persone che non possono permetterselo’.

A una domanda sul mancato decollo della domanda nel comparto dell’auto elettrica in Europa, che ha smentito le previsioni iniziali ottimistiche dei servizi della Commissione di cui lui era responsabile, l’ex vicepresidente esecutivo ha replicato: ‘Che cosa è andato storto? Prima di tutto, l’Europa è arrivata tardi nel gioco. L’industria automobilistica europea, e in particolare i grandi produttori di automobili in Germania, pensavano che il motore a combustione avesse un futuro senza fine. E allo stesso tempo abbiamo visto che, soprattutto in Asia, le auto elettriche non stavano solo diventando prodotti di massa, ma stavano anche diventando sempre più economiche’.

‘Quindi siamo arrivati ​​tardi alla festa. E ora dobbiamo supportare l’industria automobilistica per una transizione più rapida. Una transizione verso emissioni molto basse, verso una mobilità a zero emissioni’. In passato, ‘quando i motori a combustione stavano arrivando sul mercato, non si sarebbe aiutata l’industria europea sostenendo i motori a vapore. Si aiutò l’industria accelerando la transizione ai motori a combustione. Ora si deve aiutare l’industria automobilistica accelerando la transizione verso le emissioni zero’, ha concluso Timmermas.

Nordio attacca pm e opposizioni, in Parlamento muro contro muro su Almasri

Roma, 5 feb. (askanews) – Tensione altissima in Parlamento sul caso Almasri. La tanto agognata informativa del governo sul caso Almasri si è svolta in un clima infuocato prima alla Camera, poi al Senato. Con il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, durissimo contro le opposizioni e la magistratura, e le opposizioni all’attacco della premier Giorgia Meloni “patriota in fuga”.

Con i banchi del governo quasi al completo (assente il vicepremier Tajani, Salvini comparirà al Senato), accanto alla sedia vuota della premier Meloni, il Guardasigilli ha parlato di un atto, quello della Corte penale internazionale, “radicalmente nullo”, di un “pasticcio frettoloso”. Interrotto da Angelo Bonelli dei Verdi che lo ha corretto sulle date, Nordio ha alzato gli occhi dai fogli col discorso scritto e concordato con l’avvocato Giulia Bongiorno per accusare i gruppi di minoranza: “Non avete letto le carte, avete discusso sul nulla, non sapevate neanche di cosa steste parlando”. Anche la stampa “ha diffuso in questi giorni tutta una serie di notizie inventate e in parte sbagliate” ma “quello che mi ha un po’ deluso, anche se non è arrivato inaspettato, è stato l’atteggiamento di una certa parte della magistratura – ha detto il Guardasigilli – che si è permessa di sindacare l’operato del Ministro senza aver letto le carte. Questo loro modo di intervenire in modo imprudente, in modo sciatto, rende il dialogo molto, molto difficile”.

Parole che hanno creato scompiglio e proteste dai banchi di Pd, M5s, Avs. “Capisco vi sia una certa delusione – la provocazione di Nordio – ma non ce l’ho con voi”. Sulla scia della linea scelta dalla premier Meloni di scontro frontale con le toghe, l’avvertimento del ministro è per i magistrati: “Se questo è un sistema per farci credere che le nostre riforme debbano essere rallentate” non funzionerà. “L’altro giorno un magistrato ha ringraziato ironicamente il Ministro perché finalmente aveva compattato la magistratura. Sono io che ringrazio questa parte della magistratura, perché ha compattato la nostra maggioranza come mai si era visto: se agli inizi vi erano delle esitazioni, oggi non vi sono più. Andremo avanti, andremo avanti fino in fondo, senza esitazione e fino alla riforma finale”. Parole che strappano la standing ovation del centrodestra.

L’intervento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi non si è discostato dalle spiegazioni fornite al question time di Palazzo Madama due settimane fa sul caso, il titolare del Viminale ha letto la motivazione nota: Almasri è un soggetto pericoloso, è stato espulso per la sicurezza nazionale. Più tardi, al Senato, Matteo Renzi, definirà Piantedosi “imbarazzato” e Nordio “imbarazzante” per aver fatto “la difesa di Almasri” che “ha violentato bambini e torturato donne e ucciso delle persone e voi lo avete mandato in Libia con un volo di Stato e con il tricolore che ha fatto da quinta naturale alla pagliacciata dei criminali libici”. Citando “Le avventure di Pinocchio”, il leader Iv ha detto sarcastico: “Meloni vuole fare la fatina, ma fa l’omino di burro, forte con i deboli e debole con i forti”, “vile” perché non è venuta in aula ad ammettere che “l’interesse nazionale non è sui migranti ma si chiama Eni”.

Sulla fuga della premier insistono tutti: la segretaria del Pd, Elly Schlein, alla Camera la definisce “la presidente del coniglio”, per il leader M5s, Giuseppe Conte, Meloni che scappa dal Parlamento, scappa dagli italiani, è un atto di grande viltà”. L’ex premier si rivolge direttamente al capo del governo: “So che ci sta guardando, ha parlato tre volte altrove di questo caso, adesso non parli più, ne parli al Tribunale dei ministri. Se non viene a parlare qui non si permetta di parlarne davanti a qualche scendiletto”.

Alla ripresa della seduta dell’aula della Camera, dopo il question time, mentre l’informativa si è spostata in aula al Senato, i capigruppo di opposizione tornano a chiedere un’informativa di Meloni ma è il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani a tagliare corto: “Abbiamo fatto l’informativa oggi, cosa altro dobbiamo aggiungere? Comunque riferiremo alla Meloni e vedremo”.

A Palazzo Madama, alla presenza della leghista Bongiorno, che prima di entrare in aula dice ai cronisti di non aver sentito l’informativa della Camera ma di aver letto solo i lanci delle agenzie di stampa, i toni di Nordio sono meno duri ma il dibattito che ne scaturisce non è meno acceso di quello di Montecitorio. In particolare quando Alberto Balboni (Fdi) attacca il Pd per l’arresto del tesoriere del partito in Campania in un’inchiesta sui migranti, definendolo “uomo di fiducia di Boccia” che “non poteva non sapere”. Le argomentazioni sono le stesse usate da Giovanni Donzelli (Fdi) alla Camera dove a rispondere era stata Schlein: “La differenza – ha detto la segretaria dem – è che noi abbiamo rimosso e sospeso il tesoriere, mentre voi avete una ministra rinviata a giudizio per truffa allo Stato e Meloni non riesce a farla dimettere”.

Alla fine della giornata resta un muro contro muro sulla vicenda con le opposizioni da un lato insoddisfatte delle informative rese dai ministri e una maggioranza affatto intenzionata ad abbassare il tiro verso la magistratura.

Ue valuta stop esenzione dazi su pacchi e-commerce sotto 150 euro

Roma, 5 feb. (askanews) – La Commissione europea mette nel mirino gli acquisti via internet di beni di valore contenuto, su cui rileva una impennata negli ultimi anni, e su cui nell’ambito di una serie di misure ipotizza “la soppressione dell’esenzione dai dazi sui pacchi di valore inferiore a 150 euro”, assieme al rafforzamento dei controlli con la riforma generale delle Dogane.

Con un comunicato, Bruxelles afferma che sta adottando misure per affrontare i rischi derivanti dalle importazioni di basso valore vendute tramite rivenditori online (e-commerce) di paesi terzi e mercati che ospitano operatori commerciali di paesi terzi. Per questo ha pubblicato oggi una comunicazione sul commercio elettronico battezzata “Un pacchetto completo di strumenti dell’Ue per un commercio elettronico sicuro e sostenibile”.

Secondo la Commissione Ue, lo scorso anno circa 4,6 miliardi di spedizioni di basso valore, vale a dire singoli pacchi pagati non oltre 150 euro, sono entrate nel mercato dell’Unione per un totale di 12 milioni di pacchi al giorno. Si tratta del doppio rispetto al 2023 e del triplo rispetto al 2022. “E molte di queste merci sono risultate non conformi alla legislazione europea. Questa crescita esponenziale sta sollevando numerose preoccupazioni – avverte -. Principalmente, ci sono sempre più prodotti nocivi che entrano nell’Ue. Inoltre, i venditori europei, che rispettano i nostri elevati standard di prodotto, rischiano di essere danneggiati da pratiche sleali e dalla vendita di merci contraffatte attraverso i mercati online”.

“Infine – aggiunge la Commissione – il gran numero di pacchi spediti e trasportati ha un’impronta ambientale e climatica negativa”.

Nel mirino della Ue sembrano esserci soprattutto le merci di valore contenuto spedite dalla Cina, dove si sono velocemente sviluppati operatori che hanno visto impennarsi le loro attività.

La comunicazione illustra gli strumenti di cui l’Ue dispone già e mette in evidenza le iniziative attualmente discusse dai colegislatori. Propone inoltre nuove azioni congiunte per affrontare le preoccupazioni derivanti dall’aumento di prodotti non sicuri, contraffatti e altrimenti non conformi o illeciti che entrano nel mercato.

Tra queste ultime la prima è la riforma doganale: la richiesta ai colegislatori di adottare rapidamente il pacchetto di riforma dell’unione doganale proposto, consentendo la rapida attuazione di nuove norme per garantire condizioni di parità nel settore del commercio elettronico. E’ qui che viene proposta la revoca dell’esensione dei dazi su pacchi da meno di 150 euro – misura che ovviamente avrebbe anche effetti inflazionistici – e il rafforzamento delle capacità di controllo, quali una migliore condivisione dei dati e una migliore valutazione dei rischi.

La Commissione invita inoltre i colegislatori a prendere in considerazione ulteriori misure, come una commissione di gestione non discriminatoria, sugli articoli di commercio elettronico importati nell’Ue direttamente ai consumatori, per far fronte ai costi crescenti della supervisione della conformità di miliardi di tali spedizioni alle norme dell’Ue.

Bruxelles preme inoltre per “misure mirate per le merci importate”, compreso l’avvio di controlli coordinati tra le autorità doganali e le autorità di vigilanza del mercato, nonché azioni coordinate in materia di sicurezza dei prodotti, come la prima indagine a tappeto sulla sicurezza dei prodotti. Ciò dovrebbe portare all’eliminazione dal mercato delle merci non conformi e contribuire alla raccolta di prove per alimentare l’analisi dei rischi e le azioni complementari. I futuri controlli saranno intensificati per taluni operatori, merci o flussi commerciali, su base continuativa, alla luce dell’analisi dei rischi. Maggiore è il tasso di inadempienza, maggiore dovrebbe essere il livello di vigilanza nelle fasi successive, mentre le sanzioni dovrebbero riflettere i casi di inadempienza sistematica.

Inoltre la Ue chiede di proteggere i consumatori sui mercati online, evidenziando le pratiche di commercio elettronico come una chiara priorità nell’applicazione della legge sui servizi digitali, nonché strumenti come la legge sui mercati digitali e quelli che si applicano a tutti gli operatori commerciali: il regolamento sulla sicurezza generale dei prodotti, il regolamento sulla cooperazione per la tutela dei consumatori e la rete per la tutela dei consumatori.

Sugli strumenti digitali che possano contribuire a facilitare la supervisione del panorama del commercio elettronico attraverso il passaporto digitale dei prodotti vengono citati “nuovi strumenti di IA per l’individuazione di prodotti potenzialmente non conformi”.

Sulla protezione dell’ambiente, compresa l’adozione del primo piano d’azione sul regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili e la richiesta di una rapida adozione della modifica mirata della direttiva quadro sui rifiuti si afferma di voler “responsabilizzare i consumatori e i professionisti attraverso campagne di sensibilizzazione sui diritti dei consumatori, i rischi e i meccanismi di ricorso”.

E mentre da un lato afferma di voler procedere a una generale “semplificazione delle regole”, in questo ambito invece la Commissione chiede di puntare su “cooperazione internazionale e commercio, compresa l’organizzazione di attività di formazione sulle norme dell’Ue in materia di sicurezza dei prodotti e la valutazione di eventuali elementi di prova relativi al dumping e alle sovvenzioni. La Commissione – si legge – invita gli Stati membri a riunirsi per svolgere un ruolo forte come Team Europa al fine di migliorare l’efficacia delle azioni intraprese dalle autorità nazionali e dalla Commissione”.

Per quanto riguarda i prossimi passi, la Commissione invita la cooperazione con gli Stati membri, i colegislatori e tutte le parti interessate a mettere in atto le misure delineate nella comunicazione. Entro un anno Bruxelles valuterà l’effetto delle azioni annunciate e pubblicherà una relazione sui risultati dei controlli rafforzati. Alla luce dei risultati e in consultazione con le autorità competenti degli Stati membri e le parti interessate, la Commissione valuterà se i quadri e le attività di applicazione esistenti siano sufficienti e adeguati. In caso contrario, saranno prese in considerazione ulteriori azioni e proposte per rafforzare l’attuazione e l’applicazione delle norme dell’Ue.

Arriva (finalmente) al Sistina di Roma il musical "Tootsie" di Piparo

Roma, 5 feb. (askanews) – Cresce l’attesa per il debutto a Roma del Musical “Tootsie” firmato e adattato in italiano da Massimo Romeo Piparo che, forte del grande successo di pubblico e critica ottenuto nel tour iniziato lo scorso novembre, vedrà la prestigiosa presenza di Robert Horn, autore del libretto e vincitore del Tony Award per questo titolo, e di David Yazbek, autore della colonna sonora e dei testi di “Tootsie” oltre che di “The Full Monty” e candidato al Tony Award per la colonna sonora di entrambi i titoli, che voleranno a Roma dagli Stati Uniti proprio per assistere alla Première di giovedì 13 febbraio al Teatro Sistina e applaudire l’adattamento italiano della loro “creatura” firmato da Piparo.

Prodotto da PeepArrow Entertainment in collaborazione con Il Sistina, “Tootsie” – tratto dal famoso film del 1982 di Sydney Pollack con l’indimenticabile interpretazione di Dustin Hoffman – sarà in scena a Roma fino al 9 marzo con due nuove settimane di programmazione, aggiunte per far fronte alla grande richiesta del pubblico del Teatro Sistina che ha già acquistato 10mila biglietti per un totale complessivo, in questa prima parte del tour, di quasi 50mila spettatori.

Divertente, romantico e con una irresistibile vena dissacrante che fa sorridere ma anche riflettere, “Tootsie”- in scena per la prima volta in Italia – è interpretato dall’inedita ma affiatatissima coppia formata da Paolo Conticini, già protagonista acclamato di successi come “Mamma Mia!” e “The Full Monty”, ed Enzo Iacchetti che torna finalmente al Musical dopo il grande successo personale ottenuto nei panni di Zazà ne “Il Vizietto”. Sul palco, con un grande cast di artisti, le scenografie di Teresa Caruso, le coreografie di Roberto Croce, i costumi di Cecilia Betona, le luci di Umile Vainieri, il suono di Stefano Gorini, l’Orchestra dal vivo diretta dal Maestro Emanuele Friello.

“Come sempre il Teatro arriva più in fondo e in modo più diretto al cuore dei temi fondamentali della nostra società”, afferma Massimo Romeo Piparo. “In un momento in cui si fa tanto parlare (o urlare) di temi così delicati e sensibili come ‘sessismo’, ‘patriarcato’, ‘identità’, Tootsie, con leggerezza e grande ironia, oltre che con la ineguagliabile forza della musica, li rappresenta in modo chiaro e deciso, affidando a poche ma significative indimenticabili battute la prova di quanta confusione ci sia ancora oggi tra ‘essere’ e ‘apparire’. Nella versione teatrale si aggiunge anche una caustica e pungente critica all’intero mondo dello show business in cui – purtroppo – la differenza tra i sessi è ancora marcatamente segnata. La mia versione italiana – continua Piparo – tiene fedelmente conto dell’indirizzo dato dagli autori e ne esalta tutta l’ironia e la rinnovata comicità, integrandola grazie anche alla grande ispirazione che una inedita e strepitosa coppia di attori come Conticini e Iacchetti mi hanno fornito. Un cast di grandissimi professionisti, tutti perfettamente aderenti ai propri ruoli, ha completato la ricetta che mi ha permesso di offrire al pubblico italiano un prodotto attualissimo, scorrevole e di grande intrattenimento, che per la prima volta in Italia viene rappresentato dopo il suo successo a Broadway. Tootsie è un (meritato e doveroso) inno alle donne, uno spettacolo al femminile anche quando a parlarne… sono gli uomini, che potremmo condensare nella celeberrima battuta finale: ‘sono stato un uomo migliore con te, da donna… di quanto non lo sia stato con le altre donne… da uomo. Devo solo imparare a farlo… senza la gonna!”.

“Tootsie” è classificato come una delle migliori commedie di tutti i tempi nella lista stilata dall’American Film Institute e acclamato come “Il Musical più divertente di Broadway!” (The New York Post), oltre ad aver ricevuto l’incredibile cifra di 11 nomination agli Oscar del Musical (Tony Award), tra cui quello per il miglior musical e la migliore colonna sonora originale.

Lo spettacolo racconta la storia di Michael Dorsey (Paolo Conticini), un bravo attore con un particolare talento per… non riuscire a mantenere un lavoro. Avvilito e disoccupato, Michael decide di fare un ultimo, disperato tentativo per realizzare i suoi sogni: si presenta al provino del musical sequel di Giulietta e Romeo travestito da donna con il nome di Dorothy Michaels e, dopo un’ottima performance, lo vince. In una fulminea ascesa verso la celebrità di Broadway, Michael (travestito da Dorothy) diventa presto un’attrice amatissima dal pubblico ma, mentre il lavoro comincia ad andare a gonfie vele, Michael si innamora di una sua collega. Sarà il suo amico e coinquilino Jeff (Enzo Iacchetti), uno squattrinato ma navigato scrittore che per sopravvivere gestisce un ristorante, a metterlo di fronte alla realtà, facendogli realizzare che mantenere quel successo “di attrice” è molto più difficile di quanto si possa aspettare.

Con il suo ritmo serrato, una vicenda incredibilmente attuale e la coinvolgente colonna sonora suonata dal vivo dall’Orchestra diretta dal Maestro Emanuele Friello, “Tootsie” è una commedia brillante e piena di colpi di scena che si prende amabilmente gioco dell’intero mondo dello show business con le sue dinamiche distorte, in cui “merito” e “scorciatoia” spesso si confondono.

Ma la storia di Michael, grazie anche allo scoppiettante rapporto con il suo alter-ego Jeff, offre anche l’occasione per riflettere su temi importanti, come l’amore e il rapporto tra i sessi, l’identità e il ruolo della donna nella società, la genialità e il coraggio di rischiare per guadagnarsi un’opportunità per emergere. Celeberrima la frase finale che il camaleontico Dustin Hoffman rivolge alla sua amata nel disperato tentativo di “giustificare” il suo scambio di identità: “Sono stato un uomo migliore con te da ‘donna’, di quanto lo sia stato con le altre donne da ‘uomo’”.

La realizzazione di Tootsie – unitamente alla produzione di “West Side Story” ha sancito per Peeparrow Entertainment e per il Teatro Sistina l’inizio dell’importante partnership con Fineco che per un biennio sarà Main Sponsor delle rispettive attività. Una collaborazione prestigiosa e di grande qualità che vede affiancate due realtà molto affermate nei rispettivi ambiti.

Dopo Roma, “Tootsie” sarà in scena dal 14 al 16 marzo 2025 a Reggio Emilia (Teatro Municipale Romolo Valli, dal 21 al 23 marzo 2025 a Firenze (Teatro Verdi) e dal 28 al 30 marzo 2025 a Torino (Teatro Colosseo).

Mattarella: come negli anni Trenta si rischia abbandono multilateralismo

Marsiglia, 5 feb. (askanews) – “Regole e strumenti ci sarebbero per affrontare questa fase e allora perchè il sistema multilaterale sembra non riuscirci, con il rischio del ripetersi di quanto accaduto negli anni Trenta del secolo scorso: sfiducia nella democrazia, riemergere di unilateralismo e nazionalismi? Oggi come allora si allarga il campo di quanti, ritenendo superflue se non dannose per i propri interessi le organizzazioni internazionali, pensano di abbandonarle”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella nella lectio magistralis pronunciata in occasione della laurea honoris causa all’università d’Aix Marseille.

“Nel fragile contesto degli anni fra le due guerre mondiali, percorso da un cupo rialzarsi del nazionalismo, da allarmanti tendenze al riarmo, dal contrasto fra gli Stati, secondo la logica delle sfere di influenza – ha ricordato il capo dello Stato – furono circa 20 i casi di recesso dalla Società delle Nazioni. La Germania, con Hitler Cancelliere, si ritirò nel 1933. Lo stesso fece il Giappone. L’Italia uscì nel 1937” e questo dice che “fin dall’inizio, purtroppo, la Società delle Nazioni non seppe fare argine all’espansionismo, alle ripetute violazioni della sovranità territoriale, in Europa come in altri continenti”.