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Ramy, Meloni: non si può utilizzare una tragedia per legittimare la violenza

Roma, 12 gen. (askanews) – “Tra bombe carta, fumogeni e aggressioni, ieri sera a Roma abbiamo assistito all’ennesimo, ignobile episodio di disordine e caos ad opera dei soliti facinorosi scesi in piazza non per manifestare per una causa, bensì per puro spirito vendicativo. Non si può utilizzare una tragedia per legittimare la violenza. Alle Forze dell’Ordine va la nostra solidarietà, insieme agli auguri di pronta guarigione agli agenti feriti. Siamo dalla vostra parte”. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni, commentando gli scontri di ieri a Roma tra manifestanti e Forze dell’ordine durante la manifestazione, per ricordare Ramy Elgaml, il 19enne di origine egiziana morto il 24 dicembre durante un inseguimento con i carabinieri a Milano.

Lunedì il Consiglio nazionale M5s, arrivano le regole del dopo-Grillo

Roma, 12 gen. (askanews) – Il nuovo Movimento 5 stelle di Giuseppe Conte deve ancora assumere la sua forma definitiva dopo la sconfitta di Beppe Grillo nelle votazioni che hanno concluso il “processo costituente”. Il percorso para-congressuale era stato lanciato dall’ex premier in estate, dopo la batosta delle elezioni europee, quando la lista del Movimento era scesa per la prima volta a livello nazionale sotto la soglia psicologica del 10 per cento. Domani si riunisce il Consiglio nazionale al quale il leader stellato deve ancora sottoporre la sintesi delle complesse scelte degli iscritti. Il nuovo assetto dello Statuto e delle altre normative interne, infatti, non è “autoapplicativo” in tutte le sue parti ma richiede, su alcuni aspetti, la scrittura di norme del tutto nuove: in particolare per quanto riguarda il tema del superamento dello storico limite dei due mandati elettivi nelle istituzioni, contenuto nel codice etico. Gli iscritti hanno apprezzato, in misure diverse, le varie proposte portate lo scorso novembre nella consultazione on line: le più votate comunque sono state la possibilità di ignorare il limite per le candidature a sindaco o presidente di Regione, e quella di derogare allo stesso limite anche per le cariche parlamentari ma su proposta motivata dei vertici o dei gruppi territoriali, proposta da sottoporre comunque al voto degli iscritti.

Nessun dubbio invece sull’abrogazione della figura del garante: il fondatore Beppe Grillo aveva chiesto la ripetizione del voto, suggerendo agli attivisti di andare per funghi per far mancare il quorum nella seconda consultazione, ma ottenendo il risultato contrario rispetto a quello auspicato: più iscritti al voto, percentuali più larghe a favore della cancellazione del suo ruolo di garante. Curiosamente, forse proprio in attesa del completamento del percorso formale per l’introduzione di tutte le nuove regole, sul sito ufficiale del Movimento Grillo figura ancora come garante: una sua foto mentre sorride in pieno sole è accompagnata da un breve testo sul suo ruolo, compreso quel “potere di interpretazione autentica” dello Statuto che è stato per mesi oggetto del contendere fra lui e Conte e che la Costituente a 5 stelle ha relegato nel cassetto delle memorie di famiglia. Al netto di possibili iniziative di Grillo sul piano giudiziario a tutela di nome, simbolo e vecchie regole interne, che però sarebbero costose e di esito incerto, ragione per cui finora, a dispetto delle pressioni dei suoi fedelissimi, ancora il fondatore non ha sciolto la riserva.

Non mancano questioni di maggiore attualità sul tavolo del Consiglio nazionale M5S. La più delicata forse è la vicenda dei mancati rendiconti contestati all’ex vicepresidente stellata Alessandra Todde, oggi presidente della Regione Sardegna, che per difendere la sua carica è costretta a occuparsi di ricorsi e carte bollate. Nel 2025 ci sono anche scadenze politiche di un certo rilievo, a cominciare dalle prossime elezioni regionali: i “progressisti indipendenti” del M5S, secondo la definizione scelta dall’assemblea costituente, sono particolarmente interessati alla partita della Regione Campania, dove l’ex presidente della Camera Roberto Fico (proprio grazie alla deroga al limite dei mandati) potrebbe essere candidato dal centrosinistra, dopo la possibile rottura fra il Pd e il governatore uscente Vincenzo De Luca.

Parola al Consiglio nazionale, composto, oltre che da Conte, dai suoi vicepresidenti, dai capigruppo parlamentari, dai coordinatori dei vari comitati tematici e da rappresentanti degli eletti nelle regioni, nei comuni e i delegati eletti direttamente dai territori.

Papa: festeggiare il battesimo come un nuovo compleanno

Roma, 12 gen. (askanews) – “Cari fratelli e sorelle, la festa di oggi ci fa contemplare il volto e la voce di Dio, che si manifestano nell’umanità di Gesù. E allora chiediamoci: ci sentiamo amati e accompagnati da Dio o pensiamo che sia distante da noi? Siamo capaci di riconoscere il suo volto in Gesù e nei fratelli? Ascoltiamo la sua voce? E mi faccio una domanda: ognuno di noi ricorda la data del suo battesimo? E se non lo ricordo, arrivato a casa, ai genitori, ai padrini, la data del battesimo e festeggiare la data come un nuovo compleanno, quella nascita nello spirito di Dio. Non dimenticatevi, questo è un lavoro da fare a casa: la data del mio battesimo. Affidiamoci alla Vergine Maria, invocando da Lei l’aiuto per saper vivere da figli amati”. Lo ha detto Papa Francesco, prima dell’Angelus in Piazza San Pietro, in occasione della festa del battesimo di Gesù.

Fi, messa per l’anima di Luca: "Morte ci richiama a realtà più vera"

Rivisondoli, 12 gen. (askanews) – “Questo nostro giovane amico ci ha riportato alla realtà, al senso della vita e anche della morte, e ciò ha cambiato completamente il clima” dela kermesse, “tant’è che avete giustamente ritenuto opportuno sospendere i lavori e rimanere concentrati su quello che è accaduto”. Lo ha detto Don Maurizio Buzzelli, parrocco che presiede il tribunale ecclesiastico della diocesi di Pescara e dell’Appello dell’Abruzzo e Molise, celebrando, all’Aqua Montis Resort di Rivisondoli (Aq), dove si stava tenendo la kermesse di Forza Italia “Azzurrinvetta”, la messa per l’anima di Luca Palmegiani, il militante del partito morto ieri in circostanze drammatiche.

Alla messa partecipa il vicepremier e segretario nazionale Antonio Tajani e tutto lo stato maggiore del partito.

La morte di “Luca – ha proseguito don Buzzelli – ci richiama a una realtà più forte, più vera e sia la politica che la Chiesa hanno un grande responsabilità nei confronti delle giovani generazioni, l’ha detto finanche il papa che c’è un cambiamento epocale che va condotto, va educato, non va lasciato a se stesso. Le giovani generazioni hanno bisogno di testimoni e di veri maestri, perché tutte le generazioni sono state giuidate, hanno avuto un padre, un maestro. Ora le nuove generaazioni vanno alla ricerca di questi, questa nostra società non è solo fluida, è gassosa, perciò più che mai si ha bisogno di gente coi piedi per terra e con lo sguardo rivolto verso l’alto”. La morte di Luca, ha sottolineato Buzzelli, “ha cambiato il modo per cui stiamo qui, è cambiato ma è divenuto più vero, perchè ci richiama alle realtà vere della vita”.

Ieri, dopo la notizia della morte del giovane, il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani aveva sospeso la manifestazione decidendo di lasciare in programma soltanto la messa di oggi, già prevista.

“Sarà celebrata per l’anima” di Luca, aveva detto Tajani, “perché il suo viaggio verso il cielo sia sereno e perché la sua famiglia e la nostra comunità, soprattutto i suoi amici della regione Lazio e della regione Lombardia, possano anche loro rivolgere una preghiera attraverso la messa”.

Ramy, Meloni: non si può utilizzare una tragedia per legittimare violenza

Roma, 12 gen. (askanews) – “Tra bombe carta, fumogeni e aggressioni, ieri sera a Roma abbiamo assistito all’ennesimo, ignobile episodio di disordine e caos ad opera dei soliti facinorosi scesi in piazza non per manifestare per una causa, bensì per puro spirito vendicativo. Non si può utilizzare una tragedia per legittimare la violenza. Alle Forze dell’Ordine va la nostra solidarietà, insieme agli auguri di pronta guarigione agli agenti feriti. Siamo dalla vostra parte”. Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni, commentando gli scontri di ieri a Roma tra manifestanti e Forze dell’ordine durante la manifestazione, per ricordare Ramy Elgaml, il 19enne di origine egiziana morto il 24 dicembre durante un inseguimento con i carabinieri a Milano.

Usa, salgono a 16 le vittime per l’incendio di Los Angeles

Roma, 12 gen. (askanews) – Salgono a 16 le vittime per l’incendio che sta sconvolgendo la California e in particolare Los Angeles. Lo riporta la Cnn, aggiungendo come l’incendio costiero di Palisades è stao contenuto almeno all’11%, ma ora si sta spostando verso l’entroterra, verso Brentwood e altre comunità vicino al Getty Center e all’Ucla.

Oltre 100mila residenti sono ancora sottoposti a ordini di evacuazione, mentre l’incendio di Eaton ad Altadena e altri incendi nella contea continuano a bruciare.

Le autorità hanno confermato almeno 16 morti, aggiungendo però che non è ancora possibile valutare il totale effettivo delle vittime.

Usa, Biden assegna a Papa Francesco la Medaglia della libertà

Roma, 12 gen. (askanews) – Il Presidente degli Stati Unit, Joe Biden ha parlato con Papa Francesco e lo ha nominato destinatario della Medaglia della libertà con distinzione. Lo comunica la Casa Bianca in una nota. La Medaglia della libertà è la più alta onorificenza civile degli Usa, conferita a individui che hanno dato un contributo esemplare alla prosperità, ai valori o alla sicurezza degli Stati Uniti, alla pace nel mondo o ad altri importanti sforzi sociali, pubblici o privati. Questa è la prima volta che Biden conferisce la Medaglia della libertà con distinzione.

“Da giovane – si legge nella citazione -, Jorge Bergoglio ha portato avanti una carriera nella scienza prima che la fede lo portasse a una vita con i Gesuiti. Per decenni, ha servito i senza voce e i vulnerabili in tutta l’Argentina. Come Papa Francesco, la sua missione di servizio ai poveri non è mai cessata. Pastore amorevole, risponde con gioia alle domande dei bambini su Dio. Insegnante stimolante, ci comanda di lottare per la pace e proteggere il pianeta. Leader accogliente, si rivolge a fedi diverse. Primo papa dell’emisfero australe, Papa Francesco è diverso da chiunque sia venuto prima. Soprattutto, egli è il Papa del popolo: una luce di fede, speranza e amore che risplende intensamente in tutto il mondo”.

Il centro di Renzi marcia con la Schlein

Nel riportare qui di seguito la nota di agenzia (Askanews) sulla kermesse fiorentina per i 50 anni del leader di Italia Viva, giova prendere nota del forte cenno, ripetuto in quella sede, al “centro che guarda a sinistra”. Una sorprendente novità: la formula che fu di De Gasperi riemerge nel confronto politico attuale.

È chiaro che l’affermazione suona bene, almeno per la chiarezza d’impostazione tanto utile in questa fase di varie e confliggenti interpretazioni della politica di centro, ma trasmette alla pubblica opinione un messaggio ambizioso e fragile al tempo stesso: un conto era la Dc sotto la guida dello statista trentino, altro Italia Viva con l’oscillante leadership renziana. 

Quanto può valere questo centro che gioca a vezzeggiare Elly Schlein, fin quasi a proteggerla dagli attacchi provenienti da potenziali federatori – Ruffini in testa –  di un centro sinistra rifondato? 

Renzi propone di accantonare la querelle sui nomi per concentrarsi sulle idee e sui progetti. Mancano due anni alle elezioni. Ebbene, proprio perché il tempo a disposizione non è troppo esiguo, forse sarebbe necessario elevare l’asticella dell’autonomia – o dell’indipendenza – come valida condizione di sussistenza del centro, evitando la trappola della omologazione a sinistra e perdendo in questo modo identità e funzione.

Insomma, c’è un deficit di credibilità nella proposta di Renzi. Si sventola la bandiera del centro ma in effetti si trasforma il centro in un orpello. Serve alla Schlein, non agli elettori esasperati da un bipolarismo che segue e riflette una logica oltranzista. (L. D.)

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Non è solo un compleanno e non è solo una kermesse politica. A Firenze al teatro Cartiere Carrara Matteo Renzi riunisce per i suoi 50 anni il popolo di Italia Viva – gli organizzatori parlano di 2mila persone nella struttura in riva all’Arno -, ma anche per lanciare una proposta politica, un’idea di “centro” che, degasperianamente, “guarda a sinistra” e, insieme, un monito alla premier Giorgia Meloni: la fase zen è finita, “non siamo sudditi, non stiamo a cuccia”.

Si sente in campo Renzi, archiviata “l’inchiesta farlocca e vergognosa” sulla fondazione Open, ora si fa politica sul serio e l’orizzonte sono le elezioni politiche dove il centro sarà “decisivo”. Ecco, dice, perchè anche il “2-3%” di consensi di un partito come Italia Viva fa paura tanto che contro l’operazione centro “le sorelle della Garbatella” tirano fuori “nottetempo” la norma “ad personam” sulle conferenze all’estero. Ma bisogna guardare avanti e lui che è “un ex tutto, ex presidente della provincia, ex sindaco, ex premier…” è convinto che insieme si possa diventare “Next”. E ognuno ci legga cosa vuole.

Renzi sale sul palco sulle note di “Forever Young” (e ribadisce di sentirsi “lieto e grato”) e scende su quelle di “Careless Whisper” annunciando che il pranzo toscano – pappa al pomodoro, ragù di cinta senese, Peposo dell’Impruneta e gelato – che viene imbandito per i militanti “non lo offre Italia Viva ma pago io con i soldi di Travaglio”, perchè “Marco Travaglio prima ci ha diffamato e oggi ci sfama con la causa che abbiamo vinto”.

Il primo pensiero, comunque, dopo che la kermesse è iniziata un’ora in ritardo per permettere agli ospiti provenienti dal Nord in pieno caos treni di raggiungere Firenze, è per il ministro dei Trasporti Matteo Salvini: “Ho chiesto a Salvini in Senato se fosse incapace o portasse sfiga. Oggi è arrivata la risposta: tutte e due”. Quindi “Meloni gli dia un altro ministero, per me vanno bene le pari opportunità…”.

A Meloni Renzi si rivolge con un messaggio su tutti: “Solo in Italia e in Corea del Nord c’è il capo del governo con la sorella che si occupa del partito. Ora – attacca – noi non aggrediamo le famiglie ma si sappia che la fase zen in cui noi mangiamo fango e sputiamo miele è finita, se volete parlare di case parleremo di case, se volete parlare di soldi parleremo di soldi, se volete parlare di politica è una novità. Noi siamo tornati in campo, non accettiamo l’incantesimo di una opposizione addormentata e di un sistema dell’informazione che si occupa delle formiche”. Il riferimento è a una delle domande poste alla premier nella conferenza stampa di inizio anno. 

Ci sono due anni per costruire il centro e non si può cominciare dai nomi: prima di dire se “quello dell’Agenzia delle entrate (Ruffini, ndr) vada bene” come federatore del centrosinistra bisogna “parlare di tasse”, insomma prima le idee e il confronto e poi i nomi.

Confronto che ci sarà il 3, 4 e 5 ottobre alla Leopolda – queste le date per l’edizione 2025 – ma anche, in tutta Italia, in occasione degli incontri per la presentazione del nuovo libro di Renzi “L’influencer” che uscirà il 18 marzo. Protagonista Giorgia Meloni, “che non è come appare” e “lo dicono i numeri”, “non è una presidente del Consiglio fortissima, quella è la narrazione di Palazzo Chigi”.

“Abbiamo due anni di tempo per riempire di contenuti questo centro che guarda a sinistra, ecco perché hanno così paura di questo 2% che tra due anni sarà decisivo”, le prossime Politiche saranno quelle in cui “il centro farà la differenza, il centro che farà vincere il centrosinistra”. Poi si concede a selfie e strette di mano e la festa prende il sopravvento con canti e balli.

Mandati, mandibole e mandarini: la guerra politica di De Luca.

Siamo entrati nella fase calda dello scontro tra il Governatore Vincenzo De Luca e il Pd che dovrebbe tutt’ora essere il partito di sua virtuale appartenenza. La Schlein ha disposto il divieto del terzo mandato per il Presidente della Regione e per tutti i suoi iscritti, così trovando conforto con la decisione presa dal Governo di ricorrere alla Corte Costituzionale contro la legge regionale di quella terra ridente che consente invece la rielezione del suo Governatore “finché morte non ci separi” o almeno finché il popolo lo voglia.

Il quadro è confuso. Ogni Regione al riguardo può disporre come desidera, diversamente dalle altre. I Sindaci non possono insediarsi per più di due volte. Nessun limite, ad oggi per i rappresentanti al Parlamento, al Governo e alla Presidenza della Repubblica.

Dunque quella rischia di diventare la Campania Infelix, infestata da diatribe che troveranno, prima o poi, sanguinolente soluzioni. Vincenzo fonda sul timbro di chi è vincente e che saprebbe, pertanto, come venire a capo del conflitto in atto.  Da una parte, strizza l’occhio al mondo degli oppressi e dei dimenticati dal potere compiacendo forse uno spicchio del mondo cattolico. Su un altro versante, rispolvera l’antico grido di battaglia della Sinistra di un tempo che urlava “Potere al popolo”, il solo ad essere sovrano delle decisioni e della scelta del suo capo.

Mandato sta per dare in mano ad altri il potere di essere rappresentati, è un affidamento proprio dell’esercizio della democrazia. Manducare è un modo antico per dire del mangiare. De Luca è una vecchia volpe ed è convinto che anche questa volta, masticando con mestiere la materia politica, saprà prevalere in battaglia. È dotato di mandibole adeguate per fronteggiare lo svolgimento della guerra.

Mandarino era il funzionario dell’impero cinese che aveva il compito di controllare se tutto scorresse nel migliore dei modi. Aveva anche compiti intrinseci di diplomazia e di dirimere le beghe. Il Pd ha mandato un suo Commissario per studiare la situazione, tentare una mediazione, trovare una soluzione. Allo stato, lo strappo non è più ricucibile e si lavoro già per una alternativa.

La sede e l’anima del Pd è divisa tra quella misericordiosa del vecchio Nazareno e quella attuale di S. Andrea delle Fratte. Si manda De Luca ad andar per fratte, non per amoreggiare quanto piuttosto a togliersi definitivamente dai piedi.

“Te c’hanno mai mannato a quer paese” è la graziosa canzone che in questi tempi ispira i leaders del Pd all’indirizzo di Don Vincenzo. È possibile che i più educati invece gli suggeriscano di farsi “mandare dalla mamma a prendere il latte” e così via continuando fino all’estenuazione.

“Chi vuole vada e chi non vuole mandi” è la regola che si è data De Luca procedendo imperterrito nella sua azione di rottura con gli impedimenti che gli vengono frapposto dalle più alte gerarchie del suo partito. “Tertium non datur”, ormai non c’è più spazio per una intesa e soltanto gli ermetici giudici ermellini potranno dirimere una questione che per l’ennesima volta la politica non ha saputo comporre al suo interno.

Si ha la sensazione che possa tornare utile o di monito, almeno nel titolo, la visione di un vecchio film di Sorrentino “Hanno tutti ragione” e tutti torto. Il protagonista, dopo i fasti di una stagione di successo, si ritira in parti dimenticate del pianeta per disintossicarsi dal marciume del mondo e per staccare da un potere che prima o poi ti gira le spalle. Verrà poi sedotto dal richiamo di una proposta che lo tirerà nuovamente in ballo.

Non sembra essere questa l’idea di De Luca. Lui non è tipo da attendere l’esito fatale di un destino per poi essere ripescato chissà quando e come. “Tal quale mi vedi, io sono un uomo che la passione di soppiatto devasta e che l’affetto uccide.” Sembra essere il carattere di Don Vincenzo. Stando in terra napoletana, i suoi avversari, rammentando Totò, gli replicherebbero: “Anch’io sono un uomo che c’ho la passione per un bel piatto di pasta e due fettuccine.” 

Ai giudici o al popolo l’ardua sentenza.

Libri | Oltre il ‘Cor Inquietum’: la comunicazione politica come rinascita.

Nuova pubblicazione della filosofa calabrese Maria Francesca Carnea che da sempre riesce ad innalzare il rapporto del pensiero con l’essere umano esaltandone le diverse meraviglie. Il nuovo saggio muove dall’indagine sociologica e si addentra nel rapido cambiamento della società moderna, osserva le trasformazioni del potere politico e dei suoi rapporti con la società, considerando gli effetti sociali della comunicazione, i tratti e le peculiarità del flusso comunicativo. 

Lo studio argomenta con delle quaestiones, interrogativi sul che cos’è la sociologia politica, cos’è la spiritualità, cos’è la comunicazione politica. Si considera la logica dei media e i fenomeni filosofico sociali derivanti dall’azione dell’uomo, si affronta il tema della socializzazione politica e gli effetti della comunicazione sul sistema politico, sulla società civile, sulla spiritualità come risposta alla dimensione della cosa pubblica. Viene approfondito, altresì, il tema della spiritualità della comunicazione politica, rivendicando l’esistenza dello spirito libero rispetto all’attuale società civile, mettendo in gioco questioni fondamentali circa la sostanza caratterizzante l’umanesimo sopito al cor inquietum.

Nell’opera, fluida nel suo linguaggio, viene palesata la necessità di far rientrare nell’eccellenza della cosa pubblica la grazia dellaspiritualità, la responsabilità della comunicazione, la centralità della persona. Nelle navigazioni spirituali, valoriali dei mari socio-politici, indagare, come ben comunicare sapere, è certo ardito compito, ricco di sorprese, a volte attraversato da quieto entusiasmo, a volte percorso da alte maree. Ma cultura è sensibilità, carezza per l’anima, la stessa capace di penetrare e liberare umanità alla meraviglia, formarla ad una giustizia sociale. La sapienza del cuore e dell’intelletto, rende coraggiosi, capaci di innestarsi, con tenerezza, nelle atmosfere valoriali dell’umanesimo. 

Viviamo il tempo giubilare della grazia, della speranza che rigenera e, poiché, come afferma Papa Francesco, l’ “Epifania/Manifestazione è una luce inseguita con perseveranza fino alla scoperta di una luce più grande e dirompente che cambia per sempre la vita”, occorre lasciarsi illuminare da questa luce dirompente dare voce alla bellezza dei talenti, nutrirsi del dono ricevuto, comunicarne attrattiva. La sapienza del cuore ci rende coraggiosi, capaci di innestarci, con tenerezza, nelle atmosfere valoriali dell’umanesimo, poiché, con il sommo poeta: Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.

 

La scheda di Amazon

  1. F. Carnea, Sociologia e spiritualità della comunicazione politica, Independently published (1 gennaio 2025).

 

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Un teatro che ‘scrive’ la città: Il progetto di Stefano Massini.

Il noto drammaturgo Stefano Massini è stato nominato nuovo direttore artistico del Teatro della Toscana. Lo ha annunciato oggi (ieri per chi legge, Ndr]) a Palazzo Vecchio la sindaca di Firenze, Sara Funaro. Alla presentazione, il 49enne intellettuale fiorentino ha precisato che “il tipo di teatro che immagino per Firenze e che cerco di costruire è un teatro che stia nella realtà: per questo uno dei primi progetti che ho in mente è una grande scuola popolare gratuita di scrittura, con persone di ogni età che con il loro quaderno, si siedano, ascoltino, scrivano qualcosa che ci consegneranno, così che potremo raccogliere ‘le cose che la città scrive'”. Massini ha quindi accennato ad “una piccola iniziativa, di carattere meramente simbolico ma importante, contro la violenza sulle donne: a inizio degli spettacoli, il messaggio dove si chiede di spegnere il cellulare, che nessuno ascolta, sarà trasformato aggiungendo che viceversa c’è un telefono che non si spegne mai, ed è il 1522”, il numero di telefono anti violenza e stalking. Obiettivo, per Massini, “un teatro che guardi a tutto ciò che sta intorno, al cambiamento dei costumi, del linguaggio”, ma anche “un teatro che migliori la vita delle persone, di servizio pubblico”.

E da qui, “una dichiarazione di impegno, incontrare tutti gli studenti degli istituti di Firenze e dell’area metropolitana e del territorio di Pontedera, e poi andare nei centri anziani, nelle biblioteche. Ed ho intenzione di collaborare con il carcere di Sollicciano, con Careggi ed il Meyer – ha concluso il drammaturgo – perché il teatro vada dentro la città, se questo significherà fare uno spettacolo in meno ma entrare in contatto con la gente sarà comunque una risorsa ben spesa”.

In occasione dell’annuncio, la sindaca Funaro ha parlato di “una cultura accessibile e capace di arrivare a tutti è un obiettivo che ci siamo sempre posti e che sono sicura con Stefano Massini raggiungeremo, portando il teatro della Toscana fuori dalle proprie mura e riportando la città dentro il teatro della Toscana con una programmazione di livello e con un rapporto di coinvolgimento importante della comunità: oggi scriviamo una pagina nuova e importante per la cultura della città, una pagina di sviluppo, rilancio e centralità del teatro”.

“Il teatro può e deve essere motore di messaggi che arrivano sul territorio, per una cultura davvero senza barriere” ha proseguito la sindaca, spiegando che lo scrittore e personaggio televisivo “questo impegno e questi valori li ha nel suo dna, ha la forza, l’entusiasmo e la passione per condurre insieme a noi questa avventura. Lo ringrazio anche per aver scelto di decurtare il suo compenso del 20%, un segnale di attenzione che è un valore aggiunto fondamentale”. La sindaca ha anche lanciato una prima idea condivisa, quella di intitolare quattro strade della città “ai quattro registi che hanno fatto la storia del teatro della nostra città, a Orazio Costa, Luca Ronconi, Massimo Castri e Tadeusz Kantor, un primo segnale per dire quanto il teatro sia al centro delle politiche cittadine e come vogliamo sempre di più far dialogare comunità e teatro, raccontandone i protagonisti anche in questo modo”.

Fi, Tajani: ciao Luca, addio cuore azzurro

Rivisondoli (Aq), 11 gen. (askanews) – “Non ti dimenticheremo mai. Ciao Luca, addio cuore azzurro”. Lo ha scritto su X il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani dopo la morte di Luca Palmegiani, venticinquenne di Latina e coordinatore di Forza Italia Giovani Latina.

Il giovane pontino, che si trovava a Roccaraso e Rivisondoli per partecipare alla kermesse del partito “Azzurrinvetta”, è precipitato verso l’ora di pranzo dal quarto piano di un albergo di Roccaraso. Immediatamente soccorso e trasportato all’ospedale dell’Aquila in gravissime condizioni, il ragazzo è deceduto poco dopo.

Contea di Los Angeles in fiamme: incendi avanzano, almeno 153.000 evacuati

Roma, 11 gen. (askanews) – Almeno 153.000 persone sono state evacuate nella contea di Los Angeles a seguito degli incendi che stanno devastando questa area della California. Lo ha reso noto lo sceriffo Robert Luna, precisando che 700 ufficiali stanno lavorando 24 ore su 24 per rispondere all’emergenza. Secondo il bilancio fornito dall’ufficiale in una conferenza stampa, 57.000 strutture sono ancora a rischio e altre 166.000 residenti sono sotto allerta di evacuazione. I danni, al momento, ammonterebbero a circa 150 miliardi di dollari.

Attualmente ci sono sei incendi in corso a Los Angeles, mentre il bilancio ufficiale è di 11 vittime. L’Ufficio per i servizi di emergenza del governatore della California ha affermato di avere a disposizione otto rifugi per le persone sfollate e che più di 700 persone stanno attualmente utilizzando queste strutture provvisorie. I venti stanno iniziando a diminuire, ma le autorità locali si attendono condizioni meteorologiche critiche nel fine settimana, con un’altra raffica di forti venti da sabato sera a domenica mattina. Un coprifuoco notturno è stato imposto nelle aree di Pacific Palisades ed Eaton, dove gli incendi continuano a destare grande preoccupazione e si teme il fenomeno dello sciacallaggio.

L’incendio di Palisades è ora esteso a 21.000 acri. Squadre di terra e mezzi aerei hanno lavorato nell’area di Mandeville Canyon durante la notte per creare linee di contenimento e proteggere le strutture. Le colline che corrono perpendicolari al mare non riescono più a contenere le fiamme e il rischio è ora che il fuoco riesca ad andare oltre, raggiungendo quartieri come Encino, Brentwood e Bel Air, dove oggi è arrivato un ordine di evacuazione. Il responsabile dei vigili del fuoco di Eaton, Anthony Marrone, ha spiegato invece che in questa zona l’incendio è ora esteso su oltre 14.000 acri. Oltre 7.000 strutture sono state danneggiate o distrutte, mentre più di 2.800 persone sono sul campo per combattere contro le fiamme.

Luna ha spiegato che la maggior parte delle tragedie e/o dei salvataggi miracolosi degli ultimi giorni hanno coinvolto persone che non hanno seguito gli ordini di evacuazione. Per questa ragione, lo sceriffo ha consigliato vivamente a tutti i residenti di prepararsi nel caso in cui venga loro ordinato di andarsene con breve preavviso. “Tutti gli individui rispettino il coprifuoco” che sarà nuovamente in vigore durante la notte, ha quindi avvertito, chiedendo inoltre di “stare alla larga” dalle zone interessate, a meno che non si tratti di personale autorizzato o soccorritori. “Ci sono persone che guidano avanti e indietro cercando di entrare solo per guardare. State alla larga”, ha aggiunto.

Secondo quanto stabilito dalle autorità di sicurezza, chiunque violi il coprifuoco verrà arrestato e potrebbe dover pagare una multa di 1.000 dollari, o addirittura scontare una pena detentiva. Circa 400 soldati della Guardia nazionale della California sono stati schierati nella regione per rafforzare i numeri della polizia. I militari stanno fornendo un contributo, chiudendo strade e “infrastrutture critiche”, mentre 44 persone sono state arrestate nelle vicinanze di tre incendi nella contea. Alcuni cittadini sono stati fermati per essersi recati in aree pericolose; due di loro hanno violato il coprifuoco serale, altri sono stati arrestati per furto con scasso, saccheggio, violazione di domicilio e possesso di arma da fuoco, ha rivelato lo sceriffo.

Intanto, oggi, un gruppo di sfollati ha ricevuto la visita del principe Harry e di sua moglie Meghan, duchessa del Sussex. Harry e Meghan hanno partecipato alla distribuzione di cibo e viveri di prima necessità, hanno visitato Pasadena e incontrato il sindaco Victor Gordo e i soccorritori impegnati a combattere l’incendio di Eaton. “Questa è la loro seconda visita”, ha detto Gordo a Sky News, aggiungendo che la coppia – che risiede in California a circa 90 miglia da Los Angeles -, ha aiutato a servire cibo agli sfollati. “Si sono presi del tempo per incontrare le persone colpite. Sono persone molto premurose”, ha commentato.

Tajani sospende "Azzurrinvetta" per la morte di un delegato lombardo

Rivisondoli (Aq), 11 gen. (askanews) – Antonio Tajani annuncia la sospensione della kermesse “Azzurrinvetta”, che si è aperta nel pomeriggio a Rivisondoli: “E’ morto Luca”, un delegato di Fi della Lombardia che, stando alle prime ricostruzioni, sarebbe precipitato dal quinto piano di uno degli alberghi tra Roccaraso e Rivisondoli. L’incidente è avvenuto intorno all’ora di pranzo. “Abbiamo sperato che ce la facesse ma non è andata così”, ha aggiunto Tajani.

“Purtroppo non ho una buona notizia da darvi: il nostro militante Luca non ce l`ha fatta. Un grave incidente, accaduto in circostanze drammatiche, senza interventi esterni, ho parlato con l`autorità giudiziaria… sono in corso le indagini… purtroppo Luca non è più tra di noi. Chiedo un minuto di silenzio perché considerava Forza Italia la sua seconda  famiglia”. Con queste parole il segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani, prendendo la parola in un momento di pausa della kermsse “Azzurinvetta” in corso a Rivisondoli-Rocacraso (Aq) ha annunciato alla platea a la scomparsa del militante del partito.

“Era venuto qui – ha proseguito Tajani – per partecipare a questa due giorni di lavoro così importante per il nostro movimento politico, lui ci credeva, era un militante che aveva sempre dimostrato nella città dove aveva operato politicamente, grande impegno, grande dedizione, grande entusiasmo, grande
determinazione, grande attaccamento alla persona di Silvio
Berlusconi e dai messaggi che mi ha lasciato mi ha commosso… Ma
proprio perché doveva essere qui tra di noi e non ce l`ha fatta
io credo che sia giusto, per rispetto nei suoi confronti e della
sua famiglia, e per rispetto della nostra comunità che è rimasta
ferita, non procedere con il nostro programma, annullare le
manifestazioni e i dibattiti in corso”.

“Abbiamo deciso – ha annunciato Tajani – di lasciare soltanto un punto in programma: la messa di domani mattina alle 9 che sarà celebrata per la sua anima perché il suo viaggio verso il cielo sia sereno e perché la sua famiglia e la nostra comunità, soprattutto i suoi amici della regione Lazio e della regione Lombardia, possano anche loro rivolgere attraverso la messa una preghiera”.

Francia, le esequie di Le Pen: con la famiglia, i vertici di RN

Roma, 11 gen. (askanews) – I funerali di Jean-Marie Le Pen, scomparso martedì all’età di 96 anni, si sono svolti oggi dalle 14:30 alle 16:30, nella chiesa della sua città natale di La Trinité-sur-Mer (Morbihan), alla presenza della sua famiglia, di alcuni amici intimi e dei vertici di Rassemblemen National. Marine Le Pen e una delle sue due sorelle, Marie-Caroline, seguite da diversi membri della famiglia, hanno percorso a piedi le poche centinaia di metri che separano la casa di famiglia e la piccola chiesa di Saint-Joseph, di fronte a una piccola folla di curiosi e di diverse decine di giornalisti. Erano presenti anche Marion Maréchal e sua madre Yann. Due ore dopo, la famiglia è uscita dalla chiesa al suono delle cornamuse.

Le esequie si sono svolte nel più assoluto riserbo familiare. Per “prevenire possibili turbative dell’ordine pubblico”, è stata dispiegata una forza di sicurezza importante, composta da un centinaio di agenti di polizia. Secondo una fonte religiosa, circa 200 persone sono state autorizzate a partecipare al funerale, celebrato da padre Dominique Le Quernec, rettore della parrocchia di Carnac. Diverse le corone o mazzi di fiori, ordinati in particolare da deputati o senatori di Rassemblement National. Presenti anche alcuni esponenti di RN, i più vicini allo storico leader dell’estrema destra francese, mentre all’esterno si è radunato un gruppo di militanti del partito.

Tra gli invitati c’era anche l’ex deputato ed ex braccio destro di Jean-Marie Le Pen, Bruno Gollnisch. “È toccante per me rendergli l’ultimo omaggio e pregare per la salvezza della sua anima”, ha detto. “È una persona che ha senza dubbio ha lasciato il segno nella mia vita”, ha spiegato. Gollnisch ha raccontato che Le Pen “non corrispondeva affatto all’immagine che alcuni vogliono dare di lui oggi basandosi su due o tre parole più o meno infelic e ben lungi dall’essere rappresentative di tutta la sua opera, della sua intelligenza, della sua cultura, della sua cordialità, del suo temperamento, imperioso certamente, ma caldo”. “Era un tipo felice!” ha commentato.

Ieri, il prefetto di Morbihan, Pascal Bolot, aveva emesso un divieto di manifestazioni nel comune di La Trinité, dato che “la personalità politica del defunto” era “idonea ad attirare, a margine della cerimonia religiosa e della sepoltura, una numerosa folla”, “un’affluenza composta sia da simpatizzanti, ma anche, eventualmente, da oppositori”. Il ministro dell’Interno Bruno Retailleau aveva definito “vergognose” le scene di giubilo di martedì scorso di alcuni oppositori di Le Pen, alla notizia della sua morte.

L’ex leader dell’estrema destra francese sarà sepolto nella tomba dei suoi genitori. Le Pen in passato aveva espresso il desiderio di essere sepolto nella tomba di famiglia a La Trinité-sur-Mer, una cittadina turistica costiera di 1.700 abitanti, dov’era cresciuto.

Un’altra cerimonia, “religiosa e di omaggio”, avrà luogo il 16 gennaio alle ore 11 nella chiesa Notre Dame du Val-de-Grâce a Parigi, annessa alla diocesi delle Forze armate francesi. Questa messa, voluta da Marine Le Pen e dalle sue sorelle Marie-Caroline e Yann, sarà aperta al pubblico.

La versione del Mit sul caos treni

Milano, 11 gen. (askanews) – “Decenni di disinteresse, mancati investimenti, no ideologici: così, oggi, ci ritroviamo in un’Italia con una grave carenza di infrastrutture che spiega i fatti delle ultime ore”. Così fonti Mit in merito al guasto al nodo ferroviario di Milano che questa mattina ha causato ritardi e la cancellazione di diversi treni sulle line di Genova, Venezia e Bologna.

Da due anni con Matteo Salvini al Mit, sono stati moltiplicati gli sforzi per invertire la tendenza, soprattutto sulla rete ferroviaria, nonostante burocrazia e scioperi a raffica proclamati dai sindacati di sinistra.

Rispetto al 2023, l’anno appena trascorso ha fatto segnare un incremento di treni in circolazione e passeggeri (+2%): parliamo di ben mezzo miliardo di cittadini a bordo di Frecce, Intercity e Regionali.

Il tutto su linee iper-utilizzate (9mila treni al giorno solo su rete Rfi) e che spesso hanno accusato e accusano problemi di “vecchiaia”. Non a caso il gruppo Fs ha ufficializzato un piano da 100 miliardi di investimenti (molti per manutenzione) e sono già attivi più di 1.200 cantieri, con interventi attesi da decenni come quello di Firenze dal valore economico di 2,7 miliardi di euro.

Il primo progetto sul capoluogo toscano risale addirittura agli anni Novanta. Solo ora c’è la piena determinazione a superare un imbuto che rischia di ingolfare la circolazione in tutta Italia: il problema non è mai stato preso di petto, nemmeno quando un premier fiorentino raccolse le deleghe del Mit.

Il ministro Salvini è pienamente consapevole delle difficoltà, perché i cantieri non si possono concludere in un pugno di giorni, e prende atto di consigli e critiche. Anche di coloro che non solo non hanno mai risolto i problemi, ma non li hanno mai nemmeno voluti affrontare.

Il Ministro Salvini è fermamente intenzionato a migliorare la circolazione ferroviaria, rendendo l’Italia più moderna e connessa: nel 2025 i nuovi treni in circolazione saranno 875. E nei prossimi mesi sono attesi altri 46 convogli Frecciarossa freschi di fabbrica. E ancora: verranno fatte le Olimpiadi Milano-Cortina a cui molti non credevano. Verrà riformato il sistema autostradale. Sarà realtà il collegamento tra Calabria e Sicilia. D’altronde, a sinistra non credevano neppure nel Mose o nella ricostruzione record del Ponte Morandi, crollato per mancata manutenzione di cui la sinistra, compresi i suoi premier e i suoi ministri, non si era accorta. (Foto di repertorio).

Terzo mandato, Tajani: governatori non diventino padroni assoluti

Rivisondoli (Aq), 11 gen. (askanews) – “Noi siamo contro il terzo mandato” dei governatori “non perché siamo contro questo o quel presidente, ma siamo contro il terzo mandato perché in democrazia è bene che chi governa per 10 anni una regione non si trasformi in un padrone assoluto ma possa lasciare il passo magari ad un altro rappresentante della propria coalizione”. Lo ha detto il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani nel suo intervento di apertura alla kermesse del partito ‘Azzurri in vetta’ a Roccaraso e Rivisondoli (Aq).

Farà più freddo, nevicherà in collina al Centro-Sud

Milano, 11 gen. (askanews) – “Nelle prossime ore lo scontro tra masse d’aria umida in arrivo dalla Francia e secca e molto fredda dal Bassopiano Sarmatico, causerà piogge diffuse dalla Sardegna verso le regioni centrali ed in seguito verso tutto il meridione. Vivremo dunque un sabato perturbato con un iniziale calo delle temperature e tanto vento dai quadranti settentrionali. Ma il vero calo termico si avvertirà da domenica 12 con il termometro in discesa anche di 10 gradi: la quota neve si abbasserà fino al livello collinare e localmente i fiocchi raggiungeranno anche le alte pianure del Centro-Sud. In altre parole, nevicherà a bassa quota sul Medio Adriatico, avremo rovesci intensi al Sud con la dama bianca oltre i 400-500 metri, venti impetuosi e mareggiate sulle coste esposte. Non sarà proprio una domenica mite e gradevole al Sud e su parte del Centro, sarà invece bella e tersa sul settentrione. Lunedì il maltempo continuerà al Sud e su parte del Medio Adriatico con precipitazioni diffuse, nevose fino in pianura tra Abruzzo e Molise e a quote intorno ai 300-400 metri al Sud”. Queste le previsioni di Mattia Gussoni, meteorologo del sito www.iLMeteo.it.

“Un miglioramento è atteso solo da martedì, seppur con residui fenomeni anche nevosi in collina al Sud, vento forte e locali piogge persistenti” spiega Gussoni, concludendo che “da metà gennaio tornerà l’anticiclone su gran parte del Continente e parleremo nuovamente di temperature fino a 10-12 gradi sopra la media del periodo, dopo aver sperimentato una brevissima fase artica nel cuore dell’Europa”.

Il Ces di Las Vegas chiude le porte con 141mila presenze

Las Vegas, 11 gen. (askanews) – A Las Vegas ha chiuso le porte l’edizione 2025 del Ces (Consumer electronics show) che anche quest’anno si è confermato l’evento dedicato alla tecnologia di consumo più rilevante al mondo. Il bilancio finale registra 141.000 partecipanti, di cui il 40% internazionali provenienti da oltre 150 paesi, regioni e territori, 6.000 fra rappresentanti dei media, content creator e analisti, 4.500 espositori, con otre il 60% delle aziende Fortune 500, 1.400 startup, fra cui una importante presenza italiana.

In scena innovazioni e le tendenze tecnologiche del futuro che hanno l’ambizione di affrontare le sfide globali e di plasmare il modo in cui vivremo, ci cureremo, viaggeremo e consumeremo contenuti in futuro.

“Il Ces è il luogo in cui l’innovazione prende vita”, ha dichiarato Gary Shapiro, ceo e vicepresidente della Consumer Technology Association (CTA), proprietaria e organizzatrice del Ces. “Dalle più grandi aziende alle startup all’avanguardia, l’intero ecosistema tecnologico è presente alla fiera. Il CES è il palcoscenico per i lanci di prodotti rivoluzionari, per le collaborazioni trasformative e per i momenti d’affari che definiscono il futuro della tecnologia”.

“Dalle innovazioni rivoluzionarie che migliorano la vita alle idee trasformative che ridefiniscono le industrie, il Ces è una celebrazione dell’arte del possibile, che mostra come la tecnologia arricchisca il nostro mondo e ispiri un futuro più luminoso per tutti”, ha sottolineato Kinsey Fabrizio, presidente Cta. “L’evoluzione del Ces ha avuto un’impennata nella fiera di quest’anno, dove la creatività, la connettività e l’innovazione vengono ispirate con keynote visionari, sessioni di conferenze stimolanti e mostre sbalorditive”.

“Il Ces riafferma il suo status di maggiore evento commerciale annuale sottoposto a revisione”, ha aggiunto Fabrizio, spiegando che la fiera aderisce ai rigorosi standard di revisione stabiliti dall’Ufi, l’associazione globale dell’industria fieristica. “Non vediamo l’ora di rilasciare la conferma in primavera, perché al Cta crediamo che l’audit non sia solo una cosa piacevole, ma il gold standard per gli eventi aziendali globali”.

Appuntamento all’anno prossimo, le date sono già state annunciate: dal 6 al 10 gennaio 2026 l’innovazione da tutto il mondo è pronta per ritrovarsi sul palcoscenico di Las Vegas.

Renzi avverte Meloni: fase zen finita. Non siamo sudditi, centro decisivo

Firenze, 11 gen. (askanews) – Non è solo un compleanno e non è solo una kermesse politica. A Firenze al teatro Cartiere Carrara Matteo Renzi riunisce per i suoi 50 anni il popolo di Italia Viva – gli organizzatori parlano di 2mila persone nella struttura in riva all’Arno -, ma anche per lanciare una proposta politica, un’idea di “centro” che, degasperianamente, “guarda a sinistra” e, insieme, un monito alla premier Giorgia Meloni: la fase zen è finita, “non siamo sudditi, non stiamo a cuccia”.

Si sente in campo Renzi, archiviata “l’inchiesta farlocca e vergognosa” sulla fondazione Open, ora si fa politica sul serio e l’orizzonte sono le elezioni politiche dove il centro sarà “decisivo”. Ecco, dice, perchè anche il “2-3%” di consensi di un partito come Italia Viva fa paura tanto che contro l’operazione centro “le sorelle della Garbatella” tirano fuori “nottetempo” la norma “ad personam” sulle conferenze all’estero. Ma bisogna guardare avanti e lui che è “un ex tutto, ex presidente della provincia, ex sindaco, ex premier…” è convinto che insieme si possa diventare “Next”. E ognuno ci legga cosa vuole.

Renzi sale sul palco sulle note di “Forever Young” (e ribadisce di sentirsi “lieto e grato”) e scende su quelle di “Careless Whisper” annunciando che il pranzo toscano – pappa al pomodoro, ragù di cinta senese, Peposo dell’Impruneta e gelato – che viene imbandito per i militanti “non lo offre Italia Viva ma pago io con i soldi di Travaglio”, perchè “Marco Travaglio prima ci ha diffamato e oggi ci sfama con la causa che abbiamo vinto”.

Il primo pensiero, comunque, dopo che la kermesse è iniziata un’ora in ritardo per permettere agli ospiti provenienti dal Nord in pieno caos treni di raggiungere Firenze, è per il ministro dei Trasporti Matteo Salvini: “Ho chiesto a Salvini in Senato se fosse incapace o portasse sfiga. Oggi è arrivata la risposta: tutte e due”. Quindi “Meloni gli dia un altro ministero, per me vanno bene le pari opportunità…”.

A Meloni Renzi si rivolge con un messaggio su tutti: “Solo in Italia e in Corea del Nord c’è il capo del governo con la sorella che si occupa del partito. Ora – attacca – noi non aggrediamo le famiglie ma si sappia che la fase zen in cui noi mangiamo fango e sputiamo miele è finita, se volete parlare di case parleremo di case, se volete parlare di soldi parleremo di soldi, se volete parlare di politica è una novità. Noi siamo tornati in campo, non accettiamo l’incantesimo di una opposizione addormentata e di un sistema dell’informazione che si occupa delle formiche”. Il riferimento è a una delle domande poste alla premier nella conferenza stampa di inizio anno.

Ci sono due anni per costruire il centro e non si può cominciare dai nomi: prima di dire se “quello dell’Agenzia delle entrate (Ruffini, ndr) vada bene” come federatore del centrosinistra bisogna “parlare di tasse”, insomma prima le idee e il confronto e poi i nomi. Confronto che ci sarà il 3, 4 e 5 ottobre alla Leopolda – queste le date per l’edizione 2025 – ma anche, in tutta Italia, in occasione degli incontri per la presentazione del nuovo libro di Renzi “L’influencer” che uscirà il 18 marzo. Protagonista Giorgia Meloni, “che non è come appare” e “lo dicono i numeri”, “non è una presidente del Consiglio fortissima, quella è la narrazione di Palazzo Chigi”.

“Abbiamo due anni di tempo per riempire di contenuti questo centro che guarda a sinistra, ecco perché hanno così paura di questo 2% che tra due anni sarà decisivo”, le prossime Politiche saranno quelle in cui “il centro farà la differenza, il centro che farà vincere il centrosinistra”. Poi Renzi si concede a selfie e strette di mano e la festa prende il sopravvento con canti e balli.

Pecoraro Scanio: pizza napoletana motore economico territorio

Roma, 11 gen. (askanews) – “La pizza napoletana non solo un simbolo gastronomico, ma un fenomeno culturale, sociale ed economico di rilevanza globale”, ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio presente alla presentazione ufficiale dell’Osservatorio Socioeconomico sulla Pizza Napoletana, promosso dall’Universit Parthenope di Napoli in collaborazione con Confcommercio, l’Associazione Verace Pizza Napoletana, e esperti del settore.

Il progetto, che ha coinvolto anche esponenti del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR), rappresenta un passo importante per analizzare e valorizzare il grande impatto che la pizza napoletana ha a livello local e internazionale. “Grazie al riconoscimento UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanit per l’arte del pizzaiuolo napoletano e al grande impegno di tutte le realt associative e imprenditoriali del settore abbiamo assistito a una crescita esponenziale non solo in termini di prestigio, ma anche di ricadute economiche per l’agroalimentare, il turismo e la formazione professionale”, ha aggiunto Pecoraro Scanio.

La pizza napoletana, infatti, sta diventando un volano di opportunit per i giovani, sia italiani che stranieri, che si avvicinano a questa tradizione secolare, imparando l’arte del pizzaiuolo direttamente a Napoli. ” una sfida di grande portata: da un lato, mantenere viva l’autenticit di questa arte; dall’altro, garantire che il valore economico che si genera intorno a questo patrimonio sia sostenibile e inclusivo”.

L’Osservatorio nasce con l’obiettivo di monitorare e promuovere i benefici socioeconomici legati alla pizza napoletana, analizzando i dati relativi alle attivit economiche connesse, al turismo enogastronomico e alla formazione di nuove generazioni di pizzaiuoli.

“Grazie alla campagna per il riconoscimento UNESCO, abbiamo accresciuto l’orgoglio dei pizzaiuoli napoletani, riconoscendo il loro ruolo centrale in questa storia straordinaria. Ora dobbiamo consolidare questo risultato e lavorare affinch l’economia che ruota attorno alla pizza napoletana diventi un esempio di sostenibilit e innovazione, sempre con Napoli e la Campania al centro”, ha concluso Pecoraro Scanio.

L’iniziativa si pone come una tappa per rafforzare la leadership internazionale della pizza napoletana, un’eccellenza che unisce gusto, cultura e futuro.

Fi, Tajani: ultimo sondaggio ci dà all’11,5%. Crescita costante

Rivisondoli (Aq), 11 gen. (askanews) – “In questo momento c’è grande voglia di centro” e “di partecipare alla costuzione di un progetto che àncori il nostro Paese all’Europa, alle relazioni transatlantiche, insomma” un progetto “che dia ancora una volta garanzie al popolo italiano. Abbiamo cominciato a costruire questo progetto alle europee e ora dobbiamo andare avanti per arrivare all’obiettivo del 20%, che è raggiunguibile”. Lo ha detto il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani aprendo la kermesse del partito ‘Azzurri in vetta’ a Roccaraso e Rivisondoli (Aq).

“L’ultimo sondaggio di oggi – ha proseguito Tajani – ci dà all’11,5% ma non c’è sondaggio che non ci dia in crescoita costante. Crescere dello 0,2% significa avere un consenso consolidato”, ha sottolineato il leader di Forza Italia.

Cecilia Sala, Tajani: restituita alla famiglia senza fare clamore

Rivisondoli (Aq), 11 gen. (askanews) – “Io ombra nella vicenda Sala? Chi è al governo non deve fare propaganda, deve ottenere dei risultati. Cecilia Sala è stata restituita alla sua famiglia in tempi molto brevi, tutto quello che abbiamo detto si è avverato, non serviva fare clamore durante questa vicenda”. Lo ha affermato Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Esteri, prima dell’avvio della kermesse di Forza Italia ‘Azzurri in vetta’ a Roccaraso e Rivisondoli.

“Abbiamo lavorato in perfetta sintonia tra Farnesina, Palazzo Chigi e i servizi di intelligence e abbiamo ottenuto dei risultati, questo è quello che conta e quello che apprezzano i cittadini, le battute le lasciamo ai battutisti”, ha concluso il segretario nazionale di Forza Italia.

Circolazione ferroviaria riattivata in tutto nodo ferroviario Milano

Milano, 11 gen. (askanews) – “La circolazione ferroviaria è stata riattivata in tutto il nodo ferroviario di Milano”. Lo ha comunicato in una nota le Ferrovie dello Stato, spiegando che “l’intervento dei tecnici di RFI ha permesso di ripristinare la piena disponibilità dell’infrastruttura anche da e per Bologna, dopo la riattivazione dalle 10.30 delle linee da e per Venezia e Genova”.

Trenitalia ha ricordato inoltre di aver disposto “il rimborso integrale per chi ha rinunciato al viaggio o non è riuscito a giungere a destinazione”, e di aver potenziato l’assistenza “con kit e generi di conforto e le informazioni a bordo dei treni e nelle stazioni interessate”.

Dai dati alla strategia, le basi per investire a lungo termine

Roma, 11 Gen. – Una scienza che va applicata con il rigore della ricerca. Una definizione che sembra cozzare con un’attivit, quella del trading, spesso caratterizzata da un approccio di carattere speculativo. Sembra ma non lo , perch l’altra faccia della medaglia mostra un modo di operare all’insegna dello studio: Pochi sanno – spiega Gian Massimo Usai, cofondatore del Trend Positioning Research Institute – che, dietro alla scelta di un titolo su cui puntare, vi un lavoro certosino che si basa su un metodo scientifico. Combinando l’analisi fondamentale con quella tecnica, si riducono gli errori e si dimostra che il trading non la corsa all’Eldorado ma una forma di investimento con criteri ben delineati e con un’equazione, anch’essa di natura matematica, duratura nel tempo: piccoli profitti meno piccole perdite pi grandi guadagni danno come risultato un portafoglio che batte il mercato.

Un metodo che dunque abbina pi fasi in un unico filo rosso che conduce all’individuazione del corretto investimento: l’approccio pi efficace per un trading a basso rischio e alto rendimento – afferma Efisio Garau, anch’egli cofondatore del Trend Positioning Research Institute – avviene attraverso una pre-analisi a mercati chiusi quando non si travolti dall’emotivit. Osservando migliaia di dati di oltre un secolo e avendo in mano il DNA dei migliori titoli della storia prima dell’inizio del loro trend, abbiamo sviluppato scan avanzati che ci consentono di automatizzare la selezione dell’lite dei titoli di borsa, concentrandoci esclusivamente su quelli con il massimo potenziale. Partendo da migliaia di opzioni, il processo di selezione si restringe progressivamente: prima a poche centinaia di nomi, poi al settore pi performante, quindi ai singoli titoli, fino a identificare una ristretta lite. Un percorso che possiamo immaginare come passare dall’osservazione dei mercati dallo spazio all’analisi al microscopio.

Un approccio, dunque, incompatibile con strategie mordi e fuggi o con metodi di trading a breve termine. “Le nostre indicazioni,” spiegano Usai e Garau, “non sono, salvo rare eccezioni, di breve durata. Ci concentriamo sul presente analizzando, ad esempio, le ragioni che spingono un determinato titolo al rialzo e valutando perch potrebbe proseguire su questa traiettoria.” In termini tecnici, questo elemento si definisce catalizzatore: un fattore che, in un dato momento, costringe i mercati in particolare gli investitori istituzionali a rivalutare il prezzo del titolo, innescando un interesse diffuso e favorendo cos un ulteriore apprezzamento. Una volta identificate le motivazioni che guidano il movimento di un titolo, si monitora l’andamento dei prezzi (Price Action) utilizzando l’analisi tecnica, al fine di individuare il momento ottimale per acquistare l’azione, noto come Market Timing. Questo concetto, che rappresenta il momento preciso per comprare un titolo, viene definito anche Specific Buy Point secondo il metodo del Trend Positioning Research. Questo approccio si distingue nettamente dalla concezione tradizionale di Market Timing, spesso associata alla strategia “compra sui minimi e vendi sui massimi”. Si tratta di regole elaborate attraverso uno studio frutto di uno studio matto e disperatissimo per dirla alla Leopardi, spiegate nel libro Trend Positioning. Qui vengono illustrati i passaggi fondamentali per muoversi con successo nei mercati finanziari.

Viaggiare in moto, una passione senza confini

Roma, 11 Gen. – Moto, che passione! Negli ultimi vent’anni esplosa nel nostro Paese una vera e propria mania delle due ruote a motore. Nel 2000 i motocicli immatricolati erano appena tre milioni e trecentomila, oggi si avvicinano agli otto milioni. Ma i veicoli non vengono usati solo per gli spostamenti quotidiani ma anche per viaggiare. Il mototurismo produce circa due miliardi di euro di fatturato, con 12 milioni di presenze l’anno e 1,5 milioni di connazionali coinvolti, con un’et media di 48 anni. Valter Titotto sono 25 anni che organizza viaggi su due ruote, diventando un vero e proprio punto di riferimento per il settore: “Facevo tutt’altro -ricorda il Ceo di Motorizzonti- poi ho deciso di mollare tutto e dedicarmi alla mia passione. Cos da allora ho organizzato pi di 20 tour l’anno con le mete pi disparate”.

Tour all-inclusive che, quasi tutti stradali, hanno una durata che pu essere di 8-10 giorni fino ai 20: “I percorsi che scegliamo -sottolinea Titotto- sono precedentemente testati dal nostro staff e di recente con l’aiuto di Franco De Megni, tre Parigi-Dakar alle spalle, abbiamo iniziato anche a proporre itinerari fuoristrada. Ma la filosofia resta sempre la stessa e si basa nell’offrire una vacanza rilassante a bordo della propria moto, visitando magari siti archeologici e degustando specialit del posto. Il tutto nella massima sicurezza che, con la qualit, rappresentano i nostri elementi distintivi. Senza dimenticare che offriamo un’assistenza h24, anche qualora il mezzo dovesse avere un guasto meccanico. Un viaggio dunque in piena libert che prevede inoltre la possibilit di stare da solo con l’ausilio di tracce navigate”.

Una passione, quella di Titotto, che diventato un lavoro importante: “Siamo sul mercato da 25 anni -ricorda- e il 50% di chi opera nel settore passato per la mia azienda dove ora ha un ruolo importante anche mio figlio. Sul tema, ho scritto un libro che dimostra appunto l’amore che nutro per le moto e i viaggi. Si intitola In moto lungo le sponde del mediterraneo, alla ricerca dell’antica Roma, un’opera scritta per il piacere di raccontare ad altri motociclisti, ma non solo, esperienze di viaggio d’un epoca non cos lontana, quando ci si spostava un po’ all’avventura, senza navigatori e cellulari. Intreccio fra amore per la moto, piacere dei viaggi, interesse per la storia: un racconto dai forti colori, che alimenta il bisogno di cultura che ciascuno di noi possiede”.

Tennis, Kyrgios: "Udienza a porte chiuse? Ci sia trasparenza"

Roma, 11 gen. (askanews) – Nick Kyrgios continua ad attaccare. Oggetto delle sue insinuazioni Jannik Sinner ed il processo per il caso Clostebol. Il nuovo capitolo va in scena il giorno dopo la decisione del Tas di Losanna di fissare per le giornate del 16 e 17 aprile l’udienza che vedrà coinvolto l’azzurro numero uno al mondo, trovato positivo ai controlli antidoping lo scorso marzo in occasione del torneo di Indian Wells. Kyrgios, commentando su X un post con la notizia, punge pesantemente Sinner con una domanda a metà tra l’allusivo e il sarcastico: “Perché a porte chiuse? Se non hai fatto niente di sbagliato, allora che ci sia trasparenza”, le parole dell’australiano. Vedremo se Sinner – come ha già fatto in occasione della conferenza stampa del venerdì – replicherà all’ennesimo attacco nei suoi confronti.

Tennis, Alcaraz: "I successi di Sinner mi spingono a migliorare"

Roma, 11 gen. (askanews) – “L’obiettivo è provare a vincere i Grand Slam e i Masters1000. Sono questi per me i tornei più importanti del mondo – ha esordito così in conferenza stampaCarlos Alcaraz nel corso del media day alla vigilia degli Australian Open – Ovviamente anche cercare di migliorare il ranking è tra gli obiettivi, cercando di avvicinarmi il più possibile a Jannik o di superare Zverev”. Scivolato in terza posizione e sorteggiato nella stessa metà di tabellone del tedesco, Alcaraz resta tiepido, conferma di “tenere al ranking”, ma – aggiunge illuminandosi – “la cosa più importante resta provare a vincere quanti più Grand Slam possibile”.

L’anno scorso in sede Slam lui e Sinner finirono col dividersi la posta, e anche quest’anno sono loro due i grandi indiziati su cui colleghi e addetti ai lavori continuano a puntare le loro fiches. In vantaggio 6-4 negli scontri diretti, il murciano non nasconde di trarre da questa rivalità la benzina necessaria per continuare ad alimentare le proprie ambizioni: “Quando gioco contro di lui ho un approccio mentale diverso. Quando si affrontano i migliori giocatori del mondo devi fare qualcosa di diverso: diversa preparazione, diverso approccio mentale – ha spiegato ancora Carlitos – Quando lo affronto so che devo giocare al meglio se voglio pensare di vincere, è così. Se incappi in un brutta giornata, contro Jannik sai già che al 99% perderai, è questo quello a cui penso quando so che dovrò affrontarlo”.

Benzina, legno per il fuoco. “La cosa buona è che vederlo in vetta, vederlo vincere titoli mi spinge ad allenarmi ancora meglio ogni giorno, e a pensare a cosa dovrei migliorare per affrontarlo. Avere questa rivalità con lui per me è una gran cosa perché mi spinge davvero a dare il meglio ogni giorno”.

Sci, Brignone: "Mi rendo conto di cosa significa vincere tanto"

Roma, 11 gen. (askanews) – Federica Brignone fa trenta e per farlo ha scelto la discesa di St. Anton, primo successo personale nella disciplina in Coppa del Mondo, per far salire a quota 72 il bottino dei podi e migliorare ulteriormente il proprio record di più esperta vincitrice nel massimo circuito.

“E’ stata una gara sofferta, ma me l’aspettavo perchè immaginavo che le condizioni potevano migliorare con le discese e avevo già notato Blanc in prova, sapevo che poteva fare una grande prova. Mi dispiace per Laura che meriterebbe di salire sul podio, ma queste giovani sono forti. E’ stata una gara tosta, non ho fatto una discesa perfetta ma sono sempre stata brava a far correre gli sci e a recuperare dalle mie imperfezioni. Ho vinto in quattro specialità: gigante, superG, discesa, combinata… sì manca lo slalom… ma per quello ci ha pensato mia mamma”.

Sci, Immensa Brignone: trionfa nella discesa di St. Anton

Roma, 11 gen. (askanews) – Una grandiosa Federica Brignone trionfa nella discesa di St. Anton, in Austria per cogliere il primo successo in discesa della carrira, trentesima vittoria complessiva in Coppa del Mondo, nonostante i brividi per l’inserimento prima di Ester Ledecka (+0″18) e poi della sorprendente elvetica Malori Blanc che la fa tremare chiudendo alle sue spalle per di soli 7 centesimi per vanificare il primo podio della carriera di Laura Pirovano, quarta.

Brignone ha tanto da festeggiare al parterre della Karl Schranz, dopo una gara affrontata su tracciato ridotto per via della tanta neve caduta nelle ultime giornate: per Federica è così maturato il terzo sigillo stagionale dopo i successi centrati in gigante a Sölden e Semmering; sale invece a 73 il bottino complessivo di podi, otto di questi arrivati in discesa. Una vittoria che serve a migliorare nuovamente il record di longevità: a quasi distanza di 10 anni dal primo successo in carriera, Federica (classe 1990), si conferma la vincitrice meno giovane di sempre nel massimo circuito. Una prova pressochè perfetta, per Fede: solo una leggera titubanza in vista dell’arrivo in una discesa che l’ha vista tagliare il traguardo in 1’16″08 che le ha permesso di mantenere 7 e 18 centesimi di secondo su Blanc e Ledecka. Ed in quarta posizione, ecco Laura Pirovano: sono 43 i centesimi di secondo che la separano da Brignone, nel giorno che la vede perdere all’ultimo un podio che ormai sembrava esserci. Per la terza volta in carriera la ventisettenne trentina è quarta in Coppa del Mondo

Renzi a Meloni: fase zen finita, noi in campo e centro decisivo

Firenze, 11 gen. (askanews) – “In Italia e in Corea del Nord c’è il capo del governo con la sorella che si occupa del partito. Ora noi non aggrediamo le famiglie ma si sappia che la fase zen in cui noi mangiamo fango e sputiamo miele è finita, se volete parlare di case parleremo di case, se volete parlare di soldi parleremo di soldi, se volete parlare di politica è una novità e quindi noi siamo tornati in campo, non accettiamo l’incantesimo di una opposizione addormentata e di un sistema dell’informazione che si occupa delle formiche”. Lo ha detto Matteo Renzi a Firenze.

“Abbiamo due anni di tempo per riempire di contenuti questo centro che guarda a sinistra, ecco perché hanno così paura di questo 2% che tra due anni sarà decisivo. Io sono un ex tutto ma insieme l’ex diventerà un Next”, ha concluso.

Ex Ilva: ricevute 10 offerte, 3 dall’estero per intero gruppo

Milano, 11 gen. (askanews) – Sono 10 le offerte pervenute per l’acquisizione degli stabilimenti ex Ilva. Lo riferiscono i commissari straordinari di Acciaierie d’Italia e Ilva ricordando che la scadenza per le offerte era stata prorogata da fine dicembre al 10 gennaio.

Tra le offerte ricevute, tre sono per tutti i complessi aziendali: cordata Baku Steel Company + Azerbaijan Investment Company, Bedrock Industries Management e Jindal Steel International.

Sono sette le offerte di cordate italiane interessate a singoli asset: cordata Car Segnaletica Stradale + Monge & C. + Trans Isole, Eusider, cordata Eusider + Marcegaglia Steel + Profilmec, I.M.C., Marcegaglia Steel, cordata Marcegaglia Steel + Sideralba e Vitali.

“Sebbene il termine stabilito non sia da considerarsi perentorio, eventuali proposte che dovessero pervenire successivamente saranno valutate esclusivamente qualora presentino condizioni particolarmente favorevoli per la procedura in corso”, spiegano i commissari.

I commissari straordinari si riservano un periodo di tempo congruo per esaminare attentamente tutte le proposte ricevute, con particolare riguardo agli aspetti occupazionali, alla decarbonizzazione e all’entità degli investimenti, al fine di assicurare uno sviluppo sostenibile degli impianti e la massima tutela del lavoratori coinvolti.

Continua a crescere l’estrema destra (Afd) in Germania

Roma, 11 gen. (askanews) – Cresce il gradimento in Germania per il partito di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD). Secondo un sondaggio dell’istituto Insa pubblicato oggi dal quotidiano Bild, il gruppo avrebbe visto crescere il proprio consenso di 2 punti percentuali, fino al 22%, a meno di un mese e mezzo dalle elezioni parlamentari anticipate.

Il blocco di opposizione dell’Unione Cristiano-Democratica (CDU) e dell’Unione Cristiano-Sociale (CSU) detiene ancora il primo posto, ma il suo gradimento è sceso di 1 punto percentuale, al 30%.

Il Partito Socialdemocratico (SPD) del cancelliere Olaf Scholz è ancora terzo con il 16% degli intervistati che hanno dichiarato di essere pronti a votarlo. I Verdi sono al quarto posto con il 13% di sostegno, seguiti dall’Alleanza Sahra Wagenknecht (BSW) con un rating del 6%.

Il Partito Liberale Democratico (FDP), che si è ritirato dalla coalizione di governo, rischia di non superare la soglia del 5% per entrare nel Bundestag: attualmento sarebbe fermo al 4% dei consensi, un punto sopra la Sinistra.

Il sondaggio è stato condotto dal 6 al 10 gennaio contattando 1.205 persone. Il margine di errore non supera i 2,9 punti percentuali.

Le elezioni parlamentari anticipate in Germania sono previste per il 23 febbraio prossimo.

Schlein: treni nel caos, Salvini peggior ministro Trasporti

Roma, 11 gen. (askanews) – “Ritardi e cancellazioni anche oggi. Trenitalia suggerisce di evitare spostamenti. E intanto l’unico spostamento che interessa al ministro Salvini è il suo, al Ministero degli Interni”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein, che in una nota attacca: “Il peggior ministro dei Trasporti della storia, che si preoccupa solo di come passare da una poltrona all’altra mentre l’Italia non riesce a muoversi per viaggiare, andare a lavorare o a studiare. Un disastro”.

Fiamme a Los Angeles, situazione ancora critica

Roma, 11 gen. (askanews) – Le autorità statunitensi hanno affermato che nella contea di Los Angeles sono oltre 144.000 le persone sottoposte ad ordine di evacuazione a seguito dei vasti incendi che stanno ponendo serie minacce alla città.

Nel suo ultimo aggiornamento su X, l’Ufficio per i servizi di emergenza del governatore della California ha affermato di avere a disposizione otto rifugi per le persone sfollate e che più di 700 persone stanno attualmente utilizzando queste strutture provvisorie.

“I venti stanno iniziando a diminuire”, ha spiegato Shawn Boyd. “Ma ci aspettiamo che le condizioni meteorologiche critiche per gli incendi continuino nel fine settimana, con un’altra raffica di forti venti da sabato sera a domenica mattina”.

Attualmente ci sono sei incendi in corso a Los Angeles, mentre il bilancio ufficiale è di 11 vittime. Le autorità locali hanno imposto un coprifuoco notturno nelle aree di Pacific Palisades ed Eaton.

Attacchi hacker filorussi a siti di ministeri e istituzioni in Italia

Roma, 11 gen. (askanews) – Un attacco Hacker a diversi siti istituzionali italiani sarebbe in corso da questa mattina, secondo quanto annunciato dal collettivo filorusso NoName057 sul suo profilo Telegram. Tra i siti coinvolti, ci sarebbero quello del ministero degli Esteri, delle Infrastrutture, dei Trasporti, dello Sviluppo economico.

Sarebbero stati colpiti inoltre – secondo la stessa fonte – i siti della Consob, dei Carabinieri, dell’Aeronautica militare e della Marina militare, nonché aziende del trasporto locale, come l’Atac di Roma, l’Amt di Genova e l’Amat di Palermo.

Si tratterebbe, come spesso accade, di azioni Ddos (Distribuited denial of Service), capaci di provocare qualche disagio e sporadiche interruzioni temporanee del servizio.

Guasto elettrico a Milano, ritardi e cancellazioni per i treni

Milano, 11 gen. (askanews) – La circolazione ferroviaria è stata sospesa in mattinata sulle linee Milano – Genova, Milano – Venezia e Milano – Bologna per verifiche tecniche alla linea elettrica nel nodo di Milano. I treni hanno fatto registrare ritardi e cancellazioni. La circolazione è regolare sulla linea Milano – Torino. E’ in corso l’intervento dei tecnici di Rfi. Trenitalia ha fatto successivamente sapere che sono ripartiti i primi treni.

“Ritardi e cancellazioni anche oggi. Trenitalia suggerisce di evitare spostamenti. E intanto l`unico spostamento che interessa al ministro Salvini è il suo, al Ministero degli Interni”. Lo afferma la segretaria del Pd Elly Schlein, che in una nota attacca: “Il peggior ministro dei Trasporti della storia, che si preoccupa solo di come passare da una poltrona all`altra mentre l`Italia non riesce a muoversi per viaggiare, andare a lavorare o a studiare. Un disastro”.

Pon l’intervento della Lega. “Decenni di No, mancata manutenzione, zero sviluppo infrastrutturale, niente avanzamenti tecnologici ma la sinistra trova il pessimo gusto di attaccare un ministro come Matteo Salvini. Dal primo giorno è al lavoro per sbloccare un paese rimasto impantanato, intervenendo come mai successo prima d`ora anche sulla rete ferroviaria per renderla moderna ed efficiente. E questo è un dato di fatto tanto quanto lo è l`immobilismo di chi oggi si sveglia solo per criticare chi invece fa”. Lo hanno dichiarato i deputati della Lega in commissione Trasporti.

Tennis, Bolelli-Vavassori vincono in doppio ad Adelaide

Roma, 11 gen. (askanews) – Inizia al meglio il 2025 di Simone Bolelli e Andrea Vavassori. Gli azzurri, rispettivamente numero 9 e 8 del mondo in doppio, battono 46 76(4) 11-9 i tedeschi Kevin Krawietz e Tim Puetz, n.10 e 11 nel ranking di specialità, e conquistano ad Adelaide il quarto titolo in carriera dopo quelli conquistati a Buenos Aires, Halle e Pechino l’anno scorso.

Grazie a questo risultato Simone Bolelli migliorerà il suo best ranking in doppio, che risale all’agosto 2015, e salirà alla posizione numero 6. Il 39enne di Budrio ha raggiunto così i 15 titoli in carriera in doppio nel circuito maggiote, il quarto sul duro dopo il trionfo all’Australian Open 2015 con Fognini (prima coppia italiana a vincere uno Slam in doppio maschile dopo Pietrangeli e Sirola al Roland Garros 1959), a Dubai nel 2016 con Seppi e Pechino nel 2024 con Vavassori. Il torinese ha festeggiato invece il suo settimo titolo ATP in doppio.

Lega: sul cambiamento nel simbolo consuete fantasie giornalistiche

Roma, 11 gen. (askanews) – “Al congresso della Lega si parlerà di progetti, di come far crescere il partito e l’Italia, delle sfide nazionali e internazionali di cui la Lega è protagonista, di riforme, di lavoro e di sicurezza. Nessun cambio di nome in vista, nessun arretramento, nessun cambio di progetto: le consuete fantasie giornalistiche saranno smentite dalla realtà come accade da diversi anni”. Lo dice una nota della Lega, smentendo le indiscrezioni riportate da alcuni quotidiani sull’ipotesi che la dicitura “Salvini premier” venga eliminata dal simbolo elettorale del partito.

Terzo mandato, Ciriani: Campania? Non è possibile Italia Arlecchino

Roma, 11 gen. (askanews) – Il ricorso alla Corte costituzionale, presentato dal Governo contro la legge regionale campana che recepisce (tardivamente) il limite dei due mandati per il presidente della Regione e che consentirebbe all’attuale governatore Vincenzo De Luca di ricandidarsi, ha motivi “politici, ma anche tecnici”. Lo ha detto il ministro per i rapporti col Parlamento, Luca Ciriani (FdI), intervistato dal Corriere della sera. “Mi pareva difficile non farlo. La legge 165 del 2004 – ha spiegato – prevede l’elezione diretta e la non ricandidabilità dopo il secondo mandato per i presidenti delle Regioni. Il vincolo, piaccia o meno, già c’è. Ed è nazionale. Non è pensabile altrimenti un’Italia Arlecchino”.

“Secondo i pareri del ministero dell’Interno e delle Riforme portati in Consiglio dei ministri dal sottosegretario Mantovano e dal ministro Casellati la legge è autoapplicativa. Non si deve aspettare che ogni Regione la recepisca quando vuole”, ha sottolineato l’esponente del Governo, anche se, ha riconosciuto, in Veneto l’attuale presidente leghista Luca Zaia “ha utilizzato, in passato, il margine di ambiguità della norma. Ma non è immaginabile che una Regione abbia due mandati, una tre, una quattro. Per questo ci siamo rivolti alla Consulta”.

De Luca dice che avete paura degli elettori. “Non abbiamo paura di nessuno. Vanno rispettati gli elettori, però anche le leggi”, è la risposta di Ciriani. “Non abbiamo voluto fare né un favore a Schlein né al centrodestra. Cinicamente avremmo potuto lasciare la legge che c’è, spaccare il centrosinistra con la candidatura di De Luca e aumentare le nostre chance di vittoria. Ma la prospettiva sarebbe stata il caos istituzionale. Serve serietà”, ha concluso il ministro.

Telefonata Meloni-Biden: straordinaria collaborazione su tutti i temi

Roma, 11 gen. (askanews) – Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente degli Stati Uniti d’America, Joe Biden, al quale ha voluto anzitutto esprimere i sentimenti di solidarietà suoi personali e del Governo italiano per le terribili devastazioni causate dagli incendi in California. Lo fa sapere Palazzo Chigi in una nota.

Nel corso del colloquio – prosegue il comunicato di Palazzo Chigi – il Presidente del Consiglio ha trasmesso al Presidente Biden il profondo ringraziamento e apprezzamento per la straordinaria collaborazione intrattenuta nel quadro delle eccezionali relazioni bilaterali e su tutti i temi di politica internazionale, come confermato anche nell’ambito della Presidenza italiana del G7. Al riguardo, il Presidente Biden ha voluto ricordare, in particolare, l’importanza del risultato raggiunto con l’accordo per l’erogazione a favore dell’Ucraina di prestiti per 50 miliardi di dollari, a valere sui profitti derivanti dai beni sovrani russi immobilizzati.

Sbarra si accinge a lasciare la Cisl: l’attende un premio dalla destra?

L’esperienza sindacale è certamente importante e qualificante. La politica italiana ha spesso tratto beneficio dall’ingresso di esponenti provenienti dalle grandi confederazioni; tornando indietro nel tempo nella storia repubblicana del dopoguerra, alcuni nomi hanno contribuito notevolmente al consolidamento dei diritti del lavoro e dei lavoratori, quali protagonisti della democrazia nel Paese, soprattutto nelle esperienze di governo del primo centrosinistra: Pastore, Di Vittorio, Viglianesi, Donat Cattin, Storti; successivamente Lama, Benvenuto, Bertinotti e, in particolare, per la nostra storia di cattolici democratici e popolari, Franco Marini, protagonista nella fase finale della Dc come Ministro del Lavoro, poi da segretario del Ppi, responsabile organizzativo della Margherita, fondatore del Pd e Presidente del Senato.

Protagonismo di altri dirigenti confederali possiamo inoltre riscontrarlo nelle Istituzioni nazionali e locali. Insomma, una significativa presenza che ha caratterizzato prevalentemente l’affermazione del riformismo nella politica italiana e, prendendo a riferimento i dirigenti usciti da responsabilità nella Cisl, all’impegno dei cattolici nell’area del centrosinistra (D’Antoni, Baretta, Santini, Morese, limitandoci a coloro che hanno ricoperto incarichi di vertice). Comunque, un prezioso valore aggiunto per le esperienze politiche precedentemente indicate sia sul piano dei contenuti della politica che delle pratiche di governo.

Recentemente questa caratteristica “portante” si è decisamente affievolita: in Senato sia la Camusso che la Furlan (quest’ultima nell’anno e mezzo precedente alle elezioni politiche del 2022, rimasta in carico alla Cisl presso la fondazione della Federazione dei Pensionati) non hanno assunto posizioni di particolare rilievo o responsabilità nel Pd; vedremo se nel futuro prossimo questa tendenza all’«anonimato» sarà smentita.

Nel frattempo, in coerenza con i dispositivi sui limiti di età  per incarichi elettivi, Luigi Sbarra ha annunciato le sue dimissioni entro gennaio ’25 da segretario generale della Confederazione (a febbraio compirà proprio 65 anni). Oltre ad aver fornito una sua indicazione per la successione (è stata individuata l’attuale Segretaria Generale Aggiunta, Daniela Fumarola), Sbarra ha comunicato che resterà a disposizione della Cisl; insomma non andrà in pensione e avrà un incarico nell’ambito del contesto che fa riferimento alla Confederazione: Presidente della Fondazione Franco Marini? A breve lo sapremo.

Quindi niente politica? Anche per questa opzione dobbiamo attendere. Se dovessimo dar seguito a quanto dichiarato dall’attuale Segretario Generale della Cisl, questa opzione non dovrebbe esserci. Qualche dubbio però sorge spontaneo: troppi sono stati in questi anni di sua responsabilità le affinità con il centrodestra. Non si è trattato del solo rispetto dell’autonomia di giudizio che il sindacato deve sempre avere nella valutazione delle politiche di governo: la Cisl di Sbarra si è contraddistinta in questi anni, all’opposto dei No a “prescindere” di Landini, con posizioni volutamente mirate a rompere l’unità sindacale, ricercando in particolare un rapporto privilegiato con l’attuale maggioranza di governo. Molte, anzi troppe, sono state le circostanze nelle quali l’Organizzazione, senza il necessario e salutare dibattito interno, si è schierata a favore dei provvedimenti del Governo Meloni.

A parte queste valutazioni, siamo certi che Sbarra rispetterà quanto preannunciato e non scenderà in politica o non avrà incarichi dalla politica. Se così non sarà (legittimo che questo possa comunque avvenire), vedremo chi offrirà al sindacalista calabrese incarichi diversi da quelli sindacali: nel caso di una nomina di competenza di un’istituzione governata dal centrodestra, sarebbe la prima volta per un segretario generale espresso dalla Cisl.

Niente di grave, ma in discontinuità con la storia della Confederazione di Via Po.

Il Partito popolare, il Centro e Romano Prodi.

Rileggere il passato e proiettarlo nel presente, da sempre, è un esercizio difficile e complicato. Di norma è sconsigliato. Basti pensare alla litania della sinistra radicale e massimalista e dei suoi gazzettieri giornalistici sul “ritorno del fascismo”. Ormai è quasi diventato un ritornello goliardico perché, non avendo alcuna dimestichezza con la realtà quotidiana, si limita ad essere un puro slogan astratto e del tutto virtuale.

Ma, per tornare ad un passato e pur senza limitarsi a rimpiangerlo, c’è un aspetto che – almeno per quanto riguarda il campo del cattolicesimo popolare e sociale – non può più passare sotto silenzio. E riguarda proprio la storia, l’avventura e l’epilogo del Partito Popolare Italiano di Mino Martinazzoli, Gerardo Bianco e Franco Marini. Una esperienza politica carica di significato culturale, di storia politica e di progettualità di governo. Una esperienza, quella del Ppi, che ha giocato un ruolo decisivo e qualificante in una fase politica e storica molto delicata del nostro paese. Un partito che ha saputo riscoprire una gloriosa e storica cultura politica collocandola in un contesto che apriva le porte a quella radicalizzazione del conflitto politico che è poi divampato e consolidato negli anni seguenti. E, soprattutto, un partito che grazie alla sua classe dirigente ha saputo declinare quella “politica di centro” oggi quotidianamente e unanimemente rimpianta ed evocata. E, infine, un partito che grazie alla sua autorevolissima classe dirigente – a livello nazionale come a livello locale – ha saputo ritagliarsi uno spazio importante nella cittadella politica italiana confrontandosi ad armi pari con gli altri partiti. Tanto della maggioranza quanto dell’opposizione dell’epoca.

Certo, tutti conosciamo l’obiezione principale. Perché si è sciolto quel partito? O meglio, perchè si è deciso di confluire in un altro partito, la Margherita, sapendo che si apriva una pagina molto diversa da quella che aveva dato vita al Ppi? Sono domande del tutto legittime a cui ciascuno di noi può dare una risposta più o meno convincente. C’è un elemento, però, che merita di essere ricordato senza polemica e senza alcun pregiudizio. La volontà, la scelta e la decisione di Romano Prodi e dei suoi amici nel 1999 di dar vita ad un altro partito, il cosiddetto “Asinello”, che si presentò alle elezioni europee dello stesso anno e che rispondeva ad un solo obiettivo: mettere in crisi politica, e ovviamente elettorale, il Ppi. Il suo ruolo politico, il suo progetto di governo e la sua funzione nella società italiana. Obiettivo ovviamente centrato che decretò una flessione elettorale del Ppi creando, di fatto, le condizioni per il suo indebolimento politico e il suo rapido dissolvimento. Tant’è che Franco Marini, storico leader dei Popolari, con una battuta sferzante ed efficace disse che “più che un asinello mi pare un somaro”.

Ecco, ho voluto ricordare questo piccolo particolare perché quando oggi leggiamo svariati resoconti giornalistici sulla necessità di rimettere in campo, seppur mutatis mutandis, una sorta di Ppi nel campo del centro sinistra, non possiamo non pensare a chi ha contribuito in modo potente, e decisivo, a liquidare definitivamente quella straordinaria esperienza politica, culturale e di governo nel passato. Perché, a volte e spesso, da una lettura attenta e non pregiudiziale o parziale del passato, possiamo tranquillamente comprendere anche le dinamiche politiche del presente. E la vicenda politica, elettorale e anche umana del Ppi, lo conferma in modo persin plateale che non merita ulteriori commenti.

Legge Calderoli e referendum: coerenza del quesito e incertezze giurisprudenziali.

[…] Non c’è dubbio che il giudice costituzionale abbia effettuato un’ampia opera di potatura di qualificanti disposizioni della legge Calderoli. E tuttavia è la stessa Corte di Cassazione, all’esito del raffronto tra la normativa originaria e quella sopravvenuta, a rilevare l’insussistenza dei presupposti per arrestare il procedimento referendario, con ciò confermando che i «principi ispiratori» che informano le due discipline non sono stati modificati (sent. n. 68 del 1978).

Ma se i principi ispiratori restano gli stessi, nonostante il «massiccio effetto demolitorio» della Corte costituzionale (ordinanza UCR del 12 dicembre), a maggior ragione si giustifica un quesito che coinvolga l’intero testo – pur “emendato” – della legge Calderoli, perché la ratio dell’iniziativa referendaria è sempre quella di evitare l’attuazione dell’autonomia differenziata così come disciplinata dalla legge n. 86.

E a ben vedere quello che resta in piedi di tale legge, anche dopo l’intervento ablativo della Corte costituzionale, è un impianto normativo comunque consistente, ove si consideri il combinato disposto delle disposizioni che hanno passato indenni il vaglio di costituzionalità e di quelle che sono state fatte oggetto di «reinterpretazioni “sananti”» (Ruggeri).

Un impianto – può aggiungersi – tuttora inevitabilmente pervaso da quel «comune principio» che lega le residue disposizioni oggetto di abrogazione e che il corpo elettorale continua a percepire nitidamente leggendo il quesito. Non sembra infatti necessario uno sforzo interpretativo particolarmente intenso per estrarre dalla pluralità delle norme sopravvissute ai correttivi della Corte un quesito che, nel suo nucleo essenziale, sollecita gli elettori a cancellare questa complessiva modalità di “guidare” il procedimento per ottenere l’autonomia differenziata.

A ben vedere, allora, il temuto effetto tellurico che la sentenza n. 192 avrebbe prodotto sull’oggetto del referendum non arriva ad esibire quella capacità trasformativa tale da minare alla radice la coerenza del quesito e il suo carattere unitario.

In altri termini, se terremoto c’è stato ha compromesso alcuni muri portanti, ma l’edificio pur gravemente lesionato è rimasto in piedi. Quindi l’esigenza di abbatterlo completamente per poi ricostruirlo su ben altre fondamenta mantiene intatte le sue ragioni.

Detto tutto ciò, formulare qualsiasi pronostico sull’imminente pronunciamento della Corte sarebbe un’operazione del tutto temeraria, specie in una materia come questa, caratterizzata da una giurisprudenza quantomai oscillante e dagli esiti particolarmente incerti. Nondimeno, il tentativo di fissare qualche punto fermo per provare a fare un po’ di chiarezza soprattutto a beneficio del cittadino elettore non è mai inutiliter dato.

 

Per leggere il testo integrale

https://www.diariodidirittopubblico.it/divagazioni-sparse-intorno-allammissibilita-del-referendum-sulla-legge-calderoli/

Barriere residenziali: la Consulta fa il punto sul diritto alla casa.

Il primo colpo di piccone alla legislazione autonoma che genera situazioni di differenziazione di ‘status’ è stato dato e per ora riguarda l’edilizia residenziale pubblica nella Provincia di Trento. Le Sentenze della Consulta sono orientate a valutare le leggi ordinarie in rapporto al principio giuridico della loro costituzionalità. Dal sito della Corte Costituzionale si riporta uno stralcio della sentenza emessa il 3 gennaio 2025 che aprirà ad una riconsiderazione della materia abitativa sull’intero territorio nazionale.

“La Corte costituzionale, con la sentenza numero 1, ha dichiarato, in riferimento agli articoli 3 e 117, primo comma, della Costituzione, l’illegittimità costituzionale degli articoli 5, comma 2-bis, e 3, comma 2-bis, della legge della Provincia autonoma di Trento 7 novembre 2005, numero 15, nella parte in cui richiedono, per l’assegnazione dell’alloggio a canone sostenibile e per il contributo integrativo del canone di locazione, la residenza in Italia per almeno dieci anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo. (omissis)

Con riferimento a prestazioni che assicurano un’esistenza dignitosa e sono funzionali alla piena realizzazione della persona umana e all’effettivo esercizio degli altri diritti costituzionali, la previsione del requisito della residenza di dieci anni sul territorio della nazione non è sorretta da una valida ragione giustificatrice e non presenta alcuna correlazione con il bisogno abitativo. Si tradisce così «il compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana».

Anche nella Provincia di Bolzano la normativa prevede condizioni e prerogative abitative differenziate e non solo nell’ambito residenziale pubblico ma anche per la vendita e la locazione di abitazioni private. Si tratta dunque di una tematica che potenzialmente può interessare le due Province Autonome della regione Trentino Alto Adige.

La legislazione ispirata al principio dell’autonomia si basa su considerazioni non solo elaborate in sede locale ma evidentemente concordate con la normativa nazionale: all’origine ci sono ragionevoli motivi di tutela per la popolazione locale, stanziale da lungo tempo, al fine di preservare quel genius loci che è un valore fatto di cultura, tradizioni, lingua, identità, sostenibilità generazionale che caratterizzano e danno corpo al senso di appartenenza ad una comunità e che va giustamente preservato. Tutto ciò sta alla base del tema dell’autonomia e dei suoi derivati normativi ed è esso stesso un principio riconosciuto, avvalorato e tutelato dalla Costituzione.

Sono tuttavia noti i cascami pratici che derivano dalla legiferazione in materia abitativa specialmente in Alto Adige, che in primis si concretizzano nella differenza tra abitazioni libere e abitazioni convenzionate: le prime disponibili per il libero mercato, le seconde riservate ai residenti da un certo numero di anni. Un corpus di disposizioni normative precise e continuamente aggiornate che pongono limiti, regole, divieti.

Ci si chiede ora – in una prospettiva in divenire che tenga conto del pronunciamento della Corte – se l’affermazione dei principi di uguaglianza dei cittadini  (e dei loro diritti soggettivi, tra cui si può annoverare il diritto alla casa a prescindere dal vincolo della residenzialità come condizione di partenza) che la sentenza richiama anche in ordine ad una dimensione sovranazionale, possa in qualche modo ricondurre a quel “compito della Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana».  Nella fattispecie la distinzione sopra richiamata (tra mercato libero e convenzionato) non riguarda solo l’ambito delle cd. “seconde case” ma può all’atto pratico risultare discriminante anche nei confronti di chi – esercitando il diritto di fissare la propria residenza secondo il sacrosanto principio degli “interessi prevalenti” (di salute, di cure, di lavoro, di ricongiungimento familiare o semplicemente elettivo) – incontrasse ostacoli alla realizzazione di un principio costituzionalmente garantito.

Brunori Sas: con “L’albero delle noci” non volevo ripetermi

Milano, 10 gen. (askanews) – Ironia, sottrazione e rigenerazione, sono le tre parole chiave per descrivere il nuovo album “L’albero delle noci” di Brunori Sas. Un disco in uscita il 14 febbraio sorprendente e ricco che arriva a cinque anni di distanza da Cip. Contiene anche il brano omonimo con cui Dario sar in gara al Festival di Sanremo.

“L’album nato con una lunga gestazione che ha a che fare da una parte con il mio desiderio di un cambiamento, quindi di non ripetermi, dall’altra col fatto che per cambiare necessario anche un tempo, quindi non pu essere un processo che puoi decidere solo a tavolino. In questo mi ha aiutato molto Riccardo Sinigallia che ha prodotto l’album, ma che in realt mi ha accompagnato quasi tenendomi per mano in tutte le fasi di gestazione lunga di questo album. Alla fine sono molto contento perch la scrittura risponde a quella che era l’esigenza primaria, cio quella di una rigenerazione e non di una rivoluzione. L’omaggio all’Albero delle Noci perch, cos come per la canzone, l’albero che sta di fronte a casa mia, a cui io comunque attribuisco l’ispirazione dei brani che scrivo, ce l’ho davanti da 13 anni, ha partecipato a molti miei album, siccome non gli ho mai dato una lira di diritti d’autore, quantomeno gli ho dato il titolo dall’album, spero si accontenti”.

La nascita della figlia Fiammetta ha profondamente mutato la sua visione del mondo: c’ la gioia ma anche le inquietudini, luci e ombre di questa rivoluzione.

“Io penso che tutti, anche probabilmente le vecchie generazioni, non hanno vissuto questa sensazione di essere in quel limbo che poi a un certo punto scatta, ma c’ tutta una prima fase in cui sei ancora figlio, per sai che devi fare il genitore. E non soltanto qualcosa che ha a che fare con il ruolo, proprio qualcosa che ha a che fare con allontanare, scremare, sfrondare appunto i rami secchi della propria vita e rivedere la gerarchia delle tue priorit”.

Cantautore raffinato e inteso, non demonizza il linguaggio a volte violento del rap e della trap, perch spiega l’artista deve guardare in faccia anche le cose che danno fastidio. “Il mio giudizio sempre quello che bisogna ascoltare, non bisogna fermarsi alla prima apparenza e che il confronto con mondi anche lontanissimi non pu fare altro che bene… ma questo un po’ dappertutto, anche nel mondo della canzone normale e anche della canzone d’autore. C’ tanta roba che apparentemente pu sembrare di profilo e non lo , cos come il contrario. Ti ho dato una risposta da democristiano”.

Dopo l’annuncio del tour nei palazzetti, Dario ha aggiunto una data live, sar al Circo Massimo di Roma. “Il Circo Massimo il mio ambiente naturale. Io sono nato per suonare il Circo Massimo, non c’ altro ambiente. Questi contesti sono proprio il mio pane quotidiano, quindi sar una data mirabolante con l’orchestra. Sto cercando di capire come entrare sul palco, se con una biga oppure frustrando i miei musicisti, devo deciderlo. In un mondo di intelligenza artificiale, ormai che cosa rimane se non guardare i musicisti in carne e ossa che suonano?”.

Illimity: offerta Ifis non concordata, non si trascura alcuna opzione

Milano, 10 gen. (askanews) – Riunione straordinaria per il Consiglio di Amministrazione di Illimity Bank che ha preso atto dell’opas annunciata da Banca Ifis l’8 gennaio che valorizza la società 298 milioni di euro. “Fermo restando che illimity si esprimerà sull’offerta con le tempistiche e secondo le modalità previste dalla legge, si precisa che l’offerta non è stata sollecitata né preventivamente concordata con illimity”, spiega la banca fondata da Corrado Passera.

La nota mette in chiaro che Illimity proseguirà nelle sue attività, “inclusa la predisposizione del nuovo piano industriale, non trascurando alcuna opzione strategica che possa contribuire all’obiettivo di creare valore per gli azionisti e per tutti gli stakeholders della Banca”.

L’offerta di Banca Ifis valorizza Illimity 3,55 euro per azione, tra 1,414 euro cash e 1 azione di nuova emissione ogni 10 conferite. Una proposta che ha fatto balzare il titolo di Illimity a Piazza Affari, con rialzi superiori al 10%. Nei giorni scorsi la banca guidata dall’ex ministro dello Sviluppo economico si è portata a ridosso dei 4 euro per azione, mentre venerdì ha chiuso a 3,81 euro per azione in calo dell’1,9%.

Entro il 28 gennaio Ifis presenterà i documenti in Consob, con le carte in mano si riunirà di nuovo il board di Illimity. Il 10 febbraio c’è già un appuntamento in agenda per l’approvazione dei risultati preliminari del 2024. Ma è probabile che si possa anticipare.

In tv “Il conte di Montecristo”, storia di vendetta con Sam Claflin

Roma, 10 gen. (askanews) – Il regista premio Oscar Bille August porta in tv “Il conte di Montecristo”, coproduzione italo-francese, su Rai 1 dal 13 gennaio in quattro serate. L’opera di Dumas prende vita grazie a un grande cast internazionale, guidato dall’attore britannico Sam Claflin, che interpreta Edmond Dants, innocente costretto in prigione per 15 anni che poi mette a punto la propria vendetta. “Secondo me il Conte di Montecristo la pi bella e pi complessa storia di vendetta mai raccontata. – ha affermato il regista – Credo che ogni essere umano abbia pensato almeno una volta di aver subito un’ingiustizia. La spinta alla vendetta esiste in ognuno di noi, ed per questo che questa storia sempre attuale. Per dalla serie si capisce anche che la vendetta non serve a niente, distrugge solamente gli esseri umani”.

Accanto a Claflin nel film ci sono anche molti attori italiani, come Gabriella Pession, Nicolas Maupas, Lino Guanciale nel ruolo di Vampa e Michele Riondino in quello di Jacopo. Riflettendo proprio sui temi portanti del film, che sono la giustizia, il potere e la vendetta, Riondino ha detto: “Una vendetta o la strategia di una vendetta protratta nel tempo inevitabilmente implica e coinvolge anche personaggi, persone che non hanno nulla a che fare con il peccato originale. Vediamo anche chi sono le vittime di questa sete di vendetta. E’ inevitabile pensare a, insomma, senza girarci intorno, perch tutto il giorno che ne parliamo, ma c’ un bambino palestinese o un bambino israeliano che non portano dietro nessuna colpa, ma che continueranno a portare avanti quel fuoco di vendetta che non si sa bene dove arriver”.

Auto, Imparato (Stellantis): ok target 2035, ma rivedere ritmo

Bruxelles, 10 gen. (askanews) – L’obiettivo Ue riguardo all’immissione sul mercato entro il 2035 esclusivamente di auto a zero emissioni non è in discussione “non è un problema per noi: la fine dei giochi è chiara”; semmai, c’è da rivedere il ritmo e le modalità del percorso verso questo obiettivo, in particolare nei prossimi tre anni. Lo ha affermato Jean-Philippe Imparato, Chief Operating Officer per l’Europa del gruppo Stellantis, parlando oggi con alcuni giornalisti al “Brussels Motor Show”, in corso al Palazzo delle Esposizioni di Bruxelles. “Il 2035 – ha sottolineato – non è un problema per me oggi. La questione per noi non è il 2035, ma sono i prossimi tre o cinque anni”.

Il dirigente di Stellantis ha riferito di aver elaborato un piano che presenterà “al livello del Comitato esecutivo globale” del gruppo “la prossima settimana, in termini di aggiornamento dei piani per l’Europa sui modelli e sui motori (“product plan and powertrain plan”) nei prossimi tre anni”.

Stellantis, ha annunciato, metterà sul mercato diversi modelli (la C3, la C3 Aircross, la Opel Frontera, la Fiat Grande Panda) di auto elettriche più piccole, del segmento B “nei prossimi tre mesi”, con costi “inferiori ai 20.000 euro”, e quindi “l’offerta ci sarà” per i molti consumatori che finora non hanno potuto acquistare veicoli a batteria perché non se lo potevano permettere.

Imparato ha anche illustrato le ragioni della scelta di Stellantis di aderire all’accordo (“pooling”) con Tesla, insieme ad altri costruttori del settore automotive, per compensare le mancate riduzioni delle emissioni richieste per il 2025 dalle norme Ue e non pagare le sanzioni previste per le aziende che non rispetteranno quegli obiettivi. Per essere in regola quest’anno con la riduzione del 20% delle emissioni rispetto al 2021, che si applica a tutto il parco auto nuove di ogni azienda, si può aumentare la produzione dei veicoli elettrici oppure ridurre quella delle auto a combustione interna, ha spiegato Imparato; ma, ha affermato, “questo è qualcosa che non sostengo. Non voglio farlo. Questa è l’ultima decisione che prenderò. Anche se è nel catalogo delle decisioni che possiamo prendere. Ma è qualcosa che non voglio fare perché sarebbe un dramma per l’industria, per la nostra gente, per le nostre fabbriche”.

L’accordo con Tesla permette di risolvere il problema senza “scontrarsi contro un muro”, ha rilevato il dirigente per l’Europa di Stellantis, che ha prospettato anche la possibilità (sarebbe “una buona idea”, ha detto) di allargare il “pooling” mettendo insieme i due comparti delle auto passeggeri e dei veicoli commerciali.

Imparato non ha risposto alla domanda su quanto costerà acquistare da Tesla i diritti di compensazione delle emissioni (comunque, molto meno delle sanzioni), ma ha sottolineato che il “pooling” è “nel migliore interesse di tutte le parti”.

Infine, il responsabile per l’Europa di Stellantis ha osservato che, visto che stanno ormai scomparendo gli incentivi con fondi pubblici nazionali all’acquisto di auto elettriche (laddove c’erano, come in Germania e in Francia), il “messaggio inviato” alle autorità nazionali ed europee è che almeno provvedano a completare la diffusione adeguata e capillare delle infrastrutture necessarie per le ricariche elettriche, con una “accelerazione in termini di regolamentazione”.

Anche perché, ha concluso, insieme ai prezzi dei veicoli a batteria, e ben più della questione della loro autonomia, uno dei fattori più importanti che hanno impedito finora il decollo della domanda di auto elettriche da parte dei consumatori è quello dell’insufficienza e inadeguatezza delle colonnine di ricarica.

Campania, sul terzo mandato De Luca tira dritto e attacca il governo

Napoli, 10 gen. (askanews) – Chi si aspettava un passo indietro sul terzo mandato è rimasto deluso. Il presidente della regione Campania Vincenzo De Luca, nella conferenza stampa indetta questa mattina nella sede della Regione ha ribadito che sarà lui il candidato alla presidenza nelle prossime regionali, nonostante la decisione del governo, arrivata poche ore fa, di impugnare la legge regionale recentemente approvata dal parlamentino campano. Nell’aula De Sanctis, dove è stato organizzato l’incontro con i giornalisti, campeggiano due cartelloni alle spalle del governatore con due scritte: “Non abbiate paura degli elettori” e “La legge (non) è uguale per tutti”.

De Luca mette subito le cose in chiaro: “La mia scelta è questa, non cambia nulla. Andremo avanti con ancora più determinazione”e che in merito al terzo mandato “non è cambiato nulla vado avanti, non si è modificata di una virgola la mia posizione e non si modificherà. Devono essere i cittadini a decidere della propria vita”. Il presidente campano parla di una decisione ‘contra personam’ da parte dell’esecutivo e annuncia che si difenderà davanti alla Corte Costituzionale “abbiamo la sensazione che avverrà come avvenuto per l’autonomia differenziata: sarà smantellata”. Poi cita Papa Wojtyla: “mi è tornato alla mente l’appello caloroso di Papa Wojtyla e che rivolgo al governo: non abbiate paura. Non abbiate paura degli elettori, aprite il cuore alla speranza e soprattutto date ai cittadini la possibilità di decidere da chi essere governati. Si chiama democrazia”.

De Luca rilancia dicendo che la “legge non sembra uguale per tutti visto che si pone il limite dei mandati solo per la nostra regione mentre l’Esecutivo non ha avuto nulla da eccepire su altre che hanno già approvato leggi identiche a quella campana. In Veneto c’èáZaiaáche ha già finito il terzo mandato e nessuno ha detto nulla”. Proprio il Veneto e la questione di un altro eventuale altro mandato per il governatore Zaia sta creando tensioni all’interno della maggioranza, poiché si aprirebbe di fatto per l’esponente leghista la possibilità di una quarta elezione a presidente del Veneto.

Poche ore fa Alberto Villanova, capogruppo della Lega in Consiglio regionale del Veneto ha ricordato che “l’unica cosa da fare a questo punto è aspettare che la Corte Costituzionale si esprima sul ricorso del governo contro la legge regionale della Campania, vista anche la posizione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni”.

E sulla possibilità che la Lega corra da sola alle prossime elezioni in Veneto Villanova risponde: “Cerchiamo di lavorare per tenere il centrodestra unito, ma a questo punto tutti gli scenari sono aperti sia che si voti a ottobre o nella primavera del 2026. Saremmo ovviamente molto felici se Zaia si potesse ricandidare, ma se così non fosse abbiamo valide alternative. Nessuno vuole la rottura con Fratelli d’Italia e Forza Italia, ma se si arrivasse al braccio di ferro, e spetterà ai segretari nazionali la decisione finale, siamo pronti anche a correre da soli alle prossime elezioni regionali in Veneto. Non ci manca certo una classe dirigente: abbiamo giovani, abbiamo oltre 1.150 amministratori sul territorio, dirigenti in gamba per svolgere questo ruolo, siamo pronti a tutto”.