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Mps: in Borsa chiude sui massimi a 7,054 euro, Delfin sale al 9,78%

Milano, 10 gen. (askanews) – Mps aggiorna in Borsa i nuovi massimi all’indomani della notizia del rafforzamento di Delfin nel capitale della banca. Le azioni, in un mercato cedente, hanno guadagnato lo 0,23% chiudendo a 7,054 euro. In un anno la performance del titolo ha fatto segnare un +116%.

La holding della famiglia Del Vecchio guidata da Francesco Milleri è salita al 9,78% di Mps dalla precedente partecipazione del 3,5%, acquisita a novembre in occasione della vendita di una quota del 15% dell’istituto senese da parte del Mef. La mossa di Delfin – che diventa così il primo socio privato del Monte, dietro al Tesoro, titolare dell’11,7% -, segue quella di Francesco Gaetano Caltagirone che a inizio dicembre si è rafforzato al 5,026% e che, secondo indiscrezioni, è in ulteriore movimento, visti i forti scambi sul titolo da inizio anno. Con le quote anche di Banco Bpm (5%) e Anima (4%), il “nocciolo duro” di azionisti viaggia ormai sopra il 35%, blindando sempre più il Monte.

Borse europee chiudono in rosso con dati lavoro Usa, Milano -0,64%

Milano, 10 gen. (askanews) – Chiusura in rosso per le Borse europee dopo che i dati sul lavoro Usa, nettamente più forti delle attese, hanno mandato ko Wall Street e fatto impennare i rendimenti dei Treasury Usa. I 256.000 posti di lavoro creati a dicembre alimentano nuovi dubbi sulle mosse future della Fed, che potrebbe mantenere i tassi di interesse sui livelli attuali per un prolungato periodo di tempo. A Milano il Ftse Mib ha perso lo 0,64%, ma sopra quota 35mila punti, a Parigi il Cac40 lo 0,79%, a Francoforte il Dax lo 0,52%, a Londra il Ftse100 lo 0,84%. Su fronte dei nostri titoli di Stato, in linea con un sell-off obbligazionario globale, lo spread è in risalita a 121 punti, con il rendimento del Btp decennale che balza al 3,77%. Il Brent, intanto, ha superato gli 80 dollari al barile, sui massimi da tre mesi.

A Piazza Affari, tra i titoli principali, maglia rosa a Leonardo (+1,43%), che si porta a 27,7 euro, seguita da Banco Bpm (+0,73%), Pop Sondrio (+0,67%) e Intesa Sanpaolo (+0,55%), “la prima scelta in Italia” per Citi, secondo un report della banca d’affari. Mps, all’indomani della notizia della salita nel capitale di Delfin poco sotto la soglia rilevante del 10%, ha chiuso in rialzo dello 0,23% a 7,054 euro, aggiornando così i nuovi massimi. Realizzi su Iveco (-6,98%).

Nasce il progetto educativo “Sogna e credici fino alle Stelle”

Caltanissetta, 10 gen. (askanews) – Sostenere i sogni incentivando la creativit dei pi giovani. Con questo obiettivo, nato il progetto educativo “Sogna e credici fino alle stelle” promosso da Pan di Stelle, love brand del gruppo Barilla, in collaborazione con D&F, agenzia di comunicazione ed ente di formazione accreditato al Ministero dell’Istruzione e del Merito. L’iniziativa coinvolger attraverso attivit didattiche docenti e studenti di oltre 2.000 classi di scuole primarie italiane.

La scuola infatti il luogo dove si apprendono competenze utili per il futuro (42,8%), si sviluppa il confronto con gli altri (27,6%), si scopre s stessi (17,6%) e si coltivano nuove passioni (12,0%), come emerge da una survey AstraRicerche per Pan di Stelle.

Giorgia Pantalena, Marketing Specialist di Pan di Stelle, ha dichiarato: “Il progetto si propone di incoraggiare tutti i bambini, fin dalla tenera et, a credere nei propri sogni. fondamentale in queste prime fasi di vita scoprire s stessi, quali siano le proprie aspirazioni ed inclinazioni. Questo progetto vuole accompagnare i giovani durante tutto il loro percorso di sviluppo, attraverso attivit didattiche pensate insieme agli insegnanti, come integrazione delle ore di educazione civica, che possono stimolare il loro pensiero divergente, la loro motivazione, la loro resilienza anche nell’accettare le sfide e gli ostacoli che la vita propone”.

La prima tappa del progetto “Sogna e credici fino alle stelle” si svolta in Sicilia, presso la scuola primaria Giovanni Verga di Serradifalco, in provincia di Caltanissetta. I giovani sono stati accompagnati nell’esperienza da un ambasciatore d’eccezione, lo street artist Giulio Rosk, che per l’occasione ha inaugurato un murale dedicato.

“Ho aderito immediatamente all’iniziativa perch anche io ero un bambino, un sognatore e in qualche modo ho cercato di raggiungere quelli che erano i miei sogni, i miei obiettivi”, afferma lo street artist Giulio Rosk – ” bellissimo tornare a casa mia, purtroppo non vivo pi a Serradifalco, per chiaramente ho il mio cuore qui. Ho sempre voluto dipingere, raccontando quella che la mia esperienza: i sogni si possono veramente realizzare, anche in posti nei quali difficile emergere”.

Ogni tappa del progetto vanter la presenza di un ambassador, il quale avr il compito di inaugurare l’Aula dei Sogni, uno spazio allestito con strumenti musicali, libri e materiali creativi, ideati e donati da Pan di Stelle per regalare alle scuole un ambiente dedicato ai sogni, al confronto e alle passioni.

Sinner, caso Clostebol al Tas: udienza il 16-17 aprile

Roma, 10 gen. (askanews) – L’annuncio ufficiale arriva da Losanna, dove il Tribunale arbitrale dello sport (Tas) ha fissato le date per l’udienza che riesaminerà il “caso Clostebol” di Jannik Sinner: il procedimento si svolgerà a porte chiuse il 16 e 17 aprile presso la sede del Tas di Losanna, in Svizzera, quindi durante i due Atp 500 di Barcellona e di Monaco di Baviera (torneo, quest’ultimo, a cui Sinner è iscritto). Si deciderà sul ricorso presentato dalla Wada contro l’assoluzione del tennista italiano decisa dalla Itia (International Tennis Integrity Agency).

“The Art in Motion Museum”

Milano, 10 gen. (askanews) – In un’epoca in cui nuove forme di mobilit stanno cambiando il modo di viaggiare, i punti di ricarica elettrica assumono un ruolo di protagonisti in questa evoluzione. Plenitude, tramite la sua controllata Be Charge, ha lanciato “The Art in Motion Museum”, un progetto di public art, curato da Uniting Group e pensato per trasformare le colonnine di ricarica proprietarie in vere e proprie forme d’arte pubblica. Abbiamo parlato con Daniele Ravotto, Head of Field Customer Experience & Communication e-mobility di Plenitude:

“La stazione di ricarica diventata la tela bianca attraverso la quale gli artisti hanno espresso le loro idee, i loro concetti. Energia in movimento stato il tema da cui sono partiti i primi tre artisti selezionati, Jonathan Kalugi, Ray Oranges e Alberto Casagrande. Un tema ovviamente ampio che ha permesso loro di esprimere i loro stili assolutamente diversi per dare un’interpretazione di quello che il mondo dell’energia”.

Le opere su 15 colonnine, 5 per artista, sono esposte su punti di ricarica posizionati in tredici comuni di diverse regioni italiane: Milano, Reggio Emilia, Parma, Barolo, Brusson, La Thuille, Ponte di Legno, Bologna, Rimini, Marina di Gioiosa Ionica, Palmi, Vigo di Cadore e Pescina.

“L’obiettivo innescare quella curiosit, quella scintilla a pensare e a dire ok cosa c’ l vado a vedere perch troppo illuminato, troppo vibrante, troppo colorato. Energia una parola che pu voler dire tante cose, un po’ come la parola amore, ci sono davvero diverse tipologie di amore, sono parole che non hanno un significato univoco e si manifestano davvero in molte forme diverse. Collaborare con The Art Emotion Museum stato un processo veramente naturale perch mi sono sentito subito in grado di poter raccontare la mia poetica e di poterla trasmettere a pi persone possibili attraverso il progetto stesso”.

Da ogni colonnina possibile, attraverso un QR code, accedere a una pagina dedicata in cui si pu prendere visione delle stazioni di ricarica con questa veste artistica, esplorando la collezione completa come in una mostra digitale permanente. Ha cos concluso Daniele Ravotto, Head of Field Customer Experience & Communication e-mobility di Plenitude:

“Le nuove location protagoniste saranno selezionate anche dando grane importanza alle collaborazione ed importanti inaugurazioni”.

“The Art in Motion Museum” offre dunque un’esperienza unica destinata ad espandersi sia in Italia che in Europa.

Gran Maestro Ordine Malta riceve il Corpo Diplomatico accreditato

Roma, 10 gen. (askanews) – La missione diplomatica e umanitaria del Sovrano Militare Ordine di Malta nel mondo, con particolare riferimento all’anno giubilare e allo scenario mediorientale, sono stati al centro del tradizionale discorso di inizio anno del Gran Maestro Fra’ John Dunlap al Corpo Diplomatico accreditato presso il Sovrano Ordine di Malta, a Roma alla Villa Magistrale all’Aventino.

Nel rivolgersi alla numerosa platea, il Gran Maestro ha richiamato il bisogno di lavorare per la pace: “Un altro anno, il 2025, è alle porte. Sua Santità, Papa Francesco, lo ha dichiarato anno giubilare. Ci porterà la pace che tanti popoli del mondo desiderano? Oppure – nonostante i nostri migliori sforzi diplomatici – il 2025 sarà una prosecuzione della violenza, dell’ingiustizia e dello sfollamento con cui, purtroppo, ci siamo abituati a vivere? Naturalmente, i nostri sforzi da soli non possono trasformare il mondo in un colpo solo. Ma, credetemi, quando lavoriamo insieme per la pace e la giustizia, possiamo fare un’enorme differenza nella vita dei poveri, dei dimenticati e degli emarginati”.

Ripercorrendo l’intensa attività diplomatica e istituzionale (oggi l’Ordine di Malta intrattiene relazioni diplomatiche bilaterali con 114 Stati e con l’Unione Europea e gode dello status di osservatore permanente presso le Nazioni Unite, le sue agenzie specializzate e le principali organizzazioni internazionali) che ha caratterizzato i primi anni del suo governo, a partire dal maggio 2023, il Gran Maestro ha indicato le priorità diplomatiche per il Sovrano Ordine di Malta nella difesa del Diritto Umanitario Internazionale, nella protezione delle popolazioni civili e degli operatori umanitari in situazioni di guerra e conflitto e nella tutela del valore della libertà religiosa.

“Oggigiorno, i diritti umani vengono ignorati e degradati con conseguenze terribili per i civili intrappolati nelle zone di guerra in molte aree del mondo. In effetti, in molte parti del mondo sono scoppiate crisi umanitarie. Gli eventi a Gaza, in Cisgiordania, in Libano e in Ucraina ci hanno scioccato per la loro crudeltà”. Fra’ John Dunlap ha dunque ricordato che in queste situazioni l’Ordine di Malta è intervenuto direttamente sul campo, coerentemente con la propria missione e tradizione umanitaria, a partire dalla distribuzione di cibo a Gaza in collaborazione con il Patriarcato Latino di Gerusalemme. Non solo, l’Ordine di Malta continua ad assicurare la propria presenza nella regione grazie all’operato dell’Holy Family Hospital di Betlemme, modello unico di servizio e coesione sociale, e dell’associazione libanese largamente impegnata nel settore sanitario, agricolo e formativo.

“È confortante e utile riconoscere che nella conduzione della nostra diplomazia siamo sostenuti dal tradizionale carisma dell’Ordine, ‘Difesa della fede attraverso il servizio ai poveri’, e dall’insegnamento del Santo Padre. Sappiamo bene che il mondo ha bisogno di attori capaci di fornire assistenza umanitaria incondizionata e di aprire un dialogo con tutte le parti”, ha concluso il Gran Maestro.

Come da tradizione, l’udienza è stata aperta dal Decano del Corpo Diplomatico accreditato presso il Sovrano Ordine di Malta, l’Ambasciatore del Camerun Antoine Zanga, che ha rivolto un caloroso saluto al Gran Maestro e al Sovrano Consiglio a nome di tutti gli ambasciatori.

Caso Stormy Daniels, Trump condannato (ma dispensato dalla pena)

New York, 10 gen. (askanews) – Il giudice Juan Merchan del tribunale di New York ha condannato Donald Trump per 34 capi di imputazione legati alla falsificazione documenti aziendali ma ha chiarito che il presidente eletto non sconterà alcuna pena e non andrà in carcere.

Trump diventa il primo ex presidente condannato per un crimine ed il primo ad entrare in carica con una condanna. A maggio una giuria lo aveva giudicato colpevole . Il tycoon aveva pagato 130.000 dollari in nero ad una ex pornostar, Stormy Daniels, per assicurarsi il suo silenzio su una relazione sessuale tra i due, poco prima delle elezioni del novembre 2020. Trump aveva fatto falsificare i documenti della sua organizzazione per nascondere il pagamento.

Il presidente eletto ha cercato di ritardare e bloccare la sentenza, prima della cerimonia di inaugurazione, ma giovedì anche la Corte Suprema si è rifiutata di intervenire sul caso, vanificando gli sforzi dei suoi legali.

Bimbo morto per otite "curata" con l’omeopatia, pena definitiva per il medico

Roma, 10 gen. (askanews) – Nel maggio 2017 il piccolo Francesco aveva una otite. I genitori lo portano dal dottore e viene prescritta una cura con però solo farmaci omeopatici. Dopo pochi giorni il bambino muore. Oggi la Cassazione ha sancito che il medico ha commesso un omicidio colposo ed ha confermato una condanna definitiva a 3 anni di reclusione che era stata stabilita in appello.

Secondo le accuse il dottore non si accorse che l’otite era degenerata in encefalite e poi in ascesso cerebrale. Il quadro clinico – si spiega negli atti – è stato sottostimato: non venne fatta una visita ortoscopica, e non furono indicate le necessarie terapie antibiotiche.

L’avvocato Federica Mancinelli, che assiste la famiglia di Francesco, ha spiegato: “Ritengo questa sentenza giusta ed equa. E’ una decisione che ha dato una risposta confortante ai genitori ed ai nonni del piccolo Francesco anche se ovviamente la loro perdita è incolmabile. Ma tale provvedimento ha indicato che la magistratura sancisce senza ombra di dubbio che non ci si può allontanare dalle ‘linee guida’ e dalla buona prassi medica”.

Il piccolo Francesco era originario di Cagli, un piccolo centro nella provincia di Pesaro ed Urbino. Nei confronti del dottore la Cassazione ha confermato, in particolare, i giudici di merito del tribunale di Ancona e respinto il ricorso della difesa. Con la condanna è stata anche stabilita la pena accessoria dell’interdizione di 5 anni dai pubblici uffici. In favore della famiglia di Francesco sono state concesse le provvisionali, ma per il risarcimento dovrà essere istruito il processo civile. L’Unione nazionale consumatori ha supportato nel giudizio la famiglia di Francesco.

Remo Anzovino, fuori il nuovo brano e video "Istanbul"

Roma, 10 gen. (askanews) – È online da oggi “Istanbul”, il nuovo brano e video di Remo Anzovino. È la seconda anticipazione – dopo l’inedito “Chaplin”, del nuovo album “Atelier”, in uscita il prossimo 24 gennaio su etichetta DECCA ITALY e distribuzione Universal Music Italia, accompagnato da un instore tour e, a partire dalla primavera del 2025, da una tournée nelle principali città italiane.

Se Istanbul è il crocevia tra Oriente e Occidente, allo stesso modo in questo brano cade ogni confine culturale, ogni steccato musicale e il pianoforte diventa contenitore dei suoni del mondo.

“Volevo da tempo usare la mia voce come puro suono da fondere al pianoforte, senza alcun testo”, spiega Remo Anzovino. E aggiunge: “Volevo da tempo usare il mio stesso corpo per suggerire una idea di ritmo, di groove che dialogasse col mio strumento, senza alcun ausilio elettronico. ‘Istanbul’ si prestava musicalmente a tutte queste suggestioni perché rappresenta il luogo dove Oriente e Occidente si fondono. Sono felice di avere catturato nella performance live una versione così ipnotica del pezzo che corrisponde esattamente al linguaggio che volevo esprimere”.

Il brano Istanbul era originariamente contenuto nell’album “Nocturne”, il primo disco internazionale di Remo Anzovino pubblicato nel 2017. Quella registrata per “Atelier” è una rinnovata versione ad alto tasso performativo e immaginativo che riesce a fare entrare chi ascolta nell’ipnosi dei minareti e di una cultura millenaria. La voce intona un affascinante arabesco-scat in raddoppio con lo strumento, il corpo diventa percussione a suggerire i ritmi di quella area geografica, dipingendo così un vero e proprio viaggio sonoro.

Con questo nuovo album l’artista festeggia il suo percorso ventennale: un inedito (Chaplin) e 20 dei suoi brani più significativi riarrangiati per piano solo e registrati in due irripetibili serate nello studio del grande artista Giorgio Celiberti. Da qui il titolo “Atelier”, a rimarcare il rapporto che da sempre lega Anzovino all’Arte in ogni sua espressione.

Il tour instore farà tappa il 24 e 25 gennaio a Udine all’Atelier Celiberti (alle 18.30); il 28 gennaio a Pordenone, Auditorium Concordia (alle 20.30); il 30 gennaio a Verona, Feltrinelli di Via Quattro Spade (alle 18); il 3 febbraio a Milano, Feltrinelli di Piazza Piemonte (18.30); il 4 febbraio a Firenze, Feltrinelli Piazza della Repubblica (ore 18); il 5 febbraio a Roma, Feltrinelli Appia (alle 18); il 7 febbraio a Napoli, Feltrinelli Martiri (ore 18).

Alla Nuvola di Roma fino al 30 marzo "Euphoria – Art is in the Air"

Roma, 10 gen. (askanews) – Prosegue con successo fino al 30 marzo 2025 negli spazi de La Nuvola (EUR) di Roma la grande mostra interattiva di arte contemporanea di Balloon Museum dal titolo ‘Euphoria – Art is in the Air’, a cura di Valentino Catricalà con la collaborazione di Antonella Di Lullo, con il patrocinio del Comune di Roma e del MiC – Ministero della Cultura. Dopo la tappa di Roma, dal 5 giugno al 28 agosto 2025 la mostra si sposterà a Parigi nel prestigioso spazio del Grand Palais.

L’esposizione presenta oltre 20 installazioni monumentali e opere d’arte gonfiabile interattive – di cui la maggior parte realizzate per l’occasione da rinomati artisti contemporanei internazionali: Carsten Höller, Philippe Parreno, Martin Creed, Marta Minujín, Hyperstudio, Rafael Lozano-Hemmer, Ryan Gander, A.A. Murakami, Karina Smigla-Bobinski, Cyril Lancelin, Camille Walala, Philip Colbert, Quiet Ensemble, SpY, Nils Völker, Sun Yitian, MOTOREFISICO e Alex Schweder.

Con Euphoria – Art is in the Air, il Balloon Museum cambia veste e propone per la prima volta un viaggio nell’arte contemporanea attraverso opere gonfiabili concepite non solo come medium artistico, ma anche come contenitori di interazione e coinvolgimento attivo del pubblico. Ogni angolo della mostra è una scoperta, un mondo da esplorare, dove le installazioni trasformano i 7.000 mq de La Nuvola in un luogo di meraviglia con forme inaspettate, colori, luci e suoni che stimolano i sensi e aprono a nuove prospettive. L’interazione con il pubblico è il cuore pulsante del progetto: il visitatore non è solo un semplice osservatore, ma un partecipante attivo in un percorso esperienziale che lo coinvolge totalmente.

L’Inflatable art, con la sua leggerezza e versatilità, diventa così un simbolo di un’arte che è in continuo movimento, capace di abbracciare il pubblico in un’esperienza totale. ‘Viviamo in un’epoca in cui il gonfiabile rappresenta una presenza costante nel nostro mondo occupando posizioni principali nell’entertainment, nel design, nell’architettura. Grazie a questa mostra, il gonfiabile e le sue relative declinazioni o interpretazioni, viene visto con una luce nuova: quella dell’arte visiva e della sua capacità di analisi di una società in grande cambiamento’, ha spiegato Valentino Catricalà, curatore della mostra. ‘Euphoria – Art is in the Air è un invito a riflettere sulla potenza trasformativa dell’arte, celebrando la leggerezza, l’interazione e il potere comunicativo del gonfiabile. Una nuova visione dell’arte e del mondo che ci circonda, dove ogni opera invita a un dialogo che trascende il materiale stesso e si fa veicolo di riflessione e cambiamento’.

Il Balloon Museum è un progetto itinerante unico nel suo genere, che pone al centro il visitatore e la sua esperienza diretta. Prodotto da Lux Entertainment, ad oggi ha ideato altre tre mostre denominate Let’s Fly, Pop Air ed EmotionAir attualmente in tour in Europa, America e Asia. ‘Fin dalla sua nascita, il Balloon Museum ha abbracciato l’idea che gli elementi più autentici e puri dell’infanzia possano essere trasformati in potenti mezzi di espressione. Questa visione, tanto semplice quanto rivoluzionaria, è nata come risposta creativa al cambiamento del paesaggio sociale e culturale internazionale’, ha sottolineato Roberto Fantauzzi, presidente Lux Entertainment S.p.A. “Grazie alla capacità di coniugare arte e intrattenimento, creatività e meraviglia, il Balloon Museum ha offerto un’esperienza inedita e memorabile a milioni di visitatori e siamo felici oggi di ritornare a Roma, dove il progetto ha esordito nel 2021, con questa mostra inedita che porta il potere trasformativo e immaginifico dell’arte contemporanea ad adulti e bambini’, ha aggiunto.

Protagonisti dell’esposizione Euphoria – Art is in the Air sono alcuni dei più grandi nomi dell’arte contemporanea internazionale che hanno interpretato l’Inflatable art attraverso la propria cifra stilistica e visione creativa. Il percorso espositivo si sviluppa in una serie di ambienti onirici e surreali, tra labirinti geometrici e architetture gonfiabili da percorrere, opere cinetiche e sonore da attivare, sfere rotolanti e palloncini che fluttuano nell’aria.

Entrando più nel dettaglio, Carsten Höller ha ideato uno psichedelico ‘Light Wall’, composto da 1.152 lampadine che si accendono simultaneamente, accompagnate da un segnale stereo, che emana impulsi luminosi alla presenza dei visitatori, invitandoli a entrare in contatto con una nuova percezione visiva e sensoriale dello spazio.

Philippe Parreno presenta le installazioni Speech Bubbles e My Room is Another Fish Bowl, pensate per esplorare l’aria come elemento di trasformazione. La prima è composta da centinaia di palloncini di colore arancione che fluttuano sul soffitto interagendo con luci e ombre. Richiamando la forma delle nuvolette dei fumetti, questi palloncini evocano un dialogo sospeso che invita il visitatore a riflettere sulla natura della comunicazione. La seconda, crea invece una sorta di acquario con diversi palloncini a forma di pesce che si muovono liberamente nello spazio seguendo la corrente d’aria creata dal passaggio del pubblico, offrendo una nuova prospettiva sul soggetto e l’oggetto dell’osservazione.

‘Work No. 3883 Half the air in a given space’ di Martin Creed è una delle sue opere più iconiche, che esplora la relazione tra spazio, materia e percezione. L’installazione, interattiva e ludica, si compone di centinaia di palloncini azzurri contenuti all’interno di una struttura a forma di serra. Il pubblico è invitato ad entrare e esplorare questo spazio, vivendo un’esperienza sensoriale disorientante. Con quest’opera, Creed invita a riflettere su come la mancanza di coordinate spaziali nell’ambiente possa influenzare la nostra percezione e il nostro senso di controllo nello spazio.

Marta Minujín invita il pubblico ad entrare in ‘Sculpture of Dreams’, un’imponente scultura gonfiabile alta nove metri che, grazie ai colori vivaci e al canto degli uccelli tipici dell’Argentina, ricrea un ambiente multisensoriale che offre un momento di pace, bellezza e vitalità.

Il collettivo italiano Hyperstudio presenta tre opere partecipative dedicate all’essenza dell’aria e del movimento. ‘Hyperlove’ immerge gli spettatori in un ambiente surreale e onirico, evocando la connessione profonda tra terra e cielo. Il pubblico è invitato ad entrare in una piscina di sfere rosse e a interagire nello spazio che lo circonda, tra luci, tessuti e suoni, diventando parte integrante della narrativa dinamica dell’opera; ‘Invisible Ballet’, in collaborazione con Mauro Pace, invita invece a riflettere sulle forze invisibili che plasmano il nostro mondo: l’installazione presenta un vortice di palloncini brillanti in una stanza con pareti a specchio che genera un effetto visivo affascinante e ipnotico in cui i palloncini sembrano fondersi e scomparire nello spazio. ‘La Notte di San Lorenzo’ ha invece ispirato 10 Agosto, un’installazione cinetica che ricrea un ambiente magico tra luci scintillanti e suoni, dove i visitatori possono dondolarsi dolcemente su una serie di altalene ed esprimere un desiderio, scegliendo la propria ‘stella’ per trasportare i sogni nel cosmo.

L’esperienza umana diventa parte integrante dell’opera con ‘Pulse Topology’ di Rafael Lozano-Hemmer: una piattaforma composta da migliaia di lampadine sospese che si illuminano in rapporto al battito cardiaco dei visitatori per formare un coro unico di luce e suono. Il percorso espositivo prosegue con ‘Imagining things outside your field of vision (Questions in a world that only wants answers)’, le gigantesche sfere rotolanti di Ryan Gander che introducono un gioco di dimensioni e prospettive inaspettate. Ogni sfera ha una domanda assurda e provocatoria stampata sulla superficie e i visitatori sono invitati a farle rotolare, dando vita ad un dialogo con l’opera stessa in grado di suscitare curiosità, risate e riflessioni.

A.A.Murakami propone un’immersione nel suo universo effimero e fluttuante con ‘On the Threshold to the House of Eternity’, un’opera che dissolve i confini tra il naturale, l’industriale e il tecnologico: anelli di nebbia, programmati per apparire in sequenze precise, si formano e si dissolvono nell’aria, attraversando impalcature e macchine. Ogni anello di fumo diventa una presenza effimera e viva, lasciando scie di nebbia simili a formazioni di nuvole diffuse, che trasformano l’atmosfera dello spazio.

L’opera di Karina Smigla-Bobinski, ‘ADA’, è invece una grande sfera gonfiabile costellata di carboncini che fluttua liberamente nello spazio grazie all’attivazione dei visitatori: rotolando su se stessa, la sfera finisce sulle pareti bianche della sala dando vita ad un’opera d’arte autogenerativa e in continua evoluzione.

E ancora, Cyril Lancelin trasforma lo spazio con il suo universo geometrico e giocoso: l’installazione ‘Crazy Love For Polygons’ si presenta come un mutevole labirinto di grandi forme gonfiabili di colore rosso che, sovrapposte o affiancate, invitano il pubblico ad attraversare un paesaggio astratto che sfida l’architettura tradizionale. Anche Camille Walala, con il suo stile inconfondibile fatto di forme geometriche, pattern e colori vivaci, progetta una serie di strutture architettoniche gonfiabili per l’installazione ‘Follow me, I think I know the way’, un dedalo di colonne ripiegate, passaggi ad arco, tunnel ipnotici e torri sbilanciate dove l’aspetto ludico si intreccia con spazi di riflessione.

Philip Colbert trasforma la sua creazione più celebre, l’iconica aragosta, in una scultura gonfiabile dalle dimensioni straordinarie: ‘Inflatable Lobster King’, con un approccio giocoso e sorprendente, mescola arte contemporanea, cultura pop e simboli del consumismo, creando un’opera che non solo è accessibile e immediatamente riconoscibile, ma anche profondamente concettuale.

Il collettivo Quiet Ensemble con ‘A Quiet Storm’ crea invece un ambiente di calma e contemplazione: immerse nell’oscurità, decine di bolle di sapone fluttuano nello spazio muovendosi al ritmo di una composizione sonora creata dal duo artistico. Ripiene di fumo bianco, le bolle di sapone rivelano la loro fragilità nel contatto con il visitatore, liberando la nube densa contenuta al loro interno. SpY presenta l’installazione cinetica ‘Ovoids’ composta da otto ovoidi rossi sospesi dal soffitto, che si muovono in cicli oscillanti di rotazione tracciando coreografie ipnotiche. Con la loro geometria perfetta, questi ovoidi evocano infatti la forma primordiale dell’uovo, simbolo di nascita e purezza, e con il loro movimento richiamano il ritmo costante della vita.

Proseguendo nel percorso, ‘One Hundred and Twenty’ di Nils Völker combina materiali di uso quotidiano e tecnologia per dar vita a un’opera cinetica che si muove secondo una coreografia programmata: dotata di 480 ventole che gonfiano e sgonfiano 120 sacchi della spazzatura, l’installazione cambia continuamente la sua forma secondo un movimento organico simile a onde.

Sun Yitian presenta, invece, l’installazione ‘Let Me Hold You’ che riproduce a grandezza naturale i giocattoli gonfiabili che l’artista ritrae nei suoi dipinti. Tra questi il cactus, che da elemento pericoloso e inavvicinabile, è ora un palloncino liscio e privo di spine, pronto all’abbraccio del pubblico. Come suggerisce il titolo, l’opera vive infatti dell’interazione tra oggetto rappresentato e spettatore, aprendo una riflessione sul tema dell’accoglienza.

Con la sua ‘Swing’, MOTOREFISICO offre un’esperienza coinvolgente che permette ai visitatori di interagire con l’opera, costituita da una serie di sfere sospese che si muovono nello spazio, rimbalzano e ruotano come un vortice. All’interno di questo ambiente ludico e dinamico, la partecipazione attiva del pubblico si traduce in una danza collettiva che esplora il delicato equilibrio tra fiducia, movimento e la gioiosa imprevedibilità dell’interazione umana.

Infine, Alex Schweder con ‘The Me That Becomes Through You’ riflette sull’aria quale mezzo per costruire l’amore. L’installazione si configura come una grande gabbia al cui interno trovano posto delle grandi sfere rivestite di tessuti riflettenti e pellicce sintetiche rosa che si espandono e si contraggono modificando e restringendo lo spazio, suggerendo che l’amore è una negoziazione che si sviluppa nel tempo.

Nella capitale dello Yemen attacchi distinti di Usa, Gb e Israele

Roma, 10 gen. (askanews) – Una fonte americana ha riferito ad Axios che i diversi attacchi messi a segno oggi nello Yemen non rientrano in un’operazione congiunta americano-britannico-israeliana, ma c’è stato “un coordinamento tattico per evitare scontri”, attaccando obiettivi distinti.

Secondo i media yemeniti, 12 attacchi sono stati messi a segno dalle forze statunitensi e britanniche nel distretto di Harf Sufyan, a nord di San’a; quindi ci sono stati raid contro obiettivi nei pressi di piazza Al-Sabeen della capitale yemenita, dove ogni venerdì migliaia di persone si radunano per manifestare il loro sostegno alla popolazione della Striscia di Gaza. Secondo l’emittente Al Masirah, sarebbe stata colpita una centrale elettrica. Infine sei raid hanno colpito il governatorato di Hodeidah, in particolare il porto di Ras Issa.

L’esercito israeliano ha fatto sapere di aver colpito la centrale elettrica “che funge da principale fonte di energia per il regime terroristico Houthi nelle sue attività militari” e “infrastrutture militari nei porti di Hodeidah e Ras Issa”.

In Pirelli HangarBicocca la performance sonora Waterbowls

Milano, 10 gen. (askanews) – La mostra A Seed Under Our Tongue di Saodat Ismailova si conclude domenica 12 gennaio 2025. Il Public Program di Pirelli HangarBicocca dedicato alla mostra giovedi 9 gennaio ha presentato la toccante performance sonora Waterbowls della compositrice e artista Tomoko Sauvage. L’autrice della colonna sonora del film di Saodat Ismailova Chillahona (2022) esposto in mostra, ha attivato il dispositivo sonoro Waterbowls in perfetto dialogo con le opere presenti negli spazi espositivi.

Il titolo del progetto Waterbowls, nato nel 2006 e ancora in corso, prende nome dal dispositivo creato da Tomoko Sauvage ispirandosi al Jaltarang, uno strumento tradizionale proveniente dall’India meridionale. Attraverso un lungo percorso di ricerca sulle proprieta tattili dei materiali, la compositrice ha trasformato le ciotole di porcellana in strumenti elettroacustici acquei. Argilla, pietre, conchiglie e oggetti di vetro vengono utilizzati da Sauvage come strumenti che consentono di amplificare anche le vibrazioni piu impercettibili, altrimenti inudibili, grazie alla presenza dell’acqua. I suoni prodotti erano in completa armonia con le immagini in movimento di Saodat Ismailova.

Nato, da JFC Naples il via a esercitazione Steadfast Dart 25

Milano, 10 gen. (askanews) – Steadfast Dart 25 (STDT25), la principale esercitazione NATO per il 2025, sarà la prima esercitazione di dispiegamento su larga scala della Allied Reaction Force (ARF) della NATO condotta in varie località geografiche all’interno dell’area di responsabilità del Supreme Allied Commander Europe (SACEUR).

In quanto tale, si tratta di una delle principali attività di vigilanza in tempo di pace che offre significativi effetti deterrenti dimostrando la reattività della NATO. Il NATO Rapid Deployable Corps Italy (NRDC-ITA) a Solbiate Olona, Varese, Italia, è a capo dell’esercitazione.

Questa è la principale esercitazione NATO del 2025 con circa 10.000 soldati e 1.500 veicoli militari che convergono in Bulgaria, Grecia e Romania dalle nazioni alleate di Francia, Italia, Spagna, Slovenia, Turchia e Regno Unito. Più di 20 velivoli tra cui EF2000, F16, AV 8B HARRIER, A400 e 17 assetti navali tra cui navi da sbarco anfibie, fregate, navi antimine, cacciatorpediniere e sottomarini prenderanno parte all’esercitazione.

STDT25 dimostra anche le capacità dell’Allied Command Operations (ACO) di attivare e rafforzare l’ARF, per coordinare un rapido transito verso dove può fornire effetti di deterrenza strategica rafforzando le forze già presenti in loco.

Questa esercitazione pianificata da tempo, sotto il comando del Joint Forces Command Naples (JFC Naples), soddisferà i requisiti stabiliti dal Supreme Headquarters Allied Powers Europe per esercitare l’ARF come elementi principali della NATO Allied Response Force.

La Norvegia vuole ripristinare l’obbligo di rifugi antiaerei

Roma, 10 gen. (askanews) – Ipotizzando rischi di guerra, la Norvegia ha annunciato che sarà ripristinato l’obbligo di costruire rifugi antiaerei nei nuovi edifici, una delle circa 100 misure proposte per aumentare la preparazione del Paese. “In futuro dovremo tenere conto delle crisi e delle guerre e prepararci ad affrontarle”, ha affermato il ministro della Giustizia norvegese Emilie Enger Mehl, responsabile anche delle emergenze.

Insieme al primo ministro Jonas Gahr Store, Emilie Enger Mehl ha presentato un Libro bianco sulla preparazione del Paese. Tra un centinaio di proposte, il governo di centro-sinistra ha suggerito di ripristinare l’obbligo di dotare i nuovi grandi edifici di rifugi antiaerei, spiegando che la guerra in Ucraina ne ha dimostrato la necessità.

Il vicino della Russia, membro della Nato, ha rinunciato a questo obbligo nel 1998, dopo l’implosione dell’Unione Sovietica e la fine della Guerra Fredda. Secondo il Libro bianco, la Norvegia attualmente dispone di rifugi in grado di ospitare circa il 45 per cento della sua popolazione, rispetto al 90 per cento della Finlandia, all’80 per cento della Danimarca e al 70 per cento della Svezia. Tra le altre misure previste, il governo vuole aumentare il numero di persone mobilitabili nella Protezione civile da 8mila a 12mila e aumentare l’autonomia alimentare per raggiungere un tasso di autosufficienza del 50 per cento entro il 2030.

Dollaro balza dopo lavoro Usa, euro giù a 1,0243 su minimi 2 anni

Roma, 10 gen. (askanews) – Fiammata rialzista del dollaro sul mercato dei cambi, dopo che gli ultimi dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti hanno mostrato un aumento dei nuovi posti a dicembre (+256mila) molto superiore alle attese, assieme a un calo del tasso di disoccupazione al 4,1%. Il biglietto verde è schizzato al rialzo e l’euro è repentinamente calato a 1,0243 sul dollaro, riportandosi ai minimi da oltre due anni a questa parte (per trovare valori analoghi bisogna risalire alla fine di ottobre del 2022).

La solidità del mercato del lavoro Usa rafforza lo scenario di una Federal Reserve che ora procederà con maggiore cautela e gradualità sui futuri tagli dei tassi di interesse.

Usa, a dicembre +256.000 posti lavoro, oltre attese, disoccupati 4,1%

New York, 10 gen. (askanews) – Rapporto sull’occupazione di dicembre superiore alle stime, negli Stati Uniti, mostrando un mercato del lavoro ancora resiliente. Il mese scorso sono stati creati 256.000 posti di lavoro (escluso il settore agricolo) rispetto al mese precedente, mentre gli analisti attendevano un aumento di appena 155.000 posti. La disoccupazione è scesa al 4,1%, rispetto al mese precedente, mentre gli analisti avevano previsto un dato al 4,2%.

I salari orari medi sono aumentati di 0,1 centesimi, lo 0,28%, a 35,69 dollari; rispetto a un anno prima, sono aumentati del 3,93%. La settimana media lavorativa è rimasta invariata a 34,3 ore. La partecipazione della forza lavoro è stata pari al 62,5%, come nei tre mesi precedenti. Rivisti i dati di novembre passati a +227.000 a +212.000 e quelli di ottobre passati da +36.000 a +43.000. Non rivista la disoccupazione di novembre, rimasta al 4,2%.

La7, In Viaggio con Barbero racconta "Francesco, un Santo scomodo"

Roma, 10 gen. (askanews) – Lunedì 13 gennaio alle 21.15, ritorna su La7 il primo grande appuntamento con la storia firmato dal professor Alessandro Barbero nel 2025. Una serata speciale del celebre format, con la collaborazione di Davide Savelli, “In Viaggio con Barbero” dal titolo “Francesco, un Santo scomodo” dedicata a San Francesco di Assisi, il Santo Patrono d’Italia dalla vita avventurosa e rivoluzionaria, una delle personalità più importanti della nostra storia.

Durante la sua lezione il popolare Professore ripercorre, con il consueto rigore storico e potenza narrativa, la vita del giovane rampollo di una ricca famiglia di mercanti umbra, che decise di spogliarsi di ogni bene e vivere in povertà, per seguire il Vangelo.

Un racconto che si dipana attraverso l’analisi degli studi e delle opere a lui dedicate: dalle prime biografie scritte da Tommaso da Celano sino alla Legenda Maior redatta da San Bonaventura da Bagnoregio (considerato dalla Chiesa il suo biografo ufficiale).

Barbero racconterà parallelamente la vita di Francesco e la storia di come, lungo i secoli, questa sia stata oggetto di modifiche e, in alcuni casi, di indebite appropriazioni, talvolta eclatanti, come quella mussoliniana.

Un viaggio che ci restituirà una figura di santo meno idealizzata e molto più umana di quello che ci si potrebbe aspettare.

A seguire la serata di La7 prosegue proponendo “Fra’ – San Francesco, la superstar del Medioevo” un’edizione speciale dello spettacolo di Giovanni Scifoni che ha debuttato a teatro nel 2023 in occasione degli 800 anni dalla nascita Presepe di Greccio. Un appassionante racconto che esplora la figura di San Francesco d’Assisi, interrogandosi sull’enorme potere comunicativo e persuasivo che genera ancora oggi.

Tv, su Netflix arriva la serie "Storia della mia famiglia"

Roma, 10 gen. (askanews) – “Storia della mia famiglia”, la nuova dramedy in 6 episodi creata da Filippo Gravino, diretta da Claudio Cupellini e prodotta da Palomar (a Mediawan Company), sarà disponibile solo su Netflix dal 19 febbraio.

Scritta da Filippo Gravino con Elisa Dondi, la serie vede protagonisti Eduardo Scarpetta (Fausto), Vanessa Scalera (Lucia), Massimiliano Caiazzo (Valerio), Cristiana Dell’Anna (Maria) e Antonio Gargiulo (Demetrio).

Disponibili il teaser trailer e le prime immagini della serie in cui la voce di Fausto, il protagonista, introduce ufficialmente i “fantastici quattro”: Lucia, la mamma di Fausto, Valerio, suo fratello, Maria, l’amica del cuore e Demetrio, il compagno di avventure, tutti candidati a diventare la famiglia dei piccoli Libero (Jua Leo Migliore) ed Ercole (Tommaso Guidi) una volta che il loro papà non ci sarà più. In un vortice di emozioni, lacrime e risate, gioie e dolori, seguiremo il tentativo, a volte goffo, a volte intenso, di questo gruppo di persone di creare un nucleo familiare alternativo capace di prendersi cura dei bambini di Fausto e di esaudire il suo ultimo desiderio.

Questa è la storia di Fausto e del suo ultimo giorno. Una storia fatta di allegria, passione, amore per i figli, e di una sfacciata mancanza di paura per la vita e per il futuro. Ma questa è anche la storia di un amore assoluto e del suo punto di rottura, drammatico e decisivo. È soprattutto la storia di una famiglia improbabile, di uno sgangherato e amatissimo clan a cui Fausto impone responsabilità inattese. Una storia di gioie e di cadute, di risate, di persone capaci di commettere errori macroscopici e piccoli gesti eroici. In cui ognuno, nessuno escluso, dando del proprio peggio cercherà di fare del proprio meglio.

Crosetto incontra Kallas: sostegno a Ue per sicurezza intero Occidente

Roma, 10 gen. (askanews) – “Colloquio davvero cordiale e costruttivo con Kaja Kallas, Alto Rappresentante UE per Affari Esteri e Politica di Sicurezza e Vice Presidente Commissione Europea. Abbiamo fornito pieno sostegno all’autonomia strategica della UE, ‘pilastro europeo’ della Nato, che rimane la pietra angolare della sicurezza collettiva dell’intero Occidente, UE compresa. Abbiamo anche proposto l’istituzione di un tavolo permanente per trovare e proporre soluzioni, oltre che verificare i nostri comuni progressi”. Lo scrive su X il ministro della Difesa, Guido Crosetto.

“Abbiamo riscontrato anche una visione comune sulla valorizzazione dell’industria difesa – prosegue Crosetto -. Uno strumento che tutti noi riteniamo fondamentale per agevolare la cooperazione militare e strategica europea e contribuire alla sicurezza e alla stabilità delle nostre Democrazie. Focus, inoltre, sulla cooperazione per progetti comuni. Obiettivo, dare maggiore efficienza e ottimizzare l’uso delle risorse. Ribadita, infine, la necessità di scorporare gli investimenti per la Difesa dal Patto di stabilità della UE al fine di rispondere in modo adeguato alle crescenti esigenze di sicurezza collettiva. Su Ucraina – conclude Crosetto – abbiamo ribadito e rinnovato l’impegno comune per creare premesse per pace giusta e duratura”.

M.O., Papa nel libro "Come un pellegrinaggio": atroce guerra a Gaza

Roma, 10 gen. (askanews) – TS edizioni pubblica, anche in formato e-book, “Come un pellegrinaggio. I miei giorni in Terra Santa”, del Custode francescano di Terra Santa, padre Francesco Patton, scritto con il giornalista dell’Osservatore Romano Roberto Cetera.

Il libro ha la prefazione di papa Francesco che sottolinea: “In questi frangenti drammatici padre Francesco ha saputo mantenere diritta la barra della barca affidatagli e moltiplicare piuttosto gli sforzi di vicinanza ai popoli colpiti da queste tragedie. Ho davanti agli occhi l’iniziativa più bella che, insieme al suo vicario, padre Ibrahim Faltas, è stata realizzata in questi mesi di atroce guerra a Gaza: il trasferimento in Italia di 150 bambini feriti e ammalati”.

Il 2 giugno 2016, un aereo scendeva dalle nuvole verso Tel Aviv. A bordo, il nuovo Custode di Terra Santa, fresco di nomina a superiore dei frati minori francescani che da otto secoli custodiscono i Luoghi Santi. Fino a poche settimane prima, l’idea di trasferirsi a Gerusalemme non rientrava neanche tra le immaginazioni più ardite di fra Francesco. La scelta aveva stupito persino lui. Tuttavia, sentiva che anche questa volta il Signore non gli avrebbe fatto mancare il suo aiuto.

Il libro ha una introduzione firmata da fra Massimo Fusarelli, Ministro generale dell’Ordine dei Frati minori, che scrive: “Primo elemento del racconto è proprio quello della sorpresa, qualcosa che accade e cambia la vita senza che si sia pianificato. La vita non è un insieme di copioni da eseguire, ma – direbbe qualcuno – uno spartito da interpretare. Ecco allora che la narrazione prosegue e fra Francesco sembra farci vedere come, entrando in questo luogo particolare, abbia imparato a starci, ad ascoltare, a incontrare gli altri, molto diversi tra loro. Tra aneddoti e stralci di visite ufficiali e di incontri, con quadretti di vita vissuta e foto più formali, possiamo conoscere qualcosa degli otto anni di presenza e di servizio in Terra Santa. Un luogo unico, per questo permette una narrazione originale. Dove non solo le pietre sono ricordate, ma i sentimenti, spesso opposti, le azioni particolari, le attese e le speranze, senza escludere le delusioni e le fatiche”.

Il francescano fra Patton ha intrapreso una missione che ha cambiato radicalmente il corso dei suoi giorni e che merita di essere raccontata, poiché aiuta a conoscere dettagli della vita in quella terra che spesso rimangono nascosti. Perché la Terra Santa non si può mai dire di conoscerla abbastanza. E perché il cammino lungo quelle pietre rimane una delle esperienze spirituali più potenti che un cristiano possa compiere.

Rispondendo a una domanda di Roberto Cetera, inviato in Medio Oriente per l’Osservatore Romano, il Custode racconta: “Ho visto la distruzione, il dolore, la sofferenza, la fame. Soprattutto ho visto quanta distanza ci sia tra la fotografia, la narrazione, e la realtà della guerra toccata con mano. Ho attraversato strade piene di voragini causate dalle bombe, sono entrato in edifici semidistrutti, e ho incontrato gente che in quelle macerie cerca ancora di resistere e vivere. E poi ho visto quell’altra distruzione che è data dallo spostamento forzoso di intere popolazioni”.

“Il 2025 sarà certamente impegnativo – afferma padre Patton al termine di un ricco scambio di considerazioni -: anzitutto spero che sia un vero ‘anno santo’, sia cioè un anno di riconciliazione e di pace, un anno di liberazione dei prigionieri e di ritorno a casa di ostaggi, rifugiati e deportati”.

Santalucia (Anm): manca il 40% del personale amministrativo

Bologna, 10 gen. (askanews) – I numeri sono impietosi: “la scopertura del personale amministrativo generale ha percentuali elevatissime, intorno al 40%”. E “senza quelle risorse, la giustizia far molti passi indietro”. Da qui l’appello al ministero affinch assicuri quelle risorse che verranno a mancare quando cesser il Pnrr, in particolare per gli addetti all’ufficio per il processo. A chiederlo il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, al convegno “Giustizia precaria. Quale futuro per l’ufficio per il processo?” Organizzato da Fp Cgil a Bologna.

“Quella di oggi una delle tante giornate organizzate dalla Cgil cui abbiamo aderito – ha detto Santalucia – perch il problema degli addetti all’ufficio per il processo vitale per l’organizzazione degli uffici giudiziari. L’ufficio per il processo un’articolazione organizzativa importantissima, elaborata negli anni anche dall’Associazione nazionale magistrati, che stata recepita dal legislatore ma che nel 2013 non aveva avuto modo di operare, perch mancavano le risorse umane”. Grazie al Pnrr, ha ricordato il presidente dell’Anm, “ci sono stati finanziamenti per assumere, ma a tempo determinato, gli addetti all’ufficio per il processo. Si sono rivelate risorse preziose e non possiamo pensare al 2026, quando cesser il Pnrr, come al momento in cui ne perderemo grandissima parte”.

Quindi “chiediamo al ministero e alla politica di comprendere le ragioni per le quali, senza quelle risorse, la giustizia far molti passi indietro – ha aggiunto Santalucia -. Sono stati fatti invece progressi significativi, suggellati dai dati ministeriali di ripresa della giustizia civile, soprattutto, in termini di riduzione dell’arretrato e dei carichi di lavoro. Tutto questo non pu essere messo al macero con una stabilizzazione di addetti all’ufficio per il processo in misura esigua, come quella su cui oggi possiamo contare”.

“La scopertura del personale amministrativo generali ha percentuali elevatissime, intorno al 40% – ha ricordato il presidente dell’Associazione nazionale dei magistrati a margine del convegno organizzato dalla Cgil -. Gli addetti all’ufficio per il processo sono a tempo determinato oggi intorno a 8mila unit, si parla di una stabilizzazione per 2.600/3000 unit troppo poco per consentire alla giustizia di proseguire almeno con il passo che abbiamo ormai intrapreso, un passo spedito in termini di riduzione dell’arretrato e dei carichi”.

Tennis, Paolini: "Con calma e serenità mi esprimo meglio"

Roma, 10 gen. (askanews) – “Amo l’Australia e sono felicissima di essere di nuovo qui. Apprezzo il fatto che qui sia tutto raccolto, che lo stadio sia vicino al centro, che la città sia a portata di mano. Due passi in centro e uno dei tanti ristoranti italiani, qui si sta bene”. Parola di Jasmine Paolini che si presenta in conferenza stampa alla vigilia degli Australian Opne 2025. “Devo scendere in campo cercando di rimanere calma, rilassata e concentrata su quello che va fatto – spiega a Melbourne -. Se riesco a scendere in campo con quella tranquillità e quella serenità riesco anche ad esprimermi meglio. Quando mi innervosisco non trovo le soluzioni, che sono poi quelle che ti aiutano a vincere i match. Cerco di mantenere le aspettative basse e di non mettermi pressione addosso, uno degli obiettivi principali rimane quello di scendere in campo per divertirmi. Ne parlo spesso con il mio coach, solo quando scendo in campo così riesco anche ad esprimermi meglio”.

“È impossibile fare dei paragoni con lo scorso anno, non ha senso – aggiunge -. Ovviamente l’obiettivo è fare un buon torneo ma preferisco non pensarci. Tutte le esperienze fatte lo scorso anno, i grandi match che ho avuto la possibilità di giocare, spero possano aiutarmi nel primo match, l’unico che giocherò di sicuro!”.

A pochi giorni dal suo 29° compleanno (li ha festeggiati lo scorso 4 gennaio, ndr) la toscana è nel momento più bello e soddisfacente della carriera: “Sono cresciuta come giocatrice e come persona – spiega – ; sono più matura e credo più in me stessa rispetto a 3 o 4 anni fa. A volte mi chiedo perché non ho iniziato a giocare così a 23 o 24 anni… non so, forse ho avuto bisogno di tempo per credere nei miei mezzi e nella possibilità di arrivare a questo livello. All’epoca già qualificarmi per uno Slam sembrava una cosa enorme, per fortuna le cose sono cambiate… Già a fine 2023 ho iniziato a giocar meglio, certi match mi hanno dato la consapevolezza di poter far bene. Mi sono resa conto che a certi livelli potevo rimanerci e mi è piaciuto confrontarmi con le più grandi negli stadi più prestigiosi. Ho vissuto emozioni speciali e mi è venuta voglia di provare a riviverle”.

Down under c’è una invasione di appassionati italiani, la stampa locale è curiosa di capire come sia cambiata la vita di Jasmine: “Sento l’amore della gente, le cose sono cambiate, è vero, ed è molto positivo – conclude -. In Italia adesso il tennis è ovunque, il nostro sport è cresciuto moltissimo. La gente parla di noi e parla di tennis, e questo è bello”.

Sinner vince anche l’esibizione contro Tsitsipas

Roma, 10 gen. (askanews) – Jannik Sinner vince anche la seconda esibizione della Opening Week in vista degli Australian Open. Dopo Alexei Popyrin, il n°1 del mondo batte anche Stefanos Tsitsipas, n°11 del mondo: 6-3, 7-5 i parziali per il campione in carica, che si prepara dunque nel miglior modo possibile in vista del debutto al primo Slam dell’anno, previsto per lunedì 13 gennaio contro Nicolas Jarry. Otto ace, una resa ottima del servizio e una buona condizione fisica, in un match giocato indoor alla Rod Laver Arena. Ancora 48 ore e poi si comincerà a fare sul serio: obiettivo uno storico bis.

Giustizia, Santalucia (Anm): grande preoccupazione per separazione carriere

Bologna, 10 gen. (askanews) – “La separazione delle carriere consegner da qui a breve il pubblico ministero all’influenza dell’esecutivo. Questo il quadro di grandissima preoccupazione che si pone davanti a noi”. Lo ha detto il presidente dell’Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Santalucia, a margine del convegno “Giustizia precaria. Quale futuro per l’ufficio per il processo?” Organizzato da Fp Cgil a Bologna.

“La nostra preoccupazione – ha aggiunto Santalucia facendo un bilancio a poche settimane dall’inaugurazione dell’anno giudiziario – soprattutto delle riforma costituzionale in termini della cosiddetta separazione delle carriere che molto pi grave di quello che il solo titolo pu condensare. Si tratta di un ridimensionamento del potere giudiziario che passa attraverso una ristrutturazione del Consiglio superiore della magistratura, l’alta corte di giustizia in cui la componente dei magistrati non avr pi la maggioranza numerica come in tutti gli organi disciplinari delle magistrature”.

Queen Celebration in Concert Tour 2025, André Abreu torna in Italia

Roma, 10 gen. (askanews) – Dopo il grande successo del tour 2024, André Abreu torna in Italia con lo spettacolo che fa rivivere la storia musicale di Freddie Mercury e della sua celeberrima band.

Dopo la prima tappa al Teatro Repower ad Assago (MI) il 17 febbraio 2025, André Abreu insieme alla sua band e all’orchestra si esibiranno il 18 febbraio al Palaunical Teatro a Mantova, il 21 al Cineteatro Don Bosco a Potenza, il 22 al Politeama a Lecce, il 24 al Teatro Augusteo a Napoli, il 25 al Teatro Team a Bari, il 26 al Palariviera di San Benedetto (AP), il 27 ad Assisi (PG) al Teatro Lyrick, il 28 febbraio e il 1° marzo all’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone di Roma e il 3 marzo a Bologna al Teatro Celebrazioni.

Queen Celebration in Concert non è un semplice concerto, non è un tributo, ma è un’immersione musicale nel lavoro della band britannica che combina i più grandi successi con uno spettacolo di luci e contenuti audiovisivi per far rivivere al pubblico la storia dei Queen e di Freddie Mercury, presentando momenti di tour e di spettacoli memorabili, come “Queen Live allo stadio di Wembley”.

Uno spettacolo degno dei grandi musical mondiali, capace di risvegliare le emozioni e i sentimenti più forti attraverso una musicalità unica. Performance elettrizzanti, costumi impeccabili e il mix di rock e sonorità classiche, in cui il talentuoso protagonista André Abreu dà vita all’immortale Freddie Mercury. André Abreu, cantante, polistrumentista, compositore e produttore musicale brasiliano, incredibilmente simile a Mercury, non solo per la sua somiglianza fisica, ma anche per la qualità della sua estensione vocale e l’accuratezza della sua intonazione, rivela: “È un lavoro che richiede molta energia e devozione personale. Più che un tributo è un omaggio da fan a idolo e un omaggio al lavoro geniale e senza tempo dei Queen. Quando Freddie morì avevo solo 3 anni, ma appena ascoltai, per la prima volta, la sua voce e la sua musica ne rimasi folgorato…”

Con Queen Celebration in Concert il pubblico rivivrà i momenti musicali più importanti della band grazie a brani come “Love of my Life”, “We are the Champions”, “We Will Rock You”, “Radio Gaga “, “Crazy Little Thing Called Love”, “Don’t Stop Me Now”, “Somebody to Love”, “Another One Bites the Dust”. Lo spettacolo è prodotto da BOOM PRODUCAO, in collaborazione per l’Europa con We4Show e Menti Associate.

Biennale Danza 2025, i Leoni a Twyla Tharp e Carolina Bianchi

Venezia, 10 gen. (askanews) – È Twyla Tharp, la leggendaria coreografa americana che in sessant’anni di carriera ha attraversato epoche e stili facendo la storia, il Leone d’oro della Biennale Danza 2025. Alla performer, autrice e regista brasiliana Carolina Bianchi, che mette al centro dei suoi lavori l’esperienza radicale del corpo, va il Leone d’argento.

I Leoni, approvati dal Consiglio di amministrazione della Biennale di Venezia su proposta del direttore artistico Wayne McGregor, verranno consegnati nel corso del 19. Festival Internazionale di Danza Contemporanea, che si svolgerà a Venezia dal 17 luglio al 2 agosto 2025.

Cresciuta alla scuola dell’American Ballet Theater e poi negli studi di Martha Graham e Merce Cunningham, con un passaggio nella formazione di Paul Taylor, Twyla Tharp fonda la propria compagnia nel 1965. Ed è da allora che con la sua danza Twyla Tharp libera corpi e menti da convenzioni e stereotipi passando con audacia sperimentale attraverso tutti i generi – dal tip tap alla danza jazz, dal post modern al neoclassico – per reinventare .

Scrive Wayne McGregor nella motivazione: “Twyla Tharp è a dir poco un fenomeno. I suoi contributi rivoluzionari all’ecologia della danza mondiale non hanno eguali, grazie a un lavoro che combina rigore e gioco, disciplina classica e tecnica del balletto con danza moderna e movimenti naturali, per coreografie radicalmente innovative destinate sia al teatro che al cinema. Twyla Tharp è una delle più importanti coreografe esistenti”.

Zelensky ha invitato Mattarella a Kiev

Roma, 10 gen. (askanews) – “Ho appena avuto l’incontro con il presidente Mattarella. Lui è molto positivo. Io gli ho detto che è ora che venga in Ucraina perché l’ultima volta che il presidente dell’Italia è stato in Ucraina è stato 25 anni fa, un quarto di secolo”. Così il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista a Rainews24. “Credo che sarebbe opportuno che venisse, soprattutto adesso che stiamo parlando della conferenza di ricostruzione dell’Ucraina che è un aspetto molto importante”, ha aggiunto il leader di Kiev.

Riscoprire il Museo Correr: un palazzo reale in piazza San Marco

Venezia, 10 gen. (askanews) – Il Museo Correr a Venezia conserva alcuni dipinti famosissimi, come le Due dame veneziane di Carpaccio oppure il Cristo in pietà sorretto da tre angeli di Antonello da Messina. Ma accanto a questi capolavori c’è altro, c’è una storia di collezionismo a suo modo unica, quella del fondatore Teodoro Correr, e soprattutto una restituzione alla città e ai turisti di tutto il mondo di quello che era il palazzo reale di Venezia.

“Il Museo Correr – ha detto ad askanews Andrea Bellieni, responsabile del museo – è essenzialmente il museo della città di Venezia. Nel cuore della città, proprio tra piazza San Marco e il bacino di San Marco, l’antico edificio delle Procuratie Nuove, edificio cinque-seicentesco, però nell’800 è sviluppato e ingrandito come reggia, prima napoleonica, poi asburgica, infine sabauda, è diventato nel 1922 il grande museo della città di Venezia. Ne racconta la storia, ne conserva preziosi documenti, ci parla della grande vicenda, della grande epopea della Serenissima, Regina del Mare”.

Il percorso attraverso le stanze reali, con un lungo corridoio che offre una prospettiva a suo modo unica a Venezia, è anche un itinerario attraverso il gusto e lo stile di un secolo, l’Ottocento, di cui alla fine il Correr è il grande testimone in Laguna. “Il percorso delle sale reali oggi qui al Correr – ha aggiunto il responsabile del museo, che è parte della Fondazione Musei Civici – dà la possibilità di compiere questo itinerario nel gusto dell’Ottocento nel suo sviluppo dal neoclassico fino al romantico”.

E qui non possono mancare le stanze dedicate ad Antonio Canova, le cui sculture, con lo sfondo di piazza San Marco, sembrano prendere ancora più vita. Trattandosi poi di un museo che nasce da una collezione, a volte capitano anche scoperte impreviste, come un dipinto attribuibile a Mantegna, che ora è esposto al Correr. “Una piccola tavola – ha spiegato Bellieni – attribuibile alla mano o comunque all’ideazione, gli storici dell’arte avranno molto da dibattere appunto sull’autografia più o meno effettiva di questo dipinto, appunto di Andrea Mantegna”.

Le sale della pittura poi vantano anche lo storico allestimento di Carlo Scarpa, che aggiunge un ulteriore elemento di venezianità al museo, già così denso di legami con la città e la sua storia.

Cosa sta succedendo in Venezuela

Roma, 10 gen. (askanews) – Nicolas Maduro giura oggi per un nuovo mandato di sei anni (il terzo consecutivo) come presidente del Venezuela dopo un’elezione contestata sia dall’opposizione che dagli organismi internazionali e sullo sfondo di una persistente crisi economica e sociale del Paese – nonché di un crescente isolamento politico.

Stando alle indiscrezioni della vigilia saranno pochissimi i Capi di Stato e di governo presenti alla cerimonia: persino Brasile e Colombia, tradizionalmente non ostili al regime di Caracas, invieranno dei rappresentanti diplomatici.

Non è peraltro ancora chiaro se l’opposizione, che rivendica la vittoria elettorale, tenterà la dimostrazione di forza in piazza manifestando oggi contro Maduro: il suo candidato presidenziale, Edmundo Gonzalez, è in esilio in Spagna.

La vera leader, Maria Corina Machado, è stata arrestata e poi liberata ieri dopo essere comparsa ad una manifestazione a Caracas contro Maduro, che lei accusa di aver rubato le elezioni presidenziali dello scorso luglio. Malgrado tutte le difficoltà tuttavia il regime chavista continua a reggere, essenzialmente per due motivi: il primo l’alternativa – che al di là delle etichette dei singoli leader oppositori si riassume in un semplice ritorno dell’oligarchia di destra – viene ancora considerata peggiore, visti i precedenti storici.

Chavez proveniva dai ranghi dell’esercito e il suo regime è stato ben attento a favorire in ogni modo colonnelli e generali – tradizionalmente ultraconservatori – che di fatto sono diventati fra i principali beneficiari delle politiche governative. Stando così le cose, malgrado l’isolamento internazionale è difficile che Maduro possa perdere il potere in tempi brevi: sarebbe necessaria un’opposizione credibilmente democratica accettabile come tale da quell’ampia fascia di popolazione che dal chavismo ha avuto quanto meno qualche beneficio sociale, e che teme un semplice ritorno a un passato ricordato ancora come ancora peggiore.

E tuttavia è vero che il credito del regime è in esaurimento, prova ne è l’emigrazione di massa che ha riguardato oltre sette milioni di persone; lo stesso Maduro è stato costretto a ricorrere a delle politiche economiche ben lontane dal “socialismo del XXI secolo” predicato da Chavez per cercare di tenere a bada un’inflazione galoppante. Il tutto in un Paese che costituisce un esempio perfetto della “maledizione delle materie prime”: una ricchezza petrolifera che malgrado il riuscito monopolio statale è stata sempre utilizzata a beneficio di pochi e come ricompensa per la fedeltà politica, sia dalla destra che dalla sinistra.

Ces 2025, la casa mobile diventa un appartamento da 40 mq

Las Vegas, 9 gen. (askanews) – Una casa trasformabile, completamente elettrica, dotata di un sistema di smarthome e su quattro ruote. O vista al contrario, un camper che si apre fino a diventare un appartamento di 37 metri quadri composto da locali modulari.

la AI transformable home di AC future, azienda californiana che ha presentato la sua creazione (col design di Pininfarina) alla fiera tecnologia di Las Vegas, il CES organizzato da Cta.

All’interno una living room, cucina, bagno con doccia e una camera da letto che si alza quando le pareti si richiudono per far tornare la casa di nuovo guidabile. La casa crea da sola l’energia di cui ha bisogno tramite i pannelli solari, ed autosufficiente anche per l’acqua, tramite un sistema di raccolta della pioggia e di riciclo di quella usata.

Cinema, In ultimo di Mario Balsamo il 14 gennaio al Greenwich a Roma

Roma, 10 gen. (askanews) – Dopo la selezione nel concorso internazionale del 42esimo Torino Film Festival, il film documentario “In ultimo” di Mario Balsamo verrà proiettato il 14 gennaio alle ore 21 a Roma al Cinema Greenwich.

Protagonista del docufilm è il medico palliativista Claudio Ritossa che, con grande empatia, svolge il suo lavoro nell’Hospice Anemos di Torino. Qui, con umanità e dedizione, accompagna i pazienti nel delicato tratto finale della loro vita, alleggerendo il peso dell’imminente dipartita grazie anche al sostegno spirituale che riesce a infondere una lieve serenità.

Attraverso lo sguardo del dottor Ritossa, il regista Mario Balsamo esplora il tema della morte come parte integrante del ciclo della vita, in parallelo a quello emblematico delle piante, di cui il medico è appassionato cultore, un’attività che, a ben vedere, rimanda al senso della sua professione. Le piante e gli alberi, all’interno di un solo anno, mostrano (incidenti di percorso compresi) le tappe naturali della vita, esattamente come fanno le diverse età dell’uomo. La narrazione, grazie alle voci dei testimoni, celebra il valore delle cure palliative e si muove all’interno di un dialogo intenso tra i degenti e le persone che li assistono. Ne esce con forza l’importanza di un percorso di consapevolezza e dignità per vivere con pienezza gli ultimi istanti su questa Terra.

“Ho scelto la resilienza, perché l’hospice e le persone che vi lavorano e vi vivono spingono verso tale risoluzione dell’animo – ha spiegato il regista – in quel luogo che accoglie i malati terminali c’è molto di inaspettato, un pieno di cose che ha a che fare proprio con l’esistenza. Lì più che altrove, si percepisce la morte non in contrapposizione alla vita, bensì come sua parte. Se ci si pensa, il termine della Corsa può essere l’occasione per fare un bilancio della propria esperienza terrena: cosa ho fatto di cui sono soddisfatto? Di cosa no? Che lascio alle persone care delle mie azioni, dei miei valori, delle mie conquiste?  Chi lavora all’Anemos di Torino non nasconde le difficoltà di operare in un ambiente così delicato e complesso, però, al contempo, sente di mettere a disposizione dei degenti la possibilità di una pacificazione, per quanto tenue possa essere, con sé stessi e con i propri cari”.

“In ultimo”, prodotto dalla casa di produzione La Sarraz, è una coproduzione Italia-Portogallo realizzata con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte – Piemonte Doc Film Fund, il fondo di sostegno allo sviluppo e produzione di documentari per il cinema. 

Anche BlackRock si defila dall’attivisto sul clima

Roma, 10 gen. (askanews) – Anche BlackRock si defila dall’attivismo sulle politiche climatiche. Il gigante Usa ha infatti inviato una comunicazione agli investitori istituzionali sull’abbandono della Net Zero Asset Managers, un gruppo di società, riporta il Financial Times, che afferma di perseguire l’obiettivo di emissioni serra nette a zero per il 2050 o prima.

E si tratta solo dell’ultima defezione da parte dei pesi massimi della finanza statunitensi: nelle ultime settimane è stata una vera e propria corsa ad abbandonare questi impegni, quella che si è verificata in vista dell’insediamento della nuova amministrazione Trump alla Casa Bianca, prevista il 20 gennaio.

Il quotidiano rileva come tutte le sei maggiori banche statunitensi – JP Morgan, Citygroup, Bank of of America, Morgan Stanley, Wells Fargo e Goldman Sachs -abbiano deciso di uscire da un gruppo analogo, la Net-Zero Banking Alliance.

Da Donald Trump è attesa una drastica svolta su queste politiche, laddove l’amministrazione Biden era fortemente orientata a sostegno delle tesi sulle cause antropiche dei cambiamenti climatici, e relative politiche.

E come emerge anche alla comunicazione di BlackRock, l’attivismo sul clima dei giganti finanziari è ora oggetto di crescenti contestazioni – potenzialmente costose, anche a livello giudiziario – su iniziativa di esponenti repubblicani e terze parti.

Haiki+ debutta in Borsa al prezzo di 0,8 euro

Milano, 10 gen. (askanews) – Debutta in Borsa Haiki+, società dedicata all’economia circolare e alla gestione dei rifiuti della famiglia Colucci, facendo segnare un prezzo di 0,8 euro.

L’avvio della quotazione coincide con la data di efficacia della scissione parziale da Innovatec dedicata alle energie rinnovabili, senza aumento di capitale e senza forchetta di prezzo: per ogni azione Innovatec detenuta si riceverà una azione Haiki+. Innovatec scambia a 0,3805 euro, la somma dei valori dei due titoli è sostanzialmente in linea con la chiusura di Innovatec di ieri a 1,2 euro (+2.2%).

Haiki+ ha chiuso il 2024 con 205 milioni di ricavi (+22%), un Ebitda di circa 30 milioni pari a un margine del 15% e punta al 2027 a una crescita dei ricavi a 328 milioni e dell’Ebitda a 62 milioni, pari a un margine del 19%. Negli ultimi 3 anni Haiki ha effettuato investimenti per 100 milioni, gestisce 21 impianti di trattamento rifiuti e un impianto di riciclo delle batterie al litio in Abruzzo, occupa 400 persone e tratta circa 600mila tonnellate di rifiuti l’anno.

“Per noi è un momento epocale. La quotazione di Haiki+ nasce dalla convinzione che la separazione del business delle rinnovabili da quello dei rifiuti possa creare più valore”, ha detto il presidente Elio Catania.

Autunno delle democrazie? Non possiamo fare finta di niente.

È venuto il tempo di guardare in faccia la realtà, per quanto essa possa non piacere. L’impetuosa avanzata nelle prime due decadi del nuovo secolo della rivoluzione digitale che si era annunciata nelle ultime due dello scorso sta mutando in profondità – oltre a numerose modalità con le quali si estrinseca la vita quotidiana dei singoli e delle comunità – l’esercizio della democrazia nelle società occidentali.

Il crescente aumento dell’astensionismo elettorale è l’epifenomeno del progressivo indebolimento dei partiti, sempre più ridotti a mera cornice organizzativa (e a volte nemmeno quella) del leader di turno che diviene l’unico punto di riferimento, l’unico motivo per cui quel partito e non un altro viene votato; della radicalizzazione dello scontro veicolata attraverso i social media, strumenti unidirezionali che si alimentano quasi esclusivamente di toni urlati, settarismi, false notizie, banalizzazioni o, quando va bene, di semplificazioni che respingono ogni possibilità di analisi e di  riflessioni più accurate, più informate, più attente; dell’inquietante appassimento presso l’opinione pubblica di quel sentimento di rispetto nei confronti degli istituti democratici di rappresentanza, di garanzia, di controllo che per decenni hanno costituito l’essenza dello stato di diritto in favore  di una più immediata e semplice esaltazione della funzione di comando esercitata, appunto, dal leader: che deve mostrare i tratti del decisionismo e ora, sempre più, anche del radicalismo che lo ha condotto al potere. E che instaura un suo personale rapporto diretto con il cittadino-elettore utilizzando in massimo grado tutti gli strumenti tecnologici a disposizione senza dover più transitare attraverso l’intermediazione giornalistica e, sempre più spesso, neppure quella istituzionale.

Conta solo, o comunque soprattutto, il “fare” del leader, che diviene “capo” del Governo e sempre meno “Presidente del Consiglio” secondo il dettato costituzionale italiano o anche, se si vuole, “Premier”, secondo il costume di altri paesi. Sposando così una logica presidenzialista all’americana che ora il trumpismo vuole ulteriormente radicalizzare, sino a scuotere dalle fondamenta il è. virtuoso equilibrio garantito dalla separazione dei poteri e dal meccanismo checks and balances, pesi e contrappesi. La via italica al perseguimento di questa logica pare essere, nelle intenzioni di Giorgia Meloni e della maggioranza parlamentare che la sostiene, il premierato: una variante che ha comunque il medesimo obiettivo, ossia il predominio del leader, osannato dal pubblico secondo un canone populista che prevede altresì la riduzione ai minimi termini della partecipazione politica, inclusa quella elettorale. Una implicita delega di “pieni poteri” al leader affogata in una sostanziale indifferenza nei confronti della democrazia e dei suoi istituti, a cominciare da quello della rappresentanza parlamentare. Ma questo disinteresse, questo abbandono preludono alla morte della democrazia, che si ridurrebbe, così svilita e impoverita, ad una “democrazia di fantasmi” secondo la cruda espressione utilizzata dal Presidente della Repubblica poche settimane fa.

Come qualcuno ha detto, siamo entrati nell’autunno della democrazia. Sarebbe molto preoccupante se ad esso dovesse seguire un inverno ancor più gelido per le sue istituzioni, a quel punto definitivamente considerate inutili se non proprio dannose per l’esercizio del comando da parte del nuovo conducator, del nuovo dux.

Il contrasto alle destre esige una nuova classe dirigente

La duplicazione di modelli politici passati può farci sottovalutare la realtà politica del momento.

Leggiamo sempre più spesso teoremi politici costruiti su comparazioni con stagioni che oramai, hanno fatto il loro tempo.

Se non vogliamo andare troppo indietro nel tempo, la stagione che ha visto protagonista Romano Prodi alla guida di una coalizione di centrosinistra ebbe nell’idea della Margherita la sua leva vincente. Tra i diversi paralleli con la Storia recente è, però, quell’esperienza che maggiormente intriga una certa dietrologia.

Ma la Storia, come è a tutti noto, non si ripete. Tuttavia in tutti i suoi irripetibili accadimenti c’è una lezione di vita, soprattutto della sfera pubblica ed istituzionale di ogni paese, con tutta la sua carica, positiva o negativa di razionalità, o di irrazionalità, che non va ignorata, quando si è nell’imminenza di scelte cruciali nei momenti più difficili di un paese.

Certo guardare recenti esperienze passate non fa male, magari evitando qualche eccesso di nostalgia, ma un ritorno a modelli di partito di tempi trascorsi per far rivivere esperienze  che avevano la loro ragion d’essere in quel determinato contesto politico, appaiono essere tentativi, palesemente antistorici,

Ancora più anacronistici appaiono quei tentativi di rievocare continuità con modelli di partito da prima Repubblica, in una società che ha da tempo superato le ideologie, sostituendole con singoli temi, identitari, più fluidi, perché più facilmente esposti alle manipolazioni demagogiche.

 

La deriva elettorale astensionista pone nuove sfide ed esige una nuova classe dirigente.

Così non può sfuggire la circostanza che il mutato contesto sociale sia, soprattutto, caratterizzato da un elettorato liquido, sempre più abbagliato da politiche ingannevoli e pronto a correre dietro le soluzioni più suggestive e radicali, quando non scevre da certe componenti viscerali.

In tale contesto trovano buon gioco le manipolazioni dei problemi, attraverso propagande populiste, dentro artificiosi scenari di paure ed insicurezze, che oramai hanno di gran lunga soverchiato le soluzioni a più lungo respiro.

Di certo occorre colmare al più presto quel vulnus di inadeguatezza e di scarsa credibilità di una classe politica modulata sulle singole leadership personali.

Suonerebbe perciò come una autentica rivoluzione culturale porre al centro di un percorso di rinnovamento del sistema la promozione e la cura di una nuova classe dirigente, per affrancarla dai comuni vizi: primo fra tutti, la fedeltà cieca verso i capi partito e i leader personali, che oggi caratterizzano, pressoché, tutti i partiti in campo (come emblematicamente registrato dai dati elaborati da LaPolis, secondo il cui istituto, in un solo anno la fiducia nei partiti è passata da 12 punti (anno 2023) a 9 punti percentuale, in quest’anno.

 

La deriva populista e sovranista sta restringendo progressivamente le prerogative del Parlamento.

Forse non è improprio affermare che una tale deriva che si riverbera in primo luogo nel progressivo affievolimento degli istituti rappresentativi, a cominciare dal Parlamento, non sia estranea a motivare, in modo sempre più cogente, nell’ambito dell’area cattolico-democratica, popolare e riformista, propositi di attiva partecipazione a ipotesi di progetti di governo, alternative alle destre, in grado di comporre, in una prospettiva di governo, scelte politiche pubbliche dominate da equilibrio e ragionevolezza,

Ed è soprattutto l’emergere di così crescente aspettativa che si sta registrando in un ampio segmento della società, ad alimentare la speranza di un recupero diffuso e condiviso di quei principi e valori fondamentali che connotano l’assetto istituzionale del paese, e che sembra facciano ombra alla maggioranza governativa.

 

La coesione sociale: obiettivo prioritario di una nuova aggregazione centrista che guarda ad un progetto comune riformista.

In tali scenari, un’auspicabile nuova forza politica, all’interno di un quadro democratico, nell’eterno dualismo tra élite e popolo, può esercitare, nell’ambito di una visione più attenta alla coesione sociale, un valore aggiunto offrendo una credibile visione di paese capace di neutralizzare politiche divisive e penalizzanti. Il cui effetto palese è stato quello di farne pagare il prezzo, soprattutto, ai ceti popolari e alle classi subalterne, mentre ai ceti imprenditoriali e professionali si è, al contempo, disegnato un diverso trattamento fiscale, in spregio al principio costituzionale di uguaglianza e progressività delle imposte.

 

I tentacoli delle oligarchie tecno-capitaliste sui settori vitali del paese.

A ciò si aggiungano i tentativi di intesa con oligarchi, titolari di tecnologie nel campo della sicurezza nazionale e delle comunicazioni satellitari (emblematiche le correnti voci di intesa in tal senso tra il governo e Elon Musk) per nuove ed inedite dominanze che renderebbero subalterne e vulnerabili le sovranità nazionali.

Ecco perché non sarebbe insignificante l’impatto che avrebbe il messaggio, da parte di una auspicata nuova forza politica che ponga, come primo obiettivo, la formazione di una nuova e più competente classe dirigente.

Non passerebbe inosservato. Anzi! Susciterebbe sicuramente nuovi rivoli di speranza in una recuperata identità centrista nel proposito di un precipuo obiettivo di ripristinare l’esercizio della volontà popolare, all’interno del modello di rappresentanza delle istituzioni, come delineato dallo spirito di partecipazione che è tra i cardini fondamentali del nostro assetto costituzionale.

Oltre al fatto che un progetto politico, che fa della solidarietà e della coesione sociale il suo denominatore comune, renderebbe più credibile la prospettiva di una visione globale, e di lungo periodo, dei problemi entro una organica e razionale composizione delle diverse istanze sociali e civili, capaci di ridare nuova linfa a progetti di crescita personale, che soprattutto i giovani hanno ormai smesso persino di pensare.

 

Creare un laboratorio permanente che valorizzi l’incontro tra le culture cattoliche, democratiche e riformiste e promuova un governo ombra.

Occorre che, in questo avviato processo costituente per aggregare una nuova forza di centro, si propizi un laboratorio che valorizzi l’incontro tra le culture cattoliche, democratiche e riformiste, magari sotto la guida di un autorevole coordinatore, come può essere il prof. Romano Prodi, in una comune riconosciuta leadership di un nuovo rassemblement; una operazione, questa, che intenda tradurre questo campo democratico e riformista in una alternativa politica, promuovendo subito una sorta di opposizione attiva, alla maniera di un governo ombra, per fronteggiare le politiche di una destra repressiva e divisiva.

 

Si ridia linfa al processo di integrazione europea facendo argine alle destre sovraniste e nazionaliste

Ma non sono da meno tutte quelle tematiche che nella rete di rapporti istituzionali tra l’Italia e l’Ue ridiano nuovo impulso al processo di integrazione europea, in questo momento assai appannato da temerarie politiche sovraniste e nazionaliste di cui sono foriere le destre, attualmente con il vento in poppa in diversi paesi del continente europeo.

Ucraina, l’urgenza di coprire i cieli: il valore strategico degli F-16.

[…] Questi i numeri d’una carneficina senza senso, perpetrata [dai Russi, ndr] mentre in Occidente qualcuno si domanda ancora sul senso di dotare le Forze armate ucraine di dispositivi precisi e all’avanguardia con cui difendersi, per timore di far torto a chi fa scempio delle loro case e famiglie.

Dal momento che così a lungo s’e discusso della fornitura a Kyiv di velivoli F-16 – che hanno mezzo secolo sulle ali – di fronte a mattanze come quella appena descritta è doveroso riportare un esempio emblematico di come quei vecchi “Falcon” abbiano una valenza difensiva (sottolineo questo termine, a lungo motivo di discussione nel Bel Paese) essenziale alla sopravvivenza dell’Ucraina. Pochi giorni fa è stato reso noto un evento a dir poco unico nella storia dell’aviazione: lo scorso 13 dicembre il pilota ucraino d’un F-16 donato a Kyiv dalla Fighter Jet Coalition ha abbattuto ben 6 missili cruise nemici in una sola sortita.

Ciò costruisce un risultato straordinario per diversi motivi: uno, meramente tecnico, è legato al fatto che l’arma-mento standard d’un “Falcon” come quello consiste in 4 missili (2 Aim-“Slammer Amraam e 2 Aim-9 “Sidewinder”), usati con successo dal pilota per abbattere altrettanti vettori da crociera russi, finendo per neutralizzare gli altri due a colpi di “Vulcan” (un mitragliatore pesante a canne rotanti e mira manuale); un altro è d’ordine tattico, perché nel corso di quell’offensiva i russi avevano sparato 81 vettori, di cui ben 11 finirono per essere intercettati e distrutti proprio dai pochi F-16 a disposizione; il terzo motivo, d’ordine strategico, è consequenziale: se con un numero così esiguo di velivoli forniti finora dalla coalizione euroatlantica i piloti ucraini sono in grado di compiere imprese simi-li, con una dotazione degna del nemico che stanno affrontando essi sarebbero in grado di cambiare le sorti di questo conflitto.

Dimostrando abilità straordinarie come quella sfoggiata dal pilota protagonista di tale azione, è chiaro che gli aviatori ucraini siano perfettamente in grado di condurre periodi di training intensi mirati a sfornarne un numero maggiore. Gliding bomb come quella che ha provocato la strage di ieri a Zaporizhzhia – che piovono a centinaia ogni settimana sulle città dell’Ucraina – sarebbero neutralizzate prima di causare danni simili.

La prima cosa che chiese il presidente Zelenskyj all’alba del 24 febbraio 2022 fu di coprire i cieli sopra l’Ucraina. Dopo tre anni il numero di velivoli in grado di farlo è tanto modesto da apparire quasi offensivo di fronte a capacità e abilità come quelle appena descritte. Che il recente annuncio di Macron di fornire entro gennaio all’Ucraina un buon numero di Mirage equipaggiati di tutto punto ispiri altri leader a fare altrettanto.

AfD e Musk, l’alleanza che scuote l’Europa.

Elon Musk continua a superare tutte le linee rosse del buon senso politico e istituzionale. In una conversazione con Alice Weidel, leader del partito di estrema destra tedesco Alternativa per la Germania (AfD), il tycoon americano e influente amico di Donald Trump ha offerto un endorsement senza precedenti, definendo l’AfD l’unico partito capace di “salvare la Germania”. “Solo l’AfD può farlo, fine della storia,” ha dichiarato Musk, ribadendo quanto già scritto sul suo social, X, nei giorni scorsi.

Durante il dialogo, Musk ha liquidato come “matematica da scuola media” i problemi della politica energetica tedesca, accusando le precedenti leadership – in particolare Angela Merkel – di aver distrutto l’industria del Paese con la promozione delle energie rinnovabili. Weidel, cogliendo l’occasione, ha ringraziato Musk per averle offerto “la possibilità di parlare apertamente”, lamentandosi di come i media tedeschi la “dipingano” come estremista.

L’intervista arriva in un momento cruciale, a poche settimane da elezioni anticipate che potrebbero ridisegnare gli equilibri politici della Germania, già scossa dalla fine anticipata del governo di Olaf Scholz. La diretta streaming sarà attentamente monitorata dai vertici di Bruxelles per individuare eventuali violazioni delle regole elettorali dell’UE.

Con oltre 100 milioni di utenti europei, X potrebbe rappresentare un potente megafono per un partito che, nonostante il suo programma fortemente divisivo, trova ora un sostenitore d’eccezione. Le parole di Musk, già criticate da molti, rischiano di fornire un vantaggio elettorale decisivo all’AfD, accendendo nuovi interrogativi sull’influenza politica delle piattaforme digitali e sul ruolo degli uomini più ricchi del mondo nella politica globale.

Zelensky arrivato a Palazzo Chigi da Giorgia Meloni

Milano, 9 gen. (askanews) – Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky arrivato a Palazzo Chigi, dove, nel cortile d’onore, stato accolto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Zelensky arrivato accompagnato da una folta delegazione.

Tajani riunisce Quintetto sulla Siria: affrontare tema della revoca delle sanzioni

Roma, 9 gen. (askanews) – Con la fine del regime di Bashar al Assad e l’inizio di un nuovo corso in Siria che promette di andare nella giusta direzione, è ora possibile pensare a una revoca graduale delle sanzioni contro Damasco. “E’ un tema che va affrontato perché non c’è più Assad e credo che la nuova leadership debba essere incoraggiata”, ha confermato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della riunione del Quintetto (Italia, Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito) sulla Siria, a Roma, organizzata nell’immediata vigilia della sua missione a Damasco, nella giornata di domani. Il ministro intende discutere la questione con l’alto rappresentante Ue, Kaja Kallas, e tutti gli interlocutori dell’Italia a Bruxelles. E ne ha parlato anche con gli omologhi Antony Blinken e David Lammy e i funzionari dei governi di Parigi e Berlino presenti alla riunione del Quintetto a Villa Madama.

La questione delle sanzioni, d’altra parte, è cruciale per la ripresa economica della Siria. Secondo l’Italia, considerata la complessità del regime comunitario, sarebbe importante al momento concentrarsi sulle cosiddette sanzioni settoriali, con l’obiettivo di promuovere anche iniziative di ‘early recovery’. Inoltre, l’uso delle sanzioni come strumento strategico potrebbe guidare efficacemente la transizione politica della Siria. In particolare, subordinando la loro rimozione a progressi tangibili, si potrebbero incentivare le nuove autorità siriane ad intraprendere riforme significative, facilitando la ricostruzione e migliorando le condizioni di vita della popolazione.

Il tema è stato discusso oggi in una conversazione telefonica tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che ha chiesto all’Italia di svplgere un ruolo di guida in Europa sull’alleggerimento del regime sanzionatorio ai danni di Damasco. Un’interlocuzione, quella con la Turchia, portata avanti anche da Tajani, che ha avuto un colloquio con il suo omologo di Ankara Hakan Fidan. Nella telefonata, giunta alla vigilia della partenza del titolare della Farnesina per la capitale siriana, è emersa una comune volontà di lavorare assieme per favorire un processo politico inclusivo.

A proposito della sua missione a Damasco, Tajani ha informato i suoi interlocutori del Quint su incontri in programma e obiettivi. Il ministro vedrà il nuovo leader de facto al Jolani e il ministro degli Esteri al Shibani, avrà colloqui con rappresentanti della società civile e della comunità cristiana. Visiterà infine anche la moschea più importante di Damasco. “L’obiettivo è avere una Siria stabile, un’unita territoriale, e che tutti i siriani siano riconosciuti come cittadini con uguali diritti e doveri”. I primi messaggi della nuova leadership sono “positivi”, ha detto Tajani. “Ecco perché sarò lì per incoraggiare una fase nuova che serva a stabilizzare la situazione interna”, ha aggiunto.

In questo contesto, hanno concordato i ministri e gli alti rappresentati del Quint, è essenziale mantenere un coordinamento per orientare il processo di transizione che, comunque, deve essere guidato e gestito dai siriani, rispondendo a principi fondamentali. I ministri, a questo proposito, hanno evidenziato la necessità che le promettenti aperture della nuova leadership siriana si traducano in politiche concrete per promuovere una transizione pacifica, inclusiva e non settaria in Siria, in linea con i principi di mediazione delle Nazioni Unite. A questo proposito è considerata essenziale la protezione di tutte le diverse componenti della società siriana, così come non meno importante è ritenuto il rispetto dei diritti sociali, religiosi e politici, inclusi i diritti delle donne.

Secondo l’Italia è inoltre fondamentale preservare l’integrità territoriale della Siria, nel contesto di uno Stato unitario e pluralista. La nuova leadership, hanno concordato i ministri, deve mantenere una posizione non aggressiva nei confronti dei suoi vicini. Allo stesso tempo è necessario insistere sulla stretta osservanza del principio di non interferenza negli affari siriani da parte di attori esterni. A questo proposito, Tajani ha detto di considerare “molto prematura” una discussione sull’ipotesi di un’offensiva turca contro le milizie curde. “Siamo agli inizi di una nuova stagione, non mi pare che nessuno voglia fare operazioni militari”, ha spiegato. Il ministro ritiene il percorso che si sta delineando, ovvero l’inserimento delle milizie curde disarmate all’interno delle forze armate siriane, come “una soluzione positiva per rafforzare l’unità del Paese”, che “va anche a tranquillizzare il governo turco”. “Se le milizie curde si scioglieranno nelle forze armate, la situazione sarà sicuramente più tranquilla. Non dipende da noi ma dai messaggi della nuova governance del Paese e i messaggi sono abbastanza chiari in questa direzione”.

(di Corrado Accaputo)

Meloni e Zelensky, l’incontro tra i leader a Palazzo Chigi

Roma, 9 gen. (askanews) – Il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky è arrivato a Palazzo Chigi, dove, nel cortile d’onore, è stato accolto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Zelensky è arrivato accompagnato da una folta delegazione. Al termine dell’incontro tra i leader, durato 45 minuti,, Zelensky ha lasciato Palazzo Chigi.  Nel corso del colloquio – fa sapere Palazzo
Chigi in una nota – il Presidente Meloni ha espresso solidarietà per le vittime dei recenti bombardamenti russi e ha ribadito il sostegno a 360 gradi che l’Italia assicura e continuerà ad
assicurare alla legittima difesa dell’Ucraina e al popolo ucraino, per mettere Kiev nelle migliori condizioni possibili per costruire una pace giusta e duratura.

Cecilia Sala: non mi hanno detto perché ero nel carcere di Evin

Roma, 9 gen. (askanews) – “Sono confusa, felicissima. Mi devo riabituare e devo riposare. Questa notte non ho dormito per l’eccitazione, per la gioia. La notte precedente non ho dormito per l’angoscia”, lo ha detto Cecilia Sala, il giorno dopo il ritorno a casa e la sua liberazione dal carcere iraniano di Evin; la giornalista ha raccontato cosa è successo nel suo podcast Stories, Chora media, ed è il direttore Mario Calabresi che ha raccolto le sue parole.

“A me non è stato spiegato perché io sia finita in un a cella di isolamento nel carcere di Evin”, dice Cecilia Sala nel podcast, confidando che “l’Iran era il Paese dove più volevo tornare, dove c’erano le persone a cui più mi sono affezionata”. “Ci tenevo a tornare da loro ed è molto difficile ottenere un visto per l’Iran, ero molto felice di averlo ottenuto, questo viaggio comincia per incontrarle e dar loro voce”.

Il giorno prima di essere arrestata – racconta – aveva intervistato Zeinab Musavi, famosa comica iraniana, e con lei, che c’era stata, aveva parlato proprio della detenzione nella cella di isolamento, le aveva raccontato che persino in quelle condizioni le erano venute in mente delle battute e aveva riso; così “per me pensare alla sua forza è stato di grande aiuto nei giorni successivi”. E anche Cecilia Sala è riuscita, nonostante l’isolamento e il silenzio, a ridere: “Due volte, la prima volta che ho visto il cielo”, anche se nel piccolo cortile del carcere circondato dal filo spinato, “ho pianto di gioia e ho riso di gioia”, e “poi quando c’era un uccellino che faceva un verso buffo”.

Nel podcast Stories di Chora media Cecilia Sala racconta che, mentre era in isolamento nel carcere di Evin, “ad un certo punto mi sono ritrovata a passare il tempo contando i giorni, a contarmi le dita, a leggere gli ingredienti del pane, che era l’unica cosa in inglese”, e “non ho mai pensato che sarei stata liberata così presto”. “La tua testa – racconta – quando non hai nulla da fare, non ti stanca, non hai sonno, quindi non dormi e là dentro già un’ora sembra una settimana; se non dormi e devi riempirne 24 di ore, è più faticoso”. “La cosa che più volevo – confida – era un libro, la storia di un altro, qualcosa che mi portasse fuori, una storia diversa dalla mia” perché “non riuscivo ad avere tanti pensieri positivi rispetto alle mie prospettive”.

“C’è un’indagine in corso e – spiega la giornalista – ci sono tante cose che non posso dire in questo momento, anche per rispetto del lavoro che stanno facendo le persone che mi hanno portata via di lì. Però posso dire che non vedo senza lenti od occhiali e gli occhiali non me li hanno mai dati fino agli ultimi giorni, perché sono pericolosi puoi spaccare il vetro e usarli per tagliarti. Non ho potuto scrivere, non ho potuto avere una biro, per lo stesso motivo”.

E “ho chiesto il Corano in inglese perché pensavo fosse l’unico libro che potessero avere dentro una prigione di massima sicurezza della Repubblica islamica e non mi è stato dato per molti giorni”. Sulle sue condizioni di detenzione, Cecilia Sala racconta: “Avevo delle coperte, non avevo cuscini o un materasso. Il problema non è stato mangiare il problema è stato dormire”.

La giornalista è stata arrestata mentre era in hotel e portata in carcere il giorno prima del programmato rientro in Italia, “stavo lavorando alla puntata di quel giorno del podcast – racconta – e mi hanno bussato alla porta, pensavo fossero delle pulizie e ho detto che non avevo bisogno di nulla e stavo lavorando. Sono stati insistenti e ho aperto. E non erano persone delle pulizie”. Così l’hanno portata via.

IX edizione Women for Women against Violence – Camomilla Award

Roma, 9 gen. (askanews) – Sabato 11 gennaio 2025 in seconda serata su Raiuno andr in onda la IX edizione di “Women for Women against Violence – Camomilla Award”, un evento tv straordinario e unico dedicata ai due killer delle donne, la violenza di genere e il tumore al seno, presentato da Arianna Ciampoli e Beppe Convertini per la regia di Antonio Centomani. Quasi sempre si parla di chi muore e non ce la fa, Women for Women, ideato, prodotto e organizzato da Donatella Gimigliano, Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, che ne anche l’autrice con Fabrizio Silvestri e Cristina Monaco, vuole dare voce alla forza delle donne che non smettono mai di combattere e che vincono ogni giorno. Un evento pensato anche per ricordare che ogni anno in Italia oltre 110 donne vengono uccise da uomini che, quasi sempre, sostengono di amarle, e per ricordare, inoltre, che il tumore al seno, nel nostro Paese, il big killer pi letale e pi frequente del genere femminile e principale causa di mortalit oncologica (12 mila all’anno).

Il nutrito programma della kermesse, che ha visto la collaborazione della giornalista Cinzia Profita, ospita storie di rinascita dopo un tumore al seno e una violenza, straordinari esempi di resilienza di forza per i pi fragili, Rosanna Banfi con il monologo “Io ballo per la vita” e Cristina Donadio attraverso il suo corto “La scelta” racconteranno il loro vissuto con il tumore al seno, Nicol Maja, giovane orfano del femminicidio si chieder: “Come posso perdonarti pap?”, dedicato all’autore della strage della sua famiglia di cui lui l’unico sopravvissuto, Nadia Accetti con la sua testimonianza “Dal tunnel della violenza all’amore per la vita”, racconter come ha trasformato il dolore di una violenza, e i gravi disturbi alimentari che le ha causato, in voglia di aiutare gli altri. Tanti gli artisti che si alterneranno sul palco, la giovane cantante STE accompagnata da due straordinari dancers di fama internazionale: Antonio Fini & Abby Silva Gavezzoli, gli esilaranti Gemelli di Guidonia con performance tratte dal loro spettacolo “Intelligenza musicale” fatto di musica, parodie, monologhi, la violinista elettrica dall’archetto luminoso Elsa Martignoni, i Maestri Flautisti Giuseppe Mario Finocchiaro e Camilla Refice, le pianiste Scilla Lenzi e Cristina Donnini, incursioni delle Dancers for Oncology di Carolyn Smith capitanate da Carolina Marconi. Testimonial e personalit impegnate nella sensibilizzazione questi due importanti temi riceveranno il “Camomilla Award”, scultura realizzata dal maestro orafo Michele Affidato che si ispira alla virt terapeutiche del fiore della pianta che aiuta le piante malate a guarire, tra questi Carmela Pace, Presidente dell’Unicef, Rosario Valastro, Presidente Croce Rossa Italiana, lo Chef Gennaro Esposito, Simona Sala, Direttrice Rai Radio 2, il giornalista Mediaset Giuseppe Brindisi, il regista Giuseppe Nuzzo, la conduttrice tv Emanuela Folliero, l’attivista, scrittrice e opinionista Vladimir Luxuria, la fotografa Tiziana Luxardo, firma di “Women for Women against Violence – la Mostra”, la kosovara Adelina Trshana studentessa della World House di Rondine – Cittadella della Pace. “Women for Women Social” per il suo attivismo contro il body shaming alla modella e inluencer Ilaria Capponi. Ospiti di onore Valentina Pitzalis, data alle fiamme dal suo ex marito e rimasta gravemente sfigurata, attivamente impegnata nella sensibilizzazione contro la violenza sulle donne con l’Associazione FarexBene, la stilista Antonietta Tuccillo, che sta combattendo un tumore ovarico di alto grado, e Carla Caiazzo, vittima di violenza e Presidente dell’Associazione “Io rido ancora”.

Mps: Delfin sale al 9,78% del capitale

Milano, 9 gen. (askanews) – Delfin, la holding della famiglia Del Vecchio, sale ulteriormente nel capitale di Mps fino ad arrivare al 9,78% dalla precedente partecipazione del 3,5%, acquisita lo scorso novembre in occasione della vendita del 15% della banca senese da parte del Mef. Lo si apprende dagli aggiornamenti della Consob sulle partecipazioni rilevanti.

La salita nel capitale poco sotto la soglia rilevante del 10% è datata 27 dicembre, a seguito – si legge – dell’acquisto di azioni nell’ambito di una complessiva operazione di “share forward” e “collar share forward”.

Incendi in California, la sindaca di Los Angeles: una tempesta di fuoco storica e senza precedenti

Roma, 9 gen. (askanews) – I pensieri della sindaca di Los Angeles, Karen Bass, sono rivolti alle migliaia di abitanti della città della California colpite dagli incendi. Lo ha dichiarato la stessa prima cittadina. “Los Angeles resterà unita e forte”, ha detto.

I venti di martedì sono stati di “natura storica” e “senza precedenti” e hanno impedito il proseguimento delle operazioni aeree, ha spiegato. Tuttavia, a partire da ieri, hanno permesso di effettuare operazioni aeree che hanno consentito “progressi significativi” contro gli incendi.

Dalle 7.30 di questa mattina, gli ordini di evacuazione a Hollywood sono stati revocati. La sindaca di Los Angeles ha aggiunto che le operazioni aeree stanno proseguendo rapidamente a Palisades, a Sylmar e in tutta la regione. La prima cittadina ha sottolineato che i venti forti e l’estesa siccità hanno creato una “tempesta perfetta” che ha spinto le persone ad abbandonare le loro abitazioni. “Sono stata nelle zone interessate dagli incendi e posso constatare quanto siano veloci e devastanti questi incendi provocati dal vento”, ha ammesso Bass.

Bass ha dichiarato di essere in costante contatto con i suoi colleghi a livello di contea, di Stato e federali. “Il presidente (Joe) Biden e il governatore Newsom ci hanno assicurato il pieno sostegno statale e federale”, ha sottolineato.

I funzionari stanno attuando una strategia e si stanno adattando alle condizioni sul campo in tempo reale. “È una tempesta di fuoco storica e senza precedenti, ma siamo tutti pronti a intervenire”, ha detto Bass, “Dobbiamo continuare a collaborare. Dobbiamo evacuare quando ci viene chiesto di farlo. Dobbiamo aiutare gli altri, aiutare i nostri vicini. E prima di tutto, dobbiamo restare uniti”.

"Lonely Dancers" di Conan Gray il brano più ascoltato nelle radio

Milano, 9 gen. (askanews) – Con l’inizio del nuovo anno, Conan Gray celebra la pole position nella Top 100 EarOne Airplay Internazionali con “Lonely Dancers”. Posizionandosi al primo posto del report annuale, il singolo contenuto nell’album “Found Heaven”, ottiene il risultato di brano internazionale più ascoltato nelle radio italiane nel 2024.

Conan Gray ha recentemente concluso il suo tour mondiale “Found Heaven On Tour”, con l’ultima data a Londra il 10 novembre 2024, a chiusura della leg europea completamente sold out, portando live sul palco sia i brani del nuovo album sia i successi già apprezzati dai fan.

Nell’aprile 2024, l’artista ha pubblicato “Found Heaven”, il suo terzo album in studio che contiene numerose canzoni di successo come “Killing me”, “Winner”, “Never Ending Song” e il brano internazionale più ascoltato nelle radio italiane nel 2024 “Lonely Dancers”.

“Found Heaven” segue la pubblicazione dei progetti che hanno permesso a Conan Gray di debuttare ed emergere nell’industria musicale, “Superache” e “Kid Krow”, quest’ultimo in particolare contenente la nota “Heather”, disco d’oro in Italia.

Chiara Bersani nuova artista associata di Triennale Milano Teatro

Milano, 9 gen. (askanews) – Chiara Bersani è la nuova artista associata di Triennale Milano Teatro per il triennio 2025-2027. La nomina dell’artista lodigiana si aggiunge a quella del coreografo spagnolo Marcos Morau, fondatore e direttore de La Veronal, avvenuta a luglio di quest’anno.

Autrice e interprete tra le più intense della scena italiana ed europea, il rapporto di Chiara Bersani con Triennale si svilupperà in una relazione di confronto e collaborazione continua, attraverso il sostegno produttivo agli spettacoli e l’ospitalità, ma anche con il coinvolgimento in attività laboratoriali, progetti speciali aperti alle più ampie collaborazioni internazionali.

Chiara Bersani è una performer e autrice attiva nell’ambito delle performing arts, del teatro di ricerca e della danza contemporanea. Presentati nei più importanti circuiti internazionali, i suoi lavori – tra i quali ricordiamo Goodnight, Peeping Tom (2016), The Olympic Games (2017) , Il canto delle balene (2020) e Sottobosco (2024) – nascono come creazioni in dialogo con spazi di diversa natura e sono rivolte prevalentemente a un pubblico “prossimo” alla scena.

La sua ricerca si basa sul concetto di Corpo Politico e sulla creazione di pratiche volte ad allenarne la presenza e l’azione. L’opera simbolo di questa ricerca è Gentle Unicorn (2017), performance inserita nel circuito Aerowaves che le è valsa il Premio UBU 2018 come miglior nuova attrice/performer under 35 e il prestigioso Total Theatre Awards al Festival di Edimburgo nel 2019.

Emozionante e profondamente consapevole, Chiara Bersani impersona un modo di essere artista in maniera visceralmente contemporanea, multidisciplinare e viva, politica senza mai rinunciare alla tenerezza, che non fa sconti, ma crea un’empatia diversa e unica.

Musk protagonista all’incontro della premier con la stampa, Meloni assicura: non è un pericolo

Roma, 9 gen. (askanews) – Elon Musk, il proprietario di X, SpaceX e Tesla, è stato il protagonista principale dei temi discussi nell’annuale conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, organizzata da Ordine dei giornalisti e Associazione stampa parlamentare. Ben sei domande su quaranta hanno riguardato direttamente Musk, prossimo a diventare membro della nuova amministrazione Usa guidata da Donald Trump, il quale si ‘aggiudica’ esattamente la metà delle domande sul miliardario sudafricano rivolte alla premier. Ed è poi lo stesso Musk a commentare le parole della premier.

Poca politica italiana nelle richieste di chiarimento alla premier da parte dei giornalisti, se non qualche accenno alle riforme e ai referendum collegati: il rilascio della collega Cecilia Sala, avvenuto ieri, ha condizionato inevitabilmente l’agenda delle priorità. “Non ho provato emozione più grande in questi anni – ha confidato Meloni rispondendo alla prima domanda – di quando ho potuto chiamare una madre per dire che la figlia stava tornando a casa. E’ l’emozione che ho provato ieri”. Sulla vicenda, ha spiegato la premier, “non c’è stato un vero e proprio momento di svolta: è stata seguita sin dall’inizio, ci sono stati una serie di tasselli, le interlocuzioni con l’Iran sono soprattutto di natura diplomatica e di intelligence, il governo è tenuto alla riservatezza che si deve in questi casi, salvo ovviamente riferire negli ambiti competenti. Questa attenzione è dovuta anche al fatto che in Iran attualmente ci sono oltre 500 italiani e quindi bisogna essere molto cauti nel muoversi”.

Ma ecco che dalla seconda domanda Musk si è fatto protagonista, con Meloni che è dovuta tornare a smentire l’esistenza di un accordo con Starlink, società controllata da SpaceX, relativo all’affidamento, da parte dell’Italia, di un servizio strategico di comunicazioni satellitari: “Non ho mai parlato personalmente con Elon Musk di queste vicende. Non so se altri siano abituati a usare la cosa pubblica per fare favori agli amici ma non è mio costume. Valuto gli investimenti stranieri – ha assicurato la premier – con l’unica lente dell’interesse nazionale”. In ogni caso, quelle con SpaceX sono “interlocuzioni nella normalità di un governo, si fa con decine di aziende che si propongono”. E quindi “il problema con SpaceX è che è privato o sono le idee di Musk? – ha poi contrattaccato Meloni riferendosi alle polemiche sollevate dall’opposizione nei giorni scorsi -, perché non accetto che a persone che la pensano come me venga attaccata una lettera scarlatta. La faccenda va trattata come un tema di sicurezza nazionale. Da una parte – ha spiegato – si tratta di mettere in sicurezza informazioni delicate parlando con un soggetto che è più avanzato” tecnologicamente, considerando che “per fare questo lavoro non ci sono alternative pubbliche”, quindi “questo è il dilemma”. “In un dibattito serio – ha insistito Meloni – questo sarebbe il tema del quale dobbiamo discutere, quale sia preferibile tra due scenari che non sono ottimali”.

Incalzata poi sulle ingerenze di Musk nella politica di altri Paesi, che si concretizza nei suoi post su X, Meloni ha sostenuto con forza che Musk non costituisce un pericolo per la democrazia. “Musk – ha argomentato – è una persona molto nota e facoltosa che esprime le sue posizioni: può piacere o non piacere ma stiamo parlando di questo. E quando si dice che costituisce un’ingerenza nella sovranità degli Stati e un pericolo per la democrazia io devo segnalare che non è il primo. E il problema è che è ricco o che non è di sinistra?”, ha aggiunto. “Di persone note e facoltose che esprimono le loro opinioni – ha proseguito – io ne ho viste parecchie. Spesso le esprimono contro di me e non ricordo che nessuno si sia mai scandalizzato. Il problema sarebbe quando persone facoltose usano quelle risorse per finanziare in mezzo mondo partiti e movimenti per condizionare le scelte degli Stati nazionali. Questo non lo fa Elon Musk. Lui ha finanziato la campagna elettorale nel suo paese del suo candidato ma non mi risulta che finanzi in giro per il mondo partiti. Questo lo fa Soros – ha sottolineato Meloni – e, questa sì, la considero una pericolosa ingerenza nella sovranità degli Stati nazionali”. “In molti casi – ha dovuto ammettere la premier – non condivido le parole” che Musk esprime sul suo social network, “ma da questo a un rischio per la democrazia ce ne corre”.

“Il fatto che c’erano società che governavano la comunicazione e che avevano un fatturato che delle volte superava il Pil di interi stati nazionali è un tema che ho posto anni fa, quando non interessava nessuno. Un tema molto più grave – ha aggiunto – è quando quelle persone usano quegli strumenti per decidere chi possa dire cosa, perché la libertà di espressione è alla base della democrazia. Ma questo non l’ha fatto Musk, che consente a tutti di dire qualsiasi cosa sulla sua piattaforma e viene per questo molto contestato. Lo hanno fatto altri che hanno deciso chi poteva scrivere e cosa poteva dire: io sono stata bannata svariate volte. Non può diventare un problema quando uno dei padroni di queste piattaforme non è più d’accordo con me, non si è credibili a porre questa questione adesso”. Sempre su Musk la premier ha anche dovuto smentire che il miliardario abbia avuto un ruolo nella liberazione di Sala: “Se ha avuto un ruolo io non ne ho notizia”.

In tema di affari interni la premier ha poi anticipato una decisione del Consiglio dei ministri, confermando che in sostituzione dell’ex capo del Dis Elisabetta Belloni, “per cui ho stima e rispetto enormi”, “abbiamo deciso di nominare il prefetto Vittorio Rizzi, attuale vicedirettore dell’Aisi.

Infine, tornando ai temi internazionali, dalla premier è arrivata una considerazione rassicurante sulle minacce del presidente eletto degli Usa: le affermazioni di Trump sulla Groenlandia e il Canale di Panama, ha sostenuto Meloni, “rientrano nel dibattito a distanza tra grandi potenze, è un modo energico per dire che gli Usa non rimarranno a guardare di fronte alla previsione che altri grandi player globali muovono in zone di interesse strategico per gli Usa e, aggiungo, per l’Occidente. Io la leggo così, poi mi confronterò con i miei omologhi europei nelle prossime ore”. In serata  le parole della premier sono state anche commentate dallo stesso Elon Musk: “E Soros sta perdendo”, ha postato sul suo profilo di X .

Per la Giornata della Memoria torna in sala "La zona d’interesse"

Roma, 9 gen. (askanews) – “La zona d’interesse” (The Zone of Interest) di Jonathan Glazer torna in sala il 26, 27, 28 e 29 gennaio per la Giornata della Memoria, dopo il suo percorso costellato di premi – 171 nominations e 61 vinti, tra cui due Premi Oscar (Miglior film internazionale e miglior sonoro), il Gran Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes, tre Bafta, e la più recente designazione di “Film della Critica 2024” da parte del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani.

Definito il miglior film sull’Olocausto dai tempi di Schindler’s List dal Premio Oscar Steven Spielberg e il film del secolo dal Premio Oscar Alfonso Cuarón, celebrato dalla critica che l’ha accolto come “capolavoro geniale”, “capolavoro contemporaneo”, “un’opera ipnotica”, “un film come nessun altro”, “un lungometraggio necessario”, “duro e bellissimo”, “un film imperdibile”, “epocale”. Il film ha saputo infatti, con un sorprendente linguaggio cinematografico potente e innovativo, conquistare un posto nell’immaginario collettivo, varcando i confini del grande schermo per diventare un tema di stringente attualità e di discussione tra i taste maker e gli opinion leader.

Un film che è andato oltre il cinema e che ha convogliato riflessioni, spunti di discussione, dibattiti, che hanno investito la politica, la società, la cultura, diventando un vero e proprio cult, un must see.

I Wonder Pictures e Unipol Biografilm Collection, distributori italiani del film, dopo il grande successo di box office dello scorso anno (il film ha totalizzato 4.841.953,89 euro di incasso con 723.008 presenze), hanno deciso di riprogrammare La zona d’interesse per quattro giorni in occasione della Giornata della Memoria, proprio per l’alto valore di testimonianza del film, che rappresenta l’opera chiamata a raccogliere in questo decennio l’eredità dei grandi capolavori del cinema che, da Schindler’s List a Il Pianista, da Train de Vie a La Vita è bella, hanno raccontato una delle pagine più buie della storia del Novecento.

Una deliziosa villetta, un giardino paradisiaco e l’agghiacciante serenità di una famiglia che, tra gite in barca e feste in piscina, ignora l’orrore al di là del muro, in uno sconvolgente ritratto della banalità del male. Un capolavoro cinematografico acclarato che porta il tema dell’Olocausto in territori assolutamente finora inesplorati. Reinventando il grande romanzo di Martin Amis, Jonathan Glazer ha realizzato un film epocale sullo Sguardo e sulla percezione soggettiva portando d’un colpo il Cinema avanti di un secolo, con la più pura emozionante ed estrema sperimentazione in termini di stile, visione, linguaggio.

Prodotto da A24 e Extreme Emotions, La zona d’interesse (The Zone of Interest), sarà nelle sale italiane dal 26 al 29 gennaio 2025 distribuito da I Wonder Pictures in collaborazione con Unipol Biografilm Collection.

Musk protagonista all’incontro con la stampa, Meloni: non è un pericolo

Roma, 9 gen. (askanews) – Se Elon Musk lo venisse a sapere il suo ego ne uscirebbe ulteriormente rafforzato: il proprietario di X, SpaceX e Tesla, è stato il protagonista principale dei temi discussi nell’annuale conferenza stampa della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, organizzata da Ordine dei giornalisti e Associazione stampa parlamentare. Ben sei domande su quaranta hanno riguardato direttamente Musk, prossimo a diventare membro della nuova amministrazione Usa guidata da Donald Trump, il quale si ‘aggiudica’ esattamente la metà delle domande sul miliardario sudafricano rivolte alla premier.

Poca politica italiana nelle richieste di chiarimento alla premier da parte dei giornalisti, se non qualche accenno alle riforme e ai referendum collegati: il rilascio della collega Cecilia Sala, avvenuto ieri, ha condizionato inevitabilmente l’agenda delle priorità. “Non ho provato emozione più grande in questi anni – ha confidato Meloni rispondendo alla prima domanda – di quando ho potuto chiamare una madre per dire che la figlia stava tornando a casa. E’ l’emozione che ho provato ieri”. Sulla vicenda, ha spiegato la premier, “non c’è stato un vero e proprio momento di svolta: è stata seguita sin dall’inizio, ci sono stati una serie di tasselli, le interlocuzioni con l’Iran sono soprattutto di natura diplomatica e di intelligence, il governo è tenuto alla riservatezza che si deve in questi casi, salvo ovviamente riferire negli ambiti competenti. Questa attenzione è dovuta anche al fatto che in Iran attualmente ci sono oltre 500 italiani e quindi bisogna essere molto cauti nel muoversi”.

Ma ecco che dalla seconda domanda Musk si è fatto protagonista, con Meloni che è dovuta tornare a smentire l’esistenza di un accordo con Starlink, società controllata da SpaceX, relativo all’affidamento, da parte dell’Italia, di un servizio strategico di comunicazioni satellitari: “Non ho mai parlato personalmente con Elon Musk di queste vicende. Non so se altri siano abituati a usare la cosa pubblica per fare favori agli amici ma non è mio costume. Valuto gli investimenti stranieri – ha assicurato la premier – con l’unica lente dell’interesse nazionale”. In ogni caso, quelle con SpaceX sono “interlocuzioni nella normalità di un governo, si fa con decine di aziende che si propongono”. E quindi “il problema con SpaceX è che è privato o sono le idee di Musk? – ha poi contrattaccato Meloni riferendosi alle polemiche sollevate dall’opposizione nei giorni scorsi -, perché non accetto che a persone che la pensano come me venga attaccata una lettera scarlatta. La faccenda va trattata come un tema di sicurezza nazionale. Da una parte – ha spiegato – si tratta di mettere in sicurezza informazioni delicate parlando con un soggetto che è più avanzato” tecnologicamente, considerando che “per fare questo lavoro non ci sono alternative pubbliche”, quindi “questo è il dilemma”. “In un dibattito serio – ha insistito Meloni – questo sarebbe il tema del quale dobbiamo discutere, quale sia preferibile tra due scenari che non sono ottimali”.

Incalzata poi sulle ingerenze di Musk nella politica di altri Paesi, che si concretizza nei suoi post su X, Meloni ha sostenuto con forza che Musk non costituisce un pericolo per la democrazia. “Musk – ha argomentato – è una persona molto nota e facoltosa che esprime le sue posizioni: può piacere o non piacere ma stiamo parlando di questo. E quando si dice che costituisce un’ingerenza nella sovranità degli Stati e un pericolo per la democrazia io devo segnalare che non è il primo. E il problema è che è ricco o che non è di sinistra?”, ha aggiunto. “Di persone note e facoltose che esprimono le loro opinioni – ha proseguito – io ne ho viste parecchie. Spesso le esprimono contro di me e non ricordo che nessuno si sia mai scandalizzato. Il problema sarebbe quando persone facoltose usano quelle risorse per finanziare in mezzo mondo partiti e movimenti per condizionare le scelte degli Stati nazionali. Questo non lo fa Elon Musk. Lui ha finanziato la campagna elettorale nel suo paese del suo candidato ma non mi risulta che finanzi in giro per il mondo partiti. Questo lo fa Soros – ha sottolineato Meloni – e, questa sì, la considero una pericolosa ingerenza nella sovranità degli Stati nazionali”. “In molti casi – ha dovuto ammettere la premier – non condivido le parole” che Musk esprime sul suo social network, “ma da questo a un rischio per la democrazia ce ne corre”. “Il fatto che c’erano società che governavano la comunicazione e che avevano un fatturato che delle volte superava il Pil di interi stati nazionali è un tema che ho posto anni fa, quando non interessava nessuno. Un tema molto più grave – ha aggiunto – è quando quelle persone usano quegli strumenti per decidere chi possa dire cosa, perché la libertà di espressione è alla base della democrazia. Ma questo non l’ha fatto Musk, che consente a tutti di dire qualsiasi cosa sulla sua piattaforma e viene per questo molto contestato. Lo hanno fatto altri che hanno deciso chi poteva scrivere e cosa poteva dire: io sono stata bannata svariate volte. Non può diventare un problema quando uno dei padroni di queste piattaforme non è più d’accordo con me, non si è credibili a porre questa questione adesso”. Sempre su Musk la premier ha anche dovuto smentire che il miliardario abbia avuto un ruolo nella liberazione di Sala: “Se ha avuto un ruolo io non ne ho notizia”.

In tema di affari interni la premier ha poi anticipato una decisione del Consiglio dei ministri, confermando che in sostituzione dell’ex capo del Dis Elisabetta Belloni, “per cui ho stima e rispetto enormi”, “abbiamo deciso di nominare il prefetto Vittorio Rizzi, attuale vicedirettore dell’Aisi.

Infine, tornando ai temi internazionali, dalla premier è arrivata una considerazione rassicurante sulle minacce del presidente eletto degli Usa: le affermazioni di Trump sulla Groenlandia e il Canale di Panama, ha sostenuto Meloni, “rientrano nel dibattito a distanza tra grandi potenze, è un modo energico per dire che gli Usa non rimarranno a guardare di fronte alla previsione che altri grandi player globali muovono in zone di interesse strategico per gli Usa e, aggiungo, per l’Occidente. Io la leggo così, poi mi confronterò con i miei omologhi europei nelle prossime ore”.

Bobo Rondelli in "Storie Assurde tour", al via 16 gennaio da Milano

Roma, 9 gen. (askanews) – Parte da Milano il 16 gennaio il “Storie Assurde tour”, nuova avventura live di Bobo Rondelli. Una serie di concerti in cui il cantautore livornese porterà sul palco il suo repertorio storico accanto ai brani dell’ultimo album, da cui la tournée prende il nome. Ad accompagnarlo, la band pop-swing Musica da Ripostiglio, che ha collaborato alle registrazioni del disco curandone anche gli arrangiamenti, per uno spettacolo all’insegna del lato più giocoso e spensierato dell’artista.

Dopo Milano (Santeria Toscana 31), il tour cura di Kashmir music farà tappa il 23 gennaio al Monk di Roma, il 28 al Locomotiv Club di Bologna, il 29 all’Hiroshima Mon Amour di Torino, il 5 febbraio al Teatro Cartiere Carrara di Firenze, il 7 al Teatro Impavidi di Sarzana (SP)

Con una carriera che ha attraversato musica, teatro, cinema e letteratura, Bobo Rondelli è capace di ammaliare, divertire, emozionare il pubblico grazie alla sua autenticità e al suo spirito libero. Sempre lontano dalle convenzioni, ha calcato centinaia di palchi, dalle grandi piazze ai piccoli teatri, portando con sé una carica emotiva e una sincerità che lo hanno reso fra i più apprezzati artisti della scena contemporanea.

Pubblicato lo scorso giugno, “Storie Assurde” è una selezione dei brani più ironici e scanzonati di Bobo Rondelli, alcuni dei quali mai pubblicati prima in un disco. Tra questi, canzoni amatissime nei suoi live, come “Mantenuto”, “La Chiappona”, “Il Gigolò a Rotterdam” e “I dolori del giovane Walter”. Un invito a riscoprire il suo mondo fatto di canzoni, racconti e suggestioni, con la certezza che anche questa volta saprà stupire, divertire e far riflettere.

“Con la band c’è molta affinità e abbiamo tante idee da proporre al nostro pubblico – spiega Bobo Rondelli – I personaggi di ‘Storie Assurde’ sono quelli che incontri per strada, gente normale con la loro vita tragicomica. Tutti hanno un amico che si innamora di continuo, senza mai essere corrisposto. Oppure quello che si imbuca in ogni occasione, anche quando non c’entra nulla. Credo che sia questo che piace al pubblico, potersi identificare e trovare in questi racconti le persone che incontrano ogni giorno. Portare ‘Storie Assurde’ nei teatri ci darà la possibilità di creare un filo conduttore, un racconto di cui però non vorrei anticipare troppo”.