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sabato, 14 Febbraio, 2026
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Col d’Orcia vienpremiata da Wine Enthusiast

Roma, 10 dic. (askanews) – L’industria vinicola italiana si trova a un bivio cruciale: mentre i dati mostrano una crescita del biologico del 4,4% in valore nei primi quattro mesi del 2025, la resistenza verso metodi di produzione sostenibili rimane forte tra i grandi produttori. Il paradosso che pur essendo leader mondiale nella viticoltura biologica con 133.000 ettari di vigneti biologici (23% del vigneto nazionale), l’Italia continua a vedere molte aziende ancorate a pratiche intensive che privilegiano la quantit sulla qualit.

A Montalcino, dove il 49,9% della superficie di vigneti condotta in agricoltura biologica, questa transizione significativa. Francesco Marone Cinzano, erede della storica famiglia torinese e proprietario di Col d’Orcia, rappresenta un esempio di come tradizione e innovazione sostenibile possano convivere. ‘Il vero prodotto non il vino, ma preservare la natura per le future generazioni’, afferma Marone Cinzano, che dal 2010 ha trasformato completamente i suoi 150 ettari in biologico e dal 2017 applica la biodinamica.

La scelta di abbracciare il biologico non stata semplice per un produttore che porta sulle spalle il peso di un cognome simbolo dell’industria vinicola italiana. ‘Lavorare il vigneto in modo biologico come gestirlo in modo omeopatico, non che come nell’industria convenzionale dove dando solo una dose maggiore di fertilizzante produco il 30% in pi’ spiega il Conte, evidenziando come il biologico basato sull’armonia con la natura.

L’esperienza sudamericana di Marone Cinzano in Cile ha influenzato profondamente la sua visione. ‘L’approccio culturale delle popolazioni andine nei confronti di Madre Natura molto diverso dalla nostra. Noi abbiamo una tendenza a sfruttare il territorio, loro invece lo rispettano’, racconta, riferendosi alla divinit Pachamama, Madre Natura, a cui si rivolge un pensiero ogni mattina. Il percorso cileno del Conte Marone Cinzano partito da San Javier, nella valle del Maulle nel 1996 e ha contribuito alla riscoperta e al rilancio delle antiche variet “Patrimoniali” . In un decennio ha operato con le nuove generazioni di vignaioli, che mirano al riconoscimento di San Javier a “Capital del Vino Patrimonial de Chile”, e intanto festeggiano un primo passo, il riconoscimento a “Citt Creativa UNESCO” per la gastronomia. Il merito del lavoro del Conte Francesco Marone Cinzano stato sottolineato anche dal sindaco della citt andina, Jorge Silva Sep lveda.

Recentemente, Col d’Orcia stata premiata da Wine Enthusiast come ‘Environmental Advocate of the Year’, un riconoscimento che sottolinea l’impegno dell’azienda nella difesa della biodiversit. ‘Ho deciso, nel 2009, di fare di Col d’Orcia una fattoria biologica e di contribuire alla difesa della biodiversit del territorio di Montalcino’, spiega Marone Cinzano. La tenuta, che si estende su 520 ettari sul versante meridionale di Montalcino, diventata un’oasi biologica e un approccio sempre pi vicino alla biodinamica.

La transizione verso il biologico stata coronato da successi come il riconoscimento di Wine Enthusiast. Questo premio, istituito quest’anno, riconosce le buone pratiche e i risultati raggiunti attraverso scelte radicali. ‘A Col d’Orcia non siamo produttori di vino, siamo agricoltori, curiamo la terra, coltiviamo la vite, ed il vino la conseguenza dell’uva che raccogliamo’, afferma Marone Cinzano.

L’attenzione e la cura per l’ambiente sono diventate un ponte tra le generazioni, unendo il Conte Francesco Marone Cinzano ai figli Alberto e Santiago. La famiglia ha scelto di vivere nella tenuta, trattandola con la massima cura e attenzione verso il futuro. ‘Il mio pi grande successo poter trasmettere alla prossima generazione non solo un’attivit economica, ma anche un messaggio morale e spirituale’, conclude Marone Cinzano.

Vietti: SOS sanit, necessaria evoluzione professioni sanitarie

Roma, 10 dic. (askanews) – “La carenza di medici e di infermieri affligge da tempo l’intero Sistema Sanitario Nazionale. La sanit privata accreditata, che di questo sistema fa parte a pieno titolo, interessata a farsi carico delle soluzioni di questo problema. Soluzioni che passano inevitabilmente attraverso un pi massiccio reclutamento, ma soprattutto una maggiore flessibilit nelle attribuzioni di queste figure, che devono essere raccordate con le innovazioni tecnologiche, in modo da poterle rendere pi disponibili e pi fruibili, soprattutto, per la medicina territoriale e per l’alta complessit che rappresentano i settori pi carenti”. Lo ha detto Michele Vietti, presidente Acop, a margine dell’avvio dei lavori dell’Assemblea Nazionale Acop a Roma e alla quale partecipano Licia Ronzulli, Vicepresidente del Senato, Carmelo Gagliano, Tesoriere Nazionale FNOPI, Massimo Garavaglia, Presidente Commissione Finanze Senato, Domenico Mantoan, gi Direttore Generale AGENAS, Luca Valerio Radicati, Consiglio Direttivo ACOP.

Anatomia patologica, nuova soluzione digitale da Fujifilm Healthcare

Milano, 10 dic. (askanews) – In occasione del congresso SIAPeC-IAP 2025 Anatomia Patologica nell’era digitale: Medicina di Precisione, Big Data e Intelligenza Artificiale di Milano, Fujifilm Healthcare Italia ha confermato il proprio impegno nell’accompagnare la trasformazione digitale dei laboratori di anatomia patologica italiani.

L’anatomia patologica una delle discipline pi importanti, anche se spesso meno visibili, dell’intero percorso di cura. Per molti pazienti, soprattutto in ambito oncologico, la diagnosi del patologo rappresenta il passaggio chiave che orienta l’intero percorso terapeutico. Oggi, con l’arrivo della patologia digitale, questa disciplina sta vivendo una grande trasformazione. La possibilit di convertire i vetrini in immagini digitali ad altissima definizione permette non solo una lettura pi rapida e accurata, ma anche di condividere i casi in tempo reale, favorendo second opinion rapide e il confronto tra esperti anche a distanza.

Fujifilm Healthcare Italia ha presentato un sistema end-to-end per la gestione del flusso di lavoro anatomopatologico: dalla digitalizzazione dei vetrini all’archiviazione sicura fino alla refertazione e condivisione delle immagini in rete. La soluzione SYNAPSE Pathology stata studiata per integrarsi con i sistemi di laboratorio esistenti, per garantire flessibilit e compatibilit con infrastrutture IT diverse.

“La nostra missione trasformare la patologia attraverso la tecnologia, offrendo strumenti che consentano diagnosi pi rapide e accurate, flussi di lavoro pi snelli e collaborazione multidisciplinare agevole”, ha dichiarato Davide Campari, Managing Director di Fujifilm Healthcare Italia.

In un sistema sanitario che deve affrontare una crescente complessit clinica e un aumento dei casi oncologici, l’anatomia patologica rappresenta quindi una colonna portante dell’intero percorso diagnostico-terapeutico e la sua evoluzione digitale uno dei passaggi pi strategici per il futuro della medicina.

Sanremo Giovani, sognando l’Ariston tra adrenalina e paure

Roma, 10 dic. (askanews) – Tanta emozione, adrenalina alle stelle, ma anche paure e timori. Sicuramente la voglia di godersela e di arrivare fino in fondo, dando il massimo. Sognando il palco dell’Ariston.

Sono sei i finalisti di Sarà Sanremo. A calcare il palcoscenico del Teatro del Casinò di Sanremo, il 14 dicembre in prima serata su Rai 1, saranno Antonia, Angelica Bove, Nicolò Filippucci, Seltsam, Senza Cri e Welo. Ma solamente due guadagneranno il pass di “Nuove Proposte”, mentre altri 2 giovani finalisti saranno espressi da Area Sanremo e accederanno di diritto a Sanremo 2026, sempre nella categoria “Nuove Proposte”.

“E’ un’emozione nuova, tutto ciò che è nuovo nella vita ci piace, ci affascina – racconta Welo -. Il mio brano (Emigrato, ndr) è un grido di un popolo, una manifestazione di qualcosa che merita più luce, più visibilità. Speriamo che il messaggio abbia sempre più una vetrina adeguata”.

“La musica è lo specchio della società – prosegue – penso che la musica possa anche lanciare dei messaggi positivi”. “L’attesa aumenta il desiderio, bisogna anche un po’ godersela. Sono carico, determinato e vedremo come andrà”, dice Welo.

“L’emozione è tantissima, c’è molta serenità”, racconta Angelica Bove, che interpreta il brano “Mattone”. “C’è la voglia e l’esigenza di esprimere un forte dolore che per me è stato, ed è ancora oggi, un dolore che si sta evolvendo e si evolve sempre di più, quindi è un’esigenza”. “La musica ha sempre dimostrato di essere un ponte molto funzionale all’unione, anche un modo di essere ‘umani’ sempre di più”.

L’attesa? “Generalmente la vivo sempre molto male – dice Angelica – però devo dire in questo caso la vivo bene perché è talmente tanto quello che accadrà domenica, talmente nell’apice di emozioni che mi preservo e sono tranquilla”.

Senza Cri interpreta “Spiagge”. “Provo tanto entusiasmo, tanta energia positiva, voglio vivermi questa esperienza intensamente, così come va vissuta”, racconta. Il messaggio del brano? “Vivere, lasciarsi attraversare delle emozioni senza paura alcuna”, spiega. “La musica ha cambiato la storia, io mi ci attacco con tutta la forza del mondo; è quella cosa che anche se ti assalgono i problemi, ti aiuta a celebrare la vita”.

“È un’attesa impaziente – confida alla vigilia della finale – già io di mio parto con ‘zero’ pazienza. Aspetto con trepidante entusiasmo. Speriamo vada tutto bene”.

Seltsam si presenterà sul palco domenica per la finalissima con il brano “Scusa mamma” con “tante emozioni e un pizzico di sindrome dell’impostore” ma anche “tanta felicità”. “‘Scusa mamma’ un titolo abbastanza enunciativo – dice – ho provato a chiedere scusa a mia mamma per ogni volta che l’ho delusa ma non solo, anche per tutte le volte che non le ho chiesto scusa anche quando non avrei dovuto”. “La musica è unione – sottolinea Seltsam – ed è quello che manca in questo momento. Sono cose purtroppo più grandi di noi. Poche parole e più fatti. Questo è forse la cosa migliore”.

“Sono molto emozionata – dice da parte sua Antonia – e cercherò di fare del mio meglio come al solito. Non vedo l’ora”. “Con il mio brano ‘Luoghi perduti’ vorrei dire alle persone che non è mai troppo tardi per rimediare ai propri sbagli, che ci vuole il coraggio, occorre avere coraggio per sacrificare le cose, per avere cose migliori”. “La musica è la cosa più forte, l’arte è la prima cosa per comunicare con tutte le persone, non c’è in mezzo di comunicazione migliore di questo”, conclude Antonia.

“Sono molto contento, sto provando un mix di sentimenti anche contrastanti – confessa Nicolò Filippucci – ho tanti sentimenti nuovi però sono felice, molto contento”.

Il brano “Laguna” “parla di una storia, una storia d’amore, di una relazione che purtroppo è finita e quindi racchiude un po’ tutti quei sentimenti, quei pensieri, quelle emozioni di quando qualcosa finisce”, spiega Nicolò, svelando due dei gesti scaramantici che compie ogni volta che si esibisce. “Ci sono due cose che faccio sempre: la prima è indossare sempre le stesse mutande – racconta – e la seconda è che prima di cantare faccio dei salti, tipo preriscaldamento come i centometristi”.

Nuovo round colloqui Ucraina-Usa sul piano di pace, Zelensky: prepariamo documento fondamentale in 20 punti

Roma, 10 dic. (askanews) – “Oggi in agenda c’è una conversazione con la parte americana riguardo un documento che dettaglierà il processo di ricostruzione e sviluppo economico dell’Ucraina dopo la guerra”, ha annunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sul proprio canale Telegram. “Parallelamente, stiamo finalizzando il lavoro su 20 punti di un documento fondamentale che potrebbe definire i parametri per la fine della guerra, e prevediamo di trasmettere il documento agli Stati Uniti nel prossimo futuro, dopo il nostro lavoro congiunto con il team del presidente Trump e i partner in Europa”, ha osservato Zelensky. “Domani in agenda c’è un incontro nel formato della Coalizione dei Volenterosi, e stiamo lavorando in modo molto produttivo per garantire la sicurezza futura e prevenire il ripetersi dell’aggressione russa”, ha illustrato il leader ucraino, aggiungendo che “la settimana potrebbe portare notizie per tutti noi e contribuire alla fine del massacro”.

“Partiamo dal presupposto che la pace non ha alternative, e le questioni chiave sono: come costringere la Russia a fermare gli omicidi e cosa concretamente impedirà alla Russia una terzo invasione”, ha concluso il presidente ucraino.

Distretto del marmo di Verona, ABK Group punta su Affi

Camporengo, 10 dic. (askanews) – Nel cuore del distretto del marmo di Verona, ABK Group si mette al servizio del cliente con il nuovo showroom di Affi, specializzato nelle grandi lastre in gres porcellanato. Primo e unico gestito direttamente da un produttore ceramico nel distretto, l’ABK Group Studio Affi stato inaugurato nel settembre 2025, mese in cui diventato immediatamente operativo per dare un servizio a 360 gradi. Un traguardo celebrato da Stefano Socci, Amministratore Delegato di ABK Group: “Investire in uno showroom ad Affi significa essere presenti nel principale centro di business di pietre naturali in Italia e fra i primi nel Mondo. Con il nostro magazzino possiamo garantire un servizio diretto importante ai nostri clienti, ma anche poter tenere il contatto con loro per imparare quali sono i trend di mercato, i bisogni, le necessit e i campi in cui poter investire nello sviluppo del prodotto”.

Per ABK Group lo showroom di Affi permette di dare visibilit ai due brand pi strettamente legati al settore delle grandi lastre, ovvero ABKStone e Materia, i cui prodotti mostrano percentuali di crescita a doppia cifra. I numeri sono importanti, considerando un venduto da 350.000 metri quadri all’anno: “Sono molto soddisfatto della crescita dei nostri brand di grandi lastre, in un campo in cui abbiamo una storia

ultradecennale e lanciato investimenti importanti. Questi, uniti alle tecnologie tipiche di ABK, ci hanno portato ad una crescita nel 2025 superiore al 20% sul mercato italiano e al 16% sul piano globale”.

Nello showroom di Affi, l’esposizione delle lastre valorizza tecnologie uniche, come FullVein3D, che ricrea nello spessore le venature tipiche del marmo con la naturalezza del materiale estratto in cava, oppure l’esclusivo Cooking Surface Prime, il piano cottura a induzione invisibile da collocare sotto alle superfici ABK Group: “Con questo showroom abbiamo la possibilit di mostrare il prodotto fisico, quello che sar montato nelle cucine o nell’arredo, e avere un punto per organizzare meeting, eventi e mostrare le nostre tecnologie pi sviluppate”. Il secondo flagship del produttore dopo lo spazio di Milano, con un’area espositiva di 200 metri quadri progettata dallo studio Archidesign, affiancato da un magazzino coperto visitabile di quasi 600 metri quadri e accoglie architetti, interior designer, progettisti, marmisti e trasformatori oltre ad accompagnare i clienti, nel caso desiderino vedere fisicamente il materiale, nella scelta delle lastre

per arredo e cucine.

Nasce Consorzio "Bella gente", idea Una Nuova Agorà con Laura Freddi

Roma, 10 dic. (askanews) – É nato il Consorzio della Bella Gente, iniziativa promossa dall’Associazione Una Nuova Agorà che vuole – sostengono i promotori – riportare al centro della vita pubblica e privata quei valori che da sempre sorreggono le comunità: solidarietà, onestà, responsabilità sociale, cura dell’altro e riconoscimento della bellezza come fondamento di convivenza e crescita, soprattutto in un tempo frenetico e distratto.

La giornata costituente si è tenuta nella sala Matteotti della Camera dei deputati e si è aperta con i saluti di Luca Russo, responsabile della comunicazione Una Nuova Agorà. ‘L’illuminazione è stata questa: fare il bene e promuovere la bellezza. Non la bellezza estetica, ma quella che nasce dalle azioni concrete – ha raccontato Russo – Tutti noi conosciamo persone che ogni giorno fanno del bene, spesso in silenzio. E questo merita di essere riconosciuto’. ‘Fare del bene è un atto morale. Il bello, quando è condiviso, genera altro bello’, ha aggiunto, sottolineando che ‘la domanda è semplice: fare del bene fa bene? Oggi proviamo insieme a darci una risposta’.

L’onorevole Maria Grazia Brandara, Presidente nazionale di Una Nuova Agorà, ha illustrato la visione del Consorzio e la storia dell’associazione, nata nel 1995 e oggi rinnovata per rispondere alle sfide sociali contemporanee. ‘Sono state giornate intense, faticose, ma belle: il valore sta proprio nell’aver messo insieme tanta bella gente’, ha dichiarato, che ha citato Camus ‘nel mezzo dell’inverno ho scoperto in me un’invincibile estate’ come simbolo di resilienza e speranza.

‘Il Consorzio non è un club per pochi, ma un patto di azioni concrete: sostenere chi costruisce, valorizzare chi serve la comunità, riconoscere la diversità come ricchezza’, ha dichiarato Brandara, annunciando un progetto cardine previsto per il 2026, dedicato al contrasto della solitudine, tema centrale dell’associazione. ‘La solitudine oggi è invisibile ma diffusa. Case piene di oggetti e vite piene di silenzi. Con A.L.I.S. vogliamo trasformare la tecnologia in presenza umana, in ascolto, in cura’.

A.L.I.S. – Assistente Linguistico alla Solitudine nasce come strumento di supporto emotivo per anziani, giovani e persone fragili: riconosce voce, emozioni e cambiamenti dell’utente, crea memoria affettiva e interviene quando necessario. Brandara ha concluso con un invito chiaro: ‘In un mondo che sembra aver perso i valori, noi vogliamo rimettere al centro le persone. La bella gente può davvero cambiare le cose’.

Monsignor Paglia da parte sua ha commentato: ‘Fare del bene fa bene è la sostanza stessa della vita: siamo interconnessi e solo prendendoci cura gli uni degli altri possiamo costruire un futuro migliore’. Paglia ha richiamato la necessità di superare la cultura del “solo io”: ‘Il Covid ci ha ricordato che da soli non si va lontano. L’iper-individualismo divide, la solidarietà unisce e guarisce’. ‘C’è più gioia nel dare che nel ricevere. Il bene crea comunità e restituisce felicità a chi lo compie e a chi lo riceve’, ha concluso.

‘Sono emozionata nel ritrovarmi tra questa bella gente. Abbiamo sognato un progetto che unisse pensieri e competenze per dare senso al presente. Il mondo ha bisogno di cultura e di persone capaci di costruire il bene. La bellezza è dentro ognuno di noi: condividendola possiamo far nascere una rete che cresce e trasforma. Da oggi vogliamo farla diventare comunità’, ha commentato Enza Clementi.

Poi Mariella Lo Bello, del direttivo di Una Nuova Agorà, ha aggiunto: ‘Un pomeriggio, tra amiche, ci siamo chieste come lasciare un segno. Ognuno porta dentro il desiderio di fare qualcosa che conti, non solo per sé ma per gli altri. Non vogliamo vivere guardandoci allo specchio, ma essere utili. Utili, non indispensabili: significa contribuire, aggiungere un mattone per costruire non un muro, ma un cambiamento’. E ancora: ‘Il Consorzio della Bella Gente nasce per generare esempi, non profitto. Non produce oggetti o denaro, ma azioni. Vuole essere lievito, fermento, partecipazione. Il contrario dell’appiattimento e della rassegnazione. La mia generazione è cresciuta passando da un traguardo all’altro. Oggi invece i giovani vivono spesso senza prospettiva, governati dalla solitudine. Per questo progetto è necessario: far bene fa bene. Dare non per ricevere, ma per la gioia di vedere l’altro felice. È questo il valore che vogliamo rimettere al centro’.

Durante l’evento è intervenuta anche Laura Freddi, madrina dell’iniziativa, che ha sottolineato il valore educativo del rapporto tra generazioni: ‘Da mamma vivo ogni giorno la ricchezza del legame tra mia figlia e i nonni: è un dono che dà forza, amore e memoria’. Ha poi richiamato l’importanza di trasmettere ai giovani fiducia e ottimismo: ‘I bambini percepiscono tutto, anche quando sembra il contrario. Raccontare solo il negativo non aiuta a crescere: la condivisione è la chiave, far del bene fa bene’. E ha aggiunto: ‘Sono onorata di essere madrina di questo progetto che mette al centro la bellezza dei gesti e delle relazioni. Un passo alla volta possiamo ridare speranza e costruire una rete capace di generare cambiamento». Nel suo appello rivolto alle nuove generazioni, Freddi ha evidenziato: «I giovani oggi vivono due vite parallele, quella reale e quella virtuale. Quando faticano a trovare un ruolo nel mondo concreto, si rifugiano nei social e nella tecnologia. E questo, se gestito male, può spegnere le emozioni e il dialogo’. Ha richiamato la responsabilità degli adulti: ‘Non possiamo accettare che bullismo e mancanza di empatia diventino normalità. Dobbiamo intervenire presto, educare al rispetto, alla parola giusta, all’ascolto’. E ha concluso: ‘Cambiare è possibile, ma solo se iniziamo da ora. I bambini di oggi saranno gli adulti e gli anziani di domani: accompagnarli è il modo migliore per cambiare davvero il mondo’.

È poi intervenuto Michele Capasso, presidente della Fondazione Mediterraneo, con un messaggio netto sul ritorno ai valori essenziali: ‘Viviamo una grande carestia di amore, gioia e bellezza. L’egoismo sta diventando una piaga sociale e dobbiamo reagire subito, non domani’. Ha ricordato di aver aderito al progetto dopo aver letto la Carta dei Valori: ‘Quando ho letto i principi alla base dell’iniziativa, non ho avuto esitazioni. Serve agire ogni giorno per pace, dignità e umanità’. Guardando al contesto globale, ha parlato di deriva culturale ed etica: ‘Siamo di fronte a un ‘io’ suicida che sta trascinando il mondo verso conflitto e solitudine. L’unico antidoto è sostituire il potere dell’ego con il potere dell’amore’. E ha concluso con un invito al recupero delle relazioni autentiche: ‘Riduciamo l’abuso dei media e di quella che definisco ‘ignoranza artificiale’: insegniamo ai giovani a guardarsi negli occhi, ad abbracciarsi, a riconoscere il valore dell’altro. Solo così potremo sperare in un futuro di pace’.

Al termine degli interventi è stata firmata la Carta dei Valori e sono state conferite le Personalità della Bella Gente, riconoscimento attribuito a uomini e donne che, con impegno quotidiano, testimoniano cosa significhi contribuire al bene comune. La consegna delle pergamene, curata dall’On. Brandara insieme a Laura Freddi, ha premiato Michele Capasso, primo firmatario del Consorzio, seguito da Franca Carlino, impegnata nella tutela della salute come bene primario in AIFA, e da Myriam Tinti, giudice del Tribunale Ecclesiastico e docente alla Pontificia Università Gregoriana. Sono poi stati insigniti Ety Cicioni, celebre sarto del Santo Padre, Guido Condorelli, farmacologo, e Joseph Fontano, coreografo di fama internazionale. Il riconoscimento è andato anche a Francesco Lo Monaco, cardiologo e direttore medico della The National Heart Clinic di Londra, Maria Pia Liotta, musicista, regista e direttrice artistica, Emiliano Abramo, presidente della Comunità di Sant’Egidio etnea, e infine Francesco Cappello, ingegnere nucleare ed esperto energetico, già responsabile dei Laboratori ENEA del Sud Italia.

Assente al convegno l’onorevole Patriarca, che ha comunque voluto far arrivare il proprio sostegno attraverso un messaggio, sottolineando il valore umano e sociale dell’iniziativa: ‘Per me è un onore portare il mio saluto a una realtà fatta di bella gente, che con la propria attività richiama l’importanza dell’umanità, della solidarietà, dell’onestà e della bellezza come basi di una società più giusta. Desidero esprimere il mio sincero apprezzamento per il contributo che offrite ai territori, alle famiglie, ai giovani e a chi si trova in difficoltà. Continuate su questa strada: la vostra opera è preziosa e rappresenta un esempio concreto di come si possa costruire insieme un domani migliore. Grazie per ciò che fate e continuerete a fare’.

I Maroon 5 protagonisti nel 2026 degli I-DAYS Milano Coca Cola

Milano, 10 dic. (askanews) – La lista dei grandi artisti internazionali protagonisti dell’edizione 2026 degli I-DAYS Milano Coca Cola non è ancora finita e si arricchisce di uno dei più grandi nomi del pop mondiale: i Maroon 5, la band guidata dal carismatico Adam Levine che negli ultimi trent’anni è diventata una delle realtà più rappresentative della loro generazione approderà per la prima volta agli I-DAYS Milano Coca Cola giovedì 25 giugno 2026 per l’unica data live del loro tour mondiale nel nostro paese (Ippodromo Snai San Siro).

Dopo oltre due decenni e oltre 100 milioni di dischi venduti, i Maroon 5, infatti, rimangono degli habitué delle classifiche continuando a far evolvere il loro sound attraverso influenze R&B, pop e hip-hop, pur mantenendo il loro status di una delle più grandi band del pop moderno.

Grazie ad album come “Songs About Jane” (disco di debutto che diede il via al successo mondiale trainato da hit come “This Love”, “She Will Be Loved” e “Sunday Morning”), “It Won’t Be Soon Before Long” (multi-platino che conteneva il singolo “Makes Me Wonder”), “Overexposed”, “V”, “Red Pill Blues”, “JORDI” e “Love Is Like” da cui sono stati estratti successi globali come “Moves Like Jagger”, “Animals”, “Sugar”, “Girls Like You”, “Memories” e “Payphone”, i MAROON 5 hanno conquistato le classifiche di tutto il mondo senza dimenticare collaborazioni con grandi nomi tra cui Cardi B, Megan Thee Stallion, Kendrick Lamar, Rihanna, Lisa, Wiz Khaiifa, Lil Wayne (e molti altri) oltre a grandi tour e momenti diventati ormai iconici come l’esibizione durante l’intervallo del Super Bowl LIII nel 2019.

I biglietti per questo appuntamento saranno disponibili in prevendita sull’app I-DAYS e su My Live Nation dalle 10:00 di giovedì 11 dicembre e in vendita generale dalle ore 10.00 di venerdì 12 dicembre su ticketmaster, ticketone e vivaticket.

Dopo Florence + The Machine, System of a Down, Queens of the stone age, Acid Bath, Foo Fighters, Idles e Fat Dog e David Guetta, l’arrivo dei Maroon 5 arricchisce un cast già memorabile confermando il ruolo dominante della concert series milanese all’interno dei circuiti live internazionali.

Dal 1999 ad oggi gli I-DAYS sono diventati simbolo di un cast artistico di alto livello e sempre attuale che risponde alle esigenze di un pubblico davvero appassionato di musica e ogni giorno più attento e variegato.

La figlia legge il discorso di Machado alla cerimonia per il Nobel: il Venezuela tornerà a respirare

Roma, 10 dic. (askanews) – “Il Venezuela respirerà di nuovo. Ci abbracceremo di nuovo, ci innamoreremo di nuovo, sentiremo le nostre strade riempirsi di risate e musica”. Una semplice promessa, ma ricca di commozione, e una standing ovation, che ha fatto alzare in piedi anche re Harald V di Norvegia, ha concluso il discorso letto da Ana Corina Sosa Machado, figlia di Maria Corina, a Oslo per ricevere la medaglia e il diploma per il Premio Nobel per la pace 2025 al posto della madre.

“Apriremo le porte delle prigioni e guarderemo migliaia di persone ingiustamente detenute uscire al caldo sole, finalmente abbracciate da coloro che non hanno mai smesso di lottare per loro”, ha detto Machado leggendo il discorso scritto dalla madre Premio Nobel per la Pace. “Vedremo le nonne prendere i bambini in braccio per raccontare loro storie non di lontani antenati, ma del coraggio dei loro genitori”, si è augurata. “Vedremo gli nostri studenti discutere di idee con passione e senza paura, le loro voci finalmente levarsi liberamente. Ci abbracceremo di nuovo. Ci innamoreremo di nuovo. Sentiremo le nostre strade riempirsi di risate e musica. Tutte le semplici gioie che il mondo dà per scontate saranno nostre”, ha dichiarato ancora, ricordando che il “viaggio verso la libertà è dentro di noi”.

La leader dell’opposizione venezuelana, che vive in clandestinità, non era presente alla cerimonia, per motivi di sicurezza, ed è attesa comunque a Oslo in serata o domani mattina, hanno confermato gli organizzatori.

Se finisse l’amore" è il nuovo singolo di Mecna

Milano, 10 dic. (askanews) – È da oggi disponibile su tutte le piattaforme digitali e da venerdì 12 dicembre in rotazione radiofonica “Se finisse l’amore”, il nuovo singolo di Mecna per EMI Records Italy/Universal Music Italia.

Il brano – scritto da Mecna e Alessandro La Cava e composto da Alessandro La Cava e LVNAR – riflette su quanto i legami, il disordine e il caos siano parte integrante di una relazione ma, allo stesso tempo, siano capaci di distruggerla. Attraverso immagini intime e malinconiche, Mecna descrive l’amore non come un semplice sentimento, ma come vera e propria infrastruttura invisibile dell’esistenza umana, interrogandosi su cosa rimarrebbe di ognuno di noi senza la sua presenza, soprattutto nei piccoli gesti quotidiani.

“Se finisse l’amore” si aggiunge al racconto dell’ultimo album “Discordia, armonia e altri stati d’animo” uscito lo scorso 24 ottobre, un lavoro che ruota intorno agli stati d’animo e a quelle emozioni universali che appartengono a tutti, valorizzate attraverso la cifra stilistica unica di Mecna: un linguaggio chiaro e diretto, capace al tempo stesso di entrare in intimità con il lato profondamente più umano dell’ascoltatore. I testi, infatti, diventano uno specchio e voce non solo delle sue esperienze più personali, ma anche di quelle di chi ascolta.

«È un album a cui ho lavorato con calma e passione, un disco che ha vissuto tante vite e che si è trasformato molto durante il processo creativo.» Svela l’artista «Ho cercato di mettere in primo piano la scrittura, come ho fatto nell’EP “Introspezione”, senza tralasciare la parte più melodica: meno presente rispetto ai miei lavori precedenti, ma capace, quando c’è, di rafforzare il racconto. Nel sound ho ricercato quella componente grezza e sporca che ho ritrovato nei progetti che più mi hanno colpito tra le uscite degli ultimi anni (Dominic Fike, Dijon, Mk.Gee, Bon Iver, Kevin Abstract, Rex Orange County). Non ho inseguito la perfezione, ma mi sono lasciato guidare dall’istinto e dall’immediatezza.»

A gennaio 2026 sarà invece la volta del “Terapia club tour 2026”, la sua nuova tournée nei principali club italiani e non solo che si concluderà con un’unica data internazionale a Londra e che riporterà Mecna alla dimensione live. Sarà inoltre un’occasione per ascoltare dal vivo le più grandi hit dell’artista e i brani presenti nel nuovo album. Prodotto da Vivo Concerti, il tour avrà inizio il 17 gennaio 2026 dal Mamamia di Senigallia (AN), per poi proseguire il 22 gennaio alla Casa Della Musica di Napoli, il 23 gennaio all’Eremo Club di Molfetta (BA), il 25 gennaio al Fabrique di Milano, il 26 gennaio al Viper Theatre di Firenze, il 27 gennaio all’Atlantico Live di Roma, il 29 gennaio all’Hall di Padova, il 30 gennaio all’Estragon di Bologna, chiudendo con l’unica data all’estero l’8 febbraio al Colours Hoxton di Londra (UK). Info e biglietti su www.vivoconcerti.com.

Con il suo stile unico e flow inimitabile, capace di regalare barre memorabili destinate a restare nel cuore degli ascoltatori, Mecna compie ora, con questo nuovo progetto discografico, un viaggio sincero e profondo all’interno del complesso mondo delle emozioni, dove ogni parola ha un suo peso e al tempo stesso una delicatezza tale da riuscire a raccontare con coerenza la realtà filtrata attraverso i suoi occhi.

Assegnati i premi per Terzo Settore “GenP – Giovani che partecipano”

Roma, 10 dic. (askanews) – Sono stati assegnati a Roma i riconoscimenti ai tre vincitori del Premio “GenP – Giovani che partecipano”, una nuova iniziativa dell’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio che premia le organizzazioni non profit che promuovono la partecipazione giovanile e coinvolgono gli under 35 nei loro organi di amministrazione.

Secondo l’indagine “Verso una nuova leadership del Terzo settore” realizzata da Percorsi di Secondo Welfare insieme all’Osservatorio Statistico sul Terzo Settore dell’Universit degli Studi di Milano-Bicocca, nell’ambito del premio nazionale “GenP – Giovani che partecipano” promosso da Acri, solo il 7,1% degli enti guidato da under 35. Lo studio evidenzia per che dove questo accade emergono segnali di rinnovamento, maggiore equilibrio di genere e un forte radicamento territoriale.

Bernab Bocca, Vicepresidente vicario Acri, ha spiegato: “Devo dire che abbiamo avuto 480 candidature a questo premio, di queste ne sono state scelte tre, quindi bravissimi i vincitori ma bravi anche gli altri, perch vedere dei giovani under 35 che si impegnano in prima persona in associazioni di volontariato nel terzo settore una cosa molto motivante per il nostro Paese”.

La ricerca presentata a Roma rivela che l’incidenza di giovani leader maggiore nelle regioni meridionali e che i legali rappresentanti under 35 hanno un’et media di 31 anni. I vincitori dell’edizione 2025 del Premio “GenP” sono stati: Aps Univox di Bari, Lo Snodo di Erba, Congerie di Montecassiano.

Simona Gatto, Vicepresidente Aps Univox, ha spiegato: “Abbiamo vinto GenP con il progetto “BenEssere InCorso”, che un progetto che mira a sensibilizzare sul benessere psicologico i giovani ma si occupato anche di incrementare l’interesse dei giovani nello studio per cercare di diminuire sempre di pi lo stigma che c’ sulla salute mentale e sull’accesso che c’ anche alla salute mentale”.

Simone Pelucchi, Presidente de Lo Snodo, ha illustrato il lavoro che svolge l’associazione: “Abbiamo lo sportello psicologico gratuito per i giovani attivo in diverse sedi, facciamo tante attivit diverse con le scuole del territorio e poi facciamo eventi di sensibilizzazione sui temi ambientali, sul tema dei diritti umani e della cittadinanza attiva”.

Valentina Compagnucci dell’APS “Congerie di Montecassiano” ha spiegato: “Il progetto con il quale abbiamo partecipato e vinto questa prima edizione del premio GenP – Giovani che partecipano I fiumi della fornace – Una festa della Poesia. Si materializza nei mesi estivi, durante una laboratorio di scenografia, di arti visive, di architettura, di urbanesimo tattico, di eventi performativi se sostanzialmente nella ultima settimana di agosto prende forma questa grande programmazione culturale che lo scorso anno ha coinvolto pi di 60 artisti”.

Alla Camera il 30 anniversario della Costituzione dell’Azerbaigian

Roma, 10 dic. (askanews) – Nella prestigiosa Sala Giacomo Matteotti della Camera dei Deputati, su iniziativa del presidente della Commissione Affari costituzionali della Camera Nazario Pagano, si tenuta marted 9 dicembre un’iniziativa per celebrare i trent’anni della Costituzione della Repubblica dell’Azerbaigian, un momento volto a rafforzare i solidi rapporti tra Roma e Baku, come sottolineato in apertura dall’Ambasciatore azerbaigiano in Italia, Rashad Aslanov.

Nel corso della mattinata, in seguito ai saluti istituzionali, si sono susseguiti gli interventi del senatore Marco Scurria, presidente del Gruppo di amicizia – Unione parlamentare Italia-Azerbaigian, dell’omologo azerbaigiano, il presidente Azer Karimli, del deputato Nurlan Hasanov e del prof. Sandro Staiano, presidente del Comitato Scientifico Cespam dell’Universit di Napoli Federico II.

La Costituzione ha rappresentato e rappresenta, come sostenuto dal prof. Staiano un “impegnativo processo costituente”, un “passaporto” per il futuro del paese caucasico, come sottolineato dall’ambasciatore Aslanov, una “costituzione che risponde a tutte le domande” dello Stato azerbaigiano.

“Stiamo celebrando in Italia, in un luogo importante come il Parlamento italiano, il trentesimo anniversario della Costituzione della Repubblica di Azerbaigian, una Costituzione giovane, una Costituzione che definisce come uno Stato deve sviluppare il pilastro come principale Legge dello Stato”, ha detto l’ambasciatore.

Un legame solido, quello tra l’Italia e l’Azerbaigian, ha ribadito il presidente Karimli, il quale ha sottolineato la relazione speciale tra Roma e Baku, suggellata anche dalla visita di Stato del presidente della Repubblica Sergio Mattarella in terra azerbaigiana: “L’Italia il principale, e posso dire il primo Paese europeo con cui abbiamo una relazione molto buona. E nel mio intervento ho spiegato perch: per due motivi.

Prima di tutto perch l’Italia stata uno dei primi Paesi europei che ha sempre sostenuto l’integrit territoriale dell’Azerbaigian, anche durante la guerra dei 44 giorni nel 2020. Inoltre, una delegazione parlamentare italiana della Camera e del Senato, composta da sette deputati ha visitato l’Azerbaigian immediatamente dopo la fine della guerra: era il 7 dicembre 2020. Hanno visitato i territori liberati e la citt, e hanno visto con i propri occhi ci che era accaduto in quei territori. Hanno espresso la loro opinione a riguardo, e apprezziamo molto questa posizione dei politici e del Parlamento italiano”.

La giornata dedicata al compleanno della Costituzione azerbaigiana stata promossa da Pagano, il quale ha incoraggiato questa iniziativa per riaffermare che le relazioni tra i due Stati vanno “ben oltre” i soli legami energetici: “Abbiamo voluto celebrare questo compleanno questo trentesimo compleanno proprio per consolidare i rapporti fra Italia e Azerbaigian, spiegando tra l’altro che per noi fondamentale capire cosa afferma la Costituzione dell’Azerbaigian e quanto in questi trent’anni, bench apparentemente pochi invece sia accresciuto questo paese, si sia avvicinato al nostro mondo, alla nostra cultura e devo dire che siccome per molti il rapporto fra Italia e Azerbaigian circoscritto al rapporto, diciamo al fabbisogno energetico che l’Italia soddisfa attraverso il gas proveniente dall’Azerbaigian in realt non pi solo questo fortunatamente perch il rapporto di partenariato va ben oltre”.

Una relazione che diviene, secondo Pagano, un “collegamento fondamentale” tra l’area sud caucasica e quella europea-mediterranea.

Venerus annuncia "Speriamo – Il tour 2026", 9 live in Italia

Milano, 10 dic. (askanews) – Dopo il successo del suo ultimo album in studio “Speriamo”, seguito dalla pubblicazione del singolo “Sentire” in collaborazione con Angelina Mango, Venerus annuncia “Speriamo – Il tour 2026”, 9 esclusivi appuntamenti live nei club che partiranno il 3 aprile dall’Afterlife di Perugia e toccheranno le principali città italiane.

Con”Speriamo – Il tour 2026″ l’artista porterà dal vivo i brani contenuti nel suo ultimo album insieme alle tracce che hanno contribuito ad affermare Venerus come una tra le penne più innovative ed espressive degli ultimi anni.

Uno spettacolo immersivo che nasce come estensione naturale del disco, un viaggio dal vivo pensato per accogliere e restituire tutte le sue molteplici sfumature. Sul palco le canzoni diventano materia viva: si trasformano, respirano, si intrecciano ai racconti e alle emozioni che hanno attraversato le loro “ere” creative, portando con sé le tempeste, le intuizioni e gli incontri che ne hanno segnato la nascita. Ogni tappa del tour diventa così un rituale collettivo, un luogo in cui il pubblico viene invitato a condividere quello stesso fiducioso abbandono che abita il disco, quel «speriamo» che oggi è quasi un mantra quotidiano.

A seguire le date di “Speriamo – Il tour 2026” organizzato e prodotto da Magellano Concerti.

03 Aprile 2026 – Perugia – afterlife – data zero 07 aprile 2026 – Padova – hall 10 aprile 2026 – Venaria reale (to) – teatro concordia 11 aprile 2026 – Bologna – estragon 13 aprile 2026 – Firenze – viper theatre 15 aprile 2026 – Roma – atlantico 16 aprile 2026 – Napoli – duel club 18 aprile 2026 – Molfetta (ba) – eremo club 21 aprile 2026 – Milano – alcatraz

I biglietti per le date del tour sono disponibili su TicketOne e nei circuiti di vendita e prevendita tradizionali. Angelina Mango in rotazione radiofonica da venerdì 5 dicembre.

A 80 anni da processo, Fondazione Museo Shoah presenta "Norimberga"

Roma, 10 dic. (askanews) – In occasione degli 80 anni dall’inizio del Processo di Norimberga, la Fondazione Museo della Shoah presenta l’anteprima italiana del film “Norimberga”, diretto da James Vanderbilt e distribuito in Italia da Eagle Pictures. L’evento, in programma giovedì 11 dicembre alle 20 a The Space Cinema Roma Moderno, rappresenta – affermano gli organizzatori – non solo una proiezione cinematografica, ma anche un momento di riflessione collettiva su uno dei passaggi più decisivi della storia del Novecento.

Avviato il 20 novembre 1945, il Processo di Norimberga segnò un punto di svolta nella storia della responsabilità penale internazionale: per la prima volta, i principali esponenti del regime nazista furono chiamati a rispondere dei propri crimini davanti a un tribunale internazionale. I Principi di Norimberga nati da quell’esperienza continuano oggi a rappresentare un riferimento imprescindibile per la tutela della giustizia, della verità e della dignità umana.

La serata si aprirà con gli interventi istituzionali di Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei deputati, e di Mario Venezia (nella foto, ndr), Presidente della Fondazione Museo della Shoah, con l’introduzione di Claudia Conte.

“Offrire agli amici e sostenitori della Fondazione la possibilità di vedere in anteprima un’opera di così grande valore è per noi motivo di forte orgoglio – ha affermato il Presidente della Fondazione Mario Venezia sottolineando l’importanza della proiezione – Da anni, la Fondazione utilizza il cinema come potente mezzo comunicativo per trasmettere in modo chiaro e accessibile gli elementi essenziali legati alla Shoah. Per questo siamo particolarmente fieri di presentare un’opera che unisce la forza del linguaggio cinematografico al prestigio internazionale del film e dei suoi protagonisti”.

Ispirato al libro “The Nazi and the Psychiatrist” di Jack El-Hai, Norimberga racconta il confronto psicologico tra lo psichiatra dell’esercito americano Douglas Kelley (Rami Malek), incaricato di valutare la salute mentale dei gerarchi nazisti, e il gerarca Hermann Goering (Russell Crowe). Attraverso i loro colloqui emerge un’indagine profonda sulla responsabilità individuale e sulle radici dell’ideologia totalitaria. Michael Shannon interpreta il procuratore Robert H. Jackson, impegnato nella costruzione dell’impianto accusatorio che avrebbe segnato la storia della giurisprudenza internazionale.

Il film restituisce la tensione di quei giorni decisivi, intrecciando dramma storico, introspezione psicologica e narrazione giudiziaria, offrendo una prospettiva nuova su uno dei capitoli più complessi e cruciali del Novecento.

Con questa proiezione speciale, la Fondazione Museo della Shoah ha affermato di rinnovare il proprio impegno nella divulgazione storica e nella promozione di una cultura della memoria consapevole e partecipata; il pubblico potrà assistere all’anteprima italiana di “un’opera destinata a diventare un punto di riferimento nel panorama cinematografico dedicato alla memoria della Shoah e al diritto internazionale”.

E’ morta Sophie Kinsella, autrice di "I love shopping"

Roma, 10 dic. (askanews) – Sophie Kinsella, amatissima autrice britannica della serie bestseller I love shopping, è morta all’età di 55 anni. La scrittrice aveva reso pubblica lo scorso anno la sua malattia: un’aggressiva forma di cancro al cervello. Tra due giorni avrebbe compiuto 56 anni.

L’annuncio della scomparsa è arrivato nella mattinata del 10 dicembre tramite un post sui social, pubblicato dalla famiglia sul suo account Instagram: “Siamo addolorati nell’annunciare questa mattina la scomparsa della nostra amata Sophie (alias Maddy, alias Mamma). È morta serenamente, trascorrendo i suoi ultimi giorni con i suoi veri amori: la famiglia, la musica, il calore, il Natale e la gioia. Non possiamo immaginare come sarebbe la vita senza la sua radiosità e il suo amore per la vita”. Nel messaggio, i familiari hanno ricordato la forza con cui la scrittrice aveva affrontato la malattia: “Nonostante la malattia, sopportata con un coraggio inimmaginabile, Sophie si considerava davvero fortunata: aveva una famiglia e degli amici così meravigliosi e aveva avuto lo straordinario successo della sua carriera di scrittrice. Non dava nulla per scontato ed era eternamente grata per l’amore ricevuto. Ci mancherà tantissimo, ci spezzano i cuori”.

Nata a Londra il 12 dicembre 1969 come Madeleine Sophie Wickham, Kinsella era diventata una delle autrici più popolari del filone chick lit grazie al romanzo I Love Shopping, pubblicato nel 2000 e divenuto un fenomeno mondiale. In Italia i suoi libri sono editi da Mondadori. La sua eroina più celebre, Becky Bloomwood, protagonista dell’intera saga, è una giovane donna brillante, impulsiva e incapace di resistere agli acquisti: un personaggio che ha conquistato lettori di ogni età, diventando un’icona della narrativa rosa contemporanea. Dal romanzo è stato tratto nel 2009 un film diretto da P. J. Hogan con Isla Fisher nel ruolo principale.

Nel 2024 Kinsella aveva raccontato pubblicamente la propria malattia con un messaggio rivolto ai fan: “Nel 2022 mi è stato diagnosticato il glioblastoma, una forma aggressiva di cancro al cervello. Non ho condiviso prima questa notizia perché volevo assicurarmi che i miei figli fossero in grado di ascoltare ed elaborare la notizia e adattarsi alla nostra “nuova normalità”.

Con la sua scrittura brillante e ironica, Sophie Kinsella ha lasciato un segno profondo nella narrativa contemporanea, regalando a milioni di lettori leggerezza, umorismo e personaggi indimenticabili.

Migranti, Meloni: protocollo Albania sta diventando prassi comune europea

Roma, 10 dic. (askanews) – “L’Italia ha anche lavorato per proporre soluzioni innovative che sono ora viste con crescente interesse e stanno gradualmente diventando prassi comune. Mi riferisco innanzitutto al protocollo che abbiamo firmato con l’Albania”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo in videocollegamento alla seconda Conferenza internazionale dell’Alleanza globale per contrastare il traffico di migranti in corso a Bruxelles.

“L’obiettivo – ha aggiunto – è processare le richieste di asilo e le procedure di rimpatrio al di fuori dell’Ue, ma sotto giurisdizione europea. Questo modello ha fatto strada a livello europeo, e ciò è dimostrato dall’accordo raggiunto pochi giorni fa dai ministri degli Affari interni dell’Ue sull’introduzione del concetto di paesi terzi sicuri e dell’elenco europeo dei paesi di origine sicuri, nonché sul nuovo regolamento sui rimpatri che prevede la possibilità di istituire hub per i rimpatri in paesi terzi”.

Arriva il 12 dicembre l’album live di Alfa "Allo stesso BPM"

Milano, 10 dic. (askanews) – Si è concluso al Palazzo dello Sport di Roma il tour straordinario di Alfa, prodotto da A1 Concerti, un viaggio che per due anni ha attraversato l’Italia e l’Europa collezionando sold out e abbracciando migliaia di persone. Dalle principali città italiane all’estate nei festival, fino alle tappe europee e al ritorno nei palazzetti, Alfa ha vissuto un percorso umano e artistico intenso, fatto di incontri, sorrisi e cori che hanno riempito ogni sera allo stesso ritmo. Durante la data conclusiva di Roma, in un momento carico di significato, l’artista si è tatuato sul palco un numero che rappresenta la somma degli spettatori che lo hanno accompagnato in questo lungo viaggio. Un gesto simbolico, inciso sulla pelle, per non dimenticare mai l’energia di chi lo ha sostenuto e cantato con lui. Per ringraziare tutte le persone che lo hanno seguito dal vivo, Alfa ha deciso di pubblicare in digitale – per Artist First – un disco live che raccoglie l’essenza, la forza e le emozioni di questi due anni irripetibili. Il progetto si intitola “Allo stesso BPM”, una frase che Alfa ripete spesso nei suoi concerti e che racchiude il senso più profondo del suo rapporto con il pubblico: vivere insieme, alla stessa velocità, le stesse emozioni.

Per i turisti stranieri in Usa potrebbe esserci l’obbligo di controllo dei profili social

Roma, 10 dic. (askanews) – Gli Stati Uniti stanno valutando di inserire l’obbligo di controlli sui profili social media dei turisti stranieri in visita negli Usa. Lo scrivono il New York Times e il Washington Post. La proposta si è concretizzata ieri con la pubblicazione di un avviso sul Federal Register, la rivista ufficiale del governo federale Usa che contiene le regole delle agenzie governative: l’amministrazione Trump vuole esigere dai visitatori che beneficiano del visto “Visa Waiver Program” (ESTA) di fornire la cronologia dei propri account sui social media degli ultimi cinque anni.

Cucina italiana patrimonio Unesco, Mutti: ci riempie di orgoglio

Milano, 10 dic. (askanews) – “E’ una bellissima notizia che ci riempie di orgoglio. Il food italiano un elemento cardine delle nostre esportazioni, oltre 70 miliardi in costante crescita, una eccellenza. E questo riconoscimento veramente la ciliegina sulla torta di quella che una delle tante eccellenze del made in Italy”. Cos Francesco Mutti, presidente di Centromarca e Ceo dell’omonima azienda di trasformazione del pomodoro, ha commentato a caldo il riconoscimento per la cucina italiana di patrimonio dell’umanit da parte dell’Unesco, a margine del consueto punto stampa di fine anno dell’associazione dell’industria di marca italiana a Milano.

Lagarde (Bce): per finanziare la difesa comune servono gli eurobond

Roma, 10 dic. (askanews) – “Il mio predecessore e alcuni colleghi (alla Bce) sostengono che dovremmo avere dei titoli di debito comuni europei, simili ai Treasuries Usa e che dovremmo farlo per la difesa. Lo abbiamo fatto per il Covid perché era una questione vitale e la difesa è a sua volta una questione vitale. È un mio parere personale”. Così la presidente della Bce, Christine Lagarde, intervistata in diretta dal Financial Times, si è detta a favore della emissione di eventuali “eurobond” per finanziare le spese in difesa nella Unione europea.

Carcere, Mattarella: in alcuni istituti condizioni inaccettabili

Roma, 10 dic. (askanews) – “Il volontariato ha valorizzato” i percorsi culturali “consentendo di creare qui a Rebibbia iniziative esemplari ma non si può ignorare che non dovunque è così” anzi “alcuni istituti hanno condizioni inaccettabili”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando all’inaugurazione dell’istallazione permanente “Benu” di Eugenio Tibaldi presso la Casa Circondariale femminile di Rebibbia.

L’auspicio del capo dello Stato è quindi che “questo messaggio” in occasione dei 50 anni dalla nascita dell’ordinamento penitenziario “venga raccolto, sviluppato e praticato. Per questo sono lieto di essere qui – ha aggiunto – per sottolineare quanto sia importante per il paese e per la società che vengano assicurati dei percorsi di coinvolgimento culturale e professionale di prospettiva di futuro”.

Mattarella ha ascoltato le testimonianze di tre detenuti che hanno iniziato un percorso artistico o culturale e ha osservato che tutti e tre “hanno in comune questo significato di rinascita e di futuro, non solo la speranza ma la certezza del futuro”. Inoltre l’installazione di Tibaldi è stata “un grande lavoro perchè ha dato voce, veicolo strumento della sensibilità e degli spunti artistici delle donne di Rebibbia”.

Carcere, Mattarella: cultura terreno per costruire recupero e rinascita

Roma, 10 dic. (askanews) – “La volontà di rinascita è indirizzata qui a Rebibbia attraverso percorsi culturali, attraverso arte, studio, teatro: la cultura è il terreno migliore, più alto per costruire futuro, recupero e rinascita”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, a Rebibbia per l’inaugurazione dell’istallazione permanente “Benu” di Eugenio Tibaldi presso la Casa Circondariale femminile di Rebibbia.

“E’ significativo” secondo il capo dello Stato “perchè questo è il 50esimo” anniversario dalla nascita “dell’ordinamento penitenziario italiano che rappresentò una svolta con il rifiuto e il divieto di trattamenti contrari al senso di umanità con la affermazione obbligatoria del fine rieducativo della pena, e del progetto e della missione degli istituti di costituire opportunità di socializzazione”.

E’ morto a 100 anni l’ex senatore Pci Sergio Flamigni. Schlein: ha cercato la verità

Roma, 10 dic. (askanews) – E’ morto a 100 anni Sergio Flamigni, partigiano, ex deputato e senatore del Pci. “Se c’è una parola che ha contraddistinto la vita di Sergio Flamigni – dice la segretaria del Pdá Elly Schlein, dopo aver appreso della scomparsa del parlamentare – questa è forse verità: partigiano, parlamentare, è stato, soprattutto, un instancabile studioso del caso Moro. Con l’Archivio Flamigni, che costituisce un patrimonio unico di materiali e testimonianze, ha voluto poi mettere a disposizione di tutte e tutti ciò che aveva raccolto in materia di terrorismo, stragi, mafia, P2. E’ stato tra i più attenti e tenaci ricercatori delle zone d’ombra della vicenda Moro, delle responsabilità e dei depistaggi e ha dedicato tutta la vita alla difesa della democrazia, della Costituzione, della memoria storica. Gli siamo grati di tutto, e gliene saremo sempre”.

Daniele Novara: Australia ha dato il via stop social, ora Italia e Ue

Roma, 10 dic. (askanews) – “L’Australia ha dato il via: è il primo paese a decidere di vietare l’uso dei social media ai minori di 16 anni, proteggendo così i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze da un’invasione che ha lasciato il segno su un’intera generazione e che rischia sempre più di incidere, in modo estremamente negativo, sullo sviluppo della nostra società, spingendo verso forme di dipendenza e soprattutto di isolamento, di cui i nostri figli e le nostre figlie non hanno certo bisogno”: è il commento di Daniele Novara, pedagogista, autore di best seller e direttore del CPP (Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti), dopo l’entrata in vigore in Australia del divieto di utilizzo dei social network sotto i 16 anni.

Novara ha fatto “i complimenti all’Australia” e ha detto di rimanere in attesa che anche l’Europa e l’Italia si decidano a introdurre una normativa che permetta, come già avviene per alcol e tabacco, di offrire agli educatori, in primis ai genitori, uno strumento che non sia solo una predica o uno ‘spiegone’, ma una cornice legislativa entro cui collocare le scelte educative necessarie”.

“La scuola è stata messa in sicurezza e tutelata con la legittima proibizione dell’utilizzo dello smartphone durante l’attività scolastica – ha continuato il pedagogista – ma fuori i genitori restano ancora soli e senza sostegno giuridico nel gestire un’invadenza che ha la potenza delle più grandi piattaforme digitali del mondo”.

“È una lotta impari: nessun genitore può farcela da solo, anche se la nostra iniziativa, lanciata più di un anno fa con Alberto Pellai e sostenuta da grandi scienziati, ha cominciato a mettere un bastone tra le ruote a questi ingranaggi di un mercato cinico e spietato, che lucra sui più piccoli e i più giovani, cioè i più fragili”, ha concluso Novara, augurandosi che “la data del 9 dicembre sia dunque segnata su tutti i calendari come l’inizio di una visione più attenta e più educativa sull’uso degli strumenti digitali, in primis lo smartphone”.

Qui il testo della petizione che ha raggiunto più di 100.000 firme promossa da Novara e Pellai:

https://www.change.org/p/stop-smartphone-e-social-sotto-i-14-e-16-anni-ogni-tecnologia-ha-il-suo-giusto-tempo

Carcere, Mattarella: istituti pena non siano isolati dal mondo esterno

Roma, 10 dic. (askanews) – “Gli istituti di pena non devono essere isolati dal mondo esterno ma devono far parte come è doveroso, del mondo della nostra Repubblica”. Lo ha sottolineato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della sua visita a Rebibbia.

Perciò è “indispensabile l’esigenza di collaborazione tra la polizia penitenziaria, che ha un ruolo deciviso in questi percorsi” e “il mondo del volontariato che è il veicolo principale di comunicazione con l’esterno e quindi permette di garantire futuro e rinascita”.

Lagarde: potremmo alzare ancora le nostre previsioni economiche

Roma, 10 dic. (askanews) – La Banca centrale europea potrebbe nuovamente rivedere in meglio le sue previsioni sull’economia, in occasione del Consiglio direttivo che si svolgerà la prossima settimana. Lo ha affermato la presidente Christine Lagarde, intervistata in diretta dal Financial Times.

“L’economia europea sta facendo meglio di quanto si temesse, possiamo dire che è resiliente e che la crescita resiste. Nell’ultimo esercizio di previsioni abbiamo alzato le nostre attese e sospetto che potremmo farlo ancora a dicembre – ha detto -. Non mi sbilancio perché sarà la prossima settimana, ma la zona euro sta resistendo meglio di quanto avessimo anticipato ad aprile, quando tra dazi e la guerra che stava imperversando tutti pensavano che l’area euro sarebbe caduta pesantemente”.

“L’economia sta facendo meglio” del previsto, ha detto ancora Lagarde. “Siamo vicini al potenziale ma c’è ancora tanto da fare per migliorare la situazione e migliorare la produttività dell’area euro”.

Natale, per concerto in Basilica Assisi anche cantante Noemi

Roma, 10 dic. (askanews) – Compie 40 anni il Concerto di Natale nella Basilica di San Francesco. Lo fa con un’edizione speciale, che unirà alla musica della tradizione natalizia brani del repertorio contemporaneo, grazie anche alla partecipazione di Noemi. Il concerto verrà registrato sabato 13 dicembre alle 11 nella chiesa superiore della Basilica e verrà poi trasmesso il 25 dicembre alle 12.30 su Rai1 e in Eurovisione dopo il messaggio di Natale e la benedizione ‘Urbi et Orbi’ di Papa Leone XIV. Oltre alla cantante, saranno protagonisti di questa edizione Lucie Horsch al flauto dolce, il controtenore Carlo Vistoli, a cui si uniranno il coro di voci bianche “I Piccoli Musici”, guidati dal maestro Mario Mora, e i tenori e bassi del “Coro Maghini” guidati dal maestro Claudio Chiavazza. Ad accompagnare gli artisti sarà l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta dal Maestro William Eddins. “Quarant’anni del concerto – ha dichiarato fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento – sono un segno molto bello della collaborazione tra Sacro Convento e RAI. Si tratta di un motivo di gioia ma è anche motivo per ricordare tutte le persone, in particolare p. Vincenzo Coli che ci guarda dal cielo, che hanno colto il valore culturale, spirituale e sociale di questa intesa tra i frati e la dirigenza RAI nel nome della pace e della fraternità proprio nel periodo più caro a san Francesco, che è appunto quello del Natale. Mentre ringraziamo tutti coloro che rendono possibile questa bellissima esperienza di bellezza e di fraternità, che oltrepassa grazie alla TV i confini della nostra Basilica e abbraccia il mondo, continuiamo a invocare tutti, ciascuno secondo le sue possibilità, a essere operatori e promotori di pace: ne abbiamo troppo bisogno per rinviare il nostro contributo a domani”. Il Concerto di Natale è quest’anno realizzato in collaborazione con Rai Cultura, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Regione Umbria e con il sostegno di Intesa Sanpaolo.

Etica SGR sceglie la Pace per celebrare i 25 anni

Roma, 9 dic. (askanews) – La pace come diritto umano della persona e dei popoli. Questo il tema scelta da Etica SGR per il convegno che ha festeggiato i suoi 25 anni. Nella suggestiva location dell’Ara Pacis, andata in scena una tavola rotonda che ha coinvolto istituzioni, accademici, studiosi, operatori finanziari e rappresentanti della societ civile. Il quadro globale evidenzia oggi il record storico per la spesa militare mondiale: 2.718 miliardi di dollari toccati nel 2024. Oltre 50 conflitti attivi, 78 Paesi coinvolti in dinamiche di instabilit. Una tendenza che deteriora sia la sfera della sicurezza che quella della produttivit. Come sottolineato da Marco Carlizzi, presidente di Etica SGR, la sostenibilit un concetto che sta venendo attaccato in questo periodo storico

“Essere sostenibili oggi vuol dire essere sostenibili al 100%, vuol dire essere coerenti con una storia che dura da 25 anni e che iniziata prima con Banca Etika e poi si unita con Etika SGR. Vuol dire non seguire le mode e avere un’ottica di lungo periodo. Un’ottica che guarda non soltanto al profitto e alla remunerazione ma vuol dire guardare al benessere collettivo”.

C’ chi definisce sostenibile il costo umano e ambientale che i conflitti impongono alla societ. Nel talk, portato avanti tra i tanti Marco Mascia, Presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Universit di Padova e Susi Snyder, Programme Coordinator di ICAN, Premio Nobel per la Pace 2017, hanno cercato di proporre un’alternativa a questa visione, supportato dal direttore generale di Etica SGR Roberto Grossi:

“Quest’anno occupiamo 25 anni, quando nata la societ di finanza sostenibile si parlava assai poco e devo dire che in questo quarto di secolo in realt tante cose sono state fatte anche molto positive, la finanza sostenibile stata un po’ sdoganata, soprattutto in quello che era uno dei temi che inizialmente lasciavano un po’ di problemi alla sua crescita, questo falso mito che investire in finanza sostenibile fosse un po’ rinunciare a potenziare il rendimento, tutto questo stato sdoganato, stato oramai un mercato in grande crescita a livello mondiale, per ho anche detto che nell’ultimo bianco qualche passo indietro lo stiamo vedendo perch l’attenzione oramai si sta ponendo su altre tematiche, soprattutto i temi della guerra, le crisi geopolitiche e quant’altro che ahim poco hanno a che fare con la sostenibilit”.

Il volume pubblicato dal Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Universit di Padova intitolato La Pace come diritto umano della persona e dei popoli serve proprio a questo: mostrare come la pace non solo un valore etico, ma anche una variabile economica determinante, cruciale per lo sviluppo dei paesi.

Synergie Group, parte da Milano il nuovo “Job Tour”

Milano, 10 dic. (askanews) – Parte da Milano un progetto che punta a rivoluzionare il modo di fare recruiting in Italia. il Job Tour di Synergie, con un van completamente elettrico che nei prossimi due anni viagger attraverso la Penisola per portare servizi di orientamento e selezione direttamente nei luoghi pi frequentati dalle persone.

La prima suggestiva tappa Piazza Tre Torri a Milano dove il mezzo stato presentato ufficialmente alla presenza del Presidente e CEO di Synergie Group, Victorien Vaney, che sottolinea l’importanza e il valore del mercato italiano per l’azienda, secondo solo a quello francese. A bordo del van, tecnologia e capitale umano si incontrano: strumenti digitali avanzati e sistemi di intelligenza artificiale supporteranno recruiter e candidati, rendendo pi efficienti i processi di incontro tra domanda e offerta.

Marco Valsecchi, Amministratore Delegato Synergie Italia, ha dichiarato: “Questo progetto per noi importantissimo perch, in un mondo in cui l’intelligenza artificiale e la digital economy diventano sempre pi protagoniste, importante essere vicino ai nostri candidati ed alle persone. Con questa iniziativa vogliamo essere partner HR di prossimit nei territori andando verso i candidati”.

L’iniziativa incarna la volont del gruppo di investire in soluzioni moderne e sostenibili, capaci di facilitare l’accesso al lavoro e rafforzare la presenza dell’azienda nei territori.

“Questo progetto durer due anni e toccher tutte le nostre filiali che, in Italia, sono quasi duecento” – afferma Marco Valsecchi – “Ogni giorno mettiamo al lavoro circa 25.000 persone, vogliamo coinvolgere pi candidati possibili e offrire sempre di pi i nostri servizi per fare in modo che il mercato del lavoro diventi sempre pi florido e inclusivo”.

L’obiettivo quello di avvicinare le opportunit professionali alle comunit locali, portando il lavoro dove sono le persone.

“Il nostro obiettivo molto ambizioso e speriamo di interessare sempre pi persone. Vogliamo, di conseguenza, aumentare il numero di persone messe al lavoro quotidianamente”, ha infine concluso Valsecchi.

Dopo Milano, il Synergie Job tour prosegue con un percorso che toccher tutte le regioni italiane andando incontro a chi alla ricerca di nuove possibilit professionali.

Zona smilitarizzata, Ucraina in Ue nel 2027: WPost svela il piano di pace Usa

Roma, 10 dic. (askanews) – Una zona smilitarizzata lungo tutta la linea del fronte e un’area più profonda interdetta all’artiglieria pesante. L’Ucraina potrebbe entrare nell’Ue entro il 2027, con garanzie di sicurezza “simili all’Articolo 5” da parte degli USA. Questi e altri dettagli del pacchetto negoziale sottoscritto dagli Usa stanno emergendo e il Washington Post descrive oggi un quadro complessivo piuttosto articolato. Ma il compromesso sui confini rimane l’ostacolo principale, osserva il quotidiano statunitense, che ha sentito fonti americane, ucraine ed europee.

Nonostante le tattiche di pressione dell’amministrazione Trump e “la sua incomprensibile simpatia per l’aggressore russo”, evidenzia il Post, un accordo di pace per l’Ucraina sembra avvicinarsi. Ne sembrano convinti almeno i funzionari coinvolti nelle trattative. Negoziati su cui pesano le pressioni del presidente Donald Trump: se continuerà a premere eccessivamente su Volodymyr Zelensky e i suoi alleati europei, è la lettura, questi potrebbero essere spinti a rifiutare e a continuare a combattere nonostante gli altissimi costi.

Il quadro negoziale, coordinato dal genero del presidente Jared Kushner e dall’inviato speciale Steve Witkoff, si articola in tre documenti: un piano di pace vero e proprio, un accordo sulle garanzie di sicurezza e un piano per la ripresa economica.

Ecco i punti cardine, come emergono dall’analisi e dalle fonti del Washington Post.

INTEGRAZIONE EUROPEA RAPIDA L’Ucraina potrebbe aderire all’Unione Europea già nel 2027. L’amministrazione Trump ritiene di poter superare l’opposizione dell’Ungheria. L’adesione è vista non solo come motore economico, ma come strumento per combattere la corruzione endemica e sancire la vittoria del progetto europeo dell’Ucraina.

GARANZIE DI SICUREZZA “STILE NATO” Gli Stati Uniti fornirebbero garanzie di sicurezza “simili all’Articolo 5” per proteggere l’Ucraina da future violazioni russe. Un gruppo di lavoro sta definendo i meccanismi di risposta rapida. Il supporto dell’intelligence USA rimarrebbe fondamentale.

ESERCITO UCRAINO La sovranità ucraina sarebbe protetta da qualsiasi veto russo, ma si negozia sui limiti alle forze armate. La proposta iniziale USA di un esercito di 600.000 uomini potrebbe salire a 800.000.

ZONA SMILITARIZZATA Elemento centrale del piano è la creazione di una zona smilitarizzata lungo l’intera linea del cessate il fuoco, dall’oblast di Donetsk a Zaporizhzhia e Kherson. Dietro questa zona smilitarizzata, sarebbe istituita un’area più profonda in cui sarebbe vietato il dispiegamento di artiglieria pesante. Questo sistema di controllo del confine, ispirato al modello coreano, sarebbe strettamente monitorato.

IL NODO: L’ASSETTO TERRITORIALE I cosiddetti “scambi di territorio” sono una parte ineludibile dell’accordo, ma le linee sono oggetto di durissima trattativa. La Russia esige che l’Ucraina ceda il restante 25% dell’oblast di Donetsk che ancora controlla. I negoziatori USA sostengono che Kiev probabilmente lo perderebbe comunque sul campo nei prossimi sei mesi. Per rendere la pillola meno amara per Zelensky – che insiste sul fatto di non avere “alcun diritto legale” di cedere territorio – si studia la formula coreana: una demarcazione de facto senza rinuncia alle rivendicazioni di sovranità de iure.

ALTRI PUNTI CHIAVE La centrale nucleare di Zaporizhzhia tornerebbe sotto controllo ucraino, con l’ipotesi di una gestione tecnica americana come “tripwire” – un “filo di inciampo” – contro nuove aggressioni.

Per la ricostruzione si prevede di sbloccare parte dei 200 miliardi di dollari di asset russi congelati in Europa e di lanciare un Fondo di Sviluppo per l’Ucraina da 400 miliardi, in collaborazione con BlackRock e la Banca Mondiale.

Casa, Fimaa: risvegliare mercato locazioni per tutelare proprietà

Roma, 10 dic. (askanews) – In Italia non sono le strutture ricettive per gli affitti brevi che rappresentano la causa della crisi delle locazioni ordinarie di lunga durata. Basta ricordare che oltre 8,5 milioni di case – il 25,7% delle abitazioni intestate a persone fisiche – rimangono inutilizzate, nella maggior parte dei casi perché i proprietari hanno paura a concederle in locazione per lunghi periodi. “Questi dati confermano nuovamente che la proprietà della casa rappresenta un bene prezioso per i cittadini italiani”. Lo ha sottolineato Maurizio Pezzetta, vicepresidente vicario della Fimaa Italia-Confcommercio, intervenendo alla presentazione del quarto rapporto Federproprietà-Censis “Case dormienti, una ricchezza sommersa. Proposte per risvegliare il mercato degli affitti non turistici in Italia”.

“L’indagine conferma che, per risvegliare l’offerta locativa, è necessario tutelare la proprietà”, ha detto Pezzetta.

Paradossalmente, l’80% degli italiani ritiene che reimmettere le case dormienti nel mercato delle locazioni rappresenti una risposta adeguata all’emergenza abitativa. Allo stesso tempo però, una percentuale analoga di proprietari (82,9%) rinuncia a locare un’abitazione perché ha paura di non rientrarne in possesso in caso di morosità dell’inquilino. Questo conferma che l’italiano alla proprietà immobiliare ci tiene come patrimonio da valorizzare e da conservare, ma ha bisogno di avere garanzia per riaprire le porte di queste case vuote e, come si fa a dargli torto?

“L’emergenza abitativa è un problema reale che è sotto gli occhi di tutti, nonostante esistano delle case che potrebbero aiutare a fronteggiarla – prosegue il vicepresidente Vicario della Federazione. Fimaa ribadisce in maniera convinta che vanno date certezze ai proprietari in merito alla durata delle locazioni, ai tempi di rilascio alla scadenza del contratto o, peggio ancora, in caso di morosità. In particolare, serve una fiscalità più giusta che non imponga di versare tasse su canoni non percepiti e questo fino alla sentenza esecutiva di sfratto. Vanno inoltre promosse delle agevolazioni fiscali reali per chi concede una propria abitazione per una locazione lunga e la Fimaa di proposte sensate in tal senso ne ha presentate tante nel tempo. Ma è possibile attuare tutte queste misure solo se si rivede totalmente la normativa per allinearla alle esigenze del mercato”.

Fimaa infine “rilancia nuovamente l’invito alla politica di creare una sinergia fra i player istituzionali, associativi, imprenditoriali e delle rappresentanze sociali per costituire un Tavolo di lavoro unico sulla Casa. Il dibattito oggi si disperde su tanti tavoli differenti – conclude Pezzetta. – È invece necessario che il confronto sia unico, solo in questo modo si potrà dar vita a quelle riforme necessarie, anzi imprescindibili, da realizzare”.

La cucina italiana è patrimonio Unesco

Roma, 10 dic. (askanews) – “La Cucina Italiana è Patrimonio dell’Umanità. Oggi l’Italia ha vinto ed è una festa che appartiene a tutti perché parla delle nostre radici, della nostra creatività e della nostra capacità di trasformare la tradizione in valore universale”. Lo annuncia il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

“Buongiorno a tutti! Voglio condividere con voi una notizia che ci riempie d’orgoglio. Oggi l’Unesco ha riconosciuto la Cucina italiana Patrimonio dell’Umanità. Siamo i primi al mondo ad ottenere questo riconoscimento, che onora quello che siamo e la nostra identità. Perché per noi italiani la cucina non è solo cibo o un insieme di ricette. È molto di più: è cultura, tradizione, lavoro, ricchezza”. Così la premier Giorgia Meloni, in un videomessaggio.

“La nostra cucina nasce da filiere agricole che coniugano qualità e sostenibilità. Custodisce un patrimonio millenario che si tramanda di generazione in generazione. Cresce nell’eccellenza dei nostri produttori e si trasforma in capolavoro nella maestria dei nostri cuochi. E viene presentata dai nostri ristoratori con le loro straordinarie squadre. È un primato che ci inorgoglisce, e ci consegna uno strumento formidabile per valorizzare ancor di più i nostri prodotti e proteggerli con maggiore efficacia da imitazioni e concorrenza sleale. Già oggi esportiamo 70 miliardi di euro di agroalimentare, e siamo la prima economia in Europa per valore aggiunto dell’agricoltura. Questo riconoscimento imprimerà al Sistema Italia un impulso decisivo per raggiungere nuovi  traguardi”, sottolinea Meloni.

“Il Governo – rivendica – ha creduto fin dall’inizio in questa sfida e ha fatto la sua parte per raggiungere questo risultato, e ringrazio prima di tutto i Ministri Lollobrigida e Giuli per aver seguito il dossier. Ma è una partita che non abbiamo giocato da soli. Abbiamo vinto questa sfida insieme al popolo italiano, insieme ai nostri connazionali all’estero, insieme a tutti coloro che nel mondo amano la nostra cultura, la nostra identità e il nostro stile di vita”.

“Oggi – conclude – celebriamo una vittoria dell’Italia. La vittoria di una Nazione straordinaria che, quando crede in sé stessa ed è consapevole di ciò che è in grado di fare, non ha rivali e può stupire il mondo. Viva la cucina italiana! Viva l’Italia!”.

Ucraina, Conte: Europa disorientata, Stati Uniti negoziano

Roma, 10 dic. (askanews) – “Il governo italiano, insieme ai governi europei, hanno fallito puntando sulla scommessa militare della vittoria dell’Ucraina sulla Russia a colpi di invii di armi e di spese militari. Invece dobbiamo prendere i soldi del riarmo e dobbiamo utilizzarli per le vere emergenze del Paese: siamo a 32 mesi di crollo della produzione industriale, usiamoli per contrastare il crollo degli stipendi reali, per contrastare questo aumento delle tasse e ridurre le liste d’attesa. E soprattutto utilizziamo quei soldi buttati in Albania per maggiore protezione sulle nostre strade, è questo che chiedono i cittadini perché aumentano rapine, furti, scippi e anche gli stupri”. Lo ha detto ai cronisti il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, a margine di una conferenza stampa alla Camera sulla violenza in rete.

A chi gli ha chiesto un commento sull’incontro di ieri fra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Conte ha replicato: “Io prendo atto: l’Europa è completamente disorientata, non si è capito qual è la linea. Purtroppo avevano solo una linea, questa è la realtà: la vittoria militare sulla Russia, hanno scommesso su questo, adesso non c’è nessuna alternativa. Quindi lasciamo che a condurre il negoziato siano gli Stati Uniti e cerchiamo in qualche modo… da un lato alcuni vorrebbero continuare una guerra, ma non riescono neppure a trovare risorse per finanziarla, una guerra per procura, e dall’altro c’è invece chi, come Giorgia Meloni, rimane nel mezzo silente, cercando di capire quale sarà la soluzione migliore per rivendicare di aver contribuito a quella soluzione”.

Il Papa: la tecnologia non garantisce una vita felice

Città del Vaticano, 10 dic. (askanews) – “Molte visioni antropologiche attuali promettono immortalità immanenti, teorizzano il prolungamento della vita terrena mediante la tecnologia. È lo scenario del transumano, che si fa strada nell’orizzonte delle sfide del nostro tempo”. A citare questo aspetto legato all’odierna scienza è stato oggi, nel corso dell’udienza generale in piazza San Pietro, Papa Leone XIV nella quale si è chiesto: “la morte potrebbe essere davvero sconfitta con la scienza? Ma poi, la stessa scienza potrebbe garantirci che una vita senza morire sia anche una vita felice?”.

Solo l’evento della Risurrezione di Cristo, invece, ha concluso il Papa “ci rivela che la morte non si oppone alla vita, ma ne è parte costitutiva come passaggio alla vita eterna. La Pasqua di Gesù ci fa pre-gustare, in questo tempo colmo ancora di sofferenze e di prove, la pienezza di ciò che accadrà dopo la morte”. Aggiungendo che solo “la luce nuova della Risurrezione” è capace “di illuminare fino in fondo il mistero della morte. In questa luce, e solo in essa, diventa vero quello che il nostro cuore desidera e spera: che cioè la morte non sia la fine, ma il passaggio verso la luce piena, verso un’eternità felice”, ha concluso il pontefice.

Mattarella: il diritto internazionale e il multilateralismo sono decisivi

Roma, 10 dic. (askanews) – “Il diritto internazionale e le istituzioni multilaterali rivestono un ruolo decisivo, in quanto strumenti concreti di protezione per gli Stati come per ciascun singolo essere umano. Indebolirli significa esporre ogni individuo, in particolare, i più vulnerabili al rischio che l’esistenza finisca per essere regolata dalla prevaricazione e dall’abuso della forza”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani.

Mattarella: c’è un rapporto inscindibile tra diritti umani e pace

Roma, 10 dic. (askanews) – C’è un “rapporto inscindibile tra diritti umani e pace” ma “ancora oggi” i diritti umani sono sotto “attacco” e riaffiorano “razzismo, aggressioni, diseguaglianze”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani.

“Settantasei anni fa – scrive Mattarella – la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani pose al centro dell’ordinamento internazionale un principio semplice e rivoluzionario: ogni persona, in quanto tale, è titolare di diritti inviolabili. È questo il messaggio che la comunità internazionale volle affidare al futuro, traendo lezione dalle macerie morali e materiali dei conflitti mondiali. È un messaggio che continua a sollecitare la nostra coscienza collettiva. Ancora oggi, infatti, i diritti umani subiscono molteplici attacchi. Le guerre – vecchie e nuove – tornano a proiettare la loro ombra sulle popolazioni civili, causando vittime inermi e portando ovunque sofferenza e distruzione, come la cronaca dei conflitti contemporanei dolorosamente conferma. Le violenze contro donne e minori, le discriminazioni, l’erosione delle libertà democratiche, assumono spesso la forma di un generale arretramento della civiltà giuridica rispetto a traguardi che credevamo acquisiti. Di nuovo, vediamo riaffiorare razzismo, aggressioni, disuguaglianze: fenomeni che la storia aveva già ammonito a non ripetere”.

“Esiste un rapporto inscindibile tra diritti umani e pace: il rispetto dei primi – sottolinea il Capo dello Stato – è premessa essenziale della seconda, mentre l’assenza di pace smorza la speranza di proteggere diritti e libertà. L’evidenza di tale relazione aiuta a comprendere come la pace sia il risultato di un impegno quotidiano e di una responsabilità condivisa, che trova il suo fondamento nella tutela della dignità di ogni persona e nel rifiuto della logica della sopraffazione”.

Festival Popolare Italiano, in scena Ziad Trabelsi e Gabriele Coen

Roma, 10 dic. (askanews) – Il Festival Popolare Italiano ideato e diretto da Stefano Saletti, prosegue il suo cammino al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali di Roma con il progetto Migrazioni Sonore – Il messaggio universale della musica e le nuove cittadinanze, un percorso dedicato alla musica come linguaggio universale e ponte tra culture. I concerti, con inizio alle ore 20.30, saranno preceduti alle ore 19.30 dalle Conversazioni in musica curate dalla rivista specializzata BlogFoolk, che mettono in dialogo artisti, giornalisti e comunità provenienti da diverse aree del mondo. Il costo del biglietto, 6 euro, comprende anche la visita al museo con ultimo ingresso alle ore 18.30.

Giovedì 11 dicembre alle 19.30 si apre con Conversazioni in musica e la consegna del Premio BlogFoolk 2025 alla cantante salentina Maria Mazzotta e un incontro con Ziad Trabelsi e Gabriele Coen a cura di Salvatore Esposito e Stefano Saletti. Alle 20.30 segue il concerto “Dialoghi di pace”, con Ziad Trabelsi e Gabriele Coen affiancati da Marco Loddo e Simone Pulvano. Una serata all’insegna del dialogo tra le diverse culture e religioni che da sempre animano il nostro mare, dalla musica araba ed ebraica alla tradizione cristiana, attingendo alla musica tradizionale ma anche proponendo proprie composizioni originali che guardano al mondo della moderna improvvisazione jazzistica e della world music. Il repertorio tradizionale arabo e quello ebraico sefardita vengono riproposti nell’ottica della moderna improvvisazione etnica e jazzistica in un progetto davvero unico e originale che vede coinvolti i nomi più prestigiosi della scena world jazz italiana: Ziad Trabelsi, membro storico dell’Orchestra di Piazza Vittorio e recente fondatore della Babelnova Orchestra e Gabriele Coen, sassofonista virtuoso capace di esplorare la tradizione del jazz, della musica klezmer e della world music. Con loro il contrabbassista Marco Loddo e il percussionista Simone Pulvano. Il concerto è l’occasione per la presentazione ufficiale del disco “Dialoghi” uscito il 7 novembre per la Moonlight Records.

Sabato 13 dicembre, alle 19.30, le Conversazioni in musica sono dedicate a “Le scale, gli strumenti e gli stili del Maluf,” con Marzouk Mejri e Salvatore Morra, a cura di Stefano Saletti e Salvatore Esposito. Alle 20.30 il duo torna sul palco come Maluf System con il concerto “Eddiwen, Canzoniere tunisino”. Maluf System di Morra & Mejri è un movimento post-revival della musica maluf, uno dei generi urbani più complessi della Tunisia. Il progetto esplora la rinascita del maluf nei contesti migratori, i suoi cambiamenti nella natura, le sue nuove trasmissioni e diffusioni, e promuove l’integrazione e l’identificazione musicale transnazionale di alcuni musicisti tunisini. Attraverso la registrazione dell’album “Eddiwen” con la casa discografica Liburia Records (2024), basato su scale modali arabo-tunisine (come mazmoum, rast dhil, asba’in) e mescolando strumenti musicali di diversi generi tunisini (oud tunisino, ney, darbuka, tar, bendir, zokra, clarinetto, shqashiq) con strumenti a pizzico del nord del Mediterraneo, come la chitarra, mandolino, Maluf System ricrea un mondo sonoro che spazia dal tradizionale ensemble (jawk) alle banda del Bey ottomano di Tunisi, fino alle influenze africane. Che si tratti delle canzoni delle suite (nuba), di una particolare melodia, ritmo o strumento musicale, in arabo classico e dialetto tunisino, questi idiomi dell’identità arabo tunisina consentono ai migranti di connettersi con gli altri, generando un’esperienza condivisa.

IL FESTIVAL POPOLARE ITALIANO. Ideato e diretto da Stefano Saletti (polistrumentista e compositore, alla guida della Banda Ikona e di diversi ensemble internazionali di world music), il festival è nato nel centro di accoglienza Baobab a Roma nel 2015, alla sua chiusura si è trasferito al Teatro Villa Pamphilj dove si è svolto per cinque edizioni, poi nello storico Teatro Verde e dal 2023 al Museo Nazionale degli Strumenti Musicali. Il Festival Popolare italiano appartiene alla Rete Italiana della World Music, un’associazione che riunisce operatori, musicisti e oltre 25 festival di tutte le regioni d’Italia. Missione della Rete è supportare il mondo della world music italiana e contribuire alla diffusione di un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo per il nostro Paese in cui la musica è strumento di costruzione della propria identità culturale, ma anche di conoscenza e di contaminazione con le altre culture del Mediterraneo, e quindi fonte di innovazione. Questi i prossimi concerti: giovedì 18 dicembre, l’Orchestra Multietnica di Arezzo diretta da Enrico Fink; sabato 20 dicembre chiusura del festival con Stefano Saletti & Banda Ikona con il Baobab Ensemble in Sacro Mediterraneo.

Australia, gli under 16 aggirano il divieto di social media con le Vpn

Roma, 10 dic. (askanews) – All’indomani dell’entrata in vigore del divieto dei social media per i minori di 16 anni, molti adolescenti australiani hanno inondato l’account TikTok del primo ministro Anthony Albanese con meme e commenti sarcastici, esultando per essere riusciti ad accedere ancora alle loro app. “Superato il divieto”, si legge in un commento al post in cui Albanese celebra l’inizio del divieto. “Lol, non ha funzionato”, si legge in un altro.

Per aggirare il divieto questi adolescenti hanno probabilmente utilizzato delle reti private virtuali (Vpn), che creano una connessione crittografata tra il dispositivo e Internet nascondendo l’indirizzo IP, ma la ministra delle Comunicazioni, Anika Wells, ha avvertito che questa scappatoia non resterà aperta per sempre.

“Solo perché l’hanno scampata oggi non significa che saranno in grado di evitare il divieto tra una settimana o un mese”, ha dichiarato Wells, citata dalla Bbc. “I social network devono controllare regolarmente gli account dei minori di 16 anni”. Non è che “se hai superato l’esame oggi, sarai a posto fino al compimento dei 16 anni”, ha sottolineato l’esponente Labor.

Secondo Wells, presto i social media saranno in grado di rilevare quando i giovani utenti violano i limiti di età, utilizzando dati come le loro conversazioni sulla vita scolastica e le foto in Australia. “Abbiamo sempre detto che l’onere di garantire ciò spetta alle piattaforme. Non ai genitori”, ha spiegato la ministra delle Comunicazioni.

Il divieto dei social media per i minori di 16 anni “è uno dei più grandi cambiamenti sociali e culturali che la nostra nazione abbia mai affrontato – ha commentato il primo ministro Anthony Albanese -. È una riforma profonda che continuerà a risuonare in tutto il mondo” perché la “comunità globale guarderà a noi e dirà: ‘Beh, se l’Australia ce l’ha fatta, perché non possiamo farcela anche noi?'”.

A Washington Bessent e Svyrydenko parlano di cooperazione tra Usa ed Ucraina

Ieri il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha avuto un colloquio con la Prima ministra ucraina Yulia Svyrydenko. Una riunione definita pragmatica, con l’obiettivo di accelerare i progetti di ricostruzione e le nuove sanzioni contro i giganti petroliferi russi. Nel comunicato rilanciato da Askanews, Bessent afferma di aver ribadito “l’impegno del presidente Trump nel garantire una pace duratura in Ucraina”. In particolare si è parlato del Fondo per la ricostruzione destinato a mobilitare “talenti, risorse e standard di governance americani”.

Diplomazia economica, non pugni sul tavolo

Il tono istituzionale del Tesoro contrasta con le frequenti esternazioni aggressive di Trump – anche ieri sguaiatamente antieuropeo –  sul conflitto ucraino. Bessent agisce su leve tecniche: sanzioni, investimenti, governance. Il fondo bilaterale USA-Ucraina — deliberato nei mesi scorsi — punta a rafforzare la stabilità economica del Paese e ad attirare capitali nella fase post-bellica, trattando l’impegno economico come segno concreto del sostegno americano.

Una partnership di interesse”

Non si tratta di solidarietà generica: gli Stati Uniti mirano a un accesso qualificato ai settori strategici ucraini, dalle infrastrutture all’energia, integrando la ricostruzione con vantaggi economici e geostrategici. “Una partnership economica totale”, ha sintetizzato lo stesso Bessent in precedenti occasioni, legando l’impegno per la pace a incentivi e condizioni precise.

La linea Bessent, se così possiamo definirla, non contraddice apertamente Trump: semmai ne integra su un piano diverso l’approccio strategico. L’apparente distacco non attenua la pressione su Mosca poiché, ad esempio, le sanzioni restano uno valido strumento di contrasto. Avanza dunque una combinazione di fattori che (ri)definisce il ruolo globale degli Stati Uniti nell’era del confronto tra grandi potenze.

La prova dei fatti

La prima riunione operativa del Fondo si è svolta a settembre con l’avvio di operazioni concrete. Un segnale che la collaborazione avanza nonostante le asperità politiche e le frizioni retoriche.

Si adombra, dunque, una differenza di stile: accanto alla voce del Presidente, che parla spesso a colpi di ultimatum, ce n’è un’altra — silenziosa, pragmatica, determinata — che lavora sulla ricostruzione e sulla tenuta economica dell’Ucraina. Non una correzione di rotta, ma un equilibrio necessario: diplomazia che, prima di alzare i toni, costruisce ponti.

Censis 2025: viviamo il quotidiano e non ci arrendiamo

Continuità e tenace continuismo

In una intervista che ho realizzato con lui qualche giorno prima della presentazione del 59° Rapporto Censis, il Presidente Giuseppe De Rita evidenziava come fosse vero che nell’opinione pubblica tutti i Rapporti precedenti erano conosciuti e commentati più per il fermo-immagine delle pagine introduttive che per lecentinaia di quelle dedicate ai dati e alle valutazioni sui settori di intervento sociale. “È il nostro ruolo strutturale, e continuativo nel tempo, e su tale ruolo sappiamo di esser giudicati dalle centinaia di professionisti del sociale (ricercatori, operatori, docenti, amministratori) che utilizzano la nostra accumulazione e le nostre elaborazioni dei dati”. Dopo circa sessant’anni di osservazione del Paese e del suo sviluppo socio-economico e culturale al Presidente questa sottolineatura è parsa importante, per evidenziare da un lato l’evoluzione storica e documentata del Paese – la chiamiamo “continuità” – dall’altro quel “tenace continuismo” che ha sempre caratterizzato il suo stile personale e la mission dell’Istituto da lui guidato.

Le fotografie” del Paese e la lente del tempo

Anche questo 59° Rapporto non si sottrae a questa duplice connotazione: da un lato la rappresentazione suggestiva, persino iconografica, delle molte fotografie dell’Italia contemporanea, ricca di narrazioni evocative e di metafore avvincenti, dall’altra la ricchezza dei dati raccolti che le integrano e le esplicitano nei dettagli, giustificando gli aggiornamenti affascinanti della semantica descrittiva. Resta implicita una considerazione non detta: una storia così lunga come quella dell’Italia del secondo dopoguerra non procede per strappi e fratture cronologiche o esplicative di repentini cambiamenti poiché la cadenza annuale dei Rapporti non interrompe ma descrive un processo fatto di flussi lenti e partecipati, “dappertutto e rasoterra” come nel titolo del libro rievocativo di De Rita che ho utilizzato proprio nell’intervista che seguirà a breve.

Svincolarsi dal presentismo

Siamo dunque un Paese che – superato in parte lo spaesamento di una deriva critica ultradecennale – sembra svincolarsi dalla morsa del presentismo asfissiante che l’attanagliava: siamo sempre legati al presente e al quotidiano ma più come scelta che come inerme soccombenza. L’Italia del 2025 – pur nello sconquasso internazionale delle guerre, gravata dal fardello del debito pubblico, rassegnata ad un ascensore sociale ormai inchiodato al piano terra e arrugginito nei meccanismi di risalita – sta assumendo un comportamento collettivo di resistenza e finisce per valorizzare la quotidianità delle piccole cose di cui ognuno – singolarmente o per gruppo sociale, a cominciare dalla famiglia – va cercando di circondarsi e di riscoprire.

Edonismo e piaceri semplici

Per la prima volta da molti anni – ad esempio – il Rapporto si sofferma a commentare gli stili di vita sessuali degli italiani,riferendo di un Paese dove la gente e i giovani cercano il sesso come fonte di appagamento e soddisfazione e descrivendo, come volta, una deriva di “edonismo liberato dalle antiche censure”.

Convinti che il piacere sia irrinunciabile e che non possa essere subordinato all’attesa di un domani migliore, gli italiani sperimentano l’alchimia dei godimenti semplici, un concerto di piaceri ricercati nella ordinaria quotidianità: un modo vitale, in definitiva, di stare al mondo. Una valutazione peraltro che torna utile considerare in concomitanza del dibattito parlamentare sul cosiddetto “consenso libero e attuale”.

Politica: rappresentanza smarrita

I processi di verticalizzazione e personalizzazione della politica hanno divaricato il gap tra paese legale paese reale (Il 72,1% degli italiani non crede più ai partiti, ai leader politici, al Parlamento, Il 53,5% dichiara di non sentirsi rappresentato da loro, Il 62,9% è convinto che nella nostra società si sia spento ogni sogno collettivo e condivisibile, l’unico leader che conquista la fiducia della maggioranza assoluta degli italiani (il 60,7%) è Papa Leone XIV), basti osservare il fenomeno dell’astensionismo elettorale delle recenti regionali (ma eclatante resta quel 51,7% di non votanti alle ultime europee, in un contesto storico in cui l’Europa potrebbe essere il salvagente di una ultramillenaria civiltà nel nuovo ordine mondiale che va configurandosi).

Ceto medio febbricitante, ma resistente

Il divario dei salari dalla media europea che resta un freno per la ripresa dei consumi, pur a fronte di un + 833 mila occupati (in prevalenza, tuttavia, sopra i 50 anni) dopo un indice industriale negativo per 32 mesi, la crescita degli inattivi (più che dei disoccupati) specie tra i giovani (la cosiddetta generazione Neet), il saldo negativo tra il brain gain e il brain drain, la presenza di 5,4 milioni di stranieri nella popolazione nazionale ai quali non sempre si riesce a dare una prospettiva di vera integrazione lavorativa e sociale (il 35,6% di essi è in condizione di marginalizzazione o sotto la soglia di povertà ma il Rapporto considera anche il dato della presenza di irregolari e clandestini, un fenomeno percepito tangibilmente con disagio dalla gente): sono solo alcuni degli aspetti di negatività che emergono dal Rapporto.

Ceto medio febbricitante

Il ceto medio è febbricitante: si consideri che negli ultimi 20 anni il numero dei titolari d’impresa in Italia si è assottigliato da oltre 3,4 milioni a poco più di 2,8 milioni, con una riduzione del 17,0% (quasi 585.000 imprenditori in meno). In particolare, i giovani imprenditori con meno di 30 anni sono diminuiti nello stesso periodo del 46,2% Ma il Segretario generale Giorgio De Rita e il Direttore generale Massimiliano Valerii nella loro presentazione del 5/12 nella sede del Cnel ricordano che “la spinta della cetomedizzazione dal basso però non è finita; al contrario, per molti versi vince ancora. C’è stata e c’è, sa stare nel presente, sa sgarbugliare gli intrecci di uno sviluppo squilibrato, nei territori intermedi come nelle grandi città. È stata e resta un processo che offre al telaio socio-economico italiano un tessuto stabilizzatore nelle grandi e piccole crisi, interne e internazionali. Un tessuto infragilito, dagli orli sfrangiati e dai rammendi vistosi, dagli investimenti prudenti, segnato dal mancato compimento di molte delle attese di progressiva accumulazione individuale di ricchezza e troppe volte ripiegato nell’attesa di benefici ereditari, ma pur sempre una base preziosa di stabilità.

Una ‘laguna’, la cetomedizzazione, che ora ha prodotto un nuovo ceto che non rinuncia a viaggiare e a consumare, ma lo fa con un biglietto Economy e di quando in quando si concede l’upgrade di un biglietto Premium: in sostanza gli italiani tenacemente resistono, abbandonando i rimpianti o le narrazioni nostalgiche dei tempi migliori della crescita e del boom economico e senza destinare soverchio impegno a progettare un futuro nel breve-medio periodo.

Vivere il presente, non subirlo

Anziché sentirsi soffocati dal presente come condanna cercano di viverlo in tutti gli aspetti che consentano una positiva, quotidiana godibilità.

In epoca ‘selvaggia’ (questo è l’aggettivo nel titolo del 59°Rapporto), di grandi conflitti ai limiti dell’apocalisse, in crisi di sostenibilità ambientale nell’ecosistema dove l’antropizzazione distrugge invece che costruire, afflitti da un grande debito pubblico (a luglio 2025 in Italia ha toccato la cifra record di 3.057 miliardi di euro: +35,7% rispetto al valore del luglio 2001, nell’ultimo anno l’Italia ha pagato interessi per 85,6 miliardi di euro, corrispondenti al 3,9% del Pil: il valore più elevato tra tutti i Paesi europei), con i barbari alle porte, le città infiammate dalla criminalità dilagante gli italiani non prendono tuttavia alloggio nel “Grand Hotel Abisso”. Non stupisce, tuttavia, che quasi la metà degli italiani (il 46,8%, ma la percentuale sale al 55,8% tra i più giovani) sia convinta che l’Italia non abbia davanti a sé un futuro all’insegna del progresso, per il 73,7% gli Usa non rappresentino più un riferimento di garanzia e un esempio di stili di vita, per il 61,9% l’Europa sia ininfluente nelle sfide mondiali, per il 55,2% addirittura stia esaurendosi la spinta propulsiva dell’Occidente a favore di India e Cina.

Età “selvaggia”, tra paure globali e disincanto europeo

“Siamo entrati in un’età selvaggia, un’età del ferro e del fuoco, di predatori e di prede, in cui la violenza prende il sopravvento sul diritto internazionale e il grande gioco politico cambia le sue regole, privilegiando ora la sfida, ora la prevaricazione illimitata”. Questi dati emergono peraltro in un momento cruciale per l’Europa che Trump considera un ‘tertium genus’ più che un alleato e Musk vorrebbe abolire: c’è nella gente una confusa e annebbiata consapevolezza degli sviluppi sui destini europei (anche come ricaduta della vicenda ucraina) ma ciò è dovuto anche alla frammentazione e alla debolezza delle risposte che l’Ue ha finora saputo dare, nonostante summit e conciliaboli infiniti.

A fronte di problemi che potrebbero essere epocali e dirimenti sui nostri destini, si registra una sorta di anestetizzazione del pensiero collettivo senza approfondimenti, che fa il pari con una sensibile caduta dei consumi culturali. Tra il 2004 e il 2024, la spesa per la cultura delle famiglie italiane si è ridotta e non di poco (-34,6%), attestandosi appena sopra i 12 miliardi di euro: una cifra che corrisponde solo a poco più di un terzo di quanto spendiamo nell’insieme per smartphone e computer (quasi 14,5 miliardi nel 2024: +723,3% negli ultimi vent’anni) e per i servizi di telefonia e traffico dati (17,5 miliardi).

Si riscontra una forte contrazione della spesa per giornali (-48,3%) e libri (-24,6%). La Tv di intrattenimento e generalista sta sostituendo quella dell’informazione, peraltro basata in prevalenza solo su brutte notizie: i social – da parte loro – sono ormai ridotti ad una sorta di cloaca maxima dove circola e transita vorticosamente il peggio del peggio. Forse dovremmo ripensare al rapporto tra mente, cuore, sentimenti e tecnologie dirompenti ma il fatto che questa necessaria riflessione potrebbe accadere in epoca di espansione dell’I.A. (un valore in sé potenzialmente positivo, una bomba nucleare se messa in mano a incompetenti o malintenzionati) induce a preoccupazioni circa la capacità di discernere la realtà, la verità e il perseguimento del bene comune in uno tsunami di input di cui i media non sembrano assumersi alcuna responsabilità etica.

 

Né rassegnazione, né paese dei balocchi

Se dunque vivere il presente “resistendogli” è un mix di responsabilità e rassegnazione, dobbiamo evitare di cadere nella sindrome di Lucignolo: la vita non è un paese dei balocchi dove tra perenne sindrome da risarcimento (le colpe sono sempre degli altri) e godimento estetico, si possano perdere senso di responsabilità e coscienza individuale e collettiva.

Difendere il presepe senza aggressività

Per molti decenni non era affatto un problema. Anzi, e al contrario, era un potente e forte richiamo religioso ma anche, e soprattutto, un valore per tutti. Credenti e non credenti e persone di tutte le fedi religiose presenti nel nostro paese. E non c’era, al riguardo, alcuna polemica pretestuosa o, peggio ancora, pregiudiziale o ideologica. Un clima che, va pur detto, è stato completamente rimosso e archiviato al punto che ormai assistiamo ad una serie di comportamenti e di iniziative quasi inspiegabili se non addirittura irrazionali.

Un simbolo condiviso, ieri senza polemiche

Quando si parla di segni religiosi e, nello specifico, della presenza di un presepe. È il trionfo del cosiddetto “politicamente corretto”. Una deriva con cui, purtroppo, dobbiamo fare i conti sostenuta ed ingigantita da alcune forze politiche, da molti presidi autorevoli dell’informazione progressista e da tutti coloro che contestano una cosiddetta forzatura religiosa. Anche in Italia e anche, e soprattutto, nei confronti di tutto ciò che è anche solo vagamente riconducibile alla dottrina, alla tradizione, alla cultura e alla storia del cattolicesimo. Verrebbe quasi da dire riconducibile al ‘costume’ – se è un termine che si può ancora usare – del cattolicesimo italiano.

Laicità sì, ma non esclusione

Ora, e nel pieno rispetto del principio della laicità – da declinare, come ovvio, in tutte le sedi pubbliche – non si può, però, non prestare anche una grande attenzione al rovescio della medaglia. E cioè, che proprio attorno alla polemica, sterile e anche un po’ grottesca, sull’allestimento del presepe nei luoghi pubblici, non decolli una prassi fondata più sull’esclusione che non sull’inclusione. Ovvero, un nuovo, rinnovato e tardo anticlericalismo che fa dell’indifferenza e del nullismo la vera ragione d’essere della convivenza. E quindi qualunque segno, segnale, richiamo all’interno di una dimensione pubblica – dagli uffici alle scuole a qualsiasi altro presidio – che sia minimamente riconducibile alla religione cattolica è quasi vissuto come un’offesa, un attacco e una sistematica violazione all’identità altrui.

Il presepe come identità e non come arroganza

Ecco perché, e al netto di ogni forzatura clericale e confessionale – sempre da respingere senza alcuna attenuante – forse è arrivato il momento per dire una persin banale verità. E cioè, e ancora al di là del principio della reciprocità tra le singole fedi religiose – detto con parole semplici, quello che con la mia fede io posso fare in Italia tu non lo puoi fare nel mio paese che ha un’altra religione – va detto con chiarezza che, almeno in Italia, la presenza a Natale di un presepe non è affatto un attacco violento e sistematico ad altre correnti religiose ma, molto più semplicemente, un segno piccolo ma potente che ricorda i valori più profondi della nostra religione, della nostra tradizione millenaria e della nostra cultura. Senza forzature, senza arroganza e senza alcuna presunzione. Ma anche con la consapevolezza che non si può e non si deve rinunciare alla propria identità sacrificandola sull’altare di un maldestro ed ipocrita nuovismo.

Social-cesarismo. Leader in onda, cittadini in ombra

Astensionismo e cesarismo digitale

A fronte della forte crisi della partecipazione al voto, e quasi per bilanciarla, registriamo dunque un rovescio preoccupante, se nottragico, della medaglia. E cioè l’emergere del potere assoluto concentrato nelle mani dell’autocrate di turno, che, mascherato da democrazia, sta prendendo piede nel mondo. Un cesarismo social-digitale, da noi sotto traccia dei premierati e dei presidenzialismi proposti e auspicati. E non fa proprio niente se con l’aria assenteista che tira, il Premier e il Presidente saranno eletti da solo il 15-20% di tutti i cittadini italiani aventi diritto al voto.

Mondo nuovo, categorie vecchie

C’è solo da aggiungere che, al cospetto delle radicali trasformazioni in corso, cominciando dal clima, dall’IA e dalle inarrestabili migrazioni, e finendo ai cambiamenti di identità e ai nuovi valori che viviamo, con i tanti chef che preparano nuovi piatti personali, si continua a riflettere con molta “nonchalance” sui piatti e i gusti vecchi, catalogati disinvoltamente di destra, sinistra e centro; sulle categorie di progressisti e conservatori, massimalisti e minimalisti, radicali e superficiali, moderati o rivoluzionari. Non escludendo il sostantivo populista, ormai sulla bocca di tutti, a destra e a manca.

Mi viene da dire che sono tutte semplificazioni linguistiche della quotidiana lotta politica e della dialettica elettorale, che però non chiariscono mai sino in fondo a che cosa ci si vuole (oggi) riferire e che cosa si vuole (oggi) definire e indicare. Se non qualche bipolarismo storico di comunismo e fascismo, letteralmente scomparsi dalla scena culturale-politica e oggi in mano a minoranze nostalgiche, a volte pericolose. Oppure qualche centro democristiano, nato nel secondo dopoguerra solo e soltanto – come hanno affermato qualificati storici – perché in presenza di un comunismo italiano “internazionalista” e filorusso, e di un fascismo rimpianto, ma dopo Salò, ancora vivo e vegeto.

Il partito personale digitale

Piatti nuovi, gusti nuovi, tanti leader forti e solitari, e partiti personali digitali, perché il fenomeno nuovo della democrazia fragile e del mezzo “demos” che viviamo ai nostri giorni non è più quello che presenta veri e solidi partiti con i loro periodici congressi, le loro sezioni di territorio, i loro quotidiani, i loro incontri, con i loro iscritti e militanti, con le associazioni collaterali, partecipate caso mai e per adeguarsi ai tempi anche da remoto.

Ma solo partiti liquidi di singoli leader, che con i loro personali social si affacciano da remoto al risicato mondo degli interessati e alla variabile opinione pubblica; che compaiono sui manifesti solo e soltanto con la loro particolare faccia e con il loro nome sbandierato e proposto sin sulla scheda elettorale. E solo e soltanto attraverso una comunicazione digitale “social”, oppure su quella televisiva pubblica lottizzata, o ancora su quella di proprietà. Non escludendo quella cartacea schierata e di sostegno, come ha fatto ben capire Belpietro con il suo quotidiano La Verità (sic!), sul caso Garofani-Mattarella-Bignami che ha chiarito la pochezza e la parzialità del giornalismo italiano dei nostri giorni.

Il voto di opinione liquido

Sono stati Mannheimer e Pasquino, come ho detto nella prima parte di questo appunto, che nel loro recente libro sul voto ci hanno ricordato che dopo Tangentopoli sono nati molti “nuovi piatti” partitici con un incredibile indebolimento della fedeltà e coerenza verso i più vecchi, e con la smisurata crescita del gusto nuovo da assaporare elezione dopo elezione col voto di opinione cangiante, oggi influenzato e contagiato dal volto, dai vestiti del leader esposti in bella mostra nelle televisioni. Con il nome sin sulla scheda elettorale e sui pochi manifesti rimasti in circolazione.

I comizi? Solo con 5/6 telecamere e 5/6 reti televisive disponibili!

Il metodo sinodale come futuro politico?

Per tutto il resto tocca dire, piaccia o non piaccia a Micromega, che è solo la Chiesa cattolica che sta con lungimiranza proponendo una metodologia di futuro esportabile a pieno titolo alla democrazia politica. Non si tratta di un passato rimpianto e consegnato definitivamente alla storia con l’aria di secolarizzazione che tira e con un individualismo galoppante. La sua metodologia sinodale si fonda invece tutta sull’importanza, se non l’urgenza, di camminare insieme. Di costruire ponti e non muri, anche con gli opposti. Di parlarsi anche fra c.d. nemici: ciò ricorda un invito al dialogo e all’incontro con i comunisti fatto da Aldo Moro a Benevento, in uno dei suoi ultimi discorsi.

Di partecipare insomma alle terribili sfide, dietro l’angolo sì, ma comuni a tutti, incontrandosi e parlandosi perfino tra diversi e rivali, come suggerisce la Rete di Trieste.

Ucraina, Meloni vede Zelensky: unità sui passi per la pace. Salvini: Kiev ha perso guerra,basta aiuti

Roma, 9 dic. (askanews) – L’incontro comincia con un abbraccio nel cortile di palazzo Chigi e dura un’ora e mezza. Volodymyr Zelensky arriva a Roma dopo aver partecipato ieri alla riunione con i Volenterosi a Londra e dopo aver incontrato a Bruxelles i vertici europei. In mattinata il colloquio a Castel Gandolfo con il Papa, poi alle 15 il presidente ucraino varca la soglia della sede del governo per un bilaterale con la presidente del Consiglio. La fase è quanto mai delicata per il leader di Kiev, la pressione degli Stati Uniti perché accetti il piano di pace è sempre più insistente. Così come le frecciate del presidente americano. Parlando con Repubblica e Messaggero Zelensky replica a Trump che lo aveva accusato di “usare la guerra” per evitare il voto: “Sono sempre pronto alle elezioni”, la risposta.

Ma anche per Giorgia Meloni il sentiero per mantenersi in equilibrio tra il sostegno all’Ucraina e la difesa di una soluzione che veda unione di intenti tra l’Europa e gli Stati Uniti si fa sempre più stretto. Soprattutto dopo l’attacco al Vecchio Continente contenuto nella Strategia di sicurezza nazionale pubblicato dalla Casa Bianca.

Il comunicato finale diffuso da palazzo Chigi al termine dell’incontro pone l’accento sul “ruolo attivo” di mediazione che l’Italia vorrebbe ritagliarsi in questa fase. “Nel corso dell’incontro, i due leader hanno analizzato lo stato di avanzamento del processo negoziale e condiviso i prossimi passi da compiere per il raggiungimento di una pace giusta e duratura per l’Ucraina”, si legge. Da una parte, poi, si sottolinea “l’importanza dell’unità di vedute tra partner europei e americani” e dall’altra si sottolinea la necessità definizione “di robuste garanzie di sicurezza che impediscano future aggressioni e del mantenimento della pressione sulla Russia affinché sieda al tavolo negoziale in buona fede”. Nessun riferimento a due nodi che, invece, vengono messi nero su bianco dal ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha in un post pubblicato al termine dell’incontro con Antonio Tajani. “È fondamentale consentire finalmente l’utilizzo completo dei beni russi congelati, rafforzare l’Ucraina nell’ambito del programma Safe e incrementare ulteriormente i contributi all’iniziativa Purl”.

Due temi, quello dell’uso degli asset russi e quello dell’acquisto di armi dagli Stati Uniti, che sono tra i passaggi più delicati all’interno della stessa maggioranza chiamata, entro la fine dell’anno, a varare quel ‘decreto Ucraina’ che consente di prorogare di altri dodici mesi l’autorizzazione a cedere mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari a Kiev. Tanto che in serata Salvini, ospite in televisione, non usa giri di parole: “Non tolgo soldi alla sanità italiana per fare andare avanti una guerra che è persa”. Per il vice premier “prima ci si siede al tavolo e si trova un accordo, meglio è per tutti”. Non esattamente il viatico migliore per il decreto che dovrà essere licenziato entro l’anno. Ma Salvini non ha dubbi: “La Russia sta avanzando mentre Zelensky deve arruolare forzatamente giovani che poi scappano. Questa è la realtà dei fatti. La guerra sta andando in un certo modo, prima arriva la pace più vite si salvano. C’è un piano proposto da Trump, si confrontino Zelensky e Putin sui confini, su cosa concedere”, ha aggiunto Salvini, che liquida così gli sforzi degli altri Paesi europei: “L’impressione è che qualcuno in Europa per salvare il suo posto non ha interesse a che la pace diventi concreta”.

Ucraina, Papa: ruolo Ue importante, non realista escluderla

Roma, 9 dic. (askanews) – “Penso che il ruolo dell’Europa sia molto importante e l’unità dei paesi europei sia veramente significativa, specialmente in questo caso”. Lo ha detto il Papa uscendo da Villa Barberini, a Castel Gandolfo, rispondendo ai giornalisti sul ruolo dell’Europa e le dichiarazioni di Trump sull’accordo di pace in Ucraina.

“Cercare un accordo di pace senza includere l’Europa nelle conversazioni non è realista – ha aggiunto il Papa – e se la guerra è in Europa… penso che le garanzie che si cercano, anche di sicurezza, oggi e nel futuro, l’Europa deve farne parte”.

“Purtroppo – ha ribadito Leone – non tutti lo capiscono, penso che c’è un’opportunità molto grande per i leader dell’Europa di unirsi e di cercare insieme soluzioni”.

Calcio, Spalletti sprona la Juve: "Serve continuità"

Roma, 9 dic. (askanews) – Alla vigilia della sfida europea contro il Pafos, Luciano Spalletti ha parlato di identità, continuità e responsabilità. Un incontro con la stampa lungo, schietto, nel quale il tecnico bianconero ha toccato tutti i nodi critici del momento, senza sconti per nessuno. Spalletti respinge l’idea che i giocatori abbiano bisogno di “cinque partite consecutive” per dimostrare il proprio valore: “Funziona che vai forte tutti gli allenamenti. Dopo due settimane ti do 10 minuti, poi un tempo, poi una partita e poi cinque. Non puoi alternare una volta bene e una male e poi chiedere spazio”. E aggiunge: “Perdono fiducia, non so cosa succede. Gliel’ho detto: da qualche parte devo forzare di più”. Sui continui alti e bassi, il tecnico sottolinea come il calcio moderno renda sempre più relativi i moduli: “Ormai i sistemi si deformano, c’è una continua rotazione. Il 4-3-3? Cambia poco, anche se avere un difensore destro mi permetterà di fare cose diverse”. La difficoltà principale, spiega, è allenare il gruppo al completo per via dei ritmi serrati: “Li conosco meglio ora, ma averli tutti insieme a un’intensità alta è complicato”. Spalletti chiarisce le parole dei giorni scorsi su Yildiz: “Probabilmente l’ho detta male. Ha potenziale enorme, ciò che vedete è solo una parte”. Il tecnico ricorda come disse lo stesso anche a Kvaratskhelia ai tempi di Napoli. Sulla scelta tattica senza attaccanti al Maradona, si assume la responsabilità: “Gliel’ho detto negli spogliatoi: con quelle scelte vi ho danneggiato”. E Kalulu conferma. Thuram “è forte, professionista top”, anche se alterna momenti buoni e altri meno. Buone notizie per la difesa: “Rugani e Bremer saranno convocati, li aspetto a braccia aperte”. La fiducia non è cambiata: “Ho le stesse certezze del primo giorno. Mi fanno stare sull’ottovolante, ma non cambierò atteggiamento”. Riguardo al reparto offensivo ammette: “I numeri non sono quelli desiderati. Ma ho visto belle giocate, dobbiamo ripeterle più spesso”. Infine, uno sguardo alla gara di domani: “Il Pafos è tosto, pieno di brasiliani e portoghesi che sanno giocare. Ti vengono addosso forte, poi se salti il pressing si abbassano e ripartono con qualità. Dobbiamo evitare le transizioni e non farci intimidire”.

Antitrust avvia indagini su Swatch e Citizen

Roma, 9 dic. (askanews) – L’Antitrust ha annunciato l’avvio un procedimento istruttorio nei confronti della giapponese Citizen Watch della svizzera Swatch, “per accertare una presunta fissazione dei prezzi pubblici esposti sui canali online dei propri distributori autorizzati (gioiellerie e orologerie)”. Lo scorso 3 dicembre, riporta un comunicato, i funzionari dell’Autorità, con l’ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza, hanno svolto ispezioni nelle sedi di Citizen Watch Italy S.p.A. e di The Swatch Group (Italia) S.p.A.

Secondo l’Autorità della Concorrenza e del Mercato (Agcom), Citizen, uno dei principali operatori nella produzione e commercializzazione di diversi marchi di orologi – tra i quali, oltre a Citizen, Bulova, Vagary, Fréderique Constantine e Alpina – “potrebbe richiedere, alla propria rete di distribuzione selettiva, l’imposizione dei prezzi di vendita. Al contempo – prosegue l’autorità – Citizen sembrerebbe effettuare un’attività di monitoraggio, adottando misure commerciali ritorsive verso i distributori che promuovono sconti e prezzi difformi da quelli indicati”.

Par parte sua Swatch “sembrerebbe imporre i prezzi di vendita e quindi attuare attività di monitoraggio nei confronti della propria rete di distribuzione selettiva – si legge – adottando misure commerciali ritorsive verso i distributori inadempienti”.

Secondo l’Autorità, il sistema di fissazione dei prezzi di rivendita attuato dai due gruppi può integrare una restrizione fondamentale ai sensi delle regole europee. (fonte immagine: AGCM).

Ue, Bernardi (Illumia): ETS2 aumenter bollette 100-150 euro

Bologna, 9 dic. (askanews) – La direttiva europea ETS2 “vorrebbe allargare questa sorta di tassazione anche a coloro che hanno clienti retail, quindi gli operatori elettrici come Illumia sarebbero soggetti dal 2028 a questo ulteriore onere” che comporter “un aumento della bolletta di almeno 100-150 euro, quindi un aumento di circa il 25-30% rispetto alla spesa attuale”. Lo ha dichiarato Marco Bernardi, presidente di Illumia, commentando l’introduzione del Sistema per lo scambio di quote di emissioni per i settori degli edifici e trasporto stradale (ETS2).

“L’aspetto pi rilevante e preoccupante l’avvento dell’ETS2, come giustamente qualche mio collaboratore in maniera ironica lo ha definito, il sequel di un film che per non di successo – ha dichiarato Bernardi, a margine della presentazione a Bologna di ‘Iwagumi’ in occasione delle festivit natalizie – l’ETS1, al netto di tutte le iniziative e le pubblicit di cui stato oggetto, non sicuramente un’iniziativa di successo”.

“Le emissioni sono diminuite per tre fenomeni sostanziali: le crisi che ci sono state, l’innovazione tecnologica e la delocalizzazione dell’apparato industriale che andato a produrre dove queste imposizioni non ci sono – ha proseguito il presidente – quindi l’ETS1, a nostro parere, non un’esperienza di successo”.

” culturalmente sbagliato, non si crea una tassa per incentivare l’elettrificazione – ha aggiunto Bernardi – L’idea di aumentare la spesa elettrica per incentivare le abitazioni a elettrificare, quando gi nel 2022 con un aumento di 10 volte l’elettrificazione non stata utilizzata, ci sembra una miopia. Non saranno 100 euro di aumento della bolletta a giustificare investimenti da 7 a 20.000 euro per caldaie, pompe di calore. Lo riteniamo uno strumento sbagliato che non centrer l’obiettivo e che andr a gravare sulle bollette di tutti i cittadini italiani”.

Ucraina, Putin: il Donbass è storicamente parte del territorio russo

Roma, 9 dic. (askanews) – Il Donbass fa parte del territorio russo, è un fatto storico. Lo ha ribadito oggi il presidente russo Vladimir Putin, parlando ai membri del Consiglio per lo sviluppo della società civile e dei diritti umani in Russia, secondo quanto riportano le agenzie di stampa russe.

“Quel territorio (il Donbass, Ndr) è importante; è il nostro territorio storico, questa è una certezza assoluta. La Russia è stata creata in modo tale che quelle terre siano sempre state parte della Russia”, ha sostenuto Putin, ricordando la decisione di Lenin di inglobarlo nell’Ucraina sovietica.

Il presidente russo ha anche ribadito che la Russia porterà avanti la guerra in Ucraina fino al raggiungimento dei suoi obiettivi: “Senza dubbio, porteremo avanti l’operazione militare speciale fino alla sua logica conclusione, raggiungendo i suoi obiettivi”, ha sottolineato il presidente.

Il Milan respira, Leao parte per la Supercoppa

Roma, 9 dic. (askanews) – Sospiro di sollievo per il Milan. Come si legge in una nota del club, “la risonanza magnetica a cui è stato sottoposto oggi Rafael Leao a seguito del risentimento muscolare all’adduttore destro avuto durante la partita Torino-Milan ha escluso la presenza di lesioni muscolari. Leao ha già iniziato le terapie necessarie per risolvere il quadro infiammatorio”. Nessuna lesione all’adduttore, dunque, ma un’infiammazione dolorosa per Leao. Che salterà con tutta probabilità la sfida di campionato di domenica alle 12.30 a San Siro contro il Sassuolo ma potrebbe partire insieme alla squadra per la Supercoppa Italiana, in programma in Arabia Saudita dal 18 al 22 dicembre.

In Australia è scattato il divieto social media per i minori di 16 anni

Roma, 9 dic. (askanews) – E’ entrato in vigore, in Australia, dov’è da poco scoccata la mezzanotte, il primo divieto al mondo ai social media per i minori di 16 anni.

“Salve studenti, sono il primo ministro e vorrei parlarvi direttamente di una cosa molto importante – ha affermato il premier australiano Anthony Albanese in un video pubblicato sui media -. Dal 10 dicembre, se avete meno di 16 anni, non potrete più avere un account sui social media. Sapete meglio di chiunque altro cosa significa crescere con algoritmi, velocità infinite e la pressione che ne può derivare. Ecco perché abbiamo preso questa decisione per sostenervi. Se avete domande, non esitate a contattarci. Parlate con i vostri genitori, i vostri insegnanti e i vostri amici. E se sentite di aver bisogno di ulteriore supporto, Headspace e Kids Helpline sono lì per aiutarti. Soprattutto, sfruttate al meglio le prossime vacanze scolastiche invece di passarle a scrollare sul telefono. Iniziate un nuovo sport, imparate a suonare un nuovo strumento o leggete quel libro che è lì sullo scaffale da un po’. E, soprattutto, trascorrete del tempo di qualità con i vostri amici amici e la vostra famiglia. Buona estate”, ha concluso Albanese.

Secondo l’ufficio statistico del Paese, in Australia ci sono cinque milioni di bambini sotto i 16 anni e un milione tra i 10 e i 15 anni. Ora, ricorda la Bbc, tocca alle aziende dei social media far rispettare il divieto adottando misure per garantire che i minori di 16 anni non possano avere un account sulla loro piattaforma. Questo potrebbe significare il riconoscimento facciale, il caricamento di documenti d’identità o persino tecnologie di stima dell’età, ma nessuno di questi metodi è infallibile.

In caso di inadempienze le compagnie potrebbero incorrere in multe fino a 50 milioni di dollari australiani, ovvero circa 28,5 mln di euro.

Le app di gioco e i chatbot con intelligenza artificiale non rientrano nel divieto, quindi i ragazzi potrebbero comunque essere a rischio.