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lunedì, 26 Gennaio, 2026
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Hamas: la legge sulla pena di morte "legalizza l’uccisione di palestinesi"

Roma, 11 nov. (askanews) – Il gruppo palestinese Hamas ha bollato come “un tentativo di legalizzare le uccisioni di massa di palestinesi” il disegno di legge approvato ieri in prima lettura dalla Knesset che introduce la pena di morte “per i terroristi che hanno ucciso israeliani”.

Ieri sera il parlamento israeliano ha approvato con 39 voti a favore e 16 contrari il disegno di legge presentato dal ministro della Sicurezza Nazionale ed esponente dell’estrema estrema destra israeliana Itamar Ben-Gvir. Il testo deve superare tre letture prima di diventare legge.

Hamas ha definito l’approvazione del disegno di legge “un’estensione dell’approccio razzista e criminale del governo sionista e un tentativo di legalizzare l’uccisione di massa organizzata del nostro popolo palestinese che vive sotto occupazione”. In un comunicato riportato dall’agenzia di stampa turca Anadolu, il gruppo palestinese ha aggiunto che “l’approvazione di questa legge fascista e sadica sotto lo sguardo del mondo rappresenta una nuova violazione delle leggi e delle convenzioni internazionali”, sollecitando l’intervento della comunità internazionale e delle organizzazioni per i diritti umani, perchè “condannino questa pericolosa legge razzista, impongano sanzioni deterrenti all’entità israeliana e facciano pressioni perchè ritiri la legge”.

I Talebani del Pakistan rivendicano l’attacco a Islamabad

Roma, 11 nov. (askanews) – I talebani pachistani hanno rivendicato la responsabilità dell’attacco che ha colpito la capitale del Pakistan.

“Il nostro combattente ha attaccato la commissione giudiziaria di Islamabad. Sono stati presi di mira giudici, avvocati e funzionari che hanno eseguito sentenze in base alle leggi anti-islamiche del Pakistan”, ha affermato il gruppo, come riferisce Afp.

Un’auto con a bordo un attentatore è esplosa fuori da un tribunale nella zona di Kacheri, causando almeno 12 morti e 21 feriti.

Tennis, Bolelli-Vavassori nella storia: semifinali Atp a Torino

Roma, 11 nov. (askanews) – Simone Bolelli e Andrea Vavassori entrano nella storia del tennis italiano centrando per la prima volta le semifinali delle ATP Finals in corso a Torino. Il duo azzurro ha superato 7-6, 6-4 lo spagnolo Marcel Granollers e l’argentino Horacio Zeballos nella seconda giornata del round robin di doppio, assicurandosi così l’accesso al turno successivo. La partita si è aperta in perfetto equilibrio. Gli italiani hanno mostrato grande scioltezza al servizio, approfittando di qualche imprecisione di Zeballos e conquistando una palla break già al quarto game, poi non sfruttata. Gradualmente, Granollers e Zeballos hanno trovato maggiore sicurezza, arrivando a ottenere tre palle break, tutte cancellate dagli azzurri che hanno continuato a spostare il gioco sull’argentino. Sul 5-5, Bolelli ha salvato un’altra situazione critica con una schiacciata a rete, costringendo infine gli avversari all’errore. Il set si è deciso al tie-break, vinto dai tricolori per 7-6.

Nel secondo set Bolelli e Vavassori hanno subito preso il controllo. Un rovescio incisivo di Bolelli sulla battuta di Zeballos ha fruttato il primo break della frazione, consolidato da un servizio impeccabile. Il duo italiano ha mantenuto il vantaggio, rispondendo con precisione ai tentativi di rimonta di Granollers e Zeballos e avvicinandosi a un nuovo break sul 5-3. Nonostante una risposta fortunata degli avversari, Bolelli e Vavassori hanno chiuso la partita 6-4, centrando un risultato storico.

Ora gli azzurri attendono il match tra i tedeschi Tim Pütz e Kevin Krawietz e gli inglesi Julian Cash e Lloyd Glasspool: una vittoria degli inglesi garantirebbe a Bolelli e Vavassori il primo posto nel raggruppamento con una giornata di anticipo.

Tennis, Djokovic: "Il caso Clostebol seguirà Sinner sempre"

Roma, 11 nov. (askanews) – “La questione del doping è una nuvola che lo seguirà, così come la nuvola del Covid seguirà me”. Novak Djokovic torna a parlare di Jannik Sinner e del caso Clostebol. Lo fa in un’intervista al programma web “Piers Morgan Uncensored” che sarà trasmessa integralmente oggi. Nell’anteprima diffusa sul canale YouTube dal controverso conduttore britannico, si sente il campione serbo rispondere in questi termini secchi alla domanda sul tema. Djokovic, in passato, non ha mai nascosto le sue critiche sulla vicenda che ha portato il numero 2 del mondo alla sospensione di tre mesi concordata con la Wada. La positività di Sinner al Clostebol – dovuta, secondo la ricostruzione, a tracce infinitesimali della sostanza assorbite durante un massaggio a mani nude del suo fisioterapista, che aveva utilizzato una pomata contenente lo steroide per curare una ferita – ha scatenato ampie discussioni nel circuito. Quando la vicenda di Sinner venne alla luce, Nole denunciò “una mancanza di protocolli standardizzati e chiari” argomentando così le sue perplessità: “Ci sono giocatori che aspettano da più di un anno che il loro caso venga risolto. Quindi il problema sono l’incoerenza e la mancanza di trasparenza. Sono stato davvero frustrato, come la maggior parte degli altri giocatori, dal fatto che siamo rimasti all’oscuro per cinque mesi. La maggior parte dei giocatori pensa ci sia del favoritismo. Sembra si possa quasi influenzare l’esito se sei un top player, se hai accesso ai migliori avvocati e a determinate risorse”. Va ricordato che l’Itia (l’agenzia internazionale per l’integrità del tennis) ha ribadito più volte come, nel caso Sinner, tutte le regole e le procedure siano state rispettate, secondo il codice Wada. Adesso, nell’intervista appena rilasciata, il 24 volte vincitore di Slam parla di “nuvola” che accompagnerà Sinner per il resto della sua vita creando un parallelismo (non proprio azzeccato) con le polemiche scatenate dal suo rifiuto di vaccinarsi contro il Covid, che portò alla sua espulsione da Melbourne prima dell’Australian Open 2022.

Juventus, Damien Comolli nominato amministratore delegato

Milano, 11 nov. (askanews) – Il Consiglio di Amministrazione della Juventus ha nominato Damien Comolli Amministratore Delegato, con contestuale cessazione del precedente incarico di Direttore Generale, “conferendogli poteri di amministrazione sostanzialmente in continuità con l’assetto precedente”. Lo si legge in una nota. Il board, riunito sotto la presidenza di Gianluca Ferrero, ha istituito i Comitati endoconsiliari. Invece, il Consiglio di Amministrazione ha rinviato ad una successiva riunione ogni deliberazione in merito ai compensi da attribuire agli Amministratori investiti di particolari cariche.

Mattarella: Onu insostituibile, inaccettabili allusioni su armi nucleari

Vienna, 11 nov. (askanews) – Definisce “inaccettabili” le allusioni all’uso di armi nucleari e difende l’Onu a cui, in ottanta anni di storia, non sono mancati “ostacoli, errori e lacune”, ma che resta “fondamentale” in un mondo che, dall’Ucraina al Medio Oriente, all’instabilità in diverse aree del continente africano, presenta sempre nuove sfide e nuove crisi. Richiama, allo stesso tempo, la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale contro il crimine organizzato transnazionale perchè questa è “una comune responsabilità morale”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella interviene al Polo Onu di Vienna, in occasione dei 25anni della Convenzione di Palermo, e ribadisce che le Nazioni Unite sono un “insostituibile strumento di pace e di stabilità, che sarebbe irresponsabile indebolire”, al netto della necessità di una riforma che ne renda più efficace e più adatta ai tempi attuali l’azione.

Che in realtà, osserva Mattarella, molti degli errori e delle lacune che vengono imputate all’Onu sono sì, in parte “riconducibili a carenze strutturali dell’Organizzazione”, ma “in parte all’altalenante volontà politica degli stessi Stati Membri a sostenerne pienamente l’azione”. E’ chiaro che “l’Onu può adempiere al suo mandato di garante della pace internazionale solo se gli Stati che ne fanno parte le consentono di farlo”. Resta necessaria, comunque, “una riflessione più ampia” sui meccanismi decisionali dell’Onu, a cominciare del Consiglio di Sicurezza che riflette, nei poteri e nella composizione, il mondo del 1945.

Detto questo per Mattarella “non esistono alternative al multilateralismo, a meno che non si ritenga di imboccare la strada dei conflitti permanenti, con un ritorno ad una visione primitiva dei rapporti fra popoli, i cui esiti sono storicamente e drammaticamente ben noti”. E lancia un richiamo sulla non proliferazione delle armi nucleari “in una fase storica – avverte – in cui, invece, assistiamo a inaccettabili allusioni all’impiego di armi di distruzione di massa”.

L’Italia, che ha scritta nella sua Costituzione “la strada” per una partecipazione alle organizzazioni internazionali e che ha “attraversato momenti di proterva aggressione da parte della criminalità organizzata” – sono impressi nella memoria collettiva, dice Mattarella, gli attentati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino -, rinnova oggi la sua adesione alla Convenzione, che ha fatto propria l’intuizione di Falcone sulla necessità di un’alleanza globale contro il crimine.

Mattarella: Onu insostituibile, inaccettabili allusioni su armi nucleari

Vienna, 11 nov. (askanews) – Definisce “inaccettabili” le allusioni all’uso di armi nucleari e difende l’Onu a cui, in ottanta anni di storia, non sono mancati “ostacoli, errori e lacune”, ma che resta “fondamentale” in un mondo che, dall’Ucraina al Medio Oriente, all’instabilità in diverse aree del continente africano, presenta sempre nuove sfide e nuove crisi. Richiama, allo stesso tempo, la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale contro il crimine organizzato transnazionale perchè questa è “una comune responsabilità morale”. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella interviene al Polo Onu di Vienna, in occasione dei 25anni della Convenzione di Palermo, e ribadisce che le Nazioni Unite sono un “insostituibile strumento di pace e di stabilità, che sarebbe irresponsabile indebolire”, al netto della necessità di una riforma che ne renda più efficace e più adatta ai tempi attuali l’azione.

Che in realtà, osserva Mattarella, molti degli errori e delle lacune che vengono imputate all’Onu sono sì, in parte “riconducibili a carenze strutturali dell’Organizzazione”, ma “in parte all’altalenante volontà politica degli stessi Stati Membri a sostenerne pienamente l’azione”. E’ chiaro che “l’Onu può adempiere al suo mandato di garante della pace internazionale solo se gli Stati che ne fanno parte le consentono di farlo”. Resta necessaria, comunque, “una riflessione più ampia” sui meccanismi decisionali dell’Onu, a cominciare del Consiglio di Sicurezza che riflette, nei poteri e nella composizione, il mondo del 1945.

Detto questo per Mattarella “non esistono alternative al multilateralismo, a meno che non si ritenga di imboccare la strada dei conflitti permanenti, con un ritorno ad una visione primitiva dei rapporti fra popoli, i cui esiti sono storicamente e drammaticamente ben noti”. E lancia un richiamo sulla non proliferazione delle armi nucleari “in una fase storica – avverte – in cui, invece, assistiamo a inaccettabili allusioni all’impiego di armi di distruzione di massa”.

L’Italia, che ha scritta nella sua Costituzione “la strada” per una partecipazione alle organizzazioni internazionali e che ha “attraversato momenti di proterva aggressione da parte della criminalità organizzata” – sono impressi nella memoria collettiva, dice Mattarella, gli attentati a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino -, rinnova oggi la sua adesione alla Convenzione, che ha fatto propria l’intuizione di Falcone sulla necessità di un’alleanza globale contro il crimine.

Turchia, chiesti 2.000 anni di reclusione per il sindaco di Istanbul

Roma, 11 nov. (askanews) – Un pubblico ministero turco ha chiesto una condanna a oltre 2.000 anni di carcere per il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, in carcere da marzo in attesa di processo per accuse di corruzione, respinte da lui e dal suo principale partito di opposizione.

L’atto d’accusa, presentato dal Procuratore capo di Istanbul, accusa Imamoglu e altre 401 persone di essere coinvolti in una rete di corruzione che avrebbe causato danni allo Stato per 160 miliardi di lire (3,81 miliardi di dollari) in un periodo di 10 anni.

Centinaia di membri e leader eletti del Partito Popolare Repubblicano (CHP), il principale partito di opposizione di Imamoglu, devono affrontare una serie di accuse di corruzione in una repressione che il partito definisce politicizzata e antidemocratica.

Rigamonti lancia la Carta delle bresaole e dei carpacci

Milano, 11 nov. (askanews) – Trasparenza e educazione al gusto, nel segno dell’innovazione. La nuova Carta delle bresaole e dei carpacci, lanciata da Rigamonti, il primo strumento messo a disposizione dei consumatori per un vero e proprio vademecum legato ai prodotti del settore, ma soprattutto un’operazione trasparenza per due prodotti che devono essere declinati a seconda dell’origine della materia prima.

Sulla scia del successo crescente dei carpacci – che registrano un incremento a doppia cifra nei primi nove mesi 2025 – Il leader nella produzione di bresaola con un fatturato di 256 milioni nel 2024 – invita alla sperimentazione nella scoperta di gusti differenti in base all’origine e alle caratteristiche delle carni, passando dalla Fassona da filiera 100% italiana fino all’Angus. Cos come accade per la carta dei caff.

L’Ad di Rigamonti, Claudio Palladi, spiega l’idea alla base dello sviluppo della Carta, che non si fermata alla bresaola, ma si allargata ai carpacci: “Siamo partiti da due esigenze: da un lato quella di essere trasparenti verso i consumatori sulla provenienza della materia prima; dall’altro fare cultura di prodotto con uno strumento per far apprezzare tanti modi diversi di fare bresaola. Ora siamo andati oltre, sviluppando con la stessa filosofia la carta dei carpacci. Il nostro sogno che le persone consumino vari tipi di bresaole durante la settimana per poter avere a disposizione una fonte di proteine interessante e facile da fruire”.

La Carta delle bresaole e dei carpacci stata curata dal giornalista enogastronomico Marco Bolasco: “Carpaccio una parola che rimanda ad un immaginario collettivo molto forte, qui parliamo di un prodotto straordinariamente nuovo nella sua freschezza e versatilit. Il nostro obiettivo stato lavorare su questo per farne comprendere la peculiarit e trovare suggestioni di abbinamento per trovare condimenti e piatti interessanti. Abbiamo cercato, affiancando prodotti dal mondo vegetale e dai formaggi e le bevande, tutto ci che potesse stimolare la fantasia partendo dal carpaccio”.

La Carta delle bresaole e dei carpacci stata presentata ufficialmente a Sondrio durante la settimana della Valtellina Wine Trail, corsa fra i vigneti e le montagne che ha visto ai nastri di partenza 3.700 atleti da tutto il mondo, fra cui il campione di snowboard Maurizio Bormolini.

HR NEXT di DEGG, a Roma l’appuntamento sull’HR del Futuro

Roma, 11 nov. (askanews) – DEGG ha lanciato un nuovo appuntamento con “HR NEXT: il Digital Twin per l’HR del Futuro”, un incontro dedicato alle aziende che vogliono comprendere come l’intelligenza artificiale possa accelerare la trasformazione digitale, migliorare la misurabilit dei processi e amplificare l’impatto sul business. Un evento organizzato in collaborazione con Assodigit e Factorial. Assodigit rappresentata dal Presidente Giovanni Cinquegrana, che ha presentato HR Hub, un’iniziativa nata in collaborazione con DEGG, pensata come punto di riferimento per aziende, professionisti e stakeholder. HR Hub effettua analisi, trend emergenti e best practice per affrontare con consapevolezza la trasformazione digitale che sta ridefinendo il ruolo delle Risorse Umane.

E ancora Factorial, scale-up spagnola che con Daniele Pollifrone, Partner Development Manager, ha puntato l’attenzione su Factorial ONE: la pi grande novit della sua storia. Una piattaforma AI-first, gi integrata in ogni processo HR, che introduce la possibilit di creare un Digital Twin capace di replicare il proprio modo di lavorare e supportare le attivit ripetitive. Factorial ha effettuato un passo evolutivo che incarna pienamente il messaggio dell’evento: usare l’Al per valorizzare le persone, comprendere meglio i processi e guidare verso decisioni pi consapevoli.

Marco Alessandrini, Account Executive di DEGG, ha dichiarato: “Quando si parla di business, parliamo di tanti dipartimenti. Raramente per viene affrontato il tema delle risorse umane che, invece, ha un ruolo chiave perch tratta le persone, ovvero il centro di ogni azienda. Per questo motivo abbiamo ospitato il nostro partner Factorial che sta prendendo il via anche nel mercato italiano. Vogliamo portare un contributo in questo settore”.

La Rubrica HR NEXT nasce dalla consapevolezza che la trasformazione digitale non una scelta opzionale, ma un processo culturale, che coinvolge persone e aziende perch l’Al possa diventare un alleato strategico nell’ambito dell’HR, aiutando le organizzazioni a valorizzare il capitale umano.

“Durante l’evento HR Next abbiamo affrontato il tema dell’intelligenza artificiale nelle piattaforme HR. Cos abbiamo trattato argomenti fondamentali come il GDPR, la privacy dei dati e la possibilit di utilizzare le applicazioni tramite il linguaggio naturale”, ha affermato Vlad Grigoriu, CTO di DEGG.

L’intelligenza artificiale pu coadiuvare l’HR attraverso attivit di reclutamento, onboarding, engagement e analytic e performance. Uno strumento di supporto nelle attivit di HR per potenziare e non sostituire le competenze umane.

Luca Corigliano, Head of Digital Solutions di DEGG, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: ” importante introdurre il tema dell’AI nei processi HR perch necessario partire dalle persone. L’intelligenza artificiale deve essere uno strumento per raggiungere determinati obiettivi, affiancando le persone”.

HR NEXT rappresenta un passo decisivo verso una funzione HR pi data-driven, etica e misurabile, capace di collaborare con tutta l’organizzazione per generare valore reale e duraturo, rimettendo le persone al centro.

Casa, Fimaa: compravendite +4,5% nel 2025, ma gap tra domanda e offerta

Roma, 11 nov. (askanews) – Il mercato immobiliare mostra ottimi segnali di vitalità nel 2025, ma allo stesso tempo manifesta primi segnali di uno scollamento tra domanda e offerta. È quanto emerge dall’ultima Indagine Fimaa-Confcommercio sul mercato immobiliare residenziale italiano. “Le proiezioni per il numero delle compravendite dell’intero anno, prevedono un incremento del 4,5% – spiega Santino Taverna, presidente di Fimaa-Italia Confcommercio – e supereranno probabilmente, le 750 mila transazioni. Si prevede anche un aumento dei prezzi stimato in circa il 3,9%. La domanda di acquisto è solida mentre l’offerta risulta attualmente in contrazione”.

Come evidenzia l’indagine condotta dalla Federazione, infatti, la domanda di acquisto di abitazioni si sta rafforzando. Nel secondo quadrimestre è risultata in crescita nel 29,4% dei casi, un netto balzo in avanti rispetto a quanto succedeva un anno fa, quando la quota di giudizi si attestava al 9,7%. La quota più rilevante è rappresentata ancora dai giudizi di stabilità della domanda, ma la percentuale (55,7%) si riduce sensibilmente rispetto a un anno fa (68,3%). Analogamente anche per i casi in cui si registra una domanda in calo che si attesta al 14,9%, contro il 22% del secondo quadrimestre 2024.

Per quanto riguarda l’offerta di abitazioni in vendita, le ipotesi in cui l’offerta è in crescita si sono ridotte all’8,7%, contro il 17,7% dell’anno precedente. Crescono invece sia i casi in cui l’offerta rimane stabile (raggiungono il 47,8%, dal 44,2% di un anno fa) che quelli in cui diminuisce (toccano quota 43,2%, rispetto al 38,1% del secondo quadrimestre 2024).

Le aspettative per l’ultima frazione dell’anno confermano questi trend. C’è un sostanziale ottimismo sul fronte della domanda, con il 28,8% degli agenti immobiliari accreditati FIMAA che prevede un’ulteriore crescita (erano al 19% un anno prima), mentre il 50,5% si attende che resti stabile (65,1%). Si amplia però la platea di coloro che si aspettano una battuta di arresto (20,7%, contro il 15,9% di un anno fa). Per quanto riguarda l’offerta, solo il 10% del campione confida in un aumento (un anno fa erano quasi il doppio, il 18,7%), mentre la quota di chi si attende un mercato stabile subisce un leggero calo (50,6%, contro il 51,6% del secondo quadrimestre 2024). I giudizi su un ulteriore calo arrivano così al 39,4%, un anno fa erano al 29,7%).

Sul fronte dei prezzi, il 32,2% degli agenti FIMAA si attende un aumento (erano al 23,7% un anno prima), ma allo stesso tempo cresce – anche se in maniera meno sensibile – la platea di coloro che propendono per una diminuzione (15,7%, da 13,7%). Si attestano al 52,1% i giudizi sulla stabilità (62,6%). Tra i fattori che influenzeranno positivamente gli scambi, l’andamento favorevole dei tassi dei mutui (33,1%), il buon rendimento degli affitti brevi (17,9%) e i prezzi vantaggiosi degli immobili a bassa efficienza energetica (14,6%). A frenare il mercato, invece, fattori come il costo delle ristrutturazioni (23,5%), la scarsa disponibilità di immobili ristrutturati di piccole e medie dimensioni (15,9%) e l’aumento dei prezzi (15,3%).

“È necessario sostenere l’offerta – aggiunge ancora Taverna, – favorendo la rigenerazione urbana e l’efficientamento energetico, in modo da garantire tempi certi sui procedimenti autorizzativi e supportare con incentivi selettivi, il mercato degli alloggi ristrutturati e riqualificati. Servono ulteriori misure a supporto dei giovani, delle famiglie e dei ceti meno abbienti, per ridurre i tempi di ricerca e nel contempo frenare eventuali spinte rialziste dei prezzi”, conclude il presidente di Fimaa-Italia Confcommercio.

Neonatology in Naples: innovazione e cura su misura

Napoli, 11 nov. (askanews) – Il calo demografico e la necessit di garantire elevati standard assistenziali ai neonati sono stati al centro della settima edizione di Neonatology in Naples, il Convegno internazionale di Neonatologia, presieduto dal Prof. Francesco Raimondi, Direttore dell’U.O.C. di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale dell’Universit degli Studi di Napoli Federico II e Presidente della Commissione per l’Equit delle Cure Neonatologiche sul Territorio Nazionale della Societ Italiana di Neonatologia (SIN), che si svolto il 10 e l’11 novembre 2025 presso l’Aula Magna del Centro Congressi dell’Universit Federico II di Napoli.

Per Massimo Agosti, presidente della Societ Italiana di Neonatologia ” una disciplina molto giovane che sta cambiando radicalmente rispetto a alcuni decenni fa. C’ un connubio fra tutta quella che la parte scientifica e tecnologica, per la quale i neonati molto fragili riescono a sopravvivere, stiamo parlando di prematuri, neonati affetti da gravi patologie, ma c’ tutta un’altra parte anche legata all’accudimento, legata alla presenza dei genitori in terapia intensiva. davvero una disciplina in cui si coniugano molto bene la parte di ragione, la parte di scienza, la parte di tecnologia e la parte di sentimento, quindi di accudimento, di saper abilitare queste persone cos giovani, sono neonati, quindi a inizio vita, cos fragili, per dare loro un’aspettativa di vita la pi lunga e soprattutto la migliore possibile”.

L’incontro ha evidenziato i progressi compiuti dalla neonatologia nell’applicazione delle nuove tecnologie, senza rinunciare all’attenzione per l’aspetto umano dell’assistenza. A spiegarlo il Prof. Francesco Raimondi: “I nostri operatori sono addestrati alle nuove tecnologie, ma in realt uno dei motivi fondamentali per fare un’attivit di Terapia Intensiva Neonatale quella di avere una grande carica umana, che viene poi generosamente dispensata non solo ai nostri neonati che sono in difficolt, ma anche alle loro famiglie e genitori in particolare. Come in molti altri criteri, noi soffriamo di una differenza Nord-Sud. Nel caso delle cure neonatali, un passo in avanti pu essere fatto semplicemente razionalizzando le risorse, evitando di frammentarle in unit che possono poi in realt comportare pi spesa che rendimento in senso ovviamente buono e assistenziale del termine”.

La settima edizione di Neonatology in Naples ha confermato il ruolo di Napoli come punto di riferimento internazionale per la neonatologia. Il convegno ha evidenziato i progressi tecnologici del settore e l’importanza di mantenere un approccio umano alle cure. Centrale il tema dell’equit assistenziale e della personalizzazione delle cure, a sostegno dei neonati e delle loro famiglie in un contesto di crescente calo demografico.

Comandante generale dei Carabinieri: scarcerazioni facili? Ci facciamo domande

Roma, 11 nov. (askanews) – Nelle scarcerazioni eccessivamente rapide di persone che commettono reati, non c’è un senso di frustrazione da parte delle forze di polizia ma la comunità si deve fare domande su come sia stata applicata la legge. Lo ha detto il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri generale Salvatore Luongo alla presentazione del Calendario dei Carabinieri 2026, rispondendo a una domanda sulle scarcerazioni di criminali percepite come eccessivamente rapide dall’opinione pubblica.

“Il nostro obiettivo primario è quello di far applicare legge. Può succedere che qualche risultato investigativo non abbia l’esito che pensavamo e che qualcuno venga rimesso in libertà presto. Non penso che questo crei frustrazione nei carabinieri. Certo, ci facciamo delle domande anche nel nostro piccolo mondo ‘carabinieresco’. Il fatto che un malfattore, dopo che ha commesso un crimine sia ancora un giro, penso sia un problema di comunità che dei carabinieri stesso o delle forze di polizia”, ha detto il generale.

“C’è sicuramente – ha continuato l’alto ufficiale – qualcosa che ci porta a vedere se forse abbiamo sbagliato qualcosa, abbiamo applicato male la legge, non siamo stati in grado di essere molto performanti, oppure c’è qualcuno che non l’ha fatto”.

"La crisi climatica è la principale preoccupazione degli italiani"

Milano, 11 nov. (askanews) – La crisi climatica è per gli italiani la più grande preoccupazione per il futuro: ne hanno timore quasi 6 su 10 (57%, contro il 44% del 2022). Anche la visione della società italiana del domani è a tinte fosche: il 51% prevede un peggioramento, mentre solo 2 su 10 dimostrano ottimismo. Ma c’è chi si sta impegnando per creare una società migliore: al primo posto c’è il Non Profit (48%), una visione in coerenza con il dato che vede quasi 7 italiani su 10 (67%) protagonisti attivi di una donazione nel corso della vita. Sono alcuni dei dati emersi da una nuova ricerca promossa dal Comitato Testamento Solidale sotto la direzione dell’Istituto Walden Lab. Lo studio è stato condotto a luglio 2025 su un campione di 1000 italiani dai 25 anni in su.

Chi non si ritrova a pensare al futuro? 9 italiani su 10 dichiarano di farlo molto o abbastanza spesso, ma non è un pensiero rassicurante. A livello personale, la paura più diffusa riguarda la possibilità di contrarre gravi malattie (66%) ma, allargando lo sguardo sul mondo, anche la salute del nostro pianeta è un motivo di forte inquietudine: nelle prime 5 posizioni, tra le cause di preoccupazione troviamo i cambiamenti climatici e l’inquinamento (57%), nuove guerre (44%), la crescita della povertà (42%), possibili nuove pandemie (38%) ed eventi naturali catastrofici (22%). In questo scenario globale, si teme che tra 10 anni in Italia diminuiranno l’eguaglianza economica (63%), la partecipazione democratica e il benessere mentale (entrambi al 59%), ma si prevede anche più attenzione all’ambiente (50%). In questo quadro, la metà degli italiani (48%) riconosce alle realtà del Terzo Settore l’impegno più grande, oggi, per migliorare le cose. 8 su 10 ritengono il Non Profit importante dal punto di vista sociale (81%), per il contributo che dà alla realizzazione di una società migliore, culturale (80%), per i valori che rappresenta e promuove, ed economico (77%), per il valore dei servizi che produce.

Un rapporto di fiducia che si traduce in donazioni in favore di cause umanitarie, sociali, ambientali: quasi 7 su 10 (67%) dichiara di averlo fatto almeno una volta nella vita e il 35% racconta di aver donato a una Non Profit proprio quest’anno. Anche nel 2025 resta in cima alla lista delle cause prescelte la ricerca medico-scientifica (45%) ma si nota la crescita dell’aiuto alle povertà in Italia (dal 18% del 2024 al 23% del 2025) e negli altri paesi (dal 16% del 2024 al 22% del 2025) e l’aiuto alle persone con disabilità (dal 13% del 2024 al 18% del 2025). Importante il senso di protezione per l’ambiente e per le altre specie animali, che insieme raccolgono il 26% dei consensi, e le donazioni per le emergenze umanitarie (24%).

Ma se il futuro è incerto, sempre più italiani decidono di fare la propria parte per incidere positivamente anche quando non ci saranno più: una ricerca del Comitato, realizzata insieme a Walden Lab e Vita e presentata lo scorso settembre, mostra che, tra il 2020 e il 2024, complessivamente, è cresciuta di 16 punti – la percentuale delle Organizzazioni Non Profit che hanno ricevuto almeno un lascito: dal 61% al 77%; contestualmente, cresce anche il peso percentuale dei lasciti sul totale delle raccolte fondi che quasi raddoppia passando dall’8% del 2020 al 14% del 2024. E guardando al futuro, la previsione risulta ancor più positiva: il 77% prevede un aumento (certo o probabile) dei lasciti, solo il 3% una diminuzione. Di fatto, la percentuale degli Italiani over 50 che hanno già previsto un lascito nel proprio testamento è stabile da 7 anni. Parliamo di più di mezzo milione di individui. Parallelamente, gli Italiani over 50 che si dichiarano propensi a prendere in considerazione un lascito solidale sono quest’anno il 19%, poco meno di 5 milioni, con un calo di 3 punti percentuali rispetto al 2024. Questa battuta d’arresto appare strettamente collegata alla percezione di instabilità generale e alle crescenti preoccupazioni per il futuro economico delle proprie famiglie.

“In un momento in cui il futuro appare incerto e le preoccupazioni crescono, gli italiani continuano a dimostrare un profondo senso di responsabilità collettiva – commenta Rossano Bartoli, Portavoce del Comitato Testamento Solidale e Presidente della Lega del Filo d’oro – La fiducia riposta nel Terzo Settore e la propensione alla donazione sono segnali importanti: ci ricordano che, anche di fronte alla paura, prevale la volontà di costruire una società più giusta, solidale e sostenibile. In questo contesto, il lascito solidale rappresenta una forma di generosità particolarmente preziosa, perché consente a ciascuno di lasciare un segno concreto di speranza e di impegno verso le generazioni future. Come Comitato Testamento Solidale, continueremo nel nostro impegno per sensibilizzare e informare gli italiani su uno strumento di solidarietà alla portata di tutti, che può contribuire in maniera davvero concreta a realizzare il futuro che vogliamo e a scongiurare quello che invece temiamo”.

Il Comitato Testamento Solidale, nato nel 2013 per opera di 6 Organizzazioni promotrici, è impegnato da oltre un decennio nel coinvolgimento del mondo del Non Profit in importanti attività di studio del settore, di informazione e di sensibilizzazione. Attualmente il Comitato conta 26 organizzazioni aderenti: AIL, AISM, Fondazione Don Carlo Gnocchi, Fondazione Lega del Filo d’Oro, Save the Children, Airalzh – Associazione Italiana Ricerca Alzheimer, Aiuto alla Chiesa che Soffre, Amref, Associazione Luca Coscioni, Centro Benedetta d’Intino, Comitato Italiano per l’UNICEF Fondazione ETS, Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ETS, Fondazione L’Albero della Vita ETS, Fondazione Mission Bambini ETS, Fondazione Operation Smile Italia ETS, Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro, Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Fondazione Progetto Arca, Fondazione Telethon ETS, Fondazione Umberto Veronesi, Greenpeace, Istituto Pasteur Italia, San Patrignano, Smile House Fondazione ETS, Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ETS-APS, VIDAS, WWF.

Mattarella: l’Onu è insostituibile, irresponsabile indebolirlo

Vienna, 11 nov. (askanews) – “Le Nazioni Unite restano, pur con tali limiti, uno straordinario, insostituibile strumento di pace e di stabilità, che sarebbe irresponsabile indebolire”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella parlando al Polo Onu di Vienna in occasione del 25esimo anniversario della Convenzione di Palermo contro il crimine organizzato transnazionale. Mattarella ha ribadito che in ottanta anni di storia delle Nazioni Unite non sono mancati “errori” e “lacune” ma l’Onu resta anche oggi “fondamentale”.

“Il quadro geo-politico che abbiamo di fronte, dalla perdurante guerra di aggressione russa all’Ucraina, alla crisi in Medio Oriente, all’instabilità in diverse aree del continente africano, spesso associata a drammatiche crisi umanitarie, richiede con tutta evidenza un sostegno attivo alle Nazioni Unite, non certamente il suo smantellamento” ha osservato Mattarella. “L’Onu può adempiere al suo mandato di garante della pace internazionale solo se gli Stati che ne fanno parte le consentono di farlo”. Mattarella ha osservato quindi che la recente riforma varata dal Segretario Generale Guterres “è stata avviata per fornire risposta a questa richiesta di maggiore efficacia”, “un passo nella giusta direzione che, comunque, sollecita a una riflessione più ampia sugli stessi meccanismi decisionali dell’ONU, a cominciare del Consiglio di Sicurezza, la cui composizione – e i cui poteri in capo ai membri permanenti – riflettono il mondo del 1945”. “Oggi l’Onu continua a essere la cornice di riferimento fondamentale per affrontare sfide che travalicano i confini nazionali” e questo anche se “in questo lungo percorso non sono mancati ostacoli, errori e lacune, in parte riconducibili a carenze strutturali dell’Organizzazione, in parte all’altalenante volontà politica degli stessi Stati Membri a sostenerne pienamente l’azione”. C’è “l’esigenza di rafforzare – e non demolire – l’architettura relativa al disarmo e alla non proliferazione delle armi nucleari, in una fase storica in cui, invece, assistiamo a inaccettabili allusioni all’impiego di armi di distruzione di massa.

Osservatorio Giovani e sessualità: 9 studenti su 10 chiedono l’educazione sessuale a scuola

Milano, 11 nov. (askanews) – I giovani in Italia dimostrano di avere le idee molto chiare: 9 su 10 richiedono l’introduzione dell’educazione sessuale a scuola, desiderando affrontare temi come informazioni sulle IST e sulla protezione (54%), sul consenso nelle relazioni affettive (48%) in modo costruttivo e con il supporto di professionisti qualificati. Il 72,2% di essi, infatti, ritiene che medici, psicologi ed esperti del settore siano le figure più idonee a guidare un percorso educativo serio e informato. A confermarlo sono i dati dell’ormai storico Osservatorio “Giovani e Sessualità” di Durex , condotto in collaborazione con Skuola.net tra maggio e giugno 2025 su un campione di 15.000 giovani tra gli 11 e i 24 anni, il quale, giunto quest’anno alla sua 8a edizione, ha per la prima volta indagato anche il pensiero dei genitori. Le risposte potranno sorprendere: quasi 8 genitori su 10 (78,6%), infatti, si dichiarano favorevoli all’introduzione di percorsi strutturati di educazione affettiva e sessuale nelle scuole, e addirittura il 45,3% ritiene che tali programmi dovrebbero partire già dalle scuole medie.

Questo interesse nasce, molto probabilmente, dalle preoccupazioni che albergano nei pensieri dei genitori, soprattutto in relazione agli aspetti emotivi e relazionali: il 28,7% teme, infatti, che i propri figli possano vivere relazioni tossiche e il 19,3% è preoccupato per il rischio di violenze sessuali. A seguire, timori legati alle infezioni sessualmente trasmissibili (17,1%) e al mancato uso di metodi contraccettivi (16,3%).

In un contesto, quello italiano, dove il 23,6% dei giovani dichiara di aver avuto il primo rapporto sessuale tra gli 11 e i 14 anni, questi aspetti non vanno sicuramente ignorati, soprattutto considerando che la percentuale di coloro che non parlano di sessualità in famiglia è aumentata del 12% in un solo anno (dal 37% del 2024 al 49% del 2025). Tra le ragioni: il 46,8% non si sente a proprio agio nell’affrontare questi temi con i genitori mentre, per il 14,5%, si tratta di un vero e proprio tabù.

In assenza di dialogo a scuola o a casa, e con i rapporti sessuali sempre più precoci, le ragazze e i ragazzi ritengono che per informarsi rimanga loro una sola possibilità: internet, con tutti i rischi del caso e trovandosi davanti ad un accesso potenziale a contenuti pornografici. Il 53,2% dei giovani, attratto dall’anonimato e dalla rapidità, dichiara infatti di cercare online risposte su sessualità e contraccezione, informandosi attraverso contenuti parziali, inappropriati, spesso lesivi e frequentemente scorretti, che in certi casi rischiano di condurre anche a situazioni potenzialmente pericolose per la loro incolumità. Una situazione che porta, soprattutto i giovanissimi, ad affrontare le prime esperienze in modo poco consapevole, con scarse informazioni sul consenso e sul rispetto di sé e degli altri. I comportamenti a rischio possono poi anche essere legati al sexting: quasi un giovane su due (47,2%) afferma infatti di inviare o ricevere contenuti sessualmente espliciti, con il fenomeno che interessa già il 30% dei ragazzi tra gli 11 e i 13 anni. Queste pratiche, se non gestite con consapevolezza, possono sfociare in situazioni problematiche legate alla condivisione non consensuale di materiale privato: il 46% dei rispondenti dichiara infatti di aver ricevuto immagini o video a sfondo sessuale non richieste, percentuale che raggiunge il 50% tra le ragazze e il 42% nella fascia più giovane (11-13 anni).

Proprio il consenso, in questo scenario, rimane un aspetto cruciale anche al di fuori della rete: 1 giovane su 5 ritiene che ci si possa sottrarre a un rapporto sessuale con il partner “solo occasionalmente”, Inoltre, il 40% dei partecipanti considera la gelosia o la possessività eccessiva del partner solo “possibili” segnali di una relazione da limitare, a conferma di una scarsa consapevolezza emotiva.

“Il primo approccio alla sessualità avviene sempre più precocemente e, in assenza di un supporto qualificato, il rischio di esposizione a comportamenti a rischio e dannosi, a infezioni sessualmente trasmissibili e a gravidanze indesiderate è sempre più elevato” ha dichiarato Filippo Nimbi, psicologo, sessuologo clinico e Segretario Generale della European Federation of Sexology. “Non possiamo lasciare i giovani da soli, non possiamo mettere a rischio la loro salute e serenità, non possiamo mostrare loro che un’alternativa c’è ma non la si vuole cogliere e sperimentare, non possiamo far finta di non essere rimasti tra i pochi in Europa in questa situazione. È fondamentale mostrarci finalmente maturi e dare loro la possibilità di usufruire dell’educazione affettiva e sessuale a scuola, basata sul coinvolgimento di esperti e professionisti qualificati e su un approccio scientifico e inclusivo” ha concluso Nimbi.

Mattarella arrivato al Polo Onu a Vienna, ricevuto da Von der Bellen

Vienna, 11 nov. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è giunto al Polo delle Nazioni unite a Vienna in occasione del 25esimo anniversario della Convenzione di Palermo contro il crimine organizzato transnazionale. Ad accogliere Mattarella il presidente federale austriaco Alexander Van der Bellen e la direttrice esecutiva dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Unodc), Ghada Waly. Presenti anche il direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’Energia Atomica, Rafael Grossi; il direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per lo sviluppo industriale, Gerd Müller e il segretario dell’Organizzazione del Trattato sulla messa al bando totale degli esperimenti nucleari, Robert Floyd.

Al suo arrivo Mattarella ha visitato brevemente la mostra fotografica ‘L’eredità di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino’ allestita nell’atrio del Polo. Al termine della cerimonia il colloquio di Mattarella con la direttrice Unodc.

Mattarella avrà poi una colazione di lavoro a Palazzo Hofburg con il presidente austriaco e prima di ripartire alla volta di Roma saluterà il personale dell’Ambasciata d’Italia e della Rappresentanza permanente d’Italia presso le Organizzazioni internazionali di Vienna e i funzionari italiani presso le Organizzazioni internazionali a Vienna.

Toscana, Giani: in mia Giunta Pd non pi preponderante

Firenze, 11 nov. (askanews) – “E’ una Giunta che unisce rinnovamento e quindi energie giovani e esperienza. D voce alle espressioni del territorio. Ha, naturalmente, le caratteristiche di una squadra, anche perch dovremo governare, tenendo conto che questa volta non c’ la preponderanza di un partito, come avveniva invece nellla precedente legislatura, quando il Partito Democratico aveva 22 consiglieri regionali su 41. Questa volta vi un’articolazione su quattro forze politiche che sono rappresentate in Consiglio e quindi anche l’equilibrio politico con cui l’ho costruita”. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, commentando la formazione della nuova Giunta regionale, a margine della prima seduta del Consiglio regionale.

Pakistan, autobomba vicino al tribunale di Islamabad: almeno 12 morti

Roma, 11 nov. (askanews) – Un attentato suicida ha scosso oggi la capitale del Pakistan, Islamabad, causando almeno 12 vittime e 21 feriti all’esterno di un tribunale kacheri, secondo quanto riferito da fonti della polizia.

La polizia – si legge sul sito di Geo – ha dichiarato che l’esplosione è avvenuta in un’auto parcheggiata all’esterno della struttura.

Tra i feriti, secondo quanto spiegato, figurano civili e avvocati. L’edificio del tribunale kacheri è stato evacuato dopo l’esplosione. Le persone presenti all’interno sono state trasferite attraverso la porta sul retro della struttura e il procedimento giudiziario è stato sospeso.Il vice ispettore generale (DIG) di Islamabad, il commissario capo e la squadra forense sono arrivati sul luogo dell’esplosione poco dopo, mentre le squadre di soccorso e le forze dell’ordine hanno trasportato le vittime e i feriti in ospedale.

È stata dichiarata l’emergenza all’ospedale Pims della capitale, dove sono arrivate le vittime dell’esplosione.

Alcune fonti hanno successivamente rivelato che la “testa” del presunto attentatore suicida è stata trovata sul luogo dell’esplosione. Le stesse fonti hanno affermato che l’attentato sarebbe stato compiuto da terroristi sostenuti dall’India e dal rappresentante dei talebani afgani, Fitna al-Khawarij.

Il Cremlino: se Trump vuole parlare con Putin si organizza in fretta

Roma, 11 nov. (askanews) – Il presidente russo Vladimir Putin potrebbe tenere una conversazione telefonica con un leader straniero nel corso del pomeriggio, ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.

Peskov ha detto alla stampa che non è stata avanzata alcuna richiesta da parte degli Stati Uniti per una telefonata tra Putin e Donald Trump, dopo la riunione del Consiglio di sicurezza che ha trattato il tema di possibili test nucleari ma un eventuale colloquio “potrebbe essere rapidamente organizzato, se necessario”. Il portavoce del Cremlino ha tuttavia lasciato bene intendere che il colloquio telefonico odierno di Putin non sarà con Trump. “Chiaro che stiamo parlando di un arco di tempo più lungo, per ora spiegazioni da parte dei nostri interlocutori americani non ne abbiamo ricevute”, ha detto Peskov.

Manovra, Leo: tre quarti taglio Irpef a chi dichiara sotto 50mila euro

Roma, 11 nov. (askanews) – I tre quarti dei contribuenti favoriti dalla riduzione della seconda aliquota Irpef prevista nella manovra di Bilancio dichiarano meno di 50.000 euro. E la misura serve a riequilibrare “il più consistente intervento redistributivo degli ultimi anni”, che aveva colpito proprio la fascia di cittadini della classe media. Lo ribadisce il viceministro all’Economia, Maurizio Leo che in un’intervista al Sole 24 ore respinge le analisi “parziali con chiavi di lettura fuorvianti” in base alle quali alcuni sostengono che la manovra avrebbe favorito “i ricchi”.

In particolare nel mirino ci sono le cifre di una proposta dell’Istat che tuttavia secondo Leo non è “metodologicamente aderente all’impianto dell’Irpef”, dato che utilizza come riferimento il reddito equivalente familiare laddove si parla di “un’imposta personale e progressiva e la valutazione – dice il viceministro – deve essere condotta sui redditi individuali, non su quelli familiari”.

Negli anni scorsi per le famiglie a reddito più basso erano state adottate misure cumulate per 21 miliardi di euro, un punto intero di Pil. Ora si opera a favore delle fasce che erano rimaste fuori con un riequilibrio.

Respinte anche le tesi della Cgil sul fiscal drag. “Dati non corretti”, secondo Leo perché sono stati compensati dalle sovramenzionate misure a favore dei redditi bassi degli ultimi anni, laddove appunto i contribuenti con redditi superiori ai 35.000 euro l’anno “non hanno finora ricevuto una compensazione piena”.

Ancor più respinta qualunque ipotesi di patrimoniale. “Nel mio percorso politico e professionale ho maturato diverse certezze. Sotto il profilo politico, una di queste è che sotto un governo di centrodestra non debbano essere introdotte nuove imposte patrimoniali rispetto a quelle esistenti”. Inoltre questo genere di tassa risulta “inefficace, distorsiva e con profili di incostituzionalità”.

Dopo Daminano e Victoria anche Thomas Raggi di Måneskin debutta solita

Milano, 11 nov. (askanews) – Il 5 dicembre esce “Masquerade”, il primo album solista di Thomas Raggi, prodotto da Tom Morello e ricco di collaborazioni con icone della musica rock mondiale, disponibile da ora pre-order.

Composto da 8 tracce di puro rock, “Masquerade” vanta una lineup straordinaria: Tom Morello, Beck, Nic Cester, Alex Kapranos, Maxim, Hama Okamoto, Sergio Pizzorno, Chad Smith, Matt Sorum, Luke Spiller e Upsahl.

“Masquerade” è un album rock ‘n’ roll, in cui ogni traccia è una collaborazione, nata spontaneamente da una passione condivisa e dalla pura gioia di fare musica insieme: il risultato è un’esperienza musicale autentica.

Commentando questo progetto, Thomas dichiara: “Questo disco nasce da una mia esigenza artistica e dalla voglia di raccontare me stesso e la mia visione della musica. Dietro c’è tanto lavoro e dedizione ma realizzarlo è stato allo stesso tempo naturale. Nell’ultimo anno, il rapporto con Tom si è solidificato sempre di più. Abbiamo avuto modo di suonare insieme molto, lui mi ha coinvolto in alcuni suoi festival e suoi concerti. È stato spontaneo per me coinvolgerlo nel mio progetto e chiedergli di produrlo e aiutarmi a strutturarlo. Lavorare a questo progetto con lui è stato bellissimo, ma ciò che è accaduto dopo è andato ben oltre ogni mia aspettativa. Riunire intorno al mio disco così tante icone della musica, ed avere anche il piacere di conoscerne altrettante, mi ha ricordato che la musica non ha confini; che bisogna seguire il proprio istinto e la propria ispirazione, ignorare le regole imposte e semplicemente fare ciò che si sente. La storia dei Måneskin me lo insegna, ma ora ne ho la conferma definitiva. Mi sento come se coloro che hanno fatto la storia della musica mi stessero poggiando una mano sulla spalla, dicendomi “Sei sulla strada giusta”.

La traccia “Getcha!” è nata dalla collaborazione con Beck, che ha co-scritto il brano, Chad Smith alla batteria, e testo di Nic Cester. Su “Cat Got Your Tongue,” Sergio Pizzorno ha aggiunto le sue parole sulla scrittura del brano di Thomas, mentre Maxim ha co-scritto “Fallaway” e Upsahl ha collaborato alla scrittura di “Lucy”.

Tom Morello: “Thomas ed io ci siamo avvicinati grazie alle nostre comuni radici italiane e alla passione per il rock. È stato davvero emozionante vedere un chitarrista così giovane e talentuoso così appassionato di musica. Fin da quel primo incontro, abbiamo deciso di collaborare ed esplorare nuove idee insieme. Per me, è un’altra occasione per sostenere il rock and roll e dimostrare che è ancora importante. Vedo questo progetto come parte del mantenimento di questa tradizione.”

Nic Cester: “È stata una collaborazione divertente e mi è piaciuta la sfida di cantare fuori dalla mia zona di comfort. C’erano molte persone interessanti coinvolte in questa canzone, quindi sono stato molto felice di essere stato coinvolto.”

Alex Kapranos: “Ero davvero felice quando Thomas e Tom mi hanno chiesto di unirmi a loro in questa nuova versione di You Spin Me Round. Ricordo quando ero bambino, quando ho sentito quella canzone per la prima volta e l’ho adorata. Ho amato quella canzone per tutta la vita. Quando mi hanno mandato la registrazione iniziale che avevano fatto, l’ho adorata! In particolare la sezione con l’assolo di chitarra al centro. Ho pensato: “Ecco come dovrebbe essere una cover”. Dovrebbe catturare l’energia della canzone ma anche aggiungere qualcosa di diverso, un po’ di personalità, e questa ha sicuramente questo. Spero che la gente si diverta ad ascoltarla tanto quanto ci siamo divertiti a registrarla.”

Hama Okamoto: “Sono entusiasta di partecipare a questo progetto come musicista giapponese. Suonare la sezione ritmica con il mio artista preferito Chad Smith è stato assolutamente fantastico ed emozionante. Thomas, ci vediamo sul palco presto!”

Upsahl: “”Far parte di questa canzone è stato un sogno. Il giorno in cui l’abbiamo scritta, ci è venuta in mente di getto. Sono una grande fan di Thomas, della sua visione e di tutti quelli che hanno lavorato a questo disco. Sono così felice che sia finalmente uscito.”

Masquerade è più di un album, è una testimonianza del potere duraturo della collaborazione e della gioia di fare musica rock per il gusto di farlo.

Gli Houthi hanno annunciato lo stop agli attacchi contro Israele e navi



Roma, 11 nov. (askanews) – Gli Houthi yemeniti hanno annunciato in una lettera inviata alle Brigate Izz ad-Din al-Qassam di Hamas di avere sospeso gli attacchi contro Israele e le navi nel Mar Rosso, in concomitanza con il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Lo riferisce l’agenzia di stampa Ap.

“Nella lettera gli Houthi affermano di seguire da vicino gli sviluppi”, si legge nella comunicazione citata dai portavoce del movimento yemenita. “Dichiarano che se il nemico dovesse rinnovare l’aggressione contro Gaza riprenderemo le nostre attività militari nel cuore dell’entità sionista e ristabilireremo il divieto di navigazione delle navi israeliane nel Mar Rosso e nel Mare Arabico”.

Secondo la Russia, Ucraina e Gb volevano sequestrare un aereo Mig-31

Roma, 11 nov. (askanews) – Il Servizio federale di sicurezza russo (Fsb) ha sostenuto oggi di aver sventato un’operazione coordinata dai servizi di intelligence dell’Ucraina e del Regno Unito che mirava, secondo Mosca, al sequestro di un caccia MiG-31 armato con missili ipersonici Kinzhal.

“Il Fsb ha scoperto e frustrato un’operazione della direzione di intelligence del ministero della Difesa ucraino e dei suoi sponsor britannici volta a sequestrare un caccia MiG-31 delle Forze aerospaziali russe equipaggiato con i missili ipersonici Kinzhal”, si legge nel comunicato diffuso dal servizio di sicurezza. Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sull’operazione né su eventuali arresti.

Astronauti bloccati, la Cina prepara un piano d’emergenza per riportarli indietro

Roma, 11 nov. (askanews) – La Cina sta preparando un piano d’emergenza per riportare a casa i tre astronauti bloccati sulla stazione spaziale Tiangong dopo che la loro capsula di rientro, Shenzhou-20, è stata colpita da detriti spaziali la settimana scorsa. Lo riferiscono fonti a conoscenza del programma spaziale con equipaggio, secondo il South China Morning Post.

Secondo le informazioni raccolte, una nuova capsula – Shenzhou-22, originariamente destinata alla prossima rotazione dell’equipaggio – è in fase di allestimento al centro di lancio di Jiuquan, nel deserto del Gobi, con rifornimenti e materiali per la missione di recupero.

L’Ufficio per il programma spaziale con equipaggio (CMSE) ha reso noto martedì di aver “attivato immediatamente i piani e le misure di emergenza, secondo il principio ‘la vita sopra ogni cosa, la sicurezza prima di tutto'”, senza tuttavia specificare apertamente quale sarà il piano operativo.

Shenzhou-20, pur danneggiata, è ritenuta sicura in orbita. Ma il rientro atmosferico comporta calore estremo e forti sollecitazioni, motivo per cui – spiegano le fonti – il team ha deciso di “non correre rischi”. L’attuale impostazione prevede quindi che Shenzhou-20 rientri sulla Terra senza equipaggio.

In Israele approvata in prima lettura la legge contro i media stranieri

Roma, 11 nov. (askanews) – La Knesset, parlamento israeliano, ha approvato in prima lettura un disegno di legge che consentirà al governo di chiudere una testata giornalistica straniera senza la necessità di ottenere l’autorizzazione di un tribunale. Il provvedimento mira a trasformare in legge permanente la cosiddetta “legge al Jazeera”, finora in vigore come ordine temporaneo che permetteva la chiusura di media stranieri operanti in Israele.

Il testo è passato con 50 voti a favore e 41 contrari, nonostante le obiezioni sollevate dai consulenti legali del parlamento. Intervenendo in Aula, il ministro delle Comunicazioni Shlomo Karhi, del Likud del primo ministro Benyamin Netanyahu, ha spiegato che l’ordine temporaneo è scaduto e che, per questo motivo, la nuova normativa deve essere approvata rapidamente. Secondo il disegno di legge, il ministero potrà ordinare la chiusura di un’emittente straniera se ritenuta una minaccia per la sicurezza nazionale, senza passare attraverso il vaglio dei giudici.

Opposizione e organizzazioni per la libertà di stampa hanno criticato la misura, sostenendo che potrebbe compromettere in modo significativo l’attività dei media internazionali nel Paese.

L’Italia bersaglio privilegiato della propaganda russa

Le parole di Maria Zakharova e quelle dellambasciatore russo

Non è la prima volta che la giornalista Maria Zakharova, portavoce del Ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, si scaglia con invettive verbali contro l’Italia: era già accaduto con il Presidente Mattarella (le cui parole in merito ad una certa analogia tra l’atteggiamento aggressivo di Mosca verso l’Ucraina e le mire espansive del Terzo Reich erano state definite ‘blasfeme’ e ‘criminali’) e un anno prima con i ministri Crosetto e Tajani: tutti inseriti nella lista dei russofobi. Ma il commento di pessimo gusto sul crollo della Torre dei Conti a Roma (mentre sotto le macerie era rimasto imprigionato un operaio che sarebbe poi morto) accompagnato dall’auspicio che tutta l’Italia possa presto crollare per il sostegno dato a Kyiv è parso decisamente irrituale e offensivo. Questo livore della portavoce verso il nostro Paese dipende forse da due fattori: uno personale, imputabile allo stile comunicativo della Zakharova, sempre improntato a toni oltraggiosi e malevoli ed uno politico, che discende dal fatto che Putin e il suo entourage ce l’hanno con l’Italia perché è considerata vulnerabile, non reattiva, un vero anello debole della catena che unisce i Paesi dell’U.E.

Il caso Calenda e il tentativo di intimidazione culturale

Intanto l’ambasciatore russo a Roma censura un tatuaggio di Calenda che rappresenta il tridente Ucraino con parole durissime: “il suo gesto non è altro che una sorta di adesione volontaria al consesso dei seguaci di Petijura, Bandera, Shukhevych e di altri nazisti e collaborazionisti di origine ucraina, le cui mani affondavano nel sangue di ebrei, zingari, ungheresi russi e ucraini”. Un attacco che descrive un atteggiamento censorio di Mosca che va oltre la politica e colpisce ogni libera scelta, anche la più banale come un semplice tatuaggio segno di condivisione emotiva della sofferenza che l’Ucraina sta subendo sotto i droni e le bombe del Cremlino.

LItalia è il terreno più permeabile in Europa

Il nostro Paese è in Europa quello più esposto all’infiltrazione ideologica filoputiniana che condiziona la politica e il mondo dell’associazionismo: sono note le riserve di certa parte della sinistra rispetto alla ferma condanna dell’aggressione militare russa del 2022, già allora giustificata come reazione alle provocazioni della NATO (che non sono mai state dimostrate), mentre i 5S e la Lega hanno assunto un atteggiamento defilato verso l’ennesima provocazione della portavoce di Lavrov (che parla sempre a nome del Governo di Mosca e non risulta essere mai stata smentita).

Tra inerzia europea e rischio di escalation

E mentre la Russia continua a massacrare l’Ucraina facendo strage di civili, nessuna voce si leva – ferma e risoluta – per una tregua che preluda a trattative di pace. L’U.E. è giunta alla diciannovesima sanzione contro il Cremlino ma non ne sono resi sufficientemente note l’entità e i risultati e intanto i Paesi europei continuano a comprare gas e petrolio dalla Russia, foraggiando di fatto la guerra e la potenza militare di Mosca.

Non ci sono evidenze che convincano Trump ad usare lo stesso pugno di ferro e la risolutezza usata nel conflitto israelo-palestinese: l’incontro di Anchorage è ormai archiviato come una sconfitta di cui rimane come icona più simbolica il red carpet steso davanti al dittatore russo. L’Europa dimentica le parole di Draghi a proposito di sanzioni vere e risolutive e si barcamena tra distinguo e assenza di iniziative di difesa comune.

Le sortite di droni e aerei russi sui cieli dei Paesi Baltici, della Polonia, della Romania, della Danimarca e ultimamente del Belgio sono – quelle sì – vere provocazioni che dovrebbero indurre gli Stati Europei ad una condivisa azione di copertura e protezione da possibili incursioni ordite da Mosca: impossibile che le intelligence degli Stati membri dell’U.E. del Regno Unito e della NATO non si esprimano con risolute iniziative contro l’evidenza di un paventato pericolo. In un eccellente articolo sul Foglio Carlo Calenda mette in guardia dall’eventualità che Mosca passi dalle minacce ai fatti e stigmatizza con coraggio come la penetrazione ideologica filoputiniana riceva continui assist dalla politica (un partito fa parte della coalizione di Governo e un altro dal ‘campo largo’ dispensa demagogia sui soldi stanziati o spesi per la difesa militare) e da certo giornalismo di cui sorprende l’opposto posizionamento ideologico.

Sono atteggiamenti e orientamenti irresponsabili che indeboliscono il Paese e la nazione.

LEuropa deve assumere la guida

Le parole della signora Zakharova possono scivolare via come non dette o possono essere ascoltate come un campanello d’allarme che prelude e anticipa mire espansive in Europa, fomentando intanto odio e disprezzo per l’Italia. Dio non voglia che venga un giorno in cui diffidenti e indifferenti portavoce di orientamenti populisti e minimalisti debbano prendere atto di una diversa realtà: non sarebbe un fatto che riguarderebbe solo i fautori di un abbandono dell’Ucraina al suo destino perché le conseguenze sarebbero la materializzazione di una globalizzazione del male.

Putin mira ad un impero sempre più esteso di cui allarga nella sua mente i confini, l’inazione e la sottovalutazione di questo delirio di onnipotenza ha importanti e recenti, nefasti precedenti nella storia. Il concetto di democrazia non è un’utopia a geometria variabile: esso passa dalla difesa e dal consolidamento delle democrazie nel mondo. Considerato il disimpegno di Trump cominci l’Europa a compattarsi e a prendere saldamente in mano le redini dei propri destini.

New York, il segnale politico che parla all’Italia

A New York ha vinto Zohran Mamdani, 34 anni, socialista dichiarato, musulmano, figlio di immigrati ugandesi. È il nuovo sindaco della metropoli più simbolica d’America e il volto di una sinistra che torna a parlare di temi concreti: casa, trasporti, asili. Una vittoria storica, che dice molto più di quanto sembri.

Con oltre un milione di voti, Mamdani ha conquistato la fiducia di un elettorato giovane e meticcio, in un’elezione che ha registrato un’affluenza del 41%. Numeri apparentemente bassi, ma rivelatori di una motivazione profonda: chi ha votato, lo ha fatto per cambiare davvero.

«A New York vota meno gente, ma con più convinzione. In Italia vota più gente, ma con meno entusiasmo.»

Nelle ultime amministrative italiane, l’affluenza ha superato il 56%, più alta di quella americana. Eppure, la differenza è qualitativa: in Italia la partecipazione appare spesso doverosa ma stanca, mentre negli Stati Uniti chi si reca alle urne lo fa per idealismo o per rabbia.

Il programma del nuovo sindaco è semplice e radicale: congelare gli affitti regolati, rendere gratuiti trasporti e asili per le famiglie a basso reddito, investire sulla prossimità e sui servizi di quartiere.

Mamdani ha riportato alle urne chi si era allontanato dalla politica. Una sinistra concreta, non accademica, capace di stare tra la gente e non solo nei convegni.

Per il centrosinistra italiano, la lezione è chiara: non basta parlare di diritti, serve tornare a parlare di vita quotidiana. Casa, reddito, lavoro, figli, sanità territoriale.

Per il centrodestra, la lezione è che le città cambiano prima dei governi nazionali. Lì dove la sinistra innova, la destra perde terreno; dove la destra governa bene, conquista fiducia urbana.

«In America vince chi convince con i fatti. In Italia si vince spesso per assenza di alternative.»

Il sindaco di New York gestisce un bilancio da 110 miliardi di dollari, più di quello del Portogallo. Un sindaco italiano deve muoversi tra vincoli di bilancio e competenze regionali. Importare ricette americane è impossibile, ma importare il metodo è necessario.

La parola chiave, oggi, non è sinistra o destra. È credibilità. Mamdani ha vinto perché è credibile. Ha parlato di giustizia, ma anche di bilanci; di valori, ma anche di numeri.

«Non serve copiare lAmerica. Serve copiare la serietà con cui lAmerica fa politica.»

La vera lezione di New York è semplice: la democrazia si misura nei municipi. Quando le città funzionano, la fiducia cresce. L’Italia non ha bisogno di slogan, ma di amministratori che sappiano fare.

Mamdani ha dimostrato che un sindaco può ancora riaccendere entusiasmo politico. In Italia la sfida è ritrovare quello stesso entusiasmo. La vera domanda non è più chi vince, ma perché metà del Paese non crede più nella politica.

La dissoluzione dei legami primari

Ero un ragazzino quando apprendevo, tramite la stampa, vocaboli ed espressioni quali “frammentazione sociale”, “segmentazione”, “società dell’individualizzazione”, “crisi delle tradizionali agenzie educative”.

La perdita dei punti di riferimento condivisi

Negli anni ne ho compreso meglio il senso: viviamo in una società assai variegata, dai mille volti e dalle mille articolazioni. I consueti punti di riferimento, che avevano caratterizzato l’Italia del dopoguerra, hanno perso la loro centralità e sono stati affiancati o sostituiti da altri: così è per la parrocchia e per la sezione di partito, come, del resto, per la stessa tv intesa come “focolare” e per tantissimi altri luoghi e momenti del vivere associato.

 

Il paradigma della modernità secondo Charles Taylor

Ora, tuttavia, soprattutto grazie allo studio dell’opera che il filosofo Charles Taylor ha dedicato alle radici dell’identità moderna, sto forse mettendo meglio a fuoco il fenomeno, provando a leggerlo e interpretarlo nella sua essenza. La prima modernità, lungo il solco del messaggio evangelico e, in particolare, della Riforma protestante, ha posto al centro di un’esistenza degna di esser vissuta due aree fondamentali: il lavoro (la celeberrima etica calvinista del lavoro, l’affinità, anche linguistica, in tedesco, fra “professione” e “vocazione”) e la famiglia basata sugli affetti. Non più, dunque, l’ideale eroico-aristocratico-cavalleresco antico e medioevale e neppure il “sacro” (il monastero o il convento, ad esempio) come luogo privilegiato della vocazione. Insomma, la centralità e la valenza vocazionale della “vita comune”, familiare e lavorativa, appunto. Un cambio di paradigma gradualmente fatto proprio, pur se diversamente declinato, anche dal mondo cattolico.

Una nuova geografia dellidentità individuale

Ecco, oggi, e da decenni, tale centralità sta venendo meno. Ci sono ancora tante persone, naturalmente, anche molti giovani, che si identificano con il proprio lavoro o con la propria famiglia. Però, anche come conseguenza delle dinamiche innescate proprio dal paradigma moderno della “vita comune”, vi è una varietà di interessi e di inclinazioni, numerosa quasi quanto il numero degli individui (almeno in questa parte del globo).

Uno studio più profondo è necessario

La vita familiare e la vita lavorativa condensano sempre meno, per dir così, gli aspetti dell’esistenza individuale e sociale che le persone tendono a considerare decisivi e importanti.

Si tratta di un fenomeno che andrebbe innanzitutto meglio studiato e compreso e dinanzi al quale porsi con un’attitudine, insieme, critica e aperta.

San Martino o il tempo della compassione

L’intelligenza artificiale c’è già stata, si chiamava memoria. Con questo mainframe nessuno doveva ricorrere ai social, bastava accendesse il cervello e trovava spiegazioni per tutto.

Le nostre poesie

Sicuramente oggi si ignora cosa si perde a non poter disporre di “Novembre” di Pascoli (1891) o di “San Martino” di Carducci (1887). Che quasi ci richiama “Emozioni” di Battisti (1970). Non a caso nel 1993 Fiorello mise in musica la poesia di Carducci.

E Carducci quando scrisse “San Martino” aveva trovato lumi nella raccolta di Ippolito Nievo “Le lucciole” (1858).

E D’Annunzio (1893) e Sbarbaro (1911) e via di seguito. Sempre sui giorni di San Martino

Non la scansa neppure Cesare Pavese.  “Estate di San Martino” è in “Lavorare stanca” del 1943:  «Se trovassi un amico quest’oggi, starei sempre qui».

Nessuno inventa nulla, tutto si genera da qualcos’altro.

“La nebbia agli irti colli/ Piovigginando sale,/ E sotto il maestrale/ Urla e biancheggia il mar”.

A memoria. Veniva salvata nella mente. Ci potevi clikkare sopra per tutta la vita e così  vedevi l’Estate di San Martino, … tra le rossastre nubi stormi d’uccelli neri com’ esuli pensieri nel vespero  migrar.

La storia nel rigido inverno del 335

Dice la storia che un giorno del rigido inverno del 335, nei pressi di Amiens, Martino, soldato della guardia imperiale dell’esercito romano, s’imbatté in un poveretto seminudo. Quantunque non cristiano eppur mosso a compassione Martino tagliò un pezzo della sua clamide bianca e la dette a quell’uomo. Altre storie aggiungono che poi incontrando un altro povero, Martino si disfece anche di ciò che gli era rimasto, donandolo a questo secondo mendico.

La leggenda dice che di notte in sogno vide Gesù che parlava di lui: ‘Ecco  Martino, che non è battezzato e mi ha rivestito’. L’indomani Martino si risvegliò in un tepore fuori dal comune, sembrava che la stagione si fosse interrotta, e trovò il suo mantello integro.

Il clima mite di Dio

Il detto, invece, proprio dell’Estate di San Martino, cioè i tre giorni, si rifà al tempo di clima mite che Dio riversò sulla terra per permettere a Martino di procacciarsi un nuovo mantello, visto che si era privato di tutto.

Scaduta questa pausa Martino non aveva però ancora trovato nulla. E allora Dio aggiunse altro tempo – “…e un pochino” – per non far patir di freddo il giovane soldato romano, finché questi non riuscì a disporre di un nuovo mantello.

Solo allora ripartì l’inverno. Che dire? Che laica o religiosa ogni vera compassione è umanità senza misura.

Report, Ghiglia: nessun motivo per dimettermi dall’Autorità Garante della Privacy

Roma, 10 nov. (askanews) – Un passo indietro del Collegio del Garante Privacy dopo le polemiche? “Non c’è nessun motivo per farlo, perché la politica che lo chiede deve mettersi d’accordo con se stessa: o questo è un Garante indipendente, e quindi non dipende dalla politica, o questo è un garante dipendente, e quindi dipende dalla politica”. Lo dichiara il componente del Garante della Privacy Agostino Ghiglia ai microfoni de L’Aria che tira. L’intervista integrale andrà in onda domani (martedì 11 novembre) durante la puntata de L’Aria che Tira.

Calcio, Atalanta Ufficiale Juric esonerato, ora Palladino

Roma, 10 nov. (askanews) – E’ ufficiale l’esonero di Ivan Juric, questo il comunicato dei nerazzurri: “Atalanta BC comunica che Ivan Juric è stato sollevato dall’incarico di allenatore della Prima Squadra assieme ai suoi più stretti collaboratori, vale a dire Matteo Paro, Miguel Veloso, Paolo Barbero, Stjepan Ostojic e Michele Orecchio. Atalanta BC ringrazia Ivan Juric e il suo staff per l’impegno profuso, augurando loro il meglio per il futuro.” L’Atalanta sta definendo i dettagli per la firma di Raffaele Palladino: intesa per un anno e mezzo di contratto. L’annuncio probabilmente nella giornata di domani

Calcio, De Laurentiis: "Dimissioni Conte una favola"

Roma, 10 nov. (askanews) – Aurelio De Laurentiis ha ribadito, sui propri profili social, piena fiducia ad Antonio Conte. “Leggo sul web la favola delle dimissioni di Conte. Io amo molto i social perché sono un modo contemporaneo e veloce di far viaggiare i pensieri. Ma voi sapete che non sempre i pensieri sono giusti o condivisibili. Tra me e Conte esiste da sempre una sintonia speciale che accomuna uomini che usano le 3 “C”…,che piacciono molto ai napoletani e non solo. Ai tifosi che hanno letto qualche stupidaggine dico: sono orgoglioso di avere al mio fianco, e al fianco del Napoli e dei calciatori, un uomo vero come Antonio Conte, capace di sacrificare ogni secondo della sua vita per la sua professione, con estrema generosità e dedizione. Questa è la garanzia più importante che si possa dare oggi a un club, ai calciatori e a tifosi esigenti come quelli del Napoli”.

Puglia, Meloni carica il centrodestra: non abbiamo paura di nessuno

Bari, 10 nov. (askanews) – È la “mission impossible” del centrodestra a queste elezioni regionali: la Puglia è considerata da tutti i sondaggi saldamente nelle mani dell’eurodeputato del Pd Antonio Decaro, per questo Giorgia Meloni, che chiude la manifestazione di Bari a sostegno del candidato presidente Luigi Lobuono, ripete più volte il messaggio chiave: “Non ci sono risultati già scritti in partenza. Puntiamo a vincere perché non abbiamo paura di nessuno” La premier, affiancata dagli altri leader di centrodestra Antonio Tajani, Matteo Salvini e Maurizio Lupi, carica il popolo del centrodestra stipato nel capiente Teatro Team del capoluogo adriatico accusando la sinistra di essere “supponente” e di considerare “scemi” gli elettori della coalizione opposta. Rivendica i risultati del suo governo e la tenuta della coalizione: “Siamo qui uniti – dice – come ci avrebbe voluto un grande pugliese che oggi ricordiamo a 90 anni dalla nascita: Pinuccio Tatarella”. Difende la legge di bilancio, “la sinistra dice che aiutiamo i ricchi perché aiutiamo chi guadagna 2400 euro al mese, ci vuole coraggio a dirlo…” Poi torna ad attaccare il segretario della Cgil Maurizio Landini sul venerdì scelto per lo sciopero contro la manovra, “non sia mai che la rivoluzione la facciamo di martedì”.

Meloni rivendica le riforme costituzionali, a partire da quella della giustizia, il cui referendum confermativo, mette in chiaro, non determinerà i destini dell’esecutivo. “Loro sanno – dice parlando delle opposizioni – che sono norme di buon senso e infatti che dicono? ‘Votate no al referendum per mandare a casa la Meloni’. Ma mettetevi l’animo in pace, arriveremo a fine legislatura e chiederemo il giudizio degli elettori: la Meloni la possono mandare a casa solo gli elettori. Una cosa alla quale la sinistra non è abituata: la democrazia”. Affonda il colpo anche sulla sanità, “abbiamo aumentato gli investimenti di 17 miliardi da quando ci siamo insediati, la sinistra usa un pallottoliere truccato” e del resto “la Puglia governata da loro è l’ultima regione in Italia per rispetto dei tempi d’attesa per le prestazioni sanitarie”.

“Voglio essere molto chiaro: noi siamo qui per vincere questa sfida”, promette Luigi Lobuono, l’imprenditore scelto dopo lunghe incertezze dal centrodestra perla sfida a Decaro. I leader presenti puntano il dito sulle contraddizioni del campo avverso. “Gli esponenti del centrosinistra – afferma Lupi – dicono che serve un cambiamento radicale, gli stessi che governano in Puglia da 30 anni. Addirittura Decaro si vergogna di candidare il governatore uscente. Il governo di centrosinistra è bocciato dallo stesso centrosinistra”. Tajani incoraggia i suoi a cercare elettori di centro delusi: “C’è da andare a occupare uno spazio che si sta man mano liberando. I leader di Pd, M5S e AVS hanno intonato la marcia funebre per il centrosinistra. Il centrosinistra non c’è più, esiste solo la sinistra”. Poi (dopo un lapsus corretto dalla folla sul nome dello stadio di Bari, chiamato San Paolo invece che San Nicola) tocca un tema molto sentito in Puglia: “La prossima settimana Forza Italia presenterà un progetto per affrontare il tema della Xylella in maniera diametralmente opposta alle proposte della Regione”.

Punta sui temi identitari Salvini: sulla scuola sottolinea che il ministro Valditara garantisce “una scuola libera dalle ideologie e dalle schifezze gender”. E sui migranti rilancia l’accusa all’Unione europea di farne entrare troppi e avverte: “Il termine remigrazione può e deve essere oggetto di discussione anche in Italia”. Per il vicepremier leghista “il problema non è il Dio in cui si crede, ma pretendere che chi arriva in Italia rispetti la nostra storia, la nostra cultura, i nostri simboli, la nostra religione, la nostra Costituzione. Chi non è disposto a farlo fuori dalle palle, dal primo all’ultimo”. La parola ai pugliesi: si vota il 23 e 24 novembre, è la sfida più difficile per la maggioranza di governo ma la partita è ancora da giocare.

Report, Ranucci: il Garante della Privacy dovrebbe dimettersi

Roma, 10 nov. (askanews) – “Donzelli scorda il metodo Boffo, fatto dai giornali di altra proprietà. Solo chi non conosce le tecniche di giornalismo può dire che la nostra è un’inchiesta fatta dopo la sanzione. Negli anni il Garante della Privacy si è trasformato in un tribunale politico dove le sentenze e i provvedimenti vengono presi in base alle sensibilità politiche, ai rapporti clientelari, diventando una grandissima limitazione alla libertà di stampa. In tanti giornalisti ci scrivono solidarizzando per la battaglia che stiamo facendo in difesa della libertà di stampa. Battaglia che possiamo fare perché abbiamo alle spalle una grande azienda come la Rai, ma i poveri giornalisti che subiscono i provvedimenti del Garante non hanno i nostri stessi strumenti”. Lo ha detto Sigfrido Ranucci a Otto e mezzo su La7.

“Non ci sono stati pedinamenti o infiltrazioni in mail e telefoni. Abbiamo fatto una raccolta di informazioni che provenivano dagli stessi dipendenti dell’ufficio del Garante che non ne potevano più di quell’andazzo. Si sono ribellati a quella perdita di nobiltà e autorità che era il Garante della Privacy fondato da una personalità come Stefano Rodotà che ci invidiava il mondo”, conclude Ranucci.

Nelle scuole in diminuzione gli esposidi di bullismo o violenza di genere

Milano, 10 nov. (askanews) – È stata pubblicata oggi l’indagine del Ministero dell’Istruzione e del Merito sulle iniziative promosse dalle scuole secondarie di secondo grado per il contrasto alla violenza contro le donne. L’indagine, svoltasi tra il 15 e il 29 maggio 2025, ha coinvolto le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado di tutto il Paese.

I risultati evidenziano un’adesione ampia e diffusa: 2.322 scuole statali, pari all’86,7% del totale delle scuole secondarie di secondo grado, hanno partecipato all’indagine, confermando l’attenzione costante della scuola verso i temi della parità, del rispetto e della prevenzione della violenza sulle donne.

Quasi il 97% ha avviato attività specifiche per sensibilizzare al rispetto delle donne e per educare alle relazioni, così come previsto dalle nuove Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica.

Complessivamente, le attività hanno coinvolto la quasi totalità delle scuole secondarie di secondo grado: un dato che testimonia la crescente sensibilità dei giovani su questi temi. I progetti si sono svolti sia durante le ore di lezione (87,4%), sia come iniziative extracurricolari (12,6%), attraverso laboratori, seminari, gruppi di discussione, performance artistiche e campagne di sensibilizzazione. Inoltre, il 47,4% delle scuole che hanno partecipato all’indagine, ha dichiarato di avere anche buone pratiche da segnalare.I risultati del monitoraggio mostrano un impatto positivo: nel 68,5% degli istituti si è registrata una maggiore attenzione ai comportamenti relazionali, un uso più consapevole del linguaggio e una diminuzione di episodi di bullismo o violenza di genere.

I percorsi educativi avviati in attuazione delle nuove Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica hanno contribuito a promuovere un ambiente scolastico più inclusivo, rispettoso e consapevole, confermando la scuola come un presidio educativo e culturale fondamentale nell’educazione al rispetto e alle relazioni e nel contrasto alla violenza sulle donne.

Sanità, Schlein a Meloni: impegnata in campagna elettorale permanente

Roma, 10 nov. (askanews) – “Sono passati quasi due anni dal decreto sulle liste d’attesa e Meloni continua a dire che ‘gli effetti miglioreranno’. Sembra di risentire le stesse parole sui centri in Albania, quando assicurava che ‘funzioneranno’. Sono invece ancora vuoti: un’idrovora di denaro pubblico. Intanto quasi 6 milioni di italiani — uno su dieci, secondo l’Istat — hanno smesso di curarsi, schiacciati da liste d’attesa infinite e da una sanità pubblica al collasso. Anche questa manovra di bilancio tradisce le promesse della Premier, più impegnata in una campagna elettorale permanente che sui problemi reali del Paese”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein risponendo alle parole della premier che in un comizio a Bari ha criticato la segretaria del Pd e il leader M5s Conte per come il centrosinistra ha gestito la sanità in Puglia.

Scuola, Lega ci ripensa: sì educazione sessuale alle medie con ok genitori

Roma, 10 nov. (askanews) – Le “attività didattiche e progettuali nonché ogni altra eventuale attività aventi ad oggetto temi attinenti all’ambito della sessualità” devono essere “escluse” “per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria”. Non più per la secondaria di primo grado: la Lega ci ripensa e, con un emendamento presentato in aula alla Camera al ddl Valditara, propone di cancellare la norma, approvata su iniziativa degli stessi esponenti del partito di Salvini, che vietava anche alle scuole medie i temi sessuali. La proposta di modifica è della leghista Giorgia Latini, la stessa firmataria dell’emendamento che durante l’esame in commissione aveva esteso il divieto.

“D’intesa con il ministro Valditara – spiega il relatore Rossano Sasso, deputato della Lega – siamo pronti a valutare anche una modifica che, alla luce delle prossime Indicazioni nazionali che contengono già elementi più ampi e chiari sui temi della sessualità, non preveda alcuna forma di divieto per la scuola secondaria di primo grado riaffermando il pieno principio del consenso informato, come peraltro nello spirito originario del ddl governativo”.

Il provvedimento del ministro dell’Istruzione Valditara, approdato oggi in aula alla Camera per la discussione generale, infatti, prevede che “le istituzioni scolastiche sono tenute a richiedere il consenso informato preventivo dei genitori o degli studenti, se maggiorenni, per la partecipazione a eventuali attività che riguardino temi attinenti all’ambito della sessualità, nonché ad acquisire tale consenso previa messa a disposizione, per opportuna visione, del materiale didattico che intendono utilizzare per le attività medesime”.

“Una misura di tipo oscurantista e puramente ideologica”, secondo Elisabetta Piccolotti di Avs. Un ddl “che nega le evidenze scientifiche. Come nega le esigenze che associazioni e psicologi vivono ogni giorno a scuola e nella società”. Per la senatrice Pd Valeria Valente la marcia indietro della Lega non cambia il giudizio sul provvedimento: “Il divieto decade, ma comunque, come per il liceo, servirà il consenso informato dei genitori, che dovranno addirittura conoscere i temi e il materiale didattico. E’ un passo indietro evidente, ottenuto grazie all’impegno strenuo del Pd e delle opposizioni alla Camera. Resta però la gravità del ddl Valditara: prevedere il consenso informato dei genitori per l’educazione sessuo-affettiva e al rispetto della differenza di genere è assurdo”.

“Lo chiamano ‘consenso informato’, ma è un modo elegante per dire divieto. Mentre ogni giorno parliamo di violenza di genere, abusi e discriminazioni, il Governo sceglie di censurare chi prova a prevenirle: insegnanti, associazioni, esperti che da anni lavorano per costruire una cultura del rispetto”, afferma il segretario di +Europa, Riccardo Magi.

La Lega tuttavia rivendica il provvedimento che sarà esaminato in settimana dalla Camera: Matteo Salvini – dal palco del comizio del centrodestra a Bari – mette tra le “promesse mantenute” dal centrodestra anche quella di una “scuola libera dalle ideologie e dalle schifezze gender, grazie al ministro Valditara”.

Usa, la Casa Bianca esprime sostegno all’accordo sulla fine dello shutdown

New York, 10 nov. (askanews) – Lunedì la Casa Bianca ha espresso il suo sostegno all’accordo bipartisan per porre fine allo shutdown negli Stati Uniti, uno sviluppo chiave che rende probabile la riapertura del governo entro pochi giorni.

Il presidente Donald Trump ha chiesto la riapertura del governo fin dall’inizio dello shutdown e considera l’accordo uno sviluppo positivo, ha dichiarato un funzionario della Casa Bianca a Bloomberg. Intanto il leader della maggioranza al Senato, John Thune, ha parlato con Trump dell’accordo domenica sera e si aspetta che il presidente lo promulghi una volta che il Congresso avrà approvato la legge. Il disegno approvato al Senato dovrà comunque tornare alla Camera.

Report, opposizioni: azzerare Privacy, Fdi: giornalismo militante

Roma, 10 nov. (askanews) – Su ‘Report’ è scontro aperto. Dopo l’inchiesta mandata in onda ieri sera da Sigfrido Ranucci Fdi attacca a testa bassa la trasmissione mentre le opposizioni chiedono “l’azzeramento” di tutto il collegio del Garante. Per Pd, M5s e Avs la situazione non è più sostenibile, Elly Schlein, Giuseppe Conte e Angelo Bonelli chiedono al vertice della Privacy di farsi da parte ma l’attacco, di fatto, è rivolto anche alla maggioranza di governo ritenuta colpevole di avere fatto pressioni. Giorgia Meloni respinge ogni addebito, la premier spiega di non avere “competenza” sulla vicenda. Ma Federico Mollicone, uno dei suoi fedelissimi, in Parlamento rivolge accuse pesanti a Ranucci, sia pure dopo avergli ribadito la “solidarietà” per l’attentato subito.

L’offensiva delle opposizioni la apre la Schlein, in mattinata: “Sta emergendo un quadro grave e desolante sulle modalità di gestione dell’Autorità Garante per la Privacy che rende necessario un segnale forte di discontinuità. Io penso che non ci sia alternativa alle dimissioni dell’intero consiglio”. Emerge, spiega, “un sistema gestionale opaco, caratterizzato da numerosi conflitti di interesse e da una forte permeabilità alla politica” e, appunto, “senza un azzeramento e una ripartenza sarà impossibile ricostruire la fiducia dei cittadini “.

Quasi identiche le parole di Conte, che parla in aula: “Chiediamo l’azzeramento del Garante della privacy, che ha perso la necessaria credibilità e autorevolezza”. Il leader M5s annuncia anche la riproposizione della proposta di legge del Movimento contro il conflitto di interessi, quindi replica alla Meloni: “Dice: non abbiamo competenza? Ma come! C’era competenza quando si scambiava messaggini con Ghiglia? C’era competenza quando Ghiglia si recava nella sede di Fdi per conferire con Arianna Meloni?”.

E di “azzeramento” parla anche Bonelli, avvertendo che “non ci sono più alibi. Lo dico con chiarezza: non basta una difesa d’ufficio, non basta prendere tempo. Serve l’azzeramento”. Il capogruppo Pd Francesco Boccia, poi, annuncia una interrogazione parlamentare perché “perché quello che emerso nelle scorse ore, anche grazie all’inchiesta di Report, è di una gravità inaudita”.

Ma un’interrogazione la prepara anche Fdi, come ha spiegato Mollicone in aula. “Report viola le comunicazioni di un parlamentare, che come sappiamo sono tutelate dalla Costituzione. Siamo in prima linea per difendere e tutelare il giornalismo di inchiesta, quello vero. Ma in questo caso ci troviamo di fronte a una violazione palese della Costituzione. Presenteremo anche un’interrogazione parlamentare”. Per Mollicone “quello di Report non è giornalismo di inchiesta, o perlomeno non lo è sempre”, si tratta di “giornalismo militante, un romanzo di fantasia, una fiction, che stalkerizza e accusa in modo scorretto, falso unicamente gli esponenti di maggioranza”.

Si fanno sentire anche i protagonisti della vicenda. Ranucci ribadisce che il Garante della privacy è ormai “un tribunale politico” e respinge al mittente le accuse di avere violato la riservatezza di Meloni: “Io non ho diffuso un messaggio privato, lo ha diffuso Ghiglia. Noi non abbiamo mai trafugato materiali. Se lo ha fatto qualcun altro non lo so. Non abbiamo i messaggi originali tra Ghiglia (il membro del collegio del Garante di area Fdi, ndr) e Meloni, abbiamo preso visione di quanto Ghiglia ha inoltrato ai suoi uffici”. E Ghiglia, a sua volta ribatte: “L’approccio di Report rispetta i principi di rigore e imparzialità che la stessa Cassazione indica come limite invalicabile? Qualche dubbio c’è”.

La Thailandia ha sospeso il cessate il fuoco con la Cambogia

Roma, 10 nov. (askanews) – La Thailandia ha annunciato la sospensione dell’accordo di cessate il fuoco con la Cambogia, co-firmato a fine ottobre da Donald Trump, dopo che l’esplosione di una mina antiuomo vicino al confine ha ferito due dei suoi soldati. La Cambogia, attraverso il suo ministero degli Esteri, ha espresso “seria preoccupazione” per la sospensione e ha negato la posa di nuove mine antiuomo lungo il confine.

L’accordo mirava a porre fine alle ostilità tra i due Paesi, che si sono scontrati al confine per cinque giorni a luglio. I combattimenti, condotti da truppe di terra, artiglieria e aerei, hanno causato almeno 43 morti e hanno causato l’evacuazione di oltre 300.000 civili.

L’esplosione di una mina antiuomo nella provincia di Sisaket, nell’est del Paese, ha ferito gravemente un soldato thailandese. “Pensavamo che la minaccia alla sicurezza si fosse attenuata, ma in realtà non è diminuita”, ha dichiarato il primo ministro thailandese Anutin Charnvirakul in una conferenza stampa.

Trump minaccia una causa alla BBC per 1 miliardo di dollari

New York, 10 nov. (askanews) – Gli avvocati del presidente Donald Trump hanno minacciato di citare in giudizio la BBC per un montaggio fuorviante di un video del 6 gennaio 2021, in cui Trump si rivolgeva ai suoi sostenitori prima dell’assalto al Campidoglio.

In una lettera inviata all’emittente britannica e condivisa con Fox News Digital, il team legale di Trump ha chiesto una ritrattazione del documentario dove Trump affermava: “E combatteremo. Combatteremo con tutte le nostre forze.” Secondo i legali, il video omette la parte in cui si invita a marciare “pacificamente e patriotticamente”.

“La mancata ottemperanza non lascerà al presidente Trump altra scelta che perseguire tutti i rimedi legali disponibili”, si legge nella lettera, che preannuncia una possibile causa per danni non inferiori a un miliardo di dollari se la BBC non agirà entro il 14 novembre.

Il caso ha già avuto ripercussioni interne: due alti funzionari della BBC si sono dimessi e il presidente dell’emittente ha inviato una lettera di scuse al Parlamento britannico.

Francia, Sarkozy: "Ora sono libero e vi dico che la verità trionferà"

Roma, 10 nov. (askanews) – L’ex presidente francese Nicolas Sarkozy posta sui social il suo primo commento da uomo “libero”, poche ore dopo la scarcerazione dal carcere de La Santé, tra i ringraziamenti per quanti lo hanno sostenuto e i preparativi per il ricorso.

“Ora che sono libero e riunito alla mia famiglia, desidero esprimere la mia più profonda gratitudine a tutti coloro che mi hanno scritto, sostenuto e difeso. I vostri migliaia di messaggi di sostegno mi hanno profondamente commosso e mi hanno dato la forza di sopportare questa dura prova”, ha scritto su X Sarkozy.”La legge è stata applicata. Ora mi preparerò per il ricorso. La mia energia è concentrata esclusivamente sul dimostrare la mia innocenza. La verità trionferà. Questa è una lezione che la vita ci insegna”, ha aggiunto, sottolineando che “la fine della storia deve ancora essere scritta”.

L’ex presidente francese era detenuto dal 21 ottobre dopo la condanna nel caso del finanziamento libico della sua campagna presidenziale ed è uscito oggi di prigione dopo che la Corte d’appello di Parigi ha accolto la richiesta di scarcerazione dei suoi legali.

Puglia, Meloni: puntiamo a vincere, non temiamo nessuno

Milano, 10 nov. (askanews) – L’esito della sfida per le Regionali in Puglia “non va considerato deciso: sono certa che sarete ancora di più nei prossimi giorni a raccontare la sfida di Lobuono e del centrodestra che puntiamo a vincere perchè non abbiamo paura di nessuno”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, al comizio dei leader del centrodestra a Bari.

Meloni ha rivendicato i risultati ottenuti al governo, “non è stato un caso e non è stata fortuna. Sono frutto di tanto lavoro, sacrificio, determinazione, buona fede, buon senso e consapevolezza di quanto sia grande e quante potenzialità abbia questa straordinaria nazione. Il declino non è destino, è una scelta, crederci davvero è una scelta, avere il coraggio di non farsi imporre limiti dagli altri, è una scelta, e in democrazia quella scelta la fanno i cittadini, che col voto scrivono un futuro che non è mai scritto in partenza”.

Meloni: eravamo pecora nera, abbiamo ricostruito immagine Italia

Roma, 10 nov. (askanews) – “Ricordo quando dicevano che se il centrodestra avesse governato l’Italia, l’Italia sarebbe stata isolata a livello internazionale. Tre giorni fa il financial Times titolava ‘l’Europa dovrebbe imparare dall’Italia’. Perché in tre anni noi abbiamo ricostruito l’immagine di questa nazione, eravamo la pecora nera d’Europa e oggi siamo una nazione che può indicare la rotta alle altre”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni a Bari al comizio in sostegno del candidato del centrodestra alle elezioni regionali Luigi Lobuono.

Netanyahu: la guerra non è finita

Roma, 10 nov. (askanews) – La guerra “non è finita”, ha sottolineato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un discorso alla Knesset. “Chi cerca di farci del male si sta riarmando. Non hanno rinunciato al loro obiettivo di distruggerci”.

Hamas “sarà disarmato”, ha promesso. “Gaza sarà smilitarizzata. Accadrà nel modo più facile o nel modo più difficile. Ma accadrà”.

Netanyahu ha inoltre lasciato intendere che Israele si sta avvicinando ai Paesi della regione più che mai, e ha detto che l’opinione pubblica ne sentirà parlare sempre di più.

Eni, celebra 30 anni di quotazione al New York Stock Exchange

New York, 10 nov. (askanews) – Eni ha celebrato presso la sede del New York Stock Exchange (Nyse) il trentesimo anno di quotazione negli Stati Uniti con la presenza dell’amministratore delegato, Claudio Descalzi, e del top management di Eni.

In occasione dell’evento, l’Ad di Eni ha fatto il punto con la comunit finanziaria statunitense sull’avanzamento della strategia della societ, che “fa leva sui propri punti di forza competitivi nel contesto di un mercato energetico in rapida evoluzione, sviluppando un portafoglio di attivit consolidate, nuove ed emergenti che generano una crescita altamente competitiva e rendimenti attrattivi per gli azionisti”.

Sin dall’Ipo di Eni, gli investitori statunitensi sono stati parte della societ: a oggi rappresentano il 25% del flottante azionario di Eni, vale a dire il Paese singolarmente con maggior peso al di fuori dell’Italia, e circa il 40% degli investitori istituzionali nella societ. Eni, sottolinea la societ, trae un valore significativo dal confronto con i propri investitori, e dal loro sostegno e riscontro mentre prosegue nell’esecuzione della propria strategia.

“Abbiamo costruito una strategia – ha aggiunto – che dimostra di generare crescita, efficienza e creazione di valore per i nostri azionisti, e al contempo l’abbiamo adattata ai mercati energetici in evoluzione e a una visione di lungo periodo. Continuiamo a investire nel nostro business dell’esplorazione e produzione, di eccellenza a livello mondiale, sviluppando nel contempo la diversificazione del nostro mix energetico, della presenza geografica, delle rotte di approvvigionamento e degli ambiti di decarbonizzazione – attivit che nel futuro garantiranno un business sostenibile. Abbiamo ancora davanti a noi obiettivi importanti da raggiungere, e il grande lavoro fatto finora ci posiziona al meglio per poterlo fare”.

Calcio, Mancini al Qatar: pronto l’accordo con l’Al Sadd

Roma, 10 nov. (askanews) – Roberto Mancini ha accettato l’offerta dell’Al Sadd, club di vertice del Qatar, rilanciando la sua carriera dopo l’esperienza da ct dell’Saudi Arabia national football team. L’accordo prevede un contratto che lo legherà al club asiatico fino a maggio 2026. Nella scelta ha avuto peso la volontà di tornare in attività con un progetto ambizioso, piuttosto che restare in attesa in Europa: l’ipotesi Serie A si è offuscata, e il Qatar ha rappresentato l’occasione giusta per ripartire. Per il club qatariota, già campione nazionale e con un ricco palmarès, è una mossa strategica: si punta a tornare protagonisti anche in ambito continentale, e Mancini offre l’esperienza internazionale che mancava. Il debutto ufficiale potrebbe arrivare nella prossima gara di Champions asiatica prevista per il 24 novembre. Nel frattempo, manca solo la firma definitiva e l’annuncio ufficiale.

Migranti, Salvini: Ue ne fa entrare troppi, discutere remigrazione

Milano, 10 nov. (askanews) – “Il termine remigrazione può e deve essere oggetto di discussione anche in Italia”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, nel comizio del centrodestra a Bari.

“L’Europa permette a troppe persone di entrare e di distruggere il nostro tessuto sociale, valoriale, economico. Il problema non è il Dio in cui si crede, ma pretendere che chi arriva in Italia rispetti la nostra storia, la nostra cultura, i nostri simboli, la nostra religione, la nostra Costituzione. Chi non è disposto a farlo fuori dalle palle, dal primo all’ultimo. Cristianamente e generosamente fuori dalle palle, non possiamo essere noi a cambiare in base ai capricci di chi arriva”, ha affermato.

Incontro pazienti-medici: il tour dell’AIL fa tappa a Sassari

Sassari, 10 nov. (askanews) – A Sassari, presso l’Hotel “Grazia Deledda”, si tenuto l’incontro pazienti-medici organizzato dall’AIL. Una tappa di una serie di eventi che, dal 2005, AIL porta avanti su tutto il territorio nazionale e che ha come obiettivo quello di permettere ai pazienti e ai loro familiari di condividere le proprie esperienze e approfondire la conoscenza sul tema. A fare gli onori di casa e a testimoniare la grande utilit di questi incontri stato il Primario di Ematologia dell’Ospedale di Sassari Claudio Fozza: “Questa una grandissima occasione. L’AIL gi molto presente nella nostra realt e ci sostiene in tanti modi. Questa, per, la prima volta che porta avanti un percorso di questo genere per i pazienti. Una iniziativa utilissima anche per noi medici che, grazie a queste giornate, abbiamo modo di confrontarci con loro. Un incontro che ha molto pi valore rispetto a un classico convegno scientifico. Questo di oggi un appuntamento che coinvolge i vari reparti di Ematologia della Sardegna. L’AIL ci sostiene con la ricerca, con attivit di assistenza domiciliare e ha una bellissima struttura che ospita le varie famiglie durante il loro percorso terapeutico”.

Eventi che puntano non solo ad accrescere quanto pi possibile la conoscenza sulle malattie mieloproliferative croniche, ma allo stesso tempo incontri utili per i pazienti, i familiari e i loro caregiver come spiegato dal referente del gruppo pazienti, il professor Giampiero Garuti, che ha messo l’accento sugli importanti benefici che questi incontri danno a chi affronta queste patologie: “Questi seminari “incontri medici-pazienti” sono una delle principali attivit che portiamo avanti, anche perch noi abbiamo a che fare con delle malattie che spesso il paziente conosce poco. Quando c’ un incontro tra medici e pazienti negli ambulatori, questi sono sempre viziati dal tempo, perch fuori dalla porta c’ una lunga coda e il dottore non pu dilungarsi tanto con ogni singolo paziente. Questa serie di incontri sono un modo e un’occasione a disposizione per avere maggiori informazioni e risposte sulla malattia. Anche perch, chi affronta questo percorso ha delle esigenze ovvie e delle problematiche che coinvolgono s stesso e chi gli sta attorno”.

Lavoro su tutto il territorio nazionale, che ha come obiettivo anche quello di rafforzare e dare maggiore supporto alle sezioni locali. Eventi benefici, collaborazione attiva con il reparto di Ematologia di riferimento e un importante sostegno alle varie famiglie. Queste sono solo alcune delle tantissime attivit che l’AIL Sassari porta avanti nella provincia, con la Presidente della Sezione di Sassari Marilena Rimini Fiori, che ha raccontato quelli che sono i progetti e le iniziative organizzate sul territorio: “Siamo molto impegnati perch siamo sempre alla ricerca di fondi per sostenere i pazienti. Tutto quello che noi facciamo serve per migliorare le terapie. Su indicazione del reparto di Ematologia, noi finanziamo i viaggi per chi deve affrontare percorsi particolari. Qui a Sassari l’istituto ottimo, hanno il protocollo internazionale. Le nostre campagne principali sono quelle legate alla vendita delle Stelle di Natale e delle Uova di Pasqua, poi durante tutto l’anno organizziamo una serie di eventi, come mercatini o concerti. Abbiamo tante persone che ci sostengono e ci regalano oggetti che noi poi, con una libera offerta, rivendiamo per raccogliere quanti pi fondi possibili”.

Insomma, una mattinata intensa, ma estremamente utile per far capire i passi in avanti che la medicina sta facendo per combattere questo tipo di patologie. In chiusura, grande spazio alle domande da parte della platea che, oltre ad ascoltare le esperienze dei vari relatori, ha potuto condividere i propri dubbi, paure e perplessit con chi ha vissuto e sta vivendo questo percorso e con chi lavora per curare questo tipo di patologie.