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Migranti, STC: due gemelline di un anno disperse nel Mediterraneo

Milano, 23 gen. (askanews) – Due bambine gemelle di un anno risultano disperse in mare e un uomo adulto è deceduto dopo lo sbarco di 61 persone ieri a Lampedusa. Lo dichiara Save the Children, l’Organizzazione che, in collaborazione con la Croce Rossa e le altre organizzazioni presenti sull’isola, hanno garantito una risposta immediata ai bisogni dei sopravvissuti.

Le 61 persone, tra cui la madre delle due bambine disperse e circa 22 minori non accompagnati e due bambini, soccorse e sbarcate ieri a Lampedusa, hanno affrontato una traversata in condizioni difficilissime, anche aggravate dal passaggio del ciclone Harry. Hanno raccontato di essere partite dalla Tunisia, di avere affrontato per almeno tre giorni il mare in tempesta, sono arrivate tutte in stato di grande sofferenza fisica e psicologica.

Sono oltre 33.300 le persone morte o disperse in mare dal 2024 a oggi. “Ogni ritardo, ogni omissione, ogni scelta che mette a rischio chi fugge da povertà, violenze e persecuzioni è una responsabilità gravissima che grava sull’UE e i suoi Stati membri” ha dichiarato Giorgia D’Errico, direttrice Relazioni istituzionali di Save the Children, sottolineando che “non è possibile assistere in silenzio a una perdita di vite umane, compresi tanti bambini, che perdura da anni, rendendo il mare, ancora una volta, un confine mortale: questa strage inaccettabile deve finire”.

Save the Children ribadisce con forza la richiesta di apertura di canali regolari e sicuri verso l’Europa che garantiscano il rispetto dei diritti umani e al contempo l’attivazione di un sistema coordinato e strutturato di ricerca e soccorso nel Mediterraneo per salvare le persone in pericolo, agendo nel rispetto dei principi internazionali e dando prova di quella solidarietà che è valore fondante dell’Unione Europea.

Italia-Germania, Meloni: sì Italia ad accordo multilaterale su export armi

Roma, 23 gen. (askanews) – “I nostri sistemi produttivi possono dare un contributo alla costruzione del pilastro europeo dell’Alleanza atlantica che per tanti anni abbiamo invocato senza fare passi avanti e agire di conseguenza. A questo fine ho comunicato al cancelliere Merz la decisione italiana di aderire all’accordo multilaterale che già esiste tra Germania, Francia, Spagna, Gran Bretagna sull’esportazione di armamenti”. Così la premier Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni congiunte alla stampa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, dopo il vertice intergovernativo Italia-Germania.

Cinema, il russo Serebrennikov: racconto la guerra che disumanizza

Roma, 22 gen. (askanews) – Dopo la presentazione Fuori Concorso a Cannes e l’anteprima nazionale al Trieste Film Festival, dal 29 gennaio arriva nelle sale “La scomparsa di Josef Mengele” del regista russo Kirill Serebrennikov. Il film uscirà prima anche in cinema selezionati, in occasione del Giorno della Memoria il 27.

È il racconto in bianco e nero del medico nazista soprannominato l'”Angelo della morte” che condusse esperimenti disumani sui prigionieri di Auschwitz. Il film, dal libro di Olivier Guez, con August Diehl nei panni di Mengele, lo segue durante la fuga in Sudamerica, tra Argentina, Paraguay e Brasile, mentre riesce a sfuggire alla giustizia grazie a una fitta rete di coperture.

La storia è raccontata dal suo punto di vista, ma non è un film su di lui, ha detto Kirill Serebrennikov: “Le cose terribili della Seconda Guerra Mondiale sono state spesso raccontate dal punto di vista delle vittime, il che è giusto, ma per me era interessante spostare la camera su Mengele, entrare nella sua testa, capire come è stato possibile tutto questo, in un certo senso vedere la genesi di un criminale di guerra”.

“Questo è un film su un’intero sistema che ha creato Mengele – ha proseguito il regista. Lui sarebbe forse stato solo un medico qualsiasi senza la guerra, la propaganda nazista, le leggi che giustificavano la persecuzione degli ebrei e di chi era contrario al sistema. È stata la guerra a renderlo sadico a tirare fuori questo suo lato”.

L’artista russo, apertamente critico del governo di Mosca e in passato arrestato con l’accusa di truffa, vive in esilio a Berlino da alcuni anni. “Non voglio considerarmi una vittima di questi circostanze – ha detto ad askanews – ma è una parte della mia vita. Non è semplice, ma mi piace la nuova vita che sto vivendo”. E sulla guerra in Ucraina che sembra non arrivare mai a una svolta, ha affermato: “Tutto prima o poi finisce, tutte le guerre finiscono, la guerra russa è una cosa terribile, ma questa è una delle idee del nostro film: far vedere non solo il lato terribile della guerra, anche l’inerzia, il suo lento finire, perché la guerra disumanizza velocemente le persone ma tornare a essere umani è un processo molto lento e ci vogliono anni”.

(Il video su www.askanews.it)

Petrolio balza con portaerei Usa verso l’Iran, Wti +3% a 61,18 usd

Roma, 23 gen. (askanews) – I prezzi del petrolio tornano infiammarsi, dopo che il presidente usa Donald Trump ha inviato il gruppo navale della portaerei Lincoln verso l’Iran, presagio di nuove tensioni geopolitiche nella regione dopo quelle appena (forse) rientrate sulla Groenlandia.

Nel delle contrattazioni mattutine a New York, il barile di West Texas Intermediate balza di oltre il 3% a 61,18 dollari. Il barile di Brent, il greggio di riferimento del mare del Nord guadagna il 2,87% a 65,90 dollari.

Ditonellapiaga apre le porte al nuovo anno con "Si lo so"

Milano, 23 gen. (askanews) – In attesa di rivederla più pungente che mai sul palco dell’Ariston, Ditonellapiaga apre le porte al nuovo anno con Si lo so, il singolo fuori da venerdì 30 gennaio su tutte le piattaforme digitali per BMG/Dischi Belli.

Con un basso profondo e potente che scandisce una ritmica house, Si lo so arriva dritta e spiazzante con un testo che gioca tra consapevolezza e autoironia. Le sue strofe -irriverenti e sbarazzine- lasciano il segno, ma con leggerezza scorrono in questo brano marchiato dall’inconfondibile sfumatura electro-dance della cantautrice. Con Si lo so, Ditonellapiaga ritrova la sua cifra stilistica più autentica: essere se stessa, dirlo senza filtri e trasformarlo in pop.

La release di Si lo so apre ufficialmente le porte di un 2026 ricco di musica e di imperdibili sorprese a tutto tondo nella carriera dell’artista, a partire dalla partecipazione in gara alla 76° edizione del Festival di Sanremo con “Che fastidio!” (BMG/Dischi Belli), un brano che sfiora la realtà con un tocco leggero, ironico ma subito pungente, in pieno stile Ditonellapiaga.

L’Iran ha fatto sapere che sono oltre 3mila i morti nelle recenti proteste

Roma, 23 gen. (askanews) – Più di 3.000 persone sono morte a causa dei recenti disordini armati in Iran, ha riferito il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. “Il numero totale dei morti ha raggiunto quota 3.117. Tra questi, 2.427 sono civili e membri delle forze di sicurezza, mentre 690 sono terroristi”, ha scritto Araghchi sul suo account di X.

Dal canto suo, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha denunciato che “migliaia” di persone, tra cui bambini, sono morte nella repressione delle proteste a livello nazionale in Iran e ha sollecitato le autorità a “mettere fine alla loro brutale repressione”. Intervenendo all’apertura di una riunione urgente del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite sulla situazione in Iran, Volker Turk ha esortato le autorità di Teheran “a riconsiderare le proprie azioni, a fare un passo indietro e a mettere fine alla loro brutale repressione”.

Meloni-Merz: riformare governance Europa, serve capacità azione

Roma, 23 gen. (askanews) – “La guerra di aggressione russa contro l’Ucraina e le molteplici sfide globali che l’Europa si trova ad affrontare hanno chiarito che l’Ue deve aumentare la propria capacità di agire come attore geopolitico forte” e, allo stesso tempo, anche “di assorbire nuovi membri, mantenendo al contempo la propria capacità di funzionare efficacemente e svilupparsi attraverso processi paralleli ma non collegati di allargamento e riforme interne dell’Ue”. Così, nel Protocollo sul piano d’azione italo-tedesco per la cooperazione strategica bilaterale e nell’ambito dell’Ue, firmato oggi a Roma dalla premier Giorgia Meloni e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz.

“Come indicato nella sua tabella di marcia per le riforme, l’Unione europea non solo deve rendere le proprie strutture, politiche e processi decisionali adeguati alle esigenze future, ma anche rafforzare la propria capacità di agire – osservano i due leader – Ciò dovrebbe comportare anche la discussione delle riforme della governance dell’Ue e il miglioramento del processo decisionale”.

In questo contesto, proseguono, “intendiamo coordinarci più strettamente, già nelle fasi iniziali, al fine di promuovere posizioni comuni e contributi congiunti sulle questioni rilevanti dell’agenda dell’Ue, compresi gli argomenti del presente piano d’azione. A tal fine, ci impegniamo a convocare riunioni e consultazioni periodiche sia a livello di capitali che a Bruxelles tra le nostre rispettive rappresentanze permanenti”.

Inoltre, si legge, “continueremo a promuovere una comprensione condivisa delle dinamiche dell’Ue, con il coinvolgimento di accademici, studenti e società civile. Saranno organizzati seminari europei annuali, guidati dai direttori generali per le politiche dell’Ue dei ministeri degli Affari esteri, al fine di identificare interessi strategici comuni nell’ulteriore sviluppo dell’Unione europea, con l’obiettivo di migliorare la capacità di azione dell’Europa”.

L’addio a Valentino: Mozart, i fiori della Loren, gli amici più cari

Roma, 23 gen. (askanews) – (Di Serena Sartini)

Il feretro arriva nel silenzio, a piazza della Repubblica, a Roma, interrotto solamente dagli scatti dei fotografi. Una piazza composta ha accolto la semplice bara di legno di Valentino per l’ultimo saluto all’imperatore della moda. Dietro la salma, visibilmente commossi e uno a fianco all’altro, ci sono i due compagni di una vita: l’ex Giancarlo Giammetti e l’ultimo Vernon Bruce Hoeksema. Ai piedi dell’altare una maxi-foto in bianco e nero dello stilista sorridente.

È la musica di Mozart, con il brano Lacrimosa, ad accogliere la bara all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martini, la basilica romana dove solitamente si svolgono i funerali di Stato e di importanti personalità.

Sfila, il feretro, nella navata centrale tra semplici ammiratori, romani e non solo, e tra le star internazionali. In prima fila, oltre al sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, i familiari più stretti. Per l’ultimo saluto sono arrivati a Roma l’attrice Anne Hathaway con il marito, Tom Ford, Anna Wintour, Elizabeth Hurley. Il mondo della moda, stilisti, imprenditori, amici, modelli che hanno lavorato con lui e con la maison. Ed ancora: François-Henri Pinault, Anna Fendi, Pierpaolo Piccioli, Donatella Versace, Maria Grazia Chiuri, Lavinia Biagiotti, Alessandro Michele, Matteo Marzotto, Riccardo Bellini (ceo Maison Valentino), Antoine Arnault e Natalia Vodianova, Eleonora Abbagnato, la contessa Georgina Brandolini d’Adda.

Decine di corone di fiori, rigorosamente di fiori bianchi – il colore che lui ha desiderato avere sia nella camera ardente, che per i funerali – decorano l’altare e i lati dell’abside. Spicca una rosa rosa, porta la firma di Claudia Schiffer. E poi una corona di rose bianche, con la scritta: “Sempre nel mio cuore”, Sophia Loren.

Ad accompagnare la celebrazione le musiche di Mozart, Schubert, (toccante il momento dell’esecuzione dell’Ave Maria all’offertorio), Faurè e Puccini, con il brano Babbino Caro, con cui si è conclusa la funzione.

L’omelia è una esaltazione della bellezza. Una bellezza “che attraversa le ombre del mondo”, una “bellezza senza fine”, ha detto il celebrante, don Pietro Guerini. “Caro Valentino, entrando nella vita di Dio incontra tutti i frammenti della storia umana in cui la bellezza ha vinto”. “Grazie per aver creato bellezza, per essere stato testimone di questa bellezza, una raffinata bellezza – aggiunge – per i sogni che ha suscitato in generazioni di persone”.

Dopo l’incensazione della salma, è il momento del ricordo e del saluto dei due compagni di vita di Valentino. “Voglio ringraziare Valentino per avermi insegnato quello di cui oggi abbiamo parlato molto, la bellezza. È attraverso di lui che l’ho scoperta e che ci ha accompagnato nella vita. Il nostro cammino continuerà per sempre”, dice Giancarlo Giammetti.

In lacrime, e con la voce rotta dall’emozione, Vernon Bruce Hoeksema. “Non ti dico arrivederci ma grazie”.

Poi il feretro lascia la basilica, tra gli applausi della gente e le note del brano di Umberto Bindi “Il nostro concerto”.

Sopra la bara un cuscino di rose bianche. Ancora applausi, composti, per il maestro della bellezza. Anne Hathaway lancia un bacio al feretro, Anna Wintour esce spedita senza rilasciare dichiarazioni; Donatella Versace lascia la chiesa lateralmente. Lo stilista sarà sepolto al Cimitero Flaminio, a Prima Porta, dove verrà tumulato nella cappella di famiglia fatta erigere dallo stesso Valentino.

“Tutto il mondo piange”, recita un cartello di un ammiratore fuori dalla Basilica romana. “Perdiamo il fiore più bello”.

Meloni-Merz: Italia-Germania, obiettivo proteggere pace e stabilità Ue

Roma, 23 gen. (askanews) – “Il nostro obiettivo generale è proteggere la pace e la stabilità in Europa e mantenere l’architettura di sicurezza euro-atlantica”. Così, nel Protocollo sul piano d’azione italo-tedesco per la cooperazione strategica bilaterale e nell’ambito dell’Ue, firmato oggi a Roma dalla premier Giorgia meloni e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz.

“L’Italia e la Germania sono alleati della Nato e partner strategici europei. Alla luce del deterioramento del contesto di sicurezza causato dalla guerra di aggressione della Russia contro l’ Ucraina e delle attuali sfide ai valori, alla sicurezza e agli interessi europei poste da un numero crescente di attori, miriamo a rafforzare il nostro dialogo regolare a tutti i livelli”.

“La nostra partnership non è esclusiva, ma mira piuttosto a includere altri alleati e partner che condividono gli stessi principi, ove possibile e di rilevanza strategica. Entrambe le parti considerano il Piano d’azione un documento in evoluzione”, scrivono i due leader.

Engineering e Regione Toscana lanciano un hackathon sull’AI

Firenze, 23 gen. (askanews) – Una giornata, sei squadre, una sfida: usare l’Intelligenza Artificiale per migliorare la vita delle persone. È questo lo spirito dello School Hackathon AI che a Firenze ha visto protagonisti gli studenti degli Istituti Tecnici Superiori. Accanto a loro, Engineering, una delle principali realtà italiane della digital transformation che insieme alla Regione Toscana investe nella formazione delle nuove generazioni. È così che prende forma la sfida, una giornata intensiva, tra la sede Engineering di Firenze e l’Auditorium Cosimo Ridolfi di Intesa San Paolo, per progettare chatbot basati sull’Intelligenza Artificiale capaci di rispondere a bisogni sociali concreti del territorio. Abbiamo parlato con Andrea Gabardo, Executive Vice President Public Sector di Engineering:

“L’intelligenza artificiale è giovane, i ragazzi sono giovani. Cresceranno assieme, perché l’intelligenza artificiale è all’inizio del suo percorso, così come i ragazzi sono all’inizio del loro percorso professionale. I ragazzi sono già molto più vicini degli adulti all’intelligenza artificiale, quindi più che imparare a conoscerla, perché molte volte loro già la conoscono meglio di noi, forse noi adulti e le aziende in generale possono aiutare i ragazzi nell’interagire e nel proteggersi dall’intelligenza artificiale”.

Lo School Hackathon AI non è un evento isolato, ma parte di una strategia più ampia della Regione Toscana. Un percorso che punta a rafforzare le competenze digitali di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni, creando un dialogo concreto tra istituzioni, scuola e mondo dell’impresa. È poi intervenuto Gianluca Vannuccini, Direttore Sistemi Informativi, Infrastrutture Tecnologiche e Innovazione della Regione Toscana:

“In virtù di una strategia regionale sulle competenze digitali che la Regione Toscana ha portato avanti un po’ di tempo fa, abbiamo individuato una serie di percorsi da fare sul territorio per promuovere le competenze digitali, sia di base che specialistiche. Per quanto riguarda le competenze digitali specialistiche, il mondo dell’intelligenza artificiale e tutti i temi connessi sono fondamentali e il nostro obiettivo è quello di promuovere sul territorio quante più iniziative possibili per diffondere queste competenze”.

I progetti presentati raccontano come l’Intelligenza Artificiale possa diventare uno strumento utile, accessibile e vicino alle persone. Al termine della challenge, una giuria ha premiato il progetto che meglio ha saputo unire innovazione tecnologica, fattibilità e impatto sociale. Abbiamo, poi, parlato con il gruppo vincitore Hackathon:

“Il nostro obiettivo come squadra era quello di trovare il modo migliore per aiutare se è un nuovo imprenditore, sia magari una persona che non ha idea di come iniziare a trovare lavoro, quindi l’idea di ottimizzare un AI o un ACV, magari ottimizzare anche la ricerca di nuovi candidati, di candidature per lavoro”.

Lo School Hackathon AI dimostra che l’Intelligenza Artificiale non è solo una tecnologia avanzata, ma una competenza da costruire con consapevolezza, etica e visione. Un esempio di come il futuro digitale possa nascere già oggi, partendo dalle idee e dall’entusiasmo delle nuove generazioni.

Si ringrazia Intesa Sanpaolo per la concessione della sala.

Anne Hathaway “lancia” un bacio al feretro di Valentino

Roma, 23 gen. (askanews) – Uscendo dalla basilica di Santa Maria degli Angeli, dove si sono svolti i funerali di Valentino Garavani, l’attrice statunitense Anne Hathaway, star de “Il Diavolo veste Prada”, ha “lanciato” un bacio al feretro caricato sul carro funebre.

Mattarella in Emirati Arabi dal 27 al 29 per suggellare stabilità rapporti

Roma, 23 gen. (askanews) – Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella sarà ad Abu Dhabi e Dubai il 27, 28 e 29 gennaio. La visita del capo dello Stato suggella il consolidamento dei rapporti tra Italia ed Emirati Arabi. Si completa così un percorso di riavvicinamento dopo la fase critica del 2019-2020. Con l’attuale governo, infatti, i contatti si sono intensificati, ci sono state circa 30 visite di cui tre della presidente del Consiglio e una visita di Stato in Italia del Presidente Sheikh Mohamed bin Zayed al Nahyan nel febbraio scorso.

La visita di stato di Mattarella sarà centrata sul profilo economico, l’nterscambio è raddoppiato nel 2025 arrivando a 9 miliardi, il tutto legato non solo agli idrocarburi ma anche al nostro export. A Dubai sono presenti circa 600 imprese italiane tra cui quelle che rappresentano i principali asset del paese, Eni, Fincantieri, Leonardo.

Sul versante politico, altrettanto rilevante, si discuterà ovviamente del ruolo che gli Emirati giocano nell’area come attore sempre più interessato alla sicurezza per poter procedere nello sviluppo economico. C’è l’Iran che rappresenta la principale minaccia ma gli Emirati sono presenti in Sudan, Yemen, Somalia, insomma hanno intensificato la loro proiezione esterna proprio per favorire la stabilità, in quest’ottica hanno recentemente sottoscritto gli accordi di Abramo per instaurare un rapporto anche con Israele nella prospettiva di un partenariato di sicurezza. A Gaza hanno avviato un impegno umanitario e hanno accettato l’invito di Trump ad entrare nel board of peace. In questo senso i colloqui con il capo dello Stato saranno centrali vista la propensione al dialogo multilaterale degli Emirati. Ci sarà modo di discutere quindi sia di cooperazione culturale sia per un confronto sui temi globali con un focus sui temi regionali tra i quali anche Siria e Libano.

L’ultimo consiglio dei ministri ha ratificato l’Accordo Italia-Emirati Arabi siglato nella visita di Stato di un anno fa nel quale si stabiliscono sinergie nel settore della difesa e dello spazio, progetti di partenariato in ricerca e sviluppo ed export di prodotti. C’è poi un grande interesse per gli investimenti che gli emiratini stanno facendo in Italia grazie ai loro grandi grandi fondi di investimento, hanno a disposizione un ammontare di quasi 2200 miliardi di dollari, tra i più grandi al mondo, di recente in Italia hanno investito in data center costato 5 miliardi, ma sono attivi anche nell’immobiliare, nel turismo e nelle ristrutturazione di grandi infrastrutture nel nostro paese.

Mattarella arriverà ad Abu Dhabi il 27 sera, accompagnato per il governo dal viceministro Edmondo Cirielli, la mattina seguente visiterà la grande Moschea Sheikh Zayed, poi al Palazzo presidenziale ci saranno i colloqui con il Presidente Sheikh Mohamed bin Zayed al Nahyan. Nel pomeriggio il capo dello Stato si recherà alla Casa della famiglia abramitica, un luogo simbolico dove Papa Francesco incontrò l’Imam per sancire fratellanza e convivenza religiosa. Alle 18,30 Mattarella avrà un incontro con i rappresentanti italiani del mondo accademico e scientifico. Quindi il trasferimento a Dubai.

Il 29 gennaio il Presidente della Repubblica a Dubai incontrerà i rapprentanti delle imprese italiane, a mezzogiorno il colloquio con lo Sceicco di Dubai, nonchè vicepresidente e primo ministro degli Emirati Arabi Mohammed bin Rashid al Maktoum. Nel pomeriggio il rientro a Roma.

Crans Montana, dimessi due giovani dal Niguarda di Milano

Milano, 23 gen. (askanews) – Due dei giovani feriti nell’incendio avvenuto a Crans-Montana sono stati dimessi questa mattina dall’Ospedale Niguarda di Milano. Lo ha annunciato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso nel corso di un punto stampa, facendo il quadro aggiornato delle condizioni cliniche dei ragazzi ancora ricoverati nelle strutture lombarde e dell’impegno del sistema sanitario regionale.

“Abbiamo effettuato una visita approfondita – ha detto l’assessore – e ho potuto parlare con tutti i sanitari che stanno curando i nostri ragazzi. Questa mattina sono stati dimessi due giovani: per entrambi la prognosi è stata sciolta dai medici curanti e possono quindi rientrare a casa. Sono due ragazzi di Milano, frequentano licei scientifici cittadini, e la soddisfazione è grande sia per loro sia per le famiglie. Le dimissioni non significano però guarigione completa: dovranno affrontare un percorso ancora lungo di medicazioni e riabilitazione. Torneranno al Niguarda più volte alla settimana e i medici ritengono che tra un paio di settimane possano rientrare a scuola. È una notizia molto positiva, soprattutto considerando che al loro arrivo non eravamo certi che in un mese potessero tornare a una condizione di normalità”.

“Per gli altri pazienti – ha aggiunto Bertolaso – la situazione è stabile ma complessa: tre ragazzi sono ancora in rianimazione, in condizioni molto gravi, con importanti problemi respiratori dovuti all’inalazione dei fumi. Proseguono medicazioni, controlli e interventi di innesto cutaneo. Migliore la situazione dei ragazzi ricoverati nel reparto ustioni: sono coscienti, estubati e seguiti in stanze ad alta sicurezza per prevenire il rischio di infezioni. Un altro giovane è ricoverato al Policlinico di Milano, centro di eccellenza per le gravissime insufficienze respiratorie: la circolazione extra corporea, ECMO, è stata sospesa. È cosciente e sarà sottoposto a ulteriori interventi chirurgici, in una perfetta sinergia tra Policlinico e Niguarda, che dimostra il grande gioco di squadra della sanità lombarda”.

“Al Centro ustioni del Niguarda – ha sottolineato l’assessore regionale al Welfare – viene utilizzato anche un sistema di comunicazione assistita e agevolata, sviluppato in collaborazione con l’Università di Milano-Bicocca, che consente ai pazienti di comunicare attraverso il semplice movimento delle dita su una tastiera virtuale. È uno strumento fondamentale per il dialogo non solo con i familiari, ma soprattutto con medici e infermieri. Le medicazioni sono procedure estremamente lunghe, complesse e dolorose: possono durare ore e richiedono la sedazione dei pazienti. Ogni ragazzo è seguito da équipe dedicate, con fino a quattro infermieri per paziente, sotto la supervisione del responsabile del Centro ustioni. È un lavoro straordinario, certosino, che richiede massima attenzione perché basta una minima distrazione per aumentare il rischio di infezioni”.

“Con le dimissioni dei due ragazzi – ha concluso Bertolaso – abbiamo condiviso un momento di sollievo anche con i genitori. Per i tre giovani in rianimazione ho potuto solo seguire il lavoro di medicazione degli infermieri, mentre con alcuni dei ragazzi ricoverati nel Centro ustioni ho parlato direttamente. In particolare, con uno di loro, cosciente e seduto, abbiamo fatto esercizi con le dita: entrambe le mani sono state gravemente ustionate e la sua preoccupazione è poterle riutilizzare come prima, anche per lo sport che pratica. Gli ho spiegato che il percorso sarà lungo e impegnativo, ma che la sua forza di volontà sarà decisiva, insieme al lavoro straordinario di medici, infermieri e personale ospedaliero. Tutti i ragazzi sono seguiti anche dal punto di vista psicologico. Cerchiamo di non forzare temi dolorosi, concentrandoci sulle loro condizioni e su aspetti quotidiani che aiutano a mantenere un legame con la normalità. Confido che presto si possa dichiarare tutti fuori pericolo, anche se per alcuni servirà ancora tempo”.

Debutto boom in BOrsa per CSG, la più grande Ipo nel settore Difesa

Milano, 23 gen. (askanews) – Czechoslovak Group (CSG), gruppo leader nel settore della difesa con sede a Praga, debutta oggi alla Borsa di Amsterdam. Si tratta della seconda quotazione su Euronext nel 2026 e della più grande Ipo al mondo nel settore della difesa mai registrata, sia in termini di importo raccolto sia di capitalizzazione di mercato.

A metà seduta, le azioni balzano del 28% a 32 euro rispetto al prezzo di ammissione fissato a 25 euro, pari a una capitalizzazione di 25 miliardi di euro. L’Ipo ha raccolto un totale di 3,8 miliardi (ipotizzando il pieno esercizio dell’opzione di over-allotment).

CSG è una delle principali aziende europee nel settore della difesa che in Italia controlla le aziende Fiocchi Munizioni e Armi Perazzi. È il secondo produttore di munizioni di medio e grosso calibro in Europa e il più grande produttore di munizioni di piccolo calibro a livello mondiale. Fondato nella Repubblica Ceca, ha una presenza globale che comprende 39 stabilimenti produttivi con sede in Repubblica Ceca, India, Italia, Serbia, Slovacchia, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti.

“Oggi segna una pietra miliare storica per CSG: entriamo nel mercato di Euronext Amsterdam e accogliamo con favore la fiducia dimostrataci dagli investitori”, ha commentato il presidente Michal Strnad. “Diventare una società quotata in borsa dimostra il nostro impegno verso elevati standard di trasparenza, informativa e governance aziendale e rafforza la nostra capacità di investire nell’innovazione, espandere la nostra portata globale e realizzare la nostra missione di essere un fornitore fondamentale a lungo termine di soluzioni avanzate per la difesa e per l’industria per gli stati della Nato e i partner governativi in tutto il mondo. Siamo orgogliosi della combinazione tra la nostra tradizione industriale ceca e la nostra presenza manifatturiera globale e non vediamo l’ora di creare valore a lungo termine per tutti i nostri stakeholder negli anni a venire.”

L’oro si avvicina ai 5.000 dollari l’oncia

Roma, 23 gen. (askanews) – L’oro torna a galoppare, l’oncia del metallo prezioso per eccellenza balza al di sopra della soglia dei 4.900 dollari e ora sembra orientata a sfondare il livello psicologico di quota 5.000, sempre sospinta prevalentemente dalle tensioni geopolitiche.

L’ultimo sviluppo su questo fronte è il dirigersi del gruppo navale della portaerei Usa Lincoln verso l’Iran, che – appena chiusa, o quasi, la vicenda della Groenlandia con l’Unione europea – sembra riaprire questo fronte di possibile tensione.

Nel pomeriggio l’oro smorza l’aumento al più 0,43% a 4.935 dollari, dopo un picco di seduta a 4.970. Ancora non si è concluso il primo mese dell’anno e il metallo giallo ha già guadagnato più del 13%, mentre rispetto allo stesso periodo di un anno fa è rincarato di quasi l’80%.

In scia ai rincari dell’oro corre anche l’argento, con un più 2,67% a 98,92 dollari l’oncia; il platino balza del 5,53% a 2.702 dollari. (fonte immagine: US Navy).

L’arrivo di Anne Hathaway ai funerali di Valentino

Roma, 23 gen. (askanews) – Anne Hathaway è fra le prime star di Hollywood ad arrivare ai funerali di Valentino, alla Basilica di Santa Maria

degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica a Roma.

Lo stilista, morto a 93 anni, partecipò in un cameo al film “Il Diavolo veste Prada”, in cui l’attrice era protagonista insieme con Meryl Streep.

Tutti i dubbi sul Board of Peace

Roma, 23 gen. (askanews) – Il Board of Peace, il nuovo organismo internazionale voluto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nasce circondato da molti dubbi, remore, e potenziali controversie. Alla cerimonia di adesione, svoltasi a Davos, l’Europa era sostanzialmente assente: nessuno tra i principali Paesi dell’Unione ha aderito, ad eccezione dell’Ungheria di Viktor Orban, il grande ‘disturbatore’ in casa europea. Lo statuto del Board of Peace getta poca luce sulla sulla reale natura dell’iniziativa, sui suoi scopi effettivi e sulla sua capacità di incidere concretamente nei conflitti internazionali. Definisce con estrema chiarezza chi decide, ma lascia aperta la questione di che cosa verrà fatto.

Già nel preambolo si intravede una rottura con l’ordine multilaterale tradizionale, affermando che la pace duratura richiede “il coraggio di abbandonare approcci e istituzioni che hanno troppo spesso fallito”. Una formulazione volutamente generica, ampiamente interpretata come una critica al sistema delle Nazioni Unite.

DA RICOSTRUZIONE DI GAZA A VOCAZIONE GLOBALE Il Board of Peace nasce nel contesto della guerra di Gaza, ma questo non trova riscontro formale nella Carta. Lo statuto all’articolo 1 definisce il Board come un’organizzazione che deve “promuovere stabilità, ripristinare una governance affidabile e legittima e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti”.

L’assenza di qualsiasi riferimento esplicito a Gaza segnala la trasformazione di uno strumento inizialmente concepito come limitato a uno potenzialmente globale, libero di intervenire in scenari diversi senza vincoli geografici o temporali chiaramente definiti. Da qui, molti dubbi per Paesi per cui il rispetto di regole internazionali pre-esistenti è fondante, quelli europei in particolare.

GOVERNANCE “PERSONALIZZATA” Un punto controverso dello statuto riguarda la struttura del potere. Il Capitolo III stabilisce senza ambiguità che “Donald J. Trump sarà il Presidente inaugurale del Board of Peace” e non sono previsti limiti di mandato, né meccanismi elettivi. Al Chairman sono riservate prerogative notevoli: le decisioni del Board sono adottate a maggioranza, ma solo “previa approvazione del Presidente, che può esercitare un ruolo decisivo in caso di parità di voti. Lo statuto gli attribuisce anche “l’esclusiva autorità di creare, modificare, o dissolvere le entità sussidiarie”. Lo stesso Trump ha detto che è prevista la sua presidenza a vita del Board of Peace, pur sostenendo di non aspirarvi. In ogni caso la successione a un altro Chairman è altrettanto centralizzata. Secondo l’Aritcolo 3.3, il Presidente originario (Trump) “potrà designare in qualsiasi momento un successore”, che subentra automaticamente in caso di dimissioni o incapacità. In sostanza, la continuità del potere è interna al vertice stesso, ovvero in mano a Trump.

OBIETTIVI AMPI, MA ASTRATTI Sul piano programmatico, lo statuto è dichiarativo: indica obiettivi molto generici, e come tali passibili di interpretazione rispetto a concrete situazioni. Si fa riferimento a “funzioni di costruzione della pace” e allo sviluppo di “buone pratiche applicabili da tutte le nazioni e comunità che aspirano alla pace”. Non vengono citate alcun priorità operative e tantomeno settori di intervento o strumenti specifici di attuazione. Questo rende il Board uno strumento in teoria estremamente flessibile, la pratica e l’efficacia tutte da mettere alla prova. Come, non è chiaro e non è stato spiegato dai promotori.

CHI PRIMA ARRIVA (E PAGA) PIU’ CONTA Il Capitolo V afferma che il “finanziamento delle spese del Board of Peace avverrà esclusivamente attraverso contributi volontari” . Non è quindi previsto un bilancio obbligatorio, né contributi vincolanti a carico degli Stati membri. Se non nel regime di adesione: il limite triennale di membership non si applica agli Stati che contribuiscono con “oltre 1 miliardo di dollari in fondi liquidi” nel primo anno. Questo meccanismo introduce una distinzione sostanziale tra membri ordinari e membri di fatto permanenti, che si prospetta fondata esclusivamente sulla capacità finanziaria.

CHI PARTECIPA (PER ORA) Il Board ha raccolto adesioni soprattutto al di fuori del vecchio Continente. Partecipano monarchie mediorientali, Paesi dell’Asia centrale e sud-orientale, Stati dei Balcani e dell’America Latina. Israele ha aderito, malgrado le tensioni politiche con altri partecipanti.

Nella lista presentata ieri dai media americani figurano Albania, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrain, Bielorussia, Egitto, Emirati arabi uniti, Giordania, Indonesia, Kazakistan, Kosovo, Marocco, Pakistan, Qatar, Turchia, Ungheria, Uzbekistan e Vietnam.

Spicca l’apertura verso rivali strategici degli Stati Uniti, come Russia e Bielorussia, formalmente invitati a partecipare. Lo statuto prevede infatti una membership selettiva, stabilendo che l’adesione è “limitata agli Stati invitati a partecipare dal Presidente” (Articolo 2.1), rafforzando il carattere fortemente discrezionale e politico delle scelte.

L’EUROPA ASSENTE E IL NODO ONU Il rifiuto di molti Paesi europei può essere spiegato anche dal rapporto ambiguo del Board con le Nazioni Unite. Sebbene la Carta non menzioni esplicitamente l’ONU, il preambolo critica modelli che “istituzionalizzano la crisi invece di accompagnare le popolazioni oltre di essa”, mentre Trump ha dichiarato pubblicamente che il Board “potrebbe” sostituire le Nazioni Unite.

La Cina – pur invitata – ha ribadito il proprio impegno per “un sistema internazionale con l’ONU al centro”, mentre Francia, Regno Unito e Norvegia hanno espresso dubbi giuridici e politici sulla compatibilità dei due sistemi. L’Italia ha evidenziato un problema di compatibilità con l’articolo 11 della Costituzione e non aderisce, per ora. Donald Trump si dice convinto che lo farà.

M.O., Conte: Trump ci dice che fa Italia? Meloni chiarisca in Parlamento

Roma, 23 gen. (askanews) – “A che punto siamo arrivati? Deve essere Trump a riferirci la posizione di Meloni sul futuro di Gaza e della popolazione palestinese? Deve essere Trump a dirci cosa vuole fare l’Italia con riguardo all’allarmante Board of peace su Gaza che rischia di condannare al definitivo oblio le Nazioni Unite e di condizionare il nuovo ordine internazionale?”. È quanto scrive sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte.

“Un Governo responsabile – afferma l’ex presidente del Consiglio – non solo farebbe ammenda dopo aver offerto copertura politica al genocidio di Gaza, ma di fronte al preoccupante progetto del Board of peace prenderebbe una posizione chiara e verrebbe a riferirla in Parlamento. È disonorevole per la dignità dell’Italia e delle sue Istituzioni ascoltare un presidente del Consiglio che fa dichiarazioni ambigue e contraddittorie, e poi attendere da Trump l’interpretazione autentica”.

“La nostra politica estera non può continuare a sguazzare nell’ambiguità. L’Italia deve avere posizioni chiare e lineari. La premier venga a confrontarsi in Parlamento, per rispetto alla sovranità del popolo”, conclude Conte.

Tutti i dubbi sul Board of peace: chiaro chi decide, non cosa farà

Roma, 23 gen. (askanews) – Il Board of Peace, il nuovo organismo internazionale voluto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nasce circondato da molti dubbi, remore, e potenziali controversie. Alla cerimonia di adesione, svoltasi a Davos, l’Europa era sostanzialmente assente: nessuno tra i principali Paesi dell’Unione ha aderito, ad eccezione dell’Ungheria di Viktor Orban, il grande ‘disturbatore’ in casa europea. Lo statuto del Board of Peace getta poca luce sulla sulla reale natura dell’iniziativa, sui suoi scopi effettivi e sulla sua capacità di incidere concretamente nei conflitti internazionali. Definisce con estrema chiarezza chi decide, ma lascia aperta la questione di che cosa verrà fatto.

Già nel preambolo si intravede una rottura con l’ordine multilaterale tradizionale, affermando che la pace duratura richiede “il coraggio di abbandonare approcci e istituzioni che hanno troppo spesso fallito”. Una formulazione volutamente generica, ampiamente interpretata come una critica al sistema delle Nazioni Unite.

DA RICOSTRUZIONE DI GAZA A VOCAZIONE GLOBALE

Il Board of Peace nasce nel contesto della guerra di Gaza, ma questo non trova riscontro formale nella Carta. Lo statuto all’articolo 1 definisce il Board come un’organizzazione che deve “promuovere stabilità, ripristinare una governance affidabile e legittima e garantire una pace duratura nelle aree colpite o minacciate da conflitti”.

L’assenza di qualsiasi riferimento esplicito a Gaza segnala la trasformazione di uno strumento inizialmente concepito come limitato a uno potenzialmente globale, libero di intervenire in scenari diversi senza vincoli geografici o temporali chiaramente definiti. Da qui, molti dubbi per Paesi per cui il rispetto di regole internazionali pre-esistenti è fondante, quelli europei in particolare.

GOVERNANCE “PERSONALIZZATA”

Un punto controverso dello statuto riguarda la struttura del potere. Il Capitolo III stabilisce senza ambiguità che “Donald J. Trump sarà il Presidente inaugurale del Board of Peace” e non sono previsti limiti di mandato, né meccanismi elettivi.

Al Chairman sono riservate prerogative notevoli: le decisioni del Board sono adottate a maggioranza, ma solo “previa approvazione del Presidente, che può esercitare un ruolo decisivo in caso di parità di voti. Lo statuto gli attribuisce anche “l’esclusiva autorità di creare, modificare, o dissolvere le entità sussidiarie”.

Lo stesso Trump ha detto che è prevista la sua presidenza a vita del Board of Peace, pur sostenendo di non aspirarvi. In ogni caso la successione a un altro Chairman è altrettanto centralizzata. Secondo l’Aritcolo 3.3, il Presidente originario (Trump) “potrà designare in qualsiasi momento un successore”, che subentra automaticamente in caso di dimissioni o incapacità. In sostanza, la continuità del potere è interna al vertice stesso, ovvero in mano a Trump.

OBIETTIVI AMPI, MA ASTRATTI

Sul piano programmatico, lo statuto è dichiarativo: indica obiettivi molto generici, e come tali passibili di interpretazione rispetto a concrete situazioni. Si fa riferimento a “funzioni di costruzione della pace” e allo sviluppo di “buone pratiche applicabili da tutte le nazioni e comunità che aspirano alla pace”. Non vengono citate alcun priorità operative e tantomeno settori di intervento o strumenti specifici di attuazione.

Questo rende il Board uno strumento in teoria estremamente flessibile, la pratica e l’efficacia tutte da mettere alla prova. Come, non è chiaro e non è stato spiegato dai promotori.

CHI PRIMA ARRIVA (E PAGA) PIU’ CONTA

Il Capitolo V afferma che il “finanziamento delle spese del Board of Peace avverrà esclusivamente attraverso contributi volontari” . Non è quindi previsto un bilancio obbligatorio, né contributi vincolanti a carico degli Stati membri. Se non nel regime di adesione: il limite triennale di membership non si applica agli Stati che contribuiscono con “oltre 1 miliardo di dollari in fondi liquidi” nel primo anno. Questo meccanismo introduce una distinzione sostanziale tra membri ordinari e membri di fatto permanenti, che si prospetta fondata esclusivamente sulla capacità finanziaria.

CHI PARTECIPA (PER ORA)

Il Board ha raccolto adesioni soprattutto al di fuori del vecchio Continente. Partecipano monarchie mediorientali, Paesi dell’Asia centrale e sud-orientale, Stati dei Balcani e dell’America Latina. Israele ha aderito, malgrado le tensioni politiche con altri partecipanti.

Nella lista presentata ieri dai media americani figurano Albania, Arabia Saudita, Argentina, Armenia, Azerbaigian, Bahrain, Bielorussia, Egitto, Emirati arabi uniti, Giordania, Indonesia, Kazakistan, Kosovo, Marocco, Pakistan, Qatar, Turchia, Ungheria, Uzbekistan e Vietnam.

Spicca l’apertura verso rivali strategici degli Stati Uniti, come Russia e Bielorussia, formalmente invitati a partecipare. Lo statuto prevede infatti una membership selettiva, stabilendo che l’adesione è “limitata agli Stati invitati a partecipare dal Presidente” (Articolo 2.1), rafforzando il carattere fortemente discrezionale e politico delle scelte.

L’EUROPA ASSENTE E IL NODO ONU

Il rifiuto di molti Paesi europei può essere spiegato anche dal rapporto ambiguo del Board con le Nazioni Unite. Sebbene la Carta non menzioni esplicitamente l’ONU, il preambolo critica modelli che “istituzionalizzano la crisi invece di accompagnare le popolazioni oltre di essa”, mentre Trump ha dichiarato pubblicamente che il Board “potrebbe” sostituire le Nazioni Unite.

La Cina — pur invitata — ha ribadito il proprio impegno per “un sistema internazionale con l’ONU al centro”, mentre Francia, Regno Unito e Norvegia hanno espresso dubbi giuridici e politici sulla compatibilità dei due sistemi. L’Italia ha evidenziato un problema di compatibilità con l’articolo 11 della Costituzione e non aderisce, per ora. Donald Trump si dice convinto che lo farà.

Formula1, Leclerc: "Pronti alle modifiche regolamentari"

Roma, 23 gen. (askanews) – “Le regole 2026 richiedono una preparazione ancora più approfondita, soprattutto a noi piloti. Ci sono molti sistemi nuovi da comprendere e sfruttare al meglio, e per questo abbiamo lavorato molto fin dalle fasi iniziali dello sviluppo del progetto”. Così Charlese Leclerc dopo l’unveiling della Ferrari che disputerà il mondiale di Formula1 2026. “Nei miei anni con la Scuderia Ferrari HP – continua – abbiamo già vissuto insieme importanti cambiamenti regolamentari: sappiamo quanto la sfida sia complessa, ma stiamo lavorando con grande motivazione per arrivare in pista il più preparati possibile. La gestione dell’energia e della power unit sarà uno degli aspetti più significativi, una sfida stimolante che richiederà da parte di noi piloti un processo di adattamento rapido, che faccia leva inizialmente più sull’istinto e poi su un uso sempre maggiore di dati precisi. Il supporto dei tifosi in questa stagione sarà particolarmente: è ciò che rende Ferrari così speciale e ci spinge a dare sempre il massimo.

Sostenibilità, Pecoraro: agricoltura biologica priorità

Roma, 23 gen. (askanews) – “L’agricoltura biologica è una priorità che perseguo da tempo: già nel 2000, da Ministro delle Politiche Agricole, introdussi una tassa sui fitofarmaci proprio per finanziare la ricerca nel settore e promuovere la sostenibilità ambientale e alimentare”.

Con queste parole il Presidente della Fondazione UniVerde, Alfonso Pecoraro Scanio, lancia il convegno “Biocontrollo. Le nuove frontiere delle produzioni agricole di qualità, sane e sostenibili”, dedicato al tema cruciale del biocontrollo delle colture. L’evento, promosso da Fondazione UniVerde, Università degli Studi di Napoli Federico II e Rete Nazionale Istituti Agrari – Re.N.Is.A. con il patrocinio del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), si svolgerà a Roma, mercoledì 28 gennaio 2026, alle ore 10:00, presso il Parlamentino Cavour del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Via XX settembre, 20) con la media partnership di Rai Pubblica Utilità e Rai Radio 1 e in diretta streaming su Radio Radicale e con la partnership di Bayer.

“L’attenzione rivolta al convegno dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida, è rilevante – prosegue Pecoraro Scanio – poiché conferma l’opportunità di fare sistema per consolidare un’agricoltura biologica di qualità, ambito in cui l’Italia detiene una leadership internazionale, ed aumentare la disponibilità di soluzioni innovative di biocontrollo a disposizione degli agricoltori”.

Un passaggio fondamentale riguarda il sostegno alla nuova generazione di agricoltori “in particolare giovani e donne che oggi investono con convinzione in un modello di agricoltura sostenibile, moderna e tecnologica, che tenga in considerazione un approccio integrato. Ecco perché è importante che anche le realtà industriali del settore chimico investano verso soluzioni di biocontrollo. È una sfida strategica – conclude il Presidente della Fondazione UniVerde, Pecoraro Scanio – per garantire ai consumatori alimenti con standard di salubrità sempre più elevati”.

Formula1, Vasseur: "L’inizio di un nuovo ciclo"

Roma, 23 gen. (askanews) – “La SF-26 segna l’inizio di un nuovo ciclo per la Formula 1 e per Ferrari che propone, nello stesso anno, nuove regole per il telaio, per la power unit, nuovi carburanti e gomme con caratteristiche differenti”. Così Frederic Vaseur, Team Principal della Ferrari, commenta l’unveiling della vetura che disputerà il mondiale del 2026. “Questa vettura è il risultato di un grande lavoro di squadra e segna l’inizio di un percorso completamente nuovo, costruito su regole diverse che vede tutti i concorrenti dover fare i conti con non poche incognite. Il team è allineato e più unito che mai in vista della stagione che ci attende. Dalla settimana prossima a Barcellona cominceremo il lavoro di comprensione e validazione della vettura. In questa prima fase la priorità sarà imparare quanto più possibile e iniziare a costruire basi solide sulle quali pianificare il lavoro in vista dell’inizio della stagione”.

Loïc Serra, Technical Director Chassis, aggiunge: “Lo sviluppo del progetto SF-26 ha richiesto di adattarci a un quadro regolamentare completamente nuovo. Abbiamo dedicato molto tempo alla fase concettuale per recepire il più possibile il nuovo contesto normativo e tecnico. Allo stesso tempo, era fondamentale garantire che l’architettura della vettura ci offrisse sufficiente flessibilità per lo sviluppo nel corso della stagione. In questo scenario, l’efficienza e l’integrazione di soluzioni come l’aerodinamica attiva sono elementi chiave. La SF-26 rappresenta un grande sforzo corale da parte di tutto il team in fabbrica e non vediamo l’ora di iniziare la stagione”.

Fincantieri, Mattarella: beneficio a economia, prestigio all’Italia

Roma, 23 gen. (askanews) – “Non posso lasciare questo incontro senza una breve parola di saluto. Saluto che rivolgo al vicepresidente della Camera, al presente della ragione, al sindaco, a tutti presenti, a coloro che lavorano qui nel cantiere e un saluto particolare al presidente e all’amministratore di Fincantieri, ringraziandoli per quanto han detto, ringraziandoli per quanto Fincantieri fa, recando grande beneficio all’economia nazionale e prestigio all’Italia”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, prendendo la parola a Palermo al termine della sua visita nei cantieri navali di Fincantieri.

“Abbiamo visto prima – ha sottolineato il capo dello Stato – una mostra fotografica che è stata allestita e il filmato che è stato presentato: ci hanno insieme fornito alcune immagini significative della storia del cantiere. Questa immagine della storia è stata illustrata al meglio dalla presenza dei due dipendenti, poc’anzi, il più anziano e più giovane delle maestranze del cantiere. È stata una scelta felice mettere insieme il più anziano e il più giovane”, ha osservato Mattarella, non soltanto per il significato di indicare “che la storia del cantiere continua trasmettendosi da una generazione all’altra” ma perché “ha voluto rappresentare lo spirito del cantiere che si trasferisce da generazione in generazione, il senso di appartenenza delle maestranze, che in questo cantiere è sempre stato molto alto. Ed è questo spirito che ha accompagnato e sorretto l’alta professionalità, presidente Mazzotta, che ha sempre caratterizzato questo cantiere e che oggi trova, grazie a Fincantieri, prospettive così ampie e così rinnovate e rilanciate”.

“Quello che abbiamo visto prima, velocemente, con i lavori in corso su alcune navi è significativo di queste prospettive. Ma tutta questa prospettiva, questa condizione si basa sul lavoro che viene svolto dalla maestranze. Rivolgo loro un ringraziamento e un saluto, un augurio di grandissima cordialità”, ha concluso.

L’arrivo commosso del compagno Hoeksema al funerale di Valentino

Roma, 23 gen. (askanews) – In abito nero elegantissimo, l’ultimo compagno di Valentino Garavani, 43 anni insieme, Vernon Bruce Hoeksema, ex modello, arriva alla Basilica di Santa Maria degli Angeli a Piazza della Repubblica a Roma per accompagnare il feretro all’ingresso della Basilica.

In Italia arrivano sempre più turisti

Roma, 23 gen. (askanews) – Nel 2025 si è registrato un rilevante aumento del turismo in tutta Italia. È quanto emerge dai dati della piattaforma ‘Alloggiati web’ del ministero dell’interno, che consente alle strutture ricettive, alberghiere ed extra-alberghiere, di comunicare alle questure competenti le generalità delle persone alloggiate, entro 24 ore dal loro arrivo.

Gli arrivi nel Paese sono cresciuti complessivamente del 7,1%, passando da 173milioni nel 2024 a oltre 185milioni nell’anno appena trascorso. L’incremento del flusso turistico ha interessato sia le strutture alberghiere, aumentate a 104.660.524 di arrivi nel 2025 rispetto ai 101.629.754 dell’anno precedente (+3%), sia quelle extra alberghiere cresciute da 71.395.272 a 80.617.418 (+13%).

Il risultato positivo è frutto sia del maggiore numero di turisti italiani (aumentati del 5,1% da 77.317.707 del 2024 a 81.251.494 dell’anno scorso), sia dei turisti stranieri che sono cresciuti dell’8,7% (104.026.448 nel 2025, rispetto ai 95.707.319 dell’anno precedente). Dati che attestano un trend molto positivo e che saranno oggetto di confronto in occasione del Terzo Forum Internazionale del Turismo in corso a Milano a cui domani, 24 gennaio, interverrà il ministro Matteo Piantedosi.

Formula1, svelata la nuova Ferrari, obiettivo riscatto

Roma, 23 gen. (askanews) – La Scuderia Ferrari HP ha presentato oggi la SF-26, la nuova monoposto con cui la squadra affronterà il Campionato del Mondo di Formula 1, il cui inizio è previsto l’8 marzo in Australia. La vettura, la settantaduesima realizzata dalla Casa di Maranello per la massima categoria automobilistica, apre un nuovo ciclo regolamentare che segna l’inizio di una fase completamente inedita per la F1, che sarà caratterizzata da vetture più leggere, da un profondo ripensamento dei concetti aerodinamici e da una nuova generazione di power unit. La presentazione si è svolta oggi presso la pista di Fiorano.

Un nuovo ciclo. La SF-26 nasce in un contesto di regolamenti completamente rinnovati, che hanno portato a una revisione approfondita dell’architettura della vettura. Il telaio abbandona l’effetto suolo a favore di un approccio aerodinamico differente, con linee più pulite e una filosofia complessiva orientata alla riduzione del peso e a una maggiore efficienza complessiva, in linea con gli obiettivi fissati dalla Formula 1 per il ciclo tecnico che comincia questa stagione. Anche la power unit rappresenta una svolta: il regolamento 2026 introduce una nuova generazione di propulsori ibridi, con l’eliminazione della MGU-H e una MGU-K potenziata fino a 350 kW, a rafforzare il ruolo della componente elettrica. Questo cambiamento ha richiesto un approccio progettuale completamente nuovo e un’ancora più stretta integrazione tra telaio e power unit.

Linee, colori e identità. Complici i nuovi regolamenti, la SF-26 presenta una linea più pulita e razionalizzata, con proporzioni che trasmettono visivamente un senso di maggiore leggerezza e agilità. La vettura riflette l’obiettivo di semplicità funzionale che ha guidato il lavoro dei progettisti fin dalle prime fasi, con l’obiettivo di ottenere una piattaforma robusta ma anche pronta ad essere sviluppata nel corso della stagione, man mano che saranno disponibili i dati dalla pista. La livrea stagionale collega passato, presente e futuro della Scuderia e ne guida l’ingresso nel nuovo ciclo tecnico, rappresentando il principale elemento visivo di continuità ma nel contempo anche ricco di trasformazioni rispetto a ciò che ha contraddistinto il recente passato della Scuderia Ferrari HP. Tra i tratti più distintivi c’è il ritorno alla vernice lucida, dopo sette stagioni di finitura opaca. Il Rosso Scuderia scelto per il 2026 è più acceso e intenso, con un carattere forte e immediato, accattivante, che si ispira nel disegno alla livrea speciale introdotta a Monza nella stagione 2025. Il colore si colloca inoltre in continuità con il rosso utilizzato nel decennio a cavallo con il cambio di millennio riaffermando i valori fondanti di passione, coraggio e identità.

Colloqui, la condizione russa è che gli ucraini lascino il Donbass

Roma, 23 gen. (askanews) – Le forze armate ucraine devono lasciare il Donbass. Lo ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, aggiungendo che si tratta di una condizione importante posta dalla parte russa, nell’imminenza dell’avvio di colloqui trilaterali con rappresentanti di Washington e Kiev ad Abu Dhabi. “La posizione della Russia è ben nota: l’Ucraina e le sue forze armate devono lasciare il Donbass. Devono essere ritirate. Questa è una condizione molto importante”, ha detto Peskov ai giornalisti.

Michele, Piccioli e Marzotto, mondo della moda a funerali di Valentino

Roma, 23 gen. (askanews) – Lo stilista direttore creativo di Valentino, Alessandro Michele, l’imprenditore della moda Matteo Marzotto e lo stilista direttore creativo di Balenciaga, Pierpaolo Piccioli entrano nella Basilica di Santa Maria degli Angeli per i funerali di Valentino Garavani a Roma. È il mondo della moda che rende omaggio all’ultimo imperatore delle passerelle.

Nelle immagini anche l’arrivo di Antoine Arnault, imprenditore francese, amministratore delegato di Berluti e presidente di Loro Piana, con la modella e attrice russa Natalia Vodianova ed Eleonora Abbagnato.

Ventura: Valentino mi diceva “sei la mia ambasciatrice più tatuata”

Roma, 23 gen. (askanews) – “Io avevo chiesto ma non avevo molto speranza che lui potesse vestire per l’Isola dei famosi e invece lo ha fatto. Tutte le puntate, una serie di vestiti rossi magnifici che io ancora e che tengo nel cuore, pezzi unici. E poi mi diceva non sei la mia ambasciatrice più coronata ma la più tatuata. Ironico, era molto divertente. Anche Giancarlo è stato con me straordinario, due persone che ho avuto il privilegio di poter conoscere bene e ai quali sono eternamente grati”: così la conduttrice Simona Ventura entrando alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica a Roma per i funerali dello stilista.

“È stato straordinario – ha detto – un genio, una persona molto divertente, di una cultura straordinaria, una nostra bandiera”.

L’arrivo del feretro di Valentino per i funerali a Roma

Roma, 23 gen. (askanews) – Nelle immagini l’arrivo del feretro di Valentino nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, in Piazza della Repubblica a Roma, dove si svolgono le esequie dello stilista morto a 93 anni.

Tantissime le personalità che hanno voluto dargli l’ultimo saluto, da Tom Ford ad Anna Wintour, le sue modelle e attrici come Elizabeth Hurley e Anne Hathaway.

Anna Wintour, Tom Ford e Donatella Versace per l’addio a Valentino

Roma, 23 gen. (askanews) – Il mondo della moda a Roma per l’addio a Valentino. Nelle immagini l’arrivo alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica a Roma di Anna Wintour, Tom Ford e Donatella Versace.

Maltempo, contributo geologi per programmazione e emergenza

Roma, 23 gen. – In relazione ai fenomeni metereologici che hanno colpito Calabria, Sicilia e Sardegna, creando una serie di disagi sia sotto il profilo ambientale che in termini di sicurezza pubblica, è intervenuto Filippo Cappotto, Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi.

“Il primo pensiero va alla popolazione delle aree colpite che sta affrontando e dovrà affrontare disagi notevoli per molto tempo. La devastazione a cui stiamo assistendo man mano che arrivano le immagini dal web fa piangere il cuore”. “Eventi estremi sempre più frequenti si abbattono su territori impreparati a reggerne l’impatto, la forzante metereologica connessa alle variazioni climatiche è una questione che interessa il territorio nella misura in cui si parla soprattutto di fragilità” – afferma il Vice Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi.

“Consultando i dati riportati nel Dossier “Erosione costiera in Sicilia 2024″ a cura di Legambiente possiamo constatare che la Sicilia risulta la prima regione italiana per percentuale di coste a rischio, e che, attualmente, lo stato dell’erosione costiera è estremamente grave. Secondo il Piano per l’Assetto Idrogeologico Siciliano del 2021, il 43.6% è a rischio elevato e il 32.9% è a rischio molto elevato.. _.Numeri che sono destinati ad aumentare a causa dei cambiamenti climatici e di fenomeni estremi sempre più frequenti_.”

“L’impatto degli eventi estremi – afferma Filippo Cappotto – come il ciclone Harry, si abbatte su territori impreparati a sostenere la loro forza distruttiva. Ancora una volta paghiamo il prezzo di un consumo di suolo eccessivo in aree costiere e di una visione complessiva troppo limitata. È necessario – conclude il Vicepresidente Cappotto – in un’ottica di prevenzione, pianificare lo sviluppo futuro delle nostre coste, prevedere azioni di protezione e consolidamento su larga scala, limitando gli interventi puntuali che se pur mitigando una criticità specifica spesso trasferiscono il problema al tratto costiero limitrofo, e tenere conto di mutati scenari di pericolosità”.

Le modelle ricordano Valentino: ci diceva “mai senza rossetto”

Roma, 23 gen. (askanews) – Tante modelle che hanno sfilato sulle sue passerelle hanno voluto essere presenti ai funerali di Valentino. C’è chi lo ricorda “spiritosissimo”, chi ne sottolinea la precisione “ci sgridava se non eravamo in ordine, pettinate”.

Fra loro Bianca Brandolini D’Adda: “Mi diceva sempre: per favore non uscire mai di casa senza rossetto”, ha detto prima di entrare in chiesa, alla Basilica di Santa Maria

degli Angeli e dei Martiri in piazza della Repubblica a Roma, per le esequie del grande stilista.

Attacchi a Kiev: 1.900 edifici senza riscaldamento

Roma, 23 gen. (askanews) – Dopo massicci attacchi russi alla città di Kiev, circa 1.900 edifici residenziali della capitale ucraina restano senza riscaldamento. Nella notte tra giovedì e venerdì, è stato possibile ripristinarlo in 650 abitazioni, ha riferito su Telegram il sindaco della città, Vitali Klitschko.

“Questa mattina 1.940 edifici residenziali di più piani erano ancora privi di riscaldamento”, ha riferito il primo cittadino. Il 9 gennaio, metà degli edifici residenziali (ovvero 6mila) di Kiev erano rimasti senza riscaldamento, acqua ed elettricità dopo massicci bombardamenti, spingendo il sindaco Klitschko a raccomandare agli abitanti della capitale di lasciare temporaneamente la città.

Questi servizi essenziali erano poi stati ripristinati, ma attacchi all’inizio della settimana hanno provocato nuove interruzioni di acqua ed elettricità in circa 3.000 edifici della capitale, in un periodo in cui le temperature oscillano tra -7 e -15.

Dante Ferretti: un ricordo di Valentino? “Che dire… Solo rosso”

Roma, 23 gen. (askanews) – “Cosa posso ricordare di più di quello che era? Una persona straordinaria, eccezionale, l’unica cosa che posso dire è ‘rosso'”. E’ quanto ha detto il celebre scenografo e costumista premio Oscar italiano, Dante Ferretti, 82 anni, al suo arrivo alla Basilica di Santa Maria degli Angeli per i funerali di Valentino Garavani.

Cucinelli: “Valentino padre della moda italiana con Armani e Versace”

Roma, 23 gen. (askanews) – “È stato il padre fondatore, sicuramente insieme al signor Giorgio Armani e a Versace, della moda italiana. Un uomo garbatissimo, educatissimo, gentilissimo. Un grande artista del XX Secolo”: lo ha affermato lo stilista e imprenditore Brunello Cucinelli al suo arrivo alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri a Roma per i funerali di Valentino Garavani.

Ue, Lagarde: "Dobbiamo pensare a un piano B"

Roma, 23 gen. (askanews) – Nell’Unione europea sulle tensioni geopolitiche con gli alleati storici (in particolare gli Usa) “siamo ad un punto in cui dobbiamo guardare al ‘piano B’ o ai ‘piani B’, ma anche con questi piani B, come è stato articolato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen non sono certa che dobbiamo parlare di rottura, ma dobbiamo parlare di alternative”. Lo ha affermato la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde durante un Panel Alves di Davos interpellata sulle dichiarazioni del premier del Canada, Mark Carney.

“Dobbiamo identificare molto meglio del passato, le debolezze e le dipendenze”, come garantire “l’autonomia, ma ovviamente dal punto di vista economico delle politiche dipendiamo gli uni dagli altri, abbiamo legami molto forti. Penso che tutte le direzioni debbano essere esplorate, cercando di distinguere i segnali dal rumore di fondo”. “Penso che questa settimana” a Davos “sia stata molto interessante e affascinante – ha concluso – ma il nostro compito di banchieri centrali e di economisti è di distinguere i segnali dal rumore di fondo”.

M.O., Bonelli (AVS): no a Board dei boia, Meloni cosa ha promesso a Trump?

Roma, 23 gen. (askanews) – “È un’offesa al Parlamento apprendere dalle dichiarazioni di Trump che Giorgia Meloni avrebbe comunicato la volontà politica di aderire al cosiddetto Board of Peace. Un’adesione che è in contrasto con la Costituzione e che sarebbe un atto intollerabile. Per l’ennesima volta chiediamo alla presidente Meloni di venire a informare il Parlamento e dirci cosa ha promesso a Trump sul Board of Peace”. È quanto dichiara in una nota Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde, secondo il quale “dare un giudizio politico di consenso a un organismo che, nei fatti, è una società immobiliare con la partecipazione di dittatori e boia, a partire dal criminale Netanyahu, disonora la storia dell’Italia”.

“Siamo di fronte a un fascismo globale guidato da Trump: nel suo Paese – sottolinea l’esponente di AVS – minaccia di chiudere le università, intimidisce la stampa e le autorità istituzionali; ha scatenato una guerra civile strisciante con la sua milizia ICE, arrivando ieri a prelevare un minore di cinque anni da una scuola, usandolo come esca per catturare il padre”.

“Quello presentato a Davos è Trump Gaza City. Su una terra che gronda di sangue, Donald Trump e il suo entourage progettano grattacieli, turismo costiero e affari immobiliari. È la trasformazione di uno sterminio in speculazione. Altro che pace. È il mondo che vogliono imporci: un mondo in cui il diritto internazionale viene demolito con la forza e sostituito dalla morale di Trump. L’Italia non può e non deve essere complice”, conclude Bonelli.

Ue, Lagarde: "Dobbiamo pensare a un piano B, cercare alternative"

Roma, 23 gen. (askanews) – Nell’Unione europea sulle tensioni geopolitiche con gli alleati storici (in particolare gli Usa) “siamo ad un punto in cui dobbiamo guardare al ‘piano B’ o ai ‘piani B’, ma anche con questi piani B, come è stato articolato dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen non sono certa che dobbiamo parlare di rottura, ma dobbiamo parlare di alternative”. Lo ha affermato la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde durante un Panel Alves di Davos interpellata sulle dichiarazioni del premier del Canada, Mark Carney

“Dobbiamo identificare molto meglio del passato, le debolezze e le dipendenze”, come garantire “l’autonomia, ma ovviamente dal punto di vista economico delle politiche dipendiamo gli uni dagli altri, abbiamo legami molto forti. Penso che tutte le direzioni debbano essere esplorate, cercando di distinguere i segnali dal rumore di fondo”. “Penso che questa settimana” a Davos “sia stata molto interessante e affascinante – ha concluso – ma il nostro compito di banchieri centrali e di economisti è di distinguere i segnali dal rumore di fondo”.

Italia-Germania, Urso: insieme possiamo indicare giusta rotta a Europa

Roma, 23 gen. (askanews) – “Siamo convinti che Italia e Germania possano indicare la giusta rotta alla nostra Europa”. E’ l’auspicio espresso dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in occasione della cerimonia d’apertura del Forum imprenditoriale Italia-Germania.

Per il ministro “è iniziata la stagione delle riforme in Europa: il 2026 è, deve essere l’anno delle grandi riforme economico-industriali della nostra Europa, per raccogliere anche il messaggio che del vertice di Davos”. L’Europa, inoltre, “deve raggiungere la sua autonomia strategica: dobbiamo necessariamente contare su di noi, sulla nostra capacità di sviluppare una politica competitiva a livello globale”. Anche perchè “gli altri paesi – ha sottolineato – contano su di noi e guardano oggi al vertice intergovernativo per capire qual è la strada”.

Il Forum è stato anche l’occasione per sottoscrivere alcune intese economiche ed industriali tra Italia e Germania. “Abbiamo firmato altri due accordi, due dichiarazioni. Una sulle materie prime critiche che sono a fondamento della nostra autonomia strategica e l’altro su come indirizzare investimenti comuni delle nostre imprese per far crescere sempre più dei campioni europei”, ha annunciato Urso. Condivisa, poi, “una comune strategia di riforme della nostra Europa, a cominciare dal settore dell’automotive”, perchè “la proposta della Commissione che fortemente abbiamo voluto è necessaria ma non sufficiente. E’ un primo passo nella direzione giusta ma occorre implementare affinchè il principio della piena neutralità tecnologica sia effettivamente riconosciuto” e affinchè venga riconosciuto “un punto di accordo più evidente per quanto riguarda il processo di decarbonizzazione, ma anche gli investimenti delle nostre imprese e di accelerare la strada per l’autonomia strategica nella produzione di batterie elettriche”. Inoltre, a giudizio del ministro, “è necessario che vi siano incentivi comuni europei per supportare lo sviluppo della tecnologia del nostro continente e che si contrasti la concorrenza sleale di altri”.

Infine il ministro ha annunciato un incontro a breve con “il ministro dello Spazio tedesco” per sottoscrivere “un accordo nel campo della comune collaborazione a creare una costellazione satellitare italiana, tedesca e quindi europea”.

Tajani: Zelensky è stato ingeneroso con l’Europa

Roma, 23 gen. (askanews) – “Mi pare che l’Europa abbia garantito l’indipendenza dell’Ucraina facendo di tutto per sostenere, da un punto di vista politico, finanziario e militare questo paese, quindi non credo sia” stato “neanche generoso nei confronti dell’Europa”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio rispondendo, in un punto stampa a margine del Forum imprenditoriale Italia-Germania, a una domanda sul discorso tenuto ieri a Davos dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

Valentino, Tiziana Rocca: “Grande esempio di disciplina ed eleganza”

Roma, 23 gen. (askanews) – “Ho avuto la fortuna di conoscerlo e di fare tante iniziative di solidarietà anni fa quando organizzavamo per Rai1 la moda, Piazza Navona. Un grandissimo uomo, un grandissimo esempio di disciplina, rigore, eleganza. Chiaramente perdiamo uno dei nomi che ci rappresentava meglio l’Italia nel mondo”: è il ricordo della pr Tiziana Rocca, al suo arrivo alla Basilica di Santa Maria degli Angeli per i funerali dello stilista Valentino Garavani.

“Difetti (di Valentino) non ne ho mai visti, sempre e solo cose belle con lui. È stata un’esperienza di vita che mi ha segnato, lui era un esempio, era sempre perfetto”, ha aggiunto Rocca.

Seconda edizione dell’Osservatorio Moda e Generazioni

Roma, 23 gen. (askanews) – Castel Romano Designer Outlet chiude il 2025 con risultati in crescita. Alla base di ciò, c’è il modello distintivo di McArthurGlen, che dopo il focus sulla Gen Z, si concentra, nella seconda edizione dell'”Osservatorio Moda e Generazioni”, sulla fascia 50-65 anni. Ne ha parlato il Centre Manager di Castel Romano Designer Outlet Enrico Biancato: “Questo è il secondo evento effettuato con Ipsos Doxa e serve per fare una verifica tra quello che noi pensiamo di proporre, quello che pensiamo di poter vendere e quelle che sono le esigenze del cliente. E quindi abbiamo bisogno di un giudizio completamente esterno che ci dica esattamente se la richiesta e l’offerta si incontrano”.

La ricerca è effettuata in collaborazione con Ipsos Doxa e ha l’obiettivo di comprendere l’evoluzione dei comportamenti di consumo dei clienti. Sono intervenute in merito Cristina Liverani, Director Public Affairs di Ipsos Doxa, e Michela Andreozzi, attrice e regista e voce delle consumatrici Re-Styler.

“La ricerca che abbiamo realizzato quest’anno va ad analizzare la popolazione tra i 50 e i 64 anni che abbiamo definito Re-Styler, proprio per la capacità che hanno di reinventarsi e di vivere la moda andando a riscoprire quelli che sono i tratti importanti per esprimere la propria personalità. Nello specifico si è cercato di analizzare quali sono le particolarità del Re-Styler laziale rispetto ai risultati ottenuti a livello nazionale. Quello che ne emerge è un profilo di un consumatore particolarmente dinamico, curioso, aperto alle novità ma anche a tutte quelle che possono essere i richiami del passato, legati anche alla Pop-culture, vivendo proprio la moda come un gioco e un modo nuovo per esprimere loro stessi” ha dichiarato Liverani.

“Sono rappresentante di questa categoria che è stata battezzata così per un motivo forse di marketing, però lo trovo molto saggio. La Re-Styler è una donna tra i 50 e i 65 che ha chiaramente acquisito potere d’acquisto e che usa la moda come espressione di sé e ha più consapevolezza. Faccio parte di una generazione che, per la prima volta, è giovane a questa età e che quindi non subisce le scelte. Una volta ci si vestiva in un certo modo, ci si comportava in un certo modo, ma è sicuramente una donna consapevole che sceglie cosa indossare e perché, soprattutto per la rappresentazione, per la narrazione di sé” ha aggiunto Andreozzi.

I Re-Styler rappresentano quindi quasi la metà dei visitatori italiani dei quattro centri McArthurGlen in Italia e costituiscono la fascia con la spesa media più elevata, svolgendo un ruolo chiave nell’orientare le strategie di offerta ed esperienza.

Due perturbazioni portano neve in pianura a Nord-Ovest

Roma, 23 gen. (askanews) – Meteo/Meteo, due perturbazioni tra venerdì e domenica, Fine settimana instabile con neve in pianura a Nord-Ovest

Milano, 23 gen. (askanews) – Un doppio fronte perturbato interessa l’Italia nel fine settimana, con precipitazioni diffuse e la possibilità di neve in pianura al Nord-Ovest tra venerdì e le prime ore di sabato. Le previsioni indicano una fase instabile scandita dal passaggio di due sistemi perturbati atlantici, separati da una temporanea attenuazione dei fenomeni nella giornata di sabato. A delineare il quadro è Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it.

Il primo fronte entra da ovest tra venerdì e la mattinata successiva, con piogge su Sardegna, Sicilia, Liguria, Toscana, ovest Emilia e Basso Piemonte. Nel corso del pomeriggio le precipitazioni si intensificano tra Liguria, Toscana e Lazio, mentre tendono ad attenuarsi al Sud. In Pianura Padana la quota neve si abbassa intorno ai 400-500 metri, con la possibilità di un passaggio da pioggia a neve anche in pianura nelle aree occidentali.

Le zone maggiormente interessate dalle nevicate a bassa quota sono il piacentino, il pavese e gran parte del Basso Piemonte. Non sono esclusi deboli fiocchi anche nelle aree urbane di Torino e Milano, soprattutto nelle zone periferiche. Dalla mattinata di sabato le temperature tornano gradualmente a salire, insieme allo zero termico.

Sabato mattina i fenomeni tendono a esaurirsi sul Nord-Ovest, dove si fanno spazio schiarite e locali banchi di nebbia, mentre al Centro e su parte del Sud persistono piogge sparse, più insistenti lungo il versante tirrenico e in Campania. Tra le 10 e le 20 si apre una fase più asciutta su gran parte del Paese, legata alla temporanea pausa tra i due fronti.

Il secondo impulso perturbato arriva dalla serata di sabato, con un nuovo peggioramento che si estende a gran parte dell’Italia. Tra la notte e la giornata di domenica tornano piogge diffuse da Nord a Sud e nuove nevicate in pianura sul Basso Piemonte. Nel pomeriggio di domenica è atteso un parziale miglioramento al Nord-Ovest e tra Toscana e Lazio, mentre al Sud e lungo la fascia orientale il tempo resta instabile.

Sempre secondo il meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, l’inizio della prossima settimana si apre con ulteriori precipitazioni, in particolare sul versante tirrenico del Centro-Sud, confermando una fase meteorologica caratterizzata da frequenti passaggi perturbati e temperature in linea con il periodo .

Italia-Germania, Reiche: lavoriamo insieme per rafforzare la collaborazione

Roma, 23 gen. (askanews) – “Lavoriamo insieme per rafforzare ulteriormente la collaborazione” tra Italia e Germania “a beneficio nostro e di tutta l’Europa”. Lo ha detto il ministro dell’Economia e dell’Energia della Germania, Katherina Reiche, in occasione della cerimonia d’apertura del Forum imprenditoriale Italia-Germania.

“Celebriamo – ha spiegato – i 75 anni relazioni diplomatiche tra Italia e Germania” e “collaboriamo in questioni di difesa e sicurezza a livello europeo, sulla cultura, l’economia e la scienza”.

Secondo Reiche occorre “lavorare per rafforzare la partnership italo-tedesca. Senza un’industria forte non vi è crescita e senza crescita non veniamo presi seriamente a livello internazionale”.

Violenza donne, Bongiorno (Lega): mio testo rispetta intesa Meloni-Schlein

Roma, 23 gen. (askanews) – “Nel testo depositato, assume per la prima volta un ruolo esplicito e centrale la volontà della vittima e si estrinseca la sua volontà di autodeterminazione quale insuperabile baluardo rispetto a qualsiasi approccio sessuale”: con queste parole Giulia Bongiorno, senatrice della Lega e presidente della commissione Giustizia di palazzo Madama, ha respinto, in una intervista al Corriere della sera, le critiche che le sono giunte da parte delle opposizioni per il testo dal lei proposto, in qualità di relatrice, sul ddl già approvato con consenso bipartisan dalla Camera sulla violenza sessuale, che introduceva il concetto del “consenso libero e attuale”.

“Se oggi il Codice penale punisce soltanto alcune ipotesi di violenza, come quelle con minaccia o costrizione, con il nuovo testo – ha rivendicato l’esponente leghista – si garantisce una protezione delle vittime a 360 gradi, sottolineando che è reato ogni atto contro la loro volontà. È rilevante anche una seconda novità. È stato poi introdotto il reato di freezing. Nei casi in cui la vittima resta paralizzata dalla paura di fronte al suo aggressore, a volte l’imputato viene assolto perché sostiene di non aver potuto capire quale fosse la volontà della donna. È per superare queste decisioni veramente inaccettabili, che è stato previsto che anche nei casi di freezing, cioè quando la donna non manifesta la sua volontà perché congelata dalla paura, si debba presumere il dissenso. Quindi, è sempre reato se manca una manifestazione chiara”.

Alla domanda se il suo testo possa rispecchiare l’accordo raggiunto in occasione del passaggio della legge alla Camera fra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein, Bongiorno ha replicato: “L’accordo non riguardava gli aggettivi da usare, ma la sostanza. Si voleva un testo che valorizzasse la volontà delle donne, ed è esattamente quello che ho presentato”.

Usa formalizzano uscita da Oms, vanno via sbattendo la porta

Roma, 23 gen. (askanews) – Gli Stati uniti hanno formalmente lasciato l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), accusandola di aver fallito durante la pandemia di Covid-19 e di aver agito contro gli interessi americani. Lo affermano in una dichiarazione congiunta – diffusa dal Dipartimento di Stato – il segretario di stato Marco Rubio e il segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr.

Nel testo si ricorda che il ritiro è stato disposto dal presidente Donald Trump nel suo primo giorno in carica attraverso un ordine esecutivo e viene presentato come una risposta alle “gravi carenze” dell’Oms nella gestione dell’emergenza sanitaria globale. Washington sostiene che l’organizzazione avrebbe “abbandonato la propria missione fondamentale” e seguito “un’agenda politicizzata e burocratica guidata da Paesi ostili agli interessi americani”.

Secondo Rubio e Kennedy, l’Oms avrebbe anche “ostacolato la condivisione tempestiva e accurata di informazioni critiche che avrebbero potuto salvare vite americane” e successivamente avrebbe “occultato tali fallimenti dietro il pretesto di agire nell’interesse della salute pubblica”.

La dichiarazione denuncia inoltre quello che definisce un atteggiamento ostile nei confronti di Washington anche durante la fase di uscita dall’organizzazione. I due ministri affermano che l’Oms “si rifiuta di consegnare la bandiera americana che sventolava davanti alla sua sede” e che sostiene che gli Stati uniti “debbano ancora un risarcimento”. Nel documento si parla di “insulti continui all’America, dal nostro ruolo di fondatori e principali finanziatori fino a oggi”.

Rubio e Kennedy precisano che d’ora in avanti l’impegno statunitense con l’Oms sarà limitato “esclusivamente a rendere effettivo il ritiro e a tutelare la salute e la sicurezza del popolo americano”. Tutti i finanziamenti e il personale Usa impegnati nei programmi dell’organizzazione “sono cessati”.

Gli Stati Uniti, aggiungono, continueranno comunque a guidare gli sforzi globali in campo sanitario attraverso partenariati diretti e bilaterali, “condividendo le migliori pratiche, rafforzando la preparazione e proteggendo le nostre comunità” mediante un modello definito “più mirato, trasparente ed efficace” rispetto a quella che viene descritta come “la burocrazia gonfiata e inefficiente dell’Oms”.

Nel documento si afferma infine che con questa decisione Washington intende “porre fine all’inerzia burocratica, ai paradigmi consolidati, ai conflitti di interesse e alla politica internazionale” che avrebbero reso l’organizzazione “oltre ogni possibilità di riforma”. Il ritiro, conclude la nota, viene compiuto “per gli americani morti soli nelle case di riposo, per le piccole imprese devastate dalle restrizioni e per le vite sconvolte dall’inazione di questa organizzazione”.

Ue, Schlein: Trump inaffidabile ma Meloni gli dà sempre ragione

Roma, 23 gen. (askanews) – “Il Governo in politica estera ha tre posizioni diverse” e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni “ondeggia, coltivando un’unica idea fissa: dar sempre e comunque ragione al presidente Usa. Anche quando squaderna, a parole e con i fatti, il suo tragico disegno: disintegrare l’Unione europea”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, in un colloquio con Repubblica. “Invece noi vorremmo un’Italia che si metta alla testa del processo di rilancio dell’integrazione europea che per noi — ne abbiamo parlato tanto oggi — è una questione di sopravvivenza”, ha aggiunto.

Schlein ha preso parte ieri alla riunione europea dei socialisti, “un incontro importante in cui per la prima volta abbiamo affrontato il tema della riforma necessaria della Ue. Lo ha detto bene a Davos il canadese Carney: il mondo per come lo conoscevamo non tornerà. Perciò dobbiamo reagire, adattarci a una situazione nuova. Su questo abbiamo concordato tutti: o si cambia o rimaniamo schiacciati. Partendo dalla consapevolezza, comune a tutti i socialisti, che Trump è inaffidabile. Ieri è tornato indietro sui nuovi dazi, ma quelli di prima sono ancora là. E non si sa se ricambierà idea domani. L’unica cosa certa è che se ha fatto retromarcia è perché l’Europa ha battuto un colpo, minacciando l’uso del meccanismo anti-coercizione su cui FdI, per bocca del capogruppo Procaccini, aveva manifestato netta contrarietà”.

“Con Sanchez – ha spiegato ancora la leader del Pd – ci siamo trovati d’accordo sul superamento dell’unanimità, di andare avanti con le cooperazioni rafforzate con chi ci sta. Peccato che Meloni abbia già dichiarato il suo no. Come pure sulla difesa comune”.

Una Babele nelle linee di politica estera

La maggioranza cova in sé almeno tre linee di politica estera: una più atlantista, una più europeista, una più nazionalista. L’opposizione ne coltiva forse anche di più, fino al punto di non riuscire a votare allo stesso modo neppure una innocente mozione sull’Iraq. La premier, infine, si sdoppia spesso e volentieri tra le sue due metà: una che vuole compiacere Trump, l’altra che preferisce – saggiamente – tenersene a distanza.

Una frammentazione senza precedenti

Diciamo la verità, una Babele così non s’era mai vista. E diventa ogni giorno più sorprendente la nonchalance con cui si attraversano passaggi (geo)politici che in altri momenti avrebbero agito da ferrea discriminante all’atto del formarsi delle coalizioni e dei governi. Il fatto è che non si comprende, o meglio si fa finta di non comprendere, che un ordine politico così sparso e così insensato produce un serio danno alla considerazione che il mondo si fa del nostro Paese. Tanto più in un frangente tanto delicato e strategico per i destini del pianeta.

Il rischio della marginalità internazionale

Una situazione così confusa può durare solo a patto di non essere considerati un paese cruciale. Uno di quei paesi da cui dipende cioè l’assetto del mondo. Allora sì, può capitare di guadagnare qualche benevolo sorriso negli incontri al vertice. Ma non più di questo. 

Ora è piuttosto ovvio che a lungo andare questa disinvoltura non ci sarà consentita. A meno di non voler restare appunto ai margini della geopolitica mondiale, con tutte le conseguenze che ne deriverebbero. Se invece ci teniamo al nostro buon nome al cospetto del mondo, sarà il caso che facciamo un po’ di chiarezza. Da una parte e dall’altra.

 

Fonte: La Voce del Popolo – 22 gennaio 2026

Articolo qui riproposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia.

Perché oggi verrebbe voglia di essere canadesi

Non sono mai stato in Canada e non avrei mai pensato che, un giorno, sarei stato indotto a sentirmi “canadese”.

Ebbene, dopo aver letto il discorso a Davos del premier Mark Carney, ho pensato: vorrei essere un canadese!

Un discorso di grande coraggio, visione, idealità e realismo. Un discorso dalla schiena dritta e dalla specchiata onestà intellettuale. Tutt’altro che velleitario o ideologico. Valoriale, piuttosto. E politico, con la P maiuscola.

La fine di un ordine e il rifiuto dell’adeguamento

Carney ha colto con lucidità il senso della “rottura” — così l’ha definita — nell’ordine internazionale: un ordine che non tornerà, ha detto. E da questa consapevolezza ha tratto una conseguenza netta, rifiutando la logica dell’adeguamento al nuovo assetto dei “bulli” della scena globale.

Al suo posto, ha proposto un ruolo attivo e inedito delle “medie potenze”, richiamandole alle loro responsabilità e alla necessità di investimenti seri in tecnologia e sistemi di difesa. Una prospettiva che va oltre gli schemi che l’America di Trump ha demolito e oltre quella che ha definito come una sorta di meschina rincorsa, da parte degli ex alleati di Washington, ad accaparrarsi il ruolo di portatori d’acqua della nuova postura americana, nella speranza — vana — di raccogliere qualche briciola di accondiscendenza.

Un discorso che manca all’Europa

Quanto vorrei che questo discorso fosse stato pronunciato dalla nostra Premier. E quanto vorrei che fosse questa la postura dell’Unione Europea.

Per ora, limitiamoci purtroppo a sentirci tutti canadesi.