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Minneapolis e il campanello d’allarme per Trump

C’è un dettaglio che merita attenzione nelle dichiarazioni rilasciate a Minneapolis dal vicepresidente JD Vance: il lessico. Non più solo fermezza, sicurezza, ordine. Ma “ridurre il caos”, “incontrarci a metà strada”, “cooperazione con le autorità statali”. È il linguaggio di chi avverte una pressione che non può più essere ignorata.

L’ICE e il punto di rottura

Le proteste esplose dopo l’uccisione della cittadina americana Renee Good da parte di un agente dell’ICE non sono un incidente isolato. Sono il punto di emersione di un conflitto latente, che riguarda l’uso della forza federale, il rapporto con i governi locali e la percezione crescente di un potere che agisce senza controllo politico visibile. Per settimane l’amministrazione Donald Trump ha difeso senza esitazioni l’operato dell’agenzia, riducendo le critiche a propaganda ostile o a disordine fomentato.

Ma Minneapolis segna uno spartiacque. Le manifestazioni non si sono spente, si sono estese. E, soprattutto, hanno incrinato il racconto di una maggioranza silenziosa indifferente ai metodi.

Il cambio di tono della Casa Bianca

Le parole di Vance non annunciano una revisione delle politiche sull’immigrazione, né un ridimensionamento dell’ICE. Ma introducono un elemento nuovo: il riconoscimento implicito che l’azione federale, se condotta ignorando territori e comunità, produce instabilità politica. È una correzione tattica, non strategica. Ma è significativa.

Quando un’amministrazione costruita sulla logica della forza sente il bisogno di parlare di “cooperazione”, vuol dire che il consenso non è più dato per scontato.

L’opinione pubblica che si risveglia

Il dato politico vero è questo: l’opinione pubblica americana si sta muovendo. Non in modo uniforme, non ancora maggioritario, ma visibile. E questo conta. Conta perché limita l’arbitrio. Conta perché reintroduce un costo politico all’uso disinvolto della forza. Conta perché dimostra che anche nell’America di Trump il conflitto sociale può ancora incidere sulle scelte del potere.

Non è una vittoria. È un segnale. Ma, in tempi come questi, è già molto.

Giustizia, perché questa riforma non serve ai cittadini

Vorrei partire da una domanda semplice ma impegnativa: a chi serve davvero questa riforma? Se devo rispondere in modo netto, direi che certamente non serve ai cittadini. Spesso se ne parla come di una questione che riguarda i magistrati, quasi fosse un problema corporativo. In realtà, le questioni oggi in gioco riguardano tutti noi, perché toccano il funzionamento dello Stato di diritto e le garanzie di imparzialità della giustizia.

Non una riforma ordinaria, ma costituzionale

Si sostiene talvolta che questa riforma non incida sulla Costituzione o che non la tocchi in profondità. A me questa affermazione appare sorprendente. La riforma modifica cinque articoli della Costituzione: questo è un dato di fatto. Non si tratta, dunque, di un intervento tecnico perseguibile con leggi ordinarie, ma di una scelta che investe direttamente l’assetto costituzionale. È per questo che il referendum non può essere banalizzato o ridotto a una contrapposizione tra categorie.

Il CSM e il metodo della Costituente

Il Consiglio superiore della magistratura è una delle più significative realizzazioni della Costituente. È il frutto di un accordo alto tra culture politiche diverse: cattolici, socialisti, comunisti e liberaldemocratici. Non fu un compromesso al ribasso, ma una costruzione comune fondata su un metodo che oggi sembra smarrito: il dialogo tra forze diverse per un obiettivo condiviso. Questo è un valore storico, politico e morale.

Separazione e collaborazione dei poteri

Nel CSM convivono due principi essenziali: la separazione dei poteri e la loro collaborazione. L’indipendenza della magistratura non è un’affermazione astratta, ma si concretizza nell’esistenza di un organo autonomo. Allo stesso tempo, la presenza dei membri laici eletti dal Parlamento introduce un elemento di raccordo con la rappresentanza democratica. Questo equilibrio non è contraddittorio: è una garanzia.

Un indebolimento pericoloso

La frammentazione del CSM e l’istituzione di nuovi assetti disciplinari producono un indebolimento dell’autonomia della magistratura. In un contesto internazionale segnato dalla crescente prevalenza del potere esecutivo sugli altri poteri, ciò comporta un rischio evidente. Magistrati più deboli significa giudici meno indipendenti, e giudici meno indipendenti significano minori garanzie per i cittadini.

Una deriva che viene da lontano

Questo conflitto tra politica e magistratura non nasce oggi. Affonda le sue radici negli anni Ottanta, attraversa la stagione di Mani Pulite e segna gli ultimi decenni della Repubblica. È il segno di un progressivo allontanamento dall’idea di una politica che si riconosce nella Costituzione come progetto comune. La riforma attuale è figlia di questa lunga traiettoria.

Una posta che riguarda la democrazia

Indipendenza della magistratura e collaborazione tra i poteri non sono privilegi di parte. Sono garanzie per tutti. Metterle in discussione significa intaccare uno dei patrimoni più preziosi della nostra esperienza costituzionale, costruito non contro qualcuno, ma nell’interesse dell’intera comunità democratica.

Per il video integrale del convegno clicca qui.

Valeria Fedeli, la filiera della conoscenza: un ricordo umano e politico

Ci sono persone che non si limitano a “fare politica”, ma incarnano una pedagogia civile, una testimonianza vivente di come le istituzioni possano farsi cura, dialogo, speranza. Valeria Fedeli è stato questo: non solo rappresentante delle istituzioni, ma anche educatrice morale, figura di riferimento umano, etico e politico, in grado di trasmettere valori con la sola forza dell’esempio. Come David Sassoli – un amico che ci manca tanto – l’ho conosciuta, ascoltata, ci ho collaborato insieme.

Valeria, con la sua passione per l’uguaglianza, la lotta per i diritti, la forza dolce e ostinata di chi sa che cambiare il mondo è possibile solo se si parte dall’educazione. In un tempo spesso urlato, rancoroso, polarizzato, Valeria parlava piano e con profondità.

La politica come parola che unisce

Testimone di una politica della parola che unisce, della differenza che arricchisce, dell’Europa come spazio di pace, della scuola e dell’università come presidio di democrazia e autentica “filiera della conoscenza”. Non ideologia, ma visione. Non slogan, ma progetto.

C’è qualcosa che oggi possiamo e dobbiamo raccogliere dal messaggio di Valeria Fedeli: l’idea che la politica debba tornare ad avere un cuore pedagogico. Che le istituzioni non debbano solo amministrare, ma generare senso. Che il rispetto, l’ascolto, la cura dell’altro siano forme alte di leadership.

Un’eredità per i giovani e la cittadinanza attiva

Per noi e per i giovani, per chi oggi si affaccia alla cittadinanza attiva, la memoria di Valeria Fedeli non è celebrazione, ma orizzonte. Valeria ci affida la sua battaglia per un sapere accessibile, laico e libero e indica come faro la Carta costituzionale.

Insieme, ci mostra una via fatta di coerenza, tenacia, umanità. Una politica che non separa il pubblico dal personale, che unisce pensiero e sentimento, che osa essere educativa. In un’epoca che corre verso le reti neurali artificiali, Valeria ci ricorda che serve più che mai un’intelligenza affettiva, relazionale, sociale. Sta a noi far germogliare quella speranza che ci è stata donata.

Grazie Valeria.

Meloni al summit Ue, asse con Merz sulle riforme

Bruxelles, 22 gen. (askanews) – A 24 ore dal dietrofront di Donald Trump sui dazi, accolto “con favore” dalla premier Giorgia Meloni, la presidente del Consiglio siede al tavolo del summit europeo informale, confermato nonostante le notizie positive di ieri sera, ancora più convinta della posizione italiana volta a “continuare a favorire il dialogo tra Nazioni alleate” e forte dell’asse con Friedrich Merz.

Con il cancelliere tedesco la presidente del Consiglio ha un incontro prima dell’inizio dei lavori all’Europa building e domani lo vedrà di nuovo a Roma dove è in programma un vertice intergovernativo tra Italia e Germania che vedrà coinvolti 11 ministri italiani e 10 tedeschi. A due anni dal Vertice di Berlino del novembre 2023, si tratta di “un salto di qualità nelle relazioni tra Italia e Germania” e “la volontà condivisa è di investire con continuità in una cooperazione rafforzata”, fanno sapere fonti di Palazzo Chigi.

A Davos è stato lo stesso Merz ha sottolineare la sintonia con l’Italia spiegando di aver “elaborato nuove idee per cambiare l’Unione europea” con Meloni. In un paper elaborato anche in vista del ritiro dei leader europei del 12 febbraio e del Consiglio europeo di marzo, i due paesi chiedono un’Europa “più veloce e dinamica”, con meno regole e un bilancio Ue orientato alla competitività con un rafforzamento del mercato unico.

Arrivando al summit, Merz ha sottolineato come “unità e determinazione da parte europea possono effettivamente produrre risultati”. La rinuncia di Trump ai dazi verso i paesi europei che avevano annunciato sostegno alla Groenlandia di fronte alle mire del presidente Usa “è il risultato dei nostri sforzi comuni tra l’Europa e gli Stati Uniti d’America per trovare una strada che ci permetta di andare avanti insieme nei tempi difficili che senza dubbio stiamo vivendo”.

Lo scenario è più disteso rispetto a quello che aveva portato il presidente Costa il 18 gennaio scorso a convocare il summit ma la realtà di oggi resta “volatile”, sottolineano fonti Ue. Dunque è bene preservare l’unità degli stati membri e sapere che l’Europa era pronta e, sottolineano le stesse fonti “restano pronti gli strumenti” di difesa commerciale dell’Ue, e in particolare lo strumento anti coercizione. “Sono ancora sul tavolo, non sono chiusi nel cassetto. Sono lì per essere usati se necessario, quando ci fossero le condizioni”, ha insistito un funzionario Ue, secondo cui questa è la posizione di “una grande maggioranza di Stati membri”.

Al tavolo del consiglio anche la questione del Board of peace lanciato oggi da Trump per Gaza sul quale ci sono forti dubbi da parte dei paesi europei. Per Meloni non sarebbe intelligente né per l’Italia né per l’Ue autoescludersi ma sussistono questioni di costituzionalità e giuridiche che per ora non consentono la firma.

Il regista russo Serebrennikov: racconto la guerra che disumanizza

Roma, 22 gen. (askanews) – Dopo la presentazione Fuori Concorso a Cannes e l’anteprima nazionale al Trieste Film Festival, dal 29 gennaio arriva nelle sale “La scomparsa di Josef Mengele” del regista russo Kirill Serebrennikov. Il racconto in bianco e nero del medico nazista soprannominato l'”Angelo della morte” che condusse esperimenti disumani sui prigionieri di Auschwitz. Il film, dal libro di Olivier Guez, con August Diehl nei panni di Mengele, lo segue durante la fuga in Sudamerica, tra Argentina, Paraguay e Brasile, mentre riesce a sfuggire alla giustizia grazie a una fitta rete di coperture.

La storia è raccontata dal suo punto di vista, ma non è un film su di lui, dice Kirill Serebrennikov: “Le cose terribili della Seconda Guerra Mondiale sono state spesso raccontate dal punto di vista delle vittime, il che è giusto, ma per me era interessante spostare la camera su Mengele, entrare nella sua testa, capire come è stato possibile tutto questo, in un certo senso vedere la genesi di un criminale di guerra”.

“Questo è un film su un’intero sistema che ha creato Mengele. Lui sarebbe forse stato solo un medico qualsiasi senza la guerra, la propaganda nazista, le leggi che giustificavano la persecuzione degli ebrei e di chi era contrario al sistema. È stata la guerra a renderlo sadico a tirare fuori questo suo lato”. L’artista russo, apertamente critico del governo di Mosca e in passato arrestato con l’accusa di truffa, vive in esilio a Berlino da alcuni anni. “Non voglio considerarmi una vittima di questi circostanze – dice – ma è una parte della mia vita. Non è semplice, ma mi piace la nuova vita che sto vivendo”. E sulla guerra in Ucraina che sembra non arrivare mai a una svolta, afferma:

“Tutto prima o poi finisce, tutte le guerre finiscono, la guerra russa è una cosa terribile, ma questa è una delle idee del nostro film: far vedere non solo il lato terribile della guerra, anche l’inerzia, il suo lento finire, perché la guerra disumanizza velocemente le persone ma tornare a essere umani è un processo molto lento e ci vogliono anni”.

Mattarella difende diritto internazionale. E sull’Ue: Italia inscindibile

Roma, 22 gen. (askanews) – “Si avverte il dovere di fare in modo che si eviti che il percorso compiuto dalla comunità internazionale nei decenni che hanno fatto seguito alla seconda guerra mondiale venga dissolto, venga cancellato. Un percorso che è avanzato con molte lacune e con tanti difetti, ma è stato un percorso che però ha fatto avanzare la comunità internazionale. E’ un patrimonio da tutelare, un percorso da difendere, anche perché, in definitiva, si tratta di evitare che questo processo susciti una repentina e drammatica inversione verso la barbarie della vita internazionale”. Sergio Mattarella incontra i giovani diplomatici al Quirinale e torna a lanciare un allarme sugli equilibri internazionali messi pericolosamente a rischio dai conflitti e dalla tensioni che si moltiplicano intorno a noi.

Mentre in queste ore non lontano dai nostri confini, in Svizzera, a Davos, il presidente americano Donald Trump prova a ridefinire i rapporti internazionali tra minacce di dazi e dando vita nuovi organismi come quello del ‘board of peace’ per Gaza, il Presidente della Repubblica sollecita la nuova generazione di diplomatici ad “avere il coraggio di difendere posizioni di civiltà che il nostro paese interpreta e manifesta anche contro ostinazioni e posizioni difformi, di difendere il dialogo anche in epoca di contrapposizioni, di affermare i principi del diritto internazionale quando vengono disattesi o ignorati”.

Al Quirinale insieme ai vincitori del concorso per Segretari di Legazione – Corso Boris Biancheri Chiappori c’è il titolare della Farnesina, Antonio Tajani. L’ipotesi di un’adesione italiana al board of peace per Gaza è stata oggetto di una lunga riflessione nel governo e su cui la premier Meloni si è confrontata anche con il capo dello Stato registrando la piena condivisione di una linea di prudenza. Come ha spiegato anche oggi Tajani: “ci sono problemi di diritto costituzionale e se non si risolvono noi abbiamo dubbi seri sul fatto che si possa aderire”.

Sulla Costituzione e i suoi valori è tornato anche Mattarella: “Essere in diplomazia significa essere al servizio della Costituzione, dei suoi valori: pace, cooperazione fra i popoli, rispetto della dignità umana, tutela dei diritti fondamentali di ciascuno. Sono criteri non astratti ma concreti da sviluppare e tutelare continuamente, da assumere come orientamento per le vostre azioni, per le vostre vostre parole da diplomatici”.

In serata la premier partecipa al Consiglio europeo informale convocato subito dopo l’iniziativa dell’amministrazione americana nei confronti della Groenlandia. L’ordine del giorno recita: “recenti sviluppi nelle relazioni transatlantiche e delle loro implicazioni per l’Unione europea”. Suona perciò ancora più attuale l’indicazione data nel pomeriggio da Mattarella: “L’Unione europea riveste un ruolo centrale per la nostra vita internazionale, per la nostra attività diplomatica, l’azione dell’Italia è inscindibile da quella dell’Unione, tutelarne coesione, prestigio, forza, efficacia di posizioni è in realtà un’altra forma di tutela del nostro protagonismo, del nostro interesse nazionale, della nostra capacità di essere ascoltati nella vita internazionale”.

Italia-Germania: Ue perde terreno, mercato unico più forte e stop a norme zombie

Bruxelles, 22 gen. (askanews) – “L’Europa sta perdendo terreno. Dall’inizio degli anni 2000, il divario di crescita rispetto a Stati Uniti e Cina si è ampliato, mentre molti nuovi concorrenti stanno aumentando la loro influenza a livello globale. Ciò minaccia il tenore di vita europeo e la sovranità europea. Continuare sulla strada attuale non è un’opzione. L’Europa deve agire ora. E siamo tutti fiduciosi di potercela fare”. È quanto si legge nel documento in cui, alla vigilia del vertice intergovernativo che si terrà domani a Roma, Italia e Germania, “due delle principali nazioni industriali europee”, indicano “un programma chiaro e impegni concreti per rafforzare la competitività europea” da concordare sfruttando il prossimo ritiro dei leader del 12 febbraio e il Consiglio europeo di marzo. “Il nostro obiettivo – viene spiegato nel ‘non paper’ di tre pagine – dovrebbe essere sia quello di sostenere le imprese europee sia quello di attrarre nuove imprese da paesi terzi”.

Per rafforzare la competitività europea, secondo i paesi guidati da Giorgia Meloni e Friedrich Merz, vanno eliminate le barriere che permangono nel mercato unico europeo, ovvero tariffe interne del 44% per il commercio di beni e addirittura di oltre il 110% per il commercio di servizi, secondo i dati Fmi. “Abbiamo bisogno di un ambizioso alleggerimento degli oneri normativi per le nostre imprese”, osservano Roma e Berlino. Quindi via “norme aggiuntive, inutili, complesse e spesso sovrapposte”.

Italia e Germania chiedono “ulteriori semplificazioni delle iniziative UE a tutti i livelli” e annunciano che lavoreranno “su questo aspetto insieme alla Commissione Europea: le procedure di pianificazione e approvazione in tutta Europa sono troppo lunghe”: “Chiediamo un’iniziativa mirata, un Omnibus per le autorizzazioni, che miri ad accelerare le procedure amministrative in tutti i settori. Aziende e cittadini dovrebbero ottenere un’autorizzazione entro un breve periodo di tempo. In caso contrario, la questione si considererà approvata. Questo deve essere il nuovo standard per l’Europa”.

Roma e Berlino definiscono “numerose iniziative della Commissione” come “iniziative zombie”, non più in linea con gli obiettivi politici dell’Ue, che “devono essere eliminate”. Sotto lo slogan “Less is more”, i due paesi invitano “la Commissione a impegnarsi a fare regolarmente pulizia e ad abrogare le leggi che sembrano obsolete”. Un’attenzione particolare anche agli “oneri burocratici” che nascono “durante il processo legislativo, sia in sede di Consiglio che di Parlamento europeo” attraverso emendamenti su cui va fatto un monitoraggio. “La semplificazione – si legge nel documento – è una questione di competenza dei Capi di Stato o di Governo. Invitiamo pertanto il Presidente della Commissione a riferire, d’ora in poi, al Consiglio europeo in merito ai risparmi sui costi e alla semplificazione, al fine di responsabilizzare ogni attore”.

Secondo Italia e Germania bisogna “spingere per un Mercato Unico più forte”. “Le analisi – si legge nel documento – mostrano che tutti gli Stati membri dell’UE trarrebbero beneficio da una maggiore integrazione economica. Per Italia e Germania, gli effetti sulla crescita ammonterebbero a circa il 2-3% del PIL; in molti altri Stati membri, sarebbero addirittura da due a tre volte superiori ai benefici totali già ottenuti dall’integrazione europea”.

Serve “un accordo tra i leader per approfondire il Mercato Unico in settori strategici, a partire da servizi, energia, mercati dei capitali, digitale e telecomunicazioni”. Inoltre “per colmare il divario di innovazione rispetto a Stati Uniti e Cina, l’Europa deve diventare più produttiva. Chiediamo pertanto l’istituzione di un ’28mo regime’ entro la fine di quest’anno. Servirà come quadro comune per le imprese innovative. Questo nuovo regime sarà fondamentale per aumentare la mobilità transfrontaliera, ridurre gli oneri normativi e superare le procedure complesse e costose nei sistemi nazionali frammentati”.

Nel documento si esorta “la Commissione a semplificare costantemente la normativa UE sugli aiuti di Stato e ad accelerare le procedure di autorizzazione”, si sostiene “l’istituzione di un Fondo europeo per la competitività che promuova i migliori progetti di forte impatto”, si chiede “un’espansione del finanziamento del capitale di rischio e maggiori opzioni di uscita per gli investitori”.

L’ultimo capitolo del non paper è dedicato al commercio internazionale. Per Italia e Germania “la finalizzazione dell’accordo UE-Mercosur è stato un passo importante in questa direzione. Tuttavia, oltre 25 anni di negoziati sono stati troppo lunghi. Abbiamo bisogno di più velocità. Sosteniamo la Commissione europea nei negoziati in corso” e “chiediamo una rapida conclusione di ulteriori ambiziosi accordi di libero scambio, in particolare con India, Australia, Emirati Arabi Uniti e Paesi ASEAN”. Tuttavia, precisano i due paesi, “la nostra apertura al libero scambio non deve essere fraintesa. Non siamo né ingenui né indifesi: ci siamo dotati di strumenti per aumentare la nostra sicurezza economica e contrastare le pratiche sleali, e li utilizzeremo ogniqualvolta necessario”.

Chirurgia robotica in continua evoluzione

Roma, 22 gen. (askanews) – Correre e fare attività sportiva senza preoccupazioni. Alessia, paziente all’Humanitas Gavazzeni di Bergamo, centro di eccellenza per la cardiochirurgia robotica, è stata operata per una patologia cardiaca invalidante ed è tornata alla vita quotidiana.

E’ uno dei tanti casi che hanno beneficiato di questo tipo di intervento. La sua storia è stata raccontata in un video della campagna lanciata da Aiop Lombardia per raccontare le eccellenze della sanità regionale.

L’innovazione e la tecnologia, unite alle capacità chirurgiche del professionista hanno permesso di fare il salto di qualità. I vantaggi della cardiochirurgia robotica per il paziente sono molteplici, ovviamente clinici, ma anche legati al dolore post operatorio.

I vantaggi dell’utilizzo del robot sono naturalmente anche per il chirurgo. Da tenere in considerazione anche il beneficio di carattere psicologico. I tempi di recupero, rispetto al passato e alla chirurgia tradizionale, sono più veloci. La robotica ha dunque rivoluzionato il comparto chirurgico.

In Humanitas Gavazzeni il robot viene utilizzato anche per chirurgia vertebrale, ortopedica in particolar modo anca e ginocchio, chirurgia toracica, chirurgia bariatrica, proctologia e chirurgia urologica. La tecnologia, unità alla professionalità del chirurgo, garantisce performance migliori in un’ottica di salvaguardia della salute del paziente, come spiegano il dottor Alfonso Agnino, responsabile della Cardiochirurgia robotica in Humanitas Gavazzeni, e il professor Angelo Porreca, responsabile dell’Unità di Urologia presso Humanitas Gavazzeni e Castelli.

Su antisemitismo Pd non trova sintesi, riformisti non firmano ddl Giorgis

Roma, 22 gen. (askanews) – Sull’antisemitismo il Pd non trova la sintesi, il testo ‘ufficiale’ presentato da Andrea Giorgis ai senatori in risposta a quello ‘sconfessato’ di Graziano Delrio non convince molti dei ‘riformisti’ cofirmatari del testo dell’ex ministro. Alla fine lo stesso Delrio non firma il testo Giorgis, insieme a Sandra Zampa, Simona Malpezzi, Walter Verini, e dell'”indipendente” Pier Ferdinando Casini, mentre dicono sì Antonio Nicita (che già a dicembre aveva ritirato la firma dal Delrio), Alessandro Alfieri e Alfredo Bazoli, che però rivendica anche la firma sul testo Delrio.

Due, nel merito, i punti su cui ci si divide. Innanzitutto la definizione di antisemitismo: il Ddl Delrio usa quella dell’Ihra(International holocaust remembrance alliance), che secondo la maggioranza Pd – e anche secondo diversi intellettuali – rischierebbe di criminalizzare qualunque forma di dissenso verso Israele. Nel testo Giorgis si utilizza una formula ripresa dalla ‘Dichiarazione di Gerusalemme’, documento che recita: “Antisemitismo è discriminazione, pregiudizio, ostilità e violenza contro gli Ebrei in quanto Ebrei (o le istituzioni ebraiche in quanto ebraiche)”.

Nel testo Giorgis, però, la frase viene riformulata ed estesa non solo agli atti contro gli ebrei ma resa valida per tutte le discriminazioni: “Sono considerati atti ed espressioni d’odio e di discriminazione gli atti e le espressioni di pregiudizio, ostilità o violenza contro le persone in quanto appartenenti a una determinata confessione religiosa, etnia, nazionalità o a un determinato popolo, nonché gli atti e le espressioni d’odio e di discriminazione fondati sull’attribuzione di caratteristiche riferite alla costruzione sociale, culturale e politica designata dal termine razza”.

Proprio questo non piace ai firmatari del Ddl Delrio, come spiega la Malpezzi: “Non ho firmato perché continuo a pensare che la specificità dell’antisemitismo sia tale che serve una legge specifica. L’odio nei confronti degli ebrei è aumentato al punto che alcuni rinunciano a esporre i loro simboli in pubblico. E’ un problema che riguarda la libertà nel nostro paese”. E Zampa aggiunge: “Se tutti riconosciamo che l’anti-semitismo è un problema a sé stante, non puoi poi fare una proposta di legge in cui si parla di tutto. C’è un problema molto serio nella sinistra, che il 7 ottobre ha fatto esplodere: si arriva a dire ‘me ne occupo purché non sembri che me ne occupo’”.

C’è chi ha firmato entrambi i Ddl, come Bazoli: “Considero il ddl Delrio una proposta convincente che permette di affrontare un tema che non può essere eluso. La soluzione che propone – il richiamo a Ihra – è convincente, è la più universalmente accettata”. D’altro canto, aggiunge, “ho anche apprezzato lo sforzo di Giorgis di mettere insieme posizioni diverse e considero importante che il Pd presenti una sua proposta di legge. Poi sono vice-capogruppo, se c’è una proposta che cerca di tenere insieme il gruppo…”.

L’autore del testo ‘ufficiale’ del Pd, Giorgis, replica: “E’ un testo che cerca di unire e di offrire un contributo il più efficace possibile per contrastare l’antisemitismo. Cerchiamo di unire non solo il Pd, vogliamo superare una contrapposizione che c’è anche nel dibattito pubblico. Vogliamo concentrare l’attenzione sul merito delle azioni per prevenire e contrastare la terribile piaga della diffusione dell’antisemitismo e dei discorsi di odio e razzismo”. E, sottolinea Giorgis, “viene riconosciuta la specificità dell’antisemitismo, nell’articolo 3 e 4”.

La discussione per ora si chiude così, ma dalla prossima settimana ci saranno altre mediazioni da trovare. Perché il 27 gennaio verrà adottato il testo base, realisticamente quello del leghista Massimiliano Romeo, e il Pd dovrà decidere quali emendamenti presentare e quale atteggiamento tenere nel voto, come spiega lo stesso Bazoli: “Da martedì, col testo base, inizia un altro film: bisognerà confrontarsi col centrodestra su quel testo. Ho proposto di trovare una mediazione da proporre al centrodestra: lavorare ad una definizione di antisemitismo, introducendo anche le altre forme di discriminazione di odio etnico, razziale e via dicendo”.

Donatella Versace e Matteo Marzotto alla camera ardente di Valentino

Roma, 22 gen. (askanews) – Il mondo della moda rende omaggio a Valentino. Nell’ultimo giorno di camera ardente sono arrivati a dare l’ultimo saluto Donatella Versace, in rosso, colore simbolo dello stilista, e Matteo Marzotto.

Davanti all’ingresso della Fondazione in cui è stata allestita la camera ardente spicca la corona di fiori bianchi con la scritta “Donatella”.

Violenza donne, Bongiorno fa sparire "consenso". Opposizioni: rotto patto con Meloni

Roma, 22 gen. (askanews) – Nella legge sulla violenza sessuale, ora all’esame del Senato, sparisce la formula secca del “consenso libero e attuale” senza il quale la Camera aveva stabilito che un rapporto sessuale diventasse reato. Un’espressione – salutata a Montecitorio come una svolta storica e frutto di un lavoro bipartisan tra maggioranza e opposizione – che oggi è stata riformulata in un modo, a sentire le opposizioni, “inaccettabile”.

Tutto avviene in commissione Giustizia, a Palazzo Madama, dove la presidente e senatrice della Lega Giulia Bongiorno propone, nel punto cruciale, questa versione: “La volontà contraria all’atto sessuale deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso”. Insomma, la parola “consenso” non c’è più e le opposizioni scattano in piedi a denunciare non solo il passo indietro, ma anche il “tradimento”. Anche le pene vengono distinte, cioè si riducono: da 4 a 10 anni per la violenza sessuale senza altre specificazioni. Nel testo uscito da Montecitorio, invece, erano dai 6 ai 12 anni che restano, invece, qualora il fatto sia commesso “mediante violenza o minaccia, abuso di autorità ovvero approfittando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa”.

Il testo licenziato dalla Camera con voto unanime era nato con una interlocuzione ai massimi livelli: l’accordo, prima di essere tradotto in ddl dal lavoro in commissione, era stato sancito da un comune sentire – e da una serie di interlocuzioni, anche telefoniche – tra la premier Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein. Con questa ‘benedizione’ era approdato al Senato dove la Lega, con la proposta Bongiorno, ha spezzato secondo le opposizioni il patto. “Bongiorno ci fa fare un enorme passo indietro. Dal consenso si passa al dissenso. Hanno vinto i veti della destra”, osserva il capogruppo dell’Alleanza Verdi e Sinistra Peppe De Cristofaro, mentre i Dem parlano di un “arretramento non solo rispetto all’accordo tra Schlein e Meloni e rispetto alle stesse dichiarazioni di Bongiorno, ma anche rispetto alla giurisprudenza vigente”. Insomma una “scelta pericolosa”, “una forzatura che stravolge il senso della legge” e anche, sottolineano i capigruppo alle Camere Chiara Braga e Francesco Boccia, “un comportamento spregiudicato che fa emergere tutte le contraddizioni interne alla maggioranza e le pressioni della Lega che non ha mai creduto alla proposta”.

Da qui l’appello di tutti i capogruppo alla presidente del Consiglio perchè “dica con chiarezza se intende difendere il risultato raggiunto alla Camera o se accetta che venga cancellato proprio ciò che aveva reso quella legge un segno di straordinaria civiltà”.

Bongiorno, intanto, difende la bontà della sua mediazione ricordando che “la tutela della vittima è a 360 gradi” e osservando, da avvocato penalista, che “il testo arrivato dalla Camera rischiava di parificare tutte le situazioni e, gravando l’imputato di oneri di documentazione del preventivo e dettagliato consenso della vittima, qualcuno pensava introducesse una inversione dell’onere della prova”

Si contano sulle dita di una mano le dichiarazioni pubbliche sul tema da parte di esponenti di Fratelli d’Italia, evidentemente in imbarazzo dopo la mossa del Carroccio, mentre Noi Moderati e Forza Italia, con il capogruppo Maurizio Gasparri, difendono l’operato di Bongiorno sostenendo di “non volere lezioni” da una sinistra che “strumentalizza tutto”.

Valentino, Marzotto: lavorarci era complicato, ma ne sono onorato

Roma, 22 gen. (askanews) – “Il ricordo più bello è quello in cui ci siamo incontrati professionalmente: io mi sono presentato con una foto di quando avevo cinque anni e c’erano lui, Guiammetti e mia madre. Poi ricordo la prima e l’ultima sfilata. Io venivo da altri mondi più industriali e da lì ho imparato. Lavorare accanto a Valentino, e a Giammetti più che altro, è stato complicato ma ne sono molto orgoglioso e onorato”. Questo il ricordo dell’imprenditore Matteo Marzotto di Valentino, parlando davanti all’ingresso della Fondazione in cui è stata allestita la camera ardente a Roma.

Il ricordo di Donatella Versace: Valentino un genio dal cuore d’oro

Roma, 22 gen. (askanews) – “Valentino è stata la prima persona che ho visto quando mi hanno annunciato che mio fratello era morto, lui e Giancarlo sono venuti subito da me, aveva un cuore d’oro e era un genio”. Così Donatella Versace ricorda Valentino, uscendo dalla camera ardente dello stilista.

“Era simpatico, gli piaceva stare bene, divertirsi, soprattutto pensava molto agli altri”, ha aggiunto, spiegando che si è vestita di rosso per l’occasione “perché era il suo colore e oggi mi sono vestita di rosso per lui”.

Armando Testa e lo sport al Museo del Novecento di Milano

Milano, 22 gen. (askanews)- In occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, il Museo del Novecento di Milano, in collaborazione con Testa per Testa, presenta Urrà la neve! Armando Testa e lo sport, una mostra focus dedicata alla produzione grafica sul tema sportivo del maestro della comunicazione visiva italiana. Il progetto a cura di Gemma De Angelis Testa e Gianfranco Maraniello propone sette manifesti e un contributo audiovisivo che raccontano l’evoluzione del linguaggio di Armando Testa, capace di tradurre gesto, velocità e movimento in immagini e di trasformare le pratiche sportive in metafore di cambiamenti culturali e sociali del proprio tempo.

Gianfranco Maraniello, Direttore del Museo del Novecento, ha raccontato ad askanews il progetto: “Armando Testa è stato un genio della comunicazione e della creatività. Il suo immaginario ha sempre avuto a che fare con l’arte, con le strategie linguistiche della modernità e attraverso la modernità poter inventare il futuro. Tornare a parlare di Armando Testa e del suo rapporto con lo sport, con la neve, al Museo del Novecento, nella piazza Duomo che è il luogo centrale per la comunicazione, le celebrazioni, le premiazioni, le televisioni e tutto quello che riguarda il contesto mediale delle Olimpiadi significa tornare con consapevolezza nel cuore delle questioni più importanti del rapporto tra arte e linguaggi comunicativi. Lo facciamo attraverso una serie importante di manifesti e una geniale invenzione pubblicitaria ambientata proprio nel contesto montano e della neve”.

Accanto ai sette manifesti, il celebre carosello Il treno per Saiwa (1966-1969) estende la ricerca di Testa allo spazio filmico e performativo: corpi umani che si fanno macchina e movimento, anticipando sperimentazioni affini alle pratiche Fluxus e alle ricerche di John Cage.

Priscilla Greggi, Responsabile delle attività di Testa per Testa ha aggiunto: “Il rapporto tra Testa e lo sport attraverso oltre 30 anni della sua produzione grafica e pubblicitaria e testimonia quanto fosse in grado di tradurre in immagini i cambiamenti culturali e sociali del proprio tempo. Mise appunto un linguaggio che seppe coniugare essenzialità, ironia, sperimentazione visiva, producendo sempre un risultato straordinario di grande impatto visivo. attraverso spesso l’introduzione di elementi inaspettati, della combinazione di elementi che provenivano da contesti diversi, per cui le sue opere molto spesso non si esaurivano ad una prima lettura immediata, ma potevano rivelare dei significati ulteriori, dei sensi che si ribaltavano producendo così nello spettatore una sensazione di meraviglia, che è una poi delle cifre caratteristiche del lavoro di Testa”.

Torna al Sistina “Tootsie”, Paolo Conticini: “Io una bella guagliona”

Roma, 22 gen. (askanews) – Dopo il successo della scorsa stagione, torna in scena nei teatri italiani “Tootsie”, il Musical firmato e adattato in italiano da Massimo Romeo Piparo tratto dal famoso film del 1982 di Sydney Pollack con l’indimenticabile interpretazione di Dustin Hoffman. Lo spettacolo sarà sul palcoscenico del Teatro Sistina a Roma dal 22 gennaio al 1 febbraio, poi partirà per un lungo tour in diverse città italiane. Il regista e produttore Piparo:

“Tootsie è uno spettacolo che divertendo affronta un tema di grandissima attualità che è quello del mondo dello spettacolo e del suo dietro le quinte. Ciò che non si vede fuori e che invece contamina questo mondo fatto di equivoci, millantatori”, ha spiegato.

Divertente, romantico e irriverente, a guidare il cast nel doppio ruolo Michael Dorsey-Dorothy Michaels è Paolo Conticini, amatissimo protagonista di grandi successi come “Mamma Mia!” e “The Full Monty”.

“La parte più difficile per diventare Dorothy è sicuramente trovare la misura per non essere ridicolo”, ha spiegato Conticini.

“Trovare quella misura sia nella voce, nei movimenti, nella fisicità è la cosa più difficile, però ci abbiamo lavorato sopra e penso di essere una bella guagliona”, ha ironizzato.

Al suo fianco, nel ruolo dell’amico Jeff, Mauro Casciari, storico volto de Le Iene, conduttore radiofonico e DJ di RDS, al suo debutto assoluto nel Musical.

“Non avrei mai immaginato di avere i piedi piantati sulle tavole di questo teatro. All’inizio ero terrorizzato e incredulo, adesso pian piano me ne sono dovuto fare una ragione, grazie anche a tutta la compagnia che mi ha coccoloato e indirizzato nella giusta direzione”, ha confidato.

Dal libretto di Robert Horn, vincitore del Tony Award per questo titolo, la musica e i testi sono di David Yazbek, eseguiti dall’ensemble diretta da Emanuele Friello. Scenografie di Teresa Caruso, coreografie di Roberto Croce, costumi di Cecilia Betona, luci di Daniele Ceprani, suono di Stefano Gorini. Completano il cast Beatrice Baldaccini nel ruolo di Julie, Ilaria Fioravanti in quello di Sandy, Matteo Guma nei panni di Max, Massimiliano Carulli è Ron, Elena Mancuso nel ruolo di Rita, Sebastiano Vinci in quello di Stan, Fabrizia Scaccia in quello di Suzie, Denis Scoppetta nel ruolo di Clark e Roberto Tarsi nei panni di Stuart.

Lo spettacolo è prodotto da PeepArrow Entertainment in collaborazione con Il Sistina.

La Premier danese: tutti d’accordo su presenza Nato attorno alla Groenlandia

Roma, 22 gen. (askanews) – Tutti i paesi della Nato concordano sulla necessità di una presenza permanente dell’Alleanza nell’Artico e attorno alla Groenlandia. Lo ha affermato oggi la premier danese Mette Frederiksen arrivando a Bruxelles per il Consiglio europeo straordinario di oggi.

“Tutti all’interno della Nato sono d’accordo su questo punto: abbiamo bisogno di una presenza permanente della Nato nella regione artica, compresa l’area attorno alla Groenlandia”, ha dichiarato Frederiksen ai giornalisti.

Mattarella: Italia inscindibile da Ue, tutelarne coesione nostro interesse

Roma, 22 gen. (askanews) – “L’Unione europea riveste un ruolo centrale per la nostra vita internazionale, per la nostra attività diplomatica, l’azione dell’Italia è inscindibile da quella dell’Unione, tutelarne coesione, prestigio, forza, efficacia di posizoni è in realtà un’altra forma di tutela del nostro protagonismo, del nostro interesse nazionale, della nostra capacità di essere ascoltati nella vita internazionale”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrando al Quirinale i vincitori del concorso per Segretari di Legazione – Corso Boris Biancheri Chiappori.

Mattarella: diplomazia a servizio Costituzione e suoi valori

Roma, 22 gen. (askanews) – “Essere in diplomazia significa essere al servizio della Costituzione, dei suoi valori: pace, cooperazione fra i popoli, rispetto della dignità umana, tutela dei diritti fondamentali di ciascuno. Sono criteri non astratti ma concreti da sviluppare e tutelare continuamente, da assumere come orientamento per le vostre azioni, per le vostre vostre parole da diplomatici”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella incontrando al Quirinale i vincitori del concorso per Segretari di Legazione – Corso Boris Biancheri Chiappori.

Vertice Ue sulle relazioni con gli Usa, anche dopo la retromarcia di Trump

Bruxelles, 22 gen. (askanews) – Si svolge oggi a Bruxelles, con inizio alle 19, il vertice straordinario dei capi di Stato e di governo che il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, aveva convocato domenica scorsa, 18 gennaio, per discutere delle ‘relazioni transatlantiche e delle loro implicazioni per l’Ue’. Il vertice, che si svolgerà come ‘cena di lavoro’, ha perso in gran parte la sua motivazione iniziale, dopo la marcia indietro di ieri da parte di Donald Trump rispetto ai nuovi dazi che il presidente americano aveva minacciato nei confronti della Danimarca e degli altri 10 paesi europei che si erano mostrati più solidali con Copenaghen in risposta alle pretese di annessione della Groenlandia agli Stati Uniti.

‘Nonostante le notizie positive di ieri sera, si è deciso di confermare il summit, per fare il punto su un anno di Amministrazione Trump negli Usa. Nel 2025, di fronte al nuovo stile, alle nuove prese di posizione e ai comportamenti’ del nuovo presidente, ‘abbiamo fatto ciò che ritenevamo giusto fare per stabilizzare le relazioni con gli Stati Uniti, vista l’importanza di queste relazioni’, ha spiegato oggi a Bruxelles un alto funzionario del Consiglio europeo.

‘Recentemente – ha aggiunto – abbiamo visto una forte volatilità in certe aree, ed è importante per i leader essere insieme per capire come percepiscono questa nuova realtà, che discutano su come affrontare questa nuova realtà, indipendentemente da quello che poi è successo nelle ultime 24 ore’, con la marcia indietro di Trump sui dazi. ‘Ora il contesto è diverso, e dobbiamo partire da questo’. Comunque, ha sottolineato il funzionario, ‘dopo le minacce del presidente Usa, ‘gli Stati membri e la stessa Ue hanno reagito molto rapidamente e in modo coordinato, con calma e fermezza, riaffermando i principi dell’Ue. E questo ha avuto certamente influenza sulla decisione di Trump’ di ritirare la minaccia.

‘Non è nelle corde del presidente Costa convocare dei summit straordinari ad ogni dichiarazione di Trump, e non sarà il caso in futuro; ma questa volta – ha ribadito – si è ritenuto fosse necessario, nella nuova realtà di oggi’, fortemente ‘volatile’, imprevedibile.

Al vertice di stasera ‘ci sono diverse questioni da affrontare: c’è al centro la questione Groenlandia, con le minacce commerciali sugli Stati membri dell’Ue, e quindi della stessa Ue; e poi altri temi che richiedono un coordinamento’ da parte dei membri dell’Unione, come ad esempio la questione degli inviti di Trump a diversi paesi europei, e alla stessa Ue, a partecipare al controverso ‘Board of Peace’ per Gaza. Soprattutto ‘l’Ue deve continuare a lavorare per attuare la sua agenda sulla autonomia geo-strategica’. E naturalmente, al Consiglio europeo si parlerà anche di Ucraina e di difesa e sicurezza.

‘Quello che vediamo oggi è che la minaccia dei nuovi dazi Usa non è più sul tavolo. Abbiamo avuto – ha riferito il funzionario – un briefing dal segretario generale della Nato’, Mark Rutte, il cui incontro con Trump ieri a Davos è stato risolutivo. ‘Da quello che capiamo l’accordo che c’è stato sulla Groenlandia prevede su due pilastri: da una parte un approccio bilaterale per la sicurezza dell’Artico, tra Usa e Danimarca e Groenlandia, nel quadro del Trattato di Difesa che esiste già tra loro; dall’altra, l’approccio in ambito Nato, che deve essere ulteriormente sviluppato’. In ogni caso ‘non c’è sul tavolo (o non c’è più, ndr) una minaccia militare nei riguardi della Groenlandia’. Il funzionario ha precisato successivamente che non sono noti per i termini precisi dell’accordo sulla Groenlandia, ma solo ‘il processo’ che è stato avviato per concluderlo.

Quanto al tema del commercio, ha sottolineato, ‘noi eravamo pronti nel caso in cui dazi fossero stati imposti. Sembra che non serva più, e questo è positivo. C’è un accordo con gli Usa’ sui dazi, ‘che ora può andare avanti perché non è più rimesso in discussione’; ma comunque, se non fosse andata così, ha precisato, ‘noi eravamo pronti e restano pronti gli strumenti’ di difesa commerciale dell’Ue, e in particolare lo strumento anti coercizione. ‘Sono ancora sul tavolo, non sono chiusi nel cassetto. Sono lì per essere usati se necessario, quando ci fossero le condizioni’, ha insistito il funzionario, secondo cui questa è la posizione di ‘una grande maggioranza di Stati membri’.

E alla domanda se vi sia la maggioranza qualificata favorevole necessaria, ha risposto: ‘Non posso dirlo oggi, ma sono convinto che, se le minacce fossero confermate, gli Stati membri sarebbero pronti ad attivare lo strumento anti-coercizione, che ha gradi diversi: può essere più leggero o più intenso. L’Ue è pronta ad agire, in modo calmo ma fermo’. Negli ultimi giorni, nelle reazioni dei governi dell’Ue alla minacce di Trump ‘ho visto un livello di unità molto elevato, con una reazione calma, ma anche ferma, per il rispetto e la difesa dei principi dell’Ue’.

Comunque, ha puntualizzato il funzionario, in questo Consiglio europeo ‘non considero probabile che i leader chiedano l’attivazione dello strumento anti-coercizione, perché la situazione è cambiata nelle ultime 24 ore. Non sarebbe prudente ora definire le condizioni’ per attivarlo, ‘non è il caso di fare speculazioni su scenari futuri. Ci sono comunque condizioni giuridiche per l’attivazione, e decisioni che devono prendere gli Stati’.

Quanto al trattato Ue-Usa sui dazi concluso in estate in Scozia, riguardo alla sospensione della ratifica decisa nei giorni scorsi dal Parlamento europeo, a causa dei nuovi dazi minacciati da Trump, il funzionario, dopo aver precisato di ‘non voler mandare alcun messaggio al Parlamento’, ha osservato che quelle minacce oggi non ci sono più, e che quindi ci si può aspettare ora che la ratifica vada avanti. ‘Se la situazione nel commercio non cambia, e non ci sono dazi aggiuntivi, allora vale quest’accordo, e l’Ue rispetta gli accordi’.

Comunque, ha ricordato, ‘sta alla Commissione europea decidere’ di prorogare la sospensione delle contromisure da 93 miliardi di euro che erano state preparate per penalizzare le esportazioni Usa nell’Ue, nel caso in cui non fosse stato raggiunto un accordo sui dazi. In mancanza di una decisione di Bruxelles, la sospensione verrebbe meno il 7 febbraio e i contro-dazi europei entrerebbero automaticamente in vigore.

Sulla partecipazione degli Stati membri inviatati e della stessa Ue al ‘Board of Peace’ di Trump per Gaza, il funzionario del Consiglio europeo ha spiegato che ‘l’obiettivo politico della pace è condiviso da tutti. Ma ci aspettavamo che il ‘Board of Peace’ fosse focalizzato solo sul piano per la pace a Gaza; ora vediamo che invece è una proposta con prospettive molto più ampie, e con un nuovo formato che pone delle questioni giuridiche, di compatibilità con il diritto Ue’ e degli Stati membri. Insomma, ‘ci sono forti dubbi, dobbiamo confrontarci con l’Amministrazione Usa per chiarire queste questioni e per cambiare il quadro che è stato presentato. Non credo – ha osservato ancora – che al Consiglio europeo ci sarà una discussione analitica della questione, ma ci sarà uno scambio con una analisi politica’ tra i diversi Stati membri.

Non è in agenda, infine, una discussione sull’Accordo Ue-Mercosur, ma il tema potrebbe comunque essere affrontato. L’attuazione dell’accordo, appena firmato, rischia di essere ritardata di almeno un anno dopo che ieri il Parlamento europeo ha chiesto alla Corte di Giustizia di pronunciarsi sulla compatibilità di alcune sue parti con i Trattato Ue.

Il funzionario ha ricordato comunque che il Consiglio Ue ha già approvato la possibilità per la Commissione di decidere se eventualmente attivare in anticipo l’accordo interinale sugli scambi (Ita) con il Mercosur, in attesa del parere della Corte di Giustizia e della successiva ratifica del Parlamento europeo. ‘Il Parlamento europeo è indipendente. Il Consiglio continuerà a sostenere la firma dell’accordo, e si è già espresso per un’introduzione provvisoria. Ora spetta alla Commissione decidere’, ha concluso.

Tv, seconda edizione dell’Italian Global Series dal 3 all’11 luglio

Roma, 22 gen. (askanews) – Chiara Sbarigia, presidente di APA, ha annunciato le nuove date della seconda edizione dell’Italian Global Series, il festival internazionale dedicato alle serie tv, che si terrà dal 3 all’11 luglio a Rimini e Riccione. Diretto dal critico Marco Spagnoli, il festival è organizzato da APA Associazione Produttori Audiovisivi, con il supporto del Ministero della Cultura, della Regione Emilia-Romagna, dei Comuni di Riccione e Rimini, della SIAE e di AGIS. La madrina e presentatrice della seconda edizione è l’attrice Matilde Gioli.

Interamente gratuito, l’Italian Global Series torna dopo la prima edizione del 2025 che ha visto coinvolti 155 prodotti seriali provenienti da 34 paesi, personalità dell’audiovisivo internazionale e altre legate ai migliori prodotti italiani dell’anno che hanno ricevuto i Premi Maximo.

Dal 3 all’11 luglio, Rimini e Riccione, diventeranno per la seconda volta il centro della serialità mondiale. “L’Italian Global Series Festival non è solo un festival: è un’idea che prende forma, è la dimostrazione che l’Italia, quando scommette sul proprio talento, sa parlare al mondo. Lo ha fatto lo scorso anno, portando star internazionali sulla Riviera – da Kevin Spacey a Can Yaman – e lo rifarà. Come promesso, il Festival torna in Romagna per il secondo anno consecutivo, in un territorio che ha dato forma a immaginari riconosciuti nel mondo: la terra di Federico Fellini, dove l’immaginazione è cultura e identità. Qui le serie non sono solo intrattenimento: sono racconto, industria, lavoro, futuro. Portano con sé promozione del territorio, attenzione internazionale, milioni di euro di indotto. Ma soprattutto portano orgoglio. Sono certa che anche quest’anno arriveranno grandi titoli, grandi ospiti, grandi storie. E sono certa che il mondo guarderà ancora una volta a questa terra, riconoscendone la bellezza, l’incredibile talento e l’energia che sa trasmettere. Perché quando l’Italia investe nelle sue storie, non celebra il passato: costruisce il futuro”, ha affermato il Sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni.

“Siamo orgogliosi di annunciare la seconda edizione dell’Italian Global Series che quest’anno avrà un format rinnovato con una nuova sezione interamente dedicata ai bambini, un maggiore spazio ai mestieri artistici e un premio ai Casting Directors – ha rivelato la presidente di APA, Chiara Sbarigia. Confermate le grandi anteprime internazionali in concorso, le keynotes con le figure di spicco della serialità e gli incontri con i beniamini del pubblico. Le produzioni originali italiane saranno le grandi protagoniste del Festival, confermando il successo di un settore capace di raccontare il nostro Paese ad un pubblico sempre più globale”.

Il critico Marco Spagnoli, direttore artistico, ha aggiunto: “Quest’anno intendiamo ampliare il nostro spazio di riflessione alle tante professionalità che lavorano al successo della serialità italiana e internazionale: dalla scrittura alla musica, dai costumi alle scenografie fino ad arrivare al lavoro di costruzione di veri e propri universi narrativi che segnano il nostro presente così come accade da sempre con la grande letteratura. Puntiamo a valorizzare i talenti e le eccellenze del nostro paese, con particolare attenzione alla tutela dello Star System attuale e all’impegno per la costruzione di quello futuro, diventando presto un punto di riferimento e un luogo di incontro per l’industria nazionale e internazionale”.

Mfe, P.S. Berlusconi visita la sede di Prosiebensat: "Potenziale incredibile"

Milano, 22 gen. (askanews) – Visita a sorpresa dell’amministratore delegato di Mfe, Pier Silvio Berlusconi, nella sede del broadcaster tedesco ProSiebenSat.1, di cui Mfe è azionista di controllo. E’ quanto si apprende da fonti vicine all’azienda, le quali specificano che non si è trattato di un viaggio ufficiale né di un incontro programmato.

È la prima volta che Pier Silvio Berlusconi si reca nella sede del broadcaster tedesco da quando Mfe è azionista di controllo: l’Ad ha raggiunto a sorpresa la sede a Unterföhring, senza agenda né appuntamenti ufficiali, fanno sapere, per salutare il Ceo, Marco Giordani e incontrare il management. La visita è stata anche l’occasione per salutare il maggior numero possibile di persone e incontrare le principali funzioni dell’azienda, in un clima informale.

“Devo dirvi che sono molto felice di essere qui in ProSieben. È un vero onore per me essere qui con voi – ha detto in occasione della visita Pier Silvio Berlusconi – Sono anni che crediamo nel progetto di un nostro broadcaster europeo. Continuiamo a pensare che sia una grande opportunità di sviluppo, partendo dalla televisione, che è il nostro core business, ma guardando anche a tutte le altre piattaforme e tecnologie. Devo dirvi che non è stato facile; abbiamo studiato l’azienda e il mercato tedesco per sette anni. Alla fine, è stato un bene non avere avuto fretta, perché con il passare degli anni e comprendendo che cosa ProSieben è e rappresenta, sono ancora più convinto, soprattutto ora che Marco Giordani è qui, che esista un potenziale incredibile”. “Questa è una grande azienda e troveremo, anzi, voi lo avete già, ma lo troveremo ancora di più insieme, lo slancio, l’entusiasmo e la fiducia per guardare al futuro e diventare più forti e più grandi”, ha proseguito aggiungendo un’ultima cosa: “Mi emoziono un po’ quando lo dico, Marco Giordani mi ha parlato molto di voi, delle persone di ProSieben, del team e della vostra energia. Ora sono ancora più felice di essere qui e penso che abbiate un grande valore, sia professionale sia umano. Il mio desiderio è quindi che iniziamo a guidarci l’un l’altro come una squadra sempre più unita, che lavori sempre di più insieme e che guardi al futuro con speranza, entusiasmo e tanta energia”, ha concluso ringraziando per l’accoglienza “così calorosa”.

La visita dell’Ad di Mfe, fanno notare, assume un significato particolare perché si tratta della prima visita da parte del numero uno di Mfe nella sede del broadcaster tedesco, in quanto considerato un asset strategico nel progetto di sviluppo pan-europeo del gruppo. Un passaggio simbolico, volutamente sobrio, che mette al centro il rapporto con il management e le persone più che la formalità dell’evento.

Valentino, Urso: il suo rosso diventato il colore del Made in Italy

Roma, 22 gen. (askanews) – “Se si chiede quale sia il colore prevalente nell’identificare il Made in Italy, oggi molti rispondono appunto il rosso. Il rosso di Valentino, il rosso della Ferrari. Il rosso è il colore che generalmente viene identificato come quello dell’Italia produttiva”. Così il ministro del Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso alla camera ardente di Valentino a Roma.

“È stato un grande gigante, qualcuno giustamente lo ha definito l’imperatore della moda italiana e noi siamo qui a rendergli omaggio – ha aggiunto – ha saputo segnare in modo inconfondibile uno stile, un design che poi è diventato lo stile e il design dell’Italia”.

Zelensky a Davos duro con i leader europei: Europa debole perchè divisa

Roma, 22 gen. (askanews) – Dal palco del Forum economico di Davos, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha duramente criticato i leader europei, accusandoli di immobilismo e di essere paralizzati di fronte a un mondo nuovo, molto più duro e crudele di quanto l’Europa sembri oggi in grado di comprendere.

Dopo l’atteso confronto con il presidente statunitense Donald Trump – un incontro che seppur con un’apparente iniziale titubanza Zelensky ha definito “buono”- il leader ucraino nel suo discorso ha riversato sull’Europa una eviente frustrazione verso un alleato che, a suo giudizio, “non sa ancora difendere sé stesso”.

“L’Europa resta un bellissimo ma frammentato caleidoscopio di piccole e medie potenze”, ha affermato Zelensky, sottolineando come troppo spesso “gli europei si rivoltino gli uni contro gli altri”. Un atteggiamento che, secondo il presidente ucraino, si traduce in infinite discussioni interne e in non detti che impediscono al continente di unirsi e di parlare con sufficiente franchezza per individuare soluzioni concrete. “Troppo spesso leader, partiti, movimenti e comunità si combattono a vicenda, invece di unirsi per fermare la Russia”, ha aggiunto il leader ucraino.

Secondo Zelensky, l’Unione europea avrebbe tutte le carte in regola per essere una “grande potenza”, tuttavia oggi “sembra ancora più una questione di geografia, storia, tradizione, non una vera forza politica”.

Tracciando un parallelismo tra l’immobilismo di Bruxelles e il pragmatismo di Washington, il leader ucraino ha avvertito che l’Europa non dovrebbe “degradarsi” con “ruoli secondari”, non quando esiste la possibilità di diventare insieme una grande potenza. Per riuscirci, ha sottolineato, servono armi e intraprendenza: senza questi due elementi, in un mondo in rapido cambiamento, nessuno potrà garantire la sicurezza del Vecchio Continente, nemmeno l’Alleanza Atlantica.

“La NATO esiste perché oggi si dà per scontato che gli Stati Uniti interverranno. Ma se gli Stati non dovessero intervenire, chi difenderebbe, per esempio, la Lituania”, si è chiesto Zelensky, sollecitando una maggiore assunzione di responsabilità da parte degli Stati europei e osservando che l’Alleanza, finora, non è mai stata realmente messa alla prova.

Il presidente ucraino aveva spiegato di non voler partecipare a Davos in assenza di un annuncio significativo. Tuttavia, chiamato direttamente da Trump, ha deciso di esserci.E di utilizzare il palcoscenico di Davos per scuotere un’Europa ancora soltanto “volenterosa”, troppo timida e, soprattutto, profondamente divisa al proprio interno.

Dopo l’incontro con il presidente Usa è stato comunque annunciato il primo incontro trilaterale tra Russia, Ucraina e Stati Uniti negli Emirati Arabi Uniti. (di Lorenzo Della Corte)

Cina potenzia la sua aeronautica, a rischio predominio Usa

Roma, 22 gen. (askanews) – Il rapido potenziamento dell’aeronautica cinese sta mettendo in discussione la tradizionale superiorità aerea degli Stati uniti e dei loro alleati nell’Indo-Pacifico, creando una sfida di portata “potenzialmente rivoluzionaria”. È quanto emerge dal rapporto del Royal United Services Institute (Rusi) intitolato The Evolution of Russian and Chinese Air Power Threats, pubblicato questo mese, che analizza l’evoluzione delle capacità aeree di Pechino e Mosca dal 2020 a oggi.

Secondo lo studio, in cinque anni la Cina ha compiuto un salto qualitativo e quantitativo senza precedenti, producendo centinaia di caccia di quarta e quinta generazione, velivoli di supporto come piattaforme di allerta precoce e guerra elettronica, oltre a nuovi missili aria-aria e sistemi di difesa antiaerea a lungo raggio. Il documento sottolinea che nel 2025 l’aeronautica dell’Esercito popolare di liberazione rappresenta una minaccia “di livello completamente diverso” rispetto a quella di inizio decennio.

Il Rusi ricorda che nel 2020 la Cina disponeva di circa 50 caccia stealth J-20 e meno di cento J-16 avanzati. Oggi, secondo stime open source citate nel rapporto, sarebbero entrati in servizio circa 300 J-20 in almeno 13 reparti, con una produzione annuale che avrebbe raggiunto quota 120 esemplari, mentre i J-16 supererebbero le 400 unità. La tendenza, osservano gli analisti, punta a una forza composta entro il 2030 da circa mille J-20 e 900 J-16, accompagnati da centinaia di J-10C modernizzati.

Un altro elemento chiave è lo sviluppo di velivoli specializzati nella guerra elettronica, come i J-16D e i J-15DT, considerati equivalenti cinesi degli EA-18G statunitensi, capacità definita “rara e altamente preziosa” nel panorama globale. Parallelamente, Pechino starebbe accelerando su nuovi caccia di futura generazione e su droni da combattimento avanzati, alcuni dei quali avvistati in test satellitari nel 2025.

Il rapporto mette in evidenza anche un deciso miglioramento dell’addestramento dei piloti e della complessità delle esercitazioni. Ufficiali occidentali intervistati dal Rusi riferiscono di manovre sempre più sofisticate, in particolare nei reparti dotati di J-16 e J-20, con operazioni integrate tra caccia, bombardieri, rifornitori in volo e unità navali, soprattutto nelle aree attorno a Taiwan e nel Mar del Giappone.

Particolarmente rilevante, secondo gli analisti, è il progresso nei missili aria-aria e nei sistemi di difesa aerea. Il documento sostiene che la Cina schiera vettori come i PL-15 e PL-17 con gittate superiori a quelle occidentali, dotati di radar avanzati e capaci di garantire un vantaggio tattico decisivo nei combattimenti a distanza. Viene citato anche il confronto indiretto emerso durante scontri tra Pakistan e India nel 2025, interpretato come un primo segnale dell’efficacia operativa di questi sistemi.

Sul fronte della sorveglianza, il Rusi evidenzia la rapida espansione della flotta di aerei radar come i KJ-500, affiancata da un forte sviluppo delle capacità spaziali di intelligence e comunicazione. Questo insieme di sensori, scrivono gli autori, consente a Pechino di costruire catene di individuazione e ingaggio molto più robuste rispetto al passato, aumentando la pressione sulle forze aeree statunitensi e regionali.

Nelle conclusioni, il rapporto afferma che mentre in Europa la minaccia russa resta significativa, nell’Indo-Pacifico l’evoluzione cinese ha già “trasformato radicalmente” la libertà d’azione militare occidentale. In un eventuale conflitto, gli aerei Usa e alleati dovrebbero operare alla fine di catene logistiche e di rifornimento sempre più vulnerabili, riducendo il numero di assetti impiegabili in prima linea.

Il Rusi osserva che gli Stati uniti e i partner potrebbero ancora ottenere finestre temporanee di superiorità aerea grazie a velivoli di quinta generazione, nuovi armamenti e programmi di addestramento avanzato, ma avverte che la crescita cinese è “talmente rapida e impressionante” da rendere ormai incerto il tradizionale vantaggio occidentale nella regione.

Omicidio La Spezia, il sindaco: alla città si è spezzato il cuore

Milano, 22 gen. (askanews) – “Con la morte di Youssef, alla Spezia si è spezzato il cuore. Il dolore si trasforma in un trauma quando il rumore di un cuore che si infrange non viene ascoltato: ecco perché oggi tutta la nostra Città si ferma per ascoltare il silenzio che Youssef ha lasciato e condividere il dolore nell’addio della sua famiglia, dei suoi amici, della comunità scolastica, della comunità cristiana copta e di ciascuno di noi. Ascoltare il rumore di quel dolore, di quel silenzio e di quegli addii, anche il nostro, è oggi un dovere morale. È l’unico modo per non lasciare sola una famiglia e traumatizzata un’intera generazione di giovani spezzini, bambini e ragazzi, che da venerdì scorso si interrogano con paura e rabbia sul ‘perché'”. Lo ha detto il sindaco di La Spezia, Pierluigi Peracchini, nel giorno del funerale dello studente spezzino Youssef Abanoub Safwat Roushdi Zaki, accoltellato da un suo compagno il 16 gennaio scorso all’interno dell’Istituto tecnico “Einaudi-Chiodo”.

“Da padre, prima ancora che da Sindaco, è impensabile accompagnare il proprio figlio a scuola e non poterlo riabbracciare all’uscita. È inaccettabile che una vita possa essere spezzata senza alcun senso e che la violenza possa insinuarsi ovunque. Conoscevo Youssef: attraverso la comunità cristiana copta di cui faceva parte, per l’impegno dimostrato durante l’emergenza Covid a beneficio di tutta la città, ma anche per un incontro avvenuto anni fa sotto Palazzo Civico, quando mi chiese una fotografia insieme, poi condivisa sui social. Un’immagine che ho cercato e ritrovato nel giorno della sua scomparsa” ha proseguito il sindaco, aggiungendo che “esiste una sola risposta possibile a questo cuore spezzato, alla rabbia e alla paura di chi oggi si trova accanto a quel banco vuoto o a quella camera silenziosa: la giustizia”.

“Una giustizia che, come ci ricordava Papa Francesco in un celebre discorso, ‘ha bisogno di verità, di fiducia, di lealtà e di purezza di intenti’. Il mio non vorrebbe essere solo un messaggio di cordoglio, ma anche una promessa di impegno istituzionale” ha sottolineato Peracchini, concludendo “un impegno che deve unirci tutti per arginare un dolore immenso, intergenerazionale, che ha colpito la nostra Città, e per stare accanto ai ragazzi che oggi, nelle loro classi, osserveranno un minuto di silenzio in memoria di Youssef, nella speranza di ritrovare insieme quella ‘purezza di intenti’ necessaria per andare avanti, nell’attesa di una giustizia capace di ricomporre questo legame spezzato”.

Maltempo, Musumeci: proporrò al Cdm lo stato di emergenza nazionale

Milano, 22 gen. (askanews) – “Riuniremo il Consiglio dei Ministri la prossima settimana. Dopo una sommaria istruzione da parte del Dipartimento, io proporrò e relazionerò al Consiglio dei Ministri la richiesta della dichiarazione dello Stato di emergenza nazionale”. Lo ha detto il ministro per la protezione Civile, Nello Musumeci, durante il sopralluogo a Santa Teresa Riva, uno dei comuni del Messinese più danneggiati dall’ondata di maltempo.

Per Musumeci, “è ancora presto per fare una quantificazione seria dei danni. Teniamo conto che non è soltanto la riviera della costa orientale ad essere stata colpita: ci sono e si segnalano danni anche nell’entroterra e nelle aree interne, con frane e 200 persone evacuate nel Catanese.

Per la ricostruzione, ha assicurato il ministro, “non ci sarà un problema di risorse: i sindaci potranno operare in deroga con le ordinanze di somma urgenza, questo possono farlo già da ieri. Tutto il resto sarà valutato: noi nelle prossime ore ci riuniremo a Roma con i dirigenti dei vari dipartimenti per fare il punto e concordare con i presidenti di Regione qual è la procedura più celere, quella che può consentire un ripristino di ambienti sui quali riposa buona parte della economia estiva dei nostri territori”.

Maltempo, Schifani: da una prima stima danni per 750 milioni in Sicilia

Milano, 22 gen. (askanews) – La prima stima dei danni provocati dal maltempo in Sicilia è di “750 milioni, una cifra destinata a crescere, spero di poco. A questi danni vanno aggiunti i danni diretti, cioè i danni derivanti dalla mancato operatività di attività che verranno vengono sospese, come i lidi balneari, quindi le somme sono naturalmente destinate a lievitare”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, in un video trasmesso sui canali social del quotidiano La Sicilia al termine della Giunta regionale straordinaria, convocata dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, per deliberare la dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza a seguito dei gravissimi danni provocati dal maltempo e dal ciclone che nelle ultime ore hanno colpito ampie aree dell’Isola.

La Regione, ha spiegato Schifani, ha già messo in campo 70 milioni “per le prime emergenze. Si tratta di una somma subito disponibile per evitare danni alle persone e alle cose, pulire alcune spiagge, strade pericolose per buche a avallamenti, grazie a questa disponibilità finanziaria immediata messa a disposizione della Protezione civile”.

Schifani è pronto a effettuare un sopralluogo delle zone costiere più colpite dall’ondata di maltempo: “Nel pomeriggio di domani e dopodomani mi recherò nella zona ionica del Catanese e del Messinese, quella maggiormente danneggiata. Sto organizzando un incontro con i sindaci, naturalmente i incontrerò i titolari dei lidi balneari danneggati e voglio incontrare anche la gente, per far sentire la presenza della Regione”.

“Parliamo di una situazione estremamente seria – precisa l’assessore regionale alle Attività Produttive Edy Tamajo – con danni stimati in centinaia di milioni di euro, che hanno messo in ginocchio famiglie, imprese, attività commerciali, infrastrutture e interi comparti produttivi”.

Secondo quanto emerso nel corso della Giunta, il maltempo ha causato allagamenti, crolli, interruzioni della viabilità e gravi ripercussioni sulle attività economiche, in particolare nei settori del commercio, dell’artigianato, dell’agricoltura e del turismo.

“La dichiarazione dello stato di emergenza – prosegue Tamajo – è un passaggio fondamentale per attivare tutti gli strumenti necessari a sostenere i territori colpiti, accelerare gli interventi di messa in sicurezza e avviare le procedure per il ristoro dei danni subiti”.

“Come assessorato alle Attività Produttive – conclude – saremo al fianco dei cittadini, degli imprenditori e di tutte le categorie produttive, ascoltando le esigenze che arrivano dal territorio e lavorando in sinergia con il governo regionale e nazionale affinché nessuno venga lasciato solo. In momenti come questi, le istituzioni hanno il dovere di essere presenti, concrete e rapide”.

Oscar, Sinners fa il pieno di candidature: sedici nomination

Roma, 22 gen. (askanews) – Annunciate le candidature agli Oscar che verranno assegnati nella notte tra il 15 e il 16 marzo. Gli attori Danielle Brooks (Il colore viola e Orange is the new black) e Lewis Pullman (Top Gun: Maverick e Thunderbolts*) hanno annunciato infatti le nomination della 98 edizione degli Academy Awards: i titoli e gli artisti di tutte le 24 categorie previste quest’anno, compresa la nuova categoria miglior casting. Conan O’Brien torna a condurre la cerimonia anche quest’anno. Il film con maggiori candidature è un horror politico Sinners – I peccatori di Ryan Coogler con Michael B. Jordan, con il numero record di sedici nomination. E’ un record, il precedente di 14 candidature detenuto da La La Land, Titanic e Eva contro Eva. Oltre a miglior film, Coogler è stato candidato come miglior regista e per la miglior sceneggiatura, e la sua star “tuttofare” Michael B. Jordan è stato premiato con la sua prima candidatura all’Oscar, come miglior attore protagonista. “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson. Lo tallona con quattordici nomination tra le quali Leo DiCaprio come miglior attore protagonista, Sean Penn e Benicio del Toro come non protagonisti. Nove nomination per il norvegese Sentimental value di Joachim Trier.

Zelensky: l’Europa non sa ancora difendere se stessa

Roma, 22 gen. (askanews) – “Solo l’anno scorso, qui a Davos, ho concluso il mio discorso con le parole: ‘L’Europa deve saper difendere sé stessa’”, ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso del suo intervento da Davos, specificando che “è passato un anno, e non è cambiato nulla”. Poi ha detto che la “coalizione dei Volenterosi deve diventare Coalizione d’azione”, ci sono troppi “ma”, spiega il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, sottolineando che l’Europa attende sempre il via libera del presidente americano Donald Trump per fare qualsiasi cosa.

Usa, crescita III trimestre alzata a +4,4%, massimo da due anni

New York, 22 gen. (askanews) – Economia statunitense in decisa espansione, nel terzo trimestre dell’anno. Secondo quanto appena pubblicato dal dipartimento del Commercio, il Prodotto interno lordo statunitense è cresciuto del 4,4% nel terzo trimestre 2025, secondo la lettura finale. Le attese, secondo le previsioni di Dow Jones, erano per un rialzo del 4,3%, in linea con la precedente stima.

Si è trattato della crescita trimestrale del Pil migliore in due anni. Secondo la lettura finale, in crescita anche l’inflazione: il dato Pce è salito del 2,8%, come in prima lettura; quello ‘core’ del 2,9%, anche in questo caso come la stima precedente. Le spese dei consumatori sono aumentate del 3,5% nel trimestre, dato confermato, contro il 2,5% del trimestre precedente. (fonte immagine: The White House).

La Memoria diventa fumetto, a Roma l’artista tedesca Barbara Yelin

Roma, 22 gen. (askanews) – È stata inaugurata nel Kunstraum del Goethe Institut a Roma la mostra “Disegnare le vite. Memoria e biografia nell’opera di Barbara Yelin”, una delle più importanti disegnatrici tedesche, prima autrice di graphic novel insignita del Premio Roma Villa Massimo nella categoria Letteratura e che risiede da settembre nella Capitale come borsista dell’Accademia tedesca.

Resteranno in esposizione fino al 20 marzo 2026 le oltre 80 tavole originali tratte dalle opere della pluripremiata fumettista: da “Irmina” (2014), il suo esordio italiano, racconto su una collaborazionista durante la Germania nazista, a “Emmie Arbel – Il colore della memoria” (“Emmie Arbel – Die Farbe der Erinnerung”), libro intimo di conversazioni con la sopravvissuta all’Olocausto Emmie Arbel.

Ed è del 2025 l’opera biografica – “Die Giehse – Ein Leben fuer das Theater 1898-1975” (Reprodukt) – dedicata a Therese Giehse, figura rivoluzionaria del teatro tedesco, prima attrice protagonista di “Madre Coraggio” di Bertolt Brecht e cofondatrice, assieme a Erika e Klaus Mann, del cabaret politico “Die Pfeffermuehle”.

La serata è stata accompagnata da una lettura scenica, che si ripeterà con gli studenti di alcune scuole superiori il 27 gennaio, Giorno della Memoria. Yelin crea le sue tavole con una stratificazione di tecniche manuali (tra acquerello, matita, matite colorate e gouache) che esplorano il terreno della memoria; alla base c’è un intenso lavoro di ricerca storica e testimonianze dirette che fanno del suo disegno un processo per rappresentare ciò che alle volte è “difficile” raccontare.

La mostra è organizzata da Goethe-Institut, in collaborazione con l’Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, NABA Nuova Accademia di Belle Arti, ARF! il Festival del Fumetto, Biblioteca Europea, Biblioteche di Roma e Reprodukt.

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Fulvio Zaid

Immagini askanews

Ucraina, Trump: "L’incontro con Zelensky è stato buono"

Roma, 22 gen. (askanews) – L’incontro tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy a Davos si è concluso. Lo ha riferito l’ufficio della presidenza ucraina, secondo il Financial Times e canali Telegram ucraini.

“L’incontro con Zelensky è stato buono”, ha detto il presidente degli Usa Donald Trump uscendo dal meeting ai giornalisti presenti a Davos.

“Speriamo stia per finire” ha dichiarato il presidente americano Donald Trump, dopo l’incontro con l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky a Davos. “Tutti vogliono che finisca”.

“Il mese scorso sono stati uccisi 30.000 persone, 30.000, per lo più soldati”, ha proseguito Trump, specificando che durante l’incontro non si è parlato del Board of Peace.

Bce: "Non suggerire alcuna propensione a alzare o tagliare tassi"

Roma, 22 gen. (askanews) – Nel quadro di incertezza che resta più elevata del consueto – e questo era ben prima dell’ultimo braccio di ferro tra Stati Uniti e Unione europea sui dazi commerciali, che ora si spera orientato a rientrare – il Consiglio direttivo della Bce ha ritenuto di doversi tenere le mani libere sul futuro dei tassi di interesse, “senza dare l’impressione che la prossima mossa possa essere in una direzione o in un’altra, né suggerire alcun orientamento restrittivo o di allentamento”. Lo si legge nei verbali della riunione che si è svolta lo scorso 17 e 18 dicembre, pubblicati oggi, a oltre un mese di distanza, dall’istituzione monetaria.

“Le prospettive per l’inflazione restano più incerte del consueto, con molti sviluppi sui rischi e la possibilità di ampi shock su inflazione e crescita in entrambe le direzioni. Per questo – recita il documento – per il Consiglio direttivo è importante mantenere la piena opzionalità in entrambe le direzioni per le future riunioni e quella di essere agile, in modo da reagire rapidamente, se necessario, a nuove informazioni che dovessero cambiare le prospettive, o ampi shock”.

E per questo “la comunicazione deve restare prudente, senza impegnarsi sul futuro percorso dei tassi di interesse. In particolare – prosegue il verbale del direttorio Bce – è importante non dare l’impressione che la prossima mossa sarà in una direzione piuttosto che su un’altra, o suggerire qualunque propensione verso inasprimento o l’accomodamento”.

Secondo i banchieri centrali “la realtà che il consiglio direttivo si troverà di fronte alle prossime riunioni potrebbe cambiare considerevolmente rispetto alle previsioni di dicembre. In questo contesto, calibrare la politica monetaria non deve essere visto come seguire un percorso prestabilito, ma va inteso come un atteggiamento di continua valutazione di rischi – si legge – ricadute e resilienza dell’economia e le loro implicazioni per le prospettive di inflazione”.

Lo scorso dicembre la Bce ha deciso di confermare al 2% il livello del tasso chiave l’area.

Smeriglio: la città di Roma deve molto a Fondazione Valentino

Roma, 22 gen. (askanews) – “Siamo qui per ringraziare in generale per quello che ha lasciato al nostro Paese, alla nostra città, in particolare per il lavoro fatto nell’ultimo anno, tra l’altro anche con uno sguardo sociale importante”. Così Massimiliano Smeriglio assessore alla cultura di Roma Capitale ha ricordato Valentino, alla camera ardente dello stilista morto a 93 anni, allestita nella sua Fondazione a Roma.

“In questo ultimo progetto – ha poi spiegato citando le installazioni con Joana Vasconcelos distribuite in tutta la città – erano coinvolte, detenute, persone fragili, quindi una grande sensibilità e la città di Roma deve molto a Valentino al lavoro fatto con la Fondazione”.

Dalla memoria alla giustizia, in sala il documentario “Giulio Regeni”

Roma, 22 gen. (askanews) – Nel decimo anniversario della sua scomparsa, arriva nelle sale cinematografiche come film evento – il 2, 3, 4 febbraio 2026 – “Giulio Regeni: tutto il male del mondo”, documentario che ricostruisce la drammatica vicenda del giovane ricercatore friulano ritrovato morto in Egitto il 3 febbraio 2016. Scritto con Emanuele Cava e Matteo Billi, il film è prodotto da Agnese Ricchi e Mario Mazzarotto per Ganesh Produzioni e da Domenico Procacci e Laura Paolucci per Fandango. Il regista Simone Manetti:

“Noi abbiamo seguito fin dall’inizio il processo e abbiamo costruito un racconto che potesse essere più oggettivo possibile”, ha spiegato ad askanews.

“Il nostro intento era, è, quello di cercare di non far svanire questa storia, di non farla scomparire lentamente. Abbiamo deciso di raccontarla perché possa rimanere nella memoria di tutti noi e attraverso la memoria arrivare alla giustizia”, ha affermato Manetti.

Grazie all’inarrestabile forza di Claudio Regeni e Paola Deffendi, genitori che hanno sfidato il governo egiziano, e dell’avvocata Alessandra Ballerini, il film ripercorre le tappe del sequestro, delle torture e dell’uccisione di Giulio.

Una narrazione che si sviluppa attraverso il processo e le deposizioni dei testimoni a giudizio, dando voce ai protagonisti della vicenda e facendo emergere responsabilità, omissioni e verità negate.

“Abbiamo fatto un passo indietro per poter mettere sul tavolo tutte le carte a disposizione e perché possa essere lo spettatore stesso a farsi un’idea di quello che è stato fatto e anche di quello che non è stato fatto”, ha aggiunto.

“C’è stato un grandissimo lavoro di ricerca e di repertori per far sì che questo film diventasse una sorta di macchina del tempo per riportare lo spettatore esattamente a rivivere quei momenti”, ha concluso.

L’avvocata Ballerini – che ha affiancato la famiglia nel lungo percorso giudiziario – nel 2023, a 8 anni dalla scomparsa di Giulio, ha portato a processo quattro agenti della National Security egiziana, mentre la sentenza è attesa entro la fine del 2026.

“Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, in collaborazione con Sky e con 5/6, Percettiva, Hop Film e Wider Studio, è distribuito da Fandango. All’anteprima nazionale il 25 di gennaio a Fiumicello Villa Vicentina, seguiranno alcune proiezioni speciali: il 26 gennaio all’Anteo Palazzo del Cinema di Milano, preceduta da un incontro alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli. Il 28 gennaio a Roma al Cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti e il 29 gennaio al Cinema Modernissimo – Cineteca di Bologna.

“Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” è stato selezionato tra i progetti del Bio to B – Industry Days 2025 e ha vinto il MIA Market Bio to B – Doc Award 2025 e il Visioni Incontra Bio to B – Doc Award 2025.

Valentino, Convertini: alle cene sempre ultimo ma perfetto

Roma, 22 gen. (askanews) – “I ricordi sono legati soprattutto ai momenti in cui si andava a colazione o a cena e devo dire che Valentino arrivava sempre per ultimo perché era veramente super elegante, super di classe come sappiamo tutti e quindi non c’era nulla in lui che non andasse mai, era sempre perfetto”. È il ricordo alla camera ardente dello stilista morto a 93 anni di Beppe Convertini, conduttore Rai ed ex modello.

“Raccontava tanti aneddoti della sua vita, insomma era stata una vita da sogno, io credo che Valentino e Giancarlo Giametti abbiano vissuto una vita straordinaria che nessuno potrà rivivere”, ha aggiunto.

“Io ancora conservo abiti del 1990 e sono sempre attuali, sono sempre moderni ma soprattutto sono di gran classe perché Valentino è quello, è la classe, l’eleganza, la bellezza”, ha sottolineato.

A Londra la prima mostra monografica su Fosco Maraini fotografo

Milano, 22 gen. (askanews) – Le fotografie di Fosco Maraini, l’avventuroso accademico e viaggiatore che ha attraversato uomini e luoghi del secolo scorso raccontandoli con la sua macchina fotografica, vengono esposte per la prima volta a Londra. E’ stata inaugurata ieri all’Istituto Italiano di Cultura diretto da Francesco Bongarrà, con una grande partecipazione di pubblico, la mostra monografica “Fosco Maraini – Fotografie di un CITLUVIT”. Fino al 27 marzo settanta stampe fotografiche – una mimima parte dell’immensa produzione di Maraini – offrono nella capitale britannica una panoramica unica su questo straordinario italiano.

Lara Veroner e Sandra Romito hanno curato questa straordinaria esposizione interamente prodotta dall’Istituto Italiano di Cultura di Londra, alla cui inaugurazione erano presenti fra gli altro l’ambasciatore d’Italia Inigo Lambertini, rappresentanti dell’Ambasciata Giapponese a Londra – a testimonianza dello speciale legame tra Maraini ed il Sol Levante – e esponenti di punta del mondo della fotografia nel Regno Unito. Le immagini scelte dalle curatrici mettono in luce la visione del mondo originale di un Citluvit, ovvero Cittadino della Luna in Visita d’Istruzione sulla Terra, come l’intellettuale toscano stesso amava definirsi.

Foto particolari che, spiegano le curatrici, “ci auguriamo possano dare una prima idea della squisita sensibilità della mente di Maraini, sempre curiosa, mai a riposo, onnivora”.

In arrivo il nuovo singolo di Blanco "Anche a vent’anni si muore"

Milano, 22 gen. (askanews) – Il video spoiler apparso sui suoi canali social ha subito generato interesse: Blanco annuncia l’uscita del nuovo singolo “Anche a vent’anni si muore” da venerdì 23 gennaio su tutte le piattaforme digitali e in rotazione radiofonica per EMI Records Italy (Universal Music Italy).

A vent’anni le scelte, i sogni e le paure assumono un peso diverso, il confine tra slancio e smarrimento è sottile: è in questo spazio fragile che prende forma “Anche a vent’anni si muore”. Il brano, raccontando la crisi come parte inevitabile del percorso, affronta senza filtri il disincanto della crescita con una scrittura spontanea che non cerca scorciatoie emotive ma sceglie di restare fedele alla realtà. “Anche a vent’anni si muore” è il manifesto di chi cade, si rialza e decide di continuare a vivere intensamente accettando le proprie fragilità. Crescere fa male ma smettere di provarci significa perdersi.

Dopo i successi di “Piangere a 90”, affermatosi come il più grande ritorno discografico del 2025, e “Maledetta rabbia”, “Anche a vent’anni si muore” – prodotto da Michelangelo e Simonetta, con la direzione artistica di Stefano Clessi (Eclectic Music Group) – conferma la maturità artistica dell’artista e la sua capacità di trasformare il dolore in un racconto condiviso.

Blanco si prepara a tornare dal vivo tra aprile e maggio 2026 con “Il primo tour nei palazzetti”, prodotto e organizzato da Friends & Partners e Vivo Concerti. I biglietti sono disponibili su Ticketone e nei punti vendita abituali.

“Il primo tour nei palazzetti”

17.04.2026 Jesolo (VE) – Palazzo del Turismo

20.04.2026 Firenze – Nelson Mandela Forum

23.04.2026 Padova – Kioene Arena

25.04.2026 Torino – Inalpi Arena

29.04.2026 Roma – Palazzo dello Sport SOLD OUT

30.04.2026 Roma – Palazzo dello Sport

02.05.2026 Bari – Palaflorio SOLD OUT

03.05.2026 Bari – Palaflorio

05.05.2026 Eboli (SA) – Palasele

06.05.2026 Napoli – Palapartenope

08.05.2026 Bologna – Unipol Arena

11.05.2026 Milano – Unipol Forum SOLD OUT

13.05.2026 Milano – Unipol Forum

16.05.2026 Pesaro – Vitrifrigo Arena

Strage di Crans Montana, Bertolaso: migliorano alcuni dei ragazzi feriti

Milano, 22 gen. (askanews) – “Nella giornata di ieri è stata trasferita una prima ragazza dal Niguarda all’ospedale di Cesena per favorire la vicinanza alla famiglia. Nei prossimi giorni, se il quadro clinico continuerà a migliorare, sarà possibile dimettere alcuni dei ragazzi ricoverati. Fin dal primo minuto il nostro impegno è stato quotidiano e costante: li stiamo seguendo e curando come se fossero nostri figli o, per quanto mi riguarda, nipoti”. Così l’assessore regionale al Welfare della Lombardia, Guido Bertolaso, commenta l’evoluzione dello stato di salute dei giovani coinvolti nell’incendio a Crans-Montana.

“Stiamo ricevendo da loro risposte straordinarie – prosegue Bertolaso – e il nostro sistema ospedaliero sta dimostrando ancora una volta qualità, efficacia e grande umanità. I percorsi di cura restano complessi e di lunga durata e prevedono ulteriori fasi di controllo e prevenzione, che proseguiranno nelle prossime settimane”.

“L’obiettivo – conclude l’assessore – è arrivare presto a poter dire che tutti sono definitivamente fuori pericolo di vita. Non possiamo ancora affermarlo, ma il percorso intrapreso è quello giusto. Anche in questa circostanza la sanità di Regione Lombardia sta dando il meglio di sé, mettendo al centro la tutela e la cura dei propri ragazzi”.

Ultimo giorno di camera ardente, ancora in coda per Valentino

Roma, 22 gen. (askanews) – Ultimo giorno per rendere omaggio alla camera ardente di Valentino alla Fondazione che porta il suo nome a Roma, in piazza Mignanelli. Ancora tanta gente in coda per l’ultimo saluto, presente anche il compagno dello stilista morto a 93 anni, Giancarlo Giammetti.

La camera ardente resta aperta dalle 11 alle 18, i funerali si svolgeranno venerdì alle 11 nella Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri. Attese molte personalità internazionali, il mondo di Hollywood renderà omaggio allo stilista che ha vestito tante star.

Mattarella: Milano-Cortina un successo, portare Olimpiadi e Paralimpiadi in Italia porta prestigio

Roma, 22 gen. (askanews) – “Olimpiadi e Paralimpiadi portano già oggi in misura altissima e di grande rilievo, prestigio al nostro paese e lo collocano al centro non del mondo, ma dell’attenzione del mondo per lo sport interpretato nel nostro paese e questo per noi, per l’Italia, è molto importante: grazie per quanto avete fatto in questo periodo”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale la fondazione Milano-Cortina e i presidenti delle regioni e dei comuni dove si svolgeranno.

“L’iniziativa assunta allora, secondo qualcuno era temeraria, di lanciarsi in questa avventura, ma il successo conseguito e il consenso raccolto nel nostro paese e a livello internazionale sono un premio per quello sforzo che si è dispiegato – ha sottolineato il capo dello Stato -. Io vorrei in quest’occasione non soltanto sottolineare l’importanza dei due eventi, Olimpiadi e Paralimpiadi, ma anche ringraziare la fondazione e coloro che nelle varie responsabilità e nelle varie condizioni e posizioni hanno contribuito a questo percorso perché è stato un gesto di coraggio, di visione lanciarvisi ma è stato un percorso concreto di impegno operativo che ha dato il successo che vediamo e quindi un ringraziamento per quello che è stato fatto”.

“Siamo ormai – ha infine sottolineato il Presidente della Repubblica – a due settimane dall’apertura di giochi olimpici e a un mese da quella dei giochi paralimpici e ci sono ancora, naturalmente, delle rifiniture da realizzare, come è sempre stato, e non soltanto nel nostro paese, ovunque vi sono alcune realizzazioni strutturali che non è possibile materialmente fare in precedenza o anche se fosse possibile vengono sempre completate negli ultimi giorni, ma c’è un’accelerazione di impegno nelle ultime settimane che accompagna la rifinitura definitiva di quanto occorre”.

Crans Montana, Bertolaso: migliorano alcuni dei ragazzi feriti

Milano, 22 gen. (askanews) – “Nella giornata di ieri è stata trasferita una prima ragazza dal Niguarda all’ospedale di Cesena per favorire la vicinanza alla famiglia. Nei prossimi giorni, se il quadro clinico continuerà a migliorare, sarà possibile dimettere alcuni dei ragazzi ricoverati. Fin dal primo minuto il nostro impegno è stato quotidiano e costante: li stiamo seguendo e curando come se fossero nostri figli o, per quanto mi riguarda, nipoti”. Così l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, commenta l’evoluzione dello stato di salute dei giovani coinvolti nell’incendio a Crans-Montana.

“Stiamo ricevendo da loro risposte straordinarie – prosegue Bertolaso – e il nostro sistema ospedaliero sta dimostrando ancora una volta qualità, efficacia e grande umanità. I percorsi di cura restano complessi e di lunga durata e prevedono ulteriori fasi di controllo e prevenzione, che proseguiranno nelle prossime settimane”.

“L’obiettivo – conclude l’assessore – è arrivare presto a poter dire che tutti sono definitivamente fuori pericolo di vita. Non possiamo ancora affermarlo, ma il percorso intrapreso è quello giusto. Anche in questa circostanza la sanità di Regione Lombardia sta dando il meglio di sé, mettendo al centro la tutela e la cura dei propri ragazzi”.

Marinella Senatore arriva alla Casa di The Human Safety Net

Venezia, 22 gen. (askanews) – The Human Safety Net ha annunciato la collaborazione con l’artista Marinella Senatore per un progetto che nasce da una forte visione condivisa, dove collettività e partecipazione sono elementi chiave per promuovere una reale trasformazione sociale. Intorno a tematiche come comunità, evoluzione personale e inclusione, che sono al centro della missione della Fondazione di Generali – prende vita “We Rise by Lifting Others”, il progetto artistico che mette al centro famiglie con bambini tra 0 e 6 anni a rischio esclusione sociale accompagnate da The Human Safety Net.

La Fondazione, infatti, operando come una rete aperta e inclusiva di cui fanno parte ad oggi 85 ONG in 25 paesi, attraverso il programma Per le Famiglie, accompagna i genitori nella fase cruciale della prima infanzia, un periodo nel quale il cervello dei bambini forma più di un milione di nuove connessioni neurali ogni secondo ed è particolarmente suscettibile alle influenze ambientali. Attraverso percorsi di accompagnamento alla genitorialità, The Human Safety Net offre ai genitori l’opportunità di rafforzare fiducia e autonomia offrendo risorse, orientamento e accesso a reti di supporto e creando ambienti familiari protetti e sicuri sin dall’inizio della vita. Questo approccio favorisce la creazione di relazioni di cura, promuovendo lo sviluppo dei bambini e dell’intera famiglia. Allo stesso tempo, attraverso programmi di apprendimento precoce, offre ai bambini l’opportunità di apprendere, favorendone lo sviluppo cognitivo, emotivo e sociale.

Marinella Senatore è un’artista multidisciplinare formatasi nel campo della musica, delle belle arti e del cinema. La sua pratica è caratterizzata da una forte dimensione collettiva e partecipativa sia nella metodologia che nei contenuti delle sue opere. Nel suo lavoro la ricerca estetica è al servizio del potere trasformativo dell’impegno sociale. Attraverso l’uso di forme di linguaggio tradizionali e vernacolari – tra cui la cultura pop, la danza, la musica, gli eventi di massa – e l’attivismo, Marinella Senatore riflette sulla natura politica delle formazioni collettive e dei rituali e sulla loro possibilità di cambiamento sociale, creando momenti di incontro e condivisione. Con “We Rise by Lifting Others” Marinella Senatore, ancora una volta, decide di condividere la propria autorialità e coinvolgere nel processo di creazione artistica genitori e bambini, toccando tre diverse città con laboratori creativi di scrittura, lettura e movimento, veri e propri momenti di condivisione e crescitacollettiva, dove dare spazio e immaginare nuove possibili visioni per stare insieme. I workshop sono al tempo stesso propedeutici alla creazione dell’opera d’arte, ma rappresentano anche un’opportunità trasformativa per i genitori di confrontarsi, riflettere, evolvere e anche trascorrere un tempo di qualità con i loro piccoli all’insegna dell’inclusione e della creatività.

A Varsavia – città in cui il progetto è stato inaugurato lo scorso 9 e 10 dicembre – l’artista si è confrontata con la comunità della ONG Ta Szansa (“Questa Opportunità” in italiano), partner di The Human Safety Net nell’ambito del programma Per le Famiglie. Dopo la tappa di Mestre, che si è svolta a inizio gennaio con l’Istituto Casa Famiglia San Pio X, si proseguirà a Palermo con il Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini.

“Coinvolgere le persone non è solo un metodo di lavoro, ma il cuore del mio processo creativo – ha affermato Marinella Senatore -. “Ho avuto l’opportunità di incontrare, coinvolgere e lasciarmi ispirare da circa 8 milioni di persone, dando vita a opere corali, capaci di generare nuove idee di comunità. In The Human Safety Net ho trovato una realtà con una visione affine alla mia con cui realmente poter dare un supporto concreto a bambini, genitori e famiglie attraverso la creatività. Una collaborazione sinergica e fertile, che mi ha permesso, tra le altre cose, di entrare per la prima volta in contatto con una nuova comunità, quella polacca”.

Le frasi, gli spunti e le immagini raccolti durante i workshop costituiranno la base della mostra di Marinella Senatore, che inaugurerà in concomitanza con l’inizio della 61esima Biennale Arte. La mostra è concepita per l’Art Studio, lo spazio dedicato all’arte contemporanea nella Casa di The Human Safety Net, nelle storiche Procuratie di Piazza San Marco.

“Alla Casa di The Human Safety Net l’arte diventa una lente con cui affrontare i grandi temi dell’inclusione – ha aggiunto Emma Ursich, CEO di The Human Safety Net -. Attraverso il talento e la sensibilità degli artisti possiamo raggiungere un pubblico ancora più vasto con un linguaggio universale e coinvolgerlo per alimentare la conversazione globale sui temi dell’impatto sociale. La scelta di collaborare con Marinella Senatore nasce dal desiderio di rafforzare questo obiettivo mettendo davvero al centro le famiglie che accompagniamo. Questa collaborazione permetterà a molte mamme e papà di accedere per la prima volta a un processo artistico partecipato, diventandone protagonisti”.

Milano-Cortina, Mattarella: un successo, portare Olimpiadi in Italia porta prestigio

Roma, 22 gen. (askanews) – “Olimpiadi e Paralimpiadi portano già oggi in misura altissima e di grande rilievo, prestigio al nostro paese e lo collocano al centro non del mondo, ma dell’attenzione del mondo per lo sport interpretato nel nostro paese e questo per noi, per l’Italia, è molto importante: grazie per quanto avete fatto in questo periodo”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale la fondazione Milano-Cortina e i presidenti delle regioni e dei comuni dove si svolgeranno.

“L’iniziativa assunta allora, secondo qualcuno era temeraria, di lanciarsi in questa avventura, ma il successo conseguito e il consenso raccolto nel nostro paese e a livello internazionale sono un premio per quello sforzo che si è dispiegato – ha sottolineato il capo dello Stato -. Io vorrei in quest’occasione non soltanto sottolineare l’importanza dei due eventi, Olimpiadi e Paralimpiadi, ma anche ringraziare la fondazione e coloro che nelle varie responsabilità e nelle varie condizioni e posizioni hanno contribuito a questo percorso perché è stato un gesto di coraggio, di visione lanciarvisi ma è stato un percorso concreto di impegno operativo che ha dato il successo che vediamo e quindi un ringraziamento per quello che è stato fatto”.

Inps: nel 2025 liquidate 202.708 pensioni anticipate (-9,9%)

Roma, 22 gen. (askanews) – Nel 2025 l’Inps ha liquidato 202.708 anticipate rispetto alle 225.046 dell’anno precedente (-9,9%). E’ quanto rileva l’osservatorio sul monitoraggio dei flussi di pensionamento. Il dato del 2025, precisa l’istituto, è provvisorio e, pertanto, potrebbe segnare un aumento. Lo scorso anno sono state liquidate 267.332 pensioni di vecchiaia rispetto alle 276.603 del 2024 (-3,3%); 53.601 invalidità (62.400 nel 2024); 210.863 superstiti (238.832 nel 2024).

Il totale delle pensioni con decorrenza nel 2025 sono state 831.285 per un importo medio di 1.229 euro (1.326 euro per le gestioni previdenziali). Il totale delle pensioni con decorrenza nel 2024 è stato di 901.152 per un importo medio mensile alla decorrenza di 1.218 euro.

Analizzando le singole gestioni, il Fpld (fondo pensioni lavoratori dipendenti) ha totalizzato 361.364 pensioni nel 2024 e 328.441 nel 2025. Seguono la gestione dipendenti pubblici con rispettivamente 128.907 e 114.181; artigiani (88.319 e 83.098); commercianti (77.161 e 73.703); parasubordinati (48.841 e 48.019); coltivatori diretti, coloni e mezzadri (34.072 e 29.909). Gli assegni sociali sono stati 98.271 nel 2024 e 96.781 nel 2025.

Sul dato pesa la stretta degli ultimi anni Roma, 22 gen. (askanews) – Nel 2025 il numero di pensioni liquidate dall’Inps con Opzione donna sono state 2.147, in calo del 40,5% rispetto alle 3.612 dell’anno precedente. E’ quanto rileva l’osservatorio sul monitoraggio dei flussi di pensionamento. Su questo dato pesa la stretta degli ultimi anni sulla misura che consente alle donne di uscire dal lavoro in anticipo, calcolando l’intero montante pensionistico con il sistema contributivo.

Corte Conti, governo: gruppo lavoro con toghe per dlgs riforma

Milano, 22 gen. (askanews) – In coincidenza con l’entrata in vigore della legge 7 gennaio 2026, n. 1, recante modifiche in materia di funzioni della Corte dei conti e di responsabilità amministrativa e per danno erariale, si è svolto questa mattina a Palazzo Chigi un incontro tra una rappresentanza istituzionale della Corte dei conti, guidata dal Presidente Guido Carlino, e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, accompagnato dai vertici amministrativi della Presidenza del Consiglio. Lo riferisce una nota del governo.

“Durante l’incontro, avvenuto in un clima di piena collaborazione – spiega la nota – si è convenuto di costituire un gruppo di lavoro paritetico informale, che avrà il compito di redigere le bozze dei decreti legislativi di attuazione della delega prevista dall’art. 3 della legge, da sottoporre poi all’approvazione del Consiglio dei ministri e al vaglio delle Commissioni parlamentari e delle Regioni”.

Consob, Freni: oggi parlo solo di opera lirica, cucina e letteratura russa

Milano, 22 gen. (askanews) – “Oggi parlo solo di opera lirica, cucina e letteratura russa”. Il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, accolto da un capannello di giornalisti all’arrivo al Forum annuale Nedcommunity a Milano, mette le mani avanti e scherzando evita le domande sulla sua possibile nomina alla presidenza della Consob. Il tema era atteso sul tavolo del consiglio dei Ministri di martedì ma la decisione è saltata per disaccordo all’interno della maggioranza.

In attesa di sviluppi, Freni glissa sulle domande dei giornalisti che lo incalzano. A chi gli fa notare che anche la letteratura russa può essere un tema divisivo, lui replica col sorriso: “La letteratura non è mai divisiva, se lo diventa è un grosso problema per chi la rende divisiva”.

Anmil: 14 morti accertate sul lavoro in 20 giorni

Milano, 22 gen. (askanews) – Nella distopia che viviamo quotidianamente, nella quale chi lavora non riesce a far fronte alle spese basilari di vita mentre chi eredita l’impegno o la fortuna dei propri familiari beneficia, a braccia conserte, dell’incremento complessivo della ricchezza del Paese, ieri due giovani di 25 e 30 anni sono morti sul lavoro. Andrea Cricca aveva solo 25 anni ed è morto in un macchinario per la sminuzzatura del fieno in un’azienda agricola di Brusasco, nel Torinese. Josip Krizanec, camionista di origini croate, di anni ne aveva 30 e, sempre ieri, è morto seppellito dal carico di mais che doveva consegnare presso un’azienda della provincia di Cremona probabilmente a causa di un guasto nel sistema di apertura del rimorchio.

“Ad oggi contiamo 14 morti accertate sul lavoro, vale a dire diffuse dalla stampa nazionale e locale, da inizio anno. Come sempre a morire sono gli operai, senza discriminazione di età o settore – commenta il Presidente Nazionale ANMIL (Associazione Nazionale Fra Lavoratori Mutilati e Invalidi del Lavoro) Antonio Di Bella – tutti in una condizione di precarietà, di mancanza di tutele dignitose, tutti sacrificabili a beneficio del profitto perché è importante ribadire quanto nessuna morte sul lavoro possa essere ricondotta alla fatalità ma, al contrario, sia determinata da carenze di sicurezza spesso scavalcate in un’ottica di risparmio o di incremento della produzione”.

A fare da drammatico sfondo a queste tragedie sono anche i dati Oxfam, diffusi lo scorso lunedì, che evidenziano come negli ultimi 15 anni il 91% dell’incremento della ricchezza nazionale sia andato alle famiglie più benestanti, mentre solo il 2,7% ha raggiunto quelle più bisognose.

In questa distopia di “fortune invertite”, per utilizzare un’espressione usata nel Rapporto Oxfam sulla distribuzione della ricchezza nel Paese, “ci stringiamo anche oggi alla tragedia insanabile che le famiglie di Josip e di Andrea stanno vivendo, offrendo loro il nostro immediato e totale supporto. Preghiamo inoltre con la famiglia dell’operaio di 38 anni precipitato ieri da un’impalcatura nell’area industriale di Sassa, nel territorio Aquilano, nella speranza che la nostra preghiera possa realizzarsi nella sua pronta e completa guarigione”, conclude il Presidente Di Bella.

"Supermagic Elementi", i migliori illusionisti a Roma fino all’8 febbraio

Roma, 22 gen. (askanews) – Arriva “Supermagic Elementi”, la 22ª edizione del più grande spettacolo di magia d’Europa, che riunisce i migliori illusionisti del mondo per vivere l’incanto dell’illusionismo in un’indimenticabile esperienza teatrale (Auditorium della Conciliazione a Roma fino all’8 febbraio 2026, Teatro Alfieri a Torino dal 13 al 15 febbraio 2026).

“Supermagic Elementi” è un viaggio attraverso la meraviglia con i migliori illusionisti, prestigiatori, manipolatori e talenti magici provenienti da tutto il mondo. Come gli antichi custodi di poteri ancestrali, questi maghi evocano forze antiche, trasformando il teatro in un universo sospeso tra sogno e realtà, dove tutto è possibile.

La 22ª edizione di Supermagic si prepara a incantare il pubblico con un cast completamente rinnovato di oltre 16 artisti di fama internazionale. Per più di 2 ore, gli adulti, ma anche i bambini, saranno trasportati in un mondo dove l’impossibile diventa realtà, grazie a illusioni straordinarie, effetti speciali, momenti poetici, divertimento e continuo stupore.

Supermagic non è solo uno spettacolo, ma un’esperienza pensata per risvegliare la capacità di stupirsi negli adulti e per affascinare i più piccoli. Supermagic è il regalo perfetto per chi desidera vivere la meraviglia della magia dal vivo.

Con 130 artisti di fama mondiale e oltre 280.000 spettatori entusiasti nelle precedenti 21 edizioni, Supermagic si conferma come il più grande spettacolo di magia d’Europa. Riconosciuto dalla Fédération Internationale des Sociétés Magiques come “Migliore spettacolo di magia”, Supermagic è uno spettacolo unico nel suo genere, spesso imitato ma mai eguagliato.

DARCY OAKE è un innovativo illusionista canadese di fama mondiale, vincitore di prestigiosi premi come il Mandrake d’Or a Parigi e noto per le sue apparizioni televisive, tra cui Britain’s Got Talent. Con il suo spettacolo si è esibito in tutto il mondo, fino a Broadway. Ha incantato il pubblico grazie al suo approccio contemporaneo originale, che rinnova la figura dell’illusionista, e al suo stile unico, capace di trasformare ogni numero in un’esperienza intensa e coinvolgente. Nella sua esibizione l’impossibile prende vita davanti agli occhi degli spettatori, con una sfida spettacolare ad altissima tensione.

XAVIER MORTIMER è un artista visionario e un originale illusionista francese, straordinariamente creativo anche sui social, dove trasforma l’arte della magia in emozione digitale e la riporta dal mondo virtuale al palcoscenico reale. Vincitore del Mandrake d’Or e più volte premiato dal Las Vegas Review Journal come “Best Magic Show”, conquista il pubblico con numeri di magia eccezionalmente originali, capaci di suscitare stupore e rendere ogni esibizione un’esperienza indimenticabile. Con le sue meravigliose illusioni, conduce lo spettatore in un mondo incantato e affascinante, dove la fantasia prende vita e la realtà si trasforma in sogno.

MAURICE GRANGE è un giovanissimo prestigiatore tedesco, campione europeo di manipolazione. La sua esibizione è il frutto di dedizione, passione e instancabile allenamento, qualità che gli permettono di destreggiarsi con straordinaria abilità in questa difficile arte. Con eleganza e precisione, trasforma ogni gesto in pura meraviglia, regalando agli spettatori l’emozione autentica dello stupore e della magia impossibile, e sorprendendo con la sua originale interpretazione.

JAY NIEMI & JADE sono una coppia magica, Jay è un raffinato prestigiatore finlandese, noto per le sue esibizioni nei più prestigiosi spettacoli e varietà internazionali, che emozionano ogni anno milioni di spettatori con apparizioni impossibili di colombe e splendidi pappagalli. Il suo charme e la sua raffinata eleganza rendono ogni performance unica e incantevole. Sul palco mostrerà una magica intesa con i suoi eccezionali assistenti alati e, insieme con la sua compagna Jade, darà vita a un momento sospeso tra il possibile e l’impossibile.

PAOLO CARTA & SARA sono un duo di artisti italiani, Paolo è un brillante illusionista e inventore di straordinarie illusioni, Cavaliere della Repubblica per meriti artistici. Ha ricevuto numerosi premi internazionali, ha collaborato come consulente magico per grandi musical e spettacoli. Insieme a sua moglie Sara conquistano il pubblico di tutto il mondo con creatività, inventiva e sorprendente capacità di meravigliare. Presentano le loro ultime creazioni, che trasporteranno gli spettatori in un futuro sorprendente e magico, dove effetti innovativi e momenti di pura meraviglia offrono un’esperienza unica e indimenticabile.

JIMMY DELP è un bizzarro prestigiatore comico francese, vincitore di numerosi premi e vicecampione di Francia di magia. Si è esibito in teatri e festival di tutto il mondo, dalla Corea del Sud fino a Hollywood. Dotato di un talento unico nel sorprendere e divertire, il suo personaggio surreale e imprevedibile porta in scena un’originale fusione di illusionismo e comicità visuale. Tra gag irresistibili e magie sorprendenti, cattura il pubblico con uno spettacolo unico, divertente e indimenticabile.

TOPAS è un brillante illusionista tedesco di fama mondiale, vincitore di numerosi premi e due volte campione del mondo di magia. Con oltre vent’anni di carriera, ha conquistato il pubblico internazionale con spettacoli che intrecciano tecnica impeccabile, creatività, musica e innovazione. Il suo stile unico fonde virtuosismo tecnico e straordinari effetti per creare esperienze indimenticabili. Si esibisce con le sue ultime creazioni di sorprendente originalità, arricchite dalla sua capacità di trasformare la musica in magia, dando vita a momenti unici, coinvolgenti e assolutamente inimitabili.

MATTEO FRAZIANO è un giovane prestigiatore italiano, vincitore di Tu Sì Que Vales nel 2024. Con una passione per la musica e l’illusionismo fin dall’infanzia, ha sviluppato uno stile unico che rinnova in chiave moderna e coinvolgente l’antica arte delle ombre cinesi. Il suo talento lo ha portato sui palchi internazionali e nei più importanti show televisivi. Nelle sue esibizioni la luce si trasforma in emozione, ogni gesto diventa magia, evocando sogni e ricordi e dando l’illusione che l’ombra prenda vita.

REMO PANNAIN è l’ideatore e organizzatore di Supermagic, noto avvocato penalista romano, appassionato all’arte della prestigiazione sin da bambino. Raffinato prestigiatore, ha vinto numerosi premi nazionali e internazionali. Grazie alla sua maestria dà vita a un esperimento unico, un’esperienza magica che unisce l’incanto della magia alla sua essenza più autentica.

Trump a Davos presenta il Board of peace previsto dal piano per Gaza: "Collaborerà con l’Onu"

Roma, 22 gen. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump presenta a Davos il Board of peace previsto dal piano Usa per la Striscia di Gaza. Il Board of peace “collaborerà con molti” organismi “comprese le Nazioni Unite”, ha detto Trump nella cerimonia per l’insediamento del Board. Trump ha affermato che il Board of peace “ha la possibilità di essere uno degli organismi più importanti mai creati”. Quindi, ribadendo che le Nazioni Unite hanno un “enorme potenziale”, ha sostenuto che il Board of peace “insieme all’Onu, può essere qualcosa di davvero unico per il mondo”.

Trump ha anche sottolineato il lavoro svolto per la pace nel mondo dell’Amministrazione americana, dicendo che “dopo aver terminato otto guerre”, ora “siamo vicini alla fine di un’altra guerra”, una “guerra molto difficile”, alludendo all’Ucraina con ogni probabilità. Abbiamo risolto otto guerre e credo che un’altra arriverà presto. Sapete qual è? Quella che pensavo sarebbe stata facile, si è rivelata probabilmente la più difficile… Ma abbiamo degli incontri e pensiamo di aver fatto molti progressi”, ha detto Trump.