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Calcio, Bologna-Napoli 2-0: Dallinga e Lucumì firmano l’impresa

Roma, 9 nov. (askanews) – Il Bologna ferma il Napoli e rilancia clamorosamente le proprie ambizioni. Al Dall’Ara finisce 2-0, con un secondo tempo perfetto per equilibrio, intensità e concretezza. Decidono Dallinga e Lucumì, ma è la squadra di Italiano nel complesso a impressionare per compattezza e lucidità.

Il primo tempo, povero di emozioni, vive del brivido iniziale dell’infortunio di Skorupski, costretto a lasciare il campo dopo otto minuti: al suo posto entra Massimo Pessina, 17 anni, che mostra personalità e sangue freddo. Il Napoli domina il possesso, ma fatica a trovare spazi e produce soltanto un tiro a giro di Elmas, bloccato proprio dal giovane portiere bolognese.

Nella ripresa il Bologna cambia ritmo: al 50′ Cambiaghi, appena entrato, sfonda a sinistra e serve un assist perfetto per Dallinga, che anticipa Rrahmani e firma l’1-0. Conte prova la scossa inserendo Neres, Lang e poi Lucca per un offensivo 4-2-4, ma la spinta si spegne sul muro rossoblù. Al 66′ arriva il raddoppio: cross di Holm e colpo di testa vincente di Lucumì, al primo gol in Serie A.

Il finale è gestione pura per la squadra di Italiano, che difende con ordine e coraggio fino al fischio finale. Il Dall’Ara applaude anche il suo nuovo, giovanissimo guardiano: Pessina, da oggi, è un nome che difficilmente si dimenticherà.

Vannacci: Mussolini fu eletto, le leggi razziali votate dal Parlamento

Roma, 9 nov. (askanews) – “Il 15 maggio 1921, Benito Mussolini viene eletto in Parlamento con i Fasci italiani di combattimento. Fu il terzo deputato più votato d’Italia. La Marcia su Roma non fu un colpo di stato ma ‘poco più di una manifestazione di piazza’ (Francesco Perfetti – storico). Il Regio Esercito, agli ordini del re, aveva tutte le possibilità di fermare la marcia su Roma ma Vittorio Emanuele III si rifiutò di firmare lo stato d’assedio e, il 29 ottobre, convocò Mussolini a Roma (che giunse comodamente in treno da Milano) incaricandolo di formare un governo di coalizione. Il 17 novembre 1922 l’esecutivo formato da Mussolini (composto non solo da fascisti, ma anche da liberali, popolari e nazionalisti) ottenne la fiducia della Camera dei Deputati con 306 voti favorevoli, 116 contrari e 7 astenuti. Così, fu possibile per Mussolini, continua Francesco Perfetti (storico) , ‘giungere al potere in maniera formalmente legale’. Il fascismo, almeno fino alla metà degli anni Trenta, esercitò il potere attraverso gli strumenti previsti dallo Statuto Albertino, cioè all’interno dell’ordinamento giuridico del Regno d’Italia. Tutte le principali leggi – dalla riforma elettorale del 1923 alle norme sul partito unico, fino alle stesse leggi del 1938 – furono approvate dal Parlamento e promulgate dal Re, secondo le procedure previste dalla legge”. Lo scrive in un post su Facebook Roberto Vannacci, europarlamentare della Lega in un posto intitolato: “Ripetizioni per chi la storia l’ha studiata nei manuali del Pd”.

Tennis, Alcaraz: "A fine stagione con tante motivazioni"

Roma, 9 nov. (askanews) – “Questo è uno dei tornei più grandi che ci siano sul circuito: si gioca contro i migliori e già questo basta a dimostrarne l’importanza e la difficoltà. Gli anni passati ho sempre fatto fatica ad arrivare con delle motivazioni a fine stagione, ma quest’anno è diverso e ne sono orgoglioso visto che sto facendo di tutto per darmi delle possibilità per vincere questo evento”. Così Carlos Alcaraz dopo il successo nel match di esordio delle Atp Finals a Torino.

L’attuale numero 2 del mondo (domani tornerà numero 1 scavalcando Sinner) ha poi aggiunto: “È un piacere giocare a Torino. Lotto per il trofeo e anche per il primo posto nel ranking. Sono contento per come ho giocato, non è facile giocare contro uno come de Minaur, ora penso alla prossima partita. Nel primo set non ho sfruttato il doppio break e da lì è cambiato un po’ tutto. Nel tie-break inizialmente ha giocato meglio De Minaur, ma io ho provato a restare concentrato su ogni punto e ho recuperato. Nel secondo set non c’è stato più il nervosismo. Sono felice di aver chiuso i due set”.

MotoGp, Bezzecchi: "Decisivo il lavoro nel warm up"

Roma, 9 nov. (askanews) – È contento Marco Bezzecchi ai microfoni di Sky Sport MotoGP al termine del GP del Portogallo di Portimao e non potrebbe essere altrimenti. L’italiano dell’Aprilia ha infatti conquistato in terra lusitana la sua seconda vittoria in stagione, approfittando dell’ennesimo ‘zero’ di Pecco Bagnaia per blindare quasi aritmeticamente – mancano appena due punti – il terzo posto in campionato alle spalle degli inarrivabili fratelli Marquez. “Sono contento. È stata una gran gara e oggi mi sentivo molto bene con la moto – ha commentato Bezzecchi a Sky – stamattina abbiamo fatto un bello step e da subito ho capito che sarei potuto essere almeno un po’ più combattivo di ieri, quando invece ho potuto solo assistere al vero duello. Ero molto motivato, ho fatto una buona partenza e mi sono messo davanti. Questo è stato importante perché potevo dettare io il ritmo. Mi sentivo veramente bene: abbiamo fatto dei grandi miglioramenti questa mattina e mi sono serviti”.

“Questa pista è sicuramente super complicata – ha spiegato ancora Bezzecchi – e la chiave – oltre ad essere a posto con la moto – è riuscire ad avere un’andatura fluida per cercare di aiutare anche la moto nei vari cambi di pendenze e in tutti i cambi di direzione che ci sono in mezzo a salite e discese. È una pista che, se non sei molto a posto con la moto, ti porta a sbagliare di più e a rischiare parecchio. Noi fortunatamente questa mattina siamo riusciti a fare un paio di cose che mi hanno dato una mano e permesso di guidare più fluido. Riuscivo ad essere morbido sulla moto nonostante staccassi forte”.

Il Regno unito ha inviato in Belgio unità antidroni

Roma, 9 nov. (askanews) – Il Regno unito ha inviato in Belgio un’unità antidroni per aiutare Bruxelles a fronteggiare la presenza di droni non identificati nello spazio aereo del Paese. Lo ha annunciato il ministro della Difesa belga, Theo Francken.

“Ringraziamo i nostri amici britannici per il loro rapido sostegno e la loro solidarietà. Il dispiegamento di una squadra antidroni del Regno unito in Belgio rafforza la nostra sicurezza collettiva e dimostra la nostra unità nel contrastare le minacce ibride”, ha scritto Francken sulla piattaforma X.

Francia e Germania avevano annunciato iniziative analoghe nelle ore precedenti.

Lo Shutdown negli Usa ha bloccato l’export di armi verso gli alleati Nato

Roma, 9 nov. (askanews) – Oltre 5 miliardi di dollari in esportazioni di armi statunitensi verso alleati della Nato, spesso successivamente destinate al sostegno militare all’Ucraina, sono bloccati a causa dello shutdown del governo americano. Lo riporta il sito Axios, citando il dipartimento di Stato.

Secondo un funzionario del dipartimento, le forniture interessate includono missili Amraam, sistemi Aegis e lanciarazzi Himars destinati a paesi come Danimarca, Croazia e Polonia. I contratti sospesi riguardano sia vendite dirette tra governo statunitense e alleati Nato sia licenze per esportazioni da parte di aziende della difesa degli Stati uniti.

La destinazione finale delle armi non è sempre chiara, ma Axios osserva che molte di queste forniture vengono in seguito reindirizzate per sostenere l’Ucraina.

La legislazione americana sulle esportazioni militari prevede una revisione obbligatoria da parte del Congresso. Tuttavia, molti dipendenti del dipartimento di Stato incaricati di notificare le commissioni parlamentari e completare le procedure amministrative sono in congedo non retribuito a causa dello shutdown, rallentando drasticamente il processo.

Tennis, Alcaraz parte bene, battuto De Minaur

Roma, 9 nov. (askanews) – Carlos Alcaraz non sbaglia al debutto alle Atp Finals e batte Alex De Minaur con il punteggio di 7-6, 6-2 dopo un’ora e 40 minuti di gioco. Partita divisa in due parti: il primo set è stato molto equilibrato, con Alcaraz che dopo aver conquistato il break nel quarto game ha perso la battuta nel settimo gioco. Inevitabile il tiebreak, vinto in rimonta (era sotto 3-5) dallo spagnolo con il punteggio di 7-5. Nel secondo set, invece, gran gestione da parte di Alcaraz, che ha chiuso con un netto 6-2 grazie al doppio break di vantaggio.

MotoGp, Bezzecchi domina a Portimao, Bagnaia out: trionfo Aprilia

Roma, 9 nov. (askanews) – Un capolavoro tricolore firmato Marco Bezzecchi illumina Portimao. L’alfiere dell’Aprilia domina dal primo all’ultimo giro il Gran Premio del Portogallo, centrando la sua seconda vittoria stagionale (la quinta in MotoGP) e blindando virtualmente il terzo posto nel Mondiale. Alle sue spalle chiudono Alex Marquez, ottimo nel contenere nel finale l’arrembante Pedro Acosta, che completa il podio.

Per Bezzecchi, scattato dalla pole, una gara perfetta: partenza pulita, ritmo insostenibile per chiunque e gestione impeccabile fino alla bandiera a scacchi. Niente da fare per i rivali, mentre dietro si consuma il colpo di scena con la caduta di Pecco Bagnaia, scivolato quando era quarto e ancora in lotta per il podio. Out anche Morbidelli e Mir.

Con questo successo, Bezzecchi sale a +35 su Bagnaia con 37 punti ancora in palio: il terzo posto mondiale è praticamente in cassaforte. Per Aprilia arriva la settima vittoria nella top class e la terza stagionale, record assoluto per la casa di Noale.

Il Cremlino: la parità nucleare è il principale elemento di sicurezza globale

Roma, 9 nov. (askanews) – La parità nucleare è oggi il principale elemento dell’architettura di sicurezza globale. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un’intervista rilasciata al giornalista russo Pavel Zarubin.

Peskov ha ribadito che la Russia resta impegnata a rispettare i propri obblighi sul divieto di test nucleari, ma ha avvertito che se un altro Paese dovesse riprendere le sperimentazioni, Mosca sarà costretta a fare lo stesso per mantenere la parità strategica.

Secondo il portavoce, è proprio questa parità a costituire oggi il fattore più importante della sicurezza internazionale.

La Bbc nella tempesta, avrebbe travisato i discorsi di Trump

Roma, 9 nov. (askanews) – Il governo britannico ha chiesto chiarimenti alla BBC dopo le accuse secondo cui un documentario dell’emittente pubblica avrebbe presentato in modo fuorviante alcune frasi dell’allora presidente statunitense Donald Trump, alla vigilia delle elezioni americane del novembre 2024. Lo ha dichiarato oggi la ministra della Cultura, Lisa Nandy, definendo la vicenda “estremamente grave”, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa France Presse.

Nandy ha spiegato a BBC News di aver parlato questa settimana con il presidente del gruppo audiovisivo pubblico, Samir Shah, che lunedì dovrà riferire davanti alla commissione parlamentare Cultura e Media. Secondo la stampa britannica, inclusa la stessa BBC, la risposta di Shah conterrà anche delle scuse.

Il caso è stato rivelato martedì dal quotidiano conservatore The Daily Telegraph. Al centro della polemica, un episodio del programma Panorama, trasmesso una settimana prima delle elezioni americane del 5 novembre 2024. La BBC è accusata di aver montato spezzoni diversi di un discorso del 6 gennaio 2021 per far apparire che Trump dicesse ai suoi sostenitori che li avrebbe guidati verso il Campidoglio per “combattere come diavoli”. Nel discorso integrale, l’espressione “combattere come diavoli” compare in un altro contesto, mentre il passaggio sul Campidoglio si riferiva a “incoraggiare senatori e rappresentanti del Congresso”.

La BBC, da parte sua, ha fatto sapere che Shah fornirà “una risposta completa” alla commissione parlamentare.

Nandy ha affermato di essere fiduciosa che la dirigenza dell’emittente stia affrontando la questione “con la serietà necessaria”. Ma ha aggiunto che le accuse non riguardano solo questo episodio: “Si tratta di una serie di contestazioni molto gravi, la più pesante delle quali sostiene l’esistenza di un pregiudizio sistemico nel modo in cui la BBC tratta temi difficili”.

La ministra ha espresso “preoccupazione” per alcune scelte editoriali dell’emittente che, a suo dire, “non sempre rispondono agli standard più elevati”.

Gaza, Israele non vuole i soldati turchi nella forza multinazionale

Roma, 9 nov. (askanews) – Il governo israeliano esclude qualsiasi presenza di soldati turchi nella forza multinazionale che dovrebbe subentrare all’esercito israeliano nella Striscia di Gaza. Lo riferisce l’agenzia di stampa Reuters.

Non ci saranno “stivali turchi sul terreno”, ha dichiarato oggi ai giornalisti la portavoce dell’esecutivo, Shosh Bedrosian, rispondendo a una domanda sul ruolo di Ankara nel dispositivo internazionale in fase di preparazione. Israele insiste da settimane affinché eventuali forze multinazionali chiamate a gestire la sicurezza nel territorio palestinese non includano Paesi che considera ostili o troppo vicini a Hamas.

Ankara, da parte sua, ha più volte criticato l’operazione israeliana e chiesto un ritiro immediato dell’IDF dalla Striscia.

Cinema, Giuli: gli sguaiati attacchi di Pd e 5S danneggiano la Ragioneria

Roma, 9 nov. (askanews) – “Gli sguaiati attacchi personali di Pd e 5stelle contro il tentativo del Mic di riallocare 100 milioni inutilizzati sul Fondo cinema 2026, senza con ciò mettere in discussione le spettanze esigibili dal 2022 al 2024, prima cioè che io mi insediassi al Collegio Romano, dimostrano la stolida, crassa ignoranza di chi se ne fa portavoce. E oltretutto danneggiano la Ragioneria generale dello Stato, proiettando una luce sinistra di sospetto sulla sua vera o presunta terzietà”. Così il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.

Il PAC di Milano e Careof presentano Seeing Beyond Fading

Milano, 9 nov. (Askanews) – L’8 e il 9 novembre 2025 il Padiglione d’Arte Contemporanea e Careof hanno presentato presso la sede del PAC l’installazione Seeing Beyond Fading di Daniele Costa: un invito a rallentare, a osservare con attenzione, a scoprire ci che resta oltre la scomparsa.

L’opera nasce all’interno di un hospice, luogo di cura in cui il tempo si dilata. Attraverso l’uso di termocamere, Costa sostituisce la luce con il calore: i corpi appaiono come paesaggi termici che registrano il contatto, la distanza, la persistenza di un’energia vitale. Il titolo del progetto allude al linguaggio tecnico dell’editing video, dove fade in e fade out segnano l’apparire e lo svanire dell’immagine. Costa ne sovverte il significato, cercando di vedere oltre la dissolvenza. In questo passaggio tra visibile e invisibile, la morte cessa di essere fine e si rivela come un continuum.

Seeing Beyond Fading di Daniele Costa un progetto prodotto da Careof a cura di Marta Cereda con la collaborazione di Carolina Gestri. Il progetto realizzato con il sostegno del MiC e di SIAE nell’ambito del programma Per Chi Crea in collaborazione con il Centro Residenziale di Cure Palliative Casa del Vento Rosa di Lendinara (Ro), con il supporto e sostegno di Ines Testoni con il Master in Death Studies & the End of Life progetto di Terza Missione Universit degli studi di Padova.

Calcio, Risultati e classifica, balzo Sassuolo

Roma, 9 nov. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Atalanta-Sassuolo 0-3

Pisa-Cremonese 1-0, Como-Cagliari 0-0, Lecce-Verona 0-0, Juventus-Torino 0-0, Parma-Milan 2-2, Atalanta-Sassuolo 0-3, ore 15 Genoa-Fiorentina, Bologna-Napoli, ore 18 Roma-Udinese, ore 20.45 Inter-Lazio.

Classifica: Napoli, Milan 22, Inter, Roma 21, Juventus 19 Bologna, Como 18, Sassuolo 16, Lazio, Udinese 15, Cremonese, Torino 14, Atalanta 13, Cagliari, Lecce 10, Pisa 9, Parma 7, Genoa, Verona 6, Fiorentina 4

Dodicesima giornata: sabato 22 novembre ore 15 Cagliari-Genoa, Udinese-Bologna, ore 18 Fiorentina-Juventus, ore 20.45 Napoli-Atalanta, domenica 23 novembre ore 12.30 Verona-Parma, ore 15 Cremonese-Roma, ore 18 Lazio-Lecce, ore 20.45 Inter-Milan, lunedì 24 novembre ore 18.30 Torino-Como, ore 20.45 Sassuolo-Pisa.

Calcio, Sassuolo travolgente, Atalanta in crisi: 3-0 a Bergamo

Roma, 9 nov. (askanews) – Notte fonda per l’Atalanta, che crolla 0-3 in casa contro un Sassuolo perfetto per compattezza e cinismo. I neroverdi sbloccano il match al 29′ con Berardi su rigore — concesso per un’uscita avventata di Carnesecchi su Pinamonti — e nella ripresa dilagano: prima il raddoppio del centravanti su assist dello stesso capitano, poi il tris ancora firmato Berardi al 66′.

L’Atalanta, incapace di reagire e spesso imprecisa in costruzione, crea poco: un lampo di Lookman nel primo tempo e qualche mischia confusa nella ripresa. I fischi del pubblico di Bergamo accompagnano un’altra sconfitta pesante, la nona gara senza vittoria nelle ultime undici di campionato.

Il Sassuolo, invece, dà seguito ai progressi mostrati nelle ultime settimane e si rilancia in classifica con un successo netto e convincente. Per Juric ora la pausa arriva come una tregua, ma il suo futuro sulla panchina nerazzurra è più incerto che mai.

Schlein: Meloni vuole una magistratura sottomessa alla politica

Milano, 9 nov. (askanews) – “Riforma della giustizia? Loro la chiamano così, ma come fai a chiamare la riforma della giustizia quando il ministro Nordio ci dar ragione e ammette candidamente che questa riforma non inciderà in alcun modo sull’efficienza del sistema giudiziario italiano: non accorcerà i processi e non aumenterà gli organici che mancano, non stabilizzerà 12 mila precari della giustizia. Forse il problema è un altro e l’ha chiarito Giorgia Meloni con quel grave attacco alla Corte dei Conti: evidentemente vogliono dare un segnale per dire che la magistratura deve obbedire a chi rappresenta la maggioranza politica, perché ha preso un voto in più alle elezioni”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo a Napoli al Congresso Nazionale dei Giovani Democratici.

Pd, Schlein: no a una povertà che si trasmette tra generazioni

Milano, 9 nov. (askanews) – “Noi non possiamo accettare un mondo in cui la povertà si trasmette di generazione in generazione, non possiamo accettare che sia questo il destino anche in Italia. La vostra generazione ha avuto meno opportunità rispetto a quelle che l’hanno preceduta. Viviamo in un Paese che ha una bassissima mobilità sociale e di questo la politica non parla abbastanza ora questo fenomeno”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, intervenendo a Napoli al Congresso Nazionale dei Giovani Democratici “Non dobbiamo rassegnarci a questo stato di cose. Non dobbiamo abituarci alle ingiustizie non dobbiamo abituarci allo sfruttamento e al ritorno delle guerre – ha proseguito -. Non dobbiamo abituarci ad un modello di sviluppo che ha già fallito e l’ha dimostrato perché ha aumentato le diseguaglianze in tutto il pianeta e lo sta portando al collasso climatico non dobbiamo rassegnarci a questo stato di cose”.

Giorgetti: manovra per ricchi? Se lo è chi guadagna 45mila euro lordi…

Roma, 9 nov. (askanews) – “Bisogna capire cosa si intende per ricco. Se ricco è colui che guadagna 45mila euro euro lordi all’anno, cioé poco più di 2mila euro netti al mese, l’Istat, Banca d’Italia, Upb hanno una concezione, diciamo così della vita un po’…”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo in videocollegamento a !Città impresa – Festival dei territori”, rispondendo a una domanda sui rilievi mossi alla Manovra.

“Noi siamo intervenuti quest’anno sul ceto medio, perché i ceti più svantaggiati sono stati negli anni scorsi più attenzionati – ha aggiunto il ministro -. Abbiamo messo circa 18 miliardi l’anno scorso e li abbiamo rimessi quest’anno per i redditi inferiori a 35 mila euro. Quest’anno, come abbiamo sempre detto, abbiamo fatto uno sforzo ulteriore e abbiamo coperto anche la fascia di redditi fino a 50 mila euro. A me
sembra una logica assolutamente, in fin dei conti, cioé considerando l’orizzonte pluriennale, assolutamente sensata”.

“Mi dispiace che questo tipo di analisi si siano concentrate soltanto in una annualità – ha concluso-, dimenticando che noi abbiamo reso stabili e definitivi quei tagli del cuneo contributivo che abbiamo introdotto negli anni precedenti, non è che fossero una tantum, sono stati riconfermati anche per quest’anno. Quindi un’analisi serena e oggettiva credo che possa portare a ben diversi risultati”.

In Giappone è allerta tsunami per un terremoto al largo costa orientale

Roma, 9 nov. (askanews) – In Giappone è scattata l’allerta tusnami dopo il terremoto di magnitudo 6.7 che è stato registrato nella costa nord-orientale del paese. L’Agenzia Meteorologica Giapponese, secondo quanto riporta l’Afp, ha avvisato sul rischio di onde alte fino a un metro nella zona della prefettura di Iwate.

L’Agenzia Meteorologica Giapponese (JMA) ha emesso un’allerta tsunami domenica, dopo che un terremoto di magnitudo 6,7 ha colpito la costa nord-orientale del Paese. Il sisma si è verificato alle 17:03 (le 9:03 a Parigi) al largo della Prefettura di Iwate, con un rischio di onde di tsunami alte fino a un metro, secondo l’agenzia.

L’emittente pubblica NHK ha segnalato onde di tsunami al largo e ha esortato la popolazione a tenersi lontana dalle spiagge, sebbene le riprese televisive in diretta mostrassero mare calmo in quel momento.

Ucraina, Lavrov: io e Rubio disponibili a un incontro quando necessario

Roma, 9 nov. (askanews) – “Il Segretario di Stato Marco Rubio e io comprendiamo la necessità di una comunicazione regolare. È importante per discutere la questione ucraina e portare avanti l’agenda bilaterale”. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, in un’intervista a Ria Novosti, rispodendo a una domanda sulla possiiblità di nuovi incontri tra le delegazione russa e quella statunitense sulla guerra in Ucraina.

“Per questo motivo – ha aggiunto – comunichiamo telefonicamente e siamo anche disponibili a tenere incontri di persona quando necessario”.

Manovra, Susanna Camusso: Meloni delegittima il diritto di sciopero

Milano, 9 nov. (askanews) – “La presidente del Consiglio ha atteggiamenti e toni che hanno come obiettivo di delegittimare il diritto di sciopero. Questa destra dileggia i lavoratori ed è insofferente a qualunque critica, continua ad aggirare e svilire la Costituzione. È inaccettabile per loro che qualcuno possa non essere d’accordo con le loro politiche e quindi le metta in discussione, svilendo lo sciopero per cui il lavoratore, ricordiamoci, perde una giornata di lavoro”. Lo afferma in un’intervista a Repubblica la senatrice Pd ed ex segretaria generale della Cgil Susanna Camusso. “Gli anni che ci separano dal 2008 sono stati anni di crisi ricorrenti, che hanno cambiato la rotta della distribuzione della ricchezza e fatto riesplodere anche nei paesi ricchi diseguaglianze profonde. Anni che hanno visto tante mobilitazioni del mondo del lavoro, ed anche ripetute fratture tra le organizzazioni confederali, forse perché è più difficile trovare risposte, forse perché la stessa frammentazione del lavoro rende più difficile mantenere la confederalità – prosegue Camusso -. Se vogliamo, però uscire dalla polemica spicciola ed indecente del governo, segnalerei che tutte le grandi organizzazioni confederali danno giudizi critici sulla manovra e promuovono forme di mobilitazione”.

Filippine, in arrivo il tifone Fung-wong: oltre 900 mila evacuati

Milano, 9 nov. (askanews) – Il secondo tifone nel giro di una settimana sta per abbattersi sulle Filippine, e sono oltre 900 mila residenti evacuati per sfuggire ai venti distruttivi e dalle mareggiate potenzialmente letali. Lo riferisce la CNN precisando che secondo l’Ufficio presidenziale per le comunicazioni domenica sono stati evacuati quasi 920 mila residenti da 11 regioni.

Fung-wong, conosciuto localmente come Uwan, è in arrivo dopo tifone Kalmaegi, che ha causato la morte di quasi 200 persone nella parte centrale dell’arcipelago e di cinque persone in Vietnam.

“La gente è un po’ sotto shock”, ha detto alla CNN Butch Meily, presidente della Philippine Disaster Resilience Foundation (PDRF), sottolineando che questo è il quarto grande tifone che ha colpito il Paese nelle ultime sette settimane, oltre a due terremoti.

Il Papa: troppi civili e bambini uccisi nel mondo, cessate il fuoco

Milano, 9 nov. (askanews) – “Esprimo il mio vivo apprezzamento per quanti ad ogni livello si stanno impegnando a costruire la pace nelle diverse regioni segnate dalla guerra. Nei giorni scorsi, abbiamo pregato per i defunti e tra questi, purtroppo, ce ne sono tanti uccisi nei combattimenti e nei bombardamenti, benché fossero civili, bambini, anziani, ammalati. Se si vuole veramente onorare la loro memoria, cessi il fuoco e si mettono un impegno nelle trattative”. Lo ha detto Leone XIV, affacciato alla finestra dello studio nel Palazzo Apostolico Vaticano, aii fedeli ed i pellegrini riuniti in Piazza San Pietro per la recita dell’Angelus.

Lavrov: il congelamento di asset russi è vera e propria rapina dell’Ue

Roma, 9 nov. (askanews) – “Il cinismo con cui la Commissione Europea interpreta la Carta delle Nazioni Unite e altre norme giuridiche internazionali, comprese le disposizioni sull’immunità sovrana e l’inviolabilità dei beni delle banche centrali, non sorprende da tempo. Tali azioni costituiscono un vero e proprio inganno e una rapina. A quanto pare, istinti colonialisti e pirateschi di vecchia data si sono risvegliati negli europei. Non importa come venga orchestrato il piano per espropriare il denaro russo, non esiste un modo legale per farlo”. Lo afferma il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, in un’intervista a Ria Novosti, rispondendo a una domanda sul cogelamento dei beni russi da parte dell’Unione europea.

“La confisca delle nostre riserve auree e valutarie non salverà i protetti di Kiev di una ‘Europa unita’. È chiaro – ha aggiunto – che il regime non sarà in grado di ripagare alcun debito e non ripagherà mai i suoi prestiti. Considerando ciò, non tutti nell’Unione Europea sono disposti ad adottare ciecamente tali misure, che comportano anche gravi rischi reputazionali per l’eurozona come polo economico. La Russia risponderà in modo appropriato a qualsiasi azione predatoria nel rispetto del principio di reciprocità, basato sugli interessi nazionali e sulla necessità di risarcire i danni causati. Bruxelles e altre capitali occidentali potrebbero ancora tornare in sé e abbandonare l’avventura pianificata”.

Il Papa: in programma concistoro straordinario il 7 e 8 gennaio

Milano, 9 nov. (askanews) – Papa Leone XIV intende convocare un concistoro straordinario dei cardinali. In una breve comunicazione inviata ai cardinali il 6 novembre la Segreteria di Stato vaticana ha affermato che “Sua Santità Leone XIV ha in mente di convocare un Concistoro Straordinario per i giorni 7 e 8 gennaio 2026”. A rivelarlo è il quotidiano cattolico Usa National Catholic Register che riporta un passaggio della comunicazione ricevuta dai cardinali: “A tempo debito, il Decano del Collegio Cardinalizio invierà a Vostra Eminenza la relativa lettera con ulteriori dettagli”.

Muro Berlino, Meloni: fu nuova alba di libertà e democrazia

Milano, 9 nov. (askanews) – “Il 9 novembre 1989, giorno della caduta del Muro di Berlino, non rappresenta solo l’abbattimento di un muro che per anni aveva diviso la Germania in due sotto la morsa del comunismo, segnando profondamente l’Europa e il mondo intero, ma racconta anche il momento in cui migliaia di persone, unite e legate dallo stesso desiderio, avevano dato inizio a una nuova alba e a un nuovo giorno con la riconquista della libertà, della speranza e della democrazia”. Lo scrive su X la presidente del consiglio Giorgia Meloni “Per ricordare tutto questo, la Repubblica Italiana ha scelto di dedicare il 9 novembre al ‘Giorno della Libertà’, istituito con la Legge del 15 aprile 2005, n.61 – prosegue la premier -. Il 9 novembre ricordiamo chi ha sofferto, chi ha sperato, chi ha avuto il coraggio di credere che il mondo potesse cambiare. E rinnoviamo, insieme, quella stessa speranza e voglia di libertà”.

Ultime piogge, poi la svolta: arriva l’Estate di San Martino

Milano, 9 nov. (askanews) – Un ciclone presente sul mar Tirreno continua a mantenere piuttosto instabili le condizioni meteo su parte dell’Italia; dalla prossima settimana però ci attende un drastico cambiamento. Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma l’attuale fase di maltempo, a tratti molto intenso, su parte dei settori adriatici e sulle regioni del Sud dove nelle prossime ore sono previste ulteriori piogge anche a carattere temporalesco.

Le precipitazioni colpiranno in particolare Sardegna, Sicilia (qui anche con veri e propri nubifragi), Campania, Calabria, Basilicata e Puglia. Locali piovaschi interesseranno ancora Marche, Abruzzo e basso Lazio. Discorso completamente diverso invece al Nord e sulle altre regioni del Centro dove continueremo a vivere una fase decisamente più tranquilla e anche soleggiata.

Veniamo ora alla decisa svolta attesa nel corso della prossima settimana. Dopo le ultime piogge attese nel corso di Lunedì 10 Novembre al Sud (strascico del ciclone che interesserà parte dell’Italia nel corso di domenica), le condizioni meteo sono previste in netto miglioramento, grazie all’avanzata di un vasto campo di alta pressione, supportato da masse d’aria di origine subtropicale. Ecco servita l’Estate di San Martino. Secondo la tradizione, questo evento prende il nome da una leggenda risalente al IV secolo. Si racconta che, in un giorno di freddo e pioggia, il cavaliere Martino di Tours incontrò un mendicante infreddolito lungo la strada. Mosso a compassione, tagliò il suo mantello in due per offrirgliene metà. In quel momento le nuvole si diradarono e il sole tornò a splendere, regalando un clima insolitamente mite: un segno di riconoscenza divina, secondo la tradizione cristiana. Dal punto di vista meteorologico, l’Estate di San Martino indica quel breve periodo di tempo stabile e relativamente caldo che spesso si manifesta intorno all’11 novembre, quando un campo di alta pressione interessa l’Europa meridionale.

Per buona parte della settimana spazio dunque ad un’estrema stabilità atmosferica. Al Centro-Sud e sulle due Isole Maggiori oltre al tanto sole ci aspettiamo un deciso aumento delle temperature, con valori fino a 22/24°C in Sicilia e Sardegna. Al Nord invece, soprattutto in pianura, dovremo fare i conti con l’altra faccia della medaglia degli anticicloni autunnali e invernali, ovvero con la formazione di foschie e nebbie anche compatte, destinate a formarsi specie dopo il tramonto e al primo mattino (su questi settori farà piuttosto freddo specie durante le ore notturne).

Almeno fino al weekend successivo (15-16 Novembre) non sono previsti scossoni particolari; l’alta pressione dominerà incontrastata con prevalenza di tempo stabile e soleggiato. Per una svolta realmente fredda sarà necessario attendere la seconda metà di novembre. In quel periodo, masse d’aria provenienti dal Polo Nord potrebbero scendere verso il cuore del Vecchio Continente e, successivamente, raggiungere anche il nostro Paese, dando il via a una fase caratterizzata da freddo più intenso e maltempo diffuso.

Calcio, Parma-Milan 2-2, Allegri: "Punti buttati"



Roma, 9 nov. (askanews) – Grazie a un gran secondo tempo il Parma conquista un punto contro il Milan, al Tardini, rimontando da 0-2 a 2-2. I rossoneri dominano la prima frazione, passano in vantaggio con Saelemaekers e raddoppiano su rigore con Leao (fallo su Saelemaekers). Bel recupero Bernabé la riapre e a inizio ripresa il Parma spinge, colpisce un palo e poi segna con Delprato. Nel finale Saelemaekers e Pulisic sprecano. Sono punti pesanti lasciati per strada, questi. Sotto qualsiasi ottica: scudetto e Champions. Il tecnico rossonero conferma: “Due punti buttati. Certo, non so come sarebbe finita se il primo tempo fosse terminato due a zero. Si poteva fare meglio, ma a inizio ripresa in area eravamo imbambolati, addormentati. Abbiamo subìto azioni pericolose, piovevano palloni da tutte le parti. In area bisogna fare la guerra. Poi abbiamo ripreso a giocare e creato palle gol importanti, ma sul due a zero non si deve subire un gol così, piuttosto butti palla in tribuna. Era una partita ben avviata, non avevamo concesso nulla e invece sul due a uno poi ti viene un po’ di paura. Dobbiamo crescere tutti, occorreva dare battaglia. Bisogna crescere perché tutti lo chiamano percorso ma per me siamo dei polli: fra Cremonese, Pisa e Parma abbiamo fatto solo due punti e ne abbiamo buttati sette. Abbiamo avuto tante occasioni, bisogna crescere nella lettura delle partite”.

La DJ e rapper Evissimax ha pubblicato il suo nuovo EP PRESS X

Milano, 9 nov. (askanews) – La DJ e rapper Evissimax ha pubblicato il suo nuovo EP PRESS X, disponibile su tutte le piattaforme digitali per Funclab Records e Island Records. (https://evissimax.lnk.to/pressx)

Scritto da Evissimax e prodotto da Deriansky, PRESS X è un concentrato di energia esplosiva che trasforma la rabbia in emancipazione, fondendo trap, rave, afrobeat, techno e ghettotech in un linguaggio sonoro potente e libero da etichette. Un manifesto di forza, sensualità e autodeterminazione, nato dalla collaborazione tra Evissimax e Deriansky – artista e produttore che lei ammira per la sua creatività e il suo orecchio unico. Insieme, hanno costruito un suono potente, ribelle e impossibile da ignorare.

Anticipato dai singoli XXX e B-AXX SHAKING SONG, uscito lo scorso 12 settembre, al centro dell’EP c’è il simbolo della X — più di un titolo, un’affermazione di identità. Premere “x” per Evissimax significa cancellare ciò che non serve più, rifiutare le aspettative e rivendicare il proprio spazio. È conquista, gioco, desiderio e potere.

Fortemente ispirato agli inni rap che hanno segnato la sua adolescenza e l’inizio del suo percorso musicale, la tracklist di PRESS X è una corsa a tutta velocità dentro il mondo di Evissimax: si apre con il beat da dancehall e il synth da rave di B-AXX SHAKING SONG, esplode nella grinta rap di MISS MAX — alter ego e dichiarazione di potenza — e prosegue con l’intensità di XXX, primo tassello del progetto. NAXTY porta in superficie il lato più oscuro e feroce della producer, mentre LUV THE GRXNA ne rivela quello più ironico e irriverente, tra provocazione e libertà.

In aggiunta a questo viaggio musicale, venerdì 28 novembre, sarà pubblicata una bonus track firmata da Miss Jay del remix del brano Miss Max.

Evissimax porterà per la prima volta dal vivo il suo nuovo EP l’8 novembre al VACUUM di Milano in una speciale serata che vedrà alternarsi sul palco anche TOCCORORO e SLIM SOLEDAD, TRE QANI e SAINT NIA, per una serata che farà tremare la pista. Biglietti disponibili.

Calcio, Risultati e classifica, Milan aggancia il Napoli

Roma, 9 nov. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Parma-Milan 2-2

Pisa-Cremonese 1-0, Como-Cagliari 0-0, Lecce-Verona 0-0, Juventus-Torino 0-0, Parma-Milan 2-2, domenica 9 novembre ore 12.30 Atalanta-Sassuolo, ore 15 Genoa-Fiorentina, Bologna-Napoli, ore 18 Roma-Udinese, ore 20.45 Inter-Lazio.

Classifica: Napoli, Milan 22, Inter, Roma 21, Juventus 19 Bologna, Como 18, Lazio, Udinese 15, Cremonese, Torino 14, Atalanta, Sassuolo 13, Cagliari, Lecce 10, Pisa 9, Parma 7, Genoa, Verona 6, Fiorentina 4

Dodicesima giornata: sabato 22 novembre ore 15 Cagliari-Genoa, Udinese-Bologna, ore 18 Fiorentina-Juventus, ore 20.45 Napoli-Atalanta, domenica 23 novembre ore 12.30 Verona-Parma, ore 15 Cremonese-Roma, ore 18 Lazio-Lecce, ore 20.45 Inter-Milan, lunedì 24 novembre ore 18.30 Torino-Como, ore 20.45 Sassuolo-Pisa.

Picierno contro Renzi. E poi?

«Bettini, esci da questo Renzi». È una frase che non si era mai sentita così, detta così, in pubblico, in scena politica aperta. Pina Picierno — sul palco del Linkiesta Festival — non si limita a un appunto tattico: «Mi è sembrato di ascoltare le stesse motivazioni di quella che un tempo Renzi stesso chiamava “la ditta”». E aggiunge: «Oggi sembra sposarne addirittura le tesi».

Laffondo

L’obiettivo del colpo non è solo Renzi: è la (errata) definizione del “riformismo” come attitudine a contenere, a mediare, a temperare le posizioni, anche quando sono sbagliate perchè intrise di populismo o demagogia. Picierno rovescia lo schema: «O i riformisti sono capaci di coltivare ambizioni alte, oppure finiremo per incastrare il Paese in un eterno gioco di conservazione».

Il paradosso interno

La domanda però — politicamente — torna inevitabile verso casa sua: possono i riformisti che continuano a militare nel Pd produrre quell’ambizione alta che lei invoca? Perché il rischio è proprio quello che l’europarlamentare denuncia nell’atteggiamento di Renzi: il tatticismo o peggio l’ambiguità. «Non mi rassegno a vedere il partito che ho contribuito a fondare cancellare un pezzo della sua storia», dice. E qui si apre lo scenario più complicato: se non ci si rassegna, come s’immagina di superare e correggere una linea politica oggetto di contestazione? Nell’incontro di Milano, non molti giorni fa, la critica alla “linea Schlein” è scivolata verso parole d’insofferenza che non hanno fornito indicazioni concrete. Anzi, sono apparse come l’affannosa ricerca di un punto di equilibrio rispetto alla segreteria.

Dentro o oltre il recinto

Renzi — piaccia o no — ha scelto a suo tempo di andare fuori. Ha rotto il recinto, tant’è che oggi si mostra inaffidabile per il tentativo di rientrarvi a pieno titolo. La Picierno, invece, prova a gestire  una prospettiva di rottura… senza rompere con il Pd.  Davvero complicato.

 

Il punto politico

Insomma, non basta evocare la nobiltà del riformismo democratico se il partito che dovrebbe rappresentarlo non riesce a darne una versione attendibile. La Picierno inciampa su un riformismo che gioca facile con la critica a Renzi, ma non si traduce in un progetto politico .

Dunque, la domanda finale non è su Renzi. È sul Pd. E su chi, dentro il Pd, fa professione di credere in un cambio di orizzonte politico quando dal Nazareno vengono sistematicamente inequivoci segnali di chiusura. Quousque tandem?

Il paradosso di Guido Miglioli, grande democratico e cristiano

Proviamo a porre in risonanza due anniversari: la morte, il 24 ottobre 1954, di Guido Miglioli e la rivoluzione bolscevica del 7 novembre 1917.

 

Le radici nel movimento cattolico sociale

Poniamoci subito in ascolto di Giovanni Sabbatucci e di Vittorio Vidotto, autori di uno dei migliori manuali di Storia contemporanea: «La condanna di Murri e della democrazia cristiana non impedì peraltro al movimento sindacale cattolico di continuare a svilupparsi.

Nel 1910 esistevano in Italia 375 leghe bianche, con oltre 100.000 iscritti, concentrati in buona parte in Lombardia e in Veneto e reclutati soprattutto fra gli operai tessili, che diedero vita, nel 1909, al primo sindacato nazionale cattolico di categoria. Le organizzazioni bianche riscossero un certo successo anche tra i lavoratori agricoli, in particolare fra i piccoli proprietari e i mezzadri. Nelle campagne del Cremonese un organizzatore di notevoli capacità, Guido Miglioli, riuscì a creare una serie di leghe non meno forti e combattive delle analoghe organizzazioni ‘rosse’».

 

La rivoluzione russa e la promessa tradita

Volgiamo ora lo sguardo alla Russia, tra la fine del 1917 e l’inizio del 1918. A poche settimane dalla rivoluzione bolscevica, venne eletta un’Assemblea costituente, di cui nessuno parla mai. Poco dopo le speranze si infransero. Come ebbi modo di dire a Salvatore Veca, a mio giudizio l’atto di morte della rivoluzione dei soviet coincide con lo scioglimento armato, nel gennaio 1918, di quell’Assemblea, eletta a fine novembre, con maggioranza schiacciante dei socialrivoluzionari sostenuti dai contadini, mentre i bolscevichi erano fermi a 175 seggi su 707. Il sogno dei soviet non riusciva a coniugarsi con i meccanismi della democrazia parlamentare. Considerarla mero strumento borghese fu errore fatale.

Il secondo fallimento fu ancora più evidente: il venir meno della promessa di coinvolgere anche i contadini. La falce affiancata al martello restò simbolo più che realtà. Le requisizioni forzose e l’economia di guerra fecero crollare il consenso nelle campagne.

Labbaglio e il destino di Miglioli

Ecco dunque il paradosso di Miglioli: mentre la maggior parte dei dirigenti del movimento comunista internazionale vedeva nell’agricoltura il vero tallone d’Achille del “Paese dei Soviet”, il sindacalista cattolico se ne fece sedurre, negli anni Venti, abbracciando l’idea della collettivizzazione della terra. Un anelito di giustizia evangelica che lo condusse a sostenere una pratica disastrosa, che avrebbe contribuito, decenni dopo, alla stagnazione e al crollo finale dell’impero sovietico.

Una grande amicizia e una memoria dimenticata

E proprio Miglioli – anche per lui, come per Giuseppe Saragat, potremmo evocare “un destino cinico e baro” – nel secondo dopoguerra non venne compreso né da Alcide De Gasperi né dalle sinistre. Nel 1948, candidato come espressione del “Movimento Cristiano per la Pace” dal Fronte democratico popolare, non fu eletto. Ma non era uomo solo: fu sostenuto da una delle amicizie più profonde e straordinarie della nostra storia civile, quella con don Primo Mazzolari. Un legame sul quale meriterebbe soffermarsi ancora.

Da segnalare, infine, la grande monografia pubblicata nel 2021 da Claudia Baldoli, Bolscevismo bianco. Guido Miglioli fra Cremona e lEuropa (1879-1954). Un contributo prezioso per restituire a Miglioli la sua complessità, la sua visione, i suoi errori e la sua eredità mancata.

Il ritorno possibile dei Popolari in Veneto

Sono trent’anni che la Dc è scomparsa dal consiglio regionale del Veneto, dopo oltre un ventennio di egemonia-dominio (1990-2015) alla guida del “Veneto bianco”. Dopo i diversi tentativi falliti di ricomposizione del partito (2012-2025), finalmente è in atto un tentativo encomiabile con il movimento-partito dei Popolari per il Veneto.

Trentanni dopo

Il movimento, promosso dagli amici Iles Braghetto e Luciano Finesso, è presieduto dal prof. Silvio Scanagatta dell’Università di Padova e sostiene la candidatura di Fabio Gui a Presidente della giunta regionale, sulla base di un programma ispirato ai valori del cattolicesimo democratico, liberale e cristiano sociale.

 

Proporzionale ma bipolarismo di fatto

Si tratta ora di verificare l’esistenza in vita dei democratici cristiani e popolari nei sette collegi provinciali nei quali è presente la lista dei Popolari per il Veneto. Nonostante nel voto regionale vigano regole proporzionali, prevale di fatto una logica bipartitica maggioritaria, che riduce lo spazio politico alla polarizzazione destra-sinistra.

In Veneto, poi, lo scontro è particolarmente acceso dentro il centrodestra, tra Lega e Forza Italia, dopo che Zaia, giunto al limite dei due mandati, non ha potuto ricandidarsi e Forza Italia, mancato il colpo di presentare Flavio Tosi, ex leghista epurato, resta terza forza tra i due contendenti principali.

Leredità politica del Veneto bianco

Abbiamo consapevolezza delle difficoltà, ma anche volontà: accertare lo stato di esistenza in vita del nostro popolarismo, capire quanti “democratici cristiani non pentiti” e quante elettrici ed elettori ispirati da quella cultura siano ancora disponibili nel Veneto a riaprire un percorso nuovo nel solco antico della Dc veneta.

Un partito che seppe coniugare interessi dei ceti medi produttivi e delle classi popolari, interpretando per oltre vent’anni il punto d’equilibrio più stabile della società veneta. È questo il compito che oggi si propongono i Popolari per il Veneto.

Qual è l’obiettivo politico?

L’obiettivo è il 3%. Oggi non si vede nei sondaggi. Ma – come sappiamo – le previsioni di voto sono tendenze che possono auto-adempiersi o auto-distruggersi. Per questo chiediamo a tutte le amiche e gli amici dei sette collegi di votare e far votare le nostre liste, consapevoli che la presenza di candidati ispirati dai valori del cattolicesimo politico è essenziale in una fase complessa e contraddittoria della vita sociale, culturale e politica regionale, italiana e internazionale.

 

Nel solco dei Liberi e Forti

Qualche collega giornalista ci segnala l’ostacolo dei sondaggi. Ma i democratici cristiani non pentiti non sono tra quelli che salgono sul carro del vincitore. Da qui ripartiamo: per superare la falsa alternativa destra-sinistra, e contribuire alla costruzione di un nuovo centro politico nel Veneto e in Italia. Contro il mito del “voto utile”, noi punteremo al voto di testimonianza e alla ripresa dell’iniziativa politica dei dc e popolari del Veneto.

Avanti allora, tutti insieme, nel solco della migliore tradizione dei Liberi e Forti.

Il credente tra democrazia e bene comune: l’appello di Papa Leone XIV.

Il nuovo millennio ha messo a dura prova le fondamenta delle nostre società, sfidate da populismi crescenti, disuguaglianze economiche e una pericolosa indifferenza verso le sorti comuni. In questo scenario complesso, l’impegno dei cristiani per la libertà e la democrazia non è mai stato così cruciale. Un impegno che, lungi dal confondersi con schieramenti ideologici, deve promuovere l’umanesimo civile 5.0, radicarsi nella dottrina sociale della Chiesa e nell’economia sociale di mercato, ponendo il servizio come unica bussola.

Al servizio del prossimo

C’è un solo vero metro di misura per i cristiani e più in generale per tutti i cittadini, e non sono i grandi discorsi o le bandiere sventolate, ma se siamo al servizio del prossimo e del bene comune. È questo il cuore del primo, attesissimo, documento di Papa Leone XIV: l’Esortazione Apostolica “Dilexi te” (Ti ho amato). Un testo che non è solo una riflessione profonda sui mali del nostro tempo, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti per il nostro futuro contro la tentazione dell’indifferenza verso l’esclusione sociale.

Papa Leone XIV, con la chiarezza che lo contraddistingue, indica una terza via netta e coraggiosa, rifiutando le scorciatoie che minacciano la vera testimonianza sociale del credente. Da un lato, l’assistenzialismo populista, che promette soluzioni facili e immediate senza richiedere vera responsabilità civica o giustizia strutturale; dall’altro, la teologia della prosperità, tanto di moda negli USA e in altre realtà globali, che confonde la benedizione divina con il successo materiale e l’accumulo di ricchezze.

La terza via non è una novità

Questa terza via non è una novità, ma un ritorno alle origini del pensiero sociale cattolico. È la stessa via che già il suo omonimo, Papa Leone XIII, aveva indicato nellenciclica Rerum Novarum, nel 1891, sulla questione operaia. Quella storica enciclica gettò le basi per un futuro terzo tra il capitalismo storico del laissez-faire, che demandava tutto all’impersonalità del mercato, e il socialismo, indicato da Leone XIII come un falso rimedio poiché aveva come obiettivo la lotta di classe come unica soluzione utile alle masse.

Oggi, l’esortazione Dilexi te aggiorna questo concetto: la vera politica cristiana è quella che promuove la sussidiarietà e la solidarietà al di là degli schemi rigidi di destra e sinistra. Essa chiede ai credenti di operare per una società dove l’economia è al servizio della persona e non viceversa, dove la democrazia non è solo un rito elettorale, ma una prassi quotidiana di cura verso la polis.

Il tempo delle osservazioni distaccate è finito. L’Esigenza di Papa Leone XIV si rivolge in modo particolare ai figli della tradizione democratica cristiana: i Popolari di Centro.

È tempo di scuotersi

Per troppo tempo, questa forza fondamentale della politica italiana ed europea è rimasta a guardare, paralizzata dall’incapacità di trovare una sintesi unitaria e profetica. Abbiamo assistito inermi al continuo scontro tra blocchi contrapposti – una destra sempre più incline a esibire la fede senza comprenderne i valori di giustizia sociale, e una sinistra spesso distante dal sentire popolare.

Questa inazione ha alimentato l’astensionismo e, peggio ancora, ha spinto molti elettori verso partiti che, pur parlando di “patria” o “tradizione”, ignorano e tradiscono i valori della dottrina sociale della Chiesa.

È tempo di scuotersi! L’Esortazione Dilexi te è il manifesto che stavamo aspettando. L’appello è a tutti i Popolari di Centro e a quanti si riconoscono nella tradizione di Maritain, Sturzo e De Gasperi: riprendiamo il nostro posto! Ricostruiamo una proposta culturale e politica che sia veramente alternativa al populismo e all’indifferenza. Torniamo a essere l’ago della bilancia, non attraverso i giochi di palazzo, ma con la coerenza radicale del servizio al bene comune.

Esigenza di concretezza

Il vero campo di battaglia non è lo scontro ideologico, ma la concretezza: la sanità pubblica, l’equità fiscale, la dignità del lavoro, la custodia del creato. Solo agendo in modo coeso e ispirato ai valori della sussidiarietà e della solidarietà potremo offrire al Paese la terza via di cui ha disperatamente bisogno. L’ora è adesso: passiamo dal guardare al fare, onorando l’appello di Papa Leone XIV, perché “non c’è fede senza opere” e non c’è democrazia senza l’impegno dei cittadini.

Calcio, Risultati e classifica, La Juve non aggancia la Champions

Roma, 8 nov. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Juventus-Torino 0-0

Pisa-Cremonese 1-0, Como-Cagliari 0-0, Lecce-Verona 0-0, Juventus-Torino 0-0, ore 20.45 Parma-Milan, domenica 9 novembre ore 12.30 Atalanta-Sassuolo, ore 15 Genoa-Fiorentina, Bologna-Napoli, ore 18 Roma-Udinese, ore 20.45 Inter-Lazio.

Classifica: Napoli 22, Inter, Milan, Roma 21, Juventus 19 Bologna, Como 18, Lazio, Udinese 15, Cremonese, Torino 14, Atalanta, Sassuolo 13, Cagliari, Lecce 10, Pisa 9, Parma 7, Genoa, Verona 6, Fiorentina 4

Dodicesima giornata: sabato 22 novembre ore 15 Cagliari-Genoa, Udinese-Bologna, ore 18 Fiorentina-Juventus, ore 20.45 Napoli-Atalanta, domenica 23 novembre ore 12.30 Verona-Parma, ore 15 Cremonese-Roma, ore 18 Lazio-Lecce, ore 20.45 Inter-Milan, lunedì 24 novembre ore 18.30 Torino-Como, ore 20.45 Sassuolo-Pisa.

Bolivia, il neo-presidente Paz: ricevo un Paese in rovina

Roma, 8 nov. (askanews) – Il presidente della Bolivia, Rodrigo Paz, ha dichiarato oggi, dopo aver prestato giuramento davanti all’Assemblea Legislativa Plurinazionale (ALP), di ricevere un Paese “devastato, in rovina e con una grave scarsità di combustibili e valuta estera”.

“Il Paese che riceviamo è devastato, in rovina, c’è scarsità di combustibili, debito e sfiducia”, ha affermato Paz nel suo primo discorso davanti all’Assemblea, nel corso della cerimonia ufficiale a La Paz.

Nel suo intervento, il nuovo capo di Stato ha inoltre annunciato “l’inizio di una nuova Bolivia che si apre al mondo e che non sarà mai più sottomessa a ideologie obsolete”.

“Benvenuti in Bolivia. Questa è la nuova Bolivia che si apre al mondo”, ha dichiarato Paz davanti ai parlamentari e alle delegazioni internazionali presenti.

Il presidente boliviano ha poi ringraziato i leader di Argentina, Javier Milei, di Cile, Gabriel Boric, e di Ecuador, Daniel Novoa, Paesi nei quali trascorse parte della sua infanzia in esilio insieme al padre, l’ex presidente Jaime Paz Zamora (1983-1993), durante gli anni delle dittature militari.

“La Bolivia è la patria che non ci abbandona mai, e questo governo promette che non abbandonerà mai la patria”, ha sottolineato Paz.

Il leader di centrodestra Rodrigo Paz e il suo vicepresidente Edman Lara hanno vinto il ballottaggio del 19 ottobre con il 54,96% dei voti validi e guideranno il Paese sudamericano dopo oltre due decenni di governi della sinistra boliviana.

Calcio, Risultati e classifica, Como al sesto posto

Roma, 8 nov. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Como-Cagliari 0-0, Lecce-Verona 0-0

Pisa-Cremonese 1-0, Como-Cagliari 0-0, Lecce-Verona 0-0, ore 18 Juventus-Torino, ore 20.45 Parma-Milan, domenica 9 novembre ore 12.30 Atalanta-Sassuolo, ore 15 Genoa-Fiorentina, Bologna-Napoli, ore 18 Roma-Udinese, ore 20.45 Inter-Lazio.

Classifica: Napoli 22, Inter, Milan, Roma 21, Bologna, Juventus, Como 18, Lazio, Udinese 15, Cremonese 14, Atalanta, Sassuolo, Torino 13, Cagliari, Lecce 10, Pisa 9, Parma 7, Genoa, Verona 6, Fiorentina 4

Dodicesima giornata: sabato 22 novembre ore 15 Cagliari-Genoa, Udinese-Bologna, ore 18 Fiorentina-Juventus, ore 20.45 Napoli-Atalanta, domenica 23 novembre ore 12.30 Verona-Parma, ore 15 Cremonese-Roma, ore 18 Lazio-Lecce, ore 20.45 Inter-Milan, lunedì 24 novembre ore 18.30 Torino-Como, ore 20.45 Sassuolo-Pisa.

Tennis, Cahill a Sinner: "Se vuole resto con lui"

Roma, 8 nov. (askanews) – A due giorni dall’esordio di Jannik Sinner alle ATP Finals di Torino, Darren Cahill ha chiarito il suo futuro al fianco dell’azzurro. “Abbiamo fatto una piccola scommessa a Wimbledon e lui l’ha vinta, non decido io. Se Jannik vuole che resti nel 2026, ci sarò”, ha dichiarato l’allenatore australiano, accanto a Simone Vagnozzi in conferenza stampa.

La famosa scommessa era nata prima della finale di Wimbledon, come aveva raccontato lo stesso Sinner dopo la vittoria su Alcaraz: “Se avessi vinto Wimbledon, avrei potuto scegliere se farlo restare a fine anno oppure no. Adesso la scelta è mia…”. E, a giudicare dalle parole di Cahill, l’australiano è stato di parola.

“Pensavo fosse il momento giusto per lasciare – ha aggiunto – non sono più un giovanotto, e forse una nuova voce nel team poteva aiutare. Ma se Jannik non è pronto a questo passo, non c’è problema. Dipenderà da lui: deve fare ciò che è meglio per la sua crescita. Se deciderà di continuare con me, io ci sarò”.

Poi il ringraziamento per un percorso condiviso: “Abbiamo fatto un grande lavoro in questi tre anni, anche nella comunicazione. Con Simone ci completiamo, lavoriamo ogni giorno sui dettagli per migliorare Jannik dentro e fuori dal campo. È più rilassato, più sorridente, e questo è bellissimo da vedere”.

Sulle ATP Finals di Torino, Cahill chiude con ottimismo: “Siamo contenti di come è arrivato qui, ha fiducia ed è in ottima forma. La corsa al numero 1 è entusiasmante: comunque vada, quello che ha fatto Sinner quest’anno è fantastico”.

Qualche giorno fa lo stesso Sinner, in un’intervista a Sky Sport, aveva detto: “Io mi vedo con Cahill ancora per un altro anno. È come un padre che tiene unito il team e ci sostiene nei momenti difficili. È stato fondamentale per me e per Simone. Speriamo di convincerlo”.

Formula 1, Sprint GP Brasile: Norris vince e allunga

Roma, 8 nov. (askanews) – Oscar Piastri, fino a ieri simbolo di calma e precisione, ha commesso l’errore più pesante della sua giovane carriera: al sesto giro della Sprint Race ha toccato il cordolo bagnato e perso il controllo della McLaren, finendo contro il muro. Un errore tanto banale quanto costoso, perché interrompe la rincorsa al compagno di squadra Lando Norris, leader del Mondiale, e alimenta il primo vero momento di crisi per l’australiano.

Norris invece continua a sembrare impermeabile alla pressione. Vince anche in Brasile, difendendosi da un Antonelli straordinario, arrivato secondo con la Mercedes dopo un finale tutto in rimonta. Il giovane bolognese, a quattro giri dal termine, era a soli quattro decimi dal leader, ma Norris non ha mai tremato, chiudendo la porta a ogni spiraglio. Russell completa il podio, mentre Verstappen risale fino al quarto posto dopo una gara accorta, rischiando anche lui sul cordolo ma riuscendo a restare in pista ù un brivido che vale tanto, soprattutto nel momento in cui Piastri finiva contro le barriere.

Dietro, Leclerc trova un guizzo nei giri finali per superare Alonso e portarsi quinto, con la Ferrari ancora poco brillante e intrappolata nel gruppetto di metà classifica. Settimo Hamilton, che aveva promesso di “divertirsi” nel finale di stagione: non proprio la giornata ideale per farlo.

Spavento nel finale per Bortoleto, protagonista di un impatto ad alta velocità sul rettilineo. La Sauber è distrutta, ma il brasiliano ù accolto dall’applauso del pubblico di casa ù è tornato ai box sulle proprie gambe. Nessuna conseguenza, solo tanto spavento.

Domani la gara lunga, con l’incognita meteo e un Mondiale che, forse per la prima volta, ha cambiato davvero direzione.

Separazione carriere, Conte: riforma realizza disegno P2 Gelli

Roma, 8 nov. (askanews) – “Noi parteciperemo convintamente e sicuramente a tutti i livelli alla battaglia politica per il no” alla riforma della giustizia “che di fatto poi realizza il disegno di rinascita della P2 di Gelli. Con tutti i problemi, durante il governo Meloni, è anche aumentata la durata delle cause civili in questi ultimi tre anni, e che cosa fanno? Anziché investire su una giustizia più efficiente, più celere, ci propongono la separazione delle carriere”. Così Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, a margine dell’evento M5s Unite, in corso a Roma.

“Stanno raccontando ai cittadini italiani e gli imprenditori che vorrebbero un decreto ingiuntivo immediatamente esecutivo, stanno raccontando che il problema è che non sono separate le carriere dei magistrati giudicanti e pubblici ministeri. In verità sono già separate: meno dell’ 1% passa da una funzione all’altra non è questo il problema della Giustizia”, ha aggiunto.

Manovra, Conte: patrimoniale non è all’odg dei Cinque Stelle

Roma, 8 nov. (askanews) – “Vorrei mandare un messaggio direttamente a Giorgia Meloni: ho visto che oggi ha voluto fare un post parlando di patrimoniale. Si rassegni. Non so se a sinistra c’è una discussione sulla patrimoniale, ma per quanto ci riguarda noi siamo una forza progressista indipendente una patrimoniale non è all’ordine del giorno”. Così Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, a margine dell’evento M5s ‘Unite’, in corso a Roma.

“All’ordine del giorno però c’è il governo delle tasse che sono aumentate e sulle quali non hanno ancora risposto. Eppure la pressione fiscale negli ultimi dieci anni ha raggiunto un livello record, questo è il vero problema degli italiani. Non distraiamo l’attenzione di famiglie e imprese perché non si lasciano distrarre, hanno problemi veri”, ha aggiunto.

Manovra, Conte: vera patrimoniale è montagna tasse governo Meloni

Roma, 8 nov. (askanews) – “Quella di Giorgia Meloni è una manovrina che prevede zero crescita e da’ briciole a famiglie e imprese italiane. In realtà questo è il governo delle tasse perché sono 10 anni ormai che qui abbiamo il record della pressione fiscale e soprattutto una montagna di tasse, 25 miliardi, che si è abbattuta sul ceto medio completamente impoverito e Sulle fasce più deboli della popolazione e questa è la vera patrimoniale”. Così Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, a margine dell’evento M5s Unite, in corso a Roma.

Musica, morto il maestro Giuseppe ‘Beppe’ Vessicchio

Roma, 8 nov. (askanews) – Il maestro Giuseppe Vessicchio è morto oggi all’ospedale San Camillo Forlanini di Roma. Il decesso è seguito ad una polmonite interstiziale precipitata rapidamente, si spiega in una nota. I funerali si svolgeranno in forma strettamente privata. La famiglia chiede riserbo.

Vessicchio è stato un direttore d’orchestra, arrangiatore e personaggio televisivo italiano, principalmente attivo nell’ambito della musica leggera e particolarmente noto per il suo ruolo di direttore d’orchestra al Festival di Sanremo.

Sciopero, Tajani: scelta Landini è politica, Cgil isolata nel mondo del lavoro

Roma, 8 nov. (askanews) – La Cgil è “isolata nel mondo del lavoro”. Lo ha sostenuto il vicepremier Antonio Tajani parlando coi giornalisti a margine della Conferenza nazionale sulle dipendenze, commentando lo sciopero convocato per venerdì prossimo dal sindacato guidato da Maurizio Landini.

Tajani ha definito lo sciopero proclamaro per il 12 dicembre “politico”, organizzato dalla Cgil rompendo con gli altri sindacati confederali, segnalando che Cisl e Uil non aderiscono allo sciopero, anzi firmano contratti “che portano aumenti salariali ai lavoratori”.

La Cgil, invece, secondo Tajani “è sempre ferma, forse ha altre mire, può darsi anche politiche (…) ed è legittimo, non contesto la legittimità. Ma, da un punto di vista politico, la realtà è che la Cgil è isolata dal mondo del lavoro”.

Anm e Comitato No: faremo campagna referendaria rispettando ruoli e istituzioni

Roma, 8 nov. (askanews) – “L’Associazione nazionale magistrati ed il Comitato dalla stessa costituito ribadiscono la ferma contrarietà alla riforma costituzionale in atto, che non risolve i problemi della giustizia in Italia non interferendo in alcun modo con i suoi tempi o con il suo più agile funzionamento. Per tale ragione, sia l’Anm che il Comitato interverranno nella campagna referendaria rivolgendosi all’opinione pubblica per informarla sui rischi derivanti dalla riforma costituzionale, offrendo le proprie argomentazioni, anche di natura tecnica, per spiegarne i rischi e gli effetti rispetto all’attuale assetto costituzionale”. Così il direttivo dell’Associazione nazionale magistrati nel documento approvato oggi.

“Partendo – prosegue il Comitato – dal ruolo della magistratura nelle istituzioni e consapevole che nella credibilità della stessa risiede la fiducia dei cittadini, l’Anm ed il Comitato, facendosi interpreti dei principi costituzionali, affronteranno la campagna referendaria nel rispetto dei ruoli e delle prerogative costituzionali delle altre istituzioni repubblicane. Come indicato nello statuto, infatti, il Comitato non ha alcuna caratterizzazione politica, bensì interverrà nel dibattito pubblico per spiegare le ragioni della contrarietà alla riforma, con compostezza e coraggio”.

Quidni “l’Anm e il Comitato, anche attraverso le proprie articolazioni territoriali, si asterranno dall’organizzare eventi insieme ad organismi che hanno una connotazione politica, ferma restando la facoltà di partecipare ad ogni iniziativa in cui saranno invitati al fine di rappresentare le criticità della riforma. La nostra è – e rimarrà – esclusivamente una battaglia per la giustizia nell’interesse dei cittadini”, continua il documento.

Rutte: la Nato darà maggiore rilievo alle proprie capacità nucleari

Roma, 8 nov. (askanews) – La Nato intende dare maggiore rilievo alle proprie capacità nucleari in futuro, con l’obiettivo di rafforzare la deterrenza nei confronti dei potenziali avversari. Lo ha dichiarato il segretario generale dell’Alleanza, Mark Rutte, in un’intervista al quotidiano tedesco Welt am Sonntag.

“È importante comunicare di più con le nostre società in merito alla deterrenza nucleare, per garantire che comprendano come essa contribuisca alla nostra sicurezza collettiva”, ha affermato Rutte, sottolineando la necessità di un dibattito pubblico più trasparente sul ruolo dell’arsenale atomico nel mantenimento della pace.

Il segretario generale ha accusato la Russia di utilizzare una “retorica nucleare pericolosa e irresponsabile”, ma ha aggiunto che “non c’è motivo di panico, perché la Nato dispone di un potente sistema di deterrenza nucleare che serve a preservare la pace”.

Manovra, Schlein: Meloni ha alzato tasse e favorito ricchi, con che faccia attacca noi?

Roma, 8 nov. (askanews) – “Con Giorgia Meloni al governo la pressione fiscale è salita al 42,8%, il massimo degli ultimi dieci anni. Lo dicono i dati del governo, non del PD. Il governo Meloni ha aumentato le tasse per tutti. E come se non bastasse nella prossima manovra interviene sull’IRPEF e aiuta di nuovo i più ricchi anziché il ceto medio che si è impoverito. Lo dice l’ISTAT, che l’85% delle risorse andranno alle famiglie più ricche. Con che faccia stamattina si sveglia e attacca le opposizioni? Il suo governo verrà ricordato come quello dei salassi per famiglie e imprese italiane e per gli aiuti ai più ricchi.” Così la segretaria del Pd Elly Schlein

Il Belgio continua ad opporsi al piano Ue per l’uso degli asset russi congelati

Roma, 8 nov. (askanews) – Il governo belga continua a opporsi ai piani della Commissione europea per utilizzare gli attivi russi congelati sul proprio territorio al fine di finanziare l’Ucraina, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Belga.

Le autorità belghe hanno espresso serie riserve di natura legale e finanziaria sulla proposta, che non sono state dissipate nel corso di una riunione bilaterale tenutasi venerdì con la Commissione, ha precisato la stessa fonte. “Il dibattito con la Commissione è stato costruttivo, ma non ha permesso di fugare le preoccupazioni giuridiche e finanziarie espresse dal Belgio riguardo agli attivi russi”, ha riferito l’agenzia nel suo resoconto pubblicato sabato.

I leader dei paesi dell’Unione europea, riuniti il 23 ottobre a Bruxelles, non erano riusciti a trovare un accordo sulla proposta della Commissione di utilizzare gli asset bloccati della Banca centrale russa come garanzia per concedere prestiti a Kiev, e avevano deciso di riprendere la discussione al Consiglio europeo previsto per il 18 e 19 dicembre.

Carceri, Mantovano: nel 2027 11mila posti in più e 2mila nuovi agenti

Roma, 8 nov. (askanews) – “Seguo personalmente il piano straordinario di edilizia penitenziaria. L’obiettivo che ci siamo posti e passo dopo passo sono certo che lo raggiungeremo e di avere alla fine del 2027 11.000 nuovi posti all’interno degli istituti”. Così il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano, chiudendo i lavori della conferenza nazionale sulle Dipendenze 2025, ‘Libertà dalla droga. Insieme si può’.

“Con le cifre attuali farebbero immaginare una parità tra posti disponibili e ospiti delle strutture. Nella legge di bilancio non ci sono solo dei finanziamenti per questi incrementi di edilizia penitenziaria ma c’è anche il finanziamento nei prossimi tre anni per l’assunzione di 2.000 nuovi agenti della polizia penitenziaria perché non si possono realizzare strutture senza personale dedicato”, ha spiegato.

Valditara: portare avanti il divieto d’accesso ai social per gli under 15

Milano, 8 nov. (askanews) – “Impedire concretamente ai minori di 15 anni di accedere ai social, anche questa credo che sia un impegno che dobbiamo portare avanti. Alcuni Paesi lo stanno già realizzando, sappiamo perfettamente come i social siano un momento particolarmente pericoloso per la formazione del giovane, del bambino, e sappiamo, ce lo insegna la Polizia postale, quanti pericoli e rischi un bimbo incontri sui social e quindi credo che dobbiamo sviluppare un impegno sempre più forte, una risposta molto rapida”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, alla settima Conferenza Nazionale sulle Dipendenze in corso a Roma.