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martedì, 27 Gennaio, 2026
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Calcio, per l’Udinese tre punti e sofferenza: 3-2 al Lecce

Roma, 25 ott. (askanews) – Vince, ma con il fiatone. L’Udinese supera 3-2 il Lecce in una gara vibrante, piena di episodi e ribaltamenti di inerzia, portando a casa tre punti che pesano come oro nella corsa salvezza. Al “Bluenergy Stadium” i bianconeri dominano per un’ora, si complicano la vita nel finale, ma resistono al ritorno rabbioso dei giallorossi.

Pronti via, l’Udinese prende subito il controllo del gioco con ritmo e aggressività. Il vantaggio arriva al 16′: Arthur Atta pennella da calcio d’angolo e Jesper Karlström, lasciato colpevolmente solo, scarica in rete il destro dell’1-0. È un colpo che indirizza la partita, perché il Lecce fatica a reagire, mentre Zaniolo al 20′ colpisce una clamorosa traversa da centro area. Il raddoppio è questione di minuti: al 37′ Keinan Davis, in versione centravanti d’altri tempi, incorna perfettamente il cross ancora di Atta e porta i friulani sul 2-0.

L’intervallo sembra segnare la fine dei giochi, ma il Lecce, dopo un primo tempo timido, rientra con ben altro spirito. Al 59′ Medon Berisha trova il gol che riapre tutto, trasformando una punizione dal limite con un destro preciso nell’angolino basso. Sottil corre ai ripari con cambi mirati — Bayo, Buksa e Piotrowski — mentre Gotti si gioca le carte Banda e N’Dri per dare imprevedibilità ai suoi.

Nel finale succede di tutto. Buksa, subentrato, al minuto 89 sigla il 3-1 dopo un contropiede fulmineo orchestrato da Bayo, liberando il “Bluenergy” in un boato. Ma il Lecce non molla: al 96′ Konan N’Dri, con un sinistro secco da fuori, trova l’angolino e firma il 3-2 che riapre la paura per qualche secondo. Non basta: il triplice fischio arriva subito dopo, liberatorio per i tifosi di casa.

Calcio, Parma e Como non si fanno male: al Tardini finisce 0-0

Roma, 25 ott. (askanews) – Parma e Como si dividono la posta in palio al “Tardini” al termine di una partita combattuta, nervosa, a tratti confusa ma comunque viva fino all’ultimo secondo. Finisce 0-0, un pareggio che lascia l’amaro in bocca soprattutto ai gialloblù, più intraprendenti nel complesso e vicini al gol in diverse occasioni, ma che conferma la solidità e la compattezza del Como di Cesc Fàbregas, capace di resistere anche dopo l’uscita anticipata di Álvaro Morata per infortunio.

Il Parma parte forte e al 13′ sfiora il vantaggio due volte nella stessa azione: prima il colpo di testa di Cutrone si stampa sulla traversa, poi l’ex Milan, sulla ribattuta, costringe Butez a un grande intervento nell’angolino basso. È il momento migliore dei ducali, spinti da Bernabé e Nahuel Estévez, ma imprecisi negli ultimi venti metri. Il Como si affida invece alla qualità di Lucas da Cunha e Nico Paz, senza però creare veri pericoli dalle parti di Suzuki.

Nella ripresa la partita si spezzetta. Fioccano i falli, si moltiplicano le interruzioni — prima Delprato, poi Morata, infine Kempf devono fermarsi per problemi fisici — e il ritmo ne risente. Fàbregas pesca dalla panchina Baturina e Douvikas, mentre Pecchia risponde con Hernani e Djuric per dare peso e geometrie al suo attacco.

Proprio Hernani e Benedyczak costruiscono la più grande occasione del secondo tempo: al minuto 81 Delprato trova il tempo giusto sul cross del polacco, ma Butez si supera sotto la traversa. Sul ribaltamento di fronte è invece Douvikas ad avere sul destro la palla della possibile beffa: il greco, liberato da Baturina, calcia alto da ottima posizione al 95′.

Sinner batte De Minaur in due set e va in finale all’Atp 500 di Vienna

Roma, 25 ott. (askanews) – Jannik Sinner batte Alex De Minaur 6-3, 6-4 ed è in finale all’Atp 500 di Vienna. Un’altra bella prova da parte del numero 2 al mondo, che conquista così la 31esima finale a livello Atp, l’ottava della stagione. Una prestazione solida da parte di Jannik, che nel primo set si era portato avanti 4-0 conquistando subito due break, ma ha poi perso la battuta per la prima volta nel torneo nel quinto game. Nonostante questo, l’azzurro ha chiuso 6-3 in 44 minuti di gioco. Nel secondo parziale, invece, è successo un po’ di tutto: Sinner aveva conquistato a zero il break nel quinto game, ma ha subito l’immediato controbreak dall’australiano. Non è mancata la reazione dell’azzurro, che è tornato avanti di un break nel settimo gioco. Per Sinner arriva la 20esima vittoria consecutiva sui campi in cemento indoor, la nona di fila a Vienna. Domani alle 14, in finale, affronterà Musetti o Zverev.

“Volevo giocare e servire bene. Il primo set è stato molto fisico: sono contento di aver vinto in due set”. Così Jannik Sinner a Vienna dopo il successo su De Minaur. “Mi aspettavo che mi avrebbe cambiato un paio di cose, ma non voglio dirlo (ride, ndr) – continua – Lui sa come mettermi sotto pressione, quando non servi molto bene bisogna giocare ogni punto e quindi la partita può diventare fisica. Ho cercato di aprire il campo e fare tanti piccoli cambiamenti. Sono soddisfatto di come ho gestito, sono contento della mia performance anche a livello mentale”. Sulle energie spese durante questo torneo: “Un po’ ho speso, anche per le aspettative che ha la gente, ma anche io nei miei confronti. Cerco di giocare nel migliore dei modi. Sono arrivato abbastanza in ritardo, ma ora sono felice di essere in finale. Ora conta essere pronti per domani, speriamo in una bella finale”.

Atp Vienna, Sinner: "Soddisfatto di come ho gestito la partita"



Roma, 25 ott. (askanews) – “Volevo giocare e servire bene. Il primo set è stato molto fisico: sono contento di aver vinto in due set”. Così Jannik Sinner a Vienna dopo il successo su De Minaur che gi vale la finale del torneo austriaco. “Mi aspettavo che mi avrebbe cambiato un paio di cose, ma non voglio dirlo (ride, ndr) – continua – Lui sa come mettermi sotto pressione, quando non servi molto bene bisogna giocare ogni punto e quindi la partita può diventare fisica. Ho cercato di aprire il campo e fare tanti piccoli cambiamenti. Sono soddisfatto di come ho gestito, sono contento della mia performance anche a livello mentale”. Sulle energie spese durante questo torneo: “Un po’ ho speso, anche per le aspettative che ha la gente, ma anche io nei miei confronti. Cerco di giocare nel migliore dei modi. Sono arrivato abbastanza in ritardo, ma ora sono felice di essere in finale. Ora conta essere pronti per domani, speriamo in una bella finale”.

Tennis, Sinner in finale all’Atp 500 di Vienna

Roma, 25 ott. (askanews) – Jannik Sinner batte Alex De Minaur 6-3, 6-4 ed è in finale all’Atp 500 di Vienna. Un’altra bella prova da parte del numero 2 al mondo, che conquista così la 31esima finale a livello Atp, l’ottava della stagione. Una prestazione solida da parte di Jannik, che nel primo set si era portato avanti 4-0 conquistando subito due break, ma ha poi perso la battuta per la prima volta nel torneo nel quinto game. Nonostante questo, l’azzurro ha chiuso 6-3 in 44 minuti di gioco. Nel secondo parziale, invece, è successo un po’ di tutto: Sinner aveva conquistato a zero il break nel quinto game, ma ha subito l’immediato controbreak dall’australiano. Non è mancata la reazione dell’azzurro, che è tornato avanti di un break nel settimo gioco. Per Sinner arriva la 20esima vittoria consecutiva sui campi in cemento indoor, la nona di fila a Vienna. Domani alle 14, in finale, affronterà Musetti o Zverev.

Roma, Gasperini: "Chiarito con Dybala, sta bene e può giocare"

Roma, 25 ott. (askanews) – “L’obiettivo è crescere, il problema non è solo il centravanti”. Parola di Gian Piero Gasperini alla vigilia di Sassuolo-Roma, in programma domani alle 15 a Reggio Emilia. Sui fischi dello stadio, il tecnico della Roma è stato netto: “I fischi vanno accettati, si reagisce ripartendo col lavoro. Io sostengo chiunque abbia la maglia della Roma, l’obiettivo è sempre la crescita”. Realismo anche sul mercato: “A gennaio è difficile trovare qualcosa di eccezionale, l’importante è non sbagliare le caratteristiche dei giocatori”.

Sul piano tattico, l’allenatore ha ribadito la centralità del gioco e della tecnica più che della fisicità: “Non è necessario giocare sempre con un centravanti alto, contano velocità, tecnica e triangolazioni”. Ha poi escluso problemi in difesa: “I cambi sono stati pochi, Wesley sta facendo bene. Spesso il giudizio dipende da come vanno le partite”.

Sulle parole di Dybala dopo il Plzen, toni distesi: “Non mi erano piaciute, ma ci siamo chiariti. Paulo deve stare più in area, fare gol e assist: è un attaccante, non un centrocampista”.

Infine, un messaggio a tutto l’ambiente: “Siamo in una fase iniziale con margini enormi. L’unico modo per crescere è lavorare insieme e reagire, sempre”. La conferenza si chiude con un concetto chiave, tipicamente gasperiniano: nessuna giustificazione, solo campo e lavoro.

Il ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin: il futuro dell’energia per l’Italia è il nucleare

Roma, 25 ott. (askanews) – Il futuro dell’energia per l’Italia è nel nucleare. Perché i consumi raddoppieranno negli anni a venire e non si può pensare di “tappezzare il Paese di pannelli fotovoltaici e pale eoliche”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo a un dibattito durante gli Stati generali della casa, organizzati a Torino da Forza Italia.

“Noi oggi consumiamo 310 miliardi di kilowatt all’anno e le previsioni di tutti gli analisti sono che tra 15-20 andremo al doppio. Pensiamo solo all’intelligenza artificiale con le moderne strumentazioni. Non possiamo tappezzare il Paese di pannelli fotovoltaici e pale eoliche. E dobbiamo dare continuità di energia per mantenere le future generazioni in un paese ricco, in un paese che guarda al futuro”, ha detto.

“Dobbiamo mettere le nostre imprese in condizioni di competere e dobbiamo le nostre famiglie e i giovani di stare bene. Ecco perché il nucleare è il percorso da affiancare, da integrare, non va sostituire, ma è il futuro”, ha affermato.

Sul tema casa, inoltre,s econdo Pichetto “l’obiettivo che noi abbiamo è qualificare il nostro patrimonio edilizio. Significa inserirsi in quello che è il disegno dell’obiettivo finale, che chiamiamo net zero 2050, perché significa creare le condizioni perché le una delle tre grandi forme di emissioni – fabbricati, veicoli e agricoltura – i fabbricati possano diventare più sobri e farli costare meno”. “L’obiettivo è questo: creare condizioni e l’interesse di essere più moderni”, ha concluso.

A bordo portaerei Usa Ford che ora si diriger in America Latina

Milano, 25 ott. (askanews) – Dimostrazione di forza ben oltre qualsiasi precedente sforzo antidroga e la mossa pi decisa di Washington nella regione: l’amministrazione Usa del presidente Donald Trump ha intensificato il rafforzamento militare statunitense nei Caraibi annunciando lo schieramento del gruppo di portaerei Gerald Ford in America Latina.

In queste immagini esclusive, girate a bordo da askanews a fine luglio, proprio la USS Gerald R. Ford, la nave da guerra pi grande al mondo. In quel momento era impegnata nel Mediterraneo nell’attivit della Nato Neptune Strike.

La USS Gerald R Ford pu trasportare fino a 90 aerei e il suo dispiegamento segna un enorme aumento della potenza di fuoco statunitense nella zona.

La forza statunitense comprende otto navi da guerra, aerei da pattugliamento marittimo P-8, droni MQ-9 Reaper, uno squadrone di caccia F-35. stata inoltre confermata la presenza di un sottomarino nelle acque al largo del Sud America.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio Claudia Berardicurti

Immagini askanews

Manovra, Landini: in piazza per l’aumento dei salari e una vera riforma fiscale

Roma, 25 ott. (askanews) – La Cgil torna in piazza contro la manovra “per rimettere al centro i problemi delle persone, che per vivere hanno bisogno di lavorare e che oggi pur lavorando sono poveri. Vuol dire rimettere al centro il futuro dei giovani, che che invece se ne stanno andando via da questo Paese. Chiediamo un cambiamento delle politiche economiche e sociali”. Lo ha detto il leader segretario generale Maurizio Landini nel corso della manifestazione nazionale a Roma “Democrazia al lavoro”.

“C’è bisogno di aumentare i salari – ha aggiunto – far pagare le tasse a chi non le paga. C’è bisogno di una vera riforma fiscale; investire nella sanità e sulla casa. E c’è bisogno di politiche industriali, perché il Paese sta vivendo una crisi forte del sistema. Stiamo arretrando. C’è il rischio che interi settori, dalla siderurgia all’auto, spariscano. Quindi, c’è bisogno di politiche e investimenti pubblici”.

“Non escludiamo nulla. Intanto, oggi vogliamo dimostrare che c’è una parte molto importante di questo Paese che, come nelle settimane scorse, scende in piazza e chiede cambiamenti. Se non saremo ascoltati e se in Parlamento non accetteranno di modificare radicalmente una legge di bilancio che consideriamo sbagliata valuteremo senza escludere nulla”, ha detto il leader della Cgil, Maurizio Landini, alla partenza del corteo che si snoderà per le strade della capitale per poi giungere in piazza San Giovanni. “Di sicuro – ha detto – non finisce qui la nostra mobilitazione se le cose non cambiano”.

“Democrazia al lavoro”: è lo slogan della manifestazione nazionale della Cgil per una nuova agenda sociale, diversa da quella delineata nella manovra economica varata dal Governo. L’iniziativa è stata decisa per chiedere l’aumento di salari e pensioni, maggiori investimenti nella sanità e nella scuola, una vera riforma fiscale e per dire no alla precarietà e al riarmo.

La partenza del corteo da piazza della Repubblica a Roma, per snodarsi lungo le vie della capitale e giungere in piazza San Giovanni con gli interventi dal palco. Le conclusioni sono affidate al segretario generale Maurizio Landini. Tra gli interventi, quelli del giornalista Sigfrido Ranucci e del segretario generale dell’Ituc, Luc Triangle.

Per la confederazione di Corso d’Italia è “il momento di dire stop al riarmo: le risorse pubbliche devono essere destinate a sanità, istruzione, non autosufficienza, politiche abitative e sociali”. Landini rilancia la proposta di una patrimoiale sulle grandi grandi ricchezze: un contributo dell’1,3% che graverebbe su chi possiede un patrimonio di oltre 2 milioni di euro. Una misura che, secondo il leader sindacale, potrebbe generare un gettito annuo di 26 miliardi.

Al centro dell’iniziativa anche la lotta all’evasione fiscale, il no a una flat tax generalizzata e ai condoni. “Vanno restituiti a lavoratori e pensionati i soldi persi con il drenaggio fiscale, neutralizzando quello futuro – dice la Cgil – chiediamo il rinnovo dei contratti pubblici e privati, con detassazione degli incrementi salariali, l’introduzione del salario minimo, una legge sulla rappresentanza e un vero equo compenso per lavoro autonomo e professionale. Serve contrastare la precarietà, il lavoro povero e lo sfruttamento”.

Sulle pensioni il sindacato propone “una piena rivalutazione degli assegni, con l’estensione della quattordicesima e il superamento della legge Fornero, insieme a una pensione di garanzia per giovani e precari”. Inoltre, aggiunge corso d’Italia, “sono necessarie nuove politiche industriali e del terziario per contrastare le delocalizzazioni, creare lavoro e realizzare la transizione energetica, ambientale e tecnologica, dando seguito a una vera strategia di sviluppo per il Mezzogiorno”.

Infine, restano una priorità la tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e il contrasto agli appalti non genuini e ai subappalti. “La strada intrapresa dal Governo peggiorerà le condizioni di vita e di lavoro della stragrande maggioranza delle persone, colpendo lavoratori, pensionati, giovani, donne”, conclude la confederazione.

Addio a Mauro Di Francesco, il "Maurino" della commedia italiana anni 80

Roma, 25 ott. (askanews) – È morto nella notte a Roma, all’età di 74 anni, Mauro Di Francesco, per tutti “Maurino”: volto gentile e ironico della commedia italiana degli anni Ottanta. L’attore e cabarettista era ricoverato da un mese per complicazioni di salute; una decina d’anni fa aveva affrontato con successo un trapianto di fegato, ma le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi tempi.

Nato a Milano il 17 maggio 1951 in una famiglia di teatranti — la madre sarta teatrale, il padre organizzatore e amico di Tognazzi e Vianello — Di Francesco aveva esordito giovanissimo: a cinque anni con il mago Zurlì, poi negli spot, infine a 15 anni nella compagnia di Giorgio Strehler, di cui fu “il più giovane allievo”. “Tanta gente pensa che ho fatto solo ‘filmetti’ — diceva con orgoglio — ma prima di parlare sciacquatevi la bocca e informatevi”.

Fu uno dei volti più riconoscibili del cinema di Carlo Vanzina: da I fichissimi a Il ras del quartiere, fino a Eccezzziunale veramente – Capitolo secondo… me. Indimenticabile la coppia con Diego Abatantuono in Attila, flagello di Dio (1982), manifesto dell’ironia surreale di quegli anni. Apparve anche in Sapore di mare 2 – Un anno dopo, Yesterday – Vacanze al mare e Ferragosto OK.

Negli ultimi anni aveva rallentato l’attività, ma non smesso di sorridere: il suo ultimo film fu Odissea nell’ospizio, diretto dall’amico Jerry Calà. Sul set di Sapore di mare 2 aveva conosciuto l’attrice francese Pascale Reynaud, da cui ha avuto un figlio, Daniel. Con la sua scomparsa se ne va un pezzo di quella Milano ironica e malinconica che sapeva far ridere l’Italia intera.

Manovra, Landini: in piazza per aumento salari e vera riforma fisco

Roma, 25 ott. (askanews) – La Cgil torna in piazza contro la manovra “per rimettere al centro i problemi delle persone, che per vivere hanno bisogno di lavorare e che oggi pur lavorando sono poveri. Vuol dire rimettere al centro il futuro dei giovani, che che invece se ne stanno andando via da questo Paese. Chiediamo un cambiamento delle politiche economiche e sociali”. Lo ha detto il leader segretario generale Maurizio Landini nel corso della manifestazione nazionale che si concluderà in piazza San Giovanni.

“C’è bisogno di aumentare i salari – ha aggiunto – far pagare le tasse a chi non le paga. C’è bisogno di una vera riforma fiscale; investire nella sanità e sulla casa. E c’è bisogno di politiche industriali, perché il Paese sta vivendo una crisi forte del sistema. Stiamo arretrando. C’è il rischio che interi settori, dalla siderurgia all’auto, spariscano. Quindi, c’è bisogno di politiche e investimenti pubblici”.

Energia, Pichetto: per l’Italia il futuro è il nucleare

Roma, 25 ott. (askanews) – Il futuro dell’energia per l’Italia è nel nucleare. Perché i consumi raddoppieranno negli anni a venire e non si può pensare di “tappezzare il Paese di pannelli fotovoltaici e pale eoliche”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenendo a un dibattito durante gli Stati generali della casa, organizzati a Torino da Forza Italia.

“Noi oggi consumiamo 310 miliardi di kilowatt all’anno e le previsioni di tutti gli analisti sono che tra 15-20 andremo al doppio. Pensiamo solo all’intelligenza artificiale con le moderne strumentazioni. Non possiamo tappezzare il Paese di pannelli fotovoltaici e pale eoliche. E dobbiamo dare continuità di energia per mantenere le future generazioni in un paese ricco, in un paese che guarda al futuro”, ha detto.

“Dobbiamo mettere le nostre imprese in condizioni di competere e dobbiamo le nostre famiglie e i giovani di stare bene. Ecco perché il nucleare è il percorso da affiancare, da integrare, non va sostituire, ma è il futuro”, ha affernato.

Sul tema casa, secondo Pichetto “l’obiettivo che noi abbiamo è qualificare il nostro patrimonio edilizio. Significa inserirsi in quello che è il disegno dell’obiettivo finale, che lo chiamiamo ‘net zero’ o 2050, perché significa creare le condizioni perché le una delle tre grandi forme di emissioni – fabbricati, veicoli e agricoltura – i fabbricati possano diventare più sobri e farli costare meno”.

“L’obiettivo è questo: creare condizioni e l’interesse di essere più moderni”, ha concluso. (fonte immagine: Forza Italia).

La Russa: diritto alla difesa non è facoltà ma obbligo costituzionale

Roma, 25 ott. (askanews) – “Il diritto alla difesa è un obbligo che chiede la Costituzione, non è una una facoltà”. Lo ha detto il presidente del Senato ed ex ministro della Difesa Ignazio La Russa intervenendo al convegno di Aspen Institute “La battaglia di Pavia e il futuro della difesa europea (1525-2025)”.

“Chi non capisce che le forze armate e la difesa non sono una scelta ma un obbligo costituzionale per l’Italia – ha sottolineato – fa finta di non capire. Così come chi non vuol capire che accrescere il livello delle nostre forze armate, adeguandolo quantitativamente e qualitativamente alle esigenze dell’Alleanza Atlantica, non è un obbligo fine a se stesso ma è esattamente in relazione alla mutata situazione geopolitica e alla necessità di essere sempre pronti a difendere la nostra libertà, la nostra indipendenza e la nostra democrazia”. Siamo di fronte, ha rilevato La Russa facendo riferimento all’Ucraina, ad “un modo terribile” di fare guerra, un modo con cui “bisogna confrontarsi. A partire dall’utilizzo dei droni”.

La Russa ha aggiunto che “spendere per la nostra difesa non significa togliere, ma aumentare la capacità di dare risposte ai cittadini. Non si può guardare alle forze armate con lo strabismo di chi non vede il loro utilizzo in tempo di pace, nelle calamità, nelle missioni di peacekeeping”.

Per il presidente del Senato “non è che se la Flotilla ha bisogno di stare tranquilla le forze armate vanno bene, ma se la Flotilla non è in acqua allora vanno cancellate. Questo non è possibile”.

Lollobrigida: tanti pensionati sono iscritti alla Cgil, hanno tempo di manifestare

Roma, 25 ott. (askanews) – “Il centrodestra è coeso”. Lo ha assicurato il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, chiudendo l’evento per i tre anni di governo organizzato dal coordinamento regionale di Fdi nel Lazio. Il Ministro ha bollato le divisioni nella maggioranza di governo come “leggende metropolitane”: “Non si è mai visto un governo così compatto, lo siamo per i valori di riferimento comune su famiglia, sulle grandi prospettive economiche, è facile restare uniti”.

“Nella fase di approvazione della finanziaria ognuno guarda al suo corpo elettorale agitando agitando i propri tifosi” ma per Lollobrigida è naturale “in una logica proporzionale” altrimenti “se avessimo tutti le stesse ricette staremmo in un unico partito”. “Per la destra – ha sottolineato – è tutto più difficile ma a destra abbiamo gente con gli attributi, a cominciare dalla presidente del Consiglio Meloni e da tutta la nostra classe dirigente che mentre altri si spartivano poltrone, passava tempo a studiare”.

Interpellato sulla legge di bilancio al termine dell’evento per i tre anni di governo organizzato dal coordinamento regionale di Fdi nel Lazio, il ministro ha sottolineato: “Il Parlamento è il luogo nel quale si deve discutere altrimenti che senso ha? La proposta è di governo, all’interno del Parlamento le forze politiche anche di centrodestra stanno raccogliendo istanze e potranno proporre emendamenti perché una manovra si presenta e poi si può correggere altrimenti il passaggio parlamentare non avrebbe senso”.

“È legittimo che ogni forza politica, anche nel centrodestra, essendoci partiti uniti nei valori e nei programmi ma differenti in alcune ricette e declinazioni, possa dire la sua e proporre”, ha concluso.

Il ministro dell’Agricoltura, è tornato anche sulle parole dette dal palco a proposito del sindacato guidato da Maurizio Landini “primo per numero di pensionati iscritti”. “La Cgil è il primo sindacato anche grazie alla sua capacità di rappresentare il mondo importante dei pensionati, la Cisl è il primo sindacato in termini di lavoratori occupati in attività oggi. Sono dati, non c’è nessuna insinuazione nei confronti della Cgil e del fatto che hanno tanto tempo di manifestare, più di quello che hanno avuto in passato quando le cose che andavano peggio per quelli che dovrebbero rappresentare, cioè i lavoratori”, ha detto Lollobrigida, aggiungendo un commento alla manifestazione della Cgil: “Oggi c’è il massimo dell’occupazione a tempo indeterminato, ci aspetteremmo che alcuni sindacati prendessero atto di questo e ogni tanto sottolineassero magari come potevano manifestare anche prima ottenendo risultati migliori di quelli avuti dai governi di centrosinistra verso i quali hanno avuto un differente approccio”.

Il ministro nel corso dell’evento ha anche affrontato il tema dazi: “Sono pronto a scommettere che le cose andranno bene, che il consumatore Usa non rinuncerà ai nostri vini e ai nostri formaggi”. “Sulle politiche tariffarie – ha aggiunto – l’Italia è stata accusata di trattare in maniera bilaterale” con gli Usa. “Noi sappiamo scrivere e leggere: nei trattati c’è scritto che le trattative con i paesi terzi sono attribuzione dell’Ue e quindi lavoriamo insieme all’Ue, è stato chiuso un accordo”.

“Nel quadro mondiale – ha proseguito – l’accordo tra Usa e Ue è tra i più vantaggiosi. Al Sudafrica Trump ha messo dazi al 30% sul vino, ci ha fatto quasi un favore, i vini Usa costano 3/10 volte i vini prodotti in Italia. Non temo questo dato”.

A Roma la mostra "Il peso dell’altro" di Nicolò Bruno e Guglielmo Janni

Roma, 25 ott. (askanews) – Una statua rotta, caduta a terra e frantumatasi in mille pezzi – un simbolo tra le figure del teatro della pittura di Nicolò Bruno – lascia vibrare l’eco inquieto di ciò che un tempo era intero. L’artista milanese è il protagonista a Casa Vuota a Roma della mostra intitolata Il peso dell’altro, curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo, in dialogo con la pittura di Guglielmo Janni (1892-1958): uno sguardo queer attraverso e oltre il Novecento. È la doppia personale di un artista del presente e di un artista storicizzato al quale non si dedica una mostra dal 1986, cioè da quella curata da Maurizio Fagiolo Dell’Arco all’Accademia Nazionale di San Luca. L’esposizione si inaugura sabato 25 ottobre 2025 nell’appartamento-galleria di via Maia 12 e si può visitare su appuntamento fino al 18 gennaio 2026, prenotando ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email vuotacasa@gmail.com.

IL REALISMO EMOZIONALE DI NICOLÒ BRUNO Innamorato del colore, interessato all’aspetto magico della pittura e allo stupore che il suo esercizio comporta, Nicolò Bruno espone a Casa Vuota una serie di dipinti di medie e piccole dimensioni realizzati nel corso del 2025 a partire da un periodo di residenza trascorso in Georgia. Per la sua prima personale romana, viene presentato al pubblico in maniera organica un ciclo di lavori pittorici più liberi e personali, emancipati dagli appunti fotografici che l’artista per lungo tempo ha usato come strumento di archiviazione, composizione e ispirazione per la costruzione dei suoi quadri. “Il peso dell’altro – spiega Bruno – nasce dalla necessità di abbandonare l’immagine trovata per entrare in un immaginario mio, più intimo e irrisolto. Copiare fotografie mi tratteneva sulla superficie: restavo spettatore. Qui invece ho scelto di espormi, di lasciare parlare ciò che non so spiegare”.

“All’immagine fotografica – scrivono Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo – Nicolò Bruno va sostituendo un’immagine interiore, che si concretizza per approssimazioni, semplificazioni, deformazioni e giustapposizioni. Il distacco da un modo fotografico di guardare il mondo e di pensare alla pittura e l’allontanamento progressivo da un riferimento oggettivo da ricercare nella riproduzione di un dato reale vengono resi visibili dalla compresenza di colore e disegno. Schizzi fatti a penna e bozzetti erratici acquistano un nuovo significato e diventano un livello segnico ulteriore rispetto alla trama pittorica, con dei gesti di addizione vicini alla pratica del collage e dell’assemblaggio che vanno a sporcare la purezza del dipinto. Vecchie carte disegnate vengono incollate sulle tele, che spesso sono ribaltate in modo da mostrare il telaio, ossia la parte normalmente preclusa alla visione, e appaiono irte di spine, quasi ad assumere una materialità scultorea. Quadri-oggetti si rispecchiano in oggetti immaginati dal pittore e rappresentati nelle fogge di simulacri, di teste scultoree di eco metafisica che si rompono e si mostrano nella loro fragilità fatta a pezzi”.

È una pittura di figure, quella di Nicolò Bruno, con una vocazione teatrale. “Che cosa possiamo offrire agli altri se non noi stessi?”, si domanda. L’artista parla di sé stesso e delle persone che lo circondano, spesso collezionando autoritratti e mostrando giovani uomini colti in momenti di intimità, di riflessione, di abbandono, di tenerezza. Va però oltre l’autobiografia e compone, nell’allestimento a Casa Vuota, piccole storie che iniziano e finiscono (o forse non finiscono), brandelli di pura finzione, affabulazioni sospese. Figure davanti allo specchio intente a lavarsi, bagnanti, ragazzi abbracciati, ragazzi che fumano, che dormono o si mettono le scarpe. Coppie di giovani, ragazzi soli, stanze da letto in cui forse non ci si ama più o ci si scopre estranei. Il racconto della quotidianità che ha sempre caratterizzato il suo immaginario cede il passo a narrazioni più allusive, evocative, immaginifiche. Le persone reali che lo circondano, spersonalizzandosi, diventano personaggi di una storia plurale, fatta di tanti piccoli aneddoti intrecciati. Spiega l’artista che “è un passaggio dal realismo emotivo al realismo immaginario. Non più raccontare ciò che vedo, ma ciò che mi abita. Non più riconoscere, ma evocare. Le immagini non sono pensate: affiorano. Le opere si muovono attorno al concetto di gesto: sovrapposizione, urgenza, collisione. Esposte su mensole che diventano palcoscenici, queste opere smettono di essere semplici “finestre” su un altrove. Diventano presenze. Personaggi. Comparse mute che, pur senza parlare, pesano”.

UNO SGUARDO QUEER ATTRAVERSO E OLTRE IL NOVECENTO Il titolo Il peso dell’altro viene da una citazione evangelica, ricordo di un recente viaggio oltreoceano, e racconta sia le fatiche della reciprocità che una relazione amorosa comporta, sia più in generale il fardello delle aspettative altrui e la difficoltà di riuscire a compiacere l’altro. Vale a descrivere una fase più cupa e introspettiva dell’elaborazione pittorica di Nicolò Bruno, che guarda a un orizzonte personale di affetti, desideri e relazioni e si pone domande vitali sulla sua identità personale e artistica. Non solo. “Il titolo – annotano Del Re e de Nichilo – si presta a un ulteriore livello di lettura, in riferimento all’interlocuzione che l’artista sceglie di fare con la pittura di Guglielmo Janni, un pittore oggi quasi dimenticato, che esordisce alla Biennale Romana del 1921 e smette di dipingere nel 1938, proprio nel momento in cui la sua fama artistica è consolidata. Quello che più colpisce il pubblico di oggi dell’immaginario pittorico di Janni sono le figure di ragazzi che ama dipingere, pugili e atleti a riposo, attori di teatro o chierichetti impegnati in cerimonie liturgiche. Sono espressione di una sensibilità omosessuale vissuta in maniera conflittuale dall’artista che, dopo il rifiuto della sua pittura, si impegna a smembrare e distruggere gran parte delle sue opere, dedicandosi alla scrittura e allo studio dell’epistolario del suo celebre nonno materno, il poeta Giuseppe Gioacchino Belli. Nicolò Bruno sceglie di confrontarsi con questa eredità problematica di un pittore gay operante durante il fascismo, in un significativo passaggio di testimone che annulla il tempo, nella volontà di affermare uno sguardo queer che attraversa il Novecento e arriva fino al nostro tempo presente”.

“È come una fiamma olimpica che viene passata da un pittore a un altro, da una generazione a un’altra. Farsi carico del peso dell’altro – spiega Bruno – per me esprime l’idea delle battaglie che noi omosessuali abbiamo ereditato e dobbiamo continuare a portare avanti e raccoglie, a livello artistico, la memoria di un’esperienza di cui dobbiamo fare tesoro. Mi sembra un bel messaggio di cui farsi portatori, in un mondo sempre più smemorato e orientato all’individualismo”.

Il campo di forze della mostra esprime la tensione di un confronto, di un avvicinamento e di un allontanamento tra la pittura viva di Bruno e le testimonianze superstiti dell’arte di Janni, fatta di contrappunti, di richiami, di suggestioni e di sfide. Inedito e insolito, per Casa Vuota, è l’accostamento delle opere un artista del presente a quelle di un artista del Novecento. Piuttosto che con lo spazio, Nicolò Bruno dialoga con le passioni collezionistiche e con gli interessi dei padroni di casa e sceglie, come punto di partenza di questa conversazione ideale, il frammento di una grande scena di Atleti in palestra dipinta da Guglielmo Janni nel 1937 e poi da lui smembrata. A questo si affiancano altri dipinti, in prestito da collezioni private e gallerie, come il Ritratto dell’avvocato Mario Tancredi del 1922, un Ritratto di Antonietta Raphael, un Prelato del 1936, una Natura mortadello stesso anno, una Cerimonia liturgica del 1937 e una selezione di disegni.

Lollobrigida: tanti pensionati iscritti Cgil, hanno tempo di manifestare

Roma, 25 ott. (askanews) – “La Cgil è il primo sindacato anche grazie alla sua capacità di rappresentare il mondo importante dei pensionati, la Cisl è il primo sindacato in termini di lavoratori occupati in attività oggi. Sono dati, non c’è nessuna insinuazione nei confronti della Cgil e del fatto che hanno tanto tempo di manifestare, più di quello che hanno avuto in passato quando le cose che andavano peggio per quelli che dovrebbero rappresentare, cioè i lavoratori”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, interpellato al termine dell’evento per i tre anni di governo organizzato dal coordinamento regionale di Fdi nel Lazio.

Il ministro è tornato sulle parole dette dal palco a proposito del sindacato guidato da Maurizio Landini “primo per numero di pensionati iscritti” e ha aggiunto un commento alla manifestazione di oggi: “Oggi c’è il massimo dell’occupazione a tempo indeterminato, ci aspetteremmo che alcuni sindacati prendessero atto di questo e ogni tanto sottolineassero magari come potevano manifestare anche prima ottenendo risultati migliori di quelli avuti dai governi di centrosinistra verso i quali hanno avuto un differente approccio”.

Manovra, Lollobrigida: si può correggere, legittimo ognuno proponga

Roma, 25 ott. (askanews) – “Il Parlamento è il luogo nel quale si deve discutere altrimenti che senso ha? La proposta è di governo, all’interno del Parlamento le forze politiche anche di centrodestra stanno raccogliendo istanze e potranno proporre emendamenti perché una manovra si presenta e poi si può correggere altrimenti il passaggio parlamentare non avrebbe senso”. Lo ha detto il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, interpellato sulla legge di bilancio al termine dell’evento per i tre anni di governo organizzato dal coordinamento regionale di Fdi nel Lazio.

“È legittimo che ogni forza politica, anche nel centrodestra, essendoci partiti uniti nei valori e nei programmi ma differenti in alcune ricette e declinazioni, possa dire la sua e proporre”, ha concluso.

SGUARDI, Linda Laura Sabbadini: "Contando gli italiani"

Roma, 25 ott. (askanews) – Linda Laura Sabbadini si racconta e racconta i suoi quaranta anni all’Istat nel primo episodio di SGUARDI, il nuovo approfondimento di Askanews a cura di Alessandra Quattrocchi: ‘Contando gli italiani’.

‘Misurare significa riconoscere e ciò che non si misura spesso non esiste nel dibattito pubblico, non entra nelle agende politiche, non viene visto, non viene ascoltato. Ho creduto ogni giorno che la statistica dovesse essere uno strumento di giustizia, cittadinanza e democrazia’ spiega Sabbadini in questo colloquio.

Le influenze familiari (Emma Castelnuovo, il nonno Guido Coen) e le trasformazioni dell’Italia che ha vissuto in presa diretta nella sua carriera all’Istat; l’impatto che ha avuto nella creazione delle statistiche sociali per misurare gli ‘invisibili’ (‘le donne che non venivano considerate, i bambini, gli anziani disabili, i poveri, gli homeless’); le nuove metodologie inventate per documentare queste realtà del nostro paese. E ancora il suo libro ‘Il paese che conta’, da poco uscito, che narra questa avventura; come è cambiata l’Italia e i problemi che continua a vivere l’occupazione femminile.

Più di tutto, la necessità oggi di potenziare l’Istat e di sapere tutti, come cittadini (ma anche come politici e giornalisti, con le responsabilità che ne derivano), quanto sono importanti le cifre in democrazia: perché ‘si è più liberi se si è in grado di distinguere un fake number da un numero che è stato costruito con cura, con qualità, come i numeri ufficiali’, e nessuno dovrebbe travisare i numeri per piegarli alle proprie esigenze.

Il testo completo dell’intervista sul sito di askanews nella sezione ‘Sguardi’.

A Roma la mostra "Il peso dell’altro" di Nicolò Bruno e Guglielmo Janni

Roma, 25 ott. (askanews) – Una statua rotta, caduta a terra e frantumatasi in mille pezzi – un simbolo tra le figure del teatro della pittura di Nicolò Bruno – lascia vibrare l’eco inquieto di ciò che un tempo era intero. L’artista milanese è il protagonista a Casa Vuota a Roma della mostra intitolata Il peso dell’altro, curata da Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo, in dialogo con la pittura di Guglielmo Janni (1892-1958): uno sguardo queer attraverso e oltre il Novecento. È la doppia personale di un artista del presente e di un artista storicizzato al quale non si dedica una mostra dal 1986, cioè da quella curata da Maurizio Fagiolo Dell’Arco all’Accademia Nazionale di San Luca. L’esposizione si inaugura sabato 25 ottobre 2025 nell’appartamento-galleria di via Maia 12 e si può visitare su appuntamento fino al 18 gennaio 2026, prenotando ai numeri 3928918793 o 3284615638 oppure all’email vuotacasa@gmail.com.

IL REALISMO EMOZIONALE DI NICOLÒ BRUNO Innamorato del colore, interessato all’aspetto magico della pittura e allo stupore che il suo esercizio comporta, Nicolò Bruno espone a Casa Vuota una serie di dipinti di medie e piccole dimensioni realizzati nel corso del 2025 a partire da un periodo di residenza trascorso in Georgia. Per la sua prima personale romana, viene presentato al pubblico in maniera organica un ciclo di lavori pittorici più liberi e personali, emancipati dagli appunti fotografici che l’artista per lungo tempo ha usato come strumento di archiviazione, composizione e ispirazione per la costruzione dei suoi quadri. “Il peso dell’altro – spiega Bruno – nasce dalla necessità di abbandonare l’immagine trovata per entrare in un immaginario mio, più intimo e irrisolto. Copiare fotografie mi tratteneva sulla superficie: restavo spettatore. Qui invece ho scelto di espormi, di lasciare parlare ciò che non so spiegare”.

“All’immagine fotografica – scrivono Francesco Paolo Del Re e Sabino de Nichilo – Nicolò Bruno va sostituendo un’immagine interiore, che si concretizza per approssimazioni, semplificazioni, deformazioni e giustapposizioni. Il distacco da un modo fotografico di guardare il mondo e di pensare alla pittura e l’allontanamento progressivo da un riferimento oggettivo da ricercare nella riproduzione di un dato reale vengono resi visibili dalla compresenza di colore e disegno. Schizzi fatti a penna e bozzetti erratici acquistano un nuovo significato e diventano un livello segnico ulteriore rispetto alla trama pittorica, con dei gesti di addizione vicini alla pratica del collage e dell’assemblaggio che vanno a sporcare la purezza del dipinto. Vecchie carte disegnate vengono incollate sulle tele, che spesso sono ribaltate in modo da mostrare il telaio, ossia la parte normalmente preclusa alla visione, e appaiono irte di spine, quasi ad assumere una materialità scultorea. Quadri-oggetti si rispecchiano in oggetti immaginati dal pittore e rappresentati nelle fogge di simulacri, di teste scultoree di eco metafisica che si rompono e si mostrano nella loro fragilità fatta a pezzi”.

È una pittura di figure, quella di Nicolò Bruno, con una vocazione teatrale. “Che cosa possiamo offrire agli altri se non noi stessi?”, si domanda. L’artista parla di sé stesso e delle persone che lo circondano, spesso collezionando autoritratti e mostrando giovani uomini colti in momenti di intimità, di riflessione, di abbandono, di tenerezza. Va però oltre l’autobiografia e compone, nell’allestimento a Casa Vuota, piccole storie che iniziano e finiscono (o forse non finiscono), brandelli di pura finzione, affabulazioni sospese. Figure davanti allo specchio intente a lavarsi, bagnanti, ragazzi abbracciati, ragazzi che fumano, che dormono o si mettono le scarpe. Coppie di giovani, ragazzi soli, stanze da letto in cui forse non ci si ama più o ci si scopre estranei. Il racconto della quotidianità che ha sempre caratterizzato il suo immaginario cede il passo a narrazioni più allusive, evocative, immaginifiche. Le persone reali che lo circondano, spersonalizzandosi, diventano personaggi di una storia plurale, fatta di tanti piccoli aneddoti intrecciati. Spiega l’artista che “è un passaggio dal realismo emotivo al realismo immaginario. Non più raccontare ciò che vedo, ma ciò che mi abita. Non più riconoscere, ma evocare. Le immagini non sono pensate: affiorano. Le opere si muovono attorno al concetto di gesto: sovrapposizione, urgenza, collisione. Esposte su mensole che diventano palcoscenici, queste opere smettono di essere semplici “finestre” su un altrove. Diventano presenze. Personaggi. Comparse mute che, pur senza parlare, pesano”.

UNO SGUARDO QUEER ATTRAVERSO E OLTRE IL NOVECENTO Il titolo Il peso dell’altro viene da una citazione evangelica, ricordo di un recente viaggio oltreoceano, e racconta sia le fatiche della reciprocità che una relazione amorosa comporta, sia più in generale il fardello delle aspettative altrui e la difficoltà di riuscire a compiacere l’altro. Vale a descrivere una fase più cupa e introspettiva dell’elaborazione pittorica di Nicolò Bruno, che guarda a un orizzonte personale di affetti, desideri e relazioni e si pone domande vitali sulla sua identità personale e artistica. Non solo. “Il titolo – annotano Del Re e de Nichilo – si presta a un ulteriore livello di lettura, in riferimento all’interlocuzione che l’artista sceglie di fare con la pittura di Guglielmo Janni, un pittore oggi quasi dimenticato, che esordisce alla Biennale Romana del 1921 e smette di dipingere nel 1938, proprio nel momento in cui la sua fama artistica è consolidata. Quello che più colpisce il pubblico di oggi dell’immaginario pittorico di Janni sono le figure di ragazzi che ama dipingere, pugili e atleti a riposo, attori di teatro o chierichetti impegnati in cerimonie liturgiche. Sono espressione di una sensibilità omosessuale vissuta in maniera conflittuale dall’artista che, dopo il rifiuto della sua pittura, si impegna a smembrare e distruggere gran parte delle sue opere, dedicandosi alla scrittura e allo studio dell’epistolario del suo celebre nonno materno, il poeta Giuseppe Gioacchino Belli. Nicolò Bruno sceglie di confrontarsi con questa eredità problematica di un pittore gay operante durante il fascismo, in un significativo passaggio di testimone che annulla il tempo, nella volontà di affermare uno sguardo queer che attraversa il Novecento e arriva fino al nostro tempo presente”.

“È come una fiamma olimpica che viene passata da un pittore a un altro, da una generazione a un’altra. Farsi carico del peso dell’altro – spiega Bruno – per me esprime l’idea delle battaglie che noi omosessuali abbiamo ereditato e dobbiamo continuare a portare avanti e raccoglie, a livello artistico, la memoria di un’esperienza di cui dobbiamo fare tesoro. Mi sembra un bel messaggio di cui farsi portatori, in un mondo sempre più smemorato e orientato all’individualismo”.

Il campo di forze della mostra esprime la tensione di un confronto, di un avvicinamento e di un allontanamento tra la pittura viva di Bruno e le testimonianze superstiti dell’arte di Janni, fatta di contrappunti, di richiami, di suggestioni e di sfide. Inedito e insolito, per Casa Vuota, è l’accostamento delle opere un artista del presente a quelle di un artista del Novecento. Piuttosto che con lo spazio, Nicolò Bruno dialoga con le passioni collezionistiche e con gli interessi dei padroni di casa e sceglie, come punto di partenza di questa conversazione ideale, il frammento di una grande scena di Atleti in palestra dipinta da Guglielmo Janni nel 1937 e poi da lui smembrata. A questo si affiancano altri dipinti, in prestito da collezioni private e gallerie, come il Ritratto dell’avvocato Mario Tancredi del 1922, un Ritratto di Antonietta Raphael, un Prelato del 1936, una Natura mortadello stesso anno, una Cerimonia liturgica del 1937 e una selezione di disegni.

Droni Usa sorvolano Gaza per monitorare il cessate il fuoco

Roma, 25 ott. (askanews) – L’esercito statunitense ha iniziato a far volare droni di sorveglianza sulla Striscia di Gaza, hanno riferito al New York Times funzionari militari israeliani e statunitensi.

Questi droni servono a garantire che Israele e Hamas rispettino l’accordo di cessate il fuoco a Gaza, con il consenso di Israele, secondo due funzionari militari israeliani e un funzionario del Dipartimento della Difesa Usa, citati dal quotidiano, senza specificare i piani di volo. L’esercito statunitense ha già fatto volare droni su Gaza per aiutare a localizzare gli ostaggi, ma questi voli lasciano intendere che Washington ora vuole una propria valutazione della situazione sul campo, indipendente da Israele.

I tre funzionari hanno aggiunto che queste missioni vengono svolte nell’ambito del Centro di Coordinamento Militare-Civile (CMCC), creato la scorsa settimana dal Comando Centrale dell’esercito statunitense, anche per monitorare il cessate il fuoco. Venerdì, il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha visitato il centro.

Intanto anche i primi diplomatici e militari italiani stanno prendendo parte ai lavori del Civil Military Coordination Committee (CMCC), la struttura creata in Israele su iniziativa americana per coordinare le fasi di stabilizzazione e ricostruzione della Striscia di Gaza, secondo quanto riferiscono fonti informate. Il comando, con sede a Kiryat Gat, vicino ad Ashdod, è in questa fase a prevalente composizione militare. Nelle ultime ore sarebbe arrivato un generale italiano con un proprio staff per contribuire alla pianificazione iniziale.

Diplomatici dell’ambasciata d’Italia a Tel Aviv e del Consolato a Gerusalemme risultano già attivi nella struttura, che vede anche la partecipazione di altri Paesi partner. Gli Stati Uniti hanno chiesto ai governi alleati di rafforzare la presenza civile e diplomatica nel CMCC per affrontare, oltre alle questioni di sicurezza, le emergenze che porrà la gestione di Gaza nei prossimi mesi.

Nel frattempo si è conclusa in Giordania la prima missione del coordinatore per Gaza, l’ambasciatore Bruno Archi, insieme a un gruppo di funzionari di diversi ministeri. Il lavoro proseguirà a Roma per definire, in raccordo con le agenzie italiane e con le istituzioni europee, gli interventi e il calendario delle operazioni da intraprendere.

Trump cinque giorni in Asia, attesa per l’incontro con Xi Jinping

Roma, 25 ott. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lasciato Washington per un viaggio di cinque giorni in Asia, il più lungo all’estero dal ritorno alla Casa Bianca, che lo porterà in Malaysia, Giappone e Corea del Sud. Giovedì a Busan, Corea del Sud, dovrebbe incontrare il presidente cinese Xi Jinping, ma il summit non è ancora stato confermato ufficialmente.

Prima del decollo per l’Asia, a bordo dell’Air Force One, il presidente americano ha dichiarato di contare su un “incontro molto positivo” che porti a un accordo con Pechino sui dazi. Ha anche detto di essere aperto a un incontro con il leader nordcoreano Kim Jong-un: “Lo incontrerei”, ha affermato, mettendo un pegno su quello che da parte sudcoreana è considerato un probabile faccia a faccia nei prossimi giorni. “Se vogliono contattarmi, sono aperto. Ma sapete, non hanno molto servizio telefonico”, ha detto.

La visita si inserisce tuttavia in un contesto difficile. L’Asia è fortemente colpita dalle politiche economiche aggressive di Trump, in particolare dalla guerra commerciale con la Cina. Washington e Pechino si sono reciprocamente imposti nuovi dazi e hanno minacciato di interrompere il commercio di tecnologie strategiche e minerali critici.

Secondo fonti vicine all’amministrazione americana citate da media Usa, non è probabile un accordo risolutivo con Xi, ma piuttosto un confronto volto a limitare le divergenze e, se possibile, ottenere modesti progressi. Tra le ipotesi sul tavolo: un alleggerimento parziale dei dazi, nuovi ordini cinesi di prodotti americani come soia e aerei Boeing, o una maggiore apertura sull’export di chip verso la Cina in cambio di concessioni sui magneti in terre rare. Trump sarà presente domani a Kuala Lumpur per il vertice dell’ASEAN, dove potrebbe assistere alla firma di una tregua tra Thailandia e Cambogia. A margine del summit dovrebbe vedere il presidente brasiliano, Luiz Inacio LULA da Silva. Sulla possibilità di ridurre i dazi al Brasile, prima di partire ha detto: “Alle giuste condizioni”. Lula è già arrivato a Kuala Lumpur.

Dalla Malaysia, il presidente americano volerà in Giappone, dove incontrerà la nuova premier Sanae Takaichi. Si prevede la conferma di un piano da 550 miliardi di dollari in investimenti giapponesi negli USA, fortemente voluto da Trump, oltre al rafforzamento della cooperazione militare tra i due Paesi.

Nuovo attacco russo su Kiev, missili e droni colpiscono la capitale: ci sono vittime

Roma, 25 ott. (askanews) – La Russia ha lanciato un nuovo attacco su Kiev nelle prime ore del mattino, colpendo la capitale ucraina con missili balistici e droni. Diverse esplosioni sono state udite poco prima delle ore 4:00 locali, riferiscono i giornalisti del Kyiv Independent presenti sul posto.

Secondo Tymur Tkachenko, capo dell’Amministrazione militare della capitale, almeno due persone sono rimaste uccise e nove ferite. Una delle vittime, inizialmente tra i feriti, è deceduta successivamente in ospedale. Secondo l’Aeronautica ucraina, nella notte sono stati lanciati nove missili balistici Iskander-M dalle regioni russe di Rostov e Kursk, accompagnati da 62 droni d’attacco e droni esca di tipo Shahed. Le difese aeree ucraine sono riuscite a intercettare 50 droni e quattro missili, ma cinque missili e 12 droni hanno raggiunto i loro obiettivi in almeno quattro aree della capitale.

Focolai d’incendio sono stati segnalati in più punti della riva sinistra del Dnipro, ha riferito Tkachenko, con danni rilevanti nei distretti di Darnytskyi e Desnianskyi, dove squadre di pompieri sono state dispiegate d’urgenza.

Le autorità locali hanno confermato gravi incendi in edifici non residenziali e danni strutturali nel distretto di Dniprovskyi, dove un’esplosione ha causato un cratere in un cortile residenziale, danneggiando veicoli e finestre. Un asilo nido è stato colpito nello stesso distretto, ha aggiunto l’amministrazione cittadina.

Manovra, Leo: in Parlamento scelte definitive ma saldi invariati

Roma, 25 ott. (askanews) – “Si troverà una soluzione. Sicuramente ci sarà intesa tra le forze di maggioranza”. Lo ha detto il viceministro dell’Economia Maurizio Leo (Fdi), a margine dell’evento per celebrare i tre anni di governo Meloni organizzato dal coordinamento regionale Fdi del Lazio all’Hotel Parco dei Principi di Roma.

Quanto alle polemiche tra Tajani e Salvini, Leo ha osservato: “Sono cose che sicuramente poi si risolveranno”. Il viceministro ha ribadito che in Parlamento c’è spazio per le modifiche: “Penso di sì, sicuramente bisogna lasciare invariati i saldi, questo è fondamentale, per il resto vediamo come si può intervenire. Poi si vedrà, siamo aperti alle soluzioni, il governo fa interventi poi sarà il Parlamento a fare le scelte definitive. Il buonsenso prevale sempre”.

Quanto ai tagli ai fondi per le metropolitane, ha spiegato: “C’è una riprogrammazione dei fondi della metro”.

SGUARDI – Linda Laura Sabbadini: “Contando gli italiani”

Roma, 24 ott. (askanews) – Linda Laura Sabbadini si racconta e racconta i suoi quaranta anni all’Istat nel primo episodio di SGUARDI, il nuovo approfondimento di Askanews: “Contando gli italiani”.

“Misurare significa riconoscere e ci che non si misura spesso non esiste nel dibattito pubblico, non entra nelle agende politiche, non viene visto, non viene ascoltato. Ho creduto ogni giorno che la statistica dovesse essere uno strumento di giustizia, cittadinanza e democrazia” spiega Sabbadini in questo lungo colloquio.

Le influenze familiari (Emma Castelnuovo, il nonno Guido Coen) e le trasformazioni dell’Italia che ha vissuto in presa diretta nella sua carriera all’Istat; l’impatto che ha avuto nella creazione delle statistiche sociali per misurare gli “invisibili” (“le donne che non venivano considerate, i bambini, gli anziani disabili, i poveri, gli homeless”); le nuove metodologie inventate per documentare queste realt del nostro paese. E ancora il suo libro “Il paese che conta”, da poco uscito, che narra questa avventura; come cambiata l’Italia e i problemi che continua a vivere l’occupazione femminile.

Pi di tutto, la necessit oggi di potenziare l’Istat e di sapere tutti, come cittadini (ma anche come politici e giornalisti, con le responsabilit che ne derivano), quanto sono importanti le cifre in democrazia: perch “si pi liberi se si in grado di distinguere un fake number da un numero che stato costruito con cura, con qualit, come i numeri ufficiali”, e nessuno dovrebbe travisare i numeri per piegarli alle proprie esigenze.

“SGUARDI” di Alessandra Quattrocchi, caporedattrice dell’agenzia, interviste e storie video long format sul nostro mondo che cambia. SGUARDI anche una serie di podcast per vedere la realt da un altro punto di vista.

Fisco, Patuelli (Abi): combattere l’evasione come si è fatto col fumo

Roma, 25 ott. (askanews) – L’evasione fiscale va combattuta senza mai assecondarla e utilizzando a strategie simili a quelle che hanno permesso risultati rilevanti nella lotta al fumo, una tossicodipendenza: partendo dall’educazione fino nelle scuole elementari. Lo ha affermato il presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, durante una intervista in telecollegamento con il Festival dell’educazione finanziaria, organizzato dal quotidiano La Stampa.

L’analisi di Patuelli partiva dalla constatazione che “l’evasione è una tradizione” e in diverse Regioni italiane “è una tradizione antiStato ed era anche una ribellione, un rifiuto dello Stato. E quindi l’educazione civile, l’educazione costituzionale, l’educazione alla responsabilità devono essere anche la premessa della lotta all’evasione, che non deve essere mai accarezzata sulla tendenza del pelo”, ha avvertito il numero uno dell’Abi.

L’evasione “deve essere sradicata”, ha proseguito. “Così come è stata combattuta, nei decenni precedenti agli anni che viviamo, così come è stata combattuta la dipendenza del dal fumo. L’educazione civile antifumo che è stata fatta, fin dalle scuole elementari, ha prodotto una fortissima riduzione di questa tossicodipendenza che apporta grandissimi accelerazioni ai malanni. Quindi se ci si può impegnare così per il fumo – ha concluso Patuelli – ci si deve impegnare molto anche contro l’evasione fiscale”.

"Il Piccolo Principe" torna a teatro da febbraio 2026

Milano, 25 ott. (askanews) – Torna a teatro da febbraio 2026 in una versione rinnovata e ancora più spettacolare “Il Piccolo Principe”, lo show dei record prodotto da Razmataz Live e diretto da Stefano Genovese.

Un ritorno trionfante per uno spettacolo giunto ormai alla sua quarta edizione e che dal 2023 ad oggi ha venduto oltre 150.000 biglietti in tutta Italia incantando il pubblico di tutte le età. Nel 2026 “Il Piccolo Principe” ritornerà nelle grandi città e approderà al Teatro Olimpico di Roma dall’11 febbraio, al Teatro Augusteo di Napoli dal 27 febbraio, al Teatro Celebrazioni di Bologna dal 6 marzo, al Teatro Verdi di Firenze dal 13 marzo, al Teatro Galleria di Legnano dal 20 marzo, al Teatro Lyrick di Assisi dal 24 marzo, al Palatour di Bari dal 27 marzo, al Teatro Alighieri di Ravenna dall’11 aprile, al Teatro Rossini di Civitanova Marche dal 14 aprile, al PalaUbroker di Bassano del Grappa dal 17 aprile e al Teatro Lac di Lugano dal 25 aprile.

Tante le novità che attendono grandi e piccini che potranno assistere a una rappresentazione imperdibile, in equilibrio tra prosa, musical, arte circense e installazione, che si snoda attraverso gli innumerevoli linguaggi che la narrazione, la musica, il canto, la scenografia e, più in generale, la performance offrono.

Lo spettacolo “Il Piccolo Principe” vanta un cast creativo di prim’ordine: Stefano Genovese (Regia), Carmelo Giammello (Scene), Paolo Silvestri (Direzione e arrangiamenti musicali) e Guido Fiorato (Costumi). Fedele allo stile dell’opera originale, Stefano Genovese ha deciso di non lasciare solo alle parole il ruolo centrale, ma di affidare il racconto all’immaginazione, traducendolo in un’esperienza evocativa che solo il teatro, per sua stessa natura, è in grado di restituire.

Ad interpretare il Piccolo Principe sarà invece il talentuoso Nicholas Ori, che nonostante la giovanissima età (9 anni) vanta già un curriculum di tutto rispetto. Tra le esperienze lavorative più recenti e di spicco, la partecipazione allo spettacolo teatrale “Il Babysitter” con Paolo Ruffini, a cui è seguito anche il podcast “Il Babysitter – quando diventerai piccolo capirai”.

Una rivisitazione unica nel suo genere di un classico senza tempo, amato da adulti e bambini per generazioni. Pubblicato nel 1943, “Il Piccolo Principe” è il libro più tradotto dopo la Bibbia (oltre 600 lingue e dialetti) e ha venduto più di 200 milioni di copie in tutto il mondo (19 milioni solo in Italia), tanto da meritarsi di essere inserito da “Le Monde” tra i migliori libri del XX secolo. Un’opera fortemente trans-mediale, in cima alle classifiche di vendita ormai da anni, che negli anni è stata adattata e declinata in innumerevoli forme, dai fumetti, ai film, dalle serie animate al balletto. «Tutti gli adulti sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano»

SGUARDI, Linda Laura Sabbadini: "Contando gli italiani"

Roma, 25 ott. (askanews) – Linda Laura Sabbadini si racconta e racconta i suoi quaranta anni all’Istat nel primo episodio di SGUARDI, il nuovo approfondimento di Askanews a cura di Alessandra Quattrocchi: ‘Contando gli italiani’.

‘Misurare significa riconoscere e ciò che non si misura spesso non esiste nel dibattito pubblico, non entra nelle agende politiche, non viene visto, non viene ascoltato. Ho creduto ogni giorno che la statistica dovesse essere uno strumento di giustizia, cittadinanza e democrazia’ spiega Sabbadini in questo colloquio.

Le influenze familiari (Emma Castelnuovo, il nonno Guido Coen) e le trasformazioni dell’Italia che ha vissuto in presa diretta nella sua carriera all’Istat; l’impatto che ha avuto nella creazione delle statistiche sociali per misurare gli ‘invisibili’ (‘le donne che non venivano considerate, i bambini, gli anziani disabili, i poveri, gli homeless’); le nuove metodologie inventate per documentare queste realtà del nostro paese. E ancora il suo libro ‘Il paese che conta’, da poco uscito, che narra questa avventura; come è cambiata l’Italia e i problemi che continua a vivere l’occupazione femminile.

Più di tutto, la necessità oggi di potenziare l’Istat e di sapere tutti, come cittadini (ma anche come politici e giornalisti, con le responsabilità che ne derivano), quanto sono importanti le cifre in democrazia: perché ‘si è più liberi se si è in grado di distinguere un fake number da un numero che è stato costruito con cura, con qualità, come i numeri ufficiali’, e nessuno dovrebbe travisare i numeri per piegarli alle proprie esigenze.

Il testo completo dell’intervista sul sito di askanews nella sezione ‘Sguardi’.

Trump vola per cinque giorni in Asia, attesa per incontro con Xi

Roma, 25 ott. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lasciato Washington per un viaggio di cinque giorni in Asia, il più lungo all’estero dal ritorno alla Casa Bianca, che lo porterà in Malaysia, Giappone e Corea del Sud. Giovedì a Busan, Corea del Sud, dovrebbe incontrare il presidente cinese Xi Jinping, ma il summit non è ancora stato confermato ufficialmente.

Prima del decollo per l’Asia, a bordo dell’Air Force One, il presidente americano ha dichiarato di contare su un “incontro molto positivo” che porti a un accordo con Pechino sui dazi. Ha anche detto di essere aperto a un incontro con il leader nordcoreano Kim Jong-un: “Lo incontrerei”, ha affermato, mettendo un pegno su quello che da parte sudcoreana è considerato un probabile faccia a faccia nei prossimi giorni. “Se vogliono contattarmi, sono aperto. Ma sapete, non hanno molto servizio telefonicoà”, ha detto.

La visita si inserisce tuttavia in un contesto difficile. L’Asia è fortemente colpita dalle politiche economiche aggressive di Trump, in particolare dalla guerra commerciale con la Cina. Washington e Pechino si sono reciprocamente imposti nuovi dazi e hanno minacciato di interrompere il commercio di tecnologie strategiche e minerali critici.

Secondo fonti vicine all’amministrazione americana citate da media Usa, non è probabile un accordo risolutivo con Xi, ma piuttosto un confronto volto a limitare le divergenze e, se possibile, ottenere modesti progressi. Tra le ipotesi sul tavolo: un alleggerimento parziale dei dazi, nuovi ordini cinesi di prodotti americani come soia e aerei Boeing, o una maggiore apertura sull’export di chip verso la Cina in cambio di concessioni sui magneti in terre rare.

Trump sarà presente domani a Kuala Lumpur per il vertice dell’ASEAN, dove potrebbe assistere alla firma di una tregua tra Thailandia e Cambogia. A margine del summit dovrebbe vedere il presidente brasiliano, Luiz Inacio LULA da Silva. Sulla possibilità di ridurre i dazi al Brasile, prima di partire ha detto: “Alle giuste condizioni”. Lula è già arrivato a Kuala Lumpur.

L’Europa di Fanfani e Spinelli tra memoria e futuro

Cari convegnisti,

innanzitutto vi ringrazio per l’opportunità che mi viene concessa, anche attraverso questo messaggio, di partecipare ai vostri lavori e di dare il mio contributo.

Mi rammarico di non poter essere presente e quindi di non poter ascoltare dal vivo la lectio magistralis del professor Durand.

Valorizzare il percorso europeo

È proprio da una sua riflessione che mi permetto di partire.

Il professor Durand, a proposito del futuro dell’Unione, invita noi tutti a valorizzare il percorso compiuto sin qui nel processo e nel radicamento dello spirito europeo, sfidandoci e interrogandoci su come rigenerarlo per poter affrontare le tante sfide future.

Ed è per questo che un punto fermo sta nel ribadire tanto la grandezza dello sforzo politico e di prospettiva compiuto da Altiero Spinelli, quanto l’intuizione di Amintore Fanfani nel raccogliere, seppur con sfumature diverse, l’appello per lo Stato federalista europeo e, pur da prospettive differenti, nel difendere il concetto di integrazione.

L’intuizione di Fanfani

Tanto Spinelli quanto Fanfani profusero il loro impegno politico sul fronte continentale, guidati da una comune convinzione: rafforzare i legami europei dell’Italia avrebbe assicurato al nostro Paese un ruolo di protagonismo e una centralità democratica foriera di stabilità e sviluppo.

Amintore Fanfani, da europeista convinto, sposò l’intuizione che un’Italia radicata e inserita nel contesto europeo fosse paradigma di equilibrio interno e di credibilità internazionale.

Non possiamo non ricordare — soprattutto in tempi drammatici come questi — la convinzione che Fanfani ebbe, in anni di grande trasformazione come furono gli anni Cinquanta del secolo scorso, circa la necessità di aderire, per esempio, a un percorso di difesa comune europea.

Un’eredità ancora viva

Convinzioni, come ben comprenderete, di una straordinaria attualità, che oggi più che mai andrebbero innaffiate e riscoperte, come ci invita a fare il professor Durand.

Nella consapevolezza che il nostro futuro sta nel nostro passato, e che la lucidità e la lungimiranza di uomini come Spinelli, De Gasperi e Fanfani servirebbero adesso, in questi martoriati tempi.

L’Europa che vive la minaccia russa alle sue porte, l’Europa che l’attuale presidente statunitense considera quasi un impaccio, ha il dovere morale di tornare a parlare con una voce forte e autorevole.

Insidie, ostacoli e rallentamenti nella costruzione europea non sono mancati e in futuro non mancheranno, ma è solo attraverso uno sforzo continuo e costante che pace, prosperità e stabilità potranno segnare la vita dei nostri figli.

L’idea di Europa come stella polare

Immaginare l’integrazione europea, come fece Fanfani, al pari del compimento finale della crescita degli Stati nazionali e come soluzione — o deterrente — contro le minacce di guerra globale, resta ora come allora la stella polare per assicurare al nostro continente visione, pace, prosperità e crescita.

Buon lavoro.

Di fronte alle esagerazioni manca il centro

C’è qualcosa che non torna nel lamento di tanti di noi per la piega che ha preso da ultimo, e sempre più, la politica di casa nostra.

Certo, Meloni e Schlein sembrano fare a gara a chi tra le due dice la cosa più forte e, spesso, la più greve. E puntualmente, l’indomani, si leva il coro delle critiche per il vittimismo dell’una e l’aggressività dell’altra, prive entrambe del senso della misura.

Quando poi si contano i numeri degli elettori che disertano le urne, viene quasi naturale segnalare che forse sono proprio tutti quegli eccessi a trattenere la gente dall’andare a votare. Tutto vero e tutto giusto.

Manca qualcosa, però. E cioè la capacità di offrire prodotti diversi a un mercato politico così poco soddisfatto della merce disponibile. In una parola, manca il centro. Che non può essere, in tempi come questi, l’ombelico del Paese. Ma non può neppure rinunciare a dire la sua a fronte delle altrui esagerazioni.

È ovvio che la legge elettorale costituisce, a tutt’oggi, una remora poderosa per un’iniziativa che si collochi altrove rispetto ai due schieramenti principali. Ed è assai probabile che a questo stallo del centro concorra anche l’eccessiva prudenza di quanti lo invocano segretamente ma poi si acconciano a piantare le loro tende qua e là, sia pure come ospiti non proprio trattati per come pretenderebbero.

Ma forse, tra le righe, si può leggere qualcosa in più della prudenza e di un certo conformismo. E cioè il dubbio che il derby tra opposti radicalismi, alla fine, non sia poi così lontano dal sentimento popolare. Salvo lamentarsene un attimo dopo. E con ottime ragioni, peraltro.

Fonte: La Voce del Popolo – Giovedì 23 ottobre 2025

[Articolo qui riroposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Dalla riflessione all’impegno: rispondere insieme all’appello di Dellai

Ha ragione Lorenzo Dellai (vedi il suo articolo). “Insieme” condivide ed accoglie il suo appello. Non è più tempo di tergiversare. È, per ognuno, il tempo della responsabilità e dell’azione.

Una politica degna di questo nome esige che il pensiero preceda e giustifichi l’azione, che, in caso contrario, finirebbe, prima o poi, per accartocciarsi su di sé. Ma bisogna, ad un tempo, cogliere, con tempestività, quel momento topico in cui tocca all’azione dare corpo al pensiero. Le analisi e gli approfondimenti necessari sono stati fatti. Insomma, ognuna delle formazioni di ispirazione cristiana cui si rivolge Dellai ha debitamente fatto i compiti a casa.

Giocare in squadra

Ora è tempo di giocare in squadra. Non correndo tutti dovunque vada il pallone, ma disponendo sul campo schemi tattici ispirati ad una geometria che, per un verso, porti alla luce il vero nodo delle questioni da affrontare, per altro verso renda la partita comprensibile ed accattivante per chi volesse via via entrare nella squadra o almeno tifare per i suoi colori.

Peraltro, non possiamo permettere, in vista delle prossime elezioni politiche, che le destre vincano facile, segnando a porta vuota.

Contro l’egemonia delle destre

Dobbiamo opporci a viso aperto all’egemonia che la destra, legittimamente, a maggior ragione godendo del “default” dell’avversario, cerca di esercitare sul Paese. Lo diciamo in modo pacato, ma fermo. Senza guardare al passato, senza inchiodare nessuno alla memoria storica della propria parte, senza cadere nella postura ideologica di chi evoca e condanna, a conferma dei suoi, i pregiudizi ideologici altrui.

Lo diciamo, quindi, sul piano strettamente politico e culturale, senza pregiudizi di sorta, guardando al domani piuttosto che al passato.

Una sinistra senza bussola

Le destre rappresentano la declinazione politica di culture incapaci d’interpretare un momento storico che ha bisogno di allargare gli spazi della cittadinanza attiva, della partecipazione democratica, della responsabilità personale di ognuno, piuttosto che l’affermazione di un principio d’autorità finalizzato a comprimere la libera espressione e la ricchezza plurale del Paese, che sia in nome della “nazione” o del “sovranismo”.

Insomma, la destra gioca la partita sbagliata, ma la gioca sul velluto. Infatti, anche dall’altra parte non sanno decifrare la situazione, né dispongono degli strumenti concettuali adatti ad interpretarla, meno che mai a metterci mano secondo un disegno che sia almeno sensato.

C’è una sinistra ancora ideologizzata e massimalista, laicizzante (nulla a che vedere con quella “laicità” che anche a noi preme), votata ad una cultura radicale, dimentica delle sue radici popolari.

Cambiare gioco

Ovvio, a questo punto, che all’opposizione non resti altro se non dare sulla voce al Governo, cercando di ribattere colpo su colpo e così cadendo, senza avvedersene, nella tela di ragno stesa da Giorgia Meloni, che alza i toni perché sa che i suoi sprovveduti avversari ci cascano.

Come se avessero già rinunciato a combattere la buona battaglia, oppure, temendo fortemente di perderla, si preoccupassero almeno di galvanizzare e trattenere gli elettori già fidelizzati. In sostanza, un caso paradigmatico di potere che logora chi non ce l’ha.

Una nuova coalizione popolare

Per parte nostra, diciamo da tempo: è necessario cambiare gioco. Senza illudersi che aggiungendo una gamba — per ora, se non abbiamo perso il conto, siamo giunti a quattro — al tavolo sghembo del “campo largo” gli si possa dare l’equilibrio e la forza necessaria a reggere l’onere del governo del Paese.

All’Italia serve, al contrario, una coalizione, nel senso degasperiano del termine, che sia popolare — per quanto ci riguarda, animata da una cultura di ispirazione cristiana — liberal-democratica, laica, ambientalista, di forte impronta sociale.

A noi sembra che vada in questa direzione l’appello di Lorenzo Dellai a chi ci sta e, per parte nostra, rispondiamo alla chiamata.

Calcio, risultati serie A, Il Milan avanza piano

Roma, 24 ott. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Milan-Pisa 2-2

Ottava giornata: Milan-Pisa 2-2, sabato 25 ottobre ore 15 Parma-Como, Udinese-Lecce, ore 18 Napoli-Inter, ore 20.45 Cremonese-Atalanta, domenica 26 ottobre ore 12.30 Torino-Genoa, ore 15 Sassuolo-Roma, Verona-Cagliari, ore 18 Fiorentina-Bologna, ore 20.45 Lazio-Juventus.

Classifica: Milan 17, Napoli, Roma, Inter 15, Bologna 13, Como, Juventus 12, Atalanta 11, Sassuolo, Cremonese 10, Cagliari, Udinese, Torino, Lazio 8, Lecce, Parma 6, Verona, Pisa 4, Fiorentina, Genoa 3.

Nona giornata: martedì 28 ottobre ore 18.30 Lecce-Napoli, ore 20.45 Atalanta-Milan, mercoledì 29 ottobre ore 18.30 Como-Verona, Juventus-Udinese, Roma-Parma, ore 20.45 Bologna-Torino, Genoa-Cremonese, Inter-Fiorentina, giovedì 30 ottobre ore 18.30 Cagliari-Sassuolo, ore 20.45 Pisa-Lazio.

Barbarano Romano, cittadinanza onoraria a Marco Bellocchio e Mueller

Roma, 24 ott. (askanews) – Dal 31 ottobre al 2 novembre a Barbarano Romano, in provincia di Viterbo, si svolge la settima edizione del festival antropologico e sociale del buon vivere “Il senso di un paese”, coordinato dal regista Gianfranco Pannone e promosso dal Comune di Barbarano Romano e dal Parco Regionale Marturanum con le associazioni Barbarano Cultura e Tuscia Nuova, che come ogni anno, restituisce alla comunità la forza poetica e civile di un prezioso territorio della Tuscia.

Quest’anno il festival rende omaggio a due protagonisti del cinema italiano e internazionale: Marco Bellocchio e Marco Mueller, che sabato primo novembre riceveranno la cittadinanza onoraria per il loro contributo alla cultura e per il legame profondo con il territorio. Entrambi, infatti, hanno scelto Barbarano come rifugio creativo, come luogo d’ispirazione e di silenzio.

“Sono molto felice per questa cittadinanza onoraria – ha dichiarato Marco Bellocchio – anche perché, diviso tra Roma e la mia Bobbio, in Emilia, Barbarano per me ha rappresentato il giusto rifugio nei momenti di riposo e anche creativi, fino a diventare per me famigliare. Barbarano mi ha accolto con gentilezza. Grazie”.

“Barbarano è ancora oggi tagliato fuori dalle grandi vie di comunicazione – la Cassia appena lo sfiora, l’antica Clodia è scomparsa -, eppure questo straordinario borgo ha rappresentato per secoli un crocevia di comunicazioni, un centro d’incontro tra culture. E sta tornando a esserlo, grazie al contributo prezioso che gli regala ogni edizione de Il Senso di un Paese”, ha aggiunto Marco Mueller.

A Bellocchio, Leone d’oro alla carriera a Venezia e Palma d’onore a Cannes, è dedicata una piccola retrospettiva per i suoi 60 anni di attività artistica, dal titolo “La provincia di Marco: 60 anni di film e non dimostrarli”, che attraversa la sua filmografia con tre opere simboliche: I pugni in tasca (1965), Vacanze in Val Trebbia (1980) e Marx può aspettare (2022). Un viaggio nel suo cinema e nel nostro tempo, accompagnato da un incontro con il cineasta piacentino condotto da Gianfranco Pannone e dal docente e critico Carmelo Marabello dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, con Marco Mueller, Direttore di Festival del calibro di Locarno e Venezia, nonché produttore e docente di cinema, che sarà in collegamento video da Shanghai.

Incastonato nel cuore del Parco Regionale Marturanum, Barbarano diventa per tre giorni un laboratorio di idee, un luogo dove la cultura si intreccia con la vita quotidiana e la memoria, che in questa settima edizione prende un titolo significativo: “L’Anno delle scoperte”. Accanto a Pannone, il festival è curato da Maria Cristina Lòcori, Raimondo Fortuna, Gianpaolo Rossi, Vittorio Sperandei, Marina Ferrari e Giacinto Corzani, con il patrocinio del Comune di Barbarano Romano guidato dal sindaco Rinaldo Marchesi, la collaborazione del Parco Marturanum diretto da Stefano Celletti e grazie al supporto della Fondazione Roma Lazio Film Commission per aver concesso il suo spazio per la presentazione del Festival nei giorni della Festa del Cinema di Roma.

Sabato 1 novembre in programma la proiezione del documentario “Il senso di un paese”, realizzato durante il workshop di Cinema del reale diretto da Gianfranco Pannone, che racconta la comunità di Barbarano tra passato e presente con sguardo intimo e partecipato. Verranno inoltre mostrate le immagini inedite di un documentario diretto dai barbaranesi Gianpaolo Rossi e Matteo Fortuna, dedicato ai recenti scavi condotti dagli archeologi della Baylor University del Texas. Le ricerche, svolte nell’area di San Giuliano, hanno riportato alla luce un tumulo funerario integro risalente alla fine del VII secolo a.C., insieme ad altre scoperte che riguardano l’epoca medievale.

Schlein risponde a Meloni: vuole distogliere attenzione da manovra

Roma, 24 ott. (askanews) – La maggioranza attaccandoci “prova a distogliere l’attenzione da questa manovra che prevede crescita zero e che di nuovo non mette sufficienti risorse sulla sanit pubblica mentre ci sono italiani che non si riescono a curare”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine della presentazione del libro “Il Paese che conta. Come i numeri raccontano la nostra storia” di Linda Laura Sabbadini, ex direttrice dell’Istat.

“Noi – ha aggiunto – daremo il nostro contributo come sempre e lo daremo puntando sulle nostre grandi priorit: la sanit pubblica, la scuola che sta soffrendo, la ricerca, l’universit e anche le politiche industriali di cui questo governo pare essersi dimenticato”.

Quanto alle discussioni interne al centrodestra, ha aggiunto: “Ci chiediamo se avessero letto la manovra prima di approvarla nel Consiglio dei ministri, visto che continuano a litigare. Il punto che di questi litigi poi pagano il conto agli italiani. Si mettessero invece a concentrarsi su come dare migliori risposte al Paese di quelle che si prospettano con questa manovra”.

Ucraina, Meloni prepara nuovi aiuti a Kiev. E ai Volenterosi chiede unità con Usa

Roma, 24 ott. (askanews) – Sostegno “fermo e determinato” all’Ucraina, sia dal punto di vista militare che del supporto della popolazione civile. Giorgia Meloni lo ha ribadito ieri di persona a Volodymyr Zelensky, ma anche nel corso della discussione al Consiglio europeo e, oggi, nella riunione dei “volenterosi” a cui ha partecipato in video collegamento ribadendo la necessità di procedere uniti con gli Usa. A Londra, oltre allo stesso Zelensky, c’erano il premier britannico Keir Starmer, il segretario generale della Nato Mark Rutte e alcuni leader europeo mentre altri hanno partecipato da remoto.

“Oggi tutti i partner hanno confermato che l’anno prossimo continueranno a sostenere l’Ucraina, la nostra resilienza, in particolare il sostegno finanziario che per noi è cruciale”, ha detto Zelensky in conferenza stampa, ringraziando tutti i volenterosi. La Gran Bretagna – ha annunciato Starmer – fornirà all’Ucraina altri missili per rafforzare le proprie difese aeree durante l’inverno e lo stesso, ha detto Emmanuel Macron, farà anche la Francia, che a breve invierà altri caccia Mirage. Zelensky “sta combattendo per la sicurezza di tutti gli europei, non solo degli ucraini. La vostra sicurezza è la nostra sicurezza”, ha affermato Starmer.

Nel suo intervento la premier, riferisce Palazzo Chigi, “ha ribadito l’importanza dell’unità tra le due sponde dell’Atlantico nel perseguire un cessate il fuoco da cui venga avviato un credibile percorso negoziale che prenda le mosse dall’attuale linea di contatto con l’obiettivo di raggiungere una pace giusta e duratura”. Il ‘congelamento’ dell’attuale linea del fronte per avviare la trattativa è la base della proposta avanzata dal presidente americano Donald Trump e che lo stesso Zelensky aveva definito, due giorni fa, “un buon compromesso”.

Meloni aveva visto Zelensky ieri a Bruxelles, a margine del Consiglio europeo. Il leader ucraino le ha chiesto un aiuto materiale per la fornitura (come già avvenuto in passato) di generatori di elettrici per garantire energia in un momento critico a causa degli attacchi russi alle infrastrutture energetiche e dell’arrivo dell’inverno. Meloni ha assicurato che il governo valuterà come aiutare la popolazione civile ma ha sostanzialmente garantito il suo sostegno. L’Italia, secondo fonti citate da Bloomberg, starebbe anche lavorando a un dodicesimo pacchetto di aiuti militari, in particolare con i missili per i sistemi di difesa aerea SAMP/T.

Ieri a Bruxelles l’Italia ha naturalmente dato il via libera al 19esimo pacchetto europeo di sanzioni alla Russia mentre nel dibattito sull’eventuale utilizzo degli asset russi congelati in Europa (soprattutto in Belgio) per finanziare il prestito a Kiev ha espresso dubbi e sollecitato chiarimenti, come del resto hanno fatto praticamente tutti i Paesi. Del resto la soluzione non è priva di rischi e per questo, alla fine, è stato deciso di dar mandato alla Commissione di fare ulteriori approfondimenti e di presentare una proposta operativa su cui decidere nel summit di dicembre. La decisione è stata presa con una maggioranza a 26, contrario (come praticamente sempre quando si vota sull’Ucraina) Viktor Orban.

A proposito del premier ungherese, lunedì alle 15.30 sarà ricevuto a Palazzo Chigi. Tra prese di posizione filo-russe e violazioni dello Stato di diritto, Orban è ormai quasi un corpo volutamente estraneo a Bruxelles. E anche Meloni – che nei primi mesi di mandato si era assunta il compito di mediare con lui – negli ultimi tempi sembra aver molto raffreddato il rapporto. Si vedrà se lunedì sarà o meno l’occasione di un riavvicinamento.

Il giorno successivo, martedì, sarà convocato il Consiglio dei ministri. All’ordine del giorno, tra le altre cose, la sicurezza sul lavoro ma la giornata potrebbe anche offrire l’occasione per un chiarimento tra i leader della maggioranza sulla manovra, su cui lo scontro – in particolare tra Lega e Forza Italia – è ormai dichiarato ed evidente. La premier, secondo quanto si apprende, ha invitato ad abbassare i toni in pubblico e sollecitato a trovare soluzioni tecniche ai problemi ma servirà un nuovo faccia a faccia per sciogliere i nodi.

Manovra, Tajani: Conte non parli di economia, conti fuori controllo opera sua

Roma, 24 ott. (askanews) – “È singolare che il responsabile del buco nei conti dello Stato, provocato dallo scellerato super bonus erogato senza alcun controllo e che ha fatto sperperare miliardi di denaro pubblico, parli di politica economica. I danni fatti dal suo Governo e dal Movimento 5 Stelle sono incommensurabili, comprese le mortificazioni inflitte a tanti giovani del Sud ai quali invece di dare lavoro dava mance clientelari per molti miliardi di euro”. Lo dichiara il vicepremier segretario di Fi Antonio Tajani, replicando via social alle critiche del presidente M5s Giuseppe Conte

“I cittadini italiani- afferma Tajani- hanno capito cosa è il Movimento 5 Stelle di Giuseppe Conte e non lo votano più come dimostrano i risultati nelle Marche, in Calabria e Valle D’Aosta. Un declino elettorale iniziato già alle ultime europee. Dal 2023 il Movimento 5 stelle ha preso sempre meno voti di Forza Italia. Anche la sua Vice Presidente lo ha abbandonato. Conte prima di parlare degli altri si faccia un esame di coscienza per capire le sue fallimentari politiche. Quanto alle banche io difendo le banche di credito cooperativo e le banche popolari che sono le uniche che permettono a 4 milioni di piccole e medie imprese di accedere al credito. Conte si faccia una domanda e si dia una risposta”.

Draghi: l’unica strada per l’Europa è un federalismo pragmatico

Roma, 24 ott. (askanews) – “Il futuro dell’Europa deve essere un percorso verso il federalismo. Non in ossequio a un sogno ma per necessità”. Lo ha affermato l’ex presidente del Consiglio italiano e ex presidente della Bce, Mario Draghi, in occasione della consegna del Premio Princesa de Asturias per la Cooperazione internazionale.

“È uno straordinario onore ricevere questo premio. Lo accetto non solo con gratitudine, ma con un profondo senso di responsabilità verso un progetto che ha definito la mia vita professionale”, ha esordito. “Il mio servizio pubblico in Italia è iniziato con i negoziati per il Trattato di Maastricht. Da allora, costruire l’Europa è stata una missione centrale della mia carriera, sia come responsabile delle politiche nazionali, come Capo del Tesoro italiano e poi come Presidente del Consiglio, sia come rappresentante europeo, alla guida della Bce”, ha ricordato Draghi.

“Ma oggi, la prospettiva per l’Europa è tra le più difficili che io ricordi. Quasi ogni principio su cui si fonda l’Unione è sotto attacco. Abbiamo costruito la nostra prosperità sull’apertura e sul multilateralismo: ora affrontiamo protezionismo e azioni unilaterali. Abbiamo creduto che la diplomazia potesse essere la base della nostra sicurezza: ora assistiamo al ritorno della potenza militare come strumento per affermare i propri interessi”.

“Abbiamo promesso leadership nella responsabilità climatica: ora vediamo altri ritirarsi mentre noi sosteniamo costi crescenti – ha proseguito -. Il mondo intorno a noi è cambiato radicalmente e l’Europa fatica a rispondere. Questo solleva una domanda cruciale: perché non riusciamo a cambiare? Ci viene spesso detto che l’Europa si forgia nelle crisi. Ma quanto grave deve diventare una crisi affinché i nostri leader uniscano le forze e trovino la volontà politica di agire?”, si è chiesto Draghi.

“Dopo la grande crisi finanziaria e quella del debito sovrano, la Bce, anche grazie al suo mandato europeo, si è evoluta in un’istituzione più federale: è stata anche avviata l’unione bancaria. Ma da allora, le nostre sfide sono diventate sempre più complesse e ora richiedono un’azione comune da parte degli Stati membri. Riguardano ambiti come la difesa, la sicurezza energetica e le tecnologie di frontiera che necessitano di scala continentale e investimenti condivisi. E in alcuni di questi settori, soprattutto difesa e politica estera, è necessario un grado più profondo di legittimità democratica”.

“Da molti anni non abbiamo modificato la nostra governance. Oggi – ha detto Draghi – siamo una confederazione europea che semplicemente non riesce a far fronte a tali esigenze. Questo lascia responsabilità a livello nazionale che non possono più essere gestite efficacemente. E anche se volessimo trasferire più poteri all’Europa, questo modello non ci offre la legittimità democratica per farlo. Non è solo una questione di vincoli giuridici dei Trattati Ue. Il vincolo più profondo è che, di fronte a questo nuovo mondo, non abbiamo costruito un mandato condiviso — approvato dai cittadini — per ciò che, come europei, intendiamo davvero fare insieme”.

“Non in ossequio a un sogno ma per necessità, il futuro dell’Europa deve essere un percorso verso il federalismo. Ma, per quanto desiderabile sia una vera federazione, essa richiederebbe condizioni politiche che oggi non esistono. E le sfide che affrontiamo sono troppo urgenti per aspettare che emergano. Un nuovo federalismo pragmatico è quindi l’unica strada percorribile. Si tratta di un federalismo basato su temi specifici, flessibile e capace di agire al di fuori dei meccanismi più lenti del processo decisionale dell’Ue”, ha detto ancora Draghi.

“Sarebbe costruito da ‘coalizioni di volenterosi’ attorno a interessi strategici condivisi, riconoscendo che le diverse forze dell’Europa non richiedono che ogni paese si muova allo stesso ritmo. Immaginate paesi con settori tecnologici forti che concordano su un regime comune che consenta alle loro imprese di crescere rapidamente. Nazioni con industrie della difesa avanzate che uniscono ricerca e sviluppo e finanziano appalti congiunti. Leader industriali che co-investono in settori critici come i semiconduttori, o in infrastrutture di rete che riducono i costi energetici”.

“Questo federalismo pragmatico permetterebbe a chi ha maggiore ambizione di agire con la velocità, la scala e l’intensità delle altre potenze globali – ha proseguito Draghi -. E, fatto altrettanto importante, potrebbe contribuire a rinnovare lo slancio democratico dell’Europa stessa. Perché aderire richiederebbe ai governi nazionali di ottenere il sostegno democratico per obiettivi condivisi specifici, diventando così una costruzione dal basso di uno scopo comune, non un’imposizione dall’alto. Tutti coloro che vogliono unirsi potrebbero farlo, mentre chi cerca di bloccare i progressi non potrebbe più trattenere gli altri”.

“In breve, offre una visione piena di fiducia dell’Europa e una in cui i cittadini possono credere. Un’Europa in cui i giovani vedono il loro futuro. Un’Europa che rifiuta di essere calpestata. Un’Europa che agisce non per paura del declino, ma per orgoglio di ciò che può ancora realizzare. Dobbiamo offrire questa visione se vogliamo che l’Europa si rinnovi – ha concluso Draghi -. E sono fiducioso che possiamo farlo”.

Ucraina, Meloni ai Volenterosi: "mantenere unità con gli Usa"

Roma, 24 ott. (askanews) – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha preso parte questo pomeriggio, collegata da Roma, a una riunione della Coalizione dei volenterosi.

L’incontro si è svolto all’indomani delle recenti parallele decisioni di Unione Europea e Stati Uniti di introdurre nuove sanzioni contro la Russia, a seguito della persistente indisponibilità di Mosca a impegnarsi per la cessazione delle ostilità.

La presidente del Consiglio, nel corso del suo intervento, si legge in una nota di Palazzo Chigi, “ha ribadito l’importanza dell’unità tra le due sponde dell’Atlantico nel perseguire un cessate il fuoco da cui venga avviato un credibile percorso negoziale che prenda le mosse dall’attuale linea di contatto con l’obiettivo di raggiungere una pace giusta e duratura”.

Centrosinistra,Bonelli-Fratoianni(Avs) a Conte-Schlein: sì a convergenza opposizioni

Roma, 24 ott. (askanews) – “In queste ore Giuseppe Conte ha detto che bisogna condividere un programma e Elly Schlein ha proposto di incontrarsi subito dopo le regionali per cominciare il lavoro. Come AVS ripetiamo da tempo che occorre un salto di qualità, abbiamo più volte sollecitato l’avvio del confronto per la costruzione di un programma per l’Italia. Lo abbiamo ribadito ad ogni passo. Noi ci siamo”. Lo affermano i leader Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.

“Di fronte ad una destra che indebolisce diritti civili e sociali, nega la crisi climatica e sceglie la strada della corsa al riarmo è urgente definire una agenda credibile per l’alternativa. Occorre farlo costruendo una convergenza delle opposizioni ma soprattutto occorre farla vivere nel Paese”, concludono Bonelli Fratoianni.

Oltre la Miastenia, libera il tuo movimento

Milano, 24 ott. (askanews) – A Milano, in Piazza Gae Aulenti, l’arte incontra la scienza per accendere i riflettori su una malattia rara e ancora poco conosciuta: la Miastenia Grave. Dal 24 al 26 ottobre, la performance immersiva “Oltre la Miastenia, libera il tuo movimento” trasforma la piazza in un simbolo di libert e consapevolezza. Una ballerina si muove all’interno di una struttura in lycra e ferro: una gabbia trasparente che rappresenta la fatica quotidiana e la resistenza invisibile di chi convive con questa patologia, che limita i movimenti e la qualit di vita dei pazienti. Abbiamo parlato con Stefano Previtali, Responsabile centro malattie neuromuscolari del San Raffaele:

“La miastenia grave una malattia molto subdola, poco conosciuta anche nell’ambito medico, molto temuta perch una malattia in cui il paziente improvvisamente da un giorno con l’altro comincia a star male, non si muove pi, ma soprattutto quello che preoccupa che non respira pi e quindi pu essere veramente un’urgenza terapeutica. L’unico modo per migliorare le conoscenze far s che queste arrivino, ovviamente a tutta la classe medica, noi siamo neurologi e quindi la conosciamo un po’ di pi, ma dovrebbe essere conosciuta un po’ meglio da tutti e ovviamente facendo informazione l’unico modo che abbiamo perch si prenda piena conoscenza della malattia”.

Promossa da argenx, azienda biotecnologica impegnata nella ricerca sulle malattie autoimmuni, l’iniziativa invita il pubblico a partecipare e a sperimentare in prima persona la difficolt del movimento, per comprendere meglio cosa significhi vivere con la Miastenia Grave. Una malattia rara che colpisce la giunzione neuromuscolare, rendendo anche i gesti pi semplici una sfida quotidiana. poi intervenuto Fabrizio Celia, Amministratore Delegato ArgenX Italia:

“Il nostro obiettivo grazie a questa campagna di dare un volto tangibile alla malattia, pazienti affetti da miastenia grave sono pazienti che hanno una forte limitazione dell’attivit quotidiana, un decadimento molto rapido della qualit di vita e quindi con la metafora della ballerina che ha delle limitazioni nei movimenti grazie al pennello di lycra andiamo proprio a sensibilizzare l’opinione pubblica proprio per far s che pazienti che apparentemente nella vita quotidiana possono sembrare normali nei movimenti in realt soffrono quotidianamente di forti limitazioni quindi l’obiettivo proprio quello di sensibilizzare la societ al fine di portare all’attenzione questa malattia che purtroppo molto spesso invisibile”.

La ricerca fa passi avanti, ma la consapevolezza resta fondamentale perch solo conoscendo si pu davvero “liberare il movimento”.

Manovra, Schlein: invece di litigare governo dia risposte a Paese

Roma, 24 ott. (askanews) – La maggioranza attaccandoci “prova a distogliere l’attenzione da questa manovra che prevede crescita zero e che di nuovo non mette sufficienti risorse sulla sanità pubblica mentre ci sono italiani che non si riescono a curare”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine della presentazione di un libro.

“Noi – ha aggiunto – daremo il nostro contributo come sempre e lo daremo puntando sulle nostre grandi priorità: la sanità pubblica, la scuola che sta soffrendo, la ricerca, l’università e anche le politiche industriali di cui questo governo pare essersi dimenticato”.

Quanto alle discussioni interne al centrodestra, ha aggiunto: “Ci chiediamo se avessero letto la manovra prima di approvarla nel Consiglio dei ministri, visto che continuano a litigare. Il punto è che di questi litigi poi pagano il conto agli italiani. Si mettessero invece a concentrarsi su come dare migliori risposte al Paese di quelle che si prospettano con questa manovra”.

Pd,Schelin: bene discussione interna, ora concentrati su Regionali e manovra

Roma, 24 ott. (askanews) – “Benissimo la discussione interna ad un partito che è democratico, restiamo adesso concentrati sulla manovra e sulle campagne elettorali delle regionali in cui si vota tra un mese e in cui siamo presenti con la nostra coalizione progressista per cui tutto il partito è impegnato in queste campagne elettorali a fianco di Manildo in Veneto, di Fico in Campania e di De Caro in Puglia”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine della presentazione di un libro, a proposito della riunione dei dem riformisti a Milano.

Centrosinistra, Schlein a Conte: bene su programma, lavoriamoci dopo Regionali

Roma, 24 ott. (askanews) – “A proposito proprio di alleanze, ho ascoltato ieri Giuseppe Conte dire che serve un programma condiviso come l’abbiamo costruito in tutte queste coalizioni regionali e ricordo, lo abbiamo presentato in tutte e sette le regioni che che andavano al voto. Benissimo quindi, dal giorno dopo le regionali cominciamo a lavorare insieme a costruire il programma della coalizione progressista per l’Italia e non facciamolo da soli ma facciamolo nel paese con il paese”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, a margine della presentazione di un libro.

"Bye Your Side" premia Paolo Ruffini, Stefano Fresi e Leo Gassman

Roma, 24 ott. (askanews) – La seconda edizione di “BYS – By Your Side & C.L.a.P. (Cinema, Links and Professionals)” – progetto ideato e promosso da Vinians Production che unisce arte, cinema e solidarietà per trasformare la creatività in strumento di partecipazione sociale – ha premiato Paolo Ruffini per il teatro, Stefano Fresi per il cinema, Anna Allegretti per danza e sport, Iris Gaeta e Margherita Filosa per i podcast, Leo Gassmann per musica, cinema e impegno sociale, e Salvo Saverio D’Angelo, in rappresentanza di 98 Sale Distribution, per il settore industriale.

L’edizione 2025 intitolata “Breaking the Fourth Wall – La quarta parete cade, è tempo di agire”, ha invitato il pubblico a superare la distanza tra scena e realtà, promuovendo l’impegno collettivo e la condivisione.

Alla cerimonia di premiazione – nello spazio della Fondazione Roma Lazio Film Commission alla Festa del Cinema di Roma – hanno partecipato esponenti delle istituzioni, dell’imprenditoria e della cultura, tra cui la vicepresidente della Regione Lazio Roberta Angelilli, il senatore Maurizio Gasparri, la presidente del CNU e componente AGCOM Sandra Cioffi, il presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito e sindaco di Fiumicino Mario Baccini, il presidente di APA Service e Cross Production Marco Follini, il direttore Medico del Policlinico A. Gemelli Giorgio Meneschincheri, il presidente di Lazio Innova Francesco Marcolini, il presidente del Rotary Club Roma Capitale Enrico Falcioni e Gianluca Rocchetti per il Rotary Club Porto San Giorgio.

“Papa Francesco, prima di andarsene, ci ha detto che si può scherzare su Dio perché la parola di Dio non è mai difettosa, così come non lo sono gli esseri umani. Ognuno di noi ha delle particolarità e, a teatro, sotto i riflettori, queste particolarità diventano ancora più speciali”, ha commentato Paolo Ruffini, premiato per il teatro. “Ricordiamoci che il costo di un miracolo è basso: ci vuole poco ad innescarlo”, ha aggiunto Stefano Fresi, insignito del premio per il cinema. “È importante non rimanere indifferenti all’odio e alla rabbia sociale che ci circondano. Dobbiamo valorizzare messaggi positivi e di speranza”, ha sottolineato Leo Gassmann, premiato per musica e impegno sociale.

“Dietro ogni parete che cade ci sono persone che scelgono di essere parte di un ingranaggio benefico, di una visione collettiva che unisce talento, passione e impegno”, ha dichiarato Annamaria Alaimo, ideatrice del progetto, che ha ringraziato Erminia Mazzoni, prima sostenitrice di By Your Side, la Fondazione Roma Lazio Film Commission, i partner e le associazioni che hanno aderito: Save the Children, Rotary International, CNU – Comitato Nazionale Utenti, Unica Sport Benefit Arl, Almas Produzioni, L’Altra Napoli.

Dopo aver sostenuto nella prima edizione la campagna internazionale “End Polio Now!” del Rotary International, By Your Side ha rinnovato il proprio supporto al progetto, affiancando quest’anno anche Save the Children con l’iniziativa “Punti Luce”, dedicata a bambini e adolescenti in difficoltà.

Già parte integrante di By Your Side, il progetto C.L.a.P. – Cinema, Links and Professionals è diventato quest’anno pienamente operativo, con una sezione premiale dedicata alle arti e alle iniziative sociali capaci di sensibilizzare e ispirare cambiamento.

I promotori hanno rivolto un ringraziamento speciale alla financial manager Sonia Giacometti, a Francesca Guidi e alla regista Sabina Pariante, al media partner Coming Soon per il secondo anno al fianco di By Your Side e a Radio Bruno 100.5, che ha accompagnato l’iniziativa con la speaker Sara Brestolli.

“La musica è un linguaggio universale di empatia e solidarietà, capace di trasmettere valori che trovano piena espressione in By Your Side”, ha dichiarato Brestolli, che ha consegnato il BYS Radio Partner Award a Leo Gassmann.

Tra gli sponsor tecnici, Marco Carpineti, per la seconda volta con By Your Side, e Podere Casella Muzighin.

Il team di By Your Side (Nicolò Ernesto Alaimo, Dylan De Minico, Giovanni Paterni e Massimiliano Cimato) è già al lavoro per l’edizione 2026.

Aumenta il consumo di suolo: ogni ora "persi" 10 mila metri quadrati

Milano, 24 ott. (askanews) – Il territorio italiano cambia ancora: nel 2024 sono stati coperti da nuove superfici artificiali quasi 84 chilometri quadrati, con un incremento del 16% rispetto all’anno precedente. Con oltre 78 km2 di consumo di suolo netto si tratta del valore più alto dell’ultimo decennio. A fronte di poco più di 5 km² restituiti alla natura, il quadro resta sbilanciato: ogni ora si perde una porzione di suolo pari a circa 10mila metri quadrati, come se dal mosaico del territorio venisse staccato un tassello dopo l’altro. Sono i dati del Rapporto SNPA “Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici”, che fotografa con precisione l’evoluzione di un fenomeno capace di incidere sulla qualità della vita, sull’ambiente e sugli ecosistemi. Il documento non si limita a registrare le criticità: emergono anche esperienze di rigenerazione e rinaturalizzazione che mostrano come invertire la rotta sia possibile. Ad accompagnare il Rapporto c’è, come ogni anno, l’EcoAtlante di ISPRA: mappe interattive e scaricabili che consentono di osservare le trasformazioni del territorio e personalizzare le informazioni in base alle esigenze.

Al 2024 in 15 regioni risulta ormai consumato più del 5% di territorio, con massimi in Lombardia (12,22%), Veneto (11,86%) e Campania (10,61%). Il maggiore consumo di suolo annuale si osserva in Emilia-Romagna, che, con poco più di 1.000 ettari consumati (86% di tipo reversibile), è la regione con i valori più alti sia per le perdite sia per gli interventi di recupero, in Lombardia (834 ettari), Puglia (818 ettari), Sicilia (799 ettari) e Lazio (785 ettari). La crescita percentuale maggiore dell’ultimo anno è avvenuta in Sardegna (+0,83%), Abruzzo (+0,59%), Lazio (+0,56%) e Puglia (+0,52%), mentre l’Emilia-Romagna si ferma al +0,50%. Anche La Valle d’Aosta, che resta la regione con il consumo inferiore, aggiunge comunque più di 10 ettari di nuovo consumo. La Liguria (28 ettari) e il Molise (49 ettari) sono le uniche regioni, insieme alla Valle d’Aosta, con un consumo al di sotto di 50 ettari.

Pecoraro Scanio: Fate la pizza, non la guerra

Roma, 24 ott. (askanews) – “Fate la pizza, non la guerra.” con questo messaggio semplice ma potente che Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde e gi Ministro dell’Agricoltura e dell’Ambiente, ha lanciato insieme a NapoliMania, all’Associazione Pizzaioli Napoletani, a Christian Cutino, Luciano Pignataro e a numerosi amici e realt del mondo enogastronomico, la campagna internazionale “Make Pizza Not War”.

L’iniziativa, presentata al Gran Caff Gambrinus di Napoli, punta a utilizzare uno dei simboli pi universali e amati dell’Italia – la pizza – come sumbolo e strumento di pace, di solidariet e di dialogo tra i popoli. “La pizza simbolo di condivisione e amicizia. il piatto che unisce persone di culture diverse, e oggi vogliamo che diventi anche un messaggio contro le guerre e le violenze”, ha dichiarato Pecoraro Scanio durante l’evento di lancio.

La campagna nasce da uno slogan di NapoliMania, che ha realizzato una grafica dedicata e un logo gi presenti sulle magliette e, da oggi, anche sui cartoni per pizza d’asporto distribuiti in numerose pizzerie aderenti. Quando si acquister una pizza, sar possibile ricevere un cartone recante lo slogan “Make Pizza Not War”, per diffondere un messaggio di pace attraverso un gesto quotidiano.

“Questa iniziativa – ha aggiunto Pecoraro Scanio – stata rilanciata negli anni scorsi contro la guerra in Ucraina e oggi assume un valore ancora pi universale di fronte al dramma di Gaza e a tutti i conflitti che affliggono il pianeta. La pizza diventa un linguaggio di pace ovunque, da Napoli al mondo intero.” Evento organizzato dal coordinatore di Ecodigital Campania, Christian Cutino che ha ringraziato le pizzerie aderenti.

Al lancio hanno partecipato Teresa Iori e diversi maestri pizzaioli di Ercolano, Cercola e Pompei, che hanno sostenuto l’appello per una “cultura della pace e della solidariet”.

I primi eventi dedicati saranno i “Not to War Pizza Days”, in programma il 29 e 30 ottobre 2025, che vedranno pizzerie e cittadini uniti in una grande manifestazione diffusa contro le guerre e le divisioni. L’iniziativa sar riproposta anche nei mesi successivi, a novembre e dicembre, per ampliare la rete dei partecipanti e mantenere vivo il messaggio.

“Dobbiamo diffondere la cultura della pace e della solidariet – ha concluso Pecoraro Scanio – contro tutte le guerre e le violenze. Fare una pizza insieme pu sembrare un gesto semplice, ma un atto di civilt e di speranza.

Calcio, Napoli, Meret frattura a un piede, stop due mesi

Roma, 24 ott. (askanews) – Torna l’incubo degli infortuni per Alex Meret. Attraverso una nota pubblicata sui propri canali ufficiali, il Napoli ha comunicato che il portiere si è fermato durante la sessione di allenamento mattutina e che i successivi esami svolti al Pineta Grande Hospital hanno evidenziato la frattura del secondo metatarso del piede destro. È presto per fare previsione sui tempi di recupero del calciatore, ma con ogni probabilità si rivedrà in campo direttamente a gennaio. A partire da domani contro l’Inter, sarà Vanja Milinkovic-Savic a raccogliere i gradi da titolare per le prossime settimane. Meret si aggiunge alla lista degli indisponibili che al momento conta già Lukaku, Rrahmani, Lobotka e Contini. E con il dubbio Hojlund.

Dazi, Carney a Trump: Canada pronto a consolidare i progressi fatti

Roma, 24 ott. (askanews) – Ci sono stati “molti” progressi nelle discussioni commerciali tra Canada e Stati Uniti, e Ottawa è pronta a riprenderli e a consolidarli: lo ha dichiarato oggi il premier canadese Mark Carney, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sospeso i colloqui commerciali bilaterali.

Ieri sera, Trump ha scritto sul suo Truth Social che, secondo la Ronald Reagan Foundation, Ottawa ha creato uno spot da 75 milioni di dollari in cui l’ex presidente americano si esprimeva negativamente sui dazi. In seguito a questo “comportamento oltraggioso”, Trump ha deciso di sospendere tutti i colloqui commerciali con il Paese.

“É una situazione in cui gli Stati Uniti hanno imposto dazi doganali a ciascuno dei loro partner commerciali, in misura diversa, ed è in questo contesto che i nostri funzionari, i miei colleghi, hanno lavorato con i loro colleghi americani su negoziati dettagliati e costruttivi… Sono stati fatti molti progressi e siamo pronti a raccogliere e a costruire su questi progressi”, ha detto Carney ai giornalisti, sottolineando che la politica commerciale statunitense è cambiata “alla base” e il Canada non può controllarla.

I gioelli fantasia di Patrizia Sandretto alla Braidense

Milano, 24 ott. (askanews) – La Biblioteca Nazionale Braidense a Milano ospita Costume Jewelry. The Collection of Patrizia Sandretto Re Rebaudengo. In occasione della pubblicazione dell’omonimo volume edito da Taschen, l’esposizione ripercorre la storia della raccolta di gioielli fantasia di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presentando gioielli non preziosi dagli anni Trenta fino a oggi. In mostra grandi collane, orecchini variopinti, spille eccentriche e bracciali originali raccontano un fenomeno che, da semplice alternativa al gioiello autentico, si affermato come vero e proprio linguaggio creativo. Durante la Grande Depressione (1929-1939), ingioiello fantasia diventa una risposta creativa alle difficolt economiche, grazie all’impiego di materiali non preziosi, ma lavorati con grande raffinatezza. Patrizia Sandretto Re Rebaudengo ha spiegato: “Mi sono appassionata a questi gioielli non preziosi perch rappresentano un patrimonio culturale che ci riporta a tempi difficili e a grandi cambiamenti sociali. La loro forza nella creativit, nella fantasia e nell’uso di materiali innovativi capaci di anticipare tante tendenze future. Sono gioielli poveri ma belli, accessibili e alla portata di tutte”.

Usa-Russia, domani a Miami l’incontro tra Witkoff e il russo Dmitriev

Roma, 24 ott. (askanews) – Secondo quanto riportato da Axios, l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti, Steve Witkoff, e il direttore del Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (Rdif) oltre che inviato speciale del presidente russo per la cooperazione economica con Paesi esteri, Kirill Dmitriev, dovrebbero incontrarsi il 25 ottobre a Miami. Lo hanno riferito un funzionario statunitense e una fonte a conoscenza dei piani.

In precedenza, una fonte aveva confermato all’agenzia di stampa Ria Novosti che Dmitriev è arrivato negli Stati Uniti per discutere con funzionari di Washington il futuro delle relazioni tra Stati Uniti e Russia.