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mercoledì, 28 Gennaio, 2026
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Meloni: Landini mi dà della prostituta, ecco la sinistra

Milano, 16 ott. (askanews) – “Il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, evidentemente obnubilato da un rancore montante (che comprendo), mi definisce in televisione una ‘cortigiana’. Penso che tutti conoscano il significato più comune attribuito a questa parola, ma, a beneficio di chi non lo sapesse, ne pubblico la prima definizione che si trova facendo una rapida ricerca su Internet”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con lo screenshot di una definizione di cortigiana: “Donna di facili costumi, etera; eufemismo per prostituta”.

Meloni concude così: “Ecco a voi un’altra splendida diapositiva della sinistra: quella che per decenni ci ha fatto la morale sul rispetto delle donne, ma che poi, per criticare una donna, in mancanza di argomenti, le dà della prostituta”.

“Liberi di Amare. La Vocazione!”, nuovo libro di Chiara Amirante

Roma, 16 ott. (askanews) – Sesto volume della fortunata collana Spiritherapy per Chiara Amirante, fondatrice di Nuovi Orizzonti. Un’opera che parla a chiunque desideri approfondire il senso pi autentico della propria esistenza e scoprire che solo nell’amore, ricevuto e donato, possiamo trovare la vera libert.

Hai mai sentito un vuoto dentro anche quando sembra che tutto vada bene? Ti sei mai chiesto se esiste qualcosa di pi per cui valga la pena vivere? Questo libro per te che non ti accontenti. Per te che sogni la libert vera. Per te che vuoi amare senza maschere, senza paure, senza catene.

Chiara Amirante, fondatrice di Nuovi Orizzonti, spiega: Oggi tutti cerchiamo la libert. Ma che cos’, in fondo, la libert? Viviamo in un mondo che ci spinge a correre, ad apparire, ad accumulare, a fare ci che pi ci piace. Eppure, dentro, tanti si sentono vuoti, stanchi, intrappolati da mille dipendenze, paure e ferite. La vera libert non fare ci che si vuole, ma essere liberi per amare, per vivere la nostra vocazione pi profonda: l’amore. In questo mio nuovo libro, Liberi di Amare, condivido un cammino che nasce dall’ascolto del grido di tanti giovani feriti e dalla mia esperienza con migliaia di ragazzi in cerca di luce, desiderosi di liberarsi da tunnel infernali che li avevano letteralmente imprigionati. un percorso per guarire nel profondo, per ritrovare la pace, la gioia, la propria vera identit. Se senti che anche la tua anima ha sete d’amore, di libert autentica, questo libro potrebbe essere un piccolo aiuto anche per te.

Intrecciando riflessioni di fede profonde e testimonianze di vita, Liberi di Amare un percorso per chi cerca luce nel buio, senso nella fatica, speranza nel dolore. Chiara Amirante – che da anni cammina accanto a giovani feriti dalla vita – accompagna il lettore in un viaggio sorprendente: un cammino per scoprire chi siamo davvero, cosa ci rende felici e qual la nostra vocazione pi profonda.

Questo non un libro “religioso” nel senso classico, ma una vera e propria bussola per il cuore. Parla delle ferite, delle domande autentiche, del desiderio di essere amati cos come siamo. Invita a scoprire che solo quando impariamo ad amare e a lasciarci amare possiamo essere pienamente liberi e felici.

In un tempo in cui la parola libert sempre pi inflazionata, abusata e svuotata di significato, Liberi di Amare invita a una riscoperta radicale della libert come dono e come responsabilit d’amore. Questo libro non solo una profonda riflessione sulla difficolt di vivere nella gioia piena e di praticare l’amore puro e disinteressato in un mondo dominato dall’individualismo e dalla violenza: se letto con il cuore aperto e curioso, diventa un vero cammino di rinascita, una chiamata a guardare dentro s stessi, a non avere paura e a dire s alla vocazione pi profonda di ciascuno di noi.

Fuoco in casa: l’Italia ancora senza cultura della prevenzione

Roma, 16 ott. (askanews) – Negli Stati Uniti, la Fire Prevention Week un appuntamento storico: ogni ottobre, scuole, vigili del fuoco e famiglie si uniscono per promuovere la sicurezza domestica. E mentre oltreoceano la prevenzione una tradizione radicata dal 1925, in Italia il tema rimane ancora troppo spesso ai margini. Secondo l’Annuario Statistico 2025 del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nel 2024 si sono registrati quasi 60.000 incendi domestici, con Roma in testa tra le province pi colpite. Tra le cause principali guasti elettrici, camini e canne fumarie. Tra chi da anni si batte per una maggiore cultura della sicurezza c’ l’ingegnere Nino Frisina, che da 25 anni lavora nel settore antincendio e importatore in Italia di Automist, un sistema innovativo a nebulizzazione d’acqua.

“Automist la prima tecnologia antincendio pensata proprio per proteggere dal rischio incendio di casa. una soluzione interventistica che viene dal Regno Unito e funziona in maniera molto semplice. Un rivelatore di fumo avverte gli occupati della presenza di fumo in ambiente. Questo fa scartare un getto installato a parete che effettua una scansione della stanza creando una mappatura termica di tutte le zone della camera. Una volta individuata la posizione delle fiamme, quindi individuato il bersaglio, questo getto si ferma ed eroga un getto di acqua nebulizzata direttamente sul fuoco. L’acqua nebulizzata viene prelevata dalla rete idrico- sanitaria di casa e una piccola bomba installata sotto il lavandino in cucina la spruzza l’alta pressione in modo da creare delle piccole goccioline che sono molto efficaci sia per il raffreddamento che per il soffocamento del fuoco.

Oggi questo tipo di componenti non assolutamente obbligatorio e anche dal punto di vista culturale nessuno di noi pensa di avere un rivelatore in casa. Il rivelatore invece potrebbe fare la differenza perch anche piccoli incendi se rilevati con estrema rapidit si pu intervenire con velocit ed evitare che possano degenerare”.

Un invito chiaro, che unisce dati, esperienza e buonsenso: la sicurezza comincia in casa, e prevenire resta l’arma pi efficace contro il fuoco.

50 anni ITALPOL Vigilanza, evento di solidariet con Komen Italia

Roma, 16 ott. (askanews) – Un evento di solidariet per sancire i 50 anni di attivit di ITALPOL Vigilanza: la societ leader nel mondo della vigilanza ha deciso di farsi accompagnare nell’evento celebrativo da Komen Italia, organizzando cos un appuntamento di solidariet e impegno sociale.

Giulio Gravina, Owner di ITALPOL Vigilanza, ha dichiarato: “Sono onorato di esser stato nominato quest’anno come ambasciatore della Comen, ne sono orgoglioso come imprenditore. Siamo molto contenti di festeggiare insieme ai nostri clienti ed ai nostri amici questo importante traguardo dei 50 anni di attivit di ITALPOL Vigilanza”.

Nel dettaglio, la serata trascorsa presso il Circolo di Casina Poste ha rappresentato un’opportunit per riaffermare l’impegno di ITALPOL Vigilanza a favore della prevenzione e della salute delle donne sostenendo la “Carovana della Prevenzione” di Komen Italia, il Programma Nazionale Itinerante di Promozione della Salute Femminile che offre attivit gratuite di sensibilizzazione e prevenzione delle principali patologie oncologiche di genere.

Riccardo Masetti, Fondatore di Komen Italia, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Noi siamo onorati e ci sentiamo davvero privilegiati per essere stati scelti come partner del terzo settore per questo importante traguardo di ITALPOL. chiaro che per le associazioni di volontariato avere il supporto di un’azienda cos prestigiosa, cos radicata sul territorio e cos attenta alle problematiche sociali un motivo di grande orgoglio ed un’opportunit in pi che ci stimola a fare meglio, a fare di pi”.

A testimonianza dell’impegno sociale assunto da ITALPOL Vigilanza, nel corso della serata gli ospiti dell’evento hanno ricevuto la cartolina della Campagna Nazionale di sensibilizzazione sui tumori del seno, con la possibilit di offrire un libero contributo destinato all’implementazione delle attivit della Carovana della Prevenzione di Komen Italia nel centro-sud Italia.

"Maria Barosso", l’artista-archeologa della Roma in trasformazione

Roma, 16 ott. (askanews) – Dal 17 ottobre 2025 al 22 febbraio 2026 ai Musei Capitolini-Centrale Montemartini apre al pubblico la prima mostra monografica dedicata a Maria Barosso (1879-1960) figura di rilievo nel panorama culturale italiano del primo Novecento, che svolse un ruolo cruciale nella documentazione, attraverso riproduzioni a colori ad acquerello, delle demolizioni e di importanti cantieri della Soprintendenza di Roma e del Lazio.

Prima donna funzionaria presso la Direzione Generale Antichità e Belle Arti di Roma, dove arrivò nel 1905 iniziando a lavorare con Giacomo Boni, allora direttore degli scavi del Foro Romano, intraprese un percorso professionale che la portò a essere testimone delle grandi trasformazioni urbanistiche della Capitale. E come artista – archeologa si affermò e si distinse per una combinazione unica di accuratezza filologica, rigore scientifico e sensibilità estetica nella documentazione del patrimonio storico-archeologico.

Ideata con l’intento di celebrarne l’importante contributo documentario, questa mostra intende da un lato restituire al grande pubblico il profilo poco noto della Barosso e, dall’altro, ripercorrere il suo rapporto sia con la città di Roma che con personaggi e istituzioni di caratura nazionale e internazionale.

L’esposizione “Maria Barosso, artista e archeologa nella Roma in trasformazione” è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e prodotta in collaborazione con Sapienza Università di Roma. A cura di Angela Maria D’Amelio, Maurizio Ficari, Manuela Gianandrea, Ilaria Miarelli Mariani, Domenico Palombi, con la collaborazione di Andrea Grazian ed Eleonora Tosti. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura. Catalogo edito da De Luca Editori d’Arte.

Nel progetto espositivo, che comprende 137 opere, di cui circa 100 tra stampe, disegni, acquarelli e dipinti realizzati da Maria Barosso, l’importante nucleo di lavori provenienti dai depositi della Sovrintendenza Capitolina, e in particolare dal Museo di Roma a Palazzo Braschi, verrà affiancato da dipinti da collezioni private e altre prestigiose istituzioni, tra cui l’Archivio Storico del Museo Nazionale Romano presso Palazzo Altemps, il Parco Archeologico del Colosseo, il Vicariato di Roma e la Fondazione Camillo Caetani.

In apertura della visita, nella prima sala, il visitatore ripercorre le tappe personali e professionali della pittrice e archeologa torinese. Il percorso è articolato in sezioni corrispondenti ai luoghi della Roma in trasformazione, ritratti nelle opere di Barosso, posti in dialogo con fotografie, documenti e manufatti storici.

Attraverso l’occhio attento e la mano sicura dell’artista, si ricostruiscono le vicende che dal primo Novecento e per tutto il Ventennio cambiarono per sempre il volto della Capitale: demolizioni radicali, scoperte clamorose, interventi scenografici voluti dal regime fascista. La sua opera non è soltanto testimonianza artistica, ma un archivio prezioso che ci restituisce la complessità di un’epoca in cui, per aprire nuove strade e piazze monumentali, si sacrificavano interi quartieri, chiese e palazzi.

Dalla Basilica di Massenzio all’Area Sacra di largo Argentina, le tavole della Barosso raccontano episodi cruciali: lo sbancamento della Velia, collinetta che collegava Palatino ed Esquilino, eliminata per far spazio alla via dell’Impero (attuale via dei Fori Imperiali) e per creare una scenografia celebrativa paragonata alle grandi imprese ingegneristiche dell’antichità; la sorprendente emersione, tra le macerie di largo Argentina, dei quattro templi repubblicani e della Curia di Pompeo, il luogo dove Giulio Cesare trovò la morte; la demolizione di case e chiese medievali lungo la nuova via del Mare, che isolò ed esaltò i templi del Foro Boario e del Foro Olitorio.

Il percorso espositivo ricorda anche episodi meno noti ma emblematici. È il caso delle rappresentazioni del Compitum Acilium, qui esposto per la prima volta, piccolo santuario dedicato ai Lari, rinvenuto nel maggio del 1932 durante lo sterro della Velia. Condannato alla distruzione dalla fretta dei lavori, il monumento sopravvive proprio oggi grazie ai disegni e agli acquerelli di Barosso, che ne fissarono forme e proporzioni con sensibilità artistica e precisione scientifica, trasformando un reperto perduto in memoria viva.

La mostra si snoda lungo altre sezioni che presentano le riproduzioni di affreschi e mosaici collocati in varie chiese romane, oggetto in quegli anni di importanti interventi di restauro, nonché la produzione incisoria e per committenze private, fino a ricordare le collaborazioni nazionali e internazionali dell’artista, a conferma della sua versatilità e della sua statura culturale.

Chiude il percorso uno straordinario gruppo di dipinti di artisti contemporanei – Mario Mafai, Eva Quagliotto, Tina Tommasini – che, similmente a Maria Barosso, seppero restituire le tensioni di una città in bilico tra passato e modernità, rappresentando i profondi mutamenti urbanistici che in pochi anni trasformarono in modo irreversibile la secolare immagine di Roma. Queste opere testimoniano la varietà degli sguardi e la ricchezza delle interpretazioni, offrendo al pubblico un’occasione di riflessione sulla trasformazione storica e culturale della Capitale e delle sue conseguenze.

Tra le numerose opere in mostra spiccano gli acquerelli e i disegni provenienti dalla Fondazione Caetani, raffiguranti gli affreschi delle chiese di S. Biagio, di S. Maria Maggiore e della Grotta di S. Michele Arcangelo a Ninfa (quest’ultimo sarà affiancato dal frammento di affresco oggi conservato presso il Castello Caetani di Sermoneta); il nucleo di fogli realizzati negli anni della collaborazione con Giacomo Boni, oggi di proprietà del Parco Archeologico del Colosseo; e, infine, dagli archivi e depositi della Sovrintendenza Capitolina, il grande disegno che riproduce gli affreschi della Loggia del Priorato di Rodi, mai esposto prima.

Censimento permanente della Popolazione e delle abitazioni

Roma, 16 ott. (askanews) – Il 6 ottobre ha preso l’avvio il Censimento permanente della Popolazione e delle abitazioni. L’edizione 2025 coinvolge 2.533 Comuni e circa 1,5 milioni di famiglie e individui.

Il Censimento permette di conoscere le principali caratteristiche strutturali e socio-economiche della popolazione che dimora abitualmente in Italia, a livello nazionale, regionale e locale, e di confrontarle con quelle del passato e degli altri Paesi.

Grazie all’integrazione dei dati raccolti attraverso tre diverse rilevazioni campionarie – denominate “da Lista”, “Areale – componente A” e “Areale – componente L2” – con quelli provenienti dalle fonti amministrative, il Censimento in grado di restituire informazioni continue e tempestive, rappresentative dell’intera popolazione, ma anche di garantire un forte contenimento dei costi e una riduzione del carico statistico sulle famiglie.

Per arricchire questo importante patrimonio di dati statistici e conoscere meglio il Paese in cui viviamo, fondamentale la piena collaborazione di tutte le famiglie campione.

I primi risultati dell’edizione 2025 del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni saranno diffusi a dicembre 2026.

Axios: oggi colloquio telefonico tra Trump e Putin per discutere del conflitto in Ucraina



Roma, 16 ott. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump e il presidente russo Vladimir Putin stanno tenendo una telefonata sull’Ucraina, prima dell’arrivo a Washington, venerdì, del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. A dichiararlo sono alcune fonti della Casa Bianca alla rete televisiva CBS. “Sto parlando al telefono con il presidente Putin, adesso”: a scriverlo sul proprio profilo Truth è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. “La conversazione è in corso, è lunga, e ne riferirò i contenuti, così come farà il Presidente Putin, al termine. Grazie per l’attenzione”, ha scritto Trump.

Meloni: obiettivo fondamentale garantire casa a cittadini e famiglie

Roma, 16 ott. (askanews) – “Stiamo lavorando, con grande attenzione e concretezza, anche alla definizione di un grande Piano casa per mettere a disposizione delle giovani coppie alloggi a prezzi calmierati. Perché senza una casa è difficile costruire una famiglia, e senza famiglie non può esserci una nazione prospera e vitale”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un videomessaggio al 61° Congresso nazionale del Notariato.

“È un lavoro – ha aggiunto – che non vogliamo ovviamente fare soli, ma che vogliamo fare insieme a tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’Italia. Voi siete tra questi, e il governo è intenzionato ad ‘approfittare’ ancora della vostra competenza e della vostra professionalità per scrivere regole efficaci, chiare e certe nel tempo. Per il bene dei cittadini, delle imprese e delle famiglie di questa nazione”.

“Come sapete, il Parlamento – ha osservato la premier – sta esaminando la riforma della disciplina della circolazione dei beni con provenienza donativa. Riforma che voi notai avete proposto anni fa per primi e che abbiamo deciso di raccogliere e sostenere, perché è uno strumento che rende più sicuro e più semplice il trasferimento degli immobili, soprattutto di quelli abitativi. Garantire ai cittadini e alle famiglie la possibilità di acquistare una casa, e di farlo nel modo più sicuro possibile, tutelando i risparmi di una vita, è un obiettivo fondamentale di questo Governo”.

Marracash presenta l’inedito cofanetto "Qualcosa in cui credere"

Milano, 16 ott. (askanews) – Dopo la conclusione del Marra stadi25, che lo ha incoronato come il primo rapper italiano in tour negli stadi, e l’imminente partenza del Marra Palazzi 25, Marracash presenta “Qualcosa in cui credere”, l’inedito cofanetto – disponibile sullo shop Universal Music Italia da venerdì 31 ottobre – contenente i tre album che compongono la Trilogia: “Persona”, “Noi, Loro, Gli Altri” e “È finita la pace”. Arricchisce il box set l’omonimo e inedito libro “Qualcosa in cui credere” di Marracash, edito da Rizzoli Lizard, in cui l’artista, insieme al giornalista Claudio Cabona, sviscera i tre album manifesto attraverso aneddoti, riflessioni, visioni, ferite, idee e valori che hanno animato la genesi dei progetti discografici. Gli album della Trilogia fanno parte di un percorso in tre atti iniziato nel 2019 con “Persona” (nove dischi di platino), dove Marracash racconta la ‘crisi’ e riflette sulla propria carriera, vita e identità. Segue “Noi, Loro, Gli Altri” (sette dischi di platino, 2021), che ne rappresenta la naturale evoluzione, affronta lo ‘scontro’ e mette i propri dubbi e interrogativi in una prospettiva anche sociale. Con “È finita la pace” (doppio disco di platino, 2024), invece, arriva l’accettazione e rivendicazione dell’essere unico. L’artista esce dalle incertezze e dal caos esterno, dalla superficialità che abbiamo intorno per immergersi in una “bolla” di tutt’altro genere, con una consapevolezza nuova. La Trilogia di Marracash ha segnato profondamente la scena musicale, lasciando un’impronta narrativa duratura. La sua rilevanza è confermata dalla straordinaria permanenza dei suoi dischi e singoli nelle classifiche FIMI: ad oggi, tutti gli album della Trilogia occupano le prime 40 posizioni della classifica FIMI degli album, mentre il brano “CRUDELIA – I nervi”, contenuto in “Persona”, è tuttora presente nella classifica dei 50 singoli più ascoltati in Italia su Spotify. I brani della Trilogia sono stati inoltre protagonisti della scaletta del MARRA STADI25, il tour negli stadi concluso a luglio 2025. La tournée ha segnato un traguardo epocale nella storia del rap italiano incoronando Marracash primo rapper in Italia a esibirsi in un tour negli stadi. Dopo il successo di Marrageddon, Marracash ha riscritto le regole dello spettacolo dal vivo alzando ancora una volta l’asticella del live: è approdato sui più importanti palchi del nostro Paese, accompagnato da un impiego di mezzi tecnologici e creativi mai visti prima per un tour di un artista italiano negli stadi. Lo show, suddiviso in sei capitoli, si sviluppa come un epic movie dal vivo: al centro della scena il conflitto tra Fabio, l’uomo, e Marracash, l’artista, raccontato attraverso il repertorio dei suoi più grandi e recenti successi. Durante il concerto, Fabio e Marracash scopriranno la loro inscindibile connessione, rivelata attraverso l’intensità delle performance dei brani della Trilogia. A grande richiesta, lo show che ha conquistato gli stadi arriva ora nei principali palasport italiani e riproporrà il concept ideato per MARRA STADI25, entrambi prodotti da Friends & Partners. Un concept live magistrale, totalmente inedito e unico nel suo genere, un’esperienza immersiva su più livelli e che i fan potranno vivere ancora nel corso della nuova tournée, questa volta in una nuova dimensione live. Marra Palazzi 25 avrà inizio il 28 novembre dal PalaSele di Eboli e proseguirà poi il 1 dicembre all’Unipol Arena di Bologna, il 4 dicembre al Nelson Mandela Forum di Firenze, l’8 (SOLD OUT), il 9 (SOLD OUT) e il 10 dicembre all’Unipol Forum di Milano, il 12 (SOLD OUT) e il 13 dicembre al Palazzo dello Sport di Roma, il 17 dicembre alla Kioene Arena di Padova e il 20 dicembre all’Inalpi Arena di Torino. La carriera di Marracash è un susseguirsi di successi in ogni aspetto artistico. Si contano infatti 130 dischi di platino, 32 dischi d’oro, la vittoria della Targa Tenco 2022 con “NOI, LORO, GLI ALTRI” per la categoria miglior disco in assoluto, la creazione del primo festival rap italiano, il MARRAGEDDON, evento spartiacque per la scena, che a settembre 2023 ha riunito 140.000 fan a Milano e Napoli e il primo tour negli stadi per un rapper italiano, il Marra stadi25.

Calendario tour nei palasport 28 novembre 2025 – Eboli (SA) – PalaSele 1 dicembre 2025 – Bologna – Unipol Arena 4 dicembre 2025 – Firenze – Nelson Mandela Forum 8 dicembre 2025 – Milano – Unipol Forum SOLD OUT! 9 dicembre 2025 – Milano – Unipol Forum SOLD OUT! 10 dicembre 2025 – Milano – Unipol Forum NUOVA DATA! 12 dicembre 2025 – Roma – Palazzo dello Sport SOLD OUT! 13 dicembre 2025 – Roma – Palazzo dello Sport 17 dicembre 2025 – Padova – Kioene Arena 20 dicembre 2025 – Torino – Inalpi Arena Info biglietti: www.ticketone.it e www.friendsandpartners.it

L’atteso ritorno di Angelina Mango con l’album "caramé"

Milano, 16 ott. (askanews) – “Ho scritto quindici canzoni più una” così Angelina Mango presenta caramé, il suo nuovo album che oggi, a sorpresa, è apparso su tutte le piattaforme digitali (https://angelinamango.lnk.to/carame_album). Un ritorno molto atteso dai suoi fan.

Ancora una volta la musica è al centro del mondo di Angelina, è la lingua che ha scelto per raccontarsi e le 16 tracce scandiscono, infatti, questo suo ultimo anno e lo trasformano in una playlist inaspettata, intima e collettiva al tempo stesso.

caramé (Latarma Records/Distribuzione ADA Music Italy), fin dal titolo, è un album sincero, spontaneo e sperimentale insieme, che appare inaspettato negli ascolti del pubblico; un titolo esplicito, che diventa la decorazione di una torta con cui gli amici ti sorprendono, l’inizio di una lettera rivolta a se stessa che non rimane chiusa in un cassetto, ma che esplode in un collage di immagini che rappresentano emozioni, pensieri, momenti vissuti da Nina, ma che toccano tutti.

E il “me” del titolo è anche Angelina che ha scritto e prodotto tutti i brani dell’album, con Giovanni Pallotti e affiancata più volte dal fratello Filippo, da amici stretti e altri artisti che hanno compreso esattamente il senso di questo lavoro.

L’artwork incarna alla perfezione lo spirito che accompagna l’uscita di questo album: le foto utilizzate sono diapositive della vita della cantautrice nel corso di quest’anno e – proprio come le canzoni che compongono questo disco – insieme raccontano la vita di studio, la composizione, amicizia, affetti, pensieri, insomma, un diario scritto a mano con tante storie da raccontare.

caramé sono anche le prime parole del disco: l’incipit di una lettera intima che si trasforma in presentazione, che apre questo viaggio di sincerità e costruzione.

La tracklist prosegue con 7up. In questa nostra società che ci vuole sempre perfetti e performanti, Angelina rivendica il diritto più semplice: quello di essere autentica, solo Nina “non sono una star/nemmeno per sbaglio/sono matricola a vita”.

È il momento di le scarpe slacciate, dove la musica diventa catartica: la malinconia di una storia finita è alleviata da una dimensione uptempo, quasi country. Nei cori, come nella vita, a circondare Angelina anche alcune delle persone a lei più care: il fratello Filippo e gli amici.

In pacco fragile è forte il desiderio di sentirsi umana, non necessariamente perfetta; torna la voglia di presentarsi sempre in maniera autentica, senza sovrastrutture.

Arriva poi ioeio, dove ad Angelina si unisce la voce di Madame con la produzione di Mr. Monkey: un brano nato da una lunghissima sessione in studio senza pause, un flusso che unisce le due artiste in un dialogo che è quasi monologo in cui si affrontano e si intrecciano due parti del nostro essere per affrontare un demone interiore.

la vita va presa a morsi nasce su un divano, ed è l’incontro artistico e umano tra due fratelli: Filippo, le braccia come una cintura intorno ad Angelina, quella sensazione di casa, di protezione che tra i due fratelli è così naturale. Quando non c’è niente da spiegare.

come un bambino è una dedica d’amore profonda ai suoi genitori. Nasce nel suo luogo d’infanzia, Lagonegro. È un regalo a un padre che non c’è più e che non ha più potuto dedicare canzoni d’amore a sua madre. E a sua madre, infatti, è rivolta questa ballad, provando a scrivere quello che avrebbe potuto dedicarle lui.

Torna l’amore anche in mylove, tra le note e le parole nate in una sera a cena, guardando la sua migliore amica, raccontandole il sentimento profondo che le lega.

In nina canta Angelina gioca con la musica, sperimenta. Tornano le “smattate” in studio e in album arrivano sotto forma di un intermezzo sperimentale, in cui riconoscere quello che quest’anno le ha insegnato.

velo sugli occhi è il manifesto dell’album, racconta del “velo” che appare sugli occhi quando perdiamo lo sguardo puro di quando si è bambini, di quando la vita era tutta da amare. Domina qui la voglia di affrontare i giorni accettando i propri difetti e le imperfezioni e “fare mille cazzate che non ho fatto ancora”. Un brano che apre alla voglia di vivere che ci travolge quando non siamo più disposti ad avere paura del silenzio e non vogliamo più raccontare (e raccontarci) bugie.

ci siamo persi la fine è il saluto finale a quell’amore perduto, un addio in cui c’è poco da spiegare. Racconta una mancanza, nel modo più semplice e diretto che si potesse trovare.

In tutto all’aria torna anche Filippo Mango e l’intesa assoluta con Angelina. La scrittura è all’unisono e racconta la difficoltà del passaggio verso la vita adulta, un tema complesso, duro, che i fratelli sembrano però affrontare con lo spirito di quando, da piccoli, componevano già canzoni insieme.

In bomba a mano l’emotività si rivela e con lei il desiderio di dare un senso al crollo delle proprie aspettative: qui la fragilità si scontra contro chi non ha il coraggio di capire una necessità.

aiaiai è un incontro magico: la penna di Calcutta si unisce a quella di Angelina, che condivide la produzione con Dardust. Questa collaborazione dà vita a una canzone in cui emerge una verità non sempre facile da raggiungere: quando crollano tutte le impalcature resta solo Nina.

In igloo torna la famiglia, le parole nascono a distanza mentre il fratello, in vacanza in Islanda con Elena, racconta di aver visto l’aurora boreale; ma la canzone necessita – anche in questo caso – di un momento successivo di unione, in presenza, con le sue persone del cuore per raccontare la vita “dentro ad un igloo”.

L’album si chiude con un regalo: cosicosicosicosì è una canzone che Angelina non ha scritto e non ha cantato. Una dedica nel giorno del suo compleanno della sua migliore amica Elena, in arte Henna, che Angelina ha voluto fortemente inserire nel disco a chiusura. Non importa perdere una partita, quello che conta è andare avanti

Interamente prodotto dall’artista – caramé è un disco diverso, che esce a sorpresa. Angelina Mango ha aperto, ancora una volta, le porte del suo intimo e l’ha trasformato in musica. È un disco vero, cantautorale, senza sovrastrutture, un lavoro quasi artigianale, fatto in presenza con il cuore e con spontaneità. caramé esce a un anno e mezzo di distanza da poké melodrama, il primo album della cantautrice pubblicato il 31 maggio 2024.

Gaza,Mattarella: ora tutti (a cominciare da Ue) si impegnino per pace

Roma, 16 ott. (askanews) – Il Mediterraneo “è stato – e deve continuare ad essere – un mare di prossimità e di reciproco arricchimento” ma “gli ultimi due anni di guerra in Medio Oriente – consumati nel quotidiano stillicidio di vite umane – hanno tradito questo ideale, pesando terribilmente sulle coscienze di tutti”. E’ quanto scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un messaggio inviato in occasione della XI edizione dei Dialoghi Mediterranei, che si inaugurano nella cornice delle celebrazioni per i 2500 anni dalla fondazione di Napoli.

“Oggi vediamo finalmente riaccendersi la speranza e sollecitiamo l’impegno di tutti gli attori regionali e internazionali per rendere solido questo primo passo di responsabilità, perché conduca alla pace. Lo chiediamo, in primo luogo, per quanto ci riguarda, alla Unione Europea, e significativi sono i passi in atto, nella consapevolezza che il cammino che si è appena avviato non è privo di asperità, possibili arretramenti e avrà perciò tanto più bisogno di un’azione di costante sostegno della Comunità internazionale”, sottolinea il Capo dello Stato.

L’era del dopo-Armani, nuovo Ad Giuseppe Marsocci. Leo Dell’Orco presidente, la sorella Silvana vice

Roma, 16 ott. (askanews) – Riorganizzazione al vertice per il gruppo Armani dopo la scomparsa del fondatore il 4 settembre scorso a Milano. Giuseppe Marsocci è il nuovo amministratore delegato del gruppo Armani. A comunicarlo al termine del cda è la maison a circa un mese e mezzo dalla scomparsa di Giorgio Armani.

“Il consiglio d’amministrazione della Giorgio Armani Spa ha il piacere di annunciare la nomina di Giuseppe Marsocci come amministratore delegato del Gruppo Armani, con effetto immediato e il suo contestuale ingresso nel CdA”.

“La scelta – spiega nella nota la casa di moda – si fonda su un’esperienza internazionale di oltre 35 anni nel settore moda e lusso, di cui 23 all’interno del gruppo Armani, in ruoli di crescente responsabilità tra Milano e le sedi estere, in particolare a New York, dove ha ricoperto la carica di Ceo America. Dal 2019 ha affiancato direttamente il signor Armani nella gestione globale del business come vicedirettore generale e global chief commercial officer”. A presiedere il cda della casa di moda sarà Leo Dell’Orco, a lungo compagno di Giorgio Armani, mentre la sorella Silvana Armani è stata indicata come vicepresidente. Lo si evince dalla nota, diffusa al termine del cda del gruppo, con la quale si annuncia la nomina di Giuseppe Marsocci ad amministratore delegato.

Con la nomina del nuovo amministratore delegato inizia l’era del dopo-Armani per la casa di moda. Toccherà quindi a Giuseppe Marsocci guidare il gruppo in continuità col percorso avviato dal suo fondatore, scomparso all’età di 91 anni il 4 settembre scorso. Marsocci, nominato con “effetto immediato”, ha un’esperienza nel mondo della moda internazionale di oltre 35 anni, 23 dei quali all’interno del gruppo fondato da Giorgio Armani.

Di origini torinesi, 61 anni con una laurea in Economia e commercio all’università di Torino, ha ricoperto i suoi primi incarichi lavorativi in ambito sales, marketing e brand management presso il gruppo Gft di Torino, azienda licenziataria di Valentino, Dior, Ungaro, Stone Island e dello stesso Armani. Nel curriculum delle sue esperienze lavorative, ci sono anche cinque anni in Fila Sport (gruppo Hdp) come responsabile dello sviluppo del business internazionale.

Ma risale al 2003 il suo ingresso nel gruppo Armani, dove ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, sia presso l’headquarter di Milano sia nelle filiali estere. Marsocci è stato, infatti, direttore commerciale di Armani Collezioni, Ceo della filiale svizzera (ex base logistica/customer service di tutti i mercati esteri), direttore globale delle linee diffusione/wholesale, e per oltre dieci anni nella sede di New York, prima come presidente della Trimil US, joint venture Zegna/Armani, fino al ruolo di Ceo delle Americhe dal 2014 al 2019.

Negli ultimi sei anni, fino ad oggi, è stato, a diretto riporto del signor Armani, il vicedirettore generale e global chief commercial officer del gruppo, sedendo in numerosi board societari, tra cui come presidente della Giorgio Armani Retail e come Ceo/presidente di varie società estere del gruppo. È appassionato di sport, giornalismo, enologia e filosofia.

Armani: Leo Dell’Orco presidente, la sorella Silvana vicepresidente L’ad Marsocci proposto all’unanimità dalla Fondazione Marsocci, si legge, è stato “proposto all’unanimità dalla Fondazione Armani” e “riporterà al CdA presieduto da Leo Dell’Orco e nel quale verrà incaricata Silvana Armani come vicepresidente”.

Tennis, i complimenti di Djokovic a Sinner: "Mi somiglia"

Roma, 16 ott. (askanews) – Jannik Sinner è il giocatore che più gli somiglia, parola di Novak Djokovic alla vigilia del match al Six Kings Slam che mette in palio un posto per la finalissima, e di conseguenza per il ricco montepremi che spetta al vincitore in terra araba. Il serbo, interpellato alla vigilia sul giocatore che maggiormente gli somiglia, non ha avuto dubbi: “Sinner, è chiaro”. Ovvero colui che lo aspetta stasera, dall’altra parte della rete. Nole non ha esitato, quando c’è stato da spiegare i motivi della somiglianza con Jannik: “È magro come me, colpisce molto forte, fa tutto benissimo sul piano strategico e riesce sempre ad essere ovunque. Mi ricorda me nei tempi migliori”. Dichiarazioni che fanno scopa con diversi altri attestati di stima nel passato: Nole si rivede nell’azzurro che lo batte sistematicamente da quasi due anni. Dal quell’indimenticabile incrocio in semifinale di Coppa Davis 2023, quando Sinner salvò tre match point prima di andarsi a prendere la vittoria. I due si sono affrontati anche a Riad durante il multimilionario torneo esibizione dell’anno scorso: l’azzurro ha avuto la meglio in tre set. Jannik, dal canto suo, fa tesoro dei complimenti e ricambia cordialmente. In un’intervista rilasciata durante il torneo arabo, gli hanno chiesto a quali grandi giocatori ruberebbe qualcosa per costruire il tennista perfetto. E il mirino di Sinner è caduto in più di una circostanza sul serbo: “Gli prenderei il rovescio e il gioco di gambe: accelerazioni, velocità, tutto”.

Daniele Novara: stop educazione sessuale a scuola favore a siti porno

Roma, 16 ott. (askanews) – “Ritengo davvero inammissibili questi inceppamenti istituzionali e politici sulla necessità di avere una legge sull’educazione sessuale a scuola, presente in tutti i Paesi europei. L’idea che l’educazione, e in particolare l’educazione sessuale, porti necessariamente verso i temi LGBTQ+ è quantomeno grottesca e finisce col creare una situazione che definirei imbarazzante, per non dover usare termini più pesanti”: così Daniele Novara, pedagogista, direttore del CPP (Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti) e autore di bestseller come “Litigare fa bene”, commenta la proposta governativa di eliminare l’educazione sessuale nelle scuole secondarie di primo grado.

“Questa grave carenza fa invece il gioco dei siti porno, che gongolano nel loro business ormai prevalentemente rivolto proprio ai ragazzini”, prosegue il pedagogista. “Ragazzini che, inconsapevolmente, finiscono per assorbire modelli sessuali terribilmente misogini e l’idea del corpo femminile come un oggetto può condurre a forme estreme di possesso. È un rischio che non si può e non si deve correre”, aggiunge.

“La politica deve intervenire attraverso la scuola, dando ai ragazzi e alle ragazze le informazioni necessarie e possibilità di riflessione e approfondimento. È la scuola il luogo elettivo per questa azione formativa”, sottolinea Novara. “I genitori sono spesso troppo coinvolti emotivamente e non beneficiano di quella distanza che fa parte della comunità scolastica, dove si possono affrontare tematiche senza spiegoni, senza il giudizio genitoriale e senza quell’inevitabile effetto di respingimento che causano mamma e papà quando affrontano il tema della sessualità”, chiarisce.

“La scuola è il luogo a cui la società delega la formazione delle nuove generazioni, l’apprendimento dei basilari per stare bene con se stessi e con gli altri, ma soprattutto per vivere assieme”, conclude Daniele Novara, ricordando che “la base del vivere assieme sono le relazioni affettive e sessuali”.

Santa Cecilia inedita: inaugura con Valchiria in forma scenica

Roma, 16 ott. (askanews) – La nuova stagione 2025/2026 dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia si apre con una produzione monumentale: dal 23 ottobre il Direttore Musicale dell’Accademia Daniel Harding dirige “Die Walkure” di Richard Wagner, eccezionalmente eseguito in forma scenica con la regia di Vincent Huguet e le scenografie di Pierre Yovanovitch, mentre il light designer è Christophe Forey. I costumi sono firmati dal giovane Edoardo Russo, in collaborazione con la storica sartoria Tirelli Trappetti Costumi. Sul palco, un cast di celebri interpreti wagneriani fra cui Michael Volle, Miina-Liisa Varela, Vida Mikneviciute , Jamez McCorkle e altri ancora.

La Sala Santa Cecilia all’Auditorium Parco della Musica sarà completamente trasformata. L’Accademia di Santa Cecilia è l’unico ente sinfonico fra le fondazioni lirico-sinfoniche nazionali ma in questa occasione si mostra in veste completamente inedita, al di là delle opere in forma di concerto che hanno contraddistinto molte delle ultime stagioni.

Tre le rappresentazioni, il 23 ottobre alle ore 18, il 25 alle ore 15 e il 27 alle ore 18. Con quest’opera sarà inaugurata non solo la nuova stagione, ma anche un nuovo progetto: l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia intende rappresentare l’intera la tetralogia wagneriana Der Ring des Nibelungen (L’anello del Nibelungo) presentando ogni anno un’opera a partire da “Die Walkure”: “Siegfried” (2026/2027), “Gotterdammerung” (Il crepuscolo degli dèi, 2027/2028) “Das Rheingold” (2028/2029). Le tre giornate e il prologo della Tetralogia saranno dirette da Daniel Harding, e il progetto si concluderà a settembre 2028. .

L’intera tetralogia è accompagnata dalle scenografie di Yovanovitch, il quale in una recente intervista ha commentato la sua duplice anima da designer di interni e set designer operistico: “Nel mio lavoro di architetto cerco di creare ambienti tranquilli in cui ci si senta in pace, mentre l’opera mi dà la possibilità di essere eccessivo, di sognare e di provare emozioni forti. Nell’opera tutto contribuisce a raccontare una storia. Il mio compito è cercare un filo conduttore per delineare questa storia”. .

Sarà per Daniel Harding la prima occasione per confrontarsi con la Tetralogia, prima d’ora da lui mai diretta, ma soprattutto sarà l’occasione di rivedere a Roma una produzione che, in forma scenica, è assente dal 1961. Risale infatti a quell’anno l’ultima rappresentazione scenica del ciclo del Ring nella capitale. La prima e unica esecuzione integrale della Tetralogia nella storia dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia fu invece diretta da Giuseppe Sinopoli tra il 1988 e il 1991 – un’opera l’anno – ma in forma di concerto. .

Pescara, Open Fiber inaugura l’Edge Data Center

Pescara, 16 ott. (askanews) – Open Fiber ha inaugurato a San Giovani Teatino, alle porte di Pescara, il nuovo Edge Data Center una delle prime strutture che contribuiranno nel breve alla realizzazione di un progetto esteso a livello nazionale. Con questo Data Center, Open Fiber mette in campo risposte concrete alle esigenze di imprese, pubbliche amministrazioni, operatori ICT e startup innovative. Abbiamo parlato con Andrea Lazzaroli, Responsabile Marketing Mercato Business Open Fiber:

“Fa parte della missione che ci stiamo dando come Open Fiber, che quella di portare e di abilitare servizi innovativi sul territorio. Questo vuol dire che oltre alla fibra con cui arriviamo su quasi tutti i comuni, uniamo anche la capacit di archiviazione ed elaborazione dei dati. Diciamo che con questo progetto Open Fiber in grado di dare una soluzione end-to-end alle imprese ed alle pubbliche amministrazioni che possono contare sia su reti di raccolta che su dei siti dove poter elaborare ed archiviare dati per poi trasportarli, se necessario, a livello nazionale”.

Conferenza stampa di inaugurazione che si svolta alla presenza di Nicola Commito, dirigente Servizio “Attrazione Investimenti e Internazionalizzazione” Regione Abruzzo, Lorenzo Dttoli, Presidente di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, Marco Pasini, Responsabile Technology Area Centro di Open Fiber, Maurizio Goretti, Amministratore Delegato Namex e Milko Ilari, Head of Southern Europe RETN. E presenti all’evento molti imprenditori abruzzesi che potranno beneficiare dei servizi abilitati dall’edge data center. Abbiamo poi parlato con Emilio Nasuti, imprenditore nel settore clinico:

“Questo importantissimo per la nostra azienda, perch una interconnessione di dati. Noi stiamo su un territorio abbastanza vasto, siamo ubicati su sei regioni. Un gruppo di cliniche, quindi di conseguenza tutto quello che viene veicolato velocemente, dalla telemedicina alle refertazioni, questo sistema non pu che agevolarci e rendere pi facile ai nostri operatori di interconnettersi e velocizzare tutto quello che oggi facciamo in sanit”.

L’iniziativa si inserisce nella prima fase del piano nazionale di Open Fiber per la realizzazione di una rete di Edge Data Center distribuiti, gi operativi a Roma, Milano e Pescara, e destinati a crescere progressivamente fino a comprendere decine di siti interconnessi in tutto il Paese. Una rete diffusa, resiliente e sostenibile che accompagner l’Italia nel percorso verso la piena digitalizzazione e l’adozione delle tecnologie di prossima generazione.

M.O.,Avs: Governo ci convochi su missione Italia a Gaza,discutiamone

Roma, 16 ott. (askanews) – “Prima di chiedere un voto unanime Tajani venga in Parlamento a spiegare come intende costruire una prospettive di pace a Gaza”. Lo ha detto Nicola Fratoianni, di Avs, in conferenza stampa alla Camera, a proposito dell’appello del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, su una posizione unitaria del Parlamento sulla missione in Medio oriente.

“Se ci sono le condizioni per una missione di pacificazione e stabilizzazione nell’ambito di un mandato chiaro dell’Onu, con regole di ingaggio ben definite e il pieno coinvolgimento degli attori locali, noi siamo pronti a discutere”, ha spiegato.

Dal canto suo Angelo Bonelli, leader dei Verdi ha sottolineato la necessità di regole di ingaggio chiare da parte dell’esercito israeliano. “Il governo non può fare un appello generico all’unità, c’è la questione del ruolo di Idf, che senza alcun problema, ha bombardato le postazioni Unifil in Libano. Il governo ci chiami, ci convochi e discutiamone, noi siamo responsabili ma deve darci delle informazioni. Non bastano i punti generici del piano Usa”, ha sottolineato Bonelli.

Governo, Conte: Le Pen invidia a Meloni il Pnrr che lei non voleva

Roma, 16 ott. (askanews) – “La leader della destra francese Marine Le Pen ammette di invidiare una cosa a Meloni. Le misure su sicurezza e immigrazione? No. Le misure su tasse e stipendi? No. ‘La cosa che forse le invidio – dice Le Pen – è l’enormità del piano di rilancio che ha riguardato l’Italia e che noi, la Francia, andremo a pagare. Con 240 miliardi di Pnrr ricevuti dall’Unione europea è più semplice'”. Lo ha scritto su Facebook il leader del M5S, Giuseppe Conte.

“Insomma – ha aggiunto – la destra francese a Meloni invidia solo quello che Meloni non ha fatto. Chissà se sa che mentre il mio Governo lottava per ottenere quegli oltre 200 miliardi in Europa, Meloni ci dava dei criminali in Italia e faceva votare ‘astensione’ ai parlamentari di Fratelli d’Italia. Oggi in Italia gli unici cantieri aperti e gli unici investimenti in corso sono proprio grazie a quei soldi: per scuole, strade, asili, strutture sanitarie”.

“Senza quei soldi saremmo in piena recessione, con un segno meno (-0,5%). E la cosa più preoccupante è che li stiamo perdendo perché li spendono con enorme ritardo: la corsa è solo per il Riarmo”, ha concluso l’ex premier.

Francia, Lecornu sfugge alla prima mozione di sfiducia per 18 voti

Roma, 16 ott. (askanews) – Sébastien Lecornu sfugge alla prima mozione di sfiducia per 18 voti. Il primo ministro francese non verrà destituito oggi. La prima mozione di sfiducia presentata da La France Insoumise (Lfi), quella con le maggiori probabilità di approvazione, non è stata adottata dai deputati. Ha ricevuto solo 271 voti, al di sotto della maggioranza assoluta di 289 seggi richiesta per la sua approvazione.

Il primo ministro francese Sebastien Lecornu ha risposto a Marine Le Pen all’Assemblea Nazionale, prima del voto sulle due mozioni di censura. Accusato di aver eluso il popolo e le elezioni, Lecornu ha ribadito che la rappresentanza parlamentare avrebbe “censurato o confermato” il suo governo questa mattina.

Marine Le Pen è stata “sconfitta” alle elezioni presidenziali del 2017 e del 2022, ha insistito. “Questo è ovviamente il momento della verità. Vogliamo l’ordine repubblicano con dibattiti in Assemblea Nazionale, o vogliamo il disordine?”, ha chiesto.

“La storia, in ogni caso, giudicherà molto severamente queste manovre politiche in cui il podio dell’Assemblea Nazionale è stato confuso, in sostanza, con una piattaforma pubblicitaria”, ha aggiunto prima di lanciare un appello ai parlamentari: “Non tenete in ostaggio il bilancio nazionale e il bilancio della Previdenza Sociale”, riferimento alla legge finanziaria 2026 che deve essere discussa dal parlamento la prossima settimana.

Fao, Meloni: l’Italia rafforza sovranità alimentare del continente africano col Piano Mattei

Roma, 16 ott. (askanews) – “Lieta di aver preso parte oggi al World Food Forum della FAO in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione e degli 80 anni dalla fondazione dell’Onu. L’Italia ha sempre creduto nel diritto umano universale all’alimentazione”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Il Santo Padre ci ha oggi ricordato che ‘raggiungere l’obiettivo fame zero sarà possibile solo se ci sarà la volontà reale di farlo’. Sono fiera di confermare e sottolineare l’impegno dell’Italia nel rafforzare la sovranità alimentare del continente africano tramite il Piano Mattei che coniuga lo sforzo pubblico con investimenti privati in partenariati paritari con le nazioni africane”.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo oggi alla conferenza alla Fao per la Giornata mondiale dell’alimentazione, ha chiesto di aprire il valico di Rafah per portare “centinaia di tir” a sostegno al popolo di Gaza.

Bisogna “fare di più” contro la fame. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo alla Fao ala Giornata mondiale dell’alimentazione.

“Dobbiamo trasformare l’onore di ospitare la Fao in azione. La lotta contro la fame deve essere una priorità”, ha detto Tajani e citando il Papa ha aggiunto che bisogna “fare di più”. “E’ un diritto innato nell’uomo, il diritto a mangiare, il diritto alla vita”, ha detto ancora.

Fao, Meloni: Italia rafforza sovranità alimentare col Piano Mattei

Roma, 16 ott. (askanews) – “Lieta di aver preso parte oggi al World Food Forum della FAO in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione e degli 80 anni dalla fondazione dell’Onu. L’Italia ha sempre creduto nel diritto umano universale all’alimentazione”. Lo scrive sui social la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.

“Il Santo Padre ci ha oggi ricordato che ‘raggiungere l’obiettivo fame zero sarà possibile solo se ci sarà la volontà reale di farlo’. Sono fiera di confermare e sottolineare l’impegno dell’Italia nel rafforzare la sovranità alimentare del continente africano tramite il Piano Mattei che coniuga lo sforzo pubblico con investimenti privati in partenariati paritari con le nazioni africane”.

Gabry Ponte tornerà a far ballare con "San Siro Dance 2026″

Milano, 16 ott. (askanews) – Dopo il concerto evento dello scorso giugno, che lo ha incoronato primo dj ad esibirsi allo Stadio San Siro con uno show sold out da 56 mila presenze, Gabry Ponte tornerà a far ballare il tempio dello sport e della musica live di Milano con “San Siro Dance 2026” powered by RTL 102.5, in programma sabato 27 giugno 2026. I biglietti saranno disponibili in pre-sale per il Fanclub dalle ore 11:00 di domani, venerdì 17 ottobre, in pre-sale My Live Nation dalle ore 11:00 di lunedì 20 ottobre su www.livenation.it e in general sale dalle ore 11:00 di martedì 21 ottobre.

Gabry Ponte, il deejay-producer italiano più ascoltato al mondo, sarà ancora una volta protagonista assoluto di una serata imperdibile che catapulterà i fan in una nuova grande festa all’insegna delle sue hit che hanno lasciato e continuano a lasciare un segno nella storia della musica dance. La scaletta sarà un susseguirsi continuo di grandi successi, dai più recenti – con cui ha collezionato due dischi di diamante – fino alle hit intramontabili che lo hanno reso un’icona internazionale, per dare vita a uno show (co-prodotto da Gekai On Stage e Live Nation) unico nel suo genere.

Con lo storico live di quest’anno a San Siro, è entrato di diritto nella ristrettissima cerchia di DJ capaci di riempire uno stadio con un headlining show, unendosi a Tiësto, David Guetta, DJ Snake e Alok.

Questo importante traguardo, che si prepara adesso a replicare nel 2026, arriva dopo la pubblicazione a gennaio 2025 di “Tutta L’Italia”, brano scelto come colonna sonora ufficiale della 75esima edizione del Festival di Sanremo e con cui ha partecipato all’Eurovision Song Contest 2025 di Basilea, rappresentando la Repubblica di San Marino.

L’artista, che conta attualmente 3 dischi di Diamante, 50 di Platino, 29 d’Oro, e oltre 6 miliardi di stream complessivi su tutte le piattaforme, vanta una nomination ai Grammy – nel 2001 con “Blue (Da Ba Dee)” nella categoria Best Dance Recording – e numerose collaborazioni con artisti internazionali come Tiësto, Steve Aoki, Pitbull, Sean Paul, Train e molti altri. Anche la sua attività live è molto intensa: si è infatti esibito nei famosi festival Tomorrowland, Tomorrowland Brasil, Moon & Stars Festival, e in venue leggendarie come il Circo Massimo di Roma e il superclub Ushuaïa di Ibiza; nel 2024 ha inoltre celebrato i suoi 25 anni di carriera con un tour completamente sold out nelle arene italiane.

Dopo il tutto esaurito dello scorso giugno, con “SAN SIRO DANCE 2026” powered by RTL 102.5, Gabry Ponte è pronto a trasformare nuovamente lo Stadio San Siro di Milano nella più grande dancefloor italiana.

Regolamento della 76ª edizione del Festival di Sanremo con 26 big

Milano, 16 ott. (askanews) – “Scala Reale” per Carlo Conti che, il prossimo febbraio, raggiungerà il traguardo delle 5 edizioni in qualità di direttore artistico e conduttore. Il Regolamento della 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana di Sanremo – che andrà in onda, in diretta su Rai 1, dal 24 al 28 febbraio 2026 – è online da oggi, giovedì 16 ottobre. Vista la formula vincente dello scorso anno, saranno davvero essenziali le novità: 26 i Big in gara; poi, l’accesso di diritto nella categoria “Nuove Proposte” di 2 artisti provenienti da “Area Sanremo”, che si aggiungeranno ai 2 selezionati durante la finale di “Sanremo Giovani” del 14 dicembre, in onda su Rai 1. Di nuovo tre le giurie che voteranno gli artisti in gara: Televoto del pubblico; Giuria della Sala Stampa, Tv e Web; Giuria delle Radio, con un peso percentuale rispettivamente del 34, 33 e 33%. Passando all’analisi delle singole serate, nella prima (il martedì) si esibiranno i 26 Big/Campioni e le canzoni verranno votate dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web. Durante la seconda (il mercoledì) si esibiranno 13 Big/Campioni, votati dal pubblico – attraverso il Televoto – e dalla Giuria delle Radio, ciascuno con un peso pari al 50 %. Per la categoria Nuove Proposte, i 4 artisti saranno suddivisi in due coppie ed ogni coppia si esibirà in una sfida diretta. Gli artisti saranno giudicati dal pubblico con il Televoto, dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e dalla Giuria delle Radio. I due artisti vincitori delle sfide accederanno alla Terza serata. Stesse modalità nella terza serata (il giovedì) per i Big/Campioni; per le Nuove Proposte avrà luogo la sfida finale tra i due artisti che hanno avuto accesso alla serata, la canzone più votata dal Televoto, dalla Giuria della Sala Stampa, Tv e Web e dalla Giuria delle Radio sarà proclamata vincitrice della categoria. Confermata la serata delle “Cover” al venerdi, con vincitore: i Big, affiancati da un artista ospite, re-interpreteranno un brano edito italiano o internazionale e le votazioni di questa gara non influiranno sul risultato finale del Festival. Le cover saranno valutate da tutte e tre le giurie. Nella finalissima della quinta ed ultima serata (il sabato) verranno eseguite tutte le 26 canzoni dei Big/Campioni in gara, votate dalle tre Giurie. Il risultato di questa votazione si assemblerà con quello delle precedenti serate (tranne quella delle “Cover”), al fine di determinare una classifica delle canzoni/Artisti. Nuova esibizione e votazione per le prime 5 canzoni classificatesi. Il risultato andrà ad aggiungersi a quello complessivo delle precedenti al fine di determinare una nuova classifica riferita alle 5 canzoni/Artisti attribuendo così la palma di vincitore della 76ª edizione del Festival della Canzone Italiana. Si rafforza, dunque, il “fil rouge” che lega Carlo Conti al Festival e alla musica con le canzoni al centro dello spettacolo, la sperimentazione di nuovi linguaggi musicali, la ricerca di nuovi talenti. Il tutto legato dal suo modo elegante e dinamico di concepire un grande evento televisivo con lo stesso spirito di sempre: “Tutti, Ma Davvero Tutti, Cantano Sanremo!” Il regolamento completo all’indirizzo: www.sanremo.rai.it.

Identificati gli ultimi corpi degli ostaggi consegnati da Hamas. Israele: devono essere restituiti tutti

Roma, 16 ott. (askanews) – Le autorità israeliane hanno identificato i corpi dei due ostaggi deceduti nella Striscia di Gaza riconsegnati ieri sera da Hamas: lo ha reso noto l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahuin un comunicato.

“A seguito del completamento del processo di identificazione da parte del Centro Nazionale di Medicina Legale, in collaborazione con la Polizia Israeliana e il Rabbinato delle Idf, i rappresentanti delle Idf hanno informato le famiglie degli ostaggi Inbar Haiman e Muhammad el-Atrash, che i loro cari sono stati restituiti ad Israele e che la loro identificazione è stata completata”, si legge nella nota. Inbar Haiman, 27 anni, era l’ultima donna ancora a Gaza, Muhammad el Atrash era un sergente maggiore, 39 anni.

Haiman era stata assassinata al festival musicale Nova vicino a Reim il 7 ottobre 2023 e il suo corpo era stato portato a Gaza, secondo l’Idf che cita informazioni di intelligence. La sua morte è stata dichiarata ufficialmente nel dicembre 2023. El Atrash, padre di 13 figli, era stato ucciso mentre combatteva contro i militanti di Hamas la mattina dell’attacco, e anche il suo corpo era stato rapito e trasferito nella Striscia, sempre secondo l’esercito. Era stato dichiarato ufficialmente morto nel giugno 2024.

L’Ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu, in un comunicato, ha affermato che il governo “condivide il profondo dolore delle famiglie Haiman ed el-Atrash e di tutte le famiglie degli ostaggi caduti”. “Il governo e l’intero sistema di sicurezza nazionale israeliano sono determinati, impegnati e lavorano instancabilmente per riportare in patria tutti gli ostaggi caduti e dargli degna sepoltura”, ha aggiunto.

Hamas ha consegnato a Israele nove dei 28 corpi di ostaggi israeliani, tutti quelli che a suo dire era possibile localizzare in tempi brevi. “Hamas deve adempiere ai propri obblighi nei confronti dei mediatori e restituire i corpi degli ostaggi come parte dell’attuazione dell’accordo: non scenderemo a compromessi su questo punto e non risparmieremo alcuno sforzo finché non restituiremo tutti gli ostaggi caduti, fino all’ultimo”, ha sottolineato l’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahuin in un comunicato.

Un alto consigliere americano ha dichiarato, in merito al ritardo nella restituzione dei corpi degli ostaggi deceduti da parte di Hamas, che “non siamo ancora al punto di ritenere che l’accordo sia stato violato”. In un briefing con i giornalisti, riporta Haaretz, ha aggiunto che se la questione non verrà risolta, costituirà una violazione dell’accordo di cessate il fuoco.

Un altro alto responsabile statunitense ha affermato che “Hamas ha fatto la cosa giusta restituendo vivi tutti i 20 ostaggi in un colpo solo”, aggiungendo che gli Stati Uniti intendono chiedere ai civili di Gaza di aiutarli a localizzare i corpi in cambio di un risarcimento economico.

Intelligence,Mattarella: oggi ancora più preziosa,Repubblica riconoscente

Roma, 16 ott. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto ieri al Quirinale i direttori dell’Aise e dell’Aisi insieme alle rispettive delegazioni in occasione dei 100 anni dell’intelligence italiana. Il Capo dello Stato ha voluto esprimere a dirigenti e agenti impegnati nei Servizi “apprezzamento per il compito che svolgono e la riconoscenza della Repubblica per quanto fanno nell’interesse del nostro Paese”.

“Sono compiti necessariamente, istituzionalmente, non conosciuti – com’è giusto che sia, nell’interesse nazionale – ma preziosi per la sicurezza dell’Italia. Per questo la riconoscenza della Repubblica che vi esprimo è convinta ed è profonda. Si svolge, tra l’altro, in un sistema equilibrato, molto ben calibrato, con garanzie di rispetto della legalità, con grande impegno, però, personale, che è quello che anima e rende efficace l’attività di intelligence”.

“È un’attività tanto più preziosa in questo periodo, contrassegnato, da un lato, da una comunità internazionale con forti – e, tempo fa – imprevedibili tensioni che la attraversano e, dall’altro, da mutamenti – particolarmente scientifici e tecnologici – profondi, grandi e in continua accelerazione, con ritmi sempre più veloci. Tutto questo richiede un costante aggiornamento, anche del vostro impegno, degli strumenti” ha sottolineato Mattarella concludendo con un “grazie per quanto fate per la Repubblica”.

Tennis, Jasmine Paolini ai quarti a Ningbo

Roma, 16 ott. (askanews) – Jasmine Paolini è ai quarti di finale del Wta 500 di Ningbo. L’azzurra ha battuto la russa Veronika Kudermetova, numero 31 al mondo, con il punteggio di 6-2, 7-5 in un’ora e 29 minuti di gioco conquistando altri punti importanti per la qualificazione alle Wta Finals. Al prossimo turno, Paolini sfiderà Belinda Bencic. Tra le due sarà la quarta sfida in carriera, con l’azzurra che è sotto 2-1 nei precedenti ma ha vinto l’ultimo match giocato quest’anno alla United Cup.

Nuoto, si ritira a 25 anni (e quattro ori olimpici) la Titmus

Roma, 16 ott. (askanews) – L’australiana Ariarne Titmus, una delle più grandi nuotatrici di tutti i tempi, si ritira a soli 25 anni: l’annuncio di questa decisione “davvero difficile” è arrivata dopo che la campionessa della Tasmania, quattro volte medaglia d’oro olimpica, si era presa una pausa dai Giochi di Parigi dello scorso anno. “Ho sempre amato il nuoto, è la mia passione da quando ero bambina, ma in questo periodo lontana dallo sport ho capito che cose della mia vita che sono sempre state importanti per me ora lo sono più del nuoto”, haì spiegato. A Parigi la Titmus era arrivata dopo un’operazione per rimuovere un tumore alle ovaie e aveva vinto il suo terzo oro individuale nella “gara del secolo”, l’entusiasmante finale dei 400 stile libero in cui aveva battuto la leggendaria americana Katie Ledecky e la canadese Summer McIntosh. Recentemente l’australiana aveva dichiarato di voler tornare per i Giochi di Los Angeles del 2028. La Titmus è detentrice del record mondiale dei 200 metri stile libero, la gara in cui ha fatto la storia e segnato primati che sembravano inavvicinabili, quelli di Federica Pellegrini. Ha vinto 33 medaglie in gare internazionali, tra cui otto medaglie olimpiche e quattro titoli mondiali. Dopo aver battuto a sorpresa la Ledecky a Tokyo nel 2021 sui 400 stile, si era ripetuta a Parigi diventando il primo atleta australiano da Dawn Fraser nel 1964 a bissare un oro olimpico in due edizioni consecutive dei Giochi.

La lettera a se stessa bambina: “Assicurati di goderti ogni momento” “Cara Ariarne di sette anni, Oggi ti ritiri dal nuoto agonistico. 18 anni che hai passato in piscina gareggiando. 10 di quelli che rappresentano il tuo paese. Sei andata a due Olimpiadi e, ancora meglio, hai vinto!!! I sogni che avevi… si sono avverati tutti. Gli amici che hai conosciuto… sono per la vita. Hai ottenuto più di quanto avresti mai pensato di essere capace e dovresti essere così orgogliosa. Durante il viaggio hai incontrato persone incredibili che ti hanno aiutato fino in fondo. I tuoi allenatori (uno molto speciale in particolare), il tuo staff di supporto, i compagni di squadra, i concorrenti, gli sponsor, gli amici, la famiglia e i tifosi. Assicurati di ringraziarli. Fai le valigie e ti allontani da casa a 14 anni, che decisione difficile è stata andarsene. Mamma e papà hanno visto il luccichio nei tuoi occhi e hanno sacrificato tutto per trasferirsi. Senza di loro, al fianco di Mia, non saresti qui oggi. Hai appena compiuto 25 anni e sembra giunto il momento di abbandonare il nuoto. La ricerca è stata incessante e tu hai dato tutta te stessa. Te ne vai senza rimpianti. Sei soddisfatta, contenta e felice. Ciò che ti aspetta è emozionante. Nuovi obiettivi, più tempo con le persone che ami di più e la possibilità di mettere al primo posto te stessa e non il tuo sport. Assicurati di goderti ogni momento, grande o piccolo. Credetemi, il tempo vola”

Papa Leone XIV alla Fao: la fame come arma è un crimine di guerra, va condannata senza eccezioni

Roma, 16 ott. (askanews) – “Gli attuali scenari di conflitto hanno portato a una rinascita dell’uso del cibo come arma di guerra, contraddicendo tutto il lavoro di sensibilizzazione svolto dalla FAO in questi otto decenni”. A denunciarlo con forza è stato stamane Papa Leone nel suo discorso alla Fao.

“Il consenso espresso dagli Stati che considera la fame deliberata un crimine di guerra, così come la negazione intenzionale dell’accesso al cibo a intere comunità o popolazioni, sembra sempre più lontano. – ha quindi denunciato ancora – Il diritto internazionale umanitario proibisce, senza eccezioni, di attaccare civili e beni essenziali per la sopravvivenza delle popolazioni”.

“Alcuni anni fa, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha condannato all’unanimità questa pratica, riconoscendo il legame tra conflitto armato e insicurezza alimentare e stigmatizzando l’uso della fame inflitta ai civili come metodo di guerra”, ha, quindi, ricordato. “Questo sembra dimenticato, mentre assistiamo dolorosamente al continuo utilizzo di questa strategia crudele, che condanna uomini, donne e bambini alla fame, negando loro il diritto più elementare: il diritto alla vita. Tuttavia, – ha concluso il Papa – il silenzio di chi muore di fame grida nella coscienza di tutti, anche se spesso viene ignorato, messo a tacere o distorto. Non possiamo continuare così, perché la fame non è il destino dell’uomo, ma la sua rovina”.

Oggi – ha proseguito il Papa – “assistiamo a paradossi scandalosi”. Come il “continuare a tollerare lo spreco di enormi tonnellate di cibo mentre moltitudini di persone lottano per trovare qualcosa da mangiare nella spazzatura”. “Come possiamo spiegare le disuguaglianze che permettono a pochi di avere tutto e a molti di non avere nulla? Come non fermare immediatamente le guerre che distruggono le campagne prima delle città, fino a creare scene indegne della condizione umana, in cui la vita delle persone, e soprattutto quella dei bambini, anziché essere curata, svanisce mentre vanno in cerca di cibo con la pelle attaccata alle ossa?”. “Contemplando l’attuale panorama mondiale, così doloroso e desolato a causa dei conflitti che lo affliggono, – ha detto il pontefice – sembra che siamo diventati testimoni apatici di una violenza straziante, quando, in realtà, le tragedie umanitarie note a tutti dovrebbero spronarci a essere artigiani di pace, armati del balsamo curativo di cui le ferite aperte nel cuore stesso dell’umanità hanno bisogno”.

Papa Prevost ha, quindi, parlato senza mezzi termini di “un bagno di sangue che dovrebbe immediatamente attirare la nostra attenzione e indurci a raddoppiare la nostra responsabilità individuale e collettiva, risvegliandoci dal torpore in cui spesso siamo immersi”.

“Il mondo – ha concluso – non può continuare ad assistere a spettacoli macabri come quelli che si svolgono in molte regioni della terra”.

Mattarella alla Fao: inaccettabili carestie e sperequazioni su cibo

Roma, 16 ott. (askanews) – “È un triste paradosso che proprio mentre crescono le conoscenze, le risorse e le potenzialità tecnologiche, anche con rilevanti applicazioni al settore agricolo, assistiamo a nuovi scenari di carestia, a inaccettabili sperequazioni e a un regresso di quel sistema multilaterale, unico paradigma in grado di dare vere risposte a questi bisogni. Si tratta di una inversione di rotta incomprensibile e inaccettabile”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione del Museo e Rete per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao MuNe) nell’ambito delle iniziative per gli 80 anni della Fao a Roma.

“Le Istituzioni multilaterali più direttamente impegnate nella lotta all’insicurezza alimentare sono strumenti preziosi ed esprimono consapevolezza della indivisibilità dei destini umani”, ha aggiunto il Capo dello Stato. “Perché questo impegno risulti efficace e costante nel tempo, esso deve trovare alimento in un’adeguata sensibilizzazione su tematiche tanto rilevanti quanto spesso relegate ai margini del dibattito pubblico. Per poter essere protagonisti i cittadini devono poter essere informati”, ha sottolineato il presidente della Repubblica.

“La conoscenza resta il primo motore per stimolare un maggiore impegno, orientando le energie, soprattutto delle nuove generazioni, per raccogliere le sfide e rendere possibile la costruzione di un futuro più equo” ha sottolineato Mattarella esprimendo soddisfazione per la nascita del “Museo e Rete per l’Alimentazione” che “si inserisce pienamente in questa logica, costruendo consapevolezza per meglio comprendere le sfide che abbiamo dinanzi”.

Nasce Filiera tabacchicola italiana a tutela del made in Italy

Roma, 16 ott. (askanews) – Promuovere l’innovazione e rafforzare la competitivit della filiera italiana del tabacco, di cui l’Italia principale produttore a livello europeo. Sono gli obiettivi di Filiera Tabacchicola italiana, la neonata organizzazione con un valore dell’indotto da 2,2 miliardi di euro che si inserisce nel pi ampio progetto di Filiera Italia. Alla guida ci sar Cesare Trippella, direttore Eu Value Chain & External Engagement di Philip Morris Italia.

Cesare Trippella, presidente di Filiera Tabacchicola Italiana: “Facciamo parte di questa filiera agro industriale totalmente italiana, made in Italy. Pensiamo che questo percorso stato molto positivo, soprattutto per le nuove generazioni dei coltivatori alle quali stiamo creando anche una formazione e soprattutto una prospettiva di futuro con l’accordo che abbiamo fatto con il ministero dell’agricoltura e con la Coldiretti che stato rinnovato fino al 2035”.

A partire dal 2011 Philiph Morris ha sottoscritto con il Ministero dell’Agricoltura e Coldiretti una serie di accordi di filiera per migliorare la competitivit del settore promuovendo pratiche produttive attente all’impatto ambientale e sociale. Accordi recentemente rinnovati per dieci anni che hanno generato nel settore agricolo investimenti per oltre 3 miliardi di euro.

Cesare Trippella, presidente di Filiera Tabacchicola Italiana: “Un accordo che dar certezza, stabilit e soprattutto un impatto economico molto forte sulla filiera di oltre 2 miliardi di euro andando sia dalla parte agricola fino alla parte industriale”.

Una filiera che raccoglie 22mila produttori e che promette anche di fare da apripista ad altre importanti filiere dell’agroalimentare italiano.

Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia: “Molto importante la nascita di Filiera tabacchicola italiana e l’ingresso in filiera Italia, innanzitutto per il valore aggiunto creato. Siamo arrivati con l’accordo che riguarda 22.000 produttori di tabacco di Coldiretti e Philip Morris ad un valore indotto complessivamente da questa filiera di 2,2 miliardi”.

“L’ingresso in filiera Italia consentir innanzitutto di mettere a disposizione questo modello, di fare da traino ad altre filiere. Noi gi abbiamo fatto ovviamente contratti di filiera di lungo termine per quanto riguarda il pomodoro lo faremo ancora di pi per il grano”.

“E lo continueremo a fare per il latte e per la carne. Insomma, un modello che traina”.

Perch se si vuole incidere davvero sulla produzione agricola e dare garanzie ai produttori l’orizzonte di tempo non pu essere breve.

Luigi Scordamaglia, amministratore delegato di Filiera Italia: “Una filiera che spiega perch se si vuole dare garanzia di futuro alla produzione agricola italiana necessario avere contratti Commitment di lungo termine, addirittura portati per la prima volta in assoluto, non credo che esistea esempio al mondo, a 10 anni di durata”.

“Una filiera che fa molto bene, quindi ai produttori, che fa bene all’ambiente perch se si sta insieme per 10 anni o in questo caso anche di pi, dal 2011, impari e insegni ai giovani agricoltori come impattare meno sull’ambiente, come fare quella ricerca e sviluppo di cui la filiera tabacchicola italiana leader”.

Marco Sabatini Scalmati presenta raccolta di poesie "Un colpo di Vento"

Milano, 16 ott. (askanews) – Sarà presentato il 22 ottobre a Roma, alle 18.30, presso Fedro School of Coaching & Mentoring (via Gregoriana 5), “Un colpo di vento” la raccolta di poesie di Marco Sabatini Scalmati.

Dopo l’introduzione del co-fondatore di Fedro, Bruno Benouski, l’autore converserà con Roberta Calabrese, Consigliera Delegata Treccani Accademia, e Luciano Lanna, Direttore Centro per il libro e la lettura del ministero della Cultura.

Il libro è un percorso nell’anima, che Sabatini sembra non aver timore di percorrere, e conoscere. In questi tempi così difficili “Un colpo di vento” di Marco Sabatini Scalmati, che raccoglie 85 poesie, in 7 capitoli, ci parla della vita di ciascuno di noi: perdite, vittorie, fughe, ritorni. Un invito a non aver paura ma, anzi, ad agire con più consapevolezza, con la forza dell’amore, proprio come fa un colpo di vento diradando la nebbia, a “scegliere dove e con chi stare”, per mettersi di più in ascolto di se stessi e degli altri, a essere capaci di costruire ponti per superare i muri dell’umano vivere.

Marco Sabatini Scalmati, giornalista e capo ufficio stampa di Sogin, nel 2018 ha vinto il premio giornalistico per la libertà di stampa assegnato da Articolo 21. Impegnato nel sociale e sostenitore dei diritti delle persone con disabilità, ha dedicato la sua opera “ai più deboli, ai sognatori, a chi immagina e si impegna per un futuro migliore”.

Fao, Mattarella: inaccettabili carestie e sperequazioni su cibo

Roma, 16 ott. (askanews) – “È un triste paradosso che proprio mentre crescono le conoscenze, le risorse e le potenzialità tecnologiche, anche con rilevanti applicazioni al settore agricolo, assistiamo a nuovi scenari di carestia, a inaccettabili sperequazioni e a un regresso di quel sistema multilaterale, unico paradigma in grado di dare vere risposte a questi bisogni. Si tratta di una inversione di rotta incomprensibile e inaccettabile”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, intervenendo alla cerimonia di inaugurazione del Museo e Rete per l’Alimentazione e l’Agricoltura (Fao MuNe) nell’ambito delle iniziative per gli 80 anni della Fao a Roma.

“Le Istituzioni multilaterali più direttamente impegnate nella lotta all’insicurezza alimentare sono strumenti preziosi ed esprimono consapevolezza della indivisibilità dei destini umani”, ha aggiunto il Capo dello Stato.

Cinema, Vanessa Redgrave premiata al 43esimo Torino Film Festival

Roma, 16 ott. (askanews) – Vanessa Redgrave sarà presente al 43esimo Torino Film Festival, in programma dal 21 al 29 novembre. La pluripremiata attrice presenterà in anteprima mondiale il suo ultimo film che la vede protagonista, “The Estate”, e riceverà la Stella della Mole per il suo contributo all’arte cinematografica.

Dame Vanessa Redgrave ha costruito una carriera di straordinaria intensità e coerenza artistica, collaborando con alcuni tra i più importanti registi del cinema mondiale, come Michelangelo Antonioni, James Ivory, Joe Wright e molti altri. Vincitrice di numerosi premi, tra cui un Oscar (quale miglior attrice non protagonista per il film “Giulia” del 1977 di Fred Zinnemann), due Golden Globe, un Tony Award, un Primetime Emmy Award e un Olivier Award – oltre al Leone d’Oro alla carriera della 75esima Mostra di Venezia – Redgrave è da sempre interprete di ruoli profondi e complessi, oltre ad essere un’artista impegnata anche sul piano civile e umanitario.

“The Estate” riunisce sullo schermo l’attrice e suo marito Franco Nero in un thriller diretto dal figlio Carlo Gabriel Nero. Al centro della storia, un’aristocratica famiglia che dovrà salvare la propria dimora di campagna dai debiti e da apparizioni inquietanti.

Giulio Base, direttore del Torino Film Festival, ha dichiarato: “Quando per sei volte vieni nominata all’Oscar non sei più soltanto una delle più grandi attrici del mondo: diventi mito. E quando una di quelle nomination diventa Oscar, la tua voce si muove come un’onda, capace di infrangersi e rinascere sempre. Vanessa Redgrave è un’icona del teatro e del cinema, ma anche un’attivista impegnata. Consegnarle la Stella della Mole significa celebrare una leggenda, un monumento vivente che continua a plasmare il nostro immaginario”.

La Stella della Mole è il riconoscimento cinematografico assegnato a figure di spicco del cinema internazionale, che hanno dato contributi significativi al mondo della settima arte. Una celebrazione del cinema d’autore e della creatività artistica che onora chi ha lasciato un’impronta indelebile nel panorama cinematografico mondiale.

Il Torino Film Festival è realizzato dal Museo Nazionale del Cinema di Torino e si svolge con il contributo del Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT.

La temperanza, virtù rivoluzionaria

«L’unico modo per non far conoscere agli altri i propri limiti è di non oltrepassarli mai.»

(Giacomo Leopardi)

Il saggio sulla temperanza di Gennaro Carillo, edito da Il Mulino, non ha la pretesa della monografia tematica: piuttosto offre al lettore spunti di riflessione attinti dai classici del pensiero, da Platone, Sofocle, Euripide ai giorni nostri. Le chiamerei “scintille di luce” queste citazioni, perché illuminano la storia dell’umanità con intuizioni che restano – nelle parole pronunciate e nelle metafore che evocano – e che ci servono oggi in modo speciale, per ricomporre una dialettica e una filosofia della mitezza in un mondo che sembra “uscire dai cardini”. Un’agile ed utile riflessione che esprime la profonda cultura umanistica dell’autore che si rivolge a tutti, perché ritrovare una giusta misura nel dire e nel fare è un compito che ci riguarda tutti, intimamente.

La rivisitazione etimologica e di senso di questa virtù dimenticata che il Prof. Carillo ha realizzato suggerisce al lettore di trovarne una propria. E’ questo il pregio fondamentale di un libro: leggere, metabolizzare, riflettere per cercare una propria ‘Weltanschauung’, una concezione del mondo che orienti la nostra vita.

Facendo mia questa “intuita intuizione” mi piace riportare deduzioni e argomentazioni personali, confidando di restare fedele all’ispirazione di Carillo in modo ‘temperante’, senza uscire dal sentiero da lui tracciato e per applicare la sua bussola alla alterne vicende dell’esistenza.

Fare uno, due, tre passi indietro: mi pare sia un esercizio mentale che non ci è più consueto.

E’ proprio il senso della misura il vero convitato di pietra al banchetto delle relazioni sociali del nostro tempo.

I toni aggressivi prevalgono sulla comunicazione moderata e interlocutoria così come le esternazioni prevaricatrici hanno il sopravvento sulla capacità di controllo delle turbolenze dell’anima.

Sembra questa la percezione più avvertita nel sentire comune, come se fosse diventato un atteggiamento tendenzialmente prevalente nel modo di porsi e di cui ci accorgiamo soprattutto nel momento in cui lo subiamo, al punto di incuterci ansie e timori.

Non è solo questione di oggi quanto piuttosto modalità espressiva ricorrente nella natura umana, quasi elemento costitutivo e ontologico della sua complessità strutturale, fatta di pulsioni e di razionalità, di sentimenti e stati d’animo contrastanti.

Non per niente il suo opposto, come ci ricorda San Tommaso, è considerata una virtù.

Parliamo di quella temperanza che Cicerone definiva come dominio fermo e moderato della ragione, controllo delle passioni e giusta misura di ogni cosa.  

E’ un atteggiamento che possiamo ereditare da una buona educazione o che maturiamo attraverso scelte e convincimenti interiori?

Sicuramente sono vere entrambe le cose.

Resta da chiedersi se questa capacità di esercitare il controllo e la moderazione ma anche di possedere il senso della misura del sé e della proporzione degli esiti delle nostre azioni e dei nostri sentimenti in rapporto alle circostanze della vita sia utile, possibile e attuale.

Non dobbiamo eludere e non possiamo nasconderci infatti il valore positivo e appagante delle emozioni e quanto sia ricca e sorprendente la gamma dei sentimenti.

Una vita priva di emozioni è una vita senza senso, piatta, insignificante.

Ma un’esistenza dominata esclusivamente dalle emozioni e dai sussulti, dagli eccessi e dalle intemperanze ci allontanerebbe da quella condizione di equilibrio, di pacatezza e di razionalità che ci permette invece di accreditarci con una stabile e rassicurante identità positiva nell’universo dei rapporti interpersonali.

Avvertiamo infatti la necessità e per certi aspetti anche il dovere di mitigare modi, forme e circostanze delle nostre esternazioni e – prima ancora – di praticare la buona regola del rispetto di sé, per evitare quegli “spaesamenti” interiori che producono disorientamenti, tensioni, sdoppiamenti ma anche frustrazioni e sensi di colpa.

Controllare in modo appropriato le pulsioni conservando possibilmente la tranquillità dell’animo e riservando agli altri il rispetto che si richiederebbe per sé: questo potrebbe essere un proposito onesto e sensato.

Come anche cercare l’armonia spirituale e l’equilibrio interiore, convivere con i sentimenti e le emozioni “stemperando” – appunto – quel mix di tensioni, toni sopra le righe, alterazioni, istinti smodati, o viceversa di modalità eccessive nella ricerca dell’autocontrollo e della sobrietà.

Il biglietto da visita di una persona temperante consiste nella discrezione come immagine di sé e modo di porsi, icona di uno stile di vita personale centrato sulla moderazione e sul senso della misura.

Chi perde di vista questo valore aggiunto dimostra di non possedere quella capacità di regia, ora forte e risoluta ora mite e discreta, che governa il dentro e il fuori di sé, il pathos e l’immagine, l’essere e l’apparire.

La virtù della temperanza consiste dunque nell’abilità di modulare e dosare chiaro-scuri, alti e bassi, timbri, toni e registri di quel flusso di emozioni, sentimenti, comportamenti, stati d’animo con cui incessantemente ci rapportiamo con il mondo delle persone e con le loro intrinseche relazioni, cercando dentro e fuori di noi la giusta misura di una sostenibile armonia.

Elezioni e partecipazione, vittorie da non festeggiare

Il risultato delle elezioni in Toscana non lascia spazio a commenti trionfalistici o a facili ed ingiustificati entusiasmi. Il successo di Giani e della coalizione di centrosinistra che lo sosteneva nasce infatti in un quadro di desolante abbandono delle urne da parte di oltre la metà degli elettori, che evidentemente non trovano di sufficiente qualità l’offerta politica che gli viene proposta.

Ma sarebbe fin troppo semplicistico liquidare con queste poche parole il problema del crescente astensionismo. Oggi è entrato in crisi il sistema di rappresentanza democratica ed è una crisi che riguarda l’intera società nel suo complesso. Non è in crisi soltanto la partecipazione al voto, ma anche la partecipazione alla vita dei partiti, delle organizzazioni sindacali e di diverse forme associative.

Astensionismo e crisi della rappresentanza

Una buona politica non può limitarsi a festeggiare un risultato ottenuto con un astensionismo che supera il 50%, ma si deve interrogare sulle ragioni più profonde che sono alla base della crescente diserzione elettorale. Vale per tutti, da destra a sinistra, ma vale ancora di più per il centrosinistra che ha sempre dato – e continua a dare – grande valenza ed importanza ai momenti di partecipazione diretta dei cittadini alle vicende di politica nazionale ed internazionale.

Il disincanto e la perdita di senso

Se la politica non riesce più ad incidere sulla vita delle persone, se non riesce a trasmettere un messaggio di possibile cambiamento delle condizioni di vita, se non riesce ad innescare un sogno per le famiglie e per i loro figli, difficilmente si ritroverà quella spinta che porta le persone ad impegnarsi per dare forza ad un’idea in vista del raggiungimento di un obiettivo.

L’indifferenza della politica rispetto ai bisogni della collettività e l’invarianza delle condizioni di disagio di alcune fasce della popolazione rappresentano sicuramente una parte significativa della demotivazione politica ed elettorale di tanti cittadini.

La lezione di Scoppola

Pietro Scoppola, autorevole esponente del cattolicesimo democratico, diceva che la politica è “soluzione razionale del possibile e sofferenza per l’impossibile”.

La politica di oggi ha perso la capacità di compenetrarsi con le difficoltà del quotidiano vivere. La partecipazione dei cittadini tornerà quando la politica si mostrerà capace essa stessa di partecipare alla vita delle persone, soprattutto nei momenti e nelle situazioni più complicate, se necessario anche soffrendo per loro e con loro.

Dibattito sul centro nuovo tra realismo e speranza

Convinto della necessità di concorrere a costruire il centro nuovo della politica italiana, alternativo alla destra nazionalista e sovranista e alla sinistra senza identità, seguo con interesse il tentativo dell’on. Giorgio Merlo, con il suo movimento-partito “Scelta cristiano popolare”, di un’alleanza con Forza Italia. Interesse da me evidenziato con l’articolo di alcuni giorni fa: Con Forza Italia nel PPE (link), sottolineando la comune appartenenza alla storia e ai valori del Partito Popolare Europeo.

Sino ad oggi, per la verità, non giungono segnali di interesse dal partito guidato dal ministro Tajani, che sembra ben fermo nella sua chiusa autoreferenzialità e nel ruolo ancillare della destra leghista-meloniana.

Le mosse a sinistra: la “Casa” di Renzi

Se a destra è Forza Italia che dovrebbe muovere un passo verso la costituzione della sezione italiana del PPE, a sinistra è interessante quanto emerso dal voto alle regionali toscane con il partito di Matteo Renzi, Casa riformista, il quale, giocando in casa, ha raccolto quasi il 9% dei consensi, ponendosi al terzo posto dopo PD e FdI tra i partiti concorrenti a quelle elezioni.

La facile disinvoltura politica del senatore toscano è ben nota, ma non c’è dubbio che la proposta di una casa centrale dei riformisti, già sperimentata con un certo successo nelle ultime elezioni regionali, potrebbe rappresentare un fatto nuovo degno di attenzione, anche da parte di quei partiti, movimenti e associazioni ispirati ai valori del popolarismo e della tradizione democratico-cristiana.

Verso la convergenza delle grandi culture

Resto convinto, infatti, che il centro nuovo possa nascere solo dalla convergenza delle grandi culture – popolare, liberale, repubblicana e socialista – che, con un programma adeguato ai nuovi bisogni del Paese, potrebbero richiamare al voto quella metà degli elettori ed elettrici renitenti da molti turni elettorali, con grave danno alla stessa credibilità del nostro sistema democratico.

E per tale obiettivo, il contributo di partiti come Forza Italia e Casa riformista ritengo sia essenziale.

Proporzionale e cancellierato: due riforme per l’Italia

Per facilitare la nascita di questo centro nuovo, servirebbe una legge elettorale di tipo proporzionale, mentre un’efficace alternativa all’ipotesi del premierato meloniano è quella del cancellierato sul modello tedesco. Due obiettivi che, con gli amici di Iniziativa Popolare, stiamo perseguendo con l’apertura della raccolta firme sulle due Leggi di Iniziativa Popolare (www.comitatoiniziativepopolari.it), che ci auguriamo anche Forza Italia e Casa riformista vorranno sostenere.

Contro il pessimismo di molti amici che reputano più opportuno muoverci da soli, vorrei ricordare il saggio proverbio: “da soli si va più veloci, insieme si va più lontano”.

Ecco perché, mentre lavoriamo per la ricomposizione politica possibile della nostra area cattolico-democratica, liberale e cristiano-sociale, dovremmo aprire un serio confronto con le altre realtà politico-culturali interessate alla costruzione del centro nuovo della politica italiana, partendo da una premessa essenziale condivisa: la difesa e l’impegno all’attuazione integrale della Costituzione repubblicana.

Primo banco di prova sarà l’impegno a sostenere legge proporzionale e cancellierato e, insieme, la costruzione dalla base di liste unitarie di centro nelle prossime elezioni a livello locale.

Impegnarci, sia a livello centrale che periferico, per questo obiettivo, credo sarebbe offrire un contributo serio al Paese, per farlo uscire dal bipolarismo forzato FdI–PD, che leggi maggioritarie insensate favoriscono dal Mattarellum in poi.

La morte di Pamela Genini, questo tragico post-patriarcato

L’ennesimo femminicidio: Pamela Genini, 29 anni, uccisa a coltellate a Milano, in via Iglesias, in casa, dall’uomo che stava provando ad allontanare.

Così mi sono ricordato di un aneddoto: Norberto Bobbio conversava amabilmente con Salvatore Veca in macchina. A un certo punto i due toccano una questione assai delicata e controversa: cos’è davvero il progresso? Come rispondere al relativizzarsi di tale concetto?

Eppure entrambi non hanno dubbi: la condizione femminile è l’unico vero, indiscutibile indice del livello di civiltà. Dinanzi alle violenze sulle donne, pesanti o subliminali che siano, non vi è relativismo che tenga.

Il patriarcato che reagisce

In questa parte del mondo assistiamo da decenni all’incrinarsi del tradizionale patriarcato, con le conseguenti reazioni rabbiose di tanti, troppi maschi, delle più diverse età e condizioni.

Uomini incapaci di relazionarsi con l’altra, con le altre, pronti solo a sopraffare, molestare, insultare, ferire, uccidere. Maschi in preda a un’arroganza incontenibile, resi come belve da irrazionali e insensati vissuti di “lesa maestà”.

Inclini a considerare “normale” la prepotenza, vinti dalla propria impossibilità ad accogliere e a scorgere nell’emancipazione e nella liberazione femminile un’occasione di crescita.

Educare all’affettività, arte dell’incontro

E che dire della confusione fra amore e senso del possesso? Una delle peggiori mistificazioni che il genere umano conosca.

L’amore è passione per l’altro, per il diverso, è voglia di conoscerlo ed esplorarne ogni sfumatura e ogni più recondito angolo. E il desiderio forma un binomio inscindibile con la libertà: non è concepibile senza di essa.

Educare davvero all’affettività dovrebbe voler dire apprendere e vivere l’arte dell’incontro. È l’incontro che dà senso alle nostre vite, ed esso comprende i “sì” e i “no”. Comprende anche il conflitto, da coniugare sempre, proprio sempre, però, con il rispetto.

Festa di Roma, Cortellesi: ora pi facile altro film, c’ pi fiducia

Roma, 15 ott. (askanews) – “Io devo ringraziare i miei produttori perch quando ho proposto il mio film, non che ci fosse la fila di persone che volevano produrlo. Suonava strano, era strutturato in modo strano, quindi non c’era la corsa a produrre il mio film. Adesso naturalmente, dopo il successo del primo, certo c’ maggiore fiducia, per devo sempre ringraziare loro, che mi hanno dato fiducia”. Cos l’attrice, regista e sceneggiatrice Paola Cortellesi che presiede la giuria del Concorso Progressive Cinema, la sezione competitiva della Festa del Cinema di Roma.

Sul red carpet Cortellesi risponde anche sulla responsabilit del suo ruolo alla Festa del Cinema: “Beh, la responsabilit quella che abbiamo noi della giuria, per cercare di fare queste scelte in modo serio e di impegnarci a vedere bene e a discutere bene di ogni film e basta. E anche per lasciarci sorprendere dalle cose belle che questi film ci regaleranno. Basta, per fare seriamente il nostro lavoro. Insomma, voglio dire, non difficile, dobbiamo solo essere puntuali, vedere bene tutto e riportarcelo costantemente” ha detto.

Festa di Roma, primo red carpet con Cortellesi e “La vita va cos”

Roma, 15 ott. (askanews) – Con il primo red carpet, prende ufficialmente il via la 20esima Festa del Cinema di Roma. Apre “La vita va cos” di Riccardo Milani, con Virginia Raffaele, Diego Abatantuono, Aldo Baglio, Giuseppe Ignazio Loi, tutti sul tappeto rosso con le musiche del film, che uscir poi nelle sale il 23 ottobre.

All’Auditorium Parco della Musica anche la giuria, guidata da Paola Cortellesi, moglie di Milani, e la conduttrice della cerimonia d’apertura di questa edizione, l’attrice, dj, conduttrice, scrittrice e cantante, Ema Stokholma.

A sfilare tra gli altri, il sindaco Roberto Gualtieri, Tiziana Rocca e Giulio Base, Roberto Bolle, Rita Rusic.

Festa di Roma, Gualtieri: iniziamo in grande, 20esimo anniversario

Roma, 15 ott. (askanews) – Anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri sfila sul red carpet dell’Auditorium Parco della Musica per l’inaugurazione della Festa del Cinema di Roma. “Siamo molto emozionati naturalmente, perch questa la festa del 20esimo anniversario, una festa speciale. Ci sono tantissimi film, come sapete, di 38 paesi, 163 film. Stasera – ha detto Gualtieri – iniziamo alla grande perch dicono che questo film sia stupendo. Io non l’ho ancora visto, quindi me lo godr questa sera, ma sono sicuro sar molto bello, un grande regista, un grande cast”.

“Siamo molto contenti e poi il programma davvero strepitoso. Quindi siamo contenti che Roma sia la capitale del cinema, che ci sia una bella atmosfera. E speriamo che questa festa, come vogliamo, sia una festa che veramente coinvolga la citt – ha aggiunto il sindaco -. Abbiamo preparato la citt, l’abbiamo scaldata con un numero record di arene e un numero record di spettatori quest’estate. Adesso vogliamo che la festa sia diffusa in tutta la citt e che segni proprio l’amore dei romani per il cinema e faccia di Roma davvero il centro del cinema. Una grande festa popolare e al tempo stesso di altissimo livello che guarda al mondo con film complessi, anche difficili, con film di grande pubblico, tantissimi film che ci aiuteranno a capire il mondo complesso che stiamo vivendo”, ha concluso Gualtieri.

Festa di Roma, Ema Stockolma: se mi chiamano come attrice ci sono

Roma, 15 ott. (askanews) – Tra le prime a sfilare sul tappeto rosso per la ventesima edizione della Festa del Cinema di Roma Ema Stokholma, conduttrice della cerimonia di inaugurazione. Ho avuto la fortuna di lavorare con Virz, stata un’esperienza travolgente. E ho avuto un’altra esperienza molto divertente con Carlo Verdone, stato divertente. Io sarei gi a posto cos. Se mi chiamate ci sono, eh? Studier”.

“Inizia stasera, vediamo il film di apertura. E poi io sar qui ogni giorno, vedr pi film possibile. In realt io sono qui per questo, per vedere tutti i film gratis. No,scherzo”. “Imitare Geppy Cucciari impossibile – ha detto riferendosi alla precedente conduttrice – inarrivabile per me. Poi lei poi ha sempre la battuta pronta, molto intelligente. La stimo moltissimo. Cercher di non provare ad arrivare neanche alla caviglia. Cos faccio il mio, quello magari mi riesce. Lei per me sempre un mito”.

Festa di Roma, Tiziana Rocca: sempre emozionante essere qui

Roma, 15 ott. (askanews) – “Sempre emozionante essere qui alla Festa del Cinema di Roma, su questo red carpet meraviglioso, che il pi grande d’Europa, e quindi faccio veramente i miei auguri”. Lo dice calcando il red carpet, Tiziana Rocca, che ha partecipato a diverse edizioni della Festa del Cinema di Roma. Poi in merito alla direttrice artistica, Paola Malanga, aggiunge. “Finalmente una donna, una delle rare donne, e quindi grande Paola che ha fatto un programma meraviglioso. Quindi vi aspetta bei dieci giorni di Festival-maratona”, dice.

Festa di Roma, apre “La vita va cos”: storia di libert e coraggio

Roma, 15 ott. (askanews) – Il coraggio di dire no, di scegliere la libert nel rispetto dei propri valori e delle proprie origini, non lasciandosi “comprare” dai soldi. Parla di “resistenza”, con i toni della commedia, “La vita va cos” di Riccardo Milani, film d’apertura della Festa del cinema di Roma, presentato fuori concorso nella sezione Grand Public. Uscir poi nelle sale dal 23 ottobre.

Il regista di “Come un gatto in tangenziale” racconta una storia vera, quella di un pastore sardo, scomparso di recente, che ha deciso di difendere a tutti i costi la sua terra e la sua casa, non piegandosi alle offerte milionarie di un potente imprenditore immobiliare con il progetto di costruire un resort di lusso su una spiaggia incontaminata del Sud della Sardegna.

Riccardo Milani: “Questa vicenda va raccontata perch una vicenda che racconta non solo un uomo, un pastore che ha difeso la sua casa, il suo territorio, la sua spiaggia, la storia di una comunit che si spaccata su questa vicenda, la storia del conflitto che c’ nel nostro Paese, ma non solo nel nostro Paese, tra necessit di lavoro e rispetto del territorio. Spesso sono due cose che non si incontrano mai, perch una esclude l’altra, o sembra dover escludere l’altra. Forse invece c’ una strada diversa, c’ anche una possibilit diversa. Il film cerca di dare un segnale anche in questo senso”.

Oltre ai tanti non attori, come Giuseppe Ignazio Loi che interpreta il protagonista Efisio Mulas, ci sono Diego Abatantuono nei panni dell’immobiliarista, Virginia Raffaele figlia del pastore, arresa alle convizioni di suo padre, Aldo Baglio che interpreta il capo cantiere che tenta di convincerlo a cedere ai soldi, e un paese intero che va in pellegrinaggio per anni da Efisio, piangendo miseria e mancanza di lavoro sull’isola, per provare a smuoverlo con la prospettiva di cambiare vita. E poi c’ Geppi Cucciari, una giudice nata in quei luoghi chiamata a dirimere la controversia territoriale che diventa anche legale.

Virginia Raffaele: “Questo l’emblema che cultura e intelligenza non vanno di pari passi, perch c’ una parte che l’intelligenza emotiva e una saggezza che alla fine lascia tutti senza parole e vince”.

Abatantuono ha aggiunto: “Secondo me il fatto che vinca relativo, vince per chi la pensa cos, chi doveva trovare lavoro non lo trova, bella la storia per questo motivo, perch ‘la vita va cos’ ma per ognuno diverso, c’ un’altra ottica”.

Non mancano i momenti divertenti e le risate, anche nel capire il dialetto sardo stretto del protagonista. “Io non avevo i sottopancia – ha detto Virginia Raffaele – ma con mio grande stupore dopo alcune settimane alla fine riuscivo anche quasi a capirlo, alcune parole sono davvero incomprensibili”.

Festa Roma, apre Milani: un pastore sardo e il coraggio di dire no

Roma, 15 ott. (askanews) – Il coraggio di dire no, di scegliere la libertà nel rispetto dei propri valori e delle proprie origini, non lasciandosi “comprare” dai soldi. Parla di “resistenza”, con i toni della commedia, “La vita va così” di Riccardo Milani, film d’apertura della Festa del cinema di Roma, presentato fuori concorso nella sezione Grand Public e nelle sale dal 23 ottobre.

Il regista di “Come un gatto in tangenziale” racconta una storia vera, quella di un pastore sardo, scomparso di recente, che ha deciso di difendere a tutti i costi la sua terra e la sua casa, non piegandosi alle offerte milionarie di un potente imprenditore immobiliare con il progetto di costruire un resort di lusso su una spiaggia incontaminata del Sud della Sardegna.

Riccardo Milani ha spiegato: “Questa vicenda va raccontata perché è una vicenda che racconta non solo un uomo, un pastore che ha difeso la sua casa, il suo territorio, la sua spiaggia, è la storia di una comunità che si è spaccata su questa vicenda, è la storia del conflitto che c’è nel nostro Paese, ma non solo nel nostro Paese, tra necessità di lavoro e rispetto del territorio. Spesso sono due cose che non si incontrano mai, perché una esclude l’altra, o sembra dover escludere l’altra. Forse invece c’è una strada diversa, c’è anche una possibilità diversa. Il film cerca di dare un segnale anche in questo senso”.

Oltre ai tanti non attori, come Giuseppe Ignazio Loi che interpreta il protagonista Efisio Mulas, ci sono Diego Abatantuono nei panni dell’immobiliarista, Virginia Raffaele figlia del pastore, arresa alle convizioni di suo padre, Aldo Baglio che interpreta il capo cantiere che tenta di convincerlo a cedere ai soldi, e un paese intero che va in pellegrinaggio per anni da Efisio, piangendo miseria e mancanza di lavoro sull’isola, per provare a smuoverlo con la prospettiva di cambiare vita. E poi c’è Geppi Cucciari, una giudice nata in quei luoghi chiamata a dirimere la controversia territoriale che diventa anche legale.

“Questo è l’emblema che cultura e intelligenza non vanno di pari passo – ha detto Virginia Raffaele – perché c’è una parte che è l’intelligenza emotiva e una saggezza che alla fine lascia tutti senza parole e vince”. E Abatantuono ha aggiunto: “Secondo me il fatto che vinca è relativo, vince per chi la pensa così, chi doveva trovare lavoro non lo trova, è bella la storia per questo motivo, perché ‘la vita va così’ ma per ognuno è diverso, c’è un’altra ottica”.

Non mancano i momenti divertenti e le risate, anche nel capire il dialetto sardo stretto del protagonista. “Io non avevo i sottopancia – ha spiegato Virginia Raffaele – ma con mio grande stupore dopo alcune settimane alla fine riuscivo anche quasi a capirlo, alcune parole sono davvero incomprensibili”.

Almasri, Parodi (Anm): colpiti e amareggiati da parole Nordio

Milano, 15 ott. (askanews) – L’attacco sferrato dal ministro Carlo Nordio ai giudici del Tribunale dei ministri nell’ambito del caso Almasri ” una frase che sicuramente riteniamo inadatta al rispetto della funzione giurisdizionale merita in tutti i casi. Siamo rimasti colpiti e amareggiati da questa espressione, per anche vero che noi dobbiamo continuare il nostro lavoro con serenit”. Lo ha detto il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, rispondendo – a margine di un convegno in corso a Milano su sovraffollamento delle carceri e dignit dei detenuti – a una domanda sulla proposta avanzata da alcuni componenti togati del Csm di avviare una pratica a tutela dei magistrati del Tribunale dei Ministri di Roma a seguito delle dichiarazioni rese dal Ministro della Giustizia sul cosiddetto caso Almasri.

“Sappiamo di essere oggetto di queste affermazioni – ha proseguito – ma questo non ci fa demordere da quelli che sono i nostri obiettivi e dal nostro rispetto istituzionale”.

M5s, Conte: Appendino? Noi indipendenti, non schiacciati sul Pd

Roma, 15 ott. (askanews) – La vicepresidente del M5S Chiara Appendino ha chiesto che il Movimento sia meno “schiacciato” sul Pd? “È quello che stiamo facendo”, ha rivendicato il leader stellato Giuseppe Conte, parlando con i cronisti a margine del Premio Silvestrini a Roma.

“Il M5S nel processo costituente si è autodefinito – ha ricordato l’ex premier – come forza progressista indipendente: si va solo se ci sono programmi chiari, concordati per iscritto, condivisi, dove ovviamente i nostri obiettivi strategici sono condivisi. E questo è stato fatto sin qui e noi siamo assolutamente tutti legati a quello che è stato il processo costituente e il mandato che abbiamo ricevuto”.

M5S, Conte: Appendino? L’ho nominata io, non mi sono arrivate dimissioni

Roma, 15 ott. (askanews) – “Ma dimissioni lo dite voi, lo scrivete voi”: così Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 stelle, ha risposto ai cronisti che gli hanno chiesto un commento sull’intenzione di Chiara Appendino, filtrata da indiscrezioni giornalistiche, di dimettersi dalla carica di vicepresidente del M5S.

“Guardate – ha spiegato l’ex premier parlando a margine della cerimonia del Premio Silvestrini a Villa Nazareth, a Roma – che ieri abbiamo fatto, come spesso accade, un confronto in congiunta e non c’è stato nessun annuncio di dimissioni. Io non ho ricevuto nulla e permettetemi pure di dire che sono il presidente che ha nominato la vicepresidente. Credo che se ci fossero dimissioni sarebbero arrivate prima a me. Poi in questo contesto non avrebbe neppure nessuna logica, perché tenete conto che io devo andare in votazione per quanto riguarda un rinnovo della presidenza e quindi siamo tutti in scadenza, scadono automaticamente anche i vicepresidenti”, ha concluso Conte.

Femminicidi, Parodi (Anm): inasprimento pene non basta

Milano, 15 ott. (askanews) – “L’inasprimento delle pene in s purtroppo non una garanzia per ridurre il fenomeno dei femminidici. Perch non che se dai due anni in pi chi decide di uccidere una donna, allora non lo fa. Se noi pensiamo che inasprendo le pene riusciremo a ridurre il fenomeno, un’illusione”. Lo ha detto il presidente dell’Anm, Cesare Parodi,a margine di un convegno su sovraffollamento delle carceri e dignit dei detenuti in corso al Palazzo di Giustizia di Milano.

“In realt la risposta giudiziaria a questo fenomeno solo una parte importante, ma serve anche un cambiamento culturale e soprattutto economico – ha proseguito -: se le donne avessero sistematicamente la possibilit di costruirsi una vita alternativa quando arrivano in certe situazioni, il fenomeno dei femminicidi potrebbe essere molto ridotto. Purtroppo questo non accade, per la strada da seguire”.

Parodi (Anm) su Garlasco: vicenda privata, interesse pubblico altra cosa

Milano, 15 ott. (askanews) – “Trovo che sia una forma di spettacolarizzazione della giustizia che non giova a nessuno. Per citare il grande giurista Glauco Giostra, un conto sono le informazioni di interesse pubblico e un conto sono le informazioni per il pubblico”. Lo ha detto il presidente dell’Anm, Cesare Parodi, commentando gli sviluppi del caso Garlasco a margine di un convegno su sovraffollamento delle carceri e dignit dei detenuti in corso al Palazzo di Giustizia di Milano.

“Stiamo parlando di potenziali errori giudiziari neanche dopo una sentenza di primo grado ma in fase di indagine – ha precisato il presidente dell’Anm -. E’ una cosa incredibile: sono indagini complesse che vanno a ripercorrere anni di approfondimenti, ma tante persone hanno gi le risposte pronte: io le invidio molto perch credo che sia molto difficile arrivare a ricostruire certi fatti, ma questo probabilmente fa vendere e fa audience. Abbiamo trasmissioni di ore su questi temi, il pubblico chiede questo e le tv glielo danno, ma mi domando quanto tutto questo giova per una piena comprensione dei problemi del sistema giudiziario che invece dovrebbe essere quello che condiziona positivamente l’opinione pubblica”.

“Con tutto il rispetto – ha sottolineato Parodi – l’interesse pubblico un’altra cosa: questo un interesse per il pubblico, non un interesse pubblico. Questa una vicenda strettamente privata, dolorosa, pluriennale, ma che non credo che ci sia un interesse pubblico a conoscere esattamente cosa sia accaduto. Secondo me, la mia opinione, ha un interesse mediatico fortissimo, ma sono due cose molto diverse”.

Riunione del governo su Gaza, pronti gli aiuti con la Protezione civile

Roma, 15 ott. (askanews) – L’Italia è in grado di allestire “in pochi giorni” un ospedale da campo a Gaza e di approntare delle casette prefabbricate modulari per ospitare famiglie. E’ questo uno dei primi aiuti che il governo può inviare nella Striscia, secondo quanto emerso dalla riunione a Palazzo Chigi presieduta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Al summit – voluto dalla premier Giorgia Meloni, oggi impegnata nella riunione del Processo di Aqaba – hanno partecipato i Ministri dell’Università e la Ricerca Anna Maria Bernini, della Salute Orazio Schillaci, della Protezione civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, dell’Agricoltura, sovranità alimentare e foreste Francesco Lollobrigida, per gli Affari Regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli, per le Disabilità Alessandra Locatelli, e rappresentanti dei Ministeri della Difesa (il Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Luciano Portolano), dell’Istruzione, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e i vertici dell’intelligence. Presente anche l’ambasciatore Bruno Archi, che dovrebbe essere nominato inviato speciale della Farnesina per Gaza.

L’obiettivo della riunione, spiega Palazzo Chigi, “è identificare gli interventi più urgenti e realizzabili nel breve termine con particolare attenzione al sostegno umanitario e sanitario, sviluppando al contempo un piano organico e sinergico tra tutte le istituzioni e i soggetti coinvolti”.

In particolare, ha spiegato il ministro Nello Musumeci, “la Protezione civile italiana è pronta a fornire risorse umane, strumentali e mezzi in soccorso della popolazione palestinese. Il vigente stato di emergenza, dichiarato fino al maggio 2026, ci consente di operare in deroga e di disporre di tutte le strutture operative del sistema nazionale, con relativa copertura finanziaria. Possiamo allestire in pochi giorni un ospedale di campo e approntare delle casette prefabbricate modulari per ospitare famiglie anche a medio termine”. Inoltre “nella fase della ricostruzione a Gaza della città distrutta si potrà mettere a disposizione un apposito team di esperti per collaborare nella fase della pianificazione e progettazione”.

Per quanto riguarda il programma ‘Food for Gaza’, che sarà ampliato, il ministro Francesco Lollobrigida ha spiegato che “in questa prima fase lavoriamo per far arrivare generi alimentari insieme alle associazioni agricole che le hanno raccolte in quantità molto significativa, contribuiremo ancora di più. E’ una ricostruzione che va pianificata insieme alle parti, per garantire sicurezza alimentare stabile in un processo che ci auguriamo tutti di stabilizzazione della pace”.

Nel corso dell’incontro, si legge ancora nel comunicato di Palazzo Chigi, è stato anche “sottolineato l’intento di proseguire con la cooperazione allo sviluppo, coinvolgendo anche il settore privato”.

La task force tornerà a riunirsi nelle prossime settimane e all’occorrenza sarà allargata anche agli altri Ministeri e alle altre istituzioni coinvolte.