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Calcio, il Napoli perde anche Rrahmani

Roma, 17 feb. (askanews) – Il Napoli perde un altro pezzo. Amir Rrahmani sarà out per le prossime partite azzurre per un problema alla coscia sinistra e Antonio Conte non avrà a disposizione il difensore che aveva appena riabbracciato, ma si è fermato contro la Roma dopo essersi infortunato in occasione di un inseguimento (con fallo) su Wesley. Questo il bollettino medico pubblicato dal Napoli: “In seguito all’infortunio durante il match contro la Roma, Amir Rrahmani si è sottoposto oggi, presso il Pineta Grande Hospital, a esami strumentali che hanno evidenziato una lesione di alto grado del bicipite femorale della coscia sinistra. Il difensore azzurro ha già iniziato l’iter riabilitativo”.

Calcio, Bastoni: "Ho sbagliato, mi prendo le mie responsabilità"

Roma, 17 feb. (askanews) – Alessandro Bastoni rompe il silenzio dopo le polemiche seguite a Inter-Juve e torna sul caso che ha acceso il dibattito social e mediatico. Il difensore dell’Inter, intervenuto prima a Sky Sport e poi in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro il Bodo, ha ammesso l’errore e condannato con forza le minacce ricevute dalla sua famiglia.

“Dal punto di vista personale questa vicenda non mi ha segnato più di tanto, perché comunque siamo persone esposte e abituate a questo tipo di pressione e gogna mediatica, come l’ha definita giustamente il presidente (Giuseppe Marotta, ndr)”, ha spiegato Bastoni. Il difensore ha però sottolineato il disagio vissuto dai suoi familiari: “Mi dispiace di più per mia moglie e per mia figlia… Mia moglie si è trovata diversi commenti con minacce di morte o auguri di malattie che non stanno né in cielo né in terra. Questa è una cosa che va assolutamente condannata”. Un pensiero anche per l’arbitro Federico La Penna, bersaglio a sua volta di attacchi.

Il centrale nerazzurro ha poi affrontato nel merito l’episodio contestato: “Ho aspettato qualche giorno per rivedere quello che è successo e capire le differenze rispetto a quello che ho percepito io in campo. Ho sentito un contatto con il mio braccio che, rivedendo le immagini, è stato assolutamente accentuato. Per questo sono qui, per ammetterlo e prendermi le mie responsabilità”. Un’ammissione chiara, accompagnata dal rammarico per la reazione dopo l’espulsione: “La cosa per cui mi dispiaccio di più è il comportamento successivo”.

In vista della sfida europea contro il Bodo, Bastoni promette di essere il solito: “Sarò quello che avete sempre visto in oltre 300 partite in carriera… vedrete il solito Bastoni”. E sulla partita: “Loro sono una squadra forte, che ha qualità e gamba per ripartire, sono organizzati. Giocheremo sul campo sintetico, sarà diverso nei cambi di direzione, ma non vogliamo nessun alibi”.

Infine, una riflessione più ampia: “L’essere umano per essere definito tale deve avere il diritto di sbagliare, ma deve avere l’altrettanto dovere di riconoscere l’errore. Io oggi sono qui appositamente per questo”. Un’assunzione di responsabilità pubblica, nel tentativo di chiudere il caso e riportare l’attenzione solo sul campo.

NEF supera i 10 miliardi di risparmio gestito

Milano, 17 feb. (askanews) – NEF, fondo comune di diritto lussemburghese, multimanager e multicomparto, istituito da NEAM S.A., management company del Gruppo Cassa Centrale, supera i 10 miliardi di euro in asset under management e presenta due nuovi comparti per ampliare la propria offerta. A Milano nella mattinata di giovedì 12 febbraio, presso la sede di Cassa Centrale Banca, è stato svelato il raggiungimento del prestigioso traguardo e spiegato come funzioneranno i due nuovi prodotti.

“La gamma NEF è in continua evoluzione: in questa fase sono in collocamento due nuovi fondi, con caratteristiche distintive come la gamma NEF. L’elemento forte per il nostro Gruppo consiste nell’ evolvere il servizio di consulenza finanziaria per la nostra clientela. Abbiamo messo in cantiere e attuato una nuova consulenza finanziaria in banca denominata ‘Consulenza Valore’ che orienta il paradigma su due direttrici: la personalizzazione e l’attenzione alla relazione col cliente in una logica di patrimonio finanziario complessivo” – commenta Marco Galliani, Chief Wealth Management Officer di Cassa Centrale Banca.

“NEF rappresenta un elemento centrale e primario nella distribuzione di fondi comuni d’investimento. In questo ambito il Gruppo ha deciso di attuare un’architettura aperta, con un’ampia offerta di prodotti finanziari e fondi comuni, che sono oltre 2.500 a disposizione della clientela. NEF riveste un ruolo centrale perché svolge un’attività di selezione e monitoraggio su tutti i fondi.” – continua Galliani.

“I due nuovi comparti saranno denominati NEF Target 2031 e NEF Ethical Step to Balanced 2030, – spiega Flavio Bonomo, Amministratore Delegato di NEAM. “Il primo è dedicato a quei clienti che desiderano diversificare nell’ambito di un portafoglio obbligazionario. Si tratta quindi di clienti che intendano delegare al gestore la costruzione di un portafoglio costituito sia da titoli di Stato che da esposizioni a obbligazioni corporate, con una chiara gestione del rischio e un orizzonte temporale definito. Il secondo fondo è più originale e bilanciato, step to balanced, che parte con un portafoglio al 100% obbligazionario, dando mandato al gestore di aumentare la quota azionaria nel tempo, mediamente di un 10% all’anno in base all’andamento dei mercati, fino a raggiungere, in un arco temporale teoricamente intorno ai cinque anni, le caratteristiche di un fondo bilanciato. Per cui, a regime, questo fondo avrà un’esposizione Equity fra il 40 e il 60%” – conclude Bonomo.

I due nuovi comparti, dunque, si uniscono a differenti strumenti proposti all’interno di un processo di investimento che risponde ai bisogni dell’intera clientela del Gruppo Cassa Centrale, con particolare riferimento a una consulenza evoluta e globale, costruita nell’ottica di un rafforzamento della relazione tra cliente e banca, distintiva del credito cooperativo.

Olimpiadi, Di Centa: bilancio medaglie splendido e non è finita

Milano, 17 feb. (askanews) – “Innanzitutto, diciamo subito che non è finita. E quindi già questo è importante. Il bilancio non solo come atleta, ma anche come dirigente, è ovviamente splendido”.

Lo ha detto la campionessa olimpica, Manuela Di Centa, a margine di un evento a Casa Italia organizzato da Confindustria per fare il punto sull’impatto economico dei Giochi di Milano Cortina. “Ma lo è non solo per numero di medaglie e soprattutto di ori, ma come donna e come atleta donna dico anche che è un bilancio femminile incredibile perché il lavoro che è stato fatto come Coni, in particolare nelle due federazioni che si occupano di sport invernali, è stato fatto un grande lavoro sotto profilo proprio della programmazione, delle impostazioni delle squadre. E anche ogni minima virgola è stata curata nell’arco di questi quattro anni per dare la possibilità alle ragazze e alle mamme di poter essere mamma e di poter gareggiare e in questo caso vincere alla grande. Quindi per me è un grande successo non solo sportivo ma un successo sociale, un successo di crescita del nostro sport insieme anche alla nostra nazione, perché questo è un presentare l’Italia capace di vedere come lo sport sa essere compatibile con gli altri aspetti e gli altri momenti della vita. E questo non è un’ultima cosa, questa è la prima cosa perché noi siamo atleti ma principalmente siamo persone prima e questo credo che sia il successo più grande assieme a quello che è condiviso con il Paese Italia, perché la presenza di Mattarella a Cortina con una vittoria di Federica Brignone, e il miracolo che Federica ha fatto, ha reso veramente il senso di squadra italiana. Squadra vuol dire tutta, non solo sportiva”.

Milano-Cortina, l’Italia è oro nel pattinaggio inseguimento uomini

Rho(Mi), 17 feb. (askanews) – L’Italia ha vinto in una gara combattutissima la medaglia d’oro nella finale del pattinaggio di velocità inseguimento uomini dei Giochi olimpici di Milano Cortina. Il terzetto formato da Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti ha avuto la meglio su quello statunitense. L’Italia ha vinto con il tempo di 3:39.20, recuperando un distacco inziale di 7 decimi sugli Stati Uniti. Il terzetto azzurro ha avuto la meglio su quello americano distaccato sul traguardo di 4,51 secondi. È la nona medaglia d’oro degli azzurri per un totale di 24. Nella finale B, tra olandesi e cinesi, si sono imposti i secondi conquistando il bronzo.

Ue, Schlein: governo Meloni cavallo di Troia di Trump in Europa

Roma, 17 feb. (askanews) – “Non solo ci isolate in Europa, ma come cavalli di Troia di Trump frenate il salto in avanti di integrazione necessaria alla sopravvivenza dell’Unione. Serve l’Europa federale, ma voi siete contrari”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando in aula alla Camera. “Servono le cooperazioni rafforzate, serve un grande piano di investimenti comuni finanziati da Eurobond… Ma voi no, non avete il coraggio di fare questa battaglia perché Orban e Trump non sono d’accordo. Serve una difesa europea, ma voi siete contrari perché preferite continuare a comprare le armi da Trump. La vostra subalternità a Trump la paga a caro prezzo l’Italia”.

M.O., Schlein: Meloni scelga da che parte stare, no a Board of peace

Roma, 17 feb. (askanews) – Giorgia Meloni deve “scegliere da che parte stare”, l’Italia deve “dire di no” al ‘Board of peace'”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein intervenendo in aula alla Camera. “L’Italia, forte della sua storia, deve dire di no (al ‘Board of peace’, ndr) e difendere le sedi multilaterali, il diritto internazionale”. L’Italia, ha aggiunto deve “dire che sono le Nazioni unite a dover guidare i processi di pace” che “non si fanno con le telefonate in cui Trump dà ragione a Putin” e nemmeno con i club privati” o “con transazioni opache e nemmeno coi video che trasformano le macerie di Gaza che ha subito dei crimini di genocidio in resort di lusso per ricchi e per i propri interessi”.

Ha aggiunto la leader Pd: “Scegliete di stare dalla parte della Costituzione della dignità del paese e di un’Europa capace di contare. Mi rivolgo alla presidente Meloni: noi siamo all’opposizione, abbiamo presentato oggi una risoluzione unitaria di tutte le opposizioni. Ma quando Meloni va all’estero rappresenta tutto il paese e rappresenta anche noi”. Dunque “io chiedo di non andare a Washington e di non far partecipare l’Italia al ‘Board of peace’ con cui Trump vuole sostituire le Nazioni unite”. Il governo deve “tener fede alla nostra Costituzione e alla storia del nostro paese”.

M.O., Schlein: governo cerca di violare Costituzione giocando con parole

Roma, 17 feb. (askanews) – “State cercando di violare un divieto costituzionale giocando con le parole”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein parlando in aula alla Camera.

“Si decide se l’Italia accetta di partecipare a un organismo nato per soppiantare le Nazioni unite. Si decide se l’Italia accetta di partecipare allo smantellamento del diritto internazionale per sostituirlo con il ‘Board of peace'”, ha aggiunto.

Stiamo parlando di “sostituire la diplomazia con gli affari” e la “Commissione europea ha chiarito che non sarà parte del board nemmeno come osservatrice”. Rivolta al ministro degli Esteri Antonio Tajani ha aggiunto: “Non ci venga a raccontare che è previsto dalla risoluzione Onu: prevedeva un organismo temporaneo che coinvolgesse i palestinesi, lo statuto proposto da Trump non prevede nessuna di queste cose”.

Referendum, Salvini: Nordio? Conto che si abbiano toni più tranquilli

Milano, 17 feb. (askanews) – “Evitiamo aggettivi, attacchi e insulti e parliamo del merito. Gli italiani non voteranno pro o contro Salvini, Nordio, Gratteri, il governo, la Schlein”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini, a margine della visita al villaggio olimpico a Milano, a chi gli chiedeva un commento dopo l’uscita del ministro della Giustizia Carlo Nordio, sul sistema di correnti del Csm.

“Se uno è convinto che la giustizia va bene così com’è, vota no, ma se uno ritiene che, come in quasi in tutti gli altri paesi europei o occidentali, serva soprattutto una corte indipendente che decida, in caso, come sanzionare un magistrato che mette in galera la persona sbagliatam, parliamo di questo…” “Conto – ha concluso Salvini – che tutti abbiano toni più tranquilli”.

Milano-Cortina, l’Italia hockey perde con la Svizzer: eliminata

Roma, 17 feb. (askanews) – Si conclude il torneo olimpico della nazionale italiana di Hockey. Gli azzurri perdono 3-0 contro la Svizzera nei playoff del torneo maschile e salutano quindi l’Olimpiade, nonostante un’ottima prova contro gli elvetici. Il Blue Team chiude così il torneo con quattro sconfitte in altrettante partite: 5-2 con la Svezia, 3-2 con la Slovacchia, 11-0 con la Finlandia e, appunto, 3-0 con la Svizzera. Solo con la Finlandia, affamata di gol per salvaguardare la propria differenza reti, è stato un flop. Per il resto tre ko, ma sempre a testa alta.

Dl Bollette, Salvini: doveroso chiedere alle banche un contributo

Milano, 17 feb. (askanews) – “Ci sta lavorando il ministro dell’Energia, l’obiettivo è di arrivare in consiglio dei Ministri domani, tagliando di quanti più euro possibile il peso e il costo delle bollette per gli italiani, chiedendo un sacrificio e un contributo alle aziende”.

Lo ha detto il ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, rispondendo ai giornalisti che a margine della visita al villaggio olimpico gli chiedevano conto del dl bollette che domani andrà in consiglio dei ministri.

Salvini a tal proposito è tornato a proporre di innalzare il contributo delle banche per finanziare il provvedimento. “Sono appena usciti gli utili del 2025 delle principali banche italiane che si avvicinano ai 30 miliardi di euro. Io penso che sarà doveroso chiedere alle banche che stanno facendo profitti incredibili grazie agli italiani e grazie al governo, un ulteriore contributo anche per le bollette”.

“L’obiettivo del ministro Pichetto di cui ci ha parlato ieri è quello di arrivare domani in Consiglio dei Ministri – ha concluso – Però io sono qua e non sono il ministro Pichetto, quindi conto che riesca a farlo e conto che riesca a farlo. Io sono pronto a esserci per votarlo”.

Beer and Food, Barilla porta la pasta Al Bronzo agli chef

Rimini, 17 feb. (askanews) – Un caso che ribalta la logica tradizionale dell’industria alimentare: un prodotto nato per il consumatore finale che, su richiesta degli chef, fa il percorso inverso ed entra nelle cucine professionali. Lo porta al Beer&Food Attraction di Rimini Barilla che ha sviluppato una nuova linea con la Federazione Italiana Cuochi, con formati e packaging ripensati per il foodservice.

“Il prodotto ha avuto talmente tanto successo nel pubblico – spiega Marco Gandolfi, Associate Director Barilla for Professional Food Service – che alcuni chef si sono accorti che era un prodotto perfetto per la loro cucina e quindi hanno cominciato a chiederci: ‘Quand’è che fate un prodotto adatto anche alle esigenze della ristorazione professionale?'”.

Il lancio di Barilla Al Bronzo for Professionals è previsto per marzo, ma il progetto guarda già oltre i confini nazionali. “Lo lanciamo innanzitutto oggi a questa fiera Beer&Food Attraction di Rimini per il mercato Italia – precisa Gandolfi – ma da marzo sarà in vendita non solo in Italia, ma anche in altri paesi d’Europa e poi da quest’estate addirittura negli Stati Uniti”.

Meloni chiama la madre del bimbo di Napoli con il cuore bruciato: tutto il possibile per aiutarvi

Roma, 17 feb. (askanews) – Una telefonata per esprimere la “vicinanza” delle istituzioni e ribadire che si sta facendo “tutto il possibile, per quanto di competenza” perché si possa mantenere viva la speranza. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, questa mattina ha telefonato a Patrizia, la madre del bambino ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo aver subito un trapianto di cuore con un organo lesionato, bruciato dal ghiaccio secco. La premier, viene spiegato, avrebbe anche detto di condividere l’obiettivo che sia fatta chiarezza e giustizia quando verranno accertate le responsabilità.

Intanto il ministro della Salute Orazio Schillaci e il presidente della Regione Campania Roberto Fico hanno avuto un colloquio oggi a Roma. Un incontro programmato nelle scorse settimane per un confronto su temi sanitari. “Il ministro e il presidente – si legge in una nota di Palazzo Santa Lucia – hanno rivolto massima attenzione a quanto avvenuto all’ospedale Monaldi di Napoli. Nell’esprimere la più sentita e sincera vicinanza e solidarietà alla famiglia del piccolo paziente ricoverato, sottolineano il forte impegno sinergico e la collaborazione istituzionale, perché venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto”.

Allo scopo sono stati attivati nei giorni scorsi i poteri ispettivi e conoscitivi in capo sia al ministero che alla Regione, per poter assumere i provvedimenti necessari secondo le rispettive competenze. Nella giornata di oggi sarà, inoltre, trasmessa al ministero la relazione predisposta dagli uffici regionali su impulso del presidente Fico.

Meloni a madre bimbo Napoli: istituzioni vicine, il possibile per aiutarvi

Roma, 17 feb. (askanews) – Una telefonata per esprimere la “vicinanza” delle istituzioni e ribadire che si sta facendo “tutto il possibile, per quanto di competenza” perché si possa mantenere viva la speranza. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, questa mattina ha telefonato a Patrizia, la madre del bambino ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli dopo aver subito un trapianto di cuore con un organo lesionato.

La premier, viene spiegato, avrebbe anche detto di condividere l’obiettivo che sia fatta chiarezza e giustizia quando verranno accertate le responsabilità.

M.O., risoluzione unitaria opposizioni: Italia non legittimi Board of peace

Roma, 17 feb. (askanews) – La risoluzione unitaria delle opposizioni “impegna il Governo a non aderire, né a partecipare in qualunque forma al ‘Board of peace’ o ai suoi lavori, al fine di non legittimare un organismo internazionale non conforme ai principi fondamentali previsti dall’articolo 11 della Costituzione né a quelli del diritto internazionale”. E’ quanto si legge nel testo firmato dalla segretaria del Pd Elly Schlein, il presidente M5S Giuseppe Conte, i leader Avs Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, il capogruppo di Azione Matteo Richetti, la presidente dei deputati di Italia Viva Maria Elena Boschi, e il segretario di +Europa Riccardo Magi.

Nella risoluzione, c’è quindi l’impegno a “non delegittimare il ruolo dell’Onu che va rafforzato e sostenuto”. Occorre, scrivono, “scongiurare, in ogni caso, qualsiasi forma di contribuzione finanziaria, diretta o indiretta, al ‘Board of Peace’.

Tajani: il governo accetta l’invito Usa alla prima riunione del Board of Peace

Roma, 17 feb. (askanews) – “Il governo ha ritenuto opportuno accettare l’invito dell’amministrazione americana a presenziare in qualità di paese osservatore alla prima riunione del board offfice in programma giovedì a Washington. Questo è certamente una soluzione equilibrata e rispettosa dei nostri vincoli costituzionali”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle sue comunicazioni nell’Aula della Camera sul “Board of Peace”.

“L’Unione Europea – ha proseguito Tajani – ha già confermato la partecipazione con la presidenza di turno e con un rappresentante della commissione. Parteciperanno anche tutti i principali partner della regione, penso all’Egitto, alla Giordania, l’Arabia Saudita, al Qatar, anche all’Indonesia, il più grande paese musulmano al mondo. Come potrebbe l’Italia non essere presente dove si discute e si costruisce la pace in
Medio Oriente, la presenza di tutti i principali attori regionali”.

“Per questo parteciperemo alla riunione di Washington, forti dell’importante contributo che il nostro paese ha messo in campo sin dal primo momento per il cessate il fuoco e per l’assistenza umanitaria alla popolazione della Striscia attraverso Food for Gaza”, ha sottolineato il ministro degli Esteri.

Calcio, Giudice sportivo Inter-Juve, una giornata a Kalulu

Roma, 17 feb. (askanews) – Giorgio Chiellini inibito fino al 27 febbraio e Damien Comolli fino al 31 marzo (con l’aggravante di un’ammenda di 15 mila euro). È questa la decisione del Giudice Sportivo nei confronti dei dirigenti della Juventus protagonisti di “un atteggiamento aggressivo gravemente intimidatorio” e di “espressioni gravemente insultanti avverso il medesimo Direttore di gara” per le proteste verso l’arbitro, La Penna, dopo la simulazione di Bastoni e l’espulsione di Kalulu. Quest’ultimo, ma è una beffa attesa, è stato squalificato per un turno (“doppia ammonizione per comportamento scorretto nei confronti di un avversario”) perché vittima di un clamoroso abbaglio.

La sanzione nei confronti di Damien Comolli è più severa, come si apprende dalla nota ufficiale del Giudice Sportivo: “Inibizione a tutto il 31 marzo 2026 e ammenda di 15.000,00 euro a Comolli Damien Jacques (Juventus): per avere, al termine del primo tempo, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, assunto un atteggiamento aggressivo gravemente intimidatorio nei confronti del Direttore di gara, cercando il contatto fisico con il medesimo, evitato grazie all’intervento dell’allenatore della soc. Juventus e di altri tesserati e collaboratori, proferendo inoltre espressioni gravemente insultanti avverso il medesimo Direttore di gara e reiterando tale comportamento anche nella zona antistante lo spogliatoio dell’Arbitro”.

Decisione abbastanza simile anche per che riguarda Giorgio Chiellini: “Inibizione a tutto il 27 febbraio per avere, al termine del primo tempo, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, contestato in modo concitato ed irriguardoso l’operato del Direttore di gara, reiterando tale comportamento anche nella zona antistante lo spogliatoio dell’Arbitro; per avere inoltre, nel medesimo contesto, rivolto critiche offensive indirizzate agli Ufficiali di gara; infrazione quest’ultima rilevata da un Assistente”.

Calcio, Lotito e il nuovo Flaminio: lavoro per una Lazio immortale

Roma, 17 feb. (askanews) – Un progetto da 480 milioni di euro per restituire alla città un impianto storico e consegnare alla Lazio una casa moderna, identitaria e sostenibile. A Formello il presidente Claudio Lotito ha alzato il velo sul piano di riqualificazione dello Stadio Flaminio, destinato a diventare il nuovo quartier generale biancoceleste e candidato a ospitare gli UEFA Euro 2032. “Presentiamo una visione”, ha dichiarato Lotito, spiegando che la rifunzionalizzazione dell’impianto “non riguarda solo la Lazio, ma Roma, la sua storia urbanistica e la sua capacità di guardare al futuro con responsabilità”. L’obiettivo è rigenerare un’area oggi in stato di abbandono, restituendole qualità, sicurezza e sostenibilità ambientale. Il nuovo Flaminio potrà accogliere 50mila spettatori e sarà operativo durante tutto l’arco dell’anno, con spazi culturali, ristoranti e aree di aggregazione. Il progetto prevede il recupero integrale della struttura originaria, che resterà visibile e protetta da una nuova copertura esterna. La nuova ossatura sarà indipendente da quella esistente, grazie a telai distanziati a 12 metri – il doppio rispetto agli attuali 6 – così da garantire sicurezza e tutela architettonica. Saranno inoltre ripristinati ambienti storici come palestre e piscina, nel segno della valorizzazione dell’identità dell’impianto nato per le Olimpiadi del 1960.

Uno dei nodi centrali riguarda l’impatto sul quartiere Flaminio. Il piano prevede la delocalizzazione dei parcheggi fuori dal quartiere, in prossimità della caserma Salvo D’Acquisto su viale Tor di Quinto. Da lì tifosi e mezzi privati potranno raggiungere lo stadio con navette in circa sei minuti o a piedi in 25.

Previsto anche il potenziamento del trasporto pubblico locale nei quindici minuti precedenti e successivi alle partite. Una parte dei tifosi potrà usufruire della metropolitana: nel progetto di prolungamento della Metro C fino a Farnesina è prevista la fermata Apollo d’Oro, nelle immediate vicinanze dell’impianto. Il completamento della linea è stimato entro il 2032.

Il piano include inoltre un ponte ciclopedonale, il rafforzamento della mobilità dolce e la trasformazione dell’area in un’isola ambientale, con l’obiettivo di ridurre il traffico privato e migliorare la qualità della vita del quadrante nord della Capitale. Sul fronte ambientale è previsto un incremento significativo delle aree verdi, con una cintura alberata attorno allo stadio e oltre 57mila metri quadrati di pavimentazioni innovative in grado di contribuire alla riduzione degli agenti inquinanti. Saranno adottate soluzioni tecnologiche per l’abbattimento dell’impatto acustico, nel rispetto delle abitazioni circostanti.

Nel suo intervento, Lotito ha lanciato anche un messaggio alla tifoseria, dopo le tensioni degli ultimi mesi: “Ogni tifoso sogna uno stadio pieno, moderno, identitario. Ma il sogno deve camminare sulle gambe della sostenibilità, del rispetto delle regole e dell’equilibrio economico. La Lazio è di chi la ama. E chi la ama ha il dovere di pensare al suo futuro. Noi stiamo lavorando per renderla immortale”.

Il 2032 non è una data casuale. La SS Lazio ha formalizzato una manifestazione di interesse per candidare il Flaminio tra le sedi ospitanti dell’Europeo. Un ritorno nel circuito dei grandi eventi continentali per uno stadio che nacque olimpico e che oggi sogna di tornare protagonista.

Referendum, Salvini: giusto chiedere chi finanzia chiunque

Milano, 17 feb. (askanews) – “E’ giusto chiedere chi finanzia chiunque. Mensilmente escono articoli su alcuni giornali su chi finanzia la Lega in maniera trasparente, non mi offendo, è giusto”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, ha risposto ai giornalisti che a margine della visita al villaggio olimpico a Milano gli hanno chiesto conto della polemica tra il il Ministero della Giustizia e l’Anm dopo la richiesta del primo della lista dei finanziatori del comitato per il No.

Per il rogo al teatro Sannazaro la procura di Napoli indaga per incendio colposo

Napoli, 17 feb. (askanews) – La procura di Napoli ipotizza il reato di incendio colposo a carico di ignoti in merito al violento incendio che si è verificato all’alba all’interno del teatro Sannazaro in via Chiaia.

Le indagini proseguiranno più accuratamente soprattutto dopo le perizie dei tecnici e dei vigili del fuoco che sono ancora impegnati a domare piccoli focolai in un paio di appartamenti situati nello stabile dove si trova il teatro.

All’interno del Sannazaro noto in città come la Bomboniera, invece, il rogo è stato completamente domato.

Olimpiadi, Fugatti: da qui nascerà una promozione del territorio

Val di Fiemme, 17 feb. (askanews) – Ci sono ancora sei giorni di gare e tante medaglie da assegnare alle Olimpiadi di Milano Cortina, ma è già tempo di fare i primi bilanci, come spiega il Presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti.

“Sì perché sappiamo che da questo evento nascerà una promozione importante del nostro territorio a livello internazionale e quindi abbiamo fatto tanti investimenti, abbiamo lavorato, abbiamo progettato però poi siamo convinti che ci sarà un’eredità non solo infrastrutturale, non solo culturale ma sicuramente promozionale del nostro territorio.

Ma per il Trentino e la Val di Fiemme è già tempo di pensare ai prossimi appuntamenti.

“Guardiamo al futuro perché nel 2028 ci sono le Olimpiadi Giovanini e il Trentino insieme a Lombardia e Veneto è parte centrale e del 31 abbiamo il Mondiale di ciclismo, in Trentino quindi abbiamo da fare”.

Sanremo, Tredici Pietro: “Sono in attesa della grande scossa”

Milano, 17 feb. (askanews) – Tredici Pietro, rapper e cantautore già reduce da un tour sold out e importanti collaborazioni, sarà per la prima volta in gara alla 76 edizione del Festival di Sanremo con il brano “Uomo che cade”.

“Sono in attesa della grande scossa. Sono ancora un metro fuori, aspettando di essere elettrizzato. Spero sarà un’esperienza indimenticabile. Il mio primo ricordo di Sanremo è Renga che vince Angelo e canta la canzone dopo aver ricevuto il premio di vincitore. Noi canta Angelo, bellissima scena”.

L’inedito Uomo che cade è scritto da Tredici Pietro insieme ad Antonino Dimartino. La musica è di Antonino Dimartino e Marco Spaggiari. È prodotto da Vanegas; la produzione aggiuntiva è di Giovanni Pallotti, Fudasca, Sedd e Montesacro e fonde influenze hip hop, R’n’B e cantautorali, dando vita a un arrangiamento dal groove raffinato. Le strofe, costruite su accordi intensi dal gusto retrò, si alternano a un ritornello aperto e luminoso, capace di evocare una leggerezza che amplifica il tema profondo del brano. Il brano è la conclusione ideale del suo album “Non guardare giù”.

“Non guardare giù, e Uomo che cade si parlano. Sono concetti che si parlano. Perché non guardare giù per me vuol dire non mollare il colpo poco prima proprio in quel momento lì, proprio quando stai per crollare e lì che non devi mollare. Non guardare giù, perché le vertigini possono solo farti sentire che in pericolo, ma se tu guardi su, l’equilibrio lo mantieni. Un uomo che accetta il fatto che tanto se facciamo qualcosa cadremo, sbaglieremo, andremo in crisi. È inevitabile. E quindi con Uomo che cade voglio celebrare il fatto che per vincere una volta bisogna perderne dieci di sfide della vita. Almeno secondo me. E quindi è come se ci fosse un filo rosso evidentissimo tra una cosa e l’altra, tra un disco e la sua fine in qualche modo. Io la vedo come la chiusura”.

Tredici Pietro è reduce dal successo del suo tour sold out che lo ha portato ad esibirsi nei club di Bologna, Roma e Milano, consolidando un legame live sempre più profondo con il suo pubblico. Nel 2025 non sono mancate le collaborazioni musicali, tra cui quella con Fabri Fibra in Che Gusto C’è, brano certificato disco d’oro con oltre 34 milioni di stream su Spotify, che ha conquistato le principali playlist mainstream, e quella con Mecna nell’intensa ballad notturna Solamente di te.

Morto il reverendo Jackson: figura carismatica degli afroamericani

Roma, 17 feb. (askanews) – Il reverendo Jesse Jackson, predicatore battista e storico leader dei diritti civili, tra le voci più influenti dell’America nera dopo l’assassinio di Martin Luther King e primo afroamericano a ottenere un consenso significativo nelle primarie presidenziali democratiche, è morto oggi all’età di 84 anni. Lo ha reso noto la famiglia in una dichiarazione, senza indicare la causa del decesso, secondo quanto riporta il Washington Post. A Jackson era stato diagnosticato il Parkinson nel 2015 e, in seguito, la paralisi sopranucleare progressiva, una patologia neurologica che compromette i movimenti.

Figura carismatica e presenza costante nelle proteste e nelle marce per i diritti civili e la giustizia sociale, Jackson nei momenti di disordine pubblico – dall’ondata di violenze dopo l’uccisione di King nel 1968 fino ai disordini seguiti alla morte di Michael Brown a Ferguson nel 2014 – invitò alla moderazione e alla non violenza. Ordinato ministro battista, non ebbe mai una propria chiesa, preferendo l’attivismo su scala nazionale.

Negli anni Settanta ampliò l’azione anche fuori dagli Stati Uniti, intervenendo in iniziative diplomatiche e umanitarie, dalla mediazione in Medio Oriente alle campagne contro l’apartheid in Sudafrica, fino a missioni per la liberazione di prigionieri. La sua oratoria, radicata nella tradizione delle chiese nere del Sud, diventò un tratto distintivo: “Keep hope alive” (“Lascia vivere la speranza”), ripeteva spesso, e nelle riunioni pubbliche a Chicago guidava il coro “I am somebody”. Jackson si candidò alle primarie democratiche nel 1984, raccogliendo oltre 3 milioni di voti e 384 delegati alla convention, e tornò in corsa nel 1988 con risultati più solidi: circa 7 milioni di voti e oltre 1.200 delegati, arrivando per un periodo a guidare la competizione dopo la vittoria nei caucus del Michigan. “La mia corsa non è mai stata solo per la Casa Bianca”, spiegò in seguito, rivendicando l’obiettivo di allargare la partecipazione politica afroamericana a livello locale e nazionale.

Nato Jesse Louis Burns l’8 ottobre 1941 a Greenville, nella Carolina del Sud, Jackson studiò a North Carolina A&T e si trasferì a Chicago per il seminario teologico, che lasciò per dedicarsi al movimento per i diritti civili. Fu ordinato nel 1968 e lavorò con la Southern Christian Leadership Conference, dove diresse Operation Breadbasket, prima di fondare nel 1971 Operation PUSH, poi confluita nella Rainbow/PUSH Coalition.

Negli anni Duemila rimase un punto di riferimento nel Partito democratico e nella mobilitazione dell’elettorato afroamericano, celebrando nel 2008 l’elezione di Barack Obama alla presidenza come un passaggio storico per gli Stati Uniti.

Olimpiadi, la Korea House conquista Milano tra cibo e Squid game

Milano, 17 feb. (askanews) – Una partita ad uno dei giochi resi celebri da Squid game o un assaggio di cibo tradizionale, fra cui la tipica fish cake (Eomuk) regina dello street food sudcoreano.

In queste Olimpiadi di Milano Cortina, la Korea house è una delle case delle Nazioni più amate fra i luoghi scelti dai Paesi partecipanti ai Giochi come quartier generale, sparsi fra Milano e le località montane: ha conquistato tifosi e turisti macinando record di visitatori, fino a raggiungere il picco di 3.200 persone in un solo giorno, durante il weekend.

Complice del successo sicuramente le bellezza del luogo in cui è stata allestita, la splendida Villa Necchi Campiglio, gioiello, in pieno centro, delle dimore storiche milanesi. Ma anche la creatività coreana che ha reso l’esperienza un piccolo assaggio di tante peculiarità della nazione asiatica, come spiega ad askanews, Minho Park direttore delle relazioni internazionali del Comitato Olimpico coreano che gestisce la casa.

“Il nostro concetto principale è proprio ‘essere coreani’ – dice – Quando gli ospiti vengono in questa Korea House, possono giocare come i coreani, possono vestirsi come i coreani e poi possono mangiare come i coreani. Quindi se gli ospiti vengono qui, possono sicuramente sentirsi proprio come se fossero in alcuni luoghi della Corea”.

Così è possibile indossare abiti tradizionali, stampandosi poi la foto da tenere come ricordo, e cimentarsi in vari giochi tipici delle festività coreane in famiglia, fra cui appunto quelli resi famosi in tutto il mondo dalla serie tv, ma non solo.

Un padiglione, al cui centro svetta il maxi schermo per seguire le competizioni, è dedicato a gadget, turismo, cultura : su questo display si può eseguire un test per capire in base al tipo di carattere quali città coreane ci piaceranno di più.

Ampio spazio a cura del corpo e make up, per cui la Corea è famosa nel mondo: qui è possibile creare una tonalità di rossetto perfettamente adatta al tipo di pelle.

E poi l’angolo dello street food, in cui ci si mette in fila per un assaggio, questa volta letterale, di Corea del Sud.

Conte: con me premier l’Italia mai nel Board, predellino non dignitoso

Roma, 17 feb. (askanews) – “Mai, non è dignitoso che l’Italia partecipi neppure da spettatrice, non abbiamo bisogno del predellino nè di una posizione principale”, “è un progetto che nasce come una privatizzazione della funzione delle Nazioni Unite e contempla una speculazione immobiliare che non è in linea con i bisogni di una popolazione palestinese martoriata da un genocidio”. Lo ha detto il leader M5s Giuseppe Conte parlando con i giornalisti davanti a Montecitorio e sottolineando che “mai” se fosse stato lui premier avrebbe accettato un ingresso dell’Italia nel Board of peace di Trump per Gaza.

“Meloni si preoccupa di precipitarsi a Washington per cercare di compiacere Trump, ma è una follia” ha aggiunto Conte.

Istat: nel 2025 export +3,3%, surplus sale a +50.746 milioni

Roma, 17 feb. (askanews) – Nel complesso del 2025, rispetto al 2024, l’export in valore cresce del 3,3%: a contribuire sono principalmente le maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28,5%), metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+9,8%), mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli (+11,6%) e prodotti alimentari, bevande e tabacco (+4,3%). Lo ha reso noto l’Istat.

Nell’anno 2025 il surplus commerciale è pari a +50.746 milioni (+48.287 milioni nel 2024). Il deficit energetico si riduce a -46.939 milioni, da -54.290 milioni dell’anno prima. L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici (+97.685 milioni) è elevato ma meno ampio rispetto al 2024 (+102.577 milioni).

La crescita dell’export in valore nel 2025 “coinvolge entrambe le aree, Ue ed extra Ue, e si deve a un numero ristretto di settori tra cui spiccano farmaceutica e metalli e prodotti in metallo. Anche la crescita dell’import riguarda entrambe le aree ed è spiegata soprattutto dall’aumento degli acquisti di prodotti della farmaceutica, dell’agricoltura, metalli e prodotti in metallo, alimentari e macchinari, che più che compensa la contrazione degli acquisti di prodotti energetici (petrolio greggio e raffinazione)”, è il commento dell’Istat.

Rispetto al 2024, il 2025 “si chiude con un deficit energetico in forte riduzione e un avanzo commerciale più elevato, totalmente dovuto agli scambi con i paesi extra Ue”.

La flessione dei prezzi all’import nella media 2025 si deve in particolare all’andamento dei prezzi dei prodotti energetici; al netto di questi prodotti, la flessione è più contenuta (-0,6%; era -0,8% nel 2024).

La crescita dell’export in valore nel 2025 è stata trainata sia dall’aumento delle vendite dirette sui mercati Ue (+4,2%) – in particolare verso Spagna (+10,6%), Francia (+5,3%), Germania (+2,3%) e Polonia (+5,8%) – sia dalle maggiori vendite dirette verso alcuni principali paesi partner extra-Ue, fra cui Svizzera (+16,3%), Stati Uniti (+7,2%) e paesi Opec (+11%). Si riduce l’export verso la Turchia (-23,1%), per il quale si era registrata una forte crescita nel 2024, e, in misura minore, verso la Cina (-6,6%). Lo ha reso noto l’Istat.

Dall’analisi per prodotto e paese, emerge che le maggiori vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici verso Stati Uniti, Francia e Spagna forniscono un contributo positivo di 1,8 punti percentuali alla crescita nell’anno dell’export nazionale. Un ulteriore contributo positivo di 0,8 punti percentuali proviene dall’aumento delle vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti verso la Svizzera. Al contrario, un contributo negativo di 0,6 punti percentuali deriva dalla riduzione delle vendite di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti n.c.a. verso la Turchia.

Per l’import, la crescita in valore nell’anno è principalmente spiegata dal forte aumento degli acquisti di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+35,5%). Aumentano anche gli acquisti di prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca (+18%), metalli e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (+6,2%), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+7%) e macchinari e apparecchi n.c.a. (+7,5%). Si riducono invece, in ampia misura, le importazioni di petrolio greggio (-28,1%) e coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,8%).

All’aumento dell’import nel 2025 contribuiscono in particolare gli aumenti degli acquisti da Stati Uniti (+35,9%) e Cina (+16,4%), che da soli forniscono un contributo positivo di 3,1 punti percentuali. Il contributo negativo maggiore deriva dalla contrazione degli acquisti dai paesi Opec (-23,2%).

L’avanzo commerciale è sintesi di un deficit commerciale con l’area Ue (-5.501 milioni di euro; era -9.271 nel 2024) e un surplus con l’area extra-Ue (+56.247 milioni di euro; +57.558 milioni nel 2024).

Guardando ai principali partner commerciali, il saldo commerciale del nostro Paese con gli Stati Uniti, per quanto ampiamente positivo, si riduce portandosi a +34.191 milioni di euro, da +38.883 milioni del 2024; in netta riduzione anche l’avanzo commerciale con la Turchia, che da +5.751 milioni di euro del 2024 scende a +1.265 milioni nel 2025. Aumenta invece l’avanzo commerciale con la Svizzera (da +14.424 milioni di euro del 2024 a +19.722 milioni del 2025) e la Spagna (+5.083 milioni di euro nel 2025, da +599 milioni dell’anno precedente) e si confermano elevati, e in linea con il 2024, i saldi commerciali positivi con Regno Unito e Francia. Migliora nettamente il saldo commerciale con i paesi Opec che, dopo otto anni consecutivi di valori negativi, diventa positivo per +461 milioni di euro (era -9.614 milioni nel 2024).

Peggiora drasticamente il deficit commerciale con la Cina, che si porta a -46.290 milioni di euro, da -36.729 milioni del 2024; peggiorano anche i deficit commerciali con Paesi Bassi e Germania mentre si rileva una riduzione di quello con l’India (-2.844 milioni di euro, da -3.948 milioni nel 2024).

Teatro Sannizaro, il ministro Giuli in costante contatto con il sindaco

Roma, 17 feb. (askanews) – Il ministro della cultura, Alessandro Giuli, da questa mattina sta seguendo dalla Liguria l’evolversi dell’incendio che all’alba ha colpito il Teatro Sannazaro di Napoli.

Il ministro è in costante contatto con il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, con il quale si è subito confrontato sulla situazione in corso. È previsto, appena le condizioni dell’emergenza lo permetteranno, anche un confronto con il prefetto del capoluogo partenopeo, Michele Di Bari.

Nel primo pomeriggio, il sottosegretario alla cultura, Gianmarco Mazzi, si recherà a Napoli per un sopralluogo utile al monitoraggio dei danni e alla valutazione degli interventi necessari per tutelare la struttura del Sannazaro.

Giovani e anziani in fuga dal Sud, Svimez: boom dei trasferimenti familiari

Roma, 17 feb. (askanews) – Il Mezzogiorno continua a perdere giovani competenze qualificate, con una mobilità sempre più anticipata già al momento dell’iscrizione all’Università, che riduce strutturalmente le possibilità di rientro. Accanto a questa dinamica si afferma un fenomeno in rapida crescita: la mobilità “sommersa” degli anziani, i “nonni con la valigia”, che conservano la residenza al Sud ma raggiungono figli e nipoti emigrati al Centro-Nord. Questi i principali dati del Report della Svimez ‘Un Paese, due emigrazioni’, presentato in collaborazione con Save the Children, nel corso di un convegno a Roma.

Dal 2002 al 2024 quasi 350mila laureati under 35 hanno lasciato il Mezzogiorno in direzione del Centro-Nord, per una perdita secca (al netto dei rientri) di 270 mila unità. Nel periodo, la quota di laureati tra i migranti meridionali tra i 25 e i 34 anni è triplicata: dal 20% del 2002 a circa il 60% nel 2024. Ai flussi migratori interni, si affianca la crescente scelta della rotta Sud-estero: tra il 2002 e il 2024 oltre 63mila under 35 laureati meridionali hanno lasciato il Paese. Al netto dei rientri, la perdita complessiva per il Sud è di 45mila giovani qualificati.

Nel solo 2024, i giovani qualificati del Mezzogiorno che si sono trasferiti al Centro-Nord sono 23mila, quelli che hanno “scelto” l’estero sono più di 8mila. In un anno la perdita netta di giovani laureati del Sud, sommando migrazioni interne ed estere, ammonta a 24mila unità.

Il fenomeno delle migrazioni intellettuali è fortemente femminile: dal 2002 al 2024 sono emigrate 195mila donne laureate dal Sud al Centro-Nord, 42mila in più degli uomini. La quota di qualificati tra i migranti meridionali diretti al Centro-Nord è cresciuta soprattutto tra le donne: dal 22% nel 2002 a quasi il 70% nel 2024, contro un aumento dal 14,6% al 50,7% tra gli uomini.

Il Nord guadagna dal Sud, ma perde verso l’estero Anche il Nord registra una crescente emigrazione internazionale: tra il 2002 e il 2024, 154mila laureati hanno lasciato una regione del Centro-Nord. Il fenomeno ha raggiunto il picco nel 2024: 21mila giovani laureati under 35 centro-settentrionali si sono trasferiti all’estero, valore doppio di quello del 2019 (circa 10 mila).

Il Centro Nord compensa ampiamente le proprie perdite estere grazie ai flussi dal Mezzogiorno: +270mila saldo netto positivo nei confronti del Mezzogiorno tra il 2002 e il 2024.

L’emigrazione dei laureati dai territori in cui si sono formati si traduce in una dispersione dell’investimento pubblico sostenuto per la loro istruzione a beneficio delle regioni e dei Paesi di destinazione.

La Svimez quantifica in 6,8 miliardi di euro l’anno il costo associato alla mobilità interna dei giovani laureati dal Mezzogiorno verso il Centro-Nord: un trasferimento netto e strutturale di risorse pubbliche a favore delle aree più forti del Paese.

A questo si aggiunge il costo delle migrazioni estere: per il Mezzogiorno la perdita di investimento formativo è stimabile in 1,1 miliardi di euro annui, mentre il Centro-Nord registra una perdita superiore ai 3 miliardi di euro l’anno per l’emigrazione all’estero dei profili più qualificati.

La mobilità non attende più la fine degli studi: si anticipa già al momento dell’avvio degli studi universitari. Nell’anno accademico 2024/2025, quasi 70 mila studenti meridionali – su circa 521 mila – studiano in un ateneo del Centro Nord: oltre il 13% del totale, con picchi del 21% nelle discipline Stem. Campania e Sicilia generano da sole quasi metà del flusso in uscita. La Lombardia si conferma la regione più attrattiva, seguita da Emilia Romagna e Lazio.

L’emigrazione “anticipata” è motivata dalla scelta di avvicinarsi ai mercati del lavoro caratterizzati da maggiori opportunità occupazionali. Tra i laureati occupati che hanno conseguito il titolo in un ateneo del Centro-Nord, l’88,5% risulta occupato nella stessa macro-area a tre anni dalla laurea. La situazione appare significativamente diversa per chi si è laureato in un ateneo del Mezzogiorno: meno del 70% dei laureati trova occupazione nei territori di origine.

La Svimez evidenzia un segnale importante in controtendenza. Negli ultimi anni è migliorata la capacità attrattiva degli Atenei meridionali: a parità di immatricolazioni negli atenei meridionali (108mila), per i corsi di laurea triennali e a ciclo unico, gli immatricolati meridionali negli Atenei nel Centro-Nord si sono ridotti dai 24mila studenti nell’a.a. 2021/2022 a 17mila nell’a.a 2024/2025.

Per i ragazzi che vivono in aree marginali e periferiche, come attestano i dati di Save the Children, già in età adolescenziale oltre un terzo dei giovanissimi che vivono nelle regioni del Sud e nelle Isole ritiene particolarmente importante spostarsi in futuro in un altro comune o città: 37,5% contro il 26,9% di chi vive al Centro o Nord Italia. I ragazzi e le ragazze che vivono nelle regioni meridionali sono anche i più propensi a valutare positivamente l’idea di andare a vivere all’estero (38,2% rispetto al 35,6% di chi vive al Centro o al Nord). Tra gli adolescenti figli di famiglie immigrate, il 58,7% dichiara di volersi trasferire in futuro in un altro paese, possibile testimonianza delle difficoltà incontrate nel percorso di crescita anche a causa di uno status giuridico incerto. L’aspirazione di trasferirsi all’estero è condivisa da un numero rilevante anche di 15-16enni di origine italiana, uno su tre (34,9%).

A tre anni dal conseguimento del titolo, i laureati italiani che lavorano all’estero guadagnano tra 613 e 650 euro netti in più al mese rispetto a chi resta in Italia. All’interno del Paese, il Mezzogiorno registra la retribuzione media più bassa (1.579 euro), contro i 1.735 euro del Nord Ovest. Il differenziale retributivo tra una laureata del Mezzogiorno e un laureato del Nord-Ovest ammonta a circa 375 euro mensili a favore di quest’ultimo (1.862 contro 1.487 euro).

La Svimez ha stimato il numero di over 75 meridionali che, pur mantenendo la residenza in una regione del Sud, vivono stabilmente nel Centro-Nord. Le stime si basano sull’analisi delle compensazioni della mobilità farmaceutica convenzionata e sulla spesa pro-capite per farmaci della popolazione anziana.

Secondo le stime Svimez, tra il 2002 e il 2024 gli anziani formalmente residenti al Sud che vivono stabilmente al Centro-Nord (“nonni con la valigia”) sono quasi raddoppiati, passando da 96 mila a oltre 184 mila unità. Questa emigrazione “sommersa” riflette due dinamiche intrecciate. Da un lato, il ricongiungimento familiare con figli e nipoti emigrati al Centro-Nord anche a supporto die carichi di cura familiari; dall’altro, la crescente difficoltà di ricevere servizi di cura adeguati nel Mezzogiorno, caratterizzati da carenze nei servizi sanitari e assistenziali.

Teatro Sannazaro, Manfredi: colpito il cuore della città

Roma, 17 feb. (askanews) – “Questo è il cuore della città, quindi è una ferita che brucia ancora di più”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, parlando a Skytg24, in merito al vasto incendio che ha interessato il teatro Sannazaro. I Vigili del fuoco stanno indagando per capire quali sono le origini dell’incendio che ha fatto crollare la cupola dell’auditorium sulla platea e provocato danni ai palazzi vicini. Gli investigatori dei Vigili del fuoco sottolineano che in merito alle cause del rogo non si esclude alcuna ipotesi, compresa quella accidentale.

Sanremo, Arisa: il festival è la mia casa, la mia identità artistica

Milano, 17 feb. (askanews) – Arisa sarà in gara al 76° Festival di Sanremo con “Magica favola”, brano scritto dalla stessa Arisa con Giuseppe Anastasi, Galeffi e Mamakass, che segna il suo ritorno sul palco dell’Ariston dopo due vittorie, un secondo posto e una partecipazione come co-conduttrice.

“Sanremo per me è la mia casa. Il sogno di bambina che si realizza dopo 26 anni di vita, perché io l’ho fatto la prima volta a 26 anni. Il posto che ha accolto il mio sogno e l’ha fatto diventare realtà, quindi io sono molto grata a Sanremo.

Ci sarò sempre anche quando non posso accedervi, in qualche modo cercherò di esserci perché per me consacrare la mia musica è il mio sogno e la mia identità artistica”.

La canzone racconta il viaggio emotivo di una donna dall’infanzia all’età adulta, tra le prime scoperte dell’amore, le ferite, la stanchezza e il desiderio di pace. L’amore diventa oceano: un luogo in cui perdersi e ritrovarsi, fino alla scelta di rinunciare alla “guerra del cuore” per cercare serenità, verità e protezione.

“Vi dico che Magica Favola è un resoconto di una vita che è un po’ manifesto generazionale, un po’ femminile. Dopo tanti tentativi amorosi uno capisce che ha incentrato la sua vita solo sulla ricerca dell’amore e capisce che in realtà l’amore è una cosa universale e può essere indirizzata in molteplici direzioni. E’ qualcosa che si deve sentire dentro piuttosto e non solo essere espresso nell’amore romantico. Musicalmente mi ispiro alle grandi melodie dei primi del novecento, alle operette che ha cantato Pavarotti che hanno cantato tanti artisti della classica, soprattutto nel ritornello volevamo un brano che potesse resistere al tempo e potesse non essere soggetto alle mode”.

“Magica favola” sarà inclusa in “Foto Mosse”, il suo nuovo album in uscita nella prossima primavera a cinque anni dal suo precedente lavoro.

Nella serata dei duetti del Festival, Arisa salirà sul palco insieme al Coro del Teatro Regio di Parma per interpretare “Quello che le donne non dicono”, un brano-manifesto che attraversa generazioni e che nel tempo è diventato un inno alla femminilità e alla sua forza, capace di raccontarne tutte le sfumature.

Conclusa l’esperienza sanremese, Arisa tornerà ad abbracciare il pubblico dal vivo con Arisa – Live Première, due appuntamenti speciali prodotti e organizzati da Friends & Partners, che la riporteranno in una dimensione intima ed emozionante, pensata per offrire un’esperienza ravvicinata e coinvolgente.

Olimpiadi, una driver: oggetto del desiderio? La borraccia dei Giochi

Milano, 17 feb. (askanews) – Oggetto del desiderio? Una borraccia dei giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026. Almeno è così per questa volontaria, attiva sul fronte trasporti per questi giochi. Le chiediamo come sta andando.

“Io sono una driver, sta andando tutto bene al momento. Portiamo solitamente giornalisti, ogni tanto atleti.

È fantastico, è una bellissima esperienza”.

Qualcosa di curioso che le è successo? “Non ho riconosciuto un atleta finlandese che mi ha chiesto un passaggio. Purtroppo non gliel’ho dato e mi sono un po’ mangiata le mani”.

Ma il traffico in città come va? “Il traffico è parecchio, soprattutto sabato sera c’era la partita Inter-Juve. E quindi è stato un po’ complicato, però alla fine tutto bene. Direi abbastanza bene, c’è una app che ci aiuta nel trasporto. Quindi tutto è gestito bene. Poi noi possiamo usare le corse dei taxi, quindi ottimo”.

Invece adesso sta entrando all’Official Store. L’oggetto del desiderio quale sarebbe?

“Una borraccia, che abbiamo trovato nel Megastore a dicembre. Non sappiamo se la troveremo. So che sono finite anche le mascotte, quindi non so. Speriamo di trovarla”.

Annunciati i vincitori del "Premio Biagio Agnes 2026″

Roma, 17 feb. (askanews) – La giuria del Premio Internazionale di Giornalismo, Informazione e Comunicazione “Biagio Agnes”, presieduta dal dottor Gianni Letta, ha decretato i vincitori della XVIII edizione. La Cerimonia di premiazione della manifestazione – promossa dalla Fondazione Biagio Agnes – è in programma a Roma, in Piazza di Spagna, giovedì 25 giugno e sarà condotta, come ormai da tradizione, da Mara Venier e Alberto Matano.

Dall’analisi economica allo sguardo internazionale, dalla trasformazione digitale all’intrattenimento televisivo, dalla divulgazione scientifica alla creatività fino all’impegno per la libertà di stampa e l’attenzione ai giovani: un riconoscimento che celebra i valori del giornalismo, della comunicazione e dell’informazione nel segno del rigore, della passione e della responsabilità.

A Paolo Bricco, inviato de Il Sole 24 Ore va il Premio Carta Stampata per la capacità di approfondire l’economia e la politica industriale con rigore analitico e profondità storica.

In un mondo in cui l’informazione attraversa confini e crisi, il Premio Inviati è stato assegnato a Giovan Battista Brunori, responsabile dell’Ufficio Rai per il Medio Oriente a Gerusalemme e ad Andrea Nicastro del Corriere della Sera, esperto di scenari di guerra e fronti sensibili. Il Premio Corrispondenti va a Rosalba Castelletti de la Repubblica e a Leonardo Panetta di Mediaset: voci che testimoniano la forza di un racconto lucido e accurato, nei luoghi cruciali.

Il Premio Speciale Libertà di Stampa è stato attribuito al quotidiano La Stampa, al direttore Andrea Malaguti e alla redazione per l’attacco subito e le intimidazioni da parte di un gruppo di antagonisti di Askatasuna il 29 novembre 2025 e per il coraggio dimostrato dai giornalisti nella difesa quotidiana del loro lavoro e della loro autonomia.

Il Premio per la Televisione celebra due protagonisti capaci di coniugare professionalità, empatia e qualità dell’intrattenimento, raccogliendo risultati di assoluto rilievo: Gerry Scotti, volto storico della televisione generalista, modello di conduzione che unisce misura, autorevolezza e vicinanza agli spettatori e Stefano De Martino, simbolo di una nuova generazione di conduttori che dialoga con pubblici diversi con ironia e naturalezza.

Il Premio Audiovisivo è stato assegnato alla serie evento Sandokan, con Can Yaman nuovo volto della tigre della Malesia, Alessandro Preziosi e Alanah Bloor, per la regia di Jan Maria Michelini e Nicola Abbatangelo. Un ritorno memorabile della saga di Emilio Salgari, a cinquant’anni dallo storico sceneggiato Rai.

Arianna Ravelli, vicedirettrice con delega al digitale de La Gazzetta dello Sport – prima donna a ricoprire questo ruolo nei 130 anni di storia della testata – riceve il Premio Giornalismo Sportivo.

Vincono il Premio Generazione Digitale-Podcast Andrea Gerli, Rai per la Sostenibilità e Guglielmo Nappi, caporedattore e responsabile web de Il Messaggero per aver portato sul web e sui social media la profondità e la complessità del racconto giornalistico.

Al direttore de Il Foglio Claudio Cerasa va il Premio Giornalista Scrittore per il libro: L’antidoto. Libertà, ambiente, tecnologia. Manifesto ottimista contro la dittatura del catastrofismo: uno sguardo critico sul presente proietta l’analisi giornalistica in un saggio che aiuta a leggere con lucidità il nostro tempo.

Vincenzo Schettini, volto de “La fisica che ci piace”, riceve il Premio Divulgazione Scientifica per la competenza accademica e il forte talento comunicativo che lo hanno consacrato tra i divulgatori più seguiti, in particolare dai giovani.

Il Premio Under 30 viene conferito alla giornalista de Il Messaggero Valentina Pigliautile, espressione della sensibilità di una nuova generazione attenta alle trasformazioni istituzionali e sociali del Paese.

Al corto “Tutti suonano Sanremo” della Direzione Comunicazione Rai – tratto dalla campagna di promozione del Festival di Sanremo 2026 condotto da Carlo Conti – è riconosciuto il Premio Comunicazione Creativa. Un viaggio attraverso le più belle realtà musicali del Paese, tra cui i Conservatori, luoghi di formazione ed eccellenza, in cui l’energia collettiva ha dato vita a un ritratto intimo e autentico.

La Cerimonia di premiazione del “Premio Biagio Agnes” si svolgerà in piazza di Spagna, alla presenza del sindaco Roberto Gualtieri e dell’Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda Alessandro Onorato.

Una tifosa italiana: per Milano le Olimpiadi sono un’occasione unica

Milano, 17 feb. (askanews) – Da Torino 2006 a Milano Cortina 2026. Ecco come la pensa chi ha vissuto intensamente le prime e sta vivendo da tifosa i Giochi invernali attualmente in corso. La sua esperienza delle Olimpiadi: come la potrebbe descrivere?

“Marginale, perché guardo alcune discipline in tv. In città oggi è la prima giornata, per cui abbiamo visitato casa Corea. E speravamo non ci fosse questa folla per Casa Esselunga, di cui sto ammirando l’allestimento che trovo geniale, veramente esteticamente perfetto”.

Che discipline ha visto? Chi ha visto di campioni in tv?

“Campioni? Beh, insomma, la Brignone per forza”.

E lì volevo arrivare.

“La Brignone per forza. Poi lo short track di velocità, la Lollobrigida, lo slittino”.

E queste Olimpiadi a Milano come le ha trovate?

“Le Olimpiadi a Milano? Allora, sono partite un po’ tardi. Rispetto a come ho vissuto Torino 2006, dove la città si è entusiasmata subito con tantissimo marketing, tantissime presenze di immagine olimpica in Torino, qui è partita in sordina fino a poco prima dell’apertura. Cioè, a parte qualche logo qui e là… dico marketing, ecco, abbinato appunto a Esselunga o altri partner commerciali, vedo che la città partecipa. Non ho sentito commenti negativi sul caos. Ma insomma, è un’occasione unica direi”.

A Milano la valanga arancione, ovvero i tifosi olandesi: siamo 4 mila

Milano, 17 feb. (askanews) – A Milano ormai la chiamano scherzosamente la valanga arancione: sono i tifosi olandesi. Pare siano 4 mila, venuti apposta per le Olimpiadi Milano Cortina 2026. O almeno così ci racconta questa coppia che abbiamo fermato proprio accanto al Castello Sforzesco.

“Siamo a Milano da cinque giorni, in uno di questi giorni eravamo all’arena dedicata al pattinaggio di velocità e abbiamo visto Jordan Stolz (Usa) vincere i 500 metri di pattinaggio di velocità e l’olandese Jenning de Boo arrivare secondo. Nei prossimi giorni rimaniamo a Milano: c’è una casa della squadra olandese, Team NL house, quella per i tifosi olandesi”.

“Andiamo lì, è aperta dalle 16:00 e possiamo vedere le partite anche sul maxischermo”, ci spiega lei. Mentre lui sottolinea:

“E quando un atleta vince una medaglia, viene a casa per festeggiare con 4000 olandesi”.

Sì, perché ho visto un sacco di olandesi in giro, gli facciamo notare. È così?, gli chiediamo.

“E sono un po’ pazzi. Camminano tutti vestiti in arancione”.

È come se quasi metà dei Paesi Bassi fosse qui, gli diciamo scherzosamente.

“Sì, siamo più bravi nello short track di pattinaggio di velocità, non così bravi nello sci”.

Non ci facciamo sfuggire l’occasione di parlare della Brignone. L’Italia non è poi così male nello sci. Avete visto la Brignone? gli diciamo. Vi piace la Brignone?

“Ha vinto due medaglie d’oro, credo. È tutto quello che so”.

“Ma se ci chiedete per lo short track o il pattinaggio di velocità, possiamo aiutarvi”.

Referendum, Conte: da Nordio uscite inaccettabili,appello a restare lucidi

Roma, 17 feb. (askanews) – “Se vogliono la lista (dei donatori del comitato per il No, ndr) c’è la legge sulla privacy, al di là del fatto specifico faccio un appello, tenendo conto delle uscite inaccettabili degli ultimi giorni del ministro Nordio: manteniamoci lucidi”. Lo ha detto intervistato a Start su Sky Tg24 il leader M5s Giuseppe, Conte sottolineando anche che “l’attacco a Gratteri è stato molto brutto, può essere che la prima formulazione delle sue parole fosse un po’ ambigua, ma poi ha chiarito”.

“Crescono i No nei sondaggi? Era evidente avvenisse, perchè i cittadini si informano e non ci stanno più”, “cerchiamo di far capire ai cittadini il merito di questa riforma che modifica sette articoli della Costituzione”, ha concluso.

A Napoli in fiamme il teatro Sannazaro: potrebbe esser doloso

Roma, 17 feb. (askanews) – Grave incendio alle prime ore del giorno al teatro Sannazaro, in via Chiaia, a Napoli. I vigili del fuoco, intorno alle 5 di stamane, sono intervenuti sul posto per tentare di domare il rogo che ha provocato l’intossicazione di alcune persone che sono state trasportate in ospedale.

Secondo le prime indicazioni degli investigatori il rogo potrebbe avere cause di natura dolosa. A causa delle fiamme la cupola che copriva l’auditorium è crollata sulla platea e si sarebbero verificati anche agli edifici vicini.

La delegazione russa è a Ginevra, oggi nuovi colloqui trilaterali con Usa e Ucraina

Roma, 17 feb. (askanews) – Un volo speciale con la folta delegazione russa – una ventina i componenti – è arrivato questa mattina a Ginevra nel giorno dell’inizio dei negoziati tra Russia, Stati Uniti e Ucraina. Diversi media russi sottolineano come l’aereo abbia volato nei cieli di Paesi “ostili” e l’Italia abbia concesso lo spazio aereo per l’ingresso poi in Svizzera. Ieri funizonari russi hanno fatto sapere che gli Stati Uniti hanno contribuito attivamente a garantire il sorvolo di diversi Paesi ufficialmente chiusi al traffico aereo russo.

Referendum, separare le carriere per rafforzare la democrazia liberale

Caro direttore, 

Michele Dau, il 14 u.s., ha firmato sul tuo giornale un articolo intitolato “👉 Il referendum sulla giustizia è una questione eminentemente politica”, nel quale, adombrando scenari apocalittici per la nostra democrazia, invita a valutare con responsabilità le nefaste conseguenze dell’eventuale vittoria del Sì. 

È difficile dialogare con chi rifiuta il confronto nel merito della riforma, ritenendo che ciò significherebbe un “baloccarsi con le disquisizioni tecnico-giuridiche”. È perciò inutile far presente che la riforma non è altro che lo scioglimento di un nodo che la Costituzione lasciò irrisolto nel contesto di un complesso compromesso imposto dalle condizioni politiche del momento. Come è inutile far presente che con la riforma l’Italia non fa altro che allinearsi finalmente agli standard di tutte le democrazie liberali dell’Occidente, chiudendo la stagione di democrazia incompiuta, o zoppa, che, per ragioni fin troppo note, ha caratterizzato per troppi anni la vita politica italiana.

Franco Marini e la Bicamerale del 1997

Ma su un punto, per chi legge, è forse utile un chiarimento. Scrive Dau: “i fautori del Sì legati alla storia dc dovrebbero porsi un semplice interrogativo: oggi ad esempio come voterebbe Franco Marini?”. Qui non c’è da opinare e da almanaccare, perché all’interrogativo non c’è da rispondere interpellando la cabala o affidandosi alle sempre scivolose interpretazioni. Marini era schieratissimo sulla separazione tra giudici-pm, tanto che, il 27 ottobre 1997, capeggiando da segretario la delegazione del Partito popolare nella bicamerale D’Alema, la portò a votare a favore di un mio emendamento per separare il Csm in due sezioni distinte, una per i giudici ed una per i pm.

Martinazzoli e l’identità del Partito Popolare

Così, se ci si volesse interrogare su Martinazzoli, la risposta sulla sua posizione sul quesito referendario è scritta a chiare lettere nel documento intitolato “Identità e linee programmatiche del Partito Popolare Italiano” che egli presentò e fece approvare nel primo Congresso del Ppi (Roma, 18-22 gennaio 1994), in cui si legge: “Difesa dell’indipendenza dell’intera Magistratura e del ruolo del C.S.M., ma senza scorie corporative e consentendo alla separazione delle carriere del giudice e del pubblico ministero”.

Sturzo e l’indipendenza senza irresponsabilità

Se invece si volesse andare per congetture è lecito congetturare che Sturzo sarebbe in prima fila a sostegno del Sì al referendum.

Campione ineguagliato di laicismo e liberalismo, appena due anni dopo l’entrata in vigore della Costituzione, espresse preoccupazioni su un certo modo di essere della magistratura italiana: “Non c’è paese, di quelli di lunga esperienza democratica, nel quale la magistratura, sotto l’idea di assicurarne l’indipendenza, sia così avulsa dal ritmo statale, da poterne divenire un pericolo più che un presidio. L’irresponsabilità è cosa diversa dall’indipendenza” (Il Mattino, 11 ott. 1950).

Le democrazie liberali come riferimento

Sturzo, padre del Popolarismo, poteva scrivere queste cose perché le democrazie liberali le conosceva dai libri che leggeva e scriveva, ma anche per aver vissuto in esilio per anni in autentiche democrazie liberali, quelle in cui la separazione tra giudici e pm è considerata e praticata come condizione intrinseca allo stesso sistema democratico-liberale, senza che ciò abbia finora prodotto l’apocalisse che terroristicamente viene evocata da taluni sostenitori del No, per intimorire i popolari e quanti pensino di votare Sì.

L’inafferrabile capitalismo secondo Sabella: una sfida nuova ma ricorrente. Intervista

Caro Direttore Sabella, nel linguaggio ricorrente e nell’immaginario collettivo il dibattito e l’attenzione si concentrano sul tema attuale della cosiddetta “transizione”, considerata nei suoi aspetti più ricorrenti: digitale, energetica, ambientale e nei loro correlati antropologici. Nel Suo libro “La grande transizione del capitalismo” edito da Rubbettino Lei sposta invece il focus sul tema del “capitalismo”. Perché?

Nel dibattito pubblico la parola transizione è diventata quasi una formula magica: digitale, ecologica, energetica. Nel mio libro La grande transizione del capitalismo ho scelto di spostare il focus proprio su questo punto: non stiamo vivendo una transizione neutra, ma una trasformazione strutturale del capitalismo. Parlare solo di tecnologia significa eludere la questione centrale: chi decide, chi guadagna, chi perde. Siamo di fronte a una riorganizzazione profonda delle forme di accumulazione, dei rapporti di potere e dei meccanismi di legittimazione dell’economia globale. 

Il capitalismo non cambia per caso: cambia per continuare a riprodursi. Joseph Schumpeter lo aveva già colto descrivendolo come un sistema fondato sulla “distruzione creatrice”, in cui l’innovazione rompe equilibri, genera crescita ma anche instabilità. La trasformazione non è dunque un’anomalia, bensì la condizione normale di funzionamento del capitalismo. Negli ultimi decenni questa dinamica si è intensificata: alle grandi ondate di innovazione si sono accompagnate disuguaglianze crescenti, precarizzazione del lavoro e crisi ricorrenti. L’idea di una transizione indolore e governabile tecnicamente appare, alla luce di questa storia, ingenua. 

il capitalismo per Sabella Anche l’ascesa della Cina ha infranto l’equazione tra capitalismo, libero mercato e democrazia liberale, mostrando l’esistenza di forme di capitalismo politico in cui potere economico e potere statale sono intrecciati. In questo senso, la transizione ecologica e digitale non rappresenta una rottura con il capitalismo, ma la sua più recente ristrutturazione storica, che ridefinisce priorità produttive, tecnologiche ed energetiche. Tuttavia, per capire davvero la transizione dobbiamo tornare a interrogare il capitalismo e porci la domanda più scomoda e necessaria: a vantaggio di chi si sta trasformando? La questione decisiva è se questa nuova fase produrrà benefici diffusi e inclusione sociale, oppure se finirà per accentuare ulteriormente le disuguaglianze: è su questo terreno che oggi si gioca il senso politico e sociale della transizione.

Ad un livello interpretativo ed euristico, secondo un’analisi economica ma anche socio-culturale, a quale arco temporale possiamo ascrivere questa decisa virata del capitalismo? Quali sono le sembianze caratterizzanti il capitalismo che lo rendono diverso e attuale? Quali sono gli assi portanti entro cui si va caratterizzando come aspetto prevalente della transizione globale?

La transizione attuale va letta come crisi e riconfigurazione della globalizzazione costruita sotto l’egemonia americana e rafforzata negli anni del neoliberismo. Per decenni il mercato globale ha garantito crescita e interdipendenza, ma con benefici profondamente asimmetrici. La rottura arriva nel 2008: Lehman Brothers segna la fine di un ciclo storico. Gli Stati Uniti non sono più il “compratore di ultima istanza”, il multilateralismo si incrina e la Cina diventa un competitor strategico. 

Non si tratta di una semplice frattura tra Occidente e Asia, ma della formazione di blocchi economici e geopolitici. La competizione tra Stati Uniti e Cina non riguarda solo commercio e tecnologia, ma due forme di capitalismo: uno liberale un po’ in difficoltà e uno politico che integra mercato e Stato, anch’esso alle prese con qualche problema (in particolare, sovrapproduzione merci). In questa tensione prende forma la nuova fase storica, in cui energia e tecnologia diventano inseparabili. Senza sicurezza energetica non esistono né autonomia tecnologica né sovranità strategica.

 

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La dignità di un cappotto, il destino di una nazione: il viaggio di De Gasperi nel 1947

Nel gennaio 1947 Alcide De Gasperi (o meglio, la Presidenza del Consiglio dei Ministri) riceve un invito a partecipare a una conferenza a Cleveland, negli Stati Uniti, organizzata dal settimanale Time. L’invito glielo manda l’editore del magazine, Henry Luce, marito di colei che sarebbe poi diventata l’ambasciatrice statunitense a Roma, Clare Booth Luce.

L’incertezza di De Gasperi

De Gasperi è incerto se partire: non ha avuto alcuna rassicurazione dalla Casa Bianca che le sue richieste saranno accolte. Non siamo ancora al “Piano Marshall” (ne scriveremo in una prossima puntata) ma si tratta pur sempre di garanzie politiche e di un primo sostegno economico per la ricostruzione post bellica. 

Il presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, lo spinge ad andare comunque e gli raccomanda di chiedere di aumentare la razione quotidiana di pane: «Con 200 grammi giornalieri, i giovani non ce la fanno più». Anche l’ambasciatore americano a Roma, Dunn, lo esorta a non declinare l’invito.

Il presidente del Consiglio alla fine si decide per il viaggio, nonostante si tratti di un azzardo politico. Solo che c’è un problema pratico. Il suo cappotto è troppo consumato per indossarlo davanti alle massime autorità degli Stati Uniti. Secondo la versione più diffusa, a prestarglielo è Attilio Piccioni, in quel momento segretario della Dc e uomo a lui vicino. Ma c’è un’altra fonte, che racconta un’altra storia. Il giornalista Paolo Palma, sull’Europeo, raccoglie la confidenza di un parlamentare Dc, Giuseppe Brusasca, all’epoca dei fatti sottosegretario agli Esteri. Questo il suo racconto: «La moglie del Presidente, Francesca, prese un vecchio cappotto di De Gasperi. Andammo da un sarto, a Piazza Venezia. Le prove dell’abito le feci io. Quando il Presidente trovò la sorpresa sul letto, nella casa di via Bonifacio VIII, disse burbero alla moglie: “Quello lo metterò a posto io”. Ma si vedeva che era commosso».

Viaggio complicato, con uno squarcio di umorismo

Il viaggio non partì sotto i migliori auspici. Una vera e propria tempesta di neve si accanì contro l’aereo su cui viaggiavano il presidente, la figlia Maria Romana, Donato Menichella (che sarebbe diventato governatore della Banca d’Italia), Pietro Campilli, ministro del Commercio estero, e un giovane Guido Carli, allora direttore dell’Ufficio italiano cambi. 

Erano altri tempi anche per i voli intercontinentali. Il vento costrinse il quadrimotore ad atterrare alle Azzorre. Alla ripartenza, dopo lo scalo per il rifornimento, il vento era così forte che il velivolo dovette tornare indietro. Durante il volo, per esorcizzare la tensione, il presidente trovò il modo di scherzare con la figlia: «A che pensi, papà?», gli chiese Maria Romana durante la turbolenta notte per fargli coraggio. E lui: «Penso a come farà Menichella ad allacciarsi il paracadute. Nella prova che abbiamo fatto prima della partenza, mi sono accorto che i paracadute sono studiati per soli magri e lui, dopo alcuni tentativi di allacciarsi la cintura, aveva abbandonato del tutto l’idea».

Il successo della missione

In realtà il viaggio si rivelò un grande successo. L’assegno degli Stati Uniti, seppure inferiore alle aspettative, aveva una cifra che risollevò il morale del Paese: 100 milioni di dollari. In aggiunta, De Gasperi poté cogliere da vicino i primi indizi della Guerra fredda e della cosiddetta “dottrina Truman”.

L’apertura di un dialogo costruttivo tra Italia e Stati Uniti conferì a De Gasperi il sostegno necessario per varare un nuovo governo monocolore (senza le sinistre) con il solo apporto, a titolo “tecnico”, del Ministro degli Esteri Carlo Sforza e del Governatore della Banca d’Italia Luigi Einaudi (futuro Presidente della Repubblica). La formazione di quell’esecutivo contribuisce a ripristinare la credibilità dell’azione di governo e ad avviare una nuova stagione politica, quella del centrismo, che avrebbe portato l’Italia nell’Alleanza atlantica (1949) e realizzato grandi riforme sociali.

Perché il centro è ancora necessario

La polarizzazione che impoverisce la politica

Il quadro politico italiano appare oggi sempre più segnato da una polarizzazione rigida e spesso sterile, nella quale il confronto tra destra e sinistra si traduce in uno scontro permanente, ideologico e identitario, che fatica a produrre sintesi e soluzioni. Il bipolarismo, nato con l’ambizione di garantire governabilità e chiarezza, si è progressivamente trasformato in una gabbia che semplifica e impoverisce il dibattito pubblico, riducendo la politica a una contrapposizione frontale in cui la logica del conflitto prevale su quella della responsabilità.

In questo contesto, il centro non può essere liquidato come una formula superata o come una posizione di comodo. Al contrario, esso è chiamato a proporsi come forza di interposizione, capace di sottrarre il sistema politico alla radicalizzazione e di ricondurre il confronto entro binari democratici fondati sulla mediazione, sul dialogo e sulla ricerca del bene comune. Non un luogo neutro o indistinto, ma uno spazio politico consapevole della complessità del Paese e della necessità di governarla.

 

L’elettorato senza rappresentanza e la sfida dell’astensionismo

L’attualità restituisce un dato sempre più evidente: esiste una vasta area di elettori che non si riconosce nello scontro tra i due poli. Una parte significativa della società osserva con distanza una politica percepita come autoreferenziale, incapace di rappresentare le proprie istanze e di offrire risposte credibili. Questo disagio si riflette nel crescente astensionismo, che non è soltanto disaffezione, ma anche rifiuto di un’offerta politica costruita attorno a una polarizzazione forzata. È a questo spazio, oggi privo di rappresentanza, che il centro può e deve rivolgersi.

 

La tradizione del cattolicesimo democratico: mediazione come metodo alto

Per il cattolicesimo democratico, questa collocazione non è il frutto di una scelta tattica, ma una vocazione storica e culturale. Le sue radici affondano nel pensiero di don Luigi Sturzo, che concepiva la politica come ambito autonomo ma non privo di valori, fondato sulla responsabilità personale, sulla partecipazione delle comunità intermedie e sulla centralità della persona. Sturzo rifiutava tanto il massimalismo ideologico quanto il pragmatismo senza principi, indicando nella mediazione e nel dialogo non un compromesso al ribasso, ma un metodo alto per la costruzione di istituzioni giuste e inclusive.

Questa ispirazione trovò una concreta traduzione nella stagione della Prima Repubblica, quando la Democrazia Cristiana seppe svolgere una funzione di equilibrio all’interno di un sistema politico complesso e pluralista. La sua forza non risiedeva

nell’omologazione, ma nella capacità di tenere insieme sensibilità diverse e di dialogare con le altre espressioni dell’arco democratico di governo, costruendo alleanze fondate su programmi e responsabilità condivise. La mediazione non era vissuta come ambiguità, ma come esercizio consapevole di governo della complessità.

 

Frammentazione centrista e necessità di un soggetto aggregante

Nonostante le nobili intenzioni, l’attuale frammentazione dei vari movimenti e forze di matrice centrista rischia di ridurre la loro capacità di incidere davvero sulla scena politica. Anime legittimamente diverse — riformiste, moderate, liberali, cattoliche — spesso si muovono isolate, con una visione parziale e autoreferenziale del proprio ruolo. Questa dispersione, seppur animata da entusiasmo e buon senso, produce inevitabilmente debolezza ed inefficacia, perché il centro, per sua natura, non può esistere come sommatoria di iniziative individuali o come mosaico di personalismi: esso richiede una coordinazione organica, un soggetto politico in grado di rappresentare un luogo aggregante, di confronto e di mediazione.

Un centro degno di questo nome deve essere capace di tenere insieme le diversità senza lasciarsi fagocitare dall’egocentrismo, senza trasformare le differenze in motivo di conflitto interno o in pretesto per politiche di visibilità fine a se stesse. Deve porsi come spazio dove le diverse sensibilità contribuiscono alla costruzione di linee comuni, dove la pluralità diventa valore e non ostacolo, e dove il dibattito è strumento per arrivare a decisioni condivise, non palcoscenico di autoreferenzialità. Solo così il centro può tornare a svolgere la funzione che la storia gli ha assegnato: essere l’alternativa ragionata al bipolarismo, il luogo in cui il dialogo non è concessione, ma metodo, e in cui la politica recupera la sua dignità civile e culturale.

 

Orizzonte 2027: credibilità, autonomia e funzione democratica

Oggi, in un tempo in cui la radicalità viene spesso scambiata per coerenza e il rifiuto del confronto per forza politica, la lezione sturziana appare di straordinaria attualità. Molti amministratori, esponenti civici e mondi associativi faticano a trovare una collocazione naturale, tanto nel cosiddetto campo largo quanto nel centrodestra, proprio perché non si riconoscono in una politica ridotta a tifoseria. Il centro può tornare a essere la casa di queste energie, lo spazio in cui la pluralità non è un problema da semplificare, ma una risorsa da comporre.

In vista delle elezioni politiche del 2027, questa riflessione assume un significato ancora più concreto. La prossima scadenza elettorale rappresenta un passaggio decisivo per verificare se il sistema politico italiano intenda continuare a riprodurre uno schema bipolare sempre più logoro o se sia disposto ad aprire uno spazio credibile a una forza capace di ricomporre, mediare e governare la complessità. In questo scenario, il centro è chiamato a interrogarsi sul proprio ruolo e sulla propria credibilità, evitando scorciatoie elettorali o aggregazioni costruite all’ultimo momento.

Il centro non può limitarsi a una funzione di testimonianza né ridursi a un ruolo di equilibrio numerico tra i poli. Deve ambire a presentarsi come proposta autonoma, capace di incidere sugli equilibri politici e di offrire una risposta concreta a quell’area di Paese che oggi non si riconosce nello scontro ideologico permanente.

Riscoprire il centro, dunque, significa offrire un’alternativa credibile volta a contrastare l’astensionismo, restituendo dignità alla politica come luogo di confronto e decisione; significa riaffermare che la mediazione è una virtù democratica, non una debolezza. In un’Italia attraversata da divisioni profonde, il centro non rappresenta una nostalgia del passato, ma una necessità del presente.

Milano-Cortina, gli azzurri in gara oggi

Roma, 17 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara oggi alle Olimpiadi invernali di MIlano-Cortina:

10:00 – 10:45 – Predazzo Ski Jumping Stadium Combinata nordica – Gundersen LH Samuel Costa, Aaron Kostner, Alessandro Pittin

12:10 – 14:40 – Milano Ice Park Hockey su ghiaccio – Playoff U: Italia-Svizzera Matthew James Bradley, Damian Clara, Tommaso De Luca, Dylan Damian Di Perna, Gregory Di Tomaso, Cristiano Digiacinto, Davide Fadani, Luca Frigo, Mats Mikael Frycklund, Dustin James Gazley, Daniel Glira, Diego Kostner, Thomas William Larkin, Daniel Thomas Mantenuto, Giovanni Morini, Alexander Franc Petan, Phil Pietroniro, Tommy Purdeller, Nicholas Samuel Saracino, Jason Thomas Alexander Seed, Alessandro Segafredo, Alex Trivellato, Gianluca Vallini, Luca Elia Zanatta, Marco Zanetti

13:45 – 14:25 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Combinata nordica – Fondo 10 km Samuel Costa, Aaron Kostner, Alessandro Pittin

14:05 – 17:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling – Fase a gironi D: Italia-Giappone Stefania Constantini, Marta Lo Deserto, Rebecca Mariani, Elena Antonia Mathis, Giulia Zardini Lacedelli

14:30 – 14:45 – Milano Ice Park Pattinaggio di velocità – Team Pursuit U – Semifinali Davide Ghiotto, Andrea Giovannini, Michele Malfatti

14:30 – 16:05 – Anterselva Biathlon Arena Biathlon – Staffetta U Patrick Braunhofer, Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Nicola Romanin

16:22 – 16:26 – Milano Ice Park Pattinaggio di velocità – Team Pursuit U – Finale 3°/4° posto

16:28 – 16:32 – Milano Ice Park Pattinaggio di velocità – Team Pursuit U – Finale 1°/2° posto

18:45 – 23:00 – Milano Ice Skating Arena Pattinaggio di figura – Corto Singolo D Lara Naki Gutmann

19:00 – 20:00 – Cortina Sliding Centre Bob – Bob a 2 U – Heat 3 Patrick Baumgartner, Robert Gino Mircea

19:05 – 22:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling – Fase a gironi U: Italia-Stati Uniti Sebastiano Arman, Mattia Giovanella, Amos Mosaner, Alberto Pimpini, Joel Thierry Retornaz

21:05 – 22:10 – Cortina Sliding Centre Bob – Bob a 2 U – Heat 4 Patrick Baumgartner, Robert Gino Mircea

Milano – Cortina, il medagliere dei Giochi olimpici invernali

Roma, 17 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina.

1 Norvegia oro 12 argento 7 bronzo 9 totale 28 2 Italia oro 8 argento 4 bronzo 11 totale 23 3 Stati Uniti oro 6 argento 8 bronzo 5 totale 19 4 Paesi Bassi oro 6 argento 5 bronzo 1 totale 12 5 Austria oro 5 argento 7 bronzo 3 totale 15 6 Svezia oro 5 argento 5 bronzo 1 totale 11 7 Svizzera oro 5 argento 2 bronzo 3 totale 10 8 Germania oro 4 argento 7 bronzo 6 totale 17 9 Francia oro 4 argento 7 bronzo 4 totale 15 10 Giappone oro 4 argento 5 bronzo 9 totale 18

Trump: Kiev si sieda velocemente al tavolo delle trattative

Roma, 17 feb. (askanews) – Il presidente degli Stati uniti Donald Trump ha affermato che è tempo per l’Ucraina di sedersi rapidamente al tavolo dei negoziati per porre fine al conflitto con la Russia.

“E’ meglio che l’Ucraina si sieda velocemente al tavolo delle trattative. Questo è tutto ciò che dico”, ha dichiarato Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One.

Il presidente ha definito “significativi” i prossimi negoziati su un accordo con Kiev previsti a Ginevra, aggiungendo che i colloqui saranno “molto facili”.

Sparatoria in una partita di hockey nel Rhode Island, tre morti

Roma, 17 feb. (askanews) – Due morti in una sparatoria in una pista di hockey nel Rhode Island, secondo quanto riferito dalla polizia. Anche il sospettato è morto. Ne dà notizia il sito del network satellitare statunitense Cnn.

L’uomo armato sembrava aver preso di mira i membri della sua stessa famiglia, secondo quanto riferito alla Cnn da due funzionari delle forze dell’ordine informati sulla situazione. Il sospetto autore della sparatoria sembra essere morto per una ferita da arma da fuoco autoinflitta dopo aver aperto il fuoco, ha detto lunedì in una conferenza stampa il capo della polizia di Pawtucket, Tina Goncalves.

Le tre persone ferite sono in condizioni critiche al Rhode Island Hospital con ferite da arma da fuoco. È stata la 41ma sparatoria di massa negli Stati Uniti nei primi 47 giorni dell’anno, secondo quanto riferisce la Cnn.

Calcio, risultati di serie A, Lecce scatto salvezza

Roma, 16 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Cagliari-Lecce 0-2

Venticinquesima giornata: Pisa-Milan 1-2, Como-Fiorentina 1-2, Lazio-Atalanta 0-2, Inter-Juventus 3-2, Udinese-Sassuolo 1-2, Cremonese-Genoa 0-0, Parma-Verona 2-1, Torino-Bologna 1-2, Napoli-Roma 2-2, Cagliari-Lecce 0-2

Classifica: Inter 61, Milan 53, Napoli 50, Roma 47, Juventus 46, Atalanta 42, Como 41, Lazio, Bologna 33, Udinese, Sassuolo 32, Parma 29, Cagliari 28, Torino 27, Cremonese, Genoa, Lecce 24, Fiorentina 21, Pisa e Verona 15.

26^ GIORNATA venerdì 20 febbraio ore 20.45 Sassuolo-Verona, sabato 21 febbraio ore 15 Juventus-Como, ore 18 Lecce-Inter, ore 20.45 Cagliari-Lazio, domenica 22 febbraio ore 12.30 Genoa-Torino, ore 15 Atalanta-Napoli, ore 18 Milan-Parma, domenica 22 febbraio ore 20.45 Roma-Cremonese, lunedì 23 febbraio ore 18.30 Fiorentina-Pisa, ore 20.45 Bologna-Udinese

Frana Niscemi, Musumeci: 150 milioni somma significativa per Niscemi

Roma, 16 feb. (askanews) – I 150 milioni impegnati dal Governo per Niscemi, la località in provincia di Caltanissetta travolta dalla recente frana, “sono una somma significativa”. Lo ha detto il ministro della Protezione civile, Nello Musumeci, intervistato dal Tgcom24.

“Una parte – ha sottolineato – verrà dedicata al contributo per l’acquisto delle case a favore di chi la casa l’ha persa definitivamente. E poi la messa in sicurezza del territorio: si tratta di irregimentare le acque del torrente che scorre a valle. E il completamento della rete fognaria, acque bianche e acque nere, perché anche questo c’è stato nel passato, tutte quelle misure che servono a rallentare questo processo irreversibile di frana, almeno per quello che si apprende dalle dichiarazioni degli esperti”.

“E poi – ha proseguito Musumeci – dotare quel territorio di tutte le infrastrutture che possano gestire il normale deflusso delle acque, a cominciare dalle acque piovane che sono state nelle ultime settimane una concausa della frana in quel basso versante, che ormai ha superato la linea di fronte dei 4 chilometri”.

Commissione Ue: eurobond rafforzano ruolo internazionale euro

Bruxelles, 16 feb. (askanews) – La Commissione europea ha presentato ai ministri finanziari dell’Eurogruppo, oggi a Bruxelles, una nota di 30 pagine dal titolo ‘Strengthening the role of the euro’ in cui, tra le altre proposte, la continuazione delle emissioni di debito da parte dell’Ue (ovvero gli eurobond) viene chiaramente prospettata come uno fattore essenziale per creare un ‘asset sicuro’ denominato in euro, che attrarrebbe sicuramente gli investitori internazionali, anche considerando l’instabilità geopolitica crescente.

Nella nota si analizzano tutti i fattori che possono contribuire a rafforzare il ruolo internazionale dell’euro, si propongono diverse iniziative in questo senso e si chiede ai ministri se concordano con la valutazione della Commissione, quali azioni considerino più rilevanti e quali andrebbero realizzate in priorità.

Per l’Esecutivo comunitario, occorre in particolare procedere con l’attuazione dell’euro digitale; mappare le dipendenze dell’Ue rispetto ai paesi terzi nel settore finanziario; accelerare i lavori per rendere i sistemi di pagamento dell’Ue più autonomi (rispetto alla situazione attuale in cui il mercato è dominato dalle americane Visa, MasterCard e American Express),; promuovere l’uso dell’euro nelle transazioni internazioanali (in particolare riguardo agli approvvigionamenti nei settori chiave dell’energia, delle materie prime e della difesa) e rafforzare il ruolo dell’euro negli appalti, nella fatturazione, nella determinazione dei prezzi e nei pagamenti; infine, indica la Commissione, bisognerebbe ‘continuare le emissioni di debito dell’Ue per finanziare congiuntamente progetti comuni con un chiaro valore aggiunto europeo’.

Su quest’ultimo punto, il documento dell’Esecutivo comunitario nota che ‘negli ultimi anni le obbligazioni dell’Ue si sono affermate come un asset liquido e sicuro e come un’opportunità per investire nell’euro, con un chiaro interesse da parte degli investitori internazionali’, e perciò ‘è fondamentale sviluppare ulteriormente questo mercato’.

E tra le ‘potenziali azioni aggiuntive’ sottoposte ai ministri finanziari dell’Eurozona, la Commissione insiste sulla necessità di ‘continuare l’emissione di obbligazioni dell’Ue per finanziare congiuntamente progetti comuni con un chiaro valore aggiunto europeo’.

Nel testo, si afferma che ‘il ruolo internazionale dell’euro è il risultato di solidi fondamentali economici, decisioni politiche e potenti effetti di rete’. E si spiega che ‘i fondamentali economici essenziali, come le dimensioni e il vantaggio competitivo dell’economia emittente, il suo ruolo nel commercio globale, il suo bacino di asset sicuri e, più in generale, le dimensioni, la profondità, la liquidità e la sicurezza dei suoi mercati finanziari, costituiscono la base materiale per lo status internazionale di una valuta’.

La nota rileva che ‘secondo i calcoli del Fmi, si stima che circa la metà delle attività e passività esterne globali sia denominata in dollari statunitensi. L’euro si colloca al secondo posto, con circa il 20% delle attività e passività esterne globali’ denominate nella moneta unica europea.

‘Negli ultimi anni – ricorda la Commissione -, l’Ue stessa ha aumentato la disponibilità di asset sicuri e liquidi denominati in euro. Tra i principali programmi di politiche attualmente finanziati da obbligazioni dell’Ue figurano ‘NextGenerationEU’, i programmi di sostegno finanziario all’Ucraina e ad altri paesi del vicinato, il nuovo strumento Safe (‘Security Action for Europe’) dell’Ue e, più recentemente, la decisione di prestare 90 miliardi di euro all’Ucraina’. Da gennaio 2023, tutte le emissioni dell’Unione per i diversi programmi sono consolidate sotto un unico ombrello obbligazionario, ‘l’approccio di finanziamento unificato dell’Ue’. L’istituzione dell’approccio di finanziamento unificato, afferma la Commissione, ‘ha rappresentato un passo importante nello sviluppo dell’Ue come emittente di asset sicurii, ingenti e liquidi. Dal 2020, l’UE è diventata il terzo emittente di debito pubblico con rating AAA a livello mondiale’.

La nota rileva ancora che ‘si prevede che la combinazione di mandati nuovi ed esistenti per l’emissione di debito, che continuerà nel prossimo Quadro finanziario pluriennale’ dell’Ue (Qfp) per il periodo 2028-2034, ‘sosterrà una presenza forte e regolare dell’Ue sui mercati dei capitali’.

In particolare, ‘la proposta di Qfp 2028-2034 include diversi programmi che si baserebbero su nuove emissioni di debito per finanziare prestiti sia agli Stati membri dell’Ue che ai paesi partner: 1) fino a 150 miliardi di euro di prestiti strategici nell’ambito dei Programmi di Partenariato Nazionale e Regionale per finanziare ulteriori riforme e investimenti; 2) la componente prestiti del sostegno fino a 100 miliardi di euro (sotto forma di prestiti e sovvenzioni) all’Ucraina; 3) l’assistenza macrofinanziaria nell’ambito dell”Europa globale”.

Inoltre, ricorda ancora la Commissione, è stato proposto ‘un nuovo meccanismo straordinario e temporaneo per rispondere alle conseguenze di gravi crisi, gravi difficoltà o gravi minacce che colpiscano l’Unione o i suoi Stati membri. Questo strumento straordinario di crisi, se attivato, erogherà prestiti agli Stati membri garantiti da emissioni dell’Ue, esclusivamente per il periodo del prossimo bilancio a lungo termine, in caso di grave crisi’.

La Commissione propone inoltre ‘l’istituzione di un unico organismo emittente tra le istituzioni e gli organi sovranazionali dell’Ue’, che ‘comporterebbe emissioni più consistenti e liquide, a vantaggio del ruolo internazionale dell’euro. Oltre alle obbligazioni sicure e liquide dell’Ue, sia il Meccanismo europeo di stabilità (Mes, ndr) che il Fondo europeo di stabilità finanziaria emettono obbligazioni sui mercati dei capitali. Anche il Fondo di risoluzione unico ha la possibilità di contrarre prestiti, sebbene non lo abbia ancora fatto’.

Il Fondo di risoluzione unico, un ‘backstop’ concepito per intervenre in caso di crisi bancaria nell’Eurozona, è previsto dalla riforma del Mes che è bloccata, per ora, dalla mancata ratifica dell’Italia.

‘L’integrazione del Mes nel quadro giuridico dell’Unione e l’istituzione di un unico organismo emittente per le obbligazioni sovranazionali’ dell’Ue, sottolinea la Commissione, ‘ridurrebbero, tra l’altro, i costi amministrativi e contribuirebbero a rafforzare il ruolo internazionale dell’euro, offrendo titoli più consistenti e liquidi. Un tale approccio potrebbe facilitare l’inclusione delle emissioni’ in euro ‘nei principali indici sovrani, che fungono da benchmark per i grandi investitori istituzionali, e quindi aumentare la domanda strutturale di tali obbligazioni. Più in generale – ribadisce la nota -, continuare a emettere obbligazioni nell’Ue per finanziare congiuntamente progetti comuni con un chiaro valore aggiunto europeo sarebbe economicamente efficiente e rafforzerebbe ulteriormente il ruolo internazionale dell’euro’.

Nel 2018 e nel 2021 la Commissione, ricorda ancora la nota, aveva sottolineato ‘l’importanza dell’integrazione dell’Unione economica e monetaria, compreso il completamento dell’Unione bancaria e dell’Unione dei mercati dei capitali, nonché l’emissione di asset sicuri comuni dell’Ue, come mezzo per rafforzare il ruolo internazionale dell’euro’.

‘L’emissione di obbligazioni del ‘NextGenerationEU’ può essere considerata un importante sviluppo per quanto riguarda l’emissione di un asset sicuro comune dell’Ue, a dimostrazione dell’interesse degli investitori per tale prodotto finanziario’, conclude la Commissione che tuttavia non parla di ‘eurobond’, ma usa il termine ‘emissioni Ue’.

Inoltre, nella nota, l’Esecutivo comunitario non menziona mai la possibilità di un ‘roll-over’ delle obbligazioni che finanziano il Fondo per la ripresa e la resilienza post-Covid, ovvero il rimborso dei titoli alla scadenza mediante nuove emissioni di debito, come accade normalmente per il Tesoro nazionale di qualunque paese.

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Calabria, dopo fiume esondato a Cassano: “Abbiamo un inferno in casa”

Roma, 16 feb. (askanews) – La recente ondata di maltempo che ha colpito duramente la Calabria, con piogge torrenziali, esondazioni di fiumi, frane, allagamenti, mareggiate sulle coste tirreniche e interventi straordinari dei Vigili del fuoco, ha lasciato tanta rabbia, sconforto e danni. A Cassano allo Ionio è esondato il fiume Crati: “L’acqua ci è entrata dentro, ci ha distrutto tutto, ci ha fatto saltare la corrente, abbiamo tutti i mobili bagnati, dobbiamo buttare tutto, la cucina, le stanze da letto, ci ha distrutto tutti gli elettrodomestici, abbiamo un inferno in casa”, racconta una residente di Cassano.

“Siamo stanchi e amareggiati, speriamo che qualcuno faccia qualcosa affinché non possa più accadere”, aggiunge.

In molte aree della regione sono state registrate criticità significative, con danni ad infrastrutture, minaccia alla ferrovia nel Cosentino e attività di difesa del patrimonio storico come il Parco archeologico di Sibari. Luigi Guaragna, presidente associazione Laghi di Sibari:

“Da venerdì notte (13 febbraio, ndr) siamo alle prese con questo disastro. La foce del fiume Crati ci ha segnato per sempre. La furia dell’acqua ha inondato le abitazioni e ha messo a dura prova soprattutto le persone, che sono dovute scappare di notte, abbiamo messo in salvo tutti. Ora resta la conta dei danni. Chiediamo un aiuto alle istituzioni perché questa perla possa risorgere nel più breve tempo possibile”.

Maltempo Calabria, sindaco Cassano: molta rabbia, non lasciateci soli

Roma, 16 feb. (askanews) – “In questo momento stiamo lavorando per fronteggiare l’emergenza, per assicurare a tutti un pasto caldo, per assicurare a chi non lo avesse un tetto. C’è molta rabbia, non lo nego, ma questa rabbia è anche voglia di ripartire e una richiesta accorata alle istituzioni a non essere lasciati soli”: così il sindaco di Cassano allo Ionio (provincia di Cosenza), in Calabria, dopo la recente esondazione del fiume Crati.

“C’è gente che ha perso davvero tutto, ha perso i risparmi e i sacrifici di una vita, c’è gente che oggi non ha nemmeno un fornello per preparare un pasto”, ha sottolineato.

“Nel nostro comune ad essere interessate sono Contrada Lattughella, qui a Sibari, e sempre a Sibari la zona dei Laghi, accomunate dalla vicinanza del fiume Crati, che ha rotto gli argini in più parti e sostanzialmente trasformato i laghi di Sibari in una parte della propria foce”, ha spiegato il primo cittadino.

“Siamo a un punto ancora di precarietà, perché le rotture multiple lungo gli argini hanno richiesto un intervento davvero massiccio in termini di lavoro. L’approssimarsi di una nuova perturbazione non ci tranquillizza. Confidiamo che quanto finora fatto possa rivelarsi utile a frenare un’eventuale avanzata del Crati”, ha concluso.