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25 aprile, Salvini: è la festa di tutti, non solo dei comunisti

Roma, 12 apr. (askanews) – Matteo Salvini si augura che il 25 aprile sia “una bella giornata di sole”, una giornata “festosa in cui si ricorda un momento di liberazione di cui tutti sono stati protagonisti. Non solo i comunisti”. Il vice-premier lo ha detto a margine della ‘Scuola di formazione politica della Lega’. “Mi stupiscono – aggiunto – le parole. Io odio che arrivano una certa sinistra: quando uno dei portavoce del politicamente corretto come il signor Saviano dice che Musk finirà nel sangue, che la parabola di Trump finirà violentemente, che c’è la tirannide e c’è bisogno di una nuova resistenza… Io penso che parli a sproposito e usi parole che che non fanno bene”.

Panetta: S&P non mi stupisce, rating potrebbe ancora migliorare

Roma, 12 apr. (askanews) – Il giudizio di Standard and Poor’s giunto ieri sera, che ha migliorato il rating dell’Italia “non mi stupisce, me lo aspettavo. Lo aveva detto anche tre mesi fa al Forex. E non è finita qui, potrebbe ancora migliorare”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo a Trento ad un evento in vista del Festival Dell’Economia.

“Le condizioni dell’economia italiana sono cambiate, i conti pubblici sono condotti con ragionevolezza, non sono trattati come variavbile indipendente, ma si cerca di contemperare le esigenze dell’economia tenendo conto dell’elevato debito”.

Panetta: S&P non mi stupisce, rating potrebbe ancora migliorare

Roma, 12 apr. (askanews) – Il giudizio di Standard and Poor’s giunto ieri sera, che ha migliorato il rating dell’Italia “non mi stupisce, me lo aspettavo. Lo aveva detto anche tre mesi fa al Forex. E non è finita qui, potrebbe ancora migliorare”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo a Trento ad un evento in vista del Festival Dell’Economia.

“Le condizioni dell’economia italiana sono cambiate, i conti pubblici sono condotti con ragionevolezza, non sono trattati come variavbile indipendente, ma si cerca di contemperare le esigenze dell’economia tenendo conto dell’elevato debito”.

Meloni e Abascal (il leader di Vox), due ore di incontro a Roma "con un’amica e alleata eccellente"

Roma, 12 apr. (askanews) – “A Roma, sempre benvenuti. Un paio d’ore molto interessanti per scambiare impressioni con un’amica e alleata eccellente: Giorgia Meloni. L’Italia è senza dubbio una nazione fortunata e ben governata, nonostante i tempi turbolenti in cui viviamo”.

Lo scrive su X il leader spagnolo di Vox Santiago Abascal, postando una foto di lui e Giorgia Meloni sorridenti insieme all’indomani dell’incontro a Pechino fra il premier socialista spagnolo Sanchez e il presidente cinese Xi Jin Ping per rafforzare i rapporti Cina-Ue in piena guerra commerciale Usa-Cina sui dazi che secondo fonti di stampa è stato criticato dalla premier Meloni.

Meloni-Abascal, due ore di incontro a Roma:"Italia fortunata, è ben governata"

Roma, 12 apr. (askanews) – “A Roma, sempre benvenuti. Un paio d’ore molto interessanti per scambiare impressioni con un amico e alleato eccellente: Giorgia Meloni. L’Italia è senza dubbio una nazione fortunata e ben governata, nonostante i tempi turbolenti in cui viviamo”.

Lo scrive su X il leader spagnolo di Vox Santiago Abascal, postando una foto di lui e Giorgia Meloni sorridenti insieme all’indomani dell’incontro a Pechino fra il premier socialista spagnolo Sanchez e il presidente cinese Xi Jin Ping per rafforzare i rapporti Cina-Ue in piena guerra commerciale Usa-Cina sui dazi che secondo fonti di stampa è stato criticato dalla premier Meloni.

Banche, Abi: a marzo scendono tassi prestiti e si ferma calo domanda

Roma, 12 apr. (askanews) – Nuovi cali dei tassi sui prestiti bancari in Italia a marzo, mentre in un quadro di debolezza dell’economia la domanda resta sottotono, ma per la prima volta dagli inizi del 2023 non registra un calo su base annua. Secondo il Rapporto mensile dell’Abi, il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,84%, dal 3,99% di settembre. L’associaizone ricorda che questa voce aveva raggiunto il 5,45% nel dicembre 2023.

Sempre a marzo il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni, i mutui alle famiglie, è sceso al 3,14%, dal 3,18% del mese precedente. Il picco in questo caso era stato del 4,42%, sempre a dicembre 2023.

Secondo l’associazione bancaria, il tasso medio sul totale dei prestiti (quindi sottoscritti negli anni) è sceso al 4,22% marzo, dal 4,28% del mese precedente.

Il rallentamento della crescita economica contribuisce a mantenere bassa la domanda di prestiti, dice ancora l’Abi: a marzo 2025, i prestiti a imprese e famiglie, per la prima volta da marzo 2023, non registrano un tasso di variazione negativo rimanendo invariati rispetto a un anno prima, dopo un meno 0,6% nel mese precedente. A febbraio 2025 i prestiti alle imprese erano diminuiti del 2,1% mentre quelli alle famiglie erano cresciuti dello 0,7%.

Live tributo per Luciano Pavarotti all’Arena di Verona con tanti ospiti

Milano, 12 apr. (askanews) – Il Maestro Luciano Pavarotti ha usato il suo straordinario talento per portare l’opera a un pubblico mondiale di appassionati e non solo: ha infranto barriere e confini, ha trasceso i teatri per arrivare ai grandi spazi aperti, toccando il cuore di milioni di persone.

Portare l’opera lirica alla gente, rendendola il più popolare possibile, era un’idea che ben calzava alla sua personalità di artista generoso e aperto e di musicista dalle vedute non convenzionali.

Anche attraverso straordinari e innovativi eventi musicali, come i concerti de I Tre Tenori e Pavarotti & Friends, il Maestro è riuscito a realizzare la sua visione di musica senza confini, portandolo ad accogliere con grande spirito di inclusione nuove idee e generi, idealmente stringendo tutto e tutti in un grande abbraccio.

Un percorso che ha lasciato un segno indelebile nella storia della musica, e non solo.

La Fondazione Luciano Pavarotti intende ricordare questo straordinario e unico percorso artistico nell’anno in cui il tenore avrebbe celebrato il suo novantesimo compleanno con un grande concerto all’Arena di Verona che si terrà il 30 settembre 2025: Pavarotti 90.

Un cast di eccezione, tra cui Plácido Domingo, José Carreras e Andrea Bocelli, amici di una vita, insieme a grandi nomi del panorama musicale nazionale e internazionale del calibro di Laura Pausini, prima di una serie di star del pop, con molte altre voci leggendarie che calcano i palcoscenici dei più prestigiosi teatri, cuore della grande tradizione lirica.

Sul palco si esibiranno alcuni dei più eminenti artisti del panorama operistico internazionale, in particolare tenori che hanno avuto il privilegio di condividere con Luciano Pavarotti non solo una lunga carriera, ma anche una profonda amicizia. Per questi artisti, il Maestro è stato una figura di riferimento assoluto, un mentore, una fonte di ispirazione e un modello impareggiabile di tecnica vocale e interpretativa. Tra i protagonisti dell’evento, oltre a Plácido Domingo e José Carreras, i due illustri colleghi che, insieme a Pavarotti, hanno dato vita al leggendario trio de “I Tre Tenori”, segnando un capitolo fondamentale nella storia della musica lirica mondiale, si esibiranno alcuni dei più importanti tenori del panorama contemporaneo, tra cui Andrea Bocelli, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Jonathan Tetelman, Fabio Sartori, Marcelo Álvarez, Francesco Meli, nonché i soprani Angela Gheorghiu, Mariam Battistelli, Carmen Giannattasio e Giulia Mazzola.

L’evento prodotto da Friends&Partners vedrà anche la partecipazione di prestigiose icone del panorama musicale pop, quei “due emisferi” che Luciano Pavarotti è riuscito con grande generosità a unire in nome della solidarietà.

Primo nome annunciato l’artista italiana più premiata al mondo, Laura Pausini, da sempre nel cuore del Maestro Pavarotti e protagonista del Pavarotti & Friends in più occasioni, che ha avuto anche l’onore di accompagnare il Maestro in Guatemala nel 2001 e ricordarLo durante un evento memorabile a Petra, in Giordania, in occasione del primo anniversario della sua scomparsa (2008).

Le performance degli artisti saranno accompagnate dall’Orchestra Fondazione Luciano Pavarotti, un ensemble nato per onorare l’eredità artistica del celebre tenore. Composto da giovani musicisti di straordinario talento, l’orchestra coniuga le solide radici della tradizione musicale classica con una spiccata apertura verso nuovi linguaggi e tendenze musicali. La sua missione è quella di diffondere l’eccellenza della tradizione concertistica italiana nel mondo, rimanendo fedele alla visione musicale di Pavarotti, che ha saputo unire la cultura e la popolarità in un’unica, straordinaria espressione artistica.

Coerenti con l’impegno verso i più bisognosi e verso i giovani artisti emergenti che il Maestro ha portato avanti nel corso della sua vita, e che porta avanti ancora oggi attraverso la Fondazione Luciano Pavarotti, una parte dei proventi del concerto sarà destinata all’Antoniano di Bologna per l’Operazione Pane e una parte alla Fondazione Luciano Pavarotti per sostenere i giovani cantanti lirici e la Casa Museo di Modena.

Nel concerto avranno quindi spazio anche le giovani voci del panorama lirico internazionale, di cui il Maestro è stato mentore e modello, per interpretare le gemme del repertorio che egli ha reso familiari a milioni di persone nel mondo.

Un appuntamento imperdibile per tutti gli amanti della grande musica, per celebrare l’artista, l’uomo e il sogno di Luciano Pavarotti, che grazie alla sua voce unica e impareggiabile e alle doti di comunicatore empatico, estroverso e carismatico, è stato riconosciuto come il tenore più noto ed amato dell’ultimo secolo. Sarà l’occasione non solo per un concerto ma per un vero e proprio “Memorial”, che offrirà al pubblico e a tutti i partecipanti l’opportunità di ricordare il Maestro tramite testimonianze, ricordi, video e attraverso, naturalmente, le performance sul palco dei grandi talenti presenti.

Pasqua di fede giovane e inattesa: boom di battesimi in Francia

Quest’anno, in Francia, nella notte di Pasqua, saranno battezzati più di 10.000 adulti (10.384) e più di 7.400 adolescenti dagli 11 ai 17 anni. Questo porta il numero totale di catecumeni che riceveranno il battesimo in Francia quest’anno a oltre 17.800, con un aumento del 45% per gli adulti rispetto al 2024. “Questi risultati, che superano ulteriormente le cifre record raccolte lo scorso anno, sono i più alti mai registrati”, scrive la Conferenza episcopale francese in un comunicato diffuso subito dopo la conferenza stampa di presentazione dei dati che si è tenuta oggi a Parigi nella sede della Cef. E di risultato assolutamente inatteso”, parla anche mons. Oliver Leborgne, vescovo di Arras a cui la Conferenza episcopale ha affidato il compito di interpretare i dati in un video a corredo dell’indagine. Si conferma e si rafforza anche in modo molto significativo una tendenza già notata nello studio dell’anno scorso: la crescente, e ormai maggioritaria, quota di giovani tra tutti i catecumeni. La fascia dei 18-25 anni, composta da studenti e “giovani professionisti”, rappresenta ormai il 42% dei catecumeni, superando così la fascia dei 26-40 anni, che finora rappresentava il target storico dei catecumeni adulti. Anche quest’anno è aumentato notevolmente il numero dei catecumeni adolescenti. Osserviamo un aumento del 33% per le diocesi per le quali si dispongono di dati relativi ai due anni consecutivi 2024 e 2025.

(Foto CEF)

 

Da notare parallelamente alla crescita dei catecumeni, dal 2022 le diocesi registrano un incremento consistente dei “cresimandi” adulti, cioè coloro che hanno ricevuto il battesimo durante l’infanzia e che, dopo aver cessato di praticare per diversi motivi, soprattutto durante l’adolescenza, da adulti tornano nella Chiesa per approfondire la loro fede. Nel 2024, più di 9.000 adulti hanno ricevuto il sacramento della cresima a Pentecoste (la festa in cui nella Chiesa cattolica si svolgono le cresime degli adulti, cinquanta giorni dopo Pasqua), il doppio rispetto a due anni fa (ovvero 2024 rispetto al 2022).

“C’è qualcosa che ci supera, che ci sorprende e ci rende felici”, commenta il vescovo di Arras. “Abbiamo cercato di lavorare, di preparare il terreno, ma ci rendiamo conto che ciò che succede, non ha a che fare con i nostri progetti”. E’ piuttosto, “come se il Signore prendesse la parola”. Dietro la scelta del battesimo o della cresima – prosegue il vescovo – si scorgono almeno tre “domande”. La maggioranza delle persone che si riavvicinano alla Chiesa attraverso questi sacramenti, provengono da vite “capovolte, movimentate, a volte ferite” ed hanno fatto esperienza di “salvezza e guarigione”. C’è poi anche “una ricerca di senso” che una società priva di riferimenti, difficilmente riesce a soddisfare. Infine, soprattutto tra i giovani, c’è la ricerca di un qualcosa che possa aiutare a vivere nel mondo. Dietro comunque ogni storia, conclude il vescovo, “è il Signore che prende la Parola”. “E’ Lui che attrae a sé, tocca i cuori e si rivela”, incalza mons. Olivier de Germay, arcivescovo di Lione. E aggiunge: “La grande sfida che ci attende ora è come renderli discepoli. Non si tratta solo di immaginare delle ricette per “conservarli” dopo il battesimo. Saranno le nostre comunità parrocchiali a dover prendere coscienza di questa missione collettiva e mettere in atto percorsi, sia prima che dopo il battesimo”.

Pezzotta: la Cisl di Bergamo non mi ha invitato al congresso.

Scrivo questa nota con non poca amarezza e lo faccio per rispondere ad alcuni amici che mi hanno chiesto perché non ero presente al congresso territoriale della Cisl di Bergamo. Non ero presente perché non invitato. È sempre stata prassi che ai congressi della Cisl Bergamasca fossero invitati gli ex segretari generali.

Sicuramente la cosa mi ha amareggiato e lo ritengo un atto di vera e propria maleducazione. Penso che questo sia dovuto alla mia pubblica posizione di critica delle politiche confederali. I miei sono stati dissensi del tutto disinteressati, esercitati solo per amore e per precisare meglio si è tratto sempre di un  esercizio di correzione fraterna.

Pur amareggiato resto iscritto alla Cisl, continuerò a pagare le quote dovute. Alla Cisl sono riconoscente per tutto quello che mi ha dato, che è molto di più di quello che ho potuto dare. Non tocca a me giudicare il mio operato, ma posso dire di aver sempre cercato di operare con passione, onestà e sincera dedizione alla causa dei lavoratori e della democrazia.

Mi sono iscritto alla Cisl nel lontano 1963, sono stato  eletto nella Commissione Interna e poi nel 1969 nel Consiglio di fabbrica. Entro nel direttivo provinciale della Filta-Cisl (Federazione Italiana Lavoratori Tessili Abbigliamento) e poi, nel 1972, nella Segretaria Provinciale. Mi sono impegnato per l’unità sindacale e sono stato tra i promotori della Fulta di Bergamo (Federazione Unitaria Lavoratori Tessili Abbigliamento).

Inizio a fare l’operatore sindacale il primo maggio del 1974, il Segretario Daniele Corbari mi invia nella zona di Grumello del Monte (a forte presenza di aziende bottoniere e dell’abbigliamento), poi sarò impegnato nella zona di Zingonia e Treviglio.

Successivamente vengo eletto segretario Provinciale dei tessili e in seguito segretario generale della Unione Provinciale. Nel 1993 divento segretario regionale della Cisl in Lombardia, incarico che lascio nel dicembre del 1998. Ho anche  ricoperto  l’incarico di Presidente della Comunità dei Sindacati delle Regioni delle Alpi Centrali (Arge-Alp).

Nel dicembre del 1998, entro a far parte della Segreteria Confederale della Cisl di cui è segretario Sergio D’Antoni, dove ho assunto le funzioni di Vicario.

Il  4 dicembre 2000, vengo eletto Segretario Generale della Cisl, incarico che poi mi venne riconfermato, con il più ampio consenso di voti, dal Primo Consiglio Generale della Cisl, sia dopo il XIV Congresso del giugno 2001 che dopo il XV Congresso del luglio 2005. Son stato vicepresidente della Cisl Internazionale e membro del Comitato Esecutivo della Ces (Conferenza Europea dei Sindacati).

Sono stato firmatario dell’accordo denominato “Patto per l’Italia”, attuato con l’obiettivo di rinnovare la contrattazione e la gestione del mercato del lavoro e di mettere un freno alle politiche del primo governo di destra presieduto da Silvio Berlusconi. Ho sempre cercato di vivere positivamente e senza legami politici l’autonomia sindacale a cui la Cisl mi aveva educato. Ho vissuto  con sofferenza la rottura con la Cgil di Cofferati, mantenendo un costante rapporto e dialogo con Guglielmo Epifani che consentirà la ripresa dei rapporti unitari. Ho coltivato l’amicizia con Marco Biagi e dopo il suo assassinio ad opera delle Nuove Brigate Rosse, sono stato l’unico sindacalista che ha partecipato al suo funerale.

A fronte del governo Berlusconi che non manteneva gli impegni assunti nell’accordo sottoscritto, si è dato avvio a una fase di mobilitazione recuperando l’unità d’azione con la Cgil e la Uil .

Al sorgere di questioni interne, relative ai tempi della successione, mantenendo fede alla convinzione che l’unità del sindacato sia sempre un bene e volendo evitare che questo problema generasse una  rottura nella Cisl, mi sono dimesso dall’incarico nel 2006, senza indicare come era prassi chi mi doveva succedere, lasciando al Consiglio Generale la più ampia libertà di scelta. Molte volte mi sono chiesto, senza darmi una risposta, se ho fatto bene o male.

Questo è stato il mio percorso in Cisl. Certamente paragonato a Carniti e a segretari generali che mi hanno preceduto non sono stato un grande segretario, ma sempre ho cercato di agire con onestà, rettitudine e passione ideale.

Non capisco il perché di questo ostracismo che viene esercitato nei miei confronti, se è perché ho criticato le politiche confederali, dico che ho solo cercato di esercitare il diritto di parola – diritto che spetta all’iscritto – e continuerò a farlo restando iscritto alla Cisl, cui devo molto,  compreso il diritto di parola.

Spazio di dialogo: la città ‘pensata’ da Giorgio La Pira

Foto di Elisabetta Miele da Pixabay
Foto di Elisabetta Miele da Pixabay

Giorgio La Pira ci invita a riflettere sul nesso tra persona, impresa e comunità in relazione al tema della città. Non è semplice incamminarsi sulla strada di una possibile relazione tra tali concetti. Potrebbe sembrare che siano questioni essenzialmente disconnesse se considerate nel contesto del concetto di città come comunemente viene inteso. Una soluzione al problema della definizione di un orizzonte concettuale entro cui trattare insieme le questioni della persona, dell’impresa, della comunità e della città viene da una rivalutazione di significato, almeno sul fronte dei temi della persona e della città.

L’indagine di La Pira porta in una prospettiva nuova i temi della città e della persona, al fine di descrivere un possibile modo di interrelazione tra essi e i concetti di impresa e comunità. Qual è quindi il collante mediante cui connettere impresa-comunità-città? Il collante è il concetto di persona. È il modo di intendere la persona. La persona infatti non è più inquadrata in un orizzonte utopistico e completamente sconnesso dalla sua concreta possibilità d’essere ma si muove in direzione di un concretarsi nella possibilità del cambiamento.

A che cosa ci si riferisce quando si richiama la parola stessa di “persona”? Con essa si intende la sintesi del bene comune in alternativa al male comune. Il concetto di persona ci proietta nell’ottica della conflittualità che nasce nella città ed è risolutrice come rappresentazione del bene comune. La città è città complessa, è crocevia e concentrazione di vissuti. Dal momento che oggi, pensando ai vissuti si pensa innanzitutto e per lo più ai fenomeni migratori, è chiaro allora come la città, che vive di vissuti, intesa nel modo con la intende La Pira è l’unica forma di comunicazione che la società di oggi necessita.

Scrive così il pensatore fiorentino: «Signori, vi chiedo: una delle cause fondamentali di questa crisi – una crisi che tocca le concezioni basilari della persona umana, della società umana, della storia umana – non sta forse nella crisi della città? Crisi di sradicamento, come è stato giustamente detto: sradicamento della persona dalla città, da cui la persona trae perfezione e misura! Perché la persona umana è in qualche modo definita dalla città in cui si radica: come la pianta dal suo campo. La città con le sue misure, il suo tempio, le sue case, le sue strade, le sue piazze, le sue officine, le sue scuole, rientra in qualche modo nella definizione dell’uomo!».

Uno dei marcatori positivi di questo complesso di considerazioni a proposito del nesso impresa-comunità-città, che scaturisce dalla nozione di persona, è la lettura di una possibile sostenibilità, che ha a che fare con l’identità della città, soprattutto in riferimento ad elementi che oggi sono al centro anche del dibattito politico e che definiscono la città e i cittadini e perciò, alla questione della persona e dell’uomo stesso: si pensi alla paura del diverso. Essa, non è solo paura del diverso ma anche in fondo paura dell’eguale.

Questa paura è a fondamento della convivenza incivile all’interno di un perimetro che è quello della città che, pertanto, è tratta fuori da ciò che essa stessa è: convivenza e spazio di dialogo. Questo sconfinamento della città da ciò che rappresenta la sua essenza, la sua natura, con la paura dell’altro, nella sua diversità ma anche nella sua somiglianza a ciascuno di noi, è una ricaduta gravosa nel vortice dell’indifferenza che non produce soluzione. È chiaro, pertanto, che oggi, se non ragioniamo attraverso l’insegnamento di La Pira che ha fatto della città della complessità un luogo di riflessione, finiamo prigionieri di deliri di innocenza rispetto al tema del disimpegno, dei meccanismi di autodifesa che non producono passi chiari.

Se è vero che senza complicità non viviamo, è anche vero che senza identità non esistiamo. Il rischio è quello di diventare vittime del narcisismo, vittime di una incapacità di cogliere i valori che lo sforzo di una riflessione comune, nell’andare oltre la quotidianità, ci offre. Al di fuori di una volontà di costruzione di uno spazio comune, si creerebbe inevitabilmente un’ennesima ferita all’interno dei vissuti di una città inevitabilmente anemica. Ma la città è quella che La Pira immagina debba essere: è la città della molteplicità delle prospettive, è la dimensione della percezione dei vissuti in comune; un tipo di città che non innalzerebbe muri ma costruirebbe ponti, attraverso i quali trovano realizzazione i desideri, i talenti, le culture.

 

Per leggere il testo integrale

(La città nel pensiero di Giorgio La Pira)

 

Bibbia, rivista la traduzione: inesatto dire “niente di nuovo sotto il sole”.

Foto di Yerson Retamal da Pixabay
Foto di Yerson Retamal da Pixabay

Negli apparati che accompagnano la nuova traduzione del Genesi realizzata da Gianantonio Borgonovo per le edizioni Paoline (Roma, 2025, pagine 1064, euro 95) si trova una dichiarazione piuttosto sorprendente: «Qohelet non si lascia prendere la mano da affermazioni ridondanti (ma false), come “niente di nuovo sotto il sole” aut similia».

La versione corretta di Qohelet 1, 9 sarebbe «mai “tutto nuovo” sotto il sole», considerazione di attendibilità ben maggiore e soprattutto ribaltata dal punto di vista filosofico rispetto a quella corrente. L’autore del libro si trasforma infatti da testimone della immobilità della condizione umana a difensore tanto della tradizione quanto del progresso. Nessuna rassegnazione di fronte a un mondo che non cambia mai quanto piuttosto la consapevolezza di un passato comune da rispettare.

La visione classica dell’eterno ripetersi delle stagioni umane cede il passo a quella dell’escatologia cristiana, convinta dell’esistenza di una finalità della storia, anche se inconoscibile attraverso gli strumenti della ragione.

Trovo che la nuova traduzione si accompagni bene con una opinione espressa e più volte ribadita da Luciano Canfora, per il quale «nella storia gli eventi non si ripetono mai uguali». Ci possono essere somiglianze, anche profonde, non identità. Ciò che accade ha sempre aspetti di novità, che vanno riconosciuti e indagati. Lo storico e filologo barese individua una sorta di secondo argine per il corso degli eventi, parallelo a quello posto da Qohelet. Se niente di quanto accade può ambire alla novità assoluta e contiene comunque al proprio interno i materiali che il passato gli consegna, allo stesso modo nessun fatto si ripropone mai nelle medesime forme, ma è comunque portatore di qualche elemento di novità.

Affiancate le due rappresentazioni dello svolgersi degli avvenimenti descrivono un’umanità in cammino, costretta ad affrontare una realtà per molti versi misteriosa, senza per questo dimostrarsi ostile, in una prospettiva faticosa ma alla lunga riconoscibile di crescita e di avanzamento.

Wall Street chiude in rialzo, Dow Jones +1,56%, Nasdaq +2,06%

Roma, 11 apr. (askanews) – Chiusura dell’ultima seduta settimanale positiva a Wall Street, che ha invertito la rotta poco dopo un avvio nuovamente al ribasso, mentre la Cina ha rilanciato per l’ennesima volta le rappresaglie contro i dazi commerciali Usa, alzando al 125% quelli che impone sulle importazioni provenienti dagli Stati Uniti. Ma contestualmente alla decisione, ha annunciato che non continuerà in questa partita al rilancio. A fine sessione il Dow Jones guadagna l’1,56 percento, l’S&P 500 segna più 1,81 percento e il Nasdaq balza del 2,06 percento.

A dispetto della continua escalation delle tensioni con Pechino, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha ribadito l’aspettativa che alla fine la Cina cercherà un accordo sugli scambi commerciali.

Nel frattempo nel pomeriggio si sono smorzate le pressioni sul dollaro, che oggi avevano visto l’euro salire sopra quota 1,14 sul biglietto verde, a nuovi massimi dal 2022. In serata dollaro rintraccia in parte e l’euro si smorza a 1,1336.

Sono proseguite, ma anche in questo caso smorzandosi in serata, anche le pressioni sui titoli di Stato americani, i tassi sui Treasuries decennali risultano aumentati di 8 punti base al 4,47%. Nel frattempo l’oro ha segnato nuovi massimi storici toccando nel corso della seduta 3.268 dollari l’oncia.

Lunedì una delegazione delegazione negoziale dell’Unione europea sarà nuovamente a Washington. In recupero anche il petrolio, nell’afterhours il barile di Wti sale del 2,51% a 61,58 dollari.

Padel, Fip Silver Roma: Pappacena e Sussarello volano ai quarti

Roma, 11 apr. (askanews) – Tutta la classe dei top 30 mondiali in campo al Villa Pamphili Padel Club. Javier Barahona (numero 28 mondiale) e Javi Garcia (33) conquistano il pubblico al Fip Silver Mediolanum Padel Cup, dopo una vittoria di classe assoluta contro Nicolas Brusa e Alan Ibarrola (6-3 6-2). I due spagnoli, numeri 1 del seeding, confermano di essere la coppia da battere: il grande momento di forma di inizio stagione (che li ha portati fino ai quarti di finale del P1 di Santiago del Cile) è stato finora confermato anche nel torneo romano, dove domani troveranno la coppia ispano tedesca Agustin Reca/Alvaro Lopez.

A regalare spettacolo nella giornata degli ottavi di finale – si legge in una nota – anche la sfida tra Simone Cremona e Jaume Romera (2) contro Leonardo Bulgarini e Simone Vaccari. Più di due ore di battaglia al termine della quale lo spagnolo e l’azzurro (vicecampione d’Europa con la Nazionale, numero 78 del ranking mondiale Fip hanno avuto la meglio per 5-7 7-6 6-4. “E’ stata una partita durissima, su un campo molto veloce e contro una coppia sempre molto difficile da battere”, così Cremona a fine partita. “Anche dopo aver perso il primo set e dopo il testa a testa nel secondo non abbiamo perso lucidità. Al tie break è poi venuta fuori la nostra solidità nei punti importanti e nei momenti chiave. E’ stata questa la svolta della partita”. Si ferma invece l’avventura di Lorenzo Di Giovanni e Simone Iacovino, battuti (4-6 6-2 5-7) dalla coppia francese sorpresa del torneo, Boronad/Fonteny.

Tra le donne la più attesa era Chiara Pappacena, che non ha deluso le aspettative. L’azzurra – insieme a Giulia Sussarello, altra colonna portante della Nazionale – ha conquistato un netto 6-3 6-0 contro la tunisina Dora Chamli e la francese Marianne Vandaele, conquistando il passaggio ai quarti. Tra le teste di serie femminili, duello ad alta intensità per l’altra azzurra Martina Parmigiani e Giulia Dal Pozzo (3), con il 7-5 6-4 su Clarissa Aima e Giorgia Rosi. Successo anche per le numero 1 del seeding, le spagnole Amanda Lopez Moral e Lucia Garcia (6-2 6-1) su Bevilacqua/Varazi, che invece troveranno Caterina Baldi ed Erika Zanchetta.

Dazi, FT: Fed pronta a agire per stabilità mercati se necessario

Roma, 11 apr. (askanews) – La Federal Reserve è assolutamente preparata a utilizzare l’armamentario dei suoi strumenti per stabilizzare i mercati, se la situazione dovesse richiederlo. Lo ha assicurato Susan Collins, presidente della Fed di Boston, intervistata dal Financial Times. “I mercati stanno continuando a funzionare bene e non vediamo problemi di liquidità”, ha precisato.

Tuttavia, ove servisse la Banca centrale degli Stati Uniti “dispone di strumenti per intervenire sulle preoccupazioni riguardo al funzionamento del mercato o sulle liquidità. In altre situazioni di tensioni “abbiamo dovuto dispiegare diversi strumenti piuttosto rapidamente – ha ricordato -. E siamo assolutamente prepararti a farlo se necessario”. (fonte immagine: Federal Reserve Bank of Boston).

Dazi, Williams (NY Fed): crescita Usa sotto 1% e inflazione a 3,5%-4%

Roma, 11 apr. (askanews) – I dazi commerciali faranno frenare la crescita economica Usa sotto l’1% e faranno salire l’inflazione interna fino al 3,5%-4%, nel corso di quest’anno. È la previsione lanciata dal presidente della Federal Reserve di New York, John C. Williams durante un intervento alla Camera di Commercio di Portorico.

“Data la combinazione del rallentamento della crescita sulle forze di lavoro, a seguito della ridotta immigrazione, e degli effetti sul clima di fiducia da incertezza e dazi, ora mi aspetto che la crescita del Pil rallenti considerevolmente rispetto allo scorso anno, in qualche misura al di sotto dell’1% – ha detto -. Con questo rallentamento della crescita, mi attendo che la disoccupazione aumenti rispetto all’attuale 4,2% a un livello tra il 4,5% e il 5% nel prossimo anno. Mi attendo che l’aumento dei dazi spinga l’inflazione quest’anno a un livello tra il 3,5% e il 4%”.

Secondo il banchiere centrale, l’elevata incertezza solleva molti interrogativi sul futuro dell’economia e della politica monetaria. “È semplicemente troppo presto per sapere le risposte. Continueremo a valutare attentamente i dati che perverranno, l’evolversi delle prospettive e del bilancio dei rischi rispetto ai nostri obiettivi”. L’esponente della Fed ha rilevato che nonostante l’aumento delle aspettative di inflazione per il breve termine, le attese sul lungo termine sono rimaste saldamente ancorate. “È cruciale mantenere ben ancorate le aspettative di inflazione”, ha avvertito. (fonte immagine: New York Fed).

Il Muro del canto, tour "La Mejo Medicina" fa tappa a Festa di Roma

Roma, 11 apr. (askanews) – Continua il tour de Il Muro del Canto per la presentazione dal vivo de “La Mejo Medicina”, l’ultimo album di inediti uscito lo scorso 30 ottobre e accolto con calore da pubblico e critica. Si aggiunge un concerto speciale: il prossimo 21 aprile, alle 20.45, saliranno sul palco a Piazza del Campidoglio per la prima edizione de La Festa di Roma, un’iniziativa promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale per celebrare l’anniversario della fondazione della città, avvenuta secondo la tradizione il 21 aprile del 753 a.C. e che quest’anno compie 2.778 anni. L’ingresso sarà gratuito fino ad esaurimento posti.

Un evento estremamente significativo per una band che ha nella cultura e nella traduzione romana la sua centralità artistica.

La tournée curata da Barley Arts, che segue il successo di quella autunnale – segnata da numerosi sold out – e porterà Il Muro del Canto il 9 maggio a Genova (Burrasca di Maggio), il 16 a Pescara (Scumm), il 17 maggio a Taranto (Spazioporto), il 24 maggio a Latina (Sottoscala9), il 30 maggio a Tolentino (MC) per Panza Marca Beer Fest, il 13 giugno a Roma (Testaccio Estate) e il 27 giugno a Firenze (Ultravox).

Con oltre 14 anni di carriera, sei album all’attivo e più di 500 concerti in Italia e all’estero, Il Muro del Canto è una delle voci più autentiche e distintive della scena musicale italiana, capace di unire, con un’intensità espressiva senza pari, tradizione e innovazione. Acclamata nella scena indipendente, nel corso degli anni la band ha collaborato con figure di spicco del cinema italiano, come Marco Giallini, protagonista nel videoclip di “La vita è una”, e Vinicio Marchioni, che ha recitato nel video di “Reggime Er Gioco”. Nel 2017, il brano “7 Vizi Capitale”, realizzato in collaborazione con Piotta, ha conquistato il pubblico internazionale come sigla della serie TV Netflix “Suburra”, trasmessa in 190 Paesi.

Design Week, il torneo de La Bocciofila di Careof

Milano, 11 apr. (askanews) – Gioved 10 aprile 2025 durante la Design Week Careof si trasformato per il secondo anno consecutivo in uno spazio di gioco con il proprio torneo di bocce.

Il pubblico ha potuto mettere alla prova le proprie abilit sportive, rilassarsi, oppure semplicemente sostare, proprio come in un bar sport.

La Bocciofila 2025 ha ricreato un luogo di svago e sosta, con la volont di restituire il sapore autentico che anima questi ambienti ricreativi, troppo spesso bistrattati ed esclusi dal dibattito contemporaneo sulla progettazione architettonica.

A fare da cornice a questo momento di sana follia (agonistica) un allestimento a cura di AUT Design Collective, Studio GISTO e Hypereden, in cui sono stati presentati i progetti Frantoio Sociale (Studio GISTO in collaborazione con Hund Studio), Glass Future Lab (AUT Design Collective in collaborazione con Elia Camboni, Pietro Coda) e Cantiere Aperto (Hypereden in collaborazione con Frantoio Sociale).

Careof spazio indipendente per l’arte contemporanea, archivio e centro di produzione e approfondimento: realizza, espone, cataloga, conserva, promuove lavori legati all’immagine in movimento, in una dimensione di valorizzazione circolare.

Sanit, Aiop Lombardia: “Privato accreditato pilastro SSN”

Roma, 11 apr. – La sanit privata accreditata indispensabile . Parola di Michele Nicchio, presidente di Aiop Lombardia, che ha aperto con queste parole i lavori dell’assemblea regionale dell’Associazione presso il Centro Congressi dell’IRCCS Humanitas di Rozzano, una delle sedi simbolo dell’eccellenza italiana.

Aiop Lombardia, rappresenta 106 strutture della sanit privata accreditata operanti sul territorio, parte integrante del Sistema sanitario regionale e nazionale, contribuendo a rendere la Regione un punto di riferimento anche internazionale.

“I numeri parlano chiaro: gestiamo pi del 30% dei posti letto per acuti, pi del 50% delle prestazioni di specialistica ambulatoriale e pi del 90% di posti letto accreditati in ambito socio-assistenziale. Questa la sanit privata accreditata lombarda: pilastro fondamentale e imprescindibile della sanit regionale e nazionale”, spiega Nicchio.

Tra i temi al centro dell’assemblea, l’innalzamento dell’et media, la carenza di personale, il rinnovo delle tariffe e il vincolo di spesa.

“Le carenze di risorse economiche e di personale – precisa ancora il presidente di Aiop Lombardia – sono in antitesi rispetto a bisogni che, invece, sono crescenti. Sappiamo, e lo dico con soddisfazione, che l’et media italiana ai primi posti a livello mondiale ed in crescita. Questo innalzamento per comporta un aumento delle cronicit e quindi delle esigenze per farvi fronte, ma le risorse sono effettivamente sempre troppo poche. Come ha ricordato qualche giorno fa anche il Presidente Rocca che ci ha ospitato presso Humanitas, la sanit uno dei settori dove la tecnologia continua a fare passi da gigante, ma la nuova tecnologia comporta a sua volta ampliamenti di spesa per fornire prestazioni sempre migliori”.

All’iniziativa sono intervenuti tra gli altri, Mario Melazzini (direttore generale del Welfare di Regione Lombardia), Emanuele Monti (membro del CdA di Aifa e Presidente Commissione IX Sostenibilit sociale, casa e famiglia – Regione Lombardia) e il prof. Gabriele Pelissero (presidente nazionale AIOP).

Ed stato proprio il prof. Pelissero a dettare l’agenda rispetto ai temi nazionali. Primo punto all’ordine del giorno i tariffari delle prestazioni ambulatoriali e di ricovero: “I tariffari sono vecchissimi – ricorda il presidente nazionale di Aiop -. Quelli che stiamo usando oggi sono datati 2012 e non sono mai stati rinnovati, se non per quanto concerne il settore ambulatoriale, addirittura peggiorandoli quest’anno. Questo mette il sistema veramente in difficolt: ovvio che se non esiste la risorsa basale finanziaria per produrre le prestazioni migliori queste non verranno prodotte. Stiamo lavorando intensamente col Governo con l’obiettivo di aggiornare i livelli tariffari del Servizio Sanitario Nazionale per rendere compatibile questa grande realt, di enorme valore sociale, ma che oggi ha bisogno di un po’ di pi di ‘benzina nel serbatoio'”.

Quartetto jazz tedesco Zoom in tour in Italia

Roma, 11 apr. (askanews) – Apertura e forma: queste le parole che potrebbero descrivere la musica dello Zoom Quartet. I quattro musicisti jazz di fama internazionale – Stephan Mattner (sassofono tenore), Philipp van Endert (chitarra), Sebastian Raether (contrabbasso) e Jo Beyer (batteria) – accompagnano il pubblico in un viaggio musicale che fonde echi di jazz moderno, elementi minimalisti e melodie quasi sferiche.

Lo Zoom Quartett farà tappa il 12 aprile alle 20 al Deutsches Institut Florenz a Firenze, domenica 13 alle 17 al Goethe Zentrum a Bologna, il 15 ad Avellino (19.30) presso l’Auditorium Polo Giovani, per chiudere il 16 aprile alle 20 all’Auditorium del Goethe Institut a Roma.

Le composizioni di Stephan Mattner aprono una struttura che dà vita a numerosi percorsi musicali, sviluppati con grande senso melodico e variabilità ritmica. Le associazioni con Pat Metheny e John Abercrombie emergono solo per dissolversi nell’inconfondibile interplay dei quattro strumenti. Il tutto culmina in una musica indipendente e, al contempo, profondamente legata alla grande tradizione del jazz.

Italia guarda all’Asia, Tajani: India partner prioritario contro dazi

Nuova Delhi, 11 apr. (askanews) – In un momento di grandi “sfide” legate ai dazi americani e alle politiche commerciali di Donald Trump, “l’India e tutta l’Asia sono partner prioritari” per la piena attuazione del Piano d’azione per l’export messo a punto dal governo italiano. Se infatti l’Italia considera “il dialogo” con gli Stati Uniti come “la strada migliore da percorrere” perché “le guerre commerciali non aiutano nessuno e danneggiano tutti”, la situazione attuale fornisce “opportunità di crescita in mercati chiave e ad alto potenziale”. Così, proprio con l’obiettivo di esplorare nuovi mercati, trovare nuovi spazi per i prodotti del Made in Italy, valorizzare l’eccellenza artigianale italiana e l’innovazione tecnologica, il ministro degli Esteri Antonio Tajani è arrivato a Nuova Delhi per una visita ricca di incontri istituzionali e appuntamenti economici e culturali. Una prima tappa di un viaggio che da domenica lo porterà anche in Giappone, altro Paese individuato fra i mercati extra-UE da sviluppare del “Piano d’azione per l’export italiano”. A Osaka il ministro parteciperà all’inaugurazione del Padiglione Italia per Expo 2025.

Il capo della diplomazia di Roma considera “positiva” la decisione di Trump di ridurre al 10% per 90 giorni i dazi pesantemente imposti nei giorni scorsi. Una decisione, a suo parere, che “va nella direzione da sempre auspicata” dal nostro Paese, ovvero “quella del dialogo tra l’Europa e gli Stati Uniti”. E in questo quadro si inserisce anche la prossima visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni negli Stati Uniti che, secondo Tajani, rappresenta “un contributo per ridurre la tensione, favorire un dialogo consistente e arrivare a un accordo tra Unione europea e Usa che possa impedire una guerra commerciale”.

Nel frattempo, però, pur “non lasciando” il mercato americano, bisogna guardare anche altrove. Così la “solida amicizia” e il “partenariato economico” tra Italia e India risultano oggi “ancora più importanti”, mentre si affrontano “le conseguenze globali dei cambiamenti nella politica commerciale americana”, ha spiegato il ministro durante il suo intervento al Forum imprenditoriale Scientifico e Tecnologico Italia-India a Nuova Delhi. Evento a cui ha preso parte anche la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, che con il Ministro della Scienza e della Tecnologia della Repubblica dell’India, Jitendra Singh, ha firmato un Memorandum of Understanding per rafforzare la cooperazione bilaterale nel campo della ricerca scientifica e tecnologica tra i due Paesi.

L’India rappresenta d’altra parte una delle economie emergenti più dinamiche e strategiche a livello globale. Con circa 800 aziende italiane già presenti sul territorio, un fatturato complessivo di 11,5 miliardi di euro e oltre 16.500 lavoratori impiegati, il potenziale per una crescita degli investimenti reciproci resta ampio e ancora largamente inespresso. L’interscambio bilaterale ha raggiunto i 14,24 miliardi di euro nel 2024, ma l’Italia presenta ancora un deficit commerciale di circa 3,8 miliardi, segno di un margine di miglioramento significativo. Secondo le stime del Centro Studi Confindustria, il potenziale inespresso dell’export italiano verso l’India ammonta a oltre 3,3 miliardi di euro, concentrato soprattutto in macchinari, chimica, metallurgia e apparecchiature elettriche.

Dunque, Italia e India “sono partner economici naturali”, ha commentato Tajani, che oggi ha incontrato i ministri indiani del Commercio e degli Esteri, Shri Piyush Goyal e Subrahmanyam Jaishankar, e ha inaugurato la nuova sede di Simest nella capitale indiana (dopo avere svelato presso l’Istituto italiano di cultura la tela del Caravaggio “Maddalena in estasi”). Un appuntamento che rientra nell’impegno del governo a “supportare al meglio” le aziende italiane, ha ricordato il ministro, che ha auspicato la firma in tempi rapidi dell’accordo di libero scambio fra India e Ue. Un auspicio espresso anche da Barbara Cimmino, vice presidente per l’Export e l’Attrazione degli Investimenti di Confindustria, presente a Delhi. L’accordo, infatti, creerebbe un mercato da “oltre 2 miliardi di consumatori, pari a più del 20% del PIL globale”, e “potrebbe generare benefici concreti in termini di crescita economica, investimenti, occupazione”, ha precisato.

Insomma, tra Italia e India tanto è stato già fatto, ma molto si può ancora realizzare. La firma, lo scorso anno, da parte del primo ministro Narendra Modi e della presidente del Consiglio Giorgia Meloni del Piano d’Azione Strategico tra i nostri due Paesi ha già “aperto un percorso condiviso di cooperazione per rafforzare il nostro partenariato per la crescita”. Ma “voglio fare di più”, ha confermato Tajani, indicando in particolare nella “Via del Cotone”, il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC), “un’opportunità strategica per la crescita e il commercio”. “Vogliamo rafforzarlo per sostenere esportazioni e investimenti”, ha detto, confermando la nomina a Inviato Speciale per la Via del Cotone dell’ambasciatore Francesco Talò. “Sarà lui a guidare il ruolo dell’Italia in questo importante progetto”, ha precisato, annunciando anche che sarà presto organizzato a Trieste un incontro tra i Paesi interessati al progetto.

Grande apertura alla cooperazione, d’altra parte, è stata assicurata dalla controparte indiana. Italia e India hanno “un potenziale incredibile per crescere insieme”, ha detto il ministro Goyal. “L’India è un mercato chiave per le vostre imprese” e “offriamo un’opportunità per tutti per un futuro prospero di business”, ha commentato, incoraggiando l’Italia a “investimenti reciproci, senza barriere”. “E’ rassicurante vedere il livello di relazioni tra Italia e India”, ha aggiunto Goyal, spiegando che “la Via del cotone fornisce l’opportunità per essere più vicini gli uni agli altri”. E’ “un’iniziativa storica” che “creerà davvero un nuovo accesso globale per le economie”, ha commentato da parte sua il ministro degli Esteri Jaishankar, che in riferimento al progetto ha evidenziato l'”interesse” del suo Paese per l’area del Mediterraneo. “Oggi ha perfettamente senso collegare le due parti, con l’Italia che partendo dal Mediterraneo guarda verso est e l’India viceversa”, ha detto, concludendo: “L’Italia occupa un posto di rilievo in molti settori. C’è una naturale complementarietà, che si tratti di energia, trasporti o di trasformazione alimentare”. (di Corrado Accaputo)

Citt Verde, complesso residenziale di sostenibilit certificata

Roma, 11 apr. (askanews) – Un primo traguardo stato tagliato nel complesso residenziale, Citt Verde, da parte de La Leva, impresa specializzata in soluzioni abitative all’avanguardia. stato annunciato, presso il complesso residenziale situato nel nuovo quartiere di Colle Ardeatino a Roma, l’ottenimento della certificazione GBC Home con livello di raiting Silver di Green Building Council Italia per tre edifici di Citt Verde. Abbiamo parlato con Alessandro Guglielmi, architetto dell’impresa La Leva e Founder di Citt Verde:

” la prima esperienza di edilizia sostenibile certificata, accessibile a tutti. La mia impresa ha anticipato i tempi, da oltre dieci anni applichiamo la normativa e la direttiva europea sul processo di decarbonizzazione prevista nel 2030 e questo ci ha dato un vantaggio di prodotto e di mercato”.

La cerimonia di apposizione delle targhe si svolta alla presenza anche dell’Assessore all’urbanistica di Roma Capitale, Maurizio Veloccia che ha sottolineato l’impegno nell’evoluzione dell’edilizia capitolina.

“Noi vogliamo che questi esempi diventino in realt anche un impegno di tutti gli imprenditori a Roma e lo vogliamo anche imporre attraverso delle innovazioni che presto porteremo nel regolamento edilizio della citt affinch anche le primalit e i vantaggi che possono essere sia fiscali che urbanistici siano proprio legati alla qualit degli interventi edilizi e al rispetto degli standard pi elevati in termini di risparmio energetico e di obiettivi ambientali”.

Un traguardo raggiunto da La Leva che, anche grazie a pi di 60 anni d’esperienza e oltre 3.000 unit immobiliari realizzate, ha messo a punto una serie di buone pratiche per traghettare l’edilizia tradizionale verso la sostenibilit e l’innovazione.

Bce, martedì 15 il Consiglio direttivo incontra Antonio Costa

Roma, 11 apr. (askanews) – Mentre proseguono le turbolenze dei mercati innescate dai dazi commerciali voluti dall’amministrazione Trump, la presidente della Bce, Christine Lagarde, ha invitato per martedì prossimo, 15 aprile, il presidente del Consiglio europeo, il portoghese Antonio Costa, a una “cena informale” che coinvolgerà l’intero Consiglio direttivo dell’istituzione monetaria, in cui siede anche il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta.

Secondo quanto riferisce un portavoce della Bce l’incontro riguarderà “questioni di interesse reciproco” e si inserisce nell’ambito degli scambi in corso tra l’Eurosistema delle banche centrali e il Consiglio europeo.

L’incontro sarà totalmente separato dal Consiglio direttivo monetario, che si svolgerà mercoledì e si concluderà giovedì, in cui i banchieri centrali torneranno a decidere su tassi di interesse e aspetti chiave della linea monetaria. Nelle ultimissime settimane, a seguito delle tensioni sui dazi, sono drasticamente aumentate le attese per un nuovo taglio dei tassi.

Dazi, Schlein: bene sospensione, ma i pericoli non sono sventati

Rho (Milano), 11 apr. (askanews) – “Ora c’ stato un annuncio di sospensione, bene, ma non pensiamo che i pericoli siano sventati, perch il governo ha sottovalutato come anche solo nei mesi precedenti al 2 aprile, l’annuncio di dazi avesse gi fermato commesse, frenato investimenti e causato grande incertezza e danno alle aziende italiane. Non che per amicizia ci si pu fare trovare impreparati”. Lo ha detto la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, al suo arrivo al Salone del Mobile di Milano.

E a proposito dell’imminente visita di Meloni negli Usa, Schlein ha detto: “Quando si ha davanti un Paese alleato dal dopoguerra bisogna avere la schiena dritta e il coraggio di dire basta e dire ‘ti sbagli’ quando si sta sbagliando. Purtroppo quello che non abbiamo visto in questi mesi. Nonostante le amicizie manifestate e tanto sbandierate, abbiamo visto un governo incapace di reagire agli attacchi alla Ue e persino alle minacce, e che non stato in grado di contraddire Trump e ha fatto trovare il Paese fortemente impreparato a queste sfide”.

Il commissario Ue all’Economia: mancano i presupposti per sospensione generale del Patto di stabilità

Roma, 11 apr. (askanews) – Secondo la Commissione europea al momento non vi sono i presupposti per far ricorso alla clausola generale di sospensione del Patto di stabilità e di crescita Ue. Lo ha affermato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, rispondendo – al termine della prima riunione dell’Ecofin informale a Varsavia – a una domanda sulle richieste in tal senso da parte dell’Italia.

“Abbiamo valutato questa questione e stiamo guardando anche alla nostra risposta di policy agli sviluppi geopolitici e a come possiamo rafforzare le nostre capacità di difesa e le nostre industrie della difesa. E una delle ragioni per cui abbiamo optato per le clausole nazionali di sospensione del Patto è che quella generale richiede una grave svolta negativa dell’economia in generale o dell’intera area euro – ha spiegato -. E al momento questa condizione non c’è”.

“Infatti” alla Commissione Ue “continuiamo a prevedere crescita economica, quindi optiamo per le clausole nazionali – ha aggiunto – dato che siamo in circostanze inusuali che vanno al di là del controllo dei governi”.

Dazi, Schlein: serve prontezza di risposta per imprese e famiglie

Rho (Milano), 11 apr. (askanews) – “Noi continuiamo a insistere che l’Unione Europea debba reagire e negoziare, fortemente unita, pronta ad azioni mirate e proporzionate che colpiscano anche laddove fa pi male, e ho visto che oggi la presidente della Commissione ha parlato anche delle Big Tech americane, pronti a un negoziato che sventi una guerra commerciale che farebbe danni ingenti in un Paese come il nostro cos votato all’export”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, al suo arrivo al Salone del Mobile di Milano.

“Chiediamo al governo che ci sia prontezza di risposta a supporto delle famiglie e delle imprese, quella che abbiamo visto da altri governi europei, a partire da quello spagnolo, che non si veda pi il gioco delle tre carte rimodulando fondi gi previsti ma che si trovi un modo concreto per stare vicini alle aziende e ai loro lavoratori”, ha aggiunto Schlein.

Ordine di Malta chiede di non dimenticare Libano, simbolo coesistenza

Roma, 11 apr. (askanews) – “Il Libano non va dimenticato”: il Gran Cancelliere dell’Ordine di Malta, Riccardo Patern di Montecupo, ha ribadito l’impegno degli Ospedalieri nei confronti di quello che rimane un Paese simbolo di convivenza possibile tra le confessioni religiose in Medio Oriente. Patern lo ha sottolineato aprendo a Roma i lavori del workshop “Rebuilding Lebanon, preserving its diversity”, organizzato dal Sovrano Ordine di Malta e dall’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania presso la Santa Sede.

“La nostra storia legata a quell’area per motivi secolari: noi siamo nati in quell’area. un’area importantissima per il mondo in cui viviamo, ed un mondo che in questo momento attraversato da grandi problematiche e da grandi tragedie per cui il dovere dell’Ordine di Malta duplice: un po’ perch un’area in cui si riesce – parliamo del Libano – a far vivere le varie fedi e le varie regioni insieme, ed una cosa importantissima. Il Libano un esempio raro di convivenza e di coesistenza e malgrado questo un Paese che stato dilaniato da tantissimi problemi”.

Un Paese quindi in cui l’Ordine presente in modo particolare, come ha spiegato Marwan Sehnaoui, presidente dell’Associazione libanese dell’Ordine di Malta: “Abbiamo in Libano oltre sessanta progetti che coprono tutto il Paese, dall’estremo Nord all’estremo Sud, e stiamo lavorando su tre grandi settori: medico, sociale e agroumanitario. Siamo un’organizzazione non politica, siamo per il coinvolgimento di tutte le confessioni religiose e per costruire la dignit dei cittadini libanesi. Questo il lavoro dell’Ordine, abbiamo circa 600 persone che lavorano per l’Ordine in Libano e l’Ordine molto importante per il futuro del Paese. Lo facciamo con grande umilt, senza alcun ego, in nome della causa della ricostruzione dell’essere umano in Libano”.

Al panel di alto livello dedicato al modello di convivenza interreligiosa del Libano ha partecipato anche il cardinale Claudio Gugerotti, Prefetto per il Dicastero delle Chiese orientali, il quale ha sottolineato l’importanza di preservare la ricchezza interreligiosa del Libano, definendola “un modello universale che finch funziona diventa un segno tangibile che l’impossibile possibile, cio che la convivenza che noi auspichiamo in tutti i modi – e che in questo momento sembra tutt’altro che garantita – nella storia si verificata”. Sono intervenuti inoltre Tobias Tunkel, direttore per il Medio Oriente e il Nordafrica del Ministero Federale degli Affari Esteri tedesco, e Ghady El Khoury, incaricato d’affari dell’ambasciata del Libano presso l’Ordine di Malta.

Regionali, Zaia: “FdI? un nostro compagno di viaggio”

Venezia, 11 apr. (askanews) – “Fratelli d’Italia un nostro compagno di viaggio e giustamente ogni partito difende il suo consenso, le sue idee, ognuno si muove in autonomia lo fa FdI, lo fa Forza Italia e lo far anche la Lega, questa una cosa assolutamente non discutibile. Dopo di che c’ un tema importante che quello del Governo, non intendo sprecare le mie giornate a parlare di queste cose, vado avanti coi cantieri e inaugurazioni”. A dirlo il presidente del Veneto, Luca Zaia, in merito alla possibile discesa in campo di FdI con un suo candidato alle regionali del Veneto, sottolineando di “consegnare un Veneto che ha una reputazione e una rispettabilit e a livello nazionale e internazionale che prima non aveva”.

Micaela Ramazzotti: “Non dobbiamo avere paura delle nostre paure”

Roma, 11 apr. (askanews) – Il cinema italiano ha raccontato in tanti modi diversi il disagio mentale, Guido Chiesa lo fa attraverso una commedia romantica, “30 notti con il mio ex”, nei cinema dal 17 aprile. Edoardo Leo un uomo rigoroso e razionale, padre di un’adolescente, che si trova costretto a ospitare in casa per un mese la sua ex moglie, interpretata da Micaela Ramazzotti, appena uscita da un lungo percorso di recupero emotivo. Una donna che porta con s forse troppa vita, che mette in subbuglio quella dell’ex marito.

“E’ una pazzerella attiva, aperta al mondo, sorridente, lei ha voglia di vivere. – ha detto la Ramazzotti – Ha tanta vivacit, tanto colore. Io avevo affrontato tanti personaggi, ne ho fatto una filmografia, sempre molto depressi, quindi mi piaceva che lei invece fosse piena di vita. E poi comunque si parla sempre troppo poco di disagio mentale, quindi se ne deve parlare di pi perch non bisogna avere paura delle nostre paure”.

Il personaggio di Leo sembra aver ingabbiato sia le proprie paure che le proprie emozioni, come ha spiegato l’attore: “Questa mania del controllo ad un certo punto l’ha ingabbiato, l’ha fatto diventare un altro, non si rende neanche pi conto, non si riconosce pi. Ed paradossale questa cosa che dicevi tu, che avere troppa vita diventa un problema. Immaginare questa cosa nel mondo una cosa che mi fa proprio paura, perch noi dovremmo avere cura di questa troppa vita”.

Zaia: Terzo mandato? Potere logora… ma Consulta ha solo confermato

Venezia, 11 apr. (askanews) – “Il potere logora chi non ce l’ha visto che han detto che devono smantellare centri di potere, ma no… La Corte Costituzionale ha confermato quello che si sapeva, noi sapevamo di avere un blocco dei mandati di due mandati, oltre all’approvazione della legge elettorale. bene che sia chiaro che il principio ispiratore del 2004 del blocco dei mandati e la legge che fecero a Roma, oggi si traduce nel blocco di mandati solo per alcuni governatori e solo alcuni sindaci, quelli sopra i 15 mila abitanti, e sono le cariche elettive”. Cos il presidente del Veneto, Luca Zaia torna sul tema delle Regionali e del no della Consulta alla possibilit per i presidenti di regioni ordinarie di candidarsi per un terzo mandato.

“Io non ce l’ho con gli altri governatori, ci mancherebbero – ha aggiunto – tifo perch riescano. Tifo per Fugatti e spero che non gli impugnino la legge e tifo per Massimiliano Fedriga che un amico e spero che anche lui riesca a prorogare i mandati. Va bene tutto e le leggi si rispettano ma per me inaccettabile, e lo dir all’infinito, che si giustifichi questo dicendo che si devono smantellare i centri di potere; perch questa un’offesa a noi amministratori perch io ho una carriera di 15 anni di Regione e ce l’ho pulita, da un punto di vista giudiziario. Ed un’offesa per noi amministratori e per i cittadini che non sono degli idioti e votano quelli uscenti perch sono l, basta vedere quelli che sono stati mandati a casa. Va bene tutto purch non si offenda”, ha concluso il governatore.

“La Vie en Gloss”, cos Krastase illumina la Milano Design Week

Milano, 11 apr. (askanews) – Connettere i mondi, immaginarne di nuovi creando dimensioni inesplorate tramite l’arte. Con questo spirito Krastase, marchio professionale leader dell’haircare di lusso, ha voluto stupire il pubblico della Milano Design Week, il cui tema proprio “Mondi Connessi”. Prende cos vita “La Vie en Gloss”, serra d’ispirazione parisienne che unisce bellezza, innovazione e sostenibilit, all’interno del suggestivo parco della Biblioteca degli Alberi di Milano. Abbiamo parlato con Silvia Guerinoni, General Manager Krastase e Shu Uemura Italia:

“In occasione della Design Week, Krastase celebra il legame tra innovazione, bellezza e sostenibilit, con la serra “La Vie en Gloss”, realizzata da Orvieto Arte con materiali riciclati e che richiama l’allure parisien di Krastase. All’interno, un’esperienza multisensoriale di luci e fragranze, curata dall’artista Gaia Pietrella, celebra la nuova linea Krastase Gloss Absolu, dedicata a capelli luminosi e setosi. I visitatori potranno in particolare provare il nuovo olio Glaze Drops, grazie ai nostri hairstylist, e ricevere quindi consigli e sorprese esclusive”.

Un’installazione avveniristica che diventa teatro per il lancio di Gloss Absolu, l’ultimo trattamento di casa Krastase. Essenze naturali, ricerca delle materie prime, sviluppo tecnologico. Il risultato un fascio di luce che illumina i capelli. Ma Krastase anche sinonimo di empowerment femminile come ci spiega Federica Scolaro, Marketing Manager Krastase e Shu Uemura Italia:

“In questi giorni la nostra magnifica serra ospiter una serie di eventi, workshop e talk applicati a diversi temi, il design, l’evoluzione creativa nello stylist, ma anche l’empowerment femminile, con un occhio attento alle nuove generazioni, in particolar modo la Gen Z. Prosegue per il terzo anno consecutivo il nostro progetto Power Talks in collaborazione con Fondazione Pangea, per rafforzare la fiducia che le giovani donne hanno in s stesse, attraverso dei percorsi di mentoring gratuiti. Abbiamo gi coinvolto pi di 200 partecipanti negli ultimi due anni e quest’anno puntiamo a raggiungere altre 300 giovani donne attraverso dei mentoring online e nelle universit. E le iscrizioni per i corsi 2025 sono gi aperte sul sito https://pangeaonlus.org/power-talks-giovani-donne-in-mentorship/.”

L’obiettivo del brand chiaro: affiancare le donne in ogni momento della loro vita aiutandole ad esprimere s stesse e il loro potenziale: “You dare, we care”.

Nato, Rutte incontra Healey (Gb) su priorità summit all’Aia

Milano, 11 apr. (askanews) – Il segretario generale della Nato Mark Rutte ha incontrato il Segretario alla Difesa britannico John Healey. I due hanno discusso delle priorità in vista del Summit NATO all’Aia, dell’importanza di rafforzare ulteriormente la nostra deterrenza e difesa e del continuo sostegno all’Ucraina. Lo ha reso noto la portavoce della Nato Allison Hart via social.

Dopo aver presieduto la riunione del gruppo di contatto per l’Ucraina a Bruxelles, Healey ha affermato che le nuove promesse di aiuti militari ammontano a oltre 21 miliardi di euro, “un incremento record”.

Anche Rutte, ha dichiarato la scorsa settimana che i sostenitori dell’Ucraina hanno stanziato circa 21 miliardi di dollari nei primi tre mesi di quest’anno.

Design Week, il robot poeta di Rotelli che ci ricorda l’amore

Milano, 11 apr. (askanews) – Uno strano robot blu, che rappresenta l’incontro fra arte, tecnologia e design e dispensa poesia che ricordano l’importanza dell’amore. Extraceleste, progetto che l’artista Marco Nereo Rotelli ha portato al Fuorisalone di Milano con Elital ed Ever in Art. Lo stesso Rotelli lo ha presentato ad askanews.

Mercati, tendenze e investimenti, arriva il settimanale Moneta

Milano, 11 apr. (askanews) – Si chiama Moneta ed il nuovo settimanale economico finanziario presentato a Milano presso la sede di Borsa italiana dal direttore Osvaldo de Paolini.

Il magazine sar ogni sabato in edicola in abbinamento con i quotidiani Il Giornale, Libero e Il Tempo, con approfondimenti consultabili online.

Osvaldo de Paolini, direttore di Moneta: “Moneta ha lo scopo e la missione di cercare di spiegare al meglio e con un linguaggio non banale ma semplice tutto quello che capita nel mondo dell’economia. Di questi tempi tra l’altro ce n’ bisogno perch noi stessi che siamo gli esegeti di quello che accade nel mondo dell’economia abbiamo difficolt a capire dove si sta andando. Quello che sta facendo Donald Trump francamente stupefacente. Crea non soltanto stupori ma perplessit e timori veri. La situazione molto complicata. Io non ricordo in

cinquant’anni un momento cos complesso. Per questo la nascita di Moneta spero possa servire ad aprire un po’ la luce su quello che sta capitando”.

Il settimanale, spiega il direttore, dedicher anche congruo spazio al tema dell’agricoltura, in un momento storico in cui dazi potrebbero mettere a rischio l’approvvigionamento. Marco Tronchetti Provera, vicepresidente esecutivo di Pirelli: “Mi sembra un lancio nel momento giusto perch succede di tutto, quindi avere persone professionali come De Paolini e la sua

squadra aiuta gli investitori a capire dove siamo e quali sono i rischi”.

“Moneta” affronter i principali temi dell’attualit economica: dalle storie delle grandi imprese italiane alle sfide delle startup, dai nuovi scenari globali all’innovazione tecnologica, con approfondimenti su fintech, agricoltura 5.0, sostenibilit, fashion e design.

Diga Genova, Rixi: rivalutazione costi ma tempi non si dilatano

Genova, 11 apr. (askanews) – I tempi per la realizzazione della nuova Diga del porto di Genova “non credo che si dilatino. Rispetto al cronoprogramma iniziale, che prevedeva la fine dei lavori nel 2030, sono tre anni d’anticipo”. Lo ha detto il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi, rispondendo alla domanda di un giornalista sull’allungamento dei tempi e l’aumento dei costi per la nuova Diga del porto di Genova, opera simbolo del Pnrr.

“Dal cronoprogramma – ha aggiunto Rixi – risulta che il primo lotto verr completato alla fine del 2027 e la fase B verr appaltata nei prossimi mesi. Ovviamente un’opera unica nel suo genere a livello europeo, quindi nella prima fase, in particolare sul posizionamento delle colonne nel fondale e sulla realizzazione dei cassoni, ci sono stati dei problemi, anche perch si scelto di lavorare anche in un’ottica di salvaguardia del rapporto tra porto e citt, di evitare ad esempio di utilizzare la fascia di rispetto di Pr per la realizzazione dei cassoni. Questo ha comportato ovviamente dei ritardi e il trasferimento dei macchinari sulla zona di Vado”.

“Nel mese di maggio – ha spiegato il viceministro – entrer in funzione un nuovo impianto per la realizzazione di altri cassoni e quindi si raddoppier la capacit di realizzazione. Ci sar un’accelerazione, penso sostanzialmente da giugno, in maniera assolutamente importante. In pi una serie di risorse tecniche che erano impegnate sulla diga di Genova, erano anche impegnate sulla realizzazione da parte di Fincantieri del nuovo mega terminal a Miami, che stato consegnato la settimana scorsa e quindi oggi ci sono sicuramente molte pi energie di ieri”.

“Per quanto riguarda invece il tema dei costi – ha aggiunto Rixi – c’ stato un aumento della profondit necessaria delle colonne per stabilizzare i cassoni, quindi c’ stata una rivalutazione dei costi, ma all’interno di quello che era comunque considerato come accettabile. Vorrei ricordare che l’appalto stato realizzato dal precedente governo e non da questo e probabilmente anche con alcune sottovalutazioni, per cui si dovuto in corso d’opera migliorare alcune caratteristiche dell’opera stessa”.

La Russa: “Dazi? Non lamentiamoci, per ora abbiamo 90 giorni di alba”

Rho (Mi), 11 apr. (askanews) – Quella relativa ai dazi ” una preoccupazione non solo del settore” del mobile, “sono preoccupazioni di altro genere per non lamentiamoci: dopo la notte c’ sempre il giorno e gi ora per 90 giorni abbiamo l’alba, poi vediamo”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa, al suo arrivo al Salone del Mobile di Milano, in corso alla Fiera di Rho.

Dazi, Schlein: Ue sia pronta a colpire dove fa più male, su Big Tech

Rho (Milano), 11 apr. (askanews) – “Noi continuiamo a insistere che l’Unione Europea debba reagire e negoziare, fortemente unita, pronta ad azioni mirate e proporzionate che colpiscano anche laddove fa più male, e ho visto che oggi la presidente della Commissione ha parlato anche delle Big Tech americane, pronti a un negoziato che sventi una guerra commerciale che farebbe danni ingenti in un Paese come il nostro così votato all’export”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, al suo arrivo al Salone del Mobile di Milano.

“Chiediamo al governo che ci sia prontezza di risposta a supporto delle famiglie e delle imprese, quella che abbiamo visto da altri governi europei, a partire da quello spagnolo, che non si veda più il gioco delle tre carte rimodulando fondi già previsti ma che si trovi un modo concreto per stare vicini alle aziende”, ha aggiunto Schlein.

Ucraina, Trump: "La Russia deve muoversi, troppi morti in una guerra insensata"

New York, 11 apr. (askanews) – “La Russia deve muoversi. Troppe persone stanno morendo, migliaia ogni settimana, in una guerra terribile e insensata”. È quanto ha scritto Donald Trump in un nuovo post pubblicato oggi sul suo social, riferendosi al conflitto in Ucraina.

“È una guerra che non sarebbe mai dovuta iniziare”, ha aggiunto, “e non sarebbe mai iniziata se io fossi stato presidente!”, riferendosi quindi a quando il conflitto è iniziato, nel febbraio 2022, e alla Casa Bianca c’era Joe Biden.

Wall Street apre in calo con il braccio di ferro Usa-Cina su dazi

Milano, 11 apr. (askanews) – Come previsto, volatilità alle stelle sui mercati. Dopo un’apertura in calo, gli indici di Wall Street hanno virato in positivo in pochi minuti, mettendo a segno rialzi intorno al mezzo punto percentuale. Migliorano così le Borse europee: Milano cede lo 0,4%, Parigi lo 0,2%, Francoforte lo 0,8%, mentre Londra guadagna lo 0,8%, spinta dal dato del Pil Uk di febbraio, cresciuto più delle attese. Le oscillazioni dei mercati hanno colpito il mercato obbligazionario, coi rendimenti dei Treasury decennali che volano sopra la soglia del 4,5%. “Gli Stati Uniti sono molto vicini a una recessione o forse già lo sono ora”, ha intanto avvertito il
numero uno della grande società di investimento BlackRock, Larry Fink, intervistato dalla Cnbc.

Wall Street apre in calo con il braccio di ferro Usa-Cina su dazi

Milano, 11 apr. (askanews) – Apertura in territorio negativo per Wall Street che non riesce a recuperare dopo le pesanti perdite di ieri. In avvio, l’indice Dow Jones cede lo 0,2%, l’S&P500 lo 0,3%, il Nasdaq lo 0,15%.

Non sembrano aiutare le solide trimestrali dei big bancari Usa Morgan Stanley, JPMorgan e Wells Fargo. La seduta si prospetta ancora all’insegna della volatilità sui timori per una recessione globale con l’escalation della guerra commerciale tra Usa e Cina. Oggi Pechino ha risposto all’innalzamento dei dazi decisa da Trump, che li ha portati al 145%, con un aumento ritorsivo al 125%. Intanto, i prezzi alla produzione negli Usa sono calati a marzo ben oltre le previsioni.

Screenings 2025: serie Rai e Umbria conquistano i buyers internazionali

Roma, 11 apr. (askanews) – I personaggi e le storie della grande fiction Rai, gli scenari meravigliosi di una regione che fa del suo territorio unico, dell’arte e dell’enogastronomia i propri punti di forza. Gli Screenings di Rai Com e l’Umbria hanno conquistato il cuore degli oltre novanta buyers che hanno raggiunto Spoleto da ogni angolo del mondo per conoscere da vicino il catalogo estero della Rai (dalle serie ai film Tv, dai documentari alle performing arts ai programmi per ragazzi).

Una full immersion di quattro giorni che ha visto i buyers di televisioni e piattaforme digitali internazionali assistere a proiezioni in anteprima, come “I casi dell’Avvocato Guerrieri” o “Prima di noi”, incontrare le star delle serie più amate (Luisa Ranieri “Le indagini di Lolita Lobosco”, Alessandro Gassmann “I Bastardi di Pizzofalcone”, Massimiliano Gallo “Vincenzo Malinconico avvocato d’insuccesso”, Giuseppe Battiston “Stucky” e altri ancora), e al tempo stesso visitare luoghi magici dell’Umbria come la Rocca Albornoziana di Spoleto.

Rai Com e Regione Umbria, insieme, per consegnare agli ospiti degli Screenings un’esperienza di bellezza made in Italy.

Al Colosseo testa di gladiatore "Gallus", un prestito Museo di Verona

Roma, 11 apr. (askanews) – Fino al 15 ottobre è ospitato negli Ipogei del Colosseo, nel nuovo allestimento permanente dedicato agli Spettacoli nell’Arena, un nuovo protagonista: grazie al prestito garantito dal Museo Archeologico al Teatro Romano di Verona, la straordinaria testa lapidea di gladiatore dell’inizio del I sec. d.C. proveniente dall’Anfiteatro di Verona della prima metà del I secolo d. C. (la cosiddetta Arena) entra a far parte del percorso di visita curato da Alfonsina Russo, Federica Rinaldi e Barbara Nazzaro, contribuendo ad ampliare la conoscenza sul mondo dei gladiatori e sulla loro complessa organizzazione. La testa lapidea appartiene con ogni probabilità alla tipologia del “gallo” (Gallus), ovvero a quella categoria di gladiatori che, come il sannita e il trace, prende origine dalla provenienza geografica dei popoli nemici di Roma.

La presenza di questo reperto contribuisce ad arricchire il percorso di visita, soprattutto per quanto riguarda le diverse tipologie di gladiatori, le loro armature, così come la loro origine e le loro evoluzioni nel tempo, specie dopo la riforma introdotta da Augusto.

In particolare, la testa lapidea veronese si aggiunge all’allestimento esistente che già prevede la suggestiva proiezione olografica con i gladiatori che avanzano dal buio del criptoportico orientale (realizzata da Katatexilux su idea e curatela di Federica Rinaldi), il mosaico bianco e nero di II sec. d.C. con scena di caccia, i gradini della cavea con i graffiti riproducenti i combattimenti tra gladiatori e gli inseguimenti tra animali, le lucerne, i modelli di montacarichi e i sistemi di sollevamento di uomini e animali, veri apparati tecnologici ante litteram.

Tutti questi reperti sono posti in dialogo con le riproduzioni al vero delle armature dei gladiatori nelle diverse tipologie del reziario, del secutor, del trace, del mirmillone, del provocator e dell’oplomachus, facenti parte della collezione del PArCo.

Con l’arrivo del reperto rinvenuto all’Arena di Verona, il Parco archeologico del Colosseo conferma la volontà di ospitare ogni anno a rotazione un reperto proveniente da quei musei e luoghi della cultura del sistema museale nazionale, in grado di offrire un contributo alla storia dei gladiatori nel mondo antico.

Ora è la volta della testa di gladiatore “Gallus” dall’Arena di Verona. Contestualmete, per rendere ancora più forte il legame tra i due anfiteatri, il Parco archeologico del Colosseo ha accolto la richiesta di prestare al Museo veronese una lastra marmorea con graffita la testa di un gladiatore sprovvisto di elmo e quindi probabilmente riconoscibile con un reziario, identificato anche dal nome Delicatus, che verrà esposta nella sezione dedicata all’Arena nel Museo Archeologico al Teatro Romano, con un progetto espositivo a cura di Francesca Morandini.

“La creazione di relazioni culturali tra istituzioni è fondamentale per promuovere le collezioni museali ma anche per costruire ponti che abbiano lo scopo di arricchire le comunità e di favorire la crescita collettiva – ha dichiarato Alfonsina Russo, direttrice del Parco archeologico del Colosseo – In questo senso aver previsto che l’esposizione permanente negli ipogei del Colosseo accolga a rotazione ogni anno un reperto proveniente da un altro contesto o luogo della cultura del Sistema Museale Italiano, non solo aiuta ad arricchire e innovare l’allestimento stesso, ma diventa lo strumento per costruire nuove collaborazioni, nuovi momenti di confronto e condivisione”.

“Collaborare tra aree archeologiche significa unire saperi e beni culturali per trasformare il patrimonio in un racconto vivo e condiviso – ha commentato Marta Ugolini, assessora alla Cultura del Comune di Verona – Siamo grati di questa opportunità di prestito, che porta una parte di Verona a Roma, nel sito archeologico più visitato in Italia, il Colosseo, uno dei simboli storici e culturali più iconici del paese. La sinergia tra il Parco archeologico del Colosseo e i Musei civici di Verona fa emergere storie che parlano al presente, dove ogni reperto diventa testimonianza di un’eredità comune, da custodire e valorizzare.

“Abbiamo accolto con vero piacere la richiesta di collaborazione del Parco archeologico del Colosseo a partecipare all’allestimento permanente degli ipogei del Colosseo con il prestito della testa di gladiatore rinvenuta presso l’anfiteatro di Verona – ha dichiarato Francesca Rossi, direttrice dei Musei Civici di Verona – Si tratta di un frammento della decorazione statuaria dell’Arena, di cui si conservano pochi pezzi, alcuni anche in bronzo; la reciprocità dello scambio, con la lastra graffita dal Colosseo, ci permette di stringere i contatti tra le nostre istituzioni e di poterci confrontare in merito ai complessi aspetti museali e gestionali di edifici così iconici quali sono gli anfiteatri di età romana, che tuttavia rivestono un ruolo molto importante anche all’interno della città contemporanea”.

Formula1, Norris guida le prime libere in Bahrain

Roma, 11 apr. (askanews) – Il nuovo fondo della SF-25 dà le prime, convincenti, risposte alla Ferrari. Al termine della prima sessione di prove libere del Gran Premio del Bahrain, Lewis Hamilton ha chiuso infatti al 3° posto seppur a quasi sei decimi di ritardo dal leader provvisorio, Lando Norris. L’alfiere di casa McLaren si è messo tutti alle spalle, firmando il suo miglior giro col tempo di 1’33″204 e confermando la totale bontà della MCL39. Tra il vincitore del GP d’Australia e il sette volte campione del mondo ecco a sorpresa Pierre Gasly, col pilota francese capace di spingere l’Alpine fino a un ritardo di soli 0″238 da Norris. FP1 caratterizzata da ben sei rookie sul tracciato di Sakhir, con tutti i team che hanno sfruttato la sessione per rispettare gli obblighi regolamentari. Inclusa la Ferrari, visto che Charles Leclerc ha “lasciato il volante” al debuttante Dino Beganovic, talento svedese classe 2004 che ha chiuso al 14° posto provvisorio della classifica col miglior tempo di 1’35″055. Sessione invece molto complessa per la Mercedes e per Kimi Antonelli. Il pilota italiano è rimasto vittima di un problema alla sua W16 E – pare una perdita d’acqua – e non ha potuto evitare l’ultima piazza, non riuscendo praticamente a girare.

Calcio, Tudor: "Pensiamo al campo, non alla corsa Champions"

Roma, 11 apr. (askanews) – Vigilia di Juventus-Lecce per Igor Tudor con la formazione bianconera chiamata a dare seguito al buon momento dopo il cambio di allenatore. “Il gruppo sta bene e la squadra sta bene – le parole di Tudor – È stata una settimana più corta, ma abbiamo lavorato bene dopo una partita seria, giusta e buona, si nota più confidenza, gusto di fare e confermare le cose fatte bene, e lavorare su quanto possiamo crescere ancora. Si lavora su tutti dal punto di vista tattico, ma anche sulla testa. Qua ogni gara si deve approcciare come una finale. Ogni partita e ogni allenamento deve farsi al 100%. Domani sarà una gara super difficile e giochi sempre contro te stesso. Ognuno deve dare il massimo poi si crea gruppo, mentalità, vittorie, le vittorie ti creano più vittorie, ma la gara è sempre te contro te”. Thuram “Ha fatto allenamento con la squadra, ma dobbiamo ancora valutare. Ci sono varie soluzioni, perché abbiamo giocatori forti. Vediamo domani chi giocherà”. Sulla corsa Champions “Per me non cambia nulla. Per chi fa calcoli, si diverte, è affascinante, ma non cambia niente. Domani è una guerra, si fa una battaglia, le cose giuste tatticamente, si finisce e poi c’è il prossimo allenamento. Non c’è altro modo di fare. Sono tutti calcoli inutili, ti toglie soltanto. Focus sull’allenamento, oggi sulla gara, altro ci deve interessare zero. Siamo noi lì e ci concentriamo su di noi”. Si aspettava che la squadra capisse così velocemente le sue idee: “Non mi sono chiesto niente, non guardo al passato. Il passato e il futuro contano poco. Sono felice perchè ho trovato ragazzi belli e puliti che hanno voglia di fare. La loro risposta mi ha sorpreso positivamente. Sono sempre loro che fanno la differenza, sono protagonisti, siamo importanti, non è che non conti l’allenatore, ma la risposta che ha”. Su Koopmeiners: “Può giocare avanti e dietro. L’ho visto più pimpante e più positivo, energetico. Abbiamo toccato qualcosa dal punto di vista del fisico, ma ha lavorato come gli altri”. Come si spiega le difficoltà di Vlahovic e Kolo Muani: “Ho visto tutti bene, anzi mi danno fiducia. Io sono molto fiducioso per il contributo che potranno dare Vlahovic e Kolo Muani”. Conceicao: “Giocatore che mi piace tanto, giocatore forte, che ti può risolvere, dribbla, salta l’uomo. Mi dispiace tanto che non giochi, so come si sentono, ma una partita a settimana, le possibilità diminuiscono. Se vi vedo, vi faccio giocare. Sono più contento se cambio opinione, gli ho detto proprio questa roba qua. Vale per lui e per gli altri. Sono importanti tutti, soprattutto quelli che non giocano. E’ importante. Con 5 cambi, calcio diverso. Sono tutti e due forti. Spero di trovare maggiore equilibrio e mi piacerebbe vederli giocare insieme, si può fare, serve tempo ma si può fare”. Questa squadra stava bene dal punto di visto atletico? “Prima la squadra faceva tante partite ed è normale allenarsi di meno. Poi dopo alcuni risultati la squadra aveva poca fiducia. E’ tutto collegato. Ho commentato giorni fa, era una cosa collegata, cervello, testa e gambe. Prima cosa degli psicologi, sulla depressione? Andare in palestra, correre. E’ tutto connesso, è una guarigione, toccando tutti i punti di vista, anche questo qui. La squadra l’ha percepita in maniera chiara e sta crescendo”.

Usa, come si è arrivati al 145% di dazi sui beni cinesi

New York, 11 apr. (askanews) – Un’escalation progressiva di dazi ha portato gli Usa a colpire le importazioni dalla Cina con una tariffa complessiva del 145%. Tutto è iniziato tra febbraio e marzo, quando l’amministrazione Trump ha imposto un primo 20% sui beni cinesi, legando la misura al ruolo di Pechino nella diffusione del fentanyl.

Il 2 aprile è arrivato un nuovo aumento del 34%, giustificato dal presidente con lo squilibrio commerciale tra i due Paesi. Due giorni dopo la Cina ha risposto con una misura identica sui beni Usa.

Lunedì scorso, Trump ha minacciato un ulteriore rincaro del 50% se Pechino non avesse fatto un passo indietro. Una minaccia che due giorni dopo, mercoledì, è diventata realtà: le tariffe Usa sono salite al 104%, poi al 125% con un nuovo incremento deciso dalla Casa Bianca.

Ieri l’annuncio decisivo: il 125% non comprendeva i primi 20 punti percentuali legati al fentanyl. Il totale effettivo, quindi, raggiunge quota 145%.

Oggi la Cina ha risposto portando le proprie tariffe sui beni americani al 125%, ma ha anche dichiarato che non andrà oltre: “Dato che, con l’attuale livello di dazi, le esportazioni Usa verso la Cina non sono più commercialmente sostenibili, non risponderemo a ulteriori aumenti”.

Secondo economisti ed esperti, i livelli raggiunti rendono ormai impraticabili i flussi commerciali tra le due maggiori economie mondiali.

Tv, arriva la seconda stagione della serie "The Last Of Us"

Roma, 11 apr. (askanews) – Un’avventura che continua implacabile e impetuosa, un gioco crudele, una storia apocalittica, potente. La seconda stagione di “The Last Of Us”, la serie drammatica Sky Exclusive targata HBO, vincitrice di un Emmy, già ufficialmente rinnovata per un terzo capitolo, arriva in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW lunedì 14 aprile.

Ispirata al celebre videogioco sviluppato da Naughty Dog per PlayStation, dopo un primo ciclo di episodi da record la serie riprende cinque anni dopo gli eventi della prima stagione. Joel (Pedro Pascal) ed Ellie (Bella Ramsey) saranno trascinati in un conflitto fra di loro e contro un mondo persino più pericoloso e imprevedibile di quello che si erano lasciati alle spalle.

La seconda stagione, in sette nuovi episodi, vede di nuovo protagonisti Pedro Pascal e Bella Ramsey nei panni, rispettivamente, di Joel ed Ellie, insieme a Gabriel Luna che interpreta Tommy e Rutina Wesley nel ruolo di Maria. Le già annunciate new-entry nel cast sono invece Kaitlyn Dever che vestirà i panni di Abby, Isabela Merced nel ruolo di Dina, Young Mazino in quello di Jesse, Ariela Barer interpreterà Mel, Tati Gabrielle sarà Nora, Spencer Lord vestirà i panni di Owen, Danny Ramirez sarà Manny e Jeffrey Wright interpreterà invece Isaac. Catherine O’Hara è guest star della nuova stagione.

Basata sull’acclamato franchise videoludico sviluppato da Naughty Dog per le console PlayStation, “The Last of Us” è scritta e prodotta esecutivamente da Craig Mazin e Neil Druckmann. La serie è una co-produzione con Sony Pictures Television ed è prodotta esecutivamente anche da Carolyn Strauss, Jacqueline Lesko, Cecil O’Connor, Asad Qizilbash, Carter Swan ed Evan Wells.

Bankitalia: imprese Italia esposte ma possono attenuare effetti dazi

Roma, 11 apr. (askanews) – L’esposizione delle imprese italiane al mercato statunitense è significativa, ma alcune caratteristiche strutturali, quali la composizione settoriale, il posizionamento qualitativo e la buona profittabilità degli esportatori, potrebbero attenuare le ricadute dirette più sfavorevoli dell’inasprimento dei dazi, almeno nel breve periodo. Conseguenze più gravi potrebbero emergere in caso di forti ripercussioni delle restrizioni commerciali sulla domanda globale e sui mercati finanziari. E’ la fotografia scattata dalla Banca d’Italia, in un riquadro di analisi inserito nell’ultimo Bollettino economico.

Gli Stati Uniti rappresentano uno dei principali mercati di sbocco per le esportazioni di beni delle imprese italiane, rileva l’analisi, con un valore complessivo di 60 miliardi di euro nel 2024 (pari al 10,4 per cento del totale). Tuttavia, dato il ruolo pervasivo delle catene produttive globali nel commercio internazionale, si rende necessario considerare non solo l’esposizione diretta, connessa con le vendite delle imprese italiane a controparti statunitensi, ma anche quella indiretta, che tiene conto del fatto che i prodotti che gli altri paesi esportano verso gli Stati Uniti possono utilizzare come input beni intermedi prodotti nel nostro paese.

Inoltre, prosegue Bankitalia, è importante identificare il valore aggiunto creato in Italia, al netto di quello dei beni intermedi importati. Le tavole input-output globali consentono di isolare il valore aggiunto domestico delle esportazioni italiane destinate, direttamente o indirettamente, al mercato statunitense. In base alle nostre analisi, l’8,1 per cento del valore aggiunto della manifattura italiana – circa l’1,2 per cento del Pil – giunge negli Stati Uniti (il 6,4 per cento per via diretta). I comparti più esposti sono quello della farmaceutica e quello degli altri mezzi di trasporto (che includono la cantieristica e l’industria aerospaziale; figura A). La componente indiretta ha generalmente un peso limitato, tranne che nella farmaceutica.

Nonostante la significativa esposizione del nostro sistema produttivo al mercato statunitense, alcuni aspetti strutturali possono attenuare nel breve periodo l’impatto diretto dei dazi. Innanzitutto, si legge, anche se gli Stati Uniti costituiscono un mercato diretto di destinazione per quasi un terzo delle aziende esportatrici italiane1, poco più della metà delle vendite verso questo paese è realizzata da imprese di grande dimensione (con almeno 250 addetti), caratterizzate da una più alta diversificazione produttiva (cfr. il riquadro: Incertezza sulle politiche commerciali ed esposizione delle imprese italiane al mercato statunitense, in Bollettino economico, 1, 2025).

Inoltre l’impatto diretto dei dazi sulle vendite delle imprese italiane dipenderà principalmente da due fattori: (a) la misura in cui consumatori e imprese statunitensi sostituiranno beni finali e intermedi italiani con prodotti domestici o di altri paesi; (b) la capacità delle imprese italiane di contenere l’aumento dei prezzi dei beni venduti mediante una riduzione dei margini di profitto.

Riguardo al primo fattore, secondo Bankitalia la natura multilaterale dei dazi imposti dall’amministrazione degli Stati Uniti limita sensibilmente le possibilità di sostituzione dei prodotti italiani con quelli di paesi nostri concorrenti, in quanto questi ultimi sono in larga parte soggetti a dazi uguali o superiori. Si stima inoltre che le esportazioni di beni verso gli Stati Uniti siano costituite da prodotti di qualità alta per il 43 per cento e media per il 49 per cento (figura B)2. Nel confronto con i principali paesi della UE, la composizione per qualità delle esportazioni italiane è lievemente inferiore solo a quella di Francia e Germania; altri paesi dell’OCSE, come Giappone, Corea del Sud e Messico, e alcune economie emergenti come Cina e Vietnam presentano invece una maggiore incidenza di prodotti di fascia media e bassa.

L’elevata qualità delle esportazioni italiane – verosimilmente orientate verso acquirenti ad alto reddito e imprese leader nei loro rispettivi settori – ne rende la domanda meno reattiva al prezzo. Con riferimento al secondo fattore, le imprese italiane potrebbero limitare il potenziale calo della domanda statunitense assorbendo parte dell’aumento dei prezzi causato dai dazi attraverso una riduzione dei propri margini di profitto.

Per le imprese manifatturiere italiane che esportano negli Stati Uniti l’incidenza delle vendite su questo mercato è in media pari al 5,5 per cento del fatturato totale, mentre il margine operativo lordo è in media pari al 10 per cento del fatturato3. Anche considerando l’intera distribuzione dei margini di tali imprese, si osserva che essi sono relativamente elevati: per tre quarti delle aziende sono superiori al 5 per cento.

Secondo nostre simulazioni, rilevano ancora dall’istituzione di Via Nazionale, la flessione delle vendite sul mercato statunitense che deriverebbe da un rialzo dei prezzi coerente con i dazi4, comporterebbe in media un calo del fatturato totale di circa un punto percentuale5. Il margine operativo lordo, valutato in rapporto ai ricavi, si ridurrebbe al massimo di mezzo punto percentuale per tre quarti delle imprese. Il numero di aziende che passerebbe da margini positivi a negativi è esiguo e la quota di esportatori con perdite elevate aumenterebbe di 4 punti percentuali6. Il deterioramento riguarderebbe prevalentemente quelli di piccola dimensione.

Nel complesso, l’esposizione degli esportatori italiani al mercato statunitense è significativa, ma la composizione settoriale, il posizionamento qualitativo e la buona profittabilità delle imprese potrebbero attenuare le ricadute dirette più sfavorevoli dell’inasprimento dei dazi, almeno nel breve periodo. Tuttavia alcune imprese con una maggiore dipendenza dal mercato statunitense e con margini di profitto più ridotti potrebbero subire effetti rilevanti. Conseguenze più gravi potrebbero emergere in caso di forti ricadute dell’inasprimento delle restrizioni commerciali sulla domanda globale e sui mercati finanziari.

Bankitalia: retribuzioni reali restano 8% sotto i livelli 2021

Roma, 11 apr. (askanews) – In Italia nel 2024 la crescita delle retribuzioni contrattuali è stata sostenuta, tuttavia i salari restano ancora inferiori di circa l’8 per cento in termini reali rispetto ai livelli del 2021. Lo rileva la banca d’Italia in una analisi contenuta nel suo Bollettino economico.

Secondo un indicatore elaborato dall’istituzione di Via Nazionale e basato sui soli contratti collettivi in vigore, la dinamica salariale sarà ancora elevata nel primo trimestre del 2025 ma si attenuerà nei mesi successivi.

Dazi, il commissario europeo al commercio a Washington lunedì (Intanto si prepara un vertice Ue-Cina)

Bruxelles, 11 apr. (askanews) – Il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, si recherà a Washington lunedì prossimo, 14 aprile, per colloqui con i suoi omologhi statunitensi sulla questione dei dazi. Lo ha annunciato il portavoce per il Commercio internazionale della Commissione europea, Olof Gill, durante il briefing quotidiano per la stampa dell’Esecutivo comunitario, oggi a Bruxelles.

“Non entro nei dettagli, ma ricordo – ha detto il portavoce – che l’Ue è disposta a trovare soluzioni reciprocamente vantaggiose con le controparti americane per evitare i dazi, e per scongiurare qualsiasi escalation dannosa che farebbe male a entrambe le sponde dell’Atlantico e di fatto all’economia globale”.

Sefcovic, ha insistito Gill, va a Washington “in buona fede per carcere di trovare soluzioni che vadano a beneficio di entrambe le parti”.

Intanto, è in preparazione un vertice Ue-Cina, probabilmente dopo metà luglio. “Per quanto riguarda il vertice Ue-Cina, ci stiamo coordinando” con Pechino “per stabilire una data per l’incontro, che dovrebbe svolgersi in Cina nella seconda metà di luglio”. Lo riferisce una nota del servizio del portavoce del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. A quanto si apprende a Bruxelles, il vertice con la Cina dovrebbe svolgersi dopo il vertice Ue-Giappone, previsto in Giappone, sulla preparazione del quale sono in corso discussioni. L’ultimo vertice Ue-Cina, il 24esimo, si è svolto a Pechino il 7 dicembre 2023.

Stm, Schlein: Pd al vostro fianco, risposte chiare da dirigenza e governo

Roma, 11 apr. (askanews) – “Noi vogliamo un’Unione europea che crede nella sua industria, che mette in campo investimenti comuni con un’attenzione al sociale, alla tutela del lavoro, della sicurezza del lavoro e anche all’innovazione che serve per ritrovare un equilibrio a tutela anche del clima e del pianeta. Però lo vogliamo fare con un’attenzione particolare: serve un fondo europeo per l’automotive, attraverso cui investire in ricerca e innovazione, altrimenti la competizione che il vostro settore vive anche qui a STM, con la Cina, con altri attori mondiali e con gli Stati Uniti, noi la perderemo. Non siamo disposti a rinunciare a un’industria italiana che a testa alta guidi il rinnovamento, guidi l’innovazione, guidi anche la transizione ecologica e digitale e Agrate è un simbolo di questo e per questo siamo al vostro fianco in una giornata di lotta come questa”. Così la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ad Agrate Brianza, davanti allo stabilimento di STMicroelectronics con i lavoratori in sciopero.

“State difendendo sia il posto di lavoro che le prospettive delle vostre famiglie e naturalmente il futuro occupazionale. Sono molto preoccupata – ha proseguoto Schlein – perché quando si comincia a non dare solidità ma solo piani industriali fumosi in un settore che sta bene, che è strategico per ogni filiera futura, vuol dire che c’è un disegno diverso e noi quel disegno diverso lo dobbiamo sventare. È ancora più grave il fatto che qui ci sia una doppia partecipazione pubblica, italiana e francese. La politica non deve farsi dettare le soluzioni dall’economia. Deve viceversa trainare l’economia nella direzione che serve a garantire un futuro più giusto a questo paese, a queste famiglie, a questi lavoratori e a tutta l’Europa”.

“Noi siamo consapevoli della vostra difficoltà e vi saremo a fianco. Oggi siamo qui ma attraverso i nostri rappresentanti territoriali vogliamo continuare ad esserci ogni giorno, e per questo ringrazio Andrea Orlando che è qui con me, ringrazio il sindaco, tutti i nostri rappresentanti territoriali. Considerateci a disposizione. Perché non sarà una battaglia né facile, né breve, ma sarà una battaglia giusta. E quelle giuste bisogna farle a testa alta e pensando a un futuro che rimetta al centro quello che è scritto nell’articolo 1 della Costituzione: la nostra Repubblica è fondata sul lavoro. Ma non è fondata sul lavoro qualsiasi. Non può essere fondata sul lavoro povero, sul lavoro precario, sui contratti a termine che stanno aumentando, sui voucher che stanno aumentando. Il lavoro dignitoso è quello che non solo paga salari dignitosi, e di qui la nostra battaglia per un salario minimo in Italia, perché sotto i 9 euro è sfruttamento e non deve essere legale, ma è anche una battaglia che guarda alla formazione di quei lavoratori e all’innovazione nel futuro”, ha aggiunto la segretaria.

“Voi siete qui con le vostre braccia e con le vostre teste: c’è bisogno di entrambe per far marciare la manifattura italiana verso il futuro e occorre quindi investire su entrambe. Per questo continueremo a starvi accanto in questa vertenza e a chiedere risposte chiare alla dirigenza e al governo”, ha concluso.

Dazi, l’Ue: Trump fa più danni all’economia Usa che alla nostra

Roma, 11 apr. (askanews) – Con i dazi commerciali gli Stati Uniti si stanno “auto danneggiando” – senza che nessuno li costringa a farlo – e secondo la Commissione europea subiranno più danni loro, a livello economico, di quelli che si verificheranno nell’Unione europea o su scala globale. E’ la tesi sostenuta dal commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, che nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo informale a Varsavia, dove i lavori proseguono allargati a tutto l’Ecofin, ha presentato una simulazione elaborata da Bruxelles.

Secondo queste previsioni, partendo dall’assunto di dazi commerciali al 20% il Pil degli Stati Uniti “verrebbe ridotto tra lo 0,8% e l’1,4% fino al 2027. L’impatto negativo sulla Ue -ha detto Dombrovskis – sarebbe inferiore, pari a circa lo 0,2% del Pil”.

Questo però se i dazi dovessero essere temporanei. Se invece dovessero risultare permanenti o se i paesi colpiti dovessero varare rappresaglie, innescando una guerra commerciale, “le conseguenze economiche sarebbero più negative: fino a 3,1%-3,3% per gli Usa, 0,5%-0,6% per l’Ue e 1,2% per il Pil globale, mentre il commercio globale crollerebbe del 7,7% in tre anni”, ha proseguito il lettone, sempre sulla base delle previsioni della Commissione.

“Non c’è necessità per gli Usa di continuare ad auto danneggiarsi. Noi se siamo costretti siamo pronti a difenderci – ha detto -. L’Europa non ha iniziato questo scontro e non lo vuole. I dazi vanno contro la logica politica e economica tra due aree economiche che hanno il maggiore interscambio nel mondo, pari a 1.600 miliardi di euro. Siamo pronti a negoziare un accordo a beneficio reciproco ma difendendo i nostri interessi”.

Al tempo stesso l’Ue “continuerà il lavoro per approfondire il mercato unico e per diversificare il nostro commercio con i partner commerciali”. Secondo l’eurocommissario “le prospettive economiche stanno ovviamente diventando più imprevedibili e caratterizzate dai dazi di Trump praticamente su tutto il mondo. Diamo il benvenuto alla pausa di 90 giorni, crea spazio per negoziati. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che il 10% di dazi generalizzati restano in vigore per praticamente tutti i paesi e rappresentano un colpo per l’economia globale”. Peraltro gli Usa non hanno sospeso i dazi ancora più alti su alluminio e auto, ha sottolineato.