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mercoledì, 28 Gennaio, 2026
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Stellantis, Imparato: obiettivi Piano Italia confermati e rispettati

Torino, 14 ott. (askanews) – “Il Piano Italia lo stiamo eseguendo in modo dettagliato, gli obiettivi saranno mantenuti e assolutamente rispettati. Avevamo detto che avremmo portato la 500 ibrida a Mirafiori e il cambio eDct e si procede. Il 25 di novembre ci sar il lancio della macchina qui a Torino”. Lo ha detto Jean-Philippe Imparato, Ceo di Maserati all’Heritage Hub di Mirafiori a margine della presentazione del Programma mondiale Stellantis Philanthropy a supporto dei progetti a sostegno della dispersione e della formazione in 9 Paesi europei

“Dopo i volumi e il mercato possono cambiare, ma il piano scritto e firmato. Parliamo continuamente con Antonio Filosa (Ceo) e Emanuele Cappellano (Responsabile Europa), che supportano e proteggono il piano”, ha aggiunto.

Al via l’Anti-festival "Strane Coppie", 17esima edizione

Roma, 14 ott. (askanews) – Con un’anteprima a Milano giovedì 16 ottobre, e da Sabato 18 ottobre, con installazioni, eventi e conferenze al Museo Nitsch di Napoli, torna la storica rassegna culturale Strane Coppie, che per la sua 17esima edizione, presenta Ascoltatori selvaggi, Anti-festival di sortilegi senza menzogne. La manifestazione per la prima volta sceglie di stimolare in modo esperienziale i fruitori dell’Arte contemporanea, i lettori di romanzi e racconti, gli spettatori di cinema, piattaforme e tv in modo nuovo e immersivo, evitando ogni mediazione, riattivando le capacità di ascolto dell’opera che sempre più risulta parcellizzato, frammentato, distratto. Se l’opera diventa parte della nostra percezione e della nostra esperienza sensoriale ed emotiva la nostra capacità di ascolto e interazione col mondo verrà potenziata.

Ascoltatori selvaggi è un anti-festival dove parole e letteratura, musica e suono, arti visive e cinema dialogano e si confondono, nato dall’amicizia fra artisti attivi in ogni campo e dalla collaborazione fra associazioni, ovvero Aldebaran Park – Lalineascritta Laboratori di Scrittura, theatrum phonosophicum e Opificio Puca.

Un’anteprima a Milano nella Sala delle Colonne di Banco BPM e due giornate fra Napoli e Sant’Arpino, il primo al Museo Nitsch e il secondo all’Opificio Puca, tra installazioni site specific, performance, proiezioni, letture, conferenze e due spazi d’arte dal doppio senso simbolico: il centro antico di Napoli dove è incastonato, segreto, il Museo Nitsch e la periferia di Sant’Arpino, dove insiste, nel confine temporale fra campagna e industria, l’Opificio Puca.

Due eventi in cui l’espressione coniata e auspicata da Giuseppe Montesano, ‘ascoltatori selvaggi’, e recuperata come mission dell’anti-festival da Leopoldo Siano (theatrum phonosophicum), si declina in una serie di sortilegi senza menzogne, gioco di parole che omaggia l’Elsa Morante di Menzogna e sortilegio, di cui ricorre nel 2025 il quarantennale della morte: i sortilegi delle arti visive, del suono, della musica e le menzogne della letteratura e del cinema.

Che questo nostro tempo di false realtà e finte novità possa dedicarsi alla magia eterna dei sortilegi.

Cosa manca al nostro tempo? L’ascolto. Ascolto è tempo, è immersione totale. Se cancelliamo il tempo dell’esperienza dell’ascolto, annulliamo la memoria della vita. Il nostro mondo crolla poiché cancelliamo l’arte come esperienza e l’esperienza come materia profonda dell’arte. Il nostro presente rischia di riempirsi, da un lato, di artisti che non disegnano, scrittori che non leggono, musicisti che ignorano il suono e, dall’altro, di spettatori passivi, lettori pigri, ascoltatori spaventati.

PROGRAMMA

Giovedì 16 ottobre – Anteprima a Milano Banco BPM Sala delle Colonne

TOO WILD TO GO (troppo selvaggio per sprecarlo) di Luigi Pingitore

Proiezione audiovisiva che anticipa l’installazione TOO WILD TO GO che sarà presente al Museo Nitsch e all’Opificio Puca.

Il cinema dei fantasmi con Luigi Pingitore, Leopoldo Siano, Josè Vicente Quirante Rives coordina Antonella Cilento letture di Arianna Scommegna musica di Paolo Coletta

Le voci di dentro di un condominio mostrano l’intima verità di una coppia: è la tecnologia, nuovissima negli anni Cinquanta, di una radio a fare da catalizzatore mesmerico della verità nascosta di ognuno, padroni di casa e vicini… La musica da sempre fa impazzire: un uomo assiste impotente alla follia progressiva della sua amata ossessionata dalla musica di Beethoven dopo aver acquistato un gadget, come si direbbe oggi: la maschera in gesso che riproduce il volto dell’amato artista. Poiché la ragazza non riesce più a eseguire la musica di Beethoven, acquista un fonografo ma anche quest’acquisto non le evita d’impazzire… La moglie di un celebre attore di cinema e il suo migliore amico si amano in segreto: l’attore muore e così la relazione può emergere. Ma non cancella il senso di colpa, il tradimento commesso nei confronti dell’attore morto. Allora gli amanti andranno al cinema, per vedere i film del morto non ancora usciti ed assistere alla progressiva fuoriuscita dallo schermo dell’attore, ancora vivo… Queste sono le trame di tre grandi racconti: Una radio straordinaria di John Cheever, La maschera di Beethoven di Massimo Bontempelli e Lo spettro di Horacio Quiroga. Tre storie fantastiche (allucinatorie, fantasmatiche) per raccontare l’arte nell’epoca della sua riproducibilità: la radio, il fonografo, il cinema e la loro apparizione diabolica nelle nostre vite nella prime metà del Novecento. E oggi, che siamo immersi nell’infinita moltiplicazione e parcellizzazione dell’ascolto? Videocassette che uccidono, film che si confondono con il reale, reality che si innescano nella nostra vita, i social, i device: siamo ancora capaci di essere dei veri ascoltatori, degli ascoltatori selvaggi? Come Warhol, prima di Warhol, in questi tre racconti l’oggetto artistico mostra la sua natura ambigua se piegato alla riproduzione commerciale: l’opera ruba l’anima o lo strumento che la riproduce a mostrarci l’abisso?

(l’evento verrà replicato a Napoli al Museo Nitsch)

Sabato 18 ottobre – Museo Nitsch installazioni, eventi e conferenze

Ore 10: ‘Lo senti lo scorrere del fiume?’ Il collettivo di artisti dell’OPIFICIO PUCA presenta il progetto OH, AH, SI! sul fiume fuori rotta a cura Maria Giovanna Abbate e Francesco Capasso sul fiume Volturno con la moderazione di Leopoldo Siano

Il progetto OH, AH, SI! sul fiume fuori rotta, iniziato nel 2021 da un’idea di Maria Giovanna Abbate e Francesco Capasso, ha coinvolto attivamente 21 artisti, 10 associazioni del territorio, 3 comuni e diverse istituzioni pubbliche. Un viaggio esplorativo in un luogo fisico e non mentale, partendo dal mare e risalendo contro corrente il fiume Volturno, dall’Oasi dei Variconi di Castel Volturno, all’Oasi di Caricchiano di Cancello ed Arnone, rigorosamente a piedi e senza mai allontanarsi dall’impronta visiva dell’acqua. Gli ultimi 15 chilometri del fiume Volturno attraversano un’area una volta rurale ma ora fortemente urbanizzata tra Napoli e Caserta nota come Terra dei Fuochi, caratterizzata dalla costante presenza di incendi appiccati dai clan camorristici ai cumuli di rifiuti tossici. L’abbandono e il degrado hanno trasformato quest’area in una sorta di no man lands, dove l’assenza dello Stato si avverte più che in ogni altro luogo della regione. Negli ultimi 30 anni l’area è diventata meta di flussi migratori incontrollati, modello fallimentare delle politiche migratorie Italiane.

Ore 12: Replica dell’evento Il cinema dei fantasmi

con Luigi Pingitore, Leopoldo Siano, Josè Vicente Quirante Rives coordina Antonella Cilento letture di Gea Martire musica di Paolo Coletta

Ore 17: ASCOLTATORI SELVAGGI Lectio magistralis di Giuseppe Montesano in dialogo con Leopoldo Siano

Cosa significa ascoltare davvero un’opera, scritta, suonata, dipinta, fotografata, scolpita o filmata? Cosa significa farsi attraversare dall’esperienza, lasciarsi sconvolgere, spostare, cambiare? Ascoltare con gli occhi, toccare con le orecchie, gustare con le mani per vivere, come scrive Giuseppe Montesano in Lettori selvaggi: ‘Vivere in maniera non infame e miserabile, vivere non reprimendo e tagliando passioni e amori, ma facendo crescere e fiorire più passioni e amori. La vita vera è altrove? Allora l’altrove va cercato con ogni nostro desiderio. Vivere in tempi difficili ci costringe a cercare con la mano sinistra? E allora cerchiamo con la mano sinistra: con astuzia, con grazia, con candore. Rubiamo tempo vivo agli schermi menzogneri e alle relazioni fasulle, e leggiamo, ascoltiamo, pensiamo, sogniamo.’ Un dialogo fra uno dei più eminenti scrittori del nostro tempo e un musicologo, fondatore con Shushan Huysnunts del theatrum phonosphicum, che aspira alla sintesi delle arti, al Gesamtkunstwerk (dal teatro greco antico a Richard Wagner e alle avanguardie), all’ ascolto inteso come Seinserfahrung (‘esperienza dell’essere’) e al confronto antropologico col Suono, con i suoni nello spazio ovvero con il ‘paesaggio sonoro’ e gli archetipi acustici.

Ore 19: SORTILEGI SENZA MENZOGNE Interventi di Antonella Cilento, Laura Bosio, Giuseppe Montesano, Marta Morazzoni. letture di Fabio Cocifoglia, Imma Villa, Gea Martire musica di Paolo Coletta

Questo evento è un flusso: la lettura integrale de Lo scialle andaluso di Elsa Morante s’intervalla con la musica e con l’ascolto selvaggio dell’opera di Morante realizzata in diretta con la partecipazione di Antonella Cilento, Laura Bosio, Giuseppe Montesano, Marta Morazzoni. Ad ogni movimento del racconto corrisponde una scelta musicale d’autore, a ogni ascolto di parole e musica corrisponde un ragionamento.

Ore 10:00-20:00 – Installazioni e performance

TOO WILD TO GO (troppo selvaggio per sprecarlo) di Luigi Pingitore

Con Too Wild To Go, Luigi Pingitore trasforma lo spazio in un luogo di specchio e di voce, un’esperienza intima e collettiva al tempo stesso. Al Museo Nitsch e all’Opificio Puca l’installazione si apre come una soglia: Uno specchio attende lo spettatore. Ti avvicini. Cerchi il tuo riflesso. Incontri una realtà esterna che ti invade. Sei tu, e sei anche loro. Il suono scorre, stratificato, babelico, fatto di frammenti, respiri, parole spezzate. Lo specchio restituisce l’immagine, le voci dissolvono i confini. Un rito collettivo. Un invito a non sprecare l’ascolto selvaggio.

(Saranno distribuiti negli spazi museali e cittadini tante scatoline nere di carta con il logo del riciclo e la scritta TOO WILD TO GO. Aprendo la scatolina si trova sul fondo un qr code che collega a una pagina youtube su cui sono stati precaricati una serie di frammenti sonori: sono le voci di ideatrici e ideatori di Ascoltatori selvaggi che raccontano, narrano, sintetizzano, distorcono, spiegano quello che faranno.)

NADABRAHMA/ LA YURTA DEL RESPIRO di e con Iole Cilento

È uno spazio nomade, da allestire all’aperto, dedicato all’incontro col sé e alla propria capacità di rinnovamento. La struttura, ispirata ai resti del Tempio di Mercurio a Baia, ma realizzata con materiali effimeri, sfrutta la combinazione di forma concava, illuminazione puntuale e superficie liquida, per restituire echi di movimento e vibrazione attraverso il riverbero della luce al suo interno. L’ingresso e la sosta sono riservati a pochi visitatori per volta, scalzi e in silenzio, che il performer accoglie in un luogo di meditazione attiva, fatto di azioni minime e respiro profondo, abitato da tracce di suono, luce e segno, cui i visitatori saranno invitati a partecipare.

OH, AH, SI! SUL FIUME FUORI ROTTA a cura Maria Giovanna Abbate e Francesco Capasso

L’allestimento combina tra loro alcune installazioni multimediali, sculture e azioni performative realizzate da Francesco Capasso, Gaetano Fabozzi, Carlo Menale e Miho Tanaka, per il progetto Oh,Ah,Si! e ora rimodulate per gli spazi del museo. La sperimentazione di pratiche ibride, interdisciplinari, aperte e inclusive ha guidato questi artisti nelle zone di confine lungo il fiume Volturno, ciascuno con il proprio ‘stare al mondo’ ha osservato, interagito e sperimentato pratiche di condivisione indecise, aperte e in divenire.

ALL’IMPROVVISO di Salvatore Di Vilio

Uno scambio: L’Opificio Puca viene al Museo Nitsch, e il Nitsch va all’Opificio Puca. Questa l’idea del doppio contributo di Salvatore Di Vilio, maestro della fotografia contemporanea. Tre scatti realizzati ‘all’improvviso’ all’Opificio Puca vengono al Museo Nitsch: una trasposizione senza estetizzazione, che prevede un cambio di punto di vista. Abituati come siamo a scrollare immagini e ad ingrandirle con il movimento di due dita su uno schermo, abbiamo dimenticato lo sforzo di avvicinamento che la fotografia analogica ha sempre richiesto: avvicinarsi per vedere meglio. Così All’improvviso chiede allo spettatore di avvicinarsi agli scatti che troverà disposti sul pavimento, con soggetti disposti nella stessa posizione in cui sono stati sorpresi dalla macchina fotografica. Camminare sulle foto, come se fossimo sul pavimento dell’Opificio dove gli scatti sono stati realizzati.

FRAGILI PARADOSSI di Teresa Dell’Aversana

L’installazione prende vita in un ambiente a luce soffusa, dove piccoli vetri, come pellicole protettive per schermi di cellulari sono sospesi nell’aria con fili sottilissimi, quasi invisibili. Questi elementi fluttuano nello spazio, creando un’atmosfera sospesa tra il visibile e l’invisibile. Sulla loro superficie si trovano impronte in resina trasparente: tracce delicate di elementi naturali come foglie, gocce d’acqua e piume ecc. La luce interagisce con queste superfici, creando riflessi e ombre che si trasformano con il movimento dello spettatore. La scelta del vetro protettivo per cellulari non è casuale: è un materiale nato per proteggere e schermare, una barriera sottile tra l’uomo e il mondo virtuale. Nell’installazione questo stesso vetro diventa un supporto fragile che registra tracce del mondo naturale, mentre della figura umana non c’è presenza. Un paradosso visivo e concettuale: la tecnologia, solitamente usata per isolare e mediare la realtà, qui diventa il mezzo attraverso cui il mondo si manifesta. L’installazione non è solo visiva, ma si attiva anche sonoramente. Il passaggio dei visitatori, il loro respiro o un lieve spostamento d’aria possono far vibrare i fili e i materiali sospesi, generando suoni impercettibili, come tintinnii sottili o fruscii delicati. Ogni spettatore diventa così parte dell’opera, innescando un dialogo tra il corpo, il suono e la materia.

TUTTO PER ESISTERE DEVE ESSERE CANTATO | Maria Giovanna Abbate con Andrea Laudante, Shushan Hysnunts, Ladifatou Traore, Nare Davtyan. a cura di Christian Taranto in collaborazione con Tramandars per Biennale del Vesuvio.

La videoinstallazione presentata è la restituzione di un rito condiviso nato alle pendici del monte Somma. La ricerca ha intrecciato memorie collettive, ritualità popolari e legami con la terra e l’acqua, dando vita a una serie di sculture-strumento rituali in bronzo, realizzate a partire da lische di merluzzo in collaborazione con Fonderia Nolana. Il compositore Andrea Laudante ha affiancato il progetto con un laboratorio di ascolto meditativo nella Villa Augustea, da cui è nato il tessuto sonoro che accompagna l’opera. Il lavoro ha trovato compimento in una performance collettiva con le performer Shushan Hyusnunts, Ladifatou Traore e Nare Davtyan insieme a Laudante, nel complesso absidale della Villa Augustea. La performance è un respiro estremo. Una bocca aperta, immobile come la paura del futuro. Un grido ancestrale nel vuoto. Un sogno cantato per non essere dimenticato.

Domenica 26 ottobre – Opificio Puca

Ore 10:00-18:00 – Installazioni e performance

PER LE SCALE (ascolto sospeso)

Con il pubblico seduto sulle scale dell’Opificio inizia questa giornata in cui l’intera struttura verrà animata da fantasmi, immagini, respiri, suoni e visioni: in cima alla scala tre attrici/attori aspettano i visitatori per condurli lungo il percorso (cicli di 40/50 min). Attrici e attori nell’attesa fra un ciclo e l’altro leggono/interpretano brani da Elsa Morante, John Cheever, Massimo Bontempelli, Horacio Quiroga

SORTILEGI SENZA SEGRETI STANZA SONORA (durata 30′ in loop)

Una stanza dell’Opificio Puca sarà destinata all’ascolto selvaggio di musica e letteratura firmata da Giuseppe Montesano e realizzata da Luca Dell’Aversana

LIMBO

Stanza della Sibilla dove un’operatrice segna il destino degli spettatori coi tarocchi indicando le destinazioni degli spettatori lungo il percorso.

FRAGILI PARADOSSI di Teresa Dell’Aversana

Dopo il Museo Nitsch Teresa Dell’Aversana ripropone l’installazione Fragili paradossi nei caratteristici spazi dell’Opificio Puca.

NITSCH di Salvatore Di Vilio Uno scambio: L’Opificio Puca viene al Museo Nitsch, e il Nitsch va all’Opificio Puca. Questa l’idea del doppio contributo di Salvatore Di Vilio, maestro della fotografia contemporanea. Esposizione degli scatti realizzati dal maestro Salvatore Di Vilio durante una performance di Hermann Nitsch del 2006.

NADABRAHMA/ LA YURTA DEL RESPIRO di e con Iole Cilento Installazione e performance

Dopo il Museo Nitsch Iole Cilento ripropone l’installazione/performance Nadabrahma/ La yurta del respiro in un nuovo dialogo con gli spazi dell’Opificio Puca.

CI DEVE ESSERE STATO PER ARIA UN CIELO di Maria Giovanna Abbate, Francesco Capasso e Degoya (Francesco Di Cristofaro e Andrea Laudante)

‘In verita? cantare è altro respiro. È un soffio in nulla.’ R. M. Rilke Una videoinstallazione multicanale che indaga il suono come vibrazione originaria, invisibile e impercettibile. L’opera invita a un ascolto intimo, a sostare nel vuoto, dove caos e armonia coincidono in un equilibrio fragile e in continuo mutamento. Un rito percettivo sulla sottile soglia della vibrazione, là dove inizia l’esperienza del mondo.

Install’Azione SEPEITHOS. Il fiume scomparso di Napoli a cura del theatrum phonosophicum SEPEITHOS. Il fiume scomparso di Napoli

C’era una volta un fiume a Napoli, che scomparve. Gli antichi greci lo chiamavano ‘Sepeithos’. Se ci si mette in uno stato di ascolto profondo, il suo suono si può sentire ancora oggi… In questa ‘lezione performativa’, seguendo un ‘metodo mitico’ di libere associazioni, ispirato tra gli altri da James Joyce, il theatrum phonosophicum racconta di un work in progress, nato durante la residenza di ricerca al Museo Nitsch (Fondazione Morra): l’ascolto di una città per 24 ore, immergendosi nei numerosi strati e loci dell’inconscio di Napoli. Un flusso epico di field recordings, immagini sonore, sostanze, gesti e pensieri – mescolando memorie e desideri, secoli e millenni. Un paesaggio sonoro come ‘chaosmos’ che lascia convivere gli opposti: rumori lancinanti e mistici silenzi, luce e oscurità, pienezza e vuoto. Nella consapevolezza della continua, inesorabile trasformazione di ogni cosa. L’essere è il divenire. ‘Ah, straziante meravigliosa bellezza del creato!’ (Così parlò Totò alla fine di Che cosa sono le nuvole? di Pier Paolo Pasolini).

Ore 12:00 – Sala Galleria una lecture-performance sull’ascolto epico con Leopoldo Siano & Shushan Hyusnunts

Ore 18:30 – Sala Galleria TOO WILD TO GO (troppo selvaggio per sprecarlo) di Luigi Pingitore

L’installazione di Luigi Pingitore chiuderà la manifestazione. L’azione sonora restituirà i frammenti raccolti dalle scatole riuniti come tessere di un mosaico. Qui, la frammentazione diventa completezza: ciò che è stato disperso per le vie della città si trasforma in un’unica, potente testimonianza collettiva, un inno all’ascolto che non si lascia sprecare.

Per consultare il programma e scoprire lo storico della rassegna Strane Coppie: https://www.lalineascritta.it/

Hamas non riconsegna tutti i corpi ostaggi deceduti: Israele non riapre valico di Rafah e limita aiuti a Gaza

Roma, 14 ott. (askanews) – Israele non riaprirà il valico di Rafah e limiterà la consegna degli aiuti, in seguito alla mancata consegna da parte di Hamas di tutti i corpi degli ostaggi deceduti: è quanto riporta il Times of Israel, citando fonti governative israeliane. Hamas ha rilasciato ieri i venti ostaggi ancora in vita detenuti nella Striscia di Gaza, oltre a quattro corpi; altre 24 salme rimangono invece ancora non localizzate.

Hamas comunque, ha informato i mediatori di voler consegnare i corpi di altri quattro ostaggi israeliani deceduti nella Striscia di Gaza alle 22 ora locale (le 21 in Italia): è quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters citando fonti della mediazione internazionale.

La musica di Alexia torna a far vibrare i dancefloor

Milano, 14 ott. (askanews) – La musica di Alexia torna a far vibrare i dancefloor: il 17 ottobre (per Garbo Dischi) il suo ultimo singolo “Follow” esce in una nuova versione del brano firmata dal dj e producer italiano Ale De Tuglie, che continua a ridefinire il significato di “made in Italy” nella scena elettronica mondiale. In questo lavoro riesce a fondere la sua cifra elettronica elegante e ipnotica con l’inconfondibile energia della voce di una delle icone della dance italiana più conosciute al mondo.

Il trascinante singolo “Follow”, pubblicato lo scorso maggio e scritto con Alessandra Flora, Marco Guazzone, Gianni Pollex, Lara Ingrosso e Leonardo Lamacchia, si rinnova qui in una veste inedita: De Tuglie ne reinterpreta le sonorità con influenze che richiamano i club di Ibiza e Londra, arricchendole di groove magnetici e dettagli raffinati. Un incontro tra due sensibilità che dà vita a un mix vibrante e contemporaneo, capace di esaltare il messaggio del brano: un invito ad andare oltre la superficie in un’epoca dominata dai social, riscoprendo autenticità, ascolto ed empatia.

Con le sue produzioni raffinate e un approccio visionario, Ale De Tuglie è uno dei giovani talenti più interessanti della scena elettronica internazionale. Dopo aver condiviso il tour con Marco Carola in venue iconiche come Pacha a Ibiza e Soho Garden a Dubai, è entrato nel roster di Music On, portando la sua cifra elegante e ipnotica nei principali festival e club del mondo: solo nel 2025 ha suonato a Ibiza, Londra, Francia, Stati Uniti, Dubai, Olanda, Romania e molte altre tappe.

Dopo un’estate che l’ha vista protagonista sui palchi più prestigiosi, dalla Spagna alla Finlandia, passando per numerose e speciali location italiane, Alexia è pronta a portare la sua musica ancora più lontano, oltre oceano: il 19 dicembre 2025 sarà tra le headliner del grande evento “The Best of I LOVE DANCE” al Palacio de los Deportes di Città del Messico, mentre il prossimo anno arriverà il momento del suo show più atteso, The party – Back to the dancefloor, il concerto evento in programma il 26 marzo 2026 al Fabrique di Milano, per celebrare una carriera che ha fatto ballare intere generazioni.

THE PARTY – BACK TO THE DANCEFLOOR è prodotto da A1 Concerti. I biglietti sono disponibili in prevendita su Ticketone al link: https://www.ticketone.it/artist/alexia/

Emergenza infortuni nella Lazio: si ferma anche Castellanos

Roma, 14 ott. (askanews) – Continua l’emergenza infortuni in casa Lazio e il problema si sposta ora in attacco dove Valentin Castellanos, che si era fermato venerdì scorso nell’ultimo allenamento della settimana, ha riportato una lesione di secondo grado al retto femorale della coscia destra. Una diagnosi che prevede uno stop compreso tra i 45 e i 60 giorni, con il rientro ipotizzabile solo dopo la prossima sosta per le nazionali. Castellanos in stagione aveva raccolto fin qui 6 presenze con 2 gol e 3 assist all’attivo.

Cesvi: fame come arma di guerra a Gaza, situazione grave in 40 paesi

Roma, 14 ott. (askanews) – Nell’ultimo anno guerre e conflitti armati hanno innescato 20 crisi alimentari e gettato in condizioni di fame acuta 140 milioni di persone, un numero equivalente a oltre il doppio dell’intera popolazione italiana. In diversi contesti, la fame non è stata soltanto una conseguenza ‘collaterale’ della violenza armata, ma è stata deliberatamente inflitta attraverso assedi, blocchi degli aiuti e distruzione delle infrastrutture agricole, ovvero utilizzata come una vera e propria arma di guerra. Gaza è l’esempio più emblematico: negli ultimi due anni il ministero della Salute locale (MoH) ha documentato 461 decessi correlati alla malnutrizione (oltre 270 solo nel 2025), tra cui 157 minori. Attualmente 320mila bambini sotto i 5 anni a rischio di malnutrizione acuta e oltre 20mila persone sono rimaste uccise (2.580) o ferite (18. 930) nel tentativo di procurarsi del cibo e accedere agli aiuti.

È quanto emerge dall’Indice Globale della Fame 2025 (Global Hunger Index – GHI), tra i principali rapporti internazionali sulla misurazione della fame nel mondo, curato da CESVI per l’edizione italiana e redatto da Welthungerhilfe (WHH), Concern Worldwide e Institute for International Law of Peace and Armed Conflict (IFHV).

Il rapporto evidenzia che, attualmente, sono oltre 40 i Paesi del mondo, che stanno fronteggiando livelli di fame grave e allarmante.

‘C’è un dato anche più preoccupante e che chiama in causa un disinteresse endemico e diffuso, impegni su scala mondiale presi e poi disattesi – sottolinea Gigi Riva, editorialista di Domani e scrittore, nella prefazione del GHI 2025 – Le cifre, al proposito, sono impietose. Dal 2016 ad oggi, dunque nell’arco degli ultimi dieci anni, la riduzione della fame nel mondo è stata minima. Tanto da poter pronosticare che sarà forzatamente disatteso l’obiettivo ambizioso della ‘fame zero’ entro il 2030. Se si procedesse gli attuali ritmi, la meta della scomparsa della fame sarebbe raggiunta nel 2137, più di un secolo dopo’.

Gaza è in corso una drammatica carestia (IPC Fase 5), già attestata nel Governatorato di Gaza. Secondo le proiezioni, nei prossimi mesi quasi un terzo della popolazione – circa 641.000 persone – si troverà in condizione di catastrofe (Fase 5), mentre 1,14 milioni di individui saranno in emergenza (Fase 4). Dalla metà di marzo, oltre 1,2 milioni di persone sono state sfollate, gli aiuti, risultano ancora gravemente insufficienti e fortemente limitati e i prezzi dei beni di prima necessità sono esplosi (+3.400% per la farina). La malnutrizione infantile è aumentata rapidamente: nel corso dell’estate 2025 sono stati individuati tra i bambini con meno di 5 anni ben 28 mila casi di malnutrizione acuta, un numero più alto delle diagnosi totali dei sei mesi precedenti (da gennaio a giugno 2025 registrati 23mila casi). Oltre 55mila donne in gravidanza o in allattamento e 25mila neonati necessitano urgentemente di supporto nutrizionale e la produzione alimentare locale è crollata: oltre il 98 per cento dei terreni coltivabili è danneggiato o inaccessibile. la distruzione delle infrastrutture agricole, la presenza diffusa di ordigni inesplosi e il collasso dei servizi idrici, sanitari e di salute pubblica renderanno la ripresa estremamente lunga, e i mezzi di sussistenza e la nutrizione saranno in pericolo ancora per anni.

CESVI è presente nei territori palestinesi dal 1994 e con l’inizio del conflitto ha intensificato gli sforzi per fornire acqua pulita e servizi essenziali di igiene alla popolazione Gaza, oltre che per migliorare la gestione dei rifiuti, mitigare il rischio di alluvioni e ridurre i rischi di malnutrizione acuta.

L’organizzazione negli ultimi due anni non ha mai interrotto le proprie attività, rimanendo sul campo con il proprio staff locale e internazionale per garantire la sopravvivenza delle famiglie sfollate.

Attualmente CESVI fornisce quotidianamente, a Gaza City e nel centro della Striscia, 50-55mila litri di acqua potabile nei campi sfollati. Le attività di distribuzione nella Striscia hanno raggiunto complessivamente circa 105.000 gazawi, con 30 milioni di litri di acqua distribuiti. Continua inoltre l’installazione di latrine e la riabilitazione delle infrastrutture igienico/sanitarie nei campi sfollati di Deir al Balah e Khan Younis.

‘Accogliamo con speranza le notizie di un accordo sul termine del conflitto, che ci auguriamo possa essere duraturo e definitivo, ma è fondamentale ricordare che quella in corso a Gaza continua a essere un’emergenza umanitaria di gravissima portata’, spiega il direttore generale di Cesvi Stefano Piziali.

‘La ripresa – aggiunge – sarà lunga e difficile: milioni di persone vivono in condizioni catastrofiche, senza sicurezza né accesso sufficiente a beni essenziali, e le ferite materiali e psicologiche sono molto profonde. La macchina umanitaria in questo conflitto è stata stravolta ed è necessario che riprenda rapidamente a muoversi in maniera tempestiva, efficace e senza ostacoli: portare soccorso ai più vulnerabili resta una sfida, condizionata da ostacoli logistici e da un equilibrio ancora incerto. Senza un accesso continuativo e coordinato, il rischio di abbandonare la popolazione a un destino segnato rimane concreto. Qualsiasi ulteriore ritardo, comporterebbe un aumento inaccettabile della mortalità legata alla carestia. CESVI ribadisce che il rispetto del diritto internazionale e della neutralità umanitaria è indispensabile per proteggere i civili e garantire che gli aiuti arrivino realmente dove servono. Esortiamo tutte le parti a garantire l’accesso e la distribuzione degli aiuti umanitari in quantità adeguata per rispondere all’emergenza umanitaria e avviare un percorso volto a costruire le condizioni per una pace sostenibile. A Gaza servono interventi tempestivi, ma anche un impegno costante nei mesi e negli anni a venire per accompagnare verso un futuro dignitoso e sereno una popolazione stremata da anni di privazioni e violenza’.

Il caso di Gaza è l’espressione più drammatica di una pericolosa tendenza ben lontana dall’essere isolata. Nel solo 2024 quasi la metà (47%) dei casi di fame acuta in tutto il mondo sono stati provocati proprio da scontri armati. Solo nell’ultimo anno sono stati registrati quasi 200 mila episodi di violenza, con un aumento del 25% rispetto al 2023. Questa escalation ha costretto milioni di famiglie a sopravvivere senza mezzi né servizi essenziali, portando il numero di sfollati a oltre 122 milioni, il livello più alto mai registrato.

I conflitti a Gaza e in Sudan dimostrano chiaramente come la violenza armata possa distruggere rapidamente la sicurezza alimentare: tra il 2023 e il 2024 le persone esposte a livelli di carestia sono più che raddoppiate, raggiungendo quasi due milioni, di cui il 95% vive proprio in questi due contesti. Il GHI 2025 richiama con forza l’attenzione sul rischio di ‘normalizzazione’ dell’utilizzo della fame come arma di guerra e invita al rispetto del diritto internazionale e al rafforzamento dei meccanismi di controllo e responsabilità in relazione a questa pratica.

‘La guerra è il più crudele moltiplicatore della fame – afferma il direttore generale di CESVI, Stefano Piziali – Dove scoppiano i conflitti, i sistemi alimentari collassano, le famiglie sono costrette a fuggire e milioni di persone vengono spinte nell’insicurezza alimentare. A rendere la situazione ancora più drammatica – prosegue – negli ultimi anni è stato registrato un forte calo degli aiuti umanitari, mentre le spese militari hanno continuato a crescere, superando nel 2024 i 2.700 miliardi di dollari: oltre cento volte l’ammontare destinato agli aiuti umanitari. Un’inversione di priorità che compromette la capacità della comunità internazionale di rispondere alla fame e che si unisce all’inaccettabile pratica, sempre più frequente, di utilizzare la privazione di acqua e cibo come un’arma contro la popolazione civile’.

Il punteggio mondiale dell’Indice Globale della Fame (GHI) 2025 è 18,3, indicativo di un livello di malnutrizione globale “moderato”: nel 2024, le persone che hanno sofferto di fame acuta sono state complessivamente oltre 295 milioni in 53 Paesi e territori, 13,7 milioni in più rispetto al 2023.

I quattro indicatori chiave del rapporto – denutrizione, arresto della crescita infantile, deperimento infantile e mortalità infantile – restano lontani dagli obiettivi internazionali e non si registrano progressi significativi dal 2016 a causa della sovrapposizione di diverse crisi: conflitti armati, shock climatici e fragilità economiche.

Dal GHI 2025 emerge che la fame ha raggiunto livelli allarmanti in 7 Paesi – Haiti, Madagascar, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Sud Sudan, Burundi e Yemen – ed è classificata come grave in altri 35. In 27 Paesi si registra addirittura un peggioramento rispetto al 2016. Il punteggio più grave del GHI 2025 è quello registrato dalla Somalia (42,6).

Va tuttavia precisato che in diversi Paesi – tra cui Palestina e Sudan, oltre a Burundi, Corea del Nord e Yemen – la situazione è così critica da rendere impossibile il calcolo completo dei punteggi di GHI, a causa della mancanza di dati essenziali. Gli indicatori disponibili, tuttavia, segnalano un peggioramento delle condizioni e suggeriscono che la realtà sia persino più grave di quanto riportino le statistiche.

‘Quando i sistemi di monitoraggio vengono indeboliti o smantellati, i bisogni diventano ‘invisibili’ – prosegue Piziali – e quindi non riescono più ad attrarre aiuti, alimentando un circolo vizioso’.

A livello regionale, la fame resta grave in Africa subsahariana e in Asia meridionale (con un punteggio GHI rispettivamente di 27,1 e 24,9), mentre si riscontrano lievi miglioramenti globali, legati soprattutto ai progressi in alcune aree dell’Asia meridionale, sud-orientale e dell’America Latina. Tuttavia, questi avanzamenti restano fragili e possono essere rapidamente compromessi, a conferma della necessità di politiche solide, sistemi di allerta precoce, misure di resilienza climatica e trasformazioni strutturali dei sistemi alimentari per consolidare i risultati raggiunti. Per questo il rapporto lancia un appello urgente per rafforzare gli aiuti, investire in sistemi alimentari resilienti, adottare politiche di lungo periodo e garantire il diritto al cibo come diritto umano fondamentale.

La regione dell’Africa a Sud del Sahara detiene ancora il primato mondiale di mortalità infantile sotto i 5 anni: in Chad, Niger, Nigeria e Somalia il livello resta estremamente allarmante. Il Sudan e il Sud Sudan il conflitto in corso dal 2023 ha frammentato i sistemi alimentari, ostacolato la distribuzione degli aiuti e provocato lo sfollamento di milioni di persone. A metà del 2024 è stata confermata la carestia in alcune aree del Darfur, con circa 760.000 persone in condizioni di insicurezza alimentare a livello catastrofe (Fase 5 IPC).

In Asia meridionale la denutrizione colpisce ancora quasi 1 persona su 8, ed è in questa regione che si trova quasi il 40% della popolazione denutrita a livello globale. I livelli di denutrizione sono in aumento rispetto al 2016 e Afghanistan, Pakistan e Sri Lanka registrano livelli di fame in aumento. In Asia Occidentale e in Nord Africa la violenza armata in Paesi come Siria, Yemen, Territori Palestinesi occupati ha gravemente colpito la produzione agricola e i sistemi alimentari, provocando milioni di sfollati e riducendo le possibilità di accesso al cibo.

Nella regione dell’Asia orientale e Sud Est Asiatico, tra i Paesi che affrontano le difficoltà peggiori vi è il Myanmar, con un punteggio GHI pari a 15,3 (fame moderata). L’escalation di violenza e il terremoto del marzo 2025 ha provocato circa 3 milioni di sfollati messo oltre 14 milioni di persone, pari al 25% della popolazione, in condizioni di insicurezza alimentare critiche.

Accanto a queste emergenze, dal 2016 alcuni Paesi hanno registrato progressi significativi. Bangladesh, Nepal, Togo, India, Etiopia, Angola e Sierra Leone dimostrano che politiche mirate e investimenti costanti possono produrre risultati concreti nella lotta alla fame. Si tratta però di progressi fragili: senza strategie di lungo periodo, sistemi di allerta precoce e strumenti di resilienza climatica, i miglioramenti rischiano di non consolidarsi.

Francia, Lecornu annuncia la sospensione della riforma delle pensioni

Roma, 14 ott. (askanews) – Il primo ministro Sébastien Lecornu ha annunciato che sospenderà la riforma delle pensioni in autunno.

“Proporrò al Parlamento in autunno di sospendere la riforma delle pensioni del 2023 fino alle elezioni presidenziali. Non ci sarà alcun aumento dell’età pensionabile da ora fino a gennaio 2028, come richiesto specificamente ieri dalla CFDT (Confederazione Democratica Francese del Lavoro,ndr)”, ha annunciato il primo ministro.

“Ma lo dico qui in modo molto diretto: sospendere per il gusto di sospendere non ha senso. Sospendere qualsiasi cosa come prerequisito sarebbe irresponsabile. Questa sospensione deve infondere la fiducia necessaria per costruire nuove soluzioni. Sospendere per fare meglio è la soluzione”, ha continuato. Sébastien Lecornu ha altresì affermato che non si tratta di fare “qualsiasi cosa” e che questa sospensione dovrà essere “compensata”.

“Il costo della sospensione per il nostro sistema pensionistico ammonta a 400 milioni di euro nel 2026 e a 1,8 miliardi di euro nel 2027. Questa sospensione andrà a beneficio di 3,5 milioni di francesi. Dovrà quindi essere compensata finanziariamente, anche attraverso misure di riduzione dei costi”, ha spiegato il primo ministro.Lecornu ha affermato di voler evitare un “aumento del deficit” e di “mettere a repentaglio la credibilità del nostro Paese”.

Fmi: su titoli IA rischi di "improvvisa e brusca correzione"

Roma, 14 ott. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale mette in guardia dal rischio di una “improvvisa e brusca correzione” dei titoli azionari legati all’intelligenza artificiale a Wall Street, facendo parziali analogie con la bolla Internet del 2001 (dot-com) e sottolineando la concentrazione dei rischi in questo segmento.

Nel suo Global Financial Stability Report, l’istituzione di Washington analizza le valutazioni dei titoli dell’azionario Usa non solo in riferimento al rapporto tra prezzo e utili (p/e) ma anche con vari modelli che cercano di cogliere i fondamentali dei titoli sull’indice S&P 500.

“Attualmente le valutazioni sono tirate – dice lo studio -. Si stima che siano sopravvalutate di circa 10 punti percentuali. Tuttavia, in diversi episodi del passato le valutazioni eccessive erano perfino più alte, per esempio durante la bolla dot-com degli inizi del 2000”.

L’istituzione di Washington esprime “particolare preoccupazione sulla concentrazione dei rischi nell’ambito dell’S&P 500, è ai massimi storici con un piccolo gruppo di titoli che vanno dalle mega imprese dell’information technology a quelle collegate all’IA che stanno trainando l’indice generale. Il settore dell’IT pesa per il 35% dell’S&P 500, un valore simile a quello della bolla dot-com ma le sole 7 società più grandi pesano per il 33% dell’indice. Conseguentemente – si legge – una misura che guarda alla concentrazione del rischio è ora notevolmente più elevata che durante la bolla del dot.com”.

Inoltre, “a fronte di consistenti investimenti legati all’intelligenza artificiale, per esempio su processori e data center la possibilità che le mega imprese non riescano a generare i rendimenti attesi, in base a cui vengono giustificate le alte valutazioni attuali, potrebbe innescare deterioramenti nel clima tra gli investitori e rendere i titoli suscettibili di improvvise e drastiche correzioni. Conseguentemente le valutazioni potrebbero collassare – conclude il Fmi – rendendo l’indice vulnerabile a cali”.

Milano resta attrattiva nonostante le inchieste su 150 cantieri

Roma, 13 ott. (askanews) – Il mercato immobiliare milanese vive un paradosso senza precedenti: mentre 150 cantieri rimangono bloccati dalle inchieste della Procura su presunte irregolarit nei titoli edilizi, il crowdfunding immobiliare registra una crescita esplosiva del 40%, raccogliendo 27,86 milioni di euro nel primo semestre del 2025. Una contraddizione che evidenzia come gli investitori continuino a credere nel potenziale della citt meneghina, nonostante le difficolt burocratiche che hanno paralizzato il settore delle nuove costruzioni.

La crisi ha origine dall’utilizzo improprio delle SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attivit) al posto dei pi complessi Permessi di Costruire per progetti edilizi di grande portata. ‘Molti complessi costruiti su tanti piani, torri e realizzazioni molto importanti hanno utilizzato questo titolo della SCIA invece di un PdC’, spiega Federica Abanese, esperta del settore immobiliare milanese. ‘Il problema che senza titolo edilizio, gli investitori di fondi restano in attesa per anni che si sblocchi la situazione’.

Nonostante le difficolt, i dati nazionali sul crowdfunding immobiliare dipingono un quadro di crescita sostenuta. Tra il 2024 e il 2025, in Italia sono state lanciate 160 campagne di equity crowdfunding, con il 30,6% di progetti immobiliari che mantengono un tasso di successo dell’88%. Il lending crowdfunding nel comparto immobiliare ha registrato un incremento del 20,9%, con rendimenti medi intorno al 10%, mentre il tasso di interesse medio annuo per i prestiti di crowdinvesting salito al 10,07% nel primo semestre del 2025.

‘Il crowdfunding immobiliare offre rendimenti del 12-14% in 12 mesi, massimo due anni’, sottolinea Federica. ‘Nessuna banca, nessun prodotto finanziario pu dare una rendita cos elevata e sicura come quelle legate all’immobiliare’. Tuttavia, l’esperta mette in guardia sui rischi: ‘Bisogna che sia stata fatta una due diligence documentaria importante, che ci sia gi il titolo edilizio e soprattutto sapere che tipo di lavoro di progettazione stato fatto’.

La situazione milanese si aggravata a luglio 2025, quando le inchieste hanno coinvolto figure di spicco del settore, incluso il sindaco, paralizzando progetti prestigiosi come quelli legati a San Siro – Scalo House – Residenze Lac e indagando su altri, come Bosco Navigli e Park tower .

‘Cantieri prestigiosi, quelli indagati, quelli in corso di costruzione, anche cantieri molto importanti dal punto di vista progettuale’, conferma Federica, che ha vissuto direttamente le conseguenze con due progetti in attesa dei permessi PdC, uno in via Gallarate e uno in zona Bovisa.

Tuttavia, Milano mantiene la sua attrattivit per gli investitori internazionali. ‘Complice la flat tax, diventata un porto di atterraggio per societ estere che portano qui i loro capitali’, osserva l’esperta. ‘Mi chiamano spesso dicendo: Federica, vogliamo investire. Quando c’ tanta domanda, il prezzo rimane stabile o pu anche crescere’. Il confronto con altre metropoli europee conferma questa tesi: ‘Parigi e Londra sono ancora pi lontane dal punto di vista dei prezzi rispetto a Milano, sono citt dove i prezzi sono ancora pi alti’.

Il settore del crowdfunding immobiliare ha raccolto oltre 180 milioni di euro tra luglio 2024 e giugno 2025, distribuiti tra operazioni di lending ed equity, dimostrando la resilienza degli investimenti alternativi anche in un contesto di incertezza. ‘Nel momento in cui si fa un investimento il cui sottostante l’immobiliare, possiamo definire non una certezza al 100%, ma una buona percentuale di riuscita’, conclude Federica ‘la citt ha ancora molto da offrire e gli investimenti immobiliari, se ben pianificati, possono continuare a essere redditizi’. La solidit del mattone continua ad attrarre capitali nonostante le turbolenze normative e qualche flessione economica globale.

La sfida per Milano sar quella di sbloccare rapidamente la situazione burocratica per non perdere l’opportunit di canalizzare questi flussi di investimento verso progetti concreti, mantenendo al contempo la fiducia degli investitori in un mercato che, nonostante tutto, continua a dimostrare la sua vitalit.

PMI italiane: l’era di robot umanoidi e dell’IA inizia da Bologna

Roma, 14 ott. (askanews) – Le piccole e medie imprese italiane si trovano di fronte a una sfida cruciale: l’adozione di tecnologie avanzate come la robotica e l’intelligenza artificiale. Secondo gli ultimi dati ISTAT, solo l’8,2% delle imprese italiane con almeno 10 addetti utilizza almeno una tecnologia di intelligenza artificiale. Questo dato evidenzia un ritardo significativo rispetto ad altri paesi europei, ma anche un’enorme opportunit di crescita. Michele Busia, esperto del settore, afferma: “La robotica e l’intelligenza artificiale rappresentano una risposta reale e funzionale ai problemi quotidiani delle PMI, come la carenza di personale qualificato e l’inefficienza nei flussi operativi”.

L’evento “Officina del Futuro”, che tenuto a Bologna in questi giorni, ha messo in luce come l’integrazione di sistemi robotizzati e intelligenza artificiale possa trasformare le PMI in realt pi automatizzate e competitive. “Questi strumenti non si limitano a stupire dal punto di vista tecnologico, ma offrono soluzioni concrete per migliorare l’efficienza operativa”, sottolinea Busia. Il mercato della robotica in forte espansione, con previsioni che indicano una crescita fino a 185,37 miliardi di dollari entro il 2025. Questo trend accompagnato da un aumento dell’adozione dell’intelligenza artificiale nelle PMI italiane, con il 43% delle aziende che gi utilizza queste tecnologie per ottimizzare processi e innovazione. “L’integrazione di robot umanoidi e intelligenza artificiale conversazionale permette alle aziende di automatizzare i processi ripetitivi e logoranti, ottimizzare le risorse umane e creare nuove figure professionali”, aggiunge Busia.

L’adozione di queste tecnologie non solo migliora l’efficienza e la competitivit, ma apre anche nuove opportunit di lavoro e sviluppo professionale. “Figure ibride, altamente qualificate, capaci di affiancare le macchine intelligenti e guidare la crescita dell’impresa, sono il futuro”, afferma Busia. In un’epoca in cui l’automazione una condizione necessaria per la sopravvivenza, eventi come “Officina del Futuro” rappresentano un punto di svolta per le PMI italiane. “La rivoluzione iniziata. E passa da Bologna”, conclude Busia.

Fmi, Gourinchas: bolla IA? "Nessuno ha certezze ma il rischio c’è"

Roma, 14 ott. (askanews) – “Ovviamente nessuno può sapere con certezza” se e quando dovesse scoppiare una eventuale bolla finanziaria sull’intelligenza artificiale, “quello che vediamo” sui titoli di Wall Street legati al settore “è che ci sono investimenti molto consistenti, sia dalle imprese che stanno sviluppando modelli di intelligenze artificiale ma, anche tanti da imprese che la stanno adottando software di IA”. Lo ha rilevato il capo economica del Fmi, Pierre-Olivier Gourinchas, rispondendo ad una domanda durante la presentazione del World Economic Outlook.

Questi forti investimenti “certamente stanno contribuendo alla performance degli Usa. Le valutazioni che vedete riflettono le proiezioni sui profitti futuri e sono piuttosto elevate. E si stanno trasferendo nei consumi, perché la persone vedono che i loro portafogli titoli vanno bene e questo sta portando a pressioni sulla domanda. Se questo verrà seguito da una correzione di mercato, penso che nessuno possa dirlo con certezza. Noi – ha concluso Gourinchas – dobbiamo guardare ai rischi e certamente questo è uno dei rischi”.

Tyler, The Creator torna in Italia con un’unica daa a Milano

Milano, 14 ott. (askanews) – Tyler, The Creator – artista poliedrico, produttore, designer e innovatore che ha ridefinito la musica degli ultimi quindici anni – torna in Italia con un’unica e imperdibile data: appuntamento per martedì 25 agosto 2026 a Fiera Milano Live, una data prodotta da Vivo Concerti. I biglietti saranno in prevendita esclusiva Vivo Club da mercoledì 15 ottobre 2025 alle ore 11.00. Mentre saranno disponibili online su www.vivoconcerti.com da giovedì 16 ottobre 2025 alle ore 11.00 e in tutti i punti vendita autorizzati da martedì 21 ottobre 2025 alle ore 11.00. Tyler, The Creator è pronto a portare tutta la sua energia a Milano con un live che si preannuncia come un evento unico e imperdibile. Le sue performance dal vivo sono esperienze spettacolari e immersive, in cui musica, estetica e arte visiva si fondono in uno show dal forte impatto emotivo. È un artista e innovatore capace di reinventarsi costantemente, lasciando un’impronta indelebile nella musica e nella cultura globale.

Tyler, The Creator è un autore, artista discografico, cantautore, produttore, regista, designer e altro ancora; ha fatto parlare di sé nel 2007 in quanto co-fondatore del collettivo Odd Future, prima di co-creare e recitare nello show televisivo cult Loiter Squad su Adult Swim con i suoi compagni di Odd Future. Questo è stato solo l’inizio per Tyler — da allora ha vinto un Grammy Award, ha pubblicato otto album in studio, ha lanciato il festival musicale di fama internazionale Camp Flog Gnaw che è andato esaurito per 11 anni consecutivi, ha creato due marchi lifestyle (Golf Wang e le FLEUR*) che hanno collaborato con marchi storici come Converse, Lacoste e altri, oltre a sviluppare altri due programmi TV (The Jellies! per Adult Swim e Nuts & Bolts per Viceland) e ha ideato una capsule collection per Louis Vuitton. Nel 2019, il suo album IGOR ha debuttato al primo posto nella classifica Billboard 200, lo ha visto incoronato Uomo dell’anno da GQ e Innovatore dell’anno dalla rivista Wall Street Journal, oltre ad essere stato nominato Miglior album rap alla 62a edizione dei Grammy Awards. Nel 2021 l’album CALL ME IF YOU GET LOST ha ottenuto un successo universale, debuttando al primo posto nella classifica Billboard 200 e gli è valso il suo secondo Grammy come miglior album rap. Solo negli ultimi 12 mesi, Tyler ha ottenuto il primo posto in classifica con l’album CHROMAKOPIA e ha pubblicato a sorpresa l’album DON’T TAP THE GLASS, oltre ad aver girato il mondo con il suo tour sold-out di 100+ date. “DON’T TAP THE GLASS” ha debuttato in Italia al #1 della classifica CD, Vinili e Musicassette e al #11 di quella Album FIMI/NIQ. Il suo ultimo singolo “SUGAR ON MY TONGUE”, estratto dall’album, si conferma hit indiscussa, raggiungendo oltre i 170 milioni di stream nel mondo e oltre 6 milioni di creation, tra cui 100 mila solo in Italia. Quest’inverno debutta come attore in Josh Safdie e Marty Supreme di A24, insieme a attori del calibro di Timothee Chalamet, Gwyneth Paltrow e altri.

Sanchez: la pace non può significare impunità per il genocidio a Gaza

Roma, 14 ott. (askanews) – “La pace non può significare oblio, non può significare impunità. Netanyahu deve rispondere di ciò che ha fatto. Credo che coloro che sono stati attori chiave nel genocidio perpetrato a Gaza dovranno affrontare la giustizia e, pertanto, non può esserci impunità”. Lo ha detto il premier spagnolo Pedro Sanchez in un’intervista alla radio Cadena Ser.

“Quando ero giovane, ho avuto l’opportunità di lavorare alle Nazioni Unite in Bosnia-Erzegovina durante la guerra del Kosovo, e la pace è una cosa, ma l’impunità non può essere permessa”, ha aggiunto. Per un vero e duraturo accordo di pace, secondo Sanchez, “credo che ci sia molto lavoro da fare. In effetti, ci sono molte incognite sulla governance” della Striscia, “sul suo ancoraggio al diritto internazionale, ma credo sia importante che la violenza a Gaza cessi e che si apra un’opportunità per un dialogo franco tra Israele e Palestina e per il riconoscimento dei due Stati”.

Fmi: fare pressioni sulle banche centrali è sempre un boomerang

Roma, 14 ott. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale lancia un richiamo sulla credibilità delle istituzioni economiche, in particolare sulle Banche centrali. “Le pressioni per allentare la politica monetaria sono sempre controproducenti, che siano fatte per sostenere l’economia, alle spese della stabilità dei prezzi, o per abbassare i costi di servizio del debito”. Lo si legge in un articolo che accompagna il capitolo centrale del World Economic Outlook.

Sebbene questo possa abbassare i tassi di interesse su breve termine, “alla fine l’inflazione e le aspettative di inflazione aumentano più di quanto si vorrebbe. La fiducia nelle banche centrali aiuta ad ancorare le aspettative di inflazione, specialmente nelle situazioni di shock come si è visto durante la recente crisi sui costi della vita”.

Invece, “quando si erode l’indipendenza, la credibilità che (le Banche centrali) hanno faticosamente guadagnato nel corso dei decenni svanirà, mettendo in pericolo la stabilità macroeconomica e finanziaria”.

Il richiamo sembra riferirsi in particolare alla situazione negli Stati Uniti, che pure non vengono menzionati in maniera esplicita in questo articolo. (fonte immagine: The White House).

Fmi conferma previsioni di crescita Italia: 2025 +0,5%, 2026 +0,8%

Roma, 14 ott. (askanews) – Il Fondo monetario internazionale ha confermato le previsioni di crescita economica per l’Italia, indicando più 0,5% del Pil su quest’anno cui dovrebbe seguire un più 0,8% nel 2026. I dati sono contenuti in un aggiornamento del Word Economic Outlook, pubblicato in occasione delle assemblee autunnali, risultano in linea con le stime fornite lo scorso luglio.

Il Fmi ha ritoccato al rialzo di 0,2 punti percentuali la crescita economica globale prevista per quest’anno, al più 3,2%, e confermato quella sul 2026, al più 3,1%. “Ad oggi le accresciute misure protezionistiche sul commercio hanno avuto un impatto limitato su attività economica e prezzi. La crescita ha retto nella prima metà dell’anno”, il sommario dello studio.

Inevitabilmente l’analisi non tiene conto degli ultimi sviluppi sui dazi commerciali annunciati venerdì scorso dall’amministrazione Usa, un maxi rincaro del 100% sulle importazioni dalla Cina in rappresaglia alle limitazioni imposte da Pechino sulle sue esportazioni di terre rare.

Al tempo stesso il Fmi rileva “crescenti segni che gli effetti avversi delle misure protezionistiche stanno iniziando a mostrarsi”. Mentre “con l’economia globale che scivola verso un panorama più frammentato, i rischi sulle prospettive aumentano”.

Tornando alle cifre, per l’area euro il Fmi ha alzato di 0,2 punti percentuali la previsione di crescita di quest’anno al più 1,2%, mentre ha limato di 0,1 punti quella sul 2026 al più 1,1%. Per la Germania ha alzato di 0,1 punti la crescita 2025 al più 0,2% e confermato quella sul 2026 al più 0,9%. Per la Francia ha alzato di 0,1 punti la crescita 2025 al più 0,7% e limato di 0,1 punti quella sul 2026 al più 0,9%.

Per gli Stati Uniti, il Fmi ora pronostica una crescita 2025 al più 2%, mentre sul 2026 stima un più 2,1%: in entrambi i casi si tratta di revisioni al rialzo di 0,1 punti rispetto a luglio. Il Fmi ha poi alzato di 0,4 punti la previsione di crescita sul Giappone, al più 1,1% quest’anno e di 0,1 punti sul prossimo al più 0,3%. Per il Regno Unito prevede più 1,3% di crescita sia quest’anno che il prossimo.

Passando ai nuovi giganti dell’economia globale, per la Cina il Fmi conferma un più 4,8% di crescita prevista quest’anno e più 4,2% il prossimo, per l’India ha alzato di 0,2 punti la previsione sul 2025, al più 6,6% e ridotto di 0,2 punti quella sul 2026, al più 6,2%. Per la Russia ha tagliato di 0,3 punti la previsione di crescita di quest’anno, al più 0,6% e confermato quella sul 2026 al più 1%.

In generale, secondo l’istituzione di Washington, il quadro, visto finora di resilienza sembra mutare verso uno scenario in cui si registrano “segnali allarmanti” sull’indebolimento dell’attività.

Elanco Impact Day, appuntamento con il volontariato d’impresa

Milano, 14 ott. (askanews) – Una giornata dedicata al volontariato, attraverso attivit dei dipendenti. Si tenuto gioved 9 ottobre l’Elanco Impact Day 2025, giornata in cui un ideale “giro del mondo” del volontariato ha coinvolto tutte le sedi dell’azienda, che opera nel mercato della salute degli animali domestici, dall’Asia, al Continente Americano fino all’Europa. Un momento assolutamente fondamentale per Elanco, come spiegato da Mario Andreoli, General Manager di Elanco Italia.

“Oggi una giornata molto importante per l’Elanco. Oggi l’Elanco Impact Day. Una giornata in cui tutti i dipendenti di Elanco in tutto il mondo dedicano ore del proprio lavoro al volontariato. un’iniziativa molto speciale. Collaboriamo con associazioni di diverso tipo. Oggi per esempio siamo qua a Milano, lavoriamo con Rice Against Hunger e impacchettiamo dei pacchetti alimentari per le famiglie bisognose in tutta Italia. Contemporaneamente a Bologna un’altra squadra, l’Elanco, sta facendo i pacchetti alimentari per dei bambini bisognosi in Africa”.

L’Impact Day rappresenta l’opportunit di donare parte del proprio tempo lavorativo, regolarmente retribuito dall’azienda, ad associazioni e onlus che operano sul territorio nazionale ed diventato un appuntamento immancabile anche per i dipendenti italiani di Elanco. Quest’anno il supporto andato a Rise Against Hunger, For a Smile ETS, Caritas Ambrosiana e Banco Alimentare.

“In questi giorni collaboriamo anche con Fora Smile, un’associazione che porta un sorriso ai bambini che si trovano nei reparti pediatrici di alcuni ospedali. Lo fa con la pet therapy, attraverso dei cani particolarmente addestrati appunto a giocare con i bambini e a rendere quei momenti in ospedale un po’ pi leggeri”.

Negli anni l’Impact Day sempre stato pi partecipato, come testimoniato dai numeri in costante crescita: dalle 12.800 ore di volontariato sostenute nel 2022 alle oltre 26.000 dello scorso anno. Lucy Lorusso, fra le dipendenti che vi hanno preso parte, ha raccontato l’entusiasmante esperienza:

“Oggi per noi una giornata importante, ho partecipato al Fanta Elanco che un’iniziativa del Impact Day e combina volontariato e sostenibilit. Oggi infatti ho approfittato della bella giornata e ho portato con me il mio amico a quattro zampe e siamo andati a raccogliere i rifiuti in un parco qui vicino perch per ogni rifiuto raccolto e chilometro percorso Elanco far una donazione a Banco Alimentare”.

Anche quest’anno, dunque, Elanco, con l’Impact Day, non ha mancato l’appuntamento con il volontariato d’impresa, regalando un’altra giornata memorabile e all’insegna dell’aiuto verso il prossimo, con una partecipazione dei propri dipendenti contraddistinta, come sempre, da entusiasmo e passione.

Toscana, Giani bis: ora il Governo mantenga le promesse elettorali

Firenze, 14 ott. (askanews) – “Il 54% dei voti quando l’altra volta presi il 48% significa sei punti percentuali in pi rispetto a 5 anni fa. Ma significa anche 13 punti in pi rispetto a il competitor del centrodestra Tommasi che ha sfiorato il 41%”. Lo ha sottolineato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, parlando ai giornalisti.

“Quindi noi ci troviamo di fronte a un risultato che sinceramente me l’avessero detto un un mese fa non avrei pensato di questa portata. Ma addirittura fino a questa settimana ho visto autorevolissimi esponenti da premier, vicepremier, ministri che sono arrivati con grande impegno e con tante promesse. Naturalmente ora io sar vigile sul fatto che vengano rispettate quelle promesse”.

“E sono venuti con tutto questo impegno convinti anche che avrebbero potuto vincere. Ecco, ho visto anche questo, ho visto dichiarazioni che parlavano a soli due giorni dal voto di una potenzialit competitiva. E insomma, tutta questa potenzialit competitiva -ha concluso ironicamente Giani- ci porta ad essere avanti di 13 punti”.

Thefaculty, per scegliere e prepararsi all’Universit

Milano, 14 ott. (askanews) – Ogni anno, migliaia di studenti italiani affrontano una delle scelte pi importanti della loro vita: decidere cosa fare dopo il diploma. Un passaggio fatto di determinazione ma anche di dubbi e incertezze. In questo scenario nasce e cresce thefaculty, la piattaforma digitale gratuita che supporta gli studenti nel percorso di orientamento e preparazione all’universit. Abbiamo parlato con Christian Drammis, CEO e Fondatore:

“The Faculty nasce per essere un ponte concreto tra scuole e universit, orientando e preparando gratuitamente gli studenti a tutti i test d’ammissione. Lo facciamo con contenuti certificati Selexi, azienda leader che scrive e redige i principali test d’ammissione. Lo facciamo con il patrocinio di oltre 30 universit italiane”.

Il cuore della piattaforma fatto di esercitazioni, simulazioni e percorsi personalizzati. La missione chiara: fare da ponte tra scuola e universit. Un obiettivo che si concretizza anche grazie a progetti nazionali come MOOD, promosso da tutte le universit italiane e sostenuto dal MUR. Con MOOD a novembre all’Universit la Sapienza di Roma si terr un evento con esperti e docenti.

“M.O.O.D. il progetto di orientamento e tutorato dedicato a medicina e odontoiatria. Sapienza, con la sua magnifica rettrice Polimeni, la pro rettrice Basili, sono capofila del progetto e coinvolgono circa 43 atenei statali e non statali.

E per raccontare il mondo accademico in modo diretto e coinvolgente, nasce Il Podcast di thefaculty, un nuovo format con docenti, esperti e ospiti d’eccezione. L’episodio pilota ha coinvolto la Ministra dell’universit e della ricerca Anna Maria Bernini.

“L’obiettivo sempre lo stesso, analizzare i trend del momento e anche dare voce ai protagonisti creando un ponte tra studenti e istruzioni. Alcuni dei prossimi ospiti saranno il rettore dell’Universit Bocconi Francesco Billari, la pro rettrice sempre dell’Universit Bocconi Chiara Fumagalli, ci sar la rettrice dell’Universit Roma La Sapienza, la pi grande d’Italia Antonella Polimeni e infine la rettrice di Ferrara e soprattutto neo eletta presidente della Cruy Laura Ramacciotti”.

Thefaculty in pochi anni ha collezionato numeri importanti restando fedele alla sua missione: accompagnare ogni studente italiano nella scelta pi importante della sua vita. E farlo con gli strumenti giusti.

Hamas: Israele ha violato il cessate il fuoco a Gaza

Roma, 14 ott. (askanews) – L’uccisione di diversi palestinesi nella Striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano rappresenta “una violazione dell’accordo di cessate il fuoco”. Lo ha dichiarato il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, secondo quanto riporta Haaretz.

Qassem ha invitato le parti garanti dell’intesa a vigilare sul comportamento di Israele e “a non permettergli di sottrarsi agli impegni assunti con i mediatori”. Sono cinque i palestinesi uccisi stamane dalle forze armate israeliane. Secondo le Forze di difesa israeliane, questi si sarebbero avvicinati ai soldati nel quartiere orientale di Shejaiya a Gaza City. A loro dire, i cinque avevano attraversato la cosiddetta Linea gialla, oltre la quale l’esercito si è ritirato nell’ambito del cessate il fuoco entrato in vigore venerdì scorso.

Secondo le Idf sono stati fatti tentativi di disperdere i sospetti e, dopo il loro rifiuto, i soldati hanno aperto il fuoco per “allontanare la minaccia”.

Convoglio Onu colpito da attacco russo in Ucraina, Tajani: italiano illeso

Roma, 14 ott. (askanews) – “Condanno con forza l’attacco russo al convoglio del WFP in Ucraina, su cui era presente anche un funzionario italiano, rimasto fortunatamente illeso. Gli attacchi sui civili, sugli ospedali e ora sugli operatori umanitari sono inaccettabili. La Russia deve cessare la violenza e iniziare ad agire da attore responsabile. La mia solidarietà all’Onu, al suo personale e al popolo ucraino”. Lo ha scritto su X il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

A Roma la Lectio di Luca Crescenzi con Tommaso Ragno su Thomas Mann

Roma, 14 ott. (askanews) – Thomas Mann è considerato uno dei maggiori scrittori tedeschi del XX secolo, vincitore del Premio Nobel e commentatore politico, ha lasciato un’eredità letteraria duratura. All’autore de “La morte a Venezia”, per le celebrazioni dei 150 anni dalla sua nascita, il Goethe-Institut ha dedicato una mostra e una serie di eventi dal 16 ottobre al 26 novembre.

Sull’intellettuale Mann e sulla sua contemporaneità terrà una Lectio intitolata “Trasformazioni della poetica di Thomas Mann”, il germanista Luca Crescenzi, fra i più autorevoli esperti dell’opera di Mann e Presidente dell’Istituto Italiano di Studi Germanici. Accompagnato dall’attore Tommaso Ragno (nella foto, ndr), che leggerà Schneetraum da La montagna magica, Crescenzi sarà all’Auditorium del Goethe-Institut giovedì 16 ottobre.

Il 28 ottobre si terrà un incontro per raccontare Mann attraverso la sua vita pubblica e privata, l’occasione è la presentazione della sua biografia scritta da Hermann Kurzke, scomparso nel 2024, considerato uno dei massimi esperti dell’opera dell’autore tedesco. All’incontro intervengono Barbara Beßlich, Paolo di Paolo e Anna Ruchat.

La fortuna dell’opera di Mann in Italia si deve sicuramente alla traduzione della germanista e critica letteraria Lavinia Mazzucchetti che per Mondadori ne tradusse molti romanzi. A lei e alla traduttrice Rosina Pisaneschi, che di Mann fu la prima a tradurre i racconti, è dedicato un incontro l’11 novembre presso la Biblioteca Europea.

Lo scorso anno è stato il centenario di una delle opere simbolo di Mann, La montagna magica (anche conosciuto come La montagna incantata). La cosiddetta opera del secolo di Mann sarà al centro di un documentario in programmazione il 20 novembre all’Auditorium del Goethe-Institut.

Il 26 novembre, presso l’Ambasciata Svizzera, Tobias Amslinger, direttore dell’Archivio Thomas Mann del Politecnico di Zurigo, ed Elisabeth Galvan, professoressa ordinaria all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, racconteranno invece gli anni dell’esilio in Svizzera.

Al Goethe-Institut fino al 15 dicembre sarà inoltre disponibile per le scuole romane la mostra Thomas Mann e la democrazia. La mostra didattica, ampiamente documentata, ripercorre l’evoluzione politica dell’autore, da monarchico iniziale a deciso oppositore del nazionalsocialismo e convinto sostenitore della democrazia. Basata sul concept della mostra Democracy will win della Literaturhaus München (2020), è stata ampliata dal Goethe-Institut in Italia per includervi lo speciale rapporto di Thomas Mann con l’Italia. La mostra resterà aperta fino al 15 dicembre 2025 e prevede visite didattiche per le scuole.

Nella vita di Thomas Mann l’Italia ha svolto un ruolo importante, sia per i lunghi soggiorni in città quali Roma, Palestrina e Forte dei Marmi, sia nella sua opera letteraria. Ne La montagna magica, tra i pazienti del sanatorio figura l’intellettuale italiano Lodovico Settembrini; in Tonio Kroeger, è proprio in Italia che il protagonista finisce per smarrirsi; in Doktor Faustus, il diavolo appare ad Adrian Leverkuehn a Palestrina. I due testi in cui l’Italia assume però un ruolo centrale sono La morte a Venezia e Mario e il mago, che, pur molto diversi tra loro si basano su reali soggiorni italiani dell’autore.

Gli eventi sono in collaborazione con Arte, Ambasciata Svizzera, Ambasciata della Repubblica Federale di Germania, Biblioteca Europea, Carocci Editore, Casa di Goethe, Università La Sapienza, Literaturhaus München, Paesaggi di voci, Istituto Italiano di Studi Germanici, Libreria Minerva, Casa delle Traduzioni.

La7, dal 15 ottobre torna Aldo Cazzullo in "Una giornata particolare"

Roma, 14 ott. (askanews) – Dal 15 ottobre torna “Una giornata particolare”, nuova edizione del programma di storia e cultura condotto da Aldo Cazzullo in onda ogni mercoledì in prima serata, su La7. Un grande viaggio all’interno di una giornata cruciale che ha cambiato il corso della nostra storia e indirettamente il nostro presente.

Dodici nuove storie che raccontano le ventiquattro ore decisive e i momenti in cui tutto è crollato, tutto è iniziato o si è compiuto. Da Mussolini nella notte del Gran Consiglio – primo appuntamento della stagione – al tramonto di Cleopatra. Dal genio di Leonardo da Vinci alle barricate della Repubblica Romana, dove Mazzini e Garibaldi hanno scritto indelebili pagine di libertà. Dalle sabbie infuocate di El Alamein, dove migliaia di italiani hanno combattuto la loro battaglia più disperata, all’impresa visionaria di d’Annunzio a Fiume. Dal fuoco che ha distrutto la Roma di Nerone fino a quello arso attorno Giordano Bruno a Campo de’ fiori, storie parallele come gli scandali della Banca Romana e di Mani Pulite. E poi un tributo al genio italiano, che non è un mito, ma una storia vera, fatta di pietra, parola, musica e visione: Giulio Cesare, Dante Alighieri, l’architetto Andrea Palladio, Raffaello Sanzio, Giuseppe Verdi, Federico Fellini. Italiani che hanno guardato il mondo e lo hanno voluto diverso. Infine, il mistero di Padre Pio e le drammatiche ore attorno al disastro del Vajont.

Anche quest’anno Cazzullo sarà accompagnato dai due inviati nella storia Claudia Benassi e Raffaele Di Placido. Ad arricchire il racconto, attraverso gli episodi, le interviste a Gino Paoli e Al Bano, all’attore Pierfrancesco Favino, all’ex magistrato e politico Antonio Di Pietro, a Paolo Mieli, a Mauro Corona, all’archeologo ed ex Ministro del Turismo egiziano Zahi Hawass, all’annunciatrice tv Rosanna Vaudetti, a Stefania Craxi, alla filosofa Ilaria Gaspari, alla storica Livia Capponi. E poi ancora a Giordano Bruno Guerri, Massimo Fini, Luciano Canfora, al grande fotografo e documentarista recentemente scomparso Sebastião Ribeiro Salgado, e Pupi Avati.

Una Giornata Particolare visiterà luoghi di straordinaria bellezza: Palazzo Chigi, Palazzo Venezia e Castel Sant’Angelo a Roma, Palazzo Vecchio a Firenze, spingendosi fino alle Piramidi di Giza, in Egitto, e al Castello Reale di Amboise, in Francia, passando per la Domus Aurea di Roma, l’Arena di Verona e il Vittoriale degli Italiani, la residenza monumentale di Gabriele d’Annunzio sul Lago di Garda.

“Una giornata particolare” è un format originale de La7 prodotto da Stand by me.

Italia-Palestina, a Roma la partita che boicotta Italia-Israele

Roma, 14 ott. (askanews) – È in programma oggi martedì 14 ottobre alle 20.45 a Piazzale Ostiense a Roma, la prima partita del “Campionato dei diritti umani” tra Italia e Palestina, promossa dal Global Movement To Gaza con Movimento Studenti Palestinesi in Italia, API, GPI, UDAP e Comunità Palestinese in Italia.

Un evento pubblico – spiegano gli organizzatori – che vuole affidare allo sport il compito di chiedere libertà e autodeterminazione per la Palestina e il pieno rispetto dei diritti umani, in concomitanza con la gara di Udine tra Italia e Israele, valida per le qualificazioni ai Mondiali 2026, che gli organizzatori invitano a boicottare.

A scendere in campo per la selezione italiana saranno Kento (rapper e scrittore), Piotta (rapper e produttore), Michele Riondino (attore e regista), Anna Foglietta (attrice), Paola Turci (cantautrice), Andrea Colamedici (filosofo, cofondatore di Tlon) e Maura Gancitano (filosofa, cofondatrice di Tlon), che giocheranno in amichevole una rappresentanza di ragazze e ragazzi palestinesi. La partita vuole riaffermare – spiegano gli organizzatori – che i diritti umani non sono negoziabili e che ogni campo può diventare spazio di solidarietà e nonviolenza.

L’evento è aperto al pubblico e tutti sono invitati ad assistere al match e sostenere, pacificamente, la richiesta di una Palestina libera. Gli organizzatori chiedono di avere un comportamento rispettoso e nonviolento e di attenersi alle indicazioni di sicurezza. È consigliato l’arrivo per le 20 per agevolare l’accesso; sono consentite foto e brevi riprese. Brevi interventi dal campo precederanno il fischio d’inizio.

Italia-Palestina, a Roma la prima partita che boicotta Italia-Israele

Roma, 14 ott. (askanews) – È in programma oggi martedì 14 ottobre alle 20.45 a Piazzale Ostiense a Roma, la prima partita del “Campionato dei diritti umani” tra Italia e Palestina, promossa dal Global Movement To Gaza con Movimento Studenti Palestinesi in Italia, API, GPI, UDAP e Comunità Palestinese in Italia.

Un evento pubblico – spiegano gli organizzatori – che vuole affidare allo sport il compito di chiedere libertà e autodeterminazione per la Palestina e il pieno rispetto dei diritti umani, in concomitanza con la gara di Udine tra Italia e Israele, valida per le qualificazioni ai Mondiali 2026, che gli organizzatori invitano a boicottare.

A scendere in campo per la selezione italiana saranno Kento (rapper e scrittore), Piotta (rapper e produttore), Michele Riondino (attore e regista), Anna Foglietta (attrice), Paola Turci (cantautrice), Andrea Colamedici (filosofo, cofondatore di Tlon) e Maura Gancitano (filosofa, cofondatrice di Tlon), che giocheranno in amichevole una rappresentanza di ragazze e ragazzi palestinesi. La partita vuole riaffermare – spiegano gli organizzatori – che i diritti umani non sono negoziabili e che ogni campo può diventare spazio di solidarietà e nonviolenza.

L’evento è aperto al pubblico e tutti sono invitati ad assistere al match e sostenere, pacificamente, la richiesta di una Palestina libera. Gli organizzatori chiedono di avere un comportamento rispettoso e nonviolento e di attenersi alle indicazioni di sicurezza. È consigliato l’arrivo per le 20 per agevolare l’accesso; sono consentite foto e brevi riprese. Brevi interventi dal campo precederanno il fischio d’inizio.

Germania, zero tasse su 2.000 euro al mese ai pensionati che lavorano

Roma, 14 ott. (askanews) – Tasse a zero sui guadagni fino a 2.000 euro al mese in Germania, per coloro che lavorano anche dopo essere andati in pensione. È uno dei provvedimenti che il governo guidato dal cancelliere Friederich Merz intende utilizzare per intervenire sulle carenze di occupazione nella prima economia dell’area euro e l contestuale invecchiamento della popolazione.

Lo riporta il Financial Times, secondo cui la misura scatterebbe dal primo gennaio e avrebbe costi stimati attorno a 890 milioni di euro l’anno. Dovrebbe essere approvata dalla coalizione di governo domani.

Il lavoro dopo la pensione è consentito in Germania, così come in vari paesi europei, ma Berlino vuole renderlo più appetibile con questi incentivi fiscali.

Esplosione durante sgombero a Verona, Meloni: dolore per il sacrificio dei carabinieri

Milano, 14 ott. (askanews) – “Con profondo dolore apprendo della tragica scomparsa di tre Carabinieri e il ferimento di altri 13 tra militari dell’Arma, Vigili del fuoco e Polizia, a seguito di una esplosione mentre era in corso un’operazione di sgombero nel Veronese. Il mio profondo cordoglio e quello del Governo vanno ai familiari delle vittime, insieme alla vicinanza commossa all’Arma, che ho espresso in una telefonata al Comandante generale, gen. Salvatore Luongo”. È quanto dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Desidero rivolgere un sincero augurio di pronta guarigione ai feriti appartenenti alle Forze dell’Ordine e ai Vigili del Fuoco, e ringraziare il personale sanitario e tutti coloro che sono intervenuti con tempestività e professionalità. Seguo con partecipazione e dolore gli sviluppi di questa drammatica vicenda, che ci richiama ancora una volta al valore e al sacrificio quotidiano di chi serve lo Stato e i suoi cittadini”, conclude Meloni.

Oro da record ma anche l’argento, India ne fa incetta per matrimoni

Roma, 14 ott. (askanews) – Mentre l’oro continua a stabilire nuovi massimi storici, anche l’argento mantiene una dinamica di esuberanti rialzi toccando nuovi picchi. In mattinata l’oncia del metallo giallo ha segnato un nuovo primato a 4190,90 dollari, successivamente smorza in parte rialzi a 4.158 dollari.

Nel frattempo, nel corso della mattinata l’argento ha toccato un nuovo massimo assoluto a 53 dollari l’oncia, secondo il Financial Times, ottenendo così un rialzo cumulato dall’inizio dell’anno di oltre l’85%. A tarda mattina la frenesia si smorza e l’oncia di argento modera i guadagni al più 0,95% a 50,91 dollari.

Nel caso dell’oro già da tempo era emerso che buona parte delle spinte rialziste riflettevano i continui acquisti portati avanti dalle banche centrali dei paesi ex emergenti, in particolare la Cina, nel quadro di continue tensioni geopolitiche. Per l’argento, secondo il Ft c’è un rinnovato interesse degli investitori, sia perché lo vedono come un’alternativa all’oro, sia perché diverse industrie dell’elettronica e dei pannelli fotovoltaici lo utilizzano come componente nelle loro produzioni.

In più, precisa il quotidiano, di fannos entire anche consistenti acquisti giunti dall’India, in cui ci si sta preparando per la stagione dei matrimoni durante beni con questo metallo prezioso vengono ampiamente utilizzati.

Nel frattempo le scorte di argento sul mercato internazionale di Londra si stanno avvicinando ai minimi storici e questo, secondo vari analisti, contribuisce ad alimentare il rally dei prezzi.

In povertà assoluta 5,7 milioni di persone, è allarme stranieri e minori

Roma, 14 ott. (askanews) – Nel 2024 sono oltre 2,2 milioni le famiglie in condizione di povertà assoluta, pari all’8,4% delle famiglie residenti, per un totale di 5,7 milioni di individui, il 9,8% dei residenti. Entrambe le quote risultano stabili rispetto al 2023, quando erano pari rispettivamente a 8,4% e 9,7%. Ma è allarme per l’intensità della povertà assoluta tra stranieri e minori.

Secondo i dati diffusi dall’Istat l’incidenza della povertà assoluta fra le famiglie con almeno uno straniero è pari al 30,4%, sale al 35,2% nelle famiglie composte esclusivamente da stranieri, mentre scende al 6,2% per le famiglie composte solamente da italiani. Si confermano valori elevati per l’incidenza di povertà assoluta tra gli stranieri. Oltre 1,8 milioni di stranieri nel 2024 sono in povertà assoluta, più di uno su tre (l’incidenza è pari al 35,6%), una quota quasi cinque volte superiore a quella degli italiani (7,4%). Ciononostante, i due terzi delle famiglie povere (67%) sono famiglie di soli italiani (oltre 1 milione e 490mila, con un’incidenza pari al 6,2%) e solo il restante 33% è rappresentato da famiglie con stranieri (733mila), che nell’82% dei casi (600mila) sono famiglie composte esclusivamente da stranieri.

L’incidenza di povertà assoluta fra i minori si conferma al 13,8%, pari a quasi 1,3 milioni di bambini e ragazzi, il valore più elevato della serie storica dal 2014. Fra i giovani di 18-34 anni è all’11,7%, pari a circa 1 milione 153mila individui; per i 35-64enni si mantiene invariata al 9,5%, anch’esso valore massimo raggiunto dalla serie storica, e fra gli over 65 al 6,4%, oltre 918mila persone. Le famiglie in povertà assoluta in cui sono presenti minori sono quasi 734mila (12,3%), tra le quali l’incidenza più elevata, pari al 23,9%, si osserva per quelle di altra tipologia (dove convivono più nuclei familiari e/o sono presenti membri aggregati); tra le coppie, la diffusione del fenomeno aumenta al crescere del numero di figli minori (7,3% per le coppie con un figlio minore, 10,6% per quelle con due figli minori e 20,7% se i figli minori sono almeno tre), attestandosi su valori elevati anche tra le famiglie monogenitore con minori (14,4%).

L’intensità della povertà per le famiglie con minori, pari al 21%, è più elevata di quella calcolata sul totale delle famiglie (18,4%), a ulteriore testimonianza di una condizione di disagio maggiormente marcato.

Resta, in generale, marcato il gap tra Nord e Sud del Paese. L’incidenza delle famiglie in povertà assoluta si mantiene più alta nel Mezzogiorno (dove coinvolge oltre 886mila famiglie, 10,5%), seguita dal Nord-ovest (595mila famiglie, 8,1%) e dal Nord-est (quasi 395mila famiglie, 7,6%), mentre il Centro conferma i valori più bassi (349mila famiglie, 6,5%). D’altra parte, tra le famiglie assolutamente povere, il 39,8% risiede nel Mezzogiorno (38,7% nel 2023) e il 44,5% al Nord (45% nel 2023); il restante 15,7% risiede nel Centro (16,2% nel 2023).

La povertà assoluta è stabile anche a livello individuale con l’unica eccezione delle Isole dove si registra un significativo aumento, arrivando al 13,4% dall’11,9% del 2023.

Infine, segnali di “persistente disagio economico” si confermano poi per le famiglie con persona di riferimento operaio o assimilato. Tra le famiglie con persona di riferimento occupata, l’incidenza di povertà nel caso sia lavoratore dipendente è pari all’8,7%, salendo al 15,6% se si tratta di operaio e assimilato.

Ri-scatti: al PAC di Milano il cielo sempre pi blu

Milano, 14 ott. (askanews) – Dal 14 al 26 ottobre 2025 il PAC Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano presenta l’undicesima edizione del progetto di fotografia sociale ideato da Ri-scatti ODV e promosso dal Comune di Milano con il sostegno di Tod’s: la mostra “RI-SCATTI. Il cielo sempre pi blu”. L’edizione di quest’anno, a cura del conservatore del PAC Diego Sileo, realizzata in collaborazione con Dynamo Camp, una realt che dal 2007 offre gratuitamente programmi di terapia ricreativa a bambini e ragazzi affetti da patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo e condizioni di disabilit. La mostra si propone come un ponte naturale tra due mondi con un obiettivo condiviso: restituire centralit e voce a chi, troppo spesso, percepito solo attraverso la lente della fragilit.

La CEO della Fondazione Maria Serena Porcari ha descritto ad Askanews l’incontro con Ri-scatti: “E’ stato un progetto molto allineato al pensiero che Dynamo Camp ha sulle attivit, i ragazzi fanno vacanza attraverso alcune attivit ricreative molto divertenti, tra cui anche la fotografia e il video-making. Quando abbiamo avuto l’opportunit di conoscere Ri-scatti abbiamo capito che c’era un allineamento di valori e di metodi e quindi lo staff di Ri-scatti e lo staff di Dynamo Camp hanno lavorato insieme, hanno scelto questo gruppo di adolescenti e per tre mesi si incontravano a City Camp di Milano e hanno provato a capire come utilizzare la tecnica della fotografia per potersi esprimere ognuno secondo un po’ il suo pensiero, il suo modo anche di vedere la realt, la citt, il mondo intorno a s”.

Paolo Folli, docente di Ri-scatti che ha seguito i ragazzi nei tre mesi del workshop, racconta l’esperienza dal suo punto di vista: “Mi sono occupato per conto di Ri-scatti della docenza di questo progetto presso Dynamo Camp, esperienza che non so sinceramente se sia stata pi utile per loro o per me, per me sicuramente tantissimo: vedere questi ragazzi che a poco poco hanno sviluppato la voglia di raccontarsi stato un po’ lo scopo realizzato per quanto mi riguarda come docente. Benny V. ha fatto delle fotografie del suo quartiere, ha raccontato l’esperienza di vita nel quartiere dove vive a Milano con delle foto che poi sono state editate e sviluppate in bianco e nero per dare una narrazione un po’ continua. All’inizio c’erano veramente delle difficolt importanti poi a poco a poco la fotografia ha questo grande pregio di sciogliere e quindi si scioglie il ghiaccio e ci si racconta, ci si abbandona. La fotografia ha svolto sicuramente un’azione terapeutica nel senso dello storytelling e quindi della voglia di raccontarsi. Diciamo spesso che la parte tecnica serve per poi non utilizzarla e ribaltarla cercando di sperimentare il pi possibile”.

Durante il percorso, i nove ragazzi coinvolti, tra i 15 e i 21 anni, hanno saputo trasformare le proprie sfide personali in immagini. Benedetta V. ha colto in bianco e nero i contrasti del suo quartiere, restituendo scatti che rimandano alla forza dei grandi fotografi. Benedetta L., ragazza ipovedente, ha invece catturato con sensibilit luce e colori, dimostrando come anche ci che appare impossibile possa diventare sorprendente. Arianna ha raccontato un universo sospeso fra aria e acqua, mentre Cristian ha reso omaggio al suo amore per lo sport e per la canoa. Sofia ha scelto di rappresentare il senso di solitudine che pu emergere persino in mezzo alla folla, trasformandolo in una riflessione visiva originale e potente. Chiara Luna ha osservato il mondo circostante con ironia, regalando un’immagine capace di strappare un sorriso. Francesco ha dato voce al suo legame con la natura, oscillando fra poesia e dramma. Luca, partito con il dubbio di riuscire a portare a termine il corso, ha seguito la sua curiosit fino a dar vita a scene inedite con i Lego, tanto efficaci da conquistarsi la locandina della mostra. Isabella ha intrecciato nelle sue foto il passato della sua citt natale, Matera, con l’entusiasmo per la nuova vita a Milano, raccontando un passaggio personale che diventa universale. Queste opere, diverse per stile e linguaggio, compongono un mosaico coerente: un invito a scoprire la sensibilit e la creativit di giovani che hanno saputo dar vita a delle opere d’arte partendo dalle loro difficolt e sfide quotidiane.

La mostra visitabile gratuitamente fino al 26 ottobre 2025. Le fotografie e il catalogo sono in vendita e l’intero ricavato sar devoluto a Dynamo Camp a sostegno dei progetti di performing arts, in particolare Dynamo Studios: laboratori di fotografia e video che offrono a bambini e ragazzi la possibilit di sperimentare linguaggi creativi e raccontare se stessi, guidati da fotografi e registi professionisti.

Il campo largo vince ma stravince l’astensionismo, segno grave di sfiducia

Il crollo della partecipazione – oltre quattordici punti in meno rispetto alle scorse regionali – va oltre ogni previsione. È il dato più allarmante di questa tornata. Molti elettori evidentemente di centro non si sentono rappresentati e scelgono il ricorso all’astensione, che si conferma la vera forza emergente. Su questo sfondo, la vittoria del “campo largo” assume contorni ambigui: successo numerico, ma dentro un panorama di crescente disaffezione civica.

La Schlein canta vittoria

È il giorno della rivincita per il “campo largo”, anche se ognuno dà una lettura diversa del risultato. Elly Schlein arriva a Firenze per abbracciare Eugenio Giani, ricandidato dopo qualche resistenza di alcuni fedelissimi della leader Pd, e non resiste alla tentazione di rispondere alle critiche seguite alle sconfitte nelle Marche e in Calabria: “Chi si è affrettato a dichiarare la morte di una coalizione appena nata ha parlato troppo presto e questa sera ha preso una facciata”.

I conti si fanno alla fine

La leader Pd non fa nomi, ma nelle scorse settimane non erano stati solo i commentatori sui giornali a mettere in dubbio la linea seguita. Anche la minoranza interna aveva cominciato a rumoreggiare e lo stesso Paolo Gentiloni, sabato scorso, aveva ribadito che “c’è ancora moltissimo lavoro da fare” per costruire una “alternativa credibile”.

Schlein, che non ha gradito i mugugni dopo le sconfitte, prepara una lettura dei risultati capace di disinnescare le critiche sull’asse con M5s e Avs: “I conti si fanno alla fine”, insiste. Il bilancio, spiega, dovrà misurarsi sui voti complessivi nelle sette regioni al voto.

“I moderati ci hanno scelto”

“La coalizione progressista – rivendica – ha più voti assoluti rispetto al centrodestra, e il Pd si afferma come primo partito”. Poi l’affondo politico: “È basso il dato di Forza Italia. Vuol dire che i moderati in Toscana hanno votato convintamente la coalizione progressista guidata da Giani, espressione di un riformismo che fa cose di sinistra”.

I riformisti restano freddi

Ma la lettura del voto non combacia con quella dell’area riformista. Nessuno dimentica il tentativo – poi rientrato – di mettere da parte Giani, e il successo della lista “Giani Presidente – Casa Riformista” di Matteo Renzi, che si attesta come seconda forza della coalizione con quasi il 9%, superando Avs.

Emblematico il commento di Giorgio Gori: “Bella vittoria in Toscana. Vincono il radicamento e l’affidabilità del candidato giusto, vince la coalizione larga a guida riformista”.

Il confronto nel Pd è solo rinviato

Il canovaccio per il confronto interno è pronto: la Schlein insiste sul “campo largo”, ma i riformisti chiedono un approdo moderato. I prossimi voti in Campania, Puglia e Veneto difficilmente cambieranno il quadro. “Uniti – ripete la segretaria – si può battere questa destra”. Ma resta da capire quale unità e su quale linea.

Vuoi che prepari anche l’immagine di copertina (HD 16:9) per la pubblicazione su Il Domani d’Italia? Potrei proporti 3 idee (ad esempio: Schlein e Giani sul palco di Firenze, un’urna elettorale semi-vuota, oppure un fotomontaggio simbolico con bandiere del Pd e M5s su sfondo grigio di astensione).

L’Europa allo specchio: Israele o Ucraina?

Per Michele Bellini, le guerre in Israele e in Ucraina non rappresentano solo due crisi geopolitiche, ma due specchi morali nei quali l’Europa è costretta a guardarsi.

L’autore invita a riflettere su una domanda essenziale: quale volto l’Europa riconosce come proprio? Quello della deriva nazionalista, che legittima il potere illimitato in nome della sicurezza, oppure quello della resilienza democratica, che difende la libertà e la dignità dei popoli sotto aggressione?

Il modello Israele e il modello Ucraina

Israele, scrive Bellini, incarna oggi il paradigma inquietante di una sicurezza assoluta che si traduce in controllo e disuguaglianza.

Se l’Europa dovesse riconoscersi in questo specchio, finirebbe per importare logiche di esclusione e di sospetto, perdendo il senso stesso del suo patto civile.

L’Ucraina, al contrario, rappresenta la resistenza etica e politica di un popolo che difende la propria sovranità, anche a costo di sacrifici enormi. Scegliere di rispecchiarsi in quel modello significa per l’Unione europea riaffermare la propria identità democratica e la centralità dello Stato di diritto.

 

Lidentità europea in discussione

La crisi non è solo militare ma morale. Accettare il modello israeliano, osserva Bellini, significherebbe giustificare un potere che si autoassolve in nome della sicurezza, riducendo gli spazi di libertà e di pluralismo.

Riconoscere invece il riflesso dell’Ucraina implica che l’Europa torni protagonista del proprio destino, non spettatrice passiva delle crisi altrui.

È una scelta di coerenza politica, ma anche di coraggio morale: riaffermare che la democrazia europea non si difende con i confini, bensì con i valori.

Un bivio che riguarda tutti

Bellini non ignora le contraddizioni: né Israele né l’Ucraina sono modelli perfetti. Ma è nella capacità di scegliere, e non nell’equidistanza, che si misura la maturità dell’Europa.

Il rischio è che, in nome della realpolitik, l’Unione finisca per abituarsi all’uso illimitato del potere come condizione normale della politica.

Guardarsi allo specchio, per l’Europa, significa allora decidere che tipo di mondo vuole costruire: quello che impone la pace con la forza, o quello che ancora crede nella forza della pace.

👉 Per leggere il testo originale di Michele Bellini clicca qui.

Gaza, la speranza che l’accordo riapra la via della politica

Comunque la si consideri, il 13 ottobre 2025 resterà una data destinata alla storia. Non solo per la firma di un accordo, ma perché segna l’inizio di un cammino nuovo, un percorso complesso da costruire giorno dopo giorno, fondato su mediazione, responsabilità condivisa e volontà politica.

Un processo ancora fragile, ma che già rappresenta una svolta capace di interrompere il passato e di aprire la strada a un futuro diverso. Ci lasciamo alle spalle un periodo recente dominato da violenza, sopraffazione e conflitti senza misura: un tempo in cui la parola pace sembrava aver perso significato, travolta dal rumore delle armi e dalla disperazione dei popoli.

Il ruolo delle leadership globali

Oggi, invece, il mondo — o almeno quella parte che continua a credere nella libertà e nella democrazia — accoglie con speranza questa svolta. Lo fa con cautela, ma anche con gratitudine verso coloro che l’hanno resa possibile.

Non si può infatti ignorare il ruolo decisivo dei protagonisti di questa straordinaria iniziativa politica e diplomatica, guidata dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha saputo tradurre una visione di equilibrio e coraggio in un’azione concreta di riconciliazione.

Un’iniziativa che, nonostante ostacoli e contraddizioni, ha unito leadership diverse attorno a un obiettivo comune: restituire al mondo la prospettiva della pace.

La sfida comincia ora

La sfida, tuttavia, comincia ora. È un banco di prova che determinerà se la speranza potrà consolidarsi o soccombere alle resistenze del passato. Nonostante tutto, il 13 ottobre rimane una data simbolica, l’alba di un percorso nuovo che coinvolge tutte le nazioni che hanno contribuito a questo primo, decisivo passo.

Da oggi, la politica e la diplomazia sono chiamate a guidare il processo, libere da pregiudizi e ideologie, forti di una visione di lungo respiro. Non è soltanto un accordo: è un atto di maturità collettiva, un impegno che trasforma la forma in sostanza e la speranza in azione concreta.

 

Una pace universale

Con la firma di pace, si apre una nuova pagina nella storia del Medio Oriente, che richiede coraggio, continuità e responsabilità.

Da oggi, la pace non è più solo una questione americana, ma una sfida universale. Riguarda tutti: leader, istituzioni, popoli.

La leadership degli Stati Uniti non si riafferma come dominio, ma come capacità di orientare e sostenere un processo che la storia riconosce come necessario.

In questo nuovo scenario, ogni nazione e ogni cittadino sono chiamati a contribuire — con coraggio, fiducia e umanità — alla costruzione di una pace che non sia soltanto politica, ma profondamente umana.

Cesare, Cleopatra e l’autunno romano

Lautunno sullAppia

È iniziato l’autunno a Roma: colori caldi, ultime giornate di sole da godere.

Cesare ama trascorrere questo periodo lontano dal chiasso della città e dalle petulanti richieste dei senatori. Si rifugia nella casa natale sull’Appia, appena sotto le pendici dei monti del Tuscolo, da cui si intravede la città lontana. Con lui, pochi senatori e Giulia.

Nel tardo pomeriggio, Cesare, disteso sul triclinio con i suoi ospiti, discute della regina Cleopatra, prossima a ripartire per l’Egitto. In questi due anni e mezzo la regina Meloni/Cleopatra aveva mostrato talvolta nostalgia per le sabbie del suo regno, ma mai il desiderio vero di rientrare in patria.

Cleopatra parte e Cesare sinfiamma

«Divo imperatore» — interviene un ospite — «la regina Cleopatra non va in Egitto per visitare i parenti. Ci va

 perché suo zio ha invitato l’amico che viene da oltre le Colonne d’Ercole».

«Ah! Se lo fa piccolo il viaggio, costui! E perché poi?» chiede Cesare, incuriosito ma attento a non scoprirsi.

«Costui, Cesare, è riuscito a ottenere un patto di pace, una lunga tregua tra i Filistei e i popoli di Mosè, in quella regione che un tempo era nostra».

«E lei che ci fa laggiù? Non bastava suo zio ad accogliere l’ospite?» incalza Cesare.

«E no, Cesare», risponde un altro senatore, «ci va per accogliere anche a nome nostro».

«A nome nostro… che poi sarebbe il mio!» urla Cesare, rovesciando un piatto di frutta a terra.

Giulia e la frecciata velenosa

Giulia, udendo il trambusto, si affaccia in sala. I senatori tacciono e la guardano.

«Cesare, ti portano forse notizie della regina Cleopatra che ti infiammi così? So anch’io che è in Egitto, a omaggiare la sua ultima fiamma. Vedrai, riporterà qualche altro danno».

Detto questo, scompare.

Cesare ribolle in silenzio, le gote arrossate dalla rabbia, il bicchiere colmo di vino stretto con forza, lo sguardo fiammante. La moglie lo ha colpito con grazia micidiale, ricordandogli che la regina ha un altro amante e non lo considera più imperatore, ma solo un vecchio seduto su un trono.

 

Cesare si sfoga

«Dunque — esordisce Cesare — la regina Meloni/Cleopatra scende a terra, lascia al porto di Roma la mia nave ammiraglia, prende una nave egizia e, con pochi dei suoi, si reca giù in Egitto a fare la regina. Lì c’è suo zio che governa per lei, e lei, a nome mio, va a stipulare accordi che non ho approvato, sfilando tra i pacieri per farsi vedere da comprimaria, dopo lo zio e l’ospite! Crede che gli altri non se ne accorgano?»

I senatori annuiscono.

«E allora, che c’è da guadagnare in questa pace? In due anni il popolo di Mosè ha sterminato quello dei Filistei, li ha spinti verso il sud, chiudendoli tra il mare e il deserto egiziano. Ci saranno solo rovine e fame. Ricostruire costa ai vincitori, non ai perdenti».

La Roma di Cesare

«Divino imperatore — replica un senatore — la regina egizia ha promesso che faremo affari: ricostruiremo scuole, ospedali, formeremo le forze civili per mantenere l’ordine».

Cesare imprecò agli dèi.

«Nell’impero i nostri ragazzi non vanno più a scuola, il latino è diventato una vergogna, la gente non si cura perché non ha soldi per le medicine, i medici non si trovano e gli infermieri nemmeno. E noi andiamo laggiù a vedere la fuffa?»

Un altro senatore balbetta: «Cesare, mesi fa uno dei nostri ha firmato un accordo con i figli di Mosè per il gas tra il mare e la terra dei Filistei. Ci assicuriamo inverni al caldo e cucine ben servite».

«Taci, stolto!» lo interrompe Cesare. «Non è sicuro parlare, la regina ha spie ovunque. Lasciamole pure la gloria di fare la comprimaria nel suo regno, dopo lo zio e l’amante nuovo.

Noi romani, famose li fatti nostri, semper. Ave! E quando torna, vedremo.»

Regionali, Tomasi: in Toscana ora inizia un’altra partita

Firenze, 13 ott. (askanews) – “Non mi arrendo, nella vita ho vinto e perso. Ora sono dentro. Ora inizia un’altra partita. Dalle sconfitte si costruiscono le vittorie. Siamo determinati”. Lo ha detto Alessandro Tomasi, in conferenza stampa a Firenze, commentando al sconfitta del centrodestra in Toscana contro Eugenio Giani. “La mia intenzione di entrare in consiglio regionale”, ha precisato Tomasi che sindaco di Pistoia.

“Siamo disponibili a parlare dei temi che riguardano il bene dei toscani con Eugenio Giani. Vogliamo riportare le battaglie che abbiamo portato in campagna elettorale sui tavoli del Consiglio regionale, come la sanit, che ha lacune che devono essere colmate, ma soprattutto ha un paradigma che deve essere rovesciato visto l’invecchiamento della popolazione”, ha aggiunto Tomasi. Lo stesso su “sviluppo, lavoro”.

“Abbiamo dato il massimo, sono soddisfatto della campagna elettorale, tutti quanti dal primo all’ultimo candidato, dai partiti, sapevamo che era una sfida difficilissima, ma ci abbiamo messo il cuore. Abbiamo generato entusiasmo ma ci sono tanti punti da cui ripartire e ricostruire, compreso l’allargamento al mondo civico”, ha concluso Tomasi.

Toscana, Conte: vittoria Giani importante segnale, governeremo insieme

Roma, 13 ott. (askanews) – “Salutiamo la vittoria netta, schiacciante in Toscana. un importante segnale che vale a ribadire la bont di un progetto politico al quale noi abbiamo per la prima volta contribuito”. Lo ha affermato il presidente di M5s, Giuseppe Conte, commentando con i giornalisti i risultati dell’elezione regionale in Toscana che ha visto la conferma di Eugenio Giani.

“Lavoreremo affinch l’azione di governo regionale possa essere indirizzata secondo gli obiettivi strategici che abbiamo gi anticipato e condiviso in materia di tutela delle politiche del lavoro, dell’ambiente e della giustizia sociale e nel far crescere le imprese sane e l’innovazione. Noi ci saremo. Daremo il nostro contributo”, ha aggiunto Conte.

In Toscana centrodestra incassa prima sconfitta a Regionali, ‘effetto Vannacci al contrario’

Roma, 13 ott. (askanews) – La magra consolazione è che, sebbene di un soffio, si tratta del “risultato più alto mai raggiunto”. La Toscana si conferma una regione senza storia per il centrodestra che vede il candidato meloniano Alessandro Tomasi perdere con un distacco di circa 13 punti con il riconfermato presidente, Eugenio Giani, sostenuto dal campo largo.

E’ una questione di decimali rispetto al 40,46% di cinque anni fa, quando a tentare (e fallire) l’impresa fu la leghista Susanna Ceccardi. Ma, esattamente come è accaduto nelle regioni in cui si è vinto nelle due settimane precedenti, è il dato della competizione interna tra le liste della coalizione a essere particolarmente significativo. Fratelli d’Italia, che esprimeva il candidato presidente, è nettamente il primo partito con circa il 26,6%: praticamente il doppio rispetto a cinque anni fa (13,54%), in linea con le Politiche (26%) e leggermente sotto le Europee (27,4%). Va però considerato anche il 2,4% circa della lista civica a sostegno di Tomasi.

Tiene sostanzialmente Forza Italia che, con consensi intorno al 6,2% fa meglio della scorsa tornata regionale (4,2%), cresce rispetto alle Politiche (5,6%) e pareggia rispetto al voto per Bruxelles (6,3%, ma in quel caso correva insieme a Noi moderati).

Discorso a parte quello della Lega: la fotografia è impietosa. Il partito di Matteo Salvini si ferma intorno al 4,5%, attestandosi ancora una volta come terza forza della coalizione, calando sia rispetto al voto per il Parlamento del 2022 (6,6%) sia alle Europee (6,2%). Spietato – ma anche impossibile visto che in quel caso esprimeva il candidato presidente – il confronto con cinque anni fa quando conquistò il 21,7%.

Ma, soprattutto, si tratta di una sconfitta della Lega ‘vannaccizzata’. Parafrasando il libro che lo ha reso celebre, l’effetto del generale su queste lezioni c’è stato ma ‘al contrario’. D’altra parte, le cronache delle settimane precedenti hanno portato alla luce una faida tutta interna al Carroccio. Matteo Salvini lo ha voluto coordinatore della campagna elettorale, magari sperando che potesse ripetere il ‘miracolo’ delle Europee, ma poi sono arrivate le proteste pubbliche proprio di Susanna Ceccardi che lo ha accusato di aver fatto il bello e il cattivo tempo sulle liste. “Il partito non è un esercito”, aveva tuonato.

Non è un caso che all’interno della coalizione, persino tra i leghisti non allineati al generale, si dia per scontato che a far mancare i voti – e dunque a certificare la debacle – siano stati gli stessi compagni di partito. Diversa la versione tra i suoi fedelissimi. “Tre mesi fa la Lega nei sondaggi in Toscana era sotto il 3%”, spiega Massimiliano Simoni, finora unico consigliere sicuramente eletto. “Bisognerà interrogarsi su questo in futuro. Sarebbe stato opportuno metterlo nel simbolo”, aggiunge.

E sebbene pubblicamente nessuno lo ammetterà mai, anche dentro Fratelli d’Italia si tira un certo sospiro di sollievo per la scarsa performance di Vannacci, che dalle parti di via della Scrofa viene considerato meno ‘gestibile’ di Salvini, per non dire del modo in cui strizza l’occhio a un certo elettorato nostalgico della destra.

A questo punto si guarda al round di novembre quando saranno chiamate al voto tre regioni contemporaneamente: Puglia, Campania e Veneto. Sulla carta tre esiti già scritti: nella prima tutti si aspettano che Antonio Decaro vinca a mani basse sul candidato civico scelto dal centrodestra Luigi Lobuono, nella seconda il meloniano Edmondo Cirielli cercherà di giocarsela con Roberto Fico mentre in Veneto viene data per scontata la vittoria del salviniano Alberto Stefani sul candidato del campo largo, Giovanni Manildo. Tuttavia, sebbene questa sia una sfida destinata ad andare liscia come l’olio, non tutto può essere ancora dato per scontato. Alla fine Giorgia Meloni ha deciso di lasciare alla Lega la candidatura per palazzo Balbi in cambio di un impegno ufficiale a ‘cedere’ la Lombardia a Fratelli d’Italia, oltre che alla formazione di una giunta in cui vengano affidati ai ‘suoi’ assessorati di peso come sanità e bilancio. Ma non è l’unica condizione: l’altra, sempre nell’ottica di una accesa competizione interna alla coalizione, è l’esclusione dell’ipotesi di inserire il nome di Luca Zaia dal simbolo della Lega. Circostanza che ha spinto il ‘doge’ a mettere in discussione la sua intenzione di presentarsi come capolista ovunque. “Sembrava si potesse mettere il mio nome sul simbolo della lista, ho visto che c’è stato un veto anche su questo a livello nazionale, se sono un problema vedrò di renderlo reale il problema, cercherò di organizzarmi per rappresentare fino in fondo i veneti”, il messaggio recapitato.

Toscana, Conte: per M5s percorso sofferto, venivamo da opposizione

Roma, 13 ott. (askanews) – “Sicuramente per noi stato un percorso sofferto, faticoso. L’abbiamo detto sin dall’inizio in piena trasparenza: veniamo da un’opposizione chiara, forte e sincera al presidente uscente Giani e alla giunta. chiaro che per noi stato complicato poter partecipare a questa coalizione ma lo abbiamo fatto sulla base dei progetti e devo dire anche contribuendo a un cambio di asse politico e di obiettivi strategici”. Cos il presidente di M5s, Giuseppe Conte, commentando con i giornalisti i risultati delle elezioni regionali in Toscana che hanno visto la conferma di Eugenio Giani.

“Rimane un dato importante che non voglio trascurare: l’aumento dell’astensione, il dramma dell’astensione per la nostra democrazia”, ha aggiunto Conte. “E lo voglio sottolinearlo non solo quando perdiamo ma anche quando vinciamo, come in questo caso, con la vittoria della coalizione progressista. Ma i numeri dell’astensione sono elevati e si conferma che dobbiamo parlare di pi con i cittadini, dobbiamo impegnarci ancora di pi”, ha concluso.

Firmato a Sharm l’accordo di cessate il fuoco a Gaza. Trump: reggerà

Roma, 13 ott. (askanews) – Trump e gli altri mediatori hanno ufficialmente firmato il documento sull’accordo di cessate il fuoco a Gaza. Oltre a Trump, hanno sottoscritto il documento il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani. La firma è avvenuta a Sharm el-Sheikh, al termine del vertice per la pace co-presieduto da Egitto e Stati uniti, che riunisce oltre venti Paesi e organizzazioni internazionali.

“Quello che dobbiamo fare ora è consolidare il cessate il fuoco e assicurarci che venga mantenuta la sua integrità, in modo da poter consegnare tutti i corpi dei defunti alle famiglie. Questo è molto importante, per portare più assistenza umanitaria nella zona e lavorare a stretto contatto per seguire il resto delle misure che dovrebbero essere attuate per il successo di tutto questo processo. Signor Presidente, lei ha fatto molto bene, grazie”. Lo ha detto il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi parlando a Sharm el Sheikh insieme al presidente Usa Donald Trump.

“Ci sono voluti 3mila anni per arrivare a questo punto. Ci credi? E reggerà. Reggerà”, ha detto Trump.

M.O., Trump firma con altri mediatori l’accordo per cessate il fuoco a Gaza

Roma, 13 ott. (askanews) – Il presidente Usa Donald Trump e gli altri mediatori hanno ufficialmente firmato il documento sull’accordo di cessate il fuoco a Gaza.

Oltre a Trump, hanno sottoscritto il documento il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e il primo ministro del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al-Thani.

La firma è avvenuta a Sharm el-Sheikh, al termine del vertice per la pace co-presieduto da Egitto e Stati uniti, che riunisce oltre venti Paesi e organizzazioni internazionali.

Toscana, Conte: vittoria netta Giani importante segnale, governeremo insieme

Roma, 13 ott. (askanews) – “Salutiamo la vittoria netta, schiacciante in Toscana. È un importante segnale che vale a ribadire la bontà di un progetto politico al quale noi abbiamo per la prima volta contribuito”. Lo ha affermato il presidente di M5s, Giuseppe Conte, commentando con i giornalisti i risultati dell’elezione regionale in Toscana che ha visto la conferma di Eugenio Giani.

“Lavoreremo affinché l’azione di governo regionale possa essere indirizzata secondo gli obiettivi strategici che abbiamo già anticipato e condiviso in materia di tutela delle politiche del lavoro, dell’ambiente e della giustizia sociale e nel far crescere le imprese sane e l’innovazione. Noi ci saremo. Daremo il nostro contributo”, ha aggiunto Conte.

Toscana, Schlein: smentito chi parlava di fine della coalizione

Roma, 13 ott. (askanews) – “Chi si era affrettato nelle settimane scorse a dichiarare la fine della coalizione progressista è stato smentito nettamente dai fatti”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein, commentando il risultato delle regionali in Toscana. “Abbiamo solo cominciato, siamo in ottima salute”.

“Voglio ringraziare tutta la coalizione progressista. Questo dimostra che l’unità fa bene a tutti, che è la condizione necessaria per riuscire a battere le destre. Quindi noi continueremo convintamente su questa strada unitaria”.

Toscana, Schlein: smentito chi parlava di fine della coalizione

Roma, 13 ott. (askanews) – “Chi si era affrettato nelle settimane scorse a dichiarare la fine della coalizione progressista è stato smentito nettamente dai fatti”. Lo ha detto la segretaria Pd Elly Schlein, commentando il risultato delle regionali in Toscana. “Abbiamo solo cominciato, siamo in ottima salute”.

“Voglio ringraziare tutta la coalizione progressista. Questo dimostra che l’unità fa bene a tutti, che è la condizione necessaria per riuscire a battere le destre. Quindi noi continueremo convintamente su questa strada unitaria”.

"Nuvole" è il nuovo singolo di Arisa che segue Canta ancora

Milano, 13 ott. (askanews) – Anticipato live in alcuni concerti estivi, esce il 17 ottobre “Nuvole”, il nuovo singolo di Arisa che segue “Canta ancora£, brano scritto da lei e colonna sonora del film campione di incassi Il ragazzo dai pantaloni rosa di Margherita Ferri con cui ha vinto il Nastro d’Argento 2025 per la Migliore Canzone Originale.

“Nuvole” arriva dopo un anno di riconoscimenti in Italia, ma anche all’estero come il Filming Italy Los Angeles Best Original Song Award ricevuto a Los Angeles sempre per “Canta ancora” e concerti in America e in Giappone, oltre ad essere stata scelta una sua fotografia tra i volti protagonisti di Faces, la mostra fotografica all’aperto firmata ArtIcon esposta ad Arles (Francia).

Nuvole è il racconto di un amore che ammala e di una donna che, tra macerie e sogni dissolti, trova la forza di rinascere.

Nuvole non è solo una canzone d’amore: è un inno universale alla rinascita. Una ballata che mette in scena la fragilità e la forza, la caduta e la resurrezione. È la voce di chi ha imparato che anche le promesse mancate possono generare libertà, e che oltre il crollo, il cielo resta sempre aperto.

Il titolo racchiude già il destino del brano: le nuvole sono belle e mutevoli, ma non hanno radici, si dissolvono. Così sono i sogni che diventano gabbie, le promesse che si infrangono, gli amori che invece di nutrire consumano. “Nuvole di sogni come bolle di sapone nell’aria” apre la canzone come un presagio: ciò che sembra eterno si scioglie, lasciando soltanto il vuoto.

Il testo attraversa la ferita: labbra che non baciano ma inveiscono, mani che colpiscono al posto di accarezzare, un cuore già scucito e un’anima strappata. È l’anatomia di un rapporto tossico, in cui l’amore diventa catena. Eppure, dentro la sofferenza, cresce un seme di resistenza: fingere indifferenza, sopravvivere, guardare in faccia il “lupo nero” e non temerlo più.

La chiusura è un atto di trasformazione: “E raccolgo le lacrime di ogni mattino, io ci impasterò il pane per la libertà”. Non più vittima, ma alchimista del proprio dolore, la protagonista fa delle ferite il nutrimento di una nuova vita.

Arrivati a Rafah 154 detenuti palestinesi rilasciati da Israele

Roma, 13 ott. (askanews) – Centocinquantaquattro prigionieri di sicurezza palestinesi rilasciati ed espulsi da Israele sono arrivati in Egitto al valico di Rafah con Gaza, secondo un funzionario egiziano, citato dall’Ap.

In base all’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, i prigionieri rilasciati vengono inviati in Paesi terzi, ha affermato il funzionario, che ha conoscenza diretta dell’attuazione dell’accordo.

I prigionieri sono tra gli oltre 1.900 palestinesi rilasciati da Israele in cambio del rilascio degli ostaggi rimanenti da parte di Hamas.

Gaza, a Sharm c’è anche Tony Blair

Roma, 13 ott. (askanews) – L’ex premier britannico Tony Blair, che sembra destinato a svolgere un ruolo chiave nel governo della Striscia di Gaza del dopoguerra, è arrivato a Sharm el-Sheikh, in Egitto, per partecipare alla cerimonia della firma dell’accordo di cessate-il-fuoco tra Israele e Hamas. Blair è stato accolto dal Presidente Abdel Fattah al Sisi al suo arrivo, scrive il Guardian. Secondo il piano di Trump per Gaza, Blair potrebbe guidare un’autorità di transizione che governerebbe l’enclave palestinese. L’organismo proposto riunirebbe competenze internazionali, tecnocrati, funzionari delle Nazioni Unite e rappresentanti palestinesi, e opererebbe sotto mandato delle Nazioni Unite.

Shakira canta "Zoo" brano per il film "Zootropolis 2″

Milano, 13 ott. (askanews) – È uscito il nuovissimo brano originale “Zoo”, presente nel prossimo film d’animazione della Walt Disney Animation Studios “Zootropolis 2”. Il singolo è interpretato da Shakira, che torna a dare la voce alla più grande popstar di Zootropolis, Gazelle.

La musica e il testo di “Zoo” sono stati scritti da Ed Sheeran, Blake Slatkin e Shakira. La canzone è stata prodotta da Blake Slatkin, Alex (A.C.) Castillo, Shakira ed Ed Sheeran.

La colonna sonora strumentale di Zootropolis 2 è composta dal vincitore dell’Academy Award® Michael Giacchino e sarà lanciata come parte della colonna sonora completa venerdì 21 novembre, in anticipo rispetto all’uscita del film nelle sale italiane, prevista per mercoledì 26 novembre.

Oltre ad aver scritto e prodotto il singolo “Zoo” con Shakira, Ed Sheeran e Blake Slatkin prestano le loro voci nella versione originale del film, per un cameo, ad una coppia di pecore chiamate Ed Shearin e Baalake Lambkin.

“Zoo” sarà amata dai fan del brano di successo “Try Everything”, presente nel film originale vincitore dell’Oscar® Zootropolis, uscito nel 2016. “Try Everything” ha accumulato oltre 2,7 miliardi di stream in tutto il mondo fino ad oggi.

Nel nuovo film d’animazione Zootropolis 2, i poliziotti alle prime armi Judy Hopps (nella versione originale doppiata da Ginnifer Goodwin) e Nick Wilde (nella versione originale doppiato da Jason Bateman) si trovano sulle tracce di un grande mistero quando Gary De’Snake (nella versione originale doppiato da Ke Huy Quan) arriva a Zootropolis e mette sottosopra la città animale. Per risolvere il caso, i due, sotto copertura, sono costretti ad avventurarsi in nuove e inaspettate aree della città, dove la loro continua collaborazione viene messa alla prova come mai prima d’ora. Il cast vocale originale include anche le voci di Fortune Feimster, Andy Samberg, Idris Elba, Patrick Warburton, Quinta Brunson, Nate Torrence e Shakira, che torna a prestare la sua voce a Gazelle. Dal team vincitore dell’Oscar® composto dal Disney Animation chief creative officer Jared Bush e Byron Howard (registi) e Yvett Merino (produttrice), Zootropolis 2 arriverà nelle sale italiane il 26 novembre.

Poste Italiane “Dyslexia Friendly Company”

Roma, 13 ott. (askanews) – L’Associazione Italiana Dislessia ha riconosciuto Poste Italiane come “Dyslexia Friendly Company”. All’azienda, al termine della Settimana Nazionale della Dislessia, stato cos certificato il proprio impegno nella promozione di un ambiente di lavoro sempre pi inclusivo. Il servizio del TG Poste.

Festival della Diplomazia, al via la XVI Edizione

Roma, 13 ott. (askanews) – Il Festival della Diplomazia giunge quest’anno alla XVI edizione e ha come titolo: The Cost of Principles-Il Costo dei Principi.

Dal 14 al 24 ottobre 2024, il Festival della Diplomazia affronterà il tema del costo dei principi nelle relazioni internazionali: quali sacrifici economici, politici e strategici sono richiesti per difendere un ordine mondiale basato su valori condivisi? È ancora possibile coniugare idealismo e realismo politico? E quali alternative si prospettano in un mondo in cui gli interessi nazionali sembrano prevalere su ogni altra considerazione?

I dibattiti della manifestazione analizzeranno il contrasto tra gli ideali tradizionalmente considerati universali e le attuali dinamiche geopolitiche, con un focus sulle sfide che attori come l’Unione europea, le Nazioni Unite e le democrazie liberali devono affrontare per preservare un modello di governance basato su regole e principi condivisi.

Per strutturare il dibattito e approfondire le diverse dimensioni del problema, la XVI edizione del Festival si articolerà attorno a quattro macro-temi, ciascuno affrontato in una serie di panel e incontri con esperti, policy maker e accademici.

Nello specifico, i quattro temi trattati riguarderanno: il dilemma delle democrazie: valori o interesse nazionale?; il multilateralismo in crisi: quale futuro per l’ordine globale?; la sfida tra autocrazie e democrazie: modelli a confronto e, infine, il costo dell’impegno globale: chi paga il prezzo della stabilità.

La XVI edizione del Festival della Diplomazia offrirà un’occasione unica di confronto su alcuni dei temi più urgenti della politica internazionale. La riflessione collettiva che emergerà dai dibattiti contribuirà a delineare possibili percorsi per un nuovo equilibrio tra realismo e idealismo nelle relazioni internazionali.

Enrico Nigiotti annuncia il ritorno live con "Maledetti Innamorati"

Milano, 13 ott. (askanews) – Dopo un’intensa estate di concerti nelle principali località italiane, Enrico Nigiotti annuncia il ritorno sui palchi con “Maledetti Innamorati”, il tour nei teatri organizzato da A1 Concerti che prenderà il via il 23 gennaio 2026. Un racconto intimo ed emozionante che porterà il pubblico a rivivere le tappe più significative della carriera di Enrico Nigiotti, immerso nella cornice unica del teatro. Queste le date del tour organizzato da A1 Concerti:

23 gennaio – Teatro Condominio, Gallarate (VA) 30 gennaio – Teatro Alfieri, ASTI 31 gennaio – Teatro Alessandrino, Alessandria 1 febbraio – Teatro Fraschini, Pavia 5 febbraio – Teatro Alle Vigne, Lodi

Racconta Nigiotti: “Ho dato questo titolo al tour come si da un titolo a una canzone: perché sentivo che doveva avere un messaggio ricorrente, un significato profondo. Questo messaggio me lo avete fatto capire voi, tappa dopo tappa, durante tutto il tour estivo. Alla fine è tutta una questione di amore. Io scrivo della mia vita, che è talmente semplice da assomigliare a quella di tutti. L’amore per la libertà, per la vita, per i paesaggi, per un tramonto. Guardandovi e ascoltandovi cantare durante i miei concerti ho capito che in fondo siamo tutti uguali: dei maledetti innamorati. E allora che entrino pure tutti gli innamorati della vita, questo palco è anche il loro”.

Con una carriera segnata da successi e collaborazioni importanti – tra cui Laura Pausini, Eros Ramazzotti, Gianna Nannini, Olly – Enrico Nigiotti si conferma una delle voci più autentiche e sensibili del panorama musicale italiano. Fin dagli esordi, il palco è stato il suo spazio naturale, dove talento e carisma si fondono in performance dal forte impatto emotivo. I concerti di Nigiotti si distinguono per la loro sincerità: al centro di tutto, la musica, protagonista assoluta di un’esperienza live autentica. E mentre si prepara a incontrare di nuovo il suo pubblico nei teatri, Enrico è pronto a sorprenderci nei prossimi mesi anche con nuova musica, segnando così l’inizio di un nuovo capitolo artistico.

I biglietti per le date di “Maledetti Innamorati” saranno disponibili in pre-vendita da martedì 14 ottobre su TicketOne, al seguente link: https://www.ticketone.it/artist/enrico-nigiotti/

"Hooligan" è il nuovo singolo di Federica Abbate

Milano, 13 ott. (askanews) – Un amore che non conosce logica, che ti travolge senza chiedere permesso e ti fa schiantare contro un muro. È questa l’anima di “Hooligan” (Warner Music Italy), il nuovo singolo di Federica Abbate, fuori venerdì 17 ottobre in radio e in digitale.

Federica, da anni tra le penne più influenti della scena musicale italiana, compie un nuovo passo nel suo percorso, confermando la sua cifra artistica e la capacità di trasformare in musica le emozioni più autentiche.

Dopo il singolo “Tilt”, con “Hooligan” Federica mostra una nuova sfumatura di sé: energica, istintiva, libera. Una vocazione che non si spegne, la stessa che da sempre alimenta il suo rapporto passionale con la musica. Hooligan è quell’energia viscerale che non si può controllare, quella scintilla che porta a rischiare tutto, senza mai rinunciare. «Hooligan è una canzone d’amore passionale, il motore primario è il desiderio, e tra il desiderante e l’oggetto del desiderio c’è un moto continuamente discontinuo. È una sorta di rincorsa continua che non raggiunge mai un punto di arrivo, ma mantiene uno stato di perenne instabilità e dinamismo – dichiara l’artista – È un tipo di amore “cieco”, totalmente trascinato dall’emotività, dove la parte logica e razionale quasi non interviene… un istinto viscerale quasi simile a quello materno. È lo stesso sentimento che ho sempre provato per la musica, parte fondamentale della mia identità».

Ad accompagnare il singolo, una cover grafica il cui colore chiave è il blu elettrico, simbolo di forza magnetica ed esplosiva: un’istantanea che porta alla luce la Federica più potente, quella che esce dai confini del pianoforte e si lascia guidare dall’istinto.

Federica Abbate, penna multiplatino della musica italiana, è nata e cresciuta a Milano. Il suo percorso artistico mescola urban e pop, creando sonorità fresche e originali. Ha conquistato il pubblico con la sua scrittura, collaborando con artisti come Elodie, Emma, Fedez, Geolier, Laura Pausini, Irama, Rocco Hunt, Massimo Pericolo e tanti altri. La consacrazione è arrivata nel 2015 con il brano “Roma-Bangkok” di Baby K feat. Giusy Ferreri, risultato il più venduto in Italia in quell’anno (certificato Diamante).