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Padiglione Italia a Expo 2025, "la Città ideale del Futuro"

Osaka, 13 apr. (askanews) – “L’Arte Rigenera la Vita” è il tema del Padiglione Italia inaugurato oggi dal ministro degli Esteri Antonio Tajani all’Esposizione universale 2025 di Osaka. L’architetto Mario Cucinella, che lo ha progettato, lo ha immaginato come una moderna interpretazione della Città Ideale del Rinascimento, con un teatro, i portici, la piazza e il giardino all’italiana, luoghi tipici dell’identità urbana e sociale dell’Italia.

L’Expo di Osaka, che oggi ha aperto al pubblico i suoi padiglioni, ha per tema “Disegnare la Società del futuro per le nostre vite”, ed è dedicato alle innovazioni tecnico-scientifiche per migliorare la qualità della vita. L’Esposizione si tiene in un momento di grande rilancio delle relazioni tra Italia e Giappone, elevate a partenariato strategico nel gennaio 2023.

L’obiettivo del Padiglione Italia è quello di ampliare e completare l’immagine dell’Italia nel mondo attraverso la presentazione delle sue eccellenze, la sua tecnologia d’avanguardia, la ricerca scientifica, le opere d’arte classiche e contemporanee, il design e l’artigianato, la musica e le performance quotidiane dal vivo, tutte espressioni del talento umano e del modo italiano di creare dialoghi interculturali. La struttura vuole essere una grande vetrina per un “Made in Italy che non ha rivali nel mondo” ed è capace di “abbattere alcune barriere tariffarie grazie alla qualità del prodotto italiano”, ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante la cerimonia di inaugurazione.

La struttura è composta da 2 diversi corpi: una teca, cuore espositivo del Padiglione, e un corpo secondario che ospiterà le funzioni accessorie. Nel suo insieme racconterà al mondo la cultura, le eccellenze, le arti, le imprese, gli artigiani dell’Italia intera. Ma anche il nostro territorio, un tessuto vivo che non è solo sequenza di città grandi, ma di borghi, musei, paesaggi e foreste, colline, laghi, fiumi. Il Padiglione offre insomma l’opportunità di fare un viaggio spazio-temporale che crea condivisione, partecipazione, occasioni di incontro di saperi fin dal suo esterno, dove si trova un grande porticato contenente un teatro.

All’interno del Padiglione, per la prima volta, lo spazio dedicato alla “Spiritualità” è rappresentato dalla sezione della Santa Sede. Al centro di questo spazio è esposto il capolavoro di Caravaggio “La Deposizione di Cristo”. A questo proposito Monsignor Rino Fisichella, commissario generale per la Santa Sede all’Expo 2025 a Osaka, ha ringraziato sentitamente Papa Francesco, che ha fortissimamente voluto far esporre quest’opera, che è l’unica del Caravaggio conservata ai Musei Vaticani.

Nell’ambito dell’Expo 2025 di Osaka, il Padiglione rappresenta un avamposto del Sistema Italia in una delle aree più ricche dell’Asia. Secondo uno studio del Politecnico di Milano, potrebbe esserci un aumento del 20% delle esportazioni verso il Giappone e l’Asia Orientale, grazie alla partecipazione dell’Italia a Expo, per un valore ben superiore ai 600 milioni di Euro.

Usa, la Casa Bianca: stiamo negoziando sui dazi con 130 Paesi

Roma, 13 apr. (askanews) – Gli Stati Uniti stanno negoziando il commercio e i dazi con 130 Paesi. Lo ha dichiarato Kevin Hassett, direttore del Consiglio economico nazionale del governo.

“In questo momento, 130 Paesi hanno mostrato la loro disponibilità e siamo in trattativa con loro”, ha dichiarato il funzionario in un programma della Cnn, commentando le interazioni degli Stati Uniti con altri Paesi su commercio e dazi.

Hassett ha aggiunto che i Paesi in questione sono soggetti a una tariffa del 10 per cento sulle importazioni di beni negli Stati Uniti.

Expo, Tajani inaugura Padiglione Italia: vetrina per export in Asia

Osaka, 13 apr. (askanews) – Il Padiglione Italia all’Esposizione universale 2025 di Osaka, in Giappone, può essere uno “strumento straordinario” per confermare e rafforzare “la presenza politica ed economica” del nostro Paese “in tutta l’Asia”. Antonio Tajani è arrivato in città questa mattina, al termine della sua missione in India. In un momento “complicato” a livello internazionale, sul piano commerciale, “con il rischio di una guerra dei dazi”, Tajani ha voluto confermare il ruolo trainante e le possibilità offerte dall’Expo per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, ribadendo inoltre la centralità dei rapporti tra Italia e Giappone, già rinforzati dal partenariato strategico firmato dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dalla recente visita del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Occorre “lavorare anche su questi mercati, il mercato giapponese, il mercato indiano, i mercati orientali”, che “rappresentano una straordinaria opportunità”, ha sottolineato il titolare della Farnesina.

Il Giappone di oggi, d’altra parte, è al centro del nostro interesse nella regione dell’Indo-Pacifico, una delle più importanti del mondo per la nostra proiezione economica nell’ambito della strategia della diplomazia della crescita. Con una crescita economica prevista al 4,4% nel 2025 ed uno sviluppo demografico sostenuto, in particolare nei Paesi del sud-est asiatico, l’Indo-Pacifico è destinato ad accrescere anche in futuro la propria rilevanza economica e commerciale internazionale. Insomma, si tratta di un’area a cui l’Italia guarda “con sempre maggiore attenzione”, allo scopo di trovare nuovi spazi per le nostre aziende e l’export dei prodotti Mady in Italy, mentre restano vive le tensioni legate ai dazi americani e alle politiche commerciali di Donald Trump.

A questo proposito, Tajani ritiene che “la situazione stia lentamente migliorando”, dopo la parziale marcia indietro sui dazi decisa da Trump. E il prossimo viaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Usa, secondo il ministro, potrà servire a rafforzare i rapporti con gli americani, “a spingere il governo americano ad arrivare a dazi zero”. Washington resta infatti un alleato chiave per l’Italia e secondo Tajani sarebbe “un errore clamoroso” pensare di barattare l’amicizia con gli Usa con quella con la Cina, per fare un dispetto agli Stati Uniti. Il negoziato dell’Unione europea con Trump in materia di scambi commerciali sta ripartendo e ci sono quasi 90 giorni di tempo per concludere un eventuale accordo. Il Commissario europeo per il Commercio Maros Sefcovic proprio domani vedrà la controparte americana a Washington. “Intanto”, però, “lavoriamo su tutti gli altri fronti e l’area orientale dall’Asia centrale, fino a Vietnam, Corea del Sud, Giappone, India, Filippine, Singapore, Vietnam e anche Australia e Nuova Zelanda, è quella in cui noi possiamo fare di più, perché le opportunità sono tantissime”, ha sottolineato il ministro intervenendo al Focus Asia-Pacifico del Piano d’Azione per l’Export italiano nei mercati extra-UE ad alto potenziale, assieme ai vertici di Confindustria, Confartigianato, Confcommercio e Altagamma, ad esponenti del mondo delle imprese e ai rappresentanti di ICE, Confindustria, Sace e Simest.

Un importante impulso può arrivare proprio dall’Expo di Osaka. Il Padiglione Italia, che ospita per la prima volta al uso interno la Santa Sede, è concepito per riflettere al meglio l’identità italiana e raccontarne le eccellenze e i valori. Rappresenta, inoltre, una straordinaria vetrina per proiettare nel mondo le eccellenze italiane, che coniugano da sempre storia e innovazione, alta tecnologia e tradizione. La struttura vuole essere una grande vetrina per un “Made in Italy che non ha rivali nel mondo” ed è capace di “abbattere alcune barriere tariffarie grazie alla qualità del prodotto italiano”, ha detto il ministro durante la cerimonia di inaugurazione, prendendo la parola dalla madrina della manifestazione, Serena Autieri, e dopo l’intervento dell’ambasciatore Mario Vattani, Commissario Generale per l’Italia a Expo 2025.

Dopo il rituale taglio del nastro e gli inni nazionali di Giappone, Santa Sede e Italia, suonati dalla Banda dei Carabinieri, il ministro ha visitato le diverse sale del Padiglione. Guidato dall’ambasciatore Vattani, Tajani ha così potuto ammirare le installazioni esposte: tra le altre, l’Atlante Farnese, il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci e le opere di Mimmo Paladino, Jago, Boccioni, Oriana Persico e Francesca Leone.

Riferendosi alla presenza del padiglione della Santa Sede, Tajani ha quindi spiegato che con essa si intende “riconoscere l’importanza delle nostre radici culturali”. Ad ascoltarlo anche Monsignor Rino Fisichella, commissario generale per la Santa Sede all’Expo 2025 a Osaka, che ha rivolto un sentito ringraziamento a Papa Francesco per avere “deciso che l’unica opera del Caravaggio” presente ai Musei Vaticani, “La Deposizione di Cristo”, fosse esposta al Padiglione Italia in Giappone. Ricordando il “momento particolare” che sta vivendo il pontefice, Fisichella ha sottolineato che “Papa Francesco ha voluto che questo padiglione creasse un evento di dialogo e confronto”. “Cosa che avverrà con la collaborazione dell’Italia anche nei vari eventi che nel corso di questi 185 giorni segneranno le tappe dell’Expo 2025”, ha commentato. (di Corrado Accaputo)

Bombe russe a Sumy, strage di civili la Domenica delle Palme. Zelensky: solo la feccia può agire così

Roma, 13 apr. (askanews) – “Un orribile attacco missilistico balistico russo su Sumy. I missili russi hanno colpito una normale strada cittadina, la vita di tutti i giorni: edifici residenziali, istituti scolastici, auto in strada… E questo nel giorno in cui la gente va in chiesa: la Domenica delle Palme, la festa dell’Entrata del Signore a Gerusalemme. Secondo le prime informazioni, decine di civili sono stati uccisi e feriti. Solo la feccia può agire in questo modo: togliere la vita a persone comuni”, lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky commentando l’attacco russo avvenuto a Sumy, postando anche le drammatiche immagini di corpi senza vita, anche di bambini, e detriti insanguinati in mezzo alla strada, con le voci di persone che si disperano.

“Le mie condoglianze alle famiglie e ai loro cari. Un’operazione di soccorso è in corso. Tutti i servizi necessari sono operativi sul posto”, aggiunge Zelensky, che avverte: “Il mondo deve rispondere con fermezza. Gli Stati Uniti, l’Europa, chiunque nel mondo voglia che questa guerra e queste uccisioni finiscano. La Russia vuole esattamente questo tipo di terrore e sta prolungando questa guerra. Senza pressioni sulla Russia, la pace è impossibile. I colloqui non hanno mai fermato i missili balistici e le bombe aeree. Ciò che serve è un atteggiamento nei confronti della Russia che un terrorista merita. Ringrazio tutti coloro che sono al fianco dell’Ucraina e ci aiutano a difendere la vita”.

Secondo l’ultimo bilancio 31 persone risultano uccise a Sumy dall’attacco missilistico balistico russo, l’aggiornamento arriva dallo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che su X sottolinea: “Tra le vittime, due bambini. Le mie condoglianze alle famiglie e ai loro cari” “Più di 84 persone – aggiunge Zelensky che posta anche immagini del terribile attacco nel centro urbano della città – sono rimaste ferite, tra cui 10 bambini. Tutti stanno ricevendo l’assistenza necessaria. È fondamentale che il mondo non rimanga in silenzio o indifferente. Gli attacchi russi meritano solo condanna”. “È necessario esercitare pressioni sulla Russia affinché ponga fine alla guerra e garantisca la sicurezza della popolazione. Senza una pressione davvero forte, senza un sostegno adeguato all’Ucraina, la Russia continuerà a trascinare questa guerra”, aggiunge Zelensky, che ricorda: “È ormai il secondo mese che Putin ignora la proposta statunitense di un cessate il fuoco completo e incondizionato. Purtroppo, a Mosca sono convinti di poter continuare a uccidere impunemente. È necessario agire per cambiare questa situazione”.

Messaggi di solidarietà e condanna dell’attacco russo da alcuni leader europei. “Scene strazianti da Sumy stamattina, mentre i residenti si riunivano per la Domenica delle Palme solo per essere accolti dai missili russi. Un esempio orribile di come la Russia intensifichi gli attacchi mentre l’Ucraina ha accettato un cessate il fuoco incondizionato. I miei pensieri sono rivolti al popolo ucraino oggi”, scrive in un post su X l’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli affari esteri Kaja Kallas.

“Questa mattina, due missili russi hanno colpito il cuore della città di Sumy, in Ucraina, causando numerose vittime civili, tra cui, ancora una volta, bambini. Tutti lo sanno: questa guerra è stata iniziata solo dalla Russia. E oggi è chiaro che solo la Russia sceglie di continuarla, con palese disprezzo per le vite umane, il diritto internazionale e gli sforzi diplomatici del presidente Trump”, scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron. “Sono necessarie misure forti per imporre un cessate il fuoco alla Russia. La Francia sta lavorando instancabilmente per raggiungere questo obiettivo, insieme ai suoi partner”, sottolinea Macron, che conclude con un messaggio di vicinanza: “Alle vittime, ai feriti e a tutta l’Ucraina che continua a resistere: la nostra solidarietà, il nostro rispetto, il nostro incrollabile impegno”.

“Sono indignato per il criminale attacco missilistico russo al centro di Sumy. La Russia continua la sua campagna di violenza, dimostrando ancora una volta che questa guerra esiste e dura solo perché la Russia lo sceglie”, così sul suo profilo X il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. “Il mio cuore è rivolto alle vittime, alle loro famiglie e a tutti coloro che sono stati colpiti da un altro brutale atto di aggressione”, prosegue Costa, assicurando: “L’Unione Europea sarà sempre al fianco dell’eroico popolo ucraino. I responsabili di questi attacchi devono essere chiamati a rispondere davanti alla giustizia. Slava Ukraini”.

“Le mie condoglianze al popolo ucraino dopo il terribile attacco russo a Sumy, avvenuto questa Domenica delle Palme. Questo non è l’atto di un Paese che cerca la pace. Sono necessari una maggiore pressione sulla Russia e un forte sostegno militare all’Ucraina. L’Ucraina sta difendendo non solo la propria libertà, ma anche la nostra”, scrive su X il primo ministro svedese Ulf Kristersson.

(nella foto una delle immagini postate da Zelensky della strage di Sumy)

A Roma, tra colori e suoni, sfilano gli abiti azerbaigiani

Roma, 13 apr. (askanews) – Palazzo Brancaccio, dimora storica del Patriziato Romano nel cuore della capitale italiana, ha ospitato venerdì 11 aprile “L’incanto degli Abiti Tradizionali Azerbaigiani”, una serata evocativa, tinta di colori e suoni, organizzata dal Centro Culturale dell’Azerbaigian insieme all’Ambasciata dell’Azerbaigian in Italia, la Camera di Commercio Italia-Azerbaigian e la Casa Nazionale degli Abiti di Baku.

La serata – si legge in una nota – è stata aperta dalle parole della rappresentante in Italia del Centro Culturale dell’Azerbaigian, Gulnar Taghizada, che ha evidenziato l’importanza dell’evento, momento fondamentale per far conoscere in Italia un aspetto ancora inedito della cultura azerbaigiana, come quello degli abiti e della moda in generale. Ha inoltre sottolineato le radici storiche, le caratteristiche regionali e l’estetica artistica dell’abito nazionale azerbaigiano, che rappresenta una parte importante della memoria culturale nazionale, riflettendo lo stile di vita, il gusto e l’identità sociale del popolo.

A portare i suoi saluti anche S.E. Rashad Aslanov, Ambasciatore dell’Azerbaigian in Italia, che ha messo in rilievo come la cultura e le tradizioni siano volano della conoscenza e rafforzamento costante della strategica amicizia tra Azerbaigian e Italia.

L’evento ha previsto per la prima volta in Italia una sfilata di abiti tipici azerbaigiani, di svariate fattezze e modelli, tutti accumunati dalla cura dell’esecuzione e dalla vivacità dei colori. A sfilare abiti sia maschili sia femminili provenienti da diverse regioni dell’Azerbaigian, selezionati dalla collezione della Casa Nazionale degli Abiti di Baku, tutti finemente ricamati e realizzati a mano, impreziositi da dettagli autentici.

Oltre agli abiti, il pubblico ha potuto assistere all’esecuzione di danze azerbaigiane, accompagnate da musiche tradizionali, da parte dei ballerini dell’Ensemble di Danza Statale. Le esibizioni hanno offerto al pubblico uno sguardo vivido sulla ricca cultura della danza e sull’eleganza sartoriale dell’Azerbaigian.

La serata – conclude la nota – ha visto un’ampia partecipazione di pubblico italiano ed è stata accompagnata da un cocktail.

Calcio, la classifica di serie A: L’Atalanta è terza

Roma, 13 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Atalanta-Bologna 2-0

31esima giornata Udinese-Milan 0-4; Venezia-Monza 1-0, Inter-Cagliari 3-1, Juventus-Lecce 2-1, Atalanta-Bologna 2-0, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Classifica: Inter 71, Napoli 65, Atalanta 61, Juventus 59, Bologna 57, Lazio 55, Roma 53, Fiorentina 52, Milan 51, Udinese, Torino 40, Genoa 38, Como 33, Verona 31, Cagliari 30, Parma 27, Lecce 26, Empoli, Venezia 24, Monza 15.

33esima giornata sabato 19 aprile ore 15 Lecce-Como, ore 18 Monza-Napoli, ore 20.45 Roma-Verona; domenica 20 aprile ore 15 Empoli-Venezia, ore 18 Bologna-Inter, ore 20.45 Milan-Atalanta, lunedì 21 aprile ore 12.30 Torino-Udinese, ore 15 Cagliari-Fiorentina, ore 18 Genoa-Lazio, ore 20.45 Parma-Juventus.

Tennis, Musetti si fa male e perde con Alcaraz a Montecarlo

Roma, 13 apr. (askanews) – Nulla da fare per Lorenzo Musetti: l’azzurro perde in finale al Masters 1000 di Monte-Carlo contro Carlos Alcaraz con il punteggio di 6-3, 1-6, 0-6. Un gran peccato per il toscano, che nel corso del terzo set ha accusato un problema muscolare che gli ha compromesso le parti finali del match. Lo spagnolo vince il suo 18° titolo in carriera (il 6° a livello ‘1000’) e, a partire da lunedì, tornerà numero 2 del mondo. Queste le prime parole di Lorenzo Musetti dopo la sconfitta in finale contro Carlos Alcaraz: “E’ stato probabilmente uno dei miei migliori tornei. Non è
sicuramente facile parlare dopo un finale così. Speravo di potermela giocare fino alla fine, speriamo di riprovarci un’altra volta, di farlo nel più breve tempo possibile e di riprendermi la rivincita. Grazie anche ad Alcaraz: dividere il campo con te è sempre un piacere. Mi spiace non aver finito la partita al meglio, ma ci tenevo a ringraziare tutti voi per il supporto di questa settimana”.

Dazi, Giorgetti: negoziato con Usa non semplice, trovare compromesso

Roma, 13 apr. (askanews) – Sui dazi “il negoziato con gli Usa non è semplice. Gli interessi ognuno li vuole gestire a casa propria. Dobbiamo trovare una sintesi, un compromesso corretto per trovare elementi di forza nell’ambito dei Paesi del G7 che condividono principi di libertà e democrazia”. Lo ha detto il Ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo alla scuola di formazione politica della Lega in videocollegamento in una pausa dei lavori dell’Ecofin informale di Varsavia.

Giorgetti ha ricordato il viaggio della premier Giorgia Meloni a Washington il 17 aprile. La settimana successiva lo stesso ministro sarà in Usa per incontrare il segretario di Stato, Scott Bessent.

Giorgetti ha quindi sottolineato “lo sforzo dell’Italia per mantenere forte il legamo con gli Usa, che è strategico e importante anche per l’Europa”.

Dazi, Giorgetti: negoziato con gli Usa non semplice, trovare compromesso (anche su Global tax e web tax)

Roma, 13 apr. (askanews) – Sui dazi “il negoziato con gli Usa non è semplice. Gli interessi ognuno li vuole gestire a casa propria. Dobbiamo trovare una sintesi, un compromesso corretto per trovare elementi di forza nell’ambito dei Paesi del G7 che condividono principi di libertà e democrazia”. Lo ha detto il Ministro dell’economia, Giancarlo Giorgetti, intervenendo alla scuola di formazione politica della Lega.

Giorgetti ha ricordato il viaggio della premier Giorgia Meloni a Washington il 17 aprile e la settimana successiva lo stesso ministro sarà in Usa per incontrare il segretario di Stato, Scott Bessent. Giorgetti ha anche sottolineato “lo sforzo dell’Italia per mentenere forte il legamo con gli Usa, che è strategico e importante anche per l’Europa”. Nel negoziato con gli Usa “il punto di partenza è sicuramento quello sui dazi. Poi abbiamo una questione aperta sulla tassazione internazionale. C’è l’ambizione di creare la Global minimun tax, che l’amministrazione Trump ha messo nel cassetto, e di gestire e decidere sulla Web tax che in Italia è già partita”, ha spiegato il ministro dell’economia, intervenendo in vodeocollegamento alla scuola di formazione politica della Lega, in una pausa dei lavori dell’Ecofin informale a Varsavia.

Il Ministro ha poi posto l’accento su un tema “di cui non parla nessuno” ma che secondo Giorgetti assumerà grande importanza, quello del valore delle monete, “un dazio implicito”. “La correlazione rispetto alla competitività tra il sistema italiano ed europeo e quello Usa dipende anche da questo fattore”. Quindi, nei negoziati, “non ci sono solo i dazi ma anche la gamba fiscale e valutaria. Allungare le antenne anche su questi aspetti sarà utile”.

In libreria Il laboratorio della città nuova, Foqus nei Quartieri Spagnoli

Roma, 13 apr. (askanews) – Nelle librerie “Il laboratorio della città nuova – FOQUS nei Quartieri Spagnoli” di Renato Quaglia, edito da Rubbettino: è il racconto di un’esperienza che a Napoli, in uno dei quartieri più fragili d’Europa, è stata al tempo stesso una visione e una sfida al futuro. Quaglia, insieme a Rachele Furfaro, è stato ideatore del progetto e fondatore della Fondazione FOQUS, di cui è tuttora direttore. Il libro è stato scritto lavorando al grande progetto di rigenerazione urbana-educativa, tra speranze e risultati, errori e soluzioni, osservando professionisti, cittadini, istituzioni, attivisti che vi partecipavano, e progetti internazionali studiati per trarne suggestioni. Tutto è confluito in un libro che, ripercorrendo i passaggi decisivi del progetto nei Quartieri Spagnoli, riflette anche sui limiti e le potenzialità del fenomeno della rigenerazione urbana e dei laboratori sociali in Italia e in Europa. Quartieri esausti, che segnano il destino di chi ci nasce, le periferie prive di scuole, centri culturali o sportivi, le aree urbane che alimentano insicurezza, disoccupazione, disagi sociali e generazionali, dichiarano più che la crisi della città, soprattutto la crisi del modello economico e sociale che produce gli effetti. Scampia a Napoli, lo Zen a Palermo, Corviale a Roma, le Dighe a Genova, San Paolo a Bari, Quarto Oggiaro a Milano, non sono più degli unicum: sono diventati i sinonimi che descrivono l’inadeguatezza di moltissimi quartieri anonimi, che ormai si ritrovano in ogni città, grande o piccola. Non solo aree di criticità irrimediabili, sostiene Quaglia: sono invece le uniche aree da cui può ripartire il disegno di una nuova città.

“Il laboratorio della città nuova – FOQUS nei Quartieri Spagnoli” offre al lettore considerazioni sulle politiche pubbliche, le innovazioni sociali e i più interessanti progetti italiani, esempi di progetti internazionali, un panorama critico sui modi con cui viene finanziato il sociale in Italia, dati e informazioni sulle iniziative che offrono nuove prospettive a quartieri marginalizzati, a edifici dismessi, a città che ricominciano a pensare al futuro. Il libro affronta anche alcune delle questioni più dibattute in questi anni: come vengono rese disponibili le risorse necessarie al lavoro sociale, i bandi emessi dalle fondazioni di erogazione, come si comporta l’ente locale di fronte alle molte esperienze che stanno cambiando il volto e le prospettive delle città, cosa occorrerebbe per dare prospettiva ai laboratori sociali che si sono dimostrati efficaci.

“Il laboratorio della città nuova” racconta un modello di innovazione sociale che è stato partecipato da una comunità complessa come quella dei Quartieri Spagnoli a Napoli, insieme a cui ha saputo produrre una profonda trasformazione, portata ad esempio in Europa e replicabile in ogni periferia, innescando processi positivi di benessere condiviso. Acronimo della Fondazione Quartieri Spagnoli, come scrive Roberto Saviano nella prefazione: “la Fondazione FOQUS è un piccolo grande miracolo partenopeo”.

Il laboratorio di FOQUS è iniziato, nel 2014, dal recupero di un ex convento cinquecentesco, di proprietà di un ordine religioso e negli ultimi anni abbandonato, e dall’investimento di una scuola dalla pedagogia sperimentale, quella di Rachele Furfaro, che assegna al ruolo educativo una funzione propulsiva straordinaria. Oggi, quel grande edificio abbandonato è abitato ogni giorno da una comunità educativa, economica e produttiva composta da più di 3.000 persone. Si sono creati 208 posti lavoro, vi studiano più di 1.000 bambini (in un quartiere dai tassi di abbandono scolastico superiori al 30% e dove vive il 10% dei bambini di tutta Napoli). Quella parte dei Quartieri Spagnoli che dieci anni fa era “la meno frequentata e la meno frequentabile”, oggi, oltre che un luogo di educazione, cura e lavoro, è anche un riferimento culturale per tutta la città, richiamata da presentazioni di libri, una biblioteca, una sala cinematografica, uno spazio per convegni e concerti, una galleria d’arte e una collezione di opere di maestri contemporanei, da Pistoletto a Palladino, Tatafiore, Manzo. Organizza progetti a favore di donne fragili, corsi di formazione per giovani, un centro per giovani e adulti con disabilità cognitive, iniziative di inclusione che disegnano un modello di nuovo welfare compartecipativo, che crea correlazioni tra persone, competenze, specializzazioni, possibilità. A FOQUS l’educazione è la chiave della trasformazione generativa: ci sono un nido e scuole dall’infanzia alle secondarie di primi grado; una sede distaccata dell’Accademia di Belle Arti; un centro di formazione professionale, un istituto di musicoterapia, corsi per la creazione di reti sociali, start-up e piccole imprese locali, spazi e opportunità di networking. FOQUS ha inaugurato due anni fa la prima scuola a vocazione ambientale d’Italia e promuove progetti di sostenibilità ed economia circolare.

Il libro racconta come le aree del disagio possano trovare una nuova possibilità, imboccare una diversa traiettoria di futuro, di come un progetto sistemico (che cioè agisce contemporaneamente su educazione, cultura, lavoro, welfare, inclusione) possa avere un impatto reale sulla vita di una comunità partendo dai suoi cittadini più vulnerabili, creare un ambiente in cui tutti possano trovare un proprio ruolo, sentirsi parte di una comunità e contribuire al benessere collettivo. Dar vita a una città nuova. Ma molte delle migliori esperienze non diventano ancora politiche pubbliche, non sono accolte dall’ente pubblico. “Si otterrebbero ben diversi risultati – avverte Renato Quaglia – se Stato e innovatori sociali agissero nella stessa direzione, progettando insieme un terzo modello, oltre la dicotomia pubblico- privato dei decenni passati, verso una nuova interpretazione dell’interesse pubblico e una coraggiosa applicazione dei concetti di bene comune”. La necessità di rimediare agli errori del Novecento, di sostituire nuovi orizzonti a prospettive che paiono inevitabili e incorreggibili, impone di rendere reale il possibile, con coraggio.

“Quando questi laboratori di cittadinanza attiva diventano parte del vissuto di una comunità, allora il cambiamento è irreversibile, non più cancellabile. Ognuna di quelle comunità costruisce una città nuova, inclusiva e aperta. E – conclude Renato Qaglia – sceglierà chi portare con sé nel futuro”.

Atletica, Nadia Battocletti campionessa europea dei 10 km

Roma, 13 apr. (askanews) – Vince ancora Nadia Battocletti. È un’altra giornata trionfale per la fuoriclasse che conquista l’oro nei 10 chilometri agli Europei di corsa su strada a Lovanio, in Belgio, e trascina al successo anche la squadra azzurra. Un assolo entusiasmante, a ritmo di record italiano con il tempo di 31:10 sotto una leggera pioggia migliorando di nove secondi il suo primato dell’anno scorso, dopo l’attacco intorno al settimo chilometro che la rende imprendibile per le avversarie. L’argento olimpico dei 10.000 metri, 25 anni compiuti ieri, festeggia il quarto titolo europeo in poco più di dieci mesi e in tre superfici diverse: 5000 e 10.000 su pista a Roma, cross ad Antalya, adesso anche su strada. Cambia il terreno, ma il verdetto è sempre lo stesso e di nuovo, come nella campestre dello scorso dicembre, la trentina conduce all’oro il team italiano: il successo collettivo arriva anche per merito di Sofiia Yaremchuk, settima in 31:39, e Valentina Gemetto, nona in 31:44 con tre azzurre nella top ten, poi 22esima Elisa Palmero (32:39), 28esima Federica Del Buono (32:46) e 29esima Gaia Colli (32:47). Per l’argento emerge la tedesca Eva Dieterich (31:25) e bronzo alla slovena Klara Lukan (31:26), entrambe in rimonta sulla portoghese Mariana Machado (31:30) che chiude quarta. Nel podio a squadre, seconda Germania e terza Francia. (Foto Grana/Fidal)

Alla scoperta del Parmigiano Reggiano con “Caseifici aperti”

Parma, 13 apr. (askanews) – Un vero e proprio viaggio nel tempo, alla scoperta del metodo di lavorazione artigianale della Dop, invariato da addirittura oltre nove secoli. Opportunit unica quella promossa sabato 12 e domenica 13 aprile da Parmigiano Reggiano. Porte aperte in 51 caseifici fra Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Mantova, per visite guidate e la possibilit di immergersi nel mondo del formaggio.

Prospettive sottolineate da Nicola Bertinelli del Consorzio Parmigiano Reggiano: ” il tredicesimo anno che i caseifici del Consorzio aprono le porte per permettere ai cittadini di visitare la struttura dove si produce il Parmigiano Reggiano, ma anche la filiera e gli allevamenti. Chi entra qui, vive il prodotto in un modo differente, rendendosi conto del perch si tratta di molto di pi di un pezzo di formaggio”.

Dai magazzini di stagionatura alla possibilit di acquistare il prodotto direttamente dalle mani dell’artigiano che lo ha creato nella “cattedrale del formaggio”, esperienze uniche per gli appassionati ma aperte a tutti. Per una partecipazione del pubblico, locale e non solo, davvero considerevole: “Siamo solo all’inizio. Nel 2024 sono state superate le 20.000 persone in visita in quei quattro giorni, per un totale di 200.000 in tutto l’anno”.

La forza degli ingredienti di mille anni fa – latte, sale e caglio – che ora guarda anche oltre all’Italia: “L’obiettivo creare una grande fidelizzazione legata al prodotto: il Parmigiano Reggiano deve guardare al futuro, per diventare una marca iconica e un fenomeno culturale sui mercati internazionali”.

E i risultati di questo sguardo verso l’estero si notano gi nei numeri delle visite del 2024: oltre 180.000 i visitatori totali nei caseifici, 49.000 prenotazioni online sul sito del Consorzio di cui met provenienti da altri Paesi.

Nuova sorpresa del Papa: in piazza San Pietro tra i fedeli per la Domenica delle Palmee

Città del Vaticano, 13 apr. (askanews) – Papa Francesco, senza naselli e, quindi, ossigeno che lo sta supportando in questi giorni di convalescenza, si è concesso un più lungo bagno di folla tra i presenti sul sagrato della basilica di San Pietro. Il Pontefice, giunto al termine della messa delle Palme in sedia a rotelle spinta dal suo infermiere personale, Massimiliano Strappetti, ha prima salutato dietro all’altare il vice decano del collegio cardinalizio, card. Sandri, che ha presieduto la messa, e poi quanti ha incontrato nel suo giro.

Tra i fedeli salutati anche dei bambini e un gruppo di suore alle quali, con un gesto della mano, alla presumibile domanda sulle sue condizioni di salute, ha risposto con un gesto della mano, che è sembrato significare: così e così….

“Sorelle e fratelli, vi ringrazio tanto per le vostre preghiere. In questo momento di debolezza fisica mi aiutano a sentire ancora di più la vicinanza, la compassione e la tenerezza di Dio”, ha sottolineato Papa Francesco nel testo dell’Angelus diffuso dopo la Messa in piazza San Pietro per la Messa della Domenica delle Palme.

“Anch’io prego per voi, e vi chiedo di affidare con me al Signore tutti i sofferenti, specialmente chi è colpito dalla guerra, dalla povertà o dai disastri naturali”, ha assicurato Papa Francesco nel testo dell’Angelus.

Ucraina: bombe russe su chi va a messa a Sumy, 21 morti, 83 feriti

Milano, 13 apr. (askanews) – Le truppe russe hanno attaccato la città ucraina di Sumy, vicino al confine con la Russia. Lo hanno riferito il sindaco ad interim Artem Kobzar e il consiglio comunale di Sumy. Le bombe russe si sono accanite sulla gente che andava a messa, il giorno della Domenica delle Palme, un giorno ampiamente celebrato dalla Chiesa ortodossa. “La Russia ha attaccato il centro della città con armi balistiche in un momento in cui c’erano molte persone per strada. Si è trattato di un attacco deliberato contro i civili durante una delle principali festività religiose”. Lo scrive il ministro degli Interni ucraino Igor Klymenko. In una dichiarazione il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha scritto che decine di civili sono morti dopo che i missili russi hanno colpito una strada della città.

La metropoli situata molto vicina al confine con la Russia è stata colpita con missili balistici nel suo centro urbano: i morti sono 21 persone. Molti i feriti, tra cui 7 bambini: sarebbero 83 secondo il Ministero degli Affari Interni dell’Ucraina.

Il capo del Centro per la lotta alla disinformazione del Consiglio nazionale di difesa e sicurezza ucraino, Andriy Kovalenko, ha sottolineato che i russi hanno deliberatamente lanciato l’attacco la Domenica delle Palme prendendo di mira la gente che andava a messa o passeggiava in centro.

La Procura regionale di Sumy ha avviato un’indagine preliminare su un crimine di guerra che ha causato la morte di persone (Parte 2 dell’articolo 438 del Codice penale dell’Ucraina).

Calcio, la classifica di serie A, Juve terza per una notte

Roma, 13 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Juventus-Lecce 2-1

31esima giornata Udinese-Milan 0-4; Venezia-Monza 1-0, Inter-Cagliari 3-1, Juventus-Lecce 2-1, Domenica 13 aprile ore 12.30 Atalanta-Bologna, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Classifica: Inter 71, Napoli 65, Juventus 59, Atalanta 58, Bologna 57, Lazio 55, Roma 53, Fiorentina 52, Milan 51, Udinese, Torino 40, Genoa 38, Como 33, Verona 31, Cagliari 30, Parma 27, Lecce 26, Empoli, Venezia 24, Monza 15.

33esima giornata sabato 19 aprile ore 15 Lecce-Como, ore 18 Monza-Napoli, ore 20.45 Roma-Verona; domenica 20 aprile ore 15 Empoli-Venezia, ore 18 Bologna-Inter, ore 20.45 Milan-Atalanta, lunedì 21 aprile ore 12.30 Torino-Udinese, ore 15 Cagliari-Fiorentina, ore 18 Genoa-Lazio, ore 20.45 Parma-Juventus.

I Take That celebrano il suo 30° anniversario di "Nobody else"

Milano, 13 apr. (askanews) – Per celebrare il suo 30° anniversario, il 6 giugno esce per la prima volta in vinile in una speciale edizione “Nobody else”, l’iconico album dei Take That. “Nobody Else” sarà disponibile nelle versioni 2LP Deluxe Marbled Orange Vinyl, 1LP Translucent Pink Vinyl (esclusiva dello store ufficiale Take That), 1LP Black, 2CD e Digitale.

Originariamente pubblicato l’8 maggio 1995, “Nobody Else” contiene molti dei più grandi successi della band negli anni ’90, come “Sure”, “Back for Good” e “Never Forget”. Questo album segna anche un momento cruciale nella storia dei Take That, poiché è stato l’ultimo disco registrato come quintetto prima della loro separazione nel 1996.

L’edizione anniversario 2LP Deluxe, il formato 2CD e le versioni digitali includeranno materiale esclusivo con tracce rare e inedite, tra cui la bonus track giapponese “All That Matters To Me”, registrazioni live inedite dal Nobody Else Tour del 1995 e un nuovissimo remix 2025 di “Hanging Onto Your Love” a cura di Howard Donald. Tracklist completa “Nobody Else”: 01. Sure 02. Back For Good – Radio Mix 03. Every Guy 04. Sunday To Saturday 05. Nobody Else 06. Never Forget 07. Hanging Onto Your Love 08. Holding Back The Tears 09. Hate It 10. Lady Tonight 11. The Day After Tomorrow Bonus Track: 12. All That Matters To Me – Japanese Edition Bonus Track 13. Hanging Onto Your Love – Howard Donald’s 2025 Remix 14. Sure – Full Pressure Mix 15. Back For Good – Urban Mix 16. How Deep Is Your Love 17. Lady Tonight – Live 18. Sunday To Saturday – Live 19. Every Guy – Live Formati come quintetto nel 1989, i Take That ottennero un successo immediato con i loro primi due album, che raggiunsero rispettivamente la #2 e la #1 in classifica. Il terzo album “Nobody Else” confermò la loro potenza mondiale, vendendo oltre 6 milioni di copie e raggiungendo la vetta delle classifiche in 11 Paesi. L’uscita di Robbie Williams dalla band portò alla loro separazione nel 1996, seguita da 9 anni di pausa prima della reunion dei 4 membri rimanenti nel 2005 con “The Ultimate Tour”. Questo segnò uno dei ritorni più spettacolari nella storia della musica britannica, portando i Take That a pubblicare 3 album alla #1 in soli 4 anni. Il ritorno di Robbie per “Progress” nel 2011 fece registrare il record nel Regno Unito per l’album più venduto del 21° secolo e per il tour con i biglietti esauriti più velocemente di sempre. Dopo la sua seconda uscita e quella di Jason Orange, i 3 membri rimanenti pubblicarono “III” e “Wonderland” nel 2017, rispettivamente certificati platino e oro. Nel 2018 la band ha celebrato il suo 30° anniversario con l’uscita di “Odyssey”, un album di greatest hits con versioni re-immaginate dei loro brani più iconici. L’album ha debuttato alla #1 ed è stato seguito da un tour di successo in stadi e arene nel Regno Unito e in Europa nel 2019. Con l’uscita del loro 9° album in studio, “This Life” nel 2023, la band ha raggiunto la nona #1 in classifica e l’album più venduto da un artista britannico in quell’anno, superando l’intera Top 25.

Expo, Tajani inaugura padiglione Italia: strumento di presenza

Osaka (Giappone), 13 apr. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha inaugurato oggi il Padiglione Italia all’Esposizione Universale 2025 di Osaka, in Giappone. “Siamo qui perché riteniamo il Padiglione Italiano di Osaka uno straordinario strumento per la presenza politica e economica del nostro Paese, certamente in Giappone, ma direi in tutta l’Asia, perché noi guardiamo con sempre maggiore attenzione questa realtà”, ha detto Tajani.

“Tutto quello che facciamo”, ha insistito il ministro, “lo facciamo per far crescere il nostro Paese, per far stare meglio i nostri cittadini, perché l’obiettivo è sempre quello, mettere al centro ogni cittadino italiano”.

Questo Padiglione, ha poi ricordato Tajani, “sarà anche luogo di business forum, per rendere in questo momento complicato a livello internazionale, a livello commerciale, con il rischio di una guerra dei dazi” occorre “rafforzare la nostra presenza attraverso la internazionalizzazione delle imprese”.

Expo, Tajani inaugura padiglione Italia: strumento di presenza

Osaka (Giappone), 13 apr. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha inaugurato oggi il Padiglione Italia all’Esposizione Universale 2025 di Osaka, in Giappone. “Siamo qui perché riteniamo il Padiglione Italiano di Osaka uno straordinario strumento per la presenza politica e economica del nostro Paese, certamente in Giappone, ma direi in tutta l’Asia, perché noi guardiamo con sempre maggiore attenzione questa realtà”, ha detto Tajani.

“Tutto quello che facciamo”, ha insistito il ministro, “lo facciamo per far crescere il nostro Paese, per far stare meglio i nostri cittadini, perché l’obiettivo è sempre quello, mettere al centro ogni cittadino italiano”.

Questo Padiglione, ha poi ricordato Tajani, “sarà anche luogo di business forum, per rendere in questo momento complicato a livello internazionale, a livello commerciale, con il rischio di una guerra dei dazi” occorre “rafforzare la nostra presenza attraverso la internazionalizzazione delle imprese”.

Pro-Pal a Milano, Crosetto: si alimenta odio, clima pericolosissimo

Milano, 13 apr. (askanews) – “‘Via via la Polizia’ urlavano i violenti manifestanti di Milano, mentre invitavano a sparare al Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Come negli anni Settanta. Le forze di polizia italiane non hanno nulla a che fare con ciò che accade a Gaza. Così come nessun altro cittadino italiano, compreso il Presidente Meloni”. Lo ha scritto il ministro della Difesa Guido Crosetto sui social in queste ore.

“Perché dunque portare qui l’odio e la violenza che si vorrebbero censurare e combattere in Palestina? Accade da mesi. La cosa più inaccettabile è il fatto che alcune forze politiche stiano coscientemente buttando benzina sul fuoco da mesi, alimentando odio, violenza, polarizzazione e fratture sociali. Non so dove vogliano arrivare (e se lo sappiano loro) ma stanno contribuendo ad incrementare in modo irresponsabile un clima pericolosissimo e non avranno alcuna scusa quando il vento diventerà tempesta” ha aggiunto il ministro.

Tajani:Stato salute export italiano positivo, puntare nuovi mercati

Milano, 13 apr. (askanews) – “Stato di salute dell’export italiano è positivo”. Lo ha detto il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani da Osaka in collegamento con la trasmissione Agorà. “Abbiamo esportato beni per 623 miliardi e mezzo. L’obiettivo è esportare 700 miliardi entro la fine di questa legislatura”, ha aggiunto, invitando a guardare a nuovi mercati.

“Soltanto la Repubblica popolare cinese ha più prodotti” ha specificato. “Vinciamo le partite perchè abbiamo una straordinaria qualità. L’acquirente paga anche un po’ di più pur di avere il prodotto italiano”, ha aggiunto.

M.O., ospedale arabo Ahli di Gaza è stato colpito da due razzi

Milano, 13 apr. (askanews) – Secondo le agenzie internazionali, l’ospedale arabo Ahli di Gaza è stato colpito da due razzi israeliani. Citano il personale sanitario dell’ospedale, il quale afferma che, tra le altre cose, il pronto soccorso è stato distrutto.

Secondo quanto riferito, i pazienti sono stati evacuati dall’ospedale dopo che le forze israeliane li hanno informati di un attacco imminente. Secondo la Difesa civile di Gaza, non sono stati segnalati decessi. Le Forze di difesa israeliane non hanno commentato l’attacco.

Pioggia acida sul vertice Trump-Meloni

Incassato il giudizio positivo di Standard & Poor’s, la Meloni è costretta a fare i conti con le difficoltà incombenti sul suo viaggio a Washington. L’idillio sovranista a stelle e strisce rischia di arenarsi tra realpolitik e dinamiche interne ed esterne. L’ombra del commissario Ue al commercio, Maroš Šefcovic, da domani al tavolo dei negoziati ufficiali sulla questione dazi, relega ai margini l’iniziativa della Premier.

Per non naufragare nella sceneggiata, la Meloni potrebbbe giocare la carta dell’affinità ideologica col trumpismo, magari suffragata da un qualche colpo ad effetto. Ma l’asse “destra italiana-ultradestra USA” scricchiola. Il consenso per Trump non dilaga negli Usa e affonda decisamente in Europa. Anche in Italia i sondaggi rivelano quanto sia debole la fiducia nei riguardi del Tycoon. S’intuisce, allora, che l’eccessivo coinvolgimento nelle fantasmagorie stile “America first” non farebbe che minare la credibilità della Premier.
E non basta. Anche le divisioni nella maggioranza complicano il quadro. Salvini ha scelto l’ala più aggressiva del trumpismo: il flirt con J. D. Vance è il segno di questa deriva. Tuttavia, il vero detonatore del conflitto è costituito dal reiterato dubbio metodico di Forza Italia.

La sortita di Maurizio Gasparri, raccolta ieri sera dalle agenzie, è in effetti un preciso siluro alla linea filotrumpiana. Addirittura, le sue parole intrise di sarcasmo suonano come un altolà nei confronti della Premier: “Travolto dalla protesta che dilaga anche in America, Trump esonera dalla idiozia dei dazi smartphone computer et similia. Attendiamo che esoneri tinture per capelli e allunga-ciuffi. La tragedia che ha innescato rischia di virare verso una farsa. Lasci circolare liberamente le tesi serie e metta i dazi sulle idee errate come le sue in materia di export”. Insomma, un chiaro messaggio di dissenso.

In questo labirinto, il viaggio negli States è una rischiosa traversata solitaria. L’ambizione di rappresentare l’Italia autorevolmente si scontra con la durezza delle circostanze. La tagliente battuta di Gasparri è un monito neanche troppo nascosto: esiste un limite – e guai ad oltrepassarlo – alla coreografia più o meno elegante del sovranismo. Dunque, l’esito di questo incerto pas de deux italo-americano dirà molto sulle future strategie di governo e quindi sulla effettiva tenuta della maggioranza a guida Meloni. L’orizzonte di fine legislatura può sccorciarsi?

Democrazia sindacale, un cambio di rotta anche per la Cisl?

Foto di Gerd Altmann da Pixabay
Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Il sindacato che potrebbe ambire a scalzare la Cgil nel ruolo di moderna rappresentanza dei lavoratori è seduto sulle sue contraddizioni interne.

“La Cisl è una palestra di democrazia, un luogo di produzione di idee ed esperienze, come testimoniano i centri di studio e di ricerca e le periodiche attività formative che hanno a Firenze e nella sua scuola il loro fulcro. Questo patrimonio è parte sostanziale della identità della Cisl, la chiarisce e la rafforza ogni giorno nell’interesse dei lavoratori e del paese.”

Prendiamo spunto da questa frase estratta dal sito Cisl, nella parte dedicata a “Cosa è la Cisl”, proprio nel pieno della campagna congressuale, che dovrebbe essere il fulcro della prassi democratica e dello stile “istituzionale”, per valutare in tal senso la condizione dell’Organizzazione.

A proposito di stile istituzionale, segnaliamo quanto espresso dall’ex segretario generale della confederazione di Via Po 21, Savino Pezzotta, che con una denuncia sui social, ha informato di non essere stato invitato al congresso della Cisl di Bergamo, sua struttura territoriale di provenienza e che ha guidato anni fa. Il tutto perché Pezzotta si è reso promotore di una lettera aperta, critica nei confronti delle scelte politiche recenti della Cisl; un appello firmato da oltre cento ex dirigenti cislini ai vari livelli. La reazione conseguente a dell’allora segretario generale Sbarra alla “lettera aperta”, fu quella di creare una “cortina di ferro” intorno ai firmatari. Una vera e propria lista di proscrizione con conseguenti decisioni ed interventi, che nulla hanno avuto a che fare con quello che può essere un confronto, anche se duro, proprio delle regole democratiche.

Ma è giustificabile questo clima in palese contraddizione con quelli che sono i valori democratici fondanti della Cisl? Ci chiediamo, perché?

Ci saremmo aspettati elementi di discontinuità nelle modalità e nello stile da parte della nuova Segretaria Generale. Al momento riscontriamo un “Nulla di nuovo sul fronte occidentale”, mutuando il titolo di un bellissimo romanzo di Erich Maria Remarque, sui danni e le conseguenze della guerra.

Purtroppo, nulla di nuovo; auspichiamo comunque che ci sia un sussulto da parte di quel gruppo dirigente ancora in grado di esprimere potenzialità e che vengano superati il risentimento per il dissenso e che la Cisl torni ad includere e non ad escludere. Questo significa mettere al centro la persona, valore spesso al centro dei documenti dell’Organizzazione.

Un consiglio a Daniela Fumarola, lei che è persona che approfondisce, legga il recente libro di Tony Blair “On leadership” a pag. 54 “E non abbiate mai paura di circondarvi di persone più intelligenti di voi. È un errore cronico dei leader. Una squadra migliore di voi non vi farà, in ultima istanza, che apparire migliori!”

Spesso dalle tribune sindacali si accusa la politica di essere chiusa nei recinti di questo o quel leader; la Cisl provi a cambiare, perché attualmente soffre degli stessi difetti che denuncia nei confronti di altri interlocutori.

Servizi sessuali e codice Ateco: un labirinto di ambiguità

Foto di 13smok da Pixabay
Foto di 13smok da Pixabay

Di codici ce ne sono di mille tipi, da quello diplomatico a quello telegrafico non trascurando il codice acefalo e così via. Si parla in questi giorni del codice Ateco, di composizione alfanumerico, utile ad assegnare alle attività economiche un numero di riferimento per essere identificate.

Ai «Servizi di incontro ed eventi simili» è stato assegnato il codice 96.99.92 riferito ai servizi di escort e agenzie di incontro, fornitura di servizi sessuali, gestione di locali di prostituzione. Questo lo stato dell’arte mentre quel numero già richiama quello telefonico molto usato in questi anni per avere conversazioni piccanti con donnine disponibili alla lussuria.

Nel Paese delle continue diatribe la cosa ha suscitato subito scandalo mettendosi in evidenza l’incongruenza tra il divieto di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione e la pratica della prostituzione stessa che non è invece illegale. Insomma una disciplina fiscale, par imposta dall’Europa, travalicherebbe la nostra legge in materia di sesso ed affini. La materia ha del ridicolo nella ambiguità in cui naviga placidamente.

La prostituzione non è un reato ma sono in contravvenzione i clienti che approfittano della situazione. Resta ferma la contraddizione in campo e insoluto il dilemma su come sia possibile vendere il proprio corpo se un cliente corre il rischio costante di una sanzione. Resta in piedi una scena da sotterfugio o di sottobosco, forse lo scenario più stimolante per gli avventori di turno.

Non manca poi il popolo dei protestatari che puntualmente reclama dignità e diritti civili e sociali per i sex workers che chiedono di avere la libertà di organizzarsi come vogliono. Si dice che il giro di affari della questione è intorno ai cinque miliardi ed è per questo che la Lega, tagliando corto a troppi rovelli, sembra pensi che la prestazione sessuale messa in commercio debba essere riconosciuta con relative tasse da versare nelle casse dello Stato. Così ridarebbe integrità e testa ad un codice privo, per Salvini, di pagine decisive. Così, almeno, si metterebbe a frutto un’attività che ad oggi arricchisce solo se stessa.

Prostituire sta per mettere davanti un qualcosa da vendere, in questo caso il proprio corpo. In passato c’è chi si è incapricciato nei distinguo per cui la meretrice si metterebbe all’opera in vista di un guadagno, la prostituta al contrario lo farebbe oltre alla moneta anche per una quota piacere. Il nostro è il paese delle sottigliezze.

In origine e in altre terre, più sbrigativamente con il termine “Escort” ci si riferì a chi scorta qualcun altro per sorveglianza, indicandogli una giusta direzione di marcia e poi nel tempo per accompagnamento e quant’altro ancora di fantasioso.

La disciplina della materia costringe a passi su un terreno sdrucciolo, i partiti dicono e non dicono, mettono il tema alla ribalta e poi si tirano indietro. Chiamano distinguo per dire questo ma anche quello e si andrà avanti così all’infinito per quante sono le varianti delle pratiche amorose e delle categorie degli interpreti oggi sempre più numerose.

Sfruttare è un portare frutto a proprio vantaggio sulle spalle del lavoro di altri. Potrebbe avere anche una accezione positiva, di chi sa cogliere il meglio ad esempio da un terreno giudiziosamente coltivato. Di nuovo si potrebbero dar vita ad infiniti ragionamenti sulla parola e sulla applicazione sul singolo caso e non se ne caverebbe un ragno dal buco. Pratolini ammoniva come “più bravo diventerai nel mestiere, più ti verrà chiaro di essere uno sfruttato” (eppure non è detto che tutti siano d’accordo con lui).

Del resto “sexum” sta ad indicare un taglio, quindi una separazione che rende le cose in qualche modo riconoscibili con possibile nettezza. È esattamente quello che non può attenersi oggi all’amore per così dire moderno. Da Ateco ad alterco il passo breve e ci si deve muovere con ogni prudente circospezione.

Ate, secondo la mitologia greca, era la contraddittoria dea dell’accecamento, che portava gli uomini in errore per poi punirne le cattive azioni. Allo stato attuale sembra, comunque, la più adatta ad occuparsi della prostituzione e delle sue conseguenze.

L’Ate par che sia anche la tessera di riconoscimento dei dipendenti pubblici e potrebbe diventarlo anche per chi si dedica a certe pratiche carnali, con l’ambizione di mettere ordine in una materia che non ne può avere probabilmente di connaturato.

“Ci vuole un fisico speciale, Per fare quello che ti pare” potrebbero cantare i cultori della prostituzione. Ci vuole un fisco speciale per ricavarci su qualcosa, che sappia dare un colpo di coda o di codice al sistema in corso.

Deriva multipolare: quando la competizione insidia la solidarietà globale

Alla luce degli eventi recenti che hanno profondamente segnato la società internazionale, emerge un interrogativo complesso, seppur ineludibile e bisognoso di una riflessione approfondita: il multilateralismo ha esaurito la propria funzione?

La risposta, pur potendo apparire immediata, si rivela in realtà più sfumata. Ciò a cui stiamo assistendo, e che si manifesta con crescente evidenza nelle dinamiche internazionali, è un lento e pericoloso deterioramento del sistema multilaterale. Non si tratta di una semplice flessione, bensì di una trasformazione radicale nelle relazioni tra Stati, che minaccia di svilire e, nella peggiore delle ipotesi, di annullare i principi fondanti della cooperazione globale finora condivisi.

Si osservi lo scenario attuale: il multipolarismo sta emergendo non come una possibilità teorica, ma come una realtà concreta, alimentata da potenze che ambiscono a edificare un ordine mondiale basato prevalentemente sulla competizione strategica, sulla forza coercitiva e sull’imposizione unilaterale degli interessi nazionali. La questione cruciale che ci troviamo ad affrontare non concerne tanto il “se” tale sistema si affermerà – poiché è già in fase di consolidamento – quanto il “quanto” esso impatterà negativamente sulla solidarietà globale e sul benessere delle fasce più vulnerabili della società internazionale.

Per discernere la potenziale pericolosità di tali dinamiche, è sufficiente volgere lo sguardo ai principali attori geopolitici. Tra questi spicca, innegabilmente, la figura di Donald Trump. L’amministrazione statunitense, contrariamente a quanto una lettura superficiale potrebbe suggerire, non rigetta in toto il multilateralismo, ma ne contesta la sua forma tradizionale e i suoi meccanismi operativi. Trump ha infatti compreso che il principio di “America First” non può essere attuato prescindendo dalle interazioni con gli altri attori globali. Tuttavia, la sua visione strategica è chiara: la cooperazione internazionale non può fondarsi su tavoli paritari ove tutti i membri, in modo equo, negoziano soluzioni condivise. La cooperazione, nella prospettiva statunitense, deve assumere una natura asimmetrica e gerarchica, dominata dallo Stato – o meglio, dalla potenza – in grado di imporre la propria visione strategica.

Ed è qui, come facilmente intuibile, che si manifesta la vera minaccia. Una concezione darwiniana delle relazioni internazionali sta guadagnando terreno, una prospettiva secondo cui l’equilibrio mondiale non si realizza attraverso la cooperazione e la solidarietà, bensì attraverso una competizione incessante e spregiudicata. Ogni potenza, ogni Stato dotato di significativa influenza, è indotto a perseguire i propri interessi nazionali con determinazione, spesso senza vincoli di natura morale, giuridica o diplomatica. Il più forte prevale, e lo fa senza necessariamente ricorrere al conflitto armato aperto, poiché tale evenienza diviene superflua: il più debole è consapevole della propria incapacità di sostenere un confronto bellico. Il multipolarismo cela in sé questa pericolosa ambivalenza, esponendo a una guerra di potenza condotta sotto una veste differente. La competizione diviene il criterio di legittimità delle azioni statali, relegando la cooperazione tra Stati a un obiettivo secondario, se non addirittura obsoleto in un simile paradigma.

Non è arduo prevedere le apprensioni che una simile tendenza può generare nella comunità internazionale. Il ritorno a logiche di realpolitik rappresenta senz’altro una delle principali preoccupazioni. Le nazioni in via di sviluppo e i gruppi sociali più vulnerabili a livello globale potrebbero divenire le prime vittime di questo nuovo ordine mondiale emergente, ove la stabilità e la pace appaiono garantite unicamente dalla forza e dalla volontà di imporsi sui soggetti più deboli e meno influenti.

Un altro esempio emblematico di questa preoccupante deriva è rappresentato da eventi concreti e indubbiamente allarmanti. Il ritiro degli Stati Uniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità costituisce uno dei segnali più evidenti di come l’architettura multilaterale stia pericolosamente vacillando. La decisione di privare l’OMS di risorse finanziarie significative rischia di compromettere interventi cruciali quali la prevenzione di epidemie e la gestione coordinata delle emergenze sanitarie a livello globale. Questo non rappresenta un mero passo indietro, bensì un taglio netto alle fondamenta stesse della cooperazione sanitaria internazionale, con conseguenze potenzialmente devastanti per i Paesi più poveri e con sistemi sanitari fragili.

Analoghe considerazioni si applicano al ritiro dal Consiglio per i Diritti Umani. L’azione collettiva in materia di tutela dei diritti fondamentali rischia di collassare sotto il peso di un approccio unilaterale e pragmatico, ove ogni potenza agisce primariamente in base a ciò che è percepito come conveniente per i propri interessi specifici, senza una reale e sentita preoccupazione per il bene comune globale.

Le nazioni che già patiscono un sistema di potere internazionale asimmetrico saranno le prime a pagare il prezzo di questa preoccupante regressione. Il risultato finale, qualora tale linea d’azione dovesse consolidarsi come definitiva, appare evidente: un ordine mondiale in cui la cooperazione tra Stati viene sacrificata sull’altare di una competizione esacerbata e priva di una cornice etica condivisa. La globalizzazione, che aveva promesso di connettere i popoli attraverso il commercio, la tecnologia e l’innovazione, si trasforma in un inedito terreno di scontro tra egoismi nazionali contrapposti.

Ecco perché, tornando all’interrogativo iniziale, dobbiamo interrogarci con urgenza: il multilateralismo è realmente giunto al suo epilogo? La crisi che sta attraversando questo sistema non deve essere interpretata come una condanna definitiva e ineluttabile. Essa rappresenta, al contrario, un pressante invito a riflettere sulla rapidità con cui stiamo scivolando verso una condizione internazionale in cui ogni Stato agisce in modo sempre più esclusivo per il proprio tornaconto.

La domanda cruciale non è unicamente se il multilateralismo saprà resistere a queste forze centrifughe, ma se noi, come cittadini consapevoli, come Stati responsabili e come membri attivi della comunità internazionale, saremo in grado di rinnovarlo profondamente e di riappropriarci di ciò che stiamo lentamente ma inesorabilmente perdendo: la capacità di collaborare sinergicamente per un bene comune superiore, di difendere con determinazione i più deboli e di costruire una pace autentica e duratura, fondata sulla solidarietà e sulla giustizia, e non unicamente sull’equilibrio precario della forza. Il futuro è realmente nelle nostre mani, ma un cambiamento di rotta radicale e immediato si configura come una necessità improrogabile. Senza una decisa inversione di tendenza, il rischio di trovarci in un mondo dominato dai dettami di un multipolarismo competitivo e conflittuale, ove la cooperazione diverrebbe un anacronistico ricordo e la guerra di potenza la nuova norma, si fa sempre più concreto e imminente.

Ma chi può farsi carico di questa impellente necessità? Chi può contribuire fattivamente a un reale cambio di rotta? La risposta è chiara: io, noi, ma non rimandando a un futuro indefinito, bensì a partire da adesso, animati dallo sdegno, dalla forza morale e dall’indignazione di chi non è più disposto a tollerare un solo giorno in più di questo sistema iniquo, multipolare e intrinsecamente ingiusto.

 

[Intervento svolto in occasione del dibattito su Pace e multiculturalismo” tenutosi ieri, sabato 12 aprile, a Roma dal Movimento dei focolari e dal Movimento politico per l’unità. Le conclusioni sono state svolte dal Prof. Alberto Lo Presti]

Calcio, la classifica di serie A: Inter a +6 sul Napoli

Roma, 12 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Inter-Cagliari 3-1

31esima giornata Udinese-Milan 0-4; Venezia-Monza 1-0, Inter-Cagliari 3-1, ore 20.45 Juventus-Lecce, Domenica 13 aprile ore 12.30 Atalanta-Bologna, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Classifica: Inter 71, Napoli 65, Atalanta 58, Bologna 57, Juventus 56, Lazio 55, Roma 53, Fiorentina 52, Milan 51, Udinese, Torino 40, Genoa 38, Como 33, Verona 31, Cagliari 30, Parma 27, Lecce 26, Empoli, Venezia 24, Monza 15.

33esima giornata sabato 19 aprile ore 15 Lecce-Como, ore 18 Monza-Napoli, ore 20.45 Roma-Verona; domenica 20 aprile ore 15 Empoli-Venezia, ore 18 Bologna-Inter, ore 20.45 Milan-Atalanta, lunedì 21 aprile ore 12.30 Torino-Udinese, ore 15 Cagliari-Fiorentina, ore 18 Genoa-Lazio, ore 20.45 Parma-Juventus.

Unione camere penali contro dl Sicurezza: 3 giorni astensione a maggio

Roma, 12 apr. (askanews) – Il decreto legge Sicurezza è “inutile introduzione di nuove ipotesi di reato, molteplici sproporzionati e ingiustificati aumenti di pena, introduzione di aggravanti prive di alcun fondamento razionale, sostanziale criminalizzazione della marginalità e del dissenso, introduzione di nuove ostatività per l’applicazione di misure alternative alla detenzione, consequenziale aumento della popolazione carceraria, ulteriore aggravio del fenomeno del sovraffollamento, insufficienza degli interventi per ridurre sia il sovraffollamento carcerario in crescita progressiva sia il tragico fenomeno dei suicidi in carcere che ha raggiunto il numero record nel 2024”. Lo afferma l’Unione Camere penali in una nota dove annuncia la deliberazione dell’astensione dalle udienze e da tutte le attività giudiziarie per i giorni 5, 6 e 7 maggio 2025.

Calcio, la classifica di serie A: il Venezia aggancia l’Empoli

Roma, 12 apr. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Venezia-Monza 1-0

Udinese-Milan 0-4; Venezia-Monza 1-0, ore 18 Inter-Cagliari, ore 20.45 Juventus-Lecce, Domenica 13 aprile ore 12.30 Atalanta-Bologna, ore 15 Fiorentina-Parma, Hellas Verona-Genoa, ore 18 Como-Torino, ore 20,45 Lazio-Roma, lunedì 14 aprile ore 20.45 Napoli-Empoli.

Classifica: Inter 68, Napoli 65, Atalanta 58, Bologna 57, Juventus 56, Lazio 55, Roma 53, Fiorentina 52, Milan 51, Udinese, Torino 40, Genoa 38, Como 33, Verona 31, Cagliari 30, Parma 27, Lecce 26, Empoli, Venezia 24, Monza 15.

33esima giornata sabato 19 aprile ore 15 Lecce-Como, ore 18 Monza-Napoli, ore 20.45 Roma-Verona; domenica 20 aprile ore 15 Empoli-Venezia, ore 18 Bologna-Inter, ore 20.45 Milan-Atalanta, lunedì 21 aprile ore 12.30 Torino-Udinese, ore 15 Cagliari-Fiorentina, ore 18 Genoa-Lazio, ore 20.45 Parma-Juventus.

Padel, Fip Silver Roma: Pappacena-Sussarello in semifinale

Roma, 12 apr. (askanews) – Si riaccende la rivalità tra Italia e Francia nel padel femminile. Domenica al Villa Pamphili Padel Club di Roma, nella giornata conclusiva del Fip Silver Mediolanum Padel Cup, occhi puntati sulla semifinale tra la coppia azzurra Chiara Pappacena-Giulia Sussarello e quella francese formata da Jessica Ginier-Barbier e Lucile Pothier. Un confronto che ha il sapore della rivincita. Era il 26 luglio 2024 quando, agli Europei di Cagliari, l’Italia femminile conquistava la finale battendo proprio le francesi. Protagonista di quel successo fu la romana Chiara Pappacena, in quel caso in coppia con Giorgia Marchetti, vincente contro Ginier-Barbier e Touly. Ora la romana, affiancata da Sussarello, si prepara a un nuovo capitolo della sfida e ci arriva in un gran momento, dopo aver travolto nei quarti (6-0 6-1) Chiara Catini e Valentina Scaringi. Di fronte troverà ancora Ginier-Barbier, questa volta con Pothier, altra conoscenza azzurra: fu battuta agli Europei nel match d’apertura da Stellato-Casali. Anche Sussarello ha motivazioni extra: nel 2024 fu sconfitta dalle francesi Collombon-Godallier.

La semifinale di domenica, oltre a valere l’accesso alla finale pomeridiana, è carica di significati. In palio non solo il titolo, ma un simbolico riscatto per la rivalità tra le due nazioni. Riscatto che riguarda anche il tabellone maschile, dove Di Giovanni e Iacovino – quest’ultimo appena rientrato dal preraduno azzurro – sono stati eliminati nei quarti dai giovanissimi francesi Boronad e Fonteny, rispettivamente 17 e 18 anni. Chiara Pappacena è pronta: “Sarà una partita difficile, loro sono forti e ci conosciamo bene. All’Europeo fu una battaglia. Giocare a Roma mi darà sicuramente una spinta in più”. La coppia con Sussarello è ben collaudata: “Abbiamo ricominciato insieme a Como, dove abbiamo vinto. Con Giulia non siamo solo compagne, ma amiche vere”. Sussarello conferma: “Il feeling fuori dal campo fa la differenza dentro. Chiara è una persona con cui non ci si stanca mai di giocare”. E tra le curiosità, anche la presenza del piccolo Andrea, figlio di Sussarello, mascotte e tifoso speciale anche nella tappa romana.

Dazi, Panetta: fondamentale come impatteranno su dollaro

Roma, 12 apr. (askanews) – “C’è un argomento che sta acquisendo sempre più rilevanza, e cioè quale sarà l’impatto di tutto questo sul ruolo del dollaro”. Lo ha spiegato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta nel dialogo con Fabio Tamburini e gli studenti in una iniziativa a Trento in vista del Festival dell’economia. Il tema era quello dei dazi.

“Come le misure in discussione negli Usa possano infuenzare il dollaro è argomento importantissimo. Ci si interroga – ha aggiunto Panetta – sulle conseguenze di tutto questo sul sistema monetario internazionale. Perché l’economia mondiale, il suo assetto, i rapporti internazionali, le relazioni commerciali, si reggono sul ruolo fondamentale del dollaro nell’economia mondiale e dopo il dollaro vi è l’euro”.

MotoGp, in Qatar affare Marquez: Marc in pole davanti ad Alex

Roma, 12 apr. (askanews) – Marc Marquez conquista la pole position del Gran Premio del Qatar. Per il pilota della Ducati ufficiale si tratta della quarta pole di fila ottenuta con il crono di 1’50″499. Sul circuito di Lusail, l’otto volte iridato si candida come il favorito principale per la sprint serale. Pecco Bagnaia, caduto all’inizio del secondo run alla curva quattro, ha chiuso con l’undicesimo tempo. Dalla seconda casella scatterà Alex Marquez con la Ducati del Team Gresini, di appena un decimo più lento rispetto al fratello. Ottima terza posizione, invece, per Fabio Quartararo (Yamaha, +0″260). Le Ducati Pertamina di Franco Morbidelli (+0″311) e di Fabio Di Giannantonio (+0″430) chiudono rispettivamente al quarto e quinto posto, sesto Maverick Vinales (Ktm Tech3). Nell’ordine, la terza fila è composta da Johann Zarco, Fermin Aldeguer e Alex Rins. Decimo Ai Ogura, mentre dodicesimo si piazza Pedro Acosta a completare la quarta fila con Bagnaia.

Trump concede esenzioni dai nuovi dazi (anche per la Cina) su smartphone, pc, tv, chip, device e componenti

Roma, 12 apr. (askanews) – Smartphone, Computer e microprocessori saranno esentati dai nuovi dazi reciproci imposti dall’amministrazione Trump, sospesi per molti Paesi ma rimasti in vigore e anzi rilanciati sulla Cina. Secondo quanto riporta Cnbc, è quanto previsto da una comunicazione delle Dogane Usa (U.S. Customs and Border Protection), che reca i codici delle categorie di merci esentate dai provvedimenti.

Secondo l’emittente Usa queste esenzioni allentano le pressioni su diversi giganti tecnologici americani, come Apple, che producono in Cina e che avrebbero subito l’effetto dei dazi sulle vendite negli Usa. Secondo la comunicazione delle Dogane, l’esenzione riguarda altre tipologie di dispositivi e componenti elettroniche, tra cui pannelli fotovoltaici, TV a schermo piatto, memorie flash e schede di memoria, così come hard disk esterni. L’esenzione in particolare riguarda i dazi che a seguito di una serie di rappresaglie e rilanci hanno raggiunto il 145% sulle importazioni provenienti dalla Cina.

Dazi, Trump concede esenzioni su smartphone, computer e chip

Roma, 12 apr. (askanews) – Smartphone, Computer e microprocessori saranno esentati dai nuovi dazi reciproci imposti dall’amministrazione Trump, sospesi per molti Paesi ma rimasti in vigore e anzi rilanciati sulla Cina. Secondo quanto riporta Cnbc, è quanto previsto da una comunicazione delle Dogane Usa (U.S. Customs and Border Protection), che reca i codici delle categorie di merci esentate dai provvedimenti.

Secondo l’emittente Usa queste esenzioni allentano le pressioni su diversi giganti tecnologici americani, come Apple, che producono in Cina e che avrebbero subito l’effetto dei dazi sulle vendite negli Usa. (fonte immagine: U.S. Customs and Border Protection).

Il Papa è uscito dal Vaticano: visita a Santa Maria Maggiore per pregare

Roma, 12 apr. (askanews) – Nel primo pomeriggio di oggi Papa Francesco ha raggiunto la Basilica di Santa Maria Maggiore e, alla vigilia della Domenica delle Palme e della Settimana Santa, si è fermato a pregare davanti all’icona della Vergine, Salus Populi Romani. Lo fa sapere la Sala Stampa Vaticana.  La visita a Santa Maria Maggiore non è certo una novità per Papa Francesco, anche se era inaspettata in questo momento di convalescenza.

L`omaggio all`icona di Maria Salus Populi Romani, ricordano infatti i media vaticani, è una consuetudine per il Papa: oltre cento quelle avvenute sin dal 14 marzo 2013, all’indomani dell’elezione, e mantenute prima e dopo ogni viaggio apostolico (l’ultima, in questo senso, il 14 dicembre 2024 per il 47mo viaggio apostolico ad Ajaccio, in Corsica). Anche al termine del ricovero al Policlinico Gemelli, tre settimane fa, il Pontefice si era fermato nel piazzale antistante la Basilica di Santa Maria Maggiore prima di rientrare a Casa Santa Marta.

Morto Graziano Mesina e la Garante dei detenuti della Sardegna accusa: "Una vendetta di Stato"

La Garante dei detenuti della Sardegna sul decesso dell’ex bandito Roma, 12 apr. (askanews) – “Verso Mesina vendetta di Stato. Hanno aperto le porte del carcere per mandarlo a morire nel reparto detentivo ospedaliero. Da oltre un anno le sue legali presentavano istanze rispetto alla sua grave condizione sanitaria. Ma non c’è stata pietà né senso di umanità”. Lo scrive su Facebook Irene Testa, Garante dei detenuti della Regione Sardegna, in merito alla morte a 83 anni di Graziano Mesina, l’ex super ricercato del banditismo sardo, che era stato scarcerato ieri dopo che il Tribunale di sorveglianza di Milano aveva accolto l’istanza di differimento pena per motivi di salute presentata dai suoi avvocati.

Mesina, nato a Orgosolo il 4 aprile 1942, si trovava nel reparto di medicina penitenziaria dell’ospedale San Paolo di Milano, dove era stato trasferito dal carcere di Opera nel quale era detenuto da due anni.

Per Testa nei confronti di Mesina “non c’è stato il rispetto del diritto che consente anche a chi ha sbagliato di poter coltivare affetti e di poter scontare la detenzione nel luogo di residenza. Lo Stato ha applicato con lui la vendetta. Come anche Grazianeddu fece da ragazzino cresciuto in una cultura difficile. Appunto. Ma è grave che la vendetta sia stata praticata dallo Stato in un paese dove lo stato di Diritto deve essere il faro della giustizia”, conclude la Garante dei detenuti della Sardegna.

"Racchette di guerra", in libreria storie di tennisti sul campo di battaglia

Roma, 12 apr. (askanews) – Arriva in libreria “Racchette di guerra” L’incredibile storia dei tennisti che dalle battaglie sui campi sono passati a quelle con le armi”,ultimo libro di Piero Valesio pubblicato da “Absolutely Free libri” che racconta la storia, finora mai approfondita, di quelle campionesse e di quei campioni del tennis che la vita ha poi trascinato in guerra, costringendoli ad applicare in contesti profondamente diversi i criteri di vita che avevano imparato sui campi di gara di mezzo mondo.

Dopo il crollo del Muro di Berlino si parlava di Fine della Storia. Di un futuro in cui le guerre sarebbero scomparse, in cui i soli conflitti possibili sarebbero stati quelli in scena sui campi dello sport e del tennis in particolare. Non è stato così, purtroppo. E in questi anni l’umanità è tornata a vivere fianco a fianco con la guerra. Alex Dolgopolov e Sergej Stakhovsky, tennisti ucraini che per anni hanno sfidato Federer, Nadal e Djokovic, ora arruolati nell’esercito, sono diventi così il simbolo di quegli interpreti dei “gesti bianchi” che poi si sono trovati a vivere in un mondo dove il confronto non si attua più con le racchette ma con i fucili.

Dolgopolov e Stakhovsky non sono le sole “Racchette di guerra”. Da Tony Wilding, plurivincitore a Wimbledon, motociclista appassionato e personaggio dell’alta società europea morto nel ’17 sul crinale di Aubers, in Francia, a Don Budge, il primo a centrare il Grande Slam (la conquista nello stesso anno dei quattro tornei più prestigiosi: Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e Us Open) che si infortunò gravemente addestrando un gruppo di piloti dell’Air Corps ad arrampicarsi su una corda. Da Johnnie Ashe, che andò in Vietnam al posto del celebre fratello Arthur ad Alice Marble che non potendo arruolarsi nell’esercito americano divenne spia e si rese protagonista di una delle operazioni più romanzesche del secondo conflitto mondiale.

Vicende umane avvincenti che diventano simbolo di come, nel giro di un attimo, si può passare dall’armonia di un gioco all’orripilante disordine di tutti i conflitti. Oggi come allora, altro che fine della storia. Ha detto Jimmy Connors: “La gente non capisce che là fuori è una dannata guerra”. Sarà per questo che le storie dei tennisti coinvolti in attività belliche provocano, oggi più che mai, più di un brivido.

Piantedosi: le fascette ai migranti trasferiti in Albania? Piena regolarità e conformità

Roma, 12 apr. (askanews) – “I migranti portati in Albania con le mani legate da fascette? E’ una normalissima pratica, fa parte delle procedure operative che adottano in loro piena autonomia gli operatori: non è un prendere le distanze, io rivendico e condivido. In piena regolarità e conformità con quanto previsto per le persone private della libertà personale, sono stati muniti di questa fascette”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nella conferenza stampa conclusiva del vertice MED5 che si è svolto a Napoli.

“E’ stata fatta una valutazione anche in relazione agli elementi di pericolosità presunta di questi soggetti”, ha aggiunto, e “tra i motivi per cui si predispongono queste misure c’è proteggere la sicurezza degli operatori di polizia, che per quanto mi riguarda rimane sempre al primo posto”.

“Si tratta di persone – ha precisato – trasferite in una condizione di limitazione della libertà personale anche per effetto di un provvedimento assunto dall’autorità giudiziaria e il non limitarne la possibilità di qualsivoglia libertà di movimento avrebbe significato esporre il personale che è in accompagnamento alla possibilità di dover poi surrogare con l’azione diretta a quelle che potevano essere azioni che queste persone mettevano in campo”.

“Avremmo dovuto quadruplicare il numero delle persone in accompagnamento, impiegando almeno un’altra nave, fare un trasferimento molto costoso e ci avreste accusato di spendere molti soldi”.

“E’ stata fatta una valutazione anche in relazione agli elementi di pericolosità presunta dei soggetti: sulle 40 persone trasportate ci sono ben 5 casi di condanne per violenze sessuali, un caso di tentato omicidio, precedenti per armi, reati contro il patrimonio, furti, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali. C’è insomma un ampio campionario di precedenti che ne lasciano individuare la caratterizzazione di persone giudicate come pericolose e in quanto tali oggetto di trattenimento, come prevede la nostra legge”, ha concluso Piantedosi.

Giorgetti: su spese Difesa rispettare impegni ma con razionalità

Roma, 12 apr. (askanews) – Su come aumentare le spese in difesa in Europa “le proposte sono tante. C’è anche la proposta italiana. Sono aspetti di carattere tecnico, ma prima naturalmente bisogna prendere una decisione politica. E soprattutto, a mio giudizio, bisogna anche aspettare gli esiti del vertice in Nato di giugno, perché ricordo che è importante rafforzare la difesa europea ma sempre nell’ambito dell’alleanza atlantica”. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti a margine dell’Ecofin informale a Varsavia.

“Poi è evidente che ci sono sensibilità diverse e problemi diversi, situazioni diverse: c’è chi ha un grande spazio fiscale come la Germania, c’è chi questo spazio non ce l’ha – ha proseguito – come l’Italia. E quindi credo che l’Europa debba considerare queste diverse situazioni e sensibilità”.

“La proposta italiana è quella di mobilizzare in modo importante gli investimenti privati nella difesa, perché è importante la domanda e la spesa, ma soprattutto è importante anche l’offerta per quanto riguarda l’industria militare, italiane ed europea”, ha proseguito il ministro.

Sugli strumenti “c’è in discussione tutta una serie di flessibilità e anche sulle date, che sono in discussione. Qui noi abbiamo l’impegno di rispettare quella che è la disciplina di Bilancio, che tanto ci premia direi (il riferimento è al rialzo del rating deciso ieri da S&P sull’Italia-ndr) e allo stesso tempo di rispettare quelli che sono gli impegni internazionali. Ma con sangue freddo e razionalità – ha avvertito Giorgetti – senza la frenesia che spesso conduce a delle scelte sbagliate”.

Sui tempi per chiedere l’eventuale clausola nazionale di sospensione del patto di stabilità e di crescita “credo che la Commissione debba valutare, appunto, il fatto che a giugno c’è un vertice Nato in cui si definiranno gli impegni. Forse sarebbe anche il caso di valutare una certa flessibilità su questo”.

Poco dopo, nella conferenza stampa al termine dell’Ecofin, il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, pur ribadendo il parere della commissione sulla necessità di aumentare in tempi rapidi le spese in difesa, ha precisato che non vi è un termine per richiedere l’eventuale attivazione della clausola nazionale di sospensione del Patto di stabilità e di crescita.

Peraltro Giorgetti ha puntualizzato che il suo obiettivo, da ministro, è raggiungere il 2% di spese sulla difesa rispetto al Pil senza far ricorso a questa clausola. Ad ogni modo in Europa in questa fase “serve un po’ di tempo per coordinarsi – ha concluso Giorgetti – perché mi sembra che le posizioni siano abbastanza diversificate”.

Imprese, Fioretti (MFLaw): aziende siciliane pronte

Roma, 12 apr. – “Noi abbiamo voluto investire su Palermo. Con l’idea di dare un va aiuto alle aziende e al territorio perch siamo convinti che le aziende siciliane sono assolutamente pronte per sfidare la

concorrenza sia a livello nazionale sia internazionale”.

Cos l’Avv. Andrea Fioretti, managing partner di MFLaw Societ tra avvocati per azioni, in occasione presso la Sala “Terrasi” della Camera di Commercio Palermo Enna, dell’incontro promosso da

MFLaw per l’ampliamento della propria sede nel capoluogo siciliano. L’evento ha rappresentato un importante momento di confronto tra esperti, istituzioni e rappresentanti del mondo

imprenditoriale, volto a individuare strategie e strumenti per rafforzare il tessuto economico della Sicilia.

Imprese, Celani (MFLaw): pubbliche strumento sviluppo economia

Roma, 12 apr. – Per Carlo Celani, responsabile dell’area pubblicistica di MFLaw, “Le imprese pubbliche possono essere veramente uno strumento fondamentale per lo sviluppo dell’economia. Sono tante con diverse dimensioni ma possono veramente servire al sistema anche

delle imprese private, perch poi si generano meccanismi sia finanziari che di operativit. Nella regione siciliana sono molte le imprese ma ancora con un certo divario tra pubbliche del centronord e del centrosud. Un divario che va colmato”.

Celani intervenuto in occasione l’incontro promosso da MFLaw – Societ tra Avvocati per Azioni, in occasione dell’ampliamento

della sede di MFLaw nel capoluogo siciliano. L’evento, presso la Camera di Commercio di Palermo Enna, ha rappresentato un

importante momento di confronto tra esperti, istituzioni e rappresentanti del mondo imprenditoriale, volto a individuare strategie e strumenti per rafforzare il tessuto economico della

Sicilia.

La Russia boccia l’idea dell’inviato Usa Kellogg di dividere l’Ucraina in zone di controllo

Roma, 12 apr. (askanews) – L’idea dell’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti per l’Ucraina, Keith Kellogg, di dividere il Paese in zone di controllo, simili alla Berlino del dopoguerra, ha provocato una reazione a Mosca, anche se in un messaggio su X, l’inviato statunitense ha affermato che il Times ha distorto le sue parole.

L’idea non è accettabile per la Russia e potrebbe portare a un’ulteriore escalation, ha dichiarato Rodion Miroshnik, ambasciatore del Ministero degli Esteri russo, durante una trasmissione in diretta sul canale di propaganda Soloviev Live. Secondo lui, “loro (gli ucraini) hanno raccolto, analizzato l’esperienza (del conflitto), preparato e rimotivato decine di migliaia di combattenti (addestrati in) Gran Bretagna”.

Donald Trump ha invitato ieri Mosca a “darsi una mossa” per trovare una via d’uscita dal conflitto in Ucraina. L’ambizione del presidente americano è quella di mettere fine alle ostilità scatenate dal Cremlino e, a tal fine, a febbraio ha rotto l’isolamento diplomatico che l’Occidente stava imponendo alla sua controparte russa. La sua amministrazione sta organizzando colloqui distinti con alti funzionari russi e ucraini, ma finora non hanno portato a una fine completa delle ostilità. I negoziati diplomatici proseguono, senza alcuna concessione decisiva da parte del governo di Mosca. Kiev e alcune capitali occidentali sospettano che la Russia, il cui esercito è più grande e meglio equipaggiato sul fronte, stia deliberatamente trascinando i negoziati.

Francia e Gran Bretagna stanno cercando di formare una “coalizione di volenterosi” che invierebbe truppe in Ucraina se i combattimenti cessassero, per dissuadere la Russia da un ulteriore attacco in futuro. Un dispiegamento di cui Mosca non vuole sentir parlare.

Giubileo, Mons. Spreafico: lavorare insieme per bene territorio

Roma, 12 apr. – “Fare squadra, sinergia, dovrebbe essere il nostro modo di

vivere, siamo in un mondo in cui spesso si afferma se stessi, la sinergia sempre tanto difficile invece. Basta vedere cosa sta succedendo nel mondo in questo momento. Per credo che questo

inizio di incontri sia molto importante perch ci aiuta a capire che se noi lavoriamo insieme e pensiamo insieme al benessere di

un territorio riusciamo a fare qualcosa di bene altrimenti andando ognuno per conto suo affermando solo la propria identit

magari contro gli altri o a dispetto degli altri purtroppo il territorio non cresce e i suoi abitanti nel subiscono le conseguenze negative. Importante poi che il senso del Giubileo rifluisca in senso sociale”.

Lo ha evidenziato Mons. Ambrogio Spreafico, Vescovo di Frosinone, Veroli, Ferentino, Anagni, Alatri, intervenendo alla Camera di

Commercio di Frosinone alla conferenza “Giubileo 2025: Un’opportunit di collaborazione tra istituzioni, imprese e organizzazioni sociali” promossa dalla Camera di Commercio di

Frosinone Latina.

Giubileo, D’Amico (CCIA Frosinone Latina): grande opportunit

Roma, 12 apr. – “E’ stato un primo incontro sul Giubileo e su tutte le opportunit che il Giubileo rappresenta per il territorio. La presenza del Cardinale Ouellet ha dato lustro a questa giornata insieme agli altri illustri ospiti per comprendere a fondo le ragioni del Giubileo in primis in chiave spirituale ed anche come ricaduta economica sul territorio”.

Cos Guido D’Amico, Delegato della Camera di Commercio di Frosinone Latina al progetto “Verso il Giubileo, ha commentato la conferenza “Giubileo 2025: Un’opportunit di collaborazione tra

istituzioni, imprese e organizzazioni sociali” promossa dalla Camera di Commercio di Frosinone Latina.

Convegno ABI Credito e Finanza: nasce la startup ESG Impact

Roma, 12 apr. – Si chiama ESG Impact e ha come obiettivo quello di misurare e rendicontare automaticamente la sostenibilit aziendale. Una startup innovativa, che attraverso uno strumento tecnologico certificato secondo lo standard ISO 25012 con Bureau Veritas, semplifica la reportistica ESG, garantendo una documentazione che rispetti le normative nazionali, europee e internazionali attualmente in vigore e l’interoperabilit dei principali standard di riferimento (GRI, SASB,ESRS,ISO,ecc). A parlarne il 2 aprile a Milano, in occasione della terza edizione di Credito e Finanza, il CEO Gianni Muraca, che ha sottolineato come la piattaforma sia ‘rivolta a tutte le imprese che vogliono essere sempre pi sostenibili e trasparenti verso gli stakeholder’.

Dazi Usa e ipotesi insider trading, i senatori democratici scrivono alla Sec: indagare Trump

Roma, 12 apr. (askanews) – L’indiscrezione del Washington Post è stata confermata. Diversi senatori democratici americani di alto livello hanno scritto una lettera in cui chiedono alla Securities and Exchange Commission (Sec) di indagare se Donald Trump abbia violato le leggi sui titoli e sia macchiato di insider trading e manipolazione del mercato mentre cambiava rotta sui dazi globali.

“Esortiamo la Sec a indagare se gli annunci sui dazi, che hanno causato il crollo dei mercati e la successiva parziale ripresa, abbiano arricchito gli addetti ai lavori e gli amici dell’amministrazione a spese dell’opinione pubblica americana e se gli addetti ai lavori, compresa la famiglia del presidente, fossero a conoscenza della sospensione ai dazi di cui hanno abusato per effettuare operazioni azionarie prima dell’annuncio del presidente”, si legge nella lettera, iniziativa che vede in prima linea la senatrice del Massachusetts ed ex candidata alla presidenza Elizabeth Warren.

Mercoledì, Trump ha scritto sui social media: “QUESTO È UN OTTIMO MOMENTO PER COMPRARE!!!”. Il post è stato scritto in un momento di forte volatilità dei mercati e di ribasso degli indici statunitensi. Qualche ora dopo il suo intervento, il presidente degli Stati Uniti ha annunciato improvvisamente una pausa di 90 giorni su molti dazi. L’iniziativa ha fatto risalire l’S&P 500 statunitense di diversi punti percentuali in pochi minuti. Mercoledì ha segnato il miglior giorno per l’S&P 500 dalla ripresa dalla crisi finanziaria del 2008. La lettera è stata firmata anche dal leader della minoranza del Senato Chuck Schumer, dal membro della commissione finanziaria Ron Wyden, dai senatori dell’Arizona Mark Kelly e Ruben Gallego e dal californiano Adam Schiff.

I senatori hanno accusato Trump di aver annunciato “una serie di tariffe irregolari e sconsiderate, che hanno portato a significative turbolenze di mercato”, aggiungendo: “Come risultato diretto di questo caos, i mercati finanziari statunitensi hanno subito cali drammatici nel corso di pochi giorni”.

La lettera ha aggiunto: “Non è chiaro quali funzionari e affiliati del presidente Trump fossero a conoscenza in anticipo dei suoi piani per rinviare i dazi… ma gli addetti ai lavori potrebbero aver saputo che avrebbe annunciato una pausa nelle tariffe e che il mercato sarebbe migliorato”.

I senatori hanno anche messo in discussione le azioni dell’amministrazione Trump volte a indebolire la Sec, chiedendo quali effetti abbiano avuto le recenti azioni e i tagli al personale federale sulla capacità dell’agenzia di “indagare e perseguire azioni di enforcement”, nonché di “monitorare e rispondere a eventi di mercato su larga scala”.

Dazi, Tajani: lavoreremo con la Cina, ma gli Usa sono il principale interlocutore

Nuova Delhi, 12 apr. (askanews) – “Con la Cina continueremo a lavorare per avere buone relazioni commerciali, ma il nostro principale interlocutore sono gli Stati Uniti”. Lo ha detto oggi il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Nuova Delhi, rispondendo a una domanda sulle prospettive di più strette relazioni commerciali di Pechino con l’Unione europea in risposta ai dazi americani.

Gli Stati Uniti sono il “nostro principale alleato nel mondo”, “quindi dobbiamo fare in modo che non ci sia assolutamente una guerra commerciale tra Europa e Stati Uniti”, ha spiegato Tajani. In questa direzione, ha ricordato il ministro degli Esteri, va anche la missione del presidente del Consiglio Giorgia Meloni a Washington.

“Io credo che le guerre tariffarie non servano a nessuno, noi vogliamo dialogare con tutti, siamo qui in India per rinforzare la collaborazione con un paese che è fondamentale, il paese più popoloso al mondo”, ha insistito Tajani, aggiungendo che “la Via del Cotone rappresenta un’altra straordinaria opportunità sulla quale l’Italia sta lavorando tantissimo”.

Giorgetti: i dazi fanno tutti male all’economia, non solo quelli di Trump ma anche il dumping della Cina

Roma, 12 apr. (askanews) – Tutti i dazi commerciali fanno male all’economia dell’Italia, non solo quelli decisi dal presidente Usa Donald Trump, ma anche quelli che di fatto utilizza la Cina con il dumping. Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti a margine dell’Ecofin informale a Varsavia.

“I dazi impliciti ed espliciti che ci sono in giro nel mondo, non solo quelli di Trump, ma anche le politiche di dumping attuate dalla Cina, fanno molto male all’economia italiana”, ha affermato davanti alle telecamere.

Dazi, Trump: da escalation commerciale con la Cina uscirà "qualcosa positivo"

Roma, 12 apr. (askanews) – L’escalation commerciale degli Stati Uniti con la Cina porterà “qualcosa di positivo”. Ne è sicuro il presidente americano, Donald Trump. “Penso che ne uscirà qualcosa di positivo”, ha dichiarato Trump ai giornalisti, aggiungendo di essere sempre stato in buoni rapporti con il leader cinese Xi Jinping.

“Siamo in una posizione molto buona”, ha detto Trump, aggiungendo che per quanto riguarda i negoziati sui dazi, la sua amministrazione sta dialogando con “molti Paesi”. I dazi sulla Cina rimarranno al 145 per cento, aveva riferito in precedenza la Casa Bianca. L’ambasciata cinese a Washington ha dichiarato che Pechino negozierà solo su basi paritarie e nel rispetto reciproco, chiedendo la fine delle minacce e delle pressioni economiche e sottolineando che non ci possono essere vincitori nelle guerre commerciali. La Casa Bianca ha ribadito che le azioni di Washington non possono essere giudicate in questi termini.

Il 2 aprile Trump ha firmato un ordine esecutivo che introduce dazi “reciproci” sulle importazioni da altri Paesi, con una base del 10 per cento e in diversi Paesi più alta, a seconda del deficit commerciale con gli Stati Uniti. Il 9 aprile, il presidente ha annunciato che avrebbe imposto una pausa di 90 giorni agli oltre 75 Paesi che hanno chiesto di negoziare i dazi, senza imporre tariffe di ritorsione.

Il governatore della Banca d’Italia: il settore delle criptovalute è far west, bitcoin pura scommessa

Roma, 12 apr. (askanews) – Il settore delle criptovalute “é un po’ un far west, ancora non offre garanzie per i consumatori” e il bitcoin “è una pura scommessa, uno strumento speculativo, non è una moneta, non è un sistema di pagamento”. Lo ha affermato il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, intervenendo ad un evento a Trento in vista del Festival dell’economia. “Stiamo costruendo l’euro digitale. Oggi è carta che abbiamo nel portafoglio. Domani sarà una scrittura crittografica che porteremo nel telefono”,  ha detto Panetta, sottolineando: “Dobbiamo convincere che si tratta di un progetto che non spiazzerà nessuno – ha aggiunto – e che affiancherà il contante”.

25 aprile, Salvini: è la festa di tutti, non solo dei comunisti

Roma, 12 apr. (askanews) – Matteo Salvini si augura che il 25 aprile sia “una bella giornata di sole”, una giornata “festosa in cui si ricorda un momento di liberazione di cui tutti sono stati protagonisti. Non solo i comunisti”. Il vice-premier lo ha detto a margine della ‘Scuola di formazione politica della Lega’. “Mi stupiscono – aggiunto – le parole. Io odio che arrivano una certa sinistra: quando uno dei portavoce del politicamente corretto come il signor Saviano dice che Musk finirà nel sangue, che la parabola di Trump finirà violentemente, che c’è la tirannide e c’è bisogno di una nuova resistenza… Io penso che parli a sproposito e usi parole che che non fanno bene”.