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L.elettorale, La Russa: evitare riforme che portano ad ammucchiate

Roma, 16 dic. (askanews) – Nel mettere mano alla riforma della legge elettorale – “è possibile farlo e non sarebbe nè la prima nè l’ultima volta che si cambia” – bisogna “evitare riforme che favoriscano pareggi” che porterebbero “ad ammucchiate o governi tecnici che a noi non piacciono”. Lo ha detto il presidente del Senato Ignazio La Russa intervistato a Ping Pong su Rai Radio 1.

L’importante, ha aggiunto, “è trovare forme che consentano agli italiani di decidere”.

Nel Sud due imprese su tre prevedono una crescita del fatturato del 2025

Roma, 16 dic. (askanews) – Sono più ottimiste sull’andamento del proprio giro di affari, più propense ad aprirsi ai nuovi mercati internazionali, più interessate alla transizione ecologica. È questo l’identikit delle medie imprese del Sud, messe sotto la lente di ingrandimento nel rapporto “Scenario competitivo, Esg e innovazione strategica nelle medie imprese del Mezzogiorno” dall’Area Studi di Mediobanca, dal Centro Studi Tagliacarne e Unioncamere presentato a Matera.

Si tratta di un comparto che, in ventotto anni, è pressoché raddoppiato arrivando a contare 408 società produttive di capitali a controllo familiare italiano, ciascuna con una forza lavoro compresa tra 50 e 499 unità e un volume di vendite tra i 19 e i 415 milioni di euro, e che ha generato l’11,8% del valore aggiunto manifatturiero prodotto nell’area.

Nel 2024 il fatturato delle medie imprese del Mezzogiorno è cresciuto dell’1,8% (contro un calo dell’1,7% delle altre aree del Paese), dopo un aumento complessivo del 78,1% registrato nel precedente decennio (vs il 52,8% degli altri territori). Nel 2025, il 65,4% di queste realtà del Sud prevede di chiudere con un aumento del fatturato (contro il 55,4% di quelle del Centro-Nord). Tuttavia, le sfide non mancano: per il 23,2% delle Mid-Cap meridionali, ad esempio, il mismatch di competenze rischia di frenarne la crescita, mentre il 41,3% ritiene che la burocrazia potrebbe ostacolare il percorso verso la sostenibilità. In aggiunta, tra le principali preoccupazioni figurano la concorrenza di prezzo e il caro-energia, indicati da circa due terzi del campione. Guardando al futuro, nei prossimi due anni, per rispondere alle criticità del contesto – a partire dai dazi – il 79,6% delle Mid-Cap meridionali dichiara di voler espandere la propria presenza in nuovi mercati (contro il 68,3% riferito alle altre aree). Inoltre, per supportare la propria transizione ecologica, tre imprese del Mezzogiorno su quattro puntano a ridurre le fonti fossili e ad adottare energie rinnovabili (contro il 66,6% del resto d’Italia).

“Le medie imprese del Mezzogiorno si confermano un importante volano di crescita del Sud e stanno dimostrando di poter correre anche più velocemente di quelle del Centro-Nord”. Lo ha detto il presidente di Unioncamere, Andrea Prete, che ha aggiunto “per questo vanno sostenute rimuovendo gli ostacoli che ne frenano lo sviluppo, a partire dagli incentivi per l’export e i servizi per l’internazionalizzazione dove le Camere di commercio possono dare il loro concreto supporto. Soprattutto dopo le difficoltà create dai dazi Usa”.

“La crescita delle medie imprese del Mezzogiorno e la loro intenzione di reiterarla nel prossimo futuro segnalano la felice intersezione tra due attributi: quello geografico e quello relativo a uno specifico modello capitalistico. Si tratta di una tendenza che merita di essere sostenuta sia dal decisore pubblico sia dagli attori del mercato finanziario, penso in particolare a quei fondi di private equity che si fanno portatori di una vera proposta imprenditoriale e non semplicemente di misure di puro efficientamento” sostiene il direttore dell’Area Studi Mediobanca, Gabriele Barbaresco.

“Le medie imprese lucane e quelle del Mezzogiorno sono le vere campionesse del capitalismo familiare e si mostrano pronte alle sfide globali: dalle transizioni in atto all’espansione su nuovi mercati. Sta a tutti noi sostenere questi sforzi di innovazione e internazionalizzazione, rimuovendo gli ostacoli e snellendo al massimo la burocrazia” ha sottolineato il presidente della Camera di commercio della Basilicata, Michele Somma.

I Pooh nel 2026 festeggiano 60 anni di carriera con nuovi live

Milano, 16 dic. (askanews) – Continuano le sorprese per celebrare i 60 anni dei Pooh. Il 14 e il 16 maggio l’Arena di Verona, tempio della musica e luogo fondamentale del loro percorso artistico, ospiterà “POOH 60 – La Nostra Storia in Arena”, due appuntamenti speciali pensati per festeggiare questo traguardo straordinario della band che ha fatto la storia della musica italiana!

Due serate imperdibili, due spettacoli inediti per la band che più volte nel corso della sua lunga storia è stata protagonista di concerti in Arena ma che questa volta sarà accompagnata eccezionalmente da un’orchestra di 40 elementi. Per l’occasione, infatti, i Pooh saranno affiancati dall’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana, diretta dal Maestro Diego Basso, regalando nuove emozioni a tutto il pubblico. Un evento pensato per celebrare, ricordare e condividere un viaggio musicale lungo sessant’anni, in uno dei palchi più iconici del mondo.

I biglietti per “POOH 60 – La Nostra Storia in Arena” disponibili su Ticketone e punti vendita abituali.

Da settembre poi Roby Facchinetti, Dodi Battaglia, Red Canzian e Riccardo Fogli torneranno live nei palasport con “POOH 60 – La nostra storia – Palasport” 14 appuntamenti speciali in 6 città italiane + una doppia data 0 a Bergamo per ripercorrere 60 anni di musica e di amicizia, 60 anni di canzoni che hanno attraversato il tempo, unendo diverse generazioni e diventando la colonna sonora della vita di milioni di persone.

La storia e la carriera dei Pooh sarà focus dei live da ogni punto di vista: per “POOH60 – La nostra storia – Palasport”, le grafiche, le scenografie, e le immagini saranno pensate per ripercorrere i 60 anni di storia della band, proprio come era stato fatto nel 1991 per l’omonimo tour iconico con cui i Pooh avevano festeggiato i loro 25 anni di carriera.

In un anno così importante di celebrazioni non mancheranno le sorprese anche dal punto di vista discografico, con uscite antologiche e tante sorprese nel corso dell’anno per ripercorrere la storia dei POOH attraverso le loro straordinarie canzoni.

Queste le date di “POOH 60 – La nostra storia – Palasport”: 25 e 26 settembre: Bergamo – ChorusLife Arena (data zero) 2 e 3 ottobre: Firenze – Nelson Mandela Forum 10 e 11 ottobre: Torino – Inalpi Arena 15 e 16 ottobre: Roma – Palazzo Dello Sport 18 e 19 ottobre: Milano – Unipol Forum 27 e 28 ottobre: Eboli (SA) – Palasele 30 e 31 ottobre: Bari – Palaflorio

Salute, Cittadinanzattiva: l’emergenza è l’accesso alle cure, non la qualità

Milano, 16 dic. (askanews) – In Italia la principale emergenza sanitaria non riguarda la qualità delle cure, ma la possibilità stessa di accedervi. Sebbene si comincino ad intravedere alcuni effetti delle riforme in corso – da quella sul contenimento dei tempi di attesa, a quella prevista per l’assistenza territoriale, all’aggiornamento dei Lea, all’ampliamento degli screening e del calendario vaccinale – le liste d’attesa, la carenza di personale e la disomogeneità territoriale nell’erogazione dei servizi sanitari mettono ancora a rischio l’effettività del diritto alla salute.

È quanto emerge dai Rapporti presentati oggi da Cittadinanzattiva (Rapporto Civico sulla salute, Rapporto sulle politiche della cronicità), nel corso dell’evento ‘L’incomprimibile diritto alla salute. Riforme in corso, bisogni in attesa’, svoltosi presso il Ministero della Salute.

‘Il nostro Servizio sanitario nazionale resta l’antidoto più efficace per superare le disuguaglianze e garantire la salute a tutti e a tutte. Vogliamo mettere la sanità e la costruzione della salute pubblica al centro di un dibattito di cui i cittadini siano i protagonisti, con i loro diritti e con le loro responsabilità; vogliamo contrapporre alla rassegnazione o al rischio di una profezia che si autoavvera – quella che la malattia del Servizio sanitario nazionale sia talmente grave che lasciarlo morire non fa la differenza – il potere di autonoma iniziativa che l’articolo 118 della Costituzione ci riconosce, e favorire una stagione di confronto con e fra i cittadini, a partire dalla quale proporre un’Agenda civica sulla salute e sul Servizio sanitario nazionale. Su questo chiediamo a istituzioni e professionisti, anche attraverso un Manifesto-appello che presentiamo oggi, di ritornare a dibattito unitario in cui privilegiare la partecipazione, le interconnessioni e la sinergia per ridare nuovo ossigeno ad un concetto di salute basata sulle persone, siano essi professionisti che cittadini’, dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva.

In particolare, partendo dall’analisi delle 16.854 segnalazioni dei cittadini ai servizi di informazione e tutela di Cittadinanzattiva e contenute nel Rapporto civico 2025, emerge che quasi la metà (47,8%) delle stesse riguarda difficoltà di accesso alle prestazioni: le liste di attesa per esami diagnostici, prime visite specialistiche, interventi chirurgici superano spesso di mesi i tempi previsti, e rappresentano oggi la criticità più grave e trasversale del Servizio Sanitario Nazionale. Nel 2024, sulla base dei tempi di attesa segnalati dai cittadini, si arrivano ad aspettare fino a 360 giorni per una TAC torace; fino a 540 giorni per una risonanza magnetica all’encefalo e per una visita oculistica; fino a 720 giorni per una colonscopia e anche oltre i 400/500 giorni per le prime visite specialistiche.

Per verificare l’effettiva attuazione della legge 107/2024 sulle liste d’attesa, Cittadinanzattiva ha inoltre presentato un’istanza di accesso civico generalizzato a tutte le Regioni per valutare l’organizzazione delle agende di prenotazione e dei cosiddetti percorsi di tutela. Solo 8 Regioni hanno fornito dati completi e trasparenti,5 non hanno risposto affatto, le restanti hanno inviato informazioni parziali o formali, senza elementi utili al monitoraggio reale. Questa difformità conferma che le possibilità di ottenere una visita o un esame entro i tempi previsti dipendono ancora dalla Regione di residenza.

Inoltre dalle risposte all’istanza di accesso civico emergono alcune criticità importanti: alcune Regioni (in particolare Basilicata, Sardegna, Abruzzo) giustificano l’assenza di dati con la transizione alla nuova Piattaforma Nazionale Agenas non ancora a regime; molte amministrazioni non monitorano indicatori chiave come le prenotazioni nei giorni festivi/prefestivi o la percentuale di prime disponibilità accettate, rendendo impossibile misurare la reale accessibilità ed estensione del servizio; emerge una disparità nei Percorsi di Tutela per le liste di attesa, in particolare tra chi garantisce una ‘presa in carico’ attiva (ASL che ricontatta il cittadino, es. Emilia-Romagna, Marche, Lombardia) e chi lascia il cittadino solo a gestire la burocrazia tramite moduli e URP (es. Campania, Sardegna), o addirittura non fornisce alcuna informazione sui percorsi di tutela (Friuli Venezia Giulia). In generale emerge un divario nord sud, perché i migliori percorsi e una maggiore trasparenza sui dati sono concentrate al Centro-Nord, mentre il Sud è caratterizzato da risposte parziali o dal silenzio totale.

Anche la Piattaforma Nazionale Agenas sulle Liste d’Attesa mostra criticità rilevanti: solo il 40,6% delle prestazioni diagnostiche e solo il 34,5% delle visite specialistiche viene accettata dal cittadino alla prima disponibilità proposta dal cup, segno che in molti casi la data proposta non risponde ai bisogni o la struttura è troppo distante; ancora, solo 4 prenotazioni in pre-lista su 10, vengono erogate nei tempi. Il rispetto dei tempi massimi, in generale, è garantito solo per circa la metà delle prestazioni. Nella fascia di priorità urgente, prestazioni come la colonscopia superano, per un paziente su quattro, i 105 giorni a fronte di un limite di 72 ore; nelle fasce D (Differibile, entro 60 giorni) i tempi massimi sono ampiamente superati ed arrivano fino a 147 gg per la mammografia e a 177 giorni per la visita dermatologica. Lo stesso per la fascia programmabile (limite 120 gg) dove si registrano 357 gg per la colonscopia e 260 per la diagnostica senologica. Oltre al grande tema dell’accesso alle prestazioni, che come abbiamo visto raccoglie il 47,8% delle 16.854 segnalazioni, i cittadini lamentano carenze nei seguenti ambiti.

Assistenza di prossimità (segnalato come problematico nel 17,9% dei casi): i cittadini denunciano, in particolare, il rapporto con i Medici di Medicina Generale e i Pediatri di Libera Scelta (58,7%), RSA e lungodegenza (10%), salute mentale (9,8%), assistenza domiciliare (7,8%) e raccordo ospedale-territorio (4,8%). Assistenza ospedaliera (l’11,8% delle segnalazioni totali): il settore emergenza-urgenza e pronto soccorso rappresenta la criticità principale (78,1%), seguito dai ricoveri (17,6%) e dalle dimissioni (4,2%). Per quanto riguarda l’Assistenza previdenziale (5,7% dei casi totali), la maggior parte delle segnalazioni riguarda le procedure di invalidità e accompagnamento (92%) e i cittadini lamentano tempi lunghi, complessità burocratiche e aumento della domanda. Nonostante il calo delle segnalazioni rispetto agli anni precedenti, il tema della qualità delle cure rimane centrale, in particolare il tema della Sicurezza delle cure (4,8% delle segnalazioni totali) per cui le segnalazioni principali riguardano presunti errori medici (69,1%), macchinari obsoleti (15,7%), condizioni igienico-sanitarie (8,8%) e rischio di infezioni (6,4%). Segnalazioni in calo anche la Prevenzione (2,3% del totale), dove i disagi maggiori riguardano vaccinazioni ordinarie (35,8%), screening mammografico (25,8%), vaccinazioni anticovid (16,8%), screening cervice uterina (13,4%) e colon-retto (8,2%). Infine, sull’argomento Ticket e spesa privata (2,3% sul totale) i cittadini segnalano oneri finanziari elevati per prestazioni private necessarie (74,5%) e ticket considerati troppo alti (25,5%).

Il Rapporto sulle Politiche della Cronicità 2025 evidenzia le principali difficoltà per i pazienti cronici e rari: al quesito a risposta multipla sulle maggiori criticità, l’83,6% dei pazienti riporta tempi d’attesa eccessivi, mentre oltre il 55% dichiara di aver rinunciato almeno a una visita o esame negli ultimi 12 mesi per indisponibilità della prestazione nel SSN. L’85,9% ha sostenuto spese di tasca propria, spesso per farmaci, integratori e visite specialistiche. In molti casi, la presa in carico della cronicità diventa insostenibile per chi vive condizioni economiche fragili.

Le disuguaglianze sono evidenti anche nei servizi di prossimità: solo il 46% dei Presidenti di Associazione ritiene realmente efficace il modello di assistenza delineato dal DM 77/2022. Il 69,6% segnala un aumento della spesa privata a causa della desertificazione sanitaria. Per quanto riguarda i pazienti con malattie rare, oltre il 43% denuncia di doversi spostarsi in un’altra Regione per ricevere cure adeguate; il 78% ha sostenuto dei costi di tasca propria per gestire la patologia; il 68.3% riporta ancora una volta le criticità di lunghi tempi di attesa per prestazioni e visite e il 46,3% problemi nell’accesso ai servizi riabilitativi.

Rispetto all’assistenza domiciliare integrata, attraverso il proprio Coordinamento delle Associazioni dei malati cronici e rari, Cittadinanzattiva ha svolto una indagine che ha coinvolto 1136 cittadini. Ne emerge che fra coloro che hanno avuto bisogno di ADI nell’ultimo anno, il 35,4% ha ottenuto il servizio, il 15,6% ha ricevuto un rifiuto (il 53,3% per criteri clinici, ma anche per carenza di fondi e personale – 20% ciascuno) – e il 13,3% perché il servizio non è attivo o è insufficiente, mentre il 49% non ha mai presentato domanda pur avendone bisogno, probabilmente per scarsa informazione o per non essere stati accompagnati nell’iter di richiesta.

I tempi di avvio dell’Adi sono molto variabili: circa il 60% riceve il servizio entro due settimane, mentre fino al 23% attende oltre un mese (in alcuni casi diversi mesi). Riguardo alla qualità professionale e relazionale degli operatori, la stessa è valutata positivamente dal 70,6%, mentre il coordinamento fra gli interventi e servizi sanitari e quelli di natura sociale è considerato scarso dal 41,2% dei pazienti.

Sempre in merito all’assistenza domiciliare integrata, Cittadinanzattiva ha promosso un Accesso civico rivolto alle Regioni che restituisce, così come sulle liste di attesa, un quadro diseguale e frammentato, sia nel livello di trasparenza dei dati forniti dagli enti regionali che nella qualità del servizio erogato. Su 21 amministrazioni interpellate, solo 13 hanno risposto, ma con livelli di dettaglio molto diversi: Lombardia è la Regione che fornisce dati completi su ore erogate (+450.746 ore nel 2024 sul 2019), personale e formazione (1.045 professionisti formati, di cui 130 medici, 716 infermieri, 47 professionisti sanitari, 152 operatori non sanitari). La Toscana è l’unica a comunicare la distribuzione dei pazienti per complessità assistenziale. 9 Regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Emilia-Romagna, Liguria, Marche, Molise, Sardegna, Umbria) hanno fornito solo i dati minimi richiesti dal PNRR, ossia insufficienti per valutare la qualità del servizio. 8 Regioni non hanno risposto affatto. Nessuna Regione traccia la spesa effettiva, rendendo impossibile verificare come vengono utilizzati i fondi disponibili. La gran parte non fornisce i dati qualitativi, come le ore realmente erogate, la distribuzione dei pazienti per livelli di intensità assistenziale, l’organizzazione delle équipe o la presenza di figure professionali dedicate. Emergono inoltre ritardi nei trasferimenti finanziari per la Basilicata e il Molise che dichiarano di aver ricevuto solo una parte dei fondi previsti, anticipando le attività con risorse proprie. Questa opacità alimenta disuguaglianze territoriali e impedisce di verificare l’effettivo impatto del Pnrr sulla vita delle persone più fragili.

Alla luce dei dati emersi, Cittadinanzattiva indica alcune priorità urgenti: adottare un nuovo Piano Sanitario Nazionale, assente dal 2008; garantire in maniera uniforme sul territorio i LEA 2017 e prevedere una revisione costante degli stessi; accelerare l’attuazione del DM 77, con particolare riferimento alla costruzione delle Case e degli ospedali di comunità; rendere pienamente operativa la normativa sulle liste d’attesa, con particolare riguardo al governo delle agende, agli aspetti di trasparenza e monitoraggio del dato e all’uniformità delle procedure sul territorio; investire sulle infrastrutture digitali e sull’interconnessione dei dati e potenziare le competenze in merito di cittadini e professionisti; investire sul personale sanitario, non solo in termini di unità di risorse ma anche di formazione e di incentivi per alcune categorie, come quella dell’emergenza-urgenza; potenziare la prevenzione, dall’alfabetizzazione sanitaria dei cittadini all’offerta ed adesione alle campagne di screening e a quelle vaccinali.

Il Rapporto civico sulla salute è realizzato in collaborazione con Fnomceo, Fnofi, Fnopi, Fofi, e con il contributo non condizionante di Menarini Group e di Sanofi. Il Rapporto sulle politiche della cronicità è realizzato con il contributo non condizionante di Servier.

Fedez e Emis Killa incontrano i detenuti del carcere di Monza

Milano, 16 dic. (askanews) – Dopo l’incontro inaugurale che aveva visto il dialogo tra i detenuti, Emis Killa e Lazza, la Casa Circondariale Sanquirico di Monza apre nuovamente le sue porte a Free For Music, l’iniziativa ideata e finanziata da Orangle Records con la supervisione socio-educativa di Paolo Piffer, che utilizza la musica come strumento di confronto, rielaborazione e autoconsapevolezza.

Venerdì 12 dicembre, il secondo appuntamento ha visto la partecipazione di Fedez e il ritorno di Emis Killa, che ha scelto di essere nuovamente presente per il forte legame con il progetto. La giornata si è articolata in due fasi distinte: un primo incontro con circa 80 detenuti, durato oltre un’ora e mezza, e un secondo momento più ristretto con una ventina di ragazzi che hanno aderito al programma, durante il quale sono stati ascoltati brani inediti realizzati all’interno del laboratorio.

Nel dialogo con i detenuti, Fedez ed Emis Killa si sono resi disponibili a raccontare il proprio percorso umano e professionale, rispondendo alle domande e affrontando temi che, nelle carceri, tornano con particolare urgenza: il peso delle decisioni che cambiano una vita, il rapporto con il tempo e con la libertà quando vengono sottratti, il legame con le famiglie e il ruolo della comunità nel momento del reinserimento.

Il tema della libertà è stato centrale. Emis Killa ha sottolineato come spesso si inizi ad essere davvero liberi quando si smette di inseguire la libertà come concetto astratto, mentre Fedez ha riflettuto su quanto la vera possibilità di libertà risieda nell’espressione di sé e nel riconoscere che la gabbia più difficile da superare sia spesso quella interiore. Un passaggio che ha avuto un impatto importante, invitando i presenti ad interrogarsi su cosa significhi ricostruire la propria idea di libertà, anche in un contesto di restrizione fisica.

Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto tra musica e responsabilità. Alla domanda se il rap possa influenzare i più giovani, i due artisti hanno riconosciuto come oggi, più che in passato, la musica abbia una responsabilità condivisa insieme a famiglie, scuola e istituzioni, soprattutto in un contesto digitale che rende gli adolescenti più esposti e influenzabili. Entrambi hanno poi ribadito come debba rimanere un luogo di rivalsa e di espressione, non una competizione che rischia di tradursi in comportamenti violenti, sottolineando la necessità di riportare il racconto musicale su un equilibrio di contenuti che non alimenti dinamiche dannose.

A seguire, i partecipanti del laboratorio hanno potuto far ascoltare i propri brani inediti a Fedez ed Emis Killa, ricevendo riscontri, consigli e dimostrando un livello di talento e impegno significativo. I ragazzi hanno inoltre ascoltato insieme agli artisti alcune tracce di “Musica Triste”, il nuovo album di Emis Killa, pubblicato il 5 dicembre 2025, in una preziosa dimensione di condivisione che ha rafforzato il senso dell’attività.

Entrambi gli artisti hanno manifestato disponibilità concreta a sostenere il progetto anche sul piano operativo, dichiarandosi pronti a supportare l’istituto penitenziario fornendo strumenti musicali e risorse utili affinché la musica possa diventare un mezzo effettivo di rieducazione e acquisizione di competenze, spendibili anche al termine della detenzione. Un impegno che si lega al tema del reinserimento, su cui Emis Killa ha posto l’accento ricordando come, spesso, chi esce dal carcere si trovi escluso dalla società, nonostante il continuo richiamo pubblico ai valori dell’inclusione.

Free For Music non nasce per offrire risposte semplici a situazioni complesse, ma per creare uno spazio in cui i vissuti possano essere messi a confronto. Gli artisti coinvolti finora, così come quelli che prenderanno parte ai prossimi appuntamenti, condividono esperienze che permettono ai detenuti di riconoscere possibilità diverse da quelle che li hanno condotti fin qui. È un lavoro che agisce sul presente e su ciò che può ancora prendere forma, con una lettura più lucida e matura di sé, delle proprie attitudini e delle direzioni percorribili una volta concluso il periodo detentivo.

A chiusura della giornata, Orangle Records e Music & Media Press hanno donato alla biblioteca interna alcune copie autografate di “L’acqua è più profonda di come sembra da sopra”, ultimo libro pubblicato da Fedez, insieme ai CD di Emis Killa. I materiali, acquistati appositamente per l’occasione, resteranno a disposizione dei detenuti come strumenti di approfondimento e lavoro personale sui temi emersi durante il confronto.

Come sottolineato da Paolo Piffer, responsabile esterno della supervisione socio-educativa, Free For Music affida alla musica un ruolo centrale nel favorire una rilettura delle storie personali e nello sviluppo di competenze che, oltre alla dimensione terapeutica e formativa, possono aprire, per alcuni, a prospettive lavorative concrete.

La realizzazione dell’iniziativa è stata possibile grazie alla collaborazione delle istituzioni e al lavoro dei funzionari giuridico-pedagogici, della coordinatrice dott.ssa Mariana Saccone, della dott.ssa Elena Balia e della dott.ssa Laura Fumagalli, insieme alla Direzione, agli educatori e alla Polizia Penitenziaria della Casa Circondariale Sanquirico di Monza, che hanno seguito ogni fase organizzativa.

Free For Music è pensato come un percorso continuativo, destinato a proseguire all’interno del carcere di Monza e ad aprirsi progressivamente anche ad altri istituti penitenziari che hanno manifestato interesse, con interlocuzioni e pratiche già avviate.

Mostre, successo di pubblico per "Totò e la sua Napoli"

Roma, 16 dic. (askanews) – Successo di pubblico per la mostra “Totò e la sua Napoli”, l’inedita esposizione che celebra il legame profondo e inscindibile tra Totò e Napoli in occasione delle celebrazioni per i 2500 anni della fondazione di Napoli. Inaugurata lo scorso 30 ottobre a Palazzo Reale alla presenza delle principali istituzioni della città, a un mese e mezzo dal debutto, ha già fatto registrare oltre 15.000 visitatori con l’unanime apprezzamento del pubblico italiano e straniero e di numerosi giovani.

L’esposizione, dedicata ad uno dei più amati artisti italiani nel mondo e simbolo universale di napoletanità, resterà aperta fino al 25 gennaio e farà tappa a New York nella prossima primavera.

“Sono felice e onorato del bilancio positivo e della partecipazione così entusiasta per la mostra Totò e la sua Napoli, nata con l’intento di mantenere viva l’eredità di un vero fenomeno culturale di portata internazionale. La sensibilità narrativa che ha saputo emozionare e scuotere gli animi dei visitatori, ha interessato fasce di pubblico tra le più diverse e composite, un apprezzamento ampio e diffuso con un risvolto interessante sulla fruizione da parte di tanti giovani trascinati dal forte desiderio di conoscenza e scoperta di filmati e documenti di un mito senza tempo. Il suo stile unico e la sua forza espressiva hanno reso la sua arte eterna” ha dichiarato il curatore, produttore e organizzatore Alessandro Nicosia.

La mostra è promossa dal Comitato Nazionale Neapolis 2500 con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Palazzo Reale di Napoli (Ministero della Cultura),con la partecipazione degli Eredi Totò, con la collaborazione di Rai Teche e Archivio Storico Luce.

Il Cremlino: Mosca vuole "garantire la pace in Europa per il futuro"

Roma, 16 dic. (askanews) – La Russia vuole la pace, non una tregua, poiché questo potrebbe permettere a Kiev di prendersi una pausa e prepararsi alla continuazione della guerra, ha affermato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, specificando che l’obiettivo di Mosca è “garantire la pace in Europa per il futuro”.

“Vogliamo la pace, non vogliamo una tregua per dare pausa all’Ucraina e prepararla alla continuazione della guerra. Vogliamo fermare questa guerra, raggiungere i nostri obiettivi, tutelare i nostri interessi e garantire la pace in Europa per il futuro. Questo è ciò che vogliamo”, ha detto Peskov ai giornalisti.La Russia vuole fermare la guerra, raggiungere i suoi obiettivi, garantire i propri interessi e assicurare la pace in Europa per il futuro, non concedere a Kiev una tregua tramite un cessate il fuoco: “se tra gli ucraini è presente e comincia a dominare il desiderio di sostituire un accordo definitivo con soluzioni momentanee e non sostenibili, difficilmente siamo pronti a parteciparvi”, ha aggiunto il portavoce del Cremlino.

La Formula1 torna in Portogallo, a Portimao nel 2027-2028

Roma, 16 dic. (askanews) – La Formula 1 torna a Portimao. Il Portogallo si va dunque a inserire, nel biennio 2027-2028, in un calendario ricchissimo, andando a riempire il vuoto lasciato dall’interruzione del rapporto con Zandvoort, il cui contratto scadrà nel 2026. La F1 non corre a Portimao dal 2021. Nelle uniche due apparizioni (2020 e 2021) sul circuito dell’Algarve, celebre per i suoi saliscendi e ormai diventato una tappa tradizionale per la MotoGP, vinse Lewis Hamilton, allora pilota Mercedes. In Algarve il re incontrastato fu Lewis Hamilton. Prima del biennio 2020-2021 il GP del Portogallo di F1 si correva invece all’Estoril, con 12 edizioni consecutive su quel circuito: la prima la vinse Alain Prost nel 1984, l’ultima Jacques Villeneuve nel 1996: in mezzo da ricordare il trionfo di Ayrton Senna nel 1985, quello di Riccardo Patrese nel 1991 e di Michael Schumacher nel 1993. Poi la lunga assenza di 24 anni prima dell’approdo a Portimao. Che ora si prepara a tornare ad ospitare la Formula 1.

Forza Italia, Tajani: nel partito non ci sono correnti

Roma, 16 dic. (askanews) – “Non credo ci siano correnti in Forza Italia, non ci sono mai state, domani” quello con Roberto Occhiuto “è un evento organizzato da un’agenzia alla quale partecipa il presidente della regione Calabria e fa bene, io sono sempre favorevole quando si parla, si discute e ci si confronta, i partiti sono un luogo di democrazia e di confronto”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine di un evento presso “Esperienza Europa – David Sassoli” in occasione della consegna del Premio Sacharov.

“Sono assolutamente favorevole al confronto democratico e poi sono gli iscritti che decidono qual è la linea giusta da seguire – ha sottolineato Tajani -. Io ho voluto essere eletto segretario e ho voluto avere un congresso che mi eleggesse perché ci fosse una legittimazione da parte dei nostri scritti, non ci devono essere imposizioni dall’alto, quindi è giusto confrontarsi ed è giusto che ci siano dibattiti”, ha sottolineato il segretario di Forza Italia.

Ucraina, Tajani: speriamo di avere un bel regalo per Natale

Roma, 16 dic. (askanews) – “Passi in avanti se ne stanno facendo” per la soluzione del conflitto in Ucraina. “Io ho detto ‘speriamo di avere un bel regalo di Natale’, cioè avere la pace per Natale, non sarà facile però mi pare che si stia andando nella giusta direzione, poi naturalmente saranno gli ucraini a dover dire, sulla questione territoriale, la loro opinione”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Amtonio Tajani a margine di un evento presso “Esperienza Europa – David Sassoli” in occasione della consegna del Premio Sacharov.

“C’è da fare – ha proseguito Tajani -, però il lavoro a favore della pace sta dando i suoi frutti, quindi speriamo che si possa arrivare a un cessate il fuoco”

Consob, crescita a due cifre utili banche quotate a Milano in I sem

Roma, 16 dic. (askanews) – Crescita a due cifre nei primi sei mesi del 2025 per le banche quotate sulla Borsa di Milano. In rialzo anche i profitti delle compagnie assicurative, mentre frenano i risultati netti delle società diverse da banche e assicurazioni. Performance positiva anche per le società negoziate sul mercato Egm (Euronext Growth Milan, il sistema multilaterale dedicato alle piccole e medie imprese).

Sono questi i principali risultati che emergono dall’ultimo Bollettino Statistico Emittenti pubblicato dalla Consob, in cui si analizza l’andamento dei conti degli emittenti di diritto italiano quotati o negoziati a Milano nel corso del primo semestre del 2025 rispetto allo stesso periodo del 2024. I dati e gli indicatori raccolti evidenziano una complessiva tenuta dei fondamentali economici, nonostante un contesto macroeconomico e finanziario ancora caratterizzato da elevata incertezza.

Entrando nel dettaglio, prosegue l’autorità con un comunicato, le banche hanno continuato il percorso di crescita avviato negli ultimi anni, con utili complessivi pari a 16,7 miliardi di euro, in aumento dell’11,9% rispetto ai primi sei mesi del 2024. La riduzione del 4% del margine di interesse al netto degli accantonamenti, su cui ha pesato il ciclo di allentamento monetario della Banca Centrale Europea, è stata più che compensata dalla crescita delle commissioni attive. È migliorata anche la solidità patrimoniale: al 30 giugno scorso il Patrimonio netto era pari a 191,3 miliardi, in rialzo del 4,1% rispetto a fine 2024. Andamento positivo anche per le assicurazioni, che hanno fatto segnare una crescita del 5,9% dell’utile, complessivamente attestatosi a circa 3 miliardi di euro, grazie all’aumento dei ricavi assicurativi (+4,4%) ed al forte contenimento delle spese di vendita, generali e operative (-35,8%). Il Patrimonio netto del settore è sceso dell’1,7% a 42,2 miliardi di euro.

Le società diverse da banche e assicurazioni hanno realizzato utili complessivi per 14,8 miliardi, in calo del 3,4% rispetto al primo semestre del 2024. Nonostante la buona crescita del fatturato (+5,4%), l’aumento dei costi operativi e delle spese ha pesato sul risultato netto e su quello operativo (Ebit), sceso del 14%. È proseguito il processo di rafforzamento della struttura finanziaria e di riduzione dell’indebitamento mentre il Patrimonio netto è sceso dello 0,9% a 259,9 miliardi di euro.

Infine, dice ancora la Consob, le Pmi negoziate sull’Egm hanno registrato nel primo semestre del 2025 utili complessivi per 178 milioni di euro, in crescita dell’8,4% grazie soprattutto a un forte aumento del fatturato (+609 milioni rispetto allo stesso periodo del 2024). Si è rafforzata la solidità patrimoniale, con il Patrimonio netto che è aumentato dello 0,7% rispetto alla fine del 2024, attestandosi a 5,1 miliardi di euro.

Eurozona, attività imprese rallenta a dicembre, indice Pmi a 51,9

Roma, 16 dic. (askanews) – Prosegue in crescita ma si è indebolita a dicembre l’attività delle imprese dell’area euro. L’indice Pmi composito (Purchasing managers index) è calato a 51,9 punti, secondo quanto riporta S&P global, da 52,9 punti a novembre. Su queste indagini, i 50 punti sono la soglia di neutralità.

L’indice Pmi relativo al terziario è calato a 52,6 punti, da 53,6 del mese precedente. L’indice sul manifatturiero è calato a 49,2, da 49,6.

Secondo Cyrus de la Rubia, economista Hamburg Commercial Bank coinvolto nella indagine “la crescita economica è rallentata a causa di un lieve calo riportato dal settore manifatturiero e di un vigore più debole nel settore dei servizi, dovuto principalmente all’industria tedesca, dove la crisi si è intensificata. In Francia, invece, anche se un singolo valore mensile positivo non dovrebbe essere sopravvalutato, si sono registrati segnali di una cauta ripresa industriale. Tuttavia, il settore dei servizi, cresciuto nel mese scorso, è adesso in una fase di stagnazione, mentre le aziende terziarie tedesche hanno registrato un nuovo forte aumento dell’attività”.

“In generale, il percorso verso il nuovo anno sembra piuttosto instabile. Nonostante un’espansione più lenta, il settore terziario continua a mostrare uno stato di salute relativamente buono. Le aziende non hanno motivo di lamentarsi dei nuovi ordini e quindi assumono nuovo personale. Guardando al futuro, le aziende hanno tuttavia espresso una maggiore cautela, in parte probabilmente dovuta al calo degli ordini in fase di lavorazione. Nel prossimo anno, prevediamo che il settore dei servizi continuerà ad avere un ruolo stabilizzante per l’intera economia – conclude – anche se una vera ripresa avrà successo solo se il settore manifatturiero riprenderà a crescere”.

Inflazione, l’Istat: a novembre cala all’1,1%, ai minimi da gennaio

Roma, 16 dic. (askanews) – A novembre l’inflazione evidenzia una variazione pari a -0,2% su base mensile e a +1,1% su base annua (da +1,2% del mese precedente); la stima preliminare era +1,2%. Lo ha reso noto l’Istat.

“L’inflazione scende all’1,1%, il livello più basso registrato da gennaio”, è il commento dell’Istat. Sulla dinamica dell’indice generale incidono gli effetti dovuti al rallentamento dei prezzi degli Alimentari non lavorati (+1,1% da +1,9%), degli Energetici regolamentati (-3,2% da -0,5%) e di alcune tipologie di servizi, in particolare i trasporti (+0,9% da +2,0%), solo parzialmente compensato dall’attenuarsi della flessione di quelli degli Energetici non regolamentati (-4,3% da -4,9%). Si riduce il tasso di crescita su base annua dei prezzi del ‘carrello della spesa’ (+1,5% da +2,1%), mentre l’inflazione di fondo si attesta al +1,7% (da +1,9%)”.

L’oliva Coratina, il sapore di un territorio che conquista il mondo

Corato (Bari), 15 dic. (askanews) – Nelle campagne di Corato, tra le centinaia di ettari coltivati a ulivi, sorge un grande albero millenario che la pianta madre della cultivar coratina da cui si ricava il pregiatissimo olio extra vergine ambasciatore nel mondo di una delle eccellenze pugliesi pi riconosciute.

Partendo dall’oliva coratina come simbolo dell’identit di una intera comunit il comune pugliese ha varato il progetto “Corato Cultivar Bellezza”, un marchio per promuovere un territorio che ha molto da offrire, come ha sottolineato l’assessore allo Sviluppo Economico e alle Attivit Produttive, Concetta Bucci: “Corato Cultivar Bellezza un percorso che racchiude tutto quello che parla della nostra citt, la cultivar, che ovviamente la regina di tutto lo sviluppo economico, ma anche della nostra tradizione pi risalente perch qui a Corato c’ una vocazione fortemente agricola legata fortemente all’olio e alla cultivar”.

“E’ un primo passo verso ulteriori sinergie, per fare rete con i B&B, con le attivit di ristorazione, con tutte le strutture ricettive, con le attivit commerciali, perch davvero si comprenda che la cultivar di Corato non solo intesa in senso produttivo, ma nel senso pi ampio del termine che identifica una comunit”, ha concluso Bucci.

A fare da cornice alla presentazione di “Corato Cultivar bellezza”, tre giorni di festa che hanno trasformato la citt in un percorso diffuso tra cultura, musica e territorio. Dal concerto jazz di Enrico Rava alle visite guidate teatrali nei luoghi simbolo del centro storico illuminato a festa, tra arte, memoria e racconto.

Un viaggio che ha messo in luce anche la ricchezza produttiva del territorio, non solo legata all’olio, ma anche a una filiera agroalimentare d’eccellenza che comprende realt vinicole, due storici pastifici (Granoro e Riscossa) e un’azienda leader mondiale nella lavorazione del grano (Casillo).

Da Chicco a Chicco porta 80 quintali di riso in Toscana

Firenze, 16 dic. (askanews) – arrivato anche in Toscana il riso che nasce da “Da Chicco a Chicco”, il progetto Nespresso che dal 2011 trasforma le capsule esauste in un modello di economia circolare e solidariet. Le capsule in alluminio, altrimenti destinate alla raccolta indifferenziata, possono essere riconsegnate nelle isole ecologiche partner e nelle Boutique Nespresso, quindi trattate in un impianto dove alluminio e caff sono separati: il primo torna a nuova vita, il secondo pu diventare compost per una risaia italiana. Il riso cos prodotto viene poi riacquistato da Nespresso e donato a Banco Alimentare e, dal 2024, anche a Fondazione Progetto Arca.

“Il rapporto con i sei banchi regionali e con Fondazione Progetto Arca bellissimo, prosegue da tanti anni. Questo progetto ci consente di unire economia circolare e solidariet, ma anche la partecipazione di tantissimi altri attori: i cittadini, le istituzioni, i consorzi, le imprese, le aziende di gestione della raccolta, per creare un progetto virtuoso, che in realt parte da un gesto molto piccolo, cio riciclare una capsula di caff”, sottolinea Viviana Marino, Responsabile Corporate Communication Nespresso Italiana.

Solo in Toscana, quest’anno, sono stati consegnati 80 quintali di riso, pari a quasi 90.000 piatti destinati a chi ne ha bisogno.

“Per Banco Alimentare un motivo veramente di gioia perch, alle porte con il Natale e delle festivit, riusciamo a fare un pacco ancora pi grazioso e pi importante per tante famiglie che non si possano permettere di andare a comprare beni di prima necessit come appunto il riso”, afferma Irene Cappella, Direttrice del Banco Alimentare della Toscana. Porta la sua testimonianza anche Alessandra Poggi, volontaria Regina della Pace – Caritas: “Noi, con questi generi che riceviamo, prepariamo dei pacchi distribuiti in quattro mercoled del mese”.

Elon Musk è il più ricco del mondo per Forbes, con 508 mld dollari

Roma, 16 dic. (askanews) – Con un patrimonio stimato a 508,1 miliardi di dollari, Elon Musk viene catalogato primo al mondo come ricchezza da Forbes. Il fondatore di space X e Tesla viene seguito a distanza da Larry Page, cofondatore di Google con 253,3 miliardi, e da Larry Alison, di Oracle, al terzo posto con 235,4 miliardi.

Fuori dal “podio”, secondo Forbes si piazzano Jeff Bezos con 235,2 miliardi, Sergey Brin con 233,8 miliardi, Mark Zuckerberg con 222,1 miliardi, Bernard Arnault (e famiglia) con 189,4 miliardi, Jensen Huang (l’Ad di Nvidia) con 153,2 miliardi, Warren Buffet con 149,7 miliardi e Steve Ballmer con 145,1 miliardi.

Il primo tra gli italiani messi in graduatoria dalla testata Usa è Giovanni Ferreno, con un patrimonio stimato a 41,3 miliardi di dollari il 61enne risulta 44esimo.

Tornano pioggia e neve sull’Italia

Roma, 16 dic. (askanews) – L’alta pressione che ha inglobato l’Italia sta per lasciare spazio a correnti umide di origine atlantica e tornerà anche la neve, attenzione, non solo in montagna. Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, conferma che una perturbazione sta per fare il suo ingresso sul nostro Paese. Aspettiamoci quindi il ritorno delle piogge e anche di copiose nevicate fino a quote basse.

Fin dalle primissime ore di martedì 16 dicembre i flussi umidi di Scirocco porteranno piogge diffuse su buona parte d’Italia. I fenomeni più forti sono attesi lungo le aree tirreniche e al Nord-Ovest, specie tra Liguria, alta Toscana, Sardegna orientale e, localmente, in Sicilia. Si prevedono i massimi accumuli, superiori ai 100-120 millimetri, tra il Levante Ligure e le aree interne dell’alta Toscana, oltre che nell’entroterra sardo.

Il sistema perturbato riporterà anche abbondanti nevicate sulle Alpi Occidentali, un fenomeno atteso con ansia visto l’avvicinarsi delle vacanze natalizie e lo scarso innevamento attuale. Gli accumuli potranno toccare i 50 centimetri oltre i 1500 metri, rendendo il paesaggio decisamente invernale. Si prevedono tra i 20 e i 30 centimetri di neve fresca anche a quote intermedie, tra i 1000 e i 1500 metri.

A causa dell’intensità delle precipitazioni, si assisterà al fenomeno del “rovesciamento termico”. Questo porterà i fiocchi a imbiancare le quote collinari del Cuneese e Astigiano. La neve potrà raggiungere i 200-300 metri spingendosi fino ai confini delle aree interne del Centro-ponente Ligure.

In cosa consiste la neve da rovesciamento? Se le precipitazioni nevose sono molto intense, il freddo in quota viene letteralmente trasferito fino al suolo proprio dai fiocchi in caduta. Il processo di fusione assorbe calore dall’aria, raffreddandola rapidamente fino a 0°C lungo tutta la colonna atmosferica. Dopo un periodo più statico, questa intensa ondata di maltempo segna un vero e proprio sblocco per la stagione. L’Italia torna sotto l’influenza di perturbazioni atlantiche, un segnale importante per il proseguimento dell’inverno. Ci si attende un cambio di passo più dinamico nelle condizioni meteorologiche. Lo scenario che si sta delineando per martedì non sarà un evento isolato, ma l’inizio di una fase più movimentata. Un simile impulso perturbato, con maltempo diffuso e nevicate abbondanti, sarà possibile anche all’inizio della prossima settimana.

Wp: il piano di riorganizzazione del Pentagono ritira forze da Europa e M.O.

Roma, 16 dic. (askanews) – Il Pentagono sta mettendo a punto un piano che prevede di declassare diversi dei principali quartieri generali dell’esercito americano, andando così “a integrare altri sforzi dell’amministrazione per spostare risorse dal Medio Oriente e dall’Europa e concentrarsi principalmente sull’espansione delle operazioni militari nell’emisfero occidentale”. Lo riporta oggi il Washington Post, citando fonti al corrente di quella che è stata definita “un’importante operazione di accorpamento voluta dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth”.

Se adottato, infatti, il piano prevede che i quartieri generali dello U.S. Central Command (Centcom), dello U.S. European Command (Eucom) e dello U.S. Africa Command (Africom) finiscano tutti sotto il controllo di una nuova organizzazione nota come U.S. International Command.

Il piano prevede anche il riallineamento del Comando Sud e del Comando Nord degli Stati Uniti sotto un nuovo quartier generale denominato Comando America degli Stati Uniti, o Americom.

Queste misure porterebbero da 11 a otto il numero dei quartier generali militari, riducendo allo stesso tempo il numero di generali e ammiragli a quattro stelle che rispondono direttamente a Hegseth. Gli altri comandi combattenti rimanenti sarebbero l’Indo-Pacific Command, il Cyber Command, il Comando per le Operazioni Speciali, il Comando Spaziale, il Comando Strategico e il Comando dei Trasporti.

Secondo il Wp, il Capo degli Stati Maggiori Congiunti, Dan Caine, dovrebbe illustrare la proposta nei prossimi giorni.

Contemporaneamente, al Congresso Usa è in dirittura di arrivo la legge sulla politica di difesa da 900 miliardi di dollari che codifica gran parte dell’agenda di sicurezza nazionale del Presidente Trump ma frena i piani di disimpegno, imponendo al Pentagono di mantenere almeno 76.000 truppe in Europa per periodi prolungati e limitando la capacità presidenziale di procedere a ritiri senza consultare la NATO o senza riferire al Congresso. La Camera ha già approvato la norma.

Trump fa causa alla Bbc, chiesti 10 miliardi di dollari di risarcimento

Roma, 16 dic. (askanews) – Il presidente statunitense Donald Trump ha fatto causa alla BBC per diffamazione, in quanto l’emittente britannica ha montato alcune clip modificate di un suo discorso che mostravano Trump ordinare ai suoi sostenitori di assaltare il Campidoglio degli Stati Uniti.

La causa intentata da Trump sostiene che la BBC lo abbia diffamato e violato una legge della Florida che vieta pratiche commerciali ingannevoli e sleali. Il presidente statunitense chiede un risarcimento danni di 5 miliardi di dollari per ciascuno dei due capi d’accusa. Trump ha accusato l’emittente pubblica britannica di averlo diffamato, unendo parti di un discorso del 6 gennaio 2021, tra cui una sezione in cui invitava i sostenitori a marciare sul Campidoglio e un’altra in cui diceva “combattete come matti”, omettendo il passaggio in cui invitava a una protesta pacifica.

L’offerta Usa di garanzie di sicurezza all’Ucraina "non durerà in eterno"

Roma, 16 dic. (askanews) – Nel corso dei negoziati di Berlino, gli Stati Uniti hanno offerto all’Ucraina garanzie di sicurezza simili a quelle che riceverebbe se facesse parte della NATO, riferisce il media statunitense Politico.

Questa offerta, che rappresenta la promessa di sicurezza più forte ed esplicita che l’amministrazione Trump abbia mai avanzato per l’Ucraina, è stata accompagnata però da un ultimatum implicito: accettare subito questa offerta o non ne arriverà un’altra altrettanto vantaggiosa.

“La base di quell’accordo è fondamentalmente quella di avere garanzie davvero, davvero forti, simili all’Articolo 5”, ha affermato un alto funzionario statunitense a Politico. “Queste garanzie non rimarranno sul tavolo per sempre. Sono sul tavolo fin da ora, se si giungerà a una conclusione positiva”. Nel frattempo, il leader ucraino Volodymyr Zelensky, come riporta questa mattina l’agenzia ucraina Interfax, ha affermato che l’Ucraina non ha intenzione di rinunciare al controllo sul Donbass.

“Né de jure né de facto riconosceremo il Donbass come russo, la parte temporaneamente occupata. Ma, ciononostante, discuteremo la questione territoriale. Sapete che è una delle questioni chiave, non abbiamo ancora raggiunto un consenso su questo tema”, ha dichiarato Zelensky.

Il premier australiano: "Ideologia Isis" dietro la strage di Bondi Beach

Roma, 16 dic. (askanews) – La sparatoria a Bondi Beach è stata motivata dall'”ideologia dello Stato Islamico” che “esiste da oltre un decennio e che ha portato a questa ideologia d’odio e, in questo caso, a prepararsi a commettere omicidi di massa”. Lo ha detto oggi il premier australiano, Anthony Albanese, all’Australian Broadcasting Corporation (Abc).

Albanese ha quindi confermato che uno dei responsabili, Naveed Akram, 24 anni, era stato segnalato ai servizi segreti australiani nel 2019, ma non venne allora considerato una minaccia tale da metterlo sono controllo. “Se si sia radicalizzato ulteriormente in seguito, quali siano le circostanze, è oggetto di ulteriori indagini”, ha aggiunto.

La disuguaglianza favorisce i populismi

I rapporti del 2025 evidenziano una forte concentrazione della ricchezza a livello globale. Tra quelli più significativi si possono citare quelli di Oxfam, il World Inequality Report, ASviS e il Rapporto mondiale sui salari dell’ILO. I dati contenuti in questi studi mostrano che la ricchezza dei miliardari nel mondo è cresciuta di circa 2 mila miliardi di dollari nel 2024, con un ritmo tre volte superiore rispetto all’anno precedente, e che entro il 2025 lo 0,001% della popolazione mondiale sarà più ricco della metà più povera dell’umanità.

LItalia e il primato negativo europeo

Se ci focalizziamo sull’Italia, possiamo osservare come il Paese si collochi al terz’ultimo posto in Europa per quanto riguarda il contrasto alle disuguaglianze economiche e sociali. Il 5% delle famiglie italiane possiede infatti circa la metà della ricchezza nazionale, mentre il rapporto tra il reddito disponibile del 20% più ricco della popolazione e quello del 20% più povero è salito a 5,5 nel 2023, rispetto al 5,3 del 2022.

L’indice di Gini, che misura la disuguaglianza nella distribuzione del reddito — dove 0 rappresenta la perfetta uguaglianza e 1 la massima disuguaglianza — si attesta in Italia a 0,323 nel 2023, in peggioramento rispetto all’anno precedente.

Salari reali e inflazione: un arretramento strutturale

A ciò si aggiunge l’effetto dell’inflazione che, nonostante una ripresa nominale dei consumi e dei salari contrattuali nel 2025, mostra come la crescita non sia stata sufficiente a recuperare il potere d’acquisto: dal 2008 i salari reali nel Paese sono diminuiti di circa l’8,7%.

La povertà economica, tuttavia, non è l’unico fattore che influenza la nostra società. A essa si affianca il cosiddetto digital divide che, secondo il rapporto Eurispes 2025, colpisce oltre 7 milioni di italiani, con solo il 45,8% della popolazione in possesso di competenze digitali almeno di base (fonte ISTAT).

La terza, e forse più rilevante, tipologia di povertà nel nostro Paese è quella energetica, generatasi soprattutto a seguito delle tensioni geopolitiche conseguenti all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Tale fenomeno ha comportato un aumento del costo delle bollette per le famiglie meno abbienti, che si somma al calo dei redditi e al depauperamento dei risparmi accumulati negli anni precedenti.

Ricostruire il ceto medio

Dal punto di vista economico, il permanere di questa situazione non può che produrre un declino lento ma inesorabile, qualora non vengano adottate misure efficaci di contrasto volte a ricostruire quello che viene comunemente definito il ceto medio, che ha rappresentato la spina dorsale dello sviluppo del Paese.

Dal punto di vista politico, un governo che intenda rendere la società non solo più equa, ma anche più dinamica dal punto di vista produttivo in un mondo in rapido cambiamento, non può prescindere dall’elaborazione di un piano complessivo. Un piano che, partendo dalla fiscalità generale, miri non solo a riequilibrare le disuguaglianze, ma anche a incentivare gli investimenti, senza scoraggiare l’innovazione.

Disuguaglianza e democrazia a rischio

A ciò dovrebbe affiancarsi un massiccio intervento sull’istruzione permanente, aperta a tutti, per favorire l’acquisizione di competenze digitali. Analogamente, in ambito energetico, al di là degli interventi tampone (riduzione dell’IVA, bonus alle famiglie, ecc.), sarebbe necessario dare un forte impulso alla ricerca e all’innovazione nel campo delle fonti energetiche alternative.

In assenza di tali interventi, una società impoverita e poco istruita diventa facile preda della propaganda e dell’influenza esercitata dalle élite che detengono sia i mezzi finanziari sia quelli tecnologici, con gravi conseguenze per la tenuta della democrazia liberale, che ci ha garantito pace e prosperità per circa un secolo.

La Natività, non una semplice storiella per bambini

Nel tempo di Avvento si attende la nascita del Figlio di Dio. La liturgia rammenta a quanti di fede cristiana l’episodio dell’Annunciazione, il “fiat” di Maria e lo svolgersi della storia per come la conosciamo. Sembrerebbe che almeno da principio, a parte la scarsità di mezzi, per la Santa Famiglia le cose siano andate bene senza affanni particolari. Sono poi occorsi trentatré anni per vedere Gesù morire in croce per la salvezza dell’umanità. Eppure sin da principio le difficoltà non sono mancate.

Il Divino” irrompe nella vita di una giovanetta

L’apparizione di un angelo non è cosa di tutti i giorni, è qualcosa che lascia un sicuro turbamento. La creatura celeste non si è limitata a raccontare una qualche profezia. Ha detto ad una giovanetta che diventerà madre del Figlio di Dio, non un fatto da dimenticare il giorno seguente. La vita di chiunque ne resterebbe sconvolta.

È lecito immaginare che a Maria sia accaduto tutto questo, il piano della sua vita è travolto. Prima del suo assenso, avrà dovuto confrontarsi con Giuseppe, a sua volta espropriato di una esclusiva paternità, ed ottenerne la complicità. Avrà dovuto accettare la scelta di Dio su di lei ed insieme anche la sorte che è prevista per il suo Gesù inchiodato ad un legno. Difficile credere che l’angelo possa averle sottaciuto un esito di tal genere. Il Dio di Abramo ama e non inganna.

Un assenso pieno di tormenti

Avrà passato giorni e notti nell’angoscia per chiarirsi le idee. Accettare di convivere una maternità con il Creatore non le sarà stato agevole. Dall’inizio della sua predicazione quel figlio si è distaccato da lei per obbedire ad una missione prioritaria a tutto. L’allontanamento, anche parziale, della prole è qualcosa che è nel destino di ogni genitore ma resta doloroso.

Sul fondo, sempre l’incubo per quella fine atroce e ineluttabile. Gesù morendo le darà un’altra impresa da sopportare: essere madre della Chiesa con tutti i suoi peccati. Con la risurrezione e l’ascensione in cielo Gesù se ne andrà per la seconda volta lasciandola nuovamente sola.

La Pietà di Michelangelo

Nella Pietà michelangiolesca, oltre alla pena, potrebbe esserci azzardatamente anche un’altra chiave di lettura. La morte diventa uno strumento finalmente per il ricongiungimento della Madre con il Figlio. Non soltanto perché ora la crudeltà degli uomini di quel corpo non sa più che farsene e lo ha restituito alla Madonna.

Ora il suo Gesù ha smesso di peregrinare per offrire la Parola al mondo. Ha smesso di anteporre la sua missione agli affetti domestici. Ora le carni e le spoglie tra le sue braccia sono esclusivamente sue, ora le appartiene pienamente e la loro relazione riprende la totale ampiezza, compromessa dall’inizio della vita pubblica del Figlio di Dio.

A breve, Lei sa che ci sarà la risurrezione e si aprirà un altro inedito capitolo della sua unione a Gesù. Nostra Signora è consapevole di tutto questo e lo strazio della morte concede anche una totalità di rapporto che non può essere interferita da nessun altro, forse neanche da Dio Padre.

Il marmo è una pietra che ferma una situazione, che gela il dolore in modo che non possa più vibrare i suoi effetti. Il suo bianco è un anticipo di luce e di gloria. Lo scultore non ha usato il marmo nero Marquinia ma quello splendente di Carrara. Ora Gesù si abbandona finalmente alla madre, quasi si ristora, prendendo il suo tempo di riposo prima dell’ultima impegnativa prova della Risurrezione.

L’anticipo dell’eternità

La Pietà non è soltanto la rappresentazione di una tragedia ma l’anticipo più prezioso dell’eternità indissolubile dell’amore tra madre e figlio.

Tutto questo segue all’Annunciazione, molto e di più di quanto sbrigativamente ci raccontiamo con il presepe, come fosse una favola priva di effetti inauditi, forse fuori dalla nostra portata ma non abbastanza per non provare a sperimentarli intimamente da qui a Pasqua.

La semplicità come forza è il lascito spirituale di Francesco secondo Cazzullo

Francesco d’Assisi Patrono d’Italia: questa è la consacrazione storica, culturale e religiosa di una primazia che ha molteplici aspetti, che lo rendono il più autentico rappresentante dell’italianità nel mondo, lo si consideri sotto il profilo temporale, morale o spirituale. Piace questa definizione ad Aldo Cazzullo che l’ha inventata “assumendosene la responsabilità” fino ad emozionarsi per questa scelta.

Francesco è primo perché la sua figura è fondativa della nostra identità nazionale: primo a scrivere quella meravigliosa poesia che è il Cantico delle Creature e a inventare il presepe vivente; primo nell’ispirare i più grandi italiani della Storia, nell’arte, nella letteratura e persino in politica; primo a incarnare i valori di dignità e uguaglianza di tutti gli uomini enunciati dal Vangelo; primo a trattare le donne da pari a pari, a prendersi cura dei fragili, dei deboli, dei bambini, degli emarginati; primo precursore dell’Umanesimo, che rappresenta un grande contributo di civiltà che l’Italia – più che originato altrove – ha coltivato e donato al mondo; primo ad amare la natura e a rispettarla fino a renderla “sorella” e ad esservi rappresentato in tutte le iconografie che lo descrivono; primo a considerare la povertà non una rinuncia o una imposizione, ma un valore, come recentemente il Santo Padre Francesco ha ricordato e valorizzato fino ad assumerla come stile di vita, fino alla sepoltura.

Uno ogni mille anni”

“Di uomini così ne nasce uno ogni mille anni”: prima Buddha, poi Gesù e nel millennio successivo San Francesco. Così l’incipit della narrazione di Cazzullo, vice direttore ed editorialista del Corriere della Sera, autore di oltre trenta libri, alcuni tradotti in molte lingue, profondo cultore e conoscitore della Storia e della presenza dell’uomo in tutte le sue rappresentazioni, le epoche, i contesti antropologici.

Tenace assertore della ricerca e dell’approfondimento dei fatti e dei personaggi che hanno caratterizzato vicende anche lontane nel tempo, Cazzullo non dimentica – anzi ci ricorda – che tutto è sviluppo, concatenazione, sequenza, dove ogni evento è spiegato da tutto ciò che lo ha preceduto.

Un santo per il nostro disorientamento

Il fascino che Francesco di Assisi ha esercitato su di lui è abbagliante e questa folgorazione rende attuale ed esemplare la vita del “santo poverello”, in un mondo soggiogato dalle derive opposte: il dio denaro, l’egoismo, la violenza, il sopruso, la sopraffazione, la disonestà, il rancore, l’invidia.

Guardando a lui ci rendiamo conto dello spaesamento valoriale, assiologico e ontologico contemporaneo: una società fragile, liquida, globalizzata, senza vincoli etici, con soggettività abbandonate all’indifferenza e alla solitudine, in un mondo in cui non ci si parla più con autenticità e onestà intellettuale e morale. San Tommaso ci ricorda che il mondo va avanti, progredisce, se gli uomini si dicono reciprocamente la verità; e sembra invece che oggi prevalgano doppiezza e mistificazione.

Il gusto” di amare

In questo vuoto si staglia una lezione essenziale. “Il ‘gusto’ di amare – mi aveva spiegato il Cardinale Tonini – è una sensazione ineguagliabile di pienezza della condizione umana, il modo più autentico dell’essere e dell’esserci: è l’amore per il prossimo, il rispetto del Creato, l’esempio più concreto e spendibile che possiamo attingere dalla vita di Francesco d’Assisi”.

La sua figura evoca una bellissima descrizione di cui ci fa dono Sant’Agostino:

“Questi uomini, questi santi sono come le montagne, perché le montagne sono le prime a indicare l’apparire, il sorgere del sole”.

Essere prima che apparire

È un’immagine carica di una potenza espressiva straordinaria: cogliere per primi la luce, il calore. Ciò che intimamente esprimeva, in modo spontaneo e naturale, San Francesco. Non c’era alcuna forzatura nel suo essere e nel suo fare, ma solo la consapevolezza della necessità di operare il bene.

In un mondo di conflitti e insicurezze egli ci insegna la lezione impareggiabile della semplicità, che sembra invece espunta dagli orizzonti morali e comportamentali del nostro tempo. Non apparire ma essere, nella reciprocità del donare il meglio di sé.

Leggere la vita di Francesco ci aiuta a ritrovare la serenità perduta, a dare il giusto peso alle cose, in un mondo insofferente che spesso fa rima con indifferente.

Antisemitismo, una patologia della modernità

L’attentato gravissimo di Sydney ha segnato ufficialmente, e tragicamente, il ritorno dell’antisemitismo su scala mondiale. Un virus che, purtroppo, ha iniziato ad attecchire concretamente e culturalmente in molti angoli del mondo dopo il violento e spietato conflitto israelo-palestinese. Un conflitto che è stato usato e strumentalizzato da molte forze politiche, da alcune formazioni terroristiche, da molti gruppi estremisti e anche da confessioni religiose in vari Paesi e che, a un certo punto, è scoppiato puntualmente in forma violenta e sanguinaria.

Dalla propaganda allodio armato

Una deriva che, purtroppo, è destinata a radicalizzarsi e a trasformarsi in terrorismo. Anche perché, ed è persino inutile negarlo, la criminalizzazione costante, permanente e strutturale del “nemico ebreo” è destinata ad armare la mano di sbandati e di fanatici che sfociano, come da copione, in tragedie come quella australiana.

Un fiume carsico nelle nostre società

Ora, per fermarsi al pericolo e alla minaccia antisemita, non possiamo negare che questa subcultura è ritornata a correre come un fiume carsico nel sottosuolo della nostra civiltà. A livello nazionale come a livello europeo e internazionale. Ma, per fermarsi sul versante nazionale ed europeo, è sintomatico registrare ed evidenziare – seppur nel rispetto di tutte le opinioni – che l’antisemitismo è ben presente nell’humus popolare e nel comune sentire.

Al di là delle chiacchiere, dei proclami e della propaganda di chi finge di non vedere il pericolo antisemita, questa deriva circola abbondantemente nei mille gangli della società italiana ed europea.

La paura quotidiana delle comunità ebraiche

Del resto, oltre alla paura concreta e manifesta del popolo ebraico – addirittura nell’esercizio dei singoli movimenti quotidiani e fisiologici all’interno delle loro rispettive comunità – siamo di fronte al sintomo di un rischio che ormai è palese. Una paura che può sfociare, ed è già sfociata, in atti violenti e di aggressione terroristica. E la tragedia australiana non è che la conferma più grave e dirompente.

Politica, responsabilità e verità scomode

Ecco perché non si possono banalizzare le recenti iniziative politiche e legislative italiane che hanno come obiettivo prioritario la denuncia e la lotta contro l’antisemitismo. È inutile fingere di negare una realtà che è sotto gli occhi di tutti e né, tantomeno, si può liquidarla sostenendo che “siamo tutti con il popolo ebraico”.

Non è così. Ed è appena sufficiente ascoltare gli slogan violenti e offensivi durante le manifestazioni di piazza a difesa del popolo palestinese, o prendere atto delle parole d’ordine delle “icone” di cui di volta in volta si innamora il variegato popolo di sinistra e progressista, per arrivare alla conclusione che l’antisemitismo è ritornato protagonista nelle vicende politiche, culturali e di costume delle nostre opinioni pubbliche.

Una mobilitazione necessaria

Solo attraverso una massiccia mobilitazione popolare, culturale e anche – e soprattutto – politica e legislativa sarà possibile, forse, affrontare e, se possibile, estirpare quella malapianta che scorrazza orizzontalmente nel tessuto delle nostre società occidentali da svariati decenni.

Una presenza purtroppo ben radicata anche nel nostro Paese, apparentemente civile, democratico, tollerante e liberale.

Von der Leyen: a Berlino progressi concreti, ucraini coraggiosi

Roma, 16 dic. (askanews) – “Ottimo incontro stasera a Berlino. Stiamo assistendo a progressi concreti grazie all’allineamento tra Ucraina, Europa e Stati Uniti. Gli ucraini difendono coraggiosamente la loro indipendenza ogni giorno. Meritano una pace degna del loro coraggio”. Lo scrive su X la presidente della commissione europa Ursula von der Leyen. “Ho avuto un’ottima conversazione con i leader europei sulla guerra in Ucraina, le cose sembra stiano andando meglio anche se lo abbiamo detto per diverso tempo”, tuttavia “penso che siamo più vicini adesso di quanto non lo siamo mai stati”. Lo ha detto il presidente Usa Donald Trump in conferenza stampa dallo studio ovale.

Risultati serie A, Roma a -3 dalla vetta

Roma, 15 dic. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Roma-Como 1-0:

Quindicesima giornata: Lecce-Pisa 1-0, Torino-Cremonese 1-0, Parma-Lazio 0-1, Atalanta-Cagliari 2-1, Milan-Sassuolo 2-2, Fiorentina-Verona 1-2, Udinese-Napoli 1-0, Genoa-Inter 1-2, Bologna-Juventus 1-2, Roma-Como 1-0.

Classifica: Inter 33, Milan 32, Napoli 31, Roma 30, Juventus 26 Bologna 25, Como 24, Lazio 22, Sassuolo, Udinese 21, Cremonese 20, Atalanta 19, Torino 17, Lecce 16, Cagliari, Genoa, Parma 14, Verona 12, Pisa 10, Fiorentina 6.

Sedicesima giornata: sabato 20 dicembre ore 18 Lazio-Cremonese, ore 20.45 Juventus-Roma, domenica 21 dicembre ore 12.30 Cagliari-Pisa, ore 15 Sassuolo-Torino, ore 18 Fiorentina-Udinese, ore 20.45 Genoa-Atalanta, mercoledì 14 gennaio ore 18.30 Napoli-Parma, ore 20.45 Inter-Lecce, giovedì 15 gennaio ore 18.30 Verona-Bologna, ore 20.45 Como-Milan.

Exclusive Padel Cup, festa a Milano per ultima tappa del circuito

Roma, 15 dic. (askanews) – La quinta edizione della Exclusive Padel Cup, circuito amatoriale organizzato da MSP Italia, ente di promozione sportiva riconosciuto dal Coni, e da Exclusive, la carta di credito del Gruppo Intesa Sanpaolo, si è chiusa con grandi numeri. Il sold out al Padel Palace di Milano, club di proprietà di diversi personaggi del mondo dello spettacolo quali Diletta Leotta, Alessandro Borghese, Junior Cally, Gabriele Corsi, Max Giusti e il manager Umberto Chiaramonte, ha portato il totale delle coppie iscritte a superare quota 200 tra Palermo, Roma, Treviso e, appunto, Milano. La tappa conclusiva, ricorda una nota, ha visto anche la partita esibizione degli ex calciatori Dario Marcolin e Cristian Brocchi, contro l’ex mezzofondista Gennaro Di Napoli e il telecronista di Sky Sport Gianluigi Bagnulo.

Nelle finali delle tre categorie del torneo di Milano si sono imposte le coppie formate da Pietro Maria Chiaramonte e Nicolò Scardani nel tabellone maschile, Viviana Damiano e Valentina Guarnieri nel torneo femminile ed Elisa Ferrario e Aaron Raffa nel misto.

“Anche questa quinta edizione è stata davvero entusiasmante, replicando il successo delle precedenti – ha sottolineato Claudio Briganti, responsabile nazionale padel di MSP Italia -. Siamo stati felici di aver inaugurato due nuove località come Palermo e Treviso tra le città che hanno ospitato la manifestazione, diventata ormai un appuntamento fisso e un’eccellenza nel calendario dei tornei amatoriali più apprezzati a livello nazionale, per lo spirito competitivo ma soprattutto per quello aggregativo. Un aspetto, questo, che nella pratica del padel è assolutamente prioritario e che rende questa disciplina sempre più popolare”.

Ucraina, leader europei: ora spetta a Russia dimostrare volontà pace

Milano, 15 dic. (askanews) – “Ora spetta alla Russia dimostrare la propria volontà di lavorare per una pace duratura accettando il piano di pace del Presidente Trump e dimostrare il proprio impegno a porre fine ai combattimenti accettando un cessate il fuoco”. Lo affermano in una dichiarazione i leader europei riuniti a Berlino per il summit sull’Ucraina. I leader “hanno concordato di continuare a esercitare maggiore pressione sulla Russia affinché quest’ultima accetti di negoziare seriamente”.

A questo fine “si sono tutti impegnati a lavorare per ottenere ulteriori rapidi progressi nei prossimi giorni e settimane, al fine di concludere e approvare congiuntamente un accordo per una pace duratura. Hanno ribadito il loro fermo sostegno al Presidente Zelensky e al popolo ucraino nella lotta contro l’invasione illegale della Russia e nel raggiungimento di una pace giusta e duratura”.

Ucraina, leader europei: sostegno a Zelensky, anche se consulta ucraini

Milano, 15 dic. (askanews) – I leader europei riuniti a Berlino “hanno espresso il loro sostegno al Presidente Zelensky e hanno concordato di sostenere qualsiasi decisione da lui presa su specifiche questioni ucraine”, anche nel caso in cui decidesse di “consultare il suo popolo, se necessario”.

Nella dichiarazione congiunta, i leader “hanno ribadito che i confini internazionali non devono essere modificati con la forza. Le decisioni sul territorio spettano al popolo ucraino, una volta che saranno effettivamente in vigore solide garanzie di sicurezza. Hanno concordato che alcune questioni dovranno essere risolte nelle fasi finali dei negoziati. Hanno sottolineato che avrebbero sostenuto il Presidente Zelensky nel consultare il suo popolo, se necessario”.

I leader “sono stati chiari sul fatto che, come in qualsiasi accordo, nulla è concordato finché tutto non è concordato e che tutte le parti devono lavorare intensamente per una soluzione che possa garantire una fine duratura dei combattimenti”.

Ucraina, leader europei: bene progressi per pace duratura

Milano, 15 dic. (askanews) – I leader riuniti a Berlino “hanno accolto con favore i significativi progressi negli sforzi del presidente Trump per garantire una pace giusta e duratura in Ucraina. Hanno inoltre accolto con favore la stretta collaborazione tra i team del presidente Zelensky e del presidente Trump, nonché con i team europei, negli ultimi giorni e settimane. Hanno concordato di collaborare con il presidente Trump e il presidente Zelensky per raggiungere una pace duratura che preservi la sovranità ucraina e la sicurezza europea. I leader hanno apprezzato la forte convergenza tra Stati Uniti, Ucraina ed Europa”. È quanto si legge in una dichiarazione congiunta firmata da Merz, Frederiksen, Stubb, Macron, Meloni, Schoof, Støre, Tusk, Kristersson, Starmer, Costa e von der Leyen, riuniti a Berlino.

I leader hanno convenuto che “garantire la sicurezza, la sovranità e la prosperità dell’Ucraina è fondamentale per la più ampia sicurezza euro-atlantica. Hanno affermato con chiarezza che l’Ucraina e il suo popolo meritano un futuro prospero, indipendente e sovrano, libero dal timore di una futura aggressione russa”.

Nella dichiarazione si sottolinea che “sia i leader statunitensi che quelli europei si sono impegnati a collaborare per fornire solide garanzie di sicurezza e misure di sostegno alla ripresa economica dell’Ucraina nel contesto di un accordo per porre fine alla guerra”.

Manovra, Schlein: da governo risorse ponte a coprire pasticci

Roma, 15 dic. (askanews) – “Avevamo chiesto con dei nostri emendamenti di rimodulare le folli risorse messe su un progetto dannoso e sbagliato come quello del ponte sullo Stretto di Messina che è stato anche bloccato dalla Corte dei Conti. Ma avevamo chiesto di mettere quelle risorse sulle infrastrutture necessarie per i siciliani e i calabresi. Invece, un’altra volta, pare che il governo sposti quelle risorse davanti al fallimento del ponte, ma le vada a mettere su altre priorità, magari quelle dovute ai pasticci che hanno fatto su Transizione 5.0. Noi chiediamo invece che quelle risorse siano messe a disposizione delle infrastrutture che i siciliani e i calabresi aspettano”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, alla festa regionale del partito a Catania.

M.O., Meloni su imam: giudici annullano iniziative per sicurezza

Milano, 15 dic. (askanews) – “Qualcuno mi può spiegare come facciamo a difendere la sicurezza degli italiani se ogni iniziativa che va in questo senso viene sistematicamente annullata da alcuni giudici?”. In un post sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni commenta così decisione della Corte d’Appello di Torino che “ha disposto la cessazione del trattenimento dell’imam Mohamed Shahin, destinatario di un decreto di espulsione firmato dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Parliamo di una persona che ha definito l’attacco del 7 ottobre un atto di ‘resistenza’, negandone la violenza. Che, dalle mie parti – afferma Meloni – significa giustificare, se non istigare, il terrorismo”.

Per l’uccisione di Rob Reiner e della moglie arrestato il figlio Nick

New York, 15 dic. (askanews) – Nick Reiner, 32 anni, figlio del regista di Hollywood Rob Reiner e della moglie Michele Singer, è stato arrestato e condotto in una prigione nella contea di Los Angeles, secondo quanto riportano i registri carcerari consultabili online. Negli stessi file si legge che la cauzione per il rilascio è stata fissata a 4 milioni di dollari. Nick, noto per le sue dipendenze da droghe, potrebbe essere l’autore dell’assassinio della coppia, colpita a morte con un coltello. Nessuna dichiarazione ufficiale è ancora arrivata dalla polizia di Los Angeles.

Moda, Urso: su ultra-fast fashion "un’invasione di cavallette"

Roma, 15 dic. (askanews) – “Un’invasione di cavallette senza precedenti, una minaccia diretta alla sicurezza, alla salute e ai diritti dei consumatori, che ha assunto dimensioni insostenibili anche come conseguenza indiretta dei dazi americani”. E’ il monito lanciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso di un incontro al ministero, in cui ha richiamato l’attenzione sui rischi per i consumatori legati al fenomeno.

Secondo quanto riposta un comunicato, si è avuto un ampio consenso al Tavolo sulle misure di contrasto all’invasione di prodotti cinesi legata all’ultra-fast fashion.

Urso ha quindi illustrato le misure adottate o di prossima adozione, a livello europeo e nazionale, per contrastare il fenomeno: “Oltre al dazio di 3 euro sui pacchi di valore inferiore ai 150 euro, che abbiamo ottenuto dalla Commissione europea, sono stati presentati emendamenti alla Legge di bilancio per introdurre, in via temporanea, una ulteriore tassazione di 2 euro sui pacchi di basso valore provenienti da paesi extra-Ue”.

Il ministro, si legge, ha infine ricordato le misure contenute nel recente decreto sui cosiddetti ‘green claims’, già approvato dal Cdm, che rafforza gli strumenti di contrasto alle pratiche commerciali scorrette legate alla sostenibilità ambientale e sociale dei prodotti, a tutela del Made in Italy sostenibile.

La Casa Bianca contro Netanyahu: "Ha violato il cessate il fuoco"

New York, 15 dic. (askanews) – La Casa Bianca ha inviato un severo messaggio privato al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, sottolineando che l’uccisione, avvenuta nel fine settimana, di Raed Saad, vice comandante dell’ala militare di Hamas e uno dei presunti architetti degli attacchi del 7 ottobre, ha costituito una violazione dell’accordo di cessate il fuoco mediato dal presidente Trump. A riferire dell’aspro scontro è il sito di notizie Axios che ha sentito funzionari americani.

Il messaggio arriva in un contesto di crescenti tensioni tra l’amministrazione Trump e il governo Netanyahu riguardo alla prossima fase dell’accordo per porre fine alla guerra a Gaza e lavorare sugli accordi nella regione. Il segretario di Stato Marco Rubio, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e il consigliere e genero di Trump, Jared Kushner, sarebbero molto frustrati con Netanyahu a seguito dell’attacco, poichè non sono stati informati preventivamente.

“Il messaggio della Casa Bianca a Netanyahu è stato: ‘Se vuoi rovinare la tua reputazione e dimostrare di non rispettare gli accordi, fai pure, ma non ti permetteremo di rovinare la reputazione del Presidente Trump dopo che ha mediato l’accordo a Gaza’”, ha dichiarato un alto funzionario statunitense ad Axios, nonostante invece la controparte israliana abbia voluto minimizzare lo scontro e il messaggio arrivato dai vertici dell’amministrazione Trump.

Il premier israeliano dovrebbe incontrare il presidente americano a Mar-a-Lago il 29 dicembre prossimo.

Moretta nuovo console onorario Repubblica di Slovacchia a Napoli

Roma, 15 dic. (askanews) – “I rapporti tra Slovacchia e Italia sono ottimi. Lo testimoniano anche le diverse visite ufficiali negli ultimi anni del nostro Presidente e del Primo Ministro. A gennaio 2026 prevista anche quella del Presidente del Parlamento. Riteniamo la cooperazione con le regioni altrettanto fondamentale e sono davvero lieta di essere oggi qui a Napoli per l’apertura del Consolato onorario guidato da Vincenzo Moretta”. Sono le parole di Karla Wursterov, ambasciatrice della Repubblica Slovacca in Italia, intervenuta alla cerimonia del taglio del nastro degli ambienti della sede consolare, che inizier ufficialmente a svolgere attivit di assistenza ai cittadini slovacchi e di promozione delle relazioni bilaterali nel Mezzogiorno, insieme a Marek Estok, Segretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri e degli Affari Europei della Repubblica Slovacca. Presso il Circolo dell’Unione di Napoli si poi svolto un incontro alla presenza delle massime istituzioni civili, militari, accademiche ed economiche del territorio tra i quali il Prefetto di Napoli Michele Di Bari e gli assessori comunali Chiara Marciani e Antonio De Iesu.

“Le competenze del Consolato onorario della Repubblica di Slovacchia avr competenze in Campania, Calabria e Basilicata – ha dichiarato il neoconsole onorario Vincenzo Moretta – ed un onore grandissimo per me poter mettere insieme relazioni tra due Paesi che da tempo mostrano reciproca simpatia e collaborazione in tante attivit economiche, culturali, artistiche e, soprattutto, nell’assistenza dei cittadini. Sono sicuro che insieme faremo un grande lavoro che consentir di riprendere rapporti economici e commerciali che costituiscono un’opportunit importante per le realt del Mezzogiorno”.

Salvini: nè con Putin nè con Zelensky, sono per la pace e l’Italia

Milano, 15 dic. (askanews) – “Io sono filo-italiano. Mi hanno accusato di essere putiniano, orbaniano, trumpiano… Non faccio il tifoso tra Putin o Zelensky, sono per la pace e sono per l’Italia”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, in una intervista a Quarta Repubblica che andrà in onda stasera su Retequattro.

“Semplicemente rimarco – ha proseguito Salvini nel giorno in cui Giorgia Meloni sarà a Berlino con i ‘volenterosi’ – che non siamo in guerra con la Russia e faccio notare che dopo 4 anni di guerra i 19 pacchetti di sanzioni che dovevano mettere in ginocchio Putin hanno messo in ginocchio le economie occidentali e le bollette degli italiani, non Putin. A dicembre del 2025 dico prudenza prima di parlare di altre armi, di riarmo, dell’esercito europeo. Perchè se non ci sono riusciti Hitler e Napoleone a mettere in ginocchio Mosca, difficilmente ci riusciranno Kallas e Macron con Starmer e Merz. Ritengo che l’emergenza per l’Italia sono i migliaia di clandestini da Sud e il fanatismo islamico, non un’improbabile invasione dei carri armati sovietici”.

Manovra, in arrivo modifiche del governo per 3,5 miliardi di euro

Roma, 15 dic. (askanews) – Sono in arrivo modifiche del governo alla manovra per 3,5 miliardi di euro. Lo hanno riferito componenti di maggioranza ed opposizione della Commissione bilancio del Senato dopo l’Ufficio di presidenza cui ha preso parte il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti.

Le modifiche riguarderanno Zes, finanziamento di Transizione 5.0, silenzio-assenso per l’adesione alla previdenza complementare e riprogrammazione temporale dei finanziamenti del Ponte sullo Stretto. Tra le modifiche in arrivo dal governo anche una norma sul caro materiali.

Il relatore della manovra, Guido Liris(FdI), ha riferito che il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che il pacchetto di misure “poteva anche essere gestito e trattato fuori dalla V Commissione, magari attraverso un Dpcm ma, essendo urgente ed importante l’intervento, ha preferito collocarlo all’interno della legge di bilancio per rendere protagonista il Parlamento. Credo che sia una bellissima pagina perché dà al Parlamento la possibilità di gestire una manovra più complessa e con gli aiuti richiesti”.

Liris ha aggiunto che tra le misure contenute nell’emendamento del governo ci saranno delle “riprogrammazioni” delle risorse del Ponte sullo Stretto “per il fatto che per un anno non se ne è neanche potuto parlare per ovvi motivi legati all’ambito giudiziario”, in particolare delle risorse “del prossimo anno”.

Tutto il pacchetto di modifiche del governo “è stato quantificato orientativamente in 3,5 miliardi di euro” ha proseguito, annunciando che domani sera ci saranno i tempi per i subemendamenti e stasera ci saranno gli incontri bilaterali con i gruppi che erano previsti ieri e “capiamo se ci sono le condizioni per votare tutto quello che può essere votato a prescindere da queste modifiche stasera o domani mattina”.

Mattarella: Ue aggredita, inammissibile rivedere i confini con la forza

Roma, 15 dic. (askanews) – E’ in atto una aggressione contro l’Unione europea, e in generale contro l’occidente per metterne in discussione i valori di democrazia e libertà. E’ un discorso duro quello che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha pronunciato oggi alla conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori riuniti alla Farnesina dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il capo dello Stato non ha usato giri di parole, stavolta, per denunciare “l’aberrante intendimento” della federazione russa “di infrangere il principio del rifiuto di ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa. Azione ritenuta irresponsabile e inammissibile già oltre cinquanta anni addietro nella Conferenza di Helsinki sulla Cooperazione e Sicurezza nel continente”.

Il ragionamento di Mattarella è rivolto agli ambasciatori ai quali ha ricordato quanto sia “deciviso” il loro lavoro in un momento storico difficile attraversato da conflitti vicini ma anche lontani. La diplomazia, ha ricordato, la ricerca di collaborazione e il rispetto del diritto internazionale sono la nostra cifra, i fondamenti della nostra Repubblica e occorre esserne consapevoli e continuare a lavorarci per risolvere i conflitti. Mattarella lancia un avvertimento anche contro le minacce più sottili che cercano di minare la credibilità dell’Europa: “pericolose attività di disinformazione tendono ad accreditare una presunta vulnerabilità delle opinioni pubbliche dei Paesi democratici” guidate da “inediti ma opachi centri di potere dotati di vaste capacità di influenza sui cittadini e, con esse, sulle scelte politiche”.

Il Presidente è convinto quindi che “nel contesto attuale” caratterizzato da crisi molteplici “è possibile essere protagonisti puntando su due ambiti, quello multilaterale e quello degli organismi sovranazionali, come l’Unione Europea, che possono consentire di raggiungere la massa critica necessaria per evitare di ricadere in ambizioni velleitarie”. Parla dell’Ucraina ma anche del Medioriente sollecitando un sostegno convinto della comunità internazionale al cessate il fuoco. E poi il lungo elenco delle crisi in corso: Sahel, Corno d’Africa, Asia orientale, America Latina. Mattarella teme che “la tentazione della frammentazione si insinui nelle relazioni internazionali – e persino nel mondo occidentale – con la ripresa di un metodo di ostilità che misura i rapporti internazionali su uno schema a somma zero: se qualcuno ci guadagna significa che qualcun altro ci perde”.

A questo disegno si collega la “disordinata e ingiustificata aggressione nei confronti della Unione Europea, alterando la verità e presentandola anziché come una delle esperienze storiche di successo per la democrazia e per i diritti, sviluppatasi anche con la condivisione e con l’apprezzamento dell’intero Occidente, come una organizzazione oppressiva, se non addirittura nemica della libertà”. Il Presidente parla senza citarli esplicitamente dei giudici della Corte penale internazionale (tra i quali anche un italiano, Salvatore Aitala) che sono stati condannati dal tribunale di Mosca: “Assistiamo oggi alla pretesa di imporre punizioni contro giudici delle Corti internazionali per le loro funzioni di istruire denunce contro crimini di guerra, a difesa dei diritti umani, in definitiva a difesa dei popoli del mondo: sono pretese di un mondo volto pericolosamente indietro, al peggiore passato. Un mondo che si presenta rovesciato e contraddittorio con condanne alla carcerazione di componenti le Corti internazionali ad opera di un Paese promotore, e con suoi giudici protagonisti, del processo di Norimberga”.

Ripercorre quindi tutti i passaggi che a partire dalla seconda guerra mondiale il continente ha fatto per instaurare un sistema basato sulla cooperazione: “la ricerca della pace nella sicurezza” dice citando Aldo Moro. “Di fronte alla nuova complessità la diplomazia appare a volte in ripiego o che si ritenga che si trovi a gestire la mera certificazione notarile di situazioni regolate con la forza. Non è così! – scandisce il capo dello Stato – Alcuni dei risultati raggiunti nel dopoguerra dalla diplomazia, tanto quella multilaterale quanto quella bilaterale, sono stati straordinari”.

“Se ci si propone di perseguire obiettivi di progresso – dice -la strada è soltanto quella del rafforzamento della collaborazione. L’alternativa porta ad avvolgersi nella spirale dell’instabilità”. Ma ormai “è evidente che è in atto un’operazione, diretta contro il campo occidentale, che vorrebbe allontanare le democrazie dai propri valori, separando i destini delle diverse nazioni. Non è possibile distrarsi e non sono consentiti errori” è il preoccupato avvertimento del Presidente che rilancia a proposito proprio il ruolo che può e deve giocare la diplomazia. “L’epoca di transizione in cui ci troviamo presenta pericoli che dobbiamo saper tempestivamente riconoscere – insiste -: a stagliarsi all’orizzonte c’è il rischio di un generale arretramento della civiltà”.

Oss. Bullismo e Disagio Giovanile, Claudia Conte portavoce

Roma, 15 dic. (askanews) – L’Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile ha annunciato la nomina di Claudia Conte quale Portavoce Ufficiale dell’Ente, un incarico che valorizza la sua riconosciuta esperienza nel mondo della comunicazione, del giornalismo e delle relazioni istituzionali.

Professionista attenta e profondamente sensibile ai temi sociali, Claudia Conte porta con s un impegno sincero nella promozione dei valori del rispetto, della solidariet e della legalit, principi che rappresentano la base dell’azione educativa e culturale dell’Osservatorio e che guidano da sempre il suo percorso umano e professionale.

“La scelta di Claudia nasce da una profonda stima personale e professionale – dichiara Luca Massaccesi, Presidente dell’Osservatorio. – La sua capacit di dialogare con il mondo dei media, delle istituzioni e della cultura rappresenta un valore straordinario per la nostra missione nazionale. Sono certo che sapr dare voce ai nostri progetti con sensibilit, autorevolezza e grande umanit, contribuendo a diffondere un messaggio di rispetto che oggi pi necessario che mai.” Nel suo nuovo ruolo, Claudia Conte curer i rapporti con la stampa e i media nazionali, presenter le principali iniziative pubbliche dell’Osservatorio – tra cui la Maratona Bullismo, le Olimpiadi del Rispetto, il Tour educativo nazionale e i progetti dedicati al mondo scolastico – e supporter lo sviluppo della strategia comunicativa e delle partnership culturali. “Accolgo questo incarico con profonda gratitudine – dichiara Claudia Conte. – I valori del rispetto, della solidariet e della legalit fanno parte della mia identit e guidano da sempre il mio impegno personale e professionale. Mettere la mia voce al servizio dell’Osservatorio significa contribuire a diffondere questi principi fondamentali e a sostenere i giovani in un percorso di crescita consapevole. una responsabilit importante e un privilegio che assumo con entusiasmo.”

La nomina rientra nel percorso di consolidamento nazionale dell’Osservatorio, che nel 2026 intensificher le proprie attivit nelle scuole, nelle comunit territoriali e nelle istituzioni attraverso programmi formativi, campagne di sensibilizzazione e progetti innovativi dedicati alla prevenzione del bullismo, del cyberbullismo e del disagio giovanile. La nomina rientra nel percorso di consolidamento nazionale dell’Osservatorio

Mattarella: Ue aggredita, inammissibile rivedere i confini con la forza

Roma, 15 dic. (askanews) – E’ in atto una aggressione contro l’Unione europea, e in generale contro l’occidente per metterne in discussione i valori di democrazia e libertà. E’ un discorso duro quello che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha pronunciato oggi alla conferenza delle ambasciatrici e degli ambasciatori riuniti alla Farnesina dal ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il capo dello Stato non ha usato giri di parole, stavolta, per denunciare “l’aberrante intendimento” della federazione russa “di infrangere il principio del rifiuto di ridefinire con la forza gli equilibri e i confini in Europa. Azione ritenuta irresponsabile e inammissibile già oltre cinquanta anni addietro nella Conferenza di Helsinki sulla Cooperazione e Sicurezza nel continente”.

Il ragionamento di Mattarella è rivolto agli ambasciatori ai quali ha ricordato quanto sia “deciviso” il loro lavoro in un momento storico difficile attraversato da conflitti vicini ma anche lontani. La diplomazia, ha ricordato, la ricerca di collaborazione e il rispetto del diritto internazionale sono la nostra cifra, i fondamenti della nostra Repubblica e occorre esserne consapevoli e continuare a lavorarci per risolvere i conflitti. Mattarella lancia un avvertimento anche contro le minacce più sottili che cercano di minare la credibilità dell’Europa: “pericolose attività di disinformazione tendono ad accreditare una presunta vulnerabilità delle opinioni pubbliche dei Paesi democratici” guidate da “inediti ma opachi centri di potere dotati di vaste capacità di influenza sui cittadini e, con esse, sulle scelte politiche”.

Il Presidente è convinto quindi che “nel contesto attuale” caratterizzato da crisi molteplici “è possibile essere protagonisti puntando su due ambiti, quello multilaterale e quello degli organismi sovranazionali, come l’Unione Europea, che possono consentire di raggiungere la massa critica necessaria per evitare di ricadere in ambizioni velleitarie”. Parla dell’Ucraina ma anche del Medioriente sollecitando un sostegno convinto della comunità internazionale al cessate il fuoco. E poi il lungo elenco delle crisi in corso: Sahel, Corno d’Africa, Asia orientale, America Latina. Mattarella teme che “la tentazione della frammentazione si insinui nelle relazioni internazionali – e persino nel mondo occidentale – con la ripresa di un metodo di ostilità che misura i rapporti internazionali su uno schema a somma zero: se qualcuno ci guadagna significa che qualcun altro ci perde”.

A questo disegno si collega la “disordinata e ingiustificata aggressione nei confronti della Unione Europea, alterando la verità e presentandola anziché come una delle esperienze storiche di successo per la democrazia e per i diritti, sviluppatasi anche con la condivisione e con l’apprezzamento dell’intero Occidente, come una organizzazione oppressiva, se non addirittura nemica della libertà”. Il Presidente parla senza citarli esplicitamente dei giudici della Corte penale internazionale (tra i quali anche un italiano, Salvatore Aitala) che sono stati condannati dal tribunale di Mosca: “Assistiamo oggi alla pretesa di imporre punizioni contro giudici delle Corti internazionali per le loro funzioni di istruire denunce contro crimini di guerra, a difesa dei diritti umani, in definitiva a difesa dei popoli del mondo: sono pretese di un mondo volto pericolosamente indietro, al peggiore passato. Un mondo che si presenta rovesciato e contraddittorio con condanne alla carcerazione di componenti le Corti internazionali ad opera di un Paese promotore, e con suoi giudici protagonisti, del processo di Norimberga”.

Ripercorre quindi tutti i passaggi che a partire dalla seconda guerra mondiale il continente ha fatto per instaurare un sistema basato sulla cooperazione: “la ricerca della pace nella sicurezza” dice citando Aldo Moro. “Di fronte alla nuova complessità la diplomazia appare a volte in ripiego o che si ritenga che si trovi a gestire la mera certificazione notarile di situazioni regolate con la forza. Non è così! – scandisce il capo dello Stato – Alcuni dei risultati raggiunti nel dopoguerra dalla diplomazia, tanto quella multilaterale quanto quella bilaterale, sono stati straordinari”.

“Se ci si propone di perseguire obiettivi di progresso – dice -la strada è soltanto quella del rafforzamento della collaborazione. L’alternativa porta ad avvolgersi nella spirale dell’instabilità”. Ma ormai “è evidente che è in atto un’operazione, diretta contro il campo occidentale, che vorrebbe allontanare le democrazie dai propri valori, separando i destini delle diverse nazioni. Non è possibile distrarsi e non sono consentiti errori” è il preoccupato avvertimento del Presidente che rilancia a proposito proprio il ruolo che può e deve giocare la diplomazia. “L’epoca di transizione in cui ci troviamo presenta pericoli che dobbiamo saper tempestivamente riconoscere – insiste -: a stagliarsi all’orizzonte c’è il rischio di un generale arretramento della civiltà”.

Lavrov: l’Europa sfrutta la crisi ucraina per tramare contro gli Usa

Roma, 15 dic. (askanews) – L’Europa sta sfruttando la crisi ucraina per tramare controgli Stati Uniti e altri attori in cerca di una soluzione equa. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo, Sergej Lavrov.

“Purtroppo, l’Europa sta adesso cercando di nuovo di dettare a tutti i propri termini e desideri, che sembrano essere legati alla crisi ucraina. L’Europa la sta usando per affermarsi, per mettere i bastoni tra le ruote e tramare contro gli Stati Uniti e tutti coloro che cercano una soluzione giusta”, ha detto Lavrov in un’intervista a Irib.

Trump: Rob Reiner paranoico e ossessionato da me

New York, 15 dic. (askanews) – Il presidente americano Donald Trump ha usato Truth social per offrire la sua visione della morte del regista e produttore Rob Reiner e della moglie Michel, deceduti a causa di armi da taglio. Nel post Trump ha scritto che Reiner era “un regista e attore comico un tempo di grande talento, ma tormentato e in preda a gravi difficoltà” e ha sostenuto, senza prove, che il decesso, sia legato alla “rabbia che aveva suscitato negli altri a causa della sua grave, irremovibile e incurabile afflizione, nota come Sindrome da Delirio di Trump (Trump Derangement Syndrome, TDS)”.

Il presidente ha poi aggiunto che il regista “era noto per aver fatto impazzire le persone con la sua ossessione sfrenata per il Presidente Donald J. Trump, e la sua evidente paranoia aveva raggiunto livelli inauditi”, legati ai risultati raggiunti dall’amministrazione, “che stanno inaugurando un’Età dell’Oro per l’America, forse senza precedenti”. Reiner era da sempre un aperto critico del presidente e lo scorso anno aveva prodotto il documentario God+Country per presentare l’uso della fede da parte del nazionalismo bianco sostenitore di Trump.

Nuove sanzioni Ue contro i ‘megafoni’ della propaganda russa

Roma, 15 dic. (askanews) – Il Consiglio d’Europa ha adottato sanzioni contro dodici persone e due società accusate di partecipare alle “attività ibride russe” di manipolazione dell’informazione, interferenza o cyberattività.

Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noel Barrot, ha accolto con favore su X queste sanzioni, adottate su iniziativa della Francia contro “i canali della propaganda del Cremlino e gli artefici delle ingerenze digitali straniere”.

Tra le entità prese di mira figurano in particolare compagnie marittime che lavorano con le società petrolifere russe Lukoil e Rosneft e che contribuiscono all’elusione delle sanzioni attraverso la “flotta fantasma” russa. Inoltre, sono colpiti anche propagandisti come l’ex militare Xavier Moreau, cittadino franco-russo con ‘base’ in Russia e diffusore della propaganda del Cremlino in Europa, o John Mark Dougan, responsabile di ingerenze digitali in Europa. Con queste nuove sanzioni, in totale 59 persone e 17 entità sono ora oggetto di misure restrittive dell’Ue. Queste prevedono il congelamento dei beni, il divieto di viaggio o di transito sul territorio europeo, nonché restrizioni finanziarie.

La premio Nobel per la pace Mohammadi ricoverata 2 volte dopo l’arresto violento

Roma, 15 dic. (askanews) – C’è preoccupazione per le condizioni di salute di Narges Mohammadi, premio Nobel per la pace 2023, arrestata venerdì in Iran. Il suo comitato di sostegno – secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa France Presse – ha riferito che la dissidente appare “sofferente” e che è stata trasportata due volte in ospedale dopo un arresto definito “violento”.

Secondo quanto comunicato dal comitato su X, Mohammadi ha potuto parlare brevemente con la famiglia domenica, raccontando di aver subito “ripetuti e violenti colpi di manganello alla testa e al collo” al momento dell’arresto. “Il suo stato fisico al momento della telefonata non era buono e sembrava soffrire”, ha riferito il comitato.

Un collettivo di attivisti iraniani, tra cui i registi Jafar Panahi e Mohammad Rassoulof, ha chiesto oggi la sua liberazione “immediata e incondizionata”. Secondo il comitato di sostegno, Mohammadi avrebbe riferito che i colpi ricevuti erano di “una violenza inaudita” e che è stata condotta due volte al pronto soccorso, aggiungendo di non sapere quale servizio di sicurezza la stia attualmente detenendo. La notizia è stata confermata anche da uno dei fratelli, Hamid Mohammadi, residente in Norvegia, che all’Afp ha dichiarato: “Narges ha telefonato brevemente a mio fratello in Iran. È stata colpita violentemente alla testa e al volto ed è stata portata da un medico per una visita. Non è ricoverata, ma è ancora in detenzione”.

La militante per i diritti umani, 53 anni, è stata arrestata venerdì a Mashad, nell’est del Paese, dopo aver preso la parola a una cerimonia in memoria dell’avvocato Khosrow Alikordi, morto all’inizio di dicembre. Secondo il procuratore di Mashad, Hassan Hemmatifar, durante la cerimonia sono state arrestate 38 persone, tra cui Mohammadi e un’altra attivista nota, Sepideh Gholian. Il fratello dell’avvocato, Javad Alikordi, sarebbe stato arrestato più tardi nella giornata.

Narges Mohammadi, arrestata per l’ultima volta nel novembre 2021, ha trascorso molti anni in carcere. Nel dicembre 2024 aveva ottenuto una temporanea liberazione per motivi di salute.

Ucraina, Zelensky vede il team Usa a Berlino: lo scoglio dei territori

Roma, 15 dic. (askanews) – Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato gli inviati statunitensi a Berlino, per proseguire i negoziati su un piano per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina.

L’incontro ha rappresentato la prosecuzione dei colloqui che Zelensky aveva avuto il giorno precedente con l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, genero e consigliere del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. I colloqui si sono conclusi dopo circa un’ora e mezzo, senza ulteriori negoziati tra Ucraina e Stati Uniti previsti per la giornata. Al momento non sono stati divulgati dettagli.

Le due parti non hanno raggiunto un accordo sulle questioni territoriali, visto che gli Stati Uniti continuano a spingere Kiev a cedere alla Russia l’intero oblast’ di Donetsk e quella di Lugansk, ha dichiarato una fonte ufficiale che ha chiesto di restare anonima.

Tuttavia, il primo vice ministro degli Esteri ucraino, Sergiy Kyslytsya, ha messo in guardia dal “caratterizzare in modo errato” l’approccio di Washington e ha affermato che gli Stati Uniti “restano pienamente impegnati nel processo di pace”.

“Ogni delegazione ascolta attentamente l’altra. La posizione ucraina è molto chiara. Le fonti anonime non sono corrette”, ha dichiarato il funzionario, senza specificare esplicitamente a quale affermazione si riferisse. Dopo l’incontro con gli inviati statunitensi, Zelensky è stato ricevuto dal presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier presso la residenza presidenziale del palazzo di Bellevue, ha riferito Suspilne.

Sebbene Witkoff abbia affermato che durante i colloqui iniziali di ieri siano stati compiuti “molti progressi”, una fonte anonima del Wall Street Journal ha descritto l’incontro di cinque ore di domenica come difficile, con Washington apparentemente poco disposta a scendere a compromessi sulla propria proposta di pace, mentre spinge per un accordo entro la fine dell’anno. I negoziati fanno parte di rinnovati sforzi diplomatici seguiti al sostegno di Washington a un piano di pace in 28 punti, che imporrebbe condizioni molto dure all’Ucraina. La proposta è stata successivamente ridotta a 20 punti dopo consultazioni con rappresentanti ucraini ed europei.

Parlando prima dell’incontro di Berlino, Zelensky ha respinto un’idea sostenuta dagli Stati Uniti secondo cui le truppe ucraine dovrebbero ritirarsi da una proposta “zona demilitarizzata” nella regione del Donbass parzialmente occupata dalla Russia.

Di fronte alle pressioni statunitensi affinché siano fatte concessioni territoriali nelle regioni orientali, Zelensky ha affermato che tali questioni dovrebbero essere decise dal popolo ucraino, eventualmente tramite un referendum. Zelensky ha inoltre sottolineato che qualsiasi accordo di pace deve essere fondato su garanzie di sicurezza ferree, simili a quelle previste dall’Articolo 5 della Nato, anche se gli Stati Uniti e altri alleati si oppongono alla piena adesione dell’Ucraina all’alleanza atlantica.

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che il divieto di ingresso dell’Ucraina nella Nato resta una “pietra angolare” delle richieste russe in un potenziale accordo di pace.

Cinema, "Oi Vita Mia" miglior incasso italiano della stagione

Roma, 15 dic. (askanews) – Dopo l’ottimo esordio al botteghino, “Oi Vita Mia”, il nuovo film diretto e interpretato da Pio e Amedeo, continua a registrare numeri da record: al terzo weekend di programmazione il film ha incassato 1.138.691 di euro e raggiunto un incasso complessivo di 7.103.609 euro, con 946.148 presenze (dati Cinetel), affermandosi come il film italiano campione di incassi di questa stagione cinematografica.

“Oi Vita Mia” si conferma un fenomeno di pubblico, capace di conquistare le sale di tutta Italia. Il film, uscito in sala dal 27 novembre, è interpretato, oltre che diretto, da Pio e Amedeo con la partecipazione straordinaria di Lino Banfi, con Ester Pantano, Cristina Marino, Marina Lupo, Adriana De Meo ed Emanuele La Torre.

La sceneggiatura è di Pio D’Antini, Amedeo Grieco, Emanuele Licitra; prodotto da Lorenzo Mieli, Mario Gianani e Valentina Avenia; prodotto da Massimiliano Orfei, Luisa Borella e Davide Novelli. È una produzione da Our Films (una società del gruppo Mediawan), PiperFilm, in collaborazione con Netflix ed è distribuito da PiperFilm.

In “Oi vita mia” Pio gestisce una comunità di recupero per ragazzi, Amedeo una casa di riposo per anziani. Uno ha una relazione in crisi, l’altro una figlia adolescente irrequieta. Costretti dalle circostanze a vivere sotto lo stesso tetto tra anziani smemorati e giovani casinisti che si fanno la guerra, i due finiranno per scambiarsi consigli non richiesti, infilarsi in situazioni assurde e, tra bollette arretrate e partite a padel, trovare finalmente il coraggio di mettere ordine alle loro vite e scoprire così un nuovo modo di stare assieme.

SGUARDI. Francesco Murano, l’architetto delle luci

Roma, 15 dic. (askanews) – Le interviste di SGUARDI ci portano da Francesco Murano, light designer che ha illuminato oltre duecento mostre, inclusa quella spettacolare sui Tesori dei Faraoni adesso alle Scuderie del Quirinale. Dal Perseo di Canova alla Tempesta di Giorgione, da Vittorio Sgarbi a quanto costa montare una mostra: ricordi, imprevisti, bellezza ma anche gli usi dell’intelligenza artificiale. SGUARDI è la rubrica di approfondimento di Askanews curata da Alessandra Quattrocchi.

“La luce nell’arte ha due aspetti. La prima è la luce delle opere e l’altra è la luce sulle opere. La luce in una mostra può danneggiare molto più di quello che può fare e può fare molto più male che bene. Perché sei una mostra illuminata male veramente si perde il gusto di vedere un’opera. Purtroppo non sempre non sempre questo viene compreso”, dice Murano. “Ma questo non lo dico perché per me, ma in generale, se una mostra illuminata male vuol dire che qualcuno non ha chiamato la persona giusta”.

Sulla mostra “I tesori dei Faraoni” spiega, “ha dei reperti d’oro di infinita bellezza; ha come caratteristica principale quella di voler richiamare l’attenzione sulle varie dinastie che si sono succedute in epoca egizia e quindi di far vedere come questo passaggio ha significato la produzione di opere meravigliose. L’oro fa parte di quei materiali che si chiamano fototropici cioè che si nutrono di luce. In generale tutti i metalli si nutrono di luce, quindi vivono di luce e non solo, ma come tutti i materiali riflettenti, l’oro deve essere illuminato in modo che crei riflessi al contrario dei dipinti. Quindi in questo caso è stato particolare cura mia e di Domenico Arnaldi che è il mio assistente, evitare che l’oro non venga illuminato e in più illuminare soltanto l’oro lasciando per contrasto i fondi perché in questo caso diventava l’oro stesso fonte di luce”.

Murano poi racconta delle complessità e dei costi dell’organizzazione di una mostra; delle sfide che comporta una simile operazione culturale: della Tempesta di Giorgione e di Vittorio Sgarbi; dei suoi brevetti per l’intelligenza artificiale nell’illuminazione delle mostre: e conclude, “un quadro lo vedi meglio su un catalogo se la riproduzione è bella. Le persone vanno a vedere una mostra per entrare in relazione con l’artista. E quindi anch’io sono in qualche modo in relazione con l’artista. Mi ricordo una mostra di Monet a Milano in cui quando sono uscito, c’era una gigantografia di Monet e guardava – non è che guardava me, ma io l’ho guardato. Ho detto, speriamo gli sia piaciuta…”.

Giorgetti: presentata una riformulazione sulla proprietà dell’oro di Bankitalia

Roma, 15 dic. (askanews) – “Siamo a posto. Nella riformulazione che ho presentato a nome del governo riteniamo che la questione si possa ritenere chiusa”. Lo ha detto il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, lasciando i lavori della Commissione bilancio del Senato sulla manovra.

“Ho voluto chiarire al Parlamento la vicenda dell’oro – ha aggiunto – perché ne hanno letto solo sui giornali come è andata e riferire in prima persona la vicenda mi sembrava corretto”.