Home GiornaleCassese, il Quirinale e il nodo della cultura costituzionale

Cassese, il Quirinale e il nodo della cultura costituzionale

Le recenti dichiarazioni sul Quirinale del noto giurista riaprono il dibattito sul rapporto tra Costituzione, antifascismo e prospettive politiche della destra italiana.

Le tesi di Cassese e il nodo costituzionale

Sabino Cassese è da qualche tempo assai attivo sul tema della destra al Quirinale. Qualche giorno fa ha rilasciato un intervista televisiva. Ieri ad un importante quotidiano.
Gli argomenti sono in apparenza innocui, proposti con quel tono soave che spesso distingue il nostro professore.
In realtà siamo di fronte ad affermazioni di un certo rilievo che non possono essere lasciate cadere nel nulla.
La sostanza del ragionamento è che non vi sarebbe alcun impedimento costituzionale per l’elezione di Giorgia Meloni al Colle.
Per sostenere convintamente questa tesi Cassese dice che è pur vero che la Costituzione enfatizza la libertà e la democrazia; però, a suo parere, vi sarebbero anche elementi di continuità con il Fascismo. Ad esempio nell’articolo sulla tutela dei beni culturali che, a suo parere, deriverebbe dalle leggi di Bottai in materia.
Inoltre la Costituzione, a parere del nostro esperto, non prevede esplicitamente un passato antifascista per il candidato Presidente, ma solo alcuni requisiti civili, come l’età, la cittadinanza, e poco altro.

 

Il giudizio sullazione del governo Meloni

Ora esaminiamo gli argomenti nel merito politico.
Dopo 4 anni di governo Meloni in Italia certamente c’è meno libertà: è stato messo il bavaglio a dibattiti e confronti nelle suole e all’università; gli emigrati hanno meno diritti e minori aiuti nell’integrazione. Tutte le riforme della destra poi sono nel senso della riduzione degli spazi di democrazia, con la concentrazione di potere prevista con premierato, con il tentativo di guinzaglio alla magistratura. Basterebbero questi concreti precedenti per considerare la Meloni al Colle come ampiamente incompatibile con i principi e le norme della Costituzione repubblicana.
Certo, se fosse eletta da un parlamento ad ampia maggioranza di destra, come quello che si cerca di ottenere con la nuova legge elettorale maggioritaria, sarebbe difficile proporre e vincere un ricorso in tribunale e poi alla Corte costituzionale. Sarebbe una prova troppo ardua, anche per gli attuali giudici costituzionali.

 

Le possibili strategie

Vediamo ora il personaggio Cassese, classe 1935, 91 anni. Da molti anni si considera talmente bravo da aver abbandonato i suoi maestri, per affermare di non averne in sostanza avuti. Si legga suo “Varcare le frontiere”, Mondadori, 2024.
È stato allievo di Massimo Severo Giannini, uno dei più importanti amministrativisti del nostro Paese; socialista, già partigiano delle brigate Matteotti. Poi Cassese è davvero debitore di Enrico Mattei che, su segnalazione di Giannini, lo accolse all’Eni per costituire un centro studi indispensabile per il gruppo industriale.
Cassese, un irpino orgogliosissimo e parecchio vanitoso, da tempo si propone come garante e mediatore della destra al vertice delle maggiori istituzioni repubblicane.
Non sappiamo se dietro queste prese di posizione vi siano i più sagaci consiglieri politici della Meloni, ovvero Fazzolari e Mantovano. È possibile.
Ma è anche possibile che Cassese, ambizioso come pochi, si esponga di suo.
In effetti se Giorgia, pur disponendo di una maggioranza del Parlamento non volesse forzare la mano dopo aver proposto prima Larussa e poi se stessa, potrebbe anche giocare la carta Cassese con l’intento di strappare un po di voti nel centrosinistra, e affermare di aver così eletto un presidente rappresentativo di una maggioranza più ampia.

 

Un giudizio conclusivo

Il film potrebbe sembrare digeribile, se non fosse che Cassese è uno di quegli esperti che pensa di sapere tutto. In realtà a molti è sempre apparso solo come un “ingegnere” del diritto. Ora, come recita quel noto detto circa gli ingegneri, questi “pensano di capire tutto, ma in realtà non capiscono il resto”.
Nel caso di Cassese siamo di fronte ad un personaggio che di politica capisce assai poco, essendosi sempre guardato dallo “sporcarsi le mani” con i problemi reali della gente e della società, ed avendo sempre considerato la politica stessa con somma alterigia.
Ci sono bottiglie di vino che, invecchiando, divengono sublimi (poche), altre che, una volta aperte, sono ormai imbevibili.