Una riflessione globale alla vigilia di una nuova stagione
Si conclude oggi, con l’udienza accordata dal Santo Padre, l’Assemblea generale e Conferenza internazionale della Fondazione Centesimus Annus Pro Pontifice, articolata in una due giorni di incontri e riflessioni.
La manifestazione, programmata da molti mesi, ha avuto luogo a soli tre giorni dalla promulgazione della prima enciclica di Papa Leone XIV “Magnifica Humanitas”: il che ha costretto i numerosi speaker e relatori invitati da diverse parti del mondo a rivedere le proprie carte onde verificare che non ci fossero incoerenze con il documento pontificio.
Libertà, pluralismo e domanda di spiritualità
Il tema scelto per la Conferenza era “Un mondo frammentato alla ricerca della spiritualità. Libertà e pluralismo nella Dottrina sociale della Chiesa”. Con oltre 400 iscritti a parlare nelle diverse sessioni e seminari, il tema di una riscossa mondiale della spiritualità come dimensione necessaria all’essere umano è stato declinato sotto gli aspetti più vari. Va detto che comunque l’Intelligenza Artificiale è stata protagonista in molte delle sezioni speciali nelle quali si sono affrontati i vari aspetti della odierna necessità di spiritualità.
La crisi dell’ordine internazionale
La Fondazione Centesimus Annus – ha spiegato il presidente Paolo Garonna – è in continua crescita e in diversi paesi del mondo continuano a costituirsi nuovi ‘Capitoli’ nazionali. La Fondazione è impegnata a perseguire traguardi sempre più ambiziosi, mantenendosi fedele al duplice mandato approvato a suo tempo da Giovanni Paolo II: supporto diretto e senza intermediari alla figura e all’opera del pontefice; e azione di diffusione della Dottrina sociale della Chiesa. Quella attuale è un’epoca in cui si sono fatti evidenti la crisi della democrazia contemporanea e il progressivo indebolimento del multilateralismo.
Sussistono una cosiddetta “recessione democratica” insieme all’affermazione di leadership autoritarie, la diffusa sfiducia verso le istituzioni internazionali (si pensi a come sia l’ONU che la UE lascino molto perplessi un gran numero di cittadini comuni) e il ritorno dell’unilateralismo: sono tutti fattori che stanno minando alle fondamenta l’ordine globale costruito negli ultimi 80 anni.
De Rita e la lezione di Lebret
Un consenso particolare e degno di essere rimarcato è stato l’intervento dinanzi a una qualificata presenza internazionale del fondatore del Censis Giuseppe De Rita, che ha voluto toccare il tema delle accentuazioni altalenanti succedutesi nelle varie fasi storiche dell’azione dei cattolici nella società civile tra evangelizzazione e promozione umana: un’abbinata che Paolo VI e il domenicano fondatore di Économie et Humanisme Louis-Joseph Lebret, suo aiutante per la stesura dell’enciclica “Populorum Progressio” (“lo sviluppo dei popoli”), ritenevano inscindibile e su cui impegnarsi con eguale energia.
De Rita, che è stato per altro amico di Lebret e in corrispondenza con lui durante il lavoro per l’enciclica, ha suggerito, sia in generale che per lo speciale impegno sulla spiritualità, di prodigarsi per tutte e due insieme: evangelizzazione e promozione umana.
