Leggendo qualche traccia della vita di San Francesco vien fuori che il “poverello di Dio” non da solo si dirige verso l’Oriente, raggiungendo l’Egitto e incontrerà il sultano Melek-el-Kamel. Nell’avventuroso viaggio avrà fedelmente vicino a sé il buon Pietro Cattani, leguleio ed esperto di diritto. L’anno seguente nomina il suo caro amico come Vicario dell’Ordine Francescano di Frati Minori, che ne prenderà così la Direzione.
C’è sempre un momento in cui si comprende che le energie non sono più sufficienti ed è bene affidare ad altri certe incombenze, tanto più che l’Ordine aveva assunto dimensioni più significative ed era necessario strutturarsi anche giuridicamente in maniera più adeguata. È sempre così la storia di certi movimenti: dallo spontaneismo d’origine si fa vela per approdare ad una organizzazione con tanto di regole a supporto.
Una necessaria staffetta
La faccenda non portò molta fortuna al Cattani, che morì pochi mesi dopo, sostituito da frate Elia da Cortona. Qualche anno dopo San Francesco, segnato dalle stimmate e consumato da una enorme sofferenza agli occhi, compone, quasi nella cecità, il suo Cantico delle Creature. Viene da pensare che il distacco dalle incombenze di gestione della sua creatura e l’impossibilità di vedere ancora materialmente quanto lo circondi siano state le condizioni ideali perché, ricco di ispirazione, lasciasse all’umanità una poesia che è insieme una perla di preghiera e che ancora oggi incanta gli uomini alla lettura.
Grillo tra il tempo delle mele e quello della delega
Questa storia richiama per qualche tratto quella di Grillo, dove si intravedono affinità e ovvie dissonanze date dalla natura meno spirituale della originaria causa agendi. Anche il Beppe nazionale, per un verso, è stato un rivoluzionario dei suoi tempi, tutto cuore e dissacrazione dei costumi correnti. Poi, al culmine della crescita, non essendo sua stoffa il ruolo di gestione operativa di apparati di potere, ha affidato al Giuseppi nazionale il compito di seguire questioni di Governo. In breve, ci si è dunque dovuti adeguare alla realtà e darsi uno Statuto, norme e tutto ciò che richiede un po’ di disciplina e di indirizzo.
Conte sa badare a se stesso
Conte ha poi deciso di poter fare da solo, molti la chiamano emancipazione, altri la regola per cui il delfino deve sempre uccidere il leader che lo ha voluto come secondo in scena. Altri ancora, più crudamente, dicono che il tradimento è ciò che si è perpetuato. Conte ha la pelle dura ed è saldo al comando dei 5 Stelle, malgrado sia con altri imbrigliato in affari da azzeccagarbugli per stabilire se si faranno le “primarie” e se, in caso affermativo, ai gazebo potrà andare chiunque o solo gli iscritti ai partiti del campo largo.
Sarà poi interessante contare quanti siano ai tempi d’oggi gli iscritti ai partiti, ma questo è, diciamo, una questione che è più prudente non sollevare per non registrare una rappresentanza percentualmente troppo modesta e poco indicativa rispetto ai potenziali elettori del fronte anti-Meloni. Tanto più, all’orizzonte non c’è nessun Frate Elia che possa sostituirlo, ferma l’assenza di volontà di cedere il passo a chiunque aspiri a rimpiazzarlo. Santo Beppe, al contrario del Santo d’Assisi, non è rimasto neppure padrino spirituale della sua creatura, fino al punto di ripudiarla e di disconoscerne ogni attuale merito.
Un nuovo frinire?
Resta ancora da verificare se Grillo, da troppo tempo assorto in un silenzio meditativo, con il suo popolo cieco e non più in grado di scorgerlo come guida, saprà tirar fuori una sorta di Cantico, un qualcosa che lasci una scia luminosa nel suo passaggio nel firmamento politico. Al momento sembra invece che sia destinato ad avere la pari sorte delle sue battute da comico che, come tutte le barzellette, sono condannate a cadere nel dimenticatoio. Forse sta cantando da solo alla luna e nessuno se ne avvede, forse i suoi ex amici potrebbero suggerirgli sbrigativamente un “Canta che ti passa!”.
Qualcuno pensa che potrebbe essere il solo a saper bastonare per bene, oltre ai suoi ex amici, anche l’esuberante Vannacci. Potrebbe essere ancora lui l’uomo che fa la differenza per una vittoria al fotofinish di questa o quella parte. Così dimostrerebbe di saper far politica. Il suo silenzio per qualche verso può dispiacere, però non è detta l’ultima parola.

