Dall’iniziativa dei Focolari nasce il gruppo interparlamentare sui problemi della scuola

Città nuova e Movimento politico per l’unità hanno promosso una riflessione per fronteggiare le situazioni di povertà educativa che coinvolgono in diverse forme un’ampia platea di giovani in età evolutiva.

Promosso dalla rivista Città Nuova e dal Movimento politico per l’unità (rete di quanti nel Movimento dei Focolari sono impegnati in politica), è stato costituito già dal 2021 un Tavolo di lavoro sui problemi della scuola con varie associazioni di docenti, dirigenti, giovani, famiglie. lI Tavolo ha organizzato diversi laboratori coinvolgendo i parlamentari delle commissioni competenti di ogni schieramento politico. Gli stessi parlamentari hanno poi dato vita ad un Intergruppo sulla lotta alle povertà educative.

Ultimo laboratorio è stato proprio quello sull’educazione all’affettività e al rispetto delle differenze, il 9 novembre scorso alla Camera, nel quale era emersa la volontà di tutte le forze politiche di lavorare ad un testo condiviso.

Di seguito riportiamo il documento conclusivo.

 

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Per fronteggiare in modo adeguato le situazioni di povertà educativa che coinvolgono in diverse forme un’ampia platea di giovani in età evolutiva (collocabili nella fascia di età compresa tra i 12 e i 18 anni) e che riguardano in modo particolare la sfera dell’educazione socio-affettiva e relazionale e alla parità di genere, tutte le realtà associative e le rappresentanze coinvolte nel presente Tavolo parlamentare sostengono in modo convinto e condiviso i seguenti punti:

– Non introdurre una specifica disciplina scolastica (Educazione alla sessualità o affettività), ma sollecitare interventi specifici di educazione socio-affettiva, sessuale e relazionale nell’alveo delle discipline curricolari e in particolare dell’Educazione civica, evidenziandone il valore formativo.

– Prevedere l’integrazione di obiettivi specifici di apprendimento e traguardi di competenze legate all’educazione socio-affettiva, relazionale ed emotiva nell’ambito delle vigenti Linee guida e nelle Indicazioni nazionali per il curricolo, in modo da rendere chiaro, prescrittivo, omogeneo e monitorabile l’intervento delle scuole su tutto il territorio nazionale.

– Coordinare gli interventi educativi in materia nei vari cicli di Istruzione, garantendone la necessaria continuità.

– Definire le Linee guida per l’educazione affettiva, sessuale e socio-relazionale nell’ambito di uno specifico tavolo di consultazione con mondo della scuola e famiglie tramite le rispettive associazioni rappresentative, nel rispetto dell’Autonomia scolastica e del ruolo specifico delle famiglie stesse in un’ottica di coinvolgimento degli attori del processo e di creazione di alleanze educative strategiche.

– Adottare sapientemente come prospettiva-cardine delle Linee guida, scevra da ideologismi controproducenti e divisivi, il tema dell’educazione al RISPETTO per sé stessi e per l’altro, in un’ottica di riconoscimento e accettazione del sé e delle diversità.

– Il compito educativo spetta in modo primario alla famiglia, come istituto a ciò deputato secondo il dettato costituzionale (artt. 30 e 31). Aiutare e supportare le famiglie attraverso eventi di formazione ad esse rivolti, più capillarmente proposti a livello territoriale.

– Tale compito è condiviso con altre agenzie educative come la scuola, nel cui ambito esso è primariamente in carico agli insegnanti e al personale scolastico, ossia alle figure impegnate in prima linea nella relazione con gli alunni. Per tale ragione, piuttosto che delegare l’educazione all’affettività ad esperti esterni o relegarla ad iniziative formative estemporanee, occorre agire in modo prioritario sulla Formazione in ingresso e sull’Aggiornamento professionale in itinere del personale docente ed educativo, perché sia realmente accertato il possesso di specifiche competenze di carattere psico-pedagogico.

– Garantire all’educazione socio-affettiva, relazionale e sessuale i caratteri dell’inclusività e della centralità della dimensione dell’ascolto dei bambini e dei giovani, con un’attenzione particolare alle situazioni di maggiore fragilità e di rischio emarginazione.

  • Definire in modo chiaro il ruolo delle altre agenzie educative presenti sul territorio (associazioni, enti, Servizi sociali, professionisti) incentivando i Patti di Comunità.

 

L’ennesimo femminicidio commesso nel nostro Paese – la terribile uccisione di Giulia Cecchettin, studentessa universitaria di 22 anni -, sollecita tutte le forze politiche e civili ad un’azione congiunta a favore dell’educazione affettiva e al rispetto delle differenze dei ragazzi e delle ragazze.

Il Tavolo parlamentare contro la dispersione scolastica e le povertà educative, promosso dal Movimento politico per l’unità Italia e dalla rivista Città Nuova e composto da associazioni professionali della scuola e da rappresentanti degli studenti e delle famiglie, ha presentato alle forze politiche di maggioranza e di opposizione un documento condiviso per chiedere l’introduzione nelle scuole dell’educazione all’affettività e al rispetto delle differenze.

La bozza del documento, è stata presentata il 9 novembre scorso nella sala Colletti del Palazzo dei Gruppi parlamentari, alla sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti (Fratelli d’Italia) e alle rappresentanti dell’Intergruppo parlamentare su dispersione scolastica e povertà educative: la presidente Irene Manzi (Pd), Stefania Tassinari (Forza Italia), Stefania Ascari (M5S), Francesca Ghirra (Alleanza Verdi Sinistra), Valentina Grippo (Azione), Giovanna Miele (Lega). Presenti anche le onorevoli Laura Ravetto (Lega) e Sara Ferrari (Pd) della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Femminicidio.

Promotori del documento sulla necessità di un intervento educativo su queste tematiche così delicate e importanti le associazioni: Adi, Aimc, Andis, Anp, Cidi, Diesse, Edu, Fism, Ius Sophia, Mce, Rete insegnanti Italia, Uciim, Movimento studenti di Azione cattolica, Giovani di Forza Italia, Giovani del Pd, Forum delle Associazioni familiari, insieme a Mppu Italia e alla rivista Città Nuova. I firmatari della bozza sono partiti dall’esame delle proposte di legge presentate dalle deputate Ascari,Manzo,Ravetto.

Alle forze politiche si chiede di mettere da parte le ideologie per il bene prioritario delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi. Si sollecita di conseguenza l’urgente calendarizzazione di una delle proposte di legge presentate dalle diverse forze politiche, al fine di discuterne rapidamente nel confronto parlamentare e approvare una legge necessaria e condivisa.