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Francia, in attesa di Papa Leone la massoneria sfida la Chiesa

Il Grand Orient interviene a sostegno della legge sul fine vita e rilancia la battaglia laicista sull’istruzione privata. Sullo sfondo, un confronto antico con la Chiesa cattolica che continua a pesare nella vita pubblica francese.

Il benvenuto del Grand Orient de France a Papa Leone XIV – in viaggio apostolico in Francia dal 25 al 28 settembre – è iniziato bene e prosegue meglio. Al netto – si badi bene – del gelo tra il Presidente Emmanuel Macròn e il Vaticano, che ha preferito mantenere il viaggio sul binario strettamente pastorale, declinando diverse proposte dell’Eliseo di incontri comuni e pubblici. 

Prima – per l’esattezza il 15 luglio – la massoneria ha esultato per la legge approvata dal Parlamento che legalizza l’eutanasia e il suicidio assistito. Poi – anche qui per gli amanti del rigore, il 28 agosto in un’intervista al quotidiano Le Figarò – ha attaccato nuora (le scuole private), perché suocera intendesse (quelle cattoliche). 

Ma andiamo con ordine.

 

Fine vita e libero muratoria

Mercoledì 15 luglio l’Assemblea nazionale francese ha approvato una legge che sancisce il diritto legale al suicidio assistito per gli adulti affetti da malattie incurabili. Uno Stato laico per antonomasia ha così posto fine ad almeno quattro anni di intenso dibattito etico e politico. 

Il giorno stesso il Grand Orient apparecchiò una festa virtuale, del resto preceduta da anni di spinte alla luce del sole (in Francia la massoneria conta pubblicamente e molto).

Il 25 giugno 2026,  l’allora Gran Maestro Pierre Bertinotti scrisse testualmente: «La questione delle cure di fine vita non può essere ridotta a un mero dibattito tecnico o medico. Coinvolge la nostra stessa concezione di libertà individuale, dignità umana e ruolo della legge in una Repubblica laica. Allo stesso modo, non può essere ostaggio di certe lobby religiose, refrattarie a qualsiasi evoluzione in termini di diritti e libertà individuali. Allo stato attuale, la legge priva i cittadini della possibilità di scegliere le condizioni della propria morte, in contraddizione con uno dei principi fondanti del nostro patto repubblicano: la libertà di coscienza, garantita dalla laicità dello Stato. Questa legge tutela in modo specifico sia il diritto di credere sia il diritto di non credere, senza che vengano imposti dogmi – siano essi religiosi, filosofici o politici – alla comunità». 

 

Parola alla Conferenza episcopale

Fine delle trasmissioni e parola alla Conferenza episcopale di Francia che, sempre il 15 luglio, ha commentato amaramente la svolta cruciale nella storia del Paese: «Questa scelta rompe con la lunga tradizione di cura, il cui scopo è alleviare la sofferenza e accompagnare ogni persona fino alla fine naturale della propria vita (…). Il Presidente della Repubblica aveva annunciato un dibattito sereno, informato e rispettoso ma è evidente che considerazioni politiche, ideologiche e senza dubbio anche economiche, mascherate da una retorica fuorviante, hanno vanificato questa ambizione. Una questione così fondamentale per il nostro contratto sociale meritava che le conseguenze umane, mediche, etiche e sociali dell’eutanasia e del suicidio assistito fossero pienamente considerate».

Nella lunghissima contrapposizione tra Chiesa Cattolica e massoneria (si veda Il Domani d’Italia del 24 agosto https://ildomaniditalia.eu/chiesa-e-massoneria-il-dialogo-impossibile-che-torna-a-bussare/) un colpo laicamente a favore della seconda. Pochi giorni dopo ne è arrivato un altro.

 

Il Gran Maestro reintegrato

Guillaume Trichard, appena reintegrato nella carica di Gran Maestro del Grande Oriente di Francia, il giorno stesso (28 agosto) ha rilasciato un’intervista al quotidiano Le Figarò nella quale, tra le tante cose, ha dichiarato testualmente: «Les écoles privées hors contrat n’ont pas leur place dans la République». Letteralmente: «Le scuole private non convenzionate non hanno posto nella Repubblica». 

Detto in soldoni – visto che Trichard non ha volontariamente degnato le scuole cattoliche di un riferimento diretto – solo istruzione gratuita e laica. Stop a finanziamenti e agevolazioni. 

Da notare che l’entrata a gamba tesa della massoneria francese è arrivata in un contesto nel quale, appena pochi mesi prima, per l’esattezza il 1° giugno, il Senato ha adottato il disegno di legge 

sulla regolamentazione dell’istruzione superiore privata, proponendo un quadro normativo basato sull’accreditamento, la trasparenza e un diritto di recesso rafforzato per evitare abusi. 

 

Libro Bianco

Per ribadire meglio il concetto – continuando a ignorare scientificamente ogni nesso rivolto alle sole scuole cattoliche – Trichard ha annunciato un “Libro Bianco sulla scuola della Repubblica” in vista delle elezioni presidenziali francesi del 2027. Per essere chiari, il documento conterrà proposte specifiche in materia di istruzione, destinate a influenzare i candidati alla presidenza, visto che il Grande Oriente di Francia è un «fervente sostenitore dell’istruzione pubblica gratuita e laica». Più chiaro di così.

Del resto nel suo discorso di intronizzazione, nel paragrafo dedicato alle “lotte universali del XXI secolo”, Trichard aveva scritto a chiare lettere che assegna alla sua generazione quattro battaglie: la salute globale, la dignità della vecchiaia, il diritto d’asilo per i rifugiati climatici e, appunto, l’istruzione popolare.

 

Libertà di scelta

In Francia una famiglia può scegliere se mandare il figlio in una scuola statale o in una paritaria (anche cattolica), a costo zero. Lo Stato si pone un solo quesito: come usare al meglio i soldi dei cittadini-contribuenti. 

L’istruzione cattolica in Francia accoglie oltre 2 milioni di studenti provenienti da contesti sociali molto diversi e la sola associazione “Secretariat generale de l’enseignment catholique” coordina una rete enorme che comprende oltre 7.200 istituti scolastici e copre circa il 17% dell’intera popolazione scolastica francese. 

 

La reazione indiretta

La reazione della Chiesa Cattolica in Francia è passata in primis attraverso le piattaforme e i media di riferimento. In un editoriale dell’8 settembre su Famille Chrétienne, il caporedattore Antoine Pasquier afferma che «il Grande Oriente di Francia attacca una delle libertà fondamentali della nostra democrazia: il diritto delle famiglie di scegliere l’istruzione dei propri figli. Questa offensiva rivela una concezione di laicità sempre più esclusiva e repressiva delle libertà».

Per capire la posizione della Chiesa cattolica, del resto, non ci vuole molto. Basta leggere quanto svelato il 20 febbraio 2026 da Solène Tadié, corrispondente per l’Europa di Catholic news agency. 

 

Il Rapporto di fine 2025

Un rapporto di 14 pagine pubblicato il 18 dicembre 2025 dalla Segreteria generale per l’educazione cattolica (Sgec) in Francia, poi ampiamente citato dalla stampa francese, raccoglie le testimonianze di insegnanti, presidi e personale delle scuole cattoliche convenzionate con lo Stato, i quali affermano di essere stati sottoposti a ispezioni che i leader dell’istruzione cattolica definiscono “abusive” e “intrusive”, condotte da funzionari del Ministero dell’istruzione nazionale. 

Il rapporto sottolinea di non contestare il principio stesso della supervisione statale ma di denunciare i metodi impiegati, metodi che, secondo i leader cattolici, rischiano di minare sia la dignità degli educatori che l’identità stessa delle scuole cattoliche. 

La controversia è scoppiata pochi mesi dopo la pubblicazione di un rapporto parlamentare che chiedeva un maggiore controllo sulle istituzioni cattoliche in nome della tutela dei minori. 

 

La reazione del Governo

In una dichiarazione dopo la pubblicazione del rapporto, il Ministero dell’Istruzione nazionale ha cercato di allentare le tensioni, ribadendo che le ispezioni sono regolate da un rigoroso quadro giuridico e riconoscendo esplicitamente il divieto di porre domande volte a identificare l’affiliazione religiosa di uno studente.

C’è, infine, una lezione che va tratta da questi (ennesimi) scontri tra massoneria e Chiesa cattolica. Oltralpe l’influenza della massoneria nel dibattito pubblico e nei grandi temi di interesse della democrazia, è notevolissimo e crescente. Esattamente il contrario di quanto accade in Italia dove il contributo della massoneria al pensiero e alla vita pubblica è praticamente zero. O meglio: le menti illuminate – si cita tra tutte il filosofo Claudio Bonvecchio – sono state progressivamente spente.

Con 1.399 logge sparse nel Paese e tra 52 e 55 mila iscritti, il solo Grand Orient de France ha un peso enorme, raccogliendo sotto i suoi templi politici nazionali e locali, oltre che amministratori e buona parte della classe dirigente pubblica e privata