L’apertura della nuova stagione politica restituisce l’immagine di un Paese frammentato e privo di una visione unitaria. A destra, le crepe tra la spinta sovranista e le componenti moderate sono sempre più evidenti, soffocate soltanto dal pragmatismo di governo. A sinistra, la rincorsa a populismi e radicalismi ideologici rende impossibile la costruzione di un’alternativa riformista credibile. In questo scenario di perenne scontro tribale, a fare le spese è ancora una volta la qualità della nostra democrazia.
La gabbia del bipolarismo
L’ennesima conferma arriva dalla nuova legge elettorale promossa dal Governo Meloni: un vero e proprio inganno istituzionale. Si spacca il sistema per un “finto proporzionale”, che nei fatti forza il Paese verso un bipolarismo coatto, attraverso un premio di maggioranza sproporzionato.
Un meccanismo che limita la rappresentanza reale dei cittadini e svuota di significato la partecipazione. A questo si aggiunge la truffa delle “finte preferenze”: con i capilista bloccati, scelti nelle segreterie di partito, il potere d’accesso alle istituzioni resta saldamente nelle mani dei soliti capi.
Un muro contro la partecipazione
Ma l’attacco più grave e antidemocratico è riservato alla partecipazione dal basso: l’innalzamento della soglia a circa 400.000 firme per la presentazione delle liste è un muro insormontabile, eretto per blindare le oligarchie esistenti e soffocare ogni voce libera. Per la nostra area è l’ennesimo tentativo di cancellazione.
Ed è proprio di fronte a questa stretta antidemocratica che i Popolari di Centro devono ritrovare il coraggio dell’unità.
Unire le forze al Centro
Non è più il tempo dell’attendismo: serve unire le nostre forze per costruire un progetto politico solido, capace di interloquire e dialogare, da una posizione di forza, con Azione e con le altre energie già presenti al Centro.
Soltanto un Centro unito e plurale può rompere la gabbia del bipolarismo urlato.
Idee, formazione, classe dirigente
Per fare questo, però, la politica non può vivere di sola tattica: servono idee, visione e competenze. Per non disperdere il patrimonio culturale del Popolarismo, è arrivato il momento di dare vita a un grande circolo culturale di formazione politica. Un luogo di crescita per nuove classi dirigenti, ancorato ai nostri valori fondanti.
Un progetto fondamentale per il nostro futuro, a cui confermo, fin da ora, la mia totale volontà di esserci e di spenderci tutte le mie energie.

