Una mattina di tute da lavoro, rulli e vernice, dove le divise d’ordinanza hanno lasciato il posto al più classico dei gesti di vicinato.
Sabato scorso, oltre venti militari statunitensi della stazione aeronavale della Marina Usa (Nas) di Sigonella hanno varcato le porte dell’oratorio della Chiesa del Sacratissimo Cuore di Gesù dei Cappuccini, nel cuore del centro storico, non per ragioni di servizio ma per una missione speciale: restituire un pezzo di futuro ai ragazzi del quartiere.
Rigenerare uno spazio educativo
L’operazione di riqualificazione si inserisce nel consolidato programma di Community relations della base americana, incrociando il progetto di rinascita fortemente voluto dalla comunità parrocchiale guidata da Fra Augusto Magno. L’obiettivo comune è chiaro: rigenerare uno spazio educativo e inclusivo, un presidio di legalità e socialità dedicato alle nuove generazioni in un’area urbana segnata da profonde fragilità economiche e sociali.
L’asse della solidarietà
I militari, provenienti da diversi reparti della base, hanno lavorato per ore per tinteggiare le sale interne e rimettere a nuovo le ringhiere della struttura, da anni punto di riferimento per le famiglie della zona. Ma la giornata non si è limitata al solo restauro edilizio. C’è stato spazio per una forte pagina di integrazione: accanto ai marinai a stelle e strisce hanno infatti lavorato, gomito a gomito, alcuni minori stranieri non accompagnati ospitati dalla cooperativa Integra di Mascalucia. Un incrocio di storie, lingue e percorsi di vita diversi, uniti dallo stesso spirito di cittadinanza attiva.
«Questo luogo, che da tempo necessitava di interventi radicali, sta tornando a nuova vita grazie a una straordinaria alleanza tra la nostra comunità e i volontari», ha raccontato con emozione Fra Augusto Magno, accogliendo il contingente. «L’obiettivo è restituire dignità a uno spazio che diventerà il motore delle attività di crescita per i giovani del quartiere».
Un legame lungo quasi settant’anni
Il cantiere di sabato non resterà un caso isolato. Alberto Lunetta, responsabile delle Relazioni esterne della Nas Sigonella, ha confermato che i militari torneranno nelle prossime settimane per completare i lavori:
«Le attività di volontariato dei nostri militari sono ormai una presenza strutturale sul territorio. Per noi si tratta di un modo concreto per ricambiare la straordinaria ospitalità che la Sicilia garantisce alla nostra base fin dal 1959. Un impegno che in questi decenni ci ha visto collaborare alla tutela e al rilancio di decine di siti culturali, archeologici e religiosi dell’Isola».



