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I record del governo: longevità e carovita

I supermercati propongono la spesa a rate. Anche questo è un record. Ma è un brutto record. In questi anni di governo non sono mancati tempo e soldi, ma la capacità di gestirli in modo proficuo.

Quando anche la spesa si paga a rate

Due note catene di supermercati da più di un mese stanno pubblicizzando la possibilità di fare la spesa pagandola a rate. L’economia del nostro paese, soprattutto nel secondo dopoguerra, è cresciuta e si è sviluppata anche grazie a mutui, rate e cambiali. Ma quello era ed è un indebitamento che possiamo definire senza alcuna esitazione “sano”. Un indebitamento sano perché riferito ad un investimento che consentiva di realizzare una capitalizzazione risparmiando sul costo di un affitto, o perché riferito all’acquisto di beni durevoli (automobile, elettrodomestici, ecc.) che hanno la caratteristica di produrre i loro effetti per un periodo di tempo medio-lungo, ma comunque misurabile in anni.

 

Indebitarsi per mettere il pasto in tavola

In questo caso invece, si propone la rateizzazione per fare la spesa quotidiana; ovvero un indebitamento per riuscire a mettere sulla tavola il pasto quotidiano. È un segnale molto preoccupante ed è significativo che gli operatori commerciali abbiano intercettato questa difficoltà che una parte crescente di consumatori incontra nel far fronte economicamente alla spesa quotidiana per mangiare.

Da più di due anni le rilevazioni Istat segnalano un forte aumento del costo dei prodotti alimentari, con i dati relativi al 2026 che vedono un’inflazione media nel carrello della spesa intorno al 30% con picchi che oscillano tra il 40% e il 50% per carne, pesce e prodotti ortofrutticoli freschi. Ma aldilà delle rilevazioni statistiche è sufficiente recarsi a fare la spesa per constatare sul campo quanto è diventato difficile e costoso riempire il carrello.

 

Il carovita che impoverisce le famiglie

Anche rispetto all’aumento dei carburanti (ormai stabilmente sopra i 2 €.) l’inflazione nel carrello è quella che pesa maggiormente sui bilanci familiari con una notevole perdita di potere d’acquisto, in presenza di stipendi e pensioni che sono sostanzialmente fermi al palo. La spesa è infatti un’azione quotidiana che riguarda indistintamente tutte le persone e l’aumento dei prezzi ha una maggiore incidenza sui bassi redditi che vengono assorbiti ormai in misura quasi totale proprio dalla spesa alimentare.

Questo, oltre a creare un evidente situazione di squilibrio sociale, genera anche una diminuzione delle risorse disponibili per altro genere di consumi ed altre categorie di spesa – ivi compresa quella per prevenzione e cure sanitarie – producendo una contrazione complessiva di domanda sul mercato interno. Questo spiega la nostra situazione di stagnazione economica con un PIL da prefisso telefonico, la diminuzione della produzione industriale e un aumento della popolazione in condizioni di povertà.

 

La longevità del governo e i record che non si celebrano

Questo è uno dei record negativi che segnano questi anni di governo, ma le celebrazioni di questi giorni parlano di qualcos’altro che non riguarda in alcun modo la vita degli italiani. Ma è sempre più evidente che questa ostentata autocelebrazione di longevità governativa e le straordinarie risorse che questo governo ha avuto a disposizione grazie al PNRR (occasione unica ed irripetibile), spazzano via ogni possibile alibi o giustificazione per le tante questioni irrisolte e per i problemi che in questi anni si sono aggravati.