Evian, 14 giu. (askanews) – “La Francia, fedele alla propria idea originale, alla propria vocazione e alle proprie responsabilità, presiede quest’anno il G7 con un’idea forte: lottare contro i grandi squilibri mondiali”. E’ quanto si legge in un messaggio del presidente francese Emmanuel Macron in vista del G7 che inizierà domani a Evian, in cui tratteggia quella che definisce una agenda “ambiziosa”.
“Gli squilibri – spiega – sono innanzitutto economici: quando alcuni continenti producono troppo, alcuni investono in maniera insufficiente e altri si indebitano notevolmente, si vengono allora a creare squilibri macroeconomici che alimentano le tensioni geopolitiche e commerciali e minacciano a termine la stabilità finanziaria”.
“Gli squilibri sono inoltre – prosegue Macron – geostrategici: se si punta a ripristinare un equilibrio nelle relazioni internazionali occorre prevenire dipendenze eccessive, trarre insegnamenti dalle crisi recenti – pandemia inclusa – e rivedere la resilienza delle catene di valore, in particolare quella dei minerali critici”.
Gli squilibri, prosegue il numero uno dell’Eliseo, “sono infine sociali: proteggere i nostri figli online, avere cura del loro sviluppo evitando inoltre un’esposizione eccessiva agli schermi e far sì che le nuove tecnologie siano sempre fonte di progresso saranno anch’essi obiettivi al centro della nostra agenda. Fra le nostre priorità vi sarà anche quella di dotarsi di mezzi migliori per fronteggiare le sfide sanitarie, ricorrendo segnatamente a una maggiore cooperazione in materia di ricerca. Dibatteremo inoltre su come proteggere le nostre democrazie e le nostre economie dall’intensificarsi del traffico di stupefacenti e della criminalità organizzata nei nostri Paesi”.
“La libertà, la prosperità e il progresso sono tuttavia impossibili senza la pace. Il nostro G7 – conclude il presidente francese – ci consentirà anche di discutere delle grandi crisi internazionali, come la guerra in Ucraina e la situazione nel Vicino e nel Medio Oriente. Insieme ai nostri partner avremo premura di conservare questo quadro comune di dialogo e scambio, davvero fondamentale nel momento in cui la guerra in Iran sta destabilizzando l’economia globale”.
