Gentile Direttore,
dalle parti del Campo Lavrov – chiamiamolo così il cosiddetto Campo largo – un nuovo fantasma centrista si fa avanti, almeno sulle colonne dei giornali: il PCI (Progetto Civico Italia) di Onorato.
Già la scelta del nome (con relativo acronimo) è figlia di una notevole fantasia o di una scarsa conoscenza della storia politica italiana. In Italia, un PCI è già esistito e ha avuto una notevole rilevanza, ma soprattutto non è mai stato un partito centrista.
Ora apprendiamo che questo movimento civico, nato con l’intenzione di occupare la gamba centrista della sinistra
e recuperare qualche voto tra gli elettori non di sinistra, si è intanto alleato con Controcorrente di Ismaele La Vardera, movimento nel quale ha fatto il suo ingresso l’ex magistrato
Antonio Ingroia.
Per chi avesse rimosso, ricordo alcuni momenti importanti della carriera politica dell’ex procuratore. Da magistrato in carica, esponente di punta del movimento giustizialista italiano, partecipò a un congresso del PdCI (loro, oltre alla sigla, con Botteghe Oscure avevano in comune almeno l’attributo comunista).
Lasciata la toga, si buttò in politica: ormai era diventato un grande classico. Emerse come leader del gruppetto di sinistra denominato Rivoluzione Civile, composto da Rifondazione, Lista de Magistris, Italia dei Valori e altri movimenti della galassia della sinistra estrema e giustizialista.
L’esperimento non fu fortunato e rimase ancorato al 2 per cento, fallendo l’ingresso in Parlamento. Poi ci riprovò, prima con Azione Civile, altra sigla della sinistra estremista, poi con Alternativa c’è, inglobando i fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle e i No Draghi.
Ecco, lungi dal fare critiche alla persona, mi chiedo: è veramente Antonio Ingroia il simbolo del nuovo civismo e del riformismo? L’emblema di un movimento che vorrebbe puntare a pescare i voti centristi? È sostenibile, per movimenti garantisti come il Psi o Più Europa, pensare di annullarsi dentro a un listone di questo genere?
Se il Campo Lavrov spera così di recuperare gli elettori moderati, riformisti, garantisti, liberali e popolari, siamo messi bene. Più che una mossa politica, sembra il remake di “Mission: Impossible”.

