Una partita persa con un autogol
In periodo di ripresa del campionato di calcio abbiamo tutti ben presente come le partite si possano perdere a causa di gol subiti, ma anche – ancora più amaramente – a causa di autogol. Ed è esattamente quanto sta accadendo per la vicenda immigrazione nei rapporti tra l’Italia e il resto dell’Unione Europea.
Già in una precedente nota (Ceuta, un’occasione persa e tanti sciacalli – 4 agosto 2026) ho avuto modo di proporre una riflessione sull’opportunità persa dall’Italia in occasione della vicenda di Ceuta. Quanto sta accadendo in questo mese di agosto conferma che la scelta di sospendere gli effetti dell’accordo di Schengen ha prodotto un risultato dannoso e di isolamento per il nostro paese.
Schengen e il rischio dell’isolamento italiano
Se infatti si afferma che i migranti approdati sulle coste spagnole sono un problema che riguarda esclusivamente la Spagna, si legittimano ed incoraggiano anche altri paesi a adottare le medesime considerazioni. Ora, aldilà della politica e della relativa dialettica tra maggioranza ed opposizione, chi può ragionevolmente pensare che una tesi di questo tipo possa risultare conveniente proprio per un paese che geograficamente è una lingua di terra nel mare protesa verso il continente africano?
La domanda può trovare una risposta solo se si abbandona il campo del “ragionevole”. La scelta del governo italiano di sospendere gli accordi di Schengen affonda infatti le radici nella nuova competizione che si è aperta sul fronte destro dello schieramento politico, ovvero sulla necessità di evitare il logoramento prodotto dal nuovo populismo di stampo vannacciano.
La rincorsa a destra e il primato della persona
Una nuova cultura woke – ma questa volta di destra – sta infatti nascendo oltre il perimetro dell’attuale coalizione di governo; si tratta di una cultura basata sullo sdoganamento di idee che sono apertamente e dichiaratamente razziste, omofobe e sessiste, che parlano di “patriarcato mediterraneo” e di remigrazione (in italiano è il sinonimo di deportazione).
Sono idee che risultano eccessive anche per la parte più centrale e (ancora) raziocinante della coalizione di governo e per chi ha un riferimento nella cultura moderata e genericamente definibile come “centrista”. Come a maggior ragione dovrebbero risultare eccessive per chiunque si riconosca in una matrice culturale cristiana, in termini sostanziali e non solo formali o rituali.
Al Meeting di Rimini Papa Leone non ha utilizzato giri di parole per ribadire il primato assoluto della persona umana, ma è andato dritto al punto: “le persone vengono prima dei confini”; intelligenti pauca. Sempre che “intelligenti” si scorgano all’orizzonte!
