Vannacci e le leghe sopra i mari
Con a capo Ettore Fieramosca, tra i 13 cavalieri italiani, che al tempo ebbero la meglio nella disfida di Barletta, figurano anche Fanfulla da Lodi e Brancaleone da Roma. Sarà la suggestione di questi nomi o la storia degli Orazi e Curiazi che ha solleticato Vannacci a gettare il guanto della sfida a Renzi per una competizione sportiva per chi prevalesse a nuoto lungo una distanza di 3 miglia muovendo dalle sponde della Sardegna e non da Busto Arsizio. Lo avrà proposto nella certezza di avere un fisico dalla lega ancora inossidabile e per affossare ancor più la Lega dalla quale ha preso piede.
Lo ha detto in un video mentre emerge a mezzobusto dall’acqua del mare, invitando provocatoriamente a portare anche la Leopolda o la Leonarda, ad eventuale scorta dell’avversario, facendo forse intendere che saprebbe lui accoglierle come si dovrebbe con il vigore di un esperto macho. Pare che Renzi, di rimando, più sobriamente in camicia, gli abbia detto di non perdere tempo a cimentarsi sguazzando tra le onde ma di misurarsi piuttosto in una corsa sull’intero percorso di una maratona classica. Vedremo gli sviluppi.
Mussolini e la forza dell’immagine
Il genio comunicativo di Mussolini nel mezzo della battaglia del grano si fece ritrarre a busto scoperto mentre trattava fasci di spighe con l’orgoglio italiano. Peraltro, come è noto, il Duce non amava la pasta, considerata un prodotto figlio di cultura americana dei nostri emigranti in quella terra e poi rientrati in patria. Pare che, a suo giudizio, la pasta desse fiacchezza e sonnolenza al prestante popolo italico e fosse quindi da ripudiare.
C’è un busto per te
Sarà stata questa immagine ad aver ispirato Vannacci a mostrarsi come Nettuno tra le acque. Eppure è strano perché il mezzobusto è la figura che riporta le notizie pedissequamente non godendo di alcuna autonomia, un ripetitore di veline altrui. La vicenda potrebbe essere anche una bella notizia. Siamo passati dal vizio della corruzione e delle “bustarelle” alla rappresentazione orgogliosa del proprio scultoreo busto.
Voler dare un’idea di propria aitante fisicità potrebbe però essere fraintesa invece con il senso di un bellimbusto, di chi è dotato di una vanità priva di sostanza. Comunque, sicuro del fatto suo, la proposta di cimento è stata mandata al leader di Italia Viva per via social e non per busta, che sarebbe stato modo più congeniale peraltro ad un militare ed alla forma del suo berretto. Pare che non si intimorisca circa la distanza a nuoto da percorrere e del resto è convinto, per dirla alla Manzoni, “in que’ contorni, non ce n’era uno che potesse, a mille miglia, competer con lui”. Chissà cosa ne penserebbe oggi il Generale Angioni.
Su questo piano, solo per fare qualche nome, figure alla De Gasperi, Togliatti, Moro non sarebbe mai emerse dall’oceano politico. Anche il risoluto Fanfani non avrebbe avuto scampo, ma non è questo che ora importa.
Al bando ogni fair play, è l’ora dello scontro
Non si è compreso bene se la gara preveda anche una distanza in bicicletta o meno. In questo caso non ci sarebbe alcun gesto di sportività, simile ad un passaggio di borraccia tra Coppi e Bartali lungo una tappa del Tour de France del 1952. Piuttosto ognuno vorrebbe staccare l’altro magari urlandogli con strafottenza il classico “Pedala!” e forse per questo sembra vogliano evitare un rischio del genere.
I ragazzi d’oggi quando giocano a calcio, nel mentre infiggono un “tunnel” all’avversario, sono soliti dire “busta”, è un gergo di cui non si comprende la riconduzione ma è così. Vannacci e Renzi avranno un’estate di severi allenamenti per arrivare ad ottobre a fare ciascuno un tunnel all’altro e proclamarsi vincitori mentre la politica italiana è finita nel buio fitto di una galleria senza uscita.
Dall’ora dell’amore all’ora dell’AI
L’intelligenza artificiale può servire primariamente ad elaborare in velocità ciò che all’uomo richiederebbe molto più tempo. Il sospetto è che serva, ancor meglio, anche a chi sia intimamente preoccupato del proprio quoziente intellettivo, un felice supporto alle eventuali proprie mancanze. Il viagra è utile per certe debolezze, l’AI a soccorso dei deboli di cervice. Al giorno d’oggi vi ricorrono tutti e così da “La mia droga si chiama Julie” alla mia droga si chiama AI il passo è immediato. Così è di queste ore sui social un video di Vannacci che libera Roggero dalle patrie galere.
A gentile conforto di un quadro ormai sconfortante dà una mano anche Ilaria Salis con una condanna che lascia avviliti. In politica siamo sempre più nel pieno di un triste “salis scendi”, un movimento mirato tragicamente solo verso il precipizio.
