Home GiornaleLa politica si mette in posa: Vannacci e l’elettore da sedurre

La politica si mette in posa: Vannacci e l’elettore da sedurre

Una foto manipolata, la replica di Siracusano e la provocazione che diventa metodo. Nella competizione elettorale l’immagine prende il posto dell’argomento e la ricerca dell’attenzione rischia di travolgere stile, misura e decoro della politica.

La competizione elettorale e l’arte dell’immagine

Nella campagna elettorale in quel di Reggio, più o meno opaca dell’acceso di una politica non sempre esaltante, è intervenuta brillante una luce vannacciana. Benevenuto Reggio di sole qualcuno potrebbe cantare ora che l’ardito Generale grazie a software e ad intelligenza artificiale sembra abbia mandato in giro l’immagine della sottosegretaria Siracusano, compagna di Occhiuto, Governatore della Calabria, alterandone una foto e riproponendolepiù spogliata sul dècolletè, dimostrando di avere un occhio lungo sulle morbosità di certe persone.

In origine lo “spolium” era la pelle strappata all’animale e poi in seguito indicava il bottino di guerra. A volte si è spogli di buone intenzioni e ci sarebbe da restarne spogli di parole, ancor più ora che alla politica sembra siano state portate vie anche le spoglie. Ricorda più bonariamente il film “Totòtruffa” dove l’attore, travestito da donna, nella la celebre battuta all’uomo desideroso che la guardava gli diceva: “ Lei con quegli occhi mi spoglia… spogliatoio!”.

Ciò malgrado, per altri tutto può essere utile per attirare l’attenzione degli elettori e spuntarla nelle elezioni suppletive proprio in quella Regione. La Siracusano ha elegantemente replicato come “vile” una iniziativa che segna lo scadimento dello stile politico di Italia Futura che appare già al tempo scaduto per recuperare un necessario decoro.

E il coraggio delle proprie azioni?

Evidentemente, se questo fosse, il Generale vuoleforse scardinare ogni forma di bon ton e andare avanti per la sua strada. Ci sarà da rassegnarsi ai modi correnti, che muovono in un sistema di rincorse dove l’elettore rincorre i Partiti e viceversa, rilanci continui cadendo nel precipizio della grevità. Ora “vile” era il carattere che Nando Orfei attribuiva alla pantera che le guardie forestali cercavano una volta che si credeva in giro per Roma e fuggita da chissà dove. Raccontava che era semmai possibile catturarla stupidamente non di giorno ma di notte, le ore della sua caccia, e che in caso di spiacevole incontro essendo un animale “vile” sarebbe bastato semmai un urlo per fara scappare.

Non si è trattata di una trovata di lieve efficacia, tutti ne parlano e questo è quanto si voleva. Non saranno le grida di protesta a far dileguare o recedere l’autore dal procedere con ulteriori invenzioni del genere “commedia all’italiana”.Siamo tornati ai tempi di quelli che della Lega ce l’hanno “duro” e che hanno generato nuove mostruosità scappate di mano. Così Grillo ha inventato Conte che ha fatto sapere che non accetterà compromessi sul programma di Nova, il ritrovo del ritrovo del Movimento 5 Stelle a Milano, teso alla costruzione partecipata del programma da proporre agli alleati di centrosinistra. In caso contrario tornerà a fare l’avvocato, un auspicio da non trascurare.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto?

Vannacci non è vile perché, in ipotesi, sarebbe uscito allo scoperto con le sue invenzioni, se fossero di sua mano, e non ha smentito sufficientemente il fatto biasimato dalla Siracusano anche come “un modo sciagurato e schifoso di fare politica”. Il leader di Futuro Nazionale si è difeso dicendo di “cercare meglio e di rivolgere le accuse, eventualmente, a chi di dovere…continuate pure ad occuparvi di scollature…”. Non ha deprecato l’episodio, se fosse stato azione di chiunque altro, e non lo ha stigmatizzato. Le donne della sua squadra tutte in ossequioso silenzio.

In origine lo “schifo” indicava il timore e rispetto che suggeriva obbedire ad una distanza verso qualcosa o qualcuno. Non sembra questo il sentimento che la Siracusano provi in questa vicenda. La denunciata scollatura della Siracusano in questione racconta di una scollatura verso la decenza. Pur di vincere anche per una sola incollatura si farebbe ormai di tutto.

Il cinema, ultima salvezza

Nel film “A qualcuno piace caldo” la bellissima protagonista Zucchero Candido suona l’ukulele che è l’adattamento hawaiano del machete, un arnese non da poco. Nel film, gli altri personaggi, in ammirazione, commentano che abbia un corpo sinuoso, come fatto di “gelatina”. L’avvenente personaggio, reso celebre da Marylin Monroe, confessa poi la sua debolezza e di cadere in effabilmente tra le braccia di chiunque suoni il sax tenore, dopo solo otto battute musicali.

Nella attuale politica non è chiaro chi passi per ammaliare l’elettorato a brandire una piccola chitarra e chi il machete, chi creda che il popolo italiano si adatti gelatinosamente ad ogni scenario, chi abbia il potere dopo solo pochi squilli di tromba di farlo cadere ai suoi piedi e chi abbia il giusto tenore, o meglio il “sex tenore”, per raddrizzare la situazione. Allo stato delle cose il paese reale potrebbe dire che “se c’è in una ciliegia con un verme, tocca sempre a me” potendosi subito consolare con la frase di chiusura sempre dello stesso film. Del resto, “Beh, nessuno è perfetto”.