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La regina Cleopatra e la pedata dell’alleato suo

Una scena che mette in discussione equilibri, alleanze e rispetto istituzionale: la difesa del Pontifex, la reazione scomposta dell’alleato e il rischio di un indebolimento dell’intero sistema imperiale.

Una scena nella Roma primaverile

Si può dare una pedata a una regina? L’etichetta non lo consentirebbe, ma è proprio quello che è accaduto, per vie diplomatiche, nella Roma primaverile.

I lavori del Senato sono nel calendario ordinario. Niente di particolare da registrare. Il Divo Cesare è impegnato in una conversazione con alcuni storici e filosofi, allargata al tesoriere imperiale, sulle sorti dell’Impero. Quando l’alleato della regina Cleopatra, non si sa bene per quale ragione – considerato che non è la religio sua – se la prende con il Pontifex Maximus.

“Oltraggio!”, gridano i senatori. E Cesare è con loro, ma vuole capire che cosa ha indotto quello strano alleato della regina Cleopatra/Meloni a inveire contro il Pontifex.

Chiama il suo fedele Nuntius, Caio Mario, che così racconta.

Il racconto di Caio Mario

“L’alleato della regina, quello che viene da lontano, oltre le Colonne d’Ercole, sta conducendo una guerra con i figli di Abramo contro l’Impero persiano. Le ragioni sono molto note: sostengono costoro che i Persiani abbiano un’arma molto pericolosa che può distruggere tutti noi. Loro, quelli che attaccano, lo impediscono”.

“Fin qui lo so – interrompe Cesare –. Vai avanti, dimmi del Pontifex”.

“Ebbene – prosegue Caio Mario – il Pontifex predica la pace contro tutte le guerre e quindi anche contro questa. Dice ai potenti al governo dei Paesi di fermarsi in nome della pace. Ma l’alleato della regina Cleopatra non ci sta. Dice che il Pontifex non capisce nulla di politica estera, che non conosce i Persiani, e che quello che predica, la pace, potrebbe portare invece alla distruzione del mondo intero, perché i Persiani sono gente senza scrupoli”.

“Invece mi pare che sia costui che accusa – dice Cesare – quello che non capisce niente di politica estera. Continua”.

La reazione della regina e lo strappo dell’alleato

“La regina Cleopatra ha difeso il Pontifex, che peraltro pure lei è di altra religio, ma serve il governo tuo, Cesare, e questo atto, sebbene dovuto, le fa onore. L’alleato si scaglia contro la regina dicendo che l’alleanza non sarà più come prima, che la stima si è molto affievolita, che nella guerra contro i Persiani non si è schierata e, per questo motivo, è persona non grata. E continua con qualche parola di troppo, non proprio un insulto ma quasi”.

“Mi spiace – esordisce Cesare –. Anche io ho sentimenti di delusione nei confronti della regina Cleopatra/Meloni, ma così villano non sono. Il confronto deve essere sempre rispettoso. La regina Cleopatra/Meloni non è abituata a villanie e a pedate sul… per essere allontanata. È stata ingenua, a suo tempo, a correre da costui senza prima quanto meno consultarci per un’opinione. Le avremmo detto che quello per il quale tanto si stava spendendo aveva dato chiaro segno di non rispettare altri che se stesso. Di considerare gli altri poco meno che servi, regine comprese”.

La pedata che colpisce l’intero impero

“Il guaio, Cesare – riprende Caio Mario –, se mi posso permettere, è che la regina Cleopatra ci rappresenta tutti, rappresenta l’Impero nostro che tu le hai affidato. La pedata a lei è la pedata a tutti noi”.

“Hai ragione, Caio Mario. Sei saggio e onesto a farmelo notare. Porta un messaggio alla regina Cleopatra/Meloni. Ti ringrazio per la difesa del Pontifex Maximus, che non è della tua religio, o regina degli Egizi, e ti attendo qui nella mia dimora, prima che tu presenti il programma per l’anno che ti manca a concludere il mio mandato.

L’alleato tuo ha in mente un piano per lucrare che sembra suggerito dal dio degli Inferi: lucra sul deficit della sua moneta e non sul surplus della sua economia. Solo gli incoscienti lo fanno, perché così fanno saltare le economie di tutti gli altri. E tu, Cleopatra, sei caduta nella tela del ragno. Ave”.