Il mugugno come unica linea
C’era un tempo in cui si litigava davvero. La DC si scannava per settimane, il PCI discuteva fino alle quattro del mattino, poi una linea prevaleva e la si portava avanti con la schiena dritta.
Oggi la sinistra non discute come dovrebbe. Mugugna a mezza bocca.
Emette note tiepide, si spacca sulle virgole, non osa una parola definitiva.
Non ha analisi. Non ha visione. Ha un ceto dirigente in cashmere che considera un atto di coraggio arrivare fino al secondo anello della tangenziale.
La sanità scivola, loro guardano altrove
Nessuno che ti guardi in faccia e dica: stanno smontando il pubblico, noi lo impediremo così.
Nessuna proposta vera contro la privatizzazione strisciante della sanità.
Le famiglie si impoveriscono mese dopo mese, i salari sono pietre ferme da trent’anni, e loro ti parlano come se il problema fosse il pronome e non la bolletta del gas.
La scuola, questa grande assente
La scuola è la prima infrastruttura del “noi”, lo ripetono in tanti. Eppure nessuna forza politica la mette davvero al centro del discorso.
E i giovani? Trattati con rigurgito gerontocratico, paternalismo da zio alla cena di Natale: bravi ragazzi, sedetevi, ascoltate.
Nessuno li rilancia come protagonisti. Nessuno.
Intanto, dall’altra parte, si arruola
Intanto Vannacci raccoglie quelli con la bava alla bocca, pronti come i cani di Pavlov al rinforzo positivo.
Un clic, un nemico nuovo da odiare entro sera. E funziona, perché dall’altra parte qualcuno parla, indica, aizza.
Qui, solo silenzio educato e giacche ben stirate.
