Home GiornaleL’estate come kairòs: lettera di mons. Savino, Vescovo di Cassano allo Ionio

L’estate come kairòs: lettera di mons. Savino, Vescovo di Cassano allo Ionio

Una meditazione sull’estate come tempo di riposo, bilancio e attesa, tra Scrittura, filosofia e cura degli ultimi.

Il tempo che si fa kairòs

Sulla soglia dell’estate 2026, il vescovo di Cassano allo Ionio, Francesco Savino, affida ai fedeli della sua diocesi una lettera pastorale che intreccia il linguaggio biblico a quello della filosofia classica. Partendo dal Salmo 46 – «Fermatevi! E riconoscete che io sono Dio» – Savino distingue il chronos, il tempo misurato degli impegni, dal kairòs, l’occasione propizia che l’estate consegna a ciascuno. Il riposo, scrive, non è concessione contrattuale ma atto di fede, radicato nel settimo giorno della creazione e nell’invito di Gesù ai discepoli stanchi: «Venite in disparte… e riposatevi un po’».

Bilancio e contemplazione

La lettera propone un esercizio di memoria ignaziana – tre domande semplici su crescita, amore e gratitudine – e richiama sant’Agostino, Josef Pieper e la Laudato Si’ di Francesco per una teologia del creato che fa del mare e della montagna calabresi «aule di teologia». Non manca il riferimento a Platone e al dialogo sotto il platano del Fedro, immagine affidata soprattutto ai giovani.

Chi fatica, chi resta

Nella parte più incisa del testo, Savino non dimentica chi l’estate non la vive come pausa: gli anziani soli, i lavoratori dei campi – con l’esplicito richiamo ai quattro braccianti di Amendolara – i malati, chi non può permettersi una vacanza. «Un’estate cristiana è un’estate che si accorge», scrive, indicando nella carità «la vera villeggiatura dell’anima». La lettera si chiude sotto lo sguardo dell’Assunta, cui il vescovo affida attese e progetti della comunità diocesana.

 

Il testo integrale della lettera è disponibile qui